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W W W. S C U O L A E M P

XwâvtÜx ÇÉÇ ¢ Ü|xÅÑ|Üx âÇ áxvv{|É? Åt tvvxÇwxÜx âÇ yâÉvÉ4 Anno Scolastico 2010/2011

`tz|á âà itÄxtà

Anno I - Numero 0

Liceo Scientifico Empedocle "... Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120) Dr. Sergio Pedullà

Avv. Giuseppe Pedullà

Messina, 25 luglio 2011 - Premiazione delle Eccellenze

DOCLE.IT

at a ·izèm

ata ·izèm


Pagina 2

È NATA UNA STELLA Storia di una Scuola dove ognuno riesce ad essere se stesso anche essendo parte di un Progetto

V

orreva il secolo

ca, lunga veste bianca, beve caffè

diamo che tutto derivi dall’unione

V a.c. e un uo-

Lavazza e parla

con Bonolis e

di 4 elementi (come diceva il buon

mo di Agrigen-

Laurentis… chi è? Non nominia-

Empedocle): Coraggio, Intrapren-

to stava ormai da anni pen-

moLo! I Tre, in soggezione, si pre-

denza, Fantasia, Volontà. Ecco

sando di creare una Scuola di

sentano a Lui: “Piacere” dice il

questi sono gli ingredienti che

Eccellenza che riunisse al suo

primo “sono l’Avvocato Giuseppe

hanno ispirato il nostro progetto.

interno uomini che amavano

Pedullà”;

Mescolandoli tra di loro abbiamo

la Medicina e che fossero

creato una Scuola, dove accedono

“numeri uno”: nasceva così la

i ragazzi che hanno a cuore il loro

SCUOLA

di

futuro e che vogliono essere vin-

MEDICINA. Empedocle ne

centi!! La nostra Scuola si chiame-

fu il Fondatore… ahhh, di-

rà:

SICILIANA

menticavo di dire che Empe-

“Liceo Scientifico Empedocle,

docle è proprio lui: il Filosofo

indirizzo Brocca – con percorso

- Medico - Guaritore. Il Filo-

internazionale verso le

sofo delle quattro RADICI (RIZÓMATA): Fuoco, Aria, Terra, Acqua. Tutto ha origine dalla loro unione, anche la sua Scuola Medica aveva in sè questi elementi che l’avevano resa famosa. Ne passerà di tempo prima che qualcuno riesca a realizzare un piccolo mondo simile a quello del V secolo!!!2007/2008: un TRIO … GIUSEPPE, MAURIZIO,

SERGIO

(chiaramente in ordine alfabetico!) si presentano dinnanzi ad un uomo alto, barba bian-

“Piacere” dice il secondo “sono il

Scienze Mediche e Biotecnologiche”

Dottore Sergio Pedullà”; “Piacere”

Il nostro motto sarà: “Chi entra

dice il terzo” sono il Dottore Mau-

qui butterà lacrime e sangue!!!”

rizio Scarmozzino”; “Molto piace-

Quindi Maurizio dice: “Vede,

re” risponde Lui ” so che siete ve-

Gran Capo, io sono un po’ come

nuti fin qui perché avete in mente

Caronte… traghetto i ragazzi al-

di creare un piccolo Miracolo sul-

l’interno della scuola e ce li faccio

la terra e vorreste il Mio benestare!

rimanere in perfetto ordine. Con

Ma Io sono molto esigente e se

me si scherza poco!!!!” Poi prende

non riuscirete a convincerMi che

la parola Sergio, che da medico

il vostro progetto è strabiliante,

illustra quali saranno i percorsi

non avrete il Mio permesso!”. Do-

mirati di questa scuola e quale il

po aver bevuto una tazzina di buon

metodo utilizzato: TEST, TEST,

caffè Lavazza, Giuseppe,

l’avvo-

TEST… SPIE AZIONI, SPIEGA-

cato, comincia ad illustrare il pro-

ZIONI, SPIEGAZIONI… INTER-

getto: “Vede, Altissimo, noi cre-

ROGAZIONI, INTERROGAZIOcontinua...


Pagina 3

NI, INTERROGAZIONI… pensi,

durunu!”

lutazione pianificato allo scadere

Altissimo, i nostri ragazzi diven-

Genitori che hanno sempre so-

dei 60 giorni pattuiti! Ma, qual-

teranno forti, capaci, preparati…

gnato una scuola con queste ca-

che giorno prima della scadenza

micidiali!”. Dopo aver sentito i

ratteristiche: “Peccato che ci ab-

dei 60 giorni, sul tavolo dove i

Tre, Lui dice: “Bene, Mi avete

biano pensato solo ora, ci posso

Tre si riuniscono, compare un

convinto! Pietro tu cosa ne pen-

mandare solo un figlio, l’altro è

biglietto: “Portate con voi anche

si?” Dal nulla vie-

un alunno!” Chia-

ne fuori un uomo

ro, Lui vuole senti-

con i capelli grigi,

re anche gli altri!!

e con una PIE-

Stavolta partono in

TRA in mano (poi

quattro..

si scoprirà che è

Appena

Colui che ha po-

Lui fa uscire i Tre

sto la prima pietra

e chiede al ragaz-

per la costruzione

zo: “Ti piace que-

di

sta scuola?”

una

Chiesa

risponde

arrivati,

“Si” lui.

grande,

tanto

grande!)

“Cosa

“Potresti indicarmi

Vuoi che Ti dica,

i motivi?” “Quanti

mi pare che ab-

ragazzi

possono

biano le idee chiare. Mettiamoli

troppo grande!”

dire di studiare con Einstein, Rita

alla prova!!!” “Bene” dice Lui:”

Figli: “Chissà cosa ci accadrà!!!”

Levi Montalcini, Giosuè Carduc-

potete iniziare, ma sappiate che

Nonostante i SI e i NO la scuola

ci e così via? Bene, noi possiamo

ogni 60 giorni vi voglio qui a ri-

ha inizio, si dice che il nastro tri-

dirlo! Pensi, Altissimo, ho visto

ferirMi cosa accade. Non delude-

colore sarà tagliato da una perso-

il Professore di Fisica dare delle

teMi!”.

nalità importante del mondo della

dritte ad Albert Einstein sull’ef-

I Tre, contenti, ringraziano e tor-

Pubblica Istruzione, ma mentre

fetto fotoelettrico ad un alunno

nano sulla terra a fondare la loro

ciò avviene, da sotto la giacca si

(Albert ci aveva già preso un No-

Creatura!

vedono cadere delle piume…. chi

bel su questo argomento nel 192-

La notizia si diffonde velocemen-

è? Ovvio, Lui ha mandato l’An-

1), e subito dopo dire a Igor,

te, ne parlano i giornali, le televi-

gelo Custode!

“Prendi esempio da lui!”

sioni, tutti accorrono…Curiosi:

Le giornate scorrono, gli alunni

E cosa vogliamo dire della pro-

“Ma chi è sta cosa?”

aumentano e i Tre cominciano a

fessoressa di Biologia e Anato-

Invidiosi: “Chiù di un annu non

prepararsi per il primo test di va-

mia che dà ripetizione di nasco-


Pagina 4

sto

a

Rita

Levi

Montalcini

sponde: “Mio”! La Professoressa,

(Premio Nobel per la Medicina

arrabbiatissima, ribatte: “Ma mi

nel 1986), dicendole che il fattore

prendi in giro?” Pitagora si volta

che promuove la crescita delle

verso me e dice: “Vuoi fare capi-

cellule del Sistema Nervoso Peri-

re alla Professoressa che io sono

ferico si potrebbe utilizzare nella

Pitagora?” E cosa dire dei litigi

nostra scuola per mantenerci

tra Socrate e la Professoressa di

sempre giovani?

Storia e Filosofia? Lei dice a lui:

sco, Giovanni, Davide, Michele,

E la Professoressa di Chimica che

“Sei un Dàimon, sei un Dàimon”

Antonello, Piero… Potrebbe sof-

bacchetta Irene Joliot-Curie e

e lui risponde “Attenta a come

fiare all’orecchio dei Tre che una

Frederic Joliot-Curie (Nobel per

parli… sono il Padre della Filo-

bella Università non sarebbe ma-

la Chimica nel 1935) perché fan-

sofia!” Poi in mezzo al corridoio

le?” “Potrei farci un pensierino!!!

no esperimenti e sintetizzano

si scorge la Professoressa di Sto-

“Apre una grossa porta dietro alla

nuovi elementi radioattivi senza

ria dell’Arte che discute con Mi-

quale stavano seduti i Tre e, dopo

alcuna protezione?.

rone e si complimenta per la pla-

avere rivelato loro il desiderio del

“To be or not to be”, William

sticità della sua figura, consi-

ragazzo, li invita a pensare come

Shakespeare e la Professoressa di

gliandogli di farsi fotografare per

fare!!

Inglese che duettano e lei dice

poi creare una scultura simile a

Usciti da là, l’Avvocato Pedullà,

“Stai attento, perfeziona la pro-

lui che avrebbe potuto chiama-

il Dottore Pedullà e il Dottore

nuncia William!!”

re… Discobolo!!!

Scarmozzino cominciano a dire:

“Se non sbaglio ti chiami Giosuè

Tutto questo accade nella nostra

“Ma sei impazzito? Cosa gli vai a

Carducci” dice la Professoressa di

scuola!!!”

dire? Una Università? Ma come

Italiano “aggiungi qualche rima a

E Lui dice. “Ma non c’è proprio

facciamo? Ma non potevi chie-

questo versetto e sarai un Premio

nulla che non ti va di questa scuo-

derGli un’altra cosa?” Una luce

Nobel per la Letteratura!!” E lui

la?”

fortissima appare in cielo. È l’im-

risponde: “Già fatto nel 1906!!

“Veramente una cosa ci sarebbe,

magine del nostro Angelo Custo-

“Povero Pitagora… la Professo-

ma solo Lei potrebbe aiutarci a

de, che apre le ali e accoglie tra

ressa di Matematica continua a

risolverla!!”

le sue braccia tutti noi: il Trio, i

chiedergli: “di chi è il Teorema

“Che cosa?”

Professori, gli Alunni, la Segrete-

secondo cui, in un triangolo ret-

“Dura poco: 5 anni, poi ci attende

ria e ci dice:

tangolo, l’area del quadrato co-

l’Università, dove saremo solo

“Abbiate fiducia!!” …

struito sull’ipotenusa è pari alla

dei numeri:

somma dell’area dei quadrati co-

qui, invece siamo Luca, Igor, Ni-

struiti sui cateti?” E Pitagora ri-

colò, Benedetta, Simona, France-

matricola

15858;

Nasce una nuova realtà: l’Empedocle

E’ COSI’ CHE COMINCIANO LE GRANDI SFIDE!!!!!

Nicolò Albanese


SOMMARIO Pagina 5

S

O

M

M

A

R

I

O

1861-2011: Buon Compleanno Italia!

13

13

150 anni… ma non li dimostra (Nicolò Albanese)

14

Politica italiana (Pierluigi Russo)

15

L’Italia… è davvero unita? (Michela Penna)

16

Italia, non gettare la spugna! (Biagio Sancetta)

17

I

Fratelli d’Italia (Pierfrancesco Pata)

O

Un cammino di Unità lungo 150 anni

Domenico Romeo: un patriota dimenticato (Alessandra Minutolo)

19

Rosa Donato: un’eroina dimenticata (Federica Spadaro)

19

Rivalutiamo e facciamo conoscere le gesta di Benedetto Musolino (Martina Minutolo)

20

Michele Morelli: un patriota vibonese (Annamaria Pata)

21

Interpretiamo il presente

22

Notizie dall’Estero 22

La mia Africa (Alberto Giuffrida)

22

La caccia è finita! (Helga Turiaco)

23

Luca Sanna: un alpino morto (Ramona Urso)

23

Terrorismo. Fenomeno difficile da estirpare (Antonio Furci)

24

Le donne e l’ISLAM (Ramona Urso)

24

La storia di “Copia” e “incolla” (Nicolò Albanese)

25

S

Guerra in Libia. In che modo deve intervenire l’Italia? (Sergio Sorrenti)

Il gioco delle parti Con gli occhi di un adolescente africano Ho visto tutti partire (Pierfrancesco Pata)

A

18

M

Un eroe risorgimentale della mia città: Giuseppe La Farina (Fabio Malacarne)

M

18

O

Il grande Giuseppe Piaggia da Milazzo (Gaia Foti)

R

Piccoli grandi eroi locali: così è nata l’Italia

25 25


SOMMARIO Pagina 6

Uno sguardo alla realtà che ci circonda

26

La voce dei nostri inviati speciali dall’Italia

La violenza e la giusta pena (Antonio Furci) La mia Italia di domani (Benedetta Galletta) Alcol: dipendenza fisica e psicologica (Michela Penna) Una ricorrenza tutta nostra! (Giulia Pensabene) YLa droga: un biglietto per un viaggio di sola andata (Gaia Foti)

28 28 29 30 31 31

R

ara e Sarah: due destini diversi accomunati da un unico tragico epilogo (Nicolò Albanese)

27

O

Perché dobbiamo diventare delle Barbie a tutti i costi? (Annamaria Pata)

26

I

L’ingresso di cultura spaventa l’Italia (Simona Violi)

Dalla scuola

32

A

Catapultati nello spettacolo (Paolo Salerno)

32

Scienza e dintorni

33

33

L’influenza del caso della scienza (Pierluigi Russo)

34

Il tarlo dell’orecchio, Ohrwum! (Eris)

35

La scissione dell’atomo (Fabio Malacarne)

35

Passaggio di testimone (Gaia Foti)

36

Digital Generation (Pierluigi Russo)

38

Pirateria informatica (Alberto Giuffrida)

39

La televisione: positiva o negativa? (Fabio Malacarne)

40

Uomo o tecnologia? (Pierfrancesco Pata)

41

Sezione Ambiente-Ecologia

42

L’acqua: un bene pubblico o privato? (Alessandra Minutolo)

42

No alle centrali nucleari (Pierluigi Russo)

42

O

36

S

Moderne tecnologie e nuove generazioni a confronto

M

(Antonio Furci)

M

La Bioetica. Sì alla ricerca e alla sperimentazione. Purché non si dimentichi l’uomo


SOMMARIO

Energie rinnovabili per rinnovare l’umanità (Pascuzzi Martina Chiara)

43

Contribuiamo alla cura del mondo (Michela Penna)

43

Storia su rifiuti e riciclaggio (Nicolò Albanese)

44

Riciclaggio: è o non è per noi? (Pierfrancesco Pata)

45

Il demone dello smog (Maria Federica Ferlazzo)

46

Verde speranza (Alessandra Minutolo)

46

Riverberi culturali

O

Pagina 7

47

I

Incursioni estravaganti sull’Arte, la Letteratura e la Filosofia

Il mito della caverna (Giorgio Cacciola)

48

Le rappresentazioni del Destino nella Letteratura (Federica Spadaro)

49

L’uomo e la responsabilità (Martina Chiara Pascuzzi)

50

L’amore. Vita o morte (Michela Penna)

51

Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi (Andrea Megna)

52

La grande arte della Musica (Sergio Sorrenti)

53

Paulo Coelho. L’Alchimista (salvatore Bertino)

54

L’uomo tra bene e male, ovvero il Visconte dimezzato (Michela Penna)

55

Roc Marciano – Marcberg (Salvatore Bertino)

56

COME UN DELFINO. Gli eroi non sono mai abbastanza!!! (Nicolò Albanese)

57

Prospettive Giovani

57

M

54

O

Le nostre Recensioni

A

47

M

peste” di Guido Gozzano (Fabio Malacarne)

R

Le rappresentazioni di Ulisse nella letteratura. Dall’eroe di Omero e di Dante al “Re di tem-

Adolescenza: età unica ed affascinante, ma anche molto complessa (Alessandra Minutolo)

57

Italia: il mio sogno, la mia ambizione (Claudio Salmeri)

59

Fate della vostra Unicità motivo di Orgoglio (Biagio Sancetta)

60

Pane, latte e valori (Gaia Foti)

61

Uno spettacolo descritto da un’altra prospettiva (Salvatore Bertino)

62

La famiglia al giorno d’oggi (Martina Minutolo)

63

S

Il mondo visto con Sguardo Adolescente


SOMMARIO Pagina 8

Il sorriso di un bambino: il guadagno più grande (Matteo De Blasio Di Palizzi)

64

È finita! E se ripenso al primo anno di Liceo? (Maria Federica Ferlazzo)

64

Penne Estroverse

65

65

Viaggio nel tempo (Nicolò Albanese)

66

Il TG come lo vorrei (Nicolò Albanese)

67

Il mio giorno da presentatore del TG14 (Fabio Malacarne)

68

Una crociera da dimenticare? Forse no! (Francesco Valente)

69

Viaggio sul veliero dell’alba (Gaia Foti)

70

La fatica della mia SVEGLIA sempre più presto (Nicolò Albanese)

71

Se Paride può uccidere Achille, perché non lo può fare pure Ettore? (Fabio Malacarne)

72

A

(testo selezionato dalla giuria del 7° premio di scrittura “Legami di parole” della Zanichelli, edizione 2010/11)

R

Metterci la faccia… ovvero l’uomo e la paura (Gaia Foti)

I

O

La singolare e irripetibile creatività delle nostre parole

Tutta un’altra Storia

73

73

C’era una volta, e c’è ancora, la MAFIA! (Annalisa Careri)

74

Le Foibe (Ramona Urso)

74

100 anni di Guerra. Francia e Inghilterra su fronti opposti. L’Eroina d’Orleans salva la si75

Uno sguardo nel passato: La Destra e la Sinistra storica (Martina Chiara Pascuzzi)

77

L’Italia nella Grande Guerra e l’avvento del Fascismo (Martina Chiara Pascuzzi)

78

SPECIALI di Il mazzo di asfodeli rossi (Biagio Sancetta)

79

L’Angolo della Ricerca: Le conseguenze biologiche della radioattività (Biagio Sancetta)

93

Empedocle: Il volto dell’Eccellenza

104

Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco

114

S

O

tuazione (Giulia Pensabene)

M

E se i Greci avessero vinto… (Fabio Malacarne)

M

I Corsi e i Ricorsi delle vicende umane


Pagina 9

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VtàtÇ|t

Presentazione della Scuola

Il Liceo Scientifico “Empedocle” sorge all’interno della prestigiosa struttura salesiana del “San Luigi” di Messina e presso lo storico Collegio domenicano del “Sacro Cuore

Sito internet: www.scuolaempedocle.it

Presidente del C.d.A. e del Comitato Scientifico: Dr. Sergio Pedullà Direttore Generale Avv. Giuseppe Pedullà

di Gesù” di Catania. Il Liceo permette agli studenti fuori

Direttore Responsabile

sede di alloggiare all’interno della Scuola stessa presso il

Prof. Maurizio Scarmozzino

“Residentato Empedocle” a Messina; a Catania invece è

Caporedattori:

possibile usufruire di apposite strutture convenzionate li-

Prof.ssa Grasso Agata Camilla

mitrofe. La Scuola offre ai suoi allievi l’opportunità di conseguire, al termine del percorso di studio, una preparazione solida, completa e approfondita in tutti i settori disciplinari. Nell’ambito del curricolo scientifico, essa, in particolare, appare orientata al potenziamento di competenze specifiche e propedeutiche all’accesso alle Facoltà universita-

Prof.ssa Amata Donatella

Redazione e Amministrazione Ufficio di corrispondenza di Messina Responsabile: Dott.ssa Maria Cinconze Via R. Ansalone n. 2 98121 Messina Tel. 0903710859 Fax 0908967872

rie dell’area medico-sanitaria. Per percorrere con profonda vocazione e opportuna serietà questo importante itine-

Ufficio di corrispondenza di Catania

rario di sapere e di saperi, l’offerta formativa del Liceo è

Responsabile: Prof. Emanuele Failla

stata infatti arricchita dalla presenza di specifiche discipline, quali l’Anatomia e la Fisiologia umana, l’Istologia, le

Via M. Cilestri 109 95128 Catania Tel. 095449710 Fax 0908967872

Biotecnologie alimentari e O. g. m. Da poco sono stati allestiti laboratori didattici di informatica, lingue, fisica,

email:

chimica e biologia, tutti all’avanguardia, che consentiran-

giornalempedocle@libero.it

no agli allievi di poter applicare e sperimentare sul campo

rizomata@scuolaempedocle.com


Pagina 10

quanto appreso nel corso delle lezioni.

quali è possibile conseguire il Cambridge

La volontà che ha animato l’ambizio-

International A / AS Level (Cie). Il “Cie”

so progetto educativo dei suoi due fon-

è un titolo di studio superiore che, ricono-

datori, il Dottor Sergio

scendo l’eccellenza nel-

Pedullà e il cugino, l’-

la

Avvocato Giuseppe Pe-

studenti nelle discipline

dullà, ambedue dotati di

scientifiche e nella pa-

esperienza pluriennale

dronanza della lingua

nel campo dell’istruzio-

inglese, consente di po-

ne, è stata, ed è quella,

tersi direttamente iscri-

di venire incontro alle

vere presso le Facoltà

esigenze e ai bisogni

universitarie a numero

formativi di ogni singo-

programmato di più di

lo alunno, al fine di ren-

125 paesi del mondo. La

dere ciascuno protago-

Scuola, inoltre, in colla-

preparazione

degli

nista consapevole e corresponsabile del

borazione col Dipartimento di Anatomia

percorso didattico predisposto.

dell’Università di Malta, organizza ogni

Il Liceo Scientifico “Empedocle”,

anno corsi teorico-pratici di anatomia e

sin dalla sua nascita, è animato inoltre da

tecniche operatorie su cadaveri, destinati

un chiaro orientamento di carattere inter-

agli studenti già iscritti in Medicina, Chi-

nazionale. Ciò è concretamente dimo-

rurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e

strato dal potenziamento del numero di

ai medici specializzandi e/o specializzati

ore dedicate alla lingua e alla cultura in-

in Chirurgia Generale.

glese, ma anche dagli scambi culturali e

Le risorse umane presenti all’interno

dagli accordi stipulati con la prestigiosa

del Liceo, oltre alle fondamentali compe-

Università di Cambridge, in virtù dei

tenze di tipo disciplinare, didattico, psico-


Pagina 11

pedagogico e metodologico, coniugano an- di

apprendi-

che specifiche competenze relazionali, che mento rilevate, permettono di instaurare uno stimolante e ma soprattutto ad ampliare ed approfonaperto ambiente di apprendimento, rispet- dire la preparazione culturale degli allietoso delle diversità e delle potenzialità di vi. La flessibilità didattica ed organizzaciascuno. Infatti, l’obiettivo fondamentale tiva che caratterizza l’impostazione geche i docenti si prefiggono di raggiungere, nerale della Scuola permette di miglioramediante la creazio-

re la qualità e l’ef-

ne di appositi itinera-

ficacia del proces-

ri educativi in sinto-

so di insegnamen-

nia con gli stili di ap-

to-apprendimento,

prendimento e le esi-

valorizzando

genze di ciascun stu-

interessi e la curio-

gli

dente, è quello di garantire a tutti il conse- sità e promuovendo il piacere della coguimento del successo formativo. Le scel- noscenza. te didattiche effettuate, pertanto, muovono

Le attività curricolari ed extracurri-

anzitutto dall’acquisizione di quei saperi e colari attuate vengono supportate e valodi quelle competenze essenziali ed irrinun- rizzate dal costante utilizzo di sussidi ciabili, che consentiranno all’allievo di po- multimediali e delle nuove tecnologie ter leggere ed interpretare autonomamente informatiche. Ogni aula è infatti dotata e criticamente la realtà sociale in continua di pc, videoproiettore, collegamento ad evoluzione.

Internet e lavagna elettronica e ciò favo-

Oltre a questo bagaglio formativo di ba- risce l’attuazione di percorsi didattici se, la Scuola si impegna, attraverso la rea- imperniati sulla ricerca, l’esplorazione e lizzazione di apposite attività pomeridiane il conseguente sviluppo di un apprendidi tipo extracurricolare, non solo a rimuo- mento collaborativo e dinamico. vere tempestivamente eventuali difficoltà


Pagina 12

1861 - 2011: Buon Compleanno Italia! Tutta un’altra Storia

Fratelli d'Italia Tutte

le

per musicalità. Di solito viene cantata

volte che

solo la prima parte dell’inno di Mameli,

si

entra

considerata la sua lunghezza, ma in quel-

nell’argo-

la prima parte credo che siano scritte la

mento

parole più belle e significative che si

dell’Unità d’Italia vengono ricordati

potessero dedicare ad una terra, la nostra

solo i nomi più celebri, come Giu-

terra, l’Italia. Davanti all’Italia la Vitto-

seppe Garibaldi, Camillo Benso

ria stessa deve porgere la chioma, in sen-

Conte di Cavour e Giuseppe Mazzi-

so di sconfitta e di sottomissione. Qui

ni. Nomi assolutamente degni di

viene utilizzato il nome della capitale,

stima e di rispetto. Ma ciò che molta

Roma, come espressione di tutto lo Sta-

gente non sa è che dietro queste per-

to, per dire che questa subordinazione

sone che spiccavano per carattere,

discende

direttamente

da

Dio.

La

volontà e soprattutto per voglia di riuscire a raggiungere il loro scopo, ce n’erano altre migliaia, pronte anche a sacrificare con eroismo la propria vita per rendere il nostro paese unito. Basti pensare ai “Mille” di Garibaldi che sbarcarono in Sicilia; a Vittorio Alfieri, poeta e dramma-

“Canzone degli italiani” si chiude con

turgo, le cui ossa ancora - come af-

dei versi pieni di pathos e di amor patrio:

fermò

-

alla chiamata di aiuto dell’Italia bisogna

“fremono amor di patria”; a Goffre-

rispondere repentinamente, senza esitare

do Mameli, un giovane genovese

e sacrificando per Lei anche la nostra

senza il quale noi non avremmo la

stessa vita. Per me, queste rappresentano

colonna portante del nostro Stato, il

in assoluto le parole più belle che si po-

nostro “Fratelli d’Italia”, invidiato

tessero scrivere per un Paese, così piene

da

tutte

di valori e soprattutto di amore. Amore

le

altre

per una donna che sarà per sempre no-

Foscolo

nei

Sepolcri

nazioni,

stra, che nessuno potrà mai portarci via,

per

la nostra Patria.

lezza

bele

Pierfrancesco Pata

Inno di Mameli Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Rit. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Rit Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano, I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla, Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Rit. Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d’Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò. Rit.


Pagina 13

1861 - 2011: Buon Compleanno Italia!

150 anni…ma non li dimostra! Questa è una storia ambientata nel

Garibaldi entra in scena: mette insieme

vrano Vittorio Emanuele. Questa storia è

periodo che va dalla seconda guerra di

1000 uomini e, poiché gli avevano rega-

molto lunga, cari spettatori, e per questo

Indipendenza (1859), fino ai giorni

lato 100 metri di stoffa rossa, decide

gli attori e il regista di un tempo, ormai

nostri. L’attrice principale (Premio

che le camicie indossate dai suoi

scomparsi, sono stati sostituiti da altri

Oscar alla Carriera) è una donna molto

“prodi” sarebbero state fatte con quella

attori e registi RAI, a reti unificate, tra-

bella e audace di nome “ITALIA”, gli

stoffa. Parte da Quarto e sbarca a Mar-

smette giornalmente quella che un tem-

altri attori sono volti più o meno noti

sala l’11 Maggio del 1860; conquista

po era una STORIA ed oggi è diventata

del cinema italiano di un tempo, come

l’isola siciliana assieme ai “ picciotti” e

una SOAP opera. Premio Telegatto per

Camillo Benso Conte di Cavour, Na-

tutti. Berlusconi (regista), Fini, Rutelli,

poleone III, Vittorio Emanuele II di

Casini, Bersani, Di Pietro, Bossi e chi

Savoia. La regia è curata dal famoso

più ne ha più ne metta. Quante comparse

regista-attore Peppino Garibaldi. Sia-

si muovono sui nostri schermi e noi sia-

mo a Plombières (Francia) nel 1858,

mo indecisi se andare al cinema a vedere

Camillo il Conte stringe un accordo

“Qualunquemente” o “Che bella giorna-

segreto con Napoleone III il Francese:

ta” o rimanere comodamente a casa a

“Se verrai attaccato dagli Austriaci”

vedere come andrà a finire la duemila-

dice il Francese “sosterrò te e i Savoia,

Auguri Italia

ma se sarai tu ad attaccare loro, non mi

dopo un grande plebiscito il Regno delle

vedrai al tuo fianco!” Camillo, astuto,

due Sicilie viene annesso all’Italia, se-

provoca a tal punto gli Austriaci da

guito poi da Umbria e Marche. E Camil-

farsi attaccare… Ecco come ebbe ini-

lo? Nell’Ottobre del 1860 una legge

zio la seconda guerra d’Indipendenza

elettorale del Conte, limita il diritto di

italiana (29 Aprile 1859). Ma gli inte-

voto ai cittadini maschi con più di 25

ressi erano diversi… Camillo pensava: “ Se riuscirò a controllare la parte più

Peppino Garibaldi… Regista

sviluppata d’Italia, controllerò tutta la penisola”. Napoleone III, invece, diceva:”Se avrò sotto il mio dominio i due terzi d’Italia, avrò anche il Piemonte”. Alla fine della fiera, Camillo capì di aver toppato… al Regno di Sardegna mancavano Umbria, Lazio, Marche (dello Stato Pontificio) e il Sud. Ma come tutte le storie che si rispettino c’è sempre l’Eroe che viene a salvarti!!!!! Ed ecco che il Regista–attore Peppino

anni e che paghino almeno 40 lire d’imposta l’anno. Risultato: aventi diritto al voto 418.000 (quelli del Nord che erano più ricchi), votanti 240.000. Chi ci aveva guadagnato? Come sempre il Nord! E Papa Pio IX? Camillo gli offrì su un piatto d’argento: “Libera Chiesa in libero Stato” che equivale a dire: Basta con il dominio dei Papi!!! Così ebbe inizio il Regno d’Italia,17 Marzo 1861, con So-

cinquecento ventiquattresima puntata della soap ”RUBY”. E la centocinquantenne che fa? Aspetta di arrivare a 200 anni, tanto lo sa che Lei ci sarà sempre, ma gli attori e i registi… cambieranno!!!

Albanese Nicolò


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1861 - 2011: Buon Compleanno Italia!

ÂTuu|tÅÉ ytààÉ ÄË\àtÄ|t? ÉÜt ytvv|tÅÉ zÄ| \àtÄ|tÇ|Ê Politica italiana Quest’anno ricorre il sesquicentenario

sta mostrando proprio questo carattere.

dell’Unità d’Italia ed è stato scelto

Non si risolve un problema che subito se

giorno 17 marzo per festeggiare tale

ne genera un altro. E allora come si può

ricorrenza. Purtroppo in Italia ogni

cambiare? Chi è che riesce a trovare il

proposta che viene avanzata da qual-

“filo d’Arianna “ per condurci fuori da

siasi personaggio o partito o coalizio-

questa grande matassa? Sicuramente non

ne politica genera sempre malcontenti

ci potremo più affidare a personaggi

e avversioni, in quanto non si conside-

come Garibaldi, Mazzini e altri ITA-

ra l’oggetto della proposta ma il sog-

LIANI che hanno lottato per la propria

getto da cui questa parte. Festeggiare

patria, per portarla al sommo grado di

il compleanno dell’Italia va oltre ogni

libertà, giustizia e uguaglianza, perché

ideologia politica perché è il comple-

di questi personaggi, ahimè, è scompar-

anno di tutti; è un modo per ricordare

sa la traccia. Il

il processo con cui quest’unità è avve-

l’Unità a mio parere deve essere festeg-

nuta. E sentire ancora oggi lamentele

giato, non per il semplice giorno di fe-

circa questo festeggiamento fa davve-

sta, o per i discorsi che verranno fatti in

ro ridere. Venire a conoscenza che

quel giorno, o per gli inni nazionali, ma

alcuni “politici”, che occupano i pa-

perchè l’Italia raggiunga un più forte

lazzi del potere, e che quindi sono

sentimento nazionale. Una cosa è certa:

stati eletti direttamente dal popolo

continuare così non penso faccia del

“italiano”, si rifiutino di partecipare a

bene. Del resto lo stesso Massimo D’A-

questi festeggiamenti solo perché ap-

zeglio, all’indomani dell’Unità, quasi

partenenti a determinati partiti, provo-

prefigurando gli attuali scenari, disse:

ca in me, cittadino di appena 18 anni,

AVETE

un senso di delusione. Più di un seco-

FACCIAMO GLI ITALIANI.

lo fa un filosofo francese, Ernest Re-

150° anniversario del-

FATTO

L’ITALIA,

ORA

Pierluigi Russo

nan, sostenne che una nazione è fatta di due elementi: una ricca eredità di ricordi e la volontà attuale di vivere insieme. Mi sa che queste parole non vengono prese in considerazione dai nostri rappresentanti al governo, forse perché interessati e impegnati a raggiungere i loro obiettivi e non quelli comuni. O forse perché vi è molta ignoranza. La classe politica italiana

Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio

Massimo D’Azeglio Marchese e uomo politico di orientamento liberale moderato, cugino di Cesare Balbo, dopo aver intrapreso la carriera militare - sul modello del padre - si dedicò alla pittura e alla politica. Sincero patriota italiano, ma cosciente delle grandi differenze tra i vari regni d'Italia e deciso a rispettare i sovrani legittimi, era contrario ad una unificazione a sola guida piemontese e auspicava la creazione di una confederazione di stati sul modello dell'Unità tedesca. Fu duramente attaccato per questo dai Mazziniani (e successivamente anche da Gramsci) e definito da Cavour suo "empio rivale" (inseguito, quest'ultimo lo costrinse a dimettersi). Dopo i primi studi a Firenze, a soli 13 anni venne ammesso alla facoltà di filosofia dell'Università di Torino, da dove uscì per entrare in Cavalleria ("Reale Piemonte"). Fu primo ministro del Regno di Sardegna dal 1849 al 1852, in uno dei momenti più drammatici della storia di quel paese (in seguito alla sconfitta subita dall'Austria) al termine della Prima guerra d'Indipendenza. Sarà senatore del Piemonte dal 1853. L'11 luglio 1859 ebbe l'incarico di costituire un governo provvisorio a Bologna, dopo la cacciata delle truppe pontificie. Il 25 gennaio 1860 venne nominato Governatore della Provincia di Milano, carica che tenne fino al 17 marzo 1861 allorquando fu nominato il prefetto Giulio Pasolini. Durante la sua vita si dedicò anche alla pittura ed alla letteratura, sia in veste di scrittore politico che di romanziere. Ebbe la capacità di intravedere i limiti della riunificazione ("Abbiamo fatto l'Italia ora dobbiamo fare gli italiani"), della dirigenza sabauda (lasciò la scuola di cavalleria per contrasti con l'aristocrazia) e che propose una sua soluzione sia dal punto di vista costituzionale (stato federale) che da quello economico (liberale).Sposò poi Giulia, figlia di Alessandro Manzoni. Durante gli ultimi anni della sua vita si dedicò alla scrittura delle sue memorie, pubblicate postume col titolo I miei ricordi nel 1867. Massimo D'Azeglio morì a Torino nel 1866.


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1861 - 2011: BUON COMPLEANNO ITALIA!

TUTTA UN’ALTRA STORIA

L'Italia... è unita davvero? Si avvicina sempre più il giorno in cui

Vibo ha espressamente affermato: “noi

per ciò che succede da sempre, penso sia

si festeggerà l’Unità d’Italia. Dovreb-

calabresi ci sentiamo italiani, i nostri

inutile celebrare l’Unità d’Italia, perchè

be essere un evento importante ed

avi hanno combattuto per l’Unità d’Ita-

ancora esistono persone italiane che

emozionante per tutti noi, ma da quel-

lia e versato il loro sangue perchè ciò

peccano di xenofobia nei confronti dei

lo che sta succedendo così non sem-

avvenisse. Non possiamo permettere

loro stessi fratelli, pensando di esserne

bra. Quale unità d’Italia? la politica di

che qualcuno, che forse non ha rispetto

superiori. Avrei tanto voluto festeggiare

oggi sta rovinando tutto. Immaginate

per la nostra patria e per l’Italia intera,

questo giorno di grande emozione ma,

che l’Italia sia una statua, che il corpo

pensi di offendere una terra di cultura,

visto quanto accade, mi sembrerebbe

siamo tutti noi cittadini italiani e la

storia, dolore ma soprattutto dignità,

solo una gran finzione.

testa sia il governo. Come immagine-

come la Calabria”. Una dignità che non

reste questa statua? Io a mille pezzi.

può essere gettata tra i rifiuti. Proprio

E’ senza dubbio un corpo staccato dalla testa. Quando studiai Shelly con la poesia Ozymandias non ho potuto non fare un parallelismo con la nostra situazione nazionale ed ecco che lui mi ispirò. Purtroppo non posso far finta che sia tutto rose e fiori e festeggiare, perchè mi rendo conto che sarà solo una messinscena per quel giorno particolare. Parlo così perchè noi del Sud siamo spesso discriminati da quei fanatici politici della Lega, e non solo da loro. Anche il sindaco di Vibo Valentia ha dichiarato la non partecipazione alla festa poichè, come noi tutti calabresi, egli aspetta ancora quelle tante scuse che non sono mai arrivate dalla gente del Nord, perchè mortificati per l’immagine che si da di noi. Il Comune di Spresiano, in provincia di Treviso, usa, ad esempio, per pubblicizzare la raccolta differenziata, l’im-

L’Italia delle Regioni

magine della Calabria posta all’interno di una pattumiera, che viene così paragonata ad un rifiuto. Il Sindaco di

Divisi nell’Unità

Michela Penna


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ITALIA, NON GETTARE LA SPUGNA! Quest’anno l’Italia, la nostra Italia,

to e lottato per svegliarla. Ma ancora

tano lo stesso “iter” parlamentare e

compie centocinquanta anni. Ed è stra-

niente è successo: le urla degli uomini

dello Stato, creando disordine e caos.

no pensare che circa un secolo fa que-

uccisi, gli echi che in tutte le piazze

Pensano a lottare solo per sé, non per

sta era solo una neonata in fasce ed

della penisola italica proclamavano

il popolo dal quale dipendono. La loro

ancora inesperta. Sarei stato felice di

“Viva l’Italia unita”, il rumore dei

nomina è solo un paradosso ed ancora

scrivere che quelli della nostra nazione

cannoni e lo stridio delle spade non

più assurda è l’istituzione di un giorno

sono stati anni gloriosi, che hanno

hanno svegliato nessuno. Oggi come

che celebri l’unità italiana. Assegnare

contribuito a migliorarla sempre di

non mai la situazione è degenerata: noi

uno scopo reale alla loro carica è co-

più, fino a farla approdare ad un co-

tutti siamo divisi e nessuno si rispec-

me far vedere la luna nel pozzo. Per-

mune sentimento di unità nazionale.

chia più in quegli ideali cui ancora

ché non pensano a risolvere le que-

Ebbene, non è così: 17 marzo 1861, il

inneggiamo in alcune particolari occa-

stioni istituzionali, anziché ricoprire

re Vittorio Emanuele II di Savoia vie-

sioni. Ed ora anche la festa di anniver-

cariche fittizie ed istituire feste nelle

ne incoronato re d’Italia e da allora il

sario per i 150 anni di unità. Secondo

quali nessuno si rispecchia? Perché

nostro stato ha iniziato ha muovere i

me questa celebrazione non ha alcun

non pensano a migliorare il proprio

suoi primi passi verso quello che molti

senso. Da quando nel 638 i Longobar-

popolo, anziché nascondere la vera

uomini, con grandi sacrifici e spesso a

di di Alboino scesero in Italia, le varie

realtà dei fatti con inutili e futili que-

prezzo della propria vita, avevano de-

regioni della penisola sono rimaste

stioni? Quando mai, se ne lavano le

siderato. Ma quale percorso ha fatto il

divise per secoli ed hanno seguito stra-

mani di noi e di quello che rappresen-

nostro paese fino ad ora? Il nostro è un

de completamente diverse tra loro.

tano.

paese che a stento ha imparato a gatto-

Quasi nessuno si rispecchia più negli

Connazionali, ancora niente è perso.

nare ed ancora vacilla, cammina a pas-

ideali del nostro inno, in quanto l’uni-

Devono capire che tutta la loro realtà

si lenti verso la meta che un paese che

ca cosa che ci rende tutti affini è l’odio

dipende da noi, il popolo di una de-

si rispetti deve raggiungere. Guardan-

ed il disprezzo. È triste pensare che

mocrazia. Allora reagiamo, sovvertia-

do intorno a me mi chiedo: Dov’è que-

molti uomini siano morti per arrivare

mo le cose. Il cammino verso una vera

st’Italia? L’Italia di cui tutti noi abbia-

alla condizione attuale. Forse, se i pa-

e propria democrazia giusta ed equa

mo studiato la storia: per gli avvocati e

trioti avessero immaginato che sarem-

ha ancora molte frecce al proprio ar-

per la Costituzione è “unica ed indivi-

mo arrivati alle presente condizione, di

co. Non dormite sugli allori pensando

sibile”, per gli storici è uno Stato a

sicuro avrebbero rinunciato a lottare

che qualcuno ci verrà a liberare. Italia,

tutti gli effetti dal 1861, e per tutti gli

per l’unità. L’Italia non è mai stata

stiamo arrivando, siamo noi i nostri

altri è solo e semplicemente “Italia”.

così divisa come ora. Ma prima di ve-

salvatori, resisti ancora! Fin quando ci

Ma dove vedete tutti voi l’Italia unita?

dere le pecche del popolo, andiamo a

sarà qualcuno a perseverare, nulla è

Da cosa riuscite a capire che tutti noi

quelle delle cariche pubbliche: le stes-

perso e la liberazione è ancora realiz-

siamo cittadini italiani? Nordisti, sudi-

se fazioni politiche (che in teoria do-

zabile.

sti, civili che indirizzate il vostro pen-

vrebbero rappresentare il popolo italia-

Italia mia, resisti: non gettare la spu-

siero ai partiti, questa non è l’Italia,

no) pensano solo ai propri interessi e

gna!

l’Italia è ancora dormiente nella mente

alimentano solo inutili diatribe. Per

di quegli uomini che hanno combattu-

raggiungere i propri scopi esse rallen-

Biagio Sancetta


Pagina 17 PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA

Il grande Giuseppe Piaggia da Milazzo

Milazzo, crocevia di

Giuseppe Piaggia. Tra questi, Piaggia ha

mano sul suo svolgimento e scrisse

miti, leggende e tra-

ricoperto un ruolo essenziale nel Risorgi-

una sorta di instant book sulla giornata

dizioni sacre e profa-

mento siciliano. Giuseppe Piaggia, nel ’48

del 20 Luglio, descritta quasi in diret-

ne millenarie, dalle

si arruolò nella Giovane Guardia, a Paler-

ta: la prima ricostruzione documentata

radici che affondano

mo, scrisse sui giornali rivoluzionari e ven-

della battaglia. Nel ’63 venne nomina-

nelle tradizioni gre-

ne chiamato a prendere il posto di Bonac-

to dal governo Ispettore (carica onori-

che, nella religione e nelle più profane

corsi nella carica di direttore del “Giornale

fica non retribuita) delle Scuole supe-

credenze popolari, con i suoi abitanti

Officiale di Sicilia”. Dopo che la rivoluzio-

riori della Sicilia occidentale. Pur non

diede un contributo fondamentale al

ne fu soffocata, per sfuggire alla repressio-

combattendo “in prima linea”, Giusep-

Risorgimento siciliano, come forse nes-

ne borbonica, fece ritorno a Milazzo, delu-

pe Piaggia ha scritto comunque una

sun altro centro delle sue dimensioni.

so dai contrasti fra i patrioti. Non si occu-

delle pagine più importanti del risorgi-

All’ombra del maestoso castello invio-

perà più di politica attiva ma solo di studi

mento milazzese e italiano, forte di

lato, quattro furono i protagonisti princi-

storici; tuttavia le sue pagine saranno vi-

quei valori di unità e libertà che, attra-

pali di questo fondamentale momento

branti di sentimenti antiborbonici e liberali.

verso lui,scorrono nel sangue di noi

storico : Domenico Piraino, Stefano

Nel ’60, subito dopo la battaglia di Milaz-

Milazzesi doc.

