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Sommario

Editoriale a cura di Leo Manzi ....................................................

Memoria “Olocausto” ............................................................. “Ricordi che non si cancellano”

“Un pensiero… Un dono gratuito per il prossimo” .........................

Xenofobia: un problema reale ................................................... Intervista alla nostra Prof.ssa Tortolini

Comunità Scolastica ...............................................................

Assemblea d‟Istituto di Gennaio ..............................................

Assemblea d‟ Istituto di Febbraio ...............................................

A Carnevale ogni scherzo vale ...................................................

Musica “origini del Death Metal” ................................................

Il progetto Neid ..................................................................

Libri “Il cavaliere Inesistente” ................................................ Cinema Recensione “L‟ora Nera”

Cinema Recensione “Jack and Jill” .............................................

Sport “Atletica Leggera” .........................................................

Sport “Meteo e Sport” ..........................................................

Enigmistica “1° busta Verdi” ..................................................

Redazione .............................................................................

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Editoriale Necrologio Informatico

Eva Shostak

I dettagli sono fondamentali. Sia che si parli di relazioni, che di opere d'arte, che di vita quotidiana. Ecco:vita di tutti i giorni. Perchè nei romanzi parlano di omicidi, miracoli e tradimenti, ma quello che accade tutti i giorni, la maggior parte del tempo è ben altro. Per questo si vende più acqua che gassosa. La normalità è quella che va curata, la normalità che è diversa per ognuno di noi, e va bene, ma è quella che va curata. Un mio pomeriggio normale fino a poco tempo fa poteva essere quello di sedermi al pc e, dopo essermi documentato un po‟, scaricare un film con megaupload per guardarmelo comodamente a casa. Ciao, sono Leonardo e sono un pirata, come tutti voi: scarico film, discografie, serie tv... Non voglio che crediate che vivo come un parassita , che aggiro il sistema «giusto» togliendo il pane al genio: mi piace sempre il cinema con i suoi soliti popcorn, i concerti, i dischi originali dei miei musicisti preferiti, i libri di carta: ma a volte non ho tempo o soldi o voglia. Preferisco scaricare la versione di bassa qualità da internet. Avete presente “Inception”? Non l'ho visto al cinema io, l'ho scaricato. Non credo che Nolan e di Caprio me ne vogliano per questo, non credo al proprietario del suddetto cinema dispiaccia, perchè anche senza internet io non potrei vedermi al cinema tutti i film che mi interessano e le mie visite totali al multisala non aumenterebbero. Fatto sta che da quando Megaupload e Megavideo sono stati chiusi tutto questo è diventato più difficile.

Solo il sito di file-sharing occupava il 4% del traffico internet mondiale. Cosa accadrà ora? Molti nuovi siti si stanno allargando grazie al posto libero che l'FBI ha lasciato sul web, ma non è detto che questo non sia l'inizio della fine. Può darsi che l'asfissiante controllo della rete stia già cominciando e vorrei farvi notare come, da quando hanno chiuso quel bel sito , siamo tutti un po‟ meno liberi. La scelta è stata americana e noi ci becchiamo le conseguenze. Questa decisione politica, però, potrebbe influenzare le future linee di condotta dei governi europei e io vi chiedo di farvi sentire se la prossima volta sarà l'Italia a proporre queste ingiustizie. La mia proposta per tappare il buco per ora è questa: invece di cercare disperatamente un file sparito insieme a megaupload possiamo staccare un attimo lo schermo e interagire tra noi, sentire da qualcun altro che magari ha già scaricato il file in questione o ha l'originale o affidarsi a qualcuno più esperto nel cercare. Insomma per dirla una potreste far arrivare in redazione le vostre richieste di film o canzoni che non trovate da soli, oppure rispondere alle proposte di altri, diventando un po‟ meno utenti, un po‟ più pratici e trovando un essere umano in carne ed ossa con cui confrontare la nostra opinione del prodotto piratato. Accetto critiche, tanto poi non le leggo. Leonardo Manzi 3


Memoria Olocausto / Oltre i numeri I Letteratura

<<Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...>> Una strofa di “Auschwitz”, di Guccini. Immagini che scorrono su di un telo con un proiettore. La sala, buia. Silenzio intorno. Un cartellone bianco. Una frase, lapidaria, in nero. <<Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.>> Primo Levi Ed ecco che si avverte all‟improvviso tutto il senso di questa serata, tutto il senso dei fiumi di parole spesi da giornali e televisioni, tutto il senso delle commemorazioni. È la sera del 27 gennaio, un venerdì poco trafficato e molto freddo. “Senza nome? Nessuno escluso!” è il nome del gruppo culturale piansanese che, per la “Giornata della Memoria”, ha organizzato un interessante incontro al salone parrocchiale. Qualcuno introduce il tema con frasi di circostanza, fa i dovuti ringraziamenti per locale e attrezzature e dà la parola ad alcuni poeti amatoriali che, per l‟occasione, hanno prodotto componimenti in rima. Rimarreste impressionati da come, certe volte, parole semplici scritte dal “volgo ignorante” possano emozionare: arrivare al cuore di chi ascolta in un tempo così breve è peculiarità solo di un certo tipo di poesia, quella vera, reale, attaccata alla terra. Poi si va oltre. La presentazione ufficiale e comincia, quasi senza più fermarsi, Antonello Ricci, professore, letterato, scrittore, autore e attore teatrale di Viterbo. Una forza della natura. Un intervento da togliere il fiato.

Vi aspettereste l‟Olocausto nella letteratura, da Coleridge, all‟immancabile Levi, fino a Pasolini? Cosa ci può entrare un poeta romantico inglese in tutto questo? L‟opera più celebre di tale autore The rime of the ancient mariner racconta di un marinaio, costretto da una maledizione a narrare per sempre la sua storia, perché sia da esempio agli altri. Il destino di Levi negli anni successivi alla liberazione da Monowitz fu, per certi versi, simile a quello del protagonista della ballata; egli stesso ci dice di come, soprattutto negli anni „45-‟46, durante i suoi viaggi in treno si mettesse a raccontare a completi estranei la propria storia, senza sapersi fermare. Parlare era un bisogno, una necessità. Parlare era liberarsi, affrancarsi dagli incubi di un passato ancora troppo presente. E poi si passa alla storia di Hurbinek, un bambino di circa tre anni, un <<figlio di Auschwitz>> che non aveva mai visto un albero, che non sapeva parlare ed aveva le gambe atrofiche. <<Il bisogno della parola premeva nel suo sguardo con urgenza esplosiva: [..] era uno sguardo che nessuno di noi sapeva sostenere. >> continua Levi ne La Tregua. Anni dopo, Pier Paolo Pasolini seguita a parlare di genocidio. Un‟operazione sicuramente diversa per tempi e modalità , ma pur sempre un massacro. Da strage reale, concreta, sanguinosa a strage delle coscienze. Nelle Lettere Luterane l‟autore ritrova il “vero fascismo” non in quello di Mussolini (che sarebbe solo un paleofascismo), ma nell‟omologazione consumistica. Sono gli anni che vanno dal 1961 al 1975, l‟accusa è quella di aver distrutto culturalmente una generazione, di aver svuotato i giovani di sogni e di valori, di averli “deportati e sterminati” fino a ridurre a zero le loro

