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LINDBERG, OCCHIALI DALL’ANIMA SPECIALE POLITICI SOTTO… LA LENTE! UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER GLI OCCHI

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THE NEW OPTICAL COLLECTION - MOD. GA 828


03 Editoriale /

G&F e VisionOttica, la prima consumer tv dell’occhiale

05 Profili /

10 Attualità /

I Momenti di vita di Giorgio Armani

14 Cover Story /

18 Moda /

Occhiali dall’anima speciale

L’occhiale sarà multicolor

23 Moda /

1 / s ommar i o /

Quando l’occhiale è un gioco erotico…

Bohemian Gentleman

26 Costume /

Politici sotto… la lente!

30 Benessere visivo /

34 Lenti a contatto /

Niente stress, fate il test!

Una boccata d’ossigeno per gli occhi

39 Lenti oftalmiche /

Le Le progressive “ad personam” sono già in vigore

42 Sport /

Maschere-caschi, Maschere-caschi, “combinata” vincente

44 Sport /

La protezione, innanzitutto

46 Shopping /

Autunno Inverno 2010 - 2011

In copertina: LINDBERG, modello 1130

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G&F e VisionOttica, la prima consumer tv dell’occhiale di Angelo Magri

3 / e di t or i a l e /

Nell’era delle vetrine virtuali, dello shopping touch screen, delle sfilate in 3D e degli eventi fashion in streaming anche il mondo dell’occhiale dà una svolta alla propria comunicazione e al proprio business. I protagonisti di questa “rivoluzione” sono tre: VisionOttica, Glasses&Fashion e Solari. VisionOttica è un’insegna con circa 200 negozi di ottica sull’intero terri territorio nazionale. Settimana scorsa ha lanciato un’importante campagna con Striscia la notizia, all’interno della quale spiccano i primi “totem”, alti quasi due metri, prodotti dalla Solari di Udine. Quest’ultima è un’azienda leader nel settore, nota per fornire i maggiori aeroporti, stazioni e banchi banchine dei mezzi pubblici di megaschermi digitali con tutte le informazioni utili e gli orari d’arrivo. Da alcuni giorni, nel cuore di Milano e di Belluno, con questi “totem” ha fatto il suo debutto la web tv targata VisionOttica, dedi dedicata a soddisfare le esigenze dei consumatori sull’universo dell’eyewear. E tra poco toccherà anche a questa testata, che al cartaceo ha abbinato non soltanto un sito web, glassesandfashion.com, con tutte le informazioni e le curiosità legate alla visione, ma che sta per lanciare anche la stessa tipo tipologia di web tv a uso e consumo dell’utilizzatore finale (termine una volta tanto adottato con nobili intenti). Chi porta occhiali da vista oppure lenti a contatto, chi vuole acquistare un modello da sole potrà trovare, passando davanti alle vetrine dei migliori negozi di ottica, i “totem” Glasses&Fashion con video, immagini, news su tutte le novità del momento.

Boss Modello in iniettato dalla linea avvolgente e aerodinamica per un look sportivo

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Š 2010 Calvin Klein, Inc.

P r o d u c e d a n d d i s t r i b u t e d e x c l u s i v e l y b y M a r c h o n E y e w e a r, I n c .

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/ I Momenti di vita di Giorgio Armani / di Francesca Tirozzi

/ Si chiama “Frames of life” il progetto dello stilista che si ispira alla linea eyewear degli anni ’80 /

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Mo co

Nella nuova campagna pubblicitaria Giorgio Armani gli occhiali non sono una semplice cornice attraverso cui osservare il mondo, ma lo strumento con cui vivere intensamente ogni attimo

La nuova campagna pubblicitaria di Giorgio Armani si distingue al primo sguardo per la scelta del bianco e nero delle immagini, dettata dalla volontà di mantenere un codice comunicativo molto amato dallo stilista e per rappresentare, attraverso scatti dal sapore cinematografico, l’intimità di alcuni momenti della giornata di qualsiasi uomo e qualsiasi donna. Gli occhiali da vista della

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linea “The new optical collection” ne sono i protagonisti assoluti: accompagnano i vari momenti della vita di ciascuno di noi come fedeli compagni di viaggio. Questa campagna vuole rendere omaggio a uno dei prodotti più iconici di Giorgio Armani che fin dalla fine degli anni ‘80 rappresenta uno dei business più interessanti e profittevoli per il marchio, e che ha contribuito

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a renderlo famoso e apprezzato in tutto il mondo. Le campagne mirano, inoltre, a caratterizzare sia il mood maschile sia quello femminile mantenendo però separate le due identità della collezione riproponendo in pieno lo spirito Armani delle prime collezioni di occhiali, dal target trasversa-

le rivolto a uomini e donne di ogni età . Figure di spicco degli scatti sono Pure Oval, remake del modello femminile del classico tondino ispirato agli anni 20, e Intellectual Chic, declinazione al maschile di una sagoma sempre arrotondata nei contorni, ma dal tocco vagaIntellectual Chic: sagoma tonda, di ricercato gusto anni ’40, frontale in acetato con ponte in metallo fissato da rivetti, aste flex decorate da una sottile guarnizione tubolare in plastica

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mente anni 40. Entrambi sono una riedizione dei modelli originali, che riscoprono qualità artigianale e valore della tradizione di “saper fare gli occhiali come una volta”. È anche una scelta strategica per la quale sono state riattivate le fondamentali linee di produzione, tipiche di quegli anni. Il risultato è una collezione di occhiali che conserva una forte identità manifatturiera, mai così contemporanea come quando ri-

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scopre le radici. Sono oggetti di raffinato design che ci seguono in ogni momento di vita. Da questa visione, così personale e intimista, è nato Giorgioarmani-framesoflife.com, un progetto on line interattivo, in cui l’utente può vivere le suggestioni e le atmosfere dell’adv campaign personalizzandole secondo il suo punto di vista. Il website permette infatti di vivere una duplice experience on-line: l’utente può

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Gli occhiali ci accompagnano nella vita come in un lungo viaggio: un elemento da cui è impossibile separarsi

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8 scegliere di “diventare regista” o “diventare fotografo” creando un video personalizzato o il suo esclusivo album fotografico. Entrambe le experience possono essere poi condivise sui social media. Giorgioarmani-

framesoflife.com permette, inoltre, agli utenti di scoprire e di vivere, ogni volta in modo diverso, la nuova collezione eyewear, trasformando anche la navigazione in un momento davvero unico.

Il modello Pure Oval, riedizione del classico tondino di forte ispirazione anni ’20. Aste caratterizzate da una leggera guarnizione decorativa tubolare in plastica e cerniera a pistone

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/Quando l’occhiale è un gioco erotico… / di Luisa Espanet

/ Toglierli e metterli appare un gesto così attraente da farne un accessorio particolarmente sexy sulle donne, tanto che molte di loro se non lo indossano perdono qualcosa. Negli uomini, invece, la montatura è ancora sinonimo d’intellettuale /

/ a t tu a l i t à /

10 «Gli uomini non fanno la corte alle donne con gli occhiali» scriveva nell’800 Emily Dickinson. Lo scriverebbe ancora? E Superman nella sua natura “umana” di timido e goffo giornalista sarebbe ancora rappresentato con gli occhiali? Molto è cambiato nel mondo dell’eyewear, tanto da pensare Scarlett Johansson

che sex appeal e occhiali possono viaggiare sullo stesso binario. «Una donna può essere sexy con gli occhiali, questi possono addirittura diventare un elemento di fascino. Lo sguardo risulta più interessante dietro le lenti. Mi riferisco a donne dai 30 in su, non a ragazze. Dipende anche dal tipo di montatura», dice Fausto Pezzoli, consulente aziendale nel settore moda. «Non sono sexy gli occhiali neri e grandi come si usavano un tempo, lo sono invece quelli neri, spessi, ma più piccoli - spiega Aldo Premoli, giornalista e ricercatore di tendenze - Mi viene in mente Scarlett Johansson con quel tipo di occhiali. Sono intriganti perché rinnovano il viso, lo tagliano, lo scompongono in parti quasi geometriche con rimandi alla pittura di Picasso e Dalì». Secondo Gian Piero Siemek, architetto e artista, che si occupa di allestimenti di mostre e di recente ha realizzato un’opera con occhiali, «una donna con gli occhiali non solo non perde charme, ma anzi lo acquista. Ricordo delle foto di Marilyn Monroe in cui manteneva

