Page 1


SOMMARIO

Intervista a Laura Scanu………………..….…………………….………..1 L’arte del riciclo ................................................................... 5 Stendhal ovvero l’omicidio per amore ................................ 9 Rubrica editoriale n°4 – Librerie e distribuzione............... 11 Racconto del mese : “Volo per Francoforte 2” ................. 13 ‘Il fantasma di Riario’ di Ivo Ragazzini ............................... 18 L’urlo di una generazione.................................................. 20 Intervista Vincenzo Cinanni e Maria Rotolo ...................... 22 Recensione – “C’è da giurare che siamo veri…’ ................ 26 La Redazione… .................................................................. 28

Segui Volodeisensi anche sul tuo Social Network Preferito Clicca quì

Clicca quì

Clicca quì

Clicca quì


 Magazine Volodeisensi

Intervista a Laura scanu. A cura di Emanuela Arlotta.

Una storia attuale, un argomento poco trattato a causa della sua gravità, un’analisi psicologica profonda e onesta ma di sicuro impatto emotivo. Questi gli ingredienti dell’ultimo lavoro di Laura Scanu, insegnante alle scuole elementari di italiano e inglese, nonché mamma di due figlie grandi. Il libro racconta la storia di un pedofilo , vista dal punto di vista dell’uomo. Analizza meticolosamente tutti gli stati d’animo di

 Pagina 1

colui che emotivamente giudicheremmo un ‘mostro’, ma che, nonostante tutto, non si pone come tale nella sua vita quotidiana. Un uomo dall’apparente normalità che nasconde al suo interno una sofferenza profonda, una frattura senza speranza tra ragione e dolore che lo spinge fin dove mai vorrebbe arrivare. Un uomo capace anche di amare, a suo modo, fino al punto di prendere una decisione inaspettata, per amore. Un uomo che potrebbe essere il vicino di casa o il parente, eventualità che rende difficile e dura la lettura di questo testo che io definirei ‘necessario’. C’è, infatti, bisogno, oggi più che mai, di scandagliare a fondo il problema della pedofilia e la necessità di guardarlo in faccia da tutte le angolazioni possibili al fine di affrontarlo a viso aperto. Ma quel che rende la storia ancor più toccante è lo stile con cui Laura l’ha proposta. Una scrittura emotiva, a tratti poetica, ma così sincera e diretta da arrivare dritta al cuore senza esitazione. Un’apparente delicatezza d’espressione con la quale viene raccontata una realtà dura e difficile da accettare. 1) Laura, so che questa storia non è autobiografica, ma cos’è che ti ha spinto ad analizzare a fondo un punto di vista così inusuale come quello relativo al pedofilo, piuttosto che soffermarti unicamente sulla vittima come di solito accade? Come ho voluto scrivere nella quarta di copertina ..”mi piace guardare sempre al di là del percorso già


 Magazine Volodeisensi

tracciato” Considero necessario, inoltre, spostare il focus di osservazione a tutto tondo perché solo così è possibile comprendere il vero problema. Questo non toglie che le vittime di abuso che usano definirsi “sopravvissuti” (non è un caso il mio accenno ai sopravvissuti nei campi di concentramento) siano i principali ed indiscussi “portatori di dolore e sofferenza” per tanti anni della loro vita e forse per tutta. Il mio intento era…fare un ulteriore passo per comprendere il problema, comprendere quanto dolore esso tracimi con sé e quanto sia difficile e complicato uscirne fuori. (forse impossibile???) Considero necessario sapere, conoscere, non giudicare ma tutti insieme combattere per prevenire, aiutare, supportare e soffrire con tutti loro.

2) So che prima di incontrare Laura Capone, titolare della omonima casa editrice che ha deciso di pubblicare questo tuo libro, altri editori non hanno accettato di  Pagina 2

rendere pubblica la tua storia. Come mai? È vero ho inviato per circa due anni il mio manoscritto a numerosissime case editrici, ma nessuna di loro ha avuto il coraggio di Laura che invece lesse personalmente il libro, in treno, tutto d’un fiato e se ne innamorò… Comprendo che dar voce al pedofilo non è un’azione da tutti accettabile: è preferibile fermarsi al dolore della vittima che tutti possono comprendere…ma cosa c’è oltre? Reputiamo opportuno che “Prima che cali il silenzio ci sia, in tutta la sua completezza, pericolosità, profondità ed utilità” (AnnaMaria Pilozzi Caramella Buona). Un libro deve procurare le ferite, deve allargarle. Un libro deve essere pericoloso. (Kahlil Gibran). 3) Quali sono le reazioni di chi ha letto il tuo libro, cosa colpisce di più? I più sensibili a metà hanno conati di dolore..e quasi mi rimproverano della sofferenza che io li ho costretti a sopportare..poi mi ringraziano per il modo “delicato” in cui ho trattato l’argomento. I miei lettori sono molto coraggiosi, a volte temerari: alcuni di loro sono dei “sopravvissuti” ed io lo intuisco dalle loro parole; i miei lettori sono generosi perché vogliono contribuire alla causa, sono attenti ed interessati a capire per meglio agire… Sono molto riconoscente loro per


 Magazine Volodeisensi

l’attenzione prestata alla problematica e per l’affetto dimostratomi. 4) Cosa rappresenta il titolo ‘Prima che cali il silenzio ’? A quale silenzio ti riferisci? È anch’esso un silenzio di dolore, di vigliaccheria..un silenzio che ovatta, copre e tutto tacita. È il silenzio che cala quando il pedofilo non è più un estraneo. Nel caso, infatti, di un estraneo è semplice brandire la spada dell’odio…più difficile invece è schierarsi quando il pedofilo è un padre, un uomo conosciuto come integerrimo, un uomo stimato amato..ecco allora in questo caso spesso cambiano i “rumors”, la certezza della pena diventa meno certa, si cercano scusanti, spesso è la vittima stessa ad essere colpevolizzata, bandita e a volte colpita da ostracismo. Ecco è questo il silenzio che noi non dobbiamo far calare, dobbiamo far gridare al mondo la verità in modo consapevole: il mostro può essere uno di noi!!! 5) Non è la prima volta che affronti temi sociali di grande importanza e attualità. Da cosa nasce questa tua esigenza di affrontare tali problematiche? È vero nel mio primo romanzo ho voluto affrontare “il rapporto d’onore all’interno della mafia” ed anche lì c’era un padre ed una figlia, ma è con Prima che cali il silenzio che il mio lavoro è entrato prepotentemente negli animi scavando a fondo nei sentimenti.

Da cosa nasce? Dal contatto che io ho con la vita, un rapporto forte, deciso, mai superficiale. Amo conoscere, confrontarmi e mi piace empaticamente “vivere i miei incontri”.

6) So che hai deciso di devolvere i proventi di questo libri ad una associazione benefica. Puoi dirci come si chiama e di cosa si occupa? La Caramella Buona è l’unica Associazione contro la pedofilia iscritta dal 2003 PARTE CIVILE E DIFENSIVA in importanti processi penali a carico di pedofili recidivi. Processi tutti vinti grazie all’approfondito lavoro del team legale, guidato dagli Avvocati Nino Marazzita di Roma e Donatella Ferretti di Reggio Emilia, che prestano assistenza altamente professionale – unita a grandi motivazioni umane - alle vittime e alle famiglie. La Caramella Buona promuove inoltre incontri di formazione nelle istituzioni grazie alla collaborazioni di alti esperti Formatori, Psicologi, Sociologi, Operatori della Sicurezza sugli argomenti riguardanti.

