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aprile2010

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tempo libero

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detti napoletani...

Antichi mestieri napoletani Verdummaro Il verdummaro, ovvero il fruttivendolo, oggi principalmente conosciuta come attività a posto fisso, nasce invece come lavoro itinerante. La figura del verdummaro, anche conosciuto come ortolano, si differenzia da quella a posto fisso perchè anticamente veniva svolta con carretti e carrettini, trainati da cavalli o asinelli, usati da ortolani, fruttivendoli, verdummari che giravano per le strade offrendo la loro merce. Veniva dalle campagne il verdummaro e portava principalmente prodotti coltivati nel suo appezzamento di terreno, che rivendeva sia al passante occasionale, sia al mercato. Pian piano il negozio itinerante divenne al posto fisso ‘o puost con un locale che si caratterizzava per la sua brava insegna di frutta e verdura con vendita anche di prodotti provenienti da paesi esotici, dove il fruttaiolo sistemava la merce su apposite ceste in legno ‘a sporta. Oggi la figura del verdummaro si può ancora trovare nei piccoli centri della provincia, soprattutto nell’Agro Sarnese dove si può ancora trovare in forma itinerante o nei mercatini rionali, il contadino che vende ortaggi e verdure prodotte direttamente nel suo fondo. Ma il cambio è avvenuto non solo per una questione fisico-materiale, ma anche perchè si sono perse alcune caratteristiche ed inconfondibili voci de verdummaro che reclamizzava i suoi prodotti con voce alta e possente.

‘A pigliate ‘e sputazze pe’ llire ‘argiente. Ha scambiato sputi per monete d’argento. Per dire che ha preso una enorme cantonata.

Mannaggia ‘a pressa... dicette ‘a maruzza. Mannaggia la fretta...disse la lumaca. Per apostrofare una persona lenta.

‘A vacca pe nun movere ‘a code se facette magna’ ‘e pacche d’‘e mosche. La mucca per non muovere la coda si fece mangiare il sedere dalle mosche. Si dice di persona scansafatiche e poco affidabile.

‘O pesce gruosso se magna ‘o piccerillo. Il pesce grande si mangia il piccolo. Le persone forti e potenti hanno sempre ragione dei deboli.


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