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Ecco le opere pubbliche del 2012

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il T@M T@M

Magazine on line Gennaio 2012

La Forza

della VITA La stupenda favola di Luca


NEVOSO ARREDAMENTI: tradizione e passione Tradizione, passione e dedizione per il proprio lavoro. Sono queste le componenti che contraddistinguono l’azienda “Nevoso Arredamenti” che ha sede nel quartiere Medassino a Voghera. Il titolare dell’attività, Andrea Nevoso, che ha proseguito il lavoro intrapreso dal padre nel lontano 1963 ,racconta i segreti del successo:”Il nostro è uno dei pochi laboratori artigianali che ancora esistono nella zona e la nostra particolarità ,che certamente ci distingue dalla concorrenza, è rappresentata dal fatto che noi realizziamo mobili su misura e a qualsiasi prezzo, in modo da poter soddisfare i gusti dei nostri clienti”. Una vasta gamma di prodotti si può trovare da “Nevoso Arredamenti”: si va dalle mensole, al mobiletto da mettere in casa, con i materiali indicati dal cliente. “Non abbiamo una linea definita - spiega Andrea, che lavora nel

laboratorio con altri due dipendenti - e nessun mobilio già pronto e confezionato, lavoriamo artigianalmente con il tipo di materiale che ci viene indicato dal cliente, si va dal laminato al massello e il nostro indirizzo di lavorazione è il classico-moderno. Credo che sia proprio questo il nostro punto di forza: abbiamo una scelta ampia di prodotti e in questo modo, possiamo accontentare qualsiasi richiesta. C’è un rapporto qualità-prezzo che va incontro alle esigenze di qualsiasi persona”. Arredamenti di interni, bar e negozi costituiscono le principali linee di lavoro per l’azienda che può contare su un bacino d’utenza considerevole, che non si limita a Voghera e dintorni:”. Arriviamo fino a 250 km da Voghera e ci tengo a sottolineare che il trasporto e il montaggio sono compresi nel prezzo”, dice Andrea.


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Cover Story HA VINTO LA PARTITA DELLA VITA La lunga battaglia di Luca Bernini contro un male incurabile: la paura e la fine dell’incubo

POLITICA

S O M M A R I O

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Un Sindaco... multimediale La nuova strategia di comunicazione di Carlo Barbieri passa attraverso l’utilizzo massiccio di Internet e dei Social Network.

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Lavori Pubblici, ecco le “sorprese” del 2012 Il giovane Assessore ai lavori pubblici William Tura illustra i progetti che verranno realizzati quest’anno.

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Il volto bello della Lega Emanuela Pastore, caporuppo del Carroccio in consiglio, si confessa in esclusiva al T@M T@M.

INCHIESTE

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Polizia Locale, tutti i dati del 2012 In occasione della festa di San Sebastiano è stato fatto il bilancio dell’attività del 2012

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La comunità rumena conquista Voghera Il numero dei rumeni regolarmente iscritti all’Anagrafe è di gran lunga superiore a quello degli altri stranieri


APPROFONDIMENTI

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Valentino, un mito tutto vogherese Storia del più grande sarto mondiali, dagli inizi iriensi fino al definitivo successo mondiale

SOCIETA’

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L’Oltrepo guarda... Oltre la Valle Una nuova associazione culturale è nata per creare nuove opportunità nel nostro territorio.

CULTURA

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Carlo Diani, la leggenda della televisione Sarà un’importante mostra a celebrare la figura di Mario Diani, storico artigiano vogherese

SPORT E TEMPO LIBERO

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Francesco Acatullo, promessa della boxe Dopo il compianto Giovanni Parisi, un’altra grande promessa del pugilato sta per nascere a Voghera.

Il T@m T@m

Periodico telematico di informazione

Direttore - Andrea Pestoni Redazione e direzione - Via Emilia 80, 27058 Voghera. Tel. 338.5036424 email info@vogheraseitu.it Editrice - UrbanWebNetwork Sas, Via Emilia 80, 27058 - Voghera Pubblicità - info@vogheraseitu.it Autorizz. del Tribunale di Voghera n. 177 del 03/10/2007 Collaboratori - Alessandro Quaglini, Alessio Alfretti, Corinne Friggi, Paolo Serini.

S O M M A R I O


Se il Comandante Francesco Schettino diventerà un Vip ad affondare allora sarà l’Italia intera di Andrea Pestoni

P

remetto che non voglio fare nessuna disamina sul tragico incidente della nave

Concordia,

specialmente dal punto di vista tecnico.

Non me ne intendo, non so nulla di navigazione e non voglio fare come tanta gente che improvvisamente diventa esperta e cerca di spiegare come sarebbe riuscita ad evitare la collisione con gli scogli, pur senza mai essere salita su una nave. Vorrei invece parlare del comandante Francesco Schettino. Ma non per evidenziare i suoi errori (ripeto, non ne sono in grado), per criticarlo o per dire che è una vergogna per l’Italia (preferisco allora parlare dell’equipaggio e di quegli eroi che hanno salvato delle vite). Vorrei invece fare un discorso in generale, proiettato verso il futuro. Mi spiego meglio. Nelle prossime settimane la Magistratura e un processo stabiliranno le colpe del comandante. Ci sarà un percorso giudiziario e probabilmente alla fine ci sarà anche una condanna. Ed è proprio dopo la (eventuale) condanna definitiva che inizia, oserei dire addirittura per l’Italia, un altro banco di prova importante. Forse il più importante.

Anzitutto vedremo se, dopo che alcune persone hanno perso la vità, espierà tutta la sua pena, oppure se grazie ad un avvocato preparato ed alle leggi italiane tornerà libero in tempi relativamente brevi. Ma soprattutto vedremo se poi diventerà una sorta di personaggio famoso ed inizierà a partecipare a diverse trasmissioni televisive. Magari scriverà anche un libro oppure diventerà un opinionista (come ce ne sono tanti). Magari parteciperà al Grande Fratello, se ci sarà una prossima edizione (speriamo non all’Isola dei Famosi perchè altrimenti sarebbe una presa in giro troppo grossa). Magari sarà ospite a Porta a Porta o a Matrix. In tanti si contenderanno la sua prima intervista ufficiale. Tanti paparazzi lo seguiranno quando andrà in ferie (speriamo non in crociera) e magari qualcuno, trovandolo per strada, gli chiederà anche l’autografo. Se trasformeremo il comandante Francesco Schettino in una sorta di eroe nazionale e celebreremo un comandante che ha abbandonato la nave ad affondare, allora, sarà l’Italia intera.

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Internet ha ormai lo stesso peso

mediatico dei giornali che stanno lentamente ma inesorabilmente perdendo lettori a scapito della “grande rete” più immediata ma soprattutto gratuita

I

tempi cambiano e nel giro di qualche anno anche la Comunicazione è stata oggetto di una vera e propria rivoluzione. Molti politologi ed esperti in Comunicazione sostengono che, nel 2008, l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America Barak Obama ha praticamente vinto le elezioni grazie ad Internet. In realtà, però, la rivoluzione della rete è cominciata molti anni prima, anche se è nel corso di questi ultimi cinque anni che ha iniziato a diventare veramente decisiva, con un impatto mediatico superiore addirittura a quello della carta stampata. Gli Stati Uniti, nelle tecnologie moderne, sono sempre un po’ più avanti, ma l’evoluzione è molto veloce e così anche l’Italia si sta adattando. Lo sa bene anche il sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, che fin dall’inizio del suo mandato (per la verità anche in campagna elettorale) ha puntato molto sulla “nuova comunicazione”, aprendo un proprio blog e soprattutto postando messaggi e notizie sui due principali Social Network della rete: Facebook e Twitter. L’attività di un Comune come Voghera (una città di media grandezza, la terza della Provincia di Pavia) è molto complessa. Può quindi succedere che chi è impegnato ad amministrare ha poco tempo per comunicare tutto ciò che fa. Non si tratta solamente di un’attività propagandistica, perchè molte volte

