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anno XI | numero 117 | febbraio 2014 Poste Italiane spa spedizione in A.P. -70%- D.C.B. BL

€ 1,80

direttore responsabile: Marina Menardi proprietà: Associazione Comitato Civico Cortina autorizzazione: Tribunale di Belluno nr. 3/2004 stampa: tipografia Print House snc

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pratiche edilizie Ufficio Tavolare: in pensione il Conservatore

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iniziative civiche Molti in piazza per il flash mob pro piscina

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cultura Jugendstil-Liberty: la mostra dei disegni al Museo Entografico

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Regole Primi scavi archeologici a Podestagno

I DANNI DELLA TROPPA NEVE Un meteo “impazzito” ha scaricato neve inzuppata sui cavi elettrici regalandoci vacanze natalizie da incubo. Nemmeno il tempo di riprendere fiato e metri di neve bloccano il paese e la sua vita. Per fortuna non si registrano disgrazie irresolubili. Alla fine ciò che rimane sono i danni. Danni economici gravissimi per le famiglie e per le categorie economiche. Mancati incassi per albergatori, maestri di sci, rifugi, ristoranti, affittacamere, servizi. Spese considerevoli per gestire l’emergenza e per sistemare i danni alle case e alle strutture. Non è una stagione storta o sotto tono. Per chiamare le cose con il loro nome, viviamo un’economia colpita da una calamità naturale. Un evento straordinario per il quale è giusto chiedere la solidarietà delle istituzioni e degli enti pubblici. Un risultato significativo ed esteso ad ogni soggetto danneggiato sarà possibile solo se il paese troverà un capofila che riesca porsi portavoce di tutti, con competenza, forza, credibilità. Non sappiamo chi potrà o vorrà farlo.

Comitato Civico Cortina

DA CORTINA STOP AL PIANO CASA La delibera del Consiglio comunale del 21 gennaio delimita l’applicazione con vincoli molto stretti Il Consiglio comunale del 21 gennaio 2014 ha deliberato di limitare le deroghe edilizie del Piano Casa regionale con vincoli molto stretti. I contenuti della delibera sono spiegati nello speciale dossier Piano Casa, che abbiamo preparato per approfondire questo delicato argomento. Già con il primo Piano Casa del 2009 il Comune di Cortina ha bloccato tutte le deroghe concesse dalla legge regionale, a parte i bonus di carattere economico. Nel 2011, con il rinnovo della legge da parte della Re-

gione ed il tentativo di tagliare fuori i Comuni, Cortina ha ridefinito la normativa a proprio uso, consentendo solo aperture sulle prime case. Nel 2013 la Regione persiste con il Piano, estromettendo del tutto i Comuni. Cortina resiste ed ammette solo alcune delle misure derogatorie riconosciute dal Piano Casa e l’applicazione soltanto parziale di alcune di esse. Per le minoranze, l’Amministrazione ha un atteggiamento sovietico.


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PIANO CASA CON FORTI VINCOLI A CORTINA D’AMPEZZO Per le minoranze, l’Amministrazione ha un atteggiamento sovietico. Per la maggioranza, si cerca di aiutare il residente e non chi butta giù la villa e la fa più grande di Edoardo Pompanin

Il Consiglio comunale del 21 gennaio 2014 ha deliberato di limitare le deroghe edilizie del Piano casa regionale con vincoli molto stretti. I contenuti della delibera sono spiegati nello speciale dossier Casa, che abbiamo preparato per approfondire questo delicato argomento. In sede di discussione registriamo gli interventi della minoranza, con il consigliere Rocco Dal Pont che ha ribadito i punti essenziali contenuti nella dichiarazione di voto (astensione). In particolare, le minoranze hanno contestato il fatto di essere state poco coinvolte nella predisposizione degli atti. Secondo l’opposizione, maggiori aperture sulla legge avrebbero aiutato le categorie economiche locali, rinnovato il patrimonio edilizio, accelerato gli interventi (il Pat è fermo in Provincia). Inoltre, il vincolo di superficie per ogni membro di nucleo familiare è «un atteggiamento sovietico, che penalizza il cittadino che voglia migliorare la propria condizione; non viene inoltre premiato chi non è prima casa». «I limiti - sostiene Dal Pont - porteranno quasi a zero la possibilità di fare qualche cosa, si poteva almeno aprire su interventi di piccola caratura, più avvicinabili dalle ditte locali e senza gravi impatti sul territorio». Per il vice sindaco Enrico Pompanin si danno opportunità ai residenti, pur stabilendo delle condizioni per evitare di «dare la possibilità a tutti di fare quello che si vuole». Riguardo alle ditte locali, per Pompanin c’è un continuo incremento di ditte “da fuori”: vedi le imprese di Treviso per grossi cantieri, con i locali che devono invece adeguarsi ai prezzi, anche se non convenienti. L’Amministrazione cerca di aiutare il residente, non «il classico scior che butta giù la villa e la fa più grande». Inoltre il Pat ha stabilito il dimensionamento delle necessità di Cortina, non altri. In commissione pre consiliare, l’assessore Verocai aveva ricordato che con la precedente versione del Piano Casa sono arrivate in Comune 2 richieste edilizie applicabili con le regole comunali del 2011 e 2 richieste non accoglibili (6 i ricorsi pendenti).

La Legge regionaLe Piano Casa

Una legge che bypassa tutti i regolamenti edilizi e urbanistici Il Piano Casa della regione Veneto nasce nel 2009 ed è la terza volta che viene riproposto, in questo caso con scadenza fino al 10 maggio del 2017. Con il passare degli anni e in considerazione di un avvio a rilento, le norme – nate per “fare economia” con l’edilizia – hanno ampliato sempre di più le deroghe per le costruzioni. Con la legge regionale si sorvola sui regolamenti comunali e sugli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali, compresi i piani ambientali dei parchi regionali. I Sindaci e lo stesso Governo hanno contestato la legge, tanto che la Regione deve riprenderla per mano. Ad oggi, il bonus per l’ampliamento del residenziale è pari al 20% di incremento del volume della superficie. Per edifici unifamiliari destinati a prima casa fino a un massimo di 150 mc. Ulteriore 10% di incremento con l’utilizzo di tecnologie rinnovabili; ulteriore 5% per antisismica; altro 10% per bonifica amianto. Il bonus per la demolizione e ricostruzione è pari al +70% del volume e

superficie con risparmio energetico e classe A; +80% con criteri dell’edilizia sostenibile regionale. Si possono poi spostare volumi, derogare sulle distanze, intervenire in zone pericolose con altri bonus. Si premia la prima casa di abitazione con uno sconto sugli oneri. Dal punto di vista amministrativo, la legge regionale assume carattere straordinario e le disposizioni prevalgono sulle norme dei regolamenti degli enti locali e sulle norme tecniche dei piani e regolamenti urbanistici contrastanti con esse. Permangono in ogni caso i vincoli per i centri storici e per gli edifici vincolati dal codice dei beni culturali e del paesaggio, oltre per quelli oggetto di specifiche tutele. Gli interventi sono soggetti a DIA (denuncia di inizio attività) con asseverazione del professionista che attesta la conformità delle opere alle disposizioni di legge. Tutti gli interventi (escluso sulla prima casa) sono comunque subordinati all’esistenza (o realizzazione) di adeguate opere di urbanizzazione primaria.


DEROGHE CONCESSE DAL COMUNE DI CORTINA D’AMPEZZO art. 2 - interventi edilizi di ampliamento

- ampliamento fino al 20% degli edifici esistenti al 31 ottobre 2013 (comunque fino a 150 mc. per edifici unifamiliari di prima casa)

- per edifici produttivi (zona D e zona impropria): nessun incremento, essendo sature in temini di edificabilità concedibile e per impossibilità di adeguare opere di urbanizzazione a nuovi carichi - per alberghi e altre strutture ricettive: nessun incremento perché già previsti con normativa comunale (sportello unico) - per edifici commerciali e direzionali: nessun incremento, perché già previste possibilità con il PAT o altri strumenti - per edifici residenziali: nessun incremento, ad eccezione degli immobili adibiti a prima casa di abitazione (già residenti al 9 luglio 2011). L’ampliamento è consentito solo per chi dispone di una abitazione sottodimensionata rispetto ai seguenti parametri: . Per nuclei familiari composti da 1 sola persona: mq. 40 . Per nuclei familiari composti da 2 persone: mq. 60 . per nuclei familiari composti da 3 persone: mq. 70 . per nuclei familiari composti da 4 persone: mq. 85 . per nuclei familiari composti da 5 persone: mq. 95 . per nuclei familiari composti da più di 5 persone: mq. 20 a persona Non potrà essere ricavata più di una nuova unità abitativa per ogni prima casa esistente e le nuove unità non potranno essere superiori a 95 mq.

- ampliamento aggiuntivo del 10% se utilizzo fonti di energia rinnovabile

- nessun bonus aggiuntivo

- ampliamento aggiuntivo del 15% se residenziale con riqualificazione energetica

- nessun bonus aggiuntivo

- ampliamento aggiuntivo del 5% se residenziale con messa in sicurezza anti sismica

- nessun bonus aggiuntivo

- ampliamento aggiuntivo del 10% se edificio ad uso diverso con messa in sicurezza anti sismica

- nessun bonus aggiuntivo

art. 3 - interventi per rinnovo del patrimonio edilizio esistente Nel caso di demolizione e ricostruzione: - incremento fino al 70% con aumento prestazione energetica

- incremento fino al 5% (secondo disposizioni PAT)

- incremento fino al 80% con edilizia sostenibile

- incremento fino al 10% (secondo disposizioni PAT) art. 3 bis - interventi in zone agricole

Gli aumenti volumetrici degli artt. 2 e 3 sono consentiti solo per residenziale ed edifici per conduzione fondo

Gli aumenti volumetrici sono consentiti solo per prima casa di abitazione secondo i parametri e per gli edifici conduzione fondo per un 5% continua a pagina 4

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DEROGHE PREVISTE DAL PIANO CASA REGIONALE

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art. 3 quater - interventi per edifici in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica e idrogeologica

- si può demolire e ricostruzione in altra zona con incremento fino al 50%

- si può demolire e ricostruzione in altra zona con incremento solo per prima casa di abitazione secondo i parametri dell’art. 2 e per gli altri edifici per un 5%

art. 4 - interventi per insediamenti turistici e ricettivi - (oltre agli incrementi degli altri articoli) incremento fino 20% per attrezzature all’aperto

- nessun bonus aggiuntivo

art. 7 oneri e incentivi - contributo di costruzione ridotto del 60% per la prima casa di abitazione (100% per famiglie numerose o prima casa con fonti energia rinnovabile)

- contributo di costruzione ridotto del 60% per la prima casa di abitazione (100% per famiglie numerose o fonti energia rinnovabile). Richieste maggiori garanzie per il mantenimento residenza.

art. 9 ambito di applicazione - NON SI APPLICA IL PIANO CASA PER: - edifici all’interno dei centri storici (salvo siano privi di grado di protezione …) - edifici vincolati dal Codice dei beni culturali e del paesaggio - edifici oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono interventi ... - altri casi

