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anno X | numero 111 | agosto 2013 Poste Italiane spa spedizione in A.P. -70%- D.C.B. BL

€ 1,80

direttore responsabile: Marina Menardi proprietà: Associazione Comitato Civico Cortina autorizzazione: Tribunale di Belluno nr. 3/2004 stampa: tipografia Print House snc

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opere pubbliche Approvato il bando per il parcheggio in Largo Poste

CONOSCERE IL LIMITE L’ingegnere responsabile del servizio comunale dell’Edilizia privata dimissionario è una “non” notizia. Da tempo è più facile elencare chi resta al suo posto, piuttosto che il personale fuori gioco. Ormai non interessa nemmeno trovare il capro espiatorio: siamo arrivati al gregge, visto quanti sono gli avvicendamenti negli uffici comunali da quando Andrea Franceschi è a capo del personale del Comune. Tuttavia, per quanto possa risultare strano, sappiamo che ancora oggi la maggior parte della popolazione vede nel Sindaco e nel suo entourage una sorta di gruppo votato al martirio per il bene del paese. Un drappello che lotta contro forze oscure più o meno note (il libro del Sindaco doveva rivelare tutto, ma purtroppo non ha aggiunto niente alla cronaca più superficiale). Si rivotasse oggi stesso, probabilmente vincerebbe ancora Andrea Franceschi (e non solo per la formidabile propaganda spesata con i soldi pubblici). Per questo motivo è doveroso che l’Amministrazione non si dimetta e continui nella sua azione politica: un’azione, pare, di rigenerazione, che, se va avanti così, ci porterà all’anno zero. A quel punto avremo perso manifestazioni, sponsor, impianti pubblici. I valori immobiliari di Cortina, oggi il 14% più bassi di quelli di Madonna di Campiglio (dati del Sole 24 ore), saranno calati del 50%. Gli uffici comunali saranno privi di responsabili. Ci faremo una ragione persino di vedere bucare con le ruspe il centro del paese senza la certezza di sapere a cosa si andrà incontro. Allora avremo conosciuto il limite, e, se saremo pronti a ripartire, forse anche il tempo che stiamo attraversando non sarà stato del tutto negativo.

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turismo Positivi i dati della stagione invernale

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oiuto mare! Ancora lavori al ponte del Ru dei Cavai

NUOVA PISTA AL COL DRUSCIÈ

APERTURA PER GLI INTERRATI

Comitato Civico Cortina

IN ESCLUSIVA L'EDIZIONE INTEGRALE DELLA LETTERA CHE SPIEGA IL LIBRO DEL SINDACO All'interno, la recensione del libro di Andrea Franceschi, "Un sindaco in esilio", che tanto ha fatto discutere in questi giorni


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MONDIALI DI SCI: VALLE CERCA DI RECUPERARE IL TEMPO PERDUTO Due serate a contatto con i cittadini per spiegare l’ iter della candidatura ai Mondiali per il 2019. Illustrati i progetti delle piste, la strada, e le altre azioni da realizzare di Marina Menardi

Continuano gli incontri con la cittadinanza voluti dal Comitato Cortina 2019, con l’intento di coinvolgere la comunità nella candidatura ai Mondiali di sci alpino del 2019. Giovedì 25 luglio in Sala cultura Don Pietro Alverà erano presenti, oltre al presidente Enrico Valle e ai numerosi membri dello staff del Comitato, anche il vicesindaco Enrico Pompanin e il vice presidente della Fisi, Alberto Piccin. Piccin ha ribadito il grande interesse della Federazione per portare i Mondiali in Italia. «Cortina è la storia dello sci italiano, per noi è la stazione leader. Il presidente Roda, con la sua grande capacità di concertazione, sta tessendo una tela fondamentale per portare qui i Mondiali. Ho visto i progetti e ho visto che state lavorando come non prima - ha continuato - . Spero che la manifestazione sia organizzata nella salvaguardia dell’ambiente. La grande musica non basta. Abbiamo lo spartito, ora ci vuole l’esecuzione». Enrico Valle ha annunciato che la Fisi, a conferma del forte interesse per portare i Mondiali a Cortina, metterà sulle divise degli atleti che gareggeranno durante la prossima stagione invernale, il logo di Cortina 2019. Valle ha poi insistito sui lavori che si dovranno fare al più presto sulla pista della Coppa del Mondo, lavori «che ci vengono richiesti da sei anni, e che ora dobbiamo fare per dare un esempio in vista della candidatura». Si tratta di un nuovo profilo per il salto al Duca d’Aosta, con un tunnel che funga da sottopasso alla pista verso l’imbocco della Tofanina, e della sistemazione del traguardo, a Rumerlo, come ha spiegato poi più nel dettaglio Adolfo Menardi: «Questi interventi saranno un biglietto da visita per la candidatura ai Mondiali». Menardi ha poi voluto porre chiarimenti sulla nuova pista prevista per lo slalom speciale “Tony Sailer”, sul Col Drusciè, viste le numerose perplessità che questo progetto provoca ancora. «Nella prima candidatura (Mondiali 2013, ndr) avevamo proposto la pista A del Col Drusciè per lo speciale, ma anche in quel caso sarebbero stati necessari numerosi lavori di sistemazione; inoltre i due traguardi sarebbero risultati distanti tra loro» ha spiegato Menardi. «La Fis ci

chiese di trovare un’altra soluzione, che noi abbiamo individuato nella pista Sailer. Per toglierci gli ultimi dubbi, l’abbiamo ripercorsa un mese fa con alcuni tecnici della Fis, i quali ci hanno confermato che la pista va bene». Sulla questione dell’esposizione al sole della pista e della sua successiva fruibilità, Menardi è ottimista: «La pista rimarrà fruibile e subirà l’effetto Schuss dopo la Coppa del Mondo, quando tutti vogliono percorrerlo». OPERE TEMPORANEE NELLA ZONA DI RUMERLO E STRADA DA GILARDON Nicola Menardi ha mostrato la nuova sistemazione dell’area dei traguardi, che saranno due: uno all'arrivo della discesa libera e dello slalom gigante, e uno all'arrivo della nuova pista per lo slalom speciale "Tony Sailer" (vedi immagini). Ancora più interessanti per il pubblico i progetti di viabilità per raggiungere la zona, evi-

tando l’abitato di Gilardon, e gli studi sul flusso di traffico, in caso di disputa dei Mondiali. Secondo lo studio di fattibilità commissionato dal Comitato, all’incrocio con Gilardon c’è l’ipotesi di costruire una rotatoria. Sono previsti, poi, alcuni punti in cui la carreggiata tra Gilardon e Piè Tofana verrà allargata per permettere alle navette di trasporto degli spettatori di passare incrociandosi, e un passante a sinistra di quello attuale che attraversa l’abitato di Gilardon, sui prati. Interessante lo studio sui flussi di traffico commissionato alla Nussli, azienda esperta in organizzazione di grandi eventi. «Lo studio si riferisce alla fase Bump-in, cioè la fase che precede le gare di tre ore, quella che deve portare gli spettatori in zona gare» ha spiegato Menardi. Lo studio ha previsto un flusso massimo di 15.000 spettatori, e uno realistico di 10.000, oltre agli atleti e allo staff già presente in zona gare di 2.300 persone. Il tempo di accessibilità è, come già detto, di tre ore. Per i dettagli, rinviamo alla tabella a pagina 4.


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Le aree di Gilardon interessate dai Mondiali 2019, in caso di assegnazione: sopra, i prati sui quali, secondo lo studio di fattibilità commissionato dal Comitato promotore, dovrebbe essere costruito il passante per evitare l'abitato di Gilardon; sotto: l'incrocio con la strada regionale per Gilardon, dove dovrebbe essere costruita una rotatoria

I SITI DEI MONDIALI La maggior parte delle strutture previste per i Mondiali sarà mobile, cioè verra tolta una volta finito l’evento. - Stadio Olimpico: cerimonia d’apertura - Tennis Sopiazes: centro volontari - Alexander Girardi: uffici gare e accrediti - Largo Poste: cerimonia medaglie - Tennis Apollonio: centro media Enrico Valle, prima di lasciare la parola al pubblico presente, ha ribadito che l’investimento più importante è quello della strada, che è anche «il cavallo di battaglia negativo per noi, che la località concorrente Aare può continua a pagina 4


4 continua da pagina 3

giocare contro di noi. Aare è pronta, basta che si sieda e giri la chiave e la macchina parte, e userà questo contro di noi». GLI INTERVENTI DEL PUBBLICO Una domanda è stata fatta ad Enrico Pompanin sulla strada di accesso a Cortina, la cosiddetta “mini tangenziale” prevista negli Accordi di Programma. «È un progetto che non potrà finanziare il Comune. Il Comune si accolla le spese di progettazione, ma per la realizzazione sono necessari altri fondi. Vediamo cosa succede con gli Accordi di Programma» ha spiegato il vicesindaco. Sulla questione degli Accordi con la Regione, Pompanin è stato attaccato da Gabriele Gaspari, già candidato alle comunali del 2007 con Progetto per Cortina. «Si usano i Mondiali per giustificare molte opere previste negli Accordi di Programma, mi chiedo perché si agisca in questo modo». Modo di agire che, tuttavia, Pompanin ha negato. In un altro intervento si è chiesto se, in previsione della nuova strada di Gilardon, siano stati contattati i proprietari dei terreni. «Abbiamo convocato in Comune tramite una lettera raccomandata le oltre 190 persone proprietarie di terreni interessati dalle opere previste per i Mondiali» ha risposto Pompanin, chiarendo che, nel caso qualcuno si opponesse, per quanto riguarda la strada si tratta di un’opera pubblica, si può anche usare l’esproprio, che il Comune tuttavia vuole evitare. Una domanda ha riguardato l’impianto che dovrebbe portare gli atleti alla partenza della Tony Sailer, domanda cui i membri dello staff non hanno saputo rispondere.

In loro aiuto è intervenuto Giambuzzi, amministratore degli impianti Funivie Tofana e Marmolada, che ha spiegato che la Funivia resta così com’è, e che la seggiovia Colfiere-Col Drusciè, che porta appunto alla partenza dell’ipotetica pista di speciale, oggi in condizioni di evidente vetustà, sarà rifatta solo in caso di assegnazione dell’evento iridato, «perché al momento la cassa non lo permette». Enrico Ghezze, presidente degli Impianti a fune di Cortina, conclude la serata con un intervento molto critico nei confronti di come è stata portata avanti la candidatura fino ad ora: «Apprendo che non è stata presa in considerazione l’importanza dell’impianto di ri-

TABELLA STUDIO FLUSSI DI TRAFFICO FASE BUMP-IN: LA FASE CHE PRECEDE LE GARE DI TRE ORE FLUSSO MASSIMO 15.000 persone FLUSSO REALISTICO: 10.000 persone PERSONE GiÀ IN 2.300 persone LOCO (ATLETI, STAFF) PARCHEGGI SCAMBIATORI: LOCALITÀ

CAPACITÀ MAX DURATA FASE BUMB-IN

Nord: Fiames Sud: Socol/Acquabona Ovest: parcheggi impianti già esistenti

3.000 30 minuti 2.500 30 minuti 700 /capacità al 55 minuti 50%) 25 minuti 800 (capacità al 25 minuti 50%)

Est: parcheggi impianti già esistenti

MODALITÀ DI TRASPORTO VERSO AREA GARE (RONZUOS): Navette da 20 posti 4000 persone l’una Seggiovia da Socrepes 3500 persone Altro 2500

salita per la pista Toni Sailer, e che nessuno dello staff ha saputo rispondere alla domanda. Si parla tanto di piste, ma gli impianti non sono stati tenuti in considerazione» ha detto Ghezze. «Quando si organizza un Mondiale - ha poi continuato - si progetta la città nella sua interezza. Si riorganizza il paese con anche qualche cosa che duri nel tempo, non con interventi parziali, che poi verranno smantellati. La visione deve essere molto più avanzata rispetto a quello che avete mostrato voi; una visione per intero della città».


