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Voltana On Line

31 2011

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Io non pago! Paghi tu? Paga lui? No, paghi Pantalone! Ragioniamo: se“i saldi devono restare invariati”, ma i costi della politica non saranno tagliati, ma gli evasori ed i ricchi continueranno a non pagare o pagar poco, mentre i ricchissimi già si stanno defilando, negandoci la loro solidarietà; ebbene, poche illusioni, a pagare sarà Pantalone! Insomma, i soliti, che già pagano, avranno meno servizi, poca pensione e più tasse! Lo sciopero dei giocatori del pallone ci ha dato un po’ di tempo per noi stessi e per riflettere, così come un esempio di comportamento. Vent’anni fa ci si infiammava e si scioperava, in tanti e per molti motivi. Vent’anni fa ci si scandalizzava se un dirigente percepiva quaranta volte il reddito di un suo operaio o se un campione del mondo avesse ingaggi equivalenti a due, tre dirigenti. Oggi un dirigente o un big dello sport, ogni anno, accumulano emolumenti come 500 e perfino 1.000 lavoratori dipendenti, ma nessuno pare s’indigni. Perché? Che cosa è accaduto? I popoli sulla sponda Sud del mar Mediterraneo sono in rivolta. Moti di piazza sono segnalati in Grecia, in Spagna, in Francia, in Inghilterra e perfino in Polonia. Forse gli italiani stanno pensano che quanto sta accadendo in Italia sia cosa buona e giusta per tutti!? Penso che lo sciopero dei calciaMio caro calciatore, potrai permetterti di scioperare quando: 1) il tuo stipendio non supererà i 1.000 euro mensili; 2) quando la tua sveglia, comprata a 50 centesimi dai cinesi, ti suonerà 6 giorni su 7 alle 6:30 del mattino; 3) quando inizieranno ad arrivarti le bollette di luce, acqua, gas, telefono, assicurazione auto, bollo auto, canone TV e le ricariche del cellulare a tue spese. Ecco, allora potrai permetterti di scioperare. Vergognatevi ! da Facebook

tori abbia rotto un incantesimo. E che le tasche vuote di tanti italiani, in Autunno, faranno il resto. Non sarà più possibile colpevolizzare i mass media e/o i tanti leader per lo stato delle cose. Certamente i mass media ci hanno distratto, confuso, disinformato. Certamente i leader politici con i loro teatrini ci hanno disgustato. Certamente i leader sindacali ci hanno guidato male. Ma non tutti i mass media, non tutti i partiti, non tutti i sindacati sono uguali. La realtà esiste. O proviamo a governarla oppure ne resteremo travolti e schiacciati. Dobbiamo esistere, resistere e reagire come persone vive! Smettiamo di avere paura di qualsiasi altro ci sia dato d’incontrare! Proviamo a dialogare con lui. Chi ci è “prossimo” non necessariamente ci deve essere sempre ostile o nemico. Proviamo ad esporgli i nostri dubbi ed i nostri bisogni. E ad ascoltare i suoi dubbi ed i suoi bisogni. Proviamo a condividere una strategia per porre fine ai dubbi ed ai bisogni di tutti e nell’interesse di tutti. Non servono dei mediatori, pos-

siamo essere noi stessi il nostro mass media. Documentiamoci e cerchiamo di ricordare che cosa propongono i politici per uscire dalla crisi. E,con un minimo di attenzione, realizzeremo che “non tutti i partiti sono uguali!” Documentiamoci e cerchiamo di ricordare che cosa propongono i leader sindacali per uscire dalla crisi. E, tra pochi anni, ci stupiremo quando ci capiterà di ricordare che la ricetta di qualche sindacato, per uscire dalla crisi, consisteva nel lavorare come schiavi, senza diritti e senza “feste”, e nel protestare con discrezione, di nascosto e magari di Domenica! E allora non saremo più una voce (anonima e conformista) nel coro dei “tutti i sindacati sono uguali!” Quando la misura è colma è possibile solamente una cosa: reagire. Lo sciopero del 6 settembre deve essere un segno. Con esso il popolo dei “fessi” manda un segnale, forte e chiaro, al popolo dei “furbi”. Un’altra Storia può essere scritta. Dipende da noi l’esserne tra i possibili autori. Un’adesione, responsabile, convinta e numerosa allo sciopero del 6 settembre ne segnerà l’inizio. Mario Paganini

LE FESTIVITA’ DI ALCUNI PAESI A CONFRONTO ITALIA

9 festività religiose (Santa Madre di Dio; Epifania; il Lunedì dell’Angelo; Assunzione; Tutti i Santi; Immacolata Concezione; Natale; Santo Stefano; il Santo Patrono) 3 ricorrenze civili (Liberazione; Festa del Lavoro; Anniversario della Repubblica)

