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La Voce della Valtrompia n.

MENSILE D'INFORMAZIONE

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Nave. Incontro per la comunità educativa su “L’educazione ai tempi di facebook”

Editoriale

Che bello il Grest di Gabriele Bazzoli

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ANNO III - GIUGNO 2011

J Che bello il Grest, inizia il Grest! Ogni tanto mi chiedono se, crescendo, non ho incominciato a ridimensionare la mia considerazione per questo tipo di esperienza che, per carità, è importante, ma, dopotutto, non è configurabile diversamente che un “dzugatì”. E allora mi permetto di raccontarvi un piccolo episodio, che riguarda ormai oltre tre lustri fa e che si è rivelato una degli snodi fondamentali della mia formazione. Estate: come capita per uno di quegli sfortunati inconvenienti che a volte accompagnano le nomine dei sacerdoti, nel mio oratorio se ne sta per andare un bravo curato e ne sta per arrivare un altro. Mentre avvengono questi avvicendamenti, succede anche il Grest. E in tre ragazzotti (e ragazzotte), intorno agli anni della maggiore età, ci capita tra le mani questa esperienza incredibile: da animatori semplici ed entusiasti a organizzatori, pudicamente ma sensibilmente aiutati da alcuni adulti, di un Grest. Ricordo le mattine in cui bisognava arrivare presto in oratorio, per aprire e distribuire agli altri animatori l’elenco dei giochi, ricordo i pranzi consumati sul tavolo della segreteria, per sistemare al volo le cose del pomeriggio, le riunioni animatori interminabili, la stanchezza e l’entusiasmo della sera, le litigate incominciate e sedate, le nuove amicizie la responsabilità guadagnata gratis e da dover gestire: in 15 giorni ho imparato e sperimentato cosa vuol dire comunità, perché questa parola ha senso dentro alle dimensioni del servizio, della gratuità, della disponibilità. Ho imparato che la comunità cristiana nasce dal darsi, ho imparato la straordinaria misura di quegli adulti che in quei giorni fecero la segreteria, le pulizie, l’organizzazione delle gite senza mai essere invadenti e rendendo possibile quell’esperienza.

•• continua a pag. 2

Una realtà ampliata, ma pur sempre reale Si deve abbandonare l’idea adulta di virtuale e reale, ha detto Mauro Toninelli, giornalista di Voce davanti a genitori ed educatori Inchiesta

Il servizio a pagina 8

Alta Valle Sulla corna Caspai a Lodrino una nuova ferrata sicura e affascinante •• pag. 15

Cultura

È tempo di Grest

Un viaggio tra alcune esperienze estive proposte dagli oratori per l’estate. Il racconto di Lumezzane S. Sebastiano, Nave e Concesio fatto dai protagonisti

I servizi a pag. 2-3

La tappa Valtrumplina di “Terre di fede” in “Agorà” a Concesio il 19 luglio •• pag. 19

Lumezzane Speciale sulla festa di San Lorenzo a Renzo nella parrocchia di Fontana •• pag. 10 e 11


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Primo piano

Che bello il Grest

•• dalla prima pagina

Ho visto i sacerdoti dell’epoca esserci senza strabordare (in un’esperienza che era di passaggio), incrociarci e fidarsi. Sono bastati quindici giorni. Oggi nel ripensare a quel Grest (che porto tra i miei ricordi più belli) potrei analizzare i mille errori educativi e gestionali che abbiamo fatto: mi accorgo però che quella generosità che è tipica dei 16 anni, quella disponibilità che non fa nessun conto e non valuta il premio, cancellarono ogni errore e furono un credito straordinario che, ancora, non è del tutto speso a distanza di anni. (Gabriele Bazzoli)

Estate. Ogni comunità, con le proposte delle parrocchie o dei Comuni, organizza le iniziative estive dei ragazzi

Quando il tempo libero diventa divertimento, relax e crescita Sono cominciati o stanno cominciando i Grest. Ogni esperienza rispecchia le caratteristiche del territorio, ma in comune c’è la passione per i ragazzi e per la loro crescita di Mauro Toninelli

J L’estate per la Valtrompia, come in tutta la provincia, è il momento delle attività ricreative estive. Estate, per eccellenza, è il tempo dei Grest, se si parla delle iniziative degli oratori o dei Cre (o altre sigle), se si prendono in considerazione le proposte fatte dai Comuni che in molti casi sono a fianco o a completamento delle proposte parrocchiali. Accanto ai Grest arrivano anche i campi e le colonie. La Valtrompia è terra che ha una buona tradizione, in linea con il panorama bresciano. Non c’è parrocchia che

non abbia pensato, organizzato e stia svolgendo in questi giorni il proprio Grest. Anche le comunità più piccole ne hanno uno. Ogni proposta rispecchia e risponde alle esigenze della comunità che la propone. Non è secondaria l’idea che sia uno spazio adatto a tenere bambini e ragazzi mentre i genitori lavorano, ma la convinzione è quello di offrire anche un servizio di qualità. Tutte le iniziative sfruttano la possibilità di bambini e ragazzi di ave-

re tempo libero, lontano dai libri e dagli impegni della scuola, dello sport o delle molte attività che scandiscono il tempo durante il resto dell’anno. Ma proprio questo tempo libero estivo si rivela tempo utile alla crescita del bambino e del ragazzo, tempo utile e significativo, proprio perché tempo libero risulta essere adatto oltre che al riposo e al divertimento alla condivisione di esperienze significative, educative e di crescita. La forza dei Grest

sta proprio in questa capacità di rendere piacevole e divertente ciò che fa crescere. In queste pagine ne raccontiamo alcuni, solo alcune esperienze di un territorio che invece ne avrebbe molte di più da raccontare. L’esperienza di Lumezzane San Sebastiano racconta di una situazione sempre in sviluppo e in continua crescita. I numeri si sono raddoppiati rispetto allo scorso anno. Il successo delle iniziative estive tocca anche quelle proposte dall’oratorio di Nave, che realizza ormai da anni una proposta estiva diversa in base alle fasce d’età. Tre Grest diversi per tre fasce d’età diverse: materna, elementare e medie. Le ultime storie che vi raccontiamo sono quella di Maurizia e Laura, educatrici del grest dell’oratorio di Concesio. Ogni proposta ha le proprie caratteristiche. La diocesi ogni anno, attraverso il lavoro del Centro oratori, propone un’idea con materiali e sussidi. Quest’anno il titolo proposto è “Battibaleno”. Certo, i ragazzi che vivono i Grest sperano che non passi così in fretta, nel frattempo l’intera Valle è un mondo di colori, giochi, magliette e canti in movimento. La Valtrompia è anche questo e questi bambini saranno gli uomini della Valle di domani.

Lumezzane San Sebastiano. “Battibaleno”, il tema proposto dal centro oratori, per le proposte dell’estate

E in oratorio per le settimane del Grest ci vanno in 430 J“Sono raddoppiati di numero. Tanto i ragazzi che partecipano al Grest, quanto gli animatori” esordisce don Mauro Rocco, curato all’oratorio di Lumezzane San Sebastiano. Sono infatti 430 i bambini, ragazzi, animatori ed eductori coinvolti nei Grest dell’oratorio di Lumezzane San Sebastiano. A guidare questi numeri, oltre al curato, altri otto coordinatori, che sono tutti volontari. Oltre ai numeri c’è un’altra caratteristica particolare: la taglia. La proposta estiva infatti usa le taglie per differenziare le fasce d’età e le rispettive attività: XXS è il Grest per i bambini mezzani e grandi della

scuola materna; XS (prima elementare), S (seconda e terza elementare), M (quarta e quinta elementare) e L (prima e seconda media), che hanno momenti comuni e momenti particolari nell’arco dell’intera giornata; XL è la proposta per terza media e prima superiore che, come per XS ha una sede diversa dall’oratorio. “Se XXS si svolge alla Casa della Giovane, ambiente ideale e più adatto alla proposta per i bambini – aggiunge don Mauro – per XL la sede è la nuova piazza dedicata a Giovanni Paolo II, perché riteniamo sia importante far crescere anche il senso civico, la partecipazione alla vi-

ta della città”. Successo di numeri ma con una punta di rammarico nelle parole di don Mauro: “Abbiamo dovuto lasciare a casa alcuni adolescenti perché erano troppi a chiedere di fare gli animatori. Questo è il segno che stiamo lavorando bene nella ordinarietà con loro”. Quasi tutte le proposte durano l’intera giornata e il prezzo è stato abbassato per dare la possibilità alle famiglie di mandare i propri figli. “La comunità crede nell’attività del Grest, lo aspetta e si sente coinvolta in molti modi diversi”. Tra cui la generosità e il lavoro nell’ombra, che non sempre si vede ma c’è.


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La necessità che il Grest ci sia Quella dei Grest è una delle iniziative che in tutta la Valle è tanto scontata quanto incredibilmente necessaria. Provate a dire in una comunità: “Quest’estate non si fa il Grest”. Certamente insorgerebbe molta gente, tanto chi ha bisogno di un babysitteraggio durante il lavoro, sia chi crede nell’esperienza estiva come possibilità di crescita per bambini e ragazzi. Allora abbiamo provato a raccontarvi in queste pagine alcune esperienze. Non sono esaustive e non coprono certamente la complessità di un mare di bambini, ragazzi e adolescenti, giovani, mamme e qualche papà che si trova coinvolto in queste iniziative. Scontate, perché sempre si fanno, ma ogni volta uniche.

