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LA STORIA Tutto iniziò una fresca mattina di gennaio: eravamo a scuola durante la lezione, anzi la fantastica lezione, di epica e stavamo parlando degli dei e degli eroi della Grecia. Era una delle poche limpide mattine di gennaio con un caldo sole, ma tutto ad un tratto tuoni e fulmini presero possesso del cielo, trombe d’aria e tempeste di sabbia si verificarono in poco tempo; una frazione di secondi e… Baam! Il cielo tornò sereno come se nulla fosse successo. Ci guardammo alle spalle e indovinate chi c’era? Ancora non ci credo: erano gli dei!! C’erano tutti: Zeus, Era, Artemide, Efesto, Poseidone, Apollo e così via. Ma non erano i soli: c’erano anche gli eroi di tutte le storie che avevamo letto: da Teseo ad Arianna, da Ercole a Narciso. Immaginate il nostro stupore! Più che altro, però, sarebbe meglio immaginare il loro spavento: catapultati dall’Olimpo in una piccola classe delle scuole medie di Rodigo! La prof. Gambardella rimase con il braccio sollevato a mezz’aria nel pieno della sua spiegazione

e gli occhi sgranati. Calò un silenzio che non si era mai sentito prima nella nostra classe… Il primo a parlare con loro fu Giacomo Papotti, il nostro conoscitore appassionato di epica che, dopo essersi ripreso dallo shock e con non poche difficoltà, riuscì a proferire: “Zeus ed Ercole qui con me… il mio sogno!!!”. Poi Emma, che senza smentire la sua indole, si preoccupò subito per loro: “State bene? Mi sentite?”. Infine fu la volta di L’erario che col suo solito modo ironico chiese: “Voi parlare mia lingua?”. Passarono dei minuti interminabili prima che li sentissimo chiedere: “In che strano posto siamo mai capitati?”. Andrea gli rispose, sardonico come sempre: “Rodigo: ultima frontiera!!!”. “Rodigo…”, ripeté pensieroso Efesto, “Il mio marchingegno per il teletrasporto spaziotemporale è ancora in via di sviluppo, forse dovrei piantarla di costruire strani aggeggi e tornare nel mio vulcano prima che erutti!”. “Giusto! Sai che tempesta hai innalzato col tuo strano marchingegno?”. Anastasia non conosce le mezze misure e non si fece

nessuno scrupolo ad esprimere il suo disappunto nemmeno in quella occasione, al cospetto degli dei dell’Olimpo! “Dai… povero…”, intervenne Giulia in cerca di mediazione. Matteo Tonolini all’improvviso gridò: “Apollo e Dafne come nel mito!?!?!”. A udire queste parole, Apollo, come risvegliandosi da un torpore, si voltò verso Dafne e urlò: “Dafneeeee…”, lanciandosi al suo inseguimento. La poverina fu costretta a scappare, come era abituata a fare, e non conoscendo bene l’ambiente, si diresse verso una delle finestre, si girò di colpo e Apollo, incantato dalla sua bellezza, piombò contro il vetro con enorme violenza, lo sfondò e precipitò nel vuoto. Finì, poverino, sotto il trattorino tagliaerba del signor Willy! La prof. Gambardella esclamò: “Oh santo cielo! Ragazzi attenzione, per carità! State lontani da… questi… signori… Potrebbe essere molto pericoloso! Attenzione!”. A quel punto, Zeus (il re dell’Olimpo!!!), depresso e stanco dei continui e disastrosi esperimenti di Efesto e delle consuete


sgridate da parte di sua moglie Era, preso da un impeto di disappunto afferrò la saetta ma, nella confusione generale, sbagliò e la mosse al contrario, colpendo dei ed alunni in un unico colpo. Il risultato? Allo sparire delle nebbie che il fendente aveva prodotto, lo spettacolo che si presentò agli occhi di tutti fu davvero raccapricciante: gli dei dell’Olimpo e gli alunni della 1^b erano una sola cosa! I loro corpi erano il risultato di un miscuglio perfetto! “Che diavolo!!!”, urlò Tommaso, sotto forma di uomo barbuto cupo e spettrale: ormai non era più il simpatico Tommy di una volta… era Ade, il dio degli inferi!!! Anche Papotti non era più il giovane ragazzo di un tempo; era più vecchio e più saggio: si era trasformato nel padre di Icaro, Dedalo! “E ora, prof.? Cosa faremo? Non posso andare a casa e dire: mamma, scusa, ma ora sono un dio della guerra e sono invecchiato di vent’anni!!!”, strillò Pietro, sotto le sembianze di Ares. “Beh…, io non ho da lamentarmi con questo faccino”, disse Andrea trasformatosi nel bel Narciso. “Basterà distruggere ogni specchio e prosciugare i fiumi in modo che non possa specchiarmi!”, ribatté riflettendo, ma un attimo dopo, in preda al panico, esclamò: “Ora che ci penso meglio… questa cosa è impossibile…! Mi aiuti prooooof!”, gridò con la paura di specchiarsi in un

