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il T@M T@M

Magazine on line Settembre 2011

Siamo ROVINATI Storie di ordinaria follia


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Albergo Ristorante - Via F.lli Rosselli 11 Voghera (Pv) Tel: 0383.49247 - 038346238 - 338.9307378 Da circa un anno lo storico Albergo Ristorante Corona di Voghera ha una nuova e dinamica gestione da parte di alcuni ristoratori dell’Oltrepo Pavese. Nuovi proprietari che hanno deciso di continuare questa secolare storia dando un’impronta territoriale al locale, attraverso la proposta di una cucina tipica del territorio fatta di materie prime di grandi qualità. A mezzogiorno è possibile pranzare con un menù fisso mentre alla sera, anche su prenotazione, è possibile cenare e organizzare feste ed eventi. Anche la cantina del Corona è molto ben fornita, soprattutto di vini tipici dell’Oltrepo Pavese.


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Cover Story DAL PARADISO ALL’INFERNO Quattro storie di ordinaria follia che raccontano una crisi economica ancora nel pieno della sua forza

POLITICA

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S O M M A R I O

Un Autunno... caldissimo L’autunno politico vogherese si prepara davvero ad essere caldissimo dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Sindaco.

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Una Consigliera in carriera Nonostante la giovane età Simona Virgilio, apprezzato avvocato, ha già alle spalle una lunga esperienza politica nata nei quartieri.

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Un giovane Presidente Nicola Affronti, il più giovane Presidente del Consiglio vogherese, si confessa a Il T@M T@M.

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A scuola di Politica Pdl e Pd preparano il futuro schierando le loro formazioni giovanili che stanno già facendo politica attiva.

ATTUALITA’

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Piccoli Comuni oltrepadani “a rischio” Intervista con Pierachille Lanfranchi, Sindaco di Fortunago ed esponente dell’Anci sulle difficoltà dei paesi.

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Rimettersi in forma dopo le ferie Dolce far niente... sole, mare e relax. Ma poi arriva il momento di recuperare la forma. Ecco alcuni preziosi consigli.


APPROFONDIMENTI

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Commissariato di Polizia, i nostri angeli custodi Ecco i tanti servizi che fornisce la sede della Polizia di Stato nell’edificio di via Carlo Emanuele

CRONACA

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Settant’anni dopo torna a casa La salma dell’alpino Igino Marchesotti, di Torrazza Coste, torna a casa dopo 70 anni

NUOVE TENDENZE

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Team Building per rilanciare le aziende E’ la nuova moda che sta prendendo piede anche da noi ed a Voghera c’e’ una società specializzata

MEDICINA

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Leishmaniosi, la nuova malattia dei cani Anche a Voghera sono stati segnalati due casi di questa malattia: un veterinario ci spiega come si può combattere.

SPORT E TEMPO LIBERO

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Ultras Voghera, uno stile di vita A trent’anni dalla nascita gli Ultras Voghera si raccontano e scopriamo che dietro la loro passione c’è uno stile di vita.

Il T@m T@m

Periodico telematico di informazione

Direttore - Andrea Pestoni Redazione e direzione - Via Emilia 80, 27058 Voghera. Tel. 338.5036424 email info@vogheraseitu.it Editrice - UrbanWebNetwork Sas, Via Emilia 80, 27058 - Voghera Pubblicità - info@vogheraseitu.it Autorizz. del Tribunale di Voghera n. 177 del 03/10/2007 Collaboratori - Alessandro Quaglini, Alessio Alfretti, Corinne Friggi.

S O M M A R I O


Anticipiamo il futuro con il giornale on line gratuito, ricco di notizie e sempre a portata di mano di Andrea Pestoni

I

l

T@M T@M è tornato. Dopo qualche mese di

pausa sarà ancora “on line”, più ricco di notizie e

pronto a crescere numero dopo numero, con una veste grafica rinnovata e più moderna. Questo periodico, che sarà a cadenza mensile, ci aveva accompagnato all’inizio della nostra avventura ma poi avevamo deciso di accantonarlo momentaneamente per dedicarci allo sviluppo di altri settori chiave di Voghera Sei Tu. Adesso è venuto il momento di riproporlo, a completamento di un percorso che sta portando il nostro sito a contenere tutti i servizi multimediali tesi a garantire un’informazione completa e universale. Perchè abbiamo deciso di riproporre il T@M T@M? I motivi sono tanti, ma possiamo riassumerli ed illustrare i più importanti. Anzitutto il T@M T@M conterrà una tipologia di articoli che non possono essere inseriti nell’Home Page del portale. Ad esempio ci sono le interviste e le inchieste, corredate da immagini suggestive, ma anche le rubriche, i servizi speciali, gli approfondimenti della cultura, dello sport, della medicina e della Politica. C’è l’attualità e la cronaca bianca e nera. Insomma, il T@M T@M sarà sempre, o almeno cercherà di esserlo, un importante contenitore di argomenti, con una veste moderna e argomenti sempre trattati con la massima professionalità ed il giusto rigore giornalistico. Questo primo numero inizia già a trattarne alcuni, ma in futuro il nostro obiettivo è quello di ampliare sempre di più questa testata e anche con l’aiuto dei lettori cercare di trattare un numero sempre maggiore di argomenti. Inizieremo prevalentemente da Voghera ma, anche per seguire la linea editoriale del sito, è arrivato il momento di spostarci anche in Oltrepo Pavese, per scoprirne le bellezze e conoscere la gente, dalla Valle Versa alla Valle Staffora.

La Cover Story di questo numero sarà purtroppo un tema di stretta attualità: la povertà. Non la analizzeremo però in relazione all’attuale crisi economica, ma abbiamo deciso di evidenziare gli aspetti più crudeli. La discesa agli inferi di alcuni nostri concittadini, che da un tenore di vita benestatante sono caduti, in poco tempo e per i più svariati motivi, in una situazione di estrema povertà. Sono storie a volte drammatiche, ma crediamo che raccontandole possano servire da monito per scoraggiare altre potenziali vittime. Oltre a questa storia di copertina ci occuperemo anche di Politica, visto che è in arrivo un autunno molto caldo dopo la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto il sindaco Carlo Barbieri. Spazio anche alla croIl ruolo naca, agli approfondidell’informazione menti, all’attualità ed ai servizi speciali che si è destinato a occuperanno di tutti i cambiare in modo principali temi di recente discussione. radicale. Dovrà Infine lo sport, con un essere puntuale, servizio speciale sugli gratuita, professionale Ultras, vero cuore pule arrivare sante del calcio rossodirettamente al lettore. nero. Come abbiamo detto Le notizie del all’inizio, questo primo giorno dopo sono numero sarà solo l’iniormai acqua passata zio del nuovo corso del T@M T@M e proprio per questo motivo siamo disponibili, anzi lieti di ricevere commenti e suggerimenti sui possibili argomenti da trattare. Noi, intanto, cercheremo di farci venire sempre delle nuove idee che metteremo nero su bianco. Perchè siamo convinti che il futuro dell’informazione sia proprio questo: un’informazione gratuita, puntuale, professionale, che arriva direttamente al lettore. Le notizie del giorno dopo non ci interessano e non lo saranno nemmeno quelle del nostro nuovo mensile. Questa è una promessa che vi facciamo già da questo primo numero.

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Non c’è solo l’opposizione ad affilare le armi

personaggi politici si stanno muovendo per riproporre anche a Voghera il “Modello Poma”, che ha portato alla sconfitta il Pdl e la Lega alle elezioni provinciali. Tutto a vantaggio del centro-sinistra...

S

arà davvero un “Autunno Caldo” quello della politica vogherese? C’è da scommettere di si, soprattutto alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sindaco Carlo Barbieri. Le prime avvisaglie si sono avute il 4 agosto scorso, in occasione del Consiglio Comunale. L’ultimo punto all’ordine del giorno della seduta prevedeva infatti dei chiarimenti sulla cosiddetta “Operazione Malta”, che ha portato agli arresti domiciliari del primo cittadino e del commercialista vogherese Guido Marchese (pochi giorni prima nominato presidente del collegio dei revisori dei conti di Asm Voghera Spa). Quello che doveva essere un fuoco di fila da parte dell’opposizione si è però trasformato in parte in una sparatoria a salve, complice la furibonda lite scoppiata fra Antonio Marfi e Francesco Rubiconto, prima amici e ora acerrimi nemici ma anche vicini di banco in aula consiliare. Il mezzo flop dell’opposizione, che ha sprecato un’occasione davvero ghiotta, non deve però far dormire sonni tranquilli alla maggioranza. La vicenda giudiziaria del Sindaco (peraltro non legata ad attività del Comune) fa solo da sfondo ad alcune già ventilate “scosse di assestamento” che potrebbero portare, subito in autunno, ad un rimpasto di Giunta. Alcune forze di maggioranza, anche non troppo velatamente, lo avevano già caldeggiato. Dopo la fiducia incondizionata che le

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L’autunno r

della politica vo


rovente

ogherese

La maggioranza si compatta

attorno al Sindaco, ma riuscirĂ  a proseguire lungo la rotta tracciata in campagna elettorale? 9


forze di magggioranza hanno tributato al sindaco Barbieri, l’ipotesi più probabile è che l’attività amministrativa prosegua e cerchi maggiore incisività proprio nel potenziale rimpasto di Giunta. Nel frattempo la principale forza politica della coalizione, ovvero il Pdl, potrebbe andare a congresso per eleggere un coordinatore che possa dare una sinergia politica importante alla giunta. L’ipotesi di una “caduta” dell’Amministrazione appare oggi la via più improbabile. Ma se autunno caldo sarà, lo sarà anche per le opposizioni... e non solo. Su tutti il Partito Democratico, principale antagonista dell’attuale coalizione, che dovrà decidere se proseguire la strada (finora senza uscita) della richiesta di dimissioni, oppure se studierà qualche altra strategia per mettere in difficoltà la Giunta. Anche il Movimento 5 Stelle, sotto il profilo politico, dovrà decidere cosa fare “da grande” e valutare la possibilità di ignorare le provocazioni del consigliere Rubiconto che, da par suo, durante l’ultimo consiglio comunale ha promesso “Un’opposizione col fiato sul collo, ma senza speculare sulla vicenda giudiziaria del Sindaco”. Come dicevamo, ci sono movimenti anche al di fuori di Palazzo Gounela. La posizione del consigliere Giuseppe Carbone, candidato alle comunali con Pdl, non è ancora chiara e anche l’ex presidente del consiglio provinciale Luigi Bassanese è alle porte per vedere che cosa accade. Entrambi alle ultime elezioni provinciali erano candidati nella lista del presidente uscente Vittorio Poma, in contrapposizione al candidato del Pdl e Lega Ruggero Invernizzi. Quindi, fra maggioranza e opposizione, come si dice spesso, “se Sparta piange, Atene non ride”. Chi sia Sparta e chi Atene lo si potrà capire meglio quest’autunno, quando la politica tornerà dalle ferie ed i partiti giocheranno le proprie carte. Nel mezzo c’è la manovra finanziaria del Governo, che taglierà ancora i trasferimenti e costringerà l’ente locale a fare i salti mortali per garantire i servizi essenziali. Con una spesa sociale che cresce giorno dopo giorno, a vista d’occhio.

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La curiosità

Perchè si dice Autunno Caldo L’autunno caldo per definizione è la realtà di lotte sindacali operaie che si sviluppa a partire dall’autunno del 1969 in Italia. La grande mobilitazione sindacale, figlia del clima politico del Sessantotto, viene determinata dalla scadenza triennale dei contratti di lavoro. In questo periodo le rivendicazioni salariali spontanee nelle grandi fabbriche si alleano alle agitazioni studentesche che reclamano un generalizzato “diritto allo studio” per tutti gli strati sociali. I rapporti di forza, le tecniche di sciopero, l’astensione dal lavoro e dallo studio, le occupazioni di fabbriche e scuole coordinate da una nuova coscienza politica e partecipativa permise di formalizzare negli anni successivi conquiste sociali di rilievo, prima fra tutte lo Statuto dei lavoratori. L’autunno caldo è anche la culla di molte nuove formazioni politiche extraparlamentari che negli anni successivi preciseranno differenti strategie di antagonismo teorico e pratico che copriranno l’arco delle iniziative sociali dal riformismo al terrorismo.

Le tappe de LA CUSTODIA CAUTELARE E’ giovedi 7 luglio 2011 quando, su richiesta del Pm Vincenzo Piscitelli (e convalida del Gip), gli agenti della Digos notificano al Sindaco Carlo Barbieri ed al commercialista Guido Marchese il provvedimento di custodia cautelare. emesso dalla Procura di Napoli. L’IPOTESI DI REATO L’ipotesi di reato è quella di corruzione. Secondo l’accusa, Marchese e Barbieri, in cambio di alcune nomine in enti controllati dal Ministero del Tesoro, avrebbero “ricompensato” con 100.000 euro Marco Milanese, onorevole del Pdl, ex ufficiale della Guardia di Finanza, anche lui coinvolto nell’’inchiesta napoletana.


L’intervento in Consiglio Comunale

Il Sindaco: “So di non aver fatto nulla di male...” Pubblichiamo di seguito il testo completo dell’intervento che il Sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, ha letto durante il Consiglio Comunale del 3 agosto scorso, al punto che prevedeva la discussione sulla sua vicenda giudiziaria.

