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Il magazine del volontariato

Giugno - Luglio 2019


Insieme in OPBG | Giugno-Luglio 2019

Volontariato e integrazione Pag. 3

«Così imparo l’italiano al Bambino Gesù» Pag. 6

«Anche in estate, donate il sangue!» Pag. 10

La valigia dei giochi: Dobble e famiglie Pag. 14

Indice

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www.ospedalebambinogesu.it

Imparare l’italiano in Ospedale Pag. 4

Una serata da ricordare: una volontaria alla Notte dei re Pag. 8

Il volontariato in estate: quali sono le associazioni in campo Pag. 12


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Volontariato e integrazione

di Giuseppe Di Pinto

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l Bambino Gesù è al fianco di tutti i bambini. Nell’Ospedale dei figli del mondo, punto di riferimento internazionale per le cure pediatriche, non possiamo trascurare l’impegno per l’abbattimento delle barriere linguistiche e culturali che spesso affrontano le famiglie provenienti dall’estero e accolte in ospedale nell’ambito dei nostri programmi di assistenza umanitaria. Nel corso del 2018 sono stati ricoverati oltre 500 bambini provenienti da 5 continenti e 80 Paesi e la figura del mediatore culturale è stata coinvolta in oltre 5000 mediazioni.

In tale contesto, grazie ad alcuni volontari che si sono resi disponibili in qualità di docenti, la recente iniziativa dei “Corsi di Italiano” dedicati ai genitori dei nostri pazienti stranieri lungodegenti, si aggiunge alle già molteplici attività che i volontari svolgono a sostegno dell’integrazione (accoglienza, socializzazione, comunicazione, ecc.). Una iniziativa che rappresenta un valore aggiunto a tutto ciò che l’Ospedale fa per il miglioramento continuo della qualità delle cure. Una iniziativa in linea con la Missione dell’Ospedale e con la visione Cristiana dell’accoglienza: “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35).

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2 Imparare l’italiano in Ospedale di Silvia Ranocchiari

Vi raccontiamo l’iniziativa per l’insegnamento della lingua italiana ai genitori dei bambini

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a circa un mese, presso la sede del Gianicolo dell’Ospedale Bambino Gesù, è iniziata una nuova attività di volontariato. Si tratta dell’insegnamento della lingua italiana ai genitori dei bambini stranieri lungodegenti. L’attività, alla quale, con il supporto dello staff dell’accoglienza, hanno aderito diversi volontari, consiste in una lezione settimanale di un’ora e mezza ed è attualmente frequentata da 8 genitori di diversa nazionalità. Si tratta quindi di una classe multilingue, multi livello e multiculturale in cui l’insegnamento procede per moduli, destinati a ripetersi nel caso di nuovi ingressi. Durante le ore di lezione, i volontari che operano nei reparti di degenza intrattengono i piccoli pazienti sostituendosi ai loro genitori e permettendo a questi ultimi di partecipare tranquillamente alle lezioni. L’iniziativa, oltre a dare a queste famiglie

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un ulteriore supporto linguistico (in aggiunta a quello già fornito dai mediatori culturali) nell’affrontare la quotidianità in un Paese che non è il loro, offre anche un momento di socializzazione, di evasione e di distrazione dalle situazioni non semplici che queste famiglie affrontano quotidianamente. PARLANO GLI INSEGNANTI Francesca, Donatella e Gino sono gli insegnanti con maggiore esperienza e sono diventati il punto di riferimento per questa attività. “L’entusiasmo con cui i nostri genitori hanno risposto all’iniziativa ci indica che siamo sulla strada giusta” - dice Francesca - “L’appuntamento settimanale con la ‘classe di italiano’ è diventato una piacevole occasione di scambio per tutti, e le differenze culturali e linguistiche spunti di arricchimento e conoscenza reciproci.” Donatella sottolinea che “il corso è finalizzato soprattutto a favorire la ra-

