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anno X | numero 107 | aprile 2013 Poste Italiane spa spedizione in A.P. -70%- D.C.B. BL

€ 1,80

direttore responsabile: Marina Menardi proprietà: Associazione Comitato Civico Cortina autorizzazione: Tribunale di Belluno nr. 3/2004 stampa: tipografia Print House snc

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interviste l’intervista doppia agli... imprenditori

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politica la piscina in consiglio omunale

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cultura a Cortina soffia l’aria dell’opera

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sport stagione di successo per gli sport invernali

I Re Mida alla rovescia? “Codivilla, il Comune sarà protagonista.” Così titola un quotidiano, dopo la visita del Sindaco Franceschi al presidente regionale Zaia. Siamo scottati dalle chiusure e dagli smantellamenti di strutture che hanno toccato la comunità di Cortina negli ultimi anni, ma pensare che la politica vada a toccare anche una realtà sanitaria che funziona, fa venire i brividi. È quanto meno anacronistico, oltre che controproducente, ritenere a priori che il pubblico sia meglio del privato, arroccandosi su prese di posizione basate su puri fini politici e che non tengono conto dei reali vantaggi per i cittadini. Per precauzione, prendiamo nota di quanti posti letto sono oggi assicurati al Codivilla, di quanto personale è oggi impiegato, di quante visite ambulatoriali e giorni di degenza sono oggi garantiti. Questi numeri sono la base minima di partenza. Vedremo se Reolon, Zaia, Franceschi, Bond, Pettenò miglioreranno questa situazione. Ognuno la pensi come vuole, ma oggi un “progetto” alternativo per la sanità cortinese non c’è. E la delibera di sciogliere la Codivilla spa è un salto nel buio. In questo momento politico ed economico non ne avevamo proprio bisogno.

Comitato Civico Cortina

S.O.S. OSPEDALE Dal 1° aprile il Codivilla-Putti deve tornare alla gestione pubblica e la società mista pubblico-privata va sciolta La sperimentazione gestionale pubblicoprivata del Codivilla-Putti è cessata a partire dal 1° aprile 2013: così ha deciso il Consiglio regionale del Veneto, approvando un emendamento presentato da Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra Veneta). Una decisione che ha destato molte reazioni nella sanità non solo cortinese, ma di tutta l’area interessata dalla Ulss n. 1, che vede a rischio la chiusura di un ospedale. La notizia è poi rimbalzata a livello nazionale, soprattutto per l’importanza del Putti, ad oggi l’unico centro europeo riconosciuto per la cura delle infezioni ossee. Una delibera che, per il momento, non spie-

ga quali saranno le sorti dell’ospedale cortinese, in quanto sta ora alla Giunta regionale regolare il passaggio. Al momento, non si sa come andrà a finire. Certo, la preoccupazione per il futuro dell’ospedale c’è, viste le acque in cui nuotano le finanze pubbliche. La gestione mista era nata per garantire l’apertura del nosocomio cortinese in tempi di rischio chiusura (anno 2000); oggi che i soldi sono diminuiti, cosa ci garantisce un supporto del pubblico per un ospedale di periferia? All’interno un ampio dossier sulla questione della sanità a Cortina e delle prospettive per il nostro ospedale.


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CODIVILLA: STOP DALLA REGIONE ALLA SPERIMENTAZIONE

Il Consiglio regionale vota a favore di un emendamento di Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra Veneta) per lo scioglimento della società mista di gestione e per un ritorno al pubblico di Marina Menardi e Edoardo Pompanin - con la collaborazione di Marco Dibona

Il Consiglio regionale, discutendo il bilancio di previsione 2013, ha approvato lo scorso 12 marzo un emendamento presentato da Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra Veneta) che stabilisce la chiusura a fine marzo 2013 della sperimentazione gestionale pubblico-privata dell’ospedale Codivilla-Putti di Cortina d’Ampezzo. L’emendamento, che riportiamo in immagine, stabilisce: 1) la sperimentazione della gestione pubblico-privata dell’ospedale Codivilla-Putti cessa il 31 marzo 2013; 2) la società “Istituto Codivilla-Putti di Cortina S.p.A.” viene sciolta a far data dal 1° aprile 2013; 3) la Giunta regionale, nel predisporre le schede di dotazione ospedaliera, assegna all’ospedale Codivilla-Putti le opportune dotazioni ospedaliere per una gestione pubblica da parte dell’Azienda ULSS n. 1; 4) gli oneri 2013 per queste decisioni sono pari a 100.000 euro. In parole semplici, cosa hanno votato i consiglieri Reolon, Pettenò, Bond? 1) dal 1° aprile 2013 il Codivilla-Putti torna alla situazione di dieci anni fa, quando l’ospedale in crisi venne salvato con la soluzione sperimentale; 2) la società per azioni che gestisce l’ospedale va messa in liquidazione e cessa di esistere dal 1° aprile 2013, pur con un contratto di servizio in scadenza al 31 dicembre 2013. Tutta l’attività del Codivilla-Putti dovrebbe passare da un giorno all’altro da 153 dipendenti totali ai soli 42 dipendenti con contratto pubblico; 3) il Codivilla-Putti diventa a gestione pubblica sotto la ULSS n.1 e dovrà spartire con gli ospedali di Belluno, Agordo e Pieve di Cadore i posti letto stabiliti dalla Regione (fino ad oggi il Codivilla era escluso dal totale, in quanto “sperimentazione gestionale”); 4° la somma quantificata per la fine della gestione mista è di 100.000 euro di spesa, che non significano niente, rispetto alle possibili conseguenze economiche della decisione, stimate in diversi milioni di euro.

Sopra: il Codivilla Sotto: l’emendamento alla Finanziaria 2013 presentato dal consigliere della Federazione della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò


Dario Bond consigliere regionale Pdl Abbiamo semplicemente dato corso alle conclusioni raggiunte nel 2010 dalla Commissione dei tre saggi che aveva consigliato alla Regione di chiudere la gestione mista. Siamo usciti da un impasse che stava bloccando ogni prospettiva di sviluppo. Il Consiglio ha deciso di decidere e si è assunto la responsabilità di accelerare i tempi nell’interesse della struttura, dei dipendenti e dei pazienti. Mi preme sottolineare che questa decisione non mette in discussione i livelli assistenziali raggiunti e i relativi servizi. Sergio Reolon consigliere regionale Pd Dopo sei anni dalla scadenza della sperimentazione e dopo tre anni di continui solleciti e di denuncia dell’inqualificabile silenzio da parte della Giunta, finalmente il Consiglio regionale ha costretto con il voto di oggi a prendere una decisione, sostituendosi ad un vuoto inaccettabile del governo veneto. Oltre a constatare il fatto che ancora una volta la maggioranza si è spaccata al proprio interno, non si può dimenticare

che la responsabilità di aver portato il Consiglio a questo voto sta tutta in capo alla Giunta ed all’assessore alla sanità che si è ostinato a non affrontare in tutti questi anni il problema della gestione dell’ospedale. Ora la Giunta renda esecutivo il passaggio alla gestione pubblica del Codivilla-Putti, ma senza pregiudicare ed intaccare la dotazione degli altri ospedali dell’Ulss 1. Matteo Toscani - LEGA NORD Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Si rendono necessarie alcune considerazioni che aiutano a comprendere la gravità di quanto successo e, soprattutto, delle conseguenze per il territorio e per i cittadini. 1. Inevitabile chiusura di un ospedale: Agordo o Pieve di Cadore. Recependo una norma nazionale, il piano socio-sanitario della Regione Veneto prevede l’«adeguamento tendenziale» del numero dei posti letto in rapporto alla popolazione di ciascuna azienda sanitaria: 3 per mille per acuti e 0,5 per mille per post-acuti. Per l’Ulss 1 di Belluno, che conta attualmente 128 mila abitanti, l’obiettivo è dunque di arrivare a 384 posti letto per acuti e 64 per post-acuti. Attualmente sono 453 per acuti (330 al San Martino di Belluno, 51 ad Agordo e 72 a Pieve) e 65 per post-acuti (18 a Belluno, 32 ad Agordo e 15 a Pieve). Se la gestione del Codivilla-Putti torna totalmente pubblica, ai 69 posti letto per acuti già in eccesso, si aggiungono gli ulteriori 62 dell’ospedale ampezzano, oltre ai 16 per post-acuti. 2. Perdita di oltre cento posti di lavoro. Attualmente al Codivilla-Putti sono occupati 153 dipendenti, di cui 42 in comando dall’Ulss, 104 della società e 7 collaboratori con contratto. Data l’impossibilità per legge di un passaggio automatico dal privato al pubblico, 104 persone si troveranno senza lavoro. Si tratta di 2 primari, 8 medici, un direttore amministrativo, 45 infermieri professionali, 4 tecnici di radiologia, 7 fisioterapisti, 6 ausiliari/operai, 19 operatori socio-sanitari e 12 amministrativi. 3. Causa milionaria. L’attuazione di quanto previsto dall’emendamento comporterebbe, inevitabilmente, un contenzioso infinito con la Giomi Spa, che potrebbe chiedere un risarcimento milionario per i danni subiti. 4. Bocciatura giuridica. Sentito un parere tecnico in merito, appare più che probabile l’impugnazione, da parte dello Stato, di una norma

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LE REAZIONI A CALDO DEI POLITICI E DEGLI AMMINISTRATORI Pietrangelo Pettenò consigliere regionale Federazione della Sinistra Finalmente si è messa la parola fine alla farsa della sperimentazione pubblico privata dell’ospedale Codivilla-Putti di Cortina. Sulla defunta sperimentazione, la Giunta aveva ammesso i risultati negativi dal punto di vista economico e sul raggiungimento degli obiettivi che non avevano fatto diventare il Codivilla un polo attrattivo di cure per i soggetti provenienti da fuori Regione. Adesso bisogna ritornare ad una gestione completamente pubblica, come chiedono le istituzioni locali e – cosa ancor più importante – i cittadini.

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giuridicamente insostenibile, con la conseguente paralisi totale di una struttura che sarebbe già devastata dal repentino passaggio dall’attuale gestione ad una totalmente pubblica. A ciò si aggiunge la ridicola dotazione finanziaria prevista con l’emendamento: 100 mila euro per la gestione di un ospedale! 5. Relazione inutile e quasi inconcludente. A proposito dell’inutile relazione commissionata dall’allora presidente Giancarlo Galan, va precisato che non sancisce affatto il fallimento della sperimentazione, ma elenca, tra l’altro, alcune inadempienze regionali. In conclusione, confermo la mia profonda indignazione per l’approvazione di questo folle emendamento. L’esito della votazione e, in particolare, l’atteggiamento di parte del Pdl rafforzano in me il sospetto circa la poca trasparenza di questa iniziativa legislativa. Andrea Franceschi Sindaco di Cortina d’Ampezzo Sapevamo che una sperimentazione durata nove anni avrebbe prima o poi dovuto finire. La Regione doveva dare una risposta certa perché, dopo un certo punto, l’incertezza era peggiore di qualsiasi opzione. Quello che ci importa non è il passato, ma il futuro dell’ospedale e dell’assistenza sanitaria agli abitanti e agli ospiti di Cortina. Due sono i punti sui quali vogliamo puntare: il potenziamento dell’emergenza/urgenza, in modo che chi ha bisogno di cure immediate possa avere la stessa probabilità di salvarsi di chi vive in città; in secondo luogo, la possibilità di avere ambulatori specialistici a rotazione, di modo che i pazienti non debbano scendere a Belluno ma periodicamente possano farsi visitare qui; infine, reparti di eccellenza, così come merita una struttura storica come il Codivilla-Putti. Questi sono i punti da cui partire. Su questo piano, il Comune è pronto a farsi coinvolgere, dopo aver più volte manifestato la sua disponibilità ad entrare come socio nella gestione, valutando come valorizzare il patrimonio immobiliare della Ussl per reinvestire i profitti a favore del Codivilla e della sanità bellunese. Siamo aperti a valutare le diverse possibilità che si presenteranno, ribadendo che, per noi, non conta il passato, ma il presente dell’ospedale e il futuro dell’assistenza sanitaria a Cortina d’Ampezzo.


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COSA DICE LA RELAZIONE DEGLI ESPERTI A GIUDIZIO DELLA SPERIMENTAZIONE DEL Codivilla-Putti DI CORTINA D’AMPEZZO

La Regione Veneto ha nominato nel 2009 una Commissione composta da tre esperti. Compito, quello di valutare le quattro sperimentazioni gestionali esistenti in Veneto e agevolare la decisione sul loro destino. L’11 dicembre 2009 i tre esperti firmano il giudizio anche per la sperimentazione del Codivilla-Putti. Viene scritto: «L’obiettivo di mantenere un presidio sanitario per la popolazione di riferimento, evitando però la presenza di un inefficace ed inefficiente piccolo ospedale locale di natura generale, è stato raggiunto». Si elenca poi una serie di punti di forza e di debolezza. Per riassumere, gli esperti sono critici soprattutto verso la mancanza di investimenti per un significativo sviluppo futuro (i posti letti preventivati dovevano arrivare a 110, contro i 78 riscontrati, si riferisce); la prevista area a pagamento non è stata implementata; la sperimentazione non è capitalizzata con il conferimento delle infrastrutture. Evidenziano poi una contraddizione di fondo: da un lato la missione è la produzione specialistica limitata alle patologie rare, dall’altro si ritiene però fondamentale mantenere la prima emergenza e la specialistica di base.

nella relazione i tre esperti forniscono: un parere positivo per la gestione corrente e per i vantaggi alla popolazione locale; critiche invece sulla carenza di investimenti Gli esperti evocano inoltre la possibilità di accentrare al Codivilla-Putti anche i servizi distrettuali (oggi in via Cesare Battisti), gli ambulatori dei medici di medicina generale e la Casa di riposo; si legge: «Non sarebbe forse più opportuno concentrare tutto in un unico polo, potendo così garantire la necessaria massa critica e conseguenti economie di scala?» Alla regione Veneto viene suggerito di «ragionare sull’ipotesi di ampliare l’attività riabilitativa, a partire da quella ortopedica, oltra ad espandere il mix del volume di attività ambulatoriale». La Commissione scrive che «le attuali sperimentazioni hanno scarsamente regolato la “exit strategy” in caso di fallimento dell’esperimento, non essendo del tutto chiariti i diritti/doveri del socio una volta scaduta la sperimentazione».