DiChiarazione Di voto sUL Piano Casa DeL grUPPo ConsigLiare “Per La nostra Cortina” Il nostro paese, così come l’Italia intera, vive da tempo un periodo di crisi economica con pesanti ripercussioni sulle attività lavorative e di occupazione finora a noi sconosciute. La Regione Veneto, su direttive del governo centrale, ha emanato norme volte a stimolare la ripresa economica mediante il sostegno del settore dell’edilizia, ponendo particolare attenzione ed incentivi agli interventi di riqualificazione edilizia. Serve ricordare che l’edilizia a Cortina coinvolge innumerevoli aziende di media-piccola dimensione, in gran parte a conduzione famigliare, dalle imprese edili alle ditte dei vari settori di specializzazione – idraulici, elettricisti, falegnami per citarne solo alcuni – in cui sono occupati un considerevole numero di nostri concittadini, attività artigianali che rappresentano – per capacità e tradizione – uno dei vanti del nostro paese e devono essere una consistente e duratura possibilità di lavoro per i nostri giovani. Altrettanto importante riteniamo sia evidenziare che il nostro patrimonio edilizio è ormai vecchio – risalente per lo più agli anni ’60 – e richiede quindi un insieme di interventi sia di riqualificazione – energe-

tica, strutturale, funzionale – che di semplice manutenzione “estetica”, interventi di importante impegno di spesa che – se opportunamente incentivati (come dimostrano le politiche nazionali di sgravio fiscale) – vengono comunque affrontati dai proprietari con conseguenti enormi benefici – oltre che per le varie attività lavorative impiegate – per il decoro e l’immagine positiva e di rinnovamento del nostro paese. Pur condividendo le preoccupazioni di questa Amministrazione riguardo la necessità di preservare Cortina da abnormi incontrollabili interventi di ampliamento dei fabbricati esistenti e di nuova edificazione in virtù della Legge Regione Veneto n. 14/2009 e succ. modificazioni, non possiamo condividere una strategia che – in particolare non disponendo di una ragionevole e realistica ipotesi di ricaduta sul paese in termini di volumetria effettivamente edificabile – vieta di fatto e aprioristicamente quasi ogni intervento, in particolare limitando le possibilità di soddisfacimento abitativo dei nostri concittadini e sottoponendoli a sempre nuovi quanto inutilmente oneri (p. es. fiediussione a garanzia del permanere della residenza per vent’anni);

anacronistico che si perseveri nel voler determinare le dimensioni massima e minima dell’unità abitativa, che si impedisca – a chi ne avesse la possibilità – di ampliare l’edificio di famiglia per creare anche più di un appartamento per i propri figli o famigliari, mantenendo così il legame alla casa, alla famiglia, al proprio villaggio. Più utile e proficuo per l’assetto edilizio-urbanistico e per l’economia del nostro paese, sarebbe – per esempio – consentire ad ogni edificio – a fronte dell’adeguamento dell’intero stabile a classe di prestazione energetica “A” (quindi rifacimento a nuovo di tetto, facciate, serramenti) un minimo ampliamento volumetrico anche in deroga ai limiti di altezza e distanza o concedere volumi di modesta entità per favorire – rimodellando il terreno – la realizzazione dell’accesso di autorimesse interrate. Pertanto, ritenendo che quanto posto in delibera non rappresenti un’adeguata risposta alle questioni poste dalla LRV n. 32/2013 né costituisca il corretto approccio alla norma stessa per affrontare i gravi problemi di lavoro e di abitazione per i nostri cittadini, annunciamo il nostro voto di astensione.


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Gli aumenti volumetrici previsti per chi demolisce e ricostruisce un edificio arrivano fino all’80% (con edilizia sostenibile). A prima vista potrebbe sembrare un affarone per i proprietari. I dati del periodo aprile 2010 – luglio 2013 mostrano invece che le domande presentate in tutto il Veneto per usufruire degli incentivi sono pari a 62.000, ma solo 1.000 hanno deciso di demolire e ricostruire (con il forte premio sui volumi). Dalla Regione parlano di vincoli comunali; la realtà del flop potrebbe essere piuttosto di tipo economico. A conti fatti, la demolizione e la ricostruzione non porta evidenti vantaggi economici ai cittadini. Infatti, il margine fra il costo di demolizione-ricostruzione e il valore di mercato delle abitazioni non dà un guadagno significativo. Per questo motivo le famiglie hanno attivato i permessi per i piccoli aumenti volumetrici necessari per

soddisfare le strette necessità familiari. La dimensione media degli interventi residenziali è stata pari a circa 160 metri cubi, con un impatto economico medio per intervento stimabile in 48.000-50.000 euro. Nella tabella abbiamo riportato uno schema semplificato per il calcolo della convenienza a demolire e ricostruire. Si calcola una superficie di 200 metri quadrati (pro quota di una casa bifamiliare); si considera che con la demolizione e la ricostruzione si aumenti la superficie dell’80%; il valore di mercato passerà da “usato” a “nuovo”. Pur calcolando con costi estremamente prudenti (non di edilizia sostenibile o a prezzo di ingresso per le ‘prefabbricate’), per la città di Padova osserviamo un margine medio di guadagno del +12%. Un tale margine è evidentemente insufficiente per incentivare la famiglia a intraprendere un intervento così impegnativo, su cui gravano i rischi dovu-

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PerChÈ gLi aUMenti Di voLUMe DeL Piano Casa sono Un FLoP neLLe CittÀ venete, Mentre a Cortina Diventano sPeCULazione

ti agli imprevisti e al mancato rispetto dei preventivi. La situazione cambia radicalmente se i valori di mercato sono quelli di Cortina d’Ampezzo. A parità (teorica) di costo, il margine di guadagno è del doppio (92%), una enormità che rende ultra conveniente l’affare, anche a fronte di eventuali rischi di cantiere. La conclusione è che l’incentivo volumetrico paradossalmente favorisce le zone con i valori di mercato più alti (cioè quelle più tutelate e pregiate) e non incentiva le famiglie delle periferie e dei paesi veneti. Dal punto di vista teorico, una legge equa dovrebbe assicurare un incremento volumetrico proporzionale al valore di mercato degli edifici. Per certi aspetti, i vincoli posti dal Comune di Cortina d’Ampezzo sugli interventi di demolizione-ricostruzione vanno su questa strada.

Nella tabella sotto è riportato uno schema semplificato per il calcolo della convenienza a demolire e ricostruire una superficie di 200 metri quadrati. Sono state messe a confronto una proprietà a Padova e una a Cortina d’Ampezzo

(1) metri quadrati

(2) valore mq.

(1)x(2) valore totale

PaDova - quotazione usato

200

2.700

vaLore ProPrietÀ

540.000 540.000

(a)

PaDova - costo ri-costruzione

200

1.380

-276.000

- costo ri-costruzione (per superficie aggiuntiva)

160

1.380

-220.800

- costo demolizione (senza oneri discarica)

200

10

-1.933

- costo oneri progettazione, direzione lavori, iva al 22%

360

442

-158.976

- quotazione nuovo

360

3.500

1.260.000

vaLore ProPrietÀ inCreMento vaLore ProPrietÀ dopo intervento di aumento volumetrico

602.291

(B)

(a) % (B)

12%

(1) metri quadrati

(2) valore mq.

(1)x(2) valore totale

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2.000.000

Cortina D’aMPezzo - quotazione usato vaLore ProPrietÀ

2.000.000

(a)

Cortina D’aMPezzo - costo ri-costruzione

200

1.380

-276.000

- costo ri-costruzione (per superficie aggiuntiva)

160

1.380

-220.800

- costo demolizione (senza oneri discarica)

200

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-1.933

- costo oneri progettazione, direzione lavori, iva al 22%

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442

-158.976

- quotazione nuovo

360

12.500

4.500.000

vaLore ProPrietÀ inCreMento vaLore ProPrietÀ dopo intervento di aumento volumetrico elaborazione propria su fonti: Ira Real Estate, 24ore Focus Città, Wolf House, professionisti locali

3.842.291

(B)

(a) % (B)

92%

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anChe iL governo Contro iL Piano Casa DeL veneto: iL Potere UrBanistiCo Deve restare ai CoMUni Riportiamo un estratto del testo del comunicato stampa di Palazzo Chigi, dove si conferma il ricorso alla Corte costituzionale e la revisione della legge Questa mattina (27 gennaio 2014), a seguito della parziale impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri della legge numero 32 della Regione Veneto del 29/11/2013 contenente “Nuove disposizioni per il sostegno e la riqualificazione del settore edilizio e modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed edilizia”, si è tenuto presso il dipartimento degli Affari regionali un incontro … La Regione Veneto si è infatti impegnata ad apportare alcune modifiche alla legge regionale riconoscendo ai Comuni la possibilità, attraverso le procedure della variante semplificata dei piani urbanistici, di apporre limiti al nuovo Piano casa della Regione. L’impegno sottoscritto esplicita che gli

interventi previsti dal Piano casa non troveranno applicazione per quegli edifici oggetto di specifiche norme di tutela urbanistica e territoriale anche in relazione a quegli strumenti che saranno approvati dai Comuni dopo l’entrata in vigore della suddetta legge. Rimane quindi fermo l’ordinario potere urbanistico dei Comuni interessati dalle disposizioni del nuovo Piano Casa. L’abrogazione, con la nuova legge regionale, delle norme del precedente Piano casa relative ad un generalizzato potere di blocco da parte dei Comuni viene quindi compensata dalla precisazione che rimangono fermi gli ordinari poteri urbanistici dei Comuni. La Regione si è impegnata anche a rivedere

l’art. 3 comma 3 della Legge regionale dove si prevede la possibilità di realizzare gli interventi di ampliamento a distanza non superiore a 200 metri dal lotto di pertinenza. Restano impugnate l’art. 7 e l’art. 10 comma 6 che estende gli interventi edilizi anche alle aree a rischio idrogeologico e l’art. 11 comma 1 e 2 che elimina l’obbligo, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di rispettare la sagoma esistente sulle quali si attenderà un pronunciamento della Corte costituzionale.

(ESTRATTO dal comunicato stampa di Palazzo Chigi)

Per La terza voLta, iL CoMUne Di Cortina D’aMPezzo resiste aLLa regione

Costituzione, leggi nazionali e diritto comunitario non permettono alla Regione di estromettere i Comuni dalla gestione del proprio territorio Già con il primo Piano Casa del 2009 il Comune di Cortina ha bloccato tutte le deroghe concesse dalla legge regionale, a parte i bonus di carattere economico. Risulta comunque che il 74% dei comuni veneti abbia posto propri vincoli restrittivi. Nel 2011, con il rinnovo della legge da parte della Regione ed il tentativo di tagliare fuori i Comuni, Cortina ha ridefinito la normativa a proprio uso, consentendo solo aperture sulle prime case (e con precisi limiti). Nel 2013 la Regione persiste con il Piano, estromettendo del tutto i Comuni. Cortina resiste ed ammette solo alcune delle misure derogatorie riconosciute dal Piano Casa e l’applicazione soltanto parziale di alcune di esse, così da garantire

la complessiva sostenibilità ambientale, paesaggistica e urbanistica. L’ambiente viene considerato dall’Amministrazione ampezzana come un bene non compromissibile, tanto più da una legge che intende in primo luogo favorire il rilancio del settore edilizio (rilancio che a causa della specificità del mercato immobiliare cortinese è meno avvertita rispetto al territorio veneto). Gli argomenti a sostegno della posizione comunale sono rappresentati nella delibera del Consiglio comunale in maniera convincente, tale da offrirsi come guida per le delibere di altri comuni limitrofi. In ogni caso, anche lo stesso Governo ha presentato ricorso su diversi aspetti della legge. Per Cortina, le ragioni giuridiche a sostegno della propria deliberazione sono le seguenti: i comuni hanno potestà di pianificare gli interventi sul proprio territorio in forza di leggi statali, oltre che regionali (legge 17 agosto 1942 n. 1550); le preclusioni dei poteri comunali contrastano con i principi della Costituzione, laddove in molteplici

passi (artt. 5, 114, 117, 118) riconoscono ai comuni importanti attribuzioni in materia di governo del territorio; in sintesi, le Costituzione non consente alle Regioni di spogliare i comuni di poteri decisionali sugli aspetti dell’assetto urbanistico ed edilizio del proprio territorio; il diritto comunitario richiede di effettuare una valutazione ambientale strategica sulla sostenibilità del Piano Casa sul territorio (secondo l’Amministrazione, la Regione non ha fatto alcuna valutazione sul singolo Comune per determinare gli impatti, che pertanto restano da misurare e valutare a cura degli Enti locali). In poche parole finché non sarà valutata con un atto comunale la sostenibilità delle misure del Piano Casa sul territorio di Cortina (procedura VAS), saranno sospesi gli effetti delle richieste di permesso di costruire o delle DIA che fossero eventualmente presentate per la realizzazione degli interventi (ad eccezione degli interventi sulla prima casa, nei limiti stabiliti).