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Memoria coscienze. Anche questo è olocausto, anche questo è sterminio. L‟intervento del prof. Ricci termina così, lasciando spazio al “Momento della consapevolezza” di Sandra Rivoletto, che tra le altre cose, legge un proprio scritto. A conclusione della serata, l‟ultima poesia nostrana, scritta

da Ireneo, un habituè del settore, molto conosciuto in paese. Amaro è anche il suo finale, che sa di favola esopica: <<C’è troppi lupi e solo qualche agnello.>> Non è rimasto più nulla da dire: un applauso. Subito dopo, un silenzio che pare eterno chiude la serata. Laura De Simoni

Olocausto / Oltre i numeri II Arte "Dopo di allora, ad ora incerta, quella pena ritorna, e se non trova chi lo ascolti gli brucia in petto il cuore." (P. Levi, "Il superstite")

Da alcuni ne è stata criticata la corrispondenza con la realtà dei lager, ma davvero importa se le camere a gas fossero o meno nei sotterranei?

Ancora una volta, Primo Levi , ci è necessario: per capire, per spiegare, per introdurre un percorso nella storia delle arti figurative il cui punto centrale sono i campi di sterminio. Come Levi sentiva il bisogno impellente, necessario di scrivere ciò che aveva vissuto, così molti disegnatori testimoni di simili esperienze ricorsero all‟arte pittorica come via di salvezza: ciò che li spingeva era sì un obbligo morale, ma soprattutto la volontà di non disperdere il ricordo. Il corrispettivo dello scrittore italiano per quanto riguarda il disegno è David Olère, artista ebreo polacco deportato ad Auschwitz nel marzo del 1943. Facendo parte del Sonderkommando , gli addetti cioè allo svuotamento dei forni e delle camere a gas, ebbe modo di vedere e rappresentare tali luoghi: le uniche testimonianze di queste parti dei campi provengono dai suoi lavori.

In uno dei suoi disegni in particolare (a)

è rappresentata questa mansione: un deportato (lo stesso Olère probabilmente) trascina verso i forni i corpi esanimi di una donna e di un bambino dopo la gassazione, sotto lo sguardo severo di una SS, in basso a destra, rivolta verso il centro della stanza. Ad aspettarlo, dietro la porta aperta, decine di cadaveri ammassati.

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Memoria La stessa angoscia si avverte osservando un altro schizzo dell‟artista (b).

La parte centrale è occupata dal Cristo crocifisso, allegoria dell‟ebreo e della sofferenza umana in genere, cinto alla vita dal tallit, tipico scialle ebraico. Sotto di lui, il caratteristico candelabro a sette braccia; tutta la figura è colpita da uno squarcio di luce, unica speranza per una folle umanità. Tutto intorno è solo dolore, morte e distruzione, il fuoco arde indistintamente villaggi e sinagoghe; la disperazione (da notare in alto le figure levitanti) è la vera protagonista.

Gli ultimi passi è del ‟46 e rappresenta tre Muslemann, coloro che per le pessime condizioni fisiche e mentali erano destinati alle camere. Esistono due versioni di quest‟opera, una delle quali a colori, ma è forse questa la più chiara ed espressiva. Gli edifici scuri sullo sfondo, da cui fuoriesce fumo, sembrano formare una croce a cui i tre personaggi si appoggiano: un dettaglio particolare per un artista ebreo. Tuttavia nel XX secolo non fu l‟unico a rappresentare l‟insegna cristiana come metafora della sofferenza del popolo ebraico: Marc Chagall infatti eccellente pittore russo (naturalizzato francese) nella sua Crocifissione bianca del 1938 (c) utilizzò lo stesso simbolismo.

Laura De Simoni

“Ricordi che non si cancellano” Elena Servi, una bambina alla quale fu negata la felicità della propria infanzia e dell‟adolescenza. Nel 1938 in seguito alle leggi razziali i capifamiglia furono obbligati a dichiararsi ebrei. Elena figlia di italiani, di nonna piemontese, dovette interrompere gli studi dopo aver frequentato la II elementare perchè costretta insieme alla sua famiglia ebraica a nascondersi in quanto perseguitata. Aveva circa 13 anni quando lasciò la casa di Pitigliano e attraversò I campi per raggiungere il podere del signor Conte, un uomo che vendeva stoffe

e li aiutò a nascondersi . Trascorsero 20 giorni quando, in seguito ad una soffiata alla Casa del Fascio di Pitigliano, Elena con la sua famiglia dovette fuggire. Elena afferma di non aver mai provato rabbia né odio per ciò che stava accadendo a lei e ai suoi cari Ci furono, però, momenti drammatici come quando con la sua famiglia cercava di raggiungere la tenuta di Mezzano, vicino Valentano, attraverso i campi durante una abbondante nevicata.

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Memoria Lei e le sue sorelle erano vestite con abiti tutt‟altro che adatti al freddo e le vene delle loro gambe avevano un colore inquietante a causa della temperatura estremamente rigida! Perchè dovevano subire tutto questo? Cosa avevano fatto di illegale? Arrivati alla tenuta, la famiglia Sonno li accolse con grande affetto, pur non conoscendoli. Li nascose in una grotta dove puntualmente portavano loro conforto e alimenti. Li tranquillizzavano con alcuni segnali.

Se passeggiavano con un cavallo bianco tutto era tranquillo, se avevano un cavallo nero dovevano prestare molta attenzione. Grazie alle famiglie Sonno e Conti, oggi Elena è viva e libera dalle ingiustizie e dalle ipocrisie. Elena oggi è una maestra fiera della sua“razza” ebraica. Lei come tanti altri sopravvissuti può insegnare a molti ragazzi che cosa significa la sofferenza e l‟ingiustizia, per evitare che si ripetano certi orrori. Tamara Chiaravalle, Rachele Cicoria, Elena Belleggi, Sara Sabatini

Un pensiero… Un dono gratuito per il prossimo… Oltre alle persecuzioni degli Ebrei, un fatto storico molto rilevante è stato il “massacro delle foibe”, con cui si indicano gli eccidi di alcune popolazioni. Le foibe sono cavità naturali, come pozzi, in cui durante il 1945, i partigiani comunisti del comandante jugoslavo Tito, che aveva occupato Trieste, gettarono migliaia di persone, dopo averle massacrate e fucilate. Alcune erano persino ancora vive! Lo facevano perché credevano che esse fossero colpevoli di essere italiane o perché si opponevano al regime comunista. Quasi diecimila italiani subirono questo tremendo destino. Le vittime che si salvarono da questa tortura furono veramente poche. Ed è per questo che dobbiamo ricordarle, perché queste persone furono oggetto di una persecuzione insensata, basata su etichette quali “fascista”, “cattolico” , “uomo di chiesa”..

Leggere queste poche righe dedicate a queste persone basta per donare loro un piccolo pensiero!

