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Voghera A Natale tanti eventi organizzati dal Comune

Anno 6 - N° 60

Dicembre 2012

il Periodico

20.000 COPIE

news

EDITORE

Sindaci d’Oltrepò in rivolta: “I tagli dello Stato sono una vergogna”

I sindaci dell’Oltrepò sono in rivolta contro i tagli imposti dal Governo. Da Rivanazzano Terme a Santa Margherita Staffora, dal Brallo di Pregola a Menconico, da Casteggio a Stradella è un coro unanime di primi cittadini che alzano la voce contro il Governo Monti per dire basta ai tagli che rischiano di compromettere i bilanci e di chiudere addirittura in passivo. Abbiamo realizzato un’inchiesta interpellando i sindaci dell’Oltrepò, dalla pianura alla montagna per dare voce alle loro preoccupazioni in un momento di crisi generale. E da questo si evince che la situazione è davvero al limite con il rischio che questi tagli, mettano a repentaglio i servizi che invece un comune dovrebbe garantire ai propri cittadini. Servizi a pagine 32-33

Disastro Terme di Salice: un buco di un milione e 800 mila euro di Alessandro

Disperati

Consiglio comunale nei giorni scorsi a Godiasco. Il Comune cede le quote ai privati in cambio del parco di Salice e di alcuni immobili, ma la sorpresa arriva dai bilanci delle Terme, che chiudono con un passivo di un milione e 800 mila euro. Come dire:

Saronni ricorda Chiappano Grande serata a Varzi per i 30 anni dalla scomparsa del noto ciclista Carlo Chiappano. A ricordarlo, oltre al Comune, il campione Beppe Saronni Servizi a pagina 55

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un disastro. Il consiglio ha deliberato di dare al sindaco il mandato per accordarsi con il privato per concludere la trattativa del passaggio delle quote comunali alla famiglia Fabiani. Il privato dovrà impegnarsi a ripianare il deficit con rinuncia al credito, oggi finanziamento soci. Con il ripianamento perdite assicura la continuità aziendale e dei posti di lavoro. Il socio pubblico esce dalla società a fronte delle cessioni immobiliari che compensino l’uscita: le cessioni comprendono il parco e alcuni immobili in esso presenti, che sono i beni più necessari alla collettività e a Salice Terme. Durante la seduta è stato evidenziato come “con l’attuale situazione economico finanziaria della Società Terme di Salice S.p.A, si andrebbe dritti ad un azzeramento del capitale sociale”. Insomma una situazione davvero al limite. Dunque a dicembre durante l’assemblea dei soci il Comune cederà le sue quote, cioè il 47% del capitale sociale, ai privati e l’amministrazione avrà in cambio il parco ed alcuni immobili siti in esso, ad esclusione della piscina e del Grand Hotel. Servizio a pagina 11


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Commento di Antonio La Trippa Salice Terme piange lacrime solforose e salsobromoiodiche. Acque benefiche e lacrime amare… forse le ultime del suo storico polo termale in orchestrata crisi da alcuni anni e senza nessun piano di rilancio concreto e tangibile. Le Terme negli ultimi due mesi del 2004 e dal 2005 sono state smantellate a poco a poco, un piano che parte da lontano e che QUASI nessuno tra i cittadini, albergatori, commercianti e dipendenti della società termale e soprattutto politici di maggioranza o minoranza che sia, aveva intuito o voluto intuire nel 2004. Si nel 2004 quando con ben orchestrata regia, veniva iniziato il progetto per portare all’agonia – così bisogna definirla – la società termale più importante della nostra provincia, che in quell’anno era una delle prime 15, per numero di clienti e fatturato, società termali italiane. Nel 2003 le Terme, da alcuni anni in crescita in termini di numero di clienti e di fatturato, hanno una perdita di circa 387 mila euro, circa l’8% rispetto al fatturato, una perdita che è molto più bassa rispetto alla maggior parte delle terme ex IRI, perdita dovuta sia al costo del lavoro, sia ai costi di manutenzione e ripristino dei macchinari ed impianti, sia agli investimenti pubblicitari che in nove anni (1995 – 2003) hanno portato a triplicare il numero dei clienti ed aumentare il fatturato di circa il 300%, passato da 1.590.438,00 Euro del 1995 a 4.780.082,00 Euro del 2004. Per quegli anni è anche interessante dare uno sguardo alle perdite: nel 1995 la perdita era stata di Euro 414.477,00 – circa il 26 % rispetto al fatturato, nel 2003 la perdita era stata di 387 mila euro, circa l’8%, rispetto al fatturato, pertanto perdite percentualmente in netta diminuzione. Quindi pur tra mille difficoltà, difficoltà condivise dalla quasi totalità delle aziende termali italiane, le Terme di Salice triplicano i clienti e diminuiscono il passivo rispetto al fatturato, passato dal 26% del 1995 all’8% del 2003. E fin qui tutto bene, ma nei primi mesi del 2004 qualcuno incomincia ad architettare un piano... si incomincia a parlare di vendere una parte delle terme e durante l’estate si incominciano a far circolare voci che le terme stanno fallendo, strano … solo sei mesi prima i bilanci certificati alla mano andavano bene ora stanno fallendo!!! Le voci si fanno più insistenti, la campagna mediatica sui giornali e le dichiarazioni di molti “politici” coinvolti diventano sempre più preoccupanti. A novembre il colpo di scena o patatrac previsto ed annunciato: il Comune di Godiasco cambia l’amministratore delegato, con la motivazione che le terme stanno fallendo e così in 10 mesi è avvenuto un miracolo al contrario, da azienda che non aveva grossi problemi ad azienda che sta fallendo!!! Viene nominato un nuovo amministratore delegato delle terme, il fatturato ed il numero di clienti però continua a crescere e proprio nel 2004 le terme raggiungono un fatturato di Euro 4.780.082,00 ed un numero di clienti che mai nella loro storia avevano raggiunto e che ad oggi non è mai stato ripetuto, questa era certamente una buona notizia, ma le terme si dice e si afferma che stanno fallendo. Alcuni politici parlano di tradimento e di altre amenità simili e ripetono a gran voce, vendiamo, vendiamo… speriamo di trovare un compratore… speriamo… La strategia di vendita dovrebbe lasciare perplessi, infatti è veramente strano che chi sta vendendo dice che il prodotto in vendita è in fallimento. Strano vero… è come se

uno che sta vendendo una casa dice a tutti che la casa fa schifo e sta cadendo! Strano, molto strano! Nel frattempo tra storie di cappa e spada politica e dichiarazioni tragiche, fondamentalmente tutto fumo negli occhi ad uso e consumo della gente, la nuova dirigenza delle terme dichiara per il 2004 una perdita record… Euro 1.840.777,00, perdita di circa il 480%! Si avete letto bene del 480% in più rispetto all’anno prima, in un solo anno si passa da una perdita di Euro 387.142,00 ad una perdita di Euro 1.840.777,00. Viene sbandierato che la perdita è dovuta ai costi dell’arrivo della Juventus, una balla colossale, nei budget previsti ed approvati dalla proprietà, la Juventus doveva costare alle terme meno di centomila Euro, poi quanto è veramente costata con la nuova dirigenza è ... difficile a dirsi, contributi e soldi che con impegni precisi dovevano arrivare sono arrivati? … Non sono arrivati? Boh!!!. Nel frattempo le terme vengono in parte vendute: il 20% viene ceduto per 1,7 milioni di Euro !!!! Che dire poco, troppo…mah! Le Terme erano proprietarie del parco, degli stabilimenti termali, del Nuovo Hotel e di tutto il terreno che lo circonda, della piscina “Il Lido”, del dancing “La Buca”, della discoteca “Club House”, del “Caffè delle Terme”, dell’ex Grand Hotel, dei caseggiati e dei terreni inerenti al vecchio maneggio e di alcuni altri terreni sparsi tra Salice e Godiasco, oltre che delle concessioni minerarie. Ognuno può fare due conti ed una propria valutazione e decidere autonomamente se il prezzo era giusto. Nel frattempo negli anni successivi i nuovi soci, pur coadiuvati da alcuni “manager” nominati dal Comune di Godiasco nel nuovo consiglio di amministrazione, partendo dal 20% dirigono ed amministrano da subito le Terme ed iniziano il piano di “rilancio” ed a fare “investimenti”, investimenti che li portano ad avere con l’attuale 53 % la maggioranza delle terme ed un passivo accumulato negli anni di nuova gestione di oltre 3.2 milioni di Euro. Mi spiego meglio cosa è successo: è come se una persona

TERZA PAGINA

Terme di Salice & Godiasco Salice Terme: tutto come previsto

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comprasse il 20% di una casa, ci va ad abitare, poi gli rifà i bagni, la ridipinge etc etc, con aziende, tecnici e prezzi scelti da lui, e poi dice al vecchio proprietario che avendo abbellito la casa dove abita, ora non possiede più il 20% ora possiede il 53% e la casa per la maggioranza è sua. Perché chi ha la maggioranza è di fatto “il padrone”. Ma non è finita: ora il nuovo socio-padrone dice che purtroppo in questi anni, dopo aver abitato nella casa e scelto tutte le spese da fare, ha dovuto fare altre spese extra e quindi chiede a chi è oramai l’ex proprietario, avendo solo il 47 % della casa, di dargli la sua parte di spese extra (il 47%), se l’ex proprietario non gli da la sua parte di spese extra, l’ex inquilino si “prende” tutta la casa. Ecco questo è quello che è successo alle terme. Anzi a dire il vero è successo e sta succedendo di peggio, perché i nuovi soci si terranno la polpa, le case, gli stabilimenti, gli hotel e soprattutto il Grand Hotel, che come dice la delibera del comune di alcuni giorni orsono, da hotel potrà essere trasformato in appartamenti etc … ed al comune lasceranno l’osso… il parco, eh si… perché il parco sarà anche bello ma è un costo, perché bisogna mantenerlo e se prima si faceva fatica a mantenere il parco con la polpa attaccata all’osso, ora con il solo osso come potrà fare il comune? Boh! La cosa strana è che persone dell’attuale dirigenza politica che erano in comune anche nel 2004 e 2005 o che hanno fatto parte del consiglio di amministrazione delle terme negli anni della nuova proprietà, quindi persone che “dovrebbero” essere informate dei fatti, persone che “avrebbero” dovuto capire, essendoci dentro, cosa stava succedendo, ora cadono dalle nuvole e sono solo capaci di dire “salviamo il salvabile”, teniamoci almeno la cesta (il parco - che è un costo) e lasciamo ai nostri soci l’uva (gli hotel, le case etc, che sono comunque un ricavo perché qualche affitto lo incassano). Tutti contenti? Forse si. Nessuno sapeva ? Forse no. Perché qualcuno nel 2004 che alle terme ci lavorava, quindi informato dei fatti e consapevole di quello che stava e sarebbe successo, aveva detto e scritto a chi poteva decidere o a chi aveva il potere di valutare “Attenzione, chiunque acquisti le terme, soprattutto se non è una società termale, non è interessato alle terme, ma solo al suo aspetto speculativo immobiliare e per raggiungere lo scopo farà esattamente in questo modo”. Nessuno aveva voluto sentire o leggere la previsione che erano dettate dalla logica commerciale e dal buon senso imprenditoriale. Quindi che dire… nessuna critica ai nuovi proprietari, anzi complimenti, hanno condotto e portato a termine un ottimo affare e questo è il lavoro di ogni imprenditore, all’altra parte… c’è poco da dire se non il fatto che far finta di cadere dalle nuvole è… come dire… ridicolo… come la figura fatta in questa vicenda. Ma vedrete che non è finita, nei prossimi anni vedrete quanti casi di cambio di destinazione d’uso e di aumento di volumetria, tutto secondo la legge si intende, avverranno all’interno delle proprietà termale, il tutto concesso, con sacrosante motivazioni, tutte giuste e valide come quelle che hanno portato a questa situazione. Per ora Godiasco-Salice Terme si tiene l’osso… scusate, il parco e nel frattempo nel parco bisogna tagliare l’erba... che...campa cavallo che l’erba cresce!!!


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ATTUALITA’

L’ASSESSORE VISPONETTI CONTRARIO AL RIORDINO DELLE PROVINCE

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“Pavia avrà 13 milioni di euro di tagli: ci mettono in condizione di chiudere”

Di Oliviero Maggi

Alla fine del mese di ottobre il Governo Monti ha approvato un decreto legge sul riordino delle Province, che passeranno dalle attuali 86 a 51, con eliminazioni e accorpamenti. La Provincia di Pavia rimarrà, perchè soddisfa tutti i criteri stabiliti dal provvedimento, però, come le altre, dal primo gennaio 2013 perderà la Giunta. Rimarranno solo il Consiglio provinciale e il Presidente, fino a novembre 2013, quando poi saranno i Consigli comunali ad eleggere i nuovi organismi. Se non ci saranno modifiche in Aula, l’esperienza della Giunta Bosone sembra proprio avere i mesi contati. L’Assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Maurizio Visponetti, ci illustra il suo parere su questo provvedimento. Assessore Visponetti, che cosa ne pensa di questo decreto di riordino delle Province? “Mi sembra che l’idea di fondo di questo provvedimento sia: il Governo Monti non è riuscito a chiudere o eliminare le Province per legge, perchè si è accorto che andrebbe contro la Costituzione, e così ha adottato una scorciatoia per raggiungere il suo scopo. Tra il 2012 e il 2013 la Provincia di Pavia subirà un taglio dei trasferimenti pari a 13 milioni di euro: questo vuol dire che non saremo più in grado di fare la benchè minima manutenzione sulle strade e sugli edifici scolastici. Il Governo quindi, non riuscendo a toglierle tramite un decreto, sta mettendo in condizione le Province di chiudere e i Presidenti di rimettere i loro mandati”. I Presidenti delle Province hanno persino lanciato la provocazione di spegnere il riscaldamento negli edfici scolastici. “La provocazione del Presidente dell’UPI (Unione Province Italiane) Saitta, che è il Presidente della Provincia di Torino, di spegnere il riscaldamento degli edifici scolastici non è così campata in aria. Le difficoltà economiche sono tali che non so fino a quando riusciremo a mantenere i servizi erogati finora. Un esempio: pur avendo a bilancio un milione di euro per il rifacimento della segnaletica orizzontale, siamo riusciti a spendere solo 150 mila euro. Purtroppo non abbiamo potuto fare diversamente. Stessa cosa per il servizio neve: per quest’anno è ancora

Maurizio Visponetti

coperto, però non saremo più in grado di effettuarlo per l’inverno 2013/2014. Adesso stiamo studiando un provvedimento per cedere all’Anas le strade statali, perchè non siamo più in grado di garantire la manutenzione”. Che cosa prevede, in sostanza, questo provvedimento? “Secondo il decreto, il primo gennaio del 2013 decadono tutte le Giunte provinciali; rimangono in carica solo il consiglio provinciale e il Presidente, con compiti di indirizzo, che non sono ancora stati specificati, fino a novembre del 2013 quando tutti gli organismi verranno sciolti, a meno che il Presidente non si dimetta prima di questa scadenza. Tanto valeva rendere subito la Provincia un ente di secondo livello. Il fatto è che o il Governo ha il coraggio di ammettere che le Province non servono a niente e quindi eliminarle, oppure mantenerle così non serve a nulla, sono solo enti che erogano stipendi ai dipendenti”.

Una volta giunti alla scadenza del 2013 che cosa succederà? “Dopo novembre 2013 saranno i Sindaci e i consigli comunali a eleggere 10 membri, che siederanno in Consiglio provinciale con alcune deleghe, e il Presidente. C’è però un altro problema che mi preme sollevare: finora la Regione ha delegato gran parte delle competenze sulle Province. Ora il decreto lascia alle Province solo le deleghe su Lavori Pubblici, Turismo e Ambiente. E le altre? Torneranno alla Regione o andranno ai Comuni? Credo che sia necessario chiarire al più presto questo passaggio. E soprattutto definire bene a chi spetta la programmazione degli interventi”. Pensa che alla fine il decreto sarà approvato così com’è? “Ora che è stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto passa al Parlamento per la conversione in legge. Da quello che si è capito il Parlamento vuole apportare delle modifiche, ma non so come andrà a finire. Il testo doveva essere cambiato in Commissione, ora che arriva in aula ormai è blindato. O i parlamentari hanno il coraggio di votare contro, oppure, se si rimettono alle decisioni dei partiti, il decreto si avvia all’approvazione. Io, comunque, ho inviato due mail ai nostri parlamentari, Daniele Bosone e Angelo Zucchi, perchè facciano tutto il possibile per rimediare a questo provvedimento”. Il provvedimento, quindi, interrompe il lavoro che stavate facendo. “In questo anno e mezzo di legislatura siamo riusciti a mettere in campo dei bei progetti sulle scuole, sulla rete stradale, sullo sviluppo economico, con il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio di Casei, e sul turismo, con la navigazione sul Po, la creazione del paniere pavese, la recente nascita del Distretto del Vino. Inoltre abbiamo dato avvio al progetto preliminare del nuovo Ponte della Becca, necessario per il reperimento dei fondi. Pazienza, vorrà dire che passeremo la mano a qualcun altro”. Assessore Visponetti, c’è un po’ di amarezza per non essere riusciti a terminare questi progetti? “Devo dire che sono sereno, nella mia carriera politica ne ho viste di tutti i colori e non voglio arrabbiarmi ancora. Mi rimetterò alle decisioni del Governo. Intanto, però, in questi ultimi mesi, continuerò a dare il mio contributo per riuscire a creare sempre migliori prospettive per la nostra Provincia”.


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PAOLO AFFRONTI PRESIDENTE PROVINCIALE DI ITALIA UNIONE DI CENTRO

di Alessandro

Disperati

Paolo Affronti, Sindaco di Voghera negli anni ’90. Parlamentare nella 15^ Legislatura (2008) da sempre in campo in politica, oggi impegnato a Roma, sia come lavoro, ma anche osservatore attento e presente nell’attività politica nazionale. E’ oggi consigliere d’amministrazione di ASM Voghera spa, componente della Direzione Regionale e Presidente provinciale del partito ITALIA Unione di Centro. A Voghera il partito che conta 400 iscritti ha celebrato il congresso cittadino che lo ha eletto all’unanimità Segretario politico cittadino. A lui abbiamo fatto questa intervista a tutto campo. Lei che è stato per anni segretario della Democrazia Cristiana, perchè ha accettato oggi malgrado i tanti impegni questo incarico politico a livello locale? “Devo dire che malgrado gli incarichi parlamentari o professionali a Roma, non ho mai trascurato l’interesse per il mio territorio. Voghera, l’Oltrepò Pavese, la Provincia di Pavia, sono sempre state al centro delle mie attenzioni. Ho sempre tenuto aperto un punto di ascolto a Voghera (non di quelli che si aprono in campagna elettorale e puntualmente si chiudono al termine) e oggi che è un momento difficile per una presenza politica ed un quadro di alleanze complesso, ho ritenuto che non potevo esimermi dall’impegno che a livello locale mi veniva richiesto a gran voce da chi sempre mi sostiene. La direzione ed il comitato cittadino dell’Unione di Centro eletti a Voghera, sono rappresentativi anche però di molti giovani e donne che rappresentano un elemento di novità e contribuiscono a tradurre le istanze che vengono da una realtà cittadina che cambia anche nel nostro territorio”. Quale è il fututo dell’Unione di Centro? A livello Nazionale il centro ed i moderati acquistano sempre maggiore consistenza, i nostri Leader nazionali, Casini, Cesa, Buttiglione, Pezzotta seguono una politica coerente che sulla base dell’agenda Monti – a nostro avviso pur con tutti i distinguo necessari – incontrerà altre forze moderate. A livello Regionale l’Unione di Centro, sta cercando un candidato Presidente da appoggiare un personaggio della società civile, che sia una risposta rispetto alla crisi “Regionale”, che ci ha portato ad elezioni anticipate. A livello locale l’Unione di Centro lavora per l’armonia della coalizione e si augura di essere ricambiata. La politica degli slogan è finita come quella delle parate mediatiche, nonostante questo il Comune di Voghera ha i conti a posto e si lavora con impegno. Noi lavoreremo con le forze attive e con le espressioni più rappresentative della società cittadina per contribuire ad una nuova fase costruttiva e di collaborazione per la nostra città. I giovani ci guardano ed attendono risposte”. A proposito della soppressione del Tribunale, qual è oggi la sua opinione? “La partita potrebbe sembrare definitivamente chiusa, i tempi di attuazione però potrebbero subire slittamenti ed il cambio di Governo potrebbe riservare anche qualche sorpresa. Allungamento dei termini di attuazione del provvedimento, poiché non è poi così facile, con le ristrettezze della finanza pubblica, allestire nuovi locali a Pavia pronti ad accogliere le sedi attuali di Voghera e di Vigevano. Siamo convinti come gruppo in consiglio comunale (c’è stato dibattito ed anche un apposito convegno organizzato dalla Presidenza del Consiglio) e come partito di aver

creduto e sostenuto la proposta degli ordini degli avvocati di Voghera e Tortona, circa l’accorpamento dei due Tribunali: una risposta concreta al piano di razionalizzazione (impegno di cui ci è stato dato atto anche durante un servizio di “Porta a Porta”). Come forza politica, ci siamo mossi con determinazione ed abbiamo portato avanti le istanze nelle sedi opportune, senza molto pubblicizzare data la delicatezza del provvedimento. Devo rilevare invece che altre forze politiche hanno mirato più alla pubblicità nei gazebo che a mobilitare la Regione a difesa della nostra giusta richiesta, richiesta che peraltro a Roma ha trovato qualche giusto difensore. Poi si sa come sono finite le cose, praticamente quasi nulle tutte le istanze provenienti dal territorio nazionale. Il testo legislativo approvato prevede infatti la soppressione di Voghera, Tortona e Vigevano”. E’ di questi giorni la notizia delle riserve sul PGT da parte della Regione e della Provincia. Qual è il giudizio dell’Unione di Centro di Voghera? “Certo bisognerà prendere atto e discutere sulle osservazioni formulate dalla Provincia e sulle più precise osservazioni che arrivano dalla Regione. Noi come dichiarato dal capogruppo in consiglio comunale, Gianfranco Geremondia, abbiamo espresso un voto positivo sul piano in quanto lo riteniamo uno strumento urbanistico necessario per la città. Pur con il voto positivo, abbiamo manifestato perplessità circa l’espansione possibile a cinquantasettemila abitanti, avevamo puntato sul centro storico, ove alloggi, affittati a basso costo meritano di essere ristrutturati e qualificati. Sul piano industriale abbiamo detto che ci voleva una scelta forte che permetta di creare aspettative consistenti per possibili insediamenti industriali interessati, mentre per l’area commerciale, contrariamente a quanto detto oggi, noi eravamo e siamo d’accordo con il polo di espansione confinante con i comuni di Torrazza e Codevilla, perché altrimenti si fa l’errore del passato, i centri commerciali nascono ai margini sui territori di altri comuni e la città è solo sfiorata (ovvero il danno e la beffa)”. Altre critiche da parte vostra? “Un’altra nostra critica in sede di approvazione del piano: perché non si è tenuto conto di una zona mercatale in previsione dell’Expò 2015? Abbiamo sottolineato anche gli aspetti positivi del piano relativi anche a talune nostre proposte: l’individuazione dell’area per lo stazionamento dei mezzi pesanti, l’individuazione di un’area per l’edilizia residenziale agevolata (social housing), il terzo ponte sullo Staffora e l’apertura della galleria tra piazza Bandiera e piazza Cesare Battisti. Tra le norme positive, anche il fatto che le realizzazioni edilizie sia private sia industriali debbano prevedere in primis la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria al fine di superare i tanti inconvenienti del passato. In sintesi con il nostro voto positivo avevamo espresso anche talune critiche, talune delle quali oggi sono evidenziate dalla Regione che ce ne chiede conto. Auguriamoci di poter superare presto ogni ostacolo e dotare al più presto la città di un nuovo strumento urbanistico”. La sanità è sempre stata il suo piatto forte. Cosa ci dice relativamente alle strutture ospedaliere di Voghera e della Valle Staffora? “Il degrado dell’ospedale di Voghera è evidente e ci preoccupa. A Varzi esiste una situazione di crisi e non bastano le rassicurazioni di tanti consiglieri regionali. L’ospedale Santa Annunziata, con le pre-

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“Preoccupati per il degrado dell’ospedale di Voghera”

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senze attuali rischia forte e va difeso non con altre chiusure di reparti o false promesse di attivazione di reparti per acuti che non possono più essere realizzate vista la normativa Nazionale. Occorre pensare a qualche riconversione quali i posti per sub acuti, per lungodegenza o di cure paliative, se si vuole che sopravviva”. E per Voghera? “Per l’ospedale di Voghera il discorso è più complesso. Voghera è sempre stato il punto di riferimento sanitario dell’Oltrepò con talune strutture che erano in grado anche di essere non solo corollario della grande struttura ospedaliera dell’istituto di ricerca San Matteo, ma è certo che per taluni casi e specialità anche i pavesi facevano riferimento all’ospedale della nostra città. Oggi invece si notano strutture a volte fatiscenti, mentre una nuova costruzione che brilla per i colori originali è una scatola totalmente vuota. Le criticità dovute a taluni settori senza dirigenti di struttura vedono compromessa, malgrado la grande disponibilità di sanitari e personale parasanitario, la loro funzionalità. Basti pensare alla criticità del nostro Pronto Soccorso e di tanti altri reparti per mancanza di personale; a specialità importanti oggi scoperte come direzione (pediatria, neurologia, cardiologia e chirurgia); a questo aggiungasi alcuni servizi generali smantellati, anche per il “gusto” di esternalizzare, creando grande disagio tra il personale che viene “riciclato” e la professionalità conseguita di fatto azzerata. Abbiamo visto che ormai i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione sono in campagna elettorale e dimostrano vitalità con centri di ascolto e di raccolte firme per interpellanze e mozioni. E’ certo che così i problemi esistenti non si risolvono, ma si enunciano pur essendo consapevoli che bisognava agitarsi forse anche qualche anno prima. Resta il fatto comunque, che per anni all’ospedale di Voghera, non si è dato il via alla “stroke unit”, non solo per mancanza di personale ma anche di buona volontà. Bastava forse fare una convenzione con qualche istituto scientifico di Pavia (il Mondino) per attivarla e le apparecchiature non sarebbero rimaste in giacenza o con scarso utilizzo, come per l’emodinamica, che oggi si pensa di trasferire altrove. Bene ha fatto il sindaco di Voghera a chiedere un incontro con l’assessore Melazzini”. E per concludere qual è il suo giudizio sulla giunta di Voghera? “Il mio giudizio, pur con le riserve del caso, può essere positivo. E’ certo che bisogna che non ci siano forze egemoni e occorre ricercare anche con l’opposizione, che deve dimostrare senso di responsabilità e dare il proprio contributo (cosa che oggi ha poco dimostrato) per un confronto corretto sui grandi temi. In una fase difficile come questa occorre essere uniti per fronteggiare l’attacco alla sopravvivenza stessa dell’Amministrazione Pubblica e garantire ai cittadini i servizi necessari nel quadro di uno sviluppo possibile”.


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E’ STATO PRESENTATO IL SUO LIBRO AL TEATRO DI RIVANAZZANO TERME

di

Gianluca Giaconia

Nello scorso mese di novembre è stato presentato al Teatro Comunale di Rivanazzano Terme il libro di Gabriele Albertini, “L’onestà al potere”, che descrive la figura dell’ex Sindaco di Milano. A presiedere la conferenza, che ha attirato numerosi personaggi di spicco della politica locale, ci hanno pensato il Sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, e il Sindaco di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari. Proprio Ferrari ha tracciato un curriculum di Gabriele Albertini, laureato in Giurisprudenza e titolare dal 1974 dell’azienda paterna, la “Cesare Albertini S.p.A”, che si occupa di pressofusioni in alluminio. Inoltre Albertini ha ricoperto numerose cariche in Confindustria e in Assolombarda dove è stato vicepresidente, oltre ad essere stato presidente della Piccola Industria di Federmeccanica. E’ conosciuto da tutti come l’ex Sindaco di Milano, carica che ha rivestito per due mandati, dal 1997 al 2006, a capo di una coalizione di centrodestra, senza dimenticare che è stato eletto deputato al Parlamento europeo alle consultazioni del 2004 per la lista di Forza Italia e rieletto nel 2009 nella circoscrizione Nord Ovest per il Pdl. “Albertini è il modello politico che molti rimpiangono, è stato votato dai cittadini e li rappresentava perfettamente – esordisce Romano Ferrari –. Il libro racconta la sua figura, quella del Sindaco che girava con lo scooter per la città e veniva applaudito dai suoi cittadini: il potente che va contro il potere. A mio avviso dobbiamo recuperare l’onestà e abbinarla all’efficienza, soprattutto in questo momento difficile che stiamo attraversando”. Sulla stessa corrente di pensiero si trova anche il Sindaco di Voghera, Carlo Barbieri. “Il buonsenso permette agli uomini di diventare ottimi amministratori della cosa pubblica. Il nostro territorio sta cercando di lavorare per cercare di proseguire ugualmente nel suo intento in momenti così delicati e purtroppo molti Comuni sono in netta difficoltà. Spero che Albertini ci dia un buon consiglio in quest’ottica, essendo un caro amico”. Dopo le parole di Ferrari e Barbieri, tocca all’ex Sindaco di Milano intervenire nel discorso. “Mi piacciono molto questi incontri perché sono presenti numerose persone e quindi persiste una

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Albertini: “Il successo dell’onestà del potere parte dalle qualità delle persone”

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Da sx a dx: Barbieri, Ferrari, Albertini maggiore possibilità di confrontarsi. Il titolo, a dire il vero, costituisce un ossimoro, dato che onestà e potere sono due termini che solitamente non vanno d’accordo. Il libro invece racconta la testimonianza di alcune azioni, in cui onestà e potere si sono trovate sullo stesso binario. Nella mia vita sono stato sempre fortunato nella scelta dei collaboratori, in quanto la loro lealtà e capacità erano superiori alle mie. Il successo dell’onestà del potere parte dalla qualità delle persone, infatti chiunque abbia svolto delle funzioni di governo è giudicato come ladro. Questo è ingiusto per il nostro paese, c’è chi ne approfitta per arricchirsi e per servirsi, anziché arricchire e servire la popolazione: la differenza la fanno le persone. Quando ho incominciato a fare il Sindaco dopo lo scandalo di Tangentopoli, si diceva che i partiti si arricchissero illegalmente, ora invece vengono fatte critiche per la gestione dei rapporti personali col potere. Dal momento in cui riceviamo la fiducia dei cittadini, dobbiamo essere i Sindaci in persona e cercare di migliorare il nostro ruolo. Nessuno è obbligato a comandare i comuni e le comunità e per questo esistono i candidati”. Gabriele Albertini è promotore di una lista civica dei moderati in Lombardia che si propone come esperimento per superare il Pdl e rifondare il centrodestra italiano, quindi la conferenza diventa anche un’occasione di campagna elettorale per le prossime elezioni regionali.

“La Lombardia produce il 25% del reddito nazionale, può vantare su una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti e Milano produce il 10% del Pil nazionale. A Milano sorgono le sedi di parecchie società finanziarie, gli edifici vengono costruiti dai migliori architetti del Mondo, inoltre il Palazzo Lombardia è stato nominato come il più grande grattacielo del Mondo dell’anno 2012. Quindi la nostra città ha creato le condizioni per cui il capitale mondiale facesse le sue determinate scelte. Si può essere persone per bene e praticare questo lavoro con professionalità”.


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LA SEDUTA E’ ANDATA IN SCENA LUNEDI’ SCORSO A RIVANAZZANO TERME

Assestamento di bilancio 2012: l’ok è arrivato nel consiglio comunale di Alessandro

Disperati

E’ stata approvata la manovra di assestamento di bilancio, che rappresenta l’ultimo momento di verifica generale di tutte le voci di entrata e di uscita al fine di assicurare il pareggio di bilancio. Ne parliamo con il sindaco di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari. Sindaco, l’anno si chiude con una manovra molto importante. Ce ne può parlare? “La manovra quest’anno per noi è stata particolarmente impegnativa. Abbiamo rispettato la tempistica prevista dalla legge per questa approvazione (30 novembre). Siamo riusciti nella manovra, con ottimi risultati, garantendo il mantenimento di tutti i servizi ai cittadini. Risultato raggiunto nonostante le diverse riduzioni dei trasferimenti statali cui siamo stati sottoposti”. Infatti lo Stato ha tagliato i fondi e quindi? “Ultimamente infatti abbiamo dovuto far fronte ad ulteriori tagli. Per restare in linea abbiamo rimediato mettendo in campo le risorse derivanti dall’IMU, che lo Stato ci attribuisce. A seguito di un’ultima direttiva emanata, ci siamo anche trovati di fronte all’obbligo di reperire quasi cinquantamila euro da destinare all’estinzione anticipata di mutui, pena il taglio del trasferimento statale l’anno prossimo. Oltre a trovare questi soldi per l’estinzione anticipata mutui, siamo riusciti a trasferire risorse sui capitoli deficitari (es. illuminazione pubblica e rifiuti)”.

Romano Ferrari Però alla fine o conti tornano... “Pur in presenza di tali vincoli e del peso sempre più stringente del patto di stabilità, grazie all’impegno degli amministratori e di tutti i dipendenti, abbiamo ottenuto un buon risultato. Abbiamo reperito le somme necessarie per garantire la copertura finanziaria ai diversi settori e servizi, ma abbiamo anche operato nel nostro ente una piccola spending revieuw, attraverso una riduzione selettiva di diverse spese non attivate e su cui gli uffici hanno preventivato delle economie, senza penalizzare i servizi garantiti ai

cittadini”. Numeri alla mano... “Il quadro della manovra di assestamento si può sintetizzare con i seguenti numeri: 2012, maggiori spese Euro 148.266,60; minori entrate Euro 73.635,00, totale Euro 221.901,60; minori spese Euro 92.518,00; maggioori entrate Euro 120.721,60; Avanzo amministrazione 2011 Euro 8.662,00. Totale Euro 221.901,60”. Insomma, avete fatto i salti mortali mi sembra di capire... “Chi ci governa deve però capire che tutti questi vincoli e tagli che ci vengono continuamente imposti, soffocano un’amministrazione e limitano la crescita del territorio. Va affrontato e risolto il problema legato al rispetto del patto di stabilità. Secondo me è assurdo tenere fermi soldi, che sono nelle casse; soldi che se ben spesi potrebbero incentivare la crescita e lo sviluppo. E’ sicuramente giusto limitare le spese superflue o evitare di gettare i soldi dalla finestra, però se il bilancio è sano è giusto che un’amministrazione possa investire sulle infrastrutture e sui servizi ai cittadini. Ogni investimento se necessario e ben fatto, porta ad una crescita che sicuramente genera benessere e ricchezza. Da tempo noi amministratori sottoposti al rispetto di questo patto di stabilità, cerchiamo di sensibilizzare chi ci governa ad intervenire prendendo provvedimenti. Purtroppo non abbiamo avuto grandi riscontri. Continueremo ad impegnarci perchè la nostra voce venga ascoltata. Nello stesso tempo continueremo a lavorare affinchè il nostro sia sempre un paese sorridente e ben servito”.