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LE PISTE DEI MONDIALI: SI UTILIZZERANNO I TRACCIATI DI TOFANA CON MINIME SISTEMAZIONI. NASCE LA NUOVA PISTA AL COL DRUSCIÈ, CON UN IMPATTO AMBIENTALE CONTENUTO di Edoardo Pompanin

L’esame dei documenti per la Valutazione di impatto ambientale delle piste per i Mondiali 2019 evidenzia una situazione con poche criticità ambientali. A parte alcune sistemazioni delle piste esistenti, l’unico impatto degno di nota è la nuova pista per lo slalom speciale “Toni Sailer”, sul fianco meridionale del Col Druscié, sulla quale sono state manifestate perplessità in ordine alla sua sostenibilità in termini di innevamento, considerata l’esposizione a sud. Proponiamo i dati rilevanti del progetto complessivo. LE PISTE E LE AZIONI DA REALIZZARE Le attività agonistiche relative ai Mondiali 2019 saranno svolte nel comprensorio di Pié Tofana, utilizzando prevalentemente le piste esistenti denominate: - Stratofana Olimpica - Labirinti - Valón di Pomedes - Canalone di Tofana - Vertigine Bianca Si tratta di piste su cui si lavorerà localmente con azioni circoscritte. Sarà inoltre creata ex novo la pista Toni Sailer. Le azioni da realizzare sono: - l’apertura di un nuovo tracciato di pista (Toni Sailer) lungo il Col Druscié, con uno skiweg (collegamento per permettere l’inserimento del nuovo tracciato nel più ampio scenario sciistico della zona) che implica un cambio d’uso di una superficie a mugheta con larice su roccia in una zona aperta erbacea; - il dissodamento di una superficie pari a 171.857 mq., di cui 86.795 mq. a vegetazione arboreo-arbustiva (mugheta e lariceto) e il restante a ghiaioni rocciosi o a piste esistenti; - i movimenti terra per spianamenti e livellamenti pari a 47.379 mc. di scavo e di 49.458 mc. di riporto (fra scavi e riporti c’è un saldo zero).

Sopra: l'area del Col Drusciè prima della costruzione della pista "Tony Sailer"; sotto: render della stessa area, dopo la costruzione della nuova pista

del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo; - l’area di intervento è esterna alla zona I VINCOLI pertinente alle Dolomiti Unesco e al limitrofo Sito di Importanza Comunitaria La valutazione dei principali vincoli pae- (Sic) IT3230017; è inoltre fuori da Biotopi saggistici dice che: d’interesse comunale e provinciale. - l’area di intervento si colloca al di fuori Il Piano Regolatore Generale di Cortina

d’Ampezzo indica per il sistema di piste da sci e impianti di risalita un àmbito classificato come demanio sciistico. Gli interventi sono compresi nel demanio sciistico ad eccezione della pista Skiweg basso e della porzione terminale della nuocontinua a pagina 6


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va pista Toni Sailer. È in fase di approvazione un variante al PRG che renderebbe tutti gli interventi conformi dal punto di vista urbanistico. LA VIABILITÀ DELLA ZONA DI ARRIVO

TABELLA RIASSUNTIVA DEI MOVIMENTI TERRA intervento Stratofana olimpica (discesa libera femminile) Vertigine (discesa libera maschile) Labirinti Toni Sailer (NUOVA) Skiweg basso (NUOVA)

movimenti terra scavo (mc) riporto (mc)

livellamenti (mq)

18.957,94

12.669,98

1.641,00

4.092,62

8.453,12

60.168,82

riposizionamento trovanti (mc) 452,47

6.100,44 8.106,32 Viene dichiarato nei progetti delle piste 15.102,50 16.209,00 che “gli uffici tecnici del comune di Corti3.125,00 4.020,00 na d’Ampezzo hanno studiato un sistema di viabilità che permetta un migliore col47.378,50 49.458,42 61.809,82 452,47 legamento tra il centro del paese e la zona gara”. Nella rivista comunale Qui Cortina (n. 10, febbraio 2013) si scrive: «Il Mon- guardano le aree a sud-ovest in prossimità CARATTERISTICHE TECNICHE PISTA diale, infatti, è già un’occasione di crescita della Olimpica, per un totale di 11.018 mq. “TONI SAILER” per Cortina. E non si tratta solo … della Il suolo totale occupato dalle piste è di Tipo pista sci alpino nuova strada di accesso a Rumerlo o della 17,19 ettari. classificazione tecnica media difficoltà La realizzazione della Toni Sailer e dello pista Toni Sailer sul Col Druscié …» quota di partenza 1.762,80 Nonostante ciò, le soluzioni sono però an- Skiweg e l’adeguamento degli altri traccia- quota di arrivo 1.555,40 ti comportano la riduzione di 86.795 mq. dislivello cora di là da trovarsi. 207,40 Le piste interessate, dichiarano poi i pro- di superficie forestale (in prevalenza larice lunghezza orizzontale 483,30 gettisti a giustificazione della nuova pista, e abete rosso, oltre a pino mugo e latifo- (mt.) lunghezza inclinata (mt.) 533,40 «dovranno avere la zona di arrivo il più glie). possibile a favore di operatori (Tv, media, La proprietà dei terreni (41.419 mq.) del- pendenza longitudinale 69,00 max (%) sponsor, tecnici) e spettatori: da qui la ne- la Toni Sailer è del comune di Cortina pendenza longitudinale 39,00 cessità di realizzare una nuova pista per lo (40.432 mq.), di Dal Zot Paola-Renzo e media (%) slalom nel versante sud ovest del Col Dru- altri (192 mq.), di De Zanna Emilia-Bru- larghezza minima (mt.) 15,00 81,00 no-Micaela-Cristina-Susy e altri (20 mq.), larghezza media (mt.) scié». supeficie (mq.) 41.419,00 di Lacedelli Lino-Paola-Mario-Carlo (775 p.s.p. 207,00 IL LAGHETTO ARTIFICIALE mq.). La proprietà dei terreni (4.850 mq.) dello Per fare fronte alla necessità di un inneva- “Skiweg basso” è del comune di Cortina mento adeguato alle esigenze di sicurezza è (4.319 mq.), di Lacedelli Lino-Paola-MaDI SUPERFICIE FORESTALE prevista la costruzione di un bacino di rac- rio-Carlo (139 mq. + 292 mq.), del Con- RIDUZIONE PER PISTA colta delle acque per circa 90.000 mc. che sorzio Acquedotto di Azzon (100 mq.). sarà realizzato in località “in Po’ Druscié”. intervento superficie forestale ridotta (mq) LA NUOVA PISTA TONI SAILER 26.780,00 Stratofana olimpica IN DETTAGLIO LA PROPRIETÀ DEI TERRENI E (discesa libera femmiL’OCCUPAZIONE DEL SUOLO nile) Toni Sailer vinse tutte e tre le gare di sci Vertigine (discesa libera 4.359,00 Le superfici soggette ad usi civici riguarda- alpino (discesa libera, slalom speciale e sla- maschile) 4.570,00 no le proprietà del Comune e sono poste lom gigante) ai VII° Giochi olimpici inver- Labirinti Tony Sailer (NUOVA) 36.069,00 nella parte medio alta del versante per un nali di Cortina d'Ampezzo del 1956. A lui Skiweg basso (NUOVA) 4.776,00 sarà intitolata la nuova pista per lo slalom. totale di 33.417 mq. Valon di Pomedes 2.155,00 Le superfici di proprietà delle Regole ri- La “Toni Sailer” ed il nuovo raccordo Canalone Tofana 8.086,00 “Skiweg basso” saranno serviti sia dalla seggiovia Col Fiere-Col Druscié che dal pri86.795,00 mo tronco della funivia Freccia nel Cielo. La pista “Toni Sailer” verrà realizzata sul versante meridionale del Col Druscié al di to del raccordo “Col Druscié-Pié Tofana”. sotto dell’Osservatorio di Cortina; partirà Per queste ultime piste è previsto un adeda quota 1.762 fino a 1.555, con un disli- guamento del loro sedime così da poter vello di 207 metri. La pendenza media del rendere fruibili le superfici sciabili di tutti tracciato sarà del 39% e la larghezza media e tre i tracciati. pari a 81 metri. Lungo il bordo pista verrà La riduzione forestale per la “Tony Sailer” altresì posto in opera l’impianto di inneva- è pari a 3,6 ettari e per lo “Skiweg basso” è mento programmato. pari a 0,5 ettari. Il nuovo tracciato incrocia nella parte bassa la pista “Muro de Ra Cioures”, mentre nella parte alta ingloba parte del traccia-


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 a cura di Cortina Turismo

Eventi: Colortaste, quando la cucina si fa arte Collana editoriale: in distribuzione CORTINA.TOPIc Mercati: Russia, Giappone, Spagna e Uk MERCATI in PILLOLE Russia La Federazione di alpinismo russa, ha trascorso, una settimana, a Cortina per sperimentare le vie ferrate e l’hiking e per scrivere sulla loro rivista "Montagne".Insieme alle guide, hanno predisposto un programma per rivelare il meglio dell’estate sportiva di Cortina. L’iniziativa rappresenta la prima delle attività messe in atto per attrarre i russi che amano arrampicare, camminare e godere della montagna.

COLORTASTE. Quando la cucina si fa arte Il 5 luglio si è tenuto il vernissage della mostra di Alfonso Catalano, che da luglio a settembre unirà arte e cucina. La mostra itinerante si trova in 14 selezionati ristoranti, hotel e rifugi della Regina delle Dolomiti, che vedranno lavorare insieme gli chef locali e 8 degli chef stellati fotografati da Catalano. Un progetto di Cortina Turismo, in collaborazione con Colortaste e con Omnia Relations, che ha ottenuto il patrocinio di Expo Milano 2015 e della Provincia di Milano.

Giappone Dal 7 al 9 luglio: tour operator KUONI era presente a Cortina per studiare nuovi itinerari escursionistici e per prendere accordi con operatori gli locali per la prossima estate. Spagna Il fotografo e la redattrice del magazine Outdoor Oxigeno, il più importante magazine outdoor della Spagna, hanno trascorso 4 giorni a Cortina. Hanno visitato le tre aree, trascorso una notte in rifugio camminando oppure in sella alla MTB. Uk - Era presente a Cortina New Experience Holiday, tour operator interessato agli itinerari escursionistici e vie ferrate per la prossima stagione estiva. - Andy Mossack, giornalista interessato all’hiking e ai rifugi d’alta quota. - Ben Hactch, scrittore inglese, ha pubblicato una guida della Francia e ora sta realizzando una guida dell’Italia. Tema vacanze in famiglia. - Katy Dartford, Dartford, giornalista outdoor, ha trascorso due giorni a Cortina in MTB. - Cosmo Holiday, Holiday , tour operator che da quest’inverno promuoverà Cortina e realizzerà un fam trip per i collaboratori.

GOLF CUP 2013 Il 21 luglio si è tenuta la 2° Edizione del Torneo GOLF CUP 2013, Driven by BMW xDrive, che si svolge in tutte le località del Best of the Alps. CORTINA.TOPIc Centoventiquattro pagine che guardano da Cortina al resto del mondo. In questo numero: Verso i Mondiali 2019, intervista a Flavio Roda; Crisi economica e nuove aspettative; Viaggio sola. il nuovo trend: da leggere, da guardare e da scoprire; Viaggio al centro delle terre, lo speciale reportage fotografico di Elisabetta Illy; Colortaste. La Cucina si fa arte; Il concorso Cullami e molto altro. Da questo numero Cortina.Topic viaggia con Italo e su Turkish Airlines.

DICONO DI NOI…

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• Vanityfair.it Rifugio Lagazuoi, uno dei luoghi più belli in Italia per stappare una bottiglia. • www.leifoodie.it Colortaste. A Cortina gli chef si mettono in mostra I migliori cuochi stellati italiani rivelano il proprio lato artistico.

Attività Adulti estate. Giorno per giorno, guide alpine e istruttori propongono un ricco programma, per vivere e conoscere Cortina, all’insegna di una vacanza attiva.

