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APERIODICO DI INFORMAZIONE E CULTURA

Una Passione suggestiva Bissato il successo dello scorso anno nella più spettacolare tra le iniziative di Pasqua

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rande successo anche quest’anno per la rappresentazione della Passione di Gesù secondo i testi sacri. Per il secondo anno consecutivo, gli “attori” morolani hanno di nuovo indossato mantelli, tuniche e veli per recitare in una delle più suggestive iniziative della Settimana Santa. Cinque le scene ed oltre centocinquanta i figuranti che hanno fatto da cornice ad una processione che si è snodata lungo i vicoli del paese. Una manifestazione che, forte del successo dello scorso anno, è stata sentita molto in paese, basta notare le persone che accompagnavano ogni prova. Un successo che va moltiplicato per gli anni (18) che la Passione non veniva più rappresentata. Se i meno giovani vanno a sfogliare il proprio album di storia, ricorderanno che il 1988 era stata l’ultima volta

L’EDITORIALE di TOMMASO GRECCO

Parco dei Lepini: si o no?      

Sempre più spesso si sente parlare della probabile istituzione del “Parco dei Monti Lepini” ma cosa succederà se verrà creato? a pag. 5

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ALL’INTERNO Intervista agli SHOUT

Stadio Marocco: lavori conclusi

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Ciao amici! Eccoci di nuovo a voi. Siamo nel mese di aprile… finalmente è arrivata la primavera e con essa la voglia di uscire, di fare belle passeggiate e di divertirsi in armonia con la natura che si risveglia. Questo mese di aprile, poi, ci ha regalato tante emozioni: come non ricordare la Via Crucis che, per il secondo anno, consecutivo, ha inondato di spiritualità le strade del nostro piccolo paese, come non rivivere la gioia della Pasqua, la curiosità nell’aprire le tradizionali uova di cioccolato (meglio latte o fondente?), o la voglia di vivere una tranquilla e spensierata Pasquetta? Beh, a questo punto… tuffiamoci nelle pagine di questo nuovo numero del giornalino e… godiamoci un po’ di relax! Intanto vi ricordo ancora una volta, anche se spero ormai lo sappiate tutti a memoria, il nostro indirizzo di posta elettronica: vocimorolane@yahoo.it Ciao!


Voci Morolane

SUCCEDE A MOROLO 

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o restauratore Mario Fiaschetti di Morolo, insieme ai miei collaboratori ringrazia una delle tante buone opportunità attraverso le quali questo giornale può far conoscere ai lettori le inedite informazioni che riguardano direttamente le prime scoperte verificatesi durante le operazioni di restauro. Il ritrovamento d’affreschi, stucchi dorati e decorazioni, situate sotto le attuali finiture. Le originali superfici si individuano dopo una accurata operazione prettamente manuale di rimozione meccanica con l’uso di bisturi di vari strati di vecchie tinteggiature posticce, fino allo scoprimen-

di MARIO FIASCHETTI

to di inediti ed incantevoli capolavori di arte. Gli affreschi sono stati attribuiti ad un’epoca che va dalla fine del 1500 agli inizi del 1600 per l’uso della tecnica adottata; un patrimonio sconosciuto da noi oggi se non dai soli addetti ai lavori, che godono di questo privilegio in diretta. L’intenzione del restauratore è informare tutti i lettori, in particolar modo quelli appartenenti alla cittadinanza di Morolo che potranno ammirare fra non molto, la cappella dedicata alla Madonna del Carmine raffigurata nel dipinto ad olio su tela (foto al centro). Il dipinto anch’esso in restauro sarà ricollocato nella cornice sopra l’altare. La cappella come il resto dell’interno della Chiesa è pervenuto a noi in pessimo stato di conservazione a causa del deterioramento della copertura e della cattiva manutenzione che hanno contribuito a fare infiltrare acque meteoriche, compromettendo parti orna-

men-tali come gli stucchi di gran pregio, anche i dipinti murali sono molto compro-messi e rimaneggiati. Inoltre una prima campagna di saggi conoscitivi ha consentito di appurare che i dipinti sono

stati eseguiti con tecnica ad affresco, questo è un dato importante viste le altre superfici del resto dell’interno dell’edificio; potrebbe trattarsi di uno dei pochi esempi presenti nella chiesa di Morolo. Su uno dei diversi riquadri è affrescato il bellissimo volto di Maria, con lineamenti di una giovane ciociara (foto a sinistra). La Madonna e l’angelo, raffigurante l’annunciazione. Circa trentacinque anni fa entrai per la prima volta nella, Chiesa di Santa Maria frequentai l catechesi per fare

la prima Comunione e mi ricordo tuttora l’incantevole mondo delle architetture e delle raffigurazioni sacre, le quali furono create da artisti guidati da un forte sentimento ricco di spiritualità, fin da allora una certa affinità mi legava a questo ambiente, si risvegliò e maturò dentro di me l’ambizione di diventare un giorno un restauratore, quel sogno si è avverato. La molteplicità di esperienze si è trasformata in una eccellente preparazione e nella capacità di realizzare progetti di restauro di grande impegno di dimensioni e problematiche oggi ho la soddisfazione di poter operare anche nel mio paese Morolo, grazie a anche a quelle persone che lo amano a tal fine di poter conservarne per sempre le tradizioni.


