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educazione in medicina

1. attribuzione dei crediti formativi agli eventi di formazione (Accordo StatoRegioni 2007); 2. qualità della formazione continua erogata (Accordi Stato-Regioni 2007 e 2009); 3. garanzia d’indipendenza del contenuto formativo (Accordo Stato-Regioni 2009). Analogo impegno è stato sottoscritto rispetto alla predisposizione di un Albo Nazionale dei provider ECM (che include sia i provider accreditati a livello nazionale che quelli accreditati a livello regionale), consultabile pubblicamente con il rilievo delle eventuali sanzioni ricevute. I criteri per l’attribuzione dei crediti formativi alle diverse tipologie di attività formativa da parte dei provider accreditati sia a livello nazionale sia a livello regionale non sono stati definiti con questo Accordo, anche se ciascun Ente (CNFC e le singole Regioni che hanno avviato l’accreditamento regionale) utilizza criteri ancora non allineati tra loro: l’impegno è che la CNFC, in collaborazione con il Comitato Tecnico delle Regioni, adotti entro un anno un’apposita determinazione su questo aspetto.

Metodologie formative e accreditamento dei provider FAD

L’Accordo del 2007 elencava le diverse metodologie con le quali acquisire crediti formativi: non più solo attività residenziali (Congressi, Convegni e attività d’aula), ma anche stage, gruppi di miglioramento (cioè formazione sul campo), oltre ad attività di ricerca, autoapprendimento e FAD. Fu un notevole passo in avanti per la “macchina” nazionale, ferma fino a quel momento al riconoscimento della sola attività “residenziale”. Successivamente l’Accordo del 2009 affrontò, in modo specifico, il tema dell’accreditamento del provider FAD, stabilendo una serie di requisiti più stringenti per i provider che vogliono accreditarsi per questa tipologia formativa, tra cui, per esempio, la data di scadenza dei programmi FAD (che non può essere superiore a un anno). Quest’ultimo Accordo, che non aggiunge nulla a quanto stabilito con il precedente, evidenzia, nei requisiti, tutto ciò che è obbligatorio possedere per utilizzare le

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diverse metodologie formative: sedi, attrezzature, servizi editoriali e siti web devono essere coerenti e congrui con i servizi che s’intendono erogare.

Verifiche, controlli e monitoraggio della qualità delle attività formative

Verifiche, controlli e monitoraggio della qualità sono demandati a organismi istituiti dai diversi Enti accreditanti (CNFC e Regioni): il Comitato di garanzia, già istituito a livello nazionale con il precedente Accordo del 2009, con il compito specifico di controllare l’indipendenza del contenuto formativo rispetto agli interessi commerciali che possono intervenire all’interno del sistema di formazione continua, e con una funzione che deve essere garantita anche a livello delle singole Regioni; l’Osservatorio per la qualità della Formazione Continua in Sanità (ONFOCS), organismo anch’esso già previsto dall’Accordo del 2007, e da istituire anche a livello di ogni singola Regione, con il compito di valutare la qualità della formazione del Servizio Sanitario Regionale attraverso periodici interventi di ‘osservatori’. Sono dunque due i sistemi di verifica e controllo: uno di carattere più amministrativo-gestionale, l’altro per la valutazione della qualità dell’attività formativa.

Aree di riferimento per l’individuazione di obiettivi formativi nazionali e regionali

La modalità con cui i sistemi sanitari analizzano i nuovi bisogni posti dall’evoluzione del quadro generale e, in rapporto a questo, ridefiniscono il sistema dell’offerta dei servizi sanitari, è un’azione di programmazione istituzionale, sistemica e condivisa, con la quale vengono definiti i Piani Sanitari Nazionali (PSN), quelli Regionali (PSR) e quelli delle Articolazioni periferiche (PSA). In questo scenario, quindi, la formazione ECM e l’individuazione degli obiettivi formativi devono essere pensate come uno strumento che sia ancorato alle azioni di programmazione sanitaria, in un “sistema” in cui tutti gli obiettivi formativi, da quelli nazionali a quelli regionali e aziendali, sono finalizzati a garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza ai servizi prestati, con una

matrice comune di riferimento. Sono state quindi riproposte, così come già individuate nell’Accordo del 2009, “aree di riferimento” che, in coerenza con i Piani Sanitari Nazionali e Regionali vigenti, dovranno essere utilizzate da tutti i provider per l’individuazione degli “obiettivi formativi”. Questi devono essere evidenziati nei Piani di Formazione dei singoli provider, pubblici e privati, e nei dossier formativi individuali e di gruppo.

Il dossier formativo individuale e di gruppo

Tra gli aspetti più innovativi, già indicati nel primo Accordo del 2007 “Riordino del sistema di formazione continua”, viene riproposta l’istituzione del “Dossier formativo” individuale e di gruppo, “strumento di programmazione e valutazione del percorso formativo del singolo operatore (individuale) o del gruppo di cui fa parte (équipe o network professionale)” (Accordo 2007, p. 5). Su questo aspetto, tuttavia, l’accenno ad aree di competenze, richieste al professionista sanitario, e alimentate dalle diverse attività formative, appare piuttosto confuso, poiché si fa riferimento a tre aree di competenza (non sufficientemente illustrate e motivate) e a una possibile aggregazione di obiettivi formativi in rapporto a tali aree. Per questi, però, viene indicata, in modo alquanto arbitrario, l’inclusione in un’area di competenza piuttosto che in un’altra. Per esempio: l’obiettivo formativo (come tale indicato!) “Epidemiologia – Prevenzione e promozione della salute” (che non è un “obiettivo”, ma un’area tematica o un’area di riferimento, all’interno della quale si possono identificare diversi tipi di obiettivi formativi) viene aggregato alla “competenza tecnico-specialistica” come se tutte le attività formative che si realizzano in questo ambito andassero ad alimentare una competenza di questa natura. In realtà nell’area tematica “Epidemiologia – Prevenzione e promozione della salute” possono essere realizzati diversi tipi di obiettivi, sia di tipo tecnico-specialistico (il know-how specifico delle professioni che si occupano di epidemiologia, statistica sanitaria ecc.), sia di tipo relazionale comunicativo (come impostare un rapporto con il paziente e la sua famiglia in tema di educazione e prevenzione alla salute), sia di tipo gestio225

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