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ecomagazine luglio 2012 anno 2 - numero 14

In esclusiva

TERRITORIO

FRANCESCA DI GIROLAMO WEB COMEDY

THE PILLS STORIE

BOB DYLAN Quella volta al Folkstudio

IL PRIMO FESTIVAL DI VOICEOVER 27 LUGLIO

/PRIMO (Cor veleno) /TORMENTO /DANIELE VIT

28 LUGLIO /GHEMON /KIAVE

29 LUGLIO

/COEZ & LUCCI from BROKENSPEAKERS info a pag. 21

ARTÙ

Il nuovo volto del cantautorato italiano


Summer 2012 Piscina mt 25x12.5 Orario: tutti i giorni 9.00/19.00 VALCANNETO (Cerveteri) - Via A. Vivaldi, 1 Tel. 069908088 www.villagefitnessclub.it

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Musica

ARTÙ

TRA MUSICA E SOLITUDINE

Territorio Intervista a

FRANCESCA DI GIROLAMO

8

Web Comedy

Intervista ai

THE PILLS

Teatro

ROMA A TEATRO

6 7 9 10 11 15 16 20

17/19

Eventi

GUIDA DI LUGLIO

I principali eventi culturali della Capitale

Rubrica

LENTO COME UNA LUMACA

Ambiente

BISTECCA DI TOFU Attualità

Rubrica

22

LaBACHECA diALLURE Rubrica

TERRAdegli uominiINTEGRI

IL DIRETTORE IRRESPONSABILE

Ambiente/Rifiuti

PIANO RIFIUTI REGIONALE

Ambiente

ENERGIA IN MOVIMENTO

Eventi

LOCURA MUSIC FEST

Rubrica MusicaINDIE

Etruria Eco Festival

CONTO ALLA ROVESCIA

Rubrica

IL VECCHIO E IL BAMBINO

23

Benessere

MODART: PRODOTTI ECO

24 25 26

Rubrica

PENSIERI SMARRITI

ANEDDOTI DEL ROCK AccaddeOGGI

Rubrica

RISVEGLI

BLOW UP

RubricaPOLAROID Rubrica

CANI SCIOLTI Rubrica

PUNK PENSIERO Rubrica

L'INCIPIT

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Rubrica

I RAP VOTI

Rubrica

LA SUP/POSTA Graffi

FISCHIperFIASCHI Rubrica

UNAPOLTRONA PERDUE

LeCARTE diPETERS

Rubrica

27

31

Rubrica

Rubrica

LA FINESTRA DI FRONTE

29 30

Rubrica

Racconti a puntate

BUONANOTTE TOPINI, BYE BYE

di Flavio Atzori

POURQUOI ES-TU TRISTE?

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14

EDITORIALE direttore@voiceovermagazine.it

32

Rubrica La NEWYORKESE Rubrica

TRAVELLING WITHOUTMOVING

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London

UNDERGROUND

OROSCOPO

Periferia di Marrakech. Gli occhi pietrificati che nascondono uno smarrimento grande, quasi sgomento. Non per la domanda in sé - ognuno di noi ha una sua coscienza con cui fare i conti la sera - quanto piuttosto per la persona che mi ha rivolto questo innocente quesito senza nemmeno conoscermi. Facciamo un salto indietro, un flash-back. Roma, un giorno di fine Aprile qualsiasi. Apro la mia mail con la richiesta di una ragazza di farmi leggere un suo scritto. Una giovane con un desiderio, quello di poter lavorare nell’editoria. Il suo è il percorso di tanti volenterosi: studio, abnegazione, volontà. Come me, come lei, come tantissimi di noi, ognuno nel suo campo. Uno sfogo più che un articolo, dettato dalla volontà di esternare un disagio che in molti viviamo: giovani, meno giovani, maschi, femmine. In questo, il senso di frustrazione è democratico: colpisce tutti. Viviamo in un periodo duro, difficile, in grado di rubarci i sogni. In questa sorta di lettera che ho avuto l’onore di leggere, c’è rabbia e frustrazione; c’è la descrizione di molti ragazzi che non hanno retto il colpo (nera cronaca di questi mesi), ma anche la volontà di voler fare qualcosa di nuovo, di differente. C’è uno spiraglio di luce in tanta, troppa sofferenza. Quella che un po’ accomuna l’Italia di oggi che non sa come fare ad andare avanti. Periferia di Marrakesh, qualche giorno dopo. La dea bendata mi ha portato qua, solo in una macchina. Drive tra le orecchie, e strade desolate. Un giro per il Marocco più profondo, montano, fatto di silenzi, vallate, pastori, case in pietra, desolazione, polvere. Uno scenario povero, colorato, che ti penetra dentro. Qualche fantasma nella testa mi accompagna fin da Roma, ed è inevitabile che, quando ci si trova soli in posti del genere, la mente voli proprio verso tali pensieri. Accosto in una vallata per scattare qualche foto, e mi fumo una sigaretta, in compagnia di un collega. Pourquoi es-tu triste? Mi giro, quasi indispettito. Ma chi è che si permette di rivolgermi tale domanda? Lo sguardo cade su un nanerotto alto forse un metro, del color delle montagne del Marocco, con accanto un asinello. Un bambino di non più di 5 anni. Non mi ero nemmeno accorto che questo giovanissimo pastore era lì da 20 minuti buoni e parlottava con il mio collega, divertito da quella scena. Lui, nella sua povertà estrema e innocente, non capiva perché il signore occidentale aveva lo sguardo scuro, pensieroso. Dopotutto, avevo quella “magica” macchina fotografica che cattura il mondo, avevo un'auto, bei vestiti, non dovevo preoccuparmi dell’eventualità di una sera a digiuno. Eppure “Chiede perchè il signore è triste” mi traduce il collega, considerando come il mio vocabolario di francese si fermi ad un paio di parole. Lo ammetto, lo smarrimento da parte mia è stato grande. Saranno clichè, ma quei 10 minuti passati con quel bambino a mostrargli come funziona quella magica macchinetta che cattura il mondo mi hanno offerto un po’ di sereno, e dato ancor più la forza per combattere le battaglie del nostro mondo, con un sorriso. Quelle battaglie, raccontate anche in quella lettera arrivata nella mia casella di posta, che ognuno di noi non deve mai smettere di affrontare.

VOICEOVER ECOMAGAZINE Anno 2 - Numero 14 Direttore responsabile: Flavio Atzori Responsabile editoriale: Gianfranco Marcucci Responsabile commerciale: Chiara De Vincenzo Hanno collaborato:

Emiliano Giacinti, Michela Andreini, Roberto Brini, Paolo Trucchi, Alessia Fiorani, Simone Giacinti, Igor Artibani, Carlo Cuppini, Rita Leorato, Nancy Gasbarra, Shaila Risolo, Arianna Mariani, Marzia Maier, Elena Laurenti, Gyani, Matteo Forte, Italo Gionangeli, Arcangelo Simioli, Francesca Pompili, Antonio Consalvi, Stefano Fiaschi, Aldo Anchisi, Roberto Fantini Perullo, Matteo Orlando, Niccolò Cerulli, Nadia Bellotti, Stefano Frischigneto, Giuseppe Vitali, Marina Marcucci, Martina Droghei, Manuela Blonna, Emilia Rosa, Flavia Scalambretti, Felice Sorrentino.

Redazione

di Giugno

Via La Spezia, 74 int. 2 Ladispoli (Rm) Tel. 0699220146 Cel. 392.4269182 - info@voiceovernetwork.it

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Progetto grafico: Radici Creative

MONDO

Via La Spezia, 74 - 00055 - Ladispoli (Rm) info@radicicreative.it

Art director: Jessica Sergi Editore: Associazione Culturale VoiceOver Presidente: Matteo Forte Via Vilnius snc - 00055 Ladispoli (Rm)

Stampa: Tipografia Agnesotti Viterbo (Vt) Chiuso in redazione sabato 3 luglio 2012

Registrazione del Tribunale civile di Civitavecchia n. 989/2011 Autorizzazione n. 5 del 20/07/2011 La riproduzione totale e parziale d’immagini e articoli è vietata senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Il contenuto degli articoli rispecchia l’opinione dei singoli autori.

Hanno permesso l'uscita di questo numero: Le banche - I rettiliani - Gli infiniti crediti - Le sòle cadute in oblio - I biondi - Strani convegni - La massoneria - Il mal di schiena - Gli scoperti

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VELOCE COME UNA LUMACA

di Gianfranco Marcucci

Di professione grafico nel mezzo del Cammino della sua terza vita. Qui raccolgo idee e sensazioni. Progetti per il futuro? Decrescere.

SEGNALI DI VITA. IN DUEMILA IN FILA PER UN INTELLETTUALE

E

Erano in duemila in fila lo scorso 13 giugno a Bologna al convegno promosso da “La Repubblica” al quale ha partecipato Zygmunt Bauman, uno degli intellettuali contemporanei più stimati, sociologo e padre della società liquida. Quella folla composta per lo più da giovani è un segnale concreto di discontinuità e di cambiamento per un ritorno nella scena pubblica della cultura che è di per sé elemento imprescindibile e necessario del dibattito politico e sociale. Se guardiamo al passato filosofi, sociologi e pensatori in genere hanno sempre contribuito alla formazione del pensiero e della prassi politica. Al contrario in questi ultimi decenni il nuovo re del mondo ovvero il mercato con le sue logiche perverse ha favorito l’ascesa di altri specialisti della materia, primi fra tutti gli economisti, categoria sociale in cui rientrano gli uomini delle banche, delle lobbies finanziarie e degli enti economici nazionali e sovranazionali. A partire dalle stanze del potere fino a finire in quelle dei mass media la formazione dell’opinione pubblica è affidata alle asserzioni piene zeppe di numeri e formule (spread, bond, PIL, rating) di queste calcolatrici umane. La loro ideologia è basata sul liberismo e

la crescita selvaggia e credono che la nostra vita sia finalizzata solamente a produrre per consumare e consumare per produrre. Questi uomini imperturbabili non si curano minimamente dei disastri che questa logica sta generando in maniera irreversibile a livello globale (redistribuzione iniqua, danni all’ambiente, guerre, carestie). La crisi che stiamo attraversando è il risultato di questo nuovo fascismo finanziario che negli anni ottanta e novanta con la globalizzazione ha raggiunto il massimo splendore ma che oggi evidenzia tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni. Dalle loro centrali del potere ci continuano a ripetere come un mantra che per uscire dalla crisi economica bisogna rilanciare i consumi, che dobbiamo ricominciare a crescere e non pensano mai che a questo punto il problema è proprio che siamo cresciuti troppo a scapito di altri popoli e dell’ambiente che ci circonda. Siamo ormai dei giganti intrappolati in una strettoia e non abbiamo idea su come uscirne. Dobbiamo smetterla di pensare a crescere se non abbiamo chiara in mente la direzione che bisogna intraprendere come Società.

di valori vacui ed immorali ascolto questi leader politici di destra e di sinistra, italiani e stranieri, che ripetono a memoria le tre quattro parole di rito (domanda, consumi, spread, crescita) inculcate nella loro mente da qualche loro consigliere economico. In questa classe dirigente non vedo mai lo sforzo e la volontà di sposare una nuova idea di società, un nuovo sogno da perseguire. Nelle loro parole non c’è mai la speranza per la costruzione di un nuovo vivere comune. Gli uomini hanno bisogno di nuove dottrine politiche per orientare le loro azioni sociali. Senza un pensiero comune che diventa sogno collettivo si gira a vuoto in preda ad un individualismo esasperato, edonista e perciò pericoloso. È tempo di un ritorno della cultura nell’alveo della politica a danno della tecno-finanza. Bisogna tornare ad ascoltare le idee di studiosi e uomini di cultura che pensano al futuro dotandolo di senso e di speranza.

Davanti a questa epoca folle che sta finendo sotto i colpi di nuove povertà e

Un’epoca sta finendo con i suoi miti e i suoi valori. Abbiamo bisogno di altri valori e di un’altra idea di progresso per riprendere in mano il nostro destino. Tanto per esser chiari, meglio uno come Zygmunt Bauman piuttosto che Mario Monti alla guida del nostro Paese.

o sicuri Ma siam o rogress che il p sere deve es scita? solo cre Tiziano

Terzani

In una location unica, lontana dal centro abitato, circondata dal verde e con un ampio parcheggio gratuito il BE BOP A LULA è lo stabilimento balneare dove trascorrere in completo relax le vostre vacanze. Per i buongustai, oltre ad un fornitissimo bar, il ristorante offre innumerevoli specialità di pesce e gastronomia fredda da degustare in suggestive terrazze sul mare. Inoltre la sera, oltre al ristorante è possibile gustare anche un’ottima pizza a lunga lievitazione. E come da tradizione ormai ultra ventennale il BE BOP A LULA dopo la mezzanotte si trasforma nel locale più movimentato della cittadina balneare, serate dance revival e commerciale con i migliori dj del litorale. Gli appuntamenti sono tutti i mercoledì con la musica di Miki Johnson DJ ed il sabato con Marco Angeli DJ. Ottima cucina, musica e divertimento sono e saranno sempre i nostri punti di forza.

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Ambiente

Attualità

BISTECCA DI TOFU

IL DIRETTORE IRRESPONSABILE

Visione critica della situazione.

di Matteo Orlando

Pensieri e parole sul mondo che ci circonda.

Sapevamo già che non sarà il Mercato a salvare il Pianeta Terra

Europei, Pride e Metrosexuals

Rio, vent’anni dopo: 170 Paesi e la strana proposta di un capitalismo più “green”.

C

C’era un legittimo presentimento che il summit Rio+20 avrebbe rivelato che non c’è stata, negli ultimi vent’anni, alcuna evoluzione nel difficile e forse impossibile connubio tra Sviluppo e Ambiente. L’aggiornamento dello scorso giugno del famoso Summit della Terra del ’92 ha riunito, ancora una volta a Rio, 170 Paesi, le Organizzazioni non governative e i gruppi lobbistici di tutto il mondo. Il futuro “verde” del Pianeta, con un Capitalismo riformato e sensibile, lanciato in un Green New Deal, interpretazione ecologista del paradigma liberista, è l’obiettivo puntualmente annunciato ma poi mancato dalle politiche internazionali su sviluppo e ambiente. La proposta di una nuova economia di mercato basata sulla sostenibilità ecologica e sociale, è drammaticamente contraddetta dallo stato delle cose. Parallelamente a Rio+20 è stato convocato un contro-vertice dei movimenti contadini, indigeni, per l’acqua, la sovranità alimentare e territoriale riuniti nell’Assemblea dei Popoli - Cúpula dos Povos - per affermare “la necessità di un rapporto equo ed equilibrato con la Madre Terra”. Le conclusioni dell’incontro descrivono la “green economy” come espressione del modello capitalistico tradizionale: il “capitalismo verde” si è limitato ad aprire nuovi business nei settori “verdi”, semplicemente tentando di mettere a profitto l’atmosfera, le foreste, gli oceani, l’acqua, attraverso la creazione di speciali mercati artificiali come quello dei permessi di inquinamento e delle concessioni allo sfruttamento degli stock e dei flussi naturali. Non si è di fronte ad una Rivoluzione Ecologica bensì al consolidamento dei processi di appropriazione da parte delle aziende nei confronti del Pianeta in tutte le sue

parti. Un processo di subordinazione delle società naturali e dell’ecosistema al mercato finanziario. Per risolvere questo atteggiamento in favore di una tutela condivisa dei Beni e dei Diritti, gli Stati sono schiacciati dalle richieste dei grandi gruppi economici e finanziari. Invertire radicalmente la rotta delle strategie di produzione e di consumo ed affrontare, nel medesimo istante, il default del sistema finanziario globale, la crisi, gli Stati che falliscono, la recessione, i nuovi assetti politici, è un obbiettivo posto molto oltre la parola “sostenibilità”. Il Sistema non sembra riuscire ad adattarsi al cambiamento globale che esso stesso ha prodotto, neppure utilizzando gli strumenti che si è proposto di utilizzare, cioè gli strumenti del Mercato. Non sarà l’economia a salvare il Pianeta. Nnimmo Bassey, presidente degli Amici della Terra, ha incontrato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Kimoon, e i rappresentanti del Vertice dei Popoli e ha scherzato sul fatto che la Carta delle Nazioni Unite dovrebbe iniziare con “Noi, le Corporation delle Nazioni Unite”. Humor nero. Altra battuta secca nei confronti dei lavori del Summit viene dalla rivista dell'Enea, l'Eai (Energia, ambiente, innovazione): “il futuro che vogliamo non è stato ancora immaginato”. È vero, la Green Economy rappresenta a conti fatti un enorme pallone gonfio di aria. Quelli che pubblicizzano i centri commerciali appena inaugurati. I buoni consigli agli Stati e ai colossi multinazionali continueranno a non essere sufficienti a controvertere gli amari pronostici sul futuro del Pianeta, tra crisi economica e crisi ambientale. Il Secondo Rio sarà ricordato come un evento di importanza epocale finito in un nulla di fatto epocale.

di A. Volta

Foto di: Valentino Bonini

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Giugno, tempo di Europei di calcio. In pieno tormentone calcio scommesse arrivano scottanti rivelazioni: pare che della nazionale italiana facciano parte due gay, un bisessuale e qualche metrosexual. Non pensate male, i disservizi della nuova linea della metro B1 a Roma non dipendono da questi ultimi. I metrosexuals sarebbero gli etero che dedicano particolare attenzione al proprio look. Avete presente le pubblicità con immagini da spogliatoio di Dolce e Gabbana? Ecco ci siete. Dopo il presunto scoop, vengono annunciate domande agli interessati. Anche sulla scorta delle coraggiose prese di posizione sul tema dell’allenatore Prandelli, in una delle quotidiane conferenze stampa della nazionale viene chiesta un’opinione in merito al calciatore di turno. È possibile vivere serenamente il proprio orientamento sessuale in ambito calcistico? Ci sono commenti sulle preferenze sessuali degli azzurri? Per la legge dei grandi numeri sull’argomento i giornalisti si trovano a interrogare Antonio Cassano. Un po’ come chiedere a Totti un parere sulla gloriosa storia della Lazio subito dopo un derby. Il ragazzo si imbarazza ma non si risparmia. Chiarisce che preferisce non esprimersi, consapevole dei suoi limiti dice di non voler essere frainteso. Tuttavia “delizia” la platea chiedendo in principio se la domanda sia proprio “ci sono froci in nazionale?”. E in ogni caso ci tiene a chiarire che sono solo problemi loro. Poteva andare peggio, la conferenza stampa si conclude senza rutti e bestemmie e non si registrano molestie o scippi in sala. Qualche giorno dopo per correre ai ripari viene pubblicata un’intervista a Marchisio in cui il giocatore della nazionale si dichiara favorevole al riconoscimento delle unioni tra perso-

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ne dello stesso sesso, confermando che oggi in ambito calcistico un giocatore che avesse un fidanzato piuttosto che una fidanzata non sarebbe purtroppo visto bene. Ecco, nessuno si aspettava che la nazionale guidasse il movimento per i diritti civili ma evitare l’effetto “Cassano portavoce” sarebbe stato chiedere troppo? Almeno avrebbero potuto affiancargli un Bonucci a caso pronto a tappargli la bocca all’occorrenza. Il mese di giugno è anche il mese in cui tradizionalmente si svolgono le manifestazioni del Gay Pride. A giugno del 1969 a New York ebbe luogo la rivolta di Stonewall, tappa storica per l’inizio delle battaglie per i diritti civili della comunità gay. Pride sta per orgoglio. Orgoglio per la propria sessualità contro un’impostazione che vorrebbe soffocare le espressioni differenti da quella eterosessuale, definendole come varianti problematiche se non malate. Rieccoci al principio del “problemi loro”. Nonostante ci sia chi ancora fatica a capirlo, l’orgoglio, anche spettacolarizzato, è uno strumento di difesa fondamentale per passare da una vergogna indotta ad una visibilità imprescindibile per poter conquistare dei diritti. Non si tratta, come a volte fa comodo dire per banalizzare, di una bandierina che viene sventolata a fini di autocompiacimento o magari di trasgressione disturbante. In una comunità civile un fenomeno è rispettato appieno solo nel momento in cui viene formalmente riconosciuto, e non semplicemente tollerato. Ed è ben noto come in questo paese non solo non esista ancora il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, ma addirittura non si sia ancora riusciti a recepire le indicazioni europee per una legge contro l’omofobia. Tu chiamale se vuoi, rimozioni…


Territorio

LA CULTURA È GIOVANE!

di Matteo Forte

Matteo Forte, Presidente del Consiglio Comunale dei Giovani, incontra e intervista Francesca Di Girolamo, neo Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Ladispoli.

