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Anno VII Numero 1 - GENNAIO / FEBBRAIO 2012

Mauro

FEBBO

L’assessore regionale e le nuove sfide per l’agricoltura abruzzese

E poi Seneca, la business travel company da Guardiagrele nel mondo, le bandiere made in Abruzzo di Natalino Sozio, il nostro inviato Maurizio Delfino a Vicenza per il road show dell’Abi, la nuova filiale della Bcc Castiglione Messer Raimondo e Pianella, il Lido Skipper stabilimento “green” di Silvi Marina, la riconferma di Claudio D’Amario alla guida della Asl di Pescara


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SOMMARIO

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DIRETTORE RESPONSABILE Donato Parete VICEDIRETTORE Loris Di Giovanni CAPOREDATTORE ANDREA BEATO

38

REDAZIONE Elena Prizzi Rosella Ciampoli Daniele Marsili (grafica) Matteo Francavillese (foto)

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HANNO COLLABORATO Maurizio O. Delfino Valerio Simeone Lorenzo Dolce Roberta Villini Livia Randaccio Stefano Cianciotta Mauro Di Cola Florio Corneli Quirino Piccirilli Francesco Verini Gianni Scassa Generoso D’Agnese Pierluigi Spiezia Francesca Renzi Isabella Pennoni Emanuela Scarfone Luis Jimenez Andrea Sisti

Anno VII Numero 1 - GENNAIO / FEBBRAIO 2012

Mauro

FEBBO

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L’assessore regionale e le nuove sfide per l’agricoltura abruzzese

E poi Seneca, la business travel company da Guardiagrele nel mondo, le bandiere made in Abruzzo di Natalino Sozio, il nostro inviato Maurizio Delfino a Vicenza per il road show dell’Abi, la nuova filiale della Bcc Castiglione Messer Raimondo e Pianella, il Lido Skipper stabilimento “green” di Silvi Marina, la riconferma di Claudio D’Amario alla guida della Asl di Pescara

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SEGRETERIA DI REDAZIONE Esilde Collini STAMPA Printer Group Italia S.r.l. Abruzzo Magazine Periodico Bimestrale Registrazione del Tribunale di Pescara n. 3 del 01/02/10 Editore VACANZECULTURA.IT Redazione, direzione, sede legale, amministrazione e abbonamenti Via Carlo Poerio n. 3 65122 Pescara Tel. 085 799 81 90 redazione@abruzzomagazine.it Anno VII Numero 1 (nuova edizione) Gennaio / Febbraio 2012 La foto di copertina è di Matteo Francavillese Abruzzo Magazine è un marchio registrato di proprietà di VacanzeCultura.it. Il periodico è stato fondato, nella sua prima edizione del 1993, da Donato Parete e Sergio Di Tillio. Il numero è stato chiuso in redazione il 16/02/12 e tirato in 20.000 copie.

www.abruzzomagazine.it

Editoriale 11 Per l'inglese. In Usa, Gb, Australia 12 Press room

Cover Story

Professionisti 51 Ops Finder 52 Lido Skipper 55 Studio 81

16 Mauro Febbo

Vacanzecultura.it

Imprese

56 Corsi d'inglese a Rochester

22 28 31 32 35

Daniela Di Cosmo Seven Pac Seneca Valagro Ns Bandiere

Prodotto 36 Ns Bandiere

Personaggi 38 Attilio Di Mattia

La stanza del manager 44 Lucio Laureti

Banche e finanza 46 Bcc Castiglione e Pianella 48 Il road show Abi a Vicenza

8 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012

Associazioni 84 Aidp e Mc Job 87 Federmanager 88 Apco

Abruzzo e golf 90 Tempo di ripasso

Abruzzesi nel mondo 58 Yesica Di Vincenzo

Abruzzo visto da fuori 61 Guido Nanni Falck

Fiere 62 Al e Ro, Tenuta Ulisse

Eventi 64 Radio Delta 1 65 La Giornata della Memoria

Il punto di vista 66 Francesco Verini 68 Maurizio O. Delfino

Speciale edilizia 71 Edilizia

Abruzzo no profit 93 95 97 98

Fondazione Carispaq Amico Medico Rispetto, dignità, futuro Erga Omnes


Giovanni Di Bartolomeo progetto grafico

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Di Bartolomeo 085 454851 - info@


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EDITORIALE

Per l'inglese. In Usa, Gb, Australia. Alcune proposte... di Donato Parete

DUE SETTIMANE A NEW YORK, PER RAGAZZI, CON VACANZECULTURA.IT: ACCOMPAGNAMENTO FIN DA PESCARA

T

utto intorno a noi sta cambiando velocemente. Tutti, e i giovani più ancora, dobbiamo attrezzarci. Niente posto fisso, monotono o eccitante che sia. La crescita vera c'è solo in posti più o meno lontani. Qui invece bisogna accettare un vero cambiamento strutturale. Chi legge e chi scrive Abruzzo Magazine è qui in Abruzzo, probabilmente ama questi luoghi e probabilmente cercherà di restarci. Bene. E magari cercherà di cambiarli in meglio. Meglio ancora. Molto praticamente allora i cambiamenti andranno conosciuti e possibilmente cavalcati. La mobilità, nella globalizzazione, è e deve essere un valore. In tutti i sensi, anche nel significato letterale del termine, cambiando Paese quando è necessario. Ad ogni età. Anche per periodi brevi, per un'esperienza di lavoro e opportunità di reddito o per formazione, per le lingue, per work experience internazionali, per una scelta di vita apolide. Tra le riforme più importanti al vaglio dell'Unione Europea c'è quella della libertà di lavoro per i professionisti, piena attuazione del mercato unico. Si tratta dell'evoluzione della direttiva già in vigore: tesserino di riconoscimento professionale immediatamente valido in tutti i 27 Paesi dell'Unione. Possibilità enormi. Come vogliamo reagire? Come reagiranno gli stati o i talvolta obsoleti ordini professionali di casa nostra? Vogliamo ritirare fuori lo spauracchio dell'idraulico polacco? Il nostro giornale non ha mai amato le battaglie ideologizzate. Questo è il futuro. Punto. Piuttosto attrezziamoci. A opportunità di studio e di lavoro all'estero dal prossimo numero Abruzzo Magazine dedicherà ampie rubriche. Intanto ve ne segnaliamo alcune, in collaborazione con il nostro partner editoriale VacanzeCultura.it. Per lo studio dell'inglese, innanzitutto, il primo vero passaporto. Per i giovanissimi, dai 12 ai 18 anni, abbiamo contribuito ad organizzare, con partenza e assistenza sin da Pescara (volo da Roma incluso, tutto e sempre insieme agli accompagnatori imposti dalla minore età), 2 settimane a New York: campus e lezioni nel New Jersey e tutti i

pomeriggi e sere trascorsi a Manhattan, con un programma ricchissimo, animato dagli activity leader. Il costo, includendo proprio tutto l'immaginabile, arriva intorno ai 3.600 euro. Ma l'esperienza per un giovane è formidabile, da cambiargli la vita. La partenza è il 22 luglio, telefonateci allo 085 7998190 o scrivete a info@vacanzecultura.it. Per giovani dai 18 anni ai 40 ci sono anche le work experience in Inghilterra, corso e poi lavoro, dalle 2 alle 26 settimane. A seconda dell'età e del livello di inglese è possibile scegliere tra stage (lavoro gratuito oppure rimborso spese di pasti, trasporto e alloggio) e lavoro vero e proprio con retribuzioni di circa 7 sterline ad ora. Ma in quest'ultimo caso la conoscenza dell'inglese deve essere ottima. Dunque torniamo sempre al punto, l'inglese. Anche in occasione di queste iniziative rinnoviamo la collaborazione con l'American Academy di Pescara (di cui vi invitiamo a visitare la nuova sede di Via Mazzini 31, telefono 085 294452): prezzi accessibili per corsi d'inglese su misura con docenti esclusivamente madrelingua. Un'ultima segnalazione, infine, da un partner internazionale di VacanzeCultura.it: in Australia l'industria estrattiva assume giovani anche senza esperienza ma con minima almeno capacità di comunicazione in inglese. Il periodo può essere anche temporaneo, ma parliamo comunque di retribuzioni intorno ai 70.000 euro annui. Ci torneremo più diffusamente sul prossimo numero. Contattate intanto VacanzeCultura.it. Buona lettura.

AUGURI DIRETTORE, FINALMENTE NOZZE

L

Sorpresa: foto appena trafugata dalle nozze di sabato 11 febbraio con la bellissima Svieta. Niente di meglio delle parole del nostro collega Maurizio: Donato se non ci fosse bisognerebbe inventarlo ...e ha avuto la fortuna di trovare una moglie con le stesse caratteristiche! Viva gli Sposi! La Redazione

GENNAIO/FEBBRAIO 2012 ABRUZZOMAGAZINE 11


PRESS ROOM

Il primo abruzzese sulla copertina di Time SERGIO MARCHIONNE, A.D. DI FIAT E CHRYSLER, DIVENTA “CAR STAR” DI LIVELLO MONDIALE Posa fiero all’interno di una Fiat Cinquecento. Marchionne, nato a Chieti nel giugno ’52 e poi emigrato con la famiglia in Canada, viene definito «l’uomo in grado di salvare l’industria dell’auto». La sua notorietà e il livello di considerazione oltreoceano sono tali da essere paragonato al fondatore di Apple, Steve Jobs: gli viene attribuita la stessa abilità d’individuare e focalizzare i problemi, il perfezionismo e la capacità di motivare la squadra. Con la sua cura e il coinvolgimento dei lavoratori nel progetto di rilancio, i ricavi netti di Chrysler sono arrivati a quota cinque miliardi di dollari e le vendite cresciute del 45%. Fiat attualmente detiene il 58,5% del pacchetto della casa americana.

Bontempi punta sulla prima infanzia e sullo stabilimento di Martinsicuro Sul Mondo di metà gennaio, spazio alla storica azienda marchigiana di strumenti musicali giocattolo. La ricetta contro la crisi la svela il suo amministratore delegato, Andrea Ariola: «Abbiamo puntato su una nuova fetta di mercato, la prima infanzia, riuscendo a garantire una maggiore omogeneità di vendite». Una destagionalizzazione di cui hanno beneficiato anche i due stabilimenti produttivi, quello di Potenza Picena (Macerata) e di Martinsicuro, in Abruzzo.

Andrea Perrone, dopo Brioni ecco il cavallino rampante Da un simbolo del made in Italy all’altro. Perrone, ex amministratore delegato della maison Brioni Roman Style, con sede a Penne (Pescara) e da poco passata nelle mani dei francesi di Ppr, è stato nominato nuovo responsabile della direzione brand della Ferrari, rispondendo direttamente all’amministratore delegato Amedeo Felisa.

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Fater conquista il secondo posto nella classica 2012 del Great Place to Work Dialogo, rispetto, formazione, responsabilizzazione, sostenibilità e forte senso di appartenenza. Sono questi i valori chiave che hanno consentito a Fater di guadagnare la medaglia d’argento delle aziende in cui si lavora meglio in Italia. L’indagine del Gptw è stata condotta su un campione di oltre cento imprese, suddivise fra “large companies” e “medium companies”. «Il risultato - ha precisato Roberto Marinucci (nella foto in basso), direttore generale della realtà pescarese leader nell’area del personal care - è un premio per tutte le persone che lavorano ogni giorno con noi, con impegno e passione, contribuendo a rendere migliore questa società».


PRESS ROOM

Sul Corriere della Sera, Ernst & Young, con l’a.d. abruzzese Donato Iacovone, annuncia l’assunzione di venti neolaureati Ernst & Young (nella foto Donato Iacovone, amministratore delegato), azienda leader mondiale nei servizi di revisione, fiscalità, transaction e advisory, punta sulle risorse umane. Sono novanta i prossimi ingressi di avvocati, commercialisti e tributaristi: settanta con esperienza di cinque anni in studi di consulenza fiscale o tributaria e venti di neolaureati in economia e giurisprudenza, con un ottimo curriculum. I junior saranno inseriti in un percorso a rotazione nei diversi dipartimenti in cui è composta la divisione Tax. Accanto a queste posizioni, E&Y, per il 2012, inserirà anche altre cinquecentosessanta persone per l’Assurance e duecento per la Consulenza.

Il gruppo Sixty perde il suo cofondatore: scompare Wicky Hassan Dopo una coraggiosa battaglia contro la malattia, si è spento a Roma, lo scorso dicembre, Wicky Hassan (nella foto in alto). Il fondatore, azionista di riferimento e anima creativa di Sixty, la cui sede è a Chieti, negli ultimi tempi si era impegnato a fondo per preparare il futuro dell’azienda a cui fanno capo i marchi Energie, Miss Sixty, Refrigiwear, Killah e Murphy&Nye.

Roberto Zecchino di Bosch e D’Orsogna sul Mondo IL MANAGER TERAMANO GUIDA, IN ITALIA, LE RISORSE UMANE DEL GRUPPO TEDESCO. L’AZIENDA DOLCIARIA TORNA NELLE MANI DI VALERIO D’ORSOGNA Il settimanale Rcs, nel presentare il libro “Scaricabarile S.p.a.”, sulle pratiche utilizzate nelle aziende per giustificare gli errori, riporta il giudizio del teramano Roberto Zecchino (nella foto), direttore risorse umane di Bosch Italia: «Non essendo quotati e non avendo la pressione dei risultati trimestrali, ragioniamo sul medio-lungo. Fa parte della nostra cultura cercare sempre l’opportunità nella difficoltà e il miglioramento nell’errore in buona fede». Intanto Valerio D’Orsogna, alla guida dell’omonima azienda dolciaria di San Vito Chietino (Chieti), ne torna a controllare l’intero capitale, dopo l’uscita del fondo di private equity Arca Impresa (gruppo Bper).

14 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012


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Mauro Febbo, assessore regionale alle Politiche agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca

16 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012


COVER STORY

Mauro

FEBBO L’assessorato regionale punta allo sviluppo dell’agricoltura abruzzese. Perché il settore è ancora una risorsa fondamentale per l’economia… di Roberta Villini

I

dati del sesto censimento generale dell'agricoltura abruzzese, presentati a dicembre 2011, parlano chiaro: l'Abruzzo è una regione a forte vocazione agricola e la terra rappresenta una risorsa preziosa da salvaguardare e da incentivare, nella prospettiva di un risanamento economico e di un rilancio d'immagine. Ne parliamo con Mauro Febbo, assessore regionale alle Politiche agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca. Febbo ci racconta come, da “regione canaglia”, l'Abruzzo si stia lentamente trasformando in “regione virtuosa”.

Quali sono state le problematiche più rilevanti con cui l’assessorato si è dovuto confrontare? «Siamo entrati in carica ad inizio 2009 ed abbiamo trovato un forte ritardo nell’attuazione del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. Il primo problema da affrontare per l'assessorato è stato porre rimedio al sottodimensionamento dell’organico e al ridotto numero di personale qualificato nel settore agricolo. Il secondo, ben più importante, è stato quello di trovare le risorse finanziarie regionali (circa 43 milioni di euro) per cofinanziare, come prevedono

La nostra giornalista Roberta Villini e il direttore Donato Parete intervistano Mauro Febbo negli uffici pescaresi della direzione dell’assessorato

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COVER STORY

i regolamenti comunitari, gli aiuti del fondo europeo per lo sviluppo rurale (Feasr). Queste risorse nelle casse regionali non c’erano. Nella drammatica circostanza del terremoto dell’Aquila, l’allora ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, nella prima ordinanza governativa ha stanziato i 43 milioni di euro necessari al cofinanziamento delle politiche agricole della regione. A questo punto il mio impegno si è rivolto a recuperare l’immagine dell’Abruzzo. Per molto tempo la nostra regione è stata assente alle riunioni della conferenza delle politiche agricole che si tengono a Roma, dove si discute di norme e di ripartizione delle risorse. «Abbiamo iniziato a presenziare - prosegue Febbo - a recuperare rispettabilità, fiducia e a ottenere maggiore considerazione». Per proseguire le numerose attività sono stati necessari diversi cambiamenti, alcuni studiati appositamente, altri capitati al momento giusto. «Abbiamo integrato l'Arssa, l’Agenzia regionale di sviluppo e servizi per l’agricoltura, all’interno della nostra direzione. Così, tutte le figure altamente qualificate di cui è composta potranno rafforzare la struttura organizzativa dell’assessorato. Insieme alle maggiori organizzazioni professionali, con cui condivido le periodiche riunioni del “tavolo verde”, sin dal mio insediamento si è iniziato un percorso per arginare l’esodo di giovani dalle campagne e contrastare una frammentazione fondiaria eccessiva. L’agricoltura è tornata all’attenzione dell’opinione pubblica e degli operatori, a livello nazionale e regionale: se consideriamo il settore primario con tutti i comparti ad esso collegato come ad esempio l’agroindustria e l’enogastronomia siamo passati dal 17 al 25% del Pil regionale. Aumenta l'attività di export: nel 2010 l’Abruzzo ha esportato 100 milioni di euro di vini. Oltre alla pasta, iniziano ad avere grandi numeri anche prodotti quali olio, salumi, formaggi e prodotti orticoli, grazie alla diffusione della cultura enogastronomica». L’assessore Febbo, forte di una pregressa esperienza in campo politico, ha tutte le carte in regola per affrontare il presente compito istituzionale. È stato presidente della Provincia di Chieti, prima di dedicarsi alle politiche agricole abruzzesi. Quali sono le differenze più grandi tra i due ruoli e quale sente più congeniale? «È difficile - riflette Febbo - esprimere una preferenza. Quando ero presidente della Provincia, Franco Marini dichiarò sul quotidiano “Il Cen-

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66.454 SONO LE AZIENDE AGRICOLE E ZOOTECNICHE IN ABRUZZO

98,5% LE AZIENDE A CONDUZIONE FAMILIARE

35% DELLE IMPRESE SONO GESTITE DA DONNE

10,1

ETTARI È LA DIMENSIONE MEDIA DELLE AZIENDE AGRICOLE ABRUZZESI

FONTE SESTO CENSIMENTO GENERALE DELL'AGRICOLTURA 2010 - DATI PROVVISORI ABRUZZO

L’AGRICOLTURA ABRUZZESE È TORNATA AD AVERE LA GIUSTA ATTENZIONE CHE MERITA,

DA PARTE DELL’OPINIONE PUBBLICA E DEGLI OPERATORI, A LIVELLO NAZIONALE E REGIONALE…


COVER STORY

la totale (62% del territorio regionale) e di superficie agricola usata (40,5% del territorio regionale) in controtendenza rispetto al dato nazionale. Il 95,3% di aziende teatine ha un’alta produzione di coltivazioni legnose arboree, in particolare vite e olivo, assai diffusa in zona costiera. Ritiene dunque necessaria una tutela istituzionale, quale potrebbe essere la costituzione di un Parco nazionale della costa teatina? «Non sono contrario alla creazione del Parco,

ma all’istituzione dell’ente parco in quel determinato territorio. Sono invece favorevole al progetto che prevede la creazione del Parco della Costa dei Trabocchi, dove l’ex tracciato ferroviario metterebbe a rete tutte le aree protette del comprensorio rappresentando così un vero e proprio corridoio ecologico. Credo sia necessario lavorare puntando a sviluppare l’attività turistica ricettiva, che coinvolge automaticamente l’agricoltura, perché non si può parlare di turismo se non si parla di enogastro-

Il tributarista con la passione per la politica

62%

È LA QUOTA DEL TERRITORIO ABRUZZESE QUALIFICATA COME SAT (SUPERFICIE AGRICOLA TOTALE)

40,5%

È LA QUOTA UTILIZATA COME SAU (SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZATA)

tro” che sono stato il più bravo amministratore del centrodestra: detto da un leader del centrosinistra ha un certo valore, così conservo l’articolo. Qualche settimana fa, D’Alessandro dell'’Italia Dei Valori, durante un consiglio regionale, ha detto che sono l’unico assessore che sta portando risultati. Tengo ancora molto all’aver fatto il presidente della Provincia di Chieti - ammette - credo di aver lasciato un segno importante». La presenza di aziende agricole e zootecniche sul territorio abruzzese è consistente. Vantiamo un aumento di superficie agrico-

Originario di Chieti, dove è nato il cinque ottobre del 1958, diplomato ragioniere, Mauro Febbo (nella foto) ha sempre svolto, e continua tutt’ora a svolgere, la libera professione come tributarista nella città teatina. Secondo il suo punto di vista, coloro che si danno alla politica senza aver mai combinato nulla nella vita lavorativa, che non hanno mai conosciuto il sacrificio connesso al lavoro quotidiano, non sono persone credibili e degne di fiducia. Sposato dal 1982, quest’anno festeggia i trent’anni di matrimonio. Lui e sua moglie si sono conosciuti sui banchi di scuola, alle superiori, e sono stati fidanzati per otto anni prima di convolare a giuste nozze. «Io sono come i carabinieri, fedele nei secoli», ha ammesso scherzosamente. Il loro sodalizio sussiste anche nella vita lavorativa: la moglie lavora presso il suo studio di tributarista. La coppia ha una figlia, Federica, da poco laureata in Economia presso l’Università d’Annunzio

di Pescara e attualmente tirocinante in vista dell’esame di abilitazione. Appassionati di ballo, soprattutto di latinoamericano, il sabato sera i coniugi Febbo scendono in pista, in alternativa vanno al cinema, talvolta organizzano cene con gli amici. Tra le tante passioni, Mauro Febbo ama viaggiare, sempre in compagnia di sua moglie: almeno due volte l’anno si recano all'estero. Insieme hanno visitato posti insoliti come Sudafrica, Tanzania e, trent’anni fa, sono stati tra i primi a scegliere di trascorrere una vacanza in Cina. È un amante dello sport: in gioventù ha giocato a calcio, prima nella primavera del Pescara, allenato da Stacchini, e poi nel Chieti Berretti, negli anni a cavallo tra il 1972 e il 1977; in seguito si è cimentato anche con la pallacanestro. Lo sport è stato uno strumento per entrare in contatto con la gente e acquisire popolarità: una popolarità che si è accresciuta con l'ingresso nella vita politica della sua Chieti. È stato assessore alle Finanze del Comune in un periodo difficile: nel 1993 la città era infatti al secondo posto tra i comuni italiani dichiarati dissestati. Superata questa difficile prova, nel 1997 Chieti ottenne da Giorgio Napolitano, allora ministro degli Interni, un riconoscimento per essere stato il primo Comune a uscire dal dissesto economico; nel 1999 diventa presidente della Provincia di Chieti, carica che ricopre fino al 2004. Dal 2009 è assessore regionale alle Politiche agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca.