pida acquisizione del lessico e di tutte quelle espressioni indispensabili per affrontare la complessità della loro vita quotidiana”. Durante gli incontri, infatti, i docenti volontari affrontano i vari argomenti tenendo conto delle esigenze quotidiane e delle necessità concrete di queste famiglie che si trovano a dover far fronte a situazioni diverse e spesso anche delicate. “Il gruppo dei genitori che ha aderito all’iniziativa è eterogeneo sia per provenienza che per conoscenza della nostra lingua, ma elemento comune a tutti è soprattutto la forte motivazione e l’interesse per l’attività” continua Donatella. “Dopo le prime lezioni, personalmente l’impressione che ho avuto è sicuramente positiva in quanto mi sembra di percepire un clima sereno e disteso e un’occasione per tutti, volontari e genitori, d’interscambio, di confronto e soprattutto di crescita comune sia sul piano culturale che umano”.


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I n u m er i

1 LEZIONE

SETTIMANALE

1,5

ORE E MEZZA DI LEZIONE

8 GENITORI

COINVOLTI

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«Così imparo l’italiano al Bambino Gesù»

di Silvia Ranocchiari

Vittoria è arrivata dall’Ucraina 10 mesi fa con la sua bambina di 12 anni

ittoria è una delle mamme che frequenta il “corso di italiano” appena avviato in Ospedale per i genitori dei nostri pazienti stranieri lungodegenti. All’inizio, nonostante parlasse un buon inglese e nonostante il fondamentale supporto del mediatore culturale, le difficoltà linguistiche hanno rappresentato comunque una barriera, condizionandole in modo significativo le relazioni e la vita quotidiana. Oggi parla un italiano stentato ma si fa capire. Le frasi che compone sono approssimative ma ha un vocabolario sorprendentemente ricco. Le chiedo come ha accolto questa iniziativa: “quando il mediatore me l’ha proposto sono stata felicissima! Mi piacciono i miei insegnanti perché sono gentili. In generale mi piacciono gli italiani, sono carismatici (si, ha detto proprio così, ndr)”.

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E ancora, le chiedo se le piace condividere questa esperienza con altri genitori: “comunicare con i genitori che parlano altre lingue è molto complicato, ma durante la lezione, con l’aiuto dei docenti, sembra subito più facile. Al corso partecipa anche la mia amica ucraina. Oggi però la sua bambina stava male e lei non è venuta al corso. Allora ho preso tutte le copie della lezione per lei e adesso vado nella sua stanza e l’aiuto a recuperare”. In conclusione, ho avuto la netta sensazione che per l’ora della lezione, e anche subito dopo per le “ripetizioni” alla sua amica, Vittoria sia “evasa” dalla routine dell’Ospedale. Una “distrazione” utile per sé stessa e inconfutabile stimolo per i rapporti e le relazioni sociali nell’ambito dell’Ospedale e…non solo.


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4 di Giada Marchetti

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Una serata da ricordare: una volontaria alla Notte dei re

La nostra Giada Marchetti ci racconta l’esperienza del 2 giugno, in una serata di sport e solidarietà na bella esperienza di solidarietà. Si potrebbe riassumere così, per noi volontari, la serata del 2 giugno al Foro Italico, in occasione della Notte dei Re. Siamo arrivate al Foro Italico qualche ora prima che i cancelli aprissero al pubblico per allestire lo stand a noi riservato. C’era un sole cocente, il primo dopo tante piogge, e noi eravamo cariche di materiale: i libri e i vari gadget, ma soprattutto di quell’entusiasmo che prende tutti quando si fa parte dell’organizzazione di un evento così importante. Abbiamo contribuito, in particolare, all’allestimento dello stand che rappresentava l’Ospedale Bambino Gesù. Dividevamo lo stand con i volontari dell’Associazione donatori di sangue dell’Ospedale Bambino Gesù. Ci siamo occupate della vendita di un libro su Totti, il grande calciatore che ha voluto radunare i più grandi campioni del calcio mondiale per una partita 6 contro 6, sul campo Centrale del Foro Italico, quello dove si giocano di solito gli Internazionali di Tennis, per raccogliere fondi per l’Ospedale Bambino Gesù. Aperti i cancelli una gran folla di persone, appassionati di calcio e non, e tanti bambini, si riversava nei viali del Villaggio ed è stato allora che il nostro lavoro è davvero iniziato. Un lavoro fatto di sorrisi e cortesia, per spiegare a chi si

