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GIUGNO /LUGLIO AGOSTO 2018

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Estate, pausa necessaria per riprendere più carichi di prima EDITORIALE

di Rossana Andreato direttore Tempo di estate, tempo di vacanze, di relax e finalmente di rallentare un po’ i ritmi e ritrovare spazio per sé stessi. C’è chi programma già il prossimo viaggio, chi invece si dedicherà a tutte le attività lasciate in sospeso durante l’anno (sono tante per tutti). L’ importante è che qualsiasi cosa ci accingiamo a fare, la facciamo con uno spirito un po’ più leggero, perché questo è un periodo speciale, grazie al sole, alle giornate lunghe, alle moltissime proposte di svago, che favoriscono uno stato d’animo più spensierato, che fatichiamo ad avere durante le altre stagioni. In questo relax vogliamo esserci anche noi di Vivere Sostenibile Verona&Vicenza, con i nostri contenuti e le nostre proposte: speriamo di farvi compagnia in spiaggia o durante i vostri viaggi, anche per ricordarvi che essere sostenibili è importantissimo pure d’estate, pure in vacanza. Proprio all’ECOTURISMO abbiamo dedicato lo SPECIALE di questo numero che, eccezionalmente, copre giugno, luglio e agosto (da settembre torneremo bimestrali). Ci sono tanti spunti interessanti, informazioni e realtà del territorio che presentano le loro offerte per l’estate e non solo. Anche le altre sezioni sono dedicate a questi mesi estivi: in CAMBIAMENTI CLIMATICI abbiamo parlato delle emergenze che sono legate in particolare a questa stagione; in ALIMENTAZIONE e BENESSERE diamo alcuni consigli e delle ricette davvero tutte da provare; nella pagina degli APPUNTAMENTI abbiamo raccolto una serie di eventi nel veronese e nel vicentino, che ci sono sembrati particolarmente interessanti e ai quali crediamo valga la pena non mancare. Infine un po’ di attenzione anche allo SVILUPPO SOSTENIBILE: dal 30 maggio al 5 giugno si è svolta la Settimana Europea per

lo Sviluppo Sostenibile, con tanti eventi organizzati in 39 Paesi diversi. La sostenibilità è il tema su cui si basa tutto il nostro lavoro, non potevamo non parlarne. Per concludere vorrei lasciarvi con una citazione molto adatta a questo momento storico in cui, non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo, ci sono cambiamenti in atto che

sembrano volerci allontanare da quelle che sono le nostre certezze e ideali di vita: “La migliore preparazione per domani è fare del tuo meglio oggi” (H. Jackson Brown jr). Riassume bene il nostro pensiero. Buone vacanze!


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GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

RISERVATO ALLE AZIENDE, AI PROFESSIONISTI, ALLE ASSOCIAZIONI E ALLE COOPERATIVE CHE SVOLGONO ATTIVITÀ, CORSI, INIZIATIVE O CHE PRODUCONO, COMMERCIALIZZANO PRODOTTI, OFFRONO SERVIZI NELL’ AMBITO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, SOCIALE E DEL BENESSERE DELLA PERSONA E DEGLI ANIMALI

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CAMBIAMENTI CLIMATICI

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ALIMENTAZIONE

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BENESSERE

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SVILUPPO SOSTENIBILE

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SPECIALE ECOTURISMO

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ITALIA SOSTENIBILE

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APPUNTAMENTI

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Direttore responsabile: Rossana Andreato vicenza@viveresostenibile.net

Hanno collaborato a questo numero: Fabrizio Angelini, Daniela Boscariolo, Leslye Pario, Erica Panighello.

Capo Redazione: Eliana Rapisarda verona@viveresostenibile.net

Vivere Sostenibile Verona & Vicenza è testata giornalistica n° 5416/17 registrata presso il Tribunale di Verona

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CAMBIAMENTI CLIMATICI

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GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018 GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

Isole di calore, perché l’estate in cit tà è sempre più rovente

Uno sguardo all’Italia, con il nuovo Governo e l’incognita “estate”

Le isole di calore urbane (UHI) sono ormai uno degli aspetti più caratterizzanti e limitanti delle nostre città, ma cosa si può fare per attutirne gli effetti negativi? di Rossana Andreato

Con l’ intensificarsi dei cambiamenti climatici, le cui conseguenze sono sempre più evidenti negli ultimi anni, e con il crescere delle dimensioni delle città e del numero di persone che vi abitano, si è imposto all’attenzione generale il problema delle “ isole urbane di calore”, chiamate, in gergo tecnico UHI (Urban Heat Island). Si tratta di aree in cui, a causa della presenza di asfalto e cemento, della carenza di verde e dell’uso concentrato di autoveicoli ed elettrodomestici di vario tipo, si possono misurare temperature molto più elevate rispetto alle aree rurali, ma anche semplicemente rispetto alle superfici dove l’urbanizzazione è meno concentrata e ci sono più spazi verdi di una certa rilevanza. Uno studio dell’Università del Minnesota del 2015 è riuscito a misurare, all’interno dell’area metropolitana di Minneapolis-Saint Paul, una differenza di temperatura tra area urbana e aree circostanti di più di 1° C in media, con picchi fino a 5° C. Nelle isole di calore però, le temperature elevate non sono l’unico problema: bisogna considerare anche l’eccessivo consumo energetico per il raffrescamento o la ventilazione (che creano fresco all’interno, ma più calore all’esterno) e i danni da inquinamento. La qualità dell’aria infatti peggiora e si aggiunge il fenomeno degli inquinanti trasportati dalle acque di ruscellamento urbane. Per quanto riguarda il consumo energetico, uno studio di alcuni ricercatori greci del 2014 rivela che per ogni grado di aumento della temperatura, l’aumento dei consumi elettrici varia tra lo 0,45% e l’8,5%. Gli effetti negativi immediati riguardano soprattutto la salute dell’uomo, ma alcuni studi hanno misurato anche l’incidenza sui bioritmi di alcuni uccelli e insetti nativi e migratori che popolano le nostre città: le maggiori temperature anticipano e allungano le stagioni di crescita della vegetazione presente, in maniera disuniforme all’interno di una singola città, creando degli squilibri. Ma come si può risolvere questo problema che, secondo le previsioni del mondo scientifico, nei prossimi anni si acuirà? Esistono attualmente alcuni stratagemmi, come l’uso di materiali riflettenti che riducono la quantità di calore assorbita; l’utilizzo di dissipatori di calore naturale che riportano le temperature a livelli più sopportabili; un utilizzo più intelligente dell’energia e una maggiore efficienza energetica di elettrodomestici, auto ed edifici. Ma l’aspetto che sembra più dirimente è la creazione di verde urbano: in particolare tetti verdi e pareti verticali possono davvero fare la differenza in termini di vivibilità delle UHI. L’Italia si è messa in moto per risolvere il problema e il Veneto in particolare sta aderendo a due progetti europei che mirano alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici,

TEMPO DI LETTURA: 5 min. anche per quanto attiene le isole di calore urbano. Si tratta del progetto Epicuro DG Echo e del progetto LIFE Veneto Adapt. Il primo punta in generale a migliorare la cooperazione tra Paesi e regioni per rendere più efficiente l’interoperabilità e la prontezza delle risposte relativamente ai disastri causati da eventi naturali che sono strettamente legati al surriscaldamento globale. La città di Vicenza vi è partner e coordinatore, insieme alla Provincia di Potenza, la città di Skopje (Macedonia), quella di Vejle (Danimarca), di Salaspils (Lettonia) e di Alba Iulia (Romania). Partecipano anche realtà come EPC-European Project Consulting (Dueville - VI), la società di consulenza Ekodoma (Lettonia), l’associazione di pianificazione TCPA (Regno Unito) e l’Università Europea di Cipro. Il progetto è iniziato il primo febbraio 2017 e si concluderà il 31 gennaio 2019. Il progetto LIFE Veneto Adapt invece, è partito in luglio 2017 e terminerà a marzo 2021. Vi partecipano i territori della Città metropolitana di Venezia e dei Comuni di Padova, Treviso, Vicenza, Cadoneghe, Curtarolo, Vigodarzere. Lo scopo è quello di sviluppare una metodologia e strumenti operativi per l’adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto in termini di risposta a livello regionale, con un’attenzione particolare al rischio idrogeologico.

Il Counselor è un professionista che da supporto e sostegno a persone che percepiscono un momento della propria vita come problematico. Le accompagna verso un nuovo modo di superare il problema . La caratteristica operativa della Metacorporea® è che utilizza un graduale lavoro corporeo. Si ha così la possibilità di fare esperienza delle proprie emozioni e di arrivare ad uno stato di benessere. Cel. 347 0025359 www.mariaritagentile.it info@mariaritagentile.it Via C. Cattaneo 25 – Vicenza

Dal cambiamento climatico alla crescente sensibilità ambientale: intervista a Daniele Pernigotti, autore del libro “Con l’acqua alla gola” TEMPO DI LETTURA: 5 min.

