Page 1

VOCI LIBERE

Il giornalino della CT Anno 2010 - numero 1


Sommario 

Notizie dal mondo .....

3



on the road .....

7



le meraviglie di roma .....

10



sportiva-mente .....

14



sottotraccia .....

17



prima visione .....

19



leggendo tra le righe ..... 23



into the wild .....

26



life style .....

29



soul kitchen .....

31

Redazione Editore e proprietario fondazione Villa maraini Direttore responsabile comunita’ terapeutica villa maraini Direzione editoriale luca Coordinamento redazionale ilaria simone fabio marco Grafica e impaginazione ilaria Periodicita’ e distribuzione Semestrale Sede legale e amministrativa via b. ramazzini, 31 00151 Roma Per informazioni E mail: ctdiurna@villamaraini.it tel. 06 657530211/213 Sito www.villamaraini.it

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo periodico puo’ essere riprodotta con mezzi meccanici o grafici quali la fotoriproduzione e la registrazione


Notizie dal Mondo

Questa sezione nasce ai fini di uno sguardo al “macro” e al “micro” per avere un’ottica a 360° dove l’attenzione a sè, all’altro e all’ambiente che ci circonda diviene presupposto fondamentale per la costruzione della propria autonomia, spontaneità e consapevolezza.

In giro per il Mondo

Imprevedibilita’ e impotenza (...ricordando) Anche se accaduto nell'Aprile del 2009 sembra quasi doveroso scrivere in questo numero del giornalino del sisma che ha colpito nel cuore della notte la regione abruzzese con epicentro a L'Aquila. Cominciamo a riflettere da questo tragico evento, che ha fatto molte vittime, proprio per cercare di capire come l'uomo sia impotente davanti alla forza della natura, che può essere imprevedibile. Penso tutto questo proprio perché, pur essendo a 100 km dall'epicentro, ho sentito in pieno la forte scossa sismica iniziale e ho provato, come penso la maggioranza di tutti coloro che come me si sono accorti di ciò che stava accadendo, l'impotenza a reagire in qualche maniera, e quindi la paura. Tutti noi oggi siamo presi dal vivere frenetico, e non pensiamo mai a come potremmo opporci davanti ad un fatto imprevedibile come quello di un evento catastrofico naturale. Gli eventi imprevedibili ci colgono sempre di sorpresa. Eppure sono eventi comuni che irrompono continuamente

di

stefano

nella vita di tutti i giorni: più diffusi di quanto si creda, fanno parte del tessuto stesso delle nostre relazioni con il mondo e segnano importanti punti di svolta nella storia della nostra esistenza. Parlando con i miei compagni ed amici di comunità, ci siamo chiesti come si potrebbe dare aiuto alle popolazioni, vittime della natura. In occasioni del genere, i soldi dello stato ed altrui non sono mai sufficienti ed è per questo che diviene importante attivare quella solidarietà che, secondo me, il popolo italiano ha nel proprio DNA. Riflettendo siamo così giunti a due tipi di possibili soluzioni: prima, la possibilità di destinare il cinque per mille ad un fondo per le vittime di eventi di tale portata; seconda, la possibilità per tutte le imprese di versare con un apposito codice tributo un contributo destinato al fondo. Il governo, in base alle proprie finanze, stabilirà se renderlo detraibile o no dalle tasse per "sostenere e sostenerci" quando accadono tragedie di questo tipo.

3


Notizie dal Mondo In giro per il Mondo

Polonio 210

Il polonio 210 è un semi-metano radioattivo ed estremamente raro. E' studiato in alcuni laboratori di ricerca nucleari dove la sua elevata radioattività richiede particolari tecniche di manipolazioni e precauzioni. Il polonio 210 è l'unico componente del fumo della sigaretta che ha causato cancro negli animali da laboratorio a seguito di inalazione. Esso è noto per causare tumore al polmone ed è "salito alla ribalta" per essere stato utilizzato ad uccidere Alexander Litvinenko, ex colonnello del kgb, morto dopo tre settimane di agonia, tra accuse di avvelenamento rivolte al Cremlino e illazioni dei servizi segreti di Mosca a dire che era tutta una simulazione per danneggiare

di

stefano

Putin (Londra 2006). Senza commento il fatto che le case produttrici di tabacco, mentre tentavano di eliminare questa sostanza dai loro prodotti, hanno tenuto le loro ricerche sotto silenzio (dato documentato in alcune ricerche del 1978, ricerche portate avanti da una multinazionale del tabacco). Scoperto questo, tutti i colossi del tabacco si sono riuniti "pensando bene" di mettere tutto a tacere per tornaconti personali, senza parlare del tornaconto economico! Secondo alcuni legali di queste grandi case tabagiste, il polonio 210 è presente anche nei cibi in piccolissime quantità che verrebbero assorbite attraverso i vari processi di lavaggio e mantenimento. Nella mia "ignoranza" non saprei dire un'opinione rispetto a questi prodotti chimici, ma mi sento di dare un consiglio a chi è impegnato nella lotta contro il fumo, ovvero far scrivere sui pacchetti delle varie marche del tabacco tali parole: "Nelle sigarette è presente il polonio, il veleno con cui è stato ucciso Alexander Litvinenko nel 2006 a Londra". Non pensate sia una buona idea?

In giro per il Mondo

Curiosità sul Satanismo

Per chi non è satanista (forse la maggior parte della popolazione) c'è di sicuro la curiosità su cosa sia il satanismo e chi sia un esorcista, parole che in me - quando ero bambino suscitavano già molta paura ma, al tempo stesso, una certa curiosità. Una curiosità rispolverata a proposito del fallimento che ha visto coinvolta l'Alitalia. Padre Amorth dal 1986 è esorcista nella Diocesi di Roma. Si è formato alla scuola di Padre Candido Amantini che per molti anni è stato il più autorevole esorcista della Scala Santa a Roma. Notizie di quotidiani riportano che Amorth avrebbe realizzato circa 70.000 esorcismi dal 1986 al 2007 ma lo stesso dichiara di essersi trovato davanti a vere e proprie possessioni demoniache non più di una decina di volte. Padre Amorth avrebbe detto che sull'Alitalia c'è qualcosa di diabolico, confermando una profezia dell'ex presidente Alitalia, il quale disse che la stessa avrebbe avuto bisogno di

di

stefano

un esorcista. Fino a quando non ho letto quest'articolo sul giornale "La Repubblica" ne sapevo poco in proposito. In tutta sincerità, mi viene da ridere quando qualcuno di questi satanisti, capo o discepolo che sia, possa credere di aiutare migliaia di famiglie: cioè, tutti i cosiddetti lavoratori in esubero ed il personale con l'aiuto di Satana, coprendo buchi economici milionari che oramai esistono da decenni. Immaginiamo cosa accadrebbe se tutti i disoccupati italiani o i cosiddetti lavoratori precari si rivolgessero a preti esorcisti o diventassero loro stessi satanisti. Una curiosità è che ad esprimere queste opinioni è il sottoscritto, Stefano, un lavoratore aeroportuale che ha visto con i propri occhi gli sprechi e i soldi spesi in maniera ridicola e superflua dalla compagnia stessa, come hanno confermato i TG nazionali, parlando dei vari miliardi, concessi a questa compagnia, e mai visti! Intorno a tutto ciò ruota una domanda che penso sorga spontanea a tutti e su cui invito a riflettere: per esorcizzare questo Satana serve Padre Amorth o piuttosto che tutti i soldi stanziati per la compagnia vengano ritrovati e finalmente messi a disposizione? In parole povere, il vero diavolo esiste? O è l'uomo stesso che fa sì che certe cose accadano?

4


Notizie dal Mondo Curiosando... Colombia, fa fuggire spacciatori: arre stato Lorenzo, il pappagallo La polizia di Barranquilla ha "arrestato" un pappagallo colpevole di aver fatto scappare degli spacciatori durante un raid delle forze dell'ordine. Quasi 300 agenti di polizia, dopo numerose segnalazioni, erano arrivati nei pressi di una abitazione dove si nascondeva un gruppo di spacciatori. All'improvviso dalla casa si sarebbe sentito qualcuno urlare "Scappa, scappa, arriva il gatto". Si trattava di Lorenzo, il pappagallo addestrato ad avvertire i suoi padroni dell'arrivo della polizia.

Mehmet Ozyurek: l'uomo con il naso più lungo del mondo Mehmet Ozyurek, un turco di 61 anni, è iscritto nel libro dei Guinness dei Primati dal 6 luglio del 2007 in quanto uomo con il naso più lungo del mondo (8,8 cm, misura confermata il 18 marzo allo Show dei Record a Roma).

Lo Yeti d’Oriente Un vero è proprio mistero quello che avvolge l'origine della strana e ancora non identificata creatura che alcuni cacciatori cinesi hanno catturato nei boschi. L'animale ritrovato non presenta nessuna identità con specie già conosciute e catalogate, ma possiede solo alcune similitudini con altre bestie. Lo Yeti orientale infatti, così è stato da subito definito dai primi esperti, dalla pelle di colore rosa pallido, non possiede pelliccia o mantello, ma nella postura e nella coda ricorda il canguro. Il viso invece e soprattutto le tondeggianti orecchie e il musetto lungo e affusolato fanno pensare più ad un lontano parente dell'orso, mentre i versi che emana somigliano a sordi miagolii. Un miscuglio di affinità che rende difficile risolvere il dilemma. Una chiave di lettura diversa e si spera risolutiva dovranno darla i ricercatori di Pechino a cui è stato già inviato il DNA prelevato dall'animale. Intanto su internet impazzano commenti e in molti si sbizzarriscono ad avanzare ipotesi.

a cura di

Francia: pescata una carpa arancione da 14 chili Il pescatore Raffaello Biagini ha pescato una carpa arancione di quasi 14 chili in un lago nel sud della Francia, dopo circa 10 minuti di "agguerrito confronto" con il pesce in questione.

L'incredibile raffreddore di Lauren Johnson: 12000 starnuti al giorno Una teenager americana è finita sui media di mezzo mondo perché da quando si è presa il raffreddore starnutisce 12 milavolte al giorno, fino a 20 al minuto. La sindrome ha pochi precedenti e sta mettendo in crisi i dottori.

Sbaglia le impostazioni di privacy su Facebook e invita 21 mila persone alla sua festa di compleanno HARPENDEN (REGNO UNITO) - Una ragazzina inglese, alla festa per il suo 15esimo compleanno, ha invitato per sbaglio 21mila persone, non avendo per nulla dimestichezza con le impostazioni sulla privacy del social network Facebook. Rebecca Javeleau ha creato una pagina evento ma, per un errore nelle impostazioni, l'invito è comparso sulla bacheca di 21mila persone che hanno confermato la partecipazione.

Lluca

5


Notizie dal Mondo Detenzioni stupefacenti

Stragi del sabato sera Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle droghe, Carlo Giovanardi, sottolinea il problema delle stragi del sabato sera che registrano più morti dei soldati americani impegnati nella guerra in Iraq. La proposta del sottosegretario è quella di chiudere anticipatamente rispetto all'attuale orario le discoteche. Il problema principale di queste stragi risulta essere l'uso e l'abuso di sostanze stupefacenti ed alcol. I controlli fuori dalle discoteche ci sono ma non abbastanza sufficienti se si pensa che il numero dei patentati ammonta a 35 milioni e che si eseguono appena poche decine di migliaia di controlli con circa duemila e trecento esiti positivi. Personalmente ritengo che per migliorare questa situazione sia poco funzionale chiudere prima i locali. Sarebbero neces-

di

fabioLL

sari più controlli, pene più severe e tanta prevenzione fin da piccoli. Il resto dovrebbe essere un impegno dei giovani a valorizzare la propria vita e a non sprecarla per un sabato sera in discoteca… perché indietro non si torna!

