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IL MENSILE DELL’IC VALDAGNO2 No. 3 – Marzo 2018

A scuola… Baskin. Uno sport es/in-clusivo


Gheorghe Corciu 3^B, disegni tratti da (dall’alto) Claude Monet, Impression, soleil Levant, 1872 e Karl Schmidt-Rottluff, Watt bei ebbe, 1912; tecnica: pastelli ad olio


Il mensile dell’IC Valdagno 2

VOCI DI CORRIDOIO

SOMMARIO

NUMERO 03 Marzo 2018

EDITORIALE Cari lettrici e lettori, continua il percorso di “Voci di corridoio”, ormai giunto alla quarta pubblicazione! Il merito è soprattutto degli studenti che si offrono per partecipare con passione a questo bellissimo progetto. Il magazine è infatti spazio di sperimentazione entro il quale le ragazze e i ragazzi della scuola possono mostrare il proprio punto di vista, mettersi alla prova, esprimere le proprie doti, scoprire lati particolari di sé. L’entusiasmo dei nostri giornalisti in erba ha tentato di diffondere ancora di più la conoscenza e la lettura del magazine, chiedendo la collaborazione di tutti gli alunni per la realizzazione della copertina. Il tema è quello degli animali domestici, che riprende l’argomento del dossier di questo numero: ringrazio tutti coloro che, inviandoci le loro foto, hanno voluto sostenerci e collaborare! Le pagine che vi apprestate a leggere sono ricche di spunti, creatività e apporti personali dei membri della redazione: proseguono le nostre usuali rubriche, in certi casi reinterpretate e ampliate, mentre l’elaborazione grafica continua ad affinarsi. Scorrendo il giornale potrete fare un viaggio, dunque, attraverso singolari notizie “esotiche”, approfondendo gli eventi e i progetti organizzati dalla scuola, intrattenendovi con spassosi fumetti, curiosando nel Giappone dei manga… Prima di lasciarvi alla lettura, colgo l’occasione per sottolineare come la scelta di realizzare un giornalino on-line sia stata presa in modo consapevole, per essere eco-friendly ed evitare l’utilizzo di carta. Sappiamo ormai tutti come sia urgente e necessario evitare inutili sprechi e salvaguardare il nostro ambiente, come ben suggeriscono i membri dell’attuale CCR scolastico. A questi ultimi, con grande piacere, abbiamo infatti affidato una pagina del giornale per parlare delle iniziative che sono state attuate in relazione a M’illumino di meno. Creare un giornalino virtuale significa inoltre stare al passo con i tempi e, soprattutto, permettere anche a coloro che non frequentano il nostro istituto di scoprire e leggere il giornalino. Tutti i numeri di “Voci di Corridoio” sono infatti presenti nella piattaforma ISSUU, raggiungibile attraverso i link messi a disposizione nel sito della scuola: perciò, se questo magazine vi piace, ditelo ai vostri amici e fate in modo che anche loro ci seguano!

4 Attualità dal mondo

6 Manuale semiserio

8 A scuola….

10 La pagina del CCR

11 Il dossier

14 Tempo libero

17 Gioca che ti passa

Alla prossima, Prof. Chiara Busin

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ATTUALITA’ dal Mondo

MARZO 2018 - 4

A cura di Francesca Calgaro


MARZO 2018 – 5


… a SCUOLA

MANUALE SEMISERIO

DI SOPRAVVIVENZ A SCUOLA IV Parte Come perdere tempo in classe

a cura di Angelo Danciu Molti ragazzi per vari motivi vogliono saltare un'ora o perdere più tempo possibile in classe. Ma la vera domanda è: come riuscire a farlo? Semplice: seguendo i seguenti consigli (non ci assumiamo la colpa di possibili insuccessi)