UNA GESTIONE MISTA SPERIMENTALE DAL 2003, AVVIATA ALLO SCOPO DI SALVARE IL CodivillaPutti A RISCHIO CHIUSURA La sperimentazione di gestione pubblico-privata dell’ospedale Codivilla-Putti è iniziata il primo luglio 2003, e ha visto la costituzione di una società mista, l’Istituto Codivilla-Putti S.p.a., con il 51% di proprietà della Ulss n. 1, e il 49% del partner privato, la società Giomi S.p.a. Questo nuovo modello è stato presentato come un’alternativa alla gestione tradizionale dell’ospedale, fino a quel momento totalmente pubblica. Un sistema concordato dall’allora ministro della Sanità Rosi Bindi con la Regione Veneto, la Ulss n. 1 e il Comune di Cortina d’Ampezzo, per scongiurare la chiusura del noto ospedale cortinese. Alla chiusura del primo triennio di sperimentazione (giugno 2006), la Regione, dopo aver considerato buoni i risultati del primo triennio, ha prorogato la gestione mista per altri tre anni. Alla scadenza del periodo di proroga nel 2009, la struttura ospedaliera si è trovata nel mezzo di una doppia indagine, penale e amministrativa, che si è risolta con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. L’8 maggio 2009 si è costituito un “Comitato per la Sanità di Cortina”, presieduto da Valeria Antoniacomi, già dipendente del Codivilla nel settore amministrativo per oltre trent’anni. Il Comitato si è costituito come Onlus, con lo scopo di “salvaguardare e tutelare il diritto alla salute della cittadinanza di Cortina d’Ampezzo e della Valle del Boite” e con tre specifiche richieste alle istituzioni: far tornare l’Istituto Codivilla-Putti un ospedale pubblico nella proprietà e nella gestione ULSS n. 1 come garanzia per il futuro; garantire, a tutti i

Gli esperti – forse immaginando le difficoltà a decidere – danno anche un’indicazione tecnica per come procedere al termine della sperimentazione. L’ultimo punto della Relazione recita: «Per stabilizzare le sperimentazioni trasformandole in società miste, è opportuno procedere per incorporazione della preesistente società nel nuovo istituto, il quale assume tutti gli oneri e i crediti pregressi esistenti e sottoscritti. Questo evita la nascita di costosi e farraginosi processi di

malati di tumore e non, la terapia del dolore e le cure palliative a domicilio; riportare i servizi ambulatoriali sul territorio. Nel 2009 la regione Veneto ha nominato una Commissione composta da tre esperti, con il compito di valutare le quattro sperimentazioni gestionali del Veneto e decidere il loro destino. L’11 dicembre 2009 i tre esperti firmano il giudizio anche per la sperimentazione del Codivilla-Putti. In questi anni di gestione mista, la struttura sanitaria cortinese ha avuto un notevole sviluppo, arrivando ad essere il primo datore di lavoro a Cortina con 153 dipendenti, e con un tasso di soddisfazione dei pazienti dimessi rilevato al 96%. Al Codivilla è operativo un reparto di riabilitazione cardiologica, con presenza del cardiologo 24 ore su 24. È il primo centro in Italia per la riabilitazione degli operati di cuore artificiale. La riabilitazione ortopedica assicura il ciclo chiuso (operazione/ riabilitazione) al 99%, la radiologia è presente con macchine adeguate (nel 2003 non c’era la risonanza a Cortina), vi sono 44 posti letto per le infezioni osteoarticolari (per questo il Putti è 1° in Italia e centro di riferimento). Il 12 marzo 2013, il consigliere della Federazione della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò ha presentato un emendamento alla legge Finanziaria con il quale chiede lo scioglimento della società mista e un ritorno al pubblico della struttura. L’emendamento viene approvato con i voti di PD ed opposizioni, oltre che con il sì di una parte del PdL, compresi i bellunesi Dario Bond (PdL) e Sergio Reolon (PD), contraria invece la Lega.

liquidazione e valorizza il know-how amministrativo e gestionale già maturato. In alcuni casi questo significa, semplicemente, allungare il periodo di accreditamento o di conferimento del servizio portandolo ad un tempo congruo (esempio: 10 anni)». Il 13 marzo 2013 la “politica” ha invece fatto tutt’altro, smantellando tutto in quattro righe e infilandosi in un futuro che la Relazione dipinge come un «costoso e farraginoso processo di liquidazione».


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L’INTERVISTA A CARLO BRUSEGAN, DIRETTORE SANITARIO DEL Codivilla-Putti Carlo Brusegan è direttore sanitario della struttura ospedaliera di Cortina dal 2004, quando la sperimentazione era già avviata; è quindi dipendente della società mista Codivilla-Putti Spa, come il personale assunto dal 2003 in poi, circa 100 dipendenti. Fino ad allora, ha lavorato nella sanità pubblica, ed è stato anche dirigente di Ulss. Ci siamo rivolti a lui per cercare di capire cosa succederà ora alla società CodivillaPutti S.p.a., dopo l’approvazione dell’emendamento Pettenò, che chiede lo scioglimento della società “Istituto Codivilla-Putti di Cortina S.p.a.” e un ritorno al pubblico della struttura.

tuale che dal 2002 è stata ridotta dal 3.5 per mille al 3 per mille. Nella scheda del 2002, l’ospedale di Cortina non è conteggiato, in quanto oggetto di sperimentazione pubblico-privata. Se la sperimentazione cessa, i posti letto del Codivilla dovrebbero essere conteggiati nella dotazione ospedaliera della Ulss n. 1. Da qualche parte le apicabilità e i posti letto dovranno essere tolti, se si vuole mantenere pubblicamente il Codivilla. Nell’ottica di un calo delle dotazioni a disposizione, ora tutte le Ulss del Veneto staranno ben attente a non farsi sottrarre posti letto, tanto più per un ospedale che prima non era conteggiato.

Dottor Brusegan, perché il Consiglio regionale ha votato a favore dell’emendamento presentato dal consigliere Pettenò? Sinceramente, non capisco le motivazioni del Consiglio regionale. Da cittadino, oltre che da tecnico, mi pongo la seguente domanda: perché dieci anni fa si è optato per una gestione diversa del Codivilla-Putti? È questo il punto di partenza: a fronte dell’opzione chiusura, la Regione e il Ministero della Sanità tentarono la strada della gestione mista, garantendo così la continuazione del servizio. Ora è stato deciso lo stop alla sperimentazione, a favore di una gestione pubblica, ma non è stato spiegato il perché dello stop, e non sono nemmeno state fornite garanzie che il pubblico continui la gestione.

Passiamo ora al punto 3 dell’emendamento: secondo quanto riportato, le spese di scioglimento della società ammonterebbero a 100 mila euro. A quanto sta scritto, sembra proprio essere così, ma non capisco che tipo di valutazione sia stata fatta. Agli inizi della sperimentazione, Miraglia (il presidente della Giomi, n.d.r.) versò alcuni milioni di euro. Inoltre nel tempo ha fatto altri investimenti. Il valore delle quote societarie in questi anni è aumentato, poiché è aumentato il rendimento dell’azienda, e di sicuro Miraglia non se ne va e basta, con 100 mila euro di liquidazione. Da appurare, inoltre, se c’è la copertura finanziaria in Giunta regionale: al momento non lo sappiamo.

Come vi è stata comunicata la notizia da parte della Regione? A dire il vero, noi ufficialmente non sappiamo ancora niente. Lo abbiamo appreso dai giornali. Si tratta, in effetti, di un emendamento alla legge Finanziaria. Una volta approvato il bilancio dal Consiglio regionale, la Giunta dovrà applicarlo, e a quel punto ci verranno comunicati eventuali provvedimenti. A quanto scritto nell’emendamento, comunque, dal 1° aprile noi non dovremmo esistere più. Com’è possibile sciogliere la società in così poco tempo? Non so se sia veramente possibile. Le regole di scioglimento delle S.p.a. sono a livello nazionale e regolate dal Codice Civile. Nel contratto di sperimentazione non è stata definita la cosiddetta exit strategy, in caso di fallimento della sperimentazione. Un appunto segnalato anche dai tre esperti nella

Carlo Brusegan, direttore sanitario del Codivilla-Putti

relazione nella parte “Questioni trasversali alla sperimentazione”. Nel caso di scioglimento della società, cosa succede al personale dipendente? Per i cento dipendenti assunti dalla società Codivilla S.p.a., significa perdere il lavoro, o, in alternativa, tentare il concorso pubblico. Per i quaranta pubblici che ad oggi sono assunti in posizione di comando, significa tornare al contratto pubblico, ma questo non vuol dire rimanere al Codivilla: potrebbero essere trasferiti altrove. Dipende da cosa si deciderà in Regione sulla riorganizzazione della sanità. Certo è, che 40 dipendenti non potranno di certo essere sufficienti a gestire l’attuale struttura del Codivilla-Putti. Ora sono preoccupati sia i dipendenti privati, sia quelli pubblici, a parte qualche eccezione. Il secondo punto dell’emendamento dice che la Giunta regionale dovrà «assegnare all’ospedale Codivilla-Putti le opportune dotazioni ospedaliere per una gestione pubblica da parte dell’Azienda Ulss n. 1»: ci può spiegare cosa significa? Le dotazioni ospedaliere sono quelle delle schede della Regione dove sono elencate le apicabilità (primariati) e i posti letto a disposizione per ciascuna Ulss di riferimento. Ora nella Ulss n. 1 sono in vigore le schede del 2002 (DGR n. 3223 dell’8 novembre 2002 - vedi nella pagina seguente, ndr). Le dotazioni vanno calcolate in percentuale rispetto al numero di abitanti, una percen-

Cosa succederà allora dopo il 1° aprile? Per il momento non succederà niente. I cittadini possono stare tranquilli. Noi, finché non ci daranno disposizioni dalla Giunta regionale, continuiamo a lavorare con la stessa passione e professionalità. Non ci sarà un’interruzione del pubblico servizio.

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IL PARERE DI Valeria Antoniacomi, presidente del Comitato per la “Sanità di Cortina”

ANNO 2010

ANNO 2011

var. %

numero ricoveri totale

2.724

2.861

5%

interventi chirurgici

1.638

1.765

8%

211

389

84%

anno 2003

anno 2012

118

151

protesi

Valeria Antoniacomi, presidente del Comitato per la Sanità di Cortina, costituitosi nel 2009 per un ritorno al pubblico dell’ospedale cortinese, al momento prende tempo e preferisce rinviare l’incontro da noi richiesto per discutere sull’argomento “Codivilla”. «Non c’è ancora niente di certo per il futuro dell’ospedale. È meglio che ci parliamo quando avremo più notizie certe su cosa succederà» afferma al telefono. Non nasconde, tuttavia, la sua felicità nella decisione del Consiglio regionale di porre fine alla sperimentazione pubblico-privata. «Finalmente in Consiglio regionale c’è stato un po’ di buon senso nel valutare i pro e i contro della sperimentazione. La bilancia pendeva più dalla parte dei “contro” ed è stato deciso di conseguenza». I numeri tuttavia dimostrano che il Codivilla-Putti in questi anni ha aumentato la produttività aziendale. Perché quindi Lei dice che sono di più i “contro”? Il Codivilla-Putti non ha aumentato un bel niente. Funzionava bene anche prima della

sperimentazione, quando era un ospedale ortopedico, e non di pròtesi all’anca. Oggi si fanno più pròtesi, perché rendono di più. Nel 1999 il Codivilla era a rischio chiusura, e la soluzione della gestione mista è stata un salvataggio. Cosa Le fa pensare che un ritorno al pubblico oggi come oggi potrebbe reggere? Non è vero che nel 1999 l’ospedale doveva chiudere. È stata solo una manovra per far entrare il privato. In quanto al ritorno della gestione pubblica, i Consiglieri regionali che hanno votato a favore sapevano a cosa andavano incontro, e si sono assunti la responsabilità del proprio voto. Lei, quindi, è tranquilla sul futuro dell’ospedale? Sono tranquilla, sia per quanto riguarda la copertura finanziaria in Giunta regionale, sia per quanto riguarda i posti letto. Lo sa che la chiusura della gestione mista fa risparmiare alla Regione 4 milioni di euro? Soldi che possono essere reinvestiti nella sanità.

Renato Pesavento, membro del Consiglio di amministrazione dell’ Istituto CodivillaPutti di Cortina spa Signor Pesavento, Lei e Gianfranco Talamini fate parte del Consiglio di amministrazione della società che gestisce il Codivilla-Putti. Il sindaco di Cortina Andrea Franceschi continua a rinfacciarvi il fatto di non esservi dimessi dall’incarico dopo la sua nomina a Sindaco. Cosa risponde? Occorre chiarire che la nostra nomina è una decisione della Ulss n.1 e non riguarda il Comune di Cortina. Comunque, tre-quattro anni fa, in considerazione delle rimostranze del Sindaco, abbiamo interpellato il Direttore della Ulss Angonese chiedendo se dovevamo dimetterci per agevolare l’attività. Ci fu risposto che non c’erano motivazioni per il cambio. Il Sindaco fu avvertito dal dottor Angonese di questa indicazione. Con la decisione del Consiglio regionale quali saranno le conseguenze? Non vorrei fosse il primo passo per ridurre gli altri ospedali; ma c’è anche la preoccu-

pazione per le persone assunte dalla società Giomi; quanti potrebbero trovarsi senza impiego? Che reazioni vi sono alla decisione? Trovo vi sia una forma di autolesionismo difendere gli altri ospedali dei dintorni e non il proprio a Cortina. Quella non è una delibera, ma un golpe. Nel giro di 5/6 anni il Codivilla è molto cambiato in meglio, anche nella qualità stessa dei servizi. Perché questa decisione del Consiglio regionale? L’emendamento è passato perché la Giunta regionale non riusciva a prendere una decisione … Lei fa parte del Popolo delle Libertà: perché Dario Bond, anch’egli Pdl, ha votato un emendamento della sinistra? Non lo so, è una sorpresa.

Numero dipendenti Indice di gradimento *

95,70%

molto soddisfatti/ soddisfatti

4,30%

insoddisfatti

(*) I° sem. 2012 - su schede raccolte dal 29% dei pazienti dimessi (e compilati volontariamente)

ATTIVITA’

Ortopedia 1

dott. Centofanti

Ortopedia 2

dott. Botto

Riabilitazione cardiologica

dott. Bellotto

270 ricoveri annui

Riabilitazione ortopedica

400 ricoveri annui

Servizio Radiologia

1.500 prestazioni annue

Servizio di Anestesia Ambulatori Punto di Primo Intervento Padiglione Putti: ortopedia e osteomielite

dott. Veranda


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«Non sappiamo che cosa accadrà, ora che la Ulss si ritrova sul groppone una struttura che non voleva. Abbiamo il timore di essere tornati indietro di dieci anni, all’epoca in cui la chiusura del nostro ospedale era già stata decisa». I dipendenti del Codivilla Putti di Cortina si ritrovano, nella sala convegni Giulio Colombani, ricavata gli anni scorsi, nel sottotetto, per spiegare la loro posizione, le loro preoccupazioni: «Hanno fatto scrivere che qui si è espressa soddisfazione, per la delibera del consiglio regionale, che vuole far ritornare l’ospedale sotto una amministrazione pubblica, dopo quasi dieci anni di gestione mista: ebbene, non è così. Lo ha dichiarato un solo sindacato, peraltro assai poco rappresentato, qui dentro. Qui una gran parte di noi non sta per nulla esultando. Anzi, siamo preoccupati per il nostro posto di lavoro. Abbiamo alle spalle le nostre famiglie da mantenere; ci sono coppie che lavorano all’istituto, entrambi i coniugi; c’è chi usufruisce degli alloggi di servizio, un centinaio di persone; ci sono lavoratori stranieri, che temono di non poter più lavorare, in una struttura pubblica». I lavoratori hanno riassunto le loro lamentazioni in un ampio documento, lo leggono, poi iniziano gli interventi. Si susseguono, incalzanti: «Noi dipendenti siamo uniti, nella difesa dell’ospedale e di questa gestione, anche perché siamo convinti che il ritorno del pubblico comporterebbe gravi tagli, se non addirittura la chiusura». Una amministrativa aggiunge: «Eravamo in centodieci, una decina di anni fa, il 1 luglio 2003, quando è iniziata la sperimentazione: oggi siamo più di centocinquanta. Ci pare un segnale chiaro dello sviluppo che ha avuto il Codivilla Putti, in questo periodo». «Non è per nulla vero che siamo contenti – precisa un medico – anzi siamo molto preoccupati, e non soltanto il personale con contratto privatistico. Io sono un dipendente pubblico, della Ulss, eppure ho grossi timori. Si vuole far passare il messaggio che la qualità dipende dal fatto di tornare al pubblico: è vero il contrario. Ora c’è qua-

«C’è chi ha dichiarato che finalmente ci sarà un ritorno alla professionalità. È offensivo, mancanza di rispetto per i lavoratori che hanno fatto tanto in questi dieci anni»

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PreoccupaziOnE per i dipendenti del Codivilla Putti: A RISCHIO NON SOLO il posto di lavoro, ma anche la QUALITÀ E I SERVIZI dell’ospedale

ta, in alcune sue responsabilità. Se si legge la relazione dei tre saggi, del 2009, bisogna leggerla bene, e tutta, non soltanto le parti che interessano. Dice che, se taluni obiettivi non si sono raggiunti, è perché è mancata la parte pubblica, a fianco del privato. È stata fatta disinformazione, di parte, in malafede, per far passare un messaggio preciso, ma non è così: questa struttura funziona, e bene».