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schi di altissima qualità a un prezzo vantaggioso e si permette all’agricoltore di avere un maggior reddito. Il vero problema dell’agricoltura sono la globalizzazione e i mercati finanziari e nel nostro piccolo dobbiamo intervenire». È previsto l'inserimento di prodotti locali anche nella grande distribuzione? «Il colloquio con la grande distribuzione è difficoltoso, perché la nostra produzione non è in grado di assicurarla. Così si sta puntando ad accordi locali. Qualche piccolo esperimento lo abbiamo fatto, ad esempio con Gabrielli, per la distribuzione e vendita del pomodoro a pera». Ci sono progetti per i giovani imprenditori agricoli? È possibile per un giovane affacciarsi a questa professione? «Con il Programma di sviluppo rurale (Psr), grazie alla misura per il primo insediamento (tecnicamente la misura 112) sono state ammessi a finanziamento circa 1.100 giovani, per un importo che si aggira intorno ai 39 milioni di euro. Grazie a questi fondi siamo riusciti a otte-

nomia e di prodotti di qualità. A dimostrazione del mio interesse e del lavoro svolto in favore dell’ambiente, voglio ricordare l’approvazione della Legge regionale che riorganizza definitivamente la gestione delle acque non potabili affidata ai consorzi di bonifica. Attraverso questo provvedimento ad esempio, i Comuni abruzzesi potranno attivarsi con nuovi regolamenti che prevedano nei nuovi edifici l’installazione di un rubinetto per l’acqua non potabile, con un conseguente risparmio economico e una razionalizzazione delle risorse idriche». Torniamo al discorso della produzione agricola: in questo periodo cresce il numero dei mercati ortofrutticoli di prodotti a chilometro zero. Che cosa pensa del loro incremento in questi ultimi anni? «Abbiamo approvato una legge regionale che favorisce i prodotti a chilometro zero e, insieme a Coldiretti e alle altre organizzazioni professionali, li stiamo sponsorizzando: si da’ così la possibilità al consumatore di avere prodotti freMauro Febbo

IL PSR PER LO SILUPPO E LA TUTELA DELL’AGRICOLTURA Dal prossimo numero Abruzzo Magazine dedicherà un approfondimento allo sviluppo rurale in Abruzzo. Diamo qualche anticipazione. Il Programma di sviluppo rurale, Prs, è un documento programmatico settennale di cui ogni regione d'Italia si dota, previa approvazione della Commissione europea. Il Psr regionale, basato su un’attenta analisi del territorio abruzzese, è in linea con quanto previsto nel Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale. Oltre alle strategie per il raggiungimento degli obiettivi, contiene indicazioni sulle possibilità di accedere ai contributi per il settore agricolo e forestale che per l’Abruzzo in questa programmazione ammontano a oltre 400 milioni di spesa pubblica. Il Psr Abruzzo per il periodo 2007-2013 è consultabile sul sito della Regione. Gli obiettivi principali sono ripartiti in quattro assi: • Attraverso l’asse 1 s’intende rendere competitive le aziende agricole e forestali che devono rispondere alle esigenze dei consumatori e affrontare le sfide del mercato globale. Attraverso specifici interventi si sostengono gli investimenti per l’ammodernamento delle strutture, per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti di qualità e per l’ingresso dei giovani in agricoltura. Si permette di migliorare le competenze

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degli agricoltori, di favorire la loro adesione ai sistemi di qualità alimentare e di promuovere la commercializzazione dei prodotti. • Obiettivo dell’asse 2 è quello di salvaguardare l’ambiente e il paesaggio incentivando il mondo rurale ad adottare tecniche e comportamenti ecosostenibili. Si punta a tutelare le risorse

Il Programma di sviluppo rurale per l’Abruzzo, riferito al periodo 2007-2013, è consultabile sul sito della Regione (www.regione. abruzzo.it)

idriche dall’inquinamento e dall’eccessivo utilizzo, a sostenere la biodiversità e a contrastare il cambiamento climatico. Sono le cosiddette misure agroambientali che premiano gli agricoltori che adottano tecniche produttive biologiche o a basso utilizzo di prodotti chimici, che utilizzano correttamente i pascoli montani o che tutelano il


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nere un’inversione di tendenza e a rallentare il progressivo esodo dei giovani dalle campagne. Per chi oggi volesse fare l’imprenditore agricolo con le giuste dimensioni, una proprietà di almeno 15-30 ettari di terreno, diversificando le colture, c’è buona possibilità di successo. Il settore agricolo è ancora incentivato, mentre altrove gli aiuti non ci sono più». Portare un numero maggiore di facoltà scientifiche in Abruzzo, con sbocchi occupazionali nel campo dell’agricoltura e della zootecnia favorirebbe una politica di “svecchiamento” e di specializzazione in campo agricolo? «Il problema è che stanno chiudendo gli istituti tecnici agrari. Il ruolo della laurea è di notevole importanza, ma visto i grandi numeri in termini di disoccupazione, ritengo più opportuno incentivare la specializzazione a partire dagli studi superiori. Già lì si acquisiscono gli elementi necessari per fare un’agricoltura di un certo livello, non arretrata come una volta, ma moderna e innovativa».

suolo e il paesaggio. • Il terzo asse è rivolto a rivitalizzare le aree rurali lontane dalle città e spesso ai margini dello sviluppo economico e sociale. Con interventi per la creazione e lo sviluppo di microimprese, di riqualificazione del territorio e di sostegno alle attività turistiche si punta a migliorare le opportunità occupazionali e la qualità della vita della popolazione residente. Con la diversificazione dell’agricoltura s’incentivano attività complementari come ad esempio l’agriturismo, l’artigianato tipico, i servizi educativi e sociali, la produzione di energia da fonti rinnovabili, non dimenticando il recupero dei borghi rurali e la diffusione della rete a banda larga. • Infine l’asse 4 riguarda l’attuazione del cosiddetto approccio “Leader”, un metodo che contribuisce all’innovazione, occupazione e crescita delle aree rurali attraverso una strategia locale legata ai reali fabbisogni. Grazie ai Programmi di sviluppo locale (Psl), elaborati dai Gruppi di azione locale (Gal), si perseguono gli obiettivi degli altri assi del Psr. Nei Gal soggetti pubblici e privati si uniscono per presentare strategie e progetti comuni in risposta alle esigenze del territorio al fine di incentivare il locale sviluppo socioeconomico.

Un marchio per distinguerci Più che una semplice scelta qualitativa, l'adozione del Marchio Abruzzo da parte delle aziende agroalimentari è una vera e propria strategia di marketing con tre importanti obiettivi. Il primo è stimolare e incentivare il comportamento virtuoso di chi produce; si vuole poi informare e tutelare il consumatore e, infine, creare un prodotto che, una volta immesso sul mercato, risulti altamente competitivo. La proposta, da parte dell’assessorato alle Politiche agricole, di creare un marchio che consenta alle aziende di differenziarsi rispetto alla concorrenza, secondo parametri d’eccellenza, è stata salutata con favore da parte del consiglio regionale, espresso all’unanimità. Tecnicamente si tratta di un marchio comunitario collettivo, utile alla promozione e alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari abruzzesi di qualità. In prospettiva, esso rappresenta un primo passo verso la modernizzazione del sistema agricolo e verso la creazione di nuovi modelli di sviluppo. L’istituzione del Marchio Abruzzo è in linea con le intenzioni manifeste nel Piano di sviluppo rurale e con la promozione del prodotto cosiddetto “a chilometro zero”: si tratta infatti di tre strade che vanno in direzione di una controffen-

siva rispetto alla diffusione di prodotti figli della globalizzazione e, quindi, di una tutela delle specificità territoriali e, cosa più importante, di tutela della salute del consumatore. Il rapporto di fiducia che si vuol creare è fondamentale per la fidelizzazione dell’utenza e, a livello di competitività sui mercati interni, sul mercato nazionale e, se vogliamo, internazionale, non può che rivelarsi vincente. Secondo l'articolo 66 del regolamento Ce 207/09, il marchio sarà concesso a prodotti in possesso di “caratteristiche qualitative minime”, che siano “oggettivamente misurabili e verificabili”. Un comitato tecnico, istituito ad hoc presso la direzione Politiche agricole, avrà il compito di analizzare ciascun prodotto o servizio che aspiri a fregiarsi del marchio e di confrontarsi, in vista della decisione finale, con tutti i portatori d’interesse ad essi collegati. Altro punto importante di tale procedimento è la garanzia d’identificabilità e tracciabilità del processo produttivo, secondo le norme Uni En Iso, riconosciute a livello internazionale quali garanti di trasparenza e affidabilità. Sono previsti, inoltre, controlli periodici per verificare il permanere delle condizioni necessarie al mantenimento del marchio.

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DANIELA DI COSMO L'ADVERTISING È DONNA Creatività, passione, talento, capacità e cuore quanto basta. È questa la ricetta vincente dell’agenzia DanielaDiCosmoAdv ha collaborato Roberta Villini

Daniela Di Cosmo fotografata insieme con le “sue donne”, all’interno dell’omonima agenzia pescarese in Via delle Caserme, al civico 93

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opywriter, direttore creativo, titolare di una delle aziende pubblicitarie più quotate d’Abruzzo. Segni particolari: donna. Stiamo parlando di Daniela Di Cosmo, “testa e cuore” dell’omonima agenzia di advertising di Pescara, che, con il suo piccolo Francesco tra le braccia, da tre mesi “nuovo arrivato” in azienda, non ha dubbi quando dice: «l’advertising è donna». Siamo in Via delle Caserme, centro storico di Pescara, al primo piano di un palazzetto antico che fa da spalla


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Manager e mamma: Daniela Di Cosmo è, da dodici anni, alla guida dell’agenzia di pubblicità che porta il suo nome e da tre mesi è diventata mamma di Francesco

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IMPRESE Daniela Di Cosmo

Tutte le specializzazioni dell’agenzia •

CORPORATE & BRAND IDENTITY

CAMPAGNE PUBBLICITARIE E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

SHOOTING FOTOGRAFICI

PUBBLICHE RELAZIONI E UFFICIO STAMPA

WEB & MULTIMEDIA DESIGN

VIDEO ISTITUZIONALI, SPOT PUBBLICITARI

EVENTI, CONCORSI A PREMIO E RACCOLTE PUNTI

EDITORIA

24 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012

alla casa museo di Gabriele d’Annunzio. Gli ambienti sono coloratissimi, richiamano il calore dell’ottimimismo d’annunziano e gli arredi ricordano le atmosfere dei romanzi di Lewis Carrol. Sebbene il percorso che l’ha portata a essere l’imprenditrice della comunicazione non è stato esattamente come fare un viaggio nel paese delle meraviglie… «Noi siamo artisti commerciali, non personaggi di favole. A loro modo e in tempi diversi lo sono stati d’Annunzio, Depero, Warhol. Siamo in ottima compagnia, insomma - continua ammiccando un sorriso -. La pubblicità può generare arte. Sebbene oggi ci interessa generare valide strategie anti crisi». Daniela Di Cosmo è da dodici anni al timone dell’agenzia di pubblicità che porta il suo nome e cognome: «Come Armando Testa, David Ogilvy, Leo Burnett, solo per citare alcuni dei grandi pubblicitari che hanno stimolato la mia scesa in campo. Tutti uomini, appunto. Mancava un nome di donna. Perché non il mio?» È proprio così Daniela Di Cosmo, determinata, ambiziosa, con le idee chiare: «La pubblicità è e deve avere appeal; deve essere immediata, accattivante, vera, si deve far guardare, come una donna, appunto! È chiaro - aggiunge la Di Cosmo - che sono necessari anche altri ingredienti perché la ricetta della buona comunicazione sia perfetta, come l’intuizione, il talento, le capacità e il cuore». Quando è nata la voglia di fare la pubblicitaria? «In realtà non sapevo di essere una creativa pubblicitaria in pectore. Dall’età di 19 anni mi dilettavo e divertivo a scrivere su giornali locali e una volta laureata ero convinta di voler fare la giornalista. Ma poi a 27 anni sono entrata in un’importante agenzia per offrire le mie specialità nella scrittura e ne sono uscita creativa pubblicitaria». Come nasce Daniela Di Cosmo? «Rischiando in prima persona le mie specialità: “testa e cuore”, cultura imprenditoriale e talento naturale, allenandole sul campo dell’esperienza e dei risultati che premiano e fanno crescere, e mettendole a disposizione di chi

aveva voglia di crescere e migliorarsi». La persona più importante, dal punto di vista professionale, che ha incontrato? «In realtà mi ha fatto letteralmente nascere: è mio padre Aldo. L’input mi è venuto sicuramente da lui e dal suo forte spirito imprenditoriale. Un grande combattente, un uomo fondamentale nella costruzione della mia vita personale e professionale: mi ha stimolata ad essere quella che sono e a credere soprattutto in quello che sono. Affrontare la vita come una meravigliosa sfida quotidiana, ricordando sempre che si può vincere e perdere, ma che domani si può sempre ricominciare. E poi mi ha insegnato ad essere donna tra gli uomini,

PER IL SOCIALE «Siamo - dice Daniela Di Cosmo dei creativi appassionati. Nel lavoro mettiamo il cuore. La nostra filosofia aziendale può riassumersi nel progetto “My heart”, un atto di responsabilità sociale per supportare organizzazioni umanitarie e strutture culturali». Dal 2006 la Di Cosmo è impegnata nel sostegno e recupero degli spazi interni della casa di Gabriele d’Annunzio. In più, è al fianco dell’associazione “Due ali per Pescara” nel promuovere azioni di solidarietà per il reparto d’urgenza pediatrica dell’ospedale civile. E per il 2012 l'agenzia ha curato il calendario del progetto.


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LA PUBBLICITÀ È E DEVE AVERE APPEAL; DEVE ESSERE IMMEDIATA, ACCATTIVANTE, VERA, SI DEVE FAR GUARDARE, COME UNA DONNA! credibile e rispettabile». Qual è la cosa che nel lavoro le ha dato maggiore soddisfazione? «Tra le tante sicuramente la soddisfazione che leggo negli occhi dei miei clienti alla presentazione del lavoro creativo realizzato per loro, e quella che sento nel cuore quando mi telefonano per dirmi che il prodotto che ho pubblicizzato ha aumentato le vendite». E la cosa che indispone? «Il fatto che la maggior parte della gente pensa che fare il pubblicitario sia un giochino divertente. Creare sembra facile a dirsi, ma non

certamente a farsi. È un’arte che fonde insieme capacità e passione e, in quanto tale, è portatrice di valori e di sentimenti che si mettono in gioco ogni giorno. Ogni giorno infatti sono chiamata insieme al mio team a produrre idee esclusive per lanciare quel prodotto o dare a quella marca l’identità. ln quest’ottica, ritengo importante la partnership con il mercato, cui mi lega un rapporto che non è quello tipico di fornitore-cliente, ma è una relazione professionale basata su stima e fiducia».

Il mercato è fortemente concorrenziale: quando si deve pubblicizzare un prodotto, su cosa si fa leva? Come e quando arriva l’idea risolutiva? «Faccio leva sul popolo dei consumatori a cui è diretto e sulla conoscenza del prodotto. L’idea infatti arriva dopo che ho ben sedimentato dentro di me il vantaggio competitivo del brand per il quale sono chiamata a lavorare. Anche se c’è un’altra importante verità: per avere una buona idea di vendita ci vuole anche un prodotto con

GLI ACCOUNT E L’AMMINISTRAZIONE

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Federica Femminella Account executive

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Brenda Galindo Morales Account executive

Silvia Dante Account executive Paola Ciccotelli Segreteria e amministrazione

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BEST WORK DANIELADICOSMOADV/1

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Accanto la sede dell’agenzia. Daniela Di Cosmo è impegnata anche nel sociale. Da diversi anni cura i giardini della casa di d’Annunzio e sostiene l’associazione “Due ali per Pescara”

A. ACQUA & SAPONE Corporate.

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B. INFASIL Materiale forza vendita. C. FATER Nuovo packaging Linidor

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una forte idea dietro, e qui in Abruzzo, oltre ad una buona idea ci vuole anche un imprenditore illuminato. Ho avuto la fortuna di incontrarne alcuni e di annoverarli, con le loro aziende, tra le mie migliori case history». Qualche esempio? «I Barbarossa, la famiglia di imprenditori abruzzesi che, capitanati da Enio, hanno dato forma e contenuto alla catena di negozi Acqua&Sapone, specializzati nella cura della persona e della casa; Mario Mascaretti e i figli Mauro e Massimo, che hanno fatto di Pac Food il leader italiano nel settore della ristorazione organizzata; la famiglia Ponzio, abruzzese d’adozione, che ha conferito all’Abruzzo il titolo di regione guida nel settore dell’alluminio anodizzato; Barbara e Gianluca Zelli, titolari di Sgb, HumanGest holding, realtà presente su tutto il territorio nazionale, e non solo, con oltre 30 agenzie di lavoro interinale e consulenza aziendale; il gruppo Oliveri, e gli hotel dell’eccellenza». Come si “cattura”, ammesso che sia possibile farlo, un cliente come Sixty e Fater e si convince che la propria idea creativa sia quella vincente? «Con competenza, capacità, e passione. Così la mia agenzia ha vinto nel 2007 la gara internazionale per l’advertising del marchio Refrigiwear, in capo alla Sixty, con l’eleganza e la bellezza di una testimonial d’eccezione, Audrey Hepburn; e nel 2011 l’appalto Fater per il restilying del packaging Linidor. Oggi ci stiamo preparando a una nuova sfida per la gestione del piano promozionale Infasil nella distribuzione organizzata». Oggi si fa un gran parlare di internet e new media: sono realtà che possono convivere con l’old media poster, giornali e cataloghi? «Non solo potranno convivere, ma si sposeranno… Quello del new media è un cavallo da corsa sul quale la mia agenzia sta puntando, grazie ad una predisposizione per la realizzazione di video e spot pubblicitari e la passione per tutto quello che è “on line”». Come affronta un pubblicitario un mercato economico in crisi ? «Scrive Einstein: “La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. Sottoscrivo e aggiungo che le sfide rendono vivi e la vita vale la pena di essere vissuta. Potrebbe essere il titolo della mia prossima campagna pubblicitaria…».

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BEST WORK DANIELADICOSMOADV/2 D. PACFOOD Comunicazione istituzionale.

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E. HUMANGEST Campagna stampa. F. BI ALIMENTA Campagna stampa.

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G. CARREFOUR Campagna promozionale. H. REFRIGIWEAR Campagna stampa e web. I.PONZIO SUD Catalogo generale portoncini Bugnall e campionario.

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IL REPARTO CREATIVO

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Pina D’Eusanio Graphic designer

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Carolina Cerviño Graphic designer Francesco Ferrone Graphic designer Antony Barretta Video & graphic designer Valeria Simona Preziosi Graphic Designer

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Tutto il mondo della promozione è in Seven Pac

Anna Maria Carotti, titolare Seven Pac

La titolare Anna Maria Carotti ha deciso d’investire in Abruzzo. Scopriamo questa giovane realtà attiva nel settore dei servizi rivolti al supporto di attività di marketing… di Lorenzo Dolce - foto di Valerio Simeone

A

ffiancare le aziende che necessitano di servizi creativi, tecnici e logistici per la promozione dei propri prodotti nei diversi punti vendita - dai grandi centri commerciali alla distribuzione tradizionale - offrendo servizi, quali, ad esempio, lo studio della strategia, la progettazione, la realizzazione del supporto e la distribuzione: è Seven Pac, giovane e dinamica attività, operante a trecentosessanta gradi nel mondo della promozione. L'azienda, la cui sede è a Pescara, è nata poco meno di un anno fa da un'idea della titolare, Anna Maria Carotti, che vanta una lunga esperienza nel settore artigianale. Abruzzese di origine, ma romana di adozione, Carotti ha deciso di in-

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vestire proprio in Abruzzo, una regione che, a suo dire, «presenta una serie di caratteristiche che la rendono pronta ad affrontare, in un futuro non lontano, quella fase di sviluppo del territorio, un territorio in cui, tra l’altro, credo fermamente». A spingere Anna Maria Carotti ad avviare un’attività di questo tipo ci sono sicuramente l’esperienza e la conoscenza del mercato di riferimento, caratterizzato attualmente da una grande richiesta. «Il settore dei servizi rivolti al supporto di attività di marketing - sottolinea la titolare - può avere

sviluppi immediati, creando a breve termine posti di lavoro». Grazie alla collaborazione con partner importanti, Seven Pac è in grado di supportare il cliente nella scelta di tutte le soluzioni tecniche, dalla progettazione all’allestimento del prodotto, con l’obiettivo di renderlo sempre più esclusivo. Sono tanti i clienti importanti che hanno scelto di affidarsi all'azienda pescarese. Tra di essi spiccano multinazionali del calibro di Stanhome, che vende in tutto il mondo articoli per la casa e la famiglia, e di P&G, con il famosissimo

SEVEN PAC srl - Via Raiale, 285 - 65128 Pescara Tel. 085.2121673 - 085.2191634 - info@sevenpac.it - www.sevenpac.it


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Le diverse soluzioni in base alle richieste del cliente • PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE SUPPORTI PROMOZIONALI IN CARTOTECNICA. Seven Pac è in grado di guidare il cliente in ogni scelta, grazie a programmi di progettazione avanzati all’impiego del plotter da taglio e da stampa. In tempi brevi, si possono fornire protipi di strutture in scala reale. Vengono curate anche tirature per grandi aziende e per la distribuzione nazionale. • REALIZZAZIONE CONFEZIONAMENTO IN TERMORETRAZIONE. Questo tipo di imballo viene realizzato con materiale in film termoretraibile (polietilene, polipropilene…) microforato per la traspirazione di articoli degradabili, che necessitano di traspirazione con ottime qualità meccaniche e di trasparenza. • CONFEZIONAMENTO FLOW PACK. Il confezionamento e imbustamento in monopezzo su macchine semiautomatiche, garantisce un’elevata ermeticità dei prodotti. La tecnica in assoluto più richiesta tra le soluzioni di packaging per il confezionamento di ogni genere. • CONFEZIONAMENTO MANUALE. Coordinando i vari processi produttivi (assemblaggio, astucciamento, confezionamento...), Seven Pac garantisce un servizio completo per i prodotti pronti per la distribuzione, eliminando, da parte del cliente, le operazioni di carico e stoccaggio dei supporti promozionali o di imballaggio.

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• STOCCAGGIO. Il servizio di stoccaggio è offerto ai clienti per avere “in casa” il materiale da spedire ai punti vendita. È possibile pianificare i piani di produzione ed evitare così grossi volumi di magazzino, allestendo le quantità destinate alla spedizione. Con un software di tracciabilità si garantisce il costante monitoraggio di reperibilità di ogni singolo pallet.

Aeroporto Internazionale d’Abruzzo

marchio Ambi Pur. Dalla progettazione e realizzazione di supporti promozionali in "cartotecnica" (ne sono esempio gli espositori che vediamo quotidianamente nei negozi), alla realizzazione e confezionamento in "termoretrazione" (come il film trasparente che riveste le scatole di giocattoli); dal confezionamento "flow pack" (come, ad esempio, le bustine delle figurine), fino a quello manuale e allo stoccaggio, sono tanti i servizi offerti di Seven Pac. «Il ciclo di lavoro è molto delicato, controllato accuratamente in ogni sua fase e pianificato nei dettagli - spiega Carotti -. Abbiamo procedure ben precise per il controllo della qualità, a garanzia del servizio offerto ai clienti. Operiamo con standard elevati e, soprattutto, in continuo aggiornamento, offrendo un risultato caratterizzato dall’elevatissi-

ma qualità, in sintonia con i tempi sempre più frenetici che il mercato richiede». A pieno regime, sono ben dodici i dipendenti Seven Pac, tra responsabili e produzione. La sede, che si sviluppa su circa 2.500 metri quadrati, si trova in via Raiale a Pescara, vicino Confindustria, nella zona industriale del capoluogo adriatico, a ridosso dell’asse attrezzato. Scelta non casuale. È un’azienda giovane, Seven Pac, ma le soddisfazioni non si fanno attendere. «Nonostante il periodo storico che stiamo vivendo - dice la titolare - i risultati sono ben più ampi delle aspettative. Secondo un’analisi economica, entro i primi due anni, seguendo l’attuale trend - conclude Anna Maria Carotti - riusciremo ad ammortizzare gli investimenti effettuati. Fattore stimolante, questo, per una crescita futura».