 Pagina 3


 Magazine Volodeisensi

Voglio ringraziare il Presidente Mirabile per il suo operato e la dott.ssa Pilozzi per aver compreso il vero scopo di Prima che cali il silenzio ed averlo “sdoganato”. (All’interno del libro è possibile leggere la sua calorosa e pregnante introduzione). Ho deciso di devolvere a questa associazione perché sono convinta del loro operato e il mio libro ha proprio questo scopo: vuole essere utile!!! 7) Come ti definiresti come scrittrice e come definiresti il tuo stile? Parlare di me è sempre difficile…Sono già una scrittrice? Come dico spesso mi piace di più leggere e lo scrivere per me è un impulso che mi assale a volte; ho paura a scrivere perché sono consapevole che tra le mie righe possano celarsi altre parole non dette e che aspettano solo qualcuno che le possa scoprire…Chi scrive si assume una forte responsabilità, e lo deve sapere; scrivere significa lasciare ai posteri una parte di sé….Ritengo necessario non esprimere giudizi personali e lasciare sempre aperte molte possibilità di chiavi di lettura: ognuno troverà la sua verità e crescerà nel confronto. Il mio stile vuole essere ermetico quindi, ma anche intriso di personalità e sentimento. 8) Hai altri progetti editoriali? Sì è in cantiere un altro libro. Sto cercando di calarmi all’interno di una situazione di violenza domestica, però

 Pagina 4

ho bisogno di studiare ancora. Non posso sbagliare il profilo psicologico dell’uomo che decide di instaurare questo tipo di rapporto con la propria donna. C’è anche un esperimento di scrittura…non posso aggiungere altro. 9) Cosa consigli a chi si avvicina alla scrittura per la prima volta? La stessa cosa che dissero a me, nell’incontro con Vincenzo Cerami, scrivi di te se vuoi, ma ricorda che il racconto autobiografico è interessante se racconta di personalità famose perché soddisfa la curiosità del lettore, può interessare ancora se la tua esperienza è fortemente interessante altrimenti è bene scrivere di altro piuttosto che di noi. Scrivere e piangere le proprie lacrime non coinvolge…. Ed io aggiungo ..Il tuo scrivere dovrebbe essere personale, incisivo, coinvolgente e divergente. Scrivi solo se pensi di aver un messaggio da regalare ai tuoi lettori…e..Buona fortuna!!!!

(Emanuela Arlotta)


 Magazine Volodeisensi

L’arte del riciclo. Guardiamoci in torno cosa vediamo? “Immondizia!Immondizia!Immondizia!” Siamo così bravi a produrla da esserne letteralmente sommersi. Il mondo sembra rivestito dai rifiuti che continuiamo insistentemente a gettare nell’ambiente. Situazione che si è amplificata con l’avvento dei prodotti derivanti dal petrolio che hanno dato all’immondizia la capacità di essere un materiale difficile da smaltire. Inoltre quando non sappiamo, o non

vogliamo distruggere o riutilizzare questi prodotti ci sentiamo autorizzati, come popolo industriale e civilizzato, a scaricare il materiale “ingombrante” nei paesi poveri, pensando erroneamente che gettandolo nel terreno del vicino non porterà danno alla nostra esistenza. Naturalmente si sta trattando un discorso molto ampio che non è facile riassumere in poche righe, ma è certo che l’ambiente ci dimostra giorno per giorno la sua intollerabilità a questo nostro stile di vita e ci rivela la sua incapacità a smaltire i prodotti che scartiamo e che produciamo avvelenando non solo il nostro mondo, ma anche altri luoghi come lo spazio che è ormai ricco di detriti e residui dei satelliti messi in orbita.

Non potendo prendere alla leggera questo argomento ci soffermeremo a valutare ciò che si può fare per migliorare la situazione evidenziando come l’essere umano, pur essendo il cancro di se stesso e

dell’ambiente in cui vive, è in grado di cambiare le cose. Difatti, pur avendo il difetto di essere in grado di produrre la distruzione del proprio ambiente, l’uomo ha nello stesso tempo la qualità di poter mutare i propri danni migliorando ciò che lo circonda. L’essere umano per merito della sua creatività ha l’opportunità di dare nuova vita ai materiali scartati realizzando oggetti ed opere d’arte eco solidali tramite il riciclo. Ogni prodotto definito inutile perché ha assolto la sua funzione, attraverso la creatività di quella stessa umanità che ha deciso di scartarlo, può divenire un nuovo materiale di riuso e non solo. I prodotti riciclati rinascono a nuova vita tramite la fantasia e l’abilità dell’uomo. Nel nostro quotidiano utilizziamo già questi oggetti riciclati come ad esempio i contenitori per l‘acqua o di alcuni detersivi,  Pagina 5


 Magazine Volodeisensi

ma ancora in una percentuale troppo bassa. Noi stessi possiamo ogni singolo giorno collaborare al recupero di questi prodotti con la raccolta differenziata che promette ottimi risultati e ci mostra che con un buon metodo organizzativo si hanno le soluzioni per non distribuire vergognosamente i prodotti nell’ambiente senza rispetto. L’architettura è un chiaro esempio di come sia stata accolta positivamente e brillantemente l’idea dei materiali alternativi o recuperati per realizzare le abitazioni. Nel Guatemala e a Haiti i copertoni delle macchine sono diventati mattoni per le scuole e le case. In alte parti del mondo ci sono costruzioni realizzate con bottiglie e lattine. A New York è stato costruito il Key Card Hotel interamente fatto dalle schede usate come chiavi negli alberghi. Non solo sono eco solidali e diminuiscono l’impatto ambientale, ma abbassano anche i costi dei materiali e in alcuni casi di riscaldamento e consumo come ad esempio la casa di paglia realizzata a Roma dalla Bag Officinamobile. Questa è solo una delle tante abitazioni costruite con questo materiale in Italia e negli altri paesi. Anche alcune riviste di architettura trattano questi argomenti come la Domus Aurea edita da Rendi Srl che propone nuove ed alternative soluzioni per il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita tramite l’edilizia sostenibile, bio solidale. La moda che non è mai stata indifferente alle innovazioni e alla capacità inventiva degli stilisti ha sempre appoggiato la trasformazione dei capi esistenti in nuovi

 Pagina 6

abiti. Nella sartoria si vedono sempre di più oggetti inaspettati che pur non essendo parte del suo mondo diventano indumenti da indossare. Ogni singolo prodotto sembra possa assolvere il compito di accessorio o abito una volta reinventato. Basti pensare alle camera d’aria delle ruote usate per creare le cinte e le gonne o le buste per gli abiti da sposa. Si possono citare tra i vari elementi anche le linguette delle lattine per le decorazioni, le borsette e la realizzazione di veri abiti, così come oggetti in rame e altri materiali di scarto. Un esempio sono i tanti abiti confezionati con i profilattici scaduti di Adriana Bestini l’artista brasiliana che ha suscitato curiosità con queste sue opere d’arte. Nell’immagine possiamo osservarne quattro di essi realizzate in varie colorazioni. A Napoli nel maggio di quest’anno si è tenuta una sfilata di moda basata sul riciclo. L’evento si è svolto nei saloni del Palazzo delle Arti di Roccella a cura dell’istituto di moda Carracciolo Rosa del Rione Sanità che ha creato lavori artigianali con materiali stravaganti e di recupero. Anche loro hanno recuperato profilattici scaduti per dei maglioni, ma si sono sbizzarriti con molti prodotti di scarto come plastica e rame, ma anche bicchieri e posate di plastica con i quali hanno creato


