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Il magazine del volontariato

Settembre 2017


Insieme in OPBG | Settembre2017

Quattro sedi, una sola comunità: il volontariato a San Paolo

Il volontariato a San Paolo: l’Associazione Bambino Gesù

La mia vita da volontaria

Per diventare volontario del Bambino Gesù è possibile chiedere informazioni e inviare la propria candidatura al seguente indirizzo mail: volontariato@opbg.net

Indice

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Il volontariato al Bambino Gesù di San Paolo

L’associazione Peter Pan Onlus


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1 Di Francesca Rebecchini

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Quattro sedi, una sola comunità: il volontariato a San Paolo

’Ospedale Bambino Gesù come sappiamo è diviso in 4 sedi: Gianicolo, San Paolo, Palidoro e Santa Marinella. Ogni sede ha una peculiarità ed una organizzazione differente e quindi di conseguenza anche il nostro volontariato. Oggi parliamo di San Paolo, sede ambulatoriale e polo scientifico dell’Ospedale. Presso gli ambulatori ogni giorno accedono centinaia di bambini accompagnati dai loro genitori per le visite, Day hospital, Day Surgery, esami radiologici, prelievi di sangue e da qualche mese è stata trasferita anche la sala gessi. Cosa fondamentale per mantenere l’ordine e la tranquillità nelle sale di attesa è di poter contare sulla preziosa presenza dei volontari che affiancano quotidianamente il personale di accoglienza tutti i giorni della settimana, sia al mattino che al pomeriggio. Questo servizio è oggi coperto dai volontari dell’Associazione Bambino Gesù che sono riconoscibili perché vestono una semplice maglietta bianca con il logo dell’ospedale e hanno al col-

IN BACHECA

lo il cartellino di riconoscimento attaccato ad un laccio verde acceso. I volontari di San Paolo, adeguatamente formati e preparati dall’Ospedale, offrono la loro assistenza con rispetto, disponibilità e professionalità, queste le principali mansioni: • Informano gli utenti sui servizi presenti in sede • Orientano ed accompagnano le famiglie ai vari ambulatori • Intrattengono giocando i piccoli pazienti • Aiutano le famiglie straniere (sempre più numerose) a svolgere le pratiche amministrative • Informano della presenza di percorsi dedicati le donne in gravidanza, i neonati prima dei 30 giorni di vita, le mamme donatrici di latte ed i pazienti diversamente abili. Oltre a questi volontari all’accoglienza di San Paolo sono presenti altre realtà, come la Fondazione Archè, l’Associazione Andrea Tudisco e l’Associazione T’Immagini che svolgono attività ludica presso la grande sala d’attesa, dove i piccoli pazienti trascorrono

diverse ore per i Day Hospital e le visite ambulatoriali. Parliamo di Clownterapia quella disciplina che studia ed applica l’effetto benefico del ridere e delle emozioni positive che applicata in Ospedale incide profondamente sulle aspettative, sulle emozioni e sui vissuti dei bambini e del personale: rende migliore la qualità della degenza dei bambini ricoverati e ne facilita le cure ospedaliere, puntando all’ottimizzazione relazionale, all’umanizzazione e al miglioramento dell’efficienza della struttura. In questo modo si favorisce la cultura del gioco per tutti i bambini, quale diritto fondamentale sancito dalla Carta Universale dei Diritti dei Bambini, e garantire la continuità dello spazio ludico, fondamentale per la vita e la crescita del bambino, anche in ambito ospedaliero. Questo è il polo ambulatoriale di San Paolo, dove ogni giorno tante famiglie ed i loro piccoli ricevono accoglienza e calore umano sempre con un sorriso!

2 appuntamenti per i volontari nel mese di ottobre: • Martedì 17 riunione per i Tutor Aula Salviati 3 • Lunedì 23 corso di Formazione per l’Associazione Bambino Gesù Aula Salviati 1 (aperto alle altre associazioni).


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COSA FANNO I VOLONTARI

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3 In sintesi “Le volontarie nella sede di San Paolo sono inserite in tutte le sale di attesa e sono di grande aiuto per attenuare l’ansia dei piccoli pazienti e dei genitori, e si mostrano come un valido supporto alle famiglie, ascoltando i loro bisogni e le loro richieste�.


