La Mafia - un racconto di Samantha Pau

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LA MAFIA

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La mafia  Con mafia si indica una qualsiasi organizzazione criminale retta dall'omertà e regolata da riti, legami familiari e percorsi iniziatici peculiari che ciascun appartenente, detto affiliato, è tenuto a rispettare. Secondo il significato estensivo del termine, indica una qualsiasi organizzazione criminale di persone che impone la propria volontà con mezzi spesso illegali, per conseguire interessi a fini privati e di arricchimento anche a danno degli interessi pubblici  Tra le organizzazioni del genere la più famosa è Cosa nostra, così definita dagli affiliati e il cui nome venne reso noto pubblicamente dallo statunitense Joe Valachi.

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Nella mafia se ti sputano addosso nessuno ti vede, se tu risputi tutti ti hanno visto


 ‘’ Cosa nostra’’ è una espressione utilizzata per indicare un'organizzazione criminale di tipo mafioso-terroristico presente in Sicilia, Italia e in più parti del mondo.

Cosa Nostra

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 Questo termine viene oggi utilizzato per riferirsi esclusivamente alla mafia di origine siciliana, per distinguerla dalle altre associazioni ed organizzazioni mafiose.  Gli interventi di contrasto da parte dello Stato italiano si sono fatti più decisi a partire dagli anni ottanta del XX secolo, attraverso le indagini del cosiddetto "pool antimafia" creato dal giudice Rocco Chinnici e in seguito diretto da Antonino Caponnetto. Facevano parte del pool anche i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.


Claudio Domino Claudio Domino era un bambino di undici anni. Il 7 ottobre 1986, Claudio si trovava assieme a due amici, nel quartiere San Lorenzo di Palermo, quando un uomo, su un motorino, attirò la sua attenzione chiamandolo a sé. Una questione di secondi e il killer aprì il fuoco contro di lui. Un colpo di pistola in fronte. Uno, sparato a bruciapelo. Il corpo senza vita di Claudio cadde a terra. Erano gli anni del maxi-processo in cui i boss di Cosa nostra furono portati alla sbarra dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Maxi-processo di Palermo 

Il Maxiprocesso di Palermo è lo storico processo contro Cosa Nostra che coinvolse 475 imputati per diversi capi d'accusa, tra cui quello di associazione a delinquere di stampo mafioso. Si svolse nell'Aula bunker del Carcere Ucciardone di Palermo tra il 10 febbraio 1986 e il 16 dicembre 1

l processo fu possibile grazie alla nascita del cosiddetto Pool antimafia di Palermo, la cui direzione unitaria permise ai giudici che ne facevano parte di avere una visione completa del fenomeno della mafia siciliana, almeno al livello militare. Oltre all'accentramento delle indagini nelle mani di un gruppo di magistrati specializzati, l'altro elemento di forza del Maxiprocesso fu l'utilizzo dei pentiti: in primis Tommaso Buscetta, poi Salvatore Contorno e altri collaboratori permisero di squarciare il velo dell'omertà che aveva garantito l'invisibilità di Cosa Nostra per decenni.

Il processo è considerato la prima vera reazione dello Stato Italiano nei confronti della mafia siciliana. I membri di Cosa Nostra furono per la prima volta condannati in quanto appartenenti ad un'organizzazione mafiosa unitaria e di tipo verticistico.

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Paolo Borsellino

‘’Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo ’’ Paolo Borsellino

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Biografia

Paolo Borsellino nasce a Palermo il 19 gennaio 1940

Frequenta il Liceo classico "Meli

all'età di 22 anni consegue la laurea presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo

nel 1963 studia per il concorso in magistratura che supera

Nel 1968 sposa Agnese Piraino Leto dalla quale ha tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta

Nel 1969 fu pretore a Monreale, dove lavorò insieme a Emanuele Basile, capitano dell'Arma dei Carabinieri.

Nel 1975 Borsellino venne trasferito presso l'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo

Il 4 maggio 1980 il capitano Basile venne assassinato e fu decisa l'assegnazione di una scorta alla famiglia Borsellino

nel 1986 chiede e ottiene di essere nominato Procuratore della Repubblica di Marsala, nel 1992 chiede il trasferimento alla procura di Palermo e nel 1992 vi torna come procuratore aggiunto.

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INTERVISTA  In una intervista rilasciata all'inizio del luglio 1992, Borsellino aveva dichiarato: "Io accetto la... ho sempre accettato il... più che il rischio, la... condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli. Il... la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in... in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare... dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro". Pau Samanta 5^B ITTL


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Il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vivevano sua madre e sua sorella Rita. Alle 16:58 una Fiat 126 imbottita di tritolo, che era parcheggiata sotto l'abitazione della madre, detonò al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu l'agente Antonino Vullo, scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta

I funerali privati del giudice Paolo Borsellino si sono svolti il 24 luglio e 10.000 persone hanno partecipato per essere vicini alla famiglia, che aveva rifiutato i funerali di Stato, accusando il governo di non aver saputo proteggere il giudice Borsellino dopo la morte di Falcone. Alcuni giorni prima dell'attentato, Paolo Borsellino aveva chiesto alla questura di far rimuovere le auto nella zona intorno alla casa della madre. Ma la sua richiesta non era stata accettata.

La strage di via D’Amelio e la morte Pau Samanta 5^B ITTL