I dipendenti del’ Codivilla-Putti, riuniti nella sala convegni Giulio Colombani, per spiegare le loro preoccupazioni

lità, con questa gestione, c’è professionalità. Per il territorio, se ha avuto servizi, in questi dieci anni, lo deve a questa gestione, altrimenti sarebbe già stato ridimensionato, come è accaduto ad altre realtà vicine. Ogni ridimensionamento è foriero di una asfissia della struttura. Penso ad Auronzo, dove ci sono stati tagli successivi, sino alla chiusura dell’ospedale vero e proprio. Penso a quello che si teme, oggi, per Agordo e Pieve di Cadore». In quanto al compiacimento, per la delibera regionale, l’opinione diffusa è di contrarietà: «Nel mio reparto c’è invece malcontento, preoccupazione, di quasi tutti noi, tranne una sola persona« – racconta una caposala. «Nel mio reparto non c’è nessuno, che sia contento per il ritorno alla Ulss: neppure io, che pure sono dipendente del pubblico» – aggiunge una collega. Una infermiera straniera aggiunge: «Hanno detto, hanno scritto, dichiarato, che siamo tutti contenti, ma nessuno è venuto a chiedercelo, di quel sindacato. Credo che tutto nasca da un gioco politico, che non si cura di noi e dei pazienti». «C’è chi ha dichiarato che finalmente ci sarà un ritorno alla professionalità, all’eccellenza di questo ospedale. È quantomeno offensivo, manca di rispetto per i lavoratori, che hanno fatto tanto, davvero tanto, in questi dieci anni» – commenta amareggiato un altro infermiere. «Nel mio reparto, siamo tutti dipendenti pubblici, tranne un tecnico, part time – precisa un medico – quindi se dovessimo passare al pubblico, resterebbe quell’unica persona. Come si può pensare che vada avanti il servizio?» Un suo collega aggiunge: «Noi non siamo contro il pubblico, che sinora era comunque maggioritario, al 51%, con una collaborazione gradita a tutti. Abbiamo invece sofferto l’assenza della parte pubblica, che è manca-

«La sensazione è che la popolazione non sia preoccupata, forse neppure interessata, perché pensa che non cambierebbe nulla, con il ritorno al pubblico, alla Ulss» Dall’ultimo piano si scende al quinto, nella palestra della fisioterapia ortopedica, una delle tante realizzazioni della gestione mista: «Prima eravamo accampati, con le lenzuola appese ai tubi di ferro, a dividere un paziente dall’altro, adesso c’è un reparto eccellente, i servizi sono aumentati, sono state assunte diverse persone, si offre qualità, la gente che viene qui resta ammirata». E allora perché, in paese, a Cortina, nel vicino Cadore, non si sostiene questo Codivilla? «La sensazione è che la popolazione non sia preoccupata, forse neppure interessata, perché pensa che non cambierebbe nulla, con il ritorno al pubblico, alla Ulss. Ritiene forse che sarebbe un semplice passaggio burocratico e amministrativo. Non è così: ci sarebbe una radicale variazione nel servizio, che si offre ai residenti ed agli ospiti. Al cittadino deve interessare che non venga meno la qualità dei servizi, cosa che invece accadrebbe, con il passaggio al pubblico. Il pericolo più grave è l’indifferenza». Marco Dibona


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A CHI FINIRANNO I SOLDI GUADAGNATI DALL’EVENTUALE CAMBIO DI DESTINAZIONE DELL’EDIFICIO DEL DISTRETTO SANITARIO DI VIA CESARE BATTISTI? MAGGIO 2012 «Ricordiamo infine che il gruppo Progetto per Cortina non intende concedere nessun cambio di destinazione d’uso all’immobile del distretto di via Cesare Battisti se non avrà la garanzia scritta che i soldi incassati dalla Ulss n°1 saranno investiti sui servizi sanitari del territorio di Cortina». (estratto da: Progetto per Cortina: Programma elettorale 2012) 12 MARZO 2013 «… il Comune è pronto a farsi coinvolgere, dopo aver più volte manifestato la sua disponibilità ad entrare come socio nella gestione, valutando come valorizzare il patrimonio immobiliare della Ussl per reinvestire i profitti a favore del Codivilla e della sanità bellunese». (estratto da: dichiarazione del Sindaco Andrea Franceschi attraverso comunicato stampa dell’amministrazione comunale) 14 MARZO 2013 «… Ci sono anche in ballo circa 20 milioni di euro, tra la vendita del Putti, e la disponibilità data dal Comune a riqualificare l’edificio in Cesare Battisti, che dovranno essere investiti sulle strutture ospedaliere del Bellunese». (estratto da: dichiarazione del Sindaco Andrea Franceschi riportata dal Corriere delle Alpi)

L’ANIO - Associazione Nazionale per le Infezioni Osteo articolari Lo stop alla sperimentazione pubblicoprivata dell’ospedale Codivilla-Putti, ha sollevato un’onda di protesta in tutta Italia, tra malati e specialisti. L’Associazione Nazionale per le Infezioni Osteo articolari - protesta con forza, opponendosi alla scelta votata lo scorso 12 marzo al Consiglio regionale del Veneto, con un emendamento presentato da un consigliere di minoranza di bloccare il Progetto di sperimentazione Pubblico Privato, che vede coinvolta la struttura sanitaria ampezzana. «Il Putti – dice Girolamo Calsabianca, Se-

gretario generale ANIO onlus - è, ad oggi, l’unico centro europeo riconosciuto per la cura delle infezioni ossee. Dal 1921, ha fatto la storia e la letteratura clinica sulle infezioni ossee, patologia tra le più devastanti a carico dell’apparato scheletrico. Oggi - continua Calsabianca - dopo dieci anni, si ritorna a discutere su evidenze che hanno soddisfatto malati, commissioni ministeriali e tecnici della Regione, che in tutti questi anni hanno sottolineato, invece,  l’eccellenza sanitaria del Codivilla». L’Anio rappresenta in Italia l’unica associazione che

tutela i malati d’infezioni ossee ed articolari e in dieci anni ha annoverato oltre novantamila cittadini, tra malati, familiari ed esperti del settore che operano ogni giorno per garantire il diritto di essere curati e assistiti. Il Progetto di sperimentazione Pubblico/ Privato è nato il 30 novembre del 2000 dalla volontà comune, tra Regione del Veneto, associazione dei malati e comitato cittadino.  «In dieci anni, questa formula - prosegue Calsabianca - ha fatto sì che tutte quelle necessità che non rendevano sostenibile la sopravvivenza della struttura venissero risolte: la carenza di personale che era una piaga per Cortina, la legittimazione delle tariffe rimborso dei DRG, l’acquisto dell’immobile da parte dell’INAIL per sgravare di ulteriori costi la Regione. Il Putti, fino ad oggi ha garantito un diritto ed è una struttura di riferimento per gli italiani che contraggono una infezione alle ossa e chiudere la sperimentazione si tradurrebbe in un diritto alla salute negato. E  non ci saranno preclusioni alcune - conclude Giuseppe Bilardo, Presidente Anio - sulle mobilitazioni di opposizione a una scelta cosi superficiale, di una minoranza politica  miope del volere civico e sociale».


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  a cura di Cortina Turismo

Fiere: Berlino e Lione Mercati: molti i To e giornalisti a Cortina nel mese di marzo Stampati: CT report TOUR OPERATOR E GIORNALISTI A CORTINA Molti i Tour Operator che nel mese di marzo hanno visitato Cortina accompagnati dalla referente del mercato di lingua inglese per CT, Marianne Moretti: - Mogul Ski, Australia - Inghams, Regno Unito - Ski Safari, Regno Unito - STS Alpresor, Norvegia, Svezia, Finlandia - Thomas Cook, Belgio Tra i principali giornalisti troviamo: - Will Nascondi che sta elaborando un articolo dedicato allo sci di fondo per il Financial Times, Regno Unito - Seth Lightcap dal Backcountry per un servizio sul free ride e sci alpinismo, USA - TV3, Finlandia. - Patrick Thorne, di Snowhunter, uno degli scrittori di sci più influenti del Regno Unito, che ha visitato la Regina delle Dolomiti a Pasqua. Tema del redazionale: vacanze in famiglia sulla neve - Sean Mallen, canadese, l'editore della più diffusa testata svedese dedicata allo sci - Aka Skidor e Roger Alton del Times - David Holyoak, The Ultimate Ski Guide, Regno Unito

The Times

FIERE Berlino Dal 6 al 10 marzo, MariaGrazia Soravia, responsabile del mercato tedesco, era presente alla fiera Internationale Tourismus-Börse, Messe Berlin, all’interno dello stand Veneto. La fiera è rimasta aperta ai soli operatori dal 6 all’8 marzo, mentre negli ultimi due giorni ha accolto anche il pubblico. Lione Dal 22 al 24 marzo, Cortina Turismo era presente alla fiera Salon du Randonneur, con un simpatico social game. Una cinquantina i partecipanti al gioco. I “concorrenti” dovevano cliccare “mi piace” sulla pagina ufficiale di Facebook di Cortina d’Ampezzo. A ognuno di loro è stato chiesto di scrivere su un foglio le principali caratteristiche di Cortina, scattare una foto e pubblicarla sulla pagina di FB. Il secondo giorno i partecipanti dovevano condividere un video dove dicevano “Benvenuti a Cortina d’Ampezzo”. Il post con più commenti e “mi piace” ha vinto un soggiorno di due notti da trascorrere in un rifugio. Obiettivo incrementare i fan di Facebook e far conoscere Cortina ai francesi, che si sono dimostrati molto interessati al tema del trekking. CORTINA IN VAL DI FIEMME Cortina Turismo era presente ai Mondiali di Sci Nordico in Val di Fiemme dove, in collaborazione con Cortina 2019, sono state realizzate diverse attività di promozione. La Regina delle Dolomiti oltre ad essere presente nell’ufficio stampa e nei momenti ufficiali dell’evento, ha avuto l’opportunità di intensificare le relazioni con il mondo sportivo e turistico. Durante la presenza presso il centro fondo, con “Baita Cortina”, si è promosso soprattutto il “trittico” di competizioni sportive Cortina Dobbiaco Run, Lavaredo Ultra Trail e Granfondo Dobbiaco Cortina. Cortina ha coinvolto i presenti invogliandoli ad iscriversi alle manifestazioni, mettendo in palio l’estrazione di Nordic Ski Pass per la prossima stagione invernale. L’iniziativa è stata voluta e finanziata dalla Regione Veneto e dalla fondazione Dolomiti Patrimonio UNESCO.

DICONO DI NOI… • Pasqua nella Regina delle Dolomiti sui viaggi.corriere.it • Cortina D’Ampezzo – Primavera in libertà, nella sezione “Notizie Flash” del portale www.cosasifa.it • Sciate all’alba di Max Cassani lastampa.it Cortina CT magazine Uno strumento informativo che racconta in pillole le attività di promozione e comunicazione del Consorzio dell’ultimo anno (2012), con l’obiettivo di informare soci e non soci di Cortina Turismo. Il report sarà distribuito a tutti mezzo posta.


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L’intervista doppia

di Alice Gaspari e Patrizia Serra

Imprenditori a Cortina d’Ampezzo

Claudia Ampezzan Claudia Ampezzan 48 Artigiana Il mio lavoro è già una forma di hobby; poi fondo, sci alpinismo, cucinare, mare. Gazzettino on line

&

Giancarlo Candeago

Nome Età Professione Hobby Quotidiano preferito?

Giancarlo Candeago 63 Fabbro Riposare Leggo solo riviste

Cambiare Cortina e costruire una serra bioclimatica con un progetto top secret molto figo!

Sogno nel cassetto

Aprire uno studio di progettazione/commerciale a Londra o a Parigi

Di un sacco di cose: principalmente portare atmosfera nelle case con vari tipi di materiali e oggetti, tutto rigorosamente naturale, personalizzando feste ed eventi. Abbiamo iniziato con i fiori, poi siamo andati oltre.

Di cosa si occupa la Sua azienda?

Dalla costruzione tecnica alla produzione di oggetti di complemento e progettazione per l’industria.

L’ho inventata io. Nel 1991.

L’ha creata Lei o l’ha rilevata da qualcun altro? In che anno?

L’ho creata io. Me la sono fatta dal nulla. Nel 1976.

Il negozio in via Marconi è di mia proprietà; nel 2001 abbiamo acquistato mezzo capannone a Pian da Lago con l’intenzione di farne un magazzino, che poi è diventato un punto vendita. Nel 2009 abbiamo preso in affitto anche il negozio in via della Stazione e a Pian da Lago è rimasto il magazzino.

I locali che utilizza sono di sua proprietà o in affitto?

Sono di mia proprietà... e anche un po’ della banca!

Quest’anno abbiamo spedito lavori in Australia, Canada, Inghilterra e Germania: clienti del negozio che hanno acquistato cose per le loro case e i loro negozi. In Germania abbiamo fatto alcune cose anche su misura.

I suoi prodotti/lavori rimangono in zona o vengono anche esportati, dove?

Al momento ho lavori in Svizzera, Emilia Romagna, Assisi, Roma, Venezia; ora stanno per partire alcuni lavori in Australia e in Russia.

Creatività ed organizzazione. La mia è stata una famiglia di gelatieri. Io ho fatto il liceo linguistico e poi la scuola per estetiste. Ho fatto un corso per fiorista con l’Ascom (Federfiori), poi ho viaggiato

Due doti “naturali” che deve avere un imprenditore per avere successo? Ha fatto scuole specifiche o era già l’attività della sua famiglia?

Salute e fortuna. Non era l’attività della mia famiglia e non ho fatto scuole specifiche.


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in Nord Europa e ho imparato e visto molto, soprattutto in Germania e Belgio. Prima di aprire il negozio ho fatto un anno di lavoro gratis in posti fantastici, fiorerie e fiere.

Ha iniziato come apprendista?

Sì, sono stato mandato da un fabbro per punizione, perché ero un asino a scuola!

Il suo orario di lavoro?

Non c’è nessun orario, saranno 10/12 ore al giorno; da qualche tempo cerco di non lavorare più il sabato.

Non ho problemi a mandare avanti i negozi, solo qualche problemuccio di vicinato... la gente non ti aiuta. Il problema è che qui si ha sempre la sensazione di essere “al punto di partenza” e la spinta per rimettersi in moto non si sa da dove possa arrivare, non arriverà certo dai grandi eventi. Cortina è in letargo. Poi pesano il costo elevato dei locali e la chiusura prolungata di tantissime attività. Questo nel tempo ha portato meno turismo. Anni fa si lavorava bene in primavera, adesso in primavera si fa poco, si lavora un po’ meglio in autunno.