Zirilli, Francesco Carlo Bonaccorsi e

zo, accorse per raccogliere notizie di prima

Gaia Foti

Un eroe risorgimentale della mia città: Giuseppe La Farina

Tra le tan-

mentale. Egli nacque in questa città

Nazionale Italiana, che ebbe l’obiet-

te vie che

nel 1815 e non morì in patria, bensì

tivo di avvicinare l’opinione nazio-

conosco

a Torino nel 1863, anche se poi le

nale al Piemonte di Cavour. Fu an-

della mia

sue spoglie furono, nel 1872, trasfe-

che eletto deputato al primo Parla-

città, quel-

rite a Messina. Le imprese che lo

mento italiano, ricoprendo successi-

la che più

videro protagonista furono numero-

vamente la carica di Consigliere di

mi ha in-

se. Tra di esse ricordiamo anzitutto

Stato. Fu inoltre Ministro dell’Istru-

curiosito

la battaglia del 1848 tra la Legione

zione, dei Lavori Pubblici, dell’Inter-

la prima volta che l’ho sentita nomi-

Universitaria della Sicilia, che egli

no e della Guerra. Quel che mi affa-

nare, è “Via La Farina”, una delle

condusse, e i Borboni; inoltre fu lui a

scina di più di questo personaggio è

più intasate. Quando sono venuto a

fronteggiare gli austriaci nel Veneto

che riuscì a essere a essere un grande

conoscenza di questa strada, chiesi a

come consigliere del re sabaudo e fu

militare e allo stesso tempo anche un

mia madre chi fosse La Farina. Lei

uno dei fautori della Spedizione dei

grande politico. Anche se questo im-

mi rispose con un sorriso: “Giuseppe

Mille. La Farina non fu solo patriota

portante personaggio del nostro Ri-

La Farina?”. Io ovviamente risposi

e militare ma anche un grande politi-

sorgimento non è molto noto in Ita-

che non sapevo quale fosse il suo

co: infatti dal 1848 al 1849 fu eletto

lia, è una persona che merita tutta la

nome. Mia madre continuò spiegan-

deputato al Parlamento Siciliano.

mia stima.

domi che Giuseppe La Farina fu un

Quando poi emigrò in Francia, verso

grande patriota del periodo risorgi-

la fine del 1856, fondò la Società

Fabio Malacarne


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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA Rosa Donato: un'eroina dimenticata Domenico Romeo...un patriota ormai dimenticato Ro-

assieme al fratello Giannandrea Grazie a tanti piccoli grandi uomi-

meo (Santo Ste-

Romeo, al nipote Pietro Aristeo ni, oggi, l’Italia dopo ben 150 anni

fano in Aspro-

Romeo e al cugino Stefano Ro- è un’unica nazione. Tanti sono i meo, alla testa di cinquecento se- protagonisti ad esempio Garibaldi,

Domenico

monte, 1796 – Reggio Calabria, 1847) è stato un patriota italiano, martire del Risorgimento. Fratello minore di Giovanni Andrea Romeo, crebbe in mezzo alle dolorose agitazioni che straziavano il suo paese, sviluppando amor patrio e avversione verso ogni forma di tirannide. Svolse una imponente opera al fine di risvegliare i liberali, sfiduciati e intimoriti dalle persecuzioni, in tutto il meridione d’Italia. A seguito del fallimento della spedizione dei fratelli Bandiera, decise

guaci, prese Reggio Calabria, isti- Mazzini… Tutti uomini: ma le tuendovi un governo provvisorio. donne che ruolo svolgevano? Il Tuttavia, era mancata l’unità di risorgimento femminile si ricorda solo per alcuni casi eclatanti come intenti, e il segreto era stato tradiil caso della Contessa di Castiglioto. A muoversi furono solo i Rone ed altri nobildonne che nei loro meo: a Messina, addirittura, il circoli, nei loro salotti cercarono di comitato d’azione locale si scisse trasmettere l’idea risorgimentale. in due tronconi, e le teste più calMa all’ombra delle nobildonne c’ede e i patrioti più facinorosi tentarano donne che parteciparono attirono, di propria iniziativa, un’avamente, prendendo le armi, scenzione già il 1º settembre: la rivoldendo nelle strade, combattendo al ta era prontamente schiacciata. fianco degli uomini. Messina, con Mentre a Catanzaro non scoppia- Rosa Donato, non è un caso parti-

di preparare una rivolta che par-

va neppure. Le forze regie potero- colare, è un CASO DIMENTICAno quindi agevolmente concen- TO.

tisse

Calabria.

trarsi su Reggio. La repressione

Rosa Donato nacque

Organizzò quindi la rivolta del

fu durissima: il 15 settembre, a

a Messina nel 1808,

settembre 1847, di cui è conside-

seguito di un conflitto a fuoco, in

al momento dei fatti

rato dagli storici l’ideatore, il pro-

contrada Cicciarello di Marrappà,

risorgimentali

motore e il capo indiscusso. Ordì

nei pressi di Podàrgoni, Domeni-

1848 era una donna

una trama tra Calabria, Sicilia e

co Romeo fu assassinato e barba- di quarant’anni.

Basilicata; la congiura coinvolse i

ramente decapitato, e la sua testa Allo scoppio dei moti messinesi fu esposta nel cortile delle carceri scese in strada e, impadronitasi

proprio

dalla

veterani della Carboneria. Il 29

del

va il proclama della rivolta, fa-

di San Francesco a Reggio Cala- fortunosamente insieme al Lanzetta bria, per due giorni, quale monito di un piccolo cannone sottratto ai

cendo sventolare il tricolore ita-

per i tanti rivoltosi ivi detenuti.

agosto Domenico Romeo lancia-

liano sulla piazza di Santo Stefano in Aspromonte. Il 2 settembre,

soldati borbonici, andava sparando contro di loro. Essendosi dimostra-

Alessandra Minutolo ta del tutto degna del valore di un


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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA uomo, nell’estate del ’48 fu insi- Rivalutiamo e facciamo conoscere ai giovani le gesta di Benedetto Musolino gnita del grado di caporale con ber-

Benedetto Mu-

nero uccisi, mentre la madre, un

solino nacque a

altro fratello e la cognata moriro-

Pizzo

Calabro

no per il grande dolore; furono

l’8 Febbraio del

inoltre derubate e distrutte tutte le

1809 da una fa-

proprietà di famiglia. Benedetto

miglia di idee liberali e antibor-

fu condannato alla pena di morte

Quando non poté più mantenere la boniche. Da giovane si recò a Nasua posizione, diede fuoco al cas- poli per studiare Giurisprudenza e

ma riuscì a fuggire, partecipando

sone delle munizioni, uccidendo visitò anche Costantinopoli, dove molti soldati borbonici, mentre lei divenne consigliere del Visir.

Successivamente prese parte al-

stessa veniva scaraventata giù dalle Successivamente rientrò a Napoli

di colonnello brigadiere. Combat-

mura a colpi di baionetta. Fintasi per organizzare una congiura con-

té a Reggio Calabria, Piale di Vil-

morta, fuggì a Palermo, dove le tro i borboni. Nel 1832 fondò, nel

la S.Giovanni, Soveria Mannelli,

vennero affidati due pezzi di arti- Regno delle due Sicilie, la Setta

Capua e per il suo eroismo fu elo-

glieria. Arresasi anche Palermo, dei “Figlioli della Giovine Italia”,

giato e stimato dai suoi conterra-

Rosa rientrò a Messina, dove fu della quale egli scrisse il Catechi-

nei. anche deputato e poi senatore

imprigionata per quindici mesi. smo. Essa si ispirava a quella di Negli anni ’50, una volta uscita dal Giuseppe Mazzini, ma pur richia-

del neonato Regno d’Italia. Mu-

carcere, Rosa visse di elemosina, mandosi agli stessi principi, era che chiedeva solo agli studenti uni- differente nell’organizzazione e

suoi importanti scritti: “La rivolu-

retto e fazzoletto tricolore a girocollo, e fu posta al comando della batteria dei “Pizzillari”, situata vicino al torrente Portalegni, con il compito di difendere sino alla morte le mura a nord-ovest della città.

versitari, nei quali vedeva la spe-

nel 1849 alla rivoluzione romana.

l’impresa garibaldina con il grado

solino viene ricordato anche per i

zione del 1848 nelle Calabrie”,

nella condotta. Nel 1839 venne

che fu pubblicata postuma nel

arrestato e liberato dopo alcuni

1903,”La Gerusalemme e il Po-

anni. Fu successivamente riman-

polo Ebreo”, “Al popolo delle

dato a Pizzo e sottoposto ad una

Due Sicilie”, “Il prestito dei 700

stretta sorveglianza. Nonostante i

milioni e la riforma delle impo-

severi controlli Musolino riuscì a

ste”, “Il trattato di Berlino”,

partecipare alla rivoluzione del

“Memorandum sur la guerre ac-

1848. Dopo che i moti furono se-

tuelle Turco-Moscovite”, “La Ri-

dati, la reazione borbonica fu

forma Parlamentare”. Morì il 15

to a rendere glorioso il Risorgi- spietata nei confronti della famiglia di Benedetto Musolino: il mento messinese.

Novembre del 1885 nel suo paese

Federica Spadaro padre e il fratello maggiore ven-

Martina Minutolo

ranza del futuro. Morì in umili condizioni nel 1867. Per ricordarne le gesta lo scultore Vincenzo Gugliandolo scolpì in marmo un suo busto, oggi collocato nell’atrio del Banco di Sicilia di Messina. Finalmente oggi si riscopre la sua figura, assieme a quella di altre donne che hanno contribui-

natale.


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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA Michele Morelli: un patriota vibonese Michele Morelli fu un patriota

lonnello De Concilij. Questo ge-

ma il 7 marzo 1821 i costituzio-

italiano nativo della città di Vibo

sto di sottomissione provocò il

nalisti di Napoli vennero scon-

Valentia. Partecipò anche alla

disappunto di Minichini che tornò

fitti ad Antrodoco dalle truppe

campagna militare in Russia do-

a Nola per incitare una rivolta

austriache. Il 24 marzo gli Au-

ve guadagnò la promozione di

popolare. Il 5 luglio Morelli entrò

striaci entrarono a Napoli senza

sottotenente, sotto Gioacchino

a Salerno, mentre la rivolta si e-

incontrare resistenza e chiusero

Murat.

il nuovo Parlamento. Dopo un

Con il ritorno dei Borboni al tro-

paio di mesi, re Ferdinando re-

no, fu inviato nel 1817, col grado

vocò la Costituzione e affidò al

di sottotenente, nel reggimento

ministro di polizia il compito di

cavalleria Real Borbone stanziato

catturare tutti coloro che erano

a Nola. La notizia della conquista

sospettati di cospirazione. Mo-

in Spagna del regime costituzio-

relli e Silvati furono costretti

nale si diffuse tra i carbonari. A

alla fuga e il 10 aprile si imbar-

Napoli la cospirazione prese su-

carono verso l’Albania ma una

bito vigore e coinvolse anche de-

Michele Morelli

gli ufficiali superiori, come il ge-

tempesta dirottò la loro imbarcazione sino a Ragusa. Di lì rag-

nerale Guglielmo Pepe. Morelli

spandeva a Napoli. Il giorno se-

giunsero la Bosnia. Poi i due si

decise di partecipare alla cospira-

guente, il re Ferdinando si vide

divisero e Morelli tornò in Ita-

zione. A lui si affiancarono Giu-

costretto a concedere la Costitu-

lia. Mentre si trovava tra le

seppe Silvati e Luigi Minichini.

zione. Per festeggiare la vittoria,

montagne d’Abruzzo venne as-

La notte tra l’1 e il 2 luglio 1820

molti cospiratori giunsero a Na-

salito da dei banditi che lo deru-

Morelli e Silvati diedero il via

poli. C’era anche Morelli alla te-

barono. Arrivato al primo paese,

alla cospirazione. Il 2 luglio, a

sta del suo squadrone che nel frat-

in cerca di aiuto, incontrò i gen-

Monteforte Irpino, Morelli fu ac-

tempo

ribattezzato

darmi ai quali si arrese e così fu

colto trionfalmente e poi insieme

“Squadrone Sacro”. Successiva-

rinchiuso nel Forte dell’Ovo.

a Silvati e Minichini fece il suo

mente le potenze della Santa Al-

Durante la prigionia incontrò

ingresso ad Avellino. Accolti dal-

leanza decisero l’intervento arma-

Silvati, catturato giorni prima.

le autorità cittadine, i tre procla-

to contro i rivoluzionari che nel

Morì a Napoli il 19 settembre

marono la Costituzione sul mo-

Regno delle Due Sicilie avevano

1822. Oggi a Michele Morelli è

dello spagnolo. Dopo Morelli

proclamato la Costituzione. Mo-

dedicato il Liceo Classico di

passò i poteri nelle mani del co-

relli e Pepe tentarono di resistere,

Vibo Valentia.

era

stato


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INTERPRETIAMO IL PRESENTE NOTIZIE DALL’ESTERO

Guerra in Libia. In che modo deve intervenire l'Italia? La necessità di UNHCR), esagerate. E’ tra l’altro da

mediterraneo che integri i popoli me-

in dirsi che ai confini della Libia, con

diterranei in un progetto di sviluppo,

intervenire quel

che

sta l’Egitto e con la Tunisia, i popoli di

di pace e benessere.

accadendo in Libia (una carneficina queste due nazioni non hanno mo-

Sergio Sorrenti

che rischia di protrarsi nei prossimi strato atteggiamento ostile nei congiorni, e magari mesi) è la necessità fronti dei popoli libici (anzi un au-

La Mia Africa

di dare risposte su due fronti: l’acco- tentico spirito di accoglienza): su

Mi chiamo Mustafa, ho vent’anni e sono

glienza dei profughi e, appunto, un questi confini la comunità interna-

nato e vivo a Bengasi. Si, sono anch’io

possibile intervento militare.

zionale dovrebbe concentrate sforzi

E’ comunque chiaro che ogni inter- umanitari e risorse di ogni tipo. Si

uno shabab, un

combattente. La vedi

questa ferita che ho sul petto? Sono stato tra i primi a scendere in piazza, il 17 feb-

vento possibile, umanitario, militare,

braio scorso, a gridare il mio “no” e a

di interposizione, dev’essere europe-

combattere con queste mie mani e con la

o, o della Nato autorizzata dall’O-

rabbia che mi sale dentro contro i merce-

NU. In ogni caso l’Italia, da sola, ha

nari assoldati da Gheddafi. Era ormai

dei problemi ad intervenire. Per ra-

giunto il momento di passare all’azione:

gioni storiche l’Italia è bene che non

basta stare seduti a guardare le immagini

intervenga militarmente. La perma-

di Al Jazeera, basta leggere i messaggi di

nenza e il dominio coloniale in Libia

incitamento alla lotta su facebook! Non

degli italiani (iniziato nel 1911) fa

Il simbolo della Organizzazione delle Nazioni Unite

del nostro paese il meno adatto a interventi di tipo militare: verrebbe tratta di aiutare il popolo libico (cui visto dalla popolazione locale libica siamo debitori, come italiani colo(e non solo) come “un ritorno” peri- nialisti) a superare questo momento

restava che scendere in campo e lottare tutti insieme per liberarci di quel tiranno maledetto che ci ha privati della libertà e di qualunque elementare diritto civile; che ha fatto arrestare, torturare ed uccidere chi non era d’accordo con lui; che ci ha

coloso di colonialisti (gli italiani). di violenza e sofferenza e di appog-

ridotti in totale schiavitù. Mio fratello

E’, allo stesso tempo, dovere storico giare i tentativi che la Comunità in-

Ahmed, mio zio Ali, tanti amici, tanti

proprio nostro dare una mano vera e ternazionale farà di “fermare” Ghed-

miei compagni di scuola sono stati truci-

convinta al popolo libico in questo dafi e la sua volontà di far sprofon-

dati dai suoi cecchini. Lui che per oltre

momento di grande difficoltà: le mi- dare negli abissi il suo popolo, pur

40 anni si è arricchito alle nostre spalle

nacce e le paure che si arrivi a un’ di non cedere il potere. Ma ancor di

con i contratti miliardari stipulati con i

“invasione di profughi in Italia” ci più, oltre ad aiutare concretamente i appaiono, leggendo anche il parere profughi, l’Italia deve farsi portatridi esperti ed istituzioni internazionali ce di quella politica europea sempre (come l’Alto Commissariato delle enunciata e mai iniziata, cioè di creNazioni

Unite

per

i

Rifugiati- azione

di

uno

spazio

euro-

paesi europei, lui che ha cercato di tenerci buoni con la politica dei sussidi, mi auguro che muoia o che vada in esilio e che finalmente la Libia diventi un paese libero in cui è bello vivere.

Alberto Giuffrida


Pagina 22 NOTIZIE DALL’ESTERO

La caccia è finita!

Luca Sanna: un alpino morto.

Cosa è realmente successo nei 38 mi- Molti sono i soldati italiani che

stro La Russa

nuti trascorsi nel fortino di Abbottā- decidono di andare in missione di

fece sapere a

bad? Nessuno sembra saperlo e chi lo pace nel mondo. Tra questi ricorsa preferisce che l’accaduto rimanga

tutti noi italiani

diamo gli alpini Italiani in Afgha- che per Luca Sanna il colpo era

riservato. In particolar modo gli USA si rifiutano di pubblicare le foto della morte di Osama Bin Laden; vogliono

nistan. Tra di loro Luca Sanna, il stato fatale, mentre il suo collega cui ricordo è ancora vivo. Il 18 Luca Barisanzi, pur essendo stato

forse nascondere qualcosa che non gennaio Sanna è stato ucciso

per molti giorni in gravi condizio-

sarebbe dovuta accadere? La figlia di mentre si trovava in missione,

ni, era riuscito a riprendersi. Luca

Osama sostiene che il padre sia stato precisamente nella zona di Malah

Sanna è stato riportato in Italia,

torturato e ucciso di fronte ai familiari, Bunghab. Sanna lavorava nell’ema nessuno riesce a determinare cosa

dove si sono celebrati i funerali di

sercito dal 2003, e, anche se non Stato, durante i quali tutti noi ab-

sia realmente accaduto. La grande caccia è iniziata l’11 settembre 2001 sui

aveva affrontato molte esperienze biamo ricordato l’alpino che ha sacrificato la sua vita. Luca Sanna

televisori di tutto il mondo e si è conclusa l’1 maggio 2011. Il criminale più

si era sposato da poco tempo e su-

ricercato della storia, che ha causato la

bito dopo il matrimonio era partito

bellezza di 2974 morti (più i 19 terro-

per l’Afghanistan: lo dedizione

risti) e 24 dispersi in un attacco terro-

alla causa della pace lo aveva

ristico che nessuno riuscirà a dimenti-

spinto ad abbandonare la sua fami-

care, è stato giustiziato! Eppure ci so-

glia. Tutti noi, secondo me, do-

no ancora alcuni pezzi del puzzle che non vanno ancora al proprio posto:

lavorative, era comunque consi- vremmo considerare Luca Sanna e

come hanno fatto gli elicotteri delle derato un soldato “esperto”. Il

tutti gli altri soldati che si sacrifi-

forze speciali USA ad entrare non visti caporal maggiore dell’ottavo reg-

cano in guerra veri e propri model-

in territorio pakistano? Scienza, peri- gimento degli alpini italiani fu

li, tramite i quali comprendere il

zia militare, fortuna, sono queste le aggredito mentre si allontanava motivazioni che ci sono state fornite,

vero senso dell’altruismo e del

con un suo compagno dalla base coraggio.

ma la realtà rimane ancora un mistero. Al solito i media sembrano sapere tutto senza sapere realmente niente, ma

militare italiana. Un soldato afghano si accostò pacificamente ai

presto riusciranno a convincerci del due militari, fingendo di avere un contrario, pubblicando qualche dato problema all’arma. Quando ne raccolto qua e là dagli inviati speciali. ebbe la possibilità sparò ai due Ma la verità continuerà a rimanere alpini. Poco tempo dopo il mininascosta! Helga Turiaco

Ramona Urso


Pagina 23

Terrorismo. Fenomeno difficile da estirpare Con tragica regolarità il nostro gliacchi,

non

Le donne e l'ISLAM E’ di poco tempo fa la notizia della

pianeta è sconvolto da atti terrori- combattenti,

condanna a morte in Iran di Saki-

stici che minano la stabilità di perchè in effetti

neh, una donna accusata di adulte-

fragilissimi equilibri politici, mi- i terroristi non

rio. Si tratta di un caso emblemati-

nacciando la sopravvivenza della sono

co, che non è il primo nel mondo

terra stessa. A voler scrivere una nemmeno

degni dell’appellativo

di islamico più integralista. Secondo

storia del terrorismo nel nostro combattenti. La loro è una guerra il corano, infatti, la donna deve essecolo, troveremmo materiali suf- non dichiarata, che uccide perso- sere sottoposta all’autorità prima ficienti per una inquietante enci- ne indifese. Il terrorismo è una del padre e poi del marito, in tutto clopedia, il cui ultimo volume è grave minaccia per il mondo in- e per tutto. In virtù di questo le sempre in preparazione, se di ulti- tero, perchè crea un senso di insi- donne sono private dei fondamenmo volume si può sperare di ave- curezza, apprensione, paura, an- tali diritti umani e civili, non godogoscia che non sempre tutti san- no di alcuna libertà, non possono no superare. Ed è proprio questo decidere del loro destino e sono il risultato perseguito dai terrori- costrette ad un abbigliamento spesti: seminare il panico, così da cifico, che comprende anche l’uticondizionare negativamente tutte lizzo di veli atti a nascondere il le attività umane. Il mondo civile volto, ed a convivere con altre modeve saper combattere unito, di- gli. Nel mondo occidentale tutto menticando rivalità di qualsiasi ciò viene certamente condannato in Osama Bin Laden

genere in nome della civiltà. E’ maniera assoluta, poichè nessun

re un giorno l’occasione di parla- indispensabile che le nazioni si essere umano, uomo o donna, può re. Sembra quasi che l’ umanità, o coordinino in un’unica lotta con- o deve essere considerato inferiore meglio, certa umanità (ma poi è tro il terrorismo, perchè è impos- ad un altro. In molti paesi islamici, giusto definirla così?) creda che sibile chiudere gli occhi di fronte del resto, le condizioni femminile proprie ragioni debbano essere alla morte straziante di bimbi li stanno

cambiando:

le

don-

ribadite o fatte valere solo con innocenti, fingendo che il fatto in ne, talora, ricoprono ruoli pubblici l’uso più vile della forza, della sè non tocchi la coscienza. La e professionali proibiti in passato. paura, della violenza contro gli vita umana non deve essere col- Ci sono comunque settori rimasti innocenti. Motivi religiosi -o pita, ma deve essere rispettata e inaccessibili, come l’esercito o la piuttosto fanatismo- politici, raz- amata nel migliore dei modi.

giustizia, e rimangono le oltraggio-

ziali, economici non valgono ad

Antonio Furci se restrizioni che le donne sono

armare mani omicide di veri vi-

costrette a subire.

Ramona Urso


Pagina 24

La storia di "Copia" e "Incolla"

IL GIOCO DELLE PARTI

Questa storia ha inizio in una città chia-

Con gli occhi di un adolescente africano

mata “Furbetta”: i protagonisti sono due

Ho visto tutti partire

buffi personaggi di nome “COPIA” uno,

Sta succedendo qualcosa, qual-

via, è sorto anche in me il desi-

“INCOLLA” l’altro. “Copia” e “Incolla”,

cosa che non è mai accaduto

derio di scappare lontano, di

amano burlarsi di tutti e a tutti prometto-

da quando sono nato. Sembra

farmi una nuova vita, ma questo

qualcosa di terribile, di spaven-

desiderio è stato subito indeboli-

toso, un’ondata di colpi di pi-

to da una miriade di pensieri e

stole, fucili, bombe e qualun-

preoccupazioni. Avevo paura di

que altra cosa possa uccidere.

ciò che mi sarebbe potuto acca-

minimo sforzo!!!”. Un giorno passa di lì

Vedo tanta gente scappare, vo-

dere, avevo paura del Paese in

un malcapitato signore tedesco di nome

gliono mettersi in salvo, da

cui sarei andato, ma avevo an-

Karl-Theodor che, ben felice di poter

cosa? Da una tremenda guerra

che paura a restare nel mio di

centrare l’obiettivo senza stancarsi troppo

c h e

Paese. Così

e senza passare le notti insonni bevendo

p o -

presi la de-

caffè per stare sveglio a studiare, chiede

trebbe

cisione, for-

ai due “geni del male” di impacchettargli

porta-

se fino ad

re

la

ora, più im-

morte

portante di

di tutti

tutta la mia

quanti

vita.

cia della Cancelliera Angela Merkel! Ne

loro.

colsi i soldi

ha fatta di strada il ragazzotto da quando

Ho visto tutti i miei amici par-

necessari alla traversata del ma-

ha incontrato “Copia” e “Incolla”, e ne ha

tire, salire su delle barche mar-

re, soldi che mi avrebbero porta-

fatta tanta… Ministro della Difesa. Ma

ce e logore, insieme a centinaia

to in Europa, che mi avrebbero

non è proprio vero che tutte le ciambelle

di persone. Altri volevano fug-

portato ad una nuova vita. Oggi

riescono col buco! Ai Tedeschi non la si

gire in Germania, in Francia,

è il giorno prima della partenza

fa! Il poveretto, scoperto, è stato lasciato

chi addirittura in America. Tut-

e sento dentro di me quelle sot-

ti posti diversi ma con uno sco-

tili paure che piano piano diven-

po comune, quello di avere una

tano sempre più grosse, ma che

vita migliore, di avere un lavo-

allo

ro, una famiglia e qualsiasi co-

smorzate dal desiderio irrefrena-

se torneranno… di polli da spennare il

sa di bello la vita possa offrire.

bile di cambiamento.

mondo è pieno!!!

Vedendo tutti quanti andare

no grandi cose! Girano su una vecchia macchina tutta “scassata”, e sul tetto un grosso megafono continua a ripetere: ”Copia e Incolla a prezzi stracciati!! Con noi raggiungi il massimo risultato con il

una bella “tesi” per il Dottorato di Ricerca!!! Ed ecco fatto! Tesi pronta… Dottorato di Ricerca in tasca e… al diavolo l’onestà!!! Pensate, questo Karl è talmente bravo che è divenuto un uomo di fidu-

in mutande e costretto a dimettersi!!! E “Copia” e Incolla”? Sono chiusi dentro un libro con “Tira” e “Molla”, “Pappa” e “Ciccia”, “Bulli” e “Pupe”, “Peppone” e “Don Camillo”. Ma torneranno, e come

Nicolò Albanese

stesso

tempo

Rac-

vengono

Pierfrancesco Pata


Pagina 25

Uno sguardo alla realtà che ci circonda La voce dei nostri inviati speciali dall’Italia L'ingresso di cultura spaventa l'Italia Il flusso migratorio, in particolar modo dai paesi

possono, dal punto di vista

extracomunitari, ma ultimamente anche da nazioni

didattico, creare dei rallen-

europee, è una realtà presente da diversi decenni

tamenti nello svolgimento

nel nostro Paese, ma si è fatto più consistente a

delle lezioni, anche se le

partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, fino a di-

proposte di legge sono orientate a garantire comun-

ventare una vera e propria “emergenza”. Si parla di

que a tutti il giusto livello di istruzione. La differen-

emergenza prima di tutto per i problemi legati all’-

za linguistica è il fattore più evidente, che crea mag-

accoglienza, cioè per garantire igiene e cure ai sog-

giori difficoltà di inserimento e che spesso porta al-

getti in ingresso malati, eventualmente anche por-

l’emarginazione di alcuni stranieri. E’ chiaro che,

tatori di malattie trasmissibili,

risolvendo

questo

problema,

motivo per il quale nel corso

molto probabilmente se ne po-

del tempo sono stati creati veri

trebbero risolvere anche altri. E’

e propri centri di accoglienza

proprio nel tentativo di trovare

per gli stranieri. Il fenomeno

una soluzione che è stata fatta la

migratorio ha portato nel tem-

proposta di creare delle classi

po alla necessità di un inseri-

solo per gli immigrati. A mio

mento lavorativo degli adulti

parere questa iniziativa può solo

immigrati e di un inserimento scolastico di bambi-

rendere più difficile e complicata l’integrazione di

ni e adolescenti, dalla scuola materna fino a quella

immigrati, perchè sarebbe come creare classi di

superiore. Infatti, nella scuola italiana il numero

“diversi”, con il rischio di aumentare i fenomeni di

degli alunni stranieri è aumentato notevolmente.

intolleranza, violenza e razzismo. Sarebbe invece

Ciò ha comportato la necessità di cambiare l’orga-

necessario portare avanti un “progetto” di inseri-

nizzazione scolastica, perchè inevitabilmente la

mento, aumentando le ore di insegnamento della

presenza di bambini stranieri comporta l’esigenza

nostra lingua, effettuando magari lezioni pomeridia-

di risolvere alcuni problemi,

ne per coloro che sono stranieri e utilizzando le dif-

tra cui la diversa lingua, i di-

ferenze culturali tra le varie razze come motivo di

versi livelli culturali e religio-

arricchimento e non di ostacolo. Al momento attuale

si, le diverse priorità, i diversi

la multiculturalità è un sogno, poichè c’è diffidenza,

modelli comportamentali ed

ignoranza, superficialità e rifiuto di tutto ciò che è

educativi.

“diverso”.

Questi

problemi

Simona Violi


Pagina 26 Perchè dobbiamo diventare delle Barbie a tutti i costi? Il mondo della moda e dello spettacolo ferro, che avrà su di loro conseguenze

nessuno è perfetto ma i computer possono

presenta icone di perfezione e bellezza ai gravi. Io ho assistito in prima persona a

far raggiungere la perfezione. PhotoShop

giovani, che molte volte sono false e irre- questo dramma, perchè una mia amica si

è un programma che può ritoccare le foto,

alizzabili. Un mondo in cui se non si è era innamorata perdutamente di un ragaz-

migliorarle nei minimi particolari. Since-

belli, magri e muscolosi non si farà mai zo. Lei è una bella ragazza, solo che era

ramente io non mi sono mai posta questo

strada, illudendo i giovani che la bellezza un po’ robusta, ma questo ragazzo l’ha

tipo di problemi: se non mi sono mai im-

esteriore sia l’unica cosa da realizzare rifiutata solo per questo, perchè per lui

posta di perdere peso è perchè non volevo

nella nostra vita. Ogni giorno possiamo l’aspetto esteriore è tutto. La mia amica,

avere problemi di salute e poi perchè non

osservare su riviste come Vogue e Vanity delusa ha iniziato a non mangiare, nono-

ho mai voluto imitare le modelle. E come

Fair modelle, o meglio giovani ragazze, stante i richiami e le minacce della ma-

dicevano i latini bisogna avere “Mens

che mettono in mostra il loro corpo e il dre. Lei mangiava, ma poi si precipitava

sana in corpore sano”. E sinceramente

loro viso perfetto, indossando tacchi e in bagno a vomitare. Io sono molto con-

preferirei non vivere proprio se vivere

vestiti striminziti. Ma questo è pur sem- tenta che questa mia amica abbia messo

vuol dire questo, perchè è immorale. Io

pre il loro lavoro. Le ragazze le guardano la testa a posto, soprattutto grazie agli

penso che conti più il cervello che la bel-

come se fossero la cosa più bella che ci amici e avendo capito che l’aspetto este-

lezza. Ma non tutti lo comprendono, e

sia a questo mondo e si impongono che riore non è tutto. Ma sono ancora tante le

credo che la televisione o le riviste do-

anche loro dovranno raggiungere la loro giovani che muoiono di anoressia, questa

vrebbero sensibilizzare queste ragazze,

perfezione e bellezza. Questo accade nel- malattia dell’anima che provoca una

facendo apparire persone con più cervello

le ragazzine dagli undici anni in su, per- mancanza persistente o la perdita comple-

e meno perfette, per far capire che se si è

chè non sono contente del loro corpo e ta dell’appetito con conseguente rifiuto

bravi e intelligenti si può raggiungere

del loro essere. Iniziano a guardarsi allo del cibo fino alla morte. Oppure ogni

ogni nostro obiettivo e che non basta esse-

specchio continuamente, fissando con giorno seguono una nuova dieta come le

re “oche”. Ad esempio stilisti e negozi

disprezzo quel poco di pancia che si ritro- modelle. Io non riesco a capire com fac-

hanno di recente organizzato sfilate dove

vano o che non hanno proprio, osservano ciano a vivere un intero giorno mangian-

le modelle indossavano abiti dalla taglia

le loro gambe, che si potrebbero parago- do un solo frutto o un solo pezzetto di

42 in su. Perchè tutti questi sacrifici per

nare a dei manici di scopa, il loro seno formaggio; se cercano di imitare in tutto e

dimagrire ci rendono infelici. Tra le mie

troppo piccolo e i loro glutei. Sembra che per tutto le modelle devono sapere che

aspirazioni per il futuro c’è quella di di-

tutti i difetti alloggino nel loro corpo. loro farebbero di tutto per mangiare di-

ventare un chirurgo, e se mai lo diventerò

Aprono il beauty-case della mamma e versamente. Ultimamente la Spagna ha

credo che il chirurgo plastico mi farà gua-

iniziano a rovinare il loro viso con pro- emanato una legge che vieta alle industrie

dagnare molto, dato che tutte queste inge-

dotti estetici. Infine chiederanno ai loro di moda di far sfilare le modelle con abiti

nue ragazze verranno da me per modifica-

genitori le prime scarpe con il tacco, il taglia 38, proprio per non dare un cattivo

re il loro corpo. Credo comunque che se

primo lucidalabbra, il primo ombretto e esempio alle adolescenti. Molte giovani

siamo circondati da una famiglia e da

così via. Il giorno mangiano sempre di per il loro compleanno, principalmente

amici che ci vogliono bene è praticamente

meno, o non mangiano proprio, per non per il loro diciottesimo compleanno, o

inutile cambiare noi stessi, perchè loro ci

ingrassare.

diventano anche prima, preferiscono un intervento

accettano anche con i nostri difetti e so-

scheletriche, dei fantasmi pallidi. Loro di chirurgia estetica al posto di una bella

prattutto perchè la vera bellezza, quella

stesse diventano il loro dietologo. Il non festa o di un viaggio dell’estero. Non c’è

che rende davvero fantastica una persona,

mangiare provoca gravissime malattie, più nulla di concreto nei giovani ed essi

non è la bellezza esteriore ma quella inte-

come l’anoressia o la perdita di calcio e sono anche ingenui: non capiscono che

riore.

Dimagriscono,

Annamaria Pata


Pagina 27

La mia Italia di domani

La violenza e la giusta pena

Ogni gior- stri. Io sono contro la pena di In questi giorni sono tante le manifestazioni che si sono verificate in tutta

no la radio, morte, da più parti invocata come Italia. Nella mia città, in particolare, gli studenti dei licei si sono riuniti

la televisio- naturale rimedio alla criminalità, presso le strade in cortei o nelle loro ne e i quoti- perchè definisco assassino anche scuole dove hanno occupato i locali per molti giorni. Tutto ciò è dovuto ai

diani riportano notizie di rapine, chi uccide per punire. Credo che tagli previsti dalla riforma Gelmini, furti, sequestri e azioni violente, non si debba punire per vendetta, che non fanno altro che provocare ma che la punizione debba avere profonde angosce in molte perso- uno scopo rieducativo. Solo Dio ne. E’ facile condannare, quando può decidere della vita di una perleggiamo del giovane che ha ru- sona, solo Lui può fare Giustizia; bato o che ha commesso un reato un giorno sarà Lui a scegliere la piuttosto grave, e non ci preoccu- giusta punizione per chi ha sbapiamo di comprendere, di andare gliato. A noi compete solo invitaal di là del fatto di cronaca. Certo, re chi ha sbagliato a pentirsi. la criminalità è sem-

Dobbiamo giungere

pre esistita, ma oggi

alla

il fenomeno è più

che, se esistono le

esteso - o più cono-

violenze, forse è

sciuto - che in pas-

colpa un pò di tutti,

sato. Viviamo nella

poichè tutti abbia-

società dei consumi,

mo contribuito a

conclusione

della corsa sfrenata, del successo, creare una società in cui vengono del consumismo senza scrupoli, e messi da parte valori quali l’amochi non riesce ad assecondare tali re, la fratellanza, la solidarietà, a meccanismi ha la sensazione di vantaggio di disvalori quali l’eessere fallito. In questi ultimi goismo e il desiderio del succestempi notizie di efferati delitti so. Per evitare la degeneraziocausati da “orchi cattivi”, come ne dovremmo fermarci un attimo l’uccisione della piccola Sara o a riflettere e cercare di costruire della piccola Yara, hanno portato un mondo più solidale e meno migliaia di persone a pensare e a violento. riflettere su quale debba essere la giusta pena da dare a questi mo-

soprattutto verso le università per i ricercatori, la scuola primaria (maestro unico) e gli istituti tecnici, dove sono state apportate delle riduzioni delle ore di studio: ciò si traduce di fatto in una riduzione dei fondi per la cultura, il tutto a sfavore degli studenti. Anche i licei hanno subito molti tagli, specialmente per i laboratori pomeridiani (musicali, teatrali, linguistici, ecc.), e ciò ha causato la ribellione da parte degli alunni. Inoltre, è previsto un aumento delle scuole a pagamento: ciò ai danni di ragazzi che provengono da famiglie più modeste e che sono impossibilitati a pagare l’istruzione al figlio. Sarebbe più opportuno diminuire gli stipendi di molti politici e le spese che girano intorno a loro per investirli nell’istruzione dei giovani, che rappresentano il futuro del Paese, e quindi dell’Italia. Io ho molta fiducia nel futuro e spero che il governo dia molta più importanza alla scuola e mandi i fondi necessari per migliorarla, non solo per quanto riguarda le ore mattutine ma anche per i laboratori pomeridiani. Io, per fortuna, frequento una scuola privata che mi sta dando l’opportunità di conseguire una preparazione completa e approfondita, perchè io e i miei compagni studiamo specifiche materie che ci serviranno in futuro per accedere facilmente a molte facoltà universitarie, ma soprattutto in quella che intendo scegliere, quella di medicina. Concludo esprimendo il desiderio che tutti i miei coetanei abbiano le mie stesse possibilità.

Benedetta Galletta Antonio Furci


Pagina 28

Alcol:dipendenza fisica e psicologica L’alcolismo è un fenomeno che

averne dei benefici o per cercare

atteggiamento ambivalente che

sempre più prende piede tra i gio-

momentaneamente di dimenticare

ne incoraggia il consumo. La

vani e ha ormai raggiunto dimen-

problemi personali, ne fanno un

pubblicità associa il forte consu-

sioni preoccupanti, in quanto uno

uso scorretto. Questa è una situa-

mo di alcol al successo materiale,

su quattro si sbronza. Inoltre l’età

zione negativa per quanto riguar-

mondano e sessuale e alla elevata

del primo approccio con l’alcol si

da il benessere del nostro organi-

performance.La medicina propo-

abbassa ogni anno maggiormente.

smo, che risente in primo luogo

ne per gli alcolisti, oltre ad inter-

Ad influenzare la mentalità dei

di una serie di danni a carico di

venti di carattere psicologico e

giovani vi è anche una società

psicoterapeutico, che coinvol-

che, su questo piano, è in cam-

gano non solo la famiglia, ma

biamento e che somiglia sempre

anche l’ambiente di lavoro,

più agli stati nordici dove si be-

l’impiego di farmaci che aiu-

ve principalmente nel weekend,

tino a liberarsi dalla dipen-

a differenza di quello che acca-

denza. In particolare, si sono

deva precedentemente in Italia,

conseguiti eccellenti risultati

dove venivano consumate be-

da parte di comunità terapeu-

vande alcoliche come birra e

tiche e in special modo i

vino durante i pasti, secondo la

gruppi come gli Alcolisti A-

tradizione

nonimi, resi ormai celebri

mediterranea.

Ciò

accade anche oggi ma in minor

svariati apparati: dal sistema ner-

dalla stampa e perfino dal cine-

quantità. A questo si aggiungono

voso centrale e periferico al meta-

ma. Insomma, gli effetti sul no-

le sollecitazioni pubblicitarie che,

bolismo generale, dal sistema im-

stro organismo dell’alcol, che a

anziché sensibilizzare le persone

munitario a quello respiratorio,

differenza di altre sostanze entra

a fare un uso responsabile degli

dall’apparato

al

immediatamente ad operare nelle

alcolici, le invogliano ad acqui-

sistema endocrino. Molte volte

cellule senza passaggi intestinali,

stare i prodotti. I giovani sono i

poi capita di bere e subito dopo

sono certamente più devastanti di

primi a risentire gli effetti della

sedersi al volante. Si dice che gli

quello che noi immaginiamo.

società e della pubblicità, si riuni-

incidenti più comuni del sabato

Quindi pensiamoci più volte, pri-

scono in happy hours, brunch,

sera sono dovuti all’esagerato uso

ma di “alzare il gomito”.

pub e discoteche, tutti luoghi di

di alcol soprattutto tra i giovani.

ritrovo finalizzati al consumo di

Nonostante l’alcol sia una sostan-

alcol dove, probabilmente per

za pericolosa, la nostra società

mostrarsi più grandi, pensando di

mantiene nei suoi confronti un

gastroenterico

Michela Penna


Pagina 29

Una ricorrenza tutta nostra!

