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N°03

Il ruolo del grafico La grafica nel 1978.

Il regolamento 593 Regolamento europeo sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali.

Troll e altre puzzolenti creature

Ovvero perché qualche volta è bene rifiutare l’amicizia (o l’accesso) a bellissime ragazze.

..// Fonte immagine http://centeno.edublogs.org/ category/uncategorized/


Le NoSTRe RuBRiCHe Il nostro ufficio, come spesso succede, è freddo d’inverno e caldissimo d’estate; così verso gennaio, febbraio, potreste trovare Alice imbacuccata sotto uno strato di maglioni, piumini e guanti da neve. In effetti non è poi così facile trovarla senza scambiarla per un cumulo di vestiti scordati lì da chissà chi. Nella stagione dei monsoni poi, il nostro “socio anziano“ Giorgio (53), seduto alla mia sinistra mentre scrivo, ogni mattina, entrando in ufficio completamente scolo di pioggia, esordisce con una serie di colte citazioni dialettali e sofisticate figure retoriche (“Eh, ma belin, che tempo di...“). Se decideste poi di scrivere al nostro esperto informatico, Manuel (36), non aspettatevi una pronta risposta: i tempi di attesa sono quelli di un servizio clienti telefonico...d’altronde si sa, i programmatori hanno i loro tempi... Dietro di me lavora, impassibile come un guru d’altri tempi, il capo della baracca. Carlo (41) ha sviluppato una risposta personalizzata per ogni telefonata che va dalla

pernacchia al coro da stadio. Sotto di lui, fedele, nera e mansueta, se ne sta il cane di casa, pardon, di ufficio, Miele (8½). Ebbene, ogni persona (e animale) di questo gruppo, che potrebbe sembrare di matti ma è molto peggio in realtà, possiede un know-how fondamentale maturato in anni d’esperienza (e per qualcuno gli anni sono MOLTI, vero Giò?!), che, crediamo, aspetti solo di essere trasmesso in qualche modo. Perciò abbiamo deciso di metterci in gioco e il “qualche modo” è diventato Webecedario, dove far confluire non solo quel che abbiamo imparato, ma anche quelle che sono le nostre passioni ed interessi. Così Alice (26), che è una designer straordinaria ed una appassionata di moda nonostante soffra il freddo, cura la parte riservata alla grafica e a tutte le ultime tendenze del web design. A Giorgio, neanche a dirlo, sono toccate le parti storiche, tutte (o quasi) vissute in presa diretta. Carlo, che sarebbe ca-

pace di spiegare le cose più difficili ai più duri di comprendonio, si è occupato della sezione tecnica del web assieme a Manuel che, ogni giorno e con infinita pazienza, ci fornisce tutta la consulenza digitale di cui il resto dell’ufficio deficita. Miele. Bhé Miele si è occupata delle parti sbavate, ovviamente... Così sono nate queste rubriche... E chi vi scrive? L’umile scribano qui presente, Stefano (26), si limita a mettere insieme gli input dei suoi colleghi, curando l’italiano e correggendo le bozze, cercando di non far arrabbiare Sua Maestà Alice, scherzando con Carlo, lanciando frecciate sul tempo che passa a Giorgio e carezzando la coda di Miele. E se vi sembra un compito facile questo...

Nel testo troverete parole del colore della rubrica a cui si riferiscono. Seguite l’asterisco per una rapida definizione e se non siete soddisfatti correte in fondo al vostro Webecedario per un approfondimento più completo!


Once upon a time Once upon a time

La storia del web, ma non la solita storia che si legge sui libri: una narrazione avvincente e piena di colpi di scena! Peanuts Chiacchere da e sul web.

Bells & Whistles

Consigli estetici per pagine web. Quali sono le ultime tendenze del web design?

ADWEB Comunicare online. Dedicato alla pubblicitĂ  in internet; dai metodi piĂš in uso ai guadagni relativi.

Law and Order Quali sono le norme giuridiche vigenti sul web? Le trovate qui!

HardWeb

HardWeb

Il web messo a nudo. La parte piĂš tecnica, dove si parla di codice e specifiche web.

Webecedario I termini del web, usati negli articoli, svelati per filo e per segno con un linguaggio chiaro e semplice.


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..// Fonte immagine http://www.ipadbackgrounds. com/?p=195

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Indice Ideazione grafica Goooweb I testi di questo numero sono redatti da Stefano Balbi

#0 #1 #2 #3

Editoriale

pg_06

Presentazione Editoriale. Once upon a time

pg_08

Il ruolo del grafico. Peanuts

pg_12

Planking... perchè sdraiarsi non è per tutti! Law and Order

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Regolamento 593 Bells & Whistle

pg_16

Apple Design. HardWeb

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Troll (ed altre creature puzzolenti). AdWeb

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pg. 22_Banner e Pop Up. pg. 24_Tutto il male del web

#7

Webecedario

Dizionario tascabile del web.

pg_26


#0PresentazionEditoriale.

..// Fonte immagine http://de.wikipedia.org/ wiki/Datei:VW_Bus_T2_ in_Hippie_Colors_2_retouched.jpg _06

3


Come i tre porcellini. Porcellini, tutti sul sito di webecedario che per l’occasione si trasforma nella vostra solida casa di mattoni che il lupo non saprà abbattare con un soffio! Il mondo del web infatti abbonda di lupi in cerca di facili prede e vi è soltanto una rivista che svela le truffe della rete, come prevenirle e come scoprirle.

