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29ER CHI SONO PERCHÉ IL 29ER LA DIFFICOLTÀ INIZIALE COME FORMARE GLI EQUIPAGGI CON VENTO LEGGERO CON VENTO FORTE CON VENTO FORTISSIMO LA PREPARAZIONE ATLETICA FASI DELL’ANNO FASI DEL GIORNO DOVE MI HA PORTATO QUESTO LAVORO COMUNICAZIONE WINDCOACH


I

l mio nome è Tristano Vacondio. Sono un velista. Dopo aver regatato in Optimist, Laser e 49er ho cominciato quasi per caso ad insegnare ai più giovani prima sul Laser e successivamente sul 29er. Dal 2005 lavoro come istruttore di vela e come allenatore di una squadra composta da 10 giovani atleti. Insegnare significa prima di tutto trasmettere la propria passione. Con questa logica sto cercando di creare un metodo di insegnamento e di gestione della vita agonistica dei ragazzi tale per cui siano gli stessi atleti a richiedere sempre maggior impegno a loro stessi, ai compagni di squadra ed al sottoscritto. La sfida non è delle più semplici ma con impegno e costanza penso di poter portare la pratica dello sport della vela al livello degli sport più famosi.

Sommario

Perchè il 29er


A

llenare i 29er è stata una scelta nata dalla volontà di dare un’opportunità nuova a chi fosse stato interessato ad una visione della vela più tecnologica e moderna. Il 29er mi ha sempre inspirato molto dinamismo forse anche perchè inventato in Australia nel 1998. L’alternativa invece fino ad oggi suggerita dai “vecchi” maestri di vela ai ragazzi che vogliono proseguire nell’agonismo dopo l’Optimist resta il 420 o il Laser: due tipologie di imbarcazioni nate alla fine degli anni ‘60 con tecnologie e caratteristiche a mio parere obsolete. Andando completamente controcorrente mi sono quindi concentrato sul 29er, studiandolo, provandolo e facendomene promotore.

Chi sono

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La difficoltà iniziale


SCUFFIARE COSA SIGNIFICA QUESTA PAROLA? COSA COMPORTA? PERCHÈ ACCADE COSÌ SPESSO? COME EVITARLO?

Perchè il 29er

Sommario

Cosa significa?


Perchè il 29er

29er

imbarcazione tradizionale

120 kg

di galleggiamento. Il 29er è più leggero e quindi galleggia di più. La forma dello scafo resiste poco agli spostamenti laterali. Inoltre avendo l’albero più lungo e le vele molto più grandi in proporzione alla dimensione dello scafo risulta sempre in equilibrio precario. In pratica il 29er appena comincia ad inclinarsi esercita una leva che tende al rovesciamento della barca difficile da contrastare. Con un’imbarcazione tradizionale potremmo inclinarci molto di più e raddrizzarci più facilmente.

12 90 kg

0

kg

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90

kg

Il mio metodo prevede un’analisi attenta delle componenti del moto dell’imbarcazione insieme ai velisti. Successivamente a qualche tentativo cerco di far visualizzare mentalmente i loro movimenti e quelli della barca. Infine a seconda della situazione presa in esame si va a cotruire insieme un elenco di priorità per far in modo che la barca non si rovesci. Ad esempio si crea una lista di controllo come questa: 1.DIREZIONE 2.INCLINAZIONE 3.REGOLAZIONE

Pri scu ma la ffia di tu pa paurin u tto b norte d a d n gioisog si n dei coell’umco na tr falper emompa iliaper asfo lim un ra gn zio elim rm en pr liz i e ne in are to. im zar pe d ar la o r a e -

L

a parola “Scuffiare” rappresenta il movimento dell’imbarcazione tale per cui la stessa rimane con le vele immerse in acqua. In caso di “scuffia” la barca non naviga ma galleggia. Nelle imbarcazioni tradizionali accade raramente mentre nel 29er la cosa avviene spesso. Perchè? Si tratta di una differenza nella posizione del baricentro dovuta ad una differenza costruttiva. Nel 29er il baricentro risulta essere spostato più in alto rispetto alla linea

Esempi e conseguenze


S

cuffiare è la difficoltà più grande da superare per un principiante poichè potenzialmente provoca:

• fatica per raddrizzarsi; • traumi e contusioni; • dai 5 ai 15 minuti di lavoro in acqua; • danni all’imbarcazione; • interruzzione dell’allenamento; • umiliazione davanti ai compagni; • se in regata quasi sempre determina un risultato in fondo alla classifica.