6


On the road

"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora... imparerai come si vola." (da "Il gabbiano Jonathan Livingston" di R. Bach)

Lignano 2010 21 Agosto 2010 - Roma - Villa Maraini - ore 8:30. A piccoli gruppi ci siamo avvicinati al pullman che ci stava aspettando, carichi di entusiasmo per l'avventura che da lì a poco avremmo iniziato. Caricati i molti bagagli, che sembravano moltiplicarsi, ci siamo aggiudicati i posti, con svariati cambiamenti prima di poter trovare l'assetto ideale e dopo l'ultima agognata sigaretta e i concitati saluti di rito, siamo partiti, strano a dirsi, in perfetto orario. Il pullman si è subito animato a suon di cori e battute e nonostante il copioso traffico, il clima torrido e i primi fastidiosi sintomi d'astinenza da nicotina, ci siamo divertiti e abbiamo lentamente raggiunto la nostra meta: Lignano Sabbiadoro. Siamo giunti a destinazione decisamente provati dai chilometri percorsi e dopo la tanto attesa assegnazione delle stanze e una cena discreta, ci siamo finalmente goduti il meritato riposo! 22 Agosto 2010 - Domenica: partita di calcetto. Il tifo si faceva sentire. Il match non è iniziato nel migliore dei modi perché già dopo pochi minuti di gioco perdevamo per due a zero e, nonostante gli sforzi e la grinta dei nostri giocatori, il primo tempo si è concluso sul tre a zero per la squadra avversaria. Ma la nostra squadra non si è persa d'animo, facendo gruppo e incitandosi per continuare la partita. Nel secondo tempo i tentativi di recuperare sono stati meno timidi e la tensione per un goal imminente era nell'aria, purtrop-

di

gabriele

po però il risultato non si è sbloccato a nostro favore e la partita è terminata sul sei a zero. Sebbene il calcetto non abbia soddisfatto le nostre aspettative di vittoria, ci siamo comunque sentiti soddisfatti perché alcuni di noi, impegnati nel frattempo in altri tornei, hanno riportato la vittoria a pallavolo e a beach volley. La domenica sera siamo andati all'arena di Lignano, un piccolo anfiteatro molto carino, dove abbiamo ascoltato diversi gruppi composti da ragazzi che, come noi, stanno facendo un programma terapeutico. Vedere l'impegno dei cantanti ed il coinvolgimento del pubblico ha fatto sì che ci divertissimo tutti in un clima di spensieratezza ed unione. Verso la fine del concerto siamo andati tutti sotto il palco e abbiamo ballato "Il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano, e quelle note hanno chiuso quella giornata piena di emozioni. I giorni a venire non sono stati da meno: partite, tornei, risate, giochi… Il giorno della partenza è arrivato senza che neanche ce ne fossimo accorti, presi come eravamo dalle varie attività e dalla buona compagnia. Quel giorno, dopo una buona colazione, il viaggio di ritorno è cominciato. Tutt'ora non posso sapere con certezza cosa stessero pensando i miei compagni ma dalle loro espressioni credo di non andare troppo lontano nel pensare che ognuno di loro stesse ricordando i bei momenti trascorsi insieme!

7


On the road

Come gestire il mio potere in modo sano Andando avanti nel percorso terapeutico ed acquisendo maggiori responsabilità, parallelamente al mio percorso di crescita, mi sono trovato a scontrarmi con la difficoltà di essere costante nel mio impegno quotidiano in comunità. Essere alla fine della fase residenziale non giustifica il mio essere ossessivo sulle situazioni o sulle cose e non accettare lo sbaglio mio e/o dell'altro perché in questo momento del programma potrebbe essere pericoloso per me non dare importanza al mio atteggiamento di scegliere per conto mio senza ascoltare chi si preoccupa per me nelle varie situazioni quotidiane. Come posso gestire allora il mio potere? Mi viene in mente quello che dice sempre

Il mio percorso Sono arrivato a Villa Maraini nel maggio del 2008 e dopo quattro mesi di C.D.O. (un centro di orientamento che aiuta le persone nello scegliere il percorso terapeutico più adatto a loro) sono entrato qui in comunità. Era settembre ed ero molto motivato e determinato: volevo riappropriarmi della mia vita! I primi mesi sono stati veramente difficili, molto più di quanto mi aspettassi. Eliminate le sostanze, che erano tutto quello che avevo, le paure caratterizzavano ogni mia giornata, tanto che spesso ho dovuto interrompere dei gruppi terapeutici che facciamo in comunità, andando completamente nel panico e avendo anche sgradevoli ripercussioni sia nella psiche che nel fisico. Ciò che non scorderò mai è l'enorme tristezza che avevo dentro ogni giorno, ogni momento: mi sentivo spento, vuoto, e lo sguardo nei miei occhi era quello di un ragazzo che veniva da

di

Lgianluca

il nostro Responsabile: “NOI SIAMO I PROTAGONISTI DEL NOSTRO CAMBIAMENTO!”. Per cui io voglio concentrare il mio potere sul mio cambiamento, sia per gestire le situazioni del quotidiano in comunità, stando vicino ai giovani e ai maiores (i ragazzi più avanti nel percorso che hanno la funzione di guida e sostegno per gli altri) e facendomi conoscere sempre di più; sia per il mio futuro fuori di qui, con la mia famiglia e con il mondo fuori, mettendo in pratica tutto quello che sto imparando qui dentro in modo sano per un Gianluca nuovo, bello, brutto, generoso, avido, simpatico, antipatico, ma emotivamente sincero, senza reprimere le emozioni come ho fatto negli ultimi vent'anni.

di

Lmanuel

un altro pianeta, teletrasportato qui da una macchina del tempo, un ragazzo spaesato ed impaurito. Dopo qualche mese però, grazie alla mia tenacia, determinazione e alla mia fiducia nella struttura, ho cominciato pian piano ad apprezzare quello che la vita può offrire, ho sempre di più ritrovato me stesso e ho imparato a riconoscere e soprattutto ad apprezzare le mie emozioni, scoprendo quanto può essere bello ed emozionante dare e ricevere affetto. Sono riuscito un po' alla volta a prendermi cura di me, dando valore alla mia persona; quel valore che avevo perso o forse mai avuto. Tutto questo ha cominciato sempre di più a "riempirmi", infondendomi così una buona dose di sicurezza, che mi permette in molte circostanze di agire quasi in totale naturalezza, regalandomi una felicità che non ha prezzo. Oggi sono vivo!

8


On the road

Vivere o sopravvivere Vivere o sopravvivere: è un bel dilemma ma credo sia la giusta introduzione per dar vita a quest'articolo! Ho venticinque anni, dieci dei quali da tossicodipendente, o meglio da cocainomane. Dieci anni nei quali ho vissuto in un mondo buio e silenzioso, pieno di rabbia e tristezza. In quegli anni ho tarpato le ali della mia adolescenza crescendo troppo in fretta, senza ascoltare ma anzi odiando quella parte di me che aveva bisogno di affetto e comprensione. Con il passare degli anni, la mia solitudine mi ha divorato, isolandomi da tutti ma soprattutto da me stesso. È così che in preda alla disperazione ho chiesto aiuto per far sì che in quel buio entrasse uno spiraglio di luce! Da quel giorno ho deciso di VIVERE e NON di SOPRAVVIVERE! Oggi sono quasi due anni che non faccio più uso di sostanze, che amo la vita e che l'ammiro stupito per la sua infinita bellezza. Oggi sono vivo e contento di esserlo! Sono a buon punto del programma terapeutico e dopo tanta fatica comincio a rac-

Semplicemente io C'è stato un tempo in cui credevo di poter cancellare le cose brutte della vita. Pensavo di poter eliminare dolore, tristezza, ansia e angoscia. Ho seppellito tutte le mie paure dedicandomi solo alle cose belle della vita. Ingenuo e presuntuoso il mio credo era divertimento e piacere ad ogni costo. Vivere giorno per giorno senza mai pensare al domani, costi quel che costi. Così, anno dopo anno, ho creato un mondo tutto mio nel quale mi sentivo al sicuro. Un mondo ovattato fatto di luce artificiale, bello, ma pur sempre artificiale. Un mondo le cui fondamenta erano l'illusione di aver tutto sotto controllo, confortante, ma pur sempre un'illusione. Un mondo perfetto, una prigione dorata nella quale mi sentivo protetto, rassicurato, ma pur sempre una prigione. Correndo verso qualcosa di irraggiungibile ho costruito un muro tra me e la realtà. Un muro che pian piano, col passare del tempo, si è sgretolato ed è crollato. Sono stato travolto da una valanga fatta di tutte quelle emozioni negative da sempre ignorate. Sopraffatto da tutto il nero che per anni mi ero affannato a non vedere. All'improvviso il sole si è spento, sono calate le tenebre e mi sono ritrovato nel buio. Ci si accorge delle cose importanti solo quando le perdi o finiscono. Ero finito, sfinito, stanco, senza speranze, morto.

di

Ldaniele

cogliere i frutti del mio grande impegno. Oggi sono maior all'interno del gruppo dei miei compagni e sono loro di sostegno e guida. Ma sono soprattutto Daniele: un ragazzo che con fatica inizia ad apprezzare tutte le sue qualità, utilizzandole per me e per gli altri, valorizzando chi sono e non cosa sono stato. Dopo tanta sofferenza sono felice di affrontare la vita a testa alta senza più nascondermi. Il mio lavoro non è finito qua: tutt'ora mi sto impegnando a dare voce alla mia emotività sia dentro che fuori la comunità, condividendo i miei stati d'animo e facendomi coccolare quando ne ho bisogno! Da circa sette mesi sto vivendo una meravigliosa storia d'amore con una ragazza stupenda che mi riempie dandomi gioia e felicità, emozioni che oggi sono capace di apprezzare e vivere! Grazie a lei sto capendo quanto è bello amare ed essere amati. Concludo con il dire che SONO FIERO DI ME STESSO ed è MERAVIGLIOSO VIVERE e NON SOPRAVVIVERE!

di

philippe

Mentre annegavo nei sensi di colpa e il fallimento ho avuto la forza di chiedere aiuto. Qualche angelo mi ha sentito e ha acceso un fiammifero nell'oscurità. Come una piccola stella lontana nel cielo, per indicarmi la via. Con un sorriso, qualche abbraccio e tanta pazienza mi ha fatto da guida. Come un bambino ho imparato di nuovo a camminare, a parlare e a vivere nel mondo reale. Ho imparato che la vita è fatta di cose belle e brutte, di dolore e di piacere e che va vissuta per come si presenta. Chi l'avrebbe mai detto che quando tocchi il fondo ci sono così tante porte che puoi ancora aprire? È stato un percorso sofferto, lungo e doloroso. Ci ho creduto e con determinazione, impegno e tanto coraggio oggi sono qui e sto bene. Oggi alzo gli occhi al cielo come se lo vedessi per la prima volta. Guardo alla vita con occhi nuovi che con meraviglia esplorano il mondo. Cerco di vivere con serenità e non permetto all'ansia e alle paure di distruggermi e di confondermi. Infine accolgo con gratitudine infinita questa seconda vita e voglio che ogni giorno, dall'alba al tramonto, sia per me un dono inaspettato. VOGLIO VIVERE PIENAMENTE IL MIRACOLO DELLA VITA!