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Nel nuovo panorama amministrativo di Ladispoli i set- le dei Giovani, devi poter partecipare alle sedute di Giun- Data la vicinanza con le elezioni, quest'estate è stata tori della cultura e dello spettacolo sono in mano agli ta in cui si discutono delibere che riguardano le politiche organizzata, possiamo dirlo, in un clima quasi di emeresponenti più giovani dell'amministrazione. Tu e Fede- giovanili e alle commissioni consigliati in cui si studiano genza. Come intendete improntare invece il lavoro negli rico Ascani gestite e gestirete due dei settori su cui da atti importanti per l'espletamento del loro mandato. Non anni a venire? sempre sono puntati gli occhi di noi ragazzi. lasciamo che il CCG sia solo un orpello di rappresentanza! «Il clima di emergenza in cui ci stiamo muovendo, se da «La cultura è giovane! È dinamica e ricerca conti- Dal canto mio, le stanze dell'assessorato alla cultura sono una parte ci obbliga a rivedere la quantità di eventi in carnua. Ha bisogno di tante energie per poter funzio- sempre aperte e ogni contributo da parte dei giovani con- tellone, dall'altra ci impone di affrontare una seria riflesnare e portare ai risultati sperati. Quelli che van- siglieri è apprezzatissimo!». sione sulla produzione di cultura per il nostro territorio. no verso un'innovazione della sua gestione, in Speriamo che quest'appello venga accolto. Andiamo nel Ladispoli dovrà diventare un luogo d'accoglienza per gli un'ottica di interdisciplinarità e di visione globale». vivo della questione: estate a Ladispoli. Cosa propone artisti. Con i luoghi a nostra disposizione potremo garanNella nostra città c'è un folto tessuto il Comune di Ladispoli alla cittadi- tire, nella fase produttiva degli eventi, una circuitazione di associazioni culturali, di promoziodi spazi e servizi, offrendo agli artisti la location ideale per Ascolto il rock classico nanza? ne sociale e più in genere di volon«Oltre al cartellone di eventi a cui finalizzare i loro prodotti e consegnare alla città delle imdei Rolling Stones, tariato. Inoltre numerosissimi sono sta alacremente lavorando Federico portanti anteprime. Ladispoli deve trovare il suo unicum, quello psichedelico dei i gruppi informali che operano nei (Ascani, ndr) vorremmo già da que- un po' come Cerveteri ha fatto con l'Etruria Eco Festival e, Pink Floyd. campi di interesse del tuo assessosta estate lanciare un forte segnale insieme, deve superare l'equazione secondo cui la produIl punk dei Clash rato. Pensate di coinvolgerli attivaalla città rispetto al nostro modo zione di cultura debba essere direttamente proporzionale e la poesia infinita mente all'interno del vostro lavoro? d'intendere la cultura. Attraverso alle possibilità di cassa del Comune. L'assessorato vuole di De André Se sì, come? rapporti con altri Enti stiamo cercan- riformulare il metodo d'offerta d'iniziative di spettacolo, «A livello generale vogliamo impostado di reperire fondi per organizzare, utilizzando i fondi comunali che negli anni avremo a dire il lavoro dell'assessorato in maniera aperta, coopera- nella prima settimana d'agosto, un festival della cultura sposizione per garantire lo start up di nuove idee». tiva, di scambio continuo con gli operatori, i promotori, composto di workshop, seminari, eventi di spettacolo. A Per finire, una domanda che facciamo molto spesso: i distributori di iniziative culturali del territorio. Già si è fine agosto, un'altra settimana di incontro tra le varie di- che musica si ascolta nelle stanze dell'Assessore alle Pocostituito un coordinamento di assessorato, volto a de- scipline dell'arte, attraverso eventi di teatro-danza, "can- litiche Culturali di Ladispoli? centrare la circolazione delle informazioni e a raccoglie- tori della mala", laboratori itineranti per le strade della «Il rock classico dei Rolling Stones e quello psichedelico re il maggior numero di proposte provenienti dalla città. città capaci di coinvolgere dai più piccoli cittadini ai turisti dei Pink Floyd. Il punk dei Clash e la poesia infinita di De Nello specifico, malgrado le difficoltà di cassa che Ladi- di fine stagione. Insieme alla delegata all'integrazione André. Trovo interessante il lavoro dei Baustelle, di Brunospoli, come quasi tutti i comuni d'Italia, sta riscontrando, Silvia Marongiu stiamo inoltre lavorando ad un festival ri SaS e di Vasco Brondi. Mi piacciono anche il Jazz, il blues cercheremo di garantire una stagione plurale, aperta alle delle culture che sia in grado di esplorare anche il vasto e la classica (devo dirlo, altrimenti papà s'arrabbia)». espressioni artistiche locali e, insieme, con un occhio a ciò campo del folklore locale; di Ladispoli e di tutti i popoli che Grazie per il tempo che ci hai concesso. Allora a presto! «Grazie a te per l'intervista». che si muove anche al di là dei nostri confini. Tutto questo il nostro territorio ospita». insieme al consigliere Federico Ascani, delegato a Turismo e Spettacolo, con cui si è da subito instaurato un bel rapporto umano e lavorativo». Oltre agli organismi "privati" e spontanei ce n'è anche uno istituzionale: il Consiglio Comunale dei Giovani (CCG) che raccoglie le istanze dei giovani della città e, filtrandole, le sottopone all'attenzione dell'amministrazione. Quest'organo può, secondo te, trovare uno spazio preciso all'interno della gestione della vita pubblica della città? «Arrivato ormai al secondo mandato, questo organo Istituzionale deve necessariamente trovare la sua giusta collocazione all'interno del quadro amministrativo di Ladispoli. Il CCG è un banco di prova importante e da cui poter attingere per allargare la partecipazione attiva alle scelte amministrative. "Sfrutto" questo spazio per unirmi al coro di quanti ritengano fondamentale l'allargamento alla partecipazione con potere consultivo di un membro a Via Paolo Borsellino, 16 – Cerveteri – Tel/Fax 06.9943281 rotazione del CCG ai Consigli Comunali. Allo stesso modo tu Matteo, in qualità di presidente del Consiglio Comuna-

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Ambiente/Rifiuti

PIANO RIFIUTI REGIONALE: NEMMENO IL TEMPO DI APPROVARLO CHE GIÀ LO VOGLIAMO ABROGARE! È stato approvato il 18 gennaio scorso ed ora un referendum tenterà di abrogarlo. Il Piano Rifiuti della Regione Lazio non ha convinto né la popolazione né diverse amministrazioni comunali in tutta la Regione e in particolar modo nella Provincia di Roma, penalizzata dal dover condividere una fetta grossa di territorio con il Comune di Roma, campione nazionale della produzione di rifiuti urbani. Il 13 giugno sono stati presentati i quesiti predisposti dal Comitato Promotore per i referendum abrogativi di una parte del Piano Rifiuti approvato dalla Regione Lazio. La Legge regionale prevede, in alternativa alla raccolta delle firme per istituire il referendum, che 10 Comuni possano votare a maggioranza qualificata la proposta referendaria in Aula Consiliare. Il quesito referendario dovrà essere votato in almeno 10 Comuni con un bacino complessivo di 50 mila elettori. A iniziare la sfida è Alessio Pascucci neo Sindaco di Cerveteri, che ha anticipato: "Presenterò la delibera al primo consiglio comunale utile. Se un comune voterà favorevole, sarà un esempio per gli altri nove comuni che entro sei mesi dovranno aggiungersi al coro dei NO e rendere immediatamente valido il quesito. Sarebbe un segnale politico fortissimo”. La società civile ha aderito subito alla campagna di sensibilizzazione attraverso i comitati che costellano i territori già coinvolti dal “rischio discarica”. Il Piano Rifiuti approvato ha durata di 5 anni cioè fino al 2017. Prevede due scenari previsionali: lo scenario di piano e lo scenario di controllo. Il primo, decisamen-

te ambizioso, intende portare al 65% la raccolta differenziata dei rifiuti, allineando così il Lazio agli obiettivi previsti dal piano nazionale; l’altro riguarda la riduzione a monte del 10% della produzione dei rifiuti e la realizzazione di un sistema integrato di impianti di recupero e smaltimento che accoglieranno solo i rifiuti trattati. Questo secondo scenario, che subentrerebbe nell’impossibilità di adempiere gli obiettivi fissati nel Piano stesso, si riferisce chiaramente alla realizzazione di nuove discariche e alla messa a regime di tutti gli inceneritori già previsti. Per tali siti non sono individuate localizzazioni precise, bensì ci si limita a definire ambito territoriale ottimale (ATO) ognuna delle 5 provincie della regione. L’Unione Europea, dal canto suo, aveva aperto nel 2007 e chiuso il 20 giugno scorso una procedura d'infrazione contro l'Italia nella quale la Corte europea di Giustizia ha condannato l'assenza di un “piano rifiuti” in numerose province e regioni, tra cui appunto il Lazio, come invece previsto da una direttiva quadro della Ue. Il Piano Rifiuti del Lazio dunque riesce almeno a raccogliere il favore della Commissione europea che, preoccupata per la sua effettiva applicazione, incita le Istituzioni a proseguire negli impegni presi. È la popolazione del Lazio però a chiedere impegni ancora più seri, come l’abbattimento del monopolio sui rifiuti romani. Resta ancora aperta presso la Corte europea la procedura d'infrazione sul trattamento dei rifiuti avviati a Malagrotta, la discarica della Capitale che è anche uno dei più grandi siti d'Europa.

Su Malagrotta è emersa da alcune interviste una verità terribile. "I nostri due impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti funzionano al 50%" - svela un ingegnere della Giovi, la società che gestisce Malagrotta - perché Ama non ci dà i rifiuti trattabili sufficienti e preferisce mandarli in discarica: costa meno. Le quattro strutture potrebbero trattare tutte e 4mila le tonnellate di rifiuti prodotti”. Si fa riferimento ad una certa Autorizzazione di cui Ama necessita per far funzionare gli impianti di selezione a pieno regime e cessare, finalmente, di conferire in discarica i rifiuti non trattati (cosiddetto “tal quale”) come previsto dallo stesso Piano, dalla normativa comunitaria che (gli Stati membri non dovrebbero promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l'incenerimento di materiali riciclati) e della normativa nazionale (i rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento). Allo stato attuale delle cose pare che ad Ama non dispiaccia la possibilità di risparmiare inviando il “tal quale” direttamente in discarica, lasciando sottoutilizzati impianti di trattamento. Eppure gli obiettivi del Piano Rifiuti, piuttosto ambiziosi, erano stati presentati con altisonanti toni dalla Presidenza della Regione Lazio. Sul sito internet della Regione si legge nella presentazione degli obbiettivi del Piano che grazie ad opportuni in-

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di Matteo Orlando

terventi normativi ed economici e alla collaborazione delle province e dei comuni, si punta a ridurre fino a 540mila tonnellate in 5 anni e fino a 640mila tonnellate in 7 anni la produzione di rifiuti in ambito regionale, e a raggiungere il 65% di raccolta differenziata già imposto dalla normativa. Si evince anche l’intenzione di prevenire la produzione di rifiuti, in particolar modo degli imballaggi e che vi sia in una certa misura la cognizione delle operazioni di riciclo. Quanto allo smaltimento, questo comprende ogni azione diversa dal recupero come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, l’iniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali, l'incenerimento o il deposito permanente (ad es. sistemazione di contenitori in una miniera). Proprio per questa ultima parte, legata alla chiusura del ciclo dei rifiuti, il Piano regionale non riesce a raccogliere la fiducia di chi, negli ultimi anni, ha già lottato contro l’imposizione di “nomination” a siti idonei ad ospitare una discarica o un inceneritore.


QUANDO L’ENERGIA PENSA AL FUTURO

L

L’ha dichiarato l’Onu: il 2012 è l’anno della sostenibilità energetica per tutti; dal canto suo l’Unione Europea ha varato la nuova strategia Energia 2020 che si ripropone di garantire rifornimenti di energia sostenibili per far fronte alla sfida del risparmio energetico. Dunque al centro dell’attenzione in entrambi i casi, sia a livello nazionale che internazionale, c’è il settore energetico che si sta orientando sempre più verso l’efficienza e l’uso di energie rinnovabili. Non è un caso: il mondo implora stili di vita più sostenibili e non si può più fare come se niente fosse. Tutti, nel grande e nel piccolo, dobbiamo fare qualcosa per prenderci cura sia del mondo che delle nostre vite. Tutti insieme sì, ma anche ognuno singolarmente. Perché siamo tutti responsabili di quello che accade sul pianeta Terra e tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Riduciamo i consumi, per esempio, promuoviamo l’uso di energie alternative, favoriamo modelli di vita e d’impresa rispettosi di uomo e ambiente, alleggeriamo la nostra impronta ecologica. Nella Tuscia un bel passo è stato fatto con Energia in Movimento, l’evento che

di Carlotta Caroli

Ottimi i risultati della prima edizione di ENERGIA IN MOVIMENTO la manifestazione “verde” che ha avuto luogo a Viterbo venerdì 15 e sabato 16 giugno 2012. nelle giornate di venerdì 15 PER INFO: www.energiainmovimento.net - info@energiainmovimento.net - press@energiainmovimento.net e sabato 16 giugno 2012, ha sensibilizzato cittadini, istituzioni e azien- ri - siamo soddisfatti dei risultati ottenuti, sempre nel nord Italia o a Roma, quindi, de su temi quali: sostenibilità, competi- speriamo che col tempo riusciremo ad quando abbiamo saputo di questa matività, sicurezza energetica. Si è discusso espanderci ulteriormente”. nifestazione a Viterbo, non abbiamo esidi energie rinnovabili, di mobilità sosteni- Energia in Movimento è un’idea e le idee tato a partecipare: significa che anche la bile, di miglioramento dell’efficienza del vanno portate avanti nel tempo con co- nostra provincia sta ampliando le vedute trasporto pubblico, di stili di vita rispetto- stanza. Il successo di questa prima edizio- e sta guardando al futuro. Buon segno. si dell’ambiente. Di più: è stato creato un ne ci spinge a proseguire con questo pro- Sono rimasto molto soddisfatto: la fiera network per mettere in comunicazione getto - ha commentato Giulio Maldacea, è stata progettata, realizzata, condotta cittadini, imprese, istituzioni e università l’altro organizzatore. in modo perfetto - è stato il commento di e combinare sostenibilità ambientale e Anche l’Assessore alle politiche ener- Gianni Iacarelli di Vip Electronics - Ho ricoesione sociale favorendo le economie getiche del Comune di Viterbo, Chiara scontrato un afflusso di pubblico tutto inlocali anche attraverso l’impiego delle Frontini, si è detta soddisfatta: Ci adope- teressato. I molti contatti presi sono tutti rinnovabili. Sono stati due giorni di con- reremo per fare in modo che Energia in mirati, ora sta a noi operatori valorizzarli vegni, seminari, laboratori, test drive che Movimento non sia solo un evento spot al massimo. hanno dato una smossa alle coscienze dei ma abbia continuità nel tempo e prose- È d’accordo anche Marco Ponziani di Al1.200 visitatori che vi hanno preso parte. gua nella sua missione di sensibilizzare i terenergia: bella, Energia in Movimento, non il solito showroom; si è rivelata molto 10 workshop; 21 stand espositivi; 9 mezzi cittadini. di trasporto - tra bici, moto, auto elettri- Entusiasti dei risultati ottenuti anche gli vicina alle persone, permettendo loro di che - adibiti ai test drive che sono stati standisti e gli sponsor che hanno propo- aprire la mente e cominciare a pensare in sto i loro prodotti durante Energia in Mo- un altro modo. oltre 350; 15 i fornitori locali coinvolti. E i risultati della prima edizione fanno vimento. Andrea Barbaranelli e Mauro ben sperare per il futuro. La gente che Galloni, rispettivamente ingegnere e ar- Morale: l’energia è in movimento. E noi ha preso parte a Energia in Movimento è chitetto, nonché amministratori e proget- pure. Muoviamoci allora: è tempo di alla gente sensibile alle tematiche che oggi tisti di Visalia Energia hanno commenta- leggerire la nostra impronta ecologica, rappresentano il futuro - ha commentato to così: Lavoriamo nel fotovoltaico, finora ovvero il nostro impatto sul pianeta TerArturo Gianvenuti, uno degli organizzato- le fiere cui abbiamo preso parte erano ra. Eccome se ne vale la pena.

GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE PER L'ACQUISIZIONE DI ENERGIA ELETTRICA FOTOVOLTAICA dell'Etruria Meridionale L'Associazione Culturale “Libera Polis”, con il patrocinio del Comune di Ladispoli, entrambi impegnati per la riduzione dell'inquinamento da fonti non rinnovabili e per l'autosufficienza energetica locale, promuovono un GAS Fotovoltaico. Lo scopo del gruppo di acquisto solidale di energia elettrica fotovoltaica è quello di unire le forze per andare a spuntare le migliori condizioni del mercato, unitamente a consistenti sconti economici in virtù dell'acquisto collettivo. In questa fase sono aperte le Pre-adesioni e sarà possibile partecipare in diversi modi: 1) come privati o aziende che hanno un tetto a disposizione e vogliono investire proprio capitale; 2) come privati o aziende che hanno un tetto a disposizione, non hanno capitale da investire, ma possono dare garanzie per un finanziamento le cui rate si ripagano con gli incentivi GSE; 3) come privati o aziende che hanno un tetto a disposizione ma difficoltà sia ad investire risorse proprie che a dare garanzie per un finanziamento. Ovviamente in ognuno di questi casi i vantaggi sono diversi. Nel primo caso (1) i vantaggi sono maggiori: elettricità autoprodotta gratuita da subito, contributo fisso GSE per 20 anni, tempo di rientro dell'investimento 6-7 anni (riferito al Conto Energia in vigore), dal 7° al 20° anno si guadagna. Nel secondo caso (2) i vantaggi sono diversi: elettricità auto-prodotta gratuita da subito, contributo fisso GSE

per 20 anni, nessun anticipo, nessuna spesa, rate del finanziamento che si ripagano con il contributo GSE, tempo di rientro dell'investimento 9-11 anni, dall'11° al 20° anno si guadagna. Nel terzo ed ultimo caso (3) invece: a fronte di nessun impegno, oltre disponibilità del tetto in comodato d'uso per installare pannelli, si ha uno sconto in bolletta per 20 anni dal 30 al 45% sui costi dell'energia elettrica. Come negli altri casi inoltre l'abitazione assume una classe energetica più alta ed una rivalutazione sul mercato immobiliare. In caso di vendita dell’immobile il nuovo proprietario godrà del beneficio derivante dall’impianto fotovoltaico. Dopo 20 anni si diventa proprietari dell'impianto. La vita media utile di un impianto è di oltre 30 anni. Oltre al risparmio economico sui costi in bolletta, ci sono diverse altre ragioni a favore dell’energia pulita che produce un impianto fotovoltaico; ne citiamo solo due per brevità. Evita l’immissione in atmosfera di grandi quantità di anidride carbonica, principale responsabile dell’effetto serra. (Un impianto da soli 4 Kw residenziale in funzione nell’Italia Centrale per 20 anni evita l’immissione di 20 Tonnellate di C02 nell’aria) e contribuisce

all’abbattimento dei costi dell’energia, non del suo aumento. (fonte Gestore del Mercato Elettrico GME: www.mercatoelettrico.org). Il Gruppo di Acquisto tratterà per la fornitura collettiva dei moduli, gli inverter e tutti i materiali necessari alla realizzazione degli impianti in modo da ottenere un miglioramento dell'offerta (anche notevole) che sarà direttamente proporzionato con il numero di adesioni raccolte complessivamente. Ricordiamo inoltre che aderendo al gruppo di acquisto è anche possibile smantellare gratuitamente l’eternit (altamente tossico e cancerogeno) e sostituire la tettoia (sempre a costo zero) con pannelli fotovoltaici per i quali riceveremo in cambio la corrente elettrica. Un’occasione da cogliere per tutti, resa possibile grazie agli incentivi del conto energia. Affrettatevi prima che finiscano! Per quanto riguarda il credito bancario, si stanno privilegiando accordi di finanziamento con Banca Etica e le banche di credito cooperativo. Il gruppo di acquisto è inoltre aperto alla collaborazione con tutti gli installatori locali che vorranno contribuire alla installazione degli impianti.

