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NOVEMBRE DICEMBRE 2018

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BIMESTRALE - Anno II - N. 5/2018

Il diritto alla riparabilità, contro l’obsolescenza programmata

SPECIALE NATALE

EDITORIALE

di Rossana Andreato direttore Da anni l’Europa spinge per una regolamentazione dei metodi di produzione, di utilizzo e smaltimento di moltissimi prodotti, all’insegna delle 3R: ripara, riusa, ricicla. Lo scopo è ridurre lo spreco di risorse e di energia, ma anche diminuire drasticamente il quantitativo di rifiuti prodotti pro capite, come ci ricorda la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che quest’anno va in scena dal 17 al 25 novembre. E proprio di rifiuti, discariche e riuso parliamo in questo numero, che è dedicato anche all’arrivo della stagione fredda e ai prossimi preparativi per un Natale a spreco zero. Lo scorso maggio l’Unione Europea ha approvato il pacchetto sull’economia circolare, che fissa obiettivi a favore del riciclo e della riduzione delle discariche. Ora gli Stati Membri hanno due anni di tempo per recepire quanto disposto nelle ultime direttive. Sembra però che alcuni Paesi stiano cercando di bloccare il processo di rinnovamento green messo in atto dall’UE. Le Ong ECOS (European Environmental Citizens Organization for Standardisation) ed EEB (European Environmental Bureau) hanno pubblicato una mappa che schematizza la posizione di ciascuno Stato Membro durante i negoziati svoltisi a Bruxelles nel 2017 e nel 2018 sull'argomento "progettazione ecocompatibile". Chloé Fayole di ECOS, co-leader della campagna Coolproducts, ha partecipato alle discussioni e testimonia che, in base alle loro dichiarazioni, Germania, Italia e Regno Unito starebbero attualmente bloccando le proposte, mentre Francia, Polonia e Spagna avrebbero una posizione più neutrale. Sembra un voltafaccia del nostro Paese, che ha dettato la linea su questi temi con più di un provvedimento. Basti pensare alla legge del 2011 per la messa al bando dei sacchetti di plastica o all’emendamento approvato in Com-

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TEMPO DI LETTURA : 4 min

missione Bilancio a dicembre 2017, che vieta da gennaio 2019 la commercializzazione e l’uso dei cotton fioc non biodegradabili, e da gennaio 2020 anche la commercializzazione e la produzione di cosmetici con microplastiche. Ad essere a rischio è il diritto alla riparabilità, in particolare di apparecchi elettronici ed elettrodomestici, per difendere il quale Restarters Milano e Giacimenti Urbani hanno lanciato una petizione su Change.org, indirizzata a Karmenu Vella, Commissario europeo per l'Ambiente, alla Commissione Europea, ad Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo e a Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente. Nel testo si ricorda

che, secondo un sondaggio Eurobarometro del 2014, il 77% dei consumatori dell'UE preferirebbe riparare i propri beni piuttosto che comprarne di nuovi. È in questa direzione quindi che dovremmo andare. Anche la Apple nelle ultime settimane è stata oggetto, in Francia, di un’inchiesta: l’azienda sarebbe colpevole di realizzare iPhone che invecchiano precocemente. E non è l’unica azienda che sarebbe stata accusata di attuare sistematicamente la pratica detta “obsolescenza programmata”. La speranza è che sia la volontà dei consumatori e il buon senso a dettare le regole, perché l’economia può essere più forte, più solida e più giusta solo se circolare.


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NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 RISERVATO ALLE AZIENDE, AI PROFESSIONISTI, ALLE ASSOCIAZIONI E ALLE COOPERATIVE CHE SVOLGONO ATTIVITÀ, CORSI, INIZIATIVE O CHE PRODUCONO, COMMERCIALIZZANO PRODOTTI, OFFRONO SERVIZI NELL’ AMBITO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, SOCIALE E DEL BENESSERE DELLA PERSONA E DEGLI ANIMALI

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sommario

In redazione: Carmen Fusco Mariagrazia Semprebon

Associazione Un Mondo Green sede legale: Via Collodi 1, 37030 Lavagna (VR) Vivere Sostenibile Verona & Vicenza è testata giornalistica n° 5416/17 registrata presso il Tribunale di Verona Direttore responsabile: Rossana Andreato vicenza@viveresostenibile.net

RIFIUTI

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RIUSO

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BUONE PRATICHE

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5-6

ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE

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SPECIALE NATALE

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8-9

BENESSERE

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10

ITALIA SOSTENIBILE

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APPUNTAMENTI

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Grafica e impaginazione: Anita Liotto Stampa: Centro Stampa delle Venezie Via Austria, 19 - Padova Hanno collaborato a questo numero: Fabrizio Angelini, Daniela Boscariolo, Francesca Cappellaro, Erica Panighello.

Capo Redazione: Eliana Rapisarda verona@viveresostenibile.net

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perciò consultare, modificare e cancellare i dati od opporsi al loro utilizzo nonché per conoscere l’elenco dei Responsabili del trattamento. Tutti i marchi sono registrati dai rispettivi proprietari. Vivere Sostenibile offre esclusivamente un servizio, non riceve tangenti, non effettua commerci, non è responsabile della qualità, veridicità, provenienza delle inserzioni. La redazione si riserva, a suo insindacabile giudizio, di rifiutare un’inserzione. L’editore non risponde di perdite causate dalla non pubblicazione dell’inserzione. Gli inserzionisti sono responsabili di quanto da essi dichiarato nelle inserzioni. Vivere Sostenibile si riserva il diritto di rimandare all’uscita successiva gli annunci per mancanza di spazi e declina ogni responsabilità sulla provenienza e la veridicità degli annunci stessi.

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RIFIUTI

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Meno rifiuti? È meglio! È la prevenzione dei rifiuti pericolosi il tema della decima edizione della SERR, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che quest’anno si svolge dal 17 al 25 novembre 2018 TEMPO DI LETTURA : 4 min.

di Erica Panighello Se è vero che la questione della raccolta differenziata ci sta particolarmente a cuore, andrebbe però sempre considerato, a monte di qualsiasi strategia di gestione del ciclo dei rifiuti, che “il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto”. È proprio questa la filosofia che sta alla base della regola delle “3R”: Riduci, Riusa, Ricicla. Compiendo queste azioni nell'ordine, il conferimento in discarica rappresenta automaticamente la soluzione residuale del ciclo di vita di ogni prodotto. Come ci ricorda il tema della SERR di quest’anno (la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che celebra la 10^ edizione dal 17 al 25 novembre 2018), i rifiuti pericolosi sono quelli che contengono proprietà nocive per l'ambiente e per la salute umana: esplosive, infiammabili, tossiche, irritanti, cancerogene, corrosive e via dicendo, come da elenco riportato nel Testo Unico ambientale (D. Lgs. 152/2006). Secondo la classificazione del Ministero dell'Ambiente, distinguiamo tra rifiuti pericolosi urbani, di origine civile, e speciali, provenienti dalle attività produttive. È abbastanza intuitivo il fatto che, per esempio i solventi o gli scarti della raffinazione del petrolio e della produzione conciaria siano altamente nocivi, ma è importante portare l'attenzione anche su alcuni dei rifiuti urbani pericolosi più comuni in ambito domestico, che sono altrettanto dannosi e il cui corretto smaltimento rientra nella sfera della nostra responsabilità diretta. Ecco un elenco dei principali prodotti di uso quotidiano che non vanno MAI conferiti nella raccolta indifferenziata. -Pile usate e batterie esauste: contengono metalli pesanti. Se dispersi nell'ambiente, ne basta 1 solo grammo per inquinare ben 1.000 litri d'acqua. Si stima che solo il 25% delle pile ven-

ga smaltito correttamente: si può fare molto meglio. Gi appositi contenitori per la raccolta sono molto diffusi. È comunque preferibile prevenire il rifiuto: basta convertirsi alle ricaricabili. -Medicinali scaduti: la loro composizione chimica può essere tossica o velenosa per il sottosuolo e le falde acquifere. Devono essere inceneriti ad altissime temperature: se finiscono in discarica rischiano di sciogliersi e penetrare nel terreno. I raccoglitori sono presenti in ogni farmacia. Ricordiamoci comunque di differenziare la confezione e il foglietto illustrativo. -Cartucce per stampanti e toner: sono in ogni caso rifiuti speciali, ma è la percentuale dei componenti utilizzati che li classifica come pericolosi o meno. La pericolosità dovrebbe essere riportata in etichetta dal produttore: codice 08.03.18 (non pericoloso) e 08.03.17 (pericoloso). Per la stampante di casa, meglio optare per la rigenerazione delle cartucce: solo se non possibile, conferiamo in ricicleria. -Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE): costituiscono la categoria di rifiuti che sta aumentando più velocemente a livello globale. La normativa prevede l'obbligo del conferimento nei centri di raccolta. È anche possibile consegnare al distributore la vecchia apparecchiatura in fase di acquisto della nuova (uno contro uno) e, in alcuni casi, anche senza un acquisto equivalente (uno contro zero). Infine, ricordiamoci di non disperdere nell'ambiente neanche oli e grassi esausti utilizzati per la frittura o per la conservazione di verdure o pesce: pur non essendo espressamente classificati come rifiuti pericolosi, vanno smaltiti a parte in quanto altamente inquinanti per il suolo e le falde acquifere.

Continua la piaga delle discariche abusive

Un malcostume diffuso in tutta la penisola: in Veneto sono sei i siti riconosciuti. Ma, a quanto risulta dalle notizie di cronaca, gli illeciti sono molti di più

di Mariagrazia Semprebon L’Italia ha una storia di luci ed ombre per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Se da un lato possiamo vantare eccellenze nel riciclo, uno dei maggiori punti oscuri nella nostra gestione ambientale è la piaga delle discariche abusive. L’Unione Europea se ne è accorta ancora nel lontano 2009, infatti tra le sanzioni che l’Italia paga all’Europa (per ben 176mila euro al giorno) la fetta più grossa è dovuta proprio alle discariche abusive. Nel 2014, la Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia a pagare una multa da 40 milioni di euro per la presenza di discariche abusive. Il motivo? La presenza di 200 siti contrari alle norme europee, di cui 13 contenenti rifiuti pericolosi, disseminati su tutto il territorio nazionale. Alimentato da un mix di inefficienza, torbidi interessi commerciali e criminalità organizzata, il numero delle discariche di rifiuti illegali è sempre più allarmante in tutte le regioni italiane. La Campania è stata a lungo vista come il centro della crisi e, infatti, nel 2015 la Corte di giustizia è tornata a sanzionarci per il ritardo nel risolvere l’emergenza rifiuti nella regione. Ma il malcostume è diffuso in tutta la penisola. Anche la nostra regione non è da meno. La relazione del Servizio Studi del Senato del 24 maggio 2017 afferma che delle 58 discariche abusive individuate, “la maggior parte è situata In Calabria, in Campania, nel Lazio, in Puglia, in Sicilia e nel Veneto”. I sei siti presenti in Veneto, di cui si dovrà occupare il Commissario Straordinario per la Bonifica delle Discariche Abusive, sono tutti localizzati in provincia di Venezia, ma ovviamente, anche da quello che risulta dalle notizie sui giornali, i siti sono molti di più. Ecco alcuni esempi di cronaca. Nel 2017, del materiale prove-

TEMPO DI LETTURA : 5 min. niente da lavori di bonifica di una ex fonderia di Paese in provincia di Treviso (si trattava di un misto di terre e rocce da scavo, contenente fluoruri) invece di essere conferito presso una discarica autorizzata, veniva dirottato illecitamente presso l’ex cava di Cison di Valmarino, sempre nel trevigiano. Stiamo parlando di 1640 tonnellate di rifiuti e 41 viaggi di trasporto illecito, per un guadagno immediato di oltre 30 mila euro per le aziende implicate.

