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Vox Populi w w w. a s s o c i a z i o n e a g o r a . o r g

Bollettino Interno dell’Associazione “Agorà - Lavoro, Partecipazione e Libertà”

#003 - Settembre 2013

Una vita oltre gli ostacoli. Agorà ricorda Antonella Lomonte.

Il nostro territorio vive, ogni giorno, storie drammatiche: Infatti è sempre più alto il numero di persone affette da tumori, la percentuale cresce giorno dopo giorno. L’idea che questa malattia non risparmia nessuno è di per sé angosciante; Lo è stato anche per la nostra concittadina Antonella Lomonte . Antonella, studentessa di Giurisprudenza, si è sempre distinta per l’impegno profuso nello studio e nell’associazionismo locale. Ha sempre dato tutta se stessa, anche dopo essere venuta a conoscenza della malattia. In quella situazione, è riuscita a

trovare la forza e soprattutto il coraggio di andare avanti, di portare avanti i suoi progetti fino alla fine. Ha continuato la sua carriera universitaria, nonostante sapesse di non poterla completare; Ha chiesto di prendere parte a progetti di internazionalizzazione, salvo non prenderne parte a causa della sua prematura e sofferta scomparsa. Nella nostra epoca, profondamente in crisi valoriale oltre che economica, Antonella ha saputo rappresentare tutto il meglio che il genere umano può offrire: Un esempio di coraggio, dignità e volontà; Per questo rap-

presenta un personaggio simbolico della nostra cittadinanza, in particolare per i più giovani. Il suo impegno non è passato in osservato nemmeno negli ambienti universitari, dove in sua memoria è stato pubblicato un bando per il conseguimento di 2 borse di studio intitolate alla Nostra Antonella. L’Associazione Agorà, con il consigliere Giuseppe Italia, vuole contribuire alla memoria di Antonella chiedendo all’Amministrazione comunale di destinare uno spazio pubblico alla sua memoria affinchè la fiamma del suo ricordo resti sempre accesa. Per

questi motivi abbiamo richiesto all’assessore all’urbanistica, Avv. Antonella Verde, di intestare, con una targa, la piazzetta sita tra via Romania e via Svizzera alla memoria della nostra Concittadina. Per l’occasione è stato raccolto il consenso oltre che dei genitori anche di una folta rappresentanza di studenti e professori della Sun. Il nostro gesto, piccolo in termini materiali ed economico, ha un valore di rilevanza sociale immenso. Valentino Arena

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Tares: un gravoso aumento al rientro dalle vacanze. I napoletani non dormiranno sereni in attesa della tanto faticosa ripresa economica e soprattutto considerando le imposte da versare. La Tares il tributo comunale sui rifiuti introdotto dalla legge 214 del 2011, che ha sostituito la Tarsu, nel mese di ottobre avrà un incremento del 14%. A Sant’Antimo la

situazione si rende ancora più complessa, con le dimissioni dell’assessore al Bilancio Antimo Petito, a causa della mancata attenzione alle sue proposte sulla Tares. La Campania è la regione con i rincari più alti e l’aumento gravoso incide nei servizi di spazzamento, al quale vanno aggiunti quelli di illuminazione e manutenzione strade. La tassa verrà valutata in base alla grandezza della casa in metri quadrati e del numero di componenti del nucleo fami-

liare. Il Comune può stabilire di applicare la componente del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi tenendo conto di determinati criteri. Vi è una commisurazione della tariffa sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. La battaglia sull’ aliquota da applicare, è stata rinviata nel Comune di Sant’Antimo, al prossimo

consiglio comunale. Ciò non è affatto positivo, in quanto la rateizzazione prevista in 3/4 scaglioni di pagamento, secondo il piano nazionale, attualmente rischia di essere ridotta in 1/2 rate. Il cittadino santantimese, dunque, subisce passivamente una politica che di certo non aiuta bensì rende sempre più gravosa la vita quotidiana. Anna Russo


