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TARES o non TARES ? Per Voltana non è questo il dilemma. di Mario Paganini Quando nel gioco del pallone un giocatore subisce un fallo deve fare attenzione alla reazione. Deve, in qualche modo, controllarsi. A nessuno piace pagare le tasse. Anche nei “mitici” Paesi nordici o in quelli anglosassoni i cittadini fanno il loro dovere, ma senza entusiasmo. In tempi recenti, nel territorio voltanese, sono state promosse alcune iniziative che, però, mi lasciano alquanto perplesso. È un dato di fatto che, nella società dei consumi, ci sia - dopo qualche tempo - la necessità di smaltire quello che è stato … consumato. Potendo farebbe comodo che qualcuno passasse, con frequenza, a

raccogliere i rifiuti sull’uscio di casa e li portasse in un luogo lontano. Infine vorremmo che il costo del servizio fosse prossimo allo zero. Un disoccupato od un pensionato con la minima può non trovare equo e/o giusto pagare, su tutti gli acquisti fatti, l’IVA come chi ha un reddito elevato. Sarebbe un impazzimento per il fornaio, l’ortolano, il macellaio, ecc. ma, dal punto di vista di chi ha disponibilità economiche scarse o nulle, farebbe comodo uno sconto, ad hoc, del 20% ed oltre, su ogni spesa effettuata. Esistono alcuno capisaldi nelle legislazioni di tutti i Paesi civili. Il primo è che “non c’è tassazione

senza rappresentanza”. Il popolo elegge il Parlamento ed il Parlamento fa anche le Leggi che regolamentano il sistema tributario. L’articolo 53 della Costituzione Italiana, ad es., recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Intuendo il rischio e le conseguenze di iniziative popolari, mosse da emotività od opportunismo, i padri costituenti, con l’articolo 75, pensarono bene di mettere qualche limite ai possibili eccessi. È dato leggere: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”. Di certo una discarica non è un vantaggio per il territorio in cui si trova. Anzi. La questione, però, non può essere semplificata oltre misura. Non è sufficiente dire sempre e solo dei “No!” Similmente è pericoloso patteggiare la monetizzazione del dànno (presunto o patito), sull’esempio dei padroni delle acciaierie di Taranto, ossia: “o lavori e forse ti ammali di cancro, oppure non lavori e muori di fame”. La questione deve, invece, essere risolta con un coinvolgimento collettivo. Riconosciuto che una discarica è un vantaggio per tutti meno che per i … suoi vicini, allora tutti quelli che hanno un vantaggio debbono collaborare nel trovare una soluzione “compensativa” verso chi ne riceve soprattutto degli svantaggi. A Napoli la camorra brucia i cassonetti. Non è una soluzione, sono, invece, costi e diossina per tutti. Occorre, allora, andare oltre la logica “ci pensa lo Stato”. Oppure “Ci sistemiamo tra di noi … ”. Occorre andare oltre. E le raccolte di firme possono essere poca cosa o diventare una pessima cosa quando ingenerano confusione e sfiducia nella cittadinanza.

La Festa dell’ARGININO 2013 attraverso alcune immagini proposte da Roberto Ghiselli.


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La Festa dell’ARGININO 2013 attraverso alcune immagini proposte da Roberto Ghiselli.


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Uomini che non si arrendono, mai. Intervista di Luigi Scardovi a Mario Paganini. Da Voltana al mare di corsa. Perché, con questo caldo, cimentarsi in una specie di maratona? Anzi su una distanza maggiore dei canonici 42.195 metri? Una distanza notevole, specie per una persona di 56 anni, che lavora ferma e seduta per ore ed ore in un ambiente climatizzato…