UN ENSEMBLE GIOVANILE BAROCCO Per far rivivere Händel a Cerveteri È iniziata il 29 giugno la creazione dell’Ensemble Giovanile Baroccoche che avrà sede in Cerveteri e sarà preceduto da un laboratorio musicale formativo gratuito. Il laboratorio, patrocinato e realizzato insieme al Comune di Cerveteri e cofinanziato dalla Fondazione Cariciv, è una sezione del più ampio progetto Händel e Cerveteri creato nel 2009 da Chez Arts Compagnia, che ha già realizzato concerti e convegni e prevede mostre documentarie e rappresentazioni teatrali sulla figura del grande compositore Händel e sulla musica da lui composta durante la permanenza in Italia tra il 1707 e il 1709. Il laboratorio sarà realizzato in quattro weekend di lavoro nei mesi di giugno (venerdi 29 e sabato 30), luglio (20, 21 e 22 e ancora 27, 28 e 29) e agosto (3, 4 e 5), insieme alla clavicembalista Rosalba Lapresentazione, al violinista Corrado Stocchi e al controtenore Mario Bassani, secondo moduli di lezione individuale, musica d’insieme e corale, alla fine dei quali gli studenti meritevoli avranno una borsa di studio e si esibiranno in piccoli concerti di fine corso. A seguito delle richieste ricevute il laboratorio sarà aperto, oltre che alla sezione archi e canto, anche ad altri strumenti che vogliano condividere questa esperienza formativa particolarmente nel percorso di musica d’insieme e basso continuo. PER INFO: www.hensemble.it - Tel. 342.7351181 Facebook: Handel Ensemble

Per maggiori info: Associazione Culturale Libera Polis, Simone Itri E-mail: liberapolis@email.it - Tel. +39 335.67.89.482

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Eventi

Il LOCURAMUSICFEST

ZoneTV

di Manuela Blonna

TORNA IL 28 LUGLIO!

La prima web tv di Bracciano e dintorni. Attualità, politica, sport, società e altro ancora!

di Daniele Coltrinari

L’evento estivo di Oltretorrente avrà quest’anno come headliner i KUTSO. La location sarà il Six Beach House di Cerenova.

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È il 28 Luglio il D-day fissato per la 3° edizione del Locura Music Fest, evento organizzato dall’Associazione Culturale Oltretorrente. Nato nel 2010, si pone come obiettivo quello di creare un’alternativa musicale nel panorama estivo del nostro litorale partendo sì dalla cittadina di Ladispoli, ma anche con l'intenzione di affermarsi pian piano come un appuntamento fisso soprattutto per i giovani, che possa nel tempo crescere e perfezionarsi. Si tratta di una manifestazione della quale l’Associazione Oltretorrente va particolar-

mente fiera ed è stata portata avanti negli anni con grande impegno. “È fondamentale far conoscere al pubblico, un tipo di musica che altrimenti non troverebbe collocazione attraverso i canali standard - spiega lo staff - per questo motivo abbiamo scelto sempre gruppi validi, non troppo noti, che si accordassero con quel pizzico di follia, la Locura appunto, che caratterizza il nostro evento”. Il nome prende spunto dalla serie tv Boris. E proprio uno dei suoi protagonisti, Valerio Aprea, è intervenuto lo scorso anno nell’arco della manifestazione per mostrare tutto il suo apprezzamento. “Un evento del genere non sarebbe possibile senza il grande lavoro dell’intero staff, ognuno con incarichi diversificati - continuano i membri dell’Associazione - che ci tengono impegnati per diversi mesi precedenti al debutto. Siamo particolarmente fieri dei risultati ottenuti, l’obiettivo era anche quello di offrire uno spettacolo diverso, coniugando il classico concerto ad un intrattenimento interattivo del pubblico attraverso attività tipicamente Locura, come Il confessionale e lo stand “Viette a fa na foto”, frutto del lavoro del nostro fotografo Matteo Maggini e della nostra area creativa”. Ad inaugurare

I GRANDI REPORTAGE SUL NOSTRO TERRITORIO SOLO SU www.zonetv.it

GRANDE SUCCESSO PER IL MERCATO DELLA TERRA

la prima edizione sono stati i pisani Zen Circus, coadiuvati dalla band emergente Sindrome di Ménière. Nel 2011 il salto di qualità con i Bud Spencer Blues Explosion e il gruppo indie jazz Underdog che hanno animato un evento di ben due giorni. Per l’occasione è stato allestito anche un second stage, dove si sono alternati molti gruppi emergenti, ai quali è stata data l’opportunità di esibirsi in acustico (Kevlar project, Phonic Culture Club, Astrid Hotel, My Radio Boy, Chaba). Cambio di location per l’edizione 2012. Se nel 2010 e 2011 il Locura Music Fest si è svolto nell’Area Verde di Via dei Delfini a Ladispoli, l’Associazione Oltretorrente per il 2012 ha scelto il Six Beach House di Cerenova, dove ha già sperimentato con successo il Summer Party per i nuovi tesserati. Un’unica serata in due tempi. Headliner sono il gruppo romano Kutso (si scrive così, ma si pronuncia come potete ben immaginare). Dopo aver aperto i concerti di Bugo, Radici nel cemento, No Braino, Bud Spencer Blues Explosion, Roberto Angelini, e vinto numerosi contest, salgono agli onori della cronaca con il primo Ep “ Aiutatemi”, con-

Si è conclusa il 3 giugno ad Anguillara Sabazia la prima edizione del mercato dei prodotti biologici e del buon cibo a Km zero. Zone Tv ha seguito l’ultimo appuntamento realizzando un reportage della giornata. Guardalo su www.zonetv.it

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tenente la traccia video con cui la band ha vinto il premio per la tecnica al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti). Successivamente vincono il MarteLive ed arrivano in semifinale al concorso Italia Wave. Si definiscono, provocatori, gioiosi ed irreverenti, utilizzano la musica come mix esplosivo di nonsense per trascinare il pubblico in un’atmosfera surreale e sgangherata. Alla band seguirà dj set revival sulla spiaggia! Il 28 Luglio, non mancate! In foto dall’alto: Sindrome di Ménière Bud Spencer Blues Explosion Underdog

PER INFO SULLE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE: Facebook Oltretorrente Associazione Culturale Mail oltretorrente@hotmail.it

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Contatti: zonetv@live.it Facebook: zonetv.multimediawebchannel Twitter: @ZoneTV1

Inaugurato il 10 dicembre 2011 il mercato della Terra di Anguillara Sabazia ha chiuso temporaneamente i battenti per la pausa estiva lo scorso 3 giugno. Voluto fortemente dall’amministrazione anguillarina su proposta dell’assessore allo Sviluppo Matteo Flenghi e di Argo, il laboratorio di politica e cultura che lo affianca, il mercato a km zero del paese è stato pensato e sviluppato con il sostegno della Provincia di Roma e di Slow Food, l’associazione noprofit fondata da Carlo Petrini nel 1986. Secondo in ordine di nascita nel Lazio, dopo quello di Ciampino, sin dalla prima giornata di inaugurazione si è presentato come centro di promozione e sviluppo di un’idea di consumo più consapevole. Svoltosi ogni prima domenica del mese, nei locali dell’ex Consorzio Agrario di Anguillara Sabazia, i banchi del mercato sono stati letteralmente invasi da prodotti biologici e buon cibo in generale.

Per garantire la freschezza e la genuinità dei prodotti esiste un regolamento disciplinare da seguire e da rispettare attentamente. Un requisito fondamentale che gli espositori devono onorare è la distanza tra produzione e vendita della merce. Ogni prodotto deve essere prodotto in un raggio massimo di 40 km dal banco del mercato su cui viene esposto. I produttori provengono dai paesi del Lago di Bracciano ma anche da altre zone della Provincia di Roma e di Viterbo. I prodotti esposti sono ortaggi, latte crudo e formaggi antichi, pani a lievitazione naturale e farine biologiche, salumi e vini del territorio; e ancora: miele biologico, oli, legumi, birre artigianali, carne, pesce di lago e tanti altri alimenti. La prossima edizione del Mercato della Terra riprenderà nella prossima stagione invernale e già si prevedono per il nuovo anno tante novità dal sapore bio.

PIOTTA: “ANCORA IN PIEDI”

DIVENTA UN TOUR

AL RITMO DELLA BUONA MUSICA LA RACCOLTA FONDI PER IL TERREMOTO

Già dalla prima scossa di terremoto del 20 maggio, il mondo della musica indipendente ha lanciato numerose iniziative di raccolta fondi e di sostegno alle popolazioni dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Decine di musicisti e molti organizzatori si sono resi disponibili gratuitamente a mettere in gioco la loro passione per la musica per alleviare le sofferenze di chi sta ancora vivendo un incubo. Dopo il lancio sulle radio, iTunes e gli altri musical stores del 3 luglio della canzone “Ancora in piedi” promossa dal progetto IPER (Indipendenti per l’Emilia Romagna e la Lombardia), con il sostegno di Arci e AudioCoop, alla quale hanno aderito molti musicisti della scena musicale indipendente italiana, è la volta della musica dal vivo. Il 15 e il 16 luglio si svolgerà “Ancora in Piedi” a Bosco Albergati (MO) per poi continuare il 16 settembre a Mantova in Piazzale Te e per finire sabato 29 settembre con un concerto in Piazza del Popolo in occasione della Notte Bianca della tre giorni del nuovo Mei Supersound di Faenza. Il progetto è coordinato da Tommaso "Piotta" Zanello, promotore dell’idea e hanno aderito più di 20 importanti artisti della scena indie: 99 Posse, Roberto Angelini, Pierpaolo Capovilla (Teatro degli orrori), Enrico Capuano, Cisco, Combass (Apres La Classe), Dellera (Afterhours), Dj Aladyn, Andrea Ferro & Marco “Maki” Coti Zelati (Lacuna Coil), Le Braghe Corte, Lemmings, Erica Mou, Federico Poggipollini, Eva Poles, Quintorigo, Sud Sound System, Velvet.


ARTÙ

ARTÙ

Musica

si esibirà il 19 Agosto 2012 a ETRURIA ECO FESTIVAL 6

Il PROFILO ALESSIO DARI al secolo Artù nasce a Roma il 15 marzo 1982. La lunga gavetta nei locali off romani lo porta dopo tanti giri sul palco dell’Auditorium per Generazione XL, la più importante rassegna musicale per giovani emergenti. La sua irriverenza e la sua allegria nei testi e nelle sonorità fanno colpo sul pubblico in sala. Esce a testa alta dalla rassegna e subito produce con la Leave un videoclip della canzone “Bagnomaria”. In uscita il primo disco che, come da lui promesso, è l’essenza di Artù.

ARTÙ 12


TRA MUSICA E SOLITUDINE

di Simone Giacinti

UN GIORNO DURANTE LA PREMIAZIONE PER UN CONCORSO DI SCRITTURA TEATRALE, VIENE PRESENTATO UN GIOVANE CANTAUTORE ROMANO CON IL NOME DI ARTÙ.

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Entra con un’aria stranamente, e non posso sottolinearlo ma lo sottolineo ripetendolo, stranamente, umile. Una chitarra, un djambè, e un ukulele apparentemente semplici. Parte la prima canzone “Sulla Grù” e capisco che ha qualcosa che mi piace, la voce graffiata un accento un po’ romano e soprattutto l’inconsapevolezza di fare qualcosa di bello. Prende gli applausi e parte la seconda “La vecchia ha un dente di bronzo che a me sembra bianco perché sono sbronzo” ed è bastato solo il titolo per farmi capire che era uno che aveva talento. Quindi comincio ad informarmi e ci entro in contatto. Beh non ha tradito nessuna delle mie aspettative. L’umiltà, la simpatia e anche un pizzico di inadeguatezza escono fuori. Per questo un giorno lo contatto per un’intervista, e lui mi conferma quello che io penso: che è un talento geniale, mi dice “la possiamo fare di notte?”. Io senza ribattere dico di si. Solo dopo capirò e voi leggendo capirete, quanto è importante la notte per questo ragazzo romano di trentanni che di mestiere fa il cantautore e che ama il suo lavoro.

IO ERO LÌ E LO OSSERVO. tuna di avere sensibilità per la musica e riesco a fare solo quello, ho sempre fatto solo quello». Quindi hai avuto un dono? «Semplicemente penso di essere stato fortunato. Ho un talento perché so scrivere e cantare canzoni, ma il talento non è bravura. È come la bellezza: se vedi una donna mica le dici come sei brava, ma le dici come sei bella. Ecco, a me piace quando mi dicono che le mie canzoni sono belle e non che io sono bravo». Pensandoci i personaggi dei tuoi testi, da Mimì a Danko passando per La vecchia col dente di bronzo e Giulio, sono tutti un po’ soli. «Anche se non ci pensi nei testi esce sempre qualcosa del tuo stato d’animo… Quindi, si! In tutto l’album ci sono vari tipi di solitudine».

«Prendo la chitarra e comincio a suonare. Aggiungo sempre una frase, poi un’altra e un’altra ancora. Ad un tratto il testo è finito. Poi mi serve di vedere se si capisce, e quando vedo che il pubblico capisce i miei testi e si immedesima in alcuni di questi, è lì che mi sento meno solo». Esistono davvero gli “eroi” delle tue canzoni. «Esistono nella mia testa, probabilmente sono persone che ho incontrato e mi hanno segnato». In alcuni testi ho notato una sorta di “disprezzo” verso il matrimonio, è possibile? «Si, è così. Io penso che l’amore debba essere libero. Libero di crescere e libero di finire. Il matrimonio è una cosa inventata dall’uomo e come tutte le cose che vanno contro natura è imperfetta. È una forzatura, un

Diciamola tutta, odia un po’ la normalità. Infatti l’intervista viene fatta sulla chat di Facebook.

Perché Artù? «Potrei inventarmi molte cose, ma l’unica cosa che posso dirti è che non ha un senso, non ha motivo. Mi piaceva». Chi è Artù? «Artù è tutto ciò che Alessio non è in grado di dire con le parole (per questo stiamo facendo un’intervista scritta ndr.)». Ma siete la stessa cosa? «Sono Alessio prima e dopo il concerto, nella vita nomale dove non sono molto sereno. Artù è il concerto ed è li che mi sento bene, tutto fila liscio. Io sto bene solo sul palco». Ed è per questo che hai scelto di fare questo mestiere? «Non credo che si scelga di fare il cantautore. Non c’è una scuola per insegnartelo. Puoi imparare a cantare, a ballare, a giocare a calcio, ma non puoi scegliere di fare il cantautore». Quindi credi nel fuoco sacro? «(Ride ndr.) Questa cosa mi ha sempre fatto ridere, come i preti che utilizzano la parola vocazione. Semplicemente ci nasci e quando te ne accorgi, inizi a “peggiorare” la tua vita». Cosa c’è prima e dopo il concerto che non ti fa stare sereno? «La solitudine». Solitudine intesa come sentirsi solo? «Non sentirsi solo in mezzo agli altri. Quella è la peggior forma di solitudine. Io sento di pensare diversamente ad altri e quando sento che il mio pensiero è diverso da tutti gli altri mi sento solo. Invece magicamente nei concerti tutti la pensano alla stessa maniera. La musica fa da collante, c’è condivisione tutti si sentono parte di una cosa unica. E in quel momento mi sento bene». Questa però potrebbe essere chiamata sensibilità, una cosa che i cantautori hanno molto sviluppata. «Anche la sensibilità è una questione di solitudine. In quei momenti ognuno è solo con la propria sensibilità. E tutti nel bene o nel male siamo sensibili. Io ho la for-

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Quando si è soli la notte diventa poesia

«

Ho capito subito che sarebbe stata una bella nottata quindi mi sono tolto subito la domanda più normale di tutte.

Altri elementi che hai messo nei testi? «Spero di riuscire a mettere sempre la mia semplicità e la mia spontaneità. Quando scrivo sono così, scrivo di getto senza pensarci troppo. Scrivo e basta quindi comincio senza saper bene dove andrò a parare. Le canzoni è vero che escono da sole». Il cantautore lo sa che scrivendo e cantando ha un ruolo importante per il percorso di chi lo segue? «Scrivendo cerco innanzi tutto di cambiare me stesso e di capire quelle cose che per me non vanno. Non ho la presunzione di cambiare il mondo, ma se le mie canzoni in qualche modo possono fornire una nuova visione di questo, posso dire che ne è valsa la pena! Non scrivo mai per fare una canzone politica». Penso che la canzone politica sia un’etichetta data dai giornalisti per inserire le canzoni di un certo genere. «Si questo è vero e tutte le etichette che appiccicano addosso ai cantanti sono sbagliate, ognuno fa il suo. Ma come ti ho detto, difficilmente scriverei qualcosa per trasmettere agli altri la mia idea politica». Perché sarebbe piena di insulti? «(Ride ndr.) No, semplicemente perché sarebbe qualunquista. Oggi sento molto più qualunquismo nella politica che nel qualunquismo stesso». Ti trovi bene nel “mondo della musica”? «È come avere una donna perfetta ed avere dei suoceri che guardano solo il lavoro che fai. La donna perfetta è la musica, i suoceri che mi giudicano dall’apparenza è il contesto che ruota attorno alla mia “donna”». Però per fare questo mestiere devi essere accolto in una famiglia. «Questo è vero, ma mi tengo ben stretto il diritto di non stimare i miei suoceri e di amare la mia donna». I tuoi testi come nascono?

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voler dire, questa cosa la metto in cassaforte, ma non c’è matrimonio che tenga ad uno sguardo innamorato che ti dice “voglio stare con te tutta la vita”». Chi ti ha fatto capire che questo è il tuo mestiere. «A me è “scoccata la scintilla” appena ho ascoltato Rino Gaetano. È merito e, allo stesso tempo, colpa sua». La tua casa discografica ha in mano il tuo disco e a breve penso lo faccia uscire. Raccontaci un po’ il percorso dell'album. «Un lavoro lunghissimo. È pieno di Artù, come tutte le opere prime, c’è tutto il mio pensiero e tutto quello che voglio trasmettere. Il primo disco è sempre quello più vero perché quando scrivi quelle canzoni non hai la certezza che tutti le sentano». Come si chiamerà? «Questo lo deciderò il giorno prima dell’uscita». Tre oggetti che porti sempre dietro? «Maglietta, pantaloni e scarpe». Tre canzoni? «Le mie». Oggi buon canale per essere conosciuto dal grande pubblico è il reality. Perché non provi a farne uno? «Perché spenderei troppi soldi dallo psicanalista». Hai un po’ paura di diventare una meteora tipo Marco Carta e Valerio Scanu? (Mi scuso a fine intervista con lui per il paragone) «È uno dei motivi per cui non dormo». Un altro qual è? «È che “quando si è soli la notte diventa poesia”. (citando un pezzo di Giulio Insomma)». Nelle tue sonorità si sente molto Roma, la tua città. «Si è la mia città e la città in cui è nato Artù e le sarò sempre riconoscente». Buona fortuna Artù...


Web Comedy

IO, ME e

THE PILLS di Flavio Atzori

Intervista ad uno degli autori della sketch-comedy evento del web nel 2012, Luigi Di Capua. Riflessioni sul mondo moderno attraverso un cellulare e tante risate. In fondo, come espresso nella loro pagina facebook "Viva The Pills! Viva la monarchia"

ROMA A TEATRO

S

Sembra che il teatro “estivo” quest’anno non sarà fatto di solo cabaret: Fringe Italia e Nero Artifex hanno finalmente portato nella capitale il Roma Fringe Festival®, quel teatro che non ha più, o non ha mai avuto, la possibilità di esibirsi nei grandi circuiti tetrali per mancanza di finanziamenti o altro. Il Fringe Festival nasce a Edimburgo nel 1947, viene esportato nelle grandi capitali europee e premiato da un grande seguito di pubblico, al punto che anche grandi compagnie teatrali partecipano attivamente alle rappresentazioni. Fino al 15 luglio a Villa Mercede, a San Lorenzo, si esibiranno 54 compagnie “off” e 4 “big”, dando vita a un vero e proprio Parco Del Teatro che ospita nove spettacoli al giorno e prevede un vincitore selezionato da una giuria di qualità: il premio sarà un contributo in denaro per agevolare la partecipazione al New York Fringe Festival. La rassegna romana, oltre al teatro, ospita anche concerti e workshop, sfruttando al massimo l’allestimento di tre aree palco e il grande spazio. Accanto alle rappresentazioni hanno spazio anche stand culturali e di artigianato, e case editrici con presentazioni di libri. Per info: http://fringeitalia.it/

Da mercoledì 11 a lunedì 16 luglio, All’Ombra Del Colosseo ospita Antonio Giuliani che “magna” da sua madre: antidoto contro catastrofi matrimoniali, economiche e nucleari, la mamma riesce sempre a dare una svolta...o almeno così sembra, dipende dai gusti e dai punti di vista. Dopo Giuliani sarà la volta di Pablo e Pedro, dal 18 al 23 luglio, leader della MCCD, squadra investigativa paramilitare impegnata nella ricerca dei pazzi criminali che, dopo aver ammaz-

I di Alessia Fiorani

zato politica, musica, arte, educazione ecc. ecc. stanno cercando di annientare pure la comicità. Seguiranno, fra gli altri, Dado, Rodolfo Laganà, Dario Cassini e Max Giusti fino ad agosto, interrotti ogni martedì dal Comic Ring Show, il format decennale nato a San Lorenzo, che porta alla ribalta pilastri della comicità e giovani ancora sconosciuti. Anche quest’anno Gigi Proietti mantiene la direzione artistica del Globe Theatre, e presenta dal 19 luglio, fra le altre opere, Ugo Pagliai (Falstaff) ne "Le Allegre Comari" di Windsor, diretto da Roberto Cavallo, che tiene a evidenziare quanto lo Shakespeare commediografo debba a Boccaccio, Giovanni Fiorentino e alla commedia dell’arte italiana, e prosegue poi con Giorgio Albertazzi in Giulio Cesare di Daniele Salvo, che punta il dito sulla schiacciante invadenza della società e del potere sulle spinte creative e trasformative degli esseri umani. Poco più in là, la Casa Internazionale Delle Donne accoppia spettacoli e concerti a serate enogastronomiche e degustazioni, combinandoli a ottimi prezzi. Sabato 14 Luglio ospita Aquarela, serata sulla musica brasiliana, e mercoledì 18 Fimmini Fimmini, concerto di musica dal Sud del mondo, mentre sabato 21 sarà la volta di Pane e Acustimantico, esibizione che spazia dalla musica balcanica al pop e al jazz. Il 17 luglio Vincenzo Diglio dirige invece Dietro Le Quinte, opera che rimanda, in realtà, a tutto quello che si trova “dietro” il vissuto, e il 26 Gabriele Vacis mette in scena La Molli - Divertimento alle Spalle di Joyce, ironica interpretazione di Molly Bloom dell’Ulisse. Un luglio per tutti i gusti!

