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Nel corso degli anni sono stati tanti gli inviti ad abbandonare la carta stampata per dedicarci completamente al web. La crisi dei giornali e l'avvento di internet si sono fatti sentire per tutti e i consigli ad abbandonare questa via sono diventati sempre più accesi dopo il nostro recente lancio del portale web... una piattaforma di blog che si dedica ai vari settori della creatività (dopo moda e arte è arrivato waitmusic.com e poi waitgreen.com, concentrato sui progetti ecosostenibili e le nuove idee 'green' per un mondo migliore... ed altri ne arriveranno a breve). Ma forse per un atto di romanticismo, forse perchè il magazine è stato il nostro primo grande amore, abbiamo resistito alle sirene. Poi è entrata in gioco la ragione: il web è saturo di blog... un progetto serio e ben fatto che contenga al suo interno un magazine ha tutt'altra credibilità. La nostra convinzione è oggi quella che carta e web debbano sapersi integrare, e farlo al meglio. Ci sono cose che uno e l'altro non possono fare. Anche a livello di comunicazione di emozioni, di racconto, di risultati effettivi. Entrare fisicamente nei migliori negozi del paese, essere sfogliati con attenzione e piacere dai titolari e dai loro clienti che lo ricevono in omaggio è un gesto che non ha eguali. Ecco che allora abbiamo deciso di rilanciare. Se si è convinti di una cosa, allora che sia fatta bene, anzi, al meglio. Dopo mesi di studio ecco il risultato del nostro lavoro e di una lunga meditazione. Abbiamo cambiato il formato, ora raddoppiato, che rimane pocket ma da più spazio alle immagini (e alle pubblicità), abbiamo una copertina rigida, una rilegatura brossurata, più pagine per regalarci e regalarvi visioni più belle di quanto di bello andiamo in giro per il mondo (e per il web) a selezionare. Abbiamo rivisto grafica e impaginazione: ora quanto mai curata e chiara. Abbiamo aggiornato i contenuti alzando il tiro su stilisti e progetti di importanza mondiale (vedi l'intervista a Finsk). Pensiamo di aver fatto un grande lavoro e teniamo la bozza di questo nuovo Wait! con la delicatezza di chi tiene tra le braccia un figlio neonato, e lo guarda in tutti i suoi profili forse con troppo amore. Certo, ci sarà da migliorare ma la passione, l'unico e vero motore che fin qui ci ha mosso, può fare miracoli. Marco Bianchi

WAIT! Trimestrale illustrato a distribuzione gratuita Direttore Responsabile: Maurizio Scorbati Direttore Editoriale: Marco Bianchi, marco@bella.li Caporedattore: Annalisa Varesi, annalisa.varesi@gmail.com Redazione: Pierpaolo Bironi, Iucu, Manuela Pizzichi, Marco Goi, Enrico Mauro, Giovanni Fossati. Marketing: Pierpaolo Bironi, pier.bironi@hotmail.it LA COPERTINA E’ REALIZZATA DA IUCU Aut. del Tribunale di Pavia n° 593 del 22/04/03 Editore: Korona srl - Pavia - 0382.538814 Stampa: Pinelli Printing srl - Via Fermi 8 - 20096 Pioltello (MI)

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, ne per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Wait! è un marchio registrato

www.waitmag.com - www.waitfashion.com www.waitmusic.com - www.waitgreen.com Info: wait.magazine@gmail.com

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& Design

TECH & DESIGN_TABLET MANIA di Annalisa Varesi

Sc da elto Wai t!

LG OPTIMUS PAD L'innovativo tablet sviluppato dall'azienda coreana è dotato di una doppia fotocamera posteriore con sensore da 5 megapixel e di un dispositivo in grado di registrare filmati a 720p con supporto alla tecnologia stereoscopica che consente registrazioni in 3D. Un display da 8.9 pollici, che rappresenta un valido compromesso tra usabilità e trasportabilità, lavora ad una risoluzione di 1.280 x 768 pixel con rapporto 15:9. Il peso è di soli 630 grammi. Punto di forza del dispositivo anche il browsing che permette di sfruttare il supporto alla tecnologia Flash. Ovviamente non manca la possibilità di gestire email e quant’altro con il semplice uso delle dita. Attraverso l’introduzione di una SIM Card si accede inoltre alla tecnologia HSDPA che consente il trasferimento di dati ed informazioni ad elevato bitrate. Completa le dotazioni un modulo per connessioni WiFi. La batteria vanta una autonomia giornaliera. Dotato del sistema operativo Android di Google in versione 3.0 e di un processore Dual Core Nvidia Tegra 2. Sarà atteso nel nostro Paese nel corso del prossimo mese di aprile. Prezzo non ancora comunicato. www.lg.com/it

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IPAD2 Il nuovo ipad si presenta con un design totalmente rinnovato, più sottile (solo 8,8 mm) e leggero (601 g) rispetto all’iPad originale, conservando lo stesso bellissimo schermo LCD retroilluminato LED da 9,7”. iPad 2 include il nuovo processore A5 dual-core di Apple che promette grafica fino a nove volte più veloce, e integra due videocamere, una VGA anteriore per FaceTime e Photo Booth e una posteriore per video HD a 720p. Pur essendo più sottile, leggero e veloce garantisce l’autonomia della batteria fino a 10 ore. Disponibile in nero e finalmente anche in bianco, ha modelli compatibili con le reti 3G di AT&T e Verizon, ed è completato dall’innovativa custodia Smart Cover che si trasforma in un’utile supporto per scrivere o vedere film. Include inoltre iOS 4.3, l’ultima versione del sistema operativo mobile più evoluto al mondo, e supporta pressoché tutte le oltre 350.000 app disponibili sull’App Store. Disponibile dal 25 marzo in Italia a partire da un prezzo di vendita consigliato pari a $499 per il modello da 16GB con wi-fi, fino agli $829 per il modello da 64GB con wi-fi e 3G. www.apple.it GALAXY TAB 10.1 Il nuovo tablet Samsung arriva affiancarsi al precedente Galaxy Tab con uno schermo da 10.1 pollici (contro i precedenti 7) di buona luminosità e visibilità. Il retro del tablet ha una superficie con texture che rende più comoda l’impugnatura e particolarmente interessante è lo spessore di appena 0.44 pollici, ovvero poco più di 1.1 cm per 599 gr di peso complessivi. E' dotato di processore NVIDIA Tegra 2 dual-core e sistema operativo Google Android 3.0. Monta inoltre una doppia fotocamera da 2 e 8 megapixel. Disponibile in tagli da 16 o 32 GB in partnership esclusiva con Vodafone per Europa ed Asia. Completano le dotazioni hardware uno slot SIM ed una entrata audio da 3.5 mm; stupisce, invece, la mancanza di porte USB o HDMI. Il tablet è dotato di processore in grado di garantire la riproduzione di video HD a 1080p e sensori quali giroscopio ed accelerometro. Il device giunge inoltre dotato di connettività 4G per sfruttare la banda larga del futuro. In vendita senza abbonamento a 699 euro. www.samsung.it ACER ICONIA TAB W500 E’ un tablet da 10,1 pollici con schermo multi-touch che si integra con una tastiera docking di dimensioni normali, dotata di tasti a isola. Definire Acer ICONIA TAB W500 un tablet è decisamente riduttivo. Mentre lo schermo ad alta risoluzione e il sistema audio ottimizzato Dolby® permettono di godersi qualsiasi contenuto multimediale, la comoda tastiera docking è l’ideale per la produttività. Dispone del sistema operativo Windows 7, è dotato del processore AMD C-50 e del sottosistema grafico AMD Radeon™ HD6250, per godersi una riproduzione estremamente fluida di video e giochi. ICONIA TAB W500: è dotato infatti di diverse opzioni di connettività tra cui Wi-Fi, 3G (opzionale) o Bluetooth® 3.0. Infine, la doppia webcam anteriore e posteriore Acer Crystal Eye da 1,3 MP non solo consente di effettuare video chiamate con gli amici, ma permette anche di registrare video HD e di condividerli su Facebook o YouTube. Atteso in Italia entro la fine del mese di marzo ad un prezzo di 599 euro per il modello con tastiera integrata e 499 euro per quello senza tastiera. www.acer.it BLACKBERRY PLAYBOOK E' il primo tablet della società canadese. E' animato dal nuovo sistema operativo BlackBerry Tablet OS, in grado di supportare il multiprocessing simmetrico. BlackBerry PlayBook offre pieno supporto per Adobe Flash Player 10.1, Adobe Mobile Air e HTML5: per questo RIM parla di navigazione web senza compromessi. Il tablet promette piena integrazione con la piattaforma BlackBerry e supporto per BlackBerry Enterprise. L’utente può far dialogare via Bluetooth uno smartphone BlackBerry con il Blackberry PlayBook e visualizzare sul display della tavoletta i contenuti disponibili sul telefonino. Sotto il profilo tecnico, BlackBerry PlayBook monta un display touchscreen da 7 pollici in formato WSVGA (1024 x 600 punti). Oltre alla CPU dual core a 1 GHz, a bordo del tablet di RIM ci sono 1 GB di RAM, una fotocamera frontale da 3 MP e una digicam posteriore da 5 MP entrambe con supporto per la registrazione video in modalità HD 1080p, un’uscita HDMI, un connettore microHDMI e uno microUSB, un ricevitore GPS. A completare la dotazione il supporto per il Wi-Fi e per il Bluetooth. Tre le versioni: da 8GB, da 16GB e da 32GB rispettivamente a 399 dollari, 499 dollari e 599 dollari. it.blackberry.com

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MOTOROLA XOOM E' un tablet con sistema operativo Android 3.0 Honeycomb e processore Dual Core NVIDIA Tegra 2 da 1 GHz. Disponibile in 3 versioni: solo Wi-Fi, Wi-Fi + 3G (schede GSM) e Wi-Fi + 3G (schede CDMA). Per combattere la concorrenza, il produttore si è basato su un chip performante e su una versione ottimizzata dell’OS di casa Google. Motorola XOOM misura 249.1 millimetri in altezza, 167.8 millimetri in larghezza e 12.9 millimetri in spessore per un peso complessivo di 730 grammi, con un ampio display touchscreen da 10,1 pollici. L’alimentazione del dispositivo è garantita da una batteria agli ioni di litio. Il sistema operativo Android Honeycomb 3.0 (ottimizzato per i tablet) gli consente un rapido accesso ai Social Network e ai Servizi Google (come Youtube). Inoltre sono disponibili visualizzatore/editor di documenti, supporto completo ad Adobe Flash 10.1 e lettore multimediale audio (MP3/WAV/WMA/eAAC+) e video (MP4/H.263/H.264.WMV). In vendita per l’Europa a 699.95 euro. www.motorola.it ASUS EEE PAD SLIDER Eee Pad Slider non è un vero e proprio Tablet ma un ibrido Tablet/Notebook. La sua grande particolarità è visibile ad occhio nudo: parliamo della tastiera QWERTY che scorre con un semplice gesto diventano base per lo schermo capacitivo touchscreen da 10.1 pollici con risoluzione di 1280 x 800 pixel. Asus Eee Pad Slider è governato da processori di ultima generazione Nvidia Tegra 2 e dal sistema operativo Android 3.0 HoneyComb. Per quanto riguarda le dimensioni troviamo uno spessore di circa 1.5 centimetri un peso di poco superiore al chilogrammo che lo rende un ottimo dispositivo portatile. Completano la dotazione una doppia fotocamera da 5 e da 1.2 megapixel, porta mini USB, HDMI e slot Micro SD, connettività Bluetooth, WiFi, GPS, sensori e supporti tipici dei Tablet di fascia alta. in opzione 3G. Asus permetterà di personalizzare la quantità di RAM presente, che potrà essere 512Mb o ben 1 GB. Stesso discorso per l’HD, che potrà arrivare a 32GB.Disponibile da Maggio in due versioni da 16GB a 32GB, per un costo compreso tra 499 e i 799 dollari. www.asus.it

HTC FLYER E’un tablet basato sulla versione 2.4 del sistema operativo Android con processore Qualcomm SnapDragon MSM8255 da 1,5 GHz. Misura 195,4 x 122 x 13,2 millimetri, per un peso di circa 415 grammi ed ha un design ultrasottile con guscio in alluminio unibody. Lo schermo da 7 pollici touchscreen con risoluzione di 1.024 x 600 pixel mostra immagini vivide dai colori intensi. Dispone di 1 GB di memoria RAM e di 32 GB di storage flash espandibili tramite schede microSD. Completano la dotazione una fotocamera posteriore da 5 megapixel, e una webcam frontale da 1,3 megapixel. Dal punto di vista delle opzioni di connettività troviamo il Bluetooth 3.0, il WiFi e il modem 3G+. Leggero e facilmente maneggiabile, l’ HTC Flyer monta la versione 2.4 del sistema operativo Android, ampiamente personalizzabile e facilmente utilizzabile. L’interfaccia proprietaria HTC Sense incrementa notevolmente la facilità d’uso e contribuisce ad avvicinarli ai famosi smartphone HTC. La batteria delude un po', con una autonomia dichiarata di sole 4 ore di utilizzo. Interessante invece il pennino in dotazione, che permette di disegnare, prendere appunti,ecc con estrema facilità. Il prezzo è di 669 euro per la versione con 3G e 499 per quella solo Wifi. www.htc.com/it DELL STREAK 7 Il tablet Dell Streak 7 è dotato di un pannello da 7 pollici che farà da capostipite a una serie che si allargherà nel corso dell'anno con un modello di dimensioni più generose, con un monitor da 10 pollici. E' equipaggiato con processore Tegra 2 da 1GHz dual core e 512MB di RAM a cui è affiancata una memoria statica da 16GB, espandibile attraverso card SD fino a 32GB. Il display da 7 pollici già citato, ovviamente multitouch, ha una risoluzione di 800x480 pixel, realizzato con un particolare vetro Corning Gorilla Glass che promette di essere 4 volte più resistente rispetto ai vetri standard. Due fotocamere, rispettivamente una 1,4 Mpixel frontale e 5 Mpixel sul dorso, completano la dotazione. Dell Streak 7 verrà venduto con il sistema operativo Android 2.2 Froyo. La natura dual core fa pensare ad una possibile adozione in futuro della versione 3.0 di Android Honeycomb, realizzata con molta attenzione verso il mondo tablet. In vendita al competitivo prezzo di 450 dollari senza abbonamento. www.dell.com/italia