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Twitto e T

sono un Sindaco


Taggo

o moderno

Sono i Social Network

una delle “armi segrete� della nuova comunicazione del Primo Cittadino 9


riguarda anche la comunicazione istituzionale diretta ai cittadini. Anche se in questo caso il sindaco preferiesce utilizzare il portale comunale (indirizzo www. comune.voghera.pv.it). La comunicazione in Internet ha assunto un’importanza fondamentale perchè anzitutto è immediata. Un esempio recente dell’utilizzo della rete per divulgare in tempi brevissimi una notizia è stata in occasione dell’approvazione dell’ordinanza che vietava i botti di Capodanno. Grazie ai siti Internet ed ai Social Network, nell’arco di un paio di giorni, la notizia è arrivata a gran parte della popolazione vogherese. “Da sempre sono appassionato di informatica - confessa il Sindaco di Voghera - E quindi è naturale per me, che utilizzo quotidianamente computer, iphone e ipad, avvalermi della comunicazione multimediale per illustrare e spiegare l’attività amministrativa mia e della Giunta Comunale”. Il primo cittadino pone anche l’accento su un altro aspetto molto importante, che riguarda sempre il rapporto fra la comunicazione e l’attività amministrativa (o la politica più in generale). “In questo momento di grande disaffezione verso la politica Internet è uno strumento ancora più fondamentale perchè raggiunge soprattutto i giovani, che sono una risorsa importante per la nostra società - prosegue il sindaco Barbieri - Inoltre la rete permette di avere anche un rapporto diretto con i cittadini, che possono a loro volta interagire con me. Credo che questa sia una vera e propria rivoluzione della Comunicazione, che è molto utile

anche per chi ha l’onore e l’onere di amministrare la macchina pubblica”. E’ capitato spesso, in questi mesi, che il Sindaco abbia interagito via Internet con i propri cittadini, che anche attraverso la rete possono avanzare richieste, segnalare problemi, inviare consigli o pareri personali. “Riuscire a rispondere tempestivamente ai cittadini consente di avere con loro un rapporto costuttivo conclude Barbieri - Nei prossimi mesi la mia comunicazione multimediale verrà ulteriormente potenziata sia sfruttando sempre di più gli attuali canali di comunicazione, sia individuandone di nuovi in relazione all’evoluzione del web. E’ proprio grazie ad Internet, infatti, se oggi i cittadini sono maggiormente informati sull’attività dell’Amministrazione Comunale”. Un punto di riferimento in questo senso è anche il portale comunale, che viene periodicamente aggiornamento con la pubblicazione di atti, ordinanze e delibere e con la pubblicazione (prevista per legge) del cosiddetto albo pretorio informatico, che illustra tutti i provvedimenti approvati dal Comune. Una rivoluzione, quella della Comunicazione, che solo fino a pochi anni fa era davvero impensabile e che oggi è invece realtà.

Il Sindaco sul Web www.carlobarbieri.org Sito Personale www.facebook.com/carlo.barbieri Pagina Facebook twitter.com/#!/Carlo_Barbieri Pagina Twitter

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I tagli dei trasferimenti statali non impediscono al Comune di razionalizzare le spese e realizzare opere importanti per il rilancio della Città e del territorio oltrepadano

N

onostante la crisi economica in corso ed i continui tagli dei trasferimenti statali decisi dal Governo Monti, il 2012 potrebbe essere l’anno dei lavori pubblici. L’Assessore alla Partita William Tura, infatti, sta valutando bene la situazione e potrebbe giocarsi alcune carte importanti. In che modo? Utilizzando al meglio i fondi a disposizione per realizzare delle opere realmente necessarie e fondamentali per il rilancio della Città. Sul tavolo dell’Assessorato prima e della Giunta Comunale poi sono finiti quattro progetti strategici, che potrebbero davvero cambiare il volto della nostra Città. “In tutti questi mesi, oltre ovviamente a seguire con attenzione l’ordinaria amministrazione ed a portare a termine importanti progetti già iniziati in passato (su tutti la riapertura dopo decenni di palazzo Gallini), abbiamo cercato anche di stabilire quali fossero le opere più importanti da realizzare anche a fronte delle difficoltà economiche in atto”, premette l’assessore William Tura. Titolare di una delega cruciale per il rilancio della Città, ma anche difficilmente gestibile nel momenti in cui i fondi a disposizione sono “contati”, Tura ha dovuto fare un po’ come i capifamiglia, cercando di risparmare (dove possibile) e di investire i fondi esistenti in opere importanti. Parlavamo di un “poker” importante di interventi. E’ lo stesso Assessore William Tura ad annunciare in anteprima quali saranno gli interventi vincenti che inizieranno il proprio iter nel corso del 2012.

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Un “poker” di opere

per rilanciare V “Saranno quattro le opere principali caratterizzanti il 2012 - afferma l’assessore ai lavori pubblici - Il primo intervento che in ordine cronologico prenderà il via sarà il rifacimento di via Cavour, che andrà a completare il percorso viabilistico del cosiddetto “Asse Culturale Attrezzato”, dopo piazza Duomo, via Emilia e piazza della Liberazione. E’ un’opera che inizierà fra qualche mese per concludersi, ci auguriamo, prima dell’autunno”. Tra le opere in fas di programmazione per il 2012 particolare attenzione è rivolta alla riqualificazione di piazza San Bovo con la realizzazione di un parco giochi. “Che andrà ad eliminare in via definitiva il problema dei bivacchi e dell’ordine pubblico, re-

stituendo a famiglie e bambini uno spazio pubblico importante in centro città”, assicura l’assessore Tura. Un progetto generale di riqualificazione di piazza Duomo, che prevede una manutenzione straordinaria di tutti i portici, con uno studio i lluminotecnica e scelta di cromie per le tinteggiature atte a valorizzare al massimo i portici, con la collaborazuone anche dei soggetti provati. Non verranno però dimenticate le zone periferiche. Un’opera tra tutte sarà la riqualificazione dell’area di via Bianchi che rappresenta un biglietto da visita per la nostra città per chi proviene dall’alta valle Staffora. Infine, non da meno, il 2012 sarà anche

VIA CAVOUR


Voghera l’anno del Cavo Lagozzo. Il progetto approntato e finanziato da Pavia Acque, vedrà la decisiva collaborazione economica anche del Comune che consentirà di risolvere, dopo diversi decenni, i problemi del quartiere di Medassino. “L’opera è davvero molto importante perchè consiste nel raddoppio del collettore di strada del Postiglione e il potenziamento dell’impianto di depurazione con la progettazione definitiva della copertura della zona a cielo aperto del cavo Lagozzo. Sono decenni che i residenti di Medassino e del quartiere Ovest aspettano questa opera”. Oltre a queste opere l’assessorato ai lavori pubblici proseguirà anche l’ordinaria amministrazione quotidiana, che prevede la realizzazione di diversi interventi, a partire dal nuovo piano delle asfaltature. “Ci saranno poi altri interventi importanti anche sulle scuole cittadine - conclude William Tura - Dopo il positivo esperimento dell’impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio ex Maragliano, realizzeremo lo stesso progetto anche nell’edificio scolastico di via Aldo Moro. Questa collaborazione con Asm Spa consentirà di produrre energia pulita”. Il 2012 sarà anche l’anno decisivo per il castello Visconteo, che rimarrà aperto per due mesi grazie al completamento delle opere impiantistiche, potendo ospitare mostre, convegni ed iniziative. Un segnale molto importante, per una città che vuole diventare la Capitale dell’Oltrepo Pavese.

PIAZZA SAN BOVO

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L’IDENTIKIT dell’intervistato Nome: Emanuela Cognome: Pastore Età: 34 anni Occupazione attuale: Imprenditrice agricola Squadra del cuore: Padania e Voghera calcio Hobby preferito: Tennis L’ultimo libro letto: Federalismo, devolutione secessione di F.M. Provenzano La vacanza preferita: mare Il piatto preferito: piatti tradizionale locale

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rima il diploma in Ragioneria, poi la laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pavia. Emanuela Pastore, 34 anni, è il nuovo capogruppo consiliare della Lega Nord, uno dei principali partiti della coalizione che sostiene il sindaco di Voghera, Carlo Barbieri. La consigliera leghista è alla sua prima esperienza politica e il consiglio comunale di Voghera è senza dubbio un banco di prova importante. Alle spalle anche una candidatura alle elezioni provinciali del 2011, in occasione della quale ha ottenuto un’altissima percentuale di voti al primo turno elettorale. Emanuela Pastore si divide fra la politica e il lavoro, che la vede quotidianamente impegnata come imprenditrice agricola (guida l’azienda di famiglia alla frazione Pragate di

Il politico che stimo: Umberto Bossi Il politico che non mi piace: Casini e Fini A cena con: Luca Zaia (Governatore del veneto) e Angelo Ciocca (consigliere regionale della Lombardia) In vacanza con: la mia famiglia Il sogno nel cassetto: non si dice altrimenti non si avverano Fatti una domanda: Maroni sarà mai il Presidente del Consiglio? Datti una risposta: Spero che lo diventi molto presto

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Emanuel

il volto bello


Torrazza Coste) e collaboratrice presso lo studio legale del marito Roberto Gavio. Emanuela Pastore ci concede una piacevole intervista attraverso la quale racconta impressioni, progetti e speranze di questa sua nuova esperienza politico-amministrativa.

quindi sono fiera di essere la capogruppo di questo partito che si è sempre distinto per la sua fedeltà, il suo impegno ed i suoi principi.

Dott.ssa Pastore, come ci si sente ad essere consigliere comunale?

Ho deciso di scegliere la Lega Nord perché è il movimento politico che più rappresenta e sintetizza il mio modo di vedere le cose. Dal punto di vista politico, la Lega rappresenta i miei ideali e soprattutto è un partito che si occupa concretamente dei problemi e li risolve. La demagogia la lasciamo agli altri, noi cerchimo sempre di occuparci di tematiche che siano sentite dalla gente e dal nostro popolo.