9


Le meraviglie di Roma

Quanto sei bella Roma quann'è sera, quando la luna se specchia dentro ar fontanone e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma quando piove. Quanto sei bella Roma quann'è er tramonto, quando l'arancia rosseggia ancora sui sette colli e le finestre so' tanti occhi che te sembrano dì : quanto sei bella! Ah, quanto sei bella. Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui. Vedo la maestà der Colosseo, vedo la santità der Cuppolone, e so' più vivo, e so' più bono, no, nun te lasso mai, Roma capoccia der monno infame. Na carrozzella va co' du' stranieri, un robivecchi te chiede un po' de stracci, li passeracci so' usignoli, io ce so' nato, Roma, io t'ho scoperta, stamattina. Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui. Vedo la maestà der Colosseo, vedo la santità der Cuppolone, e so' più vivo, e so' più bono, no, nun te lasso mai, Roma capoccia der monno infame. (A. Venditti - "Roma Capoccia")

Trastevere

Trastevere, riva etrusca creata da Anco Marzio circa il 635 a.C., è, o meglio era, il nido superstite della pura razza popolana dell'Urbe; fiera, gagliarda e fumantina..."gajarda incudine nun ha paura der martello". Il suo stemma prevede una testa di leone d'oro su sfondo rosso, il cui significato non è certo. La denominazione "Trastevere" deriva dal latino Trans Tiber e significa "al di là del Tevere": questo perché geograficamente l'area sorge sulla riva destra del fiume Tevere (laddove gli altri rioni della città, al tempo dell'antica Roma, erano locati sulla riva sinistra), il che ha permesso al quartiere di diventare (a cominciare dall'epoca romana) il principale porto fluviale della città (il Porto di Ripa

di

luca

Grande) collegandolo ad Ostia e al mare. Grazie al parziale isolamento (si trovava al di là del Tevere) e all'ambiente multiculturale fin dal tempo dell'antica Roma, gli abitanti di Trastevere, chiamati trasteverini, venivano a formare quasi una popolazione a sè: popolani di nota tenacia, fierezza e genuinità. Inoltre, le donne erano considerate molto belle, con occhi e capelli molto scuri e dai bei lineamenti. "Lodato, sii, Trestevere beato, che pe' 'gni donna, n'angelo ciai dato" . Già nel passato (dall'epoca dell'Imperatore Augusto), Trastevere ha ospitato gente proveniente da ogni dove: commercianti ebrei, che hanno avuto un ruolo centrale nel Medioevo (poi trasferitisi, nel 15° secolo, sulla riva opposta del fiume, nel Ghetto Ebraico), avventori provenienti da ogni parte della penisola e stranieri provenienti dai territori al di là delle Alpi. Quartiere accogliente, dunque, aperto alle influenze esterne ma anche profondamente romano. Con il passare dei secoli, il fascino di Trastevere non è poi così cambiato (al di là degli ovvi cambiamenti del tessuto urbano ed anche dei mutamenti sociali, che hanno portato a sostituire via via alle botteghe artigiane tutta una serie di ristoranti per turi-

10


Le meraviglie di Roma

sti, birrerie, take away etnici, negozi alternativi, librerie, sale da tè o internet cafè ). Oggi, accanto a romani che abitano il rione da diverse generazioni (ormai molto pochi, a dire il vero) ed ai nuovi ricchi che abitano i grandi e costosi appartamenti ristrutturati (giornalisti, intellettuali un poco snob, figli di papà dal portafoglio gonfio, professori universitari), e tutto un pullulare di stranieri (pittori, espatriati facoltosi, studenti della John Cabot e dell'American Academy, due università americane della città), attirati dal fascino di questi vicoli, così carichi di storia e di carattere, e dai tesori che Trastevere svela: alcuni sotto gli occhi di tutti (la Chiesa di Santa Maria in Trastevere, quella di Santa Cecilia e di Santa Maria della Scala, San Pietro al Montorio ed il Tempietto del Bramante, l'Isola Tiberina, il Gianicolo, da cui si gode una veduta di Roma da togliere il fiato, e l' Orto Botanico), altri più nascosti, altri legati ai piaceri della gola e dei sensi (il mercato di piazza San Cosimato, il caotico mercato delle pulci di Porta Portese, la pasticceria di Vicolo del Cinque o la festa folkoristica De' Noantri a metà agosto). La notte, poi, il quartiere cambia volto, lasciando spazio ai divertimenti della vita notturna (una passeggiata, una birra in uno dei tanti locali notturni, uno spuntino di mezzanotte). Agli abitanti del quartiere (meno accoglienti di un tempo, a dire il vero, infastiditi dai venditori di strada o dal traffico e dalla folla rumorosa, qualche volta un po' alticcia, che affolla i tavoli all'aperto o passeggia per i vicoli) si

sostituiscono frotte di personaggi attirati dalle opportunità e dal fascino del rione. Che sia di giorno o di notte, passeggiare per il suo labirinto di strade rimane un'esperienza da raccontare. Essendo io giovane e di origini romane, mi chiedo a volte quanto le storie, le tradizioni ed il folklore di questa nostra città eterna vadano pian piano scomparendo, lasciando il passo ad una Roma più moderna e globalizzata ma priva di quella personalità che un tempo la caratterizzava. Ho scelto di parlare di Trastevere perchè per me è uno degli ultimi baluardi di quell'identità romana, un pò popolare ed un pò romantica, che tanto mi affascina ma che si è persa nell'immaginario dei giovani. Per questo ho fatto una ricerca per scoprire un pò delle infinite storie che i vecchi vicoli di Trastevere hanno vissuto, cercando di far rivivere, almeno un pò, quell'amore che ha legato per anni i romani e i forestieri a questo quartiere. VIALE TRASTEVERE (un secolo fa) Viale del Re, che risaliva al 1882, venne successivamente chiamato "Viale dei Lavoratori", e infine di "Trastevere". Queste sono le considerazioni di un vecchio "rionante" che dopo molti anni torna a vedere Trastevere ed esprime i suoi giudizi osservando le trasformazioni della via più importante.

11


Le meraviglie di Roma

"Questa è piazza d'Italia (Piazza Sonnino)? Era più larga. Gioacchino Belli, venuto sul tardi, meriterebbe un monumento più degno. Lo scultore, siciliano, ha fatto puro troppo. Tempi de magra! Ar posto de quer casermone c'ereno: Er Ricreatorio de Trestevere, Molliconi co la rameria, un cinematografo e Virgilio Golluccio er fotografo de li Bersajeri. Dall'altra parte un prato che costeggiava er Lungotevere. Là se piazzaveno serraj e baracconi che veniveno a rillegrà grossi e maschietti. Di fianco, in quelle casette, un brav'omo, er giudice Raffaele Majetti, ridunava li regazzi traviati. Li faceva lavorà e l'istruiva. Diceva "Educhiamo li fanciulli e vi saranno poi meno uomini da corregere e da punire". Però, Majetti morì e tutto agnede a carte quarantanove. Qua c'era la fermata der tranve. Qui montava con le bisacce a tracolla pe' venne la mercanzia un giornalaro: Giovanni Rossi conosciutissimo per l'urione. Pareva un grillo! Scegneva subbito pe' nun pagà li du' bajocchi. A proposito. Ce n'era un antro. Natalino: quello che venneva li giornali a la Stazione de Trastevere. Pe' ricordà a li viaggiatori che c'era lui, aripeteva "Er viaggio è longo, la carta serve sempre!" Questa, l'hanno chiamata casa de Dante! Ma chi l'ha vista mai! Er municipio riscattò er palazzetto da la famija Forti (quella che faceva er presepio su la tore), lo riadattò e Vessella (direttore d'orchestra) co la signora banda de Roma, ce faceva le prove. Popi escì fora Dante...co' Sonnino eccetera eccetera. Cinema Reale. Robba moderna. A quer posto c'era n'antra casa de la famija Forti. Inquilino era uno de li mejo osti der Rione, nun solo, ma Gabrielli cucinava a quer mifone. "Saro", er proprietario der caffè vicino, serviva un "Moka" cor "Fernette", che lèvete. Digerivi puro li sassi! De fronte, a San Grisogheno, o si ve piace mejo "ar Carmine", eccheve er dormitorio de li lampionari. Quelli che

faceveno er chiaro e lo scuro pe' li vicoli. La luce elettrica esisteva solo p'er Corso, via Nazionale ecc. A trestevere c'era l'illuminazione a gasse. Bisognava accennèlla e smorzalla a l'ora stabilita. Un corpo de "predestinati" ce pensava. Dico predestinati perchè quelli che la notte nun dormeno a casa... Qua c'era 'na casetta a tre piani. Ci abitava Nanina der Monte. Se chiamava Anna Crispino. Tutte le matine partiva de qui pe' annà a li Giubbonari dove ciaveva bottega. Na donnetta gajarda. Tempi d'onestà! Appresso c'era er deposito de marmi de mastro Pancottone. Ee sor Edoardo Fedeli, un artista fortunato, che per la lapide messa sur muro de la caserma de li Bersajeri a S. Francesco a Ripa, fu chiamato a lavorà a la tomba de Umberto I ar Pantheon. Qui nun m'aritrovo. L'ingresso de la VII coorte de li Vigili stava proprio de fronte ar viale der Re. La planimetria dev'esse stata cambiata. Piccole speculazioncelle. La solita amministrazione benevola! Nero, sporco, affumicato, e tuttavia così tipico. Quello sarebbe er palazzo de li Tipografi e de dietro c'è via Giggi Zanazzo. Un poeta come quello, indove sò iti a ficcallo... Appresso veniva un praticello, svago pe' li regazzini insieme a quello incontro all'Ospedalone de S. Gallicano. In un angolo a Via de le Fratte er palazzetto dell'Istituto Catel dove pe' tanti anni abitò Augusto Guadagnoli cassiere dell'Acqua Marcia. Insieme a Dante Guerani e Sante Angelini, er direttore de la scola elementare Regina Margherita, formaveno un gruppo de amiconi frequentatori de Pippo Burone in Pescivola. Dopo piazza Mastai, li fratelli de le Scole Cristiane staveno fabbricanno 'na scola de faccia l'osteria de l'Incannucciata. Era er riduno de l'agricoltori der suburbio che veniveno a venne li prodotti loro, a l' "Ortagricola", ossia li Mercati Generali d'allora. Incontro er forno der sor Michele Canziani

12


Le meraviglie di Roma

e appresso l'ospizio de li Vecchi. Come direttore: Arquati, figlio de Giuditta, quella der lanificio ammazzata ner 1867 a via della Lungaretta 97. "L'Ortagricola" era un piazzalone indove intorno intorno De Gregori, Emidio Marzi, e tanti artri negozianti avevano costruito li baracconi loro. In mezzo l'agricoltori der suburbio venneveno li prodotti de l'orti. Poi er mercato fu portato a S. Giovanni e qui arimase padrone Ripandelli. Era famoso Commissario de Trastevere. Er governo ce faceva fà li comizi, in modo de tenè sottomano li facinorosi. E Ripandelli co li scherzetti e co li frizzi l'allontanava da l'urione e...freghetènne! Da facciata: vedevio palazzo Petrini in angolo co via Emilio Morosini. C'era l'ambulatorio medico de Madama Helbig, 'na donna che bisognerebbe faje dieci monumenti. A visitalla ce venne perfino Margherita, la più bella regina der monno, la moje de Re Umberto. Quello co' li baffoni. Appresso c'ereno li prati de S. Cosimato. Qua de piede ce se piazzò un gioco de pallone. A li tresteverini je piaceno però de più li "Barzilai" ossia li doppi litri, che se scolamio tutti felici. Subito doppo c'ereno li cancelli. Era la linea der dazio consumo. Quanno s'entrava a Roma ve santeggiaveno e pagavio pochi centesimi si portavio robba soggetta a dazio. Da la parte sterna c'era de solito na fila de banchi che venneveno la merce più a bon mercato. L'abbacchio se venneva a du' sordi de meno la libbra. Certe popolane compraveno un abbacchio sano, lo imbacuccaveno come un pupetto in fasciola e poi pettorute, cantanno, passaveno sotto er naso a le guardie come fossero vere balie. Pe dissetasse a sinistra c'era l'osteria de la "Stella" a destra quella der "Sole Bruciato". Er gotto bono è piaciuto sempre a tutti! Dopo l'osteria de Cappelloni... ossia quella der "Sole Bruciato" ce fu creato un canile ma lo sfrattorno a la sverta perchè l'apparecchi de l'istituto sperimentale de li

Telegrafi senza fili riceveveno li telegrammi da l'altro monno. Ecchece a la fine. A destra un pò de prati. A sinistra la stazione de Trestevere. Ero facchino proprio alla Gran Velocità de la Rete mediterranea che fu inaugurata er primo d'agosto 1890 e col 30 aprile se attivò la linea Roma TrestevereViterbo. Funzionava sempre er raccordo co la stazioncina S. Paolo pe' li treni de Ladispoli (epoca de bagni). Ar ritorno de li bagni c'era sur piazzale l'osteria de la Luna che aspettava a cavole sature, co' fava e pecorino. Verso le cinque un ponentino tutto romano co' l'odore della campagna ve smoveva l'appetito e si volevio du' spaghettissimi all'ajo e ojo, c'era er pastificio de Tito Costa che ce n'aveva 'na quantità ceh lèvete! Ner novecent'e cinque la vecchia stazion e fu trasformata in Magazzino Sperimentale. Era viale fu prolungato de quasi un chilometro e de facciata ce sgaccorno er casermone de la stazione nova senza orloggio!

