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Anno 7 - N° 72 Ottobre 2013

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Voghera Prosegue con successo l’evento ‘Iria Castle Festival’

Rivanazzano e Retorbido all’attacco della Provincia: “Perso tempo sulla Greenway” Dal Galles in Valle Staffora sulle tracce del padre

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Stradella: è già partita la campagna elettorale Pier Giorgio Maggi sarà il sostituto di Lombardi

Broni: è stato inaugurato il teatro Carbonetti

news

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Realizzato nel 1881 come teatro all’italiana e gestito dalla famiglia Carbonetti, il teatro di via Leonardo da Vinci diviene subito uno degli edifici più significativi della città. Nel 1985 la crisi dell’attività cinematografica investe anche il Carbonetti che chiude i battenti. Oggi è stato completamente recuperato. Servizio a pag. 41


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Commento di Antonio La Trippa

E’ successo in Calabria, ma scene come queste succedono in tutta Italia, ed in modo analogo sono successe e succedono anche in Provincia di Pavia ed in Oltrepò, nella nostra zona ora, a dire il vero, molto meno, perché forse i nostri politici hanno capito che l’aria è diventata “spessa” , ma fino a due o tre anni fa, abbiamo ed ho assistito personalmente a patetiche e comiche scene di esibizionistico squallido potere politico. Mi ricordo perfettamente arrivi a Salice di illustri “onorevoli”, l’agitazione di molte persone, che in me suscitava ilarità, una volta venne Berlusconi, allora era all’apice del potere, ebbene ho visto personalmente con i miei occhi, illustri oltrepadani “stravolti” nei lineamenti per salutare “Silvio”… boh!!! Ho visto in quella ed in altre occasioni distinte signore, agghindate a festa, “spintonare” e passare attraverso i cespugli del parco delle Terme di Salice, per conquistare la “pole position” per una foto ed una stretta di mano con il politico di turno, anche se il massimo del patetico presenzialismo, devo dire è stato toccato come detto prima con Berlusconi. Io mi ricordo... e quando rivedo queste persone in Oltrepò ed a Salice, mi scappa ancora oggi da... ridere, perché io mi ricordo! Lei non sa chi sono (stata) io! Non sono solo ‘dottoressa’! Dovete chiamarmi onorevole! Vi denunzio! Tenetevi forte, perché è tutto vero, purtroppo... Marilina Intrieri, nominata garante per l’Infanzia della Regione Calabria, si rifiuta di visitare un centro che ospita bimbi immigrati perchè l’hanno chiamata “dottoressa” invece che “onorevole”. Gli appellativi servono? Si direbbe di sì, almeno per Marilina Intrieri, una bionda signora dall’aspetto cortese. Ex deputata dell’Ulivo tra il 2006 ed il 2008, attuale Garante per l’Infanzia della Regione Calabria, si è rifiutata di visitare un centro che ospita bimbi immigrati perché sul pass che le avevano inviato vi era scritto “dottoressa” e non “onorevole”. Mon dieu! Che volgarità! Così la signora, ops l’onorevole, ha rispedito al mittente i documenti che il funzionario della Prefettura di Crotone le aveva inviato per autorizzarla a visitare il “Cara”, centro accoglienza e richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto. Lo so, lo so, siete indignati, vi sembra eccessivo, siete esterrefatti, provate compassione ed amarezza, ma please, cercate di capirla… si tratta di un’offesa che proprio non poteva mandare giù. Lei vuole essere chiamata “onorevole” anche se da cinque anni non lo è più. E allora? Un po’ di sensibilità e di savoir vivre non fa male a nessuno. Così la Intrieri ha preso carta e penna ed ha espresso il suo disappunto scrivendo alla prefettura: “Il titolo non decede dopo la fine della legislatura. Quindi esigo che un’istituzione come la Prefettura rispetti la mia carica perché quando ci si rivolge ad un prefetto si dice eccellenza ed un avvocato non si chiama dottore”. Intanto i bambini aspettano ancora l’ispezione perché l’onorevole ha bloccato sine die la procedura che avrebbe dovuto portarla a svolgere uno dei compiti per i quali è stata nominata dal presidente del consiglio regionale “Garante”. Mi faccia il piacere signora… E’ vero che in Italia un titolo non si nega a nessuno: cavalieri, dottori, presidenti… che problema c’è. Somigliamo sempre più alla repubblica di Totò, ridotti in queste condizioni dove tutte le idiozie sembrano diritti, ma a tutto c’è un limite: forse una sonora pernacchia ci salverà. Tra gli usi parlamentari più odiosi è la gratuita attribuzione a senatori e deputati nazionali e regionali, dell’appellativo di “onorevole”. Gli investiti di

questo status di honorabilis tendono ad interpretarlo come l’attribuzione di una dignità superiore a quella dei cittadini. Tale vezzo, riscontrabile praticamente solo in Italia, contribuisce ad accrescere quel distacco e quell’immagine di casta che si riassume nel ben noto fenomeno dello scollamento tra classe politica e paese reale. Gli altri disOnorevoli dovrebbero ricordarsi che in democrazia il parlamentare è chiamato a gestire una delega per conto e su commissione dei cittadini, i quali dispongono della facoltà di non confermarlo in tale mandato. Quindi onorevoli de’ che? O parafrasando la celebre pernacchia di Sordi, nel film di Fellini “I Vitelloni”, Onorevoli prrrrrrrrrrr!!! Il termine “onorevole” riferito a un eletto non è mai stato istituito e proviene da una consolidata prassi, iniziata nel 1848 alla Camera subalpina quando i nobili e l’alta borghesia del tempo ritenevano che per la loro presenza alla camera gli si dovesse riconoscere anche onestà e onore. Nel ventennio l’appellativo godette di scarsa simpatia (un foglio d’ordini del marzo 1939 a firma del Segretario del Partito Nazionale Fascista arrivò a decretare: “l’appellativo di onorevole, insieme con il corrispettivo titolo di deputato, deve essere sostituito con la qualifica di consigliere nazionale, gerarchicamente superiore a quello di consigliere provinciale e di consigliere comunale”), ma nell’immediato dopoguerra il termine di onorevole tornò a essere utilizzato. Anzi, da onorevoli deputati e senatori si è passati a onorevoli consiglieri regionali e addirittura, in seguito, in qualche caso, a onorevoli consiglieri provinciali. Dare dell’onorevole ad un Deputato (onorevole deputato, detto solo, chissà perché, onorevole) o ad un Senatore (onorevole senatore detto solo, chissà perché, senatore) è corretto. Attenzione, è corretto, non bello o auspicabile, il che è altra cosa. Corretto perché per prassi si fa da sempre e senza che una norma venga a stabilirlo, semplicemente è difficile smettere. Dare dell’onorevole ad un Consigliere regionale è “corretto” allo stesso titolo: hanno cominciato a farlo in Sicilia nel 1948 e di seguito ci si sono abituati un po’ tutti (c’è chi ha autorevolmente sostenuto che i soli consiglieri di regioni a statuto speciale potrebbero appellarsi tali, ma ci sembra una questione d lana caprina). Sui Consigli provinciali qualche dubbio lo abbiamo almeno che si possa in via di prassi, poi certo che se i Consiglieri provinciali si autoproclamano onorevoli per decreto…be allora!!! La sua soppressione sarebbe una svolta nei costumi. Sono curioso di sapere se a qualche parlamentare è venuto in mente di chiederne l’abolizione. Sarebbe un gesto di umiltà verso i cittadini, stanchi di politici (di destra e di sinistra) spesso lontani dall’ afferrare i problemi quotidiani della gente. Potrebbe essere un’iniziativa, una volta tanto, trasversale. Questa sarebbe la vera rivoluzione per avvicinare di più la classe diri-

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Nella Repubblica di Totò solo una pernacchia ci salverà?

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gente ai cittadini, la politica alla realtà vissuta dal basso. In un clima di strisciante diffidenza per quella che è la rappresentazione della politica, colpire un’attribuzione spagnoleggiante e altamente retorica appare quasi velleitario. Il titolo di onorevole (“Persona degna di onore, di rispetto e di stima”, secondo il dizionario) è un formalismo d’altri tempi, come lo era “sua eccellenza” il ministro o il prefetto e certamente non lascia nessun rimpianto in caso di abolizione per legge. Stabilisce una gerarchia sociale in un Paese che ha fatto dei cav., dei grand.uff., dei comm., una categoria speciale, per gareggiare con quella dei dott. e distinguersi dagli anonimi signor. Ai deputati il cittadino chiede lealtà, correttezza, coerenza e mani pulite, la serietà di non usare a fini personali la carica che ricopre e la capacità di rinunciare a qualche aumento di stipendio quando non serve. Gli eletti si giudicano dall’impegno, chi sfoggia la qualifica ha ben poco da dire. È chiedere troppo sostituire “onorevole” con cittadino delegato? Dove “cittadino” servirà a ricordare di essere sempre e comunque al servizio dei cittadini al pari degli altri, e non “sopra” o “superiori” agli altri, e “delegato“ servirà loro a ricordare sempre che hanno ricevuto una delega dagli altri cittadini per fare delle cose nell’interesse dei cittadini, o meglio nell’interesse di tutti e non nell’interesse proprio. Mi chiedo perchè un titolo debba necessariamente essere esibito e preteso per sottolineare un ruolo che non ha nulla di prestigioso, se non fosse per l’alta retribuzione a cui si ha diritto. Come la signora ha dimostrato, il titolo di studio o la carica che riveste, non “FA” necessariamente la persona....è l’intelligenza che poi si dimostra di avere, oltre ad una giusta quanto minima dose di umiltà a fare la differenza! E questo in ogni essere umano. Questo, ahimè, è il popolo che abita il nostro Belpaese. Quanti onorevoli ci sono in Italia e quanti in Provincia di Pavia? E’ questa la domanda che un giorno un nostro lettore ci ha fatto riferendosi al fatto che deputati trombati, non rieletti o semplicemente non ricandidati, continuano, anche nella nostra provincia, a far precedere il loro cognome dall’aggettivo “onorevole”. L’aggettivo “onorevole” per i deputati, fu bandito, come abbiamo detto prima, nel periodo fascista, ma con la nascita della così detta repubblica venne fatto passare in modo subliminale, complice la stampa ed i media, come un vero e proprio titolo che alcuni, non più deputati, ovvero cessato il servizio istituzionale, continuano ad utilizzare vita natural durante e continuano a far precedere il loro cognome da on. (onorevole), sia in comunicazioni private che in quelle istituzionali. Anche da morti, alcuni si vogliono distinguere come “onorevoli” e fanno incidere tale aggettivo sulla lapide, dimostrando al mondo di non aver imparato nulla da Antonio De Curtis, in arte Totò, che tanto bene scrisse sul caso nel suo libro “A’ livella”. Ma se già è disdicevole l’uso dell’aggettivo “onorevole” durante il servizio, ancora peggio è l’abuso che se ne fa, quando il deputato o il senatore sono fuori dal parlamento. In questo caso non è sbagliato ipotizzare che chi si fa ancora chiamare o si definisce esso stesso “onorevole”, commetta il reato di usurpazione di titoli … semmai questo aggettivo può considerarsi titolo. Ma tant’è... siamo in Italia e la Provincia di Pavia ne fa parte.


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ATTUALITA’

DAL 7 OTTOBRE: SI INIZIA CON LA RACCOLTA DELL’UMIDO

Parte la raccolta differenziata a Voghera Rifondazione critica le scelte della giunta di Alessandro

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Dal 7 di ottobre, da lunedì quindi, partirà la raccolta differenziata a Voghera. La raccolta, annuciata nei mesi scorsi durante una conferenza stampa, è dunque al palo di partenza. Ma non tutti sono convinti che questo servizio funzionerà: fra i più scettici c’è il Circolo ‘Gabetta’ di Rifondazione Comunista di Voghera. Ma andiamo con ordine. Una data da segnare sul calendario: il 7 Ottobre 2013 partirà ufficialmente la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. Si inizierà con la raccolta della frazione umida (ovvero essenzialmente i resti della cucina e della tavola, che sono soggetti a rapida degradazione naturale). Il calendario della raccolta sarà il seguente: Lunedì, Mercoledì e Sabato, dalle ore 6,00 alle ore 12,00. I cittadini, i commercianti ed i titolari di esercizi pubblici potranno posizionare i contenitori all’esterno della propria abitazione, negozio o sede a partire dalle ore 21 del giorno antecedente la data di raccolta. In questi giorni gli addetti di Asm Voghera Spa provvederanno anche a distribuire dei volantini illustrativi sulle modalità ed i tempi della raccolta porta a porta della frazione umida, in attesa della data di inizio, prevista come già detto, per lunedì 7 Otto-

bre. Ma dalla Segreteria del Partito di Rifondazione Comunista arriva una nota di perplessità in cui si legge: “Apprendiamo dalla stampa locale che il Sindaco di Voghera annuncia la possibilità che la raccolta differenziata porta a porta in centro potrebbe partire solo con l’umido. Questa mezza ritirata del Comune è inaccettabile, dopo una campagna informativa fatta

male, con poche iniziative pubbliche, senza una capillare spiegazione di come va fatta la differenziata. Si parla di costi elevati, ma osserviamo come i 45 mila euro per la società sportiva Oltrepo Voghera si siano trovati, senza neppure un passaggio in consiglio comunale. Quali sono le priorità del Comune? Perché è più importante finanziare una società sportiva, che tra l’altro c’entra ben poco con la città, che non far partire il porta a porta almeno in centro, mentre si tagliano servizi importanti ai cittadini, si aumentano rette scolastiche e dei centri anziani? Quest’amministrazione, partita in pompa magna con la promessa che avrebbe risolto le criticità della città, basti pensare alla questione della sicurezza - si vedono gli eccellenti risultati raggiunti - non ha risolto nemmeno uno dei problemi della città, che nel frattempo si sono aggravati. Inoltre il Comune ha pure deciso di eliminare il contributo per la stagione teatrale. Va bene che fate ridere, ma almeno fateci scegliere da noi lo spettacolo”. Anche il consigliere comunale Antonio Marfi, del Movimento 5 Stelle di Voghera, ha delle perplessità: “Un fallimento della raccolta porta a porta dell’ umido, caso facile da prevedersi in funzione della mancata eliminazione dei cassonetti, porterà inevitabilmente ad uno spreco di denaro pubblico senza alcun risultato positivo esponendo questa amministrazione a possibili indagini da parte della Corte dei Conti”.


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WILLIAM DENLEY FACEVA PARTE DEGLI OPERATORI RADIO INGLESI

di Alessandro

Disperati

Dal Galles alla Valle Staffora per ripercorrere le tracce del padre che fu paracadutato nel 1945 a Casanova Staffora. E’ la storia di una famiglia inglese che ha voluto trascorrere un periodo di vacanza a Salice Terme, presso l’Hotel Milano, e che tutti i giorni si è recata tra i contrafforti dell’Appennino per andare alla scoperta dei luoghi che videro protagonista il loro amato padre. Perchè avete deciso di venire in Italia per ripercorre la tracce di vostro padre? “Siamo venuti in Italia e più in particolare in Oltrepò - racconta Peter Denley, figlio di William - nell’intento proprio di ripercorrere la strada compiuta da mio padre sul finire della Seconda guerra mondiale. Mio papà - prosegue Peter Denley - faceva parte degli operatori radio dell’Esercito Inglese ed era stato paracadutato in Valle Staffora. Mio padre è sempre stato restio nel raccontare la sua esperienza di guerra, in famiglia. Anzi a dire il vero quando qualcuno gli chiedeva qualcosa non rispondeva o cambiava addirittura discorso. Aveva però raccontato la sua esperienza ad un amico a cui ho fatto riferimento per reperire notizie e capire dove era stato. Mio padre è mancato nel 1988 e adesso vogliamo scoprire il suo passato tra queste colline. Per questo motivo mi sono recato all’ufficio militare inglese che conserva tutti gli archivi delle missioni compiute durante la guerra per capire il tragitto che aveva compiuto mio padre tra questi monti”. Da chi è accompagnato in questo viaggio? “Da mia moglie Dilys e da mia figlia, Anne Marie”. Che luoghi avete visitato in questi giorni? “Siamo stati a Casanova Staffora, Zavattarello, Brallo di Pregola, Voghera e Casteggio. E’ qui che mio padre è rimasto per alcune settimane. Era stato anche a Fontanarossa ma sin lì non ci siamo spinti”. Ci racconti quello che è riuscito a scoprire dagli archivi storici militari inglesi su suo padre... “Nel marzo del 1945 gli inglesi fecero diversi viaggi sull’Appennino al confine tra la Lombardia e la Liguria. L’obiettivo era quello di rifornire i militari di viveri e armi. Pochi giorni prima che mio padre venisse paracadutato a Casanova Staffora un aereo inglese precipitò a Zavattarello: morirono due soldati”. Infatti la sera del 22 febbraio 1945 un volo skytrains decollato dall’aeroporto di Rosignano per lanciare armi, soldi e vestiti ai partigiani della terza Divisione Garibaldi ‘Aliotta’ della zona dell’Oltrepò pavese precipitò a Zavattarello. A bordo vi erano 7 aviatori: 5 erano americani e 2 inglesi. Quando arrivò suo padre in Oltrepo? “Era il mese di marzo del 1945 quando venne paracadutato a Casanova Staffora. Da Casanova si trasferì poi a Fontanarossa. L’11 marzo era al Brallo di Pregola e vi restò fino al 18 quando raggiunse Zavattarello. Li vi restò fino al 26 aprile. Il 28 raggiunse Montebello della Battaglia e partì per Voghera il 5 maggio. Quindi, probabilmente con il treno, ritornò in patria”. Che ruolo svolgeva suo padre? “Era telegrafo ed era in sostanza il braccio destro del comandante della missione: si muovevano sempre insieme”. Ma perchè siete venuti fino in Oltrepò per ripercorrere le impronte di vostro padre? “La scintilla che mi ha fatto scoccare la voglia di ri-

percorrere i suoi passi è scattata circa tre anni fa. Proprio perchè mio padre è sempre stato restio a raccontarci della sua esperienza di guerra e per questo io, insieme alla mia famiglia, volevamo capire in che luoghi era stato e se per caso qualcuno si ricorda di lui”. Soddisfatti della vostra missione? “Siamo molto contenti di essere stati in Oltrepo, una zona molto bella. Ora speriamo di trovare qualcuno che possa ricordarsi di mio papà, di Peter Denley, il telegrafo”. Qual è l’obiettivo di questo vostro viaggio? “Il nostro augurio è che qualcuno dell’alta valle Staffora possa aver conosciuto o parlato insieme a mio padre e possa raccontarci un pò di storia. Per questo motivo abbiamo messo a disposizione due immagini

L’INTERVISTA

Dal Galles all’Oltrepò sui passi del padre che fu paracadutato a Casanova Staffora

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che ritraggono mio padre in divisa. Spero che qualcuno possa riconoscerlo e raccontarci di lui. Oggi mio padre William Denley avrebbe 91 anni quindi chi ha più o meno questa età potrebbe benissimo ricordarselo. Se così fosse potrebbe informare il giornale e poi noi saremo ben lieti di contattarlo”. Infine una curiosità: nella piccola frazione di Perducco, per un mese circa, un soldato inglese con la radio coordinava i lanci degli aerei... Che sia stato proprio William Denley? Nelle foto che pubblichiamo, cerchiato di rosso, è William Denley: entrambe queste fotografie sono state scattate durante la sua formazione in 1943-1944. La fotografia con altri 3 soldati nella Jeep mostra i suoi compagni operatori radio wireless che indossano le cuffie wireless.


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PARLA IL SINDACO DI RIVANAZZANO TERME, ROMANO FERRARI

di

Sonia Di Liberto

Come tutti sanno, è da poco entrata in vigore la Tares, sostituita della vecchia Tarsu, tassa sullo smaltimento rifiuti. Purtroppo questo nuovo tipo di tassa ha fatto sì che molte famiglie abbiano subìto un ulteriore ed importante aumento dei costi, creando inevitabilmente disagio soprattutto laddove già le difficoltà economiche sono maggiori. Il sindaco di Rivanazzano Terme Romano Ferrari ci ha voluto chiarire quali siano stati gli interventi effettuati dal comune e spiegare il perché di tali aumenti. Ferrari ci dica perché, e in che modo, la Tares ha costretto le amministrazioni comunali ad aumentare le tariffe, per i rifiuti. “La legge, che ha istituito la Tares, ha obbligato i comuni di tutta Italia a garantire, con l’incasso legato alla tassa stessa, la copertura completa dei soldi spesi per il servizio reso alla cittadinanza. Il Comune di Rivanazzano Terme sostiene un costo del servizio rifiuti pari ad euro 720.000,00 per il 2013, risultante dal piano finanziario. Questi dati sono desunti dalle informazioni e della documentazione prodotta da A.S.M. Voghera S.p.A., gestore del servizio di raccolta trasporto e smaltimento rifiuti solidi urbani, dei servizi di igiene ambientale, ed in base ai dati forniti dai competenti Servizi comunali”. Questo significa che con la precedente Tarsu il Comune non incassava quindi la stessa spesa sostenuta? “Fino allo scorso anno con la tassa rifiuti, pagata dai cittadini, la Tarsu, il Comune incassava circa 600.000,00 euro. Le entrate coprivano quindi solo una parte delle spese sostenute. Per integrare e coprire tutti i costi si utilizzavano altre entrate del bilancio comunale. Ma, come già detto, con la nuova legge non è più possibile effettuare tale operazione”. E’ cambiata anche la modalità in cui viene calcolata tale tassa? “Si, infatti. La stessa legge ha costretto a ripartire la tariffa sulla base di una quota fissa ed una variabile, applicando i coefficenti stabiliti da un Decreto Presidente della Repubblica. La quota fissa e soprattutto la quota variabile previste da questo DPR sono diverse a seconda delle varie categorie. Quali sono quelle maggiormente colpite? “Tra le categorie più penalizzate rientrano ad esempio le famiglie numerose nel campo delle utenze do-

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Tares: “Abbiamo utilizzato i coefficenti minimi per non gravare sui cittadini”

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alcune categorie come ad es. uffici e banche per le quali sono stati scelti i coefficienti massimi. Inoltre a livello regolamentare sono state previste le seguenti riduzioni per particolari condizioni d’uso ed particolare: 15% per unico occupante; 15% per uso stagionale utenze domestiche o attività; 10% per parte abitativa di immobili rurali condotti da imprenditori agricoli. Sono inoltre previste altre forme di riduzioni/agevolazioni per minor produzione di rifiuti e smaltimento in proprio di rifiuti e per compostaggio domestico, sulla base del rispetto del principio che “chi inquina paga”.

NUOVO DIRIGENTE

Inaugurato il nuovo anno scolastico

Romano Ferrari

mestiche e per le utenze non domestiche ristoranti, pizzerie, bar e negozi di ortofrutta”. Avete pensato come Comune di aiutare queste categorie in qualche modo? “Assolutamente! E’ stato importante per l’amministrazione trovare un valido sistema per non gravare ulterioremente verso queste categorie, ed infatti abbiamo previsto un contenimento dei costi a carico degli utenti, utilizzando lo spazio di manovra consentitoci dalla legge. Infatti, con deliberazione C.C. n. 17 in data 24.06.2013. il Comune di Rivanazzano Terme ha approvato le Tariffe TARES per l’anno 2013, utilizzando per agevolare le utenze domestiche i coefficienti minimi, mentre per i bar, ristoranti, pizzeria e ortofrutta, sono stati determinati i coefficienti medi per ragioni di riequilibrio. Per le altre utenze non domestiche è stato determinato il valore pari all’85% tra i coefficienti minimi e massimi, ad eccezione di

L’Istituto Comprensivo di Rivanazzano Terme apre il nuovo anno scolastico con un cambio nella dirigenza: all’ex Dirigente dott.ssa Graziella Zelaschi, succede nell’incarico la dott.ssa Silvana Bassi, già Dirigente Scolastica presso la secondaria di primo grado “Pascoli” di Voghera. Giovedì 12 settembre, data di avvio delle lezioni, la Dirigente ha ricevuto presso la sede di Rivanazzano Terme alcuni rappresentanti del Comune: il sindaco Romano Ferrari e gli assessori Marco Poggi, Francesco Di Giovanni e Marco Largaiolli hanno voluto portare agli alunni e al personale docente il saluto dell’Amministrazione Comunale, accompagnato da un augurio di buon inizio, sottolineando ulteriormente come sia intenzione di tutti proseguire il proficuo rapporto di collaborazione tra scuola ed enti locali costruito in questi anni.


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RIVANAZZANO T.

INTERVISTA A LAURA DISPERATI E A LAURA BARBIERI

Villa: “Si chiude con un grande successo la stagione rivanazzanese” di

Sonia Di Liberto

Anche quest’anno la Pro Loco di Rivanazzano Terme ha contribuito ad una ricca stagione di eventi che, come sempre, distinguono questa località. Maurizio Villa, presidente della Pro Loco fa un bilancio della stagione e ci preannuncia cosa verrà organizzato per i prossimi mesi. Dunque Villa, un’ottima stagione anche per voi? “Indubbiamente possiamo dirci molto soddisfatti, sia di quanto organizzato e gestito da noi, sia a livello di collaborazioni con le altre associazioni del paese. Questa è stata per noi un’annata particolarmente sentita. Temevamo che la crisi potesse colpire le manifestazioni e invece è stato forse uno degli anni con più gente al seguito, anche e soprattutto non del posto. Questo ci ha gratificato molto per l’impegno e le energie che tutti noi impieghiamo, nell’interesse soprattutto del nostro territorio”. Quali sono le manifestazioni che secondo lei hanno raccolto più successo? “La nostra festa patronale, sicuramente, ha avuto una grandissima affluenza. Merito dell’ottima orche-

stra e dei sempre tanto attesi, seppur discussi, fuochi artificiali, che, più degli altri anni, stavolta hanno letteralmente bloccato la circolazione stradale per via dell’accalcarsi di folla con gli occhi al cielo lungo il ponte sullo Staffora. Non da meno il nostro mercatino dell’antiquariato “Le Temps Retrouvé”, che ha visto molti appassionati riempire le nostre strade al martedì sera per tutta l’estate. E non dimentichiamo il nostro amato torneo di “Calcetto sotto le stelle”, che per il quinto anno si è svolto nel parco con il suo solito e affascinante campanilismo che lo contraddistingue. Insomma, penso di poter dire che è stata una sorprendente estate e che siamo davvero molto soddisfatti”. E per l’autunno cosa avete in programma? “Il primo appuntamento della stagione autunnale sarà proprio la “Festa d’Autunno”, organizzata come sempre da “Occasioni di Festa” in collaborazione con la nostra Pro Loco, che per la prima volta sostituisce la nostra storica “Festa di San Martino”. Infatti quest’anno si è deciso di anticipare questo evento al 27 ottobre. Questo per diverse ragioni: innanzitutto per il fatto che le ultime due edizioni sono state necessariamente rimandate a causa del mal tempo e questo, come potrete immaginare, crea un forte disagio organizzativo; in secondo luogo per

INTERVISTA A LAURA DISPERATI

Successo per i 40 anni del Circolo Fotografico di

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Sonia Di Liberto

A Rivanazzano Terme si è tenuta dal 14 al 22 Settembre la tanto attesa “Settimana della Fotografia”, un evento che ogni anno accoglie le opere fotografiche di importanti nomi che appartengono a questa categoria artistica e del gruppo CFR Circolo Fotoamatori Rivanazzanese, che si occupa dell’organizzazione di questa manifestazione. Laura Disperati, presidente del Cfr, ci accoglie orgogliosa e fiera dei risultati raggiunti dall’evento e dal gruppo stesso. Quindi Disperati, può dirsi soddisfatta di questa manifestazione nel suo territorio? “Sicuramente si. E’ stato un evento bellissimo, siamo molto soddisfatti di aver suscitato così grande interesse di pubblico, il teatro di Rivanazzano Terme che ha accolto l’inaugurazione della Settimana della Fotografia, era strapieno e i protagonisti hanno provocato moltissime emozioni”. Vuole darci qualche informazione riguardo proprio gli artisti che hano esposto? “Certamente!! Abbiamo avuto il piacere di ospitare Lanfranco Colombo e Giuliana Traverso, due figure importantissime per la divulgazione dell’arte fotografica, note a livello mondiale. Molto apprezzate sono state anche la straordinaria mostra di materiale fotografico storico a cura di Arnaldo Calanca e le due esposizioni personali di Giuseppe Montagna, tra i soci fondatori del cfr e collezionista di foto d’epoca di Rivanazzano Terme. Un ottimo consenso lo ha avuto anche la nostra collettiva dei soci del circolo e Clara Tuccio, la giovane emergente”. La cosa più intrigante di questo evento è il fatto

che coinvolga diverse location dislocate nel centro di Rivanazzano Terme. Questo è uno dei vostri segni distintivi rispetto a tante altre manifestazioni, vi è una particolare ragione? “Uno dei nostri obiettivi è quello di far conoscere gli artisti, che, con le loro mostre, contribuiscono ad esaltare l’espressione culturale della fotografia e a valorizzare spazi culturali e non del nostro territorio. Le location sono svariate e, tutte in un modo o nell’altro, rappresentano un legame con la cultura della nostra terra. Il teatro comunale di Rivanazzano Terme, la biblioteca civica Paolo Migliora, le Terme di Rivanazzano, la stazione di Salice, l’albergo ristorante Selvatico e la Galleria Antica Rus”. Il vostro gruppo è quindi coeso e strettamente legato non solo all’arte che rappresenta, ma anche al territorio stesso, quindi uniti per passione artistica e non solo? “Per noi del Circolo Fotoamatori Rivanazzanese, prima che una professione o un hobby, l’arte della fotografia è una filosofia di vita. Una visione del mondo, che è tutt’uno con l’occhio della fotocamera, e proprio questo è lo spirito che dal 1973 anima il nostro gruppo affiliato f.i.a.f., un circolo che riunisce persone di varia estrazione, diverse per età, formazione, esperienza, eppure accomunate dall’amore per la fotografia, che va oltre gli steccati di una competenza professionale o dilettantesca. Tanto tempo è passato da “allori d’oro”, il primo concorso nazionale di fotografia organizzato dal circolo, e dalla prima “settimana della fotografia” che lo aveva affiancato. Dagli anni ‘70 ad oggi il mondo della fotografia è cambiato, ma non è cambiata la filosofia

non accavallare la nostra festa con quella altrettanto importante e storica di Godiasco. Ovviamente sarà sempre incentrata sui temi tipici che caratterizzavano la festa di San Martino, e quindi prodotti del territorio e piccolo mercatino d’antiquariato…insomma come da tradizione”. Successivamente? “Come da tradizione, seguiranno poi nella seconda domenica di dicembre il Mercatino di Natale, e chiuderemo come sempre con la “Cena di Natale” che si terrà al ristorante “Selvatico” per gli ospiti delle case di riposo il 23 Dicembre. E’ il nostro solito modo di essere vicino a chi soffre”. Sappiamo che quest’anno si chiude il suo triennio da presidente della Pro Loco. Ci può fare un resoconto? “Ebbene si…Che dire, sono volati! Devo ammettere che sono stati tre anni davvero molto impegnativi sotto diversi punti di vista, forse anche e soprattutto per la mia attività principale. Ma sono molto soddisfatto e contento dei risultati che abbiamo ottenuto e della grande collaborazione, che si è creata e via via è cresciuta, con le altre associazioni del posto. Un ringraziamento particolare vorrei rivolgerlo all’amministrazione, che ci ha sempre dato grande collaborazione in ogni situazione”.

fondativa del circolo, che si mantiene fedele al suo intento statutario: promuovere e diffondere una cultura dell’immagine fotografica nella sua dimensione civile, storica e sociale, e al tempo stesso estetica. Il tutto con un’alta finalità etica, nutrita del senso di continuità con il passato”. Sappiamo che sono stati consegnati dei particolari ed importanti riconoscimenti durante questo evento, vero? “Si, è vero! Infatti un momento magico è stato quello della consegna dei premi: il Circolo Fotoamatori Rivanazzanese, in occasione del 40° anniversario dalla sua fondazione, ha voluto assegnare a Lanfranco Colombo il premio “allori d’oro” quale riconoscimento per l’innovativa, infaticabile, generosa e brillante attività svolta, in oltre settanta anni, a favore della fotografia e della sua divulgazione. Inoltre, le “Terme di Rivanazzano”, uno degli sponsor storici della settimana della fotografia rivanazzanese, insieme al Circolo Fotoamatori Rivanazzanese, sono stati orgogliosi di assegnare alla maestra Giuliana Traverso il “premio alla carriera” per l’attività svolta nell’esprimere, diffondere, consolidare e valorizzare l’arte della fotografia, che da quarantasei anni la vedono protagonista con la sua scuola “donna fotografa”. In più, il Circolo Fotoamatori Rivanazzanese, in occasione del 40° anniversario dalla sua fondazione ha voluto riconoscere i soci onorari Renzo Basora, socio fondatore e critico d’arte, per la comunicazione e divulgazione della fotografia nel nostro territorio, Luciano Trevisan, anch’egli socio fondatore e realizzatore della grafica e della comunicazione del circolo e Alfonso Passuello, altro socio fondatore per la realizzazione dei quaderni del centro di documentazione e ricerca fotografica nel 1977. Il Circolo intero, prima di conludere, ci tiene a ringraziare di cuore tutti gli sponsor che in un periodo di cosi profonda crisi economica ci sostengono, credono in noi e permettono la realizzazione di questa manifestazione “settimana della fotografia”, che ricordo essere fra l’altro riconosciuta dalla FIAF”.


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I SINDACI DI RIVANAZZANO TERME E RETORBIDO IN CAMPO

di

Sonia Di Liberto

Isabella Cebrelli e Romano Ferrari, sindaci rispettivamente dei Comuni di Retorbido e Rivanazzano Terme, lamentano il grave ritardo accumulato dalla Provincia per l’inizio e l’esecuzione dei lavori del tratto Greenway Voghera-Varzi, che collega Retorbido a Rivanazzano Terme – località Salice Terme. Sindaci Ferrari e Cebrelli, vorreste spiegarci, l’entità di questa importante opera? “Innanzitutto ricordiamo che il progetto dell’opera, è stato realizzato grazie ad un accordo tra gli Enti interessati (Provincia di Pavia, Comuni di Rivanazzano Terme e Retorbido, oltre alla Fondazione GAL Oltrepò) e ad un notevole impegno dei diversi funzionari comunali e provinciali coinvolti. Il progetto è stato completato ed approvato ad ottobre del 2011 ed ha ottenuto a fine luglio 2012 un finanziamento dalla Regione Lombardia di € 448.965,00 con ultimazione lavori prevista per il 06/11/2013, successivamente prorogata di un anno al 06/11/2014. La provincia, ente competente ad appaltare i lavori, per un’opera interamente finanziata e cantierabile, avendo ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni, alla fine del 2012 ha attivato la procedura di gara, ma ad oggi non risulta stipulato un contratto d’appalto, nè c’è un inizio lavori”. Per quanto riguarda i lavori di competenza al comune? “Il Comune di Rivanazzano Terme ha già eseguito ed è prossimo all’inaugurazione del tratto di Rivanazzano Terme - Viale Colombo e Rio Cà Garello, che, in mancanza del collegamento tra Retorbido e Salice Terme rimarrebbe incompleto con grave disagio per l’utenza che continuamente chiede notizie in merito. Inoltre vorrei sottolineare che, proprio grazie alla collaborazione della Provincia di Pavia, il Comune di Rivanazzano Terme ha attivato un servizio di bike sharing e vorrebbe al più presto dare la possibilità ai cittadini di fruire di un percorso ciclabile sicuro e completo”. Quali sono dunque le vostre maggiori preoccupazioni? “Siamo molto preoccupati per la situazione di stal-

RIVANAZZANO T.

Ferrari e Cebrelli: “La Provincia è in forte ritardo sul progetto Greenway”

Sul vecchio tracciato della Voghera Varzi arriva la pista ciclabile lo creatasi, che mette a serio rischio la realizzazione dell’opera con la conseguente perdita dello stesso finanziamento, tenuto conto che salvo imprevisti/ sospensioni o proroghe la durata dei lavori da progetto è di 150 giorni e ci stiamo avvicinando alla stagione meno favorevole per eseguire le opere”. Se tutto ciò si dovesse realmente verificare, cosa comporterebbe? “In primo luogo vorremmo evidenziare che questo intervento assume rilevanza strategica per il percorso ciclopedonale “Greenway Voghera-Varzi” in quanto, il tratto Voghera – Codevilla è in fase di completamento e quello Codevilla - Retorbido risulta da tempo realizzato. Inoltre la mancata determinazione delle economie su questo progetto appaltato impedisce la possibilità di riutilizzare i fondi risparmiati per finanziare altri progetti già presentati alla Fondazione Gal Oltrepò, con ulteriore danno per i Comuni esclusi e per i cittadini”. Quindi se trascorsi i termini non si potesse più usufruire del finanziamento?

“La perdita del finanziamento e la mancata realizzazione dell’opera, oltre ad avere conseguenze inimmaginabili sotto il profilo dell’immagine di tutti gli Enti coinvolti, anche per il mancato utilizzo di fondi pubblici nell’attuale situazione di carenza di risorse, rappresenterebbe una grave ferita per tutto il territorio dell’Oltrepò pavese, in cui i cittadini hanno più volte espresso l’esigenza di un percorso ciclopedonale sicuro, completo e di collegamento della zona, non potendosi accontentare di singoli tratti ciclabili tra di loro non funzionali”. La Provincia come si è interfacciata con i comuni a riguardo? “Tale situazione è stata più volte presentata alla Provincia di Pavia, senza ottenere risposte rassicuranti e certezza sui tempi. Al suo Presidente ed all’Assessore competente chiediamo un impegno specifico, precise garanzie ed assicurazioni in ordine al completamento dell’iter per l’affidamento dei lavori e la loro realizzazione, nel rispetto delle tempistiche previste dal finanziamento regionale”.


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RIVANAZZANO T.