Guido MARCHESE in conferenza stampa con i suoi avvocati

ell’inchiesta

LA SCARCERAZIONE Dopo essere stati nuovamente interrogati, sabato 16 luglio il tribunale di Napoli dispone la revoca degli arresti domiciliari per Marchese e Barbieri. Carlo Barbieri, così, come prevede la legge, riacquista i propri poteri istituzionali e torna a fare il sindaco di Voghera, dopo che nell’aprile del 2010 era stato eletto con oltre il 60% delle preferenze.

“Sig. Presidente del Consiglio e Sigg.ri Consiglieri, chiedo di intervenire brevemente in apertura di questo ultimo punto dell’ordine del giorno per portare alla Vostra gentile attenzione alcune considerazione in merito alla vicenda giudiziaria che riguarda la mia persona. Premetto che l’inchiesta è ancora in corso e che quindi sarà necessario rispettarne gli atti coperti da segreto anche se, tuttavia, sono lieto che la maggioranza che mi sostiene abbia accettato di buon grado la mia proposta di discutere questo punto all’ordine del giorno non a porte chiuse, come prevede lo statuto comunale, ma in forma pubblica. La procura di Napoli ha avviato tempo addietro un importante indagine di carattere penale inererente a fatti che hanno anche comportato il coinvolgimento di diversi personaggi politici nazionali, come è stato possibile apprendere direttamente dalle fonti di stampa. Nell’ambito della suddetta inchiesta, in ragione delle intercettazioni telefoniche che erano disposte dall’autorità giudiziaria procedente, è emerso tra gli altri il mio nominativo con particolare ed esclusivo riguardo a una vendita immobiliare avvenuta lo scorso anno per il tramite di una società francese della quale da tempo sono uno dei soci. L’ipotesi di reato per cui l’Autori-

tà Giudiziaria napoletana sta ora procedendo nei miei confronti è quella di corruzione propria (ex art 319/321 cod penale). Ciò premesso debbo pure segnalare che immediatamente dopo la mia audizione innanzi al Gip in sede di interrogatorio di garanzia, nel corso del quale ho potuto spiegare e ampiamente documentare il mio ruolo nell’ambito della suddetta alienazione immobiliare, lo stesso Gip, avendo altresi il partere favorevole del Pm dott. Piscitelli, ha subuto disposto la revoca della misura coercitiva in atto. Detto questo mi corre l’obbligo di rilevare che, come naturale, le relative indagini preliminari siano ovviamente ad oggi ancora in corso. Tuttavia è bene altresi precisare che il mio coinvolgimento nell’ambito della vicenda non ha alcuna attinenza con cariche pubbliche da me ricoperte bensi dipende unicamente dalla mia attività privata e collaterale rispetto alle normali occupazioni di immobiliarista. Attività che da sempre svolgo e alla quale anche a tutt’oggi, compatibilmente con i miei altri impegni, posso continuare ad attendere. Vorrei inoltre evidenziare come l’operazione immobiliare oggetto dell’inchiesta sia lecita sia sotto il profilo formale che etico e che rientra nelle mie attività di immobiliarista. Un accenno, infine, alla maggioranza che mi sostiene e con la quale mi sono confrontato, ottenendo una fiducia che mi induce a proseguire il mio mandato amministrativo, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e nella piena consapevolezza di non aver fatto nulla di male.

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Valida fino al 30 Settembre 2011


L’IDENTIKIT dell’intervistato Nome: Simona Cognome: Virgilio Soprannome: Simo Età: 31 anni Occupazione attuale: Avvocato Squadra del cuore: Gli azzurri Hobby preferito: Leggere e viaggiare e... mangiare bene. L’ultimo libro letto: Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh La vacanza preferita: al sole Il piatto preferito: cous cous con pesce Il politico che stimo: Il Silvio (Berlusconi) del ‘94 Il politico che non mi piace: Il faccendiere A cena con: Gianrico Carofiglio, scrittore e magistrato e cucina il fantastico chef Andrea (mio padre) In vacanza con: Figlio e marito e in ogni caso con chi mi vuole bene Il sogno nel cassetto: aprire finalmente il cassetto dei sogni Fatti una domanda: è andata bene l’intervista? Datti una risposta: lo diranno i lettori...

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Il Consigliere più giovane

ma con alle spalle già una lunga esperienza nei quartieri con molti risultati concreti ottenuti

A

vvocato in carriera, bella mamma e consigliere comunale impegnata a migliorare la propria città. Possiamo anche cambiare l’ordine degli addenti ma, come in aritmetica, anche in questo caso il risultato non cambia e porta a Simona Virgilio. Carta di identità alla mano è il consigliere comunale più giovane, ma con già alle spalle una lunga esperienza politica, molto spesso “sul campo”. Per questo l’abbiamo intervistata. Avv. Virgilio,

come ci si sente a

fare il consigliere comunale?

Fino a qualche anno fa non avrei saputo dare una risposta, avrei detto che assecondavo una generica “vocazione politica”. Era forse la risposta ad un bisogno di autorealizzazione e di riconoscimento sociale. Solo adesso che sono mamma ho capito l’importanza del mio ruolo: posso cambiare la città che sarà del mio Lorenzo. E’ una motivazione forte che trovo dentro di me e che mi consente di dare un senso al sacrificio degli interessi personali che la disinteressata cura del bene comune richiede. Ci sono persone che non lesinano energie per studiare ed affrontare i problemi che gli si pongono, che destinano il tempo migliore dei loro giorni per la causa che hanno sposato: servire i cittadini. Costoro sentono la cosa pubblica come alta e nobile. Non ritengo di fare parte di questa ristretta elite di politici, ma a loro mi ispiro... Inoltre sono contenta che tanti cittadini vogheresi mi abbiano votato e per questo ripongano in me fiducia e questo è il presupposto per diventare consigliere comunale. Posso darle del tu? Come è iniziata la tua carriera politica?

Certo che possiamo darci del Tu, non mi ritieni forse abbastanza giovane? Ti ricordo che sono la consigliera più giovane. Tornando alla domanda ho iniziato a 19 anni, 11 anni fa come consigliere di circoscrizione del quartiere sud dove poi a 24 anni sono diventata presidente successivamente con l’abolizione dei quartieri mi sono candidata, come già sai, per il consiglio comunale, entrando addirittura in competizione con mio suocero, il veterano Giuseppe Carbone Però se andiamo ancora più indietro ho fatto anche la capoclasse al liceo (classico), e forse, ma non ricordo molto bene, l’assessore alla cultura quando andavo all’asilo (scherzo ovviamente) In questo momento di grande disaffezione, prova a convincere un nostro lettore ad impegnarsi in politica…

Se vuoi bene ai tuoi lettori, passiamo alla prossima domanda... A parte gli scherzi, hai ragione: è un momento difficile per la politica, sia quella locale che nazionale. Forse mai come ora si rileva un così basso indice di gradimento dei politici. Qualcuno direbbe che è un mestiere difficile. Ecco qui l’inganno: la politica non è un mestiere! Chiunque la pensa così deve tenersi lontano dalla gestione della cosa pubblica e, se è un politico, deve essere isolato e allontanato. Rimango convinta che la Politica è servizio, è missione, è vocazione. Chi vive una vocazione si infiamma per seguire un ideale, segue principi costitutivi forti che animano le sue scelte, non è disposto a cedere a compromessi con la propria coscienza anche se l’ambiente circostante è inquinato. Ecco una cosa che nessuno ha mai il coraggio di dire: non solo il sistema politico è malato, ma l’intero ecosistema sociale è debilitato. Se

c


Mamma e avvocato

con la passione per la Politica


tanti politici sono ignobili e indegni, è anche colpa degli elettori che lo consentono. Siamo noi i responsabili di tutto. “NON CHIEDERTI COSA IL TUO PAESE PUO’ FARE PER TE, CHIEDITI COSA TU PUOI FARE PER IL TUO PAESE”, è una frase kennediana abusata per 50 anni, ma fa riflettere... In ogni caso la politica ha bisogno di gente con volontà e intenzione di migliorare ancora le cose, di dare eventualmente una svolta, unicamente per il bene pubblico e senza fini personali, In questi anni, per cosa ti sei battuta? E cosa hai ottenuto? Il quartiere sud era un quartiere periferico i cittadini si sentivano di serie B e questo mi ha mosso per farmi portavoce delle loro problematiche. In quegli anni è stata creata la fognatura in via san vittore, l’illuminazione e l’asfaltatura in via Padre Pio, molta manutenzione strade, il parco accanto alla casa di cura Pezzani e altro ancora.Alla fine quel che interessa ai cittadini è proprio quello: avere una città che offra dei servizi e io mi sono fatta portavoce delle istanze dei cittadini vogheresi Come

vedi l’attuale giunta

Barbieri e quale sarà il suo futuro? Con riferimento alla Giunta e al consiglio comunale ho notato con rammarico che sono emerse mancanza di coesione e di dialogo tra di noi nell’ultimo anno. Spero che la giunta trovi una compattezza e migliori sempre

di più il proprio operato se fosse necessario si potrebbe pensare anche ad un rimpasto nella squadra di governo della città. Se vogliamo poi vedere una vena maliziosa nella domanda e quindi riferirsi casualmente alle ultime vicende che hanno coinvolto esponenti politici della zona essendo un avvocato è mia abitudine non esprimere giudizi su fatti che non conosco approfonditamente. Dico solo che la legge prevede che nessuno è colpevole finchè non ci sia una sentenza definitiva di colpevolezza. Ho sostenuto Barbieri alle ultime elezioni e per correttezza e coerenza continuerò a dare il mio contributo nell’amministrazione comunale. La mia lealtà va anche ai Cittadini vogheresi.. Simona Virgilio ascolta anche la voce dei suoi elettori Tu

hai una grande esperienza nei

quartieri.

Sei d’accordo

sul fat-

to che siano stati soppressi?

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Questa è una grande domanda. Non sono d’accordo. I quartieri erano l’istituzione più vicina al cittadino, l’inter-

mediario tra cittadino e assessorato o amministrazione. Poteva rappresentare per il giovane l’inizio di una gavetta in politica e per il pensionato un modo per rimanere utile e attivo. Ricordo tra l’altro che i quartieri a differenza di tanto altro non costavano nulla in quanto sia i consiglieri sia i presidenti non percepivano nulla neppure il gettone (per non contare le ricariche di cellulare consumate). Io per dieci anni sono stata in quartiere e ciò che mi motivava era veramente risolvere i problemi dei cittadini e farmi loro portavoce Pertanto con forza dico che non sono d’accordo con l’abolizione dei quartieri. Anche così si è tolta voce al territorio. Ritorniamo ai solidi riferimenti in ogni quartiere: si creino dei centri di ascolto in ogni zona della città, dove referenti volontari siano capaci di canalizzare la voce dei cittadini verso le attenzioni dei loro amministratori, sottraendo la parola del libero cittadino all’orecchio del politicante faccendiere e alla logica del voto di scambio. Dopo l’abolizione dei Consigli di Circoscrizione si percepisce un vuoto


“palestra” della politica. Diffidate dai giovani politici che hanno frequentato le cosiddette blasonate“scuole di politica”: è come allevare un cucciolo in un covo di serpi! Cosa oggi?

è cambiato da allora ad

Prima era un gioco, ora sento forte la responsabilità del mio ruolo di rappresentanza. Prima ero idealista e ingenua, ora sono una giovane donna pienamente calata nella realtà familiare, professionale e sociale. Sei

più incisiva oggi come con-

sigliere comunale o quando eri presidente di quartiere?

rappresentativo che bisogna colmare. Ai giovani manca questa importante

L’esperienza di Presidente del Quartiere Sud è stata molto positiva e motivante. E’lì che ho acquisto sicurezza e capacità di sintesi e mediazione. La naturale evoluzione del mio percorso politico mi ha condotto, grazie a centinaia di preferenze, a Palazzo Gounela. Qui ho trovato alcuni ostacoli che sto ancora cercando di superare. Spero che il mio “approccio soft”, la mia umiltà e il rispetto che porto agli

“anziani”senza però esserne mai sottomessa non siano stati interpretati come segnali di debolezza... Andiamo un po’ sul personale: avvocato, consigliere comunale e mamma. Qual è il lavoro più difficile? La risposta è semplice: il lavoro più difficile è quello di avvocato. Per il semplice motivo che gli altri non sono lavori, ma la mia vita! Nessuno potrebbe fare tanti lavori tutti insieme: sono passioni. Sono cresciuta molto: non pensavo di poter condensare tante cose nella mia giornata. Ho meno tempo per me stessa. Ho tantissime soddisfazioni sia in famiglia che nel lavoro .Tengo molto alla mia famiglia, ai miei affetti e soprattutto a mio figlio Lorenzo che ha quasi tre anni è per me spesso fonte di ispirazione, di energia e forza d’animo. La maggior parte del mio tempo lo dedico alla mia professione di avvocato che adoro e a cui do tutta me stessa. Il mio percorso è iniziato al liceo classico per proseguire alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia dove mi sono laureata a 23 anni a pieni voti, dopo gli anni di pratica e l’esame di stato a 27 anni diventando avvocato ho aperto autonomamente il mio studio professionale tirandomi su le maniche, come si suol dire. Mi gratifica trovare la soluzione ai problemi dei miei assistiti e soddisfare le loro aspettative nel migliore dei modi. Sotto il profilo sociale segnalo inoltre il mio impegno relativo ad un un mio progetto in avanzata fase di realizzazione anche mettendo a disposizione le mie competenze e la mia professionalità a titolo gratuito: presto aprirà uno sportello di assistenza legale alle donne vittime di violenza. Mi sono proposta come Avvocato di riferimento a titolo gratuito. Inoltre dal 2003 sono anche impegnata come volontaria di protezione civile. A

settembre riprenderà l’attivi-

tà politica, quali saranno le tue priorità?