Uno dei metodi più classici è chiedere spiegazione ai professori su argomenti anche se li avete capiti: solitamente si usa per posticipare un po' le interrogazioni; Se il professore in questione ce lo avete per più di 2 ore alla settimana (altrimenti rifiuta dicendo di parlarne con altri professori) dovrete chiedergli dei pareri sugli argomenti di attualità; Se conoscete molto bene il professore, dovreste sapere anche le sue passioni, dunque potete inventare una fake news a tema, cosi da distrarlo per un po’;

MARZO 2018 - 6

Questo consiglio può servire per educazione fisica. Per saltare la lezione c'è un modo che funzionerà il 99, 9% % dei casi, cioè riferire al professore che vi fa male un qualcosa, preferibilmente localizzato sulle gambe e i piedi, e statene certi che la lezione non la farete; Se con il professore di religione volete perdere del tempo, dite che avete intenzione di cambiare culto e che volete dei consigli: sicuramente l’insegnante vi risponderà con molto piacere.


PAMELLA Pamella Miranda è una ragazza brasiliana arrivata nella nostra scuola grazie a Educhange, un programma di interscambio culturale. Più precisamente viene da São Paulo e ci ha fatto compagnia per ben 6 settimane! E’ stata ospitata da una famiglia di Recoaro Terme, dove ha visto per la prima volta la neve (problema per una brasiliana abituata al caldo!). Ci ha raccontato del suo mondo in Brasile e ci ha divertiti con le sue lezioni, coinvolgendo sia noi che i professori. Ci ha aiutati a crescere nell’apprendimento della lingua inglese (anche se abituata a parlare portoghese), soprattutto dal punto di vista della comunicazione, attraverso giochi e attività interattive.

Tchau tchau Pamella!!! A cura di Gaia Danzo e Sofia Rancan

SPORT A TUTTO SPIANO! Nei giorni del 15 e 16 febbraio si sono tenute le giornate dello sport, cioè dei giorni dedicati per far testare a noi ragazzi nuovi sport. Gli sport scelti per l’attività erano: hockey, tennis, squash, nuoto, calcetto, pallamano, ju-jitsu, pattinaggio, conferenze e film. La giornata era strutturata in questo modo: le classi partecipavano alle varie sessioni di allenamento divise in gruppi e in luoghi già definiti, come per esempio la palestra dell’Ex Galoppatoio o il PalaLido. Le giornate sono state molto impegnative per i professori di educazione motoria che hanno dovuto organizzare l’evento, gli orari e la partecipazione di tutti gli alunni. Credo che questo tipo di progetto sia molto utile ed aiuti i ragazzi ad affrontare sport che non avrebbero mai pensato di praticare, inoltre si creano degli interessi verso pratiche sportive del tutto nuove. E’ anche stato un modo per fare “gruppo”, per affrontare situazioni mai provate, per offrire aiuto a chi aveva meno esperienza. Alcuni ragazzi, già esperti in una disciplina, hanno potuto fare l’esperienza come istruttori, insegnando ai compagni le regole e la pratica dello sport scelto. Per quanto mi riguarda, ho cercato di praticare più sport possibili. Ad esempio ho provato l’arte marziale del ju-jitsu: gli istruttori mi hanno spiegato che si tratta di una disciplina che insegna come difendersi e non come attaccare. Abbiamo visto e provato come si fanno alcune mosse in coppia: uno aveva il ruolo dell’aggressore e le mosse insegnateci servivano per difenderci e allontanare il pericolo. Quello che mi è rimasto impresso di più è il fatto che non conta essere “grandi e grossi”, infatti la struttura fisica è importante solo fino ad un certo punto; quest’arte esalta la velocità e l’agilità. Gli istruttori (un uomo “ben piantato” e una donna più bassa ed esile) ci hanno dimostrato che utilizzando bene il proprio corpo si può “stendere” l’avversario: l’istruttrice è riuscita ad atterrare l’istruttore in pochi secondi! A cura di Francesca Calgaro MARZO 2018 - 7


