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Quando la terra trema. Predire i terremoti si può ? Dal post sui terremoti, scritto a gennaio, e pubblicato nel Blog di Serena Fagnocchi: “Come ben noto dalla tettonica a zolle, le placche si muovono le une rispetto alle altre originando la deriva dei Continenti. Le congiunzioni tra placche contigue sono dette faglie. Questo movimento è costante, ma impercettibile per l'uomo. Col tempo, nei punti di contatto, per sfregamento o compressione, energie enormi si accumulano, finché avviene uno scivolamento reciproco che libera l'energia accumulata alla ricerca di un nuovo assetto più stabile. Fino allo scivolamento successivo. Questo spostamento repentino delle placche è quello che noi avvertiamo come terremoto. I terremoti che avvertiamo in superficie sono dovuti alle onde “sismiche” che si propagano a seguito di questa liberazione di energia dovuta a tensioni a lungo accumulate lungo i contatti tra faglie. A volte si assiste ad un singolo rilascio che permette di trovare subito una nuova situazione di equilibrio complessiva, altre volte si assiste ad una sorta di effetto domino in cui lo spostamento delle placche in

un punto induce “per caduta” il successivo spostamento in altri punti. Questo è lo sciame sismico. Mentre è facile affermare che in zone attraversate da faglie - come l'Italia - i terremoti sono eventi non insoliti anzi piuttosto comuni, oppure è facile prevedere terremoti cosiddetti “di assestamento” a seguito di episodi particolarmente rilevanti, difficile per non dire impossibile è prevedere dove, quando, con che intensità e a che profondità avverrà un terremoto. La scossa di magnitudo 5.4 Richter avvenuta in gennaio in provincia di Modena è stato un episodio piuttosto intenso. Ricordiamo che uno di 6.1 Richter ha distrutto L'Aquila nel 2009. Inoltre la scala Richter è logaritmica, non lineare: ciò significa che una magnitudo 6 Richter non rilascia il doppio di energia di uno di magnitudo 3, bensì mille volte maggiore (106-3=3= 1000). Il luogo di rilascio dell'energia è stato particolarmente profondo (60 Km). Ciò è stato il motivo per cui si è avvertito anche a grande distanza, e gli effetti in superficie anche in prossimità dell'epicentro conte-

nuti. Certo i danni dipendono anche dal tipo di suolo (sabbia meglio di roccia) e del tipo di costruzioni. Un terremoto di magnitudo 9 in un deserto di dune non provocherebbe danni di rilievo. Peccato che poche faglie attraversino i deserti di dune ! Vista l'impossibilità di prevedere eventi sismici importanti, e quindi di procedere a piani di sicurezza o evacuazione, l'unica nostra vera difesa rimane il costruire rispettando con cura le normative antisismiche. Come ben sanno in Giappone che è abituato a sismi di ben altra intensità. Quello che ha distrutto il Paese circa un anno fa ( 9° grado della scala Richter, profondità circa 30 Km) è stato uno dei dieci sismi più intensi mai registrati, e i danni catastrofici non sono stati direttamente provocati dal terremoto, ma dallo tzunami che esso ha generato.”

Predire i terremoti: tanti modelli, ma tutti inaffidabili ! Dal post sui terremoti, scritto il 24 maggio, e pubblicato nel Blog di Serena Fagnocchi: “Dopo il sisma del 20 maggio che ha colpito la Pianura padana tra Modena e Ferrara, siamo stati inondati da articoli, interviste, pseudoesperti o esperti della domenica che sostengono che il sisma era prevedibile, e che - anzi - era stato previsto. Sventolando modelli infallibili, mappe sismiche considerate sbagliate e perciò da riscrivere (e la colpa sarebbe degli scienziati che non starebbero facendo il loro lavoro), addirittura arrivando a tirar fuori Nostradamus e la profezia Maya un memorabile Red Ronnie sul TG1 ! Vorrei provare a sgomberare il campo da false credenze che si propagano sull'onda dell'enorme emozione suscitata dal sisma di domenica, poco dopo le 4 di notte. Un sisma di grado 6 ( Segue a pag. 2 )


