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di Leila Ben Salah

VALERIA, TI SENTI PRONTA? COME TI STAI PREPARANDO?

Tutte le mie canzoni nascono come disegni”.

“In realtà sono in ansia, sto provando a restare calma e sto prendendo i fiori di Bach. Questa volta sarò sola sul palco, non ci sarà mio fratello Piero”

E NON TI PIACEREBBE PUBBLICARLI UN GIORNO?

CHE EFFETTO TI FA SALIRE SUL PALCO SENZA DI LUI? NON SEI ABITUATA.

COSA TI HA LASCIATO LA GAVETTA NELLA TRASMISSIONE DI AMICI?

“E’ vero lui non c’è fisicamente, ma è come se ci fosse comunque, lo sento presente anche perché lui è il produttore artistico”.

PORTERAI LA CANZONE “LA VITA È UN’ILLUSIONE”, COME È NATA?

“Il titolo ce l’ha fornito involontariamente un nostro amico Giovannino, che ci aveva inviato un messaggio con queste parole a seguito di una perdita. Mezzora dopo è nata la canzone, che ovviamente non parla della perdita di una persona cara, ma della perdita di se stessi ed è un messaggio rivolto a una donna, anzi a tutte le donne, che nella vita si sono sentite illuse, trattate come un oggetto. In questo caso la protagonista della canzone, nonostante sia accecata dall’amore, riesce a mettere un punto e a riprendersi la dignità di donna”.

“No assolutamente. E’ una cosa che mi piace, ma mi rendo conto di non essere bravissima nel disegno”. “Molto. Io canto da quando ho tre anni e praticamente da sempre. Ma Amici mi ha lasciato molto sia per quanto riguarda il fattore musicale che quello personale. Sono potuta entrare in contratto con le persone che lavorano nel campo musicale, tutte persone che ti aiutano a crescere e anche solo passare ogni giorno con loro ti permette di apprendere tantissimo a livello artistico”.

A TRASMETTERTI LA PASSIONE PER LA MUSICA È STATO TUO PADRE VERO?

TI CI RICONOSCI UN PO’ IN QUESTA FIGURA DI DONNA? ANCHE A TE È CAPITATA LA STESSA ESPERIENZA?

“Sì, perché mio padre faceva e fa tuttora un lavoro che lo tiene fuori casa per molto tempo. Sta lontano da casa per delle settimane e quando torna lo fa solo per il weekend. Per questo lavoro ha sempre temuto di perdersi la crescita dei figli, i momenti più belli, e per cercare di farci rimanere uniti e di non creare una distanza, ci faceva cantare. Era un gioco, era un modo per dire delle cose che magari non riuscivamo a dirci”.

E’ STATA SCRITTA DA TUO FRATELLO?

“Io, Piero e un po’ Luigi. Poi lui si è stancato, non gli è mai piaciuto e ha mollato presto”.

“In realtà penso che ognuna di noi ci si può riconoscere, ogni donna ha passato questo momento”. “Stavolta l’abbiamo scritta io e mio fratello”.

TI CAPITA SPESSO DI SCRIVERE LE CANZONI CHE POI INTERPRETI?

“Mai! Avevo scritto e abbozzato qualche pezzo di canzone, ma mai una intera. Dopo la delusione dell’anno scorso mi sono chiesta cosa volessi fare e chi fossi realmente, così mi sono chiusa in una stanza con mio fratello e ho iniziato a scrivere. Ma non è da molto che mi approccio in maniera intensiva alla scrittura, ho sempre avuto la passione, l’indole, ma non mi ci sono mai soffermata così tanto”.

LO FACEVATE TUTTI INSIEME?

IN FAMIGLIA SIETE QUATTRO FRATELLI E SORELLE VERO? LAVORATE TUTTI IN QUESTO CAMPO?

“Ho un fratello più piccolo, del 2001, che va a scuola, non so cosa voglia fare da grande. Piero invece è cantautore insieme a me e Luigi fa il modello”.

COSA TI PIACE DELLA SCRITTURA?

“Io scrivo in maniera un po’ particolare nel senso che prima disegno la scena, i protagonisti, con le frasi scritte come fosse un fumetto, poi insieme a mio fratello Piero rielaboriamo la canzone.

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