 Magazine Volodeisensi

quest’abito da sposa. Gli studenti hanno elaborato tutto con materiali che normalmente sono gettati via ottenendo il pieno consenso dei presenti e delle istituzioni che si sono dichiarati soddisfatti dell’evento e delle realizzazioni. Uno degli utilizzi maggiori del riciclo è nella produzione di gioielli e bigiotteria, un nome

famoso è quello di Cindy Kroth che realizza le sue opere con i tasti delle macchine per scrivere come questo bracciale. Nel Web il sito Ecolight ha creato il Museo del Riciclo un portale internet che vuole aumentare la cultura del recupero e della nuova vita di ogni singolo oggetto. Difatti nella loro Home Page è visibile questa immagine che riassume perfettamente il concetto della trasformazione nel rendere una bottiglia di scarto un porta matite. Osservando gli artisti decorativi o di designer non possiamo evitare di citare l’americano David Edgard che si è fatto conoscere per il riciclo di oggetti di plastica trasformati in elementi d’arredo coloratissimi. Il tema ricorrente sono i

pesci e le creature del mare riprodotti in tutte le dimensioni, da minuscole ad enormi. Si può recuperare veramente di tutto e forse nessuno immagina che anche dal rotolo della carta igienica possano nascere capolavori. Tuttavia le abili mani di Junior Fritz Jacquet ci hanno dimostrato che manipolando sapientemente il pezzo di cartone si possono ottenere sculture molto espressive come questa sequenza di volti. Per valorizzare il recupero un’associazione di Barcellona ha dato vita al Drap-Art che è il Festival Internacional de Reciclaje Artistico de Catalunà. Artisti da ogni parte del mondo espongono opere di designer dove gli oggetti mischiati tra loro, o semplicemente visti con occhi diversi, assolvono funzioni assai distanti dall’utilizzo per cui sono nate. Un esempio è questa istallazione dove la sedia è dissociata dal suo ruolo base per essere vista come una libreria appendiabiti. Elementi che spesso vengono recuperati con fantasia sono i contenitori di plastica utilizzati per mangiare e bere. Il riciclo non si verifica solo nella moda, come abbiamo visto, ma anche nell’arredo. Nel settore si sono diffuse le lampade fatte con cucchiaini e bicchieri di scarto, come questa nata dall’idea di un designer russo che l’ha costruita utilizzando una bottiglia rivestita dai cucchiai, tutto rigorosamente di plastica. E’ di pochi giorni fa l’articolo in  Pagina 7


 Magazine Volodeisensi

cui un imprenditore israeliano ha deciso di produrre in serie l’idea geniale di Phil Bridge un inglese di 21 anni che ha inventato una solida e leggera bicicletta di cartone a costi ridottissimi e ad impatto ambientale zero. Izhar Gafni segue il progetto da diversi anni e sostiene che una volta immessa nel mercato sarà acquistabile anche nei paesi poveri. Un risultato ottenibile grazie ai bassi costi di produzione e all’intera struttura costruita con materiali di recupero resistenti all’acqua e al peso. Incredibilmente anche le ruote saranno in cartone con una garanzia di ben dieci anni. A causa delle procedure di brevetto si hanno ancora poche informazioni in merito a questo progetto che si mostra come una valida alternativa agli spostamenti su ruota accessibile a tutti. La successione di oggetti realizzati dalla creatività dell’uomo che è stato elenco, dovrebbe farci concludere che il luogo in cui viviamo ha bisogno della nostra geniale inventiva e non della nostra notevole distruttività, auguriamoci di ricordiamocelo la prossima volta che decidiamo come sbarazzarci di un oggetto che definiamo inutile.

Cristina Rotoloni

 Pagina 8

Richiedi il nostro Esclusivo servizio di Recensioni e Video Recensioni

Guada le nostre video poesie

Clicca quì Per maggiori info invia una mail a infoline@volodeisensi.it


 Magazine Volodeisensi

Stendhal ovvero l’omicidio per amore.

Prendo spunto da un articolo di Adriano Sofri su “La Repubblica”, per parlare della violenza subita abitualmente dalle donne, non solo quella psico fisica quotidiana ma, purtroppo, quella che le porta a essere uccise, per motivi futili, dal nostro punto di vista, nella società in cui viviamo; motivi sicuramente ben diversi se applichiamo la teoria di Sofri che è andato a scomodare Stendhal e il suo capolavoro “Il rosso e il nero”, nel quale lo scrittore assolve l’omicida, non solo per il delitto commesso ma lo nobilita azzardando l’ipotesi dell’omicidio per amore. Ora è innegabile che, in tempi passati, soprattutto per mentalità, cultura, regole non scritte, si praticasse quel delitto d’onore, assolto

addirittura il più delle volte nei tribunali, in nome di un articolo del codice penale per fortuna oggi soppresso. Nella retorica della letteratura dell’800, si nobilitava l’uomo che uccideva l’amante o la moglie; il primo perché non riusciva ad ottenere quanto desiderato, il secondo, geloso perché si vedeva privato di ciò che riteneva di sua proprietà; portando la donna a farneticare, in ambedue i casi, e a considerare l’azione dell’omicida come una sublimazione dell’amore nei suoi confronti. Quindi non amore per coercizione o paura ma perché il gesto ha nobilitato il sentimento che l’uomo prova per lei. Trasportare tutto questo nella quotidianità dei nostri giorni, è cosa molto più complicata; di solito il delitto d’onore, è ormai caso abbastanza isolato; incide di più nel rapporto di coppia, il lento stillicidio quotidiano che distrugge sogni e certezze che sembravano, definitivamente acquisite. Un esempio per tutte, la ormai innegabile libertà a cui aspira ogni donna, la sua emancipazione, autosufficienza, pur avendo spesso e volentieri, una famiglia da accudire. Secondo me manca una base culturale tra due persone che decidono di provare a vivere assieme; sicuramente l’amore o quello che si ritiene tale, resiste per un certo periodo di tempo, trasformandosi lentamente in affetto, quando non sfocia in indifferenza. Le vecchie tradizioni che con baldanza si pensava di avere cancellate, riaffiorano prepotentemente a giustificazione di un contratto inesistente anche se tacitamente sottoscritto anni prima e che frana miseramente nel vivere quotidiano. Alla fine, quando l’uomo si accorge che il rapporto è ormai giunto al termine e non c’è più nulla da salvare, preferisce usare la violenza, il terrore, l’intimidazione, per cercare di conservare lo status di privilegio di cui ha sempre goduto. L’uccisione arriva, secondo Stendhal, come estremo atto d’amore nei  Pagina 9


 Magazine Volodeisensi

confronti della donna che non si possiede più e che non si vuole dividere con nessuno; quando invece, nell'attuale è la follia di non volere riconoscere il fallimento di un “menage” naufragato nella noia e nel disinteresse quotidiano, aggiornato solo dal misfatto compiuto. Nell’800 la cultura dell’uomo che uccideva per amore, sicuramente era una realtà acquisita, come i duelli d’onore ma la società ha ben poco da spartire con quelle gesta; se due secoli fa c’erano delle convinzioni assolute anche se ovviamente non condivisibili, oggi si vive di incertezze con pochi punti di riferimento degni di questo nome. Ecco quindi l’uso della violenza come metodo di persuasione nei confronti di chi è più debole, quando addirittura non si consideri il soggetto in questione un essere inferiore, alla stregua di una serva, pur essendo moglie/compagna. Purtroppo rimane fortemente radicata tra di noi, la mancanza di cultura, di equilibrio, l’irrazionalità nel constatare il crollo di sicurezze fittizie, sulle quali poggia da anni il nostro modo di vivere, ovvero la follia quotidiana che abbiamo trasformato in realtà.

(Francesco Danieletto)

Una raccolta di racconti molto richiesto, che hanno in comune la capacità di coinvolgere ed emozionare il lettore fino quasi a commuoverlo senza mai lasciarlo indifferente. La Sfera, la storia portante, narra di Luna, una donna con una vita 'normale', alle prese con il presunto tradimento del suo uomo, che si trova a vivere un'avventura surreale, in equilibrio tra sogno e realtà, che la conduce alla scoperta di una verità che lei non conosce e non può nemmeno immaginare. Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

 Pagina 10


 Magazine Volodeisensi

Rubrica Editoriale n°4 – Librerie e distribuzione A cura di Laura Capone, titolare della ‘Laura Capone Editore’ (LCE)

Per i fedeli lettori di questa rubrica, altro luogo comune inerente l’editoria che intendo disincantare riguarda la distribuzione libraia riferita alle librerie non virtuali, cioè situate nei negozi (edifici). Il concetto di distribuzione più comunemente diffuso sarebbe sicuramente realistico e lineare se l’orologio del tempo indietreggiasse ad una trentina di anni fa, ma noi dobbiamo rapportarci alla realtà odierna che ci mostra un “sistema ad imbuto al rovescio”.