L’Italia si appresta ad affrontare un nuovo Governo. Quale sarà la nostra prossima strategia energetica? Come si inserisce il Belpaese nel contesto di un mondo che sta cambiando, sempre più consapevole dell’ impatto dell’uomo sul Pianeta e della necessità di fare qualcosa per cambiare rotta? Ne abbiamo voluto parlare con Daniele Pernigotti, autore del libro “Con l’acqua alla gola”; rappresentante dell’Italia in diversi tavoli tecnici internazionali dove si discute di cambiamenti climatici (norme ISO e UNI); dal 2000 ispettore dell’Ente di accreditamento italiano ACCREDIA e titolare dello studio di consulenza ambientale Aequilibria. Qual è la situazione dell’Italia in termini di percezione del cambiamento in atto? Secondo te riuscirà a prendere questo treno, sia dal punto di vista politico che normativo? La percezione sicuramente è aumentata a livello generale: 10 anni fa se parlavi di cambiamento climatico al bar ti guardavano come un pazzo, adesso è un argomento di discussione serio e condiviso dalla maggior parte delle persone. Da questo alle azioni il discorso è diverso. Queste passano dalle scelte personali e dalle scelte politiche. A livello di amministrazioni comunali, si è lavorato molto bene in alcune zone. Anche a livello politico ci sono degli aspetti interessanti: l’ultima strategia energetica nazionale del Governo uscente, ad esempio, ipotizzava un’uscita dal carbone entro il 2025, con un costo di 3-4 miliardi di euro per l’Italia. Potenzialmente è una cosa fattibile ma ci vuole decisione politica. Adesso vediamo i nuovi Governi cosa decideranno di fare. Negli ultimi anni hai notato l’aumento di una certa sensibilità al rispetto ambientale da parte delle realtà che si rivolgono alla tua azienda? Il numero è sicuramente crescente ed è già elevato, più di quello che può sembrare. C’è un mondo che si muove, un po’ per scelte interne, un po’ per richieste del mercato. Il problema è trovare gli strumenti da mettere in campo e come valorizzare certe potenzialità. Come Aequilibria abbiamo creato anche un marchio italiano: si chiama Carbon Footprint Italy ed è stato pensato per dare visibilità alle aziende che si impegnano sul tema della CO2. È una cosa che mancava in Italia, ma è presente in molti altri Paesi. Cosa potremmo consigliare ad aziende e cittadini per ridurre il proprio impatto sull’ambiente, soprattutto in vista della stagione estiva che ci accingiamo ad affrontare? Credo che il tema dell’energia sia fondamentale: dovrebbe passare il concetto che l’energia non è soltanto un costo. L’energia è un valore, per cui non bisogna passare dalla logica di analizzare quanto si spende in bolletta, ma capire come quell’energia è prodotta e come la consumiamo, in termini di razionalità. Bisogna quindi favorire strumenti e macchinari ad alta efficienza energetica e poi fare attenzione all’uso dell’energia, riconoscendola come risorsa importante. Restando sul tema estate, cosa ci dobbiamo aspettare per quest’anno, visto che negli ultimi 4-5 anni quasi ogni estate è stata più calda della precedente? Il trend di incremento delle temperature dal 1970 in poi è stato palese. Negli ultimi 10 anni, soprattutto 5, la cosa è diventata ancora più evidente, perché c’è stato un record dietro l’altro. Dovremmo però uscire dalla logica di inseguire i record, perché se anche quest’anno non sarà il più caldo di sempre, il problema persiste. È questo trend che dev’essere arrestato. Ad oggi siamo già oltre 1° C di aumento delle temperature medie globali. Gli obiettivi internazionali puntano, ove possibile, ad un aumento massimo di 1,5° C, ma siamo già in una situazione critica. Per poter fare qualcosa, bisogna veramente invertire quanto prima il trend delle emissioni. (A.R.)


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ALIMENTAZIONE GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

Aperitivi estivi, freschi e veloci Bio-gelato, granite e ghiaccioli: l’estate da Snoopy all'insegna di Carmen Fusco www.foodfreak.it TEMPO DI LETTURA: 3 min. della frutta fresca TEMPO DI LETTURA: 2 min. Finalmente ci siamo, la bella stagione è arrivata: si comincia a stare meno ai fornelli per via del caldo e si preferiscono cibi semplici e leggeri, da gustare magari all'aperto. Ecco qualche idea veloce con prodotti di stagione, da accompagnare con crostini o con verdure crude da stuzzicare durante l'aperitivo oppure per antipasto: 1. Crema di lupini: si sbuccia la quantità di lupini desiderata, si aggiunge una puntina di aglio (meno di un quarto di spicchio per 150 gr. di lupini - tenete presente che essendo aglio crudo è molto forte), si aggiunge sale e olio extravergine di oliva quanto basta e si frulla il tutto con un frullatore ad immersione. La quantità di olio deve essere sufficiente a far diventare il composto cremoso, quindi aggiustarla se necessario. 2. Crema di melanzane: anche questa è una ricetta squisita e semplicissima. Dopo averle lavate, tagliare le melanzane a metà per lungo e metterle (con la buccia) in forno a 180 gradi per circa un'ora. Il tempo di cottura può variare a seconda delle dimensioni delle melanzane, comunque saranno pronte quando la polpa è abbastanza morbida da essere presa con un cucchiaio. Quando sono cotte, togliere la polpa con il cucchiaio e metterla nel frullatore (le bucce invece saranno buttate via). Aggiungere sale, olio extravergine di oliva quanto basta e un po' di prezzemolo. Frullare il tutto fino ad avere una consistenza cremosa. Aggiustare di sale se necessario. 3. Pesto di basilico: per chi ha l'orto, perché

non fare il proprio pesto fatto in casa? Occorre frullare una manciata di foglioline di basilico fresche appena raccolte, insieme ad aglio (anche qui, per non esagerare meglio usare meno di un quarto di spicchio), olio extravergine di oliva, sale e tre noci. In genere si usano i pinoli al posto delle noci, ma può essere interessante provare un sapore un po’ più dolce. Altra presenza tipica del pesto è il formaggio pecorino grattugiato, ma vale la pena provarlo anche senza, per apprezzare tutto il sapore del basilico. Comunque lo si faccia, è ottimo anche per condire le verdure grigliate. Con gli stuzzichini che realizzeremo e un bicchiere di buon vino possiamo quindi brindare alla bella stagione.

È arrivata l’estate e, con il caldo, alla bio-gelateria Snoopy di San Giovanni Lupatoto (VR) si possono trovare tante proposte per rinfrescarsi con prodotti genuini e biologici. Aumentano i gusti alla frutta presenti nella ricca vetrina: tra questi, pesca-nettarina del territorio, fragola, limone, banana, mango e melone. Tutti gusti che, oltre che biologici, sono anche vegani perchè prodotti utilizzando esclusivamente acqua, zucchero grezzo di canna bio e frutta fresca bio. Dai primi di giugno sono anche disponibili le eccezionali granite alla siciliana ai gusti di fragola, limone e zenzero e caffè, da degustare in abbinamento con la buonissima panna bio della Lessinia. Il ricco menù propone anche tante coppe gelato, da gustare seduti al tavolo fino a sera tardi nella piacevole veranda estiva o, perchè no, tranquillamente a casa nella versione da asporto disponibile per tutte le coppe. Le proposte sono tantissime, dalle coppe gelato alla frutta con macedonia all’insalata di frutta bio, che si può gustare anche con l’aggiunta di yogurt fresco bio proveniente da una microstalla della Lessinia. Per i veri intenditori, da non perdere la coppa con fiordilatte, Recioto della valpolicella e frolla bio . E, nelle giornate più calde, la soluzione giusta per rinfrescarsi davvero sono i ghiaccioli di frutta fresca, prodotti artigianalmente con solo una piccola percentuale di zucchero

La ricetta:

grezzo bio: un vero concentrato di vitamine e salute per combattere l’afa e la spossatezza estiva, da gustare passeggiando o nell’accogliente bar-gelateria. Vicinissimi al grande Parco del Pontoncello, sulle rive del fiume Adige, una giornata nel verde o una gita fuori porta possono essere l’occasione per una piacevole sosta rigenerante da Snoopy. I titolari Cristina e Marino vi aspettano con orario estivo dalle 7.30 alle 13.00 e dalle 15.00 a mezzanotte. Bio-gelateria Snoopy   Via Cà dei Sordi, 37 37057 San Giovanni Lupatoto (VR) Tel. 045 237 1608

TEMPO DI PREPARAZIONE: 30 min.

A cura di Daniela Boscariolo dal blog "timo e lenticchie"

Miglio con melanzane a funghetto e pomodorini gialli

In questi giorni di caldo non si sa cosa portare in tavola. Meglio affrontare la parte della cottura delle melanzane e del miglio al mattino presto, quando è più fresco. All’ora di pranzo basta quindi saltare tutto in padella, insaporirlo bene e portarlo in tavola. Ingredienti per 4 persone: • 150 g di miglio decorticato bio • 3 melanzane lunghe • uno spicchio d’aglio • 10 pomodorini gialli

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salsa di soia un cucchiaio (facoltativa) un cucchiaio di pesto alla genovese olio extra vergine di oliva q.b. sale e pepe q.b.