COS'É IL BASKIN? Il baskin è uno sport che è stato pensato per permettere a ragazzi e ragazze con diverse abilità e capacità di giocare nello stesso team, dando a tutti la possibilità di esprimersi in base alle loro possibilità per portare la propria squadra alla vittoria. Partiamo da 4 punti fondamentali per giocare a baskin 1) Il materiale: si usano i due canestri normali, ma anche due canestri più bassi ai lati; inoltre si prevede la possibilità di una sostituzione di una palla di peso e dimensioni inferiori, per permettere a chi ha difficoltà motorie degli arti superiori di fare canestro. 2) Lo spazio: per i canestri laterali si usa un'area apposita in cui può entrare solo l'atleta che consegna la palla al pivot, giocatore che per difficoltà motorie o di altro genere non esce mai da questa zona. 3) I ruoli: ogni giocatore ha un ruolo definito dalle sue competenze motorie e ha di conseguenza un avversario diretto dello stesso livello o maggiore, mai minore. Questi ruoli sono numerati da 1 a 5 e hanno regole proprie: più si sale di livello più le regole sono complesse. 4) I tutor: il tutor nel baskin è un giocatore con buone competenze sportive e relazionali che può accompagnare più o meno direttamente le azioni di un compagno non altrettanto bravo. MARZO 2018 - 8


LA STORIA DEL BASKIN Il baskin è uno sport nato a Cremona in un contesto scolastico di alcuni professori di educazione fisica e un genitore di un ragazzo costretto alla sedia a rotelle. Questo progetto è cresciuto negli anni ed è arrivato a quello che viene definito «lavoro di rete», di realtà scolastiche e di associazioni del territorio, ognuna delle quali ha contribuito allo sviluppo di questa attività in tutta Italia: c'è un vero e proprio campionato. A CHE COSA SERVE IL BASKIN? Nel baskin i ragazzi imparano ad inserirsi e ad organizzare un gruppo che conta al suo interno gradi di abilità differenti, imparano a sviluppare nuove capacità di comunicazione, mettendo in gioco la propria creatività e instaurando relazioni affettive anche molto intense. Anche per i ragazzi meno dotati c'è un aumento della fiducia in se stessi e una crescita delle abilità psicomotorie e delle interazioni tra compagni di squadra. IL BASKIN NEL NOSTRO ISTITUTO Il baskin nel nostro istituto viene praticato da tre anni. Il numero di partecipanti è via via aumentato: dai quindici del primo anno siamo arrivati a circa una trentina di persone. Con noi si allenano anche alcuni ragazzi delle superiori e delle cooperative sociali Primula e Recoaro Solidale: in questo modo si crea un filo che lega i vari giocatori della realtà valdagnese e un gruppo composto da persone di diverse età.

Secondo me l'idea di stare tutti insieme un'ora a settimana è stupenda. Aiuto

delle persone che non sono state altrettanto fortunate quanto me: vedere il loro viso pieno di gioia, per aver fatto canestro o essere riusciti a fare un esercizio che fino poco tempo prima non eseguivano, ti riempie il cuore di gioia e felicità.

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LA PAGINA DEL CCR

SPETTATORE: Noi ragazzi del CCR vogliamo ringraziarvi per la partecipazione al progetto ideato da Radio Caterpillar, a cui abbiamo deciso di aderire. Ringraziamo tutti per l’attenzione che ci è stata data durante la presentazione svolta in aula magna, e le classi che hanno collaborato all’attività dei biglietti con gli impegni per il risparmio energetico. Un saluto, i ragazzi del CCR

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IL DOSSIER

A cura di Gaia Danzo e Sofia Rancan

UN

AMICO CHE NON SCORDERAI MAI!

Le nostre case accolgono sempre più spesso animali da compagnia, che rendono più ricca la nostra vita e ci stanno accanto in ogni momento. Noi ragazzi, in particolare, desideriamo spesso avere un amico animale del quale è importante occuparsi in maniera responsabile.