Una volta gli editori selezionavano autori dei quali commercializzavano i libri curando direttamente la distribuzione presso le librerie indipendenti . Questo era un sistema ad imbuto dove da un canale piccolo e stretto ci si allargava ad una rete distributiva sempre più ampia, da locale a nazionale, per arrivare al lettore. Questa è la linea che la LCE sta perseguendo. Oggi esiste un “sistema ad imbuto al rovescio”, dove i grandi nomi dell’editoria gestiscono un sistema che tende al restringimento del canale distributivo eliminando, attraverso una serie di strategie, le librerie indipendenti per concentrarsi solo sulle librerie inserite in un determinato circuito il proprio franchising. Ciò ha come conseguenza sia l’indebitamento con la conseguente chiusura delle librerie indipendenti, strozzate da questa strategia ben congegnata, che il successo delle librerie dei circuiti franchising, dovuto alla politica di ipnotica suggestione sulle persone del marchio, come un specchietto per le allodole, costruita attorno a dei colori, arredi e location (piazze, strade, stazioni nelle città più importanti). Le librerie dei grandi brand editoriali si occupano esclusivamente della vendita e promozione dei titoli della propria distribuzione e pongono come deterrente una commissione troppo alta agli editori esterni che propongono i propri titoli; salvo restando che è possibile organizzare presso di loro presentazioni in quanto fonte immediata di guadagno.  Pagina 11


 Magazine Volodeisensi

La distribuzione dei libri può essere effettuata sia dall’editore stesso che ha abilitato anche l’attività di distributore, come il caso della mia casa editrice omonima, oppure rivolgendosi a distributori regionali o nazionali. Il primo caso consente una gestione indipendente del proprio lavoro, il secondo caso evita perdite in caso di insolvenze da parte delle librerie; per ragioni diverse entrambe le soluzioni hanno costi onerosi ed è l’editore a decidere la linea da seguire più adeguata alla propria azienda. L’avvento di un nuovo tipo di distribuzione, quella online, ha offerto una buona soluzione ai fruitori di internet, agli autori che si auto pubblicano ed alle tipografie che si attribuiscono il titolo di editore senza averne le caratteristiche. I distributori online, avendo una vetrina completa di quello che offre il mercato, cosa che per questioni di spazio fisico la libreria non può avere, consentono in questo modo di acquistare e vendere libri su tutto il territorio nazionale e liberano gli editori dai costi di magazzino; ovviamente le percentuali sulle commissioni di vendita variano da distributore a distributore, e la scelta di questi dipende dalle finalità che ci si prefigge. Un altro punto da chiarire è che la distribuzione si costruisce nel tempo dopo che un’azienda si è costituita, non prima, questo perché nessuno stipulerebbe accordi su qualcosa che non esiste, specie se vi sono vincoli fiscali.

 Pagina 12

Farò un esempio pratico riferendomi proprio alla mia giovane azienda, ed è un’occasione, come fatto anche su altri argomenti, per rispondere a chi con presuntuosa ignoranza mi disse: “la distribuzione si fa prima di aprire un azienda”. Non si può stipulare un accordo di fornitura prima che una casa editrice si sia registrata alla camera di commercio ed abbia i prodotti da distribuire. Sarebbe come andare nei supermercati per accordarsi sulla vendita di uova prima ancora di avere una azienda agricola e galline. Ogni cosa si fa per gradi ed è per questo che oggi la Laura Capone Editore, a soli due anni dall’apertura, è stimata per la serietà del lavoro svolto e per il talento dei suoi autori. A cura di Laura Capone Redazione Laura Capone Editore Per info e contatti: www.lauracaponeeditore.com


 Magazine Volodeisensi

volo per francoforte 2 Racconto del mese a cura di Eleonora Siniscalchi

sarebbe stato diverso: perché aveva vinto la sua battaglia. Soltanto dopo aver toccato il fondo aveva compreso che per esorcizzare la paura avrebbe dovuto imparare a lottare sfidandola a muso duro e combattere le ansie che puntualmente l’ assalivano. Questa volta sarebbe stato per lei un banco di prova: come lanciarsi attraverso un cerchio infuocato, o camminare a piedi scalzi sui tizzoni ardenti senza averne timore. Malgrado fossero trascorsi vent’anni, quando i flash della memoria ancora si accendevano nella sua mente senza alcun preavviso, finiva col confondersi smarrita e intrappolata, tra le lamiere contorte dell’auto e le schegge sporche di sangue, come tanto tempo fa.

Il volo per l’Isola di Tenerife era già stato prenotato: partenza 12 novembre 2012 dall’aeroporto di Bologna. Sally stava preparando la valigia per il nuovo viaggio, questa volta la destinazione sarebbe stata Puerto de la Cruz e l’idea di trascorrervi tre settimane, la solleticava parecchio. Avrebbe fatto i conti col fottuto panico che sempre l’attanagliava quando si avvicinava l’ora della partenza, solo al momento opportuno, se ancora ce ne fosse stato bisogno. Ma sapeva già che questa volta

In alcuni momenti, la sfida a braccio di ferro tra lei e quegli incubi si faceva pesante. Ne usciva ogni volta sconfitta, costretta a misurarsi con angosce imbattibili. Ad un certo punto della sua vita però ci fu una svolta: il bivio esistenziale la obbligò a scegliere se sopravvivere o soccombere. Lottare contro i demoni delle sue fobie non fu semplice, perché c’era stato un tempo in cui non era stata in grado nemmeno di pensare e di spingermi oltre. Aveva imparato a sue spese il terrore di salire a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto: auto, treno o pullman. Figurarsi su un aereo. Nell’immediatezza di un volo era capace di uscire di senno e a nulla  Pagina 13


 Magazine Volodeisensi

potevano le risoluzioni calmanti: training autogeno, tranquillanti o tisane varie che ingollava in fretta e furia prima di affrontare una trasvolata. Il panico l’ assaliva al punto tale che sarebbe potuta anche svenire. Ed era accaduto: tra i cieli di Boston e New York, a seguito di una turbolenza che sembrava non avesse mai fine. Riprese i sensi a terra e a velivolo ormai semivuoto. Però, a dispetto delle sue fobie, aveva sempre desiderato viaggiare. Ma dietro il pretesto di scoprire luoghi inediti, si nascondeva in realtà il bisogno ancestrale di fuggire da se stessa e dalle sue paranoie. Così facendo, si allontanava dai ricordi e giorno dopo giorno prendeva le distanze dalla vita che aveva condotto prima, ma solo perché le faceva troppo male constatare quanto fosse diventata diversa dopo. Confondersi tra la folla anonima, per un tempo sempre troppo breve, le dava l’illusione di sentirsi uguale agli altri turisti per caso e finiva col trascurare le sue ferite, almeno per un po’ . Era in attesa del volo per Francoforte, seduta nella saletta dell’aeroporto di Fiumicino, affatto pronta all’imbarco. Distrutta psicologicamente, ancor prima di mettere piede sull’ aereo che l’ avrebbe condotta in Germania. Se ne stavo immota, ripiegata su di sé come sempre accadeva in quelle circostanze e si chiedeva se mai avrebbe superare il problema. Tentò di distrarsi inutilmente, poi cominciò a riflettere finché sì convinse che se l’aereo fosse precipitato dall’alto dei cieli, sarebbe stato molto meglio. Avrebbe posto fine a  Pagina 14

tanti suoi problemi, inclusi: l'ansia, il panico e il terrore. La morte l’ avrebbe liberata da tribolazioni, pene e cuore martirizzato nel giro di pochi secondi. Dunque di cosa doveva aver timore? Sarebbe stata la pace dei sensi e amen. Se ne fece una ragione. “Una roba fantastica…”, ragionò con lucida follia e con una buona dose di incoscienza. Non aveva nulla da perdere, a parte due splendidi figlioli che aveva completamente rimosso dalla mente, i quali l’ attendevano a casa, ignari delle sue tetre elucubrazioni. Si avviò verso il terminal che l’avrebbe condotta all’interno del velivolo e giunta al cospetto del patibolo, si convinse che quello sarebbe stato l'ultimo viaggio della sua vita. Era talmente suggestionata che, dopo aver allacciata la cintura, osò persino sbirciare in direzione di quel finestrino da sempre obliato. Non si sorprese affatto di vedere il pezzettino dell’ ala bianca: che destra o sinistra non faceva la differenza. Stavolta sarebbe stato diverso. Avrebbe affrontato la paura di volare a muso duro. Si sentiva pronta a studiare per bene la punta dell’ala, tanto sarebbe stata l’ultima visione della mia vita. Guardare la morte in faccia le avrebbe reso giustizia dell’ incidente stradale, perché quella volta non si era mica resa conto di compiere un viaggio che tra i due avrebbe miracolosamente risparmiato solo lei. Alcun ricordo dell’impatto catastrofico, tranne una carambola di sirene sparata nel


 Magazine Volodeisensi

cervello.