E’ senz’altro un’esperienza positiva e, visti che i miei impegni professionali, senza dubbio impegnativa. E’ la mia prima esperienza politica ed è un banco di prova molto importante, che mi stimola molto. La Lega Nord è una componente politica importante della maggioranza che governa Palazzo Gounela e

Perché alla sua prima esperienza politica ha scelto proprio la Lega Nord?

Posso darti del Tu? Qual è l’aspetto che più ti piace dell’essere consigliere comunale? Certo che mi puoi dare del tu. Di aspetti ce ne sono tanti, ma quello che più mi da soddisfazioni è poter aiutare la gente. Credo che più di un impegno il consigliere comunale sia una missione, che ti da la possibilità di renderti utile, di risolvere problemi e di proporre e realizzare progetti tesi a migliorare la nostra bella città. Credo che il contatto quotidiano con la gente sia molto importante per individuare le problematiche da risolvere. Questa è una delle caratteristiche principali del nostro movimento politico: stare in mezzo alla gente ed ascoltare le loro istanze. In questo momento c’è una grande

la Pastore

o della politica

disaffezione verso la politica in generale. Perché non provi a convincere almeno uno dei nostri navigatori ad impegnarsi in Politica…. Per cercare di convincere qualcuno ad impegnarsi in politica posso dire perché io ho deciso di farlo. Oltre ad avere l’opportunità di aiutare la gente e di migliorare la città in cui si vive, c’è alla base una grande passione. Inoltre io credo che sia troppo semplice, soprattutto in questo momento, denigrare la politica. Criticare è sempre facile. Molto più difficile, ma anche molto più costruttivo, è invece impegnarsi concretamente in politica per migliorare le cose. Ma sono convinta che sia la cosa giusta da fare. In questa prima parte di mandato elettorale, quali sono stati i tuoi principali impegni e quelli della Lega? Anzitutto vorrei evidenziare una delle principali caratteristiche della Lega Nord in consiglio comunale. E cioè la coesione di un partito che si basa principalmente sulla condivisione delle idee. Le strategie da adottare in consiglio vengono pianificate e unanimente condotte da tutto il gruppo, senza spaccature o azioni solitarie. Detto questo, nel corso di questi mesi la Lega ha preferito condurre delle battaglie concrete su temi molto importanti. Non starò a fare un elenco ma citerò quelle più emblematiche. Già in campagna elettorale, ad esempio, abbiamo preteso che venissero apportare delle modiche sostanziali al progetto del cosiddetto Parco del Baratta, con l’obiettivo di tutelare maggiormente l’ambiente ed evitare una cementificazione selvaggia. Poi ci siamo battuti contro la costruzione di una centrale a sorgo alle porte di Voghera, perché pensiamo che sia un progetto che non apporti nessun beneficio al territorio. Poi ci siamo battuti e ci battiamo quotidianamente per gli argomenti che ci stanno a cuore, come la sicurezza, il commercio, lo sport e il rilancio della nostra città. Andrea Pestoni

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Potenziata la sorveglianza con l’entrata in funzione delle telecamere anche alla caserma dei Carabinieri che ora sono collegati come la Polizia al Comando dei Vigili

di Andrea Pestoni

E

’stato un anno intenso di lavoro quello della Polizia Locale. I dati del 2011, illustrati dal comandante Giuseppe Calcaterra durante la festa di San Sebastiano, hanno evidenziato l’immensa mole di lavoro del comando di corso Rosselli. VIGILI… IN PRESTITO – “Nel 2011 la nostra attività, caratterizzata per la costante presenza sul territorio cittadino, si è sviluppata sugli ordinari canoni di intervento: controlli antidegrado, stradale, commerciale ed edilizio. Inoltre da ottobre a dicembre abbiamo prestato servizio anche nel Comune di Retorbido – spiega il comandante Calcaterra - Questa azione di contrasto si è concretizzata con la denuncia di 8 persone per guida in stato di ebbrezza, 3 per omissione di soccorso, 2 per guida senza patente, 3 per furto, 1 per danneggiamento, 1 per oltraggio a pubblico ufficiale e 1 per omessa indicazione delle proprie generalità e con l’arresto di una persona per furto. I fermi e i sequestri amministrativi di veicoli per violazioni al codice della strada sono aumentati a 60 unità”. CONTROLLI NELLE PIAZZE -

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Prevenzione

Il 2011 della P

A causa del perdurare dei fenomeni di disagio nelle piazze cittadine per la presenza di persone ubriache o che per l’atteggiamento tenuto che provocano un forte senso di insicurezza nella popolazione escludendo di fatto anziani e bambini dalle piazze, si sono mantenuti i presidi e i pattugliamenti delle stesse, in particolare della piazza San Bovo. Si è realizzato anche un deciso intervento in via Volturno per contrastare la presenza di mendicanti e questuanti al parcheggio dell’ospedale. AMPLIATA LA VIDEOSORVEGLIANZA – “Per quanto riguarda la sicurezza urbana è proseguito


e Sicurezza

Polizia Locale

l’impegno in collaborazione con il Commissariato di P.S., Carabinieri e Finanza, impegno che si è tradotto in azioni di diversa natura: dai controlli notturni mirati a verificare la presenza di extracomunitari clandestini ospitati in abitazioni private, al contrasto durante la fiera dell’Ascensione della presenza di venditori abusivi, di ladruncoli e di truffatori nell’area fieristica, al monitoraggio del territorio comunale per prevenire l’arrivo e lo stanziamento di nomadi non autorizzati ed eventualmente il loro allontanamento, al controllo dei giardini rionali per prevenire fenomeni di disturbo e di danneggiamento – prosegue il Comandante - E’ stato ampliato il sistema di videosorveglianza con l’installazione di nuove telecamere. Da rilevare il collegamento della nostra centrale di videosorveglianza con la sala operativa della compagnia carabinieri che ha subito portato risultati concreti nel reprimere azioni illecite”. GLI AGENTI PREMIATI – Dopo la cerimonia, il sindaco Carlo Barbieri, l’assessore alla sicurezza Vincenzo Giugliano e il comandante Giuseppe Calcaterra hanno premiato alcuni agenti che si sono distinti nel corso del 2011. Sono stati premiati il Commissario Gianluigi Algeri, il commissario aggiunto Graziano Draghi, gli agenti Claudio Negri, Enrico Massa e Valerio Milanesi.

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tenna. Accade anche con i condomini e gli edifici privati. E succede spesso che i proprietari diano il via libera ai gestori telefonici. “Quello del proliferare delle antenne telefoniche è un problema molto sentito dalla cittadinanza - spiega ancora il consigliere Virgilio - Quando ero presidente del quartiere Sud, ma ancora adesso che sono consigliere comunale, sono molto attenta a questo problema, perchè ciò che mi sta più a cuore è la salute ed il benessere dei cittadini. Per questo motivo sono sempre stata contraria al posizionamento delle antenne nelle zone residenziali ed ho sempre chiesto a tutti gli operatori il rispetto delle leggi e

Antenne telefoniche se ne parla da anni...

C

on l’installazione dell’ultima antenna telefonica e la nascita di un Comitato a Voghera si torna a parlare dell’inquinamento elettromagnetico. Ai meno attenti potrebbe sembrare una battaglia dell’ultima ora, ma non è così perchè di antenne, a Voghera, se ne parla già da molti anni. Anche quando Simona Virgilio, ora consigliere del Pdl, non sedeva ancora nei banchi di palazzo Gounela ma si occupava, in veste di presidente, del quartiere Sud. “Di antenne se ne parla già da molti anni e l’ultima raccolta firme del Comitato non è certo la prima - ricorda Simona Virgilio - Quando ero Presidente del Quartiere Sud ho condotto delle vere e proprie battaglie contro il proliferare delle antenne telefoniche, non senza attirarmi delle critiche o delle polemiche. Alla luce di quanto sta succedendo oggi, però, sono fiera di essermi occupata anche all’epoca di questo problema”. Il problema delle installazioni delle antenne di telefonia mobile non riguarda solo Voghera ma tutte le Città

di media grandezza e deriva principalmente dalla necessità, da parte delle compagnie telefoniche, di coprire con il segnale tutto il territorio. Le grandi compagnie telefoniche, pur dovendo rispettare le regole fissate sia a livello nazionale che dai singoli enti locali, possono comunque contattare direttamente i proprietari privati dei terreni per chiedere loro, in cambio di un affitto, di poter posizionare l’an-

Anche allora i Comitati raccoglievano le firme

La Virgilio era presidente del Sud

dei regolamenti comunali”. Va purtroppo detto però che quando una compagnia telefonica rispetta, appunto, tutti i regolamenti è pressochè impossibile vietargli di installare un’antenna telefonica, anche se un nuovo regolamento potrebbe indurle a scegliere prevalentemente le zone non residenziali della Città, optando su terreni che si trovano nei confini o nelle periferie.