IL VICE SINDACO ILLUSTRA GLI OBIETTIVI DI QUESTA INIZIATIVA

“Riva Sicura”: parte il progetto per contrastare i reati e la microcriminalità verso gli anziani di

Federica Calizzano

Giovedì 6 dicembre sarà presentato, presso il teatro comunale di Rivanazzano Terme, il progetto “Riva Sicura” che punta a prevenire e contrastare i reati in danno agli anziani. A illustrarci i dettagli dell’iniziativa è Marco Largaiolli, vice-sindaco con delega ai Servizi Sociali. Come nasce l’iniziativa? “Il Comune di Rivanazzano Terme ha partecipato al bando promosso da Regione Lombardia (legge regionale 3 maggio 2011 n°9) per la realizzazione di iniziative formative, informative e culturali rivolte alla cittadinanza e utili a prevenire e contrastare i reati in danno agli anziani. Il finanziamento ottenuto ci ha permesso di dare vita al progetto”. L’obiettivo è dunque tutelare la sicurezza della popolazione anziana. “Il progetto mira a garantire che il nostro comune sia non solo un luogo accogliente, ma anche protetto. L’Amministrazione pone da sempre al centro della propria opera quotidiana il cittadino, le sue esigenze e la sua sicurezza. Quest’ultima viene direttamente assicurata dalle Forze dell’Ordine, ma è indispensabile che ognuno di noi diventi più at-

tento e consapevole. Per questo motivo, l’iniziativa è indirizzata a tutti i residenti, e in particolare alla popolazione anziana, perché siano informati e sensibilizzati sul tema della criminalità, acquisiscano gli strumenti utili a riconoscere le frodi e assumano comportamenti consapevoli di fronte al reato”. Quali le fasi del progetto? “L’iniziativa ha preso il via nel mese di settembre con la redazione e la pubblicazione di un opuscolo, diffuso a tutta la cittadinanza, contenente sintetiche e pratiche indicazioni anti-truffa. Al progetto è stata dedicata anche una pagina web: www.comune.rivanazzanoterme.pv.it/rivasicura”. In calendario per giovedì 6 dicembre (ore 21) anche un incontro, aperto al pubblico, presso il teatro comunale. “La serata, che coinvolgerà Forze dell’Ordine ed esperti, vedrà la diffusione degli opuscoli e la spiegazione dei metodi abitualmente messi in atto per frodare le persone anziane, e non solo. Si insegnerà a cogliere determinati “campanelli d’allarme” e a difendersi nella vita di tutti i giorni per mezzo di semplici accorgimenti”. Dove avvengono la maggior parte delle truffe in questione?

“Spesso, proprio nelle proprie abitazioni. In particolare nelle ore mattutine, quando rimangono a casa solo gli anziani. Per strada: davanti a banche, poste, nei mercati, al telefono e via internet”. Il progetto avrà una continuità? “Certamente. Volontari di associazioni attive sul territorio, quali Auser e Croce San Francesco, saranno presenti davanti alle Poste, nei giorni di ritiro delle pensioni, per dissuadere i delinquenti dal commettere furti approfittando dell’attesa. E’ evidente che le associazioni di volontariato non dovranno assolutamente sostituire le Forze dell’Ordine locali che già svolgono al meglio il loro compito, ma il loro aiuto e sostegno informativo sarà prezioso. A loro va il mio ringraziamento”.


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BERTELEGNI E ZELASCHI MUOVONO ALCUNI RILIEVI CONTRO IL SINDACO

di Alessandro

Disperati

Sono trascorsi circa sei mesi dalle elezioni comunali di Rivanazzano e la minoranza costituita da Marco Bertelegni e Graziella Zelaschi torna in campo. “Non siamo scomparsi - sottolineano - e nemmeno ci siamo adagiati sulle posizioni della nuova Amministrazione Ferrari; abbiamo lasciato organizzare la nuova giunta offrendo anche la nostra collaborazione a fronte dei problemi e delle necessità del paese, ma la nostra disponibilità non è stata presa in considerazione. Eppure i consiglieri in tutto sono sette e non dovrebbe essere difficile trovare punti di convergenza e collaborazione”. Come minoranza cosa avete fatto in questi mesi di inizio mandato? “Molta attenzione nei confronti di tutti gli atti amministrativi, richieste di chiarimenti, interpellanze, proposte di miglioramento senza sbandierarle, al contrario della maggioranza che probabilmente si avvale di un buon servizio stampa e pubblicizza e indora anche le ovvietà. Ci siamo anche occupati del PGT perché da subito abbiamo evidenziato l’anomalia di una nuova revisione solo dopo un mese dall’approvazione. Una revisione anomala e solo per affrontare qualcosa che poteva essere vista nella stesura precedente. Costi aggiuntivi che potevano essere risparmiati a favore di altre necessità. Il tutto derivato da un approvazione affrettata in tempo elettorale e che lo vogliamo ricordare ha creato problemi alla Eckart con l’impossibilità di creare nuovi posti di lavoro in un momento dove ce n’era veramente tanto bisogno. In questo caso siamo disposti a ricorrere alla Corte dei Conti se necessario! Qualcuno potrebbe pagare di tasca sua!”. Insomma niente polemiche ma solo tanta attività di minoranza? “Nessuna polemica, non ci interessa, stiamo analizzando tutto nel dettaglio, nell’interesse del contenimento delle spese e per evitare ulteriori tasse che potrebbero gravare sui cittadini. Massima attenzione alle risorse che sono di tutti e utilizzarle con rigore”. Quali sono i prossimi obiettivi che vi prefiggete? “Sicuramente avere una situazione chiara delle spese in programma e fare in modo che l’Amministrazione definisca le priorità quali il supporto alle necessità delle famiglie bisognose, della scuola, dei giovani e dello sviluppo economico. Feste più contenute senza sprechi di soldi che dovrebbero essere impegnati per il paese e i suoi abitanti”. Prossimi risparmi che consigliate all’Amministrazione Ferrari? “L’ultimo esempio di spreco, ma ce ne sono stati tanti, è stato il recente rinfresco offerto alla fine della presentazione del libro “L’onestà al potere”, costato alle casse comunali, 500 euro. Erano un omaggio all’onestà o alla solita politica? Alla fine della serata si è capito che la cultura c’entrava poco. A breve sarà Natale con tutte le tradizioni che si porta appresso, comprese le feste degli auguri, i pacchi dono ecc. Sarebbe importante provvedere alle vere esigenze che ad esempio per le persone ospitate negli alloggi comunali, riguardano piccole migliorie che renderebbero più confortevoli le loro abitazioni: verniciature, intonaci ecc. Un Natale più sobrio, meno propagandistico ma più attento alle necessità vere dei cittadini”. Quali altre situazioni volete evidenziare? “Naturalmente il cimitero! Qualcuno della maggio-

ranza ha già parlato di interventi a carico del cimitero ma ad oggi nulla è stato fatto. A seguito di una nostra interpellanza che da mesi giace senza risposta in Comune, sono state promesse analisi geologiche nella zona delle vecchie cappelle per capire le cause degli allagamenti. Sono stati annunciati interventi, mai eseguiti. E poi sono state fatte prove che hanno evidenziato (buco di un metro e mezzo) che non c’è problema di falda. Infine la nostra proposta di coprire le scale e la zona centrale, pare l’unica soluzione onde evitare che entri più acqua di quella che le tombinature (rifatte 2 volte) possono portare via. Tanto tempo perso, danni a carico dei proprietari delle Cappelle che potrebbero rivalersi sul Comune”. Il Comune risponde alle vostre interpellanze? “Vede, l’interpellanza o “domanda” su un attività o una pratica, è lo strumento che permette di fare chiarezza quando chiarezza non c’è! Se un consigliere fa un interpellanza e dopo più di 2 mesi non ha nessuna risposta, significa che non c’è una corretta amministrazione democratica”. Insomma il vostro ruolo è abbastanza complesso? “Ci si aspetterebbe che in un Comune dove i consiglieri sono 5 di maggioranza e 2 di minoranza, di fronte a spese importanti, problemi di carattere generale e regolamenti, ci si sieda intorno ad un tavolo a discutere. Poi è giusto che le decisioni vengano assunte dalla maggioranza, ma tutti, quindi anche noi, devono lavorare per il bene del paese. Invece ci troviamo ogni giorno davanti ad atti compiuti, a decisioni prese senza alcuna informativa e con regolamenti da approvare, complessi e già preconfezionati. In molti casi il nostro intervento ha prodotto modifiche, ma è molto difficile per il poco tempo lasciatoci a disposizione. La maggior parte dei Consigli vengono convocati d’urgenza e i documenti di conseguenza li abbiamo disponibili all’ultimo momento. Gli strumenti a nostra disposizione per evitare che decisioni assunte dall’Amministrazione siano di danno per il paese sono il TAR (pagando 5000 Euro di tasca nostra per ogni intervento!), la Corte dei Conti o la Procura. Non pensavamo di trovarci in questa situazione, ma se queste sono le uniche possibilità le eserciteremo come abbiamo già fatto, nell’interesse dei cittadini e del buon funzionamento del Comune”. Avete già fatto un azione del genere?

RIVANAZZANO T.

La minoranza all’attacco della giunta: “Sul caso Eckart faremo ricorso”

DICEMBRE 2012

“Si, c’è stato un esposto sul fabbricato ex Officina Meccanica Barbieri situata tra le vie indipendenza e Mazzini, davanti alla Chiesa della Trinità e dell’Oasi della Pace fatto da più di una decina di residenti che hanno chiesto chiarimenti sull’abbattimento complessivo del fabbricato ed anche delle parti di interesse storico. A nostra volta abbiamo inviato una lettera esposto alla Soprintendenza, alle Direzioni Regionali e Nazionali, al Ministero, e alla Procura, preoccupati delle procedure adottate e della mancanza di rispetto dell’ampia zona storica, che comprende anche l’area della Chiesa della S.S. Trinità. Cancellare tutto a vantaggio di un’abitazione moderna ci è sembrato anomalo e non ha convinto la procedura di abbattimento per pericolosità fatta proprio al momento giusto. Non abbiamo nulla contro i recuperi, anzi recuperi si, ma nel rispetto del luogo e della memoria. Lo sviluppo economico di un paese parte anche dalla storia e dalla sua cultura”. Da ultimo sappiamo che vi siete astenuti sull’approvazione del tratto fognario in Zona Salice. “Si siamo contenti che un privato si accolli i costi dell’opera che potevano essere per lui 1/3 del totale, in una zona dove avevamo già ipotizzato l’urgenza. A fronte di tale proposta ci siamo visti rispondere picche, in quanto il tratto di tubatura già rifatto davanti al President, era la soluzione di tutti i problemi; un bluff rivelatosi tale con il verificarsi di allagamenti successivi. Nell’ultimo consiglio abbiamo appreso che il Comune solo dopo il nostro intervento (è provato dalle date dei documenti) aveva evidenziato il problema all’ATO, ma per priorità e costi si è arrivati ad oggi. Ancora una volta però i lavori vengono eseguiti senza un analisi approfondita dei problemi e senza uno studio di professionisti, senza separare le acque piovane dalla fogna e tutto finisce in depurazione. Una pessima idea e che fa “acqua” proprio nei casi di piena, dove il tutto rischia di finire nel torrente Staffora con problemi igienico sanitari e ambientali e forse con ulteriori costi di depurazione sempre a carico della Comunità. Si poteva fare meglio e con maggiori garanzie per una Zona ancora in espansione”.

ALL’ORATORIO DI RIVANAZZANO TERME

Fabrizio Magazzini vince il torneo di Ping Pong Sabato e domenica scorsi 17 e 18 Novembre si è tenuto presso l’Oratorio Parrocchiale S. Domenico Savio a Rivanazzano Terme il 2° Torneo 2012 di Ping Pong. Una trentina i partecipanti tra giovani e adolescenti che si sono sfidati in una due giorni intensa, carica di aspettative e di colpi di scena. Il Torneo tutto Organizzato dai ragazzi, con a sovrintendere Fabrizio Magazzini, uno dei “grandi” che si sta adoperando molto per l’Oratorio Parrocchiale. I vincitori sono stati: 1° Posto Fabrizio Magazzini (Fabri), 2° posto Giuseppe Traina (Beppe) e terzo posto Gabriel Mija, mentre per i giovanissimi ha vinto il torneo Rolandi Filippo. Bene stanno facendo anche il gruppo di giovani dai 15 ai 17 anni che ha formato il Direttivo giovani e che nei prossimi giorni eleggerà il proprio Presidente. Quello di Rivanazzano Terme è un bel gruppo che sta facendo tanto in Oratorio e che è ormai il punto di riferimento per il fine settimana tanto atteso dai Giovani. Prossimo appuntamento Torneo di Biliardo. Chiunque voglia partecipare si rivolga all’Oratorio di Rivanazzano Terme ogni fine settimana.


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DECISIONE PRESA DURANTE L’ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE A GODIASCO

di

Gianluca Giaconia

Nei giorni scorsi si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Godiasco Salice Terme il consiglio comunale, che prevedeva un solo punto all’ordine del giorno, ossia la situazione economico-finanziaria delle Terme di Salice spa. Nel 1999 lo Stato ha offerto la proprietà delle Terme spa al Comune con l’onere di accollarsi un mutuo di 600.000 euro e il Sindaco Anna Corbi ha voluto ripercorrere la storia dell’azienda dal momento in cui si è insediata l’attuale amministrazione. La situazione non è stata facile nemmeno in passato perché il Comune nel 2003 aveva attivato un mutuo da un milione di euro per migliorare la situazione economica. In seguito ricordiamo che la privatizzazione è avvenuta a favore di una società, per il 66% del gruppo Camuzzi e per il 33% del gruppo Fabiani. Tra il 2006 e il 2008 il 53% è passato alla famiglia Fabiani. Dopo l’arrivo nel giugno 2009 della nuova amministrazione, Gianluca Fabiani, assieme all’ingegner Fabrizio Longa, ha tracciato i progetti futuri dell’azienda in un consiglio comunale del dicembre 2009. Nel frattempo sono stati anche effettuati degli interventi per sistemare le panchine nella zona del parco e per migliorare l’illuminazione con la sostituzione delle lampadine. Il 31 agosto 2012, dopo la dismissione dei crediti, si sono evidenziate delle perdite pari a 1.800.000 euro. Due consulenti di fiducia, esperti di diritto societario, hanno discusso le dismissioni delle quote. Nella scorsa settimana le trattative con il socio di maggioranza delle Terme sono giunte ad una prima conclusione per la quale si è arrivati alla convocazione del consiglio comunale. Entro quindici giorni l’assemblea straordinaria provvederà a risanare il deficit finanziario della società, scesa sotto il minimo del capitale sociale. Il Comune e il socio privato hanno stabilito delle linee, sulle quali il Sindaco Corbi ha dovuto aver bisogno del giudizio del consiglio comunale per poter procedere con le trattative. Il socio privato si impegna a ripianare il deficit attraverso la rinuncia ad un credito che ha verso la società a titolo di finanziamento soci. Nel ripianamento del deficit sociale si assicura la continuità aziendale, quindi le Terme proseguono con la loro attività, il socio pubblico esce dalla società a fronte di una cessione di immobili che compensa appunto la sua uscita. Questi immobili comprendono il parco di Salice Terme e alcune location presenti al suo interno. A fronte di questa uscita il Comune concede al socio privato il cambio di destinazione d’uso al Grand Hotel, che passa da destinazione alberghiera a residenziale e commerciale. Al Comune di Godiasco Salice Terme viene ceduto in parte il patrimonio sociale immobiliare, che corrisponde a beni necessari alla collettività. Viene ripreso il progetto dell’albergo in fregio in via Diviani, struttura in parte turistica e in parte termale, ripartendo dal disegno precedente. Il Sindaco Anna Corbi ha ottenuto il mandato da parte del consiglio di portare avanti le trattative e al voto si sono astenuti i consiglieri di minoranza Luca Meisina e Fabio Torlaschi. Nei prossimi quindici giorni dovrebbe concludersi questa vicenda, che tiene ormai banco dal 1999. Il consigliere di minoranza Alberto Sorrentino è voluto intervenire per dire la sua opinione in merito a questa vicenda. “Attualmente la società possiede 800.000 euro di capitale sociale e poco più di 300.000 euro di residuo risalente a 7 anni fa’, per un totale di

GODIASCO

“Il Comune esce dalla società Terme in cambio della cessione del parco”

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Le Terme di Salice

poco più di 1.100.000 euro. Grazie al record stabilito quest’anno di 1.800.000 euro, che frantuma il record precedente di 1.400.000 euro, conseguito nell’esercizio 2004, polverizziamo l’intero capitale sociale più 700.000 euro, quindi ci sono tutti i requisiti per poter fallire. Questo è l’epilogo di un regalo fatto dallo Stato, sacrificando l’intera collettività nazionale per il Comune di Godiasco, un regalo che valeva 13 - 14 milioni di euro. In 12 anni siamo riusciti a più che azzerare il valore di quel regalo, in quanto dal ’99 non abbiamo incassato neppure una lira perché ci siamo accollati un mutuo di 600.000 euro. Nel 2003, grazie alla “sagacia” di coloro che stavano amministrando la società, furono conseguite perdite superiori a 1/3 del capitale sociale e come prevede la legge abbiamo dovuto fare un aumento di capitale. E’ stato attivato un mutuo di un milione di euro presso Banca Intesa da versare alle Terme a titolo di capitale che, sommato al mutuo di 600.000 euro, corrisponde a un totale di 1.600.000 euro. Poi c’è stata la fase della privatizzazione, durante la quale sono stati spesi 50.000 euro per la perizia dello studio, 50.000 euro per la parcella del Prof.Cela e 50.000 euro per l’Avvocato Ferrari, che ci ha assistito nella procedura, più altri due Avvocati da pagare, per un totale di 1.750.000 euro. Siamo ancora fuori di 50.000 euro sommati alle parcelle e agli avvocati da pagare, quindi il Comune non ha ricevuto niente. La società è stata gestita in maniera incapace fino al 2004, poi sono arrivati i privati, che “hanno finito di ammazzare il cadavere” e sono riusciti a più che azzerare il capitale sociale. Il Comune era in condizione di non poter fare praticamente nulla perché durante la privatizzazione sono state studiate tutte le clausole che in pratica gli legavano le mani, consentendogli solo la possibilità di legge di prolungare la cattiva gestione davanti al giudice, cosa non fatta dal consiglio all’epoca. Questa perdita non tiene nemmeno conto delle spese di manutenzione importanti per la società e temo che la nostra quota sul mercato non riscuota nessun interesse, anche per colpa del momento infelice che stiamo attraversando. Rispetto al valore stimato del regalo ricevuto 12 anni fa’, noi ci portiamo a casa una crescita quantificata in un 85-90%. Devo dare atto al Sindaco per aver ideato la soluzione di ottenere la continuità aziendale, tenendo conto che stiamo parlando di una struttura a disposizione dei 3000 abitanti, che valeva 14 milioni e oggi è ridotta a pez-

zi. Mi piacerebbe tanto che qualcuno in particolare, quando incrocia gli abitanti di questo paese, si senta in obbligo di abbassare lo sguardo, consapevole del danno che ha causato alla collettività. L’azienda è stata assassinata e con i soldi della sua eventuale vendita l’amministrazione potrebbe fare solo opere di bene per l’intero paese. Qualcuno si è mangiato questa cifra e spero vivamente che le vada per traverso. E’ andata così, ringrazio il sindaco per la sagacia con la quale ha negoziato questo accordo”.

A GODIASCO

Varni Agnetti ok per il sistema di sicurezza Nello scorso mese di ottobre la Fondazione Varni Agnetti di Godiasco, presieduta da Ilaria Fontana, ha ottenuto la certificazione secondo la norma OHSAS 18001 del proprio Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza. Probabilmente è la prima struttura RSA in Lombardia ad ottenere questa certificazione perché, ad oggi, non risultano case di riposo certificate secondo questo schema nelle banche dati di Accredia. La Fondazione Varni Agnetti è stata assistita da INN Consulting nello sviluppo del Sistema. Il Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza garantisce il rispetto del Dlgs 81/2008 e successive modifiche e integrazioni, garantisce cioè la Salute e la Sicurezza dei lavoratori, degli ospiti e dei visitatori. In un momento di difficoltà e di grandi cambiamenti per il settore delle RSA, poter vantare la certificazione è un elemento di distinzione nei confronti dei potenziali clienti e anche uno stimolo per il personale al miglioramento continuo.


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SALICE TERME

IL SINDACO DICE LA SUA OPINIONE SULL’ARCHIVIO MALASPINA

DICEMBRE 2012

Corbi: “Per colpa della crisi siamo impegnati a ridurre le spese e i costi” di

Gianluca Giaconia

A Godiasco Salice Terme due tra gli argomenti più importanti del mese di novembre sono stati il ritorno ufficiale dell’Archivio Malaspina nelle mani del Comune e il punto della situazione sulle Terme di Salice, il tutto confluito nel consiglio comunale. Di questo e della situazione attuale generale del paese, ha voluto parlare il Sindaco, Anna Corbi. Sindaco, quanto verrà a costare l’Archivio Malaspina? “Il costo dell’archivio, detratti i finanziamenti a fondo perduto per circa 30.000 euro, si aggira per ciascun cittadino, per dieci anni, 1,20 euro all’anno, il costo di un giornale o poco di più di un caffè . In dieci anni ogni cittadino avrà contribuito all’acquisto con 12 euro, il costo di una pizza e una bibita. L’archivio non si legge come un giornale e non si mangia come una pizza, ma è riservato agli studiosi e, appena possibile, agli studenti della nostra scuola”. Da chi è stato consultato l’Archivio? “Hanno già avuto modo di consultare il fondo, costituito di quasi 400 faldoni, i presenti alla giornata del Convegno Malaspina, ossia Luciano Maffi, che ha pubblicato “La bassa Valle Staffora nei documenti dell’Archivio Malaspina di Godiasco. Inoltre Maffi ha messo in luce come l’archivio aiuti a comprendere meglio il potere della famiglia che nel Basso Medio Evo dominava con i diritti di Honor et districtus su un vastissimo territorio dall’imboccatura della Valle Staffora, a nord, fino alla Lunigiana. Giuditta Cerutti ha pubblicato “Il castello di Oramala: storia e architettura”, che ricostruisce le vicende della Rocca sulla base di 19 documenti dell’Archivio e Ezio Barbieri è stato l’autore della mostra del 5 maggio 2012 “Lombardi a Corleone” con documenti e cronache di una migrazione antica da Nord a Sud, di un incontro di popoli e culture nella Sicilia e nel Mediterraneo del Due, Tre e Quattrocento. La mostra è il frutto di una collaborazione tra gli Archivi di Stato di Palermo, Milano e Pavia, la Biblioteca Universitaria di Pavia e l’Associazione Culturale di Corleone. I documenti originali appartengono ai fondi archivistici di Ospedale S. Matteo, Archivio Malaspina di Godiasco e Archivio notarile”.

Anna Corbi

C’è qualche opera che vuole ricordare? “Del nostro archivio direi “Le carte dell’Archivio Capitolare di Tortona” (Sec. IX-1220) da copia seicentesca, ora irreperibile, di originale già disperso nel 1905. Il documento può essere inteso appieno nella sua portata storica grazie al confronto con la documentazione coeva e con gli avvenimenti storici di quegli anni. Abbiamo da una parte il priore e i monaci del monastero di S. Marziano di Tortona e dall’altra il marchese Obizzo, noto nella storiografia come Obizzo il Grande. Le località in cui si trovano i beni dati in investitura sono in parte a nord del crinale degli Appennini e in parte in Toscana, un orizzonte geografico decisamente ampio. Obizzo il Grande ha ricevuto conferma dell’investitura imperiale da parte di Federico I Barbarossa l’anno precedente a questo documento. Obizzo scorterà l’Imperatore, il cui esercito era stato decimato a Roma dalle febbri malariche nell’agosto 1167 lungo le valli dell’Appennino attraverso i propri domini dalla Lunigiana al Tortonese durante la ritirata verso la Germania, passando

per Pavia; con tale azione di fatto salverà l’Imperatore dai comuni nemici. Il documento è redatto a Tortona, città distrutta dal Barbarossa nell’aprile 1155. I testimoni citati nelle ultime righe sono stati individuati in un recente studio come possibili consoli del Comune nel 1165: si considerino in particolare Sigembaldo de Ponte Curone e Corrado de Mediolano. I da Mediolano e i da Milano (da non confondere gli uni con gli altri) sono sicuramente famiglie tortonesi immigrate in Sicilia già alla fine del secolo XI e quindi passate a Corleone nel Duecento. La presenza di Ottone de Bagno tra i testimoni contribuisce all’identificazione, per coerenza geografica, di tale località con il Bagnolo nei pressi di Pontecurone. Il priore e i monaci sottoscrivono in modo autografo, prassi molto rara, ma divenuta abituale in Sicilia tra i Lombardi. Uno dei monaci è Pietro de Caniano: Cagnano è anch’essa ora solamente una grossa cascina, al pari di Bagnolo e nelle sue vicinanze”. Un giudizio sulla fiera di San Martino? “La fiera è stata bellissima: la gente ha risposto positivamente all’iniziativa e ha comportato guadagni per tutti. L’aria di festa era percepibile nelle case e nelle piazze”. Per quanto riguarda le Terme di Salice? “Il socio privato ci liquida cedendoci parte degli immobili e noi usciamo dalla Società che, dopo avere ripianato il passivo, continuerà a svolgere l’attività termale e farà investimenti negli immobili, che saranno parzialmente modificati con destinazione anche residenziale e commerciale”. Ci sono novità in Comune? “Ci sono poche novità perché la crisi ci spinge a gestire solo l’ordinaria amministrazione. Siamo impegnati a ridurre le spese e i costi complessivi; abbiamo avviato la vendita dell’immobile in piazza A. Moro perché intendiamo completare la restaurazione della ex scuola media trasferendovi la civica biblioteca con una bella sala di lettura, un’emeroteca e un internet point. Quest’anno non abbiamo nemmeno chiesto ai commercianti di “aiutarci” ad accendere il paese con le luminarie per dare un segnale: non si può festeggiare quando il denaro e il lavoro scarseggiano. Allo stesso modo non faremo il consueto calendario, a meno che non troviamo una formula molto economica. Se stiamo ancora valutando è perché sappiamo che il calendario con i disegni dei bambini e dei ragazzi porta fortuna alle nostre case”.


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PER L’OCCASIONE SI E’ TENUTO UN CONVEGNO NEL SALONE DEL CONSIGLIO

di

Gianluca Giaconia

L’Archivio Malaspina è tornato a Godiasco Salice Terme in occasione della Festa di San Martino dello scorso 11 novembre. L’amministrazione comunale è riuscita infatti ad acquistare l’Archivio che contiene documenti dal X al XVIII secolo, interessanti per la ricostruzione della storia, non solo del Comune in cui aveva sede il marchesato della famiglia, ma di tutta la vallata. Per l’occasione si è tenuto un convegno, “I Malaspina in Valle Staffora”, nel salone del consiglio del Comune di Godiasco Salice Terme, che ha visto la presenza della giunta capitanata dal Sindaco Anna Corbi. L’assessore Monica Masanta ha introdotto le varie relazioni dell’intero convegno, iniziate con il trasferimento dell’Archivio da Pavia a Godiasco, il tutto raccontato dalla dott.ssa Anna Cerutti. “Il ruolo dell’archivista è quello di agire da mediatore tra le parti, infatti con il nostro intervento vengono facilitate le ricerche. Il fondo è composto da 388 faldoni, al cui interno sono contenute diverse pergamene con documentazioni consistenti. Esistono tre parti principali, incominciando dalle varie cause che la famiglia ha discusso in questi anni nei territori considerati, in cui sono incluse sentenze, corrispondenze private e documenti più antichi. In seguito abbiamo la parte riferita alla contabilità, che riguarda i rapporti con l’impero e la gestione delle tasse e per finire la raccolta delle carte della famiglia Malaspina contenenti la gestione delle proprietà. E’ stato ritrovato anche l’autografo di Silvio Pellico, autore de “Le mie prigioni” e divenuto bibliotecario di Barolo. Sono previste tante attività, tra cui le mostre e il centro studi con attività di laboratorio che potrebbero interessare anche l’Archivio di Varzi. Il nostro intento è quello di espandere l’Archivio anche al resto della comunità”. In seguito il Dott. Luciano Maffi dell’Università degli studi di Brescia ha esposto una relazione sui contenuti dell’Archivio Malaspina di Godiasco. “Vorrei porre l’attenzione sul fatto che questo Archivio è rimasto integro dal medioevo fino ad oggi. Nel

GODIASCO

L’Archivio Malaspina ritorna nel Comune di Godiasco Salice Terme

DICEMBRE 2012

Un momento della presentazione in Comune

XIV secolo il Marchese Nicolò Malaspina ha diviso i territori tra i suoi cinque figli e a Godiasco era rimasto un titolo indiviso. Inoltre i Malaspina di Godiasco furono i patroni della chiesa del Groppo su cui abbiamo parecchie documentazioni. Il territorio era gestito in un certo modo, i rapporti tra i marchesi di Godiasco e il potere centrale erano ottimi. In quei tempi sorsero anche i castelli di Oramala e Monforte e nacquero quindi i rapporti con la fortezza di Godiasco”. La Dott.ssa Maria Emanuela Salvione, direttore dell’Archivio di Stato di Pavia, entra maggiormente nei dettagli. “La sovraintendenza archivistica di Pavia ha compiuto un intervento di sorveglianza: le carte, arrivate integre fino a noi, vengono mantenute dal Comune per ricordare la storia del nostro territorio. Il 24 novembre 1986 le carte sono arrivate a noi e vi sono rimaste fino allo scorso 6 novembre, giorno della consegna nelle mani del Comune di Godiasco Salice Terme. Le carte sono state consegnate inizialmente in 294 unità, dopo molte modifiche sono state rimesse a posto in 388 faldoni. Il percorso ha vissuto fasi difficili, tra cui l’interruzione della consultazione, per cui il patrimonio non poteva essere reso fruibile. Con il riconoscimento dell’erede universale del

patrimonio della famiglia Pedemonti, tutto è andato per il verso giusto. C’è stata anche una piccola “tensione”, buffa e scherzosa, con l’assessore Masanta perché non volevo cedere queste carte”. Dopo un intervento del Prof. Ezio Barbieri, incaricato di principi di archivistica, abbiamo la relazione di Fiorenzo Debattisti sull’Archivio Malaspina di Varzi. “L’Archivio è composto da 384 faldoni contenenti delle pergamene scritte dal 1100 in avanti, poi ci sono documenti ritenuti importanti in tutta la nostra zona. Per questo Archivio è stato fondamentale il contributo dell’abate Fabrizio Malaspina, che nel 1827 è stato nominato a Torino Riformatore della Regia Università di Torino e ha condotto delle ricerche sulla sua famiglia e sulla vita locale. Ben quattro tomi dell’Archivio Malaspina di Varzi sono conservati nella biblioteca di stato di Firenze perché hanno un’importanza nazionale. Colgo l’occasione per annunciare che è ancora esistente l’Archivio di Pregola, considerato perso ormai da tempo”. Sono seguiti altri interventi, tra cui quello del Marchese Giacomo Malaspina, che ha ricordato l’antenato più remoto, ossia Bonifacio nell’813, i cento feudi e trecento castelli della famiglia, e i Malaspina di Monferrato, spesso e volentieri trascurati.


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ECCO I PUNTI CHIAVE DEL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

Todeschini: “Il Pgt non è mai perfetto ma lo renderemo su misura della città” di Ilaria

Ricotti

Delio Todeschini, assessore all’urbanistica ed edilizia privata, alle politiche temporali e alle politiche economali e di provveditorato di Voghera, risponde in questa intervista ad alcune domande sul nuovo Piano di Governo del Territorio, che nei prossimi mesi sarà votato nella sua versione definitiva all’interno del consiglio comunale. Il nuovo Piano di Governo del Territorio, che è stato approvato a luglio, sta adesso passando attraverso le ultime fasi: è soddisfatto del lavoro compiuto finora? “Il Pgt non è mai perfetto, va sempre migliorato e proprio in questi mesi stiamo vagliando le istanze dei cittadini oltre che a considerare le proposte di legge e in questo modo cerchiamo di intervenire per renderlo il migliore possibile per la città e per i cittadini. Io stesso sono una persona che non si fissa a testa bassa sulle idee, se mi fanno notare che un aspetto va rivisto e migliorato si possono fare dei cambiamenti, sempre nei termini proposti dalla legge. E il primo miglioramento arriva proprio dalle osservazioni dei cittadini, dato che alcune di esse sono molto intelligenti e degne di essere prese in considerazione”. Quali sono secondo lei i punti salienti? “Prima di tutto il tentativo di recupero delle zone del centro. Sono poi essenziali le aree di collegamento, perché se qualche azienda chiede di far costruire in una zona la logica è che ci sia un collegamento ai servizi essenziali della città. Si cercherà inoltre di migliorare la viabilità, anche condividendo l’edificabilità delle strade, per cercare così di snellire il traffico di corona, ci saranno infatti due strade per cui ci sarà la possibilità di edificare nuove aree. Mi sono poi ritrovato con un Prg che ha dei piani di lottizzazione della durata di dieci anni che non sono mai partiti.

Delio Todeschini Non mi è stato possibile non renderne conto, ma li ho considerati solo per il 30%. Per il resto chi si sarà aggiudicato il lotto e non partirà dopo un massimo di cinque anni dovrà ripresentare la domanda e nel frattempo il lotto ritornerà alla sua proprietà originaria”. Che cosa si sente di rispondere a chi muove critiche di una cementificazione troppo estesa di una zona come il parco Baratta? “Io risponderei che in parte potrebbero avere ragione. Il parco Baratta è stato approvato da due consigli comunali della scorsa legislatura e io sono obbligato per legge ad inserirlo in un piano di coordinamento. Soltanto chi fa finta può continuare a non capire e a dire che l’ho fatto approvare io. Ci vorrebbe un’altra

delibera del consiglio comunale per toglierlo, è una cosa vecchia di quattro anni ormai e se l’avessi tolto per legge avrei potuto essere denunciato. Secondo me poi rappresenta un’occasione per la città, un modo per dare alla città un parco di 250.000 metri quadri. Ci vorrà qualche anno ma l’importante è partire. È anche l’unica via possibile per unire due quartieri della città che ora risultano un po’ staccati dal centro, fornendo anche dei servizi, visto che la parte edificabile sarà destinata proprio ai servizi. Abbiamo cercato comunque di evitare il più possibile la cementificazione per favorire il verde e dare così un piccolo polmone ai privati che abitano nei dintorni”. Per quanto riguarda invece l’area tra Voghera e il centro commerciale Iper di Montebello? “Anche per quella zona non è ancora detto che ospiterà numerosi insediamenti così come si sente dire. La passata legislatura ha individuato quest’area come area commerciale e non credo che la zona possa essere depauperata se qualche altra impresa commerciale aprisse. Mi sembra che alcune argomentazioni siano solo un arrampicarsi sugli specchi. È chiaro comunque che non è il momento ideale per gli investimenti: se tra cinque anni i lotti non saranno stati assegnati torneranno al loro proprietario originario”. C’è qualche altro intervento di cui si sta occupando il suo assessorato? “Come assessorato delle politiche temporali abbiamo alcuni progetti in collaborazione con la regione che saranno portati avanti. Ad esempio stiamo portando avanti lo sviluppo delle piste ciclabili, grazie a cui sarà possibile incrementare l’uso delle due ruote per muoversi in città. Stiamo considerando anche di proporre un servizio di car sharing, uno dei primi della zona. Avevo poi stipulato un accordo con la regione per la sperimentazione della mobilità elettrica: la regione è un po’ in ritardo sui tempi per vari motivi, io sto aspettando un appoggio da Bruxelles dato che il progetto era stato inviato lì per ricevere dei finanziamenti”.