Bagnara Calabra, il paese in cui vivo, è una ridente cittadina della costa viola; è un luogo pieno di vita e festaiolo, con tante tradizioni religiose e pagane. Uno degli

naca bianca con mantello nero,

dall’Apostolo Pietro più anziano

percorre la discesa del Rosario e

di lui, la resurrezione di Gesù.

raggiunge la Chiesa Madre. Dopo

L’Apostolo Giovanni subito cor-

un breve sosta riprende il cammi-

re da Maria per comunicarle la

no per raggiungere piazza Morel-

Risurrezione del Figlio. Dopo

lo, luogo dell’incontro. Successi-

qualche istante ai piedi della Ver-

vamente, dalla Chiesa del Rosario

gine arriverà anche l’Angelo che

esce la statua della Vergine Maria

le dirà la stessa cosa e in quel

con un velo nero per il lutto, ac-

momento alla Madonna verrà

compagnata

donne

tolto il velo nero, simbolo di lut-

(quattro ragazze) e da due giovani

to. Adesso l’emozione della folla

che impersonano San Pietro e San

è tanta così che esplodono ap-

dalle

pie

eventi più belli e sentiti è la fa-

plausi e grande commozione. Le

mosa e tradizionale “Affruntata”,

due statue vengono fatte correre

che dà inizio alle festività religio-

ed incontrare al centro della piaz-

se che si svolgono durante l’anno.

za; si ricongiungono Maria con

Nonostante la tematica, la festa

suo Figlio, e Cristo con l’umani-

ha carattere popolare. E’ una rap-

tà. Un coro intona l’Alleluia, la

presentazione che si tramanda di generazione in generazione, che rievoca l’incontro tra la Madonna e suo Figlio, il Cristo Risorto. La festa si svolge ogni anno la domenica di Pasqua e segue un copione che è sempre lo stesso. Dalla Chiesa del SS. Rosario esce la statua di Cristo Risorto, mentre le campane suonano a festa, accompagnato da una ragazza vestita di bianco che rappresenta l’Angelo Gabriele. La statua è portata a braccio dai confratelli del Rosario che indossano la tradizionale to-

banda musicale del paese suona Giovanni. La Madonna viene por-

musiche di festa e si iniziano a

tata, sempre a braccio, dai confra-

sparare i fuochi d’artificio. A

telli, tra il silenzio della folla, nel

questa rappresentazione partecipa

luogo di incontro. Le due statue

tutta la cittadinanza di Bagnara e

sono nella stessa piazza, in punti

non solo; molta gente arriva in

opposti. Inizia la rappresentazio-

paese in questo giorno, per am-

ne: le pie donne, il giorno dopo il

mirare questo spettacolo straordi-

sabato vanno al sepolcro di Cri-

nario. Allora ragazzi vi aspettia-

sto, per sistemare le bende e un-

mo per questo nuovo appunta-

gerlo come era solito in una nor-

mento, a Pasqua!

male sepoltura, ma al loro arrivo troveranno l’Angelo che comunicherà prima alle quattro giovani e poi all’apostolo Giovanni, seguito

Giulia Pensabene


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La droga: un biglietto per un viaggio di sola andata Uno dei pericoli più gravi per un

canismi psicologici che determinano

gio, stile di vita, ecc..).Tutto ciò vie-

adolescente è rappresentato dall’as-

questo comportamento giovanile de-

ne vissuto con il timore di non esse-

suefazione a qualche sostanza chimi-

viante. Intanto va notato che alcune

re accettati e approvati dal gruppo, e

ca che modifichi il suo stato di co-

sostanze capaci di modificare il no-

ciò finisce per indurre l’adolescente

scienza. La “droga”, come si defini-

stro stato mentale, tossiche per l’or-

ad adottare comportamenti disadat-

sce in maniera inappropriata la tossi-

ganismo, vengono accettate dalla so-

tati e inappropriati. In sintesi, ciò

comania, costituisce, da alcuni de-

cietà: il tabacco, l’alcol e gli psicofar-

che spinge i giovani di oggi ad assu-

cenni e da alcune generazioni, un

maci in primo luogo. Ma perché i

mere comportamenti devianti in tutti

problema per giovani, genitori, edu-

giovani si drogano? Al giorno d’oggi

i sensi, è la mancanza assoluta di

catori e famiglie. Si tratta di moleco-

esiste quel fenomeno molto diffuso

personalità, che li rende tutti uguali,

le che provocano danni irreversibili

tra i giovani che si chiama “gruppo

come fossero tanti robot program-

al cervello e che generano dipenden-

dei pari”. Si tratta di quel gruppo di

mati per fare il male ed andare con-

ze fisiche e psicologiche difficili da

coetanei, la cui importanza e la cui

tro le regole della società. Conclude-

trattare; sostanze che, comunque,

autorità stanno superando quelle dei

rei dicendo, come affermò il grande

mettono a repentaglio gravemente la

genitori. Il gruppo ha delle sue rigide

Jim Morrison, che : “Comprare dro-

salute di chi ne fa uso. Per questo ci

regole, un codice morale che induce i

ga è come comprare un biglietto per

si interroga su quali siano le cause

singoli a uniformarsi pedissequamen-

un mondo fantastico, ma il prezzo di

che inducono i giovani a fare uso di

te

questo biglietto è la vita…”

sostanze stupefacenti e quali i mec-

(scelta dell’abbigliamento, linguag-

a

determinati

comportamenti

Gaia Foti

Yara e Sarah: due destini diversi accomunati da un tragico epilogo Quando ero

mente come quello che la mia racconta-

tutto era ormai perduto? A chi avran-

piccolo, la

va a me. Purtroppo “l’orco” che ha in-

no rivolto il loro ultimo pensiero?

mamma mi

crociato le loro strade è stato talmente

Sarah e Yara, due realtà così diverse:

raccontava

cattivo da non poter essere sconfitto da

Sarah una ragazza con la voglia di

sempre le favole e quando arrivava

nessun eroe. Si rincorrono due date, 26

scappare dal proprio mondo, per an-

quella dell’orco cattivo, finiva sempre

Agosto e 26 Novembre: Sarah e Yara

dare alla ricerca di uno migliore; Ya-

con un eroe che lo sconfiggeva. Cre-

unite da una triste sorte, da uno stesso

ra, invece, felice del proprio mondo e

scendo ho capito che lei raccontava

numero.

della propria vita. Ambedue però

quella favola per farmi comprendere

I media ci hanno raccontato minuto per

sono state accomunate da un unico

che nella vita, purtroppo, può capitare

minuto tutto il calvario di queste due

triste destino, la morte. Non sappia-

di incontrarlo ma il suo cuore preferi-

ragazze. Ognuno di noi si è immaginato

mo chi sia stato, non sappiamo per-

va finire con: “e l’orco morì e vissero

padre, madre, fratello, nonno, zio, cugi-

ché sia successo. Le lasciamo volare

tutti felici e contenti”. Sono sicuro che

no, amico, ma nessuno si è immedesi-

in cielo con una promessa… trovere-

anche le madri di Yara e Sarah avran-

mato nei panni sventurati di queste due

mo coloro che hanno infranto i loro

no raccontato queste stesse storie alle

povere innocenti. Cosa sarà passato per

giovani sogni!

loro figlie e il finale sarà stato sicura-

le loro menti quando hanno capito che

Nicolò Albanese


Pagina 31

DALLA SCUOLA CATAPULTATI NELLO SPETTACOLO La Scuola Superiore Empedocle,

10 e la location dell’incontro è

Duomo, dove abbiamo dramma-

prendendo parte al progetto cine-

stata l’auditorium della mia scuo-

tizzato una piccola scena e ottenu-

matografico “A tutto Campus”,

la.

to la promessa del regista di asse-

ha organizzato una manifestazio-

Gli attori, oltre a farci capire che

gnare una piccola parte a ciascuno

ne che ha permesso a noi alunni

recitare per professione è diver-

di noi in un film riguardante la

di sviluppare le capacità espressi-

tente ma anche molto impegnati-

frana di Giampilieri, il prossimo

ve e comunicative ma anche di

vo, hanno parlato delle differen-

anno. L’esperienza è stata adrena-

conoscere

ze tra il doppiaggio e la recitazio-

linica. La cooperazione tra i com-

alcune

significative

personalità artistiche. Il progetto

pagni, la concentrazione, il supe-

ha previsto infatti la presenza di

ramento della timidezza e tanto

un produttore cinematografico, un

altro, si sono rivelate significative

regista e due attori professionisti:

opportunità che anche fuori dal

Roberta Scardola, appartenente al

set serviranno ad affrontare me-

cast dei Cesaroni, e Alan Cappel-

glio la vita.

li, attore del film “Notte prima degli esami”. I veri protagonisti dell’evento però siamo risultati noi ragazzi, che per la prima volta ci siamo lanciati in una esperienza cinematografica. Gli attori, infatti, ci hanno fornito un copione, ci hanno invitato a leggerlo in ne. Il primo serve a tradurre in poco tempo e poi a metterlo in una lingua diversa un film, cerscena . Si sono cimentati in que- cando di mantenere l’espressività sta esperienza anche i nostri inse- e il pathos delle battute originali. gnanti. Il giusto clima di fiducia, La recitazione è invece la capacidi collaborazione e spontaneità tà di interpretare con espressività che il gruppo di formazione ha un copione imparato a memoria. saputo creare ha permesso di far Abbiamo approfondito la conoemergere le potenzialità espressi- scenza degli attori anche in ambive presenti in ognuno di noi. L’e- to extrascolastico, andando tutti vento si è svolto il 18 ottobre 20- insieme a cena fuori in piazza

Paolo Salerno


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Scienza e dintorni La Bioetica Sì alla ricerca e alla sperimentazione. Purchè non si dimentichi l’uomo La ricerca scientifica deve porsi dei limiti oppure ogni tipo di sperimentazione è lecita, purché raggiunga il risultato per il quale è stata intrapresa? Il rischio è che, rispondendo a questa domanda, emergano posizioni preconcette. Mi sforzerò pertanto di essere il più obiettivo possibile, partendo però sempre dal presupposto che non è possibile essere perfettamente neutrali su questo, come su altri argomenti. Anzitutto, sono molto contento che la ricerca possa giungere a risultati importanti riguardo a tumori o altre malattie inguaribili, che possa aiutare a risolvere il problema della fame, che possa aiutare a sfamare tutte le popolazioni mondiali e a donare la gioia di avere un figlio anche a chi non può provarla altrimenti. Tuttavia gli stessi scienziati che si trovano a sperimentare e a modificare i meccanismi della vita hanno pensato di riflettere sul loro lavoro, sul comportamento da adottare in certi casi. E così è nata la bioetica. La filosofia illuminista ci ha insegnato che esistono non solo diritti civili, ma anche diritti naturali dell’uomo. Pertanto, giustamente, gli scienziati si chiedono se, in una o nell’altra situazione, stanno violando i diritti di qualcuno. Un conto, infatti è che l’uomo operi su una materia inerte, un altro conto è che operi su un altro uomo. Ritengo corretto quindi che l’uomo adoperi le nuove scoperte tecnico-scientifiche, salvaguardando

però i diritti che ciascun uomo ha sin da quando è nato. Infatti, se non credo giusto frenare il progresso umano con principi e credenze tese solo a fermarlo, d’altra parte non ritengo legittimo subordinare al profitto personale (o di alcuni…) ogni tipo di ricerca. Non possiamo dire ad un medico “ho bisogno di un organo da trapiantare”, comportandoci con lui come ci si comporta con un commerciante qualsiasi. Infatti ci si dovrebbe chiedere: “Da chi è stato trapiantato quell’organo? Per caso, per curare il paziente a cui trapiantare un organo, si sono lesi i diritti del paziente da cui l’organo è stato espiantato?”. L’autonomia della scienza, insomma, non può essere liberazione dall’etica, altrimenti passeremmo dall’umanesimo all’utilitarismo, subordinando tutto all’appagamento di bisogni personali, scavalcando i diritti degli altri, o creando i presupposti per un’involuzione, invece che per un miglioramento. Facciamo un altro esempio: poniamo che un ricercatore individui il gene responsabile delle perdite di raccolto di un prodotto e ne riesca a prevenire l’effetto con un intervento genetico sul prodotto stesso, ma si dimostra che questa tecnica è dannosa per gli esseri umani. In quel caso, secondo me, il ricercatore dovrebbe essere indotto a proseguire con altre metodologie e, se proprio non se ne trovano, a cessare immediatamente le sue ricerche. Questo non significherebbe privare quel ricercatore della sua libertà scientifica, ma operare nell’interesse dell’in-

tera umanità, in modo che la scienza aiuti la specie umana a progredire e non ad autodistruggersi. Tuttavia questo non vuol dire che la ricerca debba essere inibita. La bioetica non è un ostacolo alla scienza, ma un aiuto, affinché la scienza operi nel rispetto della morale. Occorre esaminare ogni situazione in modo approfondito. Prima di esprimere una propria opinione, occorre documentarsi con scrupolo e solo dopo prendere una decisione, che sia poi condivisa dalla maggioranza, e non imposta dall’ alto. L’importante è che non prevalga il criterio che sono stati spesi dei soldi e che quindi bisogna andare fino in fondo sempre e comunque, altrimenti prevarrebbe l’interesse imprenditoriale - economico su quello della persona. La prospettiva da cui osservare il singolo problema, in ogni modo, è che non tutto quello che può dare un vantaggio immediato costituisce per forza la procedura corretta, perché, magari, a lungo andare, potrebbe causare risultati sfavorevoli di cui spesso ci si accorge quando ormai è troppo tardi. La soluzione è quindi quella di usare la ragione, al di là dei suggerimenti interessati dei laboratori di ricerca o dei talk-show serali. Decidere con la ragione significa per l’uomo assumersi una matura e diretta responsabilità delle proprie azioni, anche quando chiamato solo ad esprimere un’opinione o un voto, assumendo così una posizione autonoma e ben ponderata. Antonio Furci


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L'influenza del caso nella scienza Dagli svi- laboratorio di Alexander Fleming durante la II luppi della al St. Mary’s Hospital di Londra, guerra

mon-

genetica è nel 1928, i germi proliferavano diate, si difsorta

la nelle capsule di Petri. Il microbio- fondesse

biotecnoAlexander Fleming

in

logo lavorava su molecole capaci tutto il mon-

logia, ter- di uccidere germi ma innocue per do. Sul finire

mine derivato dal greco e compo- l’uomo. Una di queste capsule della vita, ri-

Vincenzo Tiberio

sto dal suffisso”bios”, che signifi- venne dimenticata aperta. Tor- percorrendo la vicenda, Fleming, ca

vita,

“technè”

e

dai

sostantivi nando dalle vacanze il ricercatore che insieme con Florey e Chain

(tecnica)

e vide che una delle scatolette era ricevette il Nobel per la medicina

“logos” (discorso). La biotecno- stata contaminata da una muffa. nel 1945, annoterà: «La storia dellogia è una disciplina nata dal- Stava per buttarla, ma si accorse la penicillina ha qualcosa di rol’incontro della biologia e delle che dove c’era la muffa gli staffi- manzesco e aiuta a illustrare il petecniche industriali. Alcune bio- lococchi non crescevano. Che so della sorte, della fortuna, del tecnologie consentono, ad esem- cosa li aveva uccisi? Una sostan- fato o del destino, come lo si vuole pio, d’isolare un gene, nel quale za prodotta dalla muffa stessa. chiamare, nella carriera di ogni sono contenute le informazioni Questa apparteneva alla specie persona». Quello stesso fato che del Dna degli esseri viventi, ed Penicillium notatum, così Fle- invece non arrise inserirlo nel patrimonio ereditario ming dette alla sostanza il nome a Vincenzo Tibedi un altro organismo, anche del di «penicillina». Fleming non riu- rio e a Ernest Dututto differente dal precedente. scì tuttavia a dare seguiti pratici chesne. Nel 1897, Attraverso le tecniche delle bio- all’osservazione.

Non

c’erano due anni dopo la

tecnologie si riescono a produrre soldi e ci si rivolse alla Fondazio- scoperta di Tibeanche farmaci propedeutici alle ne Rockefeller di New York, che rio, questo stuterapie di qualche malattia. Ne finanziò la ricerca per un anno. dente

francese

sono un esempio i peptidi atria- Dovettero però passare 11 anni riportò nella sua Ernest Ducheli ,tra cui rientra anche la penicil- prima che altri due ricercatori, tesi di laurea l’interazione tra il lina scoperta da Fleming, il quale Howard Florey e Ernst Chain, fungo Penicillium glaucum e il riuscì a vincere il Premio Nobel riuscissero a dare il giusto valore batterio Escherichia coli. Anche grazie ad una capsula dimenticata alla scoperta. Bastò invece po- nel suo caso lo studio fu abbandoaperta. Viene citato come il caso chissimo tempo perché il nuovo nato e i suoi risultati dimenticati. più famoso di serendipity. Nel farmaco, usato dai soldati alleati

Pierluigi Russo


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Il tarlo dell'orecchio, Ohrwurm!

La scissione dell'atomo

Nonostante il nome, questi “parassiti” hanno poco a

Nel dicembre del 1942, Enrico Fermi

che vedere con l’organo dell’udito. Si tratta di

e i suoi collaboratori riuscirono a dare

“agenti musicali cognitivamente infettivi” del cer-

il via all’era atomica. Tutto avvenne,

vello, come li definì nel 1987 una rivista tedesca,

qualche anno prima, in un laboratorio

“Musical imagery repetition (Ripetizione di imma-

romano che si trovava in via Panisperna. Ma quei giova-

gini musicali) ” . Il fenomeno è molto comune: il

ni scienziati non ci sarebbero arrivati senza l’aiuto invo-

98,2 % della popolazione mondiale è affetta dagli

lontario di “sora Cesarina”, la donna che puliva il labora-

Ohrwurm o earworm e i più esposti sono i giovani

torio, che, per non farsi le scale, ignorando le regole, si

che ascoltano molta musica e in particolar modo i

procurava l’acqua dai rubinetti che si trovavano nella

mancini. Di norma gli earworm vengono rilevati

stanza dove Bruno Pontecorvo faceva i suoi esperimenti.

come un’occasionale colonna sonora che tiene

A causa di queste incursioni il giovane scienizato un

compagnia o un fastidioso ritornello di cui è diffici-

giorno si accorse che il tubo di argento, che doveva esse-

le liberarsi, ma nel 10% della popolazione può di-

re “bombardato”, era molto radioattivo e un altro appena

ventare un’ossessione ed è proprio in questi casi

appena, e per questo fu licenziato. Quando Amaldi e D’-

che gli earworm diventano sintomi di una patologia

Agostino si accorsero che la vecchia lasciava spesso il

ossessivo-compulsiva. Sulle cause scatenanti degli

secchio pieno d’acqua tra gli strumenti, notarono pure un

earworm ci sono solo delle ipotesi delle quali la più

diverso comportamento da parte di questi. Appena Fermi

diffusa sostiene che i tarli sarebbero sistemi di con-

fu a conoscenza di questo fatto, capì che nell’attraversare

solidamento mnemonico in cui la musica aiuta a

un liquido i proiettili di neutroni “rallentavano”, ma gra-

ricordare le parole o gli avvenimenti cui è legato

zie ad uno strano processo diventavano sempre più mici-

quel brano. Come fare quando il ritornello diventa

diali. Fecero un prova in un vasca piena di pesci e l’espe-

troppo fastidioso? E’ stato dimostrato che cercare

rimento riuscì. Fermi e i suoi compagni ritennero così di

semplicemente di ordinare al cervello di smettere di

aver scoperto un nuovo elemento a cui diedero il numero

pensare a quella determinata musica è completa-

93 della scala Mendeleev. Solo quatto anni dopo Fermi,

mente inefficace! Se infatti leggessimo “non pensa-

quando già era a Chicago, capì che nel suo laboratorio

re alla scimmia sull’albero”, diventa impossibile

era avvenuta la scissione nucleare dell’uranio. A farglie-

non visualizzare nella nostra mente l’animale in

lo comprendere furono anche gli esperimenti compiuti a

questione. Diana Deutsch, ordinario di psicologia

Berlino da due scienziati. Nacque così la “Pila di Chica-

all’University of California a San Diego, sostiene

go” e non “di Roma”. Il 2 Dicembre 1942 il capo del ser-

che i tarli più fastidiosi riflettono un retropensiero,

vizio che realizzò il primo reattore nucleare della storia

una sota di post-it che invita a ricordare e sparisce

comunicò l’avvenimento dicendo che l’inventore italia-

solo quando si riesce a trovare il ricordo che è lega-

no, come un nuovo Colombo, era giunto nel nuovo

to a quella determinata sinfonia.

“continente” dell’energia atomica.

Helga Turiaco

Fabio Malacarne


Continua Pagina 35

MODERNE TECNOLOGIE E NUOVE GENERAZIONI A CONFRONTO Passaggio di testimone Ed eccoci qua, come

che, nonno? Di una nazione che sta andando al massa-

tutte le domeniche a

cro?” “Si, esatto! Perché un marinaio non abbandona

casa del mio fantasti-

mai la sua barca…” “Veramente si dice che un capita-

co nonno di 98 anni.

no non abbandona mai la sua nave…” “Osi contraddir-

E’ diventato un ri-

mi? Ragazzina, ricordati che tu hai 14 anni, mentre io

tuale, ormai, incon-

ne ho esattamente 87…” sentenzia come sempre mio

trarci il pomeriggio

nonno, offeso nell’animo. “Nonno, ne hai 98, per dire

presto,

raccontarci

la verità, e io 16” rispondo allora io, con un accenno di

tutto ciò che è suc-

insolenza. “Voi giovani d’oggi siete tutti così: presun-

cesso durante la set-

tuosi ed impertinenti!” “Ma perché colpevolizzi tutti?

timana, per poi sprofondare nei comodissimi divani e

Non fare di tutta l’erba un fascio!” reclamo. “Dove

guardare la TV. Solitamente guardiamo documentari,

sono i valori di una volta, eh? I valori insegnati e tra-

racconti storici, o i film che appassionavano i suoi

mandati dal grande Duce? (possa egli avere gloria in

migliori anni. Ma, casualmente, quella domenica non

eterno!)” esclama accigliato mio nonno. Niente da fa-

mandavano in onda né documentari né film. Solo

re…mio nonno riesce sempre a mettere in mezzo Be-

programmi pieni zeppi di gossip e news dal mondo

nito Mussolini (pace all’anima sua), nonostante l’argo-

dello spettacolo. “Ma io non lo so! I bei programmi

mento trattato sia di gran lunga lontano da quel nome.

di una volta sostituiti da queste porcherie, puàh!”

“Ancora? Esalti colui che ha alleato l’Italia con un

commenta subito mio nonno, alquanto disgustato.

mostro?” esclamo io, molto arrabbiata.

“Hai ragione, nonno…tutta questa TV trash…”

“L’errore non fu suo! Fu minacciato! Per questo en-

“Trash? E che è? Si mangia?”

trammo in guerra al fianco della Germania hitleriana!

“Ma no, nonno…è la cosiddetta TV spazzatura, eh!”

Piuttosto, ti ho mai raccontato di quella volta…” Ci

“Ma parla decentemente! Tutto questo americano che

risiamo! Ma perché gli do sempre lo spunto per rac-

si è infiltrato nella nostra cultura…” “Nonno, vera-

contare i suoi aneddoti bellici (che poi è sempre lo

mente è inglese…” “Ebbene? Che differenza fa? E’

stesso, ma raccontato in luoghi, posti e con parole dif-

pur sempre una lingua straniera! E per di più anglo-

ferenti). “Si, nonno! Me lo hai già raccontato!” rispon-

sassone! Dove sono finite le nostre origini, le nostre

do prontamente io. «SMARTPHONE ANDROID a

radici? Noi siamo gli eredi del maestoso latino! Il

soli 10 euro mensili! Passa a Vodafone» annuncia in

latino si dovrebbe studiare, non l’inglese” “Ma non-

quel momento la TV.

no, l’inglese è ormai ovunque! Se io volessi lavorare

“Nonno! Ma hai visto che telefono? E’… è … fanta-

all’estero, e non sapessi l’inglese, sarei persa!” “E

stico! Magari lo avessi …” “Ma perché …è un telefo-

che bisogno c’è di andare all’estero? Eh? Aaah…

no quel coso?” chiede incredulo mio nonno. “Certo, è

traditori della patria siete, traditori!” “Ma traditori di

di ultima generazione!” rispondo io. “E i tasti dove


Pagina 36 sono? Poi come lo componi il numero?” “Ma nonno, è litigava di meno, la vita scorreva tranquilla e lenta, a TOUCH!” rispondo io entusiasta. “Aaaah…touch… far da padrone era il verde dei campi e degli alberi in come la canzone dei grandi The Doors e di Jim Morri- fiore, ogni luogo era pieno di sole e di sorrisi; tempi son: «Touch me baby…and you see that IM not A- nei quali ci si accontentava di poco; tempi nei quali gli FRIAID…»” inizia a canticchiare mio nonno (ne aves- occhi erano lo specchio dell’anima, del cuore…puri e se azzeccata una, dico una di pronuncia). “AAAH AA- senza quel nero intorno che li sporca; tempi nei quali HAHAH…” giuro, è impossibile contenere le risate. le donne erano donne per la loro purezza e per la loro “Si ma…non mi hai ancora spiegato dove sono i tasti! semplicità, e non perché così risultava all’anagrafe; Cioè, spendi 900 euro e manco i tasti ha il telefono…” tempi nei quali i giovani vedevano con rispetto gli anchiede ancora mio nonno. “I tasti sono sullo schermo, ziani, e ne traevano il meglio e ciò che di più saggio nonno! Digiti il numero direttamente sullo schermo!” avevano sotto quei capelli imbiancati dal tempo…” spiego un po’ stufa. “Ma che razza di diavoleria è que- “Nonno!” Che stupida. Ho saputo solo dire questo, sta? Quello è un signor telefono!” ed indica un vec- perché ho sentito subito il bisogno di gettarmi tra le chissimo modello di telefono fisso, con una cornetta in sue braccia, bagnandogli di lacrime la camicia profuavorio e “RUOTA GIRANTE SUI NUMERI” in le- mata di talco. “E sappi che ti ritengo una vera donna, gno lucido. “Ma che c’entra! Nonno, stiamo parlando nipotina mia, perché nonostante la tua fierezza dimodi new generation…high technology system!” “…puoi stri ciò che hai nel cuore…”mi dice il buon nonno, ripetere? Non ho capito da «parlando di» in poi…” asciugandomi gli occhi. “Nonno…hai ragione su tutto, “Mio Dio, quanta arretratezza! Nonno: nuova genera- davvero…ma lasciami dire che ciò che tu pensi è ricco zione è sinonimo di alta tecnologia di sistema! - ripeto anche di luoghi comuni… - e subito gli occhi vispi del in italiano, sbuffando - In poche parole…il tuo telefo-

nonno si fanno curiosi e languidi – E’ vero: sono tem-

no è vecchio, nonno…it’s a shame!” “Non insultare pi diversi questi. Tempi in cui puoi avere tutto ciò che Doroty, idiota! Doroty non è scemo per niente! Quel vuoi con un solo click; in cui i giovani sono sempre telefono vale molto per me…me lo regalò tua nonna… più vuoti e privi di coscienza e le droghe sono il mezcostò molte lire…e non lo venderei neanche per milio- zo più accessibile per uccidere; in cui gli incidenti soni di euro!” esclama il nonno…non accorgendosi di no all’ordine del giorno e la vita scorre, ma non ci sorabbracciare “Doroty” il telefono e piangendo in silen- ride; in cui ognuno di noi ha la sua ferita…ma non è zio, rivolto verso di me. “Oh, nonno…beh…mi dispia- vero che in tutto questo non c’è chi ha ancora dei valoce, ma non volevo offenderti, né tanto meno offendere ri, chi crede ancora che la vita non sia tutta qui e che il ciò che è importante per te….scusami!” dico subito, bene trionferà sul male, prima o poi…credimi, nonrammaricata. “Tranquilla…è l’unico ricordo che ho di no…c’è gente che sa vivere, ancora” spiego, riuscendo tua nonna…ora che non c’è più solo questo mi resta! - a far valere la mia tesi. “Brava, nipotina mia, brava. dice mio nonno, ormai all’estremo della sua tristezza – Sono orgoglioso di te!” dice allora mio nonno, sorriErano altri tempi quelli…tempi in cui il telefono era dendo. poco diffuso, la televisione era un bene per pochi, si

Gaia Foti


Pagina 37

Digital generation Oggi più che mai si parla di “digital generation”, ossia di una generazione che crea il proprio sapere, che si informa, che acquista, che passa il proprio tempo libero attraverso l’uso di un oggetto, a prima vista quasi privo di senso, ma che rappresenta una vera e propria rivoluzione dal punto di vista tecnologico e scientifico: il computer. La sua importanza è dimostrata anche dal fatto che quasi tutti lo possiedono. Infatti, grazie alla sua enorme semplicità d’uso, ormai il computer è un elemento dell’esistenza di ciascuno di noi. La caratteristica principale del “digital world” è di essere un mondo analogico, a differenza del mondo razionale che è causale e progressivo. Inoltre il mondo digitale non lascia spazio al dubbio, che è invece la forza stessa del procedere

scientifico. Tutto nel mondo analogico è al presente: una cosa è oppure non è. Tutto è riportato ad un atto operativo, legato si potrebbe dire al gesto del cliccare, del premere quel bottone che apre la pagina della proposta richiesta. Non c’è dubbio che gli adolescenti di oggi ne siano i più coinvolti, poiché sono nati quando il mondo digitale si era ormai imposto. E vi è indubbiamente una differenza tra chi ha vissuto parte della propria vita in epoca predigitale e vi si è introdotto con ti-

more e tremore e chi ha trovato l’analogico fin dalla propria culla, vivendo una vita addirittura ritmata da un computer. Sono proprio loro, bambini di appena 5 anni o anche meno, a insegnare il più delle volte, magari ai propri genitori, ad usare una determinata applicazione. Questo non può che essere positivo all’interno di una società nella quale l’uso del computer è diventato un obbligo, ma è anche importante, soprattutto per gli adolescenti, non farne un uso eccessivo che possa far deviare dalle loro prerogative principali, quali la scuola o lo sport o altre attività non virtuali. Oltre a questo, l’uso del computer e anche delle nuove tipologie di telefoni touch porta ad un deterioramento fisico e, più nello specifico, delle funzione cognitive. A tal proposito evidenzio, tra le conseguenze allarmanti di un uso smodato dell’ hitech, la possibile scomparsa di alcune capacità mnemoniche che non vengono più stimolate, come dimostra anche una ricerca effettuata dallo psichiatra Vittorino Andreoli, direttore del dipartimento di Psichiatria di Verona. Si perde la memoria verbale e quella numerica, mentre sono attivate le memorie visive e quelle dei suoni e, come conseguenza estrema, diventa anche impossibile formula-

re un pensiero articolato. Ecco perché bisogna prestare attenzione ai più piccoli che vivono esclusivamente di video e digitalizzazione. Quando spengono il computer sono presi da angoscia, ma quando lo riaccendono tutto passa e si addentrano nuovamente nel mondo della virtualità, il quale ha una fondamentale caratteristica che lo rende attraente: se qualcosa non piace si clicca e la si fa sparire. Se, per esempio, in una classe scolastica non piace un professore, non lo si può eliminare cliccando, a meno di non usare lo stesso indice della mano atteggiandolo ad un movimento che, anche se di poco, è diverso e serve a sparare. E non permette a quell’insegnante di continuare faticosamente il compito di educare e soprattutto d’insegnare a vivere. Pierluigi Russo


Pagina 38

Pirateria Informatica Al giorno d’oggi

è però bastato a scoraggiare i pirati informatici che

Internet rappresen-

studiano giorno dopo giorno metodi migliori per

ta una componente

mettere in condivisione file protetti d’autore e che

indispensabile del-

sono supportati dagli stessi utenti che, contenti di

la nostra vita: non

poter scaricare musica, film e software a costo ze-

vi è infatti ambito

ro, ritengono che il File Sharing sia un loro diritto.

di

sociale,

Un esempio è il Piratpartiet, un partito politico na-

lavorativo, cultura-

to in Svezia nel 2006 che lotta per la modifica le-

le, in cui non sia prezioso l’aiuto dato da internet. Il

gale e concettuale delle leggi sul copyright e che,

Web permette di entrare a contatto con miriadi di

nel 2009, alle Elezioni Europee ha ottenuto un seg-

informazioni a cui possiamo accedere istantanea-

gio nel Parlamento Europeo, fra i 18 disponibili

mente. Ciò è stato anche possibile grazie alla diffu-

per la Svezia. I due fattori principali che secondo

sione della Banda Larga (comunemente detta

me portano molti a trasgredire le leggi sui diritti

ADSL) che oggi ormai si trova quasi in ogni fami-

d’autore sono da un lato i costi eccessivi imposti

glia. Il progresso tecnologico ha portato ad un conti-

dalle case discografiche/cinematografiche e dai

nuo miglioramento e potenziamento delle connes-

produttori di software, dall’altro la facilità di ac-

sioni che oggi hanno raggiunto ottimi livelli. Per

cesso al materiale coperto da diritti d’autore in mo-

fare un esempio, cinque anni fa sarebbe stato impen-

do fraudolento, senza che sia necessaria una parti-

sabile organizzare una riunione lavorativa tramite

colare perizia informatica. Tutto è lì a portata di

videoconferenza o, parlando di cose più vicine al

mano, con un semplice click. Probabilmente le leg-

mondo di noi giovani, vedere un intero film online

gi da sole non bastano, forse l’abbassamento dei

senza difficoltà. Oggi, invece, tutto ciò è possibile e

prezzi dei prodotti originali potrebbe disincentivare

se da un lato Internet ha dato spazio a nuove oppor-

la pirateria in modo più incisivo. Ciò porterebbe

tunità, dall’altro ha reso possibile la diffusione della

vantaggi ad entrambe le parti: gli acquirenti sareb-

Pirateria Informatica. Il Decreto Urbani sul peer-to-

bero consapevoli di acquistare un prodotto origina-

peer (detto anche P2P o File Sharing) varato nel 20-

le e di ottima qualità ad un prezzo “più onesto” e

04 punisce con una multa da 51 a 2065 euro

non andrebbero a cercare sottoprodotti di peggiore

“chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e

livello, e le Major d’altro canto potrebbero, attra-

in qualsiasi forma (…) mette a disposizione del pub-

verso un’ organizzazione produttiva volta a ottene-

blico, immettendola in un sistema di reti telemati-

re l’abbattimento dei prezzi, favorire una maggiore

che, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’o-

diffusione del loro prodotto e aumentare, così, i

pera dell’ingegno protetta, o parte di esse”. Ciò non

propri fatturati.

essa,


Pagina 39

La televisione: positiva o negativa? Al giorno d’-

solo la cultura, lo studio e l’impegno ci offrono le

oggi

buona

opportunità concrete per trovare, un giorno, un vero

parte

della

lavoro. Perchè correre appresso ad un pallone non può essere considerato, a mio parere, un vero lavoro.

popolazione mondiale

è

Ma la cosa più sbagliata è che la felicità vera non si

influenzata

basa sul capitale economico posseduto da una perso-

dalla

televi-

na, ma su una famiglia, o comunque sulle persone

sione e dai suoi aspetti negativi. Le scene di vio-

che ti vogliono bene. E’ vero che i calciatori sono

lenza raffigurate in TV ormai sono sempre di più

sposati con le veline più belle, ma in realtà non si a-

e sempre più brusche; la pubblicità induce spesso

mano, e quindi non raggiungeranno mai la felicità.

al consumismo. Molti pensano che guardare scene

Ovviamente la televisione un lato positivo ce l’ha,

di violenza non condizioni i nostri comportamenti

per esempio, è una fonte di cultura. Infatti attraverso i

e i nostri atteggiamenti quotidiani. Ma gli episodi

telegiornali ci si può informare sulle vicende che av-

di violenza televisiva diventati realtà sono infiniti.

vengono in tutto il mondo, e tramite i documentari è

Per esempio, le rapine compiute con le maschere

possibile apprendere molte più cose su vari argomen-

di alcuni politici imitano dei film. I ragazzi, inol-

ti. Secondo me prevalgono, purtroppo, i lati negativi,

tre, diventano sempre più crudeli e violenti con il

però penso anche che eliminarli e lasciare solo quelli

bombardamento di immagini cruente che subisco-

positivi non sia impossibile. Il problema è che non

no attraverso la TV. Un altro lato negativo, non

conviene ai ” grandi capi”. Noi non sappiamo quali

tanto preso in considerazione, ma che secondo me

siano gli obiettivi di queste associazioni a delinquere,

ha anche il suo peso, è il problema delle pubblici-

perchè sono loro a comandarci. Dobbiamo però im-

tà. Tutte queste pubblicità portano milioni e mi-

pegnarci a far prevalere un po’ di giustizia nel nostro

lioni di ragazzi e ragazze a comprare qualsiasi

mondo, perchè sta scomparendo sempre di più!

cosa, anche se non la desiderano. Infatti diversi studi hanno accertato che la maggior parte delle pubblicità contengono messaggi subliminali che riescono a condizionare la nostra mente. Questo provoca il famoso fenomeno del consumismo. La televisione inoltre illude tutti (o quasi) i ragazzi e le ragazze facendo loro credere che diventando calciatori o veline si possa avere un futuro radioso e felice. Ciò è invece del tutto sbagliato, poichè

Fabio Malacarne


Pagina 40

Uomo o tecnologia? Non passa giorno in cui non si senta parlare di

non ti fa annoiare. Però, la fissazione per l’i-pod è

innovazioni tecnologiche. Essendo circondati da

presto finita, perché qualche tempo fa ho acquistato

un mondo in continua evoluzione, i giovani si a-

un i-phone. Le caratteristiche di questo oggetto sono

deguano all’evoluzione della tecnologia. Come

molto simili ad un semplice i-pod, solamente che,

tutti gli altri ragazzi della mia età, io sono sono

con un i-phone, si ha la praticità del touch screen,

sempre in cerca delle ultime innovazioni in cam-

l’utilità di un telefono (come dice il nome stesso), la

po tecnologico: cellulari, i-pod, computer e tutto

possibilità di navigare in internet e, quindi, di usu-

ciò

che

di

fruire dei moderni

generazio-

social network. Un

ne”. Il mio interesse

i-phone è pertanto

per la tecnologia è

tutto ciò di cui un

iniziato quando ave-

giovane adolescente

vo solo cinque anni,

potrebbe avere biso-

quando mio padre

gno, perché con un

tornò a casa con una

i-phone, come dice

playstation, la prima

lo spot che lo pub-

che fosse mai stata

blicizza “hai il mon-

inventata. Da allora

do nelle tue mani”.

ho iniziato a ricerca-

Da quando Bill Ga-

“ultima

sia

re sempre nuovi oggetti tecnologici. Dopo pochi

tes, all’età di soli tredici anni, inventò il primo sof-

anni è stata inventata la playstation 2, che ovvia-

tware per giocare a tris la tecnologia si è evoluta così

mente non poteva mancare alla mia collezione

come l’uomo si è evoluto nel corso di milioni di anni.

“hi-tech”. Fortunatamente la playstation 3 è stata

E con la sua continua evoluzione, la tecnologia è en-

inventata quando il mio interesse per i videogio-

trata sempre di più a far parte del nostro quotidiano.

chi era drasticamente calato. Così, un paio di anni

Io, in prima persona, credo che non riuscirei a so-

fa, ho comprato un i-pod. Per chi non lo sapesse,

pravvivere senza la tecnologia e il mondo intero si

cosa che credo molto improbabile, un i-pod è un

fermerebbe se internet si spegnesse. A questo punto

piccolo dispositivo nel quale possono essere me-

mi sorgono due domanda: è l’uomo che ha bisogno

morizzati musica, foto, film, ecc… Da quando

della tecnologia? O è la tecnologia che ha bisogno

l’ho scoperto, l’i-pod è diventato uno dei miei mi-

dell’uomo?

gliori amici, anche se non è una cosa molto bella e giusta da dire, però è così; lui è quell’oggetto che c’è sempre, che ti tiene sempre impegnato e

Pierfrancesco Pata


Pagina 41

SEZIONE AMBIENTE -ECOLOGIA L’acqua: un bene pubblico o un business privato?

No alle centrali nucleari

Giugno si avvicina e con esso il refe-

Nell’ultimo periodo la società italia-

governo ha anche detto che riguardo

rendum che, tra le altre proposte, chia-

na ha assistito a ridicoli quanto inu-

a simili rischi si può stare tranquilli,

ma i cittadini a esprimersi se abrogare

tili dibattiti sulle intercettazioni di

in quanto con le moderne tecnologie

o meno l’obbligo di gara per affidare i

esponenti politici o sulle celebrazio-

il tasso di incidenti è notevolmente

servizi idrici, favorendo nel primo

ni dell’Unita d’Italia, dimenticando

basso. E’ certo che, per avanzare

caso la gestione pubblica degli acque-

aspetti forse più importanti e proble-

queste ipotesi, si sono effettuati par-

dotti. Il sistema di distribuzione delle

matici. Tra questi occupa sicuramen-

ticolari studi da parte di persone

risorse idriche fa “acqua da tutte le

te un posto importante il problema

competenti, che hanno dimostrato la

parti”. Si calcola in media che il 35%

dell’uso di energia nucleare. Il go-

scarsa percentuale di rischio. Ma il

di questo bene sempre più prezioso si

verno ha proposto di creare degli

problema è che a volte la scien-

perda in mille rivoli causati da reti

impianti per la produzione di energia

za, ovvero la mente umana, non spe-

idriche malmesse, e il 30% della po-

nucleare, che affianchino altre cen-

rimenta sempre prodotti certi e sicu-

polazione non sia approvvigionata in

trali come quella a carbone. Tra le

ri. Proprio ultimamente il Giappone

sedi deputate ad accogliere tali im-

è stato distrutto quasi interamente da

pianti è stato scelto anche un paese

un terremoto che, fra tutte le sue

adiacente al mio, in provincia di

conseguenze, ha anche determinato

Reggio Calabria. Gli abitanti delle

il danneggiamento di alcune centrali

aree interessate si stanno mobilitan-

nucleari con il rischio di emanazione

do per far sentire la propria voce e

di sostanze tossiche. Ma la scienza

per opporsi a tale proposta. Sicura-

conosce la pericolosità di tali sostan-

mente il governo avrà valide motiva-

ze che provocano patologie difficil-

capacità ad innovare, ma anche dalla

zioni per installare questi impianti:

mente curabili, quali l’insorgenza di

volontà politica di mantenere inaltera-

di certo, ad esempio, in zone con

tumori, disturbi mentali, fisici ecc…

ta la situazione, tariffe comprese, pur

elevati tassi di disoccupazione le

Allora - io mi chiedo - perché ri-

di conservare il consenso o trovare un

nuove centrali impiegherebbero ma-

schiare? Perchè non concentrarsi

nuovo bacino da cui trarre voti. Oggi

nodopera ora inoccupata. Ma potreb-

sulle energie rinnovabili? Diceva un

è difficile garantire in Italia un discre-

bero far sorgere problemi di altra

antico proverbio: “Prevenire è me-

ta gestione del’acqua ed altrettanto

natura, forse più gravi. In primo luo-

glio che curare”. Se non sono i no-

adeguate tariffe, ma la questione non

go si può danneggiare la natura, che,

stri politici a salvaguardare la nostra

riguarda più la contrapposizione tra

specie nella zona in cui abito, è ricca

vita, allora spetta a noi indurli a

gestione pubblica o privata, quanto

di flora e fauna, in particolare mari-

cambiare idea. Al prossimo referen-

piuttosto una gestione più o meno

na, in via di estinzione. Oltre al pro-

dum sulla realizzazione delle centra-

valida.

blema delle minacce di estinzione

li nucleari scegliamo NO!!! Una X

per le specie animali, se ne aggiunge

potrà cambiarci la vita.

modo sufficiente. Il fallimento dell’amministrazione pubblica nel gestire le risorse idriche ha indirizzato l’interesse privato verso questa realtà così delicata e in rapida evoluzione, anche in conseguenza dei mutamenti climatici. L’immobilismo in cui versa il servizio di distribuzione dell’acqua potrebbe dipendere non solo da un’in-

Alessandra Minutolo

un altro: il rischio di incidenti. Il

Pierluigi Russo


Pagina 42 Energie rinnovabili per rinnovare l'umanità

Tornano dal passato gli spettri di Hiroshima e Nagasaki negli animi dei Giapponesi. Torna lo spettro di Cernobyl, insieme al ricordo agghiacciante di immagini scheletrite e calve di bambini-fantasma. Negli ultimi mesi il terrore di un disastro nelle centrali giapponesi, dopo la strage del terremoto, ha pervaso gli animi della popolazione mondiale. Nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i rifiuti nucleari, i quali sono destinati ad essere sepolti per migliaia di anni prima che perdano le loro radiazioni. A mio avviso, l’energia nucleare dovrebbe essere sostituita dalle fonti rinnovabili come il sole, il vento, il mare, il calore della Terra, ovvero quelle fonti innocue, il cui utilizzo attuale non ne pregiudicherebbe la disponibilità nel futuro. Sarebbe opportuno costruire nuovi impianti atti allo sfruttamento di queste fonti che non comprometterebbero la vita dell’uomo; è pur vero che i costi sono abbastanza elevati, ma la vita di ogni singolo uomo non ha prezzo.

Martina Chiara Pascuzzi

Contribuiamo alla cura del mondo Dall’Inghilterra

arriva

una delle possibili soluzioni alla

la

delle

“contaminazione” della terra, tutta-

“prodigiose gesta” di una normale

via la maggior parte della popolazio-

famiglia, gli Strauss, che attuando

ne lo tralascia, pensando stupida-

con continuità, quotidianità ed effi-

mente che non possa migliorare le

cienza la raccolta differenziata è riu-

condizioni attuali. Ecco la pura i-

scita a far entrare in un piccolo sac-

gnoranza: non sapere ciò che causa-

chetto i rifiuti di un intero anno.

no i rifiuti all’ambiente, alla natura,

Sembra semplice pensare, dopo aver

perchè convinti che ciò non influisca

appreso di questa grandiosa fami-

sulla salute del pianeta. Non ci si

glia, che tutti possano fare qualcosa

rende conto che un chicco di riso fa

di eroico per salvare il pianeta. Ma

la

non è così. Risulta poco facile spie-

Bisognerebbe prendere a modello la

gare quali siano gli atteggiamenti

sana famiglia Strauss, cimentandosi

degli umani verso queste problemati-

giorno per giorno in piccole atten-

che, e forse la loro causa è indivi-

zioni che possono portare a risultati

duabile nell’egoismo o nell’ignoran-

impensabili. Molti vorrebbero con-

za di molti. L’uomo da tempo si im-

tribuire alla “cura del mondo”, per-

pegna a distruggere il mondo, piutto-

seguibile solo se considerata come

sto che amarlo e trarne i frutti. C’è

impegno quotidiano. Come asserì il

tanta gente nel mondo come questa

grande filosofo G. Bruno: ”che ci

famiglia che ambisce a ottenere un

piaccia o no siamo noi causa di noi

ambiente più pulito per il futuro del-

stessi”, vale a dire che, chi più chi

l’umanità; dall’altra parte però c’è

meno, ognuno ha contribuito ad arri-

gente che non si preoccupa della sa-

vare al punto in cui ci troviamo og-

lute del pianeta, e ciò implica che

gi. Ma non è troppo tardi. Tutti ab-

questa stessa gente rimanga indiffe-

biamo le capacità e tutti possiamo,

rente di fronte alle conseguenze che

volendo, prendere come modello

potrebbero intaccare la salute di cia-

questa famiglia inglese che ha dato

scun uomo. Come ben diceva Char-

davvero una lezione al mondo inte-

les Baudelaire “l’unica cosa che

ro. Bisogna solo riflettere su ciò a

muove il mondo è l’ignoranza” , e

cui si sta andando incontro e rim-

questa affermazione è da accettare

boccarsi le maniche per dare un per-

perché si ignora ciò che ogni giorno

sonale contributo. Per noi stessi, per

si crea, ovvero la disgregazione nel

la nostra città… per il mondo inte-

nostro pianeta. Il riciclaggio è solo

ro!!

notizia

differenza

sulla

bilancia.