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di Andrea Pestoni

V

oghera è sempre più una Città multietnica. Il numero degli stranieri residenti in Città aumenta sempre di più. Un aumento fisiologico, come avviene anche in altre Città, dettato anche, nel corso dell’ultimo anno, dalle insurrezioni popolari che hanno provocato la fuga in massa di molti abitanti dei paesi nordafricani. Nonostante l’arrivo di diversi immigrati (sono state comunque poche le decine di libici ospitati nelle struttura cittadine per tramite della caritas e delle associazioni umanitarie), a fare la “parte del leone”, con un forte aumento demografico, è la comunità rumena cittadina. Rispetto al passato e nel giro di qualche anno il numero di rumeni presenti in Città è diventato infinitamente superiore rispetto a quello di tutte le altre etnie. Un numero paragonabile a un paese di piccola grandezza dell’Oltrepo Pavese. I rumeni presenti a Voghera, infatti, sono ben 1.214 (658 maschi e 556 femmine), con un aumento di alcune centinaia di unità ogni anno. Si tratta di una Comunità in gran parte integrata e questo numero riguarda tutti quegli stranieri regolarmente iscritti all’Ufficio Anagrafe. La seconda comunità straniera maggiormente presente in Città è invece quella degli Albanesi, che però è in numero nettamente inferiore rispetto ai rumeni. Sono inscritti all’anagrafe vogherese 582 cittadini albanesi (293 maschie 289 femmine). A differenza dei rumenti, questo dato, da diversi anni a questa parte, è rimasto più o meno simile. Come quello della comunità marocchina, che fa registrare 560 residenti (248 machi e 312 femmine). Con 422 residenti, al quarto posto di questa “classifica”, ci sono invece gli Ucraini. Fra i cittadini stranieri residenti in città vi sono etnie provenienti da tutto il mondo. La quinta comunità presente è quella

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cinese con 162 unità. Anche se sono proprio i cinesi, pur essendo in un numero inferiore rispetto alle prime quattro comunità, ad aver acquistato il maggior numero di esercizi commerciali (bar e negozi) presenti in Città. Nutrita anche la presenza equadoria-

na, con 160 cittadini iscritti all’anagrafe vogherese. In numero inferiore, spesso sotto le centinaia di presenze, troviamo poi tutte le altre etnie del mondo, da quelle sudamericane e quelle europee, fino alle altre comunità asiatiche.

La comuni

“conquis


Diverso è invece il discorso sugli immigrati clandestini. Il numero dei residenti stranieri “ufficiali” presenti in città è quello registrato dall’Ufficio Anagrafe e si tratta di residenti con famiglia al seguito che hanno per lo più un lavoro regolare e

si sono inseriti nella comunità vogherese. Per quanto riguarda invece gli immigrati clandestini il discorso è assai diverso, perchè non risultano iscritti all’Ufficio Anagrafe e molte volte non hanno nè una dimora fissa nè soprattutto un lavoro. Da qualche anno a questa parte l’assessorato alla Sicurezza del comune di Voghera sta conducendo una dura battaglia contro gli immigrati clandestini andando anche a controllare, insieme alle altre forze dell’ordine, tutti i

proprietari di immobili che affittano i nero i loro locali agli extracomunitari clandestini. Un’operazione che ha già dato i primi frutti ed ha permesso di esplellere molti irregolari presenti sul territorio. Riguardo al prossimo anno, come già accade da un decennio a questa parte, il numero di stranieri regolarmente iscritti all’anagrafe dovrebbe aumentare ancora. Un po’ come accade anche in tutte le altre città italiane, che devono fare i conti con l’immigrazione.

ità RUMENA

sta” Voghera

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Cover Story di Alessandro Quaglini


U

na storia che è un inno alla vita e può rappresentare un insegnamento per tante persone che si trovano di fronte ostacoli, all’apparenza insuperabili, ma con la forza di volontà si può vincere qualsiasi battaglia. Anche quelle più dure. Come dimostra la vicenda personale di Luca Bernini. Luca è un ragazzo di 19 anni, ma ha la maturità e il carattere forte di un uomo, anche per le vicissitudini che la vita gli ha riservato. In questo suo racconto, per fortuna a lieto fine, si può intuire il grande amore per la vita di un ragazzo che è tornato a rivedere la luce, anche se dentro di sé ,quella luce c’è sempre stata. L’incubo di Luca prende forma il 29 giugno del 2010. “Mi sveglio alla mattina e faccio una fatica incredibile a respirare, sento un forte dolore al petto, come se avessi un macigno. Mia mamma e, devo ammettere che io non lo avrei mai fatto, decide di portarmi al Pronto Soccorso per capire da cosa

Colpito da un male incurabile è riuscito a guarire ed ora è una promessa del calcio rossonero possa derivare questo malessere”. Luca racconta tutto con precisione e grande lucidità, e in qualche passaggio, lascia trasparire l’emozione per una storia davvero profonda e toccante. “Al Pronto Soccorso la diagnosi parla di un linfoma di “Hodgkin” e dopo la visita, mi dicono di andare a Pavia per esami più approfonditi. La cosa strana è che questo genere di linfoma si presenta di solito con sintomi come prurito, sudorazione elevata, stanchezza frequente, ma a me non era successo nulla di tut-

La stupenda favola di Luca

to questo”. Dopo questa diagnosi, è come se a Luca crollasse il mondo addosso: “E’ stato un fulmine a ciel sereno, è successo tutto due giorni dopo la festa dei coscritti. Sinceramente non avevo realizzato bene quello che mi stava succedendo, ma vedevo i miei genitori che stavano male e di conseguenza la vivevo male per loro. Per mio papà in particolare è stata davvero una batosta: lui ha sempre creduto in me , anche per il calcio”. La lotta contro questo tumore localizzato sopra il polmone costringe Luca a dieci giorni di ricovero a Pavia, poi arriva la parte più difficile con le sedute di chemioterapia:”A Pavia ho conosciuto

La Forza

della VITA

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un ragazzo di Rivanazzano mio coetaneo, Nicola Saccomani, che mi ha aiutato tanto. Per me era una cosa nuova questa situazione e lui , con frasi semplici, mi ha spiegato cosa fosse la chemioterapia e mi è stato tanto vicino. Lui aveva una forma più grave di malattia, poi si è ammalato di leucemia e purtroppo non ce l’ha fatta. Non ci siamo mai frequentati al di fuori dell’ospedale, ma per quello che ha passato e per quanto ha lottato, non è giusto che Nicola se ne sia andato cosi”. Qui lo sguardo di Luca si intristisce: ha passato sulla sua pelle certe sofferenze e sa benissimo quanto sia pesante per un ragazzo di questa età , “anche se io , nel periodo della chemioterapia, ho sempre fatto le cose di un ragazzo normale: ho proseguito con la scuola, mi divertivo con gli amici, sono andato al mare e uscivo a ballare , l’unica cosa a cui ho dovuto rinunciare forzatamente è stata il calcio. Al sabato però andavo a vedere i miei compagni della juniores e alla domenica le partite del Voghera e non ti dico quanto soffrivo a stare in tribuna e a non poter essere la con loro in campo”. La fase più brutta della malattia è stata certamente quella della chemioterapia, seguita per 4 mesi:”Non ho mai provato una cosa del genere. Mi portavano a Pavia e già stavo male al momento di salire in macchina, poi quando arrivavo all’ospedale sentivo questo odore di farmaci che impregnava le pareti della sala e mi veniva da vomitare. Poi l’ago nel braccio e la flebo, a cui reagivo malissimo. Non auguro a nessuno di star cosi male, era un continuo vomitare”. Luca racconta cosi il suo stato d’animo durante questo periodo infernale:”Pensavo di vivere giorno per giorno e devo ringraziare tanto i miei genitori e mia sorella che mi hanno dato tanto forza e i miei amici, che mi sono sempre stati accanto. Ero sempre con loro, avevo bisogno della loro compagnia per sfogarmi e pensare ad altro, in modo da non soffermarmi troppo sulla malattia. Certo c’erano dei segni come i buchi sulla pelle per le flebo che mi iniettavano e la perdita dei capelli dovuta alle sedute di chemioterapia che mi facevano stare male”. Dopo la chemioterapia, Luca si è sottoposto