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Predire i terremoti: tanti modelli, ma tutti inaffidabili ! sulla scala Richter avvenuto a meno di 10 Km dalla superficie. Un sisma di media intensità in termini assoluti, piuttosto intenso per il nostro Paese e molto superficiale, cosa che, come ho scritto a gennaio, ne aumenta gli effetti in superficie in prossimità dell'epicentro. Intanto non è vero che un sisma simile fosse impossibile in una zona a basso rischio sismico come la Pianura Padana. E non è vero neppure che la Pianura Padana sia da considerarsi zona a “basso rischio sismico”, neppure se nelle mappe risulta colorato in giallo e non in rosso, il grado massimo di sismicità. Intanto dobbiamo intenderci su cosa si intende per “basso rischio sismico”. L'Italia - a parte la Sardegna - è considerata tutta zona ad alto rischio sismico. Partendo da questo, esistono differenze: la probabilità che un sisma di una certa intensità avvenga e con quale frequenza varia da zona a zona. Ad esempio i sismi più forti (oltre 6.5 Richter) sono più probabili lungo la catena appenninica e in Friuli. Ma ciò non significa che 6.5 sia il massimo grado possibile in Italia: basti pensare al sisma del 1905 che sfiorò l'ottavo grado in Calabria. O quello del 1908 che distrusse Messina del 7.2 (*) . Ma non significa neppure che le altre zone siano escluse dall'eventualità. Si tratta appunto di probabilità, che viene calcolata in base al dato storico e in base a dati misurabili, quali la posizione relativa delle faglie, i movimenti tra esse, … ma che non ci dice mai dove e quando un certo evento accadrà con la necessaria precisione. Un sisma di grado 6 Richter è considerato un evento assolutamente possibile nella zona in cui è avvenuto (mentre 9 Richter invece assolutamente improbabile, cioè con probabilità prossima allo zero), ma con una frequenza molto bassa: ogni varie centinaia di anni. L'ultimo della stessa intensità sembra essere avvenuto in quelle zone circa 400 anni fa. Mentre, per esempio, il gra( Segue da pag. 1 )

do 6 Richter in Giappone è considerato molto probabile e assai frequente (molte volte all'anno). Detto questo, esistono decine, centinaia di studi che cercano di prevedere sismi. Per uno che ci becca, 999 falliscono. E prevedere che al Nord (piuttosto grandino, eh ?!) avverrà un sisma medio (sopra 5.5 Richter) nei prossimi 6 mesi, 2 anni, ecc. significa non predire nulla. Posso farla anche io una previsione così: nei prossimi 10 anni in Italia arriveranno altri 2 sismi almeno di magnitudo maggiore dell'attuale. Che fare? Sarò stucchevole, ma - ad oggi l'unica possibilità è la prevenzione. […] In California stanno aspettando The Big One da decenni, e doveva arrivare, inderogabilmente, entro la fine del secolo scorso. Stanno ancora aspettando ... Che dovrebbero fare? Evacuare la California? O mettere in sicurezza gli edifici, non costruire in alcune zone, e seguire normative antisismiche stringenti ? Con eventuali furbetti colpiti … con la prigione ! (gli americani a volte hanno poco senso dell'umorismo). Nel frattempo sono state devastate Indonesia, Giappone e Haiti … ma questi erano sismi diversi, migliaia di volte più intensi di quello che ha colpito la nostra Pianura Padana. Una delle zone più evolute, moderne e ricche del mondo. Pensare che nel 2012 ancora si muoia sotto un capannone costruito meno di 10 anni fa, in Emilia Romagna, a me sembra incredibile. E non vale disperarsi urlando: "È stato il destino! Fatalità ! Doveva andare al mare ! Non si può nulla contro le forze della natura !" È vero; gli studi non sono infallibili e i modelli predittivi sono piuttosto inattendibili per ora. Le mappe sono invece molto accurate e vengono aggiornate continuamente, gli strumenti legislativi e le regole di costruzione molto stringenti. Pensiamoci quando ristrutturando