Concesio. Sono più di 200 i ragazzi che partecipano all’attività estiva dell’oratorio Paolo VI

Anche le educatrici del Cag sono il sostegno per l’estate Maurizia Pedrali da 14 anni al servizio delle attività estive, 4 invece quelli di Laura Cremaschini, che lavora per il Cag nella frazione di S. Andrea di Giuseppe Belleri

J Sono più di 200 i ragazzi delle elementari e delle medie che partecipano quest’anno al Gruppo ricreativo estivo dell’oratorio Paolo VI di Concesio Pieve. Il responsabile del Cag Naviganti (Centro aggregazione giovanile), il curato don Giovanni Bonetti, si avvale della collaborazione di Maurizia Pedrali, che svolge il ruolo di educatrice nelle varie attività annuali e anche per il Grest: è lei che ci parla della sua singolare esperienza. “Sono ben 14 anni che partecipo all’organizzazione e gestione del Grest, sempre

più sentito e frequentato: quest’anno abbiamo 60 animatori, scelti fra i giovani delle superiori che, dopo aver partecipato a un percorso di formazione iniziato nel febbraio scorso, animano le varie attività all’interno di ogni gruppetto. Per loro ci saranno delle serate “Follest” con cinema, giochi, Gardaland by night, musica e sport party. Per noi educatori che siamo impegnati tutto l’anno a gestire le attività oratoriane, il Grest è sicuramente

il momento forte, che prepariamo con cura e attenzione già molti mesi prima perché tutto proceda in modo regolare, senza intoppi né sorprese. La cosa più difficile è gestire in un “Battibaleno” i ragazzi, il tempo − anche quello meteo − e le mamme. La parola che m’impegna maggiormente è “Responsabilità”: i genitori ci gratificano della loro fiducia, affidandoci i loro figli sui quali vigiliamo perché non vi siano incidenti; quelli seri - grazie a Dio

- sono rarissimi, ma quando capitano rimangono impressi nella memoria, come quello accorso cinque anni fa a Martina, travolta mortalmente da un’auto mentre percorreva i pochi metri che la separavano dall’oratorio, sotto lo sguardo della madre. E poi, coordinare come un capitano degli alpini i 60 animatori-caporali sparsi per tutti i vari gruppi non è cosa da poco; già la loro formazione ci ha impegnato notevolmente nei mesi scorsi, poiché il loro numero diviene ogni anno più consistente”. Incontriamo anche Laura Cremaschini, che da 4 anni lavora per il Cag anche lei come educatrice soprattutto a Concesio S. Andrea: “Al mattino la parola che mi accompagna è ‘Entusiasmo’, mentre alla sera riconosco che ogni giorno mi è stato utile, dandomi l’opportunità di conoscere più da vicino così tante persone e di crescere anche professionalmente. Posso raccontare con tenerezza di alcuni bimbi che il primo giorno piangono nel momento di lasciare la mamma, ma che alla sera piangono nello staccarsi dalla mano del loro nuovo amichetto. Infine, c’è l’attesa festa finale ricca di bei momenti anche nostalgici che io serbo felice nel mio cuore !”.

Nave. Dalla scuola materna alle medie e, come animatori, adolescenti e mamme: tutti vanno al Grest

In estate per riscoprire il senso e il valore del tempo J L’oratorio della parrocchia di Nave conferma la propria attenzione alle fasce d’età diverse e alle esigenze dei ragazzi ovviamente differenti. È per questo che da diversi anni i Grest proposti sono tre: uno per i bambini che vanno alla scuola materna, uno per quelli che frequentano le elementari e, l’ultimo, per coloro che vanno alle medie. Tutte le proposte hanno per tema il tempo, contenuto nella proposta del Centro oratori, ma “è stato declinato e modificato in base alle esigenze” racconta don Enrico Malizia, curato di Nave. Se per il Grest della scuola materna si stanno ancora raccogliendo

le iscrizioni (dall’11 luglio), sono 140 i bambini delle elementari il cui spunto è “Ritorno al futuro”; accanto a loro 50 animatori adolescenti e 20 mamme: “Il tempo in ogni settimana assume un valore diverso fino ad arrivare a coglierlo come dono. Ogni aspetto – aggiunge il curato – è associato a un oggetto: il calendario, il manometro e l’orologio”. Sono invece 60 i ragazzi per il grest delle medie, guidati da 30 animatori; il tempo qui è associato alla “Odissea” e quindi al tema del viaggio e alla percezione delle diversità dei tempi sotto vari aspetti. “Tra le esperienze – racconta ancora don Enrico – quella

del magazzino dell’Ottavo giorno Caritas, per sperimentare il tempo donato agli altri”. In ogni Grest gite ai parchi acquatici, sui monti ed esperienze che si inseriscono nel percorso formativo pur rimanendo piacevoli. Per le elementari visita al Castello e nei suoi antri, mentre per le medie “faremo un pezzo della Via Francigena (la via che nel medioevo univa le tre mete religiose cristiane: Roma, Gerusalemme e Santiago), a piedi, per sperimentare un tempo calmo in contrasto con il tempo della nostra normalità” aggiunge ancora don Enrico, aiutato da altri due coordinatori per la gestione.


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La parola ai lettori

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Rotte letterarie Ci sono storie che attraversano i mari del tempo e giungono lievi e dolorose all’orecchio di chi le sa cogliere, storie come quelle di Zorba il greco, che Nikos Kazantzakis fa cantare nelle pagine tradotte da Nicola Crocetti, come un piccolo dio sulla spiaggia di un’intera vita. E nell’approdo cercato scorre il viaggio tumultuoso delle identità confuse sulla Corriera stravagante che attraversa l’America al confine col Messico rilucendo nelle pagine di John Steinbeck. Tutti in movimento mentre immobile rimane il pastore Endimione alla vista delle meraviglie che traccia tutt’intorno, tra immaginazione e realtà, la sottile barocca penna del poeta inglese John Keats.

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IL PEGGIO DELLA VALTROMPIA

Sarezzo, un sottopassaggio specchio di brutture Negli anni il sottopasso saretino è stato più volte tinteggiato, messo a posto, ridipinto (dai ragazzi del liceo artistico), ma pare proprio non ci sia nulla da fare per proteggerlo dall’incuria mentale di chi continua a divertirsi, prendendolo come un quaderno personale dove “schizzare” di tutto e di più. Perché imbrattarlo di scritte incomprensibili? Perché ridurlo a spazzatura? Per apporre un marchio d’esistenza, dire “io ci sono”, dichiarare un amore? Perché non scrivere una poesia, perché non dirlo a voce. L’ennesima prova di un brutto che avanza.

LETTERE

Una lettera aperta contro il malcostume Caro Papa e cari vescovi, in Italia sono molto diffuse la mafia, l’evasione fiscale, la corruzione, le falsità, le volgarità, le violenze di tutti i generi, il razzismo, le litigiosità in pubblico e non, ricchezze spropositate, festini e festoni lussureggianti. Con tutte queste cose negative e altre ancora è uno scandalo vero e proprio. In questo modo non si difendono i più deboli, il bene comune, la vita e non si favorisce la costruzione di una società migliore e più giusta. Gentilmente chiederei da parte vostra, di essere più netti nel condannare certi comportamenti degradanti e illeciti. L’Italia si professa uno dei Paesi al mondo più cattolico. Non è possibile che sia anche uno dei Paesi più corrotti. Chiederei anche sempre gentilmente, di ammonire, richiamare, più severamente i cittadini, mafiosi (se necessario anche con la scomunica), gli evasori fiscali, i corruttori, chi diffonde falsità, volgarità, litigiosità, il razzismo, il malcostume, il non rispetto dell’altro, chi si arricchisce spropositatamente, sia sul lato economico, che su quello di potere (...). Io sono un cittadino comune, un infermiere in pensione, faccio volontariato. Vorrei che tutti facessimo di più e meglio per i più deboli, per i bambini, i disoccupati, i diversamente abili, gli anziani non autosufficienti, gli immigrati, gli ammalati, quelli che soffrono. Carissimi, la moralità, l’etica, il rispetto della Costituzione, dei poteri dello Stato, della persona, devono essere i temi prioritari.

IL MEGLIO DELLA VALTROMPIA

A Concesio si attraversa in sicurezza Anche l’amministrazione comunale di Concesio si è adoperata per ridare dignità (e sicurezza) ai pedoni che devono affrontare la trafficata 345 della Valtrompia. Da poco tempo, chi dovrà attraversare il fiume di macchine, potrà contare su un salvagente in più: infatti, in prossimità degli attraversamenti zebrati concesiani ecco questi segnali luminosi a intermittenza che avvisano costantemente gli automobilisti della presenza di “zona franca” per chi tenta di raggiungere l’altra sponda del paese. Un piccolo grande aiuto.

Giornali della Comunità

Radio Voce Al via la programmazione estiva con un nuovo programma pomeridiano: “Vicini, vicini” dalle 17 alle 19, dal lunedì al venerdì, con ospiti più o meno famosi in diretta con Luana Vollero. Spazio inoltre all’informazione locale e nazionale. Radio Voce si può ascoltare sugli 88.3 88.5 e su internet grazie al servizio streaming: www.radiovoce.it.

Lettera firmata

Meravigliosi ragazzi di Fontana Egr. direttore, vorrei raccontare quanto è stato sorprendente scoprire che un gruppo di adolescenti e giovani che, mai prima

“Nave nostra”

è il giornale della comunità della parrocchia di Maria Immacolata di Nave. In apertura la riflessione del parroco e riflessioni legate alla vita della comunità, iniziative e ricordi. Ampio spazio fotografico all’inaugurazione della nuova chiesetta per la Casa di riposo.

fm 88.3 88.5 Brescia e Provincia

d’ora, a parte qualche eccezione, si è messa su un palcoscenico per realizzare un musical in onore di don Paolo Corsetti, sacerdote novello ordinato l’11 giugno in cattedrale. Un percorso lungo che li ha fatti crescere e li ha uniti prima come gruppo di amici che condivideva un obiettivo. L’unione e il senso di gratitudine verso don Paolo Corsetti che con loro ha condiviso esperienze diverse in questi anni. La gratitudine e un terreno seminato che è bastato innaffiare leggermente per vedere crescere l’entusiamo e la voglia di stare insieme che hanno permesso loro di realizzare uno spettacolo che ha meravigliato tutti. La fiducia riposta in loro gli ha permesso di esprimere le proprie qualità e allo stesso tempo di crescere come persone. Il musical si è rivelato un ottimo espediente per raccogliere il desiderio di fare e, allo stesso tempo, veicolo attraverso cui maturare e diventare grandi. Meravigliosi questi ragazzi che sanno sorprendere il mondo adulto, se solo si desse loro un po’ di fiducia. Lettera firmata

Quanto viene pubblicato in queste pagine è da attribuirsi unicamente alla responsabilità dei firmatari delle lettere. Nelle lettere è necessario indicare in modo leggibile nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di chi scrive per renderne possibile l’identificazione. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare, senza alterarne il senso, i contributi ritenuti troppo lunghi (massimo 1500 battute). La pubblicazione di una lettera non implica la condivisione del suo contenuto da parte della direzione del giornale. Non saranno pubblicate lettere già apparse su altri organi di stampa. Scrivete a “La Voce della Valtrompia”, via Callegari, 6 - 25121 Brescia o via mail a valtrompia@vocemedia.it.