13


Sportiva-mente

"Mens sano in corpore sano" (Giovenale) E' importante la continua ricerca di un equilibrio tra mente e corpo: se uno dei due non è sano non lo sarà neanche l'altro. Ecco perché fa bene praticare sport per quel che concerne il corpo, leggere, conversare e discutere (o ragionare) per quello che riguarda la mente.

La Muay Thai (Boxe Tailandese) La Muay Thai, nota anche come Boxe Tailandese, è uno sport da combattimento che ha le sue origini nella Mae Mai, antica tecnica di lotta Thailandese. La Mae Mai veniva appresa e messa in pratica dai guerrieri thailandesi che la utilizzavano in guerra, qualora avessero perso le armi. Caratteristiche di quest'arte marziale micidiale sono i colpi inferti con tibie, gomiti e ginocchia. La preparazione fisica è tra le più rigorose e sfiancanti di ogni sport: i professionisti si allenano due-tre ore due volte al giorno per cinquesei giorni la settimana, correndo o nuotando per chilometri, saltando la corda, eseguendo flessioni su braccia e gambe, trazioni alla sbarra, esercizi per gli addominali e i muscoli del collo e cimentandosi in round dopo round di affinamento della tecnica ai pao o colpitori, il tutto sotto l'occhio attento di esperti maestri ex combattenti, i kru o ajarn. Oltre, naturalmente, allo sparring, condotto con maggiore o minore intensità a seconda del livello raggiunto, della preparazione e della condizione. La Muay Thai si diffuse fin dal 1500, nei primi tempi di pace del popolo Siamese, quando i cittadini organizzavano manifestazioni

di

Lfabio

ed incontri: era la pratica preferita dai civili, sia per divertimento che per difesa personale (Mae Mai Muay Thai). Allora si combatteva praticamente senza regole, senza categorie di peso, senza limiti di tempo, fino alla sottomissione, all'incoscienza o, tragicamente, alla morte di uno dei contendenti. Non si usavano protezioni a parte una conchiglia per riparare le parti intime e una corda avvolta intorno alle nocche. A volte questa veniva intrisa in una specie di colla e in polvere di vetro, trasformando gli incontri in autentici bagni di sangue. In Thailandia quest'arte marziale è considerata sport nazionale e gli incontri offrono notevoli possibilità di guadagno ai ragazzi che vi si cimentano. Nonostante oggi sia uno sport a tutti gli effetti, il Muay Thai è considerata tra le più dure ed impegnative specialità tra gli sport da combattimento. Infatti, come accennato, è permesso percuotere con tutte le parti del corpo (tranne la testa) la quasi totalità dell'avversario ed è possibile effettuare prese di lotta e proiezioni. In particolare, i thaiboxer sono temuti per l'utilizzo dei colpi di gomito, permessi quasi esclusivamente in Thailandia per la loro pericolosità.

14


Sportiva-mente

Simone D’Alessandri

NOME Simone COGNOME D'Alessandri ETÁ 30 anni. PROFESSIONE Agente finanziario di giorno, imprenditore e maestro di boxe e thay di sera nella palestra di mia proprietà. PER COSA SEI FAMOSO? Per essere stato un campione di sport da combattimento. ETÁ IN CUI HAI COMINCIATO QUESTO SPORT? 15 anni. PERCHÉ? Sotto consiglio fatto a mia madre. Da piccolo ero molto vivace e irruente e spesso mi sono trovato in situazioni poco piacevoli, per cui hanno consigliato a mia madre di farmi praticare uno sport per aiutarmi a scaricare le tensioni. Ho provato con il karate e il judo, finchè un giorno per caso mentre preparavo un mondiale di full contact mi chiesero se volevo andare vederlo. Andai a vedere il match e mi sono detto "Adesso ci provo pure io!". Dopo soli sei mesi ero un campione regionale e da lì una lunga ascesa al successo e alle altre discipline come la thay. QUANTI INCONTRI HAI DISPUTATO? 78 incontri. VITTORIE? 66 vittorie. SCONFITTE? 12 sconfitte. COME VIVI LE VITTORIE E LE SCONFITTE? Le vittorie le vivo come la conclusione felice di un duro periodo di allenamento e sacrificio. La sconfitta con il rimpianto di non aver dato il massimo: infatti, la maggior parte delle sconfitte è per colpa mia, o per la carenza di allenamento o a causa di periodi non sereni. COSA NE PENSI DELLA VIOLENZA? La violenza è applicata da persone frustrate che non si sentono a proprio agio e si scagliano sul più debole per sentirsi più grandi ed è ingiustificabile. QUANTO TI ALLENI? Purtroppo non sono mai stato un bel model-

di

fabio

lo di allenamento. Da professionista mi alleno quattro ore al giorno tutti i giorni, mentre nell'ultimo periodo mai più di due ore al giorno, comunque colmo questa carenza con la determinazione e la voglia di vincere. SACRIFICI? Tanti. QUALI? Il sacrificio più grande è quello del peso. L'avversario più duro è la bilancia, allenarsi tanto e mangiare il minimo è tosto. È GIUSTO PRATICARE QUESTE DISCIPLINE? Sì. A CHI CONSIGLI QUESTE DISCIPLINE? Un po' a tutti, in particolare alle persone che non si sentono bene con se stesse. Questi sport, secondo me, sono dei canalizzatori di violenza, aiutano a scaricare la tensione ed insegnano a vivere nella società rispettando il più forte ed il più debole ed insegnano il valore del "sudare per ottenere un risultato". PRO E CONTRO PER CHI COMINCIA QUESTO SPORT? I pro sono tanti a partire dallo star bene con se stessi a livello fisico e quelli che ho elencato prima. Di contro non ne vedo tanti. L'unica cosa potrebbe essere il fattore agonismo che comporta con il passare del tempo l'usura del corpo. È come portare una macchina sempre al massimo, prima o poi si rompe! A differenza di come pensano le persone, con le nuove tecnologie (guantoni, baschetti, etc.), oggi questo sport non causa più danni, come ad esempio quelli cerebrali. CONSIGLI PER CHI COMINCIA AD ALLENARSI? Non partire sempre a mille, avere il tempo giusto per ogni cosa. Non pensare subito a salire sul ring, ma allenare corpo e mente e prepararsi, altrimenti rischi di farti male. RIESCI A MANTENERE IL CONTROLLO SUL RING? Mantenere il controllo sul ring solo l'esperienza te lo può insegnare. Con il tempo si diventa più freddi e calcolatori ed in questo sport chi riesce a controllare le proprie emozioni è un campione. Quando sei sul ring sei investito da paura, ansia e adrenalina. Anche il pugile più esperto e più forte prima di salire sul ring ha paura. COME PREPARI UN INCONTRO? Lo preparo molto di testa, cercando di lavorare molto sul colpo d'occhio e sul colpo risolutorio. COSA PENSI DEL FATTO CHE QUESTE DISCIPLINE NON HANNO UN SEGUITO COME ALTRI SPORT, AD ESEMPIO IL CALCIO? Ci sarebbe molto da dire, purtroppo andiamo sempre incontro ai malumori delle persone che credono che siano sport pericolosi e violenti, mentre i maggiori infortuni avvengono negli sport tipo il calcio. PROGETTI FUTURI? Io mi reputo sempre un agonista, sia dentro che fuori dal ring, da atleta e da maestro. Oggi ho i miei ragazzi che porto a combattere e il mio risultato più grande è quello di portare loro ai massimi livelli.

15


Sportiva-mente

Kick-B Boxing La parola Kick-Boxing o Kickboxing è stata inventata in Giappone negli anni ‘80. In quel periodo le uniche forme di combattimento a contatto erano il Full Contact Karate, la boxe thailandese ed il sanda cinese. I promoter giapponesi, vedendo il successo dei match di boxe thailandese, decisero di eliminare i colpi di gomito, ginocchio e le prese. Rimase uno sport da combattimento nel quale gli atleti usano pugni e calci alle gambe, al tronco ed al viso. Si usano i calzoncini corti come nella boxe e nelle boxe thailandese. Nacque la "Japanese Kick Boxing", poi abbreviata in Kick-Boxing o parola unica Kickboxing. Gli americani precedentemente avevano iniziato a fare gare di Kung Fu e di Karate a contatto pieno, celebri precursori gli atleti ed attori Bruce Lee e Chuck Norris. Unirono quindi le tecniche di pugilato a quelle di Karate e Kung Fu e nacque il Full Contact Karate. Campioni furono Chuck Norris, Bill Wallace

di

fabio

e Joe Lewis, inseriti nella Hall of Fame delle arti marziali americane. Da qui nacque la confusione dei nomi e degli stili, in quanto usando anche nel Full Contact Karate i pugni e calci, chiamarono anche quella Kick Boxing. In Giappone venne poi creato un torneo chiamato K1, in cui K sta per Karate, Kempo e Kick Boxing. In questo torneo le regole sono quelle della Kick Boxing ma sono valide anche le ginocchiate (senza presa). Lo scopo era mettere sullo stesso ring atleti di diverse arti marziali che avessero un regolamento sportivo che permetteva loro di confrontarsi. Viste le borse elevatissime e l'entusiasmo enorme dei giapponesi in questi avvenimenti, il K1, nome corretto K1 GRAND PRIX, è diventato il più importante torneo al mondo, dove i migliori atleti si confrontano a Tokyo per la finalissima. Il regolamento del torneo è chiamato K1 Style ed è a sua volta una forma di kick Boxing.

16


Sottotraccia

La musica è l'espressione dei sentimenti dell'animo umano ed è una delle vie attraverso cui l'anima si eleva al cielo.