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numero 117 | febbraio 2014

UFFICIO TAVOLARE: IN PENSIONE IL “CONSERVATORE” Le pratiche sono ferme, si accumulano e attendono un sostituto di Stefano Lorenzi

Da fine dicembre scorso l’Ufficio Tavolare di Cortina è senza il suo “conservatore”, figura in carico al Comune che si occupa di verificare che le modifiche alle proprietà fondiarie siano corrette e possano essere iscritte nel Libro Fondiario. Tale mansione era svolta dalla dottoressa Paola Iapichino, che ha terminato il suo rapporto di lavoro con il comune di Cortina per raggiunta età pensionabile. Il vicesindaco Enrico Pompanin spiega che, nonostante vari tentativi per prorogare il contratto di collaborazione di un paio d’anni – istanza sostenuta anche dal Tribunale di Belluno – il Ministero di Grazia e Giustizia non ha dato risposta nel merito: il Tavolare, sebbene ufficio comunale, dipende in parte dal Ministero e dal Tribunale, visto lo stretto legame che la legge impone per l’iscrizione di ogni atto. A differenza del Catasto (vedi riquadri pagine seguenti), l’iscrizione delle modifiche alle proprietà fondiarie (edifici e terreni) possono essere effettuate solo con l’approvazione specifica del giudice. Per questo motivo, ciò che viene scritto nel Tavolare ha anche carattere probatorio, cioè è sufficiente a dimostrare proprietà e diritti in capo a determinati soggetti. L’Amministrazione ha quindi valutato la possibilità di richiedere un tecnico dalla provincia di Bolzano per 6-8 mesi che svolga le funzioni di conservatore, per dare tempo al Comune di formare al suo interno una figura professionale idonea a questo ruolo. Il blocco delle assunzioni e l’impossibilità di sostituire i pensionamenti (se non in misura ridottissima di un assunto ogni cinque pensionati), impedisce al Comune di indire nuovi concorsi pubblici per sostituire la persona mancante. Per il momento, quindi, nessun conservatore almeno fino a metà febbraio, con la conseguente immobilità delle pratiche depositate in questo ultimo mese. La responsabilità dell’ufficio è stata assegnata alla segretaria generale dottoressa Luisa Musso, che lavora a Cortina 30 ore a settimana e che già è responsabile – per il Comune – di segreteria, tributi e ufficio patrimonio. In assenza di un conservatore, quindi, tutti gli atti tavolari (compravendite, successioni,

I libri fondiari, all’interno dell’Ufficio Tavolare di Cortina d’Ampezzo

contratti, ipoteche, affitti, ecc.) sono fermi e attendono di essere esaminati. Teoricamente, il lavoro potrebbe essere svolto direttamente dal giudice tavolare (Tribunale di Belluno), ma di fatto le pratiche aspettano l’arrivo del nuovo conservatore. Il problema si aggiunge alla già lunga trascrizione dei vari atti, cronicamente in arretrato di 6-12 mesi: benché la trascrizione dei vari atti notarili, degli accatastamenti e dei frazionamenti sui libroni che compongono l’archivio tavolare segua criteri cronologici (ad esempio gli atti depositati prima vengono trascritti per primi), a volte la trascrizione di alcuni atti più complessi è più lenta perché soggetta a maggiori verifiche. Ritorna quindi la riflessione sulla necessità, sempre più urgente, di informatizzare tutto l’Ufficio Tavolare, progetto peraltro sostenuto dall’attuale Amministrazione in fase elettorale. Il Vicesindaco spiega che un tentativo, in tal senso, è stato fatto nel 2011 con la richiesta dei primi finanziamenti sui cosiddetti “Fondi Brancher” (vedi Voci di Cortina n° 86, luglio 2011), dove il Comune ha presentato un progetto per 4.960.000,00 euro da realizzarsi in cinque anni. Purtroppo, poi, lo stesso non è stato finanziato e non è quindi mai partito. Pompanin spiega, comunque, che già da quest’anno qualcosa si

potrà fare, per esempio con l’inserimento a computer del registro dei proprietari, oggi composto da uno schedario metallico battuto a macchina e aggiornato a mano. Gli sviluppi nell’organizzazione dell’ufficio saranno comunque valutati assieme al nuovo conservatore in arrivo, che lavora già con l’esperienza della vicina provincia di Bolzano, dove da anni è già tutto in rete. Un’ipotesi ventilata in passato – conclude il Vicesindaco – era anche l’affidamento in gestione dell’intero Tavolare alla provincia di Bolzano stessa, idea che però incontrò il parere contrario del Comune, in quanto la scelta avrebbe completamente estromesso il Comune stesso dalla gestione dei dati territoriali. continua a pagina 8


8 continua da pagina 7

iL sisteMa CatastaLe La gestione della proprietà fondiaria, di terreni e immobili, è in Italia regolamentata dal cosiddetto “sistema catastale”, gestito dall’Agenzia del Territorio (ex-Catasto) su base provinciale. Il catasto ha funzioni ricognitive della proprietà, individuata su base geografica, cioè attraverso la suddivisione del territorio in comuni catastali e, all’interno di questi, in fogli con la descrizione grafica dei vari mappali. Ogni mappale rappresenta un terreno, un immobile o un’area edificata costituita da edificio e terreno a questo pertinente. Ad ogni bene è associata una categoria, cioè

un codice che ne individua le caratteristiche e la destinazione: questa categoria, unita alla superficie, diventa poi la base per assegnare ad ogni bene immobile un valore in denaro, che serve come punto di partenza per il calcolo delle imposte su terreni e sugli immobili, compresa l’Imu. I dati degli edifici e dei terreni inseriti nella documentazione presso il catasto non hanno efficacia probatoria: per dimostrare la titolarità di un bene in capo a un soggetto, infatti, non è sufficiente che questo sia descritto negli atti catastali, ma occorre esibire un contratto di acquisto dello stesso.

iL sisteMa tavoLare In Ampezzo, così come nelle province autonome di Trento e Bolzano e in diversi comuni del Friuli, oltre che a Livinallongo e Colle S. Lucia, vige tuttora il regime fondiario detto “tavolare”, cioè un registro delle proprietà di edifici e terreni impostato secondo il sistema voluto dall’Austria nel XIX secolo. La proprietà immobiliare è trascritta in registri che seguono il criterio del soggetto proprietario, prevedendo che ogni proprietà abbia una sua “partita tavolare”, cioè una sezione del Libro Fondiario in cui sono

iscritte tutte le proprietà che ha all’interno del Comune un determinato soggetto (una persona, un gruppo di comproprietari o una società). Ogni operazione di acquisto, vendita, permuta, frazionamento, iscrizione o cancellazione di diritto reale sui beni, successione, affitto di lunga durata, ecc. viene annotata solamente previa verifica da parte di un giudice del tribunale, detto “giudice tavolare”. Questa procedura garantisce che quanto scritto nelle pagine del Libro Fondiario sia veritiero e corrisponda alla situazione

attuale del bene, e che le operazioni sugli immobili siano conformi a quanto stabilito dalla legge. In tal modo, il tavolare è detto anche “probatorio”, vale a dire che quanto è scritto sulle sue pagine è prova formale del diritto sull’edificio o sul terreno. Il proprietario non ha quindi necessità di dimostrare con un contratto in mano che un bene a lui intavolato sia veramente suo: è sufficiente che sia scritto sul Libro Fondiario. La stessa dimostrazione vale per diritti di terzi sugli immobili o sui terreni: ipoteche, vincoli di legge, usufrutti, affitti, ecc.

iL sisteMa aMPezzano A Cortina d’Ampezzo i due sistemi di censimento immobiliare convivono: il tavolare esiste perché mantenuto nel tempo da un’eredità precedente al passaggio di Ampezzo all’Italia, il sistema catastale è stato introdotto perché necessario ai fini fiscali. La

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legge nazionale italiana prevede il mantenimento di questo duplice assetto fondiario, ed Ampezzo lo ha conservato nel tempo, con gestione oggi in mano al Comune di Cortina d’Ampezzo per quanto riguarda il tavolare, all’Agenzia del Territorio di Belluno per quanto riguarda il catasto. Quest’ultimo è stato uniformato alla più generale situazione italiana, ed è la base per il calcolo del valore degli immobili e delle relative imposte. Naturalmente, oggi la gestione del catasto è completamente informatizzata, nel senso che tutta la proprietà è minuziosamente inserita nei computer dello Stato, con possibilità – per i professionisti che ci lavorano (geometri, architetti, periti) – di intervenire sugli archivi anche via internet attraverso specifiche procedure. Con i mezzi informatici di oggi sarebbe in realtà superato il criterio di prevalenza del proprietario rispetto al criterio geografico: i computer permettono di tenere un’anagra-

fe unica con tutti i dati, estraendo di volta in volta ciò che interessa: tavolare e catasto potrebbero quindi essere gestiti in un’unica banca dati coordinata, mantenendo però le rispettive peculiarità. È indispensabile che i dati del catasto e del tavolare siano corrispondenti, con una continua attività di aggiornamento reciproco. In realtà, tale aggiornamento viene fatto dai soggetti interessati – i proprietari o i loro consulenti – e non d’ufficio: pertanto, capita che i dati dei due sistemi non corrispondano. L’effetto di queste incongruenze non è banale: capita di frequente, ad esempio, che vi siano atti di compravendita immobiliare o di successione in cui ciò che appare al catasto non è coerente con quanto scritto al tavolare. Il notaio non può redigere l’atto, che rimane fermo fino a regolarizzazione delle difformità. In realtà, l’ufficio tavolare di Cortina è gestito ancora in modo manuale, con decine


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di faldoni scritti a penna in cui viene narrata la storia della proprietà fondiaria d’Ampezzo, dal suo impianto verso fine ‘800 fino ad oggi. Le procedure di controllo e trascrizione dei vari atti richiedono molto tempo e,

per la consultazione, necessitano della presenza fisica delle persone interessate durante l’orario di apertura al pubblico degli uffici. Fino a un paio d’anni fa l’accesso era abbastanza agevole, nel senso che l’ufficio tavo-

lare era aperto ogni mattina per diverse ore. Poi, a causa di ristrettezze nel personale addetto, l’accesso è stato limitato nel numero di ore, pur rispettando l’apertura da lunedì a venerdì.

novitÀ DaL Catasto, nUMerazione Da riFare Nel corso degli anni 2012 e 2013 l’Agenzia del Territorio di Belluno ha introdotto un sistema per uniformare il sistema in uso in Ampezzo con quanto in uso negli altri comuni, soprattutto riguardo alla numerazione delle particelle fondiare (terreni) e edificiali (fabbricati). In questo modo, la nuova numerazione dovrebbe facilitare i rapporti con i vari enti pubblici, che fanno capo prevalentemente al sistema catastale. In Ampezzo sono censiti circa novemila edifici e altrettanti terreni, molti dei quali – soprattutto al di fuori del centro abitato – si estendono su vaste aree: si tratta di boschi, montagne, pascoli e prati, spesso di proprietà regoliera o comunale, ma anche di proprietà privata. Questi mappali sono disegnati su tavolette grafiche realizzate verso il 1930, fogli che costituiscono la base dell’attuale sistema tavolare. Spesso i terreni si trovano disegnati a cavallo fra due o più fogli, aspetto che sembra divenuto un problema per l’adeguamento delle mappe fondiarie al sistema catastale. L’Agenzia del Territorio ha così ridisegnato le mappe della proprietà, scomponendo e frazionando d’ufficio i terreni più estesi

la RUBRICA di Ennio Rossignoli La nostaLgia DeL FUtUro La “nostalgia del futuro” è l’ossimoro con cui si vuole tradurre felicemente la Sehnsucht dei tedeschi, il romantico desiderio dell’irraggiungibile sempre vanamente inseguito, e che è la matrice psicologica della consuetudine augurale degli uomini. Prendiamo il Natale, per antonomasia il tempo degli auguri,

affinché non si venissero a trovare su più di un foglio: nel caso di un proprietario il cui terreno si trovi a cavallo di due fogli catastali, egli si troverà oggi ad avere non più un solo mappale, ma due distinti, con diverse enumerazioni, uno sul primo foglio e uno sul secondo. Questa novità, già applicata dal catasto dallo scorso anno, non è però stata recepita dal tavolare di Cortina: ci si trova dunque con notevoli differenze fra i dati del catasto modificati e i vecchi dati del tavolare, ancora fermi nella “versione” precedente. Dal momento che i libri tavolari non possono essere variati senza specifici interventi del giudice tavolare, per regolarizzare tali anomalie occorre che il giudice stesso prenda visione di ogni singola variazione applicata dal catasto, ne verifichi la correttezza e la faccia trascrivere nei libri tavolari. Si tratta però di centinaia di modifiche, complicate dal fatto che il Comune e l’Agenzia del Territorio non hanno concordato in modo adeguato sulla questione: in questi giorni, dunque, il Tavolare sta respingendo al mittente tutte le notifiche. L’effetto pratico del problema è che chiun-

que si trovi nella sfortunata situazione di un suo terreno posto a cavallo di più fogli di mappa, si vede respinto ogni tentativo di frazionamento o modifica del bene, a meno che non provveda lui stesso ad effettuare le dovute modifiche, presso il tavolare, seguendo le direttive del catasto, pagandole ovviamente di tasca propria.