Marilyn Monroe

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Nicole Kidman in Eyes Wide Shut

inalterato il suo sex appeal. E perfino di Moana Pozzi, altrettanto sexy con gli occhiali. Ci sono persone così connotate con gli occhiali che togliendoli, perdono qualcosa». C’è anche chi come Alberto Gavazzi, architetto, ritiene che gli occhiali da vista sono più sexy di quelli da sole: «Nascondono gli occhi, mentre le lenti bianche li lasciano vedere. Purché non siano deformanti o del tipo professoressa di una volta, completamente asessuati, quasi una maschera dietro cui nascondere la femminilità». «Gli unici occhiali che non sono sexy su una donna sono quelli da lettura. Anche il gesto di metterli e toglierli è attraente. Ora poi sono oggetti di design, non più delle protesi, rientrano negli accessori, anche di culto, proprio come le scarpe», dice Luca Beatrice, critico d’arte, curatore di mostre e del Premio Cairo 2010. «Se poi l’occhiale è l’unico oggetto che indossa una donna, può essere quanto mai sexy», aggiunge ridendo Urbano Cairo, creatore del Premio omonimo, nonché editore e presidente del Torino Calcio. E subito il pensiero corre a una delle scene più erotiche di “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick: Nicole Kidman con indosso solo un paio di occhiali d’oro davanti allo specchio, sola e con il marito, allora anche nella vita,

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Tom Cruise. «Gli occhiali da vista sono sexy nella donna versione spettacolo. Marilyn è irresistibile in “Come sposare un milionario” - ribadisce Luisa Gay, regista teatrale - C’è un luogo comune dei vecchi film americani sulla donna bruttina con gli occhiali, che quando se li toglie diventa bellissima. Le cose non stanno così. In teatro gli occhiali sono un oggetto “utile” per la regia, tolti e reinfilati diventano un attrezzo di scena, proprio come un cerchietto per capelli molto femminile. Se poi hanno una montatura particolare sono ancora più d’effetto. Certo è difficile nella lirica mettere in scena una Violetta con gli occhiali da vista. Ma in una riedizione in chiave

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Richard Gere

/ a t tu a l i t à /

12 persona colta è attraente», spiega Giovanna Dal Magro, fotografa e ritrattista. Nel suo book figurano artisti, registi, scrittori, poeti, stilisti, architetti, imprenditori e naturalmente attori, dato che da anni segue il Festival di Venezia, indossando una montatura dal dettaglio di gondola. Uno dei suoi soggetti preferiti e plurifotografati è Richard Gere. «Direi che con gli occhiali è ancora più sexy. Ma si può fotografare anche senza. Ci sono invece uomini come Vittorio Sgarbi cui non si può far togliere gli occhiali, perché sono parte integrante della fisionomia. Così è anche per certe donne, gli occhiali diventano un dettaglio di eleganza. Raramente le fotografo senza, cerco di prendere l’angolatura giusta per eliminare i riflessi. Togliere contemporanea di un’opera classica è possibile. M’immagino bene Zerlina nel “Don Giovanni” con occhiali. Ne accentuerebbero l’aria un po’ svampita. Quanto a un uomo con gli occhiali è molto sexy, soprattutto quando se li toglie e ti guarda con aria interessata». L’uomo occhialuto sembra sdoganato da tempo. Già a metà degli anni Ottanta la rivista di moda maschile “Linea Uomo” metteva in copertina un modello con gli occhiali. E ora molte campagne di prodotti maschili prendono come testimonial ragazzi con sguardo da sex symbol che indossano un paio di occhiali. «Il fascino dell’uomo con gli occhiali è un mio retaggio adolescenziale. Già a 16 anni, quando leggevo i romanzi di Françoise Sagan, mi piacevano gli uomini con gli occhiali perché erano degli intellettuali e, ancora oggi, per me la Vittorio Sgarbi

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gli occhiali è come cancellare le rughe con il photoshop. Non concepisco così il ritratto». Ed è lo stesso Sgarbi a ricordare che «se una donna è sexy lo è sempre, senza o con gli occhiali. Certo il modo di portare gli occhiali, di toglierli e metterli, può essere anche motivo

di sex appeal». Una conferma di questa tesi viene dagli stilisti gemelli di DSquared2, che nell’ultima sfilata per la primavera estate 2011 hanno mandato in passerella seduttrici-bon ton con grandi occhiali da vista dalla montatura nera.

/ a t tu a l i t à /

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La donna si fa seduttrice con gli occhiali da vista persino in passerella: tre scatti dall’ultima sfilata Dsquared2

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/ Occhiali dall’anima speciale / di Angelo Magri

/ Ricerca dei materiali più esclusivi, studio di ogni dettaglio, attenzione costante al comfort: così Lindberg è diventata una delle realtà più apprezzate e interessanti nell’eyewear di design /

/ cove r s t or y /

14 Innovazione, ricerca e gusto estetico guidano i creatori degli occhiali LINDBERG a esplorare sempre nuove frontiere dell’occhialeria di design. Il tutto ispirato ai principi dell’eleganza e del comfort. «Fin dall’inizio la nostra passione è stata quella di dare ai nostri clienti un senso di design, comfort e individualità nell’eyewear LINDBERG», spiega Henrik Lindberg, artefice dello sviluppo industriale della società danese di occhiali di design, nata 41 anni fa ad Aarhaus dal negozio di ottica aperto dai genitori, PoulJøm e Hanne Lindberg, e trasformatasi in una realtà che oggi conta 200 addetti in Danimarca e altri 300 nei laboratori di finissaggio di proprietà nelle Filippine da dove escono montature rifinite a mano, per un totale di 90 mercati raggiunti sull’intero pianeta. Va ricordato che in quattro decenni di attività il brand ha anche ottenuto ben 47 premi internazionali di design, tra cui l’anno scorso il “By appointment to the Royal Danish Court”, direttamente dalla casa reale danese. REGINA DI DESIGN Il design, sintesi di esperienza e artigianalità, rappresenta il cuore di LINDBERG: sinonimo di ricerca costante di materiali, studio

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di ogni dettaglio o particolare, spasmodica attenzione al comfort e alla portabilità di ogni modello, viene sviluppato in un incessante gioco di squadra che coinvolge tutti, dalla proprietà fino ai designer e agli operai. Il vero protagonista è il titanio, la sua duttilità combinata con giochi cromatici di eleganza e raffinatezza uniche. Il passaggio verso creazioni che entrano di diritto nella fascia del lusso è garantito da oro, corno e diamanti, materie preziose utilizzate

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Anche la sede di Aarhaus è stata progettata all’insegna della filosofia che ispira la creatività degli occhiali firmati LINDBERG

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L’artigianalità della lavorazione e la cura dei dettagli sono tratti distintivi del brand danese

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16 da LINDBERG per rendere ancora più esclusive le proprie collezioni top. I DETTAGLI NON SONO UN DETTAGLIO L’estrema cura per i dettagli che muove l’intera ricerca creativa dell’azienda danese contribui-

sce alla realizzazione di montature che si possono definire veri pezzi di artigianato, in quanto conservano un’anima speciale, risultato di un mix calibrato di originalità e precisione, degno di un oggetto dal valore artistico. TUTTO SI FA ALL’INTERNO Per ottenere questi risultati, che fanno oggi di LINDBERG il perfetto connubio tra lusso, fashion e creatività, l’azienda danese ha deciso di evitare qualsiasi forma di outsourcing. Da qui la scelta di gestire in completa autonomia le varie fasi del lavoro, dalla progettazione alla produzione, dalla promozione alle vendite: il tutto s’inserisce perfettamente in una precisa politica aziendale che fa della cura minuziosa di ogni aspetto professionale la propria carta vincente. «Riteniamo sia un grande vantaggio che tutti i nostri occhiali vengano disegnati e prodotti nelle strutture di nostra proprietà – sottolinea ancora Henrik Lindberg - Questo, infatti, ci permette di utilizzare molte soluzioni fuori dal comune e ci ha fatto guadagnare

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numerosi premi internazionali. Le originali soluzioni di design e la vera artigianalità permettono a chi indossa i nostri occhiali di avere quel forte senso d’individualità che tante persone cercano oggi: una valida alternativa all’attuale massificazione del mercato».

