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Consumare per produrre, produrre per consumare. Sembra uno slogan un po’ cinico e, con i tempi che corrono, un po’ fuori di testa. Invece è una teoria economica che ogni tanto qualcuno srotola come una bandiera. Capisco che se non si consuma un determinato prodotto la fabbrica che lo produce rischia di chiudere (se non è in grado di riconvertire), ma se mancano i soldi per comperare e quindi per consumare, come si fa? E poi, è giusta questa spinta indiscriminata, questa voglia irresponsabile di consumare per il gusto, oltretutto, di sciupare e riempire le discariche? Fino a quando potrà durare? Non è stata proprio la spinta a consumare, soprattutto beni futili, piÚ delle reali possibilità che ha messo in crisi la nostra economia? Forse è il caso di tornare alle logiche del risparmio di buona memoria, quando a scuola si festeggiava la giornata del risparmio, quando nelle famiglie c’era il salvadanaio e si insegnava che la prima forma sicura di guadagnare era risparmiare. Abbiamo l’obbligo di riflettere.

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͚͘ Žˆƒ––‘ Centro-sinistra. Al voto per la premiership

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͙͜ƒ‡•‹‡’ƒ””‘……Š‹‡ L’evento. La prima Crociera non si scorda...

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ÍšÍ?……Ž‡•‹ƒ Sinodo diocesano. Per una comunitĂ che sia in cammino

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ÂŽ˜‘–‘ †‡‹…‹––ƒ†‹Â?‹ Come le foglie cadono d’autunno cosĂŹ a ogni campagna elettorale locale e nazionale scatta automaticamente la galleria delle opinioni su dove voteranno i cattolici. Devo dire che la questione non mi appassiona particolarmente. La trovo datata, strumentale e forse ormai inutile. Datata perchĂŠ parlare di un popolo cattolico che sposta da una parte all’altra il baricentro dei voti quasi a comando delle gerarchie è fuori dalla storia e dal buon senso. Ciò non signiďŹ ca negare che la Chiesa e i preti abbiano ancora oggi in Italia e a Brescia un forte radicamento sociale e una certa inuenza nella formazione delle coscienze, ma mi pare irrispettoso verso i cittadini italiani e i bresciani ritenere che non abbiano una

capacitĂ di giudizio sufďŹ ciente per decidere da soli in merito a chi sarĂ  domani il Sindaco della cittĂ , il Governatore della Lombardia o il Presidente del Consiglio. Purtroppo non mancano ancora coloro che pensano che basta che il parroco dal pulpito dica di dare un voto “democratico e cristianoâ€? e tutti sanno dove mettere la crocetta sulla scheda elettorale. Non lo diranno mai, ma certi stili si colgono al di lĂ  delle parole. Di questi ce ne sono alcuni nella categoria dei politici in campo. Il sospetto che una loro certa ipersensibilitĂ  verso il voto dei cattolici emerga solo in vista delle elezioni denuncia una poca frequentazione di quello che è oggi il mondo cattolico o di quello che ne rimane. Per non essere di parte consiglio la lettura di un’agile inchiesta non sui palazzi apostolici o gli intrighi curiali, ma sulle parrocchie e gli oratori italiani dal titolo “Quel che resta dei cattoliciâ€? del sociologo non credente Marco

Marzano. Tre immagini emergono: la prima è quella di un “banco vuotoâ€?, ovvero di un Paese sempre piĂš secolarizzato. La seconda è quella del “fortino assediatoâ€?: la Chiesa come un’istituzione assediata da ogni lato e intenzionata a resistere a tutti i costi le cui vittime prime sono soprattutto le parrocchie. La terza immagine è quella del “piccolo porto sicuroâ€?, rappresentato dai movimenti ecclesiali. In mezzo a tutto questo, in preda all’afasia e stritolati dall’immobilismo, ci sono il clero, le parrocchie, il laicato “normaleâ€?: un patrimonio umano, culturale e spirituale destinato, secondo Marzano, a un’estinzione forse lenta, ma certo inesorabile. La fotograďŹ a è impietosa, ma realistica. Certo chi vive nella comunitĂ cristiana non può condividerla del tutto poichĂŠ vede anche i segni di speranza che, nonostante i limiti, il Risorto fa crescere al di lĂ  delle forze umane. Assodato poi che le inchieste giornalistiche, di solito,

non riescono a fotografare lo Spirito Santo, resta utile una sana provocazione che ci spinga di piĂš sulla via della missione e della testimonianza evangelica. La Chiesa bresciana lo farĂ celebrando la prossima settimana il 29° Sinodo diocesano sulle unitĂ  pastorali. Una bella scommessa non priva di rischi. Datato, strumentale e inutile mi pare pure il ragionamento sul “dove votano i cattoliciâ€? da parte di coloro che direttamente o indirettamente hanno contribuito 20 anni fa alla ďŹ ne dell’esperienza politica dei cattolici in Italia e a Brescia. Non so se si stava meglio quando si stava peggio, ma certo è che a loro la storia consegna la responsabilitĂ  di aver fatto naufragare quell’esperienza. Può bastare oggi qualche slogan, qualche tatticismo o qualche analisi dall’alto per rimettere in sesto, seppur in modo nuovo, una presenza seria dei cristiani in politica a Brescia e in Italia?   Ǥ͛͘

͙͛—Ž–—”ƒ‡…‘�—�‹…ƒœ‹‘�‡ Testimonianza. Donne, umiliate e calpestate

͘͜…‘�‘�‹ƒ‡Žƒ˜‘”‘ Coldiretti. Zootecnia a rischio senza la politica

͙͜’‘”– Calcio. Brescia, un testacoda per continuare a stupire


 

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Al voto per la premiership ŽŽ‡Í †‹†‘Â?‡Â?‹…ƒÍšÍ?Â?‘˜‡Â?„”‡•‹ƒ’”‘Â?‘‹•‡‰‰‹’‡”•…‡‰Ž‹‡”‡‹Ž…ƒÂ?†‹†ƒ–‘ƒŽŽƒ ’”‡•‹†‡Â?œƒ†‡Ž…‘Â?•‹‰Ž‹‘†ƒ•…Š‹‡”ƒ”‡ƒŽŽ‡’‘Ž‹–‹…Š‡†‡Ž’”‘••‹Â?‘ƒÂ?Â?‘ǤÂ?Â?‘Â?‡Â?–‘ †‹’ƒ”–‡…‹’ƒœ‹‘Â?‡†‡Â?Â‘Â…Â”ÂƒÂ–Â‹Â…ÂƒÇĄÂ?ƒƒÂ?…Š‡’‡””‹ƒ˜˜‹…‹Â?ƒ”‡Žƒ‰‡Â?–‡ƒŽŽƒ’‘Ž‹–‹…ƒ   

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ancano pochi giorni alle primarie che il centro-sinistra ha indetto per individuare il candidato alla presidenza del consiglio da mettere in campo alle politiche del prossimo anno. Quella del 25 novembre (e dell’eventuale ballottaggio del 2 dicembre, qualora nessuno dei candidati riesca a raggiungere il 50% dei consensi al primo turno) rappresentano un’occasione che la politica (in questo caso quella rappresentata dal centro-sinistra) non può e non deve lasciarsi scappare per colmare un po’ di quella distanza che si è creata con la gente, per riaccendere una passione che troppi scandali hanno finto con lo spegnere. Lo sforzo profuso e la serietà con cui Pierluigi Bersani, Matteo Renzi e Laura Puppato del Pd, Nichi Vendola, di Sel e Bruno Tabacci, di Api, hanno stanno affrontando sino all’ultimo la competizione lascia intendere che la posta in palio è veramente importante e che, probabilmente, va oltre la candidatura a Palazzo Chigi dell’anno prossimo. In gioco c’è il recupero di credibilità della politica e non è poco. Per questo c’è un di piÚ di impegno perchÊ quella di domenica 25, rispetto ad altre primarie celebrate in passato, sia una competizione vera, che mette nel mirino non tanto (o non solo) la premiership, ma il bene del Paese da conseguire con una coalizione e un programma che sappia fare positivamente sintesi delle diverse proposte in campo. In queste settimane i media nazionali hanno dato spazio sempre crescente alle primarie e ai confronti, a volte anche spigolosi, tra i suoi candidati. Il popolo del centro-sinistra ha avuto modo di conoscere nei dettagli i personaggi e le proposte. Sussiste, però, il triste ricordo di esperienze passate che videro coalizioni di governo sciogliersi come la neve al sole dinnanzi a personalismi e alti tassi di litigiosità. Un’esperienza che oggi, il centrosinistra, non può e non vuole ripetere, come afferma Pietro Bisinella, segretario provinciale del

   

Pd bresciano, a oggi “azionista di maggioranza della coalizione�. “Chi ha scelto di misurarsi nelle primarie – afferma – ha dato prova di quella correttezza e di quella trasparenza che sono le naturali premesse per la tenuta e la durata del

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voto tanto meglio sarĂ per il partito e, piĂš in generale per la coalizione di centro-sinistraâ€?. Le primarie allora si confermano la modalitĂ  privilegiata attraverso cui il Pd (o come nel caso del voto di domenica) il centro sinistra scelgono i propri candidati? “Le primarie – afferma Bisinella – sono uno strumento che facilita la partecipazione della gente, anche se non sempre hanno dato gli esiti attesi, soprattutto quando ci si è dimenticati di regole condiviseâ€?. Per farne strumento veramente efficace, a cui fare ricorso con regolaritĂ , sarebbe necessario, per Bisinella, giungere a una loro codificazione per legge. In attesa di questo passaggio, meglio valutare caso per caso. In un clima di diffusa soddisfazione per come sta andando il cammino di avvicinamento alle primarie c’è la convinzione che siano comunque un’importante opportunitĂ , nonostante la fatica della loro organnizzazione. Un’opportunitĂ  che potrebbe, però, costare cara al Pd, che da azionista di maggioranza del centro-sinistra potrebbe ritrovarsi senza “amministratore delegatoâ€? (candidato premier). “Non credo che sia qualcosa di particolarmente scandaloso in questa eventualitĂ  – è la risposta di Bisinella –. Anche a Milano il sindaco, per altro uscito dalle primarie, non appartiene al Pd. Il partito, però, fornisce un fattivo contributo al buon governo della cittĂ  perchĂŠ crede da sempre nel progetto e nel valore delle primarieâ€?. D’altra parte, afferma sempre il segretario provinciale, nel Pd non sono tutti cosĂŹ presuntuosi da ritenere che i candidati migliori siano solo quello democrarici “D’altra parte – conclude – le primarie stanno dimostrando che il centro-sinistra lo dimostrano, ha tante valide frecce al suo arco e deve usarle per dare un governo autorevole al Paeseâ€?. La faretra, dunque, è ben fornita e forse anche per questo, a poche ore dal voto, non c’è un candidato che piĂš di altri si stia affannando per allargare un’alleanza che oggi può contare su Pd, Sel e quella parte di Api che si riconosce in Bruno Tabacci.

