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ADDICTED - MAG


www.skateboard.it

Testo Julian Dyckmans , layout Paola Vertemati, foto by Joe Hammeke

L’ultimo capitolo della saga Eastpak/Antiz Hobo Tour è giunto ormai al termine. Questa volta i rider Antiz hanno preso d’assalto il Belgio o, quantomeno, le sue birre...

In cover: Sam Partaix, fs ollie

sotto: Remy Taveira, bs lipslide

Prima di tutto, cosa credete che sia un “hobo”? Per noi è una bellissima allegoria del nostro stile di vita. Viaggiamo, incontriamo gente nuova, ci divertiamo con e senza la tavola, dormiamo ovunque, di solito sui pavimenti dei nostri ospiti. La parte più importante della nostra filosofia di vita è: niente lamentele!


a fianco: Samu Karvonen blunt slide

La vera definizione di hobo è questa: Un hobo è un vagabondo che adotta in maniera tendenzialmente volontaria uno stile di vita homeless improntato alla semplicità, al viaggio, all’avventura, alla ricerca interiore, alla marginalità, svolgendo talvolta lavori occasionali. La cultura hobo nasce negli Stati Uniti, alla fine dell’800, coinvolgendo soprattutto disoccupati ed orfani che viaggiano per gli Stati Uniti svolgendo lavori stagionali ed imbarcandosi clandestinamente sui treni merci alla ricerca di avventura. In realtà, nella mia immaginazione, ho sempre creduto che un hobo fosse un tipo alla Woody Guthrie. Qualcuno che viaggia con la sua chitarra, suona ogni sera dove gli capita per raccattare del cibo gratis e abbastanza spiccioli per raggiungere la città successiva. Bene o male è quello che facciamo noi, no? Se non sapete chi è Woody, che peraltro è stato uno di quelli che ha più influenzato Bob Dylan, fatevene un’idea. Tutto sommato, gli skater, sono piuttosto simili agli hobo.

Noi hobo-skaters, ce ne siamo andati a Brussel, in Belgio. 1. Perchè io vengo da lì e mi piace mostrare il mio paese ai miei amici. Tra l’altro non ci abito più da 10 anni e quindi un po’ mi manca e mi mancano gli amici che ho lasciato là. 2. Perchè ci sono degli street spot incredibili che nessuno sfrutta e i migliori park in cemento d’Europa. 3. Mai sentito parlare della birra belga? No??? Siete per caso tedeschi? Ok, aspettate un attimo... Se non sapete nulla circa la birra belga, è probabilmente perchè non siete mai stati in Belgio. Per questo siete perdonati! Lasciate allora che io vi spieghi... La birra belga è la migliore al mondo per diverse ragioni. Non c’è argomento che tenga, io abito a Berlino e quindi sono diventato familiare con le birre tedesche. In un paese piccolo quanto il Belgio ci sono approssimativamente 8000 differenti marchi di birra, ciascuno con una grossa varietà di gusti.


Samu Karvonen bluntslide


a fianco: Julian Furones bs ollie

In tutta la Germania ci sono solo 5000 tipi di birra! La birra belga ha naturalmente trovato un posto d’onore all’interno di questo tour, in primis perchè gli hobo amano la birra. Una volta in Belgio si sono sentiti obbligati a provarne il più possibile. La missione sembrava divertente ma, alla fine, praticamente impossibile: 10 giorni per 10 persone fa 240 birre per hobo al giorno! Era decisamente un po’ troppo, in quanto tra i nostri piani, c’era anche quello di skateare. Le birre preferite del tour sono state: Tripel Westmalle: tripla fermentazione 9,5% di gradazione alcoholica. Il gusto è piuttosto complesso con un aroma fruttato. Ne bastano 2 e scatta il party... Duvel: la birra scelta dal Diavolo risulta sempre affascinante. 9% di gradazione alcoholica fa si che tu sappia dove stanno andando a finire i tuoi soldi. Altra cosa interessante, questa birra è

una delle più complesse per ingredienti e, il birrificio che la produce, è uno dei più avanzati al mondo. Già... tecnologia nella birra! Blue Chimay: una delle 6 birre Trappiste, fatta dagli omonimi monaci nel loro monastero, i proventi vanno al monastero stesso e vengono utilizzati per supportare i vari programmi sociali. Cool no? Birra dei monaci, 9% di gradazione alcoholica e non ti sbagli, con questa birra ambrata e leggermente dolciastra. Triple Karmeliet e Gouden Carolus Triple sono, secondo me, le migliori birre in Belgio. Ricordatevi il nome e preparatevi per il paradiso. Cara Pils: solo una Pils del Lidl. Ne abbiamo ricevute tipo 4 casse da un distributore durante una demo. Le abbiamo regalate agli skater invece degli energy drink, rispetto ai quali erano sicuramente meglio. Il gusto fa schifo, un insulto al Belgio. Jupiler: è la birra nazionale. È quello che tutti bevono in Belgio quindi abbiamo