Le priorità sono parecchie in una città come Voghera che ha bisogno di un po’ di vitalità per riemergere

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Un presidente giovane

alla guida del Consiglio 18


L

aureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pavia, ha successivamente conseguito un Master in Relazioni Pubbliche presso l’Università Iulm di Milano ed ora è Relations Manager della società T-Systems Italia - Deutsche Telekom. Nel già corposo Curriculum Vitae di Nicola Affronti, però, la voce che al momento colpisce maggiormente è quella di Presidente del Consiglio Comunale di Voghera. Soprattutto se si tiene conto che questa nomina è avvenuta quando Affronti aveva “solo” 28 anni. Ora ne ha 30, con circa due anni di esperienza alla guida del consiglio vogherese, e per questo abbiamo deciso di intervistarlo con l’obiettivo di illustrare ai nostri lettori che esistono dei giovani appassionati di politica, nonostante l’attuale elevato tasso di disaffezione. Presidente Affronti, che sentirsi chiamare così?

effetto fa

Essendo giovane all’inizio mi faceva un certo effetto, ma non tanto per il fatto di sentirsi chiamare PRESIDENTE, ma per quanto ciò rappresentava: l’importanza e l’impegno che il nuovo incarico portava con se. Ora dopo un anno e mezzo che svolgo questo ruolo istituzionale sono felice di aver accettato questa sfida, nonostante la diffidenza che – forse – qualcuno aveva all’inizio quando si è trattato di affidare ad un 28enne questo incarico. Il

ruolo del

Presidente

del

Consi-

glio è abbastanza “ingessato”, tu che

novità hai portato a questa figura

istituzionale, vista anche la tua giovane età?

Più che ingessato è un ruolo istituzionale e come tutti i ruoli di questo tipo occorre sempre tenere un certo comportamento e avere tanta predisposizione alla mediazione per trovare sempre la giusta quadra per fronteggiare le situazioni che si presentano. Sono un rappresentante politico eletto nella lista “Unione Di Centro” di cui ero uno dei capilista quindi non posso dimenticare che oltre alle garanzie da offrire a tutti, esprimo anche – a pieno diritto – pareri politici sulle mie posizioni in consiglio comunale, con la dovuta discrezione che un Presidente del Consiglio deve avere. Lavoro con impegno per far si che la città che mi ha tributato un largo consenso possa crescere. Per quanto riguarda le innovazioni apportate, come prima cosa ho voluto render più conosciuta e pubblica l’attività del consiglio: la diretta Radio è stata prolun-

gata anche oltre la mezzanotte, in occasione di tutti i consigli comunali faccio pubblicare sia per la città sia nell’home page del sito del comune i manifesti con l’ordine del giorno del consiglio così tutti possono venire a conoscenza di ciò che il massimo organo elettivo del comune discute e delibera. Sempre nell’ottica di migliorare la comunicazione esterna dell’attività del consiglio comunale ho creato sul sito le pagine del consiglio comunale. Non più solo l’elenco dei consiglieri, ma ne ho inserite altre: - Una che riguarda la conferenza dei capigruppo; - Una con le commissioni consiliari permanenti; - Una con le delibere del consiglio comunale - Una con l’archivio di tutte le sedute ed i relativi Ordini del Giorno dal nostro insediamento ad oggi; - Infine una dedicata al Presidente del Consiglio con i miei contatti (indirizzo mail, telefono ed orario di ricevimento); - Nella pagina web dell’ufficio stampa ci sono anche i miei comunicati presenti nell’area dedicata ai comunicati stampa del Presidente del Consiglio; Dalla prima seduta dopo la mia elezione a Presidente del Consiglio ho voluto subito dare un segnale d’innovazione: ho inserito il sistema di votazione elettronica, non più mani alzate come si faceva ai tempi del Senato romano, ma si preme un bottone (Si,No, Astenuto) e automaticamente il sistema registra cosa il consigliere ha votato… così anche la redazione delle delibere risulta più semplice. Su Facebook poi c’è anche un gruppo in cui rendo nota la mia attività di Presidente del consiglio e interagisco con gli utenti e le convocazioni del consiglio sono anche sui tabelloni elettronici. Per spiegare con parole chiare ai nostri lettori, cosa fa il Presidente del consiglio comunale? Il Presidente del Consiglio rappresenta il Consiglio che è il principale organo collegiale del Comune. Le funzioni principali sono: programmazione delle adunanze del consiglio, stabilire l’ordine del giorno su propria iniziativa, su richiesta del sindaco, della giunta, delle commissioni, dei singoli consiglieri; convocare e presiedere il consiglio e dirigerne i lavori; esercitare i poteri di polizia nelle adunanze del Consiglio al fine di mantenere l’ordine, assicurare l’osservanza delle leggi, la regolarità delle discussioni e delle deliberazioni; assicurare preventiva e adeguata informazione ai gruppi consiliari e

L’IDENTIKIT dell’intervistato Nome: Nicola Cognome: Affronti Età: 30 anni Occupazione attuale: Relations Manager presso “T-Systems Italia spa – Deutsche Telekom” Squadra del cuore: Juventus (ma non sono un tifoso accanito) Hobby preferito: Viaggiare (non solo per lavoro) visite a mostre e musei L’ultimo libro letto: “Zona retrocessione - Perchè l’Italia rischia di finire in serie B” di Giovanni Floris La vacanza preferita: Al mare con gli amici Il piatto preferito: Pasta alla norma I politici che stimo: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il vice presidente della Camera dei Deputati Rocco Buttiglione e Franco Marini Il politico che non mi piace: Brunetta A cena con: Il mio amico Fabrizio Palenzona (vice presidente Unicredit) In vacanza con: Il mio amico Maurizio Beretta (presidente lega calcio serie A – già direttore generale Confindustria) Il sogno nel cassetto: Diventare amministratore delegato di una grande azienda. Fatti una domanda: Cosa voglio per la mia città? Datti una risposta: Una città giovane, vivibile che dia lavoro ai suoi concittadini e ricca di occasioni di confronto.


di controllo proprie del consiglio e quelle di amministrazione e di governo di cui è responsabile il sindaco; convocare e presiedere la conferenza dei capigruppo; ho potere di iniziativa nei confronti delle commissioni consiliari… Tralasciamo qualche altra funzione minore. Dall’inizio oggi, qual è

della

legislatura

ad

il momento che ricordi

con maggior piacere?

Sicuramente il primo consiglio comunale in cui sono stato eletto Presidente, di cui ricordo la grande emozione che provavo. Certamente un altro momento è stato il consiglio comunale che ho voluto dedicare – nel marzo scorso - alla celebrazione ufficiale dei 150°anni dell’Unità d’Italia con la lezione magistrale del prof. Gianfranco De Paoli – Presidente dell’istituto per la storia del risorgimento di Pavia. Facciamo

un passo indietro, come è

iniziata la tua carriera politica?

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Si può dire che son nato e cresciuto a pane e politica, sin da bambino seguivo papà sia a livello locale (sindaco e prima e dopo consigliere comunale) sia a livello nazionale dove era segretario particolare del Ministro Carlo Donat- Cattin (che ricordo sempre con particolare affetto), poi di Franco Marini, dopo con Riccardo Triglia già presidente dell’ANCI ed infine da deputato. A 18 anni (11 anni fa) son stato eletto consigliere di circoscrizione della Città di Voghera, successivamente sono entrato nella segreteria nazionale dei giovani dell’Udeur, partito nel quale ho militato sino al 2008 quando non partecipò alle elezioni ed aderii all’Unione Di Centro dove ho ritrovato altri amici quali l’On. Delfino, l’on. Buttiglione, l’on. Volontè che conoscevo - da bambino/adolescente - già negli anni ‘90 e poi l’amico On. Cesa (che è venuto a chiudere la mia campagna elettorale delle amministrative nel 2010)… Vista la disaffezione di questo parti-

colare frangente, convinci solo uno dei nostri lettori ad impegnarsi in politica…

Personalmente credo che la politica la si debba fare con passione, che ai nostri livelli non deve mai diventare un lavoro, l’aspetto più bello e’ il rapporto con la gente e poter – purtroppo non sempre risolvere i problemi che ti sottopongono. Ci sono tre frasi con cui mi piace descrivere cosa sia l’impegno politico La prima la ama ripetere un mio grande amico: “La politica e’ la più alta forma di carità per un cristiano, e’ la più alta forma di servizio per un non cristiano”; la seconda è di di J.F. Kennedy: “E’ bello vivere per il proprio Paese, ma e’ ancora più bello aiutare il proprio Paese a vivere”; La terza è di Don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia. “


Tuo

padre è un politico di lunga

data, che consigli ti ha dato in questi anni?

Devo dire che se gli chiedo consigli non me ne fa mancare, ma rispetta molto il mio modo di pensare e le decisioni che prendo. L’invito che spesso mi rivolge e quello di non cedere mai sui valori che contraddistinguono il nostro agire e, di non pensare mai alla politica come una professione al fine di evitare che per sopravvivere si debba accettare anche quello in cui non credi. Mi ricorda spesso anche che l’amicizia è un valore che non si confonde con l’appartenza ad uno schieramento politico.

Sicuramente la nostra amministrazione è formata da uomini e donne che svolgono il proprio compito con dedizione, nel primo anno abbiamo lavorato bene, salvaguardando le fasce più deboli ed a differenza di altri comuni abbiamo aiutato i nostri cittadini in difficoltà stanziando maggiori fondi per il sociale, vista anche la grave crisi economica in atto e di questo va merito al nostro assessore Di Valentino. Il Sindaco Carlo Barbieri ci ha assicurato che nei prossimi mesi si impegnerà insieme a noi per portare avanti punti qualificanti del programma, come gli ha giustamente richiesto il nostro capogruppo Geremondia, alcuni proposti proprio da noi dell’Unione Di Centro e sui quali non faremo sconti. L’unità su certi temi qualificanti va ricercata in modo più ampio rispetto alla maggioranza ed io non posso che essere d’accordo affinchè tutti lavorino per la città ed il suo territorio circostante, un territorio importante punto d’incontro tra più regioni. Bisogna puntare in alto, occorre per questo dire basta a comportamenti che alla fine tendono ad acquisire visibilità e incurabile protagonismo. Abbiamo buttato le basi per la Voghera che vogliamo, una città più viva che deve riappropriarsi dei suoi gioielli: il Castello riaperto alla città l’anno scorso e che riapriremo dal 17 al 25 settembre con tante manifestazioni alle quali ho dato in parte supporto organizzativo anch’io. il Teatro sociale: tutta l’amministrazione è impegnata per restituirlo alla città ed alcuni sviluppi positivi ci sono stati … Uno dei principali obiettivi che mi prefiggo e ci prefiggiamo come amministratori locali è quello di riuscire a creare posti di lavoro a Voghera per fare in modo che – e parla uno che lavora a Milano – noi giovani non dobbiamo andar fuori a cercar occupazione.

In questi mesi ci impegneremo per non perder l’occasione di Expo 2015 che potrebbe portar vantaggi anche economici a Voghera vista la nostra vicinanza con Milano. Nei prossimi mesi dovremo lavorar sodo, gli enti locali – lo dico da membro della consulta nazionale ANCI Giovani Amministratori - sono sempre più penalizzati dai tagli del governo, ma siamo e resteremo un comune virtuoso. La tua collocazione politica è Centro. Se così non fosse, dove collocheresti?

Prova ora a prevedere il tuo futuro politico. Dove ti piacerebbe arrivare e cosa vorresti fare? Sinceramente penso che (con il supporto degli elettori) continuerò a far politica a livello locale perché penso che sia il livello politico che ti dia più soddisfazione poiché hai un maggior contatto diretto con i cittadini. Sicuramente mi piacerebbe essere eletto in parlamento / poter svolgere un servizio per il mio Paese anche al governo… ma sono sogni e sognare è gratis. Sicuramente ho una passione forte per la politica e mi ritengo soddisfatto poiché alla mia età ricopro un importante ruolo istituzionale, ma ho anche gratificazioni nel mio lavoro poiché ne faccio uno che mi piace e per la mia età e di questi tempi, non è poco anche se questo costa fatica soprattutto lavorando in una multinazionale privata tedesca …

e soprattutto prova a prevederne il mesi?

