Page 1

Voltana On Line

26 2012

www.voltanaonline.it

La decadenza da una riflessione di Piero Stefani tratta dal sito http://pierostefani.myblog.it/ Per millenni quasi tutte le civiltà apparse sul pianeta hanno elaborato visioni del tempo che comportavano la prospettiva della decadenza. Come la vita individuale, anche quella delle società era destinata a infiacchirsi fino all’estinzione. Come nel caso dell’araba fenice, solo a partire dalle ceneri ci può essere rinascita. Ciò non valeva solo quando dominava il mito dell’eterno ritorno. Pure all’interno delle tradizioni giudaica e cristiana il senso dello sgretolamento dell’esistente è stato a lungo presente. Anche nell’Occidente moderno, che ha spinto tante volte lo sguardo in avanti e ha colto l’avvenire all’insegna di un continuo crescere, l’idea di progresso e quella di decadenza si sono spesso intrecciate. La cultura del secondo Ottocento ha fornito frequenti prove di una simile dialettica: accanto al senso del progredire vi era quello del finire. Per dirne una, molti allora ritenevano che il modo di produzione capitalistico avesse i giorni contati. Oggi la parola «decadenza» sembra essere, per molti versi, a sua

volta decaduta. Al suo posto è subentrato il termine «crisi». Questa sostituzione è dovuta al primato oggi goduto dalle questioni economicofinanziarie colte in un’ottica liberista. Si può parlare di crisi grazie al sottointeso secondo cui si tratta di fenomeni temporanei. È proprio infatti della vita economica capitalista produrre periodicamente crisi da cui si esce attraverso ristrutturazioni più o meno radicali. La dialettica è tra sviluppo e recessione e non già tra progresso e declino. Nessuno oserebbe sostenere che l’economia italiana è in decadenza, essa è solo in crisi. Solo così si può evitare la condanna definitiva di un linguaggio politico ancora impregnato della positività attribuita alla parola «sviluppo». Al giorno d’oggi, i teorici della decrescita costituiscono ancora una esigua minoranza che anima movimenti soprattutto intellettuali senza aver conquistato alcuna legittimità nella retorica politica. Tutti attendono la ripresa e la prospettano come un semplice rilancio dell’economia attuale. Si pensa alla fine della crisi,

non a quella di un modello economico fallimentare. […] Verso la fine dell’ultimo libro del card. Etchegaray (L’uomo a che prezzo? San Paolo 2012) si legge che, cinquant’anni dopo il Vaticano II, «il centro di gravità è scivolato verso l’uomo, non verso l’uomo tentato di prendere il posto di Dio, ma verso un uomo che risente dolorosamente delle sue molteplici alienazioni» (p. 123). Queste parole scritte da una persona novantenne attestano, da sole, la differenza che c’è tra il primato della misericordia e quello della condanna. Per sottoscriverle non occorre sposare un’antropologia ottimistica che chiude gli occhi verso le degenerazioni reali e potenziali di cui sono capaci gli esseri umani. Per chi crede nel Vangelo, il solo modo autentico per non concedere ai profeti di sventura l’ultima parola sta nell’affidarsi all’irriducibile primato della misericordia di Dio. È essa a indurci, nonostante una moltitudine di evidenze empiriche contrarie, a credere in una inestinguibile capacità di bene presente negli esseri umani. […]

Mercoledì 31 ottobre 2012 - Il “taglio del nastro” per il rinnovato Bar della Casa del Popolo nelle foto di Carlo Monti

Il “taglio del nastro” con al partecipazione di: Raffaele Cortesi - Sindaco di Lugo Fausto Cavina - Vicesindaco Don Felice - Parroco di Voltana Enrico Marangoni - Presidente della consulta

Davide Ranalli - coordinatore PD Bassa Romagna Giacomo Baldini - segretario comunale PD Lugo Mauro Sabbatani - ex presidente Consulta Manlio Viscusi - vice presidente Consulta Carlo Monti - coordinatore del progetto


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 2

La destra ruba. La sinistra tassa. Gli “apparati” … ingrassano È assodato: non è possibile accumulare enormi fortune in modo onesto. Però se raggiungi posizioni di potere prima che ti raggiunga la Giustizia, l’hai fatta franca! È assodato, in Italia, che i politici sospettati di corruzione, indagati per corruzione o condannati per corruzione preferiscano i partiti di destra. Tuttavia, gli italiani in genere, ed i politici in particolare, hanno spesso un’idea dello Stato e del “bene comune”, molto fragile, molto labile. Ecco, allora, che - nel teatrino della politica - personaggi pluridivorziati predicano il valore della famiglia, mentre vecchierelli, tanto arzilli quanto pedofili azzimati, si pongono come “testimonial”, oppositori di mezzi contraccettivi. Ma le parole, quando sono contraddette dai fatti, trasformano tutto in una recita, in una farsa grottesca che sembra non finire mai. Com’è possibile? Una rivoluzione è come un incendio. Perché scoppi un incendio occorre qualche cosa che possa bruciare, un ambiente che ne consenta la combustione ed un innesco. Come un fiammifero, posto sopra vapori di benzina, ne determinano