il giorno della bontà (anche se non sembra che se ne siano accorti in molti): nell’ultimo poi Cortina ne ha avuto particolarmente bisogno, colpita com’è stata da intemperie a dir poco irriguardose della sua regalità. Ma la preoccupazione del futuro è antica, almeno fin da quando è entrata a far parte dei minimi pensieri dell’uomo e gli auguri hanno avuto il significato di un gesto di amicizia e di solidarietà: già i romani dell’antichità, incontrandosi, si dicevano di voler condividere l’oggetto dei propri desideri, e i termini di tale complicità sono rimasti sostanzialmente gli stessi di allora, dal momento che tutti vogliamo che il futuro ci sorrida e cerchiamo di farcelo amico, rovesciando su di esso le nostre speranze, soprattutto la speranza che sia migliore del presente. Possibile? Oggi, per come vanno le cose del mondo, l’esercito degli ottimisti si è notevolmente assottigliato, e in ogni caso il futuro non è lo stesso per tutti, anche se tutti ci accomuna nelle attese: di un ritrovato ordine morale, di una pacificata stagione politica, di una rinnovata vitalità

economica che scacci le ombre cupe di una crisi che non fa sconti a nessuno. E per noi qui, dopo il ripetersi delle disavventure degli ultimi anni, il ritorno a una tranquillità che garantisca il recupero delle passate eccellenze, con la fine delle solite beghe domestiche, la continuità dei propositi e l’aggiornamento nel realizzarli. È chiedere troppo?

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NEVICATA RECORD A CORTINA D’AMPEZZO E IN TUTTO IL BELLUNESE a cura della Redazione

Ancora una abbondante nevicata è caduta a Cortina d’Ampezzo e nel Bellunese, venerdì 31 gennaio e sabato 1 febbraio, prevista già da qualche giorno dal centro Meteo di Arabba. Nella notte di venerdì è caduto oltre un metro di neve a fondovalle, oltre i due metri in quota. Non sono mancati i problemi sulla viabilità: la strada da Tai di Cadore per Cortina nella giornata di venerdì era libera solo per una corsia. Chiusa la strada che dal Falzarego scende a Cortina fino a Pocol, e chiusi anche i passi Valparola, il passo Giau, da Pocol per tutti i 18 km. Interrotta per neve la linea ferroviaria da Ponte nelle Alpi a Calalzo. A Cortina è stato interrotto il servizio di autobus urbano e sono state chiuse le scuole per parecchi giorni. Problemi anche con la circolazione interna, soprattutto nei villaggi, dove c’è voluto qualche giorno per rendere agibili le strade comunali.


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OPERAZIONE TRASPARENZA Il Comitato Civico Cortina sollecita la segretaria comunale Luisa Musso sull’attivazione degli adeguamenti tecnici del sito web e chiede nuovamente che l’attività della nostra amministrazione sul tema delicato della trasparenza si conformi alla normativa vigente a cura del Comitato Civico Cortina

Spett.le: Responsabile per la Trasparenza Segretario Comunale dott.ssa Luisa Musso p.c.: Vicesindaco F.F. Enrico Pompanin

OGGETTO: Lettera di richiesta Accesso Civico, sollecito.

piena trasparenza amministrativa caricando on line, in ossequio alla normativa, tutte le attività amministrative” e che nel medesimo affermava “ si tratta tuttavia di un lavoro lungo e non particolarmente agevole data l’enormità della documentazione e alcune disfunzioni tecniche del sito ancora da risolvere, ma che siamo determinati a portare a compimento quanto prima”; - vista la risposta (prot. N° 2321/bis) inviataci e pubblicata in gennaio sul nostro periodico, nella quale Lei dichiara che: •

Gentile dottoressa Musso, - premesso che la lettera inviata in data 14 ottobre 2013, con la quale il Comitato Civico Cortina chiedeva che il Comune si conformasse alle disposizioni previste dalla legge sulla trasparenza amministrativa (Dlgs. 14 marzo 2013, n° 33), non ha avuto alcun esito; - premesso inoltre che, con comunicato stampa emesso in data 30/10/13 (da verificare) il vicesinadaco Enrico Pompanin dichiarava: “ora l’obiettivo è raggiungere la

in riferimento alla prima richiesta del Comitato Civico, “il Comune di Cortina d’Ampezzo sta provvedendo a recuperare i dati riferiti ad anni precedenti per poter adempiere alla normativa”; in riferimento alla seconda richiesta, “gli atti sono stati pubblicati sul sito web del Comune di Cortina d’Ampezzo, nella sezione Amministrazione Aperta”; in riferimento alla terza richiesta, “i beneficiari di ogni singolo contributo sono specificati in ogni determina, mentre il formato tabellare aperto presenta delle problematiche che dovranno ancora essere risolte”;

- considerato che ad oggi nel sito web del Comune di Cortina d’Ampezzo ancora non sono reperibili la maggior parte delle delibere e degli altri atti che devono per legge essere attingibili da tutti i cittadini, che quelli che ci sono restano visionabili solo

per pochi giorni e che nella sezione Amministrazione Aperta NON sono visionabili gli atti di concessione sovvenzioni, contributi, sussidi, ecc, come da Lei dichiarato; - il Comitato Civico Cortina chiede l’immediata attivazione degli adeguamenti tecnici del sito web e che l’attività della nostra amministrazione sul tema delicato della trasparenza si conformi alla normativa vigente. Desideriamo inoltre far presente che, nella risposta sopra citata, Lei dichiarava che «il regolamento sulla trasparenza dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale entro il 31/01/2014, che conterrà delle disposizioni precise sulle modalità anche dell’accesso civico, nonché l’indicazione del responsabile per la Trasparenza»; questo non è ancora avvenuto. La ringraziamo per la disponibilità e La salutiamo cordialmente.

Cortina d’Ampezzo, 3 febbraio 2014

Associazione Comitato Civico Cortina Il presidente dott.ssa Marina Menardi

sede di 32043 CORTINA d’AMPEZZO (BL) Corso Italia 80 tel. 0436 883800 fax 0436 867654 cracortina@cracortina.it www.cracortina.it


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IL FLASH MOB PER LA PISCINA FA CENTRO Il Comitato Civico chiama e la piazza risponde; in tanti a chiedere la riapertura della piscina comunale a cura del Comitato Civico Cortina - foto: Paolo Constantini Febar

Sabato 25 gennaio 2014, in piazza Angelo Dibona, è andato in scena il flash mob organizzato dal Comitato Civico per chiedere la riapertura della piscina comunale di Guargné, chiusa ormai da due anni. L’iniziativa ha avuto l’intento di rompere il silenzio calato sul futuro della struttura e sulla possibilità di tornare presto a nuotare a Cortina. Di più: ha rappresentato un modo allegro e spensierato di dare voce alle richieste delle persone che vivono a Cortina

e che chiedono il ripristino di un servizio pubblico prezioso per la salute di tutti. L’evento ha riscosso ampio successo: tante le mamme e i papà, i bambini, le famiglie e numerosi anche coloro i quali si sono fatti coinvolgere al momento. Il nostro proposito, come Comitato, è quello di portare avanti una vera e propria campagna per poter tornare a usufruire di un impianto che, ragionevolmente, può essere messo nelle condizioni di offrire un servi-

PISCINA CHIUSA

dal 29 gennaio 2012

2 ANNI 5 GIORNI

contatore aggiornato al 3 febbraio 2014

0 741 0 0 TOT. GIORNI

zio. Siamo sempre convinti che il Comune possa permettersi di aggiustare il tetto nell’attesa che sia pronta la tanto sospirata, ma non ancora progettata, piscina “all’altezza di Cortina”. Sono passati due anni e nessun passo è stato fatto, chi avesse necessità o anche solo voglia di nuotare deve affrontare trasferte nell’ordine dei trenta chilometri. E non si può dire che il Comune sia stato d’aiuto in questo senso con l’istituzione del servizio di navetta per l’Acquafun di San Candido. Poco organizzato e pianificato nonché poco pubblicizzato, il servizio non è mai decollato in quanto a presenze. Dopo la sospensione per il periodo festivo, l’autobus-navetta non è più partito causa assenza totale di prenotazioni e di passeggeri. Come Comitato, insieme alla richiesta di una navetta per nuotare tutto l’anno senza limiti di età, eravamo a disposizione per l’organizzazione dell’iniziativa, ma l’Amministrazione non ha ritenuto di aprirsi alla collaborazione. Dopo questo esperimento mal riuscito, cosa potrà mai essere offerto per colmare il vuoto lasciato dalla nostra piscina?


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14 pagina autogestita

Un inizio stagione con i fiocchi a cura di Cortina Turismo

HANNO VISITATO CORTINA… - 16-19 dicembre: TV e WEB su RTL Ungheria, Episodio con Nagy Feró (famosa rock star in Ungheria, parte della giuria del programma X-Factor ungherese; - 30 dicembre – 3 gennaio: Freeski-Crew.com; HammerHart.tv; - 4-24 gennaio: best-skiresorts.com, Mountain Management; - 8-11 gennaio: Press trip inglese in collaborazione con Inghams – riviste Britanniche: famiglia, national newspapers, sci e snowboard; - 11-14 gennaio: Rivista Norvegese VG (quotidiano nazionale) – ski feature per la rivista più grande in Norvegia; - 13-14 gennaio: Süddeutsche Zeitung per un redazionale sulle Olimpiadi del 1956; - 15-18 gennaio: Sport Travel, tour operator tedesco; - 16-19 gennaio: Rivista US GQ – interessata alla Coppa del Mondo, Cortina lifestyle e sci; - 17-20 gennaio: la giornalista di sport sugli sci Elena Isaeva, Russia; - 20-25 gennaio: Rivista Canadese Sport e montagna – interessata allo sci e lifestyle; - 22-26 gennaio: Rivista US Backcountry – interessata snowboard e fuori pista; - 22-29 gennaio: Autore Norvegese per Family Ski Guide – guida sci per famiglie; - 22 gennaio; 20 agenti del TO Sunrise; - 29-31 gennaio: Televisione Norvegese – interessata a lifestyle e sci; - 28-29 gennaio: 21 Operatori ucraini, Eremenko; - 29 gennaio – 2 febbraio: Snow magazine, il magazine principale dedicato allo sci della Repubblica Ceca. DICONO DI NOI… LA REGINA DELLE DOLOMITI SKIEUR DRIVE STYLE BONE MAGAZINE TRA LE 10 MIGLIORI SKI Il magazine sloveno 11 pagine su Cortina e lo sci 22 pagine dedicate a Cortina, RESORT AL MONDO ha dedicato 6 dallo shopping agli hotel, dal La rivista britannica “Snow pagine a Cortina. come arrivare agli impianti di Magazine” ad aver inserito risalita. Il Magazine Turco si Cortina nella Top Ten degli trova nelle librerie e viene amanti dello sci. A farne un polo FAMILY TRAVELLER regalato alla banca turca a MAGAZINE d’eccellenza delle vacanze tutti i SKI Meta ideale per invernali, la cucina, la cultura, lo possessori di La rivista di sci cinese ha shopping e naturalmente le una vacanza con la carta di credito dedicato due pagine alla piste nell’incantevole cornice propria famiglia. sopra una Regina delle Dolomiti. delle Dolomiti, Patrimonio certa di spesa. Naturale dell’Umanità UNESCO. Le altre località: Revelstoke WINTER RAID Continua la collaborazione NOVITÀ 2014 (Canada), Meribel (France), CT, durante la CT ha collaborato con il Winter Raid, tra Ct e il TO Inghams – un Riksgransen (Svezia), Alyeska stagione fornendo assistenza alberghiera e supporto canale di distribuzione (Alaska, USA), Zermatt invernale, ha logistico. CT si è occupato importante nel mercato (Svizzera), St. Anton (Austria), deciso di mettere dell’organizzazione del ricevimento ufficiale britannico. Durante il mese Telluride (Colorado, USA), a disposizione una e dello scambio di riconoscimenti in Corso di dicembre sono stati Whistler (Canada), Murren persona di lingua Italia, al quale hanno partecipato l’assessore organizzati due fam trip con (Svizzera). russa per al Turismo Marco Ghedina, l’Assessore alla le loro squadre di vendita (+ accompagnare e Cultura Giovanna Martinolli. agenzie) e un press trip a dare assistenza ai gennaio con giornalisti di turisti russi. alto profilo. IL FRONTE DELLE ALPI. ALPI. Ieri e oggi Cortina Turismo ha collaborato con Athesia Verlaf alla realizzazione del libro “Il fronte degli Alpini – ieri e oggi”.