Gli ambienti Seven Pac: dalle linee di produzione, alla progettazione fino al magazzino. L’intero stabilimento è di circa 2.500 metri quadri

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La business travel company che non conosce confini Seneca, la realtà tutta abruzzese dall’esperienza ventennale, vanta sedi in Italia, in Europa e clienti/partner di prestigio di Andrea Sisti

S

i chiama Seneca, è di Guardiagrele (Chieti), ed è una delle società di business travel più dinamiche del mercato nazionale, con molte aperture anche al contesto europeo e con clienti e partner di primaria importanza. In venti anni, Seneca è diventata una delle più riconosciute realtà del settore, grazie a un approccio totalmente orientato al cliente, a servizi mirati che esprimono tutta la capacità di flessibilità dell’azienda e a continuativi investimenti in tecnologia, ricerca e sviluppo e formazione. Seneca presenta caratteristiche esclusive, con una specializzazione nei servizi di hotellerie, per i quali ha sviluppato soluzioni uniche per tecnologia e processo. «La struttura organizzativa della nostra società è impostata sulla garanzia del servizio e degli standard di qualità, su prodotti innovativi creati direttamente nel nostro headquarter di Guardiagrele - spiega il direttore generale Massimiliano De Leonardis - dove abbiamo da sempre scelto di lavorare con giovani del territorio apprezzandone le qualità e le capacità. Prestiamo molta attenzione alla nostra regione nella quale il turismo d’affari è presente in maniera variegata: da un lato, ci sono operatori multinazionali, alcune aziende in Abruzzo sono, infatti, sedi italiane di società multi-locate, dall’altro, affidamenti diretti a figure interne che si trovano a svolgere anche più mansioni. Una piccola e articolata fetta di mercato,

dunque, che per Seneca può rappresentare interessanti opportunità. Finora nel nostro percorso di crescita ci siamo trovati ad essere attori del mercato nazionale ed estero prima ancora di quello regionale pagando lo scotto talvolta di una mancata notorietà nel territorio a cui comunque Seneca appartiene. Abbiamo molta attenzione e grande rispetto per la nostra regione tant’è che diciamo con simpatia e forte convinzione che le nostre sedi di Roma, Milano, Londra e Bruxelles rappresentano sedi periferiche. Nutriamo grande apprezzamento per le aziende del territorio che come noi fanno dell’eccellenza nel proprio settore la propria mission con tutti gli sforzi che la provenienza da centri minori impongono. Dal confronto con loro stiamo ricevendo importanti stimoli perché le basi di collaborazione possano diventare robuste con benefici reciproci. Accanto a realtà importanti come il gruppo La Feltrinelli, l’Agenzia Europea per l’Ambiente, Sda Bocconi, e tante altre aziende e pubbliche amministrazioni che da anni ci rinnovano la fiducia nel nostro operato, speriamo quindi di poter presto accreditaMassimiliano re, come nostri clienti, anche alDe Leonardis, direttore tre importanti realtà che si adogenerale perano, come noi, per la crescita di Seneca dell’Abruzzo».

I VALORI DI SENECA • INNOVAZIONE • PRECISIONE • PERFORMANCE • DIALOGO

• DINAMISMO

• NUMERI

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Valagro si lascia scoprire dal network FiordiRisorse All’interno dell’azienda capace di partire dall’Abruzzo ed essere oggi presente, con i suoi prodotti, in ben ottanta diversi paesi del mondo. Un modello replicabile? di Andrea Beato

Le origini Giuseppe Natale è geometra, Ottorino La Rocca ragioniere. Insieme hanno fondato Valagro. «Volevo - ricorda Natale - far qualcosa dove poter esprimere la mia persona. Decisi così di non continuare l’attività di mio padre Corradino, impegnato nella distribuzione di prodotti e mezzi tecnici per l’agricoltura».

La sede di Valagro

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alagro è una delle migliori aziende della nostra regione. Non a caso, il network FiordiRisorse (FdR) l’ha scelta come location e case history da raccontare in uno dei suoi appuntamenti abruzzesi. Un programma articolato in tre momenti: l’intervista all’amministratore delegato, la visita agli impianti e ai laboratori di ricerca, il buffet finale per approfondire la conoscenza fra i partecipanti. Uno scambio totale, così come l’ha definito in apertura d’incontro Osvaldo Danzi di FdR, proprio per capire un po’ di più cosa accade nelle imprese italiane, avere un confronto diretto con i professionisti che ne fanno parte e creare cultura manageriale. A porre le domande all’a.d. Giuseppe Natale ci ha pensato Filippo Catania, esperto in marke-

ting, social marketing, vendite, editoria. Quesiti mirati, per ripercorrere la storia di questa realtà, partita da Atessa più di trent’anni fa e che mantiene nella provincia teatina il suo headquarter. Ma Valagro, con i suoi prodotti per l’agricoltura, tappeti erbosi, per gli amanti del giardino, del verde e per l’industria, è ora un marchio presente in più di ottanta paesi, in tutti e cinque i continenti. «Insieme ad Ottorino La Rocca (attuale presidente), siamo partiti davvero da zero - l’ammissione di Natale -, con la voglia di fare e una sana incoscienza, tipica dei giovani, che ci ha aiutato ad affrontare anche le sfide più difficili. Da subito abbiamo puntato sull’innovazione, pur essendo attivi in un contesto altamente conservativo. Per questo ci siamo spinti oltre, dapprima in Sicilia, dove erano presenti cinquemila ettari di serre, colture con un alto livello di specializzazione e per noi una maggiore at-

L’EVENTO IN QUATTRO PUNTI

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INTERVISTA

IMPIANTI

Prima dell’intervista di Filippo Catania all’amministratore delegato Giuseppe Natale, Osvaldo Danzi ha presentato FiordiRisorse, network nato nel marzo 2008 sulla piattaforma Linkedin, con l’obiettivo di aggregare i “decision maker” delle aziende italiane.

L’ingegner Angelo Squadrone ha accompagnato gli ospiti di Valagro per una breve visita negli impianti di produzione, compresi quelli per i microelementi chelati. Di questa particolare e avanzate tipologia ne sono presenti soltanto quattro in tutta Europa.

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Giuseppe Natale, amministratore delegato di Valagro, intervistato da Filippo Catania. Qui sotto il presidente Ottorino La Rocca

trattività». Dagli anni Novanta l’azienda si è poi aperta al mercato europeo, con ottimi risultati soprattutto in Spagna, e l’export si è diffuso in tutto il mondo, dall’Oriente al Sud America. Le crescenti richieste internazionali hanno portato a diversificare l’offerta, a creare filiali, ad acquisire società all’estero. Così è stato per i bio-nutrienti dell’americana Nutrecology, con il core business incentrato su fertilizzanti particolari, per gli estratti d’alga delle norvegesi Algea e Nordtang, per l’inglese Maxicrop, con le sue controllate in Australia e Nuova Zelanda, e per la francese Samabiol, con il suo approccio tutto biologico. «Essere globali - le parole dell’a.d. - è un po’ come vedere lo stesso telefilm conteporaneamente su più televisori: in uno sei alla quarta

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puntata, nell’altro alla diciottesima… I vantaggi si traducono nell’allungamento del plc (“product life cycle”), nella massimizzazione degli eventuali investimenti fatti in ricerca e sviluppo, nella destagionalizzazione dell’occupazione delle linee produttive». La crescita ha anche i suoi rischi: «Abbiamo attraversato momenti in cui l’organizzazione era piatta, destrutturata. È stato necessario appendere fuori il cartello “lavori in corso” e ripensare l’intero modello. Lo abbiamo voluto incentrato su governance, prodotto, capitale umano, sviluppo e sostenibilità. Queste caratteristiche contribuiranno all’espansione futura di Valagro e a inaugurare, nei prossimi dieci anni, altre dieci, dodici filiali in nuove nazioni».

PARTE PLAN Un progetto nuovo, tutto abruzzese, dalla A alla Z. Pardon, dalla A alla P, quella di Plan, acronimo di People local action network. Ideatori sono Claudio Bonasia, Filippo Catania, Stefano Cianciotta, Paolo Gallenga, Francesco Travisonni, Kishore Chalakkal Varghese, che hanno promosso con ottimi risultati l’esperienza di Fior di Risorse in Abruzzo. Gli obiettivi di Plan? Costruire eventi di formazione, fare networking, dare vita ad un laboratorio aperto a chi ha idee innovative e vuole sperimentarle. All’insegna della leggerezza.

LABORATORI

BUFFET

Il chimico Alessandro Biasone, della divisione Business innovation, ha invece mostrato come si sviluppano i nuovi prodotti Valagro. L’azienda di Atessa ha stanziato, per l’anno 2012, una cifra pari a tre milioni di euro da destinare alla ricerca e sviluppo.

L’incontro ha visto i partecipanti prendere parte al buffet offerto dalla pasticceria/gelateria pescarese L’Orchidea e dal suo titolare, Gianni Cerretani. Tra gustose prelibatezze, l’opportunità di scambiare i biglietti da visita e fare nuove conoscenze.

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Tutte le bandiere del mondo in NS Bandiere

L’azienda di Natalino Sozio, fondata nel 1982, è fornitore ufficiale dei più importanti eventi sportivi internazionali… di Andrea Beato - foto di Valerio Simeone

LA FASCIA PER PISAPIA

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ciata dell’edificio che ospitava la fiera e dove sventolavano ben ottantatre bandiere di altrettante nazioni». Da qui l’idea di dare il via a quella che oggi è un’impresa a conduzione familiare, impegnata proprio nella produzione di bandiere, gonfaloni, labari, gagliardetti… «Abbiamo iniziato nel 1982 - ricorda - e, da allora, le soddisfazioni sono state tante», dalla fornitura per i Campionati Mondiali di Atletica Leggera di Roma, a quella per Italia 90, continuando con i Mondiali di Pattinaggio su pista all’Aquila, 2004, i Giochi del Mediterraneo di Pescara e i prossimi “Fis Alpine Junior World Ski Championships” di Roccaraso. Numerosi eventi sportivi, ma anche tanti lavori per l’Unione Europea, per Natalino Sozio con le più importanti amministrazioni la bandiera per i pubbliche, i sindacati e i partiti. festeggiamenti dei centocinquanta «La nostra storia va di pari passo anni dell’Italia con quella del paese: quando Silvio Berlusconi vinse le elezioni, uscirono dallo stabilimento ottantacinquemila drappi di Forza Italia; dopo lo scoppio della seconda guerra in Iraq, ci fu il boom della bandiera arcobaleno della pace». L’ultimo grande riconoscimento, in ordine di tempo, è arrivato proprio lo scorso anno. Sozio ha ricevuto l’incarico dall’Unità tecnica di missione del Consiglio dei ministri di confezionare il materiale per i festeggiamenti dei centocinquant’anni della nostra nazione.

Il posto fisso non esiste più», dice il nostro primo ministro, Mario Monti, ma forse, per chi ama le sfide, non è mai esistito. Come nel caso di Natalino Sozio, oggi alla guida della sua azienda, ma, in passato, impegnato con successo prima nel settore dell’arredamento e poi in quello della ristorazione. «Pur avendo conosciuto altre professioni - conferma Sozio - il sogno è stato sempre quello di avviare un’attività nella mia terra d’origine. Quando mi trovavo a Milano, dove ho vissuto per tredici anni, guardavo quasi con incanto la fac-

È proprio Ns Bandiere di Vasto (Chieti) l’azienda scelta dal Comune di Milano per realizzare la nuova fascia tricolore del sindaco della città. Giuliano Pisapia, eletto lo scorso anno primo cittadino del capoluogo lombardo, indosserà, in tutte le ricorrenze ufficiali, la creazione dell’azienda abruzzese. Un prodotto di assoluta qualità, dove spicca lo stemma della Repubblica italiana, ricamato interamente a mano.

Giuliano Pisapia, sindaco di Milano dal 2011

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PRODOTTO

In sei fasi la produzione di Ns Bandiere

IL MAGAZZINO

LA QUALITÀ DEI TESSUTI

Le materie prime, le tecniche più tradizionali e quelle innovative. Assoluta eccellenza per le bandiere dell'azienda abruzzese

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Il prodotto Ns viene classificato in base alla nazione di appartenenza, alla tipologia e al formato. Pronte per essere sventolate nelle più importanti manifestazioni.

Per la produzione delle bandiere vengono scelte materie prime di pregio (seta pura, poliestere, stamina), resistenti e caratterizzate da una tramatura larga.

IL CONFEZIONAMENTO

LA SERIGRAFIA TRADIZIONALE

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Tutte le bandiere prodotto nell’azienda di San Salvo (Chieti) sono cucite e rifinite con doppio orlo. Ogni pezzo viene accuratamente controllato per garantire la massima qualità.

4 La bandiera come identità Ns Bandiere è stata fondata nel 1982 da Natalino Sozio, originario di Capracotta (Isernia). L’azienda, a conduzione familiare, conta dieci dipendenti ed è specializzata nella produzione di bandiere, gonfaloni, labari, gagliardetti e simili. Da due anni la sede si trova a San Salvo, in un stabilimento della grandezza di millecinquecento metri quadri.

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LA STAMPA DIGITALE È l’alternativa alla serigrafia. La stampa digitale tramite plotter ad alta definizione porta un risparmio economico, soprattutto sulle basse tirature, e un’alta personalizzazione.

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Disegnato lo stencil sul telaio, questo viene posto sul supporto scelto. Con una spatola l’inchiostro passa attraverso gli spazi aperti del telaio e si deposita sul tessuto.

L’ASCIUGATURA Utilizzando il metodo della serigrafia tradizionale, l’inchiostro che si deposita sul tessuto ha bisogno di un tempo pari a circa ventiquattro ore per asciugarsi e fissarsi bene sul supporto.

La squadra di Ns Bandiere con Natalino Sozio, primo da sinistra. Affianco la preparazione dei materiali per i Campionati Mondiali di Sci Juniores che si terranno a Roccaraso (L'Aquila).


PERSONAGGI

LARGO

Attilio Di Mattia. Il suo sogno da bambino era quello di ritrovarsi, un giorno, alla Casa Bianca. Oggi, potrebbe diventare il primo cittadino di Montesilvano, proponendo una nuova politica

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AI GIOVANI

Attilio Di Mattia si racconta ad Abruzzo Magazine: la vita privata e professionale, l’impegno in politica di Lorenzo Dolce e Donato Parete

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a piccolo il suo sogno era quello di diventare presidente degli Stati Uniti d’America e ha mosso i primi passi nel mondo della politica proprio negli Usa, con i Giovani Repubblicani. Ora è convinto che in politica siano necessarie comunicazione e trasparenza, ma, soprattutto, è certo che si debba tornare a coinvolgere i cittadini nella “cosa pubblica”. È questo Attilio Di Mattia, giovane candidato sindaco per il centrosinistra al Comune di Montesilvano, nell'ambito

Dopo il successo delle primarie, la sfida per diventare il nuovo primo cittadino di Montesilvano. Puntando sul coinvolgimento della società civile, sulla comunicazione e sulla completa trasparenza…

delle prossime elezioni amministrative, che si svolgeranno in primavera. Attilio Di Mattia nasce ad Ortona, in provincia di Chieti, il 26 dicembre del 1976. I genitori sono Quintino Di Mattia, abruzzese di Pratola Peligna (L'Aquila) e Linda Bratspis, americana di Filadelfia, e proprio per questo Attilio parla inglese come fosse madrelingua. Trascorre l'infanzia in quella che considera, da sempre, la sua città, ovvero Montesilvano. È qui che frequenta le scuole elementari ed è qui che, assieme ai compagni di classe, si avvicina per la prima volta al mondo della poli-

PASSIONI DI UN GIOVANE PROFESSIONISTA INTERNAZIONALE Attilio Di Mattia, trentacinque anni, conosce all’estero la ragazza che poi diverrà sua moglie. Negli anni dell’università, quando è iscritto alla d'Annunzio di Pescara, Attilio trascorre alcuni mesi in Erasmus a Siviglia, capoluogo dell’Andalusia. È qui che incontra Maria Harjula, ragazza finlandese, oggi trentaseienne. Tra i due nasce una bella amicizia e, per alcuni anni, si sentono a distanza, lui in una parte del mondo, lei in quella opposta. Ben presto, però, Attilio e Maria si fidanzano. Dopo pochi anni, nel 2007, arriva il matrimonio, celebrato a Beverly Hills, famosissima città statunitense della Contea di Los Angeles, in California. Amante della buona musica, Attilio ha studiato cinque anni in conservatorio. Ha anche, vista l'altezza, la passione della pallavolo, sport che ha praticato per tanti anni. Ai genitori, papà medico e mamma americana, insegnante, è legatissimo.

La famiglia di Attilio Di Mattia. Da sinistra la madre americana, Linda Bratspis, il padre abruzzese, originario di Pratola Peligna, Quintino Di Mattia, e la moglie finlandese, insegnante, Maria Harjula


PERSONAGGI Montesilvano e i festeggiamenti per la vittoria nelle primarie

Le ragioni del suo impegno per Montesilvano Nel periodo delle primarie per la scelta del candidato sindaco, le sue foto erano visibili un po' ovunque. Nonostante abbia girato il mondo, ha deciso di dedicarsi a quella che ha sempre considerato la sua città, ovvero Montesilvano (Pescara). Il perché, Attilio Di Mattia, lo spiega soffermandosi su tre motivi principali. «Innanzitutto c'è un motivo spirituale - sottolinea -. Mia madre e mia moglie sono insegnanti, mio padre è un medico: ogni giorno tornano a casa ed hanno aiutato qualcuno. Spiritualmente, invece, io non mi sentivo appagato e allora ho deciso di sopperire a questa carenza facendo politica. C'è poi una

tica, distribuendo all’interno dei supermercati garofani rossi per il Partito socialista italiano. Trascorre spesso le sue estati a Filadelfia, dove approfondisce la cultura americana, nonché la lingua inglese. È proprio nella città della Pennsylvania, la quinta degli Stati Uniti d'America per popolazione, che Di Mattia si iscrive ai Giovani Repubblicani. Dopo aver frequentato il liceo scientifico, sempre a Montesilvano, si iscrive al corso di laurea in Economia aziendale dell'università Gabriele d'Annunzio di Pescara. Attilio prepara la tesi durante un Erasmus a Siviglia, in Spagna, dove impara anche lo spagnolo, e a ventitre anni si laurea. «Ero la matricola numero 82 - racconta Di Mattia -, me lo ricordo ancora, perché era il primo anno in cui dalla storica Economia e commercio nacque il corso di Economia aziendale». Subito dopo la laurea, nel 2000, si trasferisce a Filadelfia per un master alla “Erivan K. Haub School of Business”, nella storica Saint Joseph's University, e in due anni consegue l'Mba (Master business administration). Si tratta dello stesso ateneo in cui hanno studiato e, soprattutto, in cui si sono conosciuti e fidanzati i genitori. Durante gli anni del master, Attilio Di Mattia viene reclutato da uno dei colossi mondiali della finanza, l’olandese Ing, per cui lavora prima a New York, poi a Filadelfia e, infine, a Los Angeles. «Reclutavano giovani studenti e offrivano la possibilità di pagarsi le rette universitarie in cambio del lavoro racconta ancora Di Mattia -. È così che sono

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motivazione personale, che è una specie di voglia di rivalsa - prosegue -. Voglio cambiare ciò che, in base alla mia esperienza, non va. Un esempio banale: quando ero all’estero ho provato tante volte ad inviare curriculum in Italia, senza mai ricevere risposta. Altrove, invece, non è così. Infine - aggiunge -, c'è un motivo politico. Siamo in una congiuntura economico-politica che mai come ora consente di scommettere proprio sulla politica. Quando si arriva al baratro, il sistema deve cambiare, ma non cambia se ad operare sono quelli che fanno parte del sistema stesso. C'è bisogno di figure nuove - conclude Attilio Di Mattia - e di metodi nuovi».