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ad alcune sedute di radioterapia, per un mese e mezzo, dopo di che , lentamente , ha avvertito importanti segni di miglioramento:”Diciamo che mi rendevo conto che il peggio era passato, il giorno in cui ho iniziato a stare meglio è stato il 5 novembre del 2010, quando mi sono sottoposto all’ultima seduta di chemioterapia. E’ stato un lento ritorno alla normalità, a febbraio 2011 ho provato anche a ricominciare con il calcio, ma ho affrettato un po’ i tempi. La radio terapia è come se mi avesse “bruciato” un polmone, quindi respiravo e si infiammava. Risultato: sono stato fermo un mese e mezzo con la broncopolmonite”. Per il calcio c’era ancora da attendere, ma la sfida più tosta con il tumore, Luca l’ha vinta , grazie anche al suo carattere:”Lo dico sempre , ho la fortuna di avere un carattere forte e deciso, altrimenti sarebbe stato difficile passare certi momenti. Ora , guardandomi indietro, posso dire che questa esperienza mi ha fatto

crescere tantissimo e mi ha migliorato tanto dal punto di visto umano. E’ proprio vero che anche dalle esperienze più tragiche, si può imparare qualcosa. Ora guardo la vita sotto un altro punto di vista, do importanza alle piccole cose, anche quelle che possono sembrare insignificanti per molti e cerco di godermi ogni momento. Questa vicenda poi ha accentuato un lato del mio carattere che ho sempre avuto, l’altruismo e la generosità e se posso aiutare qualcuno o dare qualche consiglio ai miei amici , lo faccio sempre. Quando per esempio capita che qualcuno litighi con la ragazza o si arrabbi per qualsiasi cosa, li invito a non prendersela troppo e gli ricordo che i veri problemi della vita sono altri”. A proposito di ragazza, nel momento più brutto della malattia, Luca aveva accanto una ragazza che poi ha preferito prendere un’altra strada:”Mi ero legato tantissimo a lei e quella è stata un’altra dura botta per me. Pensavo


davvero potesse diventare la donna della mia vita e non lo dico come potrebbe dirlo un ragazzo di 18 anni che si illude. In lei vedevo una ragazza educata, bravissima , per me era speciale e sinceramente mi aspettavo che potesse stare al mio fianco e mi sostenesse in quel momento, invece ha preferito fare un’altra scelta. Confesso che, per qualche mese questa delusione mi ha ferito molto, poi con il tempo ho metabolizzato e grazie alla vicinanza dei miei amici, ho superato anche questa”. Un altro aiuto per Luca nei giorni bui della malattia è arrivato dalla fede:”Io son sempre stato credente, anche se non ho mai frequentato la chiesa con assiduità e so benissimo che è sbagliato aggrapparsi alla religione quando si sta male, però devo dire che questa esperienza che ho vissuto mi ha cambiato la vita e ha cambiato anche il mio rapporto con la fede. I miei genitori hanno fatto il giro di tutti i santuari e tanti amici hanno

pregato per me. Ho saputo anche di amici dei miei genitori che sono andati a Lourdes e in pellegrinaggio da Padre Pio per me, poi mi sono state donate tante immagini sacre, collane, statuine e le tengo tuttora. Anche questa dimostrazione di affetto da parte di tanta gente mi ha aiutato a non arrendermi”. I ringraziamenti in questi casi sono molteplici,Luca menziona alcune persone che gli hanno dato grande sostegno:”La famiglia e gli amici di sempre in particolare, poi voglio ringraziare Davide Casella, che è stato mio allenatore per diversi anni a Voghera e mi allenava nella juniores del Voghera quando si è manifestata la malattia, poi Enzo Bonamino e tutti i miei compagni di squadra. Un sentito e doveroso ringraziamento va anche ai medici del San Matteo di Pavia, dove si può dire che ho trovato un’altra famiglia. Mi hanno aiutato tanto a non farmi pensare alla malattia, scherzavano con me e mi facevano parlare di

tante cose della mia vita. Uno può pensare che il medico faccia il suo dovere e basta, invece ho avuto la fortuna di conoscere delle persone fantastiche e gli sarò sempre grato”. Luca ora ha ripreso a giocare a calcio e da un mese e mezzo si allena con la prima squadra del Voghera, con cui debuttò nell’ultima di campionato della stagione 2009-2010 a Solbiate con mister Secondini in panchina:”Non ho più il fisico di prima e ci metto un po’ a rompere il fiato, poi stando fermo un anno, anche la postura ne ha risentito e mi capita di avere problemi di vario tipo, come dolori alla schiena e acciacchi. Il mio sogno è quello di entrare a far parte della prima squadra, sono qui a Voghera da 8 anni e spero di coronare questo sogno”. Auguriamo a Luca con tutto il cuore di realizzare questo e altri sogni: dopo quello che ha passato, un ragazzo con la sua volontà di ferro e la sua generosità merita tutto il meglio dalla vita.

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Made in VOGHERA


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oche Città in Italia, se non nel mondo, possono vantare il prestigio di annoverare fra i propri cittadini uno dei personaggi più importanti della storia del ventesimo secolo. Voghera può fregiarsi di questo invidiabile primato perché l’11 maggio del 1932, nel centro iriense, nacque Valentino Clemente Ludovico Garavani, universalmente conosciuto come Valentino. Il rapporto tra Valentino e la sua Città natale è un po’ tempestoso, come quelle storie d’amore che vivono alti e bassi ma che sono destinate a non finire mai. Fin da giovanissimo è stato attirato dal mondo della moda, in un’epoca a cavallo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Come tutte le altre città italiane, anche Voghera viveva un periodo particolarmente difficile, sia dal punto di vista economico che sociale. Un guerra era appena trascorsa ed un’altra sarebbe arrivata da li a poco (anche se ovviamente nessuno poteva saperlo). Valentino, come dicevamo, fin da giovanissimo attratto dal mondo della moda e dalla creatività sartoriale, frequenta una Scuola di Figurino a Milano e contemporaneamente studia francese alla Berlitz School e viaggia all’estero, trascorrendo un lungo periodo a Parigi. Studia stilismo all’Ecole de La Chambre Syndacale. A Voghera Valentino Garavani ha vissuto i suoi anni adolescenziale ma soprattutto ha iniziato ad imparare i rudimenti di quella che poi sarebbe la sua missione. Voghera è stata da sempre una città di grande tradizione sartoriale e Valentino ha potuto così frequentare sia gli atelier sia i laboratori artigianali della nostra città. Poi, dopo aver frequentato le prime scuole specializzate, lo stilista vogherese ha iniziato a partecipare a prestigiosi corsi esteri. Negli anni cinquanta, dopo essersi fatto notare partecipando a un importante concorso, entra come collaboratore nella Casa di Moda di Jean Dessès e nell’atelier di Guy Laroche. Nel 1959 apre il suo atelier a Roma in via Condotti e nel 1960 inizia la sua collaborazione con Giancarlo Giammetti che se-

L’inizio della carriera

proprio nella nostra Città quando fin da piccolo imparò l’arte della sartoria

Valentino, un vogherese Doc

La storia del più grande sarto mondiale

guirà lo sviluppo del suo marchio. Una curiosità: nel corso di una vacanza a Barcellona, invece, scopre il suo amore per il rosso. Da questa folgorazione nascerà il suo famoso “rosso Valentino”, peculiare per il suo essere cangiante fra le tonalità dell’arancio e del rosso vero e proprio. Raccontata così è un riassunto puramente biografico degli inizi di Valentino, che lo porteranno qualche decennio dopo ad essere uno dei più importanti stilisti del mondo. Ma sono anche anni fatti di fatiche, di sacrifici, di speranze e di una grande scommessa che alla fine è stata meritatamente vinta.

Il rapporto fra Valentino e Voghera, come dicevamo all’inizio, non è stato dei più facili. Valentino ha lasciato quasi subito l’Oltrepo Pavese, per frequentare corsi e scuole in Italia e in Francia. Un altro punto di “attrito”, che ha spinto lo stilista vogherese a rimanere per molti anni lontano dalla sua città d’origine, è stato lo scetticismo della popolazione iriense nel seguire i primi passi di Valentino nel mondo della moda, anche se fra gli anni Trenta e Cinquanta i maschi che si dedicavano ad una professione come quella della sartoria erano davvero pochi. Ma la verità è che il successo per

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Nel 1987 Valentino tornò nella

“sua” Voghera e fu protagonista di una grande serata di moda che culminò con un sfilata memorabile in piazza Duomo con migliaia di spettatori Valentino Garavani è arrivato quasi subito ed è stato immediatamente mondiale. Nel 1967, a soli 35 anni, gli viene conferito a Dallas il Premio Neiman Marcus, equivalente, nel mondo della Moda, all’Oscar cinematografico. In questo stesso anno disegna le divise per gli assistenti di volo della Twa e presen-