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SUCCEDE A MOROLO 

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n un paesino come il nostro ci si rende partecipi della vita politica solo in tempo di elezioni, dopo di che si abbandona la scena e si lasciano passare i ben noti cinque anni. Nel frattempo, però, ci si domanda cosa l’amministrazione abbia fatto o cosa ha in mente di fare. Ma a chi chiedere? E le risposte sono certe ed attendibili o solo chiacchiere di paese? Ebbene, a quasi tre anni di mandato, noi del giornalino, abbiamo deciso di intervistare il nostro sindaco, Massimo Silvestri, per chiedere a lui direttamente un bilancio di questa amministrazione.

ottenuto un di ANITA FIASCHETTI ne sono stati effettuati dei finanzialavori di impiantistica mento per la ristruttusportiva ed è in avanrazione del centro zamento l’idea del Parstorico, volto in particolare alla zona di S. co dei Monti Lepini». Pietro e alla passegQuali gli obiettivi per giata di S. Antonio, finanil futuro? ziamento a cui il nostro «Sicuramente la messa in comune partecipò con il opera dei finanziamenti bando indetto nel 2004. Un sopra citati e la richiesta, altro finanziamento, seppur a livello regionale, di ulteiniziale, si è avuto, in acriori per la sistemazione cordo con l’ amministra-

Sindaco, quali sono stati gli obiettivi finora realizzati? «La nostra amministrazione ha continuato il lavoro delle passate amministrazioni ed è giunta al completamento del programma riguardante due questioni fondamentali: l’approvazione del piano regolatore generale e la messa in opera di un impianto di depurazione. Non si può pensare di ampliare le aspettative di un paese se non vi sono le basi per costruire, e con la rete fognaria a norma e non più le fogne a cielo aperto si è passati, per me, dall’ era medievale all’ era moderna. Si è inoltre

zione provinciale per i lavori da effettuare alla Rocca dei Colonna, che ben presto diventerà Centro Studi e Osservatorio Permanente per i problemi ambientali della Valle del Sacco. Infi-

delle strade esterne. E’ in programma, inoltre, l’ estensione della rete del gas metano e dell’ illuminazione pubblica e una serie di interventi per l’edilizia popolare morola-

na. Gli interventi a livello comunale ben si integrano con quelli a livello provinciale, tanto che sono in progetto il rifacimento – ampliamento del ponte del fiume Sacco e la pedemontana dei Monti Lepini». Un bilancio personale dell’ esperienza da Sindaco. «Pur avendo realizzato importanti e decisivi obiettivi per il paese di Morolo, mi sento ad oggi ancora insoddisfatto. Sono un uomo che non si accontenta facilmente, che cerca sempre di migliorare e che desidererebbe per il proprio paese il massimo». Questioni importanti dunque sul piatto, come quella del Parco dei Monti Lepini. Proprio a tal proposito il primo cittadino ha lanciato la proposta di un confronto aperto sulla questione così da poter ascoltare i diversi pareri e le diverse opinioni dei cittadini. Ragioni discordanti che sempre più negli ultimi periodi stanno creando una frattura tra i favorevoli ed i contrari, tra chi cioè vede nel parco una enorme opportunità di crescita e chi invece si augura tutto ciò non avvenga.


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SUCCEDE A MOROLO   

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inalmente il Morolo torna a giocare allo stadio “Nando Marocco”. La squadra biancorossa ed i tifosi lepini, infatti, potranno riavere a disposizione il proprio impianto di gioco a partire dalla gara interna con il Guidonia del 15 aprile. A tempo di record, grazie all’impegno del Comune di Morolo, al finanziamento di 250.000 euro erogato dalla Regione Lazio ed al lavoro della ditta appaltatrice “Amorini” di Boville, è stato completato il restyling dell’impianto di Piazza Madonna del Piano, con la ristrutturazione dei locali spogliatoio per un adeguamento della superficie interna, la realizzazione di un settore autonomo per gli ospiti (inserita una tribunetta di cento posti), un muro di separazione dei percorsi (locali ed ospiti), la recinzione esterna, il rifacimento della recinzione area di gioco e la realizzazione dei varchi di sicurezza. «Chissà che tornando a giocare al Marocco il Mo-

E Angelo Costantini

rolo non possa riallacciare il feeling con la vittoria – questo il commento del presidente Angelo Costantini – ora chiedo il massimo sostegno da parte dei nostri tifosi, per conquistare la permanenza in serie D». Proprio nel periodo decisivo per la lotta salvezza il Morolo si riappropria del suo stadio…un elemento decisivo per restare in serie D G.S.

’ stata resa nota poco tempo fa un finanziamento da parte della Regione Lazio all’assessorato Servizi Sociali del Comune di Morolo. Un sostanzioso gruzzoletto di circa 21.000 €uro che permetterà all’assessorato di realizzare un progetto dal titolo “Anninforma”. Un progetto ambizioso, suddiviso in più fasi che permetterà a tutti i partecipanti di poter svolgere tra l’altro un metodo di ginnastica specifica per le persone facenti parte alla cosiddetta “terza età”. Il progetto che quasi sicuramente partirà nelle prossime settimane sarà una continua educazione all’acquisizione di un corretto stile di vita finalizzato al b e n es s er e e d all’autosufficienza. Si partirà con incontri teorico pratici per la verifica dello stato di salute dei partecipanti, per poi passare ad incontri di . monitoraggio dell’attività che si svolgeranno sotto il

controllo di insegnanti. Durante il ciclo di lezioni si svolgeranno anche incontri di confronto con altri comuni che parteciperanno all’iniziativa. Si costituiranno gruppi di 20-25 persone, in possesso di certificazione di idoneità che potranno frequentare un ciclo di lezioni con la frequenza bi o trisettimanale per un totale di 24/36 lezioni a moduloLe lezioni saranno tenute da insegnanti specializzati, tutti gli incontri inoltre si svolgeranno presso strutture ideali. Un progetto ambizioso da parte dell’amministrazione comunale che pone al centro la figura dell’anziano, in particolare finalizzate al miglior a m e n t o dell’autosufficienza ed al recupero psico-fisico ad un corretto stile di vita della persona. Per tutte le informazioni più dettagliate si può contattare il comune e parlare con lo sportello dei servizi sociali. D.T.