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IL CONSIGLIERE COMUNALE PROPONE ALCUNE IDEE PER LA CITTA’

di Ilaria

Ricotti

Danilo Mietta, capogruppo della lista civica “Rinnovare Voghera” e consigliere comunale, ci spiega in questa intervista che cosa servirebbe a Voghera secondo il suo parere, in un periodo di crisi e stagnazione come questo, che ha fatto emergere numerose problematiche. Qual è la sua opinione su temi che sono all’ordine del giorno a Voghera come Imu e Pgt? “Il provvedimento l’ho votato, tutti i consiglieri hanno opinioni personali che vanno espresse nelle istruttorie, è inutile dire che cosa ne penso ora che siamo arrivati alla fine. Anche perché visto che ho votato a favore sarebbe un controsenso esprimere ora delle critiche, che sono state espresse appunto in sede di istruttoria. A livello di commissione ognuno perora le sue opinioni, qualcosa di quello che fatto notare è stato recepito e qualcosa no”. Che cosa pensa invece del tema lavoro e occupazione in città, di cui si è parlato anche durante un consiglio comunale aperto? “Io sono un sostenitore non del consiglio comunale aperto ma di un convegno sul tema, con la convinzione che la politica ha assolutamente bisogno di ascoltare le esigenze dei cittadini, ma sono anche sicuro che in questa città e nella zona siano state poco ascoltate e non considerate le competenze. Nel consiglio comunale aperto si possono iscrivere tutti e infatti tutti hanno preso la parola, ma un convegno dove si possono iscrivere solo le competenze secondo me sarebbe stato più utile per affrontare il problema”. Che cosa intende per competenze? “Ad esempio se vogliamo trattare l’argomento “traffico” bisogna partire da chi ha deciso e progettato il piano traffico. Infatti gli strumenti ci sono, il problema è capire come interpretarli e farli funzionare. Sempre continuando sul mio esempio, il piano traffico e il piano rumore sono due documenti distinti, che necessitano competenze diverse, sta poi alla politica mettere insieme i due campi, con particolare riguardo agli interessi dei cittadini e tralasciando criteri di estemporaneità e di esigenza. Tutto ciò è possibile partendo appunto dal considerare i due piani stessi e il loro significato nell’ottica della comunità”. Ritiene che si dia ancora troppo peso agli interessi dei singoli? “L’estemporaneità si riferisce ad una singola categoria che magari si lamenta del traffico nella zona dove risiede o dove svolge la sua attività, mentre noi dobbiamo avere come riferimento il benessere dei cittadini tutti perché magari cambiando il senso di una via per le proteste di un gruppo ristretto si rischia di penalizzare poi la cittadinanza. Sarebbe importante che il comune passasse dal funzionare come un’agenzia dove tutti vanno a lamentarsi per i propri problemi ad un’istituzione dove si pensasse solo a risolvere i problemi più pressanti per la comunità, lasciando fuori l’individualità. Insomma non perdere di vista l’interesse di tutti. La garanzia che a Voghera ogni cosa funziona secondo un preciso copione scritto e non secondo la singola esigenza, a mio parere porterebbe in città nuove persone, industriali, artigiani che decidono di creare qui il proprio posto di lavoro. E il Pgt è proprio un primo passo verso questa situazione, dato che si tratta della programmazione di infrastrutture e senza infrastrutture di un certo tipo non

Danilo Mietta

si riesce neanche a preservare quelle che già ci sono. Il settore pubblico ora non deve occuparsi dell’energia, settore ormai superato, ma della banda larga, indispensabile per le aziende e le industrie. Bisogna stare al passo con i tempi. Queste sono le mie idee, mi piacerebbe confrontarmi con degli esperti per capire se è la direzione giusta”. Questo discorso vale anche per il rilancio del centro storico? “Uno dei problemi dell’amministrazione secondo me (in generale, non a questa in particolare) è la mancanza di tempestività. Mi spiace citare una proposta che avevo fatto io stesso alla maggioranza del 1996/2000, ma potrebbe aiutare a capire meglio ciò che penso. Avevo proposto infatti di utilizzare la parte non vincolata della caserma di cavalleria per insediare un supermercato alimentare e la multisala cinematografica, che a quei tempi era contesa tra Casei Gerola e Montebello della Battaglia. Lo vedevo e lo vedo ancora come un intervento che sarebbe stato risolutivo per il commercio di Voghera perché il centro sarebbe diventare il centro dell’alimentarista forte, dove tutti sarebbero andati attirati dal grande marchio importante, il quale avrebbe tenuto vivo il centro. Io oggi non vedo più molti modi per poter rivitalizzare questa parte della città, anche se alcune cose anche minime possono essere d’aiuto”. Ad esempio? “Un centro del commercio ha bisogno di parcheggi, infatti il parcheggio della caserma e l’istituzione dell’area pedonale hanno portato grande giovamento ai negozi in centro. Se la comunità fa un sacrificio per tenere aperta piazza Duomo al traffico, questa deve essere utilizzata come parcheggio e non come passaggio da un capo all’altro della città. Potremmo così considerare piazza Duomo come il parcheggio delle attività produttive del centro e questo è possibile solo se mettiamo il senso di entrata in via Garibaldi e di uscita in via Cavour così la relativa difficoltà nel transitare e basta farà capire ai cittadini di considerare la piazza unicamente come parcheggio per i

VOGHERA

Mietta: “L’amministrazione manca di tempestività per risolvere i problemi”

loro giri in centro. Sicuramente non è un intervento risolutivo per il commercio, ma è comunque necessario prendere una decisione definitiva su ciò che vogliamo la piazza sia: o la chiudiamo al traffico definitivamente o lasciamo che le macchine ci passino, ma in questo caso è inutile continuare a spendere soldi per abbellire le strade”. Quindi di cosa avrebbe bisogno Voghera secondo lei? “Rispondo con una provocazione: Voghera avrebbe bisogno di gente che non abbia in tasca tutte le soluzioni. Ha bisogno di chiamare a raccolta le competenze per cercare di tracciare una via possibile e realistica che ci tiri fuori dai problemi che si sono creati. Io mi ero davvero entusiasmato quando il sindaco aveva detto di voler aprire degli Stati generali della Valle Staffora, proprio perché bisogna affidarsi a chi conosce a fondo le problematiche. I tuttologi non possono più esistere nel mondo della globalizzazione, dove i campi del sapere sono sempre più numerosi e specifici. Bisogna quindi ragionare sulle questioni, programmare e capire a fondo i problemi per riuscire un domani a trovare una soluzione”.

A VOGHERA

In arrivo nuovi autovelox di Alessandro

Disperati

Nuovi autovelox in arrivo a Voghera e Rivanazzano Terme. E’ stato presentato nei giorni scorsi presso la sala «Gonfalone» della Provincia di Pavia, il progetto «Sicurezza stradale e controllo elettronico della velocità». Un progetto che tra l’altro prevede l’installazione di nuovi rilevatori elettronici di velocità, lungo le strade con un elevato tasso di incidenti. Sette saranno in tutto: uno verrà messo a Voghera e l’altro lungo la provinciale del Penice all’altezza del Comune di Rivanazzano Terme. «Due settimane fa – spiega Francesco Brendolise, assessore provinciale alla sicurezza – , abbiamo presentato il rapporto sugli incidenti stradali 2011, che ha confermato l’alta velocità su strade extraurbane come principale causa di scontri mortali. Il progetto presentato ora, introdurrà 7 nuovi autovelox, lungo le strade provinciali più pericolose, per incentivare i guidatori ad una maggiore prudenza». Le strade interessate da questi controlli saranno le S.P. Tangenziale di Voghera, la ex S.S. 412 della Val Tidone, la ex S.S. 494 Vigevanese, la ex S.S. 235 di Orzinuovi, la ex S.S. 461 Passo del Penice, la 206 Voghera-Novara e la ex S.S. 596 dei Cairoli, che hanno avuto un totale di 57 morti dal 2005 al 2010. Lungo queste tratte il limite rimarrà sempre di 90 Km/h. La presenza di cartelli e una segnaletica luminosa avviseranno gli automobilisti della presenza del rilevatore di velocità. Un sistema questo della Provincia adottato non certo per far cassa ma con l’obiettivo di limitare gli incidenti stradali.


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IL CONSIGLIERE DELLA LEGA NORD SPIEGA LE SUE IDEE

di Ilaria

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Graziano Ghia è un consigliere comunale di Voghera della Lega Nord. In questa intervista gli abbiamo chiesto un parere programmatico sia sul partito a livello nazionale che a livello locale. Che cosa rappresenta per lei la Lega Nord? “Rappresenta l’emozione. Il nostro problema principale, anzi il nostro obbiettivo è il Nord, in particolare per tutelarne gli interessi. Secondo il mio parere la Lega non è stata ben capita da tutti: all’inizio c’erano troppi elementi di folklore e non è stata in grado di trasmettere quell’emozione che arriva al cuore, distraendo la gente dal possesso del territorio, senza il quale è impossibile crescere. Adesso siamo più seriamente impegnati nell’ambito della partecipazione “democratica” e per il futuro vedremo dove riusciremo ad arrivare. Uno dei nostri punti principali rimane il federalismo, che era stato quasi approvato ma che ora questo governo “democratico” sta smontando decreto dopo decreto, distruggendo così ciò che la Lega si è impegnata a costruire negli ultimi dieci anni. La Lega comunque rimane qui per continuare il suo percorso seminando la strada e portando avanti gli obbiettivi prefissati”. Rimane quindi ancora saldo il legame tra il suo partito e la maggioranza del sindaco Barbieri a Voghera? “Certo, noi appoggiamo il sindaco, siamo leali alleati fino a quando il nostro percorso sarà comune. La Lega non è di destra né di sinistra, ma non vuol dire niente se non riusciamo ad emozionare. Quello che per noi conta è portare avanti gli interessi del Nord, che potrebbe raggiungere qualsiasi obbiettivo e che può dialogare alla pari con qualsiasi altra nazione europea. Purtroppo non si può dire lo stesso per il Sud, quindi portiamo avanti l’idea di un Nord e un Sud profondamente divisi. È un percorso lungo, che necessita di coraggio, fermezza e carattere. Noi cercheremo di fare quello che è possibile, sempre all’interno di un ampio confronto con coloro che camminano insieme a noi”. In quali iniziative si sta impegnando la Lega Nord? “In questo periodo si è tenuto in tutte le regioni del Nord una grande raccolta firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che ha come punto fondamentale l’istituzione di una comunità auto-

Graziano Ghia noma. La comunità autonoma rappresenta appunto una comunità di regioni che condividono interessi e che sono confinanti tra di loro e quindi da sempre hanno avuto gli stessi problemi, le stesse necessità. Un’Europa dei popoli, non dei derivati. Un’identità non solo geografica ma anche economica e sociale. Si avrebbe infatti un mercato più facilitato e davvero a “chilometro zero”, creando così meno spese per le imprese. Un elemento fondamentale è il fatto che il 75% del gettito fiscale dei cittadini rimane sul territorio, a disposizione dei cittadini. Siamo molto soddisfatti perché abbiamo raccolto davvero molte firme, constatando che quando spiegavamo l’idea alle persone queste la recepivano e ne erano interessati, anche se l’iniziativa non ha avuto molta risonanza sui quotidiani nazionali. Qui a Voghera ad esempio in un giorno abbiamo raccolto 500 firme, le gente è molto vicina a questi temi e sicuramente questa iniziativa si ripeterà. Delle 50.000 firme che servono per portare avanti una legge di iniziativa popolare ne abbiamo già raccolte molte di più di quelle che servono, abbiamo avuto un grande impatto sulle persone e un buon riscontro”. Lei è anche un commerciante e un artigiano: che cosa pensa della crisi che sta colpendo il settore, con un gran numero di negozi costretti a chiudere? “I negozi stanno chiudendo a causa della crisi. Ogni

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Ghia: “La Lega vuole tutelare il Nord, promuovendo comunità autonome”

punto di Iva rappresenta 5 milioni di euro in più nelle casse dello Stato e negli ultimi due anni c’è stato un aumento di due punti percentuali, una cosa enorme per i negozi. Le persone che si ritrovano stipendi sempre più bassi, non hanno più soldi da spendere in beni e servizi e gli esercizi commerciali chiudono e in molti casi vengono rilevati da stranieri in contanti. Anche perché siamo schiacciati dalla concorrenza sleale di molti paesi che producono merce a basso prezzo facendo lavorare uomini, donne e bambini a condizioni pessime e con stipendi bassi. Ci vorrebbe infatti più controllo sulle merci ma la Comunità Europea da questo orecchio non ci sente. Noi siamo avanti di 30 anni ma sul mercato non possiamo competere con chi fa lavorare i bambini di dieci anni e gli adulti 24 ore al giorno. Purtroppo non ci sono leggi specifiche di tutela per i produttori in questo campo. L’Italia dovrebbe salvaguardare di più il settore moda, fiore all’occhiello del self made man e dare più energia ai processi creativi della moda italiana, icona mondiale, tutelando di più il settore”. Secondo lei quale potrebbe essere un modo per risollevare le sorti del commercio e dell’artigianato italiano? “Con tre proposte alle associazioni di categoria. Per prima cosa due semplici idee per gli addetti al settore: aprire a progetti innovativi, ribellandosi agli ormai vecchi sistemi. In particolare chiedendo in Regione la soppressione delle vendite promozionali e dei saldi, la rovina dei commercianti che alla lunga confondono il consumatore e lo allontanano dall’acquisto. Quest’anno addirittura i saldi partiranno il 7 dicembre, quando ancora non è iniziata la stagione invernale, un vero problema per chi vende. La seconda idea è banale ma pratica: costituire gruppi di acquisto tra i commercianti per comprare merce risparmiando e creando così volumi importanti insieme. In questo modo il mercato sarà costretto a seguire le stesse richieste e si otterranno degli abbassamenti di prezzi e un moltiplicarsi di offerte, i quali andranno anche a vantaggio dei consumatori. Infine, confluire le rimanenze di questi negozi in un centro vendite che vada a formare una vendita collettiva di fine stagione, a prezzi più bassi”.


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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ILLUSTRA LE NOVITA’

Affronti: “L’amministrazione si sta impegnando per il progetto del Pgt” di Ilaria

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Nicola Affronti, rappresentante dell’Udc, è il presidente del consiglio comunale di Voghera, oltre che il più giovane membro dell’amministrazione. In questa intervista ci parla delle ultime importanti decisioni prese al consiglio comunale e delle prospettive di Voghera tra lavoro e commercio. Quali sono secondo lei gli argomenti più importanti che sono stati trattati ed approvati durante gli ultimi consigli comunali? “Abbiamo applicato un’Imu molto più bassa rispetto ad altre città, come ad esempio Pavia, non aumentando le aliquote su prima e seconda casa. Questo è un segnale che abbiamo voluto dare alle famiglie. Abbiamo tagliato tutto quello che era possibile tagliare e nonostante tutti i soldi siano stati investiti non abbiamo fatto mancare nulla ai cittadini, partendo dai lavori pubblici, fino ai servizi e al sociale. Inoltre stiamo valutando delle modifiche allo statuto, il quale contiene le norme attraverso cui vengono regolate le attività del comune, per snellirlo e rendere il comune più dinamico e vicino ai cittadini, oltre che per aumentare il ruolo del consiglio comunale secondo legge. Al prossimo incontro poi verranno considerati i piani della green way, la pista ciclabile che unirà Voghera e Varzi, per cui nel consiglio comunale di settembre è stato approvata la realizzazione della tratta Voghera-Codevilla”. Parliamo del Pgt, argomento che è stato trattato nel consiglio comunale di luglio. “Si, nel consiglio comunale di luglio si è dato il via al Pgt, ora tra novembre e dicembre sono in corso i lavori della commissione per considerare le osservazioni giunte dai cittadini (circa 200). La commissione darà un parere consultivo e una volta terminata questa fase in consiglio si voteranno prima le osservazioni e poi l’approvazione definitiva. La nostra speranza è di portare il Pgt per l’approvazione al consiglio comunale di dicembre, ma visto che siamo molto avanti con i lavori non sarebbe un problema se slittasse a gennaio per effettuare un’analisi più approfondita e svolgere così un lavoro migliore per i cittadini, come fino ad ora è stato. Ci stiamo muovendo nel solco del significato del piano, ovvero quello di pre-

Nicola Affronti vedere uno sviluppo della città. L’errore più grosso che si può fare a proposito è pensare che i progetti al suo interno vengano realizzati subito: si tratta di una previsione che l’amministrazione ha il dovere di fare per il futuro e non di immediata attuazione. Tutto ciò è fondamentale per il settore commerciale (con una pianificazione di aree industriali apposite se un’azienda vorrà investire in città sarà già pronto il luogo dove ubicarla), ma anche per lo sviluppo interno della città (è previsto infatti un ampliamento del social housing, un terzo ponte sullo Staffora e altro ancora). È un Pgt che guarda al futuro, alla Voghera della prossima generazione”. Per quanto riguarda l’Asm, che decisioni sono state prese nell’ultimo consiglio comunale? “Sono stati definiti degli indirizzi strategici per Asm. È stato previsto che, in un’ottica di sviluppo, possa operare anche al di fuori della sua area di competenza. Asm è infatti una delle società municipalizzate che va meglio, realizza ogni anno dei guadagni e dei ricavi che vanno anche a favore del suo azionista principale, che è appunto il comune di Voghera. In questo modo potrà così eventualmente acquisire partecipazioni in società che si occupano dello stesso campo, sempre in previsione di un ingrandimento dell’azienda, la quale è molto importante anche per le centinaia di persone occupate al suo interno. Dobbiamo fare in modo che una simile risorsa si preservi e si sviluppi”. Ci sono novità sull’apertura del teatro sociale? “Il sindaco sta lavorando e si tra impegnando per

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restituirlo alla città, come già abbiamo fatto per altri monumenti e edifici storici di Voghera. Sono sicuro che il suo impegno e quello dell’amministrazione, nonostante la crisi e i tagli, riusciranno a portare a casa il risultato”. A ottobre si è svolto un consiglio comunale aperto sul lavoro: ritiene che sia stato utile? “Sicuramente reputo che il confronto sia sempre importante. Come comune oltre che attivare corsi per la compilazione dei curriculum e ad avere uno sportello dedicato non possiamo fare molto, è la provincia che controlla gli uffici di collocamento, noi non abbiamo poteri in questo campo. Questo consiglio comunale aperto è nato dalla proposta di dieci consiglieri della minoranza e credo che non sia andato male. Io ho fatto un intervento iniziale in cui ho parlato della necessità di non creare false illusioni sul fatto che il comune possa avere la bacchetta magica in questi casi e che abbiamo bisogno di nuove idee, di lavorare per nuove proposte. Credo che la cosa importante sia che ci siamo resi tutti conto della realtà di Voghera, grazie al confronto sia con i cittadini che con la parte industriale. Il vicepresidente Viola ha esposto la realtà industriale di Voghera, dove è emerso che questo nostro settore tiene, soprattutto grazie alle esportazioni. C’è stato anche un dialogo con i cittadini e i sindacalisti, che hanno partecipato portando le loro idee. Tutto sommato il risultato è stato abbastanza positivo, il confronto è stato leale e non teso a fare propaganda da parte dei partiti, ma orientato ai bisogni dei cittadini. Come giovane è questa la politica che apprezzo: una politica non urlata ma che tratti delle reali di chi si dovrebbe occupare. Penso che Voghera stia andando verso questa direzione”. Che cosa si sta facendo invece riguardo alla crisi delle attività commerciali nel centro storico? “Uno dei motivi per cui abbiamo deciso di mantenere il doppio senso in via Cavour è stato appunto quello di favorire l’afflusso di macchine e persone verso il centro città, soprattutto in un momento importante come il periodo natalizio. Speriamo che la ripresa che ci dovrebbe essere nel 2013 favorisca anche i negozi della nostra città. Come amministrazione cerchiamo di aiutare, mantenendo un centro accessibile per le auto, anche in vista del commercio. Inoltre stiamo promuovendo varie manifestazioni in centro città che portino i cittadini vogheresi a vivere il centro storico e ad acquistare così nei nostri negozi”.


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UN’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO DAVVERO SPECIALE

di Ilaria

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Tra le tante associazioni e corpi di volontariato presenti nella nostra città, questo mese abbiamo deciso di approfondire la conoscenza delle crocerossine, grazie all’aiuto di Silvana Bozzi, ispettrice locale delle crocerossine di Voghera. Il corpo delle crocerossine, che a Voghera comprende 14 donne in ruolo attivo, 14 disponibili e 2 di riserva, si è distinto per l’impegno e l’aiuto portato a chi si trovava in condizioni di disagio. Infatti con la loro formidabile energia e la voglia sempre presente di aiutare il prossimo, svolgono moltissime attività e si sono impegnate in varie missioni di soccorso in giro per l’Italia e per il mondo. Solo per citarne alcune: una crocerossina ha partecipato alla missione IBIS in Somalia, una ha preso parte alla missione a Kukes in Kosovo, tre hanno portato il loro aiuto all’Assistenza ai profughi albanesi a Jesolo, oltre a vari interventi sul territorio nazionale, come per il terremoto in Umbria nel 1997, il terremoto dell’Aquila nel 2008 e per l’alluvione di Alessandria. Ma queste infaticabili donne non si dedicano solo a missioni di alto rischio: a Voghera effettuano punture, rilevazione della pressione, fanno attività di ambulatorio e assistenza nei reparti di ospedale. Le crocerossine non sono infermiere professioniste, per diventare membro una donna deve svolgere due anni di formazione per un totale di 1000 ore all’anno, divise tra pratica in ospedale e lezioni di teoria. Dopo il superamento dell’esame si entra a far parte di un corpo di volontariato che a sua volta è compreso nell’esercito: le crocerossine appena nominate hanno il grado di sottotenente, l’ispettrice locale invece corrisponde al grado di capitano. “La nostra caratteristica, la nostra etica è che ci hanno inculcato un senso di umanità. Ho notato in questi anni in cui ho fatto la crocerossina che i pazienti non guardano tanto medici ed infermieri, i quali sono in ospedale per fare il loro lavoro, ma cercano da noi quel sorriso, quell’attenzione in più. E questa è una grande soddisfazione. Mi ricordo che tanti anni fa c’era in ospedale una vecchietta di 84 anni e quando passavo dalla sua stanza ci scambiavo sempre due parole. Dopo che è stata dimessa non l’ho più rivista fino a quando un giorno non la incontro mentre è in fila per la visita di controllo. Mi ha riconosciuto subito e voleva a tutti i costi regalarmi le albicocche che si era portata per pranzo. Quando penso a questo episodio mi commuovo ancora - racconta Silvana Bozzi per spiegare cosa vuol dire per lei far parte delle crocerossine. Le quali sono delle vere e proprie “sorelle”: utilizzano infatti ancora questo appellativo per chiamarsi tra di loro, lascito di tempi in cui donne di tutte le età e di tutte le classi sociali si univano per curare sul campo i feriti di guerra e non conoscendo il nome di tutte le altre loro compagne, si chiamavano semplicemente “sorelle”. Tradizioni che rimangono e tradizione di famiglia per Silvana Bozzi: la sorella Maria Alberta è ispettrice provinciale e anche la madre faceva parte di questa grande comunità. “Per noi è stato naturale appena raggiunta l’età della ragione entrare a far parte delle crocerossine. Mi ricordo che quando andavamo al cimitero di Voghera e passavamo davanti alle lapidi dei caduti in guerra, mia madre ci diceva che ferite aveva riportato uno o che cosa era successo all’altro perché lei era attiva ai tempi degli scontri, quando a Voghera c’era l’ospedale militare, e si ricordava dei soldati che aveva as-

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Le crocerossine di Voghera: esempio di umiltà e passione nella nostra città

Due immagini delle Crocerossine di Voghera

sistito. Per me è stato davvero un passo naturale entrare a far parte di questo gruppo di donne volontarie che si impegna nell’aiuto del prossimo”. Non sono tutte rose e fiori però: negli ultimi anni si è assistito ad un calo delle iscrizioni ai corsi per diventare allieva crocerossina, tanto che i corsi stentano a partire. A gennaio verrà avviato il prossimo, aperto a tutte le donne tra i 18 e i 55 anni, dove si spera in una maggiore partecipazione. Dopotutto negli ultimi decenni la figura della donna è cambiata e sempre un maggior numero di esse è impegnato nel lavoro a tempo pieno. Per questo motivo Silvana Bozzi spiega che gli orari per le ore di lezione sono flessibili e un’allieva crocerossina può scegliere di svolgerle quando ha più tempo a disposizione, mattina, pomeriggio o sera. Si cerca anche di andare incontro al numero crescente di donne che lavorano magari a Milano o Pavia, situazione che diventa sempre più frequente per una città come Voghera, consentendo

ad esse, se interessate, di entrare a far parte di questa grande famiglia. Nella nostra città poi la tradizione di questo corpo di volontarie ha profonde radici e sarebbe davvero un peccato lasciare cadere quella che ormai è un’istituzione. La prima crocerossina intervenuta a Voghera è stata la sorella Clelia Andreina Liccioli durante la prima guerra mondiale, quando non era neanche ancora attiva la Croce Rossa. Da questo momento in poi le crocerossine saranno una presenza fissa di aiuto e conforto in città: interverranno per tutta la durata del secondo conflitto mondiale e accorreranno ad assistere i feriti dopo il terribile incidente ferroviario del 1962, quando all’ospedale di Voghera si aveva in dotazione una sola ambulanza e nessun volontario a parte le infaticabili sorelle. Una presenza sempre vigile e pronta, che rappresenta un’esperienza di vita di umanità e di abnegazione. C’è ancora tempo per iscriversi al prossimo corso allieve ed entrare così a farne parte.


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IL VIGILE MORI’ TRE ANNI FA’ DURANTE UN INCENDIO A ROMAGNESE

di

Gianluca Giaconia

La caserma dei vigili del fuoco di Voghera sarà intitolata alla memoria di Davide Achilli, il pompiere che ha perso la vita nell’agosto 2009 in seguito ad un incendio scoppiato in un cascinale a Romagnese. La notizia è stata comunicata tramite una conferenza stampa, tenuta nei giorni scorsi nella caserma di via Turati. Erano presenti il comandante provinciale dei vigili del fuoco, l’ingegner Vincenzo Giordano, il Sindaco di Voghera, Carlo Barbieri e il prefetto di Pavia, Giuseppa Peg Strano-Materia. L’ingegner Giordano ricorda che il distaccamento di Voghera è una delle otto sedi ubicate nella provincia di Pavia. “Stiamo aprendo inoltre un distaccamento dei vigili del fuoco a Varzi per essere maggiormente pronti all’intervento anche nelle zone di montagna. Il nostro distaccamento compie circa mille interventi durante l’anno per soccorrere persone, spegnere incendi e altre varie evenienze. Tre anni fà Davide, mentre era in servizio, ha perso la vita per il crollo di un muro durante un incendio a Romagnese; voleva accertarsi che non ci fossero persone in pericolo. Così il prefetto ha deciso di intitolare a lui il distaccamento di Voghera, città per la quale Davide stava appunto recando servizio. La caserma è di proprietà del Comune e il Sindaco Barbieri si sta battendo in prima persona per migliorare la struttura messa a disposizione”. Interviene così nel discorso il Sindaco Barbieri, che ringrazia il prefetto per la vicinanza mostrata nei confronti della città di Voghera. “La collaborazione tra amministrazione e vigili del fuoco è ormai collaudata da anni, infatti vogliamo migliorare ulteriormente la struttura, partendo dal rifacimento dei tetti per eliminare l’amianto. Il Comune ci tiene particolarmente a ricordare Davide e ad essere vicino ai vigili del fuoco, che operano su un territorio sempre pieno di imprevisti”. Per onorare il ricordo di Davide Achilli, il Comune ha delegato lo scultore Antonio De Paoli a realizzare un’opera commemorativa che è stata

VOGHERA

“La caserma dei vigili del fuoco di Voghera sarà intitolata a Davide Achilli”

Un momento della conferenza stampa alla caserma dei Vigili del Fuoco di Voghera donata al distaccamento dei vigili del fuoco di Voghera. “In passato ho realizzato alcune opere importanti all’interno della provincia, come la facciata della chiesa di Lungavilla e l’intervento all’eremo di Sant’Alberto – racconta lo scultore –. Tre anni fà sono stato contattato da qualche vigile del fuoco genovese per fornire loro delle idee su come ricordare Davide: il padre desiderava un ritratto, ma io ho deciso di ridargli la vita attraverso il bronzo. Sono stato contattato dal Comune nello scorso anno, quando è stato deciso di intitolare a lui la struttura. La roccia è stato il mio punto di partenza perché esprime forza, la caratteristica che rappresenta meglio Davide. Si è partiti dal concetto del ricordo per poi estenderlo al lavoro e alla missione dei vigili del fuoco. Il quadrato,

che è il simbolo della nostra civiltà, si spezza e due figure cercano di fuoriuscire dalla struttura. Speriamo che Davide costituisca un esempio per tutti”. La conferenza si conclude con l’intervento del prefetto di Pavia, Giuseppa Peg Strano-Materia. “Il vigile del fuoco deve stare in mezzo alla gente con coraggio, dovendo affrontare ogni tipo di pericolo; dobbiamo vivere tutti i giorni dando il massimo di noi stessi. Ho sempre frequentato le caserme, costruite pian piano con il lavoro quotidiano, in quanto la protezione civile non esisteva trent’anni fà. Davide Achilli non ha pensato in quel momento di mettere a repentaglio la propria vita, ma si è messo a servizio dei vigili del fuoco. Ognuno di loro, essendo sempre a contatto con la gente, ha qualcosa da insegnare”.


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VOGHERA

INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE DELLA FONDAZIONE ADOLESCERE

Schiesaro: “Operiamo per la crescita dei ragazzi e per sviluppare l’Oltrepo” di

Gianluca Giaconia

“La Fondazione Adolescere ha lo scopo di promuovere e realizzare interventi e servizi educativi e formativi con e per gli adolescenti e gli adulti”. Inizia con queste parole l’articolo 2 dello Statuto della Fondazione Adolescere, struttura presente a Voghera e diretta da Giovanni Schiesaro, che ci ha accolto in sede per presentare meglio questa realtà. L’ente è nato nel 1869 dopo la battaglia di Montebello durante la II guerra d’indipendenza, che ha riportato numerose vittime, in particolar modo giovani. Il Sindaco di allora, Carlo Gallini, ha dato vita all’orfanotrofio, nome della struttura all’epoca, per raccogliere i bambini lasciati soli, su idea dei vogheresi e dei paesi vicini. Quali sono le funzioni principali della vostra struttura? “La prima funzione di Adolescere è stata, anche storicamente, quella di accompagnare i processi di crescita di bambini, ragazzi e giovani in particolari difficoltà. Il servizio di Tutela Minori prevede interventi di sostegno e trattamento rivolti al minore ed al suo nucleo familiare sulla base di provvedimenti disposti dall’Autorità Giudiziaria. Più di 160 minori vengono attualmente seguiti con le loro famiglie per particolari problemi legati alla violenza e per questo sono disponibili le Comunità Educative, servizi residenziali permanenti che accolgono temporaneamente ragazzi dai 10 ai 18 anni i quali necessitano di accoglienza. Quindi accogliamo i ragazzi dandogli un’educazione, un titolo scolastico, un lavoro e una casa per permettere loro di riuscire a camminare da soli”. Cosa sono gli alloggi per l’autonomia? “Si tratta di piccoli nuclei che facilitano e stimolano il necessario processo di autonomia favorendo comportamenti differenziati; accolgono adolescenti o giovani che hanno trovato un’occupazione, ma hanno bisogno di un sostegno per maturare in senso psicologico, relazionale e sociale. Dopo la lezione i ragazzi vengono accolti per pranzare e stare con noi fino a cena grazie al servizio educativo pomeridiano, che favorisce l’integrazione sociale e l’apprendimento alla multiculturalità. Lo spazio neutro di osservazione protetta risponde alla necessità di trovare un setting adeguato che permetta agli adolescenti di essere accompagnati e sostenuti nell’affrontare il momento seguente alla separazione dei genitori”. Un’altra funzione essenziale è quella di accompagnamento: come la mettete in pratica? “Mettiamo a disposizione servizi e progetti per l’utenza del territorio, come il centro diurno per giovani e disabili psichici, che garantisce programmi di trattamento socio-sanitario, di sviluppo relazionale e di orientamento. Il personale della nostra fondazione assicura interventi educativi e di supporto riabilitativo presso le strutture di Villa Morini in Voghera, Mornico Losana, Casteggio e Stradella. Inoltre il servizio di residenzialità leggera ha l’obiettivo di sviluppare percorsi di diversa gradualità di protezione a vantaggio di persone dimesse da strutture psichiatriche”. In cosa consiste l’intervento educativo? “L’intervento educativo trova una sua espressione significativa in Noi in collina, progetto per i ragazzi e i giovani che promuove relazioni di scambio tra i territori. Possiamo contare sui Setteborghi e la Penicina

L’ingresso del Centro Adolescere di Romagnese e la struttura di Pietragavina di Varzi, in cui si lavora sul rinforzo dell’autostima dei ragazzi per la consapevolezza delle proprie abilità nascoste attraverso la dinamica di gruppo. Ogni elemento impara a relazionarsi con sé stesso e con gli altri, a Pietragavina grazie alla natura e ai Setteborghi per mezzo del cavallo, che diventa l’educatore per eccellenza. Ai Setteborghi c’è un’area collinare in cui sono presenti un maneggio coperto con le relative strutture, alcuni locali d’accoglienza, dei mini appartamenti e laboratori che consentono lo svolgimento di esperienze in natura. Alla Penicina di Romagnese si svolgono incontri formativi, scambi culturali ed eventi di richiamo internazionale. A Pietragavina si susseguono durante l’anno scolastico soggiorni residenziali di uno o più giorni, destinati ai bambini dai 6 ai 13 anni. Ogni settimana vengono tre classi, una delle scuole elementari, una della medie e una delle superiori e sostano qualche giorno accompagnati dagli insegnanti. Alla Penicina da settembre a giugno abbiamo avuto 2800 studenti e ben 420 universitari da aprile a settembre. Abbiamo investito sulla Penicina per il progetto di valorizzazione del territorio e la struttura viene aperta in estate ai cittadini con i concerti. Cerchiamo di sviluppare e formare i ragazzi dalle scuole elementari alle università, e allo stesso tempo puntare sul rilancio dell’Alto Oltrepo”. Questa zona viene valorizzata secondo lei? “Forse i Sindaci dei comuni non si rendono conto del grande valore di queste strutture, ovviamente le presenze non danno subito un riscontro immediato, ma migliorano nel corso del tempo. Volevamo impostare un discorso politico che, attraverso la cultura, accompagnasse il processo di globalizzazione. I Sindaci non investono sulla cultura, dovrebbero invece puntare maggiormente su questi studenti che si fermano dei giorni nella zona e ritornano una seconda volta, accompagnati da fidanzati e amici per mostrare loro il territorio che hanno visitato. Spero che il nostro territorio abbia un futuro, soprattutto culturale”. Cosa ci può dire sulla scuola di musica? “La civica scuola di musica rappresenta un punto di riferimento per l’avviamento alla formazione musicale, non solo a livello giovanile, infatti è disponibile e aperta ad un pubblico dai 6 ai 50 anni. La musica viene vista come un momento di relazione e di cultu-

ra, puntiamo su 20 insegnanti e 200 iscritti”. E sull’ostello per la gioventù? “L’ostello consente quella ricettività che caratterizza alcune iniziative in cui la residenzialità è un elemento indispensabile. Accanto ad esso la Penicina si caratterizza come accoglienza residenziale per gruppi, quindi Adolescere è punto di riferimento per soggetti europei, partner di progetti di scambio internazionale”. Un altro dei servizi della Fondazione è la Polisportiva Adolescere: ce ne può parlare? “La polisportiva è nata nel 1977, siamo partiti con il podismo, il ping pong e infine la pallavolo, ci sono 15 squadre e 200 iscritti dal minivolley alla prima squadra che milita in serie D. Vogliamo creare un gruppo, essendo consapevoli che il fenomeno del bullismo passa attraverso le non attività dei ragazzi, infatti la scuola ha il compito di valorizzarli, ma tanti di loro, a livello cognitivo, non competono con gli altri e si comportano da bulli. Il fenomeno sparisce quando si concede a queste persone la possibilità di mettere in mostra le proprie qualità attraverso lo sport. Da questo punto di vista la scuola si concentra sullo sviluppo di alcuni tipi di intelligenza, a mio avviso bisognerebbe impostare un diverso modello scolastico per fornire agli alunni un futuro migliore”. Quale sarebbe il suo modello scolastico? “Secondo me bisognerebbe partire dallo sviluppo di queste intelligenze per permettere una concentrazione diversa agli alunni: ciò andrebbe a creare delle condizioni di sviluppo dei diversi territori. Le difficoltà esistenti non devono essere un impedimento per lo sviluppo della cultura. Dobbiamo credere sul fatto che i nostri territori possano avere un futuro diverso e rendere possibile ciò che è impossibile”.