FRANCIA

6 festività religiose e 5 civili (Giorno dell’anno; Festa del Lavoro; Festa della Vittoria; Presa della Bastiglia; Armistizio)

SPAGNA

9 festività religiose e 4 festività civili (Capodanno; Festa del Lavoro; Festa nazionale spagnola; Giorno della Costituzione spagnola)

STATI UNITI 2 festività religiose e 10 festività civili (fra le quali, il compleanno

di Lincon; il compleanno di Martin Luther King; il Memorial Day; l’Independence Day; la Festa del Ringraziamento)

GIAPPONE

16 festività civili (fra le quali, la Festa della Fondazione dello Stato; la Festa della Costituzione; la Festa del Popolo; la Festa della Cultura; la Festa del Lavoro; il compleanno dell’Imperatore) Fonte: www.cgil.it


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“Dagli addosso! Dagli al prete!” Sapevi che l’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) e Propaganda Fide sono al secondo e al terzo posto nell’elenco dei contribuenti dell’Agenzia delle Entrate di Roma (dietro un importante Istituto di previdenza)? E la Caritas? Non «possiede» nulla, ma gestisce, in effetti, mense e comunità di recupero per ex tossicodipendenti, case per malati terminali di Aids o per giovani madri in difficoltà. Tuttavia, per i media del gruppo di Carlo De Benedetti (e in sintonia con le parole d’ordine dei Radicali e della Massoneria), tutto ciò deve fruttare ampi redditi, pertanto queste realtà vanno tassate. Da sempre l’applicazione del mobbing mediatico ha i suoi riti: “io so perfettamente che tu esisti, mi rispondi e cerchi il dialogo, ma io ti ignoro e faccio come se tu non ci fossi”. Via dunque alle cifre sparate a casaccio e senza citare le fonti... Così gli immobili di proprietà della Chiesa Cattolica, in Italia, prima erano il 30 per cento, poi sono scesi al 22 e domani chissà... Sono palesi enormità. Poi per le percentuali, che si riferiscono a Roma, va detto che a Roma tutte le congregazioni religiose del mondo hanno una "casa madre" o una rappresentanza. Inoltre a Roma molte Conferenze episcopali nazionali hanno i loro collegi, che ospitano i propri studenti mentre frequentano le Pontificie università. Ma un collegio di seminaristi o di giovani preti, che studiano e pregano, che reddito può produrre? Avrà soltanto dei costi, come tutti gli Istituti d’ istruzione. E nessun Istituto d’istruzione paga l’Ici. La campagna contro la Chiesa non teme le sciocchezze. Leggiamo, ad esempio, l’elogio all’emendamento dei Radicali «che farebbe cadere l’esenzione dall’Ici (...) per tutti gli immobili della Chiesa non utilizzati per finalità di culto», con questo elenco: «Quelli in cui si svolgono attività turistiche, assistenziali, didattiche, sportive e sanitarie, spesso in concorrenza con privati che al fisco non possono opporre scudi di sorta». È una scure che finirebbe con il decapitare anche innumerevoli ONG, enti di promozione sportiva laicissimi, scuole non cattoliche, realtà culturali, politiche e sindacali. Un massacro che costerebbe una cifra inaudita (la sola scuola paritaria, pubblica esattamente come la statale, fa "risparmiare" 6 miliardi all’anno) allo Stato! Ma che importa? La furia demagogica ha bisogno di un facile bersaglio da additare all’odio popolare. E intanto gli evasori, quelli veri, gongolano.

FREDDURA Caso Penati Un’accusa di corruzione al braccio destro di Bersani ? Che importa ?! La sinistra è pulita !

IL DELIRIO DELL’ECONOMIA CENTRO SOCIALE

IL TONDO

Un esempio: Ecco l’esclusivo Resort di Chiaravalle. Da 300 euro al giorno! Controllare che il cervello sia collegato prima di ... «La splendida abbazia di Chiaravalle alle porte di Milano costa 300 euro, ma è un cinque stelle a tutti gli effetti», si leggeva (il 10 novembre 2007) su “la Repubblica". Chiaravalle, splendida lo è senza dubbio. Ma un albergo a cinque stelle proprio no. Come tanti monasteri ha una foresteria, nel suo caso di 7 stanze singole (una doppia è in via di realizzazione), dove ospita chi voglia condividere qualche giornata di preghiera con i monaci cistercensi (e in qualche caso familiari di persone ricoverate in ospedali milanesi). Le stanzette, tutte con bagno e in regola con le normative edilizie vigenti, sono come quella che vedete nella foto. Agli ospiti viene chiesto un contributo di 40 euro per la pensione completa, ma se una persona è in

difficoltà, viene ospitata gratuitamente per una notte. La cantonata madornale non è mai stata corretta dal quotidiano di De Benedetti, i cui lettori sono ancora convinti che Chiaravalle sia un albergone. Se è con questi metodi che gli anticattolici calcolano la presunta Ici evasa dalla Chiesa, stiamo freschi !