Preparazione: 1. Lavate le melanzane, spuntatele e tagliatele a dadini. Spolveratele leggermente di sale e lasciatele a perdere acqua per dieci minuti. 2. Lavate il miglio sotto l’acqua corrente e tostatelo per qualche minuto. 3. Mettetelo a cuocere in 450ml. di acqua bol-

lente (rapporto 1 a 3) poco salata, perché verrà assorbita. 4. In una padella mettete un filo d’olio extravergine. Schiacciate e togliete la buccia all’aglio e fatelo insaporire nell’olio. Quindi toglietelo. 5. Tamponate le melanzane con carta da cucina e mettetele in padella, cucinandole a funghetto per 15 minuti circa. Tagliate a cubetti anche i pomodorini gialli e aggiungeteli alle melanzane. 6. Appena il miglio è cotto, trasferite in padella anche quello, regolando di sapore anche con un cucchiaio di salsa di soia, se piace. Spegnete, aggiungete un cucchiaio di pesto alla genovese, un pizzico di pepe e passatelo in una ciotola che lo contenga bene schiacciando un pochino per compattarlo. 7. Voltatelo su un piatto da portata, decorate con basilico, pomodorini e pesto e servite. Proprietà del miglio Il miglio è ricco di ferro, magnesio, silicio e fosforo. Contiene inoltre vitamine del gruppo B e vitamina A. Prezioso il suo contenuto di colina e lecitina, è un cereale digeribile e alcalinizzante. È conosciuto come prodotto di bellezza per rinforzare capelli e unghie. La sua storia «Alimento freddo in primo grado, asciutto in terzo. Il pane fatto con esso genera pochissimo sangue e per niente pregevole, non è utile a quelli che vogliono accrescere la loro carne e ingrassare, ma solo a quelli cui si ad-

dice l’essiccazione degli umori superflui.» Così si esprimeva la scuola salernitana a proposito del miglio che, insieme a orzo, frumento, ceci, lenticchie, cipolle, aglio, porri, cetrioli e altri ortaggi, occupò un ruolo di primo piano nell’alimentazione sumera e continuò a rivelarsi indispensabile per molti secoli ancora, fino all’arrivo del mais. Il miglio (Panicum miliaceum), cereale dai piccoli granelli giallo oro, veniva consumato principalmente sotto forma di polentina. Un tempo alimento base anche per le popolazioni dell’Africa e dell’India, oggi è il sesto cereale per importanza a livello globale e sostiene circa un terzo della popolazione mondiale. Ancora agli inizi del ‘300, durante le carestie, il dorato cereale era usato pure per la panificazione. A dispetto di quanto sosteneva la scuola salernitana, il pane appena sfornato era di gusto gradevole e delicato; quando induriva, veniva macinato finemente e reimpastato con acqua per realizzare semplici gnocchetti. Alla fine dello stesso secolo i veneziani, assediati dai genovesi, si salvarono grazie alle grandi scorte di questo cereale ben conservabile. Da parte loro, i tedeschi avevano una particolare predilezione per questi granelli gialli. Nella loro mitologia c’era un monte del miglio su cui risiedeva la dea Holder, protettrice della fertilità. E il miglio era il cibo preferito dalle donne incinte, in quanto ritenuto in grado di contrastare gli aborti (fonte: Taccuinistorici.it).


BENESSERE

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GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

Counseling Metacorporeo: partire dal corpo per migliorare il benessere

Il Counseling professionale è un'attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. In Italia è una professione relativamente nuova: qui ha mosso i primi passi intorno agli anni ’90. Ma ha le sue origini con Carl Rogers, che già negli anni ’50 introduce il concetto di Approccio Centrato sul Cliente e di Counseling. Rogers, nei suoi studi con base umanistica, dimostra come tutti gli esseri viventi hanno

dentro di sé le capacità per riuscire a vivere, anche nelle situazioni più difficili e apparentemente insopportabili. Il Counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. Ad oggi, il Counseling si sta diffondendo e si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Può essere praticato in vari ambiti: privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.

TEMPO DI LETTURA: 3 min.

È importante chiarire che al Counselor non spetta la diagnosi o cura di un disagio psichico, che sono di esclusiva competenza dello psicologo e dello psicoterapeuta. Tre sono i punti che caratterizzano una seduta di Counseling: empatia, accettazione incondizionata, autenticità. Ogni Counselor può avere un proprio approccio operativo. Nel nostro caso, quello utilizzato è la Metacorporea®, che sta ad indicare “quello che sta intorno al corpo e al di là di esso”. La caratteristica operativa è che utilizza un graduale lavoro corporeo facilitando il contatto fra aspetti somatici ed emotivi: per questo fa parte della grande famiglia degli approcci psico-corporei. Pilastro fondamentale della Metacorporea® è il concetto che corpo ed emozioni sono indissolubilmente collegate, quindi, così come alcune emozioni possono provocare cambiamenti corporei, è vero anche il contrario e cioè che attraverso il corpo è possibile accedere a contenuti emozionali, per esprimerli in totale sicurezza e libertà. Aumentando la parte sana di un individuo (spontaneità, creatività, libertà) si toglie automaticamente spazio a quella insana (inibizione, condizionamenti, controllo). In una sessione di Counseling Metacorporeo possono essere utilizzate varie tecniche, come la respirazione guidata, giochi ed esercizi di tatto e contatto, uso dell’immaginario, uso mirato e creativo del linguaggio. Le persone vedranno modificato il proprio stato a vantaggio di un equilibrio energetico, che persiste nel tempo e porta quindi ad uno stato di benessere globale. Studio di Counseling & Life Coach Metacorporeo® Via C. Cattaneo 25 – Vicenza Cell. 347-0025359 - info@mariaritagentile.it ww.mariaritagentile.it Iscr. Assocounseling REG – A1486-2014

Ragionando attorno ad un tè di Fabrizio Angelini, informatore alimentare Con il grande caldo in arrivo, per aiutare il nostro organismo a sopportare le alte temperature ambientali, l’ ideale può essere un bicchiere di Hibiscus Sabdariffa. Davanti ad una tisana o ad un tè fatti con le foglie del suo fiore, possiamo sviluppare un ragionamento completo e discreto su cosa fare e cosa non fare per affrontare il caldo, specialmente man mano che l’età avanza e si tendono a perdere liquidi con più facilità. Innanzitutto la quantità: un litro/litro e mezzo di questa bevanda, in caso di grande caldo, bevuta rigorosamente tiepida e non zuccherata, diventa il primo alimento da assumere quotidianamente. Ma perché tiepida? La necessità di bere o mangiare freddo è frutto di un condizionamento psicologico che conclude i suoi effetti apparenti una volta superate le “Colonne d’Ercole” dell’esofago, ma non ha in realtà effetti positivi dal punto di vista metabolico, come da secoli indicato dalle culture orientali e medio-orientali. Il freddo obbliga infatti l’organismo a lavorare per rialzare la temperatura dei processi digestivi, assorbendo più energia di quanto necessario per il lavoro di digestione. Come poi intuibile, la bassa temperatura dei cibi introdotti rallenta la digestione di quelli già ingeriti in precedenza. Il motivo è che li raffredda rendendoli più difficili da trattare da parte del microbiota, il quale è programmato per lavorare con temperatura costante. Un esempio è dato dal raffreddamento dei grassi, i quali possono diventare meno viscosi obbligando l’organismo ad un lavoro supplementare rispetto a quello normalmente necessario, inducendo la sensazione del “rimanere sullo stomaco”, di “bloccare la digestione” di quanto mangiato. Il karkadé dunque, questo il nome comune con cui meglio conosciamo l’Hibiscus, oltre alla interessante presenza di vitamina C, somma anche effetti riconosciuti in ambito diuretico ed antisettico. Ma soprattutto il karkadè svolge un’ interessante azione fluidificante sul sangue grazie alla significativa presenza di polifenoli, portando quindi miglio-

TEMPO DI LETTURA: 5 min. ramenti all’attività del sistema cardio-circolatorio. E ciò diventa particolarmente utile durante le giornate calde, permettendo al nostro corpo di affrontarne le sfide. Un altro aspetto da considerare è la necessità di bere il karkadè senza aggiungervi zucchero o dolcificanti in genere. La tentazione in estate di bere bevande dolci è forte, ma queste fanno in realtà aumentare la sensazione di sete, specie quelle di origine industriale. Dopo la temperatura, il dolce e le loro conseguenze, ci rimane da riflettere sull’alimento base per la nostra vita e non solo per il tè di karkadè: ovvero l’acqua. Ricordiamoci che

durante la nostra vita noi assumiamo “acqua di bevanda”, quella che beviamo tal quale o come diluente di altre bevande; poi assumiamo l’“acqua costituzionale”, quella presente negli alimenti, verdura e frutta in primis. Quando parliamo di acqua viene spontaneo considerare i sali minerali in essa presenti. Nei vegetali e nella frutta (ricchi d’acqua) si aggiungono anche vitamine e fibra, tutti a zero calorie. Assumendoli spesso riusciamo ad introdurre gran parte dei micronutrienti di cui abbiamo bisogno. Ricordiamo che questi sono di fatto efficaci solo se di fonte naturale. Fonti diverse rendono più complicato il loro metabolismo.