Cosa sono ad esempio like-jacking, click jacking e spamming? Ve lo riveliamo a pag. 24 nella sezione Adweb, ormai imprescindibile sulla nostra testata. Per i lettori di Webecedario che avessero deciso di inoltrarsi sul web c’è un’offerta imperdibile. Che vogliate un sito light o un sito bold GoooWeb è la soluzione che fa per voi: entrate nella rete coi braccioli, immergetevi a pagina 11. Se pensate che i Troll esistano soltanto nelle fiabe è meglio che corriate a pag. 22 dove verrete ben equipaggiati di armi “magiche” in grado di combattere queste puzzolenti

creature: i Troll del web non fanno più paura. Un tuffo nel passato poi per scoprire come è cambiato il mestiere del grafico dagli anni ’70 ad oggi. Se nelle nari avete ancora ben presente l’odore della intramontabile colla COW e non avete mai abbandonato il fidato rapidograph allora ritroverete il vostro vecchio mondo nell’articolo redatto dal nostro socio - vecchio anche lui Giorgio Cominoli. La storia vissuta in presa diretta. Numero ricco anche per quanto riguarda la sezione Law and Order, dove troverete un prezioso articolo sul commercio online e sul cosiddetto regolamento CE

Roma I che disciplina la legge applicabile ai contratti transnazionali. Porcellini, null’altro da aggiungere se non il fatto che ancora una volta c’è spazio per pubblicizzare la vostra azienda: metteteci alla prova, prendete la mira, scegliete il ferro giusto e buttate in buca editoriale (anche se non giocate a golf ovviamente). È un’occasione unica! Buona lettura ed occhio ai vostri siti web: sicuri che non siano di paglia o legno? A prestissimo!

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#1

Ilruolodelgrafico la grafica nel 1978

Chiaramente i personal computer dovevano ancora venire alla luce ed il modo migliore, nonché l’unico, per eseguire i lavori di grafica erano le nostre mani. La tipica giornata del grafico nel 1978 prevedeva l’arrivo del cliente in studio che richiedeva un bozzetto per il catalogo dei suoi prodotti. Perciò, dopo aver individuato l’idea, si iniziava con lo studio dello schizzo a matita che in termini tecnici chiamavamo rough.

..// Fonte immagine http://www.wackypackages2007. com/lost-wackys/ ans4/Neil-Camera/ http://buy101. com/2010/10/newthe-pantone-plusseries/

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Passavamo poi alla realizzazione del layout su cartoncino bianco o colorato e alla ricerca di fotografie (possibilmente inerenti al prodotto da pubblicizzare). Capitava, a volte, di dover comprare riviste specializzate in edicola e procedere al ritaglio delle foto mantenendo i formati studiati. Dopodiché dovevamo scegliere il colore principale e decidere tra fondini colorati sfumati e a tinta piena (detti Pantone). Da qui si cominciava ad

assemblare il depliant sul formato scelto, tagliato precedentemente col cutter o col bisturi e con crene fatte a mano. Procedevamo ad impaginare le foto, del finto testo (body copy adesivo che poteva essere acquistato in cartoleria) e caratteri Letraset per i titoli. Una volta scelta l’impostazione di base si incollava il tutto con la cosiddetta COW, che era una colla specifica che impiegava alcuni giorni per far presa. Finito il progetto, si procedeva a creare almeno un’alternativa, ma più spesso finivamo col farne almeno tre, seguendo lo stesso procedimento finora descritto. Una volta pronti i bozzetti si passava alla presentazione del catalogo finito al cliente, sempre con la speranza che non proponesse modifiche sostanziali; nel caso contrario infatti era tutto da rifare.

Solo quando il cliente accettava il layout si passava all’esecutivo vero e proprio. Prima di procedere però dovevamo avere il materiale: le foto potevano essere fornite dal cliente in diapositive o stampe con il taglio scelto. Se le foto non erano fornite dal cliente però era necessario interpellare un fotografo per il servizio e la scelta delle diapositive. Una volta che i testi ci venivano forniti dal cliente su cartelle dattiloscritte, si passava alla fotocomposizione a linotype oppure, dal 1980 in poi, alla fotocomposizione in formato elettronico. Le composizioni che si

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Once upon a time. ottenevano attraverso questo processo consistevano in strisce di carta patinata (nel caso della fotocomposizione a linotype) o fotografica (in formato elettronico). Anche nel caso dei logotipi, quando questi non ci venivano forniti dal cliente, si doveva procedere alla ricostruzione manuale: con riga, squadra e rapidograph (o rapido), la particolare penna ad inchiostro di china disponibile in varie larghezze, si arrivava a creare un logotipo in bianco e nero. L’esecutivo infatti non conteneva colori, veniva fatto tutto in bianco e nero. Il cartoncino Schoeller,

liscio e bianco, era il materiale di supporto su cui veniva tracciato il formato aperto del catalogo provvisto di crocini di registro a china e maggiorazioni di ritaglio. Sul cartoncino venivano montati i testi e disegnati gli ingombri delle foto: in alcuni casi si simulava una traccia di taglio della foto mettendo la diapositiva in un ingranditore e disegnandola a matita direttamente sul foglio. Dopodiché si incollavano, con COW, testi, titoli, e logotipi: questi ultimi, dopo essere stati disegnati, venivano riprodotti con un macchinario fotografico chiamato Reprocamera;

uno strumento rivoluzionario dell’epoca grazie alla quale si poteva ingrandire o ridurre in dimensione qualsiasi tratto. Una volta montato, sopra l’esecutivo veniva applicato un foglio di carta da lucido su cui erano indicate tutte le direttive da apportare ai tagli delle foto e le informazioni sui colori

Cianografica_ si tratta di una prova di stampa (non valida come prova colore) realizzata con una stampante digitale; scopo della cianografica è poter controllare la disposizione delle pagine o dei vari file che si devono stampare.

Cromalin_ è una stampa al massimo della risoluzione e attendibilità cromatica.

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#1

in quadricromia o a tinta piatta pantone. Il tutto veniva portato al laboratorio di fotolito dove procedevano alla stampa delle cianografiche e dei cromalin per l’ultimo controllo da presentare al cliente per ricevere la conferma e la firma per l’ok di stampa. L’intero procedimento poteva occupare dai 15 ai 20 giorni lavorativi, sempre che il lavoro non fosse richiesto con urgenza. I lavori che dovevano essere svolti

con rapidità richiedevano varie notti passate in ufficio per poter arrivare in tempo alla stampa. Grazie alle attuali tecnologie il tempo di esecuzione è stato dimezzato, anche se, nonostante, e forse, proprio a causa della velocità, anche i tempi di consegna vengono sempre più ridotti e a volte lavorare la notte è ancora una necessità. Anche con computer di ultima generazione.