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ƒŽŽƒ’”‹ƒ ’ƒ‰‹ƒ Mi auguro che avvenga, ma dubito dell’ispirazione di alcuni presunti “padri nobili”. Senza parlare dello sport che qualche esponente ecclesiastico ancora esercita nel benedire più o meno surrettiziamente (anche a Brescia) con interventi pubblici e privati l’una o l’altra operazione politica. Legittimo farlo, basta che si abbia la consapevolezza che ci sono almeno altrettanti esponenti ecclesiastici che benedicono operazioni contrarie o alternative rispetto a quella da loro sponsorizzata. Farà sempre bene alla Chiesa tutto questo agitarsi? Più lodevole l’impegno della comunità cristiana a far circolare le idee (come si è fatto peraltro a Brescia coi “Cristiani e la città”, anche se devo chiedere agli organizzatori quanti politici bresciani cattolici erano presenti...). La Chiesa è una comunità dove tutti coloro che vogliono seguire Gesù trovano casa. Di destra, di centro, di sinistra, di sopra o di sotto ciò che conta è il Vangelo che è per tutti e per ciascuno termine di confronto, richiamo al rispetto della dignità della persona e al bene comune, soprattutto quando si tratta di incarnarlo in progetti politici. Pertanto i politici datati e gli ecclesiastici influenti farebbero, a mio parere, un servizio più nobile e utile esercitando di più l’ascolto e il diuturno impegno alla formazione dei giovani senza però scippare alle nuove generazioni un protagonismo che a loro è già appartenuto (poltrone comprese), abilitandoli semmai a prendersi delle responsabilità. Infine per parlare del voto dei cattolici dovremmo, nel rispetto della coscienza dei singoli, non dimenticare che anche i cattolici sono cittadini. Ciò che vediamo nel Paese, l’incapacità della politica di rinnovarsi e darsi un volto credibile e la crisi economica persistente ci stanno portando decisamente verso una scarsa partecipazione alla vita democratica del Paese. Se fossimo un po’ più preoccupati oggi che tutti i cittadini italiani e bresciani vadano a votare alle prossime elezioni e non solo che votino per la nostra parte ciò darebbe un segnale serio al Paese. Che scendano allora in campo persone serie, anche delle associazioni e del mondo cattolico, valuteremo col voto la serietà delle loro proposte. Preoccupiamoci che gli elettori scelgano persone serie e forti delle loro idee e non le urla, la demagogia e il disimpegno. Anche come giornale, questo sarà il nostro impegno.


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Ăˆ stata celebrata il 20 novembre la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel mondo, sono piĂš di 61 milioni i minori che non vanno a scuola, circa 200 milioni quelli che devono lavorare per sopravvivere. A livello globale – si ricorda nel rapporto “Nati Ugualiâ€? di Save the Children con dati relativi a 32 Paesi – il gap tra i bambini poveri e quelli ricchi è cresciuto del 35% rispetto al 1990. Le disparitĂ continuano dunque ad aumentare soprattutto

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in alcuni Paesi, come il PerÚ, dove la differenza è diventata ormai abissale (+ 179% ). Situazioni analoghe si registrano, poi, in Ghana, in Bolivia, in Colombia e in Camerun. Mentre i bambini ricchi hanno addirittura migliorato le loro condizioni, in un quinto circa dei Paesi analizzati – Bolivia, PerÚ, Zambia, Costa d’Avorio, Ghana e Camerun – il reddito dei bambini piÚ poveri è precipitato allargando ulteriormente una distanza già pesante. La data è stata scelta

per ricordare il 20 novembre 1989, quando venne approvata la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Si trattava di un documento delle Nazioni Unite, voluto per tutelare, anche da un punto di vista normativo i diritti di bambini e adolescenti. La celebrazione della giornata consente di mettere in risalto come sia ancora lunga la strada per un completo riconoscimento, a livello mondiale, dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.



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iplomazia in stallo dinanzi all’ennesima crisi tra Israele e Hamas. Nonostante gli sforzi congiunti dell’Onu, degli Stati Uniti (che ha inviato in zona il segretario di Stato Hillary Clinton) e dell’Egitto, la situazione resta incandescente: ai lanci di missili palestinesi, Israele sta rispondendo con una pesante azione militare nella Striscia di Gaza. Uno scontro, quello in corso, che ha giĂ provocato oltre 120 vittime (molti i bambini) e tantissimi feriti. L’uccisione nei giorni scorsi di Ahmed Al Jaabari, uno dei piĂš importanti capi di Hamas, da parte israeliana è stato l’evento che ha soffiato sul fuoco di un conflitto che continuava a bruciare sotto la cenere. Sono bastate poche ore per scatenare l’escalation di violenze che nessuno, al momento di mandare in stampa questo numero di “Voceâ€?, sembra ancora in grado di fermare. Nessuna delle due parti sembra disposta ad accogliere le condizioni che l’altra pone per giungere a una tregua. Il premier israeliano Netanyahu, rinvendicando il diritto all’autodifesa del suo Paese, ha mobilitato decine di migliaia di riservisti, dichiarandosi pronto anche ad una azione militare di terra se le operazioni “mirateâ€? messe in campo (bombardamenti aerei e navali sulla Striscia di Gaza e utilizzo di aerei teleguidati) non dovessero indurre

      

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da parte israeliana delle condizioni per la tregua messe a punto dal presidente egiziano Morsi, il piĂš attivo (anche se ad oggi con scarsi risultati, ndr.) nella ricerca di una soluzione alla crisi in corsa. Stop dei raid, delle ‘esecuzioni mirate’ israeliane, degli sconfinamenti nella Striscia e delle operazioni di disturbo ai pescatori da parte palestinese e cessazione del lancio di razzi contro lo Stato ebraico e degli agguati alle pattuglie israeliane lungo la linea di demarcazione fra la Striscia e Israele: questa la proposta egiziana che, però, non accontenta nessuna delle parti in causa.

Proprio questa distanza fra Israele e Palestina induce molti osservatori dell’area mediorientale a ritenere che la situazione possa degenerare in una riedizione di quell’operazione “Piombo fusoâ€? lanciata da Israele contro l’autoritĂ palestinese tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 che causò, complessivamente, la morte di 600 persone e il ferimento di altre 6000. La diplomazione internazionale è al lavoro proprio per scongiurare il ripetersi di quella stagione che ha molto in comune con quanto sta avvenendo in questa ore al confine tra Israele e la Striscia di Gaza.

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*XHUUDFLYLOHVHQ]DILQH La crisi in atto in Israele ha distolto l’attenzione dei media da un altro focolaio che rischia di incendiare l’area mediorientale. Si tratta del fronte siriano (nella foto) che non accenna a raffreddarsi. La guerra civile prosegue senza sosta facendo crescere vertiginosamente il numero delle sue vittime, ormai equamente divise tra esercito, ribelli e civili. E cosÏ, mentre continua senza sosta la pesante l’offensiva dei leali-

sti alle porte di Damasco, si allarga sul fronte diplomatico il riconoscimento della rappresentanza della coalizione di opposizione. Dopo gli Stati del Golfo, la Turchia e la Francia, anche l’Inghilterra ha riconosciuto la coalizione guidata dallo sceicco al-Khatib, formatasi dall’unione delle varie correnti opposte al regime di Assad. Un riconoscimento giunto in contemporanea alla concessione alla Turchia,

da parte della Nato, di una batteria di missili Patriot da schierare alla frontiera per proteggersi da eventuali attacchi siriani. Dal Cairo, per la questione israelo-palestinese, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, ha espresso grande preoccupazione per la militarizzazione del conitto, la violazione sistematica dei diritti umani e il numero di civili che muoiono ogni giorno.


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cosĂŹ, il candidato premier per le politiche del 2013. Particolarmente acceso è, al proposito, il dibattito all’interno del Popolo della libertĂ dove sembrano scontrarsi parecchie correnti di pensiero. C’è innanzitutto quella dell’ex premier Berlusconi che non pare particolarmente interessato alle primarie, tanto da non avere ancora pronunciato una parola deďŹ nitiva rispetto a una sua nuova ricandidatura. Ipotesi, questa, che renderebbe inutile il ricorso al voto

per scegliere il candidato premier. Ma c’è anche chi, come il segretario Alfano, spinge per la celebrazione di questo importante momento di partecipazione democratica, tanto da andare in contrasto con lo stesso Berlusconi. In questo quadro ancora da deďŹ nire (nelle prossime ore i vertici del Pdl deďŹ niranno regole e tempistica dell’eventuale consultazione) ciò che non manca è il numero dei pretendenti a quella premiership che per quasi 20 anni è stata di Berlusconi. Accanto a

nomi noti come quello dello stesso Alfano (nella foto), della SantanchĂŠ, di Sgarbi, dell’ex governatore del Veneto Galan, dell’ex ministro (con vocazione da rottamatore) Meloni, dell’ex sottosegretario Crosetto, se ne sono afďŹ ancati altri, nuovi, come quelli di Alessandro Cattaneo (il formattatore del Pdl), di Alfonso Luigi Marra, fondatore dell’associaizone “Fermiamolebancheâ€?, del modenese Gianpiero SamorĂŹ e di Michaela BiancoďŹ ore, giĂ deputata Pdl.



