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Natale che viene, tempo di auguri. Ci sono stati altri Natali, altri ce ne saranno senz’altro. Succede da circa duemila anni. Chissà come saranno. Fa quasi sgomento a pensarci. C’è in giro un po’ di paura: per chi è povero, di quello che gli potrà ancora capitare; per chi è ricco, di diventare povero e, intanto, magari, di essere derubato, o rapito. La paura, però, non si addice al Natale. Questo è tempo di festa, di auguri a tutti. A chi soffre, a chi ha bisogno di aiuto materiale o morale, di una grazia speciale, auguri e coraggio; c’è un Dio che nasce apposta per questo. Auguri anche a chi sta bene, a chi è felice, a chi può. Auguri di ricordarsi degli altri, di quelli di prima. Basta allungare una mano, spartire una cosa, magari il cammino, stare a loro vicino. Ce n’è tanto bisogno. Per una volta, almeno in questa occasione, non importa nemmeno se in qualche parte del mondo c’è la guerra, purtroppo. Nemmeno se dicono che una nuova guerra non potrà venire e invece potrebbe venire, già per le strade si spara, non importa. Sono auguri di pace. San Giuseppe, la Madonna, GesÚ, i pastori tornano in segno di pace ed è quello che conta.

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͚͘ Žˆƒ––‘ Cattaneo e Mattei. Il laicato bresciano sorgente di valori

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Í˜ÍĄƒ‡•‹‡’ƒ””‘……Š‹‡ Brescia 2013. Del Bono: insieme per la nostra cittĂ 

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͚ͥ……Ž‡•‹ƒ Monari alle famiglie. Comunione, vita, fedeltĂ  e perdono

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Â?†ƒ”‡ ‹Â?…‘Â?–”‘ ƒ ‡•Î La Chiesa è mariana. Come Maria, ascolta la parola che Dio le rivolge; come Maria, accoglie il dono dello Spirito come sorgente della sua feconditĂ ; come Maria, si riconosce “serva del Signoreâ€? e diventa madre generando i credenti che costituiscono il “corpo di Cristoâ€?. Il vero Natale è questo. Sono Natale anche i doni, anche le luci e le musiche, naturalmente; ma tutto il resto è sostenuto dal Natale vero, quello di duemila anni fa a Betlemme; quello di ogni tempo, di oggi, quando i credenti, generati nella fede, prendono progressivamente la forma di Cristo, in modo che Cristo sia il primogenito di una moltitudine di fratelli. Se questa dimensione del Natale venisse meno, anche le altre

dimensioni perderebbero poco alla volta vigore. Tra la domenica (la festa che celebra le opere di Dio) e il week end (la sosta distensiva in mezzo al tempo di lavoro) c’è la differenza che passa tra un abito indossato da una persona viva e lo stesso abito appiccicato a un manichino: se nessuno indosserĂ  quell’abito, poco alla volta scomparirĂ  l’abito e il manichino. CosĂŹ i credenti sono i custodi del Natale; lo salvano per se stessi perchĂŠ non possono vivere senza fare memoria del Signore che è nato per loro. Ma lo salvano anche per gli altri perchĂŠ danno a tutti la possibilitĂ  di vivere una festa vera, che porta con sĂŠ libertĂ  e gioia. “Vi annuncio una grande gioia che sarĂ  di tutto il popolo. Oggi nella cittĂ  di Davide vi è nato un Salvatore che sarĂ  Cristo, Signore.â€? La gioia è per tutti, ma non tutti ne conoscono l’origine. La conoscono i pastori che accolgono le parole dell’angelo e si mettono in cammino verso il

bambino, disponibili a lodare e ringraziare Dio. Anche oggi la gioia è per tutti, ma non tutti ne sanno bene il motivo. Se noi andiamo incontro a GesĂš, se siamo disposti a lodare Dio insieme con gli angeli, attraverso la nostra povera fede passa la gioia che vuole illuminare tutti. Ma che cosa signiďŹ ca “andare incontro a GesĂšâ€?? Se GesĂš è ‘salvatore’, andargli incontro signiďŹ ca esistere come dei salvati e quindi con gratitudine; se GesĂš è ‘Cristo’, andargli incontro signiďŹ ca vivere come popolo di Dio che vive della sua parola; se GesĂš è ‘Signore’, andargli incontro signiďŹ ca obbedirgli con piena ďŹ ducia. Proprio perchĂŠ il Natale è dono immenso, altrettanto immensa è la trasformazione che esso deve produrre nella nostra vita. La liturgia applica al Natale le parole della lettera a Tito dove si dice che il dono della salvezza “c’insegna a rinnegare l’empietĂ 

e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza.� La sobrietà riguarda l’uso delle cose: non attaccarsi troppo alla quantità dei beni materiali perchÊ questi tendono a intorpidire l’anima; la giustizia riguarda il giusto rapporto con gli altri, secondo la volontà di Dio: non cercare solo il proprio interesse, ma farsi responsabili del bene e delle necessità di tutti; la pietà riguarda il rapporto con Dio: avere nei suoi confronti quel rispetto, quell’amore che lo pone al di sopra di ogni altra cosa, come degno di essere amato con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Per noi, dunque, l’augurio di buon Natale comprende tutto questo. Che il Cristo nasca in noi e nelle nostre opere; e che il mondo intero sia illuminato dalla sua parola e dal suo amore – anche attraverso la nostra povera testimonianza.

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Le circostanze della vita ci conducono a scelte inaspettate. E quest’anno il numero natalizio del settimanale diocesano si è dovuto occupare del ricordo e della testimonianza umana e cristiana di una serie di figure bresciane che, per motivi diversi, ne hanno segnato il volto e la storia. Anzitutto quella di Paolo VI, di cui è stato riconosciuto il modo esemplare di vivere le virtÚ cristiane. Si tratta di un ulteriore passo del processo canonico di beatificazione che con

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l’approvazione della “positioâ€?, la documentazione che ne raccoglie e illustra la vita, apre di fatto alla sua beatificazione. Da oggi papa Montini è “venerabileâ€? e sarĂ  beato dopo il riconoscimento di un miracolo ora allo studio della Congregazione per le cause dei santi. “Il fatto che Paolo VI sia stato dichiarato ‘venerabile’ – ha dichiarato il vescovo Luciano Monari – vuol dire che il suo modo di vivere il Vangelo è stato eroico nel senso che esprime una forza soprannaturale che viene da Dio

e dalla sua grazia. E questo credo – continua Monari – ci fa cogliere quella che è stata la sua esperienza personale e spirituale. Montini ha sempre vissuto un rapporto di fede straordinario nei confronti dell’uomo GesÚ di Nazaret come rivelatore di Dio e ha vissuto con un affetto e una passione straordinaria nei confronti della Chiesa�. Nel solco del cristianesimo bresciano di Paolo VI hanno vissuto laici come Mario Cattaneo e Beppe Mattei, che ci hanno lasciato nei

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e ne sono andati a poche ore uno dall’altro, Mario Cattaneo e Beppe Mattei, entrambi “provatiâ€? dal fuoco della sofferenza: il primo quella che colpisce la mente dell’anziano, cancellando la memoria, il pensiero e il ragionamento, il secondo minato dal tumore che ha affrontato con la forza esemplare di un uomo forte e indomito. Appartenevano a due generazioni diverse: Mario Cattaneo aveva passato gli ottanta, Beppe Mattei da pochi anni i sessanta. La miglior brescianitĂ  li ha pianti congiuntamente, quasi a intravedere una continuitĂ , una comunanza di idealitĂ  e una propensione al servizio sotto il segno dell’educazione: hanno dato molto e hanno fatto molto per le giovani generazioni, su due piani diversi eppure tanto comunicanti da essere quasi inscindibili. Cattaneo sul piano piĂš teorico, pedagogico e filosofico, Mattei su quello scolastico e associativo ecclesiale. La formazione dei giovani era, comunque, l’obiettivo dell’uno e dell’altro. Provenivano dalle stesse radici: una sana educazione ricevuta in famiglia e parrocchia, poi l’Azione cattolica di Palazzo San Paolo in via Tosio. Per Cattaneo era il vecchio palazzo toviniano, dove militò nella Giac e poi passò all’impegno nell’Editrice La Scuola e, in parte minore ma non meno significativa, nella Democrazia cri-

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stiana. Mattei frequentò lo stesso palazzo ma “almicianoâ€?, rinnovato alla fine degli anni Cinquanta. LĂŹ svolse il suo ruolo di presidente diocesano di Azione cattolica e poi di coordinatore della rivista “Ac, notizie e documentiâ€?. Entrambi fecero una preziosa esperienza nazionale che permise loro di conoscere bene le varie e variegate diocesi e regioni d’Italia: Cattaneo come presidente nazionale della Unione degli edito-

ri cattolici e Mattei come responsabile nazionale dell’Azione cattolica ragazzi, intessendo rapporti di amicizia con Alberto Monticone, Rosi Bindi, Dino Boffo e tanti assistenti divenuti, poi, quasi tutti vescovi. Entrambi hanno avuto una formazione umanistico-filosofica, messa da Cattaneo a disposizione della pedagogia nella direzione di Scuola italiana moderna e de La famiglia, per Mattei nell’insegnamento nelle Superiori e nell’impegno ecclesiale e nella collaborazione a varie realtĂ  del mondo cattolico, dalla cooperativa marcoliniana La Famiglia alla Fondazione Tovini, con particolare e preziosa dedizione alla Famiglia universitaria Bevilacqua-Rinaldini. Per Cattaneo è stata significativa la direzione de “La Voce del Popoloâ€? dal 1983 al 1989. Entrambi, poi, hanno avuto una particolare sensibilitĂ  al valore della mondialitĂ  e della cooperazione internazionale: Mario Cattaneo con l’Operazione Enrico in Paraguay e Mattei con gli scambi interculturali della Fondazione Tovini. Inoltre non va scordata la loro personalitĂ : uomini capaci di relazioni, di franchezza, disponibili all’incontro e all’aiuto, propensi a fare del bene e incapaci di fare del male agli altri. Dal loro comune ricordo e dal dono autentico che ho ricevuto l’averli incontrati entrambi e frequentati per lunghi anni, ritengo doveroso affermare che entrambi

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pe Camadini il cui impegno nell’economia era prettamente subordinato all’educazione. Una educazione prima di tutto frutto della fede e della visione cristiana dell’uomo. I nostri educatori bresciani hanno sempre concepito e attualizzato una forma di educazione “integraleâ€?: tutto l’uomo, tutti gli uomini. E l’umanesimo cristiano è stato l’orizzonte da cui non hanno mai tolto lo sguardo. Una tale visione domanda una forte spiritualitĂ . Cattaneo e Mattei dimostrano che non si può educare se non si prega, non si va a Messa, non si leggono gli scritti cristiani dai Padri al Vaticano II. In secondo luogo l’educazione domanda dedizione assoluta, disinteresse, amore. Se-

   

$OILHUHGHOO¡LPSHJQRVRFLDOH Mario Cattaneo, nato a Ospitaletto nel 1926 è stato una ďŹ gura autorevole del panorama cattolico bresciano. Dopo la laura in ďŹ losoďŹ a e qualche anno di insegnamento, fece il suo ingresso all’Editrice La Scuola, realtĂ  a cui avrebbe poi legato una lunga fase della sua vicenda umana e professionale. Ăˆ il mondo dell’educazione e della formazione a calamitare i suoi interessi. Dal 1974, anno di nascita della Fism, la Federazione italiana delle

scuole materne di ispirazione cattolica, entra a far parte della segreteria nazionale. Diventa poi direttore di due prestigiose riviste edite dall’Editrice La Scuola: “Scuola Italiana Moderna� e “La famiglia�. Nel 1983 viene scelto da mons. Bruno Foresti come successore di mons. Antonio Fappani, quale direttore de “La Voce del Popolo�. Si tratta del primo direttore laico nei 90 anni di vita del settimanale fondato nel 1893 da un altro laico

illuminato, quel Giuseppe Tovini che nel 1998 sarĂ  beatiďŹ cato da Giovanni Paolo II. Nella scia di tanti esponenti di un laicato cattolico che ha scritto importanti pagine della storia politica e civile bresciana anche Mario Cattaneo non si sottrae all’impegno politico e amministrativo: consigliere provinciale per la Dc dal 1956 al 1960, consigliere comunale e assessore in Loggia in una lunga stagione che va dai primi anni ‘60 al 1972.


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giorni scorsi. Dicono della vitalità e dell’intelligenza della nostra Chiesa, di un modo di vivere la fede radicata nella storia, a servizio della dignità dell’uomo. Per questo non sembri strano questo nostro modo di vivere il Natale. Con Paolo VI, Mario e Beppe, ci hanno preceduto presso il Padre nel loro “dies natalis”. Dal cielo accompagnino ora ciascuno di noi per una più autentica sequela del Signore nella nostra terra. (don Adriano Bianchi)

condo il noto proverbio inglese che per insegnare il latino a John non basta conoscere il latino, ma anche conoscere e amare John. Mattei e Cattaneo hanno testimoniato da un lato di conoscere ciò che volevano insegnare, dall’altro di amare i destinatari della loro azione educativa. Infine per loro non si poteva educare al chiuso: educare significa spalancare mente e cuore ad orizzonti di universalità. Saprà Brescia continuare questa tradizione? Ce lo auguriamo. Lo domandiamo fortemente. Devono esserci giovani che raccolgono il testimone dalle mani di Cattaneo, di Mattei e di tanti altri educatori veri, preti e laici. Se così non fosse sarebbe tragico!

  



6SLULWXDOHHRSHUDWLYR La sua vita si può riassumere con i termini educazione e formazione. Giuseppe Mattei è stato impegnato a Roma come responsabile nazionale dell’Acr (1976-1979) in quell’esperienza educativa dei ragazzi che lui stesso contribuì a costruire, dopo la prima Assemblea nazionale del 1970, voluta dal nuovo statuto. Poi ricoprì l’incarico di presidente diocesano dell’Azione cattolica (1981-1988). Con lui prese concretezza il Mee-

ting diocesano di Ac, nel quale far convergere i cammini dei differenti settori associativi e i contributi per l’Iniziativa annuale di solidarietà. Si è sempre prodigato per avvicinare i giovani ai temi della cooperazione allo sviluppo, dell’intercultura e dell’integrazione. Ha svolto un ruolo attivo nella promozione di iniziative presso istituti scolastici bresciani. Ha collaborato con la Fondazione Sipec per la quale ha seguito l’iniziativa “Piove

sull’asciutto”. Dal 1990 ha seguito la Fondazione Tovini per la formazione dei volontari in servizio internazionale. “Il Beato Giuseppe Tovini – come ha sottolineato Michele Bonetti, presidente della Fondazione – ha trovato in Beppe un continuatore, spirituale e operativo, degli ideali di risposta a Dio resa tangibile nella testimonianza della storia”. È degli ultimi anni l’impegno con la Famiglia universitaria Rinaldini-Bevilacqua.


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Nelle scorse settimane la Commissaria europea per gli Affari interni, Cecilia MalmstrÜm, e l’Attorney General degli Usa, Eric Holder, hanno battezzato l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online, che associa i responsabili politici di tutto il mondo per individuare e assistere meglio le vittime e punire i colpevoli. I Paesi che partecipano all’Alleanza si sono impegnati a rafforzare le misure strategiche per combattere gli abusi sessuali di

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alla pedopornografia. Di particolare rilievo, le due direttive contro la tratta di esseri umani del 2011 e contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile sempre del 2011, che armonizzano l’azione penale contro i perpetratori e rafforzano la protezione delle vittime e la prevenzione. Grazie a Europol, nel 2011 l’operazione Rescue ha permesso di identificare 779 sospetti, di arrestare 250 persone e di salvare ben 252 minori

 

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a 27 anni le “buone ideeâ€? per un mondo di giustizia e di pace si incontrano a dicembre sotto la “Tenda dei popoli e della solidarietĂ â€? in via S. Faustino a Brescia. Associazioni, fondazioni e gruppi, diversi per storia e per ispirazione religiosa o laica, si ritrovano uniti nella volontĂ  di lavorare per un mondo piĂš giusto e fraterno. “Giustizia e povertĂ â€? è stato il filo conduttore scelto quest’anno. Nei giorni scorsi ha portato la sua testimonianza Carmen Orlotti, chirurgo di Medici senza frontiere, la piĂš grande organizzazione umanitaria internazionale che, dal 1971, fornisce soccorso medico e assistenza sanitaria nelle zone del mondo in cui il diritto alla salute non viene garantito. Il gruppo di Brescia è nato nel 2004 e organizza iniziative di sensibilizzazione e di raccolta fondi. L’operatrice, da anni impegnata in diverse missioni in Africa, in particolare in Sud Sudan, Repubblica centroafricana e Repubblica democratica del Congo, ha spiegato, supportata da una serie di immagini che per la cruda realtĂ  che documentano “parlano da soleâ€?, di come la sua esperienza l’abbia portata a riflettere sulla povertĂ  e le ingiustizie che flagellano popolazioni giĂ  duramente colpite da emergenze sanitarie. “Soprattutto la situazione del Sud Sudan è emblematica. Il Paese, ‘nato’ nel 2011 dopo

       

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della pioggia, carenza di infrastrutture, mancanza di personale qualificato in qualunque settore, i segni della guerra abbandonati a perenne memoria. “Senza parlare delle strutture ospedaliere, che sono inesistenti o nel migliore dei casi fatiscenti e che danno l’idea di quanto è difficile in questa situazione esercitare il diritto alla saluteâ€?. A fronte di queste mancanze, la presenza nel sottosuolo di ricchi giacimenti di petrolio rende la realtĂ  ancora piĂš paradossale. E in nome dell’“oro neroâ€?, che “rende i ricchi ancora piĂš i ricchi e i poveri sempre piĂš poveriâ€?, sono di fatto

riprese le azioni di guerra. “La gente muore non perchĂŠ è troppo povera, ma perchĂŠ è troppo riccaâ€?. E la popolazione civile, presa tra due fuochi, il nord e i ribelli del sud, si rifugia nei grandi centri profughi. Una popolazione disperata, alla quale anche il futuro è precluso. “Il nostro futuro – sentenzia un anziano della tribĂš Nuer – sta morendo davanti ai nostri occhi, mentre guardiamo i bambini morire di fame, malattie e guerra‌â€?. L’incontro con la Orlotti si chiude qui. Ora si apre, per tutti, la possibilitĂ  di sostenere Msf, dedicandole parte del proprio tempo.

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,ULVYROWLWUDJLFLGHOOD´SULPDYHUD¾ In Siria, quella che era iniziata come una primavera araba, desiderosa di maggiore dignità, lavoro e libertà, è ormai sfuggita dalle mani e divenuta un conitto regionale e internazionale in cui si combattono Arabia Saudita e Qatar contro l’Iran; Turchia e Israele contro la Siria; Russia e Cina contro Stati Uniti ed Europa. La Siria è un Paese multiculturale e multietnico: vi sono drusi, cristiani (9%) curdi (7%), sunniti (70%), e altri gruppuscoli, e

tale Paese è dominato per ora dagli alawiti (12-13%). Una realtà che ha contribuito a fare di quello in corso in Siria un conitto regionale. La paura, per i sunniti e per la maggioranza dei Paesi arabi, è che la Siria, legata religiosamente all’Iran, divenga sempre piÚ strumentale alla diffusione dello sciismo. Il futuro della Siria non è ancora chiaro. Una delle soluzioni di cui si parla è di dividere la Siria – secondo un piano israelo-americano – in tanti

cantoni confessionali, indebolendo la Siria come potenza e sbriciolandola in tanti staterelli. Lo sbriciolamento della Siria rischia di provocare un terremoto anche in Turchia, altro Paese multietnico e multiculturale. In questo quadro, la situazione dei cristiani è la piÚ debole. Non possono appoggiarsi a nessuno. Un po’ come in passato è avvenuto in Iraq, dove sembra che il cristianesimo sia in via di sparizione.


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Il matrimonio religioso resta la scelta piĂš diffusa (60,2%) ma nelle regioni del Nord quello civile nel 2011 ha fatto il sorpasso e prevale con il 51,7% rispetto al 48,3% di quello celebrato in chiesa. Ăˆ quanto certifica l’annuario statistico dell’Istat che evidenzia come in Italia ci si sposi sempre meno: nel 2011 sono stati celebrati 208.702 matrimoni, quasi 9000 in meno dell’anno precedente, tasso di nuzialitĂ  che passa da 3,6 a 3,4 per mille.