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VIENNA/CORTINA D’AMPEZZO: JUGENDSTIL-LIBERTY Disegni da importanti collezioni private in esposizione al Museo Etnografico delle Regole di Morena Arnoldo

Un’emozionante e preziosissima mostra espone materiale del tutto inedito realizzato tra il 1903 e il 1918 dai ragazzi dell’Istituto d’Arte di Cortina. L’esposizione, curata da Alessandra De Bigontina, direttrice dei musei delle Regole, e da Elsa Zardini, presidente dell’Unione dei Ladini d’Ampezzo, rimarrà aperta fino al 21 aprile. Un’occasione da non perdere per conoscere sempre meglio la storia di Cortina d’Ampezzo e le sue eccellenze. La definizione “importanti collezioni private” ha un duplice significato, che la direttrice Alessandra De Bigontina spiega così: «Innanzitutto quello che balza agli occhi è la bellezza oggettiva delle opere, perfettamente conservate, che fanno parte di collezioni consistenti. Ovviamente per ragioni di spazio è stata esposta solo un parte dei lavori. I disegni sono uno spaccato di quella che era la mentalità del tempo, pronta ad accogliere le suggestioni culturali che in questo caso provenivano dall’Austria, quindi non esclusivamente legata alla propria cultura territoriale. Inoltre lo stile liberty giocò un considerevole ruolo nelle attività dell’Istituto d’Arte di Cortina e degli artigiani che si formarono in tale ambito». La mostra è stata allestita non a caso nel piano seminterrato del museo etnografico,

dove generalmente sono esposti pregevoli pezzi della collezione di artigianato artistico ampezzano di ebanisteria, filigrana d’argento e ferro battuto. Gli stessi disegni della mostra erano il primo passo per arrivare poi alla realizzazione vera e propria di lavori di intaglio e ferro battuto.

Una curiosità: i disegni riportano la data, molto spesso il numero di ore impiegate per realizzare l’opera e il nome dell’autore. Interessanti e curiose le firme degli studenti di allora: Gillarduzzi, Gaspari, Verocai, Demenego, Bigontina, Dallago, Ghedina, Ghiretti… «La nostra intenzione - spiega la Direttrice è quella di capire chi fossero realmente i piccoli grandi artisti delle opere, consultando gli archivi della Scuola d’Arte. Si tratta di un lavoro complesso perche ci sono parecchi omonimi, inoltre le opere riportano il cognome per esteso ma solo l’iniziale del nome». La mostra è in divenire; per l’estate è infatti previsto l’arricchimento della stessa con nuovi oggetti provenienti da case di privati. Il fine ultimo è quello di pubblicare un catalogo di architettura, artigianato e disegno, una raccolta di tutto ciò che a Cortina c’è di ispirazione liberty. Un viaggio nella storia quindi, che merita di essere intrapreso con entusiasmo, ma «non di storia nostalgica di chi c’era ed era capace», ma perché «studiando s’impara: bisogna superarsi, per fare il futuro di se stessi e della comunità» come sostiene Giancarlo Candeago, che assieme a Roberta Mannini ha prestato le collezioni, rendendole così fruibili da parte di tutta la comunità.

inFo BoX: Contatti: tel. +39 0436 875524 museo@regole.it Visite guidate su prenotazione incluse nel prezzo del biglietto: ogni giovedì alle ore 17.30. Organizzazione: Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzp Concept: Rossella Meucci Reale Con il contributo di: Marlene Kostner, Elisabetta Fontana Prestiti: Giancarlo Candeago,Roberta Mannini Ghezze Allestimento: Michele Merlo Con il patrocinio: Polo Valboite, Liceo Artistico Statale


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BORTOLO BARBARIA AL SERVIZIO DELLA PATRIA Audace e ironico – Sulle Tofane con tanta nostalgia di Mario Ferruccio Belli - marioferruccio.belli@gmail.com

Nella foto scattata nel 1916 circa ad Innsbruck e mandata a casa ad assicurare i parenti, per vie traverse, forse la neutrale Svizzera, ci sono due personaggi “qualsiasi” di Ampezzo durante la prima guerra mondiale. Elena Barbaria, nata nel 1878 e dunque sulla quarantina, precettata in servizio militare, essendo di professione ostetrica perciò in divisa di crocerossina; accanto il fratello Bortolo di Giovanni Francesco Zuchin perciò detto Bortolo Zuchin, di cinque anni più anziano, anche lui richiamato a servire la Patria. A venti anni gli era toccato fare il militare giacché alla visita di leva aveva estratto il numero sbagliato e gli era toccato indossare la divisa per sei anni continui. Ma allora in Austria si usava così. Avendo un carattere giulivo aveva cercato il lato buono dall’essere stato mandato a Vienna. Diceva che così aveva imparato il tedesco, che gli sarebbe tornato buono più tardi. Senza dire che nel corpo di Kaiserjäger gli era toccato fare servizio di guardia addirittura alla villa della baronessa Catharina Schratt. Cioè della signora più conosciuta

Elena Barbaria, crocerossina, con il fratello Bortolo ad Innsbruck nel 1916

in Austria, in quanto amica dell’imperatore Francesco Giuseppe I°, lasciato per lunghi periodi solo dalla inquieta moglie Sissi. Di quei servizi Bortolo raccontava unicamente che, alla sera, la baronessa appariva spesso al balcone a fumare. Quando vedeva passare nel giardino le sentinelle gettava loro un cartoccio di sigarette e poi aspettava. Ma loro non volevano essere visti a chinarsi col fucile in spalla. Così restavano immobili, col pacchetto al piede, finché lassù l’ombra in pelliccia e foulard di seta, non fosse sparita dietro i tendaggi. Sorrideva al ricordo, toccandosi il pizzetto: “magari era nascosta a spiarci in tralice”. Ma la grande avventura gli toccò durante la guerra quando era stato richiamato in servizio, come tutti dai diciotto anni ai sessanta, e lui ne aveva appena 41. S’era sposato con Dorotea Menardi Malto, di undici anni più giovane, che gli aveva dato due bimbi. Elena, che un giorno avrebbe sposato lo studioso Illuminato de Zanna, aveva allora sette anni; Giovanni, futura guida alpina, sei. Con loro nel cuore, ai primi di giugno del 1914, raggiunse il deposito di Bressanone

dove indossata la divisa partì col reparto per il fronte russo. Ma la fortuna lo assisteva, come diceva nella vecchiaia, perché l’anno dopo il 1915, alla dichiarazione di guerra dell’Italia, quasi tutti i reparti tirolesi erano stati richiamati a difendere il territorio che più conoscevano. Agli inizi dell’estate il 2° battaglione Kaiserjäger di cui faceva parte Barbaria, al comando del capitano Barborka, era già sulle montagne fra il Lagazuoi e i Fanes, proprio a ridosso delle Tofane. I quattro plotoni erano schierati sulla forcella Travenanzes, al Col dei Bos, sulla forcella Fontana Negra e il quarto in un appostamento detto quota 1780, sugli appicchi della parete nord della Tofana Terza. Conoscendo a menadito quei posti selvaggi il capitano l’aveva preso come guida, e con lui andava spesso d’ispezione ai posti avanzati, spesso in vista della valle d’Ampezzo. Chissà quale nostalgia gli prese a intravedere nel binocolo la sua casa, immaginare i bimbi giocare sul prato, la moglie adorata ad accudirli. Senza parlarne a nessuno decise di tentare l’impossibile. Una sera sull’imbrunire, senza armi lasciò il reparto, risalì i canaloni e le cenge, puntando al Formenton, per poi raggiungere Ra Valles da cui scendere in paese. Al buio sarebbe arrivato a casa, entrato senza far rumore, Dorotea l’avrebbe sentito arrivare leggero, dopo tanti anni. La sorte invece decise diversamente. Mentre superava l’ultimo posto avanzato austriaco una sentinella lo avvistò. Riaccompagnato al reparto in arresto fu denunciato di tentata diserzione. Lo salvò proprio il capitano Barborka che, dopo averlo interrogato (ben tamesà, traduceva!) lo spedì con una supplica, racchiusa in una busta riservata, a Piccolino di Val Badia dove, in quei giorni c’era in visita alle truppe il Principe Carlo, erede al trono. Così scampò alla Corte marziale; con il cruccio di aver mancato per un soffio il sogno che gli aveva tenuto compagnia durante le notti di guardia. Tanto più che il cognato Cesare Menardi Malto, guida alpina, con cui negli anni dopo guerra avevano ripercorso le Tofane a rivedere trincee, osservatori, soprattutto i resti delle tante postazioni italiane, continuava a dirgli “non saresti passato!” Undici anni in divisa per l’Imperatore e un solo rammarico.


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PRIMI SCAVI ARCHEOLOGICI A PODESTAGNO di Alessandra Menardi

Sabato 25 gennaio si è svolto il convegno di presentazione dei risultati degli scavi archeologici effettuati nel settembre 2013 sulla rocca di Podestagno, a nord di Cortina alla confluenza tra il torrente Felizon e il Boite nel Parco delle Dolomiti d’Ampezzo. L’intervento è stato promosso dalle Regole d’Ampezzo ed effettuato in accordo con la Soprintendenza Archeologica per il Veneto e la Direzione Regionale per i Beni Culturali. Si è trattato della prima campagna di scavi archeologici mai fatta sulle rovine del castello; fino ad oggi tutta la storia della rocca e del castello si basava su fonti d’archivio. La finalità dell’intervento era analizzare lo stato delle rovine e raccogliere elementi per la ricostruzione della lunga storia del sito, in particolare sull’origine della fortificazione - origine ancora oggi in ipotesi - e sulla frequentazione della valle in epoca antica. Nel corso della campagna sono state aperte delle trincee di scavo, che hanno dato la possibilità di confermare l’esistenza delle strutture e la pianta del castello da noi conosciuta e disegnata dall’ing. L. Breid nel 1755. È emersa traccia del muro che separava la cappella del castello dalla stanza “stube del sergente”.