Rachele Cicoria, Tamara Chiaravalle, Elena Belleggi, Sara Sabatini

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Memoria 1

Xenofobia : un problema reale 10 dicembre 2011. Torino. Un campo rom viene bruciato per vendicare lo stupro di una ragazza di 16 anni, che poi confesserà di essersi inventata tutto. 13 dicembre 2011. Firenze. Si consuma l‟ennesimo episodio di violenza dovuto a razzismo e xenofobia e legato in questo caso anche a movimenti neo-fascisti come CasaPound: Gianluca Casseri uccide due senegalesi e ne ferisce altri tre. Ma tanti altri episodi potrebbero essere elencati, dagli attacchi a Rosarno verso alcuni lavoratori stagionali nel gennaio 2010, all‟uccisione in strada di Abdoul Guiebre (italiano originario del Burkina Faso) da parte di un barista milanese nel settembre 2008 a causa di un piccolo furto In Italia la paura verso lo straniero cresce sempre di più e se ne è accorto anche l‟UNCHR, che attraverso il rappresentante per il Sud Europa Laurens Jolles esprime la sua preoccupazione, affermando che il pericolo xenofobia nel nostro Paese è sottovalutato. In effetti, soprattutto negli ultimi anni si è creata una mentalità tesa ad individuare spesso il colpevole delle situazioni negative nel diverso:

extra-comunitari, rom, omosessuali. Lo Stato non ha fatto nulla per migliorare la situazione, ma anzi, per motivi puramente propagandistici e populistici, e solo a volte ideologici (vedi la Lega Nord), ha fomentato la tensione attraverso annunci di massicci respingimenti dimigranti sulle coste siciliane o la realizzazione di “Pacchetti Sicurezza” che trasformavano i sindaci in sceriffi, che legalizzavano le cosiddette “ronde” o che permettevano l‟utilizzo dell‟esercito all‟interno delle città per combattere una fantomatica emergenza sicurezza. Ma perché gli stessi che nutrono tanta rabbia verso il tunisino o il nigeriano fanno scomparire quella rabbia quanto si tratta di riversarla su malviventi italiani? Siamo forse migliori? Siamo più civili? Io credo che avendo paura dell‟altro a prescindere, non dimostriamo una gran civiltà; certo, bisogna evitare inutili buonismi, e punire duramente anche uno straniero se necessario, ma non giudicarlo arbitrariamente. E‟ utopico sperare nell‟evoluzione positiva del rapporto con lo straniero? Sara Paoletti

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Intervista Intervista alla nostra Prof.ssa Alberta Tortolini Da quanto tempo lavora nella scuola e perché ha scelto di insegnare? “Io sono nella scuola dalla fine degli anni „70. Ho scelto di insegnare perché all‟epoca c‟erano possibilità concrete di inserirsi nella scuola, il numero di studenti e di docenti era superiore ad oggi ed entrare nelle graduatorie anche definitive era relativamente facile. La passione per il mio lavoro è venuta con il tempo. Da subito ho intrapreso con serietà il mio ruolo e sono entrata con immediatezza nei meccanismi, l‟amore per ciò che faccio ancora oggi è maturato con gli anni.”

Collabora spesso con gli studenti (Comitato studentesco, Rappresentanti d’istituto, etc…) ritiene siano sufficientemente attivi? “Sono molto contenta di collaborare con il comitato studentesco di quest‟ anno, che trovo sia composto da ragazzi molto interessati ed impegnati. Vorrei vederli di più ma chiaramente non posso interagire più di tanto per via della didattica. Spesso mi trovo a parlare con loro nei corridoi dei vari problemi, idee o argomenti… ormai si è istaurato un bel rapporto di fiducia! Trovo che partecipare alla vita scolastica in questo modo sia formativo anche per il loro futuro perché li aiuterà a essere dei buoni cittadini. ” Conoscendola da tempo abbiamo notato due aspetti del suo carattere che apparentemente sembrano inconciliabili, da una parte l’insegnante rigida, dall’altra la referente degli studenti sempre dalla parte degli alunni. Quale della due la rappresenta di più? “Sono molto disponibile ad aiutare i ragazzi ma il mio aspetto appare rigido perché cerco in tutti i modi

di far rispettare le regole che sono state definite nella nostra struttura. Cerco semplicemente di attenermi ai regolamenti stabiliti, non mi definisco rigida. Mi sembra una parola eccessiva. Mi rendo conto di venire ricordata spesso dagli ex-alunni che ho avuto, questo significa che non è una perdita di tempo mettere dei limiti e dare delle direttive. Per esempio io non sono una che si risparmia nel dare nuove spiegazioni o delucidazioni ai miei ragazzi. Penso sia importante mantenere una certa autorevolezza nei confronti degli alunni, autorevolezza beninteso, non autorità, mai scendere a livello amicale con i ragazzi ma nemmeno ridurli a numeri, ecco… Vediamo che lei mette passione e impegno in tutto quello che fa… come si può trasmettere tutto questo a noi ragazzi? “Metto passione e impegno su tutto quello che faccio perché sono molto curiosa e questa cosa mi è rimasta dagli anni ‟70: in quegli anni nella società e tra i giovani c‟era un fermento di idee, voglia di cambiare il mondo (che è poi è la voglia di tutti i giovani, guai se così non fosse!), c‟era la voglia di partecipare attivamente ai cambiamenti, si manifestava per la pace, contro i regimi totalitari, che veramente erano molti, per i diritti civili e per quelli delle donne. Ebbene questo senso di vivere attivamente nella società mi è rimasto Ho sempre pensato inoltre che nella vita bisogna essere curiosi, andare sempre a fondo nelle cose, non prenderle così come ci vengono proposte. Bisogna sviscerare, avere una conoscenza personale dei fatti che avvengono e approfondire sempre. Credo sia un modo per stare anche vicino a voi ragazzi, informarsi, tenersi al passo coi tempi. Mi spiace a volte vedere poca curiosità, nei ragazzi, soprattutto giovani. E‟ questo che mi spinge a impegnarmi

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Intervista sempre di più, a portarmi anche il lavoro a casa. Questo periodo della vita dei ragazzi è fondamentale per creare una coscienza critica e una viva curiosità. Le attività che io svolgo al di fuori delle materie curricolari sono volte a regalare benessere dentro la scuola, a non rendere stucchevole o inutile il tempo che i ragazzi investono in questo istituto. “

E‟ importante che gli alunni sappiano ben distinguere l‟autorevolezza dall‟autorità, perché essere autorevole significa avere la fiducia dei ragazzi…”

Senza giudicare i colleghi, crede che la figura dell’insegnate potrebbe dare qualcosa in più alla vita personale degli alunni? Non ritiene che i rapporti spesso siano troppo “cattedratici”?

“Di idee ne ho tante, ma cerco sempre di rispettare la didattica dei colleghi per lo svolgimento delle mie attività. In futuro le iniziative saranno legate alla legalità, all‟intercultura, alla cittadinanza attiva, all‟educazione ambientale e alla salute. Tutto questo naturalmente se sarò qui e se avrò ancora questo incarico!