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/ L’occhiale sarà multicolor / di Nicola Santini

/ Accesi contrasti di tonalità nelle aste, coraggioso mix cromatico nei frontali: le prime anticipazioni dell’eyewear 2011 lasciano alle spalle il nero della crisi, riscoprendo una nuova voglia di giocare e osare /

/ moda /

18 Lo sguardo con il quale guardare il futuro è cambiato. Segno che la ripresa è non solo sensibile, ma già scava le fondamenta per un’evidenza che non lasci dubbi. Sarà la noia del parlare della crisi o la consapevolezza che parlarne senza far niente per anni non ha risolto nulla, ma gli umori sono cambiati e questo inevitabilmente ha seminato i propri segnali anche nella moda e negli accessori, in particolare nel mondo degli occhiali. Al Silmo, l’appuntamen-

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to annuale parigino di fine settembre dedicato agli occhiali, paragonabile alla settimana della moda, dove si presentano le nuove collezioni per capire le tendenze per l’anno successivo, l’aria che si respirava era un inno al coraggio e la parola d’ordine era osare. Occhiali che non temono di passare di moda, legati a materiali, forme o tonalità concepiti non per durare all’infinito, ma per fare assaporare anche il gusto del frivolo e di un lusso che sta nel poter

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01. ck Calvin Klein / 02. Carrera / 03. Alain Mikli

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04. Cartier / 05. D&G

fare a meno della longevità negli accessori e nel look, segno che la paura è finita, la macchina riparte e con essa la voglia di giocare anche con gli accessori. Segno distintivo ormai da anni nelle collezioni esposte al salone di Parigi è sempre stato la prepotenza del bianco e del nero nella cartella non colore, che assicurava lunga vita e facile abbinamento. Quest’anno il passepartout per eccellenza ha trovato le porte chiuse per lasciar spazio a un cromatismo

coraggioso, talvolta addirittura esasperato, che ha contaminato tutte le creazioni in esposizione. Astine bicolore senza paura di fare contrasto o di stridere, multicolor e miscele cromatiche che creano un mix di sensazioni, cui l’occhio abituato alla concezione del basico, a tutti i costi dovrà forse ancora abituarsi arrivano anche sul frontale dell’occhiale, per incorniciare uno sguardo orientato a un futuro che di nero non ne vuole più sapere. Sono

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20 molte le aziende che si sono adeguate ai nuovi diktat. Ed ecco che Mykita, ad esempio, fedelissima ai colori neutri dei metalli, ha presentato una linea dai cromatismi metallizzati ma che si rifanno ai pantoni più vivaci e colourful che rappresentano un’autentica innovazione per il marchio berlinese, conosciuto per le montature leggerissime e geometriche. Nei materiali trionfa l’acetato: sia tra le aziende che da sempre ne fanno una bandiera sia nelle griffe che ci

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buttano un occhio, sperimentandolo in alcune montature e raccogliendo immediati responsi positivi. È il caso di Cartier, la maison francese che ha presentato durante Silmo la collezione Première, dove i pezzi sono tutti in acetato e dove il nome, appunto, sottolinea la novità entrata in casa. Alain Mikli ha puntato molto sulla tendenza “matt”, ossia opaco: i colori da sempre cari al couturier dell’occhialeria, arrivano in tinte che non riflettono la luce ma

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06. Jil Sander / 07. Emilio Pucci / 03. Esprit

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09. Tiffany & Co. / 10. Sting / 11. Mykita

l’assorbono quasi a voler catalizzare l’attenzione sulla montatura e conservarla non solo il tempo di uno sguardo. La sicurezza nell’uso dell’acetato, da sempre il materiale dominante della griffe, spinge il francese a puntare il tutto sulla tradizione: «Non è tempo di ricerca di materiali, non cerchiamo colori nuovi: l’eleganza quest’anno è nella tradizione e nella rigorosità dell’esecuzione nella realizzazione della mon-

tatura». Infine, uno sguardo alla natura e al futuro più pulito anche quando si tratta di moda e accessori. Gli occhiali del prossimo anno saranno eco-responsabili: creati in materiali naturali come legno, lavorato minuziosamente per essere resistente, ma senza perdere la propria essenza, oppure in materiali riciclati, dalla montatura, al packaging, alla carta utilizzata per i supporti marketing.

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/ Bohemian Gentleman / di Luigi Marchesi

Aristocratico ma lavoratore, personaggio televisivo ma antivip, che rapporto ha con la moda? Viviamo in un’epoca in cui è la moda che fa l’uomo e non l’uomo che fa la moda e questo talvolta mi fa vedere il tutto con eccessivo distacco, lo ammetto. Per cui mi limito a individuare i capi e gli accessori che mi piacciono con la regola di non lasciarmi mai tentare dal total look e metto tutto nel frullatore, incurante degli accostamenti di stagione, delle proporzioni dettate dagli stylist e di cosa vedo intorno. Ma sia chiaro che il mio è un istinto e non una volontà: metto chi cerca di essere alternativo a tutti i costi sullo stesso piano di chi guarda le vetrine e si veste senza autonomia. L’alternativo e il modaiolo sono semplicemente ai due estremi della stessa filosofia che è il conformismo. Detto questo, i miei amici più cari sostengono che io mi vesta al buio.

Quando sente parlare di chic & cheap le vengono i brividi? Dire che si può essere elegantissimi anche non spendendo una fortuna è una leggenda metropolitana che ormai non incanta più nessuno. Scegliere capi e accessori di buona qualità richiede necessariamente di non scendere al di sotto di certe cifre. Per me niente può essere definito elegante, men che meno chic se non ha valore dal punto di vista del materiale e questo purtroppo si riscontra anche “nelle migliori famiglie”, ossia anche dove si spende molto, dove il disegno è ineccepibile, ma la qualità del capo lascia a desiderare. Per cui il mio, ovviamente, non è un attacco alle griffe minori o alle produzioni low cost, ma soprattutto a quei marchi che, proprio perché forti di numeri importanti, dovrebbero mantenere alti i livelli di quello che producono.

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/ Occhiali nati per incorniciare il volto. Per vedere, ma anche per accordarsi a un look, che nel suo essere apparentemente easygoing, è accuratamente sofisticato. Eleganza e moda raramente vanno di pari passo. Ma quando succede, si chiama stile. Tommaso de Mottoni y Palacios è il guru di un’eleganza socio-sostenibile, figlia di pragmatismo e senso estetico, non da vetrina o da copertina, ma da vita frenetica e al contempo godereccia dove lo spazio e il tempo, nella loro gestione, sono parte integrante dell’aspetto /

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/ moda /

24 Tommaso de Mottoni Y Palacios

Come si può dunque essere eleganti facendo i conti con il portafogli? Scegliendo, appunto, senza essere condizionati da quello che è il capo del momento, perché, per definizione, dura un momento e quindi poi si è obbligati a rapidi cambi che inevitabilmente intaccano il portafogli. E non bisogna avere fretta. Un guardaroba come si deve ci mette anni a nascere. Se una cosa è bella non c’è rischio che si debba seppellire dopo poco. Io poi sono un cultore dei capi basici da valorizzare reinventandoli con abbinamenti più fedeli all’aria che si respira in un dato momento e con l’aiuto degli accessori, ma senza essere troppo “accessoriati”.

Ha mai seguito un modello di eleganza? Osservando Carlo Ripa di Meana ho imparato ad abbinare la comodità e la discreta eleganza della polo con la cravatta, sostituendola spesso alla camicia, che quasi mai arriva in ordine a fine giornata. Per me è più importante una camicia stirata di una griffata. Quella delle cravatte è una passione che ho da sempre. Se nei capi di abbigliamento le fantasie stentano ad apparire, fatto salvo il tartan che nei pantaloni o nelle giacche (mai insieme) mi piace, le cravatte sono il luogo dove parcheggio l’eccentricità.

Dior

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Bikkembergs

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25 Che rapporto ha invece con gli occhiali? Indosso sia occhiali da vista che da sole. E li reputo un accessorio con il potere di magnetizzare anche uno sguardo che di per sé non ha alcun brio. Quali sono le montature che preferisce? Le montature squadrate in acetato, sia tartarugato che nero, sono quelle di cui ho perso il conto. Mi piacciono gli occhiali di Jil Sander, di Michael Kors, Dior e ultimamente, per il sole, Borsalino, Yono Henessy, ma anche gli sportivi Bikkembergs e i Try.

Infine, cosa consiglia al look dell’uomo per questo inverno? Chi porta gli occhiali non abbia timore a indossare gli occhiali, ossia si separi definitivamente dalle montature a scomparsa, a giorno, mostrando una cornice definita, visibile. New England e Ralph Lauren stanno proponendo dei look che ricordano i collegi americani della East Coast, ma che possono essere compatibili con tutte le età. Colore e calore nei tessuti e nell’abbigliamento basico, da completare con montature apparentemente classiche, ma che nelle loro diverse declinazioni consentono di non annoiarsi mai.