casa vedremo i costi aumentare sensibilmente per gli interventi necessari per ottemperare alla normativa antisismica. Un sisma di grado 6 Richter in Pianura Padana è un evento possibile. Ma i morti sotto capannoni di recente costruzione, nel 2012 e in Pianura Padana, se vogliamo considerarci un Paese civile, no ! Queste cose non dovrebbero accadere. (*) Da ricordare: la scala Richter è logaritmica, quindi un grado in più significa un sisma oltre 10 volte più intenso. Dal Blog - Eppur si muove di Serena Fagnocchi Scienza, l’altra faccia della cultura Leggi il resto nel sito www.ravennaedintorni.it/blog/72/eppursi-muove/

La sabbia “eruttata” dal sottosuolo, nelle immagini proposte dal sito www.facebook.com/photo.php?fbid=1015 0867608373897&set=a.10150861190498897. 418037.144233198896&type=1&theater


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I danni alle strutture e alle attività produttive, nelle immagini proposte dal sito www.facebook.com/photo.php?fbid=10150867608373897&set=a.10150861190498897.418037.144233198896&type=1&theater

In Italia i rischi sismici sono noti. E sono ignorati ! In Italia sappiamo esattamente quali sono le aree a rischio perché già colpite in passato e, quindi, fatalmente destinate a esserlo ancora. I sismologi del gruppo di Emanuela Guidoboni hanno contato negli ultimi cinque secoli, in Italia, 88 disastri sismici dagli effetti superiori al 9˚ grado della scala Mercalli, cioè più gravi di quello abruzzese. Fate i conti: uno ogni cinque anni e mezzo. Catastrofi che hanno causato complessivamente, solo dall’Unità a oggi, oltre 200 mila morti e danni pesantissimi. Siamo un Paese ad alto rischio. Forse più di tutti per la densità abitativa e il patrimonio storico, monumentale e artistico di cui siamo (forse immeritatamente …) custodi. Altri fisserebbero norme edilizie rigidissime e farebbero regolari corsi d’addestramento per i cittadini e lezioni in classe per i bambini fin dalla materna. Noi no. Anzi, chi ha abusivamente costruito in zone pericolose invoca il condono e meno lacci e laccioli antisismici. Un lavoro recentissimo della Guidoboni si intitola «Terremoti a Ferrara e nel suo territorio: un rischio sottovalutato». Vi si spiega anche come sotto la pianura più piatta possano esserci delle faglie capaci di dare scossoni tremendi e che l’area colpita nell’ultimo millennio aveva contato già 22 «botte» più o meno gravi «eppure quanti sono i cittadini di Ferrara e della sua provincia ad avere percezione della pericolosità sismica dell’area in cui abitano?». Occorrono idee ed un progetto per affrontare il problema. E non solo per il territorio ferrarese.


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Che cosa fare in caso di terremoto ... L’Italia è un Paese interamente sismico, ma il suo territorio è classificato in zone a diversa pericolosità. Chi costruisce o modifica la struttura di un’abitazione è tenuto a rispettare le norme sismiche della propria zona, per proteggere la vita di chi ci abita. Per conoscere la zona sismica in cui vivi e quali sono le norme da rispettare, rivolgiti agli Uffici competenti della tua Regione o del tuo Comune. LA SICUREZZA DELLA TUA CASA. È importante sapere quando e come è stata costruita la tua casa, su quale tipo di terreno, con quali materiali. E - soprattutto - se è stata successivamente modificata rispettando le norme sismiche. Se hai qualche dubbio o se vuoi saperne di più, puoi rivolgerti all’Ufficio tecnico del tuo Comune oppure a un tecnico di fiducia. COSA DEVI FARE PER LA TUA SICUREZZA ? Con il consiglio di un tecnico; a volte basta rinforzare i muri portanti o migliorare i collegamenti fra pareti e solai: per fare la scelta giusta, fatti consigliare da un tecnico di fiducia. Da solo, fin da subito: - Allontana mobili pesanti da letti o divani. - Fissa alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti; appendi quadri e specchi con ganci chiusi, che impe discano loro di staccarsi dalla parete. - Metti gli oggetti pesanti sui ripiani bassi delle scaffalature; su quelli alti, puoi fissare gli oggetti con del nastro biadesivo. - In cucina, utilizza un fermo per