Nel maggio scorso, quattro legali responsabili di aziende rodigine sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per aver lasciato rifiuti di ogni genere su di un’area privata di circa 150 metri quadri, non recintata, in viale Porta Adige. Anche nel veronese le prove di illeciti non mancano. Nel 2015, rifiuti pericolosi interrati senza rispetto della normativa (tra cui materiale contenente amianto e persino salme provenienti da cimiteri) sono stati scoperti in provincia di Verona, portando all’apertura di un’indagine nei confronti di 19 imprenditori veronesi e al rinvenimento di 35 mila tonnellate di rifiuti. Tra il 2016 ed il 2017, solo nella provincia di Verona, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza almeno una discarica abusiva al mese. Tra i comuni coinvolti: Caldiero, San Martino Buon Albergo, Costermano, Castelnuovo, Peschiera, Grezzana, Roverchiara e Lugagnano. A farne le spese in primis è, come spesso accade in questi casi, la salute dei cittadini. Questi siti infatti possono rilasciare inquinanti nelle falde acquifere o nell’aria e sono spesso colpiti da incendi che sprigionano sostanze altamente tossiche, che avvelenano terra, acqua e aria e provocano disturbi e malattie di ogni genere. Nonostante la gravità, il problema rifiuti sembra passare sotto silenzio ed essere sottovalutato. La causa potrebbe essere una carenza culturale. Sarà ingenuo parlarne, visti gli interessi economici che queste attività illecite muovono, ma pare che gli stessi imprenditori che commettono questi reati non si rendano conto degli effetti che l’inquinamento potrebbe avere anche sui loro familiari, che vivono nello stesso territorio che inquinano. Una presa di coscienza pubblica di questo grave problema è quindi davvero necessaria ed urgente.


RIUSO

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Addio al consumismo,

il baratto come divertimento e buona pratica di Eliana Rapisarda

TEMPO DI LETTURA : 4 min.

Si chiama “fast fashion”: la tendenza di molte case di abbigliamento, dagli anni ’90 ad oggi sempre più marcata, a produrre e vendere capi economici e alla moda, proponendo continuamente nuove collezioni. Una pratica che ha favorito il dilagare del consumismo nel nostro modo di acquistare vestiti, riempiendo gli armadi di capi che spesso indossiamo – quando va bene – solo poche volte. Lo conferma una ricerca commissionata da Greenpeace nel 2017, che ha evidenziato come quasi un italiano su due possieda abiti inutilizzati, con l'etichetta ancora attaccata. Negli ultimi 20 anni infatti il consumo di abbigliamento è aumentato del 500%, un dato messo in evidenza dal film documentario di Andrew Morgan “The True Cost” del 2015. Il prezzo d’acquisto per i clienti è sempre più basso (come la qualità del resto), ma qual è il loro vero costo? L’impatto sul pianeta, ad esempio, è altissimo, appesantito da eccessivi cicli di produzione e con sostanze chimiche spesso pericolose, e da tutti i capi che ogni anno gettiamo via. Anche a causa del massiccio impiego di fibre sintetiche derivanti dal petrolio, come il poliestere, il riciclo dei capi di abbigliamento a fine vita è estremamente difficile. Ci sono poi delle serie implicazioni etiche perché, per poter produrre a basso costo, le aziende di abbigliamento devono rivolgersi a

Paesi in via di sviluppo, sfruttando la manodopera locale. Ma la consapevolezza degli effetti negativi di questo fenomeno è sempre più forte anche tra i giovani. Dopo la diffusione dei negozi dell’usato, la nuova moda sta diventando il baratto. Il valore aggiunto in questo caso sta anche nella condivisione, un altro fattore sempre più apprezzato e diffuso in alcune fasce della società più sensibili ai nuovi cambiamenti in atto. È così che è nato Giroabito, una nuova iniziativa di un gruppo di giovani veronesi che hanno organizzato alcune giornate di baratto dapprima privatamente, in casa tra amiche, per poi passare gradualmente alla dimensione pubblica, con l’evento organizzato lo scorso 14 ottobre nella sede di Opificio dei Sensi a San Martino Buon Albergo (VR): il primo, si augurano, di una lunga serie. «È iniziato tutto come un gioco, ovviamente consapevole. In ogni caso condividevamo la filosofia che ci sta dietro», ci ha raccontato Sofia, 25enne, insieme alla coetanea Arianna una delle menti che hanno fondato Giroabito. Partecipare è molto semplice: lo scambio è libero e non necessario, può capitare di portarsi a casa qualcosa senza dar niente in cambio. «Abbiamo deciso di non utilizzare il metodo dei gettoni, dando un valore ad ogni capo, perché il concetto stesso di valore va contro la nostra filosofia – è entrata nel dettaglio So-

fia – Al suo posto abbiamo voluto dare risalto alle storie che vi stavano dietro, al valore umano, attaccando su ogni vestito un’etichetta con il nome della persona che l’ha posseduto, cosa che ha facilitato anche la socialità durante l’evento». L’occasione ha attratto persone di tutte le fasce d’età, dai 20 ai 70 anni, «cosa che ci ha fatto particolarmente piacere – conclude Sofia – Molte di loro erano già sensibili, altre si

sono avvicinate, un po’ scettiche verso il riuso, solo per curiosità, ma alla fine si sono comunque portate a casa qualcosa». Sull’onda del loro esempio dunque, prima del prossimo acquisto, chiediamoci se ne abbiamo davvero bisogno, o se non possiamo rinnovare il guardaroba usando altri metodi più sostenibili per l’ambiente, per il portafoglio e, perchè no, anche divertenti.

Perché fare acquisti in un Mercatino dell’Usato

TEMPO DI LETTURA : 3 min

Un grande Mercatino dell'Usato offre una miriade di opportunità uniche: l'opportunità di rivendere quello che non si usa più, evitando di impattare sull'ambiente con lo smaltimento di altri rifiuti; la possibilità di ricavarne anche un guadagno; l'occasione per trovare proprio quello che serve ad un prezzo imbattibile, controllando dal vivo la qualità della merce che si sta acquistando. Per gli amanti del vintage è un piacere passare del tempo esplorando un mondo variopinto, dove ogni oggetto ha una storia da raccontare e spesso, tra oggetti utili e altri da collezionismo, capita la sorpresa di scoprire proprio il mobiletto che ci voleva per dare un tono alla stanza, l'oggetto prezioso con il fascino del tempo passato o l'accessorio insolito che calza a pennello. Tutte queste opportunità le offre solo un grande Mercatino dell'Usato e il Mercatino di Brendola rientra proprio in questa categoria: 1300 mq di esposizione dove si può trovare il meglio dell'arredamento antico e moderno, dell'abbigliamento, dell'oggettistica, dei libri e dell'elettronica di seconda

mano, tutto attentamente selezionato. Qui si incrociano domanda e offerta, il superfluo di qualcuno diviene un’occasione per qualcun altro, così si combatte lo spreco, si creano occasioni e anche posti di lavoro. Non a caso il settore dell’usato continua da anni la sua crescita. Si tratta infatti di un sistema intelligente di gestione delle risorse, materiali ed economiche. Fa riferimento a questo la “regola delle 3 erre” che troviamo sul sito del Mercatino di Brendola: Riuso, Risparmio e Rispetto. Quest’ultimo significa consapevolezza del valore del bene che si ha di fronte e sono proprio la competenza e l’esperienza del personale di questo Mercatino, che permettono di arrivarci, compiendo la scelta più giusta. Tutto questo ha fatto del Mercatino di Brendola, da 16 anni, un punto di riferimento in zona per chi cerca il risparmio o l’antiquariato. MERCATINO DI BRENDOLA

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BUONE PRATICHE

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In cerca di semi...in biblioteca A Valdagno, seconda esperienza in Italia, è partito ad aprile un progetto che permette di prendere a prestito semi autoctoni da piantare nel proprio giardino o balcone, per salvaguardare la biodiversità locale di Rossana Andreato

Andare in biblioteca in cerca di semi da piantare. Sembra strano ma può accadere, e da quest’anno accade nella Biblioteca Civica Villa Valle di Valdagno, in Viale Regina Margherita 1. Un luogo, quindi, in cui condividere e rendere accessibile non solo la cultura, ma anche il patrimonio di biodiversità locale. La biblioteca dei semi di Valdagno è la seconda esperienza nata in Italia, sull’esempio della biblioteca Parco Gallo a Brescia, gestita dall’associazione “Terra e partecipazione”. A Valdagno il progetto è promosso dalla Biblioteca Civica Villa Valle e vede come collabo-

ratori le associazioni Agricoltura Valle Agno, Ciuchinando, HDmenti e Le Guide; le Cooperative Il Cerchio e Itaca; inoltre Greta Fornasa, studentessa universitaria che ha messo a disposizione il proprio tempo, e l’apicultrice Ilaria Rilievo. Dopo l’inaugurazione, fatta in aprile scorso, sono moltissimi gli eventi che sono stati organizzati per informare la cittadinanza riguardo al progetto e alle opportunità in corso. Al momento sono disponibili per il prestito semi autoctoni di verdure e di fiori “amici delle api e delle farfalle”, come recita il loro sito. La bi-

blioteca dei semi nasce infatti anche con l’intento di «aumentare i colori e i profumi della città, aumentare la biodiversità locale, sensibilizzare la popolazione alle buone pratiche di gestione del verde, proporre dei modelli replicabili facilmente anche dai singoli cittadini per rendere più sostenibile l'utilizzo del nostro territorio», come si legge in nota diffusa dalla biblioteca stessa. Per raggiungere questo obiettivo, insieme all’Amministrazione comunale, è stato avviato anche il progetto “Una città di fiori, una città per le api e le farfalle”. Ma come funziona questa insolita biblioteca verde? I semi si trovano proprio tra i libri, contenuti in bustine. In ogni bustina sono indicati il nome del seme, la provenienza, il nome di chi l'ha donato, quando è stato raccolto, quando è stato donato, il periodo di semina e di raccolto e il tipo di semina (pieno campo, semenzaio o trapianto). Insieme sono a disposizione le istruzioni e le modalità di raccolta e conservazione dei semi e una bibliografia che rimanda a documentazione di approfondimento, a manuali e supporti multimediali disponibili a prestito in biblioteca. E una volta presi a prestito, come si fanno a restituire i semi? È semplice: bisogna avere della terra a disposizione, poca o tanta che

TEMPO DI LETTURA : 5 min.

sia, in vaso o nell’orto, per mettere a dimora le varietà, farle crescere e recuperare le nuove generazioni di semi da riportare in biblioteca. Per sapere quali specie sono disponibili è possibile accedere ad un catalogo che contiene informazioni e foto di tutti i semi presenti. Marta Penzo, direttore della biblioteca e responsabile del progetto, ci ha raccontato il lavoro svolto da aprile ad adesso: «Sono molte le persone che ci donano i semi e molte anche quelle che li prendono in prestito, 140 sono le buste prestate da aprile ad oggi». I cittadini hanno quindi colto il valore dell’iniziativa e non sono gli unici: «il progetto desta molta curiosità non solo nella nostra città, ma anche fuori. Siamo stati invitati a partecipare a “Viridalia” a Thiene, a “La montagna in città” a Schio e ad “Agricoltura in piazza” a Valdagno», continua Marta Penzo, che conclude: «Per i prossimi mesi stiamo programmando una serie di incontri di approfondimento sulla biodiversità e sulla cura dei semi, nonché l'appuntamento con lo “Scambio delle marze”, tradizionale festa che permette la moltiplicazione delle piante con la tecnica dell’innesto». Non resta che seguire sul sito del Comune di Valdagno la pagina dedicata alla Biblioteca Civica Villa Valle, per restare aggiornati su tutti i prossimi appuntamenti.

Beleafing, un albero in regalo per ogni cittadino TEMPO DI LETTURA : 4 min.