l’incendio e, in talune circostanze, provocano uno scoppio, così una rivoluzione è possibile se ci sono idee nuove che veicolano delle proposte alternative, se ci sono molte persone che anelano un cambiamento e se non esistono possibilità di fuga o di sfogo. Al momento la situazione è cristallizzata. Gli elementi per scatenare una … reazione forte ci sono, ma manca la … contestualità. Se c’è la piazza in subbuglio, mancano leader, con progetti credibili ed alternativi. Inoltre, chi non è distratto dagli avvenimenti sportivi, dai concorsi “vinci facile”, dalla Rete, ecc. viene indirizzato a sfogarsi contro le minoranze, gli extracomunitari, ecc. Oppure deve imparare a “rassegnarsi vittima come tutti della congiuntura economica internazionale avversa”. Mancano i “veri” leader poiché - quelli che si richiamano alla “destra” hanno sovente chiarissimo il concetto di privato, meglio: il concetto di interesse privato! - e quelli che si richiamano alla “sinistra” hanno sovente l’illusione che “deve provvedervi lo Stato”. Ma lo Stato siamo noi tutti. E quello

che non riusciamo a pagare con le tasse lo otterremo ricorrendo al credito di terzi, ossia: con un debito pubblico. Poi un giorno … Un giorno tutti scopriremo che le tasse pesavano eccessivamente su alcuni, mentre altri proprio non le conoscevano! E, alla fine ed ora, ognuno avrà 32 mila euro di debito pubblico da dover fronteggiare! Intanto chi poteva elaborare progetti alternativi è entrato a far parte del sistema. E, allontanandosi sempre più dalle persone comuni, è entrato a far parte di apparati burocratici. Ovunque prospera una molteplicità e stratificazione amministrativa. Enti, associazioni, confederazioni, unioni, sindacati, partiti, movimenti, confraternite (e chi più ne ha, più ne metta) sono radicati sul territorio e, tuttavia, spesso totalmente avulsi dal territorio. Esistono a livello centrale e sono anche capillarmente distribuiti a livello locale. Una pletora di uomini e donne, sempre più onerosa e inefficiente, è dedita alla mediazione ed alla burocrazia fine a se stessa. Questi apparati stanno intralciando la produzione, la crescita ed il cambiamento. Ma ancora per poco ...

4 novembre. Bersani apre le primarie in Romagna.

Ristorante “La Campaza” loc. Fosso Ghiaia di Ravenna. Tra i 700 che si pagano il pranzo e incontrano Pier Luigi Bersani ci sono alcuni voltanesi. Le foto pubblicate su Facebook sono di Emanuela e di Ombretta


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 3

In Finlandia quasi tutti hanno una 100 Mbps per diritto disponibile, ma starà poi al singolo cittadino decidere se abbonarsi oppure no. Considerata la bassa densità di popolazione della Finlandia e le difficoltà legate al clima, in diversi casi Helsinki ha preferito usare connessioni mobile piuttosto che posare cavi su terreni congelati per diversi mesi l'anno.

La Finlandia è a buon punto nella realizzazione dell'ambizioso progetto digitale, che vuole portare a tutti una connessione 100 Mbps entro il 2015. Un lavoro iniziato tre anni fa con una connessione a 1 Mbps per tutti, e che a quanto pare si concluderà come previsto. L'operazione della Finlandia è legata all'Agenda Digitale Europea, ma il Paese scandinavo va ben oltre le indicazioni di Bruxelles: il piano comunitario infatti prevede che entro fine anno tutti i Paesi membri si dotino di un piano per la banda larga, e che entro il 2020 tutti i cittadini siano raggiunti almeno da una connessione a 30 Mbps, e almeno la metà abbia accesso ai 100 Mbps. La Finlandia pensa di fare di più e più in fretta. I servizi non sono gratuiti, nemmeno in Finlandia: il Governo ha lavorato per rendere la banda larga

Il primo pensiero di molti è stato probabilmente un impietoso confronto tra Finlandia e Italia. Immaginare che un governo italiano attivi un progetto simile, con tempi e investimenti comparabili in effetti sembra una barzelletta. Eppure abbiamo qualcosa in comune: anche in Finlandia gli operatori nazionali si sono defilati dal progetto, che è stato finanziato tutto con denaro pubblico e investimenti di piccoli operatori locali. Il problema della redditività non è un'invenzione degli operatori nostrani, questo è certo: oggi forse i tempi non sono maturi per proporre ai consumatori un costosa linea da 100 Gbps, di cui pochi saprebbero che farsene. Non si può però nemmeno aspettare che si manifesti il bisogno dopotutto sappiamo che

succederà nei prossimi anni, e farsi trovare pronti per una volta sarebbe una buona idea. Per questo alcuni esperti mettono in dubbio i dati finlandesi, e la bontà di un modello con costi altissimi e scarse previsioni di recupero degli investimenti. Dubbi più che legittimi, che andranno verificati con il tempo, ma in ogni caso il progetto resta di quelli che lasciano a bocca aperta. Basta guardare alla città di Karvia, che fino a poco tempo fa aveva solo lenti collegamenti da 0,5 Mbps. Oggi i 2.500 abitanti hanno accesso a banda larga, IPTV, e altri servizi. Una linea 20 Mbps costa 40 euro al mese. Le autorità sono soddisfate perché questa novità dà ai più giovani un motivo per restare in città. Notizia pubblicata dal sito www.tomshw.it/cont/news/in-finlandiaquasi-tutti-hanno-una-100-mbps-perdiritto/40782/1.html