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DESIGN_Tech

& Design

WAIT!GREEN_ECO CARS di Annalisa Varesi SMART FORTWO ELECTRIC DRIVE Arriverà nelle concessionarie nel 2012. La Smart Fortwo Electric Drive non potrà però essere subito acquistata come una comune automobile perché per ora, in attesa di una produzione su vasta scala che ne riduca il prezzo, avrebbe un costo che la casa produttrice definisce “eccessivamente elevato”. In una decina di nazioni, compresa l’Italia, è disponibile con la formula del noleggio a lungo termine. Da noi il canone mensile è stato fissato in 480 euro, Iva compresa. Esteticamente non si differenza in nulla dalla classica Smart, fatta eccezione per lo spinotto disegnato sulla banda verde e per i cerchi in tinta. Verdi anche i montanti del padiglione. Tutti richiami con il colore ecologico per evidenziare la natura ad emissioni zero del modello. Internamente invece, non ci sono nemmeno questi richiami e pare di essere in una Smart comune. La ricarica può essere effettuata da una normale presa di corrente o da apposite colonnine alimentate da energia elettrica. Per una ricarica completa sono necessarie 6/8 che garantiscono alla piccola due posti un’autonomia di 135 km. In un tempo di circa 2 ore e mezza si può effettuare una ricarica rapida che garantisce una percorrenza di almeno 50 km. Le nuove Smart Electric Drive sono tutte con gli interni nel livello di equipaggiamento Passion. Le caratteristiche tecniche indicano in 30 kW (41 cv) la potenza massima del motore elettrico, che esprime una coppia costante di 120 Nm. Le batterie hanno una capacità di 16,5 kW/h e sono alloggiate tra i due assi. La velocità massima è autolimitata a 100 km/h con un tempo di 6”5 per accelerare da 0 a 60 km/h.Fa una strana sensazione la quasi assenza di rumore in movimento, che può essere pericolosa per i pedoni, tanto che alla Daimler stanno pensando a un suono gradevole per avvisare i passanti. www.smart.it

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YARIS HSD Una full hybrid tecnologica che mira a conquistare tutti quei clienti desiderosi di una nuova gestione della propria auto, capace di combinare eccezionali livelli di consumi ed emissioni con ridotti costi, silenziosità, tecnologia Hybrid Synergy Drive®, senza compromettere la guidabilità e la praticità. Il prototipo della Yaris HSD svela un nuovo design esterno, in cui spicca l'apertura superiore della griglia che si distingue per le sue linee aerodinamiche, per il logo Toyota integrato nella parte superiore del cofano, per i cerchi da 18" che presentano ampie prese d'aria per garantire un efficace sistema di raffreddamento e per le maniglie e la telecamera per la visuale posteriore studiate in maniera da ottenere la forma più aerodinamica possibile. La presenza della tecnologia Hybrid Synergy Drive® è ulteriormente enfatizzata grazie alla presenza del logo “Hybrid Blue” di Toyota, dalle luci di marcia diurna a LED e dall'illuminazione “Synergy Blue”, che mette in risalto i contorni dei retrovisori esterni. Con la possibilità di scegliere una guida in modalità completamente elettrica, la tecnologia Hybrid Synergy Drive® risulta particolarmente adatta ai contesti urbani. Tale modalità offre infatti al sistema la possibilità di funzionare restituendo un livello di emissioni di CO2, NOx e particolato (PM) pari a zero. Attesissima, in vendita dalla metà del 2012 in Europa. www.toyota.it/hsd


HONDA JAZZ HYBRID La nuova Honda Jazz Hybrid rappresenta la prima introduzione nel segmento B di un veicolo ibrido. Gli allestimenti saranno soltanto due, Comfort ed Elegance, entrambi dotati di un ricco equipaggiamento, con prezzi rispettivamente di 18.550 e 19.990 euro. Il pezzo forte è rappresentato dal pacco batterie IMA e dalla centralina, che sono stati innell'area sotto il pianale del tegrati bagagliaio, conservando lo spazio normale del baule e consentendo il ripiegamento dei "sedili magici" nello stesso modo di quelli delle versioni non ibride. La propulsione è la stessa della Insight: motore i-VTEC da 1,3 litri abbinato a quello elettrico. Il sistema è abbinato a una trasmissione CVT e con soli 104 g/km di CO2 presenta le emissioni più basse di CO2 di qualunque auto automatica nel segmento B. Il consumo di carburante è pari a soli 4,5 l/100 km in base al ciclo di guida europeo combinato. Il motore produce da solo 88 Cv e 121 Nm di coppia, ma l'elemento chiave dei sistemi ibridi è il supporto fornito dal motore elettrico che può aiutare ad aumentare le prestazioni e al tempo stesso a mantenere al minimo le emissioni ed il consumo di carburante. Il motore elettrico utilizza bobine con avvolgimenti ad alta densità e magneti ad alte prestazioni in grado di produrre 14 CV e 78 Nm. Esteticamente, la Jazz Hybrid si distingue dal resto della gamma grazie al nuovo stile dei fanali e dei paraurti. La nuova ibrida è disponibile, oltre che nei tradizionali colori anche in un verde lime metallizzato creato appositamente. All'interno, l'abitacolo presenta un nuovo look con un cruscotto più scuro monocromatico, in forte contrasto con il blu che illumina i quadranti e la consolle centrale. Il cruscotto integra una versione della funzione Eco Assist, che utilizza l'illuminazione del tachimetro per informare il conducente dell'impatto che il suo stile di guida sta avendo sul consumo di carburante. La funzione Eco Assist aiuta i conducenti a ottenere il massimo risparmio dalla propria auto nelle situazioni di tutti i giorni e offre all'utente un riscontro in tempo reale sull'effetto dell'uso dei freni e dell'acceleratore sul costo del carburante e sull'impatto ambientale. www.honda.it

FIAT 500 TWINAIR Debutta nella configurazione da 85 CV e 145 Nm, numeri che consentono alla citycar torinese di muoversi con prestazioni di pari livello a quelle di un 1200-1400 cc aspirato, ma a fronte di emissioni e consumi estremamente ridotte fino al 30%. Con 92 grammi di CO2 emessi ogni km nella versione con cambio robotizzato Dualogic e 95 g/km per la versione con cambio meccanico, la TwinAir non solo è la 500 più ecologica ed economica attualmente in gamma, ma anche l'auto a benzina con le emissioni più basse del mondo. Le due varianti di trasmissione consumano rispettivamente 4,1 e 4 l/100 km nel ciclo misto, ma ad ottenere queste performance concorrono il sistema Start&Stop, l'indicatore di cambio marcia e il tasto ECO sulla plancia che imposta automaticamente la guida secondo i parametri più risparmiosi. Su strada invece la Fiat 500 TwinAir raggiunge la velocità massima di 173 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 11 secondi. La configurazione bicilindrica (come quella della 500 di una volta), è fondamentale per ridurre dimensioni e peso e offre il vantaggio di ridurre perdite e attriti interni, a vantaggio dell'efficienza. Secondo i progettisti l'estrema compattezza dell'unità (rispetto a un 4 cilindri 1600 cc è più corto di un quarto e pesa il 10% in meno) consentirà quegli sviluppi in vista di una ulteriore riduzione di consumi ed emissioni che difficilmente potrà essere raggiunta lavorando solamente sull'efficienza dei motori. In futuro arriveranno infatti un TwinAir a metano, grazie all’adozione di una coppia di iniettori aggiuntivi a quelli per l’alimentazione a benzina sui rami dei condotti del collettore di aspirazione, e un TwinAir ibrido con un motore elettrico frapposto tra motore e cambio e recupero dell’energia dissipata durante le frenate. Il prototipo c'è già. Disponibile in tutti gli allestimenti ormai tradizionali della gamma (Pop, Sport, Lounge e by Diesel), con dotazioni e prezzi crescenti partire da 13.250 euro. twinair.fiat500.com/

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HOME & DESIGN_ANIMAL HOUSE Mobile e scultura, la sedia “Octopus chair”, progettata e realizzata dal designer spagnolo Maximo Riera, fa parte di un progetto più ampio, “animal chairs”, una serie composta da più di quindici opere diverse in cui l’unione fra il design dell’oggetto comune e le forme della natura diventa arte. Prodotte ovviamente in serie limitata.www.maximoriera.com

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Dozi Magnetic paperclip holder e Lily Pond sushi set by Alessi. www.alessi.com

Rabbit Lamp, dalla serie “Animal Thing� di Moooi. www.moooi.com

Paul Smith Green Metallic Rabbit. www.paulsmith.co.uk

Hella Jongerius Animal Table Frog. www.jongeriuslab.com

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Mariposa Bench di Zanotta. www.zanotta.it

Banquette Chair, designed by Fernando e Umberto Campana. www.campanas.com.br

Pigs by Yvonne Fehling e Jennie Peiz. www.kraud.de

Horse Lamp, dalla serie “Animal Thing� di Moooi. www.moooi.com

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ART_The

artist

L’ARTISTA IN COPERTINA: IUCU di Annalisa Varesi A volte ritornano, e a volte non se ne sono mai andati. E l’arte, come il primo amore, non si scorda mai, anzi. E’ un fuoco che si sopisce e ritorna a divampare quando uno meno se lo aspetta. Perchè artisti si nasce e si è, senza appello o possibilità di fuga. E’ quello che è successo a Iucu, uno dei designer più apprezzati del panorama streetwear contemporaneo, che dopo alcuni anni dedicati al fashion torna al suo primo amore con rinnovata passione e voglia di mettersi in discussione. Collaboratore e amico di Wait! ha disegnato la nostra nuova “prima” copertina, e ci ha raccontato un po’ di sè e di questi nuovi progetti. Ti conosciamo come fashion designer per alcuni brand di streetwear oltre che come nostro collaboratore, ma oggi ti presenti ai lettori di Wait! come artista. Parlaci di questo nuovo progetto. In realtà nasco come artista. Ho dipinto per anni e aperto un laboratorio d'arte ormai 10 anni fa. Vivevo di quello prima. Poi ho disegnato e autoprodotto delle t-shirts e man mano il mondo della moda mi ha completamente assorbito... Questo che presento oggi è un progetto nuovo. Qualche anno fa avevo una vera fissazione per gli occhi, disegnavo e dipingevo solo occhi. Quello che faccio oggi è completamente diverso: disegnare un occhio era quasi come moltiplicarmi e posare i miei sguardi nel mondo, questo progetto passa invece attraverso il corpo, in particolare quello femminile, come icona della sensualità e della sessualità, un corpo in parte inanimato, che fluttua in uno spazio indefinito, senza testa, ne mani o piedi. Perché? Qual'è il messaggio? Il messaggio è che il corpo della donna è diciamo come uno scopo da raggiungere della società contemporanea. Mai come adesso è assolutamente attuale questa spersonalizzazione, questa perdita di identità della persona. Il corpo diventa scambio, ha un valore intrinseco più che la persona stessa e

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quindi il fatto che fluttui nel nulla sta proprio a rappresentare questo smarrimento, questo corpo che può sbattere di qua e di là senza una direzione precisa e la mancanza di piedi e di mani sta proprio a significare questa totale concessione. Che tecnica utilizzi? In realtà ci sono più tecniche. E’ tutto mischiato nel senso che si parte dal disegno, quindi grafica pura a pennarello o china ma sempre in nero, la figura è quindi ritagliata e incollata su un supporto di legno e infine ricoperta da una colata di lucido, come a cristallizzare l'immagine. Questa è la tecnica con cui ho voluto iniziare questo nuovo percorso, ma non escludo che rimanendo sempre sotto questa tematica sia raffigurativa che logica il progetto possa avere una evoluzione in senso pittorico. La forza qua non sta tanto nel come, ma nel cosa voglio esprimere. Nasci come artista, poi arrivi nel mondo del fashion design ed ora torni all'arte. Ma come sei diventato artista? Raccontaci i tuoi esordi. E come nasce un artista? Una persona nasce artista, non è che lo diventa, si diventa sempre più bravi, sempre più consapevoli delle proprie possibilità nel riuscire a trasformare quello che hai in testa in “qualcosa”, che sia musica o arti visive. Nel mio caso io ho sempre pasticciato con il materico, sviluppando le mie capacità a livello visivo e tattile andando dalla pittura, alla scultura e anche l'abbigliamento che è una cosa che puoi vivere perché è lo metti addosso, quindi diciamo il processo creativo è una cosa espandibile a più supporti dalla scultura alla pittura, abbigliamento, fin dove l'artista vuole spingersi. Quando hai cominciato? E' stato il tuo primo lavoro o hai fatto altro? Ho sempre desiderato fare questo lavoro, fin da piccolo e ho sempre disegnato e dipinto. Ovviamente non essendo figlio d'arte ho dovuto scontrarmi con una realtà che tende a dissuadere dal fare l'artista anziché motivare, perché è un lavoro per certi veri quasi astratto, non ha un percorso definito come qualsiasi altra professione, non ha dei parametri, non ha dei tempi, è una cosa che può crescere velocemente o puo metterci decine e decine di anni, e poi diventare grandissima. Bisogna

“se invece tu fai le cose per gli altri, ragionando per gli altri, finisce che fai le cose che hanno già fatto tutti, mentre se tu hai davvero del talento e tiri fuori il tuo allora si che diventi unico e puoi creare una cosa unica.”