TUTTI A VARAZZE

Soggiorni climatici per gli anziani

Il Comune di Voghera organizza anche per il 2013, con la collaborazione delle Organizzazioni Sindacali dei Pensionati, i Soggiorni climatici invernali per anziani. Il servizio offre agli anziani un´occasione di svago e l’opportunità di intraprendere nuovi contatti e rapporti sociali per alleviare i processi di solitudine, emarginazione e isolamento psicologico, recuperare e mantenere lo stato di benessere fisico e mentale, supportare la rete familiare in difficoltà nella gestione quotidiana. E’ previsto un soggiorno di due settimane a Varazze dal 21 gennaio al 4 febbraio 2013 con un trattamento alberghiero di pensione completa, viaggio di andata e ritorno in pullman da Voghera, sistemazione in camere doppie con servizi interni, visita settimanale del medico, animazione, accompagnatore turistico abilitato, due gite di mezza giornata. La quota di iscrizione ammonta a € 495,00 con agevolazioni economiche e quote ridotte per i partecipanti con ISEE inferiore a € 20.658,21. La domanda può essere presentata da lunedi 12 Novembre a venerdi 7 Dicembre presso gli uffici del Settore Servizi Sociali in Via Rosselli n. 20, dalle ore 9 alle ore 12. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a: 0383/336480 – 0383/336403.


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IL SINDACO DI TORRAZZA COSTE SPIEGA LE ATTIVITA’ DEL COMUNE

di Ilaria

Ricotti

Ermanno Pruzzi, sindaco di Torrazza Coste, ci spiega in questa intervista quali opere pubbliche e culturali sono state portate avanti durante quest’anno e che cosa si sta pensando per il futuro, nonostante i molti tagli imposti dalla crisi finanziaria. Qual è la situazione di un paese come Torrazza dopo un anno di tagli e sacrifici imposti dalla crisi economica? “Purtoppo Torrazza, come d’altronde tutti i comuni, sta attraversando un periodo di crisi, i soldi sono sempre meno. Ci siamo così indirizzati verso opere pubbliche scelte, che servono davvero al comune. Anche perché con il prossimo anno saremo soggetti anche al patto di stabilità e quindi ad ulteriori restringimenti, che per i comuni non è il massimo, io condivido poco di quello che è stato fatto. Ci siamo imposti di riunire alcuni servizi insieme ai comuni limitrofi di Retorbido, Codevilla e Montebello della Battaglia: il servizio di pulizia municipale, la protezione civile e i servizi sociali. Non possiamo fare tutto, dovremmo rinunciare a qualcosa. Ad esempio dovremo far pagare il pulmino scolastico, cosa che non avevamo mai fatto fino ad ora. Manterremo però inalterati i soldi per i servizi sociali e per le famiglie, non abbiamo toccato i buoni pasto. Per le opere pubbliche, come dicevo prima, interverremo solo ed esclusivamente dove c’è una reale necessità. Diminuiremo poi i contributi per le manifestazioni. Quando si entrerà nel vivo del patto di stabilità vedremo bene come gestire la situazione” Quali sono invece le opere pubbliche che sono state realizzate quest’anno? “Quest’anno abbiamo realizzato una serie di opere pubbliche notevoli. Abbiamo svolto interventi su tutto il territorio comunale dove c’era necessità. Abbiamo terminato il marciapiede di via Voghera portandolo fino alla fine del paese, un lavoro che si è reso indispensabile visto il traffico intenso e veloce, che metteva a rischio i pedoni. Sono stati aggiunti altri due punti luce (invece di 5 come era in programma) nelle zone dove c’è stata urbanizzazione. Abbiamo terminato definitivamente gli impianti di fitodepurazione nelle frazioni dove non c’era il sistema fognario. A Sant’Antonino sono state sistemate le mura perimetrali del cimitero e sono stati terminati i loculi nel cimitero di Pragate e in quello di Torrazza Coste, in quest’ultimo 60 sono già in vendita: abbiamo anche dato la possibilità ai privati di costruire nel cimitero delle cappelle in continuazione a quelle che già ci sono. Allo stesso tempo abbiamo regimentato le acque del cimitero, risolvendo alcuni problemi. Quest’anno abbiamo inoltre posto dei segnali luminosi di segnalazione della velocità, come avevamo già fatto a Torrazza, anche a Pragate. Su queste strade avevamo svolto un controllo sulla velocità con una postazione mobile, non per fare cassa ma per la sicurezza dei cittadini e dei guidatori, dato che ci era stato riferito che c’è gente che sfreccia. Io stesso ho fatto affiggere un manifesto qualche giorno prima: lo scopo era sensibilizzare la cittadinanza a proposito della sicurezza sulla strada, non portare soldi al comune”. Quali altri interventi che avete realizzato ritiene importanti? “Abbiamo inaugurato un parco giochi in via Riccagioia, ci è sembrato giusto realizzarlo dato che prima

Ermanno Pruzzi

in città ne avevamo solo uno e considerando poi che nelle annate 2010/2011 sono nati ben 33 bambini, ci sembrava un’opera doverosa. Il terreno ci è stato donato dalla famiglia del dott. Alessandro Gaiotti e l’abbiamo intitolato alla memoria di Gina e Piero Gaiotti. È stata anche inaugurata la ex società operaia, dedicata a Nerina Bolognesi, una nostra concittadina che ci ha destinato un lascito proprio per questo scopo. Inoltre per completare i lavori abbiamo avuto anche un finanziamento dalla regione. La struttura è composta da un salone e un piccolo bar, più un’altra stanza che è stata data all’Auser. Dopo 35 anni il salone torna a disposizione dei residenti per manifestazioni e feste varie. Fondamentale per noi rimane anche la collaborazione con Riccagioia Scpa”. Di cosa si tratta? “Riccagioia Scpa è un importante centro di servizi, ricerca e sperimentazione rivolti al settore vitiagricolo. La sua importanza è riconosciuta a livello nazionale, per cui siamo molto orgogliosi di questa struttura e per noi è fondamentale mantenere dialogo e collaborazione con essa. Il centro è anche una sede

VALLE STAFFORA

Pruzzi: “Nonostante le difficoltà della crisi abbiamo realizzato molte opere”

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universitaria per i corsi di Viticultura e enologia. Il tutto è stato inaugurato non molto tempo fa dal presidente della regione Lombardia Formigoni. Sono certo che il dialogo tra il comune e questo centro continuerà in futuro e porterà una marcia in più al paese e al territorio”. Sono state organizzate particolari iniziative di carattere culturale? “Si abbiamo organizzato varie manifestazioni culturali e sportive e anche un concorso fotografico. Sono ottime occasioni per far conoscere il territorio e le sue eccellenze come i salumi, i formaggi e soprattutto il vino. Abbiamo ottenuto un finanziamento del Gal per porre all’inizio del paese dei cartelli che raffigurino appunto le eccellenze della nostra terra, in modo così da presentare subito a chi entra in città che cosa possiamo offrire. Saranno sistemati entro la fine dell’anno insieme ad altri cartelli che presentano la Riccagioia Scpa come sede importante nel campo della ricerca”. Mentre per l’anno prossimo sono già previsti dei progetti? “Abbiamo già a disposizione una cifra che destineremo a vari interventi. Sposteremo la rotonda che c’è nella piazza del municipio più verso la chiesa in modo che le macchine siano obbligate a rallentare per immettersi nella rotonda e non possano tirare dritto. In questo modo ci sarà meno pericolo e più tranquillità. Dobbiamo poi completare il Pgt, abbiamo già analizzato alcuni provvedimenti e dovremmo adottarlo a gennaio, per poi approvarlo definitivamente nel giro di pochi mesi. Dopotutto uno sviluppo è necessario che ci sia, ma sempre nell’ottica di preservare il nostro territorio, si parla infatti di un’edificazione in continuazione delle case che già ci sono. Vorrei inoltre segnare un’iniziativa che sta portando avanti l’assessore all’ambiente Paola Bellotti: l’introduzione della raccolta rifiuti porta a porta, che ora si sta svolgendo solo in alcune zone per prova. Sono stati preparati dei depliant per portare il tutto all’attenzione della gente e se poi ci sarà un riscontro positivo, saremmo intenzionati ad iniziare, in accordo con Asm di Voghera. Nel depliant si potranno trovare le indicazioni su tutte le procedure necessarie, su cosa bisogna fare in caso di raccolta differenziata e porta a porta e così via. Faremo anche incontri nelle scuole per far sì che le persone si famigliarizzino con il tema. Penso sia un progetto molto positivo”.

SI E’ FERMATO AL ‘BARINO’ DELLA LOCALITA’ TERMALE

A Salice ospite Evaristo Beccalossi Nei giorni scorsi presso il Ristorante Il Barino di Salice Terme, gestito da Federica e Roberto Lazzati è stato ospite l’ex giocatore dell’Inter Everisto Beccalossi. L’ex centrocampista nerazzurro ha potuto gustare i prodotti tipici dell’Oltrepò pavese e non ha mancato di intrattenersi con alcuni tifosi e fans e di firmare alcuni autografi.


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IL SINDACO ISABELLA CEBRELLI ILLUSTRA I NUOVI PROGETTI COMUNALI

di Alessandro

Disperati

Tante novità a Retorbido dopo l’ultimo consiglio comunale andato in scena nei giorni scorsi. Ne parliamo con il sindaco Isabella Cebrelli. Sindaco, partiamo dalle tasse, dall’Imu: cos’avete deciso? “A differenza di quasi tutti i comuni piccoli e grandi, l’amministrazione comunale di Retorbido ha deciso di non aumentare la seconda rata dell’Imu mantenendo quindi le aliquote statali del 4 per mille sulla prima casa e del 7,6 per mille sulla seconda casa”. Tanti i tagli da parte dello Stato: nonostante questo riuscite a garantire i servizi? “Nonostante le minori entrate statali con continui tagli ai trasferimenti comunali, la maggioranza consiliare, d’accordo con i responsabili finanziari del comune, ha fatto aggiustamenti al bilancio operando nei diversi settori ma non aumentando tasse sulla casa e lasciando inalterati i servizi alla cittadinanza. Quindi anche quest’anno il trasporto per gli alunni della scuola elementare sarà totalmente a carico del comune, verrà rimborsato l’abbonamento per gli studenti che frequentano la scuola media a Rivanazzano, le rette dell’asilo nido non verranno aumentate e rimarrà il contributo comunale per ogni bambino iscritto residente a Retorbido”. Per le scuole avete previsto altri interventi? “Abbiamo dotato del servizio internet tutte le aule della scuola elementare per permettere l’entrata in

vigore dei registri e delle pagelle elettroniche affinché tutti i docenti possano adeguarsi alla normativa vigente che prevede l’informatizzazione di tutte le procedure e le comunicazioni amministrative riguardanti la scuola”. E sulla tassa sui rifiuti cosa ci può dire? Grazie all’accertamento della tassa rifiuti fatto lo scorso anno, che ha determinato un incremento dei metri quadrati su cui applicare la tariffa, l’amministrazione comunale, come promesso, ha deliberato per l’anno 2012, una riduzione sulla tariffa al metro quadro, portando l’importo per le abitazioni private da euro 1,50 a euro 0,91 al metro quadro”. Passiamo ora ai lavori pubblici: cosa avete fatto in questi mesi? “Per quanto riguarda i lavori pubblici sono stati rifatti i cordoli intorno alle piante di piazza Rimembranza; sono stati puliti i tombini per permettere il regolare deflusso delle acque; sono stati sostituiti i canali del cimitero di Murisasco; è stato rifatto il marciapiede in piazza Risorgimento vicino all’oratorio; abbiamo provveduto al posizionamento di nuovi punti luce in alcune vie del paese ed altri ne verranno posizionati entro la fine dell’anno; nel nuovo giardino adiacente la chiesa è stato collocato lo stemma di Retorbido realizzato su ceramica da una nostra cittadina; abbiamo provveduto alla manutenzione delle strade ed alla chiusura delle buche nelle vie più disastrate; abbiamo sistemato il piazzale del cimitero sostituendo i cordoli intorno alle piante con potatu-

VALLE STAFFORA

L’amministrazione di Retorbido non aumenta l’Imu e riduce la tassa rifiuti

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ra delle piante stesse grazie anche all’intervento della nostra protezione civile che ringraziamo pubblicamente; in piazza Risorgimento è stata realizzata la nuova asfaltatura”. Intanto avete trovato in sistema per tenere pulito Retorbido: ce lo può spiegare? “Mensilmente con i mezzi dell’Asm si procede alla pulizia delle vie del paese e quotidianamente gli operatori provvedono a mantenere decoroso e pulito il paese. Per ultimo, ma non perché meno importante, abbiamo provveduto alla sostituzione delle piante mancanti in via Leardi per completare il bellissimo e fiorito viale che caratterizza da sempre il nostro paese”. Per chiudere il 2012, cosa avete in programma per fine anno? “Entro fine anno se possibile, vorremmo sistemare ed abbellire la piazzetta dell’ex peso pubblico e rifare il marciapiede in piazza Risorgimento di fronte all’oratorio. Mi è sembrato doveroso rendere tutti voi partecipi delle nostre scelte e del lavoro fatto in quest’anno reso particolarmente difficile e complicato vista la crisi economica e finanziaria in cui versa l’Italia: per questo e per non gravare ulteriormente di spese i nostri cittadini abbiamo deciso di non aumentare le tasse e di offrire alla cittadinanza gli stessi servizi degli anni precedenti”.


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VARZI

INTERVISTA A PAOLO GRAMIGNA RESPONSABILE PD SANITA’ VALLE STAFFORA

Quale futuro per l’ospedale di Varzi? di Alessandro

Disperati

Un ospedale a rischio tagli: è quello di Varzi. Ne parliamo con il responsabile sanità del Pd di Pavia, Paolo Gramigna. Nel corso del 2012 sono state promulgate diverse norme, sia dallo Stato che dalla Regione che potrebbero riguardare anche l’Ospedale di Varzi. Ce le può sintetizzare? “Bisogna premettere che la legge Regionale Lombarda 33/2009 attribuisce alla Giunta Regionale il compito di fornire le linee di indirizzo e di approvare i Piani di Organizzazione Aziendali delle Aziende Sanitarie e IRCCS Lombardi. Quindi, la politica che governa la Regione ha il compito e la responsabilità di indirizzare le scelte per la programmazione sanitaria. Nel corso del 2012 molte sono state le Deliberazioni della Giunta Regionale Lombarda e le leggi e regolamenti dello Stato in materia di Sanità. Ovviamente, ciò riguarda tutti gli Ospedali pubblici e Privati accreditati, compreso quello di Varzi”. E quindi? “In sintesi, Regione Lombardia con la DGR 3822 del 25/07/2012 ha approvato le linee di indirizzo per la stesura dei POA delle Aziende Ospedaliere, prevedendo tagli lineari del 10% sulle strutture Semplici e complesse. Con la DGR 3976 del 06/08/2012, Regio-

ne Lombardia ha recepito il DL 95/2012 (spending review). E’ stata prevista una diminuzione della spesa sanitaria attraverso la organizzazione delle “reti di patologia”, lo sviluppo delle macroattività ambulatoriali complesse (MAC) e della chirurgia a bassa intensità di cura (BIC). Il regolamento Ministeriale del settembre 2012 sugli standard di qualità ed efficienza del SSN, attualmente oggetto di Conferenza Stato Regioni, prevede, poi, la riduzione dei posti letto accreditati a 3.7/1000 abitanti, comprensivi dello 0.7/1000 per terapie riabilitative. Tra le altre cose, definisce la dotazione per gli ospedali in zone disagiate (come quello di Varzi) in una Medicina con 20 posti letto, una chirurgia dedicata alla “week surgery” o “day surgery”, un Pronto Soccorso gestito da personale deputato all’Emergenza/Urgenza”. Quale è stata la progettualità territoriale messa in campo sulla base delle predette norme? “La progettualità che i responsabili gestionali dell’AO hanno potuto mettere in campo è stata deludente, anche a causa di indirizzi regionali insufficienti, dettati da una Giunta inadeguata. Il 15/11/2012 l’AO di Pavia ha presentato il proprio Piano di Organizzazione Aziendale 2013 – 2014. Per l’Ospedale di Varzi è stato previsto il Taglio lineare della Struttura di Ortopedia, senza determinare una progettualità per il futuro. Da pochi mesi è cambiato l’Assessore Regionale alla Sanità, a Lui il PD ha chiesto di rinviare la discussione sui Piani di Organizzazione

Aziendale a dopo le imminenti elezioni Regionali”. Cosa pensa sia giusto proporre per l’Ospedale di Varzi? “Innanzitutto bisogna liberarsi del concetto di “autoreferenzialità” dell’Ospedale e pensare che si possano fornire le stesse prestazioni dell’Ospedale di Voghera, piuttosto che del Policlinico di Pavia. Per salvarsi, l’Ospedale di Varzi, deve acquisire un suo ruolo, è necessario che diventi sinergico e complementare, non competitivo con gli altri della nostra provincia. Il Regolamento Ministeriale sugli standard di qualità ed efficienza del SSN, prevedendo l’esistenza di Ospedali in zone disagiate e definendone la dotazione, da una mano all’Ospedale di Varzi. A mio avviso, però, ciò non basta. Bisogna battersi perché le risorse prima utilizzate nell’Ospedale per la Traumatologia non vengano portate via ma reinvestite nell’Ospedale stesso”. Gramigna, a suo avviso l’ospedale di Varzi a cosa potrebbe puntare? “Sarebbe utile puntare sulle Macroattività ambulatoriali complesse, soprattutto per quando le attività endoscopiche che potrebbero esser estese anche ad altre specialità, come quella urologica, pneumologica e ginecologica, oltre quella gastroenterologica. Sarebbe utile, magari attraverso un contratto di comodato, prevedere una dotazione di TAC e/o RMN. Tutto ciò sarebbe compatibile con un equilibrio economico e farebbe acquisire un ruolo all’Ospedale di Varzi nell’ambito dell’offerta sanitaria pavese. Infatti così facendo, non solo potrebbero essere soddisfatte le esigenze del territorio, ma anche attrarre utenza in ragione dell’abbattimento delle liste di attesa, e portare ad un aumento dell’indotto locale non sanitario”.


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INNOVAZIONE, TRA TECNOLOGIA E POLITICA …

di Alessandro

Disperati

Consigliere comunale e segretario del Circolo Pd di Zavattarello e Responsabile Pd Provinciale “Innovazione Tecnologica”: ecco Davide Corti che lancia alcune proposte ma allo stesso tempo non manca di stuzzicare sul mancato rilancio dell’Oltrepò pavese. Come Segretario del Pd di Zavattarello come vi state muovendo? “Abbiamo innanzitutto parlato ed ascoltato tante persone. Si sono organizzati eventi, legati al territorio, allo sviluppo sostenibile e quindi in parte anche alla mia Area Tematica. Si è cercato di avvicinare sempre di più la politica alle persone. Ero e sono convinto che la così detta anti-politica la si domini con più politica, quella politica vicina alle vicende quotidiane della nostra gente, quella sul territorio. Quindi abbiamo aperto rapporti e collaborazioni con diversi istituzionali PD sia a livello nazionale che con i nostri parlamentari pavesi, con i nostri rappresentati Regionali e Provinciali”. Quali gli obiettivi che vi siete posti in Alta Val Tidone? “Dare spazio alla politica sul territorio, grazie alla disponibilità ed alla voglia di giovani volenterosi con una logica di collaborazione ed unione di intenti. Grazie all’impegno di nuove persone si è aperto un Circolo PD (il cui segretario è Filippini Fabrizio) anche a Romagnese e si mantiene la rappresentanza PD a Ruino. Per questo, tra Zavattarello, Romagnese e Ruino sinergicamente nel nostro intercircolo vorremmo continuare ad organizzare tanti incontri con le persone del territorio e gli argomenti ad essi collegati. Ci stiamo attrezzando anche per collaborare fattivamente con altri Circoli della Provincia di Pavia anche se non confinanti”. Oltrepò terra da rilanciare: cosa è mancato a suo avviso in questi anni? “A mio avviso è mancato il coraggio per scelte aggressive. Per l’Alto Oltrepò da anni sostengo che puntare solo alla sopravvivenza e solo sul mercato di nicchia è giusto ma risolve poco il problema spopolamento, riduzione dei servizi e mancanza dell’insediamento produttivo. L’ho detto, l’ho scritto e lo riscrivo, o si interviene con politiche pesanti o è la solita litania che serve solo a ritardare la scomparsa delle nostre piccole realtà. Chi continua a propagandare solo questo vende false illusioni. Si deve dire la veri-

tà. Servono investimenti veri. Strutture informatiche all’avanguardia, autostrade di dati, insediamento di realtà non invasive che lavorino sui dati, sull’ingegneria, sui data-base, sul VoiP, integrandole a turismo e prodotti tipici, salvando il tessuto sociale esistente. Le famiglie vanno via perché si deve lavorare, perché i figli devono studiare e se non si crea lavoro stabile e continuativo rimarranno solo case vuote, forse da sfruttare nei fine settimana, serve un colpo di reni. Fondamentale è anche il mantenimento ed il potenziamento delle strutture sanitarie esistenti”. Come PD Provinciale lei è responsabile del settore “Innovazione Tecnologica”: in pratica? “In pratica, insieme ad una Commissione, cerchiamo di affrontare quei temi tecnologici importanti della nostra Provincia interfacciandoci sia con l’Amministrazione Provinciale, sia con altri circoli PD interessanti che con le Amministrazioni Comunali che nel nostro gruppo di lavoro vedono un aiuto ed un consiglio sulle tematiche dell’Innovazione. La Provincia di Pavia sta lavorando molto bene in questo senso speriamo prosegua su questa strada. Ultimamente a Pavia insieme all’Ex ministro On. Gentiloni ed alla vicepresidente D’Imperio abbiamo dato luogo ad un evento parlando di Agenda Digitale e di sviluppo dopo la crisi. Con l’ On. Gentiloni siamo rimasti in contatto e con cui ci siamo già accordati per interagire su iniziative del territorio pavese”.

VALLE STAFFORA

Corti: “In Oltrepò è mancato il coraggio per fare delle scelte aggressive”

Quindi potremmo definirlo uno ‘sportello’ aperto a tutti ma in particolare ai giovani e a chi ha nuove idee? “Più che solo ai giovani a chi ha idee giovani. E’ pacifico che una persona nata in questi anni tecnologici sia più preparata di chi deve cominciare a padroneggiare con lo sviluppo irrefrenabile di questi anni, ma le idee non hanno età e l’Area tematica Innovazione taglia e coinvolge tutte le aree tematiche, dal turismo, alla sanità, dall’istruzione all’ambiente ecc. C’è posto e spazio per tutti quelli che vogliono proporre la loro idea”. E l’innovazione in politica, cosa ne pensa? “Come ho già detto in precedenza non ne faccio una questione di età, le idee non hanno età. Certo per concretizzarle però servono almeno una testa per pensarle, due gambe per portarle in giro, e le mani per realizzarle, no? Per questo sono convinto che il Partito Democratico in tal senso debba comunque tenere in considerazione la volontà dei cittadini di vedere persone nuove. Dico questo ma mi permetta di dire che conosco persone, certo non giovani, che sosterrò anche in futuro, poiché ne riconosco il valore politico, culturale e comunicativo, e giovani ai quali non farei amministrare il circolo degli amici della gazzosa... Le racconto poi un aneddoto. Ero a cena con una persona politicamente molto più esperta di me e che ad un certo punto mi ha detto: “Vedi Davide, il problema generazionale c’è sempre stato, anche ai miei tempi c’erano i giovani che erano rampanti, alcuni al tempo ce la fecero a sedersi su poltrone importanti ma con quel potere poi ci sono diventati vecchi… altro che cedere poi il passo ai giovani come idealmente credevano un tempo…“ cosa potevo rispondere? Credo in una soluzione equidistante dai due eccessi”. In arrivo ci sono novità per il futuro relativamente ad area Tematica e Circolo? Probabilmente sì, ma le decisioni si prendono in gruppo, sia nell’area Tematica di cui sono Responsabile, sia nel Circolo di cui sono Segretario. Non ci sono “gerarchie” nel nostro intercircolo, riconosciamo il valore di ogni persona che propone idee interessanti e valutiamo insieme come portarle a compimento. In tema di Primarie, Bersani o Renzi? “Bersani”.


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OLTREPO

S. MARIA CHIEDERA’ CONTRIBUTI AI COMUNI VICINI PER LE SCUOLE

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Maggi: “Tutti devono fare la loro parte per dare un servizio migliore” di

Oliviero Maggi

I continui tagli ai trasferimenti statali stanno mettendo in difficoltà i Comuni. L’Amministrazione di Santa Maria della Versa, per continuare ad assicurare il buon funzionamento degli edifici scolastici, fiore all’occhiello di tutta la valle, sarà costretta a chiedere un contributo ai Comuni vicini, che hanno molti ragazzi frequentanti l’Istituto Comprensivo. Una scelta che l’Assessore all’Istruzione, Daniele Maggi, definisce ormai “improrogabile”. Intanto la Giunta guidata da Giampaolo Lacchini prosegue nei suoi interventi, con l’installazione di una prima tranche di telecamere e delle colonnine a scomparsa per l’energia elettrica. Inoltre, dopo circa due anni, torna a funzionare il Palazzetto dello sport, dato in gestione ad una società di Casorate Primo. Assessore Maggi, quando sarà installato in paese il sistema di videosorveglianza? “È partito nei giorni scorsi l’appalto per l’installazione del sistema di videosorveglianza. Le prime otto telecamere saranno posizionate in altrettanti punti del territorio comunale: Palazzo Pascoli, Piazza Coppi, il parco giochi, via Crispi e la piazza del Municipio. La nostra attenzione è rivolta in particolare sulle piazzole ecologiche, visto che ultimamente troviamo ogni genere di rifiuti, e sulla pesa di piazza Coppi, che è stata già danneggiata più volte. Per quanto riguarda la tempistica, direi che se non per la fine dell’anno, sicuramente saranno attive all’inizio del prossimo. Purtroppo, a causa della disponibilità economica, abbiamo dovuto ritardare la partenza del progetto, però, in futuro, quando ci sarà nuova disponibilità andremo verso l’ampliamento di altri punti sensibili del Comune”. Mentre per le colonnine dell’energia elettrica quale sarà la tempistica? “L’Amministrazione ha acceso un mutuo per completare il finanziamento della posa delle colonnine a scomparsa per l’energia elettrica, sia in Piazza che in via Cavour, che andranno a fornire gli ambulanti dei mercati e le manifestazioni. Noi utilizzavamo un sistema volante che, seppure a norma, non era molto pratico. Ci auguriamo di non avere dei problemi con il Patto di Stabilità, che sta cadendo sulla testa di tanti Comuni, mettendo vincoli che finora non erano contemplati e che potrebbero creare qualche difficoltà. Il Distretto del Commercio aveva stanziato fondi per questo intervento, che però poi si è rivelato più esteso del previsto e ha necessitato di un’integrazione”. Nei mesi di settembre e ottobre è scoppiato il problema dei lavoratori della vendemmia, che vivevano sul territorio in condizioni disperate. Come si può affrontare questa situazione? “Il problema è andato via via scemando con la progressiva conclusione della vendemmia, però è destinato a riproporsi il prossimo anno. Per questo dobbiamo iniziare subito a discutere come affrontarlo in modo dignitoso sia per i cittadini di Santa Maria sia per le persone straniere che arrivano qui per lavorare. Abbiamo molto tempo per ragionarci e lo faremo, per non arrivare all’ultimo momento e raccogliere solo delle lamentele. Io non ho la soluzione, però auspico che nasca un tavolo di lavoro con la Prefettura,

Daniele Maggi la Questura, i Carabinieri, i Comuni della Val Versa per cercare di regolamentare questo fenomeno”. Per quanto riguarda gli edifici scolastici che cosa ci può dire? “Visto i tagli dei trasferimenti statali, stiamo ragionando sul coinvolgimento, ormai improrogabile, dei Comuni del circondario che hanno i ragazzi nella scuola di Santa Maria della Versa. La spesa per le utenze di gestione è molto alta e purtroppo le risorse sia del Comune che della scuola sono sempre meno. Per questo dobbiamo cercare di contenere o meglio abbassare la spesa mantenendo un ottimo livello di manutenzione: negli ultimi tempi, ad esempio, abbiamo fatto un tetto all’uscita della scuola materna e abbiamo rifatto il marciapiede davanti alla scuola media. E, visto che circa la metà degli alunni dell’Istituto Comprensivo viene da altri Comuni, è giusto che tutti contribuiscano, per dare ai ragazzi e alle famiglie un servizio migliore”. Una buona notizia è l’affidamento della gestione del Palazzetto. “Sì, finalmente il Palazzetto è stato dato in gestione. Qualche settimana fa ho fatto un sopralluogo, insieme all’Assessore Scarabelli, e ho constatato un’ottima possibilità da parte della società che si occupa della struttura. Ho apprezzato la bella affluenza di ragazzi, in particolare al corso di tennis. Il Comune si è riservato alcune giornate per le manifestazioni, mentre gli altri giorni sono dedicati all’utenza. Siamo molto soddisfatti perchè è una struttura che necessitava di funzionare. La stagione è partita un po’ in ritardo, però c’è tempo di recuperare e di fare tutto al meglio”. Turismo ed Expo 2015. Come vi state muovendo in questo settore? “Sto prendendo contatti con l’organizzazione dell’Expo 2015 per vedere come Santa Maria della Versa e tutto il Distretto del Commercio della Valle

Versa possano inserirsi per fare arrivare sul territorio i turisti che vengano a visitare le cantine o i nostri agriturismi. Noi abbiamo la necessità di fare arrivare gente in Oltrepò, anche solo per qualche giorno. Però non dobbiamo aspettare l’Expo per farci conoscere, dobbiamo iniziare subito. La mia idea sarebbe una grande manifestazione fieristica che coinvolga tutti i Comuni del Distretto. A questo proposito negli ultimi tre mercoledì di novembre, in collaborazione con la Camera di Commercio di Pavia, abbiamo organizzato “Itinerari di...vini”, corsi per operatori del commercio, turismo, servizi, agricoltura e artigianato, volti alla costruzione partecipata di un progetto turistico, che valorizzi luoghi e produzioni del territorio”. Quale progetto vorrebbe realizzare nei prossimi anni? “Insieme al Preside dell’Istituto Comprensivo, dottor Angelo Capittini, stiamo valutando se ci sono o meno le condizioni per creare in paese un corso di scuola superiore con indirizzo agricolo ed enologico. L’importanza di questo corso è doppia: da una parte sarebbe ideale data la vocazione del territorio, dall’altra consentirebbe ai ragazzi di rimanere a Santa Maria senza doversi spostare fino a Stradella o a Pavia”. Assessore Maggi, in Natale è ormai alle porte. Quali iniziative avete in programma per questo periodo? “Per quanto riguarda le festività natalizie abbiamo in programma diversi eventi: domenica 2 dicembre si svolgerà il tradizionale Mercatino di Natale: abbiamo contattato i vari espositori che ci hanno già confermato in gran parte la loro presenza. Sempre domenica 2 dicembre si concluderà la terza edizione di “Aspettando il Natale”, mostra di presepi, quadri e artigianato artistico, in collaborazione con la Biblioteca comunale. Sabato 8 dicembre, invece, riproporremo, come ogni anno, il Concerto di Natale, all’interno di Palazzo Pascoli. Infine stiamo prendendo accordi, ma sicuramente riusciremo a farlo, per la presenza di Babbo Natale nelle scuole”.

LI PROPONE DE DOMENICI

Il salame di Varzi: da Casanova a Parigi

I salami di Angelo De Domenici nei giorni scorsi hanno fatto bella mostra oltralpe, alla fiera di Parigi. Il noto salumiere di Casanova Staffora ha infatti partecipato ad un evento unico nel suo genere proponendo e riscuotendo grande successo con gli affettati della Valle Staffora.