Il 29er è molto instabile. Questo causa numerose scuffie. Diventa quindi molto complicato gestire numerose imbarcazioni di principianti. Ho deciso quindi di dedicare molto tempo alla lezione individuale per far superare questo scoglio iniziale e questo mi ha permesso di avere sempre equipaggi in grado navigare con qualunque condizione meteorologica. Guarda i video per capire cosa significa scuffiare! Cosa significa scuffiare

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Formare gli equipaggi


F

ormare il Team che regaterà in 29er lascia aperte numerose possibilità ma altrettante difficoltà. Possiamo avere 2 ragazzi, 2 ragazze oppure anche 1 ragazzo ed 1 ragazza. I ruoli a bordo sono molto diversi e richiedono caratteristiche fisiche differenti. In generale io consiglio di formare equipaggi con timoniere basso e prodiere alto e, nel caso di coppia mista, la ragazza sarà la timoniera. Questo perché il prodiere rimanendo appeso al trapezio eserciterà una leva più efficace maggiore

sarà la sua altezza e peso. Questo schema ideale va in realtà confrontato con una scarsa reperibilità di atleti tale per cui, soprattutto per i principianti, non si insiste molto nel rispetto di questa logica lasciando la decisione ad un futuro quando le prestazioni ideali saranno maggiormente prese in considerazione. Un aspetto fondamentale risultano essere inoltre le componenti geografiche, psicologiche e motivazionali. Accade spesso che si formino equipaggi tra un cittadino costiero e uno non-costiero. Oppure tra un

Prodiere

Scuffiare

agonista inferocito ed un turista appassionato. Oppure ancora tra un atleta timido ed introverso con un altro euforico e spavaldo. Ognuno di questi casi rappresenta contemporaneamente una potenziale causa di fallimento oppure un motore per il successo. In tutti i casi la scelta del compagno/a risulta essere causa di una crescità personale enorme poichè obbliga a relazionarsi con un’altra persona mettendo nelle sue mani la nostra passione, la nostra voglia di vincere ed in alcuni casi anche il nostro benessere psico-fisico.

Timoniere

Prodiere

Timoniera

Prodiera

Timoniera

Prodiere

Timoniere

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Il mio team


IL MIO TEAM Nonstante i prinicipi espressi prima sulla formazione degli equipaggi, il punto focale rimane che i ragazzi stiano bene insieme e che abbiano piacere nel lavorare insieme. Quando decideranno di trasformare il loro sport in una professione allora dovranno essere pi첫 attenti alle regole espresse prima.

Formare gli equipaggi

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Allenare con poco vento


POCO VENTO N

avigare in queste condizioni non piace a nessuno. I ragazzi si annoiano facilmente poichè non vengono attivati emotivamente dalla forza del vento e del mare. In questi casi cerco di coinvogliare le loro energie in atteggiamenti a volte iperagonistici oppure in attività ludico motorie a bordo del 29er. Non è sempre chiaro per i ragazzi il momento in cui finisce il gioco e quando invece comincia l’allenamento. La difficoltà principale è far capire ai velisti che devono muoversi perfettamente coordinati, in punta di piedi e senza far sgonfiare le vele con manovre brusche. Ho trovato molto utile anche focalizzare i ragazzi in sfide che riguardano micro eventi all’interno della regata. Ad esempio issare o ammainare il gennaker. Creare una competizione tra 2 teams per chi riesce ad issare per primo il gennaker facendo partire la barca usando le vele risulta eccezzionalmente efficace anche per quegli atleti che si sentono demotivati per l’assenza di vento. Si passa quindi da una situazione nella quale è l’allenatore a dover insistere perchè i ragazzi si allenino ad una situazione nella quale dopo alcuni tentativi sono gli stessi ragazzi ad avvicinarsi a chiedere consiglio su come aumentare la loro sensibilità e concentrazione. Creare in loro una motlivazione al miglioramento in queste condizioni non è semplice e richiede un’attenzione specifica a mantenere costante il ritmo della allenamento. Non troppo basso, non troppo alto. Nel primo caso vedremo qualche sbadiglio, nel secondo gesti di stizza.