Sono oltre 200 milioni i bambini malnutriti nel mondo. Oltre un terzo delle morti infantili sotto i cinque anni nel mondo – 2,3 milioni di bambini nel 2011 – ha proprio come causa la malnutrizione. Circa 40 milioni di questi bambini soffrono della forma acuta moderata di malnutrizione e oltre 20 milioni di quella grave, la quale uccide un milione di bambini l’anno. Sono questi alcuni dei drammatici dati contenuti nel nuovo rapporto dell’Unicef.



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marezza e preoccupazione. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha nascosto i suoi sentimenti. Nel tradizionale discorso pre-natalizio alle alte cariche dello Stato il Capo dello Stato, affrontando il tema dell’“evoluzione del quadro politicoâ€?, sullo spirare (leggermente anticipato) della XVI legislatura repubblicana non ha mancato di esternare le sue amarezze. Le prospettive rimangono incerte: “Si andrĂ  cosĂŹ al confronto elettorale, mentre il governo dimissionario provvederĂ , nell’ambito dei suoi poteri, ad attuazioni dovute di leggi giĂ  in vigore. Ma non si pensi di poter nascondere agli elettori tutto quel che è rimasto irrisolto di decisivi nodi politico-istituzionali venuti al pettine piĂš che mai nel corso dell’ultimo anno. Essi si sono presentati in un tale intreccio e groviglio che anche interventi generosamente tentati con il concorso di un governo a termine e dominato da assorbenti emergenze come quello presieduto da Mario Monti, hanno sortito effetti solo iniziali o

sono stati neutralizzati nella stretta finale della legislaturaâ€?. Di qui un’attenta e puntuale ricognizione della situazione politica, economica, sociale ed istituzionale di un’Italia che non può non essere collocata nel quadro europeo. Oggi si parla molto di “agendeâ€?, mentre tutti cominciamo a compilare quelle per l’imminente 2013. Giorgio Napolitano, in un testo di 10 cartelle pieno di raffinati riferimenti politici, ha ripercorso le scelte recenti, confermando che l’esperienza, positiva, del governo “tecnicoâ€? o “del presidenteâ€?, si esaurisce con l’appello elettorale. Il Presidente ha inoltre confermato di non aspirare ad una riconferma e che continuerĂ  il suo mandato fino alla scadenza del prossimo maggio. A due mesi dalle

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elezioni, la cui data non è ancora stata fissata, pochissimo sappiamo dell’offerta politica che sarĂ  sottoposta al vaglio di cittadini in cui i sentimenti di “amarezza e preoccupazioneâ€? sembrano giustamente prevalere. Napolitano ha anche evocato un’altra endiadi: “veritĂ  e speranzaâ€?; potrebbe essere una chiave persuasiva per la prossima campagna elettorale, che sta iniziando nel tempo di cenoni che si annunciano magri, ma molto tradizionali. Come costruire l’equilibrio tra veritĂ  e speranza, come ritrovare il senso delle radici, dell’identitĂ  e delle tradizioni, su cui costruire investimento ed innovazione, come articolare in concreto l’equilibrio tra rigore ed equitĂ . Per avere buone risposte bisogna innanzi tutto articolare le domande giuste. Se poi per avere queste risposte basterĂ  questa campagna elettorale invernale, o, dopo le elezioni, servirĂ  un nuovo, incisivo, riassetto del sistema politico, è la questione strutturale che merita quantomeno di essere istruita, per guardare all’attualitĂ  con la necessaria prospettiva e cosĂŹ, nonostante tutto, con una ragionevole serenitĂ .

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Con questo numero la direzione e la redazione de “La Voce del Popoloâ€? augurano a tutti i lettori i piĂš sinceri auguri per un Santo Natale e un 2013 aperto, nonostante i tempi carichi di preoccupazione, alla speranza e alla serenitĂ . “Voceâ€? guarda con attesa al 2013.Quello che sta per aprirsi, infatti, è per il settinanale un anno importante perchĂŠ l’8 luglio 2013 festeggerĂ  il suo 120° compleanno.

Si è svolta nei giorni scorsi, presso l’aula magna di “Machina Lonati Fashion and Design Instituteâ€?, la cerimonia di consegna del contributo di 110mila euro previsto per l’avvio delle attivitĂ  imprenditoriali agli 11 partecipanti alla prima edizione del progetto “MachinaImpresa. Sviluppo del modello Machina per l’implementazione delle capacitĂ  imprenditoriali dei giovaniâ€?, promosso dalla Vincenzo Foppa, cooperativa sociale onlus di Brescia.

Si tratta di un anniversario importante che come tale deve essere ricordato nel modo piĂš adatto. Sin dal primo numero del nuovo anno, dunque, questo anniversario troverĂ  adeguati spazi di approfondimento. Nel frattempo ricordiamo a tutti i lettori che gli uffici di “Voceâ€? e del Centro diocesano per le comunicazioni sociali resteranno chiusi al pubblico da sabato 22 dicembre a mercoledĂŹ 2 gennaio 2013.

Il progetto, di durata biennale, concluso nel settembre scorso, poneva quale obiettivo principale l’avvio, da parte dei partecipanti, di nuove attività imprenditoriali nei settori della moda, del design e della comunicazione. I giovani partecipanti hanno dato vita a quattro nuove imprese. Alla cerimonia di consegna del contributo ha partecipato anche l’assessore regionale all’Occupazione e politiche del lavoro, Valentina Aprea.

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Newtown: il male “dentroâ€? ChissĂ  cosa aveva in mente Adam Lanza, il ventenne autore della strage nella scuola di Newtown, nel Connecticut. Ha ucciso 27 persone, 20 alunni di prima elementare, di cui 12 bambine e otto bambini, tra i sei e i sette anni, poi quattro insegnanti, la preside, una psicologa e, prima di tutti, la propria madre. A lei ha portato via le armi che sono servite per la carneficina. Una carneficina pianificata in anticipo, studiata nei particolari, premeditata e conclusa con il suicidio. ChissĂ  quali mostri si agitavano nella mente di un ventenne che per tutti era un “secchioneâ€?, un tipo non del tutto a posto, emarginato. Intelligente, certo. Ma anche malato: aveva una forma di autismo. Malattia che, peraltro, non è associabile alla violenza. Ecco, di fronte allo straordinario irrompere nella vita ordinaria, quotidiana, di un male cosĂŹ inaspettato e grande, viene da chiedersi, dove si nascondesse prima. Cosa, appunto, si agitava nella mente e nel cuore di quel giovane? PerchĂŠ questo è il mistero piĂš inquietante di un fatto come quello di Newtown, che peraltro non è poi cosĂŹ raro.

Basti pensare che, solo negli Stati Uniti, dal famosissimo episodio di Columbine, una cittadina vicino a Denver, in Colorado, era il 1999, quando due adolescenti entrarono armati nel loro liceo e uccisero 12 compagni di scuola e un loro insegnante, prima di suicidarsi, c’è stata una trentina di stragi simili, con un impressionante bilancio di vittime giovani e giovanissime. Ogni volta si è discusso soprattutto sulla facilità con cui nella società americana ci si può armare, e come sia facile,

anche per persone squilibrate, avere a disposizione mezzi terribili di morte. Discussione che è subito “esplosaâ€? anche questa volta. E certamente ci sarebbe da riflettere e forse modificare leggi e regolamenti. Tuttavia, la questione piĂš impressionante riguarda non il male “fuoriâ€?, la possibilitĂ  delle armi, una societĂ  violenta e chi piĂš ne ha piĂš ne metta, ma il male “dentroâ€? e, cioè, il mistero della persona umana capace di gesti terribili, di esplodere lei stessa come un ordigno devastante

e provocare morte e distruzione. Non solo nelle stragi a scuola. Adam ha preparato la carneficina, chissà quante volte ci avrà pensato. Ha studiato il momento giusto, sembra addirittura che abbia fatto i sopralluoghi sul posto‌ Poi ha tolto il tappo alla violenza devastante che portava dentro di sÊ, lasciando che travolgesse ogni cosa, a cominciare dalla mamma, forse la vittima necessaria, la soglia da superare e superata per entrare in una dimensione cosÏ terribile come quella che abbiamo visto.

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Il mistero di questa violenza si accompagna a quello insopportabile del sangue innocente, all’ingiustizia e al dolore straziante di chi vede irrompere la morte nella vita e negli affetti quotidiani. Una morte, il male, che colpisce con facilitĂ  impressionante il simbolo stesso dell’innocenza - come sono i bambini piĂš piccoli - ma anche sembra passare sopra, implacabile, ai gesti di bene, di vita, come quelli delle persone che hanno provato a opporsi alla violenza, a salvare i bambini, a scapito della loro stessa sopravvivenza. CosĂŹ raccontano i testimoni degli insegnanti della scuola.Ebbene, proprio questi gesti di vita sono quelli cui aggrapparsi per non far vincere la prospettiva della violenza. Va raccolta la testimonianza di chi, anche impotente, si è opposto consapevolmente alle pistole, ha opposto alla follia del male la “folliaâ€? del bene. CosĂŹ il dolore collettivo, il pianto condiviso, l’abbraccio verso l’umanitĂ  trafitta ancora una volta da un mistero grande e insondabile, possono trasformarsi in una vera forza di vita nuova, di speranza, di prospettiva.


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Il sociologo tedesco Max Weber scriveva che l’etica in politica era e doveva essere connessa con l’etica della responsabilitĂ . “Politica, etica, per quale cittĂ ?â€? è il titolo del convegno in programma giovedĂŹ 20 dicembre alle 20.45 a Brescia presso la sala Piamarta di via San Faustino 74. Si alterneranno gli interventi di diversi rappresentanti significativi del mondo delle associazioni, dell’imprenditoria e della politica bresciana.

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Vuole essere uno spazio di confronto e di ascolto pensato dalla Circoscrizione Centro. Porteranno il loro contributo: Flavio Bonardi (presidente della Circoscrizione Centro), don Mario Benedini (direttore Ufficio per l’impegno sociale), Eugenio Massetti (presidente provinciale Confartigianato), Paolo Paoletti (vice presidente della Compagnia delle Opere di Brescia), Luca Pezzoli (presidente provincile Movimento cristiano

lavoratori), Ettore Prandini (presidente provinciale della Coldiretti di Brescia), Roberto Rossini (presidente delle Acli provinciali) ed Enzo Torri (segretario provinciale della Cisl di Brescia). Sono tutti parte attiva del tessuto sociale, elemento indispensabile per promuovere una coscienza civica e politica nella cittadinanza. Senza l’etica è difficile perseguire il bene comune. L’ingresso è libero.

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’è aria di festa nella parrocchia di Buffalora. La comunitĂ  parrocchiale ha scritto infatti una nuova pagina della sua storia; con la Messa celebrata dal vescovo Monari e la benedizione della chiesa appena ristrutturata, i parrocchiani sono tornati cosĂŹ a usufruire della struttura, rimasta chiusa per quasi un anno. Domenica 16 dicembre, alle 10.30, hanno dunque preso il via i festeggiamenti per la chiesa rinnovata che si protrarranno fino a domenica 23 e culmineranno nelle ormai imminenti celebrazioni natalizie. Con il Vescovo hanno concelebrato alcuni dei sacerdoti che, nel corso degli anni, hanno prestato il loro servizio in parrocchia mentre, tra le molte persone presenti c’erano anche le suore che vi hanno operato e alcune tra le autoritĂ  civili di Brescia e Castenedolo: il territorio della parrocchia si estende infatti tra i due Comuni. Numerosi gli appuntamenti dopo la prima giornata di festa: lunedĂŹ 17, in serata si è tenuto, all’interno della chiesa, un concerto per coro e organo mentre giovedĂŹ 20, un altro concerto, solo per organo. Sabato 22 sarĂ  poi la “Notte Biancaâ€? della parrocchia; il sagrato della chiesa, tempo permettendo, ospiterĂ  la proiezione di immagini storiche, stand vari, scambio di auguri, canti natalizi, mentre la chiesa, dedicata alla NativitĂ  di Maria, rimarrĂ  aperta,

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a Buffalora dal 2007. “Tra la chiesa e l’oratorio vengono infatti proposte alla comunitĂ  molte occasioni di incontro e approfondimento: i catechismi, le attivitĂ  sportive, le feste, le iniziative di volontariato; anche la presenza di adolescenti e giovani non manca: a differenza di altre parrocchie da noi si riunisce un gruppo di circa 90 ragazziâ€?. Chiesa e oratorio sorgono nella zona est della cittĂ , il cui territorio è spesso al centro di preoccupazioni relative alla presenza di numerosi fattori inquinanti. In questa zona della cittĂ , come ben noto, sorgono infatti numerose industrie, ma anche cave

e arterie stradali di grande impatto ambientale. “Tra i nostri parrocchiani molti sono attenti all’ambiente e preoccupati di salvaguardare la loro saluteâ€? afferma don Alessandro. “Come parrocchia, tuttavia, non possiamo schierarci nĂŠ per l’una nĂŠ per l’altra parte; di certo seguiamo con interesse e passione quanto accade ma siamo aperti e pronti ad ascoltare gli uni e gli altri. In noi, infatti, è viva la certezza che la natura è dono di Dio e che, come tale va rispettata, ma, al contempo, sappiamo che ora piĂš che mai l’esigenza lavorativa è vitale: il dibattito è apertoâ€?.

        



%HUEHUqSURGRWWLGDOO¡(WLRSLD Gli Amici del Sidamo - Associazione In Missione onlus hanno aperto a Nave in via Muratello 44 una Mostra di artigianato dove vengono esposti prodotti provenienti dall’Etiopia, realizzati nei progetti (Bosco Children, Tokuma ed Egiserà) di artigianato locale etiope e di oggetti da collezione legati alla tradizione, di antiquariato e modernariato (libri, soprammobili, mobili, attrezzi agricoli) regalati all’associazione. Le eventuali offerte

raccolte verranno interamente devolute al sostentamento dei progetti sanitari, educativi e di promozione della donna. Ma chi sono gli Amici del Sidamo? Sono un gruppo missionario che dal 1983 organizza attivitĂ  a sostegno delle missioni salesiane in Etiopia. L’intenzione è di creare eventi legati alla cultura e tradizione dell’Etiopia, Paese dove operano i nostri volontari. La mostra si chiama “Berberèâ€?, un nome simpatico, facile da pronunciare

e direttamente collegato all’Etiopia: berberè è un insieme di spezie a base di peperoncino. La mostra è aperta il sabato pomeriggio dalle 15 alle 19. Per le festività natalizie è aperta anche giovedi 20 dalle 15 alle 19; sabato 22 dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19; domenica 23 dalle 9 alle 12. C’è anche una pagina su Facebook: Berberè- Mostra Sidamo. Per informazioni, si possono contattare i numeri 0302667372 o 3383952251.

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Capra. “La storia del cattolicesimo politico democratico, dall’ampliarsi della sua base partecipativa in poi, merita – scrive Francesco Piero Lussignoli nella postfazione al testo – di essere ripresa e ripassata, sia per obiettivitĂ  storica, sia per ricordare alcuni dei suoi protagonisti. Sono infatti numerosi i cattolici che, radicati nel mondo del lavoro e ispirati dal bene comune, hanno svolto funzioni di responsabilitĂ  civile e politica. Li troviamo nella Resistenza, nell’associazionismo, nel sinda-

cato, nei partiti e, in particolare, nella Dcâ€?. Michele Capra è stato prima un “ribelle per amoreâ€? durante il periodo del nazifascismo, poi, dopo il 1945, ha deciso di continuare la sua lotta contro quelle forze che tentano di impadronirsi del nuovo Stato democratico e contro le restrizioni della libertĂ  dei lavoratori. Commissario di fabbrica all’Om negli anni duri della repressione sindacale, per quattro anni (1955-1959) fu anche presidente provinciale delle Acli dove si fa interprete appassionato

dell’ansia sociale e solidaristica del mondo del lavoro. Grazie anche alla sua capacità di intessere relazioni. Si dimostra parte attiva nel dibattito culturale che anima il partito, il sindacato e l’associazionismo. Si è fatto carico, insieme a quella generazione, della responsabilità di aiutare i giovani a costruire il futuro. In lui passione civile e passione politica si sono ben amalgamate. In appendice al testo sono anche raccolti alcuni contributi significativi di Michele Capra.

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i fronte a una disgrazia l’uomo ha poche possibilitĂ  di reagire. Il Premio Bulloni, Elena Morè, ha saputo voltare pagina. Dopo aver perso il marito e i due figli in un gesto di violenza familiare, Elena ha deciso di dedicare parte della sua vita agli altri, offrendo la sua professionalitĂ  (lavora come infermiera) ai piĂš poveri. Da una tragedia si può trovare il coraggio di ripartire. Ăˆ questo il messaggio della storia di Elena Morè che ha deciso di dedicare – mettendo da parte l’odio e il rancore – un tratto di strada della sua vita agli altri, nello specifico ai ragazzi di un Centro di formazione in Brasile. Nella sua testimonianza ritornano spesso le parole amore e perdono. Elena si è “messa in discussione e ha cercato di capire il gesto del maritoâ€? che a maggio aveva gettato dalla finestra due figli (di quattro anni e di 11 mesi) prima di lanciarsi anche lui nel vuoto. Elena, giovane madre e moglie, in pochi istanti aveva visto crollare tutto il suo mondo. Per lei essere sempre in discussione con se stessi significa amare e, quindi, comprendere l’altra persona: “Grazie a mio marito ho avuto il dono di esse-

ÂŽÂ?ƒ••‹Â?‘”‹…‘Â?‘•…‹Â?‡Â?–‘ƒŽŽƒ„‘Â?–Â?†‡ŽŽƒ‡‘Â?‡••ƒ °•–ƒ–‘ƒ••‡‰Â?ƒ–‘Â“Â—Â‡Â•Â–ÇŻÂƒÂ?Â?‘ƒŽ‡Â?ƒ‘”°ǥ…Š‡Šƒ †‡…‹•‘†‹†‡†‹…ƒ”‡’ƒ”–‡†‡ŽŽƒ•—ƒ˜‹–ƒƒ‰Ž‹ƒŽ–”‹†‘’‘ —Â?–”ƒ‰‹…‘‡˜‡Â?–‘…Š‡Šƒ•‡‰Â?ƒ–‘Žƒ•—ƒˆƒÂ?‹‰Ž‹ƒ re moglie e madreâ€?. In molti si chiedono da dove ha tratto la forza necessaria. “Non mi sono chiusa in una stanza, perchĂŠ avevo giĂ  un dolore estremo da sopportare. Il dolore è una lezione di vita; non mi sono mai chiusa per non provocare altro dolore alle persone che mi circondavanoâ€?. Due settimane dopo la tragedia ha ricominciato a lavorare, “cercando negli altri il conforto, perchĂŠ il mio dolore era una lezione di vita per tanti. Mi sono chiesta perchĂŠ Dio volesse questo da me; dalla mia vicenda altri possono trarre la forza per andare avanti. Nei momenti piĂš disperati mi sono messa in ginocchio e mi sono affidata a lui: sono la tua matita, fai di me quello che vuoi. Ci vuole tempo per vedere i suoi disegni, ma non devo fare altro che aspettare che il suo disegno sia completoâ€?. Il 24 gennaio, “senza grandi aspettativeâ€?, parte in missione

per tre mesi a 35 km da Fortaleza al Centro di formazione gestito da Operazione Lieta. Non vuole colmare il vuoto affettivo, ma donare amore. Si dedicherĂ  alle piccole cose, curando anche le medicazioni. Con un dolore profondo nel cuore cambiano le prospettive. “Vivo con serenitĂ ; dopo che ho perso tutto in 10 minuti, progetto giorno per giornoâ€?. Ecco gli altri premi alla bontĂ  consegnati: FioreIla Elmetti (Ordine Avvocati), Ferdinando Gatti (Aib), Margherita Bergamini (premio Ranzanici), Marica Benini (premio Gnutti), suor Luigia Trombini (Cuore Amico), Giuseppe De Poli (premio Anselmi), suor Evelina Mattei (premio Beretta), tre Grossi d’oro a Giuseppe Camadini (alla memoria), alla Croce Bianca e a padre Ulderico Chigioni e tre medaglie d’oro a Giovanni Benedetto Colombo, Marco Richini e Antonella Bertolotti.