Parte “LIBERA... Italia, Paese dalle in campo!” In un epoca in cui la lotta alla criminalità organizzata è sprofondata nel silenzio delle istituzioni; Permettendola, in questo modo, di agire incontrastata nell’ombra e di svolgere i suoi sporchi affari. L’Associazione ‘’Agorà-Lavoro, Libertà e Partecipazione’’ sente in modo particolare questo tema che affligge tutti noi, per questo motivo in collaborazione con le associazioni ‘’Libera- Associazioni, numeri e nomi contro le mafie’’, ‘’Rete per la legalità- Associazioni e fondazioni contro il racket e l’usura ’’ e ‘’Fondazione Antonino Caponnetto’’, da anni operanti sul territorio nel contrastare la criminalità organizzata, indicono un torneo di ‘’calcio a 5’’ a scopo benefico e partecipativo. Il torneo avrà essenzialmente due obiettivi: Il primo sarà avvicinare i giovani ad una tematica difficile, e spesso dimenticata, attraverso la sana pratica dello sport e al suo carattere partecipativo e di unione; Il secondo sarà quello di aiutare l’associazione ‘’Libera’’ con un

contributo, frutto di parte del ricavato del torneo. Il torneo inizierà, presumibilmente, il 27 settembre e si concluderà entro la seconda settimana di Dicembre, seguirà, nei giorni successivi, alla finale una festa in cui saranno premiate le varie categorie(previste dal regolamento) e si consegnerà la donazione all’associazione ‘’Libera’’. Il torneo sarà composto da 4 giorni di 4 squadre che si sfideranno in gare di andata e ritorno; Accederanno alla fase successiva le prime 3 squadre di ogni girone e si procederà in questo modo: Le prime classificate di ogni girone accederanno direttamente ai quarti; Mentre le seconde e le terze, tramite sorteggio, si sfideranno in gare ad eliminazione diretta per raggiungere i quarti di finale. I quarti di finale e semifinali si svolgeranno in partite di andate e ritorno; Le finali (1°/2° posto e 3°/4° posto) si svolgeranno in partita secca. L’Associazione ‘’Agorà’’ augura a tutti voi un buon divertimento e soprattutto si augura che venga colto in pieno il carattere profondo di questo torneo; Non ci resta che dire: Vinca il migliore!

strane priorità

L’Italia è un Paese complicato. Strano. Da settimane come primo punto nelle agende politiche di tutti i partiti politici c’è una sola cosa: Berlusconi. Il cavaliere è abilitato a fare politica ora che è un condannato? La magistratura è un organo politicizzato che vuole fare guerra all’ex premier? Sono queste le domande politiche che ci si fa in Italia. Domande inutili, visto che il massimo organo giudiziale ha già deciso, e tutte queste chiacchiere sono futili ed inutili. Bisognerebbe, piuttosto, di parlare di ben altri temi, ben più importanti. Come l’economia. L’Italia vive il settimo anno consecutivo di crisi e, secondo il centro studi di Confindustria, registrerà una contrazione del PIL dell’1.3%. Una dura recessione, quindi, anche se meglio di quello che era stato precedentemente stimato. Sempre dal rapporto del centro studi degli industriali risulta che in 7 anni l’Italia abbia perso 1 milione e 800 mila posti di lavoro. C’è anche altro di cui

parlare, come il rapporto degli agenti sanitari, pubblicato da ‘Il Mattino’, secondo cui un’area grande 10 volte il Vomero è irrimediabilmente inquinata dai rifiuti bruciati, sotterrati, sversati illegalmente. Signori, benvenuti nella ‘Terra dei Fuochi’, termine ormai comune, la terra dove più di qualunque altro posto al mondo si muore di tumore.Ci sono problemi ben più grandi di personali grane politico-giudiziarie. Parliamo di sviluppo, parliamo di ambiente, parliamo di energia. Discutiamo di economia, troviamo soluzioni alla disoccupazione e aiutiamo gli imprenditori che vogliono lavorare in questo Paese. Combattiamo la Mafia e la corruzione, due grandissime piaghe della nostra amata terra. Questa è politica, la politica seria. La politica che interessa alla gente, che parla alla gente e che pensa alla gente. Le scaramucce di uomo con la giustizia, lasciamole alle riviste di gossip. Francesco Di Matteo