Punto

Durante i voli aerei effettuati in precedenza, aveva coperto il suo sacro terrore, dietro pagine e pagine di quotidiani. Era sempre stata bravissima a ridurre in poltiglia gli angoli ben serrati tra le dita anchilosate per via del tempo trascorso nella stessa postura. Nei momenti più critici soffriva in silenzio macerandosi, finché un giorno uno stuat non l’ aveva smascherata guardandola dritto in faccia: “Signora, per caso… c'èqualcosachenonva?! La domanda dal tono vagamente ironico, la colse impreparata. Sally lo avevo fissato torva, intanto che l’addetto svitava con solerzia l’erogatore dell'ossigeno, posto al di sopra del suo schienale. Una noiosa sudorazione si stava impossessando di lei e allora cercò di deglutire con apparente noncuranza. Poi negò con finto stupore, giurando e spergiurando di stare benone. Voleva essere convincente, ma si sentiva un verme. Nessuno mai s’era accorto delle sue fobie, tranne il figlio minore che all’ età di dodici anni condusse con sé in un viaggio in Marocco. Si era controllata per tutta la durata del volo e anche quando l’aereo si preparò all’atterraggio, fu accorta nell’evitare figuracce in presenza del bambino. Ma nel momento in cui il caruccio le fece notare con autentico

stupore, che le montagne sotto di loro si stavano facevano pericolosamente oblique, per via dell’ampia virata, Sally si lasciò andare in escandescenze. Farfugliò qualcosa e afferrate le piccole mani del suo bambino lo esortò a pregare insieme, perché di sicuro sarebbero precipitati da un momento all’altro! Il ragazzino non comprese quella invocazione e interruppe la patetica litania facendosi spallucce di lei. Rideva di gusto perché trovava la cosa molto eccitante: “Come andare sulle montagne russe”, sentenziò compiaciuto. Dov’era rimasta? Destinazione Francoforte. Intanto l’aereo, dopo la sua folle corsa, si staccò da terra e spiccò il volo. Niente giornale a parare gli occhi. E nemmeno la sua musica, quella che l’ accompagnava ovunque. All’improvviso si sentì sollevare su, sempre più su. I dischi volanti non c’entrano nulla, nemmeno paragonabili, ma rendono l’dea del perché lei e il figlio volavano basso pure con quelli, quando accompagnava il malcapitato al Luna Park. Il piccino a chiederle dubbioso: “Mamma, mamma, perché il nostro non si alza come tutti gli altri?” Adesso il rombo assordante delle turbine non sarebbe stato coperto, come negli altri voli, da Bad Day tratto da Out Of Time

 Pagina 15


 Magazine Volodeisensi

dei Rem sparata al massimo nelle sue orecchie. Era fondamentale esorcizzare il momento del decollo con quel motivo: il rito scaramantico aveva sempre funzionato. L’adrenalina intanto era al suo picco estremo, “machissenefrega,” pensava Selly. Poi scelse di arrendermi: semplicemente non ce la faceva più. Esausta si abbandonò alla paura. Le andò incontro per accettarla. L’ accoglieva per compenetrarla. Tanto, sarebbe finito tutto da un momento all’altro. -"Una questione di pochi minuti…"-, si ripeteva, -“…l’aereo precipiterà e finisc!”-.

baciati. L’ esigenza di fumare una vogliosa sigaretta non sarebbe più stata negata dal vigilantes di turno e, né lei avrebbe gridato in direzione del ligio lavoratore di lasciarla accendere in santa pace: ché era una sopravvissuta. Intanto l’aereo giunto in quota e stabilita la rotta, aveva equilibrato il suo assetto di volo. Il tempo passava e Sally si sentiva calma e distesa: incredibile ma vero. L’ hostess col carrello delle bevande la ricondusse al presente. “Una coca con limone grazie.”

Cominciò a contare sottovoce: Uno, due, tre…

Era la sua voce, non lasciava trasparire nessun cenno di tremore o nervosismo.

Intanto lei e la paura, fuse insieme, eravamo diventate un corpo e un’anima. Si ritrovò in una condizione di totale abbandono e di …rilassatezza.

Si accorse che i raggi del sole colpivano di riflesso le mani abbandonate lungo i fianchi. Incrociò lo sguardo di un passeggero e gli restituì un sorriso. Lanciò un’altra occhiata in direzione dell’ala vibrante che non cagionò in lei alcuna reazione. Allora piegò il collo sporgendosi meglio. Sotto, la catena del Monte Bianco riverberava bagliori cangianti di ghiaccio blu cobalto identico al cielo. Se fosse morta, avrebbe perso questo spettacolo, pensò.

Possibile? La strizza che si era impossessata come un demone, s’ era sgonfiata tutta d’un tratto. Aveva perso la forza roboante che la connotava, come pure il potere magnetico e malefico: essa era penetrata in lei per poi uscirne quasi in punta di piedi. Sentiva persino allentare la morsa e il crampo dallo stomaco. Che sollievo, che bella sensazione! Per la prima volta, i braccioli di una poltrona non avrebbero gridato vendetta. Né suoli stranieri sarebbero stati più  Pagina 16

Fece un bel respiro, infilò le cuffiette e subito le note di Everybody hurts si confusero tra il rumore dei motori e il vocio dei passeggeri. La voce del comandante con timbro metallico comunicò dal microfono i tempi


 Magazine Volodeisensi

di percorrenza del volo e la situazione meteo. Socchiuse gli occhi concentrandosi sulla musica e si rilassò contro lo schienale meteo. Fu un magnifico volo. Sally ne uscì temprata e vittoriosa. E il viaggio compiuto nel viaggio solo un’ autentica opportunità capace di guidarla alla scoperta di un’altra sé: più forte e capace di sconfiggere i traumi con le proprie forze, senza l’ aiuto di nessuno. Aveva compreso che anche se è impossibile sottrarsi all’imponderabile, è altrettanto vero che tutto si può ottenere dalla vita: basta solo volerlo.

(Eleonora Siniscalchi)

Scopri i nostri servizi Esclusivi quali: Riprese & Montaggio Video Dirette Web Servizi Fotografici Pubblicità Magazine Aumento Notorietà Google Video in Primo Piano Book Trailer Siti Web Audiolibri - eBook Il tuo libro su eBook Store Registrazione Audiopoesie Richiedi maggiori info inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

 Pagina 17


 Magazine Volodeisensi

‘Il fantasma di riario’ di ivo ragazzini

marito di Caterina Sforza assassinato in quel palazzo più di 500 anni fa. In particolare ha riscoperto non solo perché fu assassinato, ma esattamente anche dove e come fu assassinato. “Riario fu assassinato nella stanza detta delle ninfe per un regolamento di conti nientemeno che con Lorenzo il Magnifico." “Anche la stanza delle ninfe dove fu ucciso non è più quella che esiste oggi con lo stesso nome dentro il palazzo comunale di Forlì che fu dipinta 70 anni dopo quei fatti, ma si trovava in un ala laterale del palazzo.”