UN NUOVO APPUNTAMENTO DELL’ASSOCIAZIONE GUIDATA DA MARINA LEIDI

Occasioni di Festa rilancia: il 27 ottobre ci sarà la Fiera d’autunno di

Sonia Di Liberto

Con l’arrivo dell’autunno si chiude la stagione di eventi e manifestazioni che caratterizzano da sempre l’estate di Rivanazzano Terme, durante il periodo estivo. Anche quest’anno l’associazione “Occasioni di Festa” ha dato il suo importante contributo ad allietare il paese con numerose iniziative, e le instancabili donne membri del gruppo sono già all’ opera per il periodo invernale. Abbiamo incontrato quindi Marina Leidi, presidente dell’associazione, per un resoconto sulla stagione appena conclusa e per conoscere i nuovi eventi in programma. Leidi dunque è stato fin’ora un anno proficuo per la vostra associazione? “Il bilancio delle manifestazioni organizzate nel corso dell’anno è sicuramente positivo. Abbiamo iniziato la stagione con la camminata lungo la vecchia ferrovia Voghera Varzi, nell’ambito della Giornata delle Ferrovie Dimenticate, superando la soglia dei duecento partecipanti. Un ottimo risultato frutto anche della collaborazione venuta dal Comune di Voghera, in particolare dagli assessori Carbone e Percivalle. Riguardo alla Fiera d’Aprile 2013, a mio giudizio si è trattato di una delle migliori edizioni, valorizzata dalle sinergie che si sono create tra Occasioni di Festa ed altre associazioni, Pro Loco, Coldiretti, Consulta Agricola Comunale. Del resto è bello trovarsi, proporre delle idee e poi mettere in campo ciascuno le proprie forze per realizzare un progetto utile per l’intera comunità”. Questo è sempre stato il vostro spirito, soprattutto ricordiamo l’impegno per la classica e sempre attesa “Infiorata”. “Si assolutamente. Anche la Festa della SS. Trinità, con l’Infiorata, ci ha pienamente soddisfatte. Quest’anno ci siamo superate nella realizzazione dei quadri floreali mai così numerosi e così grandi nonostante la primavera sia stata avara di belle giornate e, pertanto, sia stato difficile reperire i fiori necessari. In futuro ci piacerebbe organizzare, nell’ambito di questa festa dedicata alla pittura ed all’arte in generale, una gara estemporanea di pittura, cosa tecnicamente non facile da realizzare, ma che speriamo di riuscire a realizzare”. Occasioni di Festa ha sempre un attenzione particolare per tutto ciò che è cultura e arte, e anche quest’anno avete trovato modo di dimostrarlo, giusto? “Si è vero. Il nostro impegno coinvolge tutto ciò che è arte e che si fonde con la cultura, e mira a convergere tutto ciò con il nostro territorio. Infatti anche il tradizionale concerto della notte di San Lorenzo, nella splendida cornice del giardino della Villa San Pietro di Nazzano, ha avuto il solito successo, grazie alla collaborazione con Borghi e Valli che è una garanzia riguardo alla elevata qualità dei gruppi musicali proposti. La buona musica abbinata alla degustazione di buoni cibi è una ricetta vincente per noi. Inoltre il 28 e 29 settembre si sono tenute le Giornate Europee del Patrimonio ed Occasioni di Festa, per il terzo anno consecutivo, ha cercato di dare il proprio contributo per la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico di Rivanazzano Terme

e di Nazzano. Molto interessante è stata la conferenza tenuta dal prof. Roberto Maestri sul personaggio di Facino Cane, temibile capitano di ventura vissuto tra il 1300 e il 1400 che ebbe modo, purtroppo, di operare anche nei nostri territori. Il prof. Luciano Maffi ha, poi, presentato il suo ultimo libro intitolato “Natura docens” excursus storico sulla viticoltura e la vinificazione in Italia ed in Oltrepo Pavese. Le due giornate hanno inoltre proposto una cena “a tema” nella quale con la consueta maestria Piera Selvatico ha messo in tavola il menù del pranzo offerto dai cittadini rivanazzanesi in onore del medico condotto Arturo Chiesa, del 1900; quindi le suggestioni della musica celtica del gruppo L’Ontano nel giardino della Villa San Pietro, le splendide figure femminili della scultrice Francesca Scupelli e del fotografo Giuseppe Montagna. Durante la mattina c’è stato anche un convegno con il porfessor Teresio Nardi sul cibo”. Avete aggiunto e regalato a Rivanazzano un’altra chicca di cultura con una particolare pubblicazione. Ci vorrebbe spiegare di che si tratta? “In effetti un altro passo importante per la nostra associazione che ha patrocinato e finanziato l’opera è stata la presentazione del volumetto “Rivanazzano Terme. Porta della Valle Staffora, crocevia di culture” nel quale l’autore, il giornalista Emilio Francioso, illustra il primo itinerario alla scoperta di Rivanazzano Terme e delle sue bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche. Sarà, nelle intenzioni della Associazione, la prima di una serie di pubblicazioni volte a far conoscere la nostra cittadina e i suoi dintorni”. Quale il vostro prossimo impegno? “Il prossimo appuntamento è fissato per il 27 ottobre con la Festa d’Autunno. In programma la mostra mercato dei prodotti agricoli locali ed altre iniziative volte al ricordo ed alla valorizzazione delle origini contadine del nostro borgo. Vi sarà spazio per musica e balli di origine celtica con il gruppo L’Ontano che cercherà di coinvolgere anche i bambini e per la classica polenta in piazza. Si chiederà, inoltre, la collaborazione di altre associazioni e degli esercenti per rendere più ricca la manifestazione e perché siamo convinte che solo l’impegno coordinato di tutti permette di ottenere buoni risultati con positive ricadute sulla economia locale e sulla visibilità del nostro territorio”.

NUOVI PROGETTI

Teatro e scuola di musica: tutto ok

Altre importanti novità riguardano il Teatro Comunale e la scuola di Musica di Rivanazzano Terme. Il sindaco, Romano Ferrari, illustra gli importanti progetti che sono stati conclusi in queste ore. Partiamo dal Teatro Comunale. “Nei giorni scorsi è stata affidata la gestione del Teatro Comunale di Rivanazzano Terme per la Stagione 2013/14. Il gestore sarà la “Proscenio allestimenti s.r.l.” di Pavia. Soddisfatto il Sindaco Ferrari: “Vogliamo, innanzitutto, ringraziare la gestione uscente per aver utilizzato e promosso il nostro Teatro con ottimi risultati. La nostra località, anche grazie a loro, ha potuto essere al centro di importanti importanti eventi culturali e di svago. Nello stesso tempo, a nome di tutta l’Amministrazione, mi congratulo con “Proscenio allestimenti s.r.l.” per essersi aggiudicata la gestione per la prossima stagione. Formulo loro i migliori auguri. E’ una società molto seria, con ottime credenziali, che crede nel nostro Teatro e nel nostro paese. Questo ci gratifica molto”. Dal teatro alla scuola di musica. Per la stagione 2013/14 a Rivanazzano Terme si insedia una scuola di musica. L’amministrazione comunale ha concesso l’utilizzo dei locali siti al Parco Brugnatelli (primo piano della palazzina adibita al piano terra a distretto sanitario) all’associazione “Gruppo di attività musicale Antonio Cagnoni”. “Siamo onorati di poter ospitare nel nostro comune - sottolinea il primo cittadino di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari - una così importante associazione, che da anni avvicina giovani e meno giovani della Valle Staffora, all’arte della musica. Sicuramente l’apertura di questa scuola sarà un valore aggiunto per il nostro paese”.


il Periodico

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Meisina: “Tra pochi mesi sapremo se la giunta Corbi ha lavorato bene...” di Alessandro

Disperati

Sul numero di settembre de “Il Periodico”, il Sindaco Corbi e l’Assessore Masanta replicano alle “accuse” del Capogruppo di Minoranza Roberto Serra. Al Consigliere Luca Meisina, componente del gruppo di minoranza “Progredire Insieme” chiediamo cosa ne pensa. “Gli interventi del Sindaco e dell’assessore Masanta non mi sono sembrati particolarmente incisivi, direi deboli anche nei contenuti. Faccio subito un esempio: sull’Agrinido il Sindaco dice “decollerà presto”, è quindi evidente che non è mai decollato, pertanto ha pienamente ragione Serra sul voler “vederci chiaro”. Per quanto riguarda il riferimento fatto sulla scelta degli elettori che nel 2009 hanno bocciato il “passato”, inteso come amministratori precedenti e che rappresentavano il “Medioevo”, tra pochi mesi saranno gli stessi elettori a dire se il programma dell’Amministrazione Corbi è stato realizzato e gradito. Sulla compattezza della squadra che attualmente forma il gruppo di maggioranza avrei qualche dubbio: le voci che indicano il suo Vice Sindaco Riva ed alcuni consiglieri a lui vicini come promotori di una lista avversa (al Sindaco) non parlano in favore di una squadra affiatata, staremo a vedere”. Nella replica il Sindaco accenna anche alle poche risorse a disposizione. “Anche in questo caso credo abbia pienamente ragione il collega Serra, quando, riconoscendo la scarsità di risorse a disposizione degli enti locali, sottolinea la necessità, per un’amministrazione diligente, di compiere scelte prioritarie, ciò che l’amministrazione Corbi non ha mai fatto, privilegiando iniziative effimere, non incisive, che non hanno portato nulla di concreto sotto l’aspetto economico, civile e di vero progresso. Una cosa “concreta” però l’ha fatta: ha venduto quel “patrimonio comunale” che altri avevano realizzato per fare cosa? Per “coprire” quali spese? Forse per restituire i soldi dell’Agrinido al Gal di Varzi? Sulla “pesante” rata dei mutui contratti da “altre amministrazioni” è giusto specificare che sono stati fatti per realizzare opere che ancor oggi servono sicuramente alla popolazione come scuole, servizi, strade, parcheggi, illuminazione, depuratori, marciapiedi, cimiteri, acquedotti, verde, casa di riposo, biblioteche, impianti sportivi, ecc.” . Il Sindaco difende l’Assessore Masanta dalle critiche di Serra. “Direi una difesa d’ufficio. A questo proposito basterebbe avere la pazienza di scartabellare alcuni giornali di cui ne ricordo solo alcune sue citazioni: all’indomani del successo elettorale già prevedeva: “settembre salicesi e notti bianche godiaschesi”; memorabile quella di Robinson Crusoe naufragato a Godiasco comparsa sul bollettino del Comune all’inizio del 2010; e poi sui giornali locali: “Agrinido, tutto pronto”; “Agrinido Natura, già esauriti i 16 posti”; “Insegnanti bilingue all’Agrinido”; “la cultura come strumento di coesione sociale” in occasione del trasferimento al Diviani della biblioteca di Salice, “l’Archivio Malaspina è un punto di partenza per valorizzare il territorio”. Visti i risultati fin qui raggiunti, anche in termine di coesione sociale, forse un po’ di prudenza avrebbe sicuramente giovato. A proposito dell’archivio Malaspina, costato più di 80 mila euro, è giusto ricordare che è ancora da catalogare, il che vuol dire che c’è ancora da capire cosa

tare sottoscritto saranno utili alla comunità ed in particolare ai dipendenti dell’azienda”. Anche il suo è un giudizio severo sull’attuale amministrazione... “Il vero e definitivo giudizio lo esprimeranno gli elettori la prossima primavera e credo che un’idea se la siano già fatta. Personalmente ritengo che sarebbe stato meglio per i nostri amministratori aspettare che le idee ed i propositi espressi si trasformassero in fatti concreti”.

Luca Meisina

effettivamente contiene”. Il Sindaco si compiace per l’animazione domenicale in piazza della Fiera a Godiasco. “Fa bene a compiacersi, ma dovrebbe ringraziare la Coldiretti ed i suoi associati che ogni domenica utilizzano questo spazio per la vendita dei prodotti agricoli nell’ambito dell’iniziativa nazionale Campagna Amica. Sulla bellezza della piazza lascerei il giudizio ai godiaschesi”. E sulla rivitalizzazione del centro Diviani? “Se non fosse stato per l’impegno dei precedenti amministratori che diedero seguito all’unanime richiesta di ristrutturazione del fatiscente complesso Diviani, di proprietà di una IPAB a Salice Terme, oggi non sarebbe possibile all’Unitre, alla Biblioteca, operare in quel complesso. Senza dimenticare che con i 4 miliardi di vecchie lire ottenuti a fondo perduto dalla Regione Lombardia, più 1 miliardo di mutuo del Comune di Godiasco, si è anche realizzata la scuola materna comunale, quella si che è frequentata. Stranamente non si parla mai della tensostruttura per l’Auditorium estivo, voluta dall’amministrazione Corbi, costata 120mila euro, finanziata con un mutuo, al quale vanno aggiunti 10mila euro all’anno per montaggio e smontaggio che fino ad ora è servita ad ospitare, praticamente, solo l’evento Salicedoro che dura una ventina di giorni in tutto. Su questo argomento bisognerebbe fare una seria riflessione sull’utilizzo delle famose risorse finanziarie”. C’è anche un cenno sulla ristrutturazione dell’ex scuola media di Godiasco. “A dire il vero c’è un errore di omissione, il Sindaco ha “casualmente” dimenticato di citare tre interventi dell’Amministrazione precedente (Deantoni n.d.r.): il completo e fondamentale rifacimento del tetto in amianto di tutto l’edificio costruito negli anni 70, la nuova sede della polizia municipale, i nuovi locali per i seggi elettorali che in modo furbesco sono poi stati trasformati, con poca spesa, in ambulatori medici. Adesso è facile dare in uso alle varie associazioni i restanti locali a condizione che se li sistemino a loro spese. Di Agrinido non parliamo più di tanto. Condivido l’analisi fatta sul “Periodico” da tre lungimiranti cittadini godiaschesi che affermano che è lì “da vedere”, appunto da vedere, in attesa del decollo”. Sulle Terme? “Come l’Agrinido sono lì da vedere, così come fa fede il degrado del Parco di Salice. Attendiamo che il bilancio di previsione 2013, non ancora approvato, ci sappia dire se i frutti prodotti dall’accordo fallimen-

GODIASCO SALICE T.

IL CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE REPLICA AL SINDACO DI GODIASCO

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NUOVA ONLUS

“La finalità è la solidarietà sociale”

“Naso a naso” è il nome della nuova Associazione Onlus, nata per offrire sostegno, ascolto e solidarietà attraverso il servizio di volontari clown che portano gioia ed allegria in ospedali, case di riposo, comunità ed ovunque regni uno stato di sofferenza e disagio. “La nostra è un’organizzazione di volontariato atipica e senza scopi di lucro che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale – afferma la Presidentessa Graziella Monfasani. Per svolgere le proprie attività l’organizzazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, dirette e gratuite dei propri aderenti che regolarmente svolgono il loro servizio presso reparti degli ospedali, case di cura, centri per disabili e comunità per bambini. Non abbiamo bisogno di nulla, in quanto offriamo, oltre al nostro tempo libero, anche i vari spostamenti in auto, le nostre attrezzature ed attrazioni, come ad esempio i palloncini, per allietare i degenti. Chiediamo solo un semplice contributo per l’acquisto di materiali ai fini di realizzare dei laboratori presso le strutture ospitanti. Abbiamo notato come i pazienti coinvolti in varie attività di laboratorio abbiano seguito il tutto con grande impegno, creando la possibilità di realizzarne delle altre. Oltre a contributi in denaro sono molto ben accette anche delle donazioni di merci, che saranno poi utilizzate in occasione delle feste a tema appositamente organizzate. Ringraziamo fin da subito chi vorrà aiutarci nell’intento di migliorare i servizi. L’IBAN dell’Associazione “Naso a naso” è: IT52Q0335901600100000074587”. L’Associazione è stata presentata nei giorni scorsi presso la Chiesa di San Siro di Godiasco Salice Terme, davanti agli alunni delle scuole elementari e medie, che hanno partecipato alla Santa Messa e all’esibizione di un breve spettacolo divertente tenuto dai membri della Onlus sul sagrato della chiesa. Durante la funzione religiosa è stata anche riportata la preghiera del clown, composta dal celebre Antonio De Curtis, in arte Totò. Le strutture interessate saranno quelle di Voghera, Varzi e Pavia. Alla presentazione dell’Associazione erano presenti gli insegnanti delle scuole di Godiasco e il Sindaco Anna Corbi. (G.G.)


GODIASCO SALICE T.

il Periodico

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IL SINDACO CHIARISCE LA QUESTIONE LEGATA AL PAGAMENTO DELLA TARES

“La Tares sarà approvata col bilancio, il pagamento avverrà in due rate”

Gianluca Giaconia

La Tares, Tassa Rifiuti e Servizi, o anche detta RES, più propriamente Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, è un tributo in tema di gestione dei rifiuti introdotta dal Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 206, il cosiddetto “decreto salva Italia” e convertita con Legge 22 dicembre 2011 n. 214, in sostituzione della Tariffa di igiene ambientale (TIA) e della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu). Il nuovo tributo è in vigore dal 1º gennaio 2013 e consiste in un’imposta basata sulla superficie dell’immobile di riferimento, il numero dei residenti, l’uso, la produzione media dei rifiuti ed altri parametri ed ha come obiettivo la copertura economica per intero del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del Comune. Chiediamo quindi al Sindaco Anna Corbi come il Comune di Godiasco Salice Terme andrà ad affrontare il pagamento di tale tassa. Sindaco, da dove vogliamo partire? “Vorrei sottolineare in partenza che gran parte dei comuni non hanno ancora approvato il bilancio perché non è arrivata ancora l’ufficialità dei trasferimenti, tanto che l’Imu sulla prima casa al momento è bloccata, ma non definitivamente cancellata. Quello che in genere viene fatto a giugno quest’anno è slittato a settembre e poi ulteriormente prorogato a novembre, mese in cui quindi verrà approvato il bilancio di previsione, cosa che comunque noi cercheremo di fare prima. In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione andremo ad approvare anche la Tares, come la maggior parte dei comuni di tutta Italia”. Procedendo quindi verso la fine dell’anno con il pagamento della Tares, a cosa si va incontro?

“Essendo la Tares una tassa che va pagata entro il 31 dicembre, avremmo dovuto pagarla in un’unica rata. Abbiamo deciso, per non gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini, di dividere il pagamento della tassa in due rate, chiedendo sulla tariffa della Tarsu dell’anno scorso il 70%. Quando verrà approvata la Tares si conguaglierà, in modo che vengono così stabilite due rate uguali. Il consigliere di minoranza Roberto Serra probabilmente questo non l’ha capito e ha chiesto il motivo del pagamento in due rate. Risposta semplice: abbiamo diviso tutto in due rate per non farne una sola. I comuni in cui non è stata imposta la divisione in due rate, si troveranno a pagare tutto in una volta sola”. In quali mesi quindi andrete a pagare le rate? “A dire il vero potevamo dividere il pagamento in tre rate, abbiamo pero’ spostato la seconda sulla terza, concedendo un ulteriore vantaggio ai cittadini. Potevamo infatti pagare una rata a metà ottobre, come andremo a fare adesso, una a novembre e una a dicembre. La rata di novembre è stata spostata a dicembre, mese in cui quindi verrà effettuato il saldo dopo l’anticipo avvenuto ad ottobre”. Quali saranno le nuove tariffe? “Stiamo facendo tutte le possibili valutazioni per evitare aumenti eccessivi, cercando di mantenere il più possibile il valore vicino a quello della vecchia Tarsu. L’unico aumento su questa tassa è quello che ha imposto lo Stato, ossia di 0,30 euro al metro quadro, quindi la quota per nostro conto può rimanere inalterata. Stiamo evitando l’aumento di questa tassa mediante delle simulazioni, la maggiorazione di 0,30 euro va pagata e girata direttamente allo Stato. Nella lettera che arriverà ai contribuenti ci sarà una distinzione tra i singoli valori che compongono la Tares, ossia una quota variabile, una quota fissa e la maggiorazione. Cercheremo di mantenere quelli che erano i costi dell’anno scorso con un calcolo, una tariffazione ed una verifica diversa, salvo appunto la maggiorazione di 0,30 euro”. Si può fare un confronto tra Tares e Tarsu? “Le due tasse sono diverse perché la Tares va a comprendere una parte variabile, ossia la spesa dovuta alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e anche una parte fissa, ossia le spese generali dell’ente, per cui si raggiunge un tetto e la tassa deve coprire tutte queste spese. Più è alto il tetto della spesa, più la tassa viene ad essere elevata. Non possiamo permettere

che questo meccanismo vada a colpire le tasche dei contribuenti, per cui stiamo facendo delle simulazioni per far in modo che le somme pagate siano uguali a quelle della vecchia Tarsu”. Chi sono gli indiziati che verranno colpiti maggiormente da questa tassa? “Il pagamento della Tares prevede tutta una serie di “categorie”, che non sono trattate allo stesso modo, alcuni pagano di meno e altri di più; si deve infatti pagare in base ai rifiuti che vengono prodotti. Questa tassa colpisce da una parte la metratura della “casa”, o comunque luogo di lavoro, e dall’altra chi ci sta dentro. Ci sono dei coefficienti di rivalutazione e svalutazione in base al nucleo familiare; anche su questo verranno effettuate delle simulazioni perché è vero che le famiglie numerose producono più rifiuti, ma si tratta comunque di persone che stanno bene economicamente e vivono a pieno sul nostro territorio, rispetto magari ad altre che non contribuiscono alla vita del paese”. Quindi come andrete ad agire? “Di questo ovviamente lo Stato ne ha tenuto conto, come anche abbiamo fatto noi, infatti ci sono delle detrazioni, già presenti anche nel pagamento dell’Imu: a parità di reddito una famiglia più numerosa è svantaggiata rispetto a quella meno numerosa. Vogliamo cercare di dare un forte segnale in questa direzione, non dimenticando che tutto ciò è ancora in costruzione perché non conosciamo i trasferimenti e non vogliamo applicare la legge così come ci è stata presentata, a discapito dei cittadini. Le simulazioni andranno a contenere i costi in quest’ottica”. Conclusioni finali? “Ricordo ancora che la legge impone che la raccolta della Tares andrà a coprire il 100% dei costi fissi e variabili i quali vanno dalla pulizia delle strade, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, al pagamento degli operatori destinati a questo tipo di servizio, dipendenti o esterni dal Comune. Noi abbiamo cercato di abbassare i costi, andando quindi a coprire un tetto più piccolo. Se non avessimo dovuto pagare i mutui degli anni precedenti, avremmo anche non potuto far pagare la Tares ai nostri cittadini. Il costo annuo della Tares si aggira tra i 620.000 e i 650.000 euro, mentre il valore delle rate dei mutui ereditate da quest’amministrazione è sui 700.000 euro. I debiti verso le banche sono quindi superiori rispetto al costo della Tares di un anno”.


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“Occorre un dialogo con la maggioranza, il parco di Salice va salvaguardato” di

Gialuca Giaconia

A seguito della delicatissima questione riferita alle Terme di Salice, nello scorso mese di maggio il consigliere di minoranza Alberto Sorrentino si era dimesso da tale incarico. Nel successivo Consiglio comunale era stato nominato il successore, Maurizio Mula, che si trova alle prese con la sua prima esperienza politica; in passato è stato infatti un dirigente d’azienda. Conosciamo quindi meglio il nuovo consigliere, che ci ha fornito i propri punti di vista in merito ai rapporti tra maggioranza e minoranza e alcuni aspetti su cui si soffermerà il proprio lavoro, tra cui spicca la manutenzione del parco. Mula, cosa ci può raccontare in merito a tale avvicendamento? “Sapevo benissimo che Sorrentino era molto deluso dall’andamento della questione riferita alla struttura termale, dopo aver messo anima e corpo per evitare la totale privatizzazione, cosa che effettivamente è accaduta, provocando le sue dimissioni”. Com’è stato il primo impatto con la macchina amministrativa? “Ci sono tanti problemi da risolvere, questioni anche complesse. Non conosco ancora a fondo questa macchina, in quanto sono subentrato da poco a Sorrentino. L’anno scorso per esempio il bilancio di previsione era stato approvato a luglio: mi chiedo i motivi del ritardo riguardante il bilancio di previsione 2013. Infatti, anche con il problema della determinazione della Tares, si poteva procedere con gli assestamenti. Il bilancio di previsione infatti è lo strumento di programmazione politica, economica e finanziaria del Comune. Se lo si volesse utilizzare efficacemente, bisognerebbe addirittura approvarlo entro la fine dell’anno precedente. E’ inoltre uno strumento di democrazia perché informa i cittadini su argomenti che riguardano molti aspetti della loro vita. Vengono infatti determinate le aliquote e le tariffe dei servizi che il Comune intende erogare, vengono stabiliti quanti soldi servono a far funzionare la macchina comunale, quali servizi sociali intende erogare, quali risorse vuole destinare per finanziare la pubblica sicurezza, lo sport, la cultura, le opere di viabilità per l’ambiente ecc. Viene ovviamente stabilito anche come reperi-

Maurizio Mula

re i mezzi finanziari per realizzare il programma. La legge comunale, per me assurda, comunque consente di approvare il bilancio di previsione per l’esercizio 2013 entro il 30 novembre”. Com’è il rapporto con l’ex consigliere Sorrentino? “Sorrentino ha un’esperienza politica pluridecennale e faccio certamente molto affidamento su questa sua esperienza perché conosce bene le varie questioni che riguardano il nostro Comune. Il giudizio finale ovviamente è una mia responsabilità. Il gruppo “Uniti per Godiasco” è stato fondato e diretto da lui per molti anni, è quindi giusto sentire un suo parere su problemi da me non trattati in prima persona. Il passato comunque mi interessa fino ad un certo punto perché c’è un presente da gestire e un futuro da impostare”. Qual è la sua posizione in merito alla vicenda delle Terme, motivo per il quale il suo predecessore ha deciso di dimettersi? “Nella fase finale della vicenda penso che l’Amministrazione comunale abbia lavorato al meglio possibile, tenendo conto della situazione disperata in cui versava la società. A mio avviso ora dovrebbe gestire meglio i rapporti con la nuova proprietà con riferimento in particolare alla manutenzione del parco, il biglietto da visita di Salice Terme, manutenzione che lascia abbastanza a desiderare. So bene che la socie-

NUOVO LIBRO DI NADIA MOGNI

“Una serie di storielle con il sesso trattato a 360 gradi” E’ online da pochi giorni il nuovo libro della scrittrice Nadia Mogni, alias Evaporata, nome del suo alter ego che dice tutto ciò che le passa per la testa. Il titolo è “Storie senza mutande”, che raccoglie una serie di storielle aventi come tematica il sesso trattato a 360 gradi. Abbiamo incontrato nei giorni scorsi la scrittrice per alcune curiosità legate al nuovo libro, che sarà in vendita alla libreria Ticinum di Voghera e verrà presentato nel mese di ottobre assieme al relatore Claudio Marchese, anche lui scrittore. Quali sono i temi principali? “Si parla di sesso tra uomo e donna, di come questo

GODIASCO SALICE T.

ABBIAMO INCONTRATO IL CONSIGLIERE DI MINORANZA, MAURIZIO MULA

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viene visto dai bambini e di autoerotismo, pratica iniziata da me all’età di 5 anni e portata avanti fino ad ora, cose che a mio avviso nessuno dice, soprattutto le donne. “Storie senza mutande” è una raccolta di storie grottesche, simpatiche, infatti da tempo ho cominciato a scrivere una serie di incontri improbabili, in cui due personaggi del mondo del cinema o della letteratura hanno storie di sesso. Ho trattato anche il tema dello stupro di una donna ai danni dell’uomo, che così ha a che fare con questo fatto a lui familiare. Il linguaggio è esplicito, il tema è forte, so benissimo che può toccare la sensibilità

tà è alle prese con molteplici e complessi problemi da risolvere, ma la manutenzione del parco rientra nel rispetto degli accordi tra il Comune e il socio privato, siglati con la cessione del pacchetto azionario da parte dell’ente. Ormai siamo giunti alla fine dell’estate, ma bisognerebbe ugualmente tenere pulito il parco, a cui tengo parecchio. Ci sono vetri rotti, che possono recare danni ai bambini che vi giocano, erbacce e soprattutto una sensazione di abbandono: la manutenzione è urgente, questo è un aspetto su cui insisterò in continuazione. Rispetto all’anno scorso ci sono stati dei miglioramenti, ma c’è ancora parecchio da fare, anche per rilanciarlo. Il ritorno del concorso ippico può essere un’idea tra le tante”. Come vorrebbe impostare il suo lavoro? “Occorrerebbe un maggior dialogo tra maggioranza e minoranza, aspetto auspicabile perché si tratta pur sempre di un piccolo Comune che ha bisogno dell’apporto di tutti. Ognuno deve mettere a disposizione le proprie competenze specifiche, se poi questo dialogo non ci sarà, pazienza. Il dialogo avrebbe potuto per esempio rivelarsi utile sulla questione Tares perché ci sarebbe stato un confronto importante prima di andare in aula. Personalmente non ho problemi di carattere elettorale, in quanto non penso di presentarmi alle prossime elezioni”. di qualcuno, infatti ci sono le avvertenze e mi prendo tutte le responsabilità di tutto ciò che c’è scritto”. Il titolo direi quindi che è azzeccato… “I titoli da me utilizzati sono sempre spontanei, non faccio fatica a scriverli. Ci sono più racconti, non un unico romanzo, è l’ideale per chi non ha voglia di leggere e quindi si può abbandonare e poi riprendere in qualsiasi momento, un po’ come tutti i romanzi che ho scritto. Si tratta del primo libro contenente solo racconti erotici, tema sfiorato già in diverse precedenti occasioni”. E’ soddisfatta del suo lavoro? “Si, so che è difficile la comprensione, infatti ogni racconto ha un proprio sfondo di carattere psicologico e sociale e non è per niente fine a sé stesso, ci sono diverse chiavi di lettura. Mi è stato fatto notare che riesco a mettermi nei panni di uomo e pensare come lui, credo che in tutti noi ci sia una parte maschile e una femminile. C’è chi riesce a scovarla e a farla parlare, e chi no”. (G.G.)


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L’ASSESSORE AZZARETTI E’ MOLTO SODDISFATTA PER IRIA CASTLE FESTIVAL

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Gialuca Giaconia

Non sta deludendo per niente le attese ‘Iria Castle Festival’, l’iniziativa messa in piedi dall’Assessore alla cultura del Comune di Voghera, Marina Azzaretti, che ha proposto la riapertura del castello visconteo dal 14 settembre al 20 ottobre con una serie di eventi e manifestazioni. Abbiamo incontrato negli scorsi giorni l’Assessore, visibilmente soddisfatta, per un punto della situazione su questa iniziativa. Non è mancato uno sguardo al futuro, in cui bisognerà sempre collaborare per costruire qualcosa di importante per la città. Quali sono le motivazioni che l’hanno portata ad organizzare quest’iniziativa di spessore? “Iria Castle Festival è la conseguenza di Porte Aperte al Castello. Infatti il castello visconteo è stato aperto da noi quattro anni fa’ con una manifestazione durata alcuni giorni che ha avuto un ottimo consenso da parte dei cittadini vogheresi. Ciò mi ha provocato grande soddisfazione perché ho avuto la possibilità di riconsegnare questo patrimonio, che è appunto il Castello Visconteo, alla città di Voghera. Sono seguite iniziative simili negli anni successivi, con la 2° e 3° edizione di Porte Aperte al Castello; a quel punto ho ritenuto che Voghera avesse bisogno di qualcosa in più, in grado di costituire un trampolino di lancio con delle potenziali ricadute anche sull’economia. Ho quindi pensato ad un festival a 360 gradi volto ad accontentare ogni esigenza culturale dei miei concittadini”. Da qui è nato quindi Iria Castle Festival… “Si tratta di un’iniziativa partita il 14 settembre, che ha avuto un riscontro veramente eccezionale, infatti tutte le sere ogni evento in programma ha conseguito una grande presenza da parte del pubblico. Per me si è trattata di una soddisfazione di riflesso perché, assieme all’ufficio cultura e a tutti gli uffici comunali, abbiamo collaborato e lavorato solo ed esclusivamente nell’interesse della città”. C’è stata fin ad ora una serata che l’ha colpita maggiormente rispetto alle altre? “Direi di no perché tutte le serate in programma sono state realizzate in modo ottimale dagli artisti e da coloro che si sono esibiti in palco, tante le emozioni trasmesse. Il pubblico è sempre stato soddisfatto, e teniamo conto che si trattava di iniziative assai diverse tra di loro, si è passati da mostre a esibizioni di cantautori a concerti lirico sinfonici alla sfilata realizzata assieme ad Acol. Serate quindi indirizzate ad un pubblico totalmente diverso, anche se erano presenti molti afecionados che ci hanno seguito tutte le sere. Abbiamo cercato di dare spazio a tutti i settori, ci sono state dunque anche giornate importanti come quelle trascorse col coro Timallo o con l’Istituto Gallini per Aromathica, alla Festa del Fungo con il Gruppo Micologico alla giornata delle Pari Opportunità, quindi eventi diversi, tutti eccezionali, e Voghera ha dimostrato di gradire, ma soprattutto di partecipare con entusiasmo”. L’iniziativa ben riuscita costituisce una forza ulteriore per proseguire ad organizzare eventi importanti: quali sono stati i segnali? “L’ottimo gradimento e le dimostrazioni di affetto, di vicinanza e di sostegno che ho ricevuto da tanti concittadini che hanno partecipato a questi eventi. L’unico ostacolo può essere stato quello economico, ma questa manifestazione è stata fatta con un grande

Marina Azzaretti

sforzo da parte nostra, di tutti gli artisti a cui è stato chiesto di collaborare, ricordo a titolo pressochè gratuito. Il costo è stato volto a realizzare un’ambientazione ottimale volta soprattutto a rendere fruibile un monumento tanto amato dalla città, come è il nostro castello. Le spese sono state destinate alla tensostruttura, ai costi per i servizi, all’allestimento, il service, gli artisti e tutti quelli che hanno collaborato sono stati eccezionali. Mi auspico di proseguire lungo questa strada e trovare ancora tanta collaborazione da parte di tutti coloro che vorranno partecipare non con idee, ma con fatti, come si sta facendo”. Ha per caso trovato qualche spunto per migliorare la manifestazione nella prossima edizione? “Prima dovremo stilare un bilancio, si parla di quasi 10.000 persone che hanno visitato il castello fino ad oggi. Tutto è migliorabile. Abbiamo presentato anche due prime edizioni con la serata dedicata ai cortome-

VOGHERA

“Quasi 10.000 presenze al castello, è stata accontentata ogni esigenza”

traggi della 1° edizione di Film Festival, la 1° edizione di Aromathica, quindi voglio che tutto sia un divenire per migliorare. L’anno prossimo dovremo lavorare di più e salire di un gradino, sempre che ci siano le disponibilità economiche”. Il castello sarà teatro di altre iniziative in futuro? “Assolutamente si. Riaprire il castello, che è di proprietà del demanio, significa avere tutte le licenze da parte di sovraintendenza ed enti preposti inoltre bisogna ovviamente pulirlo e renderlo fruibile, oltre a tutto un insieme di attività e azioni impegnative, soprattutto materialmente perché l’ufficio di cultura è costituito solo da me, dai dirigenti e da due funzionari che si occupano di pratiche amministrative, come tale è il loro ruolo e che stanno operando con me, oltre a quelle che dovrebbero essere le mansioni ma con grande entusiasmo ed ottimo lavoro coadiuvati da tanti altri uffici comunali in particolare un ringraziamento va al settore lavori pubblici coordinato da Giampiero Rocca. Spero quindi di riaprire ancora il castello, come quest’anno, durante il periodo primaverile e autunnale con eventi in grado di riscontrare maggiormente il gradimento da parte dei cittadini vogheresi. Voglio che Voghera viva, per questo grido Viva Voghera!”. Si sente di dire qualcosa in conclusione? “Quello che serve oggi non è la polemica, la critica, il campanilismo, ma bensì lo spirito di squadra, di una città che vuole effettivamente rivalorizzarsi e ridarsi la dignità che merita. La città ha infatti tanto da dare a sé stessa e agli altri, bisogna quindi concentrare le forze tutte assieme se si vuole costruire qualcosa di concreto e positivo per la città come la nostra squadra sta cercando di fare su input e sostenuta dal nostro Sindaco Carlo Barbieri, primo promotore dell’iniziativa”.

IL 14ESIMO CONCORSO NAZIONALE

Voghera protagonista nell’iniziativa ‘La città per il verde’ Voghera è fra i Comuni dai 15 ai 50 mila abitanti che sono stati premiati nell’ambito della 14esima edizione del concorso nazionale “La Città per il verde”. Iniziativa organizzata dalla casa editrice “Il Verde Editoriale” di Milano. La premiazione del concorso si è svolta il 12 settembre scorso a Padova, al salone internazionale del florovivaismo e giardinaggio “Flomart”. A ritirare il premio per il Comune di Voghera, che è stato assegnato per i giardini di piazza Liberazione (piazza Castello) erano presenti l’assessore al verde pubblico Gianpiero Rocca, il dirigente Massimiliano Carrapa e il funzionario Alessandra Zermoglio. Fra i partner istituzionali dell’evento anche il Touring Club Italiano. Dal grande numero di candidature presentate dalle Amministrazioni comunali e provinciali di tutta Italia, quest’anno sono stati selezionati 240 progetti in linea con le finalità del Premio e finalizzati, nella forma di riqualificazioni o nuove realizzazioni, a valorizzare o incrementare il verde pubblico pre-

sente sul territorio di competenza. “Sono particolarmente orgoglioso di questo premio molto prestigioso che il Comune di Voghera si è aggiudicato per la prima volta – sottolinea l’assessore Gianpiero Rocca – Attraverso la realizzazione dei giardini e la successiva riapertura, seppur parziale, del castello Visconteo per lo svolgimento di eventi e manifestazione abbiamo rilanciato un’area importante del centro storico. Questo premio è la testimonianza concreta del nostro buon lavoro”.


