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NOTE DI DEGUSTAZIONE – II ROSSO 2011 Brunelli. Naso maturo e caldo, non lascia presagire lo slancio che il vino ha invece in bocca, dove nonostante la spiccata nota alcolica in apertura procede unitariamente integrando Himbeergeist, buccia di mela rossa, fragola, alloro e timo. Tannini piccoli, appuntiti e un po’ invadenti nel finale. Canalicchio di Sopra. Il Rosso come lo si cerca. Beva spigliata, profumi intensi di fragola matura, melagrana, ciliegia croccante. Sorso di coinvolgente impatto acido e bella progressione, dai nitidi richiami fruttati e intercalata di spezie rosse, irrorata in tutto lo sviluppo di una asprigna, liquescente acidità fruttata. Capanna (2010 uscita ritardata). Spesso ed evoluto, con spiccati sentori di frutta matura e rosa canina. Al sorso offre un impatto nel segno della freschezza, è preciso nello sviluppo e nel distendersi dei riconoscimenti (frutta rossa) e regala tannini severi, tra i più duri in questa rassegna per la tipologia. Caprili. Naso veramente fitto, pieno di frutto scuro, sottobosco ed erbe. Ciliegia e ferro imperiosi al gusto. Un rosso fuori schema, carico, caldo, ampio, potente e mirabilmente lento nello sviluppo, energico, e tutto ciò senza sacrificare definizione e pulizia, con una sapidità puntuta a vegliare sulle dolcezze più esuberanti. Citille di Sopra. Floreale intenso, ciliegia, ribes, verbena, rosa canina a descrivere un impatto fresco e spigliato. Al gusto si presenta e sviluppa agilmente, è continuo e giustamente teso, la traccia sapida si dipana durante tutto il sorso e aggiunge brio a una sostanza cospicua. Collelceto. Profumi di frutta matura, cipresso e sottobosco screziati d’agrume, tutti semplici e intensi. Stessa impronta al gusto con l’apertura in freschezza su arancia sanguinella e melagrana, la tensione giovanile, la progressione snella, il finale sapido e nettante. Cupano. Un rosso a sé. Piaccia o meno (a me piace) è peculiare, irriducibile alla convenzione, quand’anche buona, del Rosso. Un cenno di volatile, mostarda, ferro, prosciutto, frutta nera matura, tapenade, prugna, salsa HP e frutta candita. Con queste premesse, che la bocca sia inizialmente fresca, nervosa e ferrosa è una piacevole sorpresa. Sviluppo in crescente intensità, verso la fine si rivelano il calore e il temperamento. BRUNELLO 2008 Bellaria. Una versione rustica ma per nulla sfocata. Naso di fiori rossi, terra bagnata, melagrana, prugna ed erbe aromatiche. Bocca di deciso impatto caldo, carnosa e rotonda, si rifinisce in progressione alternando sensazioni terrose, rimandi al frutto e cenni balsamici. Tannini traccianti, forse grossi ma chiari, non polverosi, né legnosi. Brunelli. Maturità e dolcezza di frutto, intensità floreale, sapidità: composte, cifrate in bel tratto su una stoffa robusta ma tutt’altro che grezza, precise anche nella corrispondenza tra olfatto e gusto. Cenni di agrumi (cedro) e pepe bianco. Al sorso è gentile, ispira freschezza ed evoca il campo (fiori, erbe), si risolve bene in progressione e non deroga dall’equilibrio iniziale. Misurato anche per grana e diffusione del tannino, nonché per la pulizia e i cenni a ciliegia, terra rossa e ferro in persistenza. Camigliano. Diretto ed espressivo al naso, d’intensità fruttata prossima alla saturazione (fragola, ciliegia, lampone, ribes rosso), fatte salve due prese di spezie dolci e terra. Da bere è già pronto, svolto e lineare nella progressione, distinto nei richiami, prevalentemente morbidi. Invitante all’impatto, poco coinvolgente nell’esito ma indubbiamente ben fatto. Canalicchio di Sopra. Sviluppo