Nel 1978 però la mia impressione è che ci si divertisse di più e che il lavoro fosse più soddisfacente poiché il grafico era considerato un professionista e non un manovale della grafica pronto ad eseguire un file sotto dettatura del cliente. Pazienza. Oggi il detto, in molti casi, è: “dimmi cosa devo fare ed io lo faccio”!

http://www.creativepro.com/blog/ scanning-aroundgene-when-letrasetwas-king

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#2Perchè sdraiarsi... non è per tutti!

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Avete mai pensato di sdraiarvi su un cactus? E su alcune lattine di birra?

Bhé, forse voi no, ma è proprio questa l’ultima moda australo-zelandese, dilagante sul grande fratello delle facce: farsi fotografare proni, con le braccia lungo i fianchi, in situazioni divertenti e/o, sempre più spesso, pericolose. Letteralmente significa “fare la tavola“ e da moda innocua ed autoironica s’é presto trasformata

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in tragedia con gli incidenti di due ventenni australiani che hanno osato troppo. Il primo (Acton Beale, Brisbane, 15 maggio 2011) ha avuto la sconsideratezza di utilizzare, in stato di ubriachezza, la ringhiera di un balcone al settimo piano per il suo planking e cadendo ha perso la vita. In coma invece è il secondo ventenne (Simon Hallam, Inverell, 18 maggio, 2011) che ha voluto farsi fotografare sopra il tetto di un’auto in movimento. L’autista di 19 anni, complice della bravata, è stato arrestato dai poliziotti increduli per guida pericolosa causante gravi lesioni. La mania è dilagata in Australia a seguito del

gesto fatto in campo dal rugbista David “Wolfman“ Williams che si è posizionato come un’asse dopo una meta (27 marzo 2011) e ha poi replicato sulla scrivania dei conduttori in uno degli show televisivi più noti del paese (The Footy Show) spiegando le regole del gioco. Il fenomeno è tale che il primo ministro Julia Gillard (16 maggio 2011) rispondendo alle domande dei giornalisti sull’episodio della morte del giovane di Brisbane si è sentita in dovere di raccomandare prudenza nella scelta dei luoghi dove fare planking e di anteporre la propria sicurezza al divertimento sconsiderato.


peanutspeanutspean

Varie scuole del Paese hanno dovuto infatti comminare richiami e sospensioni agli studenti impegnati in vere e proprie gare. Anche negli spazi ufficiali dedicati a questo pseudo sport, spuntano fuori avvertimenti per lo svolgimento del planking. Così la pagina facebook di planking australia (https:// www.facebook.com/pages/ Planking-ustralia/1474526 68649160?ref=ts) nelle informazioni scrive “BE SAFE!!!“

Planking procedures should always go to plan. Never put your self at undue risk“ (Dovreste sempre pensare alla vostra sicurezza. L’ideazione di un planking andrebbe sempre ben pianificata; non mettetevi mai in situazioni eccessivamente pericolose) compare solo al quinto posto. Pronti a sdraiarvi in sicurezza?

mentre quella planking - the official (https:// www.facebook.com/ OfficialPlanking?sk=info) pubblica: “This page promotes safe Planking” (questa pagina promuove il Planking sicuro) anche se tra le istruzioni il punto “Your safety should always be considered. Properly thought through _013


#3

Regolamento

Il regolamento CE 593/08 (c.d. “Roma I”) viene applicato da tutti gli Stati dell’Unione europea eccetto che Danimarca. Si occupa della legge applicabile ai contratti transnazionali: si intende per contratto transnazionale, quando due contraenti hanno residenza o si trovano in due stati membri differenti. In questo caso infatti è necessario scegliere anche quale sarà la legge applicabile al fine di regolare il contratto. Per semplificare l’accordo dalla parte del consumatore, sono state introdotte nel regolamento alcune norme a sua tutela, proprio per evitare che il ..// Fonte immagine a destra http://electrorash.com/inmy-box/

CE 593/ Regolamento CE sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali

contraente forte (identificato in questo caso con il professionista) possa applicare nel contratto una legge molto sfavorevole per il consumatore. Sono considerati contraenti deboli, oltre che il consumatore, anche il passeggero, l’assicurato ed il lavoratore. La qualifica di consumatore soccombe in costanza di una delle altre qualifiche, che quindi prevalgono. Il regolamento permette alle parti di scegliere una qualsiasi legge nazionale del mondo applicabile al contratto (c.d. applicazione universale). La disciplina del consumatore si trova all’art. 6 del

regolamento, che fa salvi gli artt. 5 e 7 (cioè quanto detto sopra): si definisce quindi consumatore una persona fisica che agisca con il contratto per un uso estraneo alla sua attività professionale o commerciale. Quando l’oggetto del contratto sarà destinato ad un uso promiscuo (può essere il caso, ad esempio, dell’acquisto di una macchina a fini lavorativi e personali), l’interpretazione della Corte di giustizia dell’Unione europea (l’organo dell’Unione europea, con sede a Lussemburgo, che si occupa di interpretare le norme UE) ha stabilito che debba prevalere l’uso professionale (cadranno cioè la qualifica di consumatore e le relative norme a tutela) salvo che lo stesso utilizzo non sia del tutto irrisorio. Tuttavia, per tutelare anche il professionista che pensi di aver davanti un

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LAW & ORDERLAW & ORDER

/08 consumatore ed invece si trovi di fronte ad un professionista, e cioè se il consumatore tiene comportamenti tali da indurre in errore non colpevole il professionista in buona fede, in questo caso allora si verrà considerati professionisti con le dette conseguenze. Tutto ciò è stato detto interpretando un altro regolamento, il CE 44/01 detto “Bruxelles I”, ma l’interpretazione dovrebbe essere uniforme anche per il 593, visto che uno degli obiettivi del 593 è essere coerente con gli altri strumenti di diritto privato internazionale dell’UE e quindi anche con “Bruxelles I”. La legge applicabile nei contratti con i consumatori sarà quella dello Stato di residenza abituale del consumatore purché il venditore professionista svolga nello stesso Stato la propria attività o lì abbia il centro (o uno dei centri) dei propri affari.

