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we are Aprile 4/2021

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Locafond è sinonimo di tecnologia applicata ai cantieri italiani e internazionali. La sinergia con Enteco (e con i clienti) si esalta nelle tre anime della società: il collaudato team di cantiere, il solido ufficio amministrativo e il comparto tecnico altamente specializzato

Inside

@HPM

NON SOLO MACCHINE

@COMACCHIO

LA CINQUINA È SERVITA

#THE.COVER

Sinergie vincenti (@Locafond)

TUTTO QUELLO CHE VALE LA PENA SAPERE SULLE PERFORAZIONI, LE FONDAZIONI SPECIALI E IL NO-DIG


SOTTOCARRI CINGOLATI TRACKED UNDERCARRIAGES

the UNSTOPPABLE UN ESPERIENZA, FORZA E AFFIDABILITÀ Una gamma completa ompleta di vari modelli da 1 a 30 tonnellate di capacitò di carico

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#The. Cover @LOCAFOND

Locafond è sinonimo di tecnologia applicata ai cantieri italiani e internazionali. La sinergia con Enteco (e con i clienti) si esalta nelle tre anime della società: il collaudato team di cantiere, il solido ufficio amministrativo e il comparto tecnico altamente specializzato Outline Stroke

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DI FRANCESCO FANZINI

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DI LOCAFOND


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Un partner affidabile su cui poter contare per risolvere, nel modo più efficace ed economico, ogni problematica progettuale ed esecutiva. Questa, in estrema sintesi, è la mission di Locafond, società che, nata a Treviso nel 2005 come impresa specializzata nelle fondazioni, è forte di un’esperienza ultra-trentennale in questo specifico settore grazie all’indissolubile legame con Enteco. In questi anni, infatti, il continuo e reciproco scambio di informazioni ha permesso a entrambe le aziende di crescere e di affermarsi nei rispettivi mercati. Questo connubio permette a Locafond di massimizzare i risultati e l’economicità del cantiere e a Enteco di proporre macchine sempre più produttive e sicure.

Un team affiatato

Il lavoro in team è un elemento caratteristico di Locafond e non solo per il suo feeling progettuale e operativo con Enteco. “In Locafond”, afferma con orgoglio l’architetto Libero Porcellato, legale rappresentante di Locafond e referente del cliente dall’offerta fino alla conclusione del cantiere, “oltre al personale di cantiere, sono presenti due comparti che lavorano in piena sinergia: un solido ufficio amministrativo e un comparto tecnico altamente specializzato che si occupa sia della preparazione delle offerte commerciali sia della progettazione dei lavori. È un team molto affiatato in cui lo scambio di informazioni è continuo e costante a tutti i livelli. Questo ci permette di essere sempre veloci in qualsiasi decisione e, quindi, sempre vicini al cliente. Sono fondamentali, in particolare, le informazioni che arrivano dal cantiere, dalle nostre sei squadre di lavoro che organizziamo in base alle dimensioni dei cantieri e alla tecnologia eseguita”. La capacità operativa è figlia di un’attenta progettualità di cantiere. Continua Porcellato: “già in fase di offerta affianchiamo

i nostri clienti proponendo approcci alternativi alla realizzazione delle fondazioni, in certi casi rivedendo completamente le logiche progettuali. Questo consente ai general contractor di ottenere importanti risparmi, in termini economici e di tempo, nella gestione della commessa”.

La tecnologia SP-CS, un altro esempio delle qualità Locafond

La prima svolta

In questi anni alcuni cantieri hanno rappresentato delle vere e proprie pietre miliari nella storia di Locafond, punti di svolta che hanno segnato la storia dell’azienda e che sono divenuti altrettanti trampolini di lancio nel mercato. Siamo nel 2006, Locafond è nata da poco ma sta già attirando l’attenzione di grandi committenti per alcune specifiche caratteristiche: un parco macchine avanzato e innovativo, attrezzature all’avanguardia, un team appassionato ed esperto nell’esecuzione di pali trivellati, con e senza rivestimento. Locafond si aggiudica così da una grande impresa spagnola l’appalto di uno dei più imponenti cantieri italiani di quegli anni: la realizzazione della linea ad alta velocità in Liguria. Nello specifico si tratta dell’esecuzione delle fondazioni per tutti i ponti della tratta Andora-San Lorenzo e della stazione ferroviaria di Imperia. Un cantiere di 18 mesi, complicato dalla stratigrafia rocciosa del terreno, ma brillantemente portato a termine con quattro perforatrici Enteco di grandi dimensioni e quattro gru di servizio Enteco E8018, macchine utilizzate per realizzare, con la tecnologia Enteco R, pali da 1.000, 1.200, 1.400 e 2.000 mm di diametro.

L’architetto Libero Porcellato, legale rappresentante di Locafond e referente del cliente dall’offerta fino alla conclusione del cantiere

L’avvento del Soil Displacement

Pur continuando a proporre pali tradizionali, negli anni successivi Locafond si indirizza verso tecniche ancora più innovative, soluzioni più efficienti, più vantaggiose we are

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#The. Cover @LOCAFOND

Il cantiere Keller in Portogallo per l’importante progetto della Merlin Northern Lisbon Logistic Platform

La costruzione del nuovo Polo Ospedaliero di Monselice per la prima volta ha visto l’utilizzo della tecnologia Soil Displacement

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e più sostenibili. La società comincia così a proporre la sua alternativa ai pali battuti, vibroinfissi e trivellati: è il metodo SP, il Soil Displacement, ovviamente perfezionato dal partner Enteco, per l’esecuzione dell’intero palo con la tecnica della compattazione laterale del terreno grazie alla rotoinfissione di un apposito utensile. Questa tecnologia non produce residui di lavorazione e annulla la spesa per i fanghi bentonitici. Ma i benefici del Soil Displacement non finiscono qui. L’aumento tra il 20% e il 30% dell’attrito laterale del palo SP rispetto ai pali eseguiti con altre tecniche, con la conseguente maggiore capacità portante, si associa a un ridotto consumo di calcestruzzo e a nessun fenomeno di sovrascavo. E il tutto si somma

all’assenza di rumori e vibrazioni grazie alla penetrazione graduale dell’utensile, un aspetto decisamente importante soprattutto nelle aree urbane. Queste caratteristiche convincono, nel 2010, un’importante impresa veneta che dà fiducia a Locafond per la costruzione del nuovo Polo Ospedaliero di Monselice. Dopo un mese di prove, il risultato è strabiliante: il nuovo tipo di palo ha una portata talmente elevata da portare alla totale revisione del progetto e alla diminuzione di circa il 30% del numero dei pali previsti, con una significativa riduzione di tutti i costi di cantiere. Ad aprile 2011 Locafond ha già realizzato 25.000 m di pali di fondazione SP da 620 mm con due perforatrici Enteco, tra cui la nuova E6050 con coppia sull’utensile di 245 kNm e forza di spinta 200 kN. “Abbiamo aperto la strada”, afferma l’arch. Porcellato, “abbiamo modificato il panorama delle fondazioni in Italia e oggi la maggior parte delle fondazioni sono eseguite con questo metodo”.

E non solo

Il cantiere di Monselice ha dato nuovo impulso all’evoluzione tecnologica dell’accoppiata LocafondEnteco. Emblema di questo sviluppo è stato il cantiere per l’ampliamento di un grande impianto petrolchimico ENI in Emilia Romagna, dove la tematica ambientale inerente l’assenza di connessione della falda superficiale, potenzialmente inquinata, con quella profonda ha rappresentato un elemento decisivo nella definizione delle scelte progettuali. L’obiettivo era chiaro: impedire il


#New Entry: Enteco E4080 Potente, solida, veloce, sicura, versatile. È la nuova E4080 La protagonista della nostra copertina è un autentico gioiello della tecnologia Enteco. La E4080 è il più recente modello prodotto dal costruttore veneto e anche l’ultima perforatrice entrata a far parte della flotta Locafond. Si tratta di una macchina che può essere utilizzata per diverse tecniche di perforazione, come SV (infissione palancole), SP (Soil Displacement), ma anche CFA, SM (Soil Mixing) e DTH (martello fondo foro di grande diametro). La macchina - che prevede un motore da 755 HP, la cui potenza garantisce velocità e performance ai massimi

livelli - si caratterizza per un mast telescopico supportato da un innovativo sistema a pantografo, di esclusivo design Enteco, che permette un raggio massimo di lavoro di 7.500 mm. Il mast telescopico rotante di 93+93° regala inoltre una facile manovrabilità alla macchina, che può lavorare anche negli spazi più ristretti. Perfettamente automontante: la E4080 può essere montata e smontata senza alcuna assistenza esterna. La perforatrice Enteco beneficia infatti del sistema “Full Automatic” sia per il gruppo rotary (testa-carrello) sia per quanto concerne il vibratore per palancole. Questo

dispositivo di aggancio/ inserimento automatico non necessita di alcun tipo di intervento manuale e tutte le operazioni sono svolte via radiocomando. La particolare geometria del pantografo, il mast telescopico e questo ingegnoso sistema di aggancio sono pensati per permettere il passaggio dalla posizione di lavoro alla posizione di trasporto in tempi rapidissimi e nella massima sicurezza (utilizzando il radiocomando l’operatore si trova sempre a distanza). E anche l’allestimento in cantiere è ultra-rapido: in pochi minuti la E4080 è pronta per lavorare.

➜ “IN QUESTI MESI STIAMO VEDENDO UN RISVEGLIO DEI CANTIERI I N I TA L I A E S I A M O FERMAMENTE CONVINTI NELLE POTENZIALITÀ DEL NOSTRO TERRITORIO DI RICOMINCIARE A C O R R E R E . M I AU S P I CO UN FORTE PIANO DI INVESTIMENTI DELLE I N F R A S T RU T T U R E , C O M E G I À S TA AV V E N E N D O I N M O LT I A LT R I PA E S I . S O N O C O N V I N T O C H E S I A Q U E S TA LA FORMULA PER IL RILANCIO ECONOMICO CHE GIOVERÀ NON SOLO A LOCAFOND MA A TUTTO IL SETTORE DELL’EDILIZIA E DELLE AZIENDE CHE VI GRAV I TA N O I N T O R N O ” . Arch. Libero Porcellato,

#Dati tecnici Modello Enteco E4080 SV18 (per palancole) Enteco E4080 SP180 (soil displacement) Motore Caterpillar C18 StageV Caterpillar C18 StageV Potenza 563 kW (755 HP) 563 kW (755 HP) Sottocarro allargabile (3.000-4.500 mm) allargabile (3.000-4.500 mm) Argano ausiliario 70 kN 70 kN Peso operativo oltre 80 t oltre 80 t Lunghezza palancola 18 m Rotazione palancola ±93° Corsa vibratore 18.000 mm Forza di spinta 300 kN 300 kN Forza di estrazione 300 kN 300 kN Modello vibratore a richiesta Diametro Soli Displ. - 300-800 mm Profondità massima - 28 m Corsa rotary - 18.000 mm Rotary - Enteco R180 Coppia massima - 180 kNm Velocità perforazione - 55 giri/min. Estensione aste - 3, 7, 9, 12 m

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#The. Cover @LOCAFOND

collegamento tra le falde ai diversi livelli. Anche in questo caso Locafond si è aggiudicato la gara proponendo una nuova tecnica di perforazione, con tutti i vantaggi derivanti dall’innovativo metodo Enteco SP-CS. La proposta prevedeva l’uso di un utensile SP in grado di fornire alla base dello stesso il diametro nominale del palo e, quindi, aste di perforazione di dimensioni pari a quello creato dall’utensile. Oltre ai vantaggi del Soil Displacement, l’SP-CS ha impedito il collegamento con le falde più profonde e ha aumentato la rettilineità del palo, agevolando l’infissione della gabbia. Negli anni Locafond si è quindi affermata come esecutrice di diverse tecniche di perforazione, in affiancamento a quelle più tradizionali. Da segnalare la DTH di grande diametro (martello fondo foro), tecnica con cui ha portato a termine a Oslo, in Norvegia, un importante edificio governativo con esecuzione di pali da 800 mm scavati in roccia granitica. Oppure la DR (doppia testa): a Osoppo, in provincia di Udine, Locafond ha utilizzato una Enteco E9080 DR per 1.600 pali secanti da 800 mm di diametro per profondità variabili da 7 a 15 m. In questo caso la macchina era attrezzata con un particolare dispositivo in grado di convogliare il materiale di risulta su un nastro trasportatore e scaricare a lato della perforatrice il terreno scavato. Questo brevetto Enteco permette di mantenere pulita l’area di perforazione e aumenta la qualità della parte superiore del getto (sulla testa del palo) in quanto evita l’inquinamento del calcestruzzo con il materiale di scavo. La ricerca delle metodologie di scavo più evolute, di nuovi utensili, e un parco macchine tra i più avanzati e innovativi hanno permesso a Locafond di proporsi con successo nei cantieri di tutto il mondo e di lavorare in partnership con alcuni autentici colossi quali, ad esempio, Keller e il Gruppo Menard. L’approccio Locafond è particolarmente apprezzato e permette l’unione tra la tecnologia Made in Italy e quella internazionale. Un esempio su tutti un recente cantiere realizzato in Portogallo per le fondazioni della Merlin Northern Lisbon Logistic Platform: 2.200 pali fino a 32 m realizzati con una Enteco E9080 con una tecnologia combinata Enteco SP e Keller CMM.

Una Enteco E9080 DR attrezzata con un dispositivo brevettato in grado di convogliare il materiale di risulta su un nastro trasportatore e scaricare a lato della perforatrice il terreno scavato

La flotta

Queste le macchine nel parco Locafond, tutte di progettazione e costruzione Enteco: • 2 E6050 con rotary da 245 kNm (di cui una equipaggiata con il kit LM per l’aumento della corsa della rotary sul mast) • 1 E9080 da 300 kNm • 2 E9100 da 400 kNm • 1 E4080 (con mast telescopico e rotante con vibratore per palancole e kit rotary da 180 kNm per pali SP) • 4 gru di servizio E8018. • Attrezzature: pompe calcestruzzo, kit specifici per le diverse tecnologie (batterie DTH, benne, aste..) e una vasta gamma di utensili di diversi diametri.

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Il denominatore comune

Il lavoro di Locafond vive di un comune denominatore: la sicurezza. “Per noi”, riprende Porcellato, “è fondamentale che ogni operazione si svolga in totale sicurezza e quindi investiamo molto nella formazione. La nostra scelta è da sempre quella di formare tutte le persone nello stesso modo. Indipendentemente dalla mansione svolta, tutti gli operatori hanno il patentino per la gru, per la pompa calcestruzzo, per le piattaforme elevabili e per il carrello elevatore. Questo si traduce in una maggiore collaborazione all’interno del team, nell’interscambiabilità dei ruoli e nella velocizzazione di esecuzione del cantiere. Ci sono poi i corsi svolti presso la sede Enteco a Musile. In particolare i nostri uomini partecipano ai training sull’uso/ manutenzione delle macchine e sugli aggiornamenti del sistema EIAS per la continua automazione dei cicli di lavoro. L’aggiornamento costante è fondamentale anche per le lingue. I nostri operatori parlano inglese, francese, spagnolo, moldavo, rumeno e russo”.

Il mercato e il noleggio

Concludiamo con uno sguardo al mercato. È ancora Libero Porcellato a fare il punto della situazione. “Durante i mesi caldi della pandemia nel 2020 siamo riusciti a mantenere la nostra fetta di mercato, compensando il blocco in Italia con una maggior attività all’estero. Le opere considerate di interesse nazionale, infatti, non si sono fermate e abbiamo avuto il privilegio di lavorare con Keller in Portogallo per il progetto della Merlin Northern Lisbon Logistic Platform. Nell’ultimo bilancio, metà del fatturato è stato fatto all’estero e per il futuro vogliamo aumentare sempre di più la quota di lavoro nel Mondo, sfruttando il noleggio a caldo delle nostre macchine operatrici. Preferiamo il noleggio a caldo per fornire, assieme alla macchina, tutto il nostro know how di gestione, affiancando il cliente a 360°”.