“Ogni docente ha una modo diverso di agire… qualsiasi insegnante che ami il proprio lavoro dà sempre qualcosa ai suoi studenti. Il docente dovrebbe essere un “maestro di vita” , una persona che guidi i ragazzi nella loro crescita nel loro percorso formativo…

Cose le piacerebbe fare in futuro per gli alunni dell’istituto?Quali iniziative e attività, le piacerebbe introdurre nei prossimi anni?

Un ringraziamento ai colleghi e agli studenti senza la cui collaborazione non mi sarebbe possibile svolgere la funzione strumentale!”

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Comunità Scolastica ·

Assemblea d‟istituto triennio 28 Gennaio 2012

Lo scorso sabato, 28 gennaio, si è svolta all‟interno della palestra scolastica, l‟assemblea d‟istituto di gennaio per le classi del triennio. Gli argomenti all‟ordine del giorno erano il ricordo delle vittime della Shoah e un concerto-recital in memoria del grande cantautore italiano Fabrizio De Andrè. L‟assemblea è stata divisa in due parti, nella prima abbiamo parlato della Shoah. Molto interessante ed efficace è parso l‟intervento dell‟assessore alla cultura del comune di Montefiascone, il Dottor Trapè, che ha raccontato i suoi incontri con alcuni ex prigionieri detenuti ad Auschwitz. In seguito la professoressa Tortolini ha letto una parte molto commovente del suo racconto del viaggio ad Auschwitz, fatto insieme ad una classe. Abbiamo poi concluso la prima parte dell‟assemblea con un minuto di silenzio per ricordare tutte le vittime di questa grande tragedia spesso dimenticata o addirittura in alcuni casi negata. Nella seconda parte dell‟assemblea si sono esibiti due componenti dell‟associazione culturale “La Torretta” , con un concerto recital per ricordare il grande Fabrizio De Andrè. Prima che l‟interprete maschile iniziasse a cantare un‟altra componente dell‟associazione ci spiegava o meglio ci raccontava la vita del cantautore genovese e qualche curiosità sulla canzone che stavamo per ascoltare. La prima parte dell‟assemblea è risultata ai partecipanti molto interessante. Credo sia profondamente importante ricordare ogni anno la tragedia della Shoah, probabilmente il genocidio di massa più violento e clamoroso della storia Europea, perpetrato e organizzato con una razionalità assurda e sistematica, voluto e programmato come una catena di montaggio di atrocità immane.

Le nostre giovani menti hanno bisogno di tenere a mente tali paurose persecuzioni, per evitare in futuro di ricadere in errori così terribili. La seconda parte a mio avviso è risultata più stucchevole, per quanto la bravura dell‟interprete fosse visibile, i mezzi a disposizione e lo svolgersi dello spettacolo sono risultati a mio modo di vedere un po‟ noiosi e superficiali. Sarà per la troppa stima che nutro per il genio De Andrè, ma un tributo ad un simile personaggio della storia italiana dovrebbe emozionare di più. Ad ogni modo non sono un critico e nemmeno voglio far sfociare l‟articolo in stupide polemiche. Ci tengo a ringraziare a nome di tutta la scuola il comitato studentesco sempre attivo e presente nelle occasioni assembleari, la professoressa Tortolini per la sua grande passione e capacità organizzative e… arrivederci al prossimo mese! Pier Paolo Napoli 3°A econ.

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Comunità Scolastica Assemblea in maschera !!! Martedì grasso, nella palestra dell‟ISIS Dalla Chiesa, si è svolta la speciale assemblea d‟istituto di Carnevale e come tutti gli anni è stata organizzata la festa in maschera. Nonostante il breve tempo concesso per l'organizzazione, l‟assemblea è stata un mix di emozioni e di attività molto divertenti. Alle 9:45 c‟è stato il ritrovo in palestra, pochi minuti dopo è iniziata la discoteca con i DJ Luca Menghini , Alessandro Paradisi e Daniele Antonelli. Con la loro musica hanno scaldato un po‟ l‟atmosfera e hanno aiutato le maschere a scendere in pista e verso le 10 tutti si divertivano e ballavano. Per i non amanti della discoteca è stata organizzata in sala conferenza la proiezione del film JackAss. Durante la ricreazione, suonata alle ore 10:35, è stato allestito dal comitato studentesco e dalla sicurezza della scuola, un gigantesco buffet con colazione, pizza, bevande, pop corn e patatine. Dopo la ricreazione, verso le 11:00 circa è stato assegnato il premio per la maschera più bella. Inizialmente il premio è stato assegnato goliardicamente ad Alessandro Martinelli per la maschera perfettamente riuscita dell‟ "uomo invisibile" però, siccome nessuno riusciva a vederlo, Alessandro è stato squalificato!

Tra i concorrenti più simpatici ricordiamo le suore del monastero, le troll-face e i militari; il premio è stato assegnato al gruppo "ciurma di Schettino" composta da tutto l'equipaggio, il comandante, lo scoglio killer ed addirittura la nave. Insieme alla maschera migliore è stata premiata anche quella più coraggiosa, risultata all‟ unanimità quella di Fabrizio Feliziani travestito da cupido ! Nude look con tanto di pannolone contenitivo e ali in piumaggio!!!

Beh… che dire è stata una giornata a dir poco stupenda e riuscitissima. Prima di concludere volevo ringraziare tutti per aver partecipato. Un grazie particolare ai ragazzi del comitato studentesco e a tutti coloro che in un modo o nell‟altro hanno contribuito all‟organizzazione e hanno fatto sì che tutto funzionasse per il meglio.

Pier Paolo Napoli

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Comunità Scolastica A Carnevale ogni scherzo vale !!!

La parola Carnevale deriva dal latino ”carnem levare” che significa ”togliere la carne” perché, secondo la tradizione, i cattolici devono astenersi dal consumare carne durante la Quaresima,cioè i 40 giorni che precedono la Pasqua. Anticamente, nell‟ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso, si teneva un sontuoso banchetto, si rappresentava con un falò la morte del Carnevale e il giorno dopo, il mercoledì delle Ceneri, cominciava il periodo di astinenza e digiuno. L‟origine del Carnevale è molto antica, viene fatta risalire alla festa romana dei Saturnali (in onore del dio Saturno). Ma è durante il Medioevo che il Carnevale assume connotazioni più precise. Era definito la “festa dei folli” perché si attuavano festeggiamenti trasgressivi, baldorie senza limiti e si consumavano lauti pasti. Nel 14001500 a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri chiamati “trionfi” e accompagnate da canti carnacialeschi, cioè canzoni a ballo di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre fu il “Trionfo di Bacco e Arianna” scritto proprio da Lorenzo il Magnifico con il celebre ritornello che recita “Quant‟è bella giovinezza/ che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto sia/, di doman non c‟è certezza!” Invece nel corso del „600 diventa una festa popolare e le maschere della Commedia dell‟Arte stabilivano sempre più un diretto contatto con la realtà” bassa e volgare”adottando il linguaggio dialettale-popolare della loro regione: così come il servo Pulcinella rappresenta Napoli, il servo Arlecchino la regione bergamasca, Pantalone la città di Venezia, Gianduia la società torinese, Meneghino la città di Milano ecc. Oggi il Carnevale rappresenta un‟occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste.

