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EDITORIALE

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ari lettori,

PADRE CARMINE CUCINELLI

mentre stiamo preparando la stampa di questo numero è iniziato il tempo dell’Avvento, in cui la Chiesa ci fa riflettere sulla “venuta” di Gesù, riferita sia al suo Natale che alla fine del mondo. Gesù da secoli è stato atteso, desiderato “Il tuo volto, Signore io cerco”, fino a che si è fatto conoscere per breve tempo, e di nuovo è desiderato dai suoi

fedeli “Vieni, Signore Gesù”. I cristiani per rendere presente il Signore nella loro vita, lo pregano, lo ricevono nei Sacramenti, lo incontrano nelle Scritture, nelle persone bisognose e lo rappresentano con immagini di vario tipo: sculture (crocifissi), pitture, affreschi, mosaici… Ne venerano specialmente alcune ritenute “non fatte da mani d’uomo”, come ad

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Editoriale

esempio: la Sindone di Torino ed il Volto Santo di Manoppello. Tali immagini hanno lo scopo di essere un mezzo per arrivare alla persona che esse rappresentano. Poi la devozione e la fede fanno il resto. Dopo questa piccola riflessione vogliamo darvi una notizia. Nella nostra fraternità ci sono stati dei cambiamenti. Sono stati trasferiti due frati: padre Emilio Cucchiella e Padre Lino Pupatti, uno a Sulmona e l’altro ad Avezzano; sono arrivati quattro nuovi: padre Domenico Del Signore, come nuovo Superiore, fra Crispino Valeri, padre Vito Volpe e padre Ceslao (Czeslaw) Gadacz, giovane di nazionalità polacca. Un grande grazie ai primi per il servizio prestato al Santuario per tanti anni e un caro benvenuto e buon lavoro ai nuovi. Questo bollettino inizia con la voce del Papa Benedetto XVI con il messaggio ai responsabili della pastorale dei Santuari, riuniti a Santiago di Compostela, ed il discorso pronunciato a Sulmona durante la sua visita pastorale. Padre Carmine e padre Domenico mettono in evidenza il rapporto e la somiglianza tra il volto di Gesù ed il volto di Maria ed il legame nato tra Lourdes e Manoppello. Padre Pfeiffer ci suggerisce con quali occhi guardare il Volto Santo. Antonio Frascadore, giovane regista, illustra il suo DVD “Il sacro

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Velo”, nuovo filmato sul Volto Santo. Paul Badde, insieme al Rettore della Basilica, raccontano l’avvenimento della consegna al Papa delle chiavi della città di Manoppello. Il prof. Antonio Bini ci riporta indietro nella storia ricordando un miracolo relativo alla sparizione e ricomparsa dell’immagine del Volto Santo descritta da un frate cappuccino. Lo stesso ci riporta all’oggi, facendoci trasferire negli USA, dove è stato pubblicato e presentato in “pompa magna” l’ultimo libro di Paul Badde, tradotto in inglese. Il primo ricercatore dell’Enea Lorenzo Bianchi ci riferisce sulle ultime indagini scientifiche che si stanno effettuando. Suor Caterina spiega tutto sulla sua nuova comunità religiosa femminile aperta a Manoppello. L’assidua collaboratrice dalla Polonia, Ewa Pasko ci riporta una sua testimonianza. Ambretta Lala scrive una elevazione al Signore. Seguono una serie di notizie in breve: il Convegno annuale dei rettori e operatori dei Santuari, la mostra del Volto Santo a San Benedetto del Tronto, un concerto internazionale corale tenutosi nella nostra Basilica, l’intervistatore del Papa Peter Seewald che visita il Volto Santo, Saverio Gaeta che fa conoscere il suo ultimo libro sul Volto Santo a Grosseto. Vengono, come di solito, riportate le visite illustre e l’elenco dei pellegrinaggi.


IL SANTUARIO:

TENDA DI

DIO CON GLI UOMINI

In occasione del II Congresso Mondiale di Pastorale dei Pellegrinaggi e Santuari, dal tema «Egli entrò per rimanere con loro» (Lc 24,29), svoltosi a Santiago di Compostela dal 27 al 30 settembre '10, il Papa ha inviato ai partecipanti un messaggio dichiarando la sua vicinanza, il suo incoraggiamento ed il suo sostegno. «…Cari fratelli, io stesso mi recherò tra non molto pellegrino alla tomba dell'Apostolo San Giacomo, l'“amico del Signore”, così come ho volto i miei passi verso altri luoghi del mondo, dove accorrono numerosi fedeli con devozione fervente. A tal riguardo, fin dall'inizio del mio pontificato, ho inteso vivere il mio ministero di successore di Pietro con i sentimenti del pellegrino che percorre le vie del mondo con speranza e semplicità, portando sulle labbra e nel cuore il messaggio salvifico del Cristo Risorto e confermando nella fede i propri fratelli (cf. Lc 22,32). Come segno esplicito di tale mis-

sione, nel mio stemma figura, tra altri elementi, la conchiglia del pellegrino. In questo momento storico, in cui, con forza se possibile ancor maggiore, siamo chiamati ad evangelizzare il nostro mondo, va messa in debito risalto la ricchezza che scaturisce dal pellegrinaggio ai santuari. Innanzi tutto per la sua straordinaria capacità di richiamo, che attrae un numero crescente di pellegrini e turisti religiosi, alcuni dei quali si trovano in situazioni umane e spirituali complesse, alquanto lontani dal vissuto di fede e con una debole appartenenza ecclesiale. A tutti Cristo si rivolge con amore e speranza. L'anelito alla felicità che si annida nell'animo trova in Lui la sua risposta, e vicino a Lui il dolore umano acquista un proprio senso. Con la sua grazia, anche le cause più nobili giungono al loro pieno compimento. Come Simeone incontrò Gesù nel tempio (cf. Lc 2,25-35), così pure il pellegrino deve avere l'opportunità di scoprire il Signore nel santuario. A tal fine occorre far sì che i visitatori non dimentichino che i santuari sono luoghi

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Il Santuario: tenda di Dio con gli uomini

sacri e che quindi vi si comportino con devozione, rispetto e decoro. In tal modo la Parola di Cristo, il Figlio del Dio vivo, potrà risuonare con chiarezza e l'evento della sua morte e risurrezione, fondamento della nostra fede, verrà proclamato nella sua interezza. Inoltre va curata con grande scrupolosità l'accoglienza del pellegrino, dando il giusto risalto, tra l'altro, alla dignità e bellezza del santuario, immagine della “tenda di Dio con gli uomini” (Ap 21,3); ai momenti e agli spazi di preghiera, tanto personali che comunitari; all'attenzione alle pratiche di

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Plaza del Obradoiro - Santiago de Compostela

pietà. Parimenti non si insisterà mai abbastanza sul fatto che i santuari devono essere fari di carità, incessantemente dedicati ai più sfavoriti mediante opere concrete di solidarietà e misericordia e una costante disponibilità all'ascolto. Essi devono inoltre facilitare ai fedeli l'accesso al sacramento della Riconciliazione e consentire loro di partecipare degnamente alla celebrazione eucaristica, che deve essere sempre il centro e il culmine di tutta la loro azione pastorale. Così si manifesterà chia-


Il Santuario: tenda di Dio con gli uomini

ramente che l'Eucarestia è senza dubbio alcuno l'alimento del pellegrino, il “Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione” (Omelia nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 22 maggio 2008). In effetti, diversamente dal vagabondo, i cui passi non hanno una destinazione precisa, il pellegrino ha sempre una meta davanti a sé, anche se a volte non ne è pienamente cosciente. E la meta altro non è se non l'incontro con Dio per mezzo di Gesù Cristo, in cui tutte le nostre aspirazioni trovano risposta. Ecco perché la celebrazione dell'Eucarestia può ben considerarsi il culmine del pellegrinaggio. In quanto “collaboratori di Dio” (1 Cor 3,9) esorto tutti voi che vi dedicate a questa bella missione a incoraggiare nei pelle-

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grini, con la vostra cura pastorale, la conoscenza e l'imitazione di Cristo, che continua a camminare con noi, illuminando la nostra vita con la sua Parola e distribuendoci il Pane di Vita nell'Eucarestia. In tal modo il pellegrinaggio al santuario sarà occasione propizia per rinvigorire in coloro che lo visitano il desiderio di condividere con altri l'esperienza meravigliosa di sapersi amati da Dio e di essere inviati al mondo a dare testimonianza di questo amore. Con tali sentimenti affido i frutti di questo Congresso all'intercessione di Maria Santissima e dell'Apostolo San Giacomo, mentre rivolgo la mia preghiera a Gesù, «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6) a cui presento tutti coloro, che, pellegrinando per la vita, vanno cercando il suo volto:

Signore Gesù, pellegrino di Emmaus, per amore ti fai vicino a noi, anche se, a volte, lo sconforto e la tristezza ci impediscono di scoprire la tua presenza. Tu sei la fiamma che ravviva la nostra fede. Tu sei la luce che purifica la nostra speranza. Tu sei la forza che infiamma la nostra carità. Insegnaci a riconoscerti nella Parola, nella casa e alla Mensa dove si condivide il Pane della Vita, nel servizio generoso al prossimo che soffre. E quando si fa sera, Signore, aiutaci a dire: “Resta con noi”. Amen. » Benedetto XVI - Dal Vaticano, 8 settembre 2010

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DOMENICA, 4 LUGLIO 2010

BENEDETTO XVI A

SULMONA

benedettina, poi fu assorbita dall'ordine dei Celestini. Ricordiamo che nella nostra Basilica si conserva una reliquia di S. Stefano del Lupo, monaco appunto vissuto a Vallebona.

Riportiamo l'omelia del Santo Padre pronunciata a Sulmona perché il rapporto di Benedetto XVI con l'Abruzzo è diventato ormai famigliare, sia per i tanti eremi legati alla spiritualità benedettina, sia per le varie volte che l'ha visitato. Un filo diretto con Manoppello è rappresentato da una lunga storia di spiritualità monacale della Maiella - che vide giganteggiare la figura di Celestino V. Tale storia non è certo estranea alla stessa Manoppello. Qui, a poca distanza dal Santuario del Volto Santo una volta sorgeva l'Abbazia di Vallebona, prima

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ari fratelli e sorelle! Sono venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni di questa Comunità diocesana. So bene che anche a Sulmona non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e - come ha ricordato il Vescovo - del senso di smarrimento dovuto al sisma del 6 aprile 2009. A tutti voglio assicurare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera, mentre incoraggio a perseverare nella


Benedetto XVI a Sulmona

testimonianza dei valori umani e cristiani cosĂŹ profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione. Cari amici! La mia Visita avviene in occasione dello speciale Anno Giubilare indetto dai Vescovi dell'Abruzzo e del Molise per celebrare gli ottocento anni della nascita di san Pietro Celestino. Sorvolando il

Papa Benedetto XVI a P.zza Garibaldi - Sulmona

vostro territorio, ho potuto contemplare la bellezza del paesaggio e, soprattutto, ammirare alcune localitĂ  strettamente legate alla vita di questa insigne figura: il Monte Morrone, dove Pietro condusse per molto tempo vita eremitica; l'Eremo di Sant'Onofrio, dove nel 1294 lo raggiunse la notizia della sua elezione a

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Benedetto XVI a Sulmona

Sommo Pontefice, avvenuta nel Conclave di Perugia; e l'Abbazia di Santo Spirito, il cui altare maggiore venne da lui consacrato dopo la sua incoronazione, avvenuta nella Basilica di Collemaggio a L'Aquila. In questa Basilica io stesso, nell'aprile dell'anno scorso, dopo il terremoto che ha devastato la Regione, mi sono recato per venerare l'urna con le sue spoglie e lasciare il pallio ricevuto nel giorno dell'inizio del mio Pontificato. Sono passati ben ottocento anni dalla

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nascita di san Pietro Celestino V, ma egli rimane nella storia per le note vicende del suo tempo e del suo pontificato e,soprattutto, per la sua santitĂ . La santitĂ , infatti, non perde mai la propria forza attrattiva, non cade nell'oblio, non passa mai di moda, anzi, col trascorrere del tempo, risplende con sempre maggiore luminositĂ , esprimendo la perenne tensione dell'uomo verso Dio. Dalla vita di san Pietro Celestino vorrei allora raccogliere alcuni insegnamenti, validi


Benedetto XVI a Sulmona

anche nei nostri giorni. Pietro Angelerio sin dalla sua giovinezza è stato un “cercatore di Dio”, un uomo desideroso di trovare risposte ai grandi interrogativi della nostra esistenza: chi sono, da dove vengo, perché vivo, per chi vivo? Egli si mette in viaggio alla ricerca della verità e della felicità, si mette alla ricerca di Dio e, per ascoltarne la voce, decide di separarsi dal mondo e di vivere da eremita. Il silenzio diventa così l'elemento che caratterizza il suo vivere quotidiano. Ed è proprio nel silenzio esteriore, ma soprattutto in quello interiore, che egli riesce a percepire la voce di Dio, capace di orientare la sua vita. C'è qui un primo aspetto importante per noi: viviamo in una società in cui ogni spazio, ogni momento sembra debba essere “riempito” da iniziative, da attività, da suoni; spesso non c'è il tempo neppure per ascoltare e per dialogare. Cari fratelli e sorelle! Non abbiamo paura di fare silenzio fuori e dentro di noi, se vogliamo essere capaci non solo di percepire la voce di Dio, ma anche la voce di chi ci sta accanto, la voce degli altri. So che questa Chiesa locale, come pure le altre dell'Abruzzo e del Molise, sono attivamente impegnate in una campagna di sensibilizzazione per la promozione del bene comune e della salvaguardia del creato: vi incoraggio in questo sforzo, esortando tutti a sen-

tirsi responsabili del proprio futuro, come pure di quello degli altri, anche rispettando e custodendo la creazione, frutto e segno dell'Amore di Dio. Cari fratelli e sorelle! Sono in mezzo a voi per confermarvi nella fede. Desidero esortarvi, con forza e con affetto, a rimanere saldi in quella fede che avete ricevuto, che dà senso alla vita e che dona la forza di amare. Ci accompagnino in questo cammino l'esempio e l'intercessione della Madre di Dio e di san Pietro Celestino. Amen!

