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RASSEGNA STAMPA


Corrieredel Mezzogiorno V_di

27 AprIle 2012

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Dai Settanta ai Novanta Napoli Al!Pan gli scatti del fotografo compagno dit strada degN speFimentatmi

di STEFANO DE STEFANO è un'altra fotografia, quella che pur consape, vole di-tutti i suoi mezzi espressivi si mette però a diposizìone <Uun secondo linguaggio altrimenti destinato all~afasiadella,testimonianza, aWassenza <Utracce visive, all'impossibiIità dj,frasmettere alle generazioni"successive il valere della preprìa esperienza Perché il teatro, si sa, è l'arte dell'assolutamente irtipetibile, del suo stesso vivere solo nell'atto del suo compiersi, in quel luogo e in quel momento. Ed ecco allora nascere un binomio pressocché indìssolubiìe, quello fra lo scatto della macchina e il gesto dell'attore, il taglio della luce, l'atmosfera <Uun'azione scenica. Quasi fino a diventare un tutt'uno, un'interazione che ha sue regole, sue specificità, sue imprescindibìli relazioni. Lo sa bene Cesare Accetta che <Uquesta seiuzìone ehimìcartra.teatro e\fotegrafia è uno degli 'interpreti: italianìpìù coerenti ed apprezzati. Come <Urnestra la mostra curata da Maria Savarese' ed allilsivamente 'intìtolata «Dietro gli occhi», che si ,inaugura oggi pomeriggio alle 18.30 al Pan ed in cui attraverso l'abilità del suo sguardo emerge nitido il racconto <Uuna certa contemporaneità napoletana, quella del teatro <U ricerca compreso fra gli anni Settanta e i Novanta E <Ucni Cesare Accetta è stato fedele compagno <Ustrada, diventandone con il suo obiettivo in qualche modo protagonista. Iniziando circa 35 anni fa a lavorare come fotografo <Uscena

«Dietro gli occhi» . Accetta e iformidabili

trcnt' anni del teatro' prepno-eon i gruppi della speri- unai sarta' dl, sìmbìosi, analìtìca ed mentasìone, a partire dal' 'Featre esìstenzìalet E,così'gì'azi.e'a-queste Instabììe.di Napolile a seguire con Immagìnì' è"pòs~lbile riportare, alformazioni della Nuova Spettaco- . la 'ihen~ - per .chi le ha vissute larità, tutta gesto e suono new wa- - o veder e'per la-prima volta se si ve come Falso Movimento di Ma- è più giovani; i vari passaggi di rio Martone, o di, un'etica visione queste percotso, ritornato' sorneogrotowskiana come il Teatro prendentemente di attual.ità negli dei Mutamenti di Antonio NeiwiI- ultimi mesi, con libri, mostre e ler, un teatro del silenzio e della convegni, Dai 1976 - anno della memoria, antidoto alla «barbarie» stòrica rassegna «Incentro Situaedonistica e consumistica degli an- zioné 76" al, San Ferdinando, un ni 'So. Anni in cni Accetta - come vero e proprio censìmento dei il flusso di immagini proposte a prìncipali gruppi teatral.i di sperimentazìone - fino al' 1996. Ed1ecPa1azzo Roccella d lascia intendere in percorse che è dello spiri- co' allora gli scatti sugli spettacolì del Teatro Aifredl'Jany di:Mario e to ancor prima che della storia approfondirà questo rapporto in Maria' Luisa Santella, di Spazio, lli-

un

bero di Vittorio Lucariello, del Play Studio di Arturo Morfino, del TINdi Michele del Grosso, di Libera Ensemble di Gennaro Vitiello poi diretto da Renato Carpentieri t e Lello Serao. E ancora IIIGalleria Toledo di,Laura AngiuIIi, illTeatro Nuovo di Angelo Montella e Igìna Di'Napoli, illTeatro Studio di caserta di ronì Servìllo, Falso Movimento (!!ioMario Martone e la Nuova Drammaturgia napoletana di Enzo Moscato e Annibale Ruccella; i Teatri Uniti capaci mettere insieme le esperienze di Falso Movimento, Teatro Studio e Mufamenti, e infine lo straordinario ruolo avuto in quegli anni nella ricomposizione fra teatro «alto e basso» operata da Leo De Berardinis. Ma. in questo viaggio non mancano nemmeno ospiti non napoletani ma fondamentali anche nell'evoluzione della sperimentazione partenopea come il,teatro di Remondi e Caporossi, i Magazzini. Criminali di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, La Gaia Scienza di Gi\;)rgio -Barberìo Corsettì, e così via, owìamente la sezione monografìca non poteva che.essere affettuosa~ mente dedicata proprio a NewiI.ler, il cni lavoro Accetta ha testimoniato con particolllre e poetica anaIiticità. Da ricordare poi che la mostra ospiterà, in occasione del. IIIpresentazione del catalogo, anche un convegno intorno al teatro di ricerca tra gli anni Settanta e Novanta, con la presenza di alcuni dei prìncìpali protagonisti dei movimenti di allora e dìioggi, nonché di quelle figure critiche anch'esse protagoniste di.quelresperienza,


