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DA RIO A RIO +20 Una promessa mancata Lucia Miotti

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ABSTRACT Il racconto di questa settimana rispolvera vecchie promesse fatte durante gli anni ‘90. Dal 3 al 14 giugno 1992, a Rio de Janeiro, durante il Summit della Terra organizzato dalle Nazioni Unite, venne fatta una delle promesse più accattivanti del XX secolo: assicurare lo sviluppo dell’umanità e delle generazioni future nel rispetto dell’ambiente. Fu un evento senza precedenti che vide la partecipazione di 172 governi, 108 capi di Stato o di Governo e 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative per discutere sul tema ambientale. Questa Conferenza su Ambiente e Sviluppo segnò ufficialmente l’inizio della via della sostenibilità. I vari governi si impegnarono in quella occasione nella lotta all’abbassamento delle emissioni atmosferiche e dell’impronta ecologica, nell’ottica di una politica di sviluppo in linea con le politiche ambientali. Bisognava imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta! Ne scaturirono 5 documenti ufficiali: la Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e sullo Sviluppo; l’Agenda 21; la Convenzione sulla Diversità Biologica; i principi sulle foreste e la Convenzione sul Cambiamento Climatico. Pochi anni dopo venne steso il famoso Protocollo di Kyoto.

Venezia, luglio 2012


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DA RIO A RIO +20 Una promessa mancata Il racconto di questa settimana rispolvera vecchie promesse fatte durante gli anni ‘90. Dal 3 al 14 giugno 1992, a Rio de Janeiro, durante il Summit della Terra organizzato dalle Nazioni Unite, venne fatta una delle promesse più accattivanti del XX secolo: assicurare lo sviluppo dell’umanità e delle generazioni future nel rispetto dell’ambiente. Fu un evento senza precedenti che vide la partecipazione di 172 governi, 108 capi di Stato o di Governo e 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative per discutere sul tema ambientale. Questa Conferenza su Ambiente e Sviluppo segnò ufficialmente l’inizio della via della sostenibilità. I vari governi si impegnarono in quella occasione nella lotta all’abbassamento delle emissioni atmosferiche e dell’impronta ecologica, nell’ottica di una politica di sviluppo in linea con le politiche ambientali. Bisognava imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta! Ne scaturirono 5 documenti ufficiali: la Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e sullo Sviluppo; l’Agenda 21; la Convenzione sulla Diversità Biologica; i principi sulle foreste e la Convenzione sul Cambiamento Climatico. Pochi anni dopo venne steso il famoso Protocollo di Kyoto. Accanto alla nuova sensibilità per la salvaguardia del pianeta terra, altri avvenimenti scuotevano e coinvolgevano l’opinione pubblica mondiale. Vediamo cosa stava accadendo. In quello stesso anno venne firmato il Trattato di Maastricht dai 12 stati della CEE; Il cosmonauta russo Sergej Konstantinovic Krikalev torna sulla Terra dopo più di 300 giorni in orbita; le forze armate serbo-bosniache iniziano l’assedio della città di Sarajevo; Bill Clinton viene eletto presidente degli Stati Uniti; in Italia il Parlamento decide l’invio di un contingente italiano per partecipare all’operazione Restore Hope dell’ONU in Somalia. Ingrandendo il campo d’immagine, vediamo come

negli anni 90 un clima di lotta e rinnovamento (per l’indipendenza, ma anche per l’abolizione di vecchi stereotipi etico-sociali) fa da cornice alla Conferenza: iniziano la Guerra del Golfo e la guerra civile in Jugoslavia, si dissolve l’URSS, Nelson Mandela vince le elezioni sudafricane, termina il dominio britannico di Hong Kong, la città torna alla Cina dopo 99 anni; a Kyoto, in Giappone, viene firmato il Protocollo di Kyoto fra 159 stati per contenere l’effetto serra. Oltre alla vicissitudini politiche, il mondo viene a contatto con una nuova realtà, il mondo cyber, che amplifica le possibilità umane ed in qualche modo corona i sogni dell’essere umano: nasce il primo sito sul World Wide Web; viene lanciata sul mercato la Play Station che avvicina il mondo dei videogiochi agli adulti, nascono i primi blog e google, il mondo diventa “.com” grazie alla diffusione di internet, il telefono cellulare diventa accessorio di massa in Europa e Stati Uniti; si impone il sistema operativo Microsoft. La cibernetica oramai duplica l’esistenza umana, composta di atomi e bit. Il mondo della musica partecipa e si fa portavoce di quei giorni, intrisi di pessimismo e nostalgia da un lato, dall’altro di un grande spirito di ribellione e libertà: escono alcuni importanti album destinati ad entrare nella storia del rock tra i quali OK Computer dei Radiohead, Nevermind dei Nirvana, Pearl Jam, Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, Blood Sugar Sex Magic dei Red Hot Chilli Peppers, Michael Jackson pubblica Dangerous; debuttano vari artisti tra i quali i Maryilin Manson e gli Oasis; Lo speculare del Summit della Terra, la conferenza di Rio +20, assume, vent’anni dopo, un’ importanza cruciale per il momento storico che stiamo vivendo. Il mondo vive una grave crisi economica e finanziaria ed ha capito che il sistema economico