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SVILUPPO SOSTENIBILE GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

Lo sviluppo sostenibile: una prospettiva non solo ambientale Anche la crescita economica e sociale tra gli ambiti di sviluppo secondo le Nazioni Unite , che ha stilato 17 obiettivi verso cui rivolgere le strategie nazionali. Una settimana dedicata a informazione e sensibilizzazione. TEMPO DI LETTURA: 5 min.

di Erica Panighello Come ogni anno, si è tenuta dal 30 maggio al 5 giugno la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile. Cogliamo quest'occasione per fare una riflessione sul concetto di sostenibilità, che spesso viene assimilato a una questione esclusivamente ambientale. Le Nazioni Unite hanno adottato nel 2015 l'Agenda 2030, specificando che lo sviluppo sostenibile si persegue integrando tre dimensioni: crescita economica, inclusione sociale e tutela ambientale. Per implementare l'Agenda, l'ONU individua 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere nei prossimi 12 anni. Lo scopo della Settimana Europea, contenitore di eventi organizzati in 39 Stati del continente (nel 2017 erano 30), consiste nell' informare e sensibilizzare i cittadini sull' importanza degli Obiettivi. Tale iniziativa rappresenta un' importante occasione di divulgazione per i singoli Paesi, che devono rispondere alla sfida dell'Agenda 2030 elaborando strategie nazionali di sviluppo sostenibile. L'avvicinamento agli Obiettivi verrà infatti puntualmente monitorato dalle Nazioni Unite, sulla base di un sistema di 240 indicatori statistici. Esaminiamo singolarmente i 17 Obiettivi: si inizia con la lotta alla povertà, allo scopo di dimezzarla e di eliminare la sua forma più estrema (misurata in meno di 1,25 dollari al giorno); segue quindi la lotta alla fame, per raggiungere la sicurezza alimentare, anche con l'uso di pratiche agricole resilienti e tutelando gli ecosistemi e la diversità genetica di semi, piante e animali. Fondamentale assicurare la salute e il benessere per arrivare ad una copertura sanitaria universale, e puntare alla piena alfabetizzazione e all'accesso ad un' istruzione di qualità a tutti i livelli. La parità di genere va raggiunta eliminando discriminazioni e violenze verso le donne e promuovendone l' empowerment e una piena partecipazione ai processi decisionali ed economici. Necessario garantire inoltre, l'accesso universale ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari, riducendo l'inquinamento, aumentando l'efficienza idrica e la tutela degli ecosistemi legati all'acqua, e assicurare la disponibilità di servizi energetici economici, affidabili e sostenibili per il dirit-

to di tutti ad un'energia pulita e accessibile. Si pone poi l'accento sull'economia inclusiva e sostenibile attraverso l'obiettivo “lavoro dignitoso e crescita economica”, scindendo la crescita economica dal degrado ambientale ed eliminando il lavoro forzato e minorile. Si incoraggia quindi un'industrializzazione responsabile che coinvolga sinergicamente imprese, innovazione e infrastrutture. Doveroso anche ridurre le disuguaglianze: sostenere la crescita del reddito e l' inclusione sociale, politica ed economica senza discriminazioni, nonché mirare a città e comunità sostenibili attraverso la salvaguardia del loro patrimonio culturale e naturale. Altro punto importante è tendere a consumo e produzione responsabili: dimezzare lo spreco alimentare, ridurre i rifiuti e l'impatto delle sostanze chimiche, sensibilizzare alla lotta agli sprechi in generale. Inevitabile il riferimento alla lotta contro il cambiamento climatico e all'adozione di misure urgenti di contrasto e di gestione dei rischi collegati al clima. Bisogna tutelare sia la vita sott'acqua, conservando oceani, mari e risorse marine, sia la vita sulla terra, con la gestione

sostenibile delle foreste, la lotta mirata al degrado del terreno e la salvaguardia della biodiversità. Promuovere lo stato di diritto e istituzioni responsabili e trasparenti è quanto si intende per pace, giustizia e istituzioni solide. Infine, attraverso una stabile partnership per gli obiettivi, si vuole rinnovare il partenariato mondiale per raggiungere in tutti i Paesi gli obiettivi di sostenibilità. Con l'approvazione dell'Agenda 2030 e dei relativi obiettivi, la comunità internazionale si pronuncia in maniera esplicita sull'insostenibilità del modello di sviluppo attuale. Viene delineato, in contrapposizione, un modello di sviluppo sostenibile che non compromette la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni. Il suo perseguimento è ormai indifferibile: per questo vengono chiamati all'azione non solo i governi ma anche le imprese, la società civile, gli operatori dell' informazione e della cultura. E responsabilmente, vorremmo aggiungere, siamo parte in causa anche tutti noi in qualità di cittadini, consumatori, lavoratori, abitanti del Pianeta.

Economia circolare e obiettivi di riduzione della plastica: novità dall’Europa

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di Mariagrazia Semprebon L’attuale modello economico lineare del mondo occidentale, basato sullo schema "prendere-fare-consumare-buttare", porta ormai da 250 anni allo spreco di molte risorse ed energia. In soccorso al deterioramento ambientale generato dall’uomo viene l'economia circolare, sistema fondato sulla produzione di beni di lunga durata che possano essere rinnovati, riutilizzati o riparati. L’obiettivo è mantenere il valore aggiunto nei prodotti il più a lungo possibile, anche dopo il fine vita. Si mira così ad eliminare gli sprechi e a ridurre le quantità di rifiuti prodotti. Il 2 dicembre 2015, la Commissione europea ha adottato un nuovo ambizioso pacchetto sull'economia circolare. Dopo i primi negoziati svolti nel 2016 e, in marzo 2017, una conferenza delle parti interessate per esaminare il lavoro svolto fino ad allora, il 22 maggio scorso sono state finalmente approvate le nuove norme sull'economia circolare, che stabiliscono obiettivi ambiziosi e giuridicamente vincolanti per gli Stati Membri in materia di riciclo dei rifiuti e riduzione del conferimento in discarica, per incoraggiare uno sviluppo economico e sociale sostenibile. Attualmente, oltre un quarto dei rifiuti urbani viene ancora smaltito in discarica e meno della metà viene riciclato o compostato. Ciò ha un impatto negativo sull'ambiente, sul clima, sulla salute umana e sull'economia. Queste alcune novità del nuovo pacchetto europeo. Per i

rifiuti urbani si alzano gli obiettivi di riciclo al 55% entro il 2025, al 60% al 2030 e al 65% al 2035. Per raggiungere il target fissato per il 2035 sarà necessario che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75% (oggi la media italia-

na è del 52,5% secondo l’ultimo Rapporto ISPRA ); Viene rafforzata la responsabilità estesa del produttore nella gestione dei rifiuti che derivano dalla produzione: dovrà assicurare il rispetto dei target di riciclo e la copertura dei costi per una gestione efficente della raccolta differenziata. Per RAEE, veicoli e batterie restano le direttive vigenti in attesa di aggiornamenti. Per il riciclo degli imballaggi l’Italia è già a buon punto, siano essi ferrosi, in vetro o in carta. Maggiori difficoltà invece per il riciclo di quelli in plastica, per i quali la quota dovrà aumentare dal 45% attuale, al 55% al 2030. Per questo tipo di materiali per una volta, siamo al di sopra della media europea, ferma solo al 30%. Lo smaltimento in discarica non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti. Oggi in Italia la media è del 26%, con alcune regioni però in forte ritardo: il Molise (90% in discarica), la Sicilia (80%), la Calabria (58%), l’Umbria (57%), le Marche (49%) e la Puglia (48%). Un altro passo nella direzione della salvaguardia dell’ambiente che l’Europa sta prendendo in questi primi mesi del 2018 è la direttiva proposta a fine maggio per vietare alcuni prodotti in plastica monouso di uso quotidiano, tra cui piatti, posate, cannucce e cotton-fioc. Un cambiamento assolutamente necessario: in tutto il mondo infatti, la plastica rappresenta l'85% dei rifiuti restituiti dal mare o dagli oceani e presenti sulle spiagge.


Speciale ecoturismo

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GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

La sostenibilità che non va in vacanza Anche il turismo ha un certo impatto ambientale, è importante adottare piccoli accorgimenti per ridurlo. TEMPO DI LETTURA: 5 min.

di Erica Panighello Viaggiatori leggeri o vacanzieri all-inclusive? Una nuova sensibilità al viaggio si sta diffondendo anche nel nostro Paese, dove si moltiplicano le richieste, nonchè le offerte, di un turismo più consapevole e meno “mordi e fuggi”, in armonia con l'ambiente e la comunità di destinazione. Non intendiamo qui tracciare confini netti tra turismo buono e cattivo: la realtà, come spesso accade, è ben più complessa dei luoghi comuni. Anche la meta turistica più inflazionata può essere visitata in modo consapevole, così come la scelta di modalità alternative di viaggio, pur con le migliori intenzioni, non sempre riduce automaticamente l'impatto ambientale o socioeconomico della nostra vacanza. In barba a crisi e recessioni, il turismo rappresenta una delle forze trainanti dell'economia mondiale: secondo i rapporti ONU e UE, è un fenomeno in continua e preoccupante crescita, tanto da richiedere l' intervento di opportune politiche e misure di mitigazione. Il turismo costituisce infatti la quarta causa di inquinamento ambientale e di produzione di CO2. Se al mito della vacanza è difficile rinunciare, almeno proviamo a non abbassare la guardia rispetto a tutte quelle buone pratiche che ci sono familiari. Possiamo applicare i principi del turismo sostenibile in tutti i nostri spostamenti, dal weekend fuori porta alla meta internazionale, tenendo presenti alcune considerazioni: - la crociera nelle grandi navi, secondo la rivista QualEnergia, è una delle attività umane a maggior impatto ambientale quanto a emissioni di CO2, utilizzo di olio combustibile pesante, distruzione degli ecosistemi marini e quantità di rifiuti e acque di scarico e reflue da smaltire;