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&HUFDVLYRORQWDULPDVFKL SHULO'RUPLWRULR Emergenza freddo, anche in cittĂ . La colonnina del mercurio è in picchiata, ma se qualcuno può coprirsi, in molti non hanno nemmeno un tetto sotto il quale riposarsi. La Caritas diocesana di Brescia ha rilevato la necessitĂ  di implementare ulteriori posti letto per “l’emergenza freddoâ€? e ha valutato di offrire in collaborazione con la parrocchia del Duomo di Brescia e l’Associazione San Vincenzo, 20 posti letto in via Gabriele Rosa, in cittĂ . Non basta, però, mettere a disposizione uno spazio, servono anche i volontari in grado di portare avanti il servizio. Ecco perchĂŠ la Caritas diocesana lancia un appello per richiedere la collaborazione di volontari maschi, maggiorenni: lo sforzo è di aprire il servizio ancora prima di Natale, sette giorni su sette, almeno fino a fine marzo 2013. La disponibilitĂ  può riguardare fasce orarie diverse per compiti diversi. Il turno della sera (dalle 18 alle 22) richiede l’accoglienza, la somministrazione della cena, il riordino e la compagnia; il turno della notte (dalle 21 alle 8) prevede, invece, la compagnia, la sorveglianza notturna e la colazione; il turno, invece, notte/sera impegna i volontari dalle 18 alle 8. Il Dormitorio rappresenta uno spazio sicuro, un luogo affettivamente caldo dove le persone si sentano accolte e rispettate, potendo riflettere, insieme agli operatori e volontari su alcuni passaggi del proprio percorso di vita. Per informazioni e per comunicare la propria disponibilitĂ , si può contattare la Caritas diocesana di Brescia al

numero 030 3757746. Si tratta ovviamente di un’accoglienza straordinaria volta a garantire la sopravvivenza: la rigidità del clima, la presenza di forti nevicate o di temperature particolarmente rigide (al di sotto dei -5 gradi) rende necessario dare riparo a chi vivono in fabbricati dismessi o abbandonati sul territorio o in luoghi non sufficientemente adeguati a garantire un riparo. Solo la scorsa settimana abbiamo dato la notizia della morte per assideramento di un giovane indiano.

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Â?…ƒÂ?’‘Žƒ…‹˜‹…ƒDz‹ÎÂƒÂ”Â‘ÂŽÂ‹Çł Il sindaco Adriano Paroli (nella foto) è sceso in campo, anticipando di fatto le possibili mosse della coalizione che ďŹ n qui l’ha sostenuto. Scende in campo e lo fa con la civica “PiĂš Paroliâ€?. Adesso la palla passa ai compagni di giunta: al Pdl (si chiamerĂ  ancora cosĂŹ la prossima primavera? Che simbolo avrĂ ? E, soprattutto, avrĂ  all’interno anche gli ex An?), alla Lega (andrĂ  da sola, magari con Fabio RolďŹ candidato?) e all’Udc.

Il nodo, forse, è proprio con l’Udc, che certo non ha un rapporto idilliaco, per usare un eufemismo, con la Lega Nord e con il Pdl. Il Pdl appoggerà Paroli, mentre per la Lega bisogna vedere quanto sarà reale il riavvicinamento di questi ultimi giorni maturato in campo nazionale. L’idea di Paroli è, comunque, quella di ripresentarsi con la stessa squadra, anche se questa volta, come del resto

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‡Â?‡”†¿͚͙†‹…‡Â?„”‡ ‡œœƒ–‘•‘Â?‘ƒÂ?…Šǯ‹‘ aveva dichiarato a “Voceâ€?, vorrebbe avere le mani libere nella deďŹ nizione della giunta. Cosa signiďŹ ca? Che le preferenze non dovrebbero determinare la squadra degli assessori. DifďŹ cile, però, che la Lega possa accettare queste condizioni. In cittĂ  si possono giĂ  vedere i manifesti con la nuova scritta, mutuata dal nome del laboratorio di idee “XBresciaâ€? dal quale uscĂŹ la candidatura di Paroli cinque anni fa. La situazione è ancora uida.

In occasione della Giornata del migrante, venerdĂŹ 21 dicembre nella sala civica Italo Calvino in via Leonardo Da Vinci alle 18 è in programma una riessione di Lucrezia Pedrali di Cem MondialitĂ  su “Dalla tolleranza alla prossimitĂ : da stranieri a concittadiniâ€?. Segue un racconto a piĂš voci (video e poesie di bambini, giovani, donne e uomini in migrazione) “Lo dico in versiâ€? realizzato dalla classe 2ÂŞ D della Scuola secondaria di primo grado “G. Perlascaâ€?.

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nsieme! Ăˆ questo lo slogan con tanto di punto esclamativo che indica la determinazione con la quale inizia la campagna elettorale. Insieme è l’avverbio che ritorna piĂš volte nelle parole di Emilio Del Bono alla presentazione, in corso Garibaldi 2, della sede del comitato elettorale. Circondato dall’affetto dei suoi (volti noti e meno noti), Del Bono si prepara con rinnovato entusiasmo alla sfida per le amministrative della prossima primavera. Propone “una cittĂ  diversaâ€? partendo proprio dal cuore della Leonessa, a fianco della torre della Pallata che ha l’orologio fermo, perchĂŠ “il tempo della giunta Paroli è finitoâ€?. Il capogruppo in Loggia del Pd ha impostato una campagna elettorale aperta alle indicazioni che possono arrivare dalla societĂ  civile, valorizzando ogni strumento mediatico e relazionale per raccogliere suggerimenti e idee: Facebook, Twitter, You tube e un sito (www. emiliodelbono.it) dedicato. “Siamo

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stato ribadito piĂš volte in questi anni all’opposizione, tutta la linea Paroli: in particolare, la cittadella dello sport al parco delle cave, la gestione di Brixia Sviluppo e i soldi spesi per la pensilina. Fra le proposte, Del Bono avanza l’ipotesi di recuperare gli immobili sfitti per dare spazio all’housing sociale e alla vocazione all’artigianato della cittĂ . Anche in questa tornata elettorale si parla della riqualificazione del centro e della promozione della periferia per fare una “grande Bresciaâ€?, sempre in ascolto della parola d’ordine “insiemeâ€?. Sui componenti della squadra bisogna saper aspettare l’anno nuovo, ma di certo sarĂ  “una coalizione politica e civica che possa vincere e governare bene la cittĂ â€?. Il candidato del Pd ha dichiarato nuovamente di essere disponibile anche allo strumento delle primarie di coalizione per rafforzare la sua leadership e coinvolgere nel progetto anche gli elettori di Marco Fenaroli (alla presentazione del co-

  

mitato elettorale, dato non di poco conto, era presente anche Donatella Albini, consigliere comunale di Sel). Mentre sul nodo alleanze, resta da vedere che ruolo intendono giocare Francesco Onofri e Laura Castelletti: accetteranno di salire, fin dal primo turno, sul treno del centro-sinistra o attenderanno il ballottaggio? Nel frattempo Emilio Del Bono, che parafrasando il titolo del suo libro ha “un’idea precisa di cittĂ â€?, punta molto sull’appoggio della societĂ  civile.

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1893-2013 VOCE COMPIE 120 ANNI

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”‡•‡Â?–‹‹Â?Í?Í™Â?ƒœ‹‘Â?‹ ‡Â?‘Ž–‡’Ž‹…‹—Â?‹–Â?Â†ÇŻÂ‘ÂˆÂˆÂ‡Â”Â–Âƒ I Fatebenefratelli sono presenti in 51 nazioni di tutti e cinque i continenti, suddivisi in 22 provincie e una vice-provincia, cinque delegazioni generali (ambiti non ancora strutturati in modo tale da poter divenire provincie e dipendenti dalla Curia generalizia) e sei delegazioni provinciali (dipendenti da Curie provinciali). La missione dell’Istituto è quella di tradurre in modelli clinicoorganizzativi i risultati delle attivitĂ  di ricerca (sia pre-clinica che

clinica) nella scia della storia e del carisma di San Giovanni di Dio e dei Fatebenefratelli che lavorano da 500 anni al servizio dell’uomo sofferente in particolare tramite servizi di assistenza sanitaria. Il Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli che eroga le sue prestazioni riabilitative ed assistenziali nei confronti delle persone con problemi psichiatrici e di demenza, rispettando i principi fondamentali del Sistema sanitario nazionale (eguaglianza, imparzialità,

continuità, diritto di scelta, partecipazione, efficienza, efficacia e trasparenza) si definisce Centro confessionale cattolico. Sono diverse le unità d’offerta. Nel campo ospedaliero: la riabilitazione per la malattia di Alzheimer (unità di recupero e di rieducazione funzionale - 20 posti), unità di recupero e di riabilitazione funzionale (20 posti); la riabilitazione psichiatrica (unità di recupero e rieducazione funzionale - 20 posti). Comunità protette:

una ComunitĂ  protetta ad alta assistenza psichiatrica da 20 posti; due ComunitĂ  psichiatriche protette a media assistenza (20 posti), una ComunitĂ  protetta ad alta assistenza doppia diagnosi a Orzinuovi con 20 posti, una ComunitĂ  protetta ad alta assistenza psichiatrica con 20 posti, due ComunitĂ  protette ad alta assistenza psicogeriatria (20 posti), un Centro diurno per riabilitazione psicosociale (15 posti); un Centro diurno integrato per anziani (25 posti).

   



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rescia si dota di una nuova realtà per esprimere vicinanza e accoglienza ai malati psichici. E ancora una volta l’impegno nel campo della salute vede protagonista quel mondo legato all’esperienza religiosa. Il 14 dicembre presso l’IrccsCentro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli è stata inaugurata una nuova struttura che ospiterà una Comunità psichiatrica protetta ad alta assistenza (Cpa) di 20 posti letto già operante presso il Centro e una nuova Comunità psichiatrica protetta a media assistenza (Cpm) di 20 posti letto. La Cpa che verrà trasferita è una struttura residenziale per il trattamento socioriabilitativo la valutazione e di soggetti affetti da disturbi psichiatrici, accreditata con il Servizio sanitario regionale. Accoglie persone affette da schizofrenia e sindromi correlate, da sindromi affettive (disturbo depressivo maggiore ricorrente, disturbo bipolare) e da disturbi gravi della personalità, dai 18 ai 65 anni, inviati dai Centri psico-sociali (Cps) della Regione. Garantisce un’offerta assistenziale di alto grado sulle 24 ore. I programmi residenziali sono di media intensità, hanno una durata massima di 36 mesi e vengono indicati nel Progetto terapeutico riabilitativo (Ptr) di ciascun soggetto. Il programma è concordato con l’Unità operativa psichiatrica territoriale ed è coerente al Piano di trattamento individuale (Pti) elaborato dal Cps del territorio di competenza del paziente. La Cpm che occuperà l’altra metà della struttura ospiterà persone con un maggior grado di stabilizzazione



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Centro. Negli spazi della nuova struttura sarĂ  ubicato il laboratorio Lucena, dove vengono praticate alcune attivitĂ  (decoupage, maglia, cucito) e la palestra di fisioterapia. I pazienti potranno usufruire delle attivitĂ  della Cooperativa “Il melogranoâ€?, ove vengono attuati interventi di inserimento lavorativo e della Bottega dell’arte, dove vengono svolte attivitĂ  artistiche ed espressive. Va sottolineato il ruolo fondamentale della Bottega nella organizzazione delle mostre delle opere realizzate, in collaborazione con le istituzioni cittadine (Comune, Fondazione Bresciamusei, associazione Il sasso nello stagno). Sono in atto altri rapporti collaborativi che hanno lo scopo di favorire l’integrazione e lo sviluppo di abilitĂ  sociali.

   

3HUHVVHUHYLFLQLDFKLVRIIUH “I malati di mente hanno diritto ad avere una realtĂ  in cui vivere decorosamente, almeno come tutti gli altri malatiâ€?. Con queste parole fra Marco Fabello, direttore generale dell’Istituto di ricerca e cura Fatebenefratelli di Brescia, commenta il nuovo impegno (che testimonia una vocazione) dei Fatebenefratelli nel campo della salute mentale. Impegno, che tra l’altro, arriva in un momento difďŹ cile dal punto di

vista economico. Questa realizzazione ha richiesto un enorme sacriďŹ cio, basti pensare ai 7 milioni di euro investiti dalla realtĂ  dei Fatebenefratelli che non ha ricevuto aiuti per la costruzione della struttura. Nella sostanza si tratta di due comunitĂ  protette, di cui una è giĂ  operativa mentre l’altra è in ďŹ eri, ďŹ nalizzate a ospitare malati psichiatrici in una durata da uno a tre anni. Tutto iniziò nel 1500 quan-

do San Giovanni di Dio, dopo aver lavorato con i malati psichiatrici, decise che doveva fare un ospedale a Granada, “su questo solco dobbiamo costruire sempre realtĂ  nuove e diverse per seguire, curare e amare gli ammalati come li ha amati luiâ€?. La struttura guarda anche all’impatto ambientale, non a caso verrĂ  pubblicato anche un testo sulle sue caratteristiche da “Il Sole 24 Oreâ€?.

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Š‡†‹ Dz —Â?ƒÂ?ÂƒÇł’”‡Â?‹ƒŽƒ…‹––Â?’‡”…Š¹Ç˛Â˜Â‹Â”Â–Â—Â‘Â•ÂƒÇł La cittĂ  di Ghedi è stata premiata perchĂŠ giudicata generosa. Ed è stato proprio il sindaco Lorenzo Borzi (nella foto), a nome della comunitĂ , a ritirare, nei giorni scorsi, il premio assegnato alla cittĂ  di Ghedi da “Humanaâ€?, People to people Italia, una onlus impegnata in diverse parti del mondo a sostegno delle popolazioni piĂš povere del mondo. L’associazione ha la sua sede principale in provincia di Milano, ma può contare su diverse sezioni sparse in altre province,

compresa quella di via Vespucci a Torbole Casaglia, in terra bresciana. “Humana si occupa di un progetto che si prefigge di sostenere gli infiniti bisogni dei popoli che ogni giorno devono affrontare una dura sfida per la sopravvivenza. Tra le iniziative piĂš conosciute della onlus vi è la raccolta di abiti che vengono raccolti in specifici contenitori, che si possono trovare in molti paesi. Ed è proprio per questa iniziativa che è stato assegnato il premio “Humanaâ€? 2012

a Ghedi, che si è inserita tra le città piÚ virtuose d’Italia per la raccolta di abiti devoluti per questi scopi solidaristici. La comunità ghedese ha fatto valere decisamente la sua generosità, classificandosi tra le piÚ generose a livello nazionale e risultando la prima per gli indumenti raccolti in tutta la provincia di Brescia. Nell’anno 2011, infatti, sono stati raccolti 53.400 kg di abiti, una cifra davvero ragguardevole che ha permesso alla comunità ghedese

di vincere questa particolare gara di solidarietĂ  e di ricevere il significativo attestato da “Humanaâ€?. Un riconoscimento accompagnato da un preciso invito, trasmesso proprio attraverso il sindaco Borzi a tutti gli abitanti di Ghedi, a continuare in quest’opera di generositĂ  e a cercare di fare sempre meglio per trasmettere cosĂŹ un aiuto concreto a tutte quelle persone sparse nel mondo che ogni giorno devono fare i conti con le mille difficoltĂ  e privazioni. (mtm)

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e è vero che le feste di Natale hanno tra le colonne sonore anche la celeberrima “Jingle Bellsâ€? – cioè “Le campane suonanoâ€? – a Orzinuovi quest’anno essa avrĂ  un significato particolare. Capita che, per qualche giorno, gli orceani potranno tornare ad ascoltare il suono delle loro campane, che da oltre 40 anni giacevano a terra inutilizzate. Alla fine degli anni ‘60, infatti, il campanile in stile romanico che si trovava accanto alla parrocchiale cominciò a manifestare problemi di stabilitĂ , tanto che nel 1970 venne abbattuto. Da allora le otto campane e il castello originale che le sosteneva furono conservati in un locale dell’oratorio, mentre il campanile rimase solamente un ricordo. Una prima raccolta di fondi, infatti, per promuoverne la ricostruzione organizzata dall’allora parroco mons. Giuseppe Treccani, fu in seguito destinata alla realizzazione dell’oratorio e ciò mise fine al progetto. Evidentemente però la voglia di campanile è rimasta negli animi degli orceani che potranno godere in queste feste

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giorni, probabilmente nella data di venerdĂŹ, con il benestare delle Belle arti. Ancora non abbiamo stabilito la data dell’esibizione musicale, quando il maestro suonatore farĂ  risuonare a festa le otto campane, che compongono uno dei concerti piĂš notevoli presenti nella nostra diocesi. Sicuramente per tutti sentire nuovamente le campane dopo 40 anni sarĂ  un impatto particolarmente toccante. Le campane rimarranno montate per tutto il periodo delle festivitĂ  e ne stiamo valutando il mantenimento ai lati della parrocchiale per farle risuonare in occasioni particolariâ€?. Può essere questo quindi il primo passo verso la ricostruzione del campanile? “La ricostruzione – è la risposta precisa del parroco – sarĂ  subordinata alla ristrutturazione dell’oratorio, si tratta di una prioritĂ  educativaâ€?.

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/¡DLXWRDOOHIDPLJOLH FKHVRQRLQGLIILFROWj La Conferenza della San Vincenzo nella sede di Castel Merlino di Verolanuova è un riferimento importante. I volontari che vi aderiscono cercano di intervenire in situazioni di disagio organizzando la distribuzione di pacchi alimentari e lo sportello d’ascolto “microcredito-prestito della speranzaâ€?. Il sodalizio ha raggiunto un accordo con l’Amministrazione comunale per la gestione delle richieste del pacco alimentare, del quale sono destinatari residenti nel territorio e ha ottenuto la collaborazione dell’assistente sociale nella fase di valutazione della situazione della famiglia in difficoltĂ . Le richieste vanno presentate alla San Vincenzo, presso il Castel Merlino il sabato dalle 10 alle 12. Valutata la situazione, l’assistente sociale rilascia un documento con validitĂ  di tre mesi per l’erogazione del pacco. L’assegnatario dovrĂ  dimostrare di aver fatto il possibile per uscire dalla propria situazione: se permane, dopo il terzo aggiornamento, non potrĂ  essere assistito a tempo indeterminato. Analoga procedura per lo sportello d’ascolto del “microcredito-prestito della speranzaâ€?, cui sono delegati Sergio Amighetti e il diacono Francesco Checchi, aperto

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il giovedĂŹ dalle 17.30 alle 19. In questo specifico settore i promotori fanno appello a nuovi volontari e sono alla ricerca di abitazioni a basso canone d’affitto per aiutare le famiglie che hanno ricevuto l’ingiunzione di sfratto. La ricerca si estende pure alla raccolta di segnalazione di offerte di lavoro, anche a tempo determinato o occasionale, per consentire un minimo di reddito alle famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro o non hanno ancora riscosso il dovuto dalle aziende in difficoltĂ . “La nostra comunitĂ  parrocchiale – dicono alla San Vincenzo – è attiva per aiutare, dove è possibile, questi fratelli. Indispensabile – concludono – l’invito, a esprimere una solidarietĂ  concreta sostenendo le opere parrocchiali oppure diventando un volontario nell’ambito caritativoâ€?. (f.pio)


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‡”‘ŽƒÂ?—‘˜ƒ ‘Ž–‡Ž‡ƒ––‹˜‹–Â?’‡”˜‹˜‡”‡‹Žƒ–ƒŽ‡ Una ventina di volontari all’opera per l’allestimento del presepe artistico nel piazzale della chiesetta di San Rocco di Verolanuova, una tradizione che resiste ďŹ n dal 1998 quando “Gli amici del presepe di San Roccoâ€? l’hanno avviata. L’allestimento rimane ďŹ no all’Epifania. Nel programma delle feste di Natale sono annunciati eventi promossi dall’Assessorato alla cultura. Sabato 22 dicembre la formazione bandistica “Stella Polareâ€? dalle 21 eseguirĂ  un

concerto nell’auditorium dell’Itc Mazzolari, in via Rovetta, direttori i maestri Carlo Barbieri e Monica Galuppini. Domenica 23 dicembre alle 21, ancora in auditorium, musica del coro “Virola Alghiseâ€? diretto dalla maestra Elena Allegretti Camerini. VenerdĂŹ 4 gennaio approda a Verolanuova l’ottava rassegna provinciale di “Natale nelle Pieviâ€? con “Cantom crismasâ€?. Piergiorgio Cinelli e Daniele Gozzetti si esibiranno nella chiesetta di San Rocco. Nel

periodo delle festivitĂ  in campo anche l’oratorio “Mons.Giacinto Gaggiaâ€?. VenerdĂŹ 21 alle ore 16.30, in programma la “Festa dei popoliâ€?, un pomeriggio dedicato ai bambini per conoscere usi, costumi e piatti delle culture straniere presenti nel loro territorio. Per tutti gli amanti dei manufatti artigianali fai da te c’è tempo ďŹ no al 23 dicembre per aderire al concorso “Presepi in oratorioâ€?. Si possono presentare presepi artigianali e originali realizzati su compensato

di centimetri 50 per 70. Tutti i modelli saranno esposti in oratorio dal 25 dicembre al 6 gennaio 2013. I bambini, il 26 dicembre, saranno protagonisti del “Concertino di Nataleâ€?, alle 16 nella Basilica di San Lorenzo Martire. InďŹ ne dal 2 al 4 gennaio sempre all’oratorio, tre giornate di Grest durante le quali i partecipanti potranno fare i compiti della scuola pur avendo a disposizione tempo per giochi di gruppo. L’ingresso è gratuito. (f. pio)



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’impegno politico e sociale sono stati i due campi di azione di Dario Ciapetti, il compianto 47enne sindaco di Berlingo scomparso prematuramente in seguito a un incidente (il cancello di casa ha reciso l’arteria). Chi l’ha conosciuto da vicino racconta di una persona dedita alla ricerca del bene comune. L’ha fatto come amministratore comunale e come dipendente di RaphaÍl, conquistato dal carisma di don Pierino Ferrari. Nei due mandati alla guida del Comune di Berlingo si era distinto per la capacità di essere timoniere attento alle problematiche della sua gente, ma anche e soprattutto attento e lungimirante: non a caso con la sua giunta ha portato la piccola comunità di Berlingo a essere vista un modello in campo nazionale. Membro del Comitato direttivo dell’Associazione Comuni virtuosi, Dario era apprezzato anche fuori dai confini bresciani per la sua capaci-

  

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tà di anticipare le situazioni e per la sua vitalità che lo portava a elaborare progetti su progetti. Il Comune di Berlingo ha un impianto combinato fotovoltaico-geotermico che fornisce energia elettrica e riscaldamento al polo scolastico materna-elementare e al centro sportivo. In questo modo gli edifici sono autosufficienti a livello energetico, e non producono inquinamento. Inoltre, già da anni sono in funzione un impianto solare termico per il riscaldamento dell’acqua degli impianti sportivi, e un impianto fotovoltaico per il municipio. Nella sua vita aveva già sofferto il distacco dalla figlia disabile, scomparsa a soli 13 anni. Sulle orme del padre Carlo (sindaco per la Dc a Castegnato dal 1980 al 1990), si era appassionato alla cosa pubblica, entrando presto dopo il matrimonio con la moglie Gabriella a far parte della giunta: assessore alle Politiche sociali dal 1995 al 1999, poi vice sindaco fino al 2004 e sindaco per due tornate: l’ultima, nel 2009, eletto con il 77% dei voti. La sua politica, senza cedere al populismo, era per la gente e con la gente.