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Due ďŹ lm a Concesio

Bassa Valle

Doppio appuntamento cinematograďŹ co a Concesio per i piĂš piccoli presso la piazza del municipio (ore 21.30). GiovedĂŹ 7 luglio verrĂ proiettato Pirati dei Caraibi - Oltre i conďŹ ni del mare, mentre giovedĂŹ 14 sarĂ  la volta di Rapunzel. In caso di pioggia i ďŹ lm saranno trasmessi nell’auditorium di S. Andrea in via Camerate.

San Vigilio. Padre Pierangelo Ferrari racconta la storia dell’associazione aperta in Valtrompia 16 anni fa

La solidarietĂ di Cocca Veglie di Giuseppe Belleri

J“Proprio oggi è il 44° anniversario della mia ordinazione sacerdotaleâ€? ci conďŹ da padre Pierangelo Ferrari, accogliendoci nella cascina di via Rizzardi 104 a San Vigilio che, adagiata a mezza collina, pare una sentinella della Valtrompia. Qui da 16 anni c’è la sede operativa dell’associazione Amici di Cocca Veglie e attualmente sono ospitate 8 persone, quasi tutte straniere: c’è una coppia di badanti, una religiosa in attesa di dedicarsi alla missione di volontaria, altri di un permesso di soggiorno, di un lavoro stabile o di una casa. â€œĂˆ la mia famiglia allargata, dove svolgo il ruolo di prete, papĂ , mamma, nonno, amico; non mi è permesso affezionarmi troppo, perchĂŠ ogni tanto qualcuno spicca il volo e il suo posto viene prontamente occupato da un’altra pecorella smarrita che rimarrĂ  il tempo necessario a trovare un’adeguata sistemazione. Abbiamo un piccolo orto, degli animali da cortile e parec-

A sinistra padre Pierangelo Ferrari

chie pecore – molte sono nere come alcuni degli ospiti – che tengono puliti i prati circostanti. Ăˆ come un’oasi dove il pellegrino si ferma un attimo a ristorarsi prima di riprendere il suo cammino, ma ospitiamo anche piante e ďŹ ori che da noi riďŹ orisconoâ€?. L’associazione, oltre a una casa appoggio in via Bernini a Brescia, dove alloggiano degli studenti stranieri che si son ritrovati con la borsa di studio vuota (a causa dei tagli agli aiuti internazionali ora la borsa è piena solo di promesse),

gestisce alcuni ediďŹ ci a Cocca Veglie nel Comune di Capovalle. “Nella nostra associazione – dice padre Pippo – promuoviamo iniziative di carattere ricreativo, sociale, educativo, culturale e assistenziale, particolarmente rivolte ai minori e ai giovani, qualunque sia la loro nazionalitĂ , con l’intento di favorire l’educazione dell’uomo a una vita comunitaria basata sugli ideali della non violenza e dell’amore a contatto con una natura incontaminata e nel rispetto delle con-

vinzioni religiose di tuttiâ€?. In quest’oasi, posta fra il lago d’Idro e quello di Valvestino, possono soggiornare, sia nel periodo invernale sia in quello estivo, piĂš di 130 persone contemporaneamente; ma da qualche anno è disponibile anche un prato di 18.000 metri quadrati attorniato da un bosco e dotato di un rustico e un gazebo che ha giĂ ospitato alcune migliaia di scout. Tra i progetti piĂš signiďŹ cativi segnaliamo “L’altro turnoâ€?, ossia una vacanza dedicata a persone con disabilitĂ  sia intellettive che ďŹ siche, organizzata da piĂš di vent’anni; inoltre, dal 1995 c’è anche “Una boccata di speranza da Tula a Cocca Veglieâ€? attraverso cui vengono ospitati dei minori provenienti da una regione russa vicina a Chernobyl. Siccome quest’anno ricorre sia il 40° degli Amici di Cocca Veglie sia il 30° dell’associazione, vi saranno da giugno a settembre alcune domeniche di festa aperte a tutti gli amici: il 10 luglio ci sarĂ  la “Grande Festaâ€?. Info sul sito web www.coccaveglie.org o al numero di telefono 0365.750066 .

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Nave. Per la comunitĂ educativa proposto un incontro formativo dal titolo “L’educazione ai tempi di facebookâ€?

Una realtĂ ampliata, ma reale Mauro Toninelli, giornalista, ha stimolato i presenti proponendo alcuni passi necessari per chi educa e la forza di rideclinare i valori: i cambiamenti sono antropologici di Paola Bottinelli

J “L’educazione ai tempi di Facebookâ€? è il titolo dell’incontro che in “Giovani’n festaâ€?, la festa dell’oratorio di Nave, è stato proposto alla comunitĂ educativa. Il fatto stesso che l’argomento venga proposto è segno che qualcosa sta cambiando e che questo cambiamento si stia rivelando signiďŹ cativo piĂš del previsto. Benedetto XVI stesso nel discorso scritto per la Giornata mondiale delle comunicazioni lo scorso 5 giugno ha evidenziato come il cambiamento sia paragonabile a quello prodotto dalla rivoluzione industriale. Mauro Toninelli, relatore della serata, ha sottolineato, ďŹ n dall’inizio, come l’evoluzione dei social network e dei nuovi media “sempre piĂš invasiviâ€? stia producendo un mutamento antropologico, come quello della rivoluzione industriale. Dopo una spiegazione rapida ma necessaria sul funzionamento, cosa necessaria perchĂŠ se ne

Caino, in atto i lavori al teatro parrocchiale EdiďŹ cato negli anni Cinquanta, il teatro di Caino riportava ancora strutture obsolete, come ad esempio il tetto in eternit. Le recenti norme di sicurezza non erano rispettate, cosĂŹ i lavori di ristrutturazione si sono resi indispensabili. Cominciati nella primavera del 2010, constano di un rifacimento della struttura muraria, ma anche dello spazio interno. Il preventivo iniziale si aggirava attorno ai 750mila euro, con un ribasso d'asta che ha portato la cifra a 530mila euro. Il fondo messo a disposizione dal-

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la Regione è stato sufďŹ ciente per adeguare la nuova struttura al rispetto delle norme di sicurezza, dopodichĂŠ il Credito cooperativo ha agevolato l'accesso al ďŹ do e concesso un piccolo ďŹ nanziamento. Ma la falla pecuniaria rimane notevole e un sostegno va ricercato nei cittadini, i quali giĂ stanno lavorando sodo per offrirsi come manodopera volontaria. Non è ancora dato sapere il periodo di termine dei lavori, vista anche la difďŹ coltĂ  nel rintracciare i fondi per il ďŹ nanziamento. (b.f.)

comprenda il meccanismo e gli effetti. “La prima cosa che si deve comprendere e accettare − ha sottolineato Mauro Toninelli – è la concezione che sia una realtĂ separata. Non c’è per i ragazzi una realtĂ  virtuale e una reale, ma una realtĂ  che si amplifica e si prolunga unica. Educatori, insegnanti e genitori devono abbandonare la paura e provare a declinare i valori di un tempo in un nuovo mondoâ€?. La considerazione ha evidenti conseguenze su come declinare valori di un tempo come l’amicizia, l’amore, il rispetto, il dialogo e la formazione di un’identitĂ . La sfida per chi si trova a rapportarsi con i ragazzi definiti nativi digitali deve passare da qui: “Il problema non è lo strumento ma l’uomo che lo usa. Il primo passo è conoscere il mondo − ha aggiunto il giornalista − in cui i ragazzi si muovono. Il secondo è riprovare a giocare i rapporti educativi con la coscienza che il mezzo racconta della vita dei ragazzi e che della vita ha tutte le potenzialitĂ  e i pericoli. Al centro non ci sta la paura dell’adulto ma la voglia di vivere e di comunicare dei ragazziâ€?. Inviti che nell’arco della sera hanno smosso e, in parte, preoccupato i presenti che si sono trovati spiazzati e in difficoltĂ  davanti a una realtĂ  che faticano a comprendere, nel tentativo di “vestire con la propria giaccaâ€?. Molte domande e un lungo dibattito hanno seguito l’incontro, segno dell’interesse verso l’argomento. L’invito ďŹ nale è chiaro: “Avere ďŹ ducia nei ragazzi e un minimo di conoscenza ... come quando si insegna ad andare in biciclettaâ€?.

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di Sabrina Cavalleri

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Lumezzane

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Campo e parcheggio al Villaggio Gnutti Sabato 18 giugno è stato inaugurato ufficialmente il nuovo campo da calcio sintetico e il parcheggio per auto al Villaggio Gnutti. Il campo, intitolato al fondatore della Fondazione Maugeri, il professor Salvatore Maugeri, è stato realizzato con un manto speciale in grado di supportare non solo i tacchetti delle scarpe da calcio, ma anche quelli delle calzature da rugby e dispone della grandezza necessaria per accogliere gli allenamenti dei team locali impegnati in entrambe le discipline sportive. Nel parcheggio seminterrato, invece, sono disponibili 196 posti auto liberi per le esigenze di sosta dei dipendenti (90 posti), dell’utenza dell’Istituto di Lumezzane e dei residenti della zona.

Sport. In pieno svolgimento la 26ª edizione della “Triade... on the beach” con volley, soccer e tennis

Tutti in spiaggia a S. Sebastiano Ai nastri di partenza si sono presentate 33 squadre divise tra giovani e adulti. La finalissima sarà venerdì 22 luglio di Alessio Andreoli

J Spiaggia, atleti in infradito e l’estate che avanza. Potrebbe essere la descrizione della riviera romagnola in pieno luglio, invece stiamo parlando dell’oratorio Don Bosco di San Sebastiano vestito in un modo speciale per la 26ª edizione della Triade. A differenza degli anni scorsi, l’edizione odierna ha un fascino tutto suo, perché si gioca interamente su campi in sabbia. La “Triade…on the beach” ha riscosso grande entusiasmo e ai nastri di partenza si sono presentate 33 squadre, divise in due categorie (giovani dal 1994 al 1997 e adulti), pronti a sfidarsi tra beach soccer, beach volley e beach tennis. Ma da dove nasce l’idea di creare un torneo interamente su spiaggia artificiale? “Inventare la ‘beach triade’ – spiega don Mauro Rocco,

curato della parrocchia di San Sebastiano – è stata una cosa quasi forzata. Due anni fa abbiamo iniziato la ristrutturazione dell’oratorio e con l’avanzamento dei lavori sono venute meno le strutture per la triade: campo da basket e da

pallavolo. Temevamo che senza il tradizionale torneo l’estate sarebbe stata spenta. Una sera, durante una riunione – spiega il giovane sacerdote –, è arrivata l’illuminazione! Perché non imitare lo sport del momento (beach volley, ndr) e por-

tare un po’ di mare a Lumezzane?”. L’effetto spiaggia è stato creato ricoprendo l’intero campo di calcio con sabbia dalle cave di Berlingo, che al termine dell’evento (finali il 22 luglio) sarà consegnata alla Protezione civile. “Vogliamo incentivare il fair play – dice don Mauro – e la voglia di vivere lo sport serenamente! Per questo non ci sono soldi da vincere ma una coppa, simbolo del vero spirito sportivo”. Il regolamento del torneo è molto semplice: ogni squadra dovrà sfidare la compagine avversaria in tutte e tre le discipline con l’obbligo di schierare sempre una ragazza in campo. La triade, iniziata lo scorso 13 giugno si divide in due parti: la fase a gironi e la seconda fase a eliminazione diretta fino alla finale del 22 luglio. Oltre alle partite i presenti potranno sedersi a tavola, gustandosi le prelibatezze dello stand gastronomico.