Hugo Liard ollie to blunt slide fakie


Samu Karvonen bs smith stall


a fianco: Samuel Partaix bomb drop

pensato che fosse più figo bere Maes Pils, la birra di mio padre. Non ve ne frega un cazzo? Allora parliamo di skateboard. Comunque vi raccomando fortemente di provare queste birre almeno una volta (eccezzion fatta per le ultime 3, sia chiaro!) altrimenti la vostra vita rimarrà sempre incompleta, credetemi. Quindi skateboard! Si abbiamo skateato. Ma ovviamente, essendo in Belgio, ha piovuto a profusione, nulla di strano, nonostante fosse agosto. Forse ci si è messa anche un po’ di sfiga. Ok ma la nostra cricca di hobo ha un paio di regole e la prima è non lamentarsi. Infatti ce ne siam ben guardati, o quanto meno abbiamo fatto il possibile. Quali credete che siano le altre regole?! Eccole qua: Innanzitutto le hobo-regole non sono vere e proprie regole quanto piuttosto delle linee guida perchè, ovviamente, un hobo non obbedisce a niente e nessuno. - Non lamentarsi

- Sempre accettare cibo ed alcohol gratis. Sempre! - Viaggiare e skateare - Se non c’è un letto per dormire, bere il più possibile in modo da svenire ovunque. - Sullo skateboard, una sola certezza: skateare veloce. - Luce da viaggio, zaino, skateboard e sacco a pelo. - NON LAMENTARSI (davvero è una malattia nello skateboarding) Ok tutto qui, nessuno vuole troppe regole no? Quindi si skatea! Ora posso anche presentarvi la nostra cricca, nel caso non ne siate a conoscenza. Steve Forstner, austriaco, sempre infortunato. Continua a venire con noi per rappresentare a pieno il feeling hobo, dopotutto è uno degli istigatori. Ha passato tutto il tempo del tuor cruisando in giro con una Cara Pils o una Blue Chimay in mano!


Sam Partaix. Lui è venuto per skateare ed è stato probabilmente “l’uomo partita” del tour. Sam ha letteralmente ucciso ogni spot con il suo stile rilassato e skateando sempre con il sorriso. Ci ha anche fatti entrare tutti gratis al “Madame Moustache” Club dove abbiamo proceduto a: bere a scrocco (hobo style), ballare un po’, rubare una bottiglia di soda e cominciare a spruzzarla ovunque dando vita ad un contest di maglietta bagnata, dove Samu ha mostrato il suo professionismo a tutte le signorine


Julian Dykmans fs ollie to disaster

presenti e restando in topless per il resto della nottata, ad un certo punto Dallas ha cominciato a sboccare ovunque e a Samu è toccato irrompere in cucina e recuperare tutto il necessario per dare una bella pulita. Julien Bachelier. In puro stile parigino ha fumato sigarette tutto il tempo con fare scontroso, irritato dal fatto che dopo soli due giorni abbia dovuto abbandonare la carovana causa altre priorità. Come vi aspettate che

una company di skateboard come Antiz funzioni, senza i suoi elementi chiave? Julian Furones. Pigro, è spagnolo, lo sgami subito. Ma appena sale sullo skateboard vorresti essere lui. No in realtà non vorresti essere lui perchè ha il naso spaccato. Si è fatto fare la plastica subito dopo il tour. Michel Mahringer. Un altro austriaco. Anche lui è pigro ma perchè si fuma troppe canne.


Julian Furones bs smith grind


Sam Partaix kick flip fs nose pick


Però gli piace anche skateare e lui piace a noi. Remy Taveira. Altro parigino, ma non del tutto, difatti è mezzo portoghese. Quindi diciamo che è solo portoghese così Antiz può millantare skater da tutta Europa. Ok è ancora flow team, ma non per molto direi. È uno skater killer che skatea sempre a palla. Ne sentiremo parlare, forse. Samu Karvonen. Da Helsinki, passatempo preferito: bere vodka con acqua. Roba da intenditori! Fortunatamente in Belgio gli è toccato bere birra. Trick più peso del tour per lui. Dallas Rockvam. È la new entry del team ed è hobo fino all’osso. Questa è una buona notizia perchè questo tour era per lui un vero e proprio banco di prova. Tradotto: è in perfetto ANtiz style e ad Antiz piace il suo stile. Ce lo siamo

preso nel team anche se è americano, ma nonostante questo, continuiamo a picergli! Io. Sono vecchio e faccio cagare, però skateo ancora ed è divertente! Finito? Si. Basta. Che trick? scalini?

Dove?

Quando?

Quanti

Zero. Solo skateare a palla. Grazie a Eastpak, Antiz e tutti gli hobo in giro per il mondo. Fatevi un giro sul blog, anche se bloggare non è una cosa molto da hobo, ci potete trovare 3 anni di hobo post!


PHOTO: JOE HAMMEKE


Addicted Mag #6 : Eastpak-Antiz Hobo Tour - The Final Chapter