"L'indifferenza è viigliaccheria, inettitud ne, parassitismo. L'indifferente è il pe ” so morto della Storia. Antonio Gramsci


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Creative Commons

Col favore delle ferie di Alessandro Bottoni

Limitazione di responsabilità. Il Commons Deed non è una licenza. È semplicemente un utile riferimento per capire il Codice Legale (ovvero, la licenza completa), di cui rappresenta un riassunto leggibile da chiunque di alcuni dei suoi concetti chiave. Lo si consideri come un'interfaccia amichevole verso il Codice Legale sottostante. Questo Deed in sé non ha valore legale e il suo testo non compare nella licenza vera e propria. (…) Tu sei libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest'opera Alle seguenti condizioni : - Attribuzione : Devi attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato l'opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l'opera. (…) includerai (…) nella tua pagina, [le informazioni] che altri potranno utilizzare per trovare l'opera originale. - Non commerciale : Non puoi usare quest'opera per fini commerciali. - Non opere derivate : Non puoi alterare o trasformare quest'opera, ne' usarla per crearne un'altra. Prendendo atto che : - Rinuncia : È possibile rinunciare a qualunque delle condizioni sopra descritte se ottieni l'autorizzazione dal detentore dei diritti. - Pubblico Dominio : Nel caso in cui l'opera o qualunque delle sue componenti siano nel pubblico dominio secondo la legge vigente, tale condizione non è in alcun modo modificata dalla licenza. - Altri Diritti : La licenza non ha effetto in nessun modo sui seguenti diritti:Le eccezioni, libere utilizzazioni e le altre utilizzazioni consentite dalla legge sul diritto d'autore I diritti morali dell'autore; Diritti che altre persone possono avere sia sull'opera stessa che su co-me l'opera viene utilizzata, come il diritto all'immagine o alla tutela dei dati personali. Ogni volta che segue 

Dopo un anno di duro lavoro (per i fortunati che un lavoro ancora ce l'hanno), vorremmo poterci disinteressare per qualche tempo della vita politica del Paese e rilassarci sotto l'ombrellone con una copia della Settimana Enigmistica in una mano ed una aranciata nell'altra. Purtroppo, in un Paese come l'Italia, guidato da un Governo come quello che abbiamo, questo è un lusso che non possiamo permetterci. Tra le molte Leggi e leggine che questo Governo e la sua rappresentanza al Parlamento Europeo stanno cercando di far passare “col favore delle Ferie d'Agosto” ce ne sono due che, se approvate, avrebbero degli effetti devastanti sul nostro universo digitale e culturale. La prima è l'effetto di una curiosa dimenticanza del legislatore. Grazie ad un vuoto legislativo ed all'inspiegabile disinteresse dei Ministeri preposti, è possibile che alcune delle preziose frequenze radio destinate al Digitale Terrestre vengano regalate (si: proprio regalate) a RAI e Mediaset senza nessuna gara di appalto e senza nessun corrispettivo economico. In altri termini, tre o quattro miliardi di euro che lo Stato Italiano si appresta a regalare a RAI e Mediaset (Berlusconi) nello stesso momento in cui si appresta a chiedere a tutti noi “lacrime e sangue” per evitare il tracollo finanziario del Paese. La perdita economica, tuttavia, sarebbe solo una parte del danno. Molto peggio di questa c'è il fatto che queste frequenze finirebbero nelle mani dei due maggiori dominatori del mercato, che già dispongono delle loro frequenze e non usi o distribuisci quest'opera, devi farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. 