Alberi e verde urbano rappresentano un grande aiuto per ridurre l’inquinamento ambientale delle nostre città e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Le piante infatti assorbono con le loro foglie la CO2 e “catturano” alcuni agenti inquinanti presenti in atmosfera, come il PM10, diminuendo i rischi di malattie croniche dell’apparato respiratorio. Nasce proprio con questa consapevolezza il progetto Beleafing, che ha l’obiettivo di contribuire alla riforestazione urbana dei nostri territori, fondato da un gruppo di giovani consulenti per le pubbliche amministrazioni sui temi di energia e ambiente. La loro start-up, AdaptEv Srl di Vicenza, è nata in seno all’università IUAV di Venezia, all'interno del dipartimento che studia piani di adattamento ai cambamenti climatici (di “Progettazione e Pianificazione in ambienti complessi”, per l’esattezza). «È lì che ci siamo formati e che abbiamo lanciato questa attività, approvata come spin-off dello IUAV», ci ha spiegato il responsabile del progetto Diego Pellizzaro. L’idea è quella di regalare una pianta o un albero ad ogni cittadino non solo del Veneto, ma di tutta la Pianura Padana, «area afflitta in maniera significativa dall’inquinamento ambientale», ci ricorda Pellizzaro. Basterà fornire i propri dati ed il codice fiscale e la piattaforma di Beleafing permetterà di scegliere la pianta preferita, simulando anche il suo posizionamento nel giardino di destinazione, in modo da evitare sovradimensionamenti e piante sofferenti in spazi troppo ridotti. Al momento della richiesta, inoltre, il sito darà anche indicazione della quantità di PM10 catturata e di CO2 assorbita grazie alla

Foto di Chiara Fabris

di Eliana Rapisarda

giovane pianta che si andrà a piantumare. «Parlando con le amministrazioni locali, ci siamo accorti come quasi tutte fossero consape-

voli dell’importanza del verde urbano, ma riferivano di non avere fondi sufficienti per fare investimenti di questo tipo – racconta il refe-

rente di Beleafing – Ci è quindi venuta l’idea di poter aumentare il verde del territorio in modo alternativo, e gratuitamente. Tanto più che, in questo modo, nemmeno la manutenzione rappresenterebbe un costo per il Comune». Le amministrazioni interessate ad espandere il verde pubblico potranno a loro volta rivolgersi a Beleafing, facendo richiesta per il numero di ettari che si vuole andare a coprire e per tipologia di piante. La domanda però sorge spontanea: da dove provengono i fondi per poter cedere gratuitamente tutte queste piante? La risposta di Diego Pellizzaro è molto semplice: «Siamo noi che ci occupiamo di ricercare aziende disposte a contribuire economicamente, e che possono in questo modo rispettare la loro quota di compensazione ambientale. Ci sono poi le banche cooperative, che da bilancio devono investire parte dei fondi sul territorio. Infine alcune società hanno l’obbligo di realizzare un bilancio ambientale, con la descrizione delle principali relazioni tra impresa e ambiente, e Beleafing può venir loro in aiuto in questo». Il nuovo progetto, davvero ambizioso per i benefici che potranno ricadere sul territorio, è partito solo l’estate scorsa ma sta già riscuotendo un certo interesse: «Abbiamo ricevuto un migliaio di prenotazioni solo via email, grazie alla pubblicità fatta sui social networks nella sola provincia di Vicenza». E per chi non ha un giardino? Nessuno è escluso: si potrà comunque richiedere la propria pianta e decidere di donarla al Comune di appartenenza per renderla pubblica, a beneficio di tutti.


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BUONE PRATICHE

NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

Banca del tempo di Schio, Cibi e cambiamento climatico quando il tempo è denaro di Rossana Andreato

La crisi economica, iniziata una decina di anni fa ha messo in crisi il valore della moneta, ma non potrà mai mettere in crisi il valore del tempo. Nelle banche del tempo è infatti questa la valuta. Tutti possono mettere il proprio tempo e le proprie abilità a disposizione degli altri e un’ora di chiunque ha sempre lo stesso valore, indipendentemente dalle competenze che si mettono in gioco o dal valore stabilito dal mercato per una certa attività. La prima banca del tempo è nata nel Regno Unito negli anni ’80: da allora molte cose sono cambiate. L’Italia, con le proprie esperienze, ha saputo creare un modello da questo punto di vista. A Schio (VI) la banca del tempo è nata in ottobre del 1998, ha appena compiuto pertanto i suoi primi 20 anni. Inizialmente rientrava in un progetto più ampio dal nome “Diamo Spazio al Tempo”, voluto dall’allora amministrazione comunale, «pensato per riorganizzare i tempi della città a favore e nei servizi al cittadino», si legge sul loro sito. Ora, dopo essere diventata una vera propria associazione, registrata in Comune, è attiva, oltre che come banca del tempo, anche con l’attività del “Desbarasuma” (in genovese “sbarazziamoci”), il mercatino dell’usato sito in via Trento Trieste n. 3 a Schio. Qui vengono messi in vendita capi di abbigliamento, calzature e oggetti di vario tipo che vengono donati all’associazione e ai quali viene dato un prezzo simbolico,

TEMPO DI LETTURA : 4 min.

per aiutare persone e famiglie in difficoltà. La banca del tempo di Schio fa anche parte dell’associazione “Schio c’è”, una rete di organismi e associazioni che ha attivato un fondo di solidarietà e promozione sociale, che effettua prestiti con piani di restituzione concordati a persone e famiglie in condizioni di disagio. Tanto è l’impegno per portare avanti un concetto rivoluzionario di socialità, dove il modello è l’apertura e i valori sono l’aggregazione, la condivisione e lo scambio alla pari, comportamenti che producono nella collettività un senso di appartenenza, di protezione e di amicizia, controcorrente rispetto alle dinamiche che si stanno sviluppando nella società odierna, di chiusura e isolamento. L’associazione si definisce “produttrice di benessere”, un tipo di benessere in grado di portare quel cambiamento che viene dal basso, perché è qui che si vive l’economia vera, quella legata ai reali bisogni e non quella dei modelli matematici e delle statistiche che troppo spesso ci mette in crisi e ci allontana. «È proprio l’umanità, la volontà di tendere una mano verso gli altri, il nostro punto di forza e anche la speranza che questo ci serva per costruire un futuro più giusto», ci dice a cuore aperto la presidentessa Yvonne Masetto, che ha descritto l’attività dell’associazione con tanta passione, che mai come adesso siamo convinti che questo sia l’unico modello di economia possibile.

diFrancesca Cappellaro, ricercatrice in Transizione sostenibile ed economia circolare

Lo scorso 8 ottobre è stato pubblicato l’ultimo Rapporto dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico. Da questo report dettagliato di 250 pagine, cui hanno collaborato più di 90 autori, emerge drammaticamente come non si sia arrestata la tendenza alla crescita della temperatura media globale. Con questi ritmi, entro il 2030 si arriverebbe a un aumento globale di 1,5°C, valore che l’Accordo di Parigi aveva ipotizzato per il 2100. La causa principale di questi scenari sono le attività umane che determinano emissioni di gas a effetto serra, come la CO2, responsabili del surriscaldamento globale. Se non riusciremo a diminuire drasticamente queste emissioni, le conseguenze saranno irreversibili: dalle estati senza ghiaccio nell’oceano artico, all’acidificazione degli ambienti marini; dalla desertificazione di molti Paesi tra cui l’Europa meridionale a inondazioni e uragani che colpirebbero Asia, America ma anche i Paesi europei. Dobbiamo invertire drasticamente la rotta. Ma come fare? Anche se non sembra, molto dipende da noi e dalle nostre piccole scelte quotidiane. Dietro ai prodotti che acquistiamo, ci sono infatti importanti impatti che causano l’aumento della CO2. Ad esempio, la produzione di alcuni alimenti è causa del disboscamento di grandi polmoni verdi come le foreste tropicali. Una recente risoluzione del Parlamento europeo individua sette prodotti che sono

TEMPO DI LETTURA : 4 min.

all’origine della distruzione di molte foreste: olio di palma, gomma, soia, granoturco, cacao, caffè e carne bovina. Molti produttori di questi alimenti hanno convertito ampie aree forestali in terreni agricoli o per l’allevamento intensivo di bestiame. Questi prodotti sono quotidianamente presenti sulle nostre tavole e il loro livello di consumo e di importazione ci rende tutti responsabili della deforestazione a loro correlata. Molte foreste come quelle tropicali sono importanti serbatoi che trattengono e assorbono l’anidride carbonica, contribuendo in maniera importante all’abbattimento delle sue emissioni globali in atmosfera. La deforestazione contribuisce quindi in maniera significativa all’incremento dei gas serra nell’atmosfera. Secondo l’Europarlamento, il disboscamento causa emissioni che superano quelle generate dal trasporto auto. Occorre allora orientare i nostri acquisti verso prodotti più sostenibili che non procurino rischi per le foreste. Per fare ciò, è utile informarsi sul Paese d’origine del prodotto che acquistiamo e su tutta la sua catena del valore, per una maggiore tracciabilità di tutto ciò che avviene a monte e anche a valle della produzione. Occorre privilegiare prodotti che garantiscano una deforestazione zero e che riducano le emissioni di CO2. È un passo per la transizione e per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e le sue preoccupanti conseguenze.

Enzimi e microrganismi per pulire casa in modo ecologico e sicuro Sempre più famiglie utilizzano metodi naturali per produrre in casa detergenti per le pulizie. Se però non si ha tempo e soprattutto si vuole essere certi del risultato, un’ottima alternativa l’ha trovata un laboratorio spagnolo, per il marchio befree home, che produce 5 efficaci prodotti, sicuri ed ecologici per l’igiene delle nostre case. Tutta la gamma la potete trovare da Chemello Service a Vicenza. I prodotti sono biologici, formulati con enzimi e microrganismi, materie prime organiche e biodegradabili senza biocidi; gli ingredienti non sono testati sugli animali, non contengono allergeni né fosfati o metalli. Sono certificati ECODESIGN, ossia a parità di efficacia sono a minor impatto ambientale e realizzati con materie prime sicure per la Natura. E sono anche certificati ECOLABEL, rispettano quindi criteri di qualità ecologica e prestazionale fissati a livello europeo, con un impatto ambientale inferiore rispetto altri prodotti del medesimo tipo. La gamma consiste in: - un detergente lucidante antipolvere da usare su vetri, specchi, apparecchi elettronici e mobili, adatto a tutte le superfici, le fa brillare senza lasciare aloni;

TEMPO DI LETTURA : 3 min.