Giustizia? Ad personam, grazie! 19 Settembre 2013, siamo agli sgoccioli. Dopo l’ultimo messaggio di Berlusconi tramite il quale è trapelata, con coinvolgente empatia, la sua indignazione per l’ingiusta condanna, temo che il testo dell’art. 25 della costituzione Italiana possa venir così modificato : “ Nessuno può distogliere l’ex Premier dal giudice da lui naturalmente prescelto. L’ex Premier non può esser condannato in forza di una legge nata prima ( e se pur fosse ha diritto ai ¾ di sconto della pena ). L’ex Premier non può esser sottoposto a restrizioni di misura cautelare, non ha bisogno di scappare.” Al di là dello sfogo ironico, questa condanna ha il suo enorme peso, non solo

perché è la prima condanna a carico di Silvio Berlusconi che passa in giudicato, ma grava soprattutto sull’immagine della politica italiana e del popolo stesso, ormai vittima di questo sistema. Voglio ricordare per sommi capi come si è svolta la faccenda: Il processo Mediaset iniziava nella corte del Tribunale di Milano nel novembre 2006. Gli imputati erano vari, tra i quali spiccavano soprattutto i nomi di S. Berlusconi e F. Confalonieri (attualmente, tra le altre cariche ricoperte nelle aziende della famiglia Berlusconi, presidente della Mediaset S.p.a.). I capi d’accusa erano di riciclaggio, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale.

Il processo veniva sospeso il 25 febbraio del 2008 in attesa delle elezioni del 21 aprile successivo, nuovamente il 26 settembre 2008 per il ricorso alla Consulta sulla legittimità del Lodo Alfano, ed ancora il 19 aprile 2010 per una questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento. Intanto due capi di accusa finivano in prescrizione. Finalmente, legittimi impedimenti per congiuntivite concedendo, siamo pervenuti alla tanto attesa decisione di merito, sentenza di condanna in cassazione, la quale è espressa infliggendo 4 anni di reclusione, di cui tre già annullati grazie al beneficio dell’indulto, mentre gli iniziali 5 anni di inter-

dizione dagli uffici pubblici ed i 3 anni di interdizione dalle cariche societarie cassati in rinvio. Dinanzi a questo ulteriore abuso di potere, causa di una ulteriore demarcazione della inesistente uguaglianza sostanziale, ogni cittadino onesto dovrebbe ribellarsi. Tutti noi siamo sottoposti al sistema dell’affarismo politico. Tutti noi, con quei capi d’accusa, saremmo stati condannati senza indulti e perdita di tempo. Tutti noi, siamo condannati dalla nascita, essendo figli di un’ Italia che ha deragliato ormai da tempo. Salvatore Sabatino


Agorà incontra Libera.

Il 19 settembre si è svolto un altro degli eventi organizzati dall’associazione ‘’Agorà- Partecipazione, Lavoro e Libertà’’. Antonio D’Amore, responsabile provinciale di Napoli per Libera, ci ha onorato della sua presenza. Il tema discusso, per tutti quelli che conoscono la storia dell’associazione ‘’Libera- Associazione nomi e numeri contro le mafie’’, non poteva non essere la lotta alla camorra e alla criminalità organizzata. Antonio, dopo essere stato presentato dal Consigliere Dott. Giuseppe Italia, Segretario di Agorà, ha illustrato in modo semplice e coinciso le principali cause del fenomeno mafioso e ha illustra-

to ai presenti le principali attività di Libera sul territorio campano, tra le quali le varie cooperative e i lavori sui beni confiscati ai clan, come il castello mediceo di Ottaviano. Antonio ha posto 3 temi chiave come simboli della lotta alle mafie. Il primo tema chiave è “Istruzione”, dalla quale l’organizzazione di numerose iniziative, e la fitta rete di collegamenti di Libera all’interno delle scuole, come la Summer school ‘’Già”, che si svolgerà a Novembre ad Ottaviano. Il secondo tema è il supporto delle comunità religiose come fonte di collante sociale e fonte di speranza. Infine, ma non ultima per importanza, la riutilizzazione dei patrimoni confiscati alle mafie, che genera lavoro sociale e cooperativo soprattutto agricolo che rendono possibile iniziative come il ‘’Pacco alla Camorra’’, che ha raggiunto oltre

8000 unità vendute. Il dibattito è stato molto vivace, soprattutto grazie ai numerosi interventi che hanno permesso di ampliare e portare la conversazione ad un livello di astrazione superiore. Nel corso dell’evento si è molto parlato anche di terra dei fuochi e dell’indissolubile legame che c’è tra inquinamento e camorra, e ha visto l’intervento di una responsabile dell’associazione “Terra mia”, Cinzia Caiazzo, che ha invitato, in modo ufficiale Agorà, in quanto associazione, e ogni singolo cittadino interessato, a partecipare all’open-day che si terrà sabato 21 alle 16:00 prezzo il Parco San Pozzi ad Aversa, a cui Agorà ha già comunicato la sua adesione per la creazione di un comitato unitario per la lotta al biocidio. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente la proposta ad Antonio, da parte del nostro Segretario Giusep-