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VOLTO

DI

E VOLTO DI

GESÙ

MARIA

PADRE CARMINE CUCINELLI Il 24 aprile 2010 il Vescovo di Tarbes-Lourdes, S. E. Mons. Philippe Perrier, ci ha fatto un grande dono: ha compiuto un pellegrinaggio nel nostro santuario del Volto Santo di Manoppello (Pescara - Italia) e celebrato la santa Messa.

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ll'arrivo è stato accolto dall'Arcivescovo di Chieti Vasto S. E. Mons. Bruno Forte. Al termine della celebrazione eucaristica, Mons. Perrier ha sintetizzato, nel registro dei “pellegrini illustri”, il motivo della sua visita, mettendo in stretta relazione il santuario di Lourdes con quello di Manoppello. Ecco cosa ha scritto: “Con alcune persone che aiutano nel servizio ai pellegrini di Lourdes, ho celebrato l'Eucaristia sotto lo sguardo di Cristo. Nostra Signora di Lourdes guida i pellegrini a desiderare di incontrare Cristo. Attraverso Lei ci viene mostrata la salvezza, donata da Cristo con la

passione. Vorremmo essere degni di offrire ai pellegrini questo ricco tesoro di grazie”. Il presule ha voluto mettere in risalto come Gesù attiri le anime a sé, sia direttamente come accade a Manoppello, sia per mezzo di Maria, come avviene a Lourdes, dove ogni giorno muove il cuore di innumerevoli pellegrini a desiderare Gesù, a cercarne il volto. Per Maria si va a Gesù. Maria è la più idonea a farci conoscere il volto di Gesù, lei che lo ha contemplato da quando lo ha generato nella carne. Come poi più tardi lo ha mostrato ai Magi, oggi lo mostra a noi. Per noi intercede come a Cana: “Non hanno più vino” (Gv 2,3) e nello stesso tempo ci invita amorevolmente a seguire gli insegnamenti di Gesù: “Fate tutto quello che Egli vi dirà”(Gv 2,5). Il Papa Benedetto XVI, il primo gennaio 2010, ha parlato ampiamente del volto di Cristo e l'ha messo in relazione con il volto di Maria. Ecco alcuni

L’Annunciazione. “La Madre di Dio tiene in mano un filo rosso (forse bisso) avvolto in un fuso, si prepara a tessere il corpo e il sangue del proprio figlio”

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Volto di Gesù e volto di Maria

suggestivi passaggi della sua omelia: “Il volto è l'espressione per eccellenza della persona, ciò che la rende riconoscibile e da cui traspaiono sentimenti, pensieri, intenzioni del cuore. “Quando venne la pienezza del tempo Dio mandò il suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge (Gal 4,4)”. Il volto di Dio ha preso un volto umano, lasciandosi vedere e riconoscere nel figlio della Vergine Maria, che per questo veneriamo con il titolo altissimo di “Madre di Dio”. Ella, che

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Basilica del Volto Santo - “La Divina Pastora”

ha custodito nel suo cuore il segreto della divina maternità, è stata la prima a vedere il volto di Dio fatto uomo nel piccolo frutto del suo grembo. La madre ha un rapporto tutto speciale, unico e in qualche modo esclusivo con il figlio appena nato. Il primo volto che il bambino vede è quello della madre, e questo sguardo è decisivo per il suo rapporto con la vita, con se stesso, con gli altri, con Dio…


Volto di Gesù e volto di Maria

Nella Basilica del Volto Santo di Manoppello, proprio sopra il tempietto dov'è custodito il reliquiario con la sacra Immagine, c'è una ceramica che raffigura “La divina Pastora”. L'autore ha rappresentato i due principali personaggi, Maria ed il piccolo Gesù, con gli stessi lineamenti, somigliantissimi nel volto. Si è ispirato all'esclamazione che si pronuncia davanti ad un bambino appena nato: “È tutto sua madre!”, cioè somiglia moltissimo a sua madre. Questa espressione si addice con verità a Gesù. Infatti per i neonati si può anche dire che somigli al papà, o un po' all'uno e un po' all'altra, ma di Gesù non ci sono dubbi, egli ha ricevuto la carne umana solo dalla mamma. Perciò le fattezze umane di Gesù dovevano essere somigliantissime a quelle di Maria. Chi vedeva Gesù, vedeva anche Maria. Nel volto di Maria traspariva il divino che la riempiva, come traspariva il divino nel volto del suo Figlio che ella contemplava. Bernadette Soubirous, da quando le è apparsa la Santa Vergine, ha stampato nel suo cuore il volto di Maria, in cui vi intravedeva quello di Gesù. A ragione, dunque, scuoteva il capo ogni volta che le presentavano una pittura o una scultura della Beata Vergine.

Nel settembre del 1867, suor Joseph Caldairou ricorda un'espressione pronunciata da Bernadette: «Non posso trovare bella nessuna madonna, dopo aver visto l'originale» e nell'ottobre del 1877, suor MarieJoséphine Durin: Davanti alla prima statua della Madonna di Lourdes arrivata in casa madre, le disse: «Sorella, somiglia alla Madonna?». Bernadette non risponde, ma due grosse lacrime le scendono dagli occhi. Giunge le mani e dice, guardando la statua: «Oh, mia buona Mamma, come vi hanno sfigurata!». “Attraverso Maria ci viene mostrata la salvezza, donata da Cristo con la passione” (Mons. Perrier). Lourdes e Manoppello (fatte le debite differenze) hanno in comune la sofferenza, sia fisica che morale e, dietro questa, un fiume di grazie: fede, devozione, fiducia, guarigioni, ma soprattutto conversioni (ne sono testimoni i confessionali!). I malati nel corpo o nello spirito, i desolati, gli scoraggiati, i peccatori… con fiducia si rivolgono a Gesù e chiedono l'intercessione materna di Maria. Speriamo veramente di “essere degni di offrire ai pellegrini questo ricco tesoro di grazie”.

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GUARDANDO MARIA

RITROVO IL VOLTO DI PADRE DOMENICO Dal 27 settembre al 3 ottobre sono stato a Lourdes col treno dei malati. Pur non essendoci mai stato in precedenza, di Lourdes avevo un ricordo personale legato alla mia adolescenza.

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anti anni fa, quasi cinquanta, ero a letto leggermente influenzato, in una camerata grande, solo. Pochi giorni prima avevo curiosato nella piccola bibliotechina del seminario - qualche scaffale vicino al vano dove pendevano le funi della torre campanaria, pochi libri: La bella e santa riforma [dei cappuccini], La storia di un'anima di santa Teresa di Gesù Bambino, I miei 35 anni di missione in Alta Etiopia del cardinal Massaia, Le glorie di Maria di sant'Alfonso -. Un libro aveva attirato la mia attenzione: la vita di santa Bernadette Soubirous scritta da un ebreo: Franz Werfel. Mi alzai, presi quel libro, sottotitolato dall'autore: “romanzo di una vita straordinaria”, lo lessi tutto d'un fiato. Quella ragazzina

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DEL

GESÙ

SIGNORE

malaticcia per le condizioni miserevoli della famiglia, la società del tempo tanto fiduciosa nel progresso, le velleità anticlericali degli intellettuali del tempo, l'imbarazzo delle autorità, lo sfondo dei Pirenei… la sorpresa e il batticuore di Bernadette di fronte alla bella signora che, in una lingua per me incomprensibile diceva di sé: Que soy era Immaculada Concepciou (Io sono l'Immacolata Concezione). Tutto colpiva la mia fantasia molto più dell'effetto che possono rendere oggi le immagini televisive. Dopo tanti anni e dopo 23 ore di treno mi ritrovo nella Lourdes descritta nel libro. Anch'io vedo il volto di Maria. Non nel senso di essere privilegiato con visioni e apparizioni. Avverto la sua presenza. Seguendo con lo sguardo la processione eucaristica, sento la carezza di Maria sulle tante e tante carrozzelle che, sebbene cariche di fardelli di dolore, l'una dietro l'altra formano un'ininterrotta catena di speranza. Inerpicandomi quando è ancora buio sull'erta della Via Crucis rileggo la


Guardando Maria ritrovo il volto di Gesù

storia dell'umanità anche nell'aspetto della sua violenza: tra i gruppi lapidei delle stazioni della Via Crucis vedo i soldati che non s'accontentano di togliere di scena Gesù; ma, in un raptus di feroce perfidia, allontanano anche Maria e le donne da Gesù, quasi a voler affermare il prevalere dell'odio sull'amore. Mi pare ancor oggi di essere di notte sulla sponda del Gave. Snocciolo i grani del Rosario insieme ad altri pellegrini e guardo oltre il fiume la Vergine illuminata dalla luce calda dei ceri accesi ai suoi piedi. Pare d'udire ancora l'inflessione napoletana del gruppo di pellegrini che per caso mi sono trovato a confessare in

Facciata della Basilica di Lourdes

una delle tende sparse nell'ampia radura a lato del Santuario. Ricordo con gratitudine la cortesia della signora Catherine Albrech del centro internazionale d'informazione alla quale mi ero rivolto per studiare la possibilità di una mostra avente per tema la figura del Volto Santo, quasi a voler stabilire una sorta di gemellaggio tra Manoppello e Lourdes. Mi sento scrutato dai grandi occhi di Gesù e di Maria che mi fissano dai mosaici posti in alto sul portale principale della basilica. Rivedo con la memoria le scritte: Fate quello che vi dirà, Fate questo in memo-

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Guardando Maria ritrovo il volto di Gesù

ria di me. Guardando con attenzione le foto-ricordo della facciata della basilica di Lourdes, leggo una frase del Siracide che in loco m'era sfuggita. Pare voglia trasmettermi un profumo di rose per diffonderlo all'intorno: quasi rosa plantata super rivos aquarum fructificate, crescete come una rosa che germoglia presso un torrente. Ho visto anche un fatto straordinario. Ho condiviso lo scomparto del treno con Amedeo, un uomo reso totalmente invalido a causa di un incidente stradale. Il suo sorriso, il suo equilibrio, l'armonia e l'accordo con la moglie che l'assiste sono un miracolo, un vero miracolo! Sotto la guida di Maria ho rivissuto il gaudio del Natale, ho riascoltato da discepolo le parole e gli episodi della vita di Gesù, ho meditato il dolore accettato per sovrabbondanza di amore, ho spinto lo sguardo oltre la morte per assaporare un raggio dell'eternità beata. Penso proprio che la Madre mi abbia descritto i tratti del vero volto di Cristo suo Figlio. Al termine del pellegrinaggio mi chiedo se saprò guardare con occhi purificati il Volto Santo di Gesù presente nel santuario dove dimoro da pochi mesi. Con questo pensiero mi rimetto in viaggio quasi subito con la mia Fiat-Panda - pur dopo tante ore di treno - e torno al convento di Manoppello. Passando per il coro posto dietro l'altare, alzo lo sguar-

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do e vedo al di sopra del tempietto che racchiude il Volto Santo le formelle che ritraggono, senza pretese artistiche ma in modo espressivo ed efficace, due volti dalle stesse sembianze: Gesù e Maria. Capisco che non posso separare le due figure. Sarebbe come pretendere che Dio entri nella storia senza farsi carne. E accolgo Maria come fece l'apostolo Giovanni quando Gesù, dall'alto della croce, gli affidò la Madre. So che senza di lei i miei occhi non potrebbero vedere e cogliere le espressioni d'amore del volto di Cristo.


PER

GUARDARE

IL VOLTO

SANTO

PADRE HEINRICH PFEIFFER, S. J. Per guardare il Volto Santo di Manoppello con gli occhi di un bambino, cioè così come quest'immagine divina vuole essere contemplata, si devono togliere tre veli dalla nostra anima, dai nostri occhi. Questi veli sono costituiti dalla leggenda della Santa Veronica, dalla così detta “Relazione historica” di Donato da Bomba e dalla permanenza di una reliquia di questo nome nel pilastro della Veronica a San Pietro in Vaticano.