Pianta del castello disegnata da L.Breid nel 1755. Sono stati ritrovati i muri tra le stanze A e B e il pozzo centrale F

Gli scavi sono stati effettuati dalla ditta Land srl di Roma, dai primi di settembre fino al 27 settembre; un’altra settimana è stata impiegata nella risistemazione del sito. La ricerca ha coinvolto 15 persone tra archeologi, architetti, geologi, disegnatori, fotografi e 4 operai

In cima alla rupe è stato ritrovato e portato alla luce ciò che resta della cisterna filtrante l’acqua del pozzo centrale. Il tipo di questa cisterna è detto “alla veneziana”: un taglio rettangolare nella roccia, foderato di argilla e ricoperto di sabbia depurata con al centro i resti del pozzo circolare. Gran parte del riempimento in sabbia è stato probabilmente asportato durante la Prima Guerra Mondiale come testimoniano i numerosi manufatti del periodo bellico ritrovati all’interno. Le stesse murature del castello furono quasi cancellate dall’asportazione avvenuta agli inizi del secolo scorso. I saggi effettuati sulle murature hanno evidenziato grossi ciottoli fluviali legati da malta. Le murature restanti documentano comunque diverse tecniche costruttive. Maggiori dati, riferiscono gli archeologi, si potranno sicuramente avere in seguito ai risultati delle analisi sulle malte raccolte. L’indagine archeologica è stata condotta anche sul fossato, evidenziandone solo una piccola parte con elementi non anteriori al XV secolo. Una ricerca più in profondità potrebbe presentare resti di epoca anteriore. Nel fossato sono state recuperate maioliche invetriate del tipo attestato su stufe in ceramica diffuse già nel basso medioevo. Il reperto più antico che ha portato alla luce questa campagna di scavo è un frammento di ceramica “nera” che riporta al vasellame

in uso tra il I secolo a. C. e il I secolo d. C. : la scoperta attesterebbe una presenza umana a Podestagno molto anteriore rispetto a quanto ritenuto fino ad oggi. I ritrovamenti e le datazioni storiche confermano un origine patriarcale del castello (XII-XIV sec.). La struttura a mastio anulare parziale sulla rocca, la cisterna, nonché il tipo di fossato tagliato nel monte richiamano la tipologia di alcuni castelli patriarcali friulani. Sia la Soprintendenza che gli archeologi auspicano ancora una o due stagioni di scavo sulla rocca di Podestagno, certi che il sito possa fornire molto di più, soprattutto nella zona a nord tra la rocca e la strada d’Alemagna. A volte solo la ricerca archeologica può sciogliere i dubbi o le fantasie di un luogo.


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TORNA IL FESTIVAL DELLE SCULTURE IN NEVE A CORTINA D’AMPEZZO Dal 22 al 25 gennaio 2014 spettacolo di arte a cielo aperto per chi, passeggiando lungo Corso Italia, ha potuto ammirare la nascita di un’opera d’arte da un semplice blocco di neve a cura della Redazione - foto: Paolo Constantini Febar

Dal 22 al 25 gennaio ha avuto luogo lungo Corso Italia “Arte Ghiaccio”, il concorso di sculture di neve, organizzato dal comune di Cortina d’Ampezzo e coordinato da Andrea Gaspari. Erano 8 le squadre partecipanti, composte da scultori professionisti provenienti da tutta Italia. Il tema di quest’anno era libero. Due i riconoscimenti assegnati al termine del concorso: un Premio della Giuria e un Premio del Pubblico. Il Premio della Giuria è stato consegnato dall’assessore al Turismo Marco Ghedina alla scultura “Scivolando sugli sci” della squadra di Forni di Sopra (UD), formata da Corrado Clerici e Alvise Pavoni. Il Vicesindaco Enrico Pompanin ha, invece, consegnato il Premio del pubblico all’opera Fuga dalle fiamme della squadra della Liceo artistico Istituto d’Arte di Cortina d’Ampezzo formata da Juri Pompanin, Angela Italiano, Filippo Michielli e Andrea Apollonio, coordinati dal professor Antonio Ambrosini. Premio di partecipazione e attestato anche per le altre squadre, che hanno plasmato i giganteschi cubi di neve dando vita alle affascinanti sculture: L’Acqua (di Sisto Lombardo, Aldo Pallaro e Michele Petruz), L’Avaro (di Angela Modotti, Franco Scaparrotti e Felice Paolone), Buongiorno Cortina (di Emiliano Facchinetti, Umberto Patelli e Michele Bellina), Il gatto delle nevi (di Iwan Chiodini e Giulio Valerio Cerbella), Lingue di fuoco (di Ionel Alexandrescu, Dorina Alexandrescu e Ioana Alexandrescu), Vikisbriss (di Francesco Rugiero, Andrea Clementi e Claudio Gaspari).

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GENNAIO 2014: UNA COPPA DEL MONDO FEMMINILE “MONDIALE” Grande successo per le quattro gare del Circo Bianco femminile, nonostante i rinvii della prima settimana causati dal maltempo di Giacomo Giorgi

Sono state due settimane intense quelle che hanno caratterizzato la Coppa del Mondo di Sci Femminile a Cortina quest’ultimo gennaio. La preparazione delle piste, iniziata dopo il periodo natalizio, non è mai davvero finita. Gli addetti del Comitato Permanente Coppa del Mondo di Sci Femminile non hanno, praticamente, mai abbandonato il percorso di gara, cercando di mantenerlo costantemente in condizioni ideali. Tutto sembra filare per il verso giusto: il meteo è clemente, le condizioni della pista ottimali e, in più, si pensa alle due gare da recuperare che si dovevano tenere a Gar-

misch-Partenkirchen. Solo le previsioni meteo sono preoccupanti. Infatti, l’ultima prova, prevista per venerdì 17 gennaio, viene preventivamente cancellata per motivi meteorologici. La stessa sorte tocca alle gare di quello stesso week end (18 e 19 gennaio): questa volta il problema sono la nebbia e la condizione della neve, che nonostante gli innumerevoli sforzi degli addetti ai lavori, non permettono di disputare le gare in modo sicuro. Le gare da recuperare diventano, dunque, quattro: quattro giorni di grande sci sull’Olympia delle Tofane. La settimana successiva le gare si tengono regolarmente. Dopo una supplementare prova di Discesa Libera, si inizia giovedì 23 gennaio: Elisabeth Goergl (AUT) finisce sul gradino più alto del podio davanti a Maria Hoefl-Riesch (GER) e Nicole Hosp (AUT), prima delle italiane è Verena Stuffer (ITA), ottava. Venerdì 24, invece, va in scena la prima delle due discese libere: Maria Hoefl-Riesch (GER) chiude al primo posto davanti a Tina Weirather (LIE) e Nicole Schmidhofer (AUT). La prima delle italiane è Daniela Merighetti (ITA) che finisce ottava. Si replica sabato 25: Tina Maze (SLO) si impone a Marianne Kaufmann Abderhalden (SUI) e Tina Weirather (LIE). Joahanna Schnarf (ITA), la migliore atleta azzura, conlcude al tredicesimo posto.

Sale & Pepe

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Domenica 26, invece, torna in scena il Super-G: questa volta è la giovane Lara Gut (SUI) a conquistare il primo posto. Seguono Tina Weirather (LIE) e Maria Hoefl-Riesch (GER) che, salgono sul podio, rispettivamente, tre volte l’atleta del Liechtenstein e due volte l’affermata tedesca che, al momento, domina la classifica generale di Coppa del Mondo. Nadia Fanchini, settima, è la migliore delle italiane. Si concludono, dunque, le due settimane di Coppa del Mondo a Cortina. Settimane intense anche dal punto di vista dell’intrattenimento, curato dal Comitato di Cortina 2019, che, in occasione dell’originario week end di Coppa del Mondo (18 e 19 gennaio), ha allestito una struttura in Piazza ExMercato dove (in ordine cronologico) si sono esibiti i Drunk Donkeys, Gli Sbandati e i Pamstiddn Kings. Per l’effettivo week end di gare (23, 24, 25 e 26 gennaio), invece, grande festa nei bar di Cortina. Ci permettiamo, quindi, di rivolgere i nostri complimenti a tutti coloro che hanno lavorato affinché questo “lungo week end” fosse un vero e proprio successo. Ci vediamo il prossimo anno.

La MarCia trionFaLe

Affidato l’incarico di studiare il bando per la nuova piscina all’architetto Stefano Stanghellini. Esultanza da parte del Comune per il numero di risposte all’offerta di lavoro: «Di professionisti dal curriculum eccezionale la Regina delle Dolomiti ne ha attirati ben 5», spiega il vice sindaco. Che dire, allora dei 254 progetti presentati questo autunno al concorso di idee a livello europeo per la Senior City, indetto dalla presidenza della Fondazione Anziani di Cortina?

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Lettere, opinioni e commenti QUi Cortina: QUanto È Corta La “nostra” MeMoria...

Gentili lettori di Voci di Cortina, ho deciso di scrivere queste poche righe per porre in essere una riflessione che vorrebbe essere fonte di ispirazione di una futura e più ampia discussione. È passato più di un mese da quel blackout fisico (e mentale) che ha colpito il nostro paese proprio all’inizio del periodo più importante dell’anno: le “cinepanettoniche” Vacanze di Natale. Questa riflessione, lo premetto fin da subito, non vuole essere un rimprovero nei confronti di nessuno né un pensiero ispirato che fornisca possibili soluzioni. Ciò che mi sono ripromesso di fare è, molto semplicemente, riportare i fatti cercando di analizzarli nel modo più “oggettivo” possibile esprimendo alcuni pensieri che ho forzatamente affrontato (almeno per ingannare il tempo) nelle ore di traffico “cittadino” a cui ci eravamo quasi abituati. Ma partiamo dall’inizio: erano circa le 10 del mattino del 26 dicembre scorso quando, rientrando in casa, mi accorsi che eravamo “isolati”. Il telefono (naturalmente) non funzionava più, la corrente elettrica era assente: eravamo tornati, in poche ore, indietro di almeno trent’anni (se consideriamo il fattore tecnologico) e di quasi un secolo (se consideriamo il fattore elettrico). Non so voi ma io, insieme a tutti quelli con cui ho avuto modo di passare quei momenti, ho trovato affascinante questo “ritorno al passato”. Tralasciando ora il punto di vista romantico, veniamo alle note più dolenti. Era immaginabile che, con circa mezzo metro di neve già caduta e, almeno altrettanta in arrivo, ci sarebbero stati disagi non indifferenti nell’arrivo degli ospiti. D’altro canto, nessuno avrebbe potuto immaginare che con una nevicata si-

Un’immagine della nevicata dello scorso 26 dicembre, che causò il blackout a Cortina e nelle zone limitrofe e mandò in tilt la viabilità

mile (nulla di nuovo e sorprendente dato che viviamo in montagna e, SI, nevica!!) si sarebbe potuto verificare questo “disastro”. Sperando che i molti esercenti che si sono trovati impreparati abbiano acquisito ulteriore esperienza da questo evento (sottolineando, comunque, che si è trattato di un evento più unico che raro), vorrei ora concentrarmi su quello che, a mio avviso, non ha davvero funzionato: il coordinamento e il nostro sistema infrastrutturale. Così, nelle interminabili ore di code, mi sono ritrovato a riflettere sul perché il coordinamento fosse così scarso e, inoltre, sul perché il nostro sistema infrastrutturale, ancora una volta, sia collassato. È mai possibile che, in una delle mete più rinomate a livello Mondiale (è del 28 gennaio, infatti, la notizia riportata del Corriere delle Alpi secondo cui Cortina è stata inserita tra «le 10 migliori Ski Resort al Mondo» secondo la rivista britannica “Snow Magazine”) non si sia mai riuscito a fare niente per disincentivare l’utilizzo dell’automobile da parte di quella fetta di turisti che possiamo annoverare nella categoria del “Lei non sa chi

per contattare la redazione • potete scrivere a: VOCI DI CORTINA loc. CHIAVE, 116 32043 CORTINA d’AMPEZZO (BL) • inviare un’email a: info@vocidicortina.it • oppure chiamare il: 349 4912556

sono io?!”, ma non solo? È mai possibile che in un “piccolo” paese di montagna con una grande fama dove, in proporzione, ci sono più forze dell’ordine che nelle c.d. città metropolitane del “bel paese”, non si riesca a costituire una task force per stilare un piano “mobilità”? Potremmo rimanere qui ore a praticare lo “sport” più amato dal popolo italiano, la famosa disciplina dello “scarica barile”, ma, come detto in precedenza, preferirei concentrarmi su di una riflessione a tutto tondo. Non sono tra quelli che, forse per facilità o forse perché non sapendo a chi rivolgersi, ha preferito scagliarsi contro il Comune e la sua Giunta: già di per sé non è facile amministrare un paese come Cortina, figurarsi nel periodo più “intenso” dell’anno senza energia elettrica e senza “rapidi mezzi” di comunicazione (che comunque non possono essere considerate attenuanti). E qui giungiamo al primo punto: pianificazione. Già, pianificazione. Correndo il rischio di poter sembrare banale, a Cortina, si è sempre pianificato troppo poco (soprattutto in tema di mobilità). Indipendentemente dal disastro causato dall’assenza di energia elettrica, non vi era e, non mi pare vi sia tutt’oggi, una strategia su come meglio gestire il “casino” cortinese di Vanziniana memoria. Il secondo punto, invece, riguarda il “nostro” sistema infrastrutturale: troppo fragile se lasciato libero di autogestirsi, ma troppo rigido se gestito in maniera insensata (27/12/2013: arrivo dei generatori ENEL a Cortina. Traffico in tilt fino a tarda sera). Si è molto discusso, ad esempio, sull’organizzazione del Tour de Ski, manifestazione di caratura internazionale di cui dobbiamo sentirci onorati di ospitarne anche solo la partenza. Le frasi più gettonate erano veri e propri attacchi al fatto che tale