Fin dall’antichità l’uomo si è affezionato a certe specie di animali, addomesticandoli e curandoli. Oggigiorno quasi ogni famiglia possiede un animale domestico. Questi, infatti, ci sanno amare senza mai giudicarci, ci consolano nei momenti peggiori e non ci abbandonano mai. C’è chi li maltratta o li ritiene inutili, ma gli animali parlano e vengono capiti solo dalle persone che li sanno ascoltare. Gli animali domestici sono creature amichevoli e affettuose: non parlano la nostra lingua, ma comprendono il nostro cuore. Prima, però, di prendersi questo grande impegno, è necessario sapere come curarli: 

Fai una ricerca su internet per avere informazioni sul tuo futuro animale. Questo ti aiuterà a sapere quale tipo di cibo dargli. Quindi, compra tutto ciò che occorre: ad esempio, se si tratta di un coniglio, ti servirà una spazzola, del cibo, una gabbietta, ecc. Appena lo porti a casa, l'animale potrebbe essere molto timido. È normale che lo sia, all'inizio. Assicurati di tenerlo d'occhio e fornirgli tutto ciò di cui può avere bisogno. Ricordati che è un grande impegno…se, ad esempio, prendessi un cagnolino, sappi che devi portarlo a passeggiare ogni giorno, anche se sei impegnato a leggere “Voci di Corridoio”! MARZO 2018 - 11


E POI CHI LO PORTA FUORI IL CANE?! Prima di prendere un animale, vai a trovare qualcuno che ne ha già uno e parlaci per farti un'idea di cosa voglia dire prendersene cura, quindi valuta se saresti in grado di farlo. Nel caso tu abbia o decida di prendere un animale è importante non trascurarlo. Prestagli attenzione e controlla che abbia il giusto tipo e la giusta quantità di cibo. Se vedi che qualcosa non va, portalo dal veterinario. Fai in modo che abbia sempre acqua a disposizione. Se vuoi addestrare il tuo animale (cane, gatto, uccellino, ecc.) a eseguire degli ordini, assicurati di dargli dei premi e sii sempre gentile con lui. Un altro grande problema da “domare” sono i genitori. Questi infatti pensano agli animaletti spesso come una “seccatura”, della quale saranno loro a dover occuparsi! Se invece avete mamma e papà amanti degli animali, questo paragrafo non fa per voi! Qui sotto vi scriveremo qualche modo per convincere i “grandi capi” ad acquistare un animaletto domestico, senza farvi rifiutare con successo. 1. Trova un momento in famiglia dove siete tutti rilassati. 2. Inizia l’argomento addolcendoli un po’ (elenca i tuoi bei voti, ribadisci che hai fatto le pulizie la settimana prima…). 3. Introduci il tuo desiderio di comprare un cucciolo, elencane le qualità e tutti gli impegni che sei disposto a prenderti (davvero!) 4. Se la risposta è positiva sei riuscito nella tua impresa, se è negativa riprova tra qualche giorno, continuando ad annoiarli con la tua fondata tesina! Dall’alto: foto di Stefano Bertoldo 3^E, Arina Dembitchi 1^E, Ginevra Celato 3^H

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A cura di Gloria Cornelius

TEMPO LIBERO Nihon – 日本

Nel vostro tempo libero, cosa fate di solito? Io disegno, leggo manga e guardo anime, e penso anche molti di voi. Ma pensandoci bene, quanto sappiamo veramente del fantastico Giappone? Sembriamo professionisti al riguardo, ma alla fine “tanto fumo e niente arrosto”! Approfondendo alcuni aspetti, vi aiuterò quindi a non fare figuracce!