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uesti tre veli, oltre che non sono verificabili con un critico metodo storico, non ci permettono di vedere la realtà. Non si deve neanche rimanere limitati con la ricerca dei materiali che costituiscono il supporto dell'immagine, né si può essere curiosi, in quale tecnica l'immagine potrebbe essere stata prodotta, e quando e dove. Tutte queste domande impediscono la vera visione della persona

rappresentata, del Cristo che vuole entrare in un contatto personalissimo con ciascuno che sale le scale per vedere da vicino il Volto Santo. È poco probabile che Cristo vuole che si faccia una disputa umana e scientifica sul fatto se la sua immagine sia arrivata nel 1506 o più tardi a Manoppello, o che si vuole determinare il momento quando quest'immagine meravigliosa si sia unita con il velo, durante la sua andata al calvario o nel momento della sua risurrezione corporale, forse perfino sul fatto ingannatore della permanenza di una

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Per guardare il Volto Santo

reliquia sicuramente non autentica nella basilica di San Pietro. Tutto questo era ed è solo utile per suscitare un interesse per fare conoscere la straordinaria reliquia nella piccola città abruzzese. Lo scopo del velo è un nuovo contatto con il Signore risorto. Qui forse nella maniera più densa si può esperimentare la sua presenza divina collegata per sempre con la sua immagine. La coscienza di questa presenza nelle immagini sacre, tanto viva nelle Chiese orientali purtroppo non lo è nella nostra Chiesa occidentale e romana latina. Così i Padri dell'ultimo Concilio hanno dimenticato di farne un accenno nel loro elenco delle diverse presenze di Dio nella sua Chiesa (Sacrosanctum Concilium 7). Fino ad oggi le immagini sacre, le icone non sono capite. Si dipingono icone per dare al fedele la possibilità di entrare con il suo Dio incarnato in un contatto attraverso gli occhi. Sempre si esagera la parola di fronte all'immagine. Come se ogni parola non fosse sempre collegata con un'immagine nella nostra fantasia, se lo si voglia o no, e come se la Parola non si fosse mai incarnata! Ma non ci si deve accontentare solo di una visita all'immagine del Volto Santo. A Manoppello si visita il Signore presente nella sua immagine di risorto, si fa guardare da lui attraverso la sua immagine sul velo, e chi vuole può entrare in un colloquio con lui e sentire parole come le seguenti:

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“Ecco, sono tornato, non vi lascio soli! Ho promesso che sarei rimasto con voi per sempre! La Mia è Parola di Verità e la trovi scritta nel Mio Volto. Ecco, mi lascio vedere, mi lascio guardare, perché tu possa credere che non solo Sono, ma che per te ci sono sempre, presente nella tua vita di ogni giorno. Non sono andato via, non vi lascio orfani. Guardami mentre ti guardo, credi che ti sto vedendo così come tu vedi Me. Non passare davanti a Me senza neanche una parola, come fossi persona morta, immagine immobile come semplice opera d'arte. Leggo il tuo cuore, i tuoi pensieri e riconosco la tua indifferenza, la tua devozione rituale. Non toccarmi solo con le dita, non fare troppi gesti esteriori, ma inginocchiati e parlami di te, inginocchiati e adora in Me il Padre..e se non puoi farlo, rendimi gloria stando in piedi e cercando di entrare in Me con il tuo sguardo, con la tua preghiera, con il tuo canto, con la tua gioia, con il tuo dolore, con la tua semplice fede. Sono qui, accanto a te, ti sto parlando, mi senti? Accoglimi in te e portami ovunque tu vada, ti seguirò con amore se porterai amore, seguirò le tue orme se vorrai seguire le Mie e saremo una cosa sola, come Io è il Padre. Sono il vostro punto di riferimento, perché sono vivo in mezzo a voi e il Mio Volto, nel momento che lo contemplate credendo, non rimane sul bisso, ma vi accompagna sempre imprimendosi nel vostro cuore, disegnandosi nella vostra


Per guardare il Volto Santo

Rosone della Basilica del Volto Santo - Manoppello

anima, fondendosi con la vostra mente. Diverrò il Signore della vostra vita e voi sarete per sempre Miei Amici. Ecco, sono tornato per sempre, sono qui per te.“ Quest'atteggiamento richiesto, quest'incontro con Gesù tramite la sua immagine meravigliosa e miracolosa, è da descrivere come una vera e propria esperienza mistica molto intensa. È l'esperienza che può confermarci nella fede nel Dio incarnato e nella fede in Dio trino e uno. Gli occhi del Cristo sono rivolti verso l'alto, verso il Padre, e dalla sua bocca si coglie un profondo respiro, lo Spirito Santo. In un certo senso l'incontro con il Gesù di Manoppello è l'incontro più teologico che si può immaginare perché la presenza di Gesù in questa sua immagine, sottolinea tutti i

dogmi: l'incarnazione attraverso la sua immagine individuale, la redenzione attraverso le tracce di sangue vivo sulle tempie, lasciate dalle spine crudeli della corona. La sua presenza nell'immagine così meravigliosa è anche una conferma del dogma della risurrezione di lui e di tutti gli uomini in lui, è la conferma della speranza di un nuovo corpo, di una nuova forma del corpo che fu annunciato a pochi eletti nella trasfigurazione e nelle apparizioni dopo la sua risurrezione. Così il Volto Santo di Manoppello diventa una triplice conferma: dell'eterno valore di ogni individuo umano, del Dio che ha vinto ogni forma di morte e della sua continua presenza umana, non solo divina in mezzo a noi.

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IL NUOVO DVD DI MANOPPELLO “IL SACRO VELO” ANTONIO FRASCADORE Ci sono delle cose per cui è difficile trovare le giuste parole. Buttare giù un pò di inchiostro non è poi così semplice quando l'argomento è Nostro Signore. Soprattutto per persone che, come me, sono prese dal ritmo incalzante della quotidianità, dal ritmo veloce di una vita che in fondo offre pochi e miseri spazi di riflessione. Persone che credono, credono fino in fondo ma riescono a dubitare così spesso ai primi momenti di difficoltà. Senza mai smettere di crederci, ma con l'inevitabile debolezza di un normalissimo essere umano.

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uando fui contattato da Padre Carmine Cucinelli, rettore della Basilica del Volto Santo, per la realizzazione di un dvd sul Sacro Velo, ebbi una reazione stranita, quasi incredula. La sicurezza che si trattasse di un lavoro, uno dei tanti, ma l'idea vaga per la mente che potesse trattarsi di un richiamo. Di una voce, che spesso ho

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cercato nella mente, nei più reconditi pensieri personali, nelle notti di tristezza e angoscia. Un richiamo a credere di nuovo con maggiore fermezza, con maggiore determinazione. Non ero mai stato prima del mese di Maggio del 2010 a Manoppello. La basilica, le montagne circostanti regalavano quel tocco di serenità che il tram tram della città ha ormai cancellato del tutto. Un'oasi felice, uno spazio di quiete, tale da rigenerare mente e corpo. Una volta entrato all'interno del Santuario sono bastati pochi secondi, sufficienti, per comprendere che non si trattava di un mero lavoro, uno dei tanti. Era qualcosa di più. Fu solo in quel momento che riuscii a rendermi conto di avere il compito di realizzare un Dvd su Nostro Signore. Su Cristo. Sul vero Volto del Risorto. Salire le scale che portavano al reliquiario, ogni gradino era un passo verso qualcosa di inspiegabile. Padre Carmine Cucinelli era impegnato con la miriade di fedeli che affollavano il sagrato ed allora decisi di guardarlo negli occhi. Di guardare il volto di Cristo negli


Il nuovo

DVD

di Manoppello. “Il Sacro Velo”

La copertina del

DVD

di Manoppello “Il Sacro Velo”

occhi. Di capire da solo. Solo pochi secondi, pochi e sufficienti per capire che non si trattava di un normale lavoro. Era un richiamo, la possibilità di riavvicinarmi a ciò che avevo sempre creduto ma che avevo smarrito negli ultimi anni. Gli occhi, il viso, i capelli, tutto era impresso in quel telo di bisso marino da centinaia, migliaia di anni. Senza perdere mai, ogni istante, ogni giorno, ogni anno, la lucentezza, la forza, la potenza che solo lo sguardo di Cristo può regalare. Era meravigliosamente, davanti a me, il Volto di Gesù, nella sua completezza, nei suoi

più nitidi e chiari lineamenti, nella sua vita. E ora di nuovo nella mia. Sarei stato ore, fermo, immobile, solo, “semplicemente” per poterlo contemplare, con la consapevolezza di trovarmi di fronte, a mio avviso, alla più importante reliquia della cristianità. Solo il tono di voce pacato, calmo, di Padre Carmine, mi riportò ad una normalità a cui ero tenuto. E ad ogni scalino in discesa, avvertivo di aver riempito i miei occhi e il mio cuore della immagine della mia vita, la stessa che speri di rivedere in eterno. Avevo letto pochi giorni prima passi e scritti della

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Il nuovo

DVD

di Manoppello. “Il Sacro Velo”

mistica Maria Valtorta, che dicevano: “Per chi lo ha visto è una forza viva, sprigionata in ogni istante dal vero Volto di Cristo”. Aveva ragione. Doveva essere visto, guardato, contemplato, bloccarsi attimi ad incrociare gli occhi, l'unico modo per poterlo avvertire, per poterlo capire. Impossibile rifiutare di lavorare, impossibile sottrarsi ad un lavoro, che era diventato un richiamo ad un riavvicinamento. Per comodità risparmierò i lettori dell'impegno, dell'accanimento, della meticolosità delle ricerche che sono poi avvenute nei mesi successivi. Capire, comprendere, realizzare per cercare di rendere il più comprensivo possibile, il più diretto, un documentario di 30 minuti, che racchiudesse in se una storia di 2000 anni. Lavorare però, con la consapevolezza di dover offrire ad un vasto pubblico di credenti e non, un resoconto di una vicenda che ha dell'incredibile. Il tutto è stato meraviglioso. E' stata una strada lunga ma ogni giorno piacevole. Ogni giorno un accostamento alla

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fede, alla religione, a Cristo. Incontrare persone come Padre Carmine, presente con la sua assiduità, con la sua determinazione, gior nalmente, all'interno del Santuario, racchiude in toto, l'aspetto di casa-Chiesa che a mio avviso negli ultimi anni è andato smarrito. Colloquiare, discutere con Saverio Gaeta e Paul Badde, illustri giornalisti, che nel loro personale cammino, chi in un modo, chi nell'altro, hanno incrociato gli occhi di Cristo fino al punto di scriverne un libro, ha dell'incredibile. Le loro parole all'interno del Dvd racchiudono spesso il normale pensiero, che la vita di tutti noi giri intorno a due semplici occhi. Gli occhi di un Padre, di un Amico. Gli occhi di Cristo. Quegli occhi che io ho trovato e che per chi volesse, ho raccontato con la realizzazione del nuovo Dvd, la storia del volto di Cristo: il Sacro Velo. Il Volto Santo di Manoppello.


A BENEDETTO XVI CONFERITA LA CITTADINANZA ONORARIA DI MANOPPELLO E INTITOLATA UNA PIAZZA PADRE CARMINE CUCINELLI Il giornalista Paul Badde, il giorno in cui ricevette la chiave della Città di Manoppello (15 maggio 2010), al termine della cerimonia, nel saluto di ringraziamento, espresse il desiderio che l'Amministrazione Comunale intitolasse al Papa Benedetto XVI il parcheggio dove il 1° settembre 2006 è atterrato con l'elicottero e gli conferisse la cittadinanza onoraria. Si è poi anche adoperato a far andare a buon fine la cosa. Ambedue i desideri sono stati realizzati.

L'Amministrazione Comunale di Manoppello, con sentimento di graditudine, ha conferito al Santo Padre le “Chiavi della Città” affinché l'evento venga ricordato da quanti, con cuore sincero e con animo puro, cercano il Volto di Gesù”. Il 3 novembre '10 una delegazione della Città di Manoppello, nell'ambito dell'udienza generale che il Santo Padre dà il mercoledì, si è recata a Roma per consegnare la “Chiave” della città al Papa Benedetto XVI per ringraziarlo della sua venuta a Manoppello. Erano presenti: l'Arcivescovo

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el giardinetto del parcheggio vicino al Santuario del Volto Santo, il 24 ottobre è stata posta una lapide a ricordo di quel memorabile evento, su cui è scritto: “Il 1° settembre 2006 il Papa Benedetto XVI, accompagnato dal Vescovo Mons. Bruno Forte, si è recato in questo luogo per venerare il Vero Volto di Cristo Risorto.

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A Benedetto XVI conferita la cittadinanza onoraria di Manoppello e intitolata una piazza

Sala Nervi (Città del Vaticano) - Il Sindaco di Manoppello consegna al Papa le chiavi della città

di Chieti Vasto Mons. Bruno Forte, il Prefetto di Pescara Vincenzo D'Antuono, il Sindaco di Manoppello Gennaro Matarazzo, il presidente del Consiglio Comunale Gaetano Villani, e altri componenti la Giunta, il parroco don Nico Santilli, il rettore della Basilica del Volto Santo padre Carmine Cucinelli, il gesuita padre Heinric Pfeiffer, naturalmente lo scrittore Paul Badde, suor Blandina Pascalis, alcune altre suore ed altri 170 partecipanti, tra cui tre classi di Scuole Elementari. Al gruppo di Manoppello è stato riservato un posto d'onore, davanti a tutti, il più vicino alla sede del Papa, subito dopo quello delle autorità. L'incontro è avvenuto dentro l'aula Paolo VI, ma per entrarci si è dovuto fare una lunga fila, superare diversi controlli ed attendere tanto tempo prima dell'inizio. Però ne è valsa la pena. Rivedere da vicino il Papa, dopo quattro anni, ha suscitato in

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noi tanta tenerezza e tanta gioia. Oltre la catechesi di Benedetto XVI, i momenti più salienti sono stati due: uno, quando il cerimoniere ha annunciato la presenza in aula della delegazione di Manoppello con l'Arcivescovo. Ci siamo alzati tutti in piedi, abbiamo sventolato i fazzoletti arancioni e cantato a squarciagola il ritornello “O Volto Santo di Gesù, bellezza che m'hai rapito il cuore. Imprimiti in me, finché guardando me, Tu possa contemplare Te”. Il Papa ci ha salutato compiaciuto. Un secondo momento è stato quando il nostro Sindaco, il Prefetto, il presidente del Consiglio comunale, accompagnati dall'Arcivescovo Bruno Forte, sono sfilati davanti al Papa con dei doni. Hanno aperto un cofanetto e dentro c'era una chiave, simbolo dalla cittadinanza che si voleva offrire. Il Pontefice sorridente e incuriosito ha espresso la sua soddisfazione, dicendo: “Sono onorato di ricevere la Chiave della città di Manoppello!” Ha poi contemplato l'immagine del Volto Santo che stava a fianco. Mons. Bruno Forte ha poi riferito a noi tutti che il Papa ci tiene tanto a Manoppello e al Volto Santo. Prima di lasciare Roma, c'è stato il tempo per la devozione personale, la visita a San Pietro e alle tombe dei Papi, un frugale pranzo al sacco e la visita al Colosseo e ai fori imperiali. Altri si sono avventurati nei sotterranei della metropolitana. Era ormai calato il sole quando il gruppo dei tre pullman di cui era composto il gruppo di pellegrini, si è riunito per riprendere la strada di casa.