Tra i Carnevali italiani più importanti ricordiamo quello di Venezia, per la bellezza dei costumi e lo sfarzo dei festeggiamenti; quello di Viareggio, famoso per i suoi carri su cui troneggiano enormi caricature di cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, cultura e spettacolo; quello di Putignano, il più lungo d‟Italia; quello più trasgressivo della città di Cento, gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro; quello storico di Ivrea, famoso per la battaglia delle arance. Questa ricorda la rivolta dei cittadini per la libertà dal tiranno della città che venne scacciato grazie all‟iniziativa della figlia di un mugnaio che non voleva sottostare allo “jus primae noctis”. Anche nel viterbese esistono Carnevali famosi, ricordiamo quello di Ronciglione, Acquapendente, Bassano Romano ecc. e da quest‟anno anche quello di Montefiascone. Sì, perché il giorno 19 febbraio, dopo l‟eccezionale nevicata dei giorni precedenti, per le vie del paese sono tornati a sfilare, dopo diversi anni, i carri allegorici con al seguito numerose maschere, grande partecipazione di pubblico e soprattutto tanta allegria. Notizia dell‟ultima ora vuole che forse a Ferragosto si replicherà la manifestazione con il Carnevale estivo, quando con la complicità del caldo, non avremo niente da invidiare a quello brasiliano. Sara Mocini 3°LS

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Musica ORIGINI DEL DEATH METAL Il death metal è un sottogenere del metal che ha preso vita dal thrash, in quanto alcuni gruppi thrash erano diventati sempre più estremi, e serviva quindi una maniera per distinguerli dal thrash normale. Venne quindi utilizzato il termine "death metal", che, a dispetto di quello che credono in molti, non deriva dal nome del gruppo di Chuck Schuldiner (ossia i DEATH, uno dei gruppi capostipite del genere), ma dalle tematiche ricorrenti in quella nuova corrente di gruppi estremi. Il death si è sviluppato in America nella seconda metà degli anni '80, e si distingue dal thrash per una maggiore violenza nella musica (ossia una maggiore velocità esecutiva e chitarre con una distorsione più cupa e molto spesso accordate ribassate), per le tematiche (ossia morte, sangue e squartamenti vari) e per la voce (ossia in growl, a differenza del cantato urlato ed “incazzato” del thrash) anzi, molto spesso era proprio la voce il modo con cui si decideva se definire thrash o death un gruppo. Queste perlomeno erano le caratteristiche iniziali del genere, poi come vedremo molte di esse sono cambiate fino a dar luogo a molte correnti diverse, molte delle quali hanno pochissimo in comune tra loro. La maggior parte della gente tende a dire che il primo album death metal della storia sia "Seven Churches" dei californiani Possessed, con il quale esordirono nel 1985 e in cui era presente oltretutto una canzone dal titolo "Death Metal". Questo è il primo album in cui si riscontra un cambiamento nello stile vocale, visto che Jeff Becerra comincia ad usare un cantato più grezzo e cupo rispetto agli altri gruppi metal di quel periodo, e si trovano già le tematiche tipiche del genere. Certamente non è ancora death metal puro al 100%, ma si può considerare l'album che ha dato il via al genere. I primi album che noi ora definiamo come

"death metal" all'epoca dell'uscita venivano definiti con frasi tipo "thrash metal da macellai". L'album che più di tutti ha influenzato la scena death metal è stato però "Reign In Blood" degli Slayer (pietra miliare del thrash ed uscito nel 1986). Con questo album gli Slayer davano sfogo a tutta la loro violenza, sparando una serie senza fine di riff potenti e di assoli velocissimi. Questo album sarà una delle influenze principali di quasi tutti i gruppi death metal che stavano per nascere, ancora più di "Seven Churches" dei Possessed. Oltre a "Reign In Blood" vanno ricordati come ispiratori del death anche altri album thrash, tra cui i primi dei tedeschi Kreator ("Pleasure To Kill" album fondamentale uscito nel 1986), "Darkness Descends" dei californiani Dark Angel, e poi i sempre presenti svizzeri Celtic Frost. Esiste un gruppo underground che esercitò una forte influenza tra i thrasher dell'epoca, diventando in breve un gruppo cult, e si tratta dei canadesi Slaughter, autori nel 1986 di "Strappado" e nel 1987 di "Not Dead Yet", due album di thrash/death rozzo e cattivo, ristampati anni fa dalla Nuclear Blast. Prima di incidere "Strappado" gli Slaughter chiamarono a suonare con loro Chuck Schuldiner, un ragazzo floridiano che si era fatto notare nelle registrazioni di alcuni demo che sprizzavano violenza in ogni nota. Schuldiner però restò poco tempo a suonare con i canadesi, e decise di tornarsene in Florida per mandare avanti un proprio gruppo, i DEATH. Vale la pena ricordare anche i primi due lavori dei tedeschi Sodom, "In The Sign Of Evil" (1984) e "Obsessed By Cruelty" (1985), rozzissimi esempi di metal estremo. Non dimentichiamo neppure gli italiani Necrodeath, che con il demo "The Shining Pentagram" del 1985, si imposero come una delle 14


Musica band trash più estreme dell'epoca e influenzarono molti gruppi, portandoli a suonare musica sempre più aggressiva. L'ultimo gruppo che cito tra quelli che si fecero strada nel 1985-86 a livello underground sono i brasiliani Sepultura. Nel 1985 stamparono il loro EP d'esordio dal titolo "Bestial Devastation", a cui fecero seguire nel 1986 l'album "Morbid Visions". Questi due lavori sono due cose grezzissime in cui si distingue a malapena quello che stavano suonando... non c'è nulla di curato, non sono propriamente death, ma vanno segnalati sia perché sono due lavori tra i più grezzi dell'epoca, sia perchè i Sepultura diventeranno uno dei gruppi più famosi del genere ed il primo gruppo a superare il milione di copie vendute con "Arise”. Il death cominciò la sua esplosione nel 1987, con l'uscita dell'album d'esordio dei floridiani DEATH (già autori di alcuni demo con il nome di Mantas), dal titolo "Scream Bloody Gore". sQuesto album può rappresentare il completamento del passaggio dal thrash al death, visto che qui vengono rispettate tutte le caratteristiche del genere per come lo intendiamo oggigiorno. Nel 1988 cominciano ad uscire un numero consistente di album death metal. I DEATH con "Leprosy" daranno alla luce il vero manifesto del genere, ossia l'album che va preso come l'espressione più pura del genere. Nel 1989 ormai il death metal è un genere ben definito, e sempre più gruppi si lanciano a suonare questo genere. I Sepultura, i Pestilence ed i Bolt Thrower confermano quanto fatto in precedenza. Vanno segnalati gli esordi di 3 gruppi floridiani che incideranno moltissimo nella storia del genere: "Pieces Of Time" degli Atheist, "Altar Of Madness" dei Morbid Angel e "Slowly We Rot" degli Obituary. Gli Atheist faranno vedere che il death metal può convivere con la tecnica, diventando qualcosa di raffinato e violento allo stesso tempo.