olfattivo ampio, intenso e definito, molto suggestivo: sottobosco, lavanda, timo, amarena, ruggine, estragone e un tocco di macis. Bocca all’altezza: inizio di slancio sulla freschezza liquescente della ciliegia, tensione viva e continua, sviluppo senza discontinuità. Corpo cospicuo ma irrorato di acidità fruttata e sostenuto da una bella vena sapida: c’è quindi tanta sostanza, quanta energia. Molto buoni i tannini per grana, presa e diffusione: partecipano a un lungo epilogo ricco di richiami a frutti rossi e sottobosco, lo coronano delle sensazioni finali di pulizia. Capanna. Fitto e pieno, inizialmente i profumi sono quasi affastellati e la confusione segna la percezione olfattiva, sostenuta da ricordi boschivi e balsamici. I dubbi permangono al sorso: oltre alle note di ciliegia e


salamoia, la sua complessione segaligna e nodosa, lo stridore di un tannino non acerbo ma slegato e pertanto poco partecipe parlano di un vino non pronto e da riprovare. Buona la traccia sapida, coinvolgente la sensazione di energia. Caprili. All’olfatto la sensazione globale è di densità e maturità, articolata in molteplici e veridici riferimenti a frutto scuro e sottobosco, carne, corteccia, terra, bacche aromatiche in precisa articolazione. Al sorso è di presa immediata, caldo senza strinare, la freschezza irrompe a seguire col sale rosso, rievoca precisamente le sensazioni dell’olfatto. Pulsa, preme e mentre sfuma in una lunga scia di frutta matura e torrefazione impunta la bocca di tannini buoni, amari e cremosi, quasi il cacao. Una cosa a sé. Casisano Colombaio. Fu una sorpresa nel 2012, è una conferma quest’anno. Naso abbastanza ampio ma preciso con note nette di mirtillo, mora, fragola e garofano. In bocca è energico, teso, pieno di sale e sentori di sottobosco, ferro e rosmarino. Tannino già smussato. Castello di Velona. Buccia e succo d’uva, ciliegia, mora, fragola, nocciola e fiori secchi. Consueto, familiare. Al palato è piuttosto rotondo, prevalgono le note fruttate ma sono abbastanza misurate da non coprire i rimandi ai fiori. La semplicità è la sua cifra anche per la trama dei tannini e per il calore, quasi gioviale. Citille di Sopra. Naso poco nitido, offuscato da note lattiche e tostate molto invadenti. Seconda bottiglia: ciliegia e fragola più evidenti, insieme a tratti balsamici, speziati e boschivi quasi dimessi, relegati a una parte secondaria. Manca unitarietà, vi è più intensità che definizione aromatica. Il sorso sembra più preciso, sicuramente più dinamico nonostante struttura, spessore e le note di frutta matura. È serio, corposo eppure piacevole, in specie per la coda asprigna dei ricordi di frutto e per la buona trama dei tannini. Col d’Orcia. Caramella di frutta, cenere e una nota boschiva sotto traccia. L’alcol punge un poco. Al palato l’attacco è dolce e pieno, lo sviluppo regolare, lo slancio limitato ma il calore non è eccessivo: anzi, emergono note floreali a rappresentare una convincente, suggestiva parte aerea. Cupano. Note olfattive da scrivere con un erbario sotto braccio, aperto ai capitoli delle piante arbustive da fiore e delle erbe del sottobosco. In più ciliegia, prugna, olio di bergamotto, cedrata, cenere. Il quadro olfattivo è nel complesso molto ampio, ma il frutto è misurato e si espande semmai solo al palato dove il liquido si presenta ampio, avvolgente, tra riflessi tenui di erbe e legni aromatici e più intensi di frutto e fiore, per procedere poi diritto e arcigno, pulsante, ancora denso e compresso negli aromi, ancora moderatamente segnato dal legno (vaniglia). BRUNELLO 2008 SELEZIONE Bellaria Assunto. Per fattura ricorda la