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IL NUOVO PIANO REGOLATORE: L'ESAME DELLE RICHIESTE DEI SEMPLICI CITTADINI E LE RISPOSTE DELL’AMMINISTRAZIONE Qualche iniziativa è possibile. Apertura per gli interrati sui “prati magri” a cura del Comitato Civico Cortina

Nel lavoro che proponiamo, vengono riportati alcuni esempi tipici di richieste formalizzate dai cittadini come osservazioni al Pat. Abbiamo cercato di fare emergere i casi modello che possano interessare il semplice cittadino per dare un’idea di come muoversi una volta concluso l’iter con il passaggio in Provincia (che deciderà anche sulle controdeduzioni e sulle variazioni cartografiche); non sono riportate le complesse osservazioni di Regole d’Ampezzo, la Cooperativa, il Servizio Urbanistica del Comune e altri simili. Chi fosse interessato a qualche caso particolare, può chiederci informazioni all’indirizzo: info@vocidicortina.it. CASO TIPICO 1°: sono proprietario di un prato e domando di costruirci sopra un albergo (protocollo 12349) Chiede che il lotto di proprietà in località Sompiei venga inserito in area di urbanizzazione consolidata allo scopo di realizzare un albergo con volume massimo di 6.000 metri cubi. Risposta: non pertinente al Pat. Le previsioni del Pat rivestono natura strategica e non hanno valore conformativo delle destinazioni urbanistiche dei suoli, destinazioni che sono stabilite unicamente dal Piano degli Interventi: le indicazioni cartografiche del Pat non possono determinare la

costituzione di diritti edificatori. … Viene demandata al Piano degli Interventi la precisazione del perimetro e la definizione nel dettaglio delle aree di urbanizzazione consolidata, definendo specifiche zone insediative sulla base di elementi morfologici e di contesto. … Modifiche (di rilievo) potranno essere introdotte in sede di Piano degli Interventi solamente previa Valutazione Strategica Integrata. Fino alla redazione del primo Piano degli Interventi di recepimento, all’interno dell’urbanizzato consolidato si applicano le indicazioni del Piano Regolatore Generale previgente, qualora non in contrasto con le previsione del Pat. CASO TIPICO 2°: possiedo un prato e domando di poterci fare una costruzione interrata (protocollo 12406) Chiede che il terreno di proprietà in località Pierosà venga a ricadere nelle aree di urbanizzazione consolidata (protocollo 13163). Chiede la rivalutazione del perimetro che vincola la realizzazione di costruzioni interrate (prati magri e prati pascolo in località Zuel) (protocollo 14032).

Chiede che i terreni di proprietà in località Chiave … vista l’adiacenza alla zona urbanizzata esistente … possano essere destinati alla realizzazione di una autorimessa interrata da destinare al ricovero dei mezzi agricoli dell’azienda di famiglia (protocollo 14106). Si chiede di modificare le prescrizioni dell’art. 11 “prati magri” rendendole meno restrittive per le zone già edificate e loro dintorni. Risposta: parzialmente accoglibile L’indicazione relativa ai “prati magri e prati pascolo” non corrisponde necessariamente ad una conforme vocazione dell’area … ma è utilizzata in sede di pianificazione urbanistica del territorio per escluderne l’edificabilità. La destinazione agricola è stata ritenuta compatibile con interventi di costruzione e con destinazioni diverse, ovvero la costruzione di manufatti. Nelle aree con destinazione agricola possono pertanto essere consentiti interventi di natura e carattere diverso rispetto alla funzione produttiva e di coltivazione … In tale quadro deve ritenersi possibile … la realizzazione di volumi interrati … “neutri” sotto il profilo volumetrico (e irrilevanti se


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il vincolo di non edificazione è motivato da considerazioni di tipo paesaggistico). La legge 24 marzo 1989 n. 122 (legge Tognoli) enuncia che “i proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo … parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti. Tali parcheggi possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato …”. Opere e manufatti interrati sono realizzabili e non ricadono nei limiti della salvaguardia di cui all’art. 21, 1° comma delle NdA di Piano. Al fine di consentire il migliore utilizzo delle parti agricole viene definito che: “I prati magri ed i pascoli sono (inedificabili) (in barrato la proposta prima della risposta alle osservazioni, ndr) trasformabili previa compensazione della perdita della superficie mediante creazione di equivalente superficie a prato contigua a superfici prative esistenti. … Fino alla prima variante ai Piani di Intervento, gli interventi che comportano una riduzione del prato magro o prato pascolo fino a 1.500 metri quadrati sono comunque esclusi dai suddetti obblighi compensativi. Sono consentiti unicamente i manufatti destinati alla conduzione del fondo ed inoltre arfe, recinti, muretti a secco ed altri manufatti necessari alla conduzione dell’azienda agricola e qualsiasi opera o infrastruttura interrata ed inoltre opere pubbliche anche fuori terra, purché soggette ad adeguata valutazione di impatto paesaggistico …”. L’individuazione dei prati magri e prati pascolo riportata nel Pat ha valore indicativo: all’interno di detti ambiti, fino alla prima variante di adeguamento del Piano degli Interventi, si applicano le indicazioni relative all’art. 26 ZONE A PRATO PASCOLO (E/2) del PRG previgente. Il Piano degli Interventi potrà consentire la realizzazione di attrezzature di tipo ricreativo rimovibili per adulti e bambini …” CASO TIPICO 3°: possiedo un garage e vorrei farne un bar, magari allargandomi un po’. (protocollo 14246) Si chiede un aumento volumetrico per lo Skibar Vitelli (protocollo 14369). Si chiede il cambio di destinazione d’uso di un locale attualmente ad uso ricovero mezzi e servizi per il personale a una nuova destinazione con attitudine turistica, proponendo la ristrutturazione dell’immobile.

OSSERVAZIONE DEL COMITATO CIVICO CORTINA sintesi elaborata dall'Amministrazione Il fabbisogno edilizio chiamato “fisiologico” (residenza+capannoni) nasce da una ambizione politica di costruire case per residenti alla quale si è cercato di dare un fondamento di necessità statistica poco credibile. Gli spazi artigianali sono programmati solo sulla base di richieste specifiche. Il fabbisogno edilizio chiamato “strategico” (commercio+alberghi) si giustifica con la necessità di recuperare i soldi per finanziare le opere pubbliche, in questo caso senza nemmeno avanzare un’analisi economica plausibile. Ritengono carente il quadro conoscitivo, quando non erroneo. Risposta: non accoglibile Il Pat definisce per ogni ambito territoriale omogeneo il carico insediativo massimo suddiviso per tipologia. Il Piano degli Interventi, sulla base delle reali necessità riscontrate attinge dal dimensionamento definitivo del Pat. Il dimensionamento del Pat deve essere letto come stima del fabbisogno insediativo, attuabile solo previo inserimento delle previsioni insediative nel Piano degli Interventi. Il carico insediativo previsto dal Pat viene valutato dalla Valutazione Ambientale Strategica allegata al Piano medesimo. Per quanto concerne l’analisi dei volumi residenziali, se la tendenza degli ultimi anni è risultata essere negativa, è pur vero che i Mondiali di Sci del 2019 possono costituire un’opportunità per un cambio della tendenza in atto. Il dato relativo ai 150 metri cubi per abitante costituisce l’abitante teorico per la quantificazione del fabbisogno insediato (così come suggerito dalla LR 11/2004) che moltiplicato per 2,1 persone per famiglia fornisce il dato di 315 mc/famiglia. Relativamente ai volumi artigianali, il Risposta: Non pertinente al Pat La presente osservazione interessa previsioni che sono demandate al Piano degli Interventi. Il Piano degli Interventi … indica gli strumenti attuativi e le modalità di trasformazione urbanistica, …, disciplinando le

Pat riporta quale fabbisogno fisiologico quello derivante dalle esigenze manifestate in sede di stesura del Piano, creando al contempo i presupposti per essere in grado di rispondere ad ulteriori esigenze che dovrebbero presentarsi in un futuro prossimo (fabbisogno strategico). Cortina oggi rappresenta un polo del lusso dove si possono trovare boutique e negozi come nei centri delle maggiori capitali europee. Risulta evidente che i servizi e la tipologia dell’offerta commerciale devono andare di pari passo con questo assetto. Perché tale condizione continui a persistere, l’offerta in termini commerciali e di dotazioni direzionali deve essere all’altezza del ruolo ambìto anche negli anni a venire, strettamente connessa alla vocazione di carattere ricettivo che la città riveste. Tra gli obiettivi del Pat vi è la capacità di ripensare il sistema turistico e l’ospitalità in termini moderni e nomadici attraverso l’implementazione e la qualificazione dell’offerta ricettiva. Questa è strettamente legata alla candidatura ai Mondiali di Sci, dato atto che le passate candidature non sono andate a buon fine proprio a causa di un’insufficiente offerta di carattere ricettivo. Si ribadisce tuttavia che il dimensionamento del Pat non è conformativo (come accadeva per il PRG e come avverrà nel Piano degli Interventi): non si tratta pertanto di carichi insediativi assegnati o che consumano territorio, ma capacità che potranno essere, o meno, spese nel Piano degli Interventi in funzione delle reali necessità che si potranno riscontrare sul territorio. Il Pat, tra i vari scenari ipotizzati, preventiva l’assegnazione dei Campionati Mondiali di Sci e crea le condizioni per poter operare con il Piano degli Interventi in caso di positiva conclusione della candidatura. La presente osservazione non comporta modifiche agli elaborati di Piano e viene ritenuta non accoglibile. destinazioni d’uso e valutando la possibilità di operare con programmi complessi o di utilizzare gli strumenti della perequazione urbanistica, del credito edilizio e della compensazione urbanistica definendone gli ambiti e contenuti.


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PARTE LA GARA PER AGGIUDICARE I LAVORI DEL PARCHEGGIO INTERRATO DI LARGO POSTE Tempo fino al 24 settembre 2013 per presentare le offerte. La novità: la ditta costruttrice obbligata a comprare 18 posti auto in diritto di superficie ad almeno 165.000 euro l’uno. La base d’asta per i lavori è di 10.334.451 euro Comitato Civico Cortina

La Giunta comunale ha approvato il 9 luglio 2013 la procedura di gara individuata da Se.Am. srl – società partecipata dal Comune - per l’appalto dei lavori di costruzione di un “Parcheggio multipiano interrato e sistemazione della Piazza in Largo Poste” in quanto ritenuta pienamente idonea sia sotto il profilo procedurale che tecnico. Hanno votato solo tre assessori, in quanto assenti sia il Sindaco sia il vice Sindaco. L’appalto prevede la progettazione esecutiva, l’esecuzione del parcheggio e della piazza sovrastante, oltre all’acquisizione di 18 posti auto. Il prezzo offerto dovrà conseguentemente essere riferito sia all’esecuzione dei lavori e delle prestazioni di ingegneria mediante ribasso del relativo importo a base di gara, sia all’acquisto dei 18 posti auto mediante offerta in aumento (con un minimo di 165.000 euro e fino ad un massimo di 215.000 euro l’uno) sul relativo importo a base d’asta. L’importo complessivo dell’appalto è di 10.334.451 euro. Tempi: 60 giorni per la progettazione esecutiva (dalla stipula del contratto) + 450 giorni naturali e consecutivi (cioè 15 mesi) per l’esecuzione dei lavori. Procedura: aperta. Criteri di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Scadenza per il ricevimento delle offerte: 24 settembre 2013 (ore 12). Nel bando di gara ci si è premurati di scrivere: “A pena di esclusione, considerata la complessità dell’opera, ciascun concorrente dovrà obbligatoriamente eseguire un sopralluogo sulle aree interessate dalla realizzazione dell’ intervento …”. Il responsabile del procedimento è l'amministratore unico Se.Am. Marco Siorpaes.