54 Napoli

Cultura. Società

Venerdi27apllle20l2

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Dietro gliocchìdel teatro di'ricerca

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vita di un

.AlParr trent'anni delle foto di CesarèAcceìta da Falso Movménto a Ruccelìo e NeiWiller matematico ..... ,

EnricoFiore

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l'aalie'18.30dloggialJ;>an:eriguardal;!Sujier·.' fìcìedell'evento, ossia iconténutidell' esposizione individuati sotto il profilo storìco, Ma dellacnestra'è'àssal'pìù importante intitolo," .metro.gli occli»>: perché riguarda. insieme, ilprogettomela~irael·ideacheilsuoarte· . ficehadali·~opresoinesame •.petl'appunto ll teatroe;.in partìcolare.dlteatro di rìcerca. . insomma. la mostra di Accettapotrebbe, · e ben a ragìone.assumere.come epigrafe il prezìoso iifo~IÌlache'per«IIlib", deglì'amì- · ~deftòHbfmaruìsthal:,<BiSognanasconde· re la ptOfOl\dit,à.Dove? Alla superficie». E , "rron.a.casod'altronde, lo stesso Cesare Ac;·'ttètta,diGe:,t<ll"pr(!)getto,della,mòstra"stilmio archìvio.di foto di.tèatro si pone fuori daun'impostazione documenta.>isticà, 'al, servìzìo della cronaea .degli eventi, rna piunosto.qualetracaia di un tempo e 4i un .. fermento.facendosìsoggenodìrieercaeriììéssio- · nesullafotografìà, rìpercorrendo emotìvamen,te vent'anni del. téatro L'autore d'autore, napoletano e Cesare AccetJ:a oltre». e,il racconto Due parole. di ~uesta : dil'Japolie.della contèmpotan~ita dichiarazione, soiio assolutamente significan. ti: td'ermento»ed«emoti-

varnentes.La.prìma concerne'la-natura del teatro sperìmentale, me· conosce solo l'op· zìone deì.presente'e, dunque, contemporanearneritevive e muore (ciò che; giusto, è proprìodellarìcerca) nelmomento stesso in cui si fa:j~eja-secerrda concerne il rapporto checonqueltiIlP'diteatrostabilisO>n.olefoto· ~e di Accetta. Ancora non a caso, infatti, la mostra,s'ih!itol. come là performance fra teatro e.fotografìa me nel"92 l'autorerealìzzò alla Galierilmiledo insieme con Alessandra'D'Blìae Andrea Renzì. . Le Immaglnì.esposte al Pan rìguàrdano, ,~to pei- faré solo qualche nome" il~Teatro . .AlfredJarrydiMaribe Maria LuisaSanteIla, il · Libera Scena Epsemble di Gennaro Vitiello, 10Spazioti!JeiodiVittorioLucarialio,.ilNuo. Ve di lgìna Di Napoli e Angelo' Montella, il Teatro Studio di CasertaguidatodaToni Ser'ville, Falso Movimento eli Mario Martone, . " Ruccello, Moscato, .Remondi e Caporossì, i · MagaxzIDiCriniinalicliFederico'l'ie:z:zieSan. · dro Lombardi, la Gaia Scienza di Barberio Corsettì e.naruraìmente, Leo de Berardinis. E conclude ìlpercorso espositivo una sezi~-

.

napoletano ..

I,.'omaggio

apolieìlraccon. ', . to della sua Poesia, nasce contempc ..ranei larivistà . tà.Iìteatre-dì rì. . . ~rca 'a N,apo~ «L:.eliar:iia» . " fra.gli annì.Settanta e glianni !'!ovantanella fotografiadi Cesare Accetta». Questo,il sottotitolo dellemo- · Nasce a NaPoli una stra"l!1.lr3ta'da~'Savarese,lches'inaugu.