base, rispetto alla quale spiccano la sapidità più infusa e il più ampio spettro aromatico. È infatti più varia la dotazione di frutta rossa, più articolata quella d’erbe, compaiono cenni ad agrumi dolci e sottobosco. Bocca brusca, nervosa, converge all’unità espressiva ma è ancora scomposta: beccheggia tra la rotonda dolcezza del buon frutto maturo (ciliegia, mora) e un tannino arcigno. Citille di Sopra Vigna Poggio Ronconi. Prima bottiglia bouchonnée! Seconda bottiglia: le percezioni di frutta sotto spirito, alcol, slivovica e erbe macerate descrivono un profilo caldo e maturo ma non piatto. In bocca spicca subito la parte alcolica, che prima di farsi bruciante viene tuttavia irrorata di una buona freschezza fruttata, dolce nelle sfumature, bastevole per una progressione corretta. Tannino abbastanza allegante. Podere le Ripi Lupi e Sirene (2007). Molto intenso, soprattutto nelle note di ciliegia, ribes rosso, gladiolo, arancia tarocco e pepe rosa. Sullo sfondo il sottobosco, la menta romana e l’edera. Buona profondità, come buono e profondo è l’impatto al gusto, con l’eco della ciliegia aspra goduta già al naso a dettare linea e tempo. Incede carezzando e ravvivando la bocca con tannini di trama robusta ma nobile, riscalda, infine si scioglie nei ritorni del frutto. Procede di sostanza e slancio, senza passi falsi o pesanti; chiude con pari coerenza, in equilibrio e pulizia. BRUNELLO 2007 RISERVA Canalicchio di Sopra. Slancio e intensità all’olfatto. Articolato equilibrio tra le componenti, tra le quali spiccano frutti rossi, spezie ed erbe aromatiche (alloro, tè nero, salvia), oltre a cenni di terra e balsamici. Al sorso non si offre propriamente, è presente ma serrato, quasi fermo. In quest’assaggio troppo precoce


demanda al sale, al fervore dei tannini e a una sotterranea sensazione di freschezza l’espressione di una compiutezza solo intuibile. Capanna. Profondo e variegato al naso: amarena, sottobosco, una netta vena marina (dal sale al nero di seppia), tabacco, tracce di tostatura e una parte balsamica di grande spessore. Bocca molto articolata e profonda, nella quale si conserva la parte fresca e aromatica del frutto, unita in progressione a terra, torba, pelliccia, cumino, sanguinaccio; chiuso, ché corpo e sostanza sono molto più che pochi riconoscimenti, ma tutto in precisione e regola, teso per l’acidità che vi è infusa e il tannino nobile, svariato di distillato di malto. Col d’Orcia Poggio al Vento (2004). Naso pieno, onusto, saturo, molto scuro per i riferimenti a bosco e bacche (mora, ribes) mature e amarena, terra e tabacco, tè e cacao. Lento a svolgersi in fase gustativa, si percepisce potente e compresso, la sensazione pressoria è al limite del peso e l’insieme poco slanciato. Buoni i sapori di frutto scuro e la nota profonda di sale dolce. Il tannino è radente. Collelceto. Ha quello che manca al 2008 Annata di quest’azienda di Camigliano: verve, profondità ed energia. Più dei riconoscimenti, quindi più della bella declinazione di maturità del frutto, sono questi caratteri a contare e a connotare questa Riserva. Il sorso è pressione ed espansione, equilibrio tra alcol e acidità, caldo e rotondo. Buona espressione di energia. Cupano. Caloroso e fervido, un vino accogliente e appagante per l’energia che lo riempie e innerva. Profumi di frutta matura, cassata, canditi, pane di segale, terra e pelliccia. Stimola alla beva e alla ricerca: è al contempo immediato e profondo. Persistenza molto lunga con una netta sensazione di pienezza e gli ornamenti di erbe officinali e malto.

Benvenuto 2013 ii 1  
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