Eventuali danni saranno coperti dalla polizza assicurativa Al costruttore viene richiesta la polizza “Contractor All Risks”, che è una forma di assicurazione che significa letteralmente «tutti i rischi del costruttore», nel senso che garantisce sia i danni subiti dall’opera in costruzione che la responsabilità civile verso i terzi durante l’esecuzione della stessa. I termini sono i seguenti: a) Ai sensi dell’art. 129 del D.Lgs. n. 163/2006 e dell’art. 125 del D.P.R. n. 207/2010, l’appaltatore è tenuto a stipulare e a trasmettere in copia a Se.Am.srl almeno dieci giorni prima della consegna dei lavori una polizza assicurativa che tenga indenne la Se.Am.srl da tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati e in particolare dagli eventuali danni subiti a causa del danneggiamento o della distruzione totale o parziale di impianti ed opere, anche preesistenti, verificatisi nel corso dell’esecuzione dei lavori. b) La polizza dovrà essere operante per i soggetti di cui l’Appaltatore si avvalga. La polizza dovrà inoltre assicurare la Se.Am. srl contro la responsabilità civile per danni causati a terzi nel corso dell’esecuzione dei lavori. Tale polizza dovrà prevedere le seguenti estensioni: a) la copertura dei rischi derivanti da errata e/o insufficiente progettazione, azioni di

terzi e causa di forza maggiore; b) la qualifica di terzo ai singoli ed al personale di imprese operanti nell’ambito del cantiere, nonché al personale della Direzione Lavori, della Commissione di Collaudo e della Se.Am. in genere; c) l’estensione al novero di terzi dei soggetti assicurati, anche di subappaltatori, professionisti, fornitori, subfornitori e chiunque, a qualsiasi titolo, prenda parte ai lavori. Tali soggetti, ai fini della sezione di Responsabilità Civile, devono intendersi terzi tra di loro; d) il risarcimento dei danni derivanti da interruzione o sospensione di attività e servizi di terzi; e) la copertura dei danni ad impianti e condutture sotterranee, oltre ai danni da inquinamento, da polvere, da vibrazioni, da cedimento e franamento del terreno. c) La somma assicurata dovrà corrispondere all’importo dei lavori affidati, comprese in via automatica le maggiorazioni in corso d’opera sino ad un massimo del 20% del valore iniziale, ed il massimale per l’assicurazione contro la responsabilità civile verso terzi dovrà essere almeno pari al valore delle opere appaltate con il minimo di € 5.000.000,00 per ogni persona che abbia subìto lesioni personali e per danni alle cose.

CERCASI DITTA PER... Costruire un parcheggio interrato a due piani nel centro di Cortina d’Ampezzo al costo di 10 milioni di euro, pagati in parte con 3 milioni di euro in natura, cioè 18 parcheggi interrati in diritto di superficie. Assunzione di tutte le responsabilità, con copertura assicurativa. Tempo di esecuzione in 15 mesi. Un cantiere in zona idrogeologicamente delicata. Rispondere entro il 24 settembre 2013. (“Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita!”, Tonino Guerra)


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numero 111 | agosto 2013

I NUMERI DEL TURISMO PREMIANO ANCORA CORTINA I dati della stagione invernale sono positivi, migliori nel confronto con i nostri vicini dell'Alta Val Pusteria. I turisti stranieri trainano l’ intero settore di Edoardo Pompanin

Nell’inverno 2012-2013 gli arrivi in albergo segnano un +10,5%, in forte recupero rispetto al calo registrato l’anno precedente (-7,7%). I cugini di Dobbiaco e San Candido crescono meno, arrivando comunque ad un buon +3,2%. Le presenze alberghiere a Cortina sono pari a 268.351 giornate, in aumento del +4,1% (contro un modesto +0,9% dell’Alta Val Pusteria). Le altre strutture ricettive confermano la tendenza alberghiera, con gli arrivi al +1,6% (+0,4% i paesi vicini) e con le presenze al +0,4% (+3,1%). La tendenza generale di Cortina segna un netto recupero degli arrivi, anche se persiste una certa debolezza nelle presenze, a causa della minore permanenza media (che è ormai un’abitudine del turista). Il turismo straniero rappresenta circa il 30% della ricettività alberghiera e cresce a doppia cifra: gli arrivi negli alberghi salgono a 19.108 (+17,9%) e le presenze si portano a 90.801 (+12,4%).

• impianti elettrici civili e industriali • sicurezza: antintrusione, antincendio, antifurto • impianti tv e satellitari, tv circuito chiuso • impianti di domotica Loc. Pian da Lago 46/d - Cortina d’Ampezzo (BL) Tel. 0436 868176 - Fax 0436 868526

STAGIONE INVERNALE (01 dic - 30 apr) CORTINA alberghi anno 2012-2013 arrivi 62.072 presenze 268.351 % vs ap 10,5% % vs ap 4,1%

altri (*) 31.327 202.925 1,6% 0,4%

TOTALE 93.399 471.276 7,4% 2,5%

anno 2011-2012

arrivi presenze % vs ap % vs ap

56.160 257.774 -7,7% -6,9%

30.827 202.060 -5,4% -6,6%

86.987 459.834 -6,9% -6,8%

anno 2010-1011

arrivi presenze % vs ap % vs ap

60.871 276.828 2,8% -0,5%

32.598 216.345 -3,5% -3,9%

93.469 493.173 0,5% -2,0%

anno 2009-2010

arrivi presenze

59.218 278.227

33.769 225.087

92.987 503.314

(*) rifugi, campeggi, case per ferie, appartamenti, altro fonte: Associazione Albergatori Cortina su dati Regione Veneto STAGIONE INVERNALE (01 nov - 30 apr) ALTA VAL PUSTERIA

anno 2012-2013

arrivi presenze % vs ap % vs ap

alberghi 111.824 499.641 3,2% 0,9%

altri (*) 37.575 188.626 0,4% 3,1%

TOTALE 149.399 688.267 2,5% 1,5%

anno 2011-2012

arrivi presenze % vs ap % vs ap

108.359 495.142 -2,2% -5,7%

37.439 182.974 5,0% -2,0%

145.798 678.116 -0,5% -4,7%

anno 2010-1011

arrivi presenze % vs ap % vs ap

110.818 524.940 -2,9% -3,5%

35.656 186.788 -1,6% -2,8%

146.474 711.728 -2,6% -3,3%

anno 2009-2010

arrivi presenze

114.106 543.835

36.234 192.222

150.340 736.057

L’Alta Val Pusteria comprende: Dobbiaco, San Candido, Sesto, Valle di Braies, Villabassa (*) rifugi, campeggi, case per ferie, appartamenti, altro fonti: Associazione Albergatori Cortina su dati Regione Veneto; Astat Provincia Bolzano


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SPENDING REVIEW OPERE PUBBLICHE. PROCEDE L’ITER PER UN MONUMENTO AI CADUTI DA 50.000 EURO È pronto il bando del concorso di idee per un Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale. Nelle intenzioni dell’Amministrazione, l’opera sarà un intervento di “arte pubblica” e servirà a valorizzare il contesto urbano dell’area cimiteriale, cioè la zona in via dei Campi compresa tra il cimitero e il parcheggio della Scuola d’Arte (vedi la fotografia). La finalità del concorso è «memoria storica dei caduti della Seconda Guerra Mondiale di Cortina d’Ampezzo e contestuale memoria storica degli avvenimenti che sono stati causa delle perdita di vite umane». L’impegno di spesa di 50.000 euro era già presente nel bilancio 2011, assegnato con la determina comunale del 29 dicembre 2011. Il primo premio del concorso è di 2.400 euro, mentre il secondo e terzo classificato avranno 1.600 euro. Il vincitore realizzerà l’opera, che potrà costare al massimo 45.000 euro. I caduti del I° conflitto mondiale sono ricordati con una targa apposta sul muro di cinta del cimitero; durante quella guerra morirono 144 ampezzani. Nella Storia d’Ampezzo, Giuseppe Richebuono stima che a causa della II° guerra

Zona in via dei Campi tra il cimitero e il parcheggio della Scuola d’Arte

mondiale caddero 51 ampezzani, di cui 30 in Russia. Commenta lo storico che rispetto «all’immane eccidio che aveva causato 45 milioni di morti, … Ampezzo poteva dirsi fortunato»; altre fonti concordano con l’o-

pinione, considerato che Cortina era zona ospedaliera. Edoardo Pompanin

PISCINA: NON SI TRATTA SOLO DI SVAGO PISCINA CHIUSA dal 29 gennaio 2012

1ANNO 6 MESI 3 GIORNI 0 1 0 6 0 3 ANNI

MESI

GIORNI

contatore aggiornato al 2 agosto 2013


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numero 111 | agosto 2013

LA SEDE OPERATIVA DELLA FONDAZIONE UNESCO RESTA A CORTINA Una scelta per turismo e visibilità sui media di Edoardo Pompanin

L’aveva promesso Elmar Pichler Rolle, assessore della Provincia di Bolzano, che ha assunto la presidenza della Fondazione Dolomiti Unesco con il passaggio delle consegne da Belluno. Per la sede operativa «Belluno aveva scelto Cortina. Noi riteniamo che andrebbe lasciata lì: Cortina è la Regina delle Dolomiti, la sede è molto prestigiosa e il Comune finora ha dato un sostegno finanziario importante. Sarebbe bello e comodo lasciarle la sede operativa». La Giunta comunale ha così rinnovato di un ulteriore anno il contratto di comodato di alcuni uffici nel “Comun Vecio” stipulato il 13 luglio del 2011 e scaduto il 13 maggio 2013. Per l’Amministrazione, la permanenza a Cortina è importante per il turismo e per la visibilità anche nei media nazionali e internazionali. Rispetto al contratto precedente – cui ricordiamo il Comune aggiunse anche un contributo di 35.000 euro – le spese di utilizzo dei locali sono ripartite tra Cortina (riscaldamento e manutenzioni) e la Fondazione (pulizie, energia elettrica, spese telefoniche e internet). Ricordiamo che Bolzano, Trento, Belluno, Pordenone e Udine sono le cinque province sulle quali sorgono le zone

la RUBRICA di Ennio Rossignoli MILENA MILANI, MORTE DI UN'AMICA Io la conoscevo bene. Di solito ci trovavamo in quella che lei chiamava la Trinità dei Monti delle Dolomiti, seduti sulle panche della Stella d’Oro, l’allegro albergo che oggi ha il volto

sede di 32043 CORTINA d’AMPEZZO (BL) Corso Italia 80 tel. 0436 883800 fax 0436 867654 cracortina@cracortina.it www.cracortina.it

Il nuovo presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Elmar Pichler Rolle

dolomitiche inserite nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. L’area tutelata è gestita dalla Fondazione “Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis UNESCO”. «Lo scopo della Fondazione - ha dichiarato

severo di una banca. Arrivava con il sacchetto della Cooperativa e il pacco dei giornali sottobraccio, sulle labbra il sorriso di una amicizia divenuta confidenza, talora tempestosa ma sempre ricomposta nella grande reciproca stima. Milena aveva attraversato la storia dell’arte e della cultura di un secolo al centro di esperienze umane e intellettuali straordinarie: conosceva bene quel mondo e quel mondo la conosceva, aveva scritto libri di importante letteratura e libri scandalosi, da donna libera e spregiudicata qual era, spigolosa e però anche capace di durevoli affetti. Da Roma, da Venezia, da Milano, dalle sue case sparse per l’Italia tornava volentieri nel suo piccolo rifugio cortinese, soffocato dai libri e dai giornali al punto di impedirle qualche volta di entrarci. E a Cortina è stata protagonista di eventi d’arte che lei stessa organizzava, creando spazi culturali negli alberghi (l’Ancora per tutti) o nei luoghi comunali, e trascinandovi un pubblico di amici e di ammiratori, di vecchi

il Presidente - è quello di favorire la cooperazione tra i diversi territori, cercando una condivisione nelle politiche gestionali delle aree dolomitiche». Per il primo anno di presidenza altoatesina, Bolzano ha stanziato 285mila euro, 100mila destinati alla Fondazione come quota annuale partecipativa e i restanti 185mila euro da investire in attività e programmi che interessano il territorio provinciale. Edoardo Pompanin

e nuovi amanti del bello e del buon gusto: in difesa dei quali fu spesso fortemente polemica appassionata, fino a spaccare l’opinione pubblica locale. Poi si ammalò sempre più dolorosamente e a quella che era stata la sua Trinità dei Monti non si è più vista, ma fino all’ultimo nell’amata Cortina ha voluto esserci, pur se da lontano, con la forza della immaginazione e con il corredo di una limpida scrittura. Ora dalla sua Liguria nativa è arrivata la notizia della sua scomparsa: si è spenta così un’altra voce bella di un tempo che fu, e il rammarico è tanto più acuto quanto più è legato alla memoria di quel tempo. Cara Milena, allora scrivesti spesso di me, della mia famiglia, dei miei gatti: quei pezzetti li ho conservati e ora sono diventati le piccole cronache di una amicizia e di una stagione di vita purtroppo finita per sempre. Resta però nell’anima l’estrema carezza della memoria.