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/ Politici sotto… la lente! / di Valentina Grassini

/ Gli occhiali accompagnano da sempre i personaggi pubblici del nostro paese che, attraverso la scelta delle montature, rivelano luci e ombre della propria personalità/

/ cos tu me /

26 Che l’eyewear fosse un accessorio diffuso dagli albori della politica italiana lo dimostra anche il dipinto di Francesco Hayez del 1864, raffigurante un piano americano del primo ministro di casa Savoia, Camillo Benso Conte di Cavour. Una montatura glasant ante litteram quella di uno dei protagonisti del Risorgimento italiano, con lenti molto piccole dalla forma circolare che fanno sembrare a pieno diritto lo statista piemontese un antenato dei vari Fini, Schifani, Bonino e Veltroni di oggi. Questi personaggi del mondo istituzionale odierno, infatti, si contraddistinguono per una scelta sobria dell’occhiale da vista: tondeggiante, squadrata o più marcatamente rettangolare, tutti optano comunque allo stesso modo per una montatura invisibile. Nella maggior parte dei casi gli ocemma bonino chiali non sono solo un supporto visivo per chi li indossa, ma rappresentano anche una spe- grado di mettere a fuoco sfumature e accenti ciale “lente”, e qui è proprio il caso di dirlo, della personalità di chi ha di fronte. Un paio di per il mondo esterno, con cui quest’ultimo è in occhiali sono una spia e insieme un’espressione dell’interiorità e del temperamento di chi gianfranco fini sceglie di indossare un modello, una forma, un colore piuttosto che un altro. Così, ad esempio, Gianfranco Fini, uomo dall’aspetto composto ed elegante, sfoggia in ogni occasione degli occhiali con montatura a giorno che sembrano rispecchiare una personalità calibrata e discreta. Stessa scelta per le donne dell’opposizione, da Rosy Bindi a Emma Bonino. Carré biondo, occhi azzurri e carnagione lunare, il volto femminile del Partito Radicale non può essere immaginato senza il suo modello di occhiali glasant che donano luminosità e leggerezza all’incarnato, a

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conferma dello stile semplice ed essenziale che da sempre contraddistingue l’eterna compagna di battaglie politiche di Marco Pannella. Su scala più ampia, gli occhiali non rappresentano solo uno dei modi che il soggetto ha per esprimere la propria personalità e il proprio senso estetico, ma registrano anche i cambiamenti di costume che hanno attraversato il nostro paese nel corso degli anni. Dagli “occhialoni” rettangolari e tartarugati alla Craxi o alla Giulio Andreotti prima maniera, molto in voga nel ventennio ’70-’80, si è progressivamente passati a un concetto più complesso e multisfaccettato di montatura. Le dimensioni si sono rimpicciolite, le forme aggraziate e il design ha preso una piega moderna e originale. Lo stesso senatore a vita Giulio Andreotti incarna l’esempio di questa metamorfosi dell’occhiale da vista: se negli anni centrali del suo mandato, l’allora capo della DC era solito indossare il tipico modello degli anni Settanta, con una montatura molto pronunciata dalla forma rettangolare e dal colore scuro, oggi il “divo”, secondo l’accezione del regista Sorrentino, sceglie invece un occhiale “tre pezzi” molto più discreto e sposa la sobrietà. A questa scelta di rigore e minimalismo, altri esponenti della politica rispondono con il colore e l’originalità. Personaggi come Roberto Maroni, Mariastella Gelmini, Oliviero Diliberto o Fausto Bertinotti, infatti, abbandonano la trasparenza e l’impercettibile leggerezza per modelli più vistosi dalle tinte forti e decise, quasi elettriche. L’eyewear dei ministri dell’attuale governo diventa un tutt’uno con il

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loro volto e l’immagine che l’opinione comune ne conserva non può prescindere dalla presenza dei loro occhiali particolari, a pieno titolo elemento distintivo fondamentale, come il colore dei capelli o la forma del naso. Nel ‘78 Battiato cantava “C’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”, oggi potremmo dire, tralasciando la geniale ironia e la punta di polemica che il cantautore siciliano lasciava sottintendere con questo verso, che l’occhiale da vista ha acquisito una funzione analoga, non rappresentando più soltanto un supporto per vedere meglio, ma un accessorio di degna considerazione da sfoggiare anche per accentuare e arricchire

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fausto bertinotti e giulio andreotti

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28 la propria personalità. Il rosso-nero di Maroni – omaggio alla fede calcistica del ministro dell’Interno - il blu elettrico della Gelmini o la montatura perfettamente circolare tortoise di Giulio Tremonti, infatti, catturano l’attenzione in maniera ipnotica e conferiscono al personaggio un aspetto particolare e incisivo. Il ministro della Pubblica Istruzione ha spesso giocato con l’occhiale da vista, presentandosi in occasioni ufficiali ravvicinate con dei modelli di eyewear differenti, tutti caratterizzati da una montatura rettangolare leggermente affusolata ai lati, quasi a farfalla, che addolcisce le linee del volto, e da colori sgargianti e carichi, quali il bluette, il lilla o il rosso. Infine, altri due volti storici del mondo istituzionale sono noti per i loro inseparabili occhiali da vista. Fausto Bertinotti e Vittorio Sgarbi, un burrascoso passato politico alle spalle, meglio conosciuto tuttavia, per la sua attività di critico d’arte o per i suoi accesi alterchi televisivi, si mostrano in pubblico da molti anni con dei precisi modelli da vista: un ovale color caramello per l’ex segretario di Rifondazione Comunista, presenza ormai defilata all’interno della scena politica italiana, il cui caratteristico e inconfondibile modo di tenere gli occhiali appoggiati all’altezza della fronte è diventato un’immagine emblematica ben stampata nella mente di tutti, mentre Sgarbi, con la classica montatura scura e rettangolare che contrasta con l’incarnato pallido e i capelli canuti, rispetta in pieno il cliché dell’intellettuale dal fascino enigmatico e dall’ésprit sovversivo e ribelle.

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mariastella gelmini

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/ Niente stress, fate il test! / di Angelo Magri

/ Guida, lettura, utilizzo prolungato del computer: il nostro stile di vita quotidiano può comportare l’affaticamento visivo. Ora è possibile verificarne il livello con una semplice, ma efficace prova /

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L’esterno del centro ottico VisionOttica di Piazza De Angeli a Milano, dove sono state girate le telepromozioni sul test dello stress visivo all’interno di Striscia la notizia

Lo stress è la risposta dell’organismo a uno stimolo negativo e si manifesta sotto forma di disagio. L’apparato visivo umano si è sviluppato nei millenni per adempiere a funzioni legate alla vita all’aria aper ta. Le nuove abilità visive richieste dalla vita moderna, quali la guida, la lettura e l’utilizzo del computer, connesse a condizioni d’illuminazione prevalente-

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mente ar tificiale, sono fattori di stress che possono compor tare l’affaticamento o il degrado dell’organo visivo. Ma oggi esiste un sistema, tanto rapido quanto efficace, per valutarne il livello e trovare le soluzioni ottiche adatte. Si chiama “ Test dello Stress Visivo” e ha lo scopo di rilevare segnali d’inefficienza della visione che possono manifestarsi nello

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31 svolgimento di normali attività quotidiane. Considerando che l’85% degli stimoli sensoriali ricevu-ti dal cer vello umano proviene dalla vista, avere una buona qualità e flessibilità della visione è una premessa fon-damentale per il proprio benessere generale. Gli esper ti della visione coinvolti in questa operazione concordano sul fatto che non bisogna considerare il test dello stress visivo al pari di un esame della vista, ma di

Sopra il libretto “SOS – servizio occhiali sicuri”, principale servizio di customer service targato VisionOttica A sinistra come si presentavano i negozi VisionOttica allestiti per la campagna “Test Stress visivo”

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32 una sor ta di screening preliminare in grado di inquadrare le caratteristiche visive del soggetto. E soprattutto il test non sostituisce la visita del medico oculista, che va invece effettuata periodicamente, a tutela della salute degli occhi. Il test dello stress visivo, tuttavia, è uno strumento originale e inedito finalizzato a individuare soluzioni ottiche anche per chi vede bene, per far “riposare” gli occhi o potenziare le proprie perfomance visive; nonché per quelle persone che sono sensibili al tema del benessere. Dopo aver effettuato il test, sono quattro i tipi di risultati possibili: 1) non si sono riscontrati segni di stress visivo, per cui si suggerisce di provare soluzioni ottiche protettive (ad esempio, occhiali da sole) 2) si sono individuati potenziali segni di stress visivo, quindi si suggerisce di adottare soluzioni ottiche per par ticolari condizioni visive (ad esempio lettura, computer o guida) 3) si sono individuati moderati segni di stress visivo, per cui si consiglia di adottare soluzioni ottiche personalizzate per le proprie esigenze visive 4) si sono evidenziati rilevanti segni di stress visivo: si raccomanda, perciò, una visita medica oculistica per escludere la presenza di patologie oculari e valutare un’adeguata correzione ottica.

