Page 1

45 e ro Num II no V - An 012 io 2 bra Feb

SERIE A: M.ROMA A D D I O C O P PA

GIULIA TOTI: SERIE B: L A SFIDA DI ARMETI E M O LT O A LT R O ANCORA ...

VI SPIEGO IL SITTING VOLLEY


Gennaio-Febbraio 2012

SOM M A R IO

2

Mensile free-press Registrazione Tribunale Editore Marco Benedetti 339/8627110 info@sportfriends.it Direttore Responsabile Valeria Benedetti Vicedirettore Walter Astori Hanno collaborato Mario Casella Alberto Incerti Raffaella Mazzei Angelo Mozzetta Maria Chiara Raimondi Giulia Sampognaro Michela Sciscione Livia Zanichelli

Impaginazione Walter Astori

8 6 In primo piano 6

Serie A1 maschile M.Roma, addio Coppa

8

Arbitri

14

Stefano Cesare professore

10

Serie B2 maschile La nuova sfida di Angelo Armeti

12

Serie B2 maschile De Sisto, da Latina a Genzano

14

Serie B2 femminile Giulia Toti: I love sitting volley

26

Beach volley Paulao nuovo ct azzurro

E ancora... 16...Serie CM: Anguillara sulle ali di Saraceni 18...Serie CF: Graziano si riprende la Roma

26

Centro 19...Giovanili: Il progetto Volley Friends 12...Serie DM: Astrolabio a 2000 all’ora 24...Serie DF: Bracciano, sognare si può 28...BVA: Temerari, a tu per tu con la coppia Mercanti-Cordovana 4...Attualità: Quale futuro per i pubblicisti

19


3

Gennaio-Febbraio 2012

di Marco Benedetti

Lasciatemelo dire... Anno nuovo vita nuova. Nell’anno del decennale della nostra Testata cambia il supporto, abbandoniamo il cartaceo per dedicarci totalmente e definitivamente ad una pubblicazione esclusivamente on line. Sgombriamo subito il campo da possibili malintesi, o supposizioni ingannevoli: non dobbiamo trovare un posto di lavoro a mogli, figli, amici e parenti di varia natura, non ne abbiamo né i mezzi, né l’abitudine, lasciamo questo modus operandi a tutte le strutture politiche di varia natura, affamate di editoria retrò e titolari di portafogli colmi. Noi, no. Proprio in virtù delle difficoltà che attanagliano tutto lo stivale, non è più possibile produrre un cartaceo, troppo oneroso e limitato nella distribuzione diretta. E dunque via alla

nuova vita di Volley Mania, che manterrà la sua peculiarità di approfondire i temi e di esaltare i protagonisti della nostra regione, solo dei suoi veri protagonisti. Cercheremo anche di approfittare dei vantaggi del formato pdf, svincolato dai limiti della foliazione e della tipografia permetterà di affrontare con maggiore ricchezza i temi che mensilmente si presenteranno alla nostra visuale. La periodicità rimarrà la stessa, almeno fino alla fine della stagione agonistica, e ci permetterà di sperimentare soluzioni grafiche e tecniche, sperando di incontrare soprattutto il vostro gradimento, sorvolando su tutti quegli “esperti” di marketing del nostro ambiente, ancorati a schemi da “ancien régime”.


4

Gennaio-Febbraio 2012

Attualità

Pubblicisti, game over?

di Marco Benedetti

Nella manovra salva l’Italia il governo Monti ha previsto l’abolizione dell’albo. Quale futuro per gli iscritti? Il nuovo anno è appena iniziato e le notizie per gli Italiani non sono certo della migliori. Il neonato porta con se tutta una serie sventure che dovranno essere affrontate con coraggio e sacrifici, per molti ma non per tutti. Tra le varie amenità una in particolare che riguarda il mondo del giornalismo: nella “manovra Salva Italia” del governo Monti è contenuta la norma che stabilisce che nel mese di agosto 2012 verrà abolito l’albo dei giornalisti pubblicisti. Come al solito sono i siti internet ad evidenziare questo “piccolo dettaglio”, nel silenzio generale di chi percepisce

milioni di Euro a titolo di contributo per l’editoria. In questa sede non vogliamo in alcun modo entrare nel merito della correttezza della genesi storica di questo albo speciale, né su quello degli ordini professionali in generale, vogliamo solo porci alcune domande. Possibile che in questo paese i diritti acquisiti valgono solo per una ristretta cerchia di persone solo per il fatto che hanno partecipato ad una legislatura in netta contrapposizione con tutti i lavoratori “normali”? Possibile che per correggere una stortura storica ed internazionale si vada a colpire


Gennaio-Febbraio 2012 sempre la fascia più debole? E nella stessa ottica, possibile che si vari una manovra e si stabilisca una data certa senza indicare indicazioni corrette e sicure? Si, perché per ora l’unico elemento sembrerebbe la data di abolizione dell’Albo, per tutto il resto massima incertezza, da qui ad agosto tutto sarà passibile nel balletto dei giochi di potere. Vogliamo anche noi dare il nostro apporto al dibattito, puntando su elementi di puro buon senso. In primo luogo il mantenimento del diritto acquisito: l’albo si chiude e non avrà più iscritti dal 14 agosto 2012, ma tutti coloro che hanno conseguito il titolo dovrebbero validamente mantenerlo, anche in futuro, con tutte le prerogative, diritti ed obblighi maturati nella normativa sin qui vigente. In secondo luogo nuovi criteri per poter affrontare l’esame di stato: si parla di praticantato o tirocinio non più lungo di 1 8 mesi. Bene, nessuno descrive dettagliatamente in cosa consiste questo percorso formativo, quali i moduli da completare, quali le “materie” da approfondire. Come al solito si lascia il tutto alla libera interpretazione individuale, con il rischio che il percorso non aggiunga nulla al bagaglio professionale del tirocinante. E qui l’invito a modulare meglio il periodo di apprendistato, indicando

