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SOMMARIO Se la luna d’Abruzzo scricchiola dentro al cielo del mondo………….1 Intervista a Celeste Fortunato........................................................ 9 Premio Naz. Città di Chiavari –Miglior giornale per ragazzi ......... 13 David Hockney – Tra Arte e Tecnologia ....................................... 15 Intervista a Annamaria Dei Provinci ............................................. 17 Presentazione libro ‘La Sfera’ di Emanuela Arlotta (Norimberga)20 Racconto: ‘Una serata con Povia’................................................. 22 20 Eventi dal 20 – Per Cartoceto .................................................. 24 Lettera di Natale .......................................................................... 26 Rubrica di Filosofia n°5– Talete e la sua teoria ............................ 28 Intervista Marta Lock ................................................................... 31 Il mio Natale . ............................................................................... 35 Intervista a Rosa D’Agostino . ...................................................... 38 Recensione – ‘La scuola delle catacombe’ . ................................. 42 Recensione – ‘Il sogno dei sogni’ . ............................................... 44 Incipit Mania – Rita Ruccione . ..................................................... 46 ‘Dolcemente al soffio’ di De Andrè – di Gioia Lomasti . ............... 47 La Redazione… ............................................................................. 49 Segui Volodeisensi anche sul tuo Social Network Preferito Clicca quì

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Federica segue da tempo una campagna in favore delle donne il cui slogan non dà adito a fraintendimenti „Riprendiamoci la Voce‟, un incitamento a tutte coloro che stanno annegando nel silenzio affinché ricomincino ad „essere‟, a far sentire la loro presenza nel mondo. A cura di Emanuela Arlotta

Federica è anche la promotrice del „romanzo on line‟ e sta presentando il suo ultimo libro „La Luna scricchiola‟ (Rupe Mutevole Edizioni), oltre ad essere direttrice responsabile delle collane editoriali „Echi da Internet‟ e „Radici‟ per Rupe Mutevole Edizioni.

Ciao Federica, è da un po‟ che ci conosciamo, seppur virtualmente. Felice di ospitare su Volodeisensi Magazine una persona per cui nutro grande stima! La prima domanda che voglio porti è questa: sei una persona eclettica che abbraccia diversi settori artistici. Qual è il filo conduttore che lega tutto ciò in cui ti impegni?

Federica Ferretti, musicista, pittrice, poetessa, scrittrice, sceneggiatrice, giornalista, blogger ma soprattutto è fortemente Donna. Impegnata in mille progetti dai quali non traspare soltanto professionalità e lavoro, ma dai quali si evince in maniera chiara, precisa, ben identificabile, la sua anima, la sua sensibilità, la sua passione.

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Ciao Emanuela, grazie a te per la stupenda intervista! Posso risponderti con un certo orgoglio che una cultura eclettica come la mia, risale prima di tutto all‟oculata scelta dei miei genitori di assecondare le mie inclinazioni artistiche: dalla pittura alla scrittura, passando per la musica. Scelta mista ad una buona dose di preveggenza visti i tempi che corrono, dove bisogna essere sempre più “formati”.


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Oggi, posso dire di essere fiera di chi, pensando al mio futuro, ha rinunciato ad altro, pur di averne cura. Oltre che di me, perché ho saputo stringere i denti rispetto alle tante tentazioni di distrazione giovanile. Il filo rosso tra i vari ambiti, credo però sia stato costituito solo dalla mia capacità di essere “visionaria”. Nel senso che sono stata sempre in grado di dipingere i luoghi della mia creatività, vedendoli già realizzati. Ho creduto in me anche quando sembrava mi venissero a mancare dei fondamentali supporti: amici che ti voltano le spalle, ti tradiscono inspiegabilmente, insieme ad insegnanti che, loro malgrado, non sono più in grado di trasmetterti il proprio sapere. Nonostante il cielo grigio sopra i miei umori, non ho mai smesso di immaginare un domani diverso, che arrivasse scampanellando allegramente alla mia porta. Ed è successo, dopo ogni volta, dopo ogni caduta. Persino la più rovinosa. Il tuo impegno verso le donne ha riscosso un notevole riscontro. Qual è l‟obiettivo finale di questa tua campagna? Era il 2011. Conosci bene la storia di Echi da Internet! Sono partita da una segnalazione su DM (Donna Moderna), il  Pagina 2

prestigioso settimanale-cult della Mondadori: l‟idea di stringerci tutte attorno al nostro cuore di scrittrici è piaciuta tanto, e sono arrivate donne dall‟animo svariatamente colorato. Da ricettari di cucina fino a romanzi dal forte risvolto sociale e psicologico. Quindi, su fanpage.it, ho rilanciato ulteriormente. Sono diventata una blogger molto apprezzata, mi hanno sostenuto perciò nomi di enorme spessore. Il primo fra tutti? La famosa giornalista Marta Ajò, che mi ha voluta su Il Portale delle Donne prima in qualità di responsabile di collane e poi come inventrice del romanzo on-line. L‟obiettivo rimane riuscire a riprenderci davvero la voce tutte insieme, contro ogni prevaricazione maschile. Va sottolineato che a certi livelli, importanti pietre sono già state poste: le varie istituzioni ci stanno aiutando a riconquistare la dignità che così spesso viene messa in discussione, se non addirittura in ridicolo. Il caso più emblematico a questo riguardo, è costituito da quello recente dello spot Clio, censurato a luglio perché ritenuto sessista da parte dell'Advertising Standards Authority . Un grande passo avanti che però non basta, così come probabilmente non basterà una legge a fermare gli uomini che uccidono le loro “femmine”, giusto per restare in tema. Una donna non è mai stata un oggetto né tantomeno un trofeo.


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Una donna è un essere pensante, che ha dei sentimenti, che non vanno sottovalutati né in amore né in amicizia. Ma per costruire la cultura del “rispetto” bisogna ancora faticare molto. Di certo, la famiglia gioca un ruolo fondamentale. Poi vengono gli amici e se mi è concesso, i social, dove vigilare affinché si rispettino le più elementari forme di parità uomo-donna, non significa imporsi.

Ho iniziato come poetessa: ho cantato del mio amore perduto e della mia rinascita di cigno rosso, dopo aver riportato una così grave amputazione nell‟anima. Una sfida che sembrava persa ai tempi di fb, dove tutti si improvvisano artisti, poeti, musicisti, e ciò che è peggio, giornalisti, senza averne la minima competenza.

Ma può voler significare “salvarci”. Sempre più spesso, la rete è matrigna, come dimostrano purtroppo gli innumerevoli abusi sulle donne. A partire dagli attacchi verbali, testimonianza di una profonda insicurezza, che dovrebbe subito allarmarci. Come dimenticare il caso della piccola Carolina, la 14enne piemontese che, vedendosi violare la propria webreputation( il suo stupro da parte di coetanei era finito in pasto a Fb), si è suicidata per la vergogna? In Abruzzo, mi stanno coinvolgendo nella costituzione di un Commissione per le Pari Opportunità. Speriamo che si riescano a superare i vari scogli burocratici, e possiamo agire concretamente a partire da questo territorio. Perché anche qui c‟è tanto bisogno di stringerci l‟una al cuore dell‟altra. Hai pubblicato diversi libri che sono stati presentati in diverse fiere anche internazionali. Cosa trasmettono i tuoi scritti? E perché arrivano in maniera così profonda e diretta al pubblico di lettori e critici?

Al contrario, è arrivato un fan che mi ha ringraziato perché gli avevo “imprestato” le parole con cui riconquistare il suo amore. Penso che sia questo il mio unico segreto: l‟umiltà con cui riesco a narrare delle emozioni quotidiane, senza paura di sembrare scontata, perché mi avvalgo di parole comuni, a portata di mano, che arrivano dritte dritte al cuore della gente. Viviamo un momento storico divenuto paradossale: quello della perfezione a tutti i costi, ma non ci avvediamo che pure il bell‟Achille, possedeva il suo punto debole: un tallone. Questo per dire che la gente non sa più comunicare la propria fragilità all‟altro/a, preferendo indossare maschere.

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I miei personaggi sono degli anti-eroi che non si vergognano di esserlo. Perdono l‟amore, pur avendo faticosamente lottato per ottenerlo. Non smettono, però, di amare, riciclandosi “sotto altre spoglie”. Sanno cioè rincominciare a volare da quel poco che rimane in loro possesso. In un universo di manichini, i miei racconti risultano veri. E la gente vi si aggrappa come un‟inattesa chiave di volta nella propria esistenza. „La Luna scricchiola‟, un titolo molto evocativo e perfettamente in linea con il tuo modo di essere. Cosa racconti in questo tuo lavoro e cosa vuoi trasmettere?

Sergio e Alberta. Hanno una loro vita, infelice, che cercano di colmare attraverso questo scambio epistolare”, notturno il più delle volte. Riprendo il topos della lettera che mi era stato caro ne Il canto del cigno rosso, presentato a Torino nel 2011, e molto ben accolto sia in Abruzzo che nel resto d‟Italia. Stavolta, l‟uno parla all‟altra, che deve fornire una risposta mai scontata, a questo punto. Nulla di nuovo, direte. No, sbagliato. Si sta consumando una vera rivoluzione linguistica, parte integrante di un‟introspezione profonda di luoghi e attori che, il più delle volte, ho davvero conosciuto, ho infinitamente amato, ho perso, ho abbandonato. Ma “è la vita ciò per cui vivere”. Un libro che nasce sotto i migliori auspici: la presentazione a Più libri più liberi 2012, con la giornalista Rai Silvia Di Tocco di Uno mattina, in seguito recensito dalla Giornalista di Gr1 Rita Rocca e di Lucia Accoto di Libriamoci, dopo aver avviato una discussione costruttiva su ilcorreiedellasera.it. Un libro che ha potuto usufruire della presenza alla fiera di Francoforte. Ho un pubblico molto variegato, eterogeneo, europeo ed americano, e sulla scia della collaborazione avviata con un altro autore di Rupe, abbiamo deciso di promuoverlo nell‟ambito internazionale.

È una storia nata tra le anguste pareti virtuali rappresentate dalla chat: così, la luna inizia a scricchiolare per cercare di vivificare la rete dentro cui sono ingabbiati  Pagina 4

Lui è Mark Drusco, già esperto di musica applicata al linguaggio cinematografico, perciò non gli è stato difficile dare voce alla contrita anima di Alberta puntellato dalle mie indicazioni.


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L‟uso del clavicembalo ci è sembrato il più congeniale, adeguato a raccontare il perbenismo della mia protagonista, la rigidità della sua educazione, così come le sue ambizioni di principessa del castello di cristallo che stava costruendo con l‟amante Sergio. Al tempo stesso, costituiva un richiamo fortissimo all‟attaccamento alla terra, alle Radici, ai valori incubati nella sua anima dalla famiglia, ispirandoci al nome della collana editoriale in cui è collocato il testo. Un modo per riassumere le mie caratteristiche: innamorata della rete, di cui ogni giorno vado a scovare gli” echi” negli spazi più reconditi, ma resto infinitamente legata alle mie origini.

Scrivo della mia capacità di non arrendermi all‟evidenza di una vita che sembrerebbe punirmi. Perché sono convinta che dopo ogni volta, c‟è sempre un‟altra prima volta. Ascolto il mio istinto. Arrivo e fuggo in base a ciò che esso mi detta. E non mi sbaglio quasi mai. Qualora ciò dovesse accadere, lo metabolizzo in un nuovo romanzo… magari on-line. Stai collaborando con diverse testate giornalistiche sia attraverso articoli che con alcune rubriche. Ce ne vuoi parlare? Sono blogger presso fanpage.it, con un buon riscontro di critica e pubblico, come ti accennavo e su blogger a vario titolo, tanto che ben due dei mie format sono collegati a paperblog. Tra diario personale e talenti, la gente ama leggermi, o forse prende solo in prestito le mie visioni. In fondo i poeti appartengono al mondo ed è giusto che sia così.

Quanto ti appartiene ciò che scrivi e racconti? Come dicevo, scrivo quasi sempre di me, dei miei errori, delle mie sconfitte, così come della volontà di superare l‟ennesimo fallimento sentimentale.