Anche a Voltana le elezioni primarie

Palermo, 3 novembre 2012, Teatro Massimo. L’attrice americana Bryerly Long (la bionda, a destra) sul palco con “Geminoid” (a sinistra). Molti non si sono accorti che, in scena, recitava il robot “Geminoid”. Un prototipo di umanoide che simula il respiro e, grazie ai suoi 12 motori, si muove, parla e piange.

Domenica 25 novembre 2012, dalle ore 08.00 alle ore 20.00 si svolgeranno le elezioni primarie del centrosinistra. L'eventuale secondo turno si svolgerà domenica 2 dicembre 2012, dalle ore 08.00 alle ore 20.00. La partecipazione alle primarie è aperta a tutti coloro che si registrano all'Albo delle elettrici e degli elettori della Coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune" a partire dal 4 novembre, fino al giorno stesso delle elezioni, versando a copertura delle spese organizzative un contributo di almeno due euro. All'atto dell'iscrizione verrà consegnato il certificato di elettore del centrosinistra.

Ogni elettore potrà votare solo nel seggio che include la propria sezione elettorale esprimendo un'unica preferenza in corrispondenza del candidato prescelto. Non sono ammessi al voto per le primarie coloro che non si siano registrati all'Albo delle elettrici e degli elettori o coloro che svolgano attività politica in contrasto con la Coalizione di Centro sinistra ‘Italia Bene Comune'. Registrarsi all'albo nei giorni precedenti le votazioni consentirà un alleggerimento delle operazioni e una riduzione dei tempi di attesa la domenica del voto. A Voltana si vota in Piazza dell’Unità nei locali ex NIVEA.


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 4

Dal sito www.beppegrillo.it l’articolo di Paolo Becchi "Cosa è successo in Sicilia? Il dato politico fondamentale è uno solo, quello che alcuni temevano, altri si aspettavano, altri ancora snobbavano: ora c’è una nuova forza, che fa sul serio. Nuova perché al di là di ogni logica partitica “classica” fondata sulla suddivisione destra - centro - sinistra. È dalla crisi di questa logica, della forma-partito, che è sorto questo movimento di opposizione: il MoVimento 5 Stelle. Il quale, da oggi, è la prima forza politica in Sicilia: 15 seggi contro i 14 del Pd ed i 12 del Pdl. Con questo movimento è nato un nuovo modo di fare politica che parte dei bisogni della gente e cerca di offrire soluzioni concrete praticabili e non imposte dall’alto, ma che nascono dal confronto e dal dibattito pubblico. Il MoVimento aspira così a presentare nel nostro Paese una nuova immagine della democrazia: non più fondata sull’idea di rappresentanza e sulla delega ai partiti, bensì sulla diretta partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Partecipazione che

passa attraverso una nuova forma di comunicazione, la rete (blog, twitter, ecc.), aggirando gli organi tradizionali come stampa e televisione, su cui invece contano gli altri partiti. È questa inedita fusione tra la concezione “originaria” della democrazia e la rivoluzione delle forme di comunicazione che rende, per la prima volta, possibile una autentica partecipazione del cittadino alla politica. Per questo il MoVimento dà prova di essere profondamente radicato nel territorio e, al contempo, di non conoscere confini, campanilismi, clientele. Il voto in Sicilia lo conferma. Il MoVimento “sfonda” nelle città (Palermo, con 43.000 voti contro i 26.000 del Pd, ma anche Messina, Agrigento e Caltanisetta). E cosa fanno i neo-eletti? Parlano con i cittadini, cercando di rispondere alle loro domande, mentre quelli degli altri Partiti sperimentano la possibile tenuta del “patto di ferro” tra Pd ed Udc per le prossime elezioni politiche. C’è un abisso che separa la vecchia dalla nuova politi-

ca. Il MoVimento chiude definitivamente i conti con il “politico di professione”, con la rappresentanza, con il “vivere della politica”: il politico del MoVimento è un cittadino come gli altri che, con il sapere che gli deriva dalla professione che esercita nella società, si mette per un breve periodo della sua vita al servizio degli altri cittadini, per poi ritornare alle sue precedenti occupazioni. Egli vive, finalmente, per la politica, per i cittadini. Radicato nel territorio, ma senza i limiti che sono propri dei governi locali e localistici, il MoVimento 5 Stelle ha cominciato davvero a fare sul serio e, dopo la Sicilia, lo attendono le prove della Lombardia e del Lazio che, probabilmente, precederanno le elezioni politiche. E sarà proprio in vista delle elezioni politiche che, rispetto ai programmi regionali, il MoVimento dovrà discutere al suo interno, ed elaborare una soluzione nuova ed originale, il problema fondamentale del nostro Paese: quello della posizione italiana in Europa e del destino della moneta unica. Mentre tutti i partiti politici (se si esclude quel che resta della Lega Nord) sono “allineati” con la posizione del Governo dell’ “europeismo” ad oltranza, il MoVimento potrà - e dovrà - dare una nuova “scossa” alla politica italiana. Le elezioni in Sicilia sono un nuovo inizio. Ce n’est qu’un debut, continuons le combat! "