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IL GRUPPO PROTEZIONE CIVILE DI CIGOGNOLA OPERA DAL 2005

di

Oliviero Maggi

Dal 2005 il Gruppo comunale di Protezione Civile di Cigognola opera sul territorio oltrepadano e non solo nell’affrontare le emergenze che si sono susseguite in questi anni. Grazie anche ad un ampia disponibilità di persone e di attrezzature il Gruppo ha partecipato a tutti gli interventi della zona e a gran parte di quelli coordinati dalla Provincia. La squadra è formata da 22 volontari, coordinati da Silvestro Maggi, con l’appoggio dell’Amministrazione comunale, in particolare dall’Assessore, con delega alla Protezione Civile, Cristiano Maggi. La sede del gruppo si trova accanto al campo sportivo, nei locali prima occupati dagli spogliatoi e ora trasformati in magazzini, sala riunioni e persino un alloggio per accogliere eventuali sfollati. Coordinatore Maggi, quando nasce il vostro Gruppo di Protezione Civile? “Il Gruppo comunale di Protezione Civile di Cigognola è nato nel 2005. Siamo subito stati iscritti all’albo regionale e poi nel 2007 siamo passati anche a quello nazionale. Attualmente siamo 22 volontari e la nostra sede è ubicata presso il campo sportivo, in via Vallescuropasso 115. La struttura che ci ospita prima era adibita agli spogliatoi del campo, poi l’Amministrazione l’ha dismessa e l’ha affidata a noi. Di recente sono stati sistemati i garage, che ospitano i nostri mezzi e parte della nostra attrezzatura”. Che cosa avete a disposizione per affrontare al meglio le emergenze? “Abbiamo a disposizione una tenda gonfiabile da 50 metri quadrati e una tenda normale, una torre faro e tutte le attrezzature necessarie per affrontare le emergenze, pale, stivali, corde, pompe, sacchi di sabbia, sale per la neve e quant’altro. Tutto il materiale è stipato in due magazzini che abbiamo all’interno della sede. Inoltre abbiamo a disposizione una sala riunioni e anche un alloggio, con alcuni posti letto e anche una dotazione di vestiario, nel caso ci sia la necessità di ospitare degli sfollati”. Oltre a questo potete contare anche su un mezzo

fuoristrada per gli spostamenti. “Sì, abbiamo in dotazione anche un pick up 4x4, finanziato nel 2007 per l’80% con le risorse della Regione Lombardia, la restante parte con l’aiuto dell’Amministrazione comunale. In quell’anno noi siamo stati tra gli unici sei gruppi della Provincia ad essere presenti a tutti gli interventi e la nostra assiduità è stata premiata dalla Regione con questo finanziamento. È stata una grande soddisfazione vedere questo nostro impegno così ampiamente ripagato, anche perchè un mezzo come il nostro è fondamentale per spostarsi soprattutto sul territorio collinare”. In quali zone siete intervenuti in questi anni? “In questi anni siamo intervenuti davvero in tantissime occasioni. Nel 2009 siamo stati impegnati con l’alluvione a Recoaro, dove c’è stato anche un morto. Tre o quattro volte siamo intervenuti a Voghera, nella zona di Oriolo, e a Montebello, zona Iper, per allagamenti della carreggiata. Siamo stati sette volte a L’Aquila con la Colonna mobile provinciale. Siamo stati tra i gruppi più assidui nel presidio al Ponte della Becca durante il periodo di chiusura e abbiamo ottenuto anche un attestato di merito da parte della Provincia. Lo scorso anno la nostra sede è stata la base per i soccorsi dell’alluvione in Valle Versa, dove è deceduta anche una signora. Quest’anno, infine, siamo intervenuti nelle ricerche di un disperso a Varzi, che, per fortuna, è stato poi ritrovato”. Voi che avete un quadro generale di tutto il territorio, quali sono le criticità maggiori della valle? “Diciamo che le criticità sul territorio comunale sono tante. È per questo che noi, di recente, abbiamo stilato un elenco dei punti critici e più sensibili, quelli sui quali dobbiamo intervenire subito e che, durante un’emergenza, devono essere tenuti più sotto controllo. Sicuramente il pericolo più grande proviene dal torrente Scuropasso, che è sempre a rischio esondazione. Adesso dovrebbero partire i lavori di sistemazione, pulizia dell’alveo e rinforzo delle sponde, su tutto il corso da Barbianello a Pietra De’ Giorgi. Prima, però, deve essere rifatto il ponte che attraversa il torrente all’ingresso del Comune. Spe-

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Maggi: “Siamo una grande famiglia, lavoriamo con volontà e con passione”

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riamo che i lavori vengano ultimati al più presto”. Quali progetti avete in programma per il futuro, anche per sensibilizzare le persone sul tema della sicurezza e della protezione civile? “Durante l’estate abbiamo organizzato la manifestazione “Pompieropoli”, in collaborazione con la Pro Loco locale. È stato un grande successo soprattutto perchè abbiamo avvicinato alla nostra realtà tanti bambini e ragazzi. Speriamo di ripeterla ed ampliarla anche per il prossimo anno. Intanto io ed altri nostri volontari abbiamo frequentato una serie di corsi specializzati e, nei prossimi mesi, andremo per le scuole della zona a spiegare agli alunni le norme fondamentali da rispettare in situazioni di emergenza e a simulare evacuazioni degli edifici scolastici”. Si ritiene soddisfatto di questi anni alla guida del Gruppo? “Sono sette anni che sono alla guida di questo Gruppo e sono davvero soddisfatto. Mi trovo benissimo insieme agli altri volontari e si è creata una vera e propria grande famiglia. Il nostro impegno è massimo e in tutto quello che facciamo ci mettiamo tanta volontà e tanta passione. Sono particolarmente contento del gruppo di giovani che si è formato: sono ragazzi davvero in gamba, disponibilissimi e pronti ad intervenire a qualsiasi ora del giorno e della notte”. Assessore Cristiano Maggi, quanto è importante un Gruppo come questo in un territorio così complesso come la Valle Scuropasso? “Un Gruppo come questo è davvero fondamentale, direi essenziale, per un Comune ed un territorio come il nostro fortemente interessato dai fenomeni di dissesto idrogeologico. I nostri volontari sono tutte persone validissime e sempre disponibili per qualsiasi emergenza. Per un Assessore alla Protezione Civile, e parlo anche a nome del Sindaco e di tutta l’Amministrazione, è davvero un vanto avere a disposizione una squadra come questa. A breve ci troveremo io, Silvestro e il Sindaco per predisporre, per la prima volta, un piano neve, così da non trovarci impreparati e da poter agire con tempestività, soprattutto in quelle zone abitate da persone anziane o da disabili”.


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INCHIESTA

NOSTRA INCHIESTA SUI TAGLI AI COMUNI IMPOSTA DALLO STATO

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I sindaci si sfogano sui tagli dello Stato “E’ una vergogna, siamo alla deriva” di Alessandro e

Disperati Gianluca Giaconia

Minacciano di rassegnare le dimissioni in massa. Perchè con i continui ed incessanti tagli imposti dallo Stato il rischio è che, soprattutto nei comuni montani, con l’arrivo dell’inverno e della neve, non ci sono neppure i soldi per pagare lo spartineve e garantire una viabilità regolare lungo le strade e le frazioni di montagna. E’ un coro unanime di primi cittadini che condannano il comportamento del Governo Monti che, con i continui tagli, ha peggiorato drasticamente la situazione degli enti locali. Anche perchè i tagli sono piovuti dal cielo, senza alcun preavviso e quando ormai il bilancio era praticamente fatto. Mettendo in questo modo a rischio addirittura la normale gestione dei comuni. Abbiamo quindi deciso in questo mese di effettuare un’inchiesta all’interno di alcuni comuni dell’Oltrepò Pavese per sapere cosa ne pensano i Sindaci e conoscere le cifre inerenti a questi tagli. I primi cittadini non hanno risparmiato parole pesanti nei confronti delle azioni del Governo, ma si sono rimboccati le maniche, cercando di trovare delle soluzioni per contenere le spese rilevanti e per garantire il funzionamento di tutti i servizi. Anche se non sarà facile. Brallo. La nostra inchiesta parte dal Sindaco del Brallo e Presidente della Comunità Montana, Bruno Tagliani. “Il mio Comune ha subìto un taglio pari a 50.000 euro. Stiamo vivendo una situazione a dir poco drammatica, partendo dal fatto che le risorse sono già ridotte all’osso. Inoltre aggiungo che questi tagli vengono imposti alla fine dell’anno, proprio nel periodo in cui si sta chiudendo l’esercizio di bilancio, quindi diventa impossibile effettuare un pareggio di bilancio in concomitanza di queste spese. Tutto questo insieme di fattori crea difficoltà ai comuni e non dimentichiamo che c’è il rischio di tagliare ulteriormente i servizi, già ridotti all’essenziale”. Menconico. Proseguendo il nostro percorso, incontriamo il Sindaco di Menconico, Livio Bertorelli, che già nello scorso numero de “Il Periodico News”, aveva alzato la voce contro le azioni del Governo. “I tagli sono l’anticamera della fusione tra i comuni, hanno azzerato il bilancio e bloccato molti lavori previsti: siamo alla fine del sistema. A tre mesi dalla fine dell’anno, dopo aver visto l’incasso dell’Imu, lo Stato è riuscito a calcolare quanto questo incide effettivamente sul bilancio. Il Comune di Menconico prevedeva di incassare 80.000 euro e con la tariffa base abbiamo ottenuto 22.000 euro in più. Abbiamo incassato di più e ci veniva dato di meno e questo aspetto era sicuramente positivo, se non per il fatto che lo Stato ha tolto anche 59.500 euro senza spiegazione, facendo saltare in pratica il bilancio. In sostanza abbiamo subìto un taglio effettivo di 62.000 euro”. Santa Margherita Staffora. Pesanti anche le parole di Pietro Brignoli, primo cittadino del Comune di Santa Margherita Staffora. “I tagli a mio avviso costituiscono una vera e propria vergogna, il problema è che a Roma si divertono a tagliare in modo sconsiderato senza considerare minimamente le prospettive del territorio. Il mio è un piccolo Comune di montagna in cui negli ultimi anni è diminuita drasticamente la popolazione, ma non per questo devono diminuire

Bruno Tagliani

Livio Bertorelli

anche i servizi. Quest’anno abbiamo subìto dei tagli pari a 30.000 euro, dal 2004 in poi ho visto sempre lo Stato tagliare, oltre a richiedere le tasse: non mi piace affatto questo indirizzo. I comuni andrebbero maggiormente aiutati perché non abbiamo nemmeno i trasferimenti per garantire servizi adatti”. Bagnaria. Scendendo pian piano dalla montagna, abbiamo incontrato il Sindaco di Bagnaria, Gianluigi Bedini, che si mantiene sulla stessa linea di pensiero dei suoi colleghi. “Il Comune di Bagnaria ha subìto un taglio di circa 33.000 euro. Questi tagli costituiscono per tutti i comuni una tragedia perché, oltre a vanificare una serie di progettualità, vanno ad incidere pesantemente su un bilancio aperto, in quanto non erano previsti. Il Governo non si rende conto di ciò che sta facendo, inoltre abbiamo deciso di non aumentare l’Imu, cosa assai utile per recuperare denaro, in quanto la popolazione non sarebbe stata in grado di reggere questa fiscalizzazione. Abbiamo infatti cercato di risolvere i nostri problemi in modo diverso”. Ponte Nizza. Nel municipio di Ponte Nizza incontriamo il primo cittadino, Mario Luciano Domenichetti, che mantiene questa carica dal 2004. “Dobbiamo cercare di costruire una sorta di cuscinetto perché i piccoli comuni fanno fatica a rientrare in gioco e la nostra popolazione ha difficoltà nel pagare le spese previste. Con questi tagli ho a disposizione meno soldi da investire per i miei cittadini, quindi cerchiamo di tenere il bilancio a posto perché si correrebbe il rischio di lasciare questo problema ad altre persone in un secondo momento. Fino al mese di agosto abbiamo subìto un taglio di 28.300 euro e la mazzata è arrivata proprio nel periodo estivo. Questo ci pone un’attenzione particolare perché non sappiamo a cosa andiamo incontro nel 2013, non mi fido tanto del futuro e cerco quindi di muovermi con attenzione. Non dimentichiamoci che, con l’inverno, dobbiamo affrontare il problema della neve, che comporterà ulteriori spese. Spendo i soldi dove ci sono servizi e copertura assicurativa, infatti voglio puntare sulla nostra scuola, su cui non bado a risparmiare. Ci sono molte spese che non sono necessarie, quindi ci siamo dati delle priorità, l’amministrazione stipula dei contratti con la gente e così riusciamo a portare avanti ciò che abbiamo promesso nel 2009. Infatti chi amministra deve tenere sotto controllo il bilancio e non massacrare i cittadini, come nel caso delle tasse. Dal 2004 il Comune di Ponte Nizza non ha aumentato

Piero Brignoli

nessuna aliquota per non creare difficolta a chi deve pagarla. I tagli quindi portano ad essere più prudenti della normalità”. Godiasco Salice Terme. Alle prese con la vicenda Terme, il Sindaco di Godiasco Salice Terme Anna Corbi ci ha fornito dati e opinioni in merito al problema dei tagli. “I tagli hanno imposto una revisione critica dei costi dell’ ente per il suo automantenimento. Questa operazione è in corso e stiamo stilando anche il PAES, il piano che tende alla riduzione di CO2 attraverso il risparmio energetico e l’energia pulita. Non possiamo risparmiare in merito ai servizi alla cittadinanza che hanno costi altissimi, ai quali non si può non provvedere: dall’illuminazione alla neve, ai trasporti scolastici e siamo spiacenti di non poter fare meglio e di più. A primavera, ad esempio, partiranno la pulizia dei Rio Lagone e Murisasco e anche l’asfaltatura di alcune strade a Godiasco e a Salice Terme. I mancati trasferimenti ammontano a circa 240.000 euro in meno nel 2012 rispetto al 2011. Bisogna tener conto che oltre ai trasferimenti mancano anche gli introiti dell’edilizia, i cosiddetti “oneri di urbanizzazione”, perché è tutto fermo. Abbiamo anche sulle spalle i costi del Piano di Governo del Territorio che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione, la quale aveva fatto un bando, poi annullato, che costava circa 100.000 euro da reperire in questo momento “magrissimo”. Rivanazzano Terme. Cifre pesanti anche per il Comune di Rivanazzano Terme, rappresentato dal confermatissimo primo cittadino Romano Ferrari. “Per quanto riguarda i trasferimenti statali siamo andati incontro negli ultimi due anni ad una riduzione molto alta, al limite della sopravvivenza per un Comune come il nostro. Basti pensare che per il 2010 il totale generale dei contributi è stato di 1.014.537,90 euro, ridotto nel 2011 a 868.988,05 per raggiungere nell’anno 2012 la cifra di 162.832,21: tagli incredibili e difficili da sopportare. Per l’anno 2012 è prevista una compensazione con il gettito IMU, introito che per il nostro Comune, pur non alzando l’imposta, sarà comunque di circa 480.000 euro. Se sommiamo questa cifra a quanto trasferitoci per il 2012 mancano sempre circa 200.000 euro per raggiungere quanto ci era stato trasferito nel 2011 e altri 150.000 euro per raggiungere quanto trasferitoci per il 2010. Quindi possiamo dire che dal 2010 ad oggi avremo a disposizione circa 350.000 euro in meno. Noi a Rivanazzano Terme abbiamo un bilancio sano, ma questi continui


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NOSTRA INCHIESTA SUI TAGLI AI COMUNI IMPOSTA DALLO STATO

Gianluigi Bedini

Mario Luciano Domenichetti

tagli ci mettono in costante difficoltà e ci costringono a lavorare senza certezze. Purtroppo i sacrifici che vengono chiesti a noi enti locali si ripercuotono direttamente sui cittadini, che sono i primi a pagare. Finora nel nostro Comune abbiamo tenuto duro e siamo riusciti a non aumentare le tasse pur garantendo gli stessi servizi. Cercheremo di proseguire su questa strada anche se sarà sempre più difficile”. Casteggio. Decisamente contrariato a questa manovra del Governo anche il Sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari. “Lo Stato ha imposto parecchi tagli: di certo poteva fare di meglio, la strada da percorrere è un’altra e bisogna quindi cercare alternative. Lo Stato è in grande difficoltà, i nostri governanti hanno deciso di attuare una politica di risparmio assoluta, andando a danneggiare gli enti pubblici. L’Italia deve essere valorizzata, abbiamo a disposizione paesaggi stupendi, mari, monti e opere d’arte nelle città più importanti. Non siamo capaci di promuovere il territorio e continuiamo a tassare incessantemente, lo Stato ha bisogno di ottimizzare i costi e per questo ha deciso di ridurre le spese. Tutti i rappresentanti politici sembrano “polli in un pollaio” e non hanno portato avanti iniziative concrete. Le vittime di tutto ciò sono i comuni più prudenti, infatti se noi avessimo speso tutto il denaro a disposizione, saremmo stati falcidiati da tagli pesanti, e la cosa ci può stare. Pur non avendo effettuato spese rilevanti, siamo costretti ugualmente a subire dei tagli netti, pari a 420.000 euro. Il nostro dramma è costituito dai 5 anni in cui sono state effettuate delle spese eccessive, come quella della piscina comunale, che ha comportato uno sforzo di 1.400.000 euro. Abbiamo effettuato delle spese anche nel campo del sociale, come la mensa scolastica e l’utilizzo degli scuolabus per il trasporto alunni, servizi che al giorno d’oggi rischiano di essere soppressi. Nel 2009 il Comune non ha rispettato il Patto di Stabilità per voglia di spendere eccessivamente: le troppe spese porterebbero infatti ad uno sbilancio”. Santa Maria della Versa. Proseguendo il nostro percorso nell’Oltrepo Orientale, abbiamo incontrato il vicesindaco di Santa Maria della Versa, Massimo Bergonzi, che ha fornito la sua opinione in merito a questo argomento delicato. “Certamente il parere è negativo, l’Imu vale due volte e mezzo l’Ici, nonostante a noi resti sempre la stessa cifra. I tagli sono considerevoli per il nostro Comune, che deve fornire servizi all’intero fondovalle, dobbiamo infatti gestire

Luigi Paroni

Pier Angelo Lombardi

tutte le scuole con le spese a nostro carico, considerando che il 35-40% degli alunni non abita a Santa Maria, quindi non vogliamo perdere i rimanenti. Noi, con questi tagli, ci troviamo con le mani legate e dobbiamo aspettare l’entrata di qualche onere, cosa sempre molto difficile. C’è sempre qualcosa da fare, ma siamo in difficoltà, non è il massimo fare l’amministratore perché bisogna prestare attenzione alle spese. Se dovessimo entrare nel Patto di Stabilità nel 2013, sarebbe ancora peggio perché dobbiamo concludere alcuni lavori prefissati entro l’anno. Non avremo un dato preciso inerente ai tagli fino alla prossima approvazione del bilancio, datata per il prossimo mese di febbraio. I trasferimenti statali hanno subìto varie modifiche e i dati del ministero non sono ancora certi”. Broni. Molto più pacate, ma allo stesso modo efficienti, le parole del primo cittadino di Broni, Luigi Paroni. Abbiamo subìto un taglio di 236.000 euro circa nel 2011, pari al 12% del totale, cifra che nel 2012 è salita a circa 380.000 euro, corrispondente al 20% del totale dei trasferimenti. Purtroppo, come sottolineato più volte anche dall’Anci, se si dovesse continuare su questa strada si arriverebbe ad un punto in cui regioni e comuni non riusciranno più ad offrire servizi essenziali per i cittadini. Con la diminuzione dei trasferimenti statali, inoltre, il Patto di Stabilità diventa un ulteriore fardello soffocante per tutte le amministrazioni, in quanto le costringe a bloccare la spesa e a rinviare interventi a volte urgenti ed indispensabili. Se continuano a diminuire i trasferimenti

Anna Corbi

INCHIESTA

“Lo Stato ha imposto troppi tagli: qui rischiamo di non garantire i servizi”

statali tre sono le soluzioni possibili: alzare oltre misura le tasse, tagliare i servizi oppure abbassare la spesa razionalizzando i servizi, possibilmente senza diminuirli. A Broni abbiamo scelto in maniera equilibrata da un lato di alzare limitatamente le tasse e dall’altro di abbassare la spesa senza compromettere, per quanto possibile, il livello qualitativo dei servizi offerti. Credo che sia un modo virtuoso ed intelligente per poter continuare a dare risposte positive ai cittadini, sempre più in difficoltà a causa della crisi”. Stradella. La nostra inchiesta si conclude con le opinioni del Sindaco di Stradella, Pietro Angelo Lombardi, sconcertato per ciò che sta succedendo. “Ormai i comuni sono alle corde e il problema non è costituito tanto dai tagli statali, ma dalla manovra di organizzazione complessiva della finanza locale. E’ molto difficile programmare il futuro, non potendo contare sulle risorse a disposizione. Tanti Sindaci hanno avuto delle complicazioni con l’Imu, io non ne vedo tutto questo problema, se non per il fatto che sia diventata l’imposta vera e propria dei comuni ormai. Abbiamo molti pagamenti da effettuare, dovuti a queste difficolta, e parte di questi soldi va diretta a Roma: è una situazione irreale ed è la prima volta che mi capita. Quest’anno i tagli sui trasferimenti ammontano a 574.000 euro, il percorso è virtuoso e ci porta ad estinguere anticipatamente dei mutui, pagando di conseguenza la penale, oppure a ridursi i debiti e pagarli l’anno prossimo. Senza soldi a disposizione, dobbiamo prevenire il tutto e arrangiarsi con le nostre forze”.

Lorenzo Callegari

Romano Ferrari


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L’OPPOSIZIONE RISPONDE ALLE ACCUSE MOSSE DAL VICE SINDACO

di Alessandro

Disperati

A Val di Nizza, Rosi Parlanti e il gruppo di Opposizione fanno sentire il “fiato sul collo” alla Maggioranza e non gli concedono nulla. Noi l’abbiamo incontrata mentre stava preparando l’elenco delle interpellanze da presentare prossimamente in Consiglio Comunale e ci siamo resi conto che pur essendo un piccolo Comune, a Val di Nizza, c’è una notevole mole di lavoro da svolgere anche per l’Opposizione, “basta avere a cuore le condizioni di vita della collettività” dice Rosi Parlanti. Signora Parlanti, sembra proprio che il vostro Vice Sindaco abbia un “occhio” di “riguardo” soprattutto per Lei, viste le dichiarazioni rilasciate nell’ultimo numero del “Periodico News”. Cosa risponde? “Ma, guardi, le dirò che mi sono un pò anche stufata di dare importanza ad un personaggio che di fatto, a mio avviso, non merita tutte queste attenzioni. Così facendo lui ottiene di essere “pubblicato” quasi tutti i mesi ed avendo un ruolo di secondo piano, non essendo più il primo cittadino, parlandone lo riportiamo all’attenzione dei lettori, cosa che di fatto ha già ottenuto negli ultimi tre mesi, quando si è parlato più di lui che del Sindaco che sembrerebbe, per voi della stampa, letteralmente scomparso. Quindi perché ne vuole parlare ancora?” Ribadisco, nell’ultimo numero del “Periodico News” lui è stato abbastanza duro nei suoi confronti. “Si l’ho visto ma devo dire sinceramente che la cosa non mi ha minimamente “toccata”, sa dipende da che pulpito provengono le prediche, quando non si ha nessuna stima ne considerazione per una persona, anche quello che dice non assume alcun significato”. Lui parla di incapacità ad ottenere risultati da parte vostra. “Ed io gli rispondo che i risultati, è lui a doverli ottenere, noi siamo all’opposizione e non è nostro compito quello di ottenere risultati, la cosa non gli entra proprio in testa, si vede che non ha mai avuto opposizione nella sua “immensa”, “incommensura-

bile” esperienza politica. Quello che Culacciati non dice è che le delibere che abbiamo votato anche noi in Consiglio Comunale sono quelle che sono state “condizionate” dalle nostre azioni politiche di opposizione e che direttamente o indirettamente hanno contribuito a determinare delle scelte che poi si sono tradotte in deliberazioni, ma forse lui non se n’è neanche accorto”. Ha poi parlato del vostro giornale. “Si, ha parlato di un “giornale” che non esiste, noi pubblichiamo a nostre spese, fogli informativi per la cittadinanza che vengono distribuiti gratuitamente e che trattano questioni comunali, visto che la Maggioranza di informazioni non ne da, ci pensiamo noi”. Il Vice Sindaco dice che il vostro giornale non è regolare, ovvero non rispetta le disposizioni di legge. “Anzitutto occorre precisare che la nostra informazione non è ne quotidiana ne mensile a periodicità fissa, tant’è che nello scorso mese di novembre non essendovi nulla di rilevante da segnalare, non è stata pubblicata nessuna comunicazione, i fogli riportano un numero, che è apposto soltanto per avere un ordine cronologico delle comunicazioni. Riguardo ai responsabili, si evince chiaramente dall’intestazione stessa chi sono, laddove è riportata la dicitura “Informazione locale ad opera del Gruppo di Opposizione – distribuzione gratuita”. Per quel che riguarda il responsabile, anche se non espressamente segna-

TANTI I PROGETTI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Montesegale: “Fare luce per creare scenografia” Un vero e proprio cantiere aperto quello dell’Amministrazione Comunale di Montesegale, guidata dal sindaco Carlo Ferrari, con tanti importanti lavori ed iniziative da svolgere e da continuare. Successo per la riqualificazione dell’area antistante la sede municipale: “E’ stato un intervento apprezzato moltissimo dai cittadini - sottolinea il primo cittadino - e dai turisti che possono così usufruire di un ulteriore spazio comune. Il tutto è stato realizzato con tecniche e materiali di basso impatto e di compatibilità ambientale, utilizzando prodotti naturali quali il legno per gli arredi, colorazioni nelle tonalità naturali delle terre per pavimentazione ed elementi del muro a secco, riducendo al minimo i manufatti di impatto ambientale. Di rilievo anche gli interventi relativi alla viabi-

lità che hanno riguardato l’asfaltatura della strada Gardinaia che collega la frazione Bregne con Fornace e poi l’asfaltatura della strada panoramica che collega Languzzano (dalla S.P. 184) a Castignoli. Sulla Strada Gardinaia sono stati, altresì, effettuati lavori di pronto intervento. Nella frazione di Sanguignano e nell’area adiacente il Comune sarà a giorni potenziato l’impianto di illuminazione, che prevede il posizionamento di corpi illuminanti in ghisa con lampade a basso consumo di energia, finalizzato alla valorizzazione puntuale delle emergenze architettoniche del paese (borgo, Chiesa, ecc.)”. Quali sono gli obiettivi che state portando avanti come Comune? “L’obiettivo è quello di “usare la luce” per creare

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Val di Nizza, Rosi Parlanti: “L’incapace sarà Culacciati, che mi copia”

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lato, me ne assumo tutta la paternità. Ad ogni modo visto che sono iscritta all’elenco dei giornalisti pubblicisti, ed ho avuto anche precedenti esperienze come direttore di testate, al fine di fugare ogni minimo dubbio, visto che è in corso una valutazione del Gruppo di Opposizione sull’eventualità di produrre un giornale vero e proprio che potrebbe trattare le problematiche del nostro Comune con cadenza settimanale, a quel punto provvederemo alla registrazione della testata. Certo, l’aforisma “ne ferisce più la penna della spada” calza alla perfezione, è da quando esiste la “matita” che l’uomo lotta, suo malgrado per spezzarla. Culacciati ci sta provando, ma non ci riuscirà, ci sarà sempre qualcuno, da qualche parte che scriverà cose che potrebbero non fargli piacere, lo consiglierei di non farci troppo caso”. Il Vice sindaco è tornato a parlare di lei in termini personali. “Non solo ne ha parlato, come sempre a sproposito, ha anche copiato parti della mia precedente intervista, parti copiate tali e quali, se chi legge ha buona memoria ricorderà la mia intervista del mese di ottobre, ebbene rapportandola a quella di Culacciati, di novembre, potrà vedere che ha letteralmente copiato delle parti precise dalla mia, poi parla di “incapacità” attribuendo ad altri peculiarità soltanto sue”. Perché secondo lei, il Vice Sindaco, specifica il fatto di non avere mai ricevuto denunce? “Perché lo specifichi non lo so, immagino però che dica qualche bugia, “la lingua batte dove il dente duole”. A mio avviso, il sig. Vice Sindaco, non ha motivo di essere così orgoglioso come vuol fare intendere, ha la memoria un pò troppo corta quando dice di non aver mai ricevuto denunce”. Può essere più precisa? “No guardi, le mie considerazioni sul Vice Sindaco di Val di Nizza finiscono qui, non sono più disponibile a parlarne ne adesso ne in seguito, ormai gli abbiamo dato fin troppa importanza. Grazie”.

una scenografia capace di valorizzare l’impianto architettonico del borgo, creare suggestioni, dove un’atmosfera più raccolta e silenziosa renderà più emozionante e meditativo il contatto con il nostro borgo. Non secondario è stato l’obiettivo di realizzare un risparmio energetico, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie a basso consumo, e annullare l’inquinamento luminoso che troppo spesso caratterizza negativamente molti borghi storici. Il tema della riqualificazione urbana rappresenta il nodo centrale degli interventi di pianificazione del nostro paese, ormai proiettata verso un processo di ridefinizione funzionale e di valorizzazione della qualità morfologica ed insediativa. Si vuole, dunque, il rilancio di Montesegale, e la ristrutturazione dello stesso potrebbe portare ad uno sviluppo del borgo ed anche a far conoscere nel migliore dei modi lo splendido territorio dell’Oltrepò Pavese. Nonostante il momento di crisi e di tagli alle pubbliche amministrazioni confermiamo il nostro impegno a fare, sviluppando ulteriormente le nostre progettualità e la nostra azione di presenza, stimolo e rappresentazione degli interessi del nostro territorio”. (a.d.)


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L’ASSOCIAZIONE HA LA PROPRIA SEDE A BRONI

Nasce Tuttincima Onlus: si occupa di spedizioni alpinistiche umanitarie

Nasce Tuttincima Onlus. Il gruppo fondato nel 2003 con l’intento di far conoscere e praticare l’escursionismo e il contatto diretto con l’ambiente che ci circonda ha fattto tanta strada: nel settembre 2012 inizia il percorso per trasformare il gruppo in Associazione di Volontariato Onlus. L’associazione è stata infatti iscritta nel Registro generale regionale del volontariato al n. PV 260 – Sezione B) Civile e Sezione C) Culturale. L’ Associazione, senza fini di lucro e con l’azione diretta, personale e gratuita dei propri aderenti, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Le finalità del gruppo: promuovere e diffondere la pratica dell’escursionismo in ambiente montano e non solo; favorire fra i suoi associati la conoscenza di altre attività legate all’ambiente della montagna; proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente; promuovere attività culturali quali convegni, conferenze, dibattiti, proiezioni, mostre con personaggi del mondo della montagna; raccogliere fondi per scopi umanitari; sostenere con i fondi raccolti Scuole o Cliniche in Paesi disagiati come Nepal o Tibet; organizzare spedizioni alpinistiche/umanitarie. A capo della nuova associazione è stato eletto Massimo Pastorelli mentre le altre cariche del Consiglio Direttivo sono: Segretario/tesoriere: Francesca Disperati, Gianfranco Caleffi, Ivano Molinari e Dario Calderoni consiglieri, Navyo Eller referente unico e responsabile dei progetti per il Nepal. L’Associazione ha sede in Broni, via Contardo Ferrini 99, ma sentiamo il Presidente, Massimo Pastorelli. Come mai l’idea di fondare una ONLUS? “Innanzi tutto per rendere più visibile e trasparente il nostro impegno per quello che facciamo, poi per dare a tutti la possibilità di iscriversi, sostenere e partecipare attivamente alle attività programmate”. Quanti associati conta oggi Tuttincima? “Beh non tanti ma prevediamo un forte incremento nell’immediato futuro, comunque ad oggi gli aderenti sono 18 divisi in soci ordinari e sostenitori”. Come e cosa bisogna fare per diventare soci? “Attualmente le iscrizioni le facciamo solo durante le nostre conferenze oppure rivolgendosi direttamente ai membri del Consiglio Direttivo. Presto attiveremo anche il servizio attraverso il versamento con bollettino postale. Per prima cosa bisogna compilare un modulo riportando tutti i dati richiesti quindi pagare una piccola quota annua, ( 5 euro per i sostenitori e 10 per gli ordinari) rispettare tutte le norme statuarie e le finalità dell’Associazione”. Progetti e programmi per il futuro? “Come sempre, dal 2003, abbiamo un programma escursionistico con una o più uscite mensili. Poi nel 2013 una spedizione in Himalaya e di conseguenza anche la spedizione umanitaria. Tanti anche gli appuntamenti culturali con le nostre conferenze e un grosso progetto in collaborazione con l’Associazione V.A.M. (Valtidone Amici Montagna) di Castelsangiovanni (PC), capitanata da Davide Chiesa. Il progetto prevede una serie di Conferenze con personaggi del mondo della montagna che si terranno nel periodo Novembre 2013 – Aprile 2014 con cadenza quindicinale nei comuni di Broni, Pavia, Castelsangiovanni e

DAL 26 NOVEMBRE

Franco Danese è il coordinatore

L’obiettivo della spedizione 2013, il Chulu East Peak m 6584 Piacenza. Il titolo della rassegna sarà: “Oltre il Confine”, dico sarà in quanto è un’idea non c’è ancora niente sulla carta ma la volontà è tanta”. Oltre alle escursioni e alla spedizione alpinistica avete un programma culturale o altre iniziative? “L’ iniziativa attualmente è solo una e cioè quella di collaborare con il Gruppo di Cammino dell’Auser Paolo Baffi di Broni. Ci vede impegnati per poche ore nei giorni di lunedì, giovedì e sabato su percorsi, oserei dire, “cittadini”. Per chi volesse partecipare il ritrovo è presso Villa Nuova Italia a Broni alle ore 9.00 nei mesi invernali e alle ore 8.00 nei mesi estivi. Inoltre stiamo mettendo a punto un desiderio che coltivo da anni. Essendo diplomato come Accompagnatore di Alpinismo Giovanile sto, insieme a Francesca ed Anita, avviando un percorso formativo, per ragazzi e non solo, sulla lettura del paesaggio montano. Speriamo si possa avviare nel mese di febbraio 2013. Abbiamo già in programma almeno tre o quattro conferenze per il 2013 nei mesi di febbraio e marzo ma attualmente non ci hanno ancora comunicato le date precise. Nel mese di dicembre terremo l’ultima conferenza del 2012 e sarà anche il momento per fare un bilancio di quello e quanto fatto fino adesso. Nell’anno che sta finendo abbiamo fatto ben 20 conferenze!! Infine presso il salone dell’Unitre di Broni, Villa Nuova Italia il 18 dicembre alle ore 15.00 saranno proiettate le immagini della spedizione 2011, sia sportiva che umanitaria, sarà inoltre presentata ufficialmente alla stampa e alla comunità l’Associazione Tuttincima-Onlus, il programma e il progetto Nepal 2013, nonché il calendario escursionistico 2013. Saranno presenti inoltre tre o forse quattro medici che interverranno al dibattito “Camminare quali e quanti benefici per il corpo, la mente e lo spirito?”. Concludendo? Camminare è il gesto più naturale del mondo animale; solo l’uomo riesce a coniugarlo con fatica. Ospite d’onore della manifestazione sarà Roberto Mantovani famoso scrittore e giornalista di montagna che presenterà e leggerà alcuni passaggi del nostro libro “In punta di piedi tra i Giganti del Mondo”. Naturalmente anche lei è ufficialmente invitato. Per ultimo volevo ringraziare, a nome del Consiglio e dei i soci, tutte quelle persone che direttamente o indirettamente hanno contribuito al progetto Nepal 2011, tutti coloro che hanno creduto e sostenuto l’Associazione, tutti quelli che hanno acquistato il nostro libro”.

Dal 26 novembre ad organizzare il PDL a Varzi e nell’alta Valle Staffora sono stati designati dalla neo eletta segreteria provinciale PDL, guidata dall’on. Carlo Nola, in qualità di coordinatore Franco Danese e di vice coordinatore Rangogni Gabriele. Il fine dell’incaricato è contribuire a ristrutturare il centro destra anche nelle nostre valli. Danese spiega: “Il compito assegnato è impegnativo soprattutto in un momento dove una parte della politica delle alte sfere non sta dando un esempio di rettitudine e serietà e un’altra parte è confusa sul domani. Il vero esempio viene dato dai tanti amministratori locali che si stanno impegnando in una lotta giornaliera per la sopravvivenza dei propri comuni. Se è vero che la metà degli Italiani ha probabilmente deciso di astenersi dal voto è anche vero che i problemi non si astengono dagli italiani e solo con la partecipazione di tutti si può provare a risolverli. Osservando anche solo la nostra valle ci accorgiamo quanto bene stanno lavorando alcuni nostri giovani amministratori. Ma allora la buona politica esiste. I Pesato, i Cattaneo, i giovani sindaci oltrepadani sono punti di partenza che possono raggiungere l’obiettivo di rappresentare la nostra realtà territoriale, con la sua cultura e la sua tradizione, solo se supportati. Il nostro appello - continua Danese - va a tutti gli elettori che non vogliono sentirsi sconfitti in partenza, che hanno dei sogni, che non vedono il futuro come una minaccia o un problema ma come un’opportunità. Non si tratta di essere giovani o anziani, in quanto vi sono trentenni già arrugginiti e ottantenni pieni di grinta, si tratta di amare i luoghi dove si è nati e si vive e provare a cambiare. Si parla in ogni partito di primarie e di congressi per restituire la democrazia ma l’unica vera soluzione è data dalla serietà e dalla rettitudine delle persone che ci devono rappresentare. Assunzione di responsabilità, controllo del lavoro svolto, gratuità dell’opera prestata, ripartire dall’analisi dei bisogni dei nostri luoghi: dalla sanità ai sevizi, dal lavoro al turismo enogastronomico; sono elementi improrogabili per pensare alla crescita possibile delle nostre valli. Vi sono persone che prestano il proprio tempo libero alle associazioni, alle pro loco perché ci credono, tengono a far bella figura e a far ben figurare il proprio paese agli occhi anche di chi è solo di passaggio. Contrariamente spesso se si affronta l’argomento politica si pensa di essere infettati chissà da quale malattia in grado di allontanare da noi gli amici piuttosto che i clienti del proprio negozio o i parenti più stretti. L’invito è dunque quello di uscire dalla propria ombra proponendosi e proponendo, impegnandosi in politica perché questa ti porta a stare tra la gente, ad ascoltarla, a conoscerne i problemi e a tentare di risolverli proponendo una speranza di futuro diversa dal presente che stiamo vivendo. E’ possibile contattarci via mail: gruppopdlvalstaffora@libero.it, telefonicamente 348/2406742, su facebook e twetter o presso la nostra sede”.