UNA CHIAVE

PER

PIETRO

IL 1° SETTEMBRE IL PAPA HA FATTO VISITA A MANOPPELLO IL 3 NOVEMBRE, A ROMA, GLI È STATA CONSEGNATA LA CHIAVE DELLA CITTÀ PAUL BADDE (tradotto dal tedesco dalla rivista “The Vatican - Magazin”)

La nuova chiave è stata creata ispirandosi a un famoso affresco del Perugino che si trova nella Cappella Sistina: Pietro riceve dalle mani del Signore una chiave e sullo sfondo si intravede la Gerusalemme celeste.

P

er la cittadina di Manoppello l’evento ha rivestito un’importanza simile, ha avuto un’eco di pari valore. Per l’annuncio ufficiale, il 24 ottobre è approdata negli Abruzzi perfino la banda della Gendarmeria vaticana per conferire all’evento una cornice musicale d’eccellenza. Quattro anni prima, la cittadina ai piedi del Massiccio della Majella, grazie alla visita del Santo Padre, era emersa d’un tratto dalla nebbia della storia finendo per la prima volta sotto i riflettori di tutto il mondo. Benedetto XVI si era trattenuto solo per pochi minuti - in raccoglimento e in silenziosa preghiera - davanti a un Velo quasi tra-

sparente conservato in una chiesetta dei Cappuccini sulla collina di Tarigni - pochi minuti erano bastati per catapultare la cittadina di Manoppello, da un momento all’altro, sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Perché il Velo davanti al quale si è soffermato per la prima volta un papa era il “Vero Volto” di Gesù. 500 anni prima, questo ‘Velo’ era sparito da Roma. Molti indizi fanno ritenere che il “Velo” di Manoppello

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Una chiave per Pietro

sia identico al “sudario” che Giovanni, testimone oculare, cita nel suo Vangelo parlando della Resurrezione. Fino al 1969 il “manipolo” - un paramento liturgico che nella Chiesa cattolica il sacerdote portava sul braccio - era ancora li a ricordare questo velo di Gesù. Tuttavia, il “Vero Volto” era scomparso oramai da secoli e con esso ne era scomparso anche il ricordo. Siccome il Papa, nell’autunno del 2006 aveva avuto soltanto poche ore per la sua visita, vogliamo ora presentare a Lui - in quanto ultimo cittadino onorario a cui vengono consegnate le chiavi - questa nuova, piccola città della fede così, brevemente, con delle immagini scattate in tutte e quattro le stagioni dell’anno. «La città del grande Re!» così ha definito il sito Suor Blandina Paschalis Schlömer che per prima ha preparato la via a molti pellegrini che vengono da lontano. Il Signore è in realtà «il primo cittadino onorario di Manoppello», il Signore la cui immagine umana è misteriosamente celata nel Velo - e per questo motivo Manoppello è ovviamente «la più bella città del mondo». Vengono in mente le parole del “Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry: «...non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualcosa risplende nel silenzio...». «Ciò che rende bello il deserto è che esso nasconde da qualche parte un pozzo...». Qui hanno trovato compimento le parole di Isaia che «vede il Re nel suo splendore e un paese immenso (Is 33,17). Ora è il tempo della vendemmia a Manoppello. Gli acini sono nel torchio e le

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olive vengono raccolte e poi spremute. Ma a Manoppello i frutti più belli sono le lacrime che vengono profuse davanti al Volto Santo. Ma sono belle anche le osservazioni e le conoscenze sempre nuove che sgorgano, come da una fonte, dall’osservazione del “Vero Volto”. Come per esempio una lettera pervenutaci in questi giorni da una suora ortodossa, Suor Columba che dal monastero della “Nostra Cara Signora”, nella regione francese dello Champagne, ci ha scritto: «Dio ha lasciato sulla terra una immagine del Suo Volto... Lui che siede al centro di tutto, Lui che è l’Alfa e l’Omega; nel Suo Volto sono raffigurati anche i nostri volti - come ha scritto Dante. Soltanto quando immergeremo completamente il nostro sguardo nel Suo Volto, in Lui, in Lui il cui nome è “Io Sono”, solo allora anche noi saremo in grado di dire, in Lui, “Io Sono”.


IL MIRACOLO DEL VOLTO SANTO RACCONTATO DA

P. ANTONIO DA POSCHIAVO (1714)

COME L’IMMAGINE SCOMPARVE E POI RIAPPARVE ANTONIO BINI

unosemper@libero.it

La testimonianza tramandataci da p. Antonio da Poschiavo - scritta in data 12 agosto 1714 - merita di essere ricordata, e non solo in relazione a richieste che vengono talvolta formulate da studiosi sulla possibilità di fare ricerche aprendo il reliquiario che custodisce il Volto Santo.

P.

Antonio, allora padre guardiano, volle rendere più prezioso il reliquiario, attraverso una nuova cornice in argento, attraverso la raccolta e l’utilizzo di elemosine in danaro e in oggetti d’oro e d’argento, donati al Santuario da parte di devoti che avevano ricevuto grazie. Durante la sostituzione della cornice, padre Antonio – che aveva ottenuto l’autorizzazione del proprio Ordine e del Vescovo di Chieti - aprì anche la cornicetta interna in legno che racchiude il Volto Santo tra due vetri, quella realizzata da fr. Remigio da Rapino, che doveva essere un esperto artigiano, chiamato a

Particolare del piego esterno del manoscritto

Manoppello da p. Clemente da Castelveccchio, primo padre guardiano del costruendo convento dei cappuccini. Secondo quanto riportato nella Relatione Historica di p. Donato da Bomba, il Volto Santo allora (1618) era ancora in possesso di Antonio De Fabritiis, il quale aveva acconsentito che p. Clemente sistemasse l’immagine del Volto Santo che “era nel mezzo di un velo … malamente tenuto e conservato, (che) era tutto stracciato, lacerato e da

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Il Miracolo del Volto Santo

Poschiavo Chiesa parrocchiale San Vittore dove fu battezzato P. Antonio

tignole e tarli mangiato”, eliminando la superficie rovinata intorno al volto e ponendola tra due vetri. Tale soluzione teneva conto non solo delle eccezionali caratteristiche dell’immagine – la trasparenza del suo sottilissimo tessuto e la visibilità da ambedue i lati del volto in esso impresso - ma doveva anche permettere di stendere e fissare il velo rovinato da pieghe, che in parte sono ancora visibili oggi ad occhio nudo. All’apertura della cornice interna p. Antonio fu preso dal panico, in quanto come scrive nella sua relazione, l’imma-

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gine svanì e “restò il solo velo serico” (il tessuto di seta). Nello smarrimento provò a guardare più volte il velo che aveva tra le mani non riuscendo a spiegarsi l’accaduto, decidendo poi di rimettere tutto a posto come prima. L’immagine riapparve, per la profonda emozione del padre guardiano, il quale annota che probabilmente il Signore aveva voluto metterlo alla prova, dimostrandogli “la natura divina” del Velo, che lo stesso riteneva “fosse fatto di stampa”. Interessante è anche la valutazione circa il tipo di tessuto – seta – che il religioso percepisce tenendo e voltando tra le mani il velo, di cui rileva sul piano tattile – oltre che visivo – la consistenza dei filamenti. P. Antonio avverte l’esigenza di documentare a futura memoria l’episodio – redigendo una apposita “relatione”, che all’esterno del documento viene indicata come “Relatione del Volto Santo di Manoppello – del miracolo fatto dal Volto S. in tempo della guardiania del p.


Il Miracolo del Volto Santo

Antonio da Poschiavo”, in cui vengono segnalati anche nominativi di persone che si ha motivo di ritenere presenti all’evento, tra cui Nicola Valignani, appartenente alla nobile famiglia teatina. Sicuramente doveva essere presente l’orefice De Laurentiis di Chieti, impegnato nella realizzazione della nuova cornice. P. Filippo da Tussio nella sua storia del Volto Santo (1875) riporta con evidenza l’episodio, ricordando brevemente anche un evento sostanzialmente analogo sarebbe accaduto nel 1703, protagonista p. Bonifacio da Ascoli, di cui attualmente manca traccia documentale nell’archivio del Convento. Sta di fatto che dal 1714 i Cappuccini non hanno più aperto la cornice interna del reliquario; non c’è motivo di farlo oggi, per il danno irreparabile che potrebbe subire il sottilissimo tessuto, il quale, dopo tre secoli di aderenza ai vetri, potrebbe essere diventato un tutt’uno con questi. Nello stesso tempo, la presenza di vetri non impedisce ricerche scientifiche mediante l’impiego di moderne tecnologie, che d’altra parte sono state negli ultimissimi anni eseguite attraverso l’uso di microscopi digitali, apparecchiature laser, foto a raggi infrarossi, ecc. Poche sono le notizie riguardanti p. Antonio, il cappuccino sceso in Abruzzo dalla valle dei Grigioni, in Svizzera, lasciando gli splendidi scenari alpini del Bernina per la spiritualità della Majella.

Sappiamo che il suo cognome originario era Costa, e che dopo Manoppello è stato padre guardiano del Convento di Chieti, città dove mori il 16 luglio 1742, all’età di 71 anni, dopo 48 anni di vita religiosa. Nel necrologio dell’Ordine dei Frati Minori d’Abruzzo, pubblicato nel 1948, il cappuccino – di cui si confermano le origini svizzere – viene ricordato come “caritatevole e prudente”. Grazie ad alcune ricerche effettuate nei registri parrocchiali da don Cleto Lanfranchi, attuale parroco di Poschiavo, apprendiamo che il cognome Costa è diffuso nella zona e che dai registri parrocchiali risultano nati e battezzati nel 1671 quattro bambini maschi dal cognome Costa: Jacobus, Laurentius, Franciscus e Antonius. Purtroppo non sappiamo qual era il nome di battesimo, poi lasciato nell’assumere i voti, mentre a causa del terremoto del 6 aprile 2009 è difficoltoso accedere agli archivi della Provincia dei Cappuccini, a seguito del trasferimento degli atti da L’Aquila a Giulianova. Nella lunga teoria di umili frati cappuccini che hanno accompagnato nei secoli la straordinaria storia del Volto Santo a Manoppello, p. Antonio, il cappuccino venuto da lontano, va ricordato per la testimonianza di umano e profondo smarrimento – che emerge dalla sua “Relatione” (che riteniamo opportuno trascrivere integralmente), di fronte ad un evento che ancor oggi deve far riflettere.

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Il Miracolo del Volto Santo

TRASCRIZIONE

DELLA RELATIONE DELLA CORNICE D’ARGENTO DEL COME E QUANDO FU FATTA

VOLTO SANTO

Manoppello, 12 agosto 1714

E

ssendo io Fra Antonio da Poschiavo, guardiano in questo luogo di Manoppello nell’anno 1714, con la licenza dei miei superiori e dell’Ecc. Mons. Arcivescovo di Chieti, furono levati alcun anelli d’oro e d’argento dalla Sacra Reliquia del Volto Santo, offerti da diversi devoti, per le molte e diverse grazie ricevute dai medesimi. Per mezzo del Signore orefice De Laurentiis di Chieti, furono commutati in una cornice d’argento che il detto orefice fece venire da Napoli, che presentemente adorna la Sacra Reliquia del Volto Santo. Mentre si lavorava detta cornice il sig. Camerlengo con alcuni altri della Università di Manoppello, mi dissero di voler contribuire con l’Università con sessanta ducati e quanto ci voleva per il compimento della cornice, il simile fecero i signori Preti di volere anche loro contribuire un tanto per ciascuno; mentre io ero pensoso di accettare queste offerte, sopraggiunse il signor Nicola Valignani e disse che sarebbe stato bene per maggior decoro della Sacra Reliquia concedere poter tenere e mettere dall’università una chiavetta della porticina del tabernacolo dove si conserva il Sacro Volto, inteso ciò ricusai detta offerta dell’uno e dell’altro e li ringraziai del loro buon animo e devozione. La detta cornice fu fatta con la semplice limosina ricavata dagli anelli doro e d’argento, con la giunta di venti ducati dell’elemosina del convento e fu speso per detta cornice o lavoro d’argento dal signor Orefice la somma di sessanta tre ducati. Tolto da me il Sacro Volto dalla cornice in legno dove stava prima e dai suoi due cristalli, per ponerlo in quella d’argento sparì la figu-

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Testo originale del manoscritto

ra, e restò il semplice velo serico e rimirato più e più volte non vidi mai la figura, allora restai confuso e fuori di me, non sapendo che partito pigliare né a chi attribuirlo. Ma Iddio mi fece conoscere che quella Sacra Immagine non è opera umana, ma è veramente divina, come io supponevo, che fosse stata di stampa, e per maggiormente confermarmi nella devozione di detta Immagine. Subito come risposta ricompare sopra detti cristalli (l’Immagine) bellissima come al presente si vede. Il tutto sia per la sua maggior gloria, e a mia confusione primo di ogni altri cosa mi riuscì nel presente il tutto nel presente anno 1714.


THE FACE

OF

GOD

PUBBLICATA NEGLI STATI UNITI LA STORIA DEL VOLTO SANTO SCRITTA DA PAUL BADDE ANTONIO BINI “The Face of God” (Il Volto di Dio) – questo il titolo dell’edizione Usa - del giornalista e scrittore tedesco Paul Badde che ricostruisce la travagliata e complessa storia di questa immagine straordinaria, che lo stesso Badde ritiene identificabile con la Veronica (vera icona).