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Il fenomeno delle webseries impazza e spopola da oramai un paio d'anni. Tra chi cerca di offrire prodotti innovativi e chi lo fa solo per i famosi minuti di gloria pronosticati da Andy Wharol, la rivoluzione comunicativa sembra cominciata. Sul web esistono serie sempre più impegnative, ramificate, divise in episodi, ricche di pathos e fermento. Poi c'è The Pills. Cattivi come Stewie, sarcastici come Brian e dannatamente divertenti. The Pills è il progetto di un gruppo di ragazzi mossi dalla volontà di divertirsi in maniera vera, profonda, senza vincoli e senza freni. Noi, abbiamo scambiato quattro parole con Luigi...e ne uscita fuori un'intervista con diversi spunti di riflessione... "Un cinepanettone con la barba, Enzo Salvi con le Clarks, Massimo Boldi coi Cheap Monday". Questo è The Pills attraverso le parole dei loro autori, Luca Vecchi, Luigi Di Capua, Matteo Corradini. The Pills più precisamente è una Sketch - Comedy sul web. Per vedere tutte le puntate dei The Pills basta cliccare sul loro canale Youtube www.youtube.com/user/THEPILLSeries Facebook all'indirizzo www.facebook.com/ThePillsSeries

Ciao Luigi, come nasce The Pills? «Come collettivo nasciamo prima ancora di The Pills. Siamo un gruppo di amici e da quando ci conosciamo abbiamo sempre affinato un certo tipo di comicità. La nostra più grande passione era quella di rimanere a casa e raccontare stupidaggini (ndr: la parola esatta era un'altra) piuttosto che uscire e andare a bere qualcosa. Abbiamo poi capito che queste stupidaggini erano veramente divertenti e quindi si è deciso di annotare le battute su un taccuino. Da lì, il passo verso il blog è stato breve. Si chiamava "Oceanomale" e scrivevamo tutto in forma anonima. Spinti da alcuni ragazzi, abbiamo cominciato a registrare alcuni spezzoni presi dai nostri racconti, girando alcuni episodi, in modo molto casuale». Come nascono le puntate? Non ci sono personaggi fissi? «Inizialmente non voleva essere una serie, o una web-series. Doveva essere solo una serie di sketch che non avessero una storia o dei personaggi. Tant'è che nei primi episodi - per dirti - ci sono ragazzi che fanno più parti. Poi, visto che noi non siamo attori, sono emerse nei personaggi le nostre personalità, le persone che ci seguivano hanno quasi voluto creare una storia intorno ai personaggi stessi. Automaticamente abbiamo cercato di fare un progetto più quadrato». Trattate anche dei temi seri in maniera scanzonata come ad esempio la droga. Non vi fanno paura le polemiche per questi toni irreverenti che usate? «Alla fine no. È una cosa che nessuno ha mai fatto in Italia. In America lo fanno da anni! L’importante è non usare l’ironia gratuita, fine a se stessa. E


INDIE

Musica

di Martina Droghei La sua musica? Un mondo interiore tutto particolare.

poi noi affrontiamo problemi reali che fanno parte ormai della realtà. Non ha senso doverli nascondere e far finta che non esistono. Riguardano in maniera diretta la nostra generazione e la società in cui viviamo. Sono questioni da affrontare con una visione intelligente. E poi senti alla fine a noi non frega nulla dei contenuti. Noi usiamo il web e non prendiamo nemmeno un euro. Abbiamo una la libertà assoluta e possiamo permetterci di scherzare e di screziare qualunque cosa...anche Fabio Volo». Hai citato l'America. Voi vi ispirate a qualcuno in particolare dal punto di vista artistico? «Luca (un collega) è molto legato al tipo di regia dei film anni ottanta, soprattutto alla filmografia americana e in particolar modo a quella di Sam Raimi. Per quanto riguarda i contenuti noi ci ispiriamo alla comicità di Luis CK o a quella di South Park e dei Griffin. Invece nella forma siamo molto italiani: la mimica, il corpo, la gestualità e via dicendo. Questo semplicemente perché in Italia nessuno è scorretto come noi. Lo è stato per parecchio tempo Daniele Luttazzi però “prendendo spunto in giro”. Insomma siamo politicamente scorretti!». Progetti futuri? «In realtà per noi sarebbe bellissimo se riuscissimo a trovare qualche finanziatore mecenate per la seconda serie che decidesse di pagarci quei due spicci che ci consentano di mandare avanti la baracca e magari campare per lo meno per non fare la fame. Sai, noi vorremmo veramente impegnarci di più, 24 ore su 24 su The Pills e renderla ancora più professionale. Solo che per farlo dovremmo rinunciare a tutto il resto della

nostra vita. Se non prendi un minimo di soldi, come fai? Senza finanziatori siamo costretti a portare avanti il progetto come un hobby, ma è un peccato perché alla fine abbiamo sfruttato solo il 5% di quello che vorremmo fare. La questione è seria diciamo. Ho 26 anni e non è che possiamo continuare a giocare all'infinito. Non sono un ragazzino di 20 anni che fa l'università e quindi se vuole fare un filmato su you tube tanto per divertirsi, prende e lo fa. Qui bisogna trovare una via per guadagnare due soldi e vivere in maniera decente!». Luigi al di fuori di The Pills com'è? Il ragazzo dietro l'idea... «Sai, vuoi o non vuoi, Luigi persona e Luigi personaggio di The Pills si stanno un po’ fondendo. Mi sono laureato, poi ho lasciato il percorso accademico, ho fatto il pubblicitario e ora vorrei fare lo sceneggiatore. Di persona? Gran parte di quello che vedi sullo schermo è quello che sono e così lo è anche per gli altri colleghi. Non essendo attori, non sapendo interpretare dei personaggi, ci mettiamo del nostro. I nostri personaggi sono parti caricaturate di noi. Portiamo agli estremi i nostri atteggiamenti. È chiaro, nella realtà sono molto più serio, perché la realtà te lo impone! Ognuno di noi è meno spensierato di quello che si vede! Questo forse è il bello perché in The Pills esce fuori la parte più scanzonata di noi». Mi lasci con una pillola di saggezza alla The Pills? «Ti dico una cosa che mi ha detto un tipo pochi giorni fa: l'unica vera rivoluzione che c'è stata in Italia negli anni settanta è l'Eroina. Me l'ha detta questo tipo di 50 anni... e mi sa tanto che aveva ragione!».

L

Lorenzo Urciullo, cantautore siciliano, si era già fatto notare come leader degli Albanopower. Nel 2009 il gruppo aveva pubblicato il loro primo album: Maria’s Day, disco molto apprezzato e indicato dalla critica come disco rivelazione del 2009. Ma la carriera solista, il progetto “Colapesce”, naArtista: sce un po’ per gioco: Lorenzo registra 3 brani per Colapesce partecipare al concorso “Piero Ciampi”. I riscontri Album: sono assolutamente positivi e dopo qualche temMeraviglioso declino po nasce l’omonimo EP “Colapesce”, per l’etichetLabel: 42 Records ta 42 Records, composto da cinque tracce inedite Anno: 2012 e una cover di Leo Ferrè. “Colapesce” è un nome Categoria: Indie, pop, che rimanda alle proprie radici e alle proprie orisongwriter gini, una sorta di omaggio, in quanto è il nome del protagonista di una leggenda siciliana. Anche “Meraviglioso declino”, primo album da solista, vieTracklist ne pubblicato per la 42 Records. L’Album contiene 1. Restiamo in casa 2. Satellite 3. La zona rossa 13 brani, è stato realizzato con la collaborazione di 4. Un giorno di festa nomi noti come Roy Paci, Alessandro Raina (Amor 5.Oasi 6. Le foglie appese Fou) e Sara Mazo ed è stato prodotto da Giacomo 7. Quando tutto diventò blu Fiorenza. “Meraviglioso declino” è un disco piace8. I barbari vole, caratterizzato da un’accurata ricerca musi9. La distruzione di un amore cale, da testi romantici e diretti. Si parla di amore 10. Sottotitoli 11. S’illumina 12. Il mattino dei morti viventi e di quotidianità (“Restiamo in casa”, “Oasi”) , di 13. Bogotà sofferenza e di una realtà deludente (“La distruzione di un amore”) e non mancano le critiche e le polemiche (“I barbari”). Il tutto a bassa voce. Lorenzo Urciullo è sempre accompagnato durante i live dai musicisti Peppe Sindona e Toti Valente, membri degli Albanopower ma anche da Francesco Cantone e Vincent Migliorisi. Per questo, pur essendo un’esperienza individuale in quanto è Urciullo che scrive e canta le canzoni, alla fine un progetto non esclude del tutto l’altro. In attesa di un nuovo lavoro di Colapesce siamo pronti ad ascoltare la nuova versione del brano “Satellite” che questa volta è cantato insieme a Meg. Colapesce si esibirà il 7 luglio a San Lorenzo con altri artisti della 42 Records. http://www.myspace.com/colapesce http://www.facebook.com/lorenzocolapesce http://www.youtube.com/watch?v=nfaUIEH0XZk

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Dal 9 al 19 AGOSTO a CERVETERI - Parco della Legnara

CONTO ALLA ROVESCIA PER ETRURIA ECO FESTIVAL 2012

Cresce l’attesa per l’imminente presentazione del cartellone artistico e per la grande novità di quest’anno: un ricco e attrezzato eco villaggio con stand artigianali ed enogastronomici. Pochi giorni ancora e poi con la presentazione ufficiale del calendario artistico la sesta edizione di Etruria Eco Festival accenderà finalmente i motori per partire dal 9 al 19 agosto con la sua sesta edizione. Anche quest’anno il “Miglior Festival Italiano 2011” secondo il MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti e dalla Rete dei Festival) sarà ospitato nell’incantevole cornice naturale del Parco della

e della tutela del territorio e del mare. In Etruria Eco Festival come ogni anno ai concerti musicali serali con i grandi artisti della scena pop-rock nazionali si affiancheranno le mostre di eco arte e di arte contemporanea, le rappresentazioni teatrali di compagnie emergenti e locali, la danza, il cinema, la promozione del territorio etrusco attraverso incontri e organizzazione di tour turistici nella

dell’artigianato, dell’agricoltura, dell’abbigliamento, della moda, della salute, del turismo responsabile e dell’ecoedilizia; e il lancio di un’area enogastronomica in cui poter gustare prelibatezze di ogni genere. Per far spazio all’area villaggio Etruria Eco Festival occuperà tutta l’area del parco in modo da ospitare in maniera ragguardevole questo modo di “fare cultura” più responsabile e sostenibile. C’è grande at-

Giacinti, uno dei responsabili dell'organizzazione del Festival. “Le serate clou saranno il 9, il 16, il 17 e il 19 agosto dove saliranno sul palco nomi mai visti in questo territorio. E ci sarà da divertirsi!”. E c’è da credergli se pensiamo che nel corso degli anni ad Etruria Eco Festival si sono esibiti veri e propri headliner della scena pop, rock del panorama artistico nazionale. Hanno cantato artisti del calibro di ALEX

Legnara di Cerveteri. La manifestazione ha l’ambizioso obiettivo di coniugare la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della zona di Cerveteri con la promozione di tutte le tematiche legate al rispetto dell’ambiente e alla tutela del territorio facendole dialogare con la musica, il teatro e l’arte in generale. Da quest’anno la manifestazione ha anche il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente

zona nei giorni del festival, i seminari, gli incontri pubblici, i dibattiti e le tante attività ricreative indirizzate ai grandi e ai più piccoli legate all’ecosostenibilità e alla salvaguardia archeologica e culturale del territorio. Le grandi novità di questa edizione saranno la durata del festival che passa dai tre giorni agli undici; la creazione di un villaggio ECO in cui saranno presenti espositori operatori del mondo

tesa sui nomi che si esibiranno sul palco principale ma nulla trapela dalle bocche degli organizzatori. “Finora possiamo solo dire che ogni sera all’Etruria Eco Festival ci sarà uno spettacolo di grande livello e a differenza degli altri anni non sarà solo la musica ad essere la protagonista sul palco ma anche il grande teatro d’impegno civile e la danza con una compagnia di livello internazionale” ha dichiarato Emiliano

BRITTI, DANIELE SILVESTRI, EUGENIO FINARDI, SIMONE CRISTICCHI, MAX GAZZÈ, MODENA CITY RAMBLERS, VELVET, ALESSANDRO MANNARINO e PIOTTA, per citare soltanto i più importanti. Noi di VoiceOver saremo lì con il nostro stand per partecipare all’evento più importante della stagione del nostro Litorale. A questo punto aspettiamo con voi solo l’inizio. E ci sarà veramente da divertirsi!

MUSIC ART VILLAGE 100% ECO


Gli

EVENTI

STACCA LAGUIDA

da non perdere a cura di Gianfranco Marcucci

e portala con te!

LUGLIO

VUOI SEGNALARCI UN EVENTO? Scrivi a: redazionespettacoli@voiceovernetwork.it

I MIGLIORI SPETTACOLI ED EVENTI della Capitale e del Litorale MARTEDÌ 3

LUNEDI 9

MERCOLEDÌ 11

SABATO 14

DANZA Invito alla danza Fino al 31/07 - Roma - Teatro Villa Pamphilj - Ingresso Via di San Pancrazio, 10 - ore 21:15 22° edizione della Rassegna Internazionale di danza e balletto, che avrà luogo nell’incantevole scenario di Villa Pamphilj a Roma. Tanti spettacoli di danza e compagnie prestigiose per il Festival Invito alla danza 2012 info: www.invitoalladanza.it

MUSICA Maria Gadù Roma - Laghetto di Villa Ada - Via Salaria, 273 - ore 21:00 - Pop brasiliano - info: www.villaada.org.

CINEMA Omaggio a Michelangelo Antonioni Roma - Casa Del Cinema - Largo M. Mastroianni, 1 - ore 21:00 Retrospettiva dedicata al maestro info: www.casadelcinema.it

MUSICA Pat Metheny Unity Band Auditorium Parco della Musica Viale P. De Coubertin, 30 - ore 21:00 Torna la chitarra magica dello statunitense Pat info: www.auditorium.com

SABATO 7

MUSICA The Cure Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 Una delle band Post-punk più celebrate al mondo finalmente a Roma - info: www.rockinroma.com

GIOVEDÌ 12 MUSICA Garbage Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 Alternative rock statunitense info: www.rockinroma.com

MUSICA J-Ax Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 - Rap'n'roll info: www.rockinroma.com

MARTEDÌ 10

DOMENICA 8 MUSICA Stefano Bollani & Hamilton de Holanda Roma - Laghetto di Villa Ada Via Salaria, 273 ore 21:00 Brasil jazz - info: www.villaada.org

VENERDÌ 13

MUSICA Paul Weller Atlantico Live - Viale dell'Oceano Atlantico, 271 - ore 21:00 Un pezzo di storia del rock inglese info: www.atlanticoroma.it

MUSICA Bandabardò Roma - Laghetto di Villa Ada - Via Salaria, 273 - ore 21:00 - Birkenstock folk-info: www.villaada.org

SABATO 16

MUSICA Giuliano Palma & The Bluebeaters Roma - Laghetto di Villa Ada Via Salaria, 273 - ore 21:00 Rocksteady giamaicano e soul americano - info: www.villaada.org

17

DOMENICA 15 ARTE Una collezione “formato cartolina” Fino al 31/10 Roma - Galleria D'Arte Moderna Di Roma Via F. Crispi, 24 ore 10:00/18:00 In mostra una serie di dipinti appartenenti alla collezione BNL che ritraggono vedute di Roma a firma di artisti come Stradone, De Chirico, Mafai, Severini, Guttuso. info: www.galleriaartemodernaroma.it MUSICA Alborosie & Shengen Clan Roma - Laghetto di Villa Ada - Via Salaria, 273 - ore 21:00 Fuga di rasta in Giamaica info: www.villaada.org


Gli

EVENTI

LUGLIO

LUNEDÌ 16 MUSICA Nina Zilli Roma - Rock in Roma Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 ore 21:00 A Rock in Roma una delle cantanti italiane in ascesa info: www.rockinroma.com

da non perdere MUSICA Lenny Kravitz Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 Grande attesa per il ritorno del grande Lenny sul palco di Capannelle info: www.rockinroma.com

GIOVEDÌ 19

SABATO 21

MUSICA Elio e Le Store Tese Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 La terra dei cachi e tanto altro! info: www.rockinroma.com

MUSICA Alanis Morissette Roma - Auditorium Parco della Musica Viale P. De Coubertin, 30 - ore 21:00 info: www.auditorium.com

VENERDÌ 20

DOMENICA 22

MUSICA Caparezza Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 info: www.rockinroma.com

MUSICA Goran Bregovic Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 - Balcan folk info: www.rockinroma.com

MUSICA Paolo Nutini Roma - Auditorium Parco della Musica Viale P. De Coubertin, 30 - ore 21:00 Indie pop dalla Scozia info: www.auditorium.com

MERCOLEDÌ 18

MARTEDÌ 17

ARTE Modelli/Models Fino al 6/01 - Roma - MAXXI Via G. Reni, 2/f - ore 11:00/19:00 La mostra espone 90 modelli provenienti dalle collezioni del MAXXI Architettura e in gran parte restaurati per l’occasione di 40 autori: da Fuksas ad Aldo Rossi info: www.fondazionemaxxi.it

MUSICA Giardini di Miro’ + Massimo Volume + Vadoinmessico Roma - Super Santo's C/O San Lorenzo Estate - Piazzale del Verano Roma - ore 21:00 - Alternativo italiano info: www.sanlorenzoestate.it

Venerdì 6 luglio

BRASIL DUO Sabato 7 luglio

26/27/28 Luglio

“DA PIAF A PIAZZOLLA, UN VIAggIO mUSIcALE DALLA FRANcIA ALL’ARgENTINA”

ASPETTANDO L’ETRURIA JAZZ FESTIVAL RENDEZ VOUS JAZZ CLUB

Venerdì 13 luglio

ARABIc SAEL TAWIL Sabato 14 luglio

BLUES ROcK

Rendez Vous - Beer & Wine Ristorante - Vineria Piazza Risorgimento, 16 - 00052 - Cerveteri www.rendezvouscerveteri.com 06.90209750 - 347.5642240

Venerdì 20 luglio

SOUND OF BRAZIL Sabato 21

ROmA IN DUO 18


Gli

EVENTI

da non perdere MUSICA Gilberto Gil Roma - Auditorium Parco della Musica - Viale P. De Coubertin, 30 - ore 21:00 - Balcan folk - info: www.rockinroma.com

LUNEDÌ 23 MUSICA Ben Harper + Nneka Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 - A Rock in Roma una delle cantanti italiane in ascesa info: www.rockinroma.com

MERCOLEDÌ 25

MUSICA Eugenio Bennato Roma - Laghetto di Villa Ada Via Salaria, 273 - ore 21:00 Musica dal sapore Mediterraneo info: www.villaada.org

MUSICA Subsonica Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 - Tappa romana estiva dopo quella al Palalottomatica per festeggiare i 15 anni del primo album - info: www.rockinroma.com

SABATO 28

VENERDÌ 27 MUSICA Radici nel cemento Roma - Laghetto di Villa Ada Via Salaria, 273 ore 21:00 Reggae romano info: www.villaada.org

GIOVEDÌ 26 MUSICA The Beach Boys Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 Sono quelli veri: è una reunion! info: www.rockinroma.com

MUSICA Simple Minds Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 - Arriva a Roma il tour "5x5", cinque successi dai primi cinque album della band per un totale di due ore e mezza di live info: www.rockinroma.com

MUSICA Vinicio Capossela Roma - Auditorium Parco della Musica Viale P. De Coubertin, 30 ore 21:00 Vinicio presenta il suo nuovo progetto ginnico “Rebetiko Gymnastas” info: www.auditorium.com

MARTEDÌ 24 MUSICA Tricky Roma - Laghetto di Villa Ada Via Salaria, 273 ore 21:00 Incubo magnetico da non perdere info: www.villaada.org

27 LUGLIO 28 LUGLIO IO 29 LUGo L presso i dal pomeriggi

Giardini di Via Firenze Ladispoli

Organizzato da

LUGLIO

MUSICA Pink Martini Roma - Auditorium Parco della Musica Viale P. De Coubertin, 30 - ore 21:00 Lounge music info: www.auditorium.com MUSICA Litfiba Roma - Rock in Roma - Ippodromo Delle Capannelle - Via Appia Nuova, 1255 - ore 21:00 LITlia FIrenze e BAsta! info: www.rockinroma.com

MUSICA Keith Jarrett, Gary Peacock, Jack DeJohnette Roma - Auditorium Parco della Musica Viale P. De Coubertin, 30 - ore 21:00 Mostri sacri nella Cavea dell'Auditorium info: www.auditorium.com

A partire dal pomeriggio si terrà “Urban Sport Summer 2012” manifestazione che VoiceOver intende organizzare per dar spazio a tutti quei ragazzi la cui attività sportiva e artistica ruota intorno al mondo dell’underground. Ci saranno tornei di street-basket 3vs3 grazie al Basket Città di Ladispoli. Inoltre, grazie alla collaborazione con NLD - nuovo laboratorio danza, sotto la direzione artistica di Maria Napoli si terranno: - lezioni di hip hop, video dance e break dance - parkour in collaborazione con StreetArts - contest di freestyle hip hop e break dance con premiazioni e assegnazione borse studio - esibizioni pomeridiane e show serali gruppi NLD - ospiti Junkies e Monkey’s do .... e tanto altro!