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dati) e segnato dalla comparsa di forme sempre nuove di povertĂ  in larga parte “figlieâ€? di quella crisi che non accenna a mollare la presa, mancava una struttura in grado di dare sollievo, seppure momentaneo, al numero sempre crescente di “homelessâ€?. “E non si tratta soltanto di extracomunitari – afferma don Danilo Vezzoli, parroco di Fucine e responsabile della Caritas zonale che fa capo a Darfo – abbiamo anche un numero crescente di italiani e di gente del

posto che la sera non ha piÚ un tetto sopra la testa�. Di qui l’idea di trasformare l’ultimo piano del locale centro Caritas (lo stesso che per lunghi mesi ha ospitato i profughi giunti da Lampedusa) in dormitorio. Grazie al determinante aiuto di Vallecamonica servizi, della locale Comunità montana, e alla collaborazione con la Caritas diocesana (con i fondi dell’8xmille) è stato possibile creare il dormitorio San Martino,

una struttura in grado di dare accoglienza per la notte a 10 ospiti, affianca cosĂŹ il lavoro di accoglienza svolto sul territorio da realtĂ  come la comunitĂ  “Anch’ioâ€?, Casa Giona e la comunitĂ  “Il bucaneveâ€?. La struttura fornisce ospitalitĂ  gratuita per un massimo di 10 giorni dopo i quali sarĂ  necessario, in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni di provenienza, pensare a uno specifico progetto di recupero per gli ospiti.

  

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on sono mai banali ricostruzioni cinematografiche. Quelle a cui la Cei e “Sovvenireâ€? (il servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica) ricorrono per le campagne a favore dell’8xmille o delle offerte deducibili sono storie vere, raccontano di preti in carne e ossa che spendono il loro tempo per un’annuncio che si fa testimonianza anche con opere di caritĂ . Sono storie, quelle raccontate negli spot, di sacerdoti che operano spesso in condizioni estreme, di grande disagio, ma non poi cosĂŹ lontane anche dalla realtĂ  bresciana. La stagione di crisi che si sta facendo sempre piĂš lunga ha aumentato a dismisura il bisogno anche nelle comunitĂ  bresciane. E, molto spesso, tocca al sacerdote dare le risposte immediate, in attesa che la macchina del servizio pubblico si metta in moto. Sacerdoti che possono dedicarsi a questi bisogni proprio perchĂŠ, a loro volta, sono aiutati nella loro missione dal sistema delle offerte per il sostentamento del clero, adottato nel 1989. Un sistema che necessita di essere conosciuto perchĂŠ il sacerdote, sostenuto da tutta la comunitĂ , possa dedicarsi totalmente all’annuncio del Vangelo e alle opere a favore dei fratelli. Anche nel Bresciano, si diceva, sarebbero molte le storie da raccontare, da “passareâ€? alla Cei per i suoi spot. Don Danilo Vezzoli, parroco di Fucine di Darfo è uno dei tanti sacerdoti che fanno affidamento al sistema entrato in vigore nel 1989. Probabilmente quello dello stato delle sue finanze, però, è

          

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fuori dalle porte della chiesa risale al suo arrivo a Provaglio d’Iseo, dopo l’ordinazione sacerdotale), anche se i primi anni, sono stati dedicati a sostenere chi viveva situazioni di disagio “altroveâ€?. “L’esperienza della Caritas zonale – racconta il sacerdote – è decollata con la tragica guerra nella ex Jugoslaviaâ€?. Don Danilo e i suoi collaboratori della caritĂ  realizzarono prima un centinario di viaggi umanitari in Bosnia, e, a guerra terminata, contribuirono alla costruzione di una scuola materna a Mostar. Quando i bisogni hanno cominciato a manifestarsi sulla porta di casa la risposta è stata immediata. Ascolto e accoglienza della povertĂ  locale sono diventate negli anni le coordinate di un impegno che, nel 2004, ha portato all’apertura

della comunitĂ  “Anch’ioâ€?, punto di riferimento della caritĂ  camuna. Un grande impegno che don Danilo accetta convinto com’è che dia pienezza al suo sacerdozio, al suo essere prete che vive anche grazie al sostegno garantito dal sistema adottato nel 1989.

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8QDFDVDSHUSHUVRQHLQGLIILFROWj Sistemati, con l’inaugurazione del dormitorio San Martino, i senza ďŹ ssa dimora, la Caritas di Darfo sta pensando a un’altra forma di povertĂ  e di disagio: 16, tra mono e bilocali, da realizzarsi nella Casa della ďŹ amma (nella foto), per dare alloggio temporaneo a persone in difďŹ coltĂ . Si tratta di un progetto impegnativo “ad oggi apparentemente irrealizzabile – si legge su “Anch’ioâ€?, il periodico del centro di ascolto e di accoglienza della Cari-

tas zonale di Darfo – ma che se rientra nei piani di Dio e se ci mettiamo tutto il nostro impegno, certamente nel tempo andrà a compimento�. Visti i precedenti e le opere già realizzate c’è da credere che non tarderà molto a decollare questo progetto di housing sociale a bassa soglia. Un progetto a cui la Caritas zonale e don Danilo Vezzoli stanno lavorando cercando di coinvolgere quelle realtà che sul territorio camuno già operano in

questo importante settore. Rientra in questa prospettiva il rapporto di partenariato stretto con la cooperativa “Si può fareâ€?, che dal 1997, opera per il recupero ed il reinserimento sociale di persone con problemi psichiatrici e quindi ad alto rischio di emarginazione. In attesa di conoscere “i piani di Dioâ€? su questa nuova opera sociale i responsabili e i volontari della Caritas zonale di Darfo si sono giĂ  attivati per coinvolgere nel progetto altre realtĂ 

legate al territorio come Vallecamonica Servizi (già partner per la realizzazione del dormitorio) e la Fondazione Cariplo. Il progetto tecnico della struttura c’è già ed è opera dell’ing. Giorgio Fontana che ha pensato anche alla sistemazione del dormitorio San Giorgio. Ad oggi, dunque, mancano solo le risorse per realizzarlo ma conoscendo la sensibilità dei camuni, questo non dovrebbe essere un problema insormontabile.

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‡‰‹‘Â?‡ ”‡‹Â?˜‡•–‹Â?‡Â?–‹’‡”‹Ž•‡––‘”‡ˆ‘”‡•–ƒŽ‡‡‹†”‘nj‰‡‘Ž‘‰‹…‘ La Regione ha stanziato circa 2 milioni di euro, oltre ai 22 milioni del Psr 2007-2013 per oltre 30 cantieri nel settore forestale e idrogeologico, per tre nuovi diversi interventi. Il primo intervento, del valore complessivo di 70mila euro, servirĂ  per il completamento dello studio del bacino idro-geologico della Valle. Il programma deve essere cofinanziato al 50%: quindi 65mila euro verranno messi a disposizione dalla ComunitĂ  montana e 5.000 euro dal Comune

di Pisogne per lo studio del bacino del torrente Trobiolo. Un secondo intervento finanziato con 1 milione e 147mila euro viene cosÏ suddiviso: 147mila euro alle ditte boschive accreditate e fornitrici dei Consorzi forestali per l’acquisto di attrezzature a macchinari del loro settore. Il milione di euro rimanente verrà suddiviso sui sei Consorzi forestali camuni per lavori di sistemazione e regimazione idraulica di corsi d’acqua critici; una quota parte è destinata al

miglioramento della viabilità agro-silvo-pastorale e una parte andrà al piano di assestamento del Comune di Ponte di Legno. Il terzo contribuito di 621.301 euro è destinato a concludere il Psr 2007-2013 sulla misura 125b relativa a strade forestali, di cui due in alta Vallecamonica, a Edolo e Sonico ed una in territorio di Prestine, oltre ad un acquedotto in Comune di Pescarzo di Capo di Ponte che servirà l’ampia rete di alpeggi estivi. Tutto ciò è

stato possibile grazie al continuo lavoro che l’Assessorato foreste e bonifica montana con il servizio dedicato ha condotto su documenti regionali, entrando nelle pieghe delle delibere dei bilanci e delle misure correlate, coinvolgendo gli enti locali interessati e svolgendo le pratiche necessarie fino alla positiva conclusione. Con le precedenti e con questa misura finanziaria, il settore forestale e idro-geologico della Valle sta conoscendo una vera rinascita. (Franco Garattini)



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ome cambia la geograďŹ a pastorale. Alcuni dei temi della riorganizzazione del servizio religioso sul territorio, affrontati nel recente Sinodo diocesano, sono da tempo argomento di riessione nella I Zona pastorale, cioè l’Alta Valcamonica, da Sellero in su ďŹ no al Tonale e all’Aprica. Nelle spesso piccole parrocchie di montagna si è toccato con mano prima che altrove il progressivo calo di presenza dei sacerdoti e soprattutto delle religiose. In quest’ultimo caso si può parlare di una vera e propria rivoluzione silenziosa, con uno stillicidio di chiusure di comunitĂ  di suore a partire da circa 30-35 anni fa. Il fenomeno solo recentemente ha cominciato a farsi palese anche per i sacerdoti: delle attuali 33 parrocchie, molte piccolissime, ne risultano scoperte una quindicina. Tocca ai presbiteri delle comunitĂ 



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piĂš vicine, e piĂš grandi, occuparsi del servizio liturgico, che gioco forza si riduce. Considerando i dati diocesani ufficiali e prendendo in esame la situazione nel 1972, cioè a 40 anni fa, e nel 1992, 20 anni fa, il quadro che si delinea è chiaro. La riduzione delle vocazioni e l’etĂ  media piuttosto avanzata del clero operante oggi non lasciano scampo: bisognerĂ  ridisegnare la pastorale sulla base di energie e persone sempre piĂš ridotte. Le unitĂ  pastorali piĂš che una scelta, sono una necessitĂ . D’altra parte andrĂ  considerato che oggi opera in Alta Valle un unico ‘curato’, come si diceva una volta, ma con incombenze che vanno giĂ  oltre i tradizionali ambiti della catechesi e animazione in oratorio. Al di lĂ  dei sacerdoti in quiescenza, sono 23 quelli oggi in servizio, non di rado con due o tre parrocchie sulle spalle. Nel 1972 erano 44 e 20 anni dopo 32, considerando anche i religiosi in cura d’anime. In quattro decenni solo due parrocchie sono state cancellate

(Zazza e Vico), ma sono scomparse le ďŹ gure di curati che un tempo operavano a Berzo, Cedegolo, Corteno, Malonno, Pontedilegno e Vezza d’Oglio. La pastorale giovanile ne ha sofferto, proprio in anni in cui le esigenze sono andate aumentando. Ma sul fronte educativo, in particolare dei piĂš piccoli, si è assistito ad un epocale venir meno delle scuole materne guidate dalle religiose, che anche in piccole comunitĂ  avevano la propria sede. Oggi sopravvivono case di religiose, che non siano mere residenze estive, solo a Edolo, Malonno e Ponte di Legno. Nel 1972 risultavano invece attive ben 23 comunitĂ  di religiose impegnate nell’insegnamento e nel servizio in parrocchia. Dopo 20 anni ne resistevano solo 12. Ăˆ chiaro che ciò ha comportato un signiďŹ cativo cambiamento nel percorso stesso di incontro con la fede cristiana da parte delle ultime generazioni, imponendo una sempre maggiore responsabilizzazione delle famiglie.

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Strenne natalizie

L’Enciclopedia bresciana in regalo In occasione delle feste natalizie offriamo la possibilitĂ  di un regalo utile e culturalmente prezioso: i 22 volumi della Enciclopedia bresciana, realizzati da “La Voce del Popoloâ€? e curati da mons. Antonio Fappani. Sono disponibili a 400 euro (anzichĂŠ a 1100, come da listino). Ăˆ piĂš un regalo che uno sconto.

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e del parco comunale in piazza della Repubblica. L’ambiente esterno del municipio ben armonizza l’allestimento e contribuisce al raccoglimento. Quando? Il 25 (alle 15.30 e alle 18), il 26, il 30, l’1 e il 6 gennaio (con l’arrivo dei Magi) alle 15 e alle 18 Anche quest’anno verrà realizzato un mercatino di beneficenza dove predominano oggetti realizzati in oratorio dai ragazzi. Il 26 dicembre e il 6 gennaio alle ore 14.30, organizzato dal Gruppo Alpini

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di Ome, si svolge il presepio vivente di Ome. Tutti i 100 personaggi rievocano le figure bibliche dell’Antico Testamento partendo da Adamo ed Eva per arrivare fino alla nascita di GesÚ. La manifestazione inizia presso la sede del Gruppo Alpini di Ome e, percorrendo le vie principali del paese, si reca sul colle adiacente la storica chiesetta medioevale, per entrare nel cuore della rappresentazione con la corte di re Erode, la capanna della natività e le classiche figure del presepe.


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andare incontro alle nuove povertĂ  soprattutto quelle derivanti dalla perdita del lavoroâ€?. La dotazione iniziale del fondo messa a budget dai tre soggetti è di 10mila euro, mentre oltre a questo fondo è stato aperto anche un conto corrente (n° 4308X73 “Ospitaletto Solidaleâ€? presso Banca Popolare di Sondrio, agenzia di Ospitaletto - Iban IT60E0569654870000004308X73) per ricevere i contributi di privati che hanno giĂ  innalzato di altri 2000 euro il deposito. La procedura

prevede che le persone bisognose di un aiuto economico siano accolte a uno sportello attivo presso la Caritas parrocchiale, mentre i casi saranno poi esaminati da un’apposita commissione. “L’obiettivo – hanno specificato i rappresentanti – è quello di agire in maniera piĂš coordinata e capillare, valorizzando le risorse presenti sul territorio in un’ottica di sussidiarietĂ : si tratta di un accordo con il mondo del sociale per andare incontro alle nuove povertĂ  e in

un momento in cui è sempre piĂš necessario mettere insieme le forzeâ€?. “Per noi – spiega l’assessore ai Servizi sociali Giuseppe Danesi –, è una prioritĂ  trovare soluzioni con gli operatori del territorio, unendo forze e risorse economiche al fine di ottimizzare i risultati: il lavoro in rete favorisce l’attenzione verso i casi piĂš bisognosi, attraverso un’azione discreta e responsabile, una presenza vigile e coordinata, ma anche altruismo che si fa concretezzaâ€?. (a.s.)

    

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rofessionalitĂ  manuale, tradizione e propensione ai viaggi di conoscenza e curiositĂ  culturale s’incontrano, allora è lĂŹ che nasce la rassegna “Presepi del mondoâ€?: collezione privata di rappresentazioni sacre legate alla NativitĂ , quest’anno giunta alla sua 18ÂŞ edizione. L’ideatore e artefice della collezione è il bornatese Carlo Battista Castellini, falegname di professione, amante dei presepi fin da bambino e che, girando per il mondo, ha avuto modo di scoprire presepi del tutto singolari e degni di essere poi raccolti in una galleria permanente, in via Tito Speri 11 a Bornato di Cazzago San Martino. “Il presepe – puntualizza l’autore – è una tradizione che ormai da tempo esprime vivamente una lettura dell’Evento cristiano dentro l’esperienza storica di ogni popolo, rappresentando una tradizione che coinvolge tutti: ognuno con un proprio modo di celebrare e raffigurare la nascita di Cristo, con la fantasia della propria terra e secondo lo spirito della fedeâ€?. Il piccolo museo del presepe, nel corso degli anni, ha riscosso un sempre accresciuto consenso che ha incitato lo stesso Carlo a incrementare il suo impegno e a perfezionare sempre piĂš il suo lavoro: in vetrina ormai oltre un migliaio di presepi, rappresentanti oltre 130 Paesi di tutto il mondo. Negli ultimi tempi, è stata incrementata l’esposizione anche con alcuni diorami che completano il tema della nascita e

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sÚ tra i fanciulli e l’entrata in Gerusalemme. L’ufficiale apertura della curiosa rassegna è avvenuta sabato 15 dicembre alla presenza di varie autorità e allietata dalle melodie natalizie suonate dal Gruppo Zampognari di Corte Franca; mentre le visite resteranno aperte a ingresso libero fino al 13 gennaio secondo gli orari: festivi e prefestivi 1012 e 14-18, feriali dal 22 dicembre 10-12 e 14-18. Per gruppi, scuole, visite guidate o fuori orario è possibile inoltre concordare un appuntamento telefonando ai numeri 030/725385-030/7750280; mentre per chi fosse curioso di ammirare qualche originale allestimento è possibile vedere alcuni scatti sul sito www.presepidelmondo.it.

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$SSXQWDPHQWLSHUOHIHVWH Il Natale? A Ospitaletto... è giĂ  festa! La conferma è data dal ďŹ tto calendario presentato dal Comune ed entrato nel vivo per Santa Lucia con lo spettacolo di Oreste Castagna “Storie di Nataleâ€?. Dopo il successo del Mercatino a chilometro zero di domenica 16 dicembre in piazza Roma, giovedĂŹ 20 dicembre, Piazza Mercato torna invece ad animarsi per ďŹ ni solidali, con le bancarelle di prodotti del Gruppo Edera e realizzati dai bimbi della

Scuola dell’infanzia per raccogliere fondi da devolvere all’Associazione Bambino emopatico e alla Scuola San Giuseppe di Porotto (Ferrara) danneggiata dal terremoto. Dalle 19, nel Palazzetto dello Sport, al via “Natale sotto reteâ€? accompagnato da rinfresco per lo scambio di auguri tra atleti, genitori e dirigenti, mentre venerdĂŹ 21 alle 17.30 nel Teatro AgorĂ  saggio natalizio per gli alunni dell’Asd Ballet Factory. Dal 21 al 24, al via anche

il torneo per giovanissimi “Circuito di Nataleâ€? al Centro tennis, mentre il 22 grande Festa per gli alunni della Scuola primaria tra spettacoli, coro e pesca di beneďŹ cenza. Sempre sabato, ma dalle 19 nella Sala delle Losanghe in Biblioteca, porte aperte per la mostra personale di Ivan Edoardo Garrini e alle 20.30 tutti nella chiesa di Lovernato per il Concerto del Gruppo Ottoni. Ad allietare la mattinata di domenica 23 ci penseranno invece le

melodie delle cornamuse di franciacorta in piazza Roma, in una cornice fatta di artisti, pittori, scultori e associazioni di volontariato. Vin brulè e caldarroste del Gruppo Alpini non mancheranno invece in piazza nella notte della Vigilia, mentre per domenica 6 gennaio, doppio invito: alle 15 nella Rsa Serlini per assistere all’esibizione di ballo liscio e alle 16.30 nel Teatro Agorà per il tradizionale Concerto bandistico dell’Epifania.