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RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA COMUNE E UNIVERSITA’ DI PAVIA

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“Il Comune di Voghera andrà ad offrire un servizio di pre e post scuola” di

Gianluca Giaconia

Prosegue il rapporto di collaborazione tra il Comune di Voghera e l’Università di Pavia. La convenzione, in atto dal 2000, viene rinnovata anche per quest’anno con una serie di modifiche. Si andrà infatti a puntare sul pre e post scuola, fino all’anno scorso gestito dall’Auser, con gli studenti dell’Università di Pavia che saranno presenti presso le scuole dell’infanzia e le primarie, arrivando così a contatto col mondo lavorativo. Protagonisti di questo rinnovo sono stati la Dottoressa Marisa Arpesella, Presidente della facoltà di Scienze Motorie, Giuseppe Giovanetti, responsabile del Centro di medicina dello sport e delle iniziative per quanto riguarda la sede di Voghera e Marina Azzaretti, Assessore alla cultura e ai rapporti con l’Università, che si sono riuniti in una conferenza stampa presso il Palazzo Gallini. “Ci sono in tutto 230 posti disponibili tra Pavia e Voghera, con il limite inerente alle domande che è stato alzato a 40/100 per entrare nella facoltà – afferma la Dottoressa Arpesella – . A Voghera i risultati sono molto soddisfacenti, possiamo infatti contare su 168 studenti tra il corso di laurea triennale e magistrale. Il Comune vuole offrire un servizio di pre e post scuola, che fa da supporto alla formazione dei ragazzi. Abbiamo la possibilità

Azzaretti, Arpesella e Giovanetti

di offrire un’opportunità agli alunni delle scuole, che saranno sorvegliati e coinvolti maggiormente, e una agli studenti universitari in possesso della laurea magistrale, i quali potranno entrare a contatto col mondo lavorativo e verranno retribuiti. Il supporto offerto dai nostri laureati andrà a mirare sulla psiche e sul fisico, grazie all’abbinamento tra divertimento e sport, che porterà ad un approccio multidisciplinare”. Un plauso significativo va dato al Comune di Voghera, che offre questa iniziativa interessante di sostegno ai ragazzi e alle famiglie a costi vantaggiosi, per cui interviene nel discorso l’Assessore Azzaretti. “Nonostante le difficoltà economiche, il Comune

ha deciso di investire su questa iniziativa di qualità, in quanto all’Università interessa valutare il lavoro all’interno del territorio. Si punterà su una collaborazione più incisiva, infatti l’Università sarà presente sul territorio, grazie a questa sinergia in atto col Comune. Le famiglie andranno ad effettuare un pagamento mensile in base al reddito Isee: da 12 a 22 euro per i residenti e 28 euro per i non residenti. Puntiamo moltissimo inoltre sul centro di medicina dello sport, struttura importante per accogliere gli studenti, per la quale preparazione teniamo moltissimo”. In conclusione riportiamo l’intervento del Dottor Giovanetti: “Teniamo molto al progetto e ai tanti ragazzi, per i quali speriamo in un aumento in termini di numeri, all’interno della nostra facoltà. Aggiungo che gli studenti non ancora laureati potranno utilizzare questo progetto come tirocinio formativo, che sarà abbinato al numero dei crediti. Al giorno d’oggi 52 ragazzi di Voghera hanno aderito e aspettiamo risposte da Pavia. Un altro progetto che parte quest’anno è riferito all’educazione alimentare, argomento importante e di forte connessione con l’attività fisica. Voghera è una piacevole realtà e vogliamo tenerla viva per offrire maggiori servizi agli studenti e agli atleti di alto livello, che hanno delle facilitazioni per quanto riguarda i crediti formativi. Nel nostro gruppo abbiamo cinque atleti della nazionale A di rugby, un atleta dell’atletica leggera e il quotato Mauro Nespoli nel tiro con l’arco”.


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INTERVISTA A SIMONA VIRGILIO, LA CONSIGLIERE COMUNALE PIU’ GIOVANE

Avvocato a tempo pieno e mamma dei piccoli Nicolò e Lorenzo. Ma anche impegnata nel campo del sociale, come promotrice e componente dell’Associazione Chiara (che si occupa della violenza contro le donne) e soprattutto capogruppo del Pdl in consiglio comunale a Voghera. A Simona Virgilio, consigliere comunale più giovane del Comune di Voghera, non manca proprio nulla. Forse un po’ di tempo libero, che a volte riesce comunque a ritagliarsi. Chi conosce i meccanismi della macchina comunale sa che il ruolo del capogruppo è molto delicato, come quello di un timoniere che deve tenere la nave sulla giusta rotta. Ed è significativo che l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Carlo Barbieri abbia affidato questo compito proprio al consigliere più giovane. Il ruolo di capogruppo del Pdl in consiglio comunale è un punto di partenza o di arrivo? “Partendo dal presupposto che cerco di fare al meglio ogni lavoro, direi che il ruolo di capogruppo in consiglio comunale è un punto di partenza, così come lo era il mio impegno nei quartieri quando da giovane ho iniziato ad occuparmi di politica. Chi occupa il mio ruolo deve sempre cercare di migliorare e di migliorarsi. Detto questo, direi che sono pienamente soddisfatta perché mi è stato affidato un impegno di grande responsabilità ma anche di grande prestigio. Cerco di svolgerlo al meglio, in collaborazione con il Sindaco, la Giunta ed i miei colleghi di partito. C’è un grande rapporto costruttivo fra tutti, anche con i tre consiglieri che sono recentemente passati a Forza Italia. Sosterranno sempre la nostra maggioranza, come gli altri alleati di Governo”. Come giudica finora l’operato della Giunta Barbieri e quindi anche il suo? Posso dire che finora abbiamo pienamente rispettato le tempistiche del programma elettorale presentato agli elettori nel 2010, anche a fronte di una crisi finanziaria che ha comportato diversi tagli dei trasferimenti statali e l’impossibilità, a causa dei vincoli del patto di stabilità, di avere garanzie sulla realizzazione di opere importanti. Siamo impegnati su diversi fronti: da quello della sicurezza a quello dei lavori pubblici, dalla cultura al mantenimento degli aiuti

sociali per tutti coloro che hanno bisogno e purtroppo sono sempre di più. Non abbiamo nemmeno dimenticato le cosiddette grandi opere, la cui realizzazione deve essere preceduta da un percorso burocratico e politico molto complesso: mi riferisco su tutti al teatro Sociale ed all’ex Caserma di Cavalleria. Stiamo poi riservando grande attenzione alla continua crescita di Asm Voghera che, nonostante il periodo di crisi, ha formalizzato un’importante acquisizione commerciale come quella di Asmt Tortona”. I rapporti con le altre forze di maggioranza sono soddisfacenti? “Direi che i rapporti con le altre forze di maggioranza sono ormai consolidati. La Lega Nord, ad esempio, governa la città insieme a noi dal 2000 e, in occasione delle ultime elezioni comunali, si sono uniti alla compagine di Governo anche l’Unione di Centro e altre forze civiche. Il nostro rapporto è molto costruttivo, nel senso che nelle riunioni di maggioranza

VOGHERA

“Abbiamo rispettato il programma elettorale nonostante la crisi”

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si discute dei problemi, ci si confronta ed ognuno porta le sue idee. L’importante, come è avvenuto finora, è che l’obiettivo comune che fa da collante fra tutte le forze della maggioranza è il bene della Città. Analizzare i problemi, trovare la soluzione, cercare le strade migliori per realizzare i progetti del programma elettorale, razionalizzare la spesa pubblica in questo momento di austerity. Su questi argomenti andiamo pienamente d’accordo”. Cosa si aspetta nel 2014? “Tenendo conto che la situazione politica nazionale non è ancora molto chiara, nel 2014 dovrebbe esserci un allentamento del patto di stabilità e quindi il Comune di Voghera, che dal punto di vista finanziario ha i conti a posto, potrebbe iniziare ad investire qualche cifra importante nella realizzazione di lavori pubblici. Per quando mi riguarda, mi piacerebbe continuare a svolgere il ruolo di capogruppo, nel Pdl o in Forza Italia. Vedremo cosa succederà e quali saranno le indicazioni del partito. L’unica cosa che non è cambiata da quando ho iniziato a fare politica è l’entusiasmo che mi caratterizza ogni giorno. E’ grazie a questo che ogni giorno mi impegno sempre di più a favore della collettività vogherese”. Politico, avvocato, mamma ma anche, e soprattutto donna. Cosa significa per lei? “Sono sempre di più le donne che si stanno impegnando in politica, nel mondo del lavoro e nel campo delle Associazioni. Per quanto mi riguarda, da quest’anno, sono molto orgogliosa di essere impegnata nell’associazione Chiara, che mi consente di aiutare molte donne e, sia a Voghera sia in Oltrepo, si pone come obiettivo principale quello di operare come un vero e proprio sportello antiviolenza. Questo è stato un progetto che ho sempre voluto realizzare e mi fa estremamente piacere di averlo potuto fare insieme a tante amiche e colleghe. Oltre ai doveri, le donne hanno anche il diritto di poter partecipare pariteticamente alla vita della propria città, proprio come sto facendo io”.

NUOVO APPUNTAMENTO A SPAZIO 53

Franco Canziani ospite a Voghera dal 5 al 26 ottobre Nuovo appuntamento allo SPAZIO 53 di Voghera, Franco Canziani sarà ospite della galleria fotografica dal 5 al 26 Ottobre. “Di sogno e di materia”: nasce una mostra fotografica sul Sacro Monte di Varese, diretta conseguenza dei due volumi di fotografie, “Notturno” e “La Forza della Materia”, realizzati negli ultimi anni da Franco Canziani. Il sogno di Gian Battista Aguggiari, che nei primi anni del 1600 immaginò (sognò) una via Sacra a difesa della fede verso la tempesta della riforma luterana, la materia solida e tangibile con la quale ha potuto realizzare il sogno. Il sogno nelle immagini notturne, costruite sulla presenza/assenza del gioco fra luci (poche) e ombre (tante). La solidità delle pietre delle costruzioni e ancora più delle terrecotte che riempiono di vita gli spazi interni delle cappelle. Il

sogno di un fotografo che vuole fuggire dai limiti stretti della professione per raggiungere spazi più rilassanti. La mostra si comporrà di circa 20 stampe in grande formato, montate su pannello rigido. Franco Canziani è fotografo professionista dalla metà degli anni ottanta. Nato a Varese, vive e lavora a Castiglione Olona occupandosi in prevalenza di fotografia industriale e pubblicitaria. Campo specifico di applicazione delle sue competenze viene a collocarsi prevalentemente nella comunicazione da azienda ad azienda con la realizzazione di monografie e l’esecuzione di brochure e cataloghi. Ha realizzato alcune mostre fotografiche personali, con le quali talvolta riesce a coniugare la professione con il piacere della realizzazione di una fotografia, ed ha partecipato a collettive organizzate nell’ambito

dell’organizzazione di categoria legata a CNA, nella quale ha assunto anche cariche direttive. Da alcuni anni insegna nella Scuola Secondaria, Istituto Tecnico, corso di grafica pubblicitaria. La Forza della Materia, è stato adottato come testo di consultazione dalla Biblioteca dell’Università Cattolica di Milano e dalla Biblioteca della Frick Collection di New York. La mostra, patrocinata dal Comune di Voghera - Assessorato alla Cultura e dall’UNICEF, sarà presentata dal critico Renzo Basora alla presenza dell’autore e di rappresentanti dell’amministrazione comunale.Inaugurazione mostra: sabato 5 ottobre ore 18,00. Esposizione: dal 5 al 26 ottobre - martedì/ sabato 9,30 -12,00/16,00 -19,00 (domenica e lunedì su appuntamento). Il tutto alla galleria SPAZIO 53 Piazza Duomo, 53 Voghera. Ingresso libero.


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PRIMA INIZIATIVA DEL MOVIMENTO NATO NEI MESI SCORSI A VOGHERA

di Alessandro

Disperati

500 firme per sostenere la realizzazione di un corpo di volontari in divisa. L’obiettivo? Presidiare Voghera 24 ore su 24. Il Movimento Civico L’Italia del Rispetto dà in questo modo il suo contributo alla diatriba sulla sicurezza in città nata nei giorni scorsi. Proprio mentre in Comune si inizia a discutere di guardie civiche per combattere la microcriminalità di cui da tempo sono preda diverse aree cittadine, il neonato movimento civico, guidato dal responsabile Fabio Aquilini e dal consigliere comunale Giancarlo Gabba, interviene sulla questione. A parlare è proprio Gabba, che nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha ufficializzato la sua adesione a “L’Italia del Rispetto”. “La sicurezza è la vera emergenza cittadina” spiega il consigliere. “Lo testimonia il fatto che in sole quattro mattinate, dalle nove a mezzogiorno, siamo riusciti a raccogliere con i nostri banchetti circa 500 firme di persone che sentono come pressante il bisogno di avere una città vivibile”. La scelta di posizionarsi non solo in piazza Duomo, ma anche in piazza San Bovo e piazza Meardi, non è stata casuale… “Sono le zone più delicate, penso in particolare a piazza San Bovo, preda di sbandati che da tempo ormai l’hanno messa sotto scacco e fatta terra di nessuno. Il problema è che le forze dell’ordine non hanno i mezzi sufficienti per presidiare il territorio 24 ore su 24 come andrebbe fatto”. Voi che cosa auspicate? “L’idea è quella di avere dei volontari in divisa che siano presenti sulle strade a stretto contatto con le forze dell’ordine che possano tenere sotto controllo il territorio per tutta la durata del giorno e della notte, visto che i delinquenti non vanno certo a dormire presto”. Recentemente alcuni esponenti della giunta comunale si sono rivelati possibilisti in merito alla possibilità di creare un corpo di guardie, per così dire, civiche. Lei cosa ne pensa?

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L’Italia del Rispetto raccoglie 500 firme per chiedere più sicurezza in città

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Il banchetto della raccolta delle firme

“Bisogna valutare se sono dichiarazioni di facciata stile campagna elettorale o no. Sicuramente il fatto che un movimento civico neonato come il nostro si sia dato tanto da fare ha attirato l’attenzione e spinto le istituzioni a muoversi in qualche modo. Prima in una serata al castello l’assessore Marina Azzaretti rassicura i cittadini affermando che si va costituendo una forza di guardie civiche, poi l’assessore Giuseppe Carbone addirittura si espone fino a dichiarare al quotidiano locale che si vogliono posizionare delle garitte per le sentinelle sulle piazze principali. E’ innegabile che anche la nostra raccolta firme abbia avuto un ruolo. Sarebbe troppo strana la coincidenza”. Le garitte sono costruzioni militari. Non le sembra un po’ esagerata come prospettiva? “Vorrà dire che, a logica, finalmente il Comune ammette che la città è ormai in stato di assedio. Però a questo punto un domanda la farei io all’Amministrazione: dove eravate mentre la situazione degenerava fino a quel punto? Le istituzioni dove abitavano? Il vero problema è che non so se chi ha fatto queste

dichiarazioni si rende conto che un corpo di volontari richiede una regia precisa che coinvolga tutte le forze dell’ordine. Mettere dei vigili, militari, dei carabinieri o dei cittadini col telefonino in delle garitte richiede uno sforzo economico e una coordinazione impeccabili, altrimenti si rivelerà uno spreco di denaro. Noi come Italia del Rispetto abbiamo il nostro progetto, ma vedremo prima quali saranno le possibilità di dialogo con le istituzioni”. Tornando alla sicurezza, durante i vostri banchetti avete incontrato molte persone. E’ davvero così sentito il problema? “Le persone vogliono sentirsi libere di girare e vivere la città senza alcun timore. E sono stanche di una politica che è lontana anni luce dalle esigenze più semplici e basilari dei cittadini. Ripeto. 500 firme raccolte in quattro mezze mattinate sono la dimostrazione che la cittadinanza cerca un contatto con qualsiasi esponente delle istituzioni. La sfida del nostro Movimento Civico è far sì che queste persone ottengano dalle istituzioni che dovrebbero rappresentarle il rispetto che meritano”.


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PRESENTATE LE OFFERTE DEL MUSEO DI SCIENZE NATURALI DI VOGHERA

“Per quest’anno il museo mette a disposizione ben dodici progetti” di

Gianluca Giaconia

Nei giorni scorsi presso il Palazzo Gallini di Voghera sono stati presentati i dodici progetti ideati dal Civico Museo di Scienze naturali “G.Orlandi” per l’anno scolastico 2013 – 2014 per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio pavese e alessandrino. I dodici progetti si riferiscono all’educazione ambientale, alla paleontologia, all’energia rinnovabile, tutti temi che toccano gli aspetti delle scienze naturali. Hanno partecipato alla conferenza l’Assessore alla cultura e alle attività museali Marina Azzaretti e la Dottoressa Simona Guioli, Direttore del Civico Museo di Scienze naturali, che ha illustrato i vari progetti. “Struttura di riferimento è il capanno di Guardamonte, comune in provincia di Gremiasco, nell’alessandrino, che offre quindi una grande opportunità per la conoscenza del territorio. Quest’anno sono stati avviati i contatti con quasi tutte le scuole superiori di Voghera, il Maragliano – Calvi, il Maserati – Baratta e il Galilei. Persiste quindi la soddisfazione di abbinare l’attività di ricerca del museo con quella puramente didattica”. In seguito si è passati ad analizzare lo svolgimen-

to dei vari progetti. “Si terrà una lezione in classe propedeutica, dopo di ché gli alunni saranno accolti da noi nel museo con visite ed esercitazioni in laboratorio e, in conclusione, l’escursione. Riteniamo molto importante il questionario di verifica per effettuare il punto della situazione: fondamentale per gli studenti e le loro attività e per noi, in quanto andremo a valutare il progetto. Il museo quindi mette in piedi questi progetti, che sono re-

alizzati grazie al contributo della Pietra Verde, i quali operatori sono convinti che per migliorare i servizi didattici offerti sia fondamentale una stretta collaborazione con gli insegnanti. Quindi coloro che vorranno offrire il loro aiuto possono inviare suggerimenti, proposte ed osservazioni per migliorare l’attività didattica all’indirizzo: didatticamuseo@comune.voghera.pv.it. L’esperienza maturata nel corso degli anni dagli operatori de “La Pietra Verde” permette di realizzare lezioni, laboratori, escursioni o interi pacchetti didattici su misura. Si possono concordare percorsi volti ad integrare ed ampliare i programmi didattici svolti durante l’anno scolastico. Inoltre si offre la possibilità di compiere escursioni in prossimità della scuola in modo da minimizzare i costi legati al trasporto, senza rinunciare all’esperienza all’aria aperta, momento fondamentale per l’apprendimento e la reale conoscenza del territorio”. Infine la Dottoressa Guioli ha sottolineato la stretta collaborazione esistente con i comuni limitrofi: “Ci tengo in conclusione a ricordare che i progetti vengono svolti in collaborazione con i Comuni di Casei Gerola, Lungavilla, Stradella, Val di Nizza e Valverde, che ci mettono a disposizione i loro parchi naturali, la Centrale Termoelettrica di Voghera Energia S.p.A, l’Azienda Agricola Luca Bonizzoni e la provincia di Alessandria”.


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OSPITE DEL GALLINI IL FONDATORE E PRESIDENTE DI SLOW FOOD

di

Stefania Bertonazzi

“Pare ci siano voluti ben 3 anni”, come afferma Riccardo Sedini, presidente di Giallomania, per arrivare ad un evento così, ma ecco che il 27 settembre l’Istituto Tecnico Agrario Gallini di Voghera ha avuto l’onore ed il privilegio di ospitare Carlo Petrini, Fondatore e Presidente di Slow Food International, di Slow Food Italia, di Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Iniziativa nata in collaborazione con la libreria Ubik di Voghera, presenziata da Loretta Masini, personalmente intervenuta ad introdurre gli ospiti in sala, per presentare una delle ultime fatiche di Carlo Petrini , “Zuppa di latte”, libro edito da Slow Food nella collana Piccola biblioteca di cucina letteraria. A seguire un ricco buffet ed aperitivo offerto dalla Comunità del Cibo dell’Oltrepò Pavese e dal Consorzio di Tutela del Salame di Varzi. Protagonista anche il Cruasé con il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Ad un evento così memorabile in Oltrepò non poteva di certo mancare l’ormai da tutti conosciuto Teresio Nardi, che oltre ad aver dedicato 35 anni di onorata carriera all’Istituto Tecnico Gallini, prima come insegnante e poi come Preside, è da anni, il Fiduciario Slow Food Oltrepò Pavese, un fondamentale punto di riferimento, quindi, quando si parla di buon cibo e di sane abitudini di vita. Numerose le presenze di importanti istituzioni locali tra cui il sindaco di Voghera Carlo Barbieri, il quale, dopo aver ringraziato i presenti, gli organizzatori e i partecipanti passa la parola ai veri protagonisti della serata. Emozionato e quasi commosso, Teresio Nardi, ripercorre brevemente le lunghe ed importanti tappe dell’Associazione Slow Food, il cui famoso “slogan” “buono, pulito e giusto”, ha radici nel 1989 e che ormai vanta quasi 30 anni di storia con 150.000 iscritti, di cui oltre 100.000 in Italia. “Fondata da Carlo Petrini - spiega il Professor Nardi - e pensata come risposta al dilagare del fast food e alla frenesia della vita moderna. Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo. Ci racconta quindi di un Petrini non solo scrittore, ma di una persona umile, semplice il cui amore per “le cose sane e buone” lo hanno portato qui, oggi, ad essere il portavoce di un pensiero e di un modo di vivere a cui tutti , soprattutto i giovani, dovrebbero avvicinarsi per il bene del sistema, della terra e della salute”. “Solo tornando a mangiare bene, in modo “pulito e giusto”, ai prodotti della terra, alle abitudini dei nostri nonni - continua Nardi - possiamo pensare ad un mondo sano sia in termini di territorio che di salute. Occorre tornare a lavorare la terra, i campi, a ripopolare le nostre colline ed è necessario che chi è al potere aiuti gli agricoltori, i contadini, le aziende agricole permettendo loro di continuare la loro attività. Un contadino che rimane nelle nostre campagne, conclude Nardi, ci può solo portare buon cibo, buon vino e con il suo lavoro ci mantiene in perfetto stato paesaggi, campi e boschi dando al turismo ed alle valli l’immagine che si meritano”. Al termine delle parole introduttive del Professor Nardi il microfono passa al tanto atteso protagonista della serata, Carlo Petrini, il quale esordisce con fare scherzoso, umile, a conferma della sua personalità semplice che ci aveva annunciato Nardi. Attacca fortemente il sistema di vita attuale, la società moderna, esclamando una “povertà sobria”, più sana di ‘un’opulenza volgare “e noi - afferma - siamo in

quest’ultima fase. Stiamo vivendo, senza che se ne accorgiamo, la più grande rivoluzione sociale mai vista, con la distruzione dell’intero sistema e della scomparsa di una società millenaria”, parole forti e crude, quelle di Carlo Petrini, ma indubbiamente vere e realiste. “Negli ultimi 60 anni - continua - la percentuale di agricoltori ed artigiani è drasticamente scesa a numeri minimali ed il contadino ha un’età media di oltre 60 anni; un “disastro” annunciato da Pierpaolo Pasolini, il quale disse “il giorno in cui non ci saranno più contadini ed artigiani, non ci sarà più storia”. Alla base di tutto questo c’è il sistema alimentare attuale, definendolo come “sistema criminale”. Sulla base dei suoi studi, dei suoi viaggi, della sua esperienza e della sua cultura, sono 5 i punti cardini che hanno portato a queste affermazioni. Al primo posto la perdita di fertilità del suolo: “In ogni angolo del Pianeta - spiega - si sta perdendo la fertilità della terra ed i 140 anni di prodotti chimici hanno reso i terreni “come suole da scarpe” e, con il conseguente implemento demografico che porterà la Terra ad avere 9 miliardi di popolazione, si arriverà per la prima volta nella storia dell’umanità a vivere una situazione tale in cui “il numero dei viventi sarà superiore al numero di chi ci ha vissuto in 2 mila anni di storia”. Facile capire, quindi, che c’è qualcosa di grave che non va”. Al secondo posto, il problema idrico: “Entro pochi anni la terra vivrà la mancanza di uno dei componenti vitali: l’acqua. L’uso snodato attuale, le sconsiderate irrigazioni e gli interventi ambientali artificiali, porteranno, a breve, a confrontarsi con uno dei problemi più seri mai visti”. Al terzo posto lo “sgretolamento” della situazione contadina: “Se non si ritorna a concepire il fondamentale concetto di “ritorno all’agricoltura” superando la visione sorpassata del “contadino”, non si potrà mai pensare ad un mondo che porti sviluppo o crescita. ‘Non mangeremo computer’ - esclama Carlo Petrini - la vita contadina e artigianale è il vero motore che genera produzione e solo da lì parte il ciclo vitale”. Al quarto posto la perdita della biodiversità: “Allo stato attuale delle cose, si è perso il 72 % della biodiversità. Centinaia di specie di animali, frutti e piante sono scomparse o sono in via di estinzione. L’ignoranza umana - spiega Petrini - ha portato a far sopravvivere solo le specie più forti, quelle che producono di più e che portano denaro, un sistema, quindi, basato sul consumismo e sulla bramosia di ricchezza a totale scapito dell’ambiente , dei suoi ritmi e delle sue forme vitali. L’uomo, continuando ad alterare profondamente l’ambiente modificando il territorio, sfruttando le specie , cambiando i cicli biogeochimici e trasferendo specie da un luogo all’altro

VOGHERA

Petrini: “Bisogna mangiare sano, in futuro non mangeremo i computer...”

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del Pianeta, sta letteralmente distruggendo la terra”. Ultimo punto la perdita di valore del cibo: “Attualmente si produce cibo per 12 miliardi di persone, siamo in 7 miliardi, ma abbiamo un’enorme fetta di popolazione nel mondo che muore di fame, cosa succede quindi? Il 45 % del cibo marcisce sulle piante, viene gettato nella spazzatura e sprecato, “semplicemente” perché le persone conoscono il prezzo del cibo, ma non il valore. Il cibo è diventato merce - continua Petrini - non si dà valore a ciò che abbiamo in tavola. Mio nonno, ad ogni fine pasto, era attento a raccogliere le briciole sul tavolo, oggi, invece, apriamo i nostri frigoriferi e sono dei veri “cimiteri” di prodotti che rimangono lì per settimane per poi essere sprecati o addirittura buttati. Se dovessi chiedere ai presenti il significato del termine “gastronomia”, ne uscirebbero le definizioni più folli; gastronomia è una scienza complessa che raggruppa l’agricoltura, l’allevamento, la chimica e molto altro ancora. Oggi cucinare è diventata una moda; sino a qualche anno fa, il cuoco o la cuoca erano “i garzoni” della cucina, segregati tra i fornelli a spadellare e quasi mai venivano presentati. Oggi lo chef è famoso, va in televisione, basta una ricetta rapida e di pochi minuti e si diventa un idolo. Un buon cuoco è parsimonioso, è semplice, è umile. I veri gastronomi sono le nostre mamme, le nostre nonne, coloro che con “il niente” hanno saputo creare piatti con cui sfamare intere famiglie e generazioni. La parsimonia è intelligenza e l’umiltà la parola chiave su cui ragionare, riflettere e vivere. Umiltà, dal latino ‘humilis’: basso o ‘dalla terra’. Ecco - conclude Petrini - torniamo ad essere umili ed usciremo dalla crisi”. E’ stato un Petrini che ha accolto l’approvazione di tutti i presenti con un susseguirsi di applausi: difficilmente si vedono persone cosi attente in quasi due ore di convegno. L’istituto Gallini, in conclusione di serata, ha allestito un’area buffet con prodotti tipici locali. Ad alzare i calici ed a brindare con Carlo Petrini e Teresio Nardi ex studenti dell’Istituto Gallini il cui amore per la terra li ha portati a proseguire gli studi nello stesso settore e a fare della loro passione un lavoro, come ad esempio Alessio Brandolini, giovane enologo ed oggi titolare di una piccola ma importante Azienda Agricola, Marco Bertelegni, enologo e Direttore Tecnico di una rinomata etichetta come Monsupello, Davide Calvi, Davide Rovatti, Alberto Fiori ,Giuseppe Tosi, Stefano Calatroni, Stefano Faravelli e Andrea Rossi enologi e titolari di proprie Aziende destinate a diventare grandi marchi in Oltrepò. Tra questi anche marchi già affermati come Doria , Ca’ del Ge’, Prime Alture, Cantine Bertè e Montagna rappresentati dai loro titolari ed enologi.


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SUCCESSO PER LA 19esima edizione della fiera di san damiano

di

Stefania Bertonazzi

e Alessandro

Disperati

Ci troviamo a Montesegale, piccolo Borgo della Valle Ardivestra, protagonista da sempre di intrattenimenti, sagre ed iniziative legate alla valorizzazione del territorio, e tra queste, la quasi ventennale Fiera di San Damiano che si è svolta proprio nei giorni scorsi. Domenica 23 settembre infatti, lo splendido Castello che, come ricorda con piacere il Sindaco Carlo Ferrari, è ogni volta messo a disposizione dalla gentilissima famiglia Januzzelli, è stato teatro di una delle domeniche più suggestive e tipiche. Evento organizzato dal Comune di Montesegale, in collaborazione con la Pro Loco, i cui volontari, anche quest’anno, hanno saputo garantire un servizio di somministrazione, cibo e bevande da “tutto esaurito” con menù a base di tipicità locali. Ormai giunta alla sua 19esima edizione, la Fiera di San Damiano ha saputo riproporre il territorio oltrepadano in tutte le sue sfaccettature e peculiarità, attraverso degustazioni di vini, esposizione di stand e bancarelle con prodotti tipici di ogni genere, intrattenimenti e cortei storici, abiti d’epoca e sbandieratori, un vero salto nel tempo per chi ha voluto riavvicinarsi a natura e tradizioni e riscoprirne i veri sapori. Evento nell’evento è stato il conferimento del marchio DE.CO, (denominazione comunale), rilasciato alla Pasticceria Pini di Godiasco, con a capo il giovane pasticcere Alberto Bertelegni, per la Torta di Mandorle di Montesegale, prodotto di eccellenza legato alla storia e alla tradizione del Comune di Montesegale. Alle ore 10, il primo cittadino, Carlo Ferrari, ha aperto la lunga giornata con i doverosi ringraziamenti alle istituzioni locali presenti all’evento e alle importanti cariche provinciali, tra cui l’Assessore Emanuela Marchiafava, presente in mattinata, e al Presidente della Provincia di Pavia, Daniele Bosone, che ha raggiunto Montesegale nelle prime ore del pomeriggio. Sino a sera, quindi, tante le Associazioni e le Aziende Agricole che hanno voluto esporre le proprie tipicità e hanno animato la giornata che ha visto la presenza di un numero incredibile di turisti e villeggianti. Facendo scorrere i vari banchetti ecco il Caseificio Rossi di Menconico, i cui formaggi sono notoriamente conosciuti, e l’Associazione “Oltre la Valle” che si fa personalmente promotrice di un altro importante prodotto DE.CO locale, “i brasadè di Staghiglione”, in vendita presso lo Stand “Oltre la Valle” e che ha catturato l’interesse dei visitatori. ‘Oltre la Valle’ coglie anche l’occasione, essendo proprio a Montesegale, di presentare la propria guida Turistica della Valle Schizzola, guida di cui fa parte anche il Comune di Montesegale e di cui Carlo Ferrari ne supporta la diffusione. Guida scritta da Alessandro Disperati e Giancarlo Bertelegni. In questa ricca domenica, tra le tante iniziative legate alla tradizione, di notevole interesse sono state le sedute di degustazione del Salame di Varzi DOP, organizzata dal Consorzio del Salame di Varzi Dop, con la presenza in prima persona del presidente Annibale Bigoni (accompagnato dal pane De.Co. di Montesegale), i prodotti DE.CO, i vini DOC e DOCG dell’Oltrepò Pavese. Non sono mancate inoltre, come da calendario, rappresentazioni teatrali gratuite per i più giovani, curate dalla Compagnia Teatrale “Oltreunpo”, laboratori artistici e momenti di decorazione e creatività . Presenza immancabile è stata l’attesa esibizione degli sbandieratori, le cui bandiere, lanciate tra i limpidi cieli

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E la torta di mandorle di Montesegale ottiene il riconoscimento della De.Co.

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Bedini, Tagliani, Ferrari, Marchiafava, Lodigiani

di Montesegale, hanno fatto stare con il naso all’insù grandi e piccini. Importante novità è stato il concorso fotografico “scattinfiera”, iniziativa a cui si è potuto aderire sino al 30 settembre scorso, e vedeva protagonista la foto più bella che ha contagiato tutti i presenti spingendo chiunque a voler immortalare lo splendido paesaggio circostante e i momenti più tipici della giornata. Come promesso, nel primo pomeriggio è arrivato il Presidente della Provincia di Pavia, Daniele Bosone, che accompagnato dal Sindaco Carlo Ferrari, ha passeggiato per le vie del borgo, assaggiando lungo il percorso le tipicità in degustazione. Presenti numerosi sindaci, da quello di Bagnaria, Gianluigi Bedini, a quello di Godiasco, Anna Corbi, dal sindaco di Varzi, Gianfranco Alberti, a quello di Ruino, Sergio Lodigiani, il sindaco di Rocca Susella, Pierluigi Barzon, il presidente della Comunità Montana, Bruno Tagliani, e tanti assessori, oltre al presidente

del consiglio provinciale, Vittorio Poma. In prima fila il presidente del Gal Alto Oltrepò Giorgio Remuzzi e l’assessore provinciale Emanuela Marchiafava. Il sindaco di Montesegale Carlo Ferrari sottolinea: “E’ stato un vero successo la 19° Fiera di San Damiano. Una risposta di pubblico che ha superato anche ogni più rosea aspettativa degli organizzatori stessi, estremamente soddisfatti al termine dell’evento. La formula di aggregare in un‘unica cornice di programma varie iniziative si è rivelata la mossa giusta per attirare un pubblico numeroso ed interessato”. La Fiera è così riuscita nell’intento di crescere e valorizzarsi grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale, della locale Proloco, dell’Associazione Arcieri Ardivestra e dell’Associazione teatrale Oltreunpò, che hanno messo in piedi un programma davvero ricco di iniziative adatte per ogni tipo di pubblico, confermando una perfetta collaborazione.


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VALLE STAFFORA

Sarà inaugurata la Casa dei Servizi Terre Alte

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Sabato 5 e domenica 6 la festa della Comunità Montana farà tappa a Varzi di Alessandro

Disperati

Occorre un luogo perché le cose avvengano; oggi il luogo perché avvenga lo sviluppo delle terre Alte esiste: la Casa dei Servizi sarà inaugurata ufficialmente, alla presenza delle autorità civili e religiose, delle rappresentanze del mondo del lavoro, del sociale, della cultura, delle imprese e della cittadinanza tutta, il giorno sabato, 5 ottobre, alle ore 15,30, in Piazza della Fiera, in Varzi. L’unicità del luogo testimonia la volontà e la capacità degli Amministratori di condividere programmi, azioni e risorse per arrivare ad operare come un soggetto unitario. Il concetto e l’idea stessa della Casa dei servizi sono funzionali al Progetto di gestione associata dei servizi, che i Comuni, sotto l’egida della Comunità Montana Oltrepò Pavese, stanno costantemente portando avanti. La Casa dei Servizi è un progetto presentato dall’Amministrazione comunale di Varzi, nell’ambito del Piano di Sviluppo Locale del GAL, Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese ed è stato approvato da Regione Lombardia e finanziato con le risorse messe a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Asse Leader. Obiettivo è la creazione di una realtà operativa al servizio del sistema imprenditoriale, dei cittadini, dei turisti, del sociale, dotato di strumenti informativi avanzati, con spazi, attrezzatu-

re, servizi e assistenza tecnica per sviluppare e supportare le imprese nel campo del turismo, dell’agroalimentare, dell’ambiente, della cultura, dei servizi e dell’artigianato. La Casa dei Servizi Terre Alte ospiterà la sede della Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese, la sede dei Distretti del Commercio, Turismo e Servizi, il punto di informazione e promozione turistica in rete con il sistema diffuso degli Infopoint. La giornata del 5 ottobre celebra quindi questo rilevante risultato, che testimonia il costante impegno della Comunità Montana e dei Comuni. Al taglio del nastro, alle 15,30, seguirà l’incontro “La Montagna che vince”, momento di presentazione e confronto sui

positivi cambiamenti che sta vivendo il territorio, grazie anche alle iniziative realizzate o in corso di realizzazione. Ai politici presenti sarà ufficialmente consegnato il Documento programmatorio per lo sviluppo della montagna appenninica lombarda, a sottolineare la specificità di questa parte di Lombardia. La giornata si conclude con la proiezione in anteprima del nuovo video “ Per dove tu passi” di Davide Bonaldo, narrante la cultura musicale delle quattro province, interpretata attraverso i suonatori di tradizione Stefano Valla e Daniele Scurati, seguito dal concerto dei medesimi artisti. La festa continua il giorno seguente con Il Mercato dei monti, con tutti i produttori del territorio.


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E’ STATO INAUGURATO NEI GIORNI SCORSI A CASANOVA STAFFORA

di Alessandro

Disperati

In Italia forse è l’unico. E a realizzarlo ci ha pensato Angelo Dedomenici, instancabile salumiere dell’alta valle Staffora. Proprio nei giorni scorsi, è stato inaugurato il Museo del Salumiere: al suo interno si trovano oggetti che hanno fatto la storia di questo insaccato e che Angelo Dedomenici ha conservato con cura proprio nell’intento di tramandare ai posteri questo mestiere che in valle è particolarmente sentito grazie al Salame di Varzi. Molti sindaci della valle Staffora, ed in particolare quelli dei quindici comuni iscritti al Consorzio del Salame di Varzi, il presidente della Comunità montana Bruno Tagliani, il consigliere regionale Giuseppe Villani e l’intera comunità di Santa Margherita di Staffora, con in prima fila il sindaco Pietro Brignoli, hanno voluto essere presenti all’inaugurazione del museo del salumiere realizzato da Angelo Dedomenici e che è stato dedicato a ‘Davide Dedomenici 1909’. L’evento è stato caratterizzato dai vari interventi delle autorità e dal discorso di Angelo Dedomenici che, commosso, ha parlato dei locali realizzati vicino al suo storico negozio. Prima del taglio del nastro il parroco don Sergio Cusinato ha impartito la benedizione dopo un breve discorso. Presente anche monsignor Pietro Zanocco, parroco di Cegni. Successivamente è iniziata la visita al museo che è terminata con una degustazione dei salumi prodotti da Dedomenici. «Ho realizzato un sogno che coltiva-

VALLE STAFFORA

Ecco il museo del salumiere voluto e realizzato da Angelo Dedomenici

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Il taglio del nastro e sotto il museo

vo da anni e che ora prenderà finalmente forma – ha sottolineato il 72enne Dedomenici – La mia famiglia svolge questa attività dal 1799 e io ho iniziato ad impararne i “segreti” all’età di 14 anni, dopo la morte di mio padre. Lo scopo è quello di valorizzare questa professione, di promuovere l’immagine del salame di Varzi e di attirare turisti verso la nostra valle che nulla ha da invidiare ad altre ben più note». Al termine della degustazione i numerosi partecipanti hanno potuto apprezzare la musica tradizionale interpretata dal coro dell’ente montano diretto dal maestro Eraldo Pedemonte. Un museo davvero unico nel suo genere e che merita di essere visitato.