Attilio Di Mattia fotografato all’interno della Provincia di Pescara dove, da tre anni, siede nel Consiglio, tra i banchi dell’Italia dei Valori

ORA I PARTITI CONTANO MENO, LASCIANDO SPAZIO ALLA COMUNICAZIONE, MENTRE L'ACQUISIZIONE DEL CONSENSO SI BASA SULLA PERSONA


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passato da Mba full time a part time. Dopo i due anni di master, la tesoreria della banca mi ha assunto a tempo pieno, trasferendomi nella sede di Los Angeles, città in cui ho vissuto per quattro anni, dal 2003 al 2007». Tecnicamente Attilio Di Mattia è un “portfolio manager di titoli a reddito fisso”. Neanche per lui, però, è semplice spiegare in parole povere di cosa si occupi. «Cosa faccio? - si chiede sorridente -. Non è semplice spiegarlo. Le persone mettono dei soldi in banca - prova a sintetizzare - e la banca in parte li presta e in gran parte li investe sul mercato. A me viene allocato un portafoglio dal tesoriere e il mio compito è quello di massimizzare il rendimento per la banca. È come se fossi lo specialista dei titoli a reddito fisso - sottolinea Di Mattia -. Sono sempre stato abituato a lavorare con grandi cifre. Basti

pensare che con Ing gestivo un portafoglio da otto miliardi di dollari». Dopo l'esperienza con il colosso finanziario olandese, nel 2007 viene reclutato da Avendis Capital, società privata svizzera di investimento, e si trasferisce per un anno a Ginevra. «In questo caso il mio lavoro era molto più divertente - racconta Di Mattia -, perché si trattava di un fondo altamente speculativo. La compagnia trattava i cosiddetti titoli strutturati, che andavano molto di moda negli Stati Uniti e sono iniziati a piacere anche in Europa. Gestivo un portafoglio da un miliardo e 700 milioni di euro». Nel 2008 a richiedere i servizi di Attilio Di Mattia è Aurelius Capital Management di Vienna. «È una società privata austriaca - spiega -, che ha sede anche in Germania. Gestisce fondi istituzionali, sovranazionali e pensionistici. La mia posizione era

quella dell'Abs portfolio manager e gestivo un portafoglio da 3 miliardi di euro». Di Mattia lavora per la società austriaca fino al settembre del 2011, quando si mette in aspettativa per dedicarsi all’attività politica e a Montesilvano. È già dal 2009, però, che Attilio si dedica concretamente alla politica. Ormai da tre anni, infatti, siede nel Consiglio provinciale di Pescara, tra i banchi dell'Italia dei Valori, e fa parte delle Commissioni Attività produttive ed Ambiente, oltre ad essere responsabile nazionale Mercati e Finanza dell'Idv. Perché proprio il partito di Antonio Di Pietro? «Mi reputo un liberaldemocratico - spiega Di Mattia -. Guardando all'area del centrosinistra, l'unico partito realmente liberaldemocratico, in un'ottica europea, è proprio l'Italia dei Valori. Non lo considero un partito di sinistra - evidenzia -, ma semplicemente liberaldemocratico. Mi sembra anche un partito meno “incrostato”, che dà la possibilità di crescere e in cui c'è molto spazio per i giovani». «La Provincia - prosegue Di Mattia - è una buona palestra per il politico. Si lavora su tematiche quali, ad esempio, l'edilizia scolastica, le strade, i rifiuti e, più in generale, l'ecologia. D'altronde io sono molto interessato alle tematiche ambientali, che, a mio parere, sono il futuro dell’economia. Sono mie, ad esempio, le iniziative relative al “Piano provinciale di gestione dei rifiuti”, con emendamenti votati anche dalla maggioranza. Altra iniziativa importante - sottolinea - è stata la mozione per incentivare l'utilizzo di macchine ecologiche, offrendo parcheggi gratuiti». Attilio Di Mattia, mentre racconta la sua esperienza politica, dimostra di avere ben chiare quelle che, a suo parere, sono le caratteristiche che contraddistinguono un bravo politico. «Ho fatto tante proposte - spiega - e non una mera opposizione. Proposte che spesso sono state apprezzate anche dalla maggioranza. Non amo la politica “muro contro muro”, preferisco il “trasversalismo” positivo, l'andare contro gli schieramenti e l'essere costruttivi». Il candidato sindaco di Montesilvano prova anche a spiegare ciò che lo distingue da un politico tradizionale. «Per colpa della partitocrazia - dice Di Mattia -, il ricoprire una carica fino a poco tempo fa arrivava in modo abbastanza clientelare. La differenza non è tanto con le persone in generale, quanto piuttosto con le persone che sono cresciute in un determinato sistema. È cambiata la cultura, il modello di riferimento. Ora i partiti contano meno, lasciando spazio alla comuni-

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Il direttore di Abruzzo Magazine, Donato Parete, e il giornalista Lorenzo Dolce intervistano Attilio Di Mattia

cazione, mentre l'acquisizione del consenso si basa sulla persona. Io, ad esempio - sottolinea -, sono conosciuto in quanto persona e non in quanto partito politico». Attilio Di Mattia esce vincitore dalla recente esperienza delle primarie, importante ed innovativa in una città come Montesilvano. Il 35enne, infatti, arriva primo con 1.462 voti, seguito da Marco Volpe (Pd) con 948 voti, Nino D'Annunzio (Pd), 793, Paolo Di Girolamo (Sel), 374, Candeloro Forestieri (Pd), 94, e Pino Costa (Psi) 35. «Le primarie - racconta Di Mattia - sono state un'esperienza straordinaria ed è una vittoria il solo fatto che si siano svolte. Ho grandi progetti in mente e, ovviamente, il programma sarà elaborato nel rispetto delle linee guida. In una città come Montesilvano, però, è fondamentale che i cittadini tornino ad essere coinvolti nella vita pubblica, promuovendo la comunicazione e la trasparenza. Ho anche intenzione - annuncia il candidato sindaco - di aprire l'assise a persone al di fuori della vita puramente politica, con atti di forte indirizzo». Nonostante l'impegno in politica, e Di Mattia non ha intenzione di lavorare seduto dietro una scrivania, dovrà trovare il tempo anche per la sua vita privata. Amante della musica e della pallavolo, Attilio è infatti sposato con una finlandese di 36 anni, Maria Harjula, che ha conosciuto nel periodo trascorso in Erasmus a Siviglia. Durante la nostra intervista, a microfoni spenti, parla al telefono con lei in inglese. A chiamata conclusa gli chiediamo se abbiano figli e lui risponde: «Non ancora, ma ci stiamo lavorando!».

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DI CASA NEL MONDO SENZA DIMENTICARE LE ORIGINI In 35 anni di vita, Attilio di Mattia ha girato il mondo, spostandosi dall’Abruzzo agli Stati Uniti, dalla Svizzera all'Austria. Di Mattia nasce infatti ad Ortona (Chieti), ma vive per anni a Montesilvano (Pescara). Studia all'università di Pescara, ma ben presto si trasferisce a Filadelfia, negli Usa, per un master alla prestigiosa Saint Joseph's University, stesso ateneo in cui hanno studiato i genitori. Nel corso degli studi, viene reclutato per un lavoro dal colosso finanziario olandese Ing. È così che si sposta prima a New York, poi di nuovo a Filadelfia e, infine, a Los Angeles. Dagli States vola fino a Ginevra, dove lavora per la società Avendis Capital. Dopo la parentesi svizzera, durata un anno, viene reclutato dalla società viennese Aurelius Capital Management e si trasferisce a Vienna. Attualmente vive tra l'Austria e l’Italia.

Dall’Abruzzo Attilio Di Mattia ha conosciuto le città di Siviglia, Filadelfia, New York, Los Angeles, Ginevra e Vienna. Esperienze fondamentali nella sua vita



LA STANZA DEL MANAGER

LUCIO LAURETI IL NUOVO PRESIDENTE DELL’AEROPORTO D’ABRUZZO L’obiettivo è quello, nel 2012, di superare i seicentomila passeggeri. Il tutto, per la Saga, attraverso nuove rotte, nuove partnership e una strategia di comunicazione efficace… Check-in nello scalo pescarese

LE NUOVE ROTTE Mostar (cinquantadue rotazioni regolari a cadenza bisettimanale, da aprile a ottobre) e Bucarest. Sono queste le due nuove rotte annunciate da Saga a metà febbraio. Entrambe saranno servite dalla compagnia Air Vallee e, per la Bosnia, ci sarà il supporto di Cerrano Tour. Mostar

Bucarest

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di Andrea Beato - foto di Valerio Simeone

S

ono i giorni dell’eccezionale ondata di maltempo, con la neve capace di paralizzare la vita anche nelle città: persone e uffici bloccati, mezzi non disponibili, impianti chiusi. L’Aeroporto d’Abruzzo ha invece gestito bene l’emergenza, «merito - tiene a precisare Lucio Laureti, neo presidente Saga - del grande sforzo di tutto il personale. Il nostro scalo, a differenza di altri presenti sulla fascia adriatica, ha interrotto le attività solo nei momenti più delicati, accogliendo perfino voli per altre destinazioni, qui dirottati». Nel corso della nostra intervista, gli spazzaneve continuano senza sosta il loro lavoro per mantenere piste e spazi di manovra puliti. Laureti, cinquantaquattro anni, imprenditore, famiglia impegnata da tre generazioni nel settore petrolifero e in quello turistico, docente universitario, raccoglie l’eredità di Carla Mannetti: «Non posso che esprimere un giudizio positivo su quanto fatto dal precedente consiglio d’amministrazione. La strada è ora quella della continuità nei programmi e nei proget-

ti». È già si annunciano ulteriori rotte, a partire dalla riconfermata Mostar e da Bucarest. Ad attirare l’attenzione è un po’ tutta la zona dell’Est Europa, con contatti ben avviati con la Russia, Mosca in particolare. Si pensa ugualmente a potenziare i collegamenti nazionali. In entrambi i casi gli interlocutori principali sono le compagnie aeree, su tutte Ryanair, Air Vallee e Alitalia, ma l’apertura interessante è verso i tour operator locali. «Dobbiamo - dice il presidente - per motivi culturali, turistici, economici, essere in contatto con più paesi, per inserirci sempre più nel processo di globalizzazione. Si tratta di una possibilità per i nostri giovani di conoscere diverse realtà, per le nostre imprese di operare su mercati in crescita, per gli stranieri di venire a toccare con mano il nostro territorio». Occorre un contributo sinergico da parte della politica e del sistema produttivo per rendere l’infrastruttura pescarese un nodo centrale per l’intero Abruzzo. Il rischio è quello di vedersi penalizzati dal piano di riorganizzazione degli aeroporti italiani annunciato dal ministro Passera, con l’eventualità di usufruire di soli fondi


LA STANZA DEL MANAGER

Lucio Laureti, 54 anni, sposato con due figli, è il nuovo presidente Saga. Nella vita è anche imprenditore, la famiglia è impegnata da tre generazioni nel settore petrolifero e in quello turistico, e docente universitario

Ex bocconiano

1

Il presidente Saga, Lucio Laureti, è laureato all’Università Bocconi, il prestigioso ateneo con sede a Milano. Da ex studente, fa anche parte dell’associazione Alumni Bocconi.

L'emergenza neve

Il suo maestro

2

Laureti considera l’economista Dominick Salvatore, di origini abruzzesi, il suo vero maestro. Entrambi insegnano presso l’università Lum Jean Monnet di Casamassima (Bari).

regionali o procedere verso la privatizzazione. Quest’ultima è un’ipotesi, al momento, alquanto remota, «nessuno ha infatti bussato alla nostra porta e c’è comunque bisogno di dodici, diciotto mesi per rendere il bilancio in linea con le aspettative di potenziali investitori. Bisogna poi aumentare il numero di passeggeri: se nel 2011 si è toccata la cifra record di oltre

cinquecentocinquantamila, quest’anno, crisi permettendo, l’obiettivo è seicentomila». Prima di salutarci, Laureti ci preannuncia un’altra novità: «Stiamo ipotizzando un maxi schermo interattivo, da collocare a Piazza Salotto e in altri centri abruzzesi, dove i cittadini potranno essere informati su tutte le destinazioni, gli orari e le news del nostro scalo».

Una veduta dell’aeroporto. A gennaio 2012 lo scalo pescarese ha fatto registrare 32.230 passeggeri, contro i 24.501 dello stesso periodo dello scorso anno

I figli studenti nel mondo

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Il presidente Saga è padre di due figli. Il maggiore frequenta Ingegneria gestionale a Bologna e, ora, è in Erasmus in Norvegia. Il più piccolo è iscritto alla Cattolica di Milano.

Passione per le due ruote

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Oltre allo sport, Laureti è appassionato di moto. Marca preferita: HarleyDavidson. Lo scorso anno, in sella e con la moglie, ha viaggiato per più di 4.000 chilometri in Europa.

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BANCHE E FINANZA

Abbiamo fatto tredici con la filiale pescarese La Bcc di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, nonostante la crisi, continua la sua crescita con un nuovo sportello nella città adriatica e chiude il 2011 con ottimi risultati di Andrea Beato

I

l sistema delle bcc risponde alla crisi con la sua doppia anima d’intermediario creditizio e impresa a responsabilità sociale. Nella nostra regione l’azione si traduce anche nell’apertura di nuovi sportelli. È il caso della Bcc di Castiglione Messer Raimondo e Pianella che ha inaugurato, a Pescara nel mese di dicembre, la filiale di corso Vittorio Emanuele. Il civico è il trecentocinquanta, in posizione centralissima per servire una clientela sempre

Il taglio del nastro. Da sinistra Antonio Tancredi (presidente Fedam), Luigi Bettoni (direttore Banca d’Italia L’Aquila) e Alfredo Savini (presidente Bcc Castiglione-Pianella)

più ampia: «L’attenzione consueta del nostro istituto - ha commentato il presidente Alfredo Savini - verso le piccole imprese e soprattutto i nuclei familiari, si conferma con questa ultima estensione verso la costa. Questo interesse è forte fin dal 1956 e si traduce in un legame che viene tramandato anche per generazioni. Molti si lasciano seguire da noi perché sono originari della nostra area e, nella maggior parte dei casi, consolidano un rapporto che abbiamo iniziato con i loro genitori. Pescara

è una realtà da cui ci sentiamo attesi e accolti e nella quale continueremo a esercitare il nostro estremo impegno verso le persone, come ci si aspetta da una banca a carattere territoriale». Nel solo capoluogo adriatico, secondo i dati forniti dal direttore Paolo Mingione, la Bcc di Castiglione Messer Raimondo e Pianella conta quasi cinquecento clienti. Di questi, ben trecentottanta sono rappresentati dalle famiglie. La loro presenza si colloca in una realtà solida e in crescita. Nel 2011 la banca

UNA NUOVA FILIALE ANCHE SEDE ISTITUZIONALE Luigi Bettoni

Antonio Tancredi

Gabriella Di Felice

(direttore Banca d’Italia - filiale dell’Aquila)

(presidente Fedam)

(architetto)

«Con la crisi le bcc hanno mantenuto e ampliato le relazioni creditizie con la clientela, soprattutto quella retail a loro congeniale, e sono riuscite non solo a mantenere un radicamento sul territorio, ma anche ad aumentale la loro presa».

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«Il credito cooperativo è al servizio della comunità e del territorio. Siamo per la sicurezza dei nostri depositi per dare sicurezza ai nostri clienti. Abbiamo approvato un fondo di garanzia che tutela in pieno chi diventa cliente del credito cooperativo».

«Devo ringraziare la Bcc Castiglione Messer Raimondo e Pianella che mi ha permesso di concretizzare il mio progetto per questa nuova filiale dallo stile moderno e funzionale. Un totale di quattrocentocinquanta metri quadrati sviluppati su due livelli».


BANCHE E FINANZA

L’esterno e gli uffici di Corso Vittorio Emanuele 350. In altro il responsabile della nuova filiale, Antonio Ambrosini. Qui sotto, da sinistra, il direttore Paolo Mingione e il presidente Alfredo Savini

è arrivata a custodire quasi cinquecento milioni di raccolta complessiva e a sostenere, in parte, l’economia abruzzese nonostante il momento estremamente delicato. Il credito erogato ha raggiunto i trecentocinquantatre milioni di euro ed è caratterizzato da una bassa rischiosità, mantenendo integro il patrimonio che ha superato, a fine dello scorso anno, i quaranta milioni, con sofferenze sempre al di sotto delle media delle banche e delle bcc nazionali.

I NUMERI DELLA BCC CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO E PIANELLA

2.500 13 40 350

SOCI FILIALI MILIONI DI EURO PATRIMONIO MILIONI DI EURO IL CREDITO EROGATO NEL 2011

Bilancio 2011 da record per una banca "differente" Il 2011 della Bcc Castiglione Messer Raimondo e Pianella si è concluso con la consueta cena del socio, tenuta al Palacongressi di Montesilvano prima delle vacanze natalizie. Nell’ultimo anno il credito erogato ha superato i trecentocinquanta milioni di euro, caratterizzato da una bassa rischiosità, e il patrimonio è arrivato a toccare quota quaranta milioni. «È un risultato di cui sentiamo tutta la responsabilità - ha sottolineato il direttore Paolo Mingione». «E di strada ne abbiamo fatta - ha proseguito il presidente Savini - da quel lontano maggio 1956, con la firma di novantadue soci fondatori. Oggi ne siamo quasi duemilacinquecento, supportati dalle tredici filiali aperte in tre province abruzzesi. La crisi che stiamo vivendo ci deve far riflettere e spingerci a operare sempre con grande impegno e prudenza, al fine di poterne uscire al più presto, facendo in modo che non siano sempre gli stessi e i meno fortunati a subire maggiormente le conseguenze».

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BANCHE E FINANZA

Dove sono finiti i soldi della Banca Centrale Europea? I road show dell’Abi, le polemiche sulle banche e la grande assente dalla scena: l’Europa… dal nostro inviato a Vicenza Maurizio O. Delfino

È

una doppia beffa che si sia dovuti precipitare in una crisi economica unica e formidabile per scoprire quanto poco saggi e ambiziosi siamo stati in questi anni, pur avendo tutti gli elementi e gli spunti per decifrare la sfida che si poneva davanti e intuire che forse anche quest’occasione potrebbe andar perduta. Basti pensare che solo oggi, dopo traumi da miliardi di euro bruciati in borsa e in tanti altri modi, colpi e contraccolpi al cardiopalma, dalla cancelle-

FIAMM AL ROAD SHOW Al road show Abi di Vicenza, tra gli ospiti presenti, c’era anche Stefano Dolcetta, amministratore delegato di Fiamm. Il gruppo industriale, nato nel 1942, produce e distribuisce accumulatori per avviamento auto e per uso industriale (gruppi di continuità, riserva d’energia) e avvisatori acustici (clacson e sirene). I suoi stabilimenti sono presenti un po’ in tutto il mondo, uno anche ad Avezzano (L’Aquila), specializzato in batterie camion ed esercito, e capace di servire buona parte del mercato europeo. Nella foto Stefano Dolcetta, amministratore delegato del gruppo Fiamm, realtà anche abruzzese

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ria tedesca è giunta l’esclamazione (banale) che sarebbe folle e ridicolo far finire Atene in bancarotta! Questo è l’instabile quadro in cui va letto il contesto del credito e delle banche, per parlare del quale non si può non fare un approfondimento anche tecnico. In alcuni casi l’informazione non è tale se non indugia nel chiarire ciò che sta sotto la superficie. Le notizie sono state che le banche hanno ricevuto un prestito massiccio dalla Banca centrale europea, ma che invece di impiegarlo a servizio di imprese e famiglie lo tengono da parte, nascosto, riservato, non fidandosi di fare prestiti in periodo di vacche magre.

Mario Draghi, presidente della Bce a Francoforte

Per di più vi è stata l’eco di prese di posizione, se non polemiche almeno puntute, da parte di alcuni esponenti di vertice del sistema bancario che hanno firmato una lettera al Corriere della Sera, lo scorso trenta gennaio, rispondendo alle provocazioni con pochi dati certi. E con l’affermazione della propria fisionomia e identità. Anche nel terribile 2011 gli impieghi sono cresciuti, con una percentuale molto alta di crediti concessi alle piccole imprese e ciò al costo di un aumento delle sofferenze, cioè i soldi prestati che non vengono restituiti e che determinano non solo perdite secche di capitale, ma anche


BANCHE E FINANZA

Giuseppe Mussari, presidente Abi

immobilizzazioni. Perché l’attività del prestare denaro è governata da regole stringenti per cui ogni cento euro messi sul mercato necessitano di un importo accantonato, tanto maggiore quanto più rischioso sarà quel prestito in base a parametri, regole e valutazioni. Di recente l’Eba (l’autorità che nella Unione europea ha proprio il compito di sorvegliare il mercato bancario europeo) ha indicato gli obiettivi a cui il sistema bancario europeo deve conformarsi in tema di adeguatezza patrimoniale, valutazione dei rischi, ponderazione delle attività. Tutte cose che poi incidono direttamente sulla possibilità per la banca di prestare denaro al proprio cliente. Dall’audizione di Giuseppe Mussari (presidente dell’Abi) alla Camera dei deputati scopriamo che però queste regole incidono su realtà molto differenti fra loro, sia in seno all’Europa che in paragone al resto del mondo, essendo ormai chiaro che qualunque ragionamento va calato in un contesto globale. Così per esempio si scopre che in Europa vi sono grandi differenze nella ponderazione del credito relativo ai mutui residenziali, con l’Italia in testa alla classifica “della prudenza” (per rendere il discorso comprensibile) pur avendo un mercato immobiliare praticamente privo del fenomeno dei subprime (la miccia che ha fatto esplodere la crisi in America, che aveva a fondamento le garanzie immobiliari su cui si era costruita ricchezza virtuale) e pur essendo le banche italiane fra quelle con i migliori coefficienti patrimoniali. Tanto è vero - ricorda Mussari nei road show dell’Abi, cioè gli incontri aperti al pubblico in cui l’associazione delle banche e le singole banche si confrontano con l’economia e con i territori - «che quelle italiane non sono costate un euro dei 2.175 milioni sopportati dall’Europa per le banche, nella crisi del 2008». E come non dare atto della differenza che passa fra un sistema bancario (quello italiano) in cui il 60% degli attivi è dato proprio dal credito all’e-

conomia, contro percentuali comprese fra il 30 e il 40% in Inghilterra, Francia e Germania? Ditemi com’è composto l’attivo (e quanto pesa sui mezzi propri) e vi dirò che banca siete, insistono a spiegare i banchieri e il presidente dell’Abi, ricordando il primato dell’attività tradizionale nelle banche italiane, cioè racIl dg Tercas colta e reimpiego nello stesso Dario Pilla (a sinistra) con mercato ordinario di imprese Maurizio Delfie famiglie. Questi elementi no di Abruzzo consentono all’Abi di annun- Magazine nella serie delle ciare, se occorrerà, un ricorso alla Corte di giustizia contro il interviste ai direttori generali programma dell’Eba, avendo il delle banche iniziata nel sistema bancario italiano le car2008 te perfettamente in regola per rivendicare (sotto il profilo tecnico e morale, per così dire) il proprio ruolo dalla crisi del 2008 e sino ancora ad oggi, di argine e se mai di vittima di una situazione quale quella attuale, in cui è esploso in modo del tutto nuovo il problema del debito e della credibilità degli stati membri e quindi di futuro del sistema, e dove un convulso e improvvisato bisogno di regole comuni può determinare effetti depressivi e peggiorativi, se non si misurano attentamente gli spazi e la consistenza delle singole realtà del sistema. Questo rende ingiusto e in parte incoerente il programma dell’Eba che carica sulle banche il rischio sovrano e che rischia di danneggiare la possibilità di finanziamento delle Pmi. «L’Italia non è che non può farcela da sola, è che non deve farcela da sola», ha ricordato il presidente dell’Abi al road show di Vicenza, invocando la nostra pretesa adesso, a quell’«afflato di Europa» che in molti casi ha giustificato sacrifici e contributi a cui l’Italia non si è sottratta. In questi giorni ricorrono i venti anni dalla firma del Trattato di Maastricht. La vicenda della crisi, del prestito della Bce (che, a proposito, consentendo anche alle nostre banche di far fronte serenamente ai rimborsi delle obbligazioni in scadenza è già offerto in uso al mercato, potendo queste tenere fermi gli impieghi accordati e riavviando così con maggiore robustezza il normale ciclo della propria attività), del regolamento dell’Eba, non fa altro che confermare il rammarico per l’abbandono della strada di una vera unione europea. Che poi a ricordarci l’Europa sia addirittura un banchiere - che ne ha tutto il diritto - deve suonare da smacco per tutti quelli che hanno creduto di essere classe dirigente, e per tutti quelli che glielo hanno permesso (cioè gli stessi che oggi contro le banche polemizzano).

IL NUOVO D.G.