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# L E T ’ S S TA R T

(CRISTIANO PINOTTI • EMANUELA PIROLA)

8 marzo 2021. Siamo stati bombardati. Ovunque mimose, proclami, post, articoli. Un profluvio di parole a uso e consumo di una giornata in cui si deve abbattere ogni differenza di genere. E il giorno dopo, il 9 marzo, cosa è successo? Semplicemente nulla. Perché a parole, proclami e post siamo tutti per la parità di genere, ma nella vita di tutti i giorni, cioè quando c’è di mezzo lo stipendio, la carriera, il prestigio e altre simili sciocchezzuole, queste buone intenzioni rimangono, appunto, intenzioni. E il tutto, Ecco il rovescio della medaglia: siamo proprio noi donne, spesso, a tacciare di maschilismo chi è semplicemente educato e galante. Perché temiamo che “farci aprire una portiera” o “accettare un fiore” nasconda sempre, nell’altro, nel maschio, il concetto di “donna debole” o peggio. Forse è ora di imparare a ragionare con la nostra testa e saper discernere tra un gesto di galanteria e un gesto volto a insultarci come persone appartenenti al gentil sesso.

come sempre, è frutto della nostra educazione, della nostra cultura, di come siamo cresciuti. In questo senso i nostri ragazzi – quelli nati con lo smartphone e internet a portata di mano – sono nettamente più avanti. Queste cose (la parità di genere, la capacità di accettare, o meglio apprezzare, le diversità) per loro sono naturali. E per questo, anche in un tempo difficile come quello che stiamo vivendo, il futuro mi sembra possa essere migliore. Nel bombardamento dell’8 marzo (perdonatemi, ma non trovo termine migliore per descrivere quanto puntualmente avviene ogni anno) capita poi di imbattersi in notizie quasi destabilizzanti. A soli 31 anni Beatrice Venezi è una delle più giovani direttrici d’orchestra del mondo. Una donna, si direbbe, che ce l’ha fatta. E invece no: lei desidera essere chiamata “direttore” e non “direttrice” e questo, alle più e ai più, non va bene. E il direttore diventa una nemica da combattere. Mentre è politicamente corretto e degno di lode stilare l’Alfabeto delle ragazze, oppure volgere tutto al femminile: dalla sindaca alla ministra, dalla assessoressa all’ingegnera. Giusto per sottolineare, ancora una volta, queste differenze di genere. Cioè quelle stesse cose che vorremmo superare. L’argomento, me ne rendo conto, è estremamente difficile da trattare in poche righe e si rischia di venire fraintesi, così come potrebbe essere frainteso l’articolo che abbiamo dedicato alle professioniste in campo geologico che lavorano in Foldtani. Pazienza, correremo il rischio. Allo stesso modo, mi piace correre il rischio di essere tacciato di “maschilismo” (o peggio) quando cedo il passo, apro una portiera oppure offro un caffè a una donna. Del resto da sempre lavoro con le donne che, percentualmente al pari degli uomini, ho trovato e trovo professionali o incapaci, al posto giusto o autentici pesci fuor d’acqua. Anche questo numero di We are Drilling&Foundations è stato realizzato grazie al contributo di tantissime donne a partire da quelle presenti nel nostro colophone e a tutte quelle che sono protagoniste nelle imprese, tra i costruttori di macchine e attrezzature e in cantiere. A loro va il mio grazie. Tutto il resto è pula al vento. linkedin (showcase/we-are-drilling-foundations)

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Per molti aspetti i dispositivi connessi hanno contribuito ad abbattere frontiere e limiti (fisici, virtuali, psicologici, politici, e quant’altro) ma non abbassiamo la guardia. Il web è comunque un terreno fertile dove possono attecchire fenomeni quali il cyberbullismo o discriminazioni varie, siano esse razziali o di genere.


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#SOMMARIO

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apr ile n u m e r o 4 / 2 0 2 1 DIRETTORE RESPONSABILE Emanuela Pirola e.pirola@orsamaggioreint.com ART DIRECTOR Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com COLLABORATORI Cristiano Pinotti (c.pinotti@orsamaggioreint.com) Renata Bernardini, Nicholas Ballabio, Francesco Fanzini, Claudio Guastoni, Maurizio Gussoni FOTOGRAFIA Archivio di Orsa Maggiore International S.r.l. UFFICIO TRAFFICO Lucia Gatti l.gatti@orsamaggioreint.com PUBBLICITÀ E MARKETING Corrado Serra Direttore Commerciale Cell. +39 3383926221 c.serra@orsamaggioreint.com

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@COMACCHIO

EDITORE Orsa Maggiore International Srl SEDE LEGALE Via Marconi 4/b, 20062 Vaprio d’Adda (MI) - Italia DIREZIONE E REDAZIONE Via Silvio Pellico 10/35, 20867 Caponago, MB Tel. 02 91948417 PRE-STAMPA E STAMPA Press Grafica, Gravellona Toce (VB) REGISTRAZIONI Tribunale di Milano, N° 132 del 06/06/2019. Camera Commercio di Milano, R.I. N.O 06405990968 del 16/03/2009 Registro operatori di comunicazione N.O30915 dal 16/01/2018 COMUNICAZIONE AGLI ABBONATI Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Orsa Maggiore International” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18.

#The.Cover 04 @LOCAFOND

Sinergie vincenti

#Great.Company. Working 24 @FOLDTANI

Ragazze che si sporcano le mani

#Technical.Notes 12

@MARINI Q.G. Attachments da supereroi

16 @HPM

Non solo macchine

#Great.Machine. Working 30 @TES CAR

Pane per i suoi denti

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20 @COMACCHIO

Indagini per un passaggio sicuro

La cinquina è servita

38 @CRM

MACCHINE ITALIA Montecarlo sarà ancora più bella

60 @SIREG GEOTECH 52

@CASAGRANDE 70.000 m2 di diaframmi

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@LIEBHERR Posizionamenti facili con Liebherr

62 @IMT

IMT A70: per l’Italia (e non solo)

26 @EPIROC

Un passo (o forse due) avanti

#Company.Voices 34 @PAGANI

Una scelta green

44 @CIANCALEONI

Produttori di usato

#Exhibitions 46 @GEOFLUID

Non vediamo l’ora

48 @BAUER

Measuring while jetting

Facciamo il punto sul drenaggio

@EUROGEO

#(R)Evolution

#Rubriche 10

LET’S START

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DO.YOU.KNOW?

66 IL CANNOLO

Ma anche no. O forse si

© COPYRIGHT 2021 we are

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @M A R I N I Q U A R R I E S G R O U P

Attachment da supereroi

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na soluzione versatile, perfetta per qualsiasi impresa che operi nel settore contruction. Stiamo parlando degli attachment sviluppati da Marini Quarries Group: perforatrici idrauliche, che vengono applicate a diversificate macchine portanti e che sono in grado di svolgere molteplici compiti con gli angoli più disparati. “Negli anni”, ci spiega Luca Zaninetti, General Sales Coordinator di Marini QG, “partendo dai modelli più piccoli, abbiamo sviluppato perforatrici idrauliche per l’installazione su semoventi di piccole, medie e grandi dimensioni, avvalendoci della collaborazione delle più note case costruttrici di escavatori, sollevatori telescopici, escavatori ragni e piattaforme aeree. Oggi siamo

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arrivati a sviluppare un attachment come il modello MR-A 800 applicabile a escavatori con peso operativo superiore alle 35 t. Questa è la punta di diamante di una gamma che si sviluppa a partire da macchine portati da 1,5 t, dove la taglia dell’escavatore determina la portata olio adeguata all’attachment che andiamo a proporre”. Le perforatrici MR-A di Marini QG utilizzano tre connessioni idrauliche (mandata, ritorno e drenaggio) e una linea elettrica a 24 Volt. L’installazione può prevedere l’attacco rapido e, anche nei casi in cui non fosse previsto, il montaggio dell’attrezzatura richiede circa 15 minuti. Sugli attachment Marini QG adotta la medesima componentistica usata sulle macchine cingolate. Anche

Un MR-A 500 all’opera in Lussemburgo agganciato a un escavatore gommato

su queste macchine l’elettronica, che è molto semplice, è controllata dal PLC e questo permette la massima versatilità a livello di programmazione. Si tratta inoltre di attrezzature molto compatte e pulite, senza tubi volanti, che possono forare in qualsiasi direzione. Le MR-A sono vere e proprie plug and play, non hanno bisogno di un escavatore dedicato e vantano un ottimo cinematismo di posizionamento, privo di aree morte. Inoltre con una gamma così ampia Marini QG riesce a coprire il 90% delle applicazioni. “I nostri attachment”, riprende Zaninetti, “sono nati nei primi anni duemila per rispondere alle necessità di alcuni clienti, che avevano pensato di applicare un mast di perforazione su un escavatore.


#Dati tecnici Modello Forza tiro/spinta Corsa utile Coppia massima Range escavatore cingolato Range escavatore ragno Range sollevatore telescopico

MR-A 80 1.000 daN 2.260 mm 160 daNm 3-5 t 4-5 t 8-10 t

MR-A 100 1.500 daN 3.300 mm 350 daNm 5-8 t 7-8 t 10-12 t

MR-A 120 2.500 daN 3.500 mm 500 daNm 8-14 t 9-10 t 12-14 t

MR-A 250 3.500 daN 3.500 mm* 1.000 daNm 15-18 t 12-13 t /

MR-A 300 5.000 daN 4.500 mm* 1.000 daNm 17-22 t 13-14 t /

MR-A 800 8.000 daN 7.300 mm* 2.400 daNm 35-40 t / /

MR-A 500 6.000 daN 5.500 mm* 1.400 daNm 25-32 t / / we are

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @M A R I N I Q U A R R I E S G R O U P

Pesi massimi

L’attrezzatura MR-A 800 (in fase di costruzione in questo momento) è nata per la necessità del mercato, soprattutto quello americano, che chiede macchine sempre più grandi e potenti. Anche la Svezia è un mercato importante per gli attachment di questa categoria, con corse lunghe con aste da 6-7 m.

Rispetto a una classica perforatrice, l’attachment è più versatile, ma non è pensato per sostituire una perforatrice tradizionale, bensì per le opere di consolidamento sotto i ponti o in altezza, per le scarpate, o in tutte le applicazioni in cui i cinematismi e il raggio d’azione delle sonde non arrivano. In questi casi l’attachment è la soluzione più semplice e più veloce. Inoltre tutte le imprese edili hanno gli escavatori, quindi con un’attrezzatura di questo genere le imprese sono in grado di effettuare lavori che abitualmente sarebbero da fare con una sonda. Essendo montate su un escavatore, quindi con un raggio d’azione superiore rispetto a una sonda normale, e grazie al nostro cinematismo con sistema a doppia ralla, arriviamo a coprire un campo di utilizzo importante”. Il mercato degli attachment per la perforazione fino a una decina di anni fa era una piccola nicchia, che oggi si sta ampliando perché molti lavori in altezza e sotto il piano stradale stanno richiedendo diametri sempre più importanti e profondità notevoli. “Il mercato”, precisa Zaninetti, “sta sviluppando una

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richiesta di attrezzature con maggiore forza. Il comparto attachment si sta trasformando e anche le aziende di perforazione che hanno parchi macchine strutturati si sono buttate su questa tipologia di attrezzature per affrontare lavori che sono diventati un po’ più comuni. Per l’Italia ne stiamo producendo parecchie dedicate ai

Una MR-A 120 con caricatore automatico applicata a un sollevatore telescopico

lavori in galleria, ma è un mercato internazionale che negli ultimi due anni si è molto sviluppato con riscontri positivi in tutto il mondo. Negli Stati Uniti abbiamo diverse di queste attrezzature al lavoro e i nostri rivenditori le hanno in flotta noleggio. Mentre in Francia il nostro dealer ha addirittura attrezzato un escavatore con il nostro attachment e noleggia la macchina completa. Il noleggio è inoltre agevolato dal fatto che le nostre attrezzature possono essere applicate su tutti i marchi di escavatori”. A livello di macchina portante la parte del leone è svolta dagli escavatori, seguiti dagli escavatori ragno e dai telescopici. Se gli attachment per gli escavatori o i sollevatori telescopici sono sostanzialmente intercambiabili, quelli fatti per i ragni presentano un piede d’appoggio, perché il ragno deve essere in grado di muoversi come se avesse una benna. Cioè deve caricare tutto il peso sul piede d’appoggio per superare eventuali ostacoli.


.... designed to perform ....

www.mariniqg.it


# Te c h n i c a l . N o t e s / @H P M

I L’utensile HPM ET-40 è stato esposto per la prima volta a Bauma 2019

n pochi anni – la società è stata fondata nel 2012 dall’ingegnere Giuseppe Cartechini e da suo figlio Giacomo – HPM ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nel mercato delle fondazioni speciali, grazie a un team di professionisti in grado di realizzare macchinari dal design innovativo e di alta qualità. Una produzione 100% Made in Italy, molto affidabile, che assicura elevate performance produttive e rivolta ai mercati italiano e internazionale. Ogni

Non solo macchine

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singola macchina HPM può essere ampiamente personalizzata e deriva da un attento ascolto del cliente, delle sue specifiche necessità. Questa vocazione, fatta di estrema attenzione per le richieste di ogni singola impresa di perforazione, ha portato HPM a oltrepassare il confine di “semplice” costruttore di macchine attraverso lo sviluppo dell’utensile idraulico ET-40. Quest’ultimo infatti è stato ideato, progettato e costruito in collaborazione con un cliente newyorkese. La funzione dell’ET-40 è presto detta: questo utensile idraulico è in grado di allargare fori esistenti fino ai diametri desiderati su roccia. Come accennato, la genesi dell’utensile deriva da una specifica necessità. Ci spiega Simone Cartechini, Marketing and

Sales Manager di HPM: “il cliente in questione spesso si trovava a movimentare fino a sei compressori da un palo all’altro, per poi dover utilizzare martelli fondo foro di grande diametro. Ora, grazie al nostro ET-40, ha la possibilità di istallare l’utensile su qualsiasi macchina da perforazione ed eseguire diametri fino a 2.500 mm, senza l’utilizzo di compressori. I vantaggi sono ovviamente importanti: l’utilizzo di martelli fondo foro richiede infatti un grosso dispendio di risorse economiche e di personale. Un singolo compressore, utilizzato al 70% della sua potenza per 8 ore, consuma circa 380 l di carburante; senza dimenticare la forza lavoro utilizzata per muovere i compressori e mantenerli in funzione”. Ma come

In cantiere l momento un utensile ET-40 è impiegato per la realizzazione delle fondazioni per le linee elettriche nell’area a nord di New York. È montato su una HPM200 Short Mast e sta eseguendo diametri di 2.200 mm. In questo caso

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specifico l’impresa esegue un pre-foro di 1.000 mm con un DTH, utilizzando quindi un solo compressore. Quindi inserisce l’utensile che lavora con un’altezza di taglio di 800 mm: in un primo step allarga fino a 1.800 mm di diametro, poi esegue un secondo passaggio

con bracci più lunghi per arrivare a 2.200 mm. Raggiunto il primo diametro di 1.800 mm, i bracci vengono retratti idraulicamente e l’utensile abbassato di altri 800 mm per iniziare di nuovo la lavorazione. Questo procedimento si ripete per tutta la profondità del foro.

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @H P M

funziona l’utensile ideato dalla società marchigiana? Ancora una volta ci viene in aiuto Cartechini: “l’utensile HPM ET-40 si collega meccanicamente al quadro del kelly bar e idraulicamente all’impianto della macchina. Due hose-reel girevoli, posti sotto un giunto idraulico a sei passaggi, consentono il flusso idraulico fino all’utensile che può quindi lavorare a profondità elevate,

pari alla lunghezza dei tubi. Due coppie di bracci diametricalmente contrapposti spingono i rollerbit sulla roccia, mentre l’utensile continua a girare. La roccia frantumata cade all’interno del pre-foro per poi essere rimossa con utensili standar. I bracci allargatori sono azionati da cilindri idraulici equipaggiati da moltiplicatori di pressione, progettati per trasmettere la spinta vibrante necessaria al

Le varie fasi di utilizzo dell’utensile idraulico HPM ET-40

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Prossimamente...

L’utensile HPM, esposto per la prima volta al Bauma 2019, ha subito suscitato grande interesse nei mercati dove sono richiesti grandi diametri su terreni rocciosi. Sull’onda di questo successo HPM sta studiando un ulteriore sistema che, adottando un simile principio di funzionamento, verrà utilizzato per facilitare l’infissione di camicie in terreni rocciosi.

roller-bit per frantumare la roccia”. L’ET-40 è stato appositamente progettato per eseguire diametri di 2.500mm, partendo da un pre-foro di 1.000 mm, lo stesso principio di funzionamento può però essere applicato ad altri diametri a seconda delle necessità delle singole imprese.


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nuove Scopri la nuova gamma montata su basi Next Generation.