5

con precisione tutti gli step da seguire ed approfondire. Si preferisce invece indicare che tale tirocinio deve essere retribuito ed in una struttura che abbia almeno tre giornalisti professionisti assunti con C.C.N.L. di categoria. Questo aspetto limita fortemente la possibilità delle nuove leve nella ricerca del lavoro desiderato e sognato, ed i motivi sono ben immaginabili a tutti i lettori, cozzando contro il minimo buon senso. Cambiamo queste prescrizioni, aggiornandole sulla situazione vera del mercato dell’editoria. In primo luogo prescriviamo che chi è titolare di fondi per l’editoria debba per legge “formare” un certo numero di aspiranti giornalisti, in proporzione a quanto ricevuto dallo stato, riconoscendo un compenso stabilito e certo, pena rinuncia alle preziosissime sovvenzioni. Per gli altri piccoli editori liberalizziamo, concedendo la possibilità di poter offrire un tirocinio gratuito, magari più breve (12 mesi), se in possesso di caratteristiche minime (iscrizione Tribunale, direttore responsabile giornalista professionista, continuità di pubblicazione negli anni). Sono indicazioni semplici e di buon senso, alla portata di tutti, che qualcuno colga lo spunto senza pensare sempre alla propria saccoccia. (Foto: nella pagina accanto il premier Mario Monti)


6

Gennaio-Febbraio 2012

di Valeria Benedetti

Serie A1

M.Roma, addio Coppa

I capitolini steccano il primo obiettivo: seguiranno dalle tribune la Final Four di Coppa Italia Diciamocelo, il compito non era facile già in partenza. E man mano che il campionato è andato avanti le chance sono diminuite. Però l’idea di vedere i giocatori della M. Roma in tribuna a seguire la Final four di Coppa Italia mette un po’ di tristezza. Una finale da padroni di casa avrebbe dato una bella spinta all’immagine di una squadra

sempre in bilico, a un passo dal salto di qualità che sembra non arrivare mai. E forse avrebbe riportato un po’ di entusiasmo in una società che sembra sopravvivere senza un programma ben preciso, proclami a parte. La Roma oscilla tra un picco al quinto posto e un più realistico ottavo-nono, insieme ad altre 3-4 squadre che come


Gennaio-Febbraio 2012 lei non brillano per continuità, capaci di belle vittorie (vedi Cuneo) e sconfitte bruttissime (Piacenza e Padova da dimenticare). Ha agganciato i quarti di Coppa Italia rischiando molto e si è ritrovata di fronte l’allora capolista Macerata: come dire che la missione era impossibile (anche se, come dimostrano i risultati successivi dei marchigiani, provarci era lecito). Mettiamoci anche un po’ di sfortuna: vedi l’infortunio di Bjelica e quello di Sabbi. L’obiettivo playoff non sembra in discussione visto che si qualificano in dodici. Quello che bisogna chiedersi è qual è l’obiettivo complessivo della squadra e, soprattutto, quello della società che in questa stagione ha brillato per il silenzio. Mezzaroma in più di un’occasione ha detto di volere una squadra più “romana” possibile e in questo sta lavorando abbastanza: ha portato a Roma il talento Sabbi. Giulio gioca titolare, qualche alto e basso era prevedibile all’esordio in A-1 ma la sua stagione fin qui è abbastanza positiva. Zaytsev non è romano ma è arrivato nella capitale che aveva 17 anni e a 23 è considerato il beniamino dei tifosi. E soprattutto è il cardine della squadra. Inutile nascondersi: se Ivan va la squadra va, altrimenti sono tempi duri. E’ arrivato anche Maruotti, talento di Fregene cresciuto alla corte del Sisley. E qui spunta qualche dolore: poco continuo, a volte evanescente. Giani gli ha dato fiducia a volte

7

anche contro quello che sembrava buon senso. Poi, dopo il k.o. con Padova, ha gettato la spugna e ha fatto tornare titolare Cisolla. Il resto, dal Ciso in poi, sono giocatori di esperienza che dovrebbero dare forse qualche sicurezza in più alla squadra. A conti fatti, alla Roma manca sicuramente qualche punto, diciamo almeno i sei di Piacenza e Padova, ma più che le posizioni in classifica, lamenta scarso entusiasmo. Il presidente Mezzaroma non si vede mai al Palazzetto e sembra aver scelto la via del silenzio. Roma finirà la stagione probabilmente senza grossi lampi. E dopo? Zaytsev ha già lanciato un avvertimento: vorrebbe vincere, a Roma o altrove. Se va via lui il segnale per il futuro non è incoraggiante.

(Foto Fraioli; nella pagina accanto il muro dell’M.Roma, a sinistra Ivan Zaytev)


8

Gennaio-Febbraio 2012

Prof. arbitro

Arbitri

Stefano Cesare di Giulia Sampognaro

Dopo le due finali olimpiche ora l’insegnamento con l’istituzione della Scuola Arbitri del Lazio Ha iniziato come tanti altri suoi colleghi facendo il segnapunti a scuola. Se gli avessero detto che da lì a qualche anno avrebbe diretto la finale femminile di beach volley alle Olimpiadi di Atene e poi quella maschile alle Olimpiadi di Pechino, non ci avrebbe creduto. E invece è andata proprio così per Stefano Cesare che ora, lasciato il beach,

si è buttato nella pallavolo; da cinque anni è fiduciario arbitri regionale e da qualche mese ha incrementato gli impegni con l’istituzione della Scuola Arbitri del Lazio. “Si tratta di una riorganizzazione del lavoro – dice Stefano – in primis del mio ruolo; più che un fiduciario adesso sarò un coordinatore di tutto il settore tecnico. La prima cosa che mi piace comunicare