qualsiasi oggetto. Fu allora che sentimmo la vocina di Lucrezia dire: “…getto, …getto”. Oh no: Lucrezia era sotto le sembianze di Eco! Sarebbe stata costretta a ripetere le ultime parole delle persone per sempre!!! La prof. si muoveva da uno all’altro, ora tentando di accarezzare questo, ora toccando il braccio di quello, senza riuscire a far nulla. Tutto ad un tratto si sentì uno strano trambusto: era Mele che con i suoi poteri “scuoti-terra” derivati da Poseidone, faceva tremare tutto il pavimento. Allora Samuele che, udite udite, si era trasformato in Zeus, gli gridò contro e, come se non bastasse, sua moglie Era (e chi se non Giulia) gli disse di piantarla di fare il cretino mollandogli uno scappellotto. Matteo Masioli, nei panni di Efesto commentò: “Adesso capisco perché Zeus era depresso…con una moglie come questa…!”. La prof. tentò di richiamare il silenzio come era abituata a fare e, alzata la mano destra, mimò il gesto del conto alla rovescia come faceva sempre…, ma non finì di contare perché all’improvviso un boato fece spaventare tutti. “Bbbbbbuuuuummmmmm!!!” . Corremmo a vedere: era Efesto, con il suo ennesimo esperimento finito male. Oh no…: già prima eravamo messi bene…, figuriamoci adesso, che a fare gli esperimenti era Matteo Masioli!!! Ci guardammo con le lacrime agli occhi. Che fare? L’unico pensiero che riuscì a farsi strada nel

terrore paralizzante, fu che alla fine eravamo tutti insieme! Certo, trasformati in dei, ma insieme almeno, ed era quello che contava! Insieme avremmo trovato una soluzione: avevamo capito che l’unico modo per riuscire a tornare noi stessi era collaborare superando le nostre divergenze! Ci siamo messi subito tutti d’impegno ma per quel poco che facevamo e per tanto che ci impegnavamo non riuscivamo a trovare la formula giusta per far funzionare il macchinino di Efesto che finiva sempre con un “bum!”. La situazione degenerò rapidamente: Ercole, cioè Khalid, che ammirava i suoi muscoli e le femmine che rincorrevano Narciso, cioè Andrea; Ares (Pietro) si era messo a fare tiro al piattello dalla finestra con gli uccelli del cortile; Dedalo faceva le prove per lanciarsi dal davanzale convinto di saper volare; Anastasia, intanto, era ben felice di trovarsi nei panni di Afrodite, la dea della bellezza, ma non ancora persuasa di riuscire a far innamorare di sé un alunno dell’altra classe, si era messa a rincorrere Cupido (Matteo Tonolini) per convincerlo a scoccare per lei una freccia; Raman, nei panni di Atena (ovvio: la dea dell’intelligenza!), imperturbabile, se ne stava in un angolo, senza lasciarsi sconvolgere da nulla, a ripassare l’argomento per la verifica di scienze; Teseo, nel corpo di Imad, si voltò verso Adele, diventata Arianna, dicendole: “Ma qui è peggio


che col Minotauro! Aspetta…, ti salvo io, vieni con me!”. Lei, però, di scatto si ritrasse urlandogli: “Ma mi prendi per una stupida??? Vuoi che non mi ricordi come va a finire? L’altra volta mi hai lasciata sull’isola di Nasso con quell’ubriacone… Ora dove intendi abbandonarmi? In bidelleria???”. Silvia, trasformata in Artemide, gridò ad Ares, che nel frattempo stava facendo strage di poveri volatili: “Ma sei impazzito? Sono esseri viventi innocenti ed indifesi!!!”. Raccolse un uccellino e cominciò ad accudirlo. Tutti la guardarono sbigottiti, ma Zeus intervenne a spiegare: “Ma certo: non dimenticatevi che è la dea della natura! …Una gran bella dea, direi…”. Non fece in tempo a finire che Era gli tirò uno scappellotto: “Vergognati, farabutto!”. “…butto, …butto”, ripetè Lucrezia/Eco. Andrea/Narciso si girò di scatto gridando: “Brutto a chi? Io sono il simbolo stesso della bellezza!”. Artemide/Silvia: “Chiiiiiii?”, Narciso: “IO!”, Efesto: “Tu uuuuu???”, Artemide: “Lui?”. “No, ragazzi, non ci siamo… Abbiamo bisogno di aiuto. Devo andare a chiamare qualcuno”, disse la prof. Gambardella in preda al panico, ma Mat-Ermes volò letteralmente verso la porta gridando: “Vado io! Sono o non sono il messaggero degli dei?”. “No, profe, non mandi lui… senza offesa, ma è un fiasco quando è diciamo… normale,