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nuova riviSta di

poesla ..Si1htltola ' «LevanNJ,1Qn . omaggiQ a~rgio

Solmi.che negli anni· , Clnquanllir;lel secolo Scorso pubblleòu1:tlibro,con ques\oiiiolol"è dire\ta da EOgenl.o Lucrezi'ed è edl\a da La clttà'del sole,1 promotori di . !cl.:evania))·§onoun

fo~o gruppò di alrtori e Intellettw!Ji . napoletani,'; pro,venienti da

esperienzediVerse

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t0. ns.ìderato una specie di «p1j!1re fondatore». n.o~scienzìàto che-ha creato una vera e proprìascuolatmatematìçamapo . letana.Bfu.luì a formare-schìere di alììevì chéhsnno poi lavorato'in tutte le Unlversità, in particolare nel midallanaà'd€ofdato tariiatia, in v[a"iMezzbcàrinone, con Wla:mamfestazìone che avrà inizio alle 9';'30. L'appuntamento scientifico suì tema.«l recenti sviluppi dell'analisi matematìcas saràapertodall'ìntervento dì 'Guido-Ttcmbettì, 'WlO"degli exallìevìdì'Mìranda, f «Carlo-Miranda è stato Innanzi- . tutto un grandìssìmo scienziato ohehadatocontrìbutìfondamentaliallosvìluppc dell'analìslmatema- . rica - osserva Trombètti ."Ave:va una cura .metìeolosa -degìì allievi che riceveva ruttezle.settìmane-per dìsciìtère problemi,ootreggere l~vorii'f~e dimostrazìonì, l suoi corsi diMatematìchesuperiori eranò.una fonte mesaurìbile di idee e ,

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si dicono «animati

dallafldu"ia nell'energia yivtflcanteenella

f0l'Zll.dl . slgnlficazlone della parola poetica». la nuova ,

pubblicazione è stata p~sentéita nel giorni séorsl nella sto-rica saJetta rossa

dellà libreiia Guida a Port·AI&a... -,

suggestiQiliMeI vofUAmtonio,NèiwiUèr f0.t~gràfat0 da.,C'esarà'AçGeJtai~,«Black~ub

morabili dezìoni: ehenonerano seguite 501tanto dagli sru- Jlçonvegno denti ma anéhe All'Accademia datuttìdrìcercatori dell'Istituto Pontanana di Matematica. ilric0rdo Avevaunegrand~II!D'$.l~nziato de consideraliremlaetìi' zione perìa.dìdattica. Faceva «Un grande lezioni molto maestro- _. : semplici 'agli studenri di prìmo e secondo anno senza miP..i dico mai, saltarne una». Per Carlo Sbordone, ·ex. presidente delrÙtiione Matematìcaltalìana e socio dell' Ac· cademiaNazionaledeiLineei«€ar· lo 'Miranda ha rappresentato un esempìò raro m.grande scìenzìato ~ maestro. Persona equilibrata, dotata di senso pratico e generosa». Oltre a Trombetti, tra i suoi *evi ci . stino Cillberto, Greco, 'FÌarenza, Avantaggìetì, Troisi, Canfora, M,ata· rasso, Alvino. Professori dìrnatematica che hanno occupato le cattedre unìversìtane da Catania, a 'Bari, a Salerno, a Napoli.

.'=~~~~:~:~~~~~~=~ L~-~a-r~as"':"'s~e-gna--.~-'-_'-:'_-';"""-----~~ho' anticipato, conta Soprattutto l'(aspetto» dìqueste foto,' ,.~, Iccrpìeivoltìappaionosempresulpunto d'essere Inghiottiti dal buìo.circcstante: w-.

~<PtJlcjNeliaMenfe» eH teatro scuòla Nel manifèsto Lucio Dallàdisegnatoéla

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. di.~i;fa!'eunsoloesempio,que!!i(P:eIs:!un-