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Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana, che rappresenta 4.000 oculisti

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33 VISIONOTTICA: DALLA TV ALLA LEADERSHIP NAZIONALE «Offrire soluzioni ottiche personalizzate e servizi dedicati sono temi che stanno a cuore ai centri ottici con insegna VisionOttica. Tutto questo è possibile grazie alla professionalità che i nostri punti vendita sanno garantire al consumatore finale». Chi parla è Marco Procacciante, amministratore delegato di VisionOttica, all’indomani della campagna televisiva nazionale coincisa con una settimana di telepromozioni all’interno di “Striscia la notizia”. Il tema era proprio quello del test dello stress visivo gratuito presso i circa 200 centri ottici dell’insegna, sparsi in tutta Italia. «A differenza di altri non abbiamo voluto utilizzare la leva promozionale del prezzo, bensì quella del ruolo di servizio che i centri VisionOttica sono in grado di ricoprire nei confronti del consumatore finale - sottolinea Procacciante - Il test dello stress visivo ci ha, quindi, permesso di coinvolgere anche categorie come i giovani e i cosiddetti emmetropi, quanti cioè non necessitano di dispositivi ottici per compensare dei deficit visivi. Il tutto con il patrocinio della Società oftalmologica italiana, a garanzia del fatto che questo innovativo depistage non vuole assolutamente essere sostitutivo della visita dal medico specialista». «Con il nostro patrocinio abbiamo voluto sfruttare un’attività di marketing per fare prevenzione visiva», ricorda Matteo Piovella,

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Marco Procacciante, amministratore delegato di VisionOttica, 200 punti vendita in tutta Italia

presidente della Società oftalmologica italiana, l’associazione che rappresenta circa 4 mila oculisti italiani. Il benessere visivo è stato al centro delle sei telepromozioni, che hanno avuto come protagonisti il Gabibbo e le veline della popolare trasmissione di Canale 5. L’iniziativa ha visto la partecipazione in co-marketing di Carl Zeiss Vision, azienda leader nelle lenti oftalmiche, e degli occhiali Gunnar, studiati per attenuare l’affaticamento davanti allo schermo del computer, al debutto sul mercato italiano proprio grazie alla distribuzione esclusiva nei centri ottici a insegna VisionOttica. Questa campagna, che sino alla fine del 2010 verrà ulteriormente declinata su altri mezzi di comunicazione a livello nazionale, ha rappresentato il debutto sul piccolo schermo di VisionOttica: l’insegna si pone come obiettivo di diventare entro il 2015 la principale rete di punti di vendita di ottica in Italia.

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/ Una boccata d’ossigeno per gli occhi / di Angelo Magri

/ I portatori di lenti a contatto nel mondo sono 140 milioni: la maggior parte utilizza le cosiddette morbide. Negli ultimi anni è diminuito l’abbandono dell’uso, grazie soprattutto al migliore comfort e benessere consentiti dalla tecnologia di ultima generazione, il silicone hydrogel, ideale anche nella presbiopia /

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34 Ore e ore davanti al computer e gli occhi cominciano a risentirne. È la classica situazione di chi indossa le lenti a contatto: si avverte bruciore e si lamenta fastidio soprattutto al termine della giornata. Ma a cosa è dovuta questa mancanza di comfort? Sono tre i concetti chiave: permeabilità all’ossigeno, capacità di idratare e di resistere ai depositi. Per occhi dall’aspetto sano, infatti, è necessario che le lenti a contatto lascino passare un’adeguata quantità di ossigeno. È importante anche che il film lacrimale sia sempre mantenuto costante e che la superficie della lente sia adeguata all’eliminazione dei naturali depositi che si formano. La ricerca applicata alla contattologia ha portato alla realizzazione di un particolare materiale, altamente innovativo: il silicone hydrogel, che oggi permette di realizzare lenti a contatto a lungo confortevoli e in grado di lasciar passare elevate quantità di ossigeno. Prodotti di elevato contenuto innovativo richiedono, tuttavia, un livello di manutenzione all’altezza. Per la scelta, l’applicazione e la gestione durante l’uso è necessario, quindi, rivolgersi ai centri ottici specializzati. OVER 40 ANCORA PIÙ AFFASCINANTI L’introduzione del silicone hydrogel ha elevato il livello di comfort per tutte le fasce dei

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ACUVUE®. SEE WHAT COULD BE™ ACUVUE®, 1•DAY ACUVUE® TruEye™ e SEE WHAT COULD BE™ sono marchi della Johnson & Johnson Vision Care. ©J&J VC 2010. Johnson & Johnson Vision Care è una divisione della Johnson & Johnson Medical S.p.A. È un dispositivo medico CE0086. Leggere attentamente le istruzioni per l’uso. Verificare l’assenza di controindicazioni dal medico oculista. Aut. Min. del 29/04/2009.

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36 consumatori, dai più giovani, particolarmente sensibili all’uso delle lenti a contatto, fino agli over 40, che in questa tipologia di prodotto possono trovare una soluzione importante. Spesso la presbiopia, fisiologica degenerazione della capacità visiva da vicino che comincia genericamente a quell’età, porta con

UNA “FAMIGLIA” MOLTO UNITA «Un recente studio ha confermato che metà dei portatori presbiti di lenti a contatto non usa lenti a contatto multifocali perché non immaginava fosse possibile correggere la presbiopia e la miopia contemporaneamente con una lente a contatto e che, quindi, non esistessero lenti sul mercato in grado di farlo». Alla Ciba Vision, azienda leader nel settore, sono convinti che il futuro dei presbiti passi attraverso un più capillare utilizzo di questo tipo di prodotti. Tanto che hanno lanciato sul mercato una lente mensile specifica in silicone hydrogel, la Air Optix Aqua Multifocal, «che favorisce la visione alle distanze intermedie e da vicino senza compromettere la visione da lontano – spiegano alla Ciba Vision Italia - Fa passare attraverso la lente fino a 5 volte più ossigeno rispetto alle tradizionali lenti in hydrogel, con il risultato di occhi dall’aspetto più sano. Inoltre il Sistema Aqua Moisture offre comfort al contatto tutto il giorno, ogni giorno». Quella destinata al mondo dei presbiti rappre-

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senta, tuttavia, solo una delle molteplici esigenze che la “famiglia” delle lenti mensili Air Optix in silicone hydrogel è in grado di soddisfare in termini di correzione visiva: miopia, ipermetropia, astigmatismo, persino lenti su costruzione per specifici deficit visivi sono gli altri ambiti toccati dalle Air Optix. «Ossigeno, idratazione e resistenza ai depositi rappresentano i loro punti di forza – ricordano alla filiale italiana di Ciba Vision – L’obiettivo comune è offrire una naturale sensazione di benessere a qualsiasi portatore». In pratica, sin da una giovane età, passando poi per quella adulta, chi vuole portare un paio di lenti a contatto trova qui una “famiglia” sempre pronta ad accoglierlo e soddisfarlo.

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sé, infatti, anche condizionamenti psicologici, soprattutto nell’universo femminile: “sono costretta a mettere gli occhiali, non posso più portare le lenti a contatto, devo avere sempre con me un paio di occhiali oltre alle lenti a contatto…”. Oggi in Italia, benché i potenziali presbiti siano il 69,1% della popolazione, le lenti a contatto progressive rappresentano soltanto il 5% del mercato delle lenti a ricambio settimanale o mensile. Inoltre il fenomeno dell’abbandono dell’uso delle lenti a contatto si concentra soprattutto nella fascia dei primi presbiti, cioè tra i 44 e i 54 anni. Alcuni dati

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oggettivi, come l’innalzamento dell’età media di vita, il maggiore potere d’acquisto degli over 45 e il fatto che un po’ tutti vogliamo sembrare più giovani, giocano a favore di una maggiore diffusione delle lenti a contatto per correggere la presbiopia. Secondo le aziende produttrici, infatti, indossare un paio di lenti a contatto progressive anziché un paio di occhiali con lo stesso tipo di lenti comporta una serie di vantaggi funzionali (alla guida, ad esempio, nel fare sport o attività all’aria aperta, nel truccarsi), oltre che emotivi e relazionali.

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Ac c er t ar el ’ as s enz adic ont r oi ndi c az i onidalmedi c ooc ul i s t a.Aut or i z z az i onemi ni s t er i al es udomandadel l ' 11/ 10/ 2010.