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I Santi di Fontana

Lumezzane Fontana

Nella parrocchia di Lumezzane Fontana due i santi ricordati: San Rocco e Sant’Anna. San Rocco nasce a Montpellier attorno al 1295 e muore dopo il 1355 ed è protettore degli appestati. La sua festa cade il 16 agosto. Sant’Anna è la madre della Vergine Maria e la moglie di Gioacchino. La sua festa cade il 26 luglio.

Il patrono. La storia del santo che il 10 agosto "piange", ogni anno ricordato nel piccolo rione di Renzo

San Lorenzo e il pianto di stelle di Rosa Casari

J Il patrono della parrocchia è S. Rocco, santo taumaturgo e invocato contro le malattie contagiose. Ma nella contrada di Renzo che si dipana dalla parrocchiale, inerpicandosi su strette strade, si venera da tempo S. Lorenzo. Un santo al quale è stata dedicata una umile cappella, abbellita al suo interno da un dipinto che raffigura proprio il santo. Lorenzo nacque intorno al 220 nella comunità autonoma di Aragona in Spagna e da giovane venne mandato a studiare teologia presso la città di Saragozza. Lì ebbe come maestro il futuro Papa Sisto II che, una volta eletto Vescovo di Roma (257), conferì a Lorenzo il titolo di diacono. A quei tempi era imperatore di Roma Filippo detto l’Arabo, tollerante verso i cristiani; ma il suo capitano d’armi Valeriano lo scalzò dal trono e lo uccise sotto le mura di Verona. Divenuto il nuovo imperatore, Valeriano emanò un editto (agosto 258) secondo il quale tutti

i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte. Cominciò così a falciare migliaia di martiri e si scagliò poi contro Sisto, credendo che nelle sue mani risiedesse il tesoro imperiale. Sembra che Sisto II stesse celebrando una Messa nel cimitero di S. Callisto, quando fu catturato e condannato a morte. Si racconta anche che incontrò Lorenzo e che prima di venire decapitato con una scure gli disse: “Lorenzo, non ti lascio solo figlio mio! A te sono

riservate più grandi battaglie. Noi vecchi scegliamo la via più corta. Tu che sei giovane avrai più gloriosa vittoria: fra tre giorni mi seguirai”. A quel punto l’imperatore Valeriano chiese a Lorenzo dove fossero i tesori e, non ottenendo risposta, lo sbatté in prigione. Interrogato di nuovo sull’ubicazione delle ricchezze, Lorenzo rispose: “Signore, io ti chiedo tre giorni di tempo per adunarli: poi te li mostrerò”. Trascorsi tre giorni il palazzo imperiale brulicava di un’enorme ressa di pove-

ri, ciechi e storpi e con loro c’era Lorenzo, che disse: “Ecco i miei tesori, essi non scemano mai, sono i monili della Chiesa, le gemme di Cristo. Prendili, tu stesso diverrai ricco”. Al sentir quelle parole Valeriano s’infuriò e disse al diacono che sarebbe morto quella notte. Lorenzo allora rispose: “La mia notte non ha oscurità, ma tutte le cose sono chiare nella luce”. Quella stessa notte agostana, secondo il De officiis di S. Ambrogio, Lorenzo venne arso vivo sulla graticola e mentre bruciava sembra si sia rivolto al tiranno: “Assum est,… versa et manduca” (Sono cotto da questa parte,… girami e mangiami). Così, secondo la leggenda Lorenzo morì la notte del 10 agosto, mentre dal cielo discendeva una bionda pioggia di stelle. Soprattutto portò a termine il compito che aveva ricevuto: seguendo il suo vescovo nel martirio e, col dono delle risorse comunitarie ai poveri, manifestando come nella Chiesa ogni cosa abbia valore se è orientata alla carità, se diventa servizio alla carità, se può trasformarsi in carità.


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La sagra. Da venerdì 8 a lunedì 11 luglio spazio a musica, stand e celebrazioni

Una quattro giorni di festa per la contrada di Renzo di Angelo Compagnoni

J Luglio: tempo d’estate, tempo di feste di paese. Sono molteplici proposte che il panorama valtrumplino offre, spesso legate a feste patronali di varie parrocchie o legate a gruppi di volontariato. Come ogni anno, la festa di San Lorenzo si svolge in occasione del secondo weekend di luglio, da venerdi 8 a lunedi 11. La frazione di Renzo è strettamente legata alla vita della frazione di Fontana di Lumezzane: confini ormai inesistenti, stessa parrocchia, stesse attività. Tuttavia, la gente del “sobborgo” di Renzo è sempre orgogliosa di poter festeggiare nella maniera più appropriata e calda il Santo cui è dedicata la santella che si trova all’inizio di via Corsica e fulcro spirituale delle celebrazioni. Una santella semplice, ben tenuta dalle signore della contrada di Renzo, che raffigura la vicenda di San Lorenzo, martire della Chiesa romana a causa dell’editto dell’imperatore Valeriano del 258, che ordinava la morte per tutti i vescovi, presbiteri e diaconi. L’iconografia sacra raffigura San Lorenzo bruciato su una graticola, dopo che aveva distribuito tutti i beni della chiesa ai poveri: esempio di carità suprema, che stimola la riflessione della

La cappella di San Lorenzo nella frazione di Renzo

popolazione lumezzanese e non solo. Accanto al programma liturgico, che culminerà con la processione tra le vie di Renzo della statua del santo nella serata di lunedì, un ricco programma folcroristico allieterà le serate con canti, balli e stand gastronomico: venerdì 8 musica con “Grazioli e Dolcini”, quindi casoncelli e spiedo; il 9 ballo liscio con l’orchestra “Luca’s Band”, il 10 “Willi e i ragazzi”, mentre lunedì “Gino De Gonzales”. Un’invitante pesca di beneficienza e la classica sottoscrizione a premi completeranno i festeggiamenti. Una festa nata alcuni anni fa per volere di un gruppo di volontari residenti nella frazione lumezzanese e che, da subito, ha attirato l’attenzione di molti

visitatori. L’entusiasmo degli organizzatori non viene mai meno, e lo si capisce anche dal fatto che i vicoli e le strade di Renzo sono, ogni anno, addobbati a festa, rendendo ancor più accogliente la frazione stessa: pur essendo nella parte alta di Lumezzane, in una delle zone che negli ultimi anni hanno visto un forte sviluppo edilizio, la salita per raggiungerla non risulta pesante, ma piacevole. L’allegria e l’atmosfera gioiosa della festa sono gli ingredienti per vivere, una volta di più, la bellezza di fare ed essere comunità, dispensando sorrisi e buone parole a persone che incontriamo di rado. L’appuntamento quindi è a Renzo, per un fine settimana all’insegna dello stare insieme.

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Fontana, un borgo dalle antiche radici storiche Posta sul piccolo torrente della val di Renzo, tributario del fiume Gobbia, Fontana sorge a 355 metri di altitudine sopra la località Piatucco e appena sotto la Fontana Nona che in questo luogo ha la sua sorgente. Etimologia facile per il piccolo centro abitato valgobbino, che proprio dalla fontana destinata a distribuire l’acqua sorgiva prende il nome. Un termine che compare per la prima volta in un documento del 14 febbraio 1574, il quale attesta come in “Contrada Villa di Fontana” venga all’epoca convocata la vicinia per approvare l’acquisto di una casa in “villa de Platucho” e renderla abitabile per un notaio. Un nome che dalla carta catastale del 1610 compare poi nella semplice forma di “Fontana”. Centro abitato un tempo molto ridotto, avvinghiato attorno all’antica chiesetta eretta nel 1676, e poi cresciuto sino a raggiungere il patrimonio sufficiente a staccarsi dalla Pieve di S. Giovanni (1939). Un decreto vescovile datato 16 aprile 1940 sancisce che la chiesa curiaziale di S. Rocco e la frazione di Fontana si stacchino dalla Pieve di Lumezzane, divenendo parrocchia sotto la denominazione di Lumezzane Fontana. È da allora che gli abitanti cominciano a manifestare la volontà di una nuova chiesa; così, scartata la proposta di costruirla nell’area della chiesetta preesistente, viene scelta l’attuale località Caselli. Nel 1961, su progetto dell’ingegner Domenico Gorlani e del professor Dino Bianchi di Brescia, vengono avviati i lavori per la chiesa.


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Media Valle

Il festival "Terre di Brescia" 2011 Ăˆ sbarcato anche nella Valle del Mella il festival del paesaggio 2011 “Terre di Bresciaâ€?, che va in giro per la provincia ďŹ no al prossimo 31 luglio. Sabato 2 luglio al Museo Il Forno di Tavernole inaugurazione (ore 17) della mostra pittorica “Valtrompia: il mito della montagnaâ€?. Domenica 10 luglio Sarezzo ancora protagonista con Paolo Rech al museo “I magliâ€?. Domenica 17 luglio alle ore 14 Mascoulisse Quartet al Monte Guglielmo e giovedĂŹ 21 a Villa Glisenti concerto di Jang Senato.Info su http://92.243.22.53/wp/.