Scoperta dov'era la vera stanza delle ninfe nella quale fu assassinato Girolamo Riario nel rinascimento. Lo afferma lo scrittore Ragazzini Ivo nel libro “Il fantasma di Girolamo Riario.”appena pubblicato che spiega non solo cosa successe a Forlì nel rinascimento, ma anche dove e come fu assassinato Riario. Tutto nasce quando alcune persone raccontarono nelle cronache forlivesi di aver visto prima un fantasma con la testa spaccata che stava “danzando” sospeso nel nulla fuori da una finestra del palazzo comunale, poi alcuni giorni dopo lo rividero uscire da alcune stanze del palazzo lamentandosi. L'autore indagando quei fatti è riuscito a scoprire a ritroso nel tempo che “quella persona” era Girolamo Riario, primo

 Pagina 18

“Quella stanza fu fatta distruggere subito dopo quei fatti da sua moglie Caterina Sforza, proprio per la violenza di quegli episodi, così gli architetti successivi evitarono accuratamente di ricostruirvi sopra e nascosero quel luogo con un artificio architettonico, ma da ora in poi chiunque può rivederlo, perché è ben spiegato nel libro come fare.” spiega l'autore. Inoltre quel libro spiega pure per la prima volta assoluta perché Caterina Sforza fu falsamente accusata per secoli di aver mostrato le sue vergogne dagli spalti della rocca di Forlì ai suoi nemici che gli chiedevano di arrendersi e come andarono invece le cose. "Caterina Sforza non fece altro che un gesto simbolico con la mano. Allora quel gesto era detto mostrar la F... ed era molto di moda come risposta per sfottere qualcuno e lo facevano praticamente tutti e a dir il vero qualcuno lo fa pure oggi anche se non si chiama più così. Lo scrisse pure Dante nella divina commedia per non


 Magazine Volodeisensi

parlare dell'accademia della crusca che descrive esattamente come fare quel gesto." conclude l'autore. Il Fantasma di Girolamo Riario di Ivo Ragazzini MJM Editore – Monza Brossura: 148 pagine Editore: Mjm Editore (1 settembre 2012) ISBN-10: 8867130242 ISBN-13: 978-8867130245 Per scrivere all' autoreivrag@email.it (Ivo Ragazzini)

 Pagina 19


 Magazine Volodeisensi

L’urlo di una generazione Se dovessimo trasformare le immagini e il senso di angoscia che si prova ad essere giovani, disoccupati, rintronati dalla martellante propaganda televisiva, figli di nuove schiavitù e nuove miserie, assillati dall’inutilità degli studi fatti, dal rifiuto di occupazioni umilianti, incatenati ad una tavola apparecchiata che sembra irraggiungibile, un GRIDO di DOLORE, DI PROTESTA, D’ANGOSCIA ESISTENZIALE, si dovrebbe alzare, fiammeggiante e distruttivo, pieno di smarrimento ed impotenza di fronte a questo che non è, di gran lunga, il mondo migliore possibile. Questa estrema disperazione va di nuovo GRIDATA, deve essere di nuovo forza che smuove il continente, la nazione, le coscienze più abbrutite dal comodo privilegio conquistato, nella maggior parte dei casi, con il furto e l’impostura, ignare che il mondo non è fatto a loro immagine e somiglianza ma, anzi, la loro non è che una volgare impostura, un teatro di marionette da basso impero. Così ora, come allora, dovrà risuonare L’Urlo, che risuonò quel 13 di ottobre del ’55 da S.Francisco e sconvolse  Pagina 20

tutti i continenti…”Ho visto le menti della mia generazione distrutte da pazzia, morire di fame isteriche nude/trascinarsi per strade negre all’alba in cerca di dosi rabbiose/……/che la povertà e gli stracci e gli sguardi spenti e lo sballo innalzarono fumando nella sovrannaturale oscurità di appartamenti ad acqua fredda galleggiando oltre le vette della città…./che mostrarono i loro cervelli spogli al Paradiso sotto l’El e videro angeli Maomettani barcollare sui tetti dei condomini illuminati…(I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked)

Amici, fratelli, l’ultima salvezza è la cultura e con questa spada potente dobbiamo difendere il nostro avvenire, rintuzzare gli attacchi della seduzione dei potenti, le loro blandizie e riprenderci il mondo, che è già nostro per diritto ereditario, per inerte usucapione. In tutti si deve riaccendere questa fiamma, quella della cultura che tanto ci ha fatto penare su testi incomprensibili ed ora assimilati, avviare l’era della conoscenza contro l’era della corruzione e del mercimonio che trafigge i nostri spiriti prostrati dalla bambinesca assenza di obiettivi, dalla noncuranza di chi ci lascia marcire in un limbo di povere ed inutili rivendicazioni…e, come allora, scoppi d’improvviso il


 Magazine Volodeisensi

libero sgorgare di energie mentali contro lo scandalo, contro il Moloch la cui mente è pura dissoluzione, il cui sangue è denaro che scorre , le cui dita sono gli eserciti in continua strage in ogni parte di mondo conosciuto. (Savino

Carone)

 Pagina 21


 Magazine Volodeisensi

Intervista a vincenzo inanni e maria rotolo A

cura di Emanuela Arlotta

Vincenzo

Cinanni, vive in Calabria, e da circa venti anni… scrive poesia. Attualmente impegnato in un piccolo progetto ‘’di condivisione’’ che ha chiamato ‘’ CUORI GIROVAGHI… POESIA’’, una sorta di piccola abitazione , “dove sono riuscito ad invitare come graditi ospiti alcuni artisti contemporanei, che fanno della poesia e dell’arte in genere, la loro esistenza.” Si fa chiamare ‘’Lo Scriban- Poeta’’, una definizione che ha coniato personalmente, “per evidenziare la mia adorazione verso il foglio di carta bianco… e verso il profumo dell’inchiostro, quello buono.” Domenica 21 Ottobre 2012, a Roma, nel quartiere Monteverde, una sua poesia redatta con la poetessa Maria Rotolo, si è aggiudicata la targa d’Argento, ossia il secondo posto, nel ‘’Primo Concorso Internazionale di Poesia-Quelli che a Monteverde’’. La medesima lirica, intitolata ‘Non Sonno’’ è presente tra le prime pagine  Pagina 22

nell’Antologia partecipanti.

Poetica,

dedicata

ai

Appena, sabato scorso, la stessa lirica ha avuto lettura, dalla voce di un conduttore radiofonico di Bruxelles, nel contesto di una trasmissione settimanale dedicata alla musica ed alla poesia. Vincenzo nel 2013 vedrà la pubblicazione di 4 sue poesie all'interno di un'Antologia, dal titolo ''FRAMMENTI''. Anche per questo ulteriore passo, il poeta Vincenzo è arrivato... finalista, ad un Concorso, nel Luglio del 2012''. *

Maria

Rotolo nasce a Caccamo (Pa) il 27 febbraio del 1977. Compie studi umanistici. Si diploma presso l’Istituto Magistrale e consegue la Laurea in Lettere nel 2004. Uno stralcio tratto dalla sua tesi di laurea è stato pubblicato sul sito http://lospecchiodicarta.unipa.it. A 26 anni si trasferisce a Torino dove insegna in vari gradi d’istruzione. Attualmente sta conseguendo una seconda laurea in Scienze della Formazione Primaria e insegna (da precaria) nella scuola primaria. Scrive sia in versi che in prosa. *


 Magazine Volodeisensi

Non-sonno. Guanciale notturno che fai compagnia ad un cuore che tace. Conducilo oltre silenzi di fango, in oasi di canto, dove bianchi puledri ''volvono'' in disarcionati sentieri. Riviere lacustri che infrangono madide rocce. Abbracciami amica delle mie notti insonni. E VIAGGIA CON ME’’. (Vincenzo Cinanni e Maria Rotolo) * 1) Cosa vi ha spinto ad avvicinarvi alla poesia? VC : Per quanto mi riguarda, fin da piccolo ho avuto sempre un buon rapporto con la carta bianca e l’inchiostro. Scrivere poesia significava… esprimere i miei stati d’animo.