Mi sto allenando da alcune settimane, caldo e tempo libero permettendo. Sono già prossimo ai 25 chilometri. Nella seconda metà di settembre, su percorsi diversi, ci sarà chi percorrerà distanze importanti, per diletto o quale testimonial volontario di aziende sanitarie locali. Io debbo ringraziare l’azienda sanitaria di Ravenna. In particolare, in questi anni, sono stato seguito da Otorinolaringoiatria, Oncologia, Radiologia Terapica, Pneumologia, Ortopedia, Neurologia e, recentemente, da Cardiologia. Dunque è un grazie, un poco originale, al personale medico e paramedico che in oltre trent’anni ho incontrato. Ed è anche un forte biasimo ed una ferma protesta per le scelte che si stanno facendo. Scelte che porteranno allo smantellamento e centralizzazione di tanta buona sanità e sevizi di eccellenza. Evidenzio come siano tanti coloro che possono vedere, ogni giorno, come le strutture sanitarie private si stiano espandendo, mentre la sanità pubblica annaspa, arretra e si riduce. Però i soldi per l’acquisto dei famosi, quanto inutili, cacciabombardieri F35 oppure per mantenere i “vizi ed i privilegi della casta”, e non mi riferisco solamente ad un migliaio di parlamentari, quei soldi invece non vengono mai tagliati ! Q u i n d i è u n a p r o t e st a “politica”? È anche un protesta politica, ma non sono solamente un grazie ed una protesta politica. È anche una scelta personale. L’occasione per dimostrare a se stessi qualche cosa. Tutti i “runner” corrono “per” qualche cosa, non “contro” qualche cosa. Essere propositivi e costruttivi diventa una necessità. Inoltre più la distanza è impegnativa, più occorre essere ben presenti. Occorre dosare la razionalità e l’emotività. Oltre che una questione di allenamento e di fisico, sono necessari volontà e buon

senso. Il correre, da pratica sportiva, diventa presto uno stile ed una scelta di vita. Diversamente sarebbe un correre allo stremo, rischiando l’estremo. Per fare tanta fatica è necessario essere motivati ed entusiasti della vita. Poi, nel mio caso, più che un correre, sarà un camminare spedito alternato ad un frequente … andare al trotto. Con una battuta di spirito: più che alla runner sarebbe andare alla walker. Ma suonerebbe male, soprattutto al femminile, poiché da camminatrice a passeggiatrice il passo - sarebbe proprio il caso di dirlo - finisce con l’essere breve: Bene. Temevo qualche cosa alla Forrest Gump … Allora soffermiamoci sulla filosofia che fa muovere sia i “runner” autentici che i simpatizzanti ... Penso non ci sia migliore metafora della vita e del vivere che il viaggio ed il viaggiare. C’è chi spende tutta la vita muovendosi all’interno di una provincia e chi ha la fortuna di vivere viaggiando molto, magari per turismo e non per lavoro. Conosco poche persone che nella vita hanno fatto sempre ciò che hanno voluto. I più hanno invece accettato quanto è loro capitato, alcuni serenamente altri meno. Fortunatamente i momenti di gioia si ricordano, mentre quelli di infelicità vengono rimossi dallo scorrere del tempo. I runner, ossia coloro che corrono mossi da una grande passione e non perché l’atletica sia il loro lavoro, devono programma seriamente i molti aspetti che questo genere di pratica sportiva richiede. Considerate le distanze percorse è un viaggio ed un viaggiare che diventano utili anche per la vita ed il vivere. Dalla vita allo sport e dallo sport alla vita. Si impara anche ad accettare tutto quello che accade. Infatti ciò che va oltre ogni pluri-collaudata previsione è sempre in agguato. È noto che “se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo” ed è sempre pronta a scovarti, magari impreparato. È un’altra caratteristica che differenzia un runner da un altro, da un non-runner. Come reagire di fronte alle avversità. Di solito c’è sportività, pacata rassegnazione, ira contenuta. Se il padre della sposa “esplode” se gli si rompe un laccetto mentre accompagna la figlia all’altare, il runner “sa controllarsi” anche quando il distac-