Cosa

ti

Mi collocherei comunque in un partito di ispirazione cattolica che faccia riferimento a quei valori in cui credo, comunque non uscirei dall’area che in Europa fa riferimento ad un modello ideale di Partito Popolare Europeo

Parliamo ora del momento attuale. Dai un giudizio sulla Giunta Barbieri futuro.

di

succederà nei prossimi

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Le nuove tecnologie sono importanti

ma il nostro obiettivo è anche quello di impegnarci sul campo incontrando gli amministratori che hanno più esperienza di noi e possono insegnarci tante cose importanti

L

a rinascita del Pdl passa anche e soprattutto dai giovani. Il nuovo segretario del partito, Angelino Alfano, lo ha ripetuto più volte e ne ha fatto un punto fermo del suo mandato politico. In attesa della convocazione del congressi, intanto, anche il Partito della Libertà di Voghera (prima realtà politica cittadina in termini di voti) sta avviando un restyling e l’attuale coordinatore cittadino Gianpiero Rocca ha già sottolineato l’importanza del settore giovanile del movimento, che rappresenterà la futura classe politica. I primi tre responsabili del movimento giovanile del Pdl a Voghera sono Simone Algeri (17 anni), Marco Zermoglio (21 anni) e Gianmaria Pozzoli (16 anni). Spetta a loro costruire il nuovo Pdl giovani di Voghera e da qualche mese si sono già messi al lavoro nella sede di via Viscontina. “Quest’autunno inizierà una nuova stagione anche per i giovani del Pdl spiegano - Le iniziative che abbiamo in programma sono molte e prevedono anzitutto una serie di incontri con gli amministratori del nostro partito, primo fra tutti ovviamente il sindaco Carlo Barbieri. Ma anche molti giovani amministratori che, come noi, sono partiti proprio dalla base giovanile. Ci riferiamo, ad esempio, all’assessore ai Lavori Pubblici William Tura ed ai

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Giovani

ma già pron

a lavorare per il consiglieri comunali Federico Taverna e Simona Virgilio, che ci spiegheranno il funzionamento della macchina comunale ed illustreranno il loro impegno istituzionale in questi primi quindici mesi di mandato”. Un altro dei punti di forza del nuovo corso giovanile del Pdl sarà l’utilizzo delle nuove tecnologie, come i Social Network, che serviranno per far conoscere l’attività del gruppo e anche per ricevere consigli e suggerimenti sulle

iniziative da organizzare. “Ovviamente abbiamo già aperto una pagina su Facebook (dal titolo Sede Pdl - Voghera) ma ben presto andremo a potenziare la nostra presenza in questo strumento, creando altre pagine tematiche e aprendo anche nuovi profili in altri social network emergenti, come ad esempio Twitter - spiegano ancora i tre giovani azzurri - Ma quello dei social network e di internet sarà solamente un aspetto della nostra


Il ricambio generazionale è fondamentale e noi vogliamo essere pronti e soprattutto preparati ad un futuro impegno in politica e nella pubblica amministrazione: questa avventura sarà emozionante

nti

l futuro futura attività, che prevede anche un impegno diretto sul campo”. Oltre a partecipare alle sedute del consiglio comunale ed ai vari incontri organizzati dal Pdl in tutto il territorio provinciale, Simone Algeri, Marco Zermoglio e Gianmaria Pozzoli stanno anche pensando di ampliare la base vogherese dei giovani azzurri, sia attraverso l’attività politica che si tiene nelle scuole, sia con un’attività di collaborazione fra i gruppi giovanili

che abbracci anche tutta l’area oltrepadana. “Per noi la politica è anzitutto una passione, un modo per renderci utili alla Comunità e cercare di fare qualcosa di costruttivo - affermano i tre giovani azzurri - Per questo motivo gli incontri con gli amministratori ed i vertici del partito, che hanno molta più esperienza di noi, servono proprio per imparare la politica in modo concreto. per creare cioè un bagaglio

di esperienza che ci auguriamo possa esere molto utile in futuro. Abbiamo molto da imparare ma abbiamo altrettanta voglia di impegnarci per la nostra Città”. Uno dei progetti a cui i giovani del Pdl tengono molto (e per questo motivo hanno già chiesto un incontro con l’assessore Tura) è il progetto del WiFi, ovvero una rete internet veloce da poter utilizzare gratuitamente. Magari all’inizio nei luoghi pubblici, ma poi gradualmente a copertura di tutta la Città. “Crediamo che questo sia un progetto davvero molto importante non soltanto per i giovani ma per tutta la comunità vogherese - concludono - E per questo motivo ne caldeggeremo la realizzazione, come è avvenuto in altre città italiane. L’assessore Tura ci ha già assicurato che su questo argomento l’amministrazione comunale è molto attenta e che anche noi potremo collaborarne alla realizzazione”. Intanto i giovani del Pdl, il lunedi, mercoledi e venerdi, dalle 17 alle 19, sono sempre presenti nella sede di via Viscontina e invitano tutti i giovani che condividono le idee e la politica del centro destra a farsi avanti per percorrere un cammino comune. “Chiunque voglia venire in sede a conoscere le nostre idee e le nostre iniziative ed a conoscerci personalmente è libero di farlo. Noi non vediamo l’ora di incontrare nuovi giovani pronti a lavorare per la propria città”.

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Il Segretario Matteo Zanellati

Circolo Giovanile Il domani del PD


D

a alcuni mesi il panorama polirico vogherese si è arricchito con la costituzione del Circolo dei Giovani Democratici, ala giovanile del Partito Democratico, che ha eletto come prima segretario il 27enne Matteo Zanellati. “Il Circolo dei Giovani Democratici è nato con l’intento di raccogliere tutte le proposte e le idee che i giovani vogheresi, e non solo, sono disposti a mettere in campo - spiega Matteo - Siamo convinti che la serietà del nostro progetto ci possa far crescere quotidianamente come numero e come rilevanza all’interno della vita della nostra città: per queato organizzeremo assemblee ed iniziative aperte alla cittadinanza. Dobbiamo avvicinare non soltanto quelli che possono entrare a far parte dei Gd, ma tutte le persone che si interessano di Voghera, con l’obbiettivo di proporre i Gd e il Pd come l’alternativa, un’alternativa credibile. Dobbiamo partire da questo presupposto soprattutto guardando gli ultimi fatti di cronaca politica che sono avvenuti di recente nella nostra città”. Il gruppo di ragazzi che partecipano con Matteo Zanellati all’attività del Circolo è già nutrito ed ognuno di loro ha maturato un’idea ben precisa del percorso politico da seguire per costruire da una parte l’alternativa all’attuale Amministrazione Comunale e dall’altra la futura generazione dei dirigenti cittadini del Partito Democratico. “Il nostro circolo è nato il 1° luglio 2011 ed il primo banco di prova lo abbiamo avuto alcuni giorni dopo, quando, con i fatti di cronaca che hanno riguardato il Sindaco, con un atto del tutto lecito e immediato ne abbiamo subito chieste le dimissioni, sottoscrivendo la posizione del Pd e di tutti i partiti di opposizione. Visti gli sviluppi, rimaniamo comunque speranzosi che il nostro invito venga colto quanto prima per il bene di Voghera! - prosegue Matteo - Abbiamo già avuto modo di organizzare alcuni eventi come la serata sul referendum sul nucleare, o la raccolta di firme per due proposte di legge ad iniziativa popolare che riguardano misure a favore dei giovani under35 e per rendere obbligatoria la

pubblicazione degli statuti dei partiti sulla Gazzetta Ufficiale. Il nostro Circolo è nato perché all?interno del Pd Voghera c’è una forte apertura verso i giovani, che devono essere il futuro della vita politica della nostra Città, se vogliamo rilanciare Voghera come capitale dell’Oltrepò”. Anche i giovani che aderiscono al movimento giovanile del Pd hanno già intrapreso un percorso politico che, in base alle linee dettate dal neo segretario, traccia il percorso futuro del partito. “Sono molto contento che anche a Voghera abbiamo costituito un circolo dei Giovani Democratici: un gruppo di ragazzi che si interessano di politica ed in particolare del futuro della nostra città. - afferma Michele Bassanini, membro del coordinamento cittadina e candidato alle ultime elezioni provinciali - Il circolo è costituito da un paio di mesi e già abbiamo creato un bel gruppo che si è dimostrato partecipe nella gestione della Festa Democratica della Valle Staffora a Rivanazzano Terme. Da sempre credo che questi momenti estivi di “svago” possano essere un elemento molto importante per l’aggregazione e per il coinvolgimento di nuovi ragazzi. Io stesso mi sono avvicinato alla politica proprio attraverso le feste estive qualche anno fa. Sono consapevole che il circolo citttadino del PD crede molto in noi giovani e so che ci metterà in condizione di crescere e partecipare alle attività del circolo stesso, per questo ringrazio il segretario cittadino del Pd Enzo Garofoli. Non a caso durante la selezione delle candidature per le elezioni provinciali il circolo cittadino mi ha chiesto di rappresentare il Pd in uno dei due collegi di Voghera, la campagna elettorale è stata per me un momento molto importante e di crescita personale. I giovani che hanno costituito il circolo Gd cittadino sono una ricchezza per la nostra città e spero possano anche loro partecipare alle

prossime campagne elettorali amministrative e vivere questa interessante esperienza.” “In questi giorni di gravi incertezze per la politica vogherese, mi pare estremamente importante che i giovani diano un esempio di partecipazione e coesione così bella come si è rivelata la Festa Democratica di Rivanazzano. - racconta invece Fabio - Voglio ringraziare tutte le persone che vi hanno partecipato e tutti coloro che, con il loro impegno, hanno permesso questo piccolo ma importante successo. L’importanza di queste iniziative emerge nel momento in cui si crea un nucleo di persone disposte a lavorare insieme per raggiungere degli obiettivi comuni. Il nostro impegno ha colto in pieno questi obiettivi e sono convinto saprà coglierne altri in futuro”. La formazione del circolo dei giovani democratici a voghera è stata una buona iniziativa perchè in questo modo anche all’interno della nostra città giovani con le stesse idee possono ritrovarsi e sviluppare nuovi progetti con lo scopo di promuovere una politica fatta di idee giovani e che guardano al futuro - evidenzia la diciannovenne Francesca Zanellati - il primo evento di ritrovo dei giovani iscritti è stata la festa di Rivanazzano Terme a cui partecipavo per la prima volta e che ho trovato inaspettatamente piacevole. Per questo penso che iniziative di questo tipo andrebbero organizzate più spesso così da avvicinare anche i giovanissimi alla politica facendogliela conoscere sotto un aspetto diverso magari organizzandole anche all’interno della nostra città per renderla maggiormente attiva e vicina alle esigenze dei giovani”. Un lungo cammino ancora da seguire per i giovani del circolo Democratico vogherese. Ma, come si evince da questo servizio, da parte loro c’è anche tanta voglia di correre ed arrivare presto al traguardo.

Sede - Voghera, Via Garibaldi 96 Sito Internet - www.pdvoghera.it Email - giovani@pdvoghera.it

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Abolire piccoli centri e Province è solamente uno specchietto per le allodole e non servirà a niente. Bisogna invece pensare a nuove strategie di rilancio perchè le Unioni hanno dimostrato il loro fallimento

Piccoli Co

dalla grande tr

di Alessio Alfretti

A

bolire i Comuni con meno di mille abitanti e le Province. E’ veramente la soluzione per uscire indenni da questa crisi globale? Oppure è semplicemente uno specchietto per le allodole per far si che la Politica riacquisti un po’ di credibilità? Ne abbiamo parlato con Pierachille Lanfranchi, sindaco di Fortunago, esponente dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e vice presidente dell’associazione Borghi più belli d’Italia. Pierachille Lanfranchi non parla solo di Fortunago, ma anche della manovra decisa dal Governo, del ruolo che i Comuni potranno avere in futuro e soprattutto della risorsa che rappresentano per tutto il patrimonio nazionale. Si parla anche di autonomia energetica, un argomento sempre di stretta attualità quando si parla del possibile rilancio dei piccoli Comuni e più in generale del territorio, nel nostro caso l’Oltrepo Pavese. L’abolizione di Comuni e Province è un provvedimento concreto per lenire le ripercussioni della crisi economica in atto? E’ evidente che si tratta di uno spec-

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chietto per le allodole. La proposta d’abolizione dei Comuni e delle Provincie ha il solo scopo di coprire i veri guai finanziari e gli sprechi che stanno da altre parti e non dalla parte dei piccoli Comuni. Però, non tutti hanno capito, oggi, che sui piccoli Comuni questa è solo una manovra “diversiva”. Con questo decreto, per evitare che la gente si interroghi sui veri motivi e sui

mediocri contenuti di questa seconda manovra, come il mancato prelievo fiscale ai “grandi ricchi”, si tenta di spostare il dibattito sui poveri. Anche stavolta non si è voluto mettere mano ai grandi patrimoni immobiliari e alle ricchezze spropositate che pure esistono in questo Paese e che, con una giusta tassazione, avrebbero portato decine di miliardi nelle casse


omuni

radizione

dello Stato. Invece si è fatto finta di niente e si è pensato di spostare il centro dell’attenzione sulle “poltrone” dei piccoli comuni e delle Provincie. Anzichè tassare i patrimoni dei ricchi, ai quali anche un forte prelievo fiscale non cambierebbe la vita, si è preferito colpire gli ammortizzatori sociali che sono le famiglie.

Se si deve tagliare la spesa allora perchè non iniziamo da Roma, diminuendo subito il numero dei Parlamentari?