Per il resto, sono giornalista pubblicista presso l‟abruzzese il corrieredabruzzo.it dove per volontà dl mio direttore F.Cucca, mi occupo quotidianamente del Nazionale, oltre che della Rubriche Moda e Le Eccellenze. Una grande scommessa, che stiamo vincendo su tutti e due i fronti: pensate che si è confessata la famosa cosmo girl modaiola Ylenia Puglia ora in onda su La 5 con tacco 12, per non parlare dei prestigiosi stilisti che, al tempo stesso,  Pagina 5


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hanno rappresentato al meglio il loro essere Made in Abruzzo! Per le Eccellenze soprattutto, ambivo a raccontare “la realtà circostante con occhi ad ogni volta nuovi, aperti ad ogni volta ad indagare su un punto di osservazione diverso; una prospettiva che avrà la volontà di spostare l’angolazione, la nostra così come la vostra, per cogliere un altro spunto di vita, e di pensiero. Cogliere un’idea, costruire un’immagine che può essere diversa rispetto a quanto già detto, sentito, esaminato”. In soli tre mesi, grandi nomi hanno già accolto il mio appello: dalla scrittrice Alessandra Appiano, fino alla ex cantante dei Matia Bazar Roberta Faccani, ma ho ospitato anche “politici” del calibro della Senatrice abruzzese Pezzopane, o la sindaco di Alba Adriatica, spiaggia d‟argento, Tonia Piccioni. Per ribadire che la forza delle donne vince sempre. Sul fronte maschile, è stato il paroliere De Sanctis che mi ha particolarmente commossa per il suo prezioso omaggio all‟Abruzzo. Mentre il giorno 14 dicembre, ho avuto l‟immenso onore di raccontare una donna eclettica come il vice-direttore di confidenze e Donna moderna, Susanna Barbaglia, che si è confessata sia come scrittura eccellente che come esperta di moda, riuscendo a compendiare in un unico personaggio le “ambizioni” delle mie Rubriche.

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E stanno arrivando un simpaticissimo giornalista e ben due musicisti italiani di fama internazionale… Intanto i miei romanzi on-line sono approdati di nuovo alla pagina Rai Semi di Zucco e su siamo donne.it, occupando il prezioso spazio del sabato (erano appunto diventati i racconti del sabato). Quindi a credere nelle potenzialità del mio linguaggio, è arrivata la dolce e saggia giornalista Ester Palma, diventando l‟artefice della mia esperienza su ilcorrieredellasera.it, ovvero il blog “Voci romane”. È circa un anno che i lettori mi leggono nella forma del cosiddetto romanzo online, una mia creatura, nasce come microcapitoli postati di volta in volta sulla mia pagina di poetessa che approdano su format sempre più prestigiosi, come ti dicevo. Qui, ora, postiamo romanzi in due puntate inedite, esclusive per il pubblico del Corsera che ha dimostrato di essere così fedele a questa piccola scrittrice abruzzese. Martà Ajò, come accennavo sopra, ne ha già parlato come di “una testimonianza di un procedere diverso della scrittura e della sua rappresentazione”. Cosa ti appaga di più tra scrittura, musica, pittura, giornalismo? Riusciresti a scegliere se dovessi farlo? Quando ero bambina, ambivo a cantare. Crescendo, ho sì potuto realizzare il sogno di studiare musica, divenendo pianista, e perfezionandomi in canto corale in Austria


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nel 2004, ma ho anche potuto applicarla alla mia dimensione umana. Ecco perché sono diventata poetessa. Non puoi chiedermi di scegliere. La mia anima è pluri-sfaccettata. Possono esserci zone che lascio in ombra, ma solo per qualche ora… Vorrei concludere l‟intervista chiedendoti di parlarci dei tuoi progetti futuri, o almeno di incuriosirci con le sorprese che hai in serbo! E voglio anche chiederti di lasciare ai lettori qualche verso da assaporare in questa calda atmosfera pre-natalizia! In vista del nuovo anno, scaldo le dita, in tutti i sensi! Infatti, ci sono grandi impegni “scolastici”da assolvere, di cui forse vi ho già raccontato sul portale volodeisensi: il tesseramento giornalistico, la mia terza laurea in Discipline musicali, nel settore Musica da camera, l‟appoggio al movimento milanese Metateismo , per citare quelli già noti.

anticipare che “insieme alla divulgazione culturale con la proiezione cinematografica, ci si collega direttamente all‟iniziativa denominata EXPO FFF - Il Cinema sotto il Tendone, che intende riunire il maggior numero di eccellenze imprenditoriali venete, nazionali ed internazionali non solo direttamente collegate all‟Azienda Cinema”. Un nuovo romanzo nel cassetto, mentre organizzo un concorso a caccia di nuovi echi tra cui è appena giunta la collega violinista che ha dato vita ad un metodo dal suggestivo titolo L‟armonica a bocca facile, corredato da Cd, apprestandosi a trasformarsi un‟eco musicale. E, a mia volta, mi appresto a rafforzare l‟amicizia proprio con lei, Luciana Bastarelli, con cui stiamo inventandoci un duo pianoforte e violino, che ambisce a farsi conoscere in tutta l‟Italia nei prossimi mesi. Mi chiedi infine dei versi: eccone di completamente inediti.

Nel frattempo si sta concretizzando la collaborazione con il famoso regista Rocco Cosentino, che mi ha già invitata in qualità di sceneggiatrice ad un evento di straordinaria bellezza. Il quale si sta delineando come un progetto che ha già ottenuto il patrocinio di del Comune di Fontaniva, Regione Veneto, Provincia di Padova: il Fontaniva geo Film Festival – Il Cinema degli Elementi. Vi posso solo  Pagina 7


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Canto d’autunno. La terra appena rivangata nei tuoi occhi è scivolata dentro alle mie mani, amore. Tu hai riempito i solchi del mio tormento. L‟anima mia trabocca della tua essenza. E mentre custodisce il ricordo del sole benedetto che, autunnale, ha trafitto d‟affetto i nostri sguardi, colmato del suo ultimo oro, le nostre bocche, si accovaccia tiepida ai piedi delle nostre radici, sulla sabbia del tuo petto.

Spero che abbiate gradito i miei regali prenatalizi.

Arrivederci, F.F.

Emanuela Arlotta

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“„Piccole fiabe per grandi sognatori‟ è la somma di sei brevi fiabe, raccolte in un unico, imperdibile, volume. L‟autrice, Emanuela Arlotta, con il suo stile dalla tenera limpidezza è in grado di catturare il cuore di grandi e piccini sin dalla prima pagina. Regala ai suoi lettori più grandi l‟emozione di sentirsi ancora una volta bambini e ai più piccoli, avventure, magia, emozioni, sogni ma, soprattutto, importanti insegnamenti di vita.”

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i contorni di una certa familiarità, evocando flebili ricordi lontani IL PROGETTO LETTERARIO

UNA VITA IN RITARDO. Alla scoperta di una duplice esistenza UN VIAGGIO INTERIORE CHE PERCORRE IL TEMPO DELLA COSCIENZA VERSO NUOVE OPPORTUNITA‟ DELL‟ESISTENZA

“UNA VITA IN RITARDO. Alla scoperta di una duplice esistenza” è il romanzo di recente pubblicazione della tarantina Celeste Fortunato. Il libro è stato pubblicato grazie al sostegno di numerosi lettori che con il crowdfunding di Produzioni dal Basso hanno contribuito alla realizzazione del Progetto Letterario. L‟autrice, infatti, si avvale del self publishing quale nuova formula di pubblicazione, opportunamente preceduta da un lavoro di editing con il critico Giovanni AMODIO che mira a garantire la qualità letteraria dell‟opera. Insieme all‟Editore il romanzo rappresenta il frutto della nuova frontiera dell‟editoria. 1. Parlaci un po' di te e del tuo libro Conseguita la Laurea in Scienze dell‟Educazione, ho nel tempo arricchito la mia professione di Educatrice con una formazione squisitamente artistica. Da sempre appassionata d‟arte organizzo diversi Laboratori rivolti a bambini e persone che versano in condizione di disagio sociale e psico-fisico.

Alcune persone riferiscono di vivere eventi misteriosi, come la percezione di esperienze già vissute o la sensazione di ri-conoscere luoghi e persone in realtà ignote che assumono

La scrittura si annovera tra i miei tanti interessi. La prima stesura del mio libro risale a diversi anni fa e la sua pubblicazione è merito di mio marito il quale, dopo

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averlo scoperto conservato nel cassetto, mi ha incoraggiata. Nel 2010 mi iscrivo ad un corso di scrittura creativa dove conosco il mio Editor Giovanni AMODIO con il quale conduco successivamente l‟opera di editing che mira a garantire la qualità letteraria della mia opera. Al fine di approfondire le mie conoscenze nel campo letterario, nel 2012 mi iscrivo e conseguo il Master in "Editoria Libraria e Redattore Editoriale" presso l'Università della Calabria dove conosco il mio Editore Self Editrice. La trama del mio romanzo verte intorno al fenomeno della reincarnazione. Scevra dalla volontà di predicare una particolare tendenza religiosa piuttosto che un‟altra, il fenomeno funge da pretesto per esprimere quello che considero la forza ed il coraggio del perdono ─ per se stessi prima ancora che nei confronti dell‟Altro ─ assumendo il concetto di ritardo valore positivo allor quando diviene metafora di altra possibilità, di riscatto, di liberazione. Le due protagoniste, Chiara ed Elisabeth, convergono da epoche diverse in un unico habitat corporeo. Due personalità distinte e contrapposte, eppure talmente simili e vicine, ognuna determinata a rivendicare il proprio diritto alla vita. È un viaggio interiore quello che i personaggi compiono lungo un percorso di ricerca della propria identità superando i limiti di tempo e di spazio risolti nel ritardo quale attesa simbolica di gesti, azioni, scelte, amori e approdi, occasione di  Pagina 10

riscatto dalle proprie colpe, peculiare nel fenomeno reincarnazione.

motivo della

Sul mio Sito è possibile prendere visione dell‟Anteprima con la pubblicazione delle prime pagine del libro, il Video di presentazione da me realizzato e la Galleria con le istantanee che rappresentano alcuni aspetti dei personaggi e dei contesti del romanzo che ne favoriscono l‟immaginazione. Con il romanzo ambientato nella Taranto degli anni '40, desidero rendere omaggio alla mia città natìa, nella quale nasco e tutt‟ora risiedo. 2. Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere La mia predisposizione alla creatività, non necessariamente dettata da esigenze di evasione dalla realtà quanto da una genuina propensione all‟espressione artistica, ha sicuramente suggerito l‟elaborazione della trama, alimentata da una certa curiosità ed interesse nutriti per le filosofie orientali. Ma la ragione che, più di ogni altra, ha determinato la stesura del libro risiede nell‟esigenza di esprimere l‟importanza di valori quali la ricerca del bello, del contatto con la Natura, dell‟onestà e del rispetto per gli altri quali paradigmi di ogni scelta etica per una convivenza pacifica e giusta. 3. Cosa ne pensi dei lettori ed editori italiani


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L‟editoria digitale dimostra uno sviluppo e una crescita esponenziale che raccoglie maggiori consensi rispetto all‟editoria tradizionale. Dopo attente valutazioni ho scelto la strada dell‟autopubblicazione che offre vantaggi in termini di semplicità e tempi rapidi di pubblicazione, garantisce all‟autore il pieno possesso dei propri diritti e, soprattutto, gli consente di interagire con i lettori i quali, parte attiva nel processo editoriale, decretano il successo o meno di una pubblicazione (in seguito alla lettura del mio libro è, infatti, possibile esprimere pubblicamente e democraticamente il proprio giudizio sul Forum dell‟Editore). Tuttavia, lo svantaggio risiede nella possibilità indiscriminata di pubblicare a scapito della qualità del prodotto editoriale, non valutato, controllato e selezionato opportunamente.

occasione di crescita e maturazione della mia persona. Inoltre, il sostegno dei numerosi lettori che con il crowdfunding di Produzioni dal Basso hanno contribuito alla realizzazione del Progetto Letterario dimostra una certa volontà di lettura e, se vogliamo, una maggiore sensibilità e fiducia nel cosiddetto scrittore esordiente.

Il mio romanzo non equivale alla mera stesura di un insieme di parole dettate dalla fantasia del momento, bensì rappresenta l‟occasione di arricchimento personale la cui intenzionalità non tende all‟ostentazione ma all‟espressione dell‟impegno condotto con serietà, sacrificio, umiltà e passione, nell‟auspicio che giunga al lettore compartecipe. A prova di ciò, ho condotto un duro lavoro di editing con il Cav. Giovanni Amodio, la cui esperienza letteraria e culturale si è rivelata non solo indispensabile per il perfezionamento della mia opera quanto, anche e soprattutto,

4. Che aspettative hai sul tuo libro I primi giudizi e le recensioni favorevoli mi infondono la fiducia per proseguire nel mio cammino di scrittrice.

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Come cita Marcel Proust: «L'opera dello scrittore non è altro che una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di scorgere ciò che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso». Forse in ciò risiede l‟interesse che le pagine del mio libro suscitano: frutto dell‟osservazione su quanto ci accade intorno, la cui espressione letteraria rappresenta la lente per mezzo della quale esprimere le mie riflessioni.

5.

Progetti per il futuro

Risulterebbe superfluo affermare quanto, tra i miei progetti, sia previsto il desiderio di proseguire nella scrittura (già un‟altra storia bussa alle mie fantasie!) ma l‟esperienza mi ha insegnato a non guardare troppo oltre per gioire dei risultati giorno dopo giorno. Vivo il presente, sempre fiduciosa che il meglio attenda dispiegarsi verso nuovi orizzonti!