co della suola dal resto della tomaia, avviene in prossimità dell’arrivo … Pare ci sia un altro runner che ha saputo ben superare problemi di salute di un certo livello. Che cosa si è lasciato alle spalle? Beh, c’è la cosiddetta “privacy” che sta rendendo tutto molto più complicato. Confermo che c’è un altro competitor interessante. Alle sue spalle ci sono non solo dei chilometri, ma anche l’aver superato una seria cardiopatia. È più giovane, è più allenato di me. Con il suo pacemaker ha già superato, in più occasioni, i quaranta chilometri. Ripeto: non sono iniziative per differentemente abili. Non sarà una gara. Ma questo non impedirà ai diversi partecipanti di dare il meglio di loro stessi, con giudizio e spirito sportivo. Una nota di colore … Ma a che cosa pensa o che cosa passa per la testa durante tutte quelle ore di fatica? Effettivamente occorre tenere la mente occupata. Ognuno ha saputo trovato la sua personale soluzione. Posso rispondere per me. Capisco possa sembrare strano, ma io prego oppure converto numeri dal sistema decimale a quello binario od anche a quello esadecimale. Sono tutte cose che, se fatte bene, richiedono notevole impegno mentale. www.voltanaonline.it è un prodotto amatoriale al quale non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47, poiché l'aggiornamento delle notizie in esso contenute non ha periodicità regolare (art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62). www.voltanaonline.it non rappresenta una testata giornalistica e i post editi hanno lo scopo di stimolare la discussione e l’approfondimento politico, la critica e la libertà di espressione del pensiero, nei modi e nei termini consentiti dalla legislazione vigente. www.voltanaonline.it non persegue alcuno scopo di lucro. Tutto il materiale pubblicato su Internet è di dominio pubblico. Tuttavia, se qualcuno riconoscesse proprio materiale e non voleva che fosse pubblicato, non ha che da darne avviso al gestore e sarà immediatamente rimosso. www.voltanaonline.it verificherà, per quanto possibile, che tutto il materiale inviato e riprodotto nel sito e nel PDF sia conforme alle licenze Creative Commons o non coperto da copyright.


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Perché lo difendono ?

Chi ha letto il Corriere della Sera in questi giorni ha avuto l'impressione di trovarsi di fronte una versione appena più moderata de Il Giornale. Tra interventi critici della sentenza che condanna Berlusconi e di chi l'ha emessa, commenti affidati all'Avvocato Coppi e a esponenti del PdL, pelosissimi inviti alla "pacificazione" (leggi: salvacondotto per B.), il quotidiano della grande borghesia italiana ha ormai scelto con chiarezza da che parte stare. Ma perché cresce il partito dell'impunità, come correttamente segnalato dal Fatto Quotidiano? Perché l'establishment finanziario di questo paese, che nell'autunno del 2011 ha tramato per rovesciare B. e alle elezioni gli ha contrapposto il blocco di Mario Monti, adesso tenta di proteggerlo dalle conseguenze penali dei suoi stessi atti? Cosa spiega questo berlusconismo di ritorno? Certo, non bisogna sottovalutare il potere di ricatto in mano al duce del PdL. Se questi decidesse di giocare il tutto per tutto, organizzando una campagna elettorale in grande stile centrata sull'uscita dall'euro, provocherebbe sconquassi tali da far crollare il già pericolante edificio di Bruxelles. Dunque l'establishment ha un ottimo motivo per "tener buono" B. Forse però oltre alle motivazioni per così dire tattiche ve ne sono anche di strategiche. L'articolo di