pe Italia e dal Co-Fondatore di Agorà Francesco Di Matteo, di voler iniziare insieme a Libera un percorso che parti da forme di collaborazioni, come il Torneo ‘’Libera in campo ‘’, fino a giungere all’apertura di un presidio Libera nella nostra città, il quale rappresenterebbe un traguardo importante per tutta la nostra cittadinanza. L’obiettivo è quello di riportare al centro di questo Paese la lotta alla criminalità organizzata, di riuscire a smuovere le coscienze dei giovani verso una tematica tanto importante, di poter finalmente sentirci liberi. Con l’augurio che tutto questo possa diventare presto realtà!

Il diciannove settembre nel fuoco dei roghi.

Un lontano diciannove settembre di cinquantaquattro anni fa, nasceva il giornalista innamorato della verità, vissuto per raccontarla, morto per difenderla. Oggi su “Il mattino” qualcuno gli augura buon compleanno. Un poco più in basso, si legge: “Terra dei fuochi, seimila roghi in 20 mesi”. Qualche sognatore ancora assopito la immagina proprio così la verità, come un fuoco sacro che arde nel cuore di chi si sacrifica per inseguirla. Ripensa alla passione di Giancarlo, sempre animata da quegli incendi d’amore, qualche volta,forse, alimentati anche dal vento della paura, della consapevolezza di avere a che fare con gente che non perdona. Allora il sognatore si desta, guarda più attentamente. Quel fuoco che ha letto distrattamente è un’altra cosa. Quello lì non è

passione. E’ distruzione, malattia, morte. Il fuoco che divampa, in verità, non appartiene nemmeno più al noto “triangolo” della morte. Ora è una figura più grande, una specie di mostro policefalo che si alimenta di veleni e fanghi. Se la camorra non perdona, il passato sa essere più spietato. Eccolo Ritornare a galla con i residui dei rifiuti tossici, sotterrati a Via Sondrio a Casal di Principe, venuti fuori a forza di dichiarazioni di Schiavone e di pressioni mediatiche della gente di Gomorra. Gente stanca, col fumo agli occhi, gente che scende in campo, scrive, protesta, protegge i figli, più di sempre,perchè quando si fa Sera, da queste parti le finestre si devono chiudere, anche se l’aria è ancora calda:puzza di morte. Allora ritorna il fuoco, questa volta più acceso, più imponente,

pronto a scatenarsi sull’indifferenza. Ha un altro nome, stavolta. Si chiama: “Terra mia”. Sì, l’indignazione è così. Esplode all’improvviso. Da un giorno all’altro si sparge la voce, i social network fanno la loro vantaggiosissima parte: è domenica 15 settembre. I signori lasciano il divano con la televisione spenta per una volta, le donne si sottraggono alle faccende,i bambini lasciano i compiti a casa,le donne anziane abbandonano il rosario. Tutti uniti a celebrare il corteo della morte, rigorosamente vestiti di nero. Si parla di 4500 persone, forse di più. Ma eravamo tutti, caro Giancarlo. Uniti nel dolore e nella speranza, stavamo stretti nel silenzio, ci guardavamo sfilare in una strada di periferia, senza sentirci più così impotenti.Aversa era nostra. Quante cose si sono

detti i nostri occhi, senza essersi mai visti. Qualcuno tratteneva le lacrime dietro gli occhiali da sole, qualche bambino aveva in mano una cartolina:” La mia terra è avvelenata”, qualche donna faticava ad alzare lo sguardo, forse ricordando chi a causa di quel fuoco non c’è più. Qualcuno fotografava, come a voler conservare il ricordo di un momento irripetibile, in cui la pigrizia è stata sormontata dalla voglia di fare, di fare veramente.Dall’encilclopedia Treccani, fuoco:”Insieme degli effetti della combustione”. E anche questa volta, un poco più in basso, il sognatore legge:” Ardore di sentimenti, stato di eccitazione, entusiasmo”. Il tuo, come il nostro, oggi come allora. Tanti auguri, Giancarlo! Daniela Cappuccio