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ragazzi della scuola media e superiore hanno ascoltato il discorso con attenzione, partecipazione.

A cura di Isabella Verduci

Io, da redattrice esordiente, ho imparato molto da coloro che hanno creato con impegno e fantasia i giornalini per i ragazzi e li ho potuti vedere grazie alla proiezioni di immagini dei periodici premiati con targhe ed applausi. Prima c'è stato il saluto delle Autorità e poi il conferimento dei premi ai vincitori provenienti da tutta Italia, in particolare il premio 'Maria Luisa Saettone' dato all'autore del miglior servizio di attualità. Ho notato piacevolmente la passione con cui docenti, bibliotecari, si dedicano alla stesura di questi 'Bignami' per ragazzi e cercano di entrare in punta di piedi nel mondo degli adolescenti, provano a soddisfare le loro curiosità ed a dare risposte ai tanti perché tipici di quell'età.

Venerdì 29 novembre ho partecipato alla nona edizione del Premio Nazionale al miglior giornalino per ragazzi' (fascia d'età: 12/17 anni) nella mia città. Quando sono arrivata nella grande sala dell'Auditorium ho notato subito che il pubblico presente era formato da due generazioni lontane tra di loro, per fare un esempio, quella della penna e quella del pc / smartphone. Invece, quando il professor Angelo Nobile (presidente dell'associazione Ligure Letteratura Giovanile) ha preso la parola, i

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Io, come tanti di voi, quando ero piccola ho letto il giornalino, anni fa c'era anche il 'Corriere dei piccoli' (io ricordo il Signor Bonaventura...) e sono contenta che la tradizione di questi periodici per ragazzi non sia terminata, anzi, si sia evoluta...

Tutto ciò fatto con rispetto, un pò di umorismo e molta professionalità. In seguito, lo scrittore Mario Cassini ha coinvolto i ragazzi con giochi a premi, quiz (per niente facili!) e sono stati distribuiti le copie dei periodici premiati.

Ringrazio la presidentessa Alessandra Olcese dell'associazione a scopo benefico 'Ti sposto le nuvole' (sentirete parlare ancora di lei e di 'Ti sposto' ) che mi ha invitato a questa importante premiazione... Il signor Bonaventura è vivo!!!

Isabella Verduci

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A cura di Emanuela Arlotta

stessa cosa. E forse, in un certo senso lo sono. Cambia l‟utilizzo della tavolozza e dei colori che in un caso sono selezionabili sull‟app utilizzata per la realizzazione delle sue opere e sono, quindi virtuali, e nell‟altro sono oggetti reali. Ma il risultato è davvero impressionante, al limite dell‟immaginabile. Delle 150 opere esposte ben 50 circa sono state realizzate con l‟utilizzo dell‟IPad e di un‟applicazione grafica dal costo di poche sterline. Queste le parole dell‟artista che giustifica così l‟utilizzo di un mezzo così moderno e spesso considerato molto lontano da ciò che viene considerato „Arte‟ : “Tenendoti questo apparecchietto - ha detto l’artista – non hai bisogno di portarti dietro nulla, né tele, né matite, né acqua, niente di niente. E ‘un nuovo mezzo che mi ha lasciato particolarmente stupito per comodità e versatilità.”

Chi afferma che l‟arte non può sposarsi con la tecnologia forse non conosce un personaggio di nome David Hockney, considerato ad oggi il maggior artista britannico vivente. A 76 anni questo pittore non solo continua a regalare al mondo opere ricche di colore e di luce, nate dallo studio sul campo della natura in tutti i suoi stati e i suoi momenti, ma è anche uno sperimentatore, un pioniere della tecnologia al servizio dell‟arte. Ha, infatti, iniziato da tempo a sperimentare il disegno digitale su IPad, utilizzando il suo dito e la sua tecnica per realizzare quadri poi stampati anche in dimensioni molto elevate, esposti nell‟ottobre scorso al Golden Gate Park di San Francisco accanto ai suoi dipinti ad olio come se fossero la  Pagina 15


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Per non parlare del fatto che la velocità di realizzazione di un‟opera che non necessita di tempi di attesa né per l‟essiccazione del colore già applicato, né per la realizzazione stessa dei colori, permette all‟artista di catturare le luci della natura in maniera quasi immediata regalando al quadro una veridicità assoluta. In pochi secondi, l‟uomo, riesce a buttare giù il suo schizzo imprimendo sullo schermo esattamente ciò che vede riflesso nel paesaggio e nella sua anima.

creazione dei colori ad olio, dalla fisicità di questo tipo di disegno e c‟è chi invece apprezza e ammira questa lungimiranza e questa capacità creativa che prescinde dal mezzo e trasmette sensazioni comunque.

Alcune delle immagini realizzate su IPad sono state trasmesse su grandi pannelli digitali, altre sono state stampate con delle imponenti stampanti a getto d‟inchiostro capaci di ingrandire e riprodurre fedelmente i disegni e i colori. Un connubio di modernità e classicismo senza pari.

Segno che nella sua mente il concetto di Arte non è legato unicamente al supporto, ma probabilmente, in maniera molto più marcata, è legato all‟Anima.

E‟ chiaro che questo tipo di approccio all‟Arte non può che dividere l‟opinione pubblica. C‟è chi teme che con l‟utilizzo del digitale ci si allontani dalla magia, dalla bellezza dei pigmenti utilizzati per la  Pagina 16

L‟artista dal canto suo, a queste illazioni risponde in maniera serena e pacata trasmettendo appieno le sue idee a chi chiede che fine farà farà l‟arte di questo passo: “Non lo so esattamente. Ma con ogni tecnica e ad ogni latitudine, l’arte ci sarà”.

Emanuela Arlotta


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https://www.facebook.com/LaCicognaCheV olevaDiventareMamma http://www.edizioniilciliegio.com/schedalibro/annamaria-dei-provingi/la-cicogna-chevoleva-diventare-mamma-9788867710003118458. A cura di Mariagrazia Talarico

Ci sono degli autori che ti ispirano o ti hanno ispirato, o che hanno in qualche modo influenzato il tuo stile di scrittura? Leggo tantissimo e amo tanti autori. Ultimamente sto leggendo tutte le opere di Irene Nemirovsky, una donna con una grande sensibilità che fa onore alla letteratura femminile. Ma non mi ispiro a nessuno in particolare. Io sono una semplice autrice esordiente che ama solo fissare sulla carta le proprie emozioni. Dove scrivi solitamente? Hai un luogo preferito, in cui senti che le idee fluiscono più facilmente, in cui la tua concentrazione migliora, dando spazio alla fantasia?

Quando e in che modo è nata la tua passione per la scrittura? È una passione nata per caso. Ho scoperto nella scrittura un‟amica con cui dialogare. Con la nascita di mio figlio, pochi mesi fa, ha assunto una fisionomia ancora più convincente. La mia fiaba “La cicogna che voleva diventare mamma”, che credo possa interessare a chi ha una grande passione come la nostra. Per tanto tempo è stato il libro più venduto dalla casa editrice, molto apprezzata da bambini e adulti per i suoi valori. Spero vorrai acquistarla. Il testo si può prendere anche da internet. Grazie in anticipo per la fiducia

Il luogo in cui amo scrivere è la mia casa, dove sento il calore della mia famiglia, anche se ogni luogo va bene per pensare e per prepararsi alla scrittura. Adotti dei rituali particolari prima di iniziare a scrivere? Senza voler sembrare presuntuosa, scrivere è un atto molto naturale. Come mettersi in salotto a prendere una tisana con le amiche. Sei perfezionista, leggi e correggi i tuoi scritti mille volte prima di esserne pienamente soddisfatta/o?

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Di solito sì. Anche se la prima scrittura è “di getto”, poi rileggo mille volte e talvolta correggo altrettante! Che genere di libri scrivi? Io scrivo fiabe. Come definiresti il tuo stile di scrittura: moderno, classico, hai un tuo stile personale? Credo di avere uno stile personale. Non penso sia influenzato dalle mie letture. Credo sia più condizionato (o dovrei dire ispirato) dalla mia educazione e dal mio modo di vivere. Vorresti che la scrittura diventasse il tuo unico mestiere (se non lo è già)? Il sogno di ogni persona è che la propria passione, qualsiasi essa sia, diventi il proprio lavoro. Ma credo che se dovesse realizzarsi questa aspirazione, forse non sarebbe più così piacevole. Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nell‟intraprendere questo mestiere (se non lo è già)? Sarò banale, ma la difficoltà più grande è sempre trovare il tempo! Hai mai partecipato a dei corsi di scrittura creativa? Ti piacerebbe farlo? No, non ho mai partecipato, ma mi piacerebbe molto. Ti è mai capitato di avere il classico momento in cui non riuscivi a riempire il foglio bianco?  Pagina 18

No, ma solo perché non mi impongo di scrivere se non ho l‟idea. Hai mai partecipato a concorsi letterari? Pensi che possano essere utili per farti conoscere? Sì ho partecipato a dei concorsi e credo siano dei momenti molto importanti soprattutto per avere una giuria di esperti che valuta il lavoro in maniera obiettiva. Cosa pensi dell‟editoria italiana? È un momento di grande mutamento per l‟editoria italiana, e non solo per il fatto che sta cambiando lo strumento con cui viene fruito un bene intellettuale come un‟opera letteraria o perché ora è tutto “social”. Credo che il problema sia un altro: la gente preferisce “parlare” e non è disposta ad ascoltare. Nel mondo del libri questo si traduce nel vecchio detto: “c‟è più gente che scrive di gente che legge”. Cosa pensi dell‟auto-pubblicazione? È un‟ottima iniziativa per consentire anche al privato che vuole diventare autore di prendersi la responsabilità dell‟intero processo editoriale. Molti autori “pretendono” che la propria casa editrice faccia tutto: distribuzione, pubblicità, promozione a eventi ecc. Questo è impossibile, anche solo finanziariamente. Con il self-publishing ogni autore diventa consapevole di tutti questi aspetti, reagendo autonomamente. Qual è l‟ultimo libro che hai scritto e di cosa parla? “La cicogna che voleva diventare mamma” è una fiaba che narra la storia di un dolce volatile, portatore di felicità per tante


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famiglie. È nata nella stessa settimana in cui è stato concepito mio figlio e, come ho avuto modo di dire più volte, non posso fare a meno di pensare che sia stata ispirata dallo stesso angelo che mi ha donato il mio cucciolo. Leggi molto? Anche libri di autori emergenti? Sì. A volte leggo anche manoscritti o testi che comunque non passano dall'editoria tradizionale. E spesso scopro anche dei piccoli capolavori. Per te scrivere è un‟esigenza, uno sfogo, o una passione? È tutte e tre. Credo che la risposta più giusta, però, sia la frase citata alla prima domanda. La scrittura è un‟amica a cui posso raccontare tutto e che non mi tradirà mai.

Credo che questa sarà l‟unica domanda a cui non risponderò perché sono piuttosto timida e tutto sommato incapace di dare consigli a tanti autori più bravi di me. Posso dire quello che faccio io: io vivo intensamente con la mia famiglia, scoprendo giorno dopo giorno le gioie che mi dona mio figlio. La scrittura viene da sé. La mia fiaba “La cicogna che voleva diventare mamma”, che credo possa interessare a chi ha una grande passione come la nostra. Per tanto tempo è stato il libro più venduto dalla casa editrice, molto apprezzata da bambini e adulti per i suoi valori. Spero vorrai acquistarla. Il testo si può prendere anche da internet. Grazie in anticipo per la fiducia Mariagrazia Talarico

Cosa utilizzi per scrivere i libri? La tastiera del computer, la penna, la macchina da scrivere? Ho iniziato a scrivere sulla carta, come “i veri scrittori”, che studiavamo a scuola. Poi sono riuscito a “distaccarmi” dal mezzo fisico e a capire che riuscivo a fissare l‟idea indipendentemente dallo strumento usato. Ora utilizzo il computer usando come tastiera la penna e il calamaio. Come ti definiresti? La definizione più giusta è: “sono una mamma”. Quale consiglio ti senti di dare ai tuoi colleghi scrittori?

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ed un IPad portato in sala dalla presentatrice stessa. Questo è uno dei tanti casi nei quali la tecnologia può essere usata in aiuto della cultura!

A cura di Emanuela Arlotta

Dopo il discorso di apertura della relatrice che ha delineato gli aspetti generali del messaggio racchiuso all‟interno de „La Sfera‟, mi sono state rivolte diverse domande alle quali ho potuto rispondere in tempo reale creando così un‟atmosfera calda e partecipativa nonostante non fossi fisicamente in sala. L‟emozione era tanta così come era chiara la presenza attiva dei partecipanti che, anche in italiano (molti studiano la nostra lingua!), hanno fornito la loro interpretazione di ciò che avevano percepito del mio scritto e hanno aggiunto le loro domande sempre molto interessanti e volte a conoscere anche me come persona oltre che come autrice.