Gennaio-Febbraio 2012 ai ragazzi è la cultura dello sport; non basta conoscere e applicare le regole per essere un buon arbitro, bensì occorre entrare nella psicologia degli allenatori e dei giocatori, anticipare le loro mosse”. Insomma un buon fischietto deve essere prima un bravo psicologo: “Sembra strano ma è così. Bisogna essere autorevoli senza essere autoritari e saper gestire al meglio le situazioni, il che prescinde dal livello; così si possono coprire le carenze tecniche senza che questo trapeli, mentre il contrario è impossibile”. Insegnare questo non è facile e per questo Stefano si avvale di supporti audiovisivi, ma anche questo non basta: “Sicuramente bisogna esserci portati ma certe qualità vanno esercitate. Per questo è molto importante mantenere alta la concentrazione durante una partita; poi gli errori possono farli tutti, ma se uno sbaglio arriva da una disattenzione è più grave rispetto a una svista tecnica”. Esattamente come per un allenatore o per un giocatore, anche per l’arbitro l’importante è buttare l’errore alle spalle: “Assolutamente sì, altrimenti si rimane condizionati per tutto l’incontro. Come non bisogna pensare alle parole che arrivano dal pubblico (offese comprese) ma canalizzare le energie nel modo giusto ed essere sempre convinti di quello che si fa. Ricordo, due anni fa, durante la partita Piacenza – Cuneo, di aver detto a Vijsmans “se non fischio questa me ne vado” riferendomi a una doppia di Grbic”. In effetti occorre aver coraggio a segnare un fallo del genere al più grande palleggiatore di sempre, ma Stefano non ha dubbi: “Non si può essere delle signorine in gonnella quando si arbitra, ma nem-

9

meno antipatici. Come dico ai ragazzi a cui insegno, bisogna dare messaggi efficaci, penetranti e diretti”. Insomma lo Stefano Cesare professore ha il polso duro e le idee chiare. Ma chi a 42 anni ha già raggiunto tutto ha ancora dei sogni nel cassetto? “La partita più importante è quella che ancora devo arbitrare. Questo è quello che dico sempre, ma l’essenziale è non perdere mai l’entusiasmo: devo divertirmi, e quando questo non accadrà più lascerò il testimone a qualcun altro. I sogni, perché fortunatamente ne ho più di uno, sono inconfessabili, anche se in realtà dovrei parlare di obiettivi, e qui occorre pensare a lungo termine. Quello che però posso dire è che il primo step è certamente quello di migliorare gli standard, i risultati arrivano di conseguenza”. (Foto: nella pagina accanto Stefano Cesare a Pechino per le Olimpiadi del 2008; in basso in tenuta ufficiale)


Gennaio-Febbraio 2012

Serie B2M

10

La nuova sfida di Armeti

di Angelo Mozzetta

Dalla serie A a Monterotondo: il libero è uno dai cardini della formazione schiacciasassi che sta dominando il girone G

Un vero e proprio rullo compressore il Monterotondo di quest'anno: gli eretini macinano vittorie su vittorie, una sola sconfitta nel girone di andata e un già cospicuo margine di vantaggio sulle dirette inseguitrici del girone G, Serie B2. Fra le sue fila il giovane Coach Spanakis può contare, forse anche oltre le sue aspettative, su un giocatore d'altra categoria: il libero Angelo Armeti. “Quest'anno volevo prendermi una pausa” confessa Angelo, che veniva ad allenarsi con i gialloblù “giusto per tenersi in forma”. Poi le richieste e, immaginiamo, il lavoro ai fianchi di un Mister Spanakis che certo non voleva farsi sfuggire l'occasione di schierare un giocatore che fino a pochissimo tempo fa militava in A1 nel Cagliari. In più, l'indisponibilità dell'altro libero Postiglione ha sicuramente contribuito ad accelerare i tempi d'inserimento. Ar-

meti, con umiltà, vive benissimo il cambio di categoria, anzi: “Vengo ad allenarmi con un gruppo di amici. Inoltre si vince, quindi le cose vanno ancora più bene”. E così possiamo immaginare anche cosa abbia fatto leva su questo solido libero di 1,90. Un campionato anche oltre le aspettative a sentir parlare Armeti: “Sapevamo di avere qualità ma, almeno in partenza, nei discorsi del Mister, non eravamo partiti per vincere il campionato.” Forse si, ma poi come in ogni stagione che si rispetti l'obiettivo te lo dà il campionato e un girone d'andata concluso con tutte vittorie e un t i e break perso in c a s a della


Gennaio-Febbraio 2012 seconda non lasciano spazio a troppe interpretazioni: “Oramai non possiamo certo nasconderci, siamo lì e l'obiettivo è sicuramente la vittoria.”. Le avversarie che teme di più? “Tutte, per come vedo io la pallavolo. Ogni avversaria può darti delle difficoltà, noi dobbiamo giocare sempre al massimo delle nostre possibilità.” Ma la classifica, ovviamente, parla chiaro anche in questo senso: “Pomezia e Altamura sono le avversarie che finora hanno dimostrato di avere più qualità.” Mi sa tanto che, come per tutte le squadre favorite, l'avversario più temibile per Monterotondo è sempre sé stesso. Quali stimoli possa dare una categoria interregionale a un giocatore che ha calcato i campi della massima serie nazionale ce lo spiega lui stesso: che viene da alcune stagioni un po' travagliate: “Quest'anno vorrei una stagione senza intoppi, problemi fisici o altro. Devo dire che sto bene da questo punto di vista e riesco anche a divertirmi.”

La carriera di Angelo Armeti

11

Divertirsi, la cosa più importante. Poi se si vince è tutto più bello... (Foto: nella pagina accanto Armeti con la maglia del Monterotondo; in basso con l’allenatore Alessandro Spanakis)


12

Gennaio-Febbraio 2012

Semplice passaggio o vera rinascita? di Livia Zanichelli

Stefano De Sisto passa dalla B1 alla B2, ma soprattutto dal femminile al maschile Dopo l'esperienza nell'Ast Latina, Stefano De Sisto cambia aria e va a Genzano: dalla B1 alla B2, ma soprattutto dalla femminile alla maschile. Il coach dell'Asd Libertas Genzano parla della nuova squadra, della nuova società e delle differenze tra l'esperienza passata e quella presente. “Il passaggio è avvenuto più che altro per una questione economica dato che