SURGERY Quello dei Surgery è un progetto musicale post-industriale che vanta un alto livello espressivo di un teatro all'avanguardia. Fin dai primi mesi del 2000, la band comincia con il suo speciale show che mischia musica techno e metal, performances live ed una scena provocatoria e violenta. Concerto dopo concerto, la band va ad incrementare l'attenzione del pubblico, e dopo sette anni esce il loro primo ufficiale album autoprodotto "L'Altra Educazione", pubblicato da Altipiani Rock/Edel. Questo album sfodera distorsioni potenti e di estrazione metal, amalgamate a ritmiche elettroniche, il tutto cantato rigorosamente in italiano. Lo scenario è quello dark ma il tutto è affrontato con ironia come testimonia anche la cover di "Lamette" di Donatella Rettore che propongono nei loro show. Gli scenari post-atomici del loro look si amalgamano a testi talvolta ironici, talvolta politicamente scorretti come "Electro-shock", o surreali come "L'angelo". I Surgery incarnano gli stereotipi dell'electro dark industrial contraddistinti da un onnipresente uso del sintetizzatore e dall'alternanza delle voci di Daniele e Cristina (voci della band), dipanandosi tra i testi provocatori e la techno delle basi ritmiche. Questo lavoro viene largamente apprezzato dal pubblico e dalla critica. Nel mese di ottobre 2009 esce poi il secondo album "Non Un Passo Indietro", pubblicato da Altipiani Rock/Audioglobe. Con questo album la band continua a raffinare il proprio stile sulle coordinate del precedente, presenta testi in italiano critici e decadenti. "Non un passo indietro" è un'invettiva contro la società come si deduce dal brano "Produci, consuma, crepa" o dalla traccia

di

Lsimone

che dà il titolo all'album, dove la componente industrial viene ancora più perfezionata rispetto al passato. "Non un passo indietro" regala anche la prima ballata dei Surgery, ovvero "Classe onirica". C'è spazio anche per una cover dei Depeche Mode. "Photographic" è presentata in una coinvolgente versione industrial che mantiene però il concetto del brano originale. Questo lavoro rappresenta una crescita stilistica della band per un genere che sta tornando alla ribalta con le sue derive dark e una componente elettronica sempre più in voga anche nei locali rock. All'interno del disco sono presenti 3 videoclip ufficiali: "L'erba cattiva", "Stupida estate" ed il video del nuovo singolo "Morituri te Salutant", ascoltabile anche sulla pagina MySpace dei "chirurghi". Detto questo non mi resta che augurarvi buon ascolto!

17


Sottotraccia

OASIS

Gli Oasis sono stati un gruppo rock inglese formatosi a Manchester nel 1991. Si tratta di una delle band più note e di successo del rock e in particolare del britpop, movimento in cui gli Oasis figurano tra i pionieri. Il gruppo ha pubblicato in totale 10 album, ha venduto circa 70 milioni di dischi in tutto il mondo (di cui 18 nel solo 1996), piazzato 8 singoli al primo posto nel Regno Unito, 22 singoli consecutivi nella top 10 inglese e raccolto 15 NME Awards, 6 Brit Awards, 9 Q Awards e 4 MTV Europe Music Awards. Sono tra gli artisti più titolati e seguiti dagli anni novanta ad oggi. Guidato dal chitarrista, vocalist e paroliere Noel Gallagher e dal fratello Liam Gallagher, vocalist e in seguito anche paroliere, quello degli Oasis è uno dei gruppi che hanno avuto maggiore successo e influenza nella società britannica e nel mondo, tra quelli nati negli anni novanta nell'ambito del movimento britpop, fino a costituire un vero e proprio fenomeno di costume. La loro musica, a metà tra il rock anni settanta e il rock and roll, al tempo stesso ruvida e melodica, ha saputo dare un nuovo significato al termine britpop, mentre i loro continui litigi e il loro atteggiamento talvolta bizzoso e rude, sono stati oggetto di un'attenzione crescente da parte dei media. I fratelli Gallagher sono gli unici membri della formazione originaria che ne hanno fatto parte fino al 2009. Nel 1991 a Manchester si costituirono i Rain: Liam Gallagher (voce), Paul Arthurs (chitarra), Paul McGuigan (basso) e Tony McCarroll (batteria). Poco dopo, ai

di

Lmarco

quattro si aggregò Noel (chitarra e voce) e Liam suggerì il nuovo nome. Il gruppo conobbe la fama già con l'album di debutto, Definitely Maybe (1994), che propose con forza la band come leader del movimento britpop. Con il nuovo batterista Alan White gli Oasis realizzarono il secondo album, (What's the Story) Morning Glory (1995), che toccò quota 20 milioni di copie vendute. Da quel momento dilagò una specie di Oasismania: a metà degli anni novanta gli Oasis conobbero una popolarità altissima, culminata col grande concerto di Knebworth dell'agosto 1996, quando in due serate accorsero 250.000 spettatori. Il terzo album, Be Here Now (1997), divenne disco record per l'elevatissimo numero di copie vendute in un giorno, ma non fu rispiarmiato da critiche. Verso la fine del decennio, la band visse un periodo di crisi. Due membri storici, McGuigan e Arthurs, furono avvicendati da Colin "Gem" Archer e più tardi da Andy Bell. Tra il 1999 e il 2000 la band registrò e pubblicò Standing on the Shoulder of Giants, album che presentava un sound più sperimentale e psichedelico, seguito nel 2001 dall'album live Familliar to Millions. Nel 2002 gli Oasis tornarono al suono delle origini con Heathen Chemistry e rividero il successo. Nel 2005 uscì il sesto album, Don't Believe the Truth, registrato insieme al nuovo batterista Zak Starkey. Il disco registrò ottime vendite e riportò gli Oasis in classifica anche negli Stati Uniti. Nel 2006 uscì Stop the Clocks, il primo best of degli Oasis, che ha venduto tre milioni di copie nel mondo. Nell'ottobre 2008 è stato pubblicato Dig Out Your Soul, settimo album, seguito da un lungo tour mondiale in cui alla batteria figurava Chris Sharrock. Il 28 agosto 2009, a tre date dalla conclusione della tournée, Noel Gallagher ha comunicato ufficialmente il proprio abbandono della band. Nell'ottobre seguente, Liam ha confermato le voci di uno scioglimento, dichiarando che "gli Oasis sono finiti” ma a dicembre ha detto di essere al lavoro insieme al resto della band per pubblicare un nuovo disco, che dovrebbe vedere la luce nell'estate del 2011. Gli Oasis, sono il mio gruppo preferito. Mi ricordano tanti bei momenti vissuti e tante persone che ora non frequento più ma a cui sono attaccato in particolar modo. Il loro stile lo definisco unico, sono davvero grandi!

18


Prima visione

«Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica» (Akira Kurosawa). Cinema e teatro come fonte di continui spunti di riflessione.

LOST

Quando parliamo di Lost, serial tv trasmesso per la prima volta negli USA nel 2004 e giunto attualmente alla sua sesta e ultima stagione, non parliamo solo di una serie tv di successo ma di un vero e proprio "caso televisivo". Motivo principale una storia assolutamente innovativa costruita con una struttura del tutto particolare, in grado di rendere questo telefilm amato ed apprezzato in tutto il mondo. Ambientato su una misteriosa isola tropicale in cui si ritrovano i sopravvissuti di un disastroso incidente aereo (a precipitare è il volo Oceanic 815 diventato oggetto di innumerevoli superstizioni e protagonista di infiniti blog e discussioni via

di

Lmarco

web), "Lost" è totalmente incentrato sui suoi personaggi principali (circa una quindicina in media), raccontati appunto uno ad uno attraverso flashback nel corso degli episodi e delle stagioni. Insieme a loro c'è l'Isola e il mistero fitto che nasconde al suo interno, ovvero "gli Altri" e il "Progetto Dharma". Tema fondamentale e ricorrente, in "Lost", è quello della Redenzione. La maggior parte dei superstiti del volo Oceanic sono infatti convinti di essersi comportati male nel loro passato e cercano dunque nell'Isola il modo di redimersi. Molti dei fedelissimi seguaci della serie sono inoltre convinti che sia proprio questa la chiave, il motivo per cui i superstiti del volo 815 sono lì sull'Isola, alla mercé della "Dharma" e degli "Altri". Ed è proprio il mistero, la possibilità di mettere in piedi un numero davvero infinito di supposizioni (oltre ad una regia e ad una sceneggiatura a dir poco eccellenti), che ha reso "Lost" un vero e proprio fenomeno in grado di vincere numerosi riconoscimenti tra cui un Emmy e un Golden Globe come miglior serie drammatica del 2006 e di essere seguito da milioni di fans sparsi per tutto il pianeta. L'ultima stagione di "Lost" - la sesta - è iniziata a febbraio 2010. Chi è ancora riuscito a resistere alla tentazione di "cadere nel tunnel" di questa serie tv che ha lasciato insonni davvero molti è ancora in tempo dunque per ripensarci. Recuperare le prime 5 stagioni è, ovviamente, facilissimo. Mai vista una storia così intrigante e piena di misteri. Chiunque ami questo genere, non può farsi scappare questa serie. E tenete d'occhio i vari siti dei fan e i numerosi forum su internet: le rivelazioni non mancano.

19


Prima visione

HEROES

Heroes è una serie televisiva di fantascienza, prodotta dalla NBC Universal in collaborazione con la Taiwild Productions e girata prevalentemente a Los Angeles, in California. Negli Stati Uniti, paese di origine della serie, è stata trasmessa sul canale televisivo NBC a partire dal 25 settembre 2006, mentre in Italia è approdata il 2 settembre 2007 su Italia 1. Da gennaio 2008 è andata in onda anche su Steel di Premium Gallery, dove è stata trasmessa in prima visione dalla seconda stagione. La serie racconta le storie di persone normali che scoprono di possedere capacità sovrumane e di come queste influiscono sulle loro vite. Il programma, ideato e in gran parte scritto da Tim Kring, già autore di serie come Providence e Crossing Jordan, annovera tra gli autori anche Jeph Loeb, sceneggiatore specializzato in supereroi (ha scritto diversi episodi di Smallville e moltissimi fumetti della Marvel Comics e della DC Comics). Negli Stati Uniti il primo episodio ha registrato lo share più alto per la fascia serale dell'emittente dell'ultimo quinquennio e dopo solo poche settimane dall'inizio della programmazione, la serie è diventata oggetto di culto, raccogliendo negli anni numerosi premi televisivi. Durante la prima stagione, l'American Film Institute ha nominato Heroes uno dei dieci "programmi televisivi più belli dell'anno". Durante la prima stagione, sul sito della NBC, è stata lanciata Heroes 360 Experience, un'estensione internetdigitale della serie, rinominata durante la seconda stagione in Heroes Evolutions, che ha lo scopo di diffondere e far comprendere meglio l'"universo" e la "mitologia" di Heroes, ossia quei misteriosi elementi di fantasia legati alla fantascienza e a fenomeni soprannaturali connessi alla serie. Sempre attraverso il sito internet ufficiale, negli anni sono stati resi disponibili anche riviste, action figures, giochi per cellulari, fumetti on-line e webseries. Per le prime tre stagioni la BBC ha pro-

di

Lmarco

dotto un making-of della serie: Heroes Unmasked. Negli USA, l'8 febbraio 2010 è terminata la quarta ed ultima stagione di Heroes. La NBC ha infatti comunicato nel corso del mese di maggio 2010 l'intenzione di non voler rinnovare la serie per un'ulteriore stagione. TRAMA: La prima stagione, formata da 23 episodi, include il primo volume della serie, "Genesi", che racconta di come alcuni individui sparsi per il mondo si scoprano dotati di eccezionali abilità, nettamente al di sopra delle normali capacità umane e di come queste influenzino la loro vita privata e professionale. Negli ambienti scientifici il professor Chandra Suresh, biologo indiano specializzato in genetica, da molto tempo è dedito a studi tesi a confermare la sua teoria secondo la quale nell'evoluzione umana, ai giorni nostri, si siano già verificati molti casi di progressione del DNA dovuta alla selezione naturale, riscontrabile in molti individui come manifestazione di nuove capacità. Il figlio del professore, Mohinder, insegnante di scienze, inizialmente non sostiene la causa del padre (più che altro per motivi legati al timore dello scherno che ne deriverebbe negli ambienti scientifici), ma un giorno apprende che il padre è stato ucciso da un misterioso assassino. Mohinder ricorda che l'ultima volta in cui lo vide il padre gli raccontò di avere ormai trovato il suo "paziente numero zero", ovvero il primo soggetto nel mondo a possedere facoltà eccezionali, il quale aveva forse accettato di sottoporsi ad analisi ed esperimenti. Convinto che il paziente sia l'assassino e mosso dal senso di rivalsa, Mohinder parte per gli Stati Uniti, dove risiedeva il padre, deciso a portarne a termine gli studi. Nel frattempo gli heroes convivono con le loro eccezionali facoltà ma non tutti allo stesso modo: c'è chi tenta di ignorarle per continuare a seguire la propria vita e chi invece ne vorrebbe fare pura e completa virtù per cambiare la propria esistenza. Tutti però, a loro insaputa, sono da tempo nelle mire di un'Entità misteriosa che trama nell'ombra contro di loro: la Compagnia, che ha lo scopo di studiarli, internarli e sfruttarli. Inoltre, tutti sono collegati tra di loro da una catena narrativa ed esistenziale e presto si scopriranno inevitabilmente destinati ad incontrarsi per salvare il mondo, lottando nel frattempo contro un serial killer che cerca di ucciderli tutti per appropriarsi dei poteri: Sylar.