U

na ricerca convincente – quella che Badde ha avviato nel 2004 – la quale ha probabilmente incuriosito e quindi influenzato la stessa decisione di Benedetto XVI di recarsi a visitare personalmente il santuario di Manoppello il primo settembre 2006 (prima di diventare Papa, l’allora cardinale Ratzinger era un vicino di casa del giornalista). Le immagini di quella visita ci ricordano ancor oggi l’evidente commozione del Papa davanti al Santo Volto. L’incontro di quello sguardo è rimasto particolarmente impresso nel Papa, come si può desumere dalla concessione del titolo di Basilica all’umile chiesa appena qual-

che giorno dopo la sua visita e con una apposita preghiera da lui stesso composta in occasione del primo anniversario del suo pellegrinaggio a Manoppello. All’intuito di Badde si deve l’ipotesi della natura del tessuto, bisso marino, sostenuta dall’ultima tessitrice di questa antichissima “seta di mare”, il bisso marino, proveniente dai filamenti del mollusco denominato

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The Face of God

P.zza San Pietro - Paul Badde dona la prima copia del suo libro al Papa

“Pinna nobilis”. Del bisso si fa più volte cenno nei Vangeli per sottolineare la sua preziosa lavorazione di questo tessuto. Badde descrive l’incredulità della tessitrice Chiara Vigo, che vive nell’isola di S. Antioco in Sardegna, quando incontra il Volto Santo, riconoscendo nell’antico tessuto il bisso marino, che si può tingere, ma non dipingere. Fino a qualche anno fa soltanto, la conoscenza e il culto del Volto Santo sono stati per secoli limitati alla devozione della popolazione locale, che non ha certo atteso il risultato di studi storici e ricerche scientifiche per credere nell’autenticità di questa straordinaria immagine, custodita con umiltà da secoli dai padri cappuccini. Gli studi del prof. Heinrich Pfeiffer, uno dei più autorevoli esperti di arte cristiana,

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hanno incuriosito Paul Badde, come pure le ricerche della iconografa tedesca sr. Blandina Paschalis Schlömer, che ha dimostrato le affinità del Volto Santo con l’uomo della Sindone. Alcuni di questi studi sono stati recemente illustrati nello scorso mese di maggio in un Workshop scientifico internazionale per un confronto sulle più importanti immagini acheropite (Sindone, Tilma di Guadalupe, Volto Santo di Manoppello) promosso dall’ENEA (Ente italiano di ricerca sull’energia) – cui hanno partecipato una quarantina di scienziati e ricercatori provenienti da 13 paesi, con una nutrita la delegazione americana cfr. www.acheiropoietos.info. Badde, storico e giornalista di “Die Welt” da Roma (e prima ancora da Gerusalemme), ricorda come diretto a San Giovanni Rotondo per l’inaugurazione della nuova chiesa di Renzo Piano avvertisse la curiosità di una breve deviazione per Manoppello, di cui aveva vagamente sentito parlare. Quella visita avrà profonde conseguenze nella sua vita, ormai impegnata costantemente in ogni possibile ulteriore ricerca storica e nella divulgazione del Volto Santo. Ricordo di averlo incontrato presso il convento, quando chiese ai padri cappuccini di potersi fermare una decina di giorni ospite in una normale cella, desiderando immergersi nella silenziosa spiritualità e


The Face of God

semplicità del Santuario, meditando su quella immagine e iniziando a raccogliere documenti e testimonianze utili per il suo libro, tra cui quelle che ero in grado di fornirgli. Un periodo di concentrazione estrema, in cui si è limitato a bere solo acqua con un po’ di miele. Il risultato di un percorso complesso e appassionato è questo libro, definito autorevolmente “un giallo storico”, che pubblicato in Germania, è poi divenuto un bestseller in Polonia, e poi ancora edito in lingua italiana, francese e olandese, suscitando l’interesse di tanti lettori coinvolti con un linguaggio scorrevole e con una trama intricante, tra storia e spiritualità, nel solco della bimillenaria ricerca della vera immagine di Cristo. Gli ulteriori aggiornamenti, con i successivi eventi intervenuti sono raccontati nell’ultima edizione americana, la cui uscita è stata accompagnata da una serie di iniziative promozionali organizzate dallo stesso editore Ignatius Press, che oltre alla realizzazione di un apposito sito internet www.faceofgodbook.com ha organizzato una intensa serie di incontri con la presenza di Paul Badde, dal 9 al 17 novembre, con presentazioni, conferenze, interviste, ecc. in varie città, a partire da New York e per proseguire per Boston, Philadelphia, Atlanta, ecc. Oltre all’edizione cartacea classica, il libro è disponibile anche in formato digitale nella versione e-book. L’editore ha anche aperto una pagina di

Facebook - il noto social network globale dedicato alla promozione del libro www.facebook.com/FaceofGodbook Le più importanti reti di informazione dei media cattolici americani hanno dedicato attenzione al libro, con approfondimenti e interviste disponibili in video. Numerose fonti di informazione americane hanno comunicato l’uscita del libro. Sempre preziosa e costante si è rivelata l’opera di Raynold Frost da San Francisco con il suo documentato blog dedicato al Volto Santo http://holyfaceofmanoppello.blogspot.com/ – che ha anche tradotto e ospitato una mia recensione di Face of God, a sua volta ripresa da vari media di informazione Usa e dell’emigrazione italiana nel mondo, come Gente d’Italia, Il Giornale Italo-Americano, The Italian Canadian Webmagazine, ecc. Per chi come me segue da anni la divulgazione del Volto Santo l’uscita del libro di Badde negli USA non può non rappresentare un evento straordinario, seguito con una certa emozione, considerato che la prima pubblicazione sul Velo di Manoppello in ambito nazionale risale a cinque anni fa soltanto, quando - nella primavera 2005 - fu allegato al numero di Pasqua di Famiglia Cristiana il saggio di Saverio Gaeta (“Il Volto del Risorto”). Prima di allora scritti e studi sul Volto Santo sono stati editi a livello locale, in genere autoprodotti dagli autori, al di fuori di un qualsiasi circuito editoriale.

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NUOVE RICERCHE SUL

VOLTO SANTO

LORENZO BIANCHI - PRIMO

RICERCATORE

CNR

È in corso, dal giugno 2009, una serie di ricerche multidisciplinari sul Velo di Manoppello condotte in collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Università di Roma “Tor Vergata”. Il Velo, come è noto, è un oggetto dalle caratteristiche molto particolari.

S

i tratta di un telo delle dimensioni di 17,5 per 24 centimetri circa, ma con certezza originariamente più grande (fonti storiche ci testimoniano che venne ritagliato), sul quale appare, visibile specularmente da entrambi i lati, con esatta corrispondenza delle forme e con la medesima intensità di colore, la figura di un volto umano, da sempre venerato come il volto di Gesù dalla tradizione popolare, che gli ha attribuito il carattere di acheiropoietos (termine greco che vuol dire “non fatto da mano d’uomo”). Il telo è fabbricato con fili dello spessore di poco più di

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Fig. 1


Nuove ricerche sul Volto Santo

un decimo di millimetro e un intervallo di spazio tra l’uno e l’altro di circa due decimi di millimetro, cosa che lo rende semitrasparente; è contenuto fin dai primi tempi dalla sua presenza a Manoppello (storicamente accertata almeno dalla prima metà del XVII secolo) tra due lastre di vetro chiuse da un telaio di legno, che finora, per motivi di prudenza, non si è ritenuto opportuno aprire. In considerazione di questa situazione, ogni tipo di indagine su di esso è stato per adesso compiuto solamente attraverso lo spessore dei due vetri che lo proteggono, con tutte le intuibili difficoltà del caso; cosa che non ha tuttora permesso di raggiungere la completa certezza sulla natura del tessuto, da alcuni ritenuto lino, da altri invece bisso marino (che si ricava dai filamenti lavorati di un mollusco denominato pinna nobilis), al quale sembra essere più somigliante nell’aspetto esterno, nella colorazione di fondo e nei riflessi provocati dalla luce. Non entriamo qui nelle questioni storiche della provenienza del telo, né in quelle dei suoi rapporti con la tradizione iconografica del volto di Cristo, che comunque sono oggetto anch’esse delle ricerche. Diamo invece solo una breve notizia delle varie indagini di rilevamento ottico che sono tuttora in corso, con la precisa-

Fig. 2

zione che si tratta per ora ancora della raccolta di dati che attendono una successiva elaborazione definitiva; indagini orientate in particolar modo a cercare di comprendere la modalità di formazione dell’immagine, in particolare mediante lo studio della sua colorazione.

Fig. 3

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Nuove ricerche sul Volto Santo

Si è dunque proceduto innanzitutto alla raccolta dei dati necessari per un rilevamento computerizzato del Velo, con un sistema calibrato a triplette di immagini fotografiche digitali (fig. 1) in grado di realizzare scansioni 3D degli oggetti rilevati, con integrazione di dati geometrici e colorimetrici e senza l’utilizzo di laser scanner. Sono stati acquisite 72 triplette per ogni lato, con un totale di 432 immagini di dettaglio. Il processamento (lavoro tut-

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tora in corso) di ciascuna tripletta di immagini, all’interno di uno specifico ambiente software, produrrà un rilievo geometrico esatto in 3D al centesimo di millimetro con valori numerici delle coordinate spaziali x, y, z e delle coordinate di colore RGB (indispensabili per capire le variazioni di colore in coincidenza con i punti determinati dalle coordinate spaziali). Tra gli esiti previsti vi è anche la restituzione dell'altimetria, con relazione anche al colore, di ogni singolo filo e degli eventuali elementi di pigmento o di deposito, con tutto ciò che ne consegue (in particolare si potrà confermare anche con dati numerici l'assenza di disegni preparatori dell’immagine e/o correzioni). Nel corso di queste acquisizioni si è anche potuto verificare che non esistono parti, sia pur minime, del Velo debordanti dal telaio, che avrebbero potuto essere utili per una indagine diretta sulla natura della materia di cui il tessuto è composto. Il Velo infatti non aderisce al telaio stesso ma, su tutti e quattro i lati, ad una sottile bordatura di tessuto dell’altezza approssimativa di un centimetro circa, di colore simile al tessuto del Velo ma di spessore e densità di ordito molto maggiori, che separa il Velo dal telaio. Si è invece potuto verificare, con assoluta certezza, che il supposto incluso vitreo o cri-


Nuove ricerche sul Volto Santo

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Fig. 5

stallino visibile nella parte più inferiore del Velo, che all’osservazione sembrerebbe un corpo coerente al Velo stesso (da qui l’ipotesi di alcuni che potesse trattarsi di un residuo di un precedente reliquiario) è in realtà un vuoto, formatosi presumibilmente per la ritenuta di una piccola bolla d’aria nel momento della fusione del vetro, o forse per la ritenuta di materiale depe-

ribile, sempre trattenuto in fusione e poi disfattosi. Un’altra e diversa serie di acquisizioni è stata svolta in momenti successivi, con fotocamera con obiettivo normale e macro, e con miscroscopio 50X e 200X. I dati di queste acquisizioni, effettuate con parametri di illuminazione diversificati e con sfondi e filtri selezionati, sono anch’essi tuttora in corso

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Fig. 7

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Nuove ricerche sul Volto Santo

Fig. 8

di elaborazione. Segnaliamo qui in breve solamente due osservazioni emerse nel corso di un preliminare esame dei dati. La prima riguarda la ripresa a campione con illuminazione resa da lampada UV 365 nm 6 W. Dalle immagini con microscopio 50X (fig. 2) e 200X (fig. 3) non si evidenzia nessuna emissione di fluorescenza dal telo. Questo dato, che può essere indicativo per l’assenza di pigmento pittorico organico sul Velo, corrisponde con quanto evidenziato in occasioni precedenti da altri studiosi. La seconda osservazione, che attende una verifica più sistematica, è l’impressione che, anche se sulla superficie dei fili si notano in alcuni casi localizzati spot di colore (la cui natura comunque allo stato attuale non può

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essere precisata), sembrano notarsi tracce di colorazione selettiva della trama e dell’ordito (fig. 4). Sembrerebbe cioè che il filato del Velo sia intrinsecamente colorato in tonalità differenti nella trama e nell’ordito. L’analisi statistica colorimetrica (cioè l’applicazione di un algoritmo statistico di classificazione dei singoli pixel dell’immagine, che consente di definire le zone di colore omogeneo) rafforza questa ipotesi: partendo dalla base dell’immagine del tessuto in fig. 5, ripresa con fotocamera macro, alcune delle classi di colore in cui sono stati classificati i pixel dell’immagine mostrano una scomposizione del colore secondo la direzione del filo. Il fenomeno è evidenziato nelle elaborazioni alle fig. 6, 7, 8. Le considerazioni fin qui esposte rappresentano, come si è detto, solamente un primo provvisorio e limitato esito di indagini che necessitano ancora di ulteriori verifiche ed elaborazioni dei dati acquisiti. Solo una volta confermate esse potranno assumere una corretta collocazione tra gli elementi che concorreranno a poter trarre possibili conclusioni in ordine alla modalità di formazione dell’immagine presente su entrambi i lati del Velo.


ANCELLE

DEL

SANGUE DI

SANTISSIMO

MANOPPELLO

SR. M. CATERINA ROKICKA Siamo una comunità internazionale nata in Polonia nel 1987 a Czestochowa con lo scopo di prendere parte alla missione di Cristo e della Chiesa sotto il segno del Sangue di Cristo e sotto la protezione e secondo il modello della Sacra Famiglia. Perciò facciamo parte, insieme con i Frati del SS.mo Sangue e i laici della Comunità del SS.mo Sangue, di una Famiglia Spirituale.