Formare gli equipaggi

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Allenare con vento forte


VENTO FORTE N

avigare con vento forte è molto divertente. Questo crea entusiasmo e disponibilità da parte dei ragazzi. Allo stesso tempo però è abbastanza complesso il panorama di abilità che devono essere in possesso dell’atleta per poter affrontare un allenamento vero e proprio. Dal mio punto di visto diventa importante una corretta programmazione a terra comunicando tutte le attività ai ragazzi in modo che tutti sappiano sempre cosa stiamo facendo. In mare con vento forte non è facile la comunicazione ed è fondamentale rimanere uniti. L’allenamento avrà in ogni caso due finali preannunciati con conseguente commento dei ragazzi: 1. “Non mi sono mai divertito tanto!” 2. “Non so se ce la farò mai!” Quello che ho imparato come allenatore è a non accontentarmi della reazione immediata degli allievi ma cercare sempre di far dire loro frasi positive e che tendano a concentrare l’attenzione sulla necessità di migliorare sempre, soprattutto quando ci si sente già “imparati”. Il successo come allenatore lo si ottiene quando le frasi di commento finale saranno: 1. “Non mi sono mai divertito tanto ed ho imparato molto oggi!” 2. “Non so se ce la farò mai ma continuerò a provare finchè non ci riuscirò!” Allenare con poco vento

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Allenare con vento fortissimo


VENTOFORTISSIMO N

avigare con vento fortissimo rappresenta l’estremo tentativo di dominare la propria barca in condizioni estreme. La mia principale difficoltà è nel far capire ai ragazzi quando si tratta di “fortissimo” e quando no. Risolto questo punto, se si decide di provare ad allenarsi, bisogna far desistere i più coraggiosi e meno preparati da una avventura pericolosa. D’altro canto si deve convincere i più esperti ma spesso anche più prudenti della necessità di mettersi alla prova in condizioni che prima o poi incontreranno in regate di alto livello. Ho imparato che la sicurezza è la prima norma fondamentale e questo mi ha portato a far sperimentare condizioni di vento fortissimo solo a coloro veramente preparati e convinti di quello che stavano facendo mettendoli sempre in situazioni di relativa tranquillità.

Allenare con vento forte

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Preparazione atletica


PREPARAZIONEATLETICA

PRESTAZIONE

Tutti sanno che allenarsi fisicamente è importante. I velisti no. Purtroppo la vela viene vista da molti come una passeggiata sull’acqua a causa del lato turistico del navigare a vela. Una volta convinto l’allievo dell’importanza dell’allenamento a secco ho strutturato insieme ad un preparatore professionista un metodo semplice efficace e facilmente adattabile alle diverse esigenze dei singoli. Di seguito riporto le fasi: 1. colloquio coi genitori; 2. intervista con il velista tesa a sondare le motivazioni; 3. test fisici; 4. stesura del programma individuale; 5. spiegazione e dimostrazione dei singoli esercizi in palestra con macchine, corpo libero e piscina. A questo punto i velisti devono seguire il programma autonomamente e verranno contattati ogni settimana dal preparatore per risolvere eventuali problemi e per modificare quegli esercizi che prevedono incrementi. Ogni mese vengono rifatti i test. Ho notato un incremento esponenziale dal 1° test al 2° test con una stabilizzazione direttamente proporzionale dal test successivo. Il motivo di questo incremento va ricercato da un lato nella capacità dei ragazzi di “imparare” a superare i test muovendosi meglio e conoscendo i propri limiti ma sicuramente questa crescita è sintomo di una preparazione atletica precedente talmente limitata da far salire enormemente le prestazioni inizialmente. t1

test 1

Allenare con vento fortissimo

Sommario

test 2

t2

t3

test 3

Fasi dell'anno


FASI DELL’ANNO

Il mio impegno ed anche quello dei ragazzi viene determinato dagli impegni scolastici degli atleti e dalle date prestabilite delle regate. Con i colori più scuri si intende maggior lavoro. GEN

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

Il lavoro diminuisce quando le temperature si abbassano ed i ragazzi sono più impegnati scolasticamente. In aprile arrivano le prime trasferte per regate importanti. Aprile è il primo test della stagione. Il mese più impegnativo sarà luglio perchè ci sarà il campionato europeo.

Settimana invernale LUN

MAR

MER

Settimana estiva GIO

VEN

SAB

DOM

LUN

La settimana inizia il venerdì quando devo verificare che la logistica per l’allenamento funzioni e controllare che tutti i ragazzi partecipino. Il sabato e la domenica ci si allena sia a terra che in acqua. Il lunedi ed il martedi bisogna rielaborare il lavoro fatto dai ragazzi riordinando gli appunti e montando i video.

MAR

MER

GIO

VEN

SAB

DOM

A parte il lunedi tutti gli altri giorni si tratta di incontrate i ragazzi al mattino, preparazione atletica, controllo delle barche, allenamento in acqua, pranzare, 2° allenamento in acqua e concludere con un’analisi sul lavoro fatto quel giorno.