Quali sono i principali problemi con i quali bisogna fare i conti per mandare avanti un‘azienda a Cortina?

Il problema per me non è Cortina, perché io importo lavoro e lo distribuisco anche agli altri.

Abbiamo la fortuna di avere una clientela ricca, che apprezza le cose belle e le novità, in particolare nel mio settore, perché quando la gente viene in vacanza ha voglia di divertirsi organizzando feste molto estrose.

Cortina offre dei vantaggi alla gestione di un’azienda rispetto ad altre zone?

Come immagine può offrire dei vantaggi, ma non è una vera soluzione; qui non c’è ricchezza, i capitali arrivano solo da fuori. E adesso che gli appartamenti si vendono e affittano meno, sono tutti più poveri.

Il compito dell’amministrazione dovrebbe essere quello di non mettere i bastoni tra le ruote a chi vorrebbe far qualcosa di nuovo.

Cosa ha fatto l’amministrazione per aiutare gli imprenditori di Cortina?

Per quello che ho visto c’è sempre stata una grande incomprensione tra tutte le amministrazioni e le aziende che producono.

Potrebbero convincere le attività a prolungare le aperture come avviene in alcuni posti; dovrebbero lavorare per ripristinare il treno, almeno per collegarci a Dobbiaco e all’Europa che viaggia in treno. Soprattutto ci vorrebbe più attenzione per gli abitanti, si pensa solo al turista e non si pensa alle scuole, alla scuola di musica, alla piscina... Nell’attesa che si realizzino i grandi eventi e i megaprogetti, si potrebbero fare tante piccole cose per migliorare la vita e il lavoro di chi abita qui. Prima di invitare gli amici a casa, la fai bella, la pulisci, la rendi accogliente. Invitare i turisti a Cortina è una vergogna, guarda per esempio questa strada (via della Stazione, ndr): è in completo degrado.

Cosa potrebbero fare ancora?

Servono più considerazione e rispetto per i cittadini. Bisogna imparare a distinguere tra servizi ai cittadini e servizi turistici. Al turista offri i servizi e al cittadino dai i diritti. Non hanno mai tutelato i residenti, è stato trascurato il problema della casa, non si è aiutato abbastanza chi ha scelto di portare avanti i mestieri tradizionali; non si possono aspettare 15 anni per vedersi approvare o negare un progetto o magari sentirsi dire “ni”, non si può vivere sotto questo giogo. Qui il Comune è percepito come un nemico.

Fa bene. Nei posti dove sono stata io le attività concorrenti collaborano tra di loro, si scambiano informazioni e questo migliora il lavoro di tutti.

La concorrenza fa bene alle aziende o le penalizza?

C’è sempre stata; se è leale, va bene.

C’è la tentazione di andare proprio a vivere all’estero, più che a produrre.

Ha mai avuto la tentazione di “delocalizzare” (andare a produrre all’estero, come fanno in tanti)?

No, mi diverto ad andare all’estero, ma mi piace produrre qui. All’estero poi non è tutto facile come sembra: se vuoi lavorare devi essere molto preparato, devi essere più bravo degli altri.

Nel ‘91 ne avevo due.

Quanti dipendenti aveva all’inizio?

Ero solo.

Non esiste; varia a seconda delle esigenze.


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Quanti dipendenti ha oggi?

Una ventina.

C’è stato un periodo in cui eravamo anche di più, ma ora siamo più produttivi.

C‘è stato un periodo in cui ne ha avuti di più?

Sì, ne avevo qualcuno in più una decina di anni fa.

Non esiste, perlomeno nel mio settore in Italia. Se ne troverebbe in Germania, dove ci sono delle ottime scuole di specializzazione.

Oggi si fatica a trovare personale specializzato?

Non esiste: quando ti vogliono impressionare ti dicono “so usare il computer”. Ma bisogna avere le idee, capire il concetto.

In tanti mi chiedono lavoro, ma quando si rendono conto di cosa c’è dietro, non ce la fanno. È difficile.

Oggi è facile/difficile trovare ragazzi disposti a imparare il mestiere?

Difficilissimo, non hanno voglia. Prima se andavi male a scuola ti mandavano a lavorare e se andavi male al lavoro ti rispedivano a casa.

In questo momento ho una ragazza tedesca, ma ne ho avute di molte nazionalità.

Ha lavoratori che vengono da lontano?

Sì, devi dar loro l’alloggio e questo è un problema, costa tantissimo.

La difficoltà a trovare un alloggio penalizza la ricerca di lavoratori preparati?

Una volta sì, ora gli alloggi ci sono: qui a Pian da Lago e a San Vito è tutto sfitto.

Sbagliatissimo: è da tre anni che mia figlia mi chiede di poter venire ad aiutarmi e può iniziare solo adesso.

Secondo lei è giusto che i ragazzi non possano lavorare fino a che non hanno compiuto 16 anni?

Va rispettata la loro età, ma i ragazzi dovrebbero studiare e lavorare da subito; anche nei Paesi più evoluti lo fanno.

Perché offre infinite possibilità, gratifica, permette di dar libero sfogo alla creatività e alla sera sono contenta. Lavorare con la natura fa bene.

Perché ha scelto il Suo settore?

Come dicevo prima, ho iniziato per punizione! Invece mi piacque molto: il lavoro artigianale è dignitoso, è importante.

Sì, prima però bisogna prepararsi e imparare.

Lo consiglierebbe ancora oggi a chi desiderasse mettersi in proprio?

Mi piacciono le zone artigianali, soprattutto all’estero sono bellissime, si trova di tutto. Pian da Lago purtroppo invece è una zona di degrado, dove veramente il Comune ha dimostrato di essere incapace. Siamo andati via perché dopo 10 anni non è stato fatto quello che serviva, un’attesa esasperante. È proprio da cattivi lasciare Pian da Lago in queste condizioni.

Che cosa pensa di Pian da Lago come zona artigianale?

Io sono tra quelli che hanno inventato Pian da Lago. È stata una buona idea e lo dimostra l’espansione che ha avuto. Poi non disturba il paesaggio.

Intanto ci vorrebbe una persona che ne coordini la riorganizzazione. Andrebbe creato un sistema di produzione energetica centralizzato, tipo centrale a biomasse o campo solare. Ci vuole ordine negli spazi comuni e nel boschetto e servirebbe maggiore libertà nell’architettura degli edifici: che senso ha dover fare tutti i caseggiati con tetto a doppia falda in una zona artigianale che dovrebbe essere invece creativa?

Cosa si può migliorare (o che cosa manca)?

Si potrebbe migliorare il rapporto tra il Comune e Pian da Lago e si dovrebbe finire l’urbanizzazione.

In genere è vero. La nostra banca però è stata molto gentile. Una delle cose buone che abbiamo qui è una Cassa Rurale fatta di persone che non trattano i clienti come numeri.

È vero che le banche non concedono più credito alle aziende?

Ha inciso parecchio, almeno fino a febbraio, che è stato il primo mese con segno positivo dall’estate scorsa.

In che misura la crisi sta incidendo sul suo fatturato (percentuale)?

No, sono tutti di qua.

Rispondo con un sorriso!

Sì, ma da tanto tempo ormai.

Non ne risento a livello di fatturato, è il periodo di esposizione che oggi è molto più lungo: non pagano o pagano tardissimo.


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Poco, ma sì, un po’ tutto.

È stato/a costretto/a ad abbassare i prezzi o a modificare altri parametri della sua attività (stipendi, affitti, spese per le materie prime, tagli di vario genere)?

No, per noi è tutto aumentato; non si può diminuire.

Il costo dei dipendenti.

Quale, tra le innumerevoli tasse, è quella che maggiormente pesa sul suo tipo di attività?

Quelle che riguardano gli stipendi degli operai sono molto pesanti, soprattutto nel settore artigianale dove ci sono tante ore di manodopera.

No.

Un commento sulla nuova tassa sui rifiuti (Tares): ha già provato a calcolare quanto Le costerà?

No; comunque era cara anche quella di prima.

No.

Si occupa personalmente della contabilità della sua azienda?

Disastrosa.

Un aggettivo per la burocrazia italiana.

Sì, perché all’inizio, se non l’avessimo fatto, avremmo avuto l’impressione di perdere un treno in corsa. Poi però il treno è rimasto fermo.

Abbastanza. Contorta.

È associato/a a Cortina Turismo?

No, perché quando avrei voluto farlo (e sono convinto che vada fatto), noi del Consorzio Pian da Lago abbiamo ricevuto una denuncia dal Comune e personalmente mi sono sentito preso in giro. Definirò la mia posizione solo al termine di questo contrasto.

Cosa ha fatto CT per aiutare gli imprenditori di Cortina?

Non lo so; ha fatto delle riviste, che possono anche andar bene, ma girano solo a Cortina. È un modo gentile di accogliere i clienti, ma solo quelli che sono già qua.

Cosa potrebbe fare ancora?

Sicuramente dovrebbe ascoltarli. Ci vogliono idee vere per vendere il prodotto Cortina; non bastano fiere, riviste, opuscoli e dépliant.

Ci ha provato, ma con scarsi risultati.

Anche in questo caso, si dovrebbero lasciar perdere i grandi progetti e fare le cose con un po’ più di umiltà, pensando che il nome Cortina non è sufficiente. Ascom e Coldiretti.

La sua attività si sviluppa in vari àmbiti; è iscritto/a a qualche altra associazione?

Appia-Cna e Consorzio Pian da Lago.

No, perché siamo una via di mezzo tra artigiani e commercianti, quindi abbiamo necessità particolari.

Si sente adeguatamente rappresentato/a dalle associazioni di cui fa parte?

Sono nella presidenza regionale dell’AppiaCna e anche in quella del Consorzio.

Deve essere cavalcata! In tempi di crisi si riesce a crescere perché si eliminano gli sprechi e si tagliano i rami secchi. In questo settore poi, se c’è crisi, cresce ancora di più la creatività.

La crisi si subisce e basta o può essere in qualche modo “cavalcata” per far crescere un’azienda: in che modo?

Per me la crisi è più un fatto di incertezza per il futuro. Un’azienda non può funzionare senza investire e senza sperimentare. Se sei abituato a inventare e a sperimentare, una soluzione la trovi; se invece pensi che copiare sia un investimento, parti già in ritardo.

Ci sono bravissimi artigiani, ma pochi imprenditori.

Un voto all’imprenditoria ampezzana in genere?

A livello artigianale c’è un buon prodotto, c’è crescita. Le aziende che ci sono funzionano, in particolar modo quando si tratta di gestioni familiari. L’industria vera a Cortina non può esistere: non c’è manodopera, i trasporti sono faticosi ed onerosi perché sei troppo lontano da tutto. Un paese che fa solo turismo è incompleto; qui servirebbero tante cose, ma per farle ci vuole tanta gente e qui non c’è più gente.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 MARZO Bilanci, opere pubbliche, Imu (1° parte) di Edoardo Pompanin

PALESTRA DI ROCCIA: C’E’ L’ACCORDO CON LA DITTA PER PROSEGUIRE I LAVORI La minoranza interroga l’Amministrazione sui lavori alla Palestra di roccia e sulla transazione da 250.000 euro per proseguire il cantiere. Il Segretario comunale conferma che con la firma dell’atto sono state superate tutte le ulteriori richieste extra contratto (pari a 900.000 euro). L’assessore Verocai ripercorre la cronistoria dell’opera e ricorda che in ottobre (2012) era trascorso il 71% del tempo, a fronte del 20% di lavoro completato. Entro la primavera del 2013 la Palestra doveva essere finita, prosegue Verocai, e a suo avviso i ritardi sono da spartire tra il direttore dei lavori e la ditta F.M. di Cagliari. A preoccupare l’Amministrazione il fatto che all’eventuale scioglimento del contratto subentrasse un’altra ditta con le stesse problematiche. Allora si è scelto un accordo per sanare le pretese pregresse e ridefinire una nuova scadenza al 6 ottobre 2013, contro il pagamento di 226.000 euro (+ iva). Nella trattativa fra Comune e Ditta, la situazione era tesa, tanto che agli atti risulta che “L’impresa fin da subito ha dimostrato diffidenza nei confronti (dell’Amministrazione) e ha più volte richiesto di svincolare l’erogazione della somma prevista nello schema di transazione dalla ripresa dei lavori e dalla prosecuzione degli stessi. Quasi a volere significare un interesse prevalentemente economico/monetario svincolato dall’impegno di completare i lavori”. Se il capogruppo di minoranza Ghezze prende atto che i rapporti “non sono dei migliori”, il consigliere Gianpietro Ghedina rimarca che i termini dell’accordo prevedono pagamenti anticipati (50% al 31 marzo 2013 e 50% al 15 maggio 2013), con un cronoprogramma che colloca però le lavorazioni più importanti dopo la metà di maggio; si chiede “Quali garanzie ci sono che dal 15 maggio (cioè dopo i pagamenti) i lavori proseguiranno?”. Per Verocai: tutti i prefabbricati sono già in lavorazione, dopo il 15 maggio saranno montati; inoltre, il Responsabile del procedimento sta tenendo tutto sotto controllo. Ma dalla parte delle minoranze i dubbi restano.

CITTADINANZA ONORARIA DI CORTINA AI VIGILI DEL FUOCO Il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza di Cortina d’Ampezzo al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in considerazione del rapporto di fiducia, stima, amicizia e intesa maturati nel tempo. «Con Cortina abbiamo un legame stretto», ringrazia il comandante provinciale Mauro Longo, «e ci inorgoglisce il riconoscimento».