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Il volontariato a San Paolo: l’Associazione Bambino Gesù Di Giada Marchetti

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Una chiacchierata con Cinzia Di Giovanni, che si occupa dell’accoglienza e del coordinamento nella sede di San Paolo

apire come funziona il volontariato nella sede del Bambino Gesù di San Paolo e quali sono le differenze con quello del Gianicolo. Ecco l’obiettivo della chiacchierata che abbiamo fatto con Cinzia Di Giovanni, che si occupa dell’accoglienza e del coordinamento del volontariato proprio all’interno della sede di San Paolo. “Il volontariato ha avuto inizio qui a San Paolo – ci racconta – circa 5 anni fa con sole 3 volontarie. A tutt’oggi la nostra squadra si è arricchita di ben 12 risorse. Le attività di volontariato, cosi come sono definite dalla legge 266 del 1991 che ne disciplina le organizzazioni, sono quelle attività prestate in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, anche indiretto, ma esclusivamente per fini di solidarietà, tramite

l’organizzazione di cui il volontariato fa parte”. “Le mie volontarie – continua – sono AnnaRosa, Diana, Rosalia, Luciana, Alessandra, Tiziana, Benedetta, Gabriella, Franca, Marcella, Marta e Maria, e sono innanzitutto delle persone splendide che sanno come accogliere il paziente ed i suoi familiari, informandoli sulle procedure che sono attuate nel nostro Ospedale, dando un valido aiuto nel rilevare le criticità segnalandole tempestivamente”. UN SUPPORTO PER LE FAMIGLIE “Le volontarie sono inserite – prosegue la dott.ssa Di Giovanni– in tutte le sale di attesa e sono di grande aiuto per attenuare l’ansia dei piccoli pazienti e dei genitori, e si mostrano come un valido

supporto alle famiglie, ascoltando i loro bisogni e le loro richieste”. In qualità di tutor dei 12 tirocinanti che si stanno affacciando per la prima volta al mondo del Volontariato dell’Ospedale Bambino Gesù, che al tempo stesso collaborano con altre Associazioni per intrattenere i piccoli pazienti, Cinzia Di Giovanni promuove molti incontri per la formazione. Tutte quante spinte dalla voglia di aiutare il prossimo in difficoltà, si organizzano con turni di 6 ore per non lasciare mai sguarnito il Servizio. La nostra chiacchierata si conclude con uno sguardo alle prospettive future nella speranza che si riconosca nel Volontariato un interesse sociale nel mettersi al servizio della comunità.


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L’Associazione Peter Pan Onlus

Abbiamo intervistato Gian Paolo Montini, il Direttore Generale, per farci raccontare come è entrato a far parte di questa grande famiglia Di Annamaria Ardini Gian Paolo, come hai iniziato con il volontariato? “Il volontariato lo avevo nel sangue fin da giovane, mi piaceva aiutare gli altri, passavo i miei fine settimana nei centri di accoglienza della Caritas e sentivo la necessità di passare le ore con chi aveva bisogno. Mi rende felice aiutare il prossimo. Non avrei mai immaginato venti anni fa che avrei lasciato l’azienda di telecomunicazioni nella quale lavoravo per entrare a far parte dell’Associazione. Peter Pan aveva bisogno di un nuovo direttore, mi sono candidato e dopo aver passato la prima selezione esterna, il Consiglio Direttivo di allora mi ha scelto. Io non ho esitato, perché era ciò che desideravo: poter

aiutare il prossimo e mettere al servizio dell’Associazione le mie caratteristiche manageriali e professionali”. Quali sono gli scopi dell’Associazione? “Il nostro scopo più grande è stato offrire alloggi alle famiglie dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Bambino Gesù. Abbiamo realizzato La Grande Casa Di Peter Pan e questo è stato un grande intervento che ci ha impegnato sia a livello economico che materiale. Basti pensare che l’80% del tempo i nostri ragazzi lo passano nella Casa, solo una piccola parte in Ospedale. Ecco la necessità di intrattenerli con attività ludiche, con insegnanti che li seguono nelle materie scola-

stiche e gli psicologi per aiutarli a superare la malattia. Un compito importante è reperire volontari, nella nostra casa ne abbiamo circa 200 ma non bastano mai, anche perché devono coprire sia il giorno che la notte. È fondamentale il rapporto tra pazienti, associazioni di genitori e il mondo scientifico, al fine di creare un’intesa produttiva. Un altro impegno che stiamo cercando di realizzare è il sostegno per gli adolescenti. È molto importante per loro condividere le proprie esperienze con ragazzi della stessa età che hanno passato i medesimi problemi. Aiutandoli a superare le varie difficoltà del dopo malattia”.