Angelo Panebianco è illuminante in tal senso. Ricordiamo che stiamo parlando di uno dei Saggi chiamati da Napolitano a modificare la Costituzione. Il politologo denuncia uno "squilibrio di potenza" tra politica e ordine giudiziario. Se alcuni politici vengono inquisiti e talvolta persino condannati non è perché questi delinquino (ciò è dato in qualche modo per scontato), ma per l'eccessivo potere detenuto dalla magistratura. Per rimediare occorre una riforma della politica, che accresca di molto i poteri dell'esecutivo, e una riforma della giustizia, che a quell'esecutivo deve essere finalmente subordinata. Fin qui nulla di particolarmente nuovo: sono le posizioni del "riformismo" giudiziario che il Corriere appoggia da ormai diversi anni. È il prosieguo del ragiomento a rivelare che la borghesia italiana, difendendo Berlusconi, difende sé stessa. Panebianco propone niente meno di rivoluzionare i corsi di giurisprudenza, di incidere sulla mentalità dei futuri operatori giuridici, iniettando forti dosi di "sapere empirico" nei corsi. Insomma: “Si addestrino i futuri funzionari, magistrati e amministratori, a fare i conti con la complessità della realtà. È ormai inaccettabile, ad esempio, che un magistrato, o un amministratore, possano intervenire su delicate questioni finanziarie o industriali senza conoscenze approfondite di finanza o di economia industriale. È inaccettabile che gli interventi amministrativi o giudiziari siano fatti da persone non addestrate a valutare l'impatto sociale ed economico delle norme e delle loro applicazioni.” Balzano subito alla mente di casi dell'ILVA, della FIAT, della Eternit, della Thyssen Krupp. È facile immaginare che magistrati dotati del "sapere empirico" di cui parla Panebianco non si sarebbero arrischiati a far inviperire Marchionne, applicando la legge per come è scritta; se avessero accuratamente valutato l'impatto sociale ed econo-

mico non avrebbero condannato i vertici Thyssen: e a fronte dell'innegabile complessità della situazione di Taranto, non avrebbero osato interrompere l'attività della fabbrica dei tumori. E questi sono solo i casi più eclatanti. Non è un segreto che l'impresa italiana si regge prevalentemente sulla violazione di leggi, siano esse quelle a tutela del lavoro, dell'ambiente, della fedeltà fiscale, del buon andamento della pubblica amministrazione... È una delle intuizioni delle 28 tesi di Badiale e Bontempelli (tesi 17 e 18) che il capitalismo, raggiunta una certa fase, per riprodursi è costretto a liberarsi dei "lacci e lacciuoli" di berlusconiana memoria, ossia delle norme a tutela di quei beni (come la salute, l'ambiente e il lavoro) che dallo sviluppo capitalistico sono irrimediabilmente sviliti. La legalità, e gli istituti che la preservano (come l'indipendenza della magistratura), assumono oggi un ruolo oggettivamente anti-capitalistico. Non stupisce dunque che il capitalismo italiano, per bocca dei suoi mezzi di informazione, difenda il personaggio che incarna la maggiore minaccia ai principi di legalità e separazione dei poteri. I "padroni" italiani, difendendo B., difendono loro stessi. E questo spiega anche perché le forze politiche a diretto servizio del grande capitale, come il PD, abbiano sempre avuto un atteggiamento conciliante e collaborativo con il Caimano, fino a governarci insieme. Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it

info: mariopaganini@gmail.com

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APPUNTI agosto 2013 di Mario Paganini È nel Palazzo da sessant’an- e gli italiani sono in spiagni... In quante altre democra- gia... zie è dato osservare qualche Il Senato ha approvato il cosiddetto dl "svuota-carceri" con 195 sì e cosa di simile? Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, undicesimo e attuale Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 15 maggio 2006. In precedenza era stato presidente della Camera dei deputati nell'XI Legislatura (subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 [1], al 1996, europarlamentare dal 1999 al 2004 e senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica. È il primo e finora unico Capo dello Stato a essere stato membro del Partito Comunista Italiano. È il terzo presidente a essere eletto, al primo mandato, alla quarta chiamata (dopo Luigi Einaudi e Giovanni Gronchi), il sesto ex Presidente della Camera eletto Capo dello Stato (dopo Enrico De Nicola, Gronchi, Giovanni Leone, Sandro Pertini e Scalfaro), il secondo a essere eletto da senatore a vita (prima di lui Leone), il terzo proveniente dai ranghi della sinistra (dopo Giuseppe Saragat e Sandro Pertini) e il terzo presidente napoletano (dopo De Nicola e Leone). Il 20 aprile 2013 è stato rieletto, divenendo il primo Presidente della Repubblica ad essere chiamato ad un secondo mandato, oltre che il più anziano al momento dell'elezione nella storia repubblicana. [1]