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avvicinava al nostro stand cosa volesse dire quel numero impresso su ogni cartellone del Foro Italico, mentre su un grande palco si avvicendavano il Direttore Generale dell’Ospedale Ruggero Parrotto e la presidente Mirella Enoc, che illustravano il perché di questa piccola partita fatta da grandi campioni. Poi un boato della folla ed ecco sul palco l’amatissimo Francesco Totti, e a fargli festa anche un gruppo di bambini non vedenti, che volevano testimoniare con la loro presenza che tutto si può fare se lo si desidera veramente, un momento di grande commozione. Il pomeriggio passava e le nostri giovani leve andavano in giro con il libro di Totti. La cosa spingeva le persone incuriosite verso il nostro stand. Qui i volontari dell’Associazione donatori di sangue raccontavano perché è importante donare. Ed infine, al calar del sole, ristorati finalmente da una fresca brezza, un po’ stanche ma soddisfatte, qualcuna di noi si è seduta sul prato davanti a un grande schermo, qualche altra è salita al Centrale dove finalmente è iniziata la partita. Come d’incanto i vialetti si sono svuotati, le luci si sono spente negli stand, ed il consueto vociare del campo di calcio si è propagato nell’aria e ha fatto da padrone al Foro Italico. Sì, veramente una bella giornata.


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«Anche in estate, donate il sangue!» La nostra intervista a Pasquale Diana, presidente dell’Associazione donatori volontari di sangue dell’Ospedale Bambino Gesù

di Francesca Rebecchini Da quanto tempo è presidente di questa associazione?

“Da circa un anno, il presidente precedente è ancora nel consiglio, siamo un gruppo di volontari affiatato che lavora con energia con l’obiettivo di portare in ospedale un sempre maggiore numero di donatori”.

Recentemente avete fatto una campagna pubblicitaria in giro per Roma?

“Noi generalmente facciamo una campagna pubblicitaria prima dell’estate, poiché avviene sempre un calo di donazioni, nella speranza di riuscire ad incrementarle. La maggior parte dei donatori OPBG arriva dalle Parrocchie, pertanto nel periodo estivo questa principale risorsa viene a mancare, soprattutto nel mese di agosto e primi di settembre fino a quando l’attività lavorativa in generale non riprende a pieno ritmo. La campagna di quest’anno è: ”basta scuse vieni a donare” , tutta improntata sui dubbi e le paure delle persone nei riguardi della donazione di sangue che dimenticano che l’importante è essere in buona salute per donare”.

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Cosa prevedete di fare in futuro per incrementare le donazioni?

“Abbiamo una nuova autoemoteca che dal 20 di luglio inizierà presso la sede di San Paolo un nuovo servizio per i donatori, ci sarà una volta a settimana una postazione per stimolare e promuovere la donazione di sangue anche con i genitori dei numerosi bambini presenti ogni giorno presso gli ambulatori di San Paolo. L’idea è quella in futuro di aprire anche lì un centro di donazione sangue, come al Gianicolo e a Palidoro”.

Le donazioni fatte in OPBG sono sufficienti?

“Grazie alla promozione fatta quest’anno il numero di donazioni di piastrine è aumentata del 27% ma il suo fabbisogno è di circa 1000 trasfusioni in più, tenendo conto che da 6 sacche di sangue si ottiene una dose di piastrine e con una donazione di piastrine si ottengo 3 trasfusioni pediatriche”.

Il sangue raccolto va solo all’OPBG?

“No l’OPBG ha per fortuna sangue in abbondanza, grazie specialmente ai donatori delle parrocchie, tanto che lo scorso anno sono state donate agli altri ospedali circa 4.000 sacche. Non siamo però totalmente auto sufficienti come numero di sacche di piastrine e quindi l’interscambio con gli altri ospedali è sempre attivo specialmente riguardo ai gruppi sanguigni rari”.