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Bettinsoli – di un originale progetto che abbiamo presentato in Regione e che intende offrire ai valtrumplini dai 18 ai 30 anni con idee da sviluppare una concreta opportunitĂ  per farlo, singolarmente o in gruppo, con la possibilitĂ  di trovare imprese (magari della Valle) che ďŹ nanzino queste idee. Come in un concorso letterario: non vogliamo premiare un libro solo perchĂŠ è bello, ma perchĂŠ sia lettoâ€?. Un progetto-pilota unico in Lombardia per capire se nel giro di un paio

di mesi si riescano a intercettare i bisogni e i desideri dei ragazzi della Valtrompia. “Mi piace – Giovani al lavoroâ€? intende dare spazio all’estro dei giovani, spaziando da progetti che valorizzino mestieri artigianali, che siano indirizzati alla green economy oppure si orientino nel ďŹ lone delle nuove tecnologie. “Quel che intendiamo fare – sottolinea Rocco Ferraro, consigliere delegato alle Politiche del lavoro in ComunitĂ  montana – è riportare al centro il capitale umano,

scommettendo sulla creatività, sull’intuizione. Vogliamo aiutare la Valtrompia nel far emergere i suoi giovani talenti. La potenzialità è enorme e i ragazzi che si distingueranno con idee innovative e vincenti potranno essere premiati con un riconoscimento di 20mila euro, la pubblicazione online del progetto realizzato e la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro con contatti, tirocini e partnership con le aziende interessate a sviluppare il progetto�. (a.a.)

  

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S. Colombano, una cometa col cappello alpino brilla sulla capanna fatta di luci disegnata sulla facciata della cascina Petentè, in posizione dominante sul paese. Succede da oltre 20 anni. Da lassĂš, accesi i fuochi, la notte di Natale scenderanno pastori e armenti sfilando per le vie diretti verso la parrocchiale. In paese dopo la S. Messa delle 17 arriva il calesse con i cavalli e con Babbo Natale, scortato dagli zampognari, per distribuire dolci ad anziani e bambini. A notte fonda alle 23 parte la sfilata da Petentè e alle 24 la Messa di Mezzanotte condecorata dalla corale parrocchiale. A Collio è pronto il presepio in chiesa e domenica 23 si comincia con la generositĂ : il gruppo Caritas organizza presso le suore all’ex Asilo la Festa degli anziani. L’appuntamento è alle 15. La sera alle 18 la Messa dello sportivo. Quella della Vigilia sarĂ  alle 22. Scendendo nell’antica Pieve di Bovegno spiccano due eventi: sabato 22 alle 20.30 il tradizionale concerto natalizio della Corale S. Giorgio: si aggiunge il giorno di S. Stefano dalle 14.30 il presepio vivente realizzato lungo le vie del paese. Anche la piccola Marmentino, insieme alle celebrazioni religiose, offre sabato 22 nella splendida chiesa dei SS. Cosma e Damiano un concerto del Coro polifonico “Le Voci di Zefiroâ€? diretto dal maestro ÇŻ  

  

   

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Lodrino la vigilia di Natale prima della S. Messa, dalle ore 20 scene del presepio animeranno le vie, poi il giorno di S.Stefano il tradizionale concerto della banda S. Cecilia accompagnato dalla consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli. A Tavernole, in piazza davanti al Municipio brilla l’albero con la stella e il cappello alpino: il gruppo dell’oratorio ripete la tradizionale recita sul tema natalizio nella parrocchiale prima della Messa di mezzanotte. A Brozzo si ripete la secolare tradizione degli zampognari per le vie la vigilia dell’Epifania A Marcheno imperdibile il presepio sul Mella un vero villaggio in pietra con le sue costruzioni in scala che da 24 anni un gruppo di amici fa crescere sulla riva del fiume proprio sotto la parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, aggiungendo sempre qualche cosa di nuovo: ha un fascino particolare per il suo specchiarsi sulle acque del Mella che sembra nella notte ingioiellato dal baluginare sulle onde delle sue luci. Gli amici volontari sono al lavoro da ottobre: quest’anno hanno messo in sicurezza con solida costruzione in pietra la risalita dopo la capanna del Bimbo verso il castello di re Erode. Sarà aperto dalla notte di Natale fino al 6 gennaio dalle 10 alle 22 tutti i giorni. L’ideale percorso natalizio si conclude la sera dell’Epifania alla Pieve di S. Giorgio a Inzino con l’arrivo dei Re Magi e la loro grande Stella.

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DOVE

Fuori cittĂ . E mi porto anche la bici.

VAI?

Dove vuoi.

Borgo Creativo - Raineri design - Cassani - EdWorks - Foto Stylaz


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tipologie enoiche, prodotti unici, nati dalla vinificazione di vitigni autoctoni della Palestina salvati dall’estinzione, ed ora disponibili, seppur in quantitĂ  limitata, anche sulle nostre tavole. L’iniziativa è una nuova importante tappa di un faticoso cammino di iniziativa solidale che va sotto il nome di “Territori diViniâ€?. Il progetto, promosso dal Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) organizzazione di cooperazione della famiglia salesiana, ha per

scopo il sostegno alle iniziative per la pace e il dialogo nel Medio Oriente. Gli appassionati potranno degustare una serie di vini, bianchi e rossi secchi, fino ad ora sconosciuti, prodotti con vitigni autoctoni come “Hamdani – Jandaly�, “Baladi� e “Dabouki�, alla cui riscoperta e valorizzazione ha lavorato in Palestina un enologo italiano di fama internazionale come Riccardo Cotarella. A questi si aggiunge un “vino da Messa� prodotto con un uvaggio che comprende anche

vitigni internazionali, Moscato d’Alessandria, Emerald Riesling e Chardonnay, coltivati in Terra Santa, in parte nella zona di Betlemme ed in parte nella tenuta del convento salesiano di Bet Jemal tra Gerusalemme e Tel Aviv, dove è stata ritrovata la tomba del primo martire cristiano S. Stefano. Anche con i “vini della paceâ€? e con la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo si può favorire lo sviluppo e promuovere i diritti umani.

  

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siste un territorio della nostra provincia, la Valle Sabbia, dove sopravvivono lavorazioni, produzioni e tradizioni la cui origine si perde nella notte dei tempi. Dove è bello, anche in inverno, trascorrere un po’ del nostro tempo. Superato Bagolino raggiungiamo la piana del Gaver dove ci aspetta un anello per lo sci di fondo con 8 km di piste che si snodano nella natura incontaminata ai piedi del Monte Blumone e la possibilitĂ  di praticare sci alpinismo, snowboard, arrampicate su pareti di ghiaccio, escursioni con le ciaspole e gare di sleddog con cani husky. Ăˆ la terra del Bagòss, formaggio straordinario dall’inconfondibile gusto, la cui ricetta è gelosamente custodita e tramandata da casari e malghesi, di generazione in generazione. Tra le tradizioni che la Valle Sabbia mantiene vive, una, carica di significati spirituali e magici, è legata al “Canto della Stellaâ€?. La cerimonia, che si ripete ogni anno il venerdĂŹ e il sabato che precedono l’Epifania, si svolge in quasi tutti i centri della Valle del Chiese dove il “Cantoâ€? segna una sorta di “passaggio del testimoneâ€? tra il tempo natalizio e quello carnevalesco. Gruppi di cantori si raccolgono in un luogo convenuto e, sosta dopo sosta, canto dopo canto, visitano una dopo l’altra le contrade del paese, intonando un’antica melodia che racconta della venuta dei re Magi “Noi siamo i tre re venuti dall’Oriente per adorar GesĂš. L’è un Re dei superiori, di tutti il maggiore di quanti nel mondo ne furono

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no, sopravvive in Valle Sabbia che rappresenta una delle aree di conservazione del rito piÚ esclusive e importanti. Sono centinaia i cantori che, abbigliati nel tipico costume con mantello lungo e cappello in panno, rigorosamente neri, accompagnano per ore una stella di carta illuminata e addobbata di decorazioni natalizie, che riporta nella parte centrale una semplice raffigurazione della scena dell’arrivo dei Magi, fermandosi in ogni contrada, piazza e via, sostenendo la fatica canora e vincendo il freddo pungente con polenta taragna, vin brulè e brodo di gallina. Tra le tappe di quest’anno: Anfo, Barghe, Capovalle, Casto, Idro, Lavenone, Pertica Alta, Pertica Bassa, Provaglio Valsabbia, Treviso Bresciano e Vobarno.

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8QSDWWRSHUVDOYDUHLOFDUSLRQH Un presidio Slow food per salvare il carpione del Garda dal rischio di estinzione. Ăˆ l’obiettivo, raggiunto, dal “movimento della chiocciolaâ€? per aumentare il livello di sensibilizzazione verso la salvaguardia della specie autoctona gardesana e per appoggiare le “campagne di ripopolamentoâ€?. L’input è venuto da Gianni Briarava, noto ristoratore salodiano e responsabile della Condotta gardesana di Slow food, e coinvolge le strutture trentine e

venete. “Il carpione è un patrimonio di tutto il lago: esiste solo in queste acque, ma sta rischiando di sparire e grazie a questa iniziativa vogliamo contribuire a scongiurare il pericoloâ€?. I presidi di Slow food sono nati per tutelare i piccoli produttori e per salvare i prodotti tradizionali di qualitĂ . L’obiettivo è garantire un futuro alle comunitĂ  locali, organizzando i produttori, cercando nuovi sbocchi di mercato, promuovendo e valorizzando sapori e territorio.

Se ne contano oltre 200. Il carpione è stato inserito dallo Iucn, l’organismo di protezione della natura piÚ antico e autorevole a livello internazionale, nella lista rossa come specie a forte rischio di estinzione. Appartiene alla famiglia dei salmoni, delle trote e dei salmerini, dai quali si differenzia per la coda a rondine e le carni piÚ rosate. Rappresenta la storia del Garda e il suo ripopolamento è atteso non solo dagli appassionati gourmet in cerca dei sa-

pori piĂš caratteristici della cultura alimentare, ma anche dai pescatori professionisti che tentano la riproduzione artiďŹ ciale. “Bisogna battere la strada di questi progetti, sulla scia di quanto successo col coregone, con il quale oggi non abbiamo piĂš alcun problema. Col carpione sarebbe bello ritornare a dimensioni di pesca soddisfacenti, che ci consentano di riproporre un pesce gardesano autoctono fra i grandi patrimoni gastronomici nazionaliâ€?.


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Il sĂŹ della certezza  

 

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In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una cittĂ  di Giuda. Entrata nella casa di ZaccarĂŹa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha dettoâ€?.

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ertezze. La fretta di Maria è stata letta in modi diversi ma credo possiamo leggerla anche come un’ansia, un bisogno di verificare, di trovare certezze. La cosa grande che le è successa ancora non si vede, e nemmeno lei la sente. Quando si alza e parte in fretta negli orecchi ha solo le parole dell’angelo e niente che possa dimostrarle che quell’impossibile è realtĂ . Ăˆ questa l’ansia e la fretta: il bisogno di vedere, la prova che qualcuna di quelle parole si è giĂ  realizzata. PerchĂŠ quelle parole sono difficili da capire e da credere e se qualcosa è giĂ  avvenuto, ecco, forse è piĂš facile credere. Ma in quella casa nella regione montuosa della Giudea Maria non trova solo la conferma materiale alle parole che ha sentito: deve sentire altre parole e altro stupore deve riempirla prima che anche lei possa parlare. Fino a ora le sue parole sono state poche: una domanda e una risposta. Ancora deve riempirsi delle parole

di altri per dare senso a quello che ancora non sente essere dentro di lei. L’angelo le ha detto che Dio l’ha riempita di grazia; Elisabetta la chiama “benedettaâ€?. Parole che le dicono dall’esterno quello che sta avvenendo dentro di lei. Ăˆ cosĂŹ incredibile e misterioso che Maria non può che accumulare quello che sente e tenerselo dentro perchĂŠ non ha ancora parole per dirlo e non sente ancora dentro la forza per parlare della Parola che cresce dentro di lei. Accumula e cerca certezze correndo verso Elisabetta e verso quella casa dove spera di avere qualche conferma materiale. Qualche certezza per credere. Quelle parole nuove sulla bocca di Elisabetta non sono la conferma materiale ma la certezza che lei, Maria, non si è ingannata, che sta avvenendo quello che le è stato detto. Lo Spirito di Dio parla attraverso Elisabetta, la costringe a dire cose che non sa e che sente dentro attraverso il muoversi del bambino. Paradossalmente la prova materiale è data a Elisa-

betta e quella delle parole a Maria; è Maria che conferma Elisabetta e non viceversa perchĂŠ in Maria Elisabetta rintraccia la veritĂ  del piano di Dio. La chiama “beataâ€? perchĂŠ ha creduto e Maria si accorge solo allora che non ha bisogno di conferme e che la sua fede era prima del suo corpo e del suo cuore, che quella beatitudine di cui parla Elisabetta ha preceduto le sue certezze quando ha rischiato, accettando quel mistero oscuro che le veniva proposto dall’angelo. Ha creduto senza ancora capire e adesso che Elisabetta la chiama cosĂŹ si accorge che le conferme non erano cose che avrebbe trovato di fuori ma correndo dentro se stessa per cercare quel momento, quell’istante in cui aveva detto sĂŹ, eccomi. Una parola che credeva forse caduta nel suo silenzio e per la quale voleva una certezza. Ma il suo spirito si era giĂ  intrecciato con quel Dio che le chiedeva. Quando ha risposto quel sĂŹ, non era piĂš una sua parola ma giĂ  era la Parola.

   

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/DSRUWDGHOPLUDFROR Una domenica pomeriggio vidi in televisione “Francesco giullare di Dioâ€? di Roberto Rossellini. Quando il poverello di Assisi abbracciò il lebbroso e lo baciò mi trovai il viso lavato di lacrime: anch’io andavo a fare volontariato con le “ragazze dell’Istitutoâ€? e come il lebbroso aveva guarito Francesco, cosĂŹ loro avevano guarito me. Ero sul divano di casa mia e pensai “Devo farmi prete!â€?. Come? Io che da 16 anni non vado a Messa voglio farmi prete? La ragione non bastava a fermarmi. La domenica mattina andavo in CittĂ  Alta a Bergamo e camminavo avanti e indietro al cancello del Seminario diocesano indeciso se entrare o fuggire. Lo feci per diverse domeniche e ogni volta tornavo alla macchina con la testa bassa, di-

cendomi che non mi avrebbero mai preso, che ero troppo vecchio per la vocazione (avevo 32 anni). Da bambino avevo pensato di farmi prete ma poi vedendo tutti i bottoni della talare immaginai la fatica ad allacciarli e slacciarli ogni giorno. Una domenica avvenne il miracolo. Ero davanti al cancello del Seminario e pregavo in cuor mio dicendo: “Signore, dammi un segno‌ fammi capire cosa devo fareâ€?. Il cancello si aprĂŹ miracolosamente‌ almeno cosĂŹ pensai. In realtĂ  era un sacerdote che arrivava in automobile dietro le mie spalle e con il telecomando‌ ma il miracolo ci fu comunque, abbassò il finestrino e mi disse se avevo bisogno di aiuto. Gli dissi farfugliando che volevo farmi prete. “Beneâ€? disse: “Hai trovato la persona

giusta. Sono il responsabile delle vocazioni adulteâ€?. Ci accordammo per un incontro. Poi iniziarono gli appuntamenti mensili. Al termine dell’anno, gli esercizi spirituali a Botta di Sedrina sul Padre Nostro. L’ultimo giorno il sacerdote predicatore mi disse “Se vuoi a settembre puoi entrare in Seminario, parlerò io col Rettore‌â€?. Il Rettore però mi disse che vedeva in me la vocazione alla vita religiosa. Lo ascoltai, mi fidai anche se l’etĂ  mi metteva fretta. E il Signore in poco tempo aprĂŹ anche quella porta. Ecco perchĂŠ sono frate. Quando il Signore apre la prima porta poi tutte le altre si aprono da sĂŠ, basta fidarsi, resistere nel cammino, lasciarsi guidare dalle persone e da Lui. Accettare i suoi tempi e non mettere fretta.


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giovani. A Roma si creerĂ  un circolo virtuoso di accoglienza perchĂŠ a ospitare i ragazzi saranno le famiglie che vorranno contribuire all’iniziativa. I momenti di preghiera e di condivisione culmineranno nell’incontro nella Basilica di San Pietro con Benedetto XVI il 29 dicembre. Il pellegrinaggio di fiducia sulla terra, promosso da 35 anni dalla ComunitĂ  francese nelle cittĂ  di tutta Europa viene considerata dal cardinale vicario Agostino Vallini “un’iniziativa di grande importanza

in un momento storico in cui un po’ tutti sono preoccupati e perplessi sull’avvenireâ€?. La comunitĂ  di TaizĂŠ è stata fondata nel 1940, quando frère Roger è arrivato all’omonimo villaggio in Borgogna (Francia). Oggi la comunitĂ  conta un centinaio di fratelli, cattolici e di diverse origini evangeliche, provenienti da 30 nazioni. Con la sua stessa esistenza, la comunitĂ  è una “parabola di comunioneâ€?, un segno concreto di riconciliazione tra cristiani divisi e tra popoli separati.

 





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’uomo, immagine di Dio, â€œĂ¨ fatto per la paceâ€? e questa si costruisce nelle relazioni che coinvolgono la persona. Per questo una cultura di pace non deve dimenticare le situazioni in cui la persona è nella condizione della sua massima vulnerabilitĂ , la vita nascente e quella morente; per questo non è possibile parlare di pace senza considerare ciò che rende vulnerabile e faticosa la vita nella fase in cui dovrebbe essere viceversa piĂš facile, quella della vita adulta. Oggi molte persone vivono la condizione faticosa della miseria e milioni soffrono le difficoltĂ  della crisi economica anche nei Paesi “ricchiâ€? che sembrano disorientati e incapaci di garantire a tutti lo stesso accesso al benessere. “L’operatore di pace deve tener presente che le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia insinuano il convincimento che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietĂ  della societĂ  civile, nonchĂŠ dei diritti e dei doveri sociali. Ora, va considerato che questi diritti e doveri sono fondamentali per la piena realizzazione di altri, a cominciare da quelli civili e politiciâ€?. Il linguaggio non ammette equivoci. Poche righe dopo si afferma che “tra i diritti e i doveri sociali oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoroâ€?, e si

……‘””‡…Š‡–—––‹ •‹ƒÂ?‘…‘‹Â?˜‘Ž–‹‹Â? Â“Â—Â‡ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â•Â‡Â”Â…Â‹ÂœÂ‹Â‘†‡‹†‘˜‡”‹ †‹”‡•’‘Â?•ƒ„‹Ž‹–Â?…Š‡ †‹˜‹‡Â?‡–—–‡Žƒ’‡”–—––‹ †‡‹†‹”‹––‹ˆ‘Â?†ƒÂ?‡Â?–ƒŽ‹ ricorda che tra le prioritĂ  oggi c’è “la crisi alimentareâ€? causata dalle disfunzioni dei mercati delle materie prime, che da un lato ostacolano l’accesso al cibo ai piĂš poveri e dall’altro impediscono sviluppo dignitoso ai contadini delle zone piĂš povere e alle loro

comunitĂ . Anche qui il Papa è esplicito: occorre una “ristrutturazione etica dei mercati monetari, finanziari e commercialiâ€?. La considerazione piĂš esigente è quella relativa alla necessitĂ  di “un nuovo modello economico: quello prevalso negli ultimi decenni postulava la ricerca della massimizzazione del profitto e del consumo in un’ottica individualistica ed egoistica, intesa a valutare le persone solo per la loro capacitĂ  di rispondere alle esigenze della competitivitĂ . In un’altra prospettiva invece il vero e duraturo successo lo si ottiene con il dono di sĂŠ, delle proprie capacitĂ  intellettuali,

della propria intraprendenza, poichĂŠ lo sviluppo economico vivibile, cioè autenticamente umano, ha bisogno del principio di gratuitĂ  come espressione di fraternitĂ â€?. Il Papa conclude con l’invito a un’azione educativa, a una “pedagogia della paceâ€? che dalla famiglia alle istituzioni sappia costruire e vivere una cultura della pace, capace di “stili di vita adeguatiâ€? e di “dire no alla vendettaâ€?. Quello del 2013 è un messaggio che dĂ  solidarietĂ  a chi è vittima delle ingiustizie e speranza a chi, spesso irriso dai centri di potere, opera per ridurle. Chiama tutti, senza sconti, alla responsabilitĂ .