I Morbid Angel erano attesi al varco, dopo essersi messi in luce con alcuni demo. Assieme agli Obituary, diventeranno i paladini del death metal duro e puro, senza mai tradire i propri fan con evoluzioni stilistiche azzardate. Per questo motivo, oggi sono due dei gruppi più amati dai fans del vero death metal. Il 1990 rappresenta l'anno del consolidamento del movimento death e della nascita delle nuove correnti. Ormai il death metal è esploso totalmente, diventando il genere più seguito ed amato dai metallari estremi dell'epoca, anche perché il thrash stava sparando gli ultimi botti prima di collassare definitivamente nel 1991. Questo è l'anno d'oro del death metal. In questo anno i fan del genere non si poterono lamentare di nulla, se non del fatto che per stare dietro a tutte le uscite meritevoli dovevano spendere milioni! Ormai c'erano moltissimi gruppi che suonavano questo genere, e quasi tutti hanno stampato nel 1991 il loro migliore album, o perlomeno uno dei migliori. Non credo che in nessun altro genere metal ci sia stata un‟annata d'oro come lo è stata quella del 1991 per il death. Nel periodo peggiore per il death metal va registrata l'esplosione del fenomeno black. Questo nuovo genere estremo non contribuì direttamente al declino del death, dal momento che i gruppi death che passarono a suonare black erano per lo più emergenti o comunque, non tra i più influenti. I casi più curiosi si registrarono in Norvegia nei primi anni '90. Adriano Russomando 3°B

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Rock in Tuscia Il progetto “Neid” Neid è un progetto che nasce nel Marzo del 2007 da un gruppo di ragazzi/e non più in età adolescenziale, provenienti prevalentemente dall‟ ex realtà hardcore degli anni 90, dal panorama viterbese come Flopdown, Manifold, Bastards, Allergia, e Terrorist Gang. Neid è una parola tedesca che significa livore, sentimento di invidia o di rancore. Non c'è un vero motivo per cui si chiamano così; sentivano loro questo termine, si sentivano rappresentati dallo stato emotivo che significa e dal fatto che non fosse immediatamente traducibile, perlomeno dalla maggioranza delle persone. Ricercavano un termine tedesco perché il loro batterista, adora la Germania. I membri di questo gruppo spaziano dai 35 ai 22 anni, i componenti sono : RENATO voce della band, CAPO' il batterista, STEFANO il bassista; ANGELO e GIACOMO i due chitarristi; sono ragazzi autodidatti, scrivono canzoni di comune accordo, o grazie all‟ingegno del chitarrista Angelo. Lo scopo della band è quello di portare avanti un progetto in conflitto con il potere costituito,con quelle associazioni che hanno intrapreso un percorso di lotta realmente mirato alla fine dello sfruttamento dell‟uomo sull‟uomo. Il progetto non riguarda solamente l‟ambito “musicale. Appoggiano realtà ( associazioni no profit, enti sociali territoriali, organizzazioni non governative etc.) impegnate in varie zone del mondo che combattono contro tutte le ingiustizie sociali. Credono nell‟autoproduzione come unica forma di espressione libera e soprattutto no profit. Ribadiscono con convinzione che l‟hardcore non deve dipendere da situazioni vincolate( siae/contratti discografici/major)

sicuri che solo con l‟indipendenza discografica e creativa si possa vincere la ristrettezza e l‟arretratezza mentale di certi ambienti legati alla cultura di massa. In passato sono stati definiti con il loro album “Il Cuore della Bestia” come una presenza ingombrante e tesa a liberarsi dagli schemi precostituiti e classici della scena hardcore - heavy. La loro volontà è quella di evidenziare le proprie origini culturali e geografiche. Cantano in italiano un genere musicale maggiormente adeguato per la lingua inglese, percepiscono che ai ragazzi di oggi interessi andare veloce e suonare a volumi esorbitanti. Hanno suonato in diversi continenti, spaziando dall‟ Europa agli Stati Uniti; tra alti e bassi stanno realizzando i loro sogni progettando un futuro sul territorio italiano, e anche extra nazionale. Inizieranno un tour nell‟estate 2012, addirittura in Indonesia. Se cercate un gruppo dentro gli schemi, che sia comprensibile alle prime note, siete fuori strada. In caso invece vogliate qualcosa di autentico, scritto con foga, rabbia, sentimento, lacrime e sudore allora la strada è quella giusta.

Stefania Briganti V°A econ.

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Libri Il Cavaliere Inesistente – Italo Calvino Il cavaliere inesistente, ultima opera della trilogia araldica di Calvino, narra appunto la storia di Agilulfo, un cavaliere il cui corpo non esiste. L‟unico elemento che esprime il suo essere è la sua armatura: bianca, lucente, perfetta. Un vuoto interiore si contrappone quindi ad un‟eccessiva esteriorità, fatta di meticolosità ossessiva il cui scopo è arrivare alla perfezione, distinguersi e, soprattutto, ESSERE. Agilulfo è simbolo di una vita fatta di apparenze, e che alla fine è una vita annoiata, triste, isolata. Questo lucente cavaliere può anche essere visto come il simbolo di una timidezza da cui è ormai impossibile uscire, di una ricerca di perfezione di un singolo contro la superficialità della massa, che per questo lo isola e lo deride. Il libro di Calvino è un libro rassegnato, quello di un uomo che ormai sembra conoscere l‟imperfezione del mondo, un mondo che non accetta nessun proposito di cambiamento (infatti alla fine il cavaliere, liberatosi della propria armatura, scompare). Ognuno in questo libro può leggere un messaggio diverso a seconda della propria esperienza, del proprio pensiero:

degradazione dei valori, un mondo ormai perduto che distrugge ogni tentativo di miglioramento. Se vogliamo leggerlo in quest‟ultima chiave, è immediato il collegamento con la società odierna, in cui si sfugge alla meritocrazia come se fosse peste, in cui una casta (e non solo quella politica) che si crede superiore a tutto e pensa di dover obbedire solo alle proprie regole, compie i peggiori misfatti credendo di non avere alcuna colpa (proprio come i calviniani Cavalieri del San Gral, che, affermando di essere guidati del sacro calice e non dalla loro volontà, giustificano le loro razzie compiute contro indifesi contadini). Ma alla fine del libro sembra esserci uno spiraglio di luce: i contadini si ribellano, e il loro signore cede alla loro richiesta di democrazia, e intanto, fra altri personaggi del libro sembra trionfare l‟amore. Agilulfo è scomparso, ma non sembra dispiacere più di tanto a nessuno. Troppo perfetto, troppo zelante. Sara Paoletti 3 C l. sc.