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L’Associazione Peter Pan Onlus è nata il 16 novembre 1994

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Il desiderio più grande dell’Associazione Peter Pan era quello di realizzare una casa di accoglienza. “La Grande Casa di Peter Pan”, inaugurata nel 2012, sorge ai piedi del Gianicolo e accoglie gratuitamente per tutto il tempo necessario i bambini affetti da malattie oncoematologiche e le loro famiglie. La struttura è per le famiglie un sostegno importante, è un luogo protetto, sicuro e accogliente dove poter condividere con altri genitori paure e speranze e rimanere vicini al proprio figlio. Una mamma ha voluto testimoniare la sua esperienza nella Grande Casa di Peter Pan: “È molto importante il sostegno e l’aiuto che offrono a noi genitori sollevandoci dalle preoccupazioni con il loro impegno giornaliero. Non siamo mai lasciati soli c’è sempre un volontario che ascolta i nostri bisogni e i nostri momenti di sconforto. Voglio ringraziare l’Associazione Peter Pan che mi ha dato questa opportunità e che mi fa sentire a casa”.


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5 La mia vita da volontaria

Di Annamaria Ardini

Il racconto di Anna Rosa Sabatini, in servizio dal 2009 all’Ospedale Bambino Gesù e ora impegnata nella sede di San Paolo

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nna Rosa Sabatini è volontaria dal 2009 presso l’Ospedale Bambino Gesù, ha svolto il tirocinio presso il reparto di Pediatria e poi in quello di Urologia, dove ha continuato fino al 2012. In quel periodo è nato il Polo medico di San Paolo. Si è quindi creata l’esigenza di formare un gruppo di volontarie dedicate all’accoglienza dei genitori e dei piccoli pazienti, che Anna Rosa, con un gruppo di volontarie, ha contribuito a formare.

stenere i genitori nei momenti critici della malattia dando loro conforto e affetto. Qui a San Paolo è totalmente diverso, accogliamo i genitori e li indirizziamo nei vari ambulatori. Molto spesso arrivano da noi, spaesati e aggressivi, perché sono preoccupati per la visita e sta a noi con calma e con un bel sorriso rassicurarli e accompagnarli dove devono andare”.

dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 18. Dalle 13 alle 14 c’è sempre una volontaria che gestisce la pausa pranzo. Ogni giorno sono presenti 5 volontarie e devo dire che sono tutte molto disponibili. Spesso ci riuniamo per confrontarci e per risolvere eventuali problemi: siamo molto affiatate tra noi”. Ci sono nuove volontarie che vogliono intraprendere questa avventura? “Sì abbiamo 12 tirocinanti, sono tutte molto giovani prese da tanti problemi: lo studio, i figli, il lavoro”.

Qual è il vostro ruolo? “Forniamo le indicazioni necessarie per orientarsi. Abbiamo dovuto studiare bene i percorsi per indirizzare i genitori Anna Rosa, sei una veterana nei vari ambulatori, per non tra le volontarie, sei passa- sbagliare quando ci chiedono le Traendo le conclusioni, rimta dal reparto all’accoglienza. informazioni.” piangi il reparto o sei soddiSicuramente sono due tipi di sfatta del tuo nuovo ruolo? volontariato diverso, in cosa si Quante sono le volontarie a “Devo dire che non rimpiango differenziano? San Paolo e in che modo vi al- il reparto, questo nuovo ruolo “In reparto sei coinvolta sia fi- ternate? mi piace e lo svolgo con lo stessicamente che emotivamente, “Le volontarie presenti sono 12. so entusiasmo. Siamo di aiuto assisti il bambino, lo coccoli, gli Ci alterniamo per coprire sia il ai genitori e questa è la nostra racconti delle fiabe, lo intrattieni turno della mattina che quello missione.” con attività ludiche. Cerchi di so- del pomeriggio. Siamo presenti


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In sintesi “Noi volontarie dell’Associazione Bambino Gesù a San Paolo forniamo le indicazioni necessarie per orientarsi. Abbiamo dovuto studiare bene i percorsi per indirizzare i genitori nei vari ambulatori, per non sbagliare quando ci chiedono le informazioni.”

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