Gardone Val Trompia. Grande festa, nel paese valtrumplino, per la recente ordinazione sacerdotale

La grazia di don Andrea Maffina Primogenito di tre fratelli, don Andrea è il terzo sacerdote nell’arco di 6 anni che viene ordinato a Gardone, dopo don Luca Zubani nel 2005 e don Gabriele Fada l’anno scorso di Edfmondo Bertussi

J La comunitĂ di Gardone Val Trompia ha festeggiato con grande partecipazione l’ordinazione sacerdotale di don Andrea MafďŹ na: terzo prete al difďŹ cile traguardo in sei anni nella parrocchia dopo don Luca Zubani (2005) e don Gabriele Fada (l’anno scorso). Gli ha dedicato, tra l’altro, un bollettino parrocchiale dove c’è una bella “Preghiera per le vocazioniâ€? scritta

Don Andrea MafďŹ na

dalla mamma Vincenza Zani: “O Signore GesĂš, che hai deposto nel cuore di tutte le donne il desiderio del dare di sĂŠ, fammi la grazia di avere un ďŹ glio che un giorno venga a confidarmi: Mamma voglio diventare sacerdoteâ€?. Vi esprime l’emozione vissuta, come

ha raccontato col papĂ Valentino MafďŹ na (dirigente scolastico conosciutissimo in Valle, giĂ  sindaco di Pezzaze), quando Andrea il primogenito (dopo di lui ci sono Francesca e Stefano) all’etĂ  di 9 anni alla domanda: “Cosa farai da grande?â€?, rispose: “Il preteâ€?.

Dunque, una vocazione venuta da lontano, fatto ormai raro: nel 1998 era giĂ in Seminario, dove ha frequentato la terza media e le superiori. Dopo il liceo, un anno di riessione lavorando come metalmeccanico a Torbole, restando nella comunitĂ  del seminario delle vocazioni giovanili; nel ďŹ ne settimana prestava servizio nella parrocchia di Padergnone. Nei sei anni di studio di teologia ha prestato servizio nella parrocchia di Nuvolera dal 2005 al 2007 e a Castelfranco di Rogno nel 2007 e 2008; ha tenuto giornate di animazione vocazionale in varie parrocchie della Diocesi nel 2008/2009; poi l’incarico di prefetto nella comunitĂ  del seminario minore nel 2009/2010; inďŹ ne, come diacono ha prestato servizio a Pralboino nel 2010/2011. Sempre gioviale ma fermo: un amico del paese, che è stato con lui un anno (“Provaâ€? gli aveva detto Andrea) e poi ha scelto strada diversa, lo ricorda cosĂŹ: “Ho imparato che cosa signiďŹ casse la fratellanza cristiana e lo spirito di premurosa ma ferma e decisa correzione che germoglia da essaâ€?.

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Sarezzo. Il prossimo 18 luglio la partenza del gruppo alla volta della capitale Accra

Sei giovani cugini nel cuore del Ghana Dal 2000 varie generazioni di cugini scendono nel Paese africano per sostenere la missione dello zio, padre Giuseppe Contessi di Andrea Alesci

J Nel cuore dell’Africa per incontrare le intenzioni della gente e trasformarle in qualcosa di concreto. È l’avventura di sei cugini che in un passamano generazionale da dieci anni scendono tra polvere e cielo del Ghana. Sei cugini provenienti dalle parrocchie di Lumezzane, Sarezzo e Cologne: Enrico, Paolo, Stefano, Elisabetta, Luca, Laura. “Il 18 luglio – spiegano Paolo e Stefano – partiremo alla volta del Ghana e avremo l’opportunità di metterci alla prova, confrontarci e tendere una mano a chi è più bisognoso di noi, sempre pronti a vivere l’esperienza consapevoli dello scambio reciproco. Vivremo a stretto contatto con una realtà che non riusciamo a comprendere forse proprio perché così diversa dalla nostra”. Tre settimane nella capitale Ac-

cra, facendo un po’ di tutto e sopratutto dando una mano nella costruzione di una scuola proprio nella capitale ghanese. “Il punto di riferimento – continuano i cugini – è nostro zio, padre Giuseppe Contessi, che da anni è missionario nel Paese africano e che ci farà da supporto, così come è stato per i nostri fratelli e sorelle più grandi che ci hanno preceduto gli anni scorsi. Nostro zio ci guiderà in questa avven-

tura, accompagnandoci e invitandoci a gustare esperienze diverse. Oltre alla scuola faremo probabilmente anche un po’ di grest insieme a un altro missionario”. Già presenti con una bancarella di lavoretti in cuoio, oggetti africani e magliette Sarezzo e all’oratorio di San Sebastiano per raccogliere fondi, i sei cugini sono pronti a partire e per tre settimane fare dell’Africa la propria casa.

Comunità montana e fotovoltaico Saranno nove i Comuni della Valtrompia che nel mese di settembre doteranno le coperture di altrettanti edifici pubblici di impianti fotovoltaici, impegnandosi a cofinanziare l’intervento al 50%. Si tratta di Polaveno, Brione, Sarezzo, Villa Carcina, Lumezzane, Gardone Val Trompia, Marmentino, Irma e Lodrino, che hanno aderito all’accordo di programma con Comunità montana, ora impegnata nella predisposizione del progetto esecutivo. Approvato e finanziato da Regione Lombardia, l’intervento vedrà l’installazione di una serie di impianti per una potenza di 137kW/ h in grado di generare nel corso di un anno energia per 143.500 kW e facendo risparmiare ai Comuni nel loro complesso una cifra vicino ai 70.000 euro all’anno. “L’avvio dei lavori per settembre – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Bassolini – consentirà di usufruire d'una tariffa incentivante. Sul risparmio ottenuto, una quota del 10% verrà annualmente trasferito alla Comunità montana per i prossimi 20 anni e sarà riutilizzato per finanziare altre iniziative volte a favorire il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente”. Con un costo complessivo pari a 550mila euro (come detto, 225mila euro erogati da Regione Lombardia), le opere interesseranno prevalentemente istituti scolastici dei nove Comuni che hanno aderito al progetto, mentre il Comune di Lodrino doterà di pannelli il centro sportivo “Don Remo Prandini” (65mila euro) e Irma il municipio (56mila euro).

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Alta Valle

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Marcheno e il "Circolo delle quinte" Ha aperto la ricorrenza patronale di Marcheno con la sua festa allo stand dell’oratorio “Circolo delle quinte”, associazione nata pochi mesi fa e coordinata da Gabriele Frialdi per diffondere il gusto della musica: sul palco i suoi 50 allievi di “Percorsi Musicali”. Hanno seguito a prezzi contenuti i corsi di tastiera, chitarra elettrica, pianoforte, canto, basso elettrico, sassofono, batteria. Da ricordare i maestri: Michele Cerpelletti, Andrea Gnali, Silvia Dallera, Simone Bigioli, Polo Costa, Elvio Bodini, Lorenzo Bicci, Andrea Sabatti, Elisa Piana. Avevano intuito giusto i fondatori: la richiesta tra i giovani c’era e l’hanno colta. In autunno si ricomincia. (e.b.)

Lodrino. In estate fine lavori per il suggestivo percorso che s’arrampica ai 1.391 metri della Corna Caspai

Una spettacolare via ferrata di Edmondo Bertussi

J Una nuova suggestiva ferrata sulla Corna Caspai a Lodrino: nell’estate finiranno i lavori, poi verrà omologata e sarà a disposizione dei tanti appassionati. Porterà in vetta, ai 1391 metri del maestoso roccione dolomitico che sembra incombere come un castello sul paese, con la grande croce gialla in cima. Una meta godibilissima per facilità e comodità attraverso cui dalla città o dalla Valsabbia si raggiunge Lodrino. Poi, sempre con l’auto si sale in località Pineta al bar omonimo (912 metri). Da qui, attualmente si raggiunge Caspai risalendo per il tracciato ben segnalato (indicatori bianco-verdi) verso il passo Cavada (1158 metri): la si aggira piegando a destra e raggiungendo la cima su sentiero panoramico tra scorci che regalano, in miniatura, le emozioni delle Grigne lecchesi. Sulla ferrata, con attacco sopra il grande vallo paramassi a tutela

Un tratto della nuova ferrata dI Lodrino sulla Corna Caspai

di frana secolare, queste emozioni diventeranno grandi: anfratti di roccia da dove trasudano fiori e verde, dando l’impressione di isolarsi dal mondo per sbucare in vetta e godere lo splendido panorama su valli e catene alpine lontane. Circa due ore e mezza per l’impegnativo dislivello

di 400 metri. Calandosi dall’alto in sicurezza vi sta lavorando da tempo una decina di volontari di Lodrino e Casto, che sacrificano alla loro passione, ma anche a servizio di tutti, le feste comandate. Un lavoro in sicurezza ma faticoso: infatti, per fissare nella roccia chiodi

e cavo di acciaio usano un trapano a scoppio: è pesante ma garantisce continuità alla “giornata”, evitando risalite e ridiscese per le batterie. Lo spiega Fausto Pintossi presidente dal 2010 del Consorzio Nasego con sede a Lodrino, che coordina la nuova iniziativa all’interno di tutto un complesso programma di valorizzazione del territorio tra Valsabbia e Valtrompia, lungo il crinale del Monte Palo. Il Consorzio, lo ricordiamo, è stato costituito nel 1994 (primo presidente Bruno Bettinsoli) e interessa Lodrino e il savallese con Casto e Mura. I suoi compiti: disciplina e gestione delle produzioni agrosilvopastorali, controllo e valorizzazione. Una “scommessa vinta”. Stanno ormai terminando anche il lavori della pista ciclabile di mtb che dal Parco Lembrio porterà allo splendido Parco Fucine di Alone con le sue vie e ferrate già attrezzate: 25 chilometri su sterrato. In occasione dell’inaugurazione a luglio sarà pubblicata la guida relativa curata da Mauro Abati.