Il 15 novembre a Norimberga (Germania) si è svolta la presentazione del libro „La Sfera‟ di Emanuela Arlotta presso la biblioteca Südpunkt . La relatrice e organizzatrice, Rosanna Lanzillotti, ha presentato con grande professionalità e partecipazione il libro sia in italiano che in tedesco. Rosanna Lanzillotti si occupa da tempo, attraverso la sua „Libreria Farfalla‟ di dare l‟opportunità agli autori emergenti italiani talentuosi di farsi conoscere all‟estero, in particolare in Germania, paese nel quale vive e lavora da diversi anni. Non potendo essere presente sul luogo, sono riuscita a partecipare comunque all‟evento attraverso la connessione Skype

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Sono stata accolta in maniera molto calda, difficile dimenticare le sensazioni provate. „La Sfera‟ e i suoi racconti intimi e profondi sono stati protagonisti di una serata molto importante, hanno visto una nuova luce attraverso una cultura diversa da quella nostrana. Siamo stati tutti coinvolti in una conversazione che ha toccato argomenti carichi di emotività e di introspezione dettati dagli spunti presenti nei vari racconti del libro. Ciò che rimane di una serata così è tatuato nel cuore di tutti coloro che hanno preso parte all‟evento, soprattutto nel mio! Tutti i volti, gli occhi che ho visto passare davanti al mio schermo, le voci, la sintonia che si è venuta a creare nei momenti passati in collegamento faranno parte di un bagaglio di esperienza che mi ha arricchita personalmente e culturalmente. Ringrazio sentitamente tutti coloro che erano con me in quell‟occasione e in particolare Rosanna Lanzillotti che oltre all‟impegno e alla precisione mette, nel suo lavoro, l‟anima e il cuore! Emanuela Arlotta

All‟interno del libro „La Sfera‟ si susseguono una serie di racconti che affrontano diverse problematiche serie tra cui la pedofilia, l‟alcolismo, la solitudine, ma anche temi quali l‟amore, la maturità, la maternità, l‟esoterismo. Il tutto con la delicatezza d‟animo con cui l‟Autrice descrive le diverse situazioni. In tutti i racconti c‟è una matrice comune che è quella di permettere ai personaggi di sperimentare la „risalita‟, anche dalla sofferenza più profonda, e di fargli ottenere, in alcuni casi, „un riscatto ‟ nei confronti della vita. Le pagine si susseguono lievi e scorrevoli in un intreccio in cui diventa quasi impossibile distinguere la realtà dalla fantasia, fino a lasciare una sensazione di quiete una volta conclusa la lettura. L‟emozione è la colonna portante di questo libro, l‟ingrediente fondamentale ed essenziale con il quale l‟Autrice ci accompagna attraverso la sua visione interiore.

Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

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A cura di Cristina Rotoloni

<<Tra 1 ora esco, mi sto preparando. Ci vediamo dopo. Biglietti presi!>> Comincia così la mia serata. Un messaggio a Povia e un po‟ di tensione che scarico in macchina chiacchierando allegramente con mio marito e canticchiando “Siamo Italiani”, non riesco a smettere. Arriviamo troppo presto, tanto che il parcheggio dell‟Auditorium Flaiano a Pescara è vuoto ed il posto non è molto illuminato. Mi chiedo se è il luogo giusto, ma l‟insegna è chiara, dice Flaiano. Una volta dentro scopro che siamo meno di quelli che pensavo. Verso le nove in una quarantina circa ci accalchiamo davanti all‟ingresso. Nonostante il numero, la ressa è tanta, come se temessimo di perdere i posti migliori. La sala si riempie di voci e mentre attendiamo, osservo la gente che parla e si saluta in modo caloroso. Mi colpisce una

donna che è da sola e che si guarda in

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torno in modo furtivo, incerto e che cerca di mischiarsi tra la gente, sembra che sia fuori posto ma felice di esserci. Poi mi volto perché il chiacchiericcio aumenta e noto che la sala si sta riempiendo. Vi è un numero gremito di persone di tutte le età. Inizio a credere che, vista la quantità della gente, forse anche stasera svicolo dopo lo spettacolo senza incontrarlo, indipendentemente dalla mia promessa. Mi riservo di pensarci dopo, anche perché un uomo è salito sul pacco e ci sta parlando

intimidito, ma abile nel nascondere il suo senso di imbarazzo. Lo seguono altre tre persone facenti parti di alcune associazioni e ci parlano delle malattie, del volontariato e di come debellare il tetano neonatale con un vaccino che costa solo 1.50 euro, ma che salva le mamme e di conseguenza i loro bambini. Un attimo di sgomento, sicuramente tutti pensiamo a come buttiamo via facilmente quella cifra, senza dargli il giusto peso. Ed è in quel momento che scopro che il concerto “Cantautore chitarra e voce” di Povia è una serata di beneficenza. La gente è attenta, felice. Applaudono le mani per poi esplodere in un‟ovazione quando si apre il sipario. Lui è lì, avvolto dal fumo, mentre i proiettori si muovono e le gelatine si alternando inondandolo di colori e riempiendo il palco di atmosfera. Tra una canzone e l‟altra, le


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sue parole, i nostri commenti e tanti applausi. L‟emozione cresce, saturando l‟ambiente. Con la canzone “Maledetto sabato” I brividi percorrono il corpo. Tutti si muovono a ritmo, cantano sottovoce per non disturbarlo. Quando tocca a “Vorrei avere il becco” il pubblico gli fa uno scherzo con il verso del piccione e ci scappa una risata. Una delle tante che accompagnano l‟ironia di questo spettacolo. Poi con la frase: <<Sono Povia, mica uno che ha scritto canzoni come…>> I puntini di sospensione scatenano l‟ilarità per poi passare al rispettoso silenzio mentre partono le note prima di De Gregori e poi di Battiato. La gente è entusiasta ed esplode in commenti di apprezzamento che aumentano quando canta i “Bambini fanno oh”. Sono contenta. La sala è piena e come ha detto lui si respira aria di Casa. I tempi dello spettacolo sono giusti, i ritmi perfetti. Quando si chiude il sipario la gente urla “Fuori” e lui è di nuovo sul palco. Ha conquistato tutti, anche gli scettici e nessuno se ne va, lo aspettano. Mi convinco che sarà difficile vederlo da solo per qualche minuto. Poi penso che mantengo sempre le mie promesse e per timore di cambiare idea, visto che spesso sono andata via prima, azzardo e con mio marito ci imbuchiamo sulle scalette del palco, dietro le quinte. Entro intimidita convinta che mi manderanno via e che lui non mi riconoscerà, d‟altronde Povia non sa chi sono, ma non è così. Lui solleva lo sguardo dalla sua amata chitarra e mi dice: <<Ciao Cri, abbracciami, ci sei riuscita a venire>>. Un amico che non vedi da qualche ora, questo è il rapporto che si

crea. Mi ritrovo a parlare con lui, con mio marito e i presenti come con un gruppo di amici che si incontrano per una cena insieme. Parliamo dello spettacolo, delle nostre passioni, del mio libro. Facciamo le foto, è molto attento, presente, sinceramente partecipe. Una persona semplice, aperta e riservata nello stesso tempo. L‟adrenalina cresce, ma si è fatto tardi e dobbiamo andare, fuori ci sono tutti gli altri che lo aspettano. Ci salutiamo con un “arrivederci a presto” e con un “ci

sentiamo domani su facebook”. Subito dopo è immerso tra le persone ricambiando sorrisi e abbracci. Vado via soddisfatta e con un saluto che mi passa per la testa ispirato da una sua canzone: “è un ragazzo con gli zoccoli e lasci il segno, lo lasci in fondo al cuore, entra nel tuo regno”.

. Cristina Rotoloni

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A cura di Emanuela Arlotta

Qui noi scrittori, invitati alla manifestazione, siamo stati accolti con grande calore e partecipazione e siamo riusciti a toccare con mano quello che è un progetto non solo editoriale, ma anche umano di condivisione e di confronto. Il palco messo a disposizione dal sindaco, in un suggestivo edificio comunale, ha ospitato tutti noi in un‟atmosfera densa e ricca dalla quale abbiamo ricevuto emozioni e sensazioni tutt‟ora indimenticabili. La nostra arte è stata un mezzo per comunicare noi stessi ad un pubblico folto e numeroso che ci ha riservato una grande accoglienza.

Durante il periodo estivo, precisamente il 20 luglio, mi trovai a partecipare ad un evento al quale ero stata invitata dalla mia casa editrice David and Matthaus, denominato ‟20 eventi dal 20‟. Non sapevo di preciso cosa sarebbe successo durante i due giorni di permanenza a Cartoceto, paesino delle Marche che non avevo mai visitato prima, ma decisi comunque di andare e di toccare con mano quella che era una nuova realtà editoriale. Cartoceto è un piccolo paese a pochi metri di distanza dal mare, un paese immerso nella natura e nella tranquillità. Qui si possono scorgere distese di piantagioni di olivi, non a caso il paese è produttore di olio extravergine di oliva di pregio.

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Ho conosciuto tanti scrittori che, come me, condividevano e condividono un sogno. Ho trovato uno staff pieno di entusiasmo e tanta voglia di fare, ho trovato un progetto che sta oggi prendendo sempre più forma e del quale sono felice di fare parte. A novembre, però, abbiamo saputo con dispiacere che questo piccolo e caratteristico paese che ci ha ospitati, è stato flagellato dal maltempo e dall‟esondazione del fiume Metauro. Si è registrato anche il crollo di una parte della cinta muraria di Cartoceto che si trova di fronte al Teatro del Trionfo. Ma la David and Matthaus, con la sua umanità, non è stata a guardare e ha deciso di sensibilizzare l‟opinione pubblica verso questa problematica invitando il suo gruppo di autori e coloro che hanno preso parte all‟evento del 20 luglio, ad inviare resoconti, poesie, racconti, immagini che


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potessero, in qualche modo ripercorrere le emozioni vissute in quella splendida occasione. Inutile dire che la partecipazione

è stata tanta e che sull‟onda del ricordo ancora vivo tutti noi abbiamo inviato il nostro contributo affinché non si lasci scivolare nella dimenticanza questo splendido luogo ricco di storia. Non appena l‟antologia di ricordi sarà pronta noi di Volodeisensi ve ne daremo immediatamente comunicazione. Un libro nasce e vive per trasmettere emozioni, e questo ne conterrà tante e varie come quelle vissute da noi partecipanti in prima persona! Emanuela Arlotta

“„Piccole fiabe per grandi sognatori‟ è la somma di sei brevi fiabe, raccolte in un unico, imperdibile, volume. L‟autrice, Emanuela Arlotta, con il suo stile dalla tenera limpidezza è in grado di catturare il cuore di grandi e piccini sin dalla prima pagina. Regala ai suoi lettori più grandi l‟emozione di sentirsi ancora una volta bambini e ai più piccoli, avventure, magia, emozioni, sogni ma, soprattutto, importanti insegnamenti di vita.”

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A cura di Cristina Rotoloni

per mangiare a crepapelle e poi ci lamentiamo che volevano qualcosa di più semplice e meno opulento. Lacrime di coccodrillo!!!

Basta, basta, basta!!! Non siete stufi di tutto questo? Non siete stanchi della pubblicità assillante che v‟invita a comprare ogni cosa, tormentando il vostro stato mentale e il vostro portafoglio spesso vuoto?

Convenzioni sociali che ci hanno trasformato in macchine omologate e commercializzate nelle feste e queste perdono il loro fascino e ci trasformano in pecore devote alla società.

Mi auguro che la realtà sia meno tragica, poiché non riusciamo ad ignorare il mare di informazioni che ci arrivano. Questa crisi, tutti questi allarmismi, queste condizioni politiche, questo ripetere che è tutto colpa nostra, non vi ha stancato?