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SUCCEDE A MOROLO 

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o sentito parlare più volte di “Parco” in questi ultimi tempi e devo dire, purtroppo per svariati motivi, sempre a sproposito. Cercherò di spiegare, in questo poco spazio disponibile, il perché di questa mia constatazione. I Monti Lepini sono stati, e sono tuttora, una risorsa vitale per molti cittadini morolani. Motivo basilare questo assolutamente da non trascurare. Leggendo i vari elaborati sulla organizzazione e le proposte di Parco, non si può che rilevare la sottolineatura di termini, quali: compatibilità e sostenibilità. Per esperienze passate, il “nuovo modello di sviluppo” creato dal Parco dovrà essere consumato logisticamente ed economicamente sulla pelle delle popolazioni locali che, come al solito, si troveranno di fronte a nuovi sbarramenti burocratici, nuovi balzelli e nessuna nuova opportunità. Suggerirei ai

nostri politici di ANTONIO PIETROPAOLI nella preparazione dei che, pur eviprogetti del Parco, denziando entusiasmo hanno mai pensato di per questa idea di Pareffettuare sopralluoghi co, se la prendono manelle varie zone del gari, a volte, con i singoterritorio montano? E’ li cittadini affermando improponibile, altriche “la montagna non è menti non avrebbero potuto dei soli cacciatori”, di essere ignorare il grande problema un po’ più attenti al bene e del dissesto “idro-geologico” agli interessi dei loro concitcosì palesemente evidente, tadini. Mi meraviglia sempre in special modo sul nostro più, il fatto di non aver etto versante.La natura carsica su nessun modello di Parco dei nostri monti ed il sottoboproposto, niente che riguardi sco che li caratterizzano, tra opere per il contenimento del l’altro ormai desertico, a cau“dissesto ideo-geologico”, sa del mancato disboscaimprocrastinabili specialmenmento di boschi centenari, te oggi, vista la situazione favoriscono, specialmente disastrata di ciò che rimane sul nostro versante orientale, di quello che è stato costruifrane, smottamenti e sgretoto più di cinquanta anni fa, e lamenti a valle, dove sono che nessuno si è mai sognalocati, sia il centro urbano to, almeno di controllare. che la maggior parte delle Eliminare i pericoli correnti, nostre abitazioni. E questa è ecco quello che dobbiamo semplice constatazione tecfare, visto il cambiamento nica. Il territorio montano d climatico ormai in atto. MI Morolo è di tutti i Morolani; chiedo: tutti i grandi specialiecco perché nella preparasti che si sono adoperati, zione dei progetti del Parco, anche intelligentemente, dovrebbero essere inseriti, con l’obbligo, poi, di essere coinvolti: tecnici, studiosi ed esperti del territorio morolani, e questo, poiché non è stato fatto mai, la dice lunga. E’ un Mio vecchio “pallino”, ma lo ripeto, per chi non lo sapesse: facciamolo noi morolani un Parco, mettiamoci d’accordo sulle esigenze di tutti,

potrebbe essere un Parco a immagine e somiglianza della nostra comunità, inserito magari in un contesto più ampio, ma che terrebbe conto, di tutte le nostre esigenze, in relazione al nostro territorio. E potrebbe, tra l’altro sicuramente portare moneta sonante alle attuali vuote casse comunali e non alle casse del Parco.


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SUCCEDE A MOROLO 

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uante volte le nostre mamme non vedendoci tornare in orario a casa, al nostro arrivo ci hanno detto “Che hai fatto le sette Chiese?”. Il 2 aprile un gruppo di morolani di ben 32 persone ha proprio fatto le “Sette Chiese”, un pellegrinaggio dedicato alla visita delle sette Basiliche di Roma. Prima tappa: San Pietro, dove i nostri parroci hanno svolto la funzione religiosa e dopo una, emozionante tappa

visita alla tomba di ORIETTA CIASCHI dopo essere apparso a Piedell’amato Giotro. Vista l’ora, è stata vanni Paolo II, (anche ben accolta l’idea di in occasione del sefermarsi per il pranzo e, condo anniversario dopo un po’ di relax, il della sua morte), si è viaggio pedonale è iniziato il grande e lunricominciato, destinago cammino verso le zione: San Giovanni in Latealtre sei Chiese. Seconda rano. Anche questo percorso tappa: San Paolo fuori le Muè stato abbastanza lungo, ra; è stato il percorso più lunma l’allegria e la voglia di go percorrendo il lungotevere continuare nell’impresa ci ha e ammirando le meraviglie di permesso di arrivare alla Roma. Proseguendo la pasBasilica. Proprio in prossimiseggiata con deliziosi canti e tà di quest’ultima vi è la preghiere si è arrivati a Cecilia Chiesa di Santa Croce in Metella, alla Gerusalemme, caratteristica Chiesa di San Seba- per la custodia di un pezzo della Croce di Gesù, due stiano, dove vengono con- spine della Sua Corona, un chiodo con il quale è stato servate le crocifisso, il dito di San Tomimpronte dei maso e la copia della Sacra piedi di Gesù Sindone. Molto suggestiva, d soprattutto durante

durante la Settimana Santa. Affrontato anche questo percorso rimanevano due Chiese: San Lorenzo, situata nelle vicinanze del Verano, e Santa Maria Maggiore, dove la Divina Provvidenza ha voluto far concludere il pellegrinaggio nonostante l’ora di chiusura della Chiesa. I piedi stavano chiedendo aiuto e la stanchezza stava avendo la meglio, ma niente poteva rovinare la splendida giornata di sole, di gioia, di preghiera e di compagnia trascorsa in sette luoghi caratteristici di Roma, che forse non si conoscevano abbastanza.