- il trasporto è responsabile dei tre quarti delle emissioni di gas serra totali del settore turistico. Il mezzo più impattante è ovviamente l'aereo, seguito dall'auto. Sono ancora pochi i turisti che scelgono di muoversi con mezzi molto meno inquinanti come treni, pullman e traghetti; - ci sono molte alternative alle grandi catene alberghiere. Hotel e resort hanno un'impronta ecologica elevata, sia per il consumo di suolo che per l'utilizzo/spreco di risorse; inoltre, l'indotto economico che generano difficilmente si riverbera sul territorio. Meglio privilegiare la ricettività diffusa, come B&B, agriturismi o piccoli alberghi, tanto meglio se eco-friendly. È comunque assodato che in vacanza consumiamo di più: siamo più rilassati e, complice quella tendenza a staccare dalla

routine dei doveri quotidiani, ci concediamo il lusso di farci cambiare l'asciugamano ogni giorno, di consumare 3-4 volte più acqua rispetto ai residenti (pensiamoci, soprattutto se siamo in un' isola), di non differenziare i rifiuti. Vediamo allora qualche accorgimento pratico per un viaggio più sostenibile: - portiamo saponi vegetali biodegradabili, di quelli che si usano anche in barca, e scoraggiamo il monouso e il monodose: shampoo, saponetta e bicchiere di plastica (confezionato) dell'albergo non sono indispensabili; - rinunciamo a qualche capo di vestiario e infiliamo piuttosto in valigia un accappatoio o asciugamano in microfibra, e magari un sacco-lenzuolo leggero: nei viaggi itineranti, in cui si staziona 1-2 notti per tappa, eviteremo di far lavare la biancheria della struttura; - approfittiamo della gastronomia locale, facendo a meno delle multinazionali del fast-food; - nei souvenir, diamo la precedenza all'artigianato locale, piuttosto che a oggettini kitsch prodotti altrove, che potrebbero diventare presto un nuovo rifiuto; - quando possibile, preferiamo le escursioni collettive: sono più limitanti rispetto a quelle individuali, ma meglio far muovere un pullman pieno che 10 auto mezze vuote. Ancora meglio, progettiamo visite a piedi, in bici, a cavallo o in canoa; - portiamo una borsa della spesa di tela (anche in vacanza si fanno degli acquisti), e una borraccia, se andiamo in posti dove possiamo bere tranquillamente l'acqua del rubinetto; - infine, se abbiamo rinunciato per motivi ecologisti alla crociera della nostra vita, consoliamoci con l'ironico libro di D.F. Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più.

Cresce il numero delle Bandiere Blu italiane per il 2018 Sono 8 i comuni veneti che ricevono l’ambito riconoscimento istituito nel 1987 per valutare la qualità dell’acqua, dei siti e dei servizi offerti. Ecco come avviene la selezione

TEMPO DI LETTURA: 5 min.

di Rossana Andreato

L’inizio ufficiale dell’estate è il 21 giugno, ma molti di noi sono già riusciti a fare il primo bagno. È il momento di scegliere la spiaggia meta delle nostre vacanze o di qualche gita in giornata. E quali sono i parametri che valutiamo più importanti in questa scelta? Sicuramente la qualità delle acque, l’ampiezza della spiaggia, la quantità e qualità dei servizi offerti dai diversi stabilimenti balneari, il grado di affollamento e non ultime le previsioni riguardo al traffico. Alcuni di questi (insieme a molti altri) sono anche i parametri che vengono valutati nell’assegnazione annuale delle Bandiere Blu. I fortunati vincitori selezionati per il 2018 sono stati resi noti il 7 maggio

scorso. Si tratta di 175 comuni, per un totale di 368 spiagge e 70 approdi turistici. Nel 2017 i comuni erano stati 163, le spiagge 342 e 67 gli approdi. La situazione è quindi migliorata, confermando la stessa tendenza degli ultimi anni. Come l’anno scorso sul podio c’è la Liguria, con 27 località selezionate, mentre il Veneto si posiziona all’ottavo posto, con 8 comuni e 15 spiagge: Bibione di San Michele al Tagliamento; a Caorle: Brussa, Duna Verde, Levante, Ponente, Porto Santa Margherita; Eraclea Mare; Jesolo Lido; Lido di Cavallino Treporti; Lido di Venezia; Sottomarina di Chioggia; a Rosolina: Rosolina Mare, Albarella, il Centro Sportivo e Albarella Capo Nord. Se realizziamo una classifica al secondo posto troviamo la Toscana con 19 località. Seguono la Campania con 18, le Marche con 16, la Puglia con 14 e la Sardegna con 13. Abruzzo e Calabria grazie ai nuovi ingressi arrivano a quota 9. Dopo Veneto e Lazio, che si posizionano a pari merito appunto con 8 località, vengono l’Emilia Romagna (7), la Sicilia (6), la Basilicata (4), il Friuli Venezia-Giulia (2) e infine il Molise con un solo comune e una sola spiaggia. Le new-entry sono Sellia Marina (CZ), Sorrento (NA), Ispani (SA), Cattolica (RN), Peschici (FG), Rodi Garganico (FG) e Olbia (SS), mentre sono uscite Anzio (RM), Gabicce Mare (PU), Termoli (CB) e Pozzallo (RG). L’aumento delle località che passano la selezione indica sicuramente un miglioramento delle condizioni generali, non solo delle nostre acque, ma anche del sistema gestionale di molte delle aree balneari del Paese. In questo senso riveste particolare importanza l’aspetto ambientale, non solo per quanto riguarda il patrimonio naturale delle singole spiagge e la sua conservazione, ma anche in termini di impatto che il turismo può avere in un determinato territorio.

La danese FEE (Foundation for Environmental Education), che ha istituito questo eco-label nel 1987, ha sottoscritto infatti un Protocollo di partnership globale con l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e l’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) e con loro ha stabilito criteri molto stringenti che devono essere rispettati per entrare nella lista fortunata e che danno una forte direzione verso la tutela dell’ambiente esistente, l’educazione ambientale e una gestione globale non solo efficiente, ma ecologicamente sostenibile. Ci sono 5 fasi molto accurate da passare prima di arrivare alla consegna dell’ambito riconoscimento che garantisce notevoli vantaggi di immagine ed economici. La Giuria Nazionale della FEE Italia valuta tutte le domande e i questionari dei comuni e arriva ad una selezione che viene quindi posta all’attenzione del Coordinamento Internazionale FEE, per l’approvazione finale. Contribuiscono alla valutazione anche il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali-Direzione Pesca, il Ministero dell’Ambiente, il Coordinamento Assessorati al Turismo delle Regioni, il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ISPRA, ANCI, il Consiglio Nazionale dei Chimici ed altri organismi privati. I criteri internazionali sono certificati ISO 9001 - 2008 e si concentrano su: educazione ambientale e informazione; qualità delle acque; gestione ambientale; servizi e sicurezza. Nel questionario Bandiera Blu vengono valutate anche la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, le eventuali iniziative per la sostenibilità ambientale, le certificazioni ambientali e la pesca professionale.


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Speciale ecoturismo

GIUGNO/ LUGLIO/ AGOSTO 2018

“L'Italia selvaggia”, dal ritorno alla natura la riscoperta di sè Dal Nord al Sud dell’Italia, una guida adatta a tutti per scoprire 16 aree incontaminate, veri gioielli naturali che, con la loro bellezza, invitano a guardare al nostro paesaggio interiore

Esiste un’Italia magica e poco conosciuta, luoghi dove siamo davvero “ospiti ” del mondo selvatico e dove è possibile vivere qualche ora (o qualche giorno) in una condizione di sospensione del tempo storico, al solo cospetto della Natu-

ra e di noi stessi. Per aiutare a orientarsi tra valli perdute, montagne intatte, coste solitarie, acque limpide e canyon nascosti, è uscito in libreria il 17 maggio 2018 “L'Italia selvaggia. Guida alla scoperta di luoghi incontaminati per tutti i piedi” (Altreconomia edizioni). L’autrice è Elisa Nicoli, nata a Bolzano nel 1980, documentarista, scrittrice e camminatrice oltre che “docente” in autoproduzione di saponi, detersivi e cosmetici. Sono 16 le aree incontaminate descritte in questa nuova edizione de “L'Italia selvaggia”, aggiornata e arricchita da nuove mete, dal Nord al Sud dell’Italia, isole comprese. È vero che l'Italia non possiede gli spazi sconfinati di altri Paesi e Continenti, ma le “dimensioni” del selvaggio, in fondo, non sono così importanti. Lo scrive nella bella prefazione Franco Michieli, geografo, autore di “La vocazione di perdersi” (Ediciclo): «Non dobbiamo chiederci fino a che punto un ambiente in cui ci inoltriamo sia oggettivamente selvaggio (di solito non lo è del tutto), ma come esso ci possa parlare di sé, delle nostre antiche radici e di noi stessi». Si scoprono così veri gioielli naturali: il fascino dei Piani Eterni delle Dolomiti Bellunesi e la Majella, la montagna Madre,

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ascetica e ricca di luoghi sacri. E poi pietre grezze come nella Val Codera, l'unica valle alpina abitata tutto l'anno senza una strada carrozzabile. O Cava d'Ispica in Sicilia, 14 chilometri di canyon dominato da una natura rigogliosa, aranceti e macchia. E poi ancora la Val Grande, Valle Cervo, Val di Vesta, Lagorai, Val Tramontina, Fosso del Capanno, Valle dello Scesta, Cicerana, Monti della Meta-Mainarde, Orsomarso, Aspromonte, fino al Supramonte cantato da De André. Ad arricchire la descrizione dei vari luoghi sono anche la Storia e i racconti degli uomini che l’hanno percorsa, con preziose interviste alle persone che vivono o frequentano questi luoghi, i “genius loci” che più di tutti conoscono il territorio. “L’Italia selvaggia” è un libro pensato e scritto per tutti, non per alpinisti estremi o esploratori spericolati: è uno strumento per chi alle imprese epiche preferisce le scelte etiche. Una guida di “turismo responsabile”, non solo perché parla di natura incontaminata o perché segnala numerose strutture che ne adottano i criteri, ma anche perché propone percorsi adatti alle nostre capacità e perché invita a vedere   la natura non come “bene di consumo” ma come “bene comune”. (E. R.)