CONSULENZE 2013: SPESA MASSIMA DI 11.000 EURO  pprovato il programma per l’affidamento A delle consulenze nel 2013. Sono stati solo determinati i criteri entro i quali l’Amministrazione potrà ricorrere a consulenze di professionisti esterni all’organizzazione comunale. La spesa annua non potrà comunque essere superiore al 20% di quella sostenuta nel 2009, cioè 10.781 euro. Ghezze chiede un maggiore utilizzo delle risorse interne e Verocai risponde che nove volte su dieci sono proprio i dipendenti a chiedere i pareri dei professionisti. Il Sindaco ricorda che i dipendenti comunali sono calati del 15% dal 2006 e che, spesso, per questioni urbanistiche o per opere pubbliche questi costi sono dei veri e propri investimenti. ALIENAZIONI NEL 2013: SALTA IL DIRITTO DI SUPERFICIE DEGLI APPARTAMENTI ANCILLOTTO; SI TORNA ALL’AFFITTO Nel piano delle alienazioni comunali del triennio 2013-2015 sono inseriti solo “vari terreni” che saranno oggetto di permute e compravendite per un valore di 100.000 euro. Il consigliere Ghedina segnala la “marcia indietro” sulla vendita del diritto di superficie dei 13 appartamenti comunali acquisiti dalla transazione ex Ancillotto (ad Acquabona). L’assessore Enrico Pompanin conferma che non si procederà a cessione,

bensì all’affitto attraverso un bando ad hoc. La scelta è motivata dalle “reali condizioni degli abitanti di Cortina”. Oggi – sostiene Pompanin – prima di affrontare l’acquisto in diritto di superficie le famiglie ci pensano e “vanno con i piedi di piombo”, tanto che vi sono più richieste di affitto. LE ALIQUOTE IMU PER IL 2013: PENALIZZATI ALBERGHI, CAPANNONI E ATTIVITÀ PRODUTTIVE Se per definire la Tares il Consiglio comunale rinvia la discussione a quando le leggi saranno più chiare, per la famigerata Imposta Municipale sugli Immobili si procede alla delibera delle aliquote. Il Sindaco Franceschi denuncia il clima di totale incertezza tributaria ma senza questa delibera, spiega, non si potrebbe approvare il Bilancio 2013 e cominciare da subito con le opere pubbliche, evitando il bilancio provvisorio e il vincolo di spendere ogni mese solo il dodicesimo dell’anno precedente. Due le novità: a) dal 2013 l’IMU torna imposta municipale, anche se poi è previsto di restituire allo Stato parte degli incassi (non si sa ancora quanto) in un “fondo di solidarietà”; per il Bilancio 2013 il Comune ha ipotizzato 5 milioni di euro; b) gli immobili della categoria D (alberghi, banche, capannoni industriali e artigianali) scontano una imposta fissa del 7,6 per mille che andrà completamente a Roma; i Comuni possono comunque portarla fino al 10,6 per mille e tenersi il di più (non lo


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farà Cortina). Purtroppo – dice il Sindaco – la nostra aliquota 2012 era del 4,6 mille e su questo aumento non possiamo intervenire; nonostante sia pesante per le attività economiche, questa è un’imposta che viene incassata dallo Stato. Le aliquote Imu 2012 e il regolamento saranno per il resto inalterate, salvo una nuova agevolazione con l’aliquota al 4,6 per mille prevista per le unità immobiliari intestate ad Aziende e destinate ad abitazione principale del socio o del familiare (III° grado) che presta l’opera o del custode, con il vincolo pertinenziale permanente all’attività produttiva (in pratica le situazioni di casabottega di Pian da Lago non saranno più considerate 2° casa). Inoltre, i rifugi saranno trattati come i negozi e gli uffici al 4,6 per mille. Alle abitazioni principali si applicherà il 2 per mille, agli enti non commerciali (Parrocchia e Regole) il 4,6 per mille, agli usi gratuiti ai parenti fino al terzo grado il 4,6 per mille, agli uffici e altro (A10, A11, C1, C3) il 4,6 per mille, alle locazioni registrate a residenti il 5,6 per mille, alle locazioni abitative registrate a non residenti l’8,6 per mille e, infine, alle seconde case e al resto della casistica il 10,6 per mille. Gianpietro Ghedina, dall’opposizione, conferma che “meno di così non si poteva”.

CANTIERI MONDIALI NeCESSARI GIÀ NELLA PRIMAVERA 2013: CI SONO? Il presidente Fisi chiede fatti. La risposta del Sindaco in Consiglio comunale.

Durante la discussione sulle opere pubbliche programmate nel 2013, il capogruppo di minoranza Stefano Ghezze porta al centro del discorso i Mondiali 2019 e i famosi “cantieri”; cita infatti da una dichiarazione di Flavio Roda, presidente della Federazione italiana sport invernali, del 3 marzo 2013: “È però necessario (per ottenere i Mondiali) che partano i primi cantieri ancora in primavera (2013), per poterci presentare a Barcellona, nel maggio 2014, con credenziali giuste”. Se esamino le opere in previsione – chiede provocatoriamente Ghezze – vedo poche opere cantierabili per dare soddisfazione al presidente Fisi. Il segnale che dobbiamo dare siano opere più importanti e più sostanziose. Risponde il Sindaco Andrea Franceschi – presidente del comitato Cortina 2019 – che si vogliono dare segnali ai delegati internazionali, che non si accontentano ma vogliono fatti concreti, e per questo c’è tempo fino a Barcellona. Elenca poi le seguenti opere: l’eliporto, i parcheggi (in primo piano quello interrato di Largo Poste, con la sua piazza che sarà il clou per le premiazioni), il lago artificiale dietro il Col Druscié (l’iter è quasi completo e fra poco la società Ista potrà ritirare il permesso), il collegamento Tofana-5 Torri (la seggiovia in capo all’Ista e finanziata con il Brancher). Riguardo alle nuove piste, si è indietro a causa dei ritardi del “piano neve”, ma, promette Franceschi, dalla prossima settimana inizierà il procedimento Via (valutazione di impatto ambientale). Inoltre – chiude il Sindaco – alcune opere funzionali ai Mondiali non le facciamo se non c’è l’evento. Non si è capito se tanto basta, ma ci sarà modo di riparlarne.

LA MINORANZA INTERVIENE SULLA RIAPERTURA DELLA PISCINA: IL COSTO SAREBBE INFERIORE A UN MILIONE DI EURO La minoranza presenta un emendamento al Bilancio con perizie, numeri e tempi; il Sindaco però tergiversa e prende tempo. Alla fine si capisce che sono gli accordi di programma a bloccare tutto. Spetta al consigliere di minoranza Rocco Dal Pont presentare al Consiglio comunale la proposta di sistemazione e di riapertura della piscina pubblica di Guargné, chiusa da oltre un anno. L’ingegnere Dal Pont puntualizza che dalle

analisi svolte dall’ingegner Brugnera il 28 febbraio 2012 su incarico della Gis (società comunale) emerge che: • il tetto di copertura è in condizioni pessime; • le strutture in acciaio e legno necessitano solo di normali interventi di manutenzione; • i tamponamenti perimetrali richiedono interventi di risanamento; • gli impianti sono sostanzialmente in

buone condizioni e richiedono modesti interventi di manutenzione. Dal Pont ricorda che già dal 2007 l’Amministrazione ha deciso che la piscina andava chiusa e venduta. Secondo l’emendamento, le opere strettamente necessarie per la riapertura si possono ridurre al rifacimento della copertura, alla manutenzione di tutte le strutture in acciaio e legno, agli interventi per la messa a norma degli impianti tecnologici. In tal

PISCINA CHIUSA

dal 29 gennaio 2012

1 ANNO 2 MESI 4 GIORNI

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16 modo i costi da sostenere vengono ridotti da 1.995.000 euro a 1.165.000 euro (con Iva e tutto il resto). Tale costo può essere ridotto con l’adozione di una diversa tecnologia per la realizzazione del pacchetto di copertura a circa 983.000 euro, oltre ai risparmi di appalto. Rispetto all’intenzione di vendere la piscina, a parere della minoranza le condizioni di mercato allo stato attuale sono quelle che sono: occorre accertare anche la presenza o meno di un investitore, considerato che le attività ricettive già esistenti non sono solide. Riguardo ai tempi, è già passato un anno e portare la piscina allo stadio del ghiaccio richiede tempi che giustificano l’investimento nel tetto dell’attuale struttura di Guargné (tra l’altro valorizza anche l’eventuale dismissione). Ricordano poi dai banchi di opposizione quanto tempo ci sta mettendo la costruzione della palestra di roccia. Nel lasso di tempo fino al completamento, si resta scoperti. In sostanza, con un investimento sostenibile – chiude Dal Pont – si può mantenere aperta la piscina fino a quando non sarà costruita la nuova e si nuoterà allo stadio del ghiaccio; ad esempio se l’investimento è un milione, ipotizza, fanno 100.000 euro di costo all’anno per dieci anni: quali tempi si prospettano per la costruzione? Anche Ghezze enfatizza i dubbi sui tempi di costruzione della nuova piscina; «La macchina burocratica non dà certezza (vedete il calendario divulgato in campagna elettorale): il paese chiede con forza di attivarci. L’intervento di copertura non andrà disperso perché in ogni caso per la Soprintendenza l’immobile deve restare così com’è. Mettete 27 milioni di euro nel preventivo 2013 per la piscina, senza nemmeno il progetto approvato. È un bilancio di previsione che lascia il tempo che trova». Sullo stesso tenore Gianpietro Ghedina: se ci vogliono 6/7 anni per il parco giochi o altri interventi, ci si apre lo scenario che per 10 anni non abbiamo la piscina, anche se con un milione si può intervenire in maniera abbastanza veloce e garantire il servizio. Risponde il Sindaco leggendo il parere del Servizio economico del Comune sulla copertura dell’emendamento. Le minoranze hanno proposto un mutuo ma per il Contabile non si può perché dal 2013 il Comune è obbligato per legge (183/2011) a ridurre il debito e l’intervento andrebbe in senso contrario. Sul punto Ghedina è sembrato perplesso ma non ha replicato (forse è il caso di approfondire, in quanto solo nel 2013 il bilancio riporta rimborsi in quota capitale per 1.141.000 euro e l’obbligo di rientro – stando a stime giornalistiche – ammonterebbe

Per ragioni di spazio, i seguenti argomenti – tutti approvati - del Consiglio comunale del 26 marzo 2013 saranno trattati nel prossimo numero: • Bilancio di previsione 2013 e pluriennale 2013-2015 della società Gis Cortina srl • Bilancio di previsione 2013 e pluriennale 2013-2015 della società Servizi Ampezzo srl • Bilancio di previsione 2013, pluriennale 2013-2015 e piano delle opere pubbliche del Comune • Scorporo della licenza di somministrazione alimenti e bevande da quella dell’albergo (Hotel Royal) • Mutamento usi civici dei terreni per la realizzazione della pista da sci Toni Sailer e Skyweg • Alienazione porzione di strada comunale a Zuel • Adozione variante urbanistica – cassonature • Valutazione proposta risolutiva delle controversia con la società Bigontina (ex Olbi) • Indirizzi per il riordino delle società Gis Cortina srl e Se.Am. srl

per Cortina a circa 180.000 euro, ndr). Continua il Sindaco riportando i dati che confermano l’impegno dell’Amministrazione degli ultimi anni a investire sulla piscina e affermando che “non è stato un capriccio chiudere”. Abbiamo chiesto al progettista cosa fare per un’apertura minima e i preventivi parlano di 1.995.000 euro o 2.090.000 euro, con risparmi possibili per 528.000 euro. La struttura avrebbe il tetto a posto ma sarebbe vecchia. L’idea è di avere una piscina nuova allo stadio per ottimizzare la gestione. Per tamponare – prosegue Franceschi – abbiamo i corsi per i bambini negli alberghi e nel 2012 abbiamo dato un contributo straordinario di 20.000 euro ad un gruppo di agonisti per le trasferte. Restano esclusi i nuotatori non agonisti (non sono grossi numeri) e i turisti (non molto attratti dalla piscina). Dal punto di vista politico però Franceschi apre alle minoranze perché si è reso conto che il “fattore tempo” è determinante: «Oc-

corre valutare entro l’anno: o si sblocca la nuova piscina o non possiamo rimanere fermi». Ci prendiamo ancora qualche mese per fare partire l’iter della nuova struttura e poi possiamo ridiscutere, considerata anche la cifra ridimensionata.” Entro il 30 settembre vi darò una risposta definitiva, promette. Sul fronte piscina è però illuminante l’intervento dell’assessore Verocai, che forse fa capire perché il Sindaco sia così frenato sulla ristrutturazione di Guargné. Vengono tirati in ballo gli “accordi di programma” con la Regione che dovrebbero cambiare connotazione a Cortina. Questi ritardano ma – afferma Verocai – la Piscina può essere sganciata dagli altri progetti (bob ed ex stazione) e incanalarsi in un altro iter che non sia l’Accordo, attraverso la legge 11/2004. Avremo la risposta certa entro il 30 settembre. Da allora, se la risposta sarà positiva, a detta di Verocai in 24/36 mesi successivi avremo la piscina pagata dai privati con la “finanza di progetto” (se non cambiano i presupposti, precisa).

Sale & Pepe

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il comune vince... anche quando perde! In questi giorni, l’Amministrazione comunale ha perso due cause di lavoro al Tribunale di Belluno. Prima un risarcimento di 10.000 euro per “demansionamento”, poi altri 20.000 euro ad una ex dirigente. Commenta il Sindaco: la sentenza Ferrari è un grande successo, il Comune vince due volte: ha risparmiato centinaia di migliaia di euro e versa meno di un decimo di quanto richiesto. A questo punto, al cittadino tocca sperare che il Comune continui a perdere un altro po’ di cause, così ci paghiamo anche i Mondiali!


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SOS PEDIATRA. CORTINA ANCORA SENZA SERVIZIO MEDICO DI BASE PER I PIÙ PICCOLI Forse l’attesa sta per finire di Vittoria Broglio

Causa pensionamento, nell’autunno 2012 la dottoressa Lilia Giacconi ha lasciato vacante il posto di pediatra di base; sono passati diversi mesi ormai, ma i bambini di Cortina sono tuttora sprovvisti dell’assistenza pediatrica di base. Strada facendo, i tempi tecnici per la nomina di un sostituto titolare si sono notevolmente allungati. La data del concorso risale, infatti, ai primi giorni del mese di novembre 2012; concorso che ha visto una sola partecipante di conseguenza aggiudicataria del posto: la dottoressa Simonetta Cortivo. Da quel momento però, l’iter burocratico che avrebbe dovuto portare all’insediamento della dottoressa è rimasto bloccato poiché la lettera di nomina non è mai partita. O meglio, dovrebbe essere partita intorno al 20 marzo 2013, stando a quanto afferma il dottor Gianluca Romano responsabile dell’Ufficio Convenzioni di Belluno. «Si è trattato di formalizzare passaggi di natura burocratica e amministrativa. Probabilmente il cambio di direzione ha rallen-

la RUBRICA di Ennio Rossignoli IL PAESE DEI BALOCCHI Contravvenzioni a Cortina: non si tratta di un cinepanettone, di quelli in cui tra la Tofana, la Cooperativa e il Vip la sola vita prevedibile è lo struscio degli happy few, i pochi fortunati rimasti a godersi le gioie vacanziere d’Ampezzo; ne è invece il rovescio simmetrico, la rappresentazione di una Wonderland dove, simili a tante repliche di Alice, ci sono di quelli convinti di muoversi in un mondo di meravi-

tato un po’ il processo. Ma non ci sono stati particolari problemi da risolvere» spiega Romano. Una volta ricevuta la comunicazione, la dottoressa avrà una settimana di tempo per accettare o rifiutare l’incarico e poi novanta giorni di tempo per insediarsi e rendersi operativa. In realtà, la dottoressa Cortivo si è organizzata già da qualche tempo: «Avrei già l’ambulatorio pronto, potrei entrare anche domani; i tempi un po’ lunghi penso siano da imputare alla necessità per l’azienda sanitaria di sistemare tutte le sue pedine. C’è stato sicuramente l’impegno da parte di tutti per risolvere la situazione». La dottoressa fa riferimento al fatto che il suo incarico come pediatra di base a Cortina, lascia di fatto “scoperta” l’assistenza pediatrica di base nell’area di Pieve, dove la Cortivo lavora da anni. Anche se, diversamente da quanto avviene per Cortina, a Pieve i piccoli pazienti e le loro famiglie possono agevolmente rivolgersi al reparto pediatrico dell’ospedale.