SPAZIO AL CITTADINO C’è da spostare una macchina… così cantava Francesco Salvi in una sua vecchia canzone, che sembra proprio calzare a pennello con la situazione o con la questione che si vuole, attraverso questo piccolo spazio, portare all’attenzione (o se volete alla riflessione!) dei gentili lettori. In realtà a Morolo di macchine da spostare ce ne sarebbero più di una… soprattutto, e qui veniamo al dunque, su un tratto di strada in

particolare: e cioè quella che va dall’inizio di Via Roma fino a comprendere tutta piazza Ernesto Biondi. Ebbene sì, tutto quel tratto di strada ricoperto dal porfido, che si stacca fortemente e vistosamente dal nero dell’asfalto delle comuni strade locali, che ci introduce nel cuore del nostro centro storico ma che, soprattutto e a ragio-ne, si contraddistin-gue per la presenza inequivocabile di un segnale

stradale i quale indica il divieto di transito, supportato da un altro che indica, invece, un’area pedonale. Ora, ci interroga circa i valore effettivo di quel divieto di transito, perché, una volta fatte tutte le dovute logiche eccezioni (ricordiamo che è consentito lo scarico delle merci in determinati orari e giorni) resta, in effetti, da constatare che Morolo, si è ormai largamente diffuso il fenomeno del transito e del parcheg-

gio selvaggio!!! Non volendo richiamare tutta la retorica del caso, riguardo al valore delle regole ed al rispetto delle norme, che contraddistinguono un paese civile, ciò che ragionevolmente ci si chiede è...ma a Morolo la legge è uguale per tutti o no?

M. P.


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REALTA’ LOCALI 

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opo il sindaco, i dottori e il prete, le persone più famose nel nostro ridente paesino sono gli SHOUT! Gruppo sfacciatamente rock, che suonano ovunque ci sia gente che li ascolti…e ‘sti Shout li ascoltano tutti! Perché sono bravi, giovani e carini, perché hanno carisma da vendere, perché scrivono testi e musiche psichedelici, perché sono quattro amici che usano la loro passione per crescere e divertirsi. Decidiamo di farci una chiacchierata il pomeriggio di Pasqua, seduti sul divano della loro tana (ovvero la rustica sala prove), bevendo caffè per digerire l’inevitabile abbuffata pasquale. Ecco cosa ne è uscito fuori… Da quattro anni ormai siete gli Shout nella vostra formazione definitiva. Un bilancio? 2 dischi, 1 ep, un lp con altri tre gruppi rock della zona, un film che nostro malgrado ohibò a Morolo nessuno conosce. Abbiamo superato le finali provinciali dell’importante concorso M-Arte Live e il prossimo 4 maggio suoneremo per i detenuti del carcere di Frosinone. Siamo anche in contatto con una grossa etichetta di Roma.

Un Lp?! Co- di FRANCESCA LUCARELLI Addirittura a me mai avete missare in uno deciso di rispolverare studio di Bologna! il vinile? Pensate che il nuovo A parere nostro il vinile non è superato, anzi è molto in c voga nei circuiti indi-pendenti. Siamo amanti del vecchio 45 giri e un’esperienza del genere non poteva mancare nella nostra carriera. Il vostro prossimo lavoro? Strueia lavora a Termini, Simone è idraulico specializzato, Ettore è geometra, Dario è uno studente disoccupato mantenuto. Si, ma io intendevo lavoro musicale, il vostro prossimo disco… Scherzavamo, siamo dei burloni!!! Allora il prossimo disco sarà molto più rock dei precedenti, la giusta sintesi dei primi due. Abbiamo deciso di registrare con calma, inizieremo a farlo a giugno visto che un’etichetta è seriamente interessata alla nostra musica. Andremo addirittura a missare in uno vv

disco possa avere successo al di fuori della locale scena? Beh lo speriamo soprattutto! Il fatto è che questa zona è limitante, noi cerchiamo il nostro spazio con la musica. Un po’ come gli antichi romani sottomettevano il mondo conosciuto con la forza bruta, noi vorremmo conquistare il mondo con la forza della musica! In questo caso, buona fortuna! Da dove arriva l’ispirazione per i vostri testi? I nostri testi non sono vere e proprie storie, ma immagini della nostra vita…e per questo complesse. Siete artisti originali, ma trarrete spunto da qualcuno. Da chi siete influenzati? Bacco, tabacco e Venere. Quando è stata la prima volta che avete desiderato diventare musicisti? STRUEIA: quando ho ascoltato per la prima volta la cassetta del gruppo folcloristico di Morolo. DARIO: quando ho capito che non potevo lavorare. SIMONE: quando ho sentito per la prima volta suonare i Moon-Shield alla “sala del terzo giorno”.

ETTORE: quando la prof. di musica in II media mi fece comprare lo xilofono. Cosa vorreste fare con la musica, cosa vi aspettate? Vorremmo che il nostro amore arrivasse a più persone possibile. Come siete quando registrate in studio? Attenti e meticolosi o spontanei e caotici come quando suonate dal vivo? Caoticamente attenti. Avete suonato molto in giro, qual è il luogo dove vi siete trovati meglio? Amsterdam, piazza Dam. Come vi và la vita in questo frenetico, disordinato e puzzolente mondo? A questa domanda preferiamo non rispondere…. Insomma questi sono gli Shout, un po’ matti ma bravi ragazzi, che a mio parere hanno il merito di dedicarsi a qualcosa di importante, di impegnarsi e di lottare per non restare intrappolati in una povera realtà che troppo spesso ci appiattisce e non ci dà l’opportunità di vivere bene questa vita, l’unica che abbiamo.