Impariamo dagli abitanti dell'isola di Samso dal sito www.zeusnews.it In Danimarca c'è un'isola grande quattro volte Ischia, che si chiama Samso, con 4.500 abitanti, in passato abbastanza povera, con un clima molto freddo e ventoso. Nel 1997, per iniziativa del sindaco che si è appellato ai cittadini, si è progettato di rendere l'isola autosufficiente energeticamente, con l'installazione di 21 rotori eolici (11 a terra e 10 in mare), con la bella novità di chiedere i soldi ai cittadini (15.000 euro a testa). Più di tremila abitanti hanno aderito, diventando azionisti a tutti gli effetti. Anche il Governo danese ha dato un contributo e l'iniziativa è partita. Oggi Samso è l'unica isola al mondo totalmente autosufficiente energetica-

mente e addirittura vende alla Danimarca il suo surplus di elettricità, trasmettendola con un cavo sottomarino. Secondo me lo splendido risultato non è solo ecologico, ma riguarda un nuovo modo di produrre e distribuire la ricchezza. Se fosse stata una iniziativa capitalista di un privato o di una multinazionale, gli interi profitti sarebbero andati alla società costruttrice e la popolazione non avrebbe avuto alcun beneficio economico. Invece, un buon sindaco, la maggior parte dei cittadini, l'appoggio statale, hanno creato un blocco sociale capace di escludere i capitalisti dal proprio territorio, con la conseguenza di ottenere una ricchezza modesta ma diffusa e la fine dell'emigrazione dei

suoi giovani. In tutto il mondo oggi ormai è chiaro che le energie rinnovabili sono il futuro energetico: la tendenza è quella di affidare e grossi gruppi, e dunque a grossi impianti, la produzione di energia pulita. Questa ristrutturazione energetica sarà un affare colossale in cui si butteranno speculatori e mafie. Invece il futuro potrebbe essere quello della microgenerazione, diffusa su tutto il territorio, senza monopoli: piccoli paesi che fanno, come a Samso, una public company per produrre e gestire direttamente tutto il proprio fabbisogno. Protagonisti e azionisti, non sudditi. Paolo De Gregorio


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 5

Dal numero di novembre di Altreconomia “I 'no' che aiutano a crescere”: il siste ma e co no mico italiano (pubblico e privato) ha evitato di spendere 121 miliardi di euro sulla spinta delle proteste locali di cittadini organizzati in comitati. Soldi che avrebbero finanziato progetti - la maggior parte dei quali in ambito energetico e infrastrutturale - di cui oggi possiamo affermare con certezza l'inutilità o la dannosità. Altro che “sindrome Nimby”: in un epoca di tagli e di crisi, li abbiamo chiamati “i 'no' che aiutano a crescere”, ovvero quelle battaglie di buon senso che, evitando sperpero di risorse, costi ambientali e costi sociali, hanno contribuito allo sviluppo economico del Paese. • Tra i progetti la cui spesa può essere ancora evitata, ci sono i dieci miliardi di euro per la nuova Autostrada del Sole, la Orte-Mestre: 400 chilometri attraverso cinque Regioni. Un progetto di cui si parla da oltre vent'anni, che oggi ha subito un accelerata. Manca ancora il Piano economico e finanziario, e i flussi di traffico attesi sono modesti: per questo comitati e associazioni ambientaliste si battono contro la cementificazione di alcune delle aree agricole più fertili d'Italia, quello del Polesine. Ae (Altreconomia) li ha incontrati muovendosi, a passo lento, lungo il tracciato della nuova autostrada. Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile") si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili. L'atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull'ambiente locale. Da http://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY

• “I mille furbetti del condono” sono 1.023 soggetti, tra cittadini e imprese italiane, che - a dieci anni dalla sanatoria fiscale “tombale” del 2002 - devono ancora all'erario 1,75 miliardi di euro. E non sono gli unici a non aver pagato: dei 26 miliardi di euro che avrebbero dovuto essere frutto del condono, l'Agenzia delle Entrate ne ha incassati poco più di 21. Mancano all'appello 4,1 miliardi, riconducibili a 63mila codici fiscali. Cittadini e contribuenti la cui identità è nota alle autorità fiscali, che però non hanno la possibilità di “intimare il pagamento”: il Governo Monti, infatti, ha spostato di un anno, al 31 dicembre 2013, il limite entro il quale chi non ha pagato sarà considerato inadempiente. • Intanto, la Svizzera chiede al Governo italiano di sottoscrivere l'accordo “Rubik”. Ma è un'offerta da rifiutare: metterebbe a rischio il processo Ocse sulla trasparenza, e probabilmente non servirebbe nemmeno a far cassa. Resterebbero intoccabili e anonimi i cittadini italiani che detengono circa 130 miliardi di euro presso le banche elvetiche. • Il debito accumulato dagli studenti universitari degli Stati Uniti