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Chi può donare il sangue 18-65

Chi vuole donare il sangue deve avere un’età compresa fra i 18 e i 65 anni

La pressione arteriosa sistolica deve essere compresa tra 110 e 180 mmHg e la pressione arteriosa diastolica tra 60 e 100 mmHg

Possono donare sangue e plasma i soggetti di peso non inferiore a 50 kg

Il polso deve essere ritmico, regolare e le pulsazioni comprese tra 50 e 100/min Chi pratica allenamenti sportivi intensi può essere accettato anche con frequenza cardiaca inferiore. Per maggiori informazioni, visitare il sito https://advsopbg.com/login.php

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Il volontariato in estate: quali sono le associazioni in campo

di Anna Maria Ardini

In estate il volontariato non si ferma. Anzi, sono tante le iniziative in questo periodo dell’anno: eccone qualcuna DYNAMO CAMP In questo periodo di vacanze ci sono delle associazioni che scendono in campo per sostenere bambini affetti da varie patologie oncologiche e non, per creare un luogo di vacanza dove “la vera cura è ridere e la medicina è l’allegria.” Questo è il motto della DYNAMO CAMP che ospita gratuitamente bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi sia in terapia che in post ospedalizzazione. Il Campo è situato vicino ad una incontaminata oasi naturalistica del WWF tra le montagne dell’Appennino Pistoiese. In questo luogo fantastico le attività ludico sportive sono tantissime e studiate per essere adatte a tutti i partecipanti. Si va dalla passeggiata a cavallo al tiro con l’arco, all’arrampicata, alla pet therapy, ad attività ricreative in acqua. Al Campo non c’è solo sport, infatti i Dynamo Art Factory sono delle aree attrezzate rivolte a laboratori di arte dove i bambini ed i ragazzi possono scoprire le proprie abilità come cantanti, ballerini, scenografi, mimi, giocolieri, attori e registi. Sono aiutati nelle scelte da artisti contemporanei che li guidano li sostengono facendoli cimentare liberamente in

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ogni ambito. Radio Dynamo invece è improntata allo studio di programmi radiofonici formulati dai bambini e ragazzi ospiti del Campo. Per chi invece ama la fotografia e i video c’è Dynamo Studios. Dynamo Camp offre anche programmi per l’intera famiglia perché la diagnosi di una malattia non colpisce solo il bambino malato ma tutta la sua famiglia. Insieme si combattono meglio le difficoltà e il disagio. TENDER TO NAVE ITALIA ONLUS La Fondazione Tender to Nave Italia Onlus ogni anno mette a disposizione di Enti non profit e istituzioni: Nave Italia un veliero di 62 metri di lunghezza e 1300 metri quadri di superficie è attualmente il Brigantino più grande al mondo. Può alloggiare fino a 24 ospiti oltre l’equipaggio. Quest’anno 22 associazioni si alterneranno fino al 19 ottobre per la nuova campagna solidale che toccherà numerosi porti italiani. Attraverso la vita in mare e la navigazione si vogliono abbattere i pregiudizi sulla disabilità e l’esclusione sociale di soggetti disabili o vittime di disagio sociale.


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Nave Italia anche quest’anno ospiterà tre progetti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Proprio quest’anno Mariella Enoc Presidente dell’Ospedale è stata nominata Presidente della Fondazione Tender to Nave Italia succedendo a Roberto Sestini, che è stato uno dei promotori della Fondazione che ha seguito e presieduto per 10 anni. “Crediamo – ha detto la presidente dell’Ospedale Bambino Gesù - che tutti coloro che sono fragili a causa di disabilità o altre forme di disagio siano soggetti capaci di risposte attive, espressione di energie inattese

e nuove consapevolezze sul proprio valore di persone. Il mare e la navigazione a vela sono strumenti straordinari per portare avanti questa missione”. A bordo vengono svolte diverse attività marinaresche e laboratori educativi. La vita sul Brigantino è a stretto contatto: si collabora nei turni di corvè e navigazione, svolgendo varie attività di laboratorio. È molto vivo lo spirito di squadra. I ragazzi affiancati da un marinaio professionista prendono confidenza con il timone, il controllo della nave e delle vele. Nei laborato-