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IN PRIMO PIANO continua dalla prima pagina...

 che la Passione di Gesù era stata rappresentata dai morolani quando allora era parroco nel nostro paese don Giuseppe Santucci. Durante tutto il corso della Quaresima, il consueto appuntamento con il Venerdì Santo era stato preceduto da una ricca serie di appuntamenti che si dividevano tra veglie di preghiera, via Crucis e conferenze, oltre alle consuete prove per la rappresentazione. Proprio per questo abbiamo deciso di dedicare ampio spazio all’avvenimento sul numero di “Voci Morolane” nella rubrica In Primo Piano. Nella pagina a lato alcuni momenti del film che si è rivissuto a Morolo lo scorso 6 aprile. Il programma e l’itinerario è stato in gran parte confermato. Si è partiti alle 20 nei pressi della Scuola Media con la scena del Getsemani con Gesù in preghiera e successivo arresto; da lì si è p a ss a ti alla scena con A n n a (sommo sacerdote) nel quartiere di S a n Pietr o, per poi arrivare al Sinedrio (in piazza della Libertà)

di con le accuse di di DANIELE TRENCA permesso bissare quello Caifa. Successidello scorso anno. Intanvamente il corteo è arrito c’è chi già pensa al vato in Piazza Biondi prossimo anno e a cosa dove Pilato ed Erode modificare. L’appuntahanno emesso l’accusa mento dunque è fissato di morte. L’ultima scena, per il 21 marzo 2008 quando la crocifissione, è avvenuta Morolo tornerà di nuovo ad fuori le mura del paese, in località Porta Santa Croce. Novità rispolverare i panni di quest’anno la deposizione nell’armadio per una Passiodel corpo nel sepolcro, che ne Vivente che di anno in dava l’idea della tomba che anno sembra diventare un oltre duemila anni fa aveva appuntamento immancabile ospitato il corpo di Cristo a sia per i morolani che per i Gerusalem-me. Il forte e lungo tanti visitatori che hanno applauso dopo “l’Anima Christi” apprezzato sia nel 2006 che finale è stato meritato per tutti quest’anno la rappresencoloro che in questi mesi hanno tazione morolana: una tra le lavorato per l’ottima riuscita poche interamente recitata della processione: dalle sarte che si svolge il Venerdì priagli elettricisti, dagli scenografi ma di Pasqua lungo la proagli attori. Un lungo applauso vincia, non limitandosi così che ha suggellato un successo solamente a sfilare in un per il nostro paese, visto che corteo o a leggere alcuni molte persone erano giunte da passi del Vangelo. paesi vicini, arrivate sul luogo della prima scena grazie alla navetta che per l’occasione offriva trasporto ai tanti visitatori. Un successo dunque, che ha

   Gesu - Emanuele De Castro Madonna - Nazzarena Ciaschi Pilato - Massimiliano Scarchilli

Procula - Luciana Cocilova Erode - Emiliano Spaziani Caifa - Roberto Crescenzi Anna - Carlo Alteri Pietro - Antonio Paluzzi Giuda - Salvatore Di Bono Barabba - Antonio Carboni Ladroni - Gino Botticelli Ladrone - Mario Carinci Centurione - Sergio Marchioni


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IN PRIMO PIANO

Foto di Gianluca Campoli, Giulio Segneri, Daniele Trenca


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SPECIALE ASSOCIAZIONI   

di CARLO ALTERI

La nostra locale sezione dell’opera di soccorso dell’ordine di S. Giovanni in Italia grazie all’aiuto di molti ed alla politica dei piccoli passi sta sempre di più acquistando nuovi ed importanti traguardi. Tralasciando le aride cifre dei numeri propri dei servizi e trasporti espletati, si porta a conoscenza di tutti che alla sezione è stata donata un’autoambulanza Volkswagen 2.5 a trazione integrale che verrà adibita, non appena espletate tutte le pratiche burocratiche, al solo trasporto, non essendo possibile al momento effettuare servizio di emergenza. Grazie all’aiuto di una fondazione bancaria di Roma è stato acquisito anche un manichino di primo soccorso completo, rendendo così la sezione autonoma ad effettuare i relativi corsi. Anche quest’anno siamo iscritti per ricevere il 5 per mille dalla presentazione della denuncia dei redditi. Pertanto chi lo volesse può trascrivere il codice fiscale dell’associazione nell’apposito modulo. C.F. 9203872600.

  Il giorno 3 marzo 2007, presso l’Auditorium comunale, attiguo alla scuola media di Morolo, è andata in scena la rappresentazione teatrale in onore del concittadino Ernesto Biondi, intitolata “il fanciullo, il ragazzo, l’uomo”. Questo spettacolo è stato eseguito dagli alunni delle classi II e III in collaborazione con le professoresse Cataldina Marocco, Rita Foglietta, con la dottoressa Alessia Paluzzi, ed è stato ideato all’interno del quarto laboratorio sperimentale di didattica della storia in archivio, dedicato appunto allo studio del grande artista Ernesto Biondi. L’iniziativa si è voluta inserire nell’ambito dei festeggiamenti che l’amministrazione comunale ha indetto a centocinquanta anni della nascita dell’artista, per ricordare un illustre cittadino che “...non dimenticò mai la sua piccola e dolce patria distesa tra i monti Lepini e Ernici...”. Destinatari principali del progetto sono state le classi della scuola media “Ernesto Biondi” che hanno sviluppato le attività di laboratorio nel corso del secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2005/06. Obiettivo principale è stato quello di sensibilizzare i ragazzi al problema del recupero, salvaguardia e conservazione dei valori e delle tradizioni di Morolo: Ernesto Biondi è tra questi. Nacque a Morolo nel gennaio del 1854 da Angelo ed Eugenia Pistolesi. A Morolo Ernesto trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza. Non era uno scolaro modello; stando ai documenti, rivelava già un temperamento forte, volitivo e soprattutto creativo. Nel 1870 si recò a Roma per completare gli studi ed entrare nell’Accademia di San Luca. Durante il soggiorno romano si adattò a fare di tutto per mantenersi agli studi. Importante scultore, esordì ad Anversa nel 1885 con un bronzo drammatico “l’ultimo Re di Gerusalemme”, si affermò all’esposizione di Torino nel 1898 con “San Francesco” e conobbe il trionfo con “I Saturnali” nel 1900 a Parigi. L’artista morì nel 1917 lasciando incompiuto il suo ultimo gruppo scultoreo “Le misere recluse”. Con questo breve, ma interessante spettacolo teatrale gli alunni guidati dalle professoresse Rita Foglietta, Cataldina Marocco e dalla tutor Alessia Paluzzi, hanno voluto rappresentare alcuni episodi della vita del Biondi tratti dai libri, documenti d’archivio, articoli di giornali, da loro studiati durante il laboratorio. Si sono soffermati più sugli aspetti vicino al loro mondo di adolescenti: le marachelle, gli affetti, i sogni, le aspirazioni, ripromettendosi che “quando saranno più grandi e le loro capacità critiche saranno sviluppate a pieno, rivisiteranno le opere dell’artista e cercheranno di tirar fuori dal loro cuore le emozioni che esse susciteranno. Alunni III A - Scuola Media Statale “E. Biondi” Morolo