Michela Penna


Pagina 43

Storia su rifiuti e riciclaggio Il VINCITORE DEL PREMIO NEZZA”. La risposta che meglio rende l’idea di STREGA E’: Nicolò Albanese, quanto sporca sia questa parola è quella del mio amicon il libro “A MONNEZZA co napoletano. Infatti a pag. 85 del mio libro si trova (Viaggio tra Profumi e Speciali- l’incontro tra me e lui. Che sei venuto a fare?”, mi tà)”. Salgo sul palco tra gli ap- dice Ciro (Ciro è un ragazzo napoletano sfortunato: plausi… “Ebbene sì, sono il vin- padre in galera, madre che si spacca la schiena dalla citore del Premio Strega 2010, e questo è il mio li- mattina alla sera per sfamare lui e i suoi 8 fratelli). bro. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato “Sono venuto qui perché ogni giorno i media ci fancon me.”Dalla platea si alza un uomo con i capelli no na capa tanta, come diresti tu, con questa storia bianchi, media statura, con gli occhiali…..è Enzo dei rifiuti e del loro riciclaggio. “Ma dimmi un po’, è Biagi (ma non era morto? Sto forse sognando?), vero che avete l’esercito per le strade a spalare i riche dopo essersi complimentato con me dice: fiuti? E’ vero che quando non ne potete più date fuo“Nicolò, quali ritieni siano i passi più belli del tuo co a tutto? E’ vero che ormai è tanta “a monnezza” libro? Puoi citarcene alcuni?”. Prendo il microfo- che è diventata una delle meraviglie di Napoli, insieno… è il mio momento: “Il mio libro è la denuncia me al Vesuvio e a Castel dell’Ovo?”. Ciro non gradidi un ragazzo di 16 anni che crede ancora che non sce quanto gli dico e mi manda a quel paese. Chiedo tutto sia perduto, e che l’uomo non è nato per vio- scusa per averlo offeso, ma non volevo. Napoli è una lentare la natura ma per farne parte!”. La mia opera città come tante altre in cui il rapporto tra rifiuti, riciinizia così: “In una mattina piovosa di Marzo, non claggio e uomo è piuttosto strano. Lascio in pace potendo andare a giocare la partita di calcio della Ciro e mi ritiro nella mia stanza d’albergo a pensare. domenica, faccio ciò che più mi piace…. sto al I rifiuti chi li ha creati? L’uomo! Non certo la Natucomputer e messaggio. Ho tanti amici sparsi per il ra! Chi non riesce a smaltire i rifiuti? L’uomo! Non mondo e decido di chiamarne qualcuno per salutar- certo la Natura! Chi dovrebbe saper riciclare i rifiuti? lo. James a New York (italo-americano)… “Come L’uomo! Non certo la Natura! Chi è che sta pagando stai?” “Bene grazie” “Cosa stai facendo?” “Sto e pagherà amaramente per gli errori fatti? L’uomo! svolgendo una ricerca sulla Rubbish” Mi si accende Non certo la natura. E allora, l’uomo crea i rifiuti, una lampadina… il tema di oggi che unirà me ai non riesce a smaltirli, non riesce a riciclarli… e alla miei amici nel mondo è: RIFIUTI. La domanda che fine ci rimette pure le penne! Vi sembra che questo mando in rete è: “Come si dice nella vostra lingua sia un uomo intelligente? Partendo dal fatto che l’uoRIFIUTI (Spazzatura)?” Risposte: Marc da Berli- mo si sente “ganzo” e dominatore della natura posno,”Mull”; Charlotte da Parigi,”Ordures; Domini- siamo dimostrare che invece è solo un cretino! E voque da Madrid, basura”; Martina Da Pécs, in Un- gliamo parlare del riciclaggio? Nelle ultime pagine gheria…..”Szemet”; Ciro da Napoli….” A MON- del mio libro tratto questo argomento con tanto ardo-


Pagina 44

re, perché è proprio in questo passaggio che l’uomo si dimostra “piccino”. Mentre giro per le strade di Roma ( il mio viaggio continua ), incontro una vecchietta seduta a terra, con i vestiti sporchi e strappati. Mi dice: “Dove vai bel giovane?”. Ed io rispondo:”Vago per la città in cerca di uno spazio pulito!”. Lei risponde: “Fermati qui , io so cosa vuoi sapere!”. Spaventato ma incuriosito mi siedo per terra accanto a lei; guardo la gente che passa, si ferma e getta i rifiuti. Getta? ma che dico!!! Alcuni li scaraventano fuori dalla macchina in corsa, altri gettano bottiglie di vetro con i rifiuti ordinari, altri ancora, ritenendosi “splendidi”, le buttano per terra senza preoccuparsi… Sono passate più di due ore da quando sono seduto accanto alla vecchietta, vedo scorrere di tutto e mi chiedo: ma che razza di uomini siamo? Improvvisamente la vecchietta si alza e si allontana velocemente, mi saluta e dove prima era seduta trovo un biglietto dove c’è scritto: “Ciao bel giovane, quello che hai visto è quello che tutti i giorni voi uomini perbene mi fate! Ancora non hai capito chi sono?… LA NATURA!” La cerco ovunque, non la trovo più, sparita! Mi ha lasciato in mezzo ai rifiuti proprio come meritavo! Concludo il mio libro con una dedica… alla NATURA: “Vorrei poter cambiare il mondo e fare in modo che tu non venga più oltraggiata, ma io da solo non posso farlo, accetta però la mia personale promessa di rispettarti!”. Improvvisamente sento qualcuno che mi scuote: è mia madre che arriva a svegliarmi! Dunque era tutto un sogno….pazienza! Però la STREGA c’è: mia madre! Il PREMIO. Mai dire mai!!!

Riciclaggio: è o non è per noi? Da diversi anni continuano a giungerci alle orecchie notizie sull’esaurimento delle risorse terrestri, sull’inquinamento e dei tanti, troppi rifiuti. I rifiuti ci stanno sommergendo; bottiglie, avanzi di cibo, lattine, buste di plastica, elettrodomestici rotti ecc. occupano cassonetti e strade. Continuando così non si sa quanto potremo resistere. Una possibile soluzione a questo grave problema potrebbe essere quella di creare nuove discariche, o strutture per lo stoccaggio dei rifiuti, come i termo-valorizzatori che, oltre a bruciare i rifiuti, producono anche energia. Un’altra possibile soluzione potrebbe potrebbe essere quella del riciclaggio dei rifiuti che lo consentono, cioè la maggior parte di essi. Bottiglie di plastica e di vetro, carta e imballaggi, lattine oggetti che potrebbero essere riutilizzati più e più volte; ad esempio da bottiglie di plastica usate nascono nuove bottiglie; dai telefonini rotti vengono estratte le parti in oro e riutilizzate; i modi per riciclare qualcosa sono infiniti. Secondo dati statistici solo una famiglia su tre ricicla i rifiuti domestici: questo è ciò che avvilisce di più. Le strutture per il riciclaggio ci sono, e sono anche tante. Quindi il problema non nasce da quando i rifiuti escono dalle nostre case, ma da prima che questi vengano gettati, dipende da noi, gente italiana. Tra tutti gli stati europei, l’Italia è quella che opera di meno nel campo del riciclaggio dei rifiuti. Questa non è una caratteristica degna di un paese tra i più sviluppati del mondo, noi non dobbiamo seguire gli altri, dobbiamo essere sempre un passo avanti a loro.

Nicolò Albanese

Pierfrancesco Pata


Pagina 45

Verde speranza

Il demone dello smog “Il 2011 è il terzo anno peggiore del decennio, do-

Mai colore fu così

po i terribili 2002 e 2006″: con tanta crudezza i

appropriato ad esse-

noti quotidiani nazionali riprendono a parlare del

re legato a tale no-

terribile avvento dello smog. Gli italiani malati di

me. In un anno hor-

smog? E’ proprio in quest’ultimo mese che ben 48

ribilis per la terra e il

città italiane hanno superato il tasso limite regiona-

suo habitat, un po’ di

le. Domeniche ecologiche, biciclette, tasse d’auto,

speranza è cio’ che

parcheggi a pagamento… sembra non esistere so-

ci vuole. Dopo la marea nera del Golfo del Messi-

luzione al peggiore dei mali del xx secolo. Monos-

co e l’ombra grigia e minacciosa di morte della

sido di carbonio, biossido di azoto, benzene, ozono

catastrofe nucleare, uno squarcio di verde ci giunge

e zolfo, l’aria in città si è decisamente tinta di gri-

da non troppo lontano, Torino .

gio, causando danni irreparabili (bronchiti, asma) a

La sesta edizione di “Energethica” si è aperta con

circa 30.000 bambini all’anno nella sola Milano.

la presentazione da parte di James Barber di un’in-

Ci potremmo

novazione destinata a cambiare il mondo. La foglia

affidare

al

artificiale, grande più o meno quanto una carta da

nostro senso

poker,riproduce la fotosintesi clorofilliana delle

civico e cer-

piante, trasformando la luce del sole e l’acqua in

care di risol-

energia, ma in quantità ben dieci volte superiore

vere il problema da singoli in modo ottimale come

alla fotosintesi naturale. Proprio come una foglia

siamo soliti auspicare, ma poi sapremmo realmente

naturale, utilizza la luce solare scindendo l’acqua

prenderci cura di noi stessi e del nostro paese o sa-

nelle sue due componenti principali, ossigeno e

rebbe la solita finta promessa? Perché per fare an-

idrogeno (reazione di fotolisi dell’acqua). I due

che semplici spostamenti l’auto sembra l’unica so-

gas, che si accumulano ciascuno su un lato della

luzione alla nostra pigrizia? Forse bisognerà ancora

“foglia”al silicio, vengono convogliati in una pic-

aspettare che la medicina non riesca più a curare

cola cella a combustibile e poi utilizzati per la pro-

gli effetti di questo demone per spaventarsi davve-

duzione di energia. Le idee ci sono, le menti lavo-

ro e iniziare a cercare soluzioni alternative alle

rano… non resta che augurarci che i potenti si la-

semplici domeniche ecologiche; forse, però, incon-

scino inondare da questa verde speranza e investa-

sapevolmente quel momento è già arrivato! Sveglia

no molto di più nella ricerca di fonti energetiche

italiani pigroni! Il nostro paese - la nostra vita - è

alternative.

in pericolo!! Maria Federica Ferlazzo

Alessandra Minutolo


Pagina 46

Riverberi culturali Incursioni estravaganti sull’arte, la letteratura e la filosofia Le rappresentazioni di Ulisse nella letteratura. Dall'eroe di Omero e di Dante al "Re di Tempeste" di Gozzano L’Odissea è un libro dove il tema generale è il viag- Ripartendo da Itaca infatti, Ulisse supererà le colongio di Ulisse e dei suoi compagni che devono torna- ne di Ercole, vedrà la montagna del Purgatorio, per re dalla guerra di Troia ad Itaca. Ovviamente questo poi morire punito da Dio. Odisseo si trova tra i conritorno sarà ostacolato o avvantaggiato dagli dei. siglieri fraudolenti nell’Inferno, poichè lui ha tessuL’Odissea non è un libro policentrico sul piano dei to inganni tutta la vita. Un’altra rappresentazione di personaggi protagonisti come invece lo è l’Iliade, Ulisse è quella offertaci da Guido Gozzano, l’espobensì ha un solo grande protagonista, da cui infatti nente principale del Crepuscolarismo. Egli ha la tuderiva anche il nome dell’opera, Odisseo, più comu- berolosi e sa di dover morire da giovane. Così nel nemente detto Ulisse. Questa è una delle grandi dif- suo componimento intitolato “l’ipotesi” Gozzano ferenze fra lliade e Odissea. Un’altra è che l’Iliade è immagina di sposarsi, diventare felicemente anziano il primo libro ad essere stato scritto e l’Odissea è il e di dover raccontare alla consorte buona ma ignoprimo ad avere alle spalle un libro e quindi deve ri- rante la “favola” di Odisseo. Così egli lo paragona farsi a questo. Infatti la guerra di Troia nell’Odissea ad un play-boy e ad un piccolo borghese che con i è nel passato. Ulisse nell’Odissea è rappresentato suoi compagni e il suo yacht frequenta le spiagge come un uomo coraggioso, ma soprattutto astuto e più famose del tempo e incontra numerose cocottes. curioso. Astuto perchè riuscirà a tessere molti in- Il poeta continua dicendo che Ulisse non è stato un ganni: quello più ricordato è l’inganno del cavallo di esempio di fedeltà coniugale ma che, una volta ritorTroia, dato che nessuno sarebbe mai riuscito ad e- nato ad Itaca la moglie lo perdonerà. il “Re di temspugnare le mura del re Priamo. Curioso perchè peste” però, né per il figlio, né per la moglie rimarrà vuole conoscere sempre più cose: la sua curiosità si a casa e ripartirà in cerca di fortuna in America. Inevidenzia, ad esempio, nella vicenda delle sirene: vece di trovare il porto del Perù arriverà sino al egli infatti vuole ascoltare il canto senza morire, e ci monte del Purgatorio, che “trasse la nave all’in giù”. riuscirà. Nel XXVI canto, nel girone dei consiglieri Secondo me la figura di Ulisse dovrebbe essere un fraudolenti dell’Inferno, nella Divina Commedia di punto di riferimento per tutti. Ormai quasi nessuno Dante, Ulisse dice:”Considerate la vostra semenza:/ ha la curiosità di conoscere sempre più cose. E quefatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir sto è sbagliato dato che secondo me, cultura è sinovertute e canoscenza”. Queste sono le parole con nimo di conoscenza, perchè è proprio questa che cui, secondo Dante, Ulisse incitò i suoi compagni a arricchisce l’uomo e lo rende unico tra tutti gli essecontinuare il viaggio alla scoperta di mondi scono- ri viventi! sciuti, perchè bisogna conoscere sempre più cose.

Fabio Malacarne


Pagina 47

Il mito della caverna Due mondi in contrapposizione: l’esperienza della

alla pseudo-realtà dell’immaginazione, si contrap-

vita reale, tangibile, diretta, dura. Di contro: il sole e

pone brutalmente l’impatto crudele con la vita rea-

la vita immaginata attraverso un velo, il velo del-

le. L’adattamento alla luce è difficile, lento. Il sole

l’immobilità all’interno di una caverna, il buio.

dapprima brucia gli occhi, poi permette al prigio-

All’interno della caverna l’immaginazione è il sim-

niero, reso libero, di vedere delle immagini, dap-

bolo della vita di questi poveri uomi-

prima confuse e simili a quelle im-

ni costretti all’immobilità, all’impos-

maginate nell’oscurità. Poi lentamen-

sibilità di muovere il collo per poter

te gli occhi cominciano ad adattarsi

scorgere il volto dei compagni ed il

alla luce, e non orientandosi ancora

colore della luce che proviene loro

durante il giorno, trovano ristoro e

da dietro, immaginando un mondo

felicità durante la notte, nella visione

surreale. Ma come è veramente que-

della luna e delle stelle. Ma anche

sto mondo soltanto immaginato? E’

questo non basta, la percezione della

migliore o peggiore del contatto di-

realtà è la luce, fino a che l’uomo

retto, della luce abbagliante che feri-

reso libero guarda finalmente il sole

sce gli occhi. L’incapacità a voltarsi

e nel sole percepisce che la vita reale

potrebbe essere decifrata come una paura a capire

non è distorsione dell’immagine. La vita reale è

veramente ciò che ci circonda, la brutalità del mon-

contatto, urto, dolore, scoperta, sofferenza, curiosi-

do esterno che ci ferisce, che non ci dà il tempo di

tà. Aggettivi questi che fanno la differenza fra una

adattarci ai cambiamenti repentini che ci propone.

vita solo immaginata, ma forse più tutelata, da una

Lo studio delle forme, degli oggetti trasportati dagli

vita segnata dalla sofferenza. Ma la sofferenza pro-

uomini che percorrono il muro alle spalle dei prigio-

babilmente è l’unico percorso che porta alla sag-

nieri, svela lo sforzo da parte di chi è cieco di svi-

gezza e alla maturità.

luppare il senso dell’immaginazione fino a farlo di-

Non esiste conquista senza dolore. Certo, potrebbe

ventare realtà. Quello che l’uomo, cosiddetto nor-

essere più facile mascherarsi dietro una finta vita,

male non deve sforzarsi di fare. E chi dice che la

vivere di luce riflessa. Ma la sfida dell’essere uma-

realtà sia preferibile all’immaginazione? Questi uo-

no secondo me è proprio questa, combattere ogni

mini sono cresciuti nel crepuscolo da sempre; fin da

giorno per allontanare quella luce abbagliante dagli

bambini non conoscono il mondo reale. La loro real-

occhi e conquistare un gradino di verità. Anche se

tà è l’immobilita e l’immaginazione, e chi può dire

la verità spesso fa male.

se non soffrirebbero di più se ne fossero privati? Ma

Giorgio Cacciola


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Le rappresentazioni del Destino nella Letteratura Nella nostra vita tutto acca- molto spesso divinizzato. Per degli dèi con la preghiera”. Varie de secondo un principio: il la mitologia greca le artefici sono le rappresentazioni letterarie, destino. Celebre è la frase di del nostro destino erano le

oltre a quelle già citate, del

Appio Claudio il Cieco

Destino o Tyche, come nel

“siamo noi gli artefici del

Macbeth di Shakespeare, opera

nostro destino”. Il fato,

in cui il protagonista non rie-

infatti, altro non è che gli

sce, per quanto ardentemente

eventi oggettivi, la possi-

si sforzi, a sfuggire ad un de-

bilità, i limiti, tutto ciò che

stino già fissato, o anche nell’-

cade al di fuori del nostro

opera manzoniana “I Promessi

controllo. È determinato

Sposi” in cui le sventure dei

dalle scelte che facciamo e

protagonisti sono dettate da

che gli altri fanno, condi-

uno dei più grandi protagonisti

zionando, così, il nostro

del romanzo, la Provvidenza

futuro. Già i primi filosofi

Divina, ovvero l’idea cristiana

hanno parlato di questa

che tutto segue un disegno di-

forza, che altro non è che

vino. Il destino, tuttavia, rima-

il futuro che non siamo

ne una forza di cui sappiamo

noi a scegliere. Platone

ben poco e, come dice il pre-

dice che tutto è nel fato, ma Moire (o Parche per i roma- mio Nobel per la letteratura, Sache non tutto è predestinato. ni), che tessevano il filo della muel Beckett, “potrei dirvi di più a L’anima è senza padrone e vita dalla nascita fino alla proposito dei ravanelli”. Spesso lo siamo liberi, quindi, di fare morte con la recisione dello usiamo come giustificazione, ciò che vogliamo senza esse- stesso. Anche nell’Iliade e “forse non era destino”, per illuderre sottoposti a nessun vinco- nell’Odissea di Omero gli av- ci che quello che accade non dilo e sono le conseguenze venimenti sono collegati al pende da noi e che è colpa di quedelle azioni, invece, che si fato attraverso il volere degli sta forza che i nostri sogni falliscocompiranno secondo il desti- dei, così come nell’Eneide di no. no. Nel corso dei secoli il Virgilio in cui si dice “Cessa concetto di destino è stato di sperare di cambiare i fati

Federica Spadaro


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L'uomo e la responsabilità “La responsabilità è prezzo prattutto alla costanza c’è chi semplici con considerazioni della

g r a n d e z - preferisce scegliere la via più che delineano il nostro essere

za.” (W.Churchill)

facile, la via della viltà, che infantile. Ma ogni singolo in-

L’uomo, in quanto essere lo porterà a confondersi tra dividuo è responsabile di una coscienzioso, basa la propria la massa, a guardare nell’- crescita individuale, che lo esistenza su scelte responsa- ombra chi ha scelto il peso porta alla maturazione di debili che contribuiranno alla gravoso delle decisioni re- terminati obiettivi che trarealizzazione di una vita ap- sponsabili. Ognuno è artefice scendono ogni minima infanpagata e soddisfacente. Agi- del proprio destino ed è re- tile distrazione. L’uomo rere opportunamente in manie- sponsabile di ciò che accade sponsabile decide di non conra efficace delinea il com- e perciò spetta a noi compie- formarsi alla massa, di non portamento responsabile di re cosapevolmente scelte op- seguire inconsapevolmente la un uomo che sa scegliere il portune. Come afferma un moda di turno. E’ facile nel modo di agire più opportuno grandissimo filosofo, Emma- mondo vivere secondo le opianteponendo la fermezza dei nuel Kant, è insito in noi il nioni dei più, ma il grande propri pensieri e delle pro- senso di “moralità”, intesa uomo, a mio avviso, è quello prie azioni alla casualità de- come intenzionalità e volon- che in mezzo alla folla mangli eventi e che non lascia tà di comportamento senza il tiene la solitudine del suo che il suo stato d’animo sia vincolo di alcuna imposizio- pensiero. determinato da alibi e scuse ne. Da ciò scaturisce l’autoche gli impediranno di agire. regolazione di ognuno di Spesso, soprattutto per noi noi, vista come misura della ragazzi, è preferibile rove- nostra libertà. A noi ragazzi sciare su fattori esterni le talvolta questi concetti risulcolpe di ciò che non va e na- tano poco chiari o troppo difscondere profondi stati di ficili da attuare e questo perinerzia e impassibilità. Al- chè, a mio avviso, è più col’impegno, alla fatica e so- modo

giustificare

scelte

Pascuzzi Martina Chiara


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L'amore. Vita o morte Potrebbe sembrare un tema banale l’amore, poiché

rebbero in lacrime e si troverebbero in quell’infer-

ormai ognuno lo definisce per come meglio crede.

no di vita in cui tutto sembra aver perso senso di

Forse è proprio questo l’amore, puro desiderio di

esistere. Alberoni disse “ la vita quotidiana è un

felicità! Come disse F. Alberti “noi desideriamo,

eterno purgatorio. Nell’innamoramento c’è solo il

vogliamo assolutamente qualcosa per noi. Tutto ciò

paradiso o l’inferno; o siamo salvi o siamo danna-

che facciamo per la persona amata non è far qualco-

ti”. A volte ci si chiede se vale la pena soffrire, ri-

sa d’altro e per qualcun altro, è farlo per noi, per

schiare, struggersi e bruciarsi d’amore quando al-

essere felici”. L’amore è qualcosa che riempie ogni

l’improvviso vedi quella persona andar via da

parte del nostro essere, di illusioni e desideri , desi-

te. Il distacco tra due amanti viene esemplificato

derio di vivere per l’eternità insieme alla persona

nei versi di V.Cardarelli, nei quali si comprende

amata che viene percepita come parte di noi stessi,

perfettamente la sofferenza amorosa: “ e già quello

quella parte che se andasse via darebbe inizio ad un

che ieri era presente divien passato e quel che pare-

ciclo infinito di sofferenza e tormento. L’amore fa

va incredibile accade […] la vita mi rimane quel-

vivere in un mondo incantato, nel quale torniamo

l’indegna, un’inutile soma, da non poterne avere

bambini, quei bambini che non smettono di sognare,

più alcun bene”. L’amore è tutto o è niente, è pace

di illudersi, di amare, di desiderare, di cercare …

o è tormento, è vita o è morte. “Tutti vogliono vo-

anche se invano. Se ad un bambino viene tolto il suo

lare, ma quanti sono disposti a rischiare di farsi

pupazzo preferito con il quale dormiva, giocava,

male, cadere, ricominciare? tanti si accontentano

passeggiava, andava a scuola , lui continuerà a pian-

solo di camminare; ma tappando le ali al cuore che

gere e gridare, dicendo che quello era suo, che lo

cosa si vive a fare? perché senza amare siamo an-

vuole. Come il bambino, un uomo o una donna se

geli a metà. A volte viene da pensare che l’amore

perdessero la più cara persona al mondo con la qua-

vero non esiste ma il cielo è pieno di stelle e di cer-

le condividevano ogni singolo istante, ma soprattut-

to c’è una di quelle più belle che splende solo per

to credevano di vivere un amore insieme, scoppie-

me”.

Michela Penna


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Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi. Nonostante la storia dell’uomo sia millenaria, l’u- ri, crudeltà, stermini agghiaccianti e inauditi, fuori manità non sembra aver attraversato periodi prolun- della morale condivisa, ma si rivela spesso anche gati senza guerre. La guerra, con i suoi orrori e le un’occasione in cui gli uomini mettono in mostra le sue crudeltà, sembra appartenere al patrimonio ge- loro qualità migliori: la fratellanza, il cameratismo, netico della specie umana. È un poema sulla guerra, la solidarietà, la pietà, l’altruismo, il coraggio. Spesquella fra Greci e Troiani, uno dei primi grandi libri so nell’esistenza di un uomo la guerra costituisce della civiltà occidentale, l’Iliade, e anche oggi, che un’esperienza unica, fortissima, indimenticabile, abbiamo ormai superato la boa del terzo millennio, l’uscita da uno stato di innocenza infantile e dall’ile guerre divampano in varie parti del globo: guerre pocrisia diffusa nella vita sociale. La speranza di fra nazioni, ma anche guerre civili, interne ai singoli tutti si ripone nell’abilità della diplomazia, nella coStati. Eppure l’aspirazione alla pace fa ugualmente struzione di una Società delle Nazioni, giudice super parte dei sogni dell’uomo, tanto che il massimo filo- partes, che abbia l’autorevolezza e la forza di dirisofo della modernità, Immanuel Kant, dedicò un mere le contese in nome di leggi e di regole chiare, volumetto importante allo studio delle condizioni stipulate in precedenza. Qualcosa che assomigli all’che avrebbero condotto alla pace perpetua. Penso Onu di oggi, ma riveduta e corretta, più giusta ed che nessuno ami la guerra, se non qualche fanatico efficiente. Soprattutto c’è la necessità di incanalare militarista. La guerra è distruzione, violenza, sopraf- l’insopprimibile aggressività che alberga nel cuore fazione. Nella guerra le norme basilari dell’umanità umano verso scopi più nobili e costruttivi: la creavengono distrutte, quindi essa è di per sé sempre da zione tecnica, scientifica e artistica. Un’educazione condannare. Ma l’uomo, nel corso della storia, ha dunque che valorizzi la bellezza e che diffonda il dimostrato di coltivare un’inquietante e irriducibile pluralismo, il dialogo, il rispetto per il diverso e per attitudine alla guerra. Basta leggere le testimonian- la complessità, senza quelle pericolose e diffuse ze, letterarie e non, provenienti dai vari fronti di semplificazioni che ci rendono inutilmente e distrutguerra, per rendersene conto. La guerra genera orro- tivamente bellicosi.

Andrea Megna


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La grande arte della musica La musica: una delle tante forme d’arte che

dei fan del momento. La realtà è che oggi

aiutano l’artista a esprimere i propri pensie-

conta più l’aspetto esteriore, l’immagine che

ri e a trasmetterli a chi ascolta la melodia.

si manda, che si dà di se stessi; ma forse, tra

Un tempo per sentire questo genere d’arte

le “vittime” delle apparenze, si nasconde re-

bisognava andare al teatro e chi vi andava

almente un giovane Artista come lo si inten-

era colui che amava e apprezzava veramen-

deva un tempo. Amo la musica che mi sap-

te la musica; i compositori erano persone

pia trasmettere ogni tipo di emozione, adoro

che sapevano andare oltre ogni apparenza,

quel genere di musica che mi coinvolga pie-

possedevano una fanta-

namente facendomi senti-

sia in grado di superare

re ciò che l’autore ha

quella di chiunque altro,

messo dentro quelle sem-

esprimevano le varie e-

plici note e parole. Il ge-

mozioni in modo pieno,

nere di musica che prefe-

mettendo insieme le no-

risco è senza dubbio il

te giuste. Il fatto stesso

pop, poichè in questo tipo

che sapessero esternare

di musica, a parere mio,

ciò che sentivano dentro, utilizzando solo

possono realmente emergere le grandi voci

strumenti e senza parole, può far capire

che ci regalano capolavori. Ogni tanto mi

quanto essi siano stati grandi, tanto che si

diletto ad ascoltare la musica classica seppur

ha memoria di loro anche dopo secoli dal

raramente; essa mi aiuta a rilassarmi, oppure

giorno della loro scomparsa. La vera musi-

può essere la compagna per una buona lettu-

ca non perde mai la sua bellezza nemmeno

ra. Talora le note di una melodia accompa-

dopo decenni o secoli. Le vere composizio-

gnano stati d’animo. Quando ho l’umore tut-

ni, quindi, non passano mai di moda, una

t’altro che sereno, la musica diventa compa-

cosa che oggi succede fin troppo spesso; le

gna dell’emozione provata in quel preciso

canzoni ascoltate appena due mesi fa sono

istante.

state sostituite da quelle di un “artista” emergente, destinato a scomparire dai ricordi

Sergio Sorrenti


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LE NOSTRE RECENSIONI Paulo Coelho. L'alchimista

Tra la schiera degli una storia il cui significato si racchiu-

(a seguire i segnali) quello che oc-

scrittori

contempora- de proprio nella sua estrema semplici-

corre per pervenire alla realizzazio-

nei, pochi riescono a tà. Essa non presenta un’intricata rete

ne dei propri sogni. Che sia un pa-

distinguersi dalla massa. Guardate di avvenimenti né di un gran numero

storello o che sia un re il protagoni-

cosa arriva ai giorni nostri nelle li- di personaggi, anzi il personaggio

sta di questa avventura non ha im-

brerie: il 50% dei libri ha come pro- principale è uno solo: il pastore San-

portanza, l’importante è portare a

tagonisti dei vampiri, o più generica- tiago, del quale viene narrata la storia.

termine la propria leggenda persona-

mente qualcosa che riesca a comba- Ne “l’Alchimista” il pastore Santiago,

le, quella per cui siamo nati. Questa

ciare con le mode del momento. La che era solito a pascolare le sue peco-

tematica viene trattata attraverso una

restante percentuale possiamo divi- re, fa lo stesso sogno per due notti di

tecnica narrativa molto particolare,

derla in due categorie: la solida mi- seguito. Santiago, incuriosito, si reca

scorrevole e fruibile per tutti. Grazie

riade di libri insignificanti e quei da un’indovina che gli rivela il signifi-

a questo libro possiamo capire che

pochi libri scritti da autori conosciu- cato del sogno: la presenza di un teso-

al giorno d’oggi l’uomo pone a se

tissimi che difficilmente riescono a ro presso le piramidi. Questo è solo

stesso dei limiti che non ha realmen-

deludere, ad esempio i libri di Gior- l’inizio di ciò che lo porta verso un

te, come la paura di realizzare i pro-

gio Faletti, Jeffery Deaver, Dan lungo viaggio. Nel lungo viaggio che

pri sogni. Realizzerete che tutti do-

Brown, Wilbur Smith, Andrea Ca- lo separa dalle piramidi Santiago im-

vrebbero essere un po’ più bambini

milleri, Paulo coelho. Quest’ultimo è parerà il significato dell’amore e della

e leggere questa favola, che nella

uno scrittore di origine sudamerica- sua importanza affinché l’anima del

sua semplicità comunica molto di

na, i cui canoni di scrittura si disco- mondo viva. Durante il suo cammino

più dei tremila libri thriller/splatter

stano dalla normale routine. egli ha apprenderà inoltre l’arte dell’alchimia

che usciranno dall’oggi al domani.

anche pubblicato diverse raccolte di e il linguaggio universale con il quale

Se cercate quindi in un libro con la

poesie e di aneddoti; detto questo l’uomo riesce ad essere un tutt’uno

capacità di emozionare e lo spunto

possiamo definirlo come una delle con l’anima del mondo. Il viaggio di

riflessivo avete appena finito la vo-

penne più originali e brillanti dei Santiago è accompagnato dalla pre-

stra ricerca. Chiudetevi in camera,

nostri tempi. I suoi libri sono infatti senza di altri personaggi, come il Re

appendete i cuori alle porte di casa

in grado di coinvolgere il lettore e, di Salem, ovvero colui che appare a

vostra e immergetevi nella magia de

cosa più importante, riescono quasi tutti coloro che seguono la propria

“l’Alchimista” e forse riacquisterete

sempre ad emozionare o a indurre leggenda personale, un alchimista in

un po’ dell’indispensabile fattore

alla riflessione. Adesso mi trovo a viaggio verso Al Fayun, un ladruncolo

“follow your dreams” che avete per-

parlare di uno dei suoi must: da porto, un venditore di cristalli, un

so o anche qualcosa in più, come la

“L’alchimista”. in questo “breve” potente alchimista del deserto e Fati-

consapevolezza che da sempre, le

libro (poco più di 180 pagine) Paulo ma, la sua amata. Il preciso intento

cose semplici sono le migliori.

Coelho crea un atmosfera tipica da dello scrittore è quello di incitare

“L’alchimista” ne è la dimostrazio-

mille e una notte, dando così vita a chiunque ad impegnarsi a fare di tutto

ne.

Salvatore Bertino


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L'uomo tra bene e male, ovvero il visconte dimezzato Nelle opere dei grandi scrittori osservo e realizzo

completo rinasce. Esiste una continua contrapposi-

che l’immensa immaginazione assieme al loro pen-

zione di personalità in uno stesso personaggio e nel-

siero rappresenta un immenso patrimonio culturale

lo stesso uomo, la contrapposizione tra male e bene

nelle cui opere spesso possiamo immedesimarci.

che è il fulcro dell’intera opera. Tutto ciò porta a

Ho letto un romanzo di Calvino molto bello, la vi-

pensare che non esiste il male assoluto né il bene

cenda è ambientata nel Seicento, il periodo in cui i

assoluto poiché in ogni individuo coesistono en-

cristiani facevano guerra contro i Turchi. Il prota-

trambi. Magari c’è chi vorrebbe essere del tutto buo-

gonista è il visconte di Terralba, Medardo, che par-

no o del tutto cattivo, ma questo non potrà mai acca-

tecipa alla guerra nella quale viene

dere poiché noi siamo essere umani,

ferito e dimezzato da una palla di can-

esseri finiti ed imperfetti.

none. Durante lo scontro viene ritrova-

Un altro aspetto che mi ha colpito mol-

ta una sola metà del corpo. Questa me-

to è che i lebbrosi utilizzano la musica

tà tornerà poi a Terralba dove si mac-

come strumento per sfuggire dalla real-

chierà di molti delitti senza pudore:

tà, hanno usanze strane e sono di facili

tutto ciò che incontra lo dimezza a

costumi, praticamente tutto ciò che a-

causa della sua malvagità. La metà

desso nessun uomo farebbe sapendo di

buona entrerà a far parte del racconto

avere un tumore o altre malattie che

facendo notare a tutta la popolazione

portano alla morte certa. I personaggi,

di Terralba la differenza tra le due me-

come quelli di Calvino, ci hanno la-

tà, la malvagità che terrorizzava tutti i

sciato davvero un immenso patrimonio

cittadini e l’immensa bontà che quasi li soffocava e

culturale, insegnamenti che dobbiamo apprendere

li esasperava. In questo romanzo viene presentato

per capire meglio la vita. Rispose così ad un ragazzo

il problema dell’uomo “dimezzato”, cioè incom-

che gli chiese del romanzo: “avevo questa immagine

pleto, per questo lo scrittore ha dimezzato il suo

di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo

personaggio. Il tema principale, in questo romanzo

tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezza-

è celato nelle vicende insolite delle due metà: il

to, fosse un tema significativo, avesse un significato

sapere cosa si prova ad essere dimezzato e incom-

contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo

pleto nell’animo fa soffrire entrambe e di conse-

incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e

guenza cercano la propria metà che però non è

non l’altra”.

quella del proprio corpo bensì una donna. Quando se ne innamoreranno entrambi, un unico uomo

Michela Penna


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Roc Marciano - Marcberg Avete presente me già detto, delle atmosfere hard- Con questo non voglio assolutaquando guar- core, rare da trovare di questi tempi mente dire che Roc Marciano sia date un film (non menziono “Panic”, beat da scarso o che il disco sia effettivache immagina- molti definito come marcissimo, mente brutto, l’aggettivo giusto te sia un capo- proveniente da uno sgabuzzino ne- come detto al principio è secondo lavoro o co- wyorkese, traccia che personalmente me “buono ma anonimo” e se ci munque una pellicola molto sopra skippo sempre). Ho apprezzato so- pensiamo bene, oltre il fatto di aalla media e vi ritrovate a vedere prattutto la seconda parte del disco: vere dei beat che suonino Golden un filmetto qualsiasi oppure lo ste- “thugs prayer” è una delle mie trac- age, qual è la sua particolarità? reotipo di “normale”? L’assenza di ce preferite di Marcberg. Ascoltando Quali sono le qualità che lo condifetti e pregi esponenziali non ren- e riascoltando questo lavoro sono traddistinguono da qualsiasi altro de la pellicola bella, ma neanche arrivato a farmi una domanda: Mar- disco? Nessuna in particolare, se brutta, in sostanza, né carne né pe- cberg è davvero un prodotto così non le atmosfere dei beat. La quasi sce; “Marcberg” di Roc Marciano buono? Detto sinteticamente, per me totale assenza di feat e la mancanper me è la stessa cosa. Premetto la risposta è no. Per quanto io sia un za di una traccia “potente” lo handicendo che questo sarà il disco estimatore del suono newyorkese dei no reso anche piuttosto noioso alle dell’anno per molti nostalgici del novanta, penso che questo disco sia mie orecchie e a quelle di (quasi) vecchio boom bap, ha un suono stato osannato un po’ troppo per la tutti alla lunga. Posso dire alla ficupo e delle atmosfere parecchio qualità o, meglio, per il suono dei ne, che chiunque sia un ascoltatore “marce”, tanto che alcune tracce beat, che però secondo me anch’essi instancabile dei novanta e non riesembrano appena uscite da un di- alla lunga stancano. Fattore a svan- sce a trovare nei dischi che escono sco dei novanta. Da quanto ho letto taggio di Marcberg è la mancanza ai giorni nostri qualcosa che riin rete, Roc Marciano ha prodotto del cosiddetto pezzo “pestone”, me- specchi i suoni di quel tempo, ha da sè tutte le tracce di quest’album. glio definibile come banger, un po’ appena trovato un tesoro, chi inveAbbiamo un disco molto compatto come nell’album dei Roots, elemen- ce come me cerca qualcosa che dal punto di vista dei beat e con la to che rende un album sempre mag- vada oltre il “si ok suona come gli presenza di un solo featuring, cosa giormente fruibile all’ascolto. Il di- Smif n wessun e ciao” non ha troche alla fine può renderlo parec- sco, per me che non ho mai partico- vato nulla se non un album come chio prolisso specialmente per me larmente apprezzato Roc Marciano altri mille. Non vorrei dare inutili che non sono mai riuscito ad ap- definendolo non abbastanza coinvol- valutazioni, anche se per me è deprezzare a pieno la voce di Roc. Il gente dal punto di vista della voce o finitivamente un 7/ 7.5. Tracce punto forte di questo disco sono i di quello che volete, è stato come migliori: Snow, thugs prayer, hide beat che Marciano ha prodotto una di quelle tazze ricolme di caffè my tears, rindin around. (snow più di tutti) che creano, co- che sembrano non svuotarsi mai.

Salvatore Bertino


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COME UN DELFINO. Gli Eroi non sono mai abbastanza!!! Come un delfino è una fiction tv andata

Cercano di lavorare nell’ombra, senza nessun clamore,

in onda su Canale 5 l’1 e il 2 Marzo.

senza nessuna pubblicità, e non pretendono (e neanche

Racconta la storia di un nuotatore, or-

cercano) un grazie!!! E noi, che eroi siamo, cosa faccia-

mai “ex ”, che dopo aver dovuto abban-

mo? Li liquidiamo con un bell’articolo sul giornale, o

donare il sogno delle Olimpiadi 2012, mette a disposi-

una bella intervista in televisione, o ne parliamo nelle

zione la propria esperienza per dare aiuto ad un gruppo

piazze della nostra città, ma tutto ciò non basta: tutto poi

di ragazzi difficili, emarginati dalla società, che sotto la

continua come prima nella nostra vita… Gli Eroi conti-

guida di un prete “ buono”, don Luca, cercano di tenersi

nueranno a fare gli Eroi e noi staremo lì a guardare cosa

lontano dai guai….. E tutto questo dove accade?…..in

faranno ancora di strabiliante!! Ma chi sono questi eroi?

Sicilia!!! E’ una storia strappalacrime ambientata tra

Come si chiamano? Possono chiamarsi Giovanni Falco-

Messina e le Isole Eolie, con il mare e il sole come co-

ne, Paolo Borsellino, Generale Dalla Chiesa, Aldo Moro

protagonisti. Ho visto questa fiction con tanto piacere e

o più semplicemente Roberto, Giuseppe, Antonio, Luca

se dovessi dargli un voto gli darei 10! Perché? Perché ci

(tutti morti in Afghanistan per difendere la Libertà), o

sono eroi dei nostri tempi che combattono e si espongo-

ancora Vittorio, Vincenzo, Francesco (medaglia d’oro al

no a favore di chi è stato meno fortunato nella vita. Per-

valore militare), perché facendo il proprio dovere hanno

ché questi eroi, purtroppo, per quanto numerosi siano,

difeso con la loro vita la vita degli altri!!! Ci sono Eroi

rimangono sempre” pochi” rispetto alla grande maggio-

conosciuti ed Eroi che conosciuti non sono, ma il valore

ranza della società, che invece pensa che ciò che non la

di un Eroe non può dipendere dalla notorietà… L’eroe

tocca non le riguarda! Invece, questi Eroi, combattono,

non ha un valore, l’Eroe è un valore in una società come

si impegnano, e non chiedono mai niente in cambio!

quella nostra che di valori ormai ne ha ben pochi!!!

Nicolò Albanese

PROSPETTIVE GIOVANI Il mondo visto con occhi adolescenti Adolescenza: età unica ed affascinante, ma anche molto complessa L’adolescenza (termine che deri- che l’adolescente non riesca ad

gi impliciti dei figli.

va dal latino “adolesco” = cresce- affrontare con successo le preoc-

Allora il giovane cerca aiuto nei

re) senz’altro è uno dei periodi cupazioni. Pertanto in lui nasco-

coetanei, ma non sempre trova chi

più difficili della vita. In questa no situazioni di disagio che egli

può capire il suo disagio interiore.

fase della crescita il giovane deve non riesce sempre ad esprimere.