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semplicemente avere una passione tale da non mollare mai e soprattutto fare questa cosa per se stessi, perché più la si fa per se stessi e più le persone verranno a vedere che cosa stai facendo, se invece tu fai le cose per gli altri, ragionando per gli altri, finisce che fai le cose che hanno già fatto tutti, mentre se tu hai davvero del talento e tiri fuori il tuo allora si che diventi unico e puoi creare una cosa unica. Ti ricordi il primo quadro che hai venduto? Avevo 17 anni, l'ho venduto in una mostra a Pavia, allestita presso gli Orti Borromaici. Era una mostra all'aperto, e c'eravamo io e un'altra decina di artisti pavesi. Lo vendetti all'epoca mi pare per 200.000 lire. Cos'hai provato? Ho capito che non era un caso, ma che vendere una propria opera, non una cosa che abbia un uso preciso, ma che è acquistata solo per il gusto di essere posseduta, era possibile, che avrei potuto venderne altre ed è stata una vera soddisfazione perché una persona l'aveva comperata perché gli piaceva veramente, non perché pensava ad un investimento, o perché mi conosceva e voleva farmi un favore. E' vero che all'inizio uno dei modi migliori per vendere le proprie cose è essere degli ottimi PR di se stessi e tu hai collaborato con molti locali notturni arredandoli o esponendo le tue opere… Non solo, non ho mai trascurato nessuna sfumatura di questo lavoro, nel senso che anche senza nessuna convenienza mi è capitato di lavorare gratis o per due soldi, o organizzare per altri. Questo di cui ci stai parlando è un progetto parallelo al tuo lavoro di fashion designer, che continua, giusto? Certo, il fashion mi ha dato molto, soprattutto quella sicurezza economica che prima non avevo e che mi permette ora di gestire questo sogno dell'arte in maniera più complessa. La moda sicuramente va avanti, certo è che la moda ha dei meccanismi più duri e serrati perché mentre nell'arte puoi tirare fuori tutto te stesso senza compromessi, nella moda devi confrontarti con un mercato molto veloce e devi anche considerare che le cose che vai a fare non vanno solo guardate ma anche indossate... Infine, se ti diciamo "Wait!" cosa ci rispondi? Wait! per me ha un valore particolare rispetto ad altre persone che hanno ricevuto la medesima domanda perché sono stato coinvolto quasi dal principio nel progetto e l'ho visto crescere sia nei contenuti, che come utenza che a livello estetico. E’ un pò umano perché non è rimaso mai fermo a compiacersi ma ha sempre fatto quello che spero continui a fare per molto: crescere.

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emergenti

MARCO SANTANIELLO di Manuela Pizzichi Creatività esplosiva a 360 gradi. Marco Santaniello, 29 anni, italiano d’ origine e poco di fatto: persona e personaggio che esce spontaneamente da ogni binario e definizione con progetti sempre nuovi e imprevedibilmente unici. Senza smancerie: intervistarlo è un vero piacere e quindi… Cominciamo. A primo sguardo sembri un pazzo scatenato che si tuffa a bomba nel mare della moda e dell'arte, con tanto di rincorsa. E questo mi ha colpito subito. Mi sbaglio? Grazie a voi per l’interesse. In effetti la prima impressione che faccio è sempre questa, di un pazzo scatenato, ma rispondo dicendoti che se sentirsi veramente liberi nei confronti di una penosa mentalità della società in cui si vive oggi, soprattutto in questa Italietta, significa essere pazzo scatenato allora si, sono un pazzo. Il mondo della moda mi interessa ma relativamente, nel senso che se per moda si intende la spazzatura di molte “top” boutique allora non mi riguarda, se invece si parla di moda in cui il business non è proprio il focus ed Il motore di tutto allora è lì che entro in gioco anche io (immagino le facce che dicono “luoghi comuni”). Io lancio messaggi e “uso I miei nemici”, il guadagno se arriva non possiamo di certo rifiutarlo in un paese dove quasi nessun ragazzo può mantenersi da solo fuori casa senza l’aiuto della famiglia…praticamente una tragedia. Nato a Cosenza, trapiantato a Milano, spesso a zonzo per il mondo. Quanto c'è della tua terra nelle tue idee e nelle tue opere? Sin da bambini ci insegnano, erroneamente, che le tradizioni culturali e popolari vanno a tutti I costi accettate e protette in qualche modo. Io non sono di questo avviso, ok le tradizioni possono essere importanti ma non sono così sacre e preziose. A me piace guardare in avanti, ogni minuto che passa è già passato, mi piace creare e pensare cose davvero nuove, non sarò mai uno dei tanti in una mischia, io sarò sempre Marco, ma sempre con un particolare diverso. Della mia terra non c’è traccia nelle mie opere, ma magari posso dirvi: sono simpatico e solare come noi del sud...e ancora c’è gente che parla di nord e sud...tristezza... Domanda classica, ma sempre molto utile. Influenze? Ispirazioni? Da chi, da cosa, da dove? Vero domanda classica, tanto rispondo sempre in maniera differente. Scherzi a parte, ultimamente sono in una fase chiaramente PoP e non ti nascondo che adoro Andy Warhol, ma soprattutto la sua idea di Factory... Cosa che spero di creare prima o poi,

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certamente non Italia dove c’è una forte tendenza a non essere costanti nelle cose ed Io ho bisogno di gente concreta. Ispirazione di sempre è l’Amore, in più, qualsiasi cosa registrata dalla mia retina e cervello. Scacchiere distorte di colori che nella magia dell'arte si trasformano in ritratti. I tuoi lavori artistici catturano l'occhio senza grandi sforzi e il risultato estetico finale è stupendo e di grande impatto. Il richiamo alla Pop art è evidente, e tu stesso lo precisi, anche se la tua impronta personale è molto forte e tiene lontane le tue creazioni dalla banalità. Ok, ora voglio sentire "la tua". Wow, non è male questa. Posso rubartela per il mio bio!!! Ti dico solo che Essere se stessi sempre è una cosa che Vince. Ma tanto non lo capirà mai nessuno. La moda mi sembra che sia un punto centrale nel tuo lavoro e nella tua vita: cosa hai vissuto, amato, inventato in questo campo? La moda è stata un veicolo che ho e che sto sfruttando, ma non penso sia un punto centrale della mia vita, sono ben altre le cose a cui tengo davvero, tutto il resto, moda compresa, è contorno. Ho fatto credo 11 sfilate, amo i maxicardigan e i leggings, amo le mie t-shirts oversize ed ho anche creato la T-SKIRT, che vorrei fosse annoverata nell’enciclopedia della moda someday. E’ praticamente una tshirt che si indossa come un pantalone, brevettata nel 2007, e ormai conosciuta da molte persone, anche se ancora non ‘c’è tutto questo “coraggio” di indossarla… Ma ho avuto le mie soddisfazioni e sono certo ne avrò presto. Per fare un esempio, la cantante Kazz Kumar ha indossato una speciale tskirt che ho creato per lei, durante una performance live a Londra; inoltre una delle mie t-shirt è indossata, sempre da lei, nel video del suo secondo singolo “Fashion”! Progetti futuri che ti aspettano? Sono praticamente in partenza per Copenhagen dove andrò a girare una sorta di video e montaggio di foto per presentare la mia nuova collezione di tshirts. Dopo aver “sfilato in maniera non autorizzata” a Londra (2volte), Milano, Roma, Parigi adesso è il turno di Copenhagen, solo che questa volta sarò io il solo ed unico protagonista del video e delle foto. Essendo il mio momento di maturità, a mio avviso, è giusto che lo affronti da solo (nel video, che sarà ovviamente pubblicato su youtube e su tutti I miei canali). Ti preannuncio che il titolo sarà “Turn it off” una sorta di denuncia contro governo, chiesa e stampa quotidiana... Definirei il tutto Garbage. Te stesso: in tre parole, o

anche di più. Anche di più. Un film, un libro e un disco che avresti voluto esser stato tu a pubblicare? Pulp Fiction, la Bibbia, dischi... gosh sono davvero troppi... adesso ti dico “Take a walk on the wild side”. Grafico, stilista, giornalista. Dormi ogni tanto? Io dormo solo per sfinimento, non mi piace dormire, ti dirò odio dormire, perchè preferisco sempre fare qualcosa; a queste cose che hai nominato aggiungiamo pure art director e viral marketing specialist. Se prendi l’arte e la metti un attimo da parte… Quali altre passioni ti appartengono? Viaggiare è sicuramente la cosa che preferisco fare in assoluto. Adoro poi il poker e comprare vintage. www.marcosantaniello.com

“Se sentirsi veramente liberi nei confronti della penosa mentalità della società in cui si vive oggi, soprattutto in questa Italietta, significa essere pazzo scatenato allora si, sono un pazzo.”

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Interview

CAMO di Marco Bianchi Ho conosciuto Stefano Ughetti dopo averlo incrociato in diversi showroom. Lui gestiva lo street-store Superstar di Biella (di cui era ed è ancora titolare), un negozio di notevole fama nell'ambiente. A quell'epoca Stefano andava ancora a braccetto con lo streetwear più puro. E' a quei tempi, circa 4 anni fa, che mi parlò del progetto del suo brand Camo, che all'inizio si chiamò AcamoTigerWorld. Partito come un brand dal sapore decisamente streetwear è presto diventato sempre più classico. Con un percorso repentino ha trovato una forte identità personale 'casual fashion' fatta di qualità, di materie prime, tessuti eccellenti che vengono prodotti nel distretto biellese di appartenenza. Stefano nel frattempo si è macinato decine di fiere internazionali, in compagnia dei suoi fedelissimi Valentina e Matteo ed è diventato un nome a livello internazionale. Nessuno è profeta in patria. Non è un detto che mi sento di dire che possa valere nella moda (al contrario) dove però a volte succede questo: l'eco internazionale è seguito dal successo in patria e non viceversa. Mi spiego meglio: i buyer di Top Shop, di Sarah Coggles hanno scelto il prodotto Camo per la sua qualità, il suo sapore, il suo design autentico. Non certo per un successo che in patria non c'era ancora. E questo è un merito ancora più grande. Quando nasce Camo? E perchè? Il pensiero di creare un mio marchio è nato nel luglio 2005. Già da allora avevo deciso di dare il nome Camo alla mia linea. Non provenendo da nessuna scuola di design e non avendo nessuna esperienza nel settore dell'abbigliamento, ho dapprima aperto un concept store, che ho chiamato Superstar (giugno 2005) e successivamente, solo due anni dopo, ho cominciato a creare la mia linea. Chi c'è dietro a Camo? Stefano Ughetti, nato l'11 luglio 1974 a Biella. Dopo gli studi all'I.T.G. “Vaglio Rubens” di Biella e un anno di Universita' nella facolta' di Economia e Commercio a Torino, inizio nel 1995 nella ditta Arazzo s.n.c. produttrice di tessuti per l'arredamento. Dal 2000 al 2004 lavoro per Viceversa Edizioni Design S.p.a. Azienda di home design. Nel 2005 fondo Superstar, un concept store di abbigliamento menswear, situato in Via Italia 82 a Biella . Dal 2007 creo una mia linea: Camo. Cosa vuol dire Camo? Camo è' l'abbreviazione di “camouflage”, ovvero ma

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scherato, mimetizzato. Compare comunemente tra le varianti colore, ma a differenza di esse non lo è affatto; è bensì un concetto, un pensiero, un'idea. Lo scopo non è vestire le persone , ma farle comunicare con ciò che indossano. Mi ricordo la vostra partenza streetwear quasi radicale. E la veloce evoluzione verso quello che siete ora. Come è avvenuto il tutto e come definireste il prodotto che fate? In fase di inizio gli articoli più semplici erano sicuramente T-Shirt, shorts e felpe; l'immagine aveva una sua radice streetwear, erano i primi passi. Successivamente ci siamo evoluti in maniera molto naturale in quello che siamo oggi. Gli shorts presenti nella prima collezione estiva di Camo sono ancora oggi in campionario e sono disponibili in diversi materiali. I pantaloni ancora oggi "best seller" furono presentati con scarso successo nella prima collezione invernale. Non c'è un target per le mie collezioni. Possono essere indossate da tutti quelli che le apprezzano, senza distinzione di età, stato sociale o mestiere. In quanti negozi siete distribuiti in Italia? E all'estero? In Italia serviamo più di sessanta punti vendita ed almeno altrettanti all'estero toccando tutte le principali capitali e città d' Europa e del mondo. Raccontateci dell'importanza di nascere e lavorare a Biella. Nelle zone del Biellese e non solo, ho ricercato diversi laboratori di cui la maggior parte a conduzione familiare e specializzati in un'unica tipologia di prodotto. Con essi ho costruito un rapporto di fiducia e di scambio di idee. Il prodotto non viene "dettato", ma creato insieme, discutendo tutti i dettagli da me proposti. Paragonandomi allo chef di un ristorante, mi piace pensare di attingere dall'orticello dietro casa tutti i prodotti che vi possono essere senza cercarne altri che non nascono li. Quanto ha contato la nascita e la crescita in bottega (il vostro store a Biella) a contatto con la realtà, con il pubblico e lo studio e la visione di collezioni su collezioni stagione dopo stagione? Tantissimo. La mia fortuna è stata quella di avere alle spalle numerose esperienze, prima in un'azienda di tessuti, poi come commerciale ed in seguito come commerciante/buyer per Superstar. Questo mi ha permesso di conoscere tutti i passaggi che avvengono sul prodotto. In che tipo di negozio vi troviamo? Ho visto che è molto varia la tipologia... Non esiste un target predefinito, la nostra è una collezione trasversale. Infatti, in Italia, Camo si trova prevalentemente nelle boutique mentre all'Estero è più facile trovare il nostro prodotto nei department-store. Quale articolo vi ha dato la più grande notorietà? Sbaglio o si tratta del vostro pantalone a cavallo basso? Si, esatto ma oggi Camo è più una collezione e non


“Fare una collezione è soddisfare la voglia di comunicare. I vestiti perciò sono un tramite e non un fine.”