- un detergente ecologico anticalcare igienizzante adatto a tutte le superfici anche le più delicate; - un detergente sgrassante multiuso ecologico a base di agenti enzimatici biologici, sgrassa senza intaccare i materiali, anche i più delicati quali, marmo, cotto e simili; - prodotto di punta: uno spray senza gas propellenti che elimina, non copre, gli odori, anche ostinati, quali fumo, muffa, spazzatura, etc; lo si può usare anche sui tessuti perché non macchia e non lascia aloni; - infine una “magica” polvere, molto apprezzata da chi ha animali, che assorbe istantaneamente tutti i liquidi organici e ne elimina l’odore, si pulisce semplicemente con la scopa. Tutti i prodotti della gamma, esclusa la polvere, sono forniti in un ecologico contenitore riciclabile e possono essere poi acquistati anche come ricarica, risparmiando sui materiali e sul prezzo. CHEMELLO SERVICE SRL

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ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

Crucifere, di che cavolo stiamo parlando? TEMPO DI LETTURA : 3 min.

di Leslye Pario È la stagione del cavolo. Questo ortaggio appartiene alla famiglia delle Cruciferae o Brassicaceae, di cui fanno parte: broccoli, cavolfiori, cavolo verza, cavolo cappuccio, cavolini di Bruxelles, cavolo cinese, cavolo rapa, cavolo nero, senape, ravanello, rucola, rapa, barbabietola rossa, sedano rapa. Dal punto di vista nutrizionale, i cavoli sono ricchi di calcio, potassio, fosforo, ferro, zinco, zolfo (che è il responsabile dell’odore spesso fastidioso di questi ortaggi), vitamine B, C, E, K, acido folico, beta carotene e fibre. Perché le crucifere sono importanti per la salute? Tutti i cavoli hanno proprietà mineralizzanti, anticancro, antiossidanti e antinfiammatorie, dimagranti e disintossicanti. Inoltre contengono sostanze chiamate glucosinolati che, secondo recenti studi medici, aiutano a preservare il benessere delle cellule e del sistema cardiovascolare. Le crucifere promuovono l’attività degli enzimi preposti alla detossifi-

cazione, che consentono al corpo di liberarsi di tossine pericolose. Questo li rende utili in caso di stress ed eccessiva stanchezza ed anche in caso di abitudine al fumo. Un altro aspetto poco conosciuto ma importantissimo è il fatto che appartengono anche alla famiglia dei “sirt-foods”, una categoria di alimenti che vanno ad attivare le sirtuine, proteine che aiutano il dimagrimento, le stesse attivate dall’esercizio fisico. Fanno parte di questa famiglia anche il limone, le mele, il sedano e la curcuma. Consigli in cucina I cavoli possono essere consumati sia crudi che cotti. Nel primo caso semplicemente tagliati sottili e conditi con un po’ di olio e limone, o aceto di mele. Se li preferite cotti, privilegiate la cottura al vapore o saltati in padella, metodi che consentono di preservare il colore e l’aroma dei vegetali, mantenendoli croccanti. Per arricchirli, si possono aggiungere spezie ed erbe

aromatiche, come curcuma, pepe, alloro e rosmarino, che riducono l’eventuale meteorismo che possono causare.

Non cuocete le verdure troppo a lungo: eviterete di rimuovere le vitamine essenziali, i minerali e tutti i composti salutari che esse contengono. È consigliato inoltre variare la categoria e il colore dei cavoli che si portano in tavola, in modo da ottenerne il massimo beneficio. Alcune semplici ricette per gustarli al meglio? Una buona pasta integrale di farro con i broccoletti o le cime di rapa, oppure una calda zuppa di verza. Controindicazioni Chi soffre di ipotiroidismo li deve consumare con moderazione in quanto, essendo ricchi di vitamina K, risultano inibitori della funzionalità tiroidea. Attenzione inoltre se si assumono farmaci anticoagualanti. Per chi soffre di eccessivo gonfiore intestinale, il consiglio è di ridurne la frequenza di consumo e mangiarli in giorni distanti gli uni dagli altri, in modo da abituare la “pancia” alla loro presenza.

Melograno bio di Sicilia, l’oro rosso per la salute TEMPO DI LETTURA : 3 min. Da 25 anni a Verona, l’azienda agricola Arcifa offre qualità e gusto direttamente dalla piana di Catania. Oltre agli agrumi tipici del territorio siciliano, da fine ottobre a gennaio un altro prodotto di punta è la melagrana, un frutto ricco di vitamina C e fenoli dalla forte azione antiossidante, proprietà che lo rendono un vero toccasana per la salute. Circa 2 ettari degli 11 totali delle coltivazioni di Arcifa ai piedi dell’Etna sono destinati a melograno, con una resa attuale intorno ai 60 quintali, che dovrebbero raggiungere i 150 una volta che le piante saranno a regime. Vengono coltivate due varietà: la “Dente di cavallo”, tipica in Sicilia, che ha chicchi grossi ottimi da mangiare, e la cosiddetta “Wonderful”, una specie originaria di Israele che ha chicchi particolarmente rossi ed è per questo utilizzata principalmente per

le spremute. Sono gli antociani a dare il tipico colore vivo alle melagrane. Questi appartengono alla famiglia dei flavonoidi e hanno forti proprietà antiossidanti, attive contro i radicali liberi e l'invecchiamento dei tessuti. Le melagrane Arcifa vengono coltivate con il metodo biodinamico, per preservare al massimo gli effetti benefici di questo frutto ma anche per una grande convinzione del titolare Mario verso il rispetto ambientale: «Si tratta di un metodo che va oltre il biologico – ci ha spiegato - creando un collegamento a livello verticale tra terra e cosmo e permettendo così alla pianta di essere più sana e produttiva grazie all’utilizzo di regolatori biodinamici come il solfato potassico magnesiaco. In questo modo il suolo viene disintossicato da ogni precedente sostanza chimica e riesce a pro-

La ricetta:

AZIENDA AGRICOLA ARCIFA

Punto vendita: Via Longhena, 23 Verona (zona Stadio) Possibilità di consegne a G.a.s. e non solo Cell. 392 9775579 – E-mail: info@arcibio.com

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TEMPO DI PREPARAZIONE : 10 min.

A cura di Daniela Boscariolo dal blog "timo e lenticchie"

Torta di mele renette e melagrana Vi chiedono mai una torta all’ultimo minuto? Quando non c’è tempo di fare la spesa, ci si deve arrangiare con quel che si trova in cucina. Cosa può saltar fuori? Naturalmente una torta semplice con i prodotti che di solito in famiglia non mancano mai. Le indicazioni sono per una tortiera da 24 cm di diametro.

non fare ossidare le mele • 120 g di zucchero di canna • 200 g di farina di tipo 2 macinata a pietra • 1 yogurt di soia • 150 g olio di semi di girasole o di riso bio • 1 melagrana

Ingredienti:

1. Lavare, pelare le mele renette, tagliarle a tocchetti e spruzzarle di succo di limone.

• 3 mele renette bio • una spruzzatina di succo di limone per

durre più humus e quindi più sostanze organicheSi winstaura così un rapporto quasi spirituale con la terra, non solo basato sullo sfruttamento». Originario del Medio Oriente, il melograno ha anche un interessante significato simbolico, collegato a longevità e abbondanza. Nei paesi da cui prende origine infatti, i chicchi dei suoi frutti vengono ancora oggi offerti agli sposi come augurio. Un motivo in più per farne grandi scorpacciate.

Preparazione:

2. Setacciare farina e lievito e unirli allo zuc-

chero di canna in una terrina. 3. Aggiungere, mescolando bene, olio e yogurt, le mele e i granelli di mezza melagrana. 4. Foderare di carta forno una tortiera di 24 cm e versare l’impasto. 5. Cuocere in forno a 180 gradi per 50 minuti. 6. Spolverare di zucchero a velo e decorare con i granelli della melagrana rimasta.

TEMPO DI COTTURA : 50 min.


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Speciale Natale

NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

Natale sostenibile, 5 consigli a spreco zero TEMPO DI LETTURA : 4 min.

di Eliana Rapisarda Si avvicina la festa più intensa dell’anno, un periodo che dovrebbe essere dedicato agli affetti e al calore familiare ma che di fatto finisce per essere la festa più “ad alto consumo”. Ma vivere un Natale sostenibile è possibile, senza sprechi e con la stessa magica atmosfera: ecco alcuni consigli per provare a ridurre la nostra impronta ecologica durante le festività di quest’anno. 1. ADDOBBI. L’albero di Natale, è vero, è uno dei simboli di questa festa ma è anche vero che negli ultimi anni oltre 3,5 milioni di abeti veri sono stati acquistati per essere addobbati e poi buttati via, come ricordava il WWF già nel 2017. La scelta più sostenibile quindi, è quella di addobbare le piante che già abbiamo, in casa oppure in giardino, o acquistare soluzioni originali e alternative all’inquinante albero in PVC, privilegiando materiali di riciclo come legno, vetro, metallo o cartone. Se non si vuole rinunciare all’albero vero, perchè non scegliere un sempreverde come il ginepro o il corbezzolo, che durerà negli anni? E per chi vuole a tutti i costi l’abete, la cosa migliore è acquistarlo da un produttore locale o con una certificazione che garantisca la gestione responsabile della filiera del legno, preoccupandoci già di prevedere la sua destinazione futura. 2. LUMINARIE. Oltre a durare di più, le luci a LED permettono di risparmiare circa l’80% di

energia elettrica rispetto alle vecchie lucine di Natale, evitando così inutili aumenti di emissioni di CO2 legate alle festività. Anche la bolletta sarà più leggera, meglio ancora se decideremo di accenderle solo alla sera o in momenti particolari. 3. REGALI. La parola d’ordine è “spreco-zero”:

no quindi ai regali inutili, giusto per prendere qualcosa, che poi finiscono dimenticati in un cassetto. Meglio optare per un oggetto o un biglietto fatto con le nostre mani, o qualche prelibatezza di cibo locale. E per andare a fare acquisti ricordiamoci di privilegiare i mezzi pubblici o i negozi più vicini che si possono raggiungere a piedi: si risparmia tempo, benzina, emissioni...e stress! 4. A TAVOLA. Anche in questo caso diciamo no agli sprechi, evitando di acquistare troppo cibo che poi finisce per essere buttato via. Meglio pianificare bene il menù e la lista della spesa in base al numero delle persone, privilegiando prodotti locali e di stagione, magari biologici. Diamo il via libera alla fantasia per realizzare ricette vegetali senza portare in tavola troppa carne rossa, la cui produzione è responsabile di gran parte delle emissioni di CO2 del Pianeta. E assolutamente no alle stoviglie usa-e-getta in plastica. 5. RIFIUTI. Occhio anche all’aumento della produzione di rifiuti: il 60% di ciò che finisce nella pattumiera è costituito dal packaging. Giocattoli e apparecchi elettronici ad esempio sono tra i principali responsabili, ma anche le confezioni degli alimenti freschi e industriali non sono da meno. Come sempre, ma in particolare in questo periodo dell’anno, scegliamo ciò che acquistiamo preferendo prodotti con imballi ridotti e riciclabili, per ridurre al

massimo i rifiuti a monte. Una volta a casa, ovviamente, ricordiamoci di fare la raccolta differenziata. Natale è anche sinonimo di creatività: una volta passate le feste continuiamo a darvi libero sfogo per recupare e riciclare tutte le scatoline, la carta dei regali, i fiocchi e le confezioni che ci invaderanno casa. Il nostro consiglio quindi è di conservarli ordinatamente. Sono comunque materiali preziosi che potrebbero rivelarsi utili come contenitori o decorazioni future. Anche questa, in fondo, è sostenibilità.

Candeline fatte in casa per Natale TEMPO DI LETTURA : 6 min.

di Rossana Andreato Uno dei simboli che maggiormente rimanda al Natale sono le candele: con la loro luce intima e naturale, magari arricchite di qualche fragranza agrumata o speziata, sono uniche per creare atmosfera e ottime da scambiare come regalo o per creare dei simpatici segnaposto. Per aggiungere un tocco personale ed essere sicuri che siano realizzate in maniera sostenibile e non facciano male a noi e all’ambiente, perché non realizzarle con le proprie mani? Non è poi così difficile, si possono ottenere sia con la cera che semplicemente con acqua e olio da cucina. Potrebbe diventare un divertente passatempo per il periodo dell’Avvento.