E per saperne di più visita il sito http://creativecommons.org/ http://www.creativecommons.it/

sanno con cosa riempirle, lasciando a bocca asciutta le piccole emittenti, che forse qualcosa di nuovo da dire l'avrebbero, e soprattutto Internet. Si, perché queste stesse frequenze radio potrebbero essere utilizzate per fornire connettività wireless alle piccole comunità ed alle associazioni, permettendo di colmare, almeno in parte, quel digital divide che ancora affligge il nostro Paese (qualcuno si ricorda ancora del miliardo di euro promesso ad inizio legislatura e poi cancellato per fare spazio a cose più importanti, come il G8 della Maddalena?). Ma questa è solo una delle cose di cui siamo costretti ad occuparci nonostante i 38°C di temperatura. L'altra è una proposta di legge che verrà votata il 9 Settembre e che permetterà ai soliti noti di estendere il già estesissimo Diritto d'Autore ed i meno noti “diritti connessi” (quelli degli esecutori musicali, per esempio) dagli attuali 50 anni a ben 95! anticipando una direttiva europea consigliata dal C.O.R.E.P.E.R. e che ancora nel 2008 è stata osteggiata fortemente tanto da indurre il Consiglio Europeo a mediare su 75 anni. In altri termini, quando i vostri nipoti, che ora sono in età prescolare, saranno morti, i diritti d'autore sulle canzoni di Sanremo 2010 saranno ancora attivi. Non occorre una laurea in giurisprudenza per capire che questa follia deve essere fermata. Per questo vi chiediamo di informarvi su questi temi, di diffondere la voce e di attivarvi per impedire che queste follie diventino Legge dello Stato. Il nostro sito e la nostra mailing list sono a vostra dispozione per ogni ulteriore spiegazione. Alessandro Bottoni Segretario Ass. Partito Pirata Nel sito www.partito-pirata.it/

COMMENTO: Parole di buon senso trovate in un sito dal nome decisamente provocatorio (o eccessivo ?). Comunque è un’Associazione con idee interessanti e non conformiste che meritano di essere conosciute.


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La questione dei confini tra ciascuno di noi e tutto il resto del mondo impone di cambiare il nostro modo di pensare e di agire, modificando radicalmente la nostra posizione nei confronti dell’universo. Vogliamo anche noi ,di “Voltana On Line”, dare un piccolo contributo ad una rivoluzione culturale radicale quanto urgente. C’è chi non vuole morire berlusconiano, fascista, comunista; noi vorremmo non morire “panglossiani”. Panglossiano è un neologismo

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creato per sottolineare come l’ ovvietà, il dare per scontato, come appunto fa Pangloss, il precettore di Candido descritto da Voltaire, sia una modalità estremamente pericolosa. Che il lettore giudichi da solo: “Pangloss insegnava la metafisicoteologo-cosmologo-scempiologia. Egli dimostrava mirabilmente che non ci sono effetti senza causa. [...] È provato, diceva, che le cose non potrebbero stare altrimenti: essendo tutto creato in vista di un fine, tutto è necessariamente interno al fine mi-

gliore. I nasi, notate, sono fatti per reggere gli occhiali: e noi infatti abbiamo gli occhiali. Le gambe sono evidentemente istituite per essere calzate: e noi abbiamo appunto le calzature. Lo scopo delle pietre è di esser tagliate e murate in castelli: e Sua Grazia possiede precisamente un castello bellissimo [...] e i porci essendo creati perché si mangino, noi mangiamo porco tutto l’anno.” Chi non desidera morire panglossiano … visiti il sito e legga “Voltana On Line”

SUBPRIME, RISCHIARE CON I SOLDI ALTRUI di Daniel Cohen L'asimmetria tra guadagni e perdite incoraggia l'audacia: una volta superata una certa soglia di rischio, il gestore finanziario - che piazza scommesse con i soldi degli altri ignora il pericolo.