d'America ha superato i 900 miliardi di dollari. Gli studenti-debitori sono 37 milioni, e più di uno su dieci ha dichiarato default. Ecco perché secondo alcuni analisti - si prepara la prossima bolla. Secondo le stime della rivista “Forbes”, la retta è aumentata del 500% dal 1986 ad oggi. • Il ruolo della comunità nel nuovo libro di Salvatore Settis, intervistato dal direttore di Ae Pietro Raitano: “In nome dello 'sviluppo' abbiamo svenduto il territorio” e “la soggezione verso la finanza crea deficit di democrazia”. La risposta sta nell'“azione popolare”. L'intervista a Settis è tratta dal libro “Lo speculatore inconsapevole”, a cura di Altreconomia, in vendita da novembre. • Eventi estremi e catastrofi innaturali si ripetono con sempre maggiore frequenza. I danni del surriscaldamento, però, non fanno notizia. In vista del vertice Onu sui cambiamenti climatici previsto a Doha per fine novembre, Stefano Caserini -che insegna Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano- commenta il Climate Vulnerability Report 2012. Dal sito www.altreconomia.it

È il riscaldamento globale, stupido.

Bloomnberg BusinessWeek, il periodico americano conosciuto per le sue copertine provocatorie e suggestive, oggi ne ha prodotta un’altra. “È il riscaldamento globale, stupido”, si legge (enorme) nel testo, con una immagine di una strada cittadina allagata dopo l’uragano Sandy. “La nostra storia di copertina di questa settimana può generare controversie”, ha scritto il direttore Josh Tyrangiel “ma solamente tra gli stupidi”. Bloomberg Businessweek, the magazine known for its provocative and striking covers, has dropped another one today: “IT’S GLOBAL WARMING, STUPID,” reads the (huge) text, with an illustration of a flooded city street after Hurricane Sandy. “Our cover story this week may generate controversy,” wrote editor Josh Tyrangiel on Twitter. “But only among the stupid.”


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 6

L’Italia del Governo tecnico e della fine della sovranità nazionale. […] Nell’antica Roma, quando stava per cadere l’impero, c’erano persone che vivevano come se niente stesse passando, continuando a fare banchetti ed orge come al tempo del massimo splendore dell’impero... Vennero travolti senza rendersi conto di quello che gli stava succedendo! La situazione italiana (e dell’Occidente, dell’Europa e degli Stati Uniti) di oggi è praticamente la stessa che si viveva alla caduta dell’impero romano: molti continuano a vivere senza rendersi conto di quello che sta per accadere. I politici nostrani (tutti) litigano fra di loro sul sesso degli angeli, però la quasi totalità di loro guarda ancora estasiata agli USA ed alla sua politica neoliberista e guerrafondaia, come se gli USA fossero ancora la superpotenza uscita vincitrice della Seconda Guerra mondiale; questi politici non si rendono conto che gli USA sono sul bordo del tracollo, più o meno imminente, che condurrà alla fine dell’Unione. Fino a quando, ad esempio, il Governo USA potrà sostenere un deficit giornaliero di oltre 4 miliardi di dollari? La Federal Reserve,la banca centrale USA, recentemente ha deciso di comprare titoli di stato per 40 miliardi di dollari al mese, ossia stamperà ogni mese 40 miliardi di dollari! Ma per quanto tempo potranno andare avanti stampando dollari? I politici pensano che la Germania e la Francia con le loro banche siano il “non plus ultra” ed ignorano che il debito del Deutsche Bank, ad esempio, secondo i dati dell’ultimo bilancio trimestrale pubblicato (30/06/2012) è 1.579 miliardi di Euro, mentre quello del BNP Paribas è 1.344 miliardi; praticamente il debito di cadauna delle principali banche di Germania e Francia equivale al PIL italiano! Queste sarebbero le locomotive della Unione Europea … Sicuramente molti italiani parlano l’inglese, guardano e leggono media in inglese; il mondo, però sta cambiando: quanti politici e quanti italiani guardano, ad esempio i telegiornali della Russia, della Cina, dell’Iran o dell’America Latina? L’italiano medio si conforma con quello che dicono i grandi media ufficiali italiani e stranieri di USA, Regno Unito e Francia; tutto il resto

