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uno sguardo al di là della siepe

L’era Kirchnerista L’Argentina dieci anni dopo il default

di Roberto Gallini (roberto.gallini@hotmail.com) Poco più di un mese fa, il 23 ottobre, Cristina Fernández de Kirchner è stata rieletta per il suo secondo mandato consecutivo, il terzo dell’era kirchnerista (il marito Nestor, morto nel 2010, aveva governato nel mandato precedente alla moglie), vincendo le elezioni ed ottenendo la maggioranza assoluta già al primo turno, ossia senza dover ricorrere al ballottaggio. E’ un risultato straordinario, che la colloca, per consenso popolare, al livello dei grandi presidenti come Perón, o Raúl Alfonsin eletto presidente dopo la dittatura del ’76­’83. Il dato più significativo è che Cristina, come viene comunemente chiamata anche dalla stampa, ha vinto in 356 dei 376 dipartimenti di voto in cui si suddivide il paese. Ovvero ha vinto dappertutto, praticamente in ogni quartiere. Il default del 2001. Per comprendere un successo così ampio bisogna ricorrere ad un po’ di storia. Il paese entra in default nel dicembre del 2001. In un paese dove la forbice tra povertà e ricchezza è molto ampia una crisi di questo genere non comporta solo un’epoca di austerità, ma causa il collasso dell’intero sistema socio­ economico. La disoccupazione va oltre il 22%, l’industria crolla (complice anche la politica ultra­liberale degli anni novanta di Menem che devasta l’industria nazionale), vengono prelevati più di un terzo dei risparmi dai depositi bancari (Carlos Menem, presidente dal ‘89 al ’99) dei cittadini. Le stesse banche chiudono le porte a prestiti. L’economia entra in forte recessione, le piccole imprese falliscono. La povertà e l’indigenza dilagano. I supermercati vengono presi d’assalto. Per oltre un anno il paese è smarrito e senza una guida. Si susseguono 5 presidenti un una settimana. Nel 2003 viene eletto Nestor Kirchner, ex militante del gruppo armato dei Montoneros negli anni settanta, e prende le redini del paese. Il modello Kirchnerista. Si caratterizza per una politica di tipo socialista. Gli introiti e le esportazioni dei beni agricoli, settore trainante del paese, vengono fortemente tassati. Si prova ad incentivare l’industria (settore quasi

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