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Credo che si sia perso il lume della ragione. E. il peggio è che stiamo per abituarci alle scelleratezze senza fine, alle cupidigie individuali sfrenate, allo stato selvaggio, nel modo in cui, nel ventennio tutti gli italiani acquiescienti a poco a poco finirono per ritrovarsi fascisti.....! Credo che il recente sondaggio di Sky, in diretta televisiva, abbia messo in luce la vera opinione degli italiani : oltre l’80% degli intervistati, si aspetta che il Governo per risolvere il problema del deficit non faccia più “pagliacciate” , ma seriamente metta mano ai grandi patrimoni! Mirabile esempio della peggiore espressione oclocratica dai tempi della guerra del Peloponneso. Un tentativo della falsa commedia imperante per poter conquistare le masse popolari attraverso illusorie promesse di appagare lo loro più svariate e irrazionali aspirazioni... Quindi forse, se di tagli se ne devono fare, allora è meglio iniziare a tagliare dove veramente serve… Abbiamo un numero di parlamentari e di ministeri che è il più alto d’Europa: se si deve tagliare le spesa pubblica per essere credibili, allora iniziamo da Roma! In cosa consiste, infatti, la domanda? Di che stiamo parlando tutti in questo periodo? Della chiusura dei Municipi nei Comuni di minore dimensione demografica, di accorpamenti, di abolizioni, di ipotesi fantasiose... E di che stanno parlando i cittadini? Delle stesse cose. Perchè, è evidente che, nella confusione, il cittadino percepisce e sente più importante di qualsiasi altra cosa il proprio destino e quello della comunità in cui vive. Abolire i piccoli Comuni significa anche cancellare, in parte, la storia di una Nazione… Le piccole comunità sono una ricchezza che va salvaguardata. Si è provato a riorganizzare i servizi su più vasta scala con le Unioni. Ma sono costate di più e non sempre hanno dato nuovi e migliori servizi ai cittadini a minori co-

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sti. La ricetta va studiata, non serve il colpo di spugna. I comuni hanno 1000 anni. Come ricordava Luigi Sturzo, il cui pensiero sull’autonomia comunale va riscoperto per la sua fondamentale attualità e modernità, le autonomie locali sono nate per difendere il cittadino dal potere centralistico dello Stato, senza dimenticare la valenza delle forme di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica per un maggiore interesse morale, sociale ed economico. E’ ancora il tempo di questa battaglia, visto che il federalismo, che avrebbe dovuto avvicinare il potere di Roma ai cittadini, anche con questa proposta è miseramente fallito. Parliamo ora del suo paese, Fortunago, uno dei borghi più belli d’Italia. Si è lavorato negli anni addietro e si sta lavorando molto oggi. Sempre con un occhio di riguardo allo sviluppo sostenibile ed alla tutela dell’ambiente, mantenendo vivo il carattere socio culturale della comunità locale. Dan-

do migliori servizi al cittadino, promuovendo il progresso e la crescita economica e pensando ad un possibile turismo dello sviluppo. Il riconoscimento che è venuto da Anci, con la certificazione di Fortunago tra i Borghi più Belli d’Italia, e da altri organismi europei per la valorizzazione dei luoghi, con la certificazione Emas II, sta a significare questo sforzo che ci ha visti precursori di questa nuova mentalità. Il Comune ha costruito negli anni piazze, vie, centri sportivi, giardini pubblici, ostelli, un parco naturale di interesse sovracomunale, ha realizzato anche un ufficio postale, un distributore di carburanti e un eliporto. Ora si sta completando la costruzione di un teatro-auditorium da cinquecento posti, con annesse ecomuseo, enoteca, biblioteca, spazi culturali per la coesione sociale. Rilanciare l’Oltrepo, quale può essere la ricetta vincente?


Sono sorpreso da alcuni Sindaci il loro comportamento è senza senso. Ci dimentichiamo che le grandi proprietà che hanno mille appartamenti da questa manovra traggono un beneficio immediato, perchè pagano meno tasse.

Sindaco ed esponente di punta dell’Anci

La tutela dell’ambiente e il mantenimento dell’agricoltura sono gli elementi fondanti per la salvaguardia del paesaggio. L’agricoltura qui da noi, è l’ultima forma di arte e di cultura del territorio. Senza il lavoro dell’uomo , che andrebbe meglio riconosciuto e valorizzato dalla Regione e dallo Stato con ricompense economiche adeguate, non è possibile conservare un patrimonio naturale e sociale che è di tutti e che andrebbe irrimediabilmente perduto se lasciato al suo destino. Stiamo lavorando, come Comuni oltrepadani e autonomie locali, per riscrivere e ripresentare alla Regione Lombardia un nuova Legge Oltrepo. Si tratta di un’iniziativa popolare per richiamare le Istituzioni sull’importanza della prevenzione per salvare il territorio dai dissesti idrogeologici. Uno degli argomenti più discussi, per rilanciare i piccoli Comuni, è quello dell’autonomia energetica. Cosa ne pensa?

Oltre ad essere Sindaco di Fortunago e Vice Presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” (alla quale fa parte anche Fortunago), Pierachille Lanfranchi è da sempre uno degli esponenti di maggiore rilievo dell’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che spesso si batte in difesa dei piccoli centri. Quelli che il Governo vuole cancellare. Ci sono modi e modi per produrre energia rinnovabile senza limitarsi all’etimologia del termine, ma valutando nel suo insieme in che cosa consistano i vantaggi e i danni. E poi andrebbe affrontato seriamente il tema dell’autonomia energetica. Per l’Oltrepo, come per tutto il territorio provinciale, servirebbero un Piano energetico provinciale e un Piano energetico regionale. Su questo argomento il”divide et impera” non funziona. Mentre da qualche parte si osteggia, a Roccasusella, l’impianto di pannelli solari, che sono l’unica vera fonte di energia pulita, dall’altra si “nicchia” sulla costruzione alle porte delle più belle colline dell’Oltrepo, a Casteggio, di una centrale ad olio combustibile che bruciando fa un fumo incredibile e avvelena

l’aria che respiriamo. Entrambi, tanto il sole quanto l’olio di palma, un elemento peraltro derivante dalla distruzione delle foreste tropicali, sono definite come fonti di energia alternative. Ma non vi sembra una contraddizione? Immaginiamo come questo olio possa arrivare a Casteggio partendo dai tropici: con navi petroliere che, certamente, non funzionano a propulsione del tipo Amerigo Vespucci e dal porto più vicino alla località di utilizzo, con camion cisterna che nemmeno essi andranno ad energia eolica. Ma, una volta arrivato a Casteggio l’olio di palma diventa energia pulita . Mi pare una barzelletta, oltre che una contraddizione! Il Comune rimarrà però sempre una stella polare per i suoi cittadini… Molto è stato fatto, molto rimane da fare. I cittadini sapranno indicare idee, suggerimenti e proposte di cui questa Amministrazione farà tesoro come ha sempre fatto, per i prossimi anni. La nostra stella polare è la valorizzazione delle persone che fanno parte della comunità locale. Siamo, tutti noi, quello che gli inglesi definiscono “civil servant”. La nostra “bandiera” è quella del Comune di Fortunago e dei suoi cittadini, che sono in definitiva gli unici nostri veri punti di riferimento. Ovviamente, fatti salvi i “destini” della Patria.....

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Lo staff di Sportcentergym

B

enessere fisico e star bene con il proprio corpo. Da sempre il desiderio di qualunque persona. In questo numero del Tam Tam la dottoressa Ilaria Crevani, laureata in Scienza motorie, con specializzazione in chinesiologia e massoterapia, fornisce a tutti i nostri lettori dei consigli utili per rimettersi in forma dopo le vacanze. Attività fisica, ma anche precetti utili per un’alimentazione corretta. Partiamo però dall’attività motoria. Ilaria – che lavora in campo medico - sportivo da 11 anni, con diverse esperienze all’interno di società di calcio e volley - illustra un programma alla portata di tutti: ”E’ consigliato camminare a passo sostenuto per almeno 30 minuti tutti i giorni in modo da risvegliare il metabolismo impigrito. Se ci si sveglia mezz’ora prima alla mattina, si bruciano più calorie”. L’alimentazione riveste una grande importanza per chiunque voglia perdere qualche chilo accumulato nel corso delle ferie. La colazione è il primo appuntamento della giornata. Ecco quali sono i segreti per iniziare la giornata nel modo migliore dal punto di vista alimentare. “Per le prime settimane sarebbe utile una colazione a base di frutta e spremute. Per i più golosi, si può optare per una tazza di cereali con yogurt.

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I consigli per tornare in forma

Vacanze “pesanti” e adesso come si fa?

Il consumo di thè e caffè andrebbe limitato”. Si passa poi ai pasti principali. Ecco quali sono i cibi da privilegiare: “Per pranzo e cena si consiglia un piatto unico, con l’aggiunta di verdure. Sarebbe opportuno aumentare il consumo di legumi nel periodo post-ferie, in quando essendo ricchi di fibre, aiutano a depurare l’intestino”. Molti potrebbero avere ancora appetito, per questo “consiglio di bere due bicchieri di acqua pieni prima del pranzo e della cena e di mangiare delle verdure prima del piatto principale in modo da bloccare il senso di fame”. Oltre alle dritte sul genere di alimentazione da seguire, Ilaria – che lavora presso uno studio privato e collabora con la palestra Sport Gym Center di Voghera - dispensa anche qualche consiglio pratico: “in casa andrebbero tenuti soltanto i cibi che poi saranno usati nel programma alimentare e quando si apparecchia

la tavola, sarebbe opportuno predisporre le quantità di cibo desiderate, in modo tale da evitare di alzarsi da tavola durante il pasto e cadere nella tentazione di aggiungere altri alimenti”. E’ importante anche scegliere il momento adatto in cui andare a fare la spesa: “Dopo pranzo o comunque a stomaco pieno - spiega Ilaria - e con una lista ben definita di prodotti da comprare”. Va curata anche la modalità in cui si consumano i pasti: “ Bisogna mangiare lentamente, in un ambiente tranquillo e possibilmente seduti. In questo modo si assaporano meglio i cibi e aumenta il senso di sazietà”. Questa prima “lezione” su come perdere peso è terminata. Vi rimandiamo al prossimo numero, quando proporremo alcuni esercizi di forza ed elasticità da svolgere nell’arco della giornata. Sempre in collaborazione con la dottoressa Ilaria Crevani.


I

l Commissariato di Pubblica Sicurezza è un po’ come una piccola Questura. Per una Città come Voghera (che tanti definiscono un “paesone”) è però molto di più. Da quando ha aperto i battenti, anche in virtù della collaborazione con le altre forze dell’ordine, il tasso di sicurezza in Città è sensibilmente aumentato. L’attività degli agenti del Commissariato, coordinati dal Vice Questore Aggiunto Mauro Zampiero, non si limita però alla sola Città di Voghera. La competenza riguarda anche altri centri limitrofi, come Casei Gerola, Codevilla, Godiasco, Montebello della Battaglia, Retorbido, Rivanazzano Terme e Torrazza Coste.

Angeli custodi

ma anche molt

Ufficio Affari Generali, cuore pulsante del Commissariato. “L’Ufficio meno conosciuto ma estremamente importante per l’organizzazione interna è l’Ufficio Affari Generali, l’equivalente dell’Ufficio di Gabinetto della Questura. Sono i i miei diretti collaboratori e si occupano della gestione del personale, dell’aspetto tecnicologistico e di tutte le questioni che riguardano l’ordine pubblico”, spiega Mauro Zampiero. Le “Volanti”, un segno di riconoscimento. Il servizio più noto è l’attività svolta dalle Volanti. Questo Ufficio tende a garantire una pattuglia di pronto intervento nei vari orari, che svolgono un compito di prevenzione e di repressione dei reati commessi in tutta la giurisdizione, ma vengono impiegate anche per esigenze di soccorso pubblico, in caso di allagamenti dovuti a copiose precipitazioni, o quando vengono percepiti pericoli di varia natura, come la percezione di fumo o di

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gas provenienti ad esempio da abitazioni. Le situazioni di potenziali allarmi e pericoli vengono comunicati tramite il numero telefonico 113, presenziato in ogni momento della giornata e dell’anno. Ricevuta la chiamata vengono dirottate alle pattuglie presenti nel territorio, se non impiegate già in altri interventi, ed in base ai problemi prospettati viene richiesto l’intervento anche di altre unità specifiche (ad es. Vigili del Fuoco, Ambulanze, Polizia


to di più...

Locale per il rilievo ad esempio di no espiando la pena con misure incidenti stradali …). alternative al carcere (ad esempio nel caso di detenzioni domiciliari, Il reparto Investigativo, brac- affidati ai servizi sociali …), svolge cio della Procura. indagini giudiziarie d’iniziativa o secondo le direttive della Procura Oltre alle Volanti, con maggiore della Repubblica. impatto visivo, si affianca il servi- Molte indagini vengono gestite zio svolto in abiti borghesi e con dall’Ufficio Giudice di Pace, che auto cosiddette “civetta” del perso- tratta reati come minacce, percosnale dell’Ufficio investigativo. Tra se, per i quali la procedura penale i compiti, oltre a gestire i controlli prevede margini investigativi andelle persone condannate che stan- che più intensi.