è ignorato e questa “ignoranza del mondo” traspare evidente nei commenti dei soliti politici che si alternano nei salotti di trasmissioni come “Porta a Porta” e simili. Ad esempio, il precedente Ministro della Difesa italiana, in merito alla mancata estradizione del “terrorista” Battisti da parte del Brasile, parlò di questo Paese come di una repubblica delle banane non si rendeva conto del ruolo che, invece, svolge oggi il Brasile a livello mondiale. I media di tutto il mondo hanno ripetutamente passato l’opinione di questo Ministro, secondo cui in pratica si poteva fare pressione sul Brasile rispendendo a casa i giocatori che militano nel Campionato italiano, come se l’economia del Brasile dipendesse solamente da questi introiti! Quel Ministro riuscì a trasformare lui stesso (e non solo) in una barzelletta! Quanti italiani si conformano con quello che riportano i media ufficiali, in merito agli avvenimenti della Siria, o a quanto successo in Libia lo scorso anno? Quanti italiani sono veramente al corrente della situazione economica europea, di quello che passa in Grecia, in Spagna, in Italia? Quanti italiani (ed europei) sono coscienti del Trattato di Lisbona? Molti avranno letto in questi giorni del Meccanismo Europeo di Stabilità, con il quale si introduce la possibilità di aiuti agli Stati in difficoltà; qual è il vero fine di questo provvedimento? Fino ad oggi, però, in base all’articolo 123 del Trattato di Lisbona era proibito qualsiasi tipo di aiuto diretto agli Stati. La BCE presta soldi alle banche private al tasso di interesse di riferimento (oggi 0,75%) e le banche private prestano soldi agli Stati, comprando titoli di Stato, per esempio alla Grecia ad un tasso di interesse del 20% ed oltre; all’Italia stanno comprando, oggi, titoli ad un tasso di circa il 6%. Un meccanismo studiato ad hoc per favorire le banche private, le grandi multinazionali del credito. Quanti italiani, quanti europei sono coscienti di questo meccanismo e dei suoi possibili effetti perversi? Molti credono che la Banca d’Italia, o la Banca Centrale Europea, appartenga allo Stato Italiano o alla Unione Europea ed invece sono organismi privati, SPA, esattamente come la Fininvest o la FIAT, ma con alcune

limitazioni e controlli pubblici. In Italia, in Europa si parla della lotta all’evasione fiscale e qualche volta si è parlato dei paradisi fiscali. Fra la Francia ed il Regno Unito, nel Canale della Manica, nel cuore dell’Europa, esistono delle isole inglesi, che in realtà non fanno parte del Regno Unito e neppure della Unione Europea (Sic! Come se un pezzo di territorio italiano, ad esempio le isole Tremiti, pur facendo parte del territorio dello Stato, ai fini giuridici non lo fosse, non rientrando neppure nella Unione Europea e venisse utilizzato come paradiso fiscale). Tali isole (Jersey, Guernsey) dipendono direttamente dalla Corona Britannica; queste isole sono i principali paradisi fiscali del mondo dove i ricconi ed i furbi di tutta Europa e di tutto il mondo nascondono il loro denaro, lecitamente o illecitamente ottenuto, sottraendolo alle imposte. […] credo sia importante non parlare sempre e solo dei problemi, ma sia necessario anche offrire delle soluzioni. Piuttosto che dare un giudizio su Monti, sarebbe più opportuno chiedersi: perché Monti? Perché Monti è diventato Capo del Governo e come è arrivato a ricoprire tale ruolo? Monti è legato a Goldman Sachs, al Gruppo Bildenberg, alla Trilaterale, ossia alla grande finanza, a chi regge i veri destini del mondo ed a chi è interessato ad impadronirsi, ovviamente a prezzi stracciati delle ricchezze che possiede l’Italia. L’Italia possiede enormi ricchezze e tantissime imprese pubbliche, vere galline dalle uova d’oro, ossia che danno profitti, anche enormi, e quindi molto appetibili. Ovviamente, l’obiettivo di questi “sciacalli” è impossessarsi di queste ricchezze, di queste imprese sborsando il meno possibile. Nella prima metà degli anni novanta ci fu il primo assalto ai tesori italiani. Allora, i tesori italiani erano contenuti in uno scrigno chiamato IRI, smembrato e svenduto, praticamente regalato, con la scusa che fosse un carrozzone che dava solo dolori di testa e perdite ai proprietari, ossia allo stato, al popolo italiano, e quindi era meglio di- ( Segue a pag. 7 )


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 7

Sintesi dell’intervista fatta da Federico Del Cortivo al Prof. Attilio Folliero Il testo integrale è nel sito http://europeanphoenix.it

sfarsene, piazzando i vari pezzi a qualunque costo, anche regalandoli praticamente, come avvenuto. La domanda sorge spontanea: un privato compra una impresa che non da utili? Io non credo che qualcuno compri qualcosa che poi non gli renda degli utili e neppure la accetta in regalo! A quell’epoca dell’IRI si diceva tutto ed il contrario di tutto, meno che fosse una delle più grandi multinazionali del mondo, quarta o quinta! Le imprese dell’IRI davano enormi utili, che assieme alle tasse ed alle altre entrate dello Stato servivano a finanziare anche gli investimenti sociali: sanità, educazione, cultura, pensioni, ecc. Oggi tutti i grandi media (cassa di risonanza del pensiero unico neoliberale) sono impegnati ad associare la spesa pubblica, gli investimenti nel sociale, al termine spreco. Non si tratta di uno spreco, ma di un investimento, che nel passato ha dato enormi benefici al Paese. Quando si investiva in educazione, scuole, Università e tutti, i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, avevano il diritto di poter raggiungere i gradi più alti degli studi, l’Italia era un Paese prosperoso; oggi, quelle parole contenute nella Costituzione (art. 34) stanno diventando lettera morta, perché all’Università non si accede liberamente, ma tramite prove d’accesso ed il numero di posti disponibili è sempre più limitato; si sta plasmando una società in cui l’esclusione sarà la norma; i membri delle classi ricche, anche se eventualmente bocciati agli esami d’accesso delle Università pubbliche, possono sem-