P

in tre il primo giugno 2010 e abbiamo preso un’abitazione a quattro chilometri dal Santuario, in C.da Vallone 13. La nostra casa si chiama “S. Maria del Calice Vivente”. Questo nome presenta la nostra vocazione ad essere come Maria sotto la croce, a raccogliere il Sangue di Gesù misticamente presente nel mondo, in modo particolare dove è la sofferenza, l’ingiustizia…, dove oggi sta sanguinando Gesù, per offrirlo per la salvezza di tutti: Guardando Maria, vogliamo diventare un "calice viven-

er ora siamo presenti in Germania, Austria, Polonia e Italia. I nostri modelli sono Maria e le prime donne che servivano il Vangelo nella comunità dei discepoli di Gesù (cfr. Lc 8, 1-3; Mc 16, 1-8; At 1, 14). Con il dono della maternità spirituale vogliamo servire Cristo sopratutto negli apostoli di oggi, ma anche in tutto il popolo di Dio. A Manoppello siamo venute

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Ancelle del Santissimo Sangue di Manoppello

te", sempre puro ed aperto ad accogliere la Infatti, a Manoppello vengono sempre di volontà di Dio, riempito sotto la croce del più i pellegrini da tutto il mondo: vogliaSangue del Redentore ed offerto per l’unità mo dare loro accoglienza e ospitalità, del popolo di Dio (dalla “Costituzione”). specialmente ai pellegrini dalla Polonia e Il Volto Santo è per noi la fonte di quest’amo- Germania. Ci siamo anche aperte alla re che Gesù ci ha mostrato sulla croce ver- collaborazione nella nostra parrocchia sando il Suo Sangue. GuardandoLo risorto, di S. Nicola, dove abbiamo già cominvediamo però ancora tanti segni della Sua ciato con l’aiuto pastorale ai bambini del passione: tante ferite, il naso fratturato, la catechismo e con l’animazione della s. guancia gonfiata… Messa domeniCi ricordano come cale. Aiutiamo Lui ha “pagato” per anche ogni gioognuno noi. Anche vedì nell’adoranoi vogliamo dare zione eucaristica una risposta al Suo pregando in amore. Siamo qua modo speciale per essere vicino a per le nuove Lui nella adorazione vocazioni sacere contemplazione dotali, religiose del Suo Volto, in e laiche per la espiazione per tutte Chiesa. Ogni Apostolato davanti al Santuario le offese che Lui venerdì, invece, ogni giorno riceve e anche per essere al ci raduniamo presso la nostra casa per posto di tutti quelli che vorrebbero, però per approfondire la spiritualità del diversi motivi non possono, venire qua. Santissimo Sangue e per contemplare i Davanti alla Sua immagine ci lasciamo sette versamenti del Sangue di Cristo. amare da Lui per poi portare il Suo amore Ogni primo venerdì del mese preghiamo misericordioso per tutti. questo rosario davanti al Volto Santo nel Dolce Volto di Gesù, possiedimi. Santuario. Mite Volto di Gesù, zittiscimi. Abbiamo trovato un’accoglienza calda Umile Volto di Gesù, trasformami. e solidale, piena di letizia da parte di Paziente Volto di Gesù, riempimi. tutti e per questo ringraziamo il Signore, Nobile Volto di Gesù, perfezionami. facendo nostre le parole di S.Paolo: Divino Volto di Gesù, santificami. “…tutto concorre al bene di coloro che Vivo Volto di Gesù, abita in me. (Sr. MR) amano Dio” (Rm 8,28).

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CHE MERAVIGLIA IL

SIGNORE DIO!

È

EWA PASKO Siamo dei pellegrini di Polonia. Tre anni fa siamo arrivati a Manoppello per la prima volta. Siamo entrati nel Santuario del Volto Santo di Gesù e ci siamo trovati in un luogo straordinario. Abbiamo incontrato Gesù vivo nel Volto impresso sul velo. Ci guardava, Dio amorevole. Sentivamo una vicinanza tangibile di Dio e il Suo grande amore per noi. Il Santuario del Volto Santo di Gesù divenne da quel momento un luogo molto importante per tutta la nostra famiglia - per me, mio marito Zbigniew, per la mia mamma Barbara e per nostro figlio Gregorio e la sua fidanzata Agnese.

D

opo questa prima visita al Santuario e dopo il ritorno in Polonia, ogni giorno ritornavamo, nei nostri pensieri e nella preghiera, a Manoppello e al Volto del Signore. Sentivamo il grande desiderio di ritornare di nuovo a Manoppello. Sentivamo nostalgia del Volto di nostro Signore. Volevamo di nuovo essere in que-

sto luogo straordinario, silenzioso e misterioso, immergerci nella preghiera, guardare negli occhi di Gesù pieni di amore e chiedergli l'aiuto e la forza per la nostra vita quotidiana difficile, la salute per noi tutti, le grazie per Gregorio e Agnese, appena fidanzati. Volevamo stare di nuovo davanti al Volto di Cristo. Perché? Perché qui in modo particolare Dio diventa così vicino, così buono e così amorevole. Vive in Polonia un sacerdote che parla di Dio pieno di amore e tiene le sue prediche in modo affascinante. Il suo nome è Józef (cioè Giuseppe) Zawitkowski. Anni fa lui predicava i quaresimali nella nostra parrocchia della Madonna Immacolata a Katowice. Poi, quando cadeva il comunismo in Polonia, don Zawitkowski predicava nelle sante messe trasmesse alla radio. Dal 1990 è il Vescovo Ausiliario di Varsavia, e risiede a Lowicz. Conosciamo di persona il vescovo Giuseppe Zawitkowski e lo stimiamo molto. È una grande personalità. Oggi è molto famoso come il predicatore nazionale polacco. Nelle sue prediche (inizian-

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Che meraviglia è il Signore Dio!

ti sempre con le parole “amati miei”) c`e una grande ricchezza di riflessioni religiose e di riferimenti alla letteratura polacca. C`è la grande preoccupazione per la sorte della nuova Polonia e anche i molti appelli al miglioramento morale della nazione. Però Cristo, l'Insegnante Buono e Amante è sempre e definitivamente al centro di ogni suo sermone. Don Zawitkowski dice: “Che meraviglia è il Signore Dio, il quale diventò Parola. Come è meraviglioso ciò che mi dice con voce umana. È meraviglioso che io possa parlare con Lui da amico ...” (dal sermone nella radio in data 31.01.1982.). Usando le parole del Vescovo Giuseppe

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Zawitkowski anche noi possiamo dire oggi: che è meraviglioso il Signore Dio! Nel mese di agosto 2010, Dio ci ha dato la grazia di visitare di nuovo il Santuario del Volto Santo a Manoppello. E bisogna dire che l`anno corrente 2010 è molto difficile per noi, sia in relazione agli eventi nel paese, sia nella nostra famiglia. Abbiamo sentito una grande tristezza nel mese di aprile quando morì in un incidente aereo il presidente polacco con sua moglie e 94 persone tra le più importanti dello Stato. Abbiamo sentito il grande dolore nei mesi di maggio e di giugno quando due grandi alluvioni hanno distrutto le case di migliaia di famiglie in Polonia.


Che meraviglia è il Signore Dio!

Infine è arrivato un momento difficile per la nostra famiglia, quando prima io e poi mio marito, ci siamo trovati in ospedale. Eppure il Signore Gesù ci ha dato forza e ha permesso di raggiungere il Santuario di Manoppello a tutta la nostra famiglia. Il nostro Signore amato di cui sentivamo tale nostalgia, ci ha permesso di nuovo di venire a Lui. È difficile descrivere a parole la nostra gioia e la commozione, quando siamo stati vicino all`altare del Santuario e abbiamo dato un'occhiata al Volto del Signore... quando il Suo sguardo d`amore ci guardò. Potevamo dirgli tutte le nostre preoccupazioni e affidargli la nostra vita e gli affari di tutta la famiglia. Eravamo tanto felici quando il nostro caro Padre Rettore Carmine Cucinelli benediceva Gregorio e Agnese in occasione del loro fidanza-

mento. Proprio qui in questo luogo unico e irripetibile sulla terra, nella presenza di Cristo nel Volto Santo, i nostri giovani hanno dato l`un l`altro la promessa dell`amore, del rispetto e della fedeltà. Per questo ripetiamo le parole del Vescovo Zawitkowski: È meraviglioso è il Signore Dio! È meraviglioso il Signore che ci ha dato tante grazie, che ci ha portato in questo luogo, che ci ama tanto. Dobbiamo dire anche che la nostra profonda gratitudine verso Dio ci impegna a fare sforzi per diffondere di più il culto del Volto Santo di Manoppello nei nostri ambienti. Lo facciamo con gioia... e con speranza di tornare di nuovo a Manoppello - che, come dice Suor Blandina Paschalis Schlömer, è la più bella città del mondo. Benedizione dei fidanzati

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IL VOLTO DIVINO AMBRETTA LALA

R

isveglio ritorto nel bisso! Magnetica luce lambisce fibrille lasciando traccia di colore luminoso. Trama di ordito nasconde i segni e spezza il buio con risveglio subitaneo. Ed è profondità di Spirito, ed è altezza di Anima ed è larghezza di Vita, che si fa Eterna nel Tempo di Spazio. Gonfiore appiattito, calibri di spore, muffe ossidate, piccole lenti di sangue fluido che sposta fibrille fragili. Acqua e Luce insieme si fondono e scoprono all’occhio effetti solari…, ed è Vita Eterna! Risveglio di cuore imbrunito rimbalza nel gemito primordiale di Nuova Vita ed è Respiro non di polmoni, ma come di aria compressa che libera la sua forza ed esplode di Vita. E’ Ossigeno d’Alta Montagna... è immagine rarefatta... è Respiro di Dio! Al risveglio l’Uomo scompare lasciando traccia di Sé, come ombra sfuggente che acquista dimensione dal fondo del buio umano. Velocità inesprimibile di impressione, che il bisso prezioso ben sa nascondere! Tessuto di mare... tessuto di Luce! Acqua e Luce! Sangue ed Acqua! Carne, Anima, Spirito…, tutto diviene Luce ed Acqua, fusi nel calore di Energia Divina. Come calamita il bisso attira, intrappola, nasconde e, come onda del mare, sottrae e restituisce.

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Tutto si può spiegare, solo che l’uomo voglia lasciarsi guidare dallo Spirito. Allora scoprirebbe altre meraviglie della Creazione, di cui lui ne è parte integrante. Le forze cosmiche non sono poi così lontane e l’uomo ne è il più grande contenitore. L’uomo-Dio si risveglia, incontra Dio nella Sua Essenza ed è rapito definitivamente in attimi di Eternità, che lasciano segno per l’uomo-uomo. Il “Risvegliato” è “come bimbo svezzato in braccio a Suo Padre”. Stupore innocente, assenza totale di qualsiasi consapevolezza! Il nulla si riempie di Dio all’istante, nel vuoto totale di Sé Uomo-Dio... ed è incontro di Unità Assoluta ed è ritorno all’origine del Suo Essere... ed è Vita Eterna per l’Umanità.


I SANTUARI DI

RICONCILIAZIONE

Nella storia dei Convegni organizzati dal Collegamento Nazionale Santuari, si ricorderà il 45° per la singolarità del suo svolgimento e delle cose capitate. Circa 170 sono stati i partecipanti al Convegno Nazionale dei Rettori e Operatori dei Santuari italiani tenutosi al Santuario di San Francesco di Paola a Paola (CS) dal 18 al 22 ottobre u.s.. Il Santuario del Volto Santo è stato rappresentato dal Rettore. Il tema verteva sulla “riconciliazione” a cui i santuari devono educare i pellegrini.

I

EDUCATORI

l primo impatto è stato traumatico, poiché si è iniziato con una fastidiosa pioggia continua, che non dava tregua. Gli arrivi alla spicciolata. L’organizzazione è stata perfetta, accogliente. I frati “Minimi”, custodi del Santuario, hanno dato del loro meglio per far riuscire l’incontro. Ci hanno ospitato in una grande sala conferenze, sita sotto la grande chiesa nuova, con tutta una serie di locali per l’ufficio stampa, per i mezzi audiovisivi, per gli espositori di oggetti sacri. Hanno messo a disposizione pullman navette per il trasbordo dalla sede del Convegno agli alloggi siti tutti nel Villaggio Bahja, a circa tre km di distanza, in riva al mare. L’idea di far alloggiare

tutti insieme era ottima. Nei giorni successivi, invece, essendo stati vittime di un’alluvione, abbiamo dovuto abbandonare il villaggio turistico dichiarato inagibile ed essere trasferiti in altri alberghi. Il primo giorno abbiamo sperimentato il disagio di chi si trova ad essere vittima di calamità naturali e la solidarietà e abnegazione di chi si è prodigato nel prestare aiuto. Gli altri giorni abbiamo sperimentato la squisitezza dell’ospitalità della gente calabra e della loro bontà d’animo, della loro cultura, nonché della loro intraprendenza, contrariamente a quanto viene detto e scritto di questa popolazione. C’è stato un incontro di preghiera e di scambi culturali con una comunità italo-albanese, la visita alla cattedrale di Lungro, all’Abbazia forenze di San Giovanni in Fiore, abbiamo visitato alcuni luoghi della Sila e la cattedrale di Cosenza. Molto proficui sono stati gli incontri personali tra i partecipanti, gli scambi di idee e di esperienze.