Le parti tuttavia non sono obbligate a scegliere una legge: se non lo fanno il criterio sarà quello base dettato dal regolamento e cioè dall’art 4 (la legge della residenza abituale). perché il sito si limita ad indicare il rivenditore dove Per quanto riguarda il commercio online, poten- poi potrà essere stipulato il contratto), e siti intezialmente l’avere un sito rattivi che permettono internet non basta per di concludere i contratti affermare che il proprio direttamente online. In centro di interesse sia in quest’ultimo caso la legge ogni posto del mondo; bisogna infatti distingue- applicabile sarà quella dello stato di residenza re (anche qui attraverso l’interpretazione della Cor- del consumatore poiché si te) tra siti statici, dedicati riterrà che il professioniquindi alla sola pubblicità sta abbia un centro degli interessi in quello stato, (caso questo in cui non si avrà centro degli interessi possedendo il sito.

..// Fonte immagine a sinistra http://it.123rf.com/photo_5524068_icone-del-carrello-di-shopping.html

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#4

Apple design

Product placement_ è l’inserimento, a scopo pubblicitario, di un marchio all’interno di un prodotto audiovisivo. Al contrario della normale pubblicità, al product placement è richiesto di integrarsi il più possibile con la trama del prodotto cinematografico diventando il più possibile invisibile. Scheda madre_ chiamata anche scheda di sistema (in inglese motherboard o mainboard), è la parte di un personal computer che raccoglie tutta la circuiteria elettronica principale. Sulla scheda madre troviamo montati: il processore, la RAM, il BIOS, il cipset, la scheda video, la scheda audio e la scheda di rete. Case_ è il telaio che contiene i componenti principali di un computer. Forma e dimensione dei case possono variare sensibilmente da un produttore all’altro, normalmente è in lamiera metallica o alluminio. Human Computer Interaction_ in italiano interazione uomomacchina, è una disciplina universitaria che studia la progettazione e lo sviluppo di sistemi interattivi al fine dell’usabilità.

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Al cinema dove vi è un computer c’è una mela morsicata, al punto che, nel mondo in cellulosa, pare quasi che l’antagonista “a finestra” del frutto non esista affatto. Mi riferisco al fatto che, il cosiddetto product placement, pratica di cui parleremo per esteso in un altro articolo e che consiste nell’inserimento pubblicitario di un marchio all’interno di un prodotto cinematografico, veda, sugli schermi, protagonista assoluto nel mondo degli elaboratori il logo Apple. Perciò, durante la proiezione di un film, all’apparire di un computer, esistono due tipologie di utenti: quelli che vedendo l’eroe della pellicola usare il loro stesso Macintosh scoprono un senso di orgoglio nell’appartenere al mondo patinato delle star, e quelli che, non essendo fortunati possessori di un Mac, rimangono a chiedersi cosa avrà di più rispetto al loro pc. Ma, posizioni ideologiche a parte, è innegabile che l’estetica ed il design proposto da Apple, in primis col Mac, ma poi anche in tutte le più svariate applicazioni e sottoprodotti dell’azienda di Steve Jobs,

Perchè la mela...è una tendenza.

abbia influenzato il mondo e quello della grafica in particolare. Tanto che, a testimonianza di questo, spuntano anche diversi libri: Kahney Leander, per esempio, ha scritto “Il culto del Mac“, Kelby Scott ha pubblicato “Macintosh. La nuda verità“, Alberto Pucci “Facce da Mac“, omaggio alla florida comunità Apple italiana. Ma cos’é che rende così speciale un Mac (e, per proprietà transitiva, il suo fortunato possessore)? Probabilmente tra le più indiscutibili qualità di un computer Apple vi è una sua caratteristica che, almeno inizialmente, avrebbe potuto sembrare un limite ed invece s’é rivelata uno dei maggiori motivi di successo di questa azienda. La

grossa differenza primordiale tra pc e mac è infatti che il primo fosse assemblabile e l’altro no: alla lunga questo ha permesso che al Macintosh di essere minuziosamente curato sul piano grafico ed estetico e di essere unificato in un solo case perfettamente riconoscibile. Se andiamo a sfogliare le pagine della storia troviamo infatti che, a parte il primo Apple I, uscito nel 1976, che costituito soltanto da una scheda madre che gli utenti avrebbero dovuto montarsi da soli (con curiosi risultati oggi impensabili come la scelta di case in legno), casa Apple ha fatto da padrone in quanto grafica e visibilità, ritagliandosi una nicchia di mercato, elitaria - forse ma del tutto solida.


Già dall’Apple ][ (1977) infatti, il marchio di Steve Jobs iniziò a proporre un computer compatto, dotato di monitor e tastiera, dando vita al personal computer per come oggi lo intendiamo. Seguì il Macintosh 128K, capostitipe dell’omonima famiglia di computer, che, alla stessa maniera dell’Apple ][, si propose come un’unità all-in-one dotata di un monitor monocromatico da 9” in grado di mostrare immagini con una definizione di 72 punti per pollice (oggi gli schermi dell’iMac più potente arrivano a misurare 27’’ con una risoluzione HD di 2560x1440 ed una retroilluminazione LED). Nel 1998, un altro colpo di coda, e Apple tirò fuori dal cilindro il primo computer colorato. Sorry, no beige! fu lo slogan dell’iMac G3: fino a quel momento infatti tra i computer erano stati

dominanti le colorazioni bianco e beige. L’iMac G3 era contenuto in un case che comprendeva l’unità centrale ed il monitor, il tutto assemblato con colori brillanti. L’anno dopo fu presentato il Power Macintosh G4 caratterizzato da un case blu con una serigrafia centrale del logo della mela morsicata. E che dire di chi, andando a comprare un computer nel 2002, tornava con una specie di “lampadone“? Questo è stato infatti il soprannome affibiato all’iMac G4 per via della calotta semisferica che conteneva tutta l’elettronica collegata ad un monitor LCD tramite un braccio pieghevole. Questi pochi esempi spiegano come, da sempre, il design sia un interesse primario per i produttori Apple. Un interesse che

alla lunga ha portato fortuna al marchio e che, proprio per motivi strutturali, ha avuto ben poca competizione da parte del suo diretto concorrente, Microsoft.