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Caratteristiche principali 2021

• Miglior rapporto coppia/peso nelle rispettive classi • Consumi ed emissioni ridotte • Modelli personalizzabili • Facilmente convertibile da verisone alta a bassa e viceversa • Soluzioni brevettate • Supporto tecnico 24/7

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @C O M A C C H I O

La cinquina è servita

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on l'avvento della nuova CH 320 - evoluzione della CH 300 lanciata a metà 2019 - Comacchio amplia la gamma di macchine da pali, a riprova dell’importante impegno di sviluppo intrapreso dall’azienda a partire dal 2015. E adesso i modelli sono cinque! Ovviamente senza contare le varie configurazioni. Com'è facile intuire, il costruttore punta a incrementare la propria offerta nel segmento “light weight”, per soddisfare le esigenze di una perforatrice compatta, leggera, di facile e veloce cantieramento, perfetta per progetti di breve durata e impieghi flessibili con l’utilizzo di varie tecnologie di perforazione, in un’ottica di massima versatilità. La CH 320 ha un peso di trasporto inferiore alle 32 t con rotary e asta kelly installate, una massa che può essere ulteriormente ridotta (sotto le 30 t) togliendo il kelly. Si tratta di una perforatrice completamente automontante: con l'aiuto di sistemi di rig-up automatizzati, può essere scaricata dall'autocarro e messa in opera in pochi minuti, senza la necessità di gru o altre attrezzature esterne, mentre

il carro allargabile permette di ridurre gli ingombri di trasporto e, naturalmente, offre più stabilità in fase di perforazione. Il design compatto e il peso ridotto non devono però trarre in inganno: la CH 320 garantisce elevate prestazioni di coppia (fino a 132 kNm), consentendo di affrontare lavorazioni che normalmente richiederebbero l'uso di attrezzature più grandi e più pesanti. La macchina è stata studiata con un focus particolare sulle lavorazioni con rivestimento, tipiche in presenza di terreni cedevoli o di falda acquifera. L’infissione del tubo di rivestimento (da 880 mm) può essere eseguita direttamente dalla rotary, con l’utilizzo di una flangia di trascinamento. Invece, in caso di esecuzione di pali trivellati senza rivestimenti, il diametro va dai 1.180 mm con elemento inferiore del mast, fino ai 1.500 mm senza piede del mast. La profondità può raggiungere i 47,5 m. A differenza della CH 300, la nuova CH 320 utilizza un sistema di avanzamento ad argano (WPD – Winch Pull Down) che garantisce la massima flessibilità. Oltre

La CH 320 ha un peso di trasporto inferiore alle 32 t con rotary e asta kelly installate, una massa che può essere ulteriormente ridotta (sotto le 30 t) togliendo il kelly.

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all’allestimento kelly, la CH 320 prevede infatti una configurazione per pali CFA, con conversione che può essere eseguita, in poche ore e anche in cantiere, grazie a un apposito kit di trasformazione. In versione CFA, la CH 320 è in grado di realizzare pali con eliche da 800 mm di diametro massimo. Nella configurazione Quick CFA la nuova


#Dati tecnici Modello Sottocarro Pattini Cabina Motore Potenza Circuito idraulico Argano principale Tiro in primo strato Profondità in primo strato Velocità in primo strato Diametro fune Argano ausiliario Tiro in primo strato Velocità in primo strato Diametro fune Testa di rotazione Coppia massima nominale Velocità di perforazione Potenza idraulica Peso operativo

macchina Comacchio sviluppa 250 kN di forza d’estrazione e riesce a raggiungere una profondità massima di 18 m (con 7 m di prolunga). La flessibilità del sistema WPD consente un impiego della CH 320 anche per l’esecuzione di pali FDP e di trattamenti di soil mixing, fino a 17,5 m, nonché di micropali. Inoltre

Comacchio CH 320 allargabile (2.550-3.750 mm) a 3 coste da 600 mm certificata TOPS e FOPS-1 Cummins B4.5 Stage V, turbocompresso con intercooler 142 kW (190 CV) a 2.000 giri/min 2 pompe con portata di 160 l/min cad. a discesa controllata 120 kN 43 m 86 m/min 21 mm a discesa controllata 61 kN 58 m/min 15 mm CR13 132 kNm 41 giri/min 108 kW 27-31,6 t a seconda della versione

durante la fase di perforazione, la CH 320 è in grado di lavorare utilizzando unicamente il primo strato dell’argano principale fino a una profondità di 43 m, riducendo sia l'usura sia la perdita di capacità di tiro. Interessanti le caratteristiche volte a migliorare l'efficienza energetica e l'economicità. L’innovativo sistema HPE (High we are

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @C O M A C C H I O

Multipurpose La CH 320 permette le seguenti tecnologie di perforazione: • BP (Bored Piles) pali trivellati non intubati stabilizzati da fluidi di perforazione o a secco; • CBP (Cased Bored Piles) pali trivellati intubati direttamente dalla testa di rotazione; • CFA (Continuous Flight Auger) pali ad elica continua; • FDP (Full Displacement Piles) pali costipati; • SM (Soil Mixing) trattamenti di miscelazione del terreno; • MP (Micropiles) micropali

La postazione di lavoro è regolabile e utilizza leve e manipolatori capacitivi, oltre a un display touch screen 7” a colori collegato al sistema CCS.

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Power Efficiency) controlla in modo efficiente la potenza delle pompe, eliminando le perdite di carico che normalmente si verificano su un impianto idraulico più "convenzionale". In questo modo si va a ridurre il consumo di carburante, per un risparmio che i tecnici Comacchio stimano di circa 30 l al giorno. Anche il sistema di raffreddamento del motore è stato ottimizzato per controllare la dissipazione del calore in base alle effettive esigenze operative della macchina, il che si traduce in minori emissioni, meno consumi di carburante e ridotta rumorosità. La CH 320 è equipaggiata con un motore Cummins B4.5 Stage V (EPA Tier 4 Final) che include filtro antiparticolato DPF e catalizzatore SCR con urea combinati in un sistema di post-trattamento Single Module, che occupa meno spazio e pesa meno rispetto alle soluzioni precedenti. L'attenzione per

l'operatore si esalta in una cabina con più spazio, completamente vetrata e dotata di porta scorrevole. La postazione di lavoro è regolabile e utilizza leve e manipolatori capacitivi, oltre a un display touch screen 7” a colori collegato al sistema CCS: un software di controllo user-friendly progettato interamente da Comacchio, che controlla i parametri di perforazione e consente la completa gestione della macchina, inclusa la diagnostica. Questo sistema può essere integrato con il dispositivo di monitoraggio remoto ComNect, sviluppato da Comacchio per la gestione remota della flotta e che fornisce informazioni in tempo reale sullo stato dell'impianto e sulle sue prestazioni. Accessibile da PC o dispositivi mobili autorizzati, può essere utilizzato con successo per analisi di dati operativi, report di produzione e manutenzione predittiva.


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# G r e a t . C o m p a n y . W o r k i n g / @F O L D T A N I

ANNA NICOLODI NOTE BIOGRAFICHE Laureata in Scienze Agrarie con abilitazione di Dottore Agronomo, collaboro con Foldtani dal 2014. Tra i miei hobby l’escursionismo, la montagna, le passeggiate nella natura e la partecipazione a una associazione ambientale.

IL LAVORO IN FOLDTANI In Foldtani mi occupo del settore amministrativo e contabile, oltre che dei sopralluoghi e della direzione lavori per i cantieri di ingegneria naturalistica e della progettazione delle opere a carattere naturalistico/forestale.

La scelta del settore geotecnico Essendo Socia della Foldtani, il mio interesse è ad ampio spettro, comprendendo anche la disciplina geologica che mi permette di affrontare con le adeguate conoscenze tecniche tutte le diverse problematiche che si presentano nei cantieri che seguo. Come si lavora in un settore generalmente visto come maschile? Non mi sono mai sentita un “pesce fuor d’acqua”, considerando che anche il mio settore agronomico è tipicamente appannaggio degli uomini. Anche nelle precedenti esperienze lavorative dovevo dirigere e organizzare il lavoro di maestranze maschili, avendo un ruolo di coordinamento e direzione delle attività. Il settore come ti ha accolto e com’è cambiato nel tempo? L’accoglienza è stata ottima, vengono valutate le capacità, le competenze e lo spirito collaborativo senza alcuna discriminazione. Con il passare del tempo la mia figura in seno alla Società ha acquisito un ruolo sempre più determinante e ormai mi sento un tassello importante per questo settore. Cosa ti appassiona di più? Un giorno è sempre diverso da un altro, viene stimolato l’ingegno e la capacità di mettersi in gioco. È determinante il “gioco di squadra” favorito dal titolare che stimola la collaborazione “alla pari” tra tutti i colleghi e lascia spazio a ognuno di noi di esprimersi al meglio.

Ragazze che si sporcano le mani Anna Nicolodi, Silvia Valentini, Alice Valensin e Flavia Cimetti lavorano in Foldtani, vanno in cantiere, fanno carotaggi e utilizzano (senza problemi) le macchine da perforazione

SILVIA VALENTINI NOTE BIOGRAFICHE Laureata triennale in scienze geologiche, attualmente sono studentessa magistrale in scienze ambientali. Sono una persona molto curiosa e mi appassiono facilmente ai più svariati argomenti, in particolare in ambito scientifico. Amo stare all’aria aperta, andare in bicicletta e camminare in montagna.

IL LAVORO IN FOLDTANI In Foldtani, con cui collaboro da gennaio 2019, ci occupiamo di indagini geotecniche e ambientali sia sul campo, in cantiere, sia per quanto riguarda la parte di rielaborazione dati e stesura delle relazioni.

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La scelta del settore geotecnico La geotecnica permette di scoprire e studiare com’è la terra sotto i nostri piedi, e questo soddisfa parte della mia curiosità, ma soprattutto è l’applicazione pratica di tutti quegli aspetti che in università si studiano (purtroppo) solo in termini di formule e teorie. Inoltre sono sempre stata affascinata dai grossi macchinari da cantiere. Come si lavora in un settore generalmente visto come maschile? Non è un problema che mi sono mai posta in modo particolare. È innegabile che ci siano differenze tra uomini e donne, soprattutto dal punto di vista fisico: sotto questo aspetto può capitare che il lavoro in cantiere sia impegnativo, ma non è un fattore sufficiente a discriminare le ragazze in questo settore. Il settore come ti ha accolto e com’è cambiato nel tempo? Non ho abbastanza esperienza da poter notare un’evoluzione. In questi anni ho imparato che conta molto il modo di porsi. Certo non posso negare che il mio arrivo in cantiere spesso suscita stupore e simpatia, ma dal momento in cui si è in grado di dimostrare le proprie capacità, le differenze vengono livellate. Cosa ti appassiona di più? La parte entusiasmante di questo lavoro è proprio l’attività sul campo: ogni giorno i lavori e le attività da svolgere sono differenti, ciascuno con le sue peculiarità. Anche tutti quei lavori che esulano dall’essere geologo in senso stretto danno sempre occasione di imparare molto.


ALICE VALENSIN NOTE BIOGRAFICHE Con una Laurea Triennale in Scienze Naturali e specialistica in Scienze Ambientali, collaboro con Foldtani da quasi due anni. Amo viaggiare e la natura nonché qualsiasi sport a contatto rispettoso con essa. Sono volontaria al canile e mi piace molto la fotografia. IL LAVORO IN FOLDTANI Nel corso di questa collaborazione mi sono occupata un po’ di tutto: dai sopralluoghi, all’utilizzo di macchinari (come il penetrometro DPSH), campionamenti per attività di bonifica, redigere relazioni tecniche sia per indagini geotecniche che ambientali. Ho anche avuto modo di fare esercitazioni di ingegneria naturalistica.

La scelta del settore geotecnico La scelta di lavorare in questo settore è derivata soprattutto dalla voglia di sperimentare e di mettersi alla prova. Come si lavora in un settore generalmente visto come maschile? Mi è sempre capitato, fortunatamente, di incontrare persone gentili e disponibili, sia all’interno dell’ufficio che all’esterno nei vari siti di lavoro e cantieri. Naturalmente però l’ingresso di una o due ragazze lavoratrici all’interno di un cantiere attira sempre qualche minuto di curiosità. Il settore come ti ha accolto e com’è cambiato nel tempo? Lavorando da poco tempo in questo settore non mi sono mai capitate, fortunatamente, esperienze spiacevoli o discriminanti sul campo. Tuttavia ritengo che sia ancora considerato un ambito prettamente “maschile” e ho avuto modo di notarlo in piccoli dettagli, come ad esempio la fatica nel trovare DPI di taglia idonea. Quindi forse è necessario ancora qualche cambiamento. Cosa ti appassiona di più? Mi piace il fatto di poter alternare lavoro d’ufficio a lavori sul campo e non dover lavorare unicamente davanti a uno schermo di computer. Inoltre mi piace pensare di fare la mia parte nella riqualificazione ambientale tramite le bonifiche.

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l “genere” non conta. Non conta soprattutto nel lavoro, dove le qualità che fanno la differenza sono ben altre. In cantiere serve professionalità, impegno, dedizione, qualità che si ritrovano nelle quattro ragazze protagoniste di queste pagine e che non hanno certo paura di sporcarsi le mani. Anna Nicolodi, Silvia Valentini, Alice Valensin e Flavia Cimetti lavorano in Foldtani e tutti i giorni si confrontano con un mondo troppo spesso considerato solo al maschile. Le parole, che si sommano all’attività quotidiana delle professioniste che operano in Foldtani, demoliscono completamente questa anacronistica convinzione.

FLAVIA CIMETTI NOTE BIOGRAFICHE Laureanda in scienze geologiche, collaboro con Foldtani da febbraio 2020. Ho molti interessi che si affacciano su campi diversificati, di cui mi è difficile parlare in poche righe. Generalizzando, direi che i miei hobby si riflettono nelle scienze, arti e tecnologie.

IL LAVORO IN FOLDTANI ln Foldtani, come i miei colleghi, mi occupo di indagini geofisiche e ambientali, analisi e rielaborazione dati, supervisione lavori ed elaborazione di relazioni tecniche.

La scelta del settore geotecnico Da bambina ero affascinata dall’astronomia, una vera fan di Margherita Hack, della quale avevo un libro che rileggevo spesso. Crescendo mi sono invece focalizzata sullo studio della Terra nei suoi molteplici aspetti, appassionandomi in particolare agli studi relativi ai cambiamenti climatici. Ho avuto la fortuna di aver potuto approfondire prima scolasticamente ed in seguito professionalmente questi interessi. Come si lavora in un settore generalmente visto come maschile? Non mi sono mai preoccupata di cosa avrei potuto o meno fare essendo donna. Credo che nessuna ragazza dovrebbe limitare le proprie passioni a quel cerchio ristretto che la società le disegna intorno. La donna in questo settore, come in altri, ha sicuramente un ruolo differente rispetto ad un collega uomo, ma non per questo non rappresenta una valida risorsa su aspetti diversi. Il settore come ti ha accolto e com’è cambiato nel tempo? Per ora, personalmente, grazie a Foldtani, non mi posso lamentare. Francesco Nicolodi è sempre stato in grado di riconoscere il nostro valore e assicurare la nostra posizione a prescindere. Cosa ti appassiona di più? Trovo molto stimolante la grandissima varietà delle giornate lavorative e di tipologie di analisi; infatti il contatto diretto con la natura viene spesso alternato al lavoro d’ufficio rendendo ogni giornata differente e raramente noiosa.

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#(R)Evolution @E P I R O C

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un passo (o forse due) avanti Certiq è la soluzione telematica Epiroc che raccoglie, confronta Outline only Outline Stroke e comunica le informazioni essenziali sulle macchine di superficie e quelle che operano in sotterraneo DI FRANCESCO FANZINI

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ecnologia, evoluzione e massima attenzione per gli sviluppi futuri che parlano la lingua digitale. Poche parole per riassumere la visione di Epiroc, che ancora una volta ci stupisce con soluzioni all’avanguardia che, proposte anticipando i tempi, ora si stanno imponendo agli occhi di un mercato sempre più attento alla svolta imposta dalla digitalizzazione. Facciamo il punto sul Certiq, la soluzione telematica applicabile a tutte le macchine Epiroc, che monitora le attrezzature da perforazione e quelle che operano in sotterraneo.

Una filosofia costruttiva

Seguendo il filone di Industria 4.0 - che va ben oltre il semplice beneficio fiscale ed è una precisa filosofia costruttiva che da anni guida lo sviluppo delle macchine Epiroc - il costruttore ha intrapreso una precisa strada che porta alla connessione di tutte le macchine. In questo contesto, “il Certiq”, specifica Marco Arato, Business Line Manager Capital Equipment di Epiroc Italia, “è solo una parte di questa digitalizzazione. L’approccio Epiroc alla digitalizzazione è molto più ampio: dal monitoraggio remoto fino alla completa automazione da remoto, che comprende il controllo totale della macchina senza l’operatore a bordo, un traguardo che è già stato

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raggiunto sui prodotti da cava e sulle pale da miniera. Senza dimenticare tutta una serie di sfumature che comprendono la gestione del service da remoto, l’autodiagnosi delle macchine, eccetera. Funzionalità introdotte secondo una road map piuttosto fitta e che nei prossimi anni porterà all’automazione delle macchine al 100%”.