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IL NUOVO COMITATO CLASTIDIUM AVVERTE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

di

Oliviero Maggi

Nelle scorse settimane il Nuovo Comitato Clastidium, presieduto da Giancarlo Maggi, storico titolare di un negozio di calzature in via Gramsci, ha organizzato un incontro pubblico per fare il punto della situazione sugli ultimi 20 anni del commercio casteggiano. All’evento hanno partecipato il Presidente di Confesercenti, Romeo Iurilli e l’ex assessore provinciale Annita Daglia. L’occasione è stata anche quella di ribadire le richieste del Comitato, finora inascoltate, per la valorizzazione della parte alta della città. Questa posizione dei commercianti ha creato non poche tensioni con l’Assessore al Commercio, Lorenzo Vigo. Se a breve non si risolverà la situazione il Comitato ha minacciato una denuncia al Prefetto e, persino, l’arrivo di “Striscia la Notizia”. Presidente Maggi, che cosa è emerso da questo incontro sul commercio casteggiano? “Casteggio ha perso circa 1500 abitanti negli ultimi 10-15 anni. Quasi tutte le fabbriche presenti sul territorio hanno chiuso, come la Crisci e la Cae, e l’Amministrazione non ha fatto nulla per scongiurarne la chiusura e per cercare di tenerle qui. Le poche attività rimaste si trasferiscono in periferia per pagare meno oneri. Il Comune pensato sempre e solo a incamerare soldi per costruire i supermercati, uccidendo così il commercio di vicinato. Abbiamo 5 supermercati come a Voghera, che però ha 50 mila abitanti, mentre noi poco più di 6 mila. Con l’ultimo Pgt avevano tentato di inserire 190 metri quadrati di area commerciale non alimentare, ma per fortuna la Provincia ha bloccato tutto”. Quindi non vi sentite tutelati dall’Amministrazione? “Durante la campagna elettorale del 2009 abbiamo visionato il programma di Callegari, che diceva tante belle cose: esubero dei supermercati, potenziamento del centro storico, abbellimento di via Roma per farne il centro del paese. Tuttavia dopo 4 anni nulla è stato fatto, a parte il riassetto del mercato. La situazione è esattamente come 20 anni fa. Il Sindaco ha contattato esperti del Politecnico di Milano per valorizzare l’area mercatale, ma non abbiamo più saputo niente, la questione è morta lì e il mercato è rimasto sempre il solito”. Non sarà un po’ colpa anche della crisi? “La crisi, per noi commercianti della parte alta di Casteggio, è iniziata da quando ci hanno derubato del mercato al mercoledì, possiamo dire che è stata l’Amministrazione a crearcela. Ci avevano promesso che il mercato sarebbe rimasto lì dov’era e, invece, con un colpo di mano ce lo hanno portato via. Gli esercenti che c’erano hanno chiuso e siamo rimasti solamente in due. E in Largo Colombo, che aveva gli impianti adeguati per il mercato, non si è fatto più niente. Ora è un parcheggio che si riempie perchè non è a pagamento e serve gli impiegati che lasciano la macchina tutto il giorno. Ma a noi non servono a nulla”. Dove ha sbagliato l’Amministrazione? “L’Amministrazione in questa zona ci ha riservato solo sprechi e umiliazioni. Sono stati spesi 100 milioni delle vecchie lire per rifare i bagni. Ora sono lì chiusi che non servono a niente. Invece di spenderci dietro dei soldi si poteva tenere la piazza così com’era. C’erano piante, tanto verde e le panchine: ora non c’è nemmeno un cestino dove gettare i rifiuti.

Giancarlo Maggi

C’è un degrado totale. E pensare che si faceva attività mercatale fin dal 1885, c’era persino un bar. Ci avevano anche promesso che avrebbero lasciato lì gli alimentari, ma poi ovviamente non si è fatto nulla”. E poi c’è anche Palazzo Battanoli. “Palazzo Battanoli è un altro esempio di degrado. Era stato venduto dalla passata Amministrazione, poi ricomprato da Callegari, ma non c’è nessun progetto di recupero. Si era parlato di farci un ristorante, poi di trasferire le scuole, invece è ancora lì abbandonato. Il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) aveva previsto dei fondi per la sistemazione, ma non è stato fatto nulla, al contrario invece di Broni. Anche la Regione aveva stanziato dei fondi per il recupero del Palazzo, ma poi tutto si è fermato. Altri soldi buttati via”. Lei ha parlato di sprechi. A cosa si riferisce? “Si possono fare tanti esempi: la piscina, per cui sono stati spesi tanti soldi, senza mai risolvere i problemi; la pesa pubblica, costata 280 milioni di lire, che è lì non funzionante; la fontana di Piazza Cavour che richiede interventi di manutenzione ogni settimana; il Pistornile sempre più lasciato andare, con erbacce, telecamere che non funzionano, nessun esercizio aperto”. In questi mesi vi siete scontrati diverse volte con l’Assessore al Commercio, Lorenzo Vigo. Come mai? “Vigo è l’Assessore dei tre no: non si può, non si può fare, non ci sono i soldi. Tutte le proposte che gli abbiamo sottoposto sono state bocciate con qualcuna delle tre motivazioni. Inoltre ce l’abbiamo con lui perchè ci invita sempre a delle riunioni per organizzare delle manifestazioni. Noi abbiamo deciso di non partecipare più. Noi vogliamo che sia rispettato il programma elettorale. Vogliamo lavorare, non fare delle manifestazioni. In questo modo ci mettono in condizione di chiudere”. Quindi non approvate le scelte di Vigo?

CASTEGGIO

Maggi: “Se non fate lavorare la parte alta della città, ci rivolgeremo al Prefetto”

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“Vigo è stato il primo ad alzare la mano per votare il Pgt che prevedeva le aree commerciali a discapito nostro. Un Assessore al Commercio non può comportarsi così. Una persona seria si sarebbe dimessa subito o avrebbe avuto il coraggio di votare contro. Ma temo che l’Assessore sia troppo legato alla poltrona e allo stipendio per andarsene. Io mi chiedo: ma perchè dobbiamo pagare un Assessore solo perchè organizzi delle manifestazioni? Quando non è stato nemmeno in grado di battersi per avere Casteggio capofila del Distretto del Commercio, lasciando il posto a Broni. Ho apprezzato molto di più l’ex Assessore Antoniazzi che, avendo le mani legate per la mancanza di risorse e non potendo nemmeno asfaltare le strade, si è dimesso”. Le manifestazioni, però, hanno portato tanta gente in città e sono state apprezzate. “Non è vero. L’80% dei commercianti non aderiscono più alle manifestazioni e non partecipano nemmeno alle riunioni organizzate dal Comune. L’anno scorso, per l’organizzazione dei Venerdì sera, avevamo raccolto 83 sponsor; quest’anno non ce ne siamo più occupati per protesta e gli sponsor sono stati solo 13. Per la Fiera è stata contattata un’orchestra da 15 elementi costata 2600 euro e tanti soldi sono stati spesi anche per i fuochi artificiali che sono durati 30 secondi. In un momento di crisi sarebbe meglio non affrontare spese azzardate come queste”. Perchè ha parlato anche di umiliazioni? “L’Assessore Vigo ha affermato che spostando i banchi il mercato è destinato a morire. Allora io gli chiedo: e noi commercianti che siamo nella zona alta che destino abbiamo se non quello di chiudere? È una situazione davvero difficile e umiliante. Anche perchè abbiamo speso tanti soldi per mettere a posto i nostri negozi e il risultato è che rischiamo di abbassare le saracinesche”. Che cosa farete in futuro? “Noi come Nuovo Comitato Clastidium, se non riusciremo ad ottenere un incontro con l’Amministrazione per discutere di progetti per il rilancio di Largo Colombo, per tutto il 2013 organizzeremo delle proteste limitando gli orari di apertura. Se non accadrà nulla nemmeno il prossimo anno, allora nel 2014, appena prima delle elezioni comunali, scriveremo al Prefetto per denunciare l’Amministrazione che ci nega il diritto di lavorare. Poi contatteremo “Striscia la Notizia” per venire a Casteggio a fare un’indagine su tutti i problemi della città, a partire da quello del Centro sportivo”. Pensa che l’Amministrazione accetterà questo confronto? “Per ora l’Amministrazione dice che la nostra azione è negativa per Casteggio. E loro, che sprecano i soldi pubblici invece di investirli per lo sviluppo della città, che cosa sono? È ora di voltare pagina. È per questo che, in occasione delle prossime elezioni comunali, appoggeremo il candidato sindaco che svolgerà il suo mandato senza percepire alcuna indennità e così dovranno fare anche gli Assessori. Con i soldi risparmiati chiederemo l’avvio della costruzione di una scuola e di una casa popolare, per venire incontro alle esigenze dei cittadini più deboli, che ogni giorno affollano gli uffici dei Servizi sociali”.


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IL PRIMO CITTADINO DI CASTEGGIO PARLA DEL LAVORO SVOLTO NEL 2012

di

Gianluca Giaconia

E’ tempo di bilanci e valutazioni del lavoro svolto durante l’annata 2012 per i comuni dell’Oltrepo Pavese. Il Sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari, sottolinea il lavoro degli amministratori in favore dei cittadini, per garantire loro il miglior benessere possibile, indicando le vie ideali al fine di ottimizzare i costi e ridurre le spese. Abbiamo incontrato Callegari presso il Comune di Casteggio negli scorsi giorni. Si sta per concludere l’anno 2012: qual è il bilancio complessivo? “E’ stato un anno di sacrifici, in cui si è cercato di sopravvivere a questo periodo difficile contraddistinto dalla crisi. Stiamo cercando di trovare fonti alternative, come la comunità europea, per occuparci di nuovi progetti, a partire da quello della depurazione dell’acqua salina, che deve essere bonificata: si tratta di un’iniziativa che mi sta molto a cuore, nonostante il costo complessivo si aggiri sul milione e mezzo di euro. Riusciremo a chiudere il bilancio in maniera corretta, abbattendo il patto di stabilità. Stiamo portando avanti la collaborazione con gli altri comuni più piccoli e andremo ad accorpare tre funzioni prima della fine dell’anno, ossia la polizia, i servizi sociali e la protezione civile. A queste dovremo aggiungere altre sei funzioni da accorpare, pur non essendo il nostro un Comune sotto i 5.000 abitanti, in modo da portare avanti la politica locale. Dobbiamo dare vita a un Pgt funzionale al progetto del territorio e la collaborazione con la comunità europea va ad aiutare parecchio la nostra zona e tutti i comuni”. Come si può uscire da questa situazione? “Ho cercato di ottimizzare i costi, vogliamo cercare di collocare il municipio in una sola struttura per risparmiare sulle spese di riscaldamento: in momenti difficili bisogna cercare di essere concreti e lavorare con fantasia. Ci sono molte cose da fare, ma mancano i fondi a disposizione; vogliamo ad esempio migliorare le case popolari e per questo abbiamo in programma un incontro tra le proprietà. Inoltre

Lorenzo Callegari dobbiamo affrontare la questione inerente alla mensa scolastica e al trasporto degli alunni, servizi che rischiano seriamente di essere soppressi perché comportano un costo elevato”. Per quanto riguarda i lavori pubblici? “Grazie all’ex Presidente del Consiglio di Casteggio abbiamo sistemato il tetto dell’area della fiera. Abbiamo fatto dei lavori urgenti, come la costruzione di griglie per proteggere le case, poi con l’arrivo della bella stagione andremo a completare gli interventi di asfaltatura delle strade, inoltre è stata restaurata la fontana di Annibale, che verrà inaugurata a dicembre”. Come è stata affrontata la questione Imu? “Siamo stati tra i comuni più corretti perché non vogliamo aggravare la situazione dei nostri cittadini, che avrebbero dovuto pagare 50.000 euro in più di tassazioni. Abbiamo mantenuto gli stessi introiti degli anni precedenti, aumentando solo l’Irpef nei con-

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Callegari: “Dobbiamo usare la fantasia per uscire da questa situazione difficile”

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fronti delle famiglie più abbienti. Noi siamo rappresentanti dei cittadini e teniamo conto della loro situazione, al di là di ciò che fanno i nostri politici a Roma”. E’ di questi giorni il progetto “Lombardia più semplice”, realizzato grazie al contributo regionale di 120.000 euro: ce ne può parlare? “Si tratta di un progetto ampio voluto dall’assessore Lorenzo Vigo e cominciato la scorsa settimana. L’obiettivo è quello di ottimizzare gli uffici e modernizzare le reti informatiche, con l’acquisizione di hardware e software, per valorizzare la prassi di semplificazione amministrativa. Stiamo identificando in modo migliore questo progetto per partire al più presto possibile”. Cosa si aspetta dal 2013? “Chi vive sperando muore malamente perché la speranza crea solo delle illusioni, che comportano a loro volta parecchie tensioni. Nonostante tutto ciò, noi stiamo impostando il futuro, cercando di non contare più su punti di riferimento provinciali e regionali, ma su progetti ben più ampi, come quello con la comunità europea, per rilanciare ulteriormente il nostro paese. Vorrei sistemare il pistornile, infatti in quest’ottica stiamo trattando col reverendo per lo scambio di proprietà, e le infrastrutture, che non sono in buone condizioni. Continueremo senza dubbio ad organizzare delle manifestazioni per promuovere il commercio all’interno del nostro territorio. Spero che la crisi conceda un po’ di tregua, ma sono consapevole che ci farà compagnia ancora per lungo tempo, in ogni caso vogliamo dare qualcosa in più, sempre rispettando le nostre possibilità. La politica degli ultimi anni ha prodotto frutti non maturi, oserei dire marci, quindi noi amministratori, che siamo i rappresentanti dei cittadini anche nei periodi di difficoltà, dobbiamo usare la fantasia per uscire al meglio da questa situazione. Recuperare la Rassegna Vini è fondamentale per il nostro territorio, anche in ottica Expo”.


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BRONI

IL CAPOGRUPPO COMASCHI REPLICA ALLE ACCUSE DI BRAGA E DI MAGGI

“Le critiche della minoranza sono senza senso: giudicheranno i cittadini” di

Oliviero Maggi

Il capogruppo di maggioranza di Unione Civica, Bruno Comaschi, risponde alle dichiarazioni di Vittorio Braga, segretario cittadino della Lega Nord, ed Ezio Maggi, capogruppo di minoranza, che avevano duramente attaccato il Sindaco Paroni, dalle pagine di questo giornale, riguardo alle privatizzazioni che aveva deciso di attuare. Secondo Comaschi questi provvedimenti di razionalizzazione dei servizi sono riusciti ad abbassare le spese, senza diminuire l’offerta per i cittadini. Capogruppo Comaschi, il segretario della Lega Braga ha affermato che le privatizzazioni proposte dalla Giunta andranno solo ad aumentare i costi dei servizi. Lei cosa risponde? “Innanzitutto non si tratta genericamente di privatizzazioni. Per quanto riguarda l’asilo nido è stata esternalizzata la struttura mentre l’attività viene espletata nel rispetto delle regole previste dalle norme pubbliche in vigore e da ulteriori prescrizioni previste dal bando comunale. I servizi sono stati ampliati, come per esempio l’orario allungato e flessibile e l’attività di baby sitting anche al sabato e alla domenica. A testimoniare la bontà dell’offerta dei gestori del nido c’è il fatto che l’asilo è praticamente al pieno della capienza”. Le dipendenti che insegnavano nella struttura a cosa sono state destinate? “Alle dipendenti è stato mantenuto lo status di dipendente pubblico e, grazie un corso di riqualificazione professionale, sono state avviate a mansioni equivalenti. Le famiglie dei bimbi iscritti possono inoltre usufruire del contributo regionale in base al reddito, mentre prima tutto gravava sul bilancio comunale in quanto la Regione finanzia esclusivamente l’accesso agli asili a gestione privata e non a quella pubblica. Su questa strada continueremo anche con la gestione del cimitero, che oggi non riusciamo a garantire in maniera decorosa e poi, se necessario, seguiranno altri servizi”. Lei cosa ne pensa di questi provvedimenti? “Se dallo Stato continuano a diminuire i trasferimenti tre sono le soluzioni possibili: alzare oltre misura le tasse, tagliare i servizi oppure abbassare la spesa razionalizzando i servizi, possibilmente senza diminuirli. Noi abbiamo scelto in maniera equilibrata da un lato di alzare limitatamente le tasse e dall’altro di abbassare la spesa senza compromettere per quanto possibile il livello qualitativo dei servizi offerti. Credo che sia un modo virtuoso ed intelligente per poter continuare a dare risposte positive ai cittadini sempre più in difficoltà a causa della crisi”. È vero, come sostiene la minoranza, che le privatizzazioni servirebbero per chiudere il bilancio comunale? “Il Comune con l’esternalizzazione della struttura dell’asilo nido, migliorando globalmente il servizio, viene a risparmiare circa 145.000 all’anno. Non mi pare un risultato da poco. Se si liberano risorse è possibile reinvestirle in nuove opportunità per i cittadini. Essere contrari per principio al cambiamento non serve a nessuno. Il bilancio comunale deve quadrare e a causa dei tagli si fa ogni anno sempre più fatica. Ma l’Amministrazione in questi sei anni ha ri-

Bruno Comaschi

dotto drasticamente l’indebitamento del Comune ed i conti, nonostante quello che dice la minoranza, sono in ordine”. L’opposizione vi attacca anche sulle spese che il Comune sta affrontando, come la realizzazione dell’Enoteca di Cassino e il recupero del Carbonetti. “L’Enoteca di Cassino e con essa la cittadella dell’enoturismo che si svilupperà intorno all’enoteca sono strutture funzionali al rilancio di tutto il territorio oltrepadano sotto il profilo turistico -ricettivo e per la promozione dei prodotti d’eccellenza dell’agroalimentare. In questa ottica ci siamo resi disponibili ad un accordo di programma con Regione Lombardia, che ha messo a disposizione i relativi finanziamenti. Per quanto riguarda il Teatro noi riteniamo di aver fatto una scelta lungimirante facendo investimenti importanti per le infrastrutture culturali, peraltro addossando a privati i costi degli investimenti senza trarre nulla dal bilancio comunale. Una città che non investe in cultura è destinata a morire”. Riguardo all’Entoeca dove saranno recuperati i 3 milioni di euro per acquistare i terreni circostanti, come prevede la Convenzione con la Regione? “Si tratta di pura fantasia. La convenzione con la Regione prevedeva l’acquisto di 35000 mq di terreni che sono già stati acquisiti e pagati per una cifra di gran lunga inferiore. Lo sviluppo esterno sui terreni circostanti alla cascina potrà avvenire solo con l’intervento di investitori privati. Ma come si fa ad inventarsi queste frottole?”. Come commenta, invece, la sentenza dell’arbitrato sulla vicenda Farmabroni? “È assai arduo comprendere la logica che sorregge la pronuncia dell’Arbitro, che sembra contrastare nettamente con l’assunto posto a fondamento della sentenza n. 26/2011. Infatti, quanto all’importo per-

cepito dal Direttore della Farmacia a titolo di “indennità direzione generale”, la sentenza n. 26/2011 precisa che “i vertici della società erano certamente a conoscenza dei pagamenti in questione (regolarmente registrati nelle scritture contabili)”, con la conseguenza che “eventuali doglianze in ordine a detto trattamento migliorativo non potrebbero farsi valere nei confronti del ricorrente ma solo nei confronti degli amministratori della società che lo avallarono”. Del pari, con riguardo alle indennità premiali, il Giudice ha a suo tempo stabilito che “eventuali irregolarità nell’attribuzione di detto emolumento, tanto sotto il profilo procedurale (in particolare per la mancanza di una formale delibera del Consiglio di Amministrazione), quanto sotto il profilo sostanziale (per assenza dei presupposti che lo avrebbero giustificato), non possono essere imputate al ricorrente: esse esulano dall’ambito delle sue competenze ed attengono semmai alla responsabilità degli amministratori della società”. Di conseguenza l’attuale Amministrazione Comunale non ha potuto fare altro che attivare le azioni nei confronti di quegli amministratori, che sono stati poi invece “graziati” dal lodo”. Il Capogruppo di minoranza, Ezio Maggi, ha affermato che qualche consigliere di maggioranza potrebbe firmare la mozione di sfiducia contro il Sindaco. C’è davvero questo rischio? “Assolutamente no, è la speranza vana di chi interpreta la politica con manovre e giochini piuttosto che attivarsi con proposte costruttive per perseguire il bene della propria comunità. In realtà la maggioranza è coesa e lavora programmando le scelte nell’interesse dei cittadini collegialmente. Se la minoranza pensa di raccogliere consensi con gli atteggiamenti inqualificabili assunti nel corso delle ultime sedute del Consiglio comunale o addirittura abbandonando i lavori ancor prima che inizino sbaglia di grosso, e soprattutto manca di rispetto a quei cittadini che l’hanno votata”. Quando potranno partire i lavori per la nuova scuola in via San Saluto? “E’ stata assunta la determinazione di aggiudicazione definitiva dell’appalto. Se non ci saranno ricorsi al Tar, cosa che succede abbastanza spesso in appalti con importi significativi, la ditta che ha avuto l’assegnazione dei lavori potrà partire quanto prima”. Capogruppo Comaschi, quali sono, a suo parere, i provvedimenti più importanti presi dalla Giunta Paroni in questo nuovo mandato? “La Giunta, su mandato del gruppo consiliare di maggioranza, sta dando corso al completamento delle opere impostate ed iniziate nel primo mandato: Teatro Carbonetti ed Enoteca Regionale. Ha dato corso alla progettazione del secondo lotto della bonifica Fibronit che è stata inviata al Ministero nella scorsa primavera e si sta insistendo per ottenere il relativo finanziamento. Ha realizzato a metà collina il canale di gronda per proteggere la città dall’acqua piovana che in occasione di forti temporali mandava in tilt il sistema fognario. Ha avviato la ristrutturazione dell’ex Mulino Meriggi per trasformarlo in Housing Sociale, cioè una serie di appartamenti da affittare a canone sociale e moderato. Tante altre sono le iniziative che potrei enumerare ma non basterebbe questa pagina del giornale. In ogni caso sono sotto gli occhi dei cittadini che sapranno giudicare certamente senza i pregiudizi e le critiche senza senso della minoranza”.


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IL CONSIGLIERE LEGHISTA CRITICO SULLA RIAPERTURA DEL CARBONETTI

di

Oliviero Maggi

Il consigliere comunale di minoranza del gruppo “Broni per il Futuro”, in quota Lega Nord, Antonio Bernini, torna a criticare le scelte fatte dalla Giunta, guidata dal Sindaco Luigi Paroni. Dalle privatizzazioni, al ritardo nella costruzione della nuova scuola, dalla scarsa manutenzione alla riapertura del Teatro Carbonetti, è una bocciatura su tutta la linea. Secondo il consigliere leghista, come già affermato dal capogruppo di minoranza, Ezio Maggi, anche nella stessa maggioranza ci sarebbe qualcuno che disapprova alcune scelte operate dall’Amministrazione. Consigliere Bernini, le privatizzazioni sono ancora un tema caldo della politica bronese. Lei cosa ne pensa? “Le privatizzazioni, in particolare quella del cimitero e ancora di più quella dell’asilo nido, sono state scelte totalmente sbagliate, soprattutto in un momento come questo. Come è sbagliato il trattamento che l’Amministrazione ha riservato alle dipendenti comunali dell’asilo, che per tantissimi anni ha rappresentato un vero e proprio orgoglio per il nostro Comune. Non è possibile che una Giunta che si definisce di centrosinistra arrivi a trattare in questo modo dei lavoratori”. Anche lei pensa che, all’interno della maggioranza, ci siano degli scontenti? “Qualche membro della maggioranza, sicuramente disapprova alcuni dei provvedimenti presi dal Sindaco Paroni e dalla sua squadra. Non basta però non essere d’accordo, bisognerebbe avere il coraggio di ammettere lo sbaglio e di votare contro durante il Consiglio comunale. E non so chi dei consiglieri riuscirebbe a farlo. Alla fine noi raccogliamo le lamentele della maggioranza, ma poi al momento del voto tutti si allineano compatti. I cittadini bronesi, comunque, non sono stupidi e saranno loro a valutare le scelte fatte da questo Paroni bis e agiranno di conseguenza alle elezioni”. Scelte come quella del Carbonetti, ad esempio?

“Il Carbonetti fino a quando non lo vedremo in funzione non potremo dare un giudizio. Certo è che i costi di gestione saranno notevoli, basti pensare solo alla manutenzione ordinaria e al pagamento delle utenze. Inoltre non sappiamo ancora in che modo sarà gestito. La scelta di riaprire un teatro a Broni ci sembra sciagurata: a Stradella il Teatro sociale fa fatica, così come il Fraschini a Pavia e tante altre strutture in Italia molto più importanti. Poi pensiamo agli spettacoli: ormai anche quelli di un livello discreto hanno un costo non indifferente e, ovviamente, se vuoi portare gente in teatro devi offrire dei programmi di qualità. Non so davvero come farà a funzionare vista la crisi dei teatri che si respira un po’ dappertutto”. Inoltre, ultimamente, ci sono stati dei problemi in via da Vinci. “Sicuramente in via Leonardo da Vinci sono stati fatti degli errori per quanto riguarda l’asfaltatura. Non so di chi è la responsabilità, ma francamente non si può lasciare una strada in quelle condizioni. È li da vedere. L’Amministrazione ha fatto bene a prevedere un limite di 30 km/h, sia per la tutela dei pedoni, ma anche perchè a velocità più elevate, visto il fondo sconnesso, si rischia di distruggere l’automobile. Altro problema è quello di via Recoaro: l’incrocio con la via Emilia è molto pericoloso, i cittadini si sono già lamentati più volte, ma non è stato fatto ancora niente. Servirebbe un accurato controllo nella zona per sistemare finalmente la viabilità”. Nei giorni scorsi si è tenuto a Broni un convegno per presentare lo stato dei lavori dell’Enoteca di Cassino Po. Qual è il suo parere a riguardo? “La scelta di prevedere l’Enoteca troppo staccata dal paese e dal centro di Broni secondo me è sbagliata. È vero che quelli sono pur sempre locali del Comune da sistemare, però è una soluzione troppo scentrata. A quel punto io avrei puntato di più su Villa Nuova Italia, che è in una posizione centrale, facile da raggiungere; inoltre avrebbe consentito maggiore movimento anche per le attività commerciali della nostra città. Ora se arriva un turista che va all’Enoteca, certo poi

BRONI

“In un momento di crisi dei teatri è stata una scelta davvero sciagurata”

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non viene in mezzo a Broni a fare un giro. E poi l’idea del ristorante e del campo da golf mi sembra totalmente avventata, soprattutto in un periodo di crisi e di ristrettezze economiche come questo”. Sul tema del commercio, invece, come giudica le scelte fatte dall’Amministrazione? “L’Amministrazione comunale è stata solamente in grado di aumentare i parcheggi blu. Invece di dare un minimo di respiro ai commercianti e ai cittadini che si recano nei negozi si adottano questi metodi che non riteniamo affatto giusti. Si potrebbe trovare una soluzione intermedia, come avviene in tanti altri Comuni: la prima mezz’ora è a disco orario e poi si paga il biglietto. Inoltre siamo contrari alla creazione dell’area pedonale di fronte alla chiesa, che ha solo tolto dei posti auto per i negozi e le banche. Anche il palco lì montato non serve a nulla, non è mica un monumento”. Consigliere Bernini, per concludere, qual è il suo giudizio sull’operato di Paroni e della Giunta? “Secondo me in questo momento non sanno più che cosa fare. Stiamo ancora aspettando di vedere l’inizio dei lavori per la nuova scuola, dopo la solenne posa della prima pietra con tanto di benedizione religiosa. Adesso la situazione è li da vedere. Non sarebbe una cattiva idea se l’Amministrazione si occupasse di più della manutenzione ordinaria, soprattutto dei marciapiedi, che in molti punti sono sconnessi e si rischia di inciampare, e delle buche nelle strade”.


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I LAVORI DI RESTAURO DELL’ORGANO SI CONCLUDERANNO A FINE ANNO

di

Oliviero Maggi

Dopo più di due anni di lavoro, nelle scorse settimane sono cominciati i lavori di montaggio del monumentale Organo Serassi, nella Chiesa parrocchiale dei Santi Nabore e Felice di Stradella. Lo strumento, gravemente danneggiato e ormai inutilizzabile, è stato sottoposto ad interventi di completo restauro, che hanno coinvolto tutti i suoi componenti. Il progetto, iniziato del 2008, ma iniziato solamente nel 2010, sarà portato a termine entro la fine dell’anno e l’organo potrà tornare a suonare già nei primi mesi del 2013. L’intervento è stato finanziato, per la maggior parte, tramite contributi di Enti pubblici: la Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, il Rotary Club Oltrepò, Distretto 2050, la CEI, la Banca del Monte di Lombardia, la Broni-Stradella spa. Numerose sono state, però, anche le donazioni dei parrocchiani e di privati cittadini, che hanno compreso l’importanza di ridonare alla comunità uno strumento così importante, completamente messo a nuovo. Grande soddisfazione da parte del Parroco, mons. Pietro Lanati: “Il restauro del nostro organo è sia un modo di promuovere la cultura sul nostro territorio, sia l’occasione per rendere più solenni le nostre celebrazioni e la liturgia”. In questa intervista Sergio Castegnaro, titolare dell’omonima “Fabbrica Artigiana di Organi da Chiesa” di Tortona, che ha curato interamente il restauro del Serassi, ci spiega tutte le fasi in cui si è articolato questo intervento. Quando ha iniziato ad interessarsi dell’Organo Serassi di Stradella? “Nel 2008 sono stato chiamato dal parroco di Stradella, don Pietro Lanati, per mettere in ordine, con un progetto completo, l’Organo Serassi della Chiesa parrocchiale. Negli anni precedenti era stato effettuato un intervento di pulitura delle canne, che però non aveva portato nessuna miglioria. Una volta effettuato il primo sopralluogo la situazione si è presentata più complicata del previsto. All’interno dello strumento, infatti, nidi di topi ne avevano seriamente compromesso le parti principali. Io allora ho predisposto un progetto di restauro completo, che, vista l’importanza dell’organo, è stato presentato alla Soprintendenza, che lo ha approvato pienamente. Il progetto è stato autorizzato tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010”. Che cosa ha previsto la prima fase dei lavori? “L’organo è stato tutto smontato completamente e portato presso i nostri laboratori a Tortona. Come dicevo prima molte parti risultavano gravemente ammalorate, in particolare il somiere maggiore e gran parte delle canne, che erano state mangiate dai topi. Noi abbiamo proceduto al restauro di tutti i componenti, seguendo tutte le procedure del caso, dato il valore dello strumento. Ci siamo occupati anche dei mantici: alcuni li abbiamo restaurati direttamente sul posto, vista l’impossibilità di rimuoverli dalla loro sede, altri invece li abbiamo portati in fabbrica per sistemarli. Il lavoro è stato svolto da operai e tecnici altamente specializzati in questo campo e in queste materie. È stata un’operazione molto complessa: l’organo è stato montato, nella sede attuale, nel 1834, ha subito qualche intervento 100 anni dopo, ma mai è stato sottoposto a un lavoro del genere”. Ora, dopo i lavori di restauro, state provvedendo al rimontaggio. Quando pensa si concluderà tutto l’intervento? “Da qualche settimana abbiamo iniziato i lavori di

La sistemazione dell’organo rimontaggio dell’organo nella sua sede originaria. Questa è la fase più delicata di tutto l’intervento, infatti ho chiesto ai miei collaboratori di lavorare con calma, senza fretta, per evitare di compromettere tutto il lavoro di questi due anni. Una volta montato il somiere maggiore, poi ci occuperemo dell’installazione di tutte le canne, che verranno montate ed intonate una per una. Una volta completata questa operazione ci sarà l’accordatura finale dello strumento, che è l’ultima parte del lavoro. Io credo che entro la fine dell’anno l’organo sarà montato completamente e che inizierà a suonare all’inizio del prossimo anno”. Che cosa rende così particolare questo strumento? “È stato un lavoro davvero affascinante perchè abbiamo avuto a che fare con l’organo più grande che abbiamo mai restaurato, noi che siamo una ditta abbastanza piccola. Lo strumento della Parrocchia

STRADELLA

“Un’esperienza affascinante con uno degli strumenti più importanti della zona”

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di Stradella è uno degli organi più imponenti e più importanti di tutta la Provincia di Pavia e, inoltre, dei quattro Serassi presenti nella Diocesi di Tortona, questo è sicuramente quello più complesso meccanicamente. Un elevato numero di registri, quasi 2500 canne, di tutte le dimensioni, dalla più alta di circa 6 metri alla più piccola di appena un centimetro, sia in legno che in metallo, insomma, uno strumento davvero monumentale”. Che cosa si porta a casa da un lavoro di questa importanza? “Restaurare un organo come il Serassi di Stradella, oltre al lavoro in se’, ci ha permesso di imparare nozioni tecniche nuove e di fare esperienza su uno strumento particolare, che ci servirà sicuramente anche per gli impegni futuri. Sono davvero molto soddisfatto di questa impresa, anche perchè ho davvero trovato la disponibilità di tutti a collaborare: a partire da Don Pietro, che ha deciso di affidarsi alla nostra professionalità, ai suoi collaboratori, che ci hanno supportato e messo a disposizione il loro tempo, al dottor Alessandro Vercesi, grande regista di questa operazione, che si è adoperato tanto per reperire i fondi necessari per finanziare i lavori”. Una volta tornato nella sua sede, l’organo dovrà essere suonato frequentemente per evitare nuovi danni. “Certamente. Una volta rimesso a nuovo, spero davvero che questo splendido organo sia utilizzato e suonato, non solo in occasione dei concerti, ma soprattutto per animare la liturgia. La mia non è una critica alla Chiesa, è solo una considerazione che mi sento di fare: purtroppo, in questo momento, non si sente il bisogno di utilizzare l’organo nella liturgia e gli organisti capaci di utilizzare questi strumenti possono imparare solo in pochi centri in tutta Italia. Bisognerebbe valorizzare di più questi aspetti. Comunque, già l’aver riportato allo splendore questo organo è sicuramente un bel segnale. E questo è merito di don Pietro, che ha fatto una scelta coraggiosa ma non semplice, soprattutto in momenti economici così difficili”.