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un mono-prodotto. Sicuramente il pantalone è stato il nostro articolo più fortunato. Non posso dimenticare che, quando l'ho proposto per la prima volta, ha suscitato molti dubbi e non trovava grande riscontro, mentre ancora oggi rimane il nostro "best-seller". Il made in Italy ha ancora così valore oggi? Se produceste all'estero cambierebbe la solfa? Ci piace essere più originali e veri possibili. Se fossi francese probabilmente avrei voluto fare un "Made in France". Il "Made in Italy" mantiene sicuramente il suo fascino rispetto ai paesi nei quali sarebbe possibile produrre. Sulla nostra etichetta compare comunque "Biella-Italy" in quanto vogliamo valorizzare al massimo anche il nostro luogo di appartenenza che ha una storia molto importante per quanto riguarda i tessuti. Con il rispetto di tutti i negozi, qual'è l'inserimento che più vi ha gasati? Essere inseriti per la collezione F/W11 presso La Rinascente, primo piano, Piazza Duomo, Milano. La nuova collezione si chiama Soul Collection. Raccontatemi cosa vuol dire. Il tema fondamentale è che le persone dovrebbero trovare più tempo per se stesse. Mentre l'estate è molto rumorosa e festosa, l'inverno è più quieto e silenzioso. Questo consente alle persone di pensare. Il consiglio che la collezione vuole dare è di guardare un po' a se stessi e alla propria vita. Il luogo che mi ha ispirato è il santuario di Oropa, situato a soli 12 km dal mio ufficio a Biella, dove vivo e lavoro. E' un posto magico dove turismo e religione si incontrano con una storia secolare ma allo stesso tempo è una struttura al passo coi tempi. Come scegliete il mood della vostre collezioni? In maniera molto naturale, siamo influenzati da tutto ciò che ci circonda, un film, un panino, un'immagine, un libro, guidare in macchina, etc. Qualsiasi cosa che ci trasmette un'emozione trasforma tanti pensieri in uno solo. Fare una collezione è soddisfare la voglia di comunicare. I vestiti perciò sono un tramite e non un fine. Che evoluzione ha avuto Superstar e che rapporto ha con Camo il vostro shop a Biella? Oggi Superstar è un ufficio creativo, quartiere generale di Camo, sede di OFF (un free press) ed anche il primo flagship store che oltre alle collezioni di Camo vende anche le co-lab. Come B.E.S.T. per Fondazione Pistoletto e Goyo Cashmere. Qual' è lo stilista e/o i brand che più ammirate e che più vi ispirano? Vivienne Westwood e Junya Watanabe Dove sognate di trovarvi tra 10 anni, professionalmente e non solo? Ci piace la politica dei piccoli passi, stiamo vivendo una bella avventura e speriamo non finisca mai. www .camofac tory.co m

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emergenti

NICK MASCIOLETTI E IL NOIR/PULP ALL’ITALIANA di Pierpaolo Bironi

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Clinamen è un romanzo Pulp-Noir, opera prima del milanese Nick Mascioletti. L’autore classe ’84, dopo la laurea in legge ha deciso di buttarsi nella dura sfida di ogni novello romanziere: scrivere ed essere pubblicato. Nick ha trovato in Fabio Larcher, un piccolo editore che ha voluto credere in lui, la propria occasione. A pure disegnato le grafiche della copertina, dimostrando di avere anche ottime doti come illustratore. Fino ad ora ha venduto 200 copie in poco più di un paio di mesi. Tutto da solo, senza appoggi e promozioni. Wait! cerca sempre di dare spazio ai giovani artisti che in un panorama difficile come quello italiano cercano di emergere, e la storia di Nick ci sembra rispecchiare esattamente quella che è la nostra filosofia. Ma parliamo un po’ del libro. Clinamen è un romanzo che entra subito nel vivo dell’azione, non c’è tempo per ambientarsi alla storia o ai personaggi tutto è molto veloce, per alcuni lettori può essere un pregio, per altri un difetto. Alcune situazioni e alcune storie avrebbero potuto avere uno sviluppo maggiore, che avrebbe reso la trama ancor più avvincente. La struttura della storia è abbastanza complessa e, per un’opera prima, ben costruita e ricca di alcuni colpi di scena che riescono a tenere vivo l’interesse del lettore fino all’ultima pagina. Il protagonista è Robert, uno scrittore, che come spesso capita non riesce a replicare il successo dei suoi primi romanzi e viene catapultato per caso in una vicenda di vendette tra malavitosi. Il personaggio più accattivante e coinvolgente per molti motivi è Nadia, il killer che rapisce Robert e che purtroppo per gran parte del libro apparirà come personaggio di contorno e raccordo in tutte le fasi della storia. Lo scrittore, vivrà quindi un’ avventura pericolosa che lo porterà a capire gli errori fatti nella sua vita ritrovando la sua vena narrativa smarrita da qualche parte nel suo ego e nel suo talento buttato. Clinamen è piacevole da leggere e nel complesso mostra le potenzialità di un autore che con qualche accorgimento soprattutto sullo sviluppo dei personaggi potrebbe esplodere. Una storia, quella di Nick, che valeva la pena di essere raccontata per dare voce agli artisti che purtroppo al giorno d’oggi fanno sempre più fatica ad emergere. Il costo del libro è 10 euro per acquistarlo potrete rivolgervi direttamente al sito dell’autore. www.nickmascioletti.com


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BOOKS_Iucu

Books Club

IUCU BOOKS CLUB: ART BOOKS di Iucu

ARMANDO TESTA - CHARTA

Questo nome forse ai più non dirà nulla, ma in realtà tutti e dico TUTTI hanno avuto modo di vedere, forse "inconsciamente", almeno una delle sue opere. "E dove??" Beh... Per strada, in TV, sui giornali... Ricordate l'ippopotamo blu della pubblicità dei pannolini Lines? E la mitica Carmencita o il sinuoso uomo che ancora oggi campeggia sulla confezione del digestivo Antonetto??! Armando Testa è l'icona della "pubblicità all'italiana" e questo libro raccoglie gran parte del suo lavoro da Carosello ai giorni nostri.

VENEZIA 1948-1986 LA SCENA DELL'ARTE - SKIRA

Impossibile non notare questo libro!! tutto argento e di "formato importante"... Solo dopo qualche istante ho letto di che si trattava: VENEZIA 1948-1986..., una rapida e curiosa sfogliata e subito l'occhio cade su volti noti: De Chirico, Dalì, Roy Lichtenstein e molti altri miti del '900, ma non i soliti scatti di repertorio, mai viste foto così!! Intime, informali, rilassate e quotidiane pur essendo "foto di Biennale". Tutti presi chi nell'allestimento, chi a far chiacchere con critici, amici, galleristi e colleghi. Ovviamente nei vari "scorci" c'è spazio anche per quadri, sculture ed installazioni, che perdono però della loro "severità formale" di opera d'arte, per fondersi tuttuno con l'ambiente e la magica irripetibile atmosfera di quegli anni.

I LOVE POP, EUROPA-USA, MITOLOGIE DEL QUOTIDIANO ELECTA

Ho diversi libri "POP" anche piu' grandi e generosi di immagini di questo che vi presento, ma a questo sono particolarmente affezionato perche' piu' ampio e "onesto" come visione globale. In generale siamo portati a pensare che il POP sia una corrente esclusivamente americana, invece ha riguardato in maniera significativa anche l'Europa. In quegli anni il "consumo era un tema caldo" anche qua da noi e, si sà, gli artisti risentono molto di ciò che succede nel quotidiano e nella società loro contemporanea. In questo libro troviamo oltre che un'attenta panoramica anche europea, una selezione di immagini "inedite" per questo genere di argomento, più ovviamente qualche grande classico.

SCHIFANO ‘60-‘64, DAL MONOCROMO ALLA STRADA - SKIRA

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Chi conosce l'opera di Mario Schifano è forse più contagiato dal suo periodo "mediatico" legato alle sperimentazioni e alla manipolazione delle immagini fotografiche e televisive, ma chi ama davvero il "personaggio", l'artista e la sua opera, dovrebbe "scavare" nel suo periodo più puro e quindi negli anni '60... Tutto inizia da qui: i sui monocromi che "monocromi non sono", la sua pittura "sporca ma formale", le colature e quelle pennellata "sinuosamente nervosa" per poi salire con i primi esperimenti POP. Nei suoi primi lavori troviamo la radice di quel modo di raccontare la società dell'immagine, propria di Schifano, attraverso un suo personale "filtro", un immaginario che ha fatto storia dell'arte italiana a livello internazionale.


WAIT! COMICS: “SOLANIN” “SOLANIN” DI INIO ASANO - 2 VOLUMI. PANINI COMICS /PLANET MANGA Solanin è il titolo di una canzone. Ed è una storia, semplice, coinvolgente, commovente. Un ritratto generazionale dei ventenni/trentenni nel Giappone contemporaneo, una storia sulle scelte, sulle occasioni, sui rimpianti, sulle seconde possibilità. Ma non solo. E’ una riflessione sul senso della vita, sui sentimenti e sulla ricerca della felicità. Inio Asano ci racconta la vita di un gruppo di cinque ragazzi che stanno affrontando il periodo di passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta. Non più così piccoli da non essere autosufficienti, ma non così grandi da essere adulti. Le domande sono le stesse dei giovani di tutto il mondo: dove sto andando? È questa la vita che desidero? E qual è il mio posto nel mondo? La vicenda è scorrevole nella sua normalità, eppure i dialoghi e i disegni di Asano hanno il raro dono di riuscire ad interiorizzarsi, a rendersi personali come se fosse il lettore stesso ad averli pronunciati. E quando pensi di aver capito, quando cominci a vederci un senso la tragedia (giusto alla fine del primo volume), irrompe inattesa e spiazzante, togliendoti ogni certezza. E quella canzone Solanin, che ritorna e unisce tutto, dando finalmente un senso. Quale. Sta a voi trovarlo. Buona lettura. Annalisa Varesi

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WAIT!MUSIC WHAT’S NEW di Marco Goi

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RADIOHEAD “THE KING OF LIMBS”

PJ HARVEY “LET ENGLAND SHAKE”

I re sono tornati e l’hanno fatto alla loro maniera. A S. Valentino hanno annunciato l’uscita del disco per sabato 19 febbraio e poi a sorpresa l’hanno anticipata di un giorno. E mentre in Italia impazzava il triste spettacolino di Sanremo, il mondo musicale mondiale si fermava ad ascoltare questo nuovo lavoro dei re. No surprises o yes surprises? The King of Limbs suona in maniera molto coesa ed omogenea, è un disco che ricorda Amnesiac però in versione dubstep, o almeno una versione dubstep dei Radiohead a metà tra James Blake e XX. L’apertura delle danze sghembe (stile Thom nel video già stra-cult di “Lotus Flower”) è affidata a un piano meraviglioso. Ma visto che ai Radiohead le cose semplici non piacciono, lo tolgono subito per lasciare spazio a distorsioni digitali e a un ritmo sghembo da jazz-band che suona su un altro pianeta, mentre la voce di Thom Yorke esce da un altro pianeta ancora: la sensazione è proprio quella di avere a che fare con un gruppo che suona via chat attraverso galassie diverse che però si fondono e parlano un linguaggio umano: quello delle emozioni. Questo The King of Limbs non suona come una rivoluzione copernicana, ma prosegue su una linea di sperimentazione electro tra riverberi, echi di mondi lontani e atmosfere che ormai non possiamo definire in altro modo che: radioheadiane. Anzi, thomyorkiane, visto che la sua voce è l’elemento che funge da collante all’intera opera e le 8 canzoni qui presenti richiamano parecchio anche il suo album solista The Eraser. No surprises, allora? Forse quella è l’impressione a un primo impatto, fino a che il disco ti rapisce e ti porta come un Visitor su un altro pianeta. E allora le surprises arrivano.

Come non apprezzare le doti camaleontiche di PJ Harvey? Solo se siete tra quelli che ad un artista chiedono di muoversi in un solo ambito e di ripetere sempre le stesse identiche cose potreste trovarla irritante, altrimenti vi divertirete a scoprire in ogni suo disco una PJ che sembra diversa, suona diversa, canta diversa. È diversa. Dopo averci lasciato con l’ultimo White Chalk dentro atmosfere notturne e sinistre, PJ questa volta è partita verso direzioni ancora differenti. Il nuovo Let England Shake non è però affatto un disco più luminoso, eppure la sua atmosfera è del tutto altra: è fortemente bellica, getta in mezzo a un campo di guerra, invita a una scossa, a un “Dai, cazzo!”, non solo i suoi conterranei inglesi ma tutto quel mondo in bambola paralizzato tra crisi economica e politica devastata. Un album che si ama fin da subito per la sua obliquità e forza ma che per un giudizio più completo richiede di diversi ascolti. Dentro ci troviamo delle marcette pop inquiete, delle filastrocche perfette per dei tempi malati come “The Glorious Land” con tanto di trombetta militare incorporata e una “The words that maketh murder” che riecheggia sinistramente “Surfin’ Bird” dei Trashmen, o ancora una “Written in the Forehead” che suona come una versione malata di certo pop 60s radiofonico di oggi stile Eliza Doolittlele. Ma sa poi prenderti e sorprenderti nei momenti di quiete, almeno apparente (l’incantata “All and everyone”, “Hanging in the Wire”), che rendono l’avventura in trincea ancora più varia e disperatamente viva. Al suo ottavo disco in proprio, PJ si conferma quindi non solo una DJ molto varia nelle sue scelte, ma pure un ascolto fondamentale per i nostri tempi. E soprattutto riesce ancora a sorprendere con un album che non solo parla di guerra, ma è anche una bomba.


