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contemporaneo è proprio nella fretta di voler far rientrare qualcosa all’interno di uno schema che non può esistere, perché siamo tanti, diversi l’uno dall’altro, come tante sono le realtà relative con cui ognuno di noi ha a che fare. Perciò ho intitolato la rubrica L’Attimo Fuggente, perché desideravo diventasse un modo per cogliere quell’attimo fuggente emotivo che spesso perdiamo dentro la realtà contingente, dentro la foga del dover fare tante cose, accumulare tanti beni, dimenticando di guardare noi stessi e gli altri come persone che non possono rispondere all’equazione ‘tanto costi = tanto vali’… per l’essere umano tutto cambia, tutto è più morbido, sfumato, a volte doloroso e fuori controllo ma comunque più intenso. L’idea di farne un libro, un percorso di crescita emotiva come amo chiamarlo io, è venuta a Leonardo Lovari titolare di Harmakis Edizioni, casa editrice che pubblica saggistica: lui già leggeva i miei articoli su Linkedin e mi ha commissionato appunto una raccolta da trasformare in un prodotto editoriale che potesse essere utile a tutte le persone che hanno bisogno di guardarsi dentro e ritrovare la forza interiore perduta dopo le cadute, che pensano che non sia possibile ricominciare e che il futuro sia cupo. Il mio punto di vista è positivo, sorridente, sono ottimista fino al midollo, e viene da un percorso che io per prima ho compiuto nel corso della mia vita, ecco perché sono convinta che analizzando i perché si può trovare la strada verso una maggiore consapevolezza e serenità. Seguendo la lettura delle pagine del tuo saggio voglio chiederti: quanto il passato influisce sul nostro presente? Il passato è fondamentale, è ciò che siamo oggi, senza il nostro passato non saremmo le persone che siamo, ecco perché credo sia necessario voler bene

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a ciò che ci è successo, anche le situazioni meno felici, più dolorose, ci hanno lasciato un insegnamento a cui attingere per andare avanti più forti e sicuri di noi, non fosse altro che per la forza che abbiamo scoperto di avere nel superarle. Non serve rinnegare il nostro passato o avere il rimpianto di non aver agito diversamente, se abbiamo fatto o detto qualcosa in quel momento lo volevamo dunque lo abbiamo scelto e se l’esperienza non è stata quella che credevamo o non ha portato il risultato che speravamo, probabilmente è perché in quel momento dovevamo inciampare, cadere, forse perché dietro un altro angolo voltato grazie a quell’intoppo, a quella deviazione, si nasconde quella che poi si rivelerà la cosa migliore per noi. Quindi non si può vivere nel passato ma neanche dimenticarlo o detestarlo bensì considerarlo semplicemente come parte integrante del nostro percorso, della nostra crescita, della nostra maturazione come individui. Estrapolando qualche riga dal tuo libro, qual è il consiglio più spassionato che ti senti di dare ai tuoi lettori? Di credere sempre che qualcosa di bello succederà, anche nei momenti più bui, di non fermarsi in terra dopo essere caduti pensando a cosa si sarebbe potuto fare per evitarlo ma rialzarsi, scrollarsi di dosso la polvere e ricominciare a sorridere, grati per aver avuto la forza di rimettersi in piedi e di proseguire il cammino. Di non vedere l’altro, quello che ci ha feriti, come un cattivo carnefice e noi le sue vittime, probabilmente i suoi comportamenti avevano delle motivazioni che prescindevano da noi e comunque, se la situazione si è chiusa, è stato perché i percorsi non erano allineati e probabilmente non era con quella persona con cui dovevamo continuare a camminare. Più avanti ne incontreremo un’altra che ci renderà molto più felici. Di

credere in se stessi perché è solo dentro di sé che si troverà la forza, la fiducia e l’amore necessari per amare ed essere amati non perché se ne ha bisogno bensì perché lo si sceglie. Le ultime pubblicazioni si sono distanziate dai romanzi, hai cambiato genere o intendi portare avanti diversi tipi di scrittura? Porterò avanti entrambi i filoni, i romanzi sono il mio primo amore, mi diverte dar vita a personaggi, tessere trame e intrecciare le loro vite, e amo raccontare di paesi lontani, mi piace far ridere i miei lettori, farli arrabbiare per le vicende in cui i protagonisti si trovano, farli commuovere con le loro tempeste interiori, e farli appassionare alle loro sorti. Ho già due romanzi inediti fermi nel cassetto e pronti per essere pubblicati: Dimenticando Santorini e Gente di Rio. Ma adoro anche toccare le corde profonde dell’animo umano, interrogarmi e far interrogare chi mi legge per raggiungere profondità interiori che hanno dimenticato di avere o che da soli non riuscirebbero a riportare alla luce, mi piace aiutare gli altri a sentirsi meglio, a trovare un faro nella vita di cui hanno bisogno ma a cui spesso rinunciano o non sono capaci di chiedere, mi affascina il fatto di farlo senza dare risposte, perché nessuno può avere tutte le risposte o quelle che vanno bene per tutti perché non ne esistono di tali, bensì attraverso domande che scavano fin dentro l’anima permettere agli altri di trovare le proprie, quelle che derivano dal loro carattere, dal loro vissuto, dalle loro esperienze, e il riscontro che ho e continuo ad avere grazie a questo percorso, i ringraziamenti quotidiani dei miei lettori, sono una continua fonte di gioia e di grande soddisfazione per riuscire a dare una luce, un’ottica più positiva, più emotiva al loro quotidiano.

Volodeisensi Magazine Vol.44  

- Intervista al Dott. Riccardo Piroli e alla Dott.ssa Giulia Colonna a cura di Patrizia Palese - Intervista a Erica Mou a cura di Filippo Sp...

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