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STRADELLA

AL VIA IL NUOVO INSEDIAMENTO DELLA “CITTA’ DEL FARMACO”

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Entro i primi mesi dell’anno prossimo assicurati 40 nuovi posti di lavoro di

Oliviero Maggi

È partita, nelle scorse settimane, l’attività della nuova logistica sorta nell’area industriale di Stradella e già ribattezzata “Città del Farmaco”. Il capannone, che ospita l’insediamento, si estende per 20 mila metri quadrati proprio dietro la Città del Libro, prima grande logistica ad insediarsi nella zona nel 2010. Proprietario della struttura rimane la Ceva Logistic, ma questa volta il gestore è il Consorzio CAL. Questa nuova realtà, finora presente a Tribiano e Vignate, nell’hinterland milanese, si occupa del confezionamento, inscatolamento e spedizione di farmaci delle più comuni case farmaceutiche. Una nuova occasione occupazionale, quindi, tanto che dall’inizio dell’anno sono pervenuti ai responsabili centinaia di curriculum. In base al numero delle candidature, sono stati organizzati dei colloqui e, alla fine, sono state selezionate 40 persone di Stradella e del circondario, che, entro i primi mesi del prossimo anno, entreranno a lavorare nella struttura. Una prima parte di loro ha già iniziato il lavoro ed altri arriveranno prima di Natale, il resto entro febbraio-marzo. Dopo i primi giorni di preparazione e di allestimento del capannone le attività sono partite a pieno regime e i primi commenti dei lavoratori sono positivi. Tanto che Ceva, almeno

per il primo anno, ha posto il veto per il passaggio degli operai dalla Città del Libro al nuovo insediamento. Nella struttura sono presenti anche lavoratori della logistica milanese, che saranno rimpiazzati da gente del posto. All’inizio i contratti con la cooperativa saranno a tempo determinato, per poi trasformarsi a tempo indeterminato, per chi sarà ritenuto idoneo. “Questi sono posti reali - afferma Roberto Galimberti, già direttore generale di Geodis Italia - è una grande opportunità per Stradella e, se tutto andrà bene come mi auguro, ci saranno anche prospettive di allargamento. E questo significa posti di lavoro in più”. L’area complessiva, infatti, è di 80 mila metri quadrati, quindi potrebbero partire progetti di ampliamento delle attività nel resto della zona. Cauti per ora i sindacati: non sono ancora state dimenticate, infatti, le vicende legate alla Città del libro, in particolare la violazione dei diritti dei lavoratori, che hanno gettato discredito sull’intero mondo delle cooperative. Se ora la situazione sembra essere in una fase di stasi, la speranza è che i problemi del passato non si ripresentino con questo nuovo insediamento industriale: “Noi non siamo come gli altri - affermano i responsabili del Consorzio CAL - e dimostreremo, con il nostro impegno, che le cooperative possono essere un’opportunità di lavoro serio per le persone”. Tra la proprietà e le associazioni di categoria c’è stato solo un incontro informale all’inizio del percorso di insediamento della logistica, ma probabilmente, con l’avvio delle attivi-

tà, si intensificheranno anche i contatti. Nonostante le rassicurazioni, la Cgil terrà gli occhi aperti per evitare degenerazioni, come avvenuto in passato. Secondo i sindacati, comunque, la logistica rimane l’insediamento del futuro, nonostante, negli ultimi tempi, sia caratterizzata da un forte immobilismo. La speranza rimane quella di una ripresa occupazionale del territorio: dietro alle due logistiche c’è un progetto di espansione industriale e viabilistico della città; tanto terreno è stato occupato per dare spazio a questi insediamenti e i più critici verso questi progetti sperano almeno in un ritorno di lavoro e di indotto per il territorio, cosa che non è avvenuta, o solo in parte, per la Città del Libro. Non è un caso che anche il terreno previsto per la costruzione di una centrale a biogas, progetto non ancora approvato e fortemente osteggiato dall’Amministrazione comunale, sia proprio in quella zona, che attende ancora la costruzione della gronda nord, per completare la rete delle tangenziali della città. Gli insediamenti di Stradella, insieme allo sviluppo dell’area artigianale di Broni, nella zona strategica a ridosso del casello autostradale, sono le carte che il territorio deve giocare per sperare in un nuovo sviluppo, visto la crisi che colpisce le aziende storiche, che hanno già chiuso o sono in procinto di farlo. Il salto di qualità sta nella capacità di creare occupazione vera, con lavoratori del posto. Se la Città del Farmaco riuscirà nell’impresa si aprirà una nuova fase, dove altre realtà potranno prendere spunto da questa esperienza.


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NEI GIORNI SCORSI GRANDE FESTA A CASANOVA STAFFORA

di Alessandro

Disperati

Grande festa di chiusura della stagione per l’Auser di Santa Margherita Staffora, presieduta da Enzo Bariani. Al ristorante ‘Il Pino’ di Casanova Staffora oltre a tutti i volontari era presente il sindaco di Santa Margherita, Piero Brignoli che ha sottolineato: “A nome dell’amministrazione comunale ringrazio i volontari dell’Auser che si prodigano per portare aiuto a chi abita in montagna e non saprebbe come raggiungere i luoghi dove ci sono i servizi principali, perchè soli e senza macchina. Dopo Rivanazzano, in tutta la Valle Staffora, l’unico Auser presente è quello di Santa Margherita e di questo ne vado fierissimo”. La parola passa poi al presidenre, Enzo Bariani. “L’Auser Santa Margherita di Staffora è nato nel 2010 ad opera di un gruppo di volontari, che sentono la necessità di aiutare gli anziani del comune. Dal 2011 è attivo il servizio di trasporto protetto degli anziani verso le strutture sanitarie della zona ed a richiesta l’ approvvigionamento di generi alimentari. Abbiamo appena acquistato una panda 4x4 di seconda mano, grazie all’aiuto di benefattori ed all’impegno dei nostri volontari, per potere effettuare i trasporti anche nel periodo invernale. L’ Auser si occupa di momenti di aggregazione nella nostra sede presso il centro polifunzionale di Casanova destra o nei paesi del nostro comune. Un particolare ringraziamento va al sindaco ed alla giunta comunale che ci ospita nel centro polifunzionale ed a tutti i volontari che prestano la propria opera in maniera puramente gratuita”. Tanti gli appuntamenti organizzati durante l’anno nel territorio comunale con lo scopo anche di raccogliere fondi per l’Auser. In primavera è andata in scena la “festa del vino novello” presso la trattoria del Pino con degustazione dei vini bianchi e rossi della Valle Staffora. Il lunedì di Pasqua musica tipica con pifferi e fisarmoniche delle 4 province. Quindi polentata estiva organizzata a Santa Margherita come momento

EVENTI

Da due anni l’Auser di Santa Margherita è un punto di riferimento per gli anziani

Alcuni momenti della festa a Casanova Staffora

di aggregazione fra bambini, giovani, meno giovani e anziani. A tutti i bambini ed agli anziani è stata offerta in forma gratuita. E veniamo ai servizi offerti dall’Auser. Si va dal trasporto delle persone anziane e di coloro che non possiedono mezzi adeguati per raggiungere strutture socio sanitarie e ospedaliere. Ciò si è reso possibile in quanto pur con molte difficoltà finanziarie è stata acquistata una vettura 4x4 che consentirà il servizio anche nei mesi invernali. E’ un servizio indispensabile anche per le caratteristiche

della viabilità nei vari piccoli paesi. Inoltre durante l’anno vengono organizzati e realizzati dei momenti di serena convivialità offerta alle persone anziane e in difficoltà che abitualmente vivono in situazione di quasi isolamento con lo scopo di creare un momento di aggregazione.

A RIVANAZZANO TERME

200 GLI ESPOSITORI NELLE VIE DEL CENTRO

di Alessandro

Sabato 8 dicembre si terrà a Stradella, per le vie del centro, il tradizionale Mercatino tipico natalizio “Stelle di Natale”, giunto quest’anno alla decima edizione. La manifestazione è organizzata dal Comune di Stradella, in collaborazione con Promoltrepò e con l’Associazione Commercianti. Si comincia alle ore 9.30 con l’apertura degli stand: “Mercatino dell’artigianato tipico natalizio” in via Trento, “Sapori e profumi” in via XXVI aprile, “Spazio Solidarietà” in Piazzale Trieste. Vista la concomitanza con il mercatino dell’antiquariato “Antiqua”, lungo il viale dei Giardini pubblici, saranno circa 200 gli espositori presenti. Alle ore 10.30, in via Trento, ci sarà la “Caccia al disegno”, gara a premio per le classi seconde della Scuola primaria “E. De Amicis”. Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, in via Trento Mercatino di Natale a cura degli alunni e dei genitori dell’Istituto Comprensivo di Stradella, con raccolta fondi per sostenere le attività delle scuole. Inoltre ci sarà l’esibizione “Coro e coreografie”a cura degli alunni delle classi 2^C e 2^D della Scuola primaria. Per tutti i bambini, poi, è in programma la merenda offerta da Promoltrepò. Alle ore 14, in Piazza Trieste, la Pasticceria Liviero realizzerà una scultura di cioccolato raffigurante un albero di Natale, che poi, alle ore 17, sarà degustata. Il ricavato delle offerte sarà devoluto a sorteggio fra le associazioni di volontariato presenti. Presso lo “Spazio Solidarietà” saranno presenti i Clown Dottori che intratterranno i bambini con giochi. Alla fine della giornata foto ricordo con Babbo Natale in collaborazione con “Garibaldi lounge Wine Bar”. Per tutto il giorno, presso la Sala Brambilla, all’interno del Centro culturale di via Montebello, ci sarà l’esposizione dei Poster per la pace a cura di Lions International e della Consulta per la Pace. Alle 16 la premiazione dei disegni selezionati. (o.m.)

All’Antica Rus’ una mostra in memoria di Tonino Guerra Disperati

Appuntamento con l’arte dall’8 dicembre al 13 gennaio per una mostra dal titolo ‘Visioni e farfalle’ di Tonino Guerra che si terrà presso la Galleria d’Arte ‘Antica Rus’ in Via Indipendenza, 18 a Rivanazzano Terme. L’evento lo organizza come sempre Cesare Lisandria che aveva conosciuto Tonino Guerra e che oggi vuole ricordarlo con questa bellissima mostra. L’apertura è prevista sabato 8 dicembre alle ore 16 presso il Ristorante Selvatico a Rivanazzano. Interverranno: Gigi Giudice, Renzo Basora, Giuseppe Porqueddu e Nuccio Lodato. Seguirà un rinfresco e la visita alla mostra presso la Galleria d’Arte ‘Antica Rus’’. La mostra resterà aperta la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19. Il venerdì e il sabato dalle 15,30 alle 19. Gli altri giorni solo su appuntamento. Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore di fama internazionale, nasce a Santarcangelo di Romagna il 16 Marzo del 1920. Muore all’età di 92 anni a Santarcangelo il 21 marzo 2012, in coincidenza con la celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’Unesco. Le sue ceneri sono state incastonate nella roccia, al di sopra della sua Casa dei mandorli a Pennabilli, nel punto in cui si ammira la vallata, paese in cui ha abitato negli ultimi 25 anni e di cui ha detto “è il posto dove trovi te stesso!”.

L’8 dicembre torna a Stradella il mercatino “Stelle di Natale”


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INTERVISTA AL VOGHERESE MASSIMO POLIDORO

di

Walter Bianco

Massimo Polidoro, scrittore e giornalista, vogherese, esperto internazionale nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito, da oltre vent’anni autore, conduttore e consulente per programmi televisivi, è co-fondatore e segretario del CICAP (Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale). CICAP: cosa si nasconde dietro a questa sigla? Lo abbiamo incontrato e glielo abbiamo chiesto. “Si tratta di un’associazione nata nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di donne e uomini di scienza e di cultura, tra cui Margherita Hack, Silvio Garattini, Rita Levi Montalcini, Umberto Eco, Tullio Regge e Carlo Rubbia. Lo scopo era quello di verificare le notizie relative al mondo del mistero, dell’ignoto e del paranormale, per smontare eventuali bufale e mettere in guardia il pubblico contro truffe e imbrogli. Con il tempo, l’obiettivo del CICAP si è ampliato. Ora ci occupiamo di tantissimi argomenti come, per esempio, le leggende metropolitane, gli enigmi storici, le falsificazioni scientifiche fino ad arrivare all’esame delle sempre più persuasive teorie cospirative e di pericolose pseudoterapie alternative che ogni anno portano alla morte persone non informate o suggestionabili”. Quali sono i nomi e le professionalità di chi collabora? “Oltre ai personaggi già citati, al CICAP collaborano scienziati e studiosi di ogni disciplina, al fine di indagare e affrontare ogni singolo argomento con gli strumenti più adatti. Si tratta di un’Associazione di promozione sociale che si basa sul volontariato: tutti gli esperti, infatti, prestano la loro opera gratuitamente. Inoltre, proprio per evitare ogni tipo di pressione o influenza indebita, il CICAP non riceve finanziamenti pubblici o di altro tipo: l’unico sostentamento deriva dalle quote associative e dalle donazioni di soci e simpatizzanti (che possono anche contribuire con il 5x1000)”. Quali sono i vostri obiettivi? “Offrire informazione e approfondimenti affidabili per evitare la diffusione dell’irrazionale, della superstizione e del pregiudizio è la missione quotidiana del CICAP. Il nostro obiettivo è quello di offrire al pubblico un punto di vista alternativo a quello sensazionalistico di certi media. Il punto di vista di chi non si accontenta di credere ciecamente a ciò che raccontano i giornali o la TV, ma vuole indagare per capire”. Quali le risposte del pubblico in Italia alle vostre indagini? “In generale, la risposta verso chi smonta notizie false o infondante è positiva: il CICAP lavora per stimolare lo spirito critico dei cittadini e incoraggiarli a non bersi tutto quello che raccontano giornali e TV quando affrontano tematiche “di confine” (e non solo quelle). Ciò, ovviamente, significa che una parte del pubblico non sarà mai contenta del nostro lavoro: mi riferisco a chi ha interesse ad approfittare della credulità altrui (siano essi maghi, guaritori o quant’altro) ma anche a chi vuole credere a tutti i costi, anche contro ogni evidenza”. I corsi organizzati dal CICAP, a chi sono rivolti? “I nostri corsi hanno come scopo quello di formare persone capaci di guardare con occhi nuovi fenomeni che a un profano possono sembrare inspiegabili, si impara a capire meglio la natura umana, si scopre

come leggere le notizie e accertarne l’attendibilità, si acquisiscono competenze pratiche di ricerca, verifica e indagine e, chi lo desidera, può condurre in autonomia, o con l’aiuto del CICAP, indagini e verifiche sugli argomenti di proprio interesse. Il Corso è rivolto a tutti coloro che per ragioni professionali o di studio desiderano acquisire queste competenze: insegnanti, giornalisti, scrittori, ricercatori ma anche semplici appassionati e curiosi”. Chi volesse contattarvi cosa deve fare? “Può visitare il nostro sito www.cicap.org o può scriverci qui: CICAP - casella postale 847, 35100 - tel. 049-686870 - email: info@cicap.org. L’adesione al CICAP è libera è aperta a chiunque ami la curiosità”. Tra le altre cose vi siete occupati di verificare le varie ipotesi su quanto accaduto l’11 settembre in America: a quali conclusioni siete arrivati? “E’ un discorso molto esteso, al punto che è stato necessario scrivere un libro per riuscire a raccogliere le nostre conclusioni. In due parole, abbiamo potuto accertare che l’ipotesi secondo cui l’attacco sarebbe stato il frutto di una cospirazione organizzata dalla stessa America contro sé stessa non è fondata. Tutti

EVENTI

Cicap: “Interveniamo per evitare di diffondere l’irrazionale tra la gente”

gli elementi portano a concludere che è realmente stato un gruppo di terroristi di Al Qaeda a dirottare gli aeroplani e a portarli a schiantarsi sul World Trade Center e sul Pentagono. Se gli Stati Uniti hanno responsabilità queste vanno ricercate nel pessimo sistema di difesa interno esistente all’epoca e nelle superficialità e inadempienze di chi avrebbe dovuto controllare e dubitare e invece non lo ha fatto”. Quali sono stati i temi affrontati durante l’annuale convegno svoltosi tra il 5 e il 7 ottobre nella cornice della città di Volterra? “Tantissimi, come sempre. Abbiamo smontato tutte le leggende legate alla presunta “profezia” Maya secondo cui il 21 dicembre 2012 finirà il mondo: non solo i Maya non si sono mai sognati di fare una simile profezia, ma tutte le motivazioni pseudoscientifiche portate da chi lo sostiene (sconquassi cosmici, pianeti invisibili diretti verso la terra, inversione dei poli magnetici...) si sono rivelate totalmente infondate. Tra gli altri, Francesco Grassi, nostro esperto per quel che riguarda il fenomeno dei “cerchi nel grano”, ha svelato di avere realizzato uno dei più famosi cerchi degli ultimi anni (quello di Poirino del 2011), ritenuto in tutto il mondo un mistero inesplicabile: lo ha fatto sia per dimostrare che questi disegni si possono fare senza troppa fatica, sia per studiare le reazioni del pubblico e dei credenti al suo disegno. Marco Morocutti e Simone Angioni, poi, hanno raccontato i risultati di una loro indagine sul Castello di Azzurrina, spiegando che le presunte “voci” del fantasma potrebbero essere dovute ad altri suoni, debitamente amplificati e alterati, ascoltabili nella zona (come il verso di un pavone che vive nel cortile, scricchiolii di mobili, voci di persone lontane, porte che sbattono mosse dal vento e così via). Stiamo già raccogliendo idee e suggerimenti per nuovi casi da indagare e raccontare al prossimo Convegno. Ogni suggerimento da parte dei lettori è naturalmente il benvenuto”.

COLLABORAZIONE TRA SCUOLE E COMUNE

Dall’8 al 18 dicembre i mercatini di Natale a Retorbido Per il quarto anno consecutivo è prevista una bella iniziativa a Retorbido: il sempre più apprezzato Mercatino di Natale. Quest’anno in particolare, la partecipe collaborazione tra il gruppo dei Sempre Verdi, l’oratorio S. Andrea, La Comunità di S. Pietro e Il gruppo dei Popoli (Africa, Argentina e Romania), ha dato vita a oggetti di artigianato di grande qualità e varietà. Grazie alla disponibilità dei sindaco di Retorbido, signora Isabella Cebrelli e alla direttrice dell’Istituto Comprensivo di Rivanazzano Terme, Dottoressa Graziella Zelaschi, la palestra della scuola primaria sarà trasformata in uno spazio in cui, chi vorrà, potrà cercare un originale regalo per se o per i propri cari. Curiosando tra i banchetti, inoltre, si potranno ammirare le ceramiche artistiche di Elisabetta Violo, i quadri di Cesira

Gibin e Beppe Ingraisci, le fotografie di Francesca Patrignani, i presepi di Mirando Martini e il cotto di Anna Luzzi. Per i più piccoli verrà allestito anche il “Pozzo di S. Patrizio” con tante simpatiche sorprese. Il tutto si terrà dall’8 al 18 dicembre 2012 presso la palestra delle scuole elementari di Retorbido dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Il ricavato sarà devoluto a scopo benefico.


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EVENTI

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA PRO LOCO CLASTIDIUM

DICEMBRE 2012

Zoccarato: “La Pro Loco deve camminare con le proprie gambe” di

Gianluca Giaconia

Ottobre è stato un mese contraddistinto da tante iniziative all’interno del Comune di Casteggio. Abbiamo quindi deciso di incontrare Guido Zoccarato, presidente della Pro Loco Clastidium dall’agosto 2010. Zoccarato, partiamo prima di tutto dai membri che fanno parte dell’associazione. “Non c’è il vice presidente, dato che ha deciso di dimettersi nello scorso mese di settembre. Il nostro gruppo può contare sul cassiere Massimo Amenti, la segretaria Patrizia Bassi, i consiglieri Laura Bastone, Giovanna Bassi, Giuseppe Pisani, Francesco Renda, Luciano Bassi e Roberta Poggi. Durante le assemblee e le manifestazioni siamo seguiti da alcuni soci, che sono sempre presenti e forniscono un contributo non indifferente”. Quali sono gli eventi organizzati durante l’anno? “Nei mesi di giugno e luglio abbiamo organizzato i venerdì casteggiani e gli aperitivi al sabato. Abbiamo partecipato attivamente alla Notte Bianca, con la manodopera e il prestito del materiale, come palco e pedana, al tributo ai Queen, alle quattro giornate di ferragosto al campo sportivo comunale e alla giornata del cioccolato. Facciamo da supporto alla raccolta fondi per 3-4 giornate durante l’anno e abbiamo

Guido Zoccarato intenzione di riprendere l’iniziativa Telethon dopo la sospensione della scorsa annata”. Come sono i rapporti col Comune? “I rapporti sono normali, non esiste nessun problema e gli assessori non hanno mai ostacolato il nostro percorso. La Pro Loco deve camminare con le proprie gambe, le manifestazioni vengono svolte nei locali del Comune che noi paghiamo normalmente,

LA RECENSIONE

in quanto gli immobili comunali non possono essere dati ad enti o associazioni a titolo gratuito”. Quali sono le prossime manifestazioni previste? “Ad aprile 2013 dovrebbe essere eletto un nuovo presidente della Pro Loco, quindi vorrei essere cortese e dare la possibilità a chi mi subentrerà di organizzarsi e costruire un calendario. Sto pensando a tal proposito di anticipare la riunione dei soci, solitamente prevista per fine aprile”. Un’associazione come la Pro Loco sente questo periodo di crisi? “La crisi si sente, come in tutti i settori, anche se quando sono organizzate le manifestazioni di piazza non sono previsti costi elevati, al massimo vengono recuperate le spese. Nel corso di alcuni eventi siamo stati costretti a rimetterci di tasca nostra perché non hanno avuto l’esito sperato oppure si sono accavallati ad altre manifestazioni del Comune: questo succede quando non vengono compilati i calendari”. Il pubblico di Casteggio risponde positivamente alle vostre iniziative? “La popolazione di Casteggio partecipa solo quando viene organizzato qualcosa all’interno del suolo comunale, in più sono sempre i soliti volti noti e ciò stona in un paese composto da quasi 7000 abitanti. Purtroppo ci sono molte associazioni che stanno crescendo e alcune di queste vogliono sostituirsi all’operato della Pro Loco; ciò non è logico in una realtà come Casteggio”.

a cura di Maria Grazia Bottone

L’Onestà al potere: Albertini, l’impolitico che ha cambiato la politica L’autore di questo libro, Roberto Gelmini è nato a Milano nel 1942, di professione giornalista ha lavorato per diversi giornali, tra cui il Corriere, ed è stato tra i fondatori del Giornale di Montanelli. Nel suo libro, racconta, come portavoce e responsabile della comunicazione di Gabriele Albertini fatti particolari, avvenuti durante il periodo in cui è stato Sindaco di Milano. Gabriele Albertini, soprannominato il “sindaco in Vespa”, un industriale che ha lasciato la sua fabbrica per amministrare in modo nuovo la sua citta’ facendo emergere con largo anticipo quello che stiamo scoprendo solo ora: l’importanza dell’autonomia, della libertà intellettuale e dell’onestà per ridare speranza di rinnovamento. E’ stato sindaco per due mandati, dal 1997 al 2009, di una amminstrazione di centrodestra. Lui stesso si definisce nel libro “amminstratore di condominio”, considerando i milanesi i soli e veri padroni della città. Da buon “amministratore” ha difeso sempre e solo i loro interessi. Dalle prime pagine appare subito chiaro il suo messaggio: fare politica in modo nuovo e originale, affiancandosi professionisti e imprenditori per dare al paese un esempio di buona politica, lavorando con onestà al servizio della comunità, cercando sempre e solo i risultati, spesso coinvolgendo maggioranza e opposizione.

Nella prefazione l’autore individua due messaggi che gli elettori, dal 2005 ad oggi vogliono lanciare: il primo dice che le scelte del Governo Monti, imposte perchè necessarie, forse devono essere corrette, “meglio indirizzate”, perchè il prezzo sociale che tanti pensionati, professionisti, giovani, cinquantenni disperati e trentenni delusi devono pagare è troppo elevato; il secondo è che il sistema politico deve essere “rifatto” con modifiche legislative e forse anche costituzionali che solo i partiti stessi possono realizzare. Per questi motivi bisogna “rifondare” i partiti e ricominciare a governare con entusiasmo, certezze e….onestà, principi che sono stati alla base dell’avventura politica intrapresa da Albertini: “il sindaco che girava in vespa, con il casco ben allacciato e che nonostante questo veniva riconosciuto e applaudito quando si fermava al semaforo rosso, era stato un elemento di rottura con la tradizione ingessata delle auto blu, degli apparati, degli amici d’affari….” Nel leggere il libro si scoprono diversi episodi, spesso inediti, che hanno caratterizzato gli anni della sua amministrazione, in particolare i primi quattro, i più rivoluzionari, ricordando che la sua candidatura arrivò in una Milano sconvolta dagli scandali di Tangentopoli e bisognosa di amministratori che facevano della competenza il loro pun-

Titolo: L’onestà al potere Editore: Marietti Anno di pubblicazione: 2012 Prezzo: Euro 20,00 to di forza bilanciando onestà e potere. Risulta evidente come la collaborazione con persone “capaci” gli ha permesso di creare sviluppo, per realizzare l’interesse degli italiani. Nel libro compaiono anche molti riferimenti a personaggi che hanno segnato il suo cammino politico e di uomo: oltre ai suoi collaboratori, Indro Montanelli, Silvio Berlusconi e il Cardinal Martini. In particolare il rapporto tra Albertini e Indro Montanelli si puo’ riassumere in un suo editoriale uscito nel maggio 2001 in cui dice di lui: “Quest’uomo dall’apparente remissività, persino umile, che mai alzerebbe la voce o pesterebbe il pugno sul tavolo, di un’ingenuità quasi fanciullesca……….è un duro che si spezza ma non si piega né tanto meno si impiega”. In conclusione, quello che emerge dalla lettura è che durante l’ amministrazione di Gabriele Albertini, si affermò la “rivoluzione del buon cittadino”, grazie al fatto che lui non prese mai decisioni sulla base degli interessi della maggioranza, ma solo pensando a quello che sarebbe stato opportuno per i milanesi, dando così il via a un rilancio economico, culturale e sociale di Milano.


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UN’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO DAVVERO SPECIALE

di Alessandro

Disperati

L’Oltrepò pavese potrebbe presto diventare la culla del teatro. Nasce da un’artista oltrepdana, Elisabetta Pozzi, la voglia di rilanciare il teatro in questa zona. E lo farà proponendo una serie di eventi di elevata caratura in tutto l’Oltrepò e acquistando direttamente l’ex cinema di Pinarolo che sarà trasformato in una cabina di regia dove poter imparare a recitare e dove capire tutti i segreti legati a questo affascinante mondo. Chi è Elisabetta Pozzi? “Ho origini nell’Oltrepò pavese, sono fondamentalmente un’attrice di teatro con piccole escursioni in cinema e tv ma che ormai ho deciso di abbandonare completamente proprio perché voglio dedicarmi al teatro. Ho deciso, dopo diversi anni di lavoro in Italia con tante compagnie importanti e grandi, di trasferirmi insieme a mio marito di nuovo nell’Oltrepò pavese”. Perchè ha deciso di tornare in questa terra? “Per tanti motivi: dagli amici alla casa dei nonni e poi fondamentalmente perchè abbiamo comprato un vecchio cinema a Pinarolo Po, l’ex Cinema Marconi. Lo abbiamo comprato da soli e lo abbiamo ristrutturato. Quando dico da soli intendo dire che non abbiamo avuto nessun tipo di aiuto finanziario”. Perchè investire in Oltrepò? “Per due motivi: il primo per avere un luogo fisso di lavoro, il secondo perchè ci pare che l’Oltrepò, pur essendo un territorio fertile e per certi versi vivace, sulla cultura teatrale è veramente poco attivo, ha bisogno, almeno secondo noi, di un pò di vitalità, di fuoco. Il nostro obiettivo sarà proprio quello di far nascere nella gente oltrepadana il desiderio di andare a teatro. Quindi su questo territorio noi vogliamo radicarci e lavorare”. Ma oltre a lei, chi collabora con la vostra associazione? “Oltre alla sottoscritta c’è mio marito, Daniele D’Angelo, che è un musicista. Con noi ci sono un gruppo

Le Terme by night Novità a Rivanazzano

Sta diventando il passaggio obbligato del miglior divertimento oltrepadano; stiamo parlando del bagno notturno con aperitivo che ogni primo e terzo venerdì del mese anima Rivanazzano. Si tiene presso l’ultrachic nuova spa delle Terme. Il programma è questo: prima una rilassante immersione nelle acque termali a 32° della piscina, poi l’aperitivo vero e proprio con i migliori vini dell’Oltrepo’. Una proposta semplice che sta diventando la scelta di molti per chiudere la settimana in modo diverso, lasciandosi alle spalle tensioni e stress. Una formula vincente che coniuga le proprietà delle millenarie acque termali con i colori ed i profumi della migliore produzione vitivinicola locale accompagnati da cibi light e naturali. I prossimi appuntamenti sono fissati per il 7 dicembre ed il 21 dicembre dalle 19.00 alle 22.00.

EVENTI

Elisabetta Pozzi in Oltrepo per dar vita alla culla del teatro: “Ci scommettiamo”

Elisabetta Pozzi, Giulia Mendola e Alberto Onofrietti di giovani, con già alle spalle una bella esperienza e con cui è già stato instaurato un ottimo rapporto da alcuni anni. Il fatto sicuramente molto carino è che questi giovani emergenti si sono uniti a noi, a me e mio marito, con l’obiettivo di trasformare e far rinascere l’ex cinema di Pinarolo Po che verrà chiamato “Corte Marconi”. Quali gli obiettivi che vi siete posti recuperando questo ex cinema? “Il nostro intento è di trasformare il locale in un luogo unico nel suo genere dove il teatro possa fare la parte del leone. Pinarolo è a due passi da Pavia, Milano, Piacenza, Alessandria e per questo siamo certi che riusciremo nella nostra impresa”. Ma cosa volete fare esattamente? “Il nostro intento è quello di realizzare dei laboratori che siano finalizzati agli spettacoli. Non laboratori fini a se stessi, ma coinvolgendo le figure del territorio e dando così vita a degli spettacoli itineranti possibilmente con gente che abita il territorio. Inoltre, oltre a questo tipo di laboratorio vorremmo lavorare sulle arti del teatro, quindi non soltanto la recitazione, non soltanto la regia, ma anche facendo imparare ai nuovi elementi le fasi dell’allestimento, quindi l’illuminotecnica, illuminare uno spettacolo, far le musiche e la fonica per lo spettacolo, e la costruzione vera e propria di uno spettacolo. Quindi laboratori di teatro in tutti i sensi dove i protagonisti partendo da zero devo arrivare a saper realizzare la scenografia, la fonica, i costumi, le musiche. Una vera e propria scuola”. Avete in programma già degli spettacoli? “Siamo al lavoro per organizzare un evento che dovrebbe andare in scena a Godiasco proprio a dicembre. Partiamo da qui perché abbiamo persone che da tempo ci stimolano nel nostro lavoro e partire da Anna Parini Maiola, dal Sindaco all’assessore Monica Masanta, che ci hanno proprio chiesto di realizzare una rappresentazione e quindi nelle prossime settimane ci esibiremo al Teatro Cagnoni”. Si sa già la data? “No. La data è ancora da definire anche se si punterà per una serata a cavallo tra Natale e Capodanno con uno spettacolo che vedrà come protagonisti Silvia Giulia Mendola e Alberto Onofrietti e altri artisti. Andremo a proporre “Relazioni Pericolose”. Questa sarà la prima vera uscita in pubblico. E ancora prima, l’8 di dicembre, saremo presso l’Azienda Montelio dove andrà in scena una serata che verrà così

chiamata: “Buzzati, Ginzburg e Calvino, italiani doc da gustare con un ottimo vino”. In questa occasione ci dedicheremo alle letture di alcuni brani di questi grandi autori italiani”. A Pinarolo Po, invece quando partirà l’avventura teatrale? “A Pinarolo vorremmo partire tra l’estate e l’autunno prossimo”. Lavorate insieme ad altri gruppi? “Certamente. Ci sono delle associazioni culturali che insieme mettono in campo la propria esperienza per cercare di dare vita a importanti eventi. Oltre alla mia, denominata Fatti non Foste, c’è quella che fa capo a Silvia Giulia Mendola denominata “Piano in Bilico” e tante altre. Sono associazioni culturali che si occupano di teatro e che alla fine dei conti portano in scena anche fino a sette/otto attori. Dai laboratori che andremo a creare speriamo di trovare nuovi talenti da inserire in scena. Oltre a questo ci piace l’idea di collaborare con il Festival Borgo e Valli in particolare con Ennio Poggi e con Laura Beltrametti che sono due persone straordinarie con cui abbiamo una relazione già da anni e con cui abbiamo già collaborato e vorremmo continuare a farlo. La nostra idea è di mettere insieme le arti, cioè teatro, musica. e letture per dar vita a spettacoli importanti”. Possiamo dire che l’Oltrepò potrebbe divenire la culla del teatro in futuro? “Certamente. Vorrei che nel giro di quattro/cinque anni ci fosse una risposta. Noi ce la metteremo tutta perché è nostro interesse, ma credo sia l’interesse anche di una zona come questa, con potenzialità straordinarie che forse non ha mai avuto qualcuno che si occupasse seriamente di teatro. Noi speriamo che i sindaci ci diano una mano e con questo non intendiamo soldi, ma attraverso una serie di servizi”. Concludendo, diceva che può nascere anche una collaborazione con Salicedoro... “Assolutamente si. Abbiamo già avuto contatti con il sindaco e con l’assessore Masanta e stiamo cercando di organizzare insieme l’edizione 2012. Insieme a Silvia Giulia Mendola, che è parte importante del gruppo ed è stata la prima a vincere il Salicedoro due anni fa. L’idea nostra è che, come per la lirica, anche per il teatro si possa fare qualcosa di più con dei seminari. Quindi vorremmo organizzare uno o due seminari che possano dare maggior spicco all’evento insieme a dei laboratori che siano poi finalizzati anche al premio”.