57 no. Il disegno di legge di conversione è ora definitivo. La seduta - dove il decreto è stato votato in seconda lettura dopo essere stato approvato e modificato alla Camera lunedì scorso - è stata caratterizzata dalla bagarre dei senatori della Lega. Armati di fischietto, i parlamentari del Carroccio hanno sventolato verso i banchi del governo il cartellino rosso e uno striscione: "Basta inganni e illusioni, governo Letta a casa subito!". Alla protesta si ricollegano le parole pronunciate dal segretario leghista e presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni: "Il problema del sovraffollamento delle carceri non si risolve con il decreto svuota-carceri né con l'amnistia: se si pensa di proporre l'amnistia si sappia che ci sarà altro che Vietnam o Afghanistan da parte della Lega Nord" ha affermato Maroni in conferenza stampa a Montecitorio, annunciando l'adesione a quattro quesiti referendari dei radicali e per settembre un pacchetto del Carroccio di tre proposte di legge sulla giustizia, di cui una proprio sul sovraffollamento delle prigioni. Sintetizzata così da Maroni: "Il modo molto più efficiente per svuotare le carceri, l'unica vera soluzione è quella che i cittadini extracomunitari scontino la pena nelle carceri di casa loro, nel paese di origine".

Una banale considerazione: perché la nostra classe politica è così trasversalmente comprensiva con i delinquenti e così poco solidale con le vittime di una delinquenza che non 7-8 giugno 1953 – Elezioni politiche in ha saputo prevenire e reprimere?

Italia: la coalizione di centro (Democrazia Cristiana, PSDI, PLI e PRI) non riesce ad ottenere la maggioranza assoluta, si ferma al 49,85%, non scatta quindi il premio di maggioranza assicurato dalla legge truffa.

Fonte www.repubblica.it dell’ 8 agosto 2013

C’è chi più permetterselo… C’è chi dà un esempio pessiSiamo alle solite: in Agosto mo... vengono approvati i provve- Onorevole mio, ma quanto ci costi? Massimo Sabatini, del Movidimenti più odiosi e impopo- mento 5 Stelle ha posto il problelari; i mass-media di regime ma, partendo da un caso reale: non riferiscono nulla o quasi “Dimissioni dopo un certo numero Fonte WIKIPEDIA

di assenze per tutti gli onorevoli che sono pagati dallo Stato per fare un mestiere e ne fanno un altro, in questo caso pagato sempre da noi (Vezzali prende lo stipendio da poliziotta)”. Poi Massimo Sabatini aggiunge: “La Vezzali ... fa parte del centro sportivo fiamme oro della Polizia, ma come dicevo non e solo per lei che ho scritto, ma per tutti quegli onorevoli che come lei fanno un altro lavoro e non danno la possibilità ad un altro di fare ciò che lei dovrebbe fare.” Un aspetto positivo, in una vicenda tutt’altro che felice: qualcuno ha iniziato a parlare ed a porre il problema del doppio stipendio, uno per un lavoro e l’altro per dell’assenteismo!