Se fosse un mestiere sarebbe una guida alpina (di cui ha anche un po’ l’aspetto), traccia personalmente con calma ed energia implacabile la strada che serve agli altri da sentiero. Se fosse una bevanda sarebbe un vino rosso, di quelli che svelano pian piano la loro complessità. Al cronista che ha incontrato il nuovo direttore generale di Banca Tercas, nel suo precedente incarico (cfr Abruzzo Magazine settembre/ottobre 2011) veniva in mente il gioco del “se fosse” dopo l’intervista, perché certamente Dario Pilla è una figura di direttore generale atipico. Nonostante i numeri e i risultati di cui ha parlato la stampa, ricordando l’impegno precedente, il carattere distintivo è un’approccio autenticamente manageriale che guarda molto al contesto, alla prospettiva, all’identità. Pilla non nasconde di voler essere e di voler fare “il banchiere” e di voler lasciare il segno, che è un modo antico e trascurato di provocare l’ambizione e l’orgoglio di chi deve rinnovare l’impegno con il proprio potenziale. Staremo a vedere, ma di sicuro l’Abruzzo intercetta un personaggio molto molto interessante. Come certi vini rossi…

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PROFESSIONISTI

LE NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS SI TROVANO SU OPSFINDER Tanti i servizi a disposizione delle imprese su questo portale tutto abruzzese, nato dall’iniziativa di Danilo Di Domizio e dei suoi soci per favorire lo scambio fra le aziende di Elena Prizzi

O

psFinder è una community virtuale per le imprese, dove domanda e offerta s’incontrano liberamente. L’idea nasce, da Danilo Di Domizio, per rispondere alle molteplici esigenze delle start up d’impresa e dei progetti di business. Il portale web offre due piattaforme per i contatti b2b e b2c. Ogni utente registrato può creare la sua vetrina aziendale inserendo foto, indicazioni di prodotti ed informazioni di business. I servizi offerti dal portale rispondono alle esigenze di sviluppo di un business, la necessità: di trovare dei finanziamenti, dei partner per l’industrializzazione, delle occasioni di vendita e delle consulenze specializzate (legali, d’interpretariato…). Tutti gli associati hanno modo di interagire con altri imprenditori italiani ed esteri, sen-

Danilo Di Domizio, Fondatore e general manager

za pagare intermediari, vendendo e acquistando prodotti e servizi. Gli iscritti godono di una valutazione, di qualità ed affidabilità, espressa dai membri della community e da un’analisi di rating finanziario, eseguita da Denis Sambenedetto, responsabile finanziario OpsFinder. I membri della community, inoltre, possono aderire a delle ricerche di mercato o selezionare dei tester per delle loro esigenze. Infine le aziende hanno modo di gestire il loro profilo web o autonomamente o affidandolo agli amministratori del portale. I termini di iscrizione a OpsFinder e le tutele per i membri della community sono stati studiati scrupolosamente dai soci Di Domizio, gli avvocati Vincenzo De Lauretis e Andrea Spicciati, esperti di contrattualistica internazionale e del Codice del consumo Italiano. Di fatto, quindi, con OpsFinder si è aperto un nuovo mercato e l’imprenditore lungimirante non può non esserci.

Vincenzo De Lauretis, Co-Fondatore

Denis Sambenedetto, Co-Fondatore e responsabile finanziario, tesoreria & credi

LA COMMUNITY Opsfinder, “Be social. Find business and collaboration opportunities”. Una fiera virtuale permanente, dove incontrare partner e clienti, consulenti e finanziatori per le idee di business. Community, marketplace e piattaforma test prodotti, tutti in un unico portale. Il sito è consultabile al seguente indirizzo internet: www.opsfinder.com. Per informazioni si può contattare il general manager Danilo Di Domizio, consulente per le imprese, scrivendo a danilodidomizio@opsfinder.net.

Andrea Spicciati, Co-Fondatore

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PROFESSIONISTI

A Silvi lo stabilimento balneare green e friendly Titolare e gestore di Skipper, insieme a moglie e figli, è Giuliano Freschi. Tante le novità ormai pronte per la nuova stagione di Andrea Beato

L’INNOVAZIONE Skipper si distingue dagli altri lidi per essere uno stabilimento altamente moderno e dotato delle più avanzate tecnologie. Lo scorso anno è stato installato un impianto fotovoltaico, della potenza complessiva di nove chilowatt, e uno solare termico. Entrambi riescono a soddisfare la totalità del fabbisogno elettrico e a produrre acqua calda in quantità pienamente sufficiente per le esigenze della cucina e delle docce. La spiaggia è completamente automatizzata, le attrezzature, alimentate con mini pannelli fotovoltaici, vengono attivate con l’ausilio di un telecomando a distanza. Una caratteristica che in pochissimi sono in grado di garantire sulla riviera adriatica e che è sinonimo di sicurezza: in caso di mal tempo, tutto viene chiuso nel giro di alcuni secondi.

Lo staff di Skipper. Primo da sinistra Giuliano Freschi: «Offriamo un ambiente accogliente. Mettiamo a disposizione centoventi, centotrenta ombrelloni»

L

’estate è ancora un miraggio, ma già ci vediamo in spiaggia, stesi sul lettino a prendere il sole. Mentre noi sogniamo, i balneatori sono già a lavoro. «Ogni stagione - sottolinea Giuliano Freschi, titolare del lido Skipper a Silvi Marina (Teramo) - si è pronti per ripartire. Questo significa, molto tempo prima dell’apertura ufficiale, impegnarsi per rinnovare la struttura e i servizi». Il momento non è certo dei più favorevoli, eppure c’è chi, con passione, continua a investire

I pannelli dello stabilimento Skipper di Silvi Marina, voluti da Giuliano Freschi per generare energia pulita e ottenere un risparmio nei consumi

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nella propria attività. Freschi, bancario, piacentino doc, è ormai abruzzese d’adozione. Ha scoperto la nostra regione negli anni Novanta, venendo a trascorrere le vacanze con la famiglia, la moglie Anna e i due figli Filippo e Luca, «in uno dei più bei luoghi d’Italia, dove mare e montagna convivono a pochi chilometri di distanza». Nel 2003 l’opportunità di cambiare in parte vita, con l’acquisto dello stabilimento: «Già il nome richiamava la mia passione per il mare e la barca. In più, in passato, avevo lavorato, per alcuni periodi, in importanti strutture alberghiere un po’ in tutta la penisola. Così ci siamo buttati in questa nuova avventura». Skipper si trova in vicolo Arno, nella zona Piomba di Silvi Marina. «Qui c’è un turismo vero, con presenze locali, ma soprattutto nazionali ed estere. Offriamo un ambiente accogliente, pulito e sicuro. Mettiamo a disposizione centoventi, centotrenta ombrelloni, con una zona dedicata alle palme». Un lido “green” e “friendly”, dove si è voluto puntare molto su nuove tecnologie, risparmio energetico e completa accessibilità ugualmente per le per-


PROFESSIONISTI

sone portatrici di handicap: «Lo scorso anno abbiamo installato un impianto fotovoltaico, della potenza di nove chilowatt, e uno solare termico. Grazie a entrambi ora riusciamo a soddisfare la totalità del fabbisogno elettrico e a produrre acqua calda in quantità sufficiente per le esigenze della cucina e delle docce. La spiaggia è completamente automatizzata, le attrezzature, alimentate con mini pannelli fotovoltaici, vengono attivate con l’ausilio di un telecomando a distanza. Una caratteristica che in pochissimi sono in grado di garantire sulla riviera adriatica. Anche per la raccolta differenziata è stato progettato e realizzato un sistema personalizzato di facile utilizzo e pulizia». Tante le novità a partire dalla metà di maggio 2012. «Il nostro obiettivo - conclude Freschi - è offrire sempre un qualcosa in più per rendere il soggiorno indimenticabile e fidelizzare una clientela sempre maggiore . Quest’anno abbiamo pensato di rifare le tele dei lettini e proporre le sdraio dotate di tettuccio parasole. E per gli appassionati di sport e fitness installeremo una vera e propria palestra, con un istruttore professionista, per praticare pilates, spinning e altri esercizi e tenersi in forma per tutta l’estate».

Lido Skipper: animazione, mini club, ristorazione veloce, internet wireless, serate con canti e balli, piscina per i più piccoli

SERVIZI E NOVITÀ PER L’ESTATE 2012 Si preannuncia una stagione dove difficilmente ci si annoierà al Lido Skipper: animazione, mini club, ristorazione veloce, internet wireless, piscina per i più piccoli… E da quest’anno ci sarà anche la possibilità, per tutti i frequentatori dello stabilimento, di usufruire quotidianamente di una vera e propria palestra, con un istruttore professionista dedicato, per praticare pilates, spinning e altri esercizi e tenersi in forma per tutta l’estate. Per chi invece vorrà rimanere tranquillamente sotto l’ombrellone, Giuliano Freschi ha pensato di mettere a disposizione le sdraio con tettuccio parasole.

Il Lido Skipper si trova in vicolo Arno, nella zona Piomba di Silvi Marina (Teramo), dove c’è un turismo vero, con presenze locali, ma soprattutto nazionali ed estere. Uno stabilimento pulito e sicuro

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PROFESSIONISTI

L’ACCORDO STATO-REGIONI DEL VENTUNO DICEMBRE DELLO SCORSO ANNO Come cambia la formazione dei lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro addetti al servizio di prevenzione e protezione. Studio 81 propone corsi e aggiornamenti…

SICUREZZA SUL LAVORO

• SICUREZZA SUL LAVORO • FORMAZIONE • GESTIONE RIFIUTI • IGIENE ALIMENTARE • CONSULENZA PRIVACY • D.P.I.

di Andrea Sisti

I

l decreto legislativo 81/2008, coordinato con quello 106/09, ha attribuito allo strumento della formazione un ruolo primario e centrale per la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e per un reale accrescimento della tutela dei lavoratori. Una formazione che forse, fino ad oggi, aveva lasciato diverse perplessità a livello tecnico-organizzativo ai soggetti formatori. Da quasi tre anni, infatti, si attendeva l’approvazione degli accordi tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, volti al miglioramento dell’aspetto formativo legiferato dal decreto legislativo 81/2008 e simili. Finalmente il ventuno dicembre 2011 sono stati raggiunti tali accordi e pubblicati in Gazzetta ufficiale l’undici gennaio 2012. L’accordo Stato-Regioni introduce due novità significative: le classi di rischio in base alla classificazione Ateco 2001 e l’introduzione della piattaforma e-learning per i corsi di formazione. Per quanto riguarda la formazione dei lavoratori. Il nuovo accordo prevede una formazione base della durata minima di quattro ore a cui vanno aggiunte in riferimento alla classe di rischio di appartenenza (basso, medio, alto) rispettivamente quattro, otto, dodici ore di formazione specifica. Allo stesso modo verranno formati anche i preposti ai quali però dovrà essere impartita

Nella foto una ulteriore formazione Paolo Valentini, particolare della durata di direttore otto ore. Per i dirigenti è di Studio 81. A breve sul sito prevista una formazione a della società parte della durata minima (www.studiotdi sedici ore. Per tutte e tre tantuno.it) sarà disponibile le categorie è l’aggiornauna nuova mento dovrà essere quinpiattaforma quennale e della durata midi e-learning nima di sei ore. Inoltre ci sarà la possibilità di effettuare parte dei sopracitati percorsi formativi attraverso piattaforme e-learning. Altro tassello importante è la formazione dei datori di lavoro addetti al servizio di prevenzione e protezione. Per questa figura è prevista una formazione di sedici, trentadue, quarantotto ore, sempre in base alla classe di rischio di appartenenza (basso, medio, alto) con aggiornamenti quinquennali rispettivamente di sei, dieci, quattordici ore. Anche in questo caso è prevista, sempre nelle modalità e condizioni impartite dall’accordo, la possibilità di adottare piattaforme e-learning. A questo punto, se da una parte diventano più chiari gli adempimenti in materia di formazione del personale, dall'altro diventa sempre più difficoltoso per le aziende tenere sotto controllo un sistema di norme articolato e complesso. Ad aiutarvi in tutto questo ci pensa Studio 81, centro formazione AiFos e certificato Rina.

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VACANZECULTURA.IT

A ROCHESTER PER VIVERE GLI STATI UNITI Per l'estate l’opportunità d’imparare l’inglese con dei corsi intensivi al Nazareth College. L’esperienza di un vero campus americano…

Raffaella Sciarra, docente d’inglese e responsabile per l’Italia del progetto. Per chi volesse informazioni può contattarla all’indirizzo email nazareth.italia@ hotmail.com

di Andrea Beato

È

la possibilità di vivere da vicino gli Stati Uniti, entrare in contatto con la cultura e lo stile di vita di questo paese, immergersi nell’autentica atmosfera di un college americano. Le iscrizioni sono già aperte e la responsabile per l’Italia del progetto, la pescarese Raffaella Sciarra, docente d’inglese, è contattabile all’indirizzo di posta elettronica nazareth.italia@hotmail. com. «Si tratta - spiega la Sciarra - di una vera opportunità, quella di trascorrere un’esperienza al Nazareth College di Rochester, prestigiosa istituzione universitaria nello stato di New York. La struttura ospiterà i corsi intensivi, a scelta dalle tre alle sette settimane, nei prossimi mesi di luglio e agosto. I costi sono molto vantaggiosi e comprendono i transfer, le lezioni, il vitto, l’alloggio e una serie d’interessanti attività ricreative. Possono partecipare tutti, dai diciotto anni in su, e la frequenza darà diritto a un minimo di sette crediti formativi e al rilascio di un regolare attestato». Imparare o perfezionare una nuova lingua è ormai diventato un “must”, indispensabile nell’ambito professionale e culturale, farlo in un campus quotato, in un ambiente internazionale, con studenti provenienti da tutto il mondo, è sicuramente un valore aggiunto: «La differenza - conclude la Sciarra - sta proprio in questo. In Usa, e in particolare al Nazareth College, si ha la possibilità di conoscere una realtà nuova e particolare, sicuramente distante da quella italiana, confrontarsi con persone diverse, migliorare sensibilmente il proprio inglese». Un’occasione da prendere in considerazione.

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LA D'ANNUNZIO E IL NAZARETH

La città di Rochester (stato di New York), le strutture e gli ambienti del Nazareth College. Un campus quotato e rinomato, dove si potrà imparare l’inglese e scoprire lo stile di vita statunitense

Da diverso tempo è attiva una convenzione ufficiale tra l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara e il Nazareth College. Questa prevede lo scambio di professori e studenti, offre la possibilità di seguire corsi d’inglese, a livello internazionale, durante l’intero anno, con docenti rigorosamente madrelingua e il riconoscimento dei crediti formativi una volta rientrati in Italia. Il Nazareth College si trova a Rochester, nello stato di New York, a circa un’ora di volo dalla “Grande mela”. La città è famosa per essere stata l’headquarter di aziende mondiali, come Kodak e Xerox, e per ospitare, soprattutto in estate, numerose manifestazioni culturali e festival musicali. Nel campus sono a disposizione aule studio, biblioteche, dormitori, ristoranti, negozi, supermercati, sportelli bancari, palestre, strutture sportive, teatri…


ABRUZZESI NEL MONDO

YESICA DI VINCENZO Una miss abruzzese per l'eleganza argentina La bellezza scoperta dal concorso Miss Italia nel mondo è ora diventata imprenditrice con l’Accademia di stile ed eleganza… di Generoso D'Agnese

«I miei nonni arrivarono in Sudamerica dall’Abruzzo: Tortoreto Lido e Tornareccio fanno parte della mia storia familiare e mi legano in modo indelebile all’Abruzzo». A dirlo è una giovanissima e bellissima imprenditrice che sulle sponde dell’Oceano Atlantico, a Mar del Plata, da pochi mesi ha inaugurato la sua "Accademia de estilo y elegancia", riuscendo a coniugare in un solo progetto, e a soli ventiquattro anni, la sua passione per la moda, la sua qualifica di architetto e la sua voglia di dare vita a un’idea imprenditoriale. L'Italia ha scoperto Yesica Di Vincenzo nel 2006, quando il suo volto e il suo corpo apparvero sulle passerelle di Salsomaggiore per la quindicesima edizione di Miss Italia nel mondo. Una partecipazione fortunata, quella di Salsomaggiore, che ha aperto le porte ad altre manifestazioni internazionali nel campo della

bellezza e che ha regalato felicità all’attivissima comunità abruzzese presente a Mar del Plata. «Quando nel 2006 arrivai in Italia con il concorso Miss Italia nel Mondo, potei conoscere la casa dove aveva vissuto mia nonna in Abruzzo ed è stata un’esperienza emozionante. Forse nessuno sottolinea mai abbastanza quanto sia particolare l'emozione che accompagna le concorrenti di questo concorso per ragazze che hanno origini italiane. È come poter entrare nella macchina del tempo e rivivere con i cinque sensi i tanti racconti ascoltati in famiglia». Il nonno di Yesica, Vincenzo Fuoco, lasciò l’Italia dopo aver vissuto il dramma della guerra e nell'Argentina vide il paese dove ricominciare a credere nel futuro. Nonna Caterina Capeci invece venne chiamata dalla sorella, che già si era trasferita in Argentina per cercare fortuna. «Mar del Plata è una città fortemente caratterizzata dalla presenza italiana. Grazie alla partecipazione al concorso di bellezza in-

ternazionale, dedicato alle ragazze italiane nel mondo, ho potuto prestare il mio volto e il mio impegno a molti sodalizi che operano nell’area. Ho incontrato tantissime persone che mi hanno raccontato le loro storie e che mi hanno parlato dei miei nonni (che purtroppo ho perso quando ero ancora molto piccola, all’età di soli tre anni), permettendomi di conoscere ancora meglio le mie radici. Mi sento fieramente italoargentina e l’Italia è la mia seconda casa. Ho il cuore argentino, ma il sangue che vi scorre è molto italiano. Purtroppo ho potuto fare un solo viaggio nel bel paese, un’esperienza incredibile, e nell’occasione ho potuto conoscere da vicino i posti vissuti dalla nonna. In famiglia si parla continuamente dell’Italia e manteniamo vivi i contatti, soprattutto attraverso i nuovi mezzi di comunicazione elettronica: email, social network, Skype… In Argentina molti italiani mantengono vive le loro radici, è un qualcosa di sentito e fondamentale. Si partecipa alle feste tradizionali e patronali, si guardano

Il nuovo progetto di Yesica a Mar Del Plata «Dal novembre 2011 ho deciso di dare corpo alla mia idea imprenditoriale: realizzare un’accademia di stile nella quale insegnare alle ragazze e ai ragazzi i dettami del mondo della moda e preparare i professionisti del settore. Si tratta anche della mia prima avventura come architetto, avendo progettato la trasformazione di un vecchio locale per ricavarne uno spazio funzionale alle esigenze imprenditoriali. Sono orgogliosa del mio lavoro e ringrazio i miei genitori per avermi aiutato nella realizzazione di questo progetto, che si sta dimostrando una realtà interessante».

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ABRUZZESI NEL MONDO

molti programmi della Rai e si coltivano molti legami culturali che permettono di arricchire la conoscenza della lingua italiana». La giovane di origine abruzzese (da parte del padre Jorge) vive a Mar del Plata, ma da anni si sposta continuamente per il suo lavoro di modella. La sua bellezza le ha permesso di partecipare a Miss Italia nel mondo del 2006, ma il grande successo conquistato sugli schermi della Rai non hanno stravolto la sua vita, incentrata sugli studi di architettura e sulla passione per il lavoro. L’esperienza italiana ha spinto Yesica a intensificare ancora di più la sua partecipazione all’associazionismo italiano di Mar del Plata (vi fa parte dall’età di tre anni) per approfondire la lingua e la cultura dei propri avi. Candidata al titolo di Miss Universo nel 2010, ed eletta nel 2007 Regina nazionale del mare a Mar del Plata e nel 2008 Miss Argentina international, Yesica collabora al seguitissimo e divertente programma radiofonico “Italia sempre giovane”, balla nei corpi di ballo tipico folkloristico e recita nel gruppo teatrale “Molise sul Palco”. L'accademia di Yesica Di Vincenzo è aperta a tutte le donne che vogliono apprendere i trucchi del mestiere per lavorare nel campo della bellezza. Ariel Jare (cura dell'immagine), Christian Heit (fotografia e video professionali), Mercedes Venturi (estetista e cosmetologa), Mariano Garcìa (fotografia professionale), Miguel Avellaneda (ufficio stampa) e Juan José Montero (Acconciatore professionale) sono i compagni di viaggio di questa avventura imprenditoriale molto creativa, incentrata sulla didattica e sulle nozioni che aiuteranno le giovani modelle a perfezionare il loro portamento e la loro immagine. Un accordo imprenditoriale aiuterà le migliori a entrare nel mondo del lavoro grazie al lavoro promozionale di Dynamic Group.

Gino Di Carlo, Cram Detroit

CRAM DETROIT E NUOVI CLUB Il settore dell’emigrazione si conferma, anche per il 2012, non strategico per la giunta Chiodi. Sono state stanziate solo le somme per permettere la riunione del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram), la consulta dove sono rappresentate le associazioni e federazioni in Italia e nel mondo e le organizzazioni ed enti pubblici che operano in Abruzzo a favore dei nostri concittadini fuori regione che, lo ricordiamo, fra emigrati e discendenti sono esattamente un altro Abruzzo. Due aspetti dell’ultima consulta sono degni di nota: il primo è che il consigliere degli Stati Uniti, Gino Di Carlo, ha avanzato a sorpresa la candidatura della sua Detroit a ospitare l’edizione 2012 del Cram. In caso positivo il consigliere Cram a stelle e strisce s’impegnerà a garantire la presenza di un grande abruzzese nel mondo, Sergio Marchionne. L’altro aspetto del Cram 2011 ospitato dal Consiglio regionale di Pescara è che dopo oltre tre anni sono maturati i primi frutti di una delle tante semine fatte durante la Giunta Del Turco e la presidenza Cram dell’ex assessore Donato Di Matteo (oggi sostituito da Mauro Febbo): stimolare la costituzione di associazioni d’abruzzesi nei nuovi paesi di emigrazione. Sono stati iscritti all’albo regionale tre sodalizi in paesi dove già esistono altre associazioni, federazioni e loro rappresentanti nel Cram, come quelle di Valcarce in Argentina, Salvador de Bahia in Brasile e il Roccamorice social club di Toronto (Canada) e, appunto, altrettanti club in

di Pierluigi Spiezia

paesi dove non vi erano organizzazioni abruzzesi: il primo club di Stoccolma, Svezia, e quello “Francesco Federico Falco” di Santiago de Cuba, a Saragoza. Proprio quest’ultimo è presieduto da Mirko Razzi, figlio dell’onorevole Antonio, ex consigliere Cram espresso dalla Svizzera. Razzi padre (di Giuliano Teatino) è sposato con la signora Maria, spagnola di Leon e il loro figlio Mirko si è trasferito dalla Svizzera in Spagna una decina di anni fa, dove fa l’imprenditore ed è sposato con la giovane iberica Monica Rodriguez. A Cuba è stata invece fondata la seconda associazione, grazie all’impegno di Antonio De Fabritiis, personaggio noto per essere stato segretario regionale della Cisl funzione pubblica e presidente dell’Inps di Pescara. Sono poi attivi da poco altri due club in Spagna (Madrid e Isole Baleari, guidata da Alexa Racciatti), a Bucarest (Romania, costituita da Claudio Teseo di Montesilvano) e Colombia. Quest’ultima come “Sezione Abruzzo” dell’Associazione italiani, coordinata dal tesoriere Guido Presutti (originario di Pratola Peligna) che vive a Cartagena. La Regione Abruzzo riconosce come associazioni anche quelle “italiane”, purché all’interno del sodalizio ci siano almeno cinquanta soci abruzzesi e il coordinatore abbia potere di firma e di rappresentanza verso la Regione. Costituenti associazioni risultano in Messico (Paolo De Francesco di Atessa, direttore della “Dante Alighieri” di Monterrey) e in Olanda, dove è impegnata la chef Antonella Barbella, di Lanciano.