l’apertura degli sportelli dei mobili dove sono contenuti piatti e bicchieri, in modo che non si aprano durante la scossa. Impara dove sono e come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e l’interruttore generale della luce. Individua i punti sicuri dell’abitazione, dove ripararti - in caso di terremoto: i vani delle porte, gli angoli del le pareti, sotto il tavolo o il letto. Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, e assicurati che ognuno sappia dove sono. - Informati se esiste e cosa prevede il Piano di protezione civile del tuo Comune: se non c’è, pretendi che sia predisposto, così da sapere come comportarti in caso di emergenza. - Elimina infine tutte le situazioni che, in caso di terremoto, possono rappresentare un pericolo per te o i tuoi familiari. COSA FARE SE ARRIVA IL TERREMOTO. DURANTE … • Se sei in un luogo chiuso, cerca riparo nel vano di una porta di un muro portante o sotto una trave, o comunque allontanati dal centro della stanza per proteggerti dalla caduta di vetri, intonaco o altri oggetti. • Fai attenzione all’uso delle scale: spesso sono poco resistenti e possono danneggiarsi. • Meglio evitare l’ascensore: si può bloccare. • Se sei all’aperto, allontanati da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, tegole e altri materiali che cadono. • Fai attenzione alle altre possibili

conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc. COSA FARE SE ARRIVA IL TERREMOTO. SUBITO DOPO ... • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi. • Esci con prudenza indossando le scarpe: in strada potresti ferirti con vetri rotti. • Se sei in una zona a rischio onde anomale, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato. • Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di protezione civile del tuo Comune. • Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono. • Limita l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso. dal sito www.italia-news.it/

“La vita non è … aspettare che passi la tempesta, ma è … imparare a ballare sotto la pioggia ! ”

Il medico e ricercatore italiano Massimo Zeviani, 56 anni, non è mai riuscito a vincere una cattedra in una Università italiana. Ora prenderà il posto del premio Nobel John Walker (oggi 71 enne) al Medical Research Council di Cambridge ! In certe Università italiane le cattedre sono assegnate a mogli, mariti, figli, cognati, amici e amici degli amici ... E così può accadere che tutti in famiglia sono degli illustri cattedrattici ! (Luca Cordero di) Montezemolo sul Il Corriere della Sera prima invoca il ricambio generazionale, poi ci rifila la stessa politica di questi anni: tagli alla spesa pubblica; Stato Sociale al minimo; privatizzazioni; risposte individuale ai problemi della mobilità sociale ... Evidentemente c’è in giro tanta gente che utilizza la questione generazionale come leva per non mettere in discussione lo status quo sociale !


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Walt Disney non poteva immaginare le conseguenze ! di Mario Paganini Forse, in Occidente, il culto degli animali è iniziato con alcuni suoi film a cartoni animati, quali: La Carica dei 101 oppure Cenerentola. Note le trame: tanti simpatici animaletti, tutti (o quasi) pieni di buoni sentimenti, si ingegnavano a fianco di umani certamente buoni, ma anche bisognosi (gli umani) dell’aiuto, della forza o della saggezza di cani, gatti, topi, cavalli e uccellini. In passato gli animali hanno avuto il rispetto degli uomini e, presso alcuni popoli, erano (e talvolta sono ancora ) considerati perfino sacri. Ora, gli animali, stanno diventando - dovunque - intoccabili. Naturalmente non mi riferisco al piccolo teppista che trapana il carapace ad una tartaruga: E neppure al celebro leso che lega barattoli alla coda di un malcapitato cane. Od al frustrato, munito di patente auto,

che se vede un gatto attraversare la strada non ha il minimo dubbio. Mi riferisco ad alcuni atti contro allevatori di animali destinati alla produzione o alla sperimentazione. Il proprietario di un gregge ha il diritto a non vedersi privato dei suoi ovini e caprini. Il proprietario di un animale d’affezione ha il diritto a non vedersi derubato del suo cane, gatto o coniglio. Inoltre (e al contrario) pochi fanno obiezioni sulle conseguenze della manipolazione genetica. Vengono prodotti, nell’indifferenza dei più, pulcini con petti o cosce enormi; pronti, in pochi mesi, a trasformarsi in alimento per gli esseri umani. Sono animali che, allevati in gabbie, all’interno di capannoni stipati all’inverosimile, non hanno mai visto il sole e neppure toccato il terre-