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VALLE STAFFORA

INTERVISTA AL SINDACO DI TORRAZZA COSTE, ERMANNO PRUZZI

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“Abbiamo lavorato per il bene della gente e siamo stati vicini ai cittadini” di

Cristina Torti

Abbiamo incontrato Ermanno Pruzzi, sindaco di Torrazza Coste, per fare un bilancio sull’attività del Comune in questi mesi. Tra qualche mese scadrà il mandato che vi ha visto alla guida di Torrazza Coste per quattro anni. Quale bilancio può fare di quest’esperienza? “Sicuramente positivo, grazie anche al notevole impegno espresso da tutta l’Amministrazione e dalla Giunta, nel conseguire i risultati prefissati. Ma ciò che mi fa più piacere è di essere riuscito a stare vicino alla gente, in mezzo ai cittadini... Naturalmente questo lavoro ha dato i suoi risultati in svariati settori”. Quali le principali opere realizzate? Per quanto riguarda le opere pubbliche, è stata acquistata Villa Lodi-Alessi, un importante palazzo storico situato al centro di Torrazza Coste, dove verrà trasferita la sede del Comune. Questa decisione si è resa necessaria perché la superficie dell’odierna sede degli uffici municipali è diventata insufficiente, tenendo conto che gli abitanti del Comune di Torrazza sono in continua crescita (si è passati da 1400 abitanti a 1700 nell’arco di sette anni). E’ nostra intenzione, poi, raggruppare in una stessa sede tutti i servizi - come Protezione Civile, Pro Loco, consulte cittadine e magari anche l’ambulatorio medico - in modo che sia più facile la fruizione da parte dei cittadini stessi”. Opere in corso? “Attualmente stiamo attendendo dei finanziamenti per iniziare la ristrutturazione, anche se il giardino della villa è già stato utilizzato per diverse manifestazioni ed è a disposizione dei cittadini. Altro progetto realizzato è stato quello della fitodepurazione. Alcune frazioni del Comune erano ancora senza impianto fognario e, grazie alla collaborazione con l’Università di Pavia, la Fondazione Cariplo e Pavia Acque, siamo riusciti a dare una risposta a tale esigenza. Mi fa piacere ricordare che questo progetto ha visto direttamente coinvolte le scuole di Torrazza (sia elementari che medie n.d.r.) i cui alunni hanno partecipato a lezioni sul luogo, tenuti dai ricercatori universitari, per capire il funzionamento di questa nuova frontiera della depurazione”. Per quanto riguarda i rifiuti? “Sempre in ambito ecologico, abbiamo istituito la raccolta differenziata dei rifiuti, operazione che ha visto positivamente coinvolti la maggior parte dei cittadini e la società ASM di Voghera. Ad oggi la raccolta riguarda il ritiro di carta e plastica, nella parte centrale del Comune, ma a breve verrà raccolto anche l’umido; in più c’è l’intenzione di estendere la raccolta alla frazione di Castellaro. Questo significherà, nell’arco degli anni, una diminuzione dei costi di smaltimento, anche per i cittadini”. Altre opere? “Altri interventi voluti dalla nostra Amministrazione comunale hanno riguardato la creazione di un nuovo parco giochi in Via Riccagioia e il restauro del palazzo dove aveva sede la Società di Mutuo Soccorso di Torrazza. Entrambe le realizzazioni sono state possibili grazie a donazioni di privati cittadini (cui le due opere sono state intitolate) e finanziamenti regionali.

Dall’anno scorso le strutture sono al servizio della cittadinanza e dell’Amministrazione per l’organizzazione di eventi pubblici sportivi e culturali. Questi sono stati, molto sinteticamente, gli interventi “straordinari”, ma l’Amministrazione si è occupata anche di opere di ordinaria manutenzione, come la pulitura dei fossi, l’asfaltatura di tratti danneggiati di strade, il prolungamento dei marciapiedi in alcune vie. Lavori necessari e non meno importanti”. Entro alcuni mesi la giunta approverà il P.G.T... “Sì, a breve ci sarà l’approvazione del Piano per il Governo del Territorio. E’ uno strumento importante per il nostro territorio e l’indirizzo, che la nostra amministrazione ha voluto tenere nel redigere tale atto, è stato di non stravolgere la natura dell’ambiente comunale. Il nostro è un territorio prevalentemente rurale e la possibilità di costruire è stata data prevalentemente all’inizio del paese, a ridosso della zona già urbanizzata. Insomma, abbiamo cercato di permettere lo sviluppo del territorio, dando così risposta alle esigenze della popolazione che aumenta, ma senza cambiarlo radicalmente. Va sottolineato che la possibilità di costruire fornisce entrate nelle casse comunali di oneri che servono per dare servizi ai cittadini”. Lei, prima, ha menzionato le scuole... “La nostra amministrazione ha seguito in modo particolare tutta la situazione del settore scuola. Pur essendo un comune di millesettecento abitanti, a Torrazza ci sono la scuola materna, elementare e le medie inferiori. Siamo molto attenti alle problematiche di questo settore che ha un bacino d’utenza che va oltre i confini comunali (collaborazione coi comuni di Montebello della Battaglia, Codevilla e Retorbi-

do. n.d.r). Quest’anno c’è stato un ulteriore aumento del numero di iscrizioni dei bambini alla scuola d’infanzia e noi abbiamo fatto domanda al Provveditorato agli Studi di Pavia e all’Istituto Comprensivo di Casteggio per l’istituzione di una seconda sezione; siamo in attesa di una risposta. Rimangono invariati i servizi già garantiti come trasporto alunni - gratuito ancora per quest’anno - mensa, pre e post scuola. L’anno scolastico appena iniziato ha visto anche il passaggio delle scuole materna ed elementare sotto la direzione dell’Istituto Comprensivo di Casteggio, passaggio voluto da questa amministrazione, sostenuto dai genitori e che, con la disponibilità del dirigente scolastico Giancarlo Gorrini, andrà a migliorare il piano formativo offerto”. Torrazza Coste fa parte del Distretto del Commercio Colli dell’OltrePo... “Aderire a questo progetto, di cui è capofila il comune di Montebello della Battaglia (partner i comuni di Codevilla, Torrazza Coste e Retorbido n.d.r), rientrava nella politica di sviluppo del territorio, voluta dalla nostra Amministrazione. In questi anni, abbiamo cercato di far conoscere il territorio, di incentivare il turismo attraverso manifestazioni di carattere sportivo - come la Torrazzaglia, la Festa dello Sport e molti altri raduni - e culturale fra cui la giornata del FAI a Riccagioia, una mostra su Pelizza da Volpedo, la giornata della memoria... L’elenco è lungo, ma mi preme sottolineare che queste attività sono state possibili anche grazie al lavoro della Pro Loco dell’Auser, delle consulte cittadine, e di tutte quelle associazioni volontarie che con il loro contributo hanno dimostrato di voler partecipare attivamente e coralmente alla vita di Torrazza”.


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INTERVISTA AL SINDACO, PIERACHILLE LANFRANCHI

di

Stefania Bertonazzi

Reduce da un’estate capricciosa, in termini climatici, ma al tempo stesso ricca di iniziative, abbiamo incontrato nei giorni scorsi PierAchille Lanfranchi, sindaco di uno dei Borghi più belli d’Italia, Fortunago, definizione ormai scontata e risentita più volte, ma che rimane un dato di fatto. Sindaco, lei è un veterano ormai nella politica... “Ormai la mia lunga carriera alle spalle non fa più notizia. Trentacinque anni di onorata carriera, interrotta e ripresa nel 2009 con la mia attuale carica e, nel prossimo 2014, anno fatidico di voto per Fortunago come per moltissime realtà circostanti, saremo pronti a ricandidarci per il nostro caratteristico e bel borgo”. Estate 2013 al termine e con essa tante nuove idee a Fortunago, può raccontarci qualcosa ? “L’estate appena trascorsa è stata atipica in termini di meteo, ma non certo meno intensa, invece, se si parla di iniziative legate alla valorizzazione e promozione del territorio, progetti e settore in cui da sempre il nostro Comune, seppur piccolo, si batte. Fortunago rappresenta una vera miniera di ricchezza per il turismo locale, il paesaggio che offre e le tipicità che lo caratterizzano rendono questa piccola realtà meta indiscussa di villeggiatura e per noi questo è un determinante motivo di orgoglio. Abbiamo una Pro Loco formata da un team davvero volenteroso ed im-

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Fortunago: “Quasi pronto il nuovo centro polifunzionale costato 2 milioni”

pegnato che ogni anno riesce a dare a Fortunago un susseguirsi di feste, sagre e momenti di aggregazione capace di riunire gli abitanti del posto e di portare tantissime persone da fuori”. Progetti ed investimenti di cui si sente portavoce? “A dir poco determinante è il progetto su cui stiamo investendo oltre 2 milioni di euro per la realizzazione di un enorme ed innovativo complesso, il nuovo teatro, auditorium, ecomuseo, enoteca, sala convegni, info point con collegamento wifi gratuito e tanti altri spazi con destinazione culturale e sociale. Risultato del progetto emblematico della Fondazione Cariplo, l’opera, nella sua parte strutturale, è ormai in fase di completamento”. Altre opere in cantiere? “Tra gli altri progetti, ma di dimensioni più ridotte, ma molto vicine alle esigenze dei cittadini, abbiamo l’assistenza domiciliare agli anziani, un tema che sta molto a cuore tra gli abitanti e infine il primo grest estivo con i bambini dell’asilo e i ragazzi delle scuole elementari che ha riscosso particolare successo e che verrà ripetuto prossimamente. Inoltre stiamo puntando all’Unione dei Comuni con gli enti prospicienti della Valle Coppa. A ottobre il Comune di Fortunago inoltre parteciperà all’anteprima dell’Expo 2015 di Milano”.


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OLTREPO

IL NUOVO PROGETTO DEL CONSORZIO “CLUB DEL BUTTAFUOCO STORICO”

“Un vino consortile per soddisfare la richiesta del nostro prodotto” di

Oliviero Maggi

C’è fermento tra i soci del Consorzio “Club del Buttafuoco storico” di Canneto Pavese. Nelle ultime settimane, infatti, il consorzio sta lavorando ad un progetto serio ed ambizioso che coinvolge tutto il territorio. Si tratta della realizzazione di un vino Buttafuoco consortile, realizzato con le uve di nuovi soci produttori che non riescono a vinificare in proprio e che finora si sono appoggiate alle altre cantine dei soci. Un vino che potrà così contribuire ad aumentare la disponibilità del prodotto, sempre più richiesto soprattutto tra i compratori esteri. Il prossimo anno, inoltre, il Consorzio avvierà una campagna di promozione del prodotto in tutte le regioni del nord e centro Italia. Continueranno anche ad ottobre, infine, i numerosi appuntamenti di enogastronomia presso l’enoteca in frazione Vigalone. Di tutto questo parliamo con Armando Colombi, Direttore del Consorzio, che raggruppa 14 aziende della prima collina dell’Oltrepo: Azienda agricola Bruno Mazzocchi, Azienda agricola Carla Colombo, Azienda agricola Colombi Francesco, Azienda agricola Giorgi Franco di Giorgi Pierluigi, Azienda agricola Maggi Francesco, Azienda agricola Poggio Rebasti, Azienda agricola Quaquarini Francesco, Azienda agricola Riccardi Luigi, Azienda vitivinicola Calvi Davide, Azienda vitivinicola Fiamberti Giulio, Giorgi F.lli Gianfranco e Antonio, Marco Vercesi vignaiolo in Oltrepo Pavese, Tenuta La Costa, VA.BE. Agricola. Direttore Colombi, come procede l’attività del Consorzio “Club del Buttafuoco storico”? “L’attività del Consorzio sta andando molto bene. Io ho assunto la carica di Direttore dal febbraio scorso e, in questi mesi, insieme ai soci abbiamo lavorato per rafforzare la tutela del nostro marchio consortile, per sistemare il regolamento interno, favorendo la nascita di un nuovo prodotto e ampliando il numero dei nostri soci”. Il tutto finalizzato ad un importante progetto che avete in cantiere. Quali sono le tappe di realizzazione di questa iniziativa? “Il primo passo è stato la modifica del regolamento, per permettere l’ingresso anche di quei produttori che ora, avendo solo il vigneto e non una cantina propria, conferiscono le uve nelle altre cantine dei soci. Ci rivolgiamo soprattutto alle piccole realtà della nostra prima collina per aiutare anche quegli agricoltori a diventare nostri soci. Noi li aiutiamo o nella vendita del vino o ci impegniamo a ritirarlo, pagandolo 3 euro al litro, che, di questi tempi, ci sembra un prezzo molto buono. È un’iniziativa che va nella direzione della salvaguardia del territorio, evitando l’abbandono dei vigneti, la cui coltivazione per molti non è più conveniente”. La seconda tappa riguarda, invece, un nuovo prodotto consortile. Di cosa si tratta? “Il secondo passo è ancora più ambizioso: l’assemblea dei soci si impegnerà ad assumere un enologo di fama internazionale che curi la realizzazione di un vino consortile, con i vini dei produttori che non decideranno di vendere direttamente. La realizzazione di questo prodotto ci permetterà di soddisfare la richiesta, sempre crescente, di Buttafuoco storico. Nelle ultime settimane, presso la nostra enoteca di Canneto

Pavese, si sono avvicinati molti buyers internazionali, soprattutto dal Giappone, che hanno apprezzato molto il prodotto”. Quando potrà partire questo nuovo progetto? “Nei prossimi mesi il Consorzio lavorerà per cercare adesioni al progetto, anche se qualcuno ha già manifestato interesse all’iniziativa. Il Consorzio ovviamente ha un rigido disciplinare da seguire e quindi valuteremo caso per caso. Però credo che si potrà partire già dall’inizio del prossimo anno. In questo modo vogliamo cercare di recuperare tutto quello che si è perso in questi ultimi anni in termini di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti”. Direttore Colombi, oltre a questo, in quali altre iniziative siete impegnati?

“Intanto siamo già entrati in alcuni Gdo e aziende specializzate. Per il prossimo anno, inoltre, stiamo lavorando per portare il nostro marchio e i nostri prodotti in tutto il nord e centro Italia legando sempre la produzione al prodotto sul territorio, perchè le nostre aziende hanno bisogno di vendere e non solo di fare immagine. Inoltre, tutti i martedì, venerdì, sabato e domenica di ottobre avremo degli eventi a 360 gradi sul nostro territorio. Non si parlerà solo di vini, ma anche di altri prodotti di qualità come formaggi e salumi. In fondo enogastronomia vuol dire proprio questo. È per questo che, nell’enoteca, oltre ai vini Buttafuoco delle aziende associate, noi esponiamo anche tutti gli altri vini in produzione nelle cantine”. Il tutto in attesa della conclusione della vendemmia. Come sarà quella per le uve del Buttafuoco? “Si prospetta una vendemmia buona, con una resa di 65 quintali/ettaro, in linea con quelle degli anni scorsi. Le uve utilizzate per il Buttafuoco ovviamente hanno una resa minore rispetto a quella delle altre uve, però la maturazione sta procedendo bene e quindi ci sono tutte le condizioni per fare degli ottimi risultati anche quest’anno”. In generale, invece, come sta andando la vendemmia? “In generale la vendemmia sta andando bene. Il Pinot, che sarà vinificato in bianco, è stato ormai raccolto tutto, mentre quello vinificato in nero sta terminando la raccolta. Possiamo dire che sta andando tutto bene e ci auguriamo che il tempo tenga, visto che quest’anno la raccolta è tornata al suo calendario originario e quindi si andrà alle prime settimane di ottobre con la raccolta delle uve rosse. Gli ultimi anni, comunque, sono andati bene e quindi non possiamo che essere ottimisti”.

TRA GODIASCO E ORAMALA

Un ponte culturale tra l’Oltrepò e Firenze Un ponte tra l’Oltrepò e Firenze si è creato con il collegamento tra Godiasco e la mostra nel capoluogo toscano “Nello splendore mediceo Papa Leone X e Firenze”. La curatrice della mostra e Direttrice del Museo delle Cappelle Medicee Monica Bietti sabato 21 settembre ha tenuto una conferenza presso il palazzo municipale di Godiasco sul tema della mostra fiorentina a cui è seguito un intervento della dottoressa Elisa Pianetta dell’associazione Spino Fiorito dal titolo “Aspetti della storia dei Malaspina di Godiasco e del Marchese Bernabò” colui che ha aiutato nella fuga proprio Giovanni De Medici futuro Leone X. Dopo la visita guidata del borgo di Godiasco e di Varzi a cura dello storico Fiorenzo Debattisti, la giornata si è conclusa presso il castello di Oramala. Il senatore Panigazzi, il sindaco di Val di Nizza Campetti e di Ponte Nizza Domenichetti hanno dato il benvenuto e omaggiato la Direttrice Monica Bietti di alcuni volumi sulla storia dei luoghi più significativi della storia dell’Oltrepò Pavese.

Successivamente si è proceduto con la Lectura Dantis alla sua 5° edizione a Oramala a cura dell’associazione Spino Fiorito. Quest’anno il tema era il viaggio nel sistema angelico di Dante a cura della professoressa Bianca Garavelli introdotta dalla professoressa Attilia Vicini con la lettura del canto XXVII del Paradiso ad opera di Sara Sacchi. (A.D.)


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PUNTO DELLA SITUAZIONE DEL SINDACO DI MENCONICO, LIVIO BERTORELLI

di

Gianluca Giaconia

Giunto al suo ultimo anno di mandato, il Sindaco di Menconico Livio Bertorelli ha effettuato un punto della situazione riguardante il proprio Comune, alle prese, come gli altri, con la difficile situazione economica che attraversa il nostro Paese. Il ritardo nell’approvazione del bilancio e la presenza della nuova legge sui rifiuti, la Tares, non ha frenato in ogni modo i lavori per completare il programma elettorale stilato quattro anni fa’. Si è parlato, nel corso dell’intervista, anche della stagione estiva, che, grazie alle manifestazioni, ha fatto registrare un discreto numero di presenze all’interno del territorio. Quali sono i vostri programmi attuali? “Stiamo terminando il programma che ci eravamo prefissati quattro anni fa’ all’inizio del nostro mandato. Abbiamo sistemato i cimiteri, asfaltato le varie strade, cercando in sostanza di mantenere la parola data ai nostri elettori al momento del nostro arrivo. Stiamo attualmente sistemando il centro polifunzionale e la zona camper con bagni e docce, inoltre abbiamo in programma di istituire alcuni punti luce mancanti. Attraverso la legge 25 abbiamo speso 80.000 euro, attraverso un contributo della Regione, per riqualificare l’area camper e 200.000 euro di mutuo, sommati ai 30.000 che avevamo in cassa, per rimettere in sesto le strade. Una volta fatto tutto ciò, saremo finalmente giunti al termine del discorso inerente ai lavori pubblici”. Com’è andata la stagione estiva dal punto di vista turistico? “Menconico ha avuto gli stessi utenti registrati durante la scorsa stagione estiva; si tratta di persone che amano la tranquillità e il nostro verde “accecante”, per lo più anziane, le quali hanno bisogno di svaghi diversi rispetto ai giovani, ovviamente più orientati verso la discoteca e altri tipi di divertimento. Siamo un paese all’avanguardia che ospita preferibilmente coloro che intendono rilassarsi e praticare passeggiate all’aria aperta, sfruttando il territorio e

Livio Bertorelli

il fantastico panorama circostante”. Quali sono state le manifestazioni estive? “Grazie all’ottimo lavoro svolto dalla Pro Loco abbiamo messo in piedi la festa della birra, che ha avuto un grosso seguito di persone presenti. Poi proseguiamo con la serata basata sull’asado, tipico arrosto argentino, e la festa ufficiale del formaggio di Menconico e dei tartufi neri, tenuta il 1° settembre, che ha visto anche la gara dei cani da tartufo”. Ci sono novità inerenti al trasporto degli alunni per il nuovo anno scolastico? “Noi facciamo affidamento alle scuole di Varzi, ci siamo attrezzati con un pulmino nuovo che trasporta i nostri alunni in tale località, non facendo pagare

OLTREPO

“Non si può approvare il bilancio a novembre, siamo in balia delle restrizioni”

OTTOBRE 2013

nulla. Il nostro intervento è volto ad agevolare la vita alle famiglie aventi ragazzi iscritti alle scuole superiori e trasportiamo anche questi a Varzi, luogo da cui poi prenderanno il pullman per arrivare a Voghera”. Come procede la collaborazione con i paesi limitrofi? “Per legge siamo stati costretti alla gestione associata dei servizi, quindi Varzi costituisce il polo di attrazione principale per i negozi, le scuole, altri esercizi ed è il bacino di utenza per tutte le valli. Il coordinamento di questi servizi è gestito dalla Comunità Montana, che, a mio avviso, nei prossimi anni avrà un ruolo sempre più importante. Non tanto come Comunità Montana, ma proprio come gestore di questi servizi”. Come può giudicare il 2013? “Il tutto è legato alla questione economica, dato che bisogna valutare i tagli che imporrà il Governo ai comuni, la questione Tares e i finanziamenti che lo Stato deve dare ai comuni, dopo la soppressione dell’Imu sulla prima casa, quindi siamo attualmente in un periodo di transizione. Nei giorni scorsi è stato firmato il decreto inerente ai trasferimenti di questa Imu non riscossa, in quanto verrà integrata dallo Stato. L’approvazione del bilancio è stata continuamente rinviata nel corso di quest’anno, ma non sono ancora stati indicati i trasferimenti. Anche i Comuni che hanno approvato il bilancio, cosa che noi faremo a metà ottobre, non sono sicuri di ciò che è stato dichiarato, quindi bisognerà intervenire ed apportare delle modifiche proprio a causa della mancata comunicazione dei trasferimenti. L’anno prossimo non mi potrò più ricandidare nel ruolo di Sindaco e sarà quindi compito della prossima Amministrazione comunale; spero che questo sia davvero un anno di passaggio perché con questi sistemi non si può andare avanti. Non si può fare un bilancio alla fine dell’anno, sarebbe più opportuno nei primi mesi”.


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OLTREPO

LA RACCOLTA FIRME AVANI, PER CHIEDERE GIUSTIZIA, SUPERA LE 600 ADESIONI

“Gli imputati hanno agito indisturbati Chi doveva controllare non l’ha fatto” di

Oliviero Maggi

L’Avani (Associazione vittime amianto nazionale italiana) torna in campo per chiedere giustizia a 360° gradi per le vittime. Mentre prosegue il processo Fibronit, infatti, l’associazione, presieduta da Silvio Mingrino, chiede che vengano accertate delle responsabilità anche a carico delle amministrazioni comunali, che si sono succedute negli anni a Broni, e degli enti preposti alla tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. Per questo l’associazione ha indetto una raccolta firme, realizzata a Broni e negli altri centri oltrepadani durante le domeniche di settembre. Alla sottoscrizione hanno aderito molti militanti, gente comune, ma anche il parroco di Stradella, don Pietro Lanati, il consigliere regionale Giuseppe Villani e l’onorevole Chiara Scuvera. Intanto l’associazione continua il suo impegno per accelerare la bonifica della Fibronit: insieme all’avvocato Domenico Novarini, Avani cercherà di accertare se ci siano i presupposti per equiparare il disastro ambientale dell’Ilva di Taranto con quello della ex fabbrica bronese. Proprio al presidente Avani, Silvio Mingrino, abbiamo chiesto spiegazioni sulle iniziative portate avanti, in particolare la raccolta di firme, che ha raccolto l’indignazione di tante persone. Presidente Mingrino, da dove nasce tutta la vostra indignazione? “Il punto è questo: non si può continuare a lasciar fuori dalle imputazioni gli eventuali responsabili pubblici del disastro e cioè Ussl, poi divenuta Asl, e Arpa e quindi, civilmente, la Regione, che abbiamo avuto l’offesa di veder costituirsi parte civile come parte offesa, e da ultimo addirittura il Ministero dell’Ambiente responsabile (ma non punibile) di non aver tempestivamente fatto recepire nella nostra legislazione la normativa europea contro l’amianto. La situazione deve cambiare e devono essere quindi coinvolti anche eventuali responsabili delle istituzioni per la strage di Broni e dintorni”. Negli anni scorsi la sua associazione aveva già provato a coinvolgere questi soggetti. Come è finita? “Nel novembre 2009 Avani si rivolge alla procura generale di Milano e chiede l’avocazione delle indagini preliminari in corso, che vengono rigettate perché dicono che sono in corso di chiusura. Nel 2010 ci riproviamo ancora con l’avocazione delle indagini, ma come sopra vengono rigettate con lo stesso motivo. Sempre nel 2010 Avani assiste, con l’avvocato Ezio Bonanni, Graziano Salvini che sporge denuncia a carico dei datori di lavoro, degli enti pubblici, dei pubblici amministratori comunali che si sono succeduti e dei medici della fabbrica. Graziano Salvini chiede di accertare eventuali responsabilità imputabili a queste persone. La vedova Salvini, ad oggi, non ha ancora nessuna risposta”. Che cosa rimproverate, in particolare, agli enti coinvolti? “In Italia non è stata recepita nel 1983 la Direttiva 83/477/CEE del Consiglio del 19 settembre 1983 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro. Il sindaco di Casale Monferrato nel 1986 con un’ordinanza mette al bando l’amianto nella sua città. Eternit fallisce in Italia nel 1986, anche perché i sindacati

Silvio Mingrino

di Casale Monferrato hanno impedito che riaprisse, anche se la ditta stessa assicurava di aver messo in sicurezza tutti gli impianti di produzione. Il sindacato di Casalese ha scelto la vita. E i sindacalisti del nostro territorio cosa hanno fatto in quell’anno? Niente, hanno difeso il lavoro e non il lavoratore e quindi hanno scambiato un posto di lavoro con uno e più posti al cimitero. Quindi io dico che vorrei vedere alla sbarra degli imputati, per accertare eventuali responsabilità, sia il ministero dell’ambiente, sia i sindacalisti che non hanno tutelato la nostra vita. Il sindacato è chiaro che in Italia ha lavorato a macchia di leopardo”. Per sostenere questa battaglia avete avviato una sottoscrizione di firme. Qual è il suo contenuto? “Mediante l’apposizione della propria firma, i cittadini di Broni e dei comuni limitrofi hanno chiesto, in relazione alla vicenda Fibronit, che la competente Autorità Giudiziaria provveda ad accertare, in sede penale e/o civile, ogni eventuale responsabilità a carico delle amministrazioni del comune di Broni, susseguitesi negli anni, oggetto degli accertamenti penali in corso, nonché di ogni altro ente pubblico e/o istituzione pubblica o privata, all’epoca preposti, a qualsiasi titolo, alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, della salute pubblica, della salute dei lavoratori e della sicurezza dei luoghi di lavoro. Insomma, i dieci imputati al processo non potevano agire indisturbati da soli”. La raccolta, partita da Broni, si è diffusa anche negli altri centri dell’Oltrepo. Quante firme avete raccolto? “Dopo la raccolta firme fatta a Broni, con ben 270 firme autenticate, l’Avani, convinta di vedere allargate le indagini e quindi l’accertamento di eventuali responsabilità a carico di eventuali fiancheggiatori che hanno determinato la strage di Broni e paesi limitrofi, per il caso Fibronit, ha dato appuntamento a domenica 22 settembre, con i banchetti firme a Stradella, Portalbera e Arena Po. Abbiamo rivolto l’invito, in particolare, ai ragazzi maggiorenni ed ai loro genitori, nel venire a porre la propria firma. È un dato di fatto che parecchi ragazzi nella propria famiglia hanno avuto un lutto determinato dalla fibra killer. La raccolta è andata molto bene, raggiungendo 542 adesioni, che chiedevano una giustizia a 360°. Ha

apposto la sua firma, evocando giustizia per tutte le vittime dell’amianto, anche il parroco di Stradella don Pietro Lanati, che, alla fine della messa domenicale, ha invitato tutti i parrocchiani di Portalbera ad aderire alla raccolta firme. A Portalbera hanno firmato anche il figlio e la nuora di Pierangelo Casa, un nostro attivista scomparso per mesotelioma di recente”. Avete altri appuntamenti in calendario? “La domenica successiva, a Pinarolo Po, abbiamo raggiunto le 600 adesioni. Al nostro presidio hanno firmato il sindaco Cinzia Gazzaniga, il consigliere regionale Giuseppe Villani e l’onorevole Chiara Scuvera. Purtroppo, per il maltempo, non siamo riusciti ad organizzare il banchetto anche a Campospinoso, mentre è in previsione una nostra presenza a Santa Giuletta, dove esiste una realtà di amianto ai quattro venti, che si chiama Vinal, fabbrica abbandonata e piena di coperture di amianto, ormai deteriorate e nemmeno incapsulate. Siamo determinati più che mai, e continueremo a dare il nostro contributo, affinchè la parola giustizia esplichi a pieno il suo significato”. Presidente Mingrino, nei giorni scorsi si è tenuta la prima cena degli attivisti Avani. Di cosa avete discusso? “Durante la serata ci sono stati due importanti collegamenti telefonici in diretta. Uno con il consigliere regionale Angelo Ciocca, che ha ribadito il suo impegno affiché non nascano nuove pattumiere in provincia di Pavia: infatti ha ribadito a tutti gli attivisti che contrasterà in modo deciso la discarica di amianto che si vuole fare a Ferrera Erbognone ed è fortemente contrario ad una discarica in Broni. Sia il territorio di Sannazzaro, sia quello di Broni hanno già dato troppo non è accettabile adesso il solo proporre una discarica di amianto in questi territori. Bisogna trovare una soluzione alternativa e proprio per questo nei prossimi giorni il consigliere Ciocca avrà un incontro con l’assessore dell’ambiente di Regione Lombardia, Claudia Terzi, proprio per scongiurare la realizzazione di altri siti inquinanti nella nostra provincia. Quest’incontro verrà sostenuto da un professore universitario ed esperti in materia amianto e discariche”. Poi chi è intervenuto? “Il secondo collegamento ha dato voce all’avvocato Ezio Bonanni di Roma, che ha definito la prima sentenza Fibronit un successo quasi completo ed attende per potersi esprimere al meglio le motivazione del Gup che saranno rese note a breve. Inoltre ha parlato del fondo di 150 milioni per lo smaltimento, messo a disposizione dal decreto del fare del Governo Letta: pur essendo breve il tempo di presentazione di richiesta al fondo, moltissimi comuni in Italia hanno provveduto a farla, compreso il comune di Broni”. Presidente, in cosa sarete impegnati nelle prossime settimane? “La serata si è conclusa con la notizia che contro l’Italia è stato aperto, da parte della Commissione europea, un procedimento d’infrazione nei confronti del caso Ilva di Taranto, perché l’Italia non ha recepito la normativa europea che determina la salvaguardia della salute sul posto di lavoro. La notizia ci è stata comunicata dall’avvocato Domenico Novarini. Nei prossimi giorni ho deciso di incontrarlo per accordare una azione di massa per far sì che anche Broni possa rientrare in un discorso analogo”.


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IL BILANCIO DELLA FESTA DEL PD DI STRADELLA E OLTREPO ORIENTALE

di

Oliviero Maggi

Sviluppo dell’Oltrepo, femminicidio, elezioni comunali, periodo congressuale. Si è parlato di tutto questo nelle quattro giornate di dibattiti organizzati durante la festa del Partito Democratico di Stradella e dell’Oltrepo orientale. Il nuovo corso della segreteria cittadina, guidata da Alessandro Vercesi, ha prodotto un programma rinnovato nelle forme e nei contenuti. Grande attenzione ha raccolto il dibattito sullo sviluppo dell’Oltrepo in vista di Expo 2015, ma gli occhi di tutti erano puntati sui dibattiti riguardanti le elezioni comunali del prossimo anno, dove il Pd farà la sua parte all’interno del progetto Torre Civica. E, chi meglio del segretario Alessandro Vercesi può spiegare quali sono gli scenari in cui il partito si sta muovendo per le prossime importanti scadenze. Segretario Vercesi, quali sono state le novità dell’edizione 2013 della Festa? “Da quest’edizione ho scelto, assieme ai componenti degli altri circoli dell’Oltrepo che hanno partecipato e ai componenti del mio circolo, di effettuare alcuni cambiamenti, con la presenza di ospiti politici di livello nazionale con cui abbiamo discusso varie tematiche: dalla situazione ambientale, agricola e turistica dell’Oltrepo al lavoro dell’amministrazione comunale di Stradella, per la quale si andrà al voto nella prossima primavera, dal femminicidio al dibattito sulla situazione politica nazionale, riferita al governo e alla fase congressuale che il PD è in procinto di affrontare”. Molto interessante è stato il dibattito sul futuro enogastronomico di questo territorio. Lei che idea si è fatto? “Stradella, Broni e tutti i comuni che dell’Oltrepo Orientale hanno potenzialmente grandi risorse per avviare uno sviluppo nel campo agricolo, gastronomico, vitivinicolo, hanno un passato glorioso in questi ambiti e anche in altri, cito come esempio Stradella che è la città della fisarmonica. Diversi decenni fa il nostro vino era uno tra i più considerati e apprezzati a livello nazionale, ci sono una miriade di piccole imprese agricole e vitivinicole, molte delle quali di conduzione familiare, che producono vini di altissima qualità e che purtroppo faticano a progredire. Noto che si fatica a trovare un legame vero tra tutti questi, un’unione che potrebbe portare davvero lontano”. Secondo lei, allora, che cosa bisognerebbe fare? “Occorre costruire una rete solidale tra piccoli imprenditori vitivinicoli per la costruzione del marchio “Oltrepo” da esportare in ogni parte del mondo e che, con la presenza di moderne strutture ricettive, percorsi turistici e infrastrutture, rilancino l’economia locale. La politica clientelare operata dal centrodestra in Lombardia negli ultimi vent’anni non ha giovato: occorrono scelte di sistema, che non devono accontentare il singolo cittadino in cambio di qualche voto, ma operare scelte per la collettività”. Durante la festa, ovviamente, si è parlato anche delle elezioni comunali a Stradella. Qual è lo scenario che si sta delineando? “Torre Civica, di cui il PD fa parte, è stata la storia dell’amministrazione di questa città, un gruppo di dirigenti politici capaci che ha saputo governare al meglio per tanti anni Stradella. L’attuale sindaco non potrà più candidarsi, per cui è spontaneo pensare che il prossimo candidato sia un elemento che ha dato molto per l’amministrazione e per il Partito

Alessandro Vercesi

Democratico, che ha sempre svolto egregiamente il ruolo di assessore, l’amico Piergiorgio. Con lui non potranno mancare altre autorevoli figure di esperienza. Pierangelo Lombardi, dopo due mandati da sindaco, sarà il capolista, e Maurizio Visponetti, ex sindaco per due mandati e assessore provinciale ai lavori pubblici ma di fatto inerte per mancanza totale di risorse economiche, è il secondo nome ufficiale dei componenti della lista”. Non bastano questi nomi, però, per vincere. “Infatti, mi auguro che si apra una fase di rilancio, perchè l’esperienza non basta: occorrono energie nuove, uomini e donne competenti, che abbiano forti motivazioni, con punti di vista differenti, che osservino i problemi di Stradella in ottica diversa, di cambiamento di medio-lungo termine, con un progetto di medio-lungo termine. Occorre pensare a costruire la Stradella non solo dei prossimi cinque anni ma dei prossimi decenni. Un ricambio generazionale per questi motivi è a mio avviso inevitabile e questo non può più tardare, perchè se ciò non fosse, il rischio di non vincere potrebbe essere molto più alto”. Lei cosa ne pensa del progetto di Torre Civica? “Sta prevalendo l’ottica della continuità: la natura del progetto rimane tale e vengono confermati i tre migliori uomini che hanno amministrato Stradella. La continuità è dettata da un passato vincente di Torre Civica, che è stato uno degli esempi più fulgidi di una squadra civica, prima di tutto composta da un gruppo di amici, di persone competenti e intelligenti, al di là delle ideologie politiche, che provengono anche da realtà associative o dalla semplice società civile. A differenza di quel che normalmente si verifica, è stata Torre Civica a contribuire alla formazione del Partito Democratico, che al momento della sua nascita era composto di fatto da molti amministratori e membri di questo progetto civico. In tutte le tornate elettorali discreta parte dell’elettorato di centro-destra scelse Torre Civica. E quest’impostazione conti-

OLTREPO

“La politica ha bisogno di giovani validi per ricoprire incarichi di livello”

OTTOBRE 2013

nua ad essere a mio avviso la strada vincente”. Il Pd che ruolo avrà all’interno di questo progetto? “Il Partito Democratico in questi anni si sta evolvendo ed emancipando, per poter proseguire ha necessariamente bisogno di rinnovamento e, con l’ingresso di nuove figure tra cui il sottoscritto, non c’è più la corrispondenza esatta di persone tra l’alleanza civica e il partito. Perciò la componente più giovane del PD che sta nascendo a Stradella e che non corrisponde con l’amministrazione rivendica il giusto spazio per contribuire e realizzare il programma amministrativo dei prossimi anni. Per vent’anni non c’è stata l’esigenza di rinnovare in modo significativo, perchè gli uomini di riferimento avevano quello spessore tale da non aver bisogno di mettersi in discussione. Ora alcuni di questi uomini però, pur mettendosi a disposizione per il progetto, fisiologicamente non hanno più la voglia, le energie e l’entusiasmo dei tempi migliori”. Largo ai giovani, quindi? “Anche a livello locale si percepisce il bisogno di un ricambio, in parte a causa di alcuni problemi interni dell’amministrazione che hanno caratterizzato gli ultimi due anni. A mio avviso occorre il coraggio di cambiare veramente, perciò una scelta di pura continuità potrebbe essere molto rischiosa, considerando che intorno a Torre Civica ruotano giovani validi, preparati e soprattutto umili che possono realmente portare freschezza, ma che non devono essere frutto di un’operazione di pura immagine ma devono in questi anni occupare incarichi di rilievo, nel caso in cui il voto li premiasse, permettendo loro di amministrare in prima persona tra qualche anno”. Come dovrà essere il criterio di scelta dei candidati? “Occorrerebbe isolare senza timore, a mio avviso, chi persegue interessi personali diversi dal bene di Torre Civica e di Stradella. Il criterio per selezionare i candidati non deve consistere solo nella valutazione dell’apporto di voti di un componente ma anche della possibilità che questi possa danneggiare l’immagine della lista, e soprattutto un criterio non fondato solo sui numeri di ciascun membro ma fondato su un progetto civico serio con una squadra in grado di lavorare bene e di attuare politiche a lungo termine per il benessere generale degli stradellini”. Segretario Vercesi, cosa pensa dei movimenti nel campo del centrodestra? “Non dobbiamo fare il terribile errore di sottovalutare gli avversari, i quali sono già nelle strade a fare propaganda. Occorrerà spiegare ai cittadini la difficile realtà degli enti locali, bloccati dal patto di stabilità e dalla mancanza di risorse, i quali devono però risolvere le tante istanze che arrivano da tutti gli ambiti della vita comune. Bisognerà rivendicare i successi ottenuti, i servizi che sono stati mantenuti, una bassa aliquota Imu per la prima casa, impegni negli ambiti della cultura, dello sport e provvedimenti sulla sicurezza. Se ciò che auspico avverrà sono convinto che Torre Civica proseguirà il proprio cammino vincente. Io come membro del movimento contribuirò alla campagna elettorale. Non si può rischiare di perdere, Stradella deve continuare ad essere amministrata da Torre Civica”.