Monte Baldo e Rifugio Telegrafo, escursioni e avventura con equipENatura TEMPO DI LETTURA : 2 min.

EquipENatura è un gruppo di Guide Ambientali-Escursionistiche, Guide Alpine ed istruttori di varie discipline sportive che fornisce servizi professionali di accompagnamento nell'area del Lago di Garda, del Monte Baldo e del Trentino meridionale, promuovendo e sviluppando una cultura di turismo e di sport rispettoso e a contatto diretto con l’ambiente. Le principali proposte riguardano escursionismo a piedi, in mountain-bike, trekking someggiati con asini ed altre attività sportive a carattere escursionistico e avventuroso. Dall'estate 2013 inoltre equipENatura gestisce il rifugio del CAI Verona “Gaetano Barana al Telegrafo”, il più alto in quota tra quelli presenti sul Monte Baldo, posto a 2.147 metri s.l.m., tappa fondamentale per chi intende attraversare la catena del Baldo nella sua interezza. Arrivati in cima, una stupenda vista sul Garda e l'accoglienza al rifugio, ripagano di tutte le fatiche. La struttura è aperta tutti i giorni durante la stagione estiva, generalmente dalla seconda domenica di giugno alla terza di settembre, quest'anno già dal 26 maggio fino a fine settembre . Dispone di 48 posti letto distribuiti in 4 camere da 8 e una da 16 posti ed offre un menù della semplice e tradizionale cucina di montagna con particolare attenzione ai prodotti del territorio, che possono fregiarsi del marchio di qualità territoriale “Baldo”, marchio

che il rifugio stesso ha acquisito. Oltre ad accogliervi in alta quota con un sorriso, le guide di equipENatura sono a disposizione per accompagnarvi a spasso per il Baldo, raccontandone peculiarità naturalistiche, storie, aneddoti o per far scoprire i luoghi meno accessibili e più selvaggi. Oltre alle escursioni guidate, ogni fine settimana vengono organizzati al rifugio vari eventi: dalle serate cultu-

rali, a concerti, attività di teatro, cene gourmet e molto altro. Tutte le proposte, i prezzi, info e dettagli per le prenotazioni relative a ciascun evento sono consultabili sul sito internet: www.equipenatura.it. equipENatura S.S.D.r.l. / Info@equipenatura.it | 349-1389629 www.rifugiotelegrafo.it | 045-7731797

Parco Le Busatte: natura e avventura sul Garda, per grandi e piccini Situato alle pendici del Monte Baldo, a un chilometro dal lago di Garda, tra gli abitati di Torbole e Nago in provincia di Trento, il Parco delle Busatte offre tutto quello che serve a chi cerca un luogo lontano dal traffico ma facilmente raggiungibile, ampio e immerso nella natura, con proposte dedicate al divertimento ed alla formazione psico-fisica, per famiglie, ma anche per gruppi di amici, gruppi scolastici o aziende. Cinque percorsi aerei per 50 piattaforme dai 2 ai 15 metri di altezza, installate su piante, collegate fra loro da ponti sospesi, liane, carrucole: questo è il Parco Avventura, l’occasione per sbizzarrire la voglia di natura e avventura di ciascuno di noi. Un’imbracatura, due moschettoni, una carrucola con cui scivolare veloci su cavi d’acciaio lunghi fino a 40 metri, un casco e il gioco è fatto. Il Parco fornisce un sistema di Linea di Vita Continua che rende perfettamente sicura l'attività, perchè permette di non dover sganciare i moschettoni tra un passaggio e l'altro, garantendo il divertimento in massima sicurezza. I vari livelli di difficoltà lo rendono adatto per famiglie, scuole e gruppi estivi (statura minima 125 cm), così come per un team-building aziendale o per un'idea alternativa di

festa, come compleanni o addio al nubilato/celibato. Altre proposte per i più grandi sono la nuova pista da BMX omologata per gare nazionali, i percorsi Xcountry per MTB e gli spettacolari Bike Trial Spot. Per provare l'unica pista del Trentino con 400 metri di salti e paraboliche è sufficiente noleggiare una bmx, un casco e le protezioni e lanciarsi lungo il percorso. Inoltre, per offrire un giusto livello di comfort, il Parco delle Busatte ospita anche un Bar Ristorante recentemente ristrutturato, dove dissetarsi e gustare ottimi piatti. Per chi lo desidera, è possibile inoltre, rilassarsi nelle aree pic-nic ben ombreggiate. Il contesto naturale di raro valore paesaggistico e ambientale, gli ulivi secolari che circondano l’area, i sentieri panoramici che vi si snodano e gli ampi prati ben curati, donano quel tocco di fascino e bellezza che rende “Le Busatte” un luogo unico in tutto il territorio del Lago di Garda. Parco Avventura BusatteAdventure Indirizzo: Loc. Busatte, Nago-Torbole TN Tel. 347-2880570 Email: info@busatteadventure.it www.busatteadventure.it

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SlowVenice: esploratori di paesaggi fuori dall’ordinario TEMPO DI LETTURA: 4 min. Turismo sostenibile a Venezia vuol dire camminare lentamente attraverso le calli nascoste, i percorsi meno battuti, le atmosfere ancora intatte di questa città senza tempo. Vuol dire comprendere i legami profondi che Venezia ha con la Laguna, le compenetrazioni che la natura, da secoli, crea con l'architettura, l'arte e le tradizioni veneziane. Vuol dire assaporare la magia delle aree meno turistiche di Venezia e vivere un'esperienza autentica attraverso la passione delle guide naturalistico-ambientali SlowVenice, che da trent'anni propongono un'alternativa alle visite mordi e fuggi. SlowVenice propone diversi itinerari di turismo sostenibile per scoprire la vera cultura di Venezia, delle sue isole e di tutta la sua Laguna, un modo nuovo ed originale per entrare in contatto con l'anima più profonda della città. Proposte originali e su misura, dal tour attraverso la storia delle arti e dei mestieri, prendendo spunto dai nomi delle calli, alle giornate con il pescatore in una valle da pesca, dallo show-cooking di cichetti veneziani, all’escursione in bicicletta lungo gli antichi lidi. «Il nostro obiettivo è offrire esperienze di viaggio complesse (non ci piace chiamarli pacchetti). Per emozionare il nostro ospite, creiamo la vacanza sulla base delle passioni e

delle esigenze della persona che abbiamo di fronte», racconta Roberta Manzi, responsabile del Tour operator. Fra le attività più richieste da gruppi, scuole, associazioni, amici e famiglie: - I Nizioleti delle donne, per scoprire il ruolo delle donne nella società veneziana, dal Medioevo ai giorni nostri, tra poetesse, cortigiane, regine e nobildonne. - Lezione di cucina dei famosi cichetti veneziani e aperitivo in bacaro (tipica osteria veneziana); - Visita alle isole minori della Laguna navigando con una barca tradizionale; - In bici per seguire i tanti canali che si snodano dalle verdi rive dei fiumi e dei canali alle isole della Laguna. Nel periodo primaverile/estivo, SlowVenice organizza anche 3 appuntamenti settimanali: martedì mattina escursione in bici nel cuore della Laguna fino al borgo di Lio Piccolo; giovedì pomeriggio visita alla Venezia più autentica; venerdì intera giornata tra le valli da pesca della Laguna nord con bicicletta e barca. SlowVenice è anche capofila di SlowVenice Network, un gruppo di imprese della Laguna di Venezia che insieme condividono i principi del turismo etico e sostenibile. Tutte le info su www.slowvenice.it

Turismo “slow” a Corte Bertesina, tra biologico e tradizioni

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A pochi passi dal centro di Vicenza c’è un polmone verde di circa 7,5 ettari, un bosco di pianura piantato nel 2001. Qui sorge l’azienda agricola biologica Corte Bertesina. Sono varie le attività che si svolgono al suo interno: fondamentale l’orto 100% biologico, dove la vita cresce nel rispetto della natura e dei suoi tempi; ma Corte Bertesina è anche una bottega con alimenti sani per la famiglia, dove poter condividere la bellezza e la bontà che la terra ci offre in ogni stagione e portarne un po’ a casa con noi; importante anche il progetto sociale portato avanti in collaborazione con A.Gen.Do onlus (Associazione Genitori di ragazzi con sindrome di Down). Dopo il restauro dell’antico casale, concluso a giugno del 2017, l’azienda si è aperta anche ad un tipo di turismo “slow”: nell’ex fienile del 1700 sono state ricavate cinque stanze su due livelli dotate di ogni comfort, dove vengono offerti alloggio con prima colazione. L’agriturismo è il posto ideale per trascorrere qualche giorno di pace e riposo e per riscoprire l'accoglienza che solo i luoghi semplici ma curati sanno dare. Il bosco che circonda l’azienda è un luogo perfetto per rilassanti passeggiate in mezzo al verde, godendo dei suoi profumi e colori. Anche l’orto è aperto ai visitatori: chiunque può venire a vedere dove vengono prodotti gli ortaggi biologici che poi si ritrovano anche nel negozio.