Candele di cera naturale Munitevi innanzitutto di un pentolino, un mestolo, bicchieri o vasetti di vetro, oppure stampini di vario tipo, vanno bene anche quelli in silicone che si usano per i dolci e

che hanno una varietà infinita di forme (meglio dedicare degli utensili apposta per questo lavoro). Serve poi della cera naturale (di soia, che si può trovare on line in fiocchi, o d’api, anch’essa reperibile on line, in fogli). Si sconsiglia di utilizzare la paraffina, perché oltre ad essere un derivato del petrolio, non è sicura per i gas che emana quando si scalda ad alte temperature. Se si hanno in casa residui di candele in cera naturale, possono essere rifusi e recuperati. Servono poi gli stoppini: è facile trovarne in vendita online di vari tipi, i più adatti sono quelli muniti di base metallica. Se ci si vuole dare all’autoproduzione anche in questo caso si possono realizzare anche con del semplice filo di cotone bagnato più volte nella cera. Verranno quindi fissati al fondo con la cera stessa. Per tenere fermi e verticali gli stoppini si possono utilizzare dei bastoncini di legno tipo quelli da spiedini. Se vogliamo profumare le nostre candeline serviranno anche delle essenze, meglio naturali (per il Natale è ottimo l’olio essenziale di arancio) o delle spezie, come la cannella o i chiodi di garofano. Procedimento Innanzitutto va scaldata la cera a bagnomaria, stando attenti a non scaldarla troppo. Eventualmente ci si può rifornire di un termometro da caramello, che arriva fino ai 150 ° C. Di sicuro non deve bollire. Quando la cera è sciolta possiamo aggiungere le essenze naturali scelte o le spezie, meglio in polvere, così daranno anche un po’ di colore alla cera. Questo è il momento di preparare lo stoppi-

no: se ha già la base si può appoggiare su un bicchiere o un vasetto di vetro, altrimenti si può fissare al fondo con delle gocce di cera che si faranno rapprendere prima di versare il resto. Lo si tiene poi fermo nella parte superiore legandolo ad un bastoncino di legno, che verrà appoggiato ai bordi. Se si usa uno stampino, in silicone ad esempio, bisognerà fare un forellino nella parte inferiore (che poi sarà quella superiore della candelina), fare fuoriuscire lo stoppino per circa 2 cm e fermarlo dall’altra parte con lo stesso metodo di prima. Quindi si può procedere a versare la cera. Per far raffreddare prima le candele si possono immergere in acqua fredda. Il tempo di solidificazione varierà in base alle dimensioni: per quelle più grandi potrebbero servire anche 12 ore. Una volta pronte ed estratte dallo stampo le candele potranno

essere personalizzate applicando foglie, fiori, bacche e spezie, per ottenere la composizione natalizia che più ci piace. Candeline con l’arancia Procuratevi delle arance, possibilmente con la buccia grossa e poco mature. Si procede creando un’apertura da sopra e scavandone tutto il contenuto. Bisogna poi asciugare l’interno con della carta assorbente. Quindi si inserirà lo stoppino, lo si terrà fermo con la stessa tecnica descritta in precedenza, e si riempirà di cera o con un po’ di semplice olio da cucina. In questo secondo caso lo stoppino dovrà essere galleggiante (anche questo tipo di stoppini è facile da trovare on line). Candeline all’acqua Per questo tipo di candeline è opportuno usare contenitori in vetro. Si deve riempire fino a circa la metà con dell’acqua, che potrà anche essere colorata con del colorante per alimenti per essere sicuri di non usare sostanze tossiche. Sopra si verserà uno strato d’olio da cucina di circa 1 cm e si posizionerà anche in questo caso lo stoppino galleggiante. Nell’acqua potranno essere inseriti anche elementi decorativi come ad esempio dei bastoncini di cannella. Ed ecco pronta la nostra candela, originale e velocissima. Queste sono le basi principali, a voi scegliere tra le mille varianti e idee per le decorazioni. Assicuratevi sempre che si tratti di materiali naturali e non sintetici, che non diano problemi quando scaldati o bruciati. E qualunque sia il livello di creatività con il quale vi metterete alla prova, buon lavoro!


Speciale Natale

NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

Natale in erboristeria: guida pratica per il regalo perfetto Come ogni anno, nel mese di novembre, l’Erboristeria Universo Naturale di Verona si prepara per accogliere al meglio il Natale. In questo periodo sistemare le novità sugli scaffali, aprire gli scatoloni e cercare le carte natalizie più belle, ha un sapore diverso: saranno le candele che profumano di cannella o le tisane calde al sapore di zenzero, ma in erboristeria si respira già un clima speciale. Se anche il vostro dubbio ricorrente è: "Cosa regalo quest'anno a Natale??" Niente panico: ecco una guida ai prodotti migliori, che le titolari Martina e Valentina hanno pensato per queste feste, tutti utili, naturali e rispettosi dell'ambiente. Per la mamma che non se ne perde una. Per tutte le collezioniste dei profumi Erbolario, quest’anno da non perdere le due novità di Natale 2018: La Danza dei Fiori e Rabarbaro. Fiorita, delicata e sensuale la prima, grazie ai fiori di Ciliegio, Camelia, Rosa e Papavero; tonificante e rinfrescante la seconda, per il doppio carattere fresco e dolce-amaro del Rabarbaro. Per il papà sempre in viaggio. Helan quest'anno ha pensato al regalo perfetto per chi ha sempre il trolley pronto per lavoro. E, si sa, in valigia lo spazio è sempre pochissimo,

ma il problema è risolto con i mini-cofanetti Elemì (sapone da barba in crema e balsamo dopobarba) ed Emozione Blu (gel bagnodoccia e dopobarba). Per la zia appassionata di cucina. Sono appena arrivate in erboristeria, le nuove e golose proposte pronte da sfornare di MyHomemade. Nei loro praticissimi barattoli si trovano tutti gli ingredienti per cucinare muffin, pancake, brownies o anche per una classica cioccolata calda aromatizzata alla cannella. Sul tappo sono indicati gli ingredienti da aggiungere, basta mescolare il tutto e il gioco è fatto. Per la nonna amante delle tradizioni. Le nonne, per fortuna, certe abitudini non le perdono mai, come quella di bersi una calda tisana rilassante la sera prima di addormentarsi. Nella selezione di tazze e tisane Neavita, pensate per voi da Universo Naturale, si può trovare il prodotto giusto per tutti i gusti: dalle infusiere più classiche a quelle ispirate ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Per l’amica che fa yoga. Ormai tutti ne abbiamo una: il regalo perfetto per l'amica che si sveglia pronta per la meditazione è la lampada di sale Himalayano. La sua luce rilassante scalda qualsiasi stanza, purifica l'aria che respiriamo, liberandola dalle radiazioni prodotte dagli elettrodomestici e dura

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per tutta la vita. In abbinamento si possono scegliere tra i tanti incensi Palo Santo, Ambra, Lavanda. Il successo è assicurato. Martina e Valentina sapranno soddisfare ogni vostra richiesta ed esigenza. Inoltre, per tutti i suoi clienti, Erboristeria Universo Naturale ha preparato un dolce pensiero di Natale.

Erboristeria Universo Naturale snc

Via Prina, 13 - 37136 Verona Tel. +39 045 581386 - Email: universonaturale13@outlook.it Fb: @erboristeriauniversonaturale

Le case di Natale di Pane Quotidiano, tanti tesori del territorio Così come il Villaggio Sos di Vicenza è costituito da tante case una accanto all'altra, dove vivere e crescere come in una famiglia, il simbolo del Natale 2018 di Pane Quotidiano è una casa. Una casa di cartone, riutilizzabile, da riempire con i prodotti sani e genuini sfornati dai ragazzi del Villaggio Sos di Vicenza e coltivati nelle aziende agricole biologiche del territorio. Una rete di relazioni di vicinato che fa bene alla terra, valorizzando l'alta qualità e l'artigianalità dei prodotti: oltre a quelli di Pane Quotidiano (crackers, grissini, biscotti), si può scegliere tra i mieli o le confetture di frutti antichi dell'apicoltura Summano di Schio (VI); le erbe aromatiche e la passata di pomodoro dell'azienda agricola bio Corte Bertesina di Vicenza; e il vino "Prime bollicine" dell'azienda Le Vigne di Roberto, di Fara Vicentino (VI). Un'altra proposta unica nel suo genere per arricchire questa casa è il libro appena pubblicato da Pane Quotidiano "La tana del pulcino": un albo illustrato sul pane, dedicato ai più piccoli, ma apprezzato anche dai grandi, con le illustrazioni di Francesca Dafne Vignaga e i testi di Chiara Spadaro. «Speriamo che questo libro possa essere uno

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strumento per condividere anche con i più piccoli i valori dell'attesa e della condivisione, ma che sia anche utile ad avvicinarsi al mondo del pane e della sana alimentazione - spiegano i curatori del progetto -. Il pulcino protagonista del libro, infatti, ci accompagna alla scoperta di ingredienti speciali come il grano, l'avena, i semi di lino, di canapa e di girasole, uniti dalla pasta madre in un pane fragrante da addentare in compagnia». Le ultime pagine del libro sono proprio dedicate alla panificazione, con una ricetta per mettere le mani in pasta e la descrizione di alcuni prodotti usati per preparare un pane sano. Ogni casa di Natale di Pane Quotidiano è confezionata insieme ad un biglietto d'auguri illustrato da Diana Sbabo. Il costo è a partire da 16 euro; per altre informazioni e ordini si può scrivere una mail a panequotidiano.vi@ gmail.com, o chiamare il numero 320-8589507. Inoltre, nelle tre botteghe di Pane Quotidiano (a Vicenza in piazza delle erbe, corso Fogazzaro 171/a e viale Trieste 195), si possono trovare anche i panettoni a lievitazione naturale. Per un Natale sano, artigianale e solidale.

Hai un’attività legata alla bioedilizia? Vuoi parlare di te nel prossimo numero? Avrai a disposizione un articolo promozionale da 2000 battute con logo e / o foto e contatti della tua azienda. Con un abbonamento pubblicitario da 3 a 6 uscite avrai uno sconto del 15 o 20% e lo spazio dello speciale sarà omaggio. Contatta la redazione entro il 10 dicembre 347 - 8654661 per Verona, 349 - 1220710 per Vicenza.


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BENESSERE

NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

Come combattere con l’alimentazione i disturbi dell’autunno di Fabrizio Angelini, informatore alimentare In autunno diminuiscono le ore di sole e quindi di luce: cambiano i colori rispetto alla stagione precedente, con la prevalenza del giallo, del rosso ma soprattutto dell’arancione. È il tempo dell’olio d’oliva e del vino. Generalmente questa stagione porta con sé stitichezza e disidratazione intestinale. Oltre a bere molta acqua come fossimo in estate, è consigliabile utilizzare i semi di lino che, formando sostanze mucillagginose durante il loro metabolismo, concorrono a facilitare il transito intestinale e la conseguente evacuazione delle scorie metaboliche. Il calo delle temperature, l’aumento dell’umidità e le giornate più corte portano un senso di malessere generale. All’autunno vengono infatti associati “contrattempi” come stanchezza, stress, mancanza di energia, sbalzi d’umore, malinconia e abbassamento delle difese immunitarie. La spiegazione è dovuta proprio alla riduzione delle ore di luce, che richiedono al nostro organismo di ricalibrarsi. Diminuisce allora la produzione di serotonina, ormone preposto al controllo dell’umore, e varia anche la produzione di melatonina, sostanza fondamentale del ciclo sonno-veglia. Il ruolo dell’alimentazione è interessante in proposito. Ecco un “prontuario gastronomico” per affrontare al meglio questa stagione. È importante consumare cereali, soprattutto, anche se non di facile consumo, l’avena che contiene, oltre alle proteine, sali minerali e soprattutto triptofano, il quale è precursore di serotonina. Poi il miglio, il grano saraceno, l’orzo ed il farro. Anche i legumi non devono mancare in quanto il loro con-

TEMPO DI LETTURA : 5 min. tenuto in fibre e proteine aiuta la regolarità intestinale e forniscono energia per la presenza di una giusta quantità di carboidrati. Stiamo parlando di ceci, soia, lenticchie e fagioli. Per quanto riguarda la frutta secca, noci, mandorle e nocciole sono fonte importante di sali minerali come ferro, zinco, magnesio, potassio e fosforo.