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NOTIZIE

IN BREVE

“QUELLO CHE ABBIAMO DI PIÙ CARO È CRISTO”

Il Volto Santo presente nella Mostra del XX Convegno Fides Vita San Benedetto del Tronto 24 ottobre - 1 novembre 2010

F

ides Vita, movimento ecclesiale fondato a San Benedetto del Tronto, nel 1990, che si propone l’annuncio di Cristo come l’Avvenimento più importante della storia, profondamente anelato dal cuore di ogni uomo, corrispondente alla vera esigenza dell’uomo. Il movimento è stato originato dall’esigenza di dire ai giovani d’oggi la Parola che dà senso alla vita e che salva; è rivolto soprattutto ai giovani nella scuola e fuori dalla scuola, ma anche ai genitori smarriti e preoccupati per le sorti dei loro figli affascinati dalla radicalità di una proposta. Cerca di formare i cristiani, con la preghiera, i sacramenti, l’allenamento al sacrificio. Fides Vita: la fede che si immerge nella vita ed è vita, e la vita che si invera nella fede ed è fede. Questo annuncio di Gesù, presente e vivo nella Chiesa, viene fatto per strada e, ogni anno nei Convegni, in tende. Così è accaduto a San Benedetto del Tronto quest’anno dal 24 ottobre al 1° novembre, dove in uno stand è stata ospitata la mostra fotografica Penuel, che confronta il Volto Santo di Manoppello con la Sindone di Torino. Suor Blandina nella tenda delle mostre

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Notizie in breve

CONCERTO INTERNAZIONALE

C

i sono dei momenti nella nostra vita in cui sembra di provare una straordinaria apertura di mente e di cuore. È come se l’animo si aprisse ad una nuova dimensione. Il 10 ottobre del 2010 ho sperimentato uno di questi momenti. Mi riferisco al concerto polifonico internazionale che, nella volontà degli esecutori voleva essere un omaggio alla Vera Icona di Cristo, al Volto Santo. Due cori - uno denominato Cappella musicale di Santa Lucia Gonfalone diretto dal maestro Pietro Bisignani proveniente da Roma e un altro denominato Coro Immaculata Mater diretto dal Maestro Juan Ruiz Fuentes proveniente da Toledo – Spagna - ci hanno fatto assaporare, tra l’altro, la spiritualità e il pathos del canto gregoriano e della polifonia di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Dalla Spagna, poi, sembrava giungerci l’invito a contemplare l’incarnazione e la passione di Cristo con l’animo di santa Teresa di Gesù e di san Giovanni della Croce. Una preziosità del concerto è consistita nel canto a doppio coro di Tomas Luis da Victoria dedicato a Sant’Ildefonso, l’apostolo della devozione detta schiavitù mariana consistente nell’offerta di tutti i beni esteriori ed interiori a Maria, consacrando il proprio cuore al cuore di Maria. Nei giovani esecutori, oltre la bravura e l’entusiasmo si notava una spiritualità arricchita dai principi e dai contenuti della fede cristiana. Il coro della basilica anche in questa circostanza si è fatto onore cantando l’inno al Volto Santo di Mons. Bruno Forte. Al canto dei tre cori sembrava che le mura del santuario fossero diventate malleabili ed elastiche quasi a voler rendere le voci ancora più belle, pastose e armoniose. A quanto un’altra esperienza tanto bella? Grazie ai maestri e agli esecutori. Grazie di cuore anche a don Stefano De Paulis che ha fatto da tramite tra i cori di Roma e Toledo e i frati cappuccini della Basilica del Volto Santo.

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Notizie in breve

A GROSSETO: SAVERIO GAETA SPIEGA “L’ENIGMA DEL VOLTO DI CRISTO”

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averio Gaeta ha presentato il suo libro “L’enigma del Volto di Cristo”, ed. Rizzoli, 2010, a Grosseto, il 18 settembre 2010, in occasione dei festeggiamenti della 43° edizione della Festa di Santa Lucia. Il libro, basandosi su un’accurata documentazione, ricostruisce una delle vicende più straordinarie e misteriose dell’esperienza cristiana: la storia della Sindone e quella del “Velo della Veronica”, conosciuto anche come il “Volto Santo di Manoppello”, il piccolo centro tra i monti abruzzesi dove è custodito un tessuto su cui si ritiene sia rimasto impresso il volto di Gesù vivo. Un lavoro appassionato e appassionante, quello effettuato da Gaeta, che alterna dati storici, iconografici e tissuta- Saverio Gaeta - Capo redattore di “Famiglia Cristiana” li, ricerche scientifiche, tradizione e pietà popolare proprio nell’anno in cui la Chiesa ha rivissuto il dono della ostensione della Sindone a Torino. Gli studi citati e riferiti con uno stile immediato e divulgativo, dimostrando che il telo di Manoppello non è dipinto da mano umana, non presenta tracce di pitture ed è perfettamente sovrapponibile al volto dell’uomo della Sindone, conducono verso la definizione definitiva di un affascinante mistero che attraversa i secoli. Saggista, scrittore, giornalista, divulgatore, Saverio Gaeta è caporedattore di Famiglia Cristiana e cura una rubrica settimanale su Radio Maria. Ha lavorato al quotidiano Il Mattino, poi all’Osservatore Romano; è stato vaticanista di Jesus, ha collaborato con Avvenire, Il Messaggero di Sant’Antonio, Radio Vaticana e con numerose trasmissioni televisive Rai e Mediaset. Ha all’attivo una sessantina di libri, tutti a tematica religiosa. (da 564news.it “L’occhio della città”).

PETER SEEWALD

I

l noto giornalista Peter Seewald ha visitato il Santuario del Volto Santo il 10 ottobre scorso, proprio mentre era impegnato nella fase finale di realizzazione del libro-intervista al Papa, pubblicata con il titolo “Luce del mondo. Il papa, la Chiesa e i segni dei tempi”. Ed. Libreria Vaticana. Peter Seewald che ha voluto cortesemente donare al convento il suo libro con questa dedica, che si richiama al titolo: “A Padre Carmine Cucinelli e a tutti i frati del convento di Manoppello con tanti cordiali e grati saluti per il vostro servizio prezioso e incomparabile nel vostro sforzo di rendere visibile il Volto di Cristo, Luce del Mondo. Vostro Peter Seewald”.

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Notizie in breve

DIECI MEDICI SI INCONTRANO PER STUDIARE IL VOLTO SANTO

P

er interessamento di Suor Blandina Paschalis Schlömer, 10 medici di varie nazionalità si sono riuniti intorno al Volto Santo per osservare l’Immagine sacra dal punto di vista medico. Essi sono: la Dr.ssa Cornelia Wehr, medico generico e omeopata, Vienna, il Dr. Rudolf Tielsch, dermatologo, Vienna, il Dr. Harald Keller, anestesista, Rheinstetten, con la coniuge Maria, la Dr.ssa Elisabeth Koch, medico generico e omeopata, Silz (Austria), la Dr.ssa Berta Wahrmann, anestesista, Colonia, la Dr.ssa Ursula Melzer, oculista, Zeitz (1 giorno), il Prof. Francesco Introna, Bari, docente di medicina legale (1 giorno), più due anestesisti di Avezzano (1 sera). Applicando il loro sapere e la loro esperienza, dovevano osservare il volto come fosse un paziente ed esprimere un parere su ciò che hanno osservato dal loro punto di vista. Che tipo di "lettura" può fare su questo volto un medico o un medico legale? Quali lesioni si possono individuare, quali sono gli effetti normalmente provocati da tali ferite? Quali singoli atti di violenza e di tortura ha subìto Gesù Cristo? Fino a che punto si è spinto il disprezzo dell'uomo per la Sua persona? Con queste e altre simili domande questi medici sono stati sollecitati a pronunciarsi. È stata una novità. Si è aperto un altro fronte di ricerca che forse darà in seguito i suoi frutti. Speriamo di avere quanto prima, se ce ne sono, significativi risultati.

VISITA AL SANTUARIO DEL DOTT. PAOLO DI LAZZARO

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a visitato il Santuario del Volto Santo, il dott. Paolo Di Lazzaro, leader del gruppo di ricercatori del laboratorio Laser ad Eccimeri dell'ENEA. Di Lazzaro è noto per aver condotto una ricerca che attravverso un impulso di luce ultravioletta di pochi miliardesimi di secondo in un intervallo ristrettissimo di valori di energia e densità di potenza è stato in grado di colorare in modo superficiale un tessuto di lino, con la stessa cromaticità dell’immagine sindonica. I risultati di questa ricerca, alla quale colloborò anche il prof. Giulio Fanti, docente dell'Università di Padova e studioso della Sindone e del Volto Santo, furono presentati nel 2008 negli Stati Uniti. Lo stesso dott. Di Lazzaro ha coordinato lo scorso mese di maggio - presso il centro di ricerca dell'Enea di Frascati - un autorevole workshop scientiLo scienziato è ripreso all'interno del fico internazionale sulle immagini acheropite: Santuario mentre discute con sr. Blandina e Sindone, Tilma di Guadalupe, Volto Santo - cfr. con la dott.ssa Francesca Esposito Bini, http://www.acheiropoietos.info/. radiologa dell'Ospedale Civile di Pescara.

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VISITE

S. E. Mons. Salvatore Pappalardo Arcivescovo diocesi di Siracusa

S. E. Mons. Gennaro Pascarella Vescovo di Pozzuoli (Napoli)

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ECCELLENTI

Vincenzo D’Antuono Prefetto di Pescara

S.E. Mons. Stanislao Gebighi

Vescovo della diocesi di Wloclawek (Polonia)


Visite eccellenti

S.E. Mons. Antonio Napoletano

C.SS.R. vescovo di Sessaurunca (CE) con i sacerdoti della diocesi al termine dell’anno sacerdotale

Emidio Marin

Ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede con la sua consorte

S. E. Mons. Zygmunt Zimowsky Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute)

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Visite eccellenti

S.E. Mons. Giorgio Bertin OFM

Vescovo dell’Amministrazione Apostolica Personale San Giovanni Maria Vianney di Campos (Brasile)

S. E. Mons Amedeo Grab

S.E. Mons. Vicente Ramòn Hernandez Pena

Vescovo emerito di Coira (Svizzera)

P. Bernhard Maria Alter OSB e P. Daniel Stabryte OSB

Monaci Benedettini della Germania al monastero della “Dormizione” sul monte Sion in Gerusalemme 52

S. E. Mons. Fernando Arias Rifan

Vescovo di Gibuti Amministratore apostolico di Mogadiscio (Somalia)

Vescovo di Trujillo (Venezuela)

Sposi di Polonia

Swiatlak Robert Krysztof e Burzala Kamila Rozalia


PELLEGRINAGGI GIUGNO 2010 6 1 2 1 4 1 1 1 1 3 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1 3 5 1 1 3 1 1 1 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 3 1 1 1 2 1 1

Roma Ferrara Bari Loreto (AN) Avezzano (AQ) Pedaso (AP) Velletri (RM) Miglianico (CH) Acerra (NA) Citta varie (Ucraina) Polverigi (AN) Rodi Garganico (FG) Wodzlsaw (Polonia) Trentola (CE) S. Elpidio (RI) S. Ferdinando di Puglia (FG) Alfano (SA) Foligno (PG) Filottrano (AN) Cerignola (FG) Vastogirardi (IS) Rocchetta S. Antonio (FG) Ripateatina (CH) Latina Chieti Pesaro Monaco (Germania) Pescara Foggia Loreto Aprutino (PE) Melbourne (Australia) Nowy Saz (Polonia) Fabriano (AN) S. Giovanni Rotondo (FG) San Benedetto del Tronto (AP) Milano Montesilvano (PE) Benevento Linz (Austria) Cagnano Varano (FG) Mainz (Polonia) Casel di Lama (AP) Penna S. Andrea (TE) Heidellberg (Germania) Wieliczka (Polonia) Stalowa Wola (Polonia) Zabnica (Polonia) Palestrina (RM) Monteporzio Catone (RM) Bari Tivoli (RM) Cieszyn (Polonia) Cerro al Lambro (MI) Altamura (BA) Schatlin (Belgio) Castellana Grotte (BA)

1 2 1 1 1 9 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1 1 3 1 1 5 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 2 1 1 1 1 1 2 1 1 1 3 1 1 1 1 1 1 1

Zywiec (Polonia) Bydgoszcz (Polonia) Luco dei Marsi (AQ) Krosno (Polonia) Staszkówka (Polonia) Roma Acquaviva (SI) Spoltore (PE) Giulianova (TE) Tenczynek (Polonia) Ascoli Piceno Pistoia Lódz (Polonia) Sessaurunca (CE) Cagliari S. Andrea del Garigliano (FR) Chieti Spokane (USA) Wroclaw (Polonia) Kolobrzeg (Polonia) Lanciano (CH) Francavilla al Mare (CH) Napoli Desio (MI) Roma Scansano Ionico (MT) Pescosannita (BN) Mondragone (CE) Altamura (BA) Osimo (AN) Villa Caldari (CH) Giovinazzo (BA) Bidetto (BA) Bovino (FG) Frascati (RM) Boville Enrica (FR) Ortona (CH) Tollo (CH) Frisa (CH) Casal di Principe (CE) Colledara (TE) Brzeg (Polonia) Trani (BA) Villamagna (CH) Chieti Scalo Serracapriola (FG) S. Maria a Monte (PI) Piasek (Polonia) Miejska Górka (Polonia) Caccamo (PA) Palermo Messina San Giorgio (PC) Charsznica (Polonia) Brodnica (Polonia) Bytow (Slovacchia) Boston (USA) Torgiano (PG)

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 1 1 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1

Osielec (Polonia) Tagliacozzo (AQ) Frignano (CE) Rionero (PZ) Vasto (CH) Piacenza Sparanise (CE) Pavona (RM) Aquino (FR) Massafra (TA) Altamura (BA) Latina Casalnuovo-Monterotaro (FG) Subiaco (RM) Guidonia (RM) Napoli Pozzuoli (NA) Torre del Greco (NA) Porabka (Polonia) Wroclaw (Polonia) Brescia Giulianova (TE) Pietralcina (BN) Porto S. Margherita (VE) Velletri (RM) Sidzina (Polonia) Stanowice (Polonia) Bydgoszcz (Polonia)

LUGLIO 2010 1 1 1 2 1 5 1 1 1 1 1 2 1 2 1 1 4 2 1 1 1 1 1 1 1 1 2

Wislica (Polonia) Rzeszów (Polonia) Trudica di Morrovalle (MC) Niebylec (Polonia) Latina Roma Mstów (Polonia) San Valentino Torio (SA) Gabin (Polonia) Saltana (PU) Wronki (Polonia) Twardogóra (Polonia) Jordanów (Polonia) Szczecin (Polonia) Pesaro Poznan (Polonia) Archi (CH) Katowice (Polonia) Montaquila (IS) Palo del Colle (BA) Benevento Legnica (Polonia) Monteroduni (IS) Osiek (Polonia) Skrzeszew (Polonia) Cerignola (FG) Teramo