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Pezzoro. Verrà inaugurata il 9 luglio alle ore 16.30 la nuova struttura ricettiva alle pendici del Guglielmo

Una locanda di antico stampo Nata da un’idea dei cugini Valentino Pluda, Gilberto Contrini e Silvio Mondinelli, è dotata di bar, piccolo ristorante, 28 posti letto e una sauna in corso di realizzazione di Andrea Alesci

J Basta salire ai 900 metri del piccolo borgo di Pezzoro per respirare il tempo di una Valtrompia che fu terra di villeggiatura. Nel paesino che conta su qualche centinaio di anime e dal 1928 è accorpato alla municipalità di Tavernole, l’operosità triumplina di Valentino Pluda e del cugino Gilberto Contrini s’è messa in moto e da poco ha trasformato in realtà l’idea maturata nel 2010 di aprire una struttura ricettiva. È nata così la “Locanda del Gnaro”, operativa già da alcune settimane ma inaugurata ufficalmente il prossimo 9 luglio alle ore 16.30. “Circa un anno fa – dice Valentino Pluda – m’è balenata questa idea. Subito mi ha dato il suo sostegno anche mio cugino Silvio (Mondinelli, ndr), che tutti conoscono come ‘Gnaro’, così abbiamo deciso di dare alla locanda il suo nome, come marchio riconoscibile e attestato di profonda stima per un

La “Locanda del Gnaro” a Pezzoro

La locanda e Silvio “Gnaro” Mondinelli La “Locanda del Gnaro” reca impresso quel soprannome che Silvio Mondinelli ha portato in giro per il mondo nelle sue scalate senza ossigeno a tutti gli Ottomila presenti sul pianeta. Nato il 24 giugno 1958 a Gardone Val Trompia, Silvio Mondinelli è diventato guida alpina nel 1981 e dal 1987 lavora come istruttore alla formazione di nuove guide. Con una passione per la montagna che è qualcosa di innato per chi come lui è cresciuto fra i boschi della Valtrompia, partendo dall’aprico Pezzoro al-

la volta di cime sempre più alte e lontane. Una rincorsa a quelle vette dove l’aria quasi svanisce, che nel 1993 cominciò facendo tappa in Nepal al Manaslu e al Lhotse, poi lo Shisha Pangma e il Cho Oyu (Cina), l’Aconcagua (Argentina). Nel 2001 l’approdo in cima all’Everest e via verso la conquista di Gasherbrum I e II (Pakistan, Cina), Dhaulagiri e Makalu (Nepal). E fra un'avventura e l'altra ora arriva questo progetto fra larici e faggi di casa, che dal prossimo 9 luglio sarà una nuova realtà per tutti.

atleta e una persona generosissima. Pezzoro è un piccolo paese – continua il signor Pluda – un po’ povero e ha bisogno di essere rilanciato, perché è un vero e proprio gioiello natuale della Valtrompia. Qui ho vissuto fino ai 19 anni e ho imparato ad amarlo grazie al nonno materno, che era un Contrini. Adesso ho deciso di tornare alle origini, per fare qualcosa di buono e rivitalizzare il paese”. Una nuova locanda che sorge proprio all’imbocco di Pezzoro, ideale punto d’appoggio per chi vuole salire verso la vetta del Gölem e solo a una quarantina di minuti di strada dal rifugio in Pontogna. “Quando abbiamo acquistato la struttura dalla Curia – spiega il manager triumplino – l’abbiamo completamente ristutturata e ora possiamo contare su 28 posti letto (con camere servite da ascensore e attrezzate anche per i disabili), un bar e un piccolo ristorante. E una struttura con mobili vecchi in stile ottocentesco, con il legno e un fuoco (a tripla combustione) a ricreare il tipico ambiente di montagna. Al piano interrato, invece, sarà costruita una piccola sauna, sotto un volto antico recuperato nelle sue caratteristiche originarie”. Un’occasione di rilancio per il piccolo abitato dell’Alta Valle, con Pluda, Mondinelli e il gruppo di amici che porta avanti il progetto pronti a proporre anche “pacchetti montagna” che comprendano corsi motivazionali per le imprese. Per informazioni telefonare al numero 030.920510.


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Il 30° per l'autolavaggio di Paride Maccarinelli

Economia

Per chi va e viene dalla Valtrompia alla Valsabbia è un punto di riferimento chiaro il distributore che se ne sta ai 1.000 metri del Passo del Cavallo. A gestirlo è Paride Maccarinelli, ma la cosa rilevante è che quest'anno festeggia il 30° anniversario di attività. Non solo un distributore, ma anche un punto ristoro e un autolavaggio ("M.T." la denominazione ufficiale) aperto da lunedì a domenica dalle ore 8 alle 12 e dalle 14 alle 19, con la sola chiusura per la domenica pomeriggio. La serata di giovedì 30 giugno sarà l'occasione giusta per una sosta più lunga, con un ricco buffet pensato per chi solitamente transita veloce da quelle parti; un momento gastronomico tutto da gustare a base di polenta taragna.

Agenzia Parco minerario. Da maggio la società è in liquidazione, ma sono al vaglio nuove soluzioni

Il difficile momento delle miniere di Edmondo Bertussi

J Con l’apertura al pubblico della miniera Marzoli di Pezzaze nel 1999, l’Agenzia parco minerario Alta Valtrompia è sempre stata ritenuta da tutti grande risorsa per lo sviluppo turistico della zona, ma a fine maggio è stata messa in liquidazione. Una decisione presa all’unanimità dai soci: Comunità montana (30%), Comuni di Collio, Bovegno, Pezzaze (19,65% ciascuno), Marmentino e Irma (quote minori). Una decisione sofferta ma obbligata di fronte al debito accumulato e all’impossibilità di affrontare un aumento di capitale. Con la volontà, però, di fare chiarezza e ripartire su nuove basi. Questo il senso dell’incarico dato ai liquidatori Mauro Tognoli e Ivano Porteri, ossia cercare di riaprire subito la miniera Marzoli, vera fonte di incassi ordinari negli 11 anni trascorsi. La

miniera nel 2006 ha attirato in valle 20mila visitatori. Anche il vescovo Giulio Sanguineti vi passò un giorno straordinario entrando col trenino giallo. Lo scorso novembre Gardaland l’ha scelta per girarvi lo spot di lancio della nuova attrazione Raptor. Si era aggiun-

to con successo il trekking coi suoi ponti tibetani alla S. Alosio (Collio). Il Parco si trova in una situazione anomala sul fronte dei conti: da una parte il passivo di 1,9 milioni, dall’altra l’attivo quote di valore nelle concessioni idroelettriche Morina e Marmentino (Tavernole); inoltre, possiede immobili e vanta

un credito di 300mila euro verso la società S. Silvestro (Gruppo Eva) per l’acquisto della concessione idroelettrica Bavorgo (Collio). La società ha ottenuto tutte le autorizzazioni regionali per le attività in miniera fino al 2012. È inciampata sul Durc (Documento unico regolarità contributiva previdenziale), normativa che impedisce agli enti pagamenti a chi manca della relativa certificazione. Il Parco (spiegava Tognoli) aveva ad agosto 2010 oneri previdenziali pregressi, subito rateizzati ma che hanno impedito incassi. È chiaro nella sua analisi il presidente della Comunità montana Bruno Bettinsoli: “L’idea del Parco è valida. Il problema sta nella gestione ordinaria in perdita costante. Le misure adottate ultimamente dalla Comunità (trasferimento uffici da Collio a S. Maria degli Angeli, contratto di servizio per gestione siti museali) avevano già portato benefici per 80mila euro. Situazione economica e vincoli legislativi per gli enti hanno bloccato tutta l’operazione. Ora si sta studiando come ripartire su basi diverse”.

Piscine. Il centro natatorio di Concesio e quello di Lumezzane sono già pronti per l’estate con le vasche scoperte

Rinfrescarsi le idee nelle piscine di Tibidabo e Albatros J Ormai l’estate pare definitivamnte essere arrivata e con essa la voglia di rinfrescarsi le idee con un bel bagno in piscina. Sono due le strutture in Valtrompia che da giugno a settembre si aprono alla benedizione dei caldi raggi solari, scoperchiando le rispettive vasche: si tratta del Tibidabo di Concesio e della piscina di Lumezzane. Il centro sportivo di Concesio (www. piscinetibidabo.it) è aperto ormai da otto anni ed è diventato un prezioso punto di svago e divertimento per le famiglie e i giovani valtrumplini e non. Un vero e proprio villaggio del

nuoto, del fitness e del tempo libero, che oltre alle tre piscine a cielo aperto può contare su una serie di strutture collaterali come campo da calcetto, da pallacanestro, da beach volley; anche se a farla da padrone durante i mesi estivi sono gli scivoli d’acqua, apprezzati in particolar modo dai più piccoli. Un vero e proprio parco acquatico che occupa uno spazio di quasi 20.000 metri quadrati nella frazione di San Vigilio, alimentato dall’inizio del 2010 da un sistema di pannelli solari da 200 kW in cambio dei quali l’amministrazione ha prolungato la durata della gestione sino a trent’anni.

Un sistema di alimentazione tramite pannelli fotovoltaici che hanno messo in opera da un anno anche alle piscine comunali di Lumezzane, gestite dall’azienda speciale Albatros (www. asalbatros.it), così come bocciodromo, campi da calcetto e da tennis. Una realtà molto attiva che d’estate richiama molta gente, grazie alle due vasche scoperte e a un solarium di circa 2.000 metri quadrati. Due modi di fare economia e al medesimo tempo far restare la gente della Valtrompia in quel territorio che ogni giorno abita, divenendo volano turistico anche per chi viene dalla città.

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La Voce della Valtrompia giugno 2011

E-mail: valtrompiavocemedia.it

Cultura

Arte, storia, teatro e musica per “Terre di fede” In “Terre di fede” i luoghi che ospitano le elevazioni spirituali sono legati all’arte, alla storia e alla spiritualità bresciana. Don Giuseppe Fusari, direttore del Museo diocesano, ne spiegherà il legame artistico e valoriale. Durante le serate Luciano Bertoli reciterà, tra le altre cose, brani tratti da “Ecclesiam suam”, enciclica di Paolo VI. L’accompagnamento musicale è adatto al contesto: Schola cantorum del Seminario per “Brescia dei martiri”, coro S. Agape di Chiari per “Brescia delle Pievi”, corale S. Cecilia di Maderno per “Brescia dei Monaci”, l’organista Marco Ruggeri per “Brescia della riforma”, il complesso bandistico S. Cecilia di Nave per “Brescia dell’Ottocento” e l’Ensemble Sifnos per “Brescia del Novecento”.