figuriamoci adesso!”, implorò Emma/Dafne. “Esso…esso”, ripetè Lucrezia/Eco. “Che c’entra ora “esso”?”, domandò perplesso Khalid/Ercole. “Ma poi… intende “Esso”, la stazione di servizio? O “esso” pronome personale…?”. “Siamo davvero rovinati!”, esclamò Tommaso/Ade con le mani tra i capelli. Fu a quel punto che suonò la campanella e tutti ripiombammo nel panico puro. “Profe cosa facciamo ora? Come ci giustifichiamo? Come facciamo a spiegare tutto questo???”, gridò terrorizzato Tommaso. “Tranquilli…”, disse Raman, senza scomodarsi dal suo posto né alzare la testa dal foglio: “questa è l’ora di inglese. La prof. Raineri di sicuro non si rifiuterà di aiutarci. Vedrete…”. “Ha ragione”, concordò la professoressa Gambardella e si allontanò veloce, gridandoci dalla porta: “Vado a chiedere aiuto, vi lascio in buone mani. Spiegate tutto alla prof. Raineri e, mi raccomando, cercate di mantenere la calma. Arrivo il prima possibile”. Ed ecco giungere la prof. di inglese, trafelata, con la sua elegante andatura ed il solito passo veloce e deciso, carica di libri, registro, borsa… “GOOD MORNING!”. Si richiuse fulminea la porta alle spalle, depositò sbrigativa il carico su cattedra e sedia e, un occhio al registro, un occhio alla lavagna disse: “BE QUIEEEEEEEEEEEET!”.

Ovviamente tutti tacquero all’istante, calò il silenzio e lei, senza guardarsi bene intorno cominciò una delle sue più riuscite ramanzine: “Noi abbiamo soltanto tre ore a settimana…, non dovete farmele sprecare così!... E poi, basta chiedere ogni volta “le verifiche, le verifiche…”. Datemi il tempo! Io ho sette classi! Capite? Ben sette classi!!! Quindi, appena le avrò corrette, ve le porterò”. Emma con un filo di voce balbettò: “Prof. … scusi…”. “Aspetta. Please, don’t stop me while I speak. Wait! Let’s start! (non

interrompete mentre parlo. Aspetta! Cominciamo)”. …

“Can you please turn on the whiteboard?... Today Unit 5. Open the book at page number 50: Daily Routines. Let’s correct the homework quickly! (Accendete la LIM!

Oggi Unità 5. Aprite il libro a pag. 50: Daily Routines. Correggiamo il compito velocemente)”. “Tutti

guardarono supplicanti Raman che, finalmente, pensò bene di fare qualcosa: “Prof., aspetti, ci ascolti…”. La prof., però, ancora di spalle, rivolta alla LIM, mostrò un cartellino giallo ed esclamò: “Yellow card! Speak English, Raman! (Cartellino giallo! Parla in inglese, Raman)”. Lei, ovviamente, non ebbe un attimo di esitazione, inserì il suo collaudato traduttore simultaneo e continuò: “We have a problem… We’re not us…The Olympian gods have come into the classroom (c’è un problema… Noi non siamo noi… Gli dei dell’Olimpo sono venuti in classe…)”. Giulia le giunse in soccorso: “Yes, Miss.


They’re here with us…”. La prof., si fermò ma, sempre di spalle, chiese: “But what are you talking about?! What do you mean by “they’re here? (ma cosa

dite?! Cosa significa “loro sono qui”?)”. Giulia tentò,

con i limiti del caso, di spiegare: “No… they’re not here… we’re them (no… non sono qui… noi siamo loro)”. La prof. si aggiustò gli occhiali sul naso col suo solito gesto veloce, poi li lanciò sul registro aperto spazientita. Prese due cartellini, uno giallo, l’altro rosso, perplessa. Rinunciò all’idea e disse: “Can you repeat, please, Giulia!”. Alzò gli occhi in un tempo che ci sembrò eterno e, finalmente (purtroppo!), ci guardò! Perse colore e sembrò sul punto di svenire. Si sedette come precipitando nel vuoto e balbettò: “Go… to call… someone (andate a chiamare qualcuno)”. Ovviamente, Mat-Ermes volò via alla velocità della luce, ma passarono pochi secondi e fu riportato indietro quasi di peso dalla prof. Zampolli che, ancora prima di mettere piede in classe disse: “Excuse-moi… COS’E’ QUESTA CONFUSIONE? Ma insomma! J’ai besoin d’un peu de silence! Io sto cercando di correggere i compiti nell’altra classe e non riesco a sentire niente grazie al baccano che fate! ALLOOOOOOORA!”. KhalidErcole avanzò di qualche passo con la sua statura imponente. Lei dapprima indietreggiò, poi disse: “Oh… mon Dieu! OH…MON…DIEU! Que s’est