pre accedere a quelle private, i cui costi sono proibitivi per i membri delle classi più povere ed anche per le classi medie. Nella stessa direzione vanno i tagli alla sanità (chiusura degli ospedali), alla Giustizia (chiusura del Tribunali), l’aumento dell’età pensionabile, la sostanziale riduzione dei diritti dei lavoratori, ecc... tutto questo farà dell’Italia una società sempre più di elite, riservata ai ricchi e potenti. Allora, perché Monti arriva a ricoprire il ruolo di Capo del Governo con l’obiettivo principale di ridurre il cosiddetto debito pubblico, favorire la crescita, tagliare gli sprechi? Monti governa l’Italia da dieci mesi, il debito pubblico da segni di riduzione? L’Italia sta iniziando a crescere? Ha tagliato gli sprechi, ha condotto una seria lotta all’evasione fiscale? Niente di tutto questo. Se analizziamo i dati mensili del debito pubblico dal dicembre 2010 a luglio 2012, ultimo dato disponibile (nella tabella seguente, appositamente preparata su dati di fonte Banca d’Italia), ci si rende conto facilmente che il debito pubblico ha continuato a crescere. Non solo cresce in valore assoluto ed in valore percentuale sul Pil, ma la cosa più preoccupante è che cresce il debito da pagare a breve, ossia con scadenza inferiore ad un anno! Alla fine di dicembre del 2010 il debito pubblico ammontava a 1.842 miliardi, 118% del PIL. Monti arriva al governo il 16 novembre del 2011; il debito pubblico ad ottobre 2011 era di 1.908 miliardi; secondo l’ultimo dato pubblicato, come detto luglio 2012, il debito è salito a 1.967 miliardi di euro ed ormai siamo prossimi alla soglia del 130% del PIL; ricordiamo che mentre il debito continua a salire, il Pil quest’anno si contrarrà di oltre il 2%. Con che cosa mai si può distruggeCiò che più preoccupa della gere l’uomo? stione Monti è la crescita del debito  Con la politica senza principi. in scadenza a meno di un anno. Alla fine del 2010 l’Italia aveva 457 miliar Con la ricchezza senza lavoro. di di euro in scadenza nel corso del  Con l’intelligenza senza sapienza. 2011, ossia il 24,81% di tutto il debi Con gli affari senza morale. to; alla fine di ottobre del 2011, quin Con la scienza senza umanità. di alla vigilia dell’insediamento di Monti, il debito da pagare al massi Con la religione senza fede. mo entro i successivi 12 mesi era  Con l’amore senza il sacrificio di salito a 491 miliardi, il 25,76% di tutsé. to il debito; a luglio 2012, grazie a Gandhi Monti ovviamente, il debito da paga( Segue da pag. 6 )

Che cos’è che può distruggere l’uomo?

re entro i successivi 12 mesi è salito a 524,53 miliardi, che rappresenta il 26,66% . Se il signor Monti, quando era alla guida di Goldman Sachs, dopo un anno di lavoro, avesse presentato cifre del genere lo avrebbero licenziato all’istante! L’azione di Monti non sta riducendo il debito pubblico, come ben indicano i numeri e non ha per fine la riduzione del debito pubblico! Prima di spiegare il fine del Governo Monti, rispondiamo alle altre due domande che ci eravamo posti, a cui implicitamente abbiamo già risposto: da quando Monti è al Governo non c’è segno di ripresa, anzi quest’anno andrà molto peggio che l’anno anteriore con Berlusconi! In quanto ai tagli di bilancio, questi effettivamente sono in corso, peccato che anche per il signor Monti, il termine spreco è sinonimo di investimento sociale, ossia sta tagliando ospedali, Tribunali, l’impiego pubblico, le pensioni, l’educazione ... taglia unicamente quegli investimenti che danno utili sul lungo termine. Una volta appurato che il signor Monti sta ottenendo risultati esattamente contrari e totalmente negativi rispetto a quelli che si era prefisso sulla carta, possiamo rispondere alla domanda perché Monti è diventato Capo del Governo, ossia qual è il suo vero fine. Monti è stato chiamato al Governo col fine di aumentare il debito pubblico! Come visto sta assolvendo nel migliore dei modi il suo compito. Attenzione, però che il signor Monti non solo ha il compito di aumentare il debito, ma deve anche accelerare i tempi! È per questa ragione che oltre ad aumentare il debito in se, aumenta la quota da pagare a breve termine, a meno di un anno. Che cosa è il debito pubblico? Il debito pubblico è il miglior modo per trasformare il patrimonio nazionale in capitale privato. Sintesi dell’intervista fatta da Federico Del Cortivo al Prof. Attilio Folliero. Leggi il testo integrale, è disponibile nel sito http://europeanphoenix.it

“All’estero quando un politico è coinvolto in un reato, sparisce lui. In Italia sparisce il reato, il processo e a volte anche il Magistrato ! ” Marco Travaglio


www.voltanaonline.it

n. 26 - 2012

Pagina 8

E’ SFRAT

LO SFRATTO (la morte)

L’è dj èn ormai

Sono anni ormai

ch’a so prount pr e’ sfrat.

che sono pronto per lo sfratto.

