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Il terzo maestro nel XXI secolo

Il terzo maestro nel xxi secolo

The third teacher in the 21st century

Siamo consapevoli da oltre un secolo che l’ambiente di apprendimento influenza lo sviluppo cognitivo dei bambini. E’ questo il percorso segnato dalle teorie e pratiche sperimentali: - iniziato all’inizio del secolo scorso da Maria Montessori, la quale avvia lo studio dello sviluppo dei sistemi cognitivi; - consolidato negli anni ’40 dallo psicologo e maestro Loris Malaguzzi, fondatore della scuola di Reggio Emilia, cui si deve lo slogan “l’ambiente è il terzo maestro”; - proseguito nel secondo dopoguerra con Jean Piaget, Albert Bandura e la scuola di Stanford, per finire con Seymour Papert, il quale inizia l’esplorazione del rapporto fra apprendimento e cibernetica. Oggi, grazie a questi fondamentali apporti siamo consapevoli che la scuola é uno spazio: “adattativo”, in grado di assecondare l’evoluzione del bambino creativo, per permettere agli alunni di lavorare in modo non lineare, collaborativo, per favorire relazioni olistiche fra docenti e allievi. In questo contesto il maestro diventa una guida, non più un leader che gestisce l’intero processo dell’ insegnamento. Loris Malaguzzi esplicita la forza attiva dei bambini nel processo dell’apprendimento, soprattutto se dotati degli strumenti necessari ed inseriti in un contesto stimolante. A lui si deve l’introduzione dell’atelier nella scuola. A Jean Piaget, l’introduzione del concetto di conoscenza come esperienza che si acquisisce attraverso l’interazione con il mondo reale, le persone, gli oggetti. Seymour Papert, un pedagogista e informatico statunitense, grazie alla prossimità con i cibernetici, sviluppa ulteriormente il concetto introdotto da Jean Piaget e lo declina al mondo della cibernetica, sviluppando il concetto del “Learning by doing”, ossia dell’“imparare facendo”, grazie alle potenzialità dei moderni computer che permettono di simulare la realtà. Ad Albert Bandura e la scuola di Stanford il merito di aver sviluppato concetti quali l’apprendimento sociale e la teoria sociale cognitiva, ampliando le conoscenze

Since more than a century we are aware that the learning environment influences the cognitive development of children. This is the path marked by theories and experimental practices: - started at the beginning of the last century by Maria Montessori, which starts the study of cognitive systems’ development; - strenghtened in the 40’s by the psycologist and teacher Loris Malaguzzi, founder of Reggio Emilia school, to whom we owe the slogan “the environment is the third teacher”; - followed by the second postwar with Jean Piaget, Albert Bandura and the Stanford School, to end with Seymour Papert, which starts the exploration of the relationship between learning and cybernetics. Thanks to these essential contributions, we are today aware that school is a modifying and fitting space, able to support the child’s evolution, creative, which allows children to work in a collaborative way, to foster holistic relations between teachers and students. In this context the teacher becomes a guide, no more a leader which manipulates the entire process of teaching. Loris Malaguzzi affirms the active power of children in the process of learning, especially if equipped with the necessary tools and integrated in a stimulating environment. To him we owe the introduction of the atelier in the school. To Jean Piaget the introduction of the knowledge concept as an experience which is gained through the interaction with the real world, the people, the objects. Seymour Papert, an American pedagogist and computer scientist, further develops, thanks to the proximity with the cybernetics, the concept introduced by Jean Piaget and he enriches it with the cybernetics world, developing the concept of “Learning by doing”, thanks to the potentialities of modern computers which enable to simulate the reality. To Albert Bandura and Stanford School the merit of having developed concepts such as social learning and social cognitive theory, expanding the knowledge

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IL TERZO MAESTRO NEL XXI SECOLO  

Le potenzialità dello spazio sulle performance di apprendimento e insegnamento

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