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FALCONERIA DOLOMITI: Lo spettacolare volo dei rapaci nello scenario delle cime di Cortina di Raffaella Biancani

Arte antica, tramandata oralmente da 5000 anni, la falconeria per Fausto Menardi Diornista è una vera passione. «Lo scopo è divulgare la conoscenza e il rispetto per queste magnifiche creature», imparando ad essere gentili ospiti dell’ambiente naturale, nel rispetto per il suo delicato equilibrio, pronti ad instaurare con esso un legame profondo e di armonia. «Tutti i miei falchi sono provvisti di certificato CITES», Consorzio Nazionale Protezione Fauna, deputato a tutelare la protezione della fauna selvatica. Non è possibile, pena sanzioni penali da parte del Gruppo Forestale, prelevare animali direttamente dall’ambiente naturale. Ciò può succedere solo nel caso in cui un rapace sia in condizioni di non autosufficienza e non possa essere reintrodotto in natura. Nella prima settimana di vita gli esemplari sono inanellati a una zampa, per poterli riconoscere e dimostrare la loro provenienza. Ciascun uccello, prima di ogni volo, è dotato da Fausto anche di una ricetrasmittente con la quale, grazie ad un ricevitore direzionale, lui riesce a capire il luogo dove si è rifugiato se tarda a rientrare. A volte una poiana libera, un’aquila in volo altissima o un cane che sta nelle vicinanze, fa sì che il rapace si spaventi molto e che il suo comportamento cambi e diventi schivo. Il gufo reale Dugo non s’ invola; il falco pellegrino B11 (perché veloce come un missile) non rientra e così via, nell’interpretazione continua dell’ambiente e della situazione con gli occhi del rapace!

Partito con pochi animali tenuti a casa per diletto tipicamente amatoriale, Fausto ad oggi possiede sette rapaci che cura e segue quotidianamente, pesandoli, nutrendoli e curandoli con passione. Sfarìa, la civetta delle nevi, un anno di vita. Ares, Falco di Harris di 5 anni. Stecca, Falco Jugger di 7/8 anni. Dugo, Gufo reale di un anno, come tutti i suoi simili, viene fatto nascere vicino all’uomo, Imprinting, in modo che pensi di essere un essere umano e se-

gua totalmente le abitudini del padrone. B11, velocissimo esemplare di Falco Pellegrino, due anni di vita. Poiana coda rossa, senza nome ancora e nuovo arrivo di Fausto. Sparviero, di soli due mesi ancora non viene esibito se non per farlo abituare all’ambiente ed instradarlo all’ammansimento. Lo spettacolo si tiene a Vervei, in uno scenario particolarmente suggestivo, con la Croda da Lago e i Lastoi de Formin come sfondo, che si staglia sulla platea. Le condizioni del

Sfarìa, la civetta delle nevi

Sparviero, di soli due mesi, ancora non viene esibito

Ares, Falco di Harris


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numero 111 | agosto 2013

vento e delle correnti d’aria sono ottimali. Per permettere agli animali di volare in spazi aperti, Fausto, insieme alle Regole d’Ampezzo, ha liberato la zona, costituita da 1500 mq di bosco su di un promontorio che si affaccia sui prati sottostanti di Peziè de Parù, tagliando soltanto gli alberi necessari. Ogni albero tagliato, ogni pezzo di legno rimediato dal disboscamento, è stato utilizzato per costruire le voliere per gli animali, il recinto e le panche per le persone che assistono allo spettacolo. Fino al 30 settembre in località Vervei sulla Strada per il Passo Falzarego, Fausto dà vita all’entusiasmante spettacolo del volo dei rapaci ogni giorno alle 11:00 e alle 15:00. (visita la fotogallery sul sito vocidicortina.it)

La Terra dei Giauli

Un racconto scritto da Mauro Lampo e Alessandra Piller Cottrer di Morena Arnoldo

Tutti più o meno li hanno visti o ne hanno sentito parlare alla tv, per radio, sui social network. Fanno bella mostra nella bottega dello scultore Mauro Olivotto, in arte “Lampo”, in centro a Cortina, autore assieme a Alessandra Piller Cottrer del libro “La terra dei Giauli”. Pochi però sanno cosa rappresenta realmente il libro, che non viene concepito dagli artefici come una semplice favola, bensì come il libro della Conoscenza Universale, “consegnato per essere divulgato tra gli uomini”. Sembra che il libro possieda un potere magico, quello di riconoscere i “Puri di Cuore” a cui si rivolge. È infatti il libro stesso che sceglie il proprio lettore che deve “saper ascoltare senza udire, vivere senza possedere, amare senza chiedere”. La missione di trasmettere agli uomini la storia dei Giauli e dei loro insegnamenti, si fonde - confonde con la promozione della propria arte e delle tradizioni artigianali delle Dolomiti. Le avventure di queste creature, per metà umane e per metà di legno di cirmolo, sono ben inserite nei fatti storici e nelle tradizioni culturali del territorio che si estende dal Passo Giau al monte Pelmo, dall’Antelao alle Marmarole. L’originalità del libro sta nell’aver dato un significato “fantasy”a fatti storici e luoghi ben noti di queste zone dolomitiche. Nonno Giusto, il giaulo più

L’individualismo sfrenato dell’uomo moderno fa perdere di vista la vera essenza della vita, complicando inutilmente l’esistenza, sovraccaricandola. A questo si contrappone la “visione giaulica” per arrivare alla serenità: le cose belle arrivano a chi offre la purezza di se stesso. Degne di nota le fotografie che fanno da corredo al testo e che ripropongono scenari ed ambientazioni accuratissime, scrupolosamente preparate nei minimi dettagli. TITOLO: La terra dei Giauli AUTORI: Mauro Lampo e Alessandra Piller Cottrer EDITORE: Edizioni Filò - 2013 www.giauli.it

vecchio e depositario della storia dei Giauli, racconta tra le varie, di come e perché sono nati gli sci, del perché al tramonto e all’alba la magica enrosadira dipinge le cime di rosa, della muraglia di Giau e dell’incontro con l’uomo di Mondeval. Sembra addirittura che la festa di Halloween sia strettamente legata al paese di Vinigo e alle sue tradizioni. Divertente da leggere, il libro contiene anche qualche spunto su cui riflettere.


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SCOPERTO L’AUTORE DEI SANTI ROCCO E SEBASTIANO A ZUEL Uno scultore (quasi) sconosciuto all’Imperial Regia Accademia di Venezia di Mario Ferruccio Belli - marioferruccio.belli@gmail.com

La guida alla conoscenza dei luoghi di culto e preghiera di Cortina, “Pietre Vive”, voluta dal parroco decano Davide Fiocco nel 2011 e con la direzione di Angela Alberti, per le edizioni della Cooperativa, è un lavoro a più mani. La chiesa di Zuel dedicata ai santi Rocco e Sebastiano, che s’incontra per prima entrando a Cortina da sud, è stata curata dal critico d’arte Roberto Pappacena. A conclusione dei tesori d’arte che quel piccolo gioiello custodisce e che egli addita con l’abituale acribia così scrive: “Ai lati dell’altar maggiore due bellissime statue lignee dei santi patroni”. Poteva starci qualche parola in più sull’autore o sulla loro storia, attenzione dedicata invece alle altre opere? Evidentemente sì, purtroppo nulla si conosce a proposito. Questo silenzio ha così suscitato la curiosità in più di qualche lettore. Non restava che tentare di sciogliere quel piccolo mistero con la ricerca negli archivi. Ed ecco la prima scoperta. Rocco, statua lignea nella cappella di Zuel, I libri dei conti che, abitualmente, tengono San attribuita a Matteo Fiori di San Vito. Nella pagina segli amministratori di queste piccole strut- guente: San Sebastiano, statua lignea nella cappella ture religiose periferiche non sono custodi- di Zuel, dettaglio delle mani con la scritta. ti al loro interno bensì nell’ archivio della parrocchia di Cortina d’Ampezzo. Ai lettori non cortinesi ricordiamo che, in segui- Ed ecco come la fortuna ha premiato le to alla “legge 25 marzo 1985 n. 121 che ricerche. Nella contabilità dell’anno 1870, ratificava e rendeva esecutivo il protocollo fra le voci delle Entrate ha colpito l’incasso che modificava il Concordato Lateranen- di una somma ingente, così descritta. “Per se del 1929”, il ministero degli Interni ha legname venduto nel 1870 nella vizza di S. concesso l’attestato di personalità giuridica Rocco, netto ricavato F. 5.268.31”. soltanto a sette cappelle di Cortina d’Am- La lettera F sta per “fiorini”, una delle mopezzo. Fra queste, tutte iscritte nei registri nete d’oro che circolavano nell’impero audella prefettura di Belluno, c’è anche San stroungarico e pure in tutta l’Europa, RusRocco di Zuel, la prima chiesetta che s’in- sia compresa. E qui va rammentato che nel contra arrivando a Cortina da sud. 1870 il comune d’Ampezzo del Tirolo face-

va parte del Capitanato distrettuale omonimo, assieme a Colle e Livinallongo e che il Vice regno Lombardo Veneto era finito da quattro anni circa. Quell’evento aveva riportato fra Ampezzo e San Vito la frontiera di Stato, con una casa delle dogane e il casello daziario nei pressi di Acquabona. Ricordiamo poi che la parrocchia era da quasi oltre ottanta anni alle dipendenze della diocesi di Bressanone dalla quale provenivano i suoi sacerdoti, dopo aver fatto parte da sette secoli e più del patriarcato di Aquileia. Ciò premesso, ritorniamo al fiorino oro per dirne il valore. Il segretario comunale Constantini, il funzionario allora più pagato, ne guadagnava uno al giorno; un operaio finito, diciamo un carpentiere o falegname o lattoniere o muratore, prendeva mezzo fiorino. Il soggiorno all’albergo Aquila Nera di Gaetano Ghedina Tomash, il più rinomato, costava da quattro a otto fiorini al dì; un boccale di vino, circa un litro e seicento, mezzo fiorino. Dunque la frazioncina di Zuel, dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni che si usavano, aveva provveduto a recidere un grossa quantità di alberi nel bosco di proprietà, detto appunto “la vizza di San Rocco”, incassando una somma enorme. Lo era tanto da poter affrontare non solo tutte le spese straordinarie per la propria cappella, al cui servizio era riservata, ma anche per finanziare investimenti immobiliari alle famiglie della borgata, soprattutto per costruire e migliorare le proprie case. Infatti, nelle Spese straordinarie dell’anno seguente 1871, si trovano numerosi prestiti ipotecari, per cifre che vanno dai 100 ai 500 fiorini oro, concessi a nominativi di Zuel. Tralasciamo quei nominativi, ma gli interessati possono trovare i nomi dei loro antenati senza difficoltà, e riportiamo invece le voci delle spese relative alla chiesetta. Eccone alcune più interessanti. “Uscite. Categoria VI. Paramenti ed utensili. Zelger Giuseppe di Innsbruck per vari arredi, F. 288.38. Al Signor Pasini Giovanni per un calice, F. 206.20. Categoria X. Spese diverse. Al Signor Matteo per due modelli, F. 1,63. Allo stesso pel contratto delle statue, F. 1.00. Al signor maestro di disegno e compagni per riveder le statue, F.


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9.43. Anticipato al signor Fiori Matteo per le statue, F. 100.00”. C’è di tutto: dagli arredi di valore ai paramenti preziosi, da un calice d’oro e appunto alle statue lignee dei santi patroni con accanto il nome dell’ignoto scultore. Viene citato quattro volte: alla firma del contratto, quando presenta l’abbozzo, quando esibisce i modellini e, infine, quando incassa il lauto acconto di ben cento fiorini oro; peraltro non moltissimo, se per il calice del Pasini gli amministratori ne avevano speso il doppio. Ma gli incassi dell’artista Fiori continuano anche nella contabilità dell’anno seguente 1872, quando probabilmente consegna le statue. La scritturazione dell’incasso è essenziale! “Uscite. Categoria XI. Spese straordinarie. Per le statue dei Ss Rocco e Sebastiano a Fiori Matteo, fiorini 290.38”. In totale dunque le statue erano costate fiorini oro 402,44. La contabilità di quell’anno è cosi controfirmata e certificata: “Cortina li 20 Novembre 1872 - Arcangelo Pompanin, gastaldo decesso, Sigismondo Manaigo, gastaldo nuovo.”