ta sfoeati~ del.Leo.eideìla Pèj;la,Pèra!l1lllo,di Tra'I&,yi.cìnanze'Istitl!ziOrfall: Fo:CIre.i SQI"scuoleln «AVfta~muri'»,Jo spenacolo/non spettacolo concorso, oltre60 gli eventi an.9~ra'una volta prin1é99ia che ~in linea con.quanto ho detto sopra quella ~I Presidente della irn;er.ltinel earteUj)I18della sprìgìonava una tremenda vitalità proprio Repubblica. Giorgio Napoll\ano; raSS!!9na.al.vla oggi a "c mentre.~ava.la fìne de!)a'fondarrientale cl\e, ha destinato à 'S\lnt~ArP.ino"clttadina In'; .; esperìenzacostìtuita dal T~trò di Mariglìa~,PulcìNeliaMente» guc:rtbò provincia di Caserta scrtasune no. Ma ilsommario elenco Qj nomi egriIppi medaglle·premlo. Aliçhe il rovine demantica AteHa nota nel proposto come slntesl.della mostra confergoyémo1ha,voluto tesllmonlé!lre mondojetterarto per aver~dato I ma, aìiresì, ciò che Cesare Aecettaaveva ano ~1I'al,ieatro l!allco con·là attenzlo~ e Interesse per-la nuncìato; lui. pur dedicando il massimo ccf~buleatelÌ8ne».11festival è rasseqnadlteatre-scuola, dell'attenzione a Napoli, non trascura 4i 0f'T1lét1 diventato un vero e attraverso Ilsottosegretario al spin&ersioltre, Ein questascelta, che bandìprçprìocontenìtore, la cui offerta ·miniStero all!lstruzlone,~Marco sce ogni miope chiusura eampanìlìstìca, sta, Rossi moria, che preserizlerà alla· è'spalmata lun,gotutto t'anno, poi. lasìgìa definitiva, ed alta. deìl'operazìocome stenne-a dimostrare gli cerimonia di chiusura del 6 ne nelsùo complesso, sva~ incontri che si S9Il9 maggio prossimo. LosguardodiAccetra- negandosiallanoQuattro le 5e.zloni di concorso: sus~guiti già Inquesto primo stalgia.e alia sterile consolazìone . diventa scoreio·di'201'2.1ira I pr.~n1iati di quello stesso dei grandi eantcrì della «ììnìs . qal teatro al:cortométraggl. Passando perle perfomance qu~st'anno, Mariano'Rigillo; . A,l!striae» che contemplavano Vìenna. Arrigo Levi, Francesco . artistiche di vario genere e per I dall'altura dello Steinhof: E ·viene in mente lavori d~lIa sezlone.Arteteca Paolantoni, Andrea ~enzi. che ilteatro ritratto nellefotodi cuiparliamo finalizzati alla yalorizzaiione' Aiessandro O'Alatri;,Emesto possiede l'identica caratteriStica della poeMahieux, Edoardo ae Angeli s, Il sia di Trald: è una fiammella che guizza sul . dell'artiglanato locale,1I valicar\ista delTg1 Aldo Maria mantfesto delta quattOrdicesima ciglio estremo dell' oscurità e, proprio per edizione. dedicata a Lucio Dalla, Valli.ilgiornalista del Tg2 Bruno questo, brilla della sua luce più intensa. Gambàcorta. èflrma(o dal premio No6e1 Dario CRlPRODVZIONE RISERVATA

r&.CU.

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domenica 29 aprile 2012

PROTAGONISTI

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cultura@ilroma.net

CULTURA

TULLIO SOLENGHI, DOPO MOLTE ESPERIENZE NEL TEATRO E NEL CABARET, SI RISCOPRE BRILLANTE PRESENTATORE

In scena da sempre: un attore speciale di Giuliana Gargiulo el gioco delle trasformazioni è maestro. Non a caso con il Trio “Solenghi-Marchesini-Lopezha incantato platee televisive e teatrali trasformandosi di volta in volta in buono e cattivo, fanciulla e tiranno, cantante e impresario, in una moltiplicazione di sé che ha sfidato i grandi del passato. Tullio Solenghi, terminata l’esperienza e i trionfi del trio, è ritornato al teatro di prosa e di anno in anno ha continuato con altri ruoli, altri partner, altre storie. Quando poi è comparso sul grande palcoscenico dell’Auditorium di via della Conciliazione, per condurre la serata dei Premi David di Donatello, (per l’Italia veri e propri Oscar che in passato hanno incoronato divi e divine come Elisabeth Taylor e Sofia Loren, Marcello Mastroianni e Federico Fellini, Lina Wertmuller e Mariangela Melato… servirebbero più pagine per elencare i vincitori), tutti abbiamo capito che, autentico enterteiner alla maniera anglosassone, il ruolo del presentatore era nelle sue corde. Con ironia e cultura, informazione e narrazione, è stato egualmente brillante al Teatro San Carlo, per la consegna delle Maschere del teatro, il premio ideato da Luca de Fusco. Ed è con serietà, che si allenta soltanto nella risata, come è nella tradizione dei grandi comici, che comincia l’intervista.