/ Le progressive “ad personam” sono già in vigore / di Angelo Magri

/ L’ottico, insieme alle migliori aziende di lenti da vista, è oggi in grado di trovare soluzioni personalizzate per i presbiti, adatte a ogni stile di vita/

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39 In Italia e, più in generale, nei paesi industrializzati l’età media continua ad aumentare in maniera costante. Secondo alcune fonti europee, già oggi un consumatore su tre rientra negli over 50. Si stima che a metà del ventunesimo secolo la proporzione sarà di uno su due. Negli ultimi anni, inoltre, il comportamento visivo da vicino è cambiato notevolmente per questa fascia di persone, tanto che nel 2007, per la prima volta, il numero degli internauti ultrasessantenni risultava superiore a quello dei giovani con meno di 20 anni. Non va poi trascura-

UN’IMMAGINE NITIDA, ANCHE CAMBIANDO DIREZIONE «Rivolgersi all’ottico optometrista è molto importante non solo per individuare il proprio difetto visivo, ma anche perché è in grado di proporre le migliori soluzioni ottiche, comprendendo in quali situazioni specifiche si ha la necessità di utilizzare maggiormente gli occhiali». Lo ricordano alla Hoya, azienda leader nella produzione di lenti da vista a livello mondiale, particolarmente attenta al benessere visivo. Dopo i 40 anni è naturale che il cristallino riduca l’elasticità e l’occhio non riesca più a mettere a fuoco gli oggetti a distanza ravvicinata. «Le lenti progressive Hoya sono indicate in ogni situazione, anche in quelle più impegnative, come lettura o lavoro al computer, guida, sport e tempo libero – spiegano alla Hoya – Offrono, infatti, una visualizzazione delle immagini ampia, nitida e senza distorsioni a tutte le distanze e in tutte le direzioni, anche in direzione obliqua. Ga-

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rantiscono, inoltre, stabilità nei movimenti, quindi una grande sensazione di tranquillità, e un rapido e istintivo passaggio da lontano/vicino». Come abbiamo visto, a volte il tipo di montatura può condizionare la scelta di un occhiale con lenti progressive. Da qui la necessità di personalizzarle al massimo e di affidarsi ai professionisti della visione. «Le nostre lenti progressive sono adatte a qualsiasi tipo di montatura, anche le più piccole, moderne e alla moda, e soddisfano il gusto estetico di tutti – ricordano alla Hoya - L’ottico dispone, inoltre, di un avanzato strumento di misurazione e personalizzazione: HoyaiLog. Si tratta di un’esclusiva tecnologia che permette di realizzare le lenti su misura e di garantire la migliore combinazione fra lente e montatura, ottimizzando gli spessori delle lenti. Il risultato? Estetica invidiabile e prestazioni visive ottimali».

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40 to il fatto che ora un numero sempre più elevato di over 50 utilizza cellulari, smartphone e altri prodotti tecnologici all’avanguardia, che implicano un’importanza sempre maggiore di un’eccellente visione da vicino. Queste dinamiche di vita, abbinate al fisiologico avanzare della presbiopia, impongono scelte importanti per la correzione visiva. E, soprattutto, scelte personalizzate. Se, infatti, da un lato sta crescendo nel nostro paese la consapevolezza che un occhiale dotato di lenti progressive di qualità può risolvere il problema della presbiopia, dall’altro emergono esigenze specifiche e soggettive che spingono verso lenti progressive sempre più personalizzate. Ne consegue che il ruolo dell’ottico optometrista risul-

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ta ancora più fondamentale per chi vuole migliorare la visione da vicino senza, ad esempio, rinunciare a un certo tipo di montatura, fashion piuttosto che particolarmente avvolgente; o addirittura a portare in un certo modo un certo tipo di montatura, cioè in base al proprio stile di vita e alla propria quotidianità. Oggi gli ottici italiani, in collaborazione con le migliori aziende fornitrici di lenti da vista, sono in grado di garantire prodotti di qualità su misura a un prezzo non sensibilmente superiore a delle normali lenti progressive. Così la rotazione dello sguardo, il cambio di direzione, la distanza o le aberrazioni cromatiche non sono più un problema per chi, dai 40-45 anni insù, deve fare i conti con la presbiopia, ma non vuole rinunciare alle proprie abitudini.

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Visione confortevole e naturale da vicino e da lontano, massimo comfort visivo grazie ad aree di visione più ampie, adattate al profilo individuale del portatore, adattamento immediato grazie al bilanciamento personalizzato di tutte le aree di visione; e ancora: design personalizzato per ogni portatore, lenti più sottili e leggere possibili, che garantiscono un prodotto dall’elevato contenuto estetico. Sono questi i principali vantaggi per quanti scelgono la nuova lente progressiva Zeiss Gradal Individual Eyefit, in grado di adattarsi, come un abito sartoriale, alle esigenze visive specifiche di ogni presbite. «Grazie alla rivoluzionaria EyeFit Technology – spiegano in Carl Zeiss Vision – le lenti vengono costruite tenendo in considerazione le abitudini visive individuali, con un’attenzione specifica all’area del vicino dove normalmente il presbite accusa una maggiore difficoltà e a cui oggi si può rinunciare sempre meno, per via dell’uso di computer, navigatori, cellulari. La personalizzazione dell’area del vicino avviene, infatti, sulla base di tre differenti tipi di visione che a loro volta possiedono diverse caratteristiche di design: Balanced – ovvero bilanciato per chi cerca una soluzione universale di elevatissima qualità e ha un’esigenza di dinamicità con utilizzo frequente di tutte

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Vicino, intermedio o lontano? C’è sempre una soluzione

le aree di visione. Intermediate - ovvero intermedio per chi necessita di una visione dinamica principalmente per lontano e per l’intermedio (60-90cm), con frequenti cambi di focus; Near - vicino per chi necessita di lunghi periodi di visione da vicino (30-60 cm)». Ma non è tutto la nuova lente progressiva integra in sé elaborati calcoli matematici di determinazione del valore individuale del centro di rotazione dell’occhio e di ottimizzazione delle superfici per un comfort senza eguali e una qualità estetica unica. «I nostri laboratori di ricerca sono costantemente impegnati nell’individuazione di soluzioni ottiche che possano portare reali benefici a coloro che scelgono i nostri prodotti e da oltre 160 anni la nostra missione è realizzare lenti di precisione che consentano a chi le indossa di vivere una nuova dimensione di visione – ricordano in Carl Zeiss Vision - Ecco perché gli astronauti della Nasa hanno scelto le nostre lenti per immortalare il primo sbarco sulla luna, famosi registi di Hollywood creano spettacolari sequenze cinematografiche con le nostre cineprese e Google Earth cattura immagini del nostro pianeta grazie a lenti firmate Zeiss».

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/ Maschere-caschi, “combinata” vincente / di Angelo Magri

/ Carrera, marchio leader nel segmento sportivo ed eyewear, ci guida alla scoperta dei prodotti più adatti per vivere le piste da sci nella prossima stagione invernale. Abbinando non solo tecnologia, ma anche design /

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42 Per affrontare le piste durante la stagione invernale non bastano tecnica, esperienza e un pizzico di coraggio. Anche gli occhi vanno protetti, sia che lo sciatore abbia problemi visivi e quindi debba dotarsi di lenti a contatto sia che voglia semplicemente ripararsi dagli agenti esterni. Proprio questo è il punto chiave: la protezione. Maschere e caschi sono i prodotti che meglio rispondono a tale esigenza: le une proteggono gli occhi da neve, vento, eventuale ghiaccio o altro materiale che possa schizzare nell’aria, gli altri tutelano l’incolumità fisica di quanti scendono a velocità anche ragguardevoli e difendono da qualsiasi urto. Oggi l’innovazione tecnologica ha sposato il gusto e l’eleganza per proporre a tutti, uomini e donne, senza dimenticare i bambini, per i quali il casco sulle piste è obbligatorio al di sotto dei 14 anni, prodotti efficaci e raffinati al tempo stesso. Con il contributo dello staff di Carrera, brand storico (è stato fondato 54 anni fa) di occhiali e altri articoli per lo sport di proprietà della Safilo di Padova, abbiamo affiancato tre maschere da sci ad altrettanti caschi per affinità di innovazione tecnologica ed elementi estetici.