FIORI MATTEO CHI ERA COSTUI? Ora che è apparso il nome dell’artista la domanda è: Matteo Fiori, chi era costui? Come mai nessuno aveva mai sentito il suo nome prima d’ora? Le risposte sono parziali. Anzitutto il cognome Fiori che è molto diffuso a San Vito, anche unito al nome Matteo. Nei tempi moderni, come forse i lettori già sanno, è noto fra gli imprenditori locali, ma della ristorazione non dell’arte. Peraltro nella memoria tramandata di quella famiglia non si ricorda un antenato che si sia dedicato alla scultura. Forse, setacciando i registri dell’anagrafe comunale e della parrocchia, si potrebbe trovare quel nominativo con i dati di nascita e della sua scomparsa, magari, in giovane età e questo spiegherebbe perché il suo nome sia sparito così presto. Eppure era uno scultore di buona qualità come ci dicono le due statue. Ma, che si sappia, a Cortina non esisterebbero suoi lavori se si eccettuano appunto i due santi di Zuel; nessuna neppure a San Vito da cui le scritture lo danno provenire. Abbiamo spostato la ricerca consultando lo storico cadorino Giovanni Fabbiani che nella sua monumentale opera, Prime giunte

al Saggio di Bibliografia Cadorina, al numero 6353 invece segnala il nome del Fiori, che si troverebbe fra i documenti della Imperial Regia Accademia di Venezia, in quegli anni centro culturale di eccellenza del Lombardo Veneto. Nell’ Elenco degli alunni premiati il dì 4 agosto 1861 pei lavori eseguiti durante l’anno scolastico 1860-61 nella Imperial Regia Accademia in Venezia”, compare appunto il nome di un ragazzo (?) di nome Matteo Fiori di San Vito. Eccolo: “Matteo Fiori di S. Vito ha il 1° accessit per la copia in plastica dal rilievo”. Perciò siamo certi che viveva nel 1860; non solo ma che frequentava la notissima istituzione austriaca, dove vi si recava scendendo (a piedi?) dal suo lontano paesello, peraltro a poche ore di distanza da Ampezzo. Ritornando ai due santi che vigilano l’altare maggiore di Zuel e che ora si possono guardare con maggior contezza confermando il giudizio che ne aveva dato il critico Pappacena. San Rocco il santo francese, è vigoroso, severo, elegante come può essere uno che per quanto pellegrino in Italia proviene da Montpellier. San Sebastiano ha invece quella bellezza unica che danno le carni nude, ma non quella agiografica e convenzionale di maniera, ma anzi di afflato moderno, seppure di mano giovanile. Piccolo dettaglio (che abbiamo riprodotto per il lettore) sul tronchetto, al quale egli appoggia le mani legate, appare la scritta “1872 S, Vito”. Oggi possiamo aggiungerci anche il nome dell’artista valido anche se sconosciuto.


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LA PITTURA DI RENATO BALSAMO «C’è, nella pittura di Renato Balsamo, una inequivocabile passione per la realtà luminosa che giace in profondità dentro le forme del quotidiano... La pennellata è cólta, attenta... paurosa di uscire da un segno che, ancorato alla realtà, dà sicurezza e solidità... I volti, i ritratti dei vari personaggi sono segnati con cura, il tratto è preciso attorno alla linea dei volti, nel sottolineare una ruga o un sorriso... nel seguire uno sguardo che ci osserva spesso serio e assorto... È un mondo di persone reali, ma trasportate in una virtuale dimensione di poesia... un mondo irripetibile che sfiora la magia». Così si esprime Terisio Pignatti nel volumetto “Renato Balsamo - Cinquanta ritratti dal 1971 al 1997” da lui curato con France Bacchiega. Stupendo, tra questi “ritratti”, quello della moglie Mina, del 1982, che Balsamo ha colto con penetrante amore nel suo profondo, luminoso sorridere. Perché - scrive ancora Pignatti - «a guardar bene, la realtà fisica in sé sembra non esistere per Balsamo: piuttosto egli ne sa cogliere un aspetto virtuale, che va oltre i limiti del vero, lo analizza e ne sa trarre significati allusivi e riposti». Queste osservazioni da me riportate sono applicabili anche al penetrante ritratto del Beato Giovanni Paolo II, che - scrive Vincenzo Russo - presentato in forma di bozzetto (cm 80x60) al concorso bandito nel 2012 presso il santuario romano del Divino Amore, è stato esposto, nello stesso anno, alla Biennale di Venezia, nella mostra collaterale di arte sacra curata da Vittorio Sgarbi, e poi donato alla cattedrale di Sorrento dalla famiglia Apreda, in memoria del padre Giuseppe. Il dipinto fa parte di una serie di ritratti eseguiti da Renato Balsamo dopo due incontri col Papa avvenuti nel 1994... Un’intensità ancora maggiore si esprime forse in questa figura di pontefice che l’artista sente vivere dentro di sé e colloca in una dimensione perfetta, infinitamente superio-

re alla nostra. I lineamenti del volto, il movimento del corpo e delle mani, son per noi qualcosa di molto familiare, appartengono

alla memoria collettiva, ma non hanno più nulla di terreno: sono tratti soprannaturali di un’apparizione creati con una tecnica raffinata, in cui l’estrema precisione del segno, l’uso sapiente della luce, il ricorso ad una soluzione monocromatica che rende “leggera” la figura, creano la possibilità di un incontro miracoloso del visibile con l’invisibile, del temporale con l’eterno».

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Roberto Pappacena

3° ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL SASSO

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Il 25 agosto 2013 ricorre il 3° anniversario della chiusura del tratto di pista ciclabile compresa fra Socus e Socol. Non possono passare nemmeno i pedoni. Il divieto dovrebbe garantire la “pubblica incolumità” (come dice il burocratese). La causa sono alcuni smottamenti dal colle di San Rocco, che potrebbero ripetersi. Fin tanto che durerà il pericolo, questo pezzo di ciclabile - tra l’altro di recente costruzione - resterà un ramo secco. La Comunità Montana della Valle del Boite ha in carico il lavoro di messa in sicurezza, per un importo di 36.000 euro finanziati con i fondi dei “canoni idrici”. La data inizio lavori è il 25 novembre 2011. La data di fine lavori non è nota. Alcuni depliant danno il percorso ancora per transitabile. Chi passa prende la multa.


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OIUTO MARE!

per non dimenticare a cura di Sisto Menardi

CONTINUANO FEBBRILMENTE E SENZA SOSTA I LAVORI AL PONTE DEL "RU DEI CAVAI", FUORI USO DAL 12 APRILE 1998 Nella foto sopra, dello scorso maggio, si vede il ponte che sembrava pronto giĂ  da tempo per essere utilizzato. Nella foto sotto, del 2 agosto, di nuovo lavori in corso: sparito anche il guard-rail verso valle

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Lettere, opinioni e commenti “La potenza della lirica dove ogni dramma è un falso”. recensione del libro di andrea franceschi "un sindaco in esilio" Così recitava Lucio Dalla nel brano che racconta la storia di un emigrante di lusso, il grande Enrico Caruso. Di questo brano due passaggi sono particolarmente adatti come commento dell’instant book a firma di Andrea Franceschi (Un sindaco in esilio, edizioni Marsilio): la potenza di chi urla più forte (radio, televisione, libri e quant’altro) non è detto possa convincere, perché può anche accadere che il dramma sia un falso. Il libello (lirico e onirico nello stesso tempo) tenta appunto di raccontare in prima persona la storia di un dramma, anche se, ovviamente, i fatti narrati prediligono un solo versante, evitando spesso l'onere della prova, emarginando le superflue posizioni antagoniste, letteralmente ignorando alcuni inevitabili fallimenti. Il tutto è condito da capitoletti dal tono imperioso, al solo fine di attirare l’attenzione dei lettori, spettatori però ormai disillusi. Non ci si è risparmiati neppure il preludio strappalacrime, scritto in pieno stile “giacomeliano”, ricordando a tutti cose strasapute,

la nostra storia, i nostri avi, i tempi trascorsi della realtà agreste quando la sostanziale miseria accomunava i destini. E allora, mi chiedo, non si capisce perché si debba citare un illustre avo dell'Autore, progettista della torre civica, e tacere invece di altri, come il mio, per esempio, che fu Capitano degli Schützen in Badia durante la Grande Guerra………. Subito dopo inizia un lungo piagnisteo dedicato al personale del Comune, con domande retoriche circa chi sia il giusto titolare del diritto di comando, che a quanto pare deve essere individuato proprio nella persona preposta, con le giuste maniere e nel rispetto dei regolamenti (anche gli altri 8.000 sindaci italiani fanno così o, almeno, ci provano: forse sono quasi tutti traditori del mandato al quale sono chiamati, dato che molti ancora sono a piede libero). Per quanto riguarda il fastidioso “caso Tosi” (l’ex dirigente alla quale viene imputata l’origine di ogni male) onestamente dobbiamo ammettere che non c’eravamo e, quindi, ci risulta difficile commentare l’accaduto. Ma come tutti abbiamo certamente potuto apprezzare in diretta le belle parole del Nostro, pronunciate ai microfoni di Radio Cortina, che hanno commentato – a ruota libera e in solitaria – l’epopea della dottoressa. Devo confessare, sinceramente, che quella volta io mi sono vergognato.

Altri passaggi sono dedicati alla lotta contro la speculazione edilizia, fenomeno di così limitata portata da preoccupare ossessivamente solo l'Autore. Dimenticando che da almeno un trentennio altre amministrazioni (a quanto pare sicuramente formate da dilettanti allo sbaraglio) hanno ingaggiato su questo fronte lotte ben più tremende, a suon di carte bollate. È sufficiente ricordare in proposito le questioni delle multiproprietà o la famosa battaglia contro la società “Brubi”, promotrice di fatto dell’astuto strumento urbanistico (allora nuovo, ora molto usato, anche dall’amministrazione attuale) della monetizzazione dei cambi di destinazione d’uso. Non mi risulta che gli altri sindaci siano stati a guardare, anzi: a quanto ne so hanno vinto battaglie molto più importanti del cambio di destinazione d’uso di un alveare, di una baracca o di un pollaio o della realizzazione (scontatamente abusiva) di appartamenti completamente interrati. Ricordiamo, inoltre, che proprio le amministrazioni ampezzane, per ovviare alle facilitazioni urbanistico-edilizie previste dalla legge Nicolazzi (del 1982) portarono il lotto minimo edificabile da 2500 a 5000 mq, bloccando di fatto altre possibilità di speculazione. Il colmo: la lotta alle centraline idroelettriche, che è stata così veemente da coinvolgere anche quella realizzata dal Comune e di conseguenza mai entrata in funzione: questa sì che è coerenza! E allora, a fiaccare l’integerrima lotta alla speculazione edilizia, a svilire qualsivoglia insinuazione di interessi patrimoniali o personali, basti ricordare un paio di esempi, come quando alcuni parenti di amministratori, sebbene non indigenti, vendettero una loro proprietà in pieno centro, ben trascurando che l’importante prezzo riscosso fosse probabilmente il frutto di dinamiche immobiliari che poi – solo dopo aver incassato, si badi bene – venivano invece, a distanza di pochi anni, aspramente criticate. Aggiungiamo le recentissime previsioni urbanistiche contenute nel PAT, nelle quali il piazzale della Stazione, deputato in un primo tempo a sede di uffici e servizi, pare debba cedere il passo alle seconde case. Evidentemente si tratta solo di amnesie dovute a momentanei cambi di umore, con visioni fantastiche di speculatori nascosti in ogni angolo di strada. È arte pericolosa quella


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dell'insistita autocelebrazione, soprattutto da queste parti, dove le notizie viaggiano rapide e fresche, senza dover attendere l’edizione della stampa locale. Ma accade che anche lo scrivente cada negli stessi vizi dell'Autore: e così non sa trattenersi dal ricordare, orgogliosamente, una pagina storica della lotta all'abusivismo edilizio, allorquando il nostro Autore - come raccontato nell'opera - espose in bacheca i nomi di coloro che avevano osato impugnare di fronte al T.a.r. il diniego del famoso “Piano Casa”, per poi vedersi volontariamente effigiati anche sui giornali, evitando prudentemente problemi di omonimia. Sapevano tutti in partenza che il risultato sarebbe stato praticamente nullo, ma di certo hanno voluto fare una prova («per vedere di nascosto l’effetto che fa», come diceva Jannacci). In fondo bastava: apporre una firma, prendere un caffè e poi mettersi alla finestra e ammirare il risultato. Prontamente lo spettacolo non si è fatto attendere, con fuochi d’artificio, repliche al veleno, scambi incrociati di amichevoli commenti. Anche quello è stato un giorno da ricordare, un vera prova del nove.