MR: La poesia ha sempre avuto un posto speciale nella mia vita. Fin da bambina restavo estatica ad ascoltare la mia mamma che declamava le poesie imparate a scuola. E mentre l’ascoltavo era come se un vento fluisse dall’autore di quei versi a me. Il passaggio dall’ascoltare poesie a scriverle è stato un esito naturale, che ben presto ha reso consueto per la sottoscritta dare voce, in versi, alle sensazioni più profonde ed intime. 2) Quanto c'é di voi in ciò che scrivete? VC: Il ‘’me stesso’’ all’interno dei componimenti che redigo molto spesso coincide con il Vincenzo reale, che vivo la poesia, come ‘’ una donna affascinante… che gli stia accanto… durante le intemperie della vita’’. MR: Tutto. Ogni attimo vissuto, ogni emozione sperimentata. Come diceva Isabel Allende scrivere è anche un modo per “rimanere integri e non perdere i pezzi lungo il cammino”. 3) Si dice che la poesia sia morta. Pensate che lo sia davvero? VC: ‘’ La poesia, si sa, sia sempre stata un ‘’ prodotto di nicchia’’, all’interno della letteratura di ogni tempo. Confrontandomi, giorno dopo giorno, con i miei colleghi ‘’versificatori’’, esprimo il parere che ‘’dobbiamo essere noi che la sentiamo cosa viva… a renderla attiva e contingente’’. MR: Assolutamente no. Secondo me la poesia vive nascosta tra la gente comune.  Pagina 23


 Magazine Volodeisensi

Sta a noi cercarla. E fino a quando ci sarà un solo “cercatore” la poesia continuerà a vivere e a rinascere nutrendosi di se stessa. 4) Siete arrivati secondi al Concorso Internazionale 'Quelli che a Monteverde' con la poesia 'Nonsonno' scritta a due mani da Vincenzo Cinanni e da Maria Rotolo. Cosa avete provato quando avete ricevuto la comunicazione? VC: Ho personali, stampate, Stazione Bruxelles.

avuto in passato gratificazioni legate ad alcune pubblicazioni ad alcuni reading presso una Radiofonica della città di

L’aver ottenuto la ‘’Targa d’Argento’’, come autore della poesia ‘’Non sonno’’ rappresenta una soddisfazione evidente ed un punto ulteriore d’orgoglio, per me! MR: Incredulità e molta gioia. 5) Perché la scelta di scrivere insieme? Avete avuto altre collaborazioni? VC: Tra me e la Signora poetessa Maria Rotolo è nato un buon ‘’feeling scrittorio’’, che spontaneamente ‘’ ha condotto entrambi… a prendere parte al Premio Letterario, Quelli che a Monteverde’’, a Roma. MR: Fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti si è stabilita tra di noi una profonda intesa poetica. Un giorno, quasi per caso, abbiamo iniziato a scrivere e man mano che ci conoscevamo è diventato qualcosa di abituale. “Non sonno” è l’ultima (in ordine cronologico) delle nostre collaborazioni,  Pagina 24

anche se non escludo che ce ne possano essere altre 6) Avete in cantiere l'idea di pubblicare una silloge poetica? Con un editore o in maniera indipendente? VC: Alcune mie poesie sono presenti in varie ‘’Antologie Poetiche’’. Considero ‘’pubblicate’’, in senso lato, tutte ‘’ le mie composizioni… che ho deciso, tempo fa, di promuovere… su Facebook. MR: Per il momento non è nelle mie intenzioni pubblicare alcuna silloge poetica, anche se non escludo che questo possa avvenire in futuro. 7) Vincenzo, tu, oltre a scrivere poesie, hai deciso di aprire un gruppo su Facebook 'Cuori girovaghi....poesia'. Come vorresti fosse utilizzato questo spazio dagli iscritti? Qual è lo scopo di tale gruppo? VC: Questa Pagina Facebook rappresenta una mia sfida, credo ‘’vinta’’! L’ho creata, in primis… per promuovere cio’ che scrivo e che sto facendo da anni. Essa viene dopo la mia ‘’co.gestione’’ di una Pagina Arte, ‘’Soffiavanguardia’’, che ad oggi conta circa 1300 iscritti. 8) In conclusione dell'intervista vi chiedo di descrivervi come meglio volete, lasciando spazio al vostro mondo interiore. Vi ringrazio per la partecipazione! VC: ‘’ Difficile autodefinirsi’’! Ho scelto di nominarmi ‘’Scriban-poeta’’, per


 Magazine Volodeisensi

evidenziare il mio rispetto per la scrittura primigenia, quella sulla nuda cellulosa. Ringrazio la poetessa Arlotta per questo spazio, offertomi! MR: C’è un immagine a cui sono molto legata e che ho inserito come immagine di copertina del mio profilo: è quella di una farfalla riflessa in uno specchio. È un immagine in bianco e nero, in cui la farfalla reale ha delle tonalità più intense rispetto a quella riflessa. Nella simbologia pittorica del ‘600 la farfalla simboleggia l’anima. In questa immagine l’anima (ossia la farfalla riflessa) appare differenziata per tonalità e non per colori. Fin dal primo momento in cui mi sono imbattuta in essa mi sono sempre riconosciuta molto in questa immagine. Tutti riescono a percepire i colori, ma è nella distinzione delle tonalità che serve tutta l’Umanità di cui si può essere capaci. “Se riesci a capire le tue tonalità puoi dire che ti conosci, se riesci a sentire le tonalità dell’anima di una persona allora la ami.”

(Emanuela Arlotta)  Pagina 25


 Magazine Volodeisensi

Recensione di ‘c’è da giurare che siamo veri..’ di vincenzo calo’ A cura di Rosanna Lanzillotti.

A volte pensare al giorno d`oggi sembra un optional non previsto. Riflettere appare come un`appendice didascalica. Esprimere i propri pensieri, positivi o negativi che essi siano, appare un atto di coraggio nella confusione più vivace del produrre opinioni,critiche, elogi e argomentazioni. In “C´è da giurare che siamo veri … ” di Vincenzo Calò, ecco il labirinto più profondo ed intrinseco del pensiero umano spalancare le porte dei suoi abissi all´intelletto. Raggi di luce pronti ad illuminare le vie che conducono ad una attenta e sospirata riflessione sulla vita,  Pagina 26

prendono forma per librarsi leggeri tra i pensieri del lettore. Il termine vita, scritto con la “V” maiuscola, come fosse un nome proprio, è la parola che compare più spesso tra le righe di questa silloge. È proprio lei la vera protagonista di questa opera, quasi a voler focalizzare il punto essenziale di tutto. Le espressioni, a mio parere volutamente confuse perché colme di riferimenti inaspettati oltre che inediti, penetrano tra i corridoi della mente di chi sa riscoprire la gioia di riflettere. Riflessioni che non a fatica si uniscono tra loro per generare pensieri di vita mai scontati ma raramente formulati. Vincenzo Calò sa esprimere nel suo linguaggio letterario, particolarmente attento alle capacità intellettive del genere umano trascorso e presente, una dote assai rara: la completezza sintattica ed espressiva del pensiero trasmesso in frasi concise e stimolanti. Le sillogi riportate nella sua opera non affaticano il lettore che ha voglia di usare produttivamente il suo pensare. Al contrario, lo stimolano a produrre nuove prospettive di vita riflettendo su di essa attraverso una visione interiormente unica di concepirla. L´autore sa esprimere con lucido e cosciente senso critico la quotidianità dell´esistenza umana riferendosi a concetti propri del nostro tempo. In corsa tra un sms e un flash di chat, colui che legge avverte l´esigenza di fermarsi più di qualche minuto per riprendere fiato. Più precisamente per donare fiato alla sua mente. È anche tra le parole di “C´è da giurare che siamo veri … ”che nasce in noi


 Magazine Volodeisensi

il desiderio di non confonderci più con i tanti esseri viventi che occupano il nostro pianeta, bensì di riappropriarci di ciò di cui, sotto molti aspetti, il nostro stesso tempo ci ha privato ingiustamente. È quindi con l`augurio di ritrovare “il gusto del riflettere” attraverso ogni capoverso di questa opera, che ne consiglio la lettura! (Rosanna Lanzillotti)