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EVENTI

LE MANIFESTAZIONI ORGANIZZATE DALL’ASSESSORATO ALLA CULTURA

DICEMBRE 2012

“Stai con noi per Natale”: Voghera propone un ricco programma di eventi

di Alessandro

Disperati

Per il periodo natalizio e poi per il periodo compreso da dicembre a marzo l’assessorato alla cultura del Comune di Voghera, guidato da Marina Azzaretti ha messo a punto un lunghissimo elenco di appuntamenti che serviranno per ravvivare la città. L’assessore alla cultura e alla scuola del Comune di Voghera, Marina Azzaretti sottolinea: “Esprimo la mia più viva soddisfazione per il risultato del nostro lavoro: l’ufficio cultura ha redatto infatti con la indispensabile e fondamentale partecipazione operativa di enti e associazioni del territorio vogherese e coaduivato dal settore scuola, un importante ricco articolato programma di iniziative culturali per grandi e piccini per il periodo natalizio in grado di soddisfare ogni esigenza. Si va dai concerti classici tradizionali, tanti e diversi per tipologia musicale alle presentazioni letterarie, ai laboratori per ragazzi ai momenti di intrattenimento festoso per i bimbi all’apertura straordiniria domenicale della biblioteca alle mostre d’arte, nella sala Pagano e... lungo le vie cittadine”. E veniamo ai programmi. L’assessorato della Cultura in collaborazione con l’Associazione Alia Musica e la Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia presenteranno incontri di musica classica la domenica pomeriggio dalle ore 17.00, da dicembre 2012 a marzo 2013 presso il Museo Storico di Voghera “Giuseppe Beccari” in via Gramsci. Si comincia domenica 9 dicembre con un omaggio a Giuseppe Verdi, con Francesca Tiburzi, soprano e Pieralberto Cattaneo, direttore. Il programma prevede: Canzone del Salice e preghiera da Otello; Preludio, Coro e danza sacra; Danza di piccoli schiavi mori da Aida; Aria “Addio del passato” da la Traviata. Inerente a Mozart, Cavatina “Porgi amor” da Le nozze di Figaro K. 492. Per Rossini, Sinfonia dell’opera Tancredi. Per Donizetti, Inno dall’opera Maria Stuarda e per Puccini, “Un bel

dì vedremo” da Madama Butterfly. Si prosegue con domenica 13 gennaio con la grande musica del Tango, dagli albori ad Astor Piazzolla, con il Cuarteto Hyperion Guardia Vieja. Protagonisti saranno Valerio Giannarelli, violino; Bruno Fiorentini, flauto; Nicola Toscano, chitarra; Danilo Grandi, contrabbasso, danzatori: Marcela Guevara e Stefano Giudice. Ricco è il programma e prevede: di G. Matos Rodriguez, La cumparsita; di R. Tuegols, Zorro gris; di M. Aroztegui, El Cachafaz; di A. Troilo, Romance de barrio (vals); di A. Villoldo, El portenito (milonga), El esquinazo (milonga), El torito (milonga); di S. Piana, Milonga del 900 (milonga); di A. Piazzolla, Violentango, Oblivion, Cafè 1930, Night club 1960, Escualo. Anche per la fine di gennaio, ed esattamente domenica 27, si terrà un’importante concerto di Musica da Camera per il Giorno della Memoria, che non mancherà di attrarre il pubblico delle grandi occasioni. Il mese di febbraio proseguirà con domenica 10, dove si potrà assistere al recital di Chitarra classica con la partecipazione di un attore e terminerà con domenica 24 dove ci sarà la presenza del Trio Lyrics composto da Annamaria Dell’Oste come sportano, Claudio Mansutti al clarinetto e Ferdinando Mussutto al pianoforte. Verranno presentate musiche di G. Verdi, G. Puccini, G. Rossini, G. Donizetti e F. Schubert. Anche nel mese di marzo è prevista per domenica 10, una interessante Rassegna Nazionale di “Giuseppe Peloso” presso il centro Adolescere, per giovani flautisti allievi delle scuole medie e licei ad indirizzo musicale d’Italia. Per il mese di dicembre è in calendario anche un ricco programma di eventi tra concerti e spettacoli denominati “Stai con noi per Natale”. Si comincia con sabato 8 dicembre alle ore 18.30 presso il Duomo di San Lorenzo dove si terrà un concerto natalizio in collaborazione con la Parrocchia Ortodossa Romena di Voghera. Ricco il programma anche per il giorno successivo, domenica, dove alle ore 17 presso il museo storico “G. Beccari” si terrà l’inaugurazione dei pomeriggi musicali con un concerto dal titolo “Omaggio a G. Verdi” in collaborazione con l’ass. Alia Musica. Tutti gli amanti della musica ed in particolare del gospel, non mancherarro certamente sabato 15 dicembre alle ore 21, presso la chiesa Santa Maria delle Grazie dove si terrà appunto un concerto “Gospel” in collaborazione con la Pro Loco città di Voghera. Ma non finisce qui. Infatti per venerdì 21 dicembre alle ore 21, presso il Duomo di San Lorenzo, si potrà assistere ad un altro concerto, questa volta natalizio, in collaborazione con la Polifonica Vogherese “A. Gavina”, appuntamento

che richiamerà sicuramente il pubblico delle grandi occasioni. Per la giornata di Santo Stefano e per sabato 5 gennaio alle ore 20.45, presso il Teatro Padri Barnabiti si terranno due spettacoli dialettali dal titolo “Gelindo” in collaborazione con l’ass Volont. Pro Famiglia M.T. Spinelli. Per quanto riguarda l’animazione e la lettura, tanti altri incontri saranno in programma tra dicembre e gennaio. Vediamo nel dettaglio. Da venerdì 14 a sabato 22 dicembre, con orari di apertura sezione ragazzi, presso la biblioteca Civica Ricottiana, ci saranno creativi e divertenti laboratori natalizi dal tema “Prepariamo il Natale”. Si prodeguirà domenica 16 dicembre alle ore 15 con l’apertura straordinaria, sempre presso la biblioteca Civica Ricottiana, al prestito e laboratori ludici-didattici per bambini dal titolo “Ricicliamoli” a cura del Museo di Scienze Naturali. Ma gli appuntamenti non fsiniscono qui. Infatti per domenica 23 dicembre dalle ore 15 in Piazza Duomo, si terrà una divertente animazione per bambini dal titolo “Arriva Babbo Natale” con allestimenti, giochi e musiche in collaborazione con l’Az. Agricola Canegallo. E arriviamo così al mese di gennaio, e per domenica 6, non potrà mancare, dalle ore 15 in Piazza Duomo, animazione per bambini dal titolo “la casa della Befana”, con allestimenti, giochi e musiche che allieteranno la giornata a grandi e piccini, in collaborazione con l’Az. Agricola Canegallo. Nell’ambito delle mostre e presentazioni letterarie, la Pro Loco Città di Voghera proporrà da sabato 1 a domenica 9 dicembre presso la Sala Pagano, con gli orari di aperutra della sala, una imperdibile mostra di pittura dal tema “Colore, forma, emozione di Walter Wiemer”. Ma gli appuntamenti non finiscono qui. Infatti da sabato 15 a domenica 23 dicembre con gli orari di apertura della sala Pagano, il Circolo di pittura Vogherese terrà una mostra collettiva di pittura col tema “Momenti e colori” dove tutti saranno invitati. Per domenica 16 dicembre dalle ore 10 alle ore 12.30 si terrà l’apertura straordinaria del Museo Storico “G. Beccari” per permettere la visita di questa splendida ed interessante struttura. Per sabato 22 dicembre dalle ore 17 presso la biblioteca Ricottiana è prevista a cura degli Istituti Scolastici Vogheresi la presentazione del libro “Città di Voghera, scuole d’Italia”. E per concludere il calendario di eventi tra arte, musica e cultura messo in programma dal Comune di Voghera con la partecipazione dell’Assessorato alla Cultura, da sabato 1 a sabato 29 dicembre in concomitanza con gli orari di apertura dei negozi, si protrarrà l’iniziativa vetrine di Voghera città d’arte dal titolo “Arte in vetrina” a cura della Confesercenti di Voghera.

SCUOLE E COMUNE INSIEME PER UN GRANDE PROGETTO

A Godiasco l’8 dicembre c’è il villaggio di Babbo Natale, per grandi e piccini

La Scuola svolge un ruolo centrale nella formazione e istruzione dei ragazzi ed è bene, in questo momento difficile, essere presenti e vicini all’istituzione per aiutare a risolvere le questioni e migliorare la qualità del servizio con strumenti tecnologici. Per questa ragione, un cospicuo numero di genitori di Godiasco, con il prezioso contributo e supporto di associazioni comunali e di collaboratori esterni, ha sentito l’esigenza di formare un gruppo di lavoro per avviare iniziative volte a reperire i fondi necessari all’acquisto dei pc. per il laboratorio di infor-

matica. In Piazza della Fiera verrà ricostruito uno scenario di Babbo Natale con casetta, renne e slitta e un albero di Natale addobbato anche in vista delle imminenti festività natalizie. Nella stessa location verrà allestito un gazebo nel quale verrà ricreato il “laboratorio dei folletti”, dove i bambini potranno cimentarsi, supportati da mamme e collaboratori, nella realizzazione di decorazioni e dolcetti natalizi. A completamento del “villaggio” verranno posizionati alcuni gazebo di rivenditori di articoli da regalo, di cesti natalizi e di bricolage. Nel pomeriggio,

in collaborazione con le Insegnanti della Scuola di Godiasco, i bambini si esibiranno in canti e danze natalizie. In ordine alle manifestazioni natalizie già promosse e programmate per le suddette finalità, si comunicano le seguenti date: sabato 8 dicembre, in piazza della Fiera verrà realizzato il Villaggio di Babbo Natale, (vendita di elaborati, oggettistica, torte e dolci); sabato 15 dicembre spettacolo teatrale al Teatro Cagnoni con il Gruppo di Talia (prevendita di biglietti); giovedì 20 dicembre spettacolo natalizio alle scuole di Godiasco. (a.d.)


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INSIEME AL CO-DRIVER LISA BOLLITO

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Luca Cantamessa e Lisa Bollito alla guida della Peugeot 207 S2000 con i colori della United Business, hanno vinto il 30° Rally Due Valli, finale unica di Coppa Italia, conquistando il trofeo nazionale per il secondo anno consecutivo. L’equipaggio della società di Salice Terme, la United Rally Management, che con il marchio United Business cura il management di alcuni tra i piloti più vincenti in Italia ed in Europa, si è qualificato per la finale dopo aver vinto la classifica assoluta della 1° zona (Piemonte – Valle d’Aosta) davanti all’altro pilota della United Business Daniele Marasso e dopo il ritiro sulla prima prova speciale del forte pilota locale e vicecampione Italiano 2012 Umberto Scandola, ha impostato una gara attenta alle spalle del primo leader della gara e suo avversario per il campionato, Andrea Smiderle (Peugeot 207 S2000). Nel terzo parziale Cantamessa passava all’attacco ed in testa alla gara,

MOTORI

La United Business vince la Coppa Italia Rally 2012 con Luca Cantamessa

Qui a finaco Luca Cantamessa A sinistra: Cantamessa podio Coppa Italia aumentando prova dopo prova il suo vantaggio e mettendo in sicurezza il risultato. Assente da queste strade dal 2001 quando si era piazzato secondo, a Cantamessa non rimaneva che controllare Emanuele Arbetti (Skoda Fabia S2000) che chiudeva alle sue spalle precedendo Smiderle risalito fino al terzo posto. Luca Cantamessa ha dichiarato: “Non sono più allenato come una volta e quindi non posso più permettermi di spingere al cento per cento dall’inizio alla fine, ma abbiamo trovato il giusto ritmo. Le gare si vincono alla fine, siamo molto soddisfatti, la Coppa Italia è un titolo importante a cui tengo. Verona è una bella gara, difficile e tecnica e gli avversari sono stati di valore”. Per la United Business un’ulteriore soddisfazione è stato anche il primo posto dell’altro equipaggio in gara, Massimo Marasso e Marco Canuto, che si sono classificati primi della Super 1600 e settimi assoluti.

Cantamessa Peugeot 207 S2000


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DICEMBRE 2012

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SPORT

PARLA IL PRESIDENTE DELLA SQUADRA CAPOLISTA IN SECONDA CATEGORIA

Pasotti: “Tutti bravi, dobbiamo pensare a noi stessi, senza guardare le avversarie” di

Gianluca Giaconia

Dopo dieci giornate il girone W di seconda categoria ha già un padrone. Il Casteggio infatti è saldamente in testa al campionato con sei punti di vantaggio su Godiasco, Volante Roncaro e Zavattarello. Non può che essere soddisfatto il presidente Stefano Pasotti, il quale ha voluto elogiare la squadra, che l’anno scorso ha sfiorato la promozione in 1° categoria, svanita solo per la sconfitta nella finale dei playoff in casa del Nord Voghera. Il presidente, nel corso dell’intervista, ha voluto sottolineare la forza del gruppo, senza fermarsi a parlare del singolo giocatore. Presidente, cosa si sente di dire alla sua squadra? “A nome di tutta la società faccio i miei più sentiti complimenti ai giocatori. Abbiamo creduto da inizio stagione in questo gruppo per provare a conquistare ciò che non siamo riusciti a fare l’anno scorso. Vedo i ragazzi molto motivati nell’affrontare i vari impegni. Bisogna andare avanti così”. E al mister Gianluca Baiardi? “Faccio ovviamente i complimenti anche a mister Baiardi, la nostra vera e propria scommessa di inizio stagione. Crediamo infatti sul suo lavoro e i frutti dell’operato stanno emergendo, in quanto è seguito dai giocatori e questo è molto importante. Sono quindi contento della scelta fatta in estate, periodo in cui come società ci siamo dati una determinata impostazione. Abbiamo affiancato al gruppo storico, che da anni è presente a Casteggio, alcuni giovani da far crescere. In quest’ottica Baiardi è la persona giusta perché è in grado di lavorare bene con i giovani, costruendo di conseguenza un’ottima coesione tra loro e il resto del gruppo”. Quali sono le avversarie in grado di insediare la vostra formazione? “Credo che in questo momento dobbiamo pensare solo a noi stessi e migliorare le nostre qualità, senza guardare le avversarie. Cerchiamo di affrontare ogni partita dando il massimo e portando rispetto per le altre squadre. Non stiamo facendo la corsa su un’avversaria in particolare”. Come giudica il livello del campionato? “Sono passate dieci giornate, quindi un terzo del campionato, e credo che si giochi complessivamente ad un buon livello, pari a quello della passata stagione”. Il terminale del Casteggio è Francesco Fina, già autore di dieci gol in questo campionato: non pensa che in un futuro immediato possano piombare su di lui squadre di categoria superiore interessate all’acquisto? “Prima di tutto faccio i complimenti a Fina per l’ottimo campionato che sta disputando. Non mi piace parlare del singolo perché il gioco del calcio è corale e quindi faccio riferimento al gruppo. Di sicuro il valore del singolo agevola il lavoro della squadra permettendole di compiere il salto di qualità e magari anche di categoria. Il mio giudizio in ogni caso si riferisce sempre al gruppo, ben amalgamato e composto da persone che vogliono portare alto il nome di Casteggio. I giovani e i nuovi arrivati si sono inseriti meglio grazie al supporto dei giocatori che sono con noi da diversi anni. Spero che chi gioca a Casteggio sia contento di essere con noi e abbia sempre voglia

di lottare per questi colori”. E’ imminente ormai il mercato invernale: avete in mente qualche elemento per rinforzare ulteriormente la rosa? “Non stiamo ancora pensando al mercato perché il gruppo sta lavorando bene e parlare di nuovi giocatori non è corretto nei confronti di chi si impegna per portare avanti la squadra. Il tempo c’è, per ora non abbiamo parlato di nessuno, ma valuteremo”. Il Casteggio è seguito costantemente dal gruppo ultras: questo fatto non può che farle piacere… “I tifosi costituiscono il nostro dodicesimo uomo in campo e ogni domenica ci seguono in casa, ma soprattutto in trasferta. Sono molto contento del sostegno fornito nei confronti della squadra”. Come procede il potenziamento del settore giovanile? “Tutto procede secondo quanto definito all’inizio di

questa stagione, infatti contiamo parecchio sui nostri giovani, che nel futuro dovranno essere il rifornimento principale per gli juniores e la prima squadra. Abbiamo quindi voluto innalzare le qualità dei nostri istruttori per trarne i frutti del lavoro in breve tempo. Buoni risultati arrivano dai giovanissimi classe ’98, che puntano alla vittoria del campionato grazie ai buoni risultati. I giovanissimi classe ’99, gli allievi e gli juniores sono delle squadre in costruzione e da loro ci aspettiamo tanto”. Sarebbe favorevole ad un aumento del numero dei giovani da schierare dall’inizio nelle nostre categorie? “Non mi sono mai posto questo tipo di problema, di sicuro un maggior numero di giovani utilizzati costituisce un fattore positivo perché viene data loro l’opportunità di crescere e di fare esperienza. Direi quindi in sostanza di essere favorevole a questa idea”.

Rinnovato il consiglio FIPAV PAVIA

E’ stata eletta Presidente provinciale Nicoletta Quacci

Sabato 10 Novembre si sono riunite a Certosa di Pavia, tutte le società di pallavolo della Provincia di Pavia per le elezioni per il rinnovo del Presidente e del Consiglio direttivo della FIPAV Pavia. Nuovo presidente è stata eletta Nicoletta Quacci che subentra a Domenico Casella che rimane Presidente onorario. Sono stati eletti Consiglieri Provinciali Paolo Tiberti, Brunella Avalle, Giovanni Rescali e la new entry Giancarlo Franchini presidente del Rivanazzano volley.


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PARLA IL RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE VOGHERESE, PASSADORE

di

Gianluca Giaconia

Luciano Passadore ha ricevuto l’incarico di responsabile del settore giovanile del Voghera dal Direttore Generale Donato Troiano nello scorso mese di luglio. “Voglio ascoltare le idee di tutti per cercare di migliorare il più possibile questa realtà”: questo è il messaggio lanciato da Passadore, che ha subito provveduto a circondarsi di validi collaboratori per una migliore gestione del settore. Passadore, iniziamo con un punto della situazione del settore giovanile. “Ad oggi mi reputo abbastanza soddisfatto e ammetto di essere una persona difficile da accontentare. Abbiamo fatto enormi passi avanti dal momento in cui siamo partiti, riorganizzando infatti tutta la struttura del settore giovanile, di cui io sono il responsabile. Puntiamo molto sulla scuola calcio, che pratica un’ attività non agonistica, sotto la diretta di responsabilità di mister Giancarlo Morini e la mia supervisione. Abbiamo provveduto alla riqualificazione della struttura, poi al ripristino del magazzino con il responsabile Andrea Buschi e questo ha influito molto perché attualmente i genitori dei ragazzi stanno vedendo i primi risultati del lavoro svolto. Possiamo contare su 175 tesserati, di cui ben 110 nuovi, considerando anche la scuola calcio, divisi in 7 categorie agonistiche; invece i bambini nati tra il 2002 e 2007 sono inclusi nella sezione non agonistica, per un totale di 14 squadre complessive all’interno della società”. Come procede la squadra juniores? “La squadra, che partecipa al campionato juniores nazionale, è allenata da Gianluca Rosina e sta cercando di amalgamarsi nel miglior modo possibile. Abbiamo intenzione di migliorare la rosa con due o tre innesti importanti, in modo che i nostri giovani riescano a rendere molto meglio”. Come giudica il campionato degli allievi e delle altre squadre? “Il gruppo degli allievi regionali B classe ’96 è composto da elementi validi agli ordini di Mister Marco Croce e occupano il primo posto in classifica. Anche il gruppo degli allievi del ’97, guidato da Nicola Armari, può contare su buoni giocatori, che sentono molto il salto dai provinciali ai regionali e fanno fatica, ma sono convinto che si riprenderanno nel girone di ritorno. I giovanissimi provinciali del ’98, agli ordini di Giancarlo Morini, hanno avuto a che fare con alcune difficoltà iniziali perché la maggior parte del gruppo dello scorso anno non ha approvato il nuovo progetto; speriamo quindi che i ragazzi riescano a migliorarsi e allo stesso tempo divertirsi. Il nostro fiore all’occhiello sono i giovanissimi del ’99 e gli esordienti 2000 e 2001. Il gruppo del ’99 disputa il campionato di giovanissimi interprovinciali fascia B, guidato dal Mister Fabio Milanesi ed è primo in classifica. Stesso copione per gli esordienti provinciali del 2000, allenati da Stefano Bernini, e del 2001, guidati da Maurizio Macaluso: si tratta delle due più belle realtà del Voghera Calcio, è un piacere vederli giocare, e faccio i complimenti anche agli allenatori e ai dirigenti accompagnatori. Nella scuola calcio possiamo contare su 48 iscritti, guidati da Mister Maurizio Cotroni, che cerca di tirare fuori il meglio dai ragazzi. Sono soddisfatto del loro lavoro e l’unico modo per migliorare è continuare ad impegnarsi al massimo perché è normale, quando si inizia un’avventura, trovare delle difficoltà”.

SPORT

“La parola d’ordine è qualità, i migliori ragazzi devono scegliere il Voghera”

DICEMBRE 2012

Luciano Passadore

Quali sono le iniziative future? “Il 19 dicembre abbiamo in programma la festa natalizia del settore giovanile al PalaOltrepo, in collaborazione con la Tarditi Studio Dance, con la presenza di ospiti importanti del mondo del calcio professionistico, tra cui Mister Giuseppe Sannino. C’è la proposta di organizzare un concorso artistico intitolato “Una mascotte per la Voghe”, con cui la società vuole entrare nelle scuole promuovendo iniziative di vario genere, non solo a carattere sportivo. Infatti i bambini andranno a disegnare delle mascotte del Voghera, un modo quindi diverso dall’attività sportiva per entrare nelle scuole locali. Abbiamo chiesto la collaborazione alla facoltà di Scienze Motorie per trovare istruttori che ci diano un aiuto al fine di fornire un’educazione allo sport e attuare una collaborazione con giocatori e osservatori di attività professioniste sulla base di un corso pomeridiano che inizierà a marzo. Infine si sta lavorando per riproporre a fine giugno 2013 il Torneo di Voghera al campo comunale Giovanni Parisi”. Per la prossima stagione? “Nonostante nessuno abbia la sicurezza di essere riconfermato, si sta già lavorando per organizzare la prossima stagione. Vogliamo presentare le iniziative alla società il prossimo mese per poter partire col piede giusto e muoversi in anticipo, cosa che quest’anno non è stata possibile perché la mia nomina è avvenuta a fine luglio. Sono trasparente e lavoro per il futuro, pur sapendo che l’anno prossimo potrei non essere più qui. La parola d’ordine è qualità, aspetto sacrificato quest’anno per migliorare le nostre strutture, e puntiamo su un’organizzazione dinamica con uno stravolgimento organizzativo interno. Facciamo in modo che i migliori ragazzi della nostra zona scelgano il Voghera Calcio”.

Come risponde la prima squadra al vostro impegno? “Quest’anno ho avuto un grosso aiuto dal Direttore Generale Troiano, che mi ha supportato molto, assieme al Presidente, al Vice Presidente e al Direttore Sportivo Gigliotti. Sono stato fortunato anche con i genitori perché si sono sentiti parte integrante del progetto. Sottolineo anche il supporto di Mister Cotroneo, allenatore della prima squadra, che ci sta dando consigli utili, è spesso presente durante le partite degli juniores e, assieme a Gigliotti, è accorso durante la presentazione della scuola calcio. Posso sicuramente affermare che ad oggi si è intrapresa la strada giusta per tornare ad essere un settore giovanile di livello, ma siamo solo all’inizio e l’unica cosa da fare è continuare a lavorare. Di certo se la prima squadra dovesse approdare nella categoria superiore, ciò sarebbe un vantaggio per il nostro settore giovanile”. Parlando di settore giovanile a livello nazionale, possiamo dire che il nostro paese fa molta fatica a puntare sui giovani. Siamo molto distanti ad esempio dalla Spagna, che punta maggiormente sulla propria cantera e ottiene grandi risultati, come dimostrano la vittoria dei mondiali 2010 e degli europei 2012. Cosa si può migliorare in questo ambito? “Dovrebbe esserci la crisi per almeno dieci anni, in modo che le squadre, specie quelle di serie A e B, punterebbero maggiormente sui propri talenti. Il Milan sta attuando questa politica adesso, la Juventus è stata costretta a fare ciò quando si è ritrovata in serie B, invece l’Udinese si è guardata maggiormente in casa propria. Fa un po’ di scalpore vedere un settore giovanile composto da tanti stranieri, che dovrebbero essere due o tre al massimo per ogni squadra. Infatti puntare sugli stranieri significa oscurare i talenti italiani”.


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SPORT

INIZIATIVA DEL COMUNE DI VOGHERA PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE

DICEMBRE 2012

Percivalle: “Abbiamo creato un punto di incontro tra le varie realtà sportive” di

Gianluca Giaconia

“Informati, prendi la palla…al volo!”. Questo è il nome dell’iniziativa messa in atto dal Comune di Voghera in collaborazione con l’Associazione Artigiani dell’Oltrepo Lombardo e gli istituti Maserati – Baratta, Gallini, Calvi – Maragliano e il Liceo Galilei. Si tratta infatti di un quadrangolare di pallavolo femminile e maschile pres-

so il PalaOltrepo con finalità di informazione scientifica, rivolto agli studenti delle scuole superiori vogheresi. L’iniziativa è partita lo scorso 26 novembre con le partite iniziali, intervallate da una conferenza sulla verità e i falsi miti della contraccezione, che ha visto l’intervento della dott.ssa Cristina Beccaria, ginecologa. La seconda giornata sarà prevista per il 3 dicembre e, tra le partite di pallavolo, si parlerà anche dei disturbi del comportamento alimentare grazie anche all’intervento della dott.ssa Giulia Rancati, psicoterapeuta. Infine il 18 dicembre sono in programma le finali femminili e maschili, 1° e 2° posto e 3° e 4° posto, intervallate da un approfondimento inerente l’uso e l’abuso degli integratori, che vedrà presente la dott.ssa Maria Rita Gualea, medico dello sport. Il ricavato dell’iniziativa sarà utilizzato per l’acquisto di attrezzature a scopo benefico. L’assessore allo sport del Comune di Voghera, Graziano Percivalle, si dimostra entusiasta dell’iniziativa, che potrebbe essere riproposta negli anni successivi. “Abbiamo creato un punto di incontro tra mondo del lavoro, della sanità, degli artigiani e delle scuole interessate. E’ obbligatoria la presenza di un defibrillatore all’interno degli istituti e in quest’ottica è stata ammirevole la volontà degli studenti, che hanno voluto fortemente questo strumento per prevenire qualsiasi tipo di evenienza. Tutti coloro che si offrono per supportare questa iniziativa possono rivolgersi ai soggetti interessati. Inoltre nella giornata finale saranno presenti il nostro campione olimpico Mauro Nespoli e tutta la nazionale italiana di tiro con l’arco, quindi parliamo di altre specialità sportive, e non solo della pallavolo. Lo sport è il soggetto principale e comporta ovviamente questi momenti di aggregazione”. La dottoressa Cristina Beccaria era presente alla prima giornata dell’iniziativa, che ha previsto un incontro sulla contraccezione. “Lo scopo è quello di associare lo sport alla cultura medica e quindi trovare delle argomentazioni interessanti per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Sarà un’occasione per programmare eventi nel futuro, dato che la medicina attuale è preventiva e lo sport sta acquistando un’importanza sempre più fondamentale”. Mario Campeggi è il direttore dell’Associazione Artigiani dell’Oltrepo Lombardo, altro ente importante per questa iniziativa. “Nell’artigianato sono presenti delle attività che operano a stretto contatto col settore alimentare, quindi essere presenti in un evento che promuove l’alimentazione corretta, parlando in tal caso di attività sportive, è l’ideale e ci fa molto piacere. L’idea della dottoressa Beccaria - continua Campeggi - è molto significativa, così come il progetto di collaborazione con le scuole. Vogliamo promuovere l’acquisto del defibrillatore nei quattro istituti coinvolti nell’iniziativa e ci teniamo parecchio alla buona riuscita di questo evento sportivo”. I quattro istituti erano rappresentati dai rispettivi

Un momento della conferenza stampa

insegnanti di Educazione Fisica: Francesco Madonna per il Maserati - Baratta, Italo Chiesa per il Gallini, Marco Lombardi per il Calvi – Maragliano e Luca Ceccarelli per il Liceo Galilei. “Abbiamo aderito a questo progetto per segnare un rapporto di collaborazione tra le scuole e il Comune di Voghera – spiega Luca Ceccarelli –. I ragazzi, oltre a fare sport, vengono informati correttamente su fatti che accadono nella vita quotidiana, infatti il compito della scuola è quello di formare dei cittadini, quindi il collegamento è più che logico. Non ci sarà un reale vincitore, tutte le scuole avranno lo stesso premio e parteciperanno per esprimere le proprie qualità e creare un momento di aggregazione. La scuola sta vivendo un momento difficile e l’attività sportiva rischia di bloccarsi per

mancanza di finanziamenti. Ringrazio il Comune di Voghera e gli enti contribuenti, che ci hanno seguito in questo percorso”. Anche il Sindaco Carlo Barbieri ha voluto mostrare la propria soddisfazione per l’organizzazione di quest’iniziativa. “Ciò che emerge è stata la volontà comune, non solo nostra, ma anche degli enti locali nell’appoggiare questo primo progetto con le scuole. Il Comune deve indubbiamente partecipare e promuovere iniziative di questo tipo perché è il suo compito. Rispondiamo sempre in modo positivo ai progetti che possono far crescere l’interesse e lo sviluppo della nostra città. Non mi resta che ringraziare, oltre agli enti locali, i dirigenti e i collaboratori dell’ufficio sport del Comune di Voghera per aver seguito da vicino questa importante iniziativa”.

LA VITTORIA SFUMA PER TRE DECIMI

All’autodromo di Monza buon secondo per il Tigo Ottimo risultato ottenuto da Andrea “Tigo” Salviotti al Rally Ronde disputato all’autodromo di Monza. Il Tigo ottiene infatti il 2° posto di classe R2B a bordo della Suzuky Swift coadiuvato dal navigatore Lele Corollo. I due si sono piazzati a soli 3 decimi dal primo classificato. “Mi ritengo molto soddisfatto di questo risultato – spiega il Tigo –, ho lottato tutta la gara per il primo posto e mi rammarico solo per un piccolo incidente lungo il percorso nel quale è stata coinvolta un’altra macchina della mia stessa categoria che mi ha fatto perdere secondi che sarebbero stati decisivi. Nonostante questo sono contento per la mia gara e desidero ringraziare la Blu Star Corse e in particolar modo lo Studio Postura del project manager Danilo Mantovani che mi ha seguito durante tutto lo svolgimento della gara”.


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IL CINEMA TEATRO ITALIA COMPLETAMENTE ESAURITO PER L’OCCASIONE

di Alessandro

Disperati

Una spettacolare serata di sport. Una serata diversa dal solito, non per festeggiare qualcosa ma per ricordare un grande campione ed allo stesso tempo un grande direttore sportivo: Carletto Chiappano. Varzi nei giorni scorsi ha voluto rendere omaggio al suo più illustre campione sportivo a 30 anni dalla scomparsa, a 30 anni da quel maledetto incidente stradale che ci ha privato di una figura unica nel suo genere. Per ricordarlo a Varzi, al Cinema Teatro Italia, si sono ritrovati molti amici e tifosi. In prima fila Beppe Saronni, il campione scoperto proprio da Carletto Chiappano, che morì nell’anno in cui Beppe vinse il mondiale. E poi altri ciclisti che furono compagni di squadra di Chiappano: Italo Zilioli, Franco Balmamion, Michele Dancelli, Davide Boifava. Con il teatro tutto esaurito in prima fila i famigliari di Carletto, dalla moglie Carla, ai figli e nipoti. La serata è stata condotta dal giornalista Beppe Conti che non ha mancato di ricordare alcuni aneddoti legati alla sua carriera con quella di Carletto Chiappano. Sono state propriettate numerose immagini e Beppe Saronni insieme agli altri ciclisti hanno commentato scherzosamente i vari momenti del grande Carletto Chiappano. Ha introdotto la serata il primo cittadino di Varzi, Gianfranco Alberti. Che ha sottolineato: “Saluto e do il benvenuto a Varzi e in questa sala agli illustri ospiti del mondo del ciclismo che ci onorano della loro importante presenza. Ringrazio gli enti e le associazioni che hanno patrocinato l’evento la Comunità montana dell’Oltrepò pavese, Varziviva e Arte Musica. Un grazie agli amici di vecchia data di Carletto e gli amici e appassionati della bicicletta che in questi giorni hanno lavorato per organizzare questa serata. Serata doverosa, voluta per ricordare nell’anno del trentennale della sua scomparsa Carlo Chiappano, il varzese che in ambito sportivo ha raggiunto le vette più alte e che ha tagliato i traguardi più importanti. Carletto è stato un ottimo corridore, ha vinto la Tirreno-Adriatico, una tappa al Giro d’Italia, ha indossato la maglia rosa. Gli addetti ai lavori lo hanno definito un ottimo gregario, anche se definire oggi gregario un corridore che ha vinto quello che ha vinto lui è sicuramente riduttivo, limitativo. È stato, una volta sceso dalla bicicletta, un ottimo sapiente e lungimirante Direttore Sportivo. Ha guidato dall’ammiraglia importanti campioni, un nome su tutti Giuseppe Saronni. Carletto ha contribuito a promuovere e a diffondere il nome di Varzi e la nostra zona in Italia e nel mondo. Anche per questa motivazione l’Amministrazione Comunale conferì nel 2009 alla sua memoria per meriti sportivi la massima onoreficienza varzese il Sangiorgino d’Oro. L’affetto e la stima che la comunità varzese e gli amici del ciclismo nutrono ancora oggi per Carletto è la testimonianza migliore della sua grande personalità della sua grande figura. Concludo ringraziando Carla e la famiglia Chiappano di aver aperto l’archivio dei ricordi per mettere a disposizione il materiale che ha permesso di ricordare il nostro amato campione”. A fine serata ecco Giuseppe Saronni. Beppe, un ricordo di Carletto Chiappano. “Carletto per me è stata davvero una persona indispensabile. E’ stato tutto per quanto riguarda l’inizio della mia carriera professionistica. Ma al di là dell’ambito sportivo è stato un amico, un consigliere. A livello sportivo poi mi ha insegnato davvero tanto per non dire tutto. Quando sono passato alla Scic di

Carletto è nata un’amicia ed una stima davvero importante. Credo che la sua scomparsa abbia di fatto accorciato anche la mia carriera sportiva perchè sono convinto che se ci fosse stato lui al mio fianco certi errori e certi sbagli di programmazione non li avrei fatti sicuramente e avrei potuto ottenere maggiori risultati agonistici. Lo ricordo veramente con grande affetto, con ammirazione proprio perché mi ha insegnato tantissimo”. E’ stato come un secondo padre per lei. “Si. È stato un fratello maggiore, è stato un padre, è stato tanto, è stato tanto lui e la sua famiglia”. E’ scomparso nel momento in cui lei ha raggiunto la vittoria del Mondiale.

“Si. Questo mi dispiace proprio perché con lui sono cresciuto molto e ha fatto davvero tanto per me. Mi ha portato ai massimi livelli e nel momento in cui ho raccolto i risultati più importanti lui non c’era. Questo mi dispiace tantissimo però quello che ho creato e quello che ho fatto è stato in gran parte merito suo”. Quando passa da Varzi lei si ferma sempre a salutare la moglie, e questo è un fatto molto importante. “Si. Purtroppo c’è sempre meno tempo e questo mi rammarica molto, però quando riesco io ed i miei famigliari ci ritroviamo perché sia con la moglie che con i figli c’è sempre stato un ottimo rapporto che va avanti da anni”. Come è cambiato il ciclismo da quando correva lei ad oggi? “Il ciclismo è cambiato tanto e questa serata, le foto che abbiamo visto e certe situazioni lo testimoniano. Oggi come in tutti i lavori, come in tutte le cose, come in tutti gli sport, l’interesse ha un pò ucciso l’amicizia, il rispetto. Come dire che una certa umanità è passata, non c’è più. Ecco perché quando si riguardano questi periodi, i vecchi tempi, questo ciclismo ci lascia un pò lì e pensiamo a quanto era bello. E non nascondo che vorremmo che quei momenti fossero ancora oggi vivi”.

INDOSSO’ ANCHE LA MAGLIA ROSA

La grande carriera di Carletto Chiappano

Carlo Chiappano (Varzi, 16 marzo 1941 – Casei Gerola, 7 luglio 1982) è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1962 al 1972, vinse una tappa al Giro d’Italia e indossò la maglia rosa per un giorno nel 1965. Ottenne una cinquantina di successi nelle categorie dilettantistiche e minori. Passato professionista nel 1962, seppe mettersi in luce come gregario al servizio di Gianbattista Baronchelli e Michele Dancelli. Conseguì poche vittorie ma importanti: una tappa al Tour de Suisse 1966 e una al Giro d’Italia 1969, anno in cui vinse anche la Tirreno-Adriatico. Appesa la bicicletta al chiodo, nel 1972, rimase nell’ambiente del ciclismo svolgendo il ruolo di direttore sportivo e lanciando Giuseppe Saronni. Morì in un incidente stradale nel 1982, proprio nell’anno in cui Saronni conquistò l’iride mondiale.

SPORT

Varzi e Saronni ricordano il mito Carlo Chiappano a 30 anni dalla scomparsa

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Il Periodico News - Novembre 2012