Preferiamo dimenticare completamente la magrissima figura che l’Autore ha fatto fare a tutti noi evitando di presentarsi innanzi al Presidente delle Repubblica in visita ad Auronzo o, peggio ancora, il riferimento alla tragedia di “Rio Gere”, purtroppo da me vissuta in prima persona. Si trattò in quell'occasione di un'associazione tra eventi incomunicabili che l'Autore ha voluto menzionare, invocando una sua personale "pietas", strumentale non al ricordo ma alla celebrazione del proprio gesto. Un episodio il cui ricordo sarebbe giusto conservare intimamente e nel silenzio, di cui invece l'Autore si serve senza scrupolo. Sono allibito e dispiaciuto e, d’istinto, mi scuso per lui. Per quanto riguarda il messaggio agli ampezzani, doverosamente ringrazio per le belle parole e per gli ovvi consigli, in uno con la benedizione impartita “ai soliti ragazzi di Bigontina di Sotto”. Questo sì è stato un gesto commovente e molto apprezzato, soprattutto perché la predica proviene dal profondo Sud (senza offesa per i Sanvitesi). Gli stessi “ragazzacci”, dimessi e in lacrime, hanno rinnovato il giuramento di fedeltà all'amata Patria, dimenticando volutamente il Patriarca.

Nel volumetto viene pure citato il concittadino veneto Lele Mora, ora assurto a simbolo di ogni vizio, senza ricordare, per quanto sembra, come in passato da parte “dei nostri” fossero state fatte ampie concessioni a feste e capannoni in quel di Fiames (completi di tronisti e soubrettes) proprio in favore del cosiddetto “Re delle veline”. Viene proprio da pensare che qualcosa sia andato storto… forse qualche accordo collaterale non rispettato?

Ricordo infine, e solamente per diritto di cronaca, che proprio quei “soliti boys” ben prima che il Nostro avesse il diritto di voto, hanno ricoperto numerose cariche (Sindaco, presidente delle Regole d’Ampezzo e Marigo, presidente skipass, presidente Cooperativa, presidente Consorzio turistico, presidente Gis, assessore e consigliere comunale, consigliere in parrocchia, negli Sci Club, nel Dolomiti Superski, nell’ANEF Veneto, nel Cai e

CONCORRENZA

che non ha mai avuto Olimpiadi, né mondiali di sci e forse neppure gare di Coppa del Mondo, ma ciononostante evidentemente molto attrezzata e frequentata da una clientela di livello piuttosto alto. In estate vengono noleggiate delle curiose bici senza pedali (speciali monopattini con ruote al posto dei pattini) per sfruttare le discese degli impianti, altrimenti c’erano i “fun bob” che ho visto funzionare regolarmente anche sul bagnato. Interessanti anche i ciclomotori a noleggio, con l’accensione a strappo come le motoseghe per i clienti meno preparati a fare camminate o passeggiate nei boschi sulle “montagne” circostanti; la più alta raggiunge i 1600 metri sul mare. Uno dei tre parchi avventura si chiamava “monkey” = scimmia in inglese, e infatti lì intorno tutti sanno un po’ di inglese. Non ero in Svizzera, né in Austria, né in Südtirol, ma a 1000 km dalle Dolomiti, nel nord-Est della Repubblica Ceca al confine con la Po-

A fine giugno 2013, sul finire di un temporale pomeridiano, sono giunto in una piazzetta elegantemente addobbata da uno scrigno di cristallo che conteneva una fiammante automobile di lusso. Come non pensare al “noš Anpezo” così spesso usato per esporre pregiate automobili di tutte le marche? Tutt’intorno pendii con skilift e seggiovie, poi alberghi, negozi, ristoranti, bar, pasticcerie, noleggi, ski service, ecc. Non ho mai fotografato un assembramento così numeroso di cingolati BV e Kässbohrer in attesa dei turisti invernali da portare a cena nei rifugi più alti. Abbondavano anche i parcheggi, seppure tutti rigorosamente a pagamento anche in estate: scontrino alla sbarra di entrata - si paga in base alla durata della sosta alla sbarra di uscita. Ero giunto in una località sciistica europea

nella Comunità montana) e molti altri ruoli, sempre con spirito collaborativo, “par el ben del nosc paes”. Gente timida, che ovviamente deve ancora imparare e apprendere e che di certo non scrive – per il momento! – le proprie memorie, avendo fortunatamente ancora molto da fare. Nel finale, il messaggio agli ampezzani ha raggiunto il massimo ricordando la Regina dei ladini e della “Generela”, la nostra salvatrice deputata che, presto, segnerà la via. Fatichiamo a capire cosa c’entri il ricordo vibrante riservatole, anche se ci ha decisamente colpiti. Accompagniamo e sottoscriviamo, quindi, il nobile pensiero, sempre sottomessi e uniti nelle sofferenze. Possiamo certamente dire “a cuore sgombro”: grazie di esistere. Corre l’obbligo infine di ricordare al Nostro che molti altri ampezzani si sono impegnati prima di lui, come lavoratori e come onesti cittadini, e che per questo vanno rispettati, allo stesso modo dei collaboratori comunali; anzi, ci si può spingere talmente oltre da affermare addirittura che non solamente gli ampezzani lavorano !, ma che anzi esiste della gente ,molta altra gente che fa fatica a portare la famiglia a fine mese, perché non ha avuto nella vita la stessa fortuna di un "figlio di papà”. Concludiamo come abbiamo cominciato, salutando con Lucio Dalla: «Te voglio bene assaje». Enrico Ghezze Bigontina di Sotto Cortina d’Ampezzo

lonia, a Pec Pod Snezkou. Non ci sarà sulle vostre mappe, solo Google sa trovarlo!. Mentre in Anpézo rincorriamo da 40 anni la “manna” delle Olimpiadi e dei Mondiali, loro si sono attrezzati e già ci fanno una bella concorrenza ....... Sisto Menardi


22 VERTICALE SOLIDALE: UN GRAZIE A CORTINA «Verticale è l’impresa scentifica, solidale è la spinta che ti fa provare a salire tutti insieme» (Prof. Zamboni, Cortina 2012.) L’anno scorso così è finita, quest’anno così è cominciata. Il prof. Zamboni e il dott. Fabrizio Salvi, l’anno passato, ci avevano chiaramente e limpidamente richiesto un messaggio di energia. Energia intorno ad un’idea scientifica, come il sole che scalda un germoglio, forza di stare insieme uniti, contro ogni tentativo di denigrazione e mistificazione. La collaborazione promossa dalla sottoscritta, in qualità di paziente ed ex collaboratrice, tra la Fondazione il Bene di Bologna e le Guide Alpine di Cortina d’Ampezzo, è stata un vero successo. Il paese ha accolto 100 persone, malati di sclerosi multipla e le loro famiglie, ma soprattutto ha ospitato più di 200 persone, all’hotel Savoia, per il convegno scientifico sulla CCSVI e Sclerosi Multipla. Non è facile gestire una malattia come la Sclerosi Multipla, perchè è una malattia al cervello, organo complicatissimo-specializzatissimo e straordinario. Multipla significa che il suo attacco può coinvolgere più parti del cervello sclerotizzando i nervi, dando vita ai più disparati sintomi: dagli occhi alla sensibilità, dalle orecchie a problemi di movimento, per finire sull’equilibrio, il sonno e una stanchezza cronica. Ci sono persone che riescono comunque a vivere una vita normale, adattandosi ai sintomi, altre più sfortunate che vivono una vita spezzata, scandita dal progredire verso una disabilità sempre più pesante. La presenza del gruppo Guide Alpine di Cortina d’Ampezzo, per tutti noi è stata importantissima. Aiutare senza interesse, senza scopo, dare per il gusto di farlo, per trasmettere coraggio, è stato essenziale. Le guide alpine hanno protetto e sostenuto un’idea ed hanno dato forza e coraggio a tante persone! Alcune, accompagnate dalla guida Paolino Tassi, sono arrivate a piedi fino al rif. Averau: malati con molte difficoltà, armati

solo della voglia e determinazione di tentare. Ecco cosa ha voluto dire la loro presenza: forza e tenacia nella lotta alla montagna come alla malattia. Il gruppo è stato ospitato da Giovanni Sello all’’Hotel Argentina, in modo meraviglioso: grazie! Grazie anche all’aiuto, indefesso e perenne, di Alessandra Biancani e dell’Hotel Bellevue su cui, già dall’anno scorso, abbiamo potuto contare. Per la giornata passata in 5 Torri, grazie a Guido Lorenzi del rif. Scoiattoli, per l’ottimo pranzo! Grazie anche a Sandrone e Paola del rif. Averau, per i formidabili biscotti! Grazie infinite a Egon Dandrea e alla sua jeep, senza i quali non saremmo riusciti a portare, il Prof. Zamboni e tanti altri, in forcella Averau a 2416 m s.l.m. Per ultimo, ma forse tra i primi che hanno permesso a 100 persone con problemi motori, di raggiungere le alte quote ampezzane, un infinito senso di gratitudine per il Consorzio 5 Torri-Lagazuoi-Averau. L’impianto a fune di risalita si è prodigato per rendere fattibile ciò che tutti i partecipanti credevano impossibile. Grazie a Marco Zardini, per la profonda sensibilità, grazie ad Alberto per la pazienza dimostrata sul loco, grazie a tutti i ragazzi che ci hanno aiutato a salire e scendere dalla seggiovia. Per comprendere completamente cosa è l’idea scientifica che accompagna VERTICALE SOLIDALE, senza troppe parole ma con la semplicità del dialetto, ecco la versione in ampezzano della CCSVI.