Serie B2M

Da Latina a Genzano

l'Ast Latina era in ritardo con i pagamenti ormai dal marzo 2011; non cambiando la situazione sono dovuto andare via”. Per ciò che riguarda le differenze tra le due formazioni, coach De Sisto dice: “Tutte e due erano squadre allestite per raggiungere obiettivi ambiziosi in campionato. Dunque in entrambi i casi mi sono trovato ad allenare for-


Gennaio-Febbraio 2012

mazioni competitive. La squadra femminile, andava costruita un po' di più dal punto di vista tattico-tecnico. Quella maschile, essendo stata lasciata da sola per alcune giornate, andava riorganizzata: dopo un periodo di autogestione aveva bisogno di ritrovare l'ordine in tutte le fasi di gioco”. Squadre diverse, caratteristiche diverse, pregi e difetti diversi: l'allenatore della Libertas Genzano parla delle peculiarità della sua nuova formazione e di come indirizzarle verso obiettivi ambiziosi: “Ogni squadra ha una storia a sé, quindi ogni squadra ha i

13

suoi pregi e i suoi difetti. Come è noto, e come dicevo prima, in una formazione femminile, la parte tatticotecnica viene messa molto più in evidenza; dall'altro lato una formazione maschile, che gioca ad un livello di serie B, ha meno esigenze tattiche ed è caratterizzata da una più forte ed evidente competizione agonistica. Se si riesce a far leva su questa particolarità si possono ottenere dei buoni risultati”. Per mister De Sisto l'esperienza nella Libertas sembra come una rinascita: “La cosa che convince di più è la società: si tratta di una società storica, ben salda, seria, precisa nei suoi doveri e soprattutto molto vicina alla squadra, cosa che non avveniva nell'Ast Latina. Tutte le persone collaborano nei giusti ruoli per fare in modo che la squadra abbia sempre tutto il necessario. E questa è la cosa più importante a mio parere”. La società è cambiata, ma gli obiettivi di Stefano De Sisto no: si punta sempre in alto. La differenza non sta nel “cosa” ma nel “come”: “Come dicevo, entrambe le formazioni nutrivano prospettive alte come vincere il campionato o arrivare in zona play-off. Gli obiettivi dunque non sono cambiati; ciò che è diverso sono le metodologie di allenamento e di prestazione gara. Naturalmente poi la forte presenza e serietà della società permette che la realizzazione di determinati obiettivi sia più semplice ed immediata”. (Foto: in alto il gruppo della Libertas Genzano nel corso della cena natalizia organizzata dalla società; a sinistra il tecnico Stefano De Sisto, arrivato a stagione già iniziata passando dal femminile al maschile dopo l’esperienza vissuta con l’Ast Latina)


14

Gennaio-Febbraio 2012

Serie B2F

I love... sitting volley A soli 22 anni, Giulia Toti, ha un curriculum niente male: schiacciatrice della Roma7, medaglia di bronzo con il Beach Volley University, laureanda in scienze motorie e, da ultimo, cerca di far conoscere il Sit-

ting volley in Italia. Partiamo con ordine: parlando della stagione alla Roma7. “Il campionato di B2 quest’anno è anomalo. Tolto il Narni (prima in classifica) e le ultime in graduatoria, c’è un blocco centrale compatto di circa 10 squadre, tutte a 5-6 punti di distanza. In queste circostanze anche una singola partita fa la differenza.

di Maria Chiara Raimondi

Giulia Toti: “Questo nuovo sport sarà l’argomento della mia tesi!”


Gennaio-Febbraio 2012 Noi speriamo di arrivare alla zona play-off e poi mantenerla, infortuni e sfortuna permettendo.” Ma noi sappiamo anche che ti stai laureando. “Vero, sono agl’ultimi due esami della triennale in scienze motorie di Tor Vergata, superati i quali, se tutto andrà bene, non rimarrà che scrivere la tesi.” Quindi conti di proseguire su questa strada, magari come allenatrice. “Sinceramente non so se farò la specialistica o mi inoltrerò in altri ambiti come fisioterapia o osteopatia. In realtà non mi sono mai vista come allenatrice, magari in futuro proverò a prendere il cartellino.”

15

mio argomento per la tesi. A questo fine insieme con Giulio Ciuferri, responsabile e direttore tecnico del progetto “Sitting- palla rilanciata”di Aprilia, stiamo facendo dei test sulle persone che lo praticano per capire la forza che viene utilizzata per lanciare la palla e per gli spostamenti antro-posteriori del corpo. Le potenzialità di questo sport sono tante, si possnoo migliorare i riflessi, le capacità sensoriali, la dimensione spazio tempo. In più lo sport fa bene!”

E del beach volley cosa ci racconti? “Finito il campionato di pallavolo, mi ritrasferisco a Cesenatico per la stagione di beach volley con la BV University! Il beach volley è la mia vera passione e in effetti ho avuto i migliori risultati proprio nel beach. La mia compagnia, Francesca Giogoli,ed io siamo medaglia di bronzo alla finale scudetto italiana dell’anno scorso. Speriamo di replicare il risultato quest’anno!” Da ultimo parliamo del sitting volley, per chi non lo conoscesse ci spieghi in cosa consiste? “Nasce nei Paesi Bassi come uno sport per persone diversamente abili, che si gioca da seduti con la rete bassa, utilizzando solo gli arti superiori. Io l’ho provato ed è uno sport molto difficile e faticoso, perché nonostante sia da seduti prevede degli spostamenti antro-posteriori veloci. Sono rimasta così colpita da questo sport che ho deciso che sarà il

(Foto: nella pagina accanto Giulia Toti in tenuta da beach volley; in alto due immagini del sitting volley, argomento della tesi di Giulia)