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a Commissione europea ha formalmente accettato a nome dell’Unione il premio in denaro associato al Nobel per la pace 2012 e ha dichiarato di volerlo utilizzare per l’assistenza dei bambini colpiti dalla guerra e dai conflitti armati in tutto il mondo. Il Premio Nobel, assegnato all’Unione europea il 12 ottobre scorso come riconoscimento del contributo al progresso della pace, della democrazia e dei diritti umani da essa apportato in Europa per oltre 60 anni, prevede un compenso di 8 milioni di corone svedesi, corrispondenti a circa 930mila euro, che sarĂ destinato ai bambini che vivono in zone di conflitto e subiscono quotidianamente la violenza armata. In seguito all’accordo tra il presidente della Commissione europea Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Von Rompuy e il presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz avvenuto il 14 novembre scorso, è stato varato per l’occasione il nuovo progetto “Eu Nobel Prize Children’s Projectsâ€?. Nelle prossime settimane la stessa Commissione si occuperĂ  di definire i dettagli del programma, stabilendo i termini precisi di riferimento, il processo di selezione dei benefi-

‘Â?„ƒ”†‹ƒ —ƒŽ‹•…‡Â?ÂƒÂ”Â‹ÇŤ In attesa di una data deďŹ nitiva per il ritorno alle urne (le date del 10 e 11 febbraio annunciate nei giorni scorsi sono state poi superate dall’accordo sull’election day) in Lombardia va deďŹ nendosi il quadro dei candidati alla successione di Formigoni, costretto alla ďŹ ne anticipata del suo quarto mandato presidenziale. Se per il centro-sinistra fa facendosi quasi certa la via delle primarie, grazie alle candidature dell’avvocato Umberto Ambrosoli (che ha sciolto le sue riserve nelle ultime ore), di Alessandra Kustermann e di Andrea Di Stefano, per il centrodestra la strada appare, oggi, un po’ piĂš lunga. Alla candidatura, caldeggiata dallo stesso Formigoni, dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini (che per altro nicchia rispetto ad un impegno sotto le insegne del Pdl), resta sul campo quella del leghista Maroni che non ha ancora risolto il nodo di possibili alleanze con il Pdl.



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dell’Unione europea per concretizzare il suo impegno nella promozione dei diritti dei minori e nella ricerca di maggiore attenzione per loro sulla scena internazionale. L’iniziativa dell’Unione è coerente con gli obiettivi della Fondazione Nobel, che, dal 1901, premia gli sforzi umanitari, i movimenti per la pace, la difesa dei diritti umani, la mediazione di conflitti internazionali e il controllo degli armamenti. Il quadro normativo europeo in questo ambito si fonda sull’assunto di base che investire sui bambini significhi investire sul

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futuro. I bambini e gli adolescenti rappresentano un terzo della popolazione mondiale e la metĂ della popolazione nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo. Il miglioramento della situazione dei minori permette dunque effettivamente di prevenire la fragilitĂ  degli Stati e garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine, nonchĂŠ la sicurezza e la stabilitĂ  a livello regionale, nazionale e mondiale. La cerimonia di attribuzione del Premio Nobel per la pace si terrĂ  a Oslo il 10 dicembre 2012. Oltre al contributo in denaro, il premio prevede l’assegnazione di una medaglia e di un diploma, che saranno conservati dall’Unione come prestigioso riconoscimento degli sforzi compiuti e dei progressi raggiunti nell’impegno profuso da oltre mezzo secolo per la concreta realizzazione della pace nel mondo. Esprimendo grande soddisfazione per la decisione presa dalla Commisione europea, il presidente Barroso ha dichiarato: “Il Premio Nobel per la pace è sinonimo di riconciliazione in tutto il mondo. Del compenso in denaro dovrebbero beneficiare coloro che rappresentano la piĂš grande speranza per il futuro, ma anche le prime vittime dei conflitti presenti e passati: i bambiniâ€?.

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A seguito dell’adesione alla campagna di sensibilizzazione “CittĂ per la vita – CittĂ  contro la pena di morteâ€?, promossa dalla ComunitĂ  di Sant’Egidio, l’Amministrazione comunale di Palazzolo propone per la serata del 30 novembre uno spettacolo di riflessionesensibilizzazione (in parole e musica) aperto a tutti, in modo da rendere evidente la partecipazione della CittĂ  alla scelta a favore dei diritti umani. La serata, a cui è stato dato il titolo di “Melologo:

Prosegue sino al 25 novembre la “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti�, nata all’interno del Programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni e tutti i consumatori sulle strategie di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione europea. Cogeme Gestioni, impegnata con politiche attive di contenimento, riduzione e recupero dei rifiuti, ha deciso di aderire alla “Settimana�,

melodia e paroleâ€? si terrĂ , a partire dalle 20.45 presso l’auditorium San Fedele. La manifestazione vede la collaborazione tra il Comune e il Centro di formazione musicale “Riccardo Moscaâ€?, le associazioni “Terzarmonicaâ€?, “La Maschera San Sebastianoâ€?, “Amici della musicaâ€? e “Nuova resistenzaâ€?sezione “Riccardo Moscaâ€?. Con l’appuntamento del 30 novembre Palazzolo è una delle 1400 cittĂ  del mondo che dicono no alla pena di morte.

con un “Mercatino dell’usatoâ€?, che consenta ai residenti dei Comuni di Rovato, Cazzago San Martino, Erbusco, Castegnato, Passirano, Paderno, Berlingo, di poter conferire indumenti e suppellettili non piĂš utilizzati ma che potranno essere recuperati a favore di altri utenti e cittadini. L’iniziativa sarĂ ospitata nei locali di Cogeme Gestioni in via Del Maglio a Rovato nelle giornate di venerdĂŹ 23 e sabato 24 novembre.

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La scuola cattolica è piĂš libera Nei giorni scorsi, sul “Corriere della Seraâ€?, è comparso un ampio servizio sul fatto che i musulmani belgi preferirebbero iscrivere i propri figli alle scuole cattoliche perchĂŠ sarebbero piĂš “friendlyâ€? nei confronti dell’appartenenza religiosa, addirittura in alcune vi sarebbe il permesso di mantenere il velo – in Belgio come in altri Paesi d’Europa è vietato nei luoghi pubblici – e poi lascerebbero piĂš spazio alle convinzioni altrui. Vi sarebbe, insomma, piĂš libertĂ . L’argomento è importante e porta con sĂŠ tutta una serie di considerazioni che vanno dalla realtĂ  sociale sempre piĂš “pluraleâ€? del nostro continente europeo, ai temi del dialogo e della cooperazione tra le religioni, fino alla questione piĂš specifica e ricca d’implicazioni che riguarda la presenza della religione nelle scuole, vuoi come insegnamento disciplinare, vuoi come orientamento dell’istituzione (le scuole confessionali). Apre anche una riflessione sulla modalitĂ  “cattolicaâ€? di presenza, non di rado inclusiva, aperta, dialogante, come di fatto si registra nelle scuole d’Europa. Il Belgio è senz’altro una fucina

di diversitĂ e a proposito dei musulmani, registra una presenza crescente di persone che confessano la religione islamica. Sempre il “Corriereâ€?, riferendosi ancora alla popolazione scolastica, riportava come l’aumento dei musulmani â€œĂ¨ certificato anche nelle scuole pubbliche e laicheâ€? e ad Anversa, seconda cittĂ  del Paese, “gli studenti musulmani sfiorano il 50% giĂ  nella media degli istitutiâ€?, superandolo addirittura in altri. Un esempio? “Lo scorso 26 ottobre, festa islamica dell’Aid,

all’ateneo reale Thomas di Bruxelles-Forest, su 750 iscritti solo 50 erano presentiâ€?. La recente ricerca europea sull’insegnamento della religione promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa e dalla Cei, giĂ segnalava, a proposito del Belgio, come in alcune scuole cattoliche la presenza musulmana fosse importante numericamente. Sempre il “Corriereâ€? partiva dalla proposta provocante d’istituire addirittura, nelle scuole cattoliche, un corso di religione musulmana

(nel sistema scolastico belga è giĂ presente nelle scuole pubbliche: ancora la ricerca Ccee-Cei aiuta a questo proposito). Proposta che suscita non poche perplessitĂ , anche in relazione all’argomento della reciprocitĂ . E qui si apre la discussione sul modello dell’insegnamento religioso scolastico, giĂ  raccolta da alcuni commentatori anche in vista della situazione italiana e con l’attenzione, tra l’altro, alla questione della “frammentazione identitariaâ€? all’interno del

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mondo scolastico. In sostanza, se la presenza numerosa di comunità religiose diverse deve portare a insegnamenti religiosi scolastici conseguenti, il rischio è quello di proporre tante piccole o grandi oasi identitarie col rischio, magari, di separazione e steccati. Chi conosce, anche solo in Italia, il dibattito pluridecennale sull’insegnamento della religione, sa che prospettive di questo genere sono state piÚ volte discusse. Proprio a questo proposito, la scelta italiana di un insegnamento confessionale e pur pienamente scolastico allo stesso tempo, orientato alle finalità della scuola di tutti, aperto a tutti e senza la richiesta di opzioni di fede, riscuote attenzione e interesse in Europa, dove pure si discute anche d’insegnamento aconfessionale, di storia delle religioni. Il dibattito tra laicità e confessionalità è fortemente avvertito. Sempre la ricerca Ccee-Cei, nel documento finale condiviso dai delegati delle Chiese cattoliche d’Europa, sottolineava le caratteristiche propriamente scolastiche dell’insegnamento religioso e apriva interessanti prospettive.


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“Destinazione cooperativa: Brescia, Italia, Europaâ€? è il titolo scelto da Confcooperative per la mattinata di sabato 24 novembre, giorno in cui l’associazione presieduta da Marco Menni festeggia il 60° anniversario. Confcooperative è la struttura territoriale della Confederazione cooperative italiane, l’associazione nazionale delle cooperative impegnate nella costruzione di una societĂ piĂš solidale, secondo i principi

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dell’umanesimo cristiano. L’appuntamento è presso l’auditorium San Barnaba alle ore 9. Dopo il saluto del presidente, la Fanfara dei bersaglieri di Orzinuovi esegue un concerto. Alle 10 tocca alle autorità portare il loro contributo: intervengono Daniele Molgora (presidente della Provincia), il sindaco Adriano Paroli e mons. Gianfranco Mascher, vigario generale. Alle 10.30 Marco Menni, Felice Scalvini (co-presidente di Coop Eu e

vicepresidente Ica) e Luigi Marino (presidente di Confcooperative e Alleanza cooperative italiane) si confrontano sul tema “Destinazione cooperativa: Brescia, Italia, Europaâ€?. L’invito è esteso a tutti i soci e ai membri dei consigli di amministrazione delle cooperative. Fra gli scopi di Confcooperative, ci sono la promozione del movimento cooperativo in sede locale e la tutela e rappresentanza di tutte le cooperative.