Importantissima anche la frutta fresca di stagione, ma meglio ricordarsi di assumerla lontano e fra i pasti per evitare le fermentazioni intestinali. Mandarini ed arance sono notoriamente ricchi in vitamina C e aiutano il sistema immunitario, rallentando anche l’invecchiamento cellulare. Le onnipresenti mele, pur contenendo fruttosio, grazie alla contemporanea presenza di pectina, riescono a mantenere il controllo della glicemia e anche quello del sovrappeso. I cachi, pur se zuccherini, hanno interessanti proprietà diuretiche e drenanti. Apportatori di potassio e di energia, aiutano il buon equilibrio del sistema immunitario e prevengono molti disturbi di stagione. Ultima ma non ultima l’uva, specialmente quella a buccia rossa ricca in polifenoli, i quali aiutano la riduzione degli accumuli di grasso nel fegato e degli zuccheri nel sangue, con interessanti benefici sulla pressione arteriosa. Quella a buccia rossa si contraddistingue poi per la presenza di resveratrolo, un potente antiossidante. Regina di questa stagione è la zucca. Il suo colore arancione esprime un po’ la sintesi dell’autunno. La zucca si caratterizza per il contenuto in betacarotene, vitamine e sali minerali. La famiglia del radicchio depura invece l’organismo ed è utile a chi soffre di reumatismi ed artriti. Da ricordare che tutte le verdure è meglio consumarle crude o, se cotte, al vapore, per non perderne le proprietà. Chiudiamo con la curcuma e lo zenzero, che sono dei toccasana per svariati disturbi. Se ne possono fare tisane oppure si possono aggiungere quotidianamente ai condimenti, così da trarne un grande vantaggio.

Gessika Estetica Naturale, il vero benessere a basso impatto ambientale TEMPO DI LETTURA : 5 min. La cosmesi attuale si fonda sull’uso di principi attivi ottenuti per reazione chimica, spingendo molto l’uso di un determinato prodotto secondo la moda del momento, che non è sempre il più adatto alla pelle. Da Gessika Estetica Naturale si è fatto un lavoro lungo e difficile di selezione dei prodotti e di materie prime di qualità. Ma non solo: c’è stato un forte impegno nel passare da un consumo esagerato di materiale usa-e-getta a materiale riutilizzabile, dove possibile, sostituendo anche i normali detersivi con prodotti ecocompatibili (tutto viene idoneamente igienizzato secondo le normative in vigore). Si è cercato inoltre di eliminare i vecchi metodi di riscaldamento delle stanze, energeticamente dispendiosi. In questo centro si pratica un ritorno all’estetica dell’antichità, nata per esaltare la bellezza naturale di ogni singola persona, uomo o donna che sia. Da ventiquattro anni Gessika coccola la sua clientela con tecniche di massaggio come il linfodrenaggio, utile in caso di gonfiore, il pain massage, in caso di affaticamento e dolori, il massaggio con le pietre laviche, per quando ci si sente scarichi, l’uso di essenze e oli pregiati Naissance. Un trattamento di sua creazione è l’applicazione dei bendaggi all’acqua madre, per gambe stanche e pesanti, ideale nel periodo estivo, ma anche nei cambi di stagione, quando il nostro corpo si gonfia come un pallone. «Scegliere di essere un’estetista naturale non è stato facile - confessa Gessika - ci vuole una grande apertura mentale e la voglia di mettersi in gioco, con l’umiltà di chi sa di avere ancora molto da imparare, dandosi da fare e studiando tanto l’anatomia della pelle e i principi attivi naturali, per sapere cosa si sta facendo». Da Gessika Estetica Naturale si usa anche il Sale di Cervia, poco conosciuto e scarsamente utilizzato qui in Italia, che

per la totale assenza di cloruri amari è perfetto nelle applicazioni cosmetiche sulla pelle europea, più delicata e sottile, rispetto alle pelli mediorientali. Una novità è l’arrivo della Nuova Linea Talent, all’Olio biologico EVO D.O.P del Garda. Il negozio si trova in uno stabile rurale di fine ottocento, in un piccolo paesino della campagna vicentina con parcheggio a disposizione. È un ambiente, sobrio, intimo, dove chiunque deve sentirsi ben accolto. Si riceve una sola persona per volta, in modo da potersi dedicare con cura a ciascuno. Di recente è stata progettata AURA, la suite del relax, pensata per la singola persona, con lo scopo di regalare momenti unici durante i trattamenti corpo: con gli antichi travi a vista, il pavimento in cotto e un bel caminetto acceso, Aura regala la sensazione di essere in una Spa del Trentino. Per le prossime festività natalizie, perchè non donare del tempo da dedicare a sé stessi? Gessika Estetica Naturale ripropone per il secondo anno le CREDIT CARD NATALIZIE: i buoni partono da 25 euro e arrivano ad un massimo di 200 euro, spendibili entro il 30 giugno 2019, e chi li riceve può utilizzarli come meglio preferisce. È possibile optare per i “pacchetti con dedica”, un elegante rotolo di carta pergamena con il nome di chi lo riceve. Sono tre le proposte a disposizione: • ROSA di Damasco prevede lo Scrub con vero Sale di Cervia comprensivo di idromassaggio e massaggio finale con olio essenziale di Rosa di Damasco da 30 minuti; • LAVANDA di Provenza: Scrub al Sale di Cervia comprensivo di idromassaggio e massaggio finale da 30 minuti, con olio essenziale di LAVANDA della Provenza + Trattamento viso completo con la nuova linea Talent all’olio EVO del Garda; • ARGAN del Marocco: Scrub al Sale di Cervia (versione chic) + Massaggio completo con olio di ARGAN del Marocco + Trattamento viso Talent.

I pacchetti vanno utilizzati in un’unica seduta. Si possono pagare anche con Satispay e verrà inviato via mail il buono da stampare.

GESSIKA ESTETICA NATURALE

Piazza Beltrame n°14, Brendola, 36040 Tel. 0444-400988 Cell. 346-1538058 E-mail: bisognin.gessika@gmail.com


Buone pratiche, belle idee e buona amministrazione

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novembre 2018

Le cronache di una Città Solare: Consumatore Sovrano: “Specchio, servo delle mie brame, come posso diventare forte come il Sole e bello come il cielo azzurro?” Specchio: “Oh mio Sovrano, nessuno può aiutarti ad essere quello che desideri: soltanto la tua volontà potrà vincere su colui che ti impedisce di diventare un Cittadino Solare!” Consumatore Sovrano: “O specchio, dimmi il suo nome e sarò pronto a sconfiggerlo!” Specchio: “Mio Sovrano non ti crucciare perché l’impostore è colui che non vuole cambiare!” Consumatore Sovrano: “Specchio, come osi! Io voglio cambiare ma non posso!” Ogni cellula del nostro corpo è figlia del nostro DNA che rappresenta il nostro manuale di istruzioni d’uso. Leggendo il manuale ogni organismo si sviluppa e cresce diventando quello che ognuno di noi è. Nel 2008, un ricercatore canadese Michael Meaney studiando cuccioli di topolino scoprì che il comportamento di ogni animale dipende da quel manuale esclusivo e da come viene letto. Ogni esperienza che facciamo modifica il modo con cui leggiamo il manuale: ci fa prendere appunti, incolla delle pagine, etc., formando così il nostro carattere. La scienza che studia il manuale è la genetica mentre quella che studia come siamo capaci di leggere il manuale si chiama epigenetica. E’ evidente che la rivoluzione industriale legata ai combustibili fossili ha portato un benessere che l’Uomo non ha mai avuto nel passato; il petrolio, senza dubbio, si è comportato come una madre amorevole che ci ha coccolato e viziato a tal punto che la combustione, la fiamma, lo scoppio, il rombo di un motore, … sono tutti stimoli che continuano a liberare serotonina nel cervello e a farci leggere il manuale sempre allo stesso modo. Per cambiare dobbiamo ricevere stimoli che siano in grado di modificare il nostro modo di leggerlo incollando le pagine vecchie e permettendoci di aggiungerne delle nuove. Le curve di apprendimento dell’innovazione tecnologica mostrano che soltanto il 20% delle persone è capace di fare questo velocemente, un 30% riesce a modificare la lettura attraverso il passaparola e l’accompagnamento, un altro 30% cambia solo quando intravede una strada sicura mentre l’ultimo 20% cambierà soltanto se obbligato. Non è un difetto di fabbrica, sono le esperienze e la predisposizione naturale che ci fanno ricadere in un gruppo o nell’altro. Consumatore Sovrano: “Leonardo, come siamo riusciti

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SOMMARIO

alla ricerca dell’energia perduta di Leonardo Setti, Docente di Energie Rinnovabili e Biocombustibili dell’Università di Bologna, Presidente dell’Associazione Centro per le Comunità Solari Locali

Vivere Sostenibile è a tua disposizione!

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ad innescare la valanga del cambiamento?” Cittadino Solare: “Non è facile rispondere ma è successo allorquando le persone, che avevano già cambiato, sono riuscite a far percepire alle altre l’opportunità di cambiare! Gli obblighi e i divieti non hanno mai funzionato perché hanno sempre creato barriere comportamentali. Intorno al 2020, è stato strategico quando alcuni Comuni hanno trovato il coraggio di finanziare progetti per premiare coloro che dimostravano di essere capaci di ridurre le proprie emissioni domestiche. Oggi è tutto più semplice perché l’anidride carbonica è considerata un vero e proprio rifiuto che viene gestito nello stesso sistema di gestione integrata degli altri rifiuti.” Consumatore Sovrano: “Ho capito! Ma in pratica cosa è stato fatto?”

Intervista di Leonardo Setti

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Da Herborea... tradizioni dal Mondo per il tuo Benessere Naturale

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Parlare con gli animali è possibile?

Come riscoprire se stessi con la comunicazione intuitiva con gli animali a pag. 4

Le recensioni del mese Consigli di lettura per lettori consapevoli.

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se economiche perché tutti, anche i più illuminati rispetto al problema sociale e ambientale, vedevano nei costi la barriera da superare. Oggi i libri di testo di Giulio datano l’inizio della terza rivoluzione industriale intorno all’anno 2010, allorquando è stato varato il primo piano energetico europeo che si chiamava “Road-map for a low carbon Europe” in cui si davano le linee guida e gli obiettivi a tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea!”