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ADELE “21”

R.E.M. “COLLAPSE INTO NOW”

Mai fermarsi alle apparenze. A un primo impatto il nuovo album della talentuosa Adele rivela una minore varietà sonora rispetto all’esordio, però attenzione. Il grande merito del disco è infatti quello di crescere in maniera esponenziale e inarrestabile, con la voce della 21enne londinese capace di raggiungere picchi d’intensità pazzeschi. Ci troviamo davanti a un disco musicalmente certo non innovativo ma di classe sopraffina, composto da una serie di ballate soul notevoli e per alcune di loro con l’andare degli ascolti è facile che scatti l’innamoramento; l’impressione è che il colpo di fulmine totale possa arrivare da un momento all’altro, con qualunque dei piccoli gioielli incastonati dentro all’album: magari per una “Turning Tables” con quel suo giro di piano drammatico che ricorda “Colorblind” dei Counting Crows, o la rotolante hit “Rolling in the deep”, un pezzo fuori da ogni tempo in grado di raggiungere un sorprendente primo posto della classifica italiana. Oppure per “Rumor has it”, una song che entra martellante in testa quasi come un’idea impiantata da Leonardo Di Caprio in Inception, o ancora per “Set fire to the rain” e “Someone Like You”, pronte a diventare classici del futuro. Alla fine resta il dubbio: un coraggio musicale maggiore avrebbe giovato al risultato complessivo o forse appesantito i 21 grammi della soul di questo disco? In ogni caso, con il passare degli ascolti questo è un album in grado di regalare emozioni e brividi, come con una “Don’t you remember” da lacrime agli occhi. Roba da talent show, ma solo nel senso che Adele è uno spettacolo di talento.

Hey now, il presente è qui ma i R.E.M. suonano sempre come i vecchi R.E.M.. Mentre gli amici e colleghi PJ Harvey e Radiohead cercano ancora una volta di muoversi in direzioni nuove, provare sentieri pericolosi e inaspettati, come testimoniano in maniera diversa i loro ultimi lavori, Michael Stipe e soci rimangono invece sulla strada maestra e rispolverano il loro classico sound. Se nel precedente Accelerate del 2008 pigiavano sull’acceleratore con un disco rock’n’roll, questa volta i ritmi sono più blandi, più “collassati” e il modello di riferimento sembra essere il loro ultimo album davvero memorabile, New Adventures in Hi-Fi. L’impressione è quella già a partire dal singolo “Uberlin”, pezzo in grado di ricalcare clamorosamente “Electrolite” ma allo stesso tempo, altrettanto clamorosamente, riuscire a scaldare il cuore in una fredda giornata, sia che ci troviamo a Berlino o a Buccinasco. La voce di Michael Stipe è ancora così bella da far meritare al disco una sufficienza da sola, per il resto l’evoluzione musicale del gruppo di Athens è davvero ferma e non ci sono tentativi di evoluzione. Nessuna novità arriva nemmeno dagli ospiti: la nuova collaborazione con Patti Smith nella conclusiva “Blue” è anche in questo caso troppo vicina alla ben più memorabile “E-Bow the Letter”, mentre Eddie Vedder e Peaches non lasciano certo il segno e si perdono in mezzo al suono della band. Una manciata di belle canzoni ci sono, però era lecito attendersi se non una rivoluzione perlomeno una scossa; invece niente e allora non ci resta che tenerci quella meraviglia che è la voce di Stipe e poi andare a collassare in fase R.E.M.

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PIL

LS

“THIRTEEN” ROBERT MILES

“JAMES BLAKE” JAMES BLAKE

Incredibile ma vero, il ritorno sulle scene di Roberto Concina, alias Robert Miles.. il nuovo progetto è un mix di atmosfere oniriche, ritmi jazz e le immancabili vibrazioni progressive… G.F.

Il giovane compositore londinese , freddo e "synthetico", è già stato inserito dalla BBC al 2° posto nella classifica del "sound of 2011" .. la sua elettronica ha un cuore suol, quasi etereo.. da capire con metodo! G.F.

3° disco della band inglese che ha conquistato gli USA con "if you run".. dieci brani con verve da post new-wave e reminiscenze da Stereophonics... Conforme a canoni già visti. G.F.

“LIVE FOREVER” BOB MARLEY & THE WAILERS

“TORNO A CASA A PIEDI” CRISTINA DONÀ

“HOTEL SHAMPOO” GRUFF RHYS

“ANDATE TUTTI AFFANCULO” THE ZEN CIRCUS

Questo album è la registrazione dell'ultimo concerto avvenuto a Pittsburgh nel settembre 1980.. Non arriva al livello di "Babylon by bus" ma la forza emotiva di questo live è immensa.. Perla per collezionisti. G.F.

Ecco una nuova versione di Cristina Donà. Con questo album la 43enne di Rho, da poco madre, abbandona il palco per un tipo di sonorità più equilibrata.. In compagnia dell'orchestrale Saverio Lanza regala lavori di una dolcezza sublime.. G.F.

Il soggetto è sicuramente disturbato.. I suoi 13 episodi, definirli psichedelici sarebbe un’ incomprensione, li definirei obliquamente pop e fascinosamente sghembi, e ciò aggiunge una nuova prospettiva alla già sfaccettata personalità artistica del cantante gallese! G.F.

Ma che pazzoidi sono i Zen Circus? Direttamente da Pisa una band con richiami agli anni d'oro del rock & blues. Album fresco e irriverente ripescato dagli archivi 2009... Risentiremo presto parlare di loro? Molto probabile! Altro che Modà... G.F.

“THE COLD STILL” BOXER REBELLION

“PREACHING TO THE PERVERTED” FUZZTONES Gruppo "revival garage rock" con atmosfere zappiane.. Il nome deriva dal "Fuzz", effetto di chitarra reso famoso da Jagger e compagni negli anni 60.. Disco interessante davvero! G.F.


RADIOHEAD “KID A/AMNESIAC” E venne il giorno di The King of Limbs, il nuovo sospirato lavoro dei Radiohead che fa tornare dritto alla mente un loro vecchio disco, o relativamente vecchio, visto che sono passati appena 10 anni: Amnesiac. Nel 2000 il rivoluzionario Kid A era risultato un ascolto in grado lasciare stupefatti e sorpresi tutti i fan che si aspettavano un nuovo Ok Computer. Con il senno di poi, quello è stato davvero un nuovo Ok Computer, non certo a un superficiale livello di suoni, quelli radicalmente differenti, ma come impatto sul resto del mondo musicale. Dopo aver traghettato la musica inglese (e non solo quella) oltre il brit-pop e il grunge con il precedente, i testa di radio con Kid A di fatto non hanno inventavano nulla di nuovo al 100%, però sono riusciti a sdoganare l’elettronica minimal fatta di glitch e atmosfere rarefatte anche all’interno della scena rock e indie. Una piccola rivoluzione che ha tolto sempre più peso ai suoni chitarristici per portarci definitivamente in una nuova era digitale della musica. Alla perfezione di quel gioiellino, 10 tracce 10 perfettamente infilate una dietro l’altra in un vero e proprio 11 settembre sonoro, appena un anno dopo i Radiohead facevano seguito con una sorta di Kid B: Amnesiac nasce infatti dai pezzi registrati nelle stesse session ma non inclusi nel fratello maggiore. Sarebbe però un errore madornale definirlo una sorta di raccolta di scarti o di semplici B-sides, visto che questo è un lavoro (quasi) altrettanto importante e in grado di segnare parecchio l’evoluzione sonora di Thom Yorke e soci, si senta in proposito appunto il loro più recente pargolo The King of Limbs. Come nell’ultimo lavoro radioheadiano, anche qui l’attenzione sembra concentrarsi molto più sui ritmi (“I might be wrong” ne è un esempio eclatante) e sull’atmosfera più che sulla creazione di canzoni tradizionalmente intese. Amnesiac condivide poi con The King of Limbs una certa difficoltà nel farsi amare. Sono entrambi lavori ostici e che suonano freddini, quasi glaciali. Concedono poco spazio alle facili melodie (qui “Knives Out”, là “Lotus Flower”) e pochissimo ai ritornelli, mentre una cura maniacale sembra riservata alla perfezione dei suoni e dell’insieme, ancor più che nei loro altri album. Ascolti ipnotici, che entrano forse più nel cervello che nel cuore, ma sono comunque in grado di ammaliare e conquistare con le loro trame sonore sofisticate. Dischi concettuali? Non proprio, quanto piuttosto dischi dance concepiti per essere ballati in qualche festa di alieni. Un pezzo come “Like spinning plates” giocato tutto o quasi su suoni e voci registrate al contrario, è la dimostrazione di come questa non sia musica pensata per essere compresa appieno da un cervello umano, eppure nella voce di Thom Yorke esplodono sentimenti che sono tutto fuorché robotici o artificiali. Questo è probabilmente il segreto della loro musica: suonare complicata e diretta a un ascolto di testa (di radio) ma in grado di far battere forte il cuore. Human after all. MARCO GOI

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WAIT!MUSIC THE CULT di Marco Goi

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Interview

LOBSTER di Marco Bianchi Chi legge il blog su cui scrivo quotidianamente sa che sono un cultore del marchio con l'aragosta olandese (BlueBlood). Oggi però siamo qui per intervistare l'aragosta italiana: Lobster, uno dei fenomeni più vivaci dello streetwear italiano. Li seguo da tempo e ho sempre apprezzato la freschezza delle loro grafiche. Li tenevo d'occhio e be presto ho capito che non si trattava del solito t-shirt-brand. Ottima comunicazione, tante serate e sponsorizzazioni ma anche prodotto: track jackets e addirittura jeans: uno dei prodotti più difficili da proporre sul mercato. Il feeling allegro, scanzonato ma allo stesso tempo di solida realtà italiana mi ha conquistato. Ed eccomi qui ad intervistarli. Quando nasce Lobster? Lobster nasce alla fine del 2006 inizio 2007. Perchè questo nome/questo logo? Mah, ci piaceva l’idea di un nome di un animale, ma anche di un cibo, e Lobster- l'aragosta - era entrambe le cose, contemporaneamente ci pigliava bene la contrapposizione data dal fatto che si tratta di un cibo da cash quando poi in realta' noi andavamo a fare abbigliamento casual!! Il logo è venuto da sé, il nome dava parecchio spazio alla creatività e già dal primo disegno eravamo convinti che quello sarebbe stato quello giusto. Chi c'è dietro a Lobster? Dietro a Lobster ci sono Cento e Jeppy, due amici di vecchia data, che si sono conosciuti per una passione comune e che hanno trovato il modo di vivere facendo quello che gli piace. Dove nasce Lobster? Lobster nasce nella nostra città, Treviso, anche se appena possiamo scappiamo di qui. Quello che si percepisce è un gruppo che di diverte, che fa cose che gli piacciono, senza tirarsela troppo o seguire mode esteporanee. Qualcosa che arriva dritto al punto, con semplicità, colore e grafiche estremamente immediate. Sbaglio? No, non sbagli. Di sicuro una delle cose che ci manda avanti è fare cose che ci divertono o comunque che ci piacciono. Alla fine noi siamo dell'opinione che raccogli quello che semini: per tutta la vita abbiamo frequentato attivamente una certa scena musicale e artistica, è stato poi naturale trovarvi delle sinergie anche professionali e i risultati probabilmente rispecchiano questa naturalezza e genuinuità di intenti.

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Chi disegna le grafiche? Le grafiche sono per la maggior parte disegnate da Cento, poi in ogni collezione diamo spazio a collaborazioni che sono sin dall'inizio una parte focale del progetto Lobster. Già dal primo catalogo abbiamo ospitato lavori di artisti di fama internazionale che però sono sopratutto nostri amici, e ad oggi continuiamo ad avere in collezione collaborazioni di gente di un certo spessore che ruota attorno al mondo Lobster o comunque nomi di gente alla quale guardiamo con ammirazione. Ho visto che avete lanciato anche il denim. Non fate solo t-shirt e felpe quindi... Come si allarga il range dei vostri prodotti? Ultimamente stiamo spingendo il denim anche con le pubblicità, perchè è un prodotto al quale teniamo molto e che ci piace sviluppare, ma che in realtà è inserito in collezione già da 6 stagioni. Ad oggi siamo arrivati a sette vestibilità di pantalone, che assieme alle t-shirt e alle le felpe con grafica rappresentano il cuore della collezione Lobster, contornata poi da un numero sempre maggiore di capi costruiti, come la felpa doppio petto, il cardigan in felpa, le giacchette in denim, la maglieria e una serie ogni volta diversa di accessori come gli occhiali, le cinture, chiavette usb, strap per macchina fotografica, cappellini invernali, sciarpe etc etc. Vi vedo spesso presenti a party come sponsor e non solo. Qual'è il vostro rapporto con la musica e il mondo della notte? Eheheheh si diciamo che ci piace abbastanza fare festa. Probabilmente nella domanda c'è parte della ragione del riscontro iniziale di Lobster. A molti degli eventi nei quali c'è il logo Lobster ci siamo anche noi in prima persona, e all'inizio questo ha dato una bella spinta al brand, ma di nuovo, la cosa è stata sempre molto naturale. Molte delle persone che frequentiamo fanno musica, sono musicisti dj o produttori, e da sempre andiamo a concerti e serate, non potremmo vivere senza mLsica e il progetto lobster rispecchia tutto ciò. Ultima notte prima di chiudere il campionario. Vi serve carica decisiva per tirare fuori le ultime due grafiche... Che album o che pezzi mettere su per forza e ispirazione? Mah quello che potenzialmente si potrebbe trovare in questa situazione è Cento e questi sono i pezzi che metterebbe: Straight out of compton degli N.w.a., Wild in the streets dei The circle jerks o l'album Milo goes to college dei Descendents. Come si evolverà il brand prossimamente? Daremo sempre più spazio ai pantaloni e ai capi costruiti, senza però compromettere il resto. Parallelamente ci sarà un nostro impegno sempre maggiore nel comunicare l'heritage Lobster. Vi terremo informati. www.lob sterappa rel.com