Certamente in questi lunghi mesi invernali il prezzo più alto l’hanno pagato le famiglie dei bambini di Cortina: i medici di famiglia, infatti, hanno potuto fare le veci del pediatra solo in parte. In molti casi, per assistere i bambini, servono competenze molto specifiche: i genitori si sono trovati spesso nella condizione non solo di dover affrontare la trasferta verso l’ospedale di Pieve, ma anche in quella di dover pagare il ticket per un servizio essenziale non erogato nel distretto sanitario di Cortina. C’è da chiedersi se non fosse possibile pianificare meglio il periodo di transizione intercorso tra il pensionamento della dottoressa Giacconi e l’insediamento della nuova titolare. Quantomeno si sarebbe potuto pensare a un’esenzione o a un rimborso dei ticket pagati, come avviene già per alcune zone del Comelico dove manca il servizio pediatrico di base, con lo scopo di dare una risposta concreta alle famiglie in oggettiva difficoltà.

glie non solo naturali, ma pure legalistiche. Nel senso che qui persino una multa per divieto di sosta viene vissuta come uno sfregio inferto alla armonia di una ospitalità che deve restare immacolata: lo pensano in tanti, tutta gente che conta, quella del “lei non sa chi sono io” (ce n’è sempre), che insulta i vigili col blocchetto, falsifica le concessioni, protesta sulla stampa con lo stupore offeso di chi ha subito una ingiustizia imprevedibile. Che diamine, nel paese dei balocchi si può giocare, mai fare sul serio! Molto tempo fa qualcuno ci ha provato – c’è chi se lo ricorda ancora – e fu una breve stagione di gentili avvertimenti ai trasgressori: un biglietto sul parabrezza del genere “non ci sarà una prossima volta”. Carezze turistiche mai più ripetute per ragioni rimaste sconosciute, ma più o meno intuibili. Senza dubbio tempi lontani, di quando una crisi economica e morale come quella di oggi era a dir poco impensabile e la società non soffriva delle tensioni che la perseguitano trasformandola in un consesso di litiganti con il codice in mano e la querela in un taschino; ovunque, nella scuola, negli ospedali, nelle amministrazioni, nella

stampa, nella politica, la soglia dell’intolleranza e della incomprensione si è pericolosamente abbassata, e la logica del risarcimento più o meno mostruoso scatta implacabile. Tutti in guerra per i diritti ma in pace sui doveri, tra i quali primeggia sicuramente il rispetto della legge fondato sulla convinzione che sia eguale per tutti: sta scritto nei tribunali, ma non nella cultura di una società che include ancora la gerarchia dei privilegi: Qualcosa sta cambiando? Certo, ma lentamente, troppo lentamente.


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A Cortina soffia l’aria dell’opera

Grazie all’ iniziativa e all’entusiasmo di un’amante dell’opera lirica, a Cortina si è creato un gruppo di appassionati melomani che mensilmente segue i seminari basati sull’ascolto, la visione e la presentazione di un melodramma.

di Patrizia Serra

Cortina dimostra di rispondere bene alle iniziative culturali, se fatte bene e con entusiasmo. Si è infatti creato un gruppo di appassionati che segue i seminari musicali organizzati da una milanese trapiantata a Cortina con la passione per il melodramma, Erica Dalmartello. «Ho potuto sperimentare su me stessa - spiega - che la conoscenza di un’opera te la fa assaporare maggiormente, più la conosci, più la capisci e più ti appassioni, ed è ciò che cerco di trasmettere nei miei incontri, nei quali, all’inizio, ho scelto le opere più “popolari”, per poi addentrarmi anche in quelle più complesse. Cerco di evitare i tecnicismi, perché mi sono accorta che manca un approccio “semplice” all’opera. Mi ero resa conto che anche tra gli appassionati dell’opera che frequentavano regolarmente la Scala di Milano c’era molta “impreparazione”: i testi sull’argomento non sono facili e alla lunga diventano noiosi». Introduzione sull’autore e sull’opera, ascolto e visione dei brani, spiegazione degli stessi, confronto tra regie diverse. Questa è la scaletta degli incontri che tanto successo stanno avendo. Alle prime riunioni organizzate in casa, per un piccolo gruppo di amiche, sono seguiti gli incontri con un gruppo più allargato. Da qui la decisione di pianificare una serie di seminari nel corso del 2012/2013, e da qui il contatto con l’Università degli Anziani, dove Erica Dalmartello ha tenuto quattro lezioni nel corrente anno accademico con una partecipazione media di oltre 150 persone a incontro. Quest’anno il filo conduttore è stato Verdi,

CHI È ERICA DALMARTELLO Erica Dalmartello, laurea in Lettere moderne con indirizzo in Storia del teatro, è residente a Cortina da alcuni anni, qui infatti i suoi due figli vanno a scuola, ma frequenta la Conca sin da bambina grazie al nonno alpinista Arturo Dalmartello che costruì casa a Cortina negli anni ’60 e che le ha trasmesso l’amore per la montagna, fino a diventare maestra di sci. Il suo amore per la musica nasce quando da piccola veniva portata a seguire le rappresentazioni alla Scala di Milano, «all’inizio non proprio spontaneamente - ammette sincera - ma un po’ costretta dai miei genitori». All’obbligo ha però subito fatto seguito l’interesse per il Melodramma, divenuto oggetto dei suoi studi e grande passione della sua vita. Durante gli studi ha avuto la fortuna di seguire le prove aperte del Maestro Riccardo Muti riservate agli studenti di Storia del teatro e dopo la laurea ha collaborato tra l’altro con il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Con la nascita del primo figlio ha deciso di trasferirsi a Cortina, dove alla passione per lo sci ha voluto unire quella per l’opera lirica, e visto che quest’ultima a Cortina mancava ha pensato di organizzare da sé i primi incontri tra amiche per far conoscere ogni volta un’opera diversa. Con il solo tam-tam del passaparola, il cerchio di persone si è allargato fino ai numeri attuali.

visto il 200° anniversario della nascita del grande compositore di Busseto (tra l’altro, il concerto dello scorso 9 febbraio presso l’Alexander Hall sui 200 anni di Verdi e Wagner, era stato anticipato da un seminario di Erica Dalmartello sul ruolo del coro nelle opere di Verdi). Dopo la prima lezione all’Università degli Anziani, sono aumentati anche i partecipanti agli incontri mattutini, uno al mese, sempre di martedì alle 10, presso l’Aula Magna parrocchiale, ai quali partecipa adesso una trentina di persone. Erica Dalmartello fa tutto gratuitamente, ha chiesto un piccolissimo contributo ai suoi “allievi” soltanto per l’affitto dell’Aula. Ma non si è fermata agli adulti e la scorsa estate ha organizzato due incontri per i ragazzi del Centro Estivo, mentre lo scorso 25 marzo grazie alla disponibilità del maestro Antonio Rossi ha incontrato gli alunni delle classi terze della Scuola Media d’Arte, ai quali ha presentato tre diverse versioni della Traviata per far vedere le differenze tra una regia classica, una moderna e una concettuale. Visto il riscontro positivo da parte dei ragazzi a questo primo incontro ne seguiranno altri. «Al Centro Estivo, e soprattutto alle Scuole Medie - spiega Erica -, l’interesse dei ragazzi è stato alto, segno che se le opere vengono

presentate nel modo giusto, non annoiano i giovanissimi, anzi». I prossimi appuntamenti Sempre presso l’Aula magna della Parrocchia alle 10.00: 23 aprile - Macbeth di Giuseppe Verdi 21 maggio - Orfeo ed Euridice di C.W. Gluck 4 giugno - Opera ancora de definire Il 3 novembre appuntamento con l’Aida alla Scala di Milano Erica Dalmartello ha organizzato un viaggio per vedere l’Aida di Verdi alla Scala di Milano. Grazie al servizio di promozione culturale del Teatro alla Scala è riuscita ad avere i biglietti a prezzo agevolato, costo al quale va aggiunto il noleggio del pullman Cortina Express, il biglietto del treno Mestre-Milano e il pranzo in un ristorante del centro milanese. Le spese sono ovviamente a carico dei partecipanti, in quanto si tratta di un’iniziativa privata che non gode di alcun contributo. La partenza è prevista per la mattina presto del 3 novembre, al pranzo seguirà una visita guidata del Teatro alla Scala sino all’inizio della rappresentazione dell’Aida alle 15.00. In serata rientro a Cortina. Per informazioni: ericadalmartello@gmail.com.


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I matrimoni del secolo in mostra alla Casa di riposo di Cortina Un tuffo nel passato con le foto esposte, molte delle quali hanno come protagonisti gli attuali ospiti della Casa di riposo e del Centro diurno. Un’ iniziativa utile per far riaffiorare i ricordi degli anziani e per far conoscere ai più giovani un mondo che non c’ è più di Patrizia Serra

I matrimoni sono il filo conduttore della mostra fotografica “I matrimoni del secolo” allestita presso la casa di riposo Angelo Majoni di Cortina. Laura Conserotti, educatrice del Centro diurno della Casa di riposo, spiega i motivi alla base della decisione di fare una mostra fotografica sui matrimoni: «Il matrimonio rappresenta un evento chiave nella vita delle persone, perché intorno ad esso ruotano e si intrecciano le vite di

ne per far conoscere la Casa di riposo a chi abitualmente non la frequenta, favorendo le occasioni di incontro con gli ospiti della struttura ed è anche un modo per confrontare gli stili di vita attuali con quelli di epoche nelle quali usi, costumi e tradizioni erano molto diversi. Tra le oltre cinquanta foto in mostra, sono esposte immagini dell’inizio ‘900 e altre relativamente più recenti, tutte comunque del

Sopra: Lino Lacedelli con la moglie Elda, il giorno del loro matrimonio all’uscita della chiesa. Ai lati: due foto di matrimoni della stessa famiglia, in epoche diverse: la foto a sinistra risale al 1901, per giungere ad anni recenti, nella foto a destra (foto: archivio Ambra Gaspari)

altri: figli, parenti e amici che condividono questa esperienza. Si tratta quindi di un evento che segna il percorso di vita di più persone e per questo motivo assume un valore determinante in modo diretto o indiretto per ciascuno di noi. Per gli anziani diventa un lavoro sull’identità attraverso la valorizzazione e la condivisione di un evento particolarmente significativo della loro vita e le famiglie rimettono in circolo quel senso di appartenenza che si percepisce solo in certi momenti della vita, come appunto il matrimonio. Di conseguenza, tornare con il ricordo a questi eventi è benefico per tutti i parenti». La raccolta delle foto ha infatti coinvolto gli ospiti della casa di riposo e del centro diurno e le loro famiglie, impegnate nella

ricerca di foto dei matrimoni di genitori, nonni e parenti. «In questo modo - spiega ancora Laura Conserotti - parenti e amici si attivano nel ricordare il congiunto ospite della Casa di riposo in una situazione che nell’oggi è dimenticata: ci si concentra su qualcosa di piacevole, spostando l’attenzione da un quotidiano che riconduce spesso, inevitabilmente, ad un senso di perdita e di rammarico». La mostra è anche un’occasio-

secolo scorso e quasi tutte di matrimoni celebrati a Cortina. La mostra, che ha potuto contare sul finanziamento della Cassa Rurale e Artigiana di Cortina, sarà aperta dalla fine di aprile ai primi di giugno presso la sala bar della Casa di riposo. Per informazioni e orari si può telefonare allo 0436 2544.


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SPORT

e i giovani atleti a Cortina d’Ampezzo

Grande stagione per gli sport invernali di Giacomo Giorgi Hockey, S.G. Cortina: un magnifico crescendo

È stata una stagione spettacolare per la Sportivi Ghiaccio Cortina che ha concluso il suo campionato in semifinale perdendo la serie contro il Valpellice. All’indomani (18.03.2013) della sconfitta che ha sancito il passaggio alla finalissima della squadra di Torre Pellice, è proprio il presidente della SGC Sandro Moser che desidera ringraziare di cuore tutti coloro che hanno contribuito a questo grande successo. «È vero, quando si esce resta sempre un po’ di amaro in bocca», commenta Moser, e aggiunge «basta guardarsi indietro per capire che impresa sono riusciti a fare i nostri ragazzi: dopo un inizio di campionato mediocre, forse condizionato dalla sconfitta in Supercoppa contro il Bolzano, da un po’ di sfortuna e da qualche infortunio di troppo, il resto è stato tutto un magnifico crescendo, fino ai quarti di finale contro il Renon. È la prima volta che nel campionato italiano, nel primo turno dei play-off, la squadra ottava elimina la prima. Durante quei quarti di finale abbiamo visto una squadra di grande cuore, che ci ha fatti divertire ed emozionare; si sono riavvicinati allo Stadio moltissimi tifosi, vecchi e nuovi, e anche contro il Valpellice abbiamo cercato fino alla fine di ribaltare le previsioni della vigilia, che vedevano i piemontesi senz’altro vincenti. Non ce l’abbiamo fatta, ma usciamo a testa alta consapevoli che questo quarto posto, davanti a Pontebba, Fassa, Milano, Alleghe, Bolzano

sede di 32043 CORTINA d’AMPEZZO (BL) Corso Italia 80 tel. 0436 883800 fax 0436 867654 cracortina@cracortina.it www.cracortina.it

Sopra: un momento della gara 6 tra Cortina e Renon. A destra: Silvano Varettoni durante una prova in Coppa Europa. Nella pagina a fianco: i ragazzi dello Sci Club Cortina di fondo durante una gara della stagione appena conclusa

e Renon, per noi vale molto di più». Il presidente passa poi ai ringraziamenti: «In primo luogo grazie al coach Beddoes e a tutti i giocatori, che si sono spesi fino all’ultimo per emozionarci e farci divertire; grazie a Carlo Geromin, a tutti gli sponsor e agli altri partner, senza i quali sarebbe impossibile continuare le attività; grazie a chi, nei modi più svariati, ci ha aiutati in questi mesi, dall’Amministrazione alla GIS, passando per le decine di aziende locali che, riconoscendo il valore dello sport e l’importanza dell’hockey, sono sempre in prima linea per darci una mano; grazie agli addetti ai lavori, ai volontari e a chi è stato vicino in questi mesi alla squadra, collaborando in ogni modo possibile; e poi un grazie particolare, a nome di tutta la società, lo voglio fare ai tifosi, che hanno seguito la squadra in ogni momento, sia quando perdeva sia quando vinceva. Mi resterà in mente l’immagine di quegli oltre 250 tifosi che, a Collalbo per la gara 7 dei quarti contro il Renon, alla fine della partita hanno esultato per la vittoria che ci ha, e non a torto, dato la possibilità di disputare le semifinali contro il Valpellice».

Sci Alpino - Varettoni: un posto fisso tutt’altro che monotono Chissà cosa direbbe Mario Monti al nostro Silvano Varettoni se sapesse che il forestale di Borca di Cadore ha ottenuto, lo scorso 13 marzo, con la vittoria nel Super-G di Sochi il terzo posto nella classifica generale di Cop-

pa Europa e, di conseguenza, il posto fisso nella prossima stagione di Coppa del Mondo nella stessa disciplina. Ricordiamo la battuta poco felice del Presidente del Consiglio Mario Monti intervenuto al programma televisivo Matrix del 1° febbraio 2012 nel corso del quale, parlando di lavoro, affermava: «I giovani si abituino all’idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. È bello cambiare ed accettare le sfide». Non si può dire che Silvano non abbia affrontato sfide e

cambiamenti in questi anni. Ricordiamo tutti il brutto infortunio avvenuto cinque anni fa sulle nevi di Kvitfjell che lo hanno costretto ad uno stop lungo, pesante e che avrebbe minato la serenità e fiducia di qualunque atleta del circuito. Ma Silvano non l’ha accettato: conscio delle sue capacità non ha mai mollato e, durante la scorsa stagione, ha ottenuto importantissimi risultati in Coppa del Mondo entrando due volte nella top-ten: prima in Val Gardena (lo scorso dicembre 2012, 9°) e poi proprio a Kvitfjell (marzo 2013, 5°). A questo punto, a stagione quasi ultimata, gli obiettivi per la prossima stagione sono molto chiari: Varetta punta a Sochi 2014. Intervistato dal Corriere delle Alpi, in un articolo dello scorso 23 marzo, ha infatti dichiarato: «L’obiettivo dell’inverno 2013-2014 è quello di qualificarmi per i Giochi, farò di tutto per esserci. Fondamentale sarà non avere intoppi di carattere fisico». A questo punto non ci rimane che aggiungere: FORZA VARETTA!