Una bella mattinata a Corte Bertesina offre la possibilità di conoscere il metodo biologico, di toccare con mano gli ortaggi che vengono coltivati con amore, di immergersi nella biodiversità dei campi e dei prati della Corte. Una ricca raccolta di libri, documenti antichi e vecchi oggetti può interessare il visitatore che può fare un tuffo nel mondo povero ma affascinante dei bisnonni di famiglia, ritrovare gli oggetti di una volta, dalle vecchie bilance ai vecchi strumenti per lavorare i campi. I proprietari danno anche suggerimenti riguardo alcuni itinerari alla ricerca dei vecchi molini della provincia di Vicenza. Per chi desidera visitare le bellissime città vicine, Padova, Verona e Venezia, troverete consigli su percorsi e itinerari a tema, a seconda che si tratti di amanti dell’arte, della cucina o dello sport. Si possono dedicare una o più giornate alla visita delle splendide ville venete e palladiane che caratterizzano il territorio vicentino e veneto. Anche i vicini colli Berici offrono itinerari di grande interesse e bellezza per gli amanti del trekking, del nordic walking, dell’arrampicata e della bicicletta, e perché no dello speleo. Corte Bertesina Vicenza in Str. di Bertesina, 276 Spaccio stagionale aperto il venerdì dalle 9 alle 13 e il sabato dalle 15.30 alle 19

Tel. 347-4281476 info@cortebertesina.it / www.cortebertesina.it

Sapori e atmosfera unici da Country House dalla Caterina

TEMPO DI LETTURA: 3 min.

Bellezza, semplicità e quiete sono i punti forti di Country House dalla Caterina, agriturismo immerso tra le colline di Cavalo, borgo medievale della Valpolicella in provincia di Verona, dove è possibile gustare i piatti deliziosi preparati da Caterina, cuoca e proprietaria, mentre si gode della spettacolare vista che spazia dalle colline fino alle luci della città, in un'atmosfera allegra e rilassata, immersi nell'aria buona, fuori dallo smog e dalla frenesia. La filosofia di Country House dalla Caterina è che i clienti possano vivere un’esperienza rigenerante e mangiare qualcosa di sano. «Tutto parte dalla terra: la natura abbonda di regali, basta saperla rispettare. - ci dice Giulia, figlia della proprietaria - Per questo abbiamo creato la nostra Azienda Agricola Paradiso, con il suo grande orto biologico da cui vengono ricavate le verdure di stagione, protagoniste del menù, e le ciliegie, che diventano marmellate, da abbinare ai formaggi provenienti esclusivamente dalle malghe della Lessinia da noi selezionate. Non solo: nei campi abbondano moltissime erbette spontanee che vanno ad arricchire i piatti e che rappresentano la nostra “firma”. Ma non è finita qui: l’acqua utilizzata per fare il pane e che, filtrata, si trova sulle tavole, proviene dalla fonte di Cavalo.

Carne e salumi, che sono usati in piccole quantità, provengono dalla storica macelleria di Cavalo. Ci piace molto lavorare con i prodotti del nostro territorio, dato che abbiamo la fortuna di trovarci in un’area vocata per le materie prime di qualità». Negli ultimi anni, inoltre, è stata introdotta anche un’area dedicata agli animali: ci sono conigli, caprette, pecore che fanno compagnia, mentre le galline garantiscono uova freschissime di prima qualità, con le quali viene realizzata la pasta fresca e qualche antipasto. Con la filosofia del recupero è stata realizzata anche l’area giochi per i bambini: «Con il legno che avevamo a disposizione abbiamo ricavato la casetta degli indiani e altri giochi per i più piccoli, in modo che possano divertirsi all’aria aperta. Cerchiamo di trarre il massimo da ciò che ci circonda: siamo consapevoli che la natura va rispettata e cerchiamo di insegnare anche ai nostri ospiti a... viverla con rispetto». Country house dalla Caterina Località Ca' Tripoli, 1, 37022 Cavalo VR Cell: 347-301 9259 Web: http://country-house-dalla-caterina.business.site


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Turismo di condivisione, anche la natura protagonista Nuove piattaforme di “sharing economy” abbinano la voglia di condividere con la passione crescente di vivere la natura, il verde e gli spazi aperti TEMPO DI LETTURA: 4 min.

di Eliana Rapisarda In principio era Airbnb, il portale online nato nel 2008 per mettere in contatto persone in cerca di un alloggio, con persone - generalmente privati - che dispongono di uno spazio extra da affittare. Il turismo di condivisione, di cui Airbnb è stato uno dei pionieri (e che proprio quest’anno compie 10 anni) ultimamente è cresciuto molto: un nuovo modo di viaggiare che permette di conoscere persone, fare esperienze diverse e risparmiare, anche a livello ambientale.Con la nascita di BlaBlaCar ad esempio, la piattaforma presente in 22 Paesi, dal 2006 è possibile anche condividere i viaggi in auto: un sistema ecologico, oltre che comodo ed economico, che permette di ridurre l’impatto ambientale dei nostri spostamenti su strada, occupando anche i posti del veicolo che resterebbero inutilizzati. Negli ultimi mesi è nata una novità tutta italiana che abbina la voglia di condividere con la passione crescente di vivere la natura, il verde e gli spazi aperti: si chiama Garden Sharing ed è una start-up fondata nel 2017 da tre italiani, che ha riscosso da subito un grande successo. In soli 5 giorni il crowdfunding lanciato per il finanziamento del progetto ha raggiunto e superato l’obiettivo di 125mila euro, raccogliendo addirittura l’inaspettata cifra di 203mila euro. Garden Sharing permette ai viaggiatori di montare la propria tenda, camper o roulotte su terreni privati, in cambio di un piccolo affitto giornaliero. Il contatto tra turisti e proprietari è diretto e sono questi ultimi a decidere il prezzo giornaliero a cui cedere il proprio spazio. In alternativa, è anche possibile affittare una sistemazione già pronta, come una tenda già montata sul proprio terreno, una roulotte parcheggiata in giardino o, per gli amanti del non convenzionale, una casa sull’albero o altre sistemazioni costruite con materiali di riciclo. Come recita uno degli slogan del progetto, si tratta della “prima vera alternativa al camping tradizionale, che offre in più l’occasione per conoscere da vicino persone del luogo, favorendo anche una vacanza fuori dal comune, in libertà e in simbiosi con la natura.

Dal lago alla montagna alle campagne della Pianura Padana, attualmente sono registrati sul sito www.gardensharing.it circa 12 “gardensharer” nella provincia di Verona e cinque nella provincia di Vicenza, ma le adesioni continuano a crescere e sono numerose anche in provincia di Padova e soprattutto Venezia. Tra le strutture che offrono ospitalità, in Veneto come nelle altre regioni si possono trovare anche aziende agricole, agriturismi o fattorie spesso biologiche, che trovano in questa nuova forma di turismo di condivisione una fonte di reddito aggiuntiva. E così Garden Sharing si rivela anche un modo per conoscere più da vicino queste realtà impegnate nella valorizzazione del territorio. Altra new entry nel mondo della sharing economy, in particolare per il settore “vacanze”, è Yescapa, la nuovissima piatta-

forma di camper sharing tra privati che dal 15 aprile scorso è arrivata anche in Italia. Nata in Francia nel 2012, Yescapa permette ai privati di affittare non più semplici appartamenti, ma camper, van e furgoni camperizzati, proponendosi come intermediario di fiducia e assicurando una soluzione “chiavi in mano” per un viaggio in camper in totale libertà e sicurezza. Semplicità, convivialità e affidabilità: sono questi i vantaggi annunciati dalla piattaforma. Il camper sharing da una parte consente a chi intende sperimentare un viaggio on the road in completa libertà, di farlo a prezzi accessibili, dall’altra a chi possiede un camper, di ammortizzare i costi di manutenzione del veicolo in modo sicuro e semplice. Piuttosto che acquistare un camper e lasciarlo parcheggiato in giardino, perché non condividerlo con altre persone? Anche questo è uno dei modi per ammortizzare le risorse a disposizione e vivere sostenibilmente.