    Si rinnova anche quest’anno in piazza Ernesto Biondi la consueta donazione da parte dei donatori dell’Avis. “Gruppo Marzia Carboni” Una seconda donazione durante l’arco dell’anno che si aggiunge a quella già consolidata di settembre, nella domenica mattina durante i giorni di festa della Madonna del Piano. Quest’anno la giornata è fissata per il 29 aprile quando tutti a digiuno potranno dare il proprio contributo per una causa giustissima. Un evento importante non solo per il nostro paese, poiché la Regione Lazio è tra le ultime regioni italiane in quantità di donazioni di sangue annuali. Un bene prezioso come il sangue che può servire frequentemente, e che non può essere fabbricato, l’unico motivo per averlo è quindi quello di donarlo. Facendo così un atto di solidarietà non solo per se stessi, ma anche per i tanti ammalati che necessitano di trasfusioni e quant’altro riconducibile al sangue. L’appuntamento è fissato, i donatori, il presidente e tutti gli organizzatori si augurano un grande afflusso di gente per la giornata di domenica 29. D.T.


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VOCI MOROLANE consiglia... IL TEMPORALE Piove a dirotto e di continuo a sprazzi si apre il cielo infinito, tra lampi, bagliori e tumultuosi tuoni, la natura da sfogo alle proprie creazioni.

MUROLO Caro Murolo, tu si nu paese zico i stai ambraccio a gli Faito. Si talmente zitto i chiotto che a zicatro nu nzu sente vulà manco nu passarotto

Il vento accarezza gli alberi in fiore, creando profumi d’intenso piacere,

L’aria fina la tenimo,

segnando il tempo, che sta per cambiare,

mo so capito purchè cià unuto a abità puro zimo,

Portandosi dietro quel temporale.

A Murolo na vota ci steva nu casteglio che era tanto beglio,

Il cielo si apre che prima incupito

ammeci mo cià rimasta sulo la rocca,

destava spavento per il suo ruggito

ma teta udè chè bella quando fiocca

adesso è quieto, azzurro e pulito, mi guardo attorno ed è tutto finito.

I murolani so mbò diffidenti i quando vidono cacuduno che nun cunusciono su teo a distanza,

Luigi Mancini Finchè piano piano nun ci fao confidenza Ie so nato a Roma, ma mu piaci da stà abità a Murolo

Alla scoperta di poeti morolani Continua a mietere successo la nostra rubrica dedicata alle poesie morolane e di poeti morolani. La nostra rubrica più longeva!!! Non dimenticate di inviarci le vostre poesie più belle anche per il prossimo in programma alla metà di giugno, così tutti nel paese potranno ammirare che questa meravigliosa arte non è solo riservata solamente a pochi, anzi…

v i r i c o r d i a mo p e r l’ennesima volta il nostro indirizzo di posta elettronica vocimorolane@yahoo.it Potete anche consegnare la poesia direttamente a mano a noi che gestiamo il “nostro” periodico di informazione e cultura. A presto!!! “Mbrolo si puro si zico pu tutti diventi gli meglio amico!!!”

purché l’estate alla tera mea ci pozzo piantà putate, pimpidori i puro ca citrolo. Ai crocevia di stao lu Madunelle i a Murolo ci stao tante belle giuunutelle Gli giuunotti nun zo da meno figuratici gli uttri i lu uttarelle cummo sarao da signorinelle Mo funisco cu cheste parole “Murolo tu fa namurà chinca ci ve ntù po’ lassa!”

Federico Astazi


Voci Morolane

VOCI MOROLANE - Sport  E’ iniziato il count-down verso la fine del campionato di serie D. Ormai mancano poche giornate al termine della regular season ed il Morolo continua a navigare nella zona rossa del raggruppamento, quella delimitata dalla scritta “play -out”, ovvero spareggi per non retrocedere. Il regolamento della quarta serie nazionale è chiaro: le ultime due squadre classificate retrocedono direttamente, mentre dalla terzultima alla sestultima in graduatoria ci saranno i play-out, un’appendice post campionato con gare di andata e