Sci di Fondo: a Forni di Sopra per i Campionati Italiani lo Sci Club Cortina dice la sua Si sono svolti lo scorso 8, 9 e 10 marzo 2013, a Forni di Sopra (Udine), i Campionati Italiani per la categoria Allievi di Sci


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Nordico. Nella prima giornata di gare è andata in scena la Gimkana in tecnica libera e, complici anche le difficoltà date dalla pista, gli atleti sono stati costantemente impegnati dal punto di vista fisico e mentale. Per lo Sci Club Cortina è arrivato l’ottimo terzo posto, e medaglia di bronzo, per Anna Comarella; scorrendo ulteriormente l’ordine di arrivo troviamo Veronica Gandini, ventiquattresima alla fine ma quinta atleta veneta a tagliare il traguardo, e Greta Alverà, quarantottesima. Davide Mancin Majoni ha terminato la sua prova al quinto posto, staccato di solo pochi secondi dal podio. Nella giornata di sabato si è svolta la gara individuale in tecnica classica: le atlete hanno dovuto completare due giri da 2,5km, a detta di tutti molto impegnativi e selettivi, mentre gli atleti hanno completato due giri da 3,75km. Per lo sci club Cortina ottima prima piazza con notevole distacco per Anna Comarella, desiderosa

di riscattarsi di tutte le sfortune dello scorso anno, quarantaduesima posizione per Veronica Gandini, decisamente non a proprio agio in questa tecnica prediligendo di gran lunga il passo di pattinaggio, sessantatreesima Greta Alverà, molto più portata per piste veloci e dinamiche e dove le sue lunghe leve le permettono di esprimersi al meglio. Nel settore maschile il Veneto porta a casa l’intera posta in palio: sul podio finiscono De Martin, Facchin e Campara; il nostro Davide Mancin Majoni

si classifica solo sessantottesimo. Domenica, infine, è andata in scena la staffetta femminile e maschile. La squadra femminile Veneto A, guidata da Anna Comarella, è riuscita a salire sul gradino più alto del podio. Quattordicesimo posto per la squadra Veneto C, dove in terza frazione troviamo Veronica Gandini. Nella categoria Allievi maschile trionfo incontrastato della squadra Veneto A e diciannovesimo posto per la squadra Veneto F: team nel quale Davide Mancin Majoni ha dato un contributo importante segnando un ottimo tempo nella sua frazione. Un’ottima annata quella appena conclusa, al termine della quale il Veneto ha ottenuto importanti risultati soprattutto grazie allo Sci Club Cortina, guidato dagli allenatori Giovanni Cagnati e Alberto Alverà, che hanno saputo mettere i ragazzi nelle condizioni di esprimere il loro potenziale.

Da Cortina Turismo un nuovo strumento informativo per gli associati di Patrizia Serra Nell’era digitale, quando anche i quotidiani si leggono online e la diffusione degli ebook è in aumento, Cortina Turismo va in controtendenza e decide di investire ancora una volta nel cartaceo, questa volta con uno «strumento utile per informare gli associati sulle attività svolte dal Consorzio». Con queste parole il presidente Stefano Illing ha presentato CT Report, il giornalino in questi giorni diffuso presso tutti gli associati per far loro sapere in che cosa hanno investito i loro soldi. Spazio ai dati diffusi dalla Regione Veneto sull’andamento del turismo invernale, «con il consueto ritardo col quale la Regione li rende noti», dai quali si evince una lievissima ripresa dei turisti stranieri dopo il «disastroso anno passato» che vide in calo gli arrivi da ogni parte del globo. Oggi, con la maggiore segmentazione dei dati, si può notare un certo interesse da parte dei turisti cecoslovacchi, prima mimetizzati nella nebulosa dei Paesi dell’est, come anche dei francesi e degli inglesi. In crescita leggera ma costante i tedeschi, ma di sicuro i maggiori arrivi degli stranieri non riescono a compensare il calo degli italiani. A parte i Russi che amano Cortina in inverno, tutti gli altri la preferiscono in estate e i dati estivi del 2012 hanno evidenziato la prevalenza dei mesi caldi su quelli invernali. Visto che la tendenza mondiale del turismo è quella di fare vacanze sempre più brevi, le presenze turistiche sono

destinate a ulteriori diminuzioni, concentrate nell’arco di weekend più o meno lunghi e «per questo motivo bisogna puntare ad aumentare gli arrivi». In questo secondo Illing dovrebbe aiutare il sito dolomiti.org, dove il turista può scegliere il “club di prodotto” che più si avvicina al suo stile di vita, per esempio Bike o Hiking o Family e così via. Una volta selezionato l’argomento, l’utente può vedere gli alberghi che offrono servizi nel settore prescelto e prenotare direttamente l’albergo, scegliendo tra quelli associati a CT, dato che gli altri non sono presenti. Potenziata anche la presenza sui social network, soprattutto Facebook, «in una modalità più rischiosa rispetto al vecchio sito perché in continua interazione con gli utenti che possono fare tutte le osservazioni che vogliono». Il Consorzio comunica poi che finalmente con il sito dolomiti.org, Cortina è alla portata di tutti e di tutte le tasche e si smitizza l’idea di una Cortina troppo cara, con buona pace di quanti sostengono che invece bisognerebbe elevare i servizi e anche i costi di tali servizi per rendere Cortina una località esclusiva. Il bilancio positivo del lavoro svolto da CT si evince poi, secondo Illing, dai numeri dei dipendenti: erano tre nel 2006 e adesso sono 11 più due collaborazioni esterne, oltre ai 12 componenti del consiglio direttivo. Come anche dal numero di comunicati stampa, ben

379 nell’anno appena trascorso. Sulle riviste la presenza di Cortina è poi legata non all’acquisto di pagine pubblicitarie, ma su un più economico partnerariato che lega il nome di Cortina alla collaborazione con alcune testate. Salvo poi alcuni outsider come la rivista tedesca Bike che ha fatto un servizio di 11 pagine sull’ultra-trail a Cortina di propria iniziativa e senza chiedere il supporto del Consorzio. Un’altra via per promuovere il marchio Cortina è il co-marketing con aziende sportive come North Face. La presenza all’estero è affidata agli uffici stampa in Germania e Inghilterra, oltre che da quello italiano di Omnia Relations. L’obiettivo è portare qui tour operator e giornalisti, interlocutori privilegiati di CT per far conoscere Cortina.

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Lettere, opinioni e commenti Note relative aLL’ intervista A Gherardo Manaigo su “Cortina Vacanze Oggi” Cortina dobbiamo rappresentarla uniti. È in questo senso che ci stiamo muovendo, ed è per questo che il prossimo aprile a Los Angeles, ho voluto che ci fosse un solo desk e che la documentazione fosse unitaria: nessuna differenza tra consorziati e non. Dobbiamo unire le forze, sennò è inutile fare promozione turistica. L’iniziativa a Los Angeles è stata coordinata da Cortina Turismo e da subito sono stati coinvolti anche gli alberghi non associati per presentare l’offerta complessiva di Cortina. Quindi la decisione di un catalogo unico è stata una scelta congiunta e condivisa. Infatti una nota stampa inviata da CT alle testate giornalistiche il 09/01/2013 riporta: “Importante sarà, soprattutto, la presenza contemporanea di hotel soci e non di CT. Un chiaro segnale di come «l’obiettivo di far parte tutti del Consorzio, voglia essere raggiunto anche con questo primo passo», hanno affermato il presidente di Cortina Turismo Stefano Illing e Gherardo Manaigo, presidente dell’Associazione Albergatori.” Stiamo ancora aspettando da Stefano Illing la bozza del nuovo Statuto che dia la possibilità ai presidenti delle associazioni di categoria di sedere nel consiglio direttivo e che dia allo stesso tempo spazio anche a coloro che, ad esempio, non fanno parte delle associazioni di categoria ma che devono potersi fare sentire. E fare diventare veramente Cortina Turismo la regia della promozione turistica. La richiesta dell’Associazione Albergatori era quella che vi fosse una trasformazione societaria da consorzio a società consortile a responsabilità limitata. Il tema è stato oggetto di 45 incontri tenutisi tra il dicembre 2007 e l’agosto 2010 tra i consiglieri di CT e della AA, incontri che hanno portato ad una bozza di statuto approvata dal consiglio di amministrazione di Cortina Turismo nel luglio del 2010. L’Associazione Albergatori si era assunta l’onere di sottoporre il documento ad un notaio di propria fiducia, per la necessaria verifica giuridica. L’Associazione ha inviato la bozza di statuto al Notaio Degan ma non ha mai diffuso il parere raccol-

to. Il Presidente di CT, non avendo ricevuto risposta in merito all’argomento, nel corso dell’incontro pubblico organizzato da Voci di Cortina (dicembre 2012), si rendeva disponibile ad espletare questo passaggio assolutamente necessario. Ricevuta l’approvazione del Consiglio di CT per la spesa, ha quindi di nuovo trasmesso la bozza di statuto allo stesso Notaio Degan richiedendo il suo parere giuridico. Il Notaio Degan si è reso disponibile ad un incontro a Cortina in data 21/3/2013, in concomitanza di altri impegni in loc; a tale incontro è stato invitato il Presidente dell’AA Gherardo Manaigo, il suo vice o altri loro delegati, che purtroppo non si sono presentati. Siamo in attesa ora di un parere scritto da parte del Notaio Degan. La bozza di statuto concordata non prevede anche l’inclusione di tutti i presidenti delle associazioni nel consiglio di CT. Una regia in cui però il presidente non dovrebbe essere così operativo. La gestione secondo me dovrebbe passare di più attraverso il direttore della struttura, oggi Cinzia Confortola. Il Presidente di CT svolge il ruolo di legale rappresentante e non ha responsabilità sulle modalità di realizzazione del piano operativo che sono delegate al Direttore. Il Direttore ha piena autonomia nell’attuazione del piano operativo, piano che è stato approvato dal CdA e dall’Assemblea, e nella gestione delle attività. Rimane affidato al Presidente il rapporto con gli enti istituzionali con cui CT collabora, e la supervisione finanziaria, essendo affidata a lui la delega di firma per le spese del Consorzio. Si potrebbero individuare tre scaglioni di contribuzione da 500 a 2000 euro. Il sistema delle quote associative è stato studiato tenendo in considerazione la tipologia di attività, le dimensioni dell’azienda e l’ubicazione rispetto al centro di Cortina. Per gli albergatori è stato utilizzato inizialmente lo schema elaborato ed in uso dalla Associazione Albergatori. Attualmente i soci pagano da un minimo di 120 euro a un massimo di 6.600 euro. Pensate che nel motore di prenotazione del sito del Consorzio mancano le camere degli alberghi. Anche la promo-commercializzazione in fiera è molto difficile perché manca la totalità di Cortina come alberghi e poi vi è una sorta di imperizia dei responsabili perché, dopo quattro anni di lavoro, i risultati non si vedono ancora. Il sistema di prenotazione include tutti gli alberghi soci di Cortina Turismo e le camere sono presenti in funzione della disponibilità che gli alberghi offrono. Gli altri alberghi possono essere presenti nel momento in cui si associano a CT. Dopo 4 anni di lavoro di Cortina Turismo, i dati statistici confermano forti segnali di crescita grazie alla capacità di aver attuato una politica di diversificazione ed internazionalizzazione dei mercati. L’azione di promozione nei mercati stranieri ha consentito di diversificare i mercati, garantendo arrivi in crescita pur in una situazione economica italiana e mondiale difficile, aggravatasi nell’ultimo anno. Per questo la presidenza dovrebbe verificare

meglio i collaboratori: scegliere solo persone che nel campo abbiano venti, trent’anni di esperienza. Non dei ragazzini che devono crescere professionalmente, per carità: il ragazzino lo si affianca all’esperto. Perché un altro dei veri problemi di Cortina è la professionalità delle lingue: non c’è gente che abbia le caratteristiche per lavorare. I tour operator premiano queste capacità. In merito agli anni di esperienza del personale di CT, rileviamo che le responsabili dell’area mercati hanno tutte più di 20 anni di esperienza e provengono o dal mondo del turismo o da precedenti esperienze lavorative in contesti internazionali. Il resto del personale è laureato in comunicazione, o in economia e gestione dei servizi turistici, progettazione e gestione del turismo. Tutto il personale di Cortina Turismo è formato e competente nel ruolo in cui è inserito. Sul fronte delle competenze linguistiche, nel nostro ufficio mercati abbiamo una collaboratrice di madrelingua inglese e norvegese che parla anche tedesco e danese (e spesso gli albergatori si sono lamentati quando ricevevano comunicazioni dal nostro ufficio in lingua inglese), una persona di madrelingua italiana e tedesca che parla anche francese, una persona laureata in lingue che parla tedesco e inglese, altre due collaboratrici di cui una laureata in lingua russa e una laureata in giapponese; entrambe parlano ovviamente anche inglese. Per un totale di 13 lingue straniere perfettamente padroneggiate per 5 persone. Molti dei tour operators sono tornati a lavorare a Cortina dopo anni, grazie alla attività di CT. Noi per esempio collaboriamo con l’Università Ca’ Foscari e il suo master in turismo. Cortina Turismo collabora attualmente, avendo siglato formali convenzioni con i seguenti Istituti universitari: Politecnico di Milano, Alma Mater Studiorum di Bologna, IULM di Milano, Università degli Studi di Trieste, TSM Trentino School of Management di Trento, L.UN.A. Libera Università delle Arti Polimoda di Firenze, Libera Università di Bolzano. Attraverso queste collaborazioni Cortina Turismo ha ospitato ed ospita stagisti che lavorano per un periodo formativo. Viene da chiedersi perché si investono 209.000 euro nel sito attuale. Un sito realizzato da una ditta di Verona che è la stessa che ha realizzato il nostro per soli 12.000 euro. ll resto dei soldi dove vanno? Per il sito sono stati previsti a budget 204.000 euro di cui: 40.000 per la realizzazione della versione mobile del sito e per lo sviluppo di un app 12.000 per costi di traduzione 48.000 per costi di hosting, canone annuo e licenze software 96.000 per attività di webmarketing, implementazioni del sistema di booking, sviluppo di un sistema di e.commerce per altre categorie commerciali non ricettive 8.000 costi amministrativi e formazione del personale.