Ritorna “Agorà”. Appuntamento per la Valtrompia a Concesio martedì 19 luglio

“Comunità in cammino” di Mauro Toninelli

JA luglio comincia anche quest’anno “Agorà”, l’evento diocesano che lancia il tema dell’anno pastorale. C’è una novità: nessuna lettera del vescovo Monari ma un documento che porta al Sinodo del 2012. Il Vescovo ha scelto il titolo “Comunità in cammino” per stimolare la Chiesa bresciana a riflettere sul proprio futuro, sulla modalità della sua presenza nella storia e sulla capacità d’interpretare i “segni dei tempi”. A luglio “Terre di fede” propone in città e in 5 luoghi della provincia la rilettura storica dell’essere Chiesa tra gli uomini, partendo dalle origini della Brescia dei martiri per arrivare alla Chiesa del ‘900. I luoghi che ospiteranno le tappe avranno un legame artistico e valoriale con il percorso ideato. Si terrà un’elevazione spirituale, con musica e lettura di brani. La tappa in Valtrompia chiude il percorso storico martedì 19 luglio a Concesio nella casa natale di papa Paolo VI (ingresso da via Guglielmo Marconi, 15) con la

presenza di Ensemble Sifnos con “Brescia del Novecento”. Dopo l’elevazione spirituale è prevista una visita guidata al museo “Arte e spiritualità”, in cui sono conservate le opere raccolte da Paolo VI nell’arco del suo papato. In caso di pioggia la manifestazione si farà nell’Auditiorium Vittorio Montini, nell’Istituto Paolo VI. Il percorso “Terre di fede” propone “Brescia dei mar-

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tiri” (Anfiteatro romano, Cividate Camuno il 4 luglio), “Brescia delle pievi” (Pieve di San Pancrazio a Montichiari mercoledì 6 luglio), “Brescia dei monaci” (Abbazia olivetana S. Nicola di Rodengo Saiano giovedì 7 luglio), “Brescia della riforma” (Duomo di S. Maria Annunziata di Salò lunedì11 luglio) e “Brescia dell’Ottocento” (centro pastorale Paolo VI mercoledì 13 luglio).

L’immagine simbolo Il simbolo dell’anno sinodale e del percorso che porta a questo evento è la “Città della Pace” di Renato Laffranchi, artista bresciano contemporaneo. Così scrive l’autore per descrivere l’opera:” Irradiazione della Gloria, luna del Sole eterno, sigillo della Giustizia, recinto dell’Amicizia nel cerchio dell’Armonia. Presidio della Fierezza piazzaforte della Virtù, trono del Merito. Padiglione delle danze, girotondo dei bambini, giardino dei poeti, cittadella dei giusti, sole terrestre degno delle stelle, vivaio dell’Albero dei dodici frutti, corona della storia”. L’immagine rappresenta la città che scende dal cielo, come descritto da Giovanni nell’Apocalisse, e che si posa sulle montagne. Il cerchio, che la circonda, è il simbolo della pienezza delle cose celesti.


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La Voce della Bassa bresciana giugno 2011

Sito: www.lavocedelpopolo.it

Salute. In Italia il 10% delle donne sia affetta da questo disturbo, che spesso diventa una “congiura del silenzio”

Conoscere l’incontinenza urinaria a cura del Dott. G.F. Minini

J L’incontinenza urinaria è una patologia che colpisce sia uomini che donne e si può manifestare pure in età pediatrica: tuttavia, quelle più soggette sono le donne (30% delle giovani partorienti presenta questo disturbo, che diventa cromico nel 10% dei casi). In Italia si calcola che il 10% della popolazione femminile sia affetta da incontinenza. L’autore inglese Taylor parla di “congiura del silenzio”. Tocca al medico di famiglia in prima istanza chiedere: “Le capita mai di perdere urina e di bagnarsi?”. Il numero dei pazienti incontinenti “sconosciuti” è maggiore nel numero di 2 a 4 di quelli “conosciuti”. L’handicap dell’incontinenza non dipende solo dal volume delle fughe, ma dal modo in cui la paziente vive questa umiliazione. E ciò e tanto più vero in rapporto all’allungamento della vita media. Le donne con incontinenza urinaria hanno problemi emozionali, di isolamento sociale, modificazioni delle abitudini (necessità di “mappare” le toilettes), depressione, disistima personale, apatia, sentimenti di dipendenza, assenteismo dal lavoro, problemi di relazione familiare, limitazione o cessazione delle attività fisiche, rinuncia all’attività sessuale. Sono tre le forme di incontinenza urinaria più frequenti: da sforzo, da

urgenza minzionale, mista; altra forma è l’enuresi notturna. L’incontinenza da sforzo configura la perdita involontaria di urina che si manifesta in occasione di aumenti della pressione addominale conseguenti (tosse, starnuti, saltelli). L’incontinenza da urgenza minzionale è, invece, conseguenza di una vescica “iperattiva”, che si contrae improvvisamente. Infine, la forma più frequente, cioè l’incontinenza da sforzo: al primo posto le cause ostetriche, il parto in particolare. L’espulsione del feto attraverso il canale vaginale comporta inevitabilmente danni anatomici che spesso esitano nel prolasso genitale, cioè nell’abbassamento di visceri quali vagina, vescica e uretra, utero, retto. Altre cause sono i fattori costituzionali e le modificazioni distrofiche conseguenti alla carenza ormonale della

menopausa. Per le possibilità di cura è necessario dire che il programma terapeutico per una donna incontinente e/o affetta da prolasso puo essere chirurgico o non chirurgico e va personalizzato, tenendo presente i tre aspetti in gioco: urinario, anatomico, sessuale. Bisogna sottolineare che il lieve prolasso asintomatico non dev’essere operato, ma trattato con tecniche conservative. Per converso, i limiti dell’operabilità sono enormemente superati grazie ai progressi anestesiologici e della terapia perioperatoria. Fra i mezzi non chirurgici importanza sempre maggiore hanno acquisito la riabilitazione uroginecologia e la lerapia ormonale sostitutiva. La ginnastica dei muscoli del pavimento del bacino rappresenta un metodo preventivo e riabilitativo ben noto all’estero (Francia, Usa, Gran Bre-

tagna) e si va diffondendo anche in Italia attraverso i vari servizi di Uroginecologia. Mediante questa ginnastica si ridà forza e tono alla muscolatura del pavimento pelvico, che contribuisce al mantenimento della continenza urinaria Un’altra tecnica riabilitativa consiste nell’elettrostimolazione: l’uso di correnti elettriche per tonificare i muscoli perineali. Per quanto riguarda la terapia ormonale sostitutiva, cioè l’uso di estrogeni (donne nel post-menopausa) è accertato che, oltre ai numerosi benefici che la donna riceve da un punto di vista generale (osteoporosi, prevenzione dell’arteriosclerosi, miglioramento dell’umore), si ha un rinforzo dei meccanismi di continenza urinaria. La chirurgia ha avuto negli ultimi anni un’evoluzione formidabile, con l’avvento di tecniche mini-invasive con degenze di pochi giorni. In particolare, la tecnica Tvt (Tension Free Transvaginal Tape) che consiste nell’apposizione di una bendarella sottouretrale in prolene con accesso vaginale. L’intervento, proponibile anche in donne anziane, può essere eseguito anche in anestesia locale e day hospital. Ora, è necessario potenziare la cognizione pubblica dell’incontinenza urinaria; ed è possibile impedire, in larga misura, lo scardinamento anatomico e funzionale degli organi pelvici mediante programmi di prevenzione prima del parto e di riabilitazione perineale dopo il parto.


La Voce della Bassa bresciana giugno2011

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Lega Pro 1: le date del Lumezzane

Sport

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Motori. La storia del 18enne originario di Cimmo, giĂ campione italiano 2009 nella categoria juniores

Giacomo Saleri, le promesse di un astro nascente del trial di Andrea Alesci

J Risuona nell’alto di Cimmo il rombo del motore che Giacomo Saleri, 18 anni il prossimo agosto, ha imparato a dominare nell’arco di un decennio in sella alle sue ďŹ date moto. Laureatosi campione italiano juniores di trial nel 2009, il giovane talento triumplino è ota impegnato a tempo pieno nei circuiti europeo e mondiale di categoria. “Sin da quando aveva 5 anni – dice il padre e allenatore Graziano Saleri – Giacomo ha avuto una grande passione per le due ruote motorizzate e che ho sempre posseduto anch’io. Poi, dai 7 anni ha cominciato ad avvicinarsi al mondo delle gare e da allora non ha piĂš smesso. La prima gara europea l’ha fatta a 14 anni, disputando la Coppa Giovani a Morella, in Spagna, cominciando poi a correre nella classe 125 e da quest’anno ha voluto bruciare le tappe, passando nella Tr2 (classe 300 cc) e vincendo sinora due gare su dueâ€?. Una passione che man mano si è trasformata in un impegno a tempo pieno, sia per Giacomo che per il padre

Graziano. “Adesso sta disputando parallelamente i campionati europeo e mondiale, il primo scandito da un calendario di 8 gare, il secondo impostato su 10 tappe, sempre insieme a quello italiano. L’impegno che porta avanti non è di poco conto, tanto che in terza superiore ha deciso di ritirarsi dal liceo sportivo che frequentava, perchĂŠ bocciato a causa delle troppe assenze. Praticamente

tutti i giorni Graziano è fuori per gli allenamenti. Al mattino c’è la parte atletica, costituita prevalentemente da corsa ed esercizi ginnici; poi fa manutenzione al mezzo, quindi seguono tre o quattro ore di allenamento, con un giorno di riposo soltanto il lunedÏ, se la domenica c’è stata una gara molto tosta. Gli allenamenti li facciamo qui in Valle oppure sulla pista di Chiuduno (Bg) e, specie du-

rante l’inverno (la stagione di gare va da aprile a settembre) si va nella lecchese Val Sassina o in Liguriaâ€?. Una passione che è di famiglia e coinvolge padre e ďŹ glio in un circuito mondiale che, dopo Germania, Francia, Spagna e Andorra, riporterĂ il baby campione tavernolese in Italia, quindi Gran bretagna, Giappopne e Polonia. Un circuito che affronta con i colori del team Maglia azzurra junior, insieme a due piloti bergamaschi e uno di Verbania, tutti impegnati nella categoria che va dai 16 ai 18 anni. “Ogni gara è diversa dall’altra − conclude papĂ  Graziano −, composta da 30 zone controllate da coprire in meno di un minuto e mezzo, evitando di commettere penalitĂ . Una corsa a ostacoli lunga 5 ore, durante la quale lo seguo costantemente. L’impegno è certamente gravoso, ma Giacomo ha dimostrato di avere davvero un’attitudine innata per il trial, tanto che l’anno scorso è arrivato anche l’importante riconoscimento come miglior italiano assoluto, dopo aver conseguito il 3° posto nel campionato europeo e il 4° in quello mondialeâ€?. Brillanti premesse di una carriera che sta nascendo. Al tempo l’ultima parola su un eventuale futuro campione del mondo valtrumplino.