VANITY e BEATCH SPH LACE Il nuovo casco da sci per lei Vanity si mette in mostra grazie ai dettagli deluxe: raffinata colorazione bicolore bianco-marrone, orecchiette rivestite in pelle a effetto vintage e impreziosite con strass swarovski, decorazioni floreali intagliate sulla calotta e sulle orecchie. All’interno presenta un rivestimento soffice e confortevole. È abbinato a una bag in vernice bianca con profili brown, decorata con la firma Carrera. La nuova maschera Beatch Sph Lace ha un design compatto e linee eleganti, decori floreali a effetto “pizzo” sul frontale e sulla fascia elastica, logo in corsivo, colorazioni sofisticate nei toni del white lace e del black lace. In evidenza il fitting femminile, il morbido rivestimento interno in furry e l’aggancio regolabile.

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BULLET e CARRERA STEEL X Mix perfetto tra stile Eighties e contenuti tecnici innovativi per il casco Bullet dalla struttura in leggerissima fibra di vetro e con una linea arrotondata, personalizzata da raffinate grafiche “decal”. Da

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Bullet e Carrera Steel X

segnalare il rivestimento interno in tessuto “dry wave”, materiale in grado di assorbire l’umidità e di garantire il massimo comfort allo sciatore. Nella zona delle orecchie il casco presenta, inoltre, una serie di fori profilati in alluminio a effetto vintage, per garantire percezione uditiva ed equilibrio ai massimi livelli. Sono le lenti il punto di forza della maschera Carrera Steel X: quella extra, da inserire quando cambiano le condizioni di luce, per una visione sempre ottimale; e la Zero Resistance, che garantisce elevata aerodinamicità e proprietà anti-fog, grazie anche alla tecnologia Seal-Ring. Quest’ultima, infatti, mantiene le lenti doppie cilindriche perfettamente parallele per creare un’efficace barriera termica, eliminando possibili distorsioni nel campo visivo e fastidiosi appannamenti, scongiurati anche grazie al sistema di ventilazione attiva. ASSAULT e CHOPPER L’efficace tecnologia di ventilazione attiva, grazie a un sistema a 24 fori, è il cavallo di battaglia di Assault, il nuovo casco da sci dotato anche dell’innovativo sistema di regolatore di taglia AFS Fitting System: si tratta di un meccanismo posizionato nella parte posteriore che permette di adattare perfettamente il casco alla misura della testa.

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43 Personalizzato dal logo Carrera a effetto rubber nella zona orecchie e dall’icona color argento sulla parte frontale, è accessoriato con una pratica visiera removibile. La maschera Chopper, dal design aerodinamico e decorata con una grafica di impatto, propone lenti sferiche lavorate con tecnologia anti-scratch e anti-fog: un’efficace barriera termica elimina così fastidiosi appannamenti e ogni possibile distorsione nel campo visivo. La maschera è casco-compatibile e, grazie anche all’aggancio regolabile, assicura sempre una calzata perfetta.

Assault e Chopper

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/ La protezione, innanzitutto / di Mario De Paola

/ Carlo Janka, attuale numero uno dello sci mondiale, svela i segreti di strumenti fondamentali, come maschere e caschi, per quanti praticano lo sci a livelli agonistici o amatoriali /

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44 A 24 anni ha praticamente già vinto tutto: campione del mondo e olimpico in carica in gigante, vincitore della Coppa del mondo di sci nel 2010. Carlo Janka, svizzero, fa parte del Carrera Ski Racing Team e in questa intervista esclusiva racconta il suo rapporto con maschere e caschi quando è sulle piste. Quali sono i requisiti principali che deve avere una maschera per l’attività sciistica ad alto livello? E quali, invece, un casco? Anche casco e maschera contribuiscono senza dubbio a ottenere una performance atletica vincente. Entrambi hanno prima di tutto una funzione

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protettiva, condizione indispensabile per chi come me pratica lo sci a livello professionistico e, soprattutto, sceglie discipline ad alta velocità come la discesa libera. Inoltre, sono studiati per garantire la massima aerodinamicità, elemento fondamentale in uno sport dove si vince o si perde per una manciata di centesimi. Devono, poi, presentare una calzabilità perfetta. Le maschere, poi, devono garantire una corretta visione, senza distorsioni, e una perfetta ventilazione per evitare l’appannamento delle lenti, mentre il casco viene progettato anche per assicurare percezione uditiva e equilibrio per un massimo comfort.

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Casco e maschera cambiano in base al tipo di disciplina, cioè slalom anziché discesa libera? Assolutamente! In slalom si predilige il casco con l’orecchio morbido, perché favorisce l’equilibrio. Inoltre viene inserita la mentoniera per proteggersi da eventuali urti contro i paletti. Nella discesa libera e in tutte le discipline veloci, la maschera presenta tutti i fori chiusi per garantire massima aerodinamicità. Quali consigli si sente di dare per la protezione visiva a chi pratica lo sci a livello amatoriale? Consiglio sempre, anche agli amici che sciano per passione, di scegliere una maschera di ottima qualità. Deve essere confortevole ma soprattutto deve garantire una visione perfetta, senza distorsioni. Gli occhi vanno protetti dalla luce, dal vento e da eventuali urti, ma soprattutto è importante vedere perfettamente la pista. Cambi di luce improvvisa possono essere molto pericolosi anche se si scia tranquillamente.

Come vengono accolti i suoi suggerimenti tecnici dall’azienda fornitrice? Vengono poi sempre realizzati in concreto sui nuovi prodotti? Testo i loro prodotti in anteprima. In base ai miei suggerimenti poi valutiamo insieme le eventuali modifiche da apportare alla maschera o al casco. E lavoriamo sul prodotto fino a ottenere il risultato perfetto.

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Carlo Janka in azione alle Olimpiadi di Vancouver (a sinistra) e in Coppa del Mondo 2010, di cui ha vinto il trofeo di cristallo (nella pagina accanto) nel gigante

Cosa chiede dal punto di vista estetico a una maschera e a un casco? Beh, sono un ragazzo giovane, attento alle mode ma senza eccessi. Mi piace che casco e maschera siano abbinati, con colorazioni classiche ma non banali, proprio come sono i prodotti Carrera. Per la prossima stagione ho scelto il casco Bullet e la maschera Kimerik. Come ci si sente a essere Campione del Mondo? Spesso me lo ripeto e ogni volta mi emoziono! Ho lavorato tanto, con impegno. Ci ho creduto, ma ora non mi accontento.

Da quando è testimonial di Carrera? Che tipo di rapporto ha con l’azienda italiana di maschere e caschi? Sono con Carrera da quando ho iniziato a gareggiare. Carrera è sempre stato il mio marchio e con l’azienda ho un ottimo rapporto. Il team è giovane, condividiamo lo spirito sportivo e l’entusiasmo per le sfide. Sono molto impegnati nella ricerca e sempre al passo con le innovazioni e i nuovi materiali. Inoltre sono davvero creativi.

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/Shopping Autunno Inverno 2010 - 2011 di Danae de Stefano

/ Per lui: praticità ed eleganza anche in città, design e tecnologia sono di rigore, se il colore dominante è il nero. Per lei: look aggressivo, gemme luccicanti e il verde per ogni occasione /

/ Moschino / Occhiale da vista dal frontale in metallo cerchiato che avvolge sui musi un piccolo fiocco in microfusione, illuminato da toni lucidi /

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/ Technological black man / / Cambiano i tempi, cambia il concetto stesso di eleganza ma il nero rimane una certezza! Materiali, design e tecnologia si fondono e si confondono dando vita ad accessori a cui lui non può proprio rinunciare /

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o2 o3 01. Giorgio Armani / Modello in acetato, versione moderna della sagoma a goccia personalizzata da riconoscibili elementi del design dei primi tempi, come il ponte a chiave e i rivetti in metallo / 02. Aldo Bruè / Scarpa dalla punta importante e dalle proporzioni rivisitate, ricca di dettagli interpretati in chiave contemporanea grazie alle moderne tecniche per realizzare intarsi, stampe digitali su pelle e inediti trattamenti sulle tomaie finite / 03. Montblanc / Magistrale esecuzione tecnica per questo modello che presenta aste su cui si adagia un dettaglio in vera fibra di carbonio, mentre l’ampio e squadrato frontale è in acetato

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04. Gianfranco Ferré / Occhiale da vista maschile tondeggiante, pantos realizzato in acetato con naso a chiave / 05. Momodesign / Il cinturino integrato in gomma ricorda il battistrada dei pneumatici e il quadrante black è ispirato al quadro di un’auto da corsa: inserti in fibra di carbonio, minuteria gialla, due contatori, scala tachimetrica e datario sono i dettagli che determinano lo stile di questo orologio da polso / 06. Persol / Modello da vista in acetato caratterizzato dalla classica freccia supreme. Il sistema meflecto e le ampie aste conferiscono una personalità forte a questa montatura intramontabile / 07. Frey Wille / Gemelli in oro bianco smaltati, ispirati alle opere di Monet