16

Gennaio-Febbraio 2012

Anguillara, sulle ali di Saraceni di Mario Casella

A tu per tu con lo schiacciatore nepesino: ”Pronti a tutto per arrivare in fondo” Schivo e riservato nella vita di tutti i giorni, risoluto e determinato quando si tratta di mettere palla a terra. Paolo Roberto Saraceni, punto di riferimento di un’Anguillara che viaggia sulle ali di un entusiasmo che cresce vertiginosamente giornata dopo giornata, racconta se stesso in campo e fuori, a cominciare dalle ragioni di un nome di battesimo il cui significato lascia pochi dubbi: “Se sei nato a Roma nel 1983 non puoi che chiamarti Paolo Roberto. Altrimenti che romano saresti?” Dopo un anno di transizione il livello di competitività della rosa è stato notevolmente innalzato: “La società ha

mantenuto fino in fondo il proprio impegno rinforzando l’organico con innesti importanti. Oltre ad essere il nostro principale terminale offensivo, Alessandro Oggiano risulta quasi sempre il migliore in campo, specie nelle sfide più delicate. Il ritorno ad Anguillara di Giovanni Sgrazzutti ha dato ordine ed equilibrio alla seconda linea, permettendoci di registrare i fondamentali di ricezione e difesa. L’inserimento di Pietro Mariotti al centro ci ha consentito invece di sopperire alla partenza di Daniele Fagiani”. Il ritorno al ruolo di schiacciatore non


Gennaio-Febbraio 2012

17

Serie CM è stato certo un problema per un ragazzo a cui abnegazione e sacrificio non fanno certo difetto: “Giocando da ricettore-attaccante ho ovviamente maggiori responsabilità soprattutto nella fase iniziale dell’azione. Ne consegue un notevole dispendio di energie fisiche e mentali che, partita dopo partita, sto imparando a gestire”. Anche fuori dall’universo pallavolo per Paolo Roberto è il momento della svolta: “Ho da poco terminato gli studi, laureandomi in Biotecnologie con 110 e lode, e al momento sono in attesa di risposte per iniziare ad intraprendere un lavoro o un dottorato di ricerca”. La splendida vittoria sul Civitavecchia nella prima di ritorno ha contribuito ad infondere fiducia e convinzione a tutto l’ambiente: “Abbiamo affrontato la gara con grande intensità e carattere, dimo-

strando pazienza e maturità nelle situazioni in cui siamo andati sotto. Il campionato però è ancora lungo, e anche Isola Sacra e Velletri possono dire la loro, in virtù della consistenza dei rispettivi organici grazie ai quali entrambe possono cambiare in corsa assetti e strategie”. Già nel recente passato il sodalizio biancoblu ha accarezzato il sogno di approdare nella serie cadetta. Questa volta però, l’impresa può riuscire davvero: “Ad eccezione del sottoscritto sono cambiati gli interpreti e la pallavolo stessa si è evoluta, per cui non è facile fare un raffronto. Posso solo dire che il nostro è un gruppo di amici veri, guidato da un allenatore capace di stimolarci a dovere per ottenere sempre il massimo. La stagione è entrata nel vivo, e noi non ci tireremo certo indietro”.


18

Gennaio-Febbraio 2012

La schiacciatrice rossoblù: ”Tornare qui è stata una sfida con me stessa”

tornare ad essere competitivi è stato il ritorno di Sonia Graziano: “Sono molto legata a questa società, che tra l’altro detiene il mio cartellino. Ho deciso di tornare per provare a vincere una sfida con me stessa”. Il bilancio a poco più di metà del guado non può che essere incoraggiante: “Abbiamo fatto bene nella prima parte del campionato, ottenendo un bottino di tutto rispetto e che attualmente vale il primo posto in classifica. D’altronde sappiamo di essere ben equipaggiate, dal momento che la squadra è composta da ragazze che in passato hanno avuto esperienze importanti e significative

di Mario Casella

Dopo una stagione vissuta lontano dalla luce dei riflettori, la Proger Roma Centro ha deciso di voltare pagina, con la ferma intenzione di dare l’assalto alla serie cadetta. Per un sodalizio ambizioso e blasonato, il primo passo per

Serie CF

Graziano si riprende la Roma Centro


19

Gennaio-Febbraio 2012 nei campionati nazionali. Anche le giovani giocatrici del vivaio aggregate alla prima squadra si stanno ben comportando. Il mix tra veterane e atlete di prospettiva ci permette di disporre di un organico completo e competitivo”. Anche a livello personale, per Sonia, schiacciatrice di riferimento, è tempo di rivincite: “Sono soddisfatta di quello che è stato il mio contributo fino a questo momento, e sono pronta a dare ancora di più. I problemi fisici che mi avevano condizionato l’anno passato sono finalmente alle spalle e piano piano sto tor-

nando ai livelli prima dell’infortunio”. Il duello a distanza con il Ladispoli, attestatasi provvisoriamente in seconda posizione davanti al Frascati, vivrà il suo momento clou nel faccia a faccia del prossimo 25 febbraio: “Nella sfida dell’andata l’assenza della loro alzatrice titolare non ci ha evitato la sconfitta seppure di misura. Probabilmente non avevamo ancora quella compattezza e quell’amalgama che ci ha contraddistinto da lì in avanti”. Segue

di Michela Sciscione

Il responsabile Pietro Camiolo: “Parola d’ordine: dare fiducia ai giovani” In una pallavolo a cui spesso piace “vincere facile”, ecco spuntare una nota di freschezza e innovazione: Volley Friends. A parlare delle finalità, nonché dell’impostazione di questa iniziativa Pietro Camiolo, uno tra i maggiori responsabili di questo progetto. “Si tratta di un buon progetto”, esordisce Camiolo , allenatore nel Lazio da più di venti anni, che ci tiene a puntualizzare: “ Quello che cerchiamo di fare con l’accordo tra Roma Centro e Tor Sapienza, a volte riuscendoci a volte no, è valorizzare le entità giovanili presenti

Giovanili

Decolla il progetto Volley Friends

nel Lazio, e non mi spingo oltre”. In poche e coincise parole, dunque, il responsabile di Volley Friends traccia a grandi linee l’obiettivo di una sorta di fusione tesa a garantire un processo di crescita costante tanto alle atlete quanto alla società. Insomma, un progetto importante sotto tutti i punti di vista: “Si tratta di un’iniziativa molto valida - continua Camiolo - sia per quanto ne concerne l’aspetto tecnico, basti pensare alla figura di Simonetta Avalle e alla preparazione tecnico-tattica degli altri secondi allenatori, che per quanto ne concerne Segue