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numero 107 | aprile 2013

Con quale criterio poi si è deciso di andare alla fiera del Brasile mettendo a budget 5.000 euro quando il solo stand ne costa 15.000? In Brasile siamo stati a giugno del 2012 e abbiamo speso un totale di euro 2.676 perché abbiamo partecipato al workshop organizzato dall’ENIT con TO, agenzie di viaggio e operatori del settore. Non abbiamo acquistato stand in quanto riteniamo che la partecipazione alle fiere, se non accompagnata da un’attività di relazione e contatto con gli addetti ai lavori, sia poco efficace. Oppure lo stand di Cortina Turismo in Val di Fiemme, all’arrivo della gara di fondo, dove la collaboratrice è una ragazza di Fiemme. Se è questa la promozione, forse è meglio lasciarla fare a chi la fa da anni. La Regione Veneto ha patrocinato l’iniziativa e ha chiesto a Cortina, attraverso il Comitato Cortina 2019, di occuparsi delle attività di rappresentanza. Lo stand promozionale, concesso a titolo gratuito, è stato seguito da una hostess che non era di Fiemme bensì residente a S. Vito e figlia di genitori ampezzani (la mamma è Lacedelli). Lo stesso presidente della FIS si è complimentato per la gestione dello stand. Quanto alla competenza di chi lo fa da anni rimandiamo ai grafici degli arrivi dal 1998. Oggi siamo molto preoccupati per il futuro della Coppa d’Oro delle Dolomiti. Ho chiesto personalmente all’Assessore Marco Ghedina e a Stefano Illing di organizzare un incontro con Alessandro Casali: ad oggi, niente. L’Assessore al Turismo e il Presidente di Cortina Turismo, congiuntamente con il Presidente dell’Associazione Albergatori hanno incontrato il dott. Casali il 14.03.2013. Precedenti incontri erano stati fatti il 7 dicembre 2012 in Comune e il 29 gennaio 2013 a CT. La direzione e gli uffici di Cortina Turismo dialogano e collaborano, quasi quotidianamente, con gli organizzatori della Coppa d’Oro delle Dolomiti. Stefano Illing presidente Cortina Turismo

chiuso in redazione il 1 marzo 2013

CENTRO MONTESSORI: UN INVESTIMENTO PER I PROPRI FIGLI Spett.le Redazione, siamo un gruppo di mamme di bambini che frequentano il Centro Infanzia e la Scuola Montessori di Cortina D’Ampezzo. Abbiamo deciso di scriverVi per esprimere il nostro dispiacere nel constatare che troppo spesso vengono espressi giudizi impropri sul Centro, pur non avendone avuta alcuna conoscenza diretta. Come si può giudicare senza conoscere? Una Scuola come quella di Zuel - spesso a priori additata come elitaria - è invece incentrata realmente sulla persona, capace di nutrire le molteplici intelligenze dei bambini e coltivare le vocazioni di ciascuno, nel massimo rispetto dell’individuo. Dal 1997 il Centro Infanzia Montessori di Cortina offre un percorso di crescita in cui il bambino è protagonista della propria educazione, valorizzando l’autonomia e il rispetto degli altri, in un sistema in cui l’adulto lo incoraggia a pensare in maniera creativa e costruttiva. Ci troviamo in un momento storico, economico e sociale molto particolare, ed è più che evidente che, crescendo, i bambini avranno bisogno di grande creatività, senso di responsabilità ed intelligenza emotiva. Investire sui propri figli è quanto di più bello si possa fare per loro. Ciò che ci preme evidenziare è come noi ogni giorno apprezziamo la serenità e la felicità di imparare dei nostri figli, la loro voglia di conoscere e di sapere, alimentata da persone qualificate e materiali stimolanti. Le regole all’interno di una scuola Montessori sono molte, non si creda il contrario. È veramente un peccato sentire spesso dire “in quella scuola i bambini crescono potendo fare quello che vogliono”. Che delusione. Ci domandiamo se le persone che hanno espresso questa opinione siano mai state realmente in osservazione ad esempio all’asilo nido, o alla Casa dei Bambini (ovvero all’asilo dei bambini dai 3 ai 6 anni), oppure alla scuola elementare. Si renderebbero conto del grande lavoro che viene svolto quotidianamente da questi bambini, della grande energia che si respira in ogni attività che viene da loro intrapresa e vedrebbero

per contattare la redazione • potete scrivere a: • inviare un’email a: VOCI DI CORTINA info@vocidicortina.it loc. CHIAVE, 116 • oppure chiamare il: 349 4912556 32043 CORTINA d’AMPEZZO (BL)

Direttore Responsabile Direttore Editoriale Proprietà Stampa Comitato di redazione

Marina Menardi Edoardo Pompanin Associazione Comitato Civico Cortina - Chiave 116, Cortina d’Ampezzo (BL) Tipografia Print House snc. - Pian da Lago 72, Cortina d’Ampezzo (BL) Alice Gaspari, Edoardo Pompanin, Roberto Pappacena, Morena Arnoldo, Patrizia Serra, Giacomo Giorgi, Vittoria Broglio Impaginazione Marina Menardi Progetto grafico Dino Gillarduzzi, dino@dinodesign.it Contatti www.vocidicortina.it - info@vocidicortina.it - cell. 349 4912556 Chiave 116, Cortina d’Ampezzo (BL) Testi di esclusiva proprietà - stampato su carta riciclata

coi propri occhi il grande ordine, la pacatezza, la concentrazione ed il silenzio che caratterizzano le mattine di questi bambini. Questo è quello che abbiamo scelto per i nostri figli. Riteniamo che la presenza di una Scuola Montessori sul nostro Territorio non possa che essere un valore aggiunto di cui andare fieri. Probabilmente non tutti sanno che attualmente il Metodo Montessori è applicato in più di 20.000 scuole in tutto il mondo e ogni anno il centro Montessori di Cortina è visitato da numerosi osservatori italiani e stranieri. Cogliamo l’occasione per informare che chiunque fosse interessato ad approfondire la propria opinione riguardo il Centro può fissare un appuntamento ( contattando il seguente indirizzo mail: ass.facciamounnido@virgilio.it o il seguente numero telefonico 0436 861776 ) per venire in osservazione, soprattutto mentre i bambini sono “al lavoro”. Ringraziamo chi con tanta professionalità, passione e dedizione ha saputo e sa dare ai nostri figli un’occasione unica e irripetibile per poter essere delle persone migliori. Cordialmente, Carlotta Gillarduzzi, Chiara Saldarini Giovanna Cancian, Manuela Antonelli

Utilità colonnine e completamento condotte metano Sul numero 104 di ”Voci di Cortina” del gennaio u.s. è apparsa la mia nota sulla presunta inefficienza ed inutilità delle colonnine che la amministrazione comunale di Cortina ha con solerte intervento provveduto ad installare – tra l’altro – sulla Via Cantore (Alverà). Noto con disappunto che nessuna risposta chiarificatrice è pervenuta dalla sullodata amministrazione e, soprattutto, nessuna assicurazione circa la probabilmente inutile spesa sostenuta dal comune. Confido ancora nella sensibilità della stessa amministrazione e, quindi, attendo di conoscere esattamente quale efficacia dissuasiva avrebbero le colonnine soprattutto alla luce delle richiamate recenti decisioni della magistratura e se la stessa amministrazione intenda provvedere in modo serio ed efficace ad imporre il rispetto dei limiti di velocità sulla strade cortinesi. Sono stato peraltro lo scorso febbraio a Cortina ed ho constatato di persona che, purtroppo, non vi è stato nessun miglioramento per quanto attiene quel rispetto sul tratto di strada incriminato. Colgo l’occasione, inoltre, per formulare tramite “Voci di Cortina” una ulteriore domanda per conoscere la attuale situazione in relazione al completamento della condotta adduttiva del gas metano alla intera frazione di Alverà. Mi risulta che attualmente la condotta sarebbe stata realizzata sino all’altezza della ex pensione “Il Focolare”. Da una personale indagine ho ricavato la sensazione che la grande maggioranza dei residenti in Alverà sarebbe favorevole a tale completamento che avrebbe un notevole impatto positivo anche sulla qualità dell’aria respirata, attualmente inquinata dalle emissioni dei bruciatori per il riscaldamento. Grato della consueta attenzione porgo cordiali saluti. Avv. Bruno de’ Costanzo


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Le >brevi< del mese 27

feb Il vice sindaco Enrico Pompanin rassicura i cittadini sulla vicenda che vede la società incaricata della raccolta dei rifiuti sotto minaccia di sfratto dall’autorimessa dove parcheggia i propri mezzi. La minaccia è rientrata con l’accordo di pagamento fissato a marzo.«I problemi della Aimeri», spiega Pompanin, «nascono fuori da Cortina e sono collegati con i molti crediti che la ditta vanta presso varie pubbliche Amministrazioni e che non riesce a riscuotere».

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feb «I dati confermano il momento di difficoltà del mercato italiano». La riflessione è dell’assessore al Turismo e allo Sport, Marco Ghedina, che sottolinea «una flessione dell’uno per cento negli arrivi dei nostri compatrioti rispetto al 2011. Arrivi e presenze totali, se paragonati al 2010, presentano un lieve calo negli arrivi ed uno più marcato nelle presenze alberghiere. Ma i dati di dicembre 2012 sono positivi». -In crescita gli arrivi e le presenze turistiche di dicembre 2012. Lo dicono i dati regionali elaborati dall’Associazione albergatori dai quali si ricava che negli alberghi le presenze rispetto al 2011 segnano un più 3,40% e gli arrivi un più 5,84%. In calo gli italiani, ma in aumento gli stranieri.

01

mar L’Amministrazione è al lavoro per realizzare quello che sarà il percorso Olimpico, progetto che prevede un trenino da strada, per portare i turisti attraverso quelli che furono i luoghi simbolo delle Olimpiadi del 1956. Nel bilancio triennale delle opere pubbliche sono già stati inseriti oltre 600 mila euro per la realizzazione del primo stralcio dei lavori.

02

mar 310 chili di rifiuti speciali raccolti in cambio di figurine. Alle Elementari Duca d’Aosta, l’Amministrazione in collaborazione con la ditta di Teodoro Sartori, che gestisce il controllo e l’informazione sulla differenziata, ha raccolto i rifiuti speciali portati dai bambini, che in cambio hanno avuto delle figurine per completare il loro album sui rifiuti.

03

mar La Sportivi Ghiaccio potrà usufruire dello stadio olimpico fino al 14 aprile, grazie al parere favorevole della Giunta. «Il calendario dei tornei di quest’anno è fittissimo», spiega l’assessore allo Sport Marco Ghedina, «abbiamo ritenuto giusto dare ai giovani atleti un terreno dove allenarsi». Il costo dell’operazione dovrebbe aggirarsi tra i 12 e i 15mila euro per otto giorni.

05

mar A Rumerlo, si è disputata la quarta edizione del trofeo Marina Minnaja, una

gara di slalom gigante organizzata a scopo benefico dal Red Team Cortina. Diffondere la cultura delle donazioni e promuovere la salute con lo sport è lo slogan con il quale è stato promosso l’evento, che ha avuto una buona partecipazione.

06

mar 275 componenti del Rotarct (associazione promossa dal Rotary International, dedicata a giovani) si sono riuniti a Cortina dove sono stati approfonditi temi legati agli obiettivi del Rotarct, come sviluppare le capacità professionali, promuovere il rispetto dei diritti altrui e dei principi etici di ogni professione.

08

mar Passo avanti per il parcheggio multipiano all’ex piazza del Mercato: si è riunita la conferenza di servizi istruttoria che ha dato parere positivo al progetto preliminare, redatto dall’architetto Paolo Marpillero. L’iter burocratico tuttavia sarà ancora lungo.

09

mar La Giunta investe per l’anno scolastico in corso 15 mila euro per il progetto “Arte e design in laboratorio”. «Crediamo che il sostegno agli istituti scolastici», spiega l’assessore alla Cultura, Giovanna Martinolli, «sia importante per investire sul futuro della nostra comunità».

10

mar La Regione Veneto sceglie il palco del festival Cortinametraggio per assegnare un riconoscimento al cinema veneto in generale ed in particolare ad una realtà che da diversi anni promuove questo tipo di pellicole a livello internazionale: il “Veneto film festival”.

12

mar Al via la quarta edizione di “Cortinametraggio”, il festival di corti, proiezioni e lezioni di cinema. Maddalena Mayneri, presidente dell’Associazione Cortinametraggio, nonché ideatrice, spiega che si tratta di «una manifestazione dedicata a tutti, con proiezioni e dibattiti a titolo gratuito e uno stile di comunicazione orientato a promuovere anche il marketing territoriale».

13

mar Dal consiglio regionale arriva la notizia che dal primo aprile la società di gestione del Codivilla-Putti sarà sciolta e la gestione tornerà ad essere pubblica (vedi approfondimento all’interno)

16

mar Cinquecento euro per il Comune terremotato di Sant’Agostino (in provincia di Ferrara). La Giunta ha sottoscritto all’unanimità la richiesta di aiuto arrivata da uno dei paesi simbolo del sisma che la scorsa primavera colpì l’Emilia Romagna. L’obiettivo è ricostruire il municipio.

F cus

a cura di Morena Arnoldo

18

mar Il Corpo dei Vigili del fuoco riceverà la cittadinanza onoraria di Cortina. Dubbioso, ma non contrario, il consigliere di minoranza Gianpietro Ghedina, che ha commentato: «Ben vengano i Vigili del fuoco, ma va considerato che ci sono anche altri Corpi, come il Soccorso Alpino, gli Alpini, o alle altre forze di polizia o associazioni inerenti la Protezione Civile che operano sul territorio». - Come accade ormai da diversi anni, tornano i bambini di “Magica Cleme” per trascorrere un weekend sulla neve. I piccoli ospiti della Fondazione che si occupa di far divertire i bambini gravemente malati.

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mar Simone Cesco Cancian e Luca Alverà del liceo artistico di Cortina hanno partecipato al concorso “Specie legnose & design” e si sono classificati al quinto posto. L’iniziativa era promossa da Piemmeti SpA, Promozione manifestazioni tecniche, in collaborazione con docenti dell’area di Tecnologia dell’architettura dell’Università Iuav di Venezia, il dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova e Tecnologos, rivista on line di Tecnologia dell’architettura.

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mar Le previsioni per la Pasqua di quest’anno, negli alberghi del Veneto, sono state tutt’altro che esaltanti. «Quest’anno in montagna è nevicato parecchio e questo ha consentito di avere una stagione più lunga rispetto all’anno scorso – dichiara Gildo Trevisan, presidente della Federalberghi Belluno Dolomiti – Purtroppo però, le prenotazioni sono ‘fiacche’». «Abbiamo la massima copertura degli impianti – conferma il presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina Gherardo Manaigo - il che consente di avere una buona occupazione delle stanze. In quanto a prenotazioni, siamo in linea con quelle degli anni passati».

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mar Il Comitato Civico ha iniziato una campagna di volantinaggio per informare i cittadini che dal Comune sulla piscina non ci sono ancora risposte.«Sono trascorsi un anno e due mesi», dicono dal Comitato, «e siamo al punto di partenza: piscina chiusa e nessun progetto di ristrutturazione». Il sindaco Franceschi risponde: «La vecchia piscina è un colabrodo», spiega, «è un edificio fatiscente che non può, ripeto, non può più ospitare un impianto sportivo».

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mar «Vogliamo la piscina: è solo questione di volontà». Così il gruppo di “Per la nostra Cortina” interviene sul tema della piscina comunale chiusa da oltre un anno, perché inagibile, visto il cedimento di parte del tetto. «Ormai la distanza tra l’amministrazione comunale di Cortina ed i suoi cittadini è incolmabile», dicono dall’opposizione, «va dato spazio alla volontà popolare secondo i principî della democrazia».

In mostra i 500 anni deLLA FAMIGLIA Ghedina

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17-mar Inaugurata la mostra dedicata ai Ghedina e ai 500 anni dalla nascita dello stemma di famiglia. «Un momento storico e culturale importante», ha sottolineato Elsa Zardini, presidente dell’Ulda, «per tutta la nostra comunità. La mostra illustra i 500 anni dei Ghedina, ma anche i 500 anni di storia di Cortina. Ora cercheremo di iniziare a studiare anche altri casati storici e di ripercorrere anche la loro storia». Al Comun Vecio sono in mostra le realizzazioni di 27 Ghedina che si sono distinti nell’impegno sociale e politico, in varie arti e nello sport, e che hanno onorato il loro cognome in Italia e all’estero. La mostra è stata affidata a Paolo Ghedina, che ha allestito il tutto con l’aiuto di Cinzia, Fabio, Michela e Alberto Ghedina.

Voci di Cortina - Aprile 2013  

Anno X numero 107 aprile 2013