Con il patrocinio di

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Comune di LadispoLi


LaFINESTRA diFRONTE

Il vecchio e

IL BAMBINO S.G.: il nipote

ilvecchioeilbambino.tumblr.com

Proverò attraverso gli occhi di mio nonno a descrivere quelli che sono i gesti più usuali, ma per lui inconsueti, della nostra società. Spero di riuscirci con il passo di un giovane e la saggezza di un anziano.

E

Illustrazione di Valentino Spadoni

RIVINCITA

Era sempre Luglio. Un caldo infernale. Era il sette di Luglio. Mio nonno così ha cominciato. Mi ha fatto sedere nel cortiletto fuori casa sua. Fa un caldo bestiale. Ha gli occhiali poggiati sul naso che si reggono con la cordicella marrone. Un fazzoletto gli esce dal taschino della camicia aperta sul petto. Il caldo che c’era in quegli stanzoni era molto più faticoso da sopportare di questo, nonostante ora abbia il quadruplo degli anni. Non si respirava. Anzi si respirava solo la polvere che entrava dalle finestre. Avevo chiesto al Capo squadrone Hummel di passare l’acqua su quegli stradoni polverosi per far si che si evitasse che la maggior parte di noi morisse per intossicazione. Lui senza neanche riuscire a capire tutto il discorso mi ha mandato tre giorni nella stanza blu”. La stanza blu? ho chiesto io, quasi timoroso. Lui non ha sentito o ha fatto finta di non sentire, ed ha continuato. Fatto sta che in tutto quel caldo e quella polvere ci venne un’idea geniale: un quadrangolare! Abbiamo cominciato a girare per gli stanzoni cercando i capi stanza delle varie nazionalità, per le iscrizioni. In tre giorni avevamo le iscrizioni: Italia, Israele e Polonia. Eravamo tre squadre però e, non potevamo fare il quadrangolare. Ismael (il capitano di Israele) uno dei miei compagni di stanza, un piccoletto riccio poco sorridente ma molto amabile per i suoi modi educati e rispettosi nei confronti di tutti, propose una cosa. Ragazzi, disse Ismael alla riunione pretorneo, ho un’idea geniale. Mark Kovalski, l’allenatore della Polonia, strinse i denti in una smorfia molto preoccupata. Lollo Fusi invece sparò la sua solita battuta con quell’accento napoletano da film: E mo’ vuliss chiamà la Palestina? Nonostante il clima non era dei migliori e la tranquillità non era il punto forte della nostra permanenza in terra polacca, Lollo trovava sempre una battuta che faceva calare la tensione e sfociava quindi in una risata assordante, che terminava sempre con la stanza blu per qualcuno di noi. Quella di prima di stanza blu nonno? Chiesi per capire meglio. Lui come prima non rispose ed andò avanti, non so se perché non avesse sentito o perché non avesse voluto sentire. Facciamo un triangolare tra noi e chi vince va ad incontrare loro. Loro chi? Chiese giustamente David il suo portiere. Loro… La Germania. Un silenzio di

Pensieri

tomba si infilò nella stanza. Nessuno voleva dire niente. C’era un clima di interrogazione: chi guardava a terra, chi si mangiava le unghie, addirittura Lollo restò in silenzio. Poi il coraggio italiano venne fuori. Mario detto “Er Poeta” quell’amico mio di cui t’ho parlato quel giorno ti... Si si, quello di Trastevere che scriveva le poesie per le mogli dei tedeschi. Bravo proprio quello, Bhè quello si alzò in piedi e strillo… Rompemoje er culo! Tutti urlarono e si scatenarono, pur non avendo minimamente compreso la frase. Grandi abbracci e grandi fischi di approvazione per Mario che si fece prendere un po’ la mano e di seguito urlò: O Dachau o morte! Hummel il nostro referente tedesco accettò. Un super Rossi aveva portato l’Italia alla vittoria contro la Polonia, e il rigore decisivo parato da Lupo, aveva permesso a noi di vincere il triangolare. Ci fu anche una mezza rissa tra Polonia e Israele per un intervento davvero brutto del terzino polacco Kozlosky sul fantasista israeliano. La posta in palio era tanta. La partita in se stessa era importante, ma dietro c’era altro. C’era la possibilità di rivincita, c’era un’occasione da non perdere, c’era la possibilità di umiliare e non più di essere umiliato. 7 Luglio 1942. Mister Sartori ci schierò così, con un 4-4-2 all’italiana: Lupo, Martinelli, Paglioni, Fasani, Balestra, Marchetto, Giglio, Er Poeta, Bomber Tucci, il mago e Camillo. La panchina era folta e tra tutti spiccava l’infortunato Lollo che però faceva da motivatore. Dopo la consegna delle maglie da parte di Mister Sartori, Lollo per esorcizzare la tensione disse: Dai che fisicament stamm mejo se vet. Ci guardammo tutti insieme. Eravamo delle bandierine con una maglia azzurra addosso. Non c’era distinzione tra braccia polpacci e gambe. Eravamo dei morti che camminavano senza accorgersene. Loro erano schierati vicino a noi pronti per l’ingresso in campo. Hummel con la fascia da capitano al braccio mi fa come un cenno d’intesa, ma tutti gli altri mi guardano dall’alto verso il basso. Con le loro chiome bionde e le loro divise nere. Alti, insormontabili, muscolosi. Cattivi. Ci schieriamo per il saluto. Il pubblico è diviso a metà. La Polonia e Israele tifano per noi, gli altri tedeschi tifano, ovviamente per loro. L’arbitro Freiderich (generale tedesco) fischia. La partita comincia… [nel numero di Agosto sapremo il finale]

SMARRITI

Occhio indiscreto sul mondo...

di Nadia Bellotti

È

È opportuno ricordare che è Estate, che si giocano i Campionati Europei di Calcio, che Caronte ha messo ko mezza Italia e che la situazione politica non è buona. È opportuno perché bisogna tenere tutto sotto controllo: la vita privata, quella sociale e quella lavorativa. Ma alla fine cosa realmente dobbiamo controllare? La vita scorre comunque con un ritmo che non siamo certo noi a stabilire e può incepparsi in una frazione di secondo. Allora tutto questo correre e affannarsi a che cosa sarà mai servito? Così analizzo questo dato di fatto e comprendo che questo arrancare ci sembra necessario non tanto per un investimento futuro, bensì per una serena gestione del presente che ci spaventa tanto quanto il suo postumo. Eppure le cose più importanti dell'esistenza, mi sembra davvero possano riassumersi in elenchi per niente associabili all'affannosa corsa a cui ci costringiamo per restare in piedi in questa Società, poco Sociale e poco Socievole! Dunque stiamo correndo dietro ad una Società che fondamentalmente ci vuole diversi da come ci sentiamo, poco meritocratica, affatto generosa rispetto agli sforzi che compiamo ed assai più rigida di quanto sia umanamente accettabile. Così, mentre l'Italia gioca l'ultima partita di un Campionato Europeo (che poi perderà 4-0 e che i media chiameranno umiliazione), io analizzo la mia comunità da una prospettiva diversa. Passeggio in una cittadina semi deserta e quello che vedo e ascolto sono cose meravigliose. Vedo case piene di gente cibo e colori, vedo giardini pieni di amici, vedo socialità e allegria e vedo passeggiare coppie disinteressate al calcio che si riappropriano di uno spazio con ristoranti e negozi chiusi. Le vedo parlare. E poi vedo bambini correre eccitati con bandiere a cui non sanno dare un valore, ma li vedo sperare e cantare e sedersi sudati e paonazzi a bere acqua frizzante. Vedo una realtà fatta di piccole cose che mi somiglia molto, sicuramente di più di quelle corse estenuanti a cui siamo costretti quotidianamente. Poco importa che sia uno sport che non mi piace ad aprirmi a questa prospettiva. Mi piace il sapore delle cose semplici, l'odore di cucinato che esce dalle finestre, le luci che escono dalle case, le auto che non circolano e il rumore sordo di un pallone appena calciato in un vialetto pieno zeppo di bambini. La nostra generazione sta correndo troppo e lo fa per rimanere aggrappata ad un’idea di progresso che non è più garanzia di benessere. Noi siamo quelli che il lavoro serve solamente per arrivare arrancando al 31 del mese. È indubbio che se capissimo realmente l'importanza del poco che serve saremmo più sereni e meno insoddisfatti. E stasera la mia bici, le mie infradito, il mio pantaloncino ed una cena improvvisata mi sembrano tutto ciò di cui posso aver bisogno e queste case, questa gente sente la stessa cosa, ne sono certa. La famiglia che sorveglio da questa prospettiva me lo suggerisce, la Signora coi capelli raccolti e le braccia nude ha tutto lì a portata di mano, ha la famiglia, una casa aperta e piena di rumore, ha 90 minuti di speranza per un trionfo, ha il refrigerio di una fetta di cocomero e la mano di suo marito sulla spalla. Ecco allora che questa fase che viviamo si fa un'opportunità importante e ci consente di abbattere i valori che ci hanno imposto per anni, ci consente di fare un passo indietro, ci suggerisce che indietreggiare non sempre è un male, affatto, spesso diventa il risveglio da un torpore del quale non eravamo consapevoli. Quindi questa nostra Italia che viene umiliata, non solo calcisticamente, ha ancora nel suo DNA quell'amore per il poco, il semplice ed il puro che sanno far bella la Vita. Almeno lo spero, anzi dopo questi flash di una sera d’estate ne sono certa. Istantanee di una vita in un mondo bizzarro. Un diario leggero, un punto di vista e di fuga.

di Marzia Maier

L’ITALIA CHE ERAVAMO Esco dal lavoro alle nove passate. Il caldo fiorentino come un killer tiene ancora in ostaggio questa città. L’asfalto rilascia un caldo sentore passo dopo passo. L’atmosfera è surreale, diversa dal solito. In lontananza un sordo coro di tv tutte incredibilmente allineate sullo stesso programma. Alla fermata dell’autobus soltanto io e due ragazzi. Nello strano silenzio qualcosa non mi torna. Dopo pochi minuti capisco: stasera gioca l’Italia! Il mondo attorno a me è più unico che raro questa sera. Esperimento di una socialità diversa. Incredibile come lo sport possa unire un Paese come forse nient’altro. La sensazione è quella provata da bambina. Penso che allora sia la Nazionale che gioca a riaprire dentro ognuno di noi uno scrigno segreto. I ricordi della propria famiglia attorno ad un tavolo, con parenti ed amici. Noi con i calzoncini corti a colorar cartelli e striscioni. Una sera spensierata come poche. Tutti abbiamo dentro il seme di questo ricordo: per i maschietti

spesso legato al loro primo calcio ad un pallone. Ricordi indelebili che grazie a questo coro di tv accese per la prima volta ripesco nei cassetti della mia memoria. La casa calda disegnata dalla penombra delle tapparelle, gli album di figurine, noi a giocar con il nostro cugino preferito, i giochi sparsi per terra, la mamma in cucina, il nonno con la canottiera bianca a costine, le fette di anguria sul tavolo di marmo. Un’Italia che non c’è più. Un Paese che riscopre l’importanza di stare assieme, nella crisi e nelle estreme difficoltà. Quando l’Italia vinse i campionati del mondo al Santiago Bernabeu avevo 5 anni. Eppure stasera quelle sensazioni tornano nette come un album di foto da sfogliare. Sono certa che tutti, ogni volta che suona l’inno su un illustre campo, prima del calcio d’inizio, torniamo con la mente a quella prima competizione importante vissuta da piccoli. Allora: grazie Italia! Siamo tornati indietro magicamente e spero che ognuno di noi

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possa portare in custodia quei ricordi. E farne tesoro, e dargli spazio. Quei ricordi sono il ponte con quello che eravamo, e senza sapere quello che eravamo non potremmo sapere quello che diventeremo. Vorrei che ognuno di noi riuscisse ancora ad avere quell’entusiasmo fanciullesco con cui sventolava un tricolore alla finestra, quella gioia nel gridare “Forza Italia”! È quella capacità di stupirci e soprattutto di crederci che non dobbiamo perdere. Pensare che il sogno sia realizzabile, oggi più che mai. Tornare a dare valore alle piccole giganti cose, tornare ad essere ogni giorno l’Italia che eravamo. Tirare fuori la grinta e la creatività di quei tempi. Perché ogni giorno tutti scendiamo idealmente in campo. E spesso la differenza la fa chi si butta nel fango e si sporca. Fiero e leale. Stanco e dolorante. Chi tifa dagli spalti resta pulito e distante da quello che è il vero sapore, amaro, della vita.


LIO d 27 LUG tenso & Stone Col

Underground Festival nasce dai ragazzi che compongono il mondo di VoiceOver per dar voce a una serie di artisti che popolano il nostro territorio e che hanno difficoltà a trovare spazi per esprimere il proprio talento, oltre che per farli confrontare sul palco con crew già affermate del panorama italiano.

// Half // Joe In

Ci saranno inoltre mostre di fotografia, di street art, di pittura e di scultura organizzate in collaborazione con i numerosi artisti e gruppi informali che sono presenti a Ladispoli e nelle città limitrofe.

IO 28 LUGBL lueMagic - Raiko

) // PRIMO (Cor veleno // TORMENTO

// DANIELE VIT

// Henry Wotton from K2h Crew

// GHEMON // KIAVE

29 LUGLIO

// Columbia Boys

// COEZ E LUCCI S R E K A E P S N E K O R B FROM

Ladispoli (RM) Giardini Pubblici di Via Firenze inizio concerti 21:30 Organizzato da

In collaborazione con

Nell’ambito di

Con il patrocinio di

COMUNE DI LADISPOLI


BACHECAdiALLURE

La

di Allure - labachecadiallure@libero.it OGGETTO: RUBRICA DI INFORMAZIONE MODA, EVENTI, NEW ARTISTS, DESIGN. OBIETTIVI: PRATICARE LA CURIOSITÀ , GENERARE IL GOSSIP, DISINFORMARVI DEL FASHION.

Una fetta di mondo chiamata:

IL CAMPO DELL'ARTE Ciao amici miei, per scappare dall’afa metropolitana giorni fa sono andata a fare un giro fuori porta e mi sono piacevolmente ritrovata in un posto stratosferico a dir poco, un luogo dove i mondi delle fate e le tradizioni più antiche sono pronti a farsi riscoprire, dove sapori odori e colori sono alla base di

e per organizzare, comunicare, archiviare; un oliveto, un recinto, ambito di produzione e di idee, di ricerca, di progettazione, di incontri, e un orto, luogo di una produzione stagionale che si sussegue. Infine la “Taverna”: luogo di incontro, relax e divertimento per tutti coloro che, come la vostra Allure, ama-

un grande arcobaleno eco, enogastronomico, rurale e culturale. C’è posto per tutto e tutti insomma, per creare e sperimentare con l’obiettivo di sviluppare una “rinnovata” consapevolezza individuale e sociale: benvenuti al Campo dell’Arte! A metà strada tra Roma e Grottaferrata l’arte diventa strumento per individuare nuovi modi d’essere, nonché anello di congiunzione tra i diversi settori del sistema sociale e produttivo per creare interazioni, partecipazioni e forme di progettualità legate a valori di sviluppo ecosostenibile. Attraverso varie attività, mi spiega dettagliatamente Alessandro, uno dei fautori del progetto, si punta a superare la divisione tra marginalità e centralità, ritenendo queste categorie legate a puro concetto di profitto, per dare nuovi significati ai valori economici. La produzione sarà quindi l’espressione non solo di opere, ma anche di ricerca ed esperienze tra gli artisti e i diversi soggetti coinvolti. Il progetto vuole contribuire, in un’ottica interdisciplinare, ad una rilettura del rapporto uomo/ambiente, dove la creatività artistica è intesa come mezzo privilegiato di pensiero, espressione, comunicazione e relazione umana. Il tutto si articola tra un giardino che è spazio di contemplazione e godimento dell’anima, di riposo e benessere, di elaborazioni poetiche ed artistiche; un frutteto, terreno di lavoro, di produzione e di raccolta dove peri, meli, sorbi e ciliegi si alternano con opere, frutto dell’attività dei laboratori e della formazione svolta; un osservatorio, piano di riflessione sulla realtà esterna, punto di contatto e comunicazione; una casa degli attrezzi, ambiente per la conservazione dei materiali di lavoro

no l’arte e la creatività e preferiscono passare qualche ora all’aria aperta ed immersi nella natura, ascoltando musica e degustando prodotti biologici o a km zero. Ma non finisce qui: la Fondazione “Il Campo dell’ Arte” ha come obiettivo principale quello di creare spazi allargati d’azione per la creatività e la cultura. Spazi per nuove comunicazioni al fine di mettere in moto un programma di sviluppo territoriale auto-sostenibile, da attivare nei comuni individuati, tramite la messa in rete delle potenzialità esistenti. E infatti nel marzo scorso, con l’ultimo progetto realizzato, chiamato “Pachamama”, si è potuto coinvolgere e sensibilizzare buona parte della popolazione ai temi di eco-sostenibilità, rispetto per la natura e uso più giusto e consapevole delle risorse naturali, attraverso la realizzazione di “Orti Ur-

TERRA degli UOMINI INTEGRI Cronache, progetti e pensieri dall'Orfanotrofio Wend Mib Tiri (Burkina Faso)

di Rita Leorato

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Chissà cosa direbbero i bambini di Yako davanti a queste luci tremule che s’innalzano nel cielo, che sembrano stelle ma stelle non sono.

Chissà come sgranerebbero gli occhi, immobili e ammutoliti, questi bambini che già un aquilone che vola rende il loro giorno monotono e assolato, un meraviglioso regalo della vita. Anche i nostri bambini, abituati a qualsiasi gioco, qualsiasi invenzione, in realtà rimangono abbagliati davanti allo spettacolo delle lanterne volanti, che pure il dvd di Rapunzel ha mostrato tante volte. Ed è per loro soprattutto, per i bambini di tutto il mondo che quest’anno si è ripetuta, e si ripeterà ancora, la manifestazione “Accendi una stella per Yako - la notte delle lanterne volanti” del 2 giugno sulla spiaggia di Cerenova. Uno sfondo sempre magico, quello del mare, per il piccolo concerto Banda Babele Orchestra del maestro Francesco Davia e per il coro Onde Sonore di Luana Pallgrosi, che hanno intrattenuto nell’ora del tramonto le centinaia di persone accorse. Musica, piedi nudi sulla sabbia, un panino e qualcosa da bere; un momento semplice, senza pretese, il genuino piacere di “condividere”, in attesa di 350 lanterne che, al suono di un djembé, si sono alzate nel cielo. Che bello vedere tutta questa

bani”, destinati a tutti coloro che siano interessati alla coltivazione di un lotto di terra con sistemi naturali e biologici. Che dire, il colore dell’estate? Green, ovvio! “Viva la natura ragazzi, viva coloro che ne andranno pazzi, immergetevici proprio tutti, i vostri sentimenti non saranno mai distrutti”. Briciole di un’Allure che si è riscoperta filosoficamente poetessa a contatto con la natura stessa. SE VOLETE SAPERNE DI PIÙ: www.campodellarte.it

CAMPO DELL'ARTE Via (Vicinale) di Valle Marciana snc 00046 Grottaferrata (Roma)

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gente insieme, attirata da un tam tam entusiasta; qualcuno è venuto da lontano, ha sentito parlare di noi per la prima volta e adesso vuole notizie; qualcuno viene a salutare, era qui anche l’anno scorso e vuole sapere se ci sono stati sviluppi. Molti sono i sostenitori di sempre, grazie ai quali possiamo andare avanti nel nostro ambizioso progetto. Tre gruppi di persone sono già pronti a partire: uno a luglio, uno in agosto, il più numeroso a novembre, con un programma piuttosto consistente. Per il momento, però, non pensiamo al lavoro ma godiamoci questo momento. Bambini che giocano, che corrono e ridono, adulti raccolti intorno al coro e all’orchestra, adulti che si incontrano e chiacchierano scrutando il cielo e il momento in cui sarà così scuro da far sembrare davvero che centinaia di luminose stelle lo attraversino verso chissà quali mete. Sono le nostre lanterne, le nostre 350 tremule stelle che abbiamo acceso insieme per i bambini di Yako. Mentre le vedevo illuminarsi e salire leggere nel cielo, vedevo anche i visetti bellissimi e un po’ impolverati dei piccoli del nostro orfanotrofio e i loro occhi immensi. UNA STELLA E UN BAMBINO. Una stella per Wendy, la prima bimba adottata a distanza. Una stella per Amed, che aveva solo 9 giorni e un cappellino arancione quando me lo hanno messo in braccio. Una stella per Wilfred, che ha paura dei “bianchi”. Una stella per Adjara, alla ricerca costante di un abbraccio. Una stella per Claire, che con le unghie e coi denti si fa strada, lei albina, in un mondo di neri. Una stella per Armand, che da grande vuole diventare il presidente del Burkina Faso. Vorrei nominarli tutti, i bambini dell’orfanotrofio… Non lo farò per motivi di spazio, ma so che per ognuno di loro anche quest’anno si è accesa una stella, un pensiero splendente d’amore che ci porterà lontano, in alto, insieme.