Due immagini tratte dal filmato realizzato da Mirco e Alessio Villa in occasione della Motosalsicciata Voltana 2012

no... Abbiamo, dunque, due estremi: svaporati che “liberano” (o espropriano) gli animali prodotti per la sperimentazione e consumatori assolutamente disinformati sui prodotti acquistati. Un elemento però accomuna entrambi: la superficialità ! Chi si oppone alla ricerca scientifica in Italia, devastando e danneggiando allevamenti, riesce solamente ad impoverire tutto il Paese. Infatti, la ricerca verrà fatta, ad esempio, nella vicina Svizzera. In concreto provocheranno una migrazione di ricercatori, un danno agli allevatori e un maggiore esborso per le royalties corrisposte per l’acquisto di farmaci brevettati e prodotti all’estero. Per ora sui massmedia domina il buonismo e l’emozione. Prima o poi arriverà anche l’informazione e il raziocinio!

http://www.youtube.com/watch?v=v2NTz_oKtLQ&feature=youtu.be

QUAND CH'E' SUZED

QUANDO SUCCEDE

I pinsir catìv i è boun d’sté nascost dj èn cun dj èn, pu un bël dè, quand ch’i n’pö piò tni d’asté, d’ böta i sélta fura e i t’armescla la vita. I t’sopia tra i deint e un pó a la vólta i t’cunfond e i t’pórta veia nench e’ capì. Quand ch’e’ suzéd alóra u t’toca d’sré j oc e d’speré d’ësar int un brot sogn.

I cattivi pensieri sono capaci di rimanere nascosti per anni e anni, poi un bel giorno, quando non possono più aspettare, di colpo saltano fuori e ti rimescolano la vita. Ti soffiano tra i denti e un po’alla volta ti confondono e ti portano via anche la ragione. Quando succede allora devi chiudere gli occhi e sperare di essere in un brutto sogno. di Paolo Gagliardi


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Orario ambulatorio medico c/o Centro Anziani - Voltana

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All’estero la Pubblica Amministrazione è al servizio del cittadino In Italia, invece, è il cittadino che deve essere al servizio della Pubblica Amministrazione !

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La formula per uscire dalla crisi è: “Rigore, austerità, giustizia sociale”. Ma non può funzionare se indica la sequenza temporale degli interventi. O tutti e tre simultaneamente oppure occorre iniziare subito dall’equità sociale !


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Le vignette sono di ALFIO KRANCIC e pubblicate nel sito www.krancic.it

Internet e un caso di democrazia diretta di Mario Paganini Tra gli appassionati di informatica l’argomento dei diritti d’autore (copyright) è molto discusso. Provate a pronunciare il nome di Richard Stallmann o di Linus Torvalds e vi capiterà di vedrete molti volti diventare raggianti. Ma nessun programma è il risultato della fatica e della mente di un singolo uomo. I computer sono congegni “stupidi”. È il software (programma) che rende queste macchine dei preziosi sussidi. Riflettiamo. Non è possibile scrivere un libro, quando qualcuno vantasse dei diritti sull’alfabeto utilizzato o sulle parole usate. Non solo, ma - dopo pochi anni - nessuno saprebbe neppure più leggere ! Similmente diventa difficile usare uno strumento quando il linguaggio utilizzato dalla macchina, ossia le istruzioni o il modo di dare i co-