Poi dentro di noi stiamo male, ci sentiamo insoddisfatti e non appagati. Usiamo frasi

Manca poco al Natale e voglio parlare del fatto che si arriva a feste belle come questa stressati e dove i nostri primi valori, per decisione della società, diventano gli acquisti costosi. Diventano un motivo per far vedere che possiamo comprarli o perché pensiamo che altro non sia accettato. Ancor più viviamo con il senso di colpa se il pensiero comprato non è alle giuste altezze delle aspettative. Voglio parlare del fatto che ci preoccupiamo che il tavolo sia imbandito  Pagina 26

del genere “non sento che è Natale”, “non vedo l‟ora che passano queste feste che sono solo una fatica e una spesa”. Ci lamentiamo di continuo. Ci trasciniamo latenti in feste amorfe ed infelici. Ogni anno uccidiamo sempre di più Babbo Natale, Gesù, La Famiglia, Gli amici, le Atmosfere, i Valori. Vi chiedo in nome di cosa e per cosa? Ci poniamo la domanda, ma poi ci ritroviamo sempre lì a rivivere lo stesso malessere, ormai generalizzato e massificato. Ci diciamo che siamo diversi dagli altri, ma dobbiamo guardiamoci allo specchio, sono matta io, o abbiamo un concorso di colpa? Il Natale si avvicina cosa vogliamo fare? Le pubblicità c‟invitano a “fare i buoni” ad “andare piano, piano” e io sono d‟accordo


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con loro, ma non nel loro senso commerciale, ma in quello di gustarci veramente le cose e di farlo adesso che ne abbiamo l‟opportunità. Vogliamo spendere i nostri soldi? Facciamolo, ma con valore e rivalutando il bello dell‟Italia. Investiamo negli artigiani, nei prodotti ed artisti locali, negli autori emergenti. Dedichiamoci a realizzare almeno un regalo con le nostre mani. Volete farmi credere di gradite di più un regalo costoso che poi infilerete nell‟armadio o in qualche ripostiglio dandogli il peso che date agli altri oggetti, piuttosto di un regalo fatto da un amico o un parente con tutto il suo affetto? Ditemi, ricorderete di più il regalo comprato o una torta, un oggetto decorato, una lettera, un pomeriggio passato insieme? E' triste sapere che abbiamo declassificato il significato di questi valori. Perché abbiamo così paura di non essere accettati in questa semplicità di sentimenti? Già vi sento dire che queste cose hanno valore e allora perché non le applicate? A no, non ci provate, non vi credo! Non venite a dirmi che per voi è così, perché se

belle sensazioni e tutti lo vivrebbero. Non staremmo qui a parlarne. Non so voi, ma Io ho bisogno e voglio di apprezzare i veri valori. Voglio gustarmi una cena insieme, con la tv spenta e il giusto cibo sul tavolo, con i piccoli regali fatti con un grande amore, o con l‟abbraccio di chi non ha potuto spendere nulla e che non lo vive come una colpa. Con una vostra lettera, con un vostro ciao. Io credo a Babbo Natale, alla favola intorno al camino, ai giochi in compagni e alle risate che vi nascono, alla messa di mezzanotte, ai canti fuori della porta dei vicini. Sì lo so molti di voi le prenderanno per parole sdolcinate e utopiche, ma se ci accontentassimo di più del poco, se ci rendessimo conto del molto che abbiamo, nonostante le difficoltà, se diventassimo più consapevoli, non avremmo paura di crederci. Ci gusteremo il Natale come fa un bambino al primo biscotto. Per questo Cari Amici vi faccio l‟augurio della semplicità e la spontaneità di questo bambino con il suo dolcetto in mano. Buon Vero Natale da me e sono certa da tutto lo staff del Magazine Volodeisensi. Con affetto la vostra Cristina Rotoloni

lo fosse ci sarebbe una catena in giro di

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filosofi, Gruppo Bergamo 2005.

editoriale

L‟Espresso,

Consideriamo il termine “Monistici”:

Talete e la sua teoria. Spunti riflessivi di Alessandro Bagnato.

Nell‟ultimo numero della “rivista” vi avevamo detto che avremo descritto la “teoria di Talete”. La teoria di Talete Talete il Primo dei Monistici Anche in questo articolo prenderemo spunto da ciò che ci ha lasciato il filosofo Italiano Nicola Abbagnano. Nel precedente articolo, si è spiegato chi è Abbagnano e anche quali sono le fondamenta del suo pensiero filosofico. Daremo uno sguardo retrospettivo al tema preposto anche grazie al testo di: N.Abbagnano, Storia della

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Il termine “Monistici” deriva dalla radice verbale “Monismo” e sta a significare ogni orientamento o corrente che riconduce a un unico elemento. In tal caso, come si è visto nel precedente articolo, si tratta di quell‟elemento che è il “fundum”, ossia, il principio originario di tutto. Con il termine Monistici, si indicano solitamente i filosofi presocratici della scuola ionica come: Talete, Anassimandro e Anassimene. Oltre alla ricerca del fundum gli accomuna anche il periodo, definito dal filosofo N. Abbagnano, cosmologico. Si è visto nel precedente articolo che si tratta di un periodo che comprende le scuole presocratiche ad eccezione dei “sofisti” ed è dominato dal problema di rintracciare l‟unità che garantisce l‟ordine del mondo, ovvero, la possibilità della conoscenza. Infine, il monismo è in filosofia: <<Ogni orientamento o corrente che riconduca a un unico principio, spirituale o materiale, la molteplicità del reale>>. Qualche accenno su Talete da Mileto: Talete (Mileto, 640 a.C./625 a.C. – circa 547 a.C) è considerato il fondatore della scuola ionica oltre a essere menzionato tra i così detti “Setti Savi” dell‟antichità. I “savi” della filosofia sono: Talete, Biante, Pittaco, Solone, Cleubolo, Misone, Chilone. Li unisce la sensazione di trovare l‟onnipresente in qualcosa che va oltre la percezione del semplice visivo o del retorico udito e l‟interrogarsi sul problema


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cosmologico1. Su di lui hanno scritto numerosi autori e pensatori e filosofi, accostandogli un misto tra mito e leggenda. Di lui, si narra secondo lo studioso Abbagnano, che fu addirittura un astronomo e avrebbe predetto l‟eclisse solare avvenuta il 28 maggio del 585 a. C2. Tra questi numerosi studiosi che contribuirono a non dimenticare il pensiero di Talete, ci furono sicuramente Platone e Aristotele. Platone lo descrive come uomo savio che credeva ciecamente nella speculazione, e ci rileva che Talete cadde in un pozzo mentre osservava il cielo. Aristotele, invece, lo descrive come un uomo abile negli affari. Detto questo, andiamo ad analizzare la teoria di Talete che in parte è già stata osservata nel precedente articolo. La teoria di Talete da Mileto: Bisogna considerare, prima di visionare il pensiero di Talete, che di lui abbiamo tracce non per i suoi scritti3, ma per quello che ci hanno lasciato i filosofi successivi a Talete. Come nel caso, appunto, di Platone e Aristotele. Secondo lo studioso N. Abbagnano, la conoscenza della dottrina 1

A. Bagnato, Le finestre dei pensieri, Booksprint Edizioni, Salerno, 2011, p. 45 2

N. Abbagnano, La storia della filosofia, Il pensiero greco e cristiano: dai Presocratici alla scuola di Chartres, Gruppo editoriale l’espresso, Bergamo 2005, p 23 3

N. Abbagnano, La storia della filosofia, Il pensiero greco e cristiano: dai Presocratici alla scuola di Chartres, Gruppo editoriale l’espresso, Bergamo 2005, p. 23

fondamentale di Talete ci è data da Aristotele4. Detto questo, per Talete, il principio era dato dall‟acqua e allo stesso modo riteneva che la terra fosse sopra l‟acqua. Il nutrimento di ogni cosa, era visto da Talete, come se fosse generato dall‟umido e anche il caldo è, secondo le sue convinzioni, generato dall‟umido. Sposò tale congettura e credette anche che: <<i semi di tutte le cose hanno una natura umida5>>. Lo studioso Marcello Zanatta riferisce questa ipotesi di Talete: «l‟elemento umido è nutrimento di tutte le cose, lo stesso caldo deriva dall‟acqua, i semi di tutte le cose hanno natura umida e l‟acqua è il principio naturale dell‟umido6». Tuttavia, le convinzioni di Talete, pare che siano giunte a noi, secondo Aristotele, anche grazie ad Omero che ancor prima di Talete ha desunto che “Oceano e Teti” sono principi della genesi. Per Aristotele, secondo lo studioso Abbagnano, l‟unico elemento che egli accomuna a Talete è quello di aver stabilito che la terra sta sopra l‟acqua e non il suo contrario. L‟acqua, quindi, diviene sostanza impellente e asserisce il suo significato più semplice. Infine, lo studioso Abbagnano ritiene che anche la congettura dell‟umido e della sua “genesi” sia da asserire come probabile creazione di Talete, ma può essere forse considerata, come un sillogismo desunto da Aristotele. 4

Ibidem

5

Cfr. p. 23

6

M. Zanatta, Il profilo Storico della filosofia Antica, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1997, pag.21

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L‟acqua era, quindi, per Talete redatta da una forza attiva, generatrice e trasformatrice. Perciò è probabile che Talete annoverasse l‟idea che <<tutto è pieno di Dio>> e che il magnete è dato da un anima perché quest‟ultimo attira il ferro7. Concludendo, l‟acqua è: «Un composto formato da molecole e da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, fondamentali per molti processi chimici nel mondo vitale umano e minerale».

che faremo valutare da un possibile "comitato filosofico". Gli articoli, proposti in questo sito avranno per molti aspetti quello d'informarti su quelle che crediamo siano le basi del nostro pensiero. Anche con un confronto tra le nostre stesse delucidazioni. In più, ogni settimana ti daremo in regalo un nostro articolo, che potrai scaricarti gratuitamente direttamente dal sito.

Alessandro Bagnato Per questo numero, ci fermiamo qui. Nel prossimo numero approfondiremo la teoria degli altri due Monistici dell‟Antichità. Seguitemi anche sul sito: Ethos – La filosofia a portata di click – Il sito di Alessandro Bagnato e Lorenzo Rizzelli filosofiaclick.blogspot.it Il contenitore nasce per quell'esigenza nutrita, dopo anni di studio, di far conoscere al "mondo" la nostra voce e far capire che noi "ci siamo". Non vogliamo fermaci ai libri scritti sin qui, che ha contribuito alla nostra conoscenza diretta, ma si è desiderosi d'interrogarci su quelle tematiche espresse in quei testi. Faremo tutto questo, grazie agli articoli che inseriremo nel sito e anche in base a quelli 7

N. Abbagnano, La storia della filosofia, Il pensiero greco e cristiano: dai Presocratici alla scuola di Chartres, Gruppo editoriale l’espresso, Bergamo 2005, p. 23

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A cura di Cristina Rotoloni

Ho letto tempo fa il piacevole libro di

Marta Lock dal titolo “Ritrovarsi a Parigi”. Il calore dei personaggi è ancora vivo in me per questo ho scelto di intervistarla sul nostro Magazine. Ciao Marta, il tuo romanzo ha dipinto quasi tutti i personaggi in fuga dai sentimenti e dalle responsabilità. Come nasce la figura della protagonista che fugge dalla propria città e dai propri amori inconcludenti con la speranza di ritrovare se stessa? Lizzy, la protagonista di Ritrovarsi a Parigi, è una donna moderna che si trova divisa tra il desiderio di indipendenza e autonomia, eredità del nonno marinaio che scoprirà nel corso del romanzo assomigliarle più di quanto avrebbe mai

immaginato, e il bisogno di sciogliere quei nodi che fermano, quasi immobilizzandola, la sua esistenza pur non facendolo a livello cosciente. Come succede spesso nella società moderna si prende coscienza di voler fuggire da qualcuno o da qualcosa senza rendersi conto che invece il desiderio di scappare, voltare pagina e ricominciare è l‟espressione di un disagio che si vive dentro di sé e che, lasciate le certezze e le abitudini rassicuranti di ciò che conosciamo alla perfezione, diventa lentamente una scoperta della propria vera essenza. E‟ quando si è da soli nel mondo che si cresce davvero e ci si confronta con la propria parte oscura che affiora portando a riflettere; il percorso durante il quale Lizzy viene aiutata passo dopo passo dal nonno è quello che molti di noi si trovano ad affrontare da soli…è come se il nonno fosse uno specchio nel quale guardarsi con profondità per scoprire cosa c‟è in fondo all‟anima. E guardandosi dentro la protagonista realizza che a un certo punto non sente più necessità né desiderio di fuggire. Nella tua opera tracci una linea sottile che parla di pregiudizio e di razzismo. La stessa protagonista che credeva di esserne immune, ne viene sfiorata. Cosa vuoi comunicare al lettore? Che purtroppo in una società multirazziale come quella dell‟epoca in cui viviamo, incappiamo ancora in blocchi e discriminazioni, più o meno velate, che ci fanno dimenticare come le persone siano persone al di là del luogo di provenienza o del colore della pelle e che il buono e il cattivo esistono ovunque. Come abbiamo fatto a dimenticare quando gli immigrati eravamo noi e quanta fatica hanno dovuto impiegare i nostri nonni a farsi accettare  Pagina 31