 

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lusane. Quando si sente questo nome lo si collega alla tradizione culinaria che ne caratterizza il posto: la tinca al forno, che, con il tocco di bravura dei nostri cuochi, sa incantare le papille gustative dei buongustai. Ne è testimone anche il benvenuto regalato ai visitatori all’entrata del paese: “Benvenuti a Clusane, il paese della tinca al fornoâ€?! Tutto qui quello che ci si ricorda di Clusane? Solo questo si trasmette? Se ci si inoltra nel paese, si osserva alla propria sinistra un grandioso edificio, l’attuale chiesa parrocchiale. Per descriverla si possono utilizzare le parole tratte da “Clusane: storia, fede, arte e culturaâ€?, scritto dal compianto don Pierino Ferrari: “Sulla facciata della chiesa domina un grande mosaico policromo che illustra il trionfo di Cristo Redentore. L’abside ampia e luminosa è tutta frescata dal cav. Vittorio Trainini che nel catino ha delineato una potente figura di Cristo Re vincitore della morte, [‌] e nella cupola vivaci teorie di angeli osannanti al Re dei Reâ€?. Nel 1932, anno in cui iniziò la costruzione dell’edificio, la popolazione clusanese contribuĂŹ attivamente a innalzarlo, perchĂŠ i sacrifici fatti in nome della fede fossero un segno visibile inciso in ogni pietra per le generazioni av-

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merito. Noi prendiamoci quello di rendere vivo l’“edificio spiritualeâ€?, cioè la nostra comunitĂ di fedeli, fortificandone le membra e rendendo fecondo questo Anno della fede, perchĂŠ ogni seme possa portare il suo frutto. Ecco allora che nell’oggi si possono ringraziare gli avi, perchĂŠ 150 piccoli tra quelle mura stanno percorrendo un sentiero che li porterĂ  alla scoperta di un amico, maestro e compagno di vita: GesĂš. Sono i bambini, i ragazzi e gli adolescenti che porteranno ai posteri i loro frutti. Ma da dove arrivano i frutti? Dal seme: la fami-

glia. La famiglia in Cristo: i sacerdoti, catechisti e tutti i cristiani che nella parrocchia ogni giorno testimoniano la loro fede in GesĂš; non bisogna tralasciare la famiglia ovvero la prima vera agenzia educativa. Ecco perchĂŠ diviene sempre piĂš importante il percorso di iniziazione cristiana dei genitori, affinchĂŠ insieme ai figli, possano coltivare un giardino ricco di profumati e variegati fiori. Allora non servirĂ una nuova parrocchiale e nemmeno un nuovo mosaico, perchĂŠ sarĂ  proprio il profumo di quei fiori a spandersi fino ai posteri: la fede.

    

0HWWLWLLQJLRFRGDYYHUR “Mettiti in giocoâ€? è il progetto sperimentale rivolto alle persone con problemi di gioco d’azzardo patologico (slot machine, bingo, gratta e vinci, scommesse, poker on line...). Il gioco d’azzardo può diventare patologico quando si è in presenza di un comportamento persistente. L’aumento dei casi di patologia ha reso urgente la creazione di servizi studiati ad hoc. Anche per questo motivo “Smi gli Acrobatiâ€? ha deciso di attivare il

progetto “Mettiti in giocoâ€?. Finanziato dalla Regione, offre presso lo sportello una valutazione diagnostica effettuata da uno psicologo dello Smi a cui seguirĂ la possibilitĂ  di scegliere un percorso basato sulla reale motivazione del giocatore compulsivo e sulle sue caratteristiche. I percorsi, individuali o di gruppo, sono offerti come gruppi terapeutici o di sostegno psicologico, gruppi motivazionali, colloqui motivazionali e incontri for-

mativi. Per farsi aiutare si può telefonare (il servizio è gratuito) a una delle sedi per fissare un appuntamento: Consorzio Valli a Gardone Val Trompia (3450159326); Centro di ascolto Il Calabrone (3450159509) in via San Rocchino a Brescia; poliambulatorio Hygea a Montichiari (3450159509); Consultorio familiare di Villanuova al numero 3450159328: “Smi Gli Acrobatiâ€? a Concesio (telefono 0302060130). Info sul sito www.smigliacrobati.it.

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Â?…ƒÂ?’‘Í›Í?͘˜‘Ž‘Â?–ƒ”‹…‘Â?–”‘Žǯ‡Â?‡”‰‡Â?œƒˆ”‡††‘ L’Istat stima in 800 le persone che a Brescia non hanno un tetto. Il 2/3 di questi prima di arrivare nell’indigenza e senza ďŹ ssa dimora vivevano nella propria abitazione. Oltre la metĂ dei senza ďŹ ssa dimora dichiara di non riuscire a trovare lavoro. Va anche detto che a Brescia ci sono 11 organizzazioni o enti e 70 servizi rivolti a coloro che non hanno da vivere. La situazione quest’anno non si presenta certo entusiasmante: non solo è venito

meno il lavoro, ma evidentemente molte persone soffrono ancora di piĂš anche un disagio abitativo. Non a caso la sede di via Rose il giorno di apertura del progetto “Emergenza freddoâ€? era giĂ piena come sottolinea Pietro Zanelli della cooperativa Il Calabrone. Il Comune mette a disposizione proprio la sede di via Rose e i fondi per questi sei mesi di emergenza freddo; tra un mese, inoltre, verrĂ  aperta anche la seconda struttura di

via Marchetti. Oltre agli Amici del Calabrone, che fa un po’ la parte del leone, ci sono anche la Rete, la Croce Rossa e altre associazioni impegnate attivamente. Girano circa 350 volontari: “Il volontariato – spiega Pietro Zanelli – assume valore non solo di manovalanza ma di dignitĂ e di accompagnamento; sono persone comuni che dedicano il loro tempo con entusiasmoâ€?. Sono tre i servizi attivi: il progetto strada è gestito

dal Calabrone, dalla Cooperativa di Bessimo e dall’associazione Via del Campo; l’Angolo dalla cooperativa La Rete e poi c’è il Servizio migranti che si occupa degli stranieri. Sono coinvolte 20 parrocchie della città con persone e gruppi per offrire una cena calda tutte le sere. Per informazioni o per chiedere spiegazioni per una collaborazione, si può contattare, l’associazione Amici del Calabrone al numero 0302000035.

  

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a scuola si sa è una forma di investimento nel futuro. L’Ufficio scolastico territoriale della nostra provincia ha presentato il piano di orientamento scolastico, destinato ai ragazzi che passano dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado, dalla terza media alle superiori, per usare una terminologia forse piĂš nota e diffusa, denominato “Campus OrientaBresciaâ€? 20122013. “Va detto subito che questo è uno dei passi di un percorso che parte da piĂš lontano – ha detto la dirigente dell’Ust di Brescia Maria Rosa Raimondi – perchĂŠ il giovane ha giĂ cominciato a conoscere se stesso ed ora viene aiutato, assieme alla sua famiglia, a compiere una scelta che può essere determinante per il suo futuro. Altri ne seguiranno, quando dovrĂ  affrontare, al termine del quinquennio, l’accesso universitario o il mondo del lavoro, ma questo è forse il piĂš importanteâ€?. Il piano è articolato in 17 campus che riguardano i sei ambiti territoriali della provincia ed ha un calendario, con scuole di riferimento ed orari che è scaricabile dal sito dell’Ust, www.usrlo11brescia.gov. it, su cui sono riportate le date degli ‘open day’, in cui i ragazzi, con

  

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dei dirigenti baderà a fornire piÚ informazione sui contenuti e sulla disciplina di studio piuttosto che sulle bellezze della scuola, considerando che la velocità del tempo che i ragazzi sono chiamati ad affrontare oggi è elevatissima, perchÊ nessuno è in grado di sapere come sarà la società fra cinque anni. Il nostro target riguarda tutte le 602 scuole statali e paritarie della provincia, per un totale di 12.965 studenti. Lo scorso anno – ha continuato Raimondi – il 39% dei giovani ha scelto scuole di istruzione tecnica, il 34% si è rivolto ai licei

ed il rimanente 28% ha optato per la formazione professionale, in quanto oggi vi sono piĂš richieste nell’ambito delle professioni tecniche e tecnologiche, ma non va dimenticato che un ampliamento della conoscenza non può che aiutare a non essere fagocitati da un mondo in continua e sempre piĂš rapida espansione. Le iscrizioni saranno presumibilmente in gennaio – ha chiosato Maria Rosa Raimondi – e invitiamo a voler considerare le realtĂ presenti sul territorio, al fine di non concentrare l’intera l’attenzione su Brescia, con tutti gli svantaggi che ne possono derivare, quali incompletezza delle classi, costi dei trasporti e tempi per gli stessiâ€?. “Una scelta piĂš consapevole e piĂš mirata alla piĂš che completa offerta territoriale – ha detto l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Aristide Peli – non può che essere a vantaggio del giovane, perchĂŠ si consentirĂ , oltre alla formazione di un numero di classi sufficiente a coprire la domanda, un maggiore equilibrio anche nel corpo insegnanti. Non è la stessa cosa seguire una scuola o dover ripartire il proprio operato fra due o piĂš istituti, con le dispersioni, non solo di energia personale, che ne conseguonoâ€?.

