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RECENSIONI - TALENTI EMERGENTI LEITMOTIV “Lʼaudace bianco sporca il resto” 2008 La Fabbrica www.leitmotivonline.net Vediamo se ci azzecco: questo disco appartiene al genere dei musicisti cantori, teatranti, carnascialeschi portabandiera dellʼorgoglio autoctono folkloristico, venato di poesia, vera o presunta, sulla scia di Capossela Vinicio. Se piace il genere, è il vostro disco. Qualche goccia di blu(es), un pizzico di impegno politico/sociale, una bella voce e italiano, dialetto, francese e poi lʼinglese, cori e tappeti sonori alle spalle e alle orecchie, chitarre e tastiere a gogo. Di certo i Leitmotiv sono pronti e adatti per palcoscenici principali; nulla da eccepire sulla produzione, nulla sul suono e sulle capacità tecniche, la musica è originale, con echi non inediti, Noir Desir, alternative grattugiate chitarre, ma anche pianofortini ai confini di tartarici deserti. Sedici brani, che gli artisti non si risparmiano, a rappresentare un viaggio esotico il cui termine sedimenta affascinanti ricordi. Audibili a josa… uno stabile ottetto di elettroni nella nube esterna circola. E bello il libretto di accompagno. ENRICO MAURO ROMINA DANIELE “Aisthànomai” 2008 www.rominadaniele.com È sempre un azzardo ascoltare prima e parlare poi di un disco di Romina Daniele; il rischio è banalizzare un lavoro complesso e articolato che rappresenta una parte importante, per non dire fondamentale, della vita di una persona, anzi di unʼartista come immagino piaccia alla stessa sentirsi definita. Sempre che le piaccia sentirsi definita. Questo dramma della coscienza è veramente drammatico, nei suoni, nellʼinterpretazione, nei significati che gli vengono attribuiti, nella copertina. È come scendere nellʼAde, alla ricerca della propria amata e poi girarsi poco prima dellʼultimo passo. Come calarsi nellʼantro della Sibilla Cumana, per indovinare un futuro che sarà e sempre è, mutevole. Non è un disco pop, dubito a tratti che sia anche un disco ascoltabile; è un prodotto professionale, dedicato ai professionisti della musica, della comunicazione, della filosofia, del dramma. Peso come un doppio UNI e/o leggero come unʼanima in fuga. Senza voto. Ora mi vado ad ascoltare lʼultimo disco dello Zecchino dʼoro. ENRICO MAURO QUINTACLASSE “Mi rimane un sogno” 2008 www.myspace.com/quintaclasserock È francamente imbarazzante lʼascolto di questo disco. A conti fatti lʼunico aspetto positivo notato è che, almeno, la consecutio temporum è corretta… per il resto, sembra proprio il lavoro di un gruppo di ragazzi di terza o quarta liceo, alle prime esperienze musicali. La musica è banale, già sentita e risentita nel corso degli anni, pur se il picco negativo lo si tocca con i testi: del tutto insufficienti, piatti e banali, manca del tutto unʼaccurata opera di revisione ed editing. Hanno ragione a cantare che “avere ventanni non è mica facile”, tuttavia è dʼobbligo, anche a ventanni (se non soprattutto!), dare il massimo di se stessi sfruttando tutte le occasioni oggi disponibili. E lavorando duro. La frase “quello che mi muovi dentro tu nessuno lo riesce nemmeno a toccare” a cosa si riferisce? A una longa manus che si infila in oscuri pertugi per muovere qualcosa che altri nemmeno toccano? A fondo direi, si infila a fondo, come a fondo tende ad andare il disco. Rivedibili. ENRICO MAURO

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Wait! Talenti e avanguardie creative - n. 24  

Issue 24 (december 2008 / january 2009) of italian bimonthly free magazine Wait

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