20

Un’atleta navigata e tutt’altro che sprovveduta ha ben presenti quelli che sono gli accorgimenti da mettere in atto per affrontare nel migliore dei modi il rush finale: “Non bisogna sottovalutare nessuno, soprattutto le squadre apparentemente abbordabili. Dobbiamo continuare a lavorare con intensità e concentrazione, e non perdere mai di vista l’armonia di gruppo”. Il messaggio del capitano alla squadra è quello dirigenziale il cui vertice è occupato da personalità radicate, esperte nelsettore, e da altre più giovani affacciatesi da poco a questo ambiente”. L’obiettivo principale, condiviso da entrambe le società di Volley Friends, è quello di offrire il miglior percorso tecnico possibile alle atlete laziali e di mettere loro in condizione di esprimere al meglio il loro potenziale, sebbene questo non si ha la certezza che accada: “Io mi occupo dell’under 18 - precisa Pietro ovviamente il fatto di allenare settori giovanili presenta entrambe le facce della medaglia: intraprendere un percorso con giovani talenti, infatti, richiede un’attesa maggiore nel riscontro dei miglioramenti. La crescita tecnica di ogni atleta è visibile nell’immediato in qualche fondamentale, non in tutti, spesso noi seminiamo e l’allenatore dell’anno successivo raccoglie i frutti”. Volley Friends, quindi, si presenta come un modello, un punto di riferimento che non annulla, né tantomeno sostituisce Tor Sapienza e Roma Centro, bensì ne vuole raccogliere i valori in modo tale da dargli una spinta sempre maggiore: “Il progetto nasce dall’idea dei dirigenti delle due società che hanno deciso di investire tutte le loro risorse nel settore giovanile, mettendo a disposizione delle atlete uno staff tecnico di assoluta qua-

Gennaio-Febbraio 2012 chiaro e preciso: “Abbiamo fatto tesoro degli errori commessi nel girone d’andata, e d’ora in avanti non vogliamo lasciare nulla d’intentato. Le mie compagne conoscono bene il mio motto: barcollo ma non mollo!”. (Foto: nella pagina accanto la Roma Centro e Sonia Graziano; nel cerchio Pietro Camiolo; in basso le ragazze del progetto Volley Friends)

lità”. Un’iniziativa, dunque, concreta che si mette in gioco in prima persona nel tentativo di far germogliare talenti interessanti nell’ambiente pallavolistico, anziché affidarsi esclusivamente all’esperienza degli ormai collaudati colossi: “L’idea è stata partorita dalle due società romane che ho precedentemente citato. Del resto, è bene ribadire che si tratta di un progetto aperto che accoglierebbe a braccia aperte chiunque voglia provare questa interessante esperienza, chiunque voglia rischiare con i giovani”.


G ra n e l l i d i M o m i , m o m e n t i d i G i o r i a

u ui s eb.com g e S w nia a di a eym e ric voll la rub omoli a lia M Giori u i G iela n a D


22

Gennaio-Febbraio 2012

Serie DM

Astrolabio a 2000 all’ora di Mario Casella

Il capitano Marco Testa:” Il nostro segreto? Divertirci giocando” L’annata trionfale suggellata dal passaggio di categoria, con la vittoria nel Torneo Roma come gustosa ciliegina sulla torta, non ha placato entusiasmi e motivazioni di un gruppo che continua a far parlare di sé. Ci racconta tutto Marco Testa, capitano di un Astrolabio 2000 che nel proprio girone di serie D ha già fatto il vuoto: “Siamo ovviamente soddisfatti di quello che è stato il nostro rendimento fino a questo momento. Pur essendo consapevoli di affrontare il campionato da neopromossi, sapevamo benissimo di poter ambire a qualcosa in più che a una tranquilla salvezza”. Le ragioni di una superiorità così schiacciante sono pres t o spiegate: “L’organico è stato po-

tenziato con il ritorno di alcuni ragazzi dai prestiti. Il nostro allenatore ci fa lavorare sodo durante la settimana, e la nostra costante crescita è sotto gli occhi di tutti. In particolare, se in campionato ci siamo trovati di fronte tanti bravi attaccanti, gli standard di prestazioni garantite dalla nostra seconda linea sono di gran lunga superiori alla media delle altre squadre. Anche i nostri palleggiatori stanno viaggiando a medie molto alte”. Al momento, solo Talete e Tuscan i a sono riuscite a strapp a r e punti ad un sestetto che ha


Gennaio-Febbraio 2012

strapazzato chiunque abbia incontrato lungo il proprio cammino: “Quella contro il Talete è stata una partita davvero strana. Siamo partiti male, e una lita tra due miei compagni non ha certo contribuito a rasserenare gli animi. Considerando che eravamo sotto 2-0 e 24-18, il punto conquistato alla fine vale oro. A Tuscania invece siamo arrivati un po’ stanchi per il lungo viaggio e ci siamo imbattuti in un avversario abile e ben allenato”. Per centrare un obiettivo così ambito è importante che anche il capitano metta il proprio mattoncino: “Ad essere sincero, non sono troppo contento dei livelli sui quali mi sono espresso. Considerando quelli che sono i miei compiti in campo da centrale, so benis-

23

simo che posso e devo dare di più. A partire dal big match con l’NMC c’è stata però un’inversione di tendenza. Con una fiducia e una consapevolezza ritrovata, sono pronto ad affrontare le prossime sfide”. Il difficile, d’ora in avanti, sarà proprio mantenere alto il livello di guardia: “Non dobbiamo cullarci sugli allori e commettere l’errore di pensare che la strada sia in discesa. Abbiamo già superato indenni alcuni scontri diretti e dobbiamo continuare su questi ritmi. Siamo un gruppo che si diverte a giocare insieme, e abbiamo tutte le carte in regola per puntare ad un fantastico bis”. (Foto: in alto i ragazzi dell’Astrolabio 2000 , a sinistra Marco Testa)