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0RQROLWLSHUOHYLWWLPHGHOODVWUDGD Ogni anno, la terza domenica di novembre, ricorre, come da tradizione, la Giornata mondiale del ricordo delle vittime stradali. Anche quest’anno l’Associazione italiana familiari e vittime della strada ha dunque promosso celebrazioni su tutto il territorio nazionale. Intensa la commemorazione nella nostra cittĂ , che si è aperta con la messa, nella chiesa parrocchiale delle Sante Capitanio e Gerosa, alla quale ha fatto seguito l’inaugurazione ufďŹ ciale del monumento che Brescia ha voluto dedicare alle vittime della strada. Presenti accanto ai numerosi cittadini, anche il sindaco Adriano Paroli, il vicesindaco Fabio RolďŹ , il vicepresidente della Provincia, Romele, l’ex presidente Alberto Cavalli, il consigliere regionale Mauro Parolini, l’assessore provinciale Aristide Peli, l’assessore Mario Labolani,

il viceprefetto, il presidente della Circoscrizione Est e vari esponenti di diverse Forze dell’Ordine. “Sono felice di poter essere qui, stamattina all’inaugurazione di questo monumento che ci ricorda come la nostra Brescia sia una cittĂ virtuosa, nella quale vengono ben rispettate le normative europee per la sicurezza sulle strade e dove amministrazioni, enti e associazioni lavorano in sinergia alla ricerca del bene comuneâ€? ha esordito Roberto Merli, presidente della sezione bresciana dell’associazione. “La presenza di questo monumento servirĂ  a rendere visibile e permanente il ricordo delle vittime, anche agli occhi di chi non le ha direttamente conosciuteâ€? ha detto il sindaco Paroli nel corso del suo intervento. “Ogni buona amministrazione, lavorando sulla viabilitĂ  del proprio territorio, potrebbe

evitare l’inutile morte di numerose persone che ogni anno rimangono vittime di incidenti stradali; molto è stato fatto, ma molto ancora può e deve essere fatto, per ricordare a tutti che la propria vita e quella altrui va rispettataâ€? ha concluso il primo cittadino. “Vorrei esprimere la nostra affettuosa vicinanza ai familiari delle vittime qui presentiâ€? ha detto poi Giuseppe Romele. “Il mio appello va alle forze dell’ordine perchĂŠ sappiano entrare sempre piĂš nella dinamica delle scuole, avvicinando i giovani ai comportamenti corretti da assumere al volanteâ€?. “La nostra associazione vuole sensibilizzare le istituzioni al grave problema della sicurezza sulle stradeâ€? ci ha detto il presidente Merli. “Bisognerebbe investire maggiormente sulle forze dell’ordine perchĂŠ ogni investimen-

to porta con sĂŠ risparmio e non stancarsi mai di formare i nostri giovani a una cultura civile, aumentando i controlli sulle strade e inasprendo le sanzioni per chi provoca un incidente stradaleâ€?. Il monumento, realizzato sulla base di un progetto di Nicolò Allegri, studente al liceo artistico Olivieri, è costituito da nove monoliti di marmo nero, deposti accanto al Parco Ducos 2, ognuno dei quali reca inciso anno e numero delle vittime stradali di quell’anno. I monoliti, la cui altezza varia in base al numero delle vittime, formano una sorta di graďŹ co di grande impatto che ogni anno verrĂ aggiornato (al momento i cippi arrivano al 2009, anno in cui sono stati registrati 112 morti): un monumento “apertoâ€?, dunque, nella speranza che l’altezza dei cippi sia ogni anno piĂš bassa.


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L’auditorium della Camera di Commercio di via Einaudi 23 ospita, venerdĂŹ 30 novembre, “Sogno di una notte di mezza estateâ€? di William Shakespeare per la regia di Sergio Pisapia Fiore. Parte del ricavato andrĂ a favore dell’associazione “SOStegno 70â€?. Lo spettacolo va in scena alle 17 (15 euro il ridotto, 20 il prezzo pieno) e alle 21 (25 euro). La serata è, appunto, organizzata da “SOStegno 70 Insieme ai ragazzi diabeticiâ€?, un’onlus fondata nel

Sono passati 50 anni dall’apertura del Concilio, ma come allora sono evidenti il “vuotoâ€? e il “desertoâ€? di un mondo senza Dio. Erano noti allora, durante la guerra fredda e il mondo diviso in blocchi, e sono noti oggi, in piena globalizzazione. Padre Bartolomeo Sorge interviene, nella Libreria Paoline il 28 novembre alle ore 17.30, sul tema: “A 50 anni dal Concilio: il cammino fatto e quello da fareâ€?. L’incontro sarĂ moderato da don Livio Rota.

2001 da un gruppo di genitori di bambini e giovani con diabete, con il sostegno del Centro di endocrinologia dell’infanzia e dell’adolescenza, Centro di riferimento regionale per la cura del diabete in etĂ evolutiva, dell’Istituto scientiďŹ co universitario H San Raffaele di Milano. L’Associazione nel 2005 ha costituito una sezione operativa presso la Clinica pediatrica dell’Ospedale civile di Brescia. “SOSstegno 70â€? assicura una funzione organizzativa

ďŹ nalizzata ad afďŹ ancare e supportare l’operato, l’impegno e il lavoro dei medici dei Centri presso i quali è presente, con l’obiettivo di migliorare la qualitĂ della vita e della terapia dei bambini e dei giovani con diabete. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del diabete mellito giovanile, conosciuto come diabete Tipo 1: è una malattia autoimmune. Si presenta maggiormente nella fascia d’etĂ  compresa fra 1 e 20 anni.

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i può fare. Il gesto è semplice: si fa la spesa e si aggiunge qualcosa al carrello. Appena fuori dal supermercato, ci sono i volontari con la pettorina gialla che prendono il nostro di piÚ e poi lo portano al magazzino di stoccaggio messo a disposizione dalla Torchiani Srl. Da lÏ viene, successivamente, distribuito ai 119 enti assistenziali della provincia convenzionati con il Banco Alimentare. Nel 2011 sono stati raccolti 115mila raccolti attraverso 132 supermercati e con l’impiego di 1.320 volontari (Alpini e della San Vincenzo, giovani delle parrocchie e della Cdo). Nel 2012, anche questo è un dato positivo, i numeri dei volontari (1.780) sono aumentati cosÏ come i supermercati (167) che hanno deciso di ospitare la Raccolta. Scorrendo la lista dei beneficiari, viene evidenziata una volta di piÚ il grande patrimonio della solidarietà bresciana; solo per fare alcuni nomi, il Dormitorio della San Vincen-

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me recita lo slogan della campagna “Condividere i bisogni, per condividere il senso della vitaâ€?. Ăˆ chiaro che in questo ragionamento si può rileggere l’insegnamento di don Giussani caro alla Compagnia delle opere: “Anche dentro le difficoltĂ , io esisto e non mi sto dando la vita da solo, sono fatto e voluto in questo istante da Dio; questo è il tempo della personaâ€?. Con la Colletta alimentare e con l’adesione al Banco Alimentare, l’Auxilium fondato da don Silvio Galli riesce a coprire parte del fabbisogno; va ricordato che da 15 anni partecipa alla giornata organizzata dalla Fondazione banco alimentare e da Cdo opere sociali. Il futuro, si sa, come ha affermato Beppe Milanesi (presidente della San Vincenzo) passa da una societĂ  solidale: diventa, allora, importante saper coinvolgere in queste iniziative le persone, dando loro la possibilitĂ  di essere protagoniste. Interessante sottolineare come la sfida della solidarietĂ  sia stata raccolta anche dai

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piĂš piccoli. In particolare, la Scuola primaria di Coccaglio ha coinvolto genitori, alunni e insegnanti nella raccolta. Accanto a ciò ha sviluppato il progetto pilota “briciole d’amoreâ€?: in sostanza con la partecipazione al progetto Siticibo del Banco alimentare viene monitorato lo spreco di cibo nella mensa scolastica per convertire le eccedenze in opere sociali. Per sapere dove trovare i supermercati della Colletta, si può consultare il sito www.bancoalimentare.it.

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‘Â?’‹ƒÂ?‘ •…—‘Žƒ‹”‹ˆ‹—–‹•‹–”ƒ•ˆ‘”Â?ƒÂ?‘‹Â?†‹˜‡”–‹Â?‡Â?–‘ Si tratta di un riciclaggio davvero speciale, nel quale i riďŹ uti si trasformano in divertimento. Potrebbe essere presentato cosĂŹ il progetto che, da questo mese, viene promosso dal comitato genitori della scuola dell’infanzia di Pompiano. Il meccanismo è semplice: grazie ad un accordo proposto dalla ditta Riplast di Calcinato, che si occupa della rigenerazione di materie plastiche, verranno regalati alla scuola dei giochi

in cambio di riďŹ uti riciclati. Il progetto si pone la ďŹ nalitĂ di introdurre i piĂš piccoli al tema della differenziazione dei riďŹ uti e del riciclaggio di parte di essi, mediante una piccola e semplice esperienza concreta. I genitori afďŹ ancheranno i ďŹ gli nel portare avanti quest’esperienza a casa, che si arricchirĂ  quindi del premio costituito dai giochi. Il progetto si innesta sulla raccolta di tappi di plastica che giĂ  la scuola organizza: una

volta raccolti e consegnati alla ditta, i tappi verranno pesati e Riplast regalerĂ alla scuola giochi e materiali nuovi in misura proporzionale alla quantitĂ  di tappi recuperata. Le insegnanti si occuperanno di volta in volta di indicare la tipologia di giochi e materiali piĂš utili allo svolgimento delle attivitĂ  scolastiche. Ogni alunno della scuola ha ricevuto un foglio contenente alcune regole da seguire per la raccolta dei tappi,

tra le quali un elenco dei prodotti idonei al riciclaggio. La raccolta dei materiali verrà poi gestita dalle rappresentanti della sezione, alle quali sarà possibile fare riferimento sia per la consegna dei tappi sia per qualsiasi chiarimento in merito al progetto, che unisce l’attenzione educativa per la dimensione ecologica a un vantaggio per la scuola in termini di materiale a disposizione dei bambini, della loro crescita e del loro divertimento. (f.u.)