IL SISTEMA SCOLASTICO GIAPPONESE Cosa sappiamo dello scenario che è al centro di tantissimi manga e anime? Vediamo. La scuola è gratuita e obbligatoria dai 6 ai 15 anni. Dopo la scuola dell’obbligo, l’istruzione è altamente costosa perchè i diplomi degli istituti pubblici non sono molto riconosciuti nel mondo del lavoro: la scuola privata (juku) è quindi la normalità per le persone. Il sistema scolastico giapponese si divide in cinque cicli simili a quelli italiani. Cambia solo la durata delle elementari (6 anni) e delle superiori (solo 3 anni): 1 - Scuola materna (età 3 – 6 anni) 2 – Scuola elementare shōgakkō (età 6 – 12 anni) 3 – Scuola media inferiore chūgakkō (età 12 – 15 anni) 4 - Scuola media superiore kōtōgakkō (età 15 – 18 anni) 5 – College o università daigaku (in genere quattro anni) Gli studenti giapponesi chiamano il loro sistema scolastico, shiken jigoku, ossia “inferno degli esami”: lì non esistono esami di Stato ma vengono sottoposti ad esami (obbligatori) di ammissione e valutazioni periodiche; quindi la rivalità tra studenti è alle stelle ed è opprimente.La giornata scolastica inizia alle 08.50 e finisce alle 16.00, poi ci sono i corsi di ripetizioni integrative (a pagamento), che solitamente iniziano alle 17.00 e possono durare fino alle 23.30 di sera. Questa imponenza di studio è giustificata dal fatto che i posti di lavoro sono immancabili per i laureati e garantiscono un’occupazione a vita. Per questo ottenere il massimo e avere un comportamento a dir poco eccellente è un obiettivo fondamentale che motiva le ingenti spese e i sacrifici delle famiglie giapponesi per l'educazione dei figli. Per la pausa pranzo gli studenti hanno 45 minuti di tempo. In alcune scuole si mangia nell’aula, in altri istituti,

invece, ci sono delle aree adibite per il pranzo. Si mangia il bentō portato da casa o acquistato/preso dalla mensa scolastica.Alle scuole elementari, il momento del pasto è anche una lezione dove vengono insegnate ai bambini le basi della nutrizione e l’importanza del cibo. MARZO 2018 - 14


I bidelli non esistono, le classi vengono divise in gruppi che puliscono delle zone scolastiche, si prendono cura dell’orto o degli animaletti a turni. Per sfogarsi hanno la possibilità di aderire ai club che sono svariati, unici e particolari. Sono autogestiti dagli studenti stessi. Molti istituti richiedono ai propri studenti di indossare le ormai famose uniformi scolastiche. Le divise delle medie dei ragazzi, gakuran, sono

di solito nere con bottoni d’ottone e colletti alti e rigidi, di stile vagamente militare, mentre le ragazze di solito indossano divise blu con

gonne

a

pieghe,

le

famose

sailor fuku,

alla

marinara.

Ultimamente, però, le scuole stanno cambiando e si stanno rendendo più attraenti e comode. Quelle delle superiori soprattutto,si stanno dirigendo verso un aspetto più “elegante” per i ragazzi, con giacche e cravatte, e per le ragazze con gonnellini scozzesi e golfini infiocchettati. Non bisogna dimenticare, infatti, che alcuni studenti scelgono il tipo di scuola anche in base al tipo di uniforme. C’è pur sempre una costrizione per gli studenti. Infatti ci sono molti parametri rigidissimi relativi all’aspetto delle divise che non devono mai essere cambiate con accessori non consentiti. L’anno scolastico inizia in aprile e finisce a marzo dell’anno successivo. Le vacanze estive durano circa sei settimane. Oltre alle feste nazionali, gli alunni hanno due settimane di vacanza a Capodanno e due in primavera tra il vecchio e il nuovo anno scolastico.

Bento

L’ ABBIGLIAMENTO TRADIZIONALE Negli anime, i personaggi principali solitamente indossano le loro uniformi e i vestiti comuni; ma durante le feste tradizionali sfoggiano i loro bellissimi abiti. Ecco alcuni componenti. JINBEI - 甚平: è indossato dagli uomini e dai ragazzi durante l'estate. È in canapa o cotone, spesso blu o verde. È composto da una sorta di giacca e da un paio di pantaloni abbinati.