Vox Oraculi

di Giovambattista Buonanno E’ il 1962 quando il ricercatore John B. Calhoun realizzò diverse teorie servendosi di cavie da laboratorio che lo hanno reso celebre nel campo dell’etologia per i suoi studi sulla demografia e sul comportamento delle masse. L’esperimento che gli diede risalto internazionale fu chiamato “Universe 25”. Ogni aspetto fu accuratamente studiato e selezionato per garantire il benessere dei roditori ed incrementare la loro aspettativa di vita. I topi non avevano dunque più alcun bisogno di cercare le risorse utili al sostentamento della propria mini-società artificiale. Avevano a disposizione ogni cosa: dall’acqua al cibo, dalla pulizia a temperature miti e ottimali per poter procreare e vivere senza difficoltà. Le condizioni di assoluta perfezione del loro nuovo mondo garantirono un’esplosione demografica esponenziale, con  la popolazione che raddoppiava ogni 55 giorni. Ma il disfacimento era dietro l’angolo. Quello che a prima vista poteva sembrare un paradiso, sarebbe diventato a breve un inferno per roditori. All’improvviso però in questo eden artificiale accade una svolta che segnerà la fine stessa della società paradisiaca dei roditori. A mano a mano, infatti, Calhoun continua a dispensare le stesse quantità di cibo ed acqua ma creando modi più ardui per raggiungere le risorse. I risultati di questa svolta? Di-

sastrosi. Giunti al giorno 560, la popolazione ha raggiunto i 2200 individui e la sua crescita si ferma del tutto. E anche quando la popolazione ritornò ai livelli iniziali dell’esperimento si registravano sempre meno nascite. Le cavie, semplicemente, avevano smesso di essere topi. Col passare del tempo, con l’avvicendarsi delle generazioni, avevano dimenticato come procurarsi cibo e acqua. Avevano smesso di adempiere alle proprie funzioni sociali.Quello che può sembrare un semplice esperimento nel campo dell’etologia animale, però ci dice molto di più di quanto immaginiamo sull’evoluzione delle società contemporanee.Negli ultimi 20 anni ci siamo comportati sempre più come i roditori di “Universe 25”, abbiamo delegato ad altri paesi la produzione e la ricerca di risorse. Abbiamo delocalizzato le nostre aziende, abbiamo importato prodotti da paesi emergenti a bassissimo prezzo: tutto in nome di un benessere fittizio e a breve termine. Tutto in nome di scellerate politiche industriali ed economiche ultraliberali che non hanno fatto altro che proiettarci all’interno di una realtà che, a mano a mano, s’è mostrata la più ingannevole delle illusioni. I paesi occidentali diventano giorno per giorno meno indipendenti senza preoccuparci ancora di spezzare questa spirale fatale che tende sempre più al baratro.

Si è molto parlato della tassa sui loculi, ci sono novità: dopo le proteste dei cittadini e la raccolta di firme la giunta ha deciso che per il 2013 non si pagherà. La brutta notizia è che si dovrà comunque pagare per il 2012 perchè la cifra è già stata prevista nel bilancio. Nello stesso consiglio comunale tenutosi nel mese di luglio si è discusso anche del forum dei giovani. Su questo argomento il consigliere Giuseppe Italia ha proposto di attenersi al regolamento nazionale, apportando solo delle piccole modifiche che permettessero una maggiore partecipazione. Sul punto si è creato un po’ di confusione nella maggioranza, poichè il sindaco ha proposto una commissione per

studiare il regolamento, allungando inevitabilmente i tempi, pur essendoci da parte di alcuni consiglieri della maggioranza la disponibilità a votare la proposta di Giuseppe Italia. Ovviamente molto tempo è stato poi dedicato alla Tares e su come questa tassa debba essere applicata. Ad agosto è stato convocato nuovamente il consiglio comunale durante il quale però un secondo dopo il primo appello e la notizia delle dimissioni dell’assessore al bilancio è subito mancato il numero legale rendendo necessario un rinvio. Visto come è andata l’estate dobbiamo aspettarci un autunno molto caldo. Guglielmo Iavarone

Spinoza.it Quirico: “Cinque mesi di minacce e ricatti”. Letta: “Non dirlo a me”. Mondadori chiede ai collaboratori esterni di condividere i sacrifici. “Dai, le bozze del nuovo Moccia le leggiamo metà per uno”. Il nascondino potrebbe diventare disciplina olimpica. Ora sappiamo come riutilizzare Bersani. Alcuni deputati del Movimento 5 Stelle salgono sul tetto della Camera. Migliorata la ricezione dei microchip.

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Vox Populi #003, Settembre 2013