passè ici? Io…, io… vado a chiamare la vicaria!”. Khalid prese la parola, impettito: “Io sono quello che ha decapitato l’Idra e disboscato la sua foresta… Ho strozzato il gattone di Nemea, ho messo al guinzaglio il cinghiale del monte Erimanto…, ho ammaestrato le arpie di Stinfalo…ho salvato quell’ingrato di Teseo… e vuoi che abbia paura della cosa lì… chi ha detto che chiama? La “malaria”!”. Arianna, con gli occhi al cielo: “Ha detto “vicaria”, non MALARIA, KHALID!!! E’ la vicepreside! Ti darà una nota, una sospensione!”. Cupido, rivolto a Khalid: “GNURANT!!!”. CristianPoseidone non poteva restare fuori da un litigio e pensò bene di inserirsi, gridando a Matteo-Cupido: “CAVRUUUUUUUN!”, e lui, di rimando: “MA TACIIIII! COSA C’ENTRI TU?”. Poseidone: “ARGHHHHHH!”, strinse i pugni e diventò rosso come un peperone. Tutti trattennero il fiato, ma prima di poter fare qualsiasi cosa, Cristian aveva già scagliato il suo tridente contro MatteoCupido… Purtroppo, però, in quel momento entrava la prof. Martelli.. “Ma cosa succede qui?”, si guardò intorno allibita e sembrò perdere le parole: “Ma… ma…, cosa…vi è…successo?”, poi notò quello che Cristian aveva combinato: il tridente aveva colpito lo zaino della prof. infilzandolo come uno spiedino e trapassandolo da parte a parte (dovete sapere che lo zaino in

questione aveva da sempre suscitato le più bizzarre fantasie ed era diventato nel tempo una sorta di oggetto del mistero: nessuno sapeva cosa contenesse davvero, visto che la prof. lo trasportava senza nessuna fatica e nessuno l’aveva mai vista aprirlo!!!). Lei, difronte all’oltraggio, indietreggiò e impallidì. Khalid tentò di acciuffare Cupido che per scappare urtò Zeus al quale (indovinate?) partì un’altra saetta! Questa volta, fu addirittura peggio dell’altra: il fulmine colpì in pieno le prof.!!! Quando svanì il polverone che aveva generato, di loro non c’era nemmeno l’ombra… “Ora sì che siamo davvero persi!”- nessuno aveva mai visto Matteo-Efesto ridotto in quello stato: le mani nei capelli (i pochi che la trasformazione in Efesto gli aveva lasciato), pallido come un cencio, le lacrime agli occhi… Andrea gli si avvicinò: “Non fare così, vedrai che una soluzione la troviamo…”. “Ma come? Ma quale soluzione? Ma ci hai visti??? Siamo una banda di pazzi: abbiamo sterminato gli uccelli del cortile, ucciso Apollo, mandato le nostre professoresse in chissà quale dimensione parallela…, ma, la cosa più grave…, abbiamo trafitto lo ZAINO DELLA PROF. MARTELLI!!! Ti rendi conto??? Io sembro un vecchio balordo, Tommaso una scimmia, quell’altro svolazza con ali e pannolone… Ed ora io…, dico IOOOO, dovrei essere capace di risolvere tutto questo???”. Fu allora che Andrea mise da parte il suo


abituale sarcasmo e parlò a Matteo da vero amico: “Ascoltami: tu non devi dubitare nemmeno per un secondo di potercela fare! Io ti conosco da sempre e so che nessuno è più in grado di te di risolvere questa situazione. Io sono il tuo migliore amico e so, LO SO, che ce la farai!!!”. Forse furono le sue parole di incoraggiamento, forse l’aiuto di qualche altro dio rimasto sull’Olimpo, forse il caso, ma Matteo si mise a lavorare di buona lena e in pochi minuti il macchinino infernale fu pronto! Quando lo azionò si verificò una sorta di teletrasporto al termine del quale ci ritrovammo tutti sull’Olimpo (il vero Olimpo!), al cospetto del grande-vero Zeus in persona (non quella sorta di caricatura rappresentata malamente da Samuele!), ognuno finalmente di nuovo nel proprio corpo! Ovviamente, al re dell’Olimpo non fu difficile rispedirci nella nostra dimensione e lo fece subito (l’impressione fu che non vedeva l’ora di sbarazzarsi di noi… chissà poi perché…). Fu un’esperienza magnifica, ringraziammo gli dei e facemmo loro le condoglianze per il povero Apollo. Montammo su una sorta di carro alatonavicella spaziale e via! Ognuno perso nei suoi pensieri ed ancora scosso e incredulo per quello che ci era successo. Solo Raman trovò all’improvviso la forza di parlare, tutta contenta: “Ragazzi, ho appena realizzato che se quest’affare va molto veloce potremmo essere ancora in

tempo per la verifica di scienze!”. Probabilmente ancora una volta cielo e terra, dimensione umana e soprannaturale, uomini e dei, furono scossi da un boato: fu il nostro grido disumano: “RAMAAAAAAAAAN!”.

Andrea Maccari Matteo Masioli


I PROTAGONISTI Anastasia Daidone/Afrodite La più pazza della classe! Simpaticissima e irrefrenabile, generosa e sempre disponibile. Insomma: davvero una ragazza speciale! Dice sempre quello che pensa (anche se di fronte ha il dio del fuoco, come nella storia!). Un avvertimento: non fatela mai arrabbiare, potreste pentirvene…

storia!). Un avvertimento: non Ezzarzouri Khalid/ potreste Ercole fatela mai arrabbiare, pentirvene…

Definito da tutti il “più normale della classe”; è il nostro gigante buono, che nonostante la statura imponente è un tenero, timido e insicuro ragazzone che ancora arrossisce rivolgendosi a una ragazza! All’occorrenza, però, ha dimostrato di sapersi trasformare in un domatore di belve feroci. E non solo… Giacomazzi Giulia/Era Solo lei è in grado di ridere come Raffaella Carrà! E di litigare con Samuele come solo la vera Era saprebbe fare… Volitiva, testarda, irascibile e ambiziosa: Giulia ha davvero tanto in comune con la dea moglie di Zeus, ma anche lei nasconde un concentrato di simpatia e gentilezza opportunamente dosate.