..// Fonte immagine a sinistra in basso: http://apple.gemzies.com/ show/entry_1752/A_revolutionary_Apple_design_w. html ..// Fonte immagine a sinistra http://www.istant.it/isaacson-intervista-jony-iveecco-cosa-e-uscito-fuori/

Autore in larga parte di questo successo è stato ed è Jonathan “Jony” Ive, responsabile del design Macintosh, ed ideatore di recenti prodotti Apple di successo come iPod, iPhone e iPad. Sua fu anche l’intuizione che portò al primo iMac nel 1998. «Di lì in poi Apple si dimostrò capace di realizzare prodotti non solo ben fatti, semplici, anni avanti la concorrenza, ma anche e soprattutto sexy. E se gli oggetti diventano sexy, il merito è di chi li disegna, di chi li concepisce, di chi in un lampo riesce a materializzare un’idea» (http://www.melablog.it/ post/13723/jonathan-iveil-ritratto-del-designerapple-sul-daily-mail).

..// Fonte immagine a sinistra in alto http://www.deskpicture. com/DPs/Technology/Apple/iMac2002_3.html ..// Fonte immagine pagina a sinistra http://lowendmac.com/ compact/original-macintosh-128k.html

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#4

Su di lui si mormorano leggende più o meno verosimili come quella che vede l’ideazione dell’iMac legata alla visita del designer ad una fabbrica di dolciumi o quella dell’iPad alla forgiatura di una katana.

..// Fonte immagine foto a destra http://www.cronacamilano. it/cronaca/17190-filippinocolpisce-fratello-con-katana-milano-via-veglia-lavittima-e-grave.html ..// Fonte immagini foto a destra http://bestnewphones. blogspot.com/2009 Questa grande attenzione al design e ai programmi di grafica, assieme al costo maggiore rispetto al pc, hanno portato l’utenza Mac a riconoscersi, negli anni, coi professionisti di settore e con le persone danarose che, seppur prive delle necessità e delle conoscenze dei tecnici, sono disposte ad investire il loro denaro in una tecnologia che promette di essere il top del mercato. A confermare, se ce ne fosse bisogno, la grande attenzione dell’azienda per _018

la grafica e la sua immagine il 05 febbraio 2011 la Apple ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Apple Corporation, l’etichetta musicale fondata dai Beatles acquistando (finalmente) tutti i diritti proprietari al marchio Apple contestato per una presunta somiglianza col vinile del 1969 dei quattro di Liverpool. Oggi però la strada Apple si è sensibilmente scissa in due correnti che, se da una parte hanno forse portato delusione e disaffezione tra gli utenti di vecchio stampo, nocciolo duro degli acquirenti Apple, dall’altra hanno aperto le porte al grande pubblico, anche profano, rompendo l’isolamento elitario del marchio. Nel primo senso sono da intendersi le scelte di interrompere, nel 2009, i raduni annuali chiamati Mac Day, riservati agli utilizzatori di computer Apple (e non solo) per lo scambio di consigli e di esperienze, e la chiusura di Tevac (http://forum.tevac. com/), il sito dedicato alla comunità Mac. La seconda strada, incarnata da prodotti come

iPhone, iPod, iPad ecc., apre il passo all’utente medio, disposto forse a spendere qualcosa di più del normale (e del giusto?), ma di certo né miliardario né tantomeno professionista. Questo tipo di prodotti sfruttano l’aura del Mac (computer) e ne vengono impreziositi, offrendo all’utente il biglietto di ingresso per una “discoteca di lusso“.


Da una parte quindi c’é ancora l’alta tecnologia come punto di riferimento, incarnata dal Macintosh come sinonimo di professionalità e affidabilità; dall’altra si trovano prodotti dedicati all’utenza domestica che desidera un prodotto semplice e funzionale, con un’alta attenzione al design e che non ritiene l’espandibilità una caratteristica essenziale, anzi, a volte soltanto un fastidioso dispendio di tempo.

non-manipolazione. Questi gesti sono stati talmente assorbiti dagli utenti mac (quindi da circa 22 milioni di persone, pari al 3% della popolazione mondiale) che addirittura alcuni spot pubblicitari hanno sfruttato lo stesso sistema per la visualizzazione della gamma dei prodotti disponibili.

Ma torniamo ai nostri cari ‘orpelli‘ estetici. Oggi si assiste sempre più frequentemente alla creazione, anche involontaria, Oggi Apple vende in di nuovi standard grafici. primo luogo la relazione, Può sembrare eccessivo, una nuova relazione, con ma a seguito dello “sbarl’oggetto. Si è giunti cioè co” di iPhone si tende ad a rivoluzionare l’approccio esplicare una molteplicità con lo strumento, tornando di argomenti attraverso la all’utilizzo di gesti basici; sintetizzazione in piccole quei gesti che non richieiconcine quadrate, in stile dono all’utente un lungo gloss, con angoli arrotone faticoso apprendimento, dati, tipiche del modello diminuendo perciò il noApple. Sono proprio queste stro sforzo (teoria questa le innovazioni che fanno che è anche una disciplina tendenza. In fondo cos’é universitaria chiamata Hu- l’iPhone se non una scatola man Computer Interaction). base dove aggiungere e inApple ci propone quindi serire tutte le applicazioni di tornare a naturalizzare che possiamo immaginare? il movimento, utilizzando gesti elementari, sempliInsomma, le tendenze ci e spontanei, propri di Apple influiscono oggi tutti, anche dei bambini. sulla nostra idea estetica, Tornare indietro quindi e con prodotti perfettamente usare le dita, tornare a far riconoscibili nonostante funzionare le cose, uscen- non sempre lo si faccia in do dall’alienazione della maniera conscia.