Diego Pistolesi

ritorno, chi di GABRIELE SCHIAVI nel club morolaperde i due no, ultimamente, confronti retrocede ne abbiamo visti ben (in caso di parità, si pochi. A tal proposito, il salverà la formaziorammarico è tanto ne meglio posizionell’ambiente bianconata in classifica). rosso. Un’amarezza leInsomma, un gata soprattutto al non “rompicapo” da cui i bianco aver sfruttato al meglio i -rossi vorrebbero uscire ma “match-ball” interni, quelle che oggi, purtroppo, li vede sfide con le dirette concorcoinvolti in pieno. Attual- renti nella lotta per la permente, il Morolo può vanta- manenza in D. La sconfitta re un certo margine di sicu- con l’Astrea, i pareggi otterezza sulla penultima posi- nuti con Pisoniano ed Ostia zione, il che scon- Mare sono soltanto alcuni giurerebbe la retroces- degli episodi che risuonano sione diretta, ma da mesi, come occasioni perse. Soltuttavia, Mandarelli e com- tanto in casa con il Montepagni non riescono ad al- rotondo o in trasferta con la lontanarsi dai bassi-fondi Civitavecchiese la squadra del raggruppamento. A dir allenata da Antonio Gaeta la verità, ancora ci sono le è riuscita a conquistare possibilità matematiche per l’intera posta in palio. Troprisalire la china, ma la paro- po poco per centrare la la chiave in questo conte- salvezza. Ed ecco che ci si sto è una soltanto: vittoria. aggrappa alle restanti gare Giunti alla fine del torneo, di campionato. Il calendainfatti, il bel gioco e rio, però, non è dei più l’estetica calcistica lasciano semplici: in rapida sequenun po’ il tempo che trovano, za si affronteranno tutte le a contare sono soltanto i prime della classe (esclusa punti, quelli ottenuti tramite la Scafatese). E chissà che il successo. E di successi i punti non ottenuti con le

Fabio Facci

squadre di bassa classifica, non possano essere centrati con quelle di alto rango. Una speranza che circola insistentemente alle falde dei Monti Lepini. Il count-down è iniziato, ed il Morolo ha il dovere di crederci e, soprattutto, di dare il massimo. In fondo la salvezza è un obiettivo perseguibile…basta esserne convinti.


Voci Morolane

BAMBINI 

E

ccoci di nuovo insieme cari bambini! E’ da poco trascorsa la Pasqua, e voi come l’avete passata? Sarà proprio questo l’argomento di questo numero. Sembra che il rituale della Pasqua sia molto antico e legato a un'origine pagana, cioè non cristiana. Nasce come motivo di ringraziamento e d’offerta sacrale delle primizie del campo e dell’orto. Si pensa che già i persiani, cinquemila anni fa, festeggiassero l'arrivo della primavera mangiando uova di gallina. L'usanza di festeggiare il sacrificio e la resurrezione di Gesù venne quindi, nel secondo secolo, abbinato proprio alle feste di primavera. In questo periodo, inoltre, dopo le funzioni religiose, venivano distribuite ai fedeli uova benedette. La rinascita della natura dopo un inverno di desolazione e morte, era facilmente accostata alla resurrezione del Cristo che annunciava, a coloro che lo avevano accettato, una nuova vita. Inizialmente, nella Bibbia, la Pasqua indicava l'agnello immolato dagli Israeliti in Egitto; essi avevano messo il suo sangue sugli stipiti e sull'architrave delle porte e avevano mangiato la sua carn

carne. Grazie di TOMMASO GRECCO come allora, ritroa questo sacriviamo sulle tavole ficio l'angelo distruttoi segni del ringraziamento re era passato oltre gli verso la natura, mescolati Israeliti senza far loro a simboli religiosi che ridel male (Pasqua cordano gli eventi princideriva dal verbo ebraipali del Cristianesimo. La co Pèsach che signifipresenza del pane sulla cava passare oltre, protegge- tavola ha significato votivo, re, salvare) mentre i figli degli nel ricordo della discendenza Egiziani furono colpiti a mor- dal sovrannaturale, prodigio te. Gesù per i Cristiani do- della germinazione del grano, vrebbe dunque rappresentare ricordo del pane azzimo (il la nuova Pasqua, il nuovo pane senza lievito consumato veicolo di dagli Ebrei salvezza. in occasione Per gli della fuga Ebrei, che dall’Egitto). non credoL’uovo fa no in Gesù parte intecome figlio grante della di Dio e ricorrenza Salvatore perché quedell'uomo, sto alimento la Pasqua è il simbolo è una fedella vita sta religioche si rinnosa molto va, un auimportante che ricorda la spicio di fecondità. All’uovo e liberazione e la fuga degli al pane si ispirano le torte Israeliti dall'Egitto. La Pasqua salate e le torte verdi della si celebrava tra il 14 e il 15 tradizione: come la torta padel mese di "nissan", che squalina, antico piatto genocorrispondeva all'equinozio di vese, la torta di Pasqua al primavera nel calendario e- formaggio di origine umbra, la braico, rappresentando nello crescia di Pasqua marchigiastesso tempo anche il princi- na e le pizze al formaggio pio dell'anno. Poi , la Pasqua campane ripiene di uova, cristiana venne regolata in pecorino, farina e olio d’oliva, modo che cadesse la dome- gli "aceddi cu l'ova" siciliani nica dopo il primo plenilunio di primavera.Inoltre la Pasqua, essendo legata al ciclo lunare e non ai mesi del calendario, è una festa "mobile" e non cade ogni anno nello stesso giorno. Per quanto riguarda le tradizioni pasquali, oggi, come

L’uovo di Pasqua... ...rappresenta la Pasqua nel mondo intero e come simbolo ha subìto varie manipolazioni estetiche: è stato dipinto, intagliato, ricoperto; la sua forma è stata riprodotta con elementi diversi: da quelli commestibili (cioccolato e zucchero), a quelli più duraturi (terracotta o carta pes-ta). Mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un'origine che pesca nel lontano passato. Le uova, forse anche per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico: quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. I greci, i cinesi ed i persiani se li scambiavano come dono per le feste primaverili, così come nell'anti-co Egitto le uova decorate erano scambiate all'equinozio di primavera, data di inizio del "nuovo anno", quando ancora l'anno si basava sulle stagioni. L'uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell'allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare. E le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri specieli, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa. Le uova, con l'avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell'uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come come un pulcino esce dell'uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba.