Al valiṣ agli è fati

Le valigie sono pronte

e i count j è péra.

e i debiti sono pagati.

E pu se quicadoun u n’i créd,

E se poi qualcuno non ci crede,

e u n’à paura d’pérdas,

e non ha paura di perdersi,

quand ch’l’arivarà l’óra

quando arriverà l’ora

u m’pö truvér in cl’étra ca.

mi può trovare nell’altra casa.

La poesia e l’immagine sono di Paolo Gagliardi © Paolo Gagliardi - Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n.633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

La superstizione degli orari da uno scritto di Luigi Einaudi “Da vent’anni a questa parte le ore di fiato messe sul mercato dai professori secondari sono andate spaventosamente aumentando. Specie nelle grandi città, dalle 10 a 12 ore settimanali, che erano i massimi di un tempo, si è giunti, a furia di orari normali prolungati e di classi aggiunte, alle 15, alle 20, alle 25 e anche alle 30 e più ore per settimana. Tutto ciò può sembrare ragionevole solo ai burocrati che passano 7 od 8 ore del giorno all’ufficio, seduti ad emarginare pratiche. A costoro può sembrare che i professori con le loro 20-30 ore di lezione per settimana e colle vacanze, lunghe e brevi, siano dei perditempo. Chi guarda invece alla realtà dei risultati intellettuali e morali della scuola deve riconoscere che nessuna jattura può essere più grande di questa. La merce «fiato» perde in qualità tutto ciò che guadagna in quantità. Chi ha vissuto nella scuola sa che non si può vendere impunemente fiato per 20 ore alla settimana, tanto meno per 30 ore. La scuola, a volerla fare sul serio, con intenti educativi, logora. Appena si supera un certo segno, è inevitabile che l’insegnante cerchi

di perdere il tempo, pur di far passare le ore. Buona parte dell’orario viene perduto in minuti di attesa e di uscita, in appelli, in interrogazioni stracche, in compiti da farsi in scuola, ecc., ecc. Nasce una complicità dolorosa ma fatale tra insegnanti e scolari a far passare il tempo, pur di far l’orario prescritto dai regolamenti e di esaurire quelle cose senza senso che sono i programmi. La scuola diventa un locale, dove sta seduto un uomo incaricato di tenere a bada per tante ore al giorno i ragazzi dai 10 ai 18 anni di età ed un ufficio il quale rilascia alla fine del corso dei diplomi stampati. Scolari svogliati, genitori irritati di dover pagare le tasse, insegnanti malcontenti; ecco il quadro della scuola secondaria d’oggi in Italia. Non dico che la colpa di tutto ciò siano gli orari lunghi; ma certo gli orari lunghi sono l’esponente e nello stesso tempo un’aggravante di tutta una falsa concezione della missione della scuola media”. Luigi Einaudi, La crisi scolastica e la superstizione degli orari lunghi, Corriere della Sera, 21 aprile 1913 ( ! )

Dal 12 al 19 aprile 2013 8 giorni 7 notti

la Parrocchia di Voltana partecipa al

Pellegrinaggio particolare in Terra Santa Guida spirituale S.E. Mons. Giuseppe VERUCCHI Arcivescovo di Ravenna e Cervia Maggiori informazioni al Circolo Parrocchiale e nel sito www.pastoraleturismo.ra.it

Un calendario, aggiornato, degli eventi pubblici a Voltana ? Lo trovi nel sito www.voltanaonline.it facendo click in AGENDA ! www.voltanaonline.it è un prodotto amatoriale al quale non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47, poiché l'aggiornamento delle notizie in esso contenute non ha periodicità regolare (art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62). www.voltanaonline.it non rappresenta una testata giornalistica e i post editi hanno lo scopo di stimolare la discussione e l’approfondimento politico, la critica e la libertà di espressione del pensiero, nei modi e nei termini consentiti dalla legislazione vigente. www.voltanaonline.it non persegue alcuno scopo di lucro. Tutto il materiale pubblicato su Internet è di dominio pubblico. Tuttavia, se qualcuno riconoscesse proprio materiale e non voleva che fosse pubblicato, non ha che da darne avviso al gestore e sarà immediatamente rimosso. www.voltanaonline.it verificherà, per quanto possibile, che tutto il materiale inviato e riprodotto nel sito e nel PDF sia conforme alle licenze Creative Commons o non coperto da copyright.


Voltana On Line n.26-2012  

News, politics

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you