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nei luoghi lontani nei quali finivano per trovare una speranza, un futuro migliore? Quella di Bruno, discriminato nel dopoguerra in quanto immigrato italiano in Francia e ostacolato dai genitori di Silvie e da tutte le persone con cui aveva avuto a che fare sentendosi perennemente guardato dall‟alto in basso, è una storia che si ripete con Yannik tanti anni dopo in quanto immigrato da una delle colonie francesi nei caraibi, la Martinica, e per giunta di colore. Lizzy, educata da una madre ex figlia dei fiori, mai avrebbe immaginato di avere dei blocchi a innamorarsi di Yannik, eppure si accorge di non essere immune da quella punta di pregiudizio che però viene fugata anche grazie al nonno, quello specchio della sua stessa anima che le ricorda quanta sofferenza e dolore può causare nell‟interiorità delle persone un atteggiamento discriminatorio. La narrazione presenta dei passaggi temporali che permettono al lettore di inquadrare nell‟insieme la storia di tutti i personaggi. E‟ stata una scelta istintiva o è nata dall‟esigenza del testo? Beh, considerando che io sono una scrittrice assolutamente istintiva non posso che optare per la prima risposta. L‟idea di partenza era quella di un incontro tra il passato del nonno e il presente della nipote, poi tutte le altre storie correlate, dagli anni Sessanta dei genitori hippie all‟infanzia caraibica di Yannik, si sono manifestate nel corso della scrittura. Devo dire che mi sono formata leggendo molto la letteratura statunitense e guardando molti film e telefilm a stelle e strisce che usano spesso questi balzi nel tempo con repentini ritorni al presente, perciò quando

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l‟idea del romanzo era solo un embrione, mi è venuto spontaneo immaginare di ambientarla in epoche diverse per tutta la durata del romanzo, e devo dire che è stata una bellissima sfida perché a un certo punto c‟erano tre storie da portare avanti e da riprendere esattamente nel punto in cui i racconti si e rano interrotti. Quando ho riletto il testo dopo la prima stesura sono stata molto soddisfatta e al tempo stesso sorpresa per essere riuscita a differenziare le atmosfere che si respiravano nelle differenti epoche storiche. Di tutti i personaggi, quello che mi resta più impresso è Bruno. E‟ una figura “calda” e presente nella storia. Diventa una voce guida che aiuta, la protagonista, a scorrere il percorso della propria identità. Erro o c‟è un legame profondo tra te e questo personaggio? Non sbagli affatto: nonno Bruno è davvero mio nonno. Lui è un grande uomo mi ha praticamente cresciuta, si è dedicato a me completamente e io ho voluto fargli questo regalo di eternità raccontando l‟affascinante storia della sua vita. Pensa che tutta la prima parte del suo racconto, quella di quando ancora bambino corre con i fratelli per le calle di Venezia fino al momento in cui incontra Silvie, è tutta reale come anche l‟amore che lo ha legato a mia nonna per tutta la vita. Nonno Bruno ha novantanove anni ed è ancora in


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vita, anche se purtroppo la demenza senile si è portata via la lucidità che lo ha sempre contraddistinto, mente aperta e progressista in ogni fase della sua vita, e la capacità di memorizzare le parole che gli vengono dette…ecco l‟unico mio rammarico è che non può rendersi conto che la sua storia la leggeranno tantissime persone, emozionandosi e commuovendosi. Credo che gli anziani siano il nostro tesoro più grande perché è grazie a loro che siamo arrivati fin qui ed è attraverso la loro saggezza che possiamo apprendere come proseguire il nostro cammino: dovremmo averne più rispetto. Il tuo libro potrebbe diventare un film. Ci parli di questa bella opportunità che sottolinea il valore del tuo romanzo? Ritrovarsi a Parigi ha avuto un notevole interessamento da parte del cinema e questa è una cosa che mi rende molto felice, anche se di questi tempi tutto avviene al rallentatore, perciò preferisco restare sul vago e aspettare le evoluzioni. Credo che parte della motivazione sia dovuta al taglio filmografico che do ai miei romanzi grazie a tanti dialoghi che velocizzano l‟azione, e poi a questo desiderio di portare alla luce il positivo delle emozioni vere e dei sentimenti che nella società odierna troppo spesso dimentichiamo o mettiamo a tacere. Mi piacerebbe conoscere anche la persona Marta Lock. Oltre la scrittrice cosa si cela in te? Marta Lock è una donna molto sfaccettata che ha sofferto, pianto, riso, gioito, vissuto come tantissime altre ma con la grande, enorme curiosità di approfondire per

guardarsi dentro e crescere; una donna che si è messa in discussione una miriade di volte cambiando città, vita e lavoro per ricercare se stessa senza trovarsi mai, non perché il percorso sia stato inutile quanto perché si è resa conto di essere continuamente in evoluzione e di essersi modificata nel corso degli anni. E‟ una donna che non ha paura di scendere in campo e lottare come una tigre per un ideale, per un sogno o per qualcuno in cui crede davvero; una donna che ha sempre preferito guadagnarsi ogni singola briciola ottenuta piuttosto che scendere a facili compromessi che l‟avrebbero fatta arrivare alla meta molto più velocemente, perché è convinta che quando giungerà all‟obiettivo dovrà sentirsi orgogliosa di se stessa e non domandarsi se avrebbe raggiunto lo stesso risultato senza farsi spianare la strada. E‟ un vulcano che travolge tutto ma poi è altrettanto capace di polverizzarsi se la situazione in cui si trova non la fa più stare

bene perché ciò in cui crede fermamente è che il maggior dovere che ha verso se stessa è di essere felice e soprattutto non ha paura di ricominciare daccapo come ha fatto tante volte, come una fenice

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moderna. Una donna che crede nei valori, nel rispetto, nell‟educazione, nell‟equilibrio e nella tranquillità, che non ama lo scontro, non ama alzare la voce e non tollera le ingiustizie, ma che cerca sempre di guardare la realtà da diversi punti di vista perché ha capito che non esistono verità assolute e che le ragioni dell‟altro spesso fanno la differenza su come viene recepito un determinato atteggiamento. E soprattutto una donna che non dimentica mai di sorridere. Cristina Rotoloni

“„Piccole fiabe per grandi sognatori‟ è la somma di sei brevi fiabe, raccolte in un unico, imperdibile, volume. L‟autrice, Emanuela Arlotta, con il suo stile dalla tenera limpidezza è in grado di catturare il cuore di grandi e piccini sin dalla prima pagina. Regala ai suoi lettori più grandi l‟emozione di sentirsi ancora una volta bambini e ai più piccoli, avventure, magia, emozioni, sogni ma, soprattutto, importanti insegnamenti di vita.”

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A cura di Isabella Verduci

non riesco a prender sonno: sono arrivata oggi, ho lasciato la mia Liguria per raggiungere il Piemonte, precisamente Bruino, per me da sempre il NATALE fatto natura...montagne, neve, casette dai mattoncini rossi, villette illuminate...Bruino. Non dormo per l'eccitazione, aspetto questo periodo dell'anno per 11 mesi: rivedo i miei zii e soprattutto i miei amati cugini, siamo tantissimi: i miei nonni hanno avuto 10 figli, ognuno di loro ha almeno un bambino se non due...chi tre e quattro!

Questo articolo non è un intervista, né la cronaca di un evento. Se lo desiderate, soffermatevi a leggere questo scritto magari tra un caffè bevuto in fretta, la corsa spasmodica agli acquisti, l'appuntamento con la parrucchiera, il barbiere, la manicure, il meccanico, il calcetto... Insomma, se avete cinque minuti e non di più ( e chi ne ha di più soprattutto in questo periodo?) sedetevi e dite mentalmente la parola NATALE. Cosa suscita in voi? Oggi l'ho fatto anch'io quando mi sono accorta di non avere ancora preparato il Presepe...troppo presa da mille impegni, troppi pensieri...Certo, c'è chi non è interessato né all'albero , né al presepe: ma per me, anche questo è Natale... L'albero luccica in sala, in quella casa dove ogni Natale trascorro le feste di fine anno. Io dormo nella camera accanto e stanotte

Siamo tutti affiatatissimi, viviamo lontani ma ogni Natale è come se ci fossimo vissuti tutti i giorni. Quante cose da raccontare, quante risate, giochi, pensieri da condividere... La Nonna si è alzata, riconosco il suo passo: ogni sera sento il mormorio delle sue preghiere, qualche frase in dialetto calabrese, i suoi sospiri. Spesso dormo nel letto con lei, mi sveglio per vedere se riposa tranquilla: domani sarà una giornata impegnativa anche per lei, dietro ai fornelli... preparerà insieme a tutte le mie ziette i 'maccaruni' e farà rullare quei lunghi stecchini dove l'impasto si avvolgerà ubbidiente... Ci sarà confusione, ma una confusione allegra: questo è il mio Natale. Saremo tantissimi: tutti attorno ad un tavolo lungo, ci alzeremo tardi da tavola e poi noi cugini giocheremo tutto il giorno, anche a carte come i grandi; ci divertiremo con il 'Sette e mezzo': ho messo da parte un pò di 10, 5 lire...e poi 'litigheremo' a Risiko, ecco, lì non vinco mai, mio fratello è  Pagina 35


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un fenomeno...

giorni.

A Capodanno organizzeremo uno spettacolo per zii e nonna: indovinate a chi toccherà scrivere il testo della recita?

La sveglia della Nonna non mi fa dormire, ma mi piace tanto, ha la gallina che muove il capo ad ogni secondo che passa. Mi piacerebbe averne una così.

A Natale , a mezzanotte, usciremo all'aperto ed io come sempre alzerò il viso al cielo e mi farò bagnare la pelle dalla neve...perché qui nevica sempre, la vigilia. Ed è pure il compleanno di mio padre. Poi ci saranno i fuochi d'artificio, si ballerà la 'tarantella', Zio Angelo sparerà un botto ,la risata di Zia Tita riempirà l'aria di allegria, mentre Zio Consolato suonerà la fisarmonica. Zio Ottavio e Zia Maria non si perderanno un ballo, Zio Piero si siederà al tavolo pronto a sfidare i suoi cognati a scopone, mia mamma sarà felicissima, lei, figlia unica, adottata da questa grande, affettuosa famiglia. La pipa di zio Anello 'sbufferà' mentre Zio Fortunato intratterrà tutti con le sue battute; guarderò Zio Francesco ed in lui vedrò il Nonno che purtroppo ho vissuto troppo poco e come vorrei che fosse qui, con noi. Con sua moglie che prepara già il pranzo per l'indomani con Zia Sina, l'unica femmina di dieci figli e mia madrina e le nuore, mentre Zio Tranquillo è circondato dai suoi quattro bambini e Zio Giustino, l'ultimo dei fratelli di mio padre, racconterà che è appena tornato da una sciata sulle montagne vicine... E mio padre, appunto? E' l'unico a vivere lontano, ma ogni volta mi stupisco di come sia accolto, sembra che si vedano tutti i  Pagina 36

Mi alzo e vado in cucina, come è grande, adoro questa casa: il baule scuro, gli specchi in camera, le fotografie di figli, nipoti e le innumerevoli bomboniere; il servizio da caffè dorato, lo scialle nero della Nonna sul divano; i quadri , i ritratti di due fanciulle , una bionda ed una mora : mi sono sempre chiesta chi fossero...e poi ovunque centrini, coperte ricamate, tutto ciò che di bello possano fare le mani di questa grande mamma... Mi sveglio. Non vedo l'albero di Natale perché la camera non è vicina alla sala. Sento un passo conosciuto: mio figlio si è alzato, non riesce a dormire; sarà il ticchettio della sveglia...la gallina becchetta da ore...ci sediamo sulle scale ed osserviamo l'albero acceso: Emanuele sa tutto dei miei splendidi Natali. E sono contenta che anche mia Nonna glieli abbia raccontati, perché l'ha conosciuta prima che lei andasse in Cielo a festeggiare con Nonno Lorenzo, Zio Tranquillo e Zia Tita. Ed il Natale da qualche anno, pochi in verità , perché la Nonna ha sfiorato i 100 anni, non è più lo stesso. Noi siamo qui, in Liguria, per lavoro non andiamo a Bruino e comunque ognuno lo vive con la propria famiglia ormai allargata...siamo tanti, numerosi pronipoti, vero Nonna?


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E' normale, è la vita. Forse ci siamo adagiati. Tuttavia, ogni vigilia io esco sul terrazzo, chiudo gli occhi ed aspetto la neve. Anche se il cielo e' quasi sempre bianco, sì, ma di stelle. Saluto tutti e rientro...perché sento la suoneria del cellulare che mi avvisa ripetutamente che ci sono tanti messaggi...sì, sono i miei cugini. Perché siamo distanti, ma legati da quel cielo, dall'affetto. Un legame che neanche il lavoro, gli impegni possono slegare. La mattina di Natale chiamerò tutti i miei zii, tutti. E dirò loro di portare i miei auguri alla Nonna. Ecco, vi ho raccontato il mio Natale. Una storia per me bellissima, vera. Una favola che ricordo ogni anno ad Emanuele affinché non cresca con l'idea che Natale sia soltanto ricevere regali o farli. E' condivisione di sguardi, di affetti, di 'io ci sarò sempre anche se non siamo vicini'; è donarsi, è scambiarsi un conforto, una parola. E' tramandare l'idea di amore e di unione che ci hanno lasciato i nostri cari.