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FASHION_The

Interview

FINSK di Marco Bianchi Scarpe che sembrano sculture pronte per entrare in un museo d'arte moderna. Linee dal sapore architetturale. Impossibile rimanere indifferenti di fronte a Finsk. Che sono le scarpe più ambite e chiacchierate del momento tra le fashioniste. Siamo andati direttamente alla fonte, a intervistare Julia Lundsten, giovane designer creatrice del brand. Quando è cominciato il progetto Finsk? Abbiamo presentato la nostra prima, piccola collezione nella primavera del 2005, da allora siamo cresciuti lentamente di stagione in stagione. Qual è il tuo fashion-background? Hai lavorato con altri stilisti o per altre linee di scarpe? Ho studiato Fashion Design Womenswear per quattro anni prima specializzarmi nelle calzature, e nel frattempo ho lavorato anche come assistente di progettazione. Mentre studiavo per il mio Master presso il Royal College of Art lavoravo come freelance per alcune marche high level del Regno Unito, tra cui Kurt Geiger Faith e Topshop. Dopo la laurea ho continuato con un lavoro di designer freelance e contemporaneamente mi sono dedicata alla nascita di Finsk. Sappiamo che sei nata in Finlandia ma vivi a Londra. È la capitale inglese il posto migliore per vivere per un fashion designer? Cosa ti manca dalla tua terra? Credo che Londra sia un posto fantastico e molto stimolante per vivere, specialmente per un designer. È un tale mix di culture e di persone con cui si possono scambiare idee, da cui imparare e trarre ispirazione. Mi piace il contrasto del sentirmi occupata a Londra con la calma, il vuoto, la sensazione di spazio della campagna finlandese. E’ soprattutto quello che mi manca: lo spazio e l’aria pulita che si possono trovare solo in Finlandia. A Londra invece sono costantemente circondata da persone e in movimento. Mi considero però molto fortunata perchè posso vivere etrambe le situazioni, traendone costantemente ispirazione. Ricordi il primo modello progettato con Finsk? Era cosi “architettonico”? La mia estetica nel design è sempre stata architettonica e grafica. Credo che Finsk sotto questo aspetto sia ora simile a quello che era nel 2005. Naturalmente, quando un business cresce, crescono anche le possibilità di creare e sperimentare. Ad esempio, per il marchio Finsk Project 2, la progettazione della suola a cuneo (per la prima volta nella nostra collezione SS2009), già ideata nel 2005, ha richiesto anni e strutture più solide per diventare realtà.

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“Dà molta soddisfazione vedere le stesse persone comprare ogni stagione, perché significa che il nostro è un buon prodotto. E non solo per l'estetica...”

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molto interessante e stimolante. Come sarà la prossima collezione f/w 012? E 'ispirata alla musica di Ennio Morricone, potente, carica di significato ma nel contempo facile da capire. I colori sono soprattutto nero e grigio fungo, ma con riflessi metallici, rame, pelle craccata e verde foresta. Le silhouette sono semplici, e i dettagli come sempre interessanti. Quali celebrità potete annoverare fra le vostre clienti? Lady Gaga e Rihanna hanno indossato alcuni nostri modelli. E chi vorresti le indossasse prossimamente? Chiunque capisca e apprezzi il design, e chiunque voglia distinguersi dalla massa. www.finsk.com

Quando hai capito che il progetto Finsk stava diventando un cult, specialmente per le fashion victim? Abbiamo avuto un piccolo seguito di clienti fin dal principio, che è cresciuto costantemente ogni stagione. Dà molta soddisfazione vedere le stesse persone comprare ogni stagione, perché significa che il nostro è un buon prodotto. E non solo per l'estetica, ma anche per la qualità, il confort, ecc. Penso ancora che Finsk sia abbastanza "sconosciuto" e che alcuni modelli sono molto “di nicchia”. Ma l’intera collezione è molto varia e portabile. Aspetta solo di essere conosciuta. Qual è l’ispirazione quando si progetta una nuova collezione? Può essere qualsiasi cosa: musica, cinema, architettura, natura, persone, o semplicemente bei materiali. Di solito è una combinazione di tutti. Alcuni modelli delle varie collezioni sono decisamente architettonici e scultorei. Hai avuto qualche esperienza in questo settore? Entrambi i miei genitori sono architetti, e i dettagli architettonici, gli edifici, le geometrie in generale sono sempre stati parte della mia vita quotidiana fin dall’infanzia. Ho anche viaggiato molto con mio padre alla ricerca di edifici interessanti e di ispirazione. Le vostre scarpe sono decisamente originali, ma anche molto confortevoli. Di fronte a un nuovo progetto pensate prima di tutto al lato estetico o alla possibilità anatomica di indossarle comodamente? Penso che entrambi gli aspetti siano molto importanti. Come designer, ma anche come donna so che è inutile fare una scarpa bella se non è comoda da indossare. Le scarpe sono progettate per i piedi. Non credo che si possa essere soddisfatti di scarpe bellissime e importabili... E’ la nostra sfida quotidiana, ma rende il mio lavoro come designer e

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Shop

WAIT!SHOPS INTERVISTA AI MIGLIORI FASHION STORES ITALIANI: VOGA SHOP di Marco Bianchi Era da molto tempo che volevamo farlo. Wait! magazine è distribuito in oltre 200 tra i migliori fashion store italiani. Era giunto il momento di intervistarli anche qui sul nostro magazine! Wait! vuole così ringraziare la partership con questi shop, che ci ospitano con tanto affetto dando loro visibilità, creando partecipazione e allo stesso tempo ascoltando il loro interessantissimo, fondamentale, parere sui brand più caldi e le ultime tendenze. Questo numero è la volta di Voga Shop, ad Arezzo. Nome del negozio? Voga Come mai questo nome? E’ un gioco di doppi sensi: da una parte fa riferimento a tutto ciò che è "in voga" nella moda, dall'altra ci ricorda quanto c'è da vogare per far bene questo lavoro... Dove si trova? Ad Arezzo, in Via de' Redi 3, in pieno centro storico. Chi è (o chi sono) i titolari dello store? Nicola e Maddalena Descrivetevi in 3 parole? Nicola: ordinato, cordiale, ordinato. Maddalena: non riesco a dirtelo in un termine ma per farti capire le clienti mi dicono sempre che mi diverto a vestirle come se fossero delle barbie, e in effetti è vero, mi diverto molto ad "aggeggiarle". E diverte anche a loro!! Come e perchè vi è venuta la ‘pazza idea’ di aprire/gestire un fashion-shop? Facevamo già questo lavoro come dipendenti... Siamo stati presi dalla pazza idea di aprire uno store tutto nostro perchè ci siamo resi conto che mancavano nella piazza dei marchi che amavamo molto, certi che sarebbero stati apprezzati anche dai nostri clienti, così abbiamo deciso di iniziare questa avventura cercando di proporre stilisti emergenti abbinati a marchi storici e brand di ricerca. Se non gestiste un negozio di abbigliamento

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cosa fareste nella vita? Nicola: speaker radiofonico o cestista professionista. Maddalena: gestirei un negozio di abbigliamento!! Avete una filosofia particolare? Nulla di particolare. Scegliamo delle aziende e dei capi da proporre di cui ci innamoriamo e cerchiamo di instaurare un rapporto molto confidenziale e di fiducia con il cliente

“Scegliamo delle aziende e dei capi da proporre di cui ci innamoriamo e cerchiamo di instaurare un rapporto molto confidenziale e di ” fiducia con il cliente”

Che marchi tenete? Acne, A.p.c., Carven, Comme des garcons, Dimmler, Dries van noten, Engineered Garments, Giorgio Brato, Henrik Vibskov, Htc, Isabel Marant, Label Under Construction, Local, MM6, N2, Sacai, Vanessa Bruno. Qual’è stato il brand di maggior successo della scorsa stagione? Isabel Marant e Acne E quello rivelazione? Dimmler, un progetto di scarpa personalizzata che puoi crearti come vuoi, davvero divertente! Quale invece potrebbe essere il prodotto o il brand must have della prossimamente stagione? N21 e Carven.

zioni maschili e femminili tra loro. Se un giorno apriste un negozio fuori dall’Italia dove vi piacerebbe andare? Senza dubbio... Saint Tropez. E dove altrimenti? Fateci i nomi e la descrizione di due vostri clienti leggendari. Poi salutateli. Cavolo troppo difficile sceglierne solo due... E poi gli altri??? Non si può... Però è dovuto e sentito un grazie a tutti loro che ci permettono di fare questo bellissimo lavoro e ci stimolano a migliorare sempre per proporgli sempre cose nuove e interessanti!! ww w.vogash op.com

Quale prodotto, al di là del volume di vendite, ti ha dato maggior soddisfazione vendere ed orgoglio a proporre? Label Under Construction. Quale brand vorreste inserire prossimamente...? Marni Quali caratteristiche deve avere un marchio per poter entrare nella vostra brand list? Sostanzialmente ci deve piacere molto il prodotto e la filosofia che sta dietro, ci deve conquistare. Ma il bel prodotto non sempre basta , cerchiamo sempre di stare attenti alla fascia prezzi per poter offrire prodotti belli e di ricerca ma che si possano acquistare senza troppi sensi di colpa. Tre canzoni (nome canzone e autore) che amate mettere come sottofondo musicale nel vostro store. Insomma, qualcosa che si addice al vostro spirito. Sebastien tellier - Roche The xx - Crystalised Serge gainsbourg - Requiem pour un con Come si è evoluto il negozio da quando avete aperto? Come pensate si evolverà nei prossimi anni? Il negozio è nato due anni fa in un piccolo spazio che conteneva sia uomo che donna, molto presto si amplierà e permetterà di dare più respiro alle collezioni lasciando uno spazio dedicato solo all'uomo e un altro solo alla donna mantenendo però la possibilità di contaminazioni delle varie colle-

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FASHION_Vetrina

Uomo

VETRINA UOMO

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Attachment crinkled jacket


Cintura HTC

Rick Owen Trousers

Giorgio Brato Lined Leather jacket

Natalia Brilli Nolex bracelet

Freitag Reference bag

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College Bomber in pelle Balmain

Visvim Grizzly Boot Folk

Borse in pelle Cowboys Bags

Ksubi Skeleton Sunglasses

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Henrik Vibskov Dyken drop crotch short


Camicia Andy Richardson

Yuketen Boat Shoe Athletic Sole Navy Suede

T-shirt con zip applicata Shut Up Fool!

Iron Samurai led watch

Study white and gold double zipper cuff

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Givenchy printed t-shirt

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Orlebar Brown Designer Swim Shorts

leTom Pinot Noir Straw cap

T-shirt Miito Milano

FEIT Hiker Black Sole

Cheap Monday Sunglasses

Felpa Miito Milano

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Adidas Originals ObyO by Jeremy Scott frenchfries sweatshirt

Felpa Monoty Clothes

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T-shirt Byg Bang


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Review

BRAND REVIEW di Marco Bianchi GIENCHI Gienchi è stato intervistato sulle pagine di questo magazine, alcuni anni fa. Customizzava converse, pailettate a mano, che gli ordinavi beccandolo su Myspace e lui ti veniva a consegnare a mano, a un appuntamento che gli davi a qualche angolo di Milano. Faceva ancora l'idraulico e tuttavia non mancava a una solo serata milanese come si deve (vedi Plastic). Ecco perchè la sua aria sempre stravolta. Quando trovava il tempo di pailettare tutte quelle scarpe? La notte, tra un party e l'altro. Oggi Gienchi lo ritroviamo quotato stilista nel roaster dei più interessanti talenti italiani, le sue sneakers customizzate le vendono store giapponesi a prezzi esorbitanti, ma da una stagione è sul mercato con una linea che porta il suo nome. Le scarpe sono made in italy (fatte a Vigevano la capitale della calzatura artigianale), targate Gienchi. La forma è simile alle Converse ma con una base più alta e un aspetto generale più massiccio. I modelli con le borchie rimangono un must-have. Il Prezzo è alto ma non da mercato giapponese per cultori: insomma per intenderci siamo più sui 200 euro, che non sui 500. E non ci sono solo borchie ma anche altri modelli davvero interessanti. Il marchio ha futuro perchè Gienchi ha gusto e sensibilità e sono certo sarà in grado di andare avanti oltre le borchie. www.gienchi.it

SCOSHA & CO. BRACELET Arriva l’estate, i classici braccialetti in cotone tornano ai nostri polsi e dopo il successo di Chan Luu con i suoi gioielli amatissimi dalle star di Hollywood sembra essere il momento di un altro brand americano, Scosha & Co. www.scoshanyc.com

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LETOM All’inizio c’era un cappellino che non esisteva. Cioè non esisteva nella realtà, ma nella mente di Rolf Hellat sì. Era un cappellino di paglia intrecciata, ma con la forma di un cappellino moderno con visiera. Rolf decise di trasformare quel cappellino che aveva nella sua mente in realtà e anche in un brand che prese il nome di LeTom. Ecco oggi LeTom realizza cappelli dalle forme moderne, ma con materiali antichi e tradizionali come la paglia. Il risultato è stupefacente… E per favore guardatevi lo spot sul loro sito. Brillante. www.letom.ch