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Com’era da ragazzino? C’era qualcosa che lasciava prevedere tanta versatilità? «Ero un bambino pieno di fantasia, ancora tenuto a freno dai genitori, papà professore di architettura, mamma casalinga, che mi consideravano un po’ il tutore dei fratellino minore, come primogenito delegato a dare l’esempio, in una famiglia tranquilla in cui i genitori si sono amati per tutta la vita. Sono nato a Genova e, pur vivendo in giro da anni, mi considero genovese». Quando il teatro entrò nelle sue scelte? «Già a diciassette anni mi ero iscritto alla scuola del Piccolo teatro di Genova, dove poi ho debuttato e lavorato con i più grandi attori del teatro italiano». Ha il ricordo di chi le ha insegnato di più? «I grandi del teatro e soprattutto Lina Volonghi, con la quale ho debuttato in “Madre coraggio” di Brecht e Alberto Lionello, attore brillante che mi insegnò l’arte della commedia». Ha fatto molta gavetta, che le è stata utile o ha significato un periodo difficile o faticoso? «La gavetta serve sempre e fortifica. Non deve essere a vita, in un lavoro difficile come quello dello spettacolo che è sempre precario, perché non è mai continuativo. Ho fatto sette/otto anni di gavetta tosta. Dopo tanto teatro serio, condiviso con attori di grande qualità, non mi sentivo abbastanza valorizzato… E allora decisi di scrivere un testo di cabaret. Radunai una trentina di amici e con il loro consenso debut-

CHIAMATO DA DACIA MARAINI

Tullio Solenghi

tai al “Refettorio con Beppe Grillo”. Nel 1978 fui visto da Pippo Baudo, per merito del quale iniziò la grande avventura televisiva che fece esplodere il Trio. Fu una lettura trasversale per età cultura e che conquistò tre generazioni di spettatori, una stagione felice condivisa con Anna Marchesini e Massimo Lopez durata fino al 1982». Che cos’è per lei l’ironia? «C’è una bellissima definizione di Giovanni Guareschi che suggerisce di” ridere di se stessi vivendo l’oggi e non dopo”. L’ironia deve essere riflessiva, e includere la capacità di non prendersi mai sul serio«. Che cosa è stato realmente ostico nel suo percorso di attore? «Il momento più difficile l’ho dovuto affrontare nel 1977 quando mi sono inventato la nuova pelle del cabaret. Stavo dubitando di potercela fare. Anche perchè non trova-

AL PAN

vo le occasioni, che in quegli anni non davano la possibilità di farsi valere. Genova era decentrata e le combinazioni negative da affrontare erano tante… Ho dovuto prepararmi più del necessario» È stato forte? C’è l’ha fatta dando fondo alle sue sicurezze? «Sicuramente posso avere, ed ho avuto, momenti di depressione ma…durano un’ora! Ricomincio sempre da capo. Mi venne voglia di inventare, di fare cose nuove, di farmi vedere dagli altri dando fondo alle mie capacità. Ripensando al passato fu un bel coraggio». Quali sono gli aspetti principali del suo carattere e come sente di essere? «Certamente ho una componente narcisistica. Poi sono istintivo, passionale…Lo dico in maniera modesta, ma tutte le mie idee nel cassetto hanno avuto come veicolo il Trio e il successo che ne è derivato.

Mi piace la parodia e la possibilità di confrontarmi con gli altri, mi piace scambiare le idee. Il Trio ha avuto per tutti e tre lo stesso rigore, la stessa matrice teatrale, che ci ha fatto trattare la comicità con i guanti. Certo abbiamo dovuto lottare per imporre le nostre scelte, che non erano proprio facili e tante volte in anticipo per provocazione. Dopo “I promessi sposi”, realizzato in sei puntate e con tredici milioni di telespettatori, con la conferenza stampa di chiusura mi ritrovai da solo. La nostra fortuna era stata Torino dove avevamo registrato “I promessi sposi”, ma per tutti e tre cominciava un nuovo percorso». Come è stata la vita all’interno del Trio? «Mai un momento di tensione. Ci siamo sempre scelti come amici e mai come colleghi. Ci ha tenuti uniti il lato e la componente umana. Quando la stanza del cazzeggio rimase muta, allora, ad un certo punto, vennero a mancare le idee. Massimo Lopez è stato il primo ad avere voglia di indipendenza. Ma è vero che nessun produttore ci ha messo insieme o ci ha diviso». Dal 2003 un nuovo passaggio nella sua carriera, diventa presentatore per l’Eti in occasione della consegna dei Premi Olimpici e poi all’Auditorium per i Premi David di Donatello e di recente al Teatro San Carlo per le Maschere del teatro… Come presentatore un godimento di allegria, ironia e intelligenza… «È un lavoro che mi viene facile. Penso di usare la giusta dose di conoscenza e di ironia».