Kaur Ramanpreet/Atena La simbiosi meglio riuscita! Chi poteva impersonare meglio la dea dell’intelligenza? Raman è l’alunna modello (anche noi ne abbiamo una!): la lista dei suoi dieci è interminabile e nemmeno trovarsi nell’Olimpo ha potuto distoglierla dal prepararsi per la verifica di scienze!

Leasi Pietro/Ares Il chiacchierone-simpaticoneimpiccione! Sintesi quasi perfetta di un ottimo amico che sa essere tanto gentile quanto collerico. Chi lo conosce meglio, racconta di lui che fin dalle materne, quando si arrabbiava “caricava” come un toro i compagni. Ecco perché si è trasformato in Ares: chi poteva esserci di meglio del dio della guerra?!? L’erario Matteo Maria/Ermes Senza ombra di dubbio, il più “matto dei matti”! Matteo, meglio detto Mat, è diventato quasi subito “Mat-Ermes”, bevendo ambrosia ad ogni necessità e correndo da una parte all’altra con attaccate alle scarpe ali di carta! Nessuno, meglio di lui, si è calato nel personaggio, regalandoci ilarità e diletto per tutto l’anno. Siamo tutti d’accordo: è una enorme fortuna averlo in classe! Divertimento assicurato!!!


Andrea Maccari/Narciso Uno dei due writers del fumetto: senza di lui la nostra storia sarebbe un fiasco! Braccio destro della prof., spirito ironico e goliardico, disegnatore e scrittore esperto, difficile lasciarlo senza parole: lui è la nostra voce fuori campo, il commento incessante e impietoso a tutto e tutti! Perché è Narciso? Semplice: perché è molto bello! Lui crede così… Maritato Samuele/Zeus Perché Samuele è Zeus? Perennemente tra le nuvole, aspirante-non riuscito playboy, farfallone… costantemente in guerra con Giulia (Era) ed a lei legato da un rapporto di “amore-odio”. Praticamente azzeccato. Se a questo, poi, aggiungiamo che il nostro Zeus è un combina guai pasticcione che scaglia la saetta al contrario, crea una voragine nel pavimento e per poco non manda a fuoco una prof…bè: il quadro è perfetto! Masioli Matteo/ Efesto Ecco l’altro writer della nostra storia. Matteo è l’insostituibile e infallibile aiutante della prof. Sempre molto disponibile, con il sorriso più dolce mai visto, simpatico e generoso. Cosa avrà mai in comune con Efesto, visto che è tutto tranne che gobbo e brutto? Ha una grande inventiva, proprio come il “fabbro degli dei”! Vogliamo parlare della sua collezione di ingranaggi di scolorine?


Mazzaron Silvia/ Artemide Accostamento quanto mai azzeccato: il nome “Silvia” vuol dire “bosco” e Artemide è la dea che vive nei boschi! Brava, bella, con un carattere forte e sicuro; nonostante le apparenze da “angioletto”, Silvia non la lascia passare liscia a coloro che la provocano. Un po’ come la fiera e selvaggia dea, no?

Mele Cristian/Poseidone Nessuno ha avuto dubbi nell’assegnare a Cristian il ruolo di Poseidone, anche solo per il dettaglio dell’appellativo di “scuotiterra”! Chi conosce Cristian Mele, sa che non riesce a non arrabbiarsi e che quando lo fa ha il potere di far tremare cielo e terra. Quando vuole, però, sa essere il più simpatico di tutti!

Papotti Giacomo /Dedalo Jack è l’ideatore del nostro progetto, nonché conoscitore appassionato e inesauribile di storie mitologiche. Non c’è cosa che lui non sappia: è un vero dizionario “epico” ambulante! Ha avuto, quindi, un ruolo da vero protagonista nella stesura ed elaborazione del fumetto. Dedalo è il suo personaggio perché lui sostiene di saper volare… e noi ci crediamo!