Preparazione atletica GEN

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

Il lavoro sulla preparazione atletica si intensifica quando diminuisce il lavoro in acqua. Preparazione atletica

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Fasi del giorno


FASI DEL GIORNO Prendendo come esempio una giornata di lavoro estiva le fasi sono le seguenti: BRIEFING: ci si incontra e si puntualizza la programmazione del giorno. 1

8. 3

9.

IC

A

NG

ET TL A E R

A

ZI

1 6.

ARMO 29ER: si preparano le barche ed il gommone d’appoggio con tutta l’attrezzatura necessaria.

00

O

N

10 .

O

ARM

BRIEF I

.3

TEORIA: un breve riepilogo del lavoro fatto il giorno prima in acqua.

30

16

00

9.

DIS

00

PREPARAZIONE ATLETICA: a seconda delle indicazioni del preparatore.

0

30

0

. 17

8. 0 0

18.30

0 8.0

A TEORI

ALLENAMENTO 2

ARMO ndio no n

by

vaco

trista

desig

10.30

15.30

P R

EP

A

ALLENAMENTO 1: la prima uscita serve a verificare quali problemi persistono e /o se gli esercizi stanno portando miglioramenti. PAUSA: solitamente usata per pranzare.

29ER

A

0 5 .0

11

1

RI A

0

14

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TO

TE O

1

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EN

1 1.

LL

PAUSA

ALLENAMENTO 2: si organizzano esercizi per tutti i membri della squadra ed anche per il singolo equipaggio.

12

.0

0

14 . 12 .

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13.00

1 3.

00

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Fasi dell'anno

TEORIA: vengono visualizzati brevi riprese del primo allenamento per far capire dove e cosa si sbaglia e cosa invece ha funzionato.

DISARMO: mentre si smontano le barche e si piegano le vele si approfitta per fare una chiacchierata sul lavoro svolto. Non si tratta di una lezione vera e propria ma quanto di un modo più informale per comunicare coi ragazzi. Sommario

Le trasferte


VIAGGIARE Uno dei lati migliori di allenare una squadra di velisti è il la possibiltà di viaggiare. Spesso non vengono offerti molti confort e si soffre di ansia per la responsabilità di adolescenti più o meno agitati. La maggior parte delle trasferte avviene in occasioni di regate importanti come campionati europei o mondiali. Quando queste regate si svolgono in Europa bisogna caricare le barche ed il gommone sopra un rimorchio e con un furgone guidare fino a destinazione. Ho quindi dovuto conseguire una patente speciale: la B-E. La trasferta più lontana che ho affrontato fino ad ora è stata a Cadiz in occasione dei campionati mondiali: 2500km. Quando i campionati sono in altri continenti si viaggia in aeroplano e per le barche vi sono due possibilità: o si noleggiano o si caricano in un container che verrà imbarcato su di una nave. Ci vuole circa un mese per far arrivare un container dall’altro lato del mondo quindi bisogna organizzarsi per tempo. Il problema principale, a parte il costo totale del viaggio, sarà rimanere senza le barche per allenarsi per più di 2 mesi. Fasi del giorno

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Comunicazione


Per visualizzare la mappa interattiva clicca su una barchetta azzurra

Le trasferte

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Comunicazione


COMUNICAZIONE Come fare a comunicare uno sport come la vela ad un pubblico di adolescenti? Chi è il destinatario finale della mia comunicazione? Come far sentire partecipi i principali sponsor (genitori) delle avventure dei figli? Come far capire a chi rimane a terra cosa stiamo facendo in mezzo al mare? Mi sono fatto queste domande e ho trovato nella pubblicazione on-line di video piÚ o meno divertenti un sistema che comunica ai genitori, ai ragazzi e che promuove in ogni senso la mia attività a chi non la conosce. Ho creato un canale su youtube a mio nome ed ho pubblicato circa una trentina di video. Poi mi sono accorto che anche la fotografia interessava molto i ragazzi. Per celebrare il loro spirito agonistico ho cominciato a scattare immagini accattivanti. Il progetto ha avuto successo al punto che la Classe Internazionale 29er mi ha aggiunto tra i suoi fotografi ufficiali. In seguito ho deciso di creare un punto di unione tra tutte queste risorse multimediali ed ho fatto nascere WindCoach.

Le trasferte

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Progetto WindCoach


WindCoach rappresenta un sistema per racchiudere diverse forme di attivitĂ e comunicazione sotto un unico mantello. Registrato il dominio, ho creato quindi un sito motlo semplice in inglese ed italiano con lo scopo di essere una breve presentazione. Successivamente ho creato un canale dedicato su Youtube, un profilo su Facebook e su Twitter.

Comunicazione

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Allenare 29er  

Vela giovanile

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