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manifestazione impediva la “libera circolazione” (libera per modo di dire visto che in circonvallazione sembrava di essere sul grande raccordo anulare di Roma, indipendentemente dal Tour de Ski) degli ospiti che, pur vivendo a Cianderies, dovevano andare a fare la spesa in Cooperativa e come, se non in macchina? La radice di tutti i problemi sembra, dunque, essere a monte (toh, guarda che coincidenza) ed avere una radice comune, o per lo meno, essere l’una contingente all’altra. Scarsa pianificazione data da scarsa regolamentazione e scarsa collaborazione sui temi che “toccano” direttamente la vita di tutti i giorni dei veri cittadini di Cortina (Alfonso Signorini e Paola Ferrari, non se ne abbiano a male, ma non sono compresi) che, durante il periodo natalizio (e non solo), lavorano duramente. Non si è mai deciso di affrontare in maniera decisa questi argomenti: si è sempre deciso di rimandare e rinviare a data da destinarsi. Penso, sinceramente, che sia giunto il momento di affrontare certi problemi che sono rimasti chiusi in qualche cassetto polveroso per troppo tempo. Penso sia giunto il momento di mettere da parte i vari “campanilismi” che (troppo spesso) regnano incontrastati in questa valle. Forse, ci siamo resi conto che agendo ognuno come entità a sé, in modo indipendente, non si riescono a raggiungere gli obiettivi che, invece, si potrebbero ottenere facendo “squa-

dra”. Sembra un discorso già sentito innumerevoli volte ma, allo stesso tempo, trovo che alcuni passi siano già stati fatti. Un esempio? L’ormai consolidata collaborazione tra l’Associazione Permanente Coppa del Mondo e il Comitato per la Promozione della Candidatura di Cortina ai Mondiali e del 2017, prima, e del 2019, oggi, ci forniscono un buon esempio di come la Coppa del Mondo femminile abbia riacquistato valore dal punto di vista sociale ed economico, grazie ad attività congiunte su temi di importanza centrale. Ci sono voluti anni di lavoro e ci vorrà ancora del tempo affinché questa sinergia si rafforzi, è vero, ma alcuni passi in avanti sono già stati fatti. Cortina ha sempre dato grande dimostrazione di solidarietà ma in quanto a collaborazione è giunto il momento di fare il salto di qualità per rimanere competitivi sul mercato (che oramai non è più rappresentato in toto dai c.d. “nobili” delle grandi città italiane, o dal Re del Belgio), diventare ancora più attrattivi pensando ai paesi emergenti e, allo stesso tempo, costruire una comunità che insieme decida quale strada intraprendere. Sono consapevole del fatto che i problemi in questo momento possano essere altri e ben più gravi: cosa vuoi che sia, il traffico a Natale c’è sempre stato, basta tenere duro, mantenere la calma e in men che non si dica arriva l’Epifania. Ma, se cercando di migliorare, si decidesse di “cambiare” (o per lo meno di provare a cambiare) e ci accorgessimo che le nuove soluzioni non ci dispiacerebbero poi

così tanto? Sarebbe una vittoria per tutti... o forse no. Sta di fatto che, continuando a sorvolare, i problemi, seppur minimi (mi riferisco, infatti, alle sole vacanze di Natale), torneranno sempre a farci visita, ma non è detto che gli “ospiti” della Regina lo faranno. Abbiamo la memoria corta, è un problema genetico di noi italiani: ci lamentiamo di oggi dimenticandoci di ciò che è successo ieri. Cortina non è immune a questa malattia. A costo di andare contro corrente, e di scontrarmi con lo stesso Comitato Civico del quale faccio parte, ci lamentiamo della chiusura della piscina (la cui chiusura è giustificata dai costi e dal fatto che, forse, un domani ne verrà costruita una più bella nel c.d. Polo Sportivo), dimenticandoci del fatto che abbiamo deciso di coprire uno stadio che, inevitabilmente, oltre ad avere dei costi di gestione di entità quasi eguale al Meazza di Milano, ci ha vincolato a scelte alternative rispetto alle, forse migliori, scelte ottimali che si sarebbero potute mettere in pratica in passato. Sta di fatto che questa è la Cortina che abbiamo e, ora, ciò che possiamo fare per valorizzarla è cercare di fare squadra e, attraverso la diretta partecipazione, cercare di uscire dagli schemi creando sinergie che potrebbero esistere al semplice costo di una divisione non così netta di dove finisce “il tuo” e inizia “il mio” ma rispondere unanimi: qui è casa nostra.

l’impressione è stata quella che ci fossero indicazioni (forse dall’alto?) da seguire, che suggerivano uno dei più classici, prudenti, italici “indietro tutta”… Risultato finale: Sappada si aggrega a una potente regione auto-

noma e noi, come sempre, stiamo a guardare e a litigare. Questa volta, almeno questa volta, possiamo chiedere i danni? Enrico Ghezze

Giacomo Giorgi

anChe in Montagna La DeMoCrazia si PUò risPettare Finalmente abbiamo in mano la prova provata che, se si vuole, si può. Sappada, che ha tenuto il proprio referendum con la richiesta di passaggio in Friuli Venezia Giulia sei mesi dopo di noi, è ora vicina alla meta: la prima commissione di palazzo Madama ha chiesto al presidente del Senato di deliberare sul caso in via definitiva. Evidentemente qualcuno in Ampezzo nel frattempo ha consapevolmente e colpevolmente dormito; i nostri amministratori, per ben sette anni, non hanno avuto nessuna considerazione del voto popolare, elemosinandolo solo quando erano coinvolti in prima persona con i propri interessi. Grande meraviglia ha suscitato il basso profilo tenuto lungo tutti questi lunghi anni dalla presidenza dei ladini d’Ampezzo, che non ha mai adeguatamente caldeggiato il rispetto delle regole a sostegno dell’opinione chiaramente espressa dal voto popolare:


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a ProPosito DeLLa ChiUsUra DeLL’oPen sPaCe Leggo volentieri l’annuncio funereo che l’architetto Ghezze ha dedicato al fallimento dell’Open Space di Corso Italia, e mi fa piacere che abbia ricordato che qualche cittadino al tempo dell’inaugurazione abbia espresso parere negativo: in questo accenno vedo quanto ebbi a scrivere a Voci di Cortina e che lo riportò nel mese di agosto 2011, e cioè, al posto di un bar, si fosse fatto un museo all’alpinismo locale in ricordo di Lino Lacedelli, che tanto ha dato alla sua Cortina senza mai chiedere nulla. Nella sua visita fattami in quel di Arco, mi confidò un suo sogno: che Cortina si dotasse di un museo di usi e costumi, con un’ala dedicata all’alpinismo e allo sport, e che lui avrebbe donato molto materiale ed esclusivo che conservava nella sua abitazione. Ma per non divagare troppo, ritorno alla chiusura dell’Open Space, che io allora ebbi a nominarlo come una delle tante osterie del paese. Il mese successivo ebbi garbata risposta, sempre su Voci di Cortina, dal signor Giorgio Marchesini, il quale descriveva questa sua iniziativa come una innovazione che mancava a Cortina, e che sarebbe stata un’ulteriore attrattiva turistica per l’ospite. Vedo che già allora ero stato profeta in patria (come si suol dire), ma ci voleva poco a capirlo. Chi allora non l’aveva capito era stato il Comune che si era lasciato abbindolare, lasciando con leggerezza permessi, ma con un preciso impegno per l’affittuario, che a sua volta lo ha aggirato impunemente. Interessante sarebbe capire l’iter percorso dalla domanda per la licenza, all’apertura del locale. Quando sarà terminato il garbuglio nel nostro Comune, con il Sindaco sospeso dal suo incarico per presunte agevolazioni a terzi, auspico che pure la minoranza (che fin’ora si è dimostrata lenta e impacciata nel suo compito, e non riesce a cogliere le occasioni che le si presentano per alzare la voce e farsi senti-

re) faccia gruppo con la maggioranza affinché si realizzi al più presto il desiderio di Lino, ora che i locali dell’ex Cit si sono resi disponibili. Questa sarebbe una vera attrattiva turistica assieme ad altre, che Cortina, come Regina delle Dolomiti, offrirebbe all’ospite, e non solo boutique di abbigliamento, antiquariato e gioiellerie, tanto che il Corso Italia sembra diventato la succursale di via Monte Napoleone di Milano e di via Condotti a Roma. Poi, per chi è corto di memoria, ricordo che il prossimo 31 luglio, sessanta anni fa, Lino con la sua epica impresa fece conoscere Cortina d’Ampezzo in tutto il mondo, e noi dobbiamo ancora essere grati. E ricordo ancora che il 22 novembre 2009 ai suoi funerali i rappresentanti delle associazioni sportive e politiche fecero a gara con discorsi altisonanti per illustrare la persona e i meriti di Lino, e traggo da un quotidiano di quella data il titolo: “Il suo museo si farà: il sogno del re del K2 diventa una realtà”. Signor Sindaco, quando rioccuperà la sua poltrona, anziché dare corso al garage multipiano, che potrebbe risultare un buco nell’acqua, e un pozzo di San Patrizio in uscita per le casse comunali, o per la palestra di arrampicata, ed altro, dia corso a quanto Lino desiderava: sarebbe solamente un dovere per Cortina, e un punto a suo favore. Quante parole al vento si sono fatte per Lino. Giorgio Murari

Marina Menardi Edoardo Pompanin Associazione Comitato Civico Cortina - Chiave 116, Cortina d’Ampezzo (BL) Tipografia Print House snc. - Pian da Lago 72, Cortina d’Ampezzo (BL) Alice Gaspari, Edoardo Pompanin, Roberto Pappacena, Morena Arnoldo, Patrizia Serra, Giacomo Giorgi, Vittoria Broglio Impaginazione Marina Menardi Progetto grafico Dino Gillarduzzi, dino@dinodesign.it Contatti www.vocidicortina.it - info@vocidicortina.it - cell. 349 4912556 Chiave 116, Cortina d’Ampezzo (BL) Testi di esclusiva proprietà - stampato su carta riciclata

Cordiali saluti. Renzo Stefani

Chiuso in redazione il 3 febbraio 2014

Direttore Responsabile Direttore Editoriale Proprietà Stampa Comitato di redazione

In questi giorni di nevicate e disagi, voglio citare un piccolissimo, ma, secondo me, significativo episodio di come offriamo servizi a turisti e locali. Il cinema è chiuso (causa neve?) da due giorni, sulla bacheca di corso Italia c’è la programmazione di due giorni prima; sulla porta del cinema due fogli recanti la scritta OGGI CHIUSO (fino ad un paio d’ore prima dell’inizio previsto dello spettacolo). Telefoniamo verso le 16,15, lo spettacolo era per le 17,30: ad un numero risponde una specie di segreteria “tutti gli operatori sono occupati….” e musichetta, l’altro risulta sempre occupato (almeno per un’ora di seguito). La nostra bambina e un gruppo di altri ragazzini deve rinunciare al film. Per curiosità chiamiamo all’orario di programmazione e..una voce umana risponde che il film è cominciato. Alla domanda del perché dei cartelli esposti fino a poco prima, la lapidaria ed esauriente risposta è stata: “evidentemente nessuno li ha tolti”. Poco male, siamo sommersi dalla neve e abbiamo altro a cui pensare, ma questo è un indice di come offriamo un servizio ai turisti che girano spaesati ed anche un po’ seccati per una settimana bianca che, per troppa neve, pioggia battente, strade in cattive condizioni, sta diventando rapidamente “nera”. Beh, alcuni possono divertirsi un po’ nella piscina dell’albero, gli altri possono sempre guardare da fuori quella pubblica. Mi fa piacere sapere che siamo il miglior ski resort delle Alpi, ma ho l’impressione che abbiamo ancora qualche problema con la comunicazione. Forse gli ospiti, ma anche noi, meritiamo qualche attenzione in più, soprattutto se piccola e poco costosa.