Al Circolo tre parlano di Berlusconi; due parlano di Renzi. Io faccio finta di leggere il giornale, perché per la politica oggi proprio non ci sono. Il giorno dopo, di buon mattino, in direzione mare, ferme al semaforo ci sono cinque auto in fila… Sono le nostre (il sesto che si sia addormentato?). Le nostre chiacchiere non cambiano Roma! Ed il gasolio non è troppo caro. Forse sarebbe più opportuno cambiare modo di pensare e di comportarsi. Lo stile di vita influenza le scelte e le scelte portano a perpetuare uno stile di vita.

No, non disturba, ma se vuole lo mando a casa sua… Concitato il gestore del Bagno sta esponendo, per telefono, le sue ragioni alle Forze dell’Ordine. Un “vù cumprà” ha usato la toilette del Bagno, si è lavato sotto la doccia del Bagno ed ora dorme su di una panchina del Bagno. Dall’altro capo fanno qualche domanda. Il bagnino paonazzo: “No, non disturba e non è molesto! Ma che cosa c’entra? Per favore mi dia il suo indirizzo che glielo mando a casa sua. Io pago fior di tasse per la concessione e quello là usa i miei servizi, mi fa perdere clienti e non mi paga nulla”. Due ore dopo sopraggiungono le Forze dell’Ordine. Il “vù cumprà” se ne è andato da tempo. Ma come farà a (sopra) vivere vendendo borse e borsette a due euro o poco più?


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APPUNTI agosto 2013 di Mario Paganini Le liberalizzazioni danneggiano anche te. Digli di smetterla… Avevo promesso alla nonnina che mi sarei interessato alla sua vicenda. Sono al Patronato con una cartellina piena di copie di lettere e ricevute di raccomandate inviate. Ma c’è una fila incredibile. Mi sorge il dubbio di essere nel posto sbagliato. Niente affatto. La tutela dei diritti dei consumatori viene fatta in quel luogo. Sento in giro. Sono tutti indignati: per le pratiche aggressive di questa o quella compagnia telefonica; oppure per la poca serietà commerciale del tale fornitore di servizi televisivi in abbonamento; ecc. Ma come? Ma “il privato” non era bello ed efficiente per antonomasia? I mass-media di regime, direttamente o indirettamente sussidiati con denaro pubblico, ora dove sono? Erano in prima fila, velocissimi e voracissimi, quando si trattava di denigrare la RAI, la Telecom o le Ferrovie dello Stato. Adesso, invece, non hanno nulla da dire e da scrivere! Lui diceva: “Ricordatevi che l’inserzionista ha sempre ragione!”

Se Berlusconi lascia, Berlusconi scompare… Poiché l’attività svolta è la medesima o sono “escort” anche le signore, in abiti succinti, che sostano, notte tempo, ai margini della strada, oppure anche il Cavaliere è un frequentatore di “puttane”. Dopo di che avremo le sottocategorie delle “escort di infima classe” e delle “puttane di alto bordo”. Cercando su Internet è possibile trovare elenchi di donne che hanno conosciuto a fondo il Cavaliere. Ci sono elenchi con anche 130 nomi … Le assodate, esempio: Patrizia D’Addario, Rubi (la nipote di Mubarak), per me, sono come i “pizzini”, gli avvisi inviati dai vari capi clan, padrini, capi bastone, a qualcuno affinché faccia e si comporti in un certo modo. Servono a rinfrescargli la memoria. Chi può essere tenuto sotto ricatto è bene non dimentichi mai la sua condizio-

ne di ricattato. E, soprattutto, che non venga colto dalla tentazione di sottrarsi, di fuggire al ricatto. Ma sul serio crediamo che un chiunque possa avere dei tète a tète con una persona molto importante? Sul serio pensiamo che un o una “nessuno” possa aver accesso, facilmente e tranquillamente, agli spazi privati di un qualche V.I.P. ? Riflettiamo: un o una “nessuno” suona al citofono e, dall’interno qualcuno apre la porta, poi - disinvoltamente - lui o lei … oplà: “il letto è sfatto, rien ne va plus” ! Intanto, là fuori, i tutori dell’ordine e qualche guardia privata (insieme alle stelle) stanno a guardare quanto accade. Evidentemente episodi di assoluta normalità. Non lo credo proprio possibile! E chi è sotto ricatto verrà mai lasciato libero dal suo persecutore? No, di certo! Solo il trapasso può restituirgli la libertà. E tutte le bocche rimarranno cucite. Per sempre.