 

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ll’avvicinarsi della festa liturgica, vengono messe in atto una pluralitĂ di iniziative che coinvolgono Comune, parrocchia e le diverse realtĂ  associative sul territorio, con l’obiettivo di unire devozione e partecipazione popolare. Tra le celebrazioni religiose spicca una tradizione che viene raccontata dal parroco don Carlo Gipponi: “Nella Messa di sabato 24 si rinnoverĂ  una duplice offerta in onore del patrono S. Andrea: il consiglio comunale donerĂ  al Santo dei ceri, quello parrocchiale invece rose rosse a ricordo del martirioâ€?. Il 30 novembre poi, in occasione della memoria liturgica , la Messa sarĂ  concelebrata da don Giuseppe Tomasini, originario di Pompiano, che nel corso della serata presenterĂ , insieme a mons. Gabriele Filippini, il suo libro “Il vento fresco del Concilioâ€?, una testimonianza del suo ministero sacerdotale. Per quanto riguarda le iniziative collegate, a fare la parte del leone

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Digitale terrestre canale 28

sarĂ la consueta “Sagra de le grepoleâ€?, una competizione gastronomica per il gustoso prodotto di norcineria. Intorno a questo appuntamento ruotano poi tutti gli altri eventi, per un calendario che quest’anno si aprirĂ  venerdĂŹ 23 con l’installazione di uno stand gastronomico in piazza S. Andrea e una serata musicale, cui faranno seguito sabato altri appuntamenti come la tombolata e la serata karaoke. SarĂ  la giornata di domenica a ospitare gli avvenimenti piĂš attesi: infatti in mattinata, alle 9.15, e alle 10.30 il locale gruppo di campanari si esibirĂ  in due concerti prima di cimentarsi in quello solenne di mezzogiorno, mentre nel pomeriggio, a partire dalle 14 il campanile sarĂ  aperto al pubblico per le visite. Sempre domenica si terrĂ  inoltre un’esposizione ciclistica: per gli appassionati delle due ruote un antipasto della serata di lunedĂŹ, nella quale, a partire dalle 19 presso l’auditorium comunale, si terrĂ  il convegno intitolato “Dai mondiali su strada del 1962 ad oggi: mezzo secolo di ciclismo brescianoâ€?, terza edizione dell’annuale kermesse “I mestieri del ciclismoâ€?.

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Anche sul canale

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con il gruppo Arte della Casa Bianca, sodalizio tra i piÚ attivi sul territorio: l’inaugurazione si terrà sabato 8 dicembre alle ore 11 nella Galleria civica della Pro loco. I visitatori, sino al 6 gennaio 2013, potranno ammirare molte opere artistiche, realizzate con i materiali piÚ vari, dedicate alla Natività e di grande fascino, segni indelebili dell’importanza che la festività del Natale ha assunto nella storia dell’umanità. Tra sculture classiche e composizioni piÚ

moderne, ci si potrà sbizzarrire nell’osservare la fantasia e la creatività che stanno alla base dei lavori. Gli artisti che esporranno sono i seguenti: Giuseppe Ferretti, Antonello Mescalchin, Luigi Bertoli, Lino Sanzeni, Ugo Arcari, Angelo Faustini, Pierangelo Minotti, Alberto Serana, Elisa Taiola, Fausto Scalvini, Candida Gottardi, Luciano Biondi, Cesare Monaco, Dino Coffani, Sergio Parmigiani, Remo Bombardieri oltre, come detto, ai tanti volontari della Casa Bianca

impegnati a fondo nel contribuire a rendere possibile l’iniziativa. Alla mostra si collega il tradizionale Concorso presepi indetto dal 2003 dal Comune e rivolto a tutte le scuole, le quali saranno impegnate nell’elaborazione di un’opera relativa alla Natività : tutte le classi partecipanti (da quelle dell’infanzia alle superiori) saranno poi premiate in una cerimonia pubblica che si terrà al Gardaforum nel mese di gennaio. Per informazioni, si può chiamare lo 030/9656309. (f.m.)



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imissioni sĂŹ, dimissioni no. Il 14 novembre ha segnato una svolta per l’amministrazione comunale di Manerbio, in quale direzione lo sapremo con certezza entro il 4 dicembre. Le dimissioni del sindaco Cesare Meletti diventano efficaci e irrevocabili dopo 20 giorni: a tale scadenza, se nulla sarĂ cambiato, verrĂ  sciolto il consiglio comunale e nominato un commissario. La delibera che ha spaccato la maggioranza e portato al gesto del primo cittadino, riguarda la modifica al piano dei servizi richiesta da Salanti e Segesta Korian per realizzare una Casa di riposo nell’area ex consorzio: di per sè nulla di complicato, comportando il cambio di destinazione del lotto da “culturale-ricreativaâ€? a “socio-assistenzialeâ€?, ma a fermare alcuni consiglieri – anche della maggioranza – è stata la necessitĂ  di riflettere sull’opportunitĂ  che lĂŹ venga edificata la Rsa, perchĂŠ a Manerbio ci sarebbe anche un altro progetto concorrente che prevede, pure, una nuova struttura socio-assistenziale: il disegno di riconversione dell’area ex Marzotto. Per il sindaco i progetti vanno valutati quando sono concreti e su quello di Segesta era convinto di trovare piena coesione. La votazione non è passata: otto contrari, otto favorevoli. Che tra i contrari e astenuti ci fossero anche consiglieri di maggioranza non

 

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documentarsi. Nulla esclude dunque che entro il 4 dicembre, la maggioranza trovi una soluzione, ristabilendo nuovi equilibri: se il sindaco ha colto nell’empasse un’occasione di aggiornamento, tanto da revocare le deleghe, a riflettere sono infatti anche i militanti di Fli, che vista la revoca della delega all’istruzione a Cristina Cavallini, unica rappresentante Fli in giunta, promettono una verifica politica. Dura è la reazione del Pd: il 15 novembre spiccava nella bacheca affissa alla sede del partito la scritta: “La lista di centrodestra ha fallitoâ€?. “Del resto – sottolinea il capogruppo Ruggeri – non è la prima volta che Meletti dĂ e poi revoca le dimissioniâ€?. Passando dalle valutazioni politiche alla sostanza dell’intervento, quali sono le motivazioni a favore e quali contro? Per chi sta con il sindaco, a favore della Rsa Segesta, i punti forti sono: nuovi posti di lavoro, 140 letti per anziani in lista d’attesa, investimento per circa 10 milioni a Manerbio di un gruppo leader europeo nel settore socio-assistenziale. I contrari criticano la vicinanza alla ferrovia – posizione non adatta a causa del rumore – e i problemi di viabilitĂ , negano la necessita di nuove Rsa, temono il formarsi di una posizione dominante in capo al colosso francese e preferiscono il progetto dell’ex area Marzotto, dove la residenza sanitaria assistenziale sarebbe collegata a quella giĂ  esistente.


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ƒ”…‘†ƒÂ?‡ŽŽ‘ ……‘…‘Â?‡…‘‹Â?˜‘Ž‰‡”‡Ž‡•…—‘Ž‡ Nonostante la Regione abbia annunciato il taglio completo dei contributi per l’attivitĂ dei Parchi con le scuole, grazie alla disponibilitĂ  di ComunitĂ  montana di Valle Camonica e Bim gli impegni assunti negli anni precedenti con il “Programma didattico sistema Parchiâ€? verranno mantenuti anche in occasione del nuovo anno scolastico. Infatti, le scuole di ogni ordine e grado della nostra Regione potranno aderire alla 16ÂŞ edizione del “Programma didatti-

co sistema Parchi 2012-2013, visitando il Parco dell’Adamello. Gli enti comprensoriali coprono il 60% dei costi per l’accompagnamento sul territorio di ciascuna classe per le scuole che si trovano all’interno del territorio della Comunità montana di Valle Camonica e il 40% per le classi appartenenti a scuole esterne. La quota restante, rispettivamente pari a 56 euro per le classi della vallata dell’Oglio e a 84 euro per le classi esterne – oltre ai costi

di trasporto – sarà a carico delle scuole. Entro il mese di gennaio 2013, le classi beneficiarie del contributo, in base alla data di iscrizione, saranno contattate direttamente per l’organizzazione dell’attività didattica. La visita, che consente di vivere un’esperienza a contatto con la natura, è un’occasione per interessare le nuove generazioni ai valori della montagna ed alle problematiche connesse alla sua salvaguardia. Gli ecosistemi presenti nei Par-

chi lombardi sono fra loro connessi ed interdipendenti a formare un sistema territoriale gestito e salvaguardato delle aree protette, ma, il piĂš delle volte, non conosciuto appieno. Il Parco dell’Adamello, che lo scorso anno scolastico è stato visitato da piĂš di 100 classi provenienti da tutta la Regione, aderisce al programma “Sistema Parchiâ€? con proposte accattivanti dedicate agli alunni e agli studenti di ogni etĂ . (e.g.)

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a Valcamonica è sempre stata una terra attenta alle missioni e, anche in tempi recenti, ai problemi dei popoli piÚ poveri e sfruttati del pianeta, ai quali risponde con gesti di volontariato solidale e, in tempi piÚ generosi, con una folta schiera di missionarie e missionari, oggi purtroppo molto ridotta. Per uno di loro, molto speciale, la parrocchia di Bienno festeggia, alla Messa delle 9.30 di domenica 25 novembre 2012, il traguardo del 50° di sacerdozio: mons. Giovanni Battista Morandini, ordinato da mons. Giacinto Tredici. Da allora, e concretamente dal 1966, dopo un ulteriore quadriennio di studio, la sua vita di sacerdote è trascorsa quasi tutta in terra di missione: prima nelle nunziature della Bolivia e del Kenya (1966-1971), poi come segretario della Nunziatura in Belgio (1971-75) e in Brasile (1975-79), poi al Consiglio per gli affari pubblici della Santa Sede fino al 1983, quando è eletto arcivescovo titolare di Numida e parte come nunzio apostolico per il Ruanda, dove rimane fino al 1990, negli anni difficili e rischiosi della guerra civile che prelude al genocidio; fino al

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contemporaneo: la Rivelazione, che io posso supportare in termini laici, scientifici e filosofici.â€? Di fronte a un potere che dice, soprattutto ai giovani, ‘Dammi te stesso e io ti posso regalare tutto quel che vuoi’, bisogna accettare la sfida, proporrre una nuova antropologia del cristiano, come dice il Papa, perchĂŠ l’uomo non è completo, se non diventa cristiano; bisogna dare risposte nel Crocefisso, l’Unico che le può dare, quando il dolore sfascia l’uomo, comprato, ingannato e abbandonatoâ€?. Senza scoraggiarsi: “Quanto piĂš diminuisce la pratica religiosa, tanto piĂš aumentano le domande, l’angoscia e la ricerca della VeritĂ ; oggi anche i non credenti sono alla ricerca di GesĂš: non sarĂ  che il rifiuto di Dio, proclamato dal mondo, è la strada – per chi vuole essere una persona umana –, per il suo rientro nel mondo?â€?.