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0DUFLDGLRFHVDQDSHUODSDFH MartedĂŹ 1° gennaio 2013 è in programma la tradizionale marcia diocesana per la pace. Si parte alle ore 14 dalla parrocchia di Caionvico in via Caionvico 25 e si prosegue verso il convento francescano di Rezzato. Sul sito della diocesi si può scaricare il libretto della preghiera che viene utilizzato durante la marcia. La diocesi si è preparata a questo appuntamento con tre serate: un incontrotestimonianza sulla Siria, un ďŹ lm e

una preghiera. Giusto ricordare che lo scorso anno Brescia aveva ospitato, il 31 dicembre, la Marcia nazionale organizzata dalla Cei e da Pax Christi, Marcia che si era conclusa con la Messa alle Grazie. La Marcia è promossa dall’UfďŹ cio diocesano per l’impegno sociale in collaborazione con la Commissione diocesana giustizia e pace le parrocchie (Buffalora, Buon Pastore, Caionvico, S. Angela Merici, Sante Capitanio e Gerosa, S. Eufemia, S. Fran-

cesco di Paola, S. Gottardo, S. Luigi Gonzaga, S. Polo, S. Stefano, Botticino e Rezzato). Aderiscono anche il circolo Acli di Botticino, Buffalora, Caionvico, Castenedolo, S. Eufemia, S. Polo e Rezzato; partecipano inoltre l’Azione cattolica, il Forum delle associazioni familiari , il Meic, il Movimento dei focolari, Pax Christi, l’Unitalsi, i Gruppi del commercio equo e solidale, il Gruppo scout Bs 7, l’associazione Molin, i Comboniani e i Saveriani.

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‰‡Â?†ƒ †‡Ž‡•…‘˜‘ GiovedĂŹ 20 dicembre Ore 9.30 - Mompiano Messa presso Rsa Mons. Pinzoni. Ore 16.30 - Villa di Salò - Santa Messa presso il Monastero delle Visitazione nel terzo centenario di presenza del Monastero. VenerdĂŹ 21 dicembre Ore 6.50 - Brescia - Santa Messa presso il Seminario minore. Ore 20.30 - Gussago Liturgia penitenziale per i giovani in parrocchia.

Sabato 22 dicembre Ore 9.30 - Brescia Ritiro per i politici al Centro pastorale Paolo VI. Ore 21 - Brescia Santa Messa per animatori di pastorale familiare presso il Centro pastorale Paolo VI. Domenica 23 dicembre Ore 10 - Corteno Golgi Santa Messa di ringraziamento per la beatiďŹ cazione di suor Maria Troncatti.

LunedĂŹ 24 dicembre Ore 10 - Brescia - Santa Messa per i gruppi sinti presso la parrocchia di Chiesanuova. Ore 23.30 - Brescia - Ufficio di lettura e Santa Messa in Cattedrale. MartedĂŹ 25 dicembre Ore 8.30 - Brescia - Santa Messa presso il carcere di Verziano. Ore 10 - Brescia Santa Messa in Cattedrale. Ore 12 - Brescia - Saluto agli ospiti della Mensa Menni.

Ore 17.45 - Brescia Vespri in Cattedrale. Domenica 30 dicembre Ore 9.30 - Brescia - Santa Messa presso il carcere di Canton Mombello. LunedĂŹ 31 dicembre Ore 18 - Brescia - Santa Messa di ringraziamento presso la Basilica delle Grazie. MartedĂŹ 1 gennaio Ore 19.30 - Brescia Santa Messa presso la chiesa di Santa Maria della Pace.

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nche quest’anno il Duomo Vecchio accoglie circa 80 presepi dall’Italia e dal mondo. In esposizione diorami di maestri presepisti nazionali, ma anche numerosi presepi artistici e artigianali locali. Un particolare ringraziamento al Segretariato opere Giovanni XXIIICollezione Giuseppe Inselvini, che ha concesso alcuni pannelli con le illustrazioni della Domenica del Corriere sul Concilio Vaticano II in occasione del 50°; sono raffigurati “I Papi del Concilio� Giovanni XXIII e Paolo VI nelle occasioni natalizie dell’even-

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grande abbraccio dei presepi continua idealmente l’“hortus conclususâ€? nel cui confine sono posti la Madonna col Bambino e i Santi presenti nel dipinto. L’esposizione sarĂ  aperta fino al 20 gennaio dal martedĂŹ al venerdĂŹ 9-12 e 15-18.30, sabato 9-12 e 15-19, domenica e festivi 9-10.45 e 15-19, 1 gennaio 2013 15-19. Altri allestimenti in cittĂ : Palazzo Loggia, Capitolium, Curia, chiesa dei Miracoli, Basilica delle Grazie, chiostro di San Giovanni, Basilica di San Faustino, Fiumicello, Ospedale Civile. Con Art’è Natale Mcl invita, invece, il mondo culturale alla riflessione sul messaggio natalizio.

Due le esposizioni in programma. “Accademie e licei in mostraâ€? è allestita nella Galleria Montini dell’UniversitĂ  cattolica in via Trieste 17 con gli elaborati degli studenti del liceo artistico Foppa, del liceo artistico Maffeo Olivieri, dell’Accademia Santa Giulia e dell’Accademia Laba. Fino all’11 gennaio dal lunedĂŹ al venerdĂŹ ore 9-18; sabato 9-12.30, chiuso 24/12, 1/1 e 5/1. Inaugurazione il 13 dicembre ore 15. Gli artisti professionisti espongono nella sala Bcc di via Triumplina 237, dal 22 dicembre al 12 gennaio, da giovedĂŹ a domenica ore 16-18.30, sabato 10-12.30 e 16-18.30.

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ƒÂ?‡”„‹‘ ‘Â?—Â?‹–Â?‹Â?Ž—––‘’‡”†‘Â?Â?‰‡Ž‘‹œœƒÂ?‹‰Ž‹‘ Due comunitĂ  in lutto per la morte improvvisa di don Angelo Pizzamiglio, parroco di San Vincenzo, in Toscana, trovato esanime giovedĂŹ scorso, nella sua abitazione. Don Pizzamiglio era nato a Manerbio 69 anni fa dove in gioventĂš aveva svolto il servizio nella parrocchia di San Lorenzo martire come sacrista. Maturata la vocazione al sacerdozio era entrato nel Seminario diocesano di Massa Marittima (Livorno)

e aveva svolto la sua missione sacedotale sulla costa degli Etruschi ďŹ n dal giugno 1974 anno della sua ordinazione. A San Vincenzo aveva completato la costruzione della chiesa parrocchiale, della canonica, del ritrovo giovanile e della Casa del Padre Celeste, struttura d’accoglienza per i piĂš deboli. Nel paese toscano lunedĂŹ 17 sono stati celebrati i funerali e il giorno dopo la salma è stata traslata presso la casa dei fratelli,

a Manerbio, per la cerimonia di commiato. Nella chiesa di San Lorenzo martire ha presieduto la celebrazione il vescovo emerito di Lodi, mons. Giacomo Capuzzi, afďŹ ancato dal parroco di Manerbio mons. Tino Clementi e dal delegato del vescovo diocesano, mons. Monari, mentre hanno concelebrato numerosi sacerdoti bresciani che don Pizzamiglio hanno avuto di apprezzare l’opera svolta nella costa etrusca. In prima ďŹ la i fratelli

e i parenti di don Angelo. Nella chiesa molte persone hanno voluto esprimere il loro rincrescimento per la perdita di un amico, bravo e assiduo nel suo ministero sacerdotale. Al vangelo padre Mauro Renzi, religioso d’origini manerbiesi, che opera in Toscana nella comunitĂ  di Follonica, ha ricordato la ďŹ gura di don Angelo Pizzamiglio, mentre la nipote Stefania gli ha rivolto un commosso saluto. (f.pio)



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a memoria viva della venuta del nostro Salvatore nel santo Natale, mi offre l’occasione ancora una volta di entrare nelle vostre case e sostare con voi in contemplazione dell’amore di Dio, espresso nella piccolezza e nella fragilitĂ  del bimbo di Nazarethâ€?. Con queste parole il vescovo Monari inizia la sua lettera natalizia alle famiglie bresciane. “Le vostre case, fatte di legami di comunione e di amore, abitate dal sorriso e dalle lacrime, possono – continua il Vescovo – diventare ancora una volta luogo ospitale per GesĂš, grembo fecondo di crescita e di testimonianza cristiana. Si tratta di una bella occasione per rivedere i legami fondamentali che vi caratterizzano, quelli di sposi e di genitori, confrontandoli sulla roccia solida di Cristo, che è la fedeltĂ  e la misericordia di Dio verso ciascuno. Una cosa vi deve dare speranza: anche se le fragilitĂ  umane e l’insistenza del maligno provocano molti dolori, il Signore non ritira mai le sue promesse e nessun figlio rimane mai soloâ€?. In un tempo incerto e al tempo stesso difficile, Monari esorta le famiglie ad affidarsi all’amore di

Dio, le sprona “a rinfrancare il passo del familiare e inventare nuove risposte alle sfide contemporaneeâ€?. Non vengono, certo, dimenticate le difficoltĂ  che pervadono tante vicende coniugali, ma è proprio questa constatazione che richiede “di accogliere nelle stanze delle vostre case il Signore GesĂš, con una fede piĂš matura e concreta, nei diversi momenti dell’esistenzaâ€?. Il Vescovo in questa lettera accorata ricorda alle famiglie che ha bisogno del loro esempio “per nutrire la speranza di questa Chiesa bresciana, per percorrere veramente la strada di una nuova evangelizzazioneâ€?. Nel testo vengono condivise alcune certezze da rinnovare: la vita, la comunione, la fedeltĂ , la misericordia e il perdono. Carissimi sposi, “riscriviamo insieme il Vangelo della vita, dando forti segnali di speranza a questa societĂ , nell’accoglienza generosa e onesta dei figli, per via naturale o per affido e adozione, ma anche nella mano fraterna verso gli immigratiâ€?. Chiaro l’invito “a pensare alla grandezza della vostra vocazione! Divisioni e dissidi non fanno la felicitĂ  e non portano a Dio: c’è bisogno di riascoltare, di testimoniare lo

slancio di comunione e di pace che il Natale produce in tutta l’umanitĂ â€?. E a proposito della fedeltĂ : è “La vera condizione della vita, la condizione cioè di vivibilitĂ  di ogni esistenza. Senza fiducia, affidamento e fedeltĂ  non potremmo nĂŠ vivere, nĂŠ amare, come è vero che il respiro ha bisogno dei polmoni e il sangue nelle vene chiede un cuore pulsanteâ€?. Ma cosa significa le fedeltĂ  nella vita familiare? “Voi famiglie siete portatrici di una chiamata originale e originaria per insegnare a crescere nella capacitĂ  di fidarsi e di affidarsi, nell’accompagnare cioè persone degne di fiducia. Le esperienze della coniugalitĂ , genitorialitĂ  e figliolanza sono fondamentalmente espressioni diverse di un’unica fiducia esistenziale, di un radicale affidamento all’altro per il bene di ciascuno e di tuttiâ€?. Infine, saremo pienamente felici se “sapremo perdonare proprio nei momenti di tradimento, di abbandono e di ingiustizia. Non c’è altra via per uscire dal turbine del male, delle lacerazioni e delle divisioni, delle infedeltĂ  e delle offese; solo la strada stretta del perdono evangelico rilancia con speranza la comunioneâ€?.


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Esercizi spirituali a Villa Luzzago di Ponte di Legno dalle ore 18 di lunedĂŹ 7 al mattino di sabato 12 gennaio 2013 (colazione). Villa Luzzago, in collaborazione con l’Uac (Unione apostolica sacerdoti), propone un corso di esercizi spirituali con mons. Giacomo Canobbio sul tema “La lettera agli Efesiniâ€?. Gli Esercizi si svolgeranno in un clima di silenzio; nel dopo cena, liberamente, sarĂ  possibile partecipare ad una breve

Il Centro pastorale Paolo VI ospita, sabato 22 dicembre a partire dalle 9 con la Messa, un incontro nel percorso spirituale di cittadinanza per le persone impegnate nella politica, nell’impresa, nel mondo del lavoro e nel sociale. Dopo la lectio biblica di mons. Monari su “La cittĂ  nella Bibbia per l’uomo d’oggiâ€? e dopo un momento di silenzio guidato, alle 11.45 interviene mons. Giacomo Canobbio su “La Chiesa nel mondo contemporaneo: la Gaudium et spesâ€?.

Domenica 16 dicembre è scomparso don Aldo Camisani nato a Bagnolo Mella nel 1940. Ordinato nel 1963, è stato curato a Bagolino, S. Anna, Divin Redentore, direttore spirituale in Seminario e cappellano della clinica Città di Brescia. I funerali, presieduti da mons. Luciano Monari, sono stati celebrati martedÏ 18 dicembre. Don Aldo è stato sepolto nel cimitero di Mompiano. La diocesi ricorda lui e i suoi familiari nella preghiera.

panoramica degli ultimi film di rilevanza religiosa o ecclesiale prodotti a livello nazionale o internazionale. Il pomeriggio di venerdÏ 11 gennaio sarà dedicato alla conoscenza e al confronto sul Sinodo diocesano sulle unità pastorali. La quota di partecipazione è di 250 euro. Ci si può iscrivere telefonando al direttore della Casa Villa Luzzago, don Cesare Isonni (3356789 965).

  

 

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ell’estate di questo 2012 se ne è andato in punta di piedi, come non volesse disturbare nessuno, spegnendosi serenamente nel Signore, mons. Luigi Bonometti. E con lui scompare un’altra figura significativa del clero bresciano, da molti preti ricordato per sempre come “il Superioreâ€? del nuovo Seminario Maria Immacolata, quando in via Bollani c’era solo il Minore, in attesa del completamento per accogliere la teologia. Da qualche anno era ospite della Domus Caritatis Paolo VI per i preti anziani. Nato Castel Mella, la sua famiglia si trasferĂŹ a Flero dove celebrò la prima Messa nel 1946. La sua prima destinazione è stata Bagnolo Mella. Il novello prete, intelligente e preparato, si inserĂŹ subito nel contesto parrocchiale accanto alla figura del parroco Ferruccio Scalmana. Con i giovani rivelò una forte passione educativa fatta di ascolto, direzione spirituale, condivisione. Seppe ben coltivare la fede e la formazione umana dei giovani con l’esposizione chiara della dottrina, gli esercizi spirituali, ma anche con tante attivitĂ  parallele, fra le quali la compagnia teatrale bagnolese. Fu per questa sua facile “presaâ€? sui giovani che nel 1957 fu chiamato in Seminario prima come padre spirituale e poi come responsabile del Minore. Nell’arco di 13 anni, compresi quelli

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caldi della contestazione, don Luigi ai seminaristi ha dato molto. Ma egli soleva dire di aver ricevuto molto di piĂš. Di lui si diceva che la sua severitĂ  era inferiore alla sua umanitĂ . Infatti doveva trattare con numerose classi di ragazzi e adolescenti in anni inquieti e vivaci: come un padre sapeva correggere, convincere, con equilibrio, pazienza e a volte con un pizzico di humor che annullava nei giovani animi la tentazione di recalcitrare. Dopo

l’esperienza in Seminario, ha presieduto per un anno la Caritas diocesana da poco istituita e poi è seguita la nomina a parroco di Rovato. Nella popolosa e prestigiosa parrocchia della Franciacorta è stato guida saggia e apprezzata per quasi 18 anni. Superando con grinta anche alcuni problemi di salute ha espresso la sua paternità in modo esemplare. Ancora oggi è ricordato per la sua discreta vicinanza a singoli e famiglie, per i suoi puntuali insegnamenti e per la testimonianza di autentica vita sacerdotale, offerta con umiltà, schiettezza, fede radicata, amore ai sacramenti, devozione, carità vissuta, compassione, chiarezza omiletica, fedeltà al Magistero. Accanto alla sua azione pastorale, nel solco del rinnovamento conciliare, ha realizzato importanti opere: restauri, pubblicazioni, celebrazioni. Fra queste ultime va ricordata la valorizzazione dello storico legame fra Rovato e San Carlo Borromeo. Infine, dal 1989 al 2007, l’ultima stagione del suo ministero, vissuta come assistente spirituale del Centro pastorale Paolo VI e Canonico della Cattedrale. In questi anni si è dedicato soprattutto ad esercitare il sacramento della riconciliazione e ad accogliere persone che ricorrevano a lui per un consiglio, una buona parola, una sollecitazione. Ha continuato a donare, anche piccole gocce di sapienza di vita.

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per l’Avvento di CaritĂ  2012, ma anche l’esperienza vissuta dagli operatori e dai volontari di Caritas diocesana. Una parte della giornata di formazione di mercoledĂŹ 12 dicembre è stata dedicata al “lavoro del paneâ€?: insieme, grazie alla disponibilitĂ  del fornaio Gabriele, abbiamo impastato il pane (mani creative e operose); insieme, durante i tempi della lievitazione, abbiamo vissuto l’adorazione al “Pane di vitaâ€? presso la cappella della casa

 

di ospitalitĂ  e accoglienza Villa Pace di Gussago (Mani fiduciose); insieme, abbiamo infornato il pane lievitato e condiviso la gioia per il profumo, il calore, il dono del pane (Mani aperte). Ăˆ a partire da questa esperienza di formazione/ritiro che condividiamo l’augurio per il prossimo Natale: “che le persone sofferenti possano sentire il calore di Dio e la possano sentire tramite le nostre mani e i nostri cuori apertiâ€?.

      

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scoltare, osservare, discernere‌ per animare. Questi i capisaldi del metodo pastorale Caritas, costruito sull’incontro, il confronto, la relazione a servizio dell’animazione caritativa dentro le comunitĂ  e i territori. Ăˆ a questi capisaldi che occorre guardare per dar conto di due iniziative che hanno preso avvio in questi mesi: la proposta di accompagnamento formativo per il “Collegamento dei centri di ascoltoâ€? della diocesi di Brescia, l’adozione di un nuovo programma informativo per l’Osservatorio delle povertĂ  e delle risorse. Ha preso avvio sabato 15 dicembre la proposta di accompagnamento formativo per l’anno pastorale 2012/13 rivolta ai referenti dei centri di ascolto partecipanti al “Collegamento dei centri di ascoltoâ€?. 60 i presenti, in rappresentanza dei 43 centri di ascolto aderenti al Collegamento, che in continuitĂ  con l’approccio formativo dei “laboratori di caritĂ â€?, si ritroveranno in piccoli gruppi per rileggere e mettere in circolo l’esperienza del proprio Centro di ascolto Caritas. L’obiettivo del percorso, cinque gli incontri previsti, realizzare una carta dei principi e delle buone prassi che, in una prospettiva relazionale, qualificano l’ascolto. Ăˆ invece alle battute conclusive la prima fase di aggiornamento del software dell’Osservatorio delle povertĂ  e delle risorse, negli 11 punti rilevazione attivi in diocesi. Elaborato a partire dalla condivisione dei punti di forza e di debolezza del precedente, il nuovo software si presta in particolare a

       

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tas); non c’è attenzione alle povertĂ  senza attenzione alle risorse; di fronte alla multidimensionalitĂ  della povertĂ  accolta, è difficile immaginare una risposta se non insieme ad altri soggetti. Altri centri di ascolto hanno avanzato la loro candidatura per “farsi progettoâ€? verso la realizzazione di una rete allargata di punti di osservazione. La “cartaâ€? dell’ascolto e l’Osservatorio delle povertĂ  e delle risorse, dunque, due opportunitĂ  per le Caritas di essere sempre piĂš “sentinelleâ€? (cfr Is 21,11-12), capaci di accorgersi e di far accorgere, di anticipare e di prevenire, di sostenere e di proporre vie di soluzione nel solco sicuro del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa (Benedetto XVI).