Sono più ricchi i Tedeschi o gli Italiani? Il giornale riferisce che i tedeschi rinfacciano agli italiani una ricchezza media maggiore. Giuseppe ha comprato, dieci anni fa la sua casa, per 200 mila euro. Ora ne vale 170 mila … Giovanni ha comprato, dieci anni fa, 200 mila euro di Buoni Ordinari del Tesoro. Ci sta ancora rimettendo in quota capitale… Franz ha comprato 200 mila “bund”. Spera di lucrare qualche cosa in più, pertanto non accetta la proposta di venderli per 240 mila euro. Non solo. Giuseppe e Giovanni hanno una quota pari a 33 mila euro di debito pubblico … Mentre Franz riscuote degli interessi sostanziosi per il prestito accordato agli italiani. Morale: la ricchezza di un popolo dipende molto dalle scelte di politica economica e monetaria compiute dai suoi governanti.

La questione dell’acquisto degli F35 … Caccia bombardieri costosissimi e pieni di

difetti. Proviamo a cambiare il punto di vista, ossia: il contesto generale, i riferimenti. No, non ho cambiato idea: l’acquisto di quei velivoli - peraltro fragilini - è un inutile spreco. Però tutti i nostri politici tacciono, subiscono e accondiscendono. Proviamo, noi dilettanti della politica, a trovare una diversa risposta, una soluzione realistica e “politica”. Dell’Europa stiamo accettando tutti i diktat. Ieri i diktat erano le dure condizioni non negoziabili imposte alla parte soccombente in un confronto (trattato di pace, armistizio, resa, ecc.). Oggi sono un decreto o un ordine indiscutibile emanato da un potere rappresentativo (notare che in Europa il potere rappresentativo non è il risultato di un suffragio libero e universale). Dobbiamo deciderci: l’Europa è solamente un problema di bilanci in pareggio? Di smantellamento dello Stato sociale? Se essere europei è anche qualche cosa di più, occorre che sia anche qualche cosa di diverso. Una delle prime funzioni dello Stato è quello della difesa dei propri confini. Chiediamo, allora, che la difesa dell’Europa sia un problema europeo. Di tutti gli Stati europei, unitamente e congiuntamente. Cosa opposta a quella che riscontriamo. Ora ciascuno Stato va liberamente, autonomamente, in maniera disorganica, sparpagliata, ma, soprattutto e tragicamente, dispendiosa.

Istigazione al gioco e ipocrisia. È una emittente televisiva per la quale si paga un canone. Del gioco d’azzardo sono arcinoti sia i “padrini” che i lauti profitti. Stupisce trovare la pubblicità su tale emittente nazionale. Accattivante l’invito “fai una visita” ad un certo sito, il sottointeso: “non costa nulla, anzi puoi guadagnarci”. Il gioco d’azzardo crea dipendenza. Quello su Internet maggiormente perché … lì non ti vede nessuno. Alla fine dello spot c’è un avviso, che non salva la coscienza dei benpensanti né di chi dovrebbe vigilare: attenzione crea dipendenza.


