Page 49

Quaderni acp  www.quaderniacp.it  1 [2018]

Info

Info: notizie sulla salute Rubrica a cura di Sergio Conti Nibali

Allattamento è… ovunque lo desideri

L’Associazione Culturale Woodoo Star (www.woodoostar.com) ha promosso una campagna di sensibilizzazione denominata “Allattamento è… ovunque lo desideri”. L’Associazione ritiene che l’impedimento a una donna di allattare in luoghi pubblici è una vera repressione che deve essere messa al bando o, meglio ancora, sanzionata dalle leggi. Norme specifiche che in Italia mancano e che migliaia di mamme italiane chiedono. La campagna è sostenuta da 37.000 persone di diverse nazionalità e attive in azioni di sensibilizzazione. L’idea nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Woodoo Star e l’Avv. Mariacristina Petrolo che già rappresenta associazioni nazionali quali IBFAN Italia e MAMI, attive da anni per la difesa dei diritti delle mamme e dei loro bambini e che hanno patrocinato l’iniziativa. È attivo uno sportello che rappresenta un punto di contatto e informazione per le madri in difficoltà quando decidono di allattare in luoghi pubblici. Si tratta di un traguardo importante perché rappresenta una prima risposta per la tutela dei diritti delle madri e dei loro bambini. In Italia i dati riguardanti i disagi dell’allattamento in pubblico, raccolti attraverso un questionario su territorio nazionale, rivelano che: y il 31% delle donne ha vissuto atti discriminatori durante l’allattamento in luoghi pubblici; y i centri commerciali, i ristoranti, i giardini, gli ambienti medico-sanitari sono i luoghi dove si registrano maggiori discriminazioni; y le città con la più alta incidenza di discriminazioni sono: Roma, Torino, Verona, Treviso. L’iniziativa è inoltre tesa alla creazione di un vero e proprio vademecum utile alle madri per segnalare le violazioni e i comportamenti scorretti. Le donne che ne hanno necessità potranno quindi inviare la propria segnalazione via email e riceveranno una consulenza legale gratuita scrivendo all’indirizzo: ovunquelodesideri@gmail.com

Tossine nelle formule artificiali

Secondo una ricerca l’80% delle formule per neonati contiene arsenico e altre tossine, e alcuni prodotti certificati biologici hanno una quantità doppia di arsenico ri-

spetto ai prodotti convenzionali. Il Clean Label Project, un’iniziativa che analizza e valuta i prodotti rispetto ai contaminanti industriali e ambientali, ha trovato l’arsenico nell’80% delle formule per neonati, secondo USA Today. Anzi lo studio - che non è stato pubblicato in una rivista peer-reviewed - ha scoperto che alcuni prodotti alimentari per bambini con certificazione bio hanno più del doppio della quantità di arsenico trovata nei cibi convenzionali testati. Il gruppo ha esaminato 86 diversi tipi di formula per bambini e ha controllato più di 130 tossine diverse, che vanno dai metalli pesanti a prodotti chimici cancerogeni. «È importante per i consumatori capire che alcuni contaminanti, come metalli pesanti come il piombo o l’arsenico, sono nell’ambiente e non possono essere semplicemente rimossi dal cibo», ha dichiarato a USA Today un portavoce della FDA. Sebbene l’arsenico fosse la più comune sostanza chimica nociva trovata nelle formule per bambini, anche il cadmio - utilizzato nelle batterie e come stabilizzatore della plastica - è stato rilevato con frequenza allarmante. Lo studio ha scoperto che le formule per neonati a base di soia hanno circa sette volte più cadmio rispetto ad altri tipi di formula per neonati. L’arsenico e il cadmio, secondo la American Cancer Society, sono cancerogeni. L’anno scorso l’US Food and Drug Administration ha proposto un regolamento che limiterebbe la quantità di arsenico consentita nei cereali per l’infanzia a base di riso, ma il limite non viene ancora applicato. Il progetto Clean Label ha anche trovato piombo nel 36% dei 500 prodotti alimentari per bambini che ha testato: un risultato che conferma la ricerca dell’Environmental Defense Fund che ha rilevato il piombo in circa il 20% dei campioni di alimenti per bambini.

Diritti dell’infanzia in Italia

È stato presentato il 3° Rapporto supplementare del Gruppo CRC alle Nazioni Unite, che fa il punto sull’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Minori in povertà, accesso ai servizi sanitari per l’infanzia, nidi, tempo pieno, refezione scolastica: il divario nelle condizioni di minori e adolescenti è ampio, specie tra Nord e Sud, con le regioni del Mezzogiorno che registrano il 20,4% di bambini in svantaggio so-

cio-economico (il doppio rispetto alla media nazionale); con la Calabria che ha un tasso di mortalità infantile del 4,7‰ (contro il 3,1‰ nazionale); con Sicilia, Puglia, Campania e Calabria con il più alto numero di bambini che non ha accesso al servizio mensa nella scuola primaria e i più elevati tassi di dispersione. Le politiche dell’infanzia in Italia continuano a non essere trattate come una priorità e, in assenza di una visione d’insieme strategica, permangono le diseguaglianze, che si riflettono in primo luogo sulle disparità regionali. A interventi discontinui, talvolta realizzati in risposta a situazioni emergenziali, si sono alternati, tuttavia, anche alcuni segnali incoraggianti sul piano legislativo. Il Rapporto, che fotografa lo stato delle politiche dell’infanzia dalla prospettiva del terzo settore, a partire dall’esperienza di coloro che lavorano quotidianamente con i bambini e i ragazzi, è un report complementare rispetto a quello fornito dal Governo e completa il terzo ciclo di monitoraggio del Gruppo CRC. Alla redazione degli undici capitoli che lo compongono hanno contribuito 144 operatori delle 96 associazioni che costituiscono il Gruppo CRC. «La disomogeneità territoriale rispetto alle misure a sostegno di famiglie e minori, all’accesso e alla qualità dei servizi a loro rivolti è una delle gravi criticità emerse da questo monitoraggio: persino i tempi e i criteri di raccolta dati relativi a questi aspetti variano di regione in regione, rendendo difficile l’individuazione dei bisogni e la programmazione di risposte puntuali», sottolinea Arianna Saulini (Save the Children), coordinatrice del Gruppo CRC. «Nel Mezzogiorno, per esempio, in regioni come Calabria, Sicilia e Basilicata, almeno 1 famiglia su 4 è in povertà relativa. Le aree dove è accentrato il maggior numero di bambini in condizione di disagio socio-economico sono le stesse in cui sono più carenti i servizi che li interessano in modo diretto: per ridurre questo gap è necessario prevedere interventi specifici e ripensare l’assetto delle politiche dell’infanzia in Italia, in modo organico e strategico». Per rispondere all’accresciuto rischio di povertà o esclusione sociale di bambini e adolescenti fino ai 16 anni, che in Italia dal 2007 al 2015 è passato dal 28,2% al 33,4% (in Europa nello stesso periodo cresceva dello 0,5%), è stato previsto un Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione so-

47

Profile for Associazione Culturale Pediatri

Quaderni acp 2018 25(1)  

Quaderni acp 2018 25(1)