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Cinema

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Recensione “L‟ora Nera” È inutile girarci intorno, perché non vedo altro modo in cui potrei iniziare questa recensione: “L‟ora Nera” è un film che parla di un gruppo di alieni invisibili il cui compito sembrerebbe quello di far scoppiare la gente come mini ciccioli. Il film cerca di provvedere delle spiegazioni “sorprendenti” e rivelazioni su come sono fatti gli alieni in questione, ma in sostanza la storia è quella. E se questo è il presupposto da cui lo sceneggiatore abbia dovuto sviluppare una storia, non mi meraviglio che sia venuto fuori… questo. Appena iniziato il film, siamo presentati a un bel gruppetto di stereotipati personaggi: incontriamo due giovani imprenditori rampanti, Ben il serio e Sean il fighetto; due turiste di nome Natalie e Anne; e infine Skyler il codardo, nemico lavorativo di Ben e Sean che riesce a gratificare la sua mancanza di autostima facendosi uccidere eroicamente dagli alieni. Ma sto andando troppo avanti. Questi baldi giovani s‟incontrano a un bar a Mosca proprio nel momento in cui cominciano a scendere dal cielo delle luci che

diventano invisibili appena toccata terra, e disintegrano tutto ciò che toccano. Il regista, Chris Gorak, dirige la telecamera con tutta la grazia di un robot, e questo non fa che aggiungere la sensazione che il film somigli molto ad un videogioco: arrivano dei mostri, si forma un gruppo per combatterli, i personaggi trovano armi per terra e le usano, acquisiscono nuove armi che funzionano meglio, ecc. Non voglio trascinarvi attraverso l‟intera incoerente storia, ma sia sufficiente dire che: Gli alieni non sono venuti qui per noi, ma per prelevare tutto il nostro rame; Tutti i personaggi sopportabili muoiono (se quelli sono 1 e 2, chi ha bisogno di 3?) La conclusione: “L’ora nera” è un film che nasce da un’idea abbastanza originale, ma l’esecuzione da parte degli attori è povera e sia il regista che lo sceneggiatore, come i personaggi del loro film, brancolano nel buio. Kor O’Connell

Recensione – Jack and Jill Non lo faccio sempre, ma ultimamente cerco di dare ai film il beneficio del dubbio. Entro nella sala dove proiettano “Jack e Jill”, trovo un posto, mi sento ben disposto verso il mondo. Quanto sarebbe bello, penso, vedere un film di Adam Sandler e dire sinceramente che mi è piaciuto. Così mentre le luci si abbassano volgo gli occhi verso lo schermo con anticipazione. Poi comincia il film e tutto è perso. La pellicola non ha esattamente una trama ma qualcosa che somiglia ad una situazione: Jack (Adam Sandler) è il fratello gemello di Jill (sempre Sandler nei panni femminili) che viene a visitarlo

ogni anno in occasione del giorno di ringraziamento. Jill è rumorosa, arrogante, e non perde l‟occasione per prendere in giro ebrei, atei, senza tetto, arabi, indiani e messicani. Quindi non biasimo Jack per voler levarsela di torno, e ci prova finché non arriva Al Pacino che interpreta se stesso. Perché Jack sta cercando di convincere l‟attore a fare una pubblicità per una marca di ciambelle(?)Per qualche misteriosa ragione quest‟ultimo è completamente innamorato di Jill, e le scene con Pacino e lei/lui sono divertenti al punto da farti desiderare Sandler 18


Cinema impegnato a interpretare soltanto il personaggio femminile. Invece no, Jack deve agire male con lei così che, nella conclusione, possa apprendere una lezione e bla bla bla. L‟umorismo del film è infantile e fa sembrare alcuni cine-panettoni come Shakespeare, quello che rende questo film differente dalle altre catastrofi della star è il fatto che ci sono delle idee davvero

divertenti e che nelle mani di qualcuno con un po‟ di gusto e tatto, e non in quelle leggendariamente impacciate del regista Dennis Dugan, questo film poteva anche decollare. Conclusioni: a volte crudele, a volte inquietante, l’ultima uscita di Sandler non è mai del tutto guardabile. E poi, se sei un comico e Al Pacino è la cosa più divertente nel tuo film, è una cosa abbastanza triste. Kor O’Connell

Sport Atletica Leggera L'atletica leggera, soprannominata "la Regina degli Sport", è un insieme di discipline sportive che possono essere sommariamente suddivise in: corse, concorsi (lanci e salti),corsa su strada, marcia, corsa campestre e corsa in montagna. Gli eventi di atletica leggera vengono di solito organizzati attorno a una pista ad anello della lunghezza di 400 m, sulla quale si svolgono le gare di corsa. Molte delle discipline dell'atletica leggera hanno origini antiche, e si tenevano in forma competitiva già nell'antica Grecia. L'atletica leggera fa parte dei Giochi olimpici. I Campionati del mondo di atletica leggera, hanno cadenza biennale: la prima edizione si è svolta nel 1983 ad Helsinki. In Italia, l'attività dell'atletica leggera è regolata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera È uno sport completo come il nuoto , con sensazioni impareggiabili e differenti a seconda della specialità. È comunque una valvola di sfogo, uno sport sempre giovane praticabile a tutte le le età. a

Chi pratica atletica ci racconta di ciò che si prova correndo,dell‟emozione di partecipare a gare di qualsiasi livello. L‟atletica leggera è quindi uno sport consigliabile a chi ha voglia di stare all‟aria aperta,di passare un po‟ di tempo in compagnia di ragazzi e ragazze di ogni età con la possibilità d‟imporsi in svariati modi: dalle semplici competizioni cittadine ai campionati mondiali. Nell'atletica leggera, come in tutti gli sport, è severamente vietato il ricorso a sostanze dopanti con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta. Questo perché, oltre ad essere spesso dannose alla salute, pratiche quali il doping del sangue e l'uso di steroidi anabolizzanti, ormoni peptidici, etc. possono dare un vantaggio agli atleti che ne fanno uso, compromettendo così la correttezza sportiva. Usain St. Leo Bolt , è un atleta giamaicano, specialista nella velocità. È l'attuale campione mondiale sulla distanza dei 200 metri piani e della staffetta 4×100 metri, 19


Sport insieme ai 100 metri piani, anche i primati mondiali, stabiliti ai Mondiali di Daegu 2011 (4×100 m) e durante i Mondiali di Berlino 2009 (100 m e 200 m). Di tutte e tre le specialità è anche campione olimpico. Dopo essere entrato nella William Knibb Memorial High School, l'allenatore di cricket nota le sue grandi doti velocistiche e decide di farlo partecipare a gare di atletica leggera. Ai Mondiali juniores di Kingston, ottiene i suoi primi successi in campo internazionale, mostrando tutto il suo talento sui 200 metri. Dopo aver stabilito nel primo turno il suo nuovo primato personale, con 20"58, conquista la medaglia d'oro con il tempo di 20"61, vittoria che fa di Bolt il più giovane campione mondiale juniores di sempre. Oltre a questo grande risultato individuale, aiuta la squadra giamaicana nelle due staffette, conquistando due argenti e stabilendo i nuovi primati nazionali juniores. Ai Campionati del mondo allievi tenutisi a Sherbrooke vince la medaglia d'oro con il tempo di 20"40, ottenuto con un vento contrario di 1,1 m/s. Successivamente, il 20 luglio a Bridgetown nel corso dei Campionati panamericani juniores, batte un'altra volta il record del mondo con 20"13 in totale assenza di vento.