Fai parte di Volodeisensi, la community letteraria che ha rivoluzionato il mondo letterario.Fai parte di un Network concreto dove l’autore è al centro dell’attenzione. Iscriviti e partecipa attivamente anche tu su www.volodeisensi.it Clicca quì

 Pagina 27


 Magazine Volodeisensi

La Redazione Cristina Rotoloni

Cristina Rotoloni è nata a Roma il 20 luglio 1977, ma è cresciuta in provincia di L’Aquila. In questa città ha frequentato x\l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti dove ha conseguito il diploma di Laura in Scenografia con il massimo dei voti. Ha collaborato con l’Istituto Gramma nella realizzazione degli spettacoli teatrali: “Metamorfosi dei Corpi” e “Matilde principessa dispettosa”. Ha collaborato con l’associazione Il Camaleonte con corsi d’Arte e Immagine per i ragazzi dai 4 ai 16 anni. Si è sempre occupata con passione dei bambini per i quali ha scritto e illustrato favole come “Stellino”, “Tom” e “Lìlì”. Ha pubblicato sul sito “ilmiolibro.it” la sua raccolta di racconti intitolata “Frammenti di Vita”, dove oltre al terremoto parla d’esperienze forti che toccano l’esistenza umana. Al momento sta lavorando al suo romanzo in prossima uscita dal titolato “Il Tatuaggio”.

Francesco Danieletto

Francesco Danieletto, 63 anni, nato a Dolo, (Ve), dove la sua famiglia risiede da diverse generazioni, si è avvicinato alla scrittura, incoraggiato soprattutto  Pagina 28

dalle figlie. Personaggio anticonformista e ribelle, sta attraversando un delicato periodo di sofferenza fisica, dal quale sta uscendo con grande coraggio e volontà. Ha al suo attivo due pubblicazioni: “Strani fiori”, raccolta di poesie - “Luigia e altre storie”, sei racconti, ambedue pubblicate autonomamente. Nella sua biografia, si descrive così: “*Di me hanno detto che sono un inguaribile pessimista, quindi vorrei provare a sfatare questa affermazione.* *Scrivere non è facile, raccontare storie, racconti, più o meno immaginari, significa dare libero sfogo alla fantasia, cercando nello stesso tempo di rendere credibile ciò che si è fissato sulla carta, se poi ci si addentra nel campo della poesia, si trasmette uno stato d’animo a volte felice, a volte triste; a detta degli amici più stretti, che, a volte leggono quanto scrivo, è proprio *con questa* che do il meglio di me stesso. Non sono uno scrittore che si siede a tavolino e riempie, per forza, pagine su pagine di parole spesso inutili; scrivo quando ne sento il bisogno, posso farlo per una settimana intera oppure starmene anche un paio di mesi pensando a tutt’altro. Insomma, non ho il rubinetto con il quale accendo e spengo la mia vena poetica. Di me hanno detto che sono un inguaribile pessimista, mi ritengo, invece, una persona che è abituata a guardare in faccia la realtà, qualunque essa sia; essere consapevoli che esistono situazioni difficili, vuole dire accettare, purtroppo, che la vita non è un tappeto di fiori, sul quale poter camminare a piedi scalzi; anzi una volta messi dei robusti paletti per risolvere i problemi, si possono apprezzarne tutte le cose belle, anche le più piccole sfumature che la stessa ci riserva.”


 Magazine Volodeisensi

Ha partecipato e vinto, nella sezione poesia, al primo premio letterario: “Dwelling book and love writing” edito a Bari dall’omonima rivista, nell’agosto 2011. Sue poesie e racconti sono presenti in “Gocce di emozioni” Antologia Rivierasca, Edizioni Laboratorio D.S. Dolo – (Venezia) 2009 e 2011. Ha partecipato al V° Premio nazionale di poesia e prosa: AlberoAndronico, Roma 2011, classificandosi 6° nella sez. B, poesie, con una silloge intitolata: “La follia dell’uomo”.

Laura Capone Editore (LCE)

La Laura Capone Editore è una casa editrice che opera online, produce, distribuisce e promuove libri nei vari formati (cartaceo, e-book, audiolibro, ecc.). Nasce nel novembre 2010 e si afferma velocemente per la correttezza e la trasparenza operativa. La LCE si pregia di avere in redazione professionisti di settore per ogni competenza che, in una stretta rete di collaborazioni online, si prefiggono la rivalutazione del talento letterario ed artistico italiano contemporaneo, anche attraverso la promozione e distribuzione elettronica delle nostre opere tradotte. Per citare solo alcuni collaboratori: la dott.ssa Luigia Torrusio appassionata di lettere antiche, traduttrici quali Chiara Rolandelli e Alessandra Baroni, artisti quali Lisa Fusco, Moreno Chiacchiera

(attualmente l’illustratore più quotato sia in Italia che all’estero), il Maestro Marco Serpe, il Regista Sebastiano Giuffrida, in un crescendo di professionisti più o meno noti che partecipano con grande competenza, professionalità e soprattutto passione. Emanuela Arlotta Direttrice Volodeisensi

Nata a Roma il 20 Settembre 1975. Ho sempre avuto una forte propensione all’introspezione e alla conseguente scrittura di poesie e racconti che indagano in maniera approfondita l’animo umano, quello legato all’Io più profondo. Questa mia voglia di comunicare ha superato i limiti della carta e della distanza con la creazione di questa community letteraria (Volodeisensi.it) che gestisco con passione e amore tutti i giorni e di cui sono felice facciano parte tante persone che credono ancora nei sogni. Anche il Magazine online è una mia idea, realizzata grazie al supporto informatico di alto livello di mio marito Leonzio Nocente, il quale è anche il creatore materiale di Volodeisensi.it e di altri siti molto conosciuti. Lavoro nell’informatica da anni e scrivo da quando sono nata. Ho autopubblicato due libri nella collana ‘ilmiolibro’, uno di poesie ‘Volodeisensi’ e uno di racconti ‘La Sfera’, che stanno riscuotendo molto successo e che presto saranno disponibili anche in formato ebook nello store Apple.

 Pagina 29


 Magazine Volodeisensi

Leonzio Nocente Autore e Referente Tecnico Volodeisensi

Nato a Francavilla Fontana il 23 Maggio 1979, Architetto informatico che lavora da 14 anni nel settore IT. Le sue conoscenze vanno dallo sviluppo di portali alle applicazioni in tutti i campi compreso quello mobile. Nella sua carriera ha partecipato alla nascita di grandi portali Nazionali del settore comunicativo e collaborato con grandi multinazionali Italiane e Americane. “Questa mia opera epica che ha visto ben due anni di progettazione e sviluppo è stata la mia più grande soddisfazione, realizzare il sogno sempre vivo di una bambina, mia moglie Emanuela. Volodeisensi.it non è una semplice community ma un vero e proprio portale Letterario dove i sogni diventano realtà. Sono solo l’autore materiale, un penna su un foglio vuoto che viene guidato dalle emozioni di mia moglie che ogni giorno dà la possibilità a tanta gente di esprimersi e soprattutto di essere ascoltata. Con tanta commozione dedico questo nostro lavoro ai nostri figli e a tutta la gente che crede e crederà in Volodeisensi.it”

Volodeisensi un libro che sta andando a ruba già presente su Amazon Store e presto anche su Apple Store, rappresenta la traduzione in parole di un percorso interiore molto profondo ed intenso intrapreso dall’autrice già diversi anni fa. La forza di questi componimenti risiede nel proiettare al lettore delle immagini che lo travolgono e trasportano in un mondo immaginifico ed emozionante. La descrizione di una sensazione, la fotografia di un momento, è ciò che viene trasmesso attraverso questi versi all’interno dei quali si può scorgere l’anima dell’autrice. Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

 Pagina 30


Volodeisensi Magazine Vol.11  

Il primo Magazine Letterario on-line sfogliabile direttamente dal tuo pc. In questo numero Intervista a Laura Scanu, L'arte del riciclom Ste...