Talvolta accade che l’amico più

affrontare molti problemi e molte La famiglia, così, non può aiutar-

caro lo tradisca, magari andando a

responsabilità. Se fosse in grado lo a superare quei momenti, an-

raccontare un segreto che gli era

di superare le prove di questa età, che se certe volte i genitori, di-

stato confidato proprio a chi non

potrebbe diventare una persona stratti dal lavoro o da altre preoc-

doveva conoscerlo. Questo può

adulta, ma capita frequentemente cupazioni, non colgono i messag-

causare forti depressioni, da cui è


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difficile uscire senza l’aiuto di materie scolastiche che egli vede Forse risolverli del tutto non è qualcun altro, che spesso viene sempre più lontane dalla sua sensi- sempre facile, ma almeno si può respinto per paura di subire un’- bilità e dal mondo in cui vive lo cercare di evitare che giungano altra delusione.

porta a risultati insoddisfacenti. ad un punto critico. Anzitutto

Anche il rapporto con l’altro ses- Inoltre molti accusano i giovani di bisogna far capire all’adolescente so non aiuta, e spesso il giovane oggi di essere privi di ideali. Forse che la diversità, rispetto a un mosi coinvolge troppo in storie che questo è vero, nel senso che i gio- dello mutuato dalla tv o dal non si rivelano affatto serie come vani di oggi non devono lottare per “gruppo”, non è un difetto, ma un lui pensava.

ottenere quello che vogliono, ma valore. Bisogna provare ad acspesso se lo trovano a disposizione contentarsi di quello che si è, senza grandi sforzi, e questo li ren- senza dare troppa importanza alde superficiali e scettici sui grandi l’aspetto esteriore, ma potenzianvalori. Forse questa mancanza di do gli elementi positivi. Ogni ideali è dovuta al fatto che gli a- persona ha le sue carte da giocare dulti cercano di inculcare valori di nella società, per quello che è,

Altri problemi dipendono dalla cui poi non sono esempio concreto non necessariamente per il ruolo difficile accettazione della pro- per i ragazzi. In genere sono pro- che ricopre o per la maschera che pria persona. Infatti i cambia- prio i figli di genitori magari ric- indossa. Un’altra strada per afmenti di un adolescente sono an- chi, ma assenti, a covare un’insod- frontare bene quest’età è quella zitutto fisici. Spesso il corpo cre- disfazione che poi esplode in gesti di selezionare le amicizie e gli sce non proprio come noi stessi estremi. Sono, infatti, drammatica- adulti di riferimento, in modo da volevamo, oppure non rispecchia mente aumentati i tentativi di sui- privilegiare il rapporto con le i modelli che gli amici, la società cidio fra adolescenti, soprattutto persone che davvero dimostrano e talvolta anche i genitori ci im- nelle grandi città, mentre gli episo- di voler bene alla persona nella pongono. Questi sembrano solo di di autolesionismo, anche se me- sua integrità. In questo modo il problemi soprattutto femminili, no grave, di anoressia, bulimia, ragazzo acquisterà maggiore fima risulta che oggi anche i ma- vandalismo, bullismo, ecc… sono ducia nelle proprie potenzialità e schi ne soffrono molto più di un all’ordine del giorno. Come abbia- scoprirà una passione cui deditempo. Anche l’ambito scolastico mo visto, le preoccupazioni degli carsi con impegno e costanza. è spesso fonte di insoddisfazione. adolescenti sono parecchie, a di- Forse, senza neanche che se ne L’adolescente ha la volontà di spetto di chi pensa a quest’età co- accorga, a quel punto avrà già affrontare lo studio per raggiun- me spensierata e serena. Ma è pro- imboccato e iniziato a percorrere gere gli obiettivi prefissati, ma prio impossibile risolvere questi la strada per un’effettiva maturipoi la mancanza di interesse per problemi?

tà.

Alessandra Minutolo


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ITALIA: il mio sogno, la mia ambizione L’Italia, un paese che oggi giorno E così ho cominciato ad organiz- di duro impegno, soprattutto i prisembra andare alla deriva, ma zare il mio futuro per riuscire nel mi due di scuola superiore che ho non per questo privo di speranze mio intento; servendomi della appena cominciato, dai quali deve e di obiettivi. È questo quello che rete ho cercato e ricercato tutte le scaturire un curriculum impeccapenso della maggior parte degli possibili scuole militari presenti bile per prepararmi al meglio al studenti che scendono in piazza a in Italia per la scuola superiore e fine di superare queste prove. protestare, perché essi vogliono e per l’università e ho scelto di en- Queste mie scelte stanno molto pretendono un posto nel futuro trare, a partire dal terzo anno di condizionando il mio presente, dell’Italia. Gli studenti che

poiché nel primo anno di liceo

reclamano i loro diritti in

scientifico

piazza lo fanno solo perché

scuola una volta perché la pre-

amano il loro paese e non vo-

cedente era molto scadente sul

gliono andare all’estero. Io

piano

amo l’Italia, e vedere il mio

Infatti dopo due mesi di scuola,

paese cadere a pezzi dopo una

per motivi di sciopero, eccessi-

ho

già cambiato

dell’offerta

formativa.

storia basata sulla gloria, sulla liceo scientifico, nell’ accademia ve assemblee studentesche, ecc., vittoria e l’amor di patria mi di- militare la “Nuziatella” di Napoli, mi sono reso conto che, non facenstrugge e mi rammarica nel pro- che prepara per l’ingresso nell’ac- do niente, non potevo avere spefondo: io voglio dedicare il mio cademia militare per sottoufficiali ranze nel superare gli esami, quinfuturo all’Italia. Proprio per que- di Modena. È ovvio che per entra- di io e la mia famiglia abbiamo sto all’età di appena nove anni ho re in queste scuole di alto rilievo deciso il mio trasferimento in una deciso, parlando con ragazzi mol- e importanza bisogna superare scuola privata molto importante to più grandi di me e con signori degli esami molto impegnativi. che, da quanto ho constatato, concon una certa esperienza, di en- Infatti sono presenti prove di cul- ferma la sua reputazione. Premettrare nell’esercito italiano, so- tura generale, fisico-psicologiche tendo che studiare tanto non è il prattutto nel reparto alpinista, e sanitarie, da superare tutte con il mio hobby preferito, devo dire che paracadutista o esercito di terra. massimo di voti perché, ad esem- si prospettano anni molto difficili Tutto ciò è anche influenzato da pio, alla Nunziatella sono dispo- davanti a me, fatti di sacrificio, ma una passione personale, da una nibili circa ottanta posti per i due- tutto questo per raggiungere la mia scelta che è sorta spontaneamen- mila giovani italiani decisi a su- meta nel modo migliore e per dare te, in quanto nella mia famiglia perare l’esame. La conoscenza di il mio contributo affinché l’Italia nessuno, se non obbligatoriamen- queste informazioni mi ha prepa- diventi un paese migliore. te, è mai entrato in questo campo. rato dall’inizio ad affrontare anni

Claudio Salmeri


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Fate della vostra unicità motivo di orgoglio Unicità, rispetto, libertà sono valori che dovrebbero capacità di distinzione, quel quid che non solo ci caratterizzare la nostra società e sono proprio questi rende diversi dagli altri ma che, di contro, ci rende “monumenti” ad essere chiamati a diventare la radice anche speciali e conferisce significato alla nostra del rapporto tra esseri civili,

vita. Cosa inoltre porta a

ambiente e sviluppo. Non a

far diventare la nostra

caso ho voluto scegliere e uti-

vita singolare e insostitui-

lizzare il sostantivo che vede-

bile? Ebbene, miei cari

te scritto tra virgolette, in

coetanei, lancio un appel-

quanto tali ideali sono im-

lo diretto a tutti voi, indu-

pressi nella nostra stessa sto-

cendovi alla riflessione e

ria, ne tessono gli eventi e

all’ascolto del mio mes-

saldano presente e passato.

saggio: ognuno è impor-

Essi si pongono così non co-

tante e unico per il contri-

me sfondo ma come veri e

buto che può dare alla

propri motori degli eventi u-

società. Quando però vi

mani. Ovviamente, se questi

rendete identici e vi omo-

motori attivi si assopiscono o vengono meno, si ha un logate alla massa, la vostra vita diventa un doppioimpoverimento della società, che diventa scevra di ne delle altre e perde lo stesso motivo per contisviluppo, di storia e di significato. Mi duole ammette- nuare ad essere. Dunque il vostro “ragionare in re che proprio i giovani (in particolare la fascia ado- branco” non fa altro che produrre copie e cloni, tra lescenziale) partecipano a volte, indirettamente, a i quali nessuno si distingue. Non riducete la vostra questo fenomeno di depauperamento. Sottolineo vita ad un inutile copione che nel multiforme mo“indirettamente”, poiché la causa di un tale fenomeno saico dell’esistenza vi rende delle tessere facilmeninteressa l’intera struttura economica, culturale e so- te sostituibili, perché uguali a molte altre. Il camciale di un paese. Richiamandoci al primo valore mino verso la perfezione è infinito e la nostra somesso in evidenza (unicità) cerchiamo di analizzare cietà ha bisogno del contributo unico e personale di le sue diverse sfaccettature, rifuggendo da una sua ciascuno. considerazione superficiale. Unicità è possibilità e

Biagio Sancetta


Pagina 60

Pane, latte e valori Adolescenza. Parola spesso usata

che i giovani di ieri avevano e che i ragazzi di oggi do-

e “abusata” per descrivere, nel

vrebbero avere? Possiamo considerare “valori” tutte quel-

bene e nel male, un periodo della

le regole, quei principi e quelle linee di condotta che per-

nostra esistenza. Quella fase di

mettono alle persone di costruire la loro esistenza, di sta-

transizione particolare e delicata di cambiamenti sia

bilire le proprie priorità e di compiere delle scelte. Per noi

fisici che psicologici nella quale si fa l’ingresso nella

ragazzi, quindi, è importante avere dei valori che ci guidi-

vita; quella stessa fase in cui l’identità, il ruolo, la fami-

no nel compiere le scelte giuste. A mio parere, è ingiusto,

glia, il comportamento, i pensieri, le azioni vanno in

come si suol dire, fare “di tutta l’erba un fascio”: è ingiu-

confusione. L’universo virtuale di Internet e dei Social

sto sostenere che al giorno d’oggi la società è composta da

Network predispone soltanto a rapporti immaginari,

tanti giovani inetti, senza valori morali, né tantomeno civi-

senza contatto umano, che a volte disorientano e disar-

li, perché, per mia particolare esperienza, esistono parec-

mano i giovani ancora di più. In una società che, per

chi giovani che hanno fatto dei valori una vera e propria

diverse ragioni, coltiva il dubbio e il cinismo, la paura e

regola di vita. Il problema è che a volte non sono solo i

l’impotenza, l’immaturità e l’infantilismo, alcuni giova-

giovani a non avere valori morali, ma anche i “grandi”

ni tendono di aggrapparsi a modalità di gratificazione

hanno le loro responsabilità: quanti sono gli adulti che non

primarie e hanno difficoltà a diventare maturi. Molti

seguono una condotta morale, mentre dovrebbero essere il

giovani hanno difficoltà nel separare la loro vita interio-

nostro esempio? Per quanto riguarda me… posso essere

re dai condizionamenti esterni e questo fenomeno viene

fiera di affermare che sono cresciuta con pane, latte e va-

amplificato e alimentato dalla psicologia mediatica, la

lori…. Valori trasmessi dai punti cardinali (papà, mamma,

quale permea gli animi e l’universo virtuale dei video-

fratello), valori veri, autentici, che affondano le radici nel

giochi e di Internet. I giovani d’oggi sono come le ge-

passato e proiettano i loro frutti nel futuro. Frutti che san-

nerazioni precedenti: capaci di generosità, solidarietà e

no di rispetto per sé e gli altri, di condivisione, di tolleran-

dedizione solo se sono motivati da una causa. Prendono

za e di amore per tutto l’universo creato. Ma soprattutto,

i loro punti di riferimento un po’ dappertutto, per poi

valori che hanno un sapore che solo pochi hanno avuto

sperimentarli nel loro modo di vivere. Rischiano di ca-

l’occasione di scoprire…. I valori dello Scoutismo, un

dere nel conformismo delle mode, lasciandosi impre-

movimento che da ben otto anni mi ha saputo dare e inse-

gnare come spugne, piuttosto che costruire la loro liber-

gnare tanto, come tanto è stato ciò che ha fatto il suo crea-

tà partendo dalle ragioni di vivere e amare. Il che spiega

tore, Baden Powell. Lo Scoutismo mi ha insegnato ad a-

la fragilità effettiva e i dubbi su se stessi che li logora-

mare il prossimo, anche il mio nemico, ad essere sempre

no. Spesso, rammentando il comportamento di molti

pronti (“estote parati” è il nostro motto), a dare se stessi

giovani, le persone, forse anche in maniera un po’ trop-

per gli altri. Ma soprattutto, che può bastare così poco per

po semplicistica, affermano che i ragazzi di oggi non

donare un sorriso! Io sono del parere che non esistono

hanno più valori, non hanno nulla in cui credere, non

ragazzi o adulti con o senza valori. Tutti hanno dei valori

hanno nessun interesse vero all’infuori del divertimen-

in cui credere. Basta solo cercare dentro di sé e conoscersi

to. Ma è davvero così? E soprattutto, quali sono i valori

meglio.

Gaia Foti


Pagina 61

Uno spettacolo descritto da un'altra prospettiva Avrete sicuramente letto tantissi-

come sette sorelle. Da questa idea

raggiungere è quella di realizzare

mi articoli riguardanti una mani-

nasce il titolo stesso dello spetta-

uno spettacolo che non somigli a

festazione culturale o uno spetta-

colo: “le sette sorelle”. Quello di

qualcosa di già fatto. Traguardo

colo. Che siano commenti, criti-

cui volevo parlare e incentrare il

ancora più difficile è riuscire a

che, recensioni o semplici descri-

discorso è il fatto che di uno

prendere una situazione, una sto-

zioni ne avrete sicuramente viste

show non si deve solo prendere in

ria e modellarla per creare un

(o meglio “lette”) di cotte e di

considerazione il momento della

punto di incontro tra coreografie

crude. Io in questo articolo

di diversi stili di danza, in

farò l’esatto contrario, de-

modo che esse combacino

scrivendo la mia esperienza

senza entrare in contrasto.

di partecipante ad uno spet-

Personalmente penso che la

tacolo di danza effettuatosi il

cosiddetta “abilità coreografi-

12 febbraio 2011. Il mio in-

ca” consista proprio in que-

tento non è quello di fare

sto: riuscire ad accostare stili

una descrizione di cosa sia

diversi in modo da restare

successo “dietro le quinte”, in

semplice messinscena ufficiale

comprensibili e non creare confu-

quanto potrebbe risultare alquan-

davanti al pubblico. C’è molto di

sione. La progettazione di una

to noioso nonché poco originale,

più dietro. L’importante, il punto

rappresentazione deve essere cu-

bensì quello di farvi capire che

del discorso, è comprendere inve-

rata in ogni suo singolo aspetto, a

dietro un’esibizione c’è molto più

ce come bisogna produrre e strut-

partire dalla scelta della giusta

dell’esibizione stessa.

turare uno spettacolo a partire dal

soundtrack o da quella dei costu-

La spettacolo di danza è stato pre-

nulla. Viene spesso sottovalutata

mi, che hanno un impatto visivo

sentato presso il Palacultura An-

la capacità di riuscire ad avere

molto forte sugli spettatori. Per-

tonello e inserito all’interno della

un’idea e di trasformarla in qual-

sonalmente ho partecipato all’u-

ricca serie di eventi che hanno

cosa di concreto, in modo che

nica coreografia Hip hop che fi-

animato la “Notte della Cultura”,

sia

comprensibile e piacevole

gurava l’isola di Panarea. Chiun-

manifestazione che il Comune di

anche per chi non capisce nulla di

que ne abbia l’occasione non

Messina sta cercando di promuo-

danza e vuole semplicemente di-

pensi due volte a partecipare ad

vere da due anni a questa parte,

vertirsi per un’oretta. Un’idea

un esperienza del genere, perchè

riscuotendo sempre più successo.

originale, e dunque vincente, de-

essa arricchisce molto non solo

Lo scopo principale è stato quello

ve essere creativa e comprensibile

l’artista ma anche lo stesso spet-

di rappresentare le Isole Eolie

allo stesso tempo. La meta da

tatore.

Salvatore Bertino


Pagina 62

La famiglia al giorno d'oggi Sinceramente la situazione di ciò

divertimenti, fanno sì che ci si

vuto un miglioramento. Punto

che si intende per famiglia tradi-

dedichi di meno al nucleo fami-

principale è l’emancipazione del-

zionale è molto cambiata negli

liare. Questo è anche alla base del

la donna nella società. Il pensiero

anni passati ad oggi. La famiglia

problema del numero dei figli.

che si aveva della donna è cam-

moderna è in una situazione di

Molte coppie, come riportato in

biato nei secoli ed oggi la donna

crisi nella quale si mettono in di-

vari grafici, decidono di non voler

è capace di mantenere una fami-

scussione i lati positivi di ciò che

avere figli, e questo secondo la

glia da sola e, anche se esistono

essa dovrebbe rappresentare. Co-

mia opinione perchè c’è un crollo

ancora casi tragici di violenza

me afferma A.Golini in “La fami-

di responsabilità da parte dei ge-

sulla donna, di riuscire a “non

glia italiana dall’Otto-

farsi mettere i piedi

cento ad oggi”, in una

in testa” dal mari-

famiglia rispettabile vi

to. Succede che in

erano due regole fonta-

questo

mentali:i rapporti con-

bambini restino a

sentiti solo tra coniugi e

casa da soli e per

il matrimonio, conside-

alcuni questa cosa

rato un’unione per la

è vista come un

vita. Ai tempi d’oggi sia

acquisizione di re-

l’una

sponsabilità

che

l’altra

modo

i

del

“regola” sono andate

bimbo stesso. Io

via via perdendo valore,

penso che non bi-

come la famiglia di per sè. Si nota

nitori. Avere figli comporta una

sognerebbe lasciare troppo spes-

infatti come le persone abbiano

grande responsabilità e oggi si

so solo il proprio figlio. Penso

già figli prima del matrimonio o

preferisce “rinviare” la cosa. Si

che bisogna controllarlo, evitargli

addirittura come una coppia spo-

nota infatti come alcune famiglie

pericoli e tirarlo su dandogli un

sata si separi così facilmente do-

tirino su i propri figli: viziati per

buon appoggio per indirizzarlo

po pochi anni. Questo perchè suc-

la maggior parte. Nasce la coppia

sulla via giusta. In conclusione,

cede? Perchè la famiglia non as-

pendolare, persone che vivono

come la maggior parte delle cose,

sume più, per gran parte delle

per lunghi periodi lontani dalle

le tesi sulla famiglia si dividono.

persone, un significato tra quelli

proprie abitazioni. In contrapposi-

Sta a noi decidere ciò che si pen-

che dovrebbero essere di primaria

zione a queste tesi però, c’è chi

sa esser meglio per la nostra vita.

importanza. Il lavoro, il denaro, i

dichiara che la famiglia abbia a-

Martina Minutolo


Pagina 63

Il sorriso di un bambino: il guadagno più grande Sin da piccolo sape- ca è anche questo. Grazie allo studio e

prostrate dalla povertà, dalla malnu-

vo già di voler di- all’applicazione costante dei ricerca-

trizione, dalla carenza di acqua puli-

ventare da grande un tori sono stati infatti progettate e col-

ta, ma soprattutto dall’ignoranza e

medico, diversamen- laudate protesi sempre più sofisticate,

dall’emarginazione. Questi medici

te da tutti gli altri bambini che, in e sono state anche portate avanti ricer-

eroi operano bambini con malforma-

genere, sognano di diventare astro- che importanti sulle cellule staminali,

zioni al palato, al naso e alla bocca,

nauta, presidente, pilota, calciatore. che sembra siano in grado di poter

per donare loro un futuro normale.

Coltivo questo sogno anche perché ricostruire organi danneggiati da ma-

Mio cugino mi ha fatto così com-

molti miei parenti sono dei medici e lattie o incidenti. Per me diventare

prendere l’importanza delle missioni

ogni volta che mi capita di sentirli medico implica anche la necessità di

a cui partecipa, non solo dal punto

parlare e discutere del loro lavoro, dover aiutare tutti coloro che soffro-

di vista medico, ma soprattutto a

l’attrazione nei confronti di questa no. Ho potuto conoscere da vicino

livello umano: regalare infatti il sor-

professione aumenta sempre di più. questo aspetto grazie all’attività in-

riso ai bambini che lo avevano per-

Ho scoperto che esistono diverse stancabile di un mio cugino, responsa-

duto, e alle loro famiglie, risarcisce

specializzazioni mediche ma tra tutte bile scientifico di un’importante orga-

più di qualsiasi guadagno stretta-

io vorrei intraprendere la strada della nizzazione medica che opera nei paesi

mente economico.

ricerca bio-tecnologica. Mi è sempre poveri del mondo. Quando torna dalle

Anch’io vorrei, un giorno, compiere

piaciuto molto montare e smontare sue missioni, mi fa vedere molti fil-

esperienze simili all’estero, perché

gli oggetti, collegare i vari fili, trova- mati e fotografie che presentano le

so che mi voterei a questa causa con

re il meccanismo che ne permette il precarie condizioni di vita in cui ver-

entusiasmo e passione.

funzionamento, e la ricerca scientifi- sano le popolazioni del terzo mondo,

Matteo De Blasio Di Palizzi

E' finita!E se ripenso al primo giorno del primo anno di liceo? Finalmente è arrivato: il primo giorno

che giorno, alti ragazzoni e piccole bar-

cancello e

capi-

del primo anno di liceo! Sembra quasi

bie in miniatura sembrano costantemen-

sco che è finita!

di vivere un sogno, sembra quasi di

te guardarti e ritornare con la mente a

Eccomi qui, sono

essere realmente diventati grandi. La

quei “lontani” anni in cui erano proprio

arrivata alla fine

sveglia qualche ora prima, le lunghe

loro ad essere al tuo posto, e sembrano

della corsa come in una lunga marato-

ore allo specchio nella speranza di

proprio guardarti con tanta invidia. Pas-

na, realizzo che gli esami mi aspetta-

dimostrare qualche anno in più, l’e-

sano i mesi, gli anni…1°, 2°, 3°, 4°… e

no, che il tempo delle risate spensiera-

mozione della novità, la voglia di co-

le risate, le goliardate, le ore di supplen-

te è ormai finito, che devo abbandona-

minciare una nuova avventura… Ec-

za passate a giocare in classe, le gite, le

rere quei corridoi che già aspettano

coli là gli anni più belli della tua vita,

battute, le paure prima delle temibili

qualche nuovo cadetto pronto a co-

ti stanno aspettando!! Tra le tante fac-

interrogazioni di latino e matematica, i

minciare gli anni più divertenti della

ce sconosciute che camminano al tuo

bidelli speciali, le ricreazioni speciali…

vita, e per la prima volta dopo 5 anni

fianco lungo i corridoi della tua nuova

sono ormai ricordi che affievoliscono,

capisco che…ho paura!E ora? Cosa

seconda casa riconosci nei volti quel-

mentre alle 8:00 del primo ultimo gior-

accadrà? Perchè è già finita???

l’euforia che ti sta invadendo da qual-

no di scuola della mia vita guardo il

Maria Federica Frelazzo


Pagina 64

PENNE ESTROVERSE La singolare e irripetibile creatività delle nostre parole

METTERCI LA FACCIA … ovvero L’UOMO E LA PAURA La paura è un sentimento ata- sfuggire o esorcizzare il demone della paura, che vico, da sempre presente nel- nella fattispecie si chiama solitudine. L’uomo del l’animo dell’uomo. Essa va terzo millennio si trova, infatti, nel pieno di un comdallo scoramento allo spavento, attraversando tutti plesso di trasformazioni che hanno diffuso un senso gli stadi della “fobia”. Varie sono le cause da cui è di profonda incertezza sugli aspetti essenziali della determinata: dal buio indistinto che atterrisce il vita. Sono in crisi i ruoli tradizionali della società e bambino, ai mezzi di comunicazione di massa, che della famiglia, i ruoli che competono alle diverse costringono a vivere la compresenza storica di tutta generazioni. Tra fiumi di parole, oggi non sappiamo l’umanità da luoghi lontani, ma temporaneamente più comunicare. Tutti vivono la strana percezione di vicini, determinando conseguenze alle volte ango- essere alla canna del gas. Inquietudine e incertezza scianti e irreversibili. L’uomo convive, suo malgra- investono la nostra società, nella quale sono mutati i do, con varie forme di angoscia esistenziale: la pau- rapporti tra passato e futuro, nel senso che la dimenra della malattia e, ancor prima, del contagio (chi sione della vita quotidiana è prevalentemente quella non ricorda, infatti, la fobia generata ad opera della del presente, dato che il passato non conta più e del “Mucca Pazza, alla sola vista di una succulenta bi- futuro “quien sabe”. Stiamo perdendo, o meglio, stecca alla fiorentina?); la paura dell’olocausto nu- credo che abbiamo già perso la tramontana, ovvero cleare proferito da insigni (menagrami) scienziati; la il senso più profondo del nostro passato, le radici paura dell’alterazione irreversibile degli ecosistemi, lontane del nostro agire odierno, il legame con la con rischio di immediata fine del mondo; non ulti- nostra storia individuale, di gruppo, di popolo. mo, il terrore del 2012, che incombe come una spa- Stracciarsi le vesti? Non ci resta che questo? Assoda di Damocle sulle nostre teste. Ed ancora: paura lutamente no! Il coraggio, la dignità, la fiducia nei delle responsabilità della vita, di metterci la faccia, valori universali dell’amore, del rispetto reciproco, di non essere sempre all’altezza delle situazioni, della solidarietà non sono cose da poco. Non sono paura dei rapporti sociali, di perdere il proprio lavo- slogan per imbonitori politici e per televendite. Non ro o l’immagine che faticosamente ci si è costruiti, sono frutti secchi, ma germogli vividi, pronti ad ecol terrore di finire in braghe di tela. Il timore fa ri- splodere nel terreno fertile di una coscienza giovanipiegare l’uomo su se stesso, lo rende egoista, insen- le, forse più tormentata e travagliata, ma certamente sibile agli altri. L’uomo pauroso diviene solitario, più autentica e schietta, che non cede ai compromesapatico, depresso, sempre più assoggettato agli an- si e si rifiuta di “baciare le mani a voscienza”. Dosiolitici e, nei casi più gravi, all’alcolismo o all’uso vremmo imparare, allora, ad avere paura solo… di sostanze eccitanti, sempre nel vano tentativo di della Paura.

Gaia Foti


Pagina 65

Viaggio nel tempo Gennaio 2011… Il Direttore entra in classe e dice: io, e tu ,Terrun, mi ri“Abbiamo comprato la Macchina del Tempo, possia- troverai dal 1991 come mo tornare indietro di tantissimi anni, chi vuole pro- simbolo elettorale della vare?” “Quale occasione migliore” - penso io - “se Lega Nord, e Umberto torno indietro nel tempo, potrò anche cambiare qual- Bossi sarà la mia Creacosa che in questi 16 anni non mi è piaciuta!!!!” “Io, tura… pensa: sposerà io” dico a voce alta, e mi accorgo di essere l’unico persino una di voi!! coraggioso. Poco dopo cominciano ad alzarsi altre “Caro Alberto da Giusmani e diveniamo un bel gruppetto, ma sulla macchi- sano” penso in silenzio “tu sarai anche un condotna del tempo si sale uno alla volta… quindi parto io tiero, un eroe, un coraggioso, ma vuoi mettere l’aper primo! Entro in una stanza dove c’è una grossa stuzia di un Terrun?!” Bene allora guarda cosa ti macchina, monto su e mi accorgo di un monitor sul combino… ti cambio qualche elemento! Faremo in quale scorrono anni, epoche,

modo che il 19 Settembre

personaggi, fatti, luoghi. Im-

del 1941, alla Sig.ra Bossi

mediatamente

“Vuoi

madre, in vacanza sulle rive

scegliere in quale epoca anda-

dello Stretto di Messina, le

re, quale personaggio incontra-

si rompano le acque e… na-

re, o vuoi che la scelta sia ca-

sca il piccolo Umberto! Che

suale?” “Casuale, casuale, al-

bello che sarebbe riuscire a

meno non avrò colpa di nul-

cambiare la Storia… oggi

la!”… E allora si parte!!! Pre-

Umberto sarebbe in giro per

mo il pulsante con su scritto”

le strade di Messina e direb-

leggo:

“lascia al caso il tuo destino” e dopo 10 secondi mi be: “Ciao cumpari comu stai?” … BOOOOOOOOritrovo nel XII secolo faccia a faccia con Alberto da OM!!! Che è successo? L’ho detta troppo grossa?! Giussano, condottiero lombardo, eroe della battaglia … No, il boato è soltanto la macchina del tempo di Legnano del 1176. “E questo da me che vuole?” che è ritornata nel 2011, ed io? Per fortuna sono penso e subito lui mi dice: “Ciao Terrun!!” Ora capi- rientrato nel mio tempo e nel mio mondo; Bossi è sco… e dico: “Ma tu non sei il fondatore della Com- nato a Cassano Magnago, non parla da Terrun ma pagnia della Morte, un’armata di 900 cavalieri scelti da Polentone, e la macchina del Tempo? Il Direttoper difendere il Carroccio, simbolo della Lega Lom- re l’ha già rivenduta come prodotto di seconda mabarda, contro Federico I Barbarossa?” “Sono proprio no!!! Nicolò Albanese


Pagina 66

Il TG come lo vorrei

NOTIZIA SHOCK: all’alba di oggi tutte le se-

Ore 14.30: Studio Aperto, Italia 1. Anche qui un

di dei TG nazionali (RAI, Canale 5, Retequat-

ragazzino si è impossessato del microfono e di-

tro, Italia 1, la 7, SKY, Premium) sono state

ce: “ Notizie dall’Italia… remonti ha promesso

occupate da ragazzi tra i 15 e i 20 anni, che di-

meno tasse per tutti e più lavoro! Notizie dall’E-

cono di chiamarsi “VOLEMOSE BENE”.

stero… Ahmadinejad scende in piazza contro il

Ci sembra che abbiano delle armi… no, no, un

Nucleare e contro il Burqa!”

momento.

Ore 18.00: TG5… “Clamoroso- dice una ragaz-

Non sono armi, sono FIORI che sparano PE-

za – a Cerignola scongiurato un disastro fami-

TALI! “Da oggi le Redazioni dei TG sono in

liare. Un uomo in vacanza con le sue due bam-

mano nostra. L’informazione la facciamo noi!”

bine scivola alla stazione e cade tra i binari. Il

continuano a gridare. Ore 08.30: TG 1… nuo-

macchinista del treno in arrivo riesce a frenare e

vo conduttore, un ragazzetto alto, capelli casta-

Mathias, Livia e Alessia sono salvi e potranno

ni, sguardo intenso che dice: “Buon giorno dal

riabbracciare la loro Irina”.

TG1… e che Buongiorno! Yara Gambirasio

Ore 20.00: SKY… “Trovata la causa che provo-

non è mai scomparsa! Sarah Scazzi passeggia

ca il cancro. Un gruppo di medici appartenenti

per Avetrana! Gheddafi è un nuovo personag-

alle Università di tutto il mondo ha messo a

gio dei Pokemon! Berlusconi è a pranzo con

punto il VACCINO!!!”

Fini e Bersani! Ruby è una maestra d’asilo!”

Ore 20.30: Premium…. “NOTIZIA SHOCK: al

Ore 12.00: TG4…. Una ragazzetta alta, bionda,

tramonto di oggi tutte le sedi dei TG nazionali

occhi da gatta, sta seduta al posto di Emilio Fe-

non sono più occupati dai giovani giornalisti!”.

de e dice: “a Emy, o sai che in Iraq stanno a

Peccato!!! Anche se è durato un solo giorno,

sloggià pecchè a guerra è finita? E o sai che e

questo TG mi è proprio piaciuto!!

Tori Gemelle so ancora li e nessuno è riuscito a buttalle giù?”

Nicolò Albanese


Pagina 67

Il mio giorno da presentatore del TG14 sveglio,

nuti! Ma non sono pronto, non so

leggo, è il TG14! Le visualizza-

una

cosa dire e soprattutto… come

zioni sono state altissime, mi

giornata come

avrei fatto io, il ragazzo più timi-

hanno chiamato per una settima-

tutte le altre,

do di tutti i tempi? “Ora diamo la

na di prova e mi hanno offerto

ma qualcosa mi dice che non sarà

parola allo studente scelto dalla

pure soldi. Devo rispondere alla

così. Sto per uscire di casa per

nostra selezione!”. Eccomi in on-

proposta entro la sera, ma per ora

andare a scuola e mi accorgo che

da, “oh cielo” non so che dire!

vado a scuola. Arrivo e tutta la

mi è arrivata una lettera, rimango

Inizio con un banale “buongiorno

scuola mi accoglie con applausi e

stupito. Subito penso: “Non ho

a tutti”, mi fermo, penso … Ma

fischi, chiedendomi come era an-

tempo da perdere con lettere inu-

certo! E’ facile la soluzione, io

data e dico loro della lettera. Ma

tili, sono in ritardo”. Così esco di

non sono direttamente di fronte

vedo che tutti sono tristi, poichè

casa e la ignoro. Alle 13:45 esco

ad un pubblico, sono solo ripreso

se avessi accettato mi sarei dovu-

Mi sembra

in cortile per giocare a

to trasferire a Roma. Allo-

calcio con i miei compa-

ra penso che forse avrei

gni, e ad un certo punto

fatto bene a non accettare,

sul nostro cortile atterra

ma loro, da buoni amici,

un grande elicottero con

mi dicono di non perdere

su scritto: TG14. Subito

questa grande opportunità.

scende un uomo che mi

Ecco è arrivata sera: devo

prende e mi fa salire a

mandare la lettera con

bordo. Durante il viaggio mi spie-

da una telecamera, sono solo co-

scritto sì o no. La scelta è così

ga che sono stato scelto come

me quando ripeto storia, e allora

difficile e straziante… Mi affac-

presentatore del TG per un gior-

inizio: Notizia dell’ultimo secon-

cio e vedo dei ragazzi giocare a

no. Io mi illumino di gioia, ma

do… Non ci posso credere, ce

calcio. Non resisto. No. Oh no!

per orgoglio, con indifferenza

l’ho fatta, il TG è finito e sento

Sono di nuovo in ritardo, ma so-

chiedo: “Perchè non mi avete av-

che è andato tutto bene, però ora

no contento di poterlo essere. Ar-

visato prima?”. Loro mi dicono di

voglio tornare alla mia vita di

rivo a scuola e mi chiedono: hai

avermi spedito una lettera, così

sempre. L’indomani la mia routi-

detto sì, vero? No. E lì un urlo di

capisco di chi era quella lettera

ne mattutina viene però di nuovo

gioia scoppia dal cuore dei miei

che avevo ricevuto. Arrivati a Ro-

stravolta, perchè prima di uscire

compagni e… dal mio.

ma vedo la sede e scopro che sa-

vedo una lettera e subito penso:

rei andato in onda fra cinque mi-

“questa volta non sbaglierò!”. La

Fabio Malacarne


Pagina 68

Una crociera da dimenticare? Forse no Io quel giorno ero molto impauri-

resta, varie lance per cacciare. Mi

rono per unire i vari pezzi della

to ed eccitato all’idea di partire e

misi poi vicino al fuoco e mi ad-

barca. Il giorno successivo il sole

di fare la mia prima grande cro-

dormentai, perchè quella era stata

fu ricoperto da nere nuvole e ini-

ciera. Avendo paura del mare,

una giornata molto faticosa e dif-

ziò una violenta tempesta tropi-

non sono mai salito su di una na-

ficile. Il giorno dopo iniziai ad

cale. Le onde cominciarono ad

ve ma per questa crociera mi feci

esplorare la foresta: essa era mol-

alzarsi ed ebbi paura che la mia

coraggio e partii. Feci male

fine fosse giunta. Per

però. Partii il 17 Febbraio,

fortuna

mi

di venerdì, alle 17:17. Le

qualche

giorno

prime due settimane mi di-

continuai la costruzione

vertii molto ma, dopo di

della barca. Mi serviva-

queste, arrivarono onde gi-

no una vela e una pietra

gantesche che fecero ribal-

simile all’amigdala per

tare la nave. Morirono tutti,

modellare l’imbarcazio-

tranne me. Mi ritrovai in

ne. Con una lancia più

salvai

e

dopo

un’isola immensa, mai visitata

to buia, perchè i raggi del sole

lunga costruita in precedenza e

dall’uomo e non segnata sulle

erano coperti dal fitto fogliame

un sasso molto tagliente riuscii

cartine geografiche. Questa era

degli alberi. Trovai anche un ru-

ad uccidere animali dalla pelle

un’isola meravigliosa, ricca di

scello dove scorreva acqua limpi-

spessa e resistente, pelle che usai

verde e piena di specie inusitate

da e pura. Riempii la borraccia

successivamente come vela. Feci

di animali. Dopo che mi alzai dal-

d’acqua e raccolsi strani frutti,

provviste di acqua e cibo e mi

la spiaggia, mi andai a fare un

molto diversi da quelli che cono-

preparai per il viaggio di ritorno.

giro per trovare dell’acqua fresca,

scevo. Improvvisamente apparve

Il giorno dopo partii e attraversai

cibo e un riparo per la notte.

un grosso animale, simile ad una

un mare calmo ma pericoloso,

Camminando, trovai dei pezzi di

tartaruga, ma gigantesco e carni-

perchè infestato da piranha e bar-

corteccia molto diversi dai nostri.

voro. Uccisi la fiera con la lancia,

racuda. Mi seppi difendere bene.

Provai a prenderne due, li spezzai

conficcandogliela in testa e, sic-

Giunsi così fino alle coste della

e, con un accendino che avevo in

come il suo guscio era molto

Sicilia, felice di essere sopravvis-

tasca, accesi un fuoco. Con gli

grande e resistente, lo presi per

suto a questa pericolosa ma affa-

altri pezzi mi costruii un rifugio

costruirmi una barca. Tornando

scinante avventura.

e, usando varie pietre dure trovate

verso la spiaggia trovai delle lia-

al confine tra la spiaggia e la fo-

ne molto resistenti che mi servi-

Francesco Valente


Pagina 69

Viaggio sul veliero dell’alba Il sole sta sorgendo ormai, la ature..creature che fino ad allora avevo solo potuto sua luce rischiara a poco a poco vedere nei libri o in tv. Pesci dai colori sgargianti il cielo, salutando l’oscura not- saltano fuori dalle acque con agilità impressionante, te, la luna e le stelle che mi accompagnati da bellissimi delfini. Ma ecco che, hanno tenuto compagnia fino ad ora. Credo che co- tutt’un tratto, una voce angelica…ed un cavallo mincerebbe così il mio viaggio ideale, un viaggio bianco dalle ali grandissime richiama la mia attenalla scoperta del mondo, di culture e popoli diversi. zione. Il magnifico animale volteggia in alto, e dopo Un viaggio alla scoperta di se stessi, del proprio es- pochi secondi scende in picchiata e si posa delicatasere e della propria anima. E soprattutto, un viaggio mente sul ponte del veliero. Ed ecco: un’isola illusu un veliero fantastico, che naviga sulle acque più minata dal sole appare d’improvviso in tutta la sua blu e per mari inesplorati dall’uomo : il veliero del- bellezza. Salgo in groppa al mio destriero alato e l’Alba. La voglia di ve-

prendo il volo. Salgo sem-

dere, capire e scoprire

pre più in alto, sfioro con

arde in me più viva che

le dita le nuvole bianchis-

mai, come le fiamme di

sime, e ammiro l’immensa

un

indomabile.

natura pullulante di vita. Il

Sento sulla pelle la leg-

cavallo scende in picchia-

gera brezza che spira da

ta, ed ecco che mille sen-

est, una brezza fresca,

sazioni si affollano nella

che sembra cantarmi ciò

mia mente. Gli infiniti

fuoco

che ha avuto la fortuna di ammirare nelle bellissime paesaggi, le distese azzurre e le verdi colline. Gli terre d’Oriente; terre vergini , perennemente baciate imponenti alberi ed i profumatissimi fiori. Finaldal sole e lambite dal più bel mare che si possa mai mente tocco il terreno morbido e fresco. E mi sento sognare. Terre dagli alberi possenti e sempre in fio- pervasa da una sensazione nuova, quasi magica : mi re, dove il silenzio regna, dove vivono le più diverse sento di nuovo bambina! Torno a correre, saltare ed specie di animali; dove la tenera erba degli immensi urlare il mio nome per sentirne l’eco. Finalmente prati sembra invitarti a distenderti e ad abbandonarti sono arrivata nel mio mondo… nel mondo che ho da a quella meravigliosa tranquillità che invade la tua sempre sognato e desiderato. Tornerò mai a casa? mente, rilassandoti. Un velo di salsedine mi pizzica Questo non lo so. Ma la risposta mi è suggerita da le labbra, riportandomi alla realtà, facendomi riapri- una bellissima canzone : ” Un viaggio a senso solo, re gli occhi ed ammirare ciò che mi si pone davanti : senza ritorno, se non in volo…” l’immensità dell’oceano e delle sue gigantesche cre-

Gaia Foti


Pagina 70

La fatica della MIA sveglia sempre più presto Sonno-

nanti, mi conduce a scuola e mi

ma?” E poi, con invidia: “Quanti

Ospedale Molinette di Torino:

riprende alle 13.30 (viaggiare per

la faranno tra un paio di ore?”.

“Chi punta prima la sveglia in

raggiungere la scuola fin da pic-

Vede, Direttore, anche per la sve-

Europa per andare a lavoro?”. I

colo mi è valso la comprensione

glia c’è una formula di matemati-

Belgi alle 6.30, i Britannici alle

della

paterna

ca: La sveglia suona tanto più

6.45, gli Italiani, in media alle

”figghittu, soffriu sempri p’annari

presto quanto più cresci di età!

6.49, i Tedeschi alle 6.50, i Fran-

a scola!!! U Signuri mi cci renni

Prenda ad esempio me… da pic-

cesi alle 6.55. Gli Spagnoli alle

sti sacrifici!!!). 2005-2008: 6.45

colino mi svegliavo e facevo il

Centro

disturbi

del

mia

nonna

7.00 (da TV SORRISI E

pacco…

CANZONI). E tu, quando ti

scendo, mi sono svegliato

svegli? E’ cambiato l’orario

“sempre più presto”, perché

da quando eri piccolo ad og-

il mio impegno da studente

gi?

Signorini

è aumentato di intensità e

(Direttore di TV SORRISI E

durata. Anche l’orario di

CANZONI) mi intervista…

ingresso a scuola è “sempre

“1995: Messina, ho 1 anno.

più presto”… 8.30... 8.15...

7.30 sveglia, biberon, cap-

8.00… il traguardo richiede

Alfonso

depositato.