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ta la prima collezione Valentino Uomo. Nel 1968 inizia ad usare come griffe la celebre “V”, e, ormai parte del gotha degli stilisti, crea l’abito da sposa per le nozze di Jacqueline Bouvier con Onassis. Dagli anni settanta in poi Valentino veste le donne più famose del mondo ed apre boutiques a New York, Parigi, Ginevra, Losanna, Tokyo. Viene creato anche un profumo che porta il suo nome. A partire dagli anni Settanta arrivano anche prestigiosi riconoscimenti istituzionali. Nel 1971 è ritratto dal pittore americano Andy Warhol. Nel 1985 riceve dal Presidente della Repubblica la decorazione di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito, nel 1986 il titolo di Cavaliere di Gran Croce, nel 1996 è nominato Cavaliere del Lavoro; nel luglio 2006 gli viene conferita la Légion d’honneur, la più alta onorificenza della Repubblica Francese. La data che però tutti i vogheresi, almeno quelli di alcune recenti generazioni, hanno ancora bene impressa nella mente è il mese di settembre del 1987. Valentino torna a Voghe-

ra e lo fa con una grande sfilata in piazza Duomo. Negli anni Ottanta lo stilista vogherese è al top della sua fama mondiale. Nel 1984 Valentino festeggia i suoi 25 anni di attività. Gli viene tributato un riconoscimento ufficiale dal Ministero dell’Industria. Nel 1985 il suo primo progetto espositivo: l’Atelier delle Illusioni. Una mostra al Castello Sforzesco di Milano. Nel 1990 con l’incoraggiamento anche di Elizabeth Taylor, fonda L.I.F.E. (Lottare, Informare, Formare, Educare). Un’associazione destinata a promuovere iniziative di sensibilizzazione e di raccolta di fondi per aiutare concretamente i bambini malati di Aids. Quella sera tutta Voghera si è risersata in piazza Duomo per assistere alla sfilata del proprio profeta. Valentino Garavani, lo stilista più famoso del mondo, è tornato nella sua Voghera. Proprio da dove era partito cinquantacinque anni prima. Per conquistare il mondo della moda e il cuore dei vogheresi, che non dimenticheranno mai più di essere stati per un giorno la capitale mondiale del Pret a Porter.


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no scorcio di Francia a Voghera. In pieno centro. Quello stesso centro storico che per la giovane e bella Cecile Marie Caia è stato un colpo di fulmine. “Mi sono subito innamorata del Duomo”, confessa. E così ha deciso di aprire la “Maison de Poupette”. Cecile Marie Caia, pur essendo giovane, ha già un’importante esperienza nel mondo della moda. Ha lavorato per importanti Maison francesi e italiane (a Milano, ca-

Una piacevole novità a Voghera

Maison de Poupette fashion d’Oltralpe

pitale della moda del Belpaese). E ha deciso di portare la sua esperienza e soprattutto i suoi capi di altà qualità nella nostra città. Già perché la “Maison de Poupette” è un negozio veramente particolare. Oltre alla solarità della titolare, la merce in vendita (si tratta di abbigliamento femminile) è davvero degno dell’alta moda parigina, ma con una peculiarità: i prezzi altamente concorrenziali. “Non solo i nostri capi d’abbigliamento sono selezionati in base alle esigenze dei nostri clienti ma, come puoi vedere, la disposizione è simile a quella di una

stanza qualunque, perché voglio dare l’idea alla gente di trovarsi a scegliere il loro capo preferito come se fossero a casa propria – spiega Cecile – Qui si può trovare di tutto: pantaloni, giacche, vestiti, piumini, maglie e tutti gli accessori alla moda. Il negozio è aperto da una decina di giorni, ma sono già molto contenta perché ho avuto già dei responsi positivi”. Davvero una duplice grande sfida quella di Cecile: aprire un negozio in questo periodo di crisi e proporre la sua idea di moda nella città di Valentino, uno dei più grandi di sempre.

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E’ nata una nuova associazione

Oltre la Valle, fare sistema per il territorio di Alessio Alfretti

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’idea è semplice. Andare oltre la solita Pro Loco e costituire un gruppo di lavoro per il rilancio di un intero territorio. Oltre La Valle è l’associazione nata alcuni mesi fa in Valle Schizzola grazie alla felice intuizione di un gruppo di giovani appassionati della loro terra. Il sodalizio, che rappresenta la Valle Schizzola con i Comuni che ne fanno parte (Rocca Susella, Borgo Priolo, Torrazza Coste, Fortunago, Montebello della Battaglia e Montesegale) ha esordito giovedì 8 dicembre 2011 con un concerto alla chiesa di Pragate e l’inaugurazione della sede a Schizzola. I fondatori sono partiti dal presupposto che il territorio della Valle, che si affaccia sul Casteggiano, è omogeneo per orografia, storia e cultura. Da Montebello della Battaglia, su fino a Fortunago, quest’area che si snoda attorno all’omonimo torrente ha tanto da raccontare. Un tempo terra di castelli, ve n’erano diversi, ha in seguito dato spazio all’agricoltura e oggi punta sul turismo-enogastronomico. I soci fondatori condividono la passione per quest’area di prima collina che si estende dal Comune di Fortunago sino a Montebello. Assieme hanno deciso quin-

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di di creare un progetto sociale innovativo finalizzato alla salvaguardia e alla valorizzazione della cultura, delle tradizioni, della natura e dei prodotti del territorio della Valle Schizzola e delle aree limitrofe. Ma i giovani che hanno pensato Oltre la Valle intendono valorizzare ogni aspetto, con un lavoro paziente e metodico. In fondo alla Valle Schizzola non manca proprio nulla: ci sono vestigia storiche, come il bel castello di Stefanago, un ambiente naturale salubre dove terreni agricoli e boschi intonsi si alternano con grazia, vie di comunicazione comode e una ricettività sviluppata: ristoranti e agriturismi non mancano, così come si possono trovare aziende che da sempre vendono direttamente al consumatore, secondo il principio “chilometri zero” oggi tanto in voga. Dopo l’incoraggiante esordio di dicembre, ora il gruppo già pensa alle attività del 2012, con tante idee e sorprese in serbo. Di certo l’inizio è stato sotto i migliori auspici. Al duplice evento erano presenti il vescovo di Tortona Martino Canessa, i sindaci Pierluigi Barzon di Rocca Susella, Andrea Giganti di Borgo Priolo ed Ermanno Pruzzi di Torrazza Coste, oltre ad altre autorità e a tanta gente comune che ha voluto condividere l’inizio di questa nuova esperienza. A Pragate il coro degli Alpini “Amici della montagna” ha

ravvivato la messa con i suoi classici canti, mentre all’ex scuola di Schizzola il vescovo ha impartito la benedizione alla neonata sede, dove c’è stato anche un rinfresco offerto dagli abitanti della Valle. L’associazione si propone come elemento di contatto tra iniziativa imprenditoriale privata e tessuto politico locale. Punta quindi a sviluppare una collaborazione non soltanto con i Comuni, ma anche con le varie associazioni (come le Pro Loco) che li animano. Attraverso questa sinergia il gruppo intende operare su diversi fronti, all’insegna della promozione eno-gastronomica e della pubblicità territoriale: dall’organizzazione di eventi nel territorio, a corsi di cucina tipica, serate degustazione, corsi di sommelier, mostre fotografiche, organizzazione di escursioni e attività sportive, mercatini “chilometri zero”. Oltre la Valle cercherà inoltre di rappresentare un punto concreto di aggregazione delle persone sul territorio, grazie anche alla sua nuova Sede nei locali dell’ex scuola pubblica di Schizzola. Messa a disposizione dal Comune di Borgo Priolo, ha ampi spazi e un comodo parcheggio. Senza dimenticare che il recupero di questa vetusta struttura da anni inutilizzata è un primo passo verso la concretizzazione degli obiettivi dell’associazione, che è riuscita a restituire ai cittadini un edificio pubblico della Valle, altrimenti abbandonato a se stesso. L’obiettivo dei soci è di andare oltre la sede istituzionale e fare dell’ex scuola un vero e proprio luogo di aggregazione per eventi, oltre che un info point, rivolto sia ai residenti che ai turisti. Il gruppo dirigente di Oltre la Valle, composto da giovani residenti in Val Schizzola (fra gli altri: Michela Anselmi, William Tura, Marco Bertelegni, Iacopo Baruffaldi, Tullio Benenti, Cristiano Battaggi, Cosimo Santoro, Giovanni Portinari) capeggiati dal presidente Luca Cantoni, ringrazia tutti coloro che hanno collaborato nella realizzazione di questo importante appuntamento e invitano chiunque fosse interessato, a partecipare agli eventi in programmazione per il 2012. Mentre assaporano il successo del loro primo evento, i soci di Oltre la Valle stanno già definendo il calendario degli appuntamenti del 2012. Nel frattempo chi volesse sapere di più sull’attività del sodalizio può visitare il sito www.oltrelavalle.com, oppure contattare il gruppo all’indirizzo info@oltrelavalle.com


Centro Dentistico San Giorgio

Intervista D Su cosa si basa principalmente il rapporto fra Dentista e Paziente? R La reciproca fiducia e la chiarezza nell’esporre le problematiche ai pazienti sono i principali aspetti che caratterizzano un rapporto positivo e costruttivo fra dentista e paziente. E’ importante, inoltre, anche essere molto chiari quando il potenziale paziente chiede il preventivo correlato alle sue problematiche, per evitare che trovi delle spiacevoli sorprese strada facendo. Infine, e questa è la peculiarità che ci contraddistingue, vorrei citare il nostro slogan che è “la qualità più alta al prezzo più basso”. Significa in poche parole che siamo in grado di garantire un lavoro professionale, con materiali di qualità ad un costo concorrenziale. D Com’è cambiato invece il paziente nel corso di questi anni? R Premesso che dal 1986 sono medico, chirurgo e odontoiatra, nel corso di questi anni posso afferma-

con il

Dott. Riccardi

re che i pazienti hanno acquisito un livello sempre più alto di conoscenza. Sono più informati, più attenti e rivolgono al dentista molte domande pertinenti sull’intervento che li riguarda. Proprio per questo motivo mentre svolgo il mio lavoro cerco di dare al paziente quante più informazioni e consigli possibili. Bisogna tenere conto, inoltre, che i pazienti che si recano presso al nostro studio sono di ogni tipologia anagrafica. Si va dai bambini ai pazienti in età adulta e con problematiche anche molto complesse come l’osteoporosi.