Cittadino Solare: “Abbiamo cominciato a diffondere la cultura dell’energia! Mi ricordo che io iniziai creando il primo KIT DEL CITTADINO SOLARE: una scatola che conteneva tre strumenti per guidare le famiglie nella transizione energetica per spiegare loro come cogliere le opportunità offerte da un piano energetico domestico.” Consumatore Sovrano: “Non me lo dire! Se vuoi posso rinfrescarti la memoria sulla fatica che sto facendo a far percepire il valore del KIT! Chiedere di staccare la spina dal combustibile fossile sembra come eseguire un’eutanasia e la maggior parte delle persone la sente così!” Cittadino Solare: “Il vero problema era trovare le risor-

Consumatore Sovrano: “E’ complicato! Ora la gente parla del problema energetico come se fosse la partita di calcio della domenica dove tutti diventano esperti e allenatori: ognuno con la sua soluzione magica! Tutti pronti a dire che non abbiamo ancora le tecnologie giuste e quelle che ci sono costano troppo! Ti faccio un esempio: io ho l’auto elettrica da tre anni, Rachele da due e la mamma a 81 anni dallo scorso anno. Quando parlo di questa esperienza, tutti a dirmi il motivo per cui non possono comprare l’automobile elettrica e nessuno che mi chieda: ma tu perché sei stato così pazzo a farlo? Sei ricco sfondato che te lo puoi permettere? Come fai con soli 150 km di autonomia? Lavori sotto casa? Non vai in vacanza?” Cittadino Solare: “Ah, Ah, Ah! Cosa fai? Lo racconti a me che sono te?” Consumatore Sovrano: “Già che stupido! Scusami lo sfogo ma è veramente una corsa in salita!” Cittadino Solare: “Non ti preoccupare! continua a pagina 12


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Oggi l’epigenetica comportamentale ha fatto passi da gigante e riesce a spiegare chiaramente queste reazioni al cambiamento! Il primo passo è stato capire che il problema della transizione energetica era legato per il 70% alle famiglie ed era suddiviso per metà dalle automobili quindi petrolio e per l’altra metà dal riscaldamento nelle case quindi gas metano mentre l’incidenza dell’energia elettrica è piccola. Dopo un po’ risultò evidente che per alimentare tutto ad energia rinnovabile dovevamo consumare meno e produrre l’energia necessaria dal Sole prendendo metro quadrato per metro quadrato di territorio!” Consumatore Sovrano: “Metro quadrato per metro quadrato?” Cittadino Solare: “Il Sole ci fornisce energia irraggiando la superficie dei nostri territori e noi la possiamo raccogliere in vari modi: l’energia luminosa con il fotovoltaico, il calore con il solare termico, l’energia meccanica con l’idroelettrico e l’eolico, la combustione con

le biomasse… ma per farlo dobbiamo occupare metri quadrati di territorio. Diventare più efficienti e cercare le superfici per produrre l’energia rinnovabile che ci servivano rappresentò l’obiettivo prioritario e condiviso da ogni famiglia: non avevamo più tempo da perdere! Dovevamo agire!” Consumatore Sovrano: “Fammi un esempio concreto di quello che stai dicendo! Prendiamo per esempio una casa come siamo riusciti a sostituire il gas per il riscaldamento?” Cittadino Solare: “Abbiamo semplicemente capito che investire i nostri risparmi sulla casa era più redditizio che cercare investimenti esterni.

La prima cosa da fare era di ridurre i costi per acquistare l’energia elettrica e gas utilizzando le offerte a mercato libero. Inizialmente non è stato semplice in quanto le persone erano diffidenti e non avevano strumenti adeguati per fare le scelte migliori. La seconda cosa era di rendere la casa più efficiente attraverso progetti di riqualificazione globale con l’obiettivo di portare i consumi annuali dell’abitazione da una media di 20 metri cubi di gas per metro quadrato a 7 metri cubi.” Consumatore Sovrano: “Ti ricordi quanti problemi? Le famiglie si lamentano per i costi, per la difficoltà di mettere d’accordo i condomini, per le soluzioni impraticabili, etc. Come ci siamo riusciti a superare questi ostacoli?” Cittadino Solare: “Abbiamo portato la cultura energetica nelle famiglie! Un lavoro certosino di casa in casa per sviluppare i piani energetici domestici basati su un percorso di piccoli successi consecutivi.

Per sostituire il gas con energia rinnovabile abbiamo capito che l’unica soluzione possibile sarebbe stata quella di elettrificare la casa utilizzando le pompe di calore. Infatti se consideri pari a 100 l’energia utile per scaldare casa: 25 arriva dall’energia elettrica che utilizzi per far funzionare la pompa di calore mentre il restante 75 lo prendi dall’ambiente esterno. Oggi l’energia elettrica nella rete di condivisione è completamente rinnovabile, rispetto al 40% che avevamo nel 2020, e le case sono scaldate ad energia elettrica. La vera rivoluzione l’abbiamo avuta quando hanno cominciato a vendere pompe di calore a doppio circuito integrate con impianti solari termici per alimentare i

termosifoni. A Bologna hanno modificato le vecchie reti di teleriscaldamento che ora collegano tutti gli impianti solari termici domestici alimentando una rete di energia termica condivisa a bassa temperatura. Consumatore Sovrano: “Reti condivise di energia elettrica e termica?” Cittadino Solare: “Certo non esiste più la centralizzazione legata ai grandi impianti. Tutte le reti di distribuzione dell’energia elettrica e dell’energia termica sono strutturate secondo livelli concentrici: una rete locale di piccoli impianti prevalentemente fotovoltaici e sistemi di accumulo domestici, collegata ad una rete interregionale di alta tensione per veicolare sia le produzioni dei parchi eolici off-shore che quelle del grande idroelettrico e integrata con la vasta rete transnazionale euro-asiatica, chiamata GEIDCO e terminata nel 2025. Questa rete transnazionale rappresenta il 20% del fabbisogno locale per compensare i picchi di domanda.”

Consumatore Sovrano: “Noi parliamo di economia di condivisione come se fosse un’economia di frontiera di sparuti gruppi di ambientalisti: come vorrei essere lì nel Mondo Solare!” Cittadino Solare: “Non fare l’errore di credere che sia tutto rose e fiori! Ora però ti devo lasciare perché l’orologio mi avverte che dobbiamo metterci in sicurezza secondo quanto prescritto dal nostro piano di adattamento domestico! Scusa! Ciao.” Consumatore Sovrano: “Sicurezza? Piano di adattamento? Che cosa stai dicendo?” [Alla prossima puntata]


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Da Herborea...

tradizioni dal Mondo per il tuo Benessere Naturale Grazie a tutti per essere venuti così numerosi all'inaugurazione del nuovo punto vendita di Herborea! Sapere che ci seguite con tanto affetto ci dà la spinta per proporvi sempre più soluzioni per il vostro benessere naturale!

Noi non la pensavamo così. Siamo partiti, e siamo tornati pieni di rimedi naturali da condividere con voi. Durante i nostri lunghi viaggi abbiamo incontrato storie, rituali e stili di vita improntati al benessere e all'armonia tra uomo e

Il nostro impegno è nato oltre 20 anni fa. Volevamo trovare una via nuova, ma nello stesso tempo antica, per occuparci della vostra salute. Prenderci cura di voi, ma prima ancora di noi stessi; recuperare un'armonia e un equilibrio che troppo spesso, nella vita moderna, viene messo in secondo piano. Perché il benessere e l'armonia non hanno più importanza? Possibile che le priorità siano davvero altre?

natura. Il viaggio ci ha portati alla scoperta del Palo Santo, legno sudamericano utilizzato nelle tradizioni sciamaniche e del Copal Bianco messicano base della purificazione nelle cerimonie rituali di origine azteca. In Oriente invece avvenne l’incontro con la tradizione ayurveda che ispira tanti nostri prodotti... a partire dalle sigarette alle erbe Nirdosh, un metodo innovativo per smettere davvero di fumare che unisce le proprietà benefiche degli oli essenziali a un'efficacia provata scientificamente. Non seguiamo le mode: nel nostro sito non troverai mai prodotti da supermercato... non vendiamo prodotti miracolosi, né inquinanti; non vogliamo sfruttare le risorse

del pianeta né creare dipendenze nocive. Cerchiamo di promuovere bellezza, consapevolezza, benessere, vita sana, menti libere, gioia, buena vibra in tutto quello che facciamo! La passione per la scoperta di nuove culture e delle loro tradizioni è alla base del continuo percorso di ricerca che ha originato ogni prodotto scelto per te da Herborea. Hai avuto una giornata negativa? Riporta alla luce le energie positive accendendo il nostro Palo Santo! Scopri nel nostro sito le varietà e i formati che abbiamo pensato per te: ognuno di essi ti trasporterà in una diversa esperienza. E conosci già i nostri incensi naturali?

so rilasciare nell'aria composti tossici che poi finiscono nei tuoi polmoni. Scegli solo prodotti di alta qualità garantita dalle schede di sicurezza e analisi dei fumi. I nostri prodotti devono superare severe analisi dei fumi per garantirne l'atossicità e sono certificati VeganOk. Anche i rimedi naturali devono essere garantiti: abbiamo registrato come Dispositivi Medici di Classe 1 diversi nostri prodotti, dalle sigarette alle erbe Nirdosh alle creme ayurvediche Moov e Lynphadol, dagli occhiali stenopeici a altri rimedi ayurvedici. Prima di affidare ad altri la tua salute assicurati che rispettino gli standard di sicurezza!

Sta arrivando l'inverno... sinusite? Mal di testa? Raffreddore? Scopri i nostri rimedi naturali, prima di entrare in farmacia! Ma fai attenzione quando bruci un incenso o una resina: prodotti di bassa qualità pos-

P.S. Stiamo già organizzando la prossima festa nell'incantevole valle del Sillaro (Via Viara n. 9221 - 40024 Castel San Pietro Terme - BO) dove abbiamo sede... seguici su Facebook! www.lynphavitale.com


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Parlare con gli animali è possibile?

Come riscoprire se stessi con la comunicazione intuitiva con gli animali Che ci crediate o no, la comunicazione intuitiva con gli animali è un'abilità naturale che appartiene a tutti noi; l'abbiamo però dimenticata. Per fortuna, è possibile ritrovare questa capacità ancestrale, dobbiamo solo lasciarci guidare con fiducia dai nostri compagni animali.

tatto con chi siamo realmente. Una volta che abbiamo imparato ad ascoltarci allora saremo in grado di "sentire" anche i messaggi dei nostri amici animali. Il valore aggiunto di questa comunicazione è la comprensione e la consapevolezza che facciamo parte della Natura, che siamo natura, e che siamo connessi con ogni essere vivente. La comunicazione intuitiva con gli animali ci regala un'empatia elevata, che cambierà il nostro modo di vederci e vedere gli altri.

Andrea Contri è l'esempio vivente che parlare con gli animali è possibile, e che ti cambia la vita. Nel suo libro "Comunicazione Intuitiva con gli Animali" Andrea racconta la sua esperienza e i tanti episodi di comunicazione che ha avuto in questi anni con leoni, cani, pinguini, gatti e balene e molti altri!

A chi è rivolto questo libro? Questo libro è dedicato a tutte quelle persone che vogliono entrare in contatto con il proprio animale, con gli animali in generale e con la Natura. È un libro per chi ha ancora voglia di sognare e credere che si possa realizzare questo ascolto sottile. Si è possibile comunicare con gli animali; dobbiamo solo affidarci e farci guidare dai nostri compagni animali. Ci guideranno nel più bel viaggio della nostra vita.

Andrea, potresti raccontarci come hai capito di poter comunicare con gli animali? Il primo episodio di comunicazione è avvenuto mentre mi trovavo in Sudafrica, avevo appena terminato il mio periodo di volontariato presso il Global White Lion Protection Trust, una riserva naturale per Leoni bianchi. Durante l'ultimo giro per la riserva, sotto consiglio della fondatrice del centro, provai ad indirizzare tutta la mia energia, o meglio tutto l'amore incondizionato di cui ero capace, verso Regius, un maestoso Leone bianco. Mi concentrai, indirizzai verso di lui l’amore e quando riaprii gli occhi, lui era accanto a me. Mi aveva sentito. Da lì in poi ogni cosa è cambiata. Cosa possiamo imparare comunicando con gli animali? Possiamo intendere la comunicazione intuitiva come un processo: il primo passo è la riscoperta di se stessi. Per comunicare con gli animali è necessario mettersi in con-

Libri&C.

VALUTAZIONE DI VIVERE SOSTENIBILE:

OTTIMO

SCARSO

Abbondanza Miracolosa

Le panchine ribelli

Autori Charles Hervé-Gruyer e Perrine Hervé-Gruyer Editore Macro Edizioni Pagine 334 Prezzo di Cop. 19,50€

Autore Marco Boschini Editore Emi Pagine 128 Prezzo di Cop. 12,00€

1000 mq, due contadini e abbastanza cibo per sfamare il mondo. Un libro che è anche la storia della vita, piena e intensa, dei due autori. Charles e Perrine ci raccontano in modo poetico, allegro e pieno di ottimi-smo, la loro scelta di vita che li ha portati a trasformare, con dedizione e amore, un piccolo terreno di soli 1000 mq all'interno della loro fattoria, in un orto stupendamente produttivo. Dal 2006, anno di acquisto della loro fattoria, la coppia cambia vita. Lasciano i lavori precedenti (marinaio e ricercatore lui e avvocato lei) e iniziano a lavorare come neo-agricoltori decidendo di vivere dei frutti di questa nuova attività. Dopo le difficol-tà iniziali, il progetto prende corpo grazie all'incontro con la prermacultura. Oggi la loro fattoria è eccezional-mente produttiva! Sono numerosissime le varietà di alberi da frutto, arbusti e ortaggi che vi si producono, nel pieno rispetto della bio diversità. Un racconto bello e intenso, che è anche ricco di spunti e idee di immediata applicazione. Da non perdere!