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Poliziotto cos’è.

di prossimità, ecco

Oggi si parla con sempre maggior frequenza della polizia di prossimità. Ma cosa significa? Si dice che Maurice Barrès, scrittore e politico francese, figura di spicco del nazionalismo francese, ricevendo un giorno un giovane che desiderava spiegargli le sue idee, gli dicesse “Capisco le vostre idee, ma la vostra sede?” Qual è, in altri termini, il desiderio profondo che sospinge l’idea di prossimità? “L’impoverimento e l’imbarbarimento delle relazioni sociali, così come la deriva verso l’appiattimento, verso il conformismo, verso la superficialità, verso il vittimismo, verso ogni genere di paura hanno preso il soppravvento sulle ideologie, sui principi etici, morali e perfino religiosi - spiega il Dirigente Mauro Zampiero - In questo contesto di insofferenza crescente, di progressiva dissolvenza di valori, essere “vicini alla gente”, probabilmente, significa mettersi al fianco di chi quotidianamente subisce il clima di paure (reali e indotte), di prepotenza che ci circonda nelle strade, negli ambienti di lavoro, negli stadi, nelle famiglie”. Oggi la polizia di prossimità è una realtà, o comunque un progetto ambizioso che viene perseguito con sincero entusiasmo. Alcune iniziative testimoniano concretamente questo desiderio. Si pensi all’istituzione del Poliziotto di quartiere, un servizio che si somma a quello svolto dalle volanti, con compiti specifici non operativi, che si inquadrano a pieno titolo nel motto: “Polizia tra la gente”, il cui scopo è di accrescere la conoscenza capillare del territorio proprio attraverso la collaborazione dello stesso cittadino. A questo progetto la Città di Voghera sta rispondendo molto positivamente ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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Ora la denuncia via Web...

arriva anche

Un’altra iniziativa che si ascrive alla nuova concezione di polizia al servizio del cittadini è la denuncia via Web. Interfacciandosi comodamente da casa propria col portale della Polizia di Stato si possono inserire i dati di una denuncia, ad esempio di documenti smarriti. Al termine delle operazioni si stampa una ricevuta, che deve presentarsi al personale addetto all’Ufficio denunce di una Questura o di un Commissariato; la procedura conferisce il diritto di precedenza su altre persone eventualmente presenti. L’operatore, quindi, richiama quanto già inserito direttamente

L’AMBIZIOSO DELLA POLIZIA fra agenti ero quotidianamen La curiosità Il Commissariato “virtuale” Interessante anche il progetto del Commissariato virtuale. Realizzato con una tecnologia che consente di simulare una vera e propria “visita virtuale”, il “Commissariato di PS online” è dotato, già nell’area di primo accesso, di un’agevole struttura visiva, per orientarsi facilmente ed intraprendere i percorsi di interesse: “bambini scomparsi”, “auto rubate”, “documenti smarriti”, “oggetti rubati”, “banconote false”, “catalogo delle armi”, “elenco latitanti”. Una funzione “down-


O PROGETTO DI PROSSIMITA’ oi che salvano nte vite umane load” permette, altresì, di scaricare una serie di moduli utili al disbrigo delle diverse pratiche. Nell’hall della struttura virtuale sono presenti, poi, sette diverse “stanze” deputate alla “sicurezza telematica” e alle “denunce” (di cui si è fatto appena cenno), agli argomenti riguardanti “passaporti”, “immigrazione”, “minori”, “polizia amministrativa e sociale” e “concorsi”. Accedendo, l’utente può trovare una risposta a quelle domande che, in genere, emergono anche nell’approccio con un reale Ufficio di Polizia. All’interno di ciascuna “stanza” sono disponibili diverse opzioni di ricerca, dai forum tematici alle denunce via web, dagli approfondimenti alle segnalazioni connesse ai cosiddetti “computer crime”.

tarsi con il documento di identità valido; al termine delle operazioni, gli viene consegnato tale permesso, che ha validità di 90 giorni, e che dovrà essere conservato insieme alla copia della denuncia di smarrimento/furto ed ad un documento di identità valido. L’operatore di polizia può anche verificare se la patente sia duplicabile. Se lo è, il cittadino può ottenere che la nuova patente di guida gli venga recapitata direttamente dalla Motorizzazione presso la sua residenza; in questo caso, deve anche consegnare all’operatore dell’Ufficio Denunce due fotografie formato tessera. Nel caso in cui non possa essere duplicata la patente, il cittadino dovrà recarsi personalmente presso, indifferentemente, l’ACI, o la Motorizzazione, o un’agenzia di pratiche auto, portando con sé copia della denuncia, permesso provvisorio di guida, due fotografie formato tessera e documento di identità. La medesima procedura, tranne l’incombenza relativa alle due fotografie, viene assicurata anche per lo smarrimento o il furto della cardal cittadino, aggiunge eventuali ta di circolazione. dati mancanti e stampa la formale denuncia, che deve a quel punto L’importanza della prevenzioessere sottoscritta dal denunciante. ne nelle scuole. Questa modalità, in effetti, è poco utilizzata, ma soprattutto perché Nell’ottica della polizia di prosda tempo gli Uffici riescono a sod- simità, debbono interpretarsi andisfare abbastanza rapidamente tali che le collaborazioni con le scuole (elementari, medie e superiori) per esigenze. progetti che prevedono la partePermesso provvisorio di guida cipazione di poliziotti a lezioni su temi correlati alla legalità. e carta di circolazione. Il tema della prevenzione è veraAnche il permesso provvisorio di mente molto importante, perchè guida rilasciato dall’Ufficio De- la cultura della legalità presuppone nunce del Commissariato in caso il rispetto delle leggi laddove oggi, di smarrimento o furto della paten- nella Società odierna, molti abusate di guida, rappresenta un servizio no di questo rispetto e si rendono che viene reso al cittadino diretta- colpevoli di reati che colpiscono mente dalla Polizia. All’atto della soprattutto le persone perbene e denuncia, il cittadino deve presen- quelle indifese.

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I colori del Sunlite vi avvolgeranno

in giochi di luce in un’atmosfera ovattata e rilassante. Personale esperto sarà sempre a vostra disposizione per effettuare la miglior scelta in base alle vostre esigenze

Il Sunlite di via Piacenza

Giovane e già famoso: è un centro estetico

S

opra la torta di compleanno ci sarebbe soltanto una candelina ma a mangiarne una fetta sarebbero davvero in tanti. Perchè il centro estetico Sunlite Lounge di via Piacenza a Voghera ha aperto i battenti da circa un anno ma è già quotidianamente frequentato da affezionati clienti, che all’interno del centro trovano attrezzature moderne, un trattamento professionale e un ambiente che li fa sentire completamente a loro agio. Sunlite Lounge ha inoltre alcune particolarità che lo rendono unico e forse è questo uno dei segreti del suo successo. Ad esempio, Al Sunlite si eseguono trattamenti Becos: prodotti conosciuti a livello mondiale che grazie ai principi attivi e l’abbinamen-

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Q

uasi settant’anni di sconsolata attesa, velati di un filo sempre più sottile di speranza. Era dal 1942 che la famiglia di Igino Marchesotti, alpino artigliere della brigata Cuneense partito per la campagna di Russia, non aveva più notizie del suo congiunto. E ormai disperava che ne sarebbero giunte. Anche la sorella di 92 anni, Emilia, che per una vita aveva aspettato una nuova missiva dal fratello, come quelle che le mandava quando era al fronte, e che di colpo il postino non portò più. Poi una lettera è arrivata, ma dal Ministero della Difesa: ha confermato che Igino morì allora, ma ha anche permesso di dare una conclusione a questa triste storia. Per puro caso, i resti di Igino sono stati ritrovati nel 2010 in Russia, in un cimitero dedicato ai soldati tedeschi. E, trascorso quasi un ulteriore anno, lo scorso 21 giugno il giovane soldato ha avuto un posto nel camposanto del suo paese, Torrazza Coste. Una grandissima emozione per i parenti di Igino, soprattutto per la sorella, che alla sua veneranda età aveva perso ormai ogni speranza di poter sapere che fine avesse fatto il fratello. La sua famiglia aveva dovuto arrendersi molti anni addietro, quando, terminata la disastrosa campagna di Russia nel gennaio del 1943, Igino fu tra i tanti di cui non si ebbero più notizie. Così furono avviate le pratiche per la dichiarazione di morte presunta, un istituto giuridico del diritto italiano che permette di considerare morta la persona della quale da un determinato periodo di tempo non si abbia più nessuna traccia. Igino fu dichiarato morto con data del 31 gennaio 1943, quindi all’incirca trentenne: era nato il 31 marzo del 1913 a Pozzol Groppo e aveva passato la sua breve gioventù a Torrazza Coste, comune nel quale risiedeva. L’ultima volta che vide il fratello Emilia era una ragazzina, aveva soltanto quattordici anni. Era un periodo triste perché la loro madre era morta da pochi mesi, in seguito alle complicanze di una banale malattia polmonare. Emilia si era così stretta al fratello maggiore per superare quel dolore, senza immaginare che di lì a poco ne avrebbe vissuto uno altrettanto grande. Fu un

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duro colpo quando Igino dovette lasciare la famiglia per andare in guerra; ma almeno il filo non si era spezzato, il legame rimaneva, alimentato dalle lettere dal fronte. Righe di inchiostro e lacrime, che Emilia conserva gelosamente ancora oggi. Dentro vi erano le paure di quei momenti, ma anche le speranze, sue e del fratello. La voglia di riabbracciarsi quanto prima, di ritrovarsi finalmente con quell’incubo alle spalle, il tutto scandito dall’arrivo periodico delle lettere dal fronte. Invece pian piano prese forma la consapevolezza che quella corrispondenza si era interrotta definitivamente. Niente più lettere, qualcosa di brutto doveva essere accaduto. D’altronde le notizie dalla Russia erano drammatiche, la disfatta era giunta e il prezzo da pagare per l’Italia altissimo. Molti i morti, ancor di più i dispersi. Per chi non aveva dato più notizie dal fronte non c’erano speranze. Le tracce di Igino sono state ritrovate per un caso fortuito alla fine dello scorso anno. Il suo corpo è stato rinvenuto nel cimitero militare tedesco

Rimpatriata la sa

Settant’anni d Marchesotti di Belgorod, città russa a circa 700 chilometri da Mosca, dove l’ente paritetico Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge ha dato sepoltura ai suoi soldati. Durante i lavori di ricerca e dismissione delle sepolture dei caduti tedeschi in Russia gli addetti hanno trovato i resti di un militare italiano: dalla piastrina di riconoscimento si è stabilito che si trattava proprio di Igino Marchesotti. A quel punto i resti di Igino sono stati infatti traslati dalla Russia in Italia, il 27 ottobre 2010, nel Sacrario Militare di Cargnacco, in provincia di Udine. Prima della sepoltura tra coloro che hanno dato la vita per la Patria du-


alma del soldato

dopo l’alpino torna a casa rante la Seconda Guerra Mondiale, le autorità hanno provveduto a contattare i parenti di Igino Marchesotti per sapere se ne rivolessero le spoglie per tumularle in una tomba o un loculo di famiglia. Alla sorella di Igino è arrivata quella lettera dal Ministero della Difesa che ha restituito parte della vita dell’eroico trentenne morto nel servire la propria Patria a migliaia di chilometri da casa. Per Emilia la cerimonia tenutasi il 21 giugno a Torrazza Coste è stata una grande emozione. Tanto forte che il giorno dopo qualche problemino di salute c’è stato, reso ancor più preoccupante per la famiglia da quella frase

Una foto d’epoca dell’alpino Igino MARCHESOTTI ripetuta tante volte in vecchiaia, come una nenia sconsolata: “Quando saprò che fine ha fatto mio fratello, potrò andarmene in pace”. Quasi avesse resistito sino ad ora per avere quelle risposte tanto attese. Ma per fortuna nulla di grave. L’arrivo di Igino è stato celebrato nel migliore dei modi, con in prima linea il sindaco Ermanno Pruzzi e la sua giunta. Alla cerimonia erano presenti molti alpini, tra cui il presidente della sezione di Pavia, Antonio Casarini, i generali di brigata Vittorio Biondi e Roberto Abbiati, la sezione di Genova con il presidente Giovanni Belgrano e una delegazione della sezione di Alessandria, con il vessillo. Tra le autorità c’erano anche il sindaco di Codevilla, Paolo Marchesotti (parente di Igino) e il vicesindaco di Pozzol Groppo. Dopo il canto dell’alpino recitato da Silvio Platè, il corteo ha raggiunto il vicino cimitero cittadino, dove dopo l’alzabandiera e la benedizione, l’urna con i resti di Igino ha potuto trovare pace nella cappella di famiglia. «A nome dell’amministrazione comunale e dei cittadini torrazzesi –ha detto il sindaco- rivolgo un doveroso omaggio e sentito riconoscimento a questo nostro giovane combattente torrazzese deceduto durante la cam-

pagna di Russia. L’alpino artigliere Igino Marchesotti era nato a Pozzol Groppo il 31 marzo 1913. Dopo aver trascorso i primi anni dell’infanzia a Rivalta Scrivia, si era trasferito con la famiglia a Torrazza Coste. Qui trascorse il periodo giovanile con serenità e spensieratezza, attorniato dagli amici e dalla famiglia; guardava al futuro con i propositi che tutti i giovani si portano appresso: avere un lavoro e farsi una famiglia sua. Purtroppo non ha potuto realizzarli» ha detto il primo cittadino. «Arruolato il 17 luglio 1933, fu chiamato alle armi il 15 aprile 1934 nel 4° reggimento artiglieria alpina, comando Giuseppe Pinerolo di Boves (Cn). Durante il periodo bellico fu protagonista in Albania, dal dicembre 1940 all’aprile 1941, e in Grecia dall’agosto al dicembre 1942. In questo periodo non perse mai i contatti con la famiglia, grazie a una fitta corrispondenza. Nelle sue lettere parlava spesso della speranza di poter tornare a casa e della voglia di tornare a una vita normale». «I suoi sogni svanirono in una gelida giornata del gennaio 1943, nella lontana Russia. Si sacrificò per la sua Patria e oggi, a 68 anni di distanza, i suoi resti tornano nel cimitero del suo paese. Voglio esprimere il mio più vivo compiacimento per la restituzione della salma e quindi ringraziare coloro che si sono impegnati nel riconoscimento e nella restituzione. In particolare voglio esprimere la mia riconoscenza al tenete colonnello Michele De Paola, capo sezione esteri del Ministero della Difesa. Al nostro concittadino Igino vanno il nostro ricordo, il nostro omaggio e il nostro affetto». Una cerimonia toccante, che ha visto il Comune impegnarsi per far tornare le spoglie di Igino e rendergli i dovuti onori. Per questo Emilia Marchesotti, le figlie e i nipoti hanno voluto ringraziare il primo cittadino e la sua amministrazione: «La nostra gratitudine va in particolare al sindaco Ermanno Pruzzi per la disponibilità, la partecipazione e l’impegno profuso in occasione del rientro della salma di Igino. Ringraziamo lui e le delegazioni degli alpini, oltre che le altre autorità e le persone comuni intervenute per l’ultimo omaggio a Igino».