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,QXQGYG´/D6LJQRUD GHOOH0DFFKLQHÂľ La Madonna Grande di Demo torna a far parlare di sĂŠ, anche se la festa popolare verrĂ riproposta, secondo la tradizionale cadenza quinquennale, soltanto nel 2015. Proprio l’ultima edizione di due anni fa è stata il set che il regista camuno Davide Bassanesi ha scelto per immortalare uno dei piĂš significativi ‘patrimoni immateriali’ della Valcamonica. L’ereditĂ  della fede e della religiositĂ  che stanno alla base della devozione mariana di Demo, è presentata attraverso interviste, immagini e suoni. Documentata almeno dall’Ottocento, la “Madona Grandaâ€? mobilita un’intera comunitĂ , ben al di lĂ  della cerchia dei cristiani praticanti. Ecco le vie, le case ed ogni dove decorati e abbelliti con rami, archi, festoni e migliaia di fiori di carta fatti a mano; e poi grotte dove il ricordo del voto alla Madonna quando la valle minacciava di travolgere il paese, nelle rappresentazioni si mescola con l’attualitĂ . In poco meno di venti minuti Bassanesi col supporto dei testi di Eletta Flocchini e le interviste di Stefano Molosso si sforza di rappresentare l’“immaterialeâ€? di questa gente, che ogni cinque anni vuole far rivivere una tradizione come ‘tesoro’ ereditato dalle generazioni trascorse. I limiti dell’impresa, finanziata dal Distretto culturale di Valle Camonica, diretto da Sergio Cotti Piccinelli, nell’ambito dell’archivio on line Maraèa, stanno nella difficoltĂ  intrinseca ad interpretare l’‘immateriale’.

La dimensione religiosa può svaporare in una sorta di gioia di stare insieme, di ritrovarsi fianco a fianco in una societĂ che tende ad isolare gli individui; ma può anche voler riaffermare la fede dei padri, cercando in essa l’àncora per non farsi travolgere dalla corrente frastornante del nostro tempo. Con ciò il titolo dato al dvd, “La Signora delle Macchineâ€?, alludendo al ‘deus ex machina’ che scioglie i nodi del teatro antico, non risulterĂ  del tutto sibillino. (g.c.)

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‡†‡‰‘Ž‘ ˆˆ‹†ƒ”•‹ƒŽŽƒŽ‡––—”ƒ L’Azienda territoriale per i servizi alla persona, il Comune di Cedegolo e la Fondazione Cariplo organizzano domenica 25 novembre presso la biblioteca comunale di Cedegolo alle 15 “AfďŹ darsi alla letturaâ€? nell’ambito del progetto “I colori dell’afďŹ doâ€?. Si inizia con la lettura animata della ďŹ aba “Il ponte dell’afďŹ doâ€?: l’autrice è Nini Giacomelli, la Casa Editrice Rugginenti. L’afďŹ do minorile è un intervento complesso, una

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†‘Ž‘ ‡•–‹˜ƒŽ†‡ŽŽ‘œƒˆˆ‡”ƒÂ?‘‡†‡ŽŽ‡’ƒ–ƒ–‡ scelta impegnativa e faticosa. Nini Giacomelli ne compendia la natura, le motivazioni e le ďŹ nalitĂ in una favola ricca di metafore e illustrata da Sergio Staino. Alle 15.30 “La bottega delle ďŹ abeâ€? l’importanza di leggere insieme: uno spazio per gli adulti sul tema della lettura e dei suoi signiďŹ cati nel rapporto genitori/ ďŹ gli e contemporaneamente laboratorio per bambini. Alle 16 si conclude con la merenda. La partecipazione è gratuita.

Arriva il primo Festival dello zafferano e delle patate di Valle Camonica: dal seme alla terra, alla tavola insieme per creare economia e lavoro locale (le attivitĂ agricole, di ristorazione e di trasformazione, l’arte oreale, la cultura delle erbe e dei semi)â€?. La madrina del Festival è Anna Giorgi, docente all’UniversitĂ  della montagna di Edolo. VenerdĂŹ 30 novembre alle ore 20.45, presso la sala della Biblioteca civica “Luciano Chiesaâ€? di Edolo

verrĂ presentato il Festival e le aziende aderenti con una relazione sulle coltivazioni dello zafferano e delle patate a Edolo. L’intrattenimento culturale è in collaborazione con la Biblioteca dove verrĂ  letto il racconto: “Stigma Croci Camuno sulla via di Parvatiâ€? di Italo Bigioli degli Amici della Natura di Saviore. L’1 e il 2 dicembre nei locali aderenti al Festival sarĂ  possibile degustare menĂš e i piatti a base di zafferano e patate.



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l Comune piÚ a sud della Valle è quello di Gianico, quello piÚ a nord è Ponte di Legno: è questo il territorio interessato dal finanziamento. Gli interventi sono stati progettati dall’Ufficio agricoltura della Comunità montana che ha fatto da supporto tecnico. Sono 33 realtà produttive poste in alta montagna, oggi perfettamente funzionanti, da cui nascono prodotti di eccellenza. La cifra messa a disposizione da parte della Regione, a fronte di progetti che hanno rispettato i criteri del bando, è pari al 90% delle opere giudicate ammissibili; i Comuni di competenza hanno provveduto ad aggiungere il restante 10% e l’Iva sull’importo totale. Per fare un esempio, le due malghe di Edolo hanno ottenuto globalmente 728mila euro dalla Regione, ai quali si aggiungono altri 72mila da parte del Comune e l’Iva a carico del Comune pari a 160mila euro. CosÏ facendo, il Comune di Edolo si è trovato opere di altro pregio del valore complessivo di 960mila euro a fronte di un intervento comunale pari a 232mila euro. Altro caso emblematico è quello del Comune di Paisco Loveno, il piÚ piccolo Comune della Valle, che ha ottenuto ben 225mila euro per due malghe; a carico del Comune una cifra di 72.500 euro. Ma, anche a detta del sindaco Dino Mascherpa, sarebbe stato impossibile per un Comune

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latte camuno al di fuori della Valle, pagato dai grossisti solo 0,36 euro al litro, bensĂŹ di ricavare una grande cella industriale accanto al Caseificio Sociale Cissva a Capo di Ponte nella quale stoccare il prodotti da lavorare con soddisfazione di allevatori e produttoriâ€?. Per questa operazione, la ComunitĂ montana ha deliberato di vendere un proprio appezzamento di terreno a Capo di Ponte e con il ricavato realizzare all’interno della Cissva la grande cella per il latte in attesa di lavorazione e per stoccarvi altri prodotti locali, quali frutta – soprattutto mele – ma anche piccoli frutti, prodotti derivati dalle castagne, ma anche il prezioso “FatulĂŹâ€?.

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•‘””‹•‹‡‹˜‘Ž–‹†‡‹Ž‡––‘”‹†‹Çł‘…‡dz I lettori di “Voceâ€? hanno un volto, una storia. Lo sapevamo. Non mancano ogni settimana in redazione telefonate, lettere, messaggi che ci danno la percezione di un grazie, di una precisazione, di una critica benevola. Ma “la prima grande crociera de La Voce del Popoloâ€? è stata un’occasione unica perchĂŠ ciò che percepiamo potesse assumere la concretezza di un incontro vero fatto di sorrisi, strette di mani, racconti, momenti di svago, di cultura e di fede. Il

tutto a bordo della Costa Favolosa. Un paese di 3600 passeggeri e di oltre un migliaio di componenti dell’equipaggio. L’adesione entusiasta ci ha favorevolmente stupito. Il viaggio che i 180 lettori del settimanale hanno compiuto ci ha offerto l’opportunità di visitare città come Bari, CorfÚ, Malta (dove abbiamo celebrato l’eucaristia nella chiesa di San Paolo) e Napoli. Città splendide, panorami unici di un mare immenso. Partiti da Venezia domenica 11 e giunti a

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Savona venerdĂŹ 16 novembre abbiamo goduto della cura di un’ospitalitĂ premurosa e dell’ottima organizzazione tecnica di Tiberio, Viviana e Ornella della rete di agenzie Bravo Net. Il mio grazie, quindi, e quello di “Voceâ€? per questa opportunitĂ . Le foto di questa pagina portano nelle vostre case la cronaca di qualche istante vissuto insieme nella speranza di riincontraci di nuovo ancora piĂš numerosi. Alla prossima. (don Adriano Bianchi)


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ca di novembre, l’atmosfera prenatalizia invaderà infatti strade, piazze e vicoli del castello, grazie alla massiccia presenza dei tanti banchi e bancarelle proponenti prodotti tipici della cucina locale e della Valle Camonica. Non solo l’eno-gastronomia tuttavia allieterà il borgo, ma anche l’artigianato, il collezionismo, varie curiosità e molteplici proposte di regalo in vista delle feste, giostre per tutti i bimbi e toro meccanico per i ragazzi, oltre ad

alcuni appuntamenti in programma. L’apertura ufficiale della festa è fissata alle 10, con l’esibizione della Banda di Coccaglio e la partecipazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari di Chiari che illustreranno al pubblico alcune tecniche di soccorso. Alle 11, presso lo stand degli Amici della montagna, invito per tutti all’Aperitivo in Piazza, mentre dalle 14, sipario aperto per lo spettacolo musicale “Omar il solista della fisarmoni-

caâ€? e al via la suggestiva discesa dal campanile da parte di alcuni membri del Gruppo speleologico di Coccaglio. Dalle 15.30 nell’Auditorium San Giovanni Battista, porte aperte per lo spettacolo per bambini e il concerto del Piccolo Coro Primavera, seguito dalla consegna del premio civico “Marenzino d’Oroâ€?. Alle 16.30, nella Casa Albergo Mazzocchi, andrĂ in scena infine uno spettacolo per tutti gli ospiti e i loro famigliari. (a.s.)