Che la cura dei dettagli sia fondamentale per poter diventare un’icona del “cool” mondiale è indiscutibile, basti pensare alla semplice genialità di progettare le cuffiette dell’iPod in bianco; una vera e propria rivoluzione! Fino a quel momento il mondo degli accessori audio era colorato di nero, a volte di grigio, ma grazie alla brillante trovata dei designer Mac questo insignificante accessorio è diventato un sinonimo di possesso di un prodotto Apple: nessuno ci aveva mai pensato prima! Quando si cammina per la strada il lettore MP3 viene riposto in tasca e quindi la marca del prodotto rimane a tutti invisibile. In questo modo invece Apple ha vinto una delle più difficili battaglie di comunicazione: chiunque giri per la città con i suoi auricolari bianchi è come

se indossasse un cartellone luminoso con scritto: “Io ho l’iPod, sono un seguace Apple!” Oggi la concorrenza ovviamente si è fatta avanti sfruttando la stessa strategia ma, altrettanto ovviamente, il risultato non è stato lo stesso, anzi... Molti sono riusciti soltanto ad auto-etichettarsi come emulatori. Questa mia riflessione vuole soltanto sottolineare il fatto che, alcuni prodotti, come accade spesso per il nostro “Made in Italy”, siano in realtà il frutto di mesi di studio e lavoro da parte di progettisti, designer e professionisti vari che spesso, troppo spesso, vedono sottrarsi le proprie idee da un certo tipo di concorrenza capace solo di rubare e scoppiazzare lavori altrui riproducendo il tutto a bassa qualità.

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#5TROLL HardWeb

ed altre puzzolenti creature

Ovvero perché qualche volta è bene rifiutare l’amicizia (o l’accesso) a bellissime ragazze. ..// Fonte foto a destra http://bestiario.wikia.com/ wiki/Orco ..// Fonte pagina destra http://www.fantateatro. it/?attachment_id=1208 ..// Fonte foto a destra http://www.flipwallpapers. com/view/alessandra_ambrosio_clean_beauty_girl1024x768.html ..// Fonte foto a destra http://www.amicogeek.it/ cambiare-il-nome-utentenickname-su-facebook-245

Se avete mai avuto un blog abbastanza seguito o siete stati moderatori di un forum già li conoscete. Se stavate pensando di creare un vostro punto di discussione virtuale o pubblicizzare la vostra azienda su un qualsiasi social network è bene che continuiate a leggere questo articolo. Si presentano come normalissimi utenti, o, il più delle volte, con foto di belle ragazze, ma, sotto l’apparente aspetto comune o seducente, nascondono nasi pronunciati, orecchie irsute e code pelose. Il più delle volte sono dotati di fastidiosi odori acri e penetranti. Sono i cosiddetti troll, ma se pensate che stia parlando solo di favole

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Hardweb Hardweb Hardweb

dovrete ricredervi. Di disturbatori la rete abbonda infatti, ed è facile cadere nelle loro tozze vono sul suo nome che, grinfie. comunque, nella maggior parte dei casi sarà un Un troll del web è un fake, ovvero un falso. soggetto che esordisce o crea gruppi all’interno di una comunità virtuale Inoltre la grande mulattraverso messaggi for- timedialità dei nostri giorni fa sì che spesso le temente provocatori. bravate di questi disturLo scopo di questa batori della rete siano “creatura ancestrale” (e pelosa) è quella di susci- riprese dai più diversi mezzi di comunicazione, tare una risposta, positelegiornali e carta stamtiva o, molto più spesso, pata in primis. negativa, di modo che l’utente, in buona fede, si iscriva al gruppo cercan- Ricordate il caso deldo di contrastarlo, o, più la quindicenne Sarah Scazzi? Bhé su Facebook raramente, appoggiarlo. era nato prontamente il gruppo ‘Se Sarah fosSe si cade nella rete se stata più disponibile del troll è facile che il con lo zio, forse sarebbe troll in questione se ne ancora viva!’ che oltre stia beato di fronte al ad aver, nel giro di poche suo monitor guardando ore, collezionato un alil numero degli utenti crescere smisuratamente tissimo numero di utenti (più di 400!), venne citae facendosi un baffo di to su alcuni telegiornali tutti gli insulti che pio-

nazionali (tg5, Studio Aperto). In quel caso il troll aveva vinto. Ma c’é anche chi è riuscito a fare di meglio collezionando migliaia di utenti. È il caso dei gruppi di supporto all’aggressore di Silvio Berlusconi, Massimo Tartaglia in occasione del lancio della famosa miniatura del Duomo di Milano. La reazione più intelligente alle provocazioni di un troll? Ignorare e lasciare a bocca asciutta il disturbatore, che in tal modo non vedrà accrescere il numero degli utenti, oppure non riuscirà a far chiudere il blog/forum su cui sta operando.

Blog_ è un sito web gestito come una sorta di diario online in cui l’autore pubblica più o meno periodicamente i propri pensieri e opinioni. Il termine blog è la contrazione di web-log, cioé “diario in rete“. Forum_ si tratta di una piattaforma informatica attorno a cui può svilupparsi una comunità virtuale, che scrive e si confronta attraverso post catalogati in varie sezioni. Social network_ è una struttura informatica online che gestisce reti basate su relazioni sociali. Tra i più importanti social network ricordiamo: Facebook, Twitter, MySpace, Netlog, e, in Italia, SuperEva.

Siete pronti ad essere assaliti dai troll? Ora sapete come combatterli. _021


#6 Banner e Pop Up

Finti chiudi ed altre strategie pubblicitarie. Banner_ Ci si riferisce alla striscia che, tipicamente, compare all’inizio di una pagina web e che ne riporta il titolo. In italiano ci si riferisce più spesso, con questo termine, ad un annuncio pubblicitario che contiene generalmente un link. Pop-up_ I pop-up sono una forma particolare di banner ad in grado di aprire una nuova finestra del browser. Browser_ É un programma interfaccia che permette la navigazione, la visualizzazione e l’interazione col World Wide Web. I browser più diffusi attualmente sono: Internet Explorer (IE), Mozilla Firefox, Safari, Google Chrome, Opera. Link_ Ci si riferisce a un link (in italiano collegamento) come ad un collegamento ipertestuale, cioè ad un particolare rimando contenuto all’interno di un ipertesto.

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I web banner o banner ad sono pubblicità virtuali che rimandano solitamente ad un link; i più si basano su sistemi a pagamento di tipo clickthrough rate cioè ad ogni click sul banner corrisponde una somma di denaro (tipicamente compresa tra 0,05 ed i 0,10 €) che viene destinata al sito ospitante. Oggi sono certamente lo strumento principale della comunicazione pubblicitaria visuale su internet.

esclamativi e lettere in maiuscolo. Oggi i più apprezzati ed innovativi vengono premiati al festival della pubblicità di Cannes, e spesso presentano una forte interazione con l’utente proponendo i più disparati giochi e passatempi. Nonostante questo è comunque molto difficile che l’utente smaliziato, abituato alle allettanti promesse del web, cada in tentazione e decida di cliccare sulla pubblicità.