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ri vengono insegnati i nodi e viene spiegata l’utilità di ciascun nodo a bordo. Queste esperienze sono sicuramente formative e aiutano a superare momenti di difficoltà e disagio. Nel prossimo numero del Magazine troverete le testimonianze di bambini e ragazzi che hanno intrapreso queste iniziative, scopriremo così i benefici della condivisione e delle esperienze a contatto con la natura. Non c’è niente di meglio dell’allegria e il divertimento per superare momenti di sconforto e solitudine. Insieme tutto è possibile!

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Per l’estate, la Valigia dei giochi raddoppia: o ecco due giochi adatti a questo periodo dell’ann

DOBBLE 2-5 giocatori

Carte da Dobble

di Annalisa Del Savio

GIOCO ADATTO A 6-8 ANNI 9-12 ANNI ADOLESCENTI TUTTI

Svolgimento del gioco Prima di iniziare la spiegazione del gioco è necessaria una premessa. Su ciascuna delle carte di questo gioco sono raffigurati 7 oggetti, gli oggetti in questione sono sempre più o meno gli stessi e tutte le carte hanno in comune fra loro uno ed un solo elemento. Ci sono tre varianti sul tema. Ve le spiegherò tutte, tanto la difficoltà è minima. Si distribuiscono tutte le carte fra i giocatori, tranne una che viene lasciata scoperta al centro del tavolo. Al via tutti i partecipanti girano il proprio mazzetto e partendo dalla prima carta, contemporaneamente (senza seguire cioè nessun turno), dovranno sovrapporre alla carta centrale le proprie, nominando l’elemento che c’è in comune. Vincerà il primo che terminerà il proprio mazzetto. Si distribuisce una carta a testa ed il resto del mazzo viene messo al centro del tavolo a faccia scoperta. Al via bisogna prendere dal mazzo centrale le carte nominando l’elemento che hanno in comune con la propria. Anche in questo caso è un gioco di velocità quindi, niente turni. Vincerà chi alla fine avrà il numero più alto di carte. Ad ogni giocatore viene data una carta che dovrà tenere scoperta davanti a sé. Il resto delle carte verranno collocate al centro in un unico mazzetto ed a faccia scoperta. Al via dovremo prendere le carte dal mazzo centrale e sovrapporle a quella dei nostri avversari sempre nominando l’elemento comune fra le due. Alla termine vincerà chi avrà ricevuto meno carte. Veramente bellissimo! Buon divertimento! 14

La vg dei


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FAMIGLIE 4-6 giocatori

mazzo di carte napoletane (si possono adattare anche quelle francesi o quelle da Uno)

Svolgimento del gioco Si inizia distribuendo tutte le carte fra i giocatori. L’obiettivo è quello di ricomporre famiglie di carte dello stesso valore. Il primo giocatore di mano chiederà ad un altro partecipante una carta, specificandone il seme. Se quest’ultimo possiede la carta richiesta, la deve cedere, se non la possiede passa a lui il diritto di richiedere una carta. Quando un giocatore è in possesso di un gruppo di 4 carte dello stesso numero lo dichiara e depone le medesime carte sul tavolo. Il gioco termina quando tutte le famiglie sono state formate e vince il giocatore che ne ha di più.

ia g i l a v chi gio

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Dai anche tu un contributo per realizzare il nuovo Istituto dei Tumori e dei Trapianti Bambino Gesù dedicato alla ricerca e cura delle malattie pediatriche. Sostienici con: Bonifico bancario INTESTATO A: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - IRCCS IBAN: IT 280 03069 05020 100000064663 Banca Intesa Sanpaolo CAUSALE: Istituto dei Tumori e dei Trapianti Numero solidale 45535 2€ con SMS 5 o 10€ da rete fissa

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(sezione Ricerca Sanitaria)

Per informazioni sul progetto e sulle iniziative di sostegno è attivo l’indirizzo di posta elettronica donaora@opbg.net

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