perché per la finanza sia necessaria una regolamentazione. Le regole prudenziali fissano un rapporto minimo tra capitale delle banche e ammontare dei loro investimenti. L'idea è di obbligarle ad avere sempre la liquidità necessaria per di Daniel Cohen nel sito www.lavoce.info pagare, e dunque per anticipare, le potenziali perdite. Viceversa, la L'asimmetria tra guadagni e perdite crisi dei subprime dimostra come incoraggia l'audacia: una volta sufunzionano le cose quando attraverperata una certa soglia di rischio, il so vari artifici gli intermediari figestore finanziario che piazza scom- nanziari riescono a liberarsi dei messe con i soldi degli altri, ignora vincoli della regolamentazione. il pericolo. Dal punto di vista sociaAll'origine della crisi dei subprime le, il problema nasce della diverc'è una brillante innovazione . Per genza degli incentivi . Anche se l'inoffrire crediti immobiliari a tassi termediario è consapevole che pointeressanti a un pubblico più amtrebbe ricavarne una notevole perpio di investitori, gli ingegneri di dita personale, questa non sarà mai Wall Street hanno avuto l'idea di comparabile alle perdite inflitte ai suddividere i portafogli con attività risparmiatori. ipotecarie in diverse tranche: le Questa semplice regola - i profitti tranche di più elevata qualità sono sono miei (almeno in parte), mentre pagate per prime, seguite da quelle perdite sono di altri - ci permette le di medio livello, mentre le di capire il “meraviglioso mondo tranche di livello più basso soppordella finanza”. Il gestore vive in un tano il rischio di un eventuale fallimondo di valori “panglossiani”, per mento. Si costruisce così un ventautilizzare un'espressione di Paul glio di attività diversificate, che Krugman: proprio come il persoattraggono vaste categorie di invenaggio di Voltaire, l'investitore vede stitori: fondi pensione per le soltanto il lato positivo dell'affare e tranche a livello più elevato e fondi non prende in considerazioni i rispeculativi per le attività di rischio. schi, non per negligenza, ma razioL'invenzione, realizzata nel 1983 da nalmente. una consociata della General ElecÈ un meccanismo che spiega le crisi tric, era inizialmente rivolta ai nordel debito sovrano degli ultimi qua- mali mutuatari. Nonostante una priranta anni. E può aiutarci a comma crisi nel 1994, la tecnica decolla prendere la crisi dei subprime dello nel 2000, rendendo possibile l'alscorso anno. largamento della platea di famiglie I principi panglossiani spiegano che possono accedere a prestiti

ipotecari: grazie agli ormai famosi subprime, anche le classi sociali più svantaggiate possono finalmente acquistare una casa a credito. ÈWall Street che va in soccorso di Harlem con i prestiti “ninja”, dall'inglese “no job, no income, no assets”, ovvero nessun reddito, nessun lavoro, nessuna garanzia. LA PRIMA FASE Il crollo del sistema dei subprime si dipana in diverse fasi, ognuna delle quali rivela la visione panglossiana degli intermediari finanziari. A monte della crisi, un fatto è diventato presto chiaro: la qualità di ipoteche così estese si è profondamente deteriorata, anche tenendo conto della nuova clientela per la quale erano pensate. L'affidabilità sotto il profilo del credito dei clienti è stata sistematicamente sovrastimata dagli intermediari responsabili della concessione dei mutui ipotecari. La causa del deterioramento è evidente. Un tempo, con la vecchia scuola del prestito bancario, gli emittenti di un prestito era anche coloro che successivamente lo incassavano, e dunque avevano un incentivo a valutare correttamente l'affidabilità del cliente. Con l'avvento della cartolarizzazione dei prestiti, l'agente che emette il prestito lo rivende immediatamente sui mercati finanziari. Gli incentivi sono completamente cambiati: ciò che conta è moltiplicare i numeri, non valutare la qualità del cliente. ( Segue a pag. 5 )