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OLTREPO

NEL MIRINO LA RIPAVIMENTAZIONE DELLA PIAZZA DEL MUNICIPIO

OTTOBRE 2013

Montebello: Bruni all’attacco della giunta sulle poche opere compiute di

Marta Massacci

Il capogruppo della lista civica Montebello Più Nuovo e Sicuro, Guglielmo Bruni, ci ha riportato le considerazioni espresse dopo l’ultimo bilancio comunale. Quali sono le sue considerazioni sulla situazione economica del Comune di Montebello? “È veramente ignominioso e puerile sfruttare un momento di crisi per assolversi dalle proprie colpe d’incapacità e ignavia, come fa il Sindaco di Montebello della Battaglia, parlando di vincoli di bilancio ed opere pubbliche. Il Sindaco si accorge, dopo quasi 10 anni, che la pavimentazione nella piazza del Municipio è da rifare? I lavori di ripristino del lastricato avvenivano puntualmente almeno due volte l’anno, con spese di migliaia di euro ogni volta, forse era meglio un intervento radicale e razionalmente eseguito con risultato definitivo, era sicuramente un risparmio! Anziché buttare euro 12.500,00 per il rivestimento di acciaio “Corten” del muro di sostegno per la piazza Roma, sarebbe stato più utile intervenire là ove necessitava. La manutenzione ordinaria, come tante volte evidenziato dal nostro gruppo, non è stata eseguita con metodi razionali, solo improvvisando, ed ecco il risultato!”. Cosa succederà quindi ora? “Il soprassedere all’esecuzione delle opere, come sempre affermava la Giunta Municipale, non è stato certo un risparmio, ora si dovranno compiere interventi di manutenzione straordinaria e radicali con

Guglielmo Bruni

oneri ingenti che graveranno maggiormente sui futuri bilanci comunali, per le sistemazioni delle pavimentazioni e il recupero del verde pubblico”. Ritiene quindi che si sarebbe potuta evitare una spesa simile? “La mancata programmazione di “opere rilevanti” non è effetto contingente e momentaneo, bensì una precisa scelta fatta e vantata dalla Maggioranza, nel-

le ultime due amministrazioni comunali, adducendo il pretesto di non gravare di oneri e spese la cittadinanza, ora chi paga? Purtroppo non si vive con le sole speranze! Ad arte, gli amici e sostenitori di questi Amministratori, stanno dipingendo come persone solo capaci di criticare senza nessun costrutto e per il solo piacere di denigrare. Non si ricordano che a mezzo stampa e con manifesti abbiamo consigliato, tra l’altro, le modifiche da apportare al progetto della piazza “Il Cortile”, che abbiamo denunciato più volte il decadimento dell’arredo e del verde urbano, se siamo inascoltati, non è certamente un nostro demerito ed i risultati sono visibili a tutti i cittadini”. Le sue parole sono piuttosto forti, non avete provato quando era il momento a cambiare la situazione? “Innumerevoli sono state le nostre interpellanze ed interrogazioni consiliari che, puntualmente, sono state ignorate o peggio ancora derise. La conseguenza è stata l’intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze per correggere gli errori nel regolamento dell’addizionale IRPEF, la pericolosità delle strade e degli incroci all’interno del paese, le lacune e le ingiustizie venutasi a creare con l’approvazione del Piano di Governo del Territorio ed il Cimitero che langue nel disordine e disfacimento. La mancanza di strutture e l’incapacità di colloquiare con i cittadini, ponendosi sul piedistallo dell’autorità, sono prerogative di quest’Amministrazione Comunale di Maggioranza. Ora è troppo tardi recriminare sulle inefficienze coscientemente perpetrate negli anni di cattiva ed insipiente amministrazione del territorio e della cosa pubblica”.

INAUGURATA LA SCUOLA DELL’INFANZIA DI CIGOGNOLA DOPO I LAVORI

“Investire in scuola ed educazione significa investire nel futuro del nostro paese” di

Oliviero Maggi

Nuovo look per la scuola dell’infanzia “Arcobaleno” di Cigognola, in frazione Vallescuropasso. Nelle scorse settimane sono terminati i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio, 450 mila euro, finanziati con un bando del ministero delle infrastrutture, provveditorato interregionale Lombardia-Liguria. La scuola, nata come scuola elementare e poi trasformata nel 1996 in scuola dell’infanzia, ospita due sezioni, per un totale di 56 bambini, anche se ci sarebbe il posto per un’altra sezione. Tra le varie migliorie apportate alla struttura, è stata completamente rifatta e messa a nuovo la cucina, che oltre a servire la mensa scolastica, fornisce anche i pasti caldi per gli anziani bisognosi del paese. Dopo i lavori, lo scorso 20 settembre, i nuovi locali sono stati inaugurati, alla presenza dell’amministrazione comunale, di numerose autorità civili, i sindaci di Broni e Redavalle, il consigliere provinciale Riccardo Fiamberti, militari e religiose, dei bambini, che frequentano la scuola, insieme con le loro famiglie. Soddisfatta per l’iniziativa il sindaco di Cigognola, Rosanna Rovati: “Questo è un giorno davvero bello per la nostra comunità. I lavori alla

scuola dimostrano la nostra volontà di potenziare i servizi alle famiglie. I locali sono allegri, belli, pensati proprio a misura di bambino. Questi interventi dimostrano come investire in scuola ed educazione sia indispensabile per migliorare la qualità della vita”. “Investire sui bambini vuol dire investire sul futuro e la scelta degli amministratori è stata davvero coraggiosa. Questa è una struttura fondamentale, perchè un clima sereno e positivo aiuta la crescita dei bambini” ha affermato il neo preside dell’istituto comprensivo di Broni, Roberto Camerini. I complimenti al comune sono arrivati anche dal preside dell’Istituto comprensivo di Santa Maria della Versa, Angelo Capittini, in rappresentanza del direttore dell’ufficio scolastico provinciale, Giuseppe Bonelli: “Un grazie ai sindaci della valle Scuropasso che lavorano per potenziare le scuole. Se queste valli rivivono gran parte del merito è anche vostro. Senza le scuole tutte queste valli sarebbero destinate a spopolarsi”. Prima del taglio del nastro il vescovo di Tortona, monsignor Martino Canessa, insieme al parroco di Cigognola, don Tonino Moroni, ha impartito la benedizione ai nuovi locali e a quanti andranno a frequentarli: “Questo lavoro ha affermato il Vescovo - dimostra l’impegno degli

amministratori locali, che, nonostante le difficoltà economiche, cercano di fare le scelte più giuste possibili in favore di anziani e bambini. Sono certo che questa scuola possa servire per quella finalità di dare aiuto alle famiglie per l’educazione dei figli”.


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IL SINDACO DI VALVERDE PUNTA SUL PARCO SOVRACOMUNALE

di

Gianluca Giaconia

Come in occasione dell’ultima intervista rilasciata al nostro giornale, il Sindaco di Valverde Alberto Degli Antoni sviluppa il suo discorso attraverso tre tematiche fondamentali: l’accoglienza dei giovani, delle persone bisognose e dei turisti, la tutela ambientale e lo sviluppo di infrastrutture che valorizzino i primi due aspetti. Punto quindi fondamentale del suo pensiero è la valorizzazione del territorio, che può contare su uno splendido parco, permettendo così di organizzarvi all’interno parecchie iniziative. Sindaco, inizierei dalla prima tematica, ossia l’accoglienza. “All’interno del nostro percorso abbiamo attivato una serie di iniziative rivolte ai giovani, permettendo loro di poter vivere a 360 gradi le realtà che offre il territorio. Il nostro intento è quello di promuovere delle relazioni tra i giovani all’interno del territorio, comprendendo anche i paesi limitrofi e puntando sulla ridefinizione e ristrutturazione del centro sportivo, struttura in grado di creare un momento di aggregazione, con la possibilità in futuro di costruire una squadra giovanile. Da maggio a settembre, periodo di maggiore presenza nei paesi, sono state allestite una serie di iniziative rivolte ai più giovani, dall’estate verde ai laboratori in grado di recuperare alcuni significati storici del nostro territorio. Ci sono anche delle iniziative volte a favorire le interazioni tra i più e i meno giovani. All’interno di questi laboratori di accoglienza offerti dal Comune, che hanno coinvolto anche il tessuto scolastico di Zavattarello e i turisti provenienti da altre zone, abbiamo cercato di porre l’accento sulla realtà storica del nostro territorio, cercando di far conoscere ai più giovani le tradizioni più importanti. Tutte queste iniziative si sono tradotte in grandi eventi, contraddistinti anche dalla presenza degli artisti di strada, che hanno visto migliaia di persone al seguito”. Ci sono altre iniziative riguardanti i giovani? “Abbiamo rivolto attenzione al trasporto locale per facilitare gli spostamenti da un territorio all’altro, infatti siamo stati forse il 1° Comune a posizionare, per quanto riguarda la linea di trasporto Arfea, la palina intelligente, in grado di comunicare al turista che arriva nel nostro territorio gli orari dei pullman per raggiungere anche i paesi circostanti. Sempre nell’ottica dell’accoglienza nei confronti dei più e meno giovani, quest’anno, grazie ad un finanziamento del Gal, abbiamo inserito nella piazza di Valverde un info point, che consente di mettere in rete tutto ciò che può essere attraente all’interno del nostro territorio”. Passiamo alla tutela ambientale. “Il nostro Comune ha da sempre sostenuto che i profili delle nostre colline non devono mai cambiare; qui mi riferisco ad alcuni progetti che sono stati avanzati in merito alla costruzione di invisibili pale eoliche, anche alte 100 metri, in zone limitrofe alla nostra. Siamo dell’opinione che il nostro territorio, siccome non è stato coinvolto dai fenomeni dell’usurpazione durante gli anni ’70, abbia un profilo bellissimo che va quindi mantenuto. Noi puntiamo molto sul nostro parco locale di interesse comunale, ora di ben 400 ettari, che occupa 1/5 del nostro territorio, e al cui interno svolgiamo una serie di attività volte a promuovere un diretto contatto con l’ambiente. La promozione del territorio diventa quindi un modo per

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Degli Antoni: “Puntiamo molto sulla promozione del nostro territorio”

OTTOBRE 2013

Alberto Degli Antoni

attrarre turisti, ma allo stesso tempo un’educazione ambientale permanente”. Quali attività avete organizzato all’interno del parco? “Abbiamo organizzato una festa celtica, poi laboratori di pittura che rievocavano eventi storici, camminate notturne, altri laboratori sulla scoperta delle tracce per giovani ed adulti ed esposizioni fotografiche. Insomma tutta una serie di iniziative per valorizzare il significato del parco, che costituisce un’ottima comunicazione territoriale. Un’Amministrazione che sceglie di puntare sull’attenzione del proprio parco ha una propria visione su quelli che sono i bisogni necessari. Il parco, così come centro polivalente, è un luogo importante per il nostro territorio e abbiamo pensato, assieme alla parrocchia, di sviluppare un’idea di ostello internazionale che possa diventare, all’interno di una zona ottimale dal punto di vista paesaggistico, teatro di esperienze significative”. In che modo state svolgendo la politica di attenzione ambientale? “Ci siamo interessati, in merito alla tutela dei boschi, alla malattia del castagno attraverso la promozione di un convegno riguardante l’aspetto forestale delle colline. La politica d’attenzione deve essere rivolta, allo stesso modo, all’estetica del paesaggio, che di-

venta un elemento attrattivo per i turisti. Le politiche dell’estetica non possono essere fini a sé stesse, ma devono essere politiche delle relazioni che all’interno del territorio riescono a svilupparsi. Cerchiamo di andare quindi avanti in questa direzione”. Un pensiero conclusivo? “Premettendo che giungo ormai al termine del mio mandato, aggiungo che c’è la possibilità di creare all’interno del nostro territorio un luogo in cui possano svilupparsi realtà produttive, posti di lavoro e di conseguenza famiglie che permangono all’interno di esso. Negli ultimi anni stiamo facendo molto presente al numero di persone che diventano residenti nel nostro comune o che si fermano nei nostri luoghi. Abbiamo avuto un calo demografico fino agli anni 2000, registrando successivamente un aumento durante un anno solare e ora siamo in una situazione di stallo. Un dato certamente positivo perché, se non altro, potrebbe coincidere con una ripartenza. All’interno del nostro territorio ci sono alcune esperienze di agricoltura, che hanno un significato diverso tra di loro. Abbiamo un’agricoltura tradizionale, c’è chi poi ha pensato a delle progettualità, tutt’ora in corso, come quella della fattoria didattica, per cui vediamo lo svolgimento dei fatti”.


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ABBIAMO INCONTRATO IL SINDACO DI BORGO PRIOLO, ANDREA GIGANTI

OTTOBRE 2013

Raccolta dei rifiuti provenienti dalle attività agricole: “Un grande successo” di

Stefania Bertonazzi

Nel viaggio tra i comuni del nostro rigoglioso Oltrepò, incontriamo questa volta il Primo Cittadino di Borgo Priolo, Andrea Giganti, che con sorriso e disponibilità ci accoglie tra gli uffici comunali di questo piccolo paese. Sindaco, la domanda più classica e più scontata: da quanti anni, ormai, ricopre la carica di sindaco? “Questo è il mio nono anno consecutivo e, come credo sappiate, il prossimo è l’ultimo, dopo il quale non mi sarà più possibile proseguire”. Il 2014, per molte realtà comunali è un anno di cambiamenti, di decisioni e di elezioni. Come affronta tutto questo e ci può espriemere qualche suo pensiero in merito? “Nel 2014, nella stragrande maggioranza dei comuni limitrofi, si andrà al voto e Borgo Priolo è, appunto, tra questi. Io non ho alcun tipo di problema in merito; nel corso della mia carica ho avuto la fortuna di creare uno staff ed un gruppo valido, competente e volenteroso, molto impegnato nelle reali necessità del nostro comune, sono certo quindi che si possa proseguire in un sano percorso di crescita e sviluppo”. Se potesse descrivere in poche parole questi 9 anni di carica? “Confrontandomi con altri colleghi che hanno alle spalle molti più anni di politica di me, 9 anni possono non sembrare moltissimi, ma sono stati caratterizzati da grossi cambiamenti, non solo a livello locale, ma, come tutti sappiamo, a livello globale e mondiale. Tutti siamo stati “investiti” da stravolgimenti e dalla ormai onnipresente parola “crisi” con, da un lato, tagli orizzontali senza programmazione e dall’altro aumenti di imposte sui servizi al cittadino rendendo davvero difficile l’approccio con quest’ultimo che vede nel comune la prima “valvola di sfogo” ed il primo interlocutore che si trova di fronte a sé”. E quindi? “Non è stato quindi facile dover assorbire tutti questi cambiamenti, elaborarli per trovare la migliore soluzione per la nostra realtà locale. Tuttavia sono stati tanti gli investimenti fatti ed i progetti realizzati. Tra quelli più importanti nomino con piacere la viabilità comunale con l’asfaltatura di quasi tutte le strade comunali. Abbiamo investito molto in termini di sicurezza con l’installazione di semafori appositi per ridurre incidenti ed eccessiva velocità nei tratti abitati e non. Abbiamo altresì lavorato molto su progetti idrici e sui corsi d’acqua investendo oltre 600.000 euro per il torrente Coppa e lo scorso luglio è stato approvato il PGT, con relativa pubblicazione in via definitiva da parte della Regione”. Si parla di Borgo Priolo, come di un Comune attento all’ambiente e alla natura, in che modo? “Borgo Priolo è principalmente natura, vive da sempre di questo e la popolazione tipo è di agricoltori e di titolari di aziende agricole o similari, pertanto è per noi doveroso, nel rispetto di chi ci vive e di chi ha deciso di proseguire qui da noi le proprie attività, attivare servizi a favore dell’ambiente che per Borgo Priolo è fonte di ricchezza e di guadagno. A tal proposito, è stata importante l’iniziativa legata allo smaltimento rifiuti, attraverso un provvedimento relativo alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati provenienti dalle attività agricole, progetto in cui sono

rientrati in questa categoria anche i contenitori di fitofarmaci che, una volta opportunamente bonificati e successivamente depositati in appositi sacchetti, ora possono essere raccolti come rifiuti solidi urbani. Per coloro che lavorano in questo settore, vitale per la nostra economia, il fatto di non dover più affrontare costi aggiuntivi e complesse procedure burocratiche

per smaltire i rifiuti prodotti nelle loro attività è stata senza dubbio una notizia positiva. Da notare che questo nuovo servizio non ha comportato ulteriori oneri al Comune, in quanto esiste la necessaria copertura economica per l’intervento: con Asm Voghera, azienda che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, si è concordato il ritiro del materiale trattato dalle aziende agricole almeno due volte l’anno”. In termini di turismo ? “Il turismo è un argomento che a me sta molto a cuore, tanti progetti anche personali mi hanno visto protagonista nel corso degli anni. In questi 9 anni una tappa fondamentale è stata la realizzazione del distretto del commercio di Borghi e Castelli di cui Borgo Priolo ne è capofila, formato da 10 comuni la cui creazione e il cui operato ha aiutato esercizi commerciali locali con finanziamenti e progetti tradotti in opere pubbliche. Borgo Priolo inoltre è stato il primo ente impegnato alla valorizzazione e rivalutazione di uno dei prodotti DE.CO più antichi ed importanti come i “Brasadè di Staghiglione” la cui sagra va in scena ogni lunedì di Pasqua. Sui prodotti DE.CO , tra l’altro, sarebbe mia intenzione avviare un progetto più globale raggruppando tutte le tipicità che hanno ricevuto questo conferimento, non a caso ho anche ricoperto il ruolo di Assessore dei prodotti tipici”. Tra i progetti e gli investimenti futuri? “Uno dei progetti a noi a cuore in questo momento è la manutenzione straordinaria dei cimiteri, un lavoro su cui investiremo oltre 250.000,00 € e che più tocca le esigenze dei nostri cittadini con la relativa approvazione del nuovo piano per l’ingrandimento dell’aera con nuove cappelle cimiteriali a Cappelletta e di nuovi loculi per il cimitero di San Martino”.

“UN LUOGO MERAVIGLIOSO”

L’assessore Marchiafava in visita al Borgo di Porana

“Non ero mai stata a Porana, in Provincia non c’era una documentazione neppure fotografica. Così ho colto l’occasione della festa patronale di S. Crispino per venire a visitare il borgo, la sua chiesetta, il parco e Villa Meroni: devo dire che è importante inserire nei nostri itinerari provinciali anche queste piccole ma belle realtà, per farle conoscere ai visitatori, anche se sono al di fuori dai circuiti turistici di massa”. Emanuela Marchiafava, Assessore Provinciale al Turismo, è soddisfatta della visita compiuta in una frazione inserita da quattro anni nel Club dei Borghi più Belli d’Italia. In Auditorium a Lungavilla ha assistito al concerto della Fanfara Città dei Mille di Bergamo, insieme al responsabile provinciale dell’Anbima Franco Garbarini e al maestro Ennio Poggi, direttore del Festival Borghi&Valli, di cui il concerto faceva parte. Diretta da Luca Ponti e presieduta da Stefano Tassi, la Fanfara ha eseguito diversi brani popolari ma anche arie impegnative come quelle tratte dalle opere di Verdi o “E’ musica”, inno ufficiale del Festival Borghi&Valli composto proprio dal maestro Ennio Poggi. Fra le associazioni presenti alla giornata an-

che i Volontari di Croce Rossa di Voghera e della Confraternita Misericordia di Cervesina: questi ultimi hanno colto l’occasione per festeggiare il loro primo compleanno di vita al termine del concerto, con il taglio di una grande torta riportante i colori della Confraternita (giallo e blu) ed il saluto del governatore Maurizio Dallocchio e del vice Giampaolo Vigo. L’evento è andato in scena in Auditorium a Lungavilla viste le previsioni meteo che indicavano fin dal mattino pioggia. Invece il tempo ha retto fino al tardo pomeriggio e dunque molti visitatori si sono riversati nel parco di Villa Meroni, a contatto con la natura e alla riscoperta delle tradizioni della civiltà contadina: Porana è proprio questo, una realtà in cui si mescolano sapientemente passato e presente, grazie al lavoro svolto sul territorio, sia dal punto di vista turistico che culturale e sociale, da parte di Associazione Porana eventi. Per fortuna ci ha pensato l’Assessore Emanuela Marchiafava a riconoscere questo ruolo: “Mi complimento con tutti i volontari presenti e anche con il gruppo di Porana Eventi che organizza queste manifestazioni per tenere in vita il borgo con così tanta passione”.


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IL VICESINDACO DI SANTA MARIA DELLA VERSA SI APPELLA AI COMUNI VICINI

di

Oliviero Maggi

“Aiutateci a pagare le spese per le scuole”. Sembra dire così il vicesindaco di Santa Maria della Versa, Massimo Bergonzi, agli amministratori dei comuni vicini: le spese per la manutenzione delle scuole, frequentate anche da alunni dei paesi limitrofi, stanno diventando insostenibili per il comune. Ma, a parte il comune di Canevino, gli altri non hanno mai contribuito alle spese. Stessa cosa per quanto riguarda la caserma dei carabinieri, cui gravitano tutti i comuni della Valle Versa. È un appello forte quello lanciato dal vicesindaco, soprattutto perchè entro la fine dell’anno la funzione scolastica dovrà entrare in gestione associata, per adempiere agli obblighi di legge. Il comune, intanto, deve far fronte, da quest’anno, ai vincoli del Patto di stabilità, che impedisce anche le piccole manutenzioni di strade e marciapiedi. La profonda incertezza riguardo alle entrate, inoltre, non ha ancora consentito al comune di approvare il bilancio 2013. Non tutto è negativo, però: in 16 mesi dalla loro installazione, infatti, gli impianti fotovoltaici della scuola media e materna hanno già prodotto circa 60 mila kw, portando nelle casse comunali un introito di 20 mila euro. Vicesindaco Bergonzi, qual è il bilancio del funzionamento degli impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici? “E’ un bilancio molto positivo quello per i due impianti fotovoltaici installati sulla scuola media e sulla materna. Dopo circa 16 mesi di attività hanno prodotto quasi 60.000 Kw e consentito una minore produzione di Co2 di quasi 30.000 senza dimenticare che hanno portato nelle casse del comune un maggior introito di quasi 20.000 euro; praticamente siamo riusciti a coniugare il discorso economico con quello ambientale producendo minori quantità di Co2 e anche con quello manutentivo perchè nel contempo dell’installazione dell’impianto sulla materna abbiamo anche rifatto completamente il tetto sempre all’interno dei finanziamenti previsti”. Visti i dati positivi, pensate di continuare con l’installazione su altri edifici? “Se ci fosse la possibilità di fare altri investimenti si dovrebbe da subito andare ad installare altri impianti sugli altri edifici comunali, ma l’attuale momento economico negativo non ce lo permette ancor più perchè gravati da quest’anno dai vincoli del patto di stabilità. Il nostro comune continua a farsi carico di tutte le spese degli edifici scolastici e della caserma dei carabinieri con l’unico introito di un misero affitto recuperato per quest’ultima; gli altri comuni, gravitanti su tali edifici, continuano a non partecipare escluso circa 200 euro una volta sola dal comune di Canevino”. Come amministratori avete chiesto ufficialmente un contributo agli altri comuni? “Abbiamo fatto diverse richieste a cui sì è, a volte, anche risposto positivamente, ma solo verbalmente perchè poi ad oggi nessun introito; oltretutto la funzione scolastica è una di quelle da mettere in unione o convenzione entro fine anno e se non viene fatto con i comuni che continuano ad addossarsi le spese non capisco come si possa pensare di poter adempiere agli obblighi di legge”. Vicesindaco Bergonzi, quali sono le difficoltà che state incontrando in questo periodo? “Il bilancio del Comune di Santa Maria della Versa è

Sole diverrebbero del comune che li potrebbe mettere in appalto andando magari a recuperare la differenza annua delle poche migliaia di euro se non anche qualcosa in più, sistemando un servizio ormai abbastanza obsoleto perchè gli impianti vecchi hanno continue interruzioni. Inoltre si aiuterebbe l’ambiente perchè i nuovi impianti produrrebbero un notevole minor quantitativo di Co2”.

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“Non possiamo più farci carico da soli delle spese per le scuole e la caserma”

OTTOBRE 2013

DOMENICA 13 OTTOBRE

Festa degli aquiloni alla Costa del Vento

ormai ridotto all’osso, non c’è più nessuna possibilità di effettuare neanche le più piccole spese di manutenzione come chiudere i buchi sulle strade, arrivando al paradosso che di questo passo non saremo neanche più in grado di cambiare anche una semplice lampadina bruciata o di pagare gli stipendi”. Per quanto riguarda i trasferimenti statali, invece? “Un altro esempio a titolo esemplificativo: nel bilancio dell’anno scorso avevamo dovuto alzare diverse aliquote Imu per arrivare ad avere gli stessi introiti per il comune di quelli che aveva con l’Ici. Purtroppo non si può dimenticare che però i cittadini avevano pagato quasi 3 volte tanto rispetto a prima e la notevole differenza tutta alla Stato che non contento circa un mese fa ci ha tolto ancora 11.000 euro con la prospettiva che a breve potranno aggiungerne altri 30.000”. Come mai non siete ancora riusciti ad approvare il bilancio 2013? “Il bilancio 2012 lo abbiamo già chiuso a consuntivo con un avanzo di 27.000 euro circa e se togliamo quanto sopra c’è la possibilità di averlo chiuso in negativo, il tutto a fine anno seguente e con il bilancio attuale che non è ancora stato approvato perchè continuamente corretto dalle leggi di Roma. Se questo vuol dire programmazione non mi restano parole da aggiungere”. Vicesindaco Bergonzi, quali sarebbero i settori in cui si potrebbe risparmiare qualcosa per le casse comunali? “In tema di risparmi ci sarebbero diverse altre possibilità o iniziative da percorrere come la sostituzione delle lampade dell’illuminazione pubblica; un esempio, noi abbiamo circa 600 punti luce di cui oltre 500 non sono più a norma da inizio 2000 e dovrebbero essere sostituiti con altri che avrebbero un minor consumo energetico e di manutenzione, la differenza dei costi fra investimento e minor consumi e manutenzione è di poche migliaia di euro annui”. Perchè non si può fare? “Il Patto di Stabilità ci vieta di metter in cantiere l’iniziativa non tralasciando anche che con tali sostituzioni gli impianti attualmente di proprietà di Enel

Importante iniziativa, domenica 13 ottobre, a Montalto Pavese, in occasione della Giornata mondiale della Pace. L’Amministrazione comunale, infatti, in collaborazione con Spi Cgil di Casteggio, con alcuni gruppi di aquilonisti, con l’istruttore di volo Graziano Maffi e con l’associazione “Il Salotto della Cultura”, organizza “La Festa di aquiloni dedicata alla pace e alla coesione sociale”. Da 28 anni, in tutto il mondo, nella seconda domenica di ottobre, si svolge una festa di aquiloni per la pace nel mondo (www.oneskyoneworld.org). Quest’anno anche Montalto Pavese ha deciso di unirsi a questo evento. Il programma della giornata prevede: alle 9.30 ritrovo presso la palestra comunale per il montaggio e la personalizzazione degli aquiloni. Nella stessa sede esposizione di disegni dei bambini sul tema aquiloni; alle 13 pranzo insieme presso la palestra comunale; alle 14.30 appuntamento alla Costa del Vento per il volo degli aquiloni dei bambini e dimostrazioni di volo di grandi aquiloni monofilo e acrobatici. L’istruttore Graziano Maffi, inoltre, racconterà ai bambini come fanno gli aquiloni a volare. Sarà inoltre attivo un servizio di ristoro per tutti. “Durante l’estate avevo parlato di una sorpresa per tutti bambini di Montalto in occasione della Giornata mondiale della Pace – ricorda il sindaco Marina Casarini – ed eccola svelata: l’organizzazione della manifestazione mi ha proposto Montalto per l’ottima posizione e per il vento su alla Costa del Vento ed io ho accettato molto volentieri. Sono convinta che potrà essere divertente per i bambini ed istruttivo e poi in una giornata così importante per la pace nel mondo”. (O.M.)


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OLTREPO

ABBIAMO INTERVISTATO IL SINDACO DI ROMAGNESE, AURELIO BRAMANTI

OTTOBRE 2013

“Tante le opere pubbliche realizzate Sono state riscoperte le seconde case” di

Gianluca Giaconia

Nei giorni scorsi abbiamo intervistato il Sindaco di Romagnese Aurelio Bramanti, che ci ha illustrato i lavori svolti e le iniziative più interessanti che riguardano il proprio Comune. Come procede il 2013 per il vostro Comune? “Considerata la situazione generale nella quale ci siamo trovati e ci troviamo tutt’ora ad operare, posso affermare che complessivamente, con notevole impegno, siamo riusciti a garantire e migliorare notevolmente tutti i servizi erogati dal Comune. Mi riferisco al nuovo pulmino per il trasporto gratuito degli scolari, compresi i bambini dell’asilo e al rimborso dei costi dei viaggi per gli studenti della scuola dell’obbligo che frequentano a Varzi e Voghera. Proseguo con la completa ristrutturazione del servizio spartineve ad ottimi risultati, col nuovo servizio che consiste nel “falciare” l’erba delle strade comunali e la pulizia delle vie interne. Stiamo attuando una migliore manutenzione e l’abbellimento del cimitero, un potenziamento dei servizi alle persone, abbiamo installato un’aula informatica per i bambini della scuola e per corsi formativi legati all’uso dei computer aperti a tutti. Inoltre abbiamo apportato un miglioramento dei servizi per quanto riguarda la raccolta differenziata, l’installazione di un tabellone elettronico informativo all’entrata del capoluogo, dei nuovi cartelli stradali all’entrata del territorio comunale e sono in corso di allestimento i cartelli per tutte le frazioni. Insomma l’elenco sarebbe ancora molto lungo, ma voglio ricordare in chiusura quello che ritengo essere un traguardo prestigioso per il nostro Comune, ossia l’assegnazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministro per il Turismo del titolo di “Comune gioiello d’Italia”, riservato a soli ventuno comuni in tutta Italia”. Parliamo delle opere pubbliche. “Il punto in merito alla realizzazione delle opere pubbliche ritengo vada sempre considerato tenendo ben presente la reale situazione dei bilanci comunali. Il bilancio del nostro Comune, a seguito delle norme varate dai vari governi che si sono succeduti, è praticamente ingessato, ovvero a noi è praticamente inibita la possibilità di contrarre mutui, anche se nel frattempo abbiamo estinto e stiamo estinguendo il pagamento di grossi mutui contratti nel passato da altre amministrazioni. Pertanto per la realizzazione delle varie opere pubbliche si è proceduto con grande oculatezza cercando sempre il sostegno, il finanziamento o la compartecipazione di altri Enti, come Regione, Provincia e Comunità Montana, a cui vanno sicuramente i nostri ringraziamenti. L’elenco delle opere realizzate è abbastanza lungo, ma credo sia necessario”. Prego, elenchi pure. “Abbiamo eseguito il completamento delle fognature comunali con relativa posa di 12 fosse imhoff, il rifacimento del tetto del castello (Municipio), l’asfaltatura di tutta la via Brada, il completamento dell’edificio B della casa albergo, il totale recupero e riassetto del campo sportivo. Proseguo con il pronto intervento, che coincide col rifacimento del muro di sostegno alla strada comunale in località La Costa, con le opere di completamento alla piscina comunale ed an-

nesso ampliamento degli spazi a disposizione, poi il completo rifacimento e ampliamento della strada comunale di Casa Colombini. Segnalo successivamente il risanamento idrogeologico in località Lubbioni, il rifacimento delle stazioni di pompaggio e la debatterizzazione agli acquedotti comunali, il pronto intervento per la bomba d’acqua del mese di maggio 2013 con opere di ripristino a Casa Rocchi, alla strada dei Lubbioni, alla strada di Cantine, alle captazioni degli acquedotti comunali sul Calenzone e nel fosso di Bregni. Successivamente ricordo la realizzazione delle opere di completamento alle strutture comunali di Casa Casarini quali fienili, letamaia, marciapiedi, recinzioni e inghiaiamento dei cortili, il ripristino della strada agrosilvopastorale da Pozzallo al Giardino Alpino di Pietracorva, il rifacimento del tetto del ristorante Giardino Alpino. Inoltre non dimentichiamo il ripristino e l’asfaltatura della circonvallazione di Grazzi Superiore e la manutenzione della relativa strada Lunga, i lavori di risagomatura e risanamento del fosso Cognasso. Sono inoltre in esecuzione i lavori di risagomatura e risanamento dei fossi Grasolo, Pasquà, Vallerina e Borezza e a breve partiranno piccoli lavori di manutenzione al manto stradale delle strade comunali. Il tutto per una spesa di quasi un milione di euro senza fare mutui e senza fare debiti. Va inoltre ricordato che abbiamo portato a termine i lavori di risanamento idrogeologico iniziati dalla precedente Amministrazione a Gabbione, Casale, Saliceto e a Casa Ariore, inoltre abbiamo ridotto il debito per disavanzo di amministrazione ereditato da chi ci ha preceduto da 270.000 euro a 120.000”. Come procedono i lavori di ristrutturazione della casa albergo? “Posso dire che grazie alla domanda di finanziamento presentata dalla mia Amministrazione nel novembre 2009 al Ministero dell’Ambiente, nello scorso mese di luglio abbiamo potuto appaltare gli indispensabili lavori di risanamento idrogeologico del versante su cui è stata costruita la casa albergo. L’intervento, del costo complessivo di 513.000 euro, ci permetterà il successivo intervento di finitura dell’edificio A della casa albergo. Nel frattempo sono proseguiti, in stretta collaborazione con la Regione Lombardia e con la Fondazione Housing Sociale, lo studio e la

verifica dei progetti presentati al concorso nazionale “Restart Romagnese” per la gestione e l’utilizzo della complessa struttura. Pertanto, pur continuando a lavorare, si comincia ad intravedere la luce in fondo al tunnel in cui tutta la situazione a suo tempo era precipitata”. Con la crisi economica sono state riscoperte le seconde case (1200 case riaperte nel vostro Comune): come commenta questo fatto? “A volte anche le situazioni più negative possono presentare aspetti o lati positivi; in questo caso capita proprio così, infatti le seconde case del nostro territorio, nel giro di poco tempo, sono state riscoperte, o meglio è di gran lunga aumentato il loro utilizzo. Forse sarà dovuto anche all’andamento climatico, forse anche merito del grande attivismo del Comune e di tutte le nostre Associazioni che offrono una stagione estiva ricca di avvenimenti e manifestazioni di ogni genere, fatto sta che nei giorni di punta del mese di agosto, sparpagliati nelle nostre quaranta frazioni e più, si sono superate le 5000 presenze di turisti o meglio di villeggianti, come venivano chiamati una volta”. Qual è l’esito delle manifestazioni da voi organizzate? “Che dire delle nostre associazioni? Ci sarebbe da scrivere un libro su di esse e sui volontari che vi collaborano. La mia Amministrazione ha da subito avuto una particolare attenzione, e direi un grande rispetto, per esse. Abbiamo subito intrapreso un percorso di coordinamento, di collaborazione e di coesione, riuscendo così a varare programmi comuni con belle iniziative e significative manifestazioni che sono andate a migliorare nel corso del tempo, cogliendo grande partecipazione e grandi successi. A questo punto vorrei citarle ad una ad una per porgere loro i ringraziamenti di tutta l’Amministrazione Comunale e di tutta la popolazione: parlo infatti della nostra Pro Loco, la fondazione Adolescere, la Croce Azzurra, l’ASD Romagnese Calcio, la Progetto Penice, l’Associazione Genitori per la Scuola di Montagna, l’associazione Castè, lo Sci Club, il comitato Casa Matti, la sportiva Gabbione, l’associazione la Zanna, l’Arci Prato Grande, i nostri arcinoti Maestri della Polenta, la neonata ASD Cà di Matt subito intraprendente ed attiva, lo Staff dei ragazzi della Piscina Comunale. Insomma tutte queste associazioni hanno organizzato, in collaborazione con il Comune ed in sinergia tra di loro, tante manifestazioni ed eventi tali da rendere il nostro territorio sicuramente uno dei più frizzanti e più vivaci dell’intera Comunità Montana”. Come procede la collaborazione con i paesi limitrofi? “Direi che la collaborazione con i paesi vicini e con tutti i Comuni della Comunità Montana è più che ottima, si lavora in sintonia e con unità di intenti, abbiamo allacciato rapporti di collaborazione e scambio anche con i Comuni piacentini con noi confinanti. Insomma la situazione da questo punto di vista è ottima, anche se un poco di sano campanilismo, almeno a livello di gare sportive, non guasta. In conclusione, ci può dire qualcosa in vista delle prossime elezioni, in programma nel 2014 ? “Noi ci saremo, ma rimandiamo i giudizi e le opinioni, lasciamo un pochino di suspense per i miei concorrenti locali, anche se in questo momento sono stati travolti da uno tzunami non indifferente”.


