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portfolio EDIFICI


“The important thing about housing, is not what it is but what it does in the lives of its inhabitants� C. Ward


AULA DIDATTICA IN AUTOCOSTRUZIONE

A IMPATTO ZERO Località: Ladispoli (RM) Anno di costruzione: 2010 Superficie: 26mq Importo lavori: 16.000,00 euro (costo materiali)


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uesta piccola aula didattica di 26mq realizzata in autocostruzione in soli 21 giorni di lavoro dai 21 ragazzi della IVa geometri di Ladispoli vuole dimostrare la possibilità di costrutire edifici a basso consumo energetico con risorse economiche e tecnologiche limitate. Il progetto punta ad abbattere il fabbisogno energetico in regime invernale ed estivo ricorrendo ai principi fondamentali della bioclimatica. La pianta è estremamente compatta per contenere le dispersioni termiche. La facciata principale, rivolta esattamente a sud, è vetrata per massimizzare i guadagni solari passivi in regime invernale. Gli aggetti regolano gli ombreggiamenti in modo che la vetrata risulti completamente in ombra da aprile a settembre, senza alcun dispositivo mobile di

ombreggiamento. Nei restanti mesi invernali il sole raggiunge il pavimento in marmette di cemento di 5cm di spessore e la parete nord in terra cruda che accumulano il calore e lo rilasciano nelle ore notturne. Tale sistema di guadagno soalre passivo riesce a garantire, da solo, una temperatura interna pressochè costante in regime invernale di circa 17°. Il raffrescamento estivo, anch’esso esclusivamente passivo, è garantito dalla stessa massa termica di pavimento e parete nord. Inoltre, i carichi solari sono accuratamente controllati dal sistema di di aggetti della parete sud, da un semplice strato di ventilazione per le pareti est e ovest, ottenuto con tavolato di abete a giunto aperto staccato 4cm dalla massa della parete, e dal tetto ventilato. La temperatura interna in regime estivo è stabilmente intorno

ai 22° con porte aperte e temperature esterne attorno ai 35°. La struttura portante è in legno del tipo platform frame. La parete nord è realizzata in balle di paglia, intonacata esternamente in calce e internamente in terra cruda. La vetrata a sud è realizzata con doppio vetro bassoemissivo all’argon. La fondazione è costituita da massi di pietra basaltica locale di circa 1m di diametro, parzialmente interrati su letto di pozzolana. L’unico dispositivo tecnologico è costituito da un piccolo impianto elettrico autonomo alimentato da un pannello solare da 70W, batteria e luci a basso consumo.


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al punto di vista strettamente architettonico, questa auletta si inscrive all’interno della ricerca sulla effettiva realizzabilità di edifici ad alte prestazioni energetiche alle nostre latitudini. Tuttavia, la vera chiave di lettura del progetto risiede negli aspetti formativi e sociali che lo animano. La scelta di offrire l’opportunità di accesso ai temi dell’edilizia sostenibile a ragazzi futuri geometri non è casuale. La dimensione di apprendimento finalmente ricollegata con l’esperienza pratico-realizzativa del fare ha dimostrato tutta la sua efficacia. L’esperienza di partecipazione e auto-organizzazione del gruppo e del lavoro, l’acquisizione di nuove competenze attraverso l’esperienza diretta, la possibilità di verificare il percorso teorico nell’esperienza tangibile dell’edificio costruito sono i veri valori fondanti del progetto. Per una volta, l’ossessione della regola d’arte cede il passo alla possibilità di apprendere. Facendo. E anche sbagliando.

i protagonisti


CASA PASSIVA A MONTEBUONO Località: Montebuono (RI) Stato: Progetto definitivo Superficie: 150mq Importo lavori: 300.000,00 euro


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l problema della corretta esposizione dell’edificio, orientata a massimizzare i guadagni solari passivi invernali, ha portato a concepire il volume della casa come un elemento lapideo parzialmente incassato nelle rocce del pendio e parzialmente a sbalzo sulla valle. Una sorta di pietra scavata, che costituisce l’involucro strutturale in cemento armato. All’interno, si inserisce una seconda pelle in legno che costituisce l’involucro traspirante e termicamente isolato dell’abitazione. Le due pelli sono separate da una intercapedine ventilata. Le facciate sud, est e ovest sono completamente vetrate, aprendo la vista sul monte Soratte e la bassa valle tiberina.

L’ombreggiatura delle vetrate nei mesi estivi è prodotta dall’aggetto della copertura a sud e da una schermatura mobile a ovest. La massa termica è costituita dal setto centrale in cemento e dalla pavimentazione in pietra su massetto radiante. Dal punto di vista della prestazione termica, l’edificio è disegnato per ottenere fino al 75% del fabbisogno energetico per riscaldamento da guadagno solare passivo. L’integrazione è fornita da un sistema a pavimento radiante alimentato da pannelli solari e integrato da caldaia a condensazione. I collettori solari e 3kW di fotovoltaico sono inseriti come elemento tecnologico, formalmente autonomo, sulla parte

a monte della copertura, con esposizione e inclinazione ottimali. Il fabbisogno energetico globale da fonti non rinnovabili si attesta attorno al 5%. La piscina, in forma di fontanile, perimetra con un segno a L il piccolo giardino a prato. Il resto del terreno conserva la macchia boschiva e arbustiva spontanea originale. La disposizione degli interni prevede una zona giorno a sud e, a nord, la zona notte con due camere e un bagno affacciato su un piccolo patio con doccia esterna. Sul lato ovest, la camera principale con con bagno. Sul lato est, prospiciente la cucina, è ricavata una zona pranzo estiva, ombreggiata e aperta sul giardino verso nord.