Parcè che lore ia ra giugulares ficiades, blocades (perché loro - indicando me - hanno le giugulari in panne, bloccate) Con inze algo (con dentro qualcosa) E el sango no va in so, ma torna in su (e il sangue non va in giù, ma torna in su) E i dotores i va in su con un palloncino a daerse ra venes (e i dottori vanno in su con un palloncino e aprono le vene) Là agnò che le sarà, agnò che l’è el problema che bloca el sango (Là dove è chiuso, dove c’è il problema che blocca il sangue) E el Stato non vo crede che see giusto, non vo che el prof. pode lurà (e lo Stato non vuole credere che sia giusto, non vuole che il prof. possa lavorare) Le par chesto che on fato agnere in 5 Torri (è per questo che abbiamo fatto ieri, sabato in 5 Torri) Par fei saè (per far sapere) CCSVI: Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale, cioè un problema di scarico alterato nel sistema circolatorio venoso, grazie alla quale il cervello subisce allagamenti continui perché incapace di scaricare il flusso sanguineo. Le vene deputate allo scarico vengono bloccate o chiuse, da vere e proprie dighe fatte da valvole o membrane che bloccano il sangue. Questo difetto si accompagna a diverse patologie neurologiche come la Sclerosi Multipla, la Malattia di Meniere ed altre. Nella genuinità dialettale, si fa chiara la semplicità dell’idea scientifica. Con infinita gratitudine a Cortina Raffaella Biancani

EVENTI A CORTINA D’AMPEZZO Buongiorno, come ogni anno, sono qui per le mie vacanze, nel posto più bello del mondo. Da quando non c’è più Cortina InConTra, e il paese è stato ripulito dai politici e da tutta

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quella brutta gente arrogante, maleducata e ignorante che si spacciava per “ vip “, questo posto è tornato meraviglioso. Tranquillo con persone tranquille che amano la montagna e che vengono qui per ritrovare un po’ di pace al cuore. Fantastico! Però vorrei fare un appunto. Si arriva a Cortina e si ha l’impressione che non succeda niente, che sia tutto fermo; invece, se andiamo a cercare, a spulciare, ci accorgiamo che c’è un pullulare di eventi,di manifestazioni culturali interessantissime che non sono assolutamente pubblicizzate. Trovo, questa, una grave mancanza, anche nei confronti di chi le organizza e che si sobbarca un lavoro molto pesante e faticoso che nessuno conosce, con la conseguenza che vengono disertate. All’apertura del Colortaste, venerdì 6 scorso al Caminetto, tanto per fare un esempio, a parte lo staff organizzativo, c’erano pochissime persone, pur essendo aperto al pubblico. È stato magnifico, di altissimo livello. Pensavo di trovare tantissimi ospiti entusiasti, invece non è stato così e questa cosa mi ha fatto molto male. Cortina sta ricostruendo il meglio di sé e chi opera in questo senso, va aiutato in tutti i modi. Cordiali Saluti Maria-Rossella Maccolini Candiani

ra su un Notiziario che dovrebbe occuparsi di tutt’altri temi. Sulla medesima stampa però ma non ho finora visto alcuna presa di posizione di segno opposto, da parte di almeno qualcuno dei 1909 elettori che nel maggio 2012 lo hanno investito di quel delicato incarico. Possibile che nessuno si sia mosso attraverso la stampa locale o scritto alla Prefettura o ad altra Autorità, reclamando il diritto di avere in carica il loro Sindaco legittimamente votato

nel 2007 e legittimamente ri-votato nel 2012? Ovviamente Andrea Franceschi è innocente fino alla sua eventuale condanna definitiva, al pari di tutti i cittadini di ogni ordine e grado. A suo carico invece non è ancora iniziato (quindi tantomeno concluso) alcun processo. Ma quanto durerà ancora questa “Guantanamo” dove la legge non è proprio “uguale per tutti”? Lettera firmata

IN RICORDO DI MATTEO MENARDI La redazione di Voci di Cortina ricorda la scomparsa di Matteo Menardi, che ci ha lasciati tragicamente lo scorso 24 luglio, cadendo in un canale mentre rientrava da un'escursione sulla Croda d'Antruiles. Matteo, 34 anni, era impiegato presso la Gis, la società comunale che gestisce gli impianti sportivi e le manifestazioni a Cortina. Aveva lavorato anche in Parrocchia, ed era sposato con Angela Alberti, impiegata presso gli uffici delle Regole d'Ampezzo, e preziosa collaboratrice del nostro mensile. Matteo aveva anche collaborato personalmente con Voci di Cortina, mandandoci un racconto che abbiamo pubblicato qualche anno fa. La redazione si stringe accanto alla moglie Angela e ai familiari di Matteo per il grande dolore che li ha colpiti.

IL COMUNE DI CORTINA DA OLTRE TRE MESI SENZA SINDACO Da oltre 3 mesi il Sindaco di Cortina d’Ampezzo è sospeso dalla funzione che la maggioranza degli elettori gli affidò nel maggio 2012, funzione che vale su tutto il territorio e su tutta la popolazione di Cortina d’Ampezzo. Nel frattempo sulla stampa sono comparsi ripetuti commenti con attacchi e disquisizioni in maggioranza denigratori, dilagati addirittuChiuso in redazione il 2 agosto 2013

Direttore Responsabile Direttore Editoriale Proprietà Stampa Comitato di redazione

Marina Menardi Edoardo Pompanin Associazione Comitato Civico Cortina - Chiave 116, Cortina d’Ampezzo (BL) Tipografia Print House snc. - Pian da Lago 72, Cortina d’Ampezzo (BL) Alice Gaspari, Edoardo Pompanin, Roberto Pappacena, Morena Arnoldo, Patrizia Serra, Giacomo Giorgi, Vittoria Broglio Impaginazione Marina Menardi Progetto grafico Dino Gillarduzzi, dino@dinodesign.it Contatti www.vocidicortina.it - info@vocidicortina.it - cell. 349 4912556 Chiave 116, Cortina d’Ampezzo (BL) Testi di esclusiva proprietà - stampato su carta riciclata


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Le >brevi< del mese 27

giu Grazie alle neve ancora abbondante in quota si è deciso di aprire la funivia “Freccia nel Cielo” per portare gli sciatori nel comprensorio di Ra Valles. Le particolari condizioni meteo hanno, infatti, reso possibile l’idea di proporre lo sci estivo.

29

giu Ottiene grande successo la speciale apertura della seggiovia Bus Tofana per la sciata estiva all’alba, avvenuta sulle nevi di Cortina. Numerosi gli appassionati dello sci che hanno usufruito di una pista in condizioni perfette.

01

lug Si conclude la North Face Lavaredo Ultra Trail, la spettacolare gara di corsa in montagna di 118 chilometri giunta quest’anno alla settima edizione. Gli organizzatori Simone Brogioni e Cristina Murgia hanno ringraziato tutti per la riuscita della manifestazione: «Un ringraziamento particolare è andato ai numerosi volontari - circa 180 - che sono stati vicini all’organizzazione».

02

lug È in linea Cccnews.it, sito web nato dall’indagine svolta tra gli studenti delle scuole superiori cadorine e ampezzane, realizzata grazie alla collaborazione con il Rotary Cadore Cortina. Il sito vuole essere un collettore di idee, ma anche una vetrina per far conoscere ai giovani gli eventi e le proposte culturali del territorio.

03

lug Con l’astensione del gruppo di minoranza è stato approvato il documento di controdeduzione al Piano di assetto del territorio. Le 191 controdeduzioni sono state votate singolarmente, come prevede il regolamento. Ora il Pat andrà in Provincia per essere adottato definitivamente: poi dovrà oltrepassare la commissione di valutazione regionale per diventare effettivo.

04

lug Al via la campagna di sensibilizzazione per riciclare il Tetra Pak che coinvolgerà Cortina e la Valboite. Nei prossimi mesi cartoline informative, spettacoli e visite nelle scuole verranno messi in campo con questo messaggio: “Il Tetra Pak può essere riciclato ed il contenitore giusto è quello della carta”.

06

lug Eliminata dal Consiglio comunale la consulta per le migliorie del territorio e approvato il nuovo regolamento di coordinamento dei capovilla (i referenti delle frazioni ampezzane), che prevede un rapporto diretto con gli uffici e l’assessore o il consigliere delegato al ruolo di coordinatore».

07

lug Inaugurata la quinta edizione di Cortina InCroda, che quest’anno proporrà appuntamenti dedicati all’alpinismo britannico. Sul palco la nuova presentatrice della kermesse, Giorgia Segato. - Si è svolta alle Cinque Torri la giornata organizzata dalla Fondazione “Il bene” con le guide alpine, dedicata all’informazione ed alla sensibilizzazione sulle malattie neurologiche rare e neuroimmuni come la sclerosi multipla, la Sla, l’atassia e l’amiloidosi.

09

giu Si conclude la seconda settimana del camp per i giovani atleti.«È stato un grande successo», hanno commentato i responsabili del settore giovanile della Sportivi Ghiaccio Cortina, che insieme hanno organizzato il camp. «Abbiamo avuto oltre sessanta ragazzi iscritti, e l’entusiasmo di questi bambini ci ha ripagati dell’impegno dell’organizzazione».

11

lug La Giunta rinnova il contratto di comodato a favore della Fondazione Unesco. Il Comune pagherà le spese di riscaldamento e manutenzione e la Fondazione quelle di pulizie, energia elettrica, internet e telefono. La Fondazione è passata da Belluno a Bolzano che guiderà l'ente per i prossimi tre anni.

12

lug L’Agenzia delle Entrate trattiene un milione di euro più del previsto dalle spettanze del 2012, ma l’amministrazione comunale, con l’avanzo di bilancio accantonato, riesce a parare il colpo senza ripercussioni per le tasche dei cittadini. «Questo è un esempio di buona amministrazione», dice il vice sindaco Enrico Pompanin, «e chi ci ha criticato per aver messo da parte un “tesoretto” per i tempi difficili, dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscerlo».

13

lug L’assessore all’urbanistica di Cortina, Stefano Verocai, stronca sul nascere le polemiche ambientaliste che il Wwf ha innescato in merito ai progetti relativi alle piste da realizzare in vista dei Mondiali di sci alpino del 2019. «Una delle forze della nostra candidatura», spiega Verocai, «è il fatto di promuovere una località inserita nelle Dolomiti patrimonio dell’Unesco. Pertanto alla base di tutti i progetti c’è la volontà di non deturpare

F cus

a cura di Morena Arnoldo

il paese, ma di realizzare unicamente opere necessarie».

16

lug Parte la quarta edizione de “Il museo incanta”, la rassegna di laboratori e animazioni museali per bambini e ragazzi organizzata dai servizi educativi dei musei delle Regole d’Ampezzo. Gli appuntamenti si svolgono con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e il tema conduttore sarà “immersioni nel paesaggio”.

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lug I Giauli di Mauro Lampo con Alessandra Piller Cottrer e i sentieri e la storia di Antonella Fornari inaugurano l'ottava edizione di “Una montagna di libri” la rassegna protagonista della stagione letteraria cortinese.

19

Lug Parte “Cullami”, il primo concorso di design bandito dal consorzio Cortina Turismo con il patrocinio della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, della Fondazione Architettura Belluno Dolomiti e con la partnership tecnica di Dorelan. -La stagione invernale chiude in positivo. L’associazione albergatori ha elaborato i dati relativi a presenze ed arrivi da dicembre ad aprile e il totale vede un segno positivo rispetto a quella 2011-2012. In crescita gli arrivi e le presenze totali.

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lug Approvata dalla Giunta la procedura di gara per la costruzione del parcheggio interrato in Largo Poste. «Non si tratta solo di alleggerire il traffico», dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Verocai, «ma anche di dare a Cortina una piazza da destinare agli eventi e alle associazioni del paese. Piazza delle Poste diventa piazza Olimpia: uno spazio completamente riqualificato e destinato ad ospitare le premiazioni dei Mondiali 2019».

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26-lug Parte il raid ciclistico che vede protagonista l’atleta veneziano Stefano Ceccon e che passerà anche per Cortina. A bordo del suo ibrido tra una mtb ed una bici da strada, Ceccon percorrerà in lungo le Alpi per far conoscere la Fondazione Città della Speranza e l’immenso lavoro che si sta svolgendo nella Torre di ricerca di Padova, dove ogni giorno oltre 400 ricercatori provenienti da tutto il mondo lottano per salvare la vita ai bambini malati di tumore.

Operazione “Mato Grosso”

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20-lug L’Amministrazione comunale ha sottoscritto una convenzione con l’associazione veneta San Damiano affinché 30 volontari salissero a Cortina a ripulire alcune aree e a fare alcuni interventi straordinari di manutenzione ambientale. La Giunta ha rimborsato i volontari con un contributo di 5 mila euro. Il lavoro è stato organizzato dai consiglieri Nicola Bellodis e Stefano, coordinati dal responsabile del settore manutenzione Luigino Faloppa; l’assistenza è stata del guardia boschi comunale Agostino Demenego. I volontari hanno ripulito una zona degradata a sud della frazione di Col dove hanno raccolto 50 sacchi di rifiuti; hanno asportato una vecchia recinzione in località Andrei, hanno sfalciato alcune scarpate nella zona dell’ex mercato e a Crignes; sono stati inoltre ripuliti i boschi attorno ai laghi Ghedina, il tracciato dell’ex ferrovia da Cimabanche a La Vera, il parco Revis, la strada regia ad Acquabona e la stradina “Corta di Pecol”. Il principio guida dell’Associazione è quello di regalare ai più bisognosi i soldi che si sono guadagnati con il proprio lavoro. Il ricavato delle attività dei ragazzi, organizzati in Italia in 130 gruppi, serve per sostenere le opere in America Latina.


Voci di Cortina - agosto 2013