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PELLEGRINAGGI 1 Warszawa (Polonia) 1 Bochnia (Polonia) 1 San Benedetto del Tronto (AP) 1 Gomunice (Polonia) 1 Napoli 1 Myslenica (Polonia) 1 Pietramelara (CE) 1 Civita Castellana (VT) 1 Città varie (Indonesia) 1 Olesnica (Polonia) 2 Skarszewy (Polonia) 1 Kraków (Polonia) 1 Zamosc (Polonia) 1 Koronowo (Polonia) 2 Postoliska (Polonia) 1 Warszawa (Polonia) 1 Perugia 1 Kalwaria Zebrzydowska (Polonia) 1 Sulików (Polonia) 1 Mazzano Romano (RM) 1 Novara 1 Swiecie (Polonia) 1 Sucha Beskidzka (Polonia) 1 Bari 1 Raccuja (ME) 1 Gliwice (Polonia) 1 Caiano (NA) 1 Varese 1 Lubliniec (Polonia) 1 Przemysl (Polonia) 1 Olsztyn (Polonia) 1 Amorosi (BN) 1 Cassino (FR) 1 Francavilla al Mare (CH) 1 S. Cosma e Damiano (LT) 1 Rozprza (Polonia) 1 Cieszyn (Polonia) 1 Szczedrzyk (Polonia) 1 Campobasso 1 Napoli 1 Mentana (RM) 1 Ucraini di Napoli 1 Lanciano (CH) 1 Lódz (Polonia) 1 Plock (Polonia) 1 Jaslo (Polonia) 1 Rotselaar (Belgio) 1 Ostróda (Polonia) 1 Senica (Slovacchia) 1 Wegrzce (Polonia) 1 Gdansk (Polonia) 1 Kwilcz (Polonia) 1 Perzów (Polonia) 1 Parigi (Francia) 1 Roma 1 Cesena (FO) 1 Ferrara 1 Milano

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1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Firenze Montoootone (FM) Pescara Cupa di sessaurunca (CE) Poznan (Polonia) Francavilla al Mare (CH) Knurów (Polonia) Oswiecim (Polonia) Cassino Wolsztyn (Polonia) Basel (Svizzera) Monopoli (BA) Rybnik (Polonia)

AGOSTO 2010

1 Procida (NA) 1 Ceglie del Campo (BA) 1 Ruvo di Puglia (BA) 2 Molfetta (BA) 1 Pescosolido (FR) 1 Sammichele di Bari (BA) 1 Nardò (LE) 1 Cola di Lazise (VR) 1 Ciampino (RM) 1 Rydultowy (Polonia) 1 Olsztyn (Polonia) 2 Opole (Polonia) 1 Lipany (Slovacchia) 1 Formia (LT) 2 Napoli 1 Lecce 1 San salvo (CH) 1 Lauria (PZ) 1 Casalbordino (CH) 1 Warszawa (Polonia) 1 Odessa (Polonia) 1 Czermin (Polonia) 1 Anguillara Sabazia (RM) 1 Sava (TA) 2 Pretoro (CH) 1 Scotch Plains (USA) 1 Maastricht (Olanda ) 1 Lubliniec (Polonia) 1 Porabka Uszewska (Polonia) 1 Pescara 1 Castelgandolfo (RM) 1 Monte S. Pietrangeli (FE) 1 Mosciano (TE) 1 Casapesenna (CE) 1 Modena 1 Imola (BO) 1 Visnove (Slovacchia) 2 Napoli 2 Latina 1 Katowice (Polonia) 1 Lomnica Zdrój (Polonia) 1 Arienzo (CE)

1 Campobasso 1 Riomero in Vuture 2 Skawina (Polonia) 3 Varese 1 Arpino (FR) 1 Pelplin (Polonia) 1 Torrebruna (CH) 1 Pesaro 1 Gatteo (FC) 1 Ferentino (FR) 1 Rzeszów (Polonia) 1 Sora (FR) 1 Roma 1 Formia (LT) 1 Valenzano (BA) 1 Dopiewo (Polonia) 1 Nowy Sacz (Polonia) 1 Fermo (AP) 1 Pianella (PE) 2 Monopoli (BA) 1 Amelia (TR) 2 Campovalano (TE) 1 Rybnik (Polonia) 1 Graz (Austria) 1 Sorrento (NA) 1 Empoli 1 Bisceglie (BR) 1 Linz (Austria) 2 Vetralla (VT) 1 Mestre (VE) 1 Antoninkowska (Polonia) 1 Chorzów (Polonia) 2 Wadowice (Polonia) 1 Lamezia Terme (CZ) 1 Biala Podlaska (Polonia) 1 Vonringen (Germania) 3 Frosinone 1 Pollutri (CH) 1 Starachowice (Polonia) 1 Martinsicuro (TE) 2 Montefalcone del sannio (CB) 1 Torrella del sannio (CB) 1 Lanciano (CH) 1 Urbino (PU) 1 Montegiorgio (AP) 1 Tollo (CH) 1 S. Maria a Vico (GE) 1 Foggia 1 Arienzo (CE) 1 Petriano (PU) 1 Altamura (BA) 1 Gorgonzola (MI)

SETTEMBRE 2010 4 Roma 1 Coira (Svizzera) 2 Assisi (PG)

1 Fabriano (AP) 1 Mondragone (CE) 1 Rzeszów (Polonia) 1 Montecompatri (RM) 1 Asfen (Austria) 1 Corinaldo (AN) 1 Scisciano (NA) 1 Carunchio (CH) 1 Bisceglie (BT) 1 Subiaco (RM) 1 Lanciano (CH) 1 Gravina (BA) 1 San Marzano di S. G. (TA) 1 Edling (Germania) 1 Legnica (Polonia) 1 Panewniki (Polonia) 1 Rotselaar (Belgio) 1 San Mauro Castelverde (PA) 1 Alzanol (BE) 1 Foligno (PG) 1 Chiaiamari (FR) 1 Padova 1 Patti (ME) 1 Warszawa (Polonia) 1 S. Giuseppe Vesuviano (NA) 1 Trento 1 Venafro (IS) 1 Macerata 1 Bydgoszcz (Polonia) 1 Villach (Austria) 1 Liveri (NA) 1 Katowice (Polonia) 1 Verona 1 Soverzene (BL) 1 Ariccia (RM) 1 Serravalle sesia (VC) 1 Co. Clare (Irlanda) 1 Castrocielo (FR) 3 Lesina (FG) 1 Wroclaw (Polonia) 1 Bisceglie (BA) 1 Balsorano (AQ) 2 Foligno (PG) 1 Ariano Irpino (AV) 1 Oswiecim (Polonia) 4 Mercato San severino (SA) 1 Villamagna (CH) 1 Perugia 1 Spoleto (PG) 1 Narni (TR) 1 Colli (FR) 1 Marano (NA) 1 Juszczyn (Polonia) 1 Lublin (Polonia) 1 Poznan (Polonia) 1 Imielin (Polonia) 1 Monte di Procida (NA) 1 Velletri (RM)


PELLEGRINAGGI 1 Kraków (Polonia) 1 Mayenne Cedex (Francia) 1 Sedziszów Malopolski (Polonia) 1 Waterloo (Belgio) 2 Stalowa Wola (Polonia) 2 Wadowice (Polonia) 1 Gajowa (Polonia) 1 Zakopane (Polonia) 1 Przezmierowo (Polonia) 1 Stockholm (Polonia) 1 Benevento 1 Saviano (NA) 1 Bologna 1 Bari 1 Stornarella (FG) 1 Filippini di Roma 1 Warszawa (Polonia) 1 Atessa (CH) 1 San Severo (FG) 1 Agnone (IS) 1 Staporków (Polonia) 1 Lanckorona (Polonia) 1 Kraków (Polonia) 1 Cicolana (RI) 1 Kielce (Polonia) 1 Fondi (LT) 1 Foggia 1 Villamagna (CH) 1 Città varie (USA) 1 Ustron (Polonia) 1 Niepolomice (Polonia) 1 Grottaferrata (RM) 1 Lekowo (Polonia) 3 Tychy (Polonia) 1 Angri (SA) 3 Katowice (Polonia) 1 Fiumicino (RM) 1 Kraków (Polonia) 1 Smolec (Polonia) 1 Munchen (Germania) 1 Bellona (CE) 1 Villetta Barrea (AQ) 1 Drob (Austria) 1 Kolaczkowo (Polonia) 1 Wloclawek (Polonia) 1 S. Martino di Lupari (PD) 1 Radziejów (Polonia) 1 Piekary (Polonia) 2 Kraków (Polonia) 1 Torun (Polonia) 1 Gent (Belgio) 1 Wresse sur semors (Belgio) 1 Gdansk (Polonia) 1 Monopoli (BA) 1 Bagnara Calabra (RC) 1 Roma 1 Treviso

2 S. Antonio Abate (NA) 1 Ovindoli (AQ) 1 Cecina (LI) 1 Ostra (AN) 1 Senigallia (AN) 1 Castel Sant’Elia (VT) 3 Cerignola (FG) 1 Bologna 1 Civitavecchia (RM) 1 Chiaravalle (PG) 1 Montefalcone (AV) 1 Lisów (Polonia) 2 Kraków (Polonia) 1 Freiburg (Germania) 1 Bratislava (Slovacchia) 1 Soccovo (NA) 1 Lugo (RA) 1 Warszawa (Polonia) 1 Fremond, CA (USA) 1 Rabka (Polonia) 1 Bolzano 1 Tarnobrzeg (Polonia) 3 Marki (Polonia) 1 Napoli 1 San Giorgio a Cremano (NA) 1 Rogno (BG) 1 Czernikowo (Polonia)

OTTOBRE 2010

2 Albano Laziale (RM) 1 Szczecin (Polonia) 1 Falciano (RSM) 1 Katowice (Polonia) 3 Roma 2 Hamburg (Germania) 1 New York (USA) 1 S. Benedetto del Tronto (AP) 1 Montecosaro (MC) 1 Vasto (CH) 1 Warszawa (Polonia) 1 Manfredonia (FG) 1 Matera 2 Fraiburg (Germania) 1 Ruvo del Monte (PZ) 1 Gostyn (Polonia) 1 Nereto (TE) 2 Guardiaregia (CB) 3 Ortona (CH) 2 Pianura (NA) 1 Kraków (Polonia) 1 Boleslawiec (Polonia) 1 Foligno (PG) 1 Brzezia Laka (Polonia) 1 Afragola (NA) 1 Albavilla (CO) 1 Nowy Sacz (Polonia) 1 Mira (VE) 2 Lublin (Polonia)

1 Rzepin (Polonia) 1 Bastia Umbra (PG) 1 Geltendorf (Germania) 1 Sasso Morelli (BO) 1 Legowo (Polonia) 1 Visso (MC) 1 Bergamo 1 Lerdely (Romania) 1 Libiaz (Polonia) 1 Cerro Maggiore (MI) 1 Pilica (Polonia) 1 Baruccana (MI) 1 Acilia Dragona (RM) 1 Lanciano (CH) 1 Ricaldone (AT) 1 Atessa (CH) 1 Tivoli (RM) 1 Vicarello (LI) 1 Kummersbruck (Germania) 1 Rocca Priora (RM) 1 Cork (Irlanda) 2 Falerone (FM) 1 Giano dell’Umbria (PG) 1 Mazowsze (Polonia) 1 Monte Argentario (GR) 1 Scerne di Pineto (TE) 1 Wieliczka (Polonia) 1 Legowo (Polonia) 1 Zamosc (Polonia) 1 Cornaredo (MI) 3 Ozarów Mazowiecki (Polonia) 4 Dussendorf (Germania) 1 Ruda Slaska (Polonia) 1 Reggio Calabria 1 Barcellona P. G. (ME) 1 Bologna 1 Civitavecchia (RM) 1 Verona 1 Altenaner (Germania) 1 Pietrarubbia (PU) 1 Terni 1 Castelverde (RM) 1 Bisceglie (BA) 3 Scurcola Marsicana (AQ) 1 Warszawa (Polonia) 1 Boville Ernica (FR) 1 Cassano allo Ionio (CS) 1 Dovera (CR) 5 Roma 1 Lublin (Polonia) 1 Tollo (CH) 1 Kraków (Polonia) 1 Ciampino (RM) 2 Warszawa (Polonia) 1 Agogliano (AN) 1 Czestochowa (Polonia) 1 Wroclaw (Polonia)

2 1 1 6 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1 3 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1 1

Mercato S. Severino (SA) Miglianico (CH) Chieti Casalincontrada (CH) Cremona Lódz (Polonia) Swidnica (Polonia) Bujny (Polonia) Ferrara Sabah (Malesia) Graz (Austria) Fiumicino (RM) Marcinkowice (Polonia) Kalisz (Polonia) Gdynia (Polonia) Londra (Inghilterra) Spoleto (PG) Gorce (Polonia) Gallipoli (LE) Warszawa (Polonia) Modling (Austria) Camerano (AN) Montesilvano (PE) Fiuggi (FR) Latina Marcianise (CE) Barletta (BA) Prato Spinazzola (BT) Colombo (Srilanka) Pisa Trani (BA) S. Giovanni Rotondo (FG) Piglio (FR) Podsarnie (Polonia) Torun (Polonia) Szczecin (Polonia) Drezdenko (Polonia) Turate (CO) Mosca (Russia) New York (USA) Putignano (BA) Rocca di Papa (RM) Swidnica (Polonia) Velletri (RM) Cles (TN) Kietrz (Polonia) Avellino Nola (NA) Venezia Borgo Carso (LT) Legnano (MI) Andria (BA) Chieti Acqualagna (PU) Monopoli (BA)

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NOTIZIE UTILI

Orario di apertura e chiusura della Basilica 6.00-12.00 / 15.00-19.00 (ora solare 18.00) In questi orari c’è sempre un sacerdote a disposizione per le confessioni.

Presso la Basilica è allestita la mostra di Blandina Paschalis Schlömer: “Penuel. La Sindone di Torino e il Velo di Manoppello: un unico volto”.

Orario delle SS. Messe Prefestivo: 17.30 (ora solare 16,30) Festivo: 7.30 - 9.00 -10.00 - 11.00 - 17.30 (ora solare 16.30) Feriale: 7.15 Concelebrazione Tel. Basilica +39.085.859118 - Fax +39. 085.8590041 www.voltosanto.it • voltosanto@tiscali.it info@voltosanto.it

Conto Corrente Postale 11229655 intestato a: Basilica del Volto Santo 65024 Manoppello (PE)


Dicembre 2010