Voci Morolane

PER RIFLETTERE...  I martiri cinesi di Yang Jia Ping

C

ari lettori, vi racconterò un fatto che spero stimoli in voi una riflessione. Questa è la storia di 75 monaci trappisti che, sotto il regime comunista di Mao Zedong, cedettero nel loro ideale tanto da dare la vita. Riporto qui sotto la testimonianza di un monaco sopravvissuto a quelle torture: «In quella convulsa notte, alle due, la comunità dei monaci si riunì in cappella per cantare l’ufficio divino. Giunse però un’ondata di contadini, venuti per saccheggiare il monastero. A Yang Jia Ping c’erano 75 trappisti, 18 eranosacerdoti, di cui 5 stranieri e il resto cinesi […] intanto si stava preparando un rocesso pubblico in cuii monaci avrebbero patito l’accusa di aver sfruttato il

popolo p e r di CHIARA LIBURDI ad inerpicarsi a i u t a r e per str etti i l l e c i ta me n te l e sentieri, e , raggiunto potenze straniere. I un villaggio si monaci furono accamparono lì per tre condotti nella giorni. Qui Fratel Bruno cappella, vennero Fu, un cinese di 82 confiscati loro gli anni morì il giorno del occhiali. Fratel Rocque suo 50° anno di durante l’interrogatorio fu professione. In quei giorni selvaggiamente piacchiato morirono altri due fratelli con bastoni da 3 o 4 guardie laici: Fratel Clemen Gao e c o n t e m p o r a n e a me n te . Fratel Filippo Liu […] c’era Padre Seraphim, che chi moriva per le percosse, negava ogni accusa, fu chi per la denutrizione e la brutalmente percosso. troppa fatica, ma c’era Sfinito sotto i colpi aveva anche chi moriva di invocato un po’ di pietà. Alle crepacuore […] alla fine di sue implorazione, uno dei quel calvario, 33 monaci giudici rispose: “Adesso non erano morti». Come avrete è più tempo di pietà. E’ sicuramente capito quei tempo di vendetta. Il tempo monaci subirono una vera e della poietà è finito! Alla fine propria Via Crucis e alcuni del processo l’intera di loro morirono. Allora mi comunità di Yang Jia Ping chiedo: vale la pena morire venne condannata a morte per un grande ideale? E N e l l a soprattutto, che cos’è un notte del ideale? Cercherò di 12 agor i s p o n d e r e p r i ma a sto, i q u e s t’ u l ti mo q u es i to . tra pp is ti Secondo definizione di furono vocabolario l’ideale è ciò obbligati che riunisce tutte le a lasciare perfezioni che la mente Yang Jia umana può concepire. Beh P i n g . credo che l’ideale vero sia S u l l e quello che dà una spalle di giustificazione a tutto, che ti ognuno fa sentire vivo quando ti era stato svegli, che si addormenta posto un con te la sera e ti pesante accompagna durante tutta carico la giornata. Oggi viviamo nel […] come mondo del Relativismo: animali ognuno ha le sue verità e da soma tutte sono giuste! Ma tutto iò e s s i dà una felicità completa o furono duratura? Conosco una cos tre tti persona che credeva di

giorno un suo amico finì sotto un tir, morì sul colpo. Dico solo che quella verità tanto amata non dava giustificazione ad una morte così precoce e non consolava il cuore. Ora ne ho trovato un altro che custodisce gelosamente: eterno e che non delude mai. Allora come i martiri di Yang Jia Ping vale la pena morire per esso? A questo dovete rispondere voi. Credo che il martirio non sia solo fisico! Fortunatamente noi viviamo in un paese dove non ci sono perseguitati. Ma quante volte siamo costretti a rinnegare le nostre idee? Ad abbassare la testa dinanzi a terribili attacchi mortali? Cari giovani, bisogna trovare un grande ideale che ci completi e difenderlo con forza! Vi ringrazio per aver prestato attenzione a questo testo! La testimonianza del monaco trappista è tratta da: “Il libro rosso dei martiri cinesi” a cura di Joseph Zen - attuale vescovo di Hong Kong.


Voci Morolane

LA PAGINA “UTILE” FERENTINO

MOROLO

ROMA T.NI

ROMA T.NI

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* = FESTIVI

SITO CONSIGLIATO www.prolocomorolo.org

Attivo da poco il nuovissimo sito targato Pro Loco Morolo, dove è possibile consultare le pagine di storia, le ricette, le poesie, le feste e le tradizioni del nostro paese, oltre a sezioni simpatiche, come quella dedicata ai soprannomi morolani!


Voci Morolane

SUBAGENZIA DI MOROLO Via Morolense, Km 9,800 - 03017 Morolo (Fr) Tel./Fax 0775.804014 - Cell. 347.6446477 - 349.0751452 Assicurazioni: sconto 30% Rc, 50% incendio/furto Prestiti, mutui, 730

 di Grecco Federico

Via Domenico Patrizi MOROLO - Tel. 0775.229020

Voci Morolane APRILE 2007 - Anno II Numero 6

Hanno collaborato a questo numero: Carlo Alteri Federico Astazi Orietta Ciaschi Anita Fiaschetti Mario Fiaschetti Tommaso Grecco Chiara Liburdi Francesca Lucarelli Luigi Mancini Antonio Pietropaoli Gabriele Schiavi Daniele Trenca Per info, chiarimenti ed invio articoli:

vocimorolane@yahoo.it

Scuola Media Statale “E. Biondi” (classe III A)

Voci Morolane - numero 6  

Aprile 2007 - Una Passione suggestiva

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