DI EPIROC

Il sistema telematico Certiq trova applicazione su tutte le macchine Epiroc


in formato numerico (con semplici tabelle di excel) e come elaborazione grafica. Decisamente importante è poi la parte relativa al service. In base al tipo specifico di macchina, il Certiq è infatti in grado di fornire degli alert, via sms o via mail, all’utilizzatore e/o al service di Epiroc, quando la macchina necessita di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Comunicazione bidirezionale

Precorrere i tempi

Prima di addentrarci nell’analisi del Certiq una doverosa precisazione. Certiq, di serie su tutte le Fill Shape macchine, è nato ed è stato sviluppato in Epiroc quando ancora non si parlava di Industria 4.0. Si tratta quindi di un progetto che è scaturito dalla capacità di Epiroc di vedere un passo (o forse due, come diciamo nel nostro titolo) più avanti. “Industria 4.0”, continua Arato, “è una linea guida per sviluppare le macchine che noi abbiamo abbracciato da 6/7 anni. Il Certiq è infatti stato introdotto nel 2015 quando in Italia di Industria 4.0 non se ne parlava neppure. Si tratta quindi di un sistema che ha precorso i tempi, ma che è attualissimo”.

Sono molteplici i parametri che il Certiq permette di scaricare e analizzare

Differenze funzionali

Cos’è il Certiq

In termini pratici il Certiq è un portale web attraverso Fill Shape il quale gli utilizzatori possono accedere e ricevere molteplici informazioni provenienti dalle macchine. Epiroc lo propone in due versioni: la Basic che, come dice il nome, fornisce informazioni basilari sulla macchina (ore motore, localizzazione geografica via GPS, ore di perforazione o ore di carico/scarico per le pale); e la versione Professional che offre informazioni molto più dettagliate. In quest’ultimo caso alle informazioni Basic si aggiungono i dati e i grafici di utilizzo delle macchine inerenti le ore di funzionamento, le ore di movimentazione, le ore di lavoro, le ore con motore al minimo, eccetera. A queste informazioni si aggiungono il consumo di carburante, gli allarmi service, mentre per ogni categoria di macchina il Certiq propone una serie di informazioni specifiche. Parlando delle macchine da cava avremo, ad esempio, le ore di perforazione per ore motore, per metro forato e per litro di gasolio. Queste informazioni vengono registrate, calcolate e fornite come statistica

Per quanto concerne il nostro specifico mercato è da evidenziare come per la normativa italiana il concetto Industria 4.0 ruoti attorno alla comunicazione a due vie. E il Certiq funziona benissimo anche sotto questo profilo. Continua Arato: “oltre le informazioni che posso ricevere dalla macchina, c’è tutta una serie di informazioni che è possibile inviare alla macchina. Nel caso del settore perforazione il portale Certiq permette di inviare alla macchina il piano di volata. In sostanza il disegno del piano di perforazione con la posizione dei fori, l’inclinazione e la profondità viene mandato, tramite Certiq, direttamente alla macchina e visualizzato sul monitor in cabina.

Marco Arato, Business Line Manager Capital Equipment di Epiroc Italia

Ogni tipologia di macchina Epiroc ha una connessione differente legata al tipo di funzionalità della macchina stessa. “In Epiroc”, riprende Arato, “distinguiamo in macchine da superficie e da sottosuolo. La prima tipologia comprende le attrezzature da cava (gli SmartRoc, per intenderci) e si tratta di macchine che, per la connessione al Certiq, sono equipaggiate con il sistema MTU: un ricevitore con una SIM dati che permette, via GPRS e antenna GPS per il posizionamento geografico, di dialogare con il server remoto. Operando a cielo aperto la macchina è quindi sostanzialmente sempre connessa. Discorso differente per le macchine da sottosuolo che, lavorando sotto terra, non hanno accesso alla rete. Queste sfruttano una connessione wifi che, nel caso di miniere attrezzate può essere fatta sulla rete della miniera, oppure tramite una app installata su un cellulare che funziona da ponte. Quando l’operatore si avvicina alla macchina con il proprio smartphone connette la macchina al telefono, lo smartphone registra i dati e una volta che l’operatore esce dalla

# Epiroc Control Tower Una torre di controllo per il monitoraggio delle macchine a livello mondiale Al momento sul territorio italiano Epiroc conta una quarantina di unità connesse, calcolando i carri di perforazione da superficie e le macchine da sottosuolo. Numeri che, a livello mondiale, ovviamente registrano un incremento esponenziale. Proprio per questo in Svezia,

Epiroc ha predisposto una specifica Control Tower: una vera e propria torre di controllo, all’interno della quale ci sono persone dedicate a tempo pieno al monitoraggio delle flotte in tutto il mondo. La gestione è a tutto tondo e riguarda sia il service sia le statistiche.

Tutti i dati vengono registrati e utilizzati per migliorare la funzionalità di ogni singola macchina, ma al contempo rappresentano un prezioso serbatoio di informazioni per la progettazione delle nuove macchine. Queste statistiche continuative ed esaustive

permettono quindi di migliorare le macchine basandosi sull’esperienza degli utilizzatori. In sostanza questo sistema non solo aiuta ogni singolo operatore a utilizzare la macchina nel modo più efficiente, ma aiuta anche Epiroc a costruire macchine migliori. we are

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#(R)Evolution @E P I R O C

# MyEpiroc Il Certiq si integra nel concetto MyEpiroc che la società è in procinto di introdurre. “MyEpiroc”, ci spiega Marco Arato, “sarà un portale e un’App per cellulare in cui,

oltre all’accesso al Certiq, gli utilizzatori beneficeranno di altre funzioni collegate alla propria macchina. Tra queste l’accesso alla documentazione digitale: listini parti ricambio,

manuali, eccetera. Con il tempo ci sarà anche la possibilità di ordinare i ricambi attraverso l’applicazione. Il tutto sarà quindi completamente automatizzato e basato

sulla singola macchina”. Attualmente MyEpiroc è in fase di test in alcuni Paesi pilota, ma nel giro di qualche mese dovrebbe essere introdotto a livello mondiale.

galleria o dalla miniera, lo smartphone si riconnette alla rete e invia i dati al server”.

I dati e il loro utilizzo

Tutti i dati di ogni singola macchina vengono immagazzinati su un server che li registra. L’utente, per non essere sopraffatto dalla mole dei dati memorizzati, può accedervi attraverso opportuni filtri che permettono di scaricare e visualizzare solo quello che interessa a livello temporale e/o di tipologia. “All’interno del sistema”, puntualizza Marco Arato, “mettiamo a disposizione tantissimi tipi di dati tra cui scegliere: metri forati, metri forati accumulati, percentuale di ore di perforazione su ore motore, velocità di perforazione, metri forati per ora motore, numero di fori eseguiti, tutte le statistiche sul carburante e quelle del service e via di questo passo. Questi dati possono essere scaricati a richiesta, oppure è possibile temporizzarli in modo che il sistema, in maniera automatica, giornalmente, settimanalmente o mensilmente, invii i dati richiesti”. In sostanza si tratta di un sistema di gestione flotte perfetto anche per la singola macchina, ma che diventa molto più importante dove lavorano insieme più macchine . “Per i terzisti”, riprende il manager Epiroc, “il Certiq è fondamentale. Queste società ogni giorno spostano le macchine in vari siti e con vari operatori e grazie a questo sistema hanno un monitoraggio delle macchine quasi in tempo reale e, soprattutto, possono

gestire gli operatori. Grazie al Certiq si possono fare interventi mirati sul singolo operatore per formarlo sull’utilizzo della macchina e per ottimizzare i consumi. Molti terzisti ci hanno dato importanti feedback sul miglioramento delle prestazioni: i benefici nel quotidiano sono notevoli e chi comincia a utilizzare bene il Certiq non può più farne a meno”.

Integrare i dati

Il Certiq gestisce le macchine Epiroc, ma la cava ha un proprio processo di lavoro che parte dalla perforazione e prosegue con il brillamento, lo smarino, il trasporto del materiale, la frantumazione, la vagliatura, il carico e si conclude con il trasporto finale. Questo intero processo può essere digitalizzato e integrato in un’ottica 4.0 anche se ogni fase ha spesso un fornitore differente. “Il filo logico”, conclude Arato “presuppone che ogni sistema di ogni produttore debba avere la possibilità di essere integrato in un contenitore, di ricevere i dati da tutti e di poter inviare i dati a tutti i sistemi in modo che la filosofia di Industria 4.0 sia effettivamente messa in pratica. Il nostro Certiq dà appunto l’opportunità di integrare i dati anche con sistemi di terze parti. E alcune realtà, anche italiane, si stanno orientando verso questa direzione”.

Informazioni dettagliate e panoramiche immediate della FLotta sono la chiave per migliorare i processi produttivi e gestionali. Certiq tiene traccia di tutto ciò che succede, o che non succede e mette a disposizione queste informazioni, ovunque e in qualunque momento sia richiesto. 28

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#DO.YOU.KNOW?

GRANDI OPERE

IL MINI-MOSE DI COMO Si tratta del complesso delle nuove vasche di laminazione in fase di costruzione e destinato a contrastare le esondazioni del lago di Como, appunto. Propedeutici alla sua realizzazione, sono in corso i lavori per realizzare le palificazioni subacquee, lavori che vedono all’opera una Bauer BG24. La perforatrice Bauer BG24 fa parte del parco macchine di Costruzioni Generali Xodo e sta dando un contributo essenziale per la costruzione delle vasche di laminazione. L’attuale cantiere è figlio di un progetto più volte rivisto e ha previsto due fasi: un cantiere “progressivo”, già concluso, e uno “mobile”, in corso. Il progetto ha visto l’intervento di Infrastrutture Lombarde che ha effettuato le analisi e le verifiche delle soluzioni strutturali ed idrauliche riguardanti le opere di costruzione della nuova vasca di laminazione “A” (dove sta lavorando la BG24) e quelle di adeguamento sismico della già esistente vasca “B”. https://bauer-italia.it


# G r e a t . M a c h i n e s . W o r k i n g / @T E S C A R

Pane per i suoi denti Ungari srl di Nettuno (RM) ha portato a termine con successo un cantiere speciale a Castelnuovo Parano (FR) che ha visto impegnata una nuovissima Tes Car CF4

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on sede a Nettuno, in provincia di Roma, Ungari opera da anni nel campo degli studi e delle consulenze di natura geotecnica, fornendo un’ampia gamma di servizi grazie all’utilizzo di strumenti all’avanguardia e alla presenza di personale esperto e qualificato. La società – che opera nel Lazio e in tutta la penisola - è specializzata in sondaggi geognostici, consolidamento terreni, pali, micropali e nell’infissione dei profili di sostegno per gli impianti fotovoltaici a terra. Noi abbiamo intercettato Ungari durante un lavoro di consolidamento di una sede stradale crollata per una frana. “Il cantiere”, ci riferisce Mauro Ungari, “è il tipico pane per i denti di una trivella Tes Car, dove la principale difficoltà è rappresentata dal posizionamento della macchina e delle attrezzature a bordo carreggiata, in una stradina comunale in salita, lungo un tratto collinare tortuoso a circa 350 m di altitudine”. Il lavoro ha previsto l’esecuzione di 100 pali trivellati in kelly bar, con diametro di 600 mm a una profondità di 12 m. “La stratigrafia del terreno in quella zona è molto variegata”,

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riprende Ungari, “si passa dall’argilla alla roccia nel giro di pochi metri. Infatti siamo partiti tagliando l’asfalto e la sottostante sede stradale, poi dopo i primi metri di terreno tutto sommato morbido, nel quale siamo avanzati con bucket centrifugo, abbiamo dovuto affrontare circa 4 m su roccia con carotiere dotato di picchi al vidia”. In questo lavoro la società di


Una nuova serie

Tutto è ancora avvolto nel mistero, ma è notizia di questi giorni la consegna a un rivenditore Tes Car del secondo prototipo della macchina erede del best-seller-model CF6, uno dei simboli del costruttore, venduto e attualmente al lavoro in oltre 60 paesi nel mondo. Da quanto siamo riusciti a sapere, si tratta di una nuova generazione di trivelle che rappresenterà un vero e proprio stacco rispetto al modello precedente, tanto che in Tes

Car hanno deciso di cambiare la denominazione all’intera serie. Anche sul nome la società marchigiana ha voluto mantenere il massimo riserbo, ma ha promesso di svelare il tutto al prossimo Geofluid in programma a Piacenza dal 15 al 18 Settembre. Dal canto nostro siamo certi che la nuova macchina segnerà un altro passo avanti di Tes Car nel percorso di innovazione nel settore delle trivelle da pali compatte.

Nettuno (già proprietaria di una CF3 del 2007) è stata supportata dalle ottime qualità della nuova CF4, che si esalta in fatto di modularità della coppia di rotazione. Continua Ungari: “Grazie al nuovo dispositivo di bordo TSP (Torque Speed Potentiometer) sviluppato da Tes Car, l’operatore può giocare con la coppia e la velocità di rotazione, in un range praticamente illimitato, we are

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#Great.Machines.Working /

@T E S C A R

Il CCMS Tra le soluzioni Tes Car applicate alla CF4 spicca il dispositivo CCMS, acronimo di Crowd Chain-Motor System

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ell’ottica della massima versatilità e duttilità, peculiarità che da sempre contraddistingue le trivelle progettate e costruite da Tes

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Car, tra gli equipaggiamenti della CF4 spicca il dispositivo CCMS (Crowd Chain-Motor System), cioè il sistema di tiro/spinta tramite motoriduttore a catena. Grazie a

questo plus tecnico, la perforatrice Tes Car offre la possibilità di sfruttare l’intera corsa del mast, fino a 7 m, per lavorare con tubi di rivestimento più lunghi, avere più

spazio di scarico sotto la rotary e, soprattutto, per passare molto più rapidamente dalla configurazione kelly bar a quella CFA, Micropali e Jet-Grouting.


La versione CFA

Notevoli i passi avanti compiuti dalla CF4 in versione CFA. La macchina adesso può raggiungere i 12 m di profondità con un diametro massimo di 600 mm. In questa versione la perforatrice è dotata di un tiro in III dell’argano per 15 t di forza di estrazione. Inoltre è fornita di pulitore eliche a stella con funi d’acciaio intercambiabili, argano pull down aggiuntivo da 2 t e, ovviamente, del computer di bordo per la registrazione dei parametri di perforazione.

➜ IL NUOVO DISPOSITIVO DI BORDO T S P - TORQUE SPEED POTENTIOMETER S V I L U P PAT O DA T E S C A R , P E R M E T T E D I PA S S A R E R A P I DA M E N T E DA L L A M A S S I M A VELOCITÀ DI PERFORAZIONE, UTILE SUI TERRENI PIÙ SOFFICI PER FARE PIÙ PRODUZIONE, AL MASSIMO DELLA COPPIA, INDISPENSABILE SUI TERRENI ROCCIOSI DOVE OCCORRE T U T TA L A F O R Z A D E L L A M A C C H I N A P E R AVA N Z A R E S U G L I S T R AT I P I Ù D U R I .

passando repentinamente dalla massima velocità di perforazione, utile sui terreni più soffici per fare più produzione, al massimo della coppia, indispensabile sui terreni rocciosi dove occorre tutta la forza della macchina per avanzare sugli strati più duri. Un altro utilissimo improvement rispetto al precedente modello è il pantografo cinematico che permette un’escursione di oltre 1 m in altezza e soprattutto permette una variazione dell’asse di perforazione rispetto al centroralla da 2.000 a 3.100 mm. Grazie a questo aspetto tecnico abbiamo potuto eseguire i pali sia all’interno della carreggiata che al di fuori della sede stradale senza bisogno di abbattere il muro di cinta, ma scavalcandolo agilmente con la

torre, semplicemente sollevando il pantografo. È filato davvero tutto liscio e abbiamo terminato il cantiere con due giorni d’anticipo rispetto a quanto preventivato”. A margine ricordiamo che la Tes Car CF4 può essere equipaggiata con kelly bar a bloccaggio da 28 m con diametro massimo di 1.100 mm, senza necessariamente essere dotata di carro allargabile, data l’ottima stabilità della macchina in qualunque condizione di lavoro. Ungari srl via S. Marinella, 48 00048 Nettuno (RM) Tel. 06 98850058 ungari@telematicaitalia.it www.palificazioniungari.com we are

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# C o m p a n y . Vo i c e s / @P A G A N I G E O T E C H N I C A L E Q U I P M E N T

Una scelta “Green” Pagani Geotechnical Equipment sostiene Outline Stroke Fill Shape il progetto Treedom: 674 alberi piantati in nove Paesi contro la deforestazione e il riscaldamento globale DI FRANCESCO FANZINI

DI PAGANI GEOTECHNICAL EQUIPMENT

Inquadra il QR Code per accedere a https://www.treedom.net/it/organization/pagani-geo

Che cos’è Treedom azienda italiana Treedom dal 2010 a oggi ha provveduto a mettere a dimora più di 500.000 alberi tra Africa, America Latina, Asia e Italia.