20


Prima visione

Death note

Death Note è un manga giapponese ideato e scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata, incentrato su un ragazzo che decide di liberare il mondo dal male con l'aiuto di un quaderno dai poteri soprannaturali: il Death Note. Light Yagami, anni 17, è uno studente delle superiori al di sopra della media: non solo è di bell'aspetto, ma è anche intelligentissimo (nel manga ci dicono che è addirittura arrivato primo in un test su scala nazionale!) e possiede uno spiccato senso della giustizia… forse tramandatogli dal padre che è poliziotto. Un giorno Light trova per terra un quaderno con la copertina nera e una scritta : "Death Note". Il quaderno sembra avere anche un regolamento (scritto in inglese): "gli umani, il cui nome sarà scritto su questo quaderno, moriranno", recita il primo punto. Light pensa che sia lo scherzo di qualche buffone, ma incuriosito decide lo stesso di portarselo a casa per esaminarlo meglio. Seduto alla sua scrivania, Light riapre il Death Note e legge bene il regolamento ma continua a non volerci credere e richiude il quaderno... eppure sembra volerlo verificare... Il giorno seguente Light , tornato a casa dopo la scuola, sta per aprire nuovamente il Death Note quando… uno "shinigami" (dio della morte) entra nella sua stanza! Lo shinigami si chiama Ryuuk. Light , ripresosi dallo spavento iniziale, gli mostra il famoso quaderno: è pieno di nomi! Il ragazzo dice di essere pronto a qualsiasi punizione per aver usato il Death Note ma Ryuuk - ancora meravigliato dell'enorme quantità di nomi scritti - gli risponde che non ci sarà proprio nessuna punizione. Il Death Note è usato dagli shinigami per svolgere il loro lavoro e quello ora fra le mani di Light era un tempo di Ryuuk, ma avendolo perso e nel frattempo avendone ottenuto uno nuovo, lo shinigami non sa che farsene del vecchio… lascia a Light la scelta: tenerlo per continuare a uccidere o disfarsene e dimenticare tutto. Il ragazzo, deluso dal sistema giapponese, decide di tenerlo e farsi giustizia da solo di coloro che, secondo lui, non meritano di vivere.

di

simone

Light comincia a "farsi giustizia", ma chiaramente tutte le morti da lui provocate non possono non indurre qualche sospetto fra le forze dell'ordine: la polizia forma una squadra speciale per il caso "Kira" (questo il nome dato dai frequentatori della rete al misterioso assassino. È una giapponesizzazione della parola inglese "Killer"), tra i cui membri troviamo lo stesso padre di Light! Il caso del serial killer Kira è talmente importante però che viene mobilitata anche l'Interpol. Questa affiderà il caso a un detective privato che si fa chiamare (su diretta richiesta dello stesso) L. ("Elle"), di cui nessuno conosce né il volto né la vera identità, ma che ha già risolto numerosi casi importanti. Polizia e L si ritroveranno così a collaborare per sconfiggere Kira. A questo punto inizia anche la sfida mozzafiato tra L e Kira. Riuscirà Light a sopportare il peso di un segreto così grande e a non farsi scoprire? La storia si evolve in modo molto interessante e originale e, tanto per cominciare, se Ryuuk non fosse l'unico shinigami ad aver perso il suo Death Note?

21


Prima visione

Incontri ravvicinati del 3° tipo Ci troviamo davanti a quello che possiamo definire uno dei "kolossal" della cinematografia ufo, una delle pietre miliari sull'argomento. Un film che non ci propone solo l'ormai noto tema dell'avvistamento ma il vero e proprio contatto con queste entità. Un film che vanta un regista come Steven Spielberg e un altro regista (ricordate "Farenheit451"?!) questa volta come uno dei protagonisti: parliamo di Francois Truffaut. Il resto del cast vede attori bravi ma non certo "risonanti" che rendono quell' idea che Spielberg vuole dare al suo operato: la semplicità. Non solo il cast, gli stessi ruoli da questo interpretati portano alla ribalta gente comune,gente di tutti i giorni... con le paure, i desideri, le curiosità di alcuni... e l'ottusità, l'ignoranza (in senso buono) di altri. Durante l'intero film si respira un'aria di tranquillità assoluta. Anche i "rapimenti alieni" non vengono vissuti con angoscia e tensione. Non ci troviamo davanti ai ritmi forsennati degli"horror"... Qui ogni avvenimento, ogni novità (anche la meno bella) è velata da una sorta di atmosfera sacrale o magica. E' come se ci trovassimo catapultati

Lilaria

di all'interno di una fiaba che stacca ogni legame con la realtà... o forse è un invito a far sì che così sia il giorno dell'incontro con questi esserini tanto diversi e contemporaneamente uguali a noi. La semplicità degli alieni nella loro forma fisica, nei loro modi delicati... rientra perfettamente nel quadro precedentemente descritto. Sono figure non pretenziose, non eccessive nel loro essere. Visi e corpi non perfetti che riescono però a trasmettere dolcezza... riescono quindi a raggiungere uno degli obiettivi fondamentali di questo tipo di realtà e rapporto tra noi e loro: Riescono ad empatizzare!

22


Leggendo tra le righe Nella società attuale le persone sembrano preferire i computer alla lettura di un buon libro che spesso diviene più un obbligo che un piacere. Ma se, come afferma il matematico e filosofo Blaise Pascal (1623 - 62), le persone sono "canne pensanti", leggere diventa fondamentale per pensare, perchè significa continuare ad andare avanti e continuare a conoscere. La lettura ci permette di raggiungere una profonda comprensione della vita e facendo questo ci dà la possibilità di offrire a noi stessi una più ampia gamma di scelta, permettendoci di sviluppare la NOSTRA immaginazione e la capacità di pensare. Leggere dà sostanza alla crescita della persona sia da un punto di vista mentale che fisico e psicologico. Tenere tra le mani un libro dà la possibilità di poter fermare il proprio tempo, assumendo una posizione rilassante con una modalità più morbida e dolce di approccio alla conoscenza. Basta immaginarsi comodamente sdraiati su un divano per sperimentare una sensazione di rilassatezza che stenta ad arrivare se si è seduti su una scomoda sedia da scrivania davanti ad una pc.

Angeli e Demoni Marchiati a fuoco prima di essere barbaramente uccisi ed esposti, come monito, per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli "Illuminati", l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica. Si trattava di un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdon, già protagonista del romanzo "Codice da Vinci". Una storia piena di fascino che presto però si trasforma in raccapriccio. Svegliato in piena notte e trasportato dagli Stati Uniti in Svizzera, Langdon è costretto a esaminare nei laboratori del CERN di Ginevra un cadavere orrendamente mutilato. Sul petto della vittima è impresso a fuoco il terribile segno degli Illuminati: lo scienziato ucciso ha tentato di difendere fino all'ultimo il segreto di un'arma sperimentale rubata dai suoi assassini. La vicenda, che propone un intreccio di mistero, religione, arte ed esoterismo, ruota attorno ad un complotto ordito contro il Vaticano da una temibile setta segreta che, secondo il racconto di Dan Brown, fu fondata all'epoca della Controriforma da alcuni scienziati intenzionati a difendere la libertà e l'autonomia della scienza di fronte alla religione. Perseguitati dalla Chiesa, infiltratisi tra le logge massoniche e insediatisi in ruoli di massimo rilievo politico ed economico, gli Illuminati - è questo il nome degli adepti della setta - fecero successivamente perdere le loro tracce fino a sparire. Tutti li credevano ormai estinti fino a quando, alla vigilia delle elezioni papali, giunge una sconvolgente minaccia: gli Illuminati sono tor-

di

Lfabio

nati per compiere la loro missione e distruggere definitivamente la Chiesa. Hanno sottratto dai laboratori segreti del CERN un campione di antimateria dal potere distruttivo, maggiore di una bomba atomica, programmato per esplodere nei sotterranei della Città del Vaticano. Ma non è tutto: hanno rapito quattro importanti prelati che hanno programmato di assassinare pubblicamente in diversi luoghi sacri della città di Roma, dopo averli marchiati a fuoco con i simboli degli elementi mistici della scienza: terra, aria, fuoco e acqua. Langdon, che ha scritto un libro sulla setta, viene contattato in qualità di esperto per scoprire le mosse dei congiurati. Tra i segretissimi documenti conservati nell'archivio Vaticano, il professore americano scopre l'esistenza di un Cammino esoterico degli Illuminati, noto a Galileo e a Borromini. Uno dei primi adepti dell'ordine, si lancia in un'appassionante corsa contro il tempo tra le piazze e le chiese della Roma barocca, aiutato dalla giovane e affascinante figlia adottiva del creatore dell'antimateria. In un turbinio di inseguimenti, rivelazioni e colpi di scena, tutti i segreti della setta millenaria verranno svelati, fino alla resa dei conti finale. Dopo avere affascinato milioni di lettori, Dan Brown ci regala un altro romanzo ricco di suspense, che incuriosisce e appassiona coniugando abilmente storia e finzione sullo sfondo delle suggestive bellezze dell'arte e degli impenetrabili misteri del mondo esoterico.