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Andate e “pacificatevi” con tutti i delinquenti di Massimo Fini La nuova parola d’ordine adesso è “pacificazione nazionale”. Ogni dieci anni i cittadini italiani sono perentoriamente invitati a “pacificarsi”. Con chi? Con i delinquenti. Negli ‘80 con i terroristi assassini. E, di fatto, questo avvenne grazie a quelle leggi sui “pentiti” che la cosiddetta classe dirigente fu costretta a varare per non aver saputo, o voluto, affrontare sul campo, manu militari, il fenomeno terrorista, essendone anzi stata connivente in alcune sue componenti, politiche e intellettuali, specialmente socialiste. Ragion per cui da noi il terrorismo, a differenza, poniamo, che in Germania dove pur si era presentato in forme ancora più pericolose (la Baader-Meinhof), è durato invece che un anno dieci, facendo tutti i danni che poteva fare. Persino Adriano Sofri, mandante del vilissimo assassinio del commissario Calabresi (agguato sotto casa) condannato, dopo aver goduto di tutte le garanzie immaginabili

e anche non immaginabili (un processo di revisione, fatto rarissimo in Italia), a 22 anni di reclusione, prima è diventato, per meriti penali, editorialista del più importante quotidiano di sinistra (La Repubblica) e del più venduto settimanale di destra (Panorama) e poi di quei 22 anni ha finito per scontarne, con vari escamotage, solo sette. Destra e sinistra, ormai lo sappiamo, si ricompattano immediatamente quando c’è da togliere dai guai un loro vip. Negli anni Novanta dovevamo pacificarci con i ladri e i taglieggiatori di Tangentopoli. La formula era: “uscire da Tangentopoli” con un’amnistia o con qualche provvedimento similare. Come se amnistiando i ladri, i truffatori, gli stupratori si uscisse da Ladropoli, da Truffopoli, da Stupropoli e non si incoraggiasse invece costoro a perseverare nei loro crimini. Com’è puntualmente avvenuto dopo aver trasformato, nel giro di pochissimi anni, i magistrati nei veri colpevoli e i ladri in vittime e

Immagine trovata su Internet e segnalata da Vesna

giudici dei loro giudici. Oggi non c’è settore della vita pubblica in cui la Magistratura vada a mettere il dito, random, a caso, senza che saltino fuori malversazioni, grandi e piccole. È come giocare a “battaglia navale”, con ammiraglie, incrociatori e sommergibili, ma senza il mare. E adesso dovremmo “pacificarci” con un uomo che (con la sua cricca) da trent’anni viola sistematicamente le leggi, organizza monopoli illegali e antiliberisti, falsifica i bilanci, paga la Guardia di Finanza, corrompe giudici, corrompe testimoni, è stato condannato, sia pur in primo grado, per un reato di concussione di cui non potrà liberarsi perché, nel suo caso, la concussione è in re ipsa (le telefonate alla Questura di Milano per piegarne i funzionari ai suoi desiderata). Ora quest’uomo è stato condannato in via definitiva per una colossale frode fiscale (che è cosa diversa dalla semplice evasione fiscale) ponendo così fine alla sostanziale ipocrisia della “presunzione d’innocenza” che è un principio sacrosanto del diritto ma che diventa pura e semplice impunità se si riesce, com’è riuscito a Berlusconi, a trascinare i propri processi per decenni. Adesso c’è una condanna in Cassazione. Di presunzione di innocenza non si può più parlare. La dovrebbe essere finita. E invece no. Quest’uomo, che ha accumulato un potere enorme proprio grazie alle sue illegalità, pretende di essere salvato ancora una volta dalle sue responsabilità. Con qualche formula magica: grazia, commutazione della pena, amnistia ad personam. E così sarà. Nello sberleffo di noi cittadini impotenti e forse anche grati. Perché non siamo che sudditi. Massimo Fini Fonte: www.ilfattoquotidiano.it 10.08.2013

La Festa dell’ARGININO 2013 L’immagine è di Roberto Ghiselli.

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Pubblichiamo alcune segnalazioni giunte a

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Ci pisciano sulla testa ed hanno il coraggio di dirci che “piove!�. Trovata su Internet e segnalata da C.

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Amo le persone che riescono a farmi ridere quando non voglio nemmeno sorridere.

Trovata su Internet e segnalata da G.

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