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Attraverso la piattaforma treedom. net imprese e privati possono scegliere un albero, piantarlo in una zona del mondo in cui è utile farlo e seguire la sua crescita

online. Un po’ come succedeva con il celebre gioco FarmVille, anche se in questo caso gli alberi sono veri, vengono piantati da contadini in carne e ossa e producono benefici

ambientali, sociali ed economici tangibili. I progetti agroforestali realizzati attraverso Treedom sono accomunati da una forte valenza sociale. In primo luogo, coinvolgono


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fatto della sostenibilità un obiettivo strategico. Tra di esse c’è Pagani Geotechnical Equipment, che da alcuni anni concorre attivamente alla riforestazione del pianeta attraverso il progetto Treedom. Finora l’azienda ha piantato 674 alberi in nove Paesi (Camerun, Ecuador, Guatemala, Haiti, Honduras, Kenia, Madagascar, Nepal e Italia), contribuendo ad assorbire dall’atmosfera più di 104.840 kg di anidride carbonica, una quantità che basterebbe a riempire 486 tir. I primi

alberi adottati da Pagani sono stati messi a dimora in Africa, Centro America e in Nepal e fanno parte della foresta Pagani International. “Il nostro business”, afferma Edoardo Pagani, giovane titolare di Pagani Geotechnical Equipment, “si sviluppa a livello internazionale e ci è sembrato giusto dare la priorità a interventi che interessassero aree in cui era necessario agire tempestivamente. Negli anni la collaborazione con

l riscaldamento globale e la crisi ambientale sono sotto gli occhi di tutti e rappresentano l’emergenza del nostro tempo. Per scongiurare cambiamenti irreversibili agli ecosistemi terrestri, che potrebbero avere conseguenze drammatiche anche a livello sociale ed economico, è necessario intervenire immediatamente. Questa presa di coscienza ha fatto si che siano sempre più numerose le aziende che hanno

Edoardo Pagani, figlio del fondatore e titolare dell’azienda Pagani Geotechnical Equipment

I numeri

Questi i numeri che concretizzano l’impegno green di Pagani Geotechnical Equipment • 674 Alberi piantati • 3 Foreste che si sviluppano in nove Paesi • 104.840 kg di CO2 assorbiti dall’atmosfera

le comunità locali, che ricevono formazione e sostegno finanziario per prendersi cura degli alberi, dai quali potranno trarre nutrimento, opportunità di guadagno e uno strumento per tutelare

l’ecosistema locale. Inoltre, gli alberi vengono piantati in contesti nei quali hanno anche un’utilità pubblica, come ad esempio in Kenya per incrementare la produzione agricola e contrastare

la desertificazione, ad Haiti nelle zone colpite dal terremoto del 2010 e nel Sud Italia sui terreni confiscati alla mafia. Al di là delle ricadute locali, i progetti finanziati attraverso Treedom producono

benefici per tutti perché la messa a dimora di nuovi alberi permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica, la cui concentrazione in atmosfera è la prima causa dei cambiamenti climatici.

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# C o m p a n y . Vo i c e s / @P A G A N I G E O T E C H N I C A L E Q U I P M E N T

Tre foreste e un impegno per il futuro ➜

I primi alberi adottati da Pagani sono stati messi a dimora in Africa, Centro America e in Nepal e fanno parte della foresta Pagani International.

Pagani Anniversary al momento conta 43 alberi, esattamente il numero di anni trascorsi dalla fondazione dell’azienda, avvenuta nel 1978.

Treedom è diventata continuativa, quasi un elemento strutturale della nostra pianificazione strategica, e oggi a questa prima foresta che porta il nostro nome se ne sono aggiunte altre due”. Dopo Pagani International, quest’anno è nata Pagani Anniversary che al momento conta 43 alberi, tanti quanti sono gli anni trascorsi dalla fondazione della società, che risale al 1978. In futuro per ogni anno di attività la foresta si arricchirà di una nuova pianta: segno evidente della vision dell’azienda improntata alla sostenibilità. Riprende Pagani: “è un regalo che ci siamo fatti per festeggiare il nostro compleanno a valle di un anno difficile. Ma è anche un impegno che ci prendiamo verso i nostri clienti, per ringraziarli della fiducia che hanno continuato ad accordarci anche durante la pandemia”. Costruttore orgogliosamente Made in Italy, dal 2020 Pagani è coinvolto anche in un progetto nel nostro Paese. Si tratta dell’intervento che Treedom sta

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realizzando nel Parco delle Chiese rupestri del Materano, un territorio che, oltre a conservare circa 150 luoghi di culto fondati dalle comunità monastiche che hanno abitato l’area sin dall’alto Medioevo, ha straordinarie caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche. L’azienda contribuirà ad arricchirne la biodiversità finanziando la messa a dimora di 200 piante tipiche dell’habitat locale. La foresta include alberi come il fragno, il lentisco, il frassino meridionale e l’orniello, fondamentali anche per diverse specie di uccelli che nidificano nel parco. “Se il 2020 ha un merito”, conclude Pagani, “è quello di aver reso evidente come il modello di sviluppo che l’umanità ha perseguito nell’ultimo secolo non sia più sostenibile. L’emergenza sanitaria ci ha obbligati ad aprire gli occhi anche sull’emergenza ambientale e a guardare al futuro con maggiore responsabilità. Al termine di questo annus horribilis, che pur con qualche difficoltà la nostra azienda è riuscita a superare, ci siamo quindi sentiti in

“Contro i cambiamenti climatici anche le aziende possono, anzi devono, fare la loro parte. Sono convinto che oggi responsabilità sociale significhi prima di tutto responsabilità ambientale. Il nostro impegno verso l’ambiente si concretizza nelle scelte che compiamo ogni giorno per ridurre l’impatto della nostra attività e per sostenere la ricerca scientifica e le sue applicazioni in ambito geotecnico. Da alcuni anni abbiamo inoltre aderito a Treedom e siamo orgogliosi del contributo che la nostra azienda sta dando a questo progetto”. Parola di Edoardo Pagani, figlio del fondatore e giovane titolare dell’azienda Pagani Geotechnical Equipment, che da più di quarant’anni produce e vende in tutto il mondo macchine e accessori per l’investigazione geotecnica in sito.

dovere di restituire un po’ di quello che abbiamo conquistato e questo investimento ci permette di lasciare un segno in un’area meravigliosa ma svantaggiata del nostro Paese. In futuro ci piacerebbe finanziare anche un’altra foresta impegnandoci a piantare un nuovo albero per ogni piezocono venduto. Anche se siamo un’azienda medio-piccola, il nostro contributo fa la differenza. Ci auguriamo di poter essere una fonte di ispirazione anche per altre imprese, perché tutti insieme possiamo superare la crisi ambientale e costruire un futuro più sostenibile e più giusto”. E come non essere d’accordo.


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# Te c h n i c a l . N o t e s / @C R M

Measuring While Jetting G li anni Ottanta, in numerosi cantieri di perforazione sparsi sull’intera Penisola, coincidono con la nascita e lo sviluppo di CRM. La società di Monterotondo (Roma) - strettamente correlata con le capacità tecniche di Sergio Salvi, il suo fondatore – in molteplici occasioni offre un contributo fondamentale attraverso intuizioni ad alto valore aggiunto. Durante gli anni Novanta le consulenze di cantiere si “trasformano” in un vero processo di industrializzazione, che va di pari passo con l’internazionalizzazione dell’azienda, in cui l’estrema attenzione per le qualità del personale si sommano a un ampliamento della sede progettuale e produttiva (2012) e progettuale (2020). La società, i cui prodotti sono venduti e apprezzati in tutto il mondo, è specializzata nel disegnare, industrializzare e produrre

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diversificate attrezzature per il jet grouting e la perforazione. E oggi, benché le capacità di progettazione, di disegno, di lavorazione meccanica e di carpenteria consentano l’assistenza alle attività di perforazione del sottosuolo a trecentosessanta gradi, il jet grouting rimane il settore principe per CRM. Un settore per il quale la società laziale ha recentemente sviluppato il sistema MWJ (Measuring While Jetting). Nelle applicazioni jet grouting, per una buona esecuzione di opere in “soilcrete”, la conoscenza dei parametri è di fondamentale importanza. Oggi i parametri jetting noti sono: tempo di risalita del monitor, velocità di rotazione, diametro e numero di ugelli, pressione dell’aria, pressione e portata del grout mix alla pompa, deviazione del foro (non in tempo reale).


Un test di successo

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o scorso giugno a Colleferro, in joint venture con Jean Lutz, CRM ha condotto un interessante test sul campo. La prova, che è stata un vero successo, ha infatti permesso di recuperare i dati di deviazione in tempo reale. Jean Lutz ha fornito l’elettronica Cicor/Ricor, mentre CRM ha studiato un’asta cablata in grado di alimentare l’elettronica nel Cicor per la misura della deviazione in fondo al foro e recuperare i dati trasmettendoli fino al Ricor, un raccordo con contatti striscianti collegato al Dialog della Jean Lutz. Una seconda prova sarà ripetuta questa primavera in altro campo prova. Il video relativo al test di Colleferro è visionabile a questo link:

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6674556540785041408

Solitamente le misure di deviazione non sono recuperate se non quando il sensore di deviazione è fuori dal foro e la perforazione è ormai completata. Ciò comporta l’evidente svantaggio di consentire la conoscenza della deviazione expost e non in tempo reale. Eppure, conoscere la deviazione del foro permetterebbe di correggerla prima che sia troppo tardi e comunque prima di iniziare l’iniezione di migliaia di litri di grout mix. Un altro parametro non ancora disponibile è la pressione in fondo al foro all’interno e all’esterno del monitor. La conoscenza della pressione all’interno del monitor permetterebbe la misura delle perdite di cariche (utile per una più precisa determinazione della reale energia cinetica del grout mix, e dunque del diametro della colonna), mentre la conoscenza della pressione del foro all’esterno del monitor può evitare indesiderati aumenti di pressione nel terreno. Il sistema MWJ (Measuring While Jetting) messo a punto da CRM è in grado di fornire la conoscenza in tempo reale proprio di questi parametri. In estrema sintesi il sistema MWJ è costituito dal Ricor Jean Lutz/CRM (una scatola a contatti striscianti), dalle aste MWJ CRM e dal Cicor di Jean Lutz (un adattatore bi-fluido che misura la deviazione e la pressione dentro e fuori dal monitor). I dati raccolti vengono mandati in superficie attraverso le aste MWJ e il Ricor. Lo schema del MWJ (Measuring While Jetting) messo a punto da CRM, i cui elementi principali sono il Ricor Jean Lutz/CRM, le aste MWJ CRM, e il Cicor di Jean Lutz we are

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# G r e a t . M a c h i n e s . W o r k i n g / @E U R O G E O Outline Stroke

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Indagini per un passaggio sicuro Due giorni insieme al team di Eurogeo, Outline Stroke professionisti della perforazione, raccontati dal geologo supervisore E

DI NICHOLAS BALLABIO, GEOLOGO

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una fredda mattinata di metà dicembre, quando incontro il team della società di perforazioni Eurogeo srl. Siamo nel cuore produttivo della Lombardia, in un piazzale della periferia est del comune di Segrate, nei pressi del cavalcavia della strada provinciale 103, dove è necessario eseguire due sondaggi fino a 10 m di profondità, uno per lato del sovrappasso. Il tutto va svolto in modo rapido e preciso, per non creare intralci alla circolazione e rumori eccessivi. Inoltre sono previsti altri due sondaggi su un secondo viadotto, ma questa volta lungo il fiume Serio, anche questi da eseguire nei tempi prestabiliti. L’obiettivo del lavoro è quello di caratterizzare e indagare, nel modo più esaustivo possibile, i terreni limitrofi alle infrastrutture in questione, ma rimanendo entro

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i limiti del budget prefissato. Parlando in termini geologici, bisogna determinarne la stratigrafia, così da poter progettare in modo efficace i successivi interventi di miglioramento e manutenzione inerenti i due viadotti. Il primo sondaggio viene eseguito tra l’imbocco sud del cavalcavia e un’azienda, in un lembo di terreno libero. In questo caso la difficoltà non è dovuta alla zona di lavoro ma alla logistica. La perforatrice è stata trasportata mediante bilico, scaricata in un parcheggio limitrofo all’area delle operazioni e poi condotta in cantiere mediante radiocomando. L’area della perforazione è infatti posta in un terreno depresso rispetto alla strada e vicino a un incrocio, quindi non raggiungibile dall’autocarro. La traslazione occupa circa 10 min, un tempo davvero limitato

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Chi è Eurogeo

Nata nel 1997, la società Eurogeo srl fonda il proprio core business nelle indagini geognostiche e geotecniche, ma opera anche nel campo dei pozzi per acqua e geotermici, che hanno avuto un ottimo incremento negli ultimi anni. Altro settore dove ricopre un ruolo importante è quello legato all’ingegneria, ovvero i consolidamenti: micropali, paratie, berlinesi. L’azienda si avvale di personale esperto, in possesso del patentino di operatore per macchine edili complesse. Molto interessante la flotta che è composta da quattro perforatrici cingolate, una perforatrice montata su motrice e 2 compressori esterni, il tutto completato da varie strumentazioni per numerose indagini geotecniche. La platea di clienti è molto variegata, offrendo servizi a professionisti come geologi e ingegneri, ma anche per grosse aziende del settore edile.

che consente di evitare disagi alla circolazione. La squadra è composta da due perforatori e dall’autista del camion, che si occuperà dello spostamento della macchina operatrice per i successivi sondaggi. Una volta piazzata la perforatrice e la strumentazione a contorno (le aste di prolungamento, i piedistalli, le cassette catalogatrici, eccetera) si può procedere con la perforazione, che consiste in un sondaggio a carotaggio continuo con diametro di 101 mm fino a 10 m di profondità, senza l’ausilio

di acqua per la lubrificazione e il raffreddamento. Inoltre, sono previste tre prove penetrometriche standard (denominate SPT) per ogni sondaggio al fine di valutare le proprietà geotecniche dei terreni. Passato lo strato di terreno vegetale e di riporto dello spessore di circa 1 m, si incontrano i terreni autoctoni: ghiaie sabbiose molto compatte con numerosi ciottoli calcarei di dimensioni variabili derivanti dalle varie esondazioni del fiume Serio. Nonostante la tenacità dei terreni, la Comacchio MC12 da 115 kW grazie al sistema


# G r e a t . M a c h i n e s . W o r k i n g / @E U R O G E O

La Comacchio MC12 La gamma MC di Comacchio nasce per diversificate applicazioni di ingegneria geotecnica

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a linea MC offre una vasta scelta di macchinari, da 2 a 40 t, tutte cingolate. La MC12 si inserisce nella parte intermedia della famiglia, tra le perforatrici articolate multifunzione, offrendo un’ottima versatilità di utilizzo, sia per le dimensioni sia per il peso. Le prime sono di poco più di 5 m di lunghezza e 2,10 m di larghezza, mentre il peso varia dalle 11,5 t per la 95 kW alle 13,5 t per la 115 kW. Questa linea di perforatrici utilizza alcuni sistemi avanzati e brevettati dalla Comacchio stessa, come il sistema di articolazione del mast che consente di operare su un ampio spettro di opere di ingegneria. Inoltre, può operare a testa singola o doppia. Con il primo sistema può perforare a rotazione, a rotopercussione o a vibro-percussione, mentre con il secondo lavora a doppia rotazione. Ultima innovazione riguarda la parte motore con la nuova generazione EU Stage 5 in grado di soddisfare gli ultimi standard ambientali in termini di emissioni di gas e acustici.

Lo Studio Giovine Lo Studio di Geologia Tecnica del Dott. Giovine, con il quale collabora Nicholas Ballabio, si occupa di un’ampia gamma di lavori, ma si fonda principalmente sulla geotecnica e sull’ambientale. In genere segue lavori di piccolo e medio taglio. Tra gli altri settori spiccano quelli inerenti i pozzi per acqua e i pozzi geotermici, la stabilità dei versanti, la geofisica, eccetera. In sostanza lo studio copre le principali richieste del mercato nel campo geologico e geotecnico, attingendo anche ad altri professionisti o, nel caso di commesse complesse, appoggiandosi a studi di maggiori dimensioni.