L’ambizione fa parte del suo modo di essere? «Il giusto. Mai avuto invidie per gli altri . Mi piace quanto basta. Mi sento commisurato a quanto so fare. E’ una mia adrenalina, che mi appartiene». Ha mai avuto paure professionali o umane? «Ne ho avute ma adesso sempre meno. Credo di avere la paura di resistere o anche quella di scomparire. Quando si sciolse il Trio, i corvi, molti, pronosticarono la nostra fine! È stato fondamentale che ciascuno dei tre avesse un suo personale talento. Ho sempre cambiato di stagione in stagione e sono andato avanti». Quali sono le cose che non le piacciono e le pesano? «Il pressapochismo di questo mestiere che non ha mai avuto un riconoscimento della professionalità». E cosa le piace? «Parafrasando Eduardo: “Gli esami non finiscono mai,” perché è vero che, come le passioni, non finiscono mai. E questo continuo ricambio di finire e ricominciare è vitale!». La vita com’è? «Mi sento positivo e solare. Ho vissuto e avuto i miei tradimenti ma alla fine tiro fuori le unghie e vado avanti». Un progetto? «Che tutto funzioni e vada avanti il più a lungo possibile tanto da poter continuare a vivere le mie passioni. Ho sempre dato importanza alla mia famiglia. Le mie figlie e mia moglie Laura sono la mia ancora di salvezza».

“DIETRO GLI OCCHI”, LE FOTOGRAFIE DI CESARE ACCETTA

Premio Elsa Morante, in giuria il nipote della scrittrice

Obiettivo puntato sul teatro sperimentale

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di Christian Gemei

iù morantiani di così è difficile esserlo. Il Premio Elsa Morante per il 2012, anno del centenario della sua musa ispiratrice, mette in campo una serie di iniziative che prenderanno forma a partire dal prossimo Premio Morante Ragazzi, che vedrà sul palcoscenico del Teatro di Corte di Palazzo Reale di Napoli, grande letteratura e grandi nomi, musicisti ed artisti e l’allegria a cui ci ha abituati questa vivace manifestazione dedicata ai più giovani. La prima grande novità è l’ingresso in giuria di David Morante, nipote di Elsa e fratello dell’attrice Laura. Il diplomatico, già Console Generale d'Italia a Londra e

Membro della Direzione per la Promozione e la Cooperazione Culturale Mae, con gioia e slancio ha accettato l’invito della Presidente di giuria Dacia Maraini. «Sono felice di tornare a questo Premio proprio nell’anno dei cento anni dalla nascita di mia zia Elsa, - dichiara David Morante - e spero che ciò sia di buon auspicio per il Premio e per il lavoro intorno ai libri che sono onorato di poter fare d’ora in poi insieme a nomi così autorevoli della cultura italiana. Ho grande stima di questa manifestazione letteraria che ho seguito per anni, e che da sempre è votata alla diffusione della cultura del nostro Paese, la cui attività è riconosciuta anche all’estero».

PER LA FESTA DEI LAVORATORI

Primo maggio: musei aperti Il biglietto costa 1 euro

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artedì, i musei Duca di Martina, Capodimonte e Sant’Elmo resteranno aperti fino alle 19,30 al costo simbolico di 1 euro, per la Festa dei Lavoratori. Tra i Monumenti e i Siti di Terra Di Lavoro che saranno, eccezionalmente, visitabili, spiccano l’Anfiteatro, il Mitreo (nella foto) e il Museo di Santa Maria Capua Vetere nell’ottica di una maggiore fruizione delle ricchezze archeologiche dell’Antica Capua. Grazie, infatti, alla decisione della Soprintendenza competente per Territorio i tre “gioielli” resteranno aperti nella seguente maniera: l’Anfiteatro e il Mitreo dalle ore 9 continuativamente ad una ora prima del tramonto; mentre il Museo sarà visitabile dalle 9 alle 19,30. Anche qui, in questa particolare giornata, il biglietto di ingresso cumulativo costerà solo 1 euro.