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EDICOLE: Ritira qui la tua copia gratuita BOVEZZO: Edicola di Bussacchini Paola, via Sabbioncelli – Bovezzo - Edicola n° 115 di Rossi, via Donizetti – Bovezzo - Edicola di Cancarini Tiziano, via Le Brede 18 – Bovezzo COLLIO: Formaggi Trevalli di Zanini Silvio & C. Snc, via Maniva 110/a, San Colombano - L’Erbavoglio di Benecchi Lucia, via Castiglioni 95, Collio BOVEGNO: Edicola n° 177 di Fontana Giuseppina, via Roma 21, Bovegno LODRINO: Edicola Bettinsoli Rosetta di Bettinsoli Rosetta, via Roma 6, Lodrino MARCHENO: Cartoleria Facchini Floriana di Facchini Floriana, via Provinciale 3, Brozzo - Tabaccheria Edicola Ricevitoria di Dusina Giampietro, via Zanardelli 3, Marcheno - Cartoleria Gerardini di Gerardini, via Zanardelli 203, Marcheno GARDONE VAL TROMPIA: Emporio Stefano di Reboldi Stefano, via Matteotti 18, Inzino - Edicola “Guido” di Franzini Cesare & C. Snc, via Matteotti, Gardone Val Trompia - Cartoleria Camplani di Camplani Bruno, piazza Garibaldi 43, Gardone Val Trompia POLAVENO: “Lindus” di Buffoli Loretta, via Palini 39, San Giovanni di Polaveno - Edicola Belleri Erminia di Belleri Erminia via Tonetti 4, Gombio SAREZZO: Edicola di Zubani Adriano Matteo, via Petrarca 3, Ponte Zanano Edicola di Consoli Michela, via Dante 17, Zanano - Cartoleria Mazza Lucia di

Mazza Lucia, piazza Borgo Bailo 12, Sarezzo - Libreria Il Mosaico di Pedrini Daniele, via Zanardelli 50, Sarezzo - Il Chiosco R.S. di Portesi Ornella, piazzale Europa, Crocevia - Tabacchi Alimentari Beccalossi M. Rosa via Antonini 203, Termine LUMEZZANE: Tabaccheria Bar Edicola “Mezzaluna” di Cavagna Fausto, via Brescia 12/c, Valle - Edicola Gnutti D. di Gnutti D., via Monsuello, San Sebastiano - Edicola Cartoleria di Facchini Sara, via Trieste 3, Sant’Apollonio - Edicola piazza Portegaia, Sant’Apollonio - Edicola via De Gasperi NAVE: Edicola di Mombelli Daniela, via Brescia 162 – Nave - Edicola di Nember Savino, via Brescia 12 – Nave - Edicola di Porta Catia, via San Marco – Nave VILLA CARCINA: Cartoleria di Fusi Cristina, via Tolotti 1, Cogozzo - Privativa Edicola di Rossi Paolo, via Bagozzi 101, Villa Carcina - Edicola Tabaccheria di Maiolini Fabio, Via Marconi 4, Pregno - Edicola Tabacchi Bettinsoli Lucia di Bettinsoli Lucia, via Garibaldi 156, Carcina - Edicola, via Veneto, Cailina CONCESIO: Edicola statale, Stocchetta - Edicola Mora Lucia di Mora Lucia, via Europa 306, Costorio - Edicola di Biloni & C. Snc, via Rodolfo da Concesio 67, Concesio - Edicola di Lana Patrizia, via Roncaglie 19/bis, Concesio - Edicola di Schivardi Donatella, via Rizzardi 12, San Vigilio

ORARI delle SANTE MESSE (Prefestive e Festive) BOVEGNO S. Giorgio: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 10.30 - 16.00 (Graticelle) - 18.30

BOVEZZO S. Apollonio: Prefestivo: 16.30 (chiesa vecchia) – 18.30 - Festivo: 8.00 (chiesa vecchia) – 9.30 – 11.00 – 18.30

BRIONE S. Zenone: Prefestivo: 17.00 - Festivo: 10.30 – 17.00 CAINO S. Zenone: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 – 10.00 – 18.00

COLLIO Santi Nazaro e Celso: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 9.30 (chiesa di Memmo) – 11.00 – 18.00

S. Colombano - S. Colombano Abate: Prefestivo: 17.00 - Festivo: 11.00 – 17.00 - Maniva: Festivo: 15.30 (giugno/settembre)

CONCESIO S. Andrea - S. Andrea Apostolo: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 8.00 – 10.30 – 13.00

Pieve - S. Antonino: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 8.00 – 10.30 – 18.30

Costorio - S. Giulia: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 – 10.00 – 11.00 – 18.00

S. Vigilio - Santi Vigilio e Gregorio Magno: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 18.00 Concesio - S. Giovanni Battista: Prefestivo: 18.00 - Festivo: ore 8.00 – 10.30

IRMA SS. Trinità: Festivo: 8.30 LODRINO S. Vigilio: Prefestivo: 17.00 (Invico) – 18.00 - Festivo: 8.30 (Invico) – 10.00 – 11.00 - 18.00

PEZZAZE S. Apollonio: Prefestivo: 15.45 (Casa di Riposo) – 18.30 - Festivo: 8.00 – 11.00

Lavone - S. Maria Maddalena: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 18.00

LUMEZZANE S. Sebastiano - Santi Fabiano e Sebastiano:

POLAVENO S. Nicola Vescovo: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 8.00

Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 – 9.30 – 11.00 – 19.00 Valle - S. Carlo Borromeo: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 8.00 – 10.30 Villaggio Gnutti - S. Giorgio: Prefestivo: 18.00 (Casa di Riposo) - Festivo: 11.00 – 18.00 Gazzolo - S. Antonio di Padova: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 – 9.30 – 11.00 – 18.00 Fontana - S. Rocco: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 8.00 – 10.30 – 19.00 Pieve - S. Giovanni Battista: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30 S. Apollonio - S. Apollonio: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 7.00 – 8.30 – 10.00 – 11.15 – 19.00

– 11.00

MARCHENO Santi Pietro e Paolo: Prefestivo: 18.30 (Santuario della Madonnina) - Festivo: 8.30 – 10.30 – 18.30 Brozzo - S. Michele Arcangelo: Prefestivo: 18.30 Festivo: 10.00 – 18.30 Cesovo - S. Giacomo: Prefestivo: 19.30

MARMENTINO Santi Cosma e Damiano: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 11.15

Gombio - S. Maria della Neve: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 10.00 – 18.00 - S. Maria del Giogo: Festivo: 16.00 (maggio/settembre)

S. Giovanni Polaveno - S. Giovanni Battista: Prefestivo: 17.00 - Festivo: 8.00 – 10.30

SAREZZO Santi Faustino e Giovita: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 7.30 – 10.00 – 18.30

Zanano - Regina della Pace: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.30 (S. Bernardino di Noboli) – 10.30 – 18.30

Ponte Zanano - Cristo Re: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 (Maria Madre de Redentore) – 11.00 – 18.30

TAVERNOLE SUL MELLA Chiesa Parrocchiale - Santi Filippo e Giacomo: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.30 – 11.00 – 18.00 Cimmo - S. Calogero: Prefestivo: 20.00 - Festivo: 10.30 – 20.00 Pezzoro - S. Michele Arcangelo: Prefestivo: 17.00 - Festivo: 9.30

VILLA CARCINA Santi Emiliano e Tirso: Prefestivo: 16.00 (Casa di

18.30

Ville di Marmentino - Santi Faustino e Giovita: Prefestivo: 20.00 - Festivo: 10.00 NAVE S. Maria Immacolata: Prefestivo: 18.30 - Festivo:

Inzino - S. Giorgio: Prefestivo: 17.30 (Santuario

7.30 – 9.30 – 10.45 – 18.00

Carcina - S. Giacomo: Prefestivo: 17.00 (Pregno) -

Madonna del Castello) – 19.00 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 19.00. Magno - S. Martino: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 10.00 – 11.15 – 18.30

Muratello - S. Francesco d’Assisi: Prefestivo: 8.30 – 18.30 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 17.30. Cortine - S. Marco: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 8.00 – 10.30

Cogozzo - S. Antonio: Prefestivo: 18.00 - Festivo:

GARDONE VAL TROMPIA S. Marco: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 8.00 – 10.30 –

ANNO III NUMERO 6 - giugno 2011 Edizioni Opera Diocesana San Francesco di Sales Registrazione del Tribunale n. 22/2009 del 21 marzo 2009 Direttore responsabile: Adriano Bianchi Sede e redazione: Via Callegari, 6 Brescia tel.: 03044250 - fax: 0303757897 e-mail: valtrompiavocemedia.it Pubblicità: Voce Media Pubblicità - Via Callegari, 6 Brescia Tel.: 0302808966 - fax: 0302809371 - e-mail: vmpvocemedia.it Stampa: Centro Stampa Quotidiani Spa - Via dell'Industria, 52 25030 Erbusco (Bs) - Tel. 0307725511 - Fax 0307725566 Progetto grafico e impaginazione: Ernesto Olivetti

Riposo) – 18.00 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 18.00

Cailina - S. Michele Arcangelo: Prefestivo: 18.00 Festivo: 8.00 – 10.30 – 18.00 18.00 - Festivo: 9.30 - 11.00 - 18.00 8.00 – 10.30 – 18.00

INFORMAGIOVANI

EMERGENZA

CONCESIO

118 (Emergenza sanitaria) 112 (Carabinieri) 113 (Polizia) 115 (Vigili del Fuoco) 117 (Guardia di Finanza) 1515 (Corpo Forestale)

Piazza Paolo VI, 1 - Tel. 030 2184141

LUMEZZANE Via Umberto Gnutti, 2 - Tel. 030 8920519

NAVE Via Brescia, 29 c/o biblioteca - Tel. 030 2532753

SAREZZO Via Bailo, 47 c/o biblioteca - Tel. 030 8907539

VILLA CARCINA Via Italia, 24 - Tel. 030 8988224

SOCCORSO ALPINO Gardone V.T.: Cell. 3357853490


La Voce della Valtrompia 2011 06  

Freepress dedicato alle diverse zone della diocesi di Brescia

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