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di perforazione a rotopercussione avanza senza tentennamenti. In circa 2 ore il primo sondaggio è portato a compimento e alla fine della mattinata anche il secondo è completato. Nel pomeriggio la perforatrice viene spostata su uno dei ponti principali che uniscono le due parti di Seriate, diviso dal fiume Serio. In questo contesto, ci troviamo in una zona residenziale, le doti di rapidità e silenziosità sono particolarmente apprezzate. Inoltre, si tratta di sondaggi sino a 15 m di profondità e con problematiche legate al terreno. A circa 6 m si incontra il Conglomerato di Seriate, ovvero una ghiaia con ciottoli di varie litologie, da tenere a molto dure, cementate, ma con livelli di argilla, quindi con comportamenti durante la perforazione molto vari. Nonostante queste difficoltà il primo sondaggio del viadotto viene concluso nel pomeriggio

e il secondo nel mattino del giorno seguente, terminando il lavoro assegnato con mezza giornata di anticipo. Eurogeo Srl via Sentirone, 3 - Paderno Dugnano (MI) Tel. 02.91084691 - Fax. 02.99108919 www.eurogeosrl.it info@eurogeosrl.it


Due parole: Efficienza energetica

United. Inspired. Il minor consumo di carburante nella sua categoria. Abbiamo sottoposto SmartROC T40 a severi test. Il risultato non lascia dubbi – il nostro SmartROC T40 non accetta compromessi quando si tratta di produttività e qualità del foro. E’ davvero il campione del mondo di efficienza energetica.

epiroc.com


# C o m p a n y . Vo i c e s / @C I A N C A L E O N I

Mauro Ciancaleoni, CEO della società umbra

Produttori di usato Ciancaleoni è un vero e proprio punto di riferimento nel settore dell’usato delle macchine per palo e micropalo

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l nostro titolo, Produttori di usato, è un ossimoro decisamente efficace (perdonateci la poca modestia), che descrive alla perfezione l’attività di Ciancaleoni. Andiamo con ordine. Il termine “produzione” richiama alla creazione di un prodotto “nuovo” e poco sembra accostarsi alla parola “usato”, che per definizione riporta alla mente qualcosa di logoro e vecchio. Quando però si parla di Ciancaleoni questi due termini – produzione e usato – si accostano

alla perfezione, in quanto da decenni la società con sede a Spello (PG) è considerata il riferimento principale nel campo dell’usato delle macchine per palo e micropalo. Del resto la volontà di distinguersi dalla miriade di aziende esistenti nel mercato dell’usato delle perforatrici, che svolgevano la mera attività di trade senza fornire nessun servizio aggiuntivo, ha spinto l’azienda umbra, guidata dal CEO Mauro Ciancaleoni, a evolversi fino a diventare un leader assoluto

del second hand legato al settore delle fondazioni. Ma cosa distingue Ciancaleoni dai suoi competitor? A spiegarcelo è lo stesso Mauro Ciancaleoni: “l’azienda, nata come officina meccanica per opera di mio padre circa 50 anni fa per servire principalmente le aziende di pozzi della zona, a partire dalla fine degli anni Novanta ha affiancato alla produzione di accessori per la perforazione (ricordiamo che la ditta umbra è uno dei principali produttori di tubi da rivestimento o casing che dir si voglia, ndr.) anche

Il Mercato na volta revisionate le perforatrici vanno vendute. La finalizzazione degli sforzi fatti dall’officina è nelle mani dell’ufficio commerciale, il cui responsabile, Giuseppe Coppola, ci spiega l’andamento del mercato soprattutto in quest’ultimo periodo segnato dalla pandemia.

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“Con l’arrivo del Covid”, afferma Coppola, “purtroppo abbiamo dovuto modificare le nostre tecniche di vendita. Il 70% del nostro mercato per l’usato è estero ed il nostro più grande biglietto da visita è sempre stata l’officina specializzata che abbiamo a Spello. Quando un cliente interessato arrivava in

ditta e vedeva con i propri occhi il lavoro svolto sulla trivella, la vendita era quasi certa. Oggi a causa delle varie restrizioni, l’approccio face to face e le varie visite e fiere sono state sostituite da video call, filmini, foto e report tecnici sempre più dettagliati. Questo, unito al nome della ditta ormai noto in

tutto il mondo, ci ha consentito di continuare ad avere la fiducia dei clienti portando le vendite del 2020 ad un +20% rispetto all’anno precedente, includendo naturalmente anche la produzione di tubi da rivestimento, utensili, CFA e Kelly bar che hanno avuto un incremento altrettanto importante”.


Una svolta green

Ciancaleoni è quindi un’azienda sana in pieno sviluppo, che ha iniziato anche un importante percorso verso la green economy, come ci spiega la Dott.ssa Luisa Carria, responsabile amministrazione e piani di investimento della società. “ Un passo dovuto ma non scontato”, sottolinea Luisa Carria, “che ha portato all’installazione in azienda di un impianto fotovoltaico della potenza di 191,82 kW che consentirà di rendere autonomo il nostro processo produttivo oltre a convertire tutti i mezzi di sollevamento interni passando dal motore diesel a quello elettrico. In un momento storico così delicato per il nostro pianeta abbiamo ritenuto prioritario pianificare ed implementare investimenti di lungo periodo volti alla tutela dell’ambiente”.

un nostro marchio, pensiamo di fornire attraverso le nostre revisioni un prodotto che oltre al brand originale ha anche qualcosa di nostro. Lavoriamo a stretto contatto con i principali costruttori italiani, principalmente Soilmec, Casagrande e Comacchio. Oltre alla parte meccanica ci teniamo anche all’estetica. Come si dice anche l’occhio vuole la sua parte... I nostri carrozzieri con la loro maestria riescono a finire quanto iniziato dai meccanici, confezionando una macchina riverniciata come uscita dalla fabbrica”.

la vendita di trivelle e perforatrici usate. Inizialmente agivamo come intermediari, ma conoscendo la maggior parte delle ditte italiane di perforazione siamo ben presto divenuti un punto di riferimento per tutti coloro che cercavano una trivella usata. L’incremento della digitalizzazione (internet e soprattutto i social media) con una conseguente globalizzazione dei mercati, ci ha imposto un cambio del nostro modo di intendere l’azienda. La figura dell’intermediario era diventata troppo inflazionata ed abbiamo deciso di investire in maniera importante nel mercato dell’usato, prima acquistando le perforatrici in modo da averne il pieno controllo e poi creando un’officina specializzata nelle revisioni con

Ciancaleoni srl Via della Meccanica 2/4 - 06038 Spello (PG) Tel. 0742 301626 – 0742 302061 Fax 0742 301514 https://www.ciancaleoni.com/ info@ciacaleoni.com meccanici di alto profilo. In poco tempo abbiamo avuto un nostro parco macchine usato. Di pari passo è nata anche l’officina mobile per fornire un servizio di start up direttamente in cantiere per i nostri clienti oltre a garantire piena assistenza h24”. La spiegazione offerta da Ciancaleoni non fa una grinza, ma manca ancora un tassello. “Ci definiamo produttori di usato”, ci spiega a tal proposito il CEO della società, “perché spesso le trivelle vengono letteralmente dissezionate, per essere ricondizionate a fondo. Da qui nasce la definizione produttori di usato, poiché pur non avendo


# E x h i b i t i o n s / @G E O F L U I D

Non vediamo l’ora! Il Geofluid aspetta tutti i professionisti del settore a Piacenza dal 15 al 18 settembre. Noi, ovviamente, ci saremo

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eotermia, cantieri 4.0 del sottosuolo, nuove tecnologie trenchless, dewatering e acque sotterranee, transizione energetica, riduzioni delle emissioni in atmosfera e geoingegneria, nuovi materiali per il trasporto dei fluidi e nuove normative sui macchinari sono i temi che sosterranno la parte espositiva di Geofluid 2021. Un’edizione che rappresenterà un momento strategico per capire in che modo l’economia continentale, le commesse internazionali e i grandi lavori sulle infrastrutture pubbliche potranno generare indotto per il prodotto interno lordo. Ma al di là della specializzazione e dell’aggiornamento professionale, Geofluid vuole anche rappresentare un trampolino di lancio per il futuro del nostro settore e la prossima

quindi evidente come gli scenari futuri saranno tendenzialmente legati alle risorse economiche in gioco per assicurare da un lato il mantenimento delle forniture idriche e dall’altro la tutela ambientale attraverso il ricorso sempre più importante alle energie rinnovabili, tra le quali la geotermia. Un particolare impegno sarà inoltre indirizzato verso la gestione del gas naturale attraverso le reti transeuropee. Grandi opere e impianti saranno oggetto di progetti e commesse del prossimo decennio per arrivare al 2050 con un continente europeo più pulito. Tanta carne al fuoco, quindi, e dopo un anno di “quaresima forzata” ci sembra il caso di rimetterci a tavola. edizione si appresta ad essere un momento importante per pianificare i prossimi lavori nel settore delle perforazioni, delle fondazioni e del sottosuolo. Il tutto inserito in un progetto internazionale di grande respiro. Nel budget 20212027 dell’Unione Europea gran parte delle risorse del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (ERDF) verranno indirizzate verso le misure relative all’ambiente: oltre 70 miliardi per energie rinnovabili, decarbonizzazione ed efficientamento energetico. Geofluid rappresenta inoltre la vetrina espositiva del comparto legato alle risorse idriche. Nel complesso il fabbisogno italiano di acqua è pari a un prelievo giornaliero di 25 milioni di metri cubi con l’oltre 80% derivante, secondo l’Istat, da fonti sotterranee di cui oltre il 40% da pozzi. Risulta

Sold Out? Geofluid 2021 vede già riconfermata la quasi totalità dei 280 espositori diretti, per un’edizione che vedrà coinvolto, grazie alla stagione favorevole, tutto il territorio piacentino al fine di offrire un’esperienza fieristica completa alle aziende partecipanti e ai visitatori professionali. Di seguito ricordiamo i contatti più importanti. Oltre il sito (www.geofluid.it), la Segreteria Organizzativa di Piacenza Expo è disponibile al numero 0523602711 o via email (geofluid@piacenzaexpo.it).

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#DO.YOU.KNOW?

SUCCEDE

ALL’ESTERO

F O N DA Z I O N I S P E C I A L I

UNA LRH SUL LAGO Inclinazione elevata ed esecuzione da una chiatta: i pali di fondazione per il nuovo ponte ferroviario a Minnevika, in Norvegia, sono una vera sfida tecnica. Aarsleff Ground Engineering sta utilizzando una Liebherr LRH 600 con sistema di guida fisso al fine di completare 20 pozzi per pali. La sfida progettuale consiste nel raggiungere la capacità portante del terreno perché lo strato roccioso è molto profondo e sono necessari pali inclinati. Il cantiere è situato in un lago interno, il che rende molto più difficile il trasporto di grandi macchine e materiali di grandi dimensioni. www.liebherr.com

NOLEGGIO

35.000 ore O.Rentals di Dubai ha sempre avuto nella propria flotta gru cingolate duty cycle Liebherr. Attualmente sono otto le macchine della serie HS operative. La loro principale applicazione è la compattazione dinamica del suolo: in tale ambito le Liebherr si sono sempre dimostrate macchine affidabili versatili e produttive, caratteristiche fondamentali per O.Rentals. “Intendiamo utilizzare le gru finché durano. Sono macchine molto affidabili, che ci hanno servito bene e continuano a farlo” ha dichiarato K C Pingle, Divisional Manager at O.Rentals.

casagrandegroup.com


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Montecarlo sarà ancora più bella Un progetto internazionale, tempi strettissimi e un terreno difficile. Questa la sfida del mega-cantiere Mareterra raccolta dalla cordata Fondamenta-Sogefon che, per affrontarla, si è affidata alle perforatrici e alle attrezzature di Bauer Macchine Italia

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l progetto Mareterra”, afferma Andrea Ruggero, Sales Area manager di Bauer Macchine Italia, “è un’estensione a mare di 6 ettari, un’opera immobiliare impressionante che punta molto su due aspetti: il design, grazie alla

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presenza di alcuni degli architetti più importanti a livello mondiale, e una forte impronta eco-friendly. Il progetto può essere suddiviso in due macrosezioni: sul lato Nizza un porticciolo pittoresco, una piscina artificiale e un complesso di appartamenti di lusso; verso l’Italia

si svilupperà invece un’importante area residenziale composta da lussuose ville circondate da vaste aree verdi”. Mareterra, infatti, non ha solo lo scopo di riqualificare il fronte mare, ma è molto legato agli aspetti ecologici. Verranno piantati migliaia di alberi e l’intero progetto vedrà ampie aree pedonali e ciclabili. Il tutto per un’operazione immobiliare eco-friendly e con un rinnovato appeal estetico del Principato. A livello tecnico Mareterra si caratterizza per tempi di cantiere strettissimi e per un terreno che richiede tecnologie di elevato livello, macchine con prestazioni al top e incredibili capacità produttive. Queste peculiarità hanno indotto la cordata Fondamenta-Sogefon ad affidarsi alle macchine e alle attrezzature di Bauer Macchine Italia che, inoltre, garantisce una costante presenza in cantiere per una manutenzione ordinaria e straordinaria al fine di scongiurare


qualsiasi fermo macchina imprevisto. I lavori di fondazione sono iniziati nell’agosto del 2019 e la loro fine è prevista per dicembre 2021, mentre la consegna del progetto è fissata per il 2024. “Tra le peculiarità del cantiere”, riprende l’ing. Ruggero, “va evidenziato come in una parte, per circa 14.000 m di palo, venga utilizzato il classico rivestimento a doppia parete e recupero, mentre per i restanti 25.000 m si usi un rivestimento definitivo. Con questa tecnica il rivestimento usato in fase di scavo è a singola parete e rimane nel terreno, diventando parte integrante del palo

definitivo. Una scelta tecnica che a Montecarlo deriva da un evidente problema di attrito negativo in tutta l’area in cui è presente il riempimento fino, cioè quella che va dalla costa attuale fino a 25 m dai cassoni a mare. Mentre tutti i pali con rivestimento a recupero si trovano nell’area a riempimento grossolano che presenta una pezzatura da 20 a 180 mm e che è situata a ridosso dei cassoni”. I circa 1.100 pali rivestiti trivellati sono particolarmente complessi e raggiungono diametri fino a 1.800 mm e profondità fino a 65 m. Si tratta di un’attività molto

Le opere di fondazione

Di seguito i dati del progetto che riassumono i lavori di fondazione in cui sono impegnate le macchine e le attrezzature di Bauer Macchine Italia. • Numero totale di pali previsti: circa 1.100 pali • Metri lineari totali: circa 39.000 m • Pali con rivestimento definitivo: circa 25.000 m • Pali con rivestimento temporaneo: circa 14.000 m • Diametri: 1.800, 1.500, 1.200 e 1.000 mm • Profondità massima: 65 m

Andrea Ruggero, Sales Area manager di Bauer Macchine Italia

impegnativa anche perché un riempimento di questo genere a mare è forse la situazione più critica per un palo trivellato, una delle applicazioni che necessita di maggiori performance in assoluto. Infatti un simile riempimento in acqua porta immediatamente il terreno a stringere sul tubo creando un elevatissimo attrito superficiale attorno al tubo. Per affrontare un lavoro di questo tipo servono quindi macchine di grossa taglia ed elevate prestazioni quali sono i modelli di maggior dimensione prodotti da Bauer. “Le due macchine più grandi”, specifica Andrea Ruggero, “hanno anche il moltiplicatore di coppia, una scelta tecnica pensata per ridurre al minimo, o eliminare, l’uso della morsa, che se ha il vantaggio di portare sempre a termine la perforazione, ovviamente risulta we are

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➜ M A R E T E R R A : U N O S P E T TAC O L A R E P R O GETTO IMMOBILIARE CHE CAMBIERÀ PER S E M P R E I L V O LT O D E L P R I N C I PAT O D I M O N AC O V I S T O DA L M E D I T E R R A N E O . A DA R E U N C O N T R I B U T O F O N DA M E N TA L E L E P E R F O R AT R I C I , L E AT T R E Z Z AT U R E E I L S E RV I Z I O D I A S S I S T E N Z A I N CA N T I E R E D I B AU E R M AC C H I N E I TA L I A

La difficoltà del cantiere ha imposto un’estrema attenzione anche per l’attività di assistenza tecnica

più lenta”. Tutte le macchine sono equipaggiate con le aste kelly Bauer silenziate e di varia pezzatura, per permettere un sistematico turnover dovuto a un terreno che crea un forte attrito anche a livello di utensile-tubo di rivestimento. Inoltre, superato il riporto, gli utensili si vanno a intestare in roccia che, soprattutto nella zona centrale con un’area di faglia, raggiunge i 100 Mpa. Le problematiche di cantiere hanno imposto un’estrema attenzione

anche per l’attività di assistenza tecnica. In accordo con il cliente, Bauer Macchine Italia ha predisposto in cantiere un container-magazzino con i ricambi necessari per i tagliandi alle macchine, tutti concordati e pianificati con i tecnici, e anche i ricambi che potrebbero servire per ridurre al minimo i fermi cantiere. Tramite il lavoro congiunto del capo-cantiere e dei tecnici di Bauer Macchine Italia la ricambistica è così sempre sotto controllo. Inoltre il contratto service prevede la presenza flessibile (in genere 14 giorni al mese) di un tecnico specializzato Bauer Macchine Italia. Tutto ciò consente un monitoraggio costante delle macchine, del resto coadiuvato dal controllo delle perforatrici da remoto grazie al B-Tronic montato su tutte le BG Bauer. “La costante presenza in cantiere, oltre alla qualità delle macchine usate”, precisa l’ing. Ruggero, “è stato uno dei motivi che ha indotto il cliente ad affrontare un cantiere così impegnativo in collaborazione con Bauer Macchine Italia. La presenza continuativa a livello di service è del resto richiesta anche dalla committenza che non accetta neppure un solo giorno di ritardo”. La precisione della committenza si traduce anche in un rigido controllo sulla reportistica. Ogni palo finito viene ufficialmente accettato solo se corredato dall’apposita documentazione comprendente i report, che il sistema in cloud Bauer Web-BGM, tramite il B-report, permette di estrapolare. Da qui si possono evincere moltissimi dati tra i quali i diagrammi della profondità raggiunta, della coppia, del tiro-spinta, del numero di giri

della rotary. La direzione lavori va poi a confrontare questi grafici con la geologia preliminare riscontrata durante le prove geognostiche. Il sistema Web-BGM permette, attraverso il B-Tronic, anche di controllare in tempo reale la perforatrice e di ricevere l’intera diagnostica relativa alle macchine.