I pop-up sono particolari banner che aprono una nuova finestra del browser contenente il messaggio pubblicitario. Fino a poco tempo fa la maggior parte di questi annunci conteneva persone ammiccanti verso l’obbiettivo affiancate da testi virtualmente “urlati“, ricchi di punti

Proprio per questo motivo i più scaltri pubblicitari (e quelli più bisognosi) hanno inventato vari trucchi per incentivare i click del mouse sulle loro pubblicità on line. Uno dei più usati è certamente quello di ridurre le dimensioni della ‘x’, il comando di chiusura, di modo che sia

facile per l’utente sbagliare e, anzichè eliminare il banner, attivare il collegamento. Poichè il banner ed il pop-up sono in sostanza dei collegamenti ipertestuali, dei link, il problema maggiore che essi rappresentano è per la sicurezza: dietro di loro potrebbero nascondersi infatti dei virus informatici o dei trojan capaci di estrarre molte informazioni (password e conti bancari compresi) dai nostri hardware. Il più delle volte tuttavia, bisogna ammettere, sono del tutto innocui. Fastidiosi quello sì però! In questi anni i maligni pubblicitari hanno ideato una nuova diavoleria al fine di farci cliccare sui loro lavori. Anziché rim-


ADWEBADWEBADW picciolire le dimensioni del comando di chiusura questo stesso è diventato fasullo: proprio il cliccarci sopra attiverà infatti il collegamento. Altre volte si sono visti banner muoversi a metà schermo rispondendo ai movimenti del nostro mouse, rendendo ben poco agevole la chiusura dello stesso ed in generale qualsiasi altra azione. Strategie di questo genere potranno anche aumentare i click al link ma chi vi scrive dubita dell’efficacia pubblicitaria di un banner ingannevole: se dopo aver cliccato su un banner che pubblicizza chitarre elettriche trovo il sito di un mobilificio quante possibilità vi sono che sia ugualmente interessato? Probabilmente non aspetterò neppure il caricamento della pagina.

Quel che ci interessa comunque è come difenderci da questi “soprusi”.

Anche Adblock, estensione per il browser, promette di eliminare la pubblicità internet attraverso un’installazione rapida e semplice al termine della quale avremo a disposizione anche una Whitelist entro cui impostare i siti su cui le pubblicità non dovranno essere filtrate.

Scaricare programmi di dubbia provenienza è tuttavia spesso più un proPotremmo usare, per esempio, la combinazione blema che una soluzione. di tasti Alt+F4, sempre va- Perciò se volete navigare lida per chiudere qualsiasi limitando la distrazione dovuta a banner e pop-up finestra sul desktop, ma così facendo perderemmo uno dei consigli migliori è quello di utilizzare semanche la nostra finestra pre l’ultima versione del del browser. Sul web esistono migliaia di appli- vostro browser abituale, ed installare sempre gli cazioni che promettono aggiornamenti. di ridurre lo spam, una di Al loro interno infatti quelle utili si chiama Unsono inclusi plug-in distractor: si tratta di un in grado di bloccaprogramma gratuito per re la comparsa dei Windows che permetterà fastidiosi annunci di chiudere immediatamente tutte le applicazioni pubblicitari. Insomma, in un precedentemente specifimodo o nell’altro cate dall’utente. non avrete mai più problemi coi banner, e, come si dice, se non potete sconfiggerli allora...catalogateli. Segnalate alla nostra redazione i più curiosi e i più divertenti che vi sia capitato di vedere: info@webecedario.it.

..// Fonte immagine a sinistra http://findicons.com/ icon/237526/close

..// Fonte immagine pagina a destra http://electrorash.com/inmy-box/

Desktop_ Con Desktop si intende l’immagine che fa da sfondo alla scrivania del computer, cioè l’area dello schermo su cui appaiono icone e finestre principali. Plug-in_ É un programma non autonomo che per funzionare necessita l’interazione con un altro programma di cui amplia le funzioni.

..// Fonte immagine sopra http://www.impopup.com/ ..// Fonte immagine a sinistra http://www.panicware.com/ product_pshelp.html

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Like-jacking, click jacking, pishing, spamming e scamming. Tutto il male del WEB. Non accettare caramelle dagli sconosciuti!

..// Fonte immagine a destra http://detail.en.china.cn/provide/detail,1068187070.html http://www.wlug.net/48/ follow-or-no-follow-sowhat-to-follow/ ..// Fonte immagini pagina a destra http://www.cis-cert.com/ News-Press/Service/Photos/ Data-Theft.aspx

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Tempo fa la mamma ci ammoniva di non accettare le caramelle dagli sconosciuti, oggi probabilmente ci direbbe di non puntare il mouse sulla prima applicazione che troviamo e non aprire tutte le mail che riceviamo. Nonostante gli utenti più smaliziati non corrano certo il rischio di cadere nelle tipiche trappole che riserva loro, molto spesso giornalmente, la casella di posta personale, a volte il rischio può venire proprio dalle applicazioni più insospettabili. Esempio celebre di qualche tempo fa, è il falso video che, se connessi col

proprio account facebook, iscriveva automaticamente alla pagina di una nota politica italiana. La pagina web fatti-fantastici.info (oggi irraggiungibile) prometteva infatti di visualizzare il video “Peggio attaccante vs. peggio portiere del mondo lol“ tuttavia era sufficiente cliccare su un punto qualunque della pagina per ritrovarsi fan della pagina facebook di Letizia Moratti. Lo staff dell’ex ministro ovviamente ha prontamente preso le distanze da questa pratica fraudolenta che in gergo viene chiamata like-jacking, tuttavia la pagina ha visto lievitare esponenzialmente i propri contatti in soli

dieci giorni: dai 5 mila del 16 maggio 2011 ai 36 mila del 26. Per inciso, se qualcuno fosse curioso di vedere finalmente il video in questione può cliccare qui (un link sicuro webecedario garantito!). [http://www.youtube.com/ watch?v=szrKLytofIQ] Molto simile al likejacking è il click-jacking (letteralmente “rapimento del clic”) che consiste nel reindirizzamento, durante la normale navigazione web, su un oggetto diverso da quello che l’utente intendeva cliccare.