Un libro che dovrebbe trovar casa in ogni libreria! “Basta poco per cambiare tutto”… cittadinanza attiva, stili di vita sostenibili, buone pratiche di gestione dei territori. Ma soprattutto "persone in carne e ossa, che sperimentano quel gioco complicato chiamato comunità". Sono i temi e i protagonisti della "rivoluzione che si fa uscendo di casa", della quale il bravo Marco Boschini ci racconta volti, storie, fatiche e successi. Questa pacifica rivolta prende avvio dalle "città disattese", dove la qualità della vita e le condizioni dell'ambiente sono degradate. Mette a fuoco le nostre responsabilità nell'esserci arresi a un'economia usa e getta. E racconta i tanti modelli virtuosi che si vanno creando e che sono una reale alternativa possibile! Boschini ne ha conosciuti alcuni in giro per il mondo, molti altri li ha trovati disseminati in una bella Italia che sta fiorendo. Sono piccole-grandi storie di comunità ribelli e costruttive, di asini e di alberi, di scuole e di stalle. Ce ne parla con entusiasmo per convincerci che l'indignazione non basta, "l'azione, invece, è concime fertile che fa crescere storie e futuro".

Alzheimer e Altre Malattie L'arte contemporanea del Cervello spiegata a mia nonna Autore Megan Carnarius Editore Macro Edizioni Pagine 279 Prezzo di Cop. 18,60€

Autore Alice Zannoni Editore NFC edizioni Pagine 200 Prezzo di Cop. 16,90€

Come portare pace e serenità al malato e in famiglia. Un tema attualissimo, vista la diffu-sione delle malattie degenerative del cervello in una popolazione, la nostra, sempre più anziana. Chiediamoci, come familiari, ma anche come operatori, in che modo possiamo essere davvero d’aiuto a chi è investito da affezioni tanto invalidanti, quanto portatrici di cambiamento. Ci aiuta questo libro: una guida ricca di consigli pratici per aiutare i familiari e gli operatori professionali nell'assistere le persone colpite da demenza, come da Alzhei-mer e da altre malattie degenerative del cervello. Un percorso che apre il cuore, nutre la compassione e permette a ciascuno di noi di diventare un essere umano migliore. Perché in questi casi, non si finisce mai di imparare e, mentre nuovi metodi di prevenzione e di cu-ra sono in corso di sperimentazione, è già possibile ottenere una buona qualità della vita per chi è malato e per i suoi familiari, soprattutto informandosi e conoscendo dal di dentro la malattia.

Lo si capisce fin dalla copertina: questa è una storia vera, di una giovane critica d’arte e di sua nonna che chissà quante volte è rimasta, come tanti del resto, interdetta e stupita davanti a un Taglio di Fontana, a una quotatissima opera di Damien Hirst. E così in una domenica in giardino, l’autrice si arma di pazienza e di qualche stratagemma per accompagnare nella comprensione di 100 anni di arte contemporanea la nonna e noi, partendo da Duchamp, Manzoni, ma anche dalle performance della Abramović e dall’astrattismo di Pollock, fino ad arrivare all’opera di Christo sul Lago di Iseo. Godibile la forma dialogata con la nonna che, come tanti, onestamente, spesso ride, si stupisce o ribatte “questo lo potrei fare anche io.” Del resto “arte è quello che un popolo e una cultura decide che sia arte (…). L’arte è un fatto sociale, perché è forma di espressione che manifesta un modo di essere del mondo, nel mondo. Non è solo l’artista che fa l’opera.” E allora divertiamoci a leggerla l’arte dei nostri tempi, senza timori re-verenziali, né falsi miti.


APPUNTAMENTI

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NOVEMBRE /DICEMBR 2018

Il Climate Change in immagini, “Chiamata a raccolto”, due giorni una mostra a Verona fino a gennaio per lo scambio dei semi antichi

TEMPO DI LETTURA : 2 min.

TEMPO DI LETTURA : 3 min. “Scambio, mostra, mercato di produzioni bio e artigianato, convegni, piatti e degustazioni dei sapori della biodiversità, laboratori per bambini, musica e balli”. Tutto questo è la “Chiamata a raccolto”, organizzata dal gruppo informale Coltivare condividendo e dalla Pro Loco di Seren del Grappa (BL), per sabato 17 e domenica 18 novembre a Rasal di Seren del Grappa, presso gli impianti sportivi. Protagonista della giornata lo scambio e la mostra dei semi antichi e riproducibili, una delle attività che motiva l’esistenza stessa del gruppo. Ecco il programma delle due giornate:

Un dialogo fotografico sul cambiamento climatico attraverso 70 immagini per mostrare, in tutta la loro concretezza, le problematiche ambientali del Pianeta e, al contempo, le possibili azioni per risolverle. La mostra "Everyday Climate Change - Fotografare il cambiamento climatico", sarà allestita dal 6 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019 al Museo di Storia Naturale di Verona, artefice dell’iniziativa insieme al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri in collaborazione con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Verona. L'esposizione - a cura di Photo Op, Livia Corbò e Marta Cannoni in collaborazione con James Whitlow Delano e Matilde Gattoni ed il contributo scientifico di Leonardo Latella e Giusi Pasqualini - nasce dall'omonimo progetto del fotoreporter americano James Whitlow Delano. Le 70 immagini esposte mostrano, come in un reportage documentale, nuovi punti di osservazione sui danni ed il cambiamento subiti dal nostro ambiente. Visioni che spingono non solo a riflettere ma ad agire, per portare avanti nella nostra quotidianità azioni concrete per il miglioramento ambientale. Gli autori degli scatti sono 27 fotografi professionisti di fama internazionale: Rodrigo Baleia, Nina Berman, Michael Robinson Chavez,

Ashley Crowther, James Whitlow Delano, Bernardo Deniz, Sima Diab, Luc Forsyth, Sean Gallagher, Balazs Gardi, Matilde Gattoni, Georgina Goodwin, Katharina Hesse, Esther Horvath, Ed Kashi, Peter Mather, Gideon Mendel, Palani Mohan, John Novis, Matthieu Paley, Paolo Patrizi, J.B. Russell, Vlad Sokhin, Sara Terry, Jeremy Sutton-Hibbert, Franck Vogel, Elisabetta Zavoli. A supporto dell’impianto espositivo è previsto anche un video documentale sul progetto EverydayClimateChange. Collegata alla mostra, una sezione espositiva che presenta gli studi compiuti dal Museo di Storia Naturale nell’ambito dei cambiamenti climatici e le iniziative messe in campo dall’Assessorato all’Ambiente per perseguire politiche di risparmio energetico e di adattamento agli effetti del cambiamento climatico sul territorio, al fine di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Per tutta la durata della mostra saranno realizzate attività didattiche, conferenze di approfondimento sul tema e visite guidate. In particolare, in programma una serie di incontri che si terrano il venerdì pomeriggio alle ore 18. Il biglietto di ingresso al Museo consente anche la visita della mostra. Per maggiori informazioni: https://Museodistorianaturale. comune.verona.it

Salgado in mostra a Vicenza a novembre Il movimento Gocce di Giustizia di Vicenza ha organizzato presso il centro del quartiere Ferrovieri (VI), La Locomotiva (via Rismondo, 2 Vicenza), una mostra fotografica dal titolo “Terra” con le foto di Sebastião Salgado. Sarà visitabile dal 5 novembre al 1 dicembre 2018, con i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 12:00; martedì-mercoledì e giovedì anche il pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00 e il sabato solo il pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. Il 22 novembre, sempre presso La Locomotiva (piano terra Centro Civico zona 7), alle ore 20:30, ci sarà una serata socio-culturale di discussione dal titolo “Dalla terra privatizzata alla Madre Terra”. A fare da relatore sarà Adriano Sella, fondatore del movimento. Gocce di Giustizia è un movimento laico che intende dialogare con tutti i soggetti politici, religiosi, economici e sociali, per contrastare l’attuale economia neoliberista e arrivare ad ottenere pari opportunità tra il Nord e il Sud del Mondo, con il riconoscimento della dignità di ogni persona e di ogni popolo. Per maggiori informazioni scrivere a goccedigiustizia@gmail.com.

L'Associazione Culturale Gocce Di Giustizia presenta la

Mostra Fotografica

TERRA di Sebastião Salgado dal 5 novembre all' 1 dicembre 2018

(negli orari di apertura de "La Locomotiva") e in occasione della mostra la serata socio-culturale

"Dalla terra privatizzata alla Madre Terra" Relatore: Adriano Sella - giovedì 22 novembre ore 20.30 presso "La Locomotiva" - Centro dei Ferrovieri - via Rismondo 2 - Vicenza (piano terra Centro Civico zona 7) da lunedì a venerdì 9.00-12.00 martedì, mercoledì e giovedì 16.00/19.00 sabato 16.00/19.00

Sabato 17 novembre 16:30 CSA – Comunità a supporto della biodiversità. In collaborazione con il progetto “Dynaversity” 17:00 “COLTIVIAMO CIBO RACCOGLIAMO SALUTE”, in collaborazione con l’associazione NUPA (Nutrizionisti per l’ambiente)

www.nutrizionistiperlambiente.com

19:00 Cena a base di prodotti genuini e biologici locali 21:00 Musica e ballo con “ALZAMANTES” Hard Folk Band www.alzamantes.com Domenica 18 novembre 10:00 – 18:00 SCAMBIO e MOSTRA di semi antichi e riproducibili. Il mondo infinito della biodiversità agricola – un incontro internazionale! 10:00 – 18:00 MERCATO di prodotti biologici e artigianali 12:00 Pranzo coi prodotti locali, genuini e biologici 15:00 Tavola rotonda: “Come costruire le filiere di semi antichi e riproducibili” 10:00 – 18:00 Laboratori per bambini, intrattenimento musicale e tante sorprese… Per ulteriori informazioni www.coltivarecondi-

videndo.it

Riciclo, riuso e baratto al Mercato del Burchiello Sabato 15 dicembre ritorna “Il Burchiello”, il mercato che prende il nome dalle grandi barche che navigavano in passato i fiumi, portando merci di città in città. Si svolgerà dalle 16 alle 22, presso il centro culturale Porto Burci in Contrà Burci, 27 a Vicenza. Il tema sarà quello del “riciclo, riuso e baratto”. Un mercatino alternativo quindi, dove invece di scambiare prodotti nuovi con denaro, si cercherà di

dare valore a beni e risorse già esistenti, che dopo la prima vita ne possono vivere un’alta e un’altra ancora. Ci saranno anche laboratori, conferenze, mostre. Maggiori dettagli riguardo al programma saranno disponibili nelle prossime settimane sul sito e sulla pagina Facebook di Porto Burci. Per informazioni e per sostenere l’iniziativa scrivere a portoburci@gmail.com.


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NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

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Vivere Sostenibile Verona & Vicenza NOV/DIC 2018  

Con il n° 6 di novembre/dicembre 2018, VivereSostenibile Verona&Vicenza compie un anno! In questo numero parliamo di RIFIUTI e RIUSO, con l...

Vivere Sostenibile Verona & Vicenza NOV/DIC 2018  

Con il n° 6 di novembre/dicembre 2018, VivereSostenibile Verona&Vicenza compie un anno! In questo numero parliamo di RIFIUTI e RIUSO, con l...

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