Cre-

pottino, mamma mi infila in mac-

sveglia (la lancetta piccola passa

una fatica sempre maggiore. E la

china e via dalla nonna dove mi

dal 7 al 6) “Svegliati - dice mia

sveglia? Con i suoi occhioni furbi

aspettano bagnetto, ninna nanna e

sorella Martina - vestiti, fai cola-

(nei miei disegni è sempre stata

pappa! 1996-1999:Taormina, dai

zione,”…lo ripete per tre anni!!!

una faccia con occhi grandi e

2 ai 5 anni, vado all’asilo! 7.15

2008 ad oggi: Liceo Scientifico

bocca larga, rompiscatole, brutta

sveglia, bagnetto, cappottino, di

Empedocle a Messina… continuo

e vecchia!) sembra dirti: “Su di

corsa in macchina, vengo lanciato

ad abitare a Taormina…Ore 6.15:

me trovi 12 numeri che scandi-

dal finestrino e preso al volo dalla

caffè, fetta biscottata e mia madre

scono la tua giornata di 24 ore.

maestra! Gioco, dormo, mangio e

che mi urla:”Presto che è tar-

Sei in trappola!!! E io che faccio?

aspetto che qualche anima pia mi

di!!”… riesce a farmi imbestialire

… Sposto sempre la lancetta 1 o

riporti a casa… mai prima delle

e ne è felice perché, dice lei,” rie-

2 minuti indietro!!! Non sarà la

17.00!!! 2000-2005: le elementari

sco a non farti riaddormentare!”

soluzione ai miei problemi, ma

( a Mazzeo, frazione di Taormi-

Penso: “Quanti in questo momen-

mi aiuta!!!

na): ore 7.00 sveglia; ore 7.45

to staranno facendo la stessa co-

pulmino che, lungo curve e tor-

sa? Quanti l’hanno fatta ore pri-

Nicolò Albanese


Pagina 71

Se Paride può uccidere Achille, perché non lo può fare anche Ettore? Tra i vari libri dell’Iliade, con la spada tra il collo e la spalla; infine con lancia troviamo lo scontro tra infilza il suo tallone. Così il quasi immortale AchilAchille e Ettore. Normal- le, piede rapido, muore. Ettore alla visione della sua mente il primo vince sul vittoria scoppia a piangere per la felicità di poter secondo uccidendolo e tornare dalla moglie e dal figlio Astianatte e decide trascinandolo con un car- di ritornare il corpo di Achille ai Mirmidoni. Ecco ro. Però io tra le due figure preferisco quella del arrivato il giorno successivo. La morte del grande troiano, perciò ho provato ad immaginare un esito eroe ha scombussolato i Greci, compreso Agamendell’incontro diverso, che ha come finale la vittoria none, il quale sa che senza Achille, il risultato della di Ettore. Troia, giornata afosa. Il re Priamo, padre guerra sarebbe stato negativo. Così decide di scapdi Ettore, Ecuba, la madre, Andromaca, la moglie, pare nella notte successiva. Però arriva prima il re Paride, il fratello e tutti gli altri

Priamo e così i soldati greci subi-

parenti e compatrioti piangono

scono subito l’attacco dei troiani.

perchè sanno che Ettore ha po-

L’unica flotta che riesce a scap-

chissime possibilità di vincere

pare è quella del re di Itaca, Ulis-

contro Achille. Ma intanto il

se. Troia è salva dalle insidie dei

figlio di Teti urla il nome del

Greci, almeno per ora. In futuro

guerriero più forte di Troia e lo vuole uccidere per la Grecia invierà un altro esercito e riuscirà ad entravendicare Patroclo. Ed ecco che il principe troiano re con il piano di Odisseo. Infatti sarà al ritorno di scende. Il duello inizia. Ettore prova a scagliare la questa battaglia che lui si perderà e compirà l’infinilancia che aveva in mano. La lancia è lunga e poco to viaggio per tornare in patria. Ma allora chi uccide robusta ma con la punta di ferro molto appuntita e Ettore? Teti. Ella, venuta a conoscenza della morte tagliente. Intanto Achille, per sfregio, si toglie l’el- del figlio, convince Poseidone ad inviare il suo sermo e poggia lo scudo a terra. Subito dopo estrae la pente marino per uccidere i principi di Troia e il dio, sua spada e la punta contro il suo sfidante. A sua dovendolo mandare per uccidere anche l’indovino volta Ettore svolge le stesse azioni e corre verso il Laocoonte, accetterà. In effetti con questo finale Etsuo nemico. Il greco vuole punire e far soffrire l’uc-

tore morirebbe lo stesso, ma al-

cisore di Patroclo e così inizia schivando i colpi e

meno non contro un combattente

spingendo l’avversario facendolo cadere. Il figlio di

che poi verrà ucciso da Paride,

Priamo si ritrova a terra sanguinante ed a quel punto

più debole rispetto al fratello, ma

Achille decide di ucciderlo ma, non appena scaglia

per la volontà di un dio.

il colpo finale, Ettore lo evita saltando e lo trafigge

Fabio Malacarne


Pagina 72

TUTTA UN’ALTRA STORIA I Corsi e i Ricorsi delle vicende umane

E se i Greci avessero vinto... Non dimen-

portante ed è quello che mi ri-

contro naso. Ormai è finita, que-

ticherò

mai

specchia di più. Io darei anche la

sto momento stabilirà il vincitore,

questa data:

vita per difendere Sparta, la mia

anche se io già lo sono in un cer-

Termopili,

patria. Anzi, la sto già dando. Oh

to senso. L’immagine che può

20 Agosto 480 A.C. 4.700.000

cielo… siamo rimasti in 10, e l’e-

rappresentare questa scena è dif-

soldati

persiano

sercito della Persia ha subito un

ficile da immaginare: due grandi

mandati da Serse I, contro i 300

danno minimo. In proporzione le

uomini, un sovrano e un coman-

soldati spartani di Leonida. La

perdite dei persiani sono nulle.

dante sovrano che si accoltellano

battaglia inizia … 299 … 298…

Nel frattempo sono rimasto solo

all’altezza del cuore a vicenda, e

297… il numero di spartani viene

tra i miei uomini ma cosa devo

tutti i soldati intorno che combat-

diminuito in un batter d’occhio!

fare io contro i milioni di nemici

tono… Ma ora torniamo alla real-

Sono ancora vivo, ancor per po-

che ho davanti? Allora io, il co-

tà. I miei uomini sono morti, e

co, ma alla fine siamo partiti sa-

mandante Leonida, scavalcherò i

tentare di arrivare fino a Serse

pendo che saremmo morti tutti.

soldati e conficcherò questa stes-

sarebbe un suicidio, migliaia di

Finalmente sono arrivati 700 Te-

sa lancia nel cuore del re persia-

arcieri mi freccerebbero e non

spiesi e altri 6000 alleati greci.

no, sempre se ne ha uno! Ovvia-

riuscirei a salvarmi. Addio! Sono

Ma i persiani sono troppi e sem-

mente nella mia lunga e trafelata

morto vincente, perchè ho dato la

brano sbucare da tutti i lati. Lo

corsa dovrò anche eliminare qual-

vita per difendere la mia terra.

spettacolo è terrorizzante, i miei

che soldato. Inizio a muovermi

Ma sono morto. I risultati dell’a-

fratelli sono sgozzati dalla lama

rapidamente ed ecco il primo sol-

spra e feroce battaglia saranno

lucente delle spade dell’esercito

dato: con un possente salto schivo

alla fine questi: 299 spartani mor-

di Serse. Purtroppo anche io devo

il suo colpo e lo trafiggo tra il

ti, tutti i Tespiesi e 1400 alleati

uccidere i nemici e so l’amarezza

collo e la spalla. Il secondo: paro

greci. E i persiani? 35000 dei lo-

che nel frattempo stanno provan-

la spadata con lo scudo e gli ta-

ro soldati scenderanno nell’Ade,

do gli altri. E’ proprio questa la

glio la gola. Il terzo: blocco con

risultato notevole, sia perchè sia-

stupidità della guerra: ognuno fa

la spada il suo attacco e infilzo il

mo riusciti a rallentarli, ma anche

male all’altro, ma nessuno con-

suo stomaco con la lancia. Ed ec-

perchè abbiamo ucciso molti più

clude nulla. E’ vero, io sono qui a

comi finalmente vicino al re, e

uomini. L’ultima immagine che

combattere, ma perchè questo mi

alle orecchie mi giungono queste

ricordo, è quella di Serse che ride

è stato insegnato e, tra i valori che

precise

di fronte alla mia morte!

ho, quello della patria è il più im-

fare quel pazzo?” Eccoci naso

dell’esercito

parole:”Cosa

vorrebbe

Fabio Malacarne


Pagina 73

C'era una volta, e c'è ancora, la MAFIA! “La mafia è il cancro del Mezzogiorno”. Così Almeno

Le Foibe 10.000

è definita la situazione che caratterizza politi- persone, negli ancamente ed economicamente l’Italia meridio- ni a cavallo del nale. Alla vigilia del 150° anniversario del- 1945, sono state l’Unità Nazionale, la realtà del nostro paese torturate ed uccise risulta ancora travagliata e frammentaria. Per comprendere le a Trieste e nell’Istria controllata dai partidinamiche dell’accentuato divario tra Nord e Sud bisogna giani comunisti jugoslavi di Tito. La giorcompiere un breve excursus a partire dalle origini del fenome- nata dedicata alla memoria del massacro no mafioso. Il termine mafia compare per la prima volta in un delle Foibe intende ricordare proprio quetesto teatrale del 1863, “I mafiusi de la Vicaria” di Giuseppe sto eccidio, che coinvolse prevalentemenRizzotto, opera ambientata all’interno dell’omonimo carcere te cittadini di etnia italiana e in misura palermitano. A usare successivamente il termine mafioso, con- minore cittadini italiani di etnia slovena e ferendo alla parola anche un giudizio di carattere etico, fu Gae- croata. Il nome deriva dagli inghiottitoi di tano Salvemini, il quale definì l’allora Primo Ministro italiano natura

carsica,

chiamati

appunto

Giovanni Giolitti “ministro della malavita”. Il 10 giugno 1924 “foibe”, in cui furono gettate, vive e venne assassinato a Roma un coraggioso segretario del partito morte, migliaia di persone prima torturate socialista che denunciò in Parlamento le violenze i brogli com- e massacrate. Per molti decenni questo piute dai fascisti durante le elezioni: GIACOMO MATTEOT- tragico pezzo di storia italiana è passato TI. Tuttavia, ancora oggi il caso Matteotti è definito “omicidio sotto silenzio ma, ormai da diversi anni, il politico”. Ma allora, cosa è la mafia? Oso ampliare il significa- 10 febbraio è stato riconosciuto come to della parola: nella vita quotidiana la “mafia” si concretiz- giorno del ricordo, al fine di conservare e za quando qualcosa, considerata scomoda da qualcuno, viene rinnovare la memoria di quelle vittime. eliminata con estrema facilità; “mafia” è la repressione di un Numerosi sono ogni anno, in occasione di dissenso. “Mafia” è omertà. Dunque, oggi non riesco a vedere questa giornata, i convegni e i lavori volti la tanto esaltata Italia come un paese veramente unito e coeso. appunto a raccontare, ricordare e capire. Vedo invece un tumore ormai in metastasi, non presente più Coltivare la memoria di un popolo è un solo nel Meridione, che logora tutti gli organismi di uno Stato preciso dovere e, pur senza poter cancela capo del quale sta un gruppo di politici che dichiara di voler lare le sofferenze e le ingiustizie subite, risanare le ancora aperte ferite , ma che nel contempo utilizza bisogna guardare avanti e costruire una l’immagine della Calabria per sollecitare gli italiani alla pratica comune appartenenza europea che arricdella raccolta differenziata. Questa chiamasi Unità? No. Non a chisca le diverse identità nazionali. mio avviso.

Annalisa Careri

Ramona Urso


Pagina 74

100 Anni di Guerra, Francia e Inghilterra su fronti opposti. L'Eroina d'Orleans salva la situazione! L’eroina

de vittoria sui Francesi, i quali

territori per infliggere numerose

francese

dovettero accettare la pace di Bre-

sconfitte, finché non salì al tro-

Giovanna

tigny, con la quale molti dei terri-

no Carlo VII che riuscì a ripor-

d’Arco è

tori francesi passarono nelle mani

tare pace all’interno del territo-

una delle

degli inglesi. La situazione si in-

rio ma soprattutto a migliorare

protagoni-

vertì solo quando fu incoronato

la Francia stessa, delineando

ste

sovrano Carlo V, il quale ricon-

definitivamente i suoi confini ed

periodo

quistò una buona parte dei territo-

avviandola alla trasformazione

storico

ri riportando stabilità in Francia;

in una monarchia nazionale.

della guerra dei cent’anni (1337-

Dopo sua la morte salirono al tro-

Giovanna d’Arco, la figura prin-

1453), una guerra destinata a du-

no due successori i quali furono

cipale della Guerra dei Cent’-

del

rare per molto tempo, per via

Anni, già all’età di dieci anni

degli intensi scontri tra Francia

aveva acquisito una certa pre-

ed Inghilterra. Le cause di que-

parazione religiosa per via

sto conflitto inizialmente si in-

della madre Isabella la quale

centrarono sulla controllo delle

aveva cercato di infondere

Fiandre, un territorio economi-

nell’animo della figlia tutti i

camente

commercialmente

valori sociali e morali della

molto importante; da non sotto-

società di quel tempo. La gio-

valutare fu anche il conflitto

vane però fu sempre interes-

dinastico tra i due regni, poiché

sata agli avvenimenti politici

alcuni territori francesi erano

e decise di studiarli in chiave

posseduti dalla corona inglese.

religiosa, considerandoli co-

Siffatta situazione fu aggravata

me la perpetua lotta tra il bene

e

dall’arrivo dell’epidemia della

sempre in lotta fra di loro, crean-

e il male. Nel 1425 la Pulzella

peste nera, dalle varie rivolte po-

do così ulteriori conflitti; iniziaro-

iniziò ad avere delle visioni e a

polari, dalla Cattività Avignonese

no molte rivolte popolari, come a

sentire delle voci che la incita-

e dallo Scisma d’Occidente. Lo

Parigi

campagne

rono a lottare contro le ingiusti-

scontro tra i due fu sempre più

(Jacquerie) portando una divisio-

zie e spingere al di fuori dei

aspro finché non si arrivò alla

ne della popolazione in due parti:

confini francesi gli inglesi. In-

battaglia di Poitiers nel 1356, do-

gli Armagnacchi e i Borgognesi.

fatti Giovanna stessa decise di

ve gli inglesi ottennero una gran-

Gli inglesi rientrarono in questi

andare a Vaucouleurs per incon-

e

nelle


Pagina 75

trare il comandante d’Orleans e

truppe in battaglia; purtroppo però le

terla processare e condannarla

farsi affidare una parte dell’e-

condizioni climatiche non erano del

al rogo. La leggenda vuole

sercito. in tale contesto l’eroina

tutto favorevoli. Il vento poi diminuì

che a Giovanna fu concesso

viene raffigurata nelle vesti di

e cambiò direzione, così da permette-

come suo ultimo desiderio di

un soldato con una spada in una

re a Giovanna e alle truppe di portare

poter tenere con sè fino alla

mano e nell’altra una bandiera

i rifornimenti, scendere e schierarsi

sua morte un piccolo crocifis-

raffigurante Dio, benedicente il

in battaglia. Qualche giorno dopo

so. Invocando più volte il no-

fiordaliso francese, con accanto

Giovanna sconfisse la bastiglia più

me di Gesù si l’eroina france-

i due Arcangeli Gabriele e Mi-

forte e ruppe gli accerchiamenti, de-

se si spense tra le fiamme.

chele. Con la ragazza

Spento il fuoco, della

si

molte

povera Giovanna rima-

truppe di soldati che

sero solo le ceneri, ma,

volevano sconfiggere

cosa più strana, il suo

gli inglesi. Nel frat-

cuore rimase intatto e

tempo questi stavano

fu gettato nella Senna,

arrivando a conquista-

così da evitare di poter

re i territori d’Orleans,

essere rubato e consi-

ma la caduta della città

derato una reliquia. La

avrebbe determinato il

giovane diede la vita

passaggio di tutto il

per i suoi ideali nazio-

allearono

territorio della Loira Meridiona-

terminando così la messa a cielo a-

nalistici; definire però Gio-

le nelle mani degli inglesi. For-

perto degli inglesi, che si ritirarono

vanna una pulzella nazionali-

tunatamente gli assediati riusci-

definitivamente, lasciando la Francia.

sta non è un’affermazione

rono a tenere libera la Porta del-

Giovanna impedì ai francesi di segui-

completamente giusta, perché

la Borgogna per facilitare l’in-

re i nemici, sia perché era domenica,

al suo tempo ancora non esi-

gresso di Giovanna con le mili-

per i cristiani considerato giorno di

steva un’idea ben definita di

zie e i viveri per i rifornimenti.

riposo, sia perché gli inglesi si erano

nazione unita. Giovanna d’-

Giovanna giunse così ad Orle-

spostati volontariamente. Qui, alla

Arco però può e deve comun-

ans e il primo incontro che ebbe

fine della guerra, precisamente nel

que essere considerata una

fu con il capitano. Tra i due ci

1430, la Pulzella fu catturata, depor-

giovane dotata di forte perso-

fu un breve e burrascoso collo-

tata per sei mesi in varie prigioni e

nalità, grande carisma e stra-

quio, per via del fatto che la ra-

alla fine venduta agli inglesi, i quali

ordinario coraggio.

gazza avrebbe preferito essere

cercarono con tutti i mezzi di far ri-

direttamente condotta con le sue

sultare eretica Giovanna, così da po-

Giulia Pensabene


Pagina 76

Uno sguardo nel passato: la Destra e la Sinistra storica Il periodo precedente l’età giolit-

della Sinistra erano stati legati a

di

tiana abbraccia esattamente qua-

Garibaldi e al Partito mazziniano.

una maggiore li-

ranta anni: dal 1861 (costituzione

I deputati della Destra erano in

bertà e una mag-

del Regno d’Italia) al 1901. Du-

prevalenza cattolici, quelli di Si-

giore

rante i primi quin-

nistra erano massoni e anticlerica-

privata. Il primo

dici anni fu al go-

li. Dal punto di vista economico

aspetto di questo programma si

verno la Destra.

nella Destra prevalevano i legami

concluse con la riforma elettorale

Dal 1876 al 1896,

con la grande proprietà; la Sini-

del 1882. Ma, fatta questa rifor-

salvo brevi inter-

stra rappresentava soprattutto la

ma, Depretis ritenne opportuno

piccola borghesia urbana e la na-

orientare in senso conservatore

verno la Sinistra, rappresentata in

scente industria. Nel periodo 186-

l’azione del governo, unendosi ad

particolare da due statisti: Depre-

1-76 la Destra al governo aveva

una parte della Destra e dando

tis, fino al 1887, e Crispi. Proprio

affrontato, e in parte brillante-

inizio al cosiddetto trasformismo.

della Sinistra faceva anche parte

mente risolto, quattro problemi: il

Dal punto di vista economico De-

Giolitti, deputato nel 1882 e pre-

compimento dell’unità nazionale,

pretis abbracciò la politica del

sidente del Consiglio negli anni

con l’annessione di Venezia nel

protezionismo e nel 1885 iniziò

1892-1893. Ma quando si parla di

1866 e di Roma nel 1870; la si-

la conquista, in Africa, di quella

Destra e Sinistra non bisogna

stemazione dei rapporti tra Stato

che sarebbe stata poi la colonia

pensare a due partiti ben distinti e

e Chiesa cattolica sulla base della

eritrea. Gli interessi degli italiani

ruzioni, fu al go-

Giovanni Giolitti

promuovere

ricchezza Agostino Depretis

contrapposti: in realtà le maggio-

reciproca

separa-

erano però orientati verso Tunisi,

ranze su cui si appoggiarono i

zione; il rafforza-

che era stata conquistata dalla

governi furono composte da ele-

mento delle finan-

Francia nel 1881. Ciò deteriorò i

menti eterogenei provenienti sia

ze dello Stato; la

rapporti italo-francesi e costi-

formazione

delle

tuì una delle cause dell’alleanza

renze, oltre che ideologiche, era-

cosiddette infrastrutture economi-

dell’Italia con Germania e Au-

no presenti anche da un punto di

che. Ma proprio a causa di que-

stria, la Triplice Alleanza, stipu-

vista sociale: i deputati di Destra

st’ultimo punto, in particolare

lata nel 1882. Crispi successiva-

appartenevano

prevalentemente

riguardo alla statalizzazione delle

mente proseguì la politica colo-

alle regioni del Settentrione e del

ferrovie, nacquero discordie in

niale in Africa, ma dovette far

Centro ed erano perlopiù apparte-

Parlamento che portarono la De-

fronte alla clamorosa e umiliante

nenti all’aristocrazia e all’alta

stra a sciogliersi; nel 1876 la Sini-

sconfitta di Adua nel 1896.

borghesia, invece molti deputati

stra prese il potere con lo scopo

da destra, sia da sinistra. Le diffe-

Francesco Crispi

Pascuzzi Martina Chiara


Pagina 77

L'Italia nella Grande Guerra e l'avvento del Fascismo Agli inizi del ‘900 l’Italia fu ca-

26 Aprile 1915 il Patto di Londra,

1920 al 1921 che sfociò con la

ratterizzata da molte modifiche

ebbero la meglio. L’italia entrò in

fondazione a Livorno nel 1921

introdotte a tutti i livelli organiz-

guerra nel 1915. Quest’anno rap-

del Partito Comunista. Contro

zativi e innovativi. In primo luo-

presentò per l’Italia una grande

questa ondata socialista si schie-

go va sottolineato il fatto che

disfatta, in quanto dovette subire

rarono i Fasci di combattimento

molti rami scientifici e culturali,

una grande spedizione punitiva da

fondati nel 1919 da Benito Mus-

in passato trascurati, e non poche

parte dell’Austria e combattere le

solini che, approfittando della

produzioni ebbero inizio in quel

debolezza dei governi liberali,

particolare momento storico. Il

organizzò un colpo di stato e il

ramo chimico fu, a livello inter-

28 Ottobre 1922 si impossessò

nazionale, probabilmente tra i più

del potere con la marcia su Ro-

dinamici, ma si conseguirono im-

ma. Una volta al potere Mussoli-

portanti progressi soprattutto nel

ni instaurò uno governo autorita-

campo metallurgico e meccanico;

rio, che godeva di un grande con-

furono, ad esempio, inventati e

senso e soprattutto di un grande

collaudati i primi mezzi di avia-

battaglie dell’Isonzo. Tuttavia, fu

appoggio soprattutto da parte del-

zione, che ebbero un ruolo impor-

proprio il 1917 un anno cruciale,

la Chiesa. Tuttavia però il Fasci-

tante nella Grande Guerra. Allo

in quanto il 24 Ottobre l’armata

smo ottenne il pieno potere con

scoppio del conflitto, nel 1914,

nemica attaccò le linee italiane

le elezioni del giugno del ‘24 di

l’Italia si dichiarò neutrale. Suc-

sull’alto Isonzo e le sconfisse nei

cui però furono denunciati brogli

cessivamente però le forze politi-

pressi di Caporetto, invadendo

e intimidazioni da parte di un de-

che e l’opinione pubblica si scis-

l’Italia fino al Piave. Tuttavia nel

putato socialista, Giacomo Mat-

sero sul problema dell’entrata

1918 fu proprio l’Italia ad avere

teotti. Quest’ultimo fu successi-

dell’Italia in guerra. Gli interven-

la meglio sugli austriaci, sconfig-

vamente assassinato dagli stes-

tisti, appoggiati da Sidney Sonni-

gendoli nella battaglia di Vittorio

si fascisti e questo delineò e rese

no, che segretamente stipulò degli

Veneto e costringendoli a firmare

chiaro a tutti il carattere autorita-

accordi con l’Intesa, firmando il

l’armistizio di Villa Giusti. Tutta-

rio, violento e liberticida di que-

via, a seguito della Grande Guer-

sta politica che porterà l’Italia

ra e della crisi economico-sociale

agli esiti disastrosi della Seconda

intervenuta, sulla scia della Rivo-

Guerra Mondiale .

luzione Russa, l’Italia fu caratterizzata dal “Biennio Rosso” dal

Pascuzzi Martina Chiara


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IL MAZZO DI ASFODELI ROSSI “De rubrorum asphodelorum fasce”

di

Biagio Maria Sancetta


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Ho voluto farmi eccezionale portavoce delle imprese del re carolingio Carlo Magno, scrivendo un racconto che fosse attinente dal punto di vista storico, ma anche ricco di finzioni per allietare il lettore. Forse l’unico elemento incompatibile con la storia è la data riportata (infatti al tempo della narrazione Carlo Magno risulterebbe avere solo un anno). Buona lettura.


Pagina 80

U

n giorno, nella piena consuetudine e monotonia di un dì come gli altri, mi ritrovai in una strana selva, fitta

e tenebrosa, ove la via del ritorno era ormai persa. Sono davvero strane le cose e le persone che incontri quando ti perdi ma, nel mio caso, ancora più curioso è forse il modo col quale ero arrivato in quello stravagante e misterioso luogo. Ma, invece di dilungarmi in un discorso che, oltre ad apparire inutilmente ampolloso, potrebbe sembrare al letto- gia o vacilla. E cosa ancora più certa è che avrei pore anche poco chiaro continuerò tale storia inizian- tuto scriver una decente storia con le stesse idee dei do la narrazione dal principio (come del resto ne- miei compagni. Ma chiunque mastica tali argomenti e cessita un vero racconto). Tuttavia l’incipit di que- l’intender bei temi è il suo viver di tutti i giorni, capista mia avventura non è molto lontano dall’evento sce che quella era una bella traccia e sprecarla con i citato all’inizio: in particolare, il fattore scatenante soliti temi visti e rivisti, trattati ed ancora una volta avvenne poche ore prima. Però, a differenza delle ritrattati, sarebbe stato di sicuro un peccato. Dunque normali storie di avventura, l’evento che ha portato non volevo sprecare tale traccia perché, come avete me (il protagonista) ad esser parte dello scenario ben compreso, la mia intenzione era quella di narrare poc’anzi descritto non è ricco di elementi inaspet- qualcosa di fuori dal comune, di mai visto prima in tati o misteriosi, ma più che altro riguarda la sfera un tema del genere. Così iniziai a pensare, pensare ed del viver quotidiano. Infatti, tutto cominciò quando ancora a pensare alla storia che avrei potuto inserire la nostra professoressa ci diede una traccia a parti- nel mio racconto. Persino la notte di quello stesso re dalla quale scrivere un articolo giornalistico. In giorno non riuscii a riposare, perché tale pensiero particolare l’argomento era “un viaggio che hai continuava ad assillarmi, sì per la fretta di scrivere a sempre desiderato fare”. Ovviamente, appena la causa della breve scadenza entro la quale il lavoro professoressa ebbe dettato tale traccia, nella classe doveva essere consegnato alla professoressa, pronto e si venne a creare un clima che stentava la goliardia. corretto, sia per lo spasmodico desiderio di trovare Tutti i miei compagni avevano un’idea e l’unica una bella storia e comporla subito. Così, dopo una cosa che mancava loro era quella di metter per i- notte insonne, mi svegliai ed andai in cucina dove i scritto quanto avevano già in mente di narrare. miei genitori mi stavano aspettando, preoccupati per Nessuno era incerto ed aveva dubbi: nessuno, tran- la tarda ora con la quale mi alzai. Tuttavia, nonostanne me. Ovviamente non dovete fraintendermi: di te non voglia soffermarmi su tale scenario, urge dire sicuro ne avrei avute di storie da narrare e nella che quel giorno io ed i miei genitori avevamo dormimia mente l’immaginazione di certo non scarseg- to dai miei nonni, ma appena mi svegliai erano pre-


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senti solo i miei genitori e mia nonna. Così le chie- pire ogni singolo particolare di quel libro, il cui titolo si dove era andato il nonno e la risposta mi fu subi- si mostrò ed era “De rubrorum asphodelorum fasce”, to data. In particolare, mio nonno è un restauratore ovvero “Il mazzo di asfodeli rossi”.Ovviamente sapee quel giorno gli era arrivato uno strano mobile, vo che non ero stato autorizzato a prendere tale macon la commissione di dover restaurare quel mobi- noscritto, ma la curiosità e l’interesse fu talmente forle di antiquariato dai danni arrecati dal tempo. Mi è te che presi il libro e, con la stessa velocità di qualcusempre interessato il lavoro di mio nonno: proprio no che sfugge da un pericolo, lo portai a casa con me. per questo non esitai a recarmi da lui per vederlo Ora mi vergogno della mia avidità, avidità simile a intento a rimettere in sesto quella cassapanca, ma quella di un goloso che vuole tenere tutte le prelibauna volta arrivato al suo studio non riuscii a trovar- tezze solo e solamente per sé; ma io ero sì avido, alo. Lo cercai per molto tem-

vido però di conoscenza e non

po ma i miei tentativi furo-

volevo rivelare il mio segreto

no vani, o meglio non mi

a nessuno, proprio per potere

aiutarono a trovare mio

essere l’unico a carpire i se-

nonno, ma mi aiutarono a

greti di quel fantastico stru-

trovare quella cassapanca

mento di diletto. Così appena

della quale mia nonna mi

arrivai a letto subito iniziai la

aveva parlato. Era questa un

lettura. Visto che voi siete i

mobile molto sobrio e poco

miei lettori penso che meritate

ricco di particolari, ma spesso la sobrietà e la sem- di sapere le bellezze citate nel libro: Sì bella che miplicità racchiudono qualcosa di inimmaginabile ed rabilissima di historia di qual ed alcuna possessione inaspettato, il cui valore supera di gran lunga quel- historia meo populo, qui meco…. ma aspettate, ora lo del contenitore che lo racchiude. Infatti, quando che sono in procinto di raccontare fedelmente quanto aprii lo sportello della cassapanca al suo interno scritto nel libro, mi rendo conto che forse nessuno dei era presente, avvolto in un tessuto logoro e consu- miei moderni lettori vorrebbe leggere un racconto mato, un libro. Con molta cura cercai di toglier il che cita fedelmente quanto riportato da un libro antimanoscritto dalla stoffa e, una volta riposto questa co, scritto con un linguaggio, ampolloso e in disuso. nella cassapanca, fui in grado di dedicare la mia Però, per compensare il supporto narratologico ed attenzione a quello scritto che, date le condizioni di introduttivo di tale libro, sarò io a fare il riassunto di conservazione e cura, sembrava non essere stato quanto scritto in tali pagine. In particolare, il narratopiù toccato da secoli. Finalmente ero capace di leg- re scrive della storia del suo popolo, il popolo dei gerne il titolo e, con la stressa attenzione e solenni- Franchi, tra il VII ed VIII secolo D.C. Inoltre ci fortà con la quale un filologo tratta i propri testi, io nisce un dettagliato resoconto del periodo storico in tolsi la polvere che impediva al mio sguardo di car- cui vive, dicendo che verso l’VIII secolo a poco a


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poco nella corte carolingia i nobili ed i legittimi del re successivo a Carlo Martello, ovvero Pipino III eredi al trono avevano perso potere ed era emerso il Breve, Maestro di Palazzo dell'Austrasia. Figlio di il così detto maggiordomo, che nel regno carolin- Carlo Martello e nipote di Pipino II di Heristal, Pipigio corrispondeva all’attuale primo ministro. Tale no il Breve divenne maestro di palazzo sotto il regno termine (ciò non è precisato nel libro), penso derivi di Childerico III (743-752 ca.), ultimo rappresentante dal latino maior domus, che significa “uomo più della dinastia dei Merovingi. Nel 751 depose Childeimportante nella corte”. Inoltre ci spiega che Pipi- rico e si fece nominare re. Fu incoronato dal Papa no II di Heristal ( 635 - Jupille 714), maggiordomo Stefano II (III) nel 754 e strinse con lui un'alleanza: il e maestro di

Papa riconob-

palazzo del-

be il diritto di

l'Austrasia,

successione

riunì i regni

dei figli di Pi-

franchi

pino e in cam-

(ovvero Neu-

bio questi si

stria e Bor-

impegnò a di-

gogna)

nel

fenderlo dalle

tardo periodo

aggressioni dei

merovingio

sovrani

(dinastia ini-

nieri. Quando

stra-

ziata col re Meroveo, re dei Franchi del Nord, an- il papa si sentì minacciato dall'espansione dei Longoche detti Salii, ed alla quale apparteneva non lui bardi, Pipino scese in Italia alla testa di un esercito, ma il legittimo sovrano Dagoberto II). Era il nipote sconfisse Astolfo, loro re (754-55) e consegnò al padi Pipino il Vecchio e gli succedette come Maestro pa un territorio che includeva Ravenna e altre città. di Palazzo intorno al 680. Alla morte del re Dago- Pipino si scontrò con gli Arabi e i Sassoni e ampliò il berto II, egli assunse l'effettivo dominio del regno; proprio regno conquistando l'Aquitania, nel sud-ovest nel 687 estese il suo controllo anche ai regni fran- della Francia. Gli succedettero i figli…. È a questo chi di Neustria e Borgogna, di cui divenne maestro punto della storia che le forze iniziarono a scemare e di palazzo, mantenendo sui due troni i membri del- la stanchezza accumulata dalla scorsa notte si fece la dinastia merovingia. Due anni dopo conquistò i sentire. Così mi addormentai e non ebbi il tempo di Frisi, una popolazione pagana stanziata sulle coste leggere il seguito. Silenzio. Non so per quanto tempo del Mare del Nord. Alla morte di Pipino seguì una dormii e neanche saprei dirvi con assoluta certezza guerra civile; gli succedette il figlio illegittimo quello che pensavo e sognavo in quel momento. Ad Carlo Martello. Tuttavia sembra che lo scrittore esser sincero non il pensiero di quel fatidico tema non fosse appartenuto a tale periodo ma a quello scolastico minimamente sfiorava la mia testa (e sono


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quasi certo che in quel momento di dormiveglia i ruppe prepotentemente al di fuori della carrozza e miei pensieri fossero tutti tranne l’articolo giornali- quel nuovo mondo, che ora cercherò di descrivere, si stico), ma ad un certo punto qualcosa di strano ac- mostrò in tutta la sua bellezza: davanti a me apparve cadde che turbò il silenzio del mio sonno: una realtà nuova ed inesplorata. Accanto a quell’im“Giovine…. orsù levati e ritorna dalla madre e pa- menso palazzo vi era un andirivieni di contadini che dre tuo. Lor son appena entrati”. Erano queste pa- portavano otri e ceste piene di cacciagione o quant’role che mi incitarono ad alzarmi. Per poco tempo altro. C’erano contadini che lavoravano costantemenresistetti alla tentazione ed alle continue esortazio- te la terra con buoi ed aratri costruiti in legno. Spesso ni, ma dopo che a queste vennero accostate spinte alcune scene erano anche tristi: gli uomini erano affasempre più frequenti, allora feci cenno di esser ticati ed ansanti sotto quei carichi di bestiame e di sveglio e, ed aprii gli occhi; dopo un’iniziale visio- arnesi che erano costretti ad utilizzare e a sistemare ne sfocata del luogo dove mi ero ritrovato, iniziai a da sé. A quanto pare alcuni abitanti del villaggio che capire di non essere più a casa, ma in uno strano ed lavorano nei campi possedevano la terra che coltivaantiquato mezzo molto simile ad una carrozza, ove vano, dividendo gli utili con il signore, altri, invece, all’entrata c’era ritta ed attenta una guardia che, coltivavano le terre del castellano, ottenendo solo un vistomi confuso e quasi smarrito, mi prese per la compenso fisso. Tuttavia, tutti i contadini, oltre a despalla e continuò a ripetere “Giovine, il vostro dicarsi alle proprie coltivazioni, svolgevano alcune viaggio è terminato… sei in terra di Aquisgrana, attività per il signore ed è proprio per questo che tutta loco principale del franco regno e dimora dello questa gente aveva quasi timore di fermarsi per riposplendente sovrano Pipino, il III per nome e Breve sare e bivaccare un pò. Pare, inoltre, che ogni contaper epiteto, ormai re nostro da quattro anni. Orsù dino fosse tenuto a pagare un tributo al prete del vilmuoviti, i tuoi son già dentro per chieder agli alti laggio, un decimo del raccolto; inoltre un'altra parte funzionari del feudo la protezione…. su vai”. Que- andava al signore, in cambio della macina. Però, più ste parole nella mia testa non avevano molto signi- variato e più pratico era l’apprendistato dei giovani ficato, ma mi apparivano solo come tante lettere nelle professioni artigianali. Da una rapida visione di accostate in un discorso in modo casuale. La mia alcune case (più curate di quelle dei contadini), si caindolenza fu tanto palese agli occhi di quella guar- piva infatti che tali attività si svolgevano nelle stesse dia, che ad un tratto mi prese il braccio, mi trascinò botteghe artigiane, dove l’apprendistato avveniva fuori dalla carrozza e mi accompagnò dentro un sempre per sperimentazione diretta delle attività da grandioso palazzo. Miei cari lettori, se non vi ho compiere. Ammiravo poi tutte le bellezze del luogo, raccontato l’emozione di quei primi momenti di non tanto per scorgerne ogni particolare, ma più che confusione, lasciatemi almeno esprimere in poche altro per riuscire a capire in quale posto fossi stato e semplici parole (forse non degne di decantare portato. Proprio per questo, la guardia tra una parola l’accaduto) ciò che vidi quando la luce del sole ir- ed un’altra, vedendomi molto confuso, troncò subito


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il discorso e mi fece ripulire le stanze e le latrine, effettuare riparazioni, vedere l’esterno del pa- riordinare le sale. Durante la sua permanenza il silazzo; ad ogni passo gnore ispeziona le terme, incontra i funzionari del iniziava discorsi simili castello per assicurarsi che tutto si svolga senza proa

quello

citato:“Mai blemi, giudica i prigionieri, ed intrattiene i suoi ospiti

avesti occasione alcuna con battute di caccia, banchetti, festini, e, magari, con di vedere una città… una giostra tra cavalieri. Ma il signore non è al castelvero, ragazzo? Per ora lo solo per una visita di piacere: deve infatti ispeziosembra tutto così tran- nare i suoi possedimenti ed amministrare questioni e quillo. Nei periodi di affari del suo feudo." Al suono di quell’ultima parola pace e di tranquillità (feudo) la mia mente subito ricollegò quel contesto a bastano pochi soldati a pattugliare il castello, men- quello altomedievale e allora anche le parole che tre le bertesche vengono tolte dalle merlature. quell’uomo aveva pronunciato prima acquistarono Beh… molto diversa è la situazione in tempo di finalmente un senso: mi trovavo ora nel regno di Piguerra: il castello viene preparato a resistere agli pino III il Breve, ovvero durante il periodo storico nel assedi e pullula di soldati…. Mentre i piccoli si- quale viveva lo scrittore del libro che stavo leggendo gnori hanno un solo castello, i signori più potenti nella mia stanza. Dopo tale fulminante rivelazione ne possiedono più di uno. Spesso, ad esempio, ne iniziai ad appuntare in un foglio di pergamena tutto hanno uno come residenza estiva, magari uno per ciò che vedevo: ora la mia curiosità era molto forte e l’inverno, uno conveniente agli affari, uno favore- non mi interessava più come fossi arrivato in quel vole a controllare le operazioni militari, a seconda posto e per mezzo di quale assurdo incanto. Ero solo della posizione più o meno strategica. Più o meno felicissimo ed invaso da quello strano piacere di ancentrale. Ogni tanto i signori passano a visitare i notare ogni cosa di quel mondo tanto lontano, ma per vari possedimenti. Un signore con più castelli, co- me vicinissimo. Cero, non passò molto che i miei gemunque, passa pochi mesi all’anno in ciascuno, il nitori iniziarono a cercarmi, e proprio per questo la resto del tempo lo passa alla corte del re o a com- guardia fu costretta ad accompagnarmi nel castello: battere all’estero. Così può capitare molto frequen- appena entrai, la mia espressione divenne strana cotemente che un castello, specie in regione periferi- me quella delle persone che rimangono allibite alla ca, resti tranquillo per gran parte dell’anno, affida- vista di un trucco di magia di un saltimbanco e non to al castellano. Ma quando arriva il signore per un riescono a capire come questi sia riuscito a compiere soggiorno o, nei castelli più belli, il re per una vi- tale prodigio. Non pensate che la mia reazione sia sita, il castello si riempie di trambusto e di gente stata esagerata. Infatti, l’austera bellezza di quei paindaffarata. Per sale, cucine, magazzini fervono i lazzi di pietra dell’Alto Medioevo, farebbe restare preparativi. Occorre infatti rifornire le dispense, qualsiasi persona attonita ed impietrita. Inoltre, ciò


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che arricchiva il castello erano le figure dei corti- germaniche si insediarono nei territori dell’Impero giani, uomini molto diversi da quelli che avevo Romano d’Occidente, facendosi concedere in benefivisto al di fuori del castello. All’interno della corte cio dall’imperatore grandi aree territoriali, trasformagli uomini indossavano larghi cappelli, tuniche te in regni locali, in cambio dell’impegno a difenderli bordate di pelliccia, ampie, lunghe fino al polpac- da ulteriori minacce. In tale epoca, caduto ormai ogni cio, calzamaglie e scarponcini aderenti; invece le potere imperiale nell’Europa occidentale, la pratica donne avevano i capelli acconciati e legati, ricoper- divenne stabile tra i Franchi cristianizzati così come, ti da un ampio fazzoletto bianco che scendeva sulle in Italia, tra i Longobardi convertiti al cattolicesimo, spalle. I loro vestiti erano ampi, lunghi, con lo che in tal modo crearono il Regno d’Italia e numerosi strascico di seta, bordati di pelliccia o di merletti. ducati. Molti proprietari terrieri, d’altronde, si trovaTuttavia, evito altre inutili descri-

vano costretti a stabilire rapporti di

zioni di un palazzo medioevale

vassallaggio nei confronti del re e a

(che penso sia ben noto a tutti) e

cedere le loro terre alla signoria dei

proseguo subito la narrazione. In

più potenti, al fine di riottenerle co-

particolare, la guardia del palazzo

me benefici in cambio di un recipro-

mi aveva portato in un’aula mol-

co

to vasta con un’enorme tavolo

i contadini appartenevano ereditaria-

ubicato al centro, con alcune per-

mente al feudo, al quale dovevano

sone sedute da un lato ed altre,

non solo conferire quote esose di

invece, dall’altro. Inoltre, capii

raccolto e prestare servizio militare,

subito dove erano i miei genitori,

ma anche un numero, fissato per

impegno

di

difesa.

Però,

poiché la guardia mi fece cenno di sedermi accanto consuetudine, di giornate di lavoro per opere di edifialla gente che si trovava nell’estremità del tavolo cazione, manutenzione, miglioria ecc. Ritornando più vicina alla porta. Inizialmente non avevo capito però al nostro racconto, una volta che i miei genitori cosa stessero facendo i miei genitori e la mia fami- ebbero fatto richiesta di protezione, subito i funzionaglia al cospetto di quei nobili, ma successivamente ri ordinarono l’entrata di un trovatore che allietasse la compresi che noi tutti eravamo lì, al cospetto di corte durante la scelta sull’accettazione o no di tale quei funzionari per la cosiddetta Commendatio. richiesta. Effettivamente, le parole di quel menestrelQuesta, da quello che posso ricordare dalle lezioni lo calmarono in qualche modo l’atmosfera di attesa che trattavano tale argomento, era una pratica in che si era venuta a creare in quella stanza. Nello speuso nel periodo altomedioevale, grazie alla quale i cifico, il soggetto della storia decantata dal menecontadini potevano ricevere protezione da un si- strello era Carlo Martello. Il trovatore affermò che gnore.