STYLEIN L’ondata della scandinavia colpisce ancora l’Italia. Questa volta parliamo di un brand tutto femminile che si chiama Stylein. La cosa anomala è che il marchio raggiunge l’italia, scoperto dai fratelli Baltimora direttamente in alcuni dei migliori negozi di New York. Che strano giro no? La fondatrice del brand è Elin Nyström di origini svedesi. Ma studia e si diploma a New York. Da questo mix ne deriva un gusto minimale scandinavo, ma allo stesso tempo con un tocco glamour e elegante tipicamentente newyorkese. Elin oggi ha fondato il suo headquarter a Stoccolma ma non smette di lavorare direttamente anche a New York dove la sua linea è presente in alcuni dei negozi più ‘trend setter’. I capi sono quasi tutti monocolore, ma grazie a tagli perfetti e a giochi di drappeggi, ne saltano fuori top, vestitini e vestiti da sera di grandissimo charme e eleganza. Se siete interessati a Stylein in Italia potete contattare direttamente lo showroom dei suoi ‘scopritori’: www.baltimorastudio.com


ANVE Anve, piccola agenzia di design con sede a Lisbona, ha creato una serie di borse in pelle. Deliziose, e da portare proprio come dei sacchetti del pane. www.anve.net

BLOOD IS THE NEW BLACK Un brand specializzato in t-shirt realizzate da un collettivo di artisti che si ingrandisce di volta in volta. Abbiamo già visto progetti del genere (2K by Gingham), con pro e contro. Pro: grande varietà di grafiche, ognuno può trovare qualcosa che trova fantastico. Contro: ti imbatterai anche in ciò che non sopporti o quantomeno non ti dice nulla (si parla di arte, dopotutto)… e un limite commerciale per questi progetti è la scarsa riconoscibilità del prodotto e del brand, proprio perchè raccoglie nella sua community cose molte diverse. In ogni caso la selezione di Blood Is The New Black è davvero ottima. www.bloodisthenewblack.com

WILDFOX COUTURE Wildfox Couture fa il boom in America. Con un mix di coloratissimi disegni dal sapore vintage, stampe ad acqua, effetti stone washed le designer losangeline Emily Faulstich and Kimberly Gordo stanno facendo il botto. Prezzi medio alti… per il nuovo prodotto trendy amato anche dalle starlette di Hollywood. Acquistabile online sul loro shop online, al momento non si trovano in Italia. Ma potrebbe essere il momento per importarle. Che ne dite? www.wildfoxcouture.com UNIFORM FOR THE DEDICATED. Sono rimasto molto colpito dalla prossima colelzione a-i 011-12 di U.F.D. Il collettivo di artisti, musicisti e stilsiti che, fondato nel 2007 a Stoccolma, oltre a diversi progetti artistici ha dato vita a una successione di collezioni maschili caratterizzate da gusto, qualità, un prodotto ben fatto, dai materiali scelti in cui si distinguono cotoni e tessuti grezzi. Capo ormai che contraddistingue le collezioni e la loro Anthem Jacket, con maniche in pelle, che viene declinata di stagione in stagione in vari tessuti e colori. e loro camicie con colli alla coreana con lacci di chiusura. Una collezione ricca di sperimentazione e allo stesso tempo con un gusto 'understated' che sembra capace di superare le stagioni e i trend del momento. www.niformsforthededicated.com

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MERRY AUTUMN Si sono fatti notare un paio di stagioni fa con una borsa modulare publicata sul nostro blog. Oggi Merry Autumn, giovanissimo brand Italiano fondato da Fedrico Lorenzi, amplia la gamma con nuovissimi portafogli e mini pochette. Alla gomma si aggiunge la pelle. E gli oggetti diventano ancora più curati e preziosi senza abbandonare l’identità del brand. Ottimo lavoro! www.merryautumn.com

LD TUTTLE Un brand tanto giovane, (fondato nel 2007), eppure già presente in alcune delle boutique più importanti al mondo. Questo non succede a caso. E' sufficiente guardare il prodotto per essere colpiti dalla qualità che traspira da ogni pezzo e dall'originalità: estremamente particolare senza mai dar l'impressione di essere 'davvvero troppo'. Solo pelle e un infinità di fibbie e laccia che avvolgono la silouette delle scarpe. LD TUTTLE prende il nome da Tiffany Tuttle che ha fondato assieme a suo marito Richard l'azienda. Tiffany ha un curriculum di tutto rispetto e ha collaborato con designer dal calibro internazionale come Peter Pilotto, Nicole e Michael Colovos e Helmut Lang. Oggi Tiffany sembra destinata a spiccare il volo con le sue ali, o meglio sulle ali del suo brand LD TUTTLE. www.ldtuttle.com

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THE LOCAL FIRM. Nel settore si usa il termine 'giustissimo', per definire un brand attuale, perfettamente sincornizzato sui tempi e sul contenuto moda richiesto dal mercato. E' così che ci sentiamo di definire The Local Firm. Un marchio che sa combinare un sapore di high fashion, a un denim esign moderno. Il brand è stato fondato (manco a dirlo) in Svezia, nel 2008 da Richard Hutchinson and Axel Nyhage che si dichiarano inspirati da arte, architettura e design dei paesi dell’ ex blocco sovietico: in particolare dalla DDR e dalla URSS. The Local Firm collabora e vende da Weekday, la catena di proprierà del fondatore di Cheap Monday, a sua volta specializzato nello scoprire e lanciare talenti. Uno che raramente non ci azzecca. www.thelocalfirm.com

SUNETTES Wayfarer Wayfarer e poi ancora Wayfarer. Da varie stagioni il trend è stato crescente fino a divenire inarrestabile, Super ha contribuito a ri-lanciare una silouette e a fondare un brand tanto credibile e forte da sapersi staccare da quelle forme. Oggi Sunette gioca di anticipo. L’occhiale tondo alla John Lennon, potrebbe essere la prossima forma su cui puntare.Sunettes… si è specializzata solo in quello. Potrebbe essere come quel surfitsa, che sdariato sulla tavola, vedendo l'onda con la coda dell'occhio, ancora lontana, inizia a nuotare in attesa di essere raggiunto ed ergersi in perfetto sinronismo per cavalcarla. Stiamo a vedere. www.sunettes.com


FASHION_Vetrina

Donna

VETRINA DONNA

Wildfox Couture Long Tee

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Super Sunglasses per Liberty of London

Alexander McQueen Skull Butterflies ring

H&M presenta la sua Conscious Collection, una collezione donna, uomo e bambino realizzata con materiali alternativi e “green” come il cotone organico, il TENCEL® e il poliestere riciclato. Predominante è il colore simbolo della bella stagione, il bianco, puro e declinato in tutte le sue sfumature naturali, dal beige al corda al rosa cipria. Il risultato è una collezione eterea, raffinata e minimalista arricchita da tocchi romantici come pizzo, sangallo, volants e drappeggi. www.hm.com

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Bijules Disco nail ring

Dress Obey

Pretty Ballerinas Marilyn rock the kasbah fuchsia

And shoe clutch bag

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Stylein dress long silk Emotion Nougat


Jeffrey Campbell Foxy Wood platform in Pink Suede

Acne Sapphire1 sandal

Camilla Skovgaard Textured soleshoe

Opening Ceremony Chantal shoe

Georgina Goodman Dawson Court shoe

Finsk limited edition wedge

Y3 cut away detail boot

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Swatch capsule collection by Jeremy Scott

Adidas Originals ObyO by Jeremy Scott bustier

T-shirt “Smile” Malph

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Adidas Mesoa sandal


T-shirt Jan Van Eyck con code by Dead Meat

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FASHION_Sneakers

Donna

SNEAKERS DONNA

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Alexander Mcqueen x Puma eagle print

Adidas Originals ObyO by Jeremy Scott sneakers JS Bear legacy/diva

Nike x Liberty of London

Vans x Santigold Tosha Hi

Married To The Mob x Reebok Freestyle Dubble Bubble


FASHION_T-shirts

T-SHIRT

Christopher Kane deep print t-shirt

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T-shirt Monoty Clothes

T-shirt Obey

T-shirt Malph

T-shirt Coolcha

T-shirt Suck

T-shirt Andy Richardson

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FASHION_Sneakers

SNEAKERS CULT & LIMITED EDITIONS

Nike x Liberty of London

Camper by Bernard Willhelm

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NikeAir Royalty Mid Concord

?uestlove Nike dunk high

Adidas STAR WARS Eldorado Hi AT-AT Driver


IceCream Drippy Sneaker

Element Prescott elite Sneaker

Converse DC comics 75th anniversary

Clasks per Laura Ashley

Nike shoes Tenkay low Sport

Adidas Originals ObyO by Jeremy Scott JS Wings black-metalgold

Vans Supreme Era

Taka Hayashi x Vans Vault Sk8Hi LX

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FASHION_Sneakers

SNEAKERS PREMIUM Golden Goose round toe trainer

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Mixed material high top sneakers Balenciaga

Maison Martin Margiela 22 Sneakers

Marc Jacobs Sneakers

Sneakers Paul Smith


ART_Exhibitions

LE MOSTRE DEL MESE di Manuela Pizzichi

MAX PAPESCHI “LIFE LESS ORDINARY” 26 FEBBRAIO/3 APRILE 2011 MONDO BIZZARRO GALLERY, ROMA

Inizia il suo percorso dietro la macchina da presa e solo in seguito decide che è ora di lanciarsi di muso nella digital art. Ottima scelta, visti i risultati. Attualmente può essere definito senza troppa fatica il fratellino europeo di Ron English. Non è poco e non è tutto. Sulla spinta di uno spirito dissacratorio tutto italiano, sotto certi aspetti poco assimilabile all’ironia pop americana, le composizioni di Max Papeschi assumono un gusto decisamente crudo, difficilmente digeribile. Il grottesco è portato all’ennesima potenza, le metafore ridotte all’osso, la violenza comunicativa è in primo piano: l’immaginario infantile più puro torna a sorriderci con il ghigno malefico di una mostruosità tutta reale. La visione cinica della cultura occidentale si esprime senza filtri attraverso collage visivi spietati, specchi incorruttibili del vuoto sociale e storico attuale. Per pensare e ripensarsi.

“SYD BARRETT: ART AND LETTERS” 18 MARZO/10 APRILE 2011 IDEA GENERATION GALLERY, LONDRA

Uno che dal nulla fondò i Pink Floyd e nel nulla se ne tornò fino a sparire, continuando a dipingere per tutta la vita le sfumature della sua anima folle e geniale di diamante pazzo. Roger Keith “Syd” Barrett non sapeva ancora imbracciare una chitarra quando si innamorò della pittura, ben prima dell’inizio della sua controversa e surreale carriera musicale. L’arte fu una madre che lo tirò su da bambino e lo riaccolse quando i pensieri ed il suo corpo non poterono reggere più nient’altro di vero al di fuori di una tela bianca e pochi altri affetti. Una raccolta di materiale vastissima, la più grande e curata esposta finora, che si è fatta attendere anche troppo: f otografie inedite, lettere, dipinti e disegni dalla mente più lucidamente pazza, sensibile e creativa della storia del rock. “Wish you were here”, e ora non sembra più così impossibile. Finalmente.

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DAMIEN HIRST “FOR THE LOVE OF GOD” 26 NOVEMBRE/1 MAGGIO 2011 PALAZZO VECCHIO, FIRENZE

In un evento più unico che raro, l’opera d’arte contemporanea più discussa e preziosa di sempre giunge al cuore di Firenze per mostrarsi al pubblico per la terza volta dalla sua creazione e lasciarci tutti con la bocca aperta e la testa confusa. L’effetto di “For the Love of God”, sentito in prima persona sulla pelle della sottoscritta, è difficile tanto da descrivere quanto da sostenere. La sosta concessa nella sala espositiva è di soli due minuti e forse non è un caso. Al centro della stanza, il buio più totale è infranto solamente dalla luce accecante di 8.601 diamanti perfetti. Il calco in platino di un teschio umano autentico, ricoperto interamente da un migliaio e più di carati, è uno sputo in faccia alla morte e a tutti noi. La sublimazione di una fine talmente “grande” da togliere spazio a tutta la vita che prima c’è stata e ora è ridotta a niente. Oppure no? Più che una mostra, un’esperienza da provare per poco e da ricordare per molto.

“JAPAN TODAY” 26 FEBBRAIO/25 APRILE 2011 MUSEO PINO PASCALI, BARI

I migliori esponenti dell’arte contemporanea giapponese, celebri ed emergenti, riuniti in un'unica esposizione che apre le sue porte rendendo omaggio alle sue origini, con un vernissage insolito per noi che coincide con la cerimonia del the e inaugura questa mostra inedita e di grande interesse. Temi come la sessualità e l’erotismo, il passato e la tradizione, il corpo e la forma sono affrontati da Takashi Murakami, Nobuyoshi Araki, Yasumasa Morimura, Aya Takano e molti altri. Niente di già visto: chi si scandalizza facilmente è meglio che resti a casa a guardare la tv. Se la diversità è un valore aggiunto per ognuno di noi, non possiamo far altro che lasciarci avvolgere da un linguaggio artistico che si colloca agli estremi opposti di quello che abbiamo imparato a comprendere, scoprendo opera dopo opera, artista dopo artista, una cultura creativa straniera ai nostri occhi, in grado di stupirci e arricchirci enormemente.