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IL SINDACO: “NON SONO CERTO DI RICANDIDARMI”

di

Marta Massacci

In occasione della rassegna dei vini organizzata a Casteggio, abbiamo intervistato il sindaco Callegari in merito all’operato della sua amministrazione e alle sue idee per il futuro. In qualità di sindaco di Casteggio, qual’era la situazione all’inizio del suo mandato? “Quando sono tornato a fare il sindaco la situazione che abbiamo trovato era alquanto caotica, dal momento che il patto di stabilità voluto dallo Stato non era attuato. Per farle un esempio, la piscina coperta che avevamo iniziato a costruire noi e che aveva dato difficoltà per mille motivi ma che, secondo il progetto attuato con Voghera, con poche centinaia di migliaia di euro, doveva essere attualizzabile, alla fine è costata un milione di euro e mezzo in più, dovendo poi aprire due mutui, uno rilanciato con la cassa del Coni. In più ci siamo trovati una struttura destinata a una scuola, di cui il comune avrebbe dovuto pagare 300mila euro all’anno tra affitto e oneri di gestione, senza alcun tipo di contratto perché fatto con la provincia e altre realtà, che poi non è stato fatto. Tutti questi soldi spesi alla leggera hanno così portato il comune in una situazione davvero difficoltosa, portando Casteggio a non rispettare il patto di stabilità. Abbiamo così dovuto rimboccarci le maniche e trovare il modo per mettere in stabilità il patto”. Come avete agito in questo senso? “Questo purtroppo si è tradotto nella mancata possibilità da parte del comune, di avere a disposizione i soldi necessari al suo mantenimento, in termini di strutture, dipendenti, strade, scuole. Nonostante tutto, quello che ci eravamo prefissati è stato raggiunto, senza contrarre mutui o fare spese aleatorie. Abbiamo sistemato diverse strutture, come l’area fieristica di via Truffi, le piazze; abbiamo asfaltato strade, messo il fotovoltaico sui tetti, stiamo lavorando all’apertura di una nuova scuola elementare e abbiamo firmato nuovi contratti con l’energia per cercare di essere più competitivi dal punto di vista del risparmio e dell’economia. Abbiamo, inoltre, stimolato la crescita e la fondazione di una cooperativa sociale per ricollocare, dal punto di vista lavorativo, chi, a causa di questa crisi si è trovato all’improvviso senza lavoro. Si sa che a una certa età è difficile ricollocarsi dal punto di vista lavorativo e noi abbiamo creduto che fosse importante questa opportunità per avere un lavoro in più. Il comune d’altra parte ha l’unico vantaggio di non avere un dipendente fisso, ma il costo del personale nel tempo, breve, è lo stesso (se non leggermente superiore). Con grande difficoltà e grandi sacrifici siamo riusciti ad andare avanti e a raggiungere i nostri obiettivi, pur consapevoli che non è più il tempo delle ‘vacche grasse’”. Su che cosa avete investito maggiormente? “Abbiamo voluto investire sul rilancio economico: abbiamo mantenuto la nostra ditta principale, la Casteggio Lieviti; ci son stati dei licenziamenti, più che altro dimissioni, ma attualmente questa ditta investe 13 milioni di euro per il proprio rilancio e stiamo collaborando per rilanciare il territorio, con la rassegna dei vini. Inoltre, abbiamo fatto progetti per la ristrutturazione del campo sportivo. Adesso molto interessante è il progetto che coinvolge il museo archeologico, grazie a dei fondi regionali che da contributi per strutture culturali. Collaboriamo in questo con l’Università di Pavia, la biblioteca è servita e ci sono

manifestazioni alla Certosa Cantù. Noi crediamo che la cultura sia anche il rispolverare quello che è il nostro territorio, le ricette della cucina, i vini... Abbiamo chiesto un contributo per ristrutturare un palazzo venduto dalla passata amministrazione e ricomprato da quest’ultima perchè vorremmo adibirlo a queste manifestazioni”. Quali sono i progetti futuri invece? “Subentrerà a breve un nuovo gestore della piscina comunale che abbiamo riaperto e rimesso in funzionamento. La promozione del territorio è al momento il nostro impegno, anche in vista della Tares (la patrimoniale, in parte travestita da tassa comunale). Abbiamo visto che, con queste nuove aliquote, alcune categorie come i ristoratori, le pizzerie, l’ortofrutta, i fioristi.. avranno un aumento insopportabile di questa tassa; questo significa sicuramente non un aiuto al commercio che porterà alla chiusura, in breve tempo, di quelle poche attività commerciali che ci sono ancora; il comune in questo senso, con grande sacrificio e rispetto della legge ha pensato di accollarsi una parte di questo esubero. Se l’aumento è di cento il comune si farebbe carico (per quelle specifiche categorie) di 50, nel tentativo di sgravare l’impresa e il commercio, dal momento che non si possono aumentare pedissequamente le tasse e basta, tasse che peraltro vanno dirette a Roma e ai comuni non rimane niente”. In previsione delle elezioni che si terranno la prossima primavera, ritiene che sarà effettivamente possibile portare a termine questi obiettivi? Anche se, ipoteticamente, dovesse vincere l’opposizione? “Io non so se vincerà l’opposizione, purtroppo o per fortuna la politica è fatta da uomini e se tu su di una Ferrari ci metti un maniscalco non so dove arrivi.. non so dirle se chi verrà sarà in grado di fare, perché questo è troppo legato ad personam”. E non è forse questo il problema del nostro paese? “Il problema è l’italiano. Le garantisco che trovare gente che abbia voglia di occuparsi bene di amministrazione è raro. Questo perché si parte dal presupposto che chi comanda è un ladro a prescindere. Guardi, le dico io dormo sonni tranquilli, godo di amicizie di procure, questure e prefetture. Non ho problemi di coscienza; per 28 anni ho fatto l’ amministratore, con spirito di sacrificio, talvolta a scapito della mia famiglia e diminuendo anche miei possibili guadagni. L’ho fatto per spirito sociale, per la formazione che ho ricevuto e la mia cultura personale, acquisita negli anni. Pur potendolo fare, non so se avrò la voglia di ricandidarmi”.

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Callegari: “Abbiamo puntato sul rilancio economico e la promozione del territorio”

Quindi è questo che manca, lo spirito sociale? La mancanza di un vero scopo comune? “Non è solo il sociale, è difficile adesso identificarsi in un partito politico. Io stesso che son sempre stato di destra al momento non saprei proprio in chi identificarmi, se dovessi guardare ai partiti. Proprio recentemente leggevo su internet: “Silvio batte Renzi”. A me pare che fin tanto che in politica diamo risultati come fossero partite di calcio non andremo mai lontano. Non mi interessa chi batte chi, mi interessa che chi vince sia una persona concreta che crede in quello che fa e che non butti via né tempo né denari”. In questo senso ritiene che i giovani possano essere una risorsa, come li vede? “Ma io non credo sia una questione di giovani o vecchi è come la questione delle quote rosa, io farei le quote intelligenti. Non è necessario essere giovani, vecchi uomini o donne per essere intelligenti, capaci e pronti. È necessaria volontà, credere in qualcosa, avere una strada da seguire. Forse quello che manca a loro è questo, avere un riferimento da seguire, ma forse nemmeno loro ne vogliono uno. Io sono figlio di un’altra epoca lo ammetto, non sono su Faceboook e nemmeno mi interessa.. per dirle abbiamo deciso di sistemare una piazza del paese e allestirla per renderla vivibile e per farla diventare un luogo atto al sociale: Stiamo cercando qualcuno volenteroso di aprire un chiringuito per creare un punto di aggregazione e di ristoro, abbiamo fatto mettere le vele, perché la zona è esposta al sole per la maggior parte del tempo e in estate non sarebbe vivibile. Una volta adeguato il luogo con strutture adatte come panchine e qualche gioco per i bambini, potrebbe diventare lo spazio per il rilancio del territorio oltre che un punto di aggregazione. Da questo è venuto fuori che ho voluto mettere le vele perché il mio studio dà sulla piazza e così facendo avrei più clienti. Al limite avrò meno parcheggio! Tutto questo è venuto fuori dalla bocca di giovani che evidentemente non sanno usare bene il cervello. Quindi alla sua domanda se credo nei giovani... io ho due figli di trent’anni. Uno dei due si è trasferito a Londra e vive là...” Quindi consiglia ai giovani di emigrare? “Non consiglio loro di emigrare, io non sono contento, lui neppure. Il problema è che questa società non ha creato per i giovani una possibilità, ma allo stesso tempo i giovani che sono subentrati in amministrazione e l’ho vissuto direttamente perchè alcuni hanno collaborato con me in questi anni, sono essi stessi parte del sistema: cos’han fatto loro per lo Stato? Per la socialità? Me ne trovi uno che voglia venire ad occuparsi di tutto questo, amministrare vuol dire sacrificio”. Mi è capitato di intervistare Vigo, mi è sembrato un giovane bendisposto a questo sacrificio... “Vigo è un’eccezione, un esempio raro. Lorenzo è un ragazzo che si sta dando da fare e capisce che ci vuole tempo nelle cose, non ci si deve spazientire. Anche lui, purtroppo, come mio figlio ha avuto il problema di poter accedere alla sua carriera, per le difficoltà ad entrare in specialità (è infatti medico). Non è questione di giovani, mica giovani a questo punto è questione di forza di volontà, intelligenza e tanto affetto e interesse per il prossimo”.


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PARLA IL CONSIGLIERE COMUNALE DEL PD CLAUDIO BANZATO

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Marta Massacci

Per sentire anche il parere di chi fa opposizione a Casteggio abbiamo incontrato il consigliere comunale del Pd, Claudio Banzato, che ci ha esposto i cambiamenti necessari al comune, per poter migliorare adeguatamente. Come consigliere comunale di opposizione, quali sono le idee che maggiormente portate avanti per Casteggio? “Prima di tutto la difesa del suolo, non è più possibile pensare che il rilancio di una città debba passare necessariamente attraverso la cementificazione; da questo punto di vista una grande città come Firenze insegna, dal momento che rinuncia a facili introiti derivati dagli oneri di urbanizzazione, preferendo investire in cultura, ambiente e turismo. Il Pgt, che è stato modificato anche grazie all’opposizione fatta in consiglio comunale e grazie all’azione della provincia congiuntamente a lega ambiente, è stato ridimensionato ma rimangono ancora troppe aree edificabili e troppa poca compensazione “verde”. Voci di questi giorni tornano a parlare di cementificazione dello storico “campetto venco” di calcio. Rimangono quindi di primaria importanza la valorizzazione delle aree verdi, come il parco del Pistornile e il parco della Certosa Cantu”. Quali sono le priorità del Comune di Casteggio attualmente, secondo lei? “Senza dubbio il primo impegno deve essere il rilancio dell’occupazione. Negli ultimi anni Casteggio ha perso centinaia di posti di lavoro senza che l’amministrazione si muovesse tempestivamente e con profitto; la vicenda di Casteggio Lieviti, ad esempio, è stata gestita in modo personalistico dalla giunta, e solo grazie alle insistenze della minoranza si è potuto “almeno” parlarne in consiglio comunale. Permane quindi la necessità di monitorare attentamente la situazione occupazionale della nostra città, dato che la chiusura dello storico calzaturificio “Crisci” brucia ancora enormemente. Altro investimento doveroso è quello del mercato domenicale, che è senz’altro uno dei nostri fiori all’occhiello. Si potrebbe pensare a nuove forme di promozione, con la creazione ad esempio di un logo che certifichi la storicità del mercato stesso – che ha ormai quasi 500 anni – e che dia maggior prestigio agli ambulanti. Si deve pensare poi ad incentivare le iniziative collaterali che portino le persone a fruire di Casteggio anche dopo il canonico orario del mercato, con offerte e iniziative legate al turismo viti-vinicolo ed eno-gastronomico”. Ritiene che l’attuale amministrazione abbia raggiunto gli obiettivi prefissati all’inizio del mandato? “Il mio parere è assolutamente negativo, per 4 anni l’amministrazione è rimasta immobile facendo male anche la normale amministrazione. Sono stati anni privi di iniziative, con l’unica scusante della mancanza di fondi. Adesso, a un anno dalle elezioni, saltano fuori progetti strampalati e di nessuna utilità, come ad esempio le vele posizionate in largo Colombo: una spesa esagerata e che non porta alcun valore aggiunto alla vita della città”. Premesso che i comuni sono in forte crisi economica, a causa dei sempre maggiori tagli ai finanziamenti, in che cosa ritiene che bisognerebbe investire maggiormente? “Come dicevo prima, la parola d’ordine deve essere

Claudio Banzato

“rilancio”: in accordo con l’amministrazione provinciale, è necessario investire sulle nostre risorse, e quindi nel turismo vitivinicolo, nella cultura delle nostre tradizioni e nella riscoperta del nostro patrimonio. Indispensabile quindi valorizzare il prodotto “vino con iniziative mirate e la creazione del “museo del vino”, che trova la sua collocazione naturale nella splendida sede di Palazzo Bottanoli. Non bisogna poi dimenticare le fasce più deboli dei cittadini: grazie a uno sforzo congiunto con le associazioni e le parti sociali è possibile reperire fondi e tradurre in azioni concrete le esigenze di chi si trova in condizioni disagevoli”. Quale settore ritiene attualmente più efficiente rispetto ad altri? Quale invece andrebbe migliorato? “Ritengo che Casteggio sia animata da un forte associazionismo, che si identifica ad esempio nell’ottimo lavoro svolto dal centro anziani di via Vigorelli, che oltre ad essere un luogo di svago e di aggregazione, fornisce un servizio di trasporto a chi non è autonomo per raggiungere i luoghi di cura per le prestazioni mediche. Così come la Pro Loco e la quarantennale esperienza della croce rossa, punto di riferimento di tutto l’Oltrepo centrale. Andrebbe sicuramente posta più attenzione alle associazioni sportive (calcio, basket e pallovolo), che sono una grande opportunità per i nostri giovani di praticare sport formativi sia dal punto di vista caratteriale che della dinamica di gruppo”. Ci sono state manifestazioni o eventi in cui siete riusciti a operare in maniera positiva e in sintonia con il programma politico dell’amministrazione? “Purtroppo la minoranza non è mai stata coinvolta attivamente nella programmazione delle attività culturali o di qualsiasi altro genere. Alcune buone idee sono state portate a compimento dall’assessore al commercio, anche se sono sembrate più che altro frutto di iniziative estemporanee più che di una reale programmazione ragionata e collegiale”. In vista delle prossime elezioni cosa avete intenzione di fare? “Il problema della prossima elezione è che ci deve

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“In vista delle elezioni mi auguro ci sia un forte ricambio degli amministratori”

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essere un fortissimo ricambio degli amministratori. I personaggi che da decenni “animano” il nostro comune hanno perso l’entusiasmo e la vitalità necessari per amministrare e dovrebbero fare un passo indietro. Auspico una vera lista civica che nasca dalla gente comune, dall’associazionismo e dalla società civile, alla quale i partiti devono - se ne condividono i programmi - dare appoggio”. In quanto esponente del Partito Democratico, quali saranno le tematiche sulle quali punterete maggiormente? “Sarà fondamentale per i prossimi anni rimettere i cittadini al centro delle decisioni importanti del comune, aprendo sempre di più i consigli comunali, portandoli magari fuori dalla sede istituzionale. Lavoro, tutela dei più deboli, ambiente sport e cultura restano i temi fondamentali”. Cosa pensa dell’attuale governo Letta? Il compromesso tra partiti è possibile e soprattutto, efficace per il nostro paese? E a livello locale? “Come si suol dire, il governo Letta è il male necessario, se riuscirà a realizzare le riforme necessarie per rilanciare l’economia, come ad esempio la riduzione delle tasse, riduzione del cuneo fiscale, allora potrebbe anche avere una prospettiva futura. Se invece non sarà in grado di smarcarsi dal quotidiano ricatto di Silvio Berlusconi, molto meglio il ritorno alle urne dopo aver cambiato la legge elettorale. A livello locale tutto deve passare attraverso i cittadini che devono potersi esprimere su programmi e sui candidati; solo attraverso questi passaggi democratici tutto diventa possibile, le alleanze precostituite o decise ai vertici dei partiti hanno già dato pessimi risultati e purtroppo hanno già tolto ai cittadini la facoltà di cambiare il corso delle cose”.

SUPER INTERVENTO

La Cri di Casteggio protagonista

Un lavoro d’equipe dove ognuno ha dato il meglio delle proprie potenzialità: dal 118, Lunedì 23 è stato richiesto un servizio ECMO (tecnica di supporto alle funzioni vitali indicata per ridurre la mortalità con pazienti con insufficienza cardiaca o respiratoria acuta) con Centro Mobile di Rianimazione dalla Sardegna Carbonia per il Policlinico S. Matteo. Subito la Croce Rossa di Casteggio, con due operatori, si è messa a disposizione con l’equipe della Rianimazione del Policlinico, ospedale accreditato per questo tipo di terapia. Dall’aeroporto di Milano Linate è partito un C130 dell’Aeronautica Militare che ha trasportato l’intera equipe all’Aeroporto di Cagliari e da lì è stato raggiunto in breve tempo l’ospedale di Carbonia. Subito i medici hanno messo in terapia extracorporea il paziente con una grave patologia polmonare, lo hanno caricato in ambulanza diretti a Cagliari dove c’era un aereo ad attenderli per Milano Malpensa. Il paziente alle 4.30 di Martedì 24 era già al Policlinico S. Matteo dove è stato sottoposto alla terapia necessaria.


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BRONI

LA MINORANZA CONTESTA L’UTILIZZO DEI SOLDI PER IL RECUPERO DEL TEATRO

“Invece del Carbonetti i soldi andavano spesi per una nuova scuola elementare” di

Oliviero Maggi

Lo scontro politico bronese non si è mai fermato nemmeno per la pausa estiva. Mentre molti erano sotto l’ombrellone, infatti, a Broni si consumavano gli ultimi atti della vicenda dell’edicola Catena, chiusa definitivamente nelle scorse settimane. Ma non c’è solo la questione dell’edicola ad animare il dibattito: nei giorni scorsi è stato inaugurato il teatro Carbonetti, scelta fortemente osteggiata dalla minoranza, mentre sono stati avviati i lavori di realizzazione della nuova scuola in via San Saluto. Un progetto che, anche in questo caso, non convince l’opposizione consiliare, che avrebbe utilizzato per questa i soldi, destinati invece al recupero del Carbonetti. La minoranza, inoltre, sottolinea come altri progetti sono ancora fermi e non si sa quando ripartiranno: dall’Enoteca di Cassino, alla questione dell’amianto, dove si è ancora in attesa del finanziamento dei lavori per il secondo lotto. Intanto, aspettando di conoscere le prossime mosse del sindaco Paroni, la minoranza si dichiara disponibile a dialogare con la maggioranza su alcuni temi, visto il momento delicato per le amministrazioni comunali. Di tutto questo parliamo con il capogruppo di minoranza di “Broni per il futuro”, Ezio Maggi. Capogruppo Maggi, a che punto sono i lavori di realizzazione della nuova scuola? “Per ora l’unica cosa che il sindaco è riuscito a fare è stata quella di recintare l’area dove sorgerà l’edificio. Quando si crea il recinto, solitamente, è perchè si iniziano i lavori. Ora il problema è dove Paroni troverà i soldi per costruire la scuola, visto che non sa nemmeno dove andarli a cercare. Vedremo cosa succederà. Intanto, per il momento, l’edificio inizierà a sorgere in mezzo al deserto, nello stesso deserto dove, tre anni fa, Paroni ha persino organizzato la cerimonia della posa della prima pietra. Salvo poi non fare più nulla fino ad oggi”. La politica estiva bronese è stata dominata dalla vicenda dell’edicola Catena. Il segretario leghista Braga ha parlato di una vendetta politica del sindaco Paroni nei confronti del negoziante. Lei cosa ne pensa? “Si è visto proprio che si è trattato di una forte presa di posizione nei confronti degli edicolanti per qualche sgarbo, che è stato fatto pagare a loro fino all’ultimo, costringendoli ad abbandonare un’attività che, persino la regione, qualche mese prima, aveva fregiato del marchio storico. Personalmente mi ero impegnato in un ultimo tentativo di salvare la situazione, proponendo al sindaco di lasciargli i locali fino alla fine dell’anno, consentendo così alla signora, titolare effettiva dell’edicola, di maturare gli anni necessari per andare regolarmente in pensione. Ebbene, nonostante abbia chiesto questa cortesia, gentilmente, al sindaco, mi è stata negata. Era proprio intenzionato a fargliela pagare a tutti i costi”. Intanto è stato inaugurato il rinnovato teatro Carbonetti, che come minoranza avete molto osteggiato. È cambiato il suo parere a tale riguardo? “Come fabbricato e immobile non c’è nulla da obiet-

Ezio Maggi

tare, è stato recuperato molto bene. Le nostre critiche, rivolte al sindaco alla sua giunta, riguardano i soldi spesi per il restauro, 4,2 milioni di euro, che, a nostro avviso, andavano spesi in un altro modo, magari per realizzare una parte della nuova scuola elementare, visto che quella attuale in via Eseguiti è completamente rivestita in amianto, creando qualche problema alle famiglie, soprattutto in termini di sicurezza per i propri figli”. Quindi avreste usato i soldi per la nuova scuola? “Invece di costruire una nuova scuola da un’altra parte, addirittura un’idea poteva essere quella di abbattere la scuola esistente e ricostruirla delle stesse dimensioni. In questo modo, nella stessa area, si sarebbe concentrato tutto il polo scolastico, le elementari, le medie e il liceo. E sarebbe stata la soluzione migliore. Ma è tutta una questione di volontà politica e il sindaco ha scelto diversamente. Peccato che ora, ogni anno, il comune dovrà sborsare dai 50 ai 70 mila euro all’anno per la gestione. In un momento difficile come questo, con gli esempi negativi dei teatri di Stradella e Mortara, non so come si farà. In conclusione, quindi, oltre ad avere utilizzato i soldi per il recupero del Carbonetti, invece di utilizzarli per la scuola, il comune si è pure accollato un debito continuo”. I lavori all’Enoteca di Cassino, invece, stanno proseguendo? “Anche i lavori all’Enoteca sono completamente fermi. Il problema grosso è la gestione di quel fabbricato ristrutturato. Bisogna trovare innanzitutto le persone e poi la società o l’azienda che si accolli la gestione. È un momento così delicato economi-

camente che non so chi arriverà ad accaparrarsi un’enoteca che non è nemmeno più l’unica regionale, visto che la regione ha dato facoltà alle province di costruirne su ogni territorio. Anche qui sono stati spesi così tanti soldi che sarebbe un peccato se questa immensa struttura rimanesse una cattedrale nel deserto”. Come sono andate le manifestazioni estive? “La manifestazione dei mercoledì sera, che avevamo introdotto noi e portato avanti convintamente, per fortuna non è stata abbandonata, perchè riscuote sempre grande successo; per quanto riguarda le altre manifestazioni, invece, si può dire che non abbiano avuto un riscontro di pubblico molto elevato. È un momento molto delicato per Broni e molta gente, spesso, preferisce spostarsi in altri comuni piuttosto che rimanere qui da noi. Anche la Festa dell’Uva è stata ben organizzata dalla Pro loco, con un grande impegno, però non ha avuto i risultati sperati, anche per la sfortuna del tempo che ha rovinato la giornata clou di domenica”. Capogruppo Maggi, come minoranza avete portato avanti una battaglia contro l’esternalizzazione del servizio cimiteriale, che poi però è stata realizzata. Ora com’è la situazione al cimitero? “Devo dire, parlando del cimitero, che la ditta che ha vinto l’appalto per il servizio si sta dimostrando veramente molto disponibile nei confronti dei cittadini che hanno bisogno e sta cercando di recuperare una situazione, che stava diventando sempre più insostenibile. Quindi, per ora, non si può far altro che esprimere parole positive per questa scelta, speriamo che, in questo modo, si riesca a sostenere la gestione del cimitero che, da sempre, ha molti costi e ben pochi ricavi”. Riguardo alla questione amianto, invece, ci sono degli sviluppi? “La situazione è ferma. Stiamo aspettando che arrivino i finanziamenti per proseguire con gli altri lotti di bonifica dell’area Fibronit. Si è in attesa di questo e fino a quel momento credo che non si muoverà nulla. Certo è che se si fosse messa in pratica la nostra proposta di realizzare una discarica all’interno dell’area, ora con i soldi ricavati dallo smaltimento dell’amianto, non dico che avremmo finito, ma la bonifica sarebbe già a buon punto, perchè si sarebbe riusciti a coprire tutti i costi. E, in superficie, ci sarebbe già stato un parco con delle belle piante e non altro”. Capogruppo Maggi, in cosa concentrerete la vostra azione nei prossimi mesi? “Dopo l’approvazione del bilancio di previsione, ora vedremo, in sede di equilibri e assestamento, se non ci saranno dei buchi. Dopo di che valuteremo le intenzioni dell’amministrazione riguardo ai vari aspetti. Noi non vogliamo essere la minoranza che è sempre contro per partito preso e, per questo, invitiamo il sindaco, in questo momento delicato, a voler accettare qualche proposta per il futuro. Noi siamo disponibili, sempre che, ovviamente, il sindaco non vada avanti con il suo sistema di imposizioni di opere, anche verso i suoi assessori, senza curarsi delle reali esigenze dei cittadini. La manutenzione, ad esempio, è carente e servirebbero più soldi per realizzare le piccole cose. Vedremo come si comporterà il sindaco, visto che questo è uno dei bilanci importanti del suo mandato”.


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IL CARBONETTI VIENE APERTO NEL 1881 E CHIUDE I BATTENTI NEL 1985

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Oliviero Maggi

Realizzato nel 1881 come teatro all’italiana e gestito dalla famiglia Carbonetti, non originaria di Broni, il teatro di via Leonardo da Vinci diviene subito uno degli edifici più significativi della città, insieme alla basilica e all’ospedale Arnaboldi. Dopo appena vent’anni dalla sua apertura il Carbonetti deve subito fare i conti con l’avvento del cinematografo e, così, ben presto, agli spettacoli teatrali si alternano quelli cinematografici, all’inizio muti, che poi prenderanno il sopravvento. Si arriva agli anni ‘30 senza particolari problemi anche se poi, con il dopoguerra e la voglia di rinascita anche attraverso il cinema, il Carbonetti si trasforma, perdendo sempre più le sembianze di un teatro e diventando una sala cinematografica a tutti gli effetti. Negli anni ‘50 è uno dei quattro cinema, presenti in città, con la possibilità, però, rispetto agli altri, di poter proiettare i film all’aperto, nelle serate estive, nel cortile sul retro. Il 1963 è un altro anno significativo per la struttura, con una nuova modifica che trasforma gli spazi con una sala con platea e galleria. Qui, negli anni ‘70 e ‘80, arrivano gli attori più famosi del teatro italiano, come Giorgio Gaber, e i concerti delle orchestre più importanti. Nel 1985 la crisi dell’attività cinematografica investe anche il Carbonetti che chiude i battenti. Bisogna attendere quasi trent’anni per vederlo risplendere. Ernesto Bongiorni, assessore alla cultura del Comune di Broni e studioso di storia locale, ci racconta la storia del teatro, dai fasti alla chiusura, fino alla recente rinascita. Assessore Bongiorni, lei si occupa di cultura da tanti anni ed è un profondo conoscitore della storia recente di Broni e in particolare del Carbonetti. Quando è sorto? “La struttura è nata nella seconda metà dell’800, esattamente nel 1881, come teatro all’italiana, una platea e intorno vari ordini di palchi, in un periodo ancora abbastanza lontano dall’invenzione del cinema che avverrà in Francia circa quindici anni dopo. Figlio del suo tempo il Teatro Carbonetti vede la luce nel secolo del trionfo della grande opera lirica italiana, rispondendo agli aneliti di una comunità che non vuole essere estranea alla vivace vita culturale, che da anni appassiona in un continuo crescendo, strati sempre più vasti di una popolazione, che, con l’affermarsi di una piccola borghesia, soprattutto di tipo agrario, è in grado di rendere economicamente redditizio l’investimento della famiglia, non originaria di Broni, da cui il teatro prende il nome. Non è un fatto soIamente locale; la costruzione di teatri è proprio una caratteristica del periodo. E anche se il fenomeno non è solo italiano, con una punta di orgoglio patriottico, trovo stupefacente il fatto che solo in Italia si assiste al proliferare di edifici teatrali in muratura in realtà urbane di dimensioni così ridotte come la nostra”. Come si è inserito nel tessuto sociale e culturale della città? “A partire dalla sua nascita, il Carbonetti si è affermato come centro nevralgico, divenendo l’edificio più significativo dopo la basilica, insieme all’ospedale Arnaboldi e agli edifici scolastici di epoca coeva, di quello che fino a poco tempo fa era conosciuto come il “re di pais” e segue la storia dei suoi abitanti adattandosi ai mutamenti del tempo. Con l’avvento del cinematografo il teatro si adegua e strati sempre più vasti di popolazione ne usufruiscono. Gli spetta-

Ernesto Bongiorni

coli teatrali all’inizio del ‘900 incominciano ad alternarsi con quelli cinematografici che ben presto diventano preminenti, anche in un periodo di cinema muto quando un pianista locale, accompagnava le scene di una proiezione in bianco e nero con i sottotitoli”. Come si è adattato il teatro con l’affermarsi del cinema? “L’avvento del cinema sonoro, attorno agli anni ’30, non ha apportato modifiche strutturali a quello ormai diventato cinema-teatro, che si è adeguato senza traumi all’evoluzione tecnologica per cedere invece all’esplosione di “voglia di cinema” che caratterizza il secondo dopoguerra. Il teatro all’italiana intorno agli anni cinquanta del secolo scorso si adatta al mutamento dei tempi, alla voglia di divertirsi della gente uscita dalle privazioni di cinque anni di guerra che riscopre entusiasticamente la cinematografia americana da cui, a causa delle sanzioni economiche, era stata esclusa per più di un decennio. Un fenomeno socio-culturale è quindi alla base di un’infelice trasformazione del teatro all’italiana in una anonima sala cinematografica, con grandi sedie di legno, senza più palchi e loggione con tariffa differenziata per

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“Finalmente Broni riavrà il teatro, che risponde alle esigenze della città”

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i posti a sedere nelle file immediatamente vicine allo schermo e quelle, ovviamente più ambite, in posizione distanziata”. Come è stata possibile una tale trasformazione? “Dobbiamo pensare che siamo nell’epoca d’oro del cinema; negli anni cinquanta a Broni ne esistono quattro, con la possibilità nelle serate estive per il Carbonetti di proiettare anche all’aperto nel cortile antistante; doppio spettacolo il lunedì e il giovedì, proiezioni pomeridiane nei giorni festivi e film per bambini a prezzo ribassato il mercoledì sera poiché la scuola elementare nella giornata del giovedì faceva festa”. Quali sono gli eventi più significativi della storia recente del teatro? “Nel 1963, il cinema teatro Carbonetti subisce una successiva modifica costruttiva: sempre nel segno del mutamento dei tempi, diventa l’enorme sala con platea e galleria di cui i bronesi, non più giovanissimi, serbano il ricordo; si tratta di una struttura adatta per ospitare un numero di spettatori più numeroso e anche per rappresentazione di operette, riviste e spettacoli teatrali di un pubblico più esigente che, negli anni settanta e ottanta del novecento, riempie la sala agli spettacoli di Giorgio Gaber e del Piccolo Teatro di Milano, ascolta per la prima volta dal vivo concerti di musica classica delle orchestre più prestigiose, partecipa con entusiasmo e con spirito critico alle serate di cinema d’essai e ai cineforum organizzati dalla Biblioteca Civica. Con la crisi dell’attività cinematografica, nel 1985 il teatro venne definitivamente chiuso, con grande perdita non solo per Broni ma per tutto il territorio circostante”. Bisogna aspettare 25 anni, per il progetto di recupero e, finalmente, la riapertura. “Finalmente Broni torna ad avere il suo teatro, e il teatro risponde ancora una volta alle esigenze della città e ancora una volta si è trasformato per diventare uno spazio polifunzionale in un contesto dove le strutture non devono più essere immobili, perché la gente cresce culturalmente e l’espressione è concepibile solo all’interno di uno spazio mutevole”.


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PIERGIORGIO MAGGI SARA’ IL CANDIDATO SINDACO PER LA TORRE CIVICA

“La scelta migliore, punto di raccordo tra esperienza e rinnovamento” di

Oliviero Maggi

Piergiorgio Maggi, attuale vicesindaco e assessore al welfare del Comune di Stradella, sarà il candidato sindaco della Torre Civica alle elezioni comunali del prossimo anno. Quello di Maggi è il primo nome a scendere in pista per le consultazioni. La maggioranza, così, dopo l’estate infuocata, con le accuse di fallimento venute da tutti settori della minoranza e non solo, rompe gli indugi e anticipa tutti, lanciando Maggi in sostituzione di Pierangelo Lombardi, non più candidabile. Ora, intorno al nome dell’ex segretario del Pd, Torre Civica dovrà costruire un programma nuovo e trovare 16 candidati con cui condividere questa esperienza. La candidatura di Piergiorgio Maggi è stata presentata ufficialmente alla cittadinanza, nei giorni scorsi, presso la piscina comunale. Una presentazione, per cui il candidato ha voluto accanto a se’ i due sindaci storici di Torre Civica, Maurizio Visponetti e Pierangelo Lombardi. E proprio l’attuale primo cittadino ha introdotto l’incontro: “Cominciamo ad entrare nel vivo in un percorso che, attraverso i prossimi mesi, ci porterà il prossimo anno al rinnovo dell’amministrazione comunale – afferma Pierangelo Lombardi -. Vogliamo ribadire l’idea di fondo, cioè la volontà di ripartire da un’esperienza ventennale, per creare un progetto nuovo e delle candidature da presentare agli elettori”. Il sindaco poi, rispedisce al mittente le critiche giunte alla maggioranza durante l’estate, da lui ribattezzate “fuochi agostani”: “Il gruppo di Torre Civica, ai primi di settembre, ha deciso di reagire a questi attacchi – prosegue -, con una proposta aperta al confronto con tutti. E nel momento in cui tutti dicono che Torre Civica è finita, noi riproponiamo alla città questa formula, che mette insieme passato, presente e futuro. E a chi dice che Torre Civica è fallita e invoca una sorta di pulizia etnica nei confronti di noi amministratori noi rispondiamo che Torre Civica ha ancora molto da dire alla città. Un’esperienza che deve essere punto di partenza di un ragionamento futuro”. Lombardi ricorda il grande consenso ottenuto dalla coalizione negli ultimi 20 anni, 4 mandati con un consenso superiore al 60%: “Ormai per gli enti locali si parla di una vera e propria guerra di posizione, per difendere soprattutto i servizi sociali. In questi 20 anni, però, ci sono stati delle realizzazioni molto importanti e, secondo alcuni calcoli che abbiamo fatto, in 18 anni abbiamo investito 46 milioni di euro, molto di più, ovviamente, nei primi anni e meno negli ultimi. E il valore aggiunto di questa esperienza è proprio la continuità amministrativa. Oggi tutti i partiti parlano di liste civiche, ma l’originale è sempre meglio della copia. Torre Civica ha sempre anticipato processi politici nazionali. È un passato da cui prendere spunto”. Un presente ancora molto incerto, dove, però, l’amministrazione è riuscita a pagare, da gennaio a giugno, 1,4 milioni di euro ai fornitori: “Torre Civica, in questi anni, non è mai stata la ripetizione di se stessa – afferma ancora Lombardi -, ma ha sempre saputo ripresentarsi e misurarsi con la novità dei tempi, dando delle risposte ai cittadini. E proprio verso i cittadini dovrà essere in grado di spiegare le sue decisioni e di farsi capire. Per questo bisogna uscire allo scoperto e Torre Civica deve partire con la sua proposta per costruire

Maggi, Lombardi, Visponetti

un movimento, che getterà le basi di un progetto innovativo. Torre Civica deve recuperare il meglio del suo passato e della sua storia”. Infine lancia la candidatura di Piergiorgio Maggi: “Le coordinate rimangono quelle del centrosinistra, ma l’elemento di forza di questo gruppo è sempre stato quello di riuscire a superare gli stanchi riti della politica e di allargare il confronto non solo ai partiti, ma anche alle associazioni e a quei cittadini che non voglio essere incasellati in un preciso partito politico. Intorno a questo progetto, infine, abbiamo trovato anche un nome. Un nome che rappresenta al meglio Torre Civica, punto di raccordo tra esperienza e rinnovamento: Piergiorgio Maggi, garanzia di esperienza amministrativa, di continuità, uno dei protagonisti della nostra storia. Ora non possiamo più sederci sugli allori, dobbiamo concentrare l’attenzione su alcuni aspetti della città e iniziare a pensare ad un programma che non sia un libro dei sogni” conclude Lombardi. Un discorso condiviso anche dall’ex sindaco e ora assessore provinciale Maurizio Visponetti, che chiede al gruppo di maggioranza di serrare le fila in vista degli ultimi mesi di amministrazione: “Questo è l’inizio di una festa per un progetto che sta per nascere e che può essere ancora vincente. Torre Civica è ora più che mai attuale. È sempre stata una squadra, che però era anche una vera e propria famiglia. Purtroppo in questi ultimi anni lo spirito di squadra è un po’ venuto meno. Dobbiamo recuperare lo spirito del 1995 e, in questo, ci aiuterà Piergiorgio Maggi, che è la scelta migliore che si potesse fare”. Visponetti parla poi del programma: dovrà essere semplice e dovranno essere i cittadini ad individuare le priorità: “Nel nostro programma devono esserci segnali positivi. Dobbiamo tornare fra la gente e farci dire quali sono le priorità, magari lanciare anche un referendum per chiedere alle persone come vedono la città nei prossimi 5 anni. Di certo non è più il tempo di opere faraoniche: bisogna individuare 5 o 6 punti su cui costruire il programma per i prossimi anni. Ad esempio le piccole manutenzioni, che sono le più importanti, ma le

più difficili da realizzare, visto che ci sono solo 3 cantonieri in forza al comune. Per quanto mi riguarda, mi metto a disposizione di Piergiorgio Maggi, offrendogli la mia esperienza. Ora non è il momento delle candidature, ma so che la candidatura in Torre Civica è ambita e bisogna meritarsela: bisogna mettere a disposizione le proprie capacità e perseguire l’interesse pubblico”. Poi è la volta di Piergiorgio Maggi, che ribadisce l’importanza dell’esperienza passata e presente di Torre Civica per pensare al futuro: “Questa esperienza parte inevitabilmente da Lombardi e Visponetti – afferma -. La scelta della mia candidatura è stata fatta nel solco di questi 20 anni. In questi mesi sarà decisivo il confronto con i cittadini e con le realtà associative, sociali, economiche della città. Dobbiamo tornare in mezzo alla gente, con l’umiltà di ascoltare e la certezza che c’è sempre da imparare. Concordo per quanto riguarda il programma: pochi punti con al centro il cittadino, le manutenzioni, la qualità della vita, la sicurezza, insomma le priorità che chiede la gente”. Poi chiarisce come dovrà essere la coalizione che lo sosterrà: “Torre Civica non è alle dipendenze di alcun partito – ribadisce Maggi -. I partiti daranno il loro contributo, ma alla fine sarà Torre Civica a decidere. Sarà creata una cabina di regia, che prenderà le decisioni e farà sintesi del programma. Spero che i cittadini ci mandino le loro proposte. Per le candidature se ne riparlerà in primavera, però penso ad una soluzione equilibrata, con una buona presenza femminile, ma soprattutto con persone portatrici di idee e che abbiano voglia di mettersi a disposizione”. E conclude, invitando il mondo del volontariato cattolico a partecipare alla nuova esperienza di Torre Civica: “Mi piacerebbe che qualcuno dei gruppi vicini alla parrocchia e al centro caritativo condividessero con noi questo percorso, perchè lavorano bene sul territorio e con la gente. L’importante, comunque, è che ogni candidato condivida il programma e le idee. Da adesso si parte per un percorso non facile, che, però, se lavoreremo bene, ci sarà grandi soddisfazioni”.