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La Nonna non sa che ho comprato quella sveglia dalla gallina fastidiosa...ma invece dei campanelli della slitta di Babbo Natale, io amo di più il becchettare di quella simpatica chioccia che mi fa tornare bambina...a Bruino. Nella mia amata Bruino. Buon Natale a tutti!

Isabella Verduci  Pagina 37


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A cura di Mariagrazia Talarico

Mi mi può ispirare una immagine, una nuvola il volto di un bambino triste, una situazione articolare ma non mi sono mai lasciata influenzare da uno scrittore. Ogni cosa scritta da me nasce dal cuore ... É solo mia! 3) Dove scrivi solitamente? Hai un luogo preferito? In cui senti che le idee fluiscono più facilmente, in cui la tua... La concentrazione migliora, dando spazio alla fantasia? Scrivo dove mi capita anche mentre guido, se mi viene una idea, dei versi, mi fermo e scrivo. La penna ed un foglio di carta sono sempre con me, comunque è la notte quando c'è silenzio che prendono voce le mie poesie, riesco a scriverne diverse: fantasie, sogno, realtà, oppure qualcosa che mi colpisce come le storie di vita belle ma anche brutte.

1) Quando e in che modo è nata la tua passione per la scrittura? Scrivo dall'età di 15 anni, ho iniziato con i miei pensieri, poi piccoli svolgimenti. A scuola durante lo svolgimento di un tema, ne facevo poesia, ad esempio in un tema ho scritto: domani, il giorno più bello, ho scritto una poesia parlando di quando mi sarei sposata. Da allora il professore mi ha chiamata "novia ". A quel tema ne sono seguite altre poesie, ormai sapevo che il mio professore avrebbe letto una mia poesia e non aspettava altro. 2)Ci sono degli autori che ti ispirano o ti hanno ispirata e che hanno in qualche modo influenzato il tuo modo di scrittura?

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4) Adotti dei rituali particolari prima di iniziare a scrivere?


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Non riesco a scrivere se sono disturbata, nessun rituale, solo la tranquillità esterna perché se il mio animo non è tranquillo io scrivo descrivendo anche la mia rabbia.

Moderno. Si uno stile particolare spesso discorsivo, molto prosaico, non mi piacciono le rime mai scritto in rime. 8) Vorresti che la scrittura diventasse il tuo unico mestiere (se non lo è già) Si, mi piacerebbe, ma forse ho ripreso a scrivere troppo tardi, però non è mai troppo tardi! Alda Merini era già abbastanza grande ed è diventata famosa dopo che è morta? Ecco magari dopo la mia morte diventerò un'altra Merini: dicono che il mio modo di scrivere è come il suo. 9) Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nell'intraprendere questo mestiere (se non lo è già)

5) Sei perfezionista, leggi e correggi i tuoi scritti mille volte prima di esserne pienamente soddisfatta? Scrivo di getto, non correggo mai quel che scrivo ... Se alla fine c'è qualcosa che non mi convince strappo tutto, non riesco a correggere. Non mi chiedo mai se la poesia può piacere ad altri, se piace a me deve restare in quel modo , ma di solito piace anche ai miei lettori. 6) Che genere di libri scrivi? Poesie, ma anche qualche racconto, qualche favola, qualche favola scritta in poesia. 7) Come definiresti il tuo stile di scrittura: moderna, classica, hai uno stile personale?

La mia difficoltà è l'ostacolo familiare perché non posso muovermi come vorrei in ogni cosa che vorrei fare sono ostacolata, ma io non mi arrendo... 10) Hai mai partecipato a dei corsi di scrittura creativa ? Ti piacerebbe farlo? No, non ho mai partecipato, ma non sono interessata, io scrivo con il cuore non come si deve scrivere. 11) Ti è mai capitato di avere il classico momento in cui non riuscivi a riempire il foglio bianco? Se devo scrivere una poesia a tema e il tema non mi ispira io non riesco a buttar giù niente. 12) Hai mai partecipato a concorsi letterari?pensi che possano essere utili per farti conoscere?

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Sicuramente se il concorso è serio e ne ho fatti diversi, ho ricevuto premi, attestati e diplomi 13) Cosa pensi dell'editoria italiana? Vorrei poter non rispondere... Se ci fosse un editore non a pagamento, l'editoria potrebbe anche salvarsi. Trovare un editore che non cerchi soldi è come cercare un ago nel pagliaio!

sentimenti, delusione, rabbia, le mie le mie lacrime. 18) Cosa utilizzi per scrivere libri? La tastiera del computer,la penna, la macchina da scrivere? La tastiera del computer, la macchina da scrivere non ce l'ho, con la penna ''mi secco'' poi a trascrivere per salvare il tutto.

14)Cosa pensi dell'autopubblicazione? Con il primo libro sono andata in una copisteria ho portato una chiavetta ed in pochi giorni l'ho avuto. Ho solo dovuto spedire a chi me lo aveva ordinato , perché prima di averlo in mano avevo fatto una prevendita. Certo il libro non aveva un codice isbn, non potevo portarlo in libreria, anche se mi conoscevano 15) Qual è l'ultimo libro che hai scritto e di cosa parla? ''Fino all'ultimo respiro'' si intitola è una raccolta di 100 poesie ed alcuni racconti. I racconti sono vari: una favola, delle storie d'amore, la storia di una ragazza drogata, un racconto di genere fantasy. 16)Leggi molto? Anche libri di autori emergenti? Non leggo molto, anche perché non ho molto tempo, se un libro mi piace ci impiego diversi mesi. Ne ho letto anche di autori emergenti. 17) Per te scrivere è un'esigenza,uno sfogo o una passione? Una passione, ma anche uno sfogo perché nei miei scritti sfogo quel che sento, i miei

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19) Come ti definiresti? Una persona solare... Ma un po' timida e un po' introversa. 20) Quale consiglio ti senti di dare ai tuoi colleghi scrittori? Non siate invadenti per farvi leggere per forza... Se qualcuno vuole leggervi vi cerca su internet basta digitare un nome, oppure un verso... Essere se stessi e scrivere come


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si sa scrivere senza copiare, prendere spunti da altri scrittori.

La prima poesia di ALL'ULTIMO RESPIRO'' Auguri ancora per un altro anno che vola via un volo nel mio cuore di eterna fanciulla innamorata di te finché avrà vita Ne passeranno anni, ne passeranno venti sul mio cammino. Io sarò sfiorita senza più petali rossi tu sarai sempre la stella che brillerà eterna nel cielo. Io con il cuore in tempesta, senza più alcun forza griderò il tuo nome e ti bacerò sfiorandoti le labbra. auguri non ti scordar di me Io t'amerò fino all'ultimo respiro.

senza

''FINO

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umane Alto Atesine, è un ulteriore chiarimento storico, socio-politico, ma a mio parere, soprattutto letterario, su ciò che accadde in Alto Adige tra la prima, la seconda guerra mondiale e ciò che ne divenne negli anni a venire, oserei affermare, sino ai nostri giorni.

A cura di Rosanna Lanzillotti

“La scuola delle catacombe”: “un titolo che senza dubbio narra la storia degli antichi cristiani, costretti ad incontrarsi nelle famose catacombe romane per vivere il loro credo. Pronti a non perdersi nel buio dell´oscurità di una storia che molti conoscono e pochi fanno finta di ignorare” ho pensato. Mi sbagliavo. Il romanzo di Ada Zapperi Zucker, costituito da otto avvolgenti ed inusuali racconti di uomini e donne, il cui eco vocale e letterario si esprime attraverso le meraviglie naturali e  Pagina 42

Il paesaggio montano, descritto in queste pagine come uno scrigno da esplorare con discrezione, apre le sue forti braccia ed il suo possente, ma, al tempo stesso, tenero cuore, ad una storia italiana e tedesca che molti ancora non conoscono o ignorano intenzionalmente: il divieto per le popolazioni alto atesini di parlare la loro lingua madre - il tedesco in terra d`Italia. Vi era però un´opzione: restare in Italia e dimenticare la lingua con la quale queste popolazioni erano cresciute, la lingua tedesca, oppure trasferirsi in Germania e dimenticare la terra e le montagne ove erano vissuti sino a quel momento. Queste otto storie enunciate con uno stile letterario attentamente ricercato e adatto al carattere di ogni protagonista narrato, oltre che rivolte ad ogni genere di lettore, fanno sì che questo pezzo di storia sia reso noto proprio ora, in un periodo storico in cui molti popoli, pensiamo ad esempio ai popoli del nord Africa, sono alla ricerca disperata di una nuova casa ove emergere a nuova rinascita. Forse mai come in questo periodo di cambiamenti e di rivoluzioni, questo romanzo è il prodotto letterario più attuale e inaspettato.


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Ci sono infatti scelte nella vita che possono essere decisive per l´evolversi del nostro futuro, come accade per Tresl, Teresa Pichler in italiano, che con profondo coraggio tipicamente femminile, abbandona le sue montagne tirolesi per affrontare il misterioso e caldo vivere di un`isola sino ad ora a lei sconosciuta: la Sicilia. Oppure per la giovane e bella sposa protagonista del racconto “La visita al padre”. Uomini e donne pronti a perdere anche il loro corpo e la loro anima pur di non rimanere in un ignoto ed aspro anonimato e ingiusta povertà. E´ poi questo unire e separare terre e identità apparentemente distanti, il mistificare lingue e tradizioni, personaggi ed interpreti di un capitolo storico a molti oscuro, che rendono questo romanzo, più che una notevole opera letteraria, un grido che incita ad una rivoluzione pacifica: far sì che il negativo della storia non si ripeta poiché, nei fatti, sta a noi modificare gli eventi, rendendo il nostro oggi migliore di ieri. Rosanna Lanzillotti

All‟interno del libro „La Sfera‟ si susseguono una serie di racconti che affrontano diverse problematiche serie tra cui la pedofilia, l‟alcolismo, la solitudine, ma anche temi quali l‟amore, la maturità, la maternità, l‟esoterismo. Il tutto con la delicatezza d‟animo con cui l‟Autrice descrive le diverse situazioni. In tutti i racconti c‟è una matrice comune che è quella di permettere ai personaggi di sperimentare la „risalita‟, anche dalla sofferenza più profonda, e di fargli ottenere, in alcuni casi, „un riscatto ‟ nei confronti della vita. Le pagine si susseguono lievi e scorrevoli in un intreccio in cui diventa quasi impossibile distinguere la realtà dalla fantasia, fino a lasciare una sensazione di quiete una volta conclusa la lettura. L‟emozione è la colonna portante di questo libro, l‟ingrediente fondamentale ed essenziale con il quale l‟Autrice ci accompagna attraverso la sua visione interiore.

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A cura di Irene Teyxeira

"Il sogno dei sogni", libro dal titolo evocativo, intenso, e dai contenuti ricchi di spunti di riflessione, è frutto della fantasia e sensibilità di Raffaella Brignetti, autrice romana raffinata, profonda, laureata in filosofia e in lettere, dallo stile ricco di metafore, etereo e sognante. Un'opera, per lettori dotati di una sensibilità speciale e che ha come sfondo il  Pagina 44

mare, contemplato da una bambina, Benedetta, custode dei sogni degli adulti protagonisti. Benedetta incarna la speranza in un mondo migliore, animato dal rispetto nei confronti della natura, che gli esseri umani sembrano avere completamente smarrito. Questo libro, provvisto di un incipit e di un epilogo identici fra di loro, estremamente originale, fuori dagli schemi, racconta non di una storia ma di un sogno, presentando più di una particolarità: è interamente ambientato in un'isola impervia e sconosciuta, in una dimensione atemporale, priva di dialoghi, essendo la comunicazione fra i suoi personaggi, atipici e senza nome, essenzialmente intellettuale e spirituale. Fra questi spiccano, per spessore, la Lepre di Mare che illumina i lati ombra degli umani (credono di essere soli e per questo lo sono; pretendono di essere padroni dell'universo e per questo non vivono in armonia) e il vecchio, che si trova in un'età nella quale si avverte compassione per tutte le cose. Quest'ultimo è un anziano marinaio che soffre dell'essere obbligato a trattare con i villeggianti dell'isola, volgari e disattenti nei confronti delle bellezze naturali. L'autrice, tramite il suo personaggio, coglie l'occasione per riproporre il contrasto fra rispetto per la natura e bieco consumismo, fra spiritualità e materialismo. Un ruolo di tutto rispetto in questa sua opera, Raffaella Brignetti lo assegna al mare, tanto amato anche da suo zio, Raffaello Brignetti, vincitore di un Premio Viareggio (1967) e di uno Strega (1971). Mare in cui si specchia la vita dell'universo intero e sul quale volteggia l'ombra dell'uccello acquatico Tuffolo Bianco, maestro del sogno, nella sua accezione di "visione", tanto cara


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agli Indigeni del Nord America. Sarà proprio attingendo a questa visione che l'uomo, abbandonata la dimensione limitata del quotidiano, potrà finalmente scoprire la reale natura della sua essenza e del suo ruolo nel complesso quadro del mondo. "Dormivo: Perché è nel sogno che si vedono le cose. E' dal sogno che saprai cosa sarà di te. Se si viaggia o si sta fermi, non c'è una vera differenza. Perciò vi dico, ho sognato Tuffolo Bianco, quindi io sono Tuffolo Bianco". (Incipit e epilogo de "Il sogno dei sogni" di Raffaella Brignetti).