C’

era una volta a Napoli un teatro che si faceva nei sotterranei e negli scantinati dei vecchi palazzi padronali, in luoghi che una volta ospitavano depositi o servivano da pozzi ma che, una volta liberati ed allestiti, diventavano palcoscenici perfetti per piccole rappresentazioni, magari grazie alla loro acustica avvolgente o alle forme insolite e suggestive dei loro spazi. Erano chiamati teatri ‘delle cave’, per analogia con i teatri ‘delle cantine’ sorti nello stesso periodo nella capitale e, dagli anni Sessanta in avanti, le loro mura hanno visto nascere e crescere il teatro di ricerca partenopeo. Un movimento artistico che prendeva le distanze dal teatro classico, cercando una nuova libertà dal testo. Lo racconta attraverso le sue immagini Cesare Accetta, fotografo di scena partenopeo che quel movimento lo ha vissuto intensamente. “Dietro gli occhi”, la sua mostra ospitata nelle sale del Pan Palazzo delle Arti Napoli, visitabile fino al 27 giugno, ripercorre vent’anni di quella, forse irripetibile, stagione di ri-

cerca teatrale: dal 1976 – anno della storica rassegna “Incontro Situazione 76” al Teatro San Ferdinando, vero e proprio censimento dei principali gruppi ‘di sperimentazione’, fino al 1996. Molte le esperienze raccontate in questi scatti: dal Teatro Alfred Jarry di Mario e Maria Luisa Santella a Spazio Libero di Vittorio Lucariello; dal Play Studio di Antonio Morfino al Tin di Michele Del Grosso, al Libera Ensemble di Gennaro Vitiello, condotto successivamente da Renato Carpentieri e Lello Serao. E ancora: il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller; il Teatro/Galleria Toledo di Laura Angiulli; il Teatro Nuovo, il Teatro Studio di Caserta di Tony Servillo, Falso Movimento di Mario Martone. Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Leo De Bernardinis e ancora altre realtà e personalità non meno significative. «In questa mostra – ha sottolineato l’assessore Antonella Di Nocera – c’è la riflessione di un’epoca. Cesare è una figura d’eccellenza della cultura e quegli anni rappresentano un unicum nella storia europea». «”Dietro gli occhi” – spiega l’artista – è un viaggio nella memoria, che fa

Cesare Accetta: Alessandra DʼElia e Andrea Renzi; in basso, Licia Maglietta; a sinistra, Neiwiller

rivivere incontri con personaggi che hanno contribuito alla mia formazione. Il titolo evoca un importante spettacolo del 1992 alla Galleria Toledo, protagonisti gli attori Alessandra D’Elia e Andrea Renzi, in cui fondevo il linguaggio del teatro a quello della fotografia. il teatro è stato il primo soggetto della mia ricerca fotografica. Una delle mie prime mostre, “Nero sensibile”, era dedicata appunto al teatro e anche quella volta raccontavo una fase della mia vita artistica. Il rapporto col teatro non si è interrotto nemmeno quando, a metà anni ‘90, ho intrapreso la strada della direzione di fotografia cinematografica. A questo punto lo spazio dedicato alla fotografia pura è diventato sem-

pre più personale. La mostra di oggi è un percorso storico ma anche emotivo, in cui ricorre costantemente la figura di Antonio Neiwiller, a cui ho dedicato la sezione monografica. Purtroppo di Antonio rimane poco di documentato e noi amici e collaboratori cerchiamo sempre occasioni per farlo conoscere, ricordarlo. Perché tutte le persone che hanno avuto la fortuna di lavorarci insieme o anche di fare con lui soltanto due chiacchiere ne conservano un ricordo forte». Scomparso nel 1993 Neiwiller rimane tra gli esponenti più originali di quell’intensa stagione mai abbastanza considerata, in cui – conclude Accetta - «l’energia giovanile si convogliava negli atti creativi».


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IaRepubblka

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VENERDì 27 APRILE 2012

NAPOU

PER SAPERNE DI PIÙ www.tealrooraziO.it www.napoli.repubblica.it

• XIX

Va inscena da domani al Teatro Orazio il monologo "Napoli ... profumi di donne"

L'unìverso femminile letto da Alessandra Borgia

LA PROTAGONISTA L'attrice Alessandra Borgia

SCHERMAGI.l Ed' amore in una città d'altri tempi. A ricostruirleèAlessandra Borgia nel hrillantemonolcgc "Napoli.; profumi di donne", in scena domani alle 21 al teatro Orazio, nell'omonima via a Posillipo. L'attrice si misurerà con una serie di personaggi dal carattere ben definito, partoriti dalla mente di autori come Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Libero Bovio e Annibale Ruccello. «Accompagnerò il pubblico in un viaggio neil'unìverso femminile, con Ioni a volte comici e a volte grot-

teschi», dice la Borgia. ((AItempo stesso farò assaparare quelle atmosfere poetiche di una Napoli sparita». Protagoniste della narrazione sono donnechesi confrontano con l'altro sesso nella perennericercadell' amore. Per ciascun personaggio l'obiettivo è ricco di imprevisti. Le musiche originali dello spettacolo sono flrrnate da Plerpaolo Borgia. , Biglietti da lO a 15 euro. TelefonoOB! 0494260.