Un impegno notevole Le severe esigenze di cantiere hanno richiesto macchine di grossa taglia ed elevate prestazioni che trovano corrispondenza nei modelli di maggior dimensione prodotti da Bauer

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ueste, in sintesi, le macchine e le attrezzature di Bauer Macchine Italia presenti nel cantiere monegasco. • 1 BG45 Premium Line con moltiplicatore di coppia BTM 720 K e predisposizione per utilizzo

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di morsa giracolonna • 1 BG55 Premium Line con moltiplicatore di coppia BTM 720 K e predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna • 2 BG36 Premium Line con predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna

• 1 BG30 Premium Line con predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna • 3 morse giracolonna Bauer BV1500 complete di riduzioni per diametri 1.200 e 1.000 mm • 1 morsa giracolonna Bauer BV2000 completa di riduzioni

per diametri 1.800 e 1.500 mm • Circa 450 m di tubi di rivestimento Bauer a doppia parete serie Blue Line • Circa 25 utensili Bauer: bucket da terreno sciolto, bucket da roccia e carotieri in vari diametri.


Le celle di Osterberg ➜

I primi tre pali di prova sono stati eseguiti con una Bauer BG45 e si è trattato dei primi pali fatti e testati sul territorio francese con l’utilizzo delle celle Osterberg. “La O-cell, o cella di Osterberg”, interviene Andrea Ruggero di Bauer Macchine Italia, “è un dispositivo a perdere idraulicamente guidato, calibrato e sollevato con un martinetto, installato all’interno dell’unità di fondazione. Funzionando in due direzioni, verso l’alto con il taglio laterale e verso il basso con la reazione di base, la O-cell separa automaticamente i dati di resistenza. La prova di carico con le celle di Osterberg non è condizionata dai limiti derivanti dall’utilizzo di travi strutturali sovrastanti e dai pali vincolati al piede”. we are

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70.000 m di diaframmi Outline Stroke

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A Ferrara, la costruzione di una nuova galleria artificiale per l’interro della tratta ferroviaria SuzzanaOutline Strokeha messo alla prova (con successo) le Fill Shape Codigoro attrezzature Casagrande KRC2-180° e KRC1 DI FRANCESCO FANZINI

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DI CASAGRANDE

i troviamo a Ferrara splendida città, imperdibile per gli amanti dell’arte, della cultura e della buona cucina – in questa occasione teatro di un interessante intervento riguardante la linea ferroviaria Suzzana-Codigoro, che fa capo a FER – Ferrovie Emilia Romagna. Un cantiere che si estende per oltre 3 km e che nella città estense ha visto la costruzione di una nuova galleria artificiale per interrare la tratta ferroviaria. Un progetto impegnativo, che prevede la realizzazione di oltre 70.000 m2 di diaframmi, corrispondenti a circa 1.900 pannelli a una profondità variabile dai 12 m ai 24 m. Ogni pannello ha una apertura di 2.500 mm per una larghezza di 800 mm e, in base alle caratteristiche del suolo che variano per la presenza di sabbia, torba e argilla, sono state scelte miscele di bentonite o di polimeri. Alla realizzazioneFilldiShape queste opere sono state chiamate le attrezzature Casagrande KRC2-180° e KRC1. A Ferrara stanno lavorando tre KRC2-180° applicati su basi B200 e C400 e altrettanti KRC1 applicati su basi B125 e B175. Le B200 e C400 con KRC2-180° si segnalano per una massa operativa di circa 60 t e sono equipaggiate con motori diesel da 239 kW per l’azionamento di tutte le manovre, a partire dall’argano free fall che, con una carrucola di rinvio posta alla base delle aste telescopiche, garantisce 400 kN nominali di forza di estrazione alla benna. Particolarmente interessante la possibilità di separare in modo rapido le parti dell’attrezzatura.


➜ Questa caratteristica, unitamente alla larghezza in sagoma di 2.500 mm, permette trasporti economici senza permessi eccezionali. Come accennato, il KRC1 è invece applicato su base B125 e B175, per una massa operativa di circa 40 t, una potenza motore fino a 209 kW e una forza di estrazione di 335 kN nominali con argano free fall con un tiro raddoppiato a un rinvio. Anche in questo caso la modularità della macchina e la larghezza contenuta nei 2.500 mm si traducono in trasporti particolarmente economici. Sotto il profilo tecnico vale ora la pena di soffermarci sui due sistemi Casagrande per la realizzazione di diaframmi mediante benne idrauliche guidate, cioè il KRC2-180° e il KRC1, che vanno ad aggiungersi alle benne idrauliche sospese KHD e all’idrofresa. Nello specifico il KRC2-180° è in grado di realizzare diaframmi fino a 1.500 mm di spessore raggiungendo profondità fino a 45 m, con una lunghezza del singolo scavo da 2.200 a 3.200 mm. La tavola rotante di ±180° consente di posizionare correttamente la benna nella trincea, ruotarla di 180° per bilanciare la differenza del numero di denti e pareggiare lo scavo, oltre a realizzare pannelli d’angolo senza spostare il carro cingolato. Per diaframmi fino a 800 mm di spessore e profondità massime di 30 m, Casagrande ha realizzato l’attrezzatura KRC1 (singolo scavo da 2.200 a 2.500 mm). Si tratta di un’attrezzatura che trova impiego ideale in condizioni di lavoro meno gravose ed è equipaggiata con un sistema di rotazione di ±45° per il corretto posizionamento

in trincea e lo scavo di pannelli d’angolo. La profondità di scavo e le dimensioni dipendono dalla benna montata, dalla macchina su cui è installata e dalle caratteristiche deL terreno da scavare. Entrambi i sistemi si segnalano per l’efficacia e la semplicità d’uso. Infatti, grazie al supporto HD installato rigidamente sulla macchina base e alle aste telescopiche che guidano la benna, risultano di facile utilizzo, con gli operatori che rapidamente ne acquisiscono padronanza. Inoltre, non essendoci oscillazioni del carico (sempre possibili con la benna a fune sospesa, ndr), le fasi di rotazione della torretta per lo scarico del materiale scavato e il riposizionamento in trincea risultano rapide e precise. Alla base delle aste telescopiche si applica la parte mordente denominata “benna K” che,

Soluzioni telematiche

Nella serie XP-2 si possono adottare i sistemi CFM e CDR sviluppati da Casagrande specificamente per le proprie macchine La qualità delle macchine Casagrande si abbina a innovativi sistemi telematici. Nello specifico il CFM (Casagrande FleetMaster) è la nuova piattaforma online che permette il controllo in remoto da qualsiasi dispositivo: PC, Tablet o Smartphone. Con un semplice accesso alla pagina web dedicata, è infatti possibile monitorare l’attività, la posizione della macchina, gli allarmi attivi e lo storico, tutti i dati significativi registrati, oltre a manuali di uso e manutenzione e schemi idraulici ed elettrici. Il CDR (Casagrande Data Recording) è invece il sistema di registrazione e monitoraggio dei lavori eseguiti. Sul monitor in cabina sono visualizzati i parametri della perforazione in corso, lo storico e i dati caratteristici in base alla tecnologia impiegata. È possibile scaricare i dati per postprocessing, o realizzare report dedicati al cantiere.

con i doppi cilindri idraulici, il sistema di bilanciamento dell’apertura/ chiusura e l’opzionale scalpello centrale, permette un’elevata penetrazione anche nei terreni più difficili. Le valve sono realizzate con acciai a elevata resistenza e con rinforzi antiusura. In prossimità della benna sono presenti delle lunghe carene per guidare nello scavo ed evitare deviazioni dalla verticalità. Come accennato, le due attrezzature sono montate su basi della serie XP-2 Casagrande, macchine dotate del sistema di controllo Smart Power Management (SPM) per la gestione intelligente della potenza del motore. L’impianto idraulico è Full Load Sensing (FLS) che, tramite la retroazione tra pompe e distributori, porta in pressione solo la quantità di olio richiesta istantaneamente dagli utilizzi. Il tutto al fine di gestire la richiesta di potenza e di ridurre le dissipazioni, ottenendo un notevole risparmio di carburante.

L’attenzione per l’operatore e perforatrici Casagrande si segnalano per un’estrema attenzione rivolta all’operatore, che beneficia di una cabina ai massimi livelli di comfort, ergonomia e sicurezza. Quest’ultimo aspetto gode di un’ampia visibilità offerta da grandi superfici vetrate temprate

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e dalla struttura di protezione FOPS. Se la scelta di materiali fonoassorbenti di ultima generazione vanno a ridurre l’emissione acustica, anche gli scambiatori di calore intelligenti modulano la velocità delle ventole in funzione della quantità di calore da dissipare, riducendo il livello di rumorosità dell’impianto

di raffreddamento e il consumo di carburante. La livrea, brevettata, concorre a offrire la massima accessibilità e sicurezza nelle fasi di manutenzione grazie alle fiancate ad apertura elettroidraulica con apertura completa del vano motore e argani. Sono inoltre disponibili pedane laterali e parapetti per garantire la

sicurezza durante le operazioni di manutenzione e ispezione. All’interno, il monitor touchscreen da 10,4” offre all’operatore il pieno controllo della macchina. Da segnalare infine le telecamere di sorveglianza e il monitor in cabina per il controllo visivo degli argani e di tutta l’area intorno alla macchina.

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Posizionamenti facili con Liebherr Un mese in meno di cantiere per realizzare oltre 1.300 pali, grazie al sistema di posizionamento LIPOS di Liebherr Nell'immagine sopra: le misurazioni di prova possono essere eseguite rapidamente e facilmente utilizzando il Rover Rod

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n Austria, e più precisamente a Oberwart, è in fase di costruzione un nuovo ospedale, molto vicino a quello già esistente, che potrà aumentare il livello di assistenza medica dell’intera regione. Il terreno su cui sorgerà l’edificio, però, presenta una struttura cedevole, tant’è che per evitare successivi interventi di consolidamento, nonché possibili danni alla costruenda struttura, si è rivelato necessario un imponente intervento di consolidamento mediante opere di fondazione prima di poter procedere alla costruzione. L’opera di consolidamento del terreno prevede la realizzazione di 1.310 pali con un diametro ognuno di 630 mm fino a una profondità di 16 m, utilizzando il metodo CFA (coclea a

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volo continuo). Della realizzazione di tutto ciò, su un’area complessiva di 23.000 m² è stata incaricata la Züblin Spezialtiefbau Ges.m.b.H. Questa, a sua volta, ha schierato in campo la propria perforatrice Liebherr LB 28, equipaggiata per la prima volta per l’azienda, del nuovo dispositivo LIPOS e supportata in loco da una pompa per calcestruzzo Liebherr THS 110, che garantisce che il calcestruzzo consegnato venga immediatamente pompato nella posizione richiesta. Inizialmente, erano stati previsti circa 4 mesi di cantiere per realizzare tutti i pali a progetto, ma l’upgrade della LB 28 con il sistema LIPOS ha enormemente velocizzato le tempistiche. Una volta mappati i 23.000 m2 del sito e caricati i dati

La LB 28 e la pompa per calcestruzzo Liebherr THS 110 di Züblin Spezialtiefbau Ges.m.b.H. sul cantiere di Oberwart

di posizionamento dei singoli pali, il sistema LIPOS è infatti in grado di posizionare velocemente e con accuratezza la macchina: per farlo l’operatore deve semplicemente selezionare a sistema il prossimo palo da realizzare all’interno di quello che si presenta come un piano di perforazione digitale. L’operatore, inoltre, vede sempre la posizione della macchina con una precisione al centimetro grazie a un monitor aggiuntivo in cabina. La LB 28 può essere manovrata con facilità su ciascuno dei 1.310 punti di perforazione senza la necessità di picchetti in ferro o contrassegni colorati per l’orientamento. In questo modo l’operatore non deve più fare attenzione ai segni sul terreno o al tubo di cemento e può concentrarsi


LRB 23: l’evoluzione della specie a nuova perforatrice Liebherr LRB 23 recentemente presentata sul mercato va a colmare il gap di gamma tra la LRB 16 e la LRB 355. La nuova macchina è caratterizzata da un motore da 600 kW, ideale per l’esecuzione di fondazioni speciali con le più comuni tecniche oggi utilizzate, come la perforazione con Kelly bar, la doppia perforazione rotativa, nonché con vibratore o martello idraulico. Il design compatto ne consente il trasporto in un unico trailer, semplificando così la mobilità tra cantieri. Anche il telecomando semplifica molto sia il processo di carico per il trasporto che quello di assemblaggio della macchina. La testata rigida della nuova LRB 23, accoppiata alla potenza del motore, fa di questa macchina l’unico modello della sua classe a poter operare con Kelly bar, mentre il sistema di azionamento BAT 300 fornisce una coppia massima di 300 kNm. Il bloccaggio delle sezioni telescopiche della barra Kelly è notevolmente

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sulle altre fasi della perforazione, essere più flessibile e indipendente e quindi più veloce nella gestione della perforatrice. Inoltre, il sistema semplifica il posizionamento delle attrezzature di cantiere. La pompa per calcestruzzo, i rinforzi, così come altri strumenti e materiali possono essere posizionati in modo ottimale attorno alla perforatrice. La produttività risulta così massimizzata dalla combinazione del sistema LIPOS della perforatrice

Le antenne del sistema LIPOS sono montate direttamente sulla guida e consentono una precisione al centimetro nel posizionamento della perforatrice

semplificato dal sistema di visualizzazione Kelly integrato nell’LRB 23 grazie al quale l’operatore in cabina ha una visuale costante e in tempo reale sia degli incavi di bloccaggio della barra Kelly che della distanza effettiva al successivo bloccaggio. Durante le perforazioni a coclea continua, invece, il processo di pompaggio del calcestruzzo è automatizzato grazie al sistema di assistenza dedicato già implementato sulla nuova LRB 23. Questo e tutti gli altri sistemi di assistenza della macchina contribuiscono a un risparmio di tempo, una maggiore disponibilità della macchina e un significativo aumento della sicurezza durante le varie operazioni. All’interno della nuova cabina inoltre l’operatore sperimenta immediatamente il nuovo concetto di comfort di Liebherr: rumorosità ridotta, vista panoramica e abitabilità massimizzata da un moderno sistema di aria condizionata con flusso d’aria migliorato, un campo visivo ottimizzato e un sedile ortopedico con riscaldamento e raffreddamento integrati.

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Una simbiosi perfetta: dalla betoniera, alla pompa per calcestruzzo, alla perforatrice, ovviamente Liebherr

La posizione esatta della perforatrice Liebherr viene costantemente visualizzata sul monitor aggiuntivo LIPOS montato in cabina

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con sofisticati sistemi di assistenza, tant’è che la completa palificazione dell’area richiederà solo 3 mesi anziché 4. Va da sé che il sistema di posizionamento LIPOS può giocare un ruolo decisivo in molti cantieri. Senza questo sistema i punti di perforazione dovrebbero essere misurati, disegnati e contrassegnati almeno tre volte al giorno: un processo che viene completamente eliminato con l’aiuto di LIPOS. Inoltre tutto il personale del cantiere ha sempre una chiara visione di dove si trovano esattamente le pile, quali pile sono già state completate e quali devono ancora essere realizzate. “Il sistema di posizionamento LIPOS è ideale per completare i cantieri, soprattutto utilizzando il metodo CFA” ha

dichiarato Harald Fugger, site manager del cantiere di Oberwart. “ LIPOS si è dimostrato molto efficace perché semplifica i processi di lavoro consentendo un controllo e un monitoraggio continui in tempo reale. Inoltre anche la gestione della qualità risulta notevolmente migliorata grazie alla registrazione automatica dei processi. Il sistema LIPOS è fondamentalmente autoesplicativo per l’operatore e convince grazie alla facilità di utilizzo.