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L'ABRUZZO VISTO DA FUORI

GIOVANI

di idee con hiFun Intervista al milanese Guido Nanni Falck che, con i quattro brand del gruppo, produce e commercializza accessori elettronici moderni e di design di Isabella Pennoni

La nostra rubrica inizia il nuovo anno all'insegna dell'innovazione giovane, che ci auspichiamo possa contraddistinguere tutto questo 2012. Quattro giovanissimi neoimprenditori: Guido Nanni Falck, Amerigo Olivetti, Adalberto Grossi e Clotilde Bonetto Gandolfi, tutti accomunati da una stupenda passione per la musica che li ha portati ad inventare alcuni pratici ed originali accessori per avere sempre con noi le nostre più amate playlist. Ringrazio di cuore Guido Falck che, nonostante i numerosi impegni lavorativi, non ha esitato a rispondere con piacere alle nostre domande. Di cosa ti occupi? «La parte divertente: ideare, produrre e commercializzare accessori elettronici tramite i quattro brand del gruppo (hiFun, VaVeliero, Aiino e Out of Style). Poi c’è tutto quello che il “capo” deve fare: organizzare, guidare e stimolare tutti coloro che lavorano direttamente

o indirettamente con noi. Da chi si occupa di produrre alla logistica ai clienti e fornitori. Il guidare start-up impone di sapere fare un po’ di tutto benino e alcune cose molte bene». Cosa produce la tua azienda e quali sono i suoi punti di forza? «Con i vari brand produciamo una gamma ormai molto vasta di accessori elettronici dalla cornetta retrò da collegare all’iPhone alla cover con tastiera fisica per iPad, fino ai piu semplici caricatori da auto o da muro con uscita usb. I punti di forza sono sicuramente l’originalità e la qualità dei nostri prodotti che però riusciamo a offrire a prezzi sempre molto competitivi». Pensi che l’Italia sia, o possa tornare ad essere, un mercato concorrenziale? «Non credo che possa più esserlo, almeno non nel campo dell’elettronica di consumo, dove lavoro. Non abbiamo né la manodopera a prez-

zi competitivi né le fabbriche e i macchinari giusti, ma questo non è per forza un male, se rimaniamo forti nell’ideare e poi far produrre da qualcun’altra parte e se manteniamo delle nicchie di eccellenza produttiva che rimangano sul territorio. Pensate ad Apple nessuno la lega alla Cina o all’Asia, eppure produce tutto lì e vende in tutto il mondo prodotti di altissima qualità e innovazione riconducibili all’America e al genio americano non certo a quello Cinese. Conta poco dove si produce, contano invece molto l’innovazione e le idee». Cosa conosci dell'Abruzzo? «Purtroppo la prima cosa che viene in mente è l’Aquila e il terribile terremoto che l’ha colpita. Spero che sarete in grado di aiutarvi in gran parte da soli perché non credo nell’assistenzialismo e nelle grandi promesse, che sono state fatte e in minima parte mantenute. Quindi in bocca al lupo e fate vedere a tutti chi siete!».

Nell’immagine grande Guido Nanni Falck con alcuni accessori hiFun. Nelle altre foto, da sinistra, Adalberto Grossi, Amerigo Olivetti e Clotilde Bonetto Gandolfi, compagni d’avventura imprenditoriale, con ben quattro start-up, e appassionati di musica

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FIERE

Gli occhiali di Al e Ro Design conquistano il Pitti Immagine Uomo 81

La nuova e coloratissima collezione dei primi unici occhiali da sole in gomma, con lenti e montature intercambiabili, è stata presentata in anteprima a Firenze. Nove nuovi colori proposti per l’autunno/inverno 2012 che vanno ad arricchire la già ampia gamma cromatica e ne esaltano lo spirito divertente e glamour. Al e Ro è un marchio di proprietà Cooncept, realtà tutta abruzzese con sede a San Salvo (Chieti). «Quella di quest’anno - ci fanno sapere dall’azienda - è stata la nostra prima partecipazione al Pitti. All’appuntamento toscano ci siamo presentati con uno stand fresco, di dodici metri quadri, allegro e in linea con il brand. Abbiamo voluto dare molto risalto al prodotto, rimanendo minimal basic nell’arredamento e lasciare che gli occhiali emergessero nel contesto». E i visitatori, tanti italiani, ma anche stranieri, hanno dimostrato di apprezzare questo giusto mix.

Tenuta Ulisse al Food&Wine di Milano

Le prossime fiere Si parte con i due grandi eventi del comparto agroalimentare: il Vinitaly e il Cibus. Dopo l’estate, a settembre, si rinnova l’appuntamento dedicato al florovivaismo con il Flormart di Padova, mentre le manifatture artigiane saranno di scena nelle due importanti “piazze” italiane: a Roma, con il raffinato Moa Casa, e a Milano, con l’appuntamento dell’Artigiano in Fiera.

Erano in tutto sette le imprese vitivinicole abruzzesi che hanno partecipato alla prima edizione del Milano Food&Wine Festival, appuntamento che ha accompagnato il congresso Identità golose. Ad evento concluso abbiamo voluto sentire, per un bilancio a caldo, l’azienda Tenuta Ulisse di Crecchio (Chieti). Realtà giovane, con cinque anni di attività alle spalle, guidata dai fratelli Antonio e Luigi, ma che già ha ottenuto importanti riconoscimenti: «E questa partecipazione - sottolinea Luigi Ulisse, responsabile commerciale - ha portato molti contatti e apprezzamenti». Al banco di assaggio sono transitati, tra gli altri, Enzo Vizzari (L’Espresso), Alessandro Scorsone (nella foto) e Luca Giardini (il miglior sommelier del mondo 2010).

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EVENTI

Tanti buoni frutti al secondo Marketing Open Day firmato Radio Delta 1 L’evento-studio ha visto la partecipazione attiva di più di duecento persone L’intervento del formatore Paolo Ruggeri all’appuntamento di Radio Delta 1

di Elena Prizzi

U

na lezione di marketing applicata e concreta, questo è stato secondo Marketing Open Day organizzato da Radio Delta 1, presso il Multiplex Arca di Spoltore, lo scorso ventitre gennaio. Innovativo nel format e allegorico nella rappresentazione: “Come raccogliere buoni frutti!”, questo il titolo dell’evento e di rimbalzo questo il fine “ottenere risultati con i semi della consapevolezze, dell’analisi e dell’esperienze”. L’azienda è come una pianta, dai frutti unici (prodotti), solo se nata da un seme proficuo (idea vincente) piantato in un terreno idoneo (mercato) e concimato con il giusto fertilizzante (la comunicazione). L’editore di Radio Delta 1 e amministratore di Delta Plain Communication, Enzo Galante, e il direttore commerciale Delta Plain Communication, Sabrina Filippini, hanno organizzato così un evento regionale unico in grado di coinvolgere un’ampia platea di imprenditori. Ha presentato la giornata il responsabile di redazione Gianni Quagliarella e ha animato i partecipanti il formatore Paolo Ruggeri, illustrando le strategie sostenibili per le imprese di oggi. Sette sono stati i suoi spunti di analisi per le aziende: la capacità di guardare le

cause interne dei problemi di gestione, la consapevolezza di dover prendere delle decisioni difficili, la necessità di sviluppare il marketing, di saper motivare i dipendenti ed infine la capacità di inseguire nuove sfide, diventando portatori di valori sul lavoro, aggiornandosi sui bisogni del mercato. Positività e perseveranza sono le principali parole che hanno guidato gli interventi dei relatori, la capacità di saper vedere il mercato nella sua interezza e dinamicità, nella sua diversificazione, volgendo lo sguardo verso i paesi che interpretano positivamente gli stimoli dei tempi moderni. Il pomeriggio di Radio Delta 1 è stato animato anche dall’ironico intervento di ‘Nduccio e dalla presentazione dell’azienda Flogos Italia del gruppo Delta Plain Communication. Flogos propone innovativi prodotti di fly advertising per animare eventi e feste e ha esibito l’ultimo originale modello di neve artificiale destinato al settore banqueting. Un appuntamento, quindi, ricco di idee dove Radio Delta 1 ha dimostrato, come le aziende locali sappiano partecipare ed essere protagoniste delle innovative occasioni d’incontro, avendo bisogno di stimoli e di nuove proposte. Un plauso particolare va quindi fatto a tutto lo staff di Delta Plain Communication che ha investito con originalità nella regione Abruzzo.

Da sinistra Enzo Galante, editore di Radio Delta 1 e amministratore di Delta Plain Communication, Sabrina Filippini, l’azienda Flogos e l’imprenditrice Gilda Toro con la Filippini

64 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012


EVENTI

RICORDANDO LA GUERRA E L’OLOCAUSTO CON I MANCINI Francesco Mancini è l’autore del libro “Già vinti nel cuore”. Da più di vent’anni è dirigente d’azienda di un gruppo industriale abruzzese di primaria importanza

L’incontro con Francesco Mancini, Adelchi De Collibus e Mario Di Iorio per celebrare la Giornata della Memoria presso La Feltrinelli di Pescara di Andrea Sisti

A

Pescara, la Giornata della Memoria 2012, è stata l’occasione per un appuntamento molto interessante. Presso la libreria Feltrinelli, nella centralissima via Milano, si è ritrovato un ampio pubblico per assistere alla proiezione del video sull’eccidio di Kos (regia di Mario Di Iorio) e approfondire il libro “Già vinti nel cuore” di Francesco Mancini. Due opere fortemente legate ai temi del secondo conflitto mondiale. Mancini è nato a Pescara nel 1953. Si è laureato in Scienze politiche a Bologna e in Economia e commercio alla d’Annunzio. Ha frequentato la Scuola d’amministrazione aziendale di Torino e vari corsi di perfezionamento a Roma e lavorato per dodici anni nel settore pubblico. Ha svolto la professione di dottore commercialista ed è stato componente di commissioni tributarie. Da più di vent’anni è dirigente d’azienda di un gruppo industriale abruzzese di primaria importanza. Oltre la sua esperienza professionale, inizia quello di autore. Lo scritto presentato è un carteggio che contiene la gioventù, ai tempi del fascismo e della guerra, di tre giovani abruzzesi, i fratelli Mancini. Spicca il diario di guerra di Antonio, destinato a diventare primo segretario provinciale della Dc, storico sindaco della città d’annunziana, e poi influente parlamentare. E poi le lettere, piene di amor di patria, del più giovane, Armando, partito di casa a sedici anni, professore a venti, a ventuno volontario di guerra. Proprio quest’ultimo, nell’ottobre 1943, dopo aver resistito con tutte le sue forze ai tedeschi, scomparirà nell’Egeo, probabilmente brutalmente fucilato, mitragliato, o fatto affogare.

PER NON DIMENTICARE Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita dal parlamento italiano con legge n. 211 del venti luglio 2000. L'Italia ha, in tal modo, aderito alla proposta internazionale di dichiarare il ventisette gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’olocausto e in onore di coloro, che a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. Quest’anno si è anche ricordato il settantesimo anniversario dall’apertura dei cancelli del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.

GENNAIO/FEBBRAIO 2012 ABRUZZOMAGAZINE 65


IL PUNTO DI VISTA

Nella foto Francesco Verini, 48 anni, economista, libero docente di Economia, docente di Mediazione civile e commerciale accreditato al Ministero della giustizia, docente di Diritto processuale tributario per il gruppo Euroconference, Verona. Ha pubblicato “Conciliare col Fisco”, Maggioli Editore

INIZIA LA FASE DELL'ECONOMIA FLESSIBILE L’economia reale deve riprendere a crescere per il bene sociale. In Europa serve una coesione economica che guidi il cambiamento di Francesco Verini

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i sono momenti nella storia in cui si aprono nuove e diverse fasi. Nell’era di internet, tutto avviene in tempo reale e l’economia, che in greco significa, innanzitutto, amministrazione delle cose domestiche, deve elaborare modelli che diano soluzioni amministrative durante e non dopo l’avverarsi dei fatti. Si apre, quindi, anche per l’economia una fase del tutto nuova: quella della massima flessibilità di analisi e di soluzioni che consenta una veloce crescita del mercato. Nuove esigenze quotidianamente si pongono e non si può aspettare nel dare le risposte: la conseguenza gravissima è ritrovarsi fuori mercato. La produzione, la distribuzione ed il consumo della ricchezza necessitano di essere costantemente adeguate ai veloci cambiamenti delle società civili, con il massimo ed effettivo coinvolgimento di tutti i protagonisti. Sotto questo aspetto ci sono alcune questioni particolari da tenere sotto controllo. In primis, la formazione per il lavoro. La formazione deve essere indirizzata verso quelle attività lavorative che sono richieste dal mercato del lavoro di riferimento e non deve essere fine a se stessa. La produzione per il consumo. I beni e servizi prodotti in un determinato mercato di riferimento devono poter essere assorbiti in esso. Il dato storico è che il nostro tessuto economico è costituito, in

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prevalenza, da piccole e medie imprese. Alla liberalizzazione non controllata, ad esempio, non sempre consegue la qualità del servizio o del prodotto. L’amministrazione efficace ed efficiente. La crescita finanziaria non è supportata dalla crescita economica. La spesa pubblica ha assunto dimensioni notevoli e spesso non si converte in servizi pubblici adeguati; i cittadini non pagano le tasse perché non ne percepiscono la vera necessità. Per favorire la crescita economica, lo stato deve rinunciare ad un parte del prelievo fiscale lasciando ad imprese e famiglie quelle risorse economiche che possono essere immesse sul mercato attraverso consumi ed investimenti. La spese pubblica deve subire una drastica riduzione attraverso la ricerca delle economie di spesa per rendere l’attività più efficiente ed efficace. L’Unione Europea dei mercati dei singoli stati. Ad oltre dieci anni dall’introduzione dell’euro constatiamo che l’unione monetaria è controproducente se prima non si realizza una unione economica effettiva. L’Europa deve pensare, in tempi brevi, ad una integrazione economica per far sì che ci sia uno sviluppo equilibrato dell’intero suo territorio considerando le vocazioni economiche dei singoli stati al fine di incentivarne la crescita reale.


Un piccolo gioiello di tecnica colturale moderna sulle colline di Spoltore. Millecinquecento piante su sei ettari e un prodotto seguito con passione dalla foglia alla bottiglia. Dritta, Leccino e Monocultivar Cucco (premio Gambero Rosso 2011) per un olio‌ buono di natura.

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IL PUNTO DI VISTA

Che ne sanno i ragazzi di S&P’s delle finezze della politica italiana?! Battute infelici da rispedire subito al mittente: Romano Prodi sul downgrade dell’Italia e il giovane professore Michel Martone che non convince proprio… di Maurizio O. Delfino

Che il caso delle società di rating vada seriamente e serenamente affrontato è fuori di dubbio. Però da Romano Prodi non ci si aspetterebbe (e non si può accettare) una simile superficialità. Primo perché è stato ai massimi livelli delle istituzioni europee, frequenta la Cina e il mondo come riconosciuto esperto di politica ed economia internazionale, e non avevamo mai sentito dirgli nulla su questo tema, sulle evidenti, grandi anomalie che lo caratterizzano. Anzi, la memoria dice che non molti anni fa da Bruxelles lui (e tanti altri oggi indignati) utilizzavano tranquillamente queste pagelle per sostenere le proprie idee sull’Italia. Ma l’aspetto più drammatico è di merito, di contenuto: perché forse proprio perché “i ragazzi di Standard & Poor’s” capiscono bene le finezze della politica italiana, l’Italia s’è beccata una bocciatura doppia, come uno che dalla quinta elementare viene retrocesso alla terza. Perché di quelle finezze, che le sono costate due governi, professor Prodi, noi stiamo morendo! Forse proprio grazie al fatto che sono ragazzi, svegli, rapidi, sanno che anche se l’Italia ha fatto manovre sanguinose da ottanta miliardi, siamo pur sempre un paese dove il 61% trova lavoro in base al passaparola, per dirla in modo neutro. Non grazie a capacità, ma conoscenze. Forse i ragazzi sanno che se anche (pare) con la manovra Monti apri un’impresa con un euro, comunque occorrono fra i quattro e i sette anni per farti pagare, se un cliente non ti paga o se devi fare una causa. I ragazzi di Standard & Poor’s forse hanno sfogliato i giornali del 2003, 2005 e hanno letto cose che evidenziavano

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in quel momento, in modo chiaro e aperto come un ferita sanguinante, una situazione di assoluta emergenza (debito pubblico, ristagno della produttività…) e si sono accorti che dopo sette anni era stato fatto molto meno di nulla. Forse i ragazzi di S&P’s semplicemente non ci credono più che il paese abbia la forza e la voglia non di tornare ad essere quello che era, ma di cominciare a pensarsi al futuro. Se facessero (e sono sicuro che l’hanno fatta) una passeggiata nelle università italiane, per esempio, i ragazzi di S&P’s non capirebbero nulla e darebbero non dello sfigato ma del matto a chi ci entra. Per questo è assolutamente inadeguato alla docenza quel tipo che ultimamente ha stigmatizzato i ritardatari negli studi, perché non può insegnare chi non è nemmeno in grado di capire che quello è solo un effetto (il meno grave in una valutazione oggettiva di contesto e di prospettiva) di una situazione inammissibile e tragica, come diventa tragico tutto ciò che sta davanti agli occhi, ma si fa finta di nulla. Solo che a differenza di quella specie di professore, Romano Prodi è una persona intelligente e con una grande abitudine e capacità ai nessi, a guardare le cose nel loro complesso. Quindi fa venire il dubbio che o, specie negli anni recenti, abbia completamente rinunciato a una qualsiasi espressione di coraggio, oppure molto semplicemente pensa (nel segreto) che, come diceva il nostro buffo dittatore degli anni Trenta, l’Italia è in definitiva impossibile da governare, quindi tanto vale esercitarsi con le finezze. E pure questo, credo, hanno capito i ragazzi di Standard & Poor’s.


SPECIALE EDILIZIA

Edilizia. Come uscire dalla stagione della crisi? Speciale dedicato al sistema delle costruzioni. Punti di vista, considerazioni e ricette per superare il difficile momento e aprire un nuovo ciclo... a cura di Elena Prizzi e Andrea Beato

Nove pagine che raccolgono importanti contributi. A partire da quelli di Livia Randaccio, direttore editoriale di due delle riviste nazionali più influenti del settore (Il Nuovo Cantiere e Imprese Edili), e dell’abruzzese Stefano Cianciotta, che dal 2005 collabora stabilmente con la divisione edilizia della società editrice Tecniche Nuove; per poi passare ai contributi comparati dell’architetto Angelo De Cesare (vicepre-

sidente Ance nazionale), di Antonio D’Intino (al vertice di Ance Abruzzo) e Domenico Tronca (presidente del Polo Edilizia, finanziato dalla Regione con i fondi dedicati ai Poli d’innovazione). Per arrivare, infine, ai focus su Api Edil Abruzzo, giudata da Lucio Sabatini, Ance L’Aquila, con il presidente Gianni Frattale, e su Consuelo Trovarelli, interior designer che presenta il suo progetto innovativo di villa living showroom.

IN QUESTO SPECIALE LIVIA RANDACCIO STEFANO CIANCIOTTA

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ANGELO DE CESARE ANTONIO D’INTINO DOMENICO TRONCA

76 LUCIO SABATINI

78 GIANNI FRATTALE

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SPECIALE EDILIZIA

Una nuova economia per un nuovo ciclo di sviluppo edilizio Quale futuro aspettano gli imprenditori del comparto e i protagonisti della filiera? Si prospettano soluzioni operative, che in molti casi sembrano essere espresse all’unisono di Livia Randaccio

R Nella foto Livia Randaccio, direttore editoriale di due delle riviste nazionali più influenti del settore, Il Nuovo Cantiere e Imprese Edili

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ingrazio il direttore e la redazione di Abruzzo Magazine per avermi invitata ad esprimere questo punto di vista sulla situazione del sistema delle costruzioni e in particolare dell’edilizia nel nostro paese. L’intero comparto sta vivendo una profonda crisi legata anche alla situazione congiunturale internazionale. Alcune proposte presentate dal governo Berlusconi sono state, purtroppo, eluse dalle Regioni: faccio riferimento al Piano Casa 1 e 2, piani che, se attuati con celerità e senza gli impedimenti burocratici e urbanistici posti dagli enti locali, avrebbero dato ossigeno all’intero comparto delle costruzioni. Ora, per riavviare la ripresa nel settore, i costruttori hanno presentato al governo Monti alcune proposte comprendenti il piano di recupero degli istituti scolastici, l’avvio di una serie di interventi per la sistemazione idrogeologica di alcune zone italiane, che lamentano grandi difficoltà e situazioni anomale e di forte dissesto (come il


SPECIALE EDILIZIA

Secondo Livia Randaccio è necessario, in modo concreto e rapido, dar vita a un nuovo ciclo edilizio che faccia leva non più sulla quantità del costruito (come avvenuto negli anni passati), bensì sulla qualità del costruito

caso della Liguria, dello stesso Abruzzo, del centro Italia, territori soggetti a sismi), insieme al coinvolgimento della grande e piccola impresa locale, che deve entrare nella realizzazione delle grandi infrastrutture dislocate sul territorio. Una risposta, anche se la reputo ancora frammentaria, la si è avuta con il decreto legge Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo, pubblicato sul supplemento ordinario numero 27 della Gazzetta Ufficiale numero 33 del 9 febbraio scorso. Gli imprenditori del comparto hanno più volte espresso il loro disappunto stanchi di subire l’inefficienza e il ritardo della pubblica amministrazione, con una spesa pubblica sempre più insostenibile e con i forti ritardi nei pagamenti alle imprese. Una situazione, su tutto il territorio nazionale, che mortifica oltremodo l’occupazione nel comparto edile: siamo di fronte a una crisi del settore che continua a emergere con evidenza anche dai dati delle Casse edili, che consentono una lettura storica più lunga e mostrano una riduzione ininterrotta dei lavoratori e delle imprese attive nel settore a partire

da ottobre 2008, in linea anche con la frenata del mercato immobiliare. Quale futuro aspetta gli imprenditori del comparto e i protagonisti della filiera delle costruzioni? Le categorie imprenditoriali stanno prospettando soluzioni operative, che in molti casi sembrano espresse all’unisono. Una di queste è lo sviluppo dell’edilizia sostenibile, un mercato in espansione, ma ancora piuttosto debole e che solo una percentuale ancora minima degli imprenditori lo considera come fonte d’investimento. Reputo che sia necessario, in modo concreto, dar vita a un nuovo ciclo edilizio che faccia leva non più sulla quantità del costruito (come avvenuto negli anni passati) bensì sulla qualità del costruito, dove qualità significhi procedere con serietà nella progettazione, con consapevolezza nella fornitura dei materiali, il “saper fare” nel processo edificatorio, nella realizzazione della fruibilità del contesto urbano, facendo sì che la qualità dello spazio pubblico e delle reti infrastrutturali siano un insieme vivo con gli edifici e non una mera concentrazione di volumetrie. Per arrivare a una nuova concezione

dello spazio urbano, del suo rinnovamento attraverso interventi tesi a ricucirlo piuttosto che espanderlo. Per far questo occorrono però nuovi meccanismi urbanistici che rendano possibili (anche economicamente) le operazioni di riqualificazione urbana, gli interventi di demolizione e ricostruzione, di sostituzione che, pare, i protagonisti della filiera delle costruzioni stiano sempre più guardando con favore. Il panorama edilizio italiano presenta città contemporanee non più vivibili, periferie come ghetti, centri storici privi d’identità. Sta diventando detto comune sostenere che in Italia dagli anni ’50 in poi, per quasi un quarantennio, sono state costruite città prive di qualità urbana con manufatti non conformi ai valori energetici e inadatti sotto l’aspetto sismico. Concetto questo da me parzialmente condiviso. Resta il fatto che alcuni di questi edifici rappresentano un patrimonio edilizio che non possiede più i fondamentali tecnici ed economici per essere recuperato secondo i presupposti di un investimento economico sostenibile. Patrimonio che sarebbe errato cercare di recuperare attraverso l’uso di fondi d’incentivi fiscali pubblici: semmai occorre effettuare una selezione di questi incentivi, focalizzandoli per il recupero di alcuni edifici, quelli di pregio e quelli di recente costruzione, dove i lavori per la riqualificazione energetica, per l’antisismica, per la messa in sicurezza abbiano ancora un significato.