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IN PROGRAMMA L’ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA DEL PDL IL 19 OTTOBRE

di

Oliviero Maggi

La Torre Civica scalda i motori per la prossima campagna elettorale e il centrodestra non sta di certo a guardare alla finestra. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolto un primo incontro ufficiale, dopo i primi contatti informali, tra il Pdl e la Lega, per verificare le condizioni per la creazione di un progetto civico, questa volta unitario, in alternativa all’attuale coalizione di maggioranza. Dall’incontro è scaturito un primo patto federativo a livello di opposizione consiliare e la volontà di proseguire il confronto, alla ricerca, soprattutto, di un nome spendibile come candidato sindaco da opporre a Piergiorgio Maggi. Il Pdl stradellino, intanto, convoca gli iscritti, gli amministratori locali e i cittadini, per un’assemblea organizzativa, in programma sabato 19 ottobre, a partire dalle 9.30, presso la sala cultura del palazzo municipale. All’iniziativa, pensata per discutere della riorganizzazione del partito a livello locale e delle elezioni nei diversi comuni, parteciperà anche l’assessore regionale Mario Melazzini. Il coordinatore cittadino del Pdl, Luigi Giannini, ci spiega le prossime mosse del suo partito, in vista delle elezioni. Coordinatore Giannini, di cosa si parlerà nell’incontro del 19 ottobre? “Si tratta di un’assemblea organizzativa di tutto il territorio dell’Oltrepo orientale, nata dalle sollecitazioni di militanti e amministratori locali del partito, che sentono l’esigenza di una riorganizzazione completa del Pdl, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Serve un partito radicato sul territorio, che sappia aprire un ampio confronto con le realtà socio-economiche della città, parlando della crisi, della mancanza di lavoro per i giovani, del rilancio territoriale, anche in vista dell’Expo 2015”. Sullo sfondo, però, ci sono inevitabilmente le elezioni comunali del prossimo anno. “E’ ovvio che durante l’assemblea parleremo anche delle elezioni amministrative in molti comuni dell’Oltrepo orientale e in particolare a Stradella. Il progetto che abbiamo in testa, e che sottoporremo ai nostri iscritti e a tutti i cittadini, è quello di una lista civica, riempita di contenuti programmatici ben precisi. Servono pochi punti importanti e nessun libro dei sogni: dobbiamo concentrarci sul mantenimento del livello dei servizi e sugli interventi prioritari, tenendo conto delle difficoltà economiche del momento. In funzione di questo programma, quindi, servirà il contributo di tutti”. Durante l’assemblea sarà nominato anche un direttivo. Di cosa si occuperà? “Proprio per l’importanza delle prossime elezioni, durante il convegno sarà nominato un organismo direttivo che parteciperà alle trattative per la creazione delle liste negli altri paesi chiamati al voto. Non dimentichiamoci che, oltre a Stradella, ci sono molti altri comuni che vanno ad elezioni e noi vogliamo che il partito sia presente, ci auguriamo in maggioranza, ma nel caso anche in minoranza, in tutte le realtà dell’Oltrepo orientale”. Il primo alleato è già arrivato: la Lega Nord. Quali accordi avete preso? “Dopo un primo incontro con i colleghi della Lega Nord ancora in estate, ci siamo ritrovati per una riunione ufficiale a metà settembre. Le delegazioni delle due forze politiche hanno convenuto di costituire un patto federativo tra i due gruppi consiliari, finalizzato

STRADELLA

“Abbiamo in progetto una lista civica, che crei discontinuità con il passato”

OTTOBRE 2013

Luigi Giannini

a svolgere l’opposizione amministrativa in forma comune e di intraprendere un percorso finalizzato alla costituzione di una lista aperta alla società civile, per rilanciare l’attività amministrativa, da troppo tempo paralizzata da una coalizione incapace di affrontare i problemi della nostra comunità. Dall’incontro non è uscito nessun nome per un’eventuale candidato sindaco, però, alla luce anche di quanto uscirà dall’assemblea organizzativa, ci ritroveremo per continuare il discorso”. Secondo lei, qual è la mancanza maggiore di questa amministrazione negli ultimi anni? “La mancanza maggiore, a mio parere, è quella legata all’incuria del territorio, in particolare la situazione critica di strade e marciapiedi e dell’arredo urbano, che è sotto gli occhi di tutti. Questo è frutto di una mancanza di programmazione di interventi a favore dei cittadini. Una programmazione che, secondo noi, va fatta insieme alla provincia e alla regione. Stradella, purtroppo, sta diventando sempre più una città dormitorio e anche le poche realtà artigianali presenti sul territorio rischiano ogni giorno di chiudere. Mentre le logistiche non hanno dato i risultati sperati, soprattutto in termini occupazionali. L’amministrazione cerca di rispondere alla crisi del commercio con manifestazioni, tipo il Vinuva, ma non basta: bisogna agire insieme alle realtà economicosociali della città. Non è semplice, ma è uno sforzo assolutamente da realizzare”. Inizialmente, voi avevate proposto un confronto con l’attuale maggioranza. Poi come è finita? “Con l’astensione del nostro gruppo consiliare sul bilancio di previsione 2012, avevamo mostrato la nostra disponibilità verso la maggioranza nell’iniziare un confronto nuovo su formule diverse che potevano interessare il governo della città. Questo confronto ci è stato negato per un anno intero e, ora, addirittura, la maggioranza rilancia, senza se e senza ma, il progetto di Torre Civica, che, secondo noi, ormai non è più in grado di dare risposte concrete ai problemi

della città”. Oltre a rilanciare Torre Civica, la maggioranza lancia in pista Piergiorgio Maggi. Cosa ne pensa di questa candidatura? “Piergiorgio Maggi rappresenta la continuità con l’attuale esperienza amministrativa, poiché ricopre anche la carica di vicesindaco. La nostra critica, però, non è personale e non riguarda i singoli nomi. Piergiorgio Maggi, come il sindaco Lombardi, sono amministratori che, bene o male, stanno lavorando per Stradella. Noi avevamo chiesto un confronto su un programma e su contenuti della lista per dare discontinuità rispetto al passato. La riproposizione di Torre Civica e la candidatura di Maggi, presentata così in anticipo, precludono ogni forma di confronto. Ribadisco, nessuna critica sul nome di Maggi, persona rispettabilissima, che però chiude le porte a qualsiasi tipo di dialogo”. Coordinatore Giannini, gran parte del vostro successo dipenderà anche dalle sorti del Pdl a livello nazionale. Secondo lei, in questo momento, cosa deve fare il partito? “Il Pdl ha bisogno di organizzare una rete territoriale, formata da persone in gamba, che abbiano a cuore i problemi delle varie comunità. Ora è necessario costruire il partito che Berlusconi avrebbe dovuto promuovere dopo Forza Italia nel 1993/1994. Un partito che, purtroppo, non è mai riuscito a radicarsi sul territorio. È per questo che bisogna ripartire da zero, da iniziative come quella che realizzeremo a metà ottobre. Come si chiami il nuovo partito non ha alcuna importanza. Bisogna partire dalle persone per creare un partito che sia un interlocutore politico credibile. E le tante adesioni che mi sono già arrivate e che continuano ad arrivare, da parte di semplici cittadini e di amministratori, dimostrano come sul territorio si senti questa necessità. La nostra assemblea e l’organismo che sarà eletto potrebbero rientrare in un progetto innovativo, da esportare anche in altre realtà della nostra provincia”.


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EVENTI

VITTORIA PER LA SCRITTRICE TAMARA FURLANELLO

OTTOBRE 2013

Successo per il concorso letterario dei racconti di montagna

Grande successo del 2° concorso letterario “PONTI ARTE 2013” dal tema “Racconto breve di montagna”, andato in scena negli scorsi mesi e che ha visto nella giornata del 6 settembre la premiazione. Cesare Curatolo, come rappresentante del Circolo Ponti Arte, promotore di questo concorso, nel suo discorso di introduzione ha sottolineato: “Vorrei esprimere dei ringraziamenti. In primo luogo ai componenti la Commissione giudicatrice composta dal giornalista e scrittore Alessandro Disperati e dalle professoresse Attilia Vicini e Maria Teresa Zambianchi, che si sono sobbarcati, a titolo gratuito, il gravoso impegno di valutare gli elaborati presentati. Un doveroso ringraziamento va alla Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, rappresentata dal presidente Bruno Tagliani e dall’assessore alla cultura, Marina Casarini, alla Provincia di Pavia, al Comune di Brallo di Pregola, alla Pro Loco di Brallo di Pregola, al Sistema bibliotecario integrato dell’Alto Oltrepò Pavese, a Ivo del Brallo, al Park Hotel Olimpia di Pregola che, oltre al premio elargito, ci ospita in questa occasione. Infine un ringraziamento particolare all’Associazione culturale “VARZI VIVA”, all’associazione “SASSI NERI” e all’associazione “SPINO FIORITO” per il sostegno e la stretta collaborazione data al circolo “PONTI

ARTE” per la realizzazione di questo evento, alla Pasticceria Zuffada e al Salumificio Belli”. E veniamo ai vincitori. Il primo premio è andato al racconto intitolato - “Omaggio a Pietro Daglia, combattente per la libertà” dell’autrice Tamara Furlanello con la seguente motivazione: “Per la profondità storica e psicologica dei personaggi; per aver trasmesso intensità emotiva senza eccessi sentimentali”. Il secondo premio è stato assegnato al racconto intitolato – “Infinite traiettorie”, dell’autore – Ennio Di Biase, con la seguente motivazione: “Per la concettualizzazione metaforica sottesa all’idea dell’infinite traietto-

rie. Sul piano stilistico espressivo per la felice interazione dei livelli, realistico ed evocativo”. Infine il terzo premio è andato al racconto intitolato – “Vita da lupi” dell’autrice Monica Garbelli con la seguente motivazione: “Per l’originalità del punto di vista. Prosa scorrevole ed efficace nella sua chiarezza”. Infine una menzione al racconto intitolato – “Una storia tra mare e montagna” dell’autrice Maria Natalia Iiriti con la motivazione di “essere destinato ad un pubblico giovane”. E l’anno prossimo verrà organizzato il terzo concorso letterario sempre legato al tema della montagna.

SARA’ ORGANIZZATA DALLA SEZIONE DEGLI ALPINI DI PAVIA E DI GODIASCO

Serata benefica il 25 ottobre al Teatro Cagnoni di Godiasco di

Gianluca Giaconia

La Sezione A.N.A. di Pavia, il Gruppo A.N.A. di Godiasco ed il Coro A.N.A. Timallo sono da sempre molto legati alla Fondazione Don Gnocchi. In quest’ottica il Comune di Godiasco Salice Terme, nella persona del Sindaco Anna Corbi e dell’Amministrazione ha fornito la disponibilità del Teatro Cagnoni e di alcuni supporti audiovisivi per la serata del prossimo 25 ottobre con inizio alle ore 21 presso il Teatro Cagnoni di Godiasco. L’evento musicale è volto ad uno scopo benefico ed a una raccolta fondi pro Fondazione Don Carlo Gnocchi, in ricorrenza del 4° anno trascorso dalla Beatificazione di Don Carlo Gnocchi. Il titolo è “..sotto il cielo immenso, con intorno il gregge fitto e nero dei miei alpini…”. Abbiamo incontrato il Maestro Carlo Bernini, il quale ci ha illustrato il programma della serata. “Il programma prevede un percorso musicale e rievocativo durante il quale verranno eseguite dal Coro A.N.A. Italo Timallo composizioni della tradizione alpina e brani d’autore che raccontano la guerra di Grecia e quella di Russia, intervallati da letture tratte dagli scritti dell’allora cappellano degli alpini Don Carlo Gnocchi, che ammirava questi ragazzi, capaci “di rendere naturale e quasi inavvertito il sacrificio!”. Considerazioni che lo avrebbero, successivamente, confermato nella volontà di realizzare il suo sogno nel porre aiuto agli orfani e mutilati di guerra. Verranno, inoltre, eseguiti brani che

dipingono con sapienti pennellate “la vita solitaria della montagna coi suoi silenzi maiestatici”, cui gli alpini sono legati da religioso rispetto e orgogliosa difesa. Questa toccante rievocazione dei sacrifici e

della profonda religiosità degli Alpini, espressa mediante le osservazioni di Don Gnocchi, sarà completata con la proiezione di immagini dei luoghi e dei paesaggi raccontati e cantati”.


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QUEST’ANNO SI PUNTA SUL TERRITORIO E L’AMBIENTE IN VAL DI NIZZA

di Alessandro

Disperati

Il prossimo 13 ottobre a Poggio Ferrato di Val di Nizza si aprirà la 19° “Festa d’Autunno”, che quest’anno ha come titolo “Il territorio e l’ambiente della Val di Nizza”. Il presidente dell’Associazione Amici di Poggio Ferrato, Antenore Lodovichetti, precisa che per realizzare la manifestazione, che si apre alle 10.30 del mattino e proseguirà sino al tramonto, sono già all’opera da diversi giorni una cinquantina di volontari. Il tutto per garantire una manifestazione all’altezza del gran numero di turisti e villeggianti che, come ogni anno, raggiungeranno il bel borgo del Comune di Val di Nizza. Il presidente Lodovichetti prosegue elencando le varie iniziative in programma: “otto – dieci paioli di polenta, con cinghiale, gorgonzola, e con i funghi, quasi un migliaio di panini con salamella alla griglia, salame cotto e ottimo salame crudo, sei – settecento schitte, quattrocento chilogrammi di castagne, il tutto per soddisfare la marea di visitatori, stimata in oltre tremila persone, che normalmente partecipano all’evento”. Una particolare attenzione viene dedicata ai bambini, per i quali è riservato uno spazio con gli animatori, mentre i genitori possono dedicarsi alla “pentolaccia” e al “resgon”, giochi del passato che vengono riproposti in chiave moderna. Si prevede inoltre la proiezione di foto relative al territorio della Val di Nizza e l’esposizione di macchine agricole e auto d’epoca, un gruppo musicale e alcuni

lorizzare e far conoscere il territorio e per incrementare il Turismo, si concretizzano in questa manifestazione che vede tutti coinvolti. Il 13 ottobre avremo a Poggio Ferrato oltre 40 espositori che offriranno i loro prodotti artigianali, sarà possibile visitare il Castello di Oramala, oltre ovviamente al borgo storico di Poggio Ferrato, dove molti cortili privati ospiteranno la Festa d’Autunno”.

artisti che in modo itinerante provvedono all’intrattenimento dei visitatori. Il sindaco di Val di Nizza, Franco Campetti, commenta: “Si tratta di una manifestazione a livello regionale, che vede un afflusso di visitatori molto importante per il nostro comune; gli sforzi che il Comune e le associazioni operanti sul territorio, Amici di Poggio, Proloco, Spino Fiorito e Pietra Verde fanno per va-

LA MANIFESTAZIONE E’ IN PROGRAMMA IL 20 OTTOBRE

A Chiusani la 31esima edizione della Sagra della Castagna e dei marroni

di Alessandro

Disperati

Andrà in scena domenica 20 ottobre la 31esima Sagra della Castagna e dei Marroni che si terrà nella caratteristica frazione di Chiusani di Rocca Susella. Come sempre è il Circolo locale a dar vita a questa manifestazione che non mancherà di richiamare il pubblico delle grandi occasioni. Intenso il programma della manifestazione. Dalle ore 10 per le vie del borgo sono in programma antichi mestieri, bancarelle, stand di prodotti tipici locali, clow Bingo e altre sorprese. Sempre dalle 10 presso la stalla, tutto su Chiusani e birra alla castagna con i ragazzi del Portico. Sempre alle 10 presso il palco centrale si terrà la Santa messa solenne. Alle ore 11 inaugurazione della 31esima Sagra della Castagna. A partire dalle ore 12, sotto i portici, ‘Pranzo contadino’ a base di polenta, cinghiale, merluzzo, gorgonzola, frutta, e torta di crema di castagne. Sempre alle 12, ma nell’area country, ‘Pranzo western’ a base di grigliata, patatine, fagioli alla messicana, dolce e birra. A partire dalle 14 si potranno assaporare le caldarroste, la schita e le frittelle, il tutto innaffiato dai vini locali. Non mancherà come da tradizione la buona musica popolare. Nel palco centrale dalle ore 14,30 si esibiranno ‘El Canfin’. Nell’area country musica con il gruppo ‘Dusty Road’, country band e bally con ‘Free e Easy’. Per tutto il giorno, pizza

con il forno a legna (novità di questo autunno 2013), grigliata, fagioli alla messicana ed ovviamente birra. La manifestazione è organizzata dal Circolo di Chiusani con il patrocinio del Comune di Rocca Susella, la Comunità montana dell’Oltrepò pavese, la provincia di Pavia e la Regione Lombardia. Insomma un appuntamento da non perdere.

EVENTI

Il 13 ottobre a Poggio Ferrato va in scena la 19° Festa d’Autunno

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EVENTI

A GIACOMO TURCO IL PREMIO DEL PUBBLICO

Sergio Azzaretti vince il concorso fotografico Carlo Fagnola di

Valerio Maruffi

Si è concluso domenica 1 settembre, con la premiazione dei vincitori, la terza edizione del Concorso fotografico “Carlo Fagnola” indetto da Varzi Viva: il concorso porta il nome dello storico fotografo di Varzi, che, attraverso la pellicola dei suoi rullini ha, per decenni, impresso e raccontato la storia della Valle Staffora. Un archivio di fotografie immenso, ora di proprietà dell’associazione Varzi Viva che ogni anno, proprio in occasione della premiazione del concorso, viene proiettato in una selezione di scatti. Scatti che, rivisti a distanza di anni, fanno rivivere nei varzesi ricordi ed emozioni e immancabilmente scatenando il gioco al riconoscimento dei personaggi fotografi. Il tema del concorso di quest’anno ha impegnato i concorrenti su un tema solo apparentemente facile: I Castelli dell’Appennino, dando così la possibilità di non ricercare i luoghi da fotografare solamente nell’appennino Pavese. Le fotografie ricevute sono state esaminate dal fotografo professionista Alessandro Pastorelli, titolare dello studio Fotomania di Varzi e da Alessandro Disperati, esperto di fotografia e di

territorio appenninico, e sono state premiate ed esposte nella bellissima ambientazione del “Casone”, cantinone del centro storico di Varzi ed i premi sono stati consegnati dal presidente di Varzi Viva, Mariano Lerbini, dall’assessore alla cultura Carla Mottini ed dal ex presidente dell’associazione Antonio di Tomaso. Il “Premio del pubblico” è andato a Giacomo Turco con “l’ora più bella”, foto che ritrae il castello di Bardi immerso nella calda luce di un tramonto estivo. Terzo premio per Donata Zacchetti che presenta la Torre delle streghe di Varzi con una atmosfera medioevale. Il secondo premio invece è stato aggiudicato a Gianluca Cavanna con un inusuale scorcio della Rocca di Carrega Ligure. Sergio Azzaretti invece ha trionfato guadagnandosi la prima posizione con una foto not-

turna del castello di Pietragavina. Tecnica e conoscenza del territorio gli hanno permesso di realizzare un’ottima immagine.

GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO ALLA PIEVE DEI CAPPUCCINI

La violinista Caterina Demetz vince, a Varzi, il premio Pina Carmirelli di

Valerio Maruffi

Sabato 14 settembre si è tenuta a Varzi, presso la pieve romanica dei Cappuccini, la VII edizione del premio “Pina Carmirelli”, importante riconoscimento musicale che dal 2011 è stato inserito ufficialmente tra i “Concorsi e Premi” del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Il premio viene assegnato annualmente alla migliore diplomata (su indicazione del Direttore, fra i diplomati del triennio/biennio e vecchio ordinamento) del Corso di Violino presso il Conservatorio medesimo. Quest’anno la meritevole violinista premiata è stata Caterina Demetz che, nonostante la sua giovanissima età (nata nel 1989), può già vantare un curriculum ricco di esperienze, riconoscimenti e concerti. Ammessa al conservatorio di Milano già all’età di 4 anni per lo studio del violino (su indicazione del maestro M. Abbado), inizia solo un anno dopo a dedicarsi contemporaneamente anche allo studio del pianoforte, partecipando al primo concorso esibendosi con entrambi gli strumenti. Tra gli importanti concorsi vinti citiamo: “Jugend musiziert”, concorso internazionale vinto a Roma nel ’95 per violino e ad Atene nel ’99 per pianoforte; primo premio assoluto di violino a Salonicco nel 2001; primo premio assoluto di pianoforte ad Alessandria d’Egitto nel 2002; premio “Giuseppe Verdi, la musica per la vita” nel 2003 conferitole dall’associazione ASSAMI; premio “Giulio Forziati” assegnato ai giovani talenti del conservatorio di Milano nel 2007; primo premio assoluto del “Premio Beltrami” per la musica da camera nel 2008;

concorso per violino di fila presso l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini di Parma nel 2011. Dal 2009 Caterina collabora con l’Orchestra da Camera Italiana di Salvatore Accardo, con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, con l’Orchestra Mozart di Claudio Abbado, con la Filarmonica della Scala e con l’Orchestra Haydin di Bolzano. Tra il 2010 e il 2012 Caterina ha anche tenuto concerti solistici di violino e pianoforte in Italia e all’estero, laureandosi nel luglio del 2012 nel corso biennale specialistico di Violino del Conservatorio Giuseppe Verdi con la votazione di 110 e lode e menzione. In occasione della manifestazione a Varzi, Caterina si è esibita nella Seconda Sonata di Sergei Prokofiev accompagnata al pianoforte dal Maestro Diego Maccagno-

la. Il premio è stato istituito in onore della varzese Pina Carmirelli, amata e ammirata violinista da tutti i cultori di musica del mondo intero. Nata a Varzi nel 1914, fu insignita del premio “A. Stradivari” nel 1937 e “N. Paganini” nel 1940; fondò numerosi complessi da camera e fu un’importante concertista, musicologa ed educatrice, oltre ad aver ricoperto il ruolo di primo violino ne “I Musici”. La manifestazione viene organizzata ogni anno dal Comune di Varzi, l’Associazione Artemusica e l’Associazione Varzi Viva in collaborazione con il conservatorio G. Verdi di Milano e col prezioso contributo della Fondazione Comunitaria Pavia. Appuntamento allora al prossimo anno, per la premiazione di un’altra talentuosa e meritevole violinista.


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L’ASSOCIAZIONE “AMICI DEL TEATRO” CONTA GIA’ PIU’ DI 700 ISCRITTI

di

Oliviero Maggi

Conta già più di 700 iscritti l’associazione “Amici del Teatro” nata per celebrare l’evento storico della riapertura del Carbonetti e, ovviamente, per seguirne anche lo sviluppo futuro. L’impegno degli associati è quello di far riacquistare al teatro il suo ruolo indispensabile all’interno della comunità bronese, creando una rete di soggetti pubblici e privati per raccogliere risorse da destinare alle attività teatrali. Infine, non meno importante, l’associazione lavorerà per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del teatro e sulle iniziative che saranno messe in calendario nei prossimi mesi. L’associazione lavorerà in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale e con il gestore della struttura. Il presidente dell’associazione “Amici del Teatro”, Emilio Piccinini, ci spiega nel dettaglio le finalità di questo nuovo soggetto, destinato a diventare un punto di riferimento fondamentale nel panorama culturale della città di Broni. Presidente, come è nata l’idea di fondare l’Associazione “Amici del Teatro”? “L’idea di far nascere un’associazione di questo tipo si è concretizzata sul finire del 2012, ma ci stavamo pensando già da un po’. Man mano che i lavori di ristrutturazione del Carbonetti si stavano avvicinando al termine, si è rafforzata la convinzione che, in qualità di cittadini di Broni appassionati di cinema e teatro, avremmo dovuto dare il nostro contributo, fare la nostra parte per celebrare al meglio l’evento storico della sua riapertura”. E così avete pensato ad una associazione che appoggiasse l’attività del teatro. “Esatto. Per questo motivo abbiamo deciso di costituire l’associazione: dopo anni di silenzio vogliamo far sì che il teatro riacquisti il suo ruolo essenziale e indispensabile nel cuore del sistema culturale di Broni e del territorio. Ci auguriamo che in questo percorso l’associazione possa giovarsi della collaborazione, dell’impegno e della partecipazione di sempre più cittadini non solo di Broni, ma anche dei vari comuni dell’Oltrepo centro-orientale”. Come è strutturata l’Associazione? “L’Associazione Amici del Teatro Carbonetti non ha scopo di lucro e ha sede a Broni. Il funzionamento è regolato da uno statuto che prevede i seguenti organi: il presidente, il consiglio direttivo e l’assemblea degli associati. Tutte le cariche associative sono attribuite dall’assemblea e i soggetti nominati durano in carica due anni e sono rieleggibili. Le cariche associative sono prestate a titolo gratuito”. Per quanto riguarda i soci, invece? “I soci si dividono in “fondatori”, i 12 che hanno partecipato all’atto costitutivo dell’associazione e che sono membri del primo consiglio direttivo; “ordinari”, quelli che hanno aderito all’associazione previa presentazione di apposita domanda scritta, ed onorari o benemeriti, insigniti di tale qualifica per volontà del consiglio direttivo”. Quali sono le finalità dell’Associazione? “Lo statuto, all’articolo 1, individua 5 finalità principali. In primis, l’Associazione si impegna a sostenere le attività del Teatro Carbonetti in tutti i modi e le forme concordate con il gestore del Teatro e la sua direzione ed, in particolare, promuovere sul territorio una sottoscrizione popolare a sostegno delle attività del Teatro all’inizio di ogni anno solare. In secondo luogo, l’associazione rappresenterà le esigenze e

Emilio Piccinini

le necessità culturali del territorio, favorendo nella comunità dell’Oltrepò centro-orientale e delle zone limitrofe sinergie, legami sociali e culturali con il Teatro e viceversa”. E poi che cos’altro ancora? “In qualità di associati, ci daremo da fare anche per aggregare una rete di soggetti pubblici e privati interessati alle attività del Teatro. Inoltre daremo il nostro contributo per l’attuazione dei programmi annuali del Teatro Carbonetti, formulando proposte che tengano conto dell’interesse e delle necessità della comunità, individuando forme di collaborazione con il gestore e l’amministrazione comunale. Tra gli scopi dell’associazione, infine, c’è anche l’organizzazione di iniziative tese a migliorare la conoscenza e

EVENTI

Piccinini: “Vogliamo che il Carbonetti riacquisti il suo ruolo essenziale”

OTTOBRE 2013

la comprensione dell’attività teatrale nella nostra comunità”. Quanti iscritti conta oggi l’Associazione? “Attualmente siamo a circa 700 soci, ma non ci poniamo limiti. Ci piacerebbe arrivare a mille: sarebbe un bel traguardo. La presenza dei fruitori, nella fase iniziale, è in continuo incremento e questo ci fa ben sperare”. Quali sono i vostri prossimi obiettivi ? “Oltre a perseguire le finalità previste dallo statuto, nei prossimi mesi ci daremo da fare, in collaborazione con l’amministrazione comunale, per continuare l’opera di riavvicinamento al Carbonetti coinvolgendo cittadini, associazioni e società civile. Collaboreremo per raccogliere risorse da destinare alle attività del teatro, contribuendo alla vita del Carbonetti non solo da un punto di vista culturale, ma anche economico. Infine, opereremo per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alle attività che si svolgeranno all’interno del Teatro all’insegna della multidisciplinarietà, comprendendo le arti figurative, le arti musicali, il cinema ed altro. Certamente non dobbiamo dimenticarci il ruolo di stimolo, sinergia e confronto con il futuro gestore e l’Amministrazione comunale, il rispetto delle esigenze culturali degli associati e del territorio. Altro impegno fondamentale è tenere informati i soci su tutte le attività del Carbonetti”. Cosa deve fare un cittadino per iscriversi all’Associazione? “Chi volesse aderire, può scrivere una mail all’indirizzo info@amicidelteatrocarbonetti.it, chiamare il numero 327 4620118 o consultare il sito www.amicidelteatrocarbonetti.it. In alternativa, può recarsi presso la Biblioteca comunale di Broni in via San Francesco d’Assisi. L’iscrizione è annuale e prevede il versamento di una quota minima di 10 euro per gli adulti e di 5 euro per i minori”.


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PRESENTE AL RALLY ANCHE JEAN TODT

MOTORI

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Tanto Oltrepò al Rally di Croazia Campionato Europeo 2013

98 equipaggi provenienti da 3 continenti: 69 stranieri, 29 croati, questi sono i numeri del Croatia Rally 2013, organizzato e promosso dalla Federazione Croata e dalla United Business di Salice Terme, gara valida come decima prova del Campionato Europeo Rally 2013 svoltasi da giovedi 26 a sabato 28 Settembre, a Porec, capitale turistica della Croazia. I piloti che hanno disputato la gara erano in rappresentanza di 19 nazionalità diverse provenienti da 3 continenti, vetture di 18 costruttori hanno partecipato all’evento, con il leader del campionato Jan Kopecky della Skoda Motorsport Team al top nella lista dei piloti, che come da pronostico ha vinto la gara e con anticipo si è aggiudicato il titolo di Campione Europeo Rally 2013, ma molti erano i top driver presenti: il belga Pieter Tsjoen con il connazionale Bernd Casier, il sudafricano Henk Lategan, due equipaggi australiani, Adrian Coppin e Molly Taylor, l’austriaco Andreas Aigner, il tedesco Herman Gassner, il francese Robert Consani e tanti altri che per tre giorni si sono dati battaglia seguiti da un caloroso e folto pubblico. Il Presidente della Fedrazione Internazionale dell’ automobile, il francese ed ex general manager di Ferrari, Jean Todt,

Le Miss del Croatia Rally

Porec: partenza Rally Croatia

era presente al rally ed ha voluto complimentarsi con tutti i piloti e lo staff organizzativo intrattenendosi con Pier Liberali di United Business, ex promoter del Beta Rally Oltrepo di Salice Terme, che dichiara: “Organizzare e promuovere il Croatia Rally non è stato facile, la gara è una delle più importanti in Europa, in Croazia inoltre si è svolto negli stessi giorni il Consiglio Mondiale della Federazione Internazionale, c’erano tutti da Todt ad Ecclestone, avevamo gli occhi addosso dei grandi capi del motorsport

mondiale, ma sia io che i miei collaboratori italiani e croati non abbiamo sentito la pressione, eravamo preparati e sicuri di quello stavamo facendo. Il Croazia è stato un successo, record di equipaggi stranieri, nessun altro rally dell’europeo ne ha avuti così tanti, eccezionale copertura televisiva grazie ad Eurosport ed alla televisione croata che ha seguito molte fasi dell’evento in diretta, il rally è stato trasmesso da 73 circuiti televisivi in 5 continenti. Sono molto soddisfatto”.

Jean Todt e Pier Liberali

Croatia Rally:il podio

Il vincitore Jan Kopecký


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ABBIAMO INCONTRATO IL MAESTRO LUCIANO BERNINI E IL PUGILE ACATULLO

SPORT

Bernini: “Frezza modello da seguire, Acatullo va gestito nel modo giusto”

OTTOBRE 2013

Il pugile Francesco Acatullo con il maestro Luciano Bernini

di

Gianluca Giaconia

Proseguono gli allenamenti presso la palestra Malibù di Voghera diretti dal Maestro Luciano Bernini. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato lui e il giovane puglie professionista Francesco Acatullo, residente a Codevilla, prima del consueto allenamento. Il Maestro ha analizzato i suoi due atleti, Acatullo appunto e il Campione d’Italia dei pesi welter Gianluca Frezza, elencandone le caratteristiche principali. Poi è toccato al giovane emergente Acatullo analizzare il proprio periodo di forma attuale e i prossimi impegni in futuro. Maestro Bernini, facciamo un bilancio della sua attività nel 2013. “Il bilancio è certamente positivo, sono soddisfatto del mio lavoro e dell’impegno messo in mostra dai miei due pugili, Gianluca Frezza e Francesco Acatullo. Frezza è Campione d’Italia dei pesi welter e ha difeso perfettamente il titolo, Acatullo ha dovuto far fronte ad una sconfitta dopo due vittorie, ma sono sicuro che questa contribuirà parecchio alla sua crescita”. Cominciamo da Frezza. “Frezza è certamente il modello che tutti gli atleti devono seguire perché con il lavoro e parecchi sacrifici è arrivato ad essere Campione d’Italia. Il suo valore è improntato sulla volontà, non avendo eccellenti qualità tecniche, ed è arrivato dove nessuno avrebbe mai creduto. E’ campione da due anni, battendo atleti anche più forti, come Claudio Moscatiello e Luciano Abis, che hanno un curriculum di tutto rispetto. Questo dimostra che se si vuole arrivare ad essere qualcuno bisogna compiere sacrifici, oltretutto è la persona più umile che io conosca. Con l’umiltà e il lavoro i risultati non tardano ad arrivare”. Cosa ne pensa invece di Acatullo? “Francesco ha grandissime potenzialità tecniche e tattiche, ma bisogna gestirlo bene perché è giovane, deve crescere e non voglio darlo in mano ai manager, i quali sono “spietati” e guardano solo ai pro-

pri interessi. La persona che deve gestire l’atleta è il maestro, dato che è con lui dalla mattina alla sera e lo conosce come nessun’altro. Non voglio bruciare il ragazzo, ho visto tanti atleti della sua età che non hanno le sue stesse potenzialità e qualità, quindi col tempo si vedrà perchè si fa presto a rovinare un talento. Di sicuro sono indispensabili i sacrifici perché fare il professionista non è facile, dato che in Italia il pugilato non è per niente considerato, quindi bisogna dare il massimo in allenamento e anche sul lavoro. Due allenamenti al giorno sono fondamentali, è una scelta di vita che va fatta, comporta parecchie rinunce per distinguersi dagli altri”. Passiamo ora a Francesco Acatullo, come ti senti fisicamente? “Non ho mai smesso di allenarmi, anche durante il mese di agosto, infatti non ho fatto ferie, proseguendo con la mia attività di parrucchiere all’Iper di Montebello. Grazie al mio lavoro e agli allenamenti sto benissimo sia fisicamente che mentalmente”. Com’è stato il tuo anno? “Sono passato al professionismo nel mese di febbraio, ho vinto due incontri su tre disputati. Le vittorie mi hanno dato il giusto morale e la forza per proseguire sulla mia strada, anche la sconfitta è stata utile ed è servita per il mio processo di crescita. Nonostante mi fossi allenato bene, non ero concentrato e ho sottovalutato l’avversario, che aveva sul curriculum già otto incontri da professionista. Alla seconda ripresa mi è arrivato un colpo inaspettato e il maestro ha gettato la spugna, quindi ho perso per abbandono. Dopo l’incontro ho avuto una settimana di riposo dopo di che ho ripreso subito ad allenarmi; non mi sono abbattuto per niente, anche perché da una sconfitta possono nascere diverse vittorie. Sono quindi più carico di prima, il maestro mi sta vicino dal mattino alla sera, trattandomi come se fossi suo figlio. Sono senza dubbio soddisfatto di aver scelto lui come maestro, anche perché con la sua esperienza è una certezza e mi gestirà per questo nella maniera corretta”.

Avete cambiato i metodi di allenamento? “Abbiamo inserito un ulteriore potenziamento delle gambe durante gli allenamenti. Per questo nel footing consueto mattutino ho inserito le salite, poi lavoro molto anche alla palestra Malibù, potenziando sempre anche il fisico. Per il resto ci sono sempre le ripetute al sacco e le figure, poi i circuiti, che si basano su combinazioni con pesi, corde e boxe a vuoto e infine un misto tra scatti, corde e salti in alto. Mi concentro molto sulle figure, dato che si riescono ad inserire gli schemi e i propri colpi e il maestro sceglie di volta in volta le combinazioni. Inoltre mi reco a Pavia per fare i guanti con Frezza e allenarsi con un Campione d’Italia non è roba da tutti i giorni”. Quali sono i tuoi prossimi impegni? “Mi sto allenando duramente perché a fine ottobre Gianluca Frezza organizza un incontro a Pavia, non si sa ancora se dovrà difendere il titolo, in ogni caso sarà un match sulle sei riprese. Come sottoclou del suo match sono stato scelto io per combattere, per questo ci stiamo allenando parecchio insieme, avendo entrambi anche lo stesso maestro”. Quindi per te ci saranno altri grandi impegni in arrivo, nonostante ci siano stati dei problemi durante il tuo passaggio al professionismo… “Per anni sono stato pugile dilettante e mi allenavo alla Boxe Voghera, che mi ha ostacolato nel momento in cui sarei voluto passare al professionismo ed essere seguito dal maestro Bernini. Il mio gesto non è stato accettato e per di più mi è stato vietato l’accesso in palestra, quindi mi sono rivolto al Sindaco per tale questione, ma non sono stato calcolato minimamente”. A livello mondiale, chi è il pugile che ti sta impressionando maggiormente? “Seguo moltissimo il pugile americano Floyd Mayweather, da cui prendo ispirazione perché è davvero un ottimo atleta. Recentemente ho visto un suo incontro su Sport Italia, attualmente è il mio preferito in circolazione”.