Patti Lucrezia/ Eco Lucrezia, bionda dagli occhioni verdi, è conosciuta da tutti per il suo inesauribile armamentario di cartoleria! Ha qualsiasi oggetto esistente in commercio e passa la sua vita ad inventariare, selezionare, riordinare… intervallando il tutto da qualche corsa sfrenata! Parla poco. E’ per questo che si è trasformata in Eco, la bellissima fanciulla costretta a ripetere per la vita le parole altrui. Purpura Emma/Dafne Emma è la ragazza più sensibile e altruista della classe! Anzi no, forse dell’intera scuola!!! Non sorprende, quindi, che al cospetto degli dei lei più che di se stessa si preoccupi per loro, chiedendo se stanno bene. E’ la nostra Dafne perché abbiamo immaginato che volendo respingere qualcuno, lei preferirebbe di certo trasformarsi in un vegetale piuttosto che trattarlo male. Rasini Adele/ Arianna Adelita “Dolcevita” è la nostra mascotte! Sempre sorridente, disponibile, pronta a dire una cosa buona di chiunque ed in qualunque occasione. Un vero spirito positivo, insomma! Portatrice sana di buonumore! E’ Arianna per un… incidente di percorso: una vecchia, brutta storia con Imad/Teseo. Ma meglio non riparlarne…


Sabrani Imad/Teseo Serio, educato, silenzioso, buono… Almeno apparentemente. Perché, invece, c’è qualcuno (leggi “Adele Rasini”) che sostiene il contrario. Ma è una storia troppo lunga e contorta, proprio come quella tra Arianna e Teseo! Quindi, nessun dubbio sui ruoli: in questo caso è stato davvero facile decidere!

Tognetti Tommaso/Ade Tommy è una forza della natura: intelligente, sportivo, simpatico! Non si tira indietro di fronte a nulla, tranne quando si cerca di coinvolgerlo in qualche impresa sbagliata! Ma quando vuole sa essere davvero scontroso. E’ forse per questo che si è trasformato in Ade? Peccato, però: brutto e deforme non si riesce proprio ad immaginarselo! Tonolini Matteo/Cupido Il più grande inventore di versi e facce buffe esistente in natura! Non c’è momento in classe che non sia sottolineato dalle buffe espressioni di “Mattè”, che per la 1^B rappresenta una vera mascotte! Per lui avevamo bisogno di un personaggio divertente, buffo, scalmanato… Niente di meglio di Cupido, nella sua versione di diavoletto combinaguai!


COLLABORAZIONI SPECIALI: LE PROF.!

V.W. GAMBARDELLA

D.MARTELLI

R.RAINERI

C.ZAMPOLLI


UNA GIORNATA L’incredibile avventura degli alunni di 1^b!


Tutto iniziò una fresca mattina di gennaio: eravamo a scuola durante la lezione, anzi la fantastica lezione, di epica e stavamo parlando degli dei e degli eroi della Grecia.

Tutto ad un tratto tuoni e fulmini presero possesso del cielo, trombe d’aria e tempeste di sabbia si verificarono in poco tempo‌


Ci guardammo alle spalle e indovinate chi c’era? Gli dei!!! C’erano tutti: Zeus, Era, Artemide, Efesto, Poseidone, Apollo e così via. Ma non erano i soli… c’erano anche gli eroi di tutte le storie che avevamo letto: da Teseo ad Arianna, da Ercole a Narciso.

La prof. Gambardella rimase con il braccio sollevato a mezz’aria nel pieno della sua spiegazione e gli occhi sgranati.


Il primo a parlare con loro fu Giacomo Papotti, il nostro conoscitore appassionato di epica che, dopo essersi ripreso dallo shock e con non poche difficoltà, riuscì a proferire:

Poi Emma, che senza smentire la sua indole, si preoccupò subito per loro… . Infine fu la volta di Matteo L’erario che col suo solito modo ironico chiese:


Passarono dei minuti interminabili prima che li sentissimo chiedere: “In che strano posto siamo mai capitati?”.

Gli rispose Andrea, sardonico come sempre.

Rodigo: ultima frontiera!

“Rodigo…”, ripeté pensieroso Efesto, “Il mio marchingegno per il teletrasporto spaziotemporale è ancora in via di sviluppo, forse dovrei piantarla di costruire strani aggeggi e tornare nel mio vulcano prima che erutti!”


Anastasia non conosce le mezze misure e non si fece nessuno scrupolo ad esprimere il suo disappunto nemmeno in quella occasione, al cospetto degli dei dell’Olimpo! GIUSTO! SAI CHE TEMPESTA HAI INNALZATO COL TUO STRANO MARCHINGEGNO?

Intervenne Giulia in cerca di mediazione…

DAI… POVERO…


Matteo Tonolini all’improvviso gridò:

A udire queste parole, Apollo, come risvegliandosi da un torpore, si voltò verso Dafne e urlò: “Dafneeeee…”, lanciandosi al suo inseguimento. La poverina fu costretta a scappare, come era abituata a fare, e non conoscendo bene l’ambiente, si diresse verso una delle finestre… e precipitò nel vuoto.


… si girò di colpo e Apollo, incantato dalla sua bellezza, piombò contro il vetro con enorme violenza, lo sfondò e precipitò nel vuoto…

Finì, poverino, sotto il trattorino tagliaerba del signor Willy!


A quel punto, Zeus (il re dell’Olimpo!!!), depresso e stanco dei continui e disastrosi esperimenti di Efesto e delle consuete sgridate da parte di sua moglie Era, preso da un impeto di disappunto afferrò la saetta ma, nella confusione generale, sbagliò e la mosse al contrario, colpendo dei ed alunni in un unico colpo!!!