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non può più essere basato su una crescita illimitata e sullo sperpero di risorse. La Conferenza si é tenuta sempre a Rio de Janeiro, dal 13 al 22 giugno 2012, quarant’anni dopo la Conferenza ONU di Stoccolma del 1972 (United Nations Conference on Human Environment) e dieci anni dopo il Summit di Johannesburg (World Summit on Sustainable Development). E’ stata suddivisa in una fase negoziale preparatoria (dal 13 al 19 giugno) e una fase politico-ministeriale (dal 20 al 22 giugno): nei primi giorni preparatori sono stati fatti intensi sforzi per tentare di risolvere una serie di controversie relative alla produzione di un testo di base molto corposo (oltre 200 pagine), ma poco consensuale. Il testo si intitola “The future we want”. Proprio a causa di queste controversie, la Conferenza stava per fallire ancor prima di cominciare la sua sessione finale politico-ministeriale. Per recuperare in breve tempo il massimo consenso, la Presidente brasiliana della Conferenza ha prodotto il 18 giugno un nuovo documento in cui venivano eliminati tutti i punti di contrasto (circa tre quarti del testo base) rendendo il testo finale molto più breve ed esemplificato (meno di 50 pagine). Il nuovo testo riafferma i principi e rinnova gli impegni già presi in passato, su cui il consenso era scontato, ma non definisce per il futuro né obiettivi, né strategie, né alcun impegno concreto da raggiungere. La maggior parte dei paragrafi tratta di due argomenti: i problemi esistenti, soprattutto ambientali, e la preoccupazione per l’aggravarsi di tali problemi evidenziando la necessità di risolverli; la riaffermazione dei principi dello sviluppo sostenibile decisi a Rio nel 1992 e nelle Convenzioni, accordi e protocolli successivi associati alla Conferenza del ‘92 oppure che rinnovano gli impegni assunti e gli atti che discendono da quella data in poi.

Nulla di nuovo, insomma; le uniche (anche se poco rilevanti) novità, invece, si trovano nelle due sezioni che riguardano i temi centrali della conferenza: la green economy nel contesto dello sviluppo sostenibile e il quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile. I problemi relativi a queste due tematiche vengono trattati abbastanza marginalmente. Il testo, infine, chiarisce esplicitamente che non si intendono definire obiettivi o azioni di sviluppo sostenibile, ma si rimandano le scelte ad un processo negoziale successivo che vedrà come protagonista decisionale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ben diversi sono stati, invece, i risultati degli eventi e manifestazioni collaterali (circa 500), dove sono state concordate o avviate circa 700 proposte di progetti, suddivisi in collaborazioni bilaterali fra paesi o gruppi di paesi, progetti comuni nel settore industriale e produttivo privato, nuove attività imprenditoriali per lo sviluppo della green economy, nuove attività di ricerca e di innovazione tecnologica per l’uso efficiente delle risorse e la lotta alla povertà. Le rimanenti proposte progettuali sono state focalizzate su vari argomenti ma riguardano soprattutto: la riforestazione e la gestione sostenibile delle foreste, l’agricoltura sostenibile, lo sviluppo dell’imprenditoria femminile in Africa, il riciclaggio dei rifiuti, la formazione e lo sviluppo di “green jobs”. Stati Uniti, Unione Europea, Cina, Giappone, Brasile. Alcune banche internazionali si sono dichiarate disponibili a cofinanziare parte di queste iniziative. Tra gli eventi collaterali, di rilevante importanza è stato il Congresso, tenuto il 20 giugno, sulla Giustizia, la Governance e le leggi per la sostenibilità dell’ambiente, dove sono stati affrontati non solo i problemi di diritto ambientale internazionale e di tutela delle risorse naturali, ma anche quelli dei diritti umani che in molti paesi del mondo non sono ancora attuati e non ultimi


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i problemi di corruzione che ostacolano l’avvio della green economy. Di non minore importanza anche il Convegno del 19 giugno sulle azioni per lo sviluppo sostenibile che gli imprenditori privati si sono impegnati ad attuare attraverso la produzione industriale a basso impatto ambientale, la commercializzazione di prodotti certificati e le diverse iniziative di produzione e consumo

sostenibili. Nei vent’anni che separano le due Conferenze l’uomo è progredito, ha sfondato tabù insormontabili, ha vinto lotte importanti. Meno una. Non ha tenuto fede ad una vecchia promessa, la promessa di un futuro più giusto per noi, per chi verrà dopo di noi e per il meraviglioso pianeta che ci ospita.

Sitografia

• ENEA, http://www.enea.it/it/enea_informa/news/rio-20-il-futuro-che-vogliamo-non-e-stato-ancora-immaginato • IL CORRIERE, http://www.corriere.it/amb.òl,iente/12_giugno_20/rio-ambiente-piu-venti_a3c4c99e-baa0-11e19945-4e6ccb7afcb5.shtml • LA REPUBBLICA, http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2012/06/20/news/rio_20_le_buone_ intenzioni_ancora_una_vlta_disattese-37552138 • UNITED NATIONS CONFERENCE ON SUSTAINABLE DEVELOPMENT, http://www.uncsd2012.org/rio20/ index.html • VOLONTARI PER LO SVILUPPO, http://www.volontariperlosviluppo.it/index.php?option=com_content&view=art icle&id=2145:rio20&catid=1:news&Itemid=200070 • WIKIPEDIA, www.wikipedia.it • WWF, “Verso Rio+20. Cibo, acqua, energia. Per tutti. Per sempre. Guida WWF a vent’anni di sviluppo insostenibile. Con le proposte ai grandi del pianeta per un vertice capace di futuro”, http://www.wwf.it/UserFiles/ File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/Clima/DOSSIERWWF_VERSORIO_giugno2012.pdf

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