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MAYBE Via Roma 23, 25039 Travagliato (BS) REDRUM LUXURY CLOTHES SHOP C.so Cavour 2/C, 25121 Brescia CA.ST. DISTRIBUTION SRL Via Palestro, 46 25034 Orzinuovi (BS) BRINDISI SUITE P.zza G.Matteotti 9, 72100 Brindisi G.M. Via Gorizia 65, 72021 Francavilla Fontana (BR) BUSTO ARSIZIO PACIFIC SHOP Largo San Giuseppe 3, 21052 Busto Arsizio (VA) PACIFIC SHOP Via Daniele Crespi 1, 21052 Busto Arsizio (VA) CAMPOBASSO A.D. 59 Fashion Shop Via Ferrari 59, Campobasso CALTANISSETTA KING'S ROAD Via Kennedy 47, 93100 Caltanissetta CASERTA MIAMI STREET SHOP Via Crispo 14, 81100 Caserta AWSM STORE C.so Giannone 84, 81060 Caserta CHIETI EFFETTI STORE Via Renzetti, 10, 66034 Lanciano (CH) CIVITANOVA MARCHE COMBO Via Matteotti 160, 62012 Civitanova Marche 21103 Gallarate (VA) COMO FABIO PELOIA CONCEPT 1, Via Rusconi 14, 22100 Como POPCORKN SHOP & STYLING Via XX Settembre 8, 22100 Como CREMONA CLEOFE Via Trento e Trieste, 69, 26100 Cremona CHECK POINT Via Petofi 4, 26041 Casalmaggiore (CR) GENKY SKATESHOP P.zza Garibaldi 4, 26041 Casalmaggiore (CR) CUNEO BEAT JEANS & STYLE Via Piandellavalle 2, 12084 Mondovì (CU) EMPOLI NAIVE Via Giuseppe del Papa 57, 50053 Empoli (FI) FERRARA ABB.AVORIO ANSALONI Via Bersaglieri del Po' 37, 44100 Ferrara UFFA SNC Via Puccini 8/a, 44021 Codigoro (FE) CALIFORNIA Via Provenzali 3, 44042 Cento (FE) VANGUARD Via Bersaglieri del Po, 31/c, 44100 Ferrara MARCO MOREO INDUSTRIE Via Giordano Bruno 109, 63017 Porto san Giorgio (FE) FIRENZE GERARD LOFT Via dei Pecori 36/R, Firenze GOLD Via Verdi 19/R 50100 Firenze GOLD Via Gioberti 54/R 50100 Firenze GOLD Via Doni 27/R 50100 Firenze SOCIETÈ ANONYME Via G.B. Niccolini 3/F 50121 Firenze FOGGIA MANHATTAN FASHION STORE C.so Garibaldi 23, 71100 Foggia


FORLI'/CESENA GLITTER Via Biondini 19, 47121 Forlì ZOLI SRL Via Campo dei Fiori 2, 47100 Forlì BLACK SHEEP C.so Mazzini 10, 47023 Cesena (FC) POSTA SRL Via Garibaldi 1, 47037 Savignano sul Rubicone (FC) PIPPO OLIMPICO Viale Roma 28, 47016 Predappio (FC) SCOUT Via Battisti 22, 47023 Cesena (FC) CORNER22 Piazza Almerici 22, 47521 Cesena (FC) GALLARATE KITCH P.zza Libertà - Galleria La Crocetta, 21013 Gallarate (VA) MARCO MOREO INDUSTRIE Via Damiano Chiesa 1, 21013 GALLARATE (VA) GENOVA BOX 86 Piazza Della Vittoria, 86/R. 16100 Genova STUDIO 3 Via San Martino 12 Int. 5, 16131 Genova KISS POLLY Strad.ne S. Agostino 26R 16123 Genova IVREA TRIO P.zza S. Marta 4, 10015 Ivrea (To) JESOLO HOTSTUFF Via Bafile, 30016 Lido di Jesolo (VE) LATINA FRANKIE QUAKE Centro Comerciale Morbella, 04100 Latina LECCE MARTINA STEFANO RAPRESENTANZE C/o Duplex - Contrada Improvvisata, 73046 Matino (LE) LECCO THREESIXTY Via del Pozzo 6, 23900 Lecco SCOUT Piazza Mario Cermenati 23900 Lecco LIVORNO STRAUS Via dei Mulini 12, 57125 Livorno STRAUS Via Roma 1/F, 57125 Livorno LUCCA GIGOLO’ Via Calderia 10, 55100 Lucca MACERATA MARCO MOREO INDUSTRIE Via Ascoli 10/12, 62010 Montecosaro (MC) MANTOVA CHECK POINT Via Virgiliana 16, 46100 Mantova CHECK POINT Via Mantova 48, 46041 Asola(MN) SPORTIME Via Orefici 29/31, 46100 Mantova SPORTIME Via Bracci 53, 46100 Mantova BIG ONE SHOP Via Grossi 11, Viadana (MN) MESSINA CHIRICO BOUTIQUE SRL Via Dei Mille 68-70, 98122 Messina MILANO 247 SHOWROOM Via Pestalozzi 4, Area San Cristoforo, 20143 Milano AMI BAR Via P. e A. Pirelli 14, Bicocca la Piazza, Milano ATOM PLASTIC MILANO Via Volta 6, 20121 Milano BLUE DISTRIBUTION Via Dionigi Bussola 9, 20143 Milano CIRCOLO MAGNOLIA Via Circonvallazione Idroscalo, 41 20090 Segrate (MI) EASTPAK STORE C.so di Porta Ticinese 46, 20122 Milano FALCONIERI Via Uberti 6, 20134 Milano FRAV Corso di Porta Ticinese, 83 ang. Via Vetere, 20123 Mi FUORI DAL COMUNE via C. Goldoni 64, 20100 Milano GOA CORPORATION Via A.Sciesa 22,20135 Milano HOOP SHOP Via Dante 18, 20017 Rho (MI) IEFFE RAPPRESENTANZE Via Morimondo 16 (Ex Richard Ginori) 20143 Milano J.A.T. Via Morimondo 21, 20143 Milano JUMP Via Sciesa 2/a 20100 Milano JUMP Via Pacini 13, 20100 Milano MASCHERONI Via Prealpi 28, 20034 Giussano (MI)

MELODY MAKER Via Tortona 5, 20144 Milano MULINO DOKS DORA Toffetti 9 20139 Milano NOLITA LOFT V.le Crispi, Via Varese 7, 20100 Milano OLIMPIA D. via Carlo D'Adda, Milano PINK Via Sannio 20, 20135 Milano SAPI C.so Plebisciti 12, 20129 Milano SIZE Via Muratori 38, 20135 Milano SKIPINTRO Via Donatello 2/m 20100, Milano SOTAVENTO V.le Lecchi 7/9, 20135 Milano SPAZIO Alzaia Naviglio Grande 14, Milano SPECIAL C.so di Porta Ticinese 80, 20123 Milano STUDIO MILANO Via G. Bugatti 12, Milano MODENA ETTORE TARONI SHOWROOM Via Enrico Fermi 1/C, 41057 San Vito, Modena AMARANTO C.so Adriano 13 A, 41100 Modena EXTREME Via Sassi 1, 41100 Modena JEANS MARKET Via Trivellari, 25 41100 Modena PUNTO SPORT Via Giardini 338/340, 41041 Casinalbo (MO) TRAPPER DI FLORI Via Libertà 34, 41029 Sestola (MO) YANKEE DI CATTANI Corso A.Pio 36, 41012 Carpi (MO) ALESSANDRO G Via N.sauro 34 41013 Manzolino (MO) OFICINA P.zza G.Garibaldi 84, 41049 Sassuolo (MO) MONZA E BRIANZA PESSINA ACTIVE Via Italia 3 Monza CARNELLI Via Italia 36, Monza SHAPE SRL Via degli Scotti 4, 20040 Busnago (MB) DAYBREAK Viale Ugo Foscolo 7/9, 20052 Monza BALTIMORA FASHION STUDIO Via Andrea Maria Ampere 5, 20052 Monza NAPOLI JUNIOR Galleria Vanvitelli - Vomero, Napoli JUNIOR Riviera di Chiaia 261, Napoli FONOTECA Via Morghen, 31 c/f, 80127 Napoli OLBIA CRACKERS SNC Via Sassari 4, 07026 Olbia (OT) PADOVA MAGLIFICIO CIEFFE SRL Pass. Del Bottesin 15, 35028 Piove di Sacco (PD) PARMA BRANDO Strada Repubblica 19, 43100 Parma JUST RANGE Via Monte Penna 9, 43100 Parma LATTE PIU’ RICERCA Piazzale Cervi 7, 43100 Parma NYC SPORT Lungo Cacciari 1/B, 43100 Parma SURFIN IN PARADISE Via Emilio Lepido 31/A, 3100 Parma VERDI PROMESSE Viale Pertini 5, 43044 Collecchio (PR) IMPRONTA SRL Borgo S.Biagio 4/b, 43100 Parma GALLERIA 70 SNC Piazza Ghiaia 25, 43100 Parma US 107 STREET Via N.Sauro 5/a, 43100 Parma GIAMMARIA MONTACCHINI Via Cavour 10/b, 43100 Parma BEFORE! APPAREL STREET CONCEPT STORE Borgo Giacomo Tommasini 14/C, 43121 Parma IMPRONTE P.zza manara 2, 43043 Borgo Val di Taro (PR) PAVIA GLAMOUR CAFE’ C.so Cavour 20 (presso Centro Poli), 27100 Pavia MINERVA BAR & LOUNGE P.zza Mierva, 27100 Pavia SAFARA’ Via Strada Nuova, 27100 Pavia SUPER*FLY DELUXE Via Parodi 3, 27100 Pavia UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA Biblioteche, Bar Cravino, Bar Centrale PERUGIA BUSINESS BRAND Via XX Settembre 33, Foligno (PG) PIACENZA BACICCIA Via Dionigi Carli 7, 29100 Piacenza MAX FASHION P.zza Duomo 12-13, 29100 Piacenza SPEED SNC Corso Matteotti 46/c, 29015 Castel S.Giovanni (PC) TAMY E CO. Viale 20 settembre 136, 29100 Piacenza

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GOLDEN SPORT C.so Vittorio Emanuele 120, 29100 Piacenza L'ALTRO SPORT Via Felice Frasi 25/c, 29100 Piacenza WHITE Via Mazzini 5, Castel San Giovanni (PC)

SONDRIO THE PRESIDENT Via Trieste 58, 23100 Sondrio THE PRESIDENT Via Stelvio 19- 23017 Morbegno (SO)

PISA GIGOLÒ C.so Italia 51, 56125 Pisa ROYALE STORE P.zza San Paolo all'Orto 2, 56125 Pisa BEAT Corso Matteotti n. 139 – Pontedera (PI)

TARANTO NEW ENERGIE UOMO Via Marconi 75 - 74023 Grottaglie (TA) NEW ENERGIE DONNA Via Marconi 77 - 74023 Grottaglie (TA)

PORDENONE SETTIMO CIELO P.zza del Popolo 15/D, 33077 Sacile (PN) PORTOGRUARO SBORC STREETWEAR Via Roma 19, 30026 Portogruaro (VE) RAVENNA MADE & USED Viale Gramsci 43, 48015 Milano Marittima (RA) CODICE 7D Via Pistocchi 7/d, 48018 Faenza (RA) REGGIO CALABRIA THE CHILI PEPPER LAB via Carlo Rosselli 14/16, 89125 Reggio Calabria REGGIO EMILIA FUTURO Via Emilia S.Pietro 42100 Reggio Emilia MANHATTAN SNC Via Guido da Castello 8/e, 42100 Reggio Emilia MANIA Via Calderini 4, 42100 Reggio Emilia PIANETA UOMO Via Radici Sud 15, 42014 Castellaran SPORT SERVICE SRL Viale dei Mille 24/a, 42100 Reggio Emilia T.LOOK Via val D'enza 176/a, 42026 Ciano d'Enza (RE) TABACCHI Via guido da castello 7/i, 42100 Reggio Emilia SCOUT Via Crispi 3, 42100 Reggio Emilia WEST L.T.D. via Toschi 13/D, 42100 Reggio Emilia ESPACE Via Gonzaga 4/I, 46016 Guastalla (RE) IL GUARDAROBA Via Togliatti 2/5 42048 Rubiera (RE) RIMINI/RICCIONE BLOCK 60 viale Milano 60, Riccione BACK STYLE Via Fratelli Cairoli 25, 47900 Rimini CALIFORNIA Via Roma 93, 47833 Morciano di Romagna (RN) KING SPORT Viale Bovio 56, 47841 Cattolica (RN) SKYWALKER Via P.Guidi 72, 47114 Bellaria (RN) SPACE Via Cairoli 43, 47900 Rimini CITY TANK Via Mentana 19/A, 47921Rimini ROMA 40 GRADI Via Virgilio 1/0, 00100 Roma BE COOL Via Rubens 22, 00100 Roma BE COOL Via Del Leone 10/11, 00100 Roma PROFILEXPO SHOWROOM P.zza di Spagna 51, 00187 Roma CIRCOLO DEGLI ARTISTI Via Casilina Vecchia 42, 00100 Roma DUNE BUGGY STEET STORE P.zzale Don Luigi Sturzo 8, 00144 Roma EUR MONDOPOP Via dei Greci 30, 00187 Roma SOUL FOOD Via S. Giovanni in Laterano 192/194 00187 Roma SUPER Via Leonina 42, 00184 Roma SUPERSTYLING Via Santa Maria Ausiliatrice 28, 00181 Roma ROVERETO KOSMOS Borgo S. Caterina 25, 38068 Rovereto (TN) ROVIGO EDWARD Via Trento 9, 45100 Rovigo SALERNO INSIDE STORE Via A. Sorrentino 30, 84013 Cava dei Tirreni (SA) SANREMO VICTORY MORGANA BAY C.so Trento e Trieste 16, 18038 San Remo (IM) NOMURI Via Palazzo 30, 18038 San Remo (IM) SASSARI INSIDE STORE Via A. Sorrentino 30, 84013 Cava dei Tirreni (SA) SEREGNO PURE C.so del Popolo 50/56 20038 Seregno (MI)

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