“„Piccole fiabe per grandi sognatori‟ è la somma di sei brevi fiabe, raccolte in un unico, imperdibile, volume. L‟autrice, Emanuela Arlotta, con il suo stile dalla tenera limpidezza è in grado di catturare il cuore di grandi e piccini sin dalla prima pagina. Regala ai suoi lettori più grandi l‟emozione di sentirsi ancora una volta bambini e ai più piccoli, avventure, magia, emozioni, sogni ma, soprattutto, importanti insegnamenti di vita.”

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A cura di Mariagrazia Talarico. Questo mese parliamo di Rita Ruccione

Cinque anni da quel luglio 2005 che mi portò a separarmi dal mio Alex, che ormai era diventato la mia vita, la mia esistenza, la mia realtà e il mio sogno, il mio miraggio e la mia oasi. È come togliere l‟ossigeno a un asmatico, un‟insulina a un diabetico, un cuore a un corpo vivo." Per acquistare il libro in versione e-book, è possibile collegarsi ai seguenti siti: http://www.ebookizzati.it/ebook-il-cielo-puattendere-rita-ruccione-digital-bookidprd514678.html#PrdAnc http://www.ebook.it/S/Digital_Book/Rita_R uccione/Arte/PDF/Il_cielo_puo_attendere. html http://www.omniabuk.com/schedaebook/rita-ruccione/il-cielo-puo-attendere9788814270505-147676.html http://www.bookrepublic.it/book/97888142 70505-il-cielo-puo-attendere/

"Sono passati cinque anni dall‟ incidente. Ancora oggi, ogni mattina, sento la ferita che ho nel petto pulsare come se fosse ancora viva. Il tempo ha soffiato sulla carne cicatrizzandola, lasciando però spossato tutto quello che vi era all‟ interno. Dove le lingue del tempo avevano lavato il veleno, le ferite si erano chiuse, trattenendo il sangue e il dolore all‟ interno.

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http://www.amazon.it/cielo-pu%C3%B2attendere-Rita-Ruccioneebook/dp/B00GM00TM6/ref=sr_1_3?ie=U TF8&amp;qid=1384240218&amp;sr=83&amp;keywords=il+cielo+pu%C3%B2+att endere in versione cartacea momentaneamente è acquistabile solo sul sito della casa editrice: http://www.edizionirei.com/products/ilcielo-pu%C3%B2-attendere1/ nei prossimi giorni sarà anche su Hioepli, LaFeltrinelli e sui principali siti di lettura in Italia.


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NELLE MIGLIORI LIBRERIE OPPURE ORDINABILE TRAMITE CANALI WEB

Comunicato Stampa

DolceMente al Soffio di De André di Gioia Lomasti edizioni Photocity.it, in uscita il 14 novembre 2013, un must per gli amanti del Cantautorpoeta e per la lettura della poesia di valore. http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioO pera.aspx?versione=20960 FORMATO LIBRO Formato 21 x 29,7 (A4) PREZZO 18,00 EDIZIONI PHOTOCITY.IT

Questo omaggio a Fabrizio De André, vede l`autrice Gioia Lomasti nuovamente accompagnata dalla prestigiosa arte di Stephen Alcorn (The Alcorn Studio & Gallery), quale gentile concessione delle molteplici linoleografie a sua cura. L‟opera evince preziosi scritti a firma di Mariano Brustio, memoria storica del Faber, Norman Zoia, artista & parolista/paroliere, Alessandro Spadoni giornalista e critico letterario; inoltre a dedica dell‟opera si possono carpire rilevati contributi degli scrittori Alessandro D`Angelo, Marco Nuzzo e Fabio Amato. Francesco Arena ne ha curato l`aspetto grafico di copertina, associandovi elementi figurativi all‟incantevole arte linoleografica di Stephen Alcorn. Marcello Lombardo coordina la direzione d‟opera e compone la bibliografia artistica dell‟autrice tratteggiandone gli innumerevoli progetti e riconoscimenti ricevuti.

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INFO ORDINI http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioO pera.aspx?versione=20960

Gioia Lomasti nasce nel Luglio 1973 a Ravenna, lavora come impiegata in ambito culturale. Sin da bambina riversa nella scrittura la sua più grande passione, attraverso la composizione di opere in poesia-prosa riscuotendone numerosi riconoscimenti da parte della critica grazie alla sua partecipazione a concorsi di poesia ed eventi culturali. Autrice di molte pubblicazioni che spaziano dalla poesia alla narrativa, promotrice di scrittura – direzione di antologie AA.VV. e singoli autori. Cura rassegne e promozioni dedite all‟arte e alla musica sui suoi portali web quali http://www.vetrinadelleemozioni.com/ ,blog e magazine, dirige le puntate in Vetrina delle Emozioni che prendono nome dal suo sito, realizzando un laboratorio creativo ad oggi di oltre mille voci per radio Sonora – radio web della bassa Romagna, nelle quali promuove libri e musica. L‟autrice opera nel sociale. Fan Page https://www.facebook.com/pages/GIOIALOMASTI/173531265164?fref=ts

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Web Site : http://gioialomasti.eu/

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Cristina Rotoloni Cristina Rotoloni è nata a Roma il 20 luglio 1977, ma è cresciuta in provincia di L‟Aquila. In questa città ha frequentato x\l‟Istituto d‟Arte e l‟Accademia di Belle Arti dove ha conseguito il diploma di Laura in Scenografia con il massimo dei voti. Ha collaborato con l‟Istituto Gramma nella realizzazione degli spettacoli teatrali: “Metamorfosi dei Corpi” e “Matilde principessa dispettosa”. Ha collaborato con l‟associazione Il Camaleonte con corsi d‟Arte e Immagine per i ragazzi dai 4 ai 16 anni. Si è sempre occupata con passione dei bambini per i quali ha scritto e illustrato favole come “Stellino”, “Tom” e “Lìlì”. Ha pubblicato sul sito “ilmiolibro.it” la sua raccolta di racconti intitolata “Frammenti di Vita”, dove oltre al terremoto parla d‟esperienze forti che toccano l‟esistenza umana. Al momento sta lavorando al suo romanzo in prossima uscita dal titolato “Il Tatuaggio”. Isabella Verduci Isabella Verduci è nata a Chiavari (Ge) il 18 febbraio 1970. Diploma di insegnante elementare, ha sempre amato scrivere e 'fotografare' la vita con una penna o l'obiettivo. Ha

pubblicato una silloge poetica, 'Petali di parole' edita da Laura Capone Editore dedicata al figlio Emanuele. E' un libro accessibile a tutti,anche ai bambini perchè contiene pensieri semplici, ninne nanne; parla delle varie facce dell'amore, della natura, di mare e paesaggi, di dettagli, di passione... Dopo trent'anni di scritti, da qualche tempo si sta dedicando alla stesura di un racconto ironico semi autobiografico e tutti coloro che la conoscono e spronano sperano che questo veda la luce prima di tre decenni! Laura Capone Editore (LCE) La Laura Capone Editore è una casa editrice che opera online, produce, distribuisce e promuove libri nei vari formati (cartaceo, e-book, audiolibro, ecc.). Nasce nel novembre 2010 e si afferma velocemente per la correttezza e la trasparenza operativa. La LCE si pregia di avere in redazione professionisti di settore per ogni competenza che, in una stretta rete di collaborazioni online, si prefiggono la rivalutazione del talento letterario ed artistico italiano contemporaneo, anche attraverso la promozione e distribuzione elettronica delle nostre opere tradotte. Per citare solo alcuni collaboratori: la dott.ssa Luigia Torrusio appassionata di lettere antiche, traduttrici quali Chiara Rolandelli e Alessandra Baroni, artisti quali Lisa Fusco, Moreno Chiacchiera (attualmente l‟illustratore più quotato sia in Italia che all‟estero), il Maestro Marco Serpe, il Regista Sebastiano Giuffrida, in un crescendo di professionisti più o meno noti

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che partecipano con grande competenza, professionalità e soprattutto passione.

Emanuela Volodeisensi

Alessandro Bagnato

Nata a Roma il 20 Settembre 1975. Ho sempre avuto una forte propensione all‟introspezione e alla conseguente scrittura di poesie e racconti che indagano in maniera approfondita l‟animo umano, quello legato all‟Io più profondo. Questa mia voglia di comunicare ha superato i limiti della carta e della distanza con la creazione di questa community letteraria (Volodeisensi.it) che gestisco con passione e amore tutti i giorni e di cui sono felice facciano parte tante persone che credono ancora nei sogni. Anche il Magazine online è una mia idea, realizzata grazie al supporto informatico di alto livello di mio marito Leonzio Nocente, il quale è anche il creatore materiale di Volodeisensi.it e di altri siti molto conosciuti. Lavoro nell‟informatica da anni e scrivo da quando sono nata. Ho autopubblicato due libri nella collana „ilmiolibro‟, uno di poesie „Volodeisensi‟ e uno di racconti „La Sfera‟, che stanno riscuotendo molto successo e che presto saranno disponibili anche in formato ebook nello store Apple. Ho pubblicato la silloge poetica „Dalla parte dell‟Anima‟ edita da Galassia Arte Editore.

Nasce a Milano nel 1984, anche se ora è residente in un piccolo ma incantevole paesino in provincia di Vibo Valentia, vale a dire, San Costantino di Briatico, a soli dieci minuti dalla più conosciuta Tropea. Sin da subito in lui si manifesta la passione per la scrittura e per la filosofia e già da piccolo a ben nove anni pensò di scrivere il suo primo eBook che doveva avere il titolo di “La povertà e la felicità della vita”. Si è laureato in Filosofia e Scienze Umane all‟Università degli studi della Calabria, e continua a lavorare ai suoi progetti futuri di scrittura. Lavora e studia per scrivere un nuovo eBook che sarà denominato “Ethos”. Sogna di essere conosciuto un giorno come uno dei più importanti filosofi contemporanei, e intanto collabora con riviste culturali e associazioni filosofiche e cura un blog personale, donando il suo sapere al servizio degli altri e sperando che questo sia un utile strumento per la comprensione e il miglioramento di ognuno. Nel frattempo continua a fare ciò che ama di più: studiare i comportamenti dell‟uomo tramite la percezione filosofica. Spera un giorno di realizzare il sogno di scrivere l‟eBook che pensò quando aveva nove anni.

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Arlotta

Direttrice


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Leonzio Nocente Autore e Referente Tecnico Volodeisensi Nato a Francavilla Fontana il 23 Maggio 1979, Architetto informatico che lavora da 14 anni nel settore IT. Le sue conoscenze vanno dallo sviluppo di portali alle applicazioni in tutti i campi compreso quello mobile. Nella sua carriera ha partecipato alla nascita di grandi portali Nazionali del settore comunicativo e collaborato con grandi multinazionali Italiane e Americane. “Questa mia opera epica che ha visto ben due anni di progettazione e sviluppo è stata la mia più grande soddisfazione, realizzare il sogno sempre vivo di una bambina, mia moglie Emanuela. Volodeisensi.it non è una semplice community ma un vero e proprio portale Letterario dove i sogni diventano realtà. Sono solo l’autore materiale, un penna su un foglio vuoto che viene guidato dalle emozioni di mia moglie che ogni giorno dà la possibilità a tanta gente di esprimersi e soprattutto di essere ascoltata. Con tanta commozione dedico questo nostro lavoro ai nostri figli e a tutta la gente che crede e crederà in Volodeisensi.it”

Eleonora Siniscalchi Rosanna Lanzillotti Agnese Monaco Mariagrazia TalaricoSeguici anche su

All‟interno del libro „La Sfera‟ si susseguono una serie di racconti che affrontano diverse problematiche serie tra cui la pedofilia, l‟alcolismo, la solitudine, ma anche temi quali l‟amore, la maturità, la maternità, l‟esoterismo. Il tutto con la delicatezza d‟animo con cui l‟Autrice descrive le diverse situazioni. In tutti i racconti c‟è una matrice comune che è quella di permettere ai personaggi di sperimentare la „risalita‟, anche dalla sofferenza più profonda, e di fargli ottenere, in alcuni casi, „un riscatto ‟ nei confronti della vita. Le pagine si susseguono lievi e scorrevoli in un intreccio in cui diventa quasi impossibile distinguere la realtà dalla fantasia, fino a lasciare una sensazione di quiete una volta conclusa la lettura. L‟emozione è la colonna portante di questo libro, l‟ingrediente fondamentale ed essenziale con il quale l‟Autrice ci accompagna attraverso la sua visione interiore.

Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

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Volodeisensi Magazine Volume 23