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(a. v.) OlllP<lOOUlJONERlSEllVA'A

Al Panmemorie in bianco e nero sul teatro di ricerca fra i '70ei '90

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Lefoto di Cesare Accetta nella mostra "Dietrogli occhi" Antonio Neiwiller in uno scatto di Cesare Accetta

MARIO FRANCO SIINAUGURA.alle 18, alPan, Palazzo delle arti. via dei Mille, la personalediCesareAccetta "Dietro gli occhi", aperta al pubblico fino al 27 giugno. Il titolo della mostra era il titolo di una performance ideata e realizzata da Accetta insieme ad Alessandra D'Elia eAndrca Renzi eandata inscena a Galleria Toledo nel 1992 con l'intento di creare un momento di riflessione sul mezzo fotografico utilizzando il linguaggio teatrale, trasformando il palcoscenico in una sona di ideale cameraoscura. Nell'esposizione attuale, a cura di Maria Savarese e promossa

dal Comunee dalla Regione, Cesare Accetta presenta fotografie di grande formato (120 cm di altezza) trattedalsuo archlvto. partendodal1976,annodellastorica

Dtitolo deUa pel'So:nale c_anche Utitolo di -apellfonnance del 1992 rassegna "Incontro Situazione 76" al San Ferdinando, un censimento dei gruppi teatrali di sperimentazione. Si tratta, quindi, di opere che sollecitano ricordo e

memoria, un passato che si invera in una immagine presente, secondo un processo che portail ricordo (come dato cronologico) nell'attualità del contemporaneo. L'immagine fotografica-e in generale quella artistica - è sempre racchiusa in un "frame", unacornicechedelimitauncampo. una inquadratura che mostra un'azione che è frammento di spazio e di tempo. Proprio per questo essa è sempre raddoppiata, come ci ricordano Deleuze e Guattari,da un "fuori campo", inteso come possibilità di istituire un rapporto virtuale con il passato e l'ambiente circostante. E l'ambiente era la stagione artistica teatrale di ricerca di queglian-

ni, "Il teatro di ricerca a Napoli fra i '70 e i '90", maanche la molteplicità di iniziative che tra arte, musica, teatro, cinema, giornalismo, tv pubblica e neonate tv private, politica e movimenti, si fondevano in una visione contraddittoria e totalizzante. Un fiorire spesso effimero di creatività e generoso dispendio d'energie tra macroeventi e microeventi che segnavano la vita di una città martoriata dal terremoto e da un post-terremoto che culminò negli scandali politici. Questocontesto non può nonvenireallamcntcguardando le splendide sequenze in bianco e nero che vanno dal Teatro Alfred Jarry di Mario e Maria Luisa Santella a Spazio Libero di Vittorio

Lucariello: dal Play Studio di AIturo Morfina al l'in di Michele del Grosso; dal Libera Ensemble di Gennaro Vitìello, poi condotto da Renato Carpentieri e Lello Serao

Da Maria Luisa SanteUaaRucceUo e poi DeBerardizUs Sell'Villo,Manone e tanti altri alla Galleria Toledo di Laura Angiulli; ed ancora, il Teatro Nuovo di Angelo Montella e Igina Di Napoli; il Teatro Studio di Caserta di Toni Servìllo; Falso Movimento

di Mario Martone; Enzo Moscato;AnnibaleRucceUo;TcatriUniti; la Compagnia '86 di Marianna Troise: il teatro di Remondi e Caparassi; Magazzini Criminali di Pederlco Tlezzl e Sandra Lombardi; La Gaia Scienza di Giorgio Barberio Corsetrì: Leo De 8erardinìs. Nei neri più neri di Accetta, squarciati dall'occhio di bue della luce teatrale, si inserisce il ricordo affettuoso ed empatico di An to nio Neiwiller e del Teatro dei Mutamenti, una vera e propria sezione monografica, dedicata all'amico e compagno di lavoro con ilquale Cesare divise l'appartamento-studio a palazzo Marigliano. OI\tPflOOlJOOoN.tlSE""A'A

Dietro gli occhi - rassegna stampa  

rassegna stampa sui quotidiani nazionali

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