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LA FASE QUATTRO LA FASE DUE Entra di nuovo in scena il ragionamento panglossiano, ma questa Ma questo è solo il primo piano del castello di carte, il secondo è la leg- volta a farlo è chi chiede il prestito. Le famiglie più fortemente indebigerezza delle banche stesse. Per approfittare al massimo delle nuove tate hanno un incentivo a scommetopportunità nei prestiti ipotecari, le tere sul protrarsi della crescita, ignorando il rischio di un rovesciabanche hanno creato nuovi strumenti fuori-bilancio, i “veicoli strut- mento del mercato. E il rischio maggiore è nell'andare avanti a turati di investimento”, i famigerati farlo. Negli Stati Uniti, la caduta nel Siv. Immettendo le nuove attività in questi strumenti ad hoc, le banche si prezzo delle case ora ha raggiunto un tasso annuale medio del 10 per sono liberate delle regole prudenziali e hanno potuto sfruttare la leva cento. Si è avviato un circolo viziofinanziaria per finanziare operazioni so: la riduzione dei prezzi obbliga a credito assai redditizie, senza do- le famiglie a dichiarare bancarotta, ver ricorrere al proprio capitale. La il che porta le banche a mettere all'asta le case non pagate, con macchina delle scommesse con il denaro altrui si è così messa in moto. dal La crisi iniziata nell'estate 2007 ha rivelato l'ampiezza del fenomeno: le Il reato di vilipendio nei confronti dei contribuenti italiani non è preperdite vanno dai 422 miliardi di sente nel codice penale, ma andrebdollari indicati dall'Oecd ai 945 mibe introdotto al più presto. Chi ha liardi dell'Fmi. Qualunque sia la cipagato le tasse in questi anni ha porfra finale, che dipende dell'evolutato sulle sue spalle tutto il fardello zione della crisi, siamo in presenza di un effetto di “leverage” al contra- di uno Stato che ha legiferato solo per i furbi, con i condoni, la depenario, quello che a Wall Stret chiamalizzazione del falso in bilancio, lo no appunto “deleveraging”. Le banscudo fiscale e cento altre leggi infache sono costrette a ridurre il volumi. me dei prestiti, Il Paese è diviso in due, tra i fessi e i (ri)proporzionandolo al capitale, furbi. I fessi si sentono sempre più proprio nel momento in cui questo fessi e pagano sempre più tasse, i si riduce a causa delle perdite. Difurbi, ormai la maggioranza, si senventa perciò inevitabile una contra- tono rappresentati da una classe pozione del credito, che generalmente litica bipartisan che se ne fotte di porta alla recessione. fargli pagare le tasse. I fessi che pagano le spese sociali anche per i furbi, dalla sanità, alla scuola, alla LA FASE TRE sicurezza non hanno più neppure il E siamo così al terzo piano del caconforto di servizi minimi, anzi devostello di carte: la bolla immobiliare . no pagare ancora di più per avere di Il denaro facile degli anni Duemila meno, dalla sanità ai trasporti. Il furha provocato un'esplosione dei bo fotte il fesso due volte. La prima prezzi delle attività, e in particolare lasciandogli per intero l'onere delle tasse, la seconda accedendo gratis o di quelli immobiliari, che ha perquasi gratis ai servizi sociali grazie al messo alle famiglie americane di basso reddito dichiarato. Il fesso vivere acredito. Un sistema estreinvece li paga per intero, a iniziare mamente lassista ha fatto sì che il dalle tasse scolastiche per i figli. loro debito aumentasse progressiI fessi sanno perfettamente che pavamente via via che cresceva il vagano più tasse degli altri europei lore delle proprietà immobiliari. perché milioni di furbi non le pagaTutto va bene finché i prezzi salgono. I fessi sanno anche che i parlano, quando invece i prezzi cadono, mentari appartengono ai furbi e non le famiglie il cui mutuo eccede il ai fessi e che fanno di tutto per favovalore della casa possono chiedere rire la categoria alla quale apparteno essere costrette al fallimento. gono. E' la solidarietà di classe che li spinge. Il parlamentare che matura ( Segue da pag. 4 )

I furbi e i fessi

un'ulteriore riduzione dei prezzi. Molte di quelle stesse famiglie, poi, hanno preso in prestito altro denaro per acquistare automobili, hanno utilizzato in maniera disinvolta la carta di credito e così via: il “deleveraging” delle famiglie più deboli potrebbe diffondere la crisi ben al di là dei mutui. di Daniel Cohen nel sito www.lavoce.info

COMMENTO: Finalmente qualcuno che ti ha spiegato in modo comprensibile quanto è accaduto ! Ma la cosa buffa è che ... l’articolo è stato pubblicato il 16/06/2008 ! Chi dice di fare informazione dov’era e dov’è ?

sito www.beppegrillo.it/ la pensione dopo una legislatura, che ha spesso due o tre pensioni e prende di regola due stipendi, quello da parlamentare e quello per l'attività principale che continua a svolgere, è senza dubbio un furbo. I fessi, però, nel loro piccolo si possono incazzare. Ora ancora di più perché gli è chiaro che la pensione non la vedranno mai e gli aumenti continui dei servizi primari come l'acqua, l'elettricità, i rifiuti, la telefonia, i trasporti gli divorano lo stipendio che gli rimane. Ci sono due tipi di contribuenti, coloro che versano fino all'ultimo centesimo perché costretti e quelli che pagano le tasse per dovere sociale. I primi si sentono dentro una prigione dalla quale, per motivi di sopravvivenza, fanno di tutto per evadere e trovare un lavoro in nero. I secondi stanno chiudendo le loro aziende, medie e piccole o stanno entrando in clandestinità. Chi può si trasferisce all'estero, altri vivono con i risparmi di una vita dopo aver venduto tutto o non dichiarano più nulla. I furbi stanno diventando maggioranza assoluta, da voto bulgaro. Quando capiranno che senza i fessi, tutti sono fottuti, sarà troppo tardi. I parassiti senza un corpo sano muoiono. Il contribuente è oggi l'unico vero valore rimasto in questo Paese nello sbando più totale, ma lo sarà ancora per poco e senza la necessità di nessuno sciopero fiscale. Il contribuente sta infatti per dare le dimissioni ed entrare nel paradiso del mondo dei furbi.