PRODOTTI ECO PER I TUOI CAPELLI Incontriamo gli amici di Modart, esperti nel settore della cute e dei capelli che hanno scelto la linea “NATURALMENTE” per offrire alla clientela prodotti botanici e biologici nel pieno rispetto dell’ambiente e della persona. CHI È MODART? Da undici anni Modart si occupa con ottimi risultati della cura e della risoluzione delle problematiche legate alla cute (disidratazioni, dermatiti seborroiche e iperidrosi) e ai capelli sfibrati, trattati, porosi o che si spezzano. Si trova a Ladispoli in via Venezia 30/a in un negozio attrezzato in cui potrete trovare il trattamento su misura per le vostre esigenze. Anni di esperienza sul campo hanno permesso di affinare la scelta dei prodotti migliori della biocosmesi e di ottenere ottimi risultati per la salute e l’estetica della persona. Tutto questo sforzo è stato portato avanti con un’attenzione particolare alle tematiche ambientali garantendo il minor impatto e la massima sostenibilità nei prodotti e nei processi adottati. Per questo motivo Modart ha deciso di puntare su NATURALMENTE, la linea completamente ITALIANA e certificata ICEA (istituto per la certificazione etica ambientale) ed ECOCERTI (istituto per le certificazioni ecologiche). La linea NATURALMENTE rispetta la persona e l’ambiente con prodotti ricchi di olii essenziali derivati da sostanze botaniche coltivate in agricoltura biologica e biodinamica, con un uso limitatissimo (massimo il 10%) di sostanze derivate dal petrolchimico, con un packaging del prodotto realizzato in foglia di mais e un approvvigionamento delle energie necessarie alla produzione completamente derivate da fonti sostenibili e rinnovabili (eolica e geotermica). I professionisti che scelgono NATURALMENTE si impegnano ad informare le persone che uno stile di vita ecosostenibile è realmente possibile.

COME NASCE NATURALMENTE?

PERCHÉ NATURALMENTE?

NATURALMENTE è un’azienda completamente italiana e nasce dall’esperienza di un noto acconciatore, consulente per alcune delle maggiori aziende produttrici di cosmetica, divenuto successivamente tecnico-chimico, che ha improvvisamente sviluppato intolleranza verso i componenti chimici presenti nei prodotti che utilizzava all’inizio della sua esperienza lavorativa. Dopo aver ricevuto la diagnosi definitiva e l’immediato divieto di riprendere contatti con tali sostanze decise di adoperarsi per trovare una via alternativa per tornare ad esercitare la sua passione.

Perché utilizzare un prodotto botanico e biologico al posto di un prodotto chimico classico permette alle sostanze organiche presenti di legarsi con i capelli e con la pelle in modo spontaneo e naturale, migliorando la struttura e donando salute vera. Al contrario la chimica dei prodotti classici ricca di silicone (SARATOGA) nasconde i difetti dei capelli illudendoci con una bellezza istantanea e fittizia. Sotto il silicone il capello non rifiorisce né si rinforza ma si rovina sempre di più creando una dipendenza da queste sostanze coprenti. Nel tempo i capelli perdono corposità, elasticità e lucentezza riducendosi ad essere sempre più opachi, crespi e asfittici. Anche la pelle rischia usando prodotti chimici mentre con un prodotto botanico e biologico resta pulita e non accumula residui.

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LA PISCINA "LA FENICE"

Il noir a puntate - III capitolo

BUONANOTTE TOPINI, BYE BYE

di Adria Bonanno

di Aldo Anchisi

Corti e la casa del sorriso. “a Maxwell Wallace, indimenticabile Wizard”. Riassunto delle puntate precedenti:

Butterfly conosce Corti come lui non si conosce, e non tacerà niente perché noi si possa capire il perché di quanto è accaduto. La foto di Corti è stata per mesi sui giornali. In realtà non lo conosce nessuno, nonostante sia il Personaggio del Secolo. La devozione di Lorenzo Nakajima, noto Butterfly, non si sa se sia amore o semplicemente melodramma. Corti non si difende dal suo dolore, sopravvive, ha un albergo ancora senza un nome, una psicoterapeuta, e per guarire scrive a Sara...

A

A due passi dal noto Centro Studi Arcadia, la piscina olimpionica "La Fenice" (proprietà dello stesso Centro Studi), può essere un meraviglioso punto d'incontro per i giovani, un luogo dove passare i caldi pomeriggi d'estate e un'ottima alternativa per chi vuole interrompere la tradizionale monotonia della spiaggia. La piscina è circondata da un ambiente pulito e gradevole, con la massima serietà dell'assistente bagnanti e un ampio ambiente dove potersi rilassare al sole. Ottima per sfuggire dallo stress del lavoro e dagli impegni quotidiani.Nella piscina La Fenice avrete sicuramente la facoltà di allontanare le preoccupazioni sorseggiando un

Bene e Male sono i pregiudizi di Dio, disse il serpente

Friedrich Nietzsche cocktail, leggendo un buon libro o semplicemente stando sdraiati baciati dal caldo sole estivo. Con la sua gradevole atmosfera rilassante, la piscina offre un servizio bar, massaggi shiatsu, corsi di nuoto per bambini e acquagym, che sono tra l'altro, solo alcuni dei servizi messi a disposizione dal circolo ACLI Arcadia per i soci. L'ambiente è inoltre caratterizzato da un ampio solarium, alcune docce, un piccolo "angolo relax" e un bar dove ci si può intrattenere su alcuni tavolini appositamente sistemati all'ombra, magari dopo aver passato un'intera giornata sotto al cocente sole che inebria le nostre lunghe giornate estive.

Nulla ci rende così grandi come un grande dolore

Alfred De Musset

M

Mi chiamano in molti modi, ma i miei topini in genere evitano di pronunciare il mio nome. Al di là di questo, che potrebbe essere un particolare secondario - insignificante, per esempio, se si entra nell’ottica della Grande Verità - ciò che importa è che sto per tornare a uccidere; finalmente, dopo tanto, troppo tempo. Comprendetemi, non é che in questi anni non abbia più portato al suo compimento la vita di alcuno: la morte è inevitabile, e spesso le mie cure escono per così dire dai canoni ristretti di ciò che voi chiamate vita. Il fatto è invece che, da tanto tempo ormai, non ero mosso più dall’istinto di porre fine a un’esistenza. Mentre ora, ripresa nelle mani la parte più piena di me, mi accingo di nuovo a uccidere per uccidere, uccidere per il gusto di eliminare. Eliminare per il gusto di sopprimere. È la stessa cosa, secondo voi? No, non lo è: la morte come conseguenza non è mai la morte come obiettivo. Nella morte come conseguenza c’è la pratica di un Dio: tu elargisci la cessazione della vita praticando un percorso di dolore che qualcuno - ahimè per lui - non è in grado di sopportare; e tu hai il privilegio di poter scegliere il predestinato. Lo selezioni sulla base della sua capacità di sopportazione, sul bene che gli vuoi. Non sei finalizzato direttamente alla sua morte. Anzi, determinante nella scelta è spesso la previsione di una maggiore resistenza al dolore, e di quanti più respiri e sorrisi il prescelto saprà elargire al suo dio - a te - prima di cessare di esistere. L’uccisione per uccidere, invece, è più grossolana, molto meno raffinata, non è un atto d’amore ma di disprezzo. La tua vita non vale i miei sforzi e le mie attenzioni, quindi la interrompo. La tua vita, quel tuo fastidioso muoverti parlare scrivere, defecare, fornicare, comunicare con gli altri, intralcia la mia missione, il mio essere divino, quindi devi morire. È meno elegante, molto meno studiata, non c’è né impegno né tantomeno dedizione. Però anche questo modo ha il suo fascino: è rude ma virile. Ha la seduzione impagabile della velocità, l’ebbrezza adrenalinica dell’assenza di orpelli. Conserva intatta la nostra radice culturale di uomini: l’archetipo del cacciatore, l’eccitazione nel dispiego della forza fisica che purtroppo, nella tortura - in tutta questa settecentesca ricerca di raffinatezza - si rischia di perdere. Eh sì, viviamo in tempi oscuri; ciò che prima sembrava sicuro non ha più certezza, e le nuove idee portano solo il Caos. Non c’è ordine, non c’è più bellezza, le regole non esistono più, e questo è assai male. L’armonia ha bisogno di ordine, invece, e di sapere che ogni cosa ha il suo posto in un progetto. Prima avevamo un Dio, e avevamo una Chiesa, il Padre si era incarnato nel Figlio, il Figlio sedeva alla destra del Padre eccetera eccetera. Lo sapevano tutti, tutti lo accettavamo, e così il mondo filava liscio; senza bellezza se non nelle mani di chi aveva il coraggio di ergersi a divinità - questo è vero, certamente - però tutto scivolava con ordine. Panta rei, dicevano gli antichi, tutto scorre. Tutto aveva un senso, e perfino i miei topini lo potevano cogliere. Ora è tutto cambiato: anche noi, dei e semidei, rischiamo di perdere il gusto e di non percepire più il disegno che sta dietro il dolore. È un rischio forte, e qualcuno dovrà pure far qualcosa. Ma poi, mentre già ci immergiamo in questo senso di insoddisfazione, ecco che come un miracolo riappare un motivo per tornare agli istinti primordiali, alla potenza di una morte portata per il gusto di portarla, di un atto definitivo che sia colpo secco e non cura. Non c’è che dire: siamo anima ma anche istinto; ed è bello talvolta abbandonarsi alla nostra parte primigenia. Erano anni che avevo perduto il ricordo di cosa si prova a uccidere quando lo si fa fine a se stesso. E questa troia, adesso, mi sta regalando la gioia di una sensazione. Dio, quanto mi piace la vita.

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LeCARTE diPETERS di Marina Marcucci

Educarci all’altro: stralci d’autore per raccontare un mondo sempre più uguale e sempre più diverso.

LA FORZA DI PARVANA SOTTO IL BURQA tratto dal romanzo di:

Deborah Ellis,

Edizioni: Fabbri Editori Quando mi capita di vedere, di sentir parlare, di conoscere donne che, nella nostra società, hanno un ruolo nell’amministrazione di una piccola attività lavorativa o di una grande azienda, donne che si occupano della tutela dei lavoratori, dei bambini, delle persone in difficoltà e tutte quelle donne che lavorano con la capacità di essere al tempo stesso madri, mogli, casalinghe, provo sempre una grande emozione: sono felice e nello stesso tempo soddisfatta! Sento la loro forza: una forza che deriva dall’esperienza di altre donne che, tempo fa, hanno lottato e creduto in loro stesse, che hanno contribuito alla nascita di una società "libera" dove ciascun individuo avesse l’opportunità di maturare ed evolvere la propria personale identità e che, durante la loro vita, sono state solo più donne e non "come" gli uomini. Ma… purtroppo c’è un "ma". Quando si parla di donne o meglio di "generi diversi" spesso c’è un "ma"! Sono convinta che fino a quando in tutti i paesi del mondo le donne non potranno godere degli stessi diritti degli uomini e non potranno scegliere liberamente come vivere la propria vita ci sarà sempre un "ma" e ci sarà poco poca da essere allegri! […] Volevano farla diventare un ragazzo. "Come ragazzo sarai libera di andare e venire dal mercato, potrai comprare quello che ci serve, e nessuno ti fermerà" disse la Mamma. " È la soluzione ideale" disse la signora Weera. "Sarai un nostro cugino di Jalalabad" disse Nooria "che è venuto a stare con noi mentre il Papà è via" Parvana fissava tutte e tre. Era come se stessero parlando una lingua straniera: non riusciva a capire quello che dicevano. La mamma di Parvana e sua sorella Nooria non possono lavorare o recarsi al mercato per vendere o comprare merce e, da quando il padre è stato arrestato dai talebani con la colpa di avere studiato a Londra, la famiglia è in grande difficoltà. Parvana è l’unica che può fare qualcosa ma ciò richiede un grosso sacrificio e tanto coraggio da parte sua! […] "Non funzionerà" disse. "Non sembrerò un ragazzo: ho i capelli lunghi". Nooria aprì la credenza, prese l’astuccio del cucito e piano lo aprì. Parvana ebbe la sensazione che Nooria si stesse divertendo quando sollevò le forbici e le fece schioccare, aprendole e chiudendole più volte. "Volete tagliarmi i capelli!". Parvana si coprì la testa con le mani. "Come fai a sembrare un ragazzo altrimenti?" disse la Mamma. "Tagliate i capelli a Nooria! È lei la più grande! È compito suo prendersi cura di me, non viceversa!". "Nessuno mi scambierebbe per un ragazzo" disse Nooria in tono calmo, guardandosi il corpo. La reazione di Parvana è naturale: in città il rischio è altissimo! Ma la sua tenera età non le impedisce di intuire e interpretare ciò che accade e gestire la situazione. La forza delle donne non ha età! Solo lei può aiutare la sua famiglia e, nonostante le esitazioni, ne è consapevole. […] "Devi essere tu a decidere" disse la signora Weera. Noi possiamo costringerti a tagliarti i capelli, ma sei tu che dovrai

uscire e recitare la parte. Sappiamo che ti stiamo chiedendo un grosso sacrificio, ma io credo che tu ne sia capace. Che ne dici? Parvana capì che la signora Weera aveva ragione: potevano tenerla ferma con la forza e tagliare i capelli, ma per il resto avevano bisogno della sua collaborazione. Alla fine spettava a lei decidere. In un certo senso, questo le rese più facile acconsentire. "Va bene" disse. "Lo farò". Parvana dimostra che la diversità non limita, rimanendo se stessa e, purtroppo, rischiando la sua vita, può uscire di casa e fare la spesa, cosa che nel suo paese, come donna, le è vietata; dimostra che è in grado di sostenere la sua famiglia, certo, fingendosi un maschio per non morire, ma lo può fare. Nessuno può privarla della dignità e della speranza neanche dove il dominio dell’uomo è il più spietato. La diversità fortifica e la consapevolezza rende possibile la vita in qualsiasi circostanza. […] Via via che i capelli cadevano, Parvana cominciava a sentirsi persona diversa. Vedeva tutto il suo viso. I capelli rimasti erano corti e ispidi. Si arrotolavano in due morbidi ciuffi dietro le orecchie […] Erano un po’ buffi, pensò Pavana, ma buffi in modo grazioso […] Il shalwar kameez di Hossain era verde pallido, sia l’ampia camicia che i pantaloni. La camicia era troppo grande e i pantaloni troppo lunghi, ma arrotolati in vita diventarono della misura giusta. C’era una tasca cucita all’interno della camicia, sul lato sinistro […] Era bello avere delle tasche. I suoi abiti da ragazza non ne avevano […] Parvana infilò i soldi nella nuova tasca. Si mise i sandali e fece per prendere il chador. "Quello non ti serve" disse Nooria: Parvana se n’era dimenticata. Ad un tratto si sentì nuda. Tutti l’avrebbero vista in faccia. Avrebbero capito che era una ragazza! Certo la paura di Parvana è grande! Come è grande quella di tutti coloro che, in molti parti del mondo, lottano per eliminare le discriminazioni e per l’affermazione dei diritti umani che a ogni persona, indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalla lingua, dall’età, dal sesso, devono essere riconosciuti. […] È comodo giudicare la paura degli altri quando si sta sempre al sicuro in casa! Parvana fece un balzo indietro, si voltò di scatto e uscì, sbattendo la porta. Per strada si aspettava che da un momento all’altro qualcuno le puntasse un dito contro, accusandola di essere una ragazza. Ma non accadde niente del genere. Nessuno le prestava attenzione. Più veniva ignorata, più acquistava sicurezza.

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BLOW UP

di Flavia Scalambretti toblowup.blogspot.it

La storia dietro le fotografie

DIANE ARBUS CHILD WITH TOY HAND GRENADE

Central Park, New York, 1962

S In ordine dall'alto verso il basso: Diane Arbus 1970 portrait Child with a grenade Diane Arbus Planche contact dodici scatti di Diane Arbus

Siamo nel 1962, a Central park a New York, un bambino gioca nel parco. Diane Arbus comincia a girargli intorno, asserendo di cercare l’angolazione giusta da cui scattargli una foto. Dal provino è evidente che il ragazzo sia divertito e incuriosito. Dopo un po' di tempo, però si spazientisce perché la fotografa sta impiegando troppo tempo a scattare; ed è in quel momento che Diane ferma l’attimo: Un bambino dallo sguardo alienato, fisso in camera. La bocca è contorta in un ghigno. Le braccia sono rigide, tese lungo il corpo. Una mano stringe una granata giocattolo, mentre l’altra simula un artiglio. Una gamba è leggermente più indietro rispetto all’altra, dando l’impressione di essere più corta. La simmetria degli arti, tutti paralleli tra loro, è rotta dalla bretella della salopette cascata, sotto la spalla. Tutto in quest’immagine suggerisce l’alienazione. Nonostante la situazione convenzionale (è sempre un bambino che gioca in un parco), Diane riesce a cogliere quanto di più ambiguo ci si possa aspettare da un ragazzino. I nervi tesi e la contrazione del volto creano una tensione molto forte tra l’osservatore e il soggetto. La ricerca dell’estetica lascia il posto a una profonda indagine sull’inquietudine, che

trova la sua massima efficacia nel contrasto tra la purezza intrinseca del bambino e la sua espressione maniacale. La focalizzazione su quanto ci sia di aberrante è un vero e proprio marchio di fabbrica della Arbus. Quest’aspetto è ancora più evidente nei numerosi scatti che dedica ai “freaks” (fenomeni da baraccone, con deformità fisiche tali da rappresentare una vera e propria attrazione da circo). Diane si arma della sua Rolleiflex 6×6 e crea un contatto: “Quelli che nascono mostri sono l’aristocrazia del mondo dell’emarginazione… Quasi tutti attraversano la vita temendo le esperienze traumatiche. I mostri sono nati insieme al loro trauma. Hanno superato il loro esame nella vita, sono degli aristocratici.
Io mi adatto alle cose malmesse. Intendo dire che non mi piace metter ordine alle cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io”. [D. Arbus] Nelle fotografie di Diane viene restituita ai Freaks la dignità di persone: la fotografa si approccia conoscendo i suoi soggetti, entrando in intimità con loro. Arbus è consapevole che davanti a una macchina fotografica possiamo sentirci violati nell’intimi-

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tà, quanto possiamo essere semplicemente noi stessi, dimenticando ogni corazza difensiva. È per questo che Diane rende i suoi soggetti consapevoli del fatto che, nel momento dello scatto, essi rappresentino la loro condizione, portandoli così ad esaltare gli aspetti più grotteschi della loro persona, come in un gesto liberatorio dai pregiudizi. In ogni scatto è però riconoscibile come, oltre allo spirito dell’individuo fotografato, prendano forma anche le ossessioni di Diane, che trovano rappresentazione fisica nei disagi degli outsider. È la capacità di far sfilare le proprie intime perversioni nelle fisicità altrui che crea la suggestione tipica delle fotografie di Diane Arbus. La forza di queste immagini è nella consapevolezza che quelle ossessioni vivono in ognuno. Ciò che spiazza è che non abbiamo davanti a qualcuno intento a nasconderle, bensì qualcuno che ci costringe a non guardare altrove, canalizzando la nostra attenzione. Così, attraverso i suoi personaggi, Diane ci accompagna in un viaggio introspettivo, facendoci specchiare nei volti dei mostri, che mai sono sembrati così umani.