CASALETTO A MANZIANA Località: Manziana (RM) Ristrutturazione Superficie: 40mq Importo lavori: 30.000,00 euro


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uaranta metri quadri per l’alloggio permanente di quattro persone e di un pianoforte a mezza coda iscrivono questa ristrutturazione di un piccolo casaletto della campagna manzianese nel tema dell’abitabilità degli spazi minimi. La sovrapposizione degli spazi d’uso, la stratificazione dei livelli, l’uso di elementi di arredo fissi e integrati si ispirano alla progettazione degli interni di piccole barche da diporto. Il carattere di grandissimo pregio del piccolo manufatto settecentesco viene valorizzato dall’accostamento dei nuovi elementi di arredo di stile minimalista e contemporaneo. La muratura di raffinata fattura e in perfetto stato di consevazione in pietra di Manziana trovata, è stata rifinita solo internamente con intonaco a calce lisciato e lasciato a vista. Esternamente,

l’intonacatura sbruffata originale in malta di calce e pozzolana è stata mantenuta per non alterare il carattere tipico conferito dalla patina del tempo. Il tetto è stato completamente rifatto sostituendo la travatura (non originale) con castagno dei monti cimini, riusando le pianelle originali prodotte nella fornace di Manziana, inserendo uno strato di isolamento in fibra di legno e uno strato di ventilazione. Il primo solaio è stato anch’esso rifatto, con travatura e semplice tavolato in castagno dei cimini non trattati. Il solaio, la scala, gli arredi e le finestre sono relaizzati in autocostruzione. Al piano terra una pedana rialzata funge da contenitore per la dispensa e il cambio stagione, da seduta per il tavolo e per il pianoforte. Il lavello in marmo è inserito nel vano del vecchio caminetto ricavato

nello spessore della muratura. Al piano superiore la canna fumaria diventa libreria per i bimbi. Sulla pedana trovano posto due futon che da zona conversazione si trasformano di notte in 4 posti letto. Al piano sueriore la zona notte con i letti dei bimbi rialzati e il pavimento libero per la zona gioco. Nel bagno una vecchia pignatta in rame funge da lavabo. Una vasca da bagno in legno ispirata al furo giapponese si affaccia sulla scala. Le finestre sono costituite da una unica cornice fissa in abete o castagno. Il pannello apribile in vetrocamera bassoemissivo all’argon, senza telaio, va a battuta sulla guarnizione della cornice assicurando la perfetta tenuta all’aria. La produzione di acqua calda sanitaria avviene esclusivamente da collettore solare. Il riscaldamento è a legna con cucina economica.


CASA COLONICA A COLLEVECCHIO Località: Collevecchio (RI) Ristrutturazione Superficie: 500mq Importo lavori: 800.000,00 euro


a ristrutturazione di una casa colonica degli

L

cemento armato faccia a vista si accostano a

di arredo che dialogano con pochi elementi di

anni ‘50 pone il problema della mancanza

intonaci di calce rispettando i cromatismi tipici

antiquariato laziale, con il cemento lisciato delle

degli elementi architettonici di pregio dei casali del

della campagna sabina. Gli infissi ad anta unica

pavimentazioni e con le putrelle ossidate e le

‘700 e ‘800. Il progetto ha dunque valorizzato gli

regolarizzano il sistema delle bucature delle

pignatte imbiancate a calce e lasciate a vista sui

elementi tipici del linguaggio architettonico delle

facciate e massimizzano gli apporti solari passivi

soffitti. Il sistema di riscaldamento è del tipo a

case coloniche del periodo quali le coperture in

per il riscaldamento invernale. Le proporzioni

pavimento radiante alimentato da pannelli solari

tegole marsigliesi, i solai in putrelle e pignatte o le

della piscina si ispirano a quelle dei fontanili

e integrato da caldaia a condensazione. Da aprile

strutture cementizie delle coperture coniugandoli

della campagna circostante. Gli interni sono

a ottobre l’esubero di produzione di acqua calda

con elementi di linguaggio contemporaneo. Gli

caratterizzati da un design minimal giocato sui

da pannelli solari è usata per scaldare al piscina.

ampi terrazzamenti in legno connettono i vari

toni del bianco in accostamento all’acciaio inox

livelli del costruito e del giardino. Elementi in

delle cucine e al ferro grezzo dei nuovi elementi


CANAPIFICIO A CASTELNUOVO DI VAL DI CECINA Località: Castelnuovo di Val di Cecina (PI) Stato: Progetto preliminare Superficie: 8.000mq


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l problema dell’inserimento ambientale di un edificio industriale in un contesto di elevato pregio paesistico è risolto con l’adozione di una copertura verde a livello della strada. Il fronte principale dell’edificio, esposto a sud, è l’unico segno architettonico inserito nel paesaggio, disegnato come una fessurazione del terreno. La disponibilità in situ dell’energia geotermica dei soffioni boraciferi è un punto chiave della mitigazione dell’impatto ambientale. I pannelli fotovoltaici integrati negli shed della copertura e il sistema di fitodepurazione delle acque di macerazione rendono le emissioni del ciclo di produzione e il fabbisogno di energia da fonti non rinnovabili prossimi allo zero.



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