Dopo i mondiali del 2009 Bolt dichiara di volersi concedere 2 anni di allenamento sui 400 metri piani per tentare di stabilire il primato mondiale anche su questa distanza. Inoltre afferma di volersi cimentare nel salto in lungo prima della fine della sua carriera: l'attuale primatista Mike Powell aveva sostenuto che potesse essere il primo atleta a superare la soglia dei 9 metri.[49] Corre la sua prima tappa della Diamond League a Shanghai, coprendo i 200 m in 19"76 (vento -0,8 m/s), lontano 2 decimi dal suo primato stagionale.[52] Il 27 maggio al Golden Spike di Ostrava manca il primato del mondo, appartenente a Michael Johnson con 30"85, sull'inconsueta distanza dei 300 metri correndo i primi 100 m in 9"70, i 200 m in 19"80 e concludendo la gara in 30"97,[53] dovendosi accontentare del primato del meeting, che deteneva Jeremy Wariner con 31"72.[54] Simone Roticiani V L geom.

Sotto la guida del nuovo tecnico Fitz Coleman, Bolt diviene un professionista e, a partire dal 2004, si consacra come uno dei più talentuosi velocisti di sempreL'anno successivo è fondamentale per Bolt. Il nuovo allenatore, Glen Mills, riconoscendo il grande talento e il futuro roseo di Usain, decide di cambiare l'approccio poco professionale del giamaicano allo sport.

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Sport Meteo e Sport Nelle scorse settimane il maltempo ha impedito il regolare svolgimento delle attività sportive nel nostro paese, senza trascurare la nostra provincia. Queste condizioni atmosferiche non ci hanno permesso di raccogliere notizie sugli avvenimenti sportivi di cui avremmo dovuto parlare. Purtroppo nella nostra provincia ma in generale in tutta Italia, gran parte degli impianti sportivi sono vecchi, danneggiati e malcurati. Questi fattori non solo allontanano gli appassionati dai campi da gioco ma soprattutto non riescono a fronteggiare l‟arrivo di nevicate, gelo e maltempo. Molte partite di serie A non sono state disputate proprio a causa del maltempo. Le gradinate velocemente si sono ricoperte di ghiaccio e neve rendendo impossibile la presenza dei tifosi. A differenza di altri paesi come l‟Inghilterra o la Germania i nostri stadi sono scoperti. Quello che più manca nel nostro paese è l‟organizzazione volta alla risoluzione dei disagi creati dal maltempo, ma soprattutto la prevenzione.

Non è il primo anno che si verificano questi disagi: già negli anni precedenti sono state messe in dubbio le scarse risorse degli operatori che si occupano della manutenzione dei nostri impianti; abbiamo assistito solamente a promesse, parole, ma in concreto non abbiamo visto nessun miglioramento e anche quest'anno i disagi sono stati palesi. I mezzi per la rimozione della neve non si sono rivelati sufficienti e gli interventi non sono stati tempestivi. Siamo ben lontani dai modelli europei dove gli sport non si fermano mai. Province, comuni, regioni, Stato devono porre fine a queste situazioni incredibili che non possono essere ammesse al giorno d'oggi, soprattutto perché i mezzi che abbiamo a disposizione,usati in modo giusto garantirebbero il regolare svolgimento delle attività sportive… mai più SPORT SOTTOZERO!! Tashi Fransua, Gavazzi Paolo, De Paoli Michael, Baldo Andrea

Eva Shostak

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Enigmistica 1째 BUSTA VERDI Tema della 67 giornata della pace soluzione( speak up speak out)

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1. PIFFERAIO 2. TUMULTO 3. INTERIORA 4. TARTAGLIA 5. AUMENTO 6. DESIDERIO 7. PIRAMIDE 8. FIRMA 9. EDUCAZIONE 10. LAMINA 11. LATTUGA 12. ELSA 13. ALCE 14. TETTI 15. MALEFICO 16. RULLO 17. GINOCCHIO 18. FUTURO

19. TORTA 20. LORDOSI 21. TERAPISTA 22. ZAINO 23. MONDIALI 24. CARTONE 25. PUGNALE 26. CASINO 27. ARTE 28. PORTO 29. TIGLI 30. ZIA 31. PIO 32. CERTO 33. TANICA 34. TOGO 35. ONDA 36. TORO

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Redazione Direttore: De Simoni Laura

Vicedirettore: Manzi Leonardo

Redattore della comunità scolastica: Mosca Martina Redattore dell’attualità: Bambalatiwe Luisette, Paoletti Sara Redattori del territorio, cultura e tradizioni locali, film musica e teatro:Mocini Sara, O‟Connell Kor Redattore fotografia: Germani Marco

Una rossa e pedante fanciulla pronta a grandi slanci di generosità e di violenza. Ha paura dei radicali liberi e delle diete ipocaloriche, così si sveglia la notte a mangiare le peggiori schifezze. Si crede un ganzo solo per il podio delle olimpiadi della matematica. Non conosce pettine e spazzola, ma ha grandi sogni e aspettative. Gli abbiamo chiesto di scrivere qui qualcosa. Ecco il risultato: “la nostra disgrazia è che siamo nati troppo tardi per esplorare la Terra e troppo presto per esplorare lo Spazio.” Gruppo di intellettuali debosciati reduci da diverse campagne di protesta, sit in, occupazioni, rivolte studentesche, pronti a pianificare la rivoluzione dei cervelli prima della fuga all‟estero.

Redattrici legalità: Belleggi Elena, Cicoria Rachele, Chiaravalle Tamara,Sabatini Sara Redattori sport: Baldo Andrea, Tashi Fransua, Gavazzi Paolo, De Paoli Micheal

Quattro missionarie che vengono dall‟ India dopo aver studiato la rivoluzione pacifista di Gandhi. Una squadra di pallacanestro appena retrocessa dalla serie B che rassegnata alle sconfitte sul campo di basket e non riuscendo a trovare impiego nel campo dell‟ippica si è data al giornalismo. Redattrici interviste ai docenti Tre paparazze pronte a “beccare” dell’istituto: Prugnoli Chiara, in fragrante nelle situazioni più Maurizi Federica, Bilancini Miche- imbarazzanti i docenti la dell‟Istituto. Redattori giochi enigmistici e lo- Due geni incompresi combattono gico-matematici: Francesco Fab- con le caselle impossibili bri, Zhan Renjie dell‟enigmistica tra numeri e lettere. Redattori grafica: Funghi Alessio, Due disperati sessuomani, intenti a Amorosi Simone trovare la loro identità tra un byte, un giga e immersi nella loro RAM. Redattrice satira: Eva Shostak

La futura “Vaura” del nostro istituto.

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Sito web del giornalino!

Ecco a voi il sito che la redazione del giornalino vi ha messo a completa disposizione, sia per le news che leggere il vostro amato giornalino, sia per tenervi tutti in contatto grazie a una chat istantanea che è stata aggiunta ad esso!

In questo fantastico sito potrete trovare inoltre anche un RSS Feed che servirà attraverso la vostra iscrizione a tenervi sempre aggiornati sulla pubblicazione dei contenuti.

E‟ inoltre presente una sezione con tutte le informazioni sulla redazione e sulla nostra scuola ISIS Carlo Alberto Dalla Chiesa…

La pagina sulla quale potrete trovare il sito è la seguente:

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Speriamo vivamente che


edizione gennaio - febbraio