La di Paolo Trucchi paolotrucchi@voiceovermagazine.it

Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino; un uomo è, a lungo andare, le proprie circostanze. Jorge Luis Borges

CANI SCIOLTI

PUNK

Pensieri

Anche i muri parlano, basta saperli ascoltare! di Gianfranco Marcucci

Più diventa tutto inutile e più credi che sia vero e il giorno della Fine non ti servirà l'Inglese. FRANCO BATTIATO Il Re del Mondo

Roma - Trastevere - Giugno 2012

di Niccolò Cerulli

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L incipit #4

Ugo Pirro

di Igor Artibani

Ci sarebbe tanto da raccontare di quanto accade a Roma davanti ai miei occhi e intorno a me, nel dopoguerra e negli anni straordinari che seguirono fra piazza di Spagna, via del Babuino, via Margutta e via Flaminia. A tanta distanza dai fatti e dal mondo di ieri è persino difficile allineare i ricordi secondo un ordine qualsiasi, collocarli nel tempo all'esatta distanza, secondo l'ordine dei giorni e degli anni. Allora tutto appariva senza importanza e niente della nostra vita sembrava degno di resistere al tempo. Eppure vi sono luoghi in cui la memoria sembra attendere qualcuno: un visitatore malinconico, oppure un cronista volenteroso, un cacciatore alla ventura nelle piccole selve del passato. L'osteria di via Flaminia dei fratelli Menghi è uno di quei luoghi che basta sfiorarlo col pensiero o citarlo, sia pure occasionalmente, perché chi lo frequentò o vi visse dentro ogni giorno, ritrovi quel tempo intatto, fermo, così che ogni ricordo diventa un quadro, una fotografia, che si para davanti agli occhi, fuori dal tempo. Passava qualche automobile e tanti tram: finiva l'estate quella sera che per la prima volta in tre nell'osteria dei fratelli Menghi in via Flaminia, di fronte al mercatino e alla fabbrica di ghiaccio; poco distanti, dietro un muro che le nascondeva, sorgevano alcune baracche occupate da artisti sfortunati e affamati.

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OSTERIA DEI PITTORI

di Ugo Pirro Sellerio editore Palermo, 1984


IL BANDITO DÀ I NUMERI,

Diamo il via a questa nuova rubrica: una classifica a suon di musica rap con i voti del nostro Wj Felice Sorrentino

I RAP VOTI

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Voto 10 al BlackStyle che il 6 giugno ha compiuto 2 anni di vita, insieme a radio VoiceOver ovviamente, ringrazio il mio amico Rick, Zeff, e tutti quelli che hanno collaborato e continueranno a collaborare al Blackstyle. GRAZIE. Voto 10 a JayZ e Kanye West che hanno annunciato che stanno lavorando al sequel di Watch the throne, album uscito ad agosto 2011. Questa notizia rende felici tutti gli amanti del rap, Watch the throne 2 sarà una bomba!!! Voto 9 a Nas e a “Daughters” il singolo che anticipa ”Life is good” il decimo album del rapper di Long island. Se il buongiorno si vede dal mattino possiamo già intuire che l'album non deluderà tutti i fan di nas. ”Life is good” uscirà il 17 luglio. Voto 8 a Santiago e al suo “Ghiaccio e magma” prodotto da Doner Music, primo album del rapper di brindisi che esordisce subito col botto, perchè “Ghiaccio e magma” è veramente un ottimo lavoro, sound potente a cavallo tra old school e sonorità attuali elevano “Ghiaccio e magma” come uno dei migliori lavori rap italiani. Unica pecca: non c'è una copia fisica, ma l'album è scaricabile solo da Itunes.

Voto 6 di stima per la mancanza di conoscenza dei lavori rap dei commessi dei negozi di musica. Vai lì in cerca di un'album e ritorni forse con l'album, ma con un'ora di ritardo. Voto 5 per Ciara, la bellissima cantante r'n'b buttata nella mischia anni fa da Missy Elliot. Dopo un inizio di carriera stupendo negli ultimi anni si è persa in un bicchiere d'acqua: pezzi flop, collaborazioni scadenti e forse anche produttori non all'altezza. Devo però ammetterlo, ho un certo debole per Ciara e quindi spero ritorni quella brava cantante r'n'b dei tempi migliori. Voto 4 a Baby K. Continuo a ripetere che una bella sfilata di moda sarebbe più appropriata per lei, invece di continuare a fare rap. Il suo ultimo lavoro, “Lezioni di volo”

è veramente scadente, non tanto per le collaborazioni che sono buone, ma proprio per il lavoro in sé. Sette pezzi deludenti con basi copiate da artisti famosi. Unico fattore positivo? Per sentire queste canzoni non si deve pagare: l'album è in download gratuito. E ci mancherebbe altro verrebbe da dire. Voto 3 a Waka Flocka che continua nel suo regno di “bad hip hop”, il buon Waka (forse Waka Waka?) è forse combattuto sul suo futuro musicale, fare rap perchè il raggae non piace o viceversa? Mah la scelta è la sua, basta che si decida, perchè non si può sentire. Voto 2 alla gente che continua a sostenere che il rap è uno stile musicale che incita alla violenza, allo spaccio, al gangsterismo di massa e al bullismo. Lasciate perdere e continuate a sentire i tormentoni estivi e il neomelodico napoletano e lasciate perdere il rap. GRAZIE!

WebRadio

radiovoiceover.it

Voto 7 a “Noi siamo il club”, il nuovo album dei Club Dogo uscito il 5 giugno. Il lavoro non è male, ma io mi aspetto sempre di più dai Dogo, e sopratutto mi aspetto che usino sempre meno beat dallo stile elettronico. Il rap non è electro ma è rap.

Your VoiceYour Radio VoiceOver ti fa compagnia con musica h24

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OGGI

Accadde

Aneddoti del ROCK

BOB DYLAN

quella volta al Folkstudio

N

Bob Dylan è una leggenda del Rock. E come per tutte le leggende del Rock, anche la vita di Bob Dylan è costellata da racconti e storie che spesso rasentano il fantastico e l’inverosimile. Come quella volta che il Cantore di Duluth si esibì a Roma al Folkstudio. Questa storia è cominciata a girare dopo l’esplosione di popolarità che Robert Zimmermann, il vero nome di Dylan, ebbe a metà degli anni Sessanta. Un concerto a Roma, al Folkstudio, noto locale della Capitale dove hanno mosso i primi passi nomi del calibro di Francesco De Gregori e Antonello Venditti, una specie di “culla” della musica pop romana. Al locale di via Sacchi, un acclamatissimo Dylan si esibì nei suoi brani più noti, con almeno duemila persone ad ascoltarlo, tanti infatti sono coloro che giurano di averlo visto suonare quella sera del ’63, o del ’65, o del ’68. Avrebbe persino duettato con un De Gregori praticamente in fasce. Oppure no, è tutta una bufala, Dylan non è mai venuto a Roma e non ha mai suonato al Folkstudio, d’altronde è mai possibile che di questa serata non esista neanche uno straccio di fotografia che possa immortalare l’evento? Bob Dylan è una leggenda del Rock, e come per tutte le leggende del Rock le storie sue storie, anche le più inverosimili e fantastiche, hanno un fondo di verità. L’anno è il 1963 e un giovanissimo Bob Dylan, in rapida ascesa, viene invitato come ospite dalla BBC, a Londra, assieme ad una cantante gospel molto nota all’epoca, Odetta Holmes. In quei periodi, la ragazza di Dylan era una certa Suze Rotolo: se siete curiosi di conoscerla, la potete trovare sulla copertina di “Freewheelin’”, secondo album di Dylan. La BBC offre l’occasione a Bob Dylan di venire in Europa, dove non era mai stato finora, e passare da Roma per recuperare la Holmes, dove stava registrando un recital. Bob Dylan non si fa sfuggire l’offerta, perché la sua amatissima Suze era partita per l’Italia, a Perugia per l’esattezza, al seguito dei suoi ge-

Un viaggio nella storia della musica Rock tra aneddoti, curiosità e protagonisti.

di Roberto "Wj Fancy" Fantini Perullo nitori, ed ormai da mesi il nostro Bob tentava di convincerla a tornare in America. Così colse l’occasione e partì alla volta dell’Italia. Una volta arrivato a Perugia, Bob Dylan scopre, anche con un certo disappunto, che Suze Rotolo si era finalmente convinta ed era tornata negli USA. E il povero Bob si ritrova solo soletto in Italia: a questo punto, per raggiungere Odetta Holmes, viaggia alla volta di Roma. Bob Dylan a Roma, accompagnato da Odetta Holmes, all’epoca più nota di lui. Girovagando per la città, una sera capita in un locale noto ai musicisti folk dell’epoca: il Folkstudio di Giancarlo Cesaroni e Harold Bradley. Il Folkstudio non è ancora nella “storica” sede di via Sacchi, ma nella sua primissima sede di via Garibaldi, sempre a Trastevere. Era ben lungi dall’essere il “regno” del pop romano di Venditti, De Gregori eccetera, ma era già un locale conosciuto dai musicisti, soprattutto quelli americani seguaci di Woody Guthrie, dai quali Bob Dylan aveva avuto la segnalazione. Locale piccolo, seminterrato, che non poteva contenere più di una trentina di persone, musicisti e staff compresi. E Bob Dylan arriva al Folkstudio nella tarda serata del 5 gennaio 1963 (il giorno non è certo, l’anno sì). Questo semisconosciuto cantautore americano, arriva all’improvviso e chiede se può esibirsi sul palco, anche in “jam session” con altri artisti che si sarebbero esibiti durante la serata. Il proprietario del locale (forse lo stesso Cesaroni) acconsente, anche perché tra gli addetti ai lavori Bob Dylan è già una celebrità. Una mezz'ora di frammenti di brani tratti dal primo album e, forse, degli spezzoni “finiti” di brani del futuro secondo album, sono la “performance” che l’ancora poco noto Bob Dylan offrì ai pochi spettatori del Folkstudio, una quindicina in tutto. Le prove? Una foto in bianco e nero, dove Bob Dylan brandeggia la sua inseparabile chitarra acustica sul palco. Al prossimo giro e ... Up the Rocksiders!

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4 luglio 1950 - Prima trasmissione di Radio Free Europe. In acronimo RFE/RL, è una radio e un'organizzazione per le comunicazioni fondata dal Congresso degli Stati Uniti. L'organizzazione esiste in Europa, Asia, e Medio Oriente. Trasmette più di mille ore alla settimana di programmi in 28 lingue sulle onde corte, AM, FM e internet. Lo scopo dichiarato di Radio Free Europe è quello di "promuovere i valori e le istituzioni democratiche tramite la diffusione di informazioni e idee fattuali.". 5 luglio 1996 - Nei laboratori del Roslin Institute di Edinburgo nasce la pecora Dolly, il primo mammifero frutto di clonazione. Gli scienziati annunciarono la sua nascita solo l'anno successivo, il 14 febbraio 1997. Il nome "Dolly" è nato dal suggerimento del suo allevatore che ha contribuito nel processo di clonazione, in onore alla prosperosa cantante country Dolly Parton, dato che la cellula clonata era una cellula mammaria. 11 luglio 2004 - Alle ore 22:21 viene scaricato legalmente da iTunes music store il brano musicale numero 100.000.000, il primo era stato scaricato il 28 aprile 2003, 441 giorni prima (media di download giornalieri 220.000 brani). Il negozio è supportato dal catalogo delle cinque maggiori case discografiche, BMG Music, EMI, Sony Music, Universal e Warner Bros, ed include anche oltre 300 etichette indipendenti. Offre un repertorio di più di 20 milioni di canzoni, con tracce esclusive di 20 artisti del calibro di Bob Dylan, U2, Mariah Carey, Sheryl Crow e Sting. 16 luglio 1969 - Programma Apollo: parte l'Apollo 11, che porterà l'uomo sulla Luna. Il 20 luglio 1969 il modulo lunare chiamato "Eagle" venne separato dal modulo di comando, detto "Columbia". Collins rimase a bordo del Columbia, mentre l'Eagle con Armstrong e Aldrin, scendeva sulla superficie. Dopo un attento controllo visivo, Eagle accese il motore e iniziò la discesa. Durante questa fase, gli astronauti si accorsero che il sito dell'allunaggio era molto più roccioso di quanto avessero indicato le fotografie. Armstrong prese il controllo semi-manuale del modulo lunare, che fece allunare alle 20:17:40 UTC (22:17:40 ora italiana) con ancora 25 secondi di carburante. 27 luglio 1986 - I Queen si esibiscono a Budapest, diventando il primo gruppo occidentale a esibirsi in un paese dell'est comunista. La band, conosciuta come una tra le più importanti della scena musicale internazionale, ha venduto tra i 150 ed i 300 milioni di dischi; tra le più importanti canzoni del quartetto si ricordano Bohemian Rhapsody, inserita sia da critici sia da sondaggi popolari tra le migliori canzoni di tutti i tempi, We Are the Champions e Somebody to Love di Mercury, We Will Rock You, Who Wants to Live Forever e The Show Must Go On di May, Radio Ga Ga e A Kind of Magic di Taylor e Another One Bites the Dust e I Want to Break Free di Deacon. La loro prima raccolta del 1981, Greatest Hits, risulta l'album più acquistato in assoluto in Inghilterra, con oltre cinque milioni di copie vendute, precedendo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles.


riSVEGLI

Rubrica

IL COMODO RUOLO DI SERVI

P

"Principale autorità del popolo tibetano, nonché testimone di pace e solidarietà nel mondo, che si impegna per il dialogo, la pace e porta messaggi di tolleranza tesi all'affermazione di valori di libertà, di non violenza e dei diritti umani nel mondo”. È questa la motivazione del comune di Milano per concedere al Dalai Lama la cittadinanza onoraria. Ad un certo punto il governo cinese si è opposto e, da li le cose sono cambiate: quello che era certo è diventato incerto e il sindaco e i vari assessori da liberi nelle loro decisioni sono diventati servi dei cinesi. È risaputo che il governo cinese vorrebbe morto il Dalai Lama. Sono 42 i monaci e civili tibetani che si sono immolati dandosi fuoco in Tibet (una nazione

di Gyani

che non esiste sulla carta) negli ultimi tempi. Il Tibet è sotto un duro assedio con telecamere e spie dovunque ed è difficile andarci anche per gli stranieri ai quali appena arrivano gli viene fornita una carta geografica governativa. Invasi dai cinesi, i tibetani sono trattati da paria nella loro terra, a loro è vietata ogni manifestazione religiosa buddhista. I monasteri sono sorvegliati e quelli vecchi sono restaurati ad uso del turismo cinese del quale i tibetani non vedranno mai i ricavi. La Cina è ormai una potenza planetaria. Tiene in pugno il deficit pubblico Statunitense, possiede metà Africa, controlla l'economia del mondo, ha un tasso di inquinamento totale non rispettando il trattato di Kioto sulle emissioni nocive. Molti stilisti fichissimi in occidente e in Italia fanno confezionare le loro cose in Cina in fabbriche improbabili dove lo sfruttamento è garantito. Tutte le marche alla moda, di abbigliamento e oggetti vengono da una nazione sfruttata .... da chi? La stessa Apple faceva finta di non sapere che nelle fabbriche della Ipod si erano suicidati molti operai per nevrosi da stress da lavoro. Vogliamo continuare ad elencare? Vogliamo parlare del trattamento riservato alle donne tibetane? Vogliamo parlare del terremoto avvenuto 2 anni fa in una gran parte del Tibet e delle infrastrutture non realizzate? Vogliamo parlare degli accordi fatti da Google – Yahoo, e non solo, con il governo per mantenere la censura in rete? Ora che fare? Come liberarci, come dare una speranza agli esseri umani, compreso il popolo cinese anch'esso soggiogato dal potere dello stato? Intanto informandosi - pensare liberamente - essere solidali - continuare a sperare - costruire dentro di

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sé un ambiente di pace solidale e attiva. In definitiva non essere pecore e dimostrare una dignità, se non proprio nazionale, è davvero difficile dopo aver accettato passivamente il governo precedente, almeno individuale. I momenti di crisi sono ottimi per risvegliare la solidarietà e l'unione. Insieme economicamente siamo una forza al servizio del cuore! Possiamo adottare a distanza bambini, nonni, progetti in paesi da sempre sfruttati servendoci di canali diversi da quelli istituzionali proposti in televisione e da accordi commerciali. Nel nostro paese possiamo spendere i nostri soldi in modi diversi premiando piccoli produttori, e ancora, creare delle spese consapevoli e di solidarietà che rispettano la lotta di chi lotta per il proprio lavoro. Per esempio: non comprare le calze Omsa, che per profitto sceglie di sfruttare delle operaie all'Est - non comprare prodotti alimentari italiani che vengono da paesi che usano anticrittogamici e che sfruttano la salute della gente. Insomma aprire la nostra sensibilità per un'economia autonoma, solidale e rispettosa inventandoci forme di consumo creative verso quelle società che sotto bei nomi producono morte e dolore. Anche questo significa essere svegli: se un altro mondo è possibile dipende da noi meditare si può coniugare con creare.


La

SUP@POSTA del

Dr. Suppinski

I

Il Dr. Sarlo Suppinski, tuttologo di fama internazionale e professore emerito in sette università sparse nel globo, risponde ogni mese alle domande dei lettori. Scrivete, a vostro rischio, a sup@pin.ski.

Caro Vladimir Ilich Uljanov, è molto tempo che non ti scrivo. E questa volta non ho particolari motivi. Però l'altro giorno ho preso in mano il plico con le copie delle vecchie lettere che ti ho mandato, e ho realizzato all'improvviso che ne sono già passate novantanove. Novantanove lettere in dieci anni. Tu sai che amo i numeri, le combinazioni, le circostanze algebriche. Non ho potuto resistere alla tentazione di trovare un po' di tempo per estraniarmi da tutto e scriverti questa lettera. La centesima. Estraniarmi da tutto: dal mio lavoro, dal mio tempo, dal mio spazio, dalla mia famiglia, dai pensieri della mia solitudine. Questa è la condizione in cui mi piace trovarmi, quando decido di scriverti. Ricordo bene la prima volta che cosa mi ha spinto: il mondo che grazie a te era stato creato si era appena dissolto, e tutti sembravano molto felici. Io non lo ero affatto. Ero in lutto. Ma non è questo che mi ha spinto a prendere carta e penna. L'impulso è nato quando ho letto questa notizia: "Esponenti della Duma propongono di inumare la salma di Lenin". Vladimir! Grazie a Dio non è accaduto niente del genere, anche se ogni tanto qualche scellerato ne ventila ancora la possibilità. "Quanto costa alla Russia la mummia di Lenin": questo il titolo dell'ultimo articolo, un paio d'anni fa, sull'argomento. Non avevo mai posto una vera attenzione al significato dell'esistenza del

tuo corpo, così accuratamente conservato, da ottantotto anni, come cosa vivente. Davanti alla minaccia della sua distruzione ho compreso che tu eri – tu racchiuso nel tuo involucro materiale imbalsamato – l'unica persona a cui potermi confidare, a cui potere aprire lo scrigno del mio cuore, dei miei pensieri. Così ti ho raccontato per anni le storie della mia vita, la formazione della mia famiglia, le soddisfazioni nel lavoro, la situazione sempre più nera di questa Italia allo sbando. E adesso, che cosa posso scriverti ancora? Vorrei per una volta non raccontarti niente di me. Non dirti che mia moglie se ne è andata senza un motivo, con uno sguardo di cenere e un sorriso spento. Non dirti che il mio lavoro va bene, che la cattura e lo studio dei miei adorati insetti mi riempie ancora di gioia e di fiducia nel valore della scienza. Non dirti che Berlusconi, dopo tanti anni, è stato deposto solo per fare posto a un altro sovrano. Non dirti di questo straccio di paese che ha smarrito il senso della realtà dietro miserabili chimere. Non vorrei incupirti raccontandoti di come vengono trattati gli immigrati, delle navi cariche di scorie nucleari affondate nel nostro mare nell'indifferenza generale, delle tratta delle schiave-prostitute, dei banditi che ci governano, di come la loro immagine si sia insinuata così a fondo nei nostri cervelli da non consentirci di pensare ad altro.

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Fischi

perFIASCHI

Stefano Fiaschi

Io mi chiedo perché il Parlamento non legalizzi la marijuana e proibisca il maglioncino sulle spalle.