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Tobin Tax, mito e realtà di Mario Seminerio Nel corso dell’ultimo vertice franco-tedesco Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno ribadito l’ esigenza e la necessità di ricorrere ad una tassa sulle transazioni finanziarie, sulla falsariga della ormai celeberrima Tobin Tax. La proposta non è nuova, nell’Unione europea, ma resta ad alta probabilità di fallimento. Il comunicato congiunto di Merkel e Sarkozy precisa di aver richiesto ai rispettivi ministri delle Finanze di lavorare congiuntamente ad una idea di tassa sulle transazioni finanziarie, da formulare operativamente entro la fine di settembre, allo scopo di contribuire ai costi di funzionamento della Commissione europea. Come detto, l’idea non è nuova, l’aveva già avanzata Sarkozy mesi addietro, come fonte di finanziamento per il bilancio comunitario. La Tobin Tax, nella formulazione originaria del 1972, per opera del Nobel James Tobin, prevedeva una micro-aliquota d’imposta (tra lo 0,05 e lo 0,1 per cento) sulle transazioni valutarie, allo scopo di stabilizzare i mercati dei cambi. Potrebbe, in linea del tutto teorica, essere estesa anche ai mercati dei derivati di ogni genere. Sul piano concettuale, poiché i mercati finanziari sono frictionless (cioè senza attriti), la loro crescita dimensionale tende a creare perturbazioni anche gravi all’economia reale, che ha tempi e modalità evolutive ben più lente. Una tassa di questo tipo, si argomenta, servirebbe proprio ad aumentare il grado di attrito del sistema, evitando pericolosi scollamenti dall’economia reale. Il problema di questo tipo di imposte, come intuibile, è che devono essere applicate simultaneamente da tutti gli attori del mercato, oppure si risolvono in un clamoroso autogol per chi le applica autonomamente. Forse è per questo che la Tobin Tax non è mai stata applicata, malgrado l’enorme attrattività di una imposta che promette di raccogliere un gettito talmente im-

ponente da risolvere letteralmente i mali del mondo. La storia della imposta sulle transazioni finanziarie, in Europa, è un fiume carsico ed una prerogativa soprattutto di Nicolas Sarkozy. Già un anno addietro il presidente francese propose una Tobin Tax planetaria durante il vertice Onu contro la povertà, per risolvere una volta per tutte il problema delle risorse per gli aiuti alla cooperazione internazionale. Non se ne fece nulla. In seguito, pochi mesi addietro, l’Eliseo tornò sul concetto, nel quadro della riforma della governance europea e delle fonti di finanziamento del bilancio comunitario, attirandosi le critiche del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che temeva una dislocazione dei mercati finanziari a tutto svantaggio della piazza europea. Tra gli analisti macroeconomici circolavano ieri delle tristi amenità sull’evoluzione del ruolo di una imposta che, da strumento salvifico per l’Africa, ha finito col divenire il miraggio di un salvagente per l’Europa. Potrebbe esserlo anche per gli Stati Uniti, a ben vedere, se non fosse che le banche americane hanno un’influenza su Washington che è ben superiore a quella che le consorelle europee esercitano sulle capitali del vecchio continente. Senza contare che, anche se vi fosse l’assenso americano (che non c’è né ci sarà), gli scambi finanziari finirebbero con lo spostarsi su Medio Oriente o Asia, e l’intera costruzione franerebbe. Il punto è che anche una Tobin Tax planetaria, ammesso e non concesso di arrivarci, non risolverebbe il problema degli incentivi perversi di cui gode tuttora la finanza. Ad esempio, il gigantismo delle banche (assoluto e relativo, anche in base al Pil del paese in cui operano) deriva dalla logica del “too big to fail”, che ha finora consentito alle medesime di assumere rischi sapendo che, in ultima istanza, i contribuenti le avrebbero sal-

vate. Una Tobin Tax non agirebbe in alcun modo su queste disfunzioni. Tornando ai guai europei, quello che ci serve è un percorso verso una diversa definizione del bilancio europeo e della natura stessa dell’Unione. Un percorso al termine del quale ci sono gli eurobond: una cessione di sovranità fiscale da parte degli stati nazionali, una riforma del controllo sulla formazione dei bilanci nazionali, la possibilità di gestire la fuoriuscita di stati dalla moneta unica in modo istituzionalizzato (un divorzio consensuale ed amichevole) e, soprattutto, un ruolo non di pura rappresentanza per il parlamento europeo, per dare forma compiuta agli Stati Uniti d’Europa. Ricordando che gli “altri” Stati Uniti, un debito federale lo hanno già. articolo di Mario Seminerio pubblicato da Il Fatto Quotidiano e nel sito http://phastidio.net