24

Gennaio-Febbraio 2012

Serie DF

Bracciano sognare si può di Mario Casella

Alessio Paolo Emili: ”Mentalmente siamo in crescita, il lavoro ci sta ripagando” Una rivoluzione tecnica in piena regola, per cambiare volto e carattere a una squadra che ha ben presto imparato a fare tesoro dei suoi insegnamenti. Chiamato a guidare un Bracciano che nella passata stagione aveva guadagnato anche in campo femminile la ribalta regionale, Alessio Paolo Emili ha dimo-

strato sin da subito di avere chiari e precisi intenti: “Non so se si possa parlare di rivoluzione. Certo è che dopo i primi giorni di lavoro con le ragazze mi sono reso conto che era necessario dare una scossa. Ho operato dei sensibili cambiamenti nella programmazione del lavoro e i risultati ci


Gennaio-Febbraio 2012 stanno premiando”. Già l’anno passato il sestetto gialloblu ha lasciato intravedere le potenzialità di cui disponeva, inanellando nella seconda metà del campionando una lunga serie di risultati utili che hanno permesso a Chirichilli e compagne di chiudere la regular season al quarto posto: “A settembre nessuno avrebbe pensato ad un piazzamento nei playoff. Evidentemente i progressi del gruppo sono stati tali da permetterci di ottenere un risultato al di là delle previsioni. Nel doppio confronto con il Cave ha pesato, a vantaggio delle nostre avversarie, il fattore esperienza”. Quest’anno la squadra, nonostante la forzata rinuncia a Giulia Rossi, ha fatto registrare sin dall’inizio un rendimento costante da prima della classe: “La crescita tecnica e mentale, individuale e di squadra, che ha accompagnato le nostre prestazioni, è sotto gli occhi di tutti. L’assenza del libero ha indubbiamente pesato, ma chi è stata chiamata a sostituirlo ha dimostrato di essere all’altezza della situazione”. San Giorgio e Palocco sembrano ormai essere le due avversarie designate per la corsa al primo posto: “Per individualità di tutto rispetto da un lato, e per completezza e compattezza dall’altro, sono entrambe avversarie temibili e pericolose. A mio giudizio la squadra di Pellegrini resta tra le due quella meglio attrezzata”. Come affrontare allora una seconda parte di stagione in cui l’aspetto della

25

tenuta mentale potrebbe rivelarsi a gioco lungo determinante? “Sotto l’aspetto tecnico sappiamo di essere competitivi; a livello psicologico dovremo saper reggere la pressione, perché si sa, tutte le nostre rivali cercheranno l’exploit contro la prima in classifica. A tal proposito, sarà fondamentale fare attenzione alle medio-piccole che giocheranno senza avere nulla da perdere. Negli scontri diretti dovremo riuscire a mettere in pratica le contromisure studiate durante la settimana”. (Foto: nella pagina accanto le ragazze del Bracciano, protagoniste nel campionato di serie D; in basso il tecnico Alessio Paolo Emili che ha sostanzialmente cambiato la programmazione del lavoro)


26

Gennaio-Febbraio 2012

Beach volley

Paulao nuovo CT con le idee chiare

di Raffaella Mazzei

Dopo una vita sulla spiaggia, la consacrazione alla guida degli azzurri: “Tutti vogliono raggiungere il massimo” Il 2012 è cominciato nel migliore dei modi per Paulo Roberto Moreira Da Costa, che è diventato il nuovo Ct della nazionale maschile. L’incarico arriva dopo alcune esperienze con la pallavolo femminile indoor, sulle panchine di Promomedia Ostia e Fiumicino, ma va a coronare una vita da beacher ricca di vittorie ed esperienze prestigiose come quella a dir poco storica alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Parallelamente, Paulao continua ad essere il Direttore Tecnico della Sunshine beach volley school di Roma. Un’agenda ricca insomma, motivata semplicemente dall’amore per questo sport e da una sana competitività: “Ho dedicato tutta la vita al beach volley. Sono in Italia da sei anni, prima come atleta e poi come allenatore. Il massimo che potevo raggiungere era allenare la nazionale, quindi sono molto contento di aver ricevuto questo incarico. Tutti vogliono raggiungere il massimo!”. E se Paulao dovesse scegliere tra beach

volley e pallavolo indoor, non ci sono dubbi, sceglierebbe entrambi: “Ho dedicato tutto me stesso al beach volley, è la mia passione. Purtroppo però in Italia non si può praticare tutto l’anno, quindi dedicarmi alla pallavolo mi ha dato la possibilità di continuare sempre a giocare. Sono molto competitivo, ciò che amo di più è l’adrenalina che si prova ogni volta”. Se Paulao non può che commentare l’incarico con il dovuto entusiasmo, il secondo passo è senz’altro quello di scoprire quale atmosfera abbia trovato tra gli atleti che è chiamato ad allenare d’ora in avanti: “Conoscevo già i quattro ragazzi che sto preparando, visto che pratichiamo lo stesso sport da diversi anni. Ho molta stima di loro, sono motivati e stiamo lavorando bene. L’obiettivo è quello di qualificarci per le Olimpiadi di Londra, quindi ci stiamo preparando per questo importante traguardo con impegno e con il giusto entusiasmo”. Già, il sogno delle Olimpiadi. Tre sono


Gennaio-Febbraio 2012 Chi è Paulao Nato a Salvador di Bahia il 29 aprile 1969, ha alle spalle un passato da atleta di beach con all’attivo circa quindici anni di esperienza nel World Tour, durante i quali ha vinto sette tappe del circuito internazionale. Da allenatore ha guidato le tedesche Susanne Lahme, Geeske Banck e gli italiani Giorgio Domenghini e Diego Nota.