Carlo Martello era un principe carolingio del regno

Infatti, tra il IV e il V secolo diverse popolazioni franco d'Austrasia. Figlio illegittimo di Pipino di Hé-


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ristal, Maestro di Palazzo durante il regno degli al comitato nostro cosa di grazia sua progenie sia in ultimi sovrani della dinastia merovingia, alla morte procinto di compier?” -“Ma… signor mio, o autorità del padre (714) Carlo venne imprigionato dalla illustrissima….. mio figlio scrive sur un foglio…”, matrigna, ma nel 715 riuscì a fuggire e venne a sua rispose mio padre dopo un iniziale istante di indecivolta proclamato maestro di palazzo. Dopo aver sione e tentennamento. Fu a questo punto che la facvinto una guerra contro il regno di Neustria, Carlo cia del rappresentante divenne come quando si è dindivenne il personaggio più potente del regno fran- nanzi ad un incanto; -“Lor signore vorrà di certo co. Intraprese una serie di guerre contro gli Ala- prendersi beffa dell’autorità della quale ho le veci?” manni, i Bavari e i Sassoni, ma

continuava molto nervoso; -“No,

il suo più importante successo

no, mi ha frainteso… Mi creda

militare fu la vittoria nella bat-

non la sto prendendo in giro.”; -

taglia di Poitiers contro gli ara-

“Ma come mi può dire tali assur-

bi di Spagna nel 732. L'esito

dità se neanche noi della cavalle-

del conflitto determinò l'arre-

ria più alta sappiam di scrittura!

sto

dell'Islam,

No, impossibil è che pezzenti co-

che aveva messo in allarme

me voi sappian… no, no non ne

tutta la cristianità; nel 739 Car-

voglio più sentir di tali frivolezze,

lo respinse una seconda inva-

andate via all’istante.” Dopo

sione dei musulmani e tolse

quelle parole la mia confusione

loro il possesso dei territori a

aveva raggiunto l’apice: ormai

dell'avanzata

Nord dei Pirenei. Che erano belle quelle parole. Le non sapevo più quali fossero stati i casuali giochi del adoravo: era forse il primo uomo dell’epoca con- destino che, non solo mi avevano portato lì, ma ora temporanea ad ascoltare di persona parole così idil- mi avevano messo in un ceto sociale indefinito e poliache. Come non potevo non riscrivere le parole co aleatorio. Di sicuro non ero appartenente alla noche pronunciava quel cantore? A me sembrava così biltà, poiché se fosse stato così, io e la mia famiglia naturale annotare qualcosa di così meraviglioso ed non avremmo chiesto la protezione di un potente soirripetibile, ma evidentemente nel Medioevo ciò vrano; l’ultima opzione rimanente era il ceto dei conpoteva sembrare strano alla vista di un cortigiano, tadini, ma ora non ero neanche più sicuro di questo, poiché ad un tratto tutti i funzionari iniziarono a perché secondo i nobili, nessun plebeo sapeva leggeguardarmi con insistenza. All’inizio non feci caso re o scrivere. Tuttavia, fu mio padre colui che dissipò all’improvviso silenzio che si era creato in quell’- i dubbi miei e di tutti i cortigiani lì presenti: egli disse aula, ma ad un tratto la mia operazione di riscrittu- che la nostra era una famiglia discendente dall’antica ra venne interrotta da una domanda che un funzio- classe dirigente del periodo romano e di Teodorico nario pose a mio padre: -“Plebeo, potresti illustrar l’Ostrogoto. Ma non appena arrivarono i Longobardi


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del re Alboino nel 568 e sequestrarono tutti i pos- mercanti e attrazioni. Ovviamente non c’era tempo sedimenti senatorii (incluso l’allodo di nostra pos- per fermarci in quanto, arrivati alla casa assegnataci sessione) mio padre ed i miei nonni furono costretti avremmo avuto soltanto il tempo per desinare. Infatti, a rinunciare alla terra ed a spostarsi nella Gallia, una delle prerogative della commendatio era quello di ove mio padre sposò mia madre e lì creo una nuo- iniziare i lavori appena arrivati nel nuovo alloggio. va famiglia. Però, con le poche ricchezze che riuscì Del resto l’alloggio non era di sicuro previsto per il a salvare dall’assedio, i miei genitori riuscirono riposo. Infatti, le dimore avevano a stento lo stretto desiderarono farmi avere un’adeguata istruzione. necessario per poter dormire: un letto di assi, poca Così, dette tali parole, dopo un’iniziale momento biancheria, stoviglie, un tavolo, delle sedie e un tadi incertezza i funzionari decisero di farci avere un bernacolo. Nella camera, invece c’erano tre panche piccolo manso. Così, firmate tutte le scartoffie ne- da letto di cinque braccia, un saccone pieno di paglia, cessarie a rendere la commendattio ufficiale, un un materasso, un copriletto, tre lenzuola e due cuscifunzionario ordinò di farci accompagnare nella ni. Insomma, lo stile era molto spartano e di sicuro nuova terra nella quale avremmo avuto dimora. non era minimamente paragonabile a quello odierno. Durante l’itinerario passammo sia per la parte del Proprio per questo non so se definire fortuna il fatto possedimento dominata direttamente da lui e dai che ognuno di noi non fu costretto a restare in quel suoi cortigiani, sia da piccoli insediamenti e villag- luogo, poiché l’ordine che ci fu impartito fu quello di gi che si erano creati col tempo e col trascorrere recarci subito nei campi per la vendemmia invernale. degli anni. Ovviamente, per girare tutto il possedi- Infatti, alcune zone del feudo erano state disboscate mento di un sovrano occorreva attraversarlo con per far spazio all'agricoltura ed alla pastorizia, ma era una carrozza: d’altro canto il nostro era uno dei anche vero che in ogni possedimento c’erano immenmansi più periferici dell’intero feudo e proprio per se foreste popolate da daini, cinghiali, volpi, orsi, e questo il viaggio fu alquanto lungo. Infatti, prima tanti altri animali. I signori d’altra parte, proprio per di arrivare passammo anche in un borgo ove si sta- avere la certezza di non tornare mai a casa a mani va svolgendo una grande manifestazione. Di sicuro vuote da una battuta di caccia, preservavano tali risi trattava di una fiera: la guardia che mi aveva serve di caccia "private", dove avevano il diritto eportato dai miei genitori qualche ora prima mi ave- sclusivo per la pratica di questa attività. Di sicuro ava infatti detto che nella maggior parte delle città si vete già capito a cosa voglio alludere quando pronunteneva un mercato una o due volte la settimana e cio tali parole: insomma secondo voi, un viaggiatore nei giorni come questi la piazza principale del cen- del tempo, il cui destino si è incrociato casualmente tro urbano brulicava di gente, di mercanti indaffa- con quello del passato, preferisce assistere alla solita rati e di venditori che vantano a gran voce i propri vendemmia dei contadini o vuole visitare le immense prodotti. Invece un paio di volte l'anno si teneva foreste presenti nel periodo medievale, oggi scomparuna fiera, più grande del mercato e con più merci, se e quasi del tutto adibite alla coltivazione? Di certo


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la mia ragione in stato di allerta. Subito cercai tutte le

sapete

possibilità possibili di fuga. Pensai di fuggire dai po-

risposta: avevo mai

or- sti di guardia delle mura, ma subito mi venne in mencom- te ciò che le guardie avrebbero potuto farmi. Pensai

preso l’uni- di fuggire nella foresta, ma non volevo dimenticare il cità

di sentiero percorso e perdermi. Ne immaginai molte

quell’occasione

vie di fuga, ma immediatamente ed all’improvviso

che vidi un cespuglio di asfodeli rossi posto alle mie spal-

dovevo sfruttare fino alla fine. Infatti, una volta le: così, pensando che questa fosse una delle migliori arrivato ad i campi per la vendemmia, colsi al volo opportunità, mi nascosi dietro a quell’arbusto. Del la prima occasione offertami per fuggire e recarmi resto nel frattempo i nitriti dei cavalli si facevano in una foresta presente lì vicino: mi incamminai, sempre più forti e di fronte a me apparivano due opincamminai e continuai a passeggiare a lungo fin- zioni: o farsi scoprire, o cercare almeno di trovare un ché non arrivai in un immensa distesa verde che a nascondiglio sicuro. Ora i cavalli erano talmente viciprima vista sembrava immensa e quasi insuperabi- ni da poter percepire le voci di coloro che li cavalcale. Però, più della pianura, ciò che mi confondeva vano. Ovviamente, queste all’inizio erano molto conla mente era l’immensa cerchia di mura che circon- fuse, ma dopo si fecero molto più chiare: io nel fratdava tutta la campagna. Inoltre gli accessi erano tempo non ebbi neanche il coraggio di guardare ciò protetti da posti di guardia che precludevano la che accadeva all’esterno. Infatti non posso dirvi cosa possibilità di fuga. Miei cari lettori vi comunico accadde di preciso quando io ero nascosto dietro il che stiamo per tornare al punto di partenza, ovvero cespuglio, so solo che le parole pronunciate da quegli al punto in cui la nostra narrazione era stata inter- uomini erano ora così vicine che riuscivo a capirne rotta bruscamente per raccontare gli eventi in un ogni singolo e minuto particolare. –“Uffa… oggi maordine più chiaro e meno confuso. Feci solo pochi dre natura e fortuna nostra non ci ha preservato una passi e subito sentii un rumore che lacerò e squar- caccia assai gloriosa.”; -“non preoccuparti fratello ciò l’armonia di quella realtà: era il nitrito di alcuni mio, non esser sempre dei seccatori ed assillanti il cavalli e il rumore dei loro zoccoli che a poco a principe supremo…, vedrai che la prossima volta popoco si intensificava avvicinandosi. Appena udii tremo portare a palazzo un copioso bottino; stai a vetale rumore, la tranquillità dei miei pensieri, già dere e abbi fiducia nelle semplici parole di tuo fratelprecedentemente turbata da quelli precedenti, svanì lo…”. Potevo soffrire quanto volevo dal mio nasconsubito ed improvvisamente lo stato d’animo di stu- diglio, tanto loro continuavano a parlare ininterrottapore e di ammirazione che avevo provato fino ad mente sopra i loro destrieri ed io non potevo fare alallora a poco a poco si dissolse e lasciò spazio ad tro che attendere e sperare che se ne andassero il più un nuovo sentimento che metteva il mio corpo e la velocemente possibile. Speravo, speravo e continua-


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vo a farlo, ma le loro voci non finivano: -“Cosa vranno pur riposare dopo una giornata di caccia così porteremo dinnanzi la nostra corte?” chiedeva uno faticosa e stressante”, -“Beh… rilassiamoci come tu quasi seccato ed impaurito, -“niente” rispondeva dici, ma sostiamo ancora per poco e promettimi che l’altro con tono di irriverenza e profonda sicurezza dopo ritorneremo in cammino e continueremo l’itine–“Cosa vuoi che facciano a noi due… del resto se rario stabilito… sei d’accordo fratello mio?...”. Tuttadovessero far questioni a noi, allora sì che sarebbe- via, detto questo si capì che il fratello era ormai in ro fessi e felloni. Non aver alcun timore…. invece, stato di riposo poiché a quel punto tutto tacque, e l’upensa a rilassarti. Anzi, servitori, allestite subito un nico rumore che potevo percepire erano i suoni dei bivacco per me e il mio fratello. Desideriamo rilas- passi dei servi che portavano al ragazzo i cani tenuti sarci in questa così bella radura prima di continua- al guinzaglio. Ma ciò che sembra un piccolo ed insire il nostro percorso e tornare dinnanzi alla corte gnificante particolare, in realtà a volte può celare ridel padre nostro.” Appena udii

svolti decisivi. Infatti, mentre sem-

queste parole la mia speranza va-

brava che anche io avessi trovato un

cillò e subito fui preso dalla tri-

po’ di tranquillità, i cani di quei due

stezza e dalla malinconia. Le uni-

fratelli iniziarono a fiutare insisten-

che cose che potevo fare in quel-

temente. Fiutavano e fiutavano ed a

la circostanza erano quelle di pre-

poco a poco iniziarono a dirigersi

gare, sperare ancora ed ancora e

verso di me ed al cespuglio di asfo-

continuare ad ascoltare quello

deli dietro al quale mi ero nascosto.

che dicevano i due fratelli. “Dai compagni miei, Inizialmente i padroni non fecero molto caso a quegli sedetevi anche voi e gioite di queste giornate, che animali, ma quando questi iniziarono a tirare, allora il poche se ne vedono qui ad Aquisgrana nostra capi- mio cuore diventò talmente ansioso che sembrava tale solenne ed austera. Mirate anche voi questa volesse balzare fuori dal petto. I cani continuarono ad perfezione e godete del dono che fortunatamente la abbaiare ed abbaiare finché non svegliarono i due natura ci ha donato: il riposo!!!”. A quelle parole fratelli. “Ehi…. Cosa succede? Perché abbaiate e ironiche i servi iniziarono a sghignazzare ed alcuni guardate insistentemente quel cespuglio?...” così didi loro risero di cuore. Si vede che quel giovine era ceva e proprio per questo svegliò il fratello – ben voluto e rispettato per la sua goliardia tra la “Carlomanno, Carlomanno, svegliati” diceva, - “Sì… servitù. –“fratello tu scherzi troppo… certo tu cosa accade? I cani hanno per caso trovato qualche scherzi e ti prendi beffa di tutti e tutto, ma poi an- preda?” diceva l’altro ingenuamente, -“No… i cani che io son costretto ad ascoltare le prediche dei non avrebbero abbaiato in questo modo, di sicuro c’è nostri precettori e superiori” ribatteva nuovamente qualcuno dietro quel cespuglio di asfodeli rossi…. l’altro, -“Ma ora smettila e rilassati… anzi portate Chi è? Su mostrati o saranno guai per te…”. Non saqui anche i nostri adorati segugi… anche loro do- pevo più cosa fare, ero nervoso, molto nervoso, pale-


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semente nervoso, se non di più; Alla fine preferii mostrava dunque rivelarmi ai due fratelli. Essi si mossero di qualche interesse altro passo ed appena furono abbastanza vicini a mio

per

il

manoscritto.

cespuglio mi alzai lentamente -“Chi sei tu?” diceva Proprio per questo uno dei due con tono di curiosità ed interesse, - iniziai a spiegare “Chi sei… Orsù rivelaci il tuo nome… Non sai che che quelli erano se qualche contadino è scovato a cacciare di frodo fogli di un quaderin una di queste zone, rischia l'accecamento o an- no e che lì io riuche l'uccisione?” iniziò a dire. A quel punto non scivo ad annotare, riuscii a mantenere il silenzio e per la paura che grazie alla scrittuquelle parole mi avevano intimato e soprattutto il ra, concetti ed etono con le quali esse erano state pronunciate, ini- venti.

Appena

ziai a giustificarmi: -“Credetemi, non sapevo che ebbe sentito le mie questa fosse la vostra riserva privata… non volevo parole, la sua facviolare alcun regolamento, credetemi, non volevo cia mutò e con mancarvi di rispetto… sono nuovo, ancora non so stupore ed ammirazione disse: -“Tu sai scrivere… è bene come funzionano qui le cose… mi dispiace, sorprendente. Deve essere fantastico poter annotare perdono”. Sapevo di stare parlando con qualcuno ciò che si pensa, imprimere nella pergamena ciò che di autorevole e proprio per questo dissi tali parole si vede e si percepisce…”. Sinceramente io non avecon un tono di profonda umiltà. –“Dicon tutti così vo mai fatto caso a cosa potesse significare saper quelli che commettono reato… ma dimmi ragazzo scrivere, ma quel ragazzo mi aprì gli occhi: il modo non sei di questi luoghi… hai un accento strano ed col quale pronunciava quelle parole e il significato effettivamente non ho mai visto prima d’ora un aulico ed idilliaco che attribuiva alle parole volto simile al tuo”, -“siete nel vero mio signore…. “scrittura” e “conoscenza” denotava grande interesson di un posto molto lontano, del quale forse voi se… Così entusiasmato e sorpreso gli dissi: -“Saresti non siete a conoscenza”,- “Dubitate forse delle mie felice se ti donassi questo libro in modo da poter imconoscenze geografiche?”, -“No…. no, non era parare l’arte da te tanto amata della scrittura?”. Dopo intenzione mia volermi prendere beffa di voi” con- tali parole egli divenne incredulo, ma subito senza tinuavo a dire in modo impacciato ed altalenante, - esitare un momento ordinò a due servitori di portare “Non ne dubito” ribadì “ma ascoltatemi cosa avete la cassapanca riservata per il trasporto della cacciain mano? Potrei avere qualche delucidazione su gione. Così due servi la aprirono e la adagiarono sul tale oggetto?” . Questi continuava a fissare il mio verde manto d’erba. All’interno di quella cassapanca libro degli appunti con forte insistenza. In verità vi era un lenzuolo bianco; all’improvviso quel princiaveva notato fin da subito il mio quaderno. Egli pe la aprì e disse: -“Quest’umil cassa sarebbe servita


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per trasportare a palazzo la cacciagione e tale velo poterono finire di parlare, poiché come tutto era incosarebbe servito per non sporcare il recipiente du- minciato, tutto, per incanto, era già finito… “Biagio, rante il trasporto… ma sicuramente nessun reci- Biagio…. Biagio”. Qualcuno mi chiamava insistentepiente potrà vantare di contenere la cultura rac- mente e così mi risvegliai da quella stupenda avvenchiusa nel tuo libro e nessun velo bianco potrebbe tura. Tutto era stato solo uno splendido sogno. -“Ti aver funzione cotanta importante di preservare e sei improvvisamente addormentato… Dai vai a letto proteggere nell’eternità la somma sapienza. Fidati se sei così stanco”. Obbedii e seguii il consiglio di di me… Avrò io cura del documento nel tempo e mia madre, ma prima di riaddormentarmi presi il liscriverò la storia infinita del mio vasto impero”. bo e notai che la sua ultima pagina si concludeva con Detto ciò e riposto il mio manuale dentro il reci- questo verso: “e fu così che un mazzo di asfodeli rospiente, i due fratelli montarono sul cavallo e, fatto si decretò la fortuna dell’impero carolingio del re un semplice cenno alla servitù con la mano, parti- Carlo detto il Magno”. rono. Tuttavia prima di andare rivelarono i loro Commenti finali: nomi: -“Perdonami giovane amico…. In tutto ciò Ancora ho in mente le parole del re Carlo Magno, non ci siamo ancora presentati. Il mio nome è prin- che nel bosco mi disse di voler continuare la storia cipe Carlo, invece quello di mio fratello è Carlo- infinita del suo impero. È certo che l’impero franco è manno, siamo i futuri eredi…..” ma prima che po- ormai concluso da tempo, ma la letteratura e la storia tessero finire li interruppi e per la loro cordialità il hanno fatto continuare a vivere il personaggio del mio istinto mi disse di cogliere dal cespuglio dietro mitico re carolingio e ad ogni nuova interpretazione di me degli asfodeli rossi e di regalarne un mazzo a letteraria il vecchio re dei franchi torna a rivivere nei Carlo… Appena ciò accadde, in quel preciso i- nostri cuori, ora come in quelli dell’Alto Medioevo. stante e perentorio momento, questi non ebbe ne- Inoltre, se quell’antica cassapanca di re Carlo è arrianche il tempo di ringraziarmi che si udì uno squil- vata veramente fino ai giorni nostri, allora la storia è lo di trombe e dei cavalieri che dissero in tono au- davvero eterna ma, paradossalmente, anche sempre stero: -“Principi Carlo e Carlomanno, la vostra pre- attuale. Infatti, grazie ad ogni nuovo saggio letterario senza urge a palazzo. Vostro padre e nostro sovra- o storico scritto scopriamo un aspetto diverso e nuono Pipino III il vo dell’ imperatore Carlo. Ma se qualcuno pensa che Breve ha appena questo mio racconto sia andato fuori dalla traccia asdichiarato guerra segnata si sbaglia: la volontà di perdersi nel tempo e ai Longobardi del nello spazio per scoprire nuove cose ed il desiderio di re Astolfo e si sta viaggiare tra i meandri della storia è la cosa più bella preparando

ad che un uomo possa compiere.

oltrepassare

le

Alpi….”.

Non

Biagio Maria Sancetta


Pagina 92

_ËTÇzÉÄÉ wxÄÄt e|vxÜvt _x vÉÇáxzâxÇéx u|ÉÄÉz|v{x wxÄÄt Ütw|Étàà|ä|àõ Considerazioni di Bioetica:

re, nemmeno Montale è riuscito ha comprendere la chiave per poter dissipare il dolore

“… andando nel sole che abbaglia sentire con triste meraviglia com’è tutta la vita e il suo travaglio

della vita, a dare un senso a ciò che faceva ed a trovare la speranza mai posseduta. Infatti, a suo parere, proprio a causa di quei frammenti di ve-

in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia” (Meriggiare pallido ed assorto, Ossi di seppia, 1916)

rità, “schegge” e “sillabe” delle quali dispone l’uomo, neanche la poesia può insegnare nulla. Ma forse l’errore più grande di Montale è stato quello di non aver avuto fiducia nella ragione. Infatti, quella “meraviglia… che ha in cima cocci aguzzi di botti-

Aveva proprio ragione Montale quando affermava

glia” non rappresenta altro il confine tra la ragione e

che il cammino della nostra vita è come un viaggio

la stessa immaginazione. Lo scibile scientifico e la

intorno ad un alto muro, sulla cui cima ci sono coc-

scienza pura non esisterebbero senza l’immagina-

ci di bottiglie, a causa dei quali non si riesce a tro-

zione. La mente umana è talmente grande da riusci-

vare ne l’uscita e neanche cosa vi sia dietro. Secon-

re a comprendere nell’essenza e nella concretezza la

do questi, infatti, l’esistenza è qualcosa di miste-

reale natura di un oggetto che ha noi ci appare solo

rioso e sconosciuto. Egli è convinto che qualcosa

nelle esteriorità e macroscopicità. In questo austero

nasconde la realtà, ne fa schermo, ne impedisce la

e perfetto, la mente è quel sublime ingranaggio che

conoscenza. Di qui sfocia la ricerca di un “varco”

ci permette di scoprire tutto in relazione solo a quei

che permetta di superare l’ostacolo, il muro che ci

frammenti di verità di cui ci parla Montale. La

metta in contatto con la vita autentica. Quel muro,

scienza riesce a scorgere da quei cocci di bottiglia in

quell’ostacolo, quell’impedimento rappresenta il

cima di quel muro insormontabile solo parti di veri-

sottilissimo velo che separa la realtà dall’immagi-

tà: la maggior parte di essi, come dice Montale stes-

nazione, la vita autentica, dalla finzione. Proprio

so, sono ancora racchiusi in quell’universo al di là

per questo, ciò che appare circoscritto al muro ap-

di quella muraglia tanto insormontabile e tanto peri-

pare a Montale privo di senso e l’uomo è in peren-

colosa. Ma risiede proprio in ciò la sublime bellezza

ne disarmonia con un mondo chiuso ed ostile, si

del sapere scientifico: attraverso quei pochi fram-

sente oppresso da questo “male di vivere”. Eppu-

menti e grazie alla razionalità l’uomo riesce infatti a


Pagina 93

scoprire ciò che si cela al di la di quella muraglia

sempre hanno tenuto l’uomo saldo sulla terra, impe-

inesplorata, e passo dopo passo, riesce a scorgere

dendogli di volare, o gli hanno impedito di comuni-

frammenti nuovi di verità che li permettono di mi-

care in tempo reale col resto del mondo, è emozio-

gliorare le vecchie certezze e di ipotizzare nuove

nante ed unico. Questa è l’eterna bellezza della

teorie. Del resto, l’irrazionale e la ragione sono so-

scienza, la possibilità di demolire le consuetudini e

relle: ambedue figlie dello stesso elemento, il sape-

permettere all’uomo di superare la nature e le restri-

re, ed allo stesso tempo, paradossalmente, figure

zioni che ci ha imposto fin dalla nostra comparsa

poste ai due estremi ideologici e poetici. Ma l’irra-

nell’universo, e tutto ciò solo grazie a quei fram-

zionalità e la libertà creativa sono figlie del libero

menti di verità ed ad un unico sublime mezzo: la

pensiero, che a sua volta è legittima progenie della

ragione. E mentre scrivo queste parole, rammento

ragione. Dunque la ragione e la scienza non cerca-

quest’altro frammento di liriche di Eugenio Monta-

no di dare una spiegazione a ciò che si vede, ma al

le:

pari dei poeti, lo scienziato esplora il mondo del-

“… Non domandarci la formula che mondi possa

l’immaginazione. Infatti le teorie e le tesi da dimo-

aprirti,

strare non sono per niente frutto del mondo nel

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

quale viviamo. Quei frammenti di verità ci forni-

Codesto solo oggi possiamo dirti:

scono solo le tesi e gli strumenti per dimostrare la

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

nostra tesi. Tuttavia spetta allo scienziato l’arduo

(Non chiederci la parola, Ossi di seppia, 1925)

compito di formulare quelle leggi che diventano frammenti autentici della realtà che ci circonda,

Questa è senza alcun dubbio una delle poesie più

frammenti non direttamente estrapolati da quell’u-

celebri scritte da Eugenio Montale. Non chiederci

niverso presente all’aldilà del varco montaliano,

quella formula magica che possa risolvere ogni tuo

ma a noi pervenuti grazie al ragionamento raziona-

quesito o possa rivelarti una nuova visione del mon-

le. Proprio in ciò risiede la dignità delle cose, di-

do, dice Montale, facendo ancora comparire quella

gnità alla quale Montale non è mai riuscito ad at-

negazione che riprende quella iniziale della poesia.

tingere, a differenza di Sabba, per esempio, che

La negazione, tutta in negativo, contiene però che

con la sua semplicità ha in parte compreso la digni-

sembra attenuare la durezza dell’affermazione: oggi;

tà e la bellezza del creato e di ogni oggetto. Ogni

dunque la conclusione non può definirsi definitiva,

cosa vista esteriormente sembra banale ed inutile,

rimane un piccolo spazio nella speranza, speranza

ma è quello che si cela al di sotto di quell’oggetto

che permette alla scienza di andare avanti e scoprire

che suscita nell’uomo grande curiosità ed interesse.

nuovi frammenti di verità, fino ad arrivare al codice

Pensare che le proprietà che regolano la vita e la

completo della nostra esistenza. Nonostante il pen-

stessa esistenza di quell’oggetto possono essere

siero di Eugenio Montale muove da una visione

utilizzate proprio per distorcere le leggi che da

pessimistica e sconsolata del mondo e della vita u-


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mana, secondo la quale l’esistenza ed “il male di

Relazione:

vivere” non è interpretabile razionalmente, le sue liriche stranamente infondono grande coraggio e

Giorno 19 Maggio 2011 si è tenuta presso l’aula

forza. La verità cercata da Montale è lo sprono di

magna del Rettorato dell’Università di Messina la

ogni scienziato, di ogni ricercatore che freme al

giornata di Bioetica per la scuola, il cui argomento

pensiero di trovare quella pura e autentica verità.

principale riguardava la scelta responsabile di fonti

Quella “formula”, che riesca a far comprendere

energetiche bio-sostenibili. Dunque, in vista del-

all’uomo ciò che lo circonda, deve essere scoperta

l’imminente referendum amministrativo, era d’ob-

e la mia stessa mente freme dalla voglia di inter-

bligo parlare dell’impatto biologico ed ambientare

pretare gli enigmi della natura. Ogni cosa è frutto

che la costruzione di una centrale nucleare a fissio-

di una chiave nascosta e celata, ed è proprio in

ne avrebbe nel nostro paese. In particolare, oltre ai

quella microscopica chiave

numerosi relatori Ordinari e

che è celato il mistero della

Straordinari e ai discorsi dei

vita, da secoli celato con

docenti universitari, numerose

cautela dalla natura e del

sono state le scuola della sud-

quale conosciamo solo alcu-

detta Città, che , non solo hanno

ni frammenti, poiché se fos-

avuto la possibilità di poter assi-

se già stato interpretato il

stere a tale evento, ma sono stati

miracolo della vita, la natura sarebbe stata sotto-

anche attivi partecipanti in quanto hanno potuto in-

messa all’uomo. Ma io credo fermamente in questa

tervenire manifestando le proprie opinioni e mo-

speranza che la formula tanto ricercata da Montale

strando ai presenti lavori inerenti la materia compiu-

e da altri uomini, possa essere portata alla luce.

ti durante il proprio iter scolastico. Il sottoscritto

Proprio per questo il mio desiderio è quello di fare

Biagio Maria SANCETTA, ha relazionato durante

le veci di ultore della scienza, da troppo tempo or-

tale manifestazione in nome del Liceo Scientifico

mai criticata causa dei suoi limiti a causa dell’igno-

Paritario “Empedocle” circa le conseguenze biologi-

ranza dell’uomo dimostrata nelle numerose pagine

che delle radiazioni atomiche. Dopo aver compiuto

di storia scritte: la scienza è pura e non ha alcun

studi approfonditi in ambito citologico e citogeneti-

limite; la cupidigia e l’imperfezione dell’uomo

co si comprende che i reali danni delle radiazioni

contaminano la scienza e sfruttano il suo enorme

atomiche risiedono nella modificazione delle strut-

potere in modo abnorme. L’uomo ancora non è

ture polimeriche e macromolecolari dell’unità biolo-

pronto per l’energia nucleare, ed è forse ancora lui

gico-cellulare. In particolare le macro- molecole

a dover fare molta strada prima di comprendere le

più compromesse l’acido desossiribonucleico, più

verità della correttezza e della giustizia ed a dover-

comunemente conosciuto come DNA e l’acido ri-

si evolvere, e non la scienza.

bonucleico, più noto come RNA. Il primo è un poli-


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mero organico destrorso costituito da due catene

metabolismo cellulare. Tale discorso è valido se tale

polinucleotidiche avvolte per formare una struttura

mutazione non riguardi una sequenza esonica che

alfa elicoizzata. I monomeri e le basi strutturali di

viene eliminata dopo il processo di spilicing. Tali

questa complessa molecola biologica sono i nucle-

modificazioni del nostro materiale cromosomico

otidi , costituiti da un gruppo fosfato dotato di

eucariotico, non riparabile mediante meccanismi di

gruppi negativi polari in corrispondenza dei siti di

escissione o poof reading, sono definite come muta-

legame dell’ossigeno con l’atomo fosfato; uno zuc-

zioni. Però, se le radiazioni causano una mutazione

chero mono saccaride pentoso a cinque atomi di

a livello di una cellula somatica, essa non è eredita-

carbonio (rappresentato nel DNA dal desossiribo-

bile alla progenie. Invece, se tali mutazioni riguar-

sio e nel RNA dal ribosio), legato al primo com-

dano cellule sessuali aploidi, allora la mutazione è

ponente mediante un legame N-glicosidico tra ossi-

detta germinale ed è ereditabile alla progenie. In tal

geno e gruppo idrossimetile del C5 del pentoso

caso, la mutazione può riguardare un allele di un

(con eliminazione di un gruppo funzionale idrossi-

carattere autosomico (controllato ovvero da un gene

le); e da una base contenente azoto legata al C1

localizzato in un cromosoma non sessuale) o un ca-

del pentoso mediante un legame estereo. Le basi

rattere non autosomico (ovvero un carattere control-

azotate nel DNA sono l’adelina, la gualina ( dette

lato da un gene localizzato su di un cromosoma ses-

purine), la citosina e la timina (sostituita nel RNA

suale X, detto X-linked, o Y, detto Y-linked). Se la

dal uracile), dette invece pirimidine. Il nostro ma-

mutazione riguarda un carattere autosomico recessi-

teriale genetico è tradotto proprio in relazione alle

vo per essere affetto un individuo deve essere omo-

triplette di base (chiamate codoni) ripetute nel no-

zigote recessivo (a/a con “a” considerato l’allele

stro corredo cromosomico. Infatti, è proprio in re-

mutato). Se immaginiamo che la mutazione riguarda

lazione a tale corrispondenza di tre basi per un am-

la generazione parentale P, quasi tutti gli individui

minoacido, che avviene la sintesi delle strutture

affetti hanno genitori normali eterozigoti (A/a con

polipeptidi ed enzimatiche, indispensabili nell’atti-

“A” l’allele dominante non mutato) ed la malattia

vità catalitica di ogni reazione metabolica biologi-

causata dalla mutazione si manifesta alla F1 visto

ca. Dunque modificare direttamente il DNA (dal

che ¼ dei figli sarà Omozigote recessivo. Tuttavia,

quale proviene il testo di decodifica per la tradu-

le mutazioni riguardanti un allele autosomico reces-

zione proteica) o indirettamente l’RNA, ovvero

sivo saltano le generazioni. Se invece la mutazione

quel trascritto primario immaturo, sintetizzato du-

riguarda un carattere atutosomico dominante (A/a o

rante la trascrizione e utilizzato come copia dell’a-

A/A con “A” l’allele dominante mutato e “a” l’alle-

cido deossiribonucleotidico nella sintesi mediata

le recessivo non alterato), possiamo affermare che

dai componenti nucleo proteici ribosomiali, non

ogni individuo affetto ha almeno un genitore affetto,

viene sconvolto solo il nostro corredo enzimatico,

in quanto anche un individuo eterozigote manifesta

ma anche le reazioni cataboliche ed anaboliche del

la patologia (infatti le mutazioni presenti in un allele


Pagina 96

dominante non saltano le generazioni). Riguardo la

lati e dall’ unione di una Padre malato (XNY) e di

generazione parentale P, un soggetto eterozigote

una Madre normale (XX) ci si attendono figlie fem-

trasmette la patologia ad ½ dei propri figli. Se in-

mine tutte sane ma portatrici (XNX). Mentre i ma-

vece la mutazione riguarda un carattere X-linked,

schi saranno sani. Tralasciando ora l’ereditabilità

allora in questo tipo di ereditarietà si ha una tra-

delle mutazioni germinali, ritorniamo a vedere le

smissione dal nonno (Maschio P) ad una figlia

diverse tipologie di mutazioni causate dalle radia-

femmina (F1) portatrice, ad un figlio maschio del-

zioni nucleari. In particolare, tralasciando le muta-

l’F2

definita

zioni spontanee e riferendoci solo a quelle indotte, il

“crisscross”. In particolare, se la mutazione X-

DNA può essere danneggiato dall’azione di nume-

malato.

Tale

trasmissione

è

linked è avvenuta a livel-

rosi agenti, definiti muta-

lo di un allele dominante,

geni. In particolare tra i

avremo le seguenti con-

numerosi agenti mutageni

dizioni: se è un padre ad

correlati alle radiazioni

essere affetto da tale mu-

nucleari compaiono

tazione tutte le figlie sa-

agenti ossidanti e le radia-

ranno affette perché rice-

zioni

vono una delle due X dal

che si manifestano sotto

padre

forma di raggi gamma,

(tale

fenomeno

gli

elettromagnetiche

ovviamente dipende anche dalla lionizzazione);

alfa beta ed ultravioletti. Tutti questi effetti rientra-

invece una madre eterozigote (P) trasmette il carat-

no nell’azione degli agenti fisico-chimici. In relazio-

tere a ½ dei figli maschi ( in quanto emizigoti) ed

ni alle radiazioni atomiche, agenti mutageni come i

ad ½ delle figlie femmine. Però, nel caso in cui il

radicali liberi ed il perossido di idrogeno, per esem-

carattere mutato X-linked è recessivo, di norma più

pio, producono danni eterogenei, come modificazio-

maschi che femmine sono affetti poiché possiedo-

ni di basi, sostituzioni di basi o addirittura rottura

no una sola X. Inoltre, tutte le madri omozigoti per

del doppio filamento di DNA stesso. Come predetto,

l’allele, quindi malate a causa della mutazione

le radiazioni nucleari causano la formazione di radi-

(XNXN con XN il cromosoma con l’allele mutato)

cali liberi che, non solo agiscono direttamente sui

generano figli maschi tutti malati poiché essi otten-

cicli metabolici cellulari, ,ma agiscono come agenti

gono la loro unica X dalla Madre. Invece, le madri

modificanti le basi, ovvero particolari agenti chimici

eterozigoti (XNX) generano figli maschi ½ malati e

mutageni che modificano la capacità di appaiamento

½ sani. In tal caso, dall’ unione di una Padre nor-

tra le basi azotate. Inoltre, agenti mutageni indotti

male (XY) e di una madre portatrice della mutazio-

dalle radiazioni nucleari possono portare a mutazio-

ne (XNX) ci si attendono figlie sana ma ½ portatri-

ni puntiformi. In tal caso le radiazioni possono cau-

ci (XNX). Mentre i maschi saranno ½ sani e ½ ma-

sare o una sostituzione di basi, o una delezione di


Pagina 97

basi o una inserzione. Il primo evento è meno peri-

in questione. Andiamo invece ora a vedere gli effetti

coloso rispetto agli altri. Nello specifico, quando

causati non indirettamente dagli agenti mutageni

siamo davanti ad una sostituzione di basi dovuta ad

chimici, ma da quelli fisici. In particolare, in tal ca-

agenti radioattivi, si parla sempre di sostituzione di

so ci riferiamo alle radiazioni ed al calore (che pro-

una base azotata con un’altra. Inoltre, parleremo di

voca nella maggior parte dei casi ustioni di secondo

transizione quando avviene la sostituzione di una

o di terzo grado). Le radiazioni prodotte durante la

purina con una purina o di una pirimidina con una

conversione dell’energia nucleare in elettrica, come

pirimidina (A con G o C con T); invece parliamo

ormai è noto, si dividono in radiazioni ultraviolette

di transversione quando avviene uno scambio tra

(UV) e in radiazioni ionizzanti (suddivise a loro vol-

purina con pirimidina o viceversa. Tuttavia, in am-

ta in raggi ics e gamma). Le prime eccitano la mole-

bedue i casi, gli effetti di una sostituzione di basi

cola di DNA, fornendole energia. Solitamente que-

possono essere diversi in relazione dei casi: infatti,

st’energia decade senza conseguenze, ma in un e-

quando la mutazione determina un codone diverso

sposizione eccessiva può innescare una reazione

ma che codifica per lo stesso amminoacido (ciò

chimica che altera la struttura del DNA. In questo

grazie alla degenerazione del codice genetico) si

caso, si ha la formazione di legami tra due nucleoti-

parla di mutazione sinomia o silente e non vi sarà

di (timina) che si trovano ravvicinati al momento

alcun cambiamento sul prodotto genetico; si parla

della reazione stessa, con formazione dei cosiddetti

invece di mutazione di senso errato quando il co-

ponti di timina o ponti aberranti. Tale processo,

done mutato produce un amminoacido diverso ri-

spesso riparato dai meccanismi di escissione e ripa-

spetto a quello originario. In tal caso il prodotto

razione del DNA (con sostituzione di una delle timi-

genetico può conservare le stesse proprietà del po-

ne suddette con una base purinica adenilata), modi-

lipeptide sintetizzato a partire dal genoma non mu-

fica la conformazione della doppia elica e causa tu-

tato

no

mori gravi all’epidermide. Però, nonostante siano le

(mutazione non conservativa); infine si può spesso

radiazioni UV quelle più dannose a livello macro-

verificare che la formazione di un codone di stop

molecolare, quando si parla delle radiazioni nucleari

all’interno della sequenza codonica del trascritto

gli effetti più numerosi sono causati dai raggi gam-

immaturo di RNA (UAA, UAG e UGA). In tal ca-

ma, molto più penetranti e carichi di energia rispetto

so si parla di mutazione di non senso. Tuttavia, no-

agli alfa e beta. Tali raggi rientrano nella categoria

nostante le sostituzioni di basi producano effetti

delle radiazioni ionizzanti, che penetrano nei tessuti

assai diversi, comunque vanno a compromettere

in notevole profondità. Nel loro percorso, infatti,

solo un unico amminoacido. Invece, sia la delezio-

collidono con gli atomi che incontrano determinan-

ne (eliminazione di una base), sia un inserzione di

do il rilascio di elettroni e la formazione di ioni cari-

base (inserimento di una base azotata) causano u-

chi positivamente, questi collidono con altre mole-

n’alterazione dell’intera lettura codonica del gene

cole, liberando ulteriori elettroni e così via. Grazie a

(mutazione

conservativa),

oppure


Pagina 98

tale effetto domino, si forma quindi un cono di ioni

la radioattività sulle cellule, quindi, è il rallentamen-

lungo il percorso di ogni raggio ad alta energia at-

to della velocità di riproduzione. Infatti, le popola-

traverso i tessuti viventi. Le radiazioni ionizzanti

zioni di cellule che si riproducono molto rapidamen-

sono alla base della formazione dei radicali liberi e

te sono più vulnerabili di quelle che lo fanno lenta-

possono provocare rotture cromosomiche e quindi

mente. Inoltre, le cellule esposte ad alte concentra-

sia riarrangiamenti cromosomici ( riguardanti dun-

zioni di raggi elettromagnetiche vanno incontro ad

que la struttura, e non il numero) che mutazioni

un precoce evento di senescenza. Ciò è spiegato dal-

puntiformi o geniche. Il momento in cui le cellule

l’inibizione delle telomerasi, enzimi con attività en-

sono più vulnerabili in assoluto alle radiazioni è

donucleasica 3I -5I che servono a sintetizzare le parti

durante la mitosi o la meiosi. Infatti, quando ha

terminali dei cromosomi, detti appunto telomeri, in

inizio la fase S del ciclo cellulare il DNA è in fase

quanto spesso in quei tratti la DNA polimerasi III

di duplicazione e quindi si presenta sotto forma

non riesce a svolgere la propria azione. Infatti senza

despiralizzata, dissociato dalle proteina basiche

la presenza o comunque senza l’azione di tali enzi-

istoniche (eucromatina), le strutture del nucleo so-

mi a poco a poco le parti telomeriche terminali dei

no dissolte e gli enzimi che assicurano l'integrità

cromosomi verrebbero eliminate, causando un gra-

del materiale genetico non possono operare. Inol-

duale rimpicciolimento del cromosoma stesso. An-

tre, le radiazioni elettromagnetiche nucleari inibi-

diamo ora, invece, a vedere macroscopicamente le

scono l’attività nel nucleo attivo della DNA poli-

conseguenze istologiche delle radiazioni nucleari.

merasi III: le radiazioni reprimono l’attività della

In modo specifico, il tessuto osseo è il tessuto più

subunità alfa, addetta all’attività endonucleasica 3I

compromesso dalle radiazioni. Andiamo a vedere

-5I , sia la sub unità epsilon, addetta all’attività eso-

allora le caratteristiche fondamentali di tale tipolo-

nucleasica 5I -3I, che quella teta addetta invece al-

gia di connettivo strutturale specializzato al fine di

l’azione cooperativa con gli altri enzimi come la

comprendere le azioni delle radiazioni. Le cellule

DNA polimerasi II. In particolare, quest’ultimo

fondamentali del tessuto osseo, responsabili della

oloenzima processivo, grazie alla sua prevalente

sintesi dei componenti della matrice, sono gli osteo-

attività esonucleasica 5I -3I, ha un ruolo cruciale

blasti: si tratta di cellule di forma tondeggiante che

nella correzione delle bozze o poof reading, indi-

derivano dalla differenziazione delle cellule osteo-

spensabile per la correzione di quei rari errori com-

progenitrici, ossia cellule staminali determinate che

piuti dalla DNA polimerasi III durante la duplica-

rappresentano una prima differenziazione delle cel-

zione del DNA. Dunque, anche l’inibizione di que-

lule mesenchimali. Gli osteoblasti sono caratterizza-

st’ultimo enzima comporta la persistenza di quelle

ti dalla presenza di un reticolo endoplasmatico rugo-

rare mutazioni, che persistono nei neofilamenti sin-

so e di un apparato di Golgi molto estesi e responsa-

tetizzati, a causa degli errori spesso compiuti dalla

bili da un punto di vista istologico della loro basofi-

polimerasi. L'effetto macroscopico più vistoso del-

lia citoplasmatica. Similmente ai fibroblasti (le cel-


Pagina 99

lule fondamentali del tessuto connettivo propria-

seo spugnoso che producono tali elementi figurati

mente detto), gli osteoblasti sono infatti costante-

nel sangue. Altro importante organo nel quale le ra-

mente impegnati, nelle fasi di formazione dell'os-

diazioni delle centrali nucleari a fissione vanno ad

so, nella sintesi dei componenti molecolari che an-

influire sono le gonadi, in particolare quelle maschi-

dranno a costituire sia le fibre che le glicoproteine

le. Infatti, in tal caso la prima conseguenza delle ra-

(osteonectine) della matrice. Tali composti vengo-

diazioni è la sterilità. In particolare, per poter com-

no successivamente espulsi dalle cellule per esoci-

prendere a fondo gli effetti delle radiazioni sulle cel-

tosi, e vengono quindi assemblati nella loro forma

lule aploidi sessuali maschili occorre comprendere

definitiva all'esterno della cellula. Una volta com-

gli eventi principali della gametogenesi maschile,

pletata la sintesi della matrice, ed

ovvero la spermatogenesi. L’evento

una volta avvenuta la sua calcifica-

spermatogenetico inizia quando le

zione, gli osteoblasti si sistemano in

cellule staminali presenti nel testico-

cavità ellissoidali o lacune ossee

lo, ovvero lo spermatogonio, inizia a

non mineralizzate scavate nella ma-

dividersi per mitosi. In particolare,

trice stessa. In questa fase prendono

una di queste due cellule ottenuta

il nome di osteocidi ovvero cellule

dalla divisione dopo la citodieresi,

che, pur rimanendo cellule vitali,

continua il compito della cellula ma-

entrano in uno stato di quiescenza.

dre, continuando dunque a dividersi

Tipici di queste cellule sono i lun-

continuamente per mitosi; la seconda

ghi prolungamenti citoplasmatici con cui la cellula

va invece in un primo processo di differenziamento

attinge alle sostanze nutritizie e che decorrono al-

cellulare, nel quale lo spermatogonio ottenuto dopo

l'interno di microgallerie definite canalicoli ossei.

la mitosi, diventa spermatocita primario. Tale cellu-

Tuttavia, alcuni isotopi dello stronzio o del pluto-

la differisce da quella di prima in quanto entra nella

nio si concentrano proprio nel midollo osseo, an-

prima divisione meiotica, nella quale tale processo

dando ad otturare i canalicoli ossei ed impedendo

geneticamente riduzionale, porta alla formazione di

agli pseudopodi di ricavare i nutrimenti necessari.