Il risultato? Allo sparire delle nebbie che il fendente aveva prodotto, lo spettacolo che si presentò agli occhi di tutti fu davvero raccapricciante: gli dei dell’Olimpo e gli alunni della 1^b erano una sola cosa! I loro corpi erano il risultato di un miscuglio perfetto!


Anche Papotti non era più il giovane ragazzo di un tempo; era più vecchio e più saggio: si era trasformato nel padre di Icaro, Dedalo!

Urlò Tommaso, sotto forma di uomo barbuto cupo e spettrale: ormai non era più il simpatico Tommy di una volta… era Ade, il dio degli inferi!!!

: ormai non era più il simpatico Tommy di una volta… era Ade, il dio degli inferi!!! sotto forma di uomo

barbuto

cupo e spettrale: E ora, prof.? Cosa faremo? Non posso andare a casa e non eera dire: mamma, scusa, ma ora sono un ormai dio della guerra sono invecchiato di vent’anni!!!”, strillò sotto le piùPietro, il simpatico sembianze di Ares. Tommy di una volta… era Ade, il

dio

degli

inferi!!! sotto forma di uomo

barbuto

cupo e spettrale: ormai non era più il simpatico Tommy di una volta… era Ade, il

dio

inferi!!!

degli

Andrea si era trasformato nel bel Narciso!


Ho paura di specchiarmi in qualsiasi OGGETTO!!!

“Basterà distruggere ogni specchio e prosciugare i fiumi in modo che non possa specchiarmi!”, ribatté riflettendo, ma un attimo dopo, in preda al panico, esclamò: “Ora che ci penso meglio… questa cosa è impossibile…! Mi aiuti prooooof!”, gridò con la paura di specchiarsi in un qualsiasi oggetto.

…getto! …getto!

Fu allora che sentimmo la vocina di Lucrezia dire: “…getto, …getto”. Oh no: Lucrezia era sotto le sembianze di Eco! Sarebbe stata costretta a ripetere le ultime parole delle persone per sempre!!! La prof. si muoveva da uno all’altro, ora tentando di accarezzare questo, ora toccando il braccio di quello, senza riuscire a far nulla.


Tutto ad un tratto si sentì uno strano trambusto: era Mele che con i suoi poteri “scuoti-terra” derivati da Poseidone, faceva tremare tutto il pavimento.

Allora Samuele che, udite udite, si era trasformato in Zeus, gli gridò contro…

…e, come se non bastasse, sua moglie Era (e chi se non Giulia) gli disse di piantarla di fare il cretino mollandogli uno scappellotto.


La prof. tentò di richiamare il silenzio come era abituata a fare e, alzata la mano destra, mimò il gesto del conto alla rovescia come faceva sempre…, ma non finì di contare perché all’improvviso un boato fece spaventare tutti.

Corremmo a vedere: era Efesto, con il suo ennesimo esperimento finito male. Oh no…: già prima eravamo messi bene…, figuriamoci adesso, che a fare gli esperimenti era Matteo Masioli!!! Ci guardammo con le lacrime agli occhi. Che fare?


L’unico pensiero che riuscì a farsi strada nel terrore paralizzante, fu che alla fine eravamo tutti insieme! Certo, trasformati in dei, ma insieme almeno, ed era quello che contava! Insieme avremmo trovato una soluzione: avevamo capito che l’unico modo per riuscire a tornare noi stessi era collaborare superando le nostre divergenze!

Ci siamo messi subito tutti d’impegno ma per quel poco che facevamo e per tanto che ci impegnavamo non riuscivamo a trovare la formula giusta per far funzionare il macchinino di Efesto che finiva sempre con un “bum!”.

E la situazione degenerò rapidamente…


Ercole, cioè Khalid, che ammirava i suoi muscoli e…

…le femmine che rincorrevano Narciso, cioè Andrea!

Ares (Pietro) si era messo a fare tiro al piattello dalla finestra con gli uccelli del cortile…


Dedalo faceva le prove per lanciarsi dal davanzale convinto di saper volare

Anastasia, intanto, era ben felice di trovarsi nei panni di Afrodite, la dea della bellezza, ma‌

‌non ancora persuasa di riuscire a far innamorare di sÊ un alunno dell’altra classe, si era messa a rincorrere Cupido (Matteo Tonolini) per convincerlo a scoccare per lei una freccia!


Raman, nei panni di Atena (ovvio: la dea dell’intelligenza!), imperturbabile, se ne stava in un angolo, senza lasciarsi sconvolgere da nulla, a ripassare l’argomento per la verifica di scienze.

Teseo, nel corpo di Imad, si voltò verso Adele, diventata Arianna, dicendole:

MA QUI È PEGGIO CHE COL MINOTAURO! ASPETTA…, TI SALVO IO, VIENI CON ME!

Lei, però, di scatto si ritrasse urlandogli: MA MI PRENDI PER UNA STUPIDA??? VUOI CHE NON MI RICORDI COME VA A FINIRE?

ORA DOVE INTENDI ABBANDONARMI? IN BIDELLERIA???