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SPORT

ABBIAMO INCONTRATO IL NUOVO PRESIDENTE DELLA RIVANAZZANESE

OTTOBRE 2013

Marchese: “Abbiamo le carte in regola per disputare una bella stagione” di

Gianluca Giaconia

Cambio della guardia al vertice della Rivanazzanese. Infatti Leonardo Volpi ha lasciato l’incarico di presidente nelle mani di Guido Marchese, commercialista vogherese, che è apparso molto entusiasta nell’iniziare questa nuova avventura. La squadra ha cominciato un po’ a stento il suo campionato di 1° categoria con 3 punti ottenuti nelle prime 3 partite. Dopo la bella vittoria in trasferta a Rozzano, sono arrivate due pesanti sconfitte con Lomellina e Gropello. La Rivanazzanese ha cambiato pelle in occasione dell’ultimo mercato estivo, tra acquisti e cessioni, inoltre sono arrivati parecchi giovani, aspetto certamente gradito dal nuovo Presidente. Abbiamo incontrato Marchese dopo la partita con la Lomellina e ha spiegato l’impatto avuto col nuovo ambiente e i suoi pensieri inerenti a squadra e società. Marchese, ci racconti la ‘trattativa’ che l’ha portata a diventare il nuovo Presidente della Rivanazzanese? “Ci sono state più persone che mi hanno sollecitato ad occupare questa carica, a partire dal Sindaco, l’amico Romano Ferrari, poi personaggi importanti dei paesi circostanti, come Giovanni Alpeggiani. La ragione per cui ho accettato questo ruolo proviene dal mio legame con Rivanazzano Terme, un paese moderno rispetto all’immaginario collettivo, un paese ben amministrato, che definisco “guardia valle”, riferendomi alla valle Staffora appunto. Ho sempre organizzato a Rivanazzano importanti eventi, come il convegno degli anni scorsi con ospite Giuseppe Vegas, ex vice ministro dell’economia e finanze e ora Presidente della Consob, Attilio Befera, il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate, Antonio Ma-

stropasqua, Presidente dell’Inps, il ministro Tremonti ed altri esponenti del mondo bancario ed imprenditoriale. Sono quindi molto legato a Rivanazzano, pur essendo residente a Voghera e dimorante a Pavia, quindi ho accettato questa richiesta”. Com’è stato il primo impatto avuto con il nuovo ambiente? “La squadra è giovane, dinamica, ci sono tutti i presupposti per far bene, al di là del risultato della partita con la Lomellina, che a mio avviso ha determinato un esito non all’altezza della situazione. Infatti c’è stato un evidente errore arbitrale in occasione del primo gol e questo ha influito parecchio sull’animo della squadra, in cui pongo in ogni caso parecchia fiducia. Il nostro obiettivo è fare bella figura in campionato, iniziato bene con la vittoria di Rozzano”. Cosa ne pensa della società? “La società è costituita da persone che forniscono un contributo non indifferente, come il Direttore Tecnico Quaglini, vero amante del calcio. Purtroppo queste squadre scontano gli effetti della crisi economica, è diventato difficile conseguire le sponsorizzazioni dalle aziende. Facendo il commercialista mi rendo conto che la coperta è molto corta. Abbiamo iniziato un’esperienza entusiasmante, ho incontrato di recente i ragazzi prima dell’inizio di un allenamento e ho detto loro di metterci il massimo dell’impegno”. Cosa ne pensa del lavoro di Mister Gianluca Chiellini? “E’ una persona molto determinata a conseguire l’obiettivo, mi auguro che riesca ad ottenere il massimo dalla squadra, rinforzata molto durante l’estate e alla prese ancora con una fase di rodaggio iniziale”. Con che politica è stato condotto il mercato estivo? “Abbiamo effettuato il mercato in base alle nostre possibilità economiche, puntando prevalentemente sui giovani e alcuni elementi di spessore. Tutti i reparti sono coperti nelle loro funzioni, quindi la squa-

SODDISFATTO IL PATRON DI ADOLESCERE RIVANAZZANO

Franchini: “Siamo la massima espressione dell’Oltrepo”

Adolescere Rivanazzano isola felice del volley oltrepadano. Gongola il Presidente della Cester&co. Rivanazzano Volley, Giancarlo Franchini, soprattutto perché fioccano le nuove iscrizioni al minivolley. La prima squadra di serie C è stata costruita in sinergia con l’Adolescere Voghera per ben figurare nel Campionato Regionale dopo il brillante 5° posto della scorsa stagione. Negli scorsi giorni la prima squadra è stata ospite al Baito presso il locale gestito da Luca Galati, in occasione di una cena che ha visto la presenza anche del Sindaco Romano Ferrari e dell’Assessore allo sport Marco Poggi, i quali seguono sempre questa realtà con passione. Come ci si prepara alla nuova stagione agonistica? “Stiamo aspettando l’inizio dei campionati con le squadre regionali costruite in sinergia con Adolescere. Non facciamo proclami grandiosi, ma con gli innesti di alcune giovani e di due atlete provenienti dalla Serie B, Francesca Fontana e Francesca Garbarino, potremmo ancora migliorare il risultato della scorsa stagione. Per quanto riguarda la serie

D, la squadra allenata da Alessandra Beccaria e Antonio Morabito è formata da atlete giovanissime. La nostra resta comunque una scommessa e l’obiettivo non è vincere, ma far crescere le ragazze”. Come definisce Mister Ugo Ferrari? “Vede sempre il bicchiere mezzo vuoto e probabilmente quando incomincerà a vederlo mezzo pieno, faremo faville”. Che novità ci sono in merito al vostro vivaio? “Innanzitutto volevo sottolineare il fatto che tra Rivanazzano e Voghera si registrano 250 iscritti, numero che mostra una crescita costante rispetto all’anno scorso. Abbiamo una squadra di seconda divisione che disputerà anche il Campionato Under 18 allenata dal prof. Luca Ceccarelli, a mio avviso una compagine competitiva e avente grossi margini di crescita. Puntiamo molto poi sulla squadra giovanile Under 12, allenata da Ilaria Barbieri, e sulle Under 13 e Under 14, guidate da Alessandra Beccaria, che a sua volta sarà affiancata nel ruolo di allenatrice dalla new entry Francesca Raiola, una

dra può a mio avviso ottenere ottimi risultati”. Passando al settore giovanile? “Vedo parecchio entusiasmo nei ragazzi, che stanno entrando in forma per cercare di migliorare il più possibile. Il calcio deve essere anche un momento di aggregazione, specie nel settore giovanile, considerando che siamo in categorie inferiori e quindi conta maggiormente il divertimento. Emerge comunque la loro passione e la voglia di portare a casa i risultati”. Diventare presidenti di una squadra di calcio al giorno d’oggi non è facile, visto il periodo di concomitante crisi economica, come diceva prima lei appunto. Qual è il modo giusto per gestire una squadra? “Bisogna proseguire per due strade: ridurre le spese e cercare di massimizzare le sponsorizzazioni. La crisi economica attuale ha fatto sì che queste sponsorizzazioni avvengano solo in ambito locale, poi le aziende sono fortemente in crisi, quindi non è facile ottenere qualcosa da parte loro”. Pur essendo in ambiti totalmente diversi, le provoca un po’ di scalpore sentire che i suoi “colleghi” presidenti di squadre blasonate, considerando anche il periodo attuale, spendano 100 milioni per l’acquisto di un giocatore? Mi riferisco al presidente del Real Madrid, Florentino Perez, che ha acquistato Gareth Bale dal Tottenham per tale cifra nell’ultima sessione di mercato. “Il calcio a certi livelli è “drogato” perché si tratta di cifre irrealistiche, fuori dalla portata comune. Preso atto del talento che può avere il singolo individuo nell’ambito di una squadra, si sentono tuttavia delle somme spese da squadre blasonate, come il Real Madrid, le squadre inglesi e le stesse italiane, che devono puntare ad una decrescita delle pretese dei giocatori, a volte esagerate. E’ vero che ognuno di loro cerca di massimizzare il proprio talento in un certo numero di anni, ma anche per il breve periodo queste cifre equivalgono ad una vera e propria follia”. delle nostre atlete e bandiera storica della prima squadra”. Un settore giovanile in costante aumento… “Ci stanno arrivando parecchie adesioni nelle fasce più giovani, dai dieci anni in giù. Penso che questa sia la dimostrazione più tangibile di come stiamo lavorando bene sul settore giovanile. E’ stato raggiunto un grosso obiettivo con l’Under 18, costruita in sinergia con Adolescere, che ha vinto il Campionato provinciale di categoria. Questi risultati sono una bella vetrina per chi si affaccia al mondo della pallavolo perché un genitore che iscrive la figlia al mini volley vede un futuro nello sport che pratichiamo, con la presenza di allenatori tutti qualificati e preparati. Il minivolley sarà seguito da John Porri, il superminivolley da Marco Maspero”. Come procedono i rapporti con le società vicine? “Chiaramente se continuiamo a collaborare con Adolescere e Pallavolo Voghera vuol dire che, nonostante le difficoltà incontrate nel mettere insieme realtà diverse, i rapporti sono rimasti buoni. Aggiungo che chiameremo tutte le squadre giovanili di Rivanazzano e Voghera col nome di Adolescere Rivanazzano. Abbiamo in programma di sederci presto attorno ad un tavolo anche con Lungavilla per definire un’eventuale collaborazione. In agenda c’è anche un incontro con Casteggio, che ci ha proposto di entrare nella sinergia già ben collaudata”. (G.G.)


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TORREVILLESE, L’ALLENATORE ANALIZZA L’INIZIO DI STAGIONE DELLA SQUADRA

di

Gianluca Giaconia

Dopo la salvezza ottenuta nella penultima giornata dello scorso campionato di 1° categoria, la Torrevillese ha iniziato la nuova stagione con l’obiettivo di cambiare rotta. L’inizio non è stato dei migliori sotto il profilo del risultato, in quanto la squadra guidata dal confermato Mister Tino Rebecchi ha ottenuto solo un punto in due partite, frutto del pareggio in trasferta con l’Atletica del Po e della sconfitta casalinga con il Bastida. Rebecchi si è dimostrato invece soddisfatto sotto il profilo del gioco, dato che la squadra ha creato parecchie occasioni, non finalizzate nel modo giusto. In questa stagione il calendario, ricco di parecchi derby, prevederà anche la sfida tra Rebecchi e il suo passato, che corrisponde al Casteggio. Mister, un punto ottenuto nelle prime due partite non è proprio quello che si aspettava… “Potevamo fare decisamente meglio e avere magari già 6 punti in classifica. Posso ritenermi soddisfatto del gioco espresso dalla mia squadra, che a mio avviso avrebbe almeno meritato il pareggio anche col Bastida, invece la partita non è girata nel verso giusto. Di certo il fatto di avere ben 8 giocatori nuovi non è inizialmente un vantaggio, infatti ci vuole del tempo per farli entrare tutti in sintonia col nuovo ambiente”. Con quali prospettive avete iniziato la stagione? “Vogliamo disputare un campionato tranquillo, cercando di non trovarsi nella stessa situazione dello scorso anno, quando con una serie di risultati negativi ci siamo trovati immischiati nella zona bassa, a contatto con i playout. Il punto di riferimento è la metà classifica, poi ciò che viene in più è tanto di guadagnato”. Come giudica il gruppo a disposizione? “Abbiamo cercato di privilegiare un certo tipo di gioco, evitando di trovarci nella condizione di dover conseguire il risultato a tutti i costi. Ci manca di sicuro un po’ di esperienza, quindi nel momento in cui i giovani si calano nella categoria possiamo fare bene”. Invece i nuovi acquisti? “Quasi tutti sono all’altezza, ma necessitano del giusto tempo per inserirsi nel gruppo e adattarsi alla 1° categoria, a mio avviso un bel banco di prova perché vengono usati tre fuoriquota, nemmeno troppo giovani, uniti a giocatori di qualità ed esperienza. Il discorso legato alla qualità ci ha portato a scegliere ragazzi provenienti dall’Accademia Pavese, come Papa e Massarotti, già protagonisti quindi in Promozione e nella trafila giovanile, che partecipa al campionato regionale. L’assenza temporanea di Bernini, terzino sinistro, per problemi di lavoro, coincide con un problema, in quanto fornisce pressione ai giovani impiegati obbligatoriamente in avanti. Il suo rientro sarà importante perché anche lui, come gli altri, è un giovane di qualità”. Dopo il girone di ritorno dell’anno scorso è stato quindi confermato in panchina: quali sono i programmi pianificati con la società? “Vogliamo prenderci la rivincita dopo la stagione poco brillante dell’anno scorso, quindi è stato impostato un discorso nuovo con la reintroduzione della squadra juniores. Spero infatti di utilizzare questi giovani, portandoli in prima squadra e dando continuità al progetto. In quest’ottica vogliamo disputare un campionato tranquillo, non abbiamo infatti le pretese di dover vincere a tutti i costi”.

SPORT

“In questa stagione vogliamo la rivincita, i derby porteranno divertimento”

OTTOBRE 2013

Tino Rebecchi

La vostra voglia di rivincita dovrebbe essere stimolata anche e soprattutto dalla presenza di numerosi derby con le squadre limitrofe… “Si tratta certamente di partite importanti, che andranno a mettere un po’ di pepe alla stagione. E’ quindi un campionato nel campionato e purtroppo ho già perso il derby col Bastida, infatti speravo di partire meglio. Le squadre limitrofe sono tutte quante attrezzate e vedremo sicuramente dello spettacolo, in quanto il campionato si presenta più difficile di quello appena passato. Ci sono stati scambi di giocatori nella categoria che hanno contribuito a rendere più emozionante questo campionato”. Uno dei derby è quello con il Casteggio, squadra in cui lei ha allenato e giocato per diversi anni: che sapore ha questa sfida? “Ho incontrato una sola volta da avversario il Casteggio, che disputava l’Eccellenza, mentre io allenavo il Pontecurone, in Promozione, durante una partita valevole per la coppa e ho perso 1-0. Spero che Torrevillese e Casteggio raggiungano gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Questa sfida fornisce uno stimolo ulteriore, loro sono una bella squadra, guidata da un allenatore che ho portato io di persona. Spero che la mia squadra faccia meglio, anche se il Casteggio ha una tradizione e una tifoseria che fanno la differenza. Quando andrò al “Maracanà” so già cosa mi aspetta….”. Essendo da molto tempo a contatto con il mondo del calcio, pensa che la crisi, anche quest’anno, abbia inciso molto in questo settore? “Direi proprio di si, ma fortunatamente c’è sempre qualche “matto” in giro. Ben vengano questi perso-

naggi che cercano di allestire squadre competitive in zona. Dalla serie A alla 3° categoria questa crisi economica non può che avvantaggiare i giovani, i quali scendono di conseguenza maggiormente in campo, quindi bisogna fare di necessità virtù. I giovani purtroppo peggiorano la qualità, dato che il loro utilizzo obbligato porta alla rinuncia ad alcuni giocatori importanti”. Secondo lei, nel corso di questa stagione, le squadre italiane impegnate in Champions League, Juventus, Napoli e Milan, riusciranno a colmare il gap con le avversarie, tedesche in primis? “Premetto che sono anti juventino, ma secondo me proprio i bianconeri possono mirare alla semifinale o addirittura alla finale perché ci sono giocatori importanti e un allenatore che è un vero e proprio “martello”, inoltre l’esperienza dell’anno scorso è servita molto. Se nei quarti non incontra un avversario di primo livello, può a mio avviso ambire in alto. Rafa Benitez sta facendo giocare bene il suo Napoli, mi piace molto perché rischia parecchio ed è sempre stato un tecnico valido. Penso in ogni caso che le possibilità dei partenopei di arrivare in fondo alla competizione siano inferiori rispetto a quelle della più quotata Juventus. Il Milan avrebbe dovuto operare diversamente sul mercato, infatti Kakà sarebbe stato improponibile se non avesse avuto il suo trascorso. L’augurio è che tutte quante possano almeno superare la fase a gironi, anche se sono tifoso interista e il mio rimane un parere relativo. Solo la Juventus è competitiva, non avrebbe dovuto cedere Matri e avrebbe dovuto puntare su un giocatore come Torres per affiancare Carlitos Tevez”.


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OTTOBRE 2013

SPORT

GRANDE ANNATA PER IL MOTOCICLISTA DI SAN GIOVANNI, EMILIANO CURTI

Curti ha vinto il campionato regionale “Il motocross è una scuola di vita” di

Gianluca Giaconia

In questo 2013 si sta togliendo tantissime soddisfazioni il motociclista di San Giovanni Piumesana, Emiliano Curti, che, in concomitanza con l’uscita del nostro giornale, ha vinto il Campionato regionale motocross Piemonte 125 Senior ed inoltre ha partecipato ad alcune gare del Campionato Italiano Senior 125 in cui ha ottenuto buoni piazzamenti. Assieme a lui abbiamo ripercorso i momenti più importanti della sua carriera a due ruote, analizzando il suo progresso di crescita negli ultimi anni. Nel corso dell’intervista Curti ci ha anche spiegato le particolarità della sua disciplina e i suoi modelli di riferimento a livello nazionale. Come sono stati gli inizi? “Tutto è iniziato dodici anni fa’, era un periodo in cui giocavo a calcio a livello giovanile e la forte passione di mio padre nei confronti del motocross mi ha portato a provare questa nuova esperienza. Dopo parecchie prove in cui ho dimostrato di avere determinate qualità, ho deciso di partecipare ad alcune gare per proseguire il mio percorso di crescita”. Com’è proseguita questa crescita? “Prima di tutto sono passato ad avere a disposizione una moto più competitiva, ho conseguito la prima licenza agonistica e ho iniziato a disputare le prime gare con discreti risultati. Alla fine del 2001 ho deciso di prendere parte al Campionato regionale minicross, la mia prima categoria in assoluto, per poi passare all’inizio del 2002 nella categoria minicross Senior 85, con in mezzo alcune importanti apparizioni nel Campionato Italiano. Nel 2003 e 2004 ho vinto il Campionato provinciale Alessandria nei cadetti 125, dopo aver lasciato il minicross per passaggio di età; negli stessi anni ho ottenuto il 6° e 5° posto nel Campionato regionale Piemonte. In seguito nel 2008 ho ricominciato a partecipare a gare di livello regionale e nazionale, arrivando nel 2010 al 10° posto assoluto nel trofeo Italia motocross classe Mx2. Dal 2010 in avanti ci sono stati ulteriori miglioramenti, passando alla categoria superiore, Mx1, con buoni risultati, e ho partecipato anche agli Internazionali di Italia su sabbia. Quest’anno ho partecipato a 3 gare su 6 del Campionato italiano Senior 125 e al Campionato Regionale, che ho appena portato a casa”. La stagione è stata ostacolata da qualche imprevisto … “La stagione e la partecipazione al Campionato italiano 125 Senior è stata compromessa dal furto della moto subìto ai primi di maggio. Da ciò ne è derivato il fatto che ho dovuto ripiegare sul Campionato Regionale Piemonte e Liguria, in quest’ultima regione in cui ho partecipato ad alcune gare concludendo 6° assoluto e 1° di categoria”. Analizzando nello specifico il 2013, cosa puoi dirci in merito? “Nel 2013 sono partito abbastanza bene nel Campionato regionale 125, con un 2° posto nella prima gara, dopo di ché ho ottenuto sempre il 1° posto di categoria nelle altre gare. Nel Campionato italiano mi sono difeso alla grande, portando a casa degli ottimi piazzamenti, quindi non posso che essere soddisfatto”. Obiettivi futuri? “Prima di tutto vorrei riconfermarmi Campione regionale Piemonte, e poi, se troviamo sponsor, vorrei

partecipare a tutto il Campionato Italiano 125 Senior, già a partire dal prossimo anno”. Qual è il motociclista a cui ti ispiri? “Senza dubbio un mio punto di riferimento è Antonio Cairoli, di cui stimo molto la guida pulita, precisa e allo stesso tempo spettacolare, un grande professionista, che si applica e si

allena duramente, infatti i suoi metodi e gli sforzi conseguiti l’hanno portato ai 7 titoli mondiali. Tanti piloti del Mondiale costituiscono altri punti di riferimento, ma Cairoli è il top”. Ti senti di ringraziare qualcuno? “Ringrazio prima di tutto “Il Periodico News” per lo spazio a me riservato all’interno del giornale e per la disponibilità mostrata in merito. Ringrazio la TM moto di Pesaro, che ci ha fornito un grosso aiuto per mezzo del concessionario Lunaschi Moto di Tortona nel metterci a disposizione la seconda moto dopo il furto degli scorsi mesi. Poi proseguo con la pizzeria ristorante “La Monella” di San Desiderio, Braking e Gaerne per mezzo del rappresentante Sandro Cavalleri, i miei genitori, che mi sostengono da sempre e mi permettono di correre, il mio team, il Moto X Racing Team, che può essere seguito anche su Internet al sito www.motoxracingteam.it e ringrazio tanto il mio datore di lavoro Stefano Fellegara, che mi da la possibilità di poter partecipare alle varie gare”. Perché un ragazzo dovrebbe scegliere il motocross, e non magari discipline più popolari, come il calcio? Qual è il fattore determinante che dovrebbe influire in tale scelta? “L’importante è praticare qualsiasi sport con passione, impegno e professionalità, passando dal calcio alla pallavolo ecc. Il motocross lo consiglio in particolar modo perché è una scuola di vita, insegna a lottare, a crederci sempre, è uno sport sano, emozionante e spettacolare. Certo ammetto che è anche pericoloso, ma a mio avviso questo aspetto fa parte di tutte le discipline”.


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IL MISTER DEL NORD VOGHERA E’ SODDISFATTO PER L’INIZIO DI STAGIONE

di

Gianluca Giaconia

Due vittorie in trasferta contro Varzi e Zavattarello. Non poteva iniziare certamente meglio il campionato del Nord Voghera, che dopo due giornate si trova al comando del girone di 1° categoria assieme a Lomellina e Bastida. Prima la salvezza, poi i playoff: questi sono in ordine gli obiettivi dichiarati dal Mister Alessandro Pagano, che è globalmente soddisfatto per l’inizio di stagione. Il Nord Voghera ha cambiato moltissimo durante l’estate, rinforzando la difesa, cambiando totalmente il centrocampo e ha dovuto rimpiazzare in avanti Pietro Amaro, passato al Varzi. In questa intervista Pagano analizza anche l’ottimo lavoro svolto a livello di settore giovanile. Mister, analizziamo velocemente le due prime uscite della sua squadra. “Abbiamo giocato due discrete partite, raccogliendo forse più di quello che meritavamo. Sono in ogni caso soddisfatto”. Siete quindi in linea con le prospettive di inizio stagione? “Siamo perfettamente in linea, in quanto siamo a meno 34 punti dal primo obiettivo, la salvezza. Ciò che viene in più è l’altro obiettivo, costituito dai playoff, a cui noi puntiamo fortemente”. Il mercato estivo ha portato in squadra i giocatori da lei richiesti? “In estate abbiamo acquistato giocatori già visti in campo e di cui conoscevamo pregi e difetti, quindi il margine d’errore era minore rispetto all’anno scorso, stagione in cui abbiamo puntato su degli elementi basandoci sul loro curriculum o su diverse voci. Abbiamo preso dalla Rivanazzanese Giagnorio, Borioli e Barbieri, nostri avversari nelle due passate stagioni, poi Panucci dal Bressana e Marchesani dalla Torrevillese, incontrati l’anno scorso in campionato”. E’ rimasto soddisfatto dal gioco della squadra? “Si vede già una buona impronta, di certo bisogna migliorare perché ricordiamo che 7/11 della squadra sono nuovi. C’è la voglia di fare la partita, questo è importante, quindi aspettiamo progressi domenica dopo domenica. Sono abbastanza soddisfatto”. Come si presenta il campionato, in termini di favorite e outsider? “Posso parlare delle squadre già incontrate l’anno scorso, come Vistarino, Gropello e Rivanazzanese, compagini parecchio ostiche. Non conosco Certosa, San Biagio e Valle Ambrosia, per cui sarebbe meglio aspettare prima di stilare un giudizio. La Lomellina è stata certamente costruita per vincere il campionato, poi sarà il campo a valutare realmente la forza di questa squadra”. Per quanto riguarda invece le avversarie locali? “Abbiamo visto il Varzi, buona squadra e accompagnata da parecchio entusiasmo, testimoniato dagli oltre 200 abbonamenti. Secondo me in pochi usciranno vincitori da quel campo. Lo Zavattarello è una neopromossa, non è composta da giocatori tecnicamente eccelsi, ma l’ambiente è in ogni caso ostico. Sabato vedremo la Torrevillese, squadra che da anni milita in 1° categoria, ben presto vedremo anche la Rivanazzanese, anche quest’anno uno squadrone che ha investito nel piemontese e può quindi puntare ai playoff. Il Casteggio è una

SPORT

Pagano: “C’è sempre voglia di fare la partita, puntiamo fortemente ai playoff”

OTTOBRE 2013

Alessandro Pagano

neopromossa e non ho ancora avuto occasione di vederla all’opera”. Quest’anno in avanti non avrà più il bomber Pietro Amaro, passato al Varzi e prontamente rimpiazzato. Come vi siete lasciati? “Abbiamo voluto cambiare per un discorso economico, legato al fatto che Amaro richiedeva un rimborso importante. In estate noi abbiamo preferito puntare non sul singolo individuo, ma su una squadra più equilibrata. E’ inutile promettere e non mantenere, come fanno alcune società: al Nord Voghera ciò non si verifica, è stato fatto questo discorso al ragazzo, con cui siamo rimasti in buonissimi rapporti e a cui auguro un in bocca al lupo per l’avventura al Varzi”. Anche quest’anno sarete di scena a Casei, come nella passata stagione. Come valuta la struttura? “Quest’anno abbiamo giocato a Casei solo una volta, ma il campo è sempre in ottime condizioni e ci troviamo bene, nonostante avessimo voluto essere di scena al Parisi. Ringraziamo la società del Casei che ci mette a disposizione la struttura e siamo quindi contenti e soddisfatti”. Come valuta i giovani impiegati? “Abbiamo preso il portiere Tullo dal Bornasco Zeccone e la punta Merlanti in Piemonte, per il resto

sono stati confermati i giovani dell’anno scorso, dopo la buona stagione svolta”. Parlando del settore giovanile? “La società ha deciso di investire sulle persone, in particolare su Paolo Barbieri, che gioca in prima squadra e gestisce il settore giovanile. Sono state allestite tutte le squadre giovanili, quindi il lavoro è stato fatto egregiamente, nonostante ci sia sempre da “lottare” con l’OltrepoVoghera, che fa gola a tutti i ragazzi. Auguro a Barbieri un buon lavoro, nella speranza di vedere qualche ragazzo in prima squadra”. Mister, come vede il prossimo campionato di serie A? “Nonostante la buona partenza di Napoli e Roma, penso sempre che la Juventus sia una squadra superiore rispetto a tutte le altre, mi spiace dirlo perché son tifoso milanista”. In questa stagione i nostri giovani hanno buone possibilità di essere inseriti nelle varie squadre? “E’ un tasto particolare, di sicuro mi farebbe piacere, però mi pare proprio che sia meno costoso prendere i giovani all’estero, a quanto pare. Ci sono comunque certe società che, al completo, giocano con 9 italiani sugli 11 titolari e questo non può che fare piacere”.


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SPORT

VOGHERA E LE BOCCE, UN MATRIMONIO INDISSOLUBILE

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Fra i prossimi appuntamenti, anche un torneo nazionale a invito di Alessandro

Disperati

Nel comitato tecnico/territoriale di Voghera, sono oltre 300 i boccisti in possesso di regolare cartellino e ben 13 le società affiliate: numeri non più da primato assoluto, come si registrava anni or sono, ma pur sempre numeri significativi. “Abbiamo già archiviato con soddisfazione i primi importanti appuntamenti previsti dal calendario delle gare e ci accingiamo ad affrontare la seconda parte della stagione agonistica con un programma ambizioso, in grado di rilanciare il boccismo a Voghera, rinverdendone la grande tradizione che da sempre colloca questa città e l’Oltrepò Pavese ai vertici del movimento nazionale nel settore”. A parlare del legame indissolubile di questo territorio con le bocce è Piero Mutti, attuale presidente del Comitato di Voghera; alle sue spalle, una pluriennale esperienza in qualità di apprezzato dirigente della federazione non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. “Negli ultimi tempi, nonostante sia diminuito il sostegno degli sponsor in questo periodo di crisi generalizzata, siamo riusciti ad affrontare nel migliore dei modi la stagione agonistica a livello organizzativo” – tiene a sottolineare lo stesso Mutti – “soprattutto grazie agli sforzi delle società affiliate al nostro comitato”. Finora, il fitto calendario ha riservato appuntamenti rilevanti e densi di con-

Andrea Brandolini, giovane campione di bocce

tenuti tecnici: una serie di gare a carattere regionale e provinciale che hanno sempre fatto registrare una massiccia e qualificata partecipazione. In ogni caso, la stagione agonistica prosegue senza sosta, grazie al costante impegno profuso dai responsabili delle varie

società e dai dirigenti dello stesso comitato. “Ma c’è un impegno imminente” – rivela il presidente – “che ci sta molto a cuore. Insieme con i responsabili del Dopo Lavoro Ferroviario, infatti, stiamo mettendo a punto i dettagli organizzativi del “Memorial Scampoli/Ghiozzi/Lodigiani”, torneo a invito riservato a 24 individualisti: di fatto, parteciperanno quasi tutti i migliori boccisti italiani”. “La nostra idea” – conclude Piero Mutti – “è anche quella di approntare, forse nel 2014, un’importante manifestazione a carattere internazionale. Dopo il grande successo ottenuto in occasione dei Campionati Europei Giovanili, disputatisi a Voghera nell’ottobre del 2010, stiamo valutando con attenzione la concreta possibilità di organizzare un altro evento di grande richiamo”. Insomma, Voghera si dimostra più che mai attiva, sotto il profilo della potenzialità organizzativa, in attesa che qualche giovane virgulto possa raccogliere il testimone dei molti campioni iriensi che hanno fatto la storia di questo popolare sport. Basti ricordare i nomi del vogherese Romano Scampoli e del bressanese Serafino Gatti, entrambi vincitori, per ben cinque volte, di un campionato italiano; oppure quello del mitico Piero “Lupo” Rosada, pure lui vogherese, capace di primeggiare per più di mille volte nel corso di un’inimitabile carriera boccistica; e ancora: Marco Binda, il godiaschese Carletto Figini, Armando Rovati e Piero Tolotti. Solo per citarne alcuni. Sì, è proprio vero: il matrimonio tra Voghera e lo sport delle bocce è indissolubile.

VOGHERA DI NUOVO CAPITALE DELLE BOCCE, AL DLF

Bocce: ecco il memorial di Luigi Ghiozzi, Michele Lodigiani e Romano Scampoli

Ancora una volta, almeno per un giorno, Voghera sarà la capitale italiana delle bocce. Sabato 19 ottobre, infatti, per iniziativa del locale comitato tecnico/territoriale, sulle corsie del bocciodromo del Dopo Lavoro Ferroviario, è in programma la 17^ edizione del “Meeting Nazionale – Memorial Scampoli/Ghiozzi/Lodigiani”, a cui prenderanno parte 24 fra i migliori giocatori a livello nazionale. Il torneo onorerà la memoria di tre campioni che sono rimasti nel cuore degli appassionati: Romano Scampoli, Luigi Ghiozzi e Michele Lodigiani. Scampoli – come già abbiamo avuto modo di ricordare in altre occasioni – fa parte della leggenda del boccismo con i suoi cinque titoli italiani nella specialità individuale: è stato uno fra i più grandi boccisti di sempre grazie al suo gioco lineare, a una efficace continuità nell’accosto e a una bocciata tesa e spettacolare; insomma, un “campionissimo” delle bocce. Ghiozzi, a sua volta, era un grande campione, conosciuto e amato in tutta l’Italia boccistica: nel suo palmares, numerose gare nazionali e diversi titoli di campione regionale lombardo. Molti gli amici che lo ricordano con grande affetto per le sue doti umane e sportive. Lodigiani era un bravissimo puntista. Fra i suoi successi più importanti, spicca la vittoria ai campionati

italiani in categoria C (alla fine degli anni ‘60), in coppia con l’allora astro nascente Lallo Sperati, poi scomparso in un tragico incidente stradale. Con ogni probabilità, proprio la prematura morte di Sperati, in un certo senso, “tarpò” le ali a Michele, inducendolo a giocare quasi esclusivamente nel nostro territorio, peraltro ad altissimi livelli, visto che in quel periodo a Voghera e in provincia di Pavia gareggiavano i migliori boccisti italiani. Da sottolineare inoltre che, nel corso della manifestazione, patrocinata dal comune di Voghera, si raccoglieranno dei fondi che andranno a favore della vedova Scampoli, “mamma coraggio”: da anni, l’anziana donna si prodiga nell’assistenza alla figlia Donatella (in coma addirittura dal 28 giugno 1990, in seguito ai traumi riportati in un incidente stradale), tuttora ricoverata presso la Casa di Riposo di Varzi. Tra i giocatori che parteciperanno alla manifestazione spiccano i nomi dei campioni del mondo Mirko Savoretti e Giuliano Di Nicola (entrambi tesserati per la società Virtus, del comitato dell’Aquila); quello di Gianluca Formicone (società La Pinetina, del comitato di Roma), quest’anno in testa a tutte le classifiche di A1; e, infine, quello di Roberto Antonini (società Alto Verbano, del comitato di Varese), recente vincitore dei campionati italiani nella specialità terna.

A rappresentare il nostro comitato tecnico/territoriale ci saranno Eugenio Biglieri e Mauro Perotti (Club Arancione), “figlioli prodighi” tornati finalmente a Voghera per giocare insieme, e Massimo “Kobra” Zerba (Centro Sportivo Vogherese). Da sottolineare, infine, la presenza di un giovane campioncino oltrepadano: il 18enne Andrea Brandolini, tesserato per la società Ariberto, del comitato di Como.


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EZIO BELTRANDI CRITICA I POCHI EVENTI ANDATI IN SCENA A SALICE

Gentile Direttore, trovo un certo imbarazzo a chiedere ospitalità al suo giornale per manifestare pubblicamente tutto il mio disappunto all’indomani della Festa Patronale di Salice Terme dell’8 settembre scorso. Vinco questo imbarazzo pensando ad una fantomatica “Fiera dell’antiquariato” che avrebbe dovuto svolgersi, cito testualmente quanto ha dichiarato il Sindaco in Consiglio Comunale, “su Godiasco capoluogo e Salice su un ampio tratto del territorio comunale”, ma non solo, per il nostro primo cittadino la “…manifestazione avrà un rilevante aspetto di promozione turistica per il comune e per l’Oltrepò Pavese”. Caro Direttore, il risultato finale di tanta sicurezza, si ipotizzava addirittura la presenza di 700 banchetti, e di impegno anche economico per le casse comunali, si è concretizzato con la desolante presenza di “ben 8 bancarelle di antiquari” nel viale centrale del Parco delle Terme, di due banchetti di “prodotti locali” e due altri gazebo, uno di bigiotteria ed un secondo di ricami e biancheria, davanti alla palazzina delle terme. Confesso di non aver assistito al concerto lirico serale presso l’auditorium Diviani, mi dicono alla presenza di una cinquantina di persone, e direttamente organizzato dal Comune. Il tutto, naturalmente, con l’assenza totale di comunicazione verso la popolazione, fatta eccezione di qualche locandina esposta in alcune vetrine del paese, ma soprattutto con il mancato coordinamento con la Parrocchia ed altre realtà locali. Insomma uno spettacolo veramente deprimente che mi ha fatto tornare in mente quanto ha saputo organizzare la Pro Loco di Salice, che ho avuto l’onore di presiedere per qualche anno. Il mio pensiero è immediatamente andato alle sfilate di bande, orchestrine, giocolieri, e tanto altro organizzate per l’occasione. Ricordo il nutrito cartellone organizzato negli ultimi anni dalla nostra associazione con concerti, operette, commedie, esposizione di prodotti locali e il colorito e frequentatissimo mercatino lungo il viale del parco. Che giornate, purtroppo solo un ricordo. E per qualche istante il mio pensiero è andato anche alla mole di lavoro svolto per ben 15 anni con una miriade di attività che oggi sono solo un pallido ricordo: i concerti alla Chiesina, le gite organizzate per i turisti in collaborazione con la Comunità Montana, il materiale promozionale realizzato, i carnevali dei bambini, i concorsi canori, i raduni automobilistici, i raduni storici, le gare di mountain bike, le coloratissime gare di auto a pedali, i mercatini di Natale, le nostre presenze in Francia, a Chall les Eaux, a sostegno del gemellaggio, le castagnate, gli auguri di Natale e tanto altro. Ora, tutto questo non c’è più. C’è solo l’amaro in bocca nel constatare l’assoluta mancanza di disponibilità, da parte dei nostri compaesani, nel voler partecipare, con i fatti, alla crescita della nostra località. Alla luce di tutto questo mi chiedo dove sono finiti quei volonterosi “attivisti da salotto e della chiacchiera” che alcuni anni fa tentarono, con una maldestra manovra, di impossessarsi della Pro Loco? Dove sono finiti, visto che oggi impegnando proficuamente il loro tempo avrebbero l’occasione di dimostrare le loro capacità, il loro attaccamento alle sorti della nostra località? Che fine hanno fatto le altre associazioni, a partire da quella degli operatori turistici? Ed il Comune, in que-

sto vero e proprio deserto, Lei direttore si ricorderà che esistevano ben tre Pro Loco, che ruolo ha avuto? Che delusione, caro Direttore. Delusione se penso che nel 2009 doveva sorgere una “nuova era” che avrebbe dovuto dare nuova linfa vitale al nostro Comune. Che delusione constatare le macerie frutto di questa “rivoluzione culturale”. Sa cosa penso, caro Direttore, che ha pienamente ragione un noto e lungimirante

esponente politico della nostra zona quando afferma che nell’immediato futuro (prossima primavera), per rimediare i danni del presente, dovranno tornare in auge quelli del passato. Gli amici sono avvisati. Ezio Beltrandi

DAI LETTORI

L’ex presidente della Pro Loco all’attacco: “Ma dove sono finite le feste?”

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SEMPRE SULLA FESTA DI SALICE TERME

Mercatino: non è colpa del Comune Spettabile redazione del Periodico News Sono un assiduo frequentatore di Salice Terme e dei tanti eventi che vi vengono organizzati nel periodo estivo. Lo scorso 8 settembre, ben sapendo che in occasione della Festa di Salice e della sua Parrocchia l’Amministrazione Comunale di Godiasco da sempre propone bellissimi spettacoli teatrali o musicali, ho deciso di passare l’intera giornata nella nota località. Non ho potuto non notare il desolante Mercatino dell’Antiquariato organizzato nel bel mezzo del parco di Salice, ripromettendomi di reclamare con il Sindaco e la sua Giunta per la pochezza della manifestazione. Fortunatamente però, sapendo chi è il Sindaco e quanto è stata capace di fare in ambito culturale, e il Salicedoro ne è un esempio, volendomi informare prima di esprimere un giudizio affrettato, sono venuto a conoscenza che il Mercatino dell’Antiquariato è stato autonomamente organizzato da un’Associazione di Animazione con sede a Stradella. Ripensandoci, non potevo avere dubbi. Colgo l’occasione per complimentarmi con l’Amministrazione Comunale di Godiasco Salice Terme perchè al termine della giornata ho avuto modo di apprezzare il concerto lirico andato in scena all’interno dell’Auditorium Diviani di Salice Terme. Una bellissima giornata finita nel migliore dei modi. Marco Andreatta

UN CANE GIRA LIBERO PER SALICE

Il buonismo a casa degli altri…

Egregio Direttore, questa storia ha dell’incredibile ma aimè è tutta vera! Nella nostra bella ridente località termale (Salice) c’è un cane di grossa taglia, forse un pastore maremmano, di colore bianco che tranquillamente girovaga per l’alta collina, libero come l’aria. Tutti lo vedono, tutti lo sanno, tutti ne parlano ma tutti fanno finta di niente compresi i vigili urbani, avvisati più volte, la protezione animali, il canile e ci si chiede come mai? Dobbiamo aspettare che morda qualcuno per poi arrivare addirittura ad abbatterlo, quando invece bastava portarlo in un ricovero per cani e dargli le buone cure… magari ha anche un padrone, basterebbe cercarlo e farlo consegnare direttamente a lui in qualche posto adeguato e non su una strada…Ma questa è la nostra bell’Italia che si arriva a qualcosa dopo aver chiamato i giornali, i Tg satirici e così via… Grazie per l’attenzione. Tutti gli abitanti dell’alta collina.

UN GRUPPO DI MAMME CI SCRIVONO

“Un plauso alla nuova Parafarmacia di Salice” Gentile direttore, siamo un gruppo di mamme e Le scriviamo per manifestare la nostra gioia quando quest’anno, arrivate a Salice Terme, abbiamo trovato un nuovo esercizio aperto. Si tratta della Parafarmacia di Salice. Il personale si è dimostrato gentile, attento, disponibile e molto preparato a fornire consigli utili a noi clienti. Inoltre i nostri bimbi sono stati contentissimi di poter giocare liberamente nell’area giochi messa a disposizione al di fuori della parafarmacia. L’idea è stata lodevole, considerando anche l’assenza di un vero e proprio parco giochi nel paese. Desideriamo esprimere tutto il nostro apprezzamento per il lavoro del personale svolto con dedizione e professionalità 7 giorni su 7, caso più unico che raro! Noi sicuramente saremo delle clienti affezionate anche l’anno prossimo! Un gruppo di mamme


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Il Periodico News - Ottobre 2013  

EDITORE THOR - DIRETTORE RESPONSABILE Alessandro Disperati - Direzione, redazione, amministrazione, grafica, marketing, pubblicità Viale del...