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soggiorni aLL’estero Per stUDenti DeLLe sCUoLe sUPeriori Di Cortina D’aMPezzo, CoLLe santa LUCia e LivinaLLongo DeL CoL Di Lana Anche per l’anno scolastico 2014-2015 Valvestino che frequentano la terza classe gli studenti degli Istituti Superiori resi- di un Istituto superiore e che sono intedenti nei tre Comuni Ladini di Cortina ressati, oltre che a perfezionare le proprie d’Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livi- conoscenze della lingua tedesca, inglese nallongo del Col di Lana, possono usu- o francese, anche a conoscere direttafruire delle borse di studio per soggiorni mente gli usi, i costumi, le tradizioni e la studio all’estero istituite dalla Regione cultura delle popolazioni che vivono in Trentino Alto Adige/Südtirol con deli- Austria, in Germania, in Gran Bretagna, berazione nr. 171 del 10.09.2013. in Irlanda o in Francia, frequentando la L’iniziativa, finanziata dalla Regione 4° classe in un istituto superiore del paeautonoma Trentino-Alto Adige, mira a se estero scelto. favorire il processo di integrazione eu- Per entrare in graduatoria è necessario ropea. Essa è rivolta a tutti gli studenti, presentare la domanda e partecipare ad residenti da almeno un anno in Regio- un esame di ammissione. Il termine per ne o nei comuni limitrofi di Pedemonte, la presentazione delle domande è il 28 Colle Santa Lucia, Cortina d’Ampezzo, febbraio 2014. Livinallongo del Col di Lana, Magasa, Tutte le informazioni, i recapiti e i modu-

li sono reperibili in internet all’indirizzo www.regione.taa.it/europa/soggiorni. aspx Già qualche studente dei nostri paesi ha preso parte all’iniziativa negli anni scorsi, traendone gran profitto. Come si può leggere nel bando sono previsti diversi scaglioni di borse di studio, che comunque consentono di partecipare con una spesa quasi irrisoria rispetto ad iniziative analoghe di altre agenzie. Per poter partecipare fa fede il comune di residenza, indipendentemente dal luogo di frequenza. È un’occasione da non perdere!

Le >brevi< del mese 27

dic Il processo di fusione di Gis in Seam è alle battute finali. La Gis sarà assorbita dalla Seam nel 2014, poi si inizierà ad esternalizzare alcuni impianti. La Seam dovrebbe mantenere la gestione delle manifestazioni, del teatro Alexander Girardi, e della sala cultura “Don Pietro Alverà”.

02

gen Dopo Svizzera e Germania, il Tour de Ski approda a Cortina.«É una grande prova degli operai comunali, dipendenti Gis, addetti pista e volontari», spiega l’assessore allo Sport Marco Ghedina, «quella che porta a ultimare il percorso del Tour de Ski, a pochi giorni dal black out».

03

gen Il 17° “Raponzolo d’argento”, prestigioso premio di riconoscimento di “CortinaTerzoMillennio-Miramonti” è stato consegnato al giornalista sportivo e conduttore televisivo Marino Bartoletti, scelto per «la personalità eclettica e la brillante carriera di giornalista».

04

gen Non passa inosservata in questi giorni di grande affluenza turistica la chiusura del bar “Open Space” in centro. Il locale è dell’Amministrazione ed è stato inaugurato nel marzo 2010; non essendo stato pagato l’affitto da alcuni mesi, ha chiuso. Il tribunale ha dato tempo sino al 15 gennaio ai gestori per pagare gli affitti, altrimenti si passerà alle procedure di sfratto.

05

gen L’ultima vetrina per la candidatura di Cortina ad ospitare i Mondiali di sci alpino del 2019 saranno le gare di Coppa del Mondo di Sci Femminile. Cortina si prepara all’evento di Coppa, che ospita da 22 anni consecutivamente. Lo sottolinea Enrico Valle, presidente dell’Associazione Permanente Coppa del Mondo e anche di Cortina 2019.

07

gen Oltre 200 chiamate in due giorni. Tante le telefonate al numero attivato dall’Amministrazione per le emergenze nei giorni di maltempo. «L’idea di attivare è stata buona», spiega l’assessore Adriano Verocai, «anche se di emergenza vera e propria per fortuna non ce n’è stata neanche una. In realtà tutti hanno chiamato per chiedere informazioni».

10

gen Cortina batte Venezia nella classifica delle città dove dormire costa più caro. Un record battuto solo da Forte dei Marmi. Sono le rilevazioni fornite da Trivago, motore di ricerca per hotel e strutture alberghiere che compara prezzi e disponibilità attraverso le agenzie di prenotazione on line.

11

gen Oltre 270 decessi in montagna in sette anni, tra il 2007 e il 2013 nel territorio bellunese e in alcune aree della provincia di

a cura di Morena Arnoldo

Treviso. Il Soccorso alpino ha fornito un bilancio della sua attività. La stazione di Cortina, con 47 decessi, ha il primato, seguita da Feltre con 33.

12

gen Il centro studi di Casa.it, diffonde le proprie elaborazioni sull’andamento del mercato immobiliare di lusso nelle principali località turistiche dell’arco alpino. Se per Trivago gli alberghi ampezzani sono fra i più cari d’Italia, per il portale immobiliare Casa.it le abitazioni di lusso di Cortina sono invece assai più accessibili rispetto al passato.

13

gen Cambio della guardia alla Presidenza della Fondazione Dolomiti Unesco. Il recente insediamento della nuova giunta della provincia di Bolzano a guida Arno Kompatscher condurrà infatti alla presidenza dell’ente, che ha sede in Comun Vecio a Cortina, il neo assessore a energia, ambiente e urbanistica Richard Theiner.

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25€


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14

gen La storica rivista “Cortina”, diretta da Feliciana Mariotti, festeggia gli 80 anni. Nel nuovo numero la copertina propone un dipinto dell’artista ampezzano Giulio Siorpaes, a cui verrà dedicata una retrospettiva a Ra Ciasa de ra Regoles quest’estate.

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gen A causa di nuove nevicate, un centinaio di persone sono impegnate in pista, sulle Tofane, per preparare il tracciato della Coppa del Mondo di Sci Femminile. «A loro va un ringraziamento, perché è merito loro se Cortina è sempre riuscita a garantire un tracciato che le atlete del circuito internazionale amano», spiega Enrico Valle, presidente dell’Associazione Permanente Coppa del Mondo e del comitato Cortina 2019.

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gen I gestori degli alberghi, dei rifugi e degli impianti di risalita dell’area Lagazuoi, Col Gallina e Cinque Torri incontrano il vice sindaco Enrico Pompanin. «I gestori della zona Cinque Torri e Lagazuoi», spiega il vice sindaco Enrico Pompanin, «lamentano la problematica relativa alla gestione dei cartelli che indicano la chiusura o meno dei passi dolomitici che rischia di creare un mancato guadagno se c’è un’informazione parziale. Ho convocato quindi un incontro informale, per capire quali sono le esigenze. Questo è il primo di una serie di incontri che stiamo organizzando legati alla gestione dei servizi necessari in caso di nevicate».

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gen Inizia il “Percorso alla conoscenza di Ampezzo e delle sue Istituzioni”, organizzato dalle Regole d’Ampezzo che invitano tutti a partecipare ai quattro incontri che saranno curati dallo storico Mario Ferruccio Belli.

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gen Alberto Tomba testimonial di Cortina 2019. Lo sciatore ha sciolto la riserva proprio nei giorni della Coppa del Mondo: «sono felice di essere il volto della candidatura di Cortina d’Ampezzo, perché credo che si meriti di ospitare un evento di sci internazionale come i Mondiali».

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gen Dopo l’annullamento a causa del mal tempo e del rinvio, la discesa di coppa del mondo di sci femminile di Cortina d’Ampezzo viene nuovamente annullata per le forti nevicate.

gen Si è svolta la messa per la “Festa di Voto”. La neve che è scesa abbondante per tutta la mattina non ha scoraggiato i fedeli: come da tradizione la processione, guidata dal cerimoniere Giorgio Degasper, è partita dalla Basilica parrocchiale, con il vescovo Giuseppe Andrich.

Imprese Belluno e Giacomo Deoni, ha parlato della sua esperienza imprenditoriale l’ampezzano Alberto Ghedina.

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gen Presentate le otto squadre in gara per il festival delle sculture in neve “Arte Ghiaccio”. L’unica squadra composta da quattro scultori sarà quella di Cortina, formata dai ragazzi del Liceo Artistico.

gen «Vanno lodati il sacrificio e l’impegno del comitato di Coppa». Così Roberto Bortoluzzi, presidente di Fisi Veneto, si è a lungo complimentato con gli organizzatori ampezzani. E continua: «La gente di Cortina è riuscita, malgrado le avversità meteo, a tenere in piedi le due gare ampezzane e il recupero di quelle di Garmisch. Questo spirito è quello giusto in vista della candidatura ai Mondiali 2019». -È UniCredit il main sponsor della candidatura di Cortina a ospitare i Mondiali di sci alpino del 2019. Secondo l’accordo, la Banca diventa il main sponsor del Comitato, sostenendolo nelle sue numerose azioni di promozione di Cortina quale sede dei Mondiali del 2019.

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gen Il Comune di Cortina entra a far parte della “Società locale di riscossione spa” che andrà a sostituire Equitalia nella riscossione delle imposte. Il Comune ne acquista due quote, del valore di 500 euro l’una, e vedrà un risparmio nel servizio rispetto alla tariffa di Equitalia.

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gen Il Panificio Ghedina, nato 60 anni fa è stata scelta da Confartigianato per testimoniare il successo del fare impresa in montagna. Nell’ambito della conferenza nazionale “Montagna 2020”, davanti al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, al presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore regionale al Bilancio Roberto Ciambetti, al presidente di Confartigianato

gen «Riaprite la nostra piscina»: questa la scritta che ha fatto da cornice al flash mob in piazza organizzato dal Comitato Civico Cortina. L’appuntamento voleva lanciare un messaggio all’Amministrazione, ossia quello di riaprire la piscina comunale di Guargnè, chiusa dal 29 gennaio del 2012.

F cus GRANDE GUERRA, RICORDARE PER IMPARARE 12-gen L’estate 2014 darà il via agli eventi in ricordo del centenario della Grande Guerra. L’Amministrazione ha iniziato a lavorare su eventi, mostre e pubblicazioni che ricordino i 100 anni trascorsi da quando, sulle Dolomiti ampezzane e non solo, i soldati combatterono la prima guerra mondiale. La data dell’inizio del centenario sarà il 28 giugno, a ricordo dell’assassinio dell’erede al trono austroungarico, l’arciduca Francesco Ferdinando, che fu ucciso a Sarajevo per mano del nazionalista serbo Gavrilo Princip. Gli assessori alla Cultura, Giovanna Martinolli, e alla Cultura Ladina, Stefano Verocai, hanno inviato una lettera a tutte le associazioni del paese affinché ospitino nei loro programmi alcuni appuntamenti dedicati al centenario e hanno chiesto a tutti i cittadini di contribuire al ricordo. «Il fine ultimo delle iniziative che vogliamo organizzare», commentano Martinolli e Verocai, «è quello di cercare di dimostrare l’inutilità della guerra in senso globale. Il nostro scopo è ricordare assieme a tutti i nostri concittadini, mettendo in comune per tutti i ricordi di ognuno».

Voci di Cortina - Febbraio 2014  

Anno XI numero 117 febbraio 2014

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