23


Leggendo tra le righe

Quer pischello de Roma C'era una volta un pischello allegretto co' tanti sogni e di amici un casoto, più o meno di anni ne aveva diciotto e ancora il suo core non era corrotto. Prendeva la vita co'filosofia cercava le svolte ma con allegria viveva ogni giorno come un giorno nuovo amava la vita e non era mai solo. Girava le strade e spizzava la gente amico di tutti, anche un po' impertinente lui vagava pel mondo era sempre curioso e di nuove scoperte ne era ghiotto, goloso! Scopriva le donne, scopriva l'amore scopriva li sordi ed il loro potere. Pian piano per strada s'addentrò nell'ambiente pensando so' furbo e poi so' intraprendente m'arzo du' storie, giusto per cazzarare tanto a chi cazzo glie faccio der male? Che me ce vole tanto l'altri so' tordi! Vabbè fatto sta che voleva fa er matto E un bel giorno decise pure io voglio sta fatto. Il sordo ce stava e la gente era giusta Allora che aspetti acchiappa 'sta busta. Uno allora je disse: attento pischello! Guarda che questo non è 'no spinello 'sta roba è diversa, t'acchiappa er cervello! E lui je rispose: a zi' sta tranquillo! Io so' un tipo sveglio, giusto 'na volta lo faccio 'sto sbaglio! Quindi te prego mo damoce un tajo! E invece de una se ne piò un paio. Sniff... Sniff... Cazzo che bello! Anvedi che sballo! Mio dio che figata mo tocca rifallo, e perché voi ragà non l'avete mai detto che co' 'sta roba tutto quanto è perfetto? E così quer pischello spavaldo di sé dopo qualche giorno se ne comprò tre. Viveva tranquillo, amava lo sballo pensava che niente poteva fermallo, de' resto era forte e sicuro di sé "Mi piace sta fatto" e che problema c'è? Li giorni svoltava co'facilità senz'ansie e tranquillo pe'la sua città girava dar Trullo su fino a San Pietro co' l'occhi un po' grigi parevan di vetro, si accorse però che non era contento e che a vorte il nervoso piava er sopravvento e così dopo un po' che er tempo passava la solita busta ormai più non bastava... ...e lui intanto pensava... "Certo però che 'sta roba è assai strana me tocca a pialla tutta la settimana che se non la tocco er monno me frana non sai che scapoccio porca putt..." Arrivato a 'sto punto lo scosse un concetto

di

Lluca

disse spendo li sordi ma non sto mai fatto e pur non avendo una sua malattia decise stavolta passo pe'la farmacia. Allora di colpo in lui tutto cambiò pensò "Ora svengo... sì sì anzi no" ed in un mare caldo si ritrovò. Sentiva il silenzio e suonava un'orchestra C'eran come degli aghi nella sua testa Era come la calma dopo la tempesta. Da quel giorno la vita si fece più dura tutt'appariva bello ma di colpo svaniva viveva un momento e già sognava il prossimo una continua corsa alla ricerca di un attimo. Era er primo pensiero appena era sveglio di certo ner monno per lui niente di mejo, non aveva più amici snobbava le altre persone più della consapevolezza lo prese la depressione. D'artronde era stufo de 'ste giornate incerte pensava ora basta domani me ne vado al SERTe ma quando di colpo il domani arrivava quell'ultima pera lui troppo bramava. Una continua corsa era ormai la sua vita e avvorte pensava de falla finita, di certo ogni tanto era pure contento quanno co' gli occhi sgranati aspettava er momento, ma tutto era grigio ormai intorno a lui troppe cose perse come l'amore altrui. Si sentiva un verme e un po' traditore ma intanto tornava dallo spacciatore giorni di merda o giorni pazzi ormai "Ci penso dopo de' resto 'sti cazzi!". Quest'era il motto che lo portava avanti pe' potè rimandà le cose importanti e non faje affrontà quer grande dolore che lui alla fine covava ner core. Un giorno però lui fece un sogno che lo colpì più forte di un pugno lui si sognò quann'era pischello e come a quer tempo il monno era bello capì che se l'era ormai dimenticato e che senza amici era come perduto e che la sua vita non era persa e se lui voleva poteva esse diversa. ...pensava... "Cazzo che stronzo che sono stato che fino ad adesso ho tutto sbajato volevo esse forte e un po' scapestrato ma mejo dell'altri non sono mai stato!". Così quer pischello de 'sta Roma bella s'è voluto vive 'sta brutta storiella e lo sa bene che sarà dura per lui cancellare 'sta brutta avventura ma se lo vole e se c'avrà coraggio rifiorirà come li fiori a maggio.

24


Leggendo tra le righe

Saper vivere Sai vivere quando: hai paura, ma non ti spaventi; le gambe ti si bloccano, ma non ti lasci paralizzare; il cuore ti scoppia in gola, ma non ti lasci dilaniare; il sangue ti ribolle in testa, ma continui a ragionare. Sai vivere quando: la vita non ti sorride, ma tu sorridi lo stesso; il mondo ti mostra le sue brutture, ma tu lo trovi bello lo stesso; la salute ti fa sovente brutti scherzi, ma tu ti senti bene lo stesso. Sai vivere quando: qualcuno ti fa un torto e tu non ti adiri più di tanto, e non prepari un astuto piano per rendergli la pariglia. E, quando lo vedi, gli vai incontro accogliendolo con un sorriso. Ma soprattutto, sai vivere quando: riesci ad accettarti così come sei senza condannarti per non essere come vorresti, e riesci ad amarti anche quando non sei amabile, e t'adoperi per renderti felice con tutte le tue energie. Perché sai che nessuno può amar nessuno se prima non ama se stesso, e nessuno può far felice nessuno se prima non ha fatto felice se stesso. Tratto da Omar Falworth

di

Lmarco

Personalmente mi ha colpito la profonda verità che si cela dietro queste parole racchiuse in una poesia che rispecchia come chiunque debba affrontare la vita. Di sicuro, se ognuno di noi si attenesse alle parole di questa poesia, questo sarebbe un mondo migliore.

25


Into the wild

Essere a contatto con la natura, riconoscerla dentro di sé ed immergersi in questa gamma di colori, suoni, odori più armoniosi, aiuta a ritrovare un contatto con il proprio sé interiore, rispolverando una sensibilità opacizzata dal tempo. Svolgere attività ergoterapiche dà alla persona la possibilità di stare a contatto con la natura, piena di stimoli interessanti (come un tramonto, o un animaletto) che scatenano la nostra attenzione involontaria, ma in modo modesto e senza richiedere un grosso sforzo mentale. Infatti, non si può fare a meno di fermarsi ad ammirare i colori caldi del cielo al crepuscolo senza tuttavia doverci impegnare e senza dover svolgere alcun lavoro supplementare o di controllo cognitivo. Questo consente ai nostri circuiti cerebrali deputati alle funzioni attentive di "riposare" e, al tempo stesso, risvegliare la sfera emotiva assopita dalle sostanze.

Il giardino Zen L'usanza di avere giardini di sabbia e pietra venne introdotta in Giappone dalla Cina e dalla Corea, ma furono i monaci zen a creare il karesansui, il vero e originale giardino di sabbia e pietra giapponese. Il giardino Zen si trasforma quotidianamente seguendo e riflettendo il costante mutamento dell'universo, creando uno spazio di pace tranquilla, di silenzio e di grande armonia, in cui la mente può espandersi e liberare l'immaginazione. L'esempio più classico che conosciamo di questo tipo e' il giardino del tempio di Ryoan-ji, a Kyoto. Il giardino zen ispira sentimenti di tranquillità, di calma e di serenità, e' un angolo di riposo che ci si concede lontano dalla città e dai ritmi frenetici del vivere moderno. Essenziale è il rispetto della natura e delle sue leggi ma anche l'ospitalità, per stupire ed emozionare gli ospiti della casa. Durante tutto l'anno deve accompagnare il padrone di casa nel passaggio delle stagioni oppure come nel caso del giardino zen di soli ciottoli e pietre, deve rimanere immutato, come un quadro da guardare, un giardino di contemplazione e meditazione che ispira sentimenti profondi. La natura anche se non sembra a prima vista è presente ma in forma simbolica: sabbie e rocce rappresentano l'acqua e le montagne (o isole), portando al limite il concetto minimalista

di

simone

del buddismo zen. La disposizione delle pietre segue schemi precisi, la sabbia viene accuratamente rastrellata attorno alle pietre raffigurando in questo modo le onde del mare. Di solito i giardini Zen sono piccoli giardini, circondati da muri e osservati come quadri da piattaforme o verande. Un giardino quindi che evoca un significato profondo nell'osservatore e nel suo percorso spirituale e di meditazione. In alcuni casi vengono utilizzati muschi, piante tappezzanti e conifere potate, rododendri ed aceri, a simulare coste e isole. Altre volte si utilizzano anche ponticelli, lanterne, pietre segna passi e piccole fontane in pietra e bamboo.

Né un fiore, né un'ombra Dov'è l'uomo? Nel trasporto di rocce, nella traccia del rastrello, nel lavoro della scrittura

26


Into the wild

La creazione dei Bonsai

Bonsai è l'arte di creare miniature di alberi, coltivandoli per anni in un piccolo vaso. Con questa particolare tecnica si guida infatti una pianta ad assumere forme e dimensioni volute. È sbagliato pensare che i bonsai soffrano nei vasi: è solo un'impressione che si ha, a causa delle forme spesso contorte o delle parti di legno secco create appositamente. Se un bonsai soffrisse non arriverebbe a fiorire o addirittura a fruttificare. I bonsai sono dunque natura viva, piccoli alberi che, malgrado le dimensioni contenute, esprimono tutta l'energia che è racchiusa in una pianta grande. Come in ogni arte esistono veri e propri capolavori, anche plurisecolari e dal valore inestimabile; a differenza di altre attività artistiche, nell'arte Bonsai il soggetto è in continua (e lenta) evoluzione. Oltretutto nel caso di Bonsai famosi, sulla stessa pianta, nel corso del tempo, intervengono diversi maestri e collezionisti, rendendo l'opera indipendente dall'artista che l'ha creata (o raccolta). Esistono vari modi per creare un bonsai ed ognuno ha caratteristiche diverse: Q Q Q Q Q Q

da seme da talea da margotta da piante da vivaio da piante raccolte in natura da "pre-bonsai"

di

simone

Da seme: È il metodo forse più naturale. La semina può avvenire in primavera o in tarda estate-autunno, a seconda delle specie. Per alcuni semi è necessaria la stratificazione: si devono tenere in inverno in mezzo a della sabbia al freddo, poi si piantano a primavera. È utile durante la stratificazione spruzzare del fungicida per evitare che i semi marciscano durante questo periodo. La stratificazione si può fare naturalmente (lasciando i semi all'aperto) o artificialmente in frigorifero. Il terreno ideale per la germinazione è composto da un 50% di sabbia e da un 50% di terra o torba. I semi vanno piantati in un vaso o una bacinella forati sul fondo per favorire il drenaggio. Il vaso va coperto con del vetro o plexiglas trasparente fino alla germogliazione. Questa tecnica "raffinata" dovrebbe conseguire ottimi risultati. In alternativa si può evitare di coprire il vaso e lasciare fare tutto a madre natura. Partire da seme è un metodo che richiede molta pazienza: ci vogliono dai 5 ai 7 anni prima di poter avere un bonsai discreto; l'altra faccia della medaglia è che consente di avere piante molto belle, perché si possono impostare fin da giovani seguendo il gusto del bonsaista. Da talea: È un metodo più veloce rispetto alla semina. Le talee possono essere semi-legnose o legnose. Nel primo caso, il periodo migliore per la radicazione è a metà estate (giugno-luglio) perché le talee, per radicare necessitano di calore al piede e costante umidità sulle foglie. Si prende un ramo giovane (da un altro bonsai) tagliandolo nettamente, con un coltellino ben affilato, all'altezza di un internodo fogliare, o lasciando un talloncino di corteccia del ramo da cui viene prelevata la talea. Lo si priva di tutte le foglie tranne le due più in cima, poi si taglia la base del ramo a 45 gradi o si lascia il talloncino di corteccia, lo si immerge in una soluzione di ormoni radicanti e lo si pianta nel terreno leggermente inclinato. Il terreno deve essere ben drenante e soffice per agevolare lo sviluppo delle radici: un misto di terriccio e sabbia. La talea va posta al riparo dai raggi diretti del sole e dal vento. Per agevolare la radicazione si coprono i vasetti contenenti le talee con carta trasparente o sacchetti di plastica sorretti da sostegni metallici; questo per mantenere l'umidità nell'ambiente di radicazione. Si innaffia per aspersione quando il ter-