No. Non così. Io penso ai miei insetti, sempre. Ascolto la musica di Anton Webern e penso al continuo, inesorabile formicolare sotto la terra, all’accoppiarsi e riprodursi delle adorate bestiole, al manifestarsi quasi meccanico in loro, delle conoscenze esatte date dall'istinto. La bellezza degli insetti, la normalità degli insetti, il duro lavoro degli insetti. Gli insetti non ti tradiscono. Gli insetti non cercano di ingannarti, di estorcerti denaro, di farti acquistare prodotti, di indirizzare i tuoi desideri sessuali. Gli insetti non sono responsabili dei quarantotto schermi televisivi che qualcuno ha collocato tra i binari della stazione della mia città, che ogni mattina martellano il mio cervello con una potenza a cui non posso sottrarmi. Gli insetti non sono corrotti e non fanno le guerre. Gli insetti non inventano conflitti di civiltà. Gli insetti non molestano i bambini, non evadono le tasse, non credono a cose che non esistono e non sono stupidi. Gli insetti non sono mai stupidi. Li osservo da anni, e posso dirlo: gli insetti non sono stupidi. Questo è

UNA POLTRONA PER DUE

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Hanno riaperto il roma vintage, la bibliotechina e il gay village. È ufficialmente estate. /////////

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10 ragazzi rischiano di essere condannati a 100 anni di carcere per la rottura di vetrine a Genova. Contemporaneamente 4 poliziotti sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi (con la condizionale) per l'omicidio di Federico Aldrovandi. Ho molta fiducia nella magistratura e nella Polizia nel suo complesso, ma in questo Paese c'è più di qualcosa che non va. ////////

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il motivo per cui non compiono le azioni turpi degli umani. La civiltà sta bruciando, mio caro Lenin. Socialismo o barbarie? Barbarie. Ma gli insetti non ne hanno colpa. Ecco, questo è l'ultimo pensiero che ti voglio dedicare. Lenin, amico mio, tu sai che amo i numeri, le contingenze algebriche, le simmetrie. Questa è la centesima lettera che ti scrivo. E questo numero tondo e cristallino mi piace. Mi cattura. Mi sovrasta. Vladimir, questa è la mia ultima lettera. Kral O’ Kipnipuil ***** La tua lettera deve essere stata recapita in redazione per errore. D’altra parte, sotto i colpi a 40° di Caronte, è facile per un postino confondere “Vladimir Ilic Ulianov” con “Voiceover”. Ma la pubblichiamo ugualmente, come invito a tutti i villeggianti a osservare con attenzione le bestioline multi-zampa che scavano cunicoli nella sabbia sotto le loro sdraio. Certi che Vladimiro – nel torpore del suo eterno riposo – non se ne avrà a male.


LaNewyorkese

Travellingwithoutmoving

La Grande Mela attraverso lo sguardo di una moderna Alice nel Paese delle Meraviglie

Viaggiare attraverso racconti tra musica e parole

di Shaila Risolo

N

Manchester

ORGOGLIO UMANO

Il racconto del Gay Pride nelle vie di New York

Non avevo alcun programma per quella domenica di fine giugno. Trascorrevo la mattina bevendo un caffè, con un ritmo lento e un’aria vagamente rilassata. Nella mia testa i resti della serata precedente, fuori il sole che stava già infuocando le strade tormentando i cittadini. La città era così calda che a volte avevo l’impressione che un giorno o l’altro facendo un passo, la scarpa si sarebbe fusa con il cemento. I miei pensieri sconnessi furono interrotti dallo squillo del telefono. “Ohi, ma sei ancora a casa?”, “Certo, e dove dovrei essere?”. “Ma c’è la gay parade, devi assolutamente sbrigarti. Preparati, ti passiamo a prendere fra 20 minuti”. Attaccai senza avere la forza di replicare. Dopo venti minuti esatti, citofonarono. Fin dalle scale potevo notare che Sara e Mike non si erano lasciati sfuggire questa occasione per indossare i loro abiti più stravaganti. Gilet colorato e mocassino bicolore per lui, gonna di tulle viola e maglia con la stampa dei Mini Pony per lei. Entrambi sfoggiavano sorrisi sornioni e laconici, poche parole ma tanta determinazione. Per quanto riguarda me, avevo optato per i soliti shorts e la solita canotta, ideali per combattere l’afa newyorchese. “Allora, tutta questa fretta? Dove si va? Io devo ancora riprendermi da ieri”. “Riprenditi allora, perché oggi ti voglio in forma”, mi disse Mike mentre sistemava la sua macchinetta fotografica. Ci incamminammo verso la Quinta Avenue, loro sostenevano che la parata avesse il suo punto nevralgico nella zona del Village. Girammo un angolo e fu chiaro che eravamo arrivati. Le transenne dividevano il pubblico dalla parata, un susseguirsi di carri a tema, con musica a tutto volume, balletti, bandiere e un desiderio incontenibile di coinvolgere tutti. Tutto il pubblico, tutta la Quinta, tutta Manhattan e oltre. Era questo il cordone che teneva uniti i carri che attraversavano la penisola: il desiderio di far divertire ogni persona che era andata ad assistere all’evento, qualsiasi fosse il suo orientamento sessuale, perché tutti abbiamo diritto al divertimento così come all’amore. Quest’anno il Gay Pride festeggia anche la legge che riconosce i matrimoni gay nello Stato di New York e la festa è ancora più chiassosa quasi come per diffondere questo diritto conquistato dopo anni di lotte anche altri Stati. Avanziamo saltellando, ballando, ogni tanto ci fermiamo e ci lasciamo coinvolgere dalle danze. Poi di nuovo torniamo a fonderci con la folla, un mare di persone, di sorrisi, di occhi felici. Ci immergiamo in questa geografia umana così assurda e stravagante che Mike non sa più cosa fotografare. Sembra un bambino in un negozio di caramelle. La verità è che siamo dentro una grandissima fotografia, un esempio di umanità che meriterebbe un fermo immagine eterno, un’istantanea studiata dalle generazioni future. Ogni tanto ci guardiamo e in quegli sguardi ci sono dei sorrisi senza confini. Non il caldo, non l’afa, niente può arginare questo fiume in piena. È Halloween, è Capodanno, sono tutte queste feste insieme nell’esplosione di giugno. Per la serata sono previsti concerti ed eventi in giro per la città. La festa non si ferma. Davanti a me ci sono dei bambini con i loro genitori, ridono e si divertono. Mi strappano un sorriso, di quelli che hanno luogo nella profondità del cuore. Forse un giorno questo mondo sarà veramente un posto migliore. Per ora a me sembra che non esista posto migliore di questo.

M

di Giuseppe Vitali

Manchester è quella città che non ti aspetti, è una città che pensi in un modo e rimani meravigliato da come la vedi. Manchester è la prima tappa di un viaggio alla volta dell’Inghilterra assieme a Jessica, mia compagnia nella vita e nei viaggi. Acquistiamo un volo Ryanair e con le valigie siamo già in aereo a mangiare il mitico Mars Muffin, una di quelle cose che mi rende piacevole il viaggio, insieme alle patatine inglesi Walkers! Con le prime note dei The Smiths e la loro There is a light that never goes out non potevamo che arrivare nel migliore dei modi nella loro città natale. L’aeroporto di Manchester è piccolo ma ben organizzato, nella mia esperienza di aeroporti posso dire che finora solamente Ginevra tiene il passo di questo aeroporto. Decidiamo di prendere un treno che porta fino in centro in meno di venticinque minuti e nell’arco di poco tempo arriviamo nel nostro Hotel accanto alla rinomata University Of Manchester. Il tempo di stuzzicare qualcosa e ci dirigiamo con i loro metro link, ossia una specie di autobus che spaccano il secondo che funzionano ad induzione elettrica verso il tempio del calcio mondiale, verso uno dei luoghi che per un appassionato di calcio è quasi una meta di pellegrinaggio: Old Trafford, stadio che ospita il Manchester United. Sempre sulle note dei The Smiths ma con la loro Ask entriamo in questo stadio-capolavoro! Preventivamente abbiamo prenotato il museo del Manchester e il tour dello stadio per godere appieno di tale struttura. Una volta entrati veniamo assorti dalla magia che solo uno stadio come l’Old Trafford può darti, muniti di pass accediamo alle zone off limits ed iniziamo la visita dello stadio. Iniziamo col vedere i trofei vinti da questo club che può vantare diverse Champions League, Coppe Intercontinentali, Campionati Inglesi, Carling’s Cup e una miriade di altri trofei. Oltre ai trofei ci soffermiamo a vedere i cimeli appartenuti a giocatori del calibro Bobby Charlton, Eric Cantona, David Beckaham e Cristiano Ronaldo per citarne alcuni. Concluso il museo ci apprestiamo a visitare gli interni dello stadio passando dagli ingressi dei botteghini elettrici, ai bar dove è proibito la somministrazione di alcolici fino ad entrare nel terreno di gioco dell’Old Trafford, che già incute timore solo a vederlo, figuriamoci a giocarci dentro. I posti a sedere sono tutti organizzati in modo da avere una visuale della partita eccelsa in qualsiasi parte ti trovi, alzando la testa notiamo un settore dedicato da Sir Alex Ferguson e alcune scritte che recitano “The Theatre of Dreams” il teatro dei sogni per chiunque entri a vederlo. Visitiamo tutto il terreno di gioco e ci spiegano le curiosità dello stadio tra cui il costo per dei mini appartamenti che si trovano all’al-

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tezza delle tribune d’onore, bhè una tribuna può essere tua per l’intera stagione del Manchester United alla cifra di 65.000 euro, un affare! Rientriamo all’interno dello stadio per vedere lo spogliatoio. Entriamo e ci fanno accomodare nelle panchine dove siedono i calciatori, mostrandoci l’ordine esatto di dove si siedono. Vediamo la maglia di giocatori del calibro di Wayne Rooney, Rio Ferdinand, Michael Owen e Scholes. Finita la visita agli spogliatoi, gli addetti ai lavori ci fanno simulare sulle note dell’inno del Manchester United, l’ingresso in campo dei giocatori in una partita ufficiale fino a condurci alle mitiche poltrone dove siedono i giocatori pronti a prendere il posto dei titolari e le riserve della squadra ospite. Concluso il tour dell’Old Trafford ci dirigiamo verso il Lowry di Manchester, una zona dove hanno unificato un piccolo centro commerciale, il museo della guerra e un ponte ad arte futurista per collegare le varie attrazioni, qui cominciamo a sentirci a casa sia io che Jessica perché anche se la città è grande, Manchester è molto vivibile ed è adatta sia alla vita frenetica da grande città che ai momenti di relax. Sulle note di Bittersweet Symphony dei The Verve, altro gruppo di Manchester, torniamo in camera per prepararci alla serata. Di nuovo in giro, cominciamo ad esplorare cosa abbiamo attorno all’Hotel, in pochi metri siamo vicino ai giardini dell’University Of Manchester, la S.Peter’s Square, l’Urbis e l’Exchange Square, tutto molto bello ma manca ancora la ciliegina sulla torta, camminiamo verso la zona dove tirare fino a tardi a Manchester e tappa obbligata è il Printworks. Questo è un complesso di pub, locali, discoteche, l’hard rock cafè e quant’altro si desidera per potersi divertire a Manchester, arriviamo qui tra giochi di colori sparati su di una struttura che sembra uscita dal set di “Gangs of New York” di Scorsese, entriamo mangiamo, beviamo la loro birra e intanto cominciamo sempre più a domandarci e a chiedere dove fosse la ciliegina per chiudere la serata, ovvero vedere la famosa Manchester Wheel di cui tutti parlano, la cerchiamo tra cartine, chiediamo ai passanti che ci guardano increduli e giriamo per l’Exchange Square e la cattedrale di Manchester come le trottole. Sulle note degli Oasis ed alcune canzoni che echeggiano dai vari locali a Jessica viene quasi da scommettere che la ruota l’hanno demolita, io accetto la scommessa in palio sushi e birra. Dopo aver girato un po’… il danno, un minuscolo cartello che spiega come la ruota è stata demolita! Con le note di Joy Division, Love will tear us apart, altro grande gruppo di Manchester, perdo la scommessa, ceniamo e torniamo in Hotel, domani si parte destinazione: LONDRA.


London

UNDERGROUND England is England

S

Sono in giardino, in piedi sotto le fronde dell'albero del vicino, fra la rosa e il barbeque che non abbiamo mai potuto usare. È la metà di giugno siedo composta sulla sedia bagnata, nell'aria profumi definiti di grazia verde dai vari giardini, guardo oltre la mia fence e stavolta non c'è il ponticello di ferro sulla ferrovia, Tony il barbiere, Jude the Obscure, sempre il sole e il bus 33 to Hammersmith. Questa volta davanti a me c'è un cortile con panchine e giardinetti sempre vuoti che mi separa dal classico muro alto tre piani con finestre senza balconi costruito mattone su mattone come solo qui sanno fare che si chiama condominio popolare: stradine, muretti, occhi, bandiere inglesi, bambini biondi, uomini biondi, donne bionde, tatuaggi, magliette dei football clubs, assistenti sociali, bambine con le con l'uniforme di scuola, macchine Vauxhall e Vans. È la metà di giugno sono le undici e trenta di sera ho la felpa, il giacchetto di pelle con il cappuccio, ascolto Il Tanco del Murazzo di Vinicio, non ce n'era un'altra più appropriata. Fanno 9 gradi, piove, è buio, ho lo sguardo felice, quasi rido da sola fino a quando non vengo accecata da quella fastidiosa luce blu che gira apparendo e scomparendo. Rumori di freni sull'asfalto, portiere che sbattono,

suono di stivali che corrono, finestre che si chiudono, luci che si spengono, rumori di chiavi nelle serrature. È proprio lei: la Polizia. Non ci metto molto ad avvicinarmi silenziosa alla porta del salotto, ma chi staranno cercando? Guardano verso di me? Io entro, dovesse venirgli in mente di farmi qualche domanda a cui non voglio rispondere (con questo accento da membro della famiglia The Sopranos...). Loro mi guardano, io li guardo, nascondo nella mano l'arma del delitto ed entro in casa sorniona. Dimentico tutto ciò che è successo al di la della fence in pochi minuti, cerco di focalizzare in giro per la stanza tutti i

vestiti che mi serviranno il giorno dopo,

Generated by CamScanner mi pento di essermi iscritta a Groupon e di aver comprato il corso di disegno di figure femminili "Belle Époque" a cui devo assolutamente andare domani, opto per lo smalto black ai piedi, latte e caffè come se fosse camomilla e ultimi due tiri con la testa fuori dalla finestra. Nel letto leggo "My last Duchess" di Robert Browning. Chiudo il libro dopo 9 secondi, giusto il tempo di non capire neanche la prima riga. Mi va di ricordarmi quando con Ilaria passavo giornate a leggere libri, poesie e racconti al mare, in piscina, al parco o a gironzolare in bicicletta e in motorino, quelle estati che duravano dal 10 giugno

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di Arianna Mariani

al 15 settembre, per poi trasformarci in hooligans con il calare delle tenebre, tornare strisciando dentro casa quando casa era quasi sveglia, puzzare di fumo, avere il trucco sparso sulla faccia e pensare: che mi metto domani? Giusto il tempo di sorriderci su e credo di dormire. 7 am, proprio quando sono sicura di dormire, succede una cosa che si chiama caos! Ma che cos'è 'sto casino? Bussano alla porta! Oddio devo andare a vedere?! Ho paura, si sa. Ho sempre paura se bussa qualcuno inaspettatamente. Si aprono piano piano le altre stanze, ci incontriamo davanti alla porta. - Polizia! E l'avevamo capito, vestiti così cosa volete essere? In sei e con quelle macchine a meno che non andiate ad una festa dei Village People! Tutte e tre in salotto sedute sul divano in pigiama, loro in giro nella nostra immacolata dimora. Ansia. Senza essermi lavata neanche i denti con vero accento da capo della famiglia Soprano spiegavo a quei giovanotti che Pedro non abita qui, ci ha abitato molto tempo fa. Giusto due settimane poi è stato mandato via. E ha portato via tutta la sua roba. Anche le nostre biciclette! Bloody Pedro!


OROSCOPO Luglio

OROSCOPO

di Emilia Rosa

Ariete

VoiceOver

dalMONDO

SILVIA, GIUSEPPE, MAURA, MASSIMO - PRAGA giugno 2012

PRAHA

Toro

«Il Sole si scontra con Urano nel tuo segno e questo influsso potrebbe indurti ad azioni estreme o a non saper cogliere una buona opportunità».

Gemelli «La sfera professionale è luminosa. E' il tuo momento! Hai intraprendenza, potere decisionale, creatività, intuito, e anche la fortuna è dalla tua parte, sicché sei in grado di realizzare progetti e raggiungere obiettivi importanti».

Leone «La vivacità di idee si abbina a ottime facoltà critiche e chiarezza espressiva, assicurandoti una buona resa nello studio e nei colloqui di lavoro. Fortunate intuizioni».

«Nonostante una Luna avversa ti senti di buonumore. La tua gioia di vivere si tramuta in fiducia, in voglia di partecipare agli eventi della vita. Evoluzione favorevole e intuizioni forante».

Cancro «E' una Luna d'amore e molto creativa quelle che brilla, non altrettanto lo è il Sole che, oggi, se la prende sia con Urano che con Plutone».

Vergine

Sagittario

«Sole e Luna favoriscono i rapporti d'amicizia, gli incontri mondani, la vita di società in grado di provocare novità o, perché no, anche le emozioni che si erano assopite o ingarbugliate ».

«Luna introspettiva e percettibile che aiuta a meditare e a decidere. Le questioni esistenziali accantonate o rimosse non sono da rinviare, ma vanno fronteggiate con intelligenza, senza rimandare ulteriormente».

Capricorno «Se fai coppia fissa punta sulla sensualità per rendere entusiasmante il rapporto come era durante i primi appuntamenti. L'amore vero vale la pena di essere coltivato e protetto da influenze negative, ma passeggere».

Bilancia «La nuova posizione di Mercurio ti ricarica di buone energie, equilibrio e voglia di novità. Il clima è sereno e appagante sotto tanti aspetti. Svogliatezza e staticità nei pensieri e nelle azioni».

Acquario

Scorpione

«La capacità di autodifesa verso le avversità della vita è rafforzata dalle stelle. Quando agisci sai perfettamente quello che fai e non hai di che pentirtene. La tua maturità ti permette di fare ottime valutazioni».

«Successo e amore. Te lo dicono le stelle di oggi. Hai fortuna in amore, sai realizzare progetti e comunicare con la serena espressione del tuo viso ogni sensazione. E' un bel momento per incontrare l'anima gemella!».

V

Verso un economia sostenibile:stiamo cercando nei limiti del possibile di far viaggiare meno le merci scegliendo dei prodotti locali... Ad esempio per i vini ci riforniamo dalle cantine di zona (al massimo 50 km) tipo Tenuta Tre Cancelli, Cantina La Rasenna, Casale Cento Corvi, Cantina del Castello di Torre in Pietra, mentre per il pesce ci rifornisce Enea Fornari, pescatore di Ladispoli, dal quale prendiamo quello che il mare ci offre a seconda della stagione, inoltre alcune birre sono dei più noti birrifici laziali, tipo ‘Na Biretta, Birrificio Tur-

Pesci «L'attività segna un periodo di progresso e di raccolta di ciò che hai seminato. Le configurazioni planetarie rendono ogni tipo di lavoro più scorrevole e portano improvvise occasioni per allargare sia gli orizzonti professionali che finanziari».

bacci, ecc... Inoltre un’attenzione particolare la dedichiamo all’utilizzo di prodotti non solo locali, a km zero e nostrani, ma anche biologici. Diversi sono i piatti inseriti nel nostro nuovo menù dedicati proprio ad una cucina Bio. Ciò nonostante la nostra attenzione va anche verso quei prodotti di ottima qualità non locali, anche se in misura limitata. Nuova è l’introduzione nel nostro menù del famoso Jamon sèrrano Pata Negra. Novita della stagione 2012: offrire prodotti alternativi a quelli esclusivamente commerciali. Lo facciamo con l’introduzione di latte vegetale biologico ed italiano, di soia, mandorla, riso, miglio, avena e farro, con i quali prepareremo frullati fatti rigorosamente con frutta fresca, e bibite e bevande biologiche ed equo-solidali. Siamo convinti che è possibile sviluppare un economia più attenta e di conseguenza proiettata verso il futuro. Abbiamo iniziato anni fa lavorando ed accogliendovi in una struttura eco sostenibile costruita interamente in legno. Stiamo continuando il nostro percorso valorizzando quelli che sono i prodotti del nostro territorio. Crediamo e speriamo di essere i promotori di una nuovo modo di fare turismo sicuri che una attenzione all’ambiente ed alle economie locali sia un beneficio sia per noi che per la collettività. A breve arriverà online il nostro nuovo sito internet www.malibubeach.it, un blog dedicato all’ambiente, alla musica, al buon cibo, al buon bere, al mare e agli amici, al surf e ai viaggi. Speriamo anche quest’anno di regalarvi una splendida estate...con un’attenzione in più!

DAL MARTEDÌ AL VENERDÌ 17:00/24:00 - SABATO E DOMENICA 11:00/24:00

LUNGOMARE MARINA DI PALO - LADISPOLI - RM - 06 9948689 - 349 5641126 - 347 0076943 34



VoiceOver Magazine N.14