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LIBRO E … STATE CON UN tenete Ovunque voi andiate an m o un sempre a portata di buon libro. che in È un amico prezioso zione aiusilenzio e con discre chisce, inta a crescere, arric forma, diverte. oltana A tutti gli amici di “V a un buona On Line”: auguri di a estate ! lettura e di una buon


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Quei super dirigenti statali pagati con un doppio stipendio Era l'inizio di dicembre 2010, era appena stata varata una manovra di correzione dei conti pubblici con i soliti tagli lineari, quando invitammo, senza essere degnati di cortese risposta, la presidenza del Consiglio e il ministro Tremonti a provvedere all'eliminazione di una norma che non ci risulta applicata in nessun altro paese civile: l'incasso di uno stipendio per un mestiere che non fai. Quando un dipendente pubblico viene chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un'authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l'anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l'indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato. Nel 1994 il Csm lanciava l'allarme, segnalando «il numero crescente dei magistrati collocati fuori ruolo, la durata inaccettabile di alcune situazioni, alcune superano il ventennio, quando non il trentennio... la reiterazione degli incarichi... con la creazione di vere e proprie carriere parallele». Domanda: è ammissibile che un soggetto che non lavora per un'amministrazione, ma lavora per

un'altra, venga pagato anche dall'amministrazione per la quale non lavora? Sono bravi dirigenti dello Stato, sicuramente i migliori, visto che sono sempre gli stessi a passare cronicamente da un fuori ruolo ad un altro, lasciando sguarnito il posto d'origine perché non possono essere sostituiti, e i loro colleghi che restano in servizio si devono far carico anche del loro lavoro. E poi c'è il danno, il magistrato fuori ruolo percepisce anche l'indennità di malattia, mentre quelli in servizio la perdono. Per arrivare alla beffa, e cioè possono essere promossi, ovvero avanzare di carriera mentre sono fuori ruolo. Ad esempio Antonio Catricalà è fuori ruolo dal Consiglio di Stato da sempre, è stato capo gabinetto di vari ministri di schieramenti opposti, poi all'Agcom, fino al 2005 segretario della presidenza del Consiglio con Berlusconi, quindi nominato presidente dell'Antitrust. Non ricopre la carica in Consiglio di Stato, ma ciononostante nel 2006 da consigliere diventa presidente di sezione, e senza ricoprire quel ruolo incassa uno stipendio di 9.000 euro netti al mese che si aggiungono ai 528.492,67 annui dell'Antitrust. A fare carriera senza ricoprire la carica è anche Salvatore Sechi, distaccato alla presidenza del Consiglio con un'indennità di 232.413,18,

di Milena Gabanelli e Bernardo Iovene e Franco Frattini, nominato presidente di sezione del Consiglio di Stato il 7 ottobre del 2009 mentre è ministro della Repubblica (che però risulta in aspettativa per mandato parlamentare). Consigliere di Stato è anche Donato Marra: percepisce 189.926,38, più un'indennità di funzione di 352.513,23 perché è alla presidenza della Repubblica. Il dottor Paolo Maria Napolitano oltre allo stipendio di consigliere di Stato in fuori ruolo, prende 440.410,49 come giudice della Corte costituzionale. Anche Lamberto Cardia, magistrato della Corte dei conti fuori ruolo, è stato 13 anni alla Consob, ma il 16 ottobre del 2002 è stato nominato presidente di sezione, «durante il periodo in cui è stato collocato fuori ruolo», specifica l'ufficio stampa della Corte dei conti, «ha percepito il trattamento economico di magistrato, avendo l'emolumento di 430.000 euro corrisposto dalla Consob, natura di indennità». Dall’articolo di Milena Gabanelli e Bernardo Iovene pubblicato nel sito www.corriere.it/ N.B. Il quotidiano “Corriere della Sera” aoolica il Copyright agli articoli pubblicati. Il testo è stato qui riprodotto (senza fini di lucro) esclusivamente per finalità di documentazione e per dare n’informazione veramente completa e fedele. Non riprodurre se non dopo aver contattato l’editore e l’autore.

FADIGAUNTÉ Agli è al frì ch’a’ n’s’véd ch’al fa fadiga a srés. L’è e’ bur de’ dè ch’e’ fa fadiga a ’viés.

FATICAUNTÉ Sono le ferite che non si vedono che faticano a richiudersi. È il buio del giorno che fatica ad andarsene. Immagine e poesia di Paolo Gagliardi

(nella foto origami lasciati da sconosciuti visitatori in uno degli stanzoni del lager di Birkenau-Polonia)


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