V acanze e alimentazione:

mangiare be ne anche in viaggio è possibile TEMPO DI LETTURA: 2 min.

di Leslye Pario, biologa nutrizionista Uno dei pensieri che ci affligge anche in vacanza è il problema di riuscire a gestire serenamente ed efficacemente i pasti, pure in questo periodo, per non arrivare a settembre con chili in più da smaltire. Con un po’ di volontà è assolutamente possibile. Il giusto atteggiamento mentale infatti non è quello di mandare all’aria tutto, come di solito succede, ma sfruttare la vacanza a proprio vantaggio , trovando un equilibrio tra quelli che possono essere i pasti “jolly” ed il resto. Ecco delle interessanti strategie per continuare una sana alimentazione anche in vacanza. La verità è che, in qualunque posto si vada, è solo una questione di scelte: 1. Mantieni la tua abituale colazione: frutta, yogurt, cereali. Se c’è un buffet scegli a priori cosa mangiare, evitando così di andare oltre il senso di sazietà. 2. A pranzo opta per un’ insalatona o un primo leggero accompagnato sempre da verdura, oppure punta sulla frutta f r e s c a . Evita le salse e i condimenti.

3. A cena scegli un piatto leggero, preferendo un secondo sempre accompagnato da verdura o sperimentando il cibo locale, ma solo con metodi di cottura semplici. 4. Decidi a priori che 3 o 4 volte a settimana assaggerai una porzione piccola di una specialità locale, o un bel gelato, oppure cappuccino e brioches, e 2-3 volte a settimana un pasto un po’ più abbondante. In questo modo si può sperimentare qualche piacere per il palato ma senza esagerare. 5. Bevi molta acqua, evita le bevande e gli aperitivi troppo zuccherati. 6. Rilassati e cogli l’occasione per fare quelle belle passeggiate che a casa, per una ragione o per l’altra, magari non trovi mai il tempo di fare. Buone vacanze.


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A luglio “Terra In-Canta” Festival di musiche, culture e tradizioni, Maghreb Ospite d’Onore Quest'estate prenderà vita, dal 13 al 28 luglio presso la cooperativa sociale Opificio dei Sensi, con sede a San Martino Buon Albergo (VR), Terra In-Canta, un festival dedicato alle musiche regionali italiane e all'incontro con altre culture. L'Italia e il Maghreb, regione ospite di questa prima edizione, diventano, attraverso le proprie musiche, parti di un dialogo antico di voci e di suoni, di memorie e di passaggi, di passato e di presente. Terra In-Canta sarà uno spazio ideale, un luogo di incontri ed intrecci culturali, una terra senza frontiere abitata dai suoni, dalle parole e dai colori delle due sponde del Mediterraneo. I territori, con le loro espressioni artistiche, le loro storie e tradizioni e al di là dei confini disegnati dall'uomo nel corso della storia, sono quindi i veri protagonisti del festival. La rassegna risponde al desiderio di Opificio dei Sensi di creare da un lato occasioni di conoscenza di altre culture, oltre i pregiudizi e la diffidenza verso ciò che si ignora e di cui si ha timore; dall'altro di offrire un'opportunità per chi da tanto tempo vive e lavora nel nostro stesso territorio, di poter essere, attraverso un proprio coinvolgimento diretto, parte attiva del progetto Terra In-Canta. Le proposte musicali, con la direzione artistica di Paolo Marocchio, passeranno, nella serata inaugurale del 13 luglio, dalle sonorità tradizionali maghrebine dei Dakka Royale, alla musica popolare salentina dei Li Filari, in un simbolico dialogo tra tradizione e danze maghrebine e italiane. Nella seconda serata, sabato 14 luglio, sarà ospite l’ensemble ALLAYALI, capace di esplorare le culture e le musiche di tutto il mondo arabo in un’ottica di dialogo e di pace, guidando l’ascoltatore verso atmosfere emotive intense e sconosciute. Venerdì 20 luglio sarà la volta di De’ Soda Sisters, progetto musicale al femminile che vuole ridare lustro ai vecchi canti popolari italiani e toscani, conquistando il pubblico per la semplicità e la squisita naturalezza della loro musica. Sabato 21 luglio ci faremo invece trasportare dall'incontro musicale tra la cultura algerina e siciliana del Sarab Duo. Otello Perazzoli, con le sue cante e le musiche della tradizione popolare veronese, sarà protagonista venerdì 27 luglio, mentre il gran finale, sabato 28 luglio, è affidato ai Jedbalak, dove canzoni tradizionali degli Gnawa del Marocco, pulsazioni ritmiche diverse ma misteriosamente affini, si fondono ad un riff di chitarra elettrica, creando così un ponte tra passato, presente e futuro. Ingresso con cena marocchina o consumazione. Per informazioni: Opificio dei Sensi Via Brolo Musella 27, loc. Ferrazze San Martino B.A. (VR) Email: info.opificiodeisensi@gmail.com Tel. 045-8947356 www.opificiodeisensi.it

FantAstico 2018, festival dell’arte per la tutela della Val D’Astico

Domenica 24 giugno, a Forni di Val D’Astico (VI), si svolgerà FantAstico2018, il festival organizzato dalla comunità “Salviamo la Val D’Astico”, per porre l’attenzione su un progetto che rischia di stravolgere questi territori: quello del tratto Nord dell’autostrada A31. Si tratta di un progetto impattante e dispendioso, che potrebbe essere evitato semplicemente con una serie di interventi mirati, più contenuti e meno onerosi. Durante il festival sarà possibile vedere le opere che partecipano al concorso di opere di ingegno indetto per l’occasione. Si tratta di creazioni ispirate alla storia, alla cultura, alle tradizioni, alle leggende, all’ambiente, alla società e alla natura della Valle dell’Astico, nel contesto delle regioni montane e pedemontane vicentine. Gli ambiti sono quelli delle arti figurative, dell’artigianato artistico, della letteratura, della musica e del teatro. All’interno della manifestazione FantAstico2018, è stata organizzata anche una passeggiata nei luoghi dove il progetto della A31 prevede il passaggio di due delle opere più impattanti, rispettivamente nel comune di Pedescala e nelle frazioni di Forni e Settecà. Si partirà alle ore 9.00 da Forni, per finire verso le 12.00. Quindi sarà possibile pranzare presso lo stand gastronomico appositamente allestito. Per informazioni e prenotazioni: salviamolavaldastico@gmail.com Michele 3402960979. Per prenotare il pranzo: Davide 3442286567.

Sabato 2 3 gi ugn o, Bio e B eat al bio - agri tu ris m o Ro se G ot i In occasione del Solstizio d'estate, sabato 23 giugno torna con la quinta edizione l’evento organizzato in provincia di Verona dal bio-agriturismo RoseGoti “Let the Sunshine 5”, un appuntamento annuale che vuole unire il Bio con il Beat negli accoglienti spazi della cascina di campagna di via Pozze, 61 a Ca’ degli Oppi. Special guest della serata sarà il gruppo francese Dino Farfisa and the Fuzz, approdato direttamente da Nizza per rendere unica questa occasione. La serata inizierà alle 19 con aperitivo e dj set. Per tutta la durata dell’evento, funzionerà lo stand gastronomico dell’agriturismo RoseGoti a base di prodotti bio e birre artigianali. Diagnosticati diabetici nel 1998, i Dino Farfisa and the Fuzz hanno presto smesso con le "sdolcinatezze" per dedicare la loro anima al “rock-garage-sixties”. La voce dei Them, le chitarre degli Shadows of Knight, la ritmica dei Sonics e l'organo dei Question Mark: assistere ad una loro esibizione è come trovarsi in un film come "The Trip": una tipica scena da discoteca psichedelica, come se il rock progressivo non fosse mai esistito. L’ inizio del concerto è previsto per le ore 22. Dopo la musica dal vivo, si potrà continuare a ballare per tutta la notte con il D.J. set di Gatto Soriano. Bio Agriturismo RoseGoti – Az. Agr. Filippi Marco via Pozze 63 – 37050 Ca degli Oppi (VR) Tel: 340 8475532 – 045 7130443 www.rosegoti.it

Ogni mese il Mercato della Terra di Sommacampagna Sarà inaugurato il 1° luglio 2018 il Mercato della Terra di Sommacampagna (VR). Si svolgerà ogni prima domenica del mese in Piazza della Repubblica, cuore della città, dalle 9 alle 13. Si tratta di un progetto dell’associazione Slow Food per promuovere la cultura del cibo "buono, pulito e giusto" e la tutela della biodiversità. Saranno presenti piccoli agricoltori, produttori e artigiani del cibo selezionati in base ai principi di Slow Food, che venderanno i loro prodotti (verdura e frutta di stagione, pasta, riso, olio extravergine di oliva, formaggi, carne, salumi, uova, prodotti ittici, miele, marmellate, pane), tutti provenienti da un raggio massimo di 40 chilometri. I Mercati della Terra sono un progetto internazionale: sono 65 in tutto il Mondo, 35 solo in Italia. Il Mercato di Sommacampagna è il primo in Veneto, nato dall'impegno di Slow Food Garda Veronese e dall'entusiasmo del comune che ospita l’evento. Il Mercato della Terra di Sommacampagna non vuole essere solo un luogo dove acquistare direttamente da chi coltiva, alleva, produce e trasforma i prodotti della terra con rispetto per l'ambiente e la salute; ma anche un luogo di incontro dove avvicinare i consumatori al produttore del cibo che andrà a consumare e dove promuovere comunità, sostenibilità e diversità, attraverso attività ed eventi che nascono dalle sinergie del territorio e dalle persone che partecipano al mercato.


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VivereSostenibile Verona&Vicenza GIU-LUG-AGO 2018  

Il numero estivo di VivereSostenibile Verona&Vicenza, con tanti contenuti per essere sostenibili è anche in vacanza. Lo Speciale è infatti d...

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