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SPECIALE EDILIZIA

IL QUADRO IN ABRUZZO. LA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA PORTERÀ BENEFICI? di Stefano Cianciotta

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Saranno due i grandi cantieri tutti i mali del settore. Tutti i territori regionali, che accenderanno i riflettori infatti, si stanno riorganizzando con nuove stradel mondo sull'Italia nei prostegie ed azioni per superare l’attuale momento STEFANO CIANCIOTTA simi anni. Accanto alle opere di crisi. Le imprese del Veneto, dopo il grande per l'Expo 2015 di Milano, la successo Piano Casa, con 23mila cantieri aperti Teramano, dal 2005 collabora stabilmente con ricostruzione dell'Aquila misurerà la capagrazie anche ad un capillare lavoro di markela divisione edilizia della società editrice Tecniche Nuove. Questa attività gli ha consentito cità delle imprese, delle tecnologie italiane ting e di sensibilizzazione delle associazioni di di sviluppare una conoscenza significativa del e della pubblica amministrazione di affroncategoria, stanno investendo sul project finansettore e di molti dei suoi protagonisti tare in modo sistemico una sfida così comcing, per trasformare in un sistema coeso miplessa, che contiene in sé molte opportunità. gliaia di piccole e medie imprese, ancora poco A patto che le istituzioni abruzzesi riescano inclini alle aggregazioni, e dotare il territorio a governare questo delicato processo, e ridelle infrastrutture necessarie. Il potenziamento lanciare una regione ferma da dieci anni, e della logistica e dell’infrastrutturazione ferroe nei Balcani. In Abruzzo il Piano Casa, frutto che, dopo l'illusione di essersi scoperta ricca viaria e aeroportuale, di cui ha bisogno tutto il di un compromesso al ribasso tra maggioransulla scia delle Marche e dell’Emilia-Romasistema economico del nord-est, sarà quindi il za ed opposizione in consiglio regionale, non gna, negli ultimi anni ha fatto parlare di sé banco di prova delle imprese venete per misuha prodotto alcun intervento, mentre sul fronte soprattutto per episodi di corruzione e di rare la capacità del Veneto di fare sistema, e di urbanistico la legge è ferma dal 2000. L’espemalgoverno, con un debito pubblico che ha stabilire relazioni forti per superare la crisi e rienza abruzzese del Polo dell’edilizia, segnata raggiunto la cifra record di quattro miliardi riprendere la marcia verso lo sviluppo. In Pudallo strappo tra Api Edil e Ance, può risultare di euro. L'economia abruzzese, infatti, è ferglia va segnalata l’esperienza introdotta dalla positiva a patto che vi siano due condizioni imma al palo da oltre un decennio. Le opporRegione con Pirp (Piani di riqualificazione delprescindibili: l’aggregazione reale tra le comtunità della riforma del Titolo V della Costile periferie), che molto prima del Piano Casa e petenze ed il know-how delle imprese, e la cotuzione, che altre Regioni hanno utilizzato dell’housing sociale del governo Berlusconi, ha struzione di uno strumento virtuoso con il quale per snellire la macchina amministrativa, in mobilitato quattro miliardi di euro di interventi l’Abruzzo delle costruzioni diventa competitiAbruzzo sono coincise con il periodo più su tutti i comuni, con una quota parte che ha vo all’estero. L’internazionalizzazione, da una cupo dal dopoguerra ad oggi, culminato tre toccato il 90%. O ancora la positiva azione che parte, e la capacità delle imprese di progettare anni fa con l'arresto di una parte della giunta sta svolgendo il primo Polo italiano dell’edilie interloquire in modo nuovo con le istituzioni regionale guidata da Ottaviano Del Turco e zia sostenibile, che è riuscito ad aggregare 193 dall’altra, ci diranno se l’Abruzzo delle costrucon il terremoto dell’aprile 2009. L'indusoggetti, portandoli ad operare nel Nord Europa zioni è cresciuto, ed è diventato autonomo. stria delle costruzioni costituisce una delle articolazioni più importanti del sistema economico regionale, composto per quasi il 90% da micro imprese. Al consistente calo L'EDILIZIA IN ABRUZZO degli appalti pubblici nell'ultimo triennio, -63%, ha fatto anche da contraltare una sensibile diminuzione dell'edilizia privata. Tagliata fuori dagli investimenti strategici nelle infrastrutture, con i Fas ridotti al lumicino perché sono stati impiegati dalla Regione per ridurre il debito sulla sanità, l'industria abruzzese delle costruzioni non puòIL CONTRIBUTO IL CONTRIBUTO GLIGLI OPERA PESO DELLE POSTI DI DI LAVORO IL CONTRIBUTO OPE IL CONTRIBUTO CALO DEGLI GLI OPERATORI IL PESO DELLE POSTI LAVORO IL PESO ILDELLE PESOILDELLE POSTIDEGLI DI POSTI LAVORO DI LAVORO IL CALO DEGLIGLI OPERATORI IL CALO ILDEGLI CALOILDEGLI IL CONTRIBUTO GLI OPERATORI IL PESO DELLE POSTI DI LAVORO IL CALO IMPIEGATI COSTRUZIONI PERSI NEL DELLE IMPIEGA DELLE DELLE DELLE APPALTI PUBBLICI IMPIEGATI IMPIEGATI COSTRUZIONI PERSI NELIMPIEGATI APPALTI COSTRUZIONI PERSIPUBBLICI PERSI NEL NEL APPALTI PUBBLICI sperare che L'Aquila, ammesso che davvero APPALTI PUBBLICI PUBBLICI DELLE COSTRUZIONI PERSI NELCOSTRUZIONI APPALTI COSTRUZIONI NEL SETTO TRA GLI OCCUPATI TRIENNIO COSTRUZIONI NEL SET COSTRUZIONI COSTRUZIONI NELL'ULTIMO NEL SETTORE NEL SETTORE TRA GLI OCCUPATI TRIENNIO TRA GLI TRA OCCUPATI GLI OCCUPATI TRIENNIO TRIENNIO NELL'ULTIMO NELL'ULTIMO NELL'ULTIMO COSTRUZIONI NEL SETTORE TRA GLI OCCUPATI TRIENNIO NELL'ULTIMO nei prossimi venti porterà in dote all'AAL AL PILPIL REGIONALE A FINE 201 NELL'INDUSTRIA 2008-2010 REGIONALE A FINE 2 AL PIL AL REGIONALE PIL REGIONALE TRIENNIO A FINEA2010 FINE 2010 NELL'INDUSTRIA 2008-2010A FINE 2010 NELL'INDUSTRIA NELL'INDUSTRIA 2008-2010 2008-2010 TRIENNIO TRIENNIO TRIENNIO AL PIL anni REGIONALE NELL'INDUSTRIA 2008-2010 TRIENNIO bruzzo 14 miliardi di euro, sia la panacea di

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SPECIALE EDILIZIA

UNA CRISI COMPLICATA

ANGELO DE CESARE, ANTONIO D’INTINO E DOMENICO TRONCA. IDEE PER RILANCIARE L’EDILIZIA ABRUZZESE

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«Il momento - ammette l’architetto Angelo De Cesare, vicepresidente Ance nazionale - è molto delicato e la crisi sta, per la prima volta, paralizzando in maniera congiunta sia il mercato delle opere pubbliche che quello privato. I difetti del sistema sono già chiari: il ritardo dei pagamenti, la lentezza della burocrazia, la reticenza delle banche nel concedere crediti alle imprese per gli investimenti e ai cittadini per l’acquisto dell’abitazione….». La soluzione può essere quella di guardare a una nuova edilizia, basata su qualità, diversificazione, riqualificazione, riuso. In più, il contesto internazionale può offrire buone opportunità, «ma - avverte De Cesare - bisogna fare i conti con la dimensione di moltissime delle nostre aziende, con una media di cinque, sei dipendenti, un fatturato che non raggiunge il milione di euro e una chiara difficoltà organizzativa nel rapportarsi con l’estero». In Abruzzo il quadro è negativo e la ricostruzione dell’Aquila sta penalizzando molti operatori: «Pur rappresentando la più antica realtà della nostra regione (l’Impresa Costruzioni De Cesare Ing. Ulrico, ndr), premiata fra le quindici più longeve dell’intera penisola e con una forte specializzazione nel restauro, non riusciamo a far valere il nostro merito e siamo estromessi da ogni intervento». Segno che qualcosa non va proprio come dovrebbe.

L’architetto Angelo De Cesare, vicepresidente Ance Nazionale


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LA RIQUALIFICAZIONE URBANA

I QUATTRO PROGETTI DEL POLO

«Il rinnovamento dei centri urbani costituirebbe una leva vincente per rilanciare il settore, modernizzare gli immobili; consentirebbe di realizzare palazzi qualitativamente migliori, conformi alle nuove norme di sicurezza ed architettonicamente più accattivanti. Se questo progetto si concretizzasse, in sei mesi l’edilizia ripartirebbe e garantirebbe venti, trenta anni di lavori futuri, con una premialità a tasso zero per il pubblico. Operare sul costruito darebbe lavoro alle maestranze e alle ottanta attività merceologiche che ruotano intorno al settore, rappresentanti il 10- 15 % del Pil». Il presidente D’Intino evidenzia, inoltre, la necessità di porre un limite alle commesse acquisibili da una stessa ditta in un’area d’intervento, consentendo a tutti gli imprenditori di partecipare ai progetti edili. Ciò consentirebbe l’arricchimento di tutta la filiera, un maggiore controllo dell’operato e la limitazione di infiltrazioni. L’esigenza di regole è stata alla base anche del mandato di D’Intino come presidente Formedil Pescara, dove ha realizzato con Cpt una media annuale di millecinquecento ore formative e la verifica della sicurezza in cinquecento cantieri regionali. La formazione, per il presidente, rappresenta le fondamenta della passione per il proprio lavoro e rimane il cardine basilare per il mantenimento dell’occupazione.

«Siamo in attesa dei pareri della commissione valutatrice - ci confida Tronca». Son progetti complessi, il primo SviluppoSistemi, prevede la messa a punto delle tecniche d’intervento e dei protocolli operativi per il recupero di edifici, quartieri, aree dismesse o infrastrutture di pregio storico-culturale. Il secondo progetto, SistemaSostenibile, mira al miglioramento dei processi di integrazione e sostenibilità degli aspetti strutturali, edili ed impiantistici (cosiddetta integrazione prodotto). Il terzo progetto, AbitAbile, è dedicato alle innovazioni di processo e di prodotto per lo sviluppo di componenti e tecnologie rivolte a persone con ridotta funzionalità: anziani e disabili. Infine, Innovation 1, ha l'obiettivo di acquisire servizi per la gestione dei rischi aziendali e della sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla qualità, alla logistica e all’ambiente. Qual è la risposta delle imprese aderenti al Polo? Giungono progetti interessanti per i mercati esteri, in un’ottica d’internazionalizzazione? «Le aspettative nei poli di innovazione - afferma il presidente Tronca - sono molto alte, data la partecipazione ai quattro progetti. Nel corso dell’anno proporremo, come poloedilizia.it, diverse iniziative di collaborazione con altre realtà similari alla nostra, sia su territorio nazionale che estero».

Antonio D’Intino è alla guida di Ance Abruzzo

Domenico Tronca, presidente del Polo Edilizia

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Zoom Api Edil

Bisogna favorire le piccole realtà d’impresa Un aiuto decisivo può provenire dal Polo di Innovazione Edile, che Api Edil ha voluto fortemente e ha realizzato grazie alla collaborazione di Confapi

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e numerose aziende del settore edile della provincia Pescara-Chieti trovano in Api Edil un valido riferimento di categoria, con duecentocinquanta aziende associate, aventi quasi cinquemila dipendenti e un fatturato aggregato di quattrocento milioni di euro. Il compito di rappresentare questo gigante dell’economia regionale è affidato al presidente Lucio Sabatini, forte sostenitore di una politica territoriale volta a minimizza-

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re i tempi farraginosi delle leggi di settore, che mettono in crisi le capacità finanziare e imprenditoriali degli associati. Pratici e concreti sono gli esempi, dell’architetto Sabatini, sugli aspetti da migliorare nel mondo dell’edilizia; il suo sguardo è rivolto alle difficoltà quotidiane. Le attuali norme del mondo edile appaiono fortemente penalizzanti per le piccole realtà d’impresa, che si vedono negare, nei tempi pattuiti, il pagamento delle commesse portate a termine. L’attuale stato dei pagamenti mette così a dura prova le capacità di sviluppo delle attività e del mantenimento dei costi di gestione da parte degli imprenditori. Ad appesantire il settore subentrano anche i tempi prolissi di attesa per i permessi a costruire e per l’ottenimento dei finanziamenti. La stretta vicinanza di Api alle problematiche degli associati è espressa anche in tal senso dall’operato di Edilcassa Abruzzo, ente abilitato al rilascio di tutte le certificazioni aziendali e alla gestione della contrattualistica d’impresa. Inoltre, una risposta vitale e dinamica Api Edil l’ha data realizzando, insieme a Confapi, il Polo di Innovazione Edile. Quest’ultimo nasce dall’esigenza di lanciare sul mercato idee diverse e innovative per le aziende, potenziare i processi di produzione e sostenere la ricerca nella bio edilizia di Lucio assoluta qualità, grazie alla Sabatini, in passato realizzazione di laboratori presidente specifici. Il progetto dei Poli dell’associanasce anche per permettere zione Api Edil Pescara, è alle aziende del territorio di oggi alla guida aderire, come filiera, ai bandi di Api Edil dell’Unione Europea, facenAbruzzo do massa critica e ottenendo

una più ampia ricaduta economica a livello regionale. Lo stesso gioco di squadra Api Edil l’aveva proposto anche per la provincia dell’Aquila, subito dopo il terribile terremoto del sei aprile 2009, presentando insieme alla Cna il vincente case history della ricostruzione post sisma delle Marche, dove ad intervenire furono per l’80% aziende edili abruzzesi. Questo positivo precedente, però, non è stato purtroppo enfatizzato, ponendo a latere le ditte abruzzesi nella ricostruzione. Il quadro, quindi, che emerge, vede delle imprese regionali capaci e vogliose di lavorare, delle buone possibilità di sviluppo, la presenza di fondi da destinare all’edilizia ed al tempo stesso l’inadeguatezza delle norme, che vengono applicate pedissequamente senza interpretarne il fine pratico. L’obiettivo delle leggi, in questo modo, rischia di non essere pertanto quello di regolare un settore, bensì di farlo implodere col consenso delle norme stesse.


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SPECIALE EDILIZIA

Zoom Ance L'Aquila

Gianni Frattale, presidente Ance L’Aquila

Occhi puntati sull'Aquila. Ricostruzione post terremoto Il presidente Frattale spiega che molto è già stato fatto e che si procederà rispettando la legalità, le regole e la trasparenza

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l presidente Ance L’Aquila, Gianni Frattale, ci presenta il volto positivo dell’attività svolta nel territorio aquilano: dal 2009 a oggi, Ance ha coordinato l’emergenza post sisma, ha collaborato per la realizzazione dei Map, ha costruito le nuove strutture scolastiche e ripristinato una più efficiente viabilità. Inoltre sono state gestite la messa in sicurezza dell’Aquila e dei quarantadue comuni del cratere, lo smaltimento di numerose macerie, riconsegnando, nel 2001, dodicimila appartamenti delle categorie A, B e C. «Che si potesse fare di più e meglio, è un commento plausibile - afferma il presidente Frattale - ma affermare che nulla sia stato fatto, è inaccettabile. Ci sono ancora un milione e novecentomila euro a disposizione per la ricostruzione edile delle case E». Il desiderio di crearsi il futuro, di dimostrarsi vivi e non più solo terremotati è palese nelle parole e nelle attività intraprese da Frattale. Ance L’Aquila ha approvato la convenzione con la società di brokeraggio Assideca, per certificare la qualità del lavoro edile. L’accordo tra le parti prevede che le ditte sottoscrivano un pacchetto di polizze fideiussorie per l’adempimento dei lavori, per la responsabilità civile terzi, per la Rco (Responsabilità civile verso i lavoratori) e per il Car (per i ri-

schi di realizzazione a tutela dell’azienda esecutrice); nonché, per la prima volta, una postuma decennale sull’immobile realizzato. La lungimiranza dell’accordo risiede nella duplice tutela dell’acquirente e della ditta esecutrice. L’Istituto assicurativo, infatti, per garantire la validità delle polizze deve effettuare dei controlli sul progetto esecutivo, sulle regole dell’arte e sulla conformità dell’opera, nonché sulla congruità della manodopera, in virtù dei lavori da realizzare, dei costi da sostenere e della qualità dei materiali. Tale analisi diviene quindi un ottimo deterrente, contro l’assenza di controlli del lavoro, contro la manodopera in nero e, al tempo stesso, una garanzia di qualità per il compratore. Il presidente Frattale evidenzia il continuo sforzo per la sicurezza e la legalità nei cantieri, illustrandoci anche l’ultimo accordo congiunto con i sindacati, nel dicembre 2011. L’accordo prevede la futura creazione di un badge con ologramma per ciascun lavoratore, affinché si possano monitorare gli operai sul cantiere e scongiurare la contraffazione dei loro documenti. Legalità, regole e trasparenza, restano pertanto elementi imprescindibili per una ricostruzione sicura ed una leale concorrenza tra le imprese del settore.

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SPECIALE EDILIZIA

Zoom Consuelo Trovarelli

La villa da vivere, riferimento per il design È il progetto lanciato dall’interior designer pescarese Consuelo Trovarelli. Uno spazio che è anche location di eventi esclusivi di Andrea Beato

I CONTATTI DI CONSUELO

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Consuelo Trovarelli, interior designer pescarese, fotografata dal nostro Valerio Simeone

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Esplorerò per voi lo stile e i colori, ci metterò cuore, anima e tutte le mie capacità. Questo per regalarvi una grande sensazione in più». Parole di Consuelo Trovarelli, interior designer pescarese con notevole esperienza nel nostro territorio, ma anche in Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, che propone un concept innovativo, quello di una villa living showroom nella frazione Cascini di Chieti. «Si tratta - spiega - di un abbinamento tra casa e tutto quello che è il mio lavoro a trecentosessanta gradi, dalle strutture all’arredamento, alle pitture, alle porte, fino ai più piccoli dettagli». Un progetto partito nel 2009, continuo e vissuto, che si è voluto realizzare proprio in Abruzzo, il secondo, di questa tipologia, presente in Italia. Seicento metri quadri organizzati su più livelli e suddivisi tra studio, esposizione e abitazione, aperti ai clienti solo su appuntamento. «Due, tre volte l’anno - continua la Trovarelli - la villa ospita degli eventi esclusivi, per un numero selezionato d’invitati, dove il design si fonde con il food, la creatività, la moda. La sfida è quella di trasformare l’immobile in un cubo di originalità, senza perdere di vista la mission consacrata all’innovazione dell’oggetto e del pensiero. Una struttura sempre pronta a promozionare la regione e i suoi giovani e veri talenti». Dopo l’incontro dello scorso dicembre (dal tema “Visita itinerante all’interno del design, dell’arte e della cultura culinaria, con rivisitazione in chiave moderna), a primavera si riparte con un nuovo ciclo d’appuntamenti.

Consuelo Trovarelli è impegnata nel campo della consulenza, della progettazione e della vendita. Lavora anche fuori regione, principalmente in Lombardia e Toscana. Per avere più informazioni sulla interior designer si può visitare il suo sito personale (l’indirizzo è www.consuelotrovarelli.it) e scrivere all'email: info@consuelotrovarelli.it.

Gli ambienti della villa living showroom che si trova a Chieti. Il progetto è il secondo di questa tipologia presente in Italia


ASSOCIAZIONI

Cambio di prospettive: «Lavoro da McDonald’s e sono felice» Nell’incontro, voluto da Aidp per presentare il libro di Di Nardo, viene rivalutato il modello organizzativo e lavorativo della nota catena di fast food… di Elena Prizzi - foto di Luis Jimenez

DIETRO L’HAMBURGER NOSTRANO DIPENDENTI IN ITALIA: PIÙ DI

14.500 IN 411 RISTORANTI

1.000 ASSUNZIONI NELL'ULTIMO ANNO

STABILITÀ/PRECARIETÀ:

63% TEMPO INDETERMINATO 27% APPRENDISTATO (99%) CONFERMATO 10% A TEMPO DETERMINATO

L

’associazione italiana per la direzione del personale, Aidp, ci offre, ancora una volta, l’opportunità di riflettere, con il presidente della sezione Abruzzo e Molise, Raffaele Credidio, e Silvia Mattioli, sul valore aziendale che offre un’efficiente direzione del personale, facendo parlare un protagonista inaspettato e molto noto. Il giornalista Filippo Di Nardo ci presenta, in occasione della promozione del suo libro, “McJob. Il lavoro da McDonald’s Italia”, un’immagine inattesa del colosso americano, la maggiore catena di ristoranti fast food nel mondo, fondata nel 1937 dai fratelli Richard, detto Dick, e Maurice, detto Mac: l’attenta cura per la qualità del lavoro di tutti i suoi dipendenti. Le continue mistificazioni su questo fast food, mettono in ombra l’effettiva organizzazione interna, promuovendo lo spauracchio del McJob. Questo neologismo è diventato sinonimo di uno status occupazionale a svantaggio del lavoratore, sottopagato

Nella foto i relatori all’appuntamento presso La Feltrinelli di Pescara. Da sinistra Silvia Mattioli (Aidp), Raffaele Credidio (Aidp Abruzzo e Molise) e il giornalista Filippo Di Nardo

84 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012

e sfruttato nelle sue mansioni. Leggendo però le pagine di questo libro, frutto di un’analisi di mercato, appare tutt’altra verità. Potere della comunicazione. Il primo a ricredersi sul sistema Mc è stato lo stesso collega De Nardo, un tempo severo e attento critico. I numeri ufficiali danno un quadro d’impresa, in continua espansione, con un forte impatto sul mercato del lavoro italiano: 14.500 dipendenti, di cui il 63% a tempo indeterminato, il 50,8 % donne e il 18% immigrati, impiegati in 411 ristoranti,

con più di 1.000 assunti solo nel 2011. Altrettanto positivi sono i salari che questa impresa riesce a garantire, mille euro netti al mese con contratto full time, quattordici mensilità, più premi e formazione. Non poco di questi tempi. Confrontando questi dati con altre realtà della ristorazione nazionale, emergono invece le problematiche del resto del settore: il lavoro in nero, il non rispetto dei contratti, la poca attenzione per le categorie più sensibili, nonché un monte ore lavoro eccessivo e in un ambiente non sicuro. La qualità dell’ambiente di lavoro in Mc è monitorata dal programma interno Mc point, che offre riscontri positivi sulla permanenza del personale nel corso del tempo, dovuta all’apprezzamento del bilanciamento tra vita privata e impegni professionali e alle garanzie economiche offerte. Durante la presentazione di questi dati aziendali, vari sono stati gli interventi dei dipendenti del McDonald’s di Montesilvano (Pescara), testimoni diretti dell’organizzazione della multinazionale. Un lavoro molto spesso denigrato nell’immaginario collettivo, ma che merita invece una valutazione meno faziosa. In questa grande azienda vige il modello del sogno americano, della carriera meritocratica e già molti giovani italiani hanno trovato in questo gigante del fast food la loro America.