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Siamo ROVINATI


Scivolare nella fascia di povertà

oggi è questione di un attimo. Basta che uno dei due coniugi perda il lavoro e la situazione famigliare precipita nella crisi più nera

L

e abbiamo chiamate “Storie di ordinaria follia” e davvero nessun altro titolo ci pare più approppriato. Sono vite di tutti i giorni, che fino a poco tempo fa erano come quelle della maggior parte di noi. Tanti sacrifici, è vero, ma anche una vita da vivere dignitosamente. Le difficoltà nel lavoro, qualche acrobazia economica per arrivare a fine mese, a volte un malessere da curare, la preoccuazione per il futuro. Ma anche l’affetto di chi ci sta accanto, qualche gioia a lenire le quotidiane fatiche e soprattutto la speranza di un futuro migliore. Le storie che racconteremo in questo servizio di copertina invitano tutti a riflettere molto. Sono momenti di vita vissuta, un’esistenza tranquilla che nel giro di pochissimo tempo si trasforma in disperazione, tragedia, sconforto. “Nessuna di queste persone ha ricondotto direttamente ai fenomeni sociali e politici la genesi del personale disagio, ma solo a cause traumatiche, ad eventi sfortunati, a problemi familiari. Le problematiche si riconducono spesso a fenomeni di povertà che possiamo definire dinamici”, spiega Moreno Baggini, direttore della Caritas Diocesana. “E’ altresì forte la consapevolezza che nel Centro di Ascolto e nei Centri di distribuzione a Voghera sono accolte persone fortemente indigenti e che vivono complesse realtà multiproblema-

tiche - spiega ancora Baggini - Detto elemento genera in molti utenti, soprattutto Italiani, un forte imbarazzo e la vergogna nel continuare a farsi vedere nei Centri”. E ancora: “La condizione degli italiani intervistati è maggiormente problematica rispetto a quelli degli stranieri. Posso dire che il disagio degli italiani è più sfaccettato, più multiforme, e, generalmente, presenta radici profonde. Negli italiani vediamo un’evidente erosione di quelle trincee di seconda linea costituite dalle relazioni parentali e di vicinato che, se non assenti, sono in ogni caso spesso molto deboli. Continuando nel confronto fra italiani e stranieri, è facile notare che i primi abbiano, in genere, una visione del futuro più fosca e pessimista o, quan-

Il direttore Moreno Baggini ci spiega un’ulteriore importante differenza fra la percezione che, di una situazione di povertà e di disperazione, hanno gli italiani e gli stranieri. “Gli stranieri sostengonodi aver raggiunto nel complesso, un buon livello di inserimento nel tessuto sociale locale. Il concetto di integrazione è complesso, tuttavia le osservazioni che abbiamo raccolto danno una valutazione qualitativa in chiaroscuro, certo, ma al contempo incoraggiante sulle capacità del territorio vogherese di offrire supporto e relazioni significative agli stranieri. Quasi tutti gli stranieri desiderano che il loro futuro sia in Italia. L’osservazione rinforza le riflessioni generali sul fatto che gli eventi migratori dall’estero sono generalmente

Rispetto agli stranieri

gli italiani cadono subito in depressione e non vedono più nessun futuro davanti a loro tomeno, con una prospettiva meno definita di ricerca di emancipazione dal disagio. Percepiamo un acuto senso di inadeguatezza degli italiani intervistati nei confronti di un modo che cambia rapidamente e che impone una flessibilità e un’adattabilità impossibili da praticare.”. Già, perchè fino a un decennio fa il numero di italiani che si trovava in questa situazione era davvero esiguo. Oggi invece la situazione è radicalmente cambiata ed è proprio per questo motivo che inizieremo a raccontare queste storie partendo dalle vicissitudini di un cittadino vogherese. Naturalmente i nomi che utilizziamo per raccontare queste storie sono di fantasia, mentre l’età corrisponde invece a realtà. In questa nostra inchiesta è stata fondamentale la collaborazione della Caritas Diocesana di Tortona, che opera anche a Voghera e che quotidianamente deve affrontare casi di questo genere.

non temporanei, anzi risultano molto spesso legati ad una progettualità ben definita di permanenza in Italia”. La differenza con gli italiani, quindi, è abbastanza evidente. Gli stranieri forse sono maggiormente abituati a vivere situazioni di disagio e di difficoltà perchè provengono da paesi poveri. Viceversa gli italiani soffrono di pià queste situazione e il primo sintomo della loro malattia è la perdita della speranza per il futuro. Ovviamente la Caritas Diocesana si occupa quotidianamente sia di stranieri che di italiani, anche se negli ultimi anni a scivolare nella fascia di povertà sono state anche molte persone appartenenti poco prima al cosiddetto “ceto medio”. E’ sufficiente che in una famiglia, magari con uno o più figli a carico, uno dei due coniugi perda il lavoro affinchè la vita di queste persone cambi radicalmente. A volte anche da un giorno con l’altro e senza un minimo preavviso.

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Biagio, 58 anni, Voghera Biagio, 58 anni, vive da solo dopo la morte dei genitori svolgendo a Voghera lavori part-time. Pochi anni fa ha subito il licenziamento dalla ditta dove ha lavorato per oltre 20 anni. Dopo infatti 24 anni di lavoro in fabbrica una “ ristrutturazione aziendale” porta Biagio dapprima in cassa integrazione e poi al licenziamento. L’età di Biagio, 53 anni all’epoca della perdita di questo lavoro, rende difficile un suo ricollocamento nel mondo produttivo. Biagio ora sta lavorando alcune ore al giorno in una cooperative di pulizie. Non ha buoni rapporti con la direttrice della cooperativa. “Io ci sto perché mi versano un’po di contributi per arrivare alla pensione. Fino a 65 anni in pensione non ci posso andare, ora ne ho 58”. Ma se potessi andare via prima, anche con il minimo, lo farei. Ci guadagnerei più che andare a lavorare. Io, dopo aver lavorato 24 anni in fabbrica, mi devo ritrovare così? Se avessi saputo che sarie arrivato, a questa età, a dover chiedere i soldi agli amici.. mi creda è una cosa brutta. Biagio a disdetto il contratto telefonico e non ha piu’ la televisione, per risparmiare. Vive in una casa popolare ma l’affitto è ancora troppo alto per le sue possibilità. La condizione di forte disagio lo porta d uno sfogo toccante. “ a uno gli potrebbero prendere 5 minuti di follia e andare a rubare o altro. A me non capita ma ti ci porterebbero a farlo. Domani mattina mi devo alzare di nuovo alle 5. Tutte le mattina sa? Biagio ha pochi parenti che non vivono a Voghera e non si interessano di lui. Ha ricevuto in prestito piccole somme di denaro da alcuni amici, che ha prontamente saputo restituire. Amici che , tuttavia, non comprendono bene le difficoltà di Biagio. “ mi dicono: tu continui ad andare alla cooperativa per quei pochi soldi che dici. Ma chi te lo fa fare? Certo che ci vado, dico io, altrimenti che faccio? Trovatemelo voi un altro lavoro allora. Come dice il proverbio: meglio un uovo oggi che una gallina domani. Queste cose me le dicono loro, capito? Stanno tutto il giorno seduti, sono pensionati, prendono 1200 euro al mese e vengono a dire queste cose a me che prendo 320 euro al mese”. Biagio evidenzia come il rapporto con la Caritas non sia legato soltanto all’aiuto materiale ma comprenda una componente importante di sostegno umano. Tramite gli assistenti sociali del Comune Biagio ha recentemente ottenuto una casa popolare. La gratitudine per questo aiuto si somma alla considerazione che, per le sue esigue possibilità, l’affitto è comunque troppo alto. Biagio spera di poter trovare un lavoro migliore di quello che ha alla cooperative di pulizie ma è consapevole di non avere molte possibilità. E’ molto arrabbiato perché ha 58 anni e “ mi meriterei di andare in pensione, ho lavorato in fabbrica 24 anni e mi hanno licenziato, non sono io ad aver lasciato il lavoro. Invece devo aspettare altri 7 anni per avere la pensione. E’ una vergogna”.

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Rachele, 30 anni, Voghera Rachele, 30 anni. Sposata da due anni ma convivente da 12 anni con l’attuale marito. Hanno una figlia e un altro figlio è in arrivo. Problemi economici sono quelli che, improvvisamente, si manifestano per Rachele. Un attività lavorativa autonoma condotta senza perizia da lei e dal marito, su suggerimento del padre, genera forti debiti. Il padre di Rachele promette di aiutare la figlia ma nella pratica non lo fa e , anzi, ostacola la figlia proponendo altr ipotesi lavorative fallimentari. Il padre è rimasto vedovo anni fa e, da qualche tempo, ha una nuova compagna mal vista da Rachele. Rachele descrive minuziosamente le difficoltà quotidiane e le continue acrobazie per riuscire ad arrivare ogni volta in fondo al mese. Il problema economico e la mancanza di un lavoro la angustiano profondamente. Rachele dice: “ se accendi la TV, vedi che tutti ti danno cose a rate, e se dai retta a tutti ti indebiti fino ai capelli. Allora compriamo una


spaesata, senza amici, lavoro, casa”. Tuttavia l’evento della nascita di un figlio, di per sé splendido, ha creato nuove difficoltà. “ Quando ero rimasta incinta lavoravamo entrambi, non avevamo problemi economici. I problemi sono sorti dopo la nascita del figlio, io non lavoravo e inoltre mio marito non aveva più uno stipendio fisso. Avevamo tante spese per il figlio. Da poco tempo anche l’anziana madre di Paola si è trasferita a Voghera. Da poco Paola ha ricevuto un offerta di lavoro.” Da poco ho ricevuto una proposta di lavoro, per un ristorante dalle 7 alle 17. Ho dovuto rifiutare perché la bambina va a scuola dalle 8 alle 15 e non so a chi lasciarla 1 ora la mattina e due ore al pomeriggio. Ho chiesto ad una baby sitter che mi chiedeva 10 euro all’ora. Io avrei guadagnato 40 euro al giorno. Non mi conveniva. Allora cerco un lavoro che mi consenta di poter stare con mia figlia”Ho dei conoscenti che saluto per strada. Tutte le volte che mi chiedono di andare a prendere un caffè dico di no, perché ho paura di dover pagare io, non ho soldi e non voglio fa sapere della mia situazione”. Gli assistenti sociali non mi stanno aiutando. Vado al Centro aiuto alla Vita di Voghera per avere prodotti e vestiti per la bambina. Alla Caritas ricevo aiuti materiali e ogni tanto qualche aiuto per pagare le bollette.”

Fatima, 25 anni, Algerina

cosa alla volta, altrimenti siamo finiti”. La conflittualità con il padre è una costante della situazione di Rachele. Sente che lui è in debito con lei: Rachele cita, ad esempio, una casa sfitta di proprietà di suo padre, che non gli ha voluto concedere. Inoltre, come già detto in precedenza, la nuova compagna del padre ha contribuito ad allontanare genitore e figlia. Da una parte Rachele sente di essere in credito con il padre, dall’altra ha vissuto come necessari, ma umilianti, gli aiuti ricevuti dai suoceri e dalla cognata. Rachele e suo marito hanno molti conoscenti ma non vanno mai al ristorante/ pizzeria insieme, è troppo costoso.

Paola, 35 anni, Voghera Paola, proveniente con il marito dal sud Italia a Voghera qualche anno fa. Le difficoltà ad inserirsi in una realtà nuova e per certi aspetti ostica e chiusa ha contribuito non poco a creare situazioni di disagio. “ mi sono trovata

Fatima, 25 anni algerina. A Voghera da 3 anni. Il marito lavora vicino a Voghera da 14 anni. Hanno un figlio e un altro in arrivo. Dopo anni in cui il marito a lavorato costantemente come muratore, la crisi del lavoro lo porta alla precarietà e al lavoro nero, proprio poco dopo l’arrivo di Fatima che ha vissuto oltre 10 anni in Algeria aspettando che si creassero le condizioni per raggiungere in Italia, il marito. Inoltre , la coppia ha adesso un figlio piccolo e un altro in arrivo. “Se io trovo un lavoro, non vengo più alla Caritas. Lascio il posto ad altri che ne hanno bisogno. So che ci sono persone che hanno più bisogno di me, ma ora per noi è difficile. Prima mio marito lavorava, ed era difficile. Ora che non lavora la situazione è molto peggiore. L’affitto è di 500 euro al mese e la casa non è grande. Ci sono una piccola camera da letto, una cucina, un salotto piccolissimo. Fa freddo d’inverno. E poi, ora, sul più bello diciamo così, sono rimasta incinta, per la seconda volta. Sulla questione del lavoro Fatima approfondisce con un’osservazione importante. “La Caritas mi hanno trovato lavoro, da una signora. Il lavoro era di pulizie, 6-8 ore al giorno. Ma con quella signora cìè stato un problema, solo uno, ma importante: non accettava il velo. Capita spesso. La signora aveva accettato di prendermi ma quando le ho detto che io porto il velo, allora ha detto “ ah!” e, dopo due giorni, quando ho chiamato per conferma, mi ha detto che si era già sistemata con un’altra. Il fatto di portare il velo mi ha creato problemi in altri momenti, ma per il lavoro rende tutto difficile. Sono andata tante volte al Centro per l’Impiego di Voghera. uno degli impiegati mi ha detto, francamente, che se toglievo il velo avrei trovato piu’ facilmente lavoro. Pero’, per frequentare la gente, per il resto della vita, portare il velo non è un problema. Aiuti dai servizi sociali per il figlio e un sostegno materiale ed anche umano e relazionale, dalla Caritas costituiscono gli interventi menzionati da Fatima.