D Qual è invece il rapporto fra i giovani e il dentista? R Vorrei inviatare tutti i giovani a recarsi presso il nostro studio per sottoporsi ad una visita dentistica gratuita. Capita spesso infatti che anche quando il paziente non è affetto da particolari e gravi problematiche dentarie, una visita periodica, magari semestrale, è fondamentale per prevenire future complicazioni. Vi sono ad esempio le carie silenti, che si sviluppano quotidianamente ma che possono essere curate in via preventiva proprio grazie ai controlli. Ai giovani diamo inoltre diversi consigli, dalla scelta del dentifricio più adatto alla periodica sostituzione dello spazzolino.


Il Personaggio

Carlo DIANI

il Re della Televisio S

e è difficile stabilire chi è nel mondo il leader del sistema televisivo, a livello locale, per storia e tradizione, viene subito in mente il nome di Carlo Diani. Un personaggio storico della nostra Città, che ben presto verrà ricordato con una mostra e con un importante materiale storico che ne celebrerà la decennale carriera. Classe

1926, vogherese doc, Carlo Diani, è stato per decenni il più famoso riparatore di radio e televisioni di Voghera e dell’Oltrepo Pavese. Nella sua cinquantennale carriera Carlo Diani ha seguito anche l’evoluzione tecnologica che ha segnato il percorso dell’Italia nell’immediato dopoguerra. Come tutti a quell’epoca, Diani ha

iniziato a lavorare molto giovane come garzone in un negozio di via Ricotti (si chiamava radio Nani). Con i primi (e pochi) soldi guadagnati, Carlo Diani acquistava libri e riviste su radio e televisioni, per cercare di impararne tutti i segreti. Pochi anni dopo si spostò in un altro negozio in via Plana. “Erano tempi duri - raccontava -


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one vendere le radio era molto difficile ma quando arrivarono i televisori tutto il mondo cambiò”. Anche se un televisore costava più di una radio, in breve tempo le Tv trovarono una loro importante fetta di mercato. Tutte le famiglie ne volevano una. “Iniziarono i locali pubblici, che furono costretti a dotarsi di quell’apparecchio se volevano

lavorare - racconta ancora Diani La televisione aveva del miracoloso e faceva riempire i bar anche grazie all’enorme successo delle prime trasmissioni televisive”. Una fabbrica vogherese, l’Erreci, a quei tempi davvero all’avanguardia, provvedeva alla costruzione dei nuovi apparecchi, potendo disporre del materiale fornito dalla prestigiosa Philips. “Fu un enorma successo. Il televisore lo si vendeva a rate - diceva Carlo Diani in un’intervista rilasciata al giornale Sisma - Io facevo il rappresentante e pensavo all’assistenza tecnica. Così dopo qualche tempo pensai di mettermi in proprio, aprendo un piccolo laboratorio in via Pezzani. Allora gli apparecchi erano piuttosto delicati: le valvole subivano l’aumento improvviso della corrente elettrica. Non essendoci alcun stabilizzatore capitava spesso che i televisori perdessero quantomeno il sincronismo. Per questo motivo i clienti chiamavano a tutte le ore e io correvo. A volte mi sentivo un po’ come il medico di famiglia”. La vita di Carlo Diani sarebbe però cambiata di li a poco tempo. Ovvero quando l’artigiano vogherese conobbe Carlo Vichi, rappresentante della Var, che successivamente diventò la Mivar, una delle principali aziende produttrici di televisioni in Italia. “Sapevo che in quel momento

la Mivar stava producendo dei televisori nuovi con una tecnologia avanzata. Avevo immediatamente capito che si trattava di una ditta seria ed ho iniziato a collaborare con loro”. In pochi anni l’amicizia fra Diani e Vichi si è rafforzata e il vogherese è diventato un punto di riferimento anche per l’imprenditore milanese. Tanti anche gli aneddoti raccondati da Carlo Diani in quegli anni in cui aggiustava i televisori. “Erano tanti i clienti che mi chiamavano - conclude - alcuni di dicevano che il televisore ballava, altri che faceva le lasagne, altri ancora che si chiudeva il sipario sullo schermo”. Carlo Diani ci ha lasciato qualche anno fa ma il suo ricordo è ancora molto vivo. E Voghera sta per tributarlo con una grande mostra proprio in suo onore, affinchè anche le nuove generazioni lo conoscano.


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L’erede di FLASH

a città di Voghera ha sempre avuto una particolare vocazione per il pugilato, culminata con l’indimenticabile Giovanni Parisi, prematuramente scomparso, ma il cui ricordo è sempre vivo nel cuore di tutti gli appassionati di questo sport. L’Associazione Boxe Voghera è un punto di riferimento importante per chiunque voglia avvicinarsi a questa disciplina sportiva. Nella palestra vogherese si può incontrare Livio Lucarno, storico maestro di Giovanni Parisi, che

dall’alto della sua esperienza, dispensa sempre consigli utili a tutti i suoi allievi. Tra i più promettenti pugili dell’Associazione vogherese, un posto di primo piano lo occupa certamente Francesco Acatullo. Ha soltanto 23 anni, il 22 febbraio ne compirà 24, ma può già vantare un curriculum di tutto rispetto, con un totale di 45 incontri già disputati. In questa intervista, il giovane pugile campano di nascita, ma ormai da diversi anni residente a Voghera, ci ha raccontato la sua grande passione per i guantoni, nata tan-

ti anni fa e cresciuta a dismisura dopo l’incontro con Giovanni Parisi, che Francesco definisce “il mio grande modello”. Ora vivi a Voghera, ma il tuo luogo di nascita è un altro e rievoca importanti ricordi per la boxe italiana, vero Francesco? “Si sono nato a Maddaloni, vicino a Caserta, località da molti definita la “terra dei pugili”, ma il mio paese d’origine è Caivano. Li son cresciuto con mio papà Luigi, mia mamma Rosaria, mia sorella mag-


di Alessandro Quaglini

giore Rosa e mio fratello Anthony che ha un anno meno di me. Poi nel 2000 i miei genitori si sono separati. Mio papà si è spostato al Nord, dove già lavorava come posatore di ceramiche artistiche , specialmente nella zona di Sannazzaro. Successivamente poi ha conosciuto qui a Voghera una compagna di nome Rosi da cui ha avuto una bimba che si chiama Francesca , nata nel 2005. Io desideravo tantissimo conoscere la mia sorellina , cosi nel 2007 ho deciso di trasferirmi a Voghera e di raggiungere mio padre”. Come hai trascorso i tuoi primi tempi a Voghera? “Giù a Caivano facevo il parrucchiere e giocavo a calcio, sport che ho continuato a praticare anche qui, poi andavo ad aiutare mio padre in cantiere”. Quindi il tuo primo sport è stato il calcio? “Si ero anche bravino, diciamo un centrocampista di lotta e aggressività. Poi quando giocavo nel Casei , categoria juniores, si è verificato un episodio che ha interrotto la mia carriera calcistica. Nel corso di una partita un avversario mi fece un’entrata cattiva e io reagii colpendolo con un pugno. Mi beccati l’espulsione e soprattutto i rimproveri di mio padre, che era presente quel giorno sugli spalti. Ci era rimasto molto male per quel fatto. Allora in macchina dopo la partita, mi disse chiaramente:”Tu a calcio non ci giochi più, so io dove portarti a fare sport”. Nacque cosi la tua storia con la boxe… “Mio padre mi portò alla palestra della boxe Voghera, in virtù della sua conoscenza con Livio, che aveva conosciuto quando mio papà aveva fatto dei lavori alla casa di sua figlia. L’esperienza con il pugilato per me fu elettrizzante sin dai primi momenti, poi Livio è una persona davvero ec-

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cezionale e da lui si può sempre imparare”.

non voleva che iniziassi a praticare questo sport”.