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‘Â?„ƒ”†‹ƒ ‹Â?Â?‘˜ƒ–‹‹˜‡”–‹…‹†‡ŽŽƒ ‡†‡”ƒœ‹‘Â?‡”‡‰‹‘Â?ƒŽ‡ Sabato 17 novembre è stata confermata alla presidenza della Federazione Regionale la signora Angela Toia, vincenziana di Busto Arsizio, che molto bene ha fatto nel suo primo mandato e che ben conosciamo in quanto fa spesso visita al nostro Consiglio. Nella stessa occasione sono stati eletti, quali componenti del comitato direttivo, Laura Bassi di Lodi, designata come segretaria, e Mariarosa Paticchia di Milano.Due particolari gioiosi caratterizzano

gli altri due componenti il Direttivo. Ăˆ stata nominata tesoriera la nostra Mariella Perini, giĂ  presidente del Consiglio Centrale di Brescia, generosa ed instancabile, dall’inattaccabile sguardo ottimista verso gli altri ed il futuro. Vicepresidente è stata indicata invece Serena Rondi di Bergamo, una ragazza molto giovane, entusiasta e dinamica, responsabile del “Cortile di Ozanamâ€?, il centro diurno che

la San Vincenzo ha promosso e realizzato a Nembro (Bg) per occuparsi di programmazione e di gestione di progetti legati ai minori in difďŹ coltĂ . A loro auguriamo un buon lavoro di coordinamento, di tessitura e di sintesi della ricchezza di relazioni che hanno i 17 consigli lombardi, afďŹ dandogli il compito, non certo agevole, di costruire un’unitĂ  nel rispetto delle diversitĂ , che rappresentano una ricchezza e non un ostacolo in vista dell’obiettivo.

   

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n questi giorni sono stati pubblicati dei dati ufficiali, il cui senso e contenuto avevamo purtroppo giĂ  intuito, da tempo. Si legge che il 10% delle famiglie italiane detiene il 46 % della ricchezza nazionale, mentre ai vertici opposti le due piramidi dicono che il 50 % delle famiglie detiene il 10% del patrimonio. Riflettendo su questi numeri mi è tornato alla mente un episodio di molti anni fa. I miei genitori avevano una amica che viaggiava molto, in diversi posti del mondo, quando per noi era un’impresa arrivare a Montichiari o a Moniga. All’inizio degli anni ‘80 andò, in un breve lasso di tempo, in Brasile, in India ed in un Paese africano che non ricordo. Dopo questi viaggi tornava sempre con racconti esotici ed un ritornello: in nessun posto si stava bene come in Italia. Un giorno sentii una discussione che restò profondamente impressa nella mia mente: la signora e la mia

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capitalista, mosso da valori oggettivamente lontani dal Vangelo, che tanto faticosamente cerchiamo di annunciare con la nostra vita. Intendiamoci, GesĂš Cristo non ha mai detto che la ricchezza in sĂŠ fosse un peccato o una cosa negativa, semmai ha ammonito fermamente l’uomo sui rischi di un eccessivo attaccamento ad essa, alla sua venerazione. Il problema sta nel suo utilizzo, non nella sua esistenza. Troviamo analogo ammonimento anche in quel vangelo laico che è la Costituzione italiana, la quale all’articolo 2 recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalitĂ , e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietĂ  politica, economica e socialeâ€?. Eppure quando si parla della necessitĂ  di un qualche intervento significativo di tassazione e di redistribuzione della ricchezza,

    

laddove è piĂš consistente, si vedono volti sbiancare, occhi strabuzzarsi, si sentono imprecazioni e citazioni dotte che confortano, o vorrebbero farlo, la legittimitĂ  del possesso di quei beni. D’altro canto anche il giovane ricco, che era una bravo ragazzo, si incupĂŹ terribilmente quando gli venne chiesto l’ultimo passo verso la perfezione, staccarsi dalla “robaâ€?, come la chiamava Mazzarò il protagonista

della novella del Verga. Profetiche ed ancora attualissime sono le parole di Federico Ozanam: “La questione che divide gli uomini dei nostri tempi, non è piĂš una questione di forma politica, è una questione sociale: si tratta di sapere chi vincerĂ : o lo spirito di egoismo o lo spirito di sacrificio; se la societĂ  non sarĂ  altro che uno sfruttamento a profitto dei piĂš forti o una consacrazione di ciascuno al servizio di tutti.â€?


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vicepresidenza. La lista dei candidati al direttivo è stata una lista aperta, non bloccata: sono state presentate 13 candidature per eleggere otto consiglieri.Il nuovo Consiglio è completato da Michele Bordin (candidato da “Bimbo chiama Bimbo onlusâ€?), Gianpietro Briola (candidato da “Avis Provinciale Bresciaâ€?), Pierfranco Brunori (candidato da “Anteas Bresciaâ€?), Angelo Marchi (candidato da “Rovato Soccorsoâ€?), Jonas

   

   

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tanno scorrendo mesi di grande fermento ma anche di confusione nel campo delle formazioni politiche che si preparano agli imminenti appuntamenti elettorali. PiÚ volte in questi anni abbiamo insistito sulla necessità che il volontariato giochi un ruolo socio-politico attivo. Non basta solo servire, è necessario partecipare ai momenti delle scelte, quando si definiscono le priorità nell’uso delle risorse pubbliche, mettendo in primo piano l’interesse della persona e della famiglia, magari di quelle fragili piuttosto di quello di opere di prestigio inutili o rinviabili, quando si deve scegliere tra temi prioritari come il lavoro, la casa, la salute per tutti oppure la cementificazione, le grandi strutture commerciali, l’edificazione di palazzi lussuosi destinati a rimanere vuoti; se deve continuare la tassazione sulle famiglie e le piccole proprietà o se si deve percorrere la strada di chiedere piÚ soldi a chi, nonostante il periodo di crisi, continua ad avere grandi profitti. Sono esempi che potremmo snocciolare a lungo: il quesito reale, però, è quello su come il volontariato possa esercitare questo ruolo politico. Premesso che ogni persona, in quanto cittadino, ha il diritto di scegliere il tipo di impegno che ritiene piÚ confacente alle proprie aspirazioni, ritengo che le organizzazioni di volontariato non debbano entrare nell’agone politico in quanto tali, questo per evitare che qualcuno possa strumentalizzare il volontariato per interessi di lista o partito. Piuttosto il volontariato deve svolgere un’efficace

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Maniaz (nominato dal “Co.Geâ€?) e Andrea Pasini (candidato da “Confcooperative Bresciaâ€?). Il nuovo consiglio è stato rinnovato per la metĂ  dei suoi membri elettivi, una scelta che ha consentito di innestare nuove energie su un’esperienza consolidata e affermando un rinnovamento nella continuitĂ . Il nuovo direttivo è giĂ  al lavoro insieme a tutti i dipendenti e volontari del Centro a sostegno delle tante associazioni bresciane.

associazioni. Ăˆ questa una strada piĂš faticosa ma che non percorre facili e pericolose scorciatoie. Liste o partiti, ancorchĂŠ legittimi, sono sempre una espressione di parte. Il volontariato è, per vocazione e storia, movimento unificante e svolge la propria azione sociale e politica nel confronto aperto con tutti i gestori delle istituzioni democratiche. Il volontariato bresciano è un movimento ricco di tradizioni e di iniziative attivate a favore delle persone e delle comunitĂ , indipendentemente dal colore di chi le amministra. Ăˆ un patrimonio che appartiene a tutti, a quanti in esso operano, alle persone che beneficiano dei servizi offerti e alle nostre comunitĂ  e non può essere a disposizione per scelte di parte.

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ƒ…‘Â?•‡‰Â?ƒ‡Â?–”‘‹ŽÍ&#x;‰‡Â?Â?ƒ‹‘ ŽŽ‘‰‰‹‘‹Â?˜‹ƒ‘Â?–‹ǣ—Â?„ƒÂ?†‘ Ăˆ indetto un bando per l’assegnazione in locazione di un alloggio a canone moderato di proprietĂ  della Congrega, ubicato in via Alessandro Monti 25 a Brescia, ristrutturato con coďŹ nanziamento regionale nell’ambito dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale tra la Regione Lombardia e il Comune di Brescia. Per la natura degli spazi disponibili, si precisa che l’alloggio messo a bando può

essere destinato in via esclusiva ad un nucleo famigliare di tre persone e con reddito Isee/Erp compreso tra 7.001 euro e 23mila euro. Le domande di partecipazione, corredate dalla necessaria documentazione, dovranno essere consegnate, in orari di apertura al pubblico (lun.-ven. 8.30-12), presso la sede della Congrega in via Mazzini 5, entro e non oltre le ore 12 del 7 gennaio 2013.

    

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conclusione delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Gaetano Bonoris, è stato edito il volume “Dalla beneficenza alla cultura del donoâ€?, che raccoglie interventi critici e contributi storiografici sulla vita del conte Bonoris (1861-1923) e sull’opera che dalla sua munificenza ha preso origine. Emblematico è il titolo del libro: “Dalla beneficenza alla cultura del donoâ€?: vorrei dunque riflettere brevemente sulla dimensione del dono. Nell’introduzione si legge che “la celebrazione pubblica del bene donato diventa chiamata di responsabilitĂ , monito di impegno, exemplum di vita e di condotta sociale. La caritĂ  quindi, non solo come virtĂš, ma – per chi crede – come dono ricevuto dall’Altoâ€?. GesĂš di Nazareth è il dono che viene dall’alto, il dono di Dio, il dono definitivo di Dio. In GesĂš “Dio ha detto

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l’uomo può e deve essere – e deve fare – e quale presenza che interpella l’agire di uomini e donne che coesistono con altri uomini e donne. Una tale dimensione è destinata a ripercuotersi nella coscienza di ciascuno, purchÊ ciascuno avverta intimamente d’essere interpellato a Ǥ

  

tutto; ha dato tuttoâ€?; GesĂš costituisce la piena rivelazione del mistero di Dio. L’ha affermato GesĂš stesso: “Chi vede me, chi accoglie me, vede e accoglie il Padreâ€?. Proprio in questa rivelazione si condensa la veritĂ  del Natale. Siamo di fronte ad un mistero di amore! Un amore purissimo ed assolutamente gratuito ha indotto Dio a far dono agli uomini del proprio Figlio. Il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio va letto ed accolto quale misura del donarsi di Dio all’umanitĂ , ma anche quale metro di ciò che

gestire in modo responsabile e conviviale i doni ricevuti. Ăˆ grazie alla consapevolezza dell’amore quale dono di Dio che può nascere e crescere nelle persone un’autentica dimensione di umanitĂ . L’amore fa sĂŹ che l’uomo si realizzi attraverso il dono sincero di sĂŠ: amore è rice-

vere e dare nel modo piĂš alto, piĂš elevato, piĂš sublime e piĂš intenso quanto non si può nĂŠ comprare nĂŠ vendere, ma solo liberamente e reciprocamente donare. Solo la caritĂ dono, dunque, può cambiare compiutamente una persona e renderla autenticamente umana. La caritĂ  – lo sappiamo – rappresenta il piĂš elevato comandamento sociale: rispetta – sempre – gli altri e i loro diritti, ma, ancor piĂš, ispira esistenze protese a fare di sĂŠ un dono per gli altri, nella prospettiva della comunione piena. Nell’introduzione del volume si afferma: “oggi, per le trasformazioni in atto, si evidenzia il bisogno non solo di mezzi economici, ma anche – e soprattutto – di una cultura condivisa del dono‌ come fattore non secondario di sviluppo socialeâ€?. Gli studi in memoria del conte Gaetano Bonoris contribuiscano – questo è il mio augurio – a promuovere la cultura del dono come fattore determinante della crescita della persona e dello sviluppo della societĂ  umana, premessa indispensabile per la costruzione della civiltĂ  dell’amore. Per avere copia del libro è possibile rivolgersi al suo editore (www.gamonline.it) oppure alla segreteria della Congrega della CaritĂ  Apostolica (fondazione@congrega. it, 030.291561).


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riassumere il profilo umano e spirituale di Giovanni Battista Montini valga un’immagine: quella della sua bara durante i funerali sulla quale venne deposto il libro dei vangeli aperto. La bara, da tutti notata per la sua semplicitĂ  ed essenzialitĂ , può essere significativamente considerata come immagine espressiva dell’uomo Montini: sobrio, misurato, essenziale. Il vangelo, invece, esprime bene il cristiano Montini: un servitore appassionato della parola che salva. Ma questa immagine diventa anche un messaggio, l’ultimo, che Paolo VI lascia alla sua Chiesa, un messaggio che trova espressione efficace nelle sue parole: “Chiesa, cammina povera, cioè libera, forte e amorosa verso Cristoâ€?. Il processo canonico che viene condotto per verificare la santitĂ  di un cristiano, il cosiddetto “processo o causa di beatificazioneâ€?, consiste essenzialmente in una veri-



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il cristiano Montini a svolgere la funzione di guida, ad essere maestro, per cui è opportuno anzitutto richiamare il suo insegnamento riguardo alle virtĂš. Ecco perchĂŠ è bene anzitutto ascoltare le parole con cui Paolo VI ha insegnato agli altri le virtĂš. Accanto alle parole non sono però mancati anche i gesti, cioè i segni che hanno dato espressione a quanto insegnato. Ecco perchĂŠ è altrettanto significativo far emergere, insieme alle parole, i gesti che testimoniano come ha praticato le virtĂš teologali e cardinali. E questo in modo non comune. Ăˆ ovvio che questa ricerca dei “segniâ€? dell’esercizio delle virtĂš da parte di Montini, visto il suo profilo umano e spirituale a dir poco gigantesco, non può che essere alquanto riduttiva. Questo non pregiudica, tuttavia, una significativitĂ -esemplaritĂ , che si vorrebbe fare emergere e che pare opportuno proporre. Nel discorso del 29 giugno 1978, tracciando il bilancio del suo pontificato, Paolo

VI affermava: “Ecco, fratelli e figli, l’intento instancabile che ci ha mossi in questi quindici anni di pontificato. Fidem servavi ! (Ho conservato la fede!) possiamo dire oggi, con umile e ferma coscienza di non aver mai tradito “il santo veroâ€? (A. Manzoni)â€?. Paolo VI è stato, inoltre, un testimone di speranza in un tempo della Chiesa attraversato da tante prove e difficoltĂ  al punto da far ipotizzare anche eventuali dimissioni del Papa. Alla tentazione della fuga o della abdicazione Paolo VI ha preferito l’umile sacrificio di se stesso portando la croce. Peguy definiva la speranza come “la virtĂš piĂš difficileâ€?. E se questo può valere per ogni cristiano, lo è stato certamente ancora di piĂš per un papa come Paolo VI. In lui la speranza è stata il crocevia, cioè il punto d’incontro di due grandi realtĂ : la croce e la gioia. Per la croce basti ricordare il tipico Crocefisso di Paolo VI e per la gioia non si può non pensare alla sua Gaudete in Domino.

I gesti piccoli e grandi hanno punteggiato il suo vissuto cristiano. Alcuni di questi gesti hanno avuto particolare risonanza nel corso del suo pontificato: dal dono della tiara ai poveri al bacio del piede del patriarca ortodosso, dall’offrire la sua vita in cambio della liberazione degli ostaggi di un aereo dirottato al mettersi “in ginocchioâ€? davanti agli “uomini delle Brigate Rosseâ€? per implorare la liberazione di Aldo Moro. Difensore dei diritti umani, in primis il diritto alla vita (si pensi alla Humanae Vitae), Paolo VI ha fatto dell’impegno per la promozione della giustizia sociale (valga per tutto la Populorum Progressio) uno dei punti-forza del suo pontificato. La croce, infine, ha segnato profondamente l’esperienza cristiana di Montini. Da Papa ha conosciuto momenti difficili sopportando contrarietĂ  e opposizioni. Si pensi solo al fenomeno della contestazione, che durante il suo pontificato investĂŹ in pieno anche la Chiesa.



     

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con le canzoni dei musical molto americanaâ€?. Musiche da Broadway che vedranno la cantante bresciana protagonista, anche se lei si schernisce “Ci sarò, ovviamente, con un ruolo importante ma insieme agli altri. Mi pare giusto valorizzare anche gli altriâ€?. La scaletta ha ormai preso forma e qualche titolo si riesce a sbottonare a Elisa: “Sicuramente ‘All the jazz’ dal musical ‘Chicago’, ‘One’ da ‘A chorus line’ poi qualcosa da ‘Sister act’, qualcosa da ‘My fair lady’,

da ‘Wicked’ e qualcosa da ‘Rent’. Insomma un bel potpourri di coseâ€?. Non solo musiche ma anche video accompagneranno l’esecuzione con “con diapositive, immagini, proiezioni psichedeliche quasi da video-wallâ€?. La cantante bresciana Elisa Rovida ha appena iniziato la promozione del nuovo album “Skinâ€? che a suo dire raccoglie brani “Molto belli e interessantiâ€?. E poi ne segnala due che le sono molto cari: “Vegas Nightâ€?, di cui c’è giĂ  un videoclip su Youtube e su Itunes, e

poi “Joyâ€?. Ma tornando al concerto di Santo Stefano, Elisa non ha dubbi “The Christmans songâ€? di Nat King Cole “in cui si racconta ciò che succede nelle famiglie a Natale: lo scarto dei ragali, i bambini gioiosi, le caldarroste, la mamma che aspetta con grazia la gioia del bambino che apre il regalo... se uno non venisse – spiega Elisa – si perderebbe uno spettacolo di qualitĂ , uno spettacolo per la famiglia ed emozionanteâ€?. Biglietti da 12 e da 15 euro.



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eter Pan il musicalâ€?, tratto dal romanzo di James Matthew Barrie e con la regia di Maurizio Colombi, torna al PalaBrescia il 31 dicembre (da 30 a 50 euro + prevendita) e il 1° gennaio (da 18 a 33 euro + prevendita) per festeggiare insieme al pubblico bresciano l’arrivo del nuovo anno. Dopo lo straordinario successo delle precedenti edizioni che dal 2006 al 2010 hanno sbancato i botteghini facendo registrare ogni sera il “tutto esauritoâ€?, “il ragazzo che non voleva crescereâ€? – interpretato ancora da Manuel Frattini, amatissimo dal pubblico in questo ruolo – torna sul palco bresciano in una nuova versione brillante e coloratissima, per portarci ancora una volta insieme a Wendy (Martha Rossi) sull’isola che non c’è. “Sta andando bene anche questa tournĂŠe. A Roma abbiamo fatto tutto esaurito e di questi tempi – racconta Manuel Frattini – e ci hanno richiesto

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“Credo di avere una grande fortuna − continua Manuel, intervistato per “Voceâ€? − e spero sia di molti di coloro che fanno il mio lavoro: malgrado le numerosissime repliche, Peter Pan ha debuttato nel 2006 e facendo un calcolo siamo oltre le 400 repliche, ho lafortuna di non cadere mai nella ripetitivitĂ  e nella noia. Mi chiedono se non mi annoio a fare sempre le stesse cose. Rispondo di no, perchĂŠ chi viene questa sera allo spettacolo è diverso da chi c’era ieri e di chi ci sarĂ  domani. Per questo l’entusiasmo si rinnova sempre. Peter Pan ci regala sempre soddisfazioni e quindi sono ben felice di interpretarloâ€?. In un’atmosfera incantata 25 artisti tra sorprendenti effetti speciali e le indimenticabili musiche di Edoardo Bennato, tratte dall’album “Sono solo canzonetteâ€?, condurranno nel mondo senza tempo dell’eterno giovane dalla calzamaglia verde e il ciuffo biondo. Nonostante 400 repliche cosa preoccupa ancora Frattini? “Quel-

      

lo che mi preoccupa è lo stesso momento che mi piace di piĂš: quando resto solo con il pubblico e cerco di coinvolgerlo gridando ‘io credo nelle fate’. Non sai mai la reazione. Può essere trascinante se ci sono giovani e bambini, magari invece l’adulto è un po’ piĂš timido. La soddisfazione piĂš grande per me è vedere anche la nonnina alzarsi e gridare!â€?. Il 31 dicembre è previsto brindisi e panettone con la compagnia. Per informazioni: palabrescia.it.