JUNIHITOE - 十二単 : è una tipologia estremamente elegante e complessa di kimono che veniva indossato soltanto dalle donne di corte in Giappone. Letteralmente il nome dell'indumento significa “veste di dodici strati”. Gli strati sono indumenti di seta posti uno sull'altro. Il peso complessivo dell'indumento può arrivare a venti chili. Lo strato più interno è fatto di seta bianca ed è seguito da dieci strati di indumenti con vari nomi che vengono poi chiusi da uno strato finale o un cappotto.

Junihitoe

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OBI - 帯 : è una fusciacca (lunga sciarpa) o cintura tipica indossata principalmente con i kimono e i keikogi sia da uomini che da donne. Nel budō (arte marziale giapponese) l'obi è parte del keikogi (uniforme di allenamento) e serve principalmente per tenere insieme l'uwaji (di solito conosciuto come la parte superiore del keikogi) e per sostenere l’hakama. Nell’aidō e nel kenjutsu (sempre arti marziali) serve anche per portare la spada nel fodero. Inoltre in molte discipline sportive del budō indica il grado di abilità del lottatore (es. cintura nera di karate...).

HAKAMA - 袴 : somiglia ad una larga gonna-pantalone o una gonna a pieghe. Recentemente viene portata anche dalle donne. Viene legata alla vita ed è lunga approssimativamente fino alle caviglie. La hakama ha sette pieghe, di cui cinque davanti e due dietro che rappresentano le virtù considerate essenziali dal samurai. Molti praticanti di arti marziali continuano questa tradizione, ma differenti fonti danno diversi significati a queste pieghe. Oggigiorno, l’hakama è indossata quasi esclusivamente come abbigliamento formale per le cerimonie e le visite al santuario, nella danza giapponese e da parte di artisti nonché, per tradizione, in alcune arti marziali discendenti del bujutsu (insieme di antiche pratiche dei samurai) quali lo iaidō, il kenjutsu, il kendō, l'aikidō e alcune scuole di jū-jitsu.

YUKATA

-

浴衣 : è un indumento estivo. Viene indossato principalmente durante gli spettacoli

pirotecnici, alle feste bon-odori, nelle quale si celebrano gli spiriti, e ad altri eventi estivi. Lo yukata è un tipo molto informale di kimono. C'è poi un altro tipo di yukata, che ha l'utilizzo di una vestaglia e viene indossato dopo il bagno negli alberghi tradizionali giapponesi (ryokan). Infatti, la parola yukata significa letteralmente "abito da bagno".

KIMONO - 着物 : letteralmente "cosa da indossare" e quindi "abito" è il costume nazionale del Paese del Sol levante. È una veste a forma di T, dalle linee dritte, che arriva fino alle caviglie, con colletto e maniche lunghe. Le maniche solitamente sono molto ampie all'altezza dei polsi, fino a mezzo metro. Le donne nubili indossano kimono con maniche estremamente lunghe che arrivano fin quasi a terra (furisode). La veste è avvolta attorno al corpo, e fissata da un'ampia cintura annodata sul retro (obi ).

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MARZO 2018 - 17 SOLUZIONI: ABBINA OGNI PROTAGONISTA AL LIBRO: a3, b4, c2, d1; QUAL E’ IL RISULTATO ESATTO? 20 TROVA IL GATTO!

TROVA IL GATTO!! Gioca che ti passa

A cura della redazione


Ascolta, riesci a sentirla? La dolce cantata della primavera. I ciuffi d’erba che spingono attraverso la neve. Il canto delle gemme che erompono dal ramo. Il tenero timpano del cuore di un giovane pettirosso. Primavera. Diane Frolow

ph Angelo Danciu

Hanno partecipato a questo numero i ragazzi: Stefano Bertoldo, Francesca Calgaro, Gheorghe Corciu, Gloria Cornelius, Gaia Danzo, Angelo Danciu, Sofia Rancan, Shail Singh, Daniele SoldĂ , i membri del CCR. Le proff: Chiara Busin e Martina Ferrero

Marzo  
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Il mensile dell'ICValdagno2, N°3, Marzo 2018

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