L’animazione mostra come funziona il sistema LIPOS


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Facciamo il punto sul drenaggio

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ome ben sanno gli operatori del settore, la geotecnica di superficie e le infrastrutture in sotterraneo risentono della presenza di acqua nel terreno. L’acqua, a prescindere dalla sua provenienza, tende infatti a infiltrarsi nel sottosuolo per effetto della gravità andando a riempire, parzialmente o completamente, i vuoti presenti nel terreno e le fessure degli ammassi rocciosi. L’acqua spinge lungo le superfici e si infiltra lungo le fessurazioni. Ovviamente la spinta idraulica di una falda presente dietro una berlinese o una scarpata va a influenzare la stabilità dell'opera, mentre nelle strutture sotterranee l’acqua può accentuare fenomeni di corrosione delle armature di sostegno. In fase di progettazione è quindi opportuno tenere conto di queste forze, stabilizzando e impermeabilizzando l’opera. In particolare l'utilizzo dei tubi di drenaggio è indicato in tutte le situazioni in cui l’eccesso d’acqua nel terreno provoca il decadimento delle caratteristiche meccaniche dello stesso. Andare a ridurre l’acqua presente nel terreno è uno degli interventi più semplici e usati per diminuire le sovrapressioni create dall’acqua. I tubi microfessurati Durvinil prodotti da Sireg Geotech - società lombarda specializzata nei settori della geotecnica, dell’ingegneria civile e degli impianti per il trattamento

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dell’acqua – rappresentano una delle soluzioni più semplici per convogliare il flusso lungo particolari direzioni e allontanarlo. I dreni riescono infatti a captare ed evacuare le acque del sottosuolo abbattendo le pressioni interstiziali. L’impiego più comune è nell’ambito degli interventi di stabilizzazione dei pendii naturali e artificiali, dove i tubi vengono installati nel terreno all’interno di fori sub-orizzontali anche di lunghezza notevole (> 50 m). I tubi, che sono soggetti alle spinte del terreno, sono realizzati in PVC rigido non riciclato di alta qualità che garantisce elevata resistenza e durata nel tempo. La loro superficie esterna è scanalata longitudinalmente per favorire il

Rendering drenaggi e piezometri Durvinil RFS


A tutela del territorio

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in polipropilene, in cui risultano fondamentali le caratteristiche di filtrazione nel tempo. Il diametro più utilizzato in questo tipo di applicazioni è il tubo da 2”. Il diametro interno di 52 mm ed esterno di 62 mm messi in relazione con il numero e l’apertura delle fessure garantiscono che il prodotto possa far defluire l’adeguato quantitativo di acqua nella maggior parte delle applicazioni. L’apertura delle fessure è di 0,6-1 e 1,5 mm e va scelta in base alle dimensioni minime dei clasti presenti nel terreno. Il piccolo diametro garantisce anche velocità durante le perforazioni e un minimo disturbo al corpo nel quale vengono installati.

Dettaglio dreni Durvinil Sireg Geotech

flusso dell’acqua e per impedire che materiali sciolti tendano a depositarsi sulla superficie del tubo ostruendo le fessure di captazione. La finitura a scanalature permette inoltre di aumentare l’area di contatto tra tubo e terreno circostante, aumentando notevolmente la capacità drenante del tubo Durvinil rispetto a un tubo liscio di pari diametro. Ovviamente, interasse, quantità, lunghezza dei tubi e grandezza delle fessure sono in funzione del tipo di progetto, delle caratteristiche del terreno e della quantità di acqua presente. In ogni caso la disposizione dei dreni a raggiera o a pettine sono quelle che garantiscono i migliori risultati. Inoltre, per impedire il dilavamento della frazione più piccola presente nel terreno, i tubi vengono solitamente rivestiti con una calza realizzata in geotessuto filtrante

l sistema filtrante Durvinil DWS è costituito da due tubi micro-fessurati concentrici la cui intercapedine è riempita da materiale filtrante granulare termoplastico o, in alternativa, da sabbia quarzosa la cui granulometria può essere variata in funzione della stratigrafia del terreno. Questi filtri sono impiegati per la realizzazione di sistemi drenanti permanenti e facilmente pulibili da fenomeni di incrostazioni calcaree. Installati in Lombardia in diversi movimenti storici del terreno, quali la frana di Santa Maria in Val Torreggio (SO) oppure nella frana di Brembilla (BG), da anni continuano ad apportare costantemente il loro contributo alla stabilità del pendio. Nell'attesa di maggiori investimenti nella prevenzione del dissesto idrogeologico sul territorio italiano.

In galleria

ANAS ha avviato una campagna di manutenzione della rete stradale e con il ripristino delle strutture in calcestruzzo sono stati previsti drenaggi radiali tra la calotta e le pareti delle gallerie. I dreni Durvinil vengono utilizzati anche durante lo scavo di gallerie dove sono installati al fronte di avanzamento, in calotta o lateralmente abbattendo le pressioni idrostatiche del terreno a tutto vantaggio della stabilità e della sicurezza dello scavo.

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @I M T

Sopra, la nuova A70 davanti alla sede di IMT, a Osimo in provincia di Ancona. Nella foto grande, la nuova A70 che offre un diametro massimo di scavo di 1.300 mm per una profondità massima standard di 28 m che diventano 35 con kelly bar apposito

IMT A70: per l’Italia (e non solo)

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a nuova perforatrice A70 di IMT ha una genesi duplice. Da un lato la necessità di ampliare la gamma di macchine in diversi mercati, compreso quello italiano, che da tempo richiedono una perforatrice compatta nel peso e nelle dimensioni, facilmente trasportabile senza bisogno di trasporto eccezionale; dall’altro la richiesta di una macchina performante che non avesse nulla da invidiare alle sorelle più grandi. Partendo da queste due direttrici, il costruttore marchigiano ha progettato e realizzato una macchina con precise caratteristiche. “Una delle peculiarità, forse la più evidente”, sottolinea Nicolò Zenga, Vicepresidente di IMT, “è che

abbiamo progettato e costruito anche la base, in antitesi con molti dei nostri competitor. Questo ha permesso di creare una macchina in cui tutte le parti della trivella sono progettate per aumentare al massimo la produttività. Il motore ha una potenza maggiore rispetto alla maggior parte delle pari taglia della concorrenza. Oltre a questo c’è di più: l’aver progettato completamente anche l’impianto idraulico e messo a punto, in collaborazione con i tecnici Rexroth, la curva di potenza erogata dalla pompa, ha fatto si che si riesca a sfruttare tutti i kW erogati dal diesel. La A70 ha di serie il sottocarro allargabile che, insieme ad un approfondito studio dei carichi e delle masse in gioco, conferisce alla trivella un’ottima

Il mercato

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a prima A70 è uscita dalla produzione a metà gennaio ed è stata venduta ancora prima di essere ultimata. C’è un forte interesse dal mercato australiano, che per IMT è diventato di importanza crescente negli ultimi anni, e il costruttore prevede di produrre una media di due A70

al mese, con la possibilità di incrementare i numeri nella seconda parte dell’anno se ci saranno richieste importanti. “La mia speranza”, afferma Nicolò Zenga, Vicepresidente di IMT S.r.l., “ è che nonostante le richieste dall’estero, la maggior parte delle A70 possano essere vendute in Italia così da

rilanciare il brand nel nostro paese. Ci tengo a precisare che IMT non si è mai disinteressata del mercato italiano, è un messaggio sbagliato. La realtà dei fatti è che le limitazioni sui trasporti eccezionali, le caratteristiche dei cantieri ed in generale le necessità del mercato, non erano compatibili

con la gamma di macchine IMT precedente. Proprio per questo motivo ci siamo impegnati a prendere quanti più feedback dagli operatori di mercato in modo da utilizzarli durante lo sviluppo della A70. Possiamo dire che la A70 è una macchina studiata su misura per il mercato Italiano”.

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# Te c h n i c a l . N o t e s / @I M T

Multipurpose

La A70 nasce multipurpose e può essere facilmente convertita in CFA ed in LCA (low clearance attachment). Del resto IMT è stata tra le prime aziende a proporre macchine in grado di lavorare in spazi in cui l’altezza a disposizione è limitata. E per il futuro prepariamoci ad accogliere nuove macchine di questa gamma.

Nicolò Zenga, Vicepresidente di IMT srl

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stabilità: la macchina è in grado di operare in qualsiasi condizione in piena sicurezza. Passando alle parti strutturali abbiamo usato acciai altoresistenziali per garantire la resistenza e la leggerezza necessaria al mast e al braccio. La rotary della macchina ha tutte le caratteristiche delle macchine IMT, ossia: doppia ralla, tre marce di lavoro e tre di scarico con la possibilità di svuotare l’utensile sia invertendo il moto, fondamentale in caso di alcuni tipi di terreno, sia per forza centrifuga. In questo caso, in virtù dei 90 giri/min raggiungibili dalla rotary, anche lo scarico di utensili piccoli per forza centrifuga risulta essere particolarmente rapido. Ultimo, ma non per importanza, il kelly bar: al pari delle altre macchine la A70 è

equipaggiata con un kelly bar di tipo interlocking che permette sin dall’inizio della fase di perforazione di trasferire tutta la forza di spinta e tutta la coppia all’utensile”. In linea con questa progettazione di elevato livello, anche la scelta della componentistica. Riprende Zenga: “il motore è Cummins, l’impianto idraulico è Rexroth, il sottocarro Tracmec. L’elettronica è presente solo dove la riteniamo utile, cioè nella gestione del motore e delle pompe, ovviamente nella visualizzazione dei parametri di perforazione e nell’interfaccia tra motore ed operatore. IMT è da sempre convinta che un massiccio uso dell’elettronica, se la macchina ha una buona idraulica, non apporta significativi miglioramenti alla produttività ed alla manovrabilità della trivella, ma potrebbe comportare una minore affidabilità”. La cabina è in sintonia

con le richieste del moderno mercato della perforazione. È infatti equipaggiata con climatizzatore, sedile regolabile, vetro anteriore apribile e vari vani portaoggetti. Prevede anche appositi dispositivi di protezione quali la griglia anteriore e superiore. Inoltre tutti i punti di manutenzione sono facilmente raggiungibili da bordo macchina. Chiudiamo la nostra disamina con un focus sui consumi e sulla sostenibilità. “L’ottimizzazione nella gestione della potenza, e l’impianto idraulico di ultima generazione”, conclude Zenga, “permettono di contenere al massimo i consumi. Il motore è uno Stage V, quindi è al passo con le normative sulle emissioni inquinanti e sonore. Questo, insieme allo studio effettuato sulla ventola di raffreddamento e all’ottimizzazione dei flussi d’aria consente di avere anche bassi livelli di rumorosità”.


#DO.YOU.KNOW?

DAL

MONDO

PROTETTO Il nuovo Boomer Epiroc M20, con idraulica, elettronica e sensori protetti, è un carro di perforazione progettato per ridurre al minimo gli interventi di manutenzione, massimizzando produttività e prestazioni. Il design del braccio che al suo interno protegge l’idraulica, riduce al minimo i fermi-macchina, mantenendo la macchina sempre in funzione. Il nuovo Boomer Epiroc M20 è la scelta perfetta per le miniere e per i contractors che vogliono primeggiare in innovazione e sviluppo. www.epiroc.com

F O N DA Z I O N I

IN U.S.A.

FRANTUMAZIONE

PRIMO FIT INSTALLATO Amarillo Gold Corporation ha scelto l’impianto modulare FIT di Metso Outotec per il sito minerario Posse Gold in Brasile. Il nuovo impianto di frantumazione e vagliatura è stato presentato nel 2020 e Amarillo Gold sarà il primo cliente cui verrà installato. L’impianto FIT è progettato per ottenere un risparmio di risorse e tempo nelle operazioni minerarie. www.metso.com

C

TUNNEL SOTTOMARINO inque motori Volvo Penta D13 stanno alimentando 5 piattaforme

di perforazione rotanti XCMG XR360E, impegnate nella costruzione del primo tunnel sottomarino in mare aperto nel nord della Cina: il Dalian Bay di 5,1 km passerà attraverso la baia di Dalian e collegherà Dalian Donggang con Diamond Bay. www.volvopenta.com

Il North Washington Street Bridge verrà sostituito con un nuovo ponte più moderno e adatto alle esigenze del 21° secolo. TREVIICOS, filiale americana del Gruppo Trevi, sta effettuando i lavori per la realizzazione delle fondazioni dei pozzi perforati a sostegno dei cinque nuovi moli. TREVIICOS è stata selezionata come subappaltatore per eseguire i lavori di fondazione per il progetto North Washington St. Bridge Replacement over the Boston Inner Harbor di proprietà della MassDOT Highway Division. Le opere di fondazione consistono nell’esecuzione di 40 pozzi perforati del diametro di 6 piedi e presa da roccia del diametro di 5,5 piedi, con lunghezze che vanno dai 63 ai 95 piedi. I pozzi perforati sono scavati da cassettoni temporanei installati in corrispondenza dei 5 nuovi pilastri del ponte. www.treviicos.com we are

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# I L .C A N N O L O

MA ANCHE NO. O FORSE SI I “ripieni” più interessanti, stravaganti o insulsi andati on air negli ultimi mesi. Per riflettere, ridere o... POLITICA

POLITICA

SPORT

prenderci gusto

ci risiamo

“Grillo affida il M5S a Conte: a lui la «rifondazione» e la leadership. Il professore riscriverà lo statuto per creare un ruolo ad hoc. Il garante: è il momento di andare lontano”. Evidentemente il professore amante dei monologhi televisivi ci aveva preso gusto e con il comico di Genova formava davvero una bella coppia. Peccato che il tradimento in politica sia sempre dietro l’angolo. www.corriere.it

“Alitalia, via al rilancio ma in versione ridotta: avrà solo 45 aerei. Ita, la società del Mef costituita per rilevarla, ridimensiona i piani: dote di un miliardo e 4.500 dipendenti”. Anche il Super-Mario nazionale si trova a fare i conti con Alitalia. Difficile fare previsioni e difficile far peggio di quanto fatto sino a ora. Coraggio! www.repubblica.it

abbiamo sbagliato mestiere! “Il mancino ora guadagna 3,5 milioni e a 26 anni ritiene di dover fare un salto retributivo importante: diciamo intorno ai 6 milioni di euro”. Ma di chi stiamo parlando? Ovviamente di Alessio Romagnoli e delle sue richieste economiche al Milan. Ci asteniamo da qualsiasi commento, sarebbe superfluo. www.gazzetta.it

COVID-19

vaccino: come, dove, quando Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il Generale di Corpo d’Armata Francesco Figliuolo nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Il generale: “Metterò tutto me stesso e tutto l’impegno possibile per fronteggiare questa pandemia. Lavorerò per la nostra Patria e i nostri connazionali”. Obiettivo della nomina del capo della logistica dell’Esercito a Commissario per l’emergenza con il compito di pianificare e gestire la distribuzione dei vaccini è realizzare un sistema di prenotazioni e somministrazioni unico e uguale per tutte le regioni, e ottenere più centralità e unità nella gestione dell’emergenza, e recupero dell’efficienza della Protezione Civile. Progetti ambiziosi: staremo a vedere. Nel frattempo continua il balletto dei colori. www.avvenire.it

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COVID-19

vaccino si, vaccino no Si può stimare che il tasso di adesione nazionale della popolazione over 80 alla campagna vaccinale sia tra l’85 e il 90%, con importanti differenze regionali. Tra gli operatori sanitari e le case di riposo, complessivamente, il tasso di adesione è stato maggiore. Va comunque considerato che a inizio aprile il governo Draghi ha deciso di rendere obbligatoria la vaccinazione dei sanitari. È meno chiaro quanto sia questo tasso nelle classi di età meno anziane, anche per via del fatto che la raccolta delle adesioni è stata aperta da relativamente poco tempo quasi ovunque. Staremo a vedere anche qui quanto ci vorrà per ottenere la fantomatica immunità di gregge. www.youtrend.it

GLOBALIZZAZIONE

ahia, il canale La nave portacontainer Ever Given si “incaglia” nel Canale di Suez. E mentre da tutto il Mondo arrivano suggerimenti, idee e rimorchiatori per rimuoverla, altri si attardano nei conti di quanto potrebbe costare questo blocco della globalizzazione. Bloomberg stima 9,6 miliardi di dollari a settimana. Dopo la pandemia, un secondo segnale di fragilità. Forse è ora di correre ai ripari. www.agi.it

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BAUER Macchine Italia S.r.l. Strada Statale 610 Selice, 10/c • 40027 Mordano (BO) • Tel. +39 0542 1895011

www.bauer-italia.it

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