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6FRSUL%UHVFLDVRWWR1DWDOH Un gruppo di giovani guide turistiche abilitate ha organizzato itinerari guidati con tematica natalizia. Durante tutto il periodo delle festivitĂ  sarĂ  possibile visitare chiese, musei e angoli poco noti del territorio bresciano. Si parte con l’itinerario cittadino che prevede una visita alla chiesa dei Santi Nazaro e Celso con la lettura iconograďŹ ca di alcuni dipinti e una visita alla vicina chiesa di San Francesco, gioiello dell’architettura romanico-gotica bresciana, dove sarĂ  possibile visitare il piĂš noto presepe cittadino (19 gennaio – costo 8 euro adulti/6 euro bambini ďŹ no a 12 anni). Nelle date 23 dicembre e 13 gennaio, la visita si chiuderĂ  con un concerto d’organo tenuto dall’organista G. Corsano (Scuola diocesana di Santa Cecilia di Brescia) presso la chiesa di San Carlo sita in via Moretto (sovrapprezzo concerto 4 euro. Molto ricche

e varie anche le proposte in provincia: in Franciacorta con la collezione Presepi del mondo di Bornato e con una tappa signiďŹ cativa al Convento dell’Annunciata di Rovato e alla chiesetta di Santo Stefano (26 dicembre). L’itinerario in Val Trompia ha come protagonista Paolo VI: visita al Museo del presepio a lui intitolato e prosegue con una sosta alla casa natale e alla chiesetta di San Rocco (11 gennaio). Sono previsti itinerari in pianura e sul lago di Garda. Il primo prevede la visita guidata al Castello di Padernello (nella foto), una sosta al Presepe di Motella e si conclude con la visita guidata alla grandiosa basilica di San Lorenzo a Verolanuova (30 dicembre, 6 gennaio); il secondo prevede la visita guidata al Museo del Divino Infante di Gardone Riviera per chiudersi con la visita al vicino Duomo di Salò (12 gennaio). Il costo per gli itinerari in

provincia è pari a 11 euro per gli adulti/9 euro per i bambini ďŹ no a 12 anni. Al Museo diocesano avrĂ  luogo l’attivitĂ  per i bambini: “La vera storia di Babbo Nataleâ€? (previsti due gruppi 3/6 anni accompagnati – 7/11 anni): a seguito di una curiosa visita guidata ad alcuni dipinti ospitati in Museo, avrĂ  luogo lo spettacolo teatrale “La storia dei coloriâ€? con le attrici Irene Lonati e Valentina Pescara (20, 22, 27 e 30 dicembre / 3 gennaio – costo 10 euro/3 euro accompagnatore). InďŹ ne un’attivitĂ  per tutta la famiglia “Scopriamo insieme‌â€?: genitori e bimbi saranno condotti alla scoperta dell’iconograďŹ a di alcuni dipinti a tematica natalizia ospitati dal Museo diocesano. A seguire il gioco “Chi ha rubato l’asinello dal presepe?â€?, una sorta di cena con delitto (24, 29 dicembre/5 gennaio – costo 9 euro). Per info: scopribrescia.com o 333.4246616/349.5315942.


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Il coro “Voci del lagoâ€? in collaborazione con i Frati Cappuccini di Lovere, organizza venerdĂŹ 21 dicembre alle 21 “Cantando Nataleâ€? presso la Chiesa del Convento dei frati cappuccini. Sabato 22 dicembre invece il coro La Rocchetta e il coro Voci bianche di Palazzolo propongono la 28ÂŞ edizione della sarata natalizia all’auditorium San Fedele alle 20.30. La scaletta prevede canti separati delle due compagini e una ďŹ nale insieme.

Il Museo diocesano di Brescia organizza domenica 23 dicembre dalle ore 15 alle ore 18 il “Museo and familyâ€?: propone visite guidate per adulti e il laboratorio di Natale “Dalla NativitĂ  di Moretto al presepe mangaâ€? (nella foto i quattro evangelisti manga) per i piĂš piccoli. Il costo del “Museo and familyâ€? è di 4 euro per adulto, comprensivi di ingresso e visita guidata al museo inclusa, anzichĂŠ 5 euro del solo biglietto di ingresso, mentre per

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i piĂš piccoli 3 euro a bambino, comprensivi di ingresso al museo e laboratorio didattico, anzichĂŠ 3,50 euro a bambino. Per informazioni telefonare al numero 03040233, oppure inviare una mail all’indirizzo: didattica. museo@diocesi.brescia.it. Si ricorda che il laboratorio didattico “Dalla NativitĂ  di Moretto al presepe mangaâ€? è proposto anche alle scuole primarie e secondarie di I grado tutte le mattine dal 10 al 23 dicembre.



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n tempi in cui la crisi economica stringe la presa, avvicinare un pubblico inusuale al mondo della musica e, in generale, della cultura, pare un’impresa piuttosto difficile. Ma proprio le forme di svago devono, in un momento come quello che stiamo vivendo, alleggerire il peso e la tensione che bilanci familiari in molti casi possono creare. In questa direzione ha lavorato il Conservatorio di musica Luca Marenzio, aderendo − e vincendo − un bando Cariplo che ha permesso di avviare nel 2013 il progetto “Concertiamo. La musica che rendeâ€?. A partire dal 2 marzo e fino al 12 maggio 2013 saranno in programma sei concerti ai quali avranno accesso privilegiato gli utenti delle case Aler e della Congrega della caritĂ  apostolica, previo l’acquisto di un abbonamento, al costo di 35 euro. Le serate sono organizzate in due cicli composti dai medesimi appuntamenti, che avranno luogo all’auditorium San Barnaba per gli utenti di Brescia e al Teatro San Filippo di Darfo Boario Terme per quelli della Valle Camonica. Partecipando a tutte e sei le serate in programma in uno o nell’altro ciclo, per le quali sarĂ  messo a disposizione un servizio di trasporto gratuito sia andata che ritorno, ogni sottoscrittore dell’abbonamento otterrĂ  in cambio benefit culturali di valore doppio rispetto a quanto speso.

 

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turali. Perciò, il programma delle serate varia in un percorso di qualitĂ  che attraversa la musica classica, il jazz, l’improvvisazione, il repertorio sacro. Ogni concerto è espressione del Conservatorio e sarĂ  introdotto da una divertente performance teatrale, curata della compagnia teatrale Luna e Gnacâ€?. Gli abbonamenti a disposizione sono circa 400 per Brescia e 364 per Darfo Boario Terme. Per gli utenti Aler e Congrega della caritĂ  apostolica le sottoscrizioni sono acquistabili dal 15 dicembre al 14 gennaio, a Brescia presso il Ctb e a Darfo Boario Terme presso la Biblioteca Comunale; dal 16 gennaio al 7 febbraio saranno invece accessibili a tutti, salvo esaurimento, negli stessi punti vendita. “L’augurio − sottolinea Gianpiero Falconi, responsabile dell’ufficio beneficienza della Congrega della caritĂ  apostolica − è che gli utenti per i quali è stato pensato questo progetto usufruiscano di questa opportunitĂ , soprattutto i giovani, per i quali è necessario dare una speranza per il futuro in un momento che si prospetta molto buioâ€?. Sono 2000 circa le abitazioni messe a disposizione dalla Congrega della caritĂ  apostolica, mentre altre 7000 sono quelle dell’Aler, che ha raccolto con altrettanto entusiasmo l’invito a partecipare all’iniziativa. Ulteriori informazioni al sito www. conservatorio.brescia.it/concertiamo.

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—‹Â?‹ǣ—Â?Ž‹„”‘’‡”’ƒ”Žƒ”‡†‹‹‘ Erano in tanti al Centro pastorale Paolo VI ad ascoltare il card. Camillo Ruini che, sollecitato da Giacomo Scanzi e da Graziano Tarantini, ha parlato di Dio. MercoledĂŹ 12 dicembre “La Voce del Popoloâ€? e la Fondazione San Benedetto hanno presentano il libro “Intervista su Dioâ€? con il card. Ruini, autore del testo. La fede non è un qualcosa di oscuro come ha sottolineato nel saluto iniziale Monari, perchĂŠ “il mistero della fede non è il buio sul baratro,

ma la luce che illumina la vita�. Il card. Ruini ha dedicato al tema due anni di studio intenso e in queste pagine edite da Mondadori ne ha parlato con il giornalista Andrea Galli. Partendo dalla situazione della fede, in cui molti filosofi e intellettuali segnalano una “eclissi del sacro�, Ruini ha ripercorso la domanda su Dio nella storia e nella filosofia. Nel libro, volutamente, non si parla di Chiesa o meglio non viene presa in esame la struttura ecclesiastica,

ma piuttosto viene analizzata la situazione di Dio nel mondo contemporaneo. Nelle pagine e nell’intervento bresciano ritorna piĂš volte l’ispirazione del progetto culturale della Cei pensato e costruito proprio da Ruini, secondo il quale oggi bisogna chiedersi come “evangelizzare la culturaâ€?. Resta aperto ancora il richiamo del Concilio cioè di ripensare la modernitĂ  da un punto di vista credente. Il cardinale, amico di Monari fin dalla giovinezza, non si

è nascosto, ma ha scelto di aprirsi, parlando anche del dolore e del senso del limite dell’uomo. Ma cos’è la fede? “La fede è credere di non essere soli al mondoâ€? per saper andare oltre lo spazio temporale; il riconoscimento del limite, anche della sofferenza, non deve essere visto come una frustrazione, ma deve essere la consapevolezza di una responsabilitĂ  piĂš grande. Questa è la sfida, non sempre facile da mettere in pratica, soprattutto nella quotidianitĂ .



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er il ciclo “Parliamo di Brescia e della sua provinciaâ€?, organizzato negli spazi del caffè letterario di Buonissimo dall’Associazione Arnaldo Da Brescia per approfondire gli aspetti meno conosciuti della cultura e della tradizione bresciane, è intervenuta Sandra Morelli, docente di materie letterarie, che ha rivisitato i “Poeti e scrittori celebri in visita a Bresciaâ€?. “Una passeggiata nel cuore cittadino attraverso le parole di letterati che l’hanno visitata e anche vissuta. Non sempre teneri nei nostri confronti, hanno colto gli aspetti salienti del carattere bresciano e dipinto l’immagine della cittĂ . Il criterio cronologico seguito parte dal Settecentoâ€?. Tra i letterati che transitano per Brescia c’è Carlo Innocenzo Frugoni. Di nobile famiglia genovese, fu ammesso ancor giovane nell’Ordine dei Somaschi. Nel 1716 entra a far parte dell’Accademia dell’Arcadia con il nome di “Comante Egineticoâ€? e insegna retorica nel col-

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1803 per incontrare l’amico Giovanni Battista Pagani. Quattro anni dopo arriva Ugo Foscolo, per dare alle stampe i “Sepolcriâ€?. Silvio Pellico, l’autore de “Le mie prigioniâ€?, nel 1830 alloggia all’albergo ‘del Gambero’ e viene riconosciuto da un “bresciano sdegnosettoâ€? mentre legge l’annuncio teatrale della sua tragedia “Francesca da Riminiâ€?. E che dire dell’appellativo di “leonessa d’Italiaâ€? coniato da Aleardo Aleardi e reso celebre da Giosuè Carducci? Il premio Nobel tramandò il coraggio leonino con cui la cittĂ  si battè durante le Dieci Giornate nelle “Odi Barbareâ€?. Gabriele D’Annunzio conobbe Brescia prima del suo ‘esilio’ gardesano per vedere la ‘VittoriaNike’. Franz Kafka, affascinato dal volo, scrive nel 1909 “Gli aeroplani a Bresciaâ€? per celebrare il primo circuito aereo che si svolge a Montichiari. Per raggiungere la Fascia d’Oro transita alla stazione ferroviaria che descrive come un “buco neroâ€?. Giovannino Guareschi nel 1941 durante

  

il suo celebre tour in bicicletta, giunge in piazza della Loggia e rimane incantato “dall’antico orologio forgiato da un ingegnoso artigianoâ€?. Guido Piovene, per la Rai nel 1953, dipinge i Bresciani “un po’ tirchi e un po’ palancai, grandi lavoratori con la grande passione della bancaâ€?. Infine Alda Merini: nel 1997 quando intrattiene gli ospiti suonando il pianoforte al Caffè della Stampa e nel 2001 quando è madrina al Concorso di poesie intitolato ad Arnaldo Da Brescia.

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Torna, come consuetudine alla fine di ogni anno il “LĂśnare BressĂ â€?, disponibile in edicole e librerie bresciane al costo di 10 euro, curato da Giovanni Cherubini. Dal 2007 la pubblicazione accompagna i bresciani senza aver mai perso un anno. Una pubblicazione di oltre 200 pagine ricche di modi di dire, aneddoti, proverbi, curiositĂ  e immagini di Brescia e della sua provincia. L’almanacco bresciano, questa la traduzione italiana del titolo dialettale, porta in bella vista un proverbio in dialetto “L’è mĂŹa a parlĂ  ma a scultĂ  che s’empĂ raâ€?, in italiano “Non è parlando ma ascoltando che s’imparaâ€?, a monito per coloro che, prendendo in mano l’almanacco, potranno imparare qualcosa sfogliando le pagine ricche di curiositĂ .

Per ogni mese poesie, riproduzioni di incisioni in rame, poesie, proverbi in dialetto, parole in dialetto, in qualche caso dimenticate per cui è possibile scoprirne il significato. Ma c’è anche la curiositĂ  della ricetta bresciana nella rubrica “MangiĂłm a la bressĂĄnaâ€?; per gennaio la ricetta consigliata è ensalĂ da del preòst seguita in febbraio da i gnocarèi. Ci sono anche le foto di un tempo, della Brescia che fu, e le caricature di Aurelio Gatti, in arte Micio, che ritraggono personaggi bresciani con a fianco qualche notizia biografica. Tra questi figurano mons. Antonio Fappani, Andrea Pirlo, Giuseppe Frigo, Franco Solina, Franco Fava e molti altri. Pagine intere curate da don Antonio Bonometti che traduce brani del Vangelo in dialetto.



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Dz‡”…‘”•‹dz†‹‡–”Ö‹Â?Â?‘•–”ƒ Viene inaugurata il 21 dicembre alle 17.30 la mostra “Percorsiâ€? di Paolo Petrò. Nella Rocca di San Giorgio di Orzinuovi sono esposti ďŹ no al 7 gennaio i dipinti dagli anni ‘80 ad oggi. Questa mostra antologica è un piccolo estratto del percorso creativo di Petrò dei suoi 40 anni di lavoro nell’ambito artistico. In questo percorso Petrò indaga la realtĂ  con la medesima implacabile luciditĂ  ottica propria degli antichi: nature morte, nudi, ďŹ gure, ritratti, autoritratti vengono

 

scolpiti da un luminismo teatrale, artefatto, drammatico. Quello che Petrò impagina davanti ai nostri occhi è un campionario limitato e domestico di reperti. Niente a che vedere con la lezione ďŹ amminga e italiana dei secoli d’oro della pittura, dove lo scopo era compiacere lo spettatore. In questi quadri si vedono pochi silenti oggetti disposti e dislocati su piani dalle prospettive incongrue e stranianti, di scarsa o nulla ortodossia euclidea.

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l narratore bresciano Emanuele Turelli porterĂ  tra i banchi di scuola le rappresentazioni di tre eventi drammatici che hanno segnato la storia dell’umanitĂ : la Shoah, l’Apartheid e il disastro causato dal crollo della diga del Gleno. Saranno circa 2000 gli alunni degli istituti superiori Sraffa di Brescia e Antonietti di Iseo coinvolti nel progetto “Quella che vi racconto oggi è una storia veraâ€?, grazie al quale Turelli, giornalista ancora prima di essere attore, porterĂ  in scena tre vicende che hanno come filo conduttore la violazione dei diritti umani. Nei giorni immediatamente successivi al 27 gennaio, Giorno della memoria, gli studenti assisteranno a quella che è l’opera piĂš celebre del narratore, “Il coraggio di vivere - l’olocausto visto dagli occhi di un bambinoâ€?, ispirata alla triste vicenda di Nedo Fiano, ebreo italiano, ancora in vita, che tra il 1944 ed il 1945, all’epoca poco meno che ventenne, fu detenuto in sette campi di concentramento diversi, nei quali assistette alla morte di tutti i suoi familiari. Lo spettacolo sarĂ  replicato due volte all’Antonietti (28 e 30 gennaio) e una volta allo Sraffa (19 gennaio). Il 13 febbraio, invece, gli allievi del-

le ultime classi dell’istituto Sraffa di Brescia si confronteranno con una delle figure emblematiche della resistenza civile: “Madiba, la vera storia di Nelson Mandelaâ€? metterĂ  in luce il ruolo che l’ormai 94enne leader antiapartheid ha svolto per il proprio Paese, grazie alla volontĂ  di combattere l’ingiustizia. “Il racconto è stato presentato in anteprima a settembre – precisa Turelli – e gode, tra l’altro, del patrocinio e del sostegno del Consolato generale del Sudafrica in Italia, con il quale è in fase di definizione un progetto che molto probabilmente porterĂ  lo spettacolo in una tournĂŠe attraverso tutta Italia, in vista del Mandela-Day che si tiene annualmente il 18 luglioâ€?. Il 23 febbraio, infine, gli studenti dell’Istituto Antonietti di Iseo avranno modo di approfondire una tragedia locale, ma di enorme portata: il disastro provocato dal crollo della diga del Gleno, avvenuto nel 1923, che causò la morte di 500 persone tra la Val Camonica e la Val di Scalve. “Gleno, 1 dicembre 1923 – spiega Turelli – vuole raccontare la storia umana di Francesco Morzenti, guardiano che combatte ogni giorno contro un imprenditore, il padrone della diga, incapace di vedere i problemi

che ne causeranno il crolloâ€?. Nel 90° anniversario della tragedia, che, fatalitĂ , coincide con l’anno della 40ÂŞ ricorrenza del dramma del Vajont, Turelli ha deciso di tenere alta l’attenzione anche su un crimine “industrialeâ€?, che va ad affiancarsi a quelli nazisti e afrikaneer con l’obiettivo che tali episodi non si ripetano in un futuro. Futuro che, ricorda l’assessore provinciale all’Istruzione Aristide Peli, promotore dell’iniziativa, â€œĂ¨ in mano ai giovani, che devono essere aiutati a conoscere il male per costruire il beneâ€?. Emanuele Turelli cercherĂ  quindi di coinvolgere il piĂš possibile i ragazzi con i suoi racconti, ma sarĂ  possibile per loro continuare ad interagire con il narratore anche attraverso il suo sito internet, www.emanueleturelli.com, dove potranno scrivere impressioni e commenti.

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Come tutti gli anni, in occasione delle festività natalizie, Radio Voce offre agli ascoltatori le celebrazioni in collegamento con la Cattedrale. Lunedì 24 alle 23.30 andrà in onda la Messa di mezzanotte con l’Ufficio di lettura, martedì 25 alle 10 si potrà seguire la Celebrazione presieduta dal vescovo mons. Luciano Monari, mercoledì 26, Santo Stefano, la Messa andrà in onda sempre dalla Cattedrale, alla stessa ora. Da Radio Voce i migliori auguri di un sereno Natale.

La Messa del sabato alle 18.30, viene trasmessa in diretta dalla Chiesa di San Giacomo apostolo di Ospitaletto su TT 2 Teletutto (87) e Super Tv (92-115).







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Con la guida di don Alberto Donini, direttore della Scuola diocesana di musica S. Cecilia, continua il percorso musicale nel repertorio sacro del tempo d’Avvento e di Natale che nei secoli e ďŹ no ai giorni nostri accompagna l’attesa e la venuta del Salvatore. Un repertorio vasto e prezioso di cui don Donini propone diversi estratti nella rubrica “Musica per lo spiritoâ€? in onda la domenica alle 11.30 ďŹ no al 6 gennaio, piĂš una puntata

La prossima puntata della rubrica settimanale “La Buona Notiziaâ€? presenta in avvio uno speciale sull’avvenuta dichiarazione delle virtĂš eroiche del bresciano Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI. A seguire: “Chiara e Francesco, il musical – L’amore è quello veroâ€? che ha fatto tappa al PalaBrescia; “Buffalora ritrova la sua chiesaâ€?; gli auguri del vescovo Luciano per il prossimo Natale. La rubrica “4 parole...â€? è con don Danilo Vezzoli sul nuovo

speciale in onda il 25 dicembre alle 9.15. In Primo Piano alle 9.30 l’intervista al vescovo Luciano sul recente viaggio in Uruguay per incontrare i sacerdoti ďŹ dei donum dell’America Latina. Il programma domenicale prodotto da VoceMedia e curato da Betty Cattaneo, va in onda (in differita e in diversi orari) anche su Radio Voce Camuna, Ecz, Radio Claronda, Radio Basilica Verolanuova, Radio Ponte di Manerbio e Radio RaphaĂŤl.

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dormitorio attivato dalla Caritas di Darfo. “La Buona Notiziaâ€? va in onda: la domenica alle 13.05 su Teletutto e alle 18.30 su Tt2 Teletutto; su Super TV la domenica e il martedĂŹ alle 20; su PiĂš Valli TV la domenica alle 8; su Teleboario la domenica alle 8.15 e alle 10; e su www.vocemedia. tv che manderĂ  in onda anche lo speciale “Testimoni di speranzaâ€?, ďŹ gure storiche dell’impegno politico e sociale con relatore mons. Luciano Monari.











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%HQLJQLLQFDQWDFRQJOLDUWLFROLGHOOD&RVWLWX]LRQH Da tempo Rai Fiction produce sceneggiati e film-tv che ci raccontano storie: storie da raccontare, altre di cui non si sentiva il bisogno, storie belle e avvincenti, altre un po’ meno. Ma nessuno in casa Rai, nonostante le ingenti risorse e i mezzi messi a disposizione in questi anni, è ancora riuscito ad eguagliare il narratore numero uno d’Italia, Roberto B