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ASSOCIAZIONI

A prescindere dalle formule, bisogna avere come obiettivo la giustizia sociale e puntare all’occupazione dei giovani

Un'immagine di Florio Corneli, presidente Federmanager Adiam Abruzzo e Molise, fotografato negli uffici dell'associazione a Pescara

La proposta dei dirigenti sulla riforma del mercato del lavoro di Florio Corneli - foto di Valerio Simeone

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a costituente manageriale, nata per rappresentare unitariamente quasi un milione di dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato, ha espresso il proprio apprezzamento al governo Monti per l’immediatezza con cui al decreto salva Italia ha fatto seguire il decreto sullo sviluppo e quello sulle liberalizzazioni. Siamo agli inizi e forse ci vuole più coraggio per imboccare la strada giusta che porta alla valorizzazione del merito, della professionalità e della qualità, alla creazione di un mercato più equo dove la selezione viene fatta solo ed esclusivamente dai clienti.

Le liberalizzazioni sono dirette a migliorare la concorrenza e le semplificazioni tendono a migliorare il rapporto tra i cittadini e/o le imprese con la pubblica amministrazione e convergono sul comune obiettivo di incrementare il Pil. I dirigenti sono coinvolti nella riforma del mercato del lavoro che, al di

là delle formule deve avere per obiettivo la giustizia sociale, con particolare riferimento alla totale occupazione dei nostri giovani. Come dirigenti siamo abituati a ragionare con un mercato che non fa sconti e che, per chi, come noi, non ha le garanzie della legge 300, ha estreme flessibilità, sia in entrata che in uscita. Il dirigente è naturalmente preposto a creare valore, sviluppo e innovazione per l’organizzazione in cui lavora. Conseguentemente un’azienda che fa a meno di un dirigente quasi sempre ha deciso di rinunciare ad una prospettiva di sviluppo a lungo termine. Non vogliamo e non crediamo che l’articolo 18 della legge 300 possa diventare un feticcio su cui immolare i sacri principi di una parte o dell’altra, riteniamo che i problemi del mercato del lavoro da risolvere siano di ben altra portata e che occorra dare delle soluzioni: la semplificazione delle modalità di accesso al mercato del lavoro; il graduale superamento delle differenze esistenti tra lavoratori precari e quelli garantiti; l’intervento sul cuneo fiscale; la valorizzazione della parte variabile della retribuzione, attraverso il contratto; la valorizzazione della parte variabile della retribuzione attraverso la leva fiscale; una modalità di accesso alla dirigenza pubblica che preveda oltre al concorso pubblico un periodo di formazione e valutazione costante; il potenziamento della mobilità tra comparti delle pubbliche amministrazioni con regole chiare; una maggiore armonizzazione delle regole relative alla valutazione dei dirigenti previsti dal decreto Brunetta, con quelle dell’attuale governo; la riforma degli ammortizzatori sociali per sostenere economicamente i lavoratori (tutti) che perdono il posto di lavoro.

GENNAIO/FEBBRAIO 2012 ABRUZZOMAGAZINE 87


ASSOCIAZIONI

Con la crisi non si riesce a vendere più niente. No, posso vendere meglio! Il mercato continua a girare, si vende come prima ma con altre modalità. Il cliente è maggiormente informato. Le aziende devono strutturarsi e capire quali sono i nuovi valori di Quirino Piccirilli

Q

uesta è la frase più ricorrente ormai da oltre un anno. È la frase che ogni imprenditore o manager mi dice al primo incontro, alcuni con rassegnazione, altri con l’ansia e la rabbia di chi sta continuando a cercare soluzioni per una “way out” dallo stato di crisi. Il perdurare così a lungo della crisi economica ha modificato profondamente le abitudini al consumo da parte di tutti noi, di conseguenza i rivenditori acquistano meno dai loro fornitori e le aziende che ricevono meno ordini rispetto al passato cercano di tagliare i costi dove possono, e spesso capita di tagliare proprio dove non si dovrebbe. Eppure ci sono aziende che hanno aumentato il fatturato e la redditività e lo hanno fatto dopo essersi strutturate in modo diverso. Per molti anni, fino all’inizio del 2009, le aziende hanno prodotto beni

per i “clienti”, cioè per una massa non meglio identificata di persone/imprese che acquistava i loro prodotti. Si confidava sui clienti “affezionati” di cui non si conoscevano le esigenze e si trascuravano le richieste che provenivano dal mercato. Il cliente “fedele” oggi non esiste più, il web ha reso tutti molto informati sui prodotti alternativi. Inoltre il web rende facile e veloce la ricerca di nuovi fornitori. Il cliente si è ripreso lo scettro del mercato e detta le regole, cerca i prodotti fra i tanti disponibili e quando trova quello che corrisponde alle sue necessità, lo ordina, in ogni parte del mondo. Ma allora si vende! Il mercato gira lo stesso, ma in modo diverso e con nuove regole che bisogna conoscere per saltare sulla giostra. Bisogna che le aziende conoscano i loro clienti, uno per uno, le loro necessità, cosa cercano, perché, quando… Bisogna capire quali sono i nuovi valori del mercato, che si sono modifi-

DA CHI SIAMO A COSA SI PERCEPISCE

PROPOSTA

88 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012

Quirino Piccirilli è consulente di direzione specializzato in business strategy, certificato Cmc e delegato regionale per l’Abruzzo di Apco. Con una lunga esperienza di dirigenza aziendale, gestisce lo studio ActionConsul

cati con la crisi, e solo dopo averli interpretati si possono adeguare i propri prodotti per far si che vengano apprezzati dai “clienti” che riconoscono i loro valori ed acquistano quei prodotti che li contengono. Non è un percorso facile, ma è “il percorso”, che modifica il modo di fare azienda, la mentalità che passa dal prodotto al cliente è la vera sostanziale innovazione. Sono cambiate anche le regole per comunicare il prodotto/azienda, facendolo in modo più efficace e con una maggiore “redemption”, così come per internazionalizzare con maggiore sicurezza, in modo virtuale prima che reale. E se tutto ciò deriva dall’effetto crisi, non meravigliamoci se questo nuovo sistema è molto meno costoso del vecchio, permettendo anche maggiori margini. Non si vende niente si può trasformare in posso vendere meglio.


ABRUZZO E GOLF

TEMPO di

RIPASSO Con l'inverno, riepiloghiamo le precedenti lezioni con Igor Fantini del Miglianico Golf

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IL GRIP

Prima lezione per un buon grip. Un buon grip è quello che permette al giocatore di eseguire, con la massima ripetitività, il maggior numero possibile di buoni colpi soddisfando i requisiti di distanza e direzione. Deve permettere al giocatore, in posizione di address (di partenza) di vedere due nocche della mano sinistra.

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90 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012

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IL SETUP

Bisogna tenere i piedi a una larghezza pari a quella delle spalle. Il busto è piegato in avanti all’altezza dei fianchi, con la schiena dritta, cercando di non incassare la testa tra le spalle. Le braccia pendono dalle spalle distese e rilassate. Le ginocchia sono leggermente piegate. Il peso del corpo è equamente distribuito su tutti e due i piedi, con una leggera preferenza verso l’avampiede, in modo da garantire una posizione atletica. La posizione della palla varia a seconda del ferro scelto. La distanza del corpo dalla pallina dipende dalla lunghezza del bastone e dalla struttura fisica del giocatore.

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IL BACKSWING

È il movimento di caricamento e salita del bastone. Le varie parti del corpo si attivano sollevando il bastone lungo una traiettoria ad arco intorno al centro dello swing, rappresentato dallo sterno, per portarlo in una posizione ideale sia dal punto di vista biodinamico che biomeccanico. Il primo movimento è dato dal triangolo formato da spalle e braccia, che muovono il bastone per i primi cinquanta centimetri. L’unica azione importante da fare è portare le braccia verso l’alto, continuando a ruotare le spalle, in modo che i polsi si riflettano automaticamente, fino ad arrivare all’apice del back swing.

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ABRUZZO E GOLF

Il maestro IGOR FANTINI

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IL DOWNSWING

Nella prima fase del downswing, la parte bassa del corpo comanda lo spostamento del peso verso la gamba sinistra, con una leggera rotazione e traslazione del fianco, cercando di lasciare il più possibile le braccia distendersi verso la palla. Il momento decisivo è l’impatto. Il peso del corpo si ritrova sulla gamba sinistra. Lo sterno, e cioè il centro dello swing, si trova a destra della palla, le mani sono più avanti rispetto alla testa del bastone, i fianchi si liberano verso l’obiettivo e le spalle seguono l’azione delle anche. Seguite i consigli e manderete la pallina lunga e dritta, il più vicino possibile alla buca.

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Il Salone Italiano del Golf 2012 Verona Fiere accoglie l’appuntamento atteso con entusiasmo dai membri della comunità golfistica. Il golf è uno sport che sta conquistando un numero sempre più vasto di persone e che potrebbe diventare una disciplina molto popolare. Con questa consapevolezza il Salone Italiano del Golf osserva l’andamento italiano delle iscrizioni ai club e propone soluzioni per affrontare con mezzi adeguati un mercato in costante crescita. Una panoramica completa con la presenza di più di cento aziende del settore.

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ABRUZZO NO PROFIT Roberto Marotta, presidente Fondazione Carispaq

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protagonisti di un territorio sono coloro che riescono a lasciare testimonianza del proprio operato e Fondazione Carispaq ha dimostrato di esserlo per la provincia dell’Aquila. Il presidente Marotta, alla guida della fondazione, parla con entusiasmo e competenza di cultura, amore per l’arte e filantropia. Per comprendere i risultati di oggi, siamo tornati al 1992, quando le casse di risparmio e le banche erano un unicum e la legge Amato ne sancì lo scorporo. Nascevano a livello nazionale le fondazioni bancarie. La ratio della legge era quello di rendere le banche delle vere imprese e le fondazioni dei centri di mecenatismo per i territori. Nel 1998, con la legge Ciampi, le fondazioni smisero d’essere proprietarie al 100% del pacchetto azionario dei loro istituti, per renderli imprenditorialmente indipendenti. Fondazione Carispaq vendette così le sue quote e, al 29 dicembre 2012, è rimasta proprietaria solo del 5% dell’omonima banca. I fondi della Fondazione a disposizione per il territorio sono 2,5 milioni di euro all’anno, grazie agli investimenti in titoli e ai proventi della banca. I criteri di destinazione di tali fondi, vengono sanciti dal consiglio generale, che è apolitico e composto da diciotto membri rappresentanti le realtà più qualificanti del territorio. L’Acri (Associazione di fondazioni e casse di risparmio) apprezzando l’attuale governance ha donato, oltre sei milioni all’Aquila per finanziare sia le associazioni culturali, come il Teatro stabile, l’Istituzione sinfonica abruzzese e la società dei concerti “Bonaventura Barattelli”, sia ambiziosi progetti come l’apertura del laboratorio di ricerca per l’ingegneria sismica. Questo innovativo laboratorio, futuro centro d’eccellenza, sarà dotato di una particolare

Fondazione Carispaq, l’impegno continuo per il territorio dell’Aquila Con il presidente Roberto Marotta ripercorriamo storia, interventi e futuri progetti della Fondazione… di Elena Prizzi

tavola vibrante per la simulazione di test sismici, in grado di riprodurre con fedeltà, su strutture prototipali, gli effetti indotti da un terremoto. Altrettanto interessanti sono gli interventi di restauro eseguiti, come il soffitto ligneo della Basilica di San Bernardino, unico esempio di cantiere di restauro visitabile

con guida. Il successo delle proposte portate a termine dalla fondazione rispecchiano la politica d’azione del presidente Marotta per cui «ogni investimento deve essere un volano economico per creare cultura e lavoro, per valorizzare il territorio e il patrimonio culturale della provincia».

IL BANDO DELLA FONDAZIONE PER IL 2012 Fino al ventotto febbraio rimane aperto il bando annuale “Bando per la presentazione delle domande di contributo per l’esercizio 2012”, per le associazioni culturali e i centri di volontariato che hanno interesse a proporre un progetto culturale accompagnato da un piano finanziario. Per prendere visione ed eventualmente scaricare il documento, si può consultare il sito ufficiale della Fondazione Carispaq (www.fondazionecarispaq.it).

La fondazione ha sovvenzionato gli interventi di restauro del soffitto ligneo della Basilica di San Bernardino all’Aquila

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ABRUZZO NO PROFIT

Da sinistra Paolo Angelucci (presidente Amico Medico) con il dottor Claudio Donadio Caporale (primario del reparto di Otorino)

AMICO MEDICO DONA UNA NUOVA CUCINA AL REPARTO DI OTORINO DI PESCARA L’associazione guidata da Paolo Angelucci dimostra, ancora una volta, di dare il suo prezioso contributo nell’avvicinare l'intera collettività agli operatori sanitari… di Andrea Sisti

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ncora un’iniziativa benefica targata Amico Medico. L’associazione, che vede come presidente Paolo Angelucci, è riuscita a donare, a inizio febbraio, una moderna e funzionale cucina al reparto di Otorino dell’ospedale civile di Pescara. Grande è stata la soddisfazione espressa dal primario, il dottor Claudio Donadio Caporale. Grazie a questa novità, il personale, i pazienti e i loro familiari hanno ora la possibilità di usufruire di una componente fondamentale nella vita di tutti i giorni, capace di ricreare, almeno in parte, l’ambiente domestico. Un passo verso la “normalità”: un gesto dall’enorme valore simbolico, oltre che di assoluta praticità. Un gesto in piena sintonia con la finalità dell’associazione, che è quella di favorire il continuo incontro della collettività con tutti gli operatori della sanità, per ottenere chiarimenti, approfondimenti, consulti. Al centro si

LA RICONFERMA Claudio D’Amario (nella foto) è stato confermato, per i prossimi cinque anni, alla guida della Asl di Pescara. Grazie alla professionalità e alla motivazione è riuscito a raggiungere gli obiettivi economici, rispettando il piano di rientro del debito sanitario e razionalizzando reparti e servizi. Ciò che è cambiato nella gestione della Asl è stato soprattutto il metodo. La sanità viene ora valutata come un’attività produttiva, dove sono fondamentali qualità e innovazione, ma anche i numeri.

pone la raccolta delle richieste, e la risposta delle stesse che proviene dal comitato scientifico interno, tutto nel rispetto completo delle vigenti leggi sulla privacy. Amico Medico, già sul finire dello scorso anno, precisamente nel mese di novembre, si era distinta per essere riuscita, insieme ad un’altra no profit locale, A.m.i.c.o. Onlus, a portare a termine la raccolta fondi per l’acquisto di un ecografo di ultimissima generazione, sempre per il nosocomio Spirito Santo della città adriatica. Il macchinario è ora in funzione presso la Chirurgia pediatrica, guidata dal professore Pierluigi Lelli Chiesa. Si tratta del MyLab70 Xv, sistema che racchiude tutte le innovazioni che, negli ultimi anni, hanno rivoluzionato il settore dell’ecografia e che permette di ottenere scansioni nitide e prive di artefatti, anche in profondità. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente indicato proprio per l’utilizzo in pediatria.

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ABRUZZO NO PROFIT

RISPETTO, DIGNITÀ, FUTURO PER LE CATEGORIE PIÙ SVANTAGGIATE È l’obiettivo di questa nuova associazione abruzzese no profit, che ha in programma una serie di eventi e progetti interessanti… di Andrea Beato

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ispetto, dignità, futuro. Sono queste le tre parole che rappresentano l’associazione nata ad inizio del 2011 e presieduta da Antonio Prosperi. Un’attività no profit con sede a Pescara, in Piazza Pierangeli al civico 28, che in poco tempo è già riuscita a suscitare molto interesse e a raccogliere il supporto di più di centocinquanta sostenitori. «Persone provenienti da tutto l’Abruzzo - precisa il vicepresidente di Rdf, Antonio Matone - che quotidianamente si danno da fare, cercando di risolvere problemi reali. Il nostro obiettivo è quello di prestare attenzione e disponibilità soprattutto verso le classi più svantaggiate». Già molti i progetti realizzati e tanti quelli in cantiere per quest’anno: «Adesso stiamo cercando di istituire presso le strutture comunali degli sportelli per offrire assistenza di vario genere. Dei punti di riferimento per i cittadini, che potranno presentare

le loro problematiche e noi ci faremo portavoce delle loro richieste. Con Pescara siamo già a buon punto e speriamo di poter attivare questo servizio un po’ in tutta la regione». A fine marzo un altro importante appuntamento, con il convegno sulla sicurezza stradale, che si terrà all’interno della sede del Consiglio regionale, in Piazza Unione, non distante dalla casa natale di d’Annunzio. Un’iniziativa che verrà poi portata avanti nelle scuole elementari e medie della provincia, con l’intento di sensibilizzare i ragazzi su questa importante tematica. È prevista invece per inizio estate la seconda edizione della giornata dell’Aquilone, un evento dedicato

alle famiglie, per riunire nonni, genitori e figli. A dicembre, in occasione del Natale, l’ospedale Spirito Santo ha già dato la disponibilità per ospitare, nell’aula magna, un evento con clown, prestigiatori, giocolieri e animatori, per donare alcune ore di svago e divertimento ai piccoli malati. «Il nostro sogno - conclude Matone - è quello di fondare nuove Rdf in tutta Italia».

TUTTE LE ATTIVITÀ L’intera attività di Rdf è impegnata anche nel fornire servizi di assistenza domiciliare, telesoccorso e teleassistenza, trasporto per soggetti in difficoltà, reinserimento sociale e lavorativo, educativa domiciliare, attività ludico-educative e di cura, didatticoespressive, socio-riabilitative da svolgere in strutture residenziali e semiresidenziali, di laboratorio creativi di vario genere, produzione artigianale, informatica, palestra, cineforum, tempo libero…

Foto di gruppo per i protagonisti dell’associazione fondata ad inizio 2011. In primo piano Antonio Prosperi (presidente associazione Rdf). Alle sue spalle, da sinistra, Enrico Casale (segretario), Antonio Matone (vicepresidente) e Giulio Petrini (Consigliere). La sede di Rdf è a Pescara, in Piazza Pierangeli, numero 28

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ABRUZZO NO PROFIT

Un’iniziativa voluta da Pasquale Elia, Temistocle Emanuele Monti e Marco Elia con tanti progetti per i giovani dell’Università d’Annunzio di Chieti e Pescara

ERGA OMNES, L’ASSOCIAZIONE PER TUTTI

Il comitato direttivo dell’associazione Erga Omnes. Da sinistra Pasquale Elia, Temistocle Emanuele Monti e Marco Elia

di Andrea Sisti

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n tema sempre attuale e molto delicato, quello del diritto allo studio. Un diritto che trova il suo fondamento nei comma tre e quattro dell’articolo trentaquattro della nostra Costituzione, dove si afferma proprio il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti degli studi, nonché il dovere della Repubblica a rendere effettivo ciò con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze da attribuire mediante concorso. Su questi principi l’associazione di volontariato Erga Omnes (dal latino “per tutti”) nasce nel 2011, dall’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti e Pescara, dall’innata passione altruistica di tre universitari che stanno per approcciarsi nel panorama professionale e che

credono moltissimo nella forza del gruppo, per dare voce in capitolo a tutti i giovani meritevoli e capaci nel “grande libro del mondo”, di cartesiana memoria. Pasquale Elia (psicologo sociale e formatore), Temistocle Emanuele Monti (odontoiatra) e Marco Elia (laureando in odontoiatria) hanno deciso di costituire l’associazione, apartitica e senza fini di lucro, per garantire ai giovani studenti universitari e ai neo-laureati una formazione esperienziale di crescita personale e sociale, che vada a rinvigorire la formazione accademica, molto spesso troppo ancorata all’aspetto puramente teorico, cercando di creare sinergie con altre associazioni che mirano agli stessi principi e valori, con gli enti e le istituzioni e tutti coloro che condividono l’importanza dello sviluppo del capitale umano per la crescita socio-economi-

ca del territorio. Tra i tanti progetti e iniziative già avviati possono essere sicuramente citate: la creazione di una tessera associativa, che permette di avere sconti e promozioni dagli esercenti di Chieti, Chieti Scalo e Pescara; il microcredito del libro e degli appunti per dare la possibilità agli studenti meno abbienti di avere un sostegno per continuare gli studi e a tutti gli studenti per avere consigli utili su corsi, esami e sul funzionamento dell’organizzazione universitaria; corsi di formazione gratuiti in ambito socio-sanitario, economico ed assistenziale; scambi culturali giovanili all’estero, attraverso i finanziamenti dell’Unione Europea per la conoscenza delle varie culture e delle lingue; convegni su tematiche di cultura generale; stage e tirocini formativi; orientamento professionale; oltre alle iniziative prettamente di carattere ludico e ricreativo. L’associazione è presente con una pagina dedicata su Facebook e all’indirizzo internet www.erga-omnes.eu.

IN BREVE Tanti i giovani che fanno parte di Erga Omnes. Nell'immagine una rappresentanza all'interno del campus della d'Annunzio

98 ABRUZZOMAGAZINE GENNAIO/FEBBRAIO 2012

Erga Omnes è un'associazione apartitica e si occupa di diritto allo studio, cooperazione e solidarietà, con la realizzazione di progetti ideati e gestiti da giovani, manifestazioni, convegni e viaggi di formazione che non si limitano al solo ambito accademico, ma che danno una spinta verso una preparazione completa.


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Abruzzo Magazine Gennaio-Febbraio 2011