L’ALTRA VOLTA MI HAI LASCIATA SULL’ISOLA DI NASSO CON QUELL’UBRIACONE…


MA SEI IMPAZZITO? SONO ESSERI VIVENTI INNOCENTI ED INDIFESI!!!

Silvia, trasformata in Artemide, gridò ad Ares, che nel frattempo stava facendo strage di poveri volatili:

Raccolse un uccellino e cominciò ad accudirlo

Tutti la guardarono sbigottiti, ma Zeus intervenne a spiegare:

Ma certo: non dimenticatevi che è la dea della natura!

…Una gran bella dea, direi…


Non fece in tempo a finire che Era gli tirò uno scappellotto

…BUTTO, …BUTTO…

BRUTTO A CHI? IO SONO IL SIMBOLO STESSO DELLA BELLEZZA!


CHIiiiiiiiiiii ???

TUuu ????


No, ragazzi, non ci siamo… Abbiamo bisogno di aiuto. Devo andare a chiamare qualcuno…

Ma Mat-Ermes volò letteralmente verso la porta gridando: Vado io! Sono o non sono il messaggero degli dei?

Tommy, nei panni di Ade, implorò:

No, profe, non mandi lui… senza offesa, ma è un fiasco quando è diciamo… normale, figuriamoci adesso!


E’ suonata la campana! Profe cosa facciamo ora? Come ci giustifichiamo? Come facciamo a spiegare tutto questo???

Raman, senza scomodarsi dal suo posto né alzare la testa dal foglio disse:

Tranquilli… questa è l’ora di inglese. La prof. Raineri di sicuro non si rifiuterà di aiutarci. Vedrete…


Ha ragione! Vado a chiedere aiuto, vi lascio in buone mani. Spiegate tutto alla prof. Raineri e, mi raccomando, cercate di mantenere la calma. Arrivo il prima possibile”.

Ed ecco giungere la prof. di inglese, trafelata, con la sua elegante andatura ed il solito passo veloce e deciso, carica di libri, registro, borsa… “GOOD MORNING!”.

…calò il silenzio e lei, senza guardarsi bene intorno cominciò una delle sue più riuscite ramanzine:

Si richiuse fulminea la porta alle spalle, depositò sbrigativa il carico su cattedra e sedia e, un occhio al registro, un occhio alla lavagna disse: “BE QUIEET! Ovviamente tutti tacquero all’istante…


Emma con un filo di voce balbettò:

Aspetta. Please, don’t stop me while I speak. Wait! Let’s start! (Accendete la LIM! Oggi Unità 5. Aprite il libro a pag. 50: Daily Routines. Correggiamo il compito velocemente)

Can you please turn on the whiteboard?... Today Unit 5. Open the book at page number 50: Daily Routines. Let’s correct the homework quickly! (Accendete la LIM! Oggi

Tutti guardarono supplicanti Raman che, finalmente, pensò bene di fare qualcosa: Prof., aspetti, ci ascolti..

Lei, ovviamente, non ebbe un attimo di esitazione, inserì il suo collaudato traduttore simultaneo e continuò:

We have a problem… We’re not us…The Olympian gods have come into the classroom…

Unità 5. Aprite il libro a pag. 50: Daily Routines. Correggiamo il compito

La prof., però,velocemente) ancora ” di spalle, rivolta alla LIM, mostrò un cartellino giallo ed esclamò: “Yellow card! Speak English, Raman!


Giulia le giunse in soccorso:

Yes, Miss. They’re here with us… But what are you talking about?! What do you mean by “they’re here?

No… they’re not here… we’re them!

La prof. si aggiustò gli occhiali sul naso col suo solito gesto veloce, poi li lanciò sul registro aperto spazientita. Prese due cartellini, uno giallo, l’altro rosso, perplessa. Rinunciò all’idea e disse: “Can you repeat, please, Giulia!”.

! Alzò

gli occhi in un tempo che ci sembrò eterno e, finalmente (purtroppo!), ci guardò!

Perse colore e sembrò sul punto di svenire. Si sedette come precipitando nel vuoto e balbettò:


Ovviamente, Mat-Ermes volò via alla velocità della luce, ma passarono pochi secondi e fu riportato indietro quasi di peso dalla prof. Zampolli che, ancora prima di mettere piede in classe disse:

“Excuse-moi… COS’E’ QUESTA CONFUSIONE? Ma insomma! J’ai besoin d’un peu de silence!

Io sto cercando di correggere i compiti nell’altra classe e non riesco a sentire niente grazie al baccano che fate! ALLOOOOOOORA!


Khalid-Ercole avanzò di qualche passo con la sua statura imponente. Lei dapprima indietreggiò, poi disse:

Oh…

mon Dieu! OH…MON…DIEU! Que s’est passè ici? Io…, io… vado a chiamare la vicaria!

Io sono quello che ha decapitato l’Idra e disboscato la sua foresta… Ho strozzato il gattone di Nemea, ho messo al guinzaglio il cinghiale del monte Erimanto…, ho ammaestrato le arpie di Stinfalo…ho salvato quell’ingrato di Teseo… e vuoi che abbia paura della cosa lì… chi ha detto che chiama? La “malaria”!


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