ADWEBADWEBADW ..// Fonte immagine a sinistra http://www.submitedge.com/ blog/dont-be-a-contentthief-like-designs-by-brian/

Il click-jacking sfrutta difetti strutturali propri di qualsiasi browser, per questo è buona norma aggiornarli sempre all’ultima versione oppure installare specifici plug-in capaci di rilevare e comunicare per tempo la minaccia. Non sono, come può intuirsi, soluzioni definitive poiché quello del click-jacking è un capitolo aperto di cui la risoluzione pare ancora lontana. Spam, scam e phishing sono invece tentativi di truffa perpretati coi metodi dell’ingegneria sociale, attraverso cioè lo studio del comportamento individuale di una persona. Se lo spam è un messaggio di posta (in particolare posta elettronica) non desiderato e ripetuto, a volte fino all’eccesso, nel tempo, lo scam è un tentativo di frode in cui un utente con intenzioni malevole ne avvicina un altro promettendo guadagni in cambio di un anticipo in denaro.

Un altro esempio classico di scam è quello rappresentato da fantomatiche ragazze (per lo più dell’est Europa) che chiedono soldi per comprare un biglietto aereo e raggiungere il malcapitato di turno. Simile allo scamming, ma, per così dire, istituzionale, è il phishing: in questo caso gli impostori si fanno passare per un ente e, copiando intestazioni e grafica dell’ente stesso

contattano l’ignaro utente con richieste monetarie o di informazioni su dati personali. Spesso spamming, scamming e phishing sono truffe utilizzate in forte correlazione l’una con l’altra. La morale è: i consigli della mamma sono sempre validi; soprattutto non accettate caramelle (checché virtuali) dagli sconosciuti.

Like-jacking_ reindirizzamento del proprio click di un tasto ‘mi piace‘ su una pagina differente da quella voluta. Click-jacking_ reindirizzamento su un oggetto diverso da quello che si intendeva cliccare. Pishing_ l’atto di farsi passare per un ente o istituzione al fine di estorcere una somma di denaro. Spamming_ l’atto di inviare ripetutamente messaggi di posta non richiesti e non voluti il più delle volte a fini pubblicitari. Scamming_ l’atto di contattare un utente con intenzioni malevoli al fine, attraverso promesse di guadagni, di estorcere somme di denaro.

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#7 Cianografiche si tratta di una prova di stampa (non valida come prova colore) realizzata con una stampante digitale; scopo della cianografica è poter controllare la disposizione delle pagine o dei vari file che si devono stampare. Cromalin è una stampa al massimo della risoluzione e attendibilità cromatica.

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W Dizionario tascabile del web.

Layout sostituisce spesso il termine impaginazione, e indica quindi la struttura grafica di un documento o di un sito web. Blog è un sito web gestito come una sorta di diario online in cui l’autore pubblica più o meno periodicamente i propri pensieri e opinioni. Il termine blog è la contrazione di web-log, cioé “diario in rete“.

Forum si tratta di una piattaforma informatica attorno a cui può svilupparsi una comunità virtuale, che scrive e si confronta attraverso post catalogati in varie sezioni. Social network è una struttura informatica online che gestisce reti basate su relazioni sociali. Tra i più importanti social network ricordiamo: Facebook, Twitter, MySpace, Netlog,


WebecedarioWebeceda ..// Fonte immagine pagina a sinistra http://blog.imm.cnr.it/sites/ default/files/html.jpg

e, in Italia, SuperEva. Like-jacking: reindirizzamento del proprio click di un tasto ‘mi piace‘ su una pagina differente da quella voluta. Click-jacking reindirizzamento su un oggetto diverso da quello che si intendeva cliccare. Pishing l’atto di farsi passare per un ente o istituzione al fine di estorcere una somma di denaro. Spamming l’atto di inviare ripetutamente messaggi di posta non richiesti e non voluti il più delle volte a fini pubblicitari. Scamming l’atto di contattare un utente con intenzioni malevoli al fine, attraverso promesse di guadagni, di estorcere somme di denaro.

Fonte immagine pagina a destra http://www.bibliotecapgnegro.unipr.it/immagini/ libroAperto.bmp

Product placement è l’inserimento, a scopo pubblicitario, di un marchio all’interno di un prodotto audiovisivo. Al contrario della normale pubblicità, al product placement è richiesto di integrarsi il più possibile con la trama del prodotto cinematografico diventando il più possibile invisibile. Scheda madre chiamata anche scheda di sistema (in inglese motherboard o mainboard), è la parte di un personal computer che raccoglie tutta la circuiteria elettronica principale. Sulla scheda madre troviamo montati: il processore, la RAM, il BIOS, il cipset, la scheda video, la scheda audio e la scheda di rete. Case è il telaio che contiene i componenti principali di un computer. Forma e dimensione dei case possono variare

sensibilmente da un produttore all’altro, normalmente è in lamiera metallica o alluminio. Human Computer Interaction in italiano interazione uomo-macchina, è una disciplina universitaria che studia la progettazione e lo sviluppo di sistemi interattivi al fine dell’usabilità. Banner ci si riferisce alla striscia che, tipicamente, compare all’inizio di una pagina web e che ne riporta il titolo. In italiano ci si riferisce più spesso, con questo termine, ad un annuncio pubblicitario che contiene generalmente un link. Pop-up_ I pop-up sono una forma particolare di banner ad in grado di aprire una nuova finestra del browser.

Browser è un programma interfaccia che permette la navigazione, la visualizzazione e l’interazione col World Wide Web. I browser più diffusi attualmente sono: Internet Explorer (IE), Mozilla Firefox, Safari, Google Chrome, Opera. Link ci si riferisce a un link (in italiano collegamento) come ad un collegamento ipertestuale, cioè ad un particolare rimando contenuto all’interno di un ipertesto. Desktop con Desktop si intende l’immagine che fa da sfondo alla scrivania del computer, cioè l’area dello schermo su cui appaiono icone e finestre principali. Plug-in è un programma non autonomo che per funzionare necessita l’interazione con un altro programma di cui amplia le funzioni. _027


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