In realtà non si può parlare di amore a prima vista, perchè avevi già avuto modo di apprezzare la boxe da piccolo, ci racconti in quale occasione? “Da piccolino guardavo i match in tv e avevo una grande ammirazione per Mike Tyson, poi avevo anche un pugile in famiglia. Mio cugino infatti che si chiama Francesco Acatullo come me , faceva boxe a livello agonistico, ha disputato una quindicina di incontri, poi ha smesso per motivi di lavoro. Si allenava a Marcianise con pugili come Clemente Russo e Domenico Valentino e io assistevo agli allenamenti e agli incontri di mio cugino. Già ai tempi la boxe mi piaceva e mi dava emozioni, però mia madre

A Voghera hai potuto finalmente prendere contatto con il mondo del pugilato. Com’è stato il primo impatto? “Avevo 19 anni ed ero contentissimo, mi sembrava di stare nella palestra di Rocky. Poi ho avuto la fortuna di conoscere una persona come Giovanni Parisi, di cui avevo sempre sentito parlare. Mio papà tramite Livio conosceva Giovanni e io ho avuto il privilegio di conoscerlo di persona in palestra. Seguivo Giovanni e Giacobbe Fragomeni negli allenamenti e facevo da sparring ad un altro grande pugile come Vincenzo Gigliotti”. Come si comportava Giovanni con

Il Personaggio

Una passione nata per caso

Acatullo, la promessa del pugilato iriense


te? “Era sempre disponibile, mi dava consigli e ricordo che qualche volta sono anche andato a correre con lui, poi si informava dei miei incontri. Poi mi aveva dato tutti i dvd dei suoi incontri e li ho visti parecchie volte. Ricordo ancora adesso con immenso piacere il giorno del mio compleanno, il 22 febbraio del 2007, quando Giovanni mi fece gli auguri e provai un’emozione grandissima. Poi mi ripeteva spesso: segui i consigli di Livio, soltanto cosi potrai migliorare. Nel 2009 purtroppo Giovanni è venuto a mancare e ha lasciato un grande vuoto in tutti noi, ma per noi della boxe Voghera è come se fosse presente sempre in palestra tutti i giorni. Giovanni è diventato una leggenda e ancora oggi il solo pensare di poterci allenare in quella che era stata la sua palestra e con il suo maestro Livio ci dà una grande motivazione.”. Come è iniziata quindi la tua carriera agonistica? “Oltre che con Gigliotti, ho fatto sparring anche con Gianluca Frezza, pugile pavese professionista e poi ho appreso tanti segreti da Livio e da Fabio Spianelli, che fa l’aiutante del maestro. Livio mi ha preso sotto la sua ala protettiva e con uno come lui si può crescere tanto, mi dà sempre consigli saggi. Anche con Fabio c’è un rapporto meraviglioso: lui e Livio son due persone degne di stima, che mi hanno trasmesso tanto”. Veniamo al tua primo assaggio col ring… “Il primo incontro non si scorda mai:era il 21 aprile 2007 a Stradella. Lo porterò sempre nel cuore, perchè avevo combattuto prima del match che vedeva protagonista Giacobbe Fragomeni, diciamo che avevo fatto da apripista al match di un grande campione e per me fu un onore. Quel match poi lo vinsi per ferita alla terza ripresa”. Finora hai disputato 45 incontri, con 29 vittorie , 4 pari e 12 sconfitte. Qual’è il match che ricordi con maggior piacere? “Tutti gli incontri li ricordo bene, an-

che le sconfitte perchè come dice Livio , “finchè non sei morto, puoi sempre reagire” e anche le sconfitte aiutano a crescere. Se devo sceglierne uno, per il contesto che c’era e l’atmosfera magica della serata, mi vien da dire quello del 3 dicembre 2011 al PalaOltrepo a Voghera, nella serata del tributo a Giovanni Parisi. Mi ricordo il maxischermo e il clima che c’era quella sera, in cui ho battuto nella categoria dei pesi leggeri Ballottari della Boxe Vigevano: indimenticabile”. Se poi dovessi illustrarci altri incontri particolarmente significativi, quali sceglieresti? “Tra i match più belli, ci metto la finale della “Cintura Lombarda” del 2009, quando ho vinto mandando al tappeto il mio avversario , il welter Ayarzi. Sempre nel 2009 , ho vissuto un altro incontro memorabile nei quarti di finale dei campionati regionali. Avevo di fronte Alessandro Giardino dei Panthers Varese, che aveva già 104 incontri alle spalle, dunque una maggiore esperienza rispetto a me. Persi per ferita alla terza ripresa, dopo due round bellissimi. Un suo pugno mi provocò una ferita all’arcata sopraccigliare sinistra, suturata con 6 punti. Poi lui diventò campione regionale e ora è passato professionista da 3 anni: mi piacerebbe tanto ritrovarlo sul ring per una nuova sfida. Ricordo che quella ferita non mi disturbò più di tanto, dopo 10 giorni ero già in palestra, più carico di prima”. Ai Campionati Regionali hai preso parte anche negli ultimi anni e soprattutto la finale del 2010 ti ha lasciato l’amaro in bocca.. cos’era successo? “Confermo ,quella sconfitta decretata dai giudici non l’ho proprio digerita. Eravamo a Varese e persi con Caserio nella categoria welter. Ci rimasi molto male per il verdetto dei giudici, al termine di un match molto equilibrato in cui avrei meritato qualcosa in più , ma purtroppo questo fa parte del nostro sport. Anche nel 2011 ho perso la finale regionale dei pesi leggeri contro Gagliardi ”. Nella tua breve carriera, si nota

questo continuo alternarsi tra pesi welter e leggeri. Ci puoi spiegare il motivo? “E questo è un problema non da poco per me, nel senso che il mio peso forma è di 62 kg e fino a qualche anno fa rientravo nella categoria dei pesi superleggeri, che però ora non esistono più. Quindi devo decidere il peso migliore da trovare, visto che fino a 60 kg combatto tra i pesi leggeri, mentre dai 64 in su rientro tra i welter”. Nel tuo curriculum c’è la convocazione con la Nazionale Italiana nel 2010 e due selezioni per il “Guanto d’Oro”, nel 2009 a Roseto degli Abruzzi e nel 2010 a Gallipoli, oltre ai due secondi posti consecutivi nei campionati regionali. Che obiettivi ti sei posto per il 2012? “Quest’anno voglio vincere i Campionati Regionali e in vista di questo appuntamento farò diversi incontri che mi serviranno come test per arrivarci in forma. Nel caso riuscissi a vincere i Regionali, potrei accedere agli Assoluti Italiani, un altro grande traguardo che mi piacerebbe tanto raggiungere”. Ora possiamo dire che hai acquisito anche una maggiore serenità interiore e questo per merito di una persona in particolare… “Si certo, ora posso dire di aver messo la testa a posto. Il 27 dicembre ho conosciuto una ragazza che mi ha cambiato totalmente la vita , si chiama Lisa e fa anche lei la parrucchiera. Ora viviamo assieme e devo dire che con lei mi trovo a meraviglia, mi dà sempre la forza per andare al lavoro nel negozio di parrucchiere Fashion Sons di via Scarabelli e in palestra ad allenarmi con l’umore giusto: una ragazza come lei è proprio quello che cercavo, sono felicissimo di averla incontrata”. Francesco qual’è il tuo sogno nel cassetto? “Confesso che un giorno vorrei diventare un pugile professionista, sarebbe bellissimo”. E per un ragazzo nato nella “terra dei pugili” e cresciuto con il mito di Parisi, chissà che questo desiderio non si avveri..

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Addio vecchio gommista monomarca. Addio lunghi giorni d’attesa e portafogli prosciugati. Da oggi cambiare gomme, montare pneumatici invernali o concedersi un nuovo treno di cerchioni diventa più facile, economico ed anche sicuro. La rivoluzione a Voghera arriva da un’azienda che applica un’innovativa filosofia di vendita. “Gamma Gomme” si trova in via Pascoli 38. A dargli vitalità è uno staff giovanissimo (età media 25 anni) di appassionati d’auto e moto (c’è anche un ponte dedicato!). Pietro Pagnoni è il titolare. “Puntiamo a soddisfare le esigenze di ogni cliente - spiega -. Per questo non ci limitiamo a tenere pochi tipi di gomme ma l’intera gamma di quelle presenti sul mercato nazionale”. Il tutto con tempistiche minime d’intervento. “Certamente - sottolinea Pagnoni -. Siamo strutturati per effettuare il lavoro nel giorno stesso o al massimo entro quello successivo”. Si accennava alla sicurezza. “Le nostre sono lavorazioni fatte esclusivamente con macchinari di ultima generazione. La convergenza ad esempio è fatta con macchinario a telecamere tridimensionale HUNTER”. E poi ci sono i prezzi... imbattibili. “Grazie ai rapporti commerciali con le marche produttrici - spiega ancora Pietro Pagnoni - siamo in grado di applicare una scontistica fino al 60% rispetto ai prezzi di mercato”. Completano il servizio, sala d’aspetto, cordialità professionalità e competenza del personale. Gammagomme di Pietro Pagnoni Sede legale: Via Giovanni Pascoli, 38 Voghera (PV) - P.iva 02351270182 Per info 0383 213156.

Tam Tam Gennaio 2012  

Periodico news di Voghera e Oltrepo

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