due cellule aploidi, dette spermatociti secondari, che

Un altro tipo di cellule del tessuto osseo sono gli

però presentano ancora il materiale genetico dupli-

osteoclasti, una tipologia di cellule deputata a pro-

cato nei due cromatidi di uno solo dei due futuri

durre e secernere enzimi che agiscono degradando

cromosomi omologhi. Tali cellule entrano così in

la matrice calcificata, permettendo il riassorbimen-

meiosi due ambedue delle cellule si dividono in due

to dell'osso. Dunque le radiazioni influiscono no-

cellule dette spermatidi. Dunque, alla fine di tale

tevolmente anche la calcemia ematica e la produ-

processo abbiamo la formazione di quattro sperma-

zione eritrocitaria poiché sono le cellule staminali

tidi. Tuttavia, tali cellule non sono ancora pronte per

emopoietiche poste tra le trabecole del tessuto os-

l’evento fecondativo, in quanto mancano ancora di


Pagina 100

strutture fondamentali per il movimento degli stes-

filamenti) poiché si agganciano a due protofilamenti

si spermatidi e per il corredo enzimatico indispen-

del microtubulo ad esso adiacente. Inoltre, i micro-

sabile per la rottura della membrana fosfolipidica

tubuli posseggono una capacità di movimento nelle

ovulare e per la sopravvivenza dello zigote nelle

strutture biologiche cellulari conferitola dalla loro

prime settimane del processo organogenetico. In-

capacità di polimerizzazione e depolarizzazione pre-

fatti proprio per questo lo spermatide deve munirsi,

sente rispettivamente sull’estremità polimerizzante

per mezzo di un successivo differenziamento cellu-

o positiva e sull’estremità depolimerizzante o nega-

lare, di una vescicola fosfolipidica, detta cromoso-

tiva. Proprio affinché sia resa stabile questa struttura

ma, contenete enzimi litici e di una coda flagellare

flagellare, alle due estremità della coda flagellare

indispensabile per il movimento cellulare. In parti-

sono presenti proteine, le proteine map’s, che rendo-

colare, tale struttura è costituita da diversi dimeri

no stabile la struttura impedendo l’attività combina-

di tubulina, costituiti da un mo-

ta esoergonica ed endoergonica

nomero di tubulina alfa ed uno

dell’ATP per la polimerizzazione

di beta, questi si associano for-

e depolimerizzazione dei dimeri

mando filamenti proteici di va-

di timina dei proto filamenti fla-

ria lunghezza, detti protofila-

gellari. Il differenziamento sper-

menti; tredici protofilamti si

matidico, che porta proprio alla

chiudono su se stessi formando

formazione di tali strutture, oltre

un microtubulo completo; tutta-

che alla testa, al corpo ed agli

via all’interno della stessa coda flagellare possiamo

acidi nucleici del nucleo stesso, genera gli sperma-

riconoscere due porzioni: una parte detta corpo ba-

tozoi ormai pronti per l’eiaculazione ed il successi-

sale, formato da nove triplette di microtubuli, tenu-

vo evento fecondativo. Le radiazioni nucleari causa-

te insieme da proteine nexine, dineine ed enzimi

no la sterilità proprio perché impediscono il diffe-

con attività ATP-asica, capaci di trasmettere il mo-

renziamento degli spermatidi in spermatozoi e la

vimento di un solo microtubulo su tutti gli altri; la

sintesi, dunque, di proteine indispensabile al movi-

porzione distale è invece costituita dall’assonema

mento a marea degli spermatozoi (i flagelli) che

costituito, invece, da nove doppiette di microtubuli

consente la mobilità stessa di gameti e di proteine

e da una coppia di microtubuli centrale. Anche in

adese alla base delle ciglia vibratili (quali l’actina e

tal caso sono presenti bracci laterali e centrali di

la specrina alla base e la miosina e la calmodulina

natura proteica con funzione ATP-asica. Inoltre,

lateralmente). In altri ambiti, come nel sistema linfa-

occorre notare che delle triplette o doppiette di mi-

tico, la conseguenza principale della radiazione è

crotubuli solo uno di essi in realtà è completo (che

l'infezione dei linfonodi (cellule mesenchimali ap-

è costituito ovvero da tredici protofilamnti), gli al-

partenenti al tessuto connettivo) e della milza conse-

tri sono incompleti (formati cioè da undici proto

guente alla morte dei linfociti presenti. Invece, la


Pagina 101

pelle ha una vulnerabilità particolare: poiché, se

nella superficie posteriore della ghiandola endocrina

non protetta, riceve tutti e tre i tipi di radiazione

tiroidea (sono in tutto quattro: una superiore destra

(alfa, beta e gamma). Il danno che riceve è tanto

ed una sinistra ed una inferiore sinistra ed una de-

più elevato quanto più le radiazioni sono penetran-

stra). Queste ghiandole producono due ormoni, l’u-

ti: viene danneggiata poco dai raggi gamma e mol-

no l’antagonista della calcitonina (il paratormone) e

to di più dalle radiazioni alfa e beta. Per bassi livel-

l’altro detto paratiroideo i cui compiti sono quelli di

li di radiazioni si sviluppa un eritema, se l'irraggia-

regolare i livelli di Ca2+, Mg2+ e di Po3-4 nel sangue,

mento aumenta può formarsi una neoplasia epite-

determina cambiamenti nei reni e romuove la for-

liale. La capacità di riparazione del danno subito è

mazione di calcitriolo che fa feedback positivo sulla

comunque molto elevata. Inoltre, la crescita dei

calcitonina. Dunque, da ciò si può comprendere l’al-

capelli si arresta completamente, e quelli presenti

terazione che anche tali ghiandole hanno a causa

cadono in maggiore o minore quantità in base alla

delle radiazioni. Altri importanti organi ghiandolari

dose assorbita. Caso particolare va infine riservato

addetti a funzione secretoria sono la ghiandola pitui-

alle ghiandole endocrine che non presentano un

taria e la tiroide. La prima, anche detta ipofisi, è di-

elevato grado di sensibilità alle radiazioni, ma in

visa in due sezioni, una anteriore, detta adenoipofisi,

elevate esposizioni le loro disfunzioni, come ora

e l’altra, detta neuroipofisi, che riceve neurosecreti

capiremo, sono causa di patologie molto gravi. A-

proveniente dall’ipotalamo. In particolare, risente

vevamo già visto in relazione al tessuto osseo spu-

dell’influenza delle radiazioni gamma l’adenoipofisi

gnoso, le conseguenze dell’alterazione degli osteo-

e di conseguenza gli ormoni da lei prodotti, le corri-

clasti, la cui azione è indispensabile per il manteni-

spettive azioni ed organi bersaglio, ovvero: l'ormone

mento della calcemia. Tuttavia, tale valore non

somatotropo (GH) che agisce direttamente sui tessu-

sconvolge solo i valori di calcio nel flusso ematico,

ti ed è indipendente dall'attività delle altre ghiandole

ma anche l’azione di alcuni ormoni. In particolare,

endocrine, stimola la deposizione del calcio nel tes-

l’azione degli osteoclasti per quanto riguarda la

suto osseo e la proliferazione delle cellule cartilagi-

loro attività demolente i cristalli di idrossiapatite,

nee, aumenta la massa dei muscoli scheletrici e sti-

di carbonato e fosfato di calcio e di fluoruro di cal-

mola la sintesi proteica. È detto anche ormone della

cio, è regolata principalmente da due organi ghian-

crescita e la sua mancanza causa l'arresto dello svi-

dolari: le cellule parafollicolario e quelle paratiroi-

luppo e della crescita di un individuo; la prolattina

dee. Le prime producono Calcitonina (CT) che a-

(PRL) che agisce sulla ghiandola mammaria stimo-

ziona proprio sul livello di calcio nel sangue, ope-

lando la secrezione di latte dopo il parto; Il melano-

rando feedback negativo sull’azione degli osteocla-

cita stimolante (MSH) che ha effetto trofico sui me-

sti, dunque demolendo il prodotto ossificato. Le

lanociti, responsabili della pigmentazione della pel-

seconde sono invece delle piccole masse tondeg-

le; l'ormone tireotropo (TSH) che agisce sulla tiroi-

gianti di tessuto ghiandolare endocrino presenti

de, favorendo la liberazione degli ormoni che questa


Pagina 102

produce

regola la degradazione lipidica e triglicerica, libera

(tiroxina e triio-

il glucosio e deprime la risposta immunitaria) e una

dotironina); l'or-

zona interna che produce androgeni. La zona midol-

mone

lare surrenale produce invece neurotrasmettitori co-

adreno-

me l’adrenalina e la noradrenalina. Come si può ve-

corticotropo che

dere le radiazioni non compromettono solo le singo-

determina a sua

le ghiandole ma tutte le azioni metaboliche soprae-

volta la sintesi e la secrezione molto rapida degli

lencate. Anche i polmoni, venendo a contatto con

ormoni della corteccia surrenale e stimola il meta-

l'aria esterna, sono colpiti direttamente da particelle

bolismo lipidico; l'ormone follicolo-stimolante

radioattive inalate con la respirazione. In particola-

(FSH) e l'ormone luteinizzante (LH) sono invece

re, tali inquinanti compromettono le cellule unicel-

gonadotropi (agiscono cioè sulle gonadi). Nelle

lulari esocrine secernenti, ovvero le celleule muci-

ovaie il primo stimola la formazione dei follicoli e

pare caliciformi, intercalate alle cellule di rivesti-

la secrezione dei loro ormoni (estrogeni), il secon-

mento di epiteli cilindrici semplici di bronchioli re-

do la formazione del corpo luteo e la secrezione

spiratori. Sono dette mucipare, perché producono

dell'ormone corrispondente, il progesterone. Nel

muco derivato dall’idratazione del mucinogeno. Es-

testicolo, l'LH agisce invece promuovendo la sper-

so a contatto con acqua si trasforma nelle mucine,

matogenesi e la secrezione dell'ormone testicolare

ovvero mucopolisaccaridi neutri e acidi e da glico-

(testosterone). La tiroide, altro indispensabile orga-

proteine, che compongono il muco. Nella zona infe-

no endocrino sensibile alle radiazioni, produce in-

riore della cellula mucipare sono localizzate il nu-

vece due ormoni: la tiroxina e la triiodotironina che

cleo, i mitocondri, il reticolo endoplasmatico muco-

aumentano il consumo di ossigeno ed il tasso meta-

so ed il complesso del Golgi, nella parte apicale si

bolico basale, influiscono il metabolismo cellulare

accumula invece il secreto costituito da grosse ve-

e la crescita e lo sviluppo. Per motivi metabolici,

scicole. Dunque, l’inquinamento dell’aria provoca

però, la tiroide concentra in sé quasi tutto lo iodio

anche l’infiammazione di queste ghiandole unicellu-

presente nell'organismo. Le ghiandole surrenali,

lari, i cui secreti sono indispensabili per la cattura

anch’esse altamente compromesse dalle radiazioni,

dei batteri nelle vie respiratorie. Concludo allora

sono suddivise in due parti: la corticale surrenale

dicendo che, nonostante dal punto di vista energeti-

più esterna e la midollare surrenale più interna. La

co siano molti i vantaggi dell’energia nucleare, di

prima è a sua volta suddivisa in zona esterna, che

sicuro le ripercussioni che ha sulla materia vivente

produce i mineralcorticoidi (il più importante dei

(anche durante lo stadio embrionale), sono tutt’altro

quali è l’aldosterone che regola l’omeostasi e le

che positive, anzi nocive, patogene e sovente deva-

concentrazioni di Na+ e K+), una zona intermedia

stanti.

(ACTH)

che produce glicocorticoidi (come il cortisolo che

Biagio Maria SANCETTA


Pagina 103

EMPEDOCLE: IL VOLTO DELL’ECCELLENZA


Pagina 104

EMPEDOCLE: IL VOLTO DELL’ECCELLENZA assunto, nel corso dell'anno, ca-

dalla stessa Scuola; Scuola che

ratteri prettamente "familiari". È

pensa in grande, che aspira al

questo che contraddistingue la

grande, che si connota di un re-

MIA (e sono fiera di poterla de-

spiro internazionale che permea

finire tale) Scuola. A testimo-

di sé ogni attività promossa e

nianza di quanto detto ci sono

compiuta. Basta ricordare i cor-

gli splendidi ed indelebili ricordi

si teorico-pratici di anatomia,

dell'anno scolastico ormai finito,

organizzati in collaborazione

che certamente mi accompagne-

col Dipartimento di Anatomia

Annalisa Careri Diplomatasi con 100/100 e Lode

ranno sempre con infinita dol-

dell’Università di Malta e rivol-

cezza. Dal punto di vista forma-

ti agli studenti di Medicina, o

Circa un anno fa sentii parlare

tivo tutti i docenti hanno dato

ancora agli accordi stretti con

di una Scuola Superiore, il Li-

costantemente il massimo, per

l’Università di Cambridge, fina-

ceo Scientifico “Empedocle”,

consentirci di avere una prepara-

lizzati al conseguimento del

fondato dal Dottore Sergio Pe-

zione "diversa" rispetto a tutte le

CIE (Cambridge International

dullà e dall’Avvocato Giuseppe

altre. Gli strumenti multimediali

A / AS Level), che permette di

Pedullà, che aveva la fama di

messi a nostra disposizione, le

iscriversi direttamente, senza

preparare al sommo grado gli

molteplici attività extracurrico-

ulteriori esami, in diverse e pre-

studenti per l’accesso alle Fa-

lari compiute, dal progetto Re-

stigiose Università di tutto il

coltà dell'area medico-sanitaria

pubblica@scuola, alla visita ai

mondo. Tra gli infiniti attimi

a numero programmato. Decisi

musei o ai RIS di Messina, mi

meravigliosi vissuti, ci tengo a

così di presentarmi al test d'am-

hanno enormemente arricchito,

condividere quello del mio esa-

missione per la frequenza del

lasciando un segno per sempre

me orale di Maturità, in cui in-

suddetto Liceo. L'esito del test

nel mio cuore. E gli esiti finali

sieme a tutto il corpo scolastico,

fu positivo e dal 13 settembre

lo hanno dimostrato.

ho condiviso forse la prima vera

2010 la mia vita subì una svolta

Il mio sogno nel cassetto, sin da

soddisfazione della mia vita.

radicale. Il Liceo Scientifico

bambina, è quello di diventare

“Empedocle” non è solo una

una pediatra, ed è per questo che

scuola, è molto di più: il rappor-

frequento tutt’oggi i corsi prepa-

to instauratosi con tutto il corpo

ratori al test d'ammissione alla

docente ed amministrativo ha

Facoltà di Medicina, organizzati

Annalisa Careri


Pagina 105

aule hanno contagiato noi studenti, reso meno pesante l'incontro con nuove materie, dissolto, in definitiva, i consueti rapporti stereotipati che si instaurano

tra

insegnanti e ragazzi. Ognuno di noi era unico per il nostro prof., ognuno è stato messo nelle condizioni di essere capace di fare e Alessandra Minutolo Diplomatasi con 100/100 e Lode

Ricordo come fosse oggi il giorno in cui presi una delle decisioni più importanti della mia giovane vita: trasferirmi a Messina dalla Calabria per poter frequentare il Liceo Scientifico “Empedocle”, che ha sede anche a Catania. Staccarmi dalla famiglia e alloggiare presso il residentato annesso alla scuola, per me ancora adolescente, e’ stata una scelta sostenuta dalla prospettiva di realizzare il mio sogno più grande: entrare in Medicina. Questa scommessa che ho fatto con me stessa si è rivelata poi meno difficile del previsto, e di questo devo ringraziare le singole persone che hanno ricoperto, e lo fanno tuttora, i rispettivi ruoli con seria professionalità e, soprattutto, profonda umanità. L’entusiasmo e la voglia di fare che aleggiano tra le

migliorarsi.... ognuno si sentiva " a casa" tra i banchi di scuola, a mensa, nelle attività didattiche pomeridiane e negli alloggi: incoraggiato sempre ad esprimere e a dare il meglio di sé. È trascorso a malapena un mese dalla fine dell'anno scolastico ed ho già nostalgia delle uscite extracurriculari, delle visite al museo, della partecipazione ad attività teatrali, o a qualche convegno di ambito medico. Non credo che scorderò mai nessun momento di questi intensi anni di studio e di vita che mi hanno arricchito delle più varie emozioni, né tantomeno le persone straordinarie che ho conosciuto. Ringrazio soprattutto i Fondatori della scuola, il Dottore Sergio Pedullà e l’Avvocato Giuseppe Pedullà, che con la loro presenza costante mi hanno accompagnato giorno dopo giorno in questo viaggio nel mondo della cultura e

del sapere. A loro ed a me dedico il momento più intenso della mia carriera scolastica, l'esame orale di maturità, in cui è venuta fuori l'Alessandra che ero diventata. Il cammino è solo iniziato, un più gravoso impegno mi attende: il test di ammissione in Medicina. Tutt’oggi però

sono ancora qui al-

l'“Empedocle", per frequentare i Percorsi di Eccellenza per il superamento del test,

per imple-

mentare la preparazione che la Scuola, con grande professionalità e seria attenzione, ha già messo a disposizione di noi tutti durante l’anno scolastico. Grazie all’Empedocle ho infine avuto l’opportunità di sostenere il test di ammissione in inglese alle Facoltà di Medicina, Odontoiatria e P.D. e Veterinaria delle tre Università ungheresi di Semmelweis, Pécs e Szeged, test che ho superato con successo e che mi consentirà, qualora lo volessi, di potermi iscrivere il prossimo anno accademico in uno di questi prestigiosi e internazionali centri di studio.

Alessandra Minutolo


Pagina 106

Pierluigi Russo Diplomatosi con 100/100 e Lode

frequentare la Scuola, che ha le

condizioni

proprie sedi a Messina e a Catania.

appassionarmi allo studio di tutte le

Proseguendo il mio percorso di studi

discipline. Le attività didattiche

mi sono convinto del fatto che,

compiute la mattina venivano

dietro la volontà di studiare per

affiancate

passare i fatidici test, si è innestato

extracurricolari pomeridiani in cui

un desiderio ancora più grande:

ciascun studente, col supporto dei

voler studiare prima di tutto per me

docenti,

stesso e per poter leggere ed

specifiche tematiche o compiere

interpretare autonomamente la realtà

apposite attività di consolidamento

che mi circonda. Il merito di questa

delle

grande conquista che mi ha visto

L’utilizzo dei sussidi multimediali e

protagonista

sicuramente

delle nuove tecnologie informatiche

va

di

da

poteva

percorsi

approfondire

compet enze

mat ur ate.

riconosciuto soprattutto al Dottore

nella prassi didattica quotidiana (in

Fin da piccolo il mio sogno

Sergio Pedullà e all’Avvocato

ogni aula sono presenti computer,

principale è stato quello svolgere la

Giuseppe Pedullà, fondatori del

collegamento

p r of es s i on e

mi

Liceo, che dall’inizio dell’anno fino

videoproiettore), hanno permesso di

entusiasmava particolarmente il fatto

all’ultimo minuto della prova orale

instaurare uno stimolante e ricco

di stare a contatto con altre persone e

mi hanno sostenuto e incoraggiato.

ambiente di apprendimento. Il Liceo

aiutare coloro che sfortunatamente

Sono stati loro i primi che hanno

Scientifico “Empedocle” inoltre

stavano meno bene di me. Allora, a

fermamente creduto che l’ambizioso

offre l’opportunità di conseguire il

partire dallo scorso anno, ho scelto

progetto educativo di formazione

prestigioso

di frequentare il Percorso di

gl ob al e

internazionale

Eccellenza per l’ammissione alle

coinvolgesse non solo il lato

International A / AS Level), con il

Facoltà a numero chiuso dell’area

strettamente culturale ma soprattutto

quale

medico-sanitaria organizzato dal

l’intera

umana

direttamente nelle Facoltà a numero

Liceo Scientifico “Empedocle”.

dell’individuo, dovesse e potesse

chiuso di più di 125 paesi in tutto il

Durante

bellissima

concretizzarsi. Infatti, stranamente,

mondo. Per conseguire questa

esperienza, ho maturato l’idea di

studiare non mi seccava, anzi non

importante meta la scuola è stata da

frequentare l’ultimo anno di Scuola

vedevo l’ora di rientrare a casa per

poco attrezzata di laboratori di

Superiore presso la stessa Struttura,

c o mpr e nder e

spi e ga zi o ni

ricerca di chimica, biologia, fisica e

nella sicura consapevolezza che ciò

quotidiane, non solo delle materie

informatica, tutti all’avanguardia,

mi avrebbe offerto, a livello

scientifiche ma anche di quelle

con lo scopo di sperimentare e

formativo,

maggiori

umanistiche. Questo è ciò che più

applicare concretamente quanto

rispetto alla mia scuola precedente.

mi ha colpito del Liceo Scientifico

appreso ogni giorno.

Così dopo aver superato il test

“Empedocle”: l’avermi messo nelle

di

me di c o:

questa

vantaggi

d’ammissione,

ho

iniziato

a

del l a

per s ona,

crescita

le

che

è

ad

titolo

Internet,

di

studio

CIE (Cambridge

possibile

iscriversi

Pierluigi Russo


Pagina 107

Helga Turiaco Diplomatasi con 100/100 e Lode

Ho scelto di frequentare il Liceo Scientifico “Empedocle”, che ha le sue sedi a Messina e a Catania, al fine di raffinare le mie conoscenze nelle materie scientifiche, per poter affrontare con maggiore preparazione e serietà il quiz ministeriale per l’accesso alla Facoltà a numero programmato di Odontoiatria. Il mio sogno, infatti, sarebbe quello di continuare la professione dei miei genitori, poiché fin da piccola ho dimostrato di possedere una particolare attitudine per i lavori di precisione, e di certo la determinazione non mi manca! In parte il mio obiettivo è stato già raggiunto, come dimostra il fatto che io abbia già su-

perato le selezioni per la Facoltà

ti, questa scuola

di Odontoiatria in lingua inglese

affronta in modo approfondito

di Cracovia, ma nonostante tutto

discipline quali la Biologia, la

vorrei avere la possibilità di stu-

Chimica, l’Istologia, le Biotec-

diare nel mio Paese. La decisio-

nologie mediche, alimentari e

ne di frequentare il Liceo Scien-

ogm. Tali conoscenze, a partire

tifico “Empedocle”, nato per

dal prossimo anno potranno tro-

volontà del Dottor Sergio Pedul-

vare una concreta applicazione

là e dell’Avvocato Giuseppe Pe-

pratica grazie ai nuovi laborato-

dullà, con sedi a Messina e Ca-

ri didattici di cui la scuola si è

tania, è scaturita anche dal carat-

da poco dotata. Inoltre, durante

tere internazionale di cui la

le attività extracurricolari di

scuola si fregia, basti pensare al

rientro pomeridiano i docenti

legame che essa possiede con

hanno offerto a ciascuno di noi

l’Università di Cambridge (che

l’opportunità di poter chiarire

consente di conseguire il Cam-

eventuali dubbi sulle lezioni

bridge International A / AS Le-

svolte la mattina e approfondire

vel) o col Dipartimento di Ana-

determinati argomenti che più

tomia dell’Università di Malta,

ci hanno interessato. Il ricordo

insieme al quale organizza ogni

più bello del periodo trascorso

anno corsi teorico-pratici di A-

al liceo è senza dubbio legato al

natomia. Durante il mio percor-

fatidico "ultimo giorno di scuo-

so scolastico gli insegnanti, tutti

la". In quei momenti conclusivi

profondamente motivati ed e-

tutte le fatiche e i sacrifici com-

stremamente preparati, mi han-

piuti sono spariti nel nulla, per

no molto aiutato, seguendomi

lasciare spazio solo alla profon-

passo passo e mettendomi nelle

da unione che è sorta tra me, i

condizioni di poter conseguire

miei compagni di classe e tutto

una completa maturazione e

il personale della Scuola.

concretizzazione di tutte le mie attitudini. Oltre a svolgere le normali attività didattiche, infat-

Turiaco Helga


Pagina 108 sponibili ed aperti ad ogni richie-

può

sta. Ciò che mi ha quasi subito sba-

giunto, purché ci si metta di buona

lordito è stato l’entusiasmo nel la-

volontà. Ecco cosa mi ha donato

voro da parte dei professori, ma

questa Scuola: una bella lezione di

soprattutto l’“alleanza“ creatasi tra

vita, che sono certo mi servirà so-

insegnanti e studenti finalizzata ad

prattutto in futuro. Frequentare

un apprendimento davvero ecce-

l‘Empedocle ha significato anche

zionale, e che onestamente non

conoscere ragazzi seri e motivati

avevo mai trovato nella scuola

quanto me, fare amicizia con com-

pubblica. Una scuola dove non esi-

pagni di scuola che ricorderò per

ste “l’aiutino” o “ la raccomanda-

sempre con affetto, ma ha signifi-

Dopo quattro anni di liceo classico

zione”, dove tutti sono ugualmente

cato anche fare simpatiche espe-

ne avevo abbastanza di latino e

posti nelle condizioni di apprende-

rienze extracurriculari, come cono-

greco e così decisi di scegliere di

re e andare avanti senza favoritismi

scere importanti attori di una fa-

frequentare una scuola dove, ac-

o privilegi. Certo, ho dovuto sgob-

mosa fiction televisiva (I Cesaro-

canto allo studio delle materie let-

bare il triplo di quanto non fossi

ni), assistere a rappresentazioni

terario-filosofiche, venissero ap-

abituato poiché, com’è noto, i ritmi

teatrali e conferenze, imparare a

profondite e curate anche le cono-

della scuola sono serrati, con lezio-

scrivere articoli su argomenti vari

scenze scientifico-biologiche, che

ni giornaliere dalle 8.00 alle 14.30,

in un giornale online (partecipando

mi sarebbero servite per i futuri

e pomeridiane, dalle 15.30 alle 1-

al progetto Repubblica@scuola),

studi universitari. Ed in effetti la

8.30, dedicate all’approfondimento

fare delle belle gare di nuoto. Il

scelta di iscrivermi al Liceo Scien-

e al consolidamento. La sera la de-

ricordo che porterò per sempre nel

tifico “Empedocle”, è stata per me

dicavo invece

a fare i compiti,

mio cuore è legato alla visita effet-

vincente e non solo dal punto di

spesso fino alla mezzanotte. Solo e

tuata presso i RIS di Messina, che

vista strettamente culturale, ma

unicamente studio, senza passeg-

mi ha consentito di conoscere dal

anche sul piano formativo e uma-

giate, televisione o computer e sen-

vivo le tecniche investigative più

no. Una scelta che rifarei subito e

za scioperi e vacanze gratuite. E

sofisticate oggi utilizzate. Ora spe-

che mi pento di non avere fatto pri-

questo senza sosta per tutto l’anno

ro che il bagaglio di conoscenze

ma. Sul piano metodologico e di-

scolastico. Ma ne è valsa la pena. E

acquisite durante l’anno possa ser-

dattico ho trovato professori ecce-

non lo dico solo per il sudato 100,

virmi a superare i test di accesso

zionali, che ci hanno seguito, gior-

ma perché grazie a questo studio

alla Facoltà di Medicina. Questo è

no dopo giorno, con interesse e

“matto e disperatissimo” ho arric-

il prossimo e impegnativo obietti-

zelo, pronti a soddisfare ogni no-

chito molto le mie conoscenze, im-

vo da raggiungere.

stra esigenza di studio, di apprendi-

parando anche che niente ci viene

mento e di approfondimento, di-

regalato e che qualunque obiettivo

Alberto Giuffrida Diplomatosi con 100/100

essere

rag-

Giuffrida Alberto


Pagina 109

attuate

prevedono

una un’attenzione

particolare

attenzione

confronti

della Biologia, della lingua inglese, ed è

l’Anatomia,

la

nei particolare anche allo studio

Fisiologia proprio l’area internazionale

Umana, la Chimica e le il suo punto di forza: basti Biotecnologie.

Discipline ricordare la possibilità per

queste che dal prossimo gli studenti di conseguire il anno gli alunni avranno C I E modo

Andrea Megna Diplomatosi con 100/100

Il

Liceo

"Empedocle", fondato dal Dottore Sergio Pedullà e Giuseppe

Pedullà, con sedi a Messina e a Catania, si differenzia dalle altre scuole superiori perché

è

indirizzata

in

maniera chiara e evidente all’approfondimento

e

consolidamento

delle

conoscenze medico

e

al

dell’ambito biotecnologico.

Proprio perché il mio sogno è

stato

fin

da

diventare

un

medico

sempre ho

scelto di frequentare questo Liceo, in cui le attività didattiche

predisposte

approfondire International A / AS Level),

maggiormente,

Scientifico

dall’Avvocato

di

ed

nuovissimi

(Cambridge

grazie

laboratori

ai titolo di studio riconosciuto (di a livello internazionale in

biologia, chimica, fisica e d i f f e r e n t i informatica)

da

poco universitarie

allestiti. La scuola inoltre chiuso

Facoltà a

del

numero

mondo.

E

organizza percorsi didattici navigando tra i ricordi, forse pomeridiani

di

extracurricolare,

t i p o il più bello che mi sovviene

dedicati è quello della cena di classe

all’approfondimento

e

al che

abbiamo

compiuto

consolidamento

d e l l e insieme ai professori a fine

conoscenze, delle abilità e anno scolastico.Una serata delle competenze maturate la molto

particolare,

dove

mattina. Proprio grazie a ancora una volta ho sentito il tutto ciò sono riuscito ad calore che questa Scuola mi acquisire un buon bagaglio ha

saputo

dare,

ma

culturale, che spero possa soprattutto sono riuscito a darmi maggiori opportunità sentire lo spirito di famiglia per

superare

il

test

di che ho respirato sin dal

ammissione alla Facoltà di primo momento dell’anno Medicina. La scuola rivolge scolastico.

Andrea Megna


Pagina 110 che hanno spaziato dalla Patologia

consolidare

alle Biotecnologie Alimentari, dalla

conoscenze e quelle competenze che

Genetica all’Istologia, approfondi-

ancora non erano state bene assimi-

menti propedeutici e fondamentali

late ed interiorizzate. Le ore dedica-

per il successivo percorso di studi

te al potenziamento dell’inglese tro-

che vorrei intraprendere all’Univer-

vano una precisa giustificazione nel-

sità. Infatti il mio sogno è quello di

lo spirito di carattere internazionale

entrare nella Facoltà di Odontoiatria,

che anima questo Liceo, che offre

il cui accesso è a numero program-

anche l’opportunità di poter conse-

mato. Un sogno che è pertanto molto

guire il prestigioso CIE (Cambridge

difficile da realizzare se non si è ani-

International A / AS Level), prezio-

mati da molta motivazione e se non

sa chiave di accesso a molte Univer-

Ho scelto di iscrivermi al Liceo

si è maturata, nel corso degli studi

sità a numero programmato del

Scientifico “Empedocle” perché è

superiori, una adeguata e specifica

mondo. La Scuola organizza anche,

una scuola completa, una scuola che

preparazione. Alla fine della mia

in collaborazione col Dipartimento

mette al primo posto il benessere

esperienza educativa e formativa

di Anatomia dell’Università di Mal-

degli alunni, inteso non soltanto co-

compiuta presso il Liceo Scientifico

ta, corsi teorico-pratici di Anatomia,

me raggiungimento degli obiettivi

“Empedocle” sono pervenuta alla

rivolti agli studenti già iscritti in

culturali, per il fatto che fornisce

consapevolezza che questa Scuola,

Medicina e agli stessi medici, spe-

complete conoscenze in tutte le ma-

giorno dopo giorno, ha fornito a me

cializzandi o specializzati in Chirur-

terie, ma anche come benessere psi-

e ai miei compagni gli strumenti di-

gia Generale.

chico, perché fa capire ai ragazzi che

dattici e metodologici adeguati per

Tanti sono stati i momenti belli e

si è parte importante di un gruppo.

acquisire una solida e accurata pre-

intensi trascorsi in questa scuola, ed

Ho frequentato questo Liceo nella

parazione in ogni campo del sapere.

essi rimarranno per sempre impressi

sede di Messina (a Catania ha sede

Questa importante meta è stata rag-

nella mia mente, come ad esempio

nei locali del Sacro Cuore di Gesù).

giunta non solo grazie alle lezioni

le due gite di istruzione compiute a

La scuola, per volere dei suoi due

mattutine, condotte da docenti pro-

Budapest e a Barcellona di Spagna.

fondatori, il Dottor Sergio Pedullà e

fessionalmente preparati e entusiasti-

Un posto particolare però riserverò

l’avvocato Giuseppe Pedullà nasce

camente motivati, ma anche nel cor-

sempre nel mio cuore al dolce ricor-

con una seria e chiara vocazione nei

so delle preziose ore dedicate alle

do del profondo legame che ho in-

confronti

medico-

attività extracurricolari. Ogni pome-

staurato con i miei compagni e tutto

scientifico. Durante l’anno, infatti,

riggio infatti ciascuno di noi, in base

il personale della Scuola.

noi alunni abbiamo affrontato non

alle proprie specifiche esigenze e

solo discipline come la Biologia o la

supportato dagli insegnanti, poteva

Chimica (presenti in tutte le altre

approfondire le tematiche che mag-

scuole) ma anche argomenti in più,

giormente lo avevano interessato o

Stefania Marino Diplomatasi con 100/100

dell’ambito

quelle

Stefania Marino


Pagina 111

sconosciuta, Messina, ma spinta

“extra” compiute

da un gran desiderio: quello di

qui durante l’anno: le lezioni

migliorare la mia preparazione di

multimediali, le attività pomeri-

base nell’ambito scientifico, in

diane di approfondimento e con-

vista di quello che considero il

s o l i d am e n t o ,

mio più grande obiettivo, accede-

“Repubblica@ scuola”, con cui

re alla Facoltà di Medicina. Ho

ho avuto un primo approccio se-

scelto Messina, tra le due sedi che

rio e sistematico con il mondo

il Liceo Scientifico “Empedocle”

della scrittura e dell’analisi gior-

possiede (l’altra è in Catania

nalistica. Gli orizzonti del Liceo

presso all’interno della storica

fanno inoltre riferimento all’area

Eccomi qui giunta alla fine della

sede del Sacro Cuore di Gesù),

internazionale, grazie ad accordi

mia carriera scolastica! Stento

perché più vicina a casa mia, ma

particolari stretti con l’Università

ancora a crederci, mi sembra ieri

sapevo bene cosa sceglievo: una

di Cambridge, che danno l’op-

quando, per la prima volta, varcai

scuola, l’Empedocle, diversa dal-

portunità di conseguire la certifi-

la porta del liceo. Aver finito mi

le altre, che mi garantiva un rap-

cazione CIE, riconosciuta in mol-

ha lasciato dentro una sensazione

porto stretto e proficuo con i pro-

te Università a numero chiuso nel

strana, forse anche un po’ malin-

fessori e quindi la possibilità di

mondo. Adesso che la scuola è

conica: non so infatti cosa mi a-

approfondire al meglio ogni ma-

finita, come già detto, ho un solo

spetta in futuro, cosa mi attende

teria.

obiettivo e voglio riuscirci impe-

fuori da queste mura che in que-

Ho incontrato un ambiente scola-

gnandomi al 100%, dando tutta

st’anno ho imparato a conoscere

stico speciale e delle persone che

me stessa! La mia volontà di di-

al meglio ed ad amare. Il mio

mi hanno aiutato fortemente lun-

ventare un medico, magari pedia-

quinquennio di studi ha avuto una

go questo cammino difficile, dai

tra, è molto forte: queste due sta-

svolgimento diverso dal normale.

docenti ai Fondatori della Scuola,

gioni trascorse qui a Messina non

I miei primi quattro anni di Liceo,

il Dottor Sergio Pedullà e l’Avvo-

hanno fatto altro che cementifica-

infatti, li ho vissuti a Reggio Ca-

cato Giuseppe Pedullà. Posso si-

re questo mio desiderio, renden-

labria, al “da Vinci”. Giunta in

curamente dire che il Liceo Em-

dolo vivo più che mai. Ho sudato

quinto, lo scorso anno, ho deciso

pedocle, quindi, mi ha arricchito,

tanto sui libri e sacrificato molte

di maturare una decisione di rot-

e non solo culturalmente. Non mi

attività in nome di questa ambi-

tura e intraprendere l’ultimo anno

sono pentita affatto di questa de-

zione e adesso non voglio fallire.

lontana da casa e dai miei affetti,

cisione, e adesso ricordo con im-

in una città fino ad allora semi-

menso piacere tutte le attività

Martina Chiara Pascuzzi Diplomatasi con 100/100 e Lode

il

progetto

Martina Chiara Pascuzzi


Pagina 112

Francesca Vizzari Diplomatasi con 100/100

Maturai

la

decisione

di

intraprendere l’ultimo anno della mia carriera scolastica presso il Liceo Scientifico “Empedocle”, quando

toccai

con

mano

l’efficienza organizzativa e la q u a l i tà

d e ll e

r i s o rs e

che

contraddistingue questa Scuola. Infatti, nonostante questo sia stato il mio primo anno da studentessa in questo Liceo, già l’estate scorsa ebbi modo di frequentare il corso di preparazione per l’accesso alle Facoltà universitarie a numero programmato. Capii subito che era questa la scuola adatta a me e così, dopo aver superato una prima selezione, ad agosto mi presentai per affrontare un esame articolato in una parte scritta e una orale. Ricordo ancora la tensione e l’emozione provata quella mattina, l’agitazione, il timore di non potercela fare. Dopo

qualche

giorno seppi, invece, di essere stata

pomeridiani,

ammessa. Fu così che la paura si

hanno lo scopo di consolidare e

trasformò in gioia e dal 13

approfondire le conoscenze e le

settembre tale sensazione mi ha

competenze

accompagnato, giorno dopo giorno,

quando ero bambina, sognavo di

nel corso di tutto l’anno scolastico.

diventare un medico e adesso, a

Non potrò mai dimenticare l’affetto,

circa un mese dal giorno più

la comprensione e la straordinaria

importante della mia vita, mi sento

umanità che hanno contraddistinto

in dovere di dare un consiglio a

tutti i membri della scuola: dal

tutti coloro i quali desiderano

corpo docente e amministrativo a

compiere una scelta simile alla

coloro i quali hanno reso possibile

mia: nessuno di noi è in grado di

tutto questo: il Dottore Sergio

prevedere

Pedullà e l’Avvocato Pedullà.

futuro: esso infatti è un grande

Lo studio intenso

mistero.

L’unica

che mi ha visto protagonista negli

possiamo

utilizzare

ultimi mesi è stato fondamentale

vantaggio è sfruttare nel migliore

perché ha favorito la mia crescita e

dei

la mia maturazione a livello globale.

possediamo, spendere tutte le forze

Infatti il percorso di studi che

e le energie e

caratterizza il Liceo Scientifico

realizzazione dei nostri sogni. Ora

“Empedocle” è stato appositamente

che sono giunta alla fine del mio

programmato per incrementare e

percorso scolastico, ho maturato la

potenziare le conoscenze tanto in

sicura

campo scientifico quanto in ambito

proprio grazie a scuole come il

umanistico, allo scopo di fornire

Li c eo

una

l’istruzione non è

preparazione

e impegnativo

completa

e

modi

che

maturate.

quanto

gli

Fin da

accadrà

arma a

in

che

nostro

strumenti

che

lottare per la

consapevolezza

Em pe doc le,

che

in

è

cu i

semplice

approfondita specie a tutti coloro i

nozionismo, ma amore e passione ,

quali, come me, desiderano superare

che per molti ragazzi il giorno

il

alle

della selezione per l’ammissione

medico-sanitarie.

alla Facoltà di Medicina non sarà

Questa Scuola inoltre valorizza le

solo un traguardo, ma anche un

attività di tipo curricolare svolte al

trampolino di lancio verso nuove

mattino

ed

test

di

professioni

con

didattici

ammissione

appositi percorsi extracurricolari

avvincenti

educative.

esperienze

Francesca Vizzari


Pagina 113

“Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco” Oggi più che mai sento intima e forte

all’assegnazione del Premio Nazionale

l’esigenza di intervenire per fare gli

“Giornalista per 1 giorno” 2010/2011.

auguri di profonda stima ed apprez-

Ciò dimostra che la forza delle idee e

zamento a tutti coloro che hanno col-

dell’impegno unitamente all’entusiasmo

laborato per dare

che ha animato tut-

vita ad una testa-

ti coloro che hanno

ta che vuole essere

contribuito a que-

autorevole

sto

punto

primo

impor-

di riferimento per

tante riconoscimen-

chi vive

to, prevalgano e so-

questa

scuola ogni giorno

no determinanti.

e lavora con dedi-

Il nostro è un gior-

zione per raggiun-

nalismo serio, di ti-

gere

po investigativo, a

traguardi

sempre più ambi-

volte

ziosi. Il primo rico-

che

noscimento è avve-

Scuola e a chi è at-

nuto

tento

proprio

in

questo primo anno

coraggioso, fa

bene

alle

alla

proble-

matiche che atta-

di vita. L’Associazione Nazionale per

nagliano la società civile; È la VOCE di

il giornalismo scolastico, nell’ambito

una Scuola che si propone di abbattere

del monitoraggio sul giornalismo sco-

tutti quegli steccati per superare i limi-

lastico ha individuato proprio nella

ti dettati dall’ignoranza e dall’assenza

nostra attività redazionale il raggiun-

di un confronto di quelle idee vive e

gimento di livelli di eccellenza tali da

fervide, ricche di quell’entusiasmo che

meritare il riconoscimento del Diplo-

anima i Nostri ragazzi!

ma di Gran Merito e la candidatura

È un esempio di come si può e si deve


Pagina 114

fare il giornalismo: promuovere spunti

tutto, tranne che alle tentazioni, quin-

di riflessione che permettono al lettore

di.

di farsi una propria idea delle vicende

Un ulteriore stimolo inoltre è giunto

rappresentate (su temi come la legali-

nel corso del tempo dalla determinazio-

tà, la sicurezza, il lavoro e la tutela

ne contagiosa dei miei Ragazzi, da quel

ambientale), senza oscurare la fanta-

desiderio di sana competizione che ani-

sia e l’autenticità dei redattori

che

ma tutte le iniziative presentate in

lavorano in modo autonomo e libero.

questi pochi ma intensi anni, non ulti-

Sarò sempre a fianco di tutti coloro

mo, dalla necessità di partire alla pari

che hanno collaborato per la realizza-

con le altre realtà scolastiche locali pre-

zione dell’iniziativa!

senti nel mondo dell’istruzione di Mes-

Certo, l’entusiasmo ha avuto un ruolo

sina e Catania.

fondamentale; ma c’è dell’altro.

Questo giornale vuol essere punto di ri-

A due giovani Empedoclini DOC come

ferimento irrinunciabile sia per chi vi-

me, prima di me (l’Avv. Giuseppe Pe-

ve il nostro Liceo, sia per chi è distante

dullà e il Dottore Sergio Pedullà), vo-

con il corpo, ma non di certo con la

gliosi di spendersi per far crescere nel-

mente e per quanti, ancora, non cono-

la coscienza dei ragazzi che desidera-

scono la vitalità e il cuore pulsante del

no frequentare questa nuova e unica

Liceo Scientifico Empedocle.

realtà (espressione di sentimenti di so-

Non si può che assistere con piacere al-

lidarietà, altruismo, generosità, legali-

la nascita di una nuova realtà nel pa-

tà, giustizia) e attenti a dare un vali-

norama

do contributo nel campo dell’istruzio-

italiana. A maggior ragione se questa

ne, della formazione e dell’informazio-

nuova voce – ed è il caso di “Rizómata”

ne, non potevo dire no nel momento in

– si pone un obiettivo ambizioso, ma

cui mi hanno proposto di impegnarmi

quanto mai nobile e necessario. Far co-

nella costruzione della Scuola Empedo-

noscere la Nostra Scuola e parlare di

cle, nell’inseguire questo sogno poi re-

Cultura. E ancora a maggior ragione,

alizzato. L’uomo poi, si sa, resiste a

questa nuova VOCE “prenderà forma”

dell’informazione

scolastica


Pagina 115

e si confronterà anche attraverso uno

condiviso questi anni ricchi di impegno

strumento, il web giornale, che sarà

seguito dal conseguimento di grandi

presente

sito

successi. Un pensiero di gratitudine va

Albo-

alla Prof.ssa Grasso e alla Prof.ssa A-

scuole, Associazione che in segno di ri-

mata, Caporedattori di Rizómata, e a

conoscenza per l’impegno profuso

tutti i Docenti e collaboratori che con-

sul

nostro

www.scuolaempedocle.it

e

su

ha

ospitato la Scuola a Chianciano nei

tribuiscono alla crescita della Scuola.

giorni 6, 7 e 8 aprile per la premiazio-

Ma il grande merito va riconosciuto a

ne della nostra realtà come espressio-

Voi, miei Cari Allievi che avete saputo

ne di eccellenza nel panorama scola-

costruire e valorizzare questa realtà,

stico nazionale.

avete dato lustro alla Scuola Empedo-

La nostra è una Scuola costruita sulla

cle, mi avete arricchito quotidiana-

condivisione, sul pluralismo, sulla par-

mente e rappresentate la linfa vitale di

tecipazione, sull’osmosi tra storie e i-

questa Istituzione. A Voi che mi avete

dentità diverse che hanno necessità di

insegnato che “Educare non è riempire

quel dialogo costruttivo, continuo e co-

un secchio, ma accendere un fuoco!”, a

stante con il mondo circostante. È que-

Voi che ci permettete di guardare il fu-

sta la chiave del futuro, quella che la

turo con fiducia. Devo tutto a Voi!

Scuola deve assumersi nell’onere di di-

"Siate sempre un mezzo per la diffusio-

segnare e costruire l’Italia di domani.

ne di lealtà, onestà, verità e coraggio" e

Voglio ringraziare

innanzitutto il

portate sempre con voi un messaggio di

Dottore Sergio Pedullà (Presidente del

solidarietà e altruismo senza dimenti-

Consiglio di Amministrazione), l’Av-

care che solo l’impegno vi consegnerà

vocato Giuseppe Pedullà (Direttore Ge-

la chiave del successo.

nerale) per l’opportunità, la fiducia e

Non resta che augurarVi buon viaggio.

l’amicizia che non ho sentito mai venir meno; Esprimo sentimenti di affetto per le Persone a me più vicine, Maria, Rosalba, Emanuele. Con loro ho

Maurizio Scarmozzino


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