le strade che potrebbero condurre lì gli atleti di Paulao: la graduatoria del World Tour, la Continental Cup e la World Cup. A detta del Ct, la coppia formata da Paolo Nicolai e Daniele Lupo sembra leggermente in vantaggio su quella formata da Matteo e Paolo Ingrosso: “Ci auguriamo che Lupo e Nicolai potranno accedere più facilmente alle Olimpiadi già attraverso il ranking del World Tour. Per i fratelli Ingrosso, invece, il discorso è un po’ diverso. Il nostro obiettivo è centrare la qualificazione ottenendo buoni risultati nelle due competizioni mondiali. Ci sono varie possibilità, cercheremo di sfruttarle”. In vista di questo percorso, durante la prima fase Paulao ha deciso di soffermarsi molto sulla preparazione atletica. Ma non solo: “Credo sia importantissimo lavorare sulla parte fisica ma

27

anche su quella tecnica. Ormai tutti gli atleti di beach volley giocano bene, quindi bisogna alzare il livello. Voglio però lavorare anche sulla parte emozionale e psicologica. A livello mentale è fondamentale saper uscire anche da situazioni molto difficili, quindi stiamo curando anche i momenti di gioco più delicati. Do molta importanza a questo aspetto”. (Foto: nella pagina accanto Paulao, in basso le due coppie azzurre, Lupo-Nicolai e Ingrosso-Ingrosso)


Gennaio-Febbraio 2012

Temerari!

BVA

28

di Alberto Incerti

Neanche l’inverno e la neve frenano la passione per il beach di Mauro Mercanti e Sandro Cordovana Nonostante il maltempo, le rigide temperature e le intense nevicate, i temerari della Beach Volley Academy non si fermano. Le loro attività agonistiche, i vari tornei e allenamenti procedono senza sosta. Mauro Mercanti e Sandro Cordovana sono proprio due irriducibili che per non farsi mancare le soddisfazioni che provano giocando a beach volley rimangono in allenamento anche in pieno inverno. Mentre il primo si è avvicinato a questa disciplina sportiva all’età di diciassette anni quando solamente per gioco si divertiva a sfidare gli amici in riva al mare, il secondo ha iniziato con la pallavolo e poi grazie ad un amico si è dedicato a tempo pieno al “due contro due”. Mauro Mercanti, classe ’72 e romano di nascita, è sempre stato uno sportivo ad alti livelli: “Prima di iniziare con il beach giocavo a pallamano nel massimo campionato italiano ed ho avuto anche modo di far parte

della rosa nazionale. Durante l’inverno dunque mi tenevo occupato con la pallamano mentre d’estate ero impegnato con il beach volley. Ho deciso che il beach fosse lo sport che mi appassionava e appassiona maggiormente perché si è a contatto diretto con la sabbia, solitamente si gioca in posti di mare, si viaggia molto e queste sono caratteristiche che mi motivano a rimanere nel circuito”. La Beach Volley Academy è ormai un punto di riferimento nella capitale per gli amanti del “due contro due” e Mercanti lo si può quasi definire un veterano della scuola e spiega come è entrato nello staff: “La storia è molto semplice perché conosco Gianni Mascagna da molto tempo ed è stato proprio lui a propormi di diventare allenatore presso la sua “accademia” ed io ho accettato decidendo di mettermi in gioco. Adesso ho 39 anni e gioco a beach volley da quando ne ho 17, quindi ormai conosco abbastanza bene questa di-

www.beachvolleyacademy.it


Gennaio-Febbraio 2012

sciplina. Per quanto riguarda i miei obiettivi personali purtroppo sono circa due anni che ho rallentato l’attività agonistica, prima a causa di un problema alla schiena e poi perchè a giugno scorso mi è nata una bambina. Nonostante tutto, io e il mio compagno di gioco Cordovana abbiamo intenzione di continuare ad allenarci e riprendere a pieno ritmo in vista dell’estate prossima”. Sandro Cordovana, classe ’73 e originario del comasco, è uno dei partner di gioco prediletti da Mauro Mercanti, approdato nel mondo del beach in modo diverso dal compagno: “Da adolescente giocavo a pallavolo, poi grazie ad un amico ho conosciuto il beach. Mi sono appassionato di più alla seconda disciplina perché ho notato che ci si gusta maggiormente la vittoria nonostante ci sia più tensione”. Anche Cordovana conosce Mascagna da molto tempo ed insieme hanno raggiunto un traguardo

29

molto importante: “Nel 2000 abbiamo vinto il campionato italiano ed è stata una grande soddisfazione e conseguentemente Gianni mi ha chiesto di andare ad allenare nella scuola che ha formato proprio nel 2000 ed io ho accettato. Per ora non ho grandi prospettive personali per il semplice fatto che il beach volley non è molto redditizio né da giocatore né da allenatore. Sto riflettendo sull’idea di iscrivermi al campionato italiano, ma devo riuscire a conciliare il mio lavoro principale con l’impegno del beach”. (Foto; in alto la coppia Cordovana-Mercanti; nella pagina accanto Mauro Mercanti; a sinistra Sandro Cordovana in azione)


Onlus Lufelade è una piccola realtà associativa inquadrata nella forma giuridica di Onlus che intende mantenere un rapporto costante di supporto e comunicazione con la gente malawiana e namibiana che incontra nel corso del suo cammino allo scopo di creare un processo d’interazione tra comunità con cultura e tradizioni diverse. Le responsabilità che si è assunta nel fare del rispetto della diversità e più in generale degli altri il motore di ogni “pensiero, parola, opera o missione”, risponde alla volontà di condividere la sana speranza che si possa donare il proprio impegno affinché il mondo, ciascun piccolo mondo, possa esistere in modo dignitoso e migliorarsi.

Sono tanti i modi per sostenere Lufelade

Organizzare eventi o manifestazioni per pubblicizzare la nostra attività e raccogliere fondi Decidere di devolvere il 5x1000 della dichiarazione dei redditi a Lufelade inserendo il codice fiscale 97490550585 Fare una donazione intestata a: Lufelade Onlus, Banca Prossima Codice IBAN: IT97 V 033 5901 6001 0000 0012736

Per ogni altra informazione visita il sito www.lufelade.org o scrivi a: info@lufelade.org e ancora laura.erculei@gmail.com

Volleymania #45 Febbraio 2012  

Il mensile dedicato al mondo della pallavolo, dalla serie A alle categorie minori, passando per il beach volley.

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you