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Nato negli Usa per aiutare i bambini

ora viene utilizzato dalle aziende per migliorare le relazioni personali tra i dipendenti e ottimizzare così il lavoro di gruppo, vera arma segreta per avere successo

W

’ikipedia ci spiega che il Team Building è “La costruzione del gruppo (in inglese si dice appunto: team building), nell’ambito delle risorse umane, costituisce un insieme di attività formative, team games, team experience, team benessere (ludiche, esperienziali o di benessere), il cui scopo è la formazione di un gruppo di persone. Utilizzata con successo negli Usa sui bambini, è oggi sempre più spesso applicata a realtà aziendali con lo scopo di ottenere il massimo in termini di performance dai propri dipendenti. Grazie alla società “My Best Day Events” la nostra città è diventata una capitale del Team Building. La realtà iriense è infatti specializzata nell’organizzazione di eventi di questo tipo, come si legge nel suo sito internet (l’indirizzo è mybestdayevents.bloog.it). “Stanchi di organizzare il solito congresso? Avete mai pensato di movimentare un pochino la giornata dei Vostri partner aziendale? Mbd ha la soluzione per voi.. e si chiama Team building! Senza snaturare quello che è la materia prima del classico congresso (platea, presentazioni ed interventi vari), la giornata può essere arric-

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Voghera è

la capit

TEAM BU


diventata

tale del

UILDING

Questa pratica è ora in voga anche in Italia

specialmente nelle grandi città come Roma e Milano e sono sempre di più le aziende che si rivolgono a società specializzate nella realizzazione di questi eventi chita da alcuni momenti di svago non soltanto per premiare i partecipanti ma per creare dei veri e propri momenti di relazione e, se volete di competizione. Il ventaglio di proposte in questo senso è molto ampio: Team Cooking , sfida sui Kart, sfida su minimoto e su auto d’epoca, giri in mongolfiera (magari al tramonto) seguiti da un’esclusiva cena degustativa, percorsi sensoriali, parchi avventura, corsi di guida sicura, cena Csi... insomma i format che possiamo proporvi in questo senso sono davvero molti e, soprattutto, sono perfettamente adattabili alle vostre esigenze a ai vostro budget. Anche le location che si prestano a queste attività sono davvero molte: offriamo un ampio catalogo di proposte che comprendono nord e sud italia, con particolare attenzione a Milano e Roma. Per qualsiasi informazione, basta scrivere una mail all’indirizzo mybestdaysevents@gmail.com”. L’attività stimola le aziende a riflettere sull’importanza di lavorare in contesti relazionali piacevoli e sta diventando una pratica molto usata anche nel nostro paese, dove sta prendendo piede nelle grandi città. Ora però, anche a Voghera, è possibile realizzarre il Team Building nelle proprie aziende grazie a My Best Day Events.

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La baby sitter arriva a domicilio

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a Baby Sitter arriva a domicilio. Basta una telefonata (al numero 0383.1930560) o un’email all’indirizzo info@micronidocairoli.it) e il personale altamente qualificato dell’asilo arriverà al vostro domicilio. Anche al sabato sera, per una cena di lavoro, o per un intero week end. Niente a che vedere però con le giovani studentesse che nei film americani fanno le baby sitter. L’iniziativa dell’asilo Cairoli di Voghera è nata proprio perché la struttura può contare su persone altamente qualificate, che sanno comportarsi adeguatamente in

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qualsiasi tipo di situazione, come afferma la responsabile Cinzia Alu. “E’ un’idea innovativa che ci è venuta e che è aperta anche a quelle famiglie che non hanno i figli nel nostro asilo – afferma la titolare dell’asilo – Accade spesso infatti che i genitori magari qualche sera escano e siano costretti a chiedere l’aiuto anche dei propri vicini di casa per accudire i loro figli. Noi, invece, mandiamo del personale specializzato”. Proprio nei giorni scorsi l’asilo Cairoli di via Fanti d’Italia (l’asilo privato piu grande della città e

Iniziativa aperta a tutti i genitori dei bambini

Iniziativa dell’asilo Cairoli

da quest’anno scuola paritaria) ha inaugurato il nuovo anno scolastico. Centoventi bambini in tutto (comprese le due materne da 0 a 3 anni), suddivisi in tre settori dai nomi originali: Pippo per i bambini di 3 anni, Trilly per quelli di 4 e Sapientino per i bambini di 5 anni che sono in età pre-scolastica. Tra le attività dell’asilo Cairoli spiccano la psicomotricità, l’acquaticità, l’insegnamento dei rudimenti dell’inglese e da quest’anno, per i piccoli di Sapientino, anche il Kung Fu.


E’ la malattia del futuro ma non è ancora stato trovato un vaccino anche se in Portogallo pare sia stato messo a punto un antidoto che riesce a sconfiggere questa infezione

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l nuovo nemico dei cani si chiama Leishmaniosi. Si tratta di una malattia parassitaria, che purtroppo sta arrivando anche in Italia e colpisce soprattutto i cani (in alcuni casi anche gli essere umani). Qualche caso è stato riscontrato anche a Voghera, come spiega il medica veterinario Marco Maggi. “Alcuni casi positivi sono stati riscontrati anche a Voghera – spiega il veterinaro – la leishmaniosi si candida ad essere la malattia del futuro ed è per questo motivo che è già stata avviata un’intesa attività di prevenzione attraverso appositi test. Per quanto ci riguarda, noi informiamo tutti i nostri clienti dell’opportunità di effettuare questo test”. La leishmaniosi viene trasmessa dalla puntura di un insetto simile alla zanzara e la malattia che colpisce il cane può portare a sintomi piuttosto gravi. Un cane risultato positivo al test può tuttavia vivere per molto tempo prima di manifestare sintomi, ma può comunque diffondere la malattia. “Sottoporsi periodicamente al test è davvero molto importante - sottolinea ancora Marco Maggi - Noi cerchiamo anche di aiutare i nostri clienti informandoli, quali sono in Italia, le zone maggiormente a rischio, perchè capita molto spesso che questa malattia venga contratta dai cani durante le vacanze”. La leishmaniosi può manifestarsi con una serie di sintomi che possono presentarsi assieme o singolarmente. Al-

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Leishman

la speran

arriva dal Po


niosi

nza

ortogallo cuni animali possono presentare prevalentemente la sintomatologia cutanea della malattia, in altri vengono colpiti gli organi interni, altri ancora manifestano sintomi di entrambi i tipi. La sintomatologia e i segni clinici possono pertanto essere, nei casi non conclamati, multiformi e talvolta difficili da inquadrare. Non essendo ancora stato prodotto un vaccino, la profilassi per il cane non può limitarsi ad altro che alla protezione dagli insetti con collari repellenti a base di piretroidi sintetici come la deltametrina e la permetrina, con farmaci per uso spot-on (fiale da applicare sulla cute) e con sostanze naturali (aglio) che hanno dimostrato in test e ricerche scientifiche un elevato potere antifeeding sul flebotomo vettore. “Purtroppo non esiste ancora un vaccino per questo tipo di malarria - conclude il dottor Marco Maggi - Anche se in Portogallo se ne sta sperimentando uno. Al momento, l’unica strategia che in Italia può combattere questa malattia è la prevenzione e quindi è opportuno sottoporre il cane al test almeno una volta all’anno”. La diagnosi viene effettuata sul sangue, sull’urina, su prelievi citologici di linfonodi, midollo osseo e milza. Il sangue viene valutato quali-quantitativamente nelle sue componenti cellulari (esame emocromocitometrico), in quelle proteiche plasmatiche (elettroforesi) e dal punto di vista immunologico, alla ricerca degli anticorpi indicanti il contatto col parassita (immunofluorescenza) o del parassita stesso (Pcr).


Sugli spalti noi siamo il dodicesimo uomo

di Alessandro Quaglini

S

pesso si usa a sproposito, ma nel caso del Voghera questa espressione rispecchia fedelmente la realtà. Il dodicesimo uomo esiste e non indossa maglia, pantaloncini e scarpe bullonate, ma è come se lo facesse. Vive le domeniche della sua squadra con passione e trasporto emotivo, senza mai far mancare il proprio sostegno all’undici rossonero, in qualsiasi contesto ambientale e atmosferico. Chiamiamoli Ultras, tifosi caldi, fedelissimi. Di una cosa siamo certi: l’amore che provano per questi colori è sconfinato. Ci sembrava giusto ascoltare le loro emozioni in questa annata rossonera da ricordare. Ecco allora il racconto della stagione vissuta dalla curva, sempre al fianco della Voghe. “Si ripartiva da Matera, dalla finale della vita. Dopo anni di anonimato un traguardo importante, un sogno per tutta la città infranto nella doppia gara nonchè doppia sconfitta. Si ripartiva dalla delusione per un mancato ripescag-

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gio. Si ripartiva con i soliti malumori ma con la speranza, in noi mai morta, di rivedere l’amata Voghe in palcoscenici più prestigiosi. E così si è ripartiti dalla prima di campionato per arrivare, in maniera inaspettata, all’ultimo match casalingo con il Rimini, nella semifinale nazionale dei playoff. A dire il vero durante l’anno abbiamo creduto di poter rimontare la corazzata Mantova e credevamo nell’impresa ma era più un’utopia che una realtà. E così ci siamo ritrovati in lotta per il secondo posto raggiunto all’ultima giornata. E come dimenticare Verona e la notizia, a nostra partita ormai finita, del gol al 95’ dell’Alzano Cene contro il Pontisola?! Una

gioia immensa, condivisa a bordo campo da noi, dallo staff tecnico, dai giocatori e dai dirigenti. Un secondo posto che, nonostante gli alti ed i bassi, è stato più che meritato! Ci sentiamo di dire meritato anche grazie a noi che ci siamo stati sempre e, nonostan-

te alcune incomprensioni con la squadra verso metà Novembre, abbiamo seguito ed incitato con passione i ragazzi fino alla fine! Incomprensioni che, però, purtroppo, ci sono costate due diffide, stupide ed immeritate ma che ci hanno dato la forza di an-

Noi che

la VOGHE


Sole, pioggia, vento, neve: niente ci può fermare

dare avanti e di seguire la squadra proprio pensando ai ragazzi che non avrebbero più potuto seguirla. Con orgoglio ci siamo presentati in ogni stadio e vorremmo elencarli per far capire che il nostro amore va oltre tutto e tutti: AlzanoCene, Pontisola, Legna-

nostri striscioni sono stati appesi e dove i nostri cori non sono mai mancati. Come dimenticare il centinaio di Vogheresi portati a Mantova? O il pullman organizzato per Darfo Boario? Come dimenticare i 40 di Sansepolcro e Rimini? Sansepolcro.. questa trasferta merita un capitolo a parte.. Mercoledì pomeriggio, quaranta persone sotto un vero e proprio nubifragio, con telefonini e macchine fotografiche rotte, fradici, che cantano ancora di più nel massimo della pioggia. Un inferno che si è trasformago, Villafranca, Cologno to in Paradiso al fischio al Serio, Castiglione delle finale. Per concludere la Stiviere, Castel Goffredo stagione Rimini, forse non Carate Brianza, Solbia- un risultato che ci aspette Arno, Olginate, Can- tavamo, ma il Comunale tù, Castelnuovo Sandrà, con 2000 persone non lo Darfo Boario, Caronno vedevamo da tanto e credo Pertusella, Mantova, Tren- abbia dimostrato il forte to, Verona, Sansepolcro, attaccamento alla maglia Rimini. 19 luoghi in cui i del popolo rossonero, un

abbiamo

E nel cuore

popolo che merita molto di più. Citiamo lo striscione esposto in casa proprio contro il Rimini: Comunque Vada Grazie Ragazzi. Crediamo riassuma il nostro pensiero, gratitudine per chi ha permesso di essere ad un passo dalla finale nazionale.

I nostri primi 30 anni Dal 1981 ad oggi, gli Ultras Voghera hanno sempre accompagnato e sostenuto la squadra rossonera, con immutato attaccamento e passione. In occasione dei loro primi 30 anni di vita, hanno organizzato una festa celebrativa presso il centro Auser di Voghera. Un modo per ritrovarsi e trascorrere una giornata conviviale, cominciata con l’esposizione di foto e materiale del gruppo ultras vogherese e proseguita con la cena e la musica dal vivo. Una festa ben riuscita, grazie ad un’organizzazione efficiente e all’entusiasmo dei ragazzi che sono sempre al seguito della Voghe.

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Tam Tam Settembre 2011