mandi per l’esecuzione delle funzioni richieste, fossero coperti da diritti o, peggio, fossero sconosciuti (cioè: segreti e ben protetti). Ecco perché sull’argomento dei diritti d’autore in generale (ma soprattutto in campo informatico) esistono moltissimi gruppi di discussione; in Italia così come all’estero. Da tempo all’estero l’oggetto, la voglia di ampliare la fascia dei diritti si è estesa. E i gruppi hanno cercato di fare alleanze per avere un peso politico maggiore. Le Leggi sono fatte dai Parlamenti nazionali. Il diritto d’autore, invece, è soggetto a Leggi e regole, sia nazionali che internazionali. All’interno del mio gruppo il dibattito si accende. Internet è l’ agorà perfetta. È la piazza che può accogliere tutto il popolo. È il luogo virtuale per un’assemblea plenaria

e permanente. Ogni giorno, nella mia casella email, ci sono alcune decine di contributi. Qualcuno propone di passare dalla teoria alla pratica; dall’ astrazione alla concretezza; dalla contestazione alla proposta. Occorre, quindi, strumentalmente, organizzarsi per avere numeri importanti. La democrazia è il governo della maggioranza. Così nella casella delle e-mail i contributi al dibattito crescono a dismisura. Sembra “spam” (pubblicità). E la sfera dei “diritti” e delle “libertà” invocate e rivendicate si allarga. Come all’estero, ora si parla di “libertà” in senso lato. Dal diritto ad un certo tipo di sessualità al diritto al consumo di droghe leggere. Nella casella le e-mail raggiungono la soglia dei cento messaggi quotidiani … La discussione si avvita su se stessa. Non esistono i Partiti. Non esiste la delega. Tutti possono dire la loro e in pochi si privano di questo diritto... È un crescendo allucinante. Non resta che una soluzione: “chiudere” (uscire dal gruppo). La democrazia diretta è una utopia !? I bookmaker di Londra non accettano più scommesse sull’uscita della Grecia dall’euro. Viene data pressoché per certa!

La vignetta è di Ellekappa. Pubblicata sul quotidiano la Repubblica del 22/05/2012.

In Italia, i comici riescono ad essere credibili come leader politici … invece i politici, con i loro teatrini, stanno facendo ridere !


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Guarda la legalità in faccia. "Perché la mafia teme la Scuola più della Giustizia, la mafia prospera sull'ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo così la mafia può prosperare". (Antonino Caponnetto, magistrato antimafia, "Una lezione sulla legalità", 1994 ) Melissa Bassi, la ragazza uccisa a Brindisi, nell'attentato vigliacco di sabato 19/05/2012, mentre entrava a scuola, aveva solamente 16 anni. La sua amica Veronica Capodieci è rimasta gravemente ferita. Poteva essere una strage. L'immagine qui proposta è quella realizzata dagli stessi alunni della scuola "Morvillo-Falcone", la scuola frequentata da Melissa, e vincitrice del premio sulla legalità. Il Centro Sociale Ca’ Vecchia di Voltana si è sempre distinto per la capacità di essere punto di incontro, di condivisione e di promozione nel territorio e per il territorio. Al Centro Sociale la solidarietà è vissuta quotidianamente. Chi frequenta Ca’ Vecchia testimonia, coerentemente e costantemente, uno stile di vita che dà contenuti alle parole: accoglienza, rispetto per l’altro, pluralismo, libero e civile confronto. Numerosi “servizi” alla persona sono coordinati dai volontari che frequentano il Centro. Inoltre Ca’ Vecchia è anche momenti di festa, di gioco. È il pia-

cere di stare insieme. Da tempo hanno luogo iniziative che promuovono la lettura tra i giovanissimi ed i meno giovani oppure finalizzate alla riscoperta e valorizzazione del dialetto. Ora, accanto ai periodici, nella piccola emeroteca è possibile trovare anche un giornale. Un anonimo donatore ha, infatti, offerto l’abbonamento al quotidiano Il Manifesto. È possibile dire che, tra gli elementi caratterizzanti questa pubblicazione, sono molti quelli individuabili e condivisi dai frequentatori di Ca’ Vecchia. Grazie all’anonimo donatore e ... altri ne seguano l’esempio !

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Caffè letterario di Lugo Hotel Ala d’Oro - Corso Matteotti, 56 Info: 0545 - 22388 e su Facebook


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