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08. Henry Jullien / La plasticità dei materiali, metallo e acetato, rendono la linea di questo occhiale delicata e piacevole, dove la purezza dei volumi è notevole / 09. VaVeliero / Realizzata in ecopelle, questa cover protegge l’I-Pad agevolandone l’utilizzo. Ed ecco che l’ultimo gioiello della Apple si trasforma in un piccolo portatile grazie alla tastiera bluetooth con i comandi rapidi uguali a quelli di un Mac / 10. Silhouette / Le linee rigorose e precise di questa montatura a giorno convivono in armonioso contrasto con l’inserto colorato che caratterizza le doppie aste / 11. Alfred Dunhill / Dallo stile decisamente inglese, questo occhiale in acetato garantisce una calzata perfetta, materiali di altissima qualità e una protezione affidabile contro i raggi Uv

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/ Sporty chic / / Una perfetta combinazione tra praticità ed eleganza pensata per giovani dinamici, ma anche fuori dagli schemi. Perché, anche in città, l’uomo sente la necessità di emanciparsi, così diventa un globetrotter che non rinuncia allo stile /

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01. Rodenstock / Dotato di un sistema a clip magnetiche che permette di trasformare velocemente e facilmente una montatura da vista in una da sole, è un occhiale 2 in 1 adatto per ogni occasione / 02. Altea / Cappello modello Bogard in lana con stampa tartan nei toni del verde e marrone / 03. Arfango / In edizione limitata e solo su ordinazione, la bicicletta Velvet Bike è rivestita a mano con dettagli di velluto: in particolare i pomoli delle manopole, la canna e il sellino

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06 04. Lindberg / Ispirato da elementi propri dello stile classico retrò, questo modello si distingue per il design più ampio e più angolato della fronte, che offre un’apparenza di dinamismo e di reale vivacità / 05. Converse / Rivisitazione della classica Chuck Taylor utilizzando l’inimitabile tessuto in lana Woolrich, proposto in una nuova fantasia a quadri sulle tonalità del rosso, del nero e del beige / 06. Ray-Ban / Occhiale da sole in metallo nero con lenti verdi. Il modello riprende lo storico Signet del passato con la classica forma squadrata alta con un doppio ponte originale

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07. Nike / L’occhiale da sole Vintage 74 riprende la forma del classico modello pilota. I colori a contrasto e le lenti a specchio garantiscono un look retrò e al contempo innovativo / 08. Boss Orange / Nasce da un’ispirazione street il modello da vista maschile in leggerissimo acciaio, dalla forma ultra-slim, con aste ondulate e personalizzate dal logo a effetto “rubber” / 09. Oga / Gioca su contrasti d’ispirazione architettonica, con cerniera flex brevettata esclusiva, questa montatura dalle aste in metallo, prolungate da terminali soft-touch, modellate per un design ricercato / 10. Gallo / Basta una passata con il ferro da stiro… et voilà! Il buco è sparito e la calza è salva, grazie alle piccole toppe multicolor in Alcantara

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/ For… ever green / / È il grande protagonista di questo inverno: il verde, in tutte le sue sfumature. Secondo gli psicologi, la tonalità della speranza evoca perseveranza, equilibrio e stabilità. Chi lo indossa prova, quindi, una sensazione di solidità, persistenza, senso d’identità e autostima /

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01. Ralph Lauren / Ampia montatura in acetato che esalta le linee sottili del frontale e delle aste, garantendo a questo occhiale verde bottiglia assoluta leggerezza e flessibilità / 02. Boss / Gli occhiali da sole femminili in acetato interpretano uno charme “ladylike” e senza tempo, nella forma morbida e arrotondata / 03. Helena Rubinstein / Effetto anti-borse immediato, occhiaie ridotte e rughe attenuate. Il contorno occhi Prodigy Powercell associa al potere rigenerante delle cellule madri vegetali la protezione di un potente attivo antiossidante, per una riparazione e una difesa anti-età di questa zona particolarmente delicata

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04. Cesare paciotti / Décolleté in nappa goffrata con plateau e tacco alto / 05. X-Ide / Questo modello da vista si ispira ai tessuti e ai filati: un mondo in cui trame, orditi e texture si aprono a continue sperimentazioni concettuali, tra passato e contemporaneità / 06. Daniela de Marchi / Un perfetto mix tra prati fioriti e fondali corallini colorati danno vita all’anello “Margherita di mare” in ottone smaltato verde con quarzo avventurina

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o7 07. Elle / L’eleganza formato Jackie-O. Occhiali da sole con logo monogramma arrotondato e importante sulle aste: decisamente retrò e oversize per un look misterioso e sexy / 08. Sermoneta gloves / Guanto in edizione limitata in morbida pelle, foderato in seta, per garantire il massimo comfort, e rifinito da un’ elegante bordatura ecru con un taglio a V sul polso / 09. Tosca Blu / Non importa se su pelle, eco pelle, su linee morbide o rigide: il tema è rigorosamente l’animal print per la Naplack con stampe a zebra

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/ Aggressive mood / / Le donne “passionali” esprimono, nella decisione di un colore, dei materiali, dei simboli, una nuova moderna provocazione. Ogni giorno e per ogni occasione scelgono di “indossare” l’umore, rendendo il proprio look originale e assolutamente autentico /

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o1 01. Gucci / Minimal e ricercato al tempo stesso, questo occhiale da vista in metallo affascina con una forma ampia a farfalla, con le lenti sostenute da nylon, per un effetto ultra-light / 02. Vanni / Un tuffo negli anni ‘60 per la montatura Happy Days / 03. Manuel Bozzi / Quest’anello “vibra” in un mondo di corde abilmente forgiate nell’argento che giocano in un intreccio eterno a formare nodi, romantiche “prigioni” per pietre dall’inestimabile valore simbolico

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04. Blumarine / Occhiale da sole in edizione speciale con frontale oversize in acetato dalla forma tondeggiante. L’asta è impreziosita dalla pantera-gioiello ed è completata da una texture effetto maculato nei toni del nero / 02. Giuseppe Zanotti / Il “nero duro”, a tratti rocker’s style, si illumina anche di luci preziose, con una predilezione per i booties punk-baroque / 03. Gilli / Realizzata in nappa, impreziosita da frange, cucita totalmente a mano e rigorosamente made in Italy. È la Mopti Bag: morbida e capiente borsa ispirata alla cultura Dogon, antico popolo di astronomi del Mali

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/ Brilliant detail / /«Diamonds are a girl’s best friend», cantava Marilyn nel 1953. Ma ancora oggi le donne si sentono attratte dallo sfavillare delle gemme… e non solo di quelle preziose, basta che brillino! Ed ecco che occhiali, gioielli e tecnologia si ricoprono di dettagli luminosi /

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o2 o3 01 04. Fred / Un occhiale da sole dai materiali preziosi: oro e diamanti per una donna che ricerca nell’accessorio la massima espressione del lusso / 02. Juicy Couture / Per le regine del social network l’oggetto del desiderio è il mouse con strass, rigorosamente rosa, in puro stile californiano / 03. Laura Biagiotti / Strass Swarovski e pins sulle aste rendono accattivante questo nuovo elemento della collezione della stilista romana

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04. Misis / Anello dadi in argento rodiato e brunito, zirconi bianchi e neri / 05. Fendi /Ispirato alla collezione di gioielli, le sfaccettature delle pietre preziose, riprodotte su frontale e aste, rendono questo occhiale lussuoso e senza tempo, ulteriormente arricchito dagli strass incastonati a mano all’interno del logo in metallo / 06. Swarovski / A forma di uccellino questa chiavetta Usb ha i cristalli applicati a mano con la tecnica Pointiage, che dona un tocco brillante e sofisticato

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Si ringraziano:

Direttore responsabile Angelo Magri a.magri@b2vision.com

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Redazione Francesca Tirozzi coordinamento redazionale f.tirozzi@b2vision.com Danae de Stefano redazione d.destefano@b2vision.com Valentina Grassini redazione v.grassini@b2vision.com Collaboratori Mario De Paola Luisa Espanet Luigi Marchesi Nicola Santini Pubblicità Luciano Cristiano l.cristiano@b2vision.com Editore e Redazione B2Vision spa / Via Ripamonti 44, 20141 Milano tel. +39 02 36638601, fax +39 02 36638600 info@b2vision.com / www.glassesandfashion.com Grafica e impaginazione Tatiana Foroni Meloria Stampa Mediagraf S.p.a. Viale della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

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