27


Into the wild

reno è quasi asciutto. Se tutto va bene nel giro di qualche settimana dovrebbero spuntare delle nuove foglie: a questo punto è bene far prendere un po' di sole alla talea, ma non troppo. Se il vaso è troppo piccolo è utile trapiantare in un vaso più grande nel giro di un paio di mesi, altrimenti lasciate la piantina nello stesso vaso fino alla primavera successiva. Per le talee legnose si procede in autunno con i rami ormai già ingrossati e lignificati: il procedimento è identico al precedente: bisognerà solo far attenzione a proteggere le radici dal gelo invernale. Il metodo della talea è più veloce rispetto a quello da seme, ma non ha sempre un'alta percentuale di successo; inoltre non tutte le specie si propagano bene per talea, ad esempio la maggior parte di conifere e resinose, ad esclusione dei ginepri che ben si prestano per il tipo di riproduzione. Da margotta: La margotta è un metodo molto rapido per ottenere un bonsai quasi fatto, ma richiede una certa tecnica. Bisogna innanzitutto scegliere un ramo che abbia già una forma interessante, bonsaisticamente parlando, al quale applicare la tecnica che permette di far crescere le radici al ramo. Una volta che saranno apparse le radici, si taglierà il ramo dalla pianta e si rinvaserà, ottenendo così un nuovo alberello. La margotta può essere effettuata in vari modi. Il primo consiste nell'incidere il ramo fino al cambio con un filo di rame o di ferro e spalmarvi sopra degli ormoni radicanti. Questa incisione va poi coperta con una "caramella" composta da sfagno bagnato avvolto in un telo di plastica. È bene stringere saldamente le estremità della caramella per non far passare aria. Fatto questo non rimarrà che aspettare, mantenendo umido lo sfagno con iniezioni d'acqua, che spuntino le radici. Il tempo di radicazione varia da specie a specie, ma di solito si aggira sui 2 o 3 mesi. A questo punto si separerà il ramo dalla pianta tagliando sotto le radici e si metterà il ramo in un vaso, sempre con terreno soffice e drenante. Se si ritiene che il ramo abbia troppe foglie è bene tagliarne un po' per non affaticare le giovani radici. È bene tenere la nuova pianta al riparo dal sole e dal vento per almeno un mese. Un altro metodo consiste nello scortecciare completamente una parte di ramo alta circa una volta e mezzo il diametro del ramo, spargere con ormoni e coprire con la caramella di sfagno e aspettare. Un ulteriore metodo, denominato propaggine non richiede la caramella, dato che il ramo viene posto nel terreno dopo essere stato scortecciato, spalmato di ormoni e

ricoperto con la terra. Una volta che ha radicato, lo si separa dalla pianta madre. La tecnica della margotta si applica ad aprile-maggio, preferibilmente maggio, quando la pianta è nel pieno della spinta vegetativa. Questa tecnica è molto usata perché permette di ottenere buoni risultati e se il ramo non emette radici, cicatrizza e non viene perso, ma si può riprovare l'anno successivo. La margotta è utilizzata, inoltre, non solo per ottenere nuove piante, ma anche per eliminare inestetismi dai bonsai: si può applicarla al tronco per abbassare una pianta troppo alta o per migliorare la forma delle radici (nebari). Non tutte le specie possono essere margottate: il pino per esempio richiede fino a 2 anni per emettere radici, la margotta risulta così praticamente impossibile. Da piante da vivaio: I vivai permettono di reperire del materiale a prezzi accessibili, anche se non è sempre possibile trovare materiale adatto, perché le piante da vivaio non hanno le caratteristiche dei bonsai: sono troppo alte, con tronchi sottili o rami troppo disordinati. È necessario guardare soprattutto il tronco e le radici: le foglie cadono e l'anno successivo si riformano. Da raccolta in natura: La raccolta in natura è molto problematica: innanzitutto è vietata in Italia sui terreni demaniali, mentre è permessa sui terreni privati, previo consenso del proprietario. Un altro grosso problema è costituito dalla scarsa probabilità di attecchimento delle piante una volta estratte dal terreno. La raccolta si effettua in autunno o primavera, togliendo una zolla di terra contenente le radici la cui grandezza sarà pari alla proiezione della chioma sul terreno, si toglie successivamente il fittone e si rinvasa nel terreno più adatto alla specie, preferibilmente lo stesso substrato del luogo in cui è stata trovata la pianta. La pianta raccolta in natura non va lavorata a bonsai per almeno due anni, proprio per dargli tempo di attecchire nel nuovo vaso. Da pre-bbonsai: Il pre-bonsai è un concetto tutto occidentale e con esso si intende una pianta coltivata in vivaio, ma pensata da subito per diventare bonsai: si cura l'ingrossamento del tronco e il formare le radici a raggiera. Un pre-bonsai può essere lavorato praticamente quasi subito, sempre che non abbia subito un rinvaso. Il rovescio della medaglia è costituito dal costo, naturalmente più alto rispetto alle piante da vivaio. Scegliete quello che preferite e godetevi il vostro bonsai!

28


Life Style

Ogni giorno ci confrontiamo con nuove tendenze. Imparare a conoscerle offre la possibilità di scegliere consapevolmente come e a cosa avvicinarsi o meno.

APPLE I-P PAD La tecnologia è per me fonte di lavoro, conoscenza, ma anche svago, divertimento e passione. Sono programmatore di computer e questo spiega tutto. Considero l'ipad un oggetto rivoluzionario nel suo campo. La domanda che si fanno in molti è: vale la pena comprare un prodotto del genere? Io sono un fan dell'Apple e penso che questa sia l'azienda prima al mondo in tema d'innovazione, ma anche di design. Infatti, i prodotti Apple sono molto richiesti. Ora, venendo all'ipad che è un tablet con uno schermo da 10" touchscreen e design futuristico ultrapiatto, posso affermare che non è tanto il design che mi impressiona bensì il software e le migliaia di funzioni che vi sono inserite. Voglio elencarne qualcuna, tutte non potrei: dovrei scrivere per almeno mille pagine! Primo, l'ipod è stupefacente e

di

marco

creativo, con le cover flow (copertine album) che lo caratterizzano. Secondo, l’ipod è un navigatore molto preciso e dettagliato. Poi ci sono tante altre funzioni: riproduzione video HD e foto, il tutto con una grafica che definisco stupenda; la mail che è veramente ben strutturata e precisa. L'ultima che intendo citare e che penso sia la più importante è "Appstore", il portale delle applicazioni private gestite da Apple. quest'ultima dispone di molte categorie di applicazioni, sia acquistabili che gratuite. Parlando di internet su ipad, la connessione è sia in 3g che in wi-fi, perciò credo non ci si possa lamentare. Comunque, secondo il mio parere, la grande opera di Apple sono sicuramente i sistemi operativi Leopard e Osx che stanno davvero sbarcando il lunario, invogliando al passaggio da pc a mac il quale, però, ancora stima prezzi davvero troppo alti per le persone comuni. Sarebbe vano continuare ad elencare le altre mille funzioni, caratteristiche e applicazioni che questo oggetto può offrire. Questa tecnologia ci offre la comodità di avere tutto nel palmo della mano: c’è solo da provare!

29


Life Style

Autoelettriche Sembra davvero arrivato il momento del boom per l'auto elettrica! Al recente Salone dell'Auto di Ginevra quasi tutte le principali case automobilistiche hanno lanciato nuovi modelli con motori "alternativi" e recentemente la Commissione Europea ha stanziato 23 milioni di euro per iniziative volte a diffondere il nuovo tipo di alimentazione. Anche l'Italia si adegua: grazie ad un accordo con Renault, A2A e Comune di Milano, si installeranno 270 colonnine per la ricarica tra Milano e Brescia. Le automobili elettriche sono alimentate da una o più batterie (per i modelli più recenti si tratta in grandissima maggioranza di batterie agli ioni di litio) che devono essere ricaricate periodicamente tramite il collegamento alla rete elettrica. In passato la diffusione di questo modello di alimentazione è stata limitata dalla scarsa autonomia degli accumulatori (inconveniente risolto dall'introduzione delle batterie agli ioni di litio) e dai tempi necessari per la ricarica. Oggi l'ostacolo principale all'utilizzo di massa delle auto elettriche resta il prezzo elevato, determinato sia dal costo delle batterie, sia (soprattutto) dalla copertura assicurativa: fattori che potrebbero però ridurre la loro incidenza con l'inizio di una produzione di serie. Dal punto di vista delle prestazioni, il motore elettrico non ha nulla da invidiare a quello convenzionale, anzi, grazie alla elevata coppia motrice prodotta, in molti casi può superarlo in accelerazione. Inoltre la propulsione elettrica ha un'efficienza energetica vicina al 90%, enormemente superiore a quella dei veicoli diesel o a benzina (consuma da 0,11 a 0,23 kWh/km).

di

Lmarco

auto elettriche stimolerebbe la produzione di nuove vetture tradizionali, finendo per far salire del 20% le emissioni inquinanti. Va infine ricordato che l'attuale disponibilità di energia non consente di immaginare un futuro in cui le automobili elettriche possano sostituire completamente i modelli a combustione interna: al momento la rete europea potrebbe "reggere" circa 30 milioni di veicoli elettrici con un aumento di produzione del 3%.

Sul piano ambientale, l'introduzione dell'auto elettrica può costituire un vantaggio solo se alimentata con energia proveniente da fonti rinnovabili. Di per sé infatti il motore elettrico non produce emissioni inquinanti né vapore acqueo, ma se l'energia utilizzata per ricaricare le batterie proviene da combustibili fossili, il vantaggio in termini di emissioni di CO2 viene in pratica cancellato. Non solo: secondo un recente rapporto commissionato da Greenpeace, il meccanismo di incentivi vigente nell'Unione Europea potrebbe addirittura peggiorare la situazione. In base alle stime della relazione infatti, un aumento del 10% nelle vendite di

30


Soul Kitchen

“Il piacere della tavola è la sensazione riflessa che nasce da un insieme di circostanze: dai fatti, dai luoghi, dalle cose e dalle parsone che accompagnano il pasto” (Jean Anthelme Brillat-Savarin)

La mia ristorazione È nato tutto come un gioco. Era maggio. Ero ancora alla ricerca di me stesso. E così, per caso, quando un cliente mi chiese se avessi potuto organizzare il compleanno di suo figlio, risposi per sfida di sì. Il piccolo buffet fu graditissimo, gli ospiti contenti, i genitori ancora di più. Da quel momento capii quanto mi faceva stare bene riuscire a fare stare bene gli altri. E poi il gioco si fece lavoro e la mia ansia cominciava a fondersi perfettamente con l'organizzazione e a gestione di situazioni e banchetti sempre più grandi, sempre più difficili. Mi ritrovai a cercare sempre di più! L'equilibrio perfetto tra la sala e la cucina. La differenza tra il bere ed il degustare. L'allestimento caldo ed accogliente. La nice en place di una tavolata decorata, le formule enogastronomiche e gastronomiche nuove, mantenendo la tradizione. La maniacale attenzione ai dettagli. L'accuratezza dei tempi del banchetto.

di

marco

La vicinanza emotiva al festeggiato. La complicità con i suoi ospiti. L'accoglienza formale ma sincera. La pazienza e la costanza. La forza e la tenacia. La passione ed il divertimento. L'ansia e la soddisfazione. L'emozione e la gratificazione perché solo nella felicità del cliente e dei loro invitati riuscivo a trasformare l'insicurezza in sicurezza, la tristezza in gioia. Mi sentivo forte, stimato, cercato, temuto, rispettato, desiderato, pieno e vivo. In 5 anni ho gestito ed organizzato circa 1.300 banchetti, ho accolto e ristorato circa 70.000 persone tra bambini, adulti ed anziani. Ma forse qualcosa non ha funzionato, forse era solo un'illusione, forse dovevo e devo guardare e cercare altrove... altrimenti ora non mi troverei a scrivere su queste pagine.

31

Voci Libere 2010 1  

Giornalino a cura della Comunita' Diurna della Fondazione Villa Maraini ONLUS

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you