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primi cittadini del territorio, con la partnership della Fondazione Cogeme, hanno vinto l’apposito bando indetto dalla Fondazione Cariplo, dal valore di poco meno di mezzo milione di euro. Il bando vero e proprio in realtà copre 247mila euro. I Comuni e la Fondazione Cogeme copriranno invece i costi del personale e le spese vive (circa 80mila euro), mentre i costi per le consulenze specialistiche e le attività di informazione sono finanziate direttamente da Fondazione Cariplo (168mila euro). Il progetto rientra all’interno delle indicazioni fornite dall’Unione europea. Obiettivo di Bruxelles: incentivare le tematiche della sostenibilità delle politiche energetiche ed ambientali direttamente sul territorio. La Franciacorta e l’Ovest bresciano, cosÏ hanno ricordato venerdÏ 17 novembre a Rovato Giovanni Frassi (presidente della Fondazione Cogeme Onlus), i rappresentanti delle Amministrazioni comunali capofila (Palazzolo sull’Oglio, Rovato, e Torbole Casaglia), Sergio Silvotti, commissario di Fondazione Cariplo Gianluca Delbarba, consigliere Cogeme in rappresentanza del presidente Dario Fogazzi, lavoreranno su diversi fronti. Il primo progetto riguarda l’avvio di politiche energetiche in Franciacorta e coinvolgerà 45mila abitanti, residenti nei

  

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ni, per un totale di 41mila abitanti coinvolti nei territori di Torbole Casaglia, Berlingo, Castrezzato, Comezzano-Cizzago, Monte Isola, Ome, Rodengo Saiano e Trenzano. Ma come si svilupperĂ , nel concreto, quest’iniziativa? “Le attivitĂ  sono molteplici – ha ricordato Giovanni Frassi, numero uno della Fondazione Cogeme Onlus –. Si partirĂ  da una ricognizione, la cosiddetta istruttoria del Patto dei sindaci, seguita dall’inventario delle emissioni di anidride carbonica sul territorio, alla redazione e adozione del Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes), alla sua implementazione, al monitoraggio e all’eventuale revisioneâ€?. L’idea di agganciare il “Patto dei sindaciâ€? ai progetti giĂ  attivi, come “Franciacorta sostenibileâ€? e “Pianura sostenibileâ€?, punta a mettere al centro il tema energia, definito “componente fondamentale per le strategie del Pgtâ€?. Gli indicatori energetici dei singoli Comuni, pertanto, verranno ricompresi nel quadro piĂš ampio del monitoraggio ambientale “Franciacorta e Pianura sostenibileâ€?, utili per la redazione dei futuri Pgt. Inoltre sarĂ  possibile disporre di un osservatorio privilegiato a livello di bacino sulle politiche energetiche sostenibili, mettendo in rete le esperienze ormai numerose di reti di Comuni che hanno aderito al Patto.

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giovanili, i nuovi coach, i nuovi istruttori�. Il centro di Campione si prepara quindi a diventare una base dove potranno trovare spazio anche le squadre dei circoli che aderiscono alla XIV Zona velica, ampliando l’offerta al turismo sportivo e incontrando le richieste di molti operatori del settore. L’idea di realizzare l’università della vela di Campione è nata nel 2007. I centri sono pensati per offrire ad atleti e tecnici spazi e strumenti idonei alla preparazione e per ospitare

attività complementari come stage, convegni e meeting aziendali. Nei periodi in cui il centro non verrà utilizzato per la preparazione degli atleti nazionali, sarà fruibile da altre realtà che potranno beneficiare delle strutture e delle particolarità climatiche del luogo. La struttura, aperta 330 giorni all’anno, permetterà di sfruttare appieno le ottimali condizioni del vento e delle correnti che caratterizzano il golfo di Campione e di agevolare l’organizzazione di eventi sportivi. Il

centro, che si estende per 6.000 mq, 1.000 di superficie coperta e 3.000 di acqua in concessione demaniale, è dotato di tutte le attrezzature necessarie per l’allenamento e la pratica della vela agonistica per classi olimpiche e paraolimpiche e offre ristorazione e alloggio ad atleti e tecnici. Comprende una foresteria con camere, palestre, piscine, spogliatoi, rimessaggio e alaggio delle imbarcazioni e strutture di servizio necessarie per l’allenamento e la pratica sportiva.

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er il Garda il turismo rappresenta uno strategico elemento di sviluppo territoriale, sociale ed economico. Ma va inquadrato in un’ottica di sostenibilitĂ . Ne sono consapevoli i soggetti coinvolti nel progetto di cooperazione “Green Lineâ€? (linea verde), che mira a integrare, nel bacino gardesano, turismo, risorse naturali e produzioni locali. Sinergia e rete: queste le parole del progetto che coinvolge 19 partner tra gruppi di azione locale, istituzioni, operatori turistici e produzioni locali, quattro province, tre regioni e due Paesi europei. A Salò, presso la sede del Gal GardaValsabbia capofila del progetto, si è tenuto il primo incontro che è servito a costituire la cabina di regia e a individuare le linee strategiche e operative. Punto di partenza è la considerazione che il bacino del Garda fino ad oggi è stato presentato al potenziale turista in modo frammentato ed esaltando il modello tradizionale di fruizione della vacanza, che ha retto al turista ‘moderno’ solo in virtĂš di servizi di ospitalitĂ , di ristorazione e di tempo libero di assoluta eccellenza. Oggi serve di piĂš: una visione

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tegrazione tra l’offerta rurale e il turismo costiero per la valorizzazione dell’entroterra, adottare strumenti comuni per l’organizzazione del territorio in una offerta turistica rurale, attivare una promozione coordinata delle risorse ambientali, culturali ed enogastronomiche dell’entroterra rurale e montano. La sfida è partire dai provincialismi, dagli individualismi e dalle differenze tra soggetti, settori, ruoli e risorse, per raggiungere una nuova mentalità di promozione dei territori sulla base dell’economia green. Il 12 dicembre il progetto prenderà formalmente il via con la presentazione programmata ancora a Salò. Poi partirà la seconda fase, quella delle realizzazioni territoriali, che si concentrerà sull’impostazione e sulla promozione di una immagine coordinata, attraverso la creazione di un catalogo verde, una sorta di documento-guida.

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,O0RQDVWHUR LQGXHYROXPL Nuovo appuntamento con le celebrazioni indette per ricordare il terzo Centenario della fondazione del Monastero della Visitazione di Salò. Sabato 24 a partire dalle 16 nella Sala dei Provveditori del palazzo municipale, l’Ateneo di Salò organizza la presentazione di due volumi curati da Pino Mongiello. “La chiesa della noviziaâ€? rappresenta un ulteriore tassello nella ricostruzione della storia locale e della storia dell’arte del territorio bresciano. “Visitazione di Salò, una giornata in clausuraâ€? racconta i gesti e gli atteggiamenti delle monache che sono la sostanza di un impegno a donare la propria esistenza a Dio. A seguire, nelle salette Vantini, viene inaugurata la mostra fotografica che propone un centinaio di immagini sulla vita vissuta nel monastero. Il Monastero della Visitazione di Salò, voluto dalle monache di clausura di San Francesco di Sales, prendeva vita il 20 dicembre 1712. Le monache, provenienti dalla piĂš antica casa dell’Ordine, quella di Arona, affidarono la costruzione della sede all’architetto Antonio Spazzi. Era il 1715 quando il vescovo di Brescia inaugurò la chiesa che sorge nella ‘Fossa’ della cittadina gardesana. Dieci anni dopo l’opera era giĂ conclusa. L’istituto religioso, sostenuto dai salodiani, ha continuato la sua missione e ha accompagnato per tre secoli di storia la cittadina gardesana, condividendo periodi di prosperitĂ  e momenti di sofferenza. Il ricco calendario di iniziative “I trecento anni del Monastero della Visitazio-

ne sullo sfondo del Settecento salodianoâ€? voluto per celebrare il prestigioso anniversario e mettere in luce il cammino storico vissuto insieme dal Monastero, da Salò e dalla Riviera prosegue sabato 15 dicembre alle 18 con la presentazione del volume “Alle porte della cittĂ : il Monastero della Visitazione di Salò, 1712-2012â€? redatto da una monaca visitandina e la proiezione di un filmato. La chiusura solenne avrĂ  luogo giovedĂŹ 20, giorno dell’anniversario, con la celebrazione eucaristica officiata dal vescovo Luciano Monari. (v.b.)

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͘͞ƒÂ?Â?‹†‡ŽŽƒ’ƒ””‘……Š‹ƒÂ?‡Ž”‹…‘”†‘†‹†‘Â?‘”–‡”‹ La bontĂ di un sacerdote che è stato guida di una parrocchia per 31 anni, i 60 anni di quella parrocchia e un secolo di vita per le pietre della sua chiesa. Tre eventi in uno per la frazione concesiana di Costorio, che martedĂŹ sera ha ricevuto la visita del vescovo Luciano Monari, giunto in Valtrompia per celebrare una S. Messa in onore di una parrocchia nata ufficialmente il 21 novembre 1952 e in memoria di quel don Armando Porteri che

l’ha fatta crescere nella fede in un lungo trentennio da parroco. “La presenza del Vescovo – dice don Gianluca Gerbino, parroco di Costorio e vicario zonale di Concesio – è stata molto importante e significativa, segno di una vicinanza alla nostra piccola realtĂ e a quella figura di prete antico stampo che è stato don Armando Porteri, pastore zelante per il suo popolo, cha amato la sua gente e ha saputo dar vita a strutture ricreative come il campo

da calcio e l’oratorio, spendendosi in prima persona anche per la costruzione dell’attuale canonica�. Una serata speciale nel corso della quale mons. Monari ha anche benedetto e inaugurato una statua di S. Giulia (patrona di Costorio) realizzata dall’artista locale Clelia Adami in occasione del triplice anniversario celebrato. Una serie di eventi che verranno ricordati poi venerdÏ 23 novembre, quando alle 20.30 nel teatro parrocchiale avrà inizio la presentazione del

libro “Le pietre parlano, i fedeli ricordano. La parrocchiale di Costorio e don Armando Porteri nel loro centenarioâ€?. Un volume scritto a quattro mani da Laura Bazzana e Andrea Galleri, nel quale si racconta la biografia di don Armando Porteri grazie alle testimonianze di chi l’ha conosciuto, nonchĂŠ la descrizione storico-artistica di quella chiesa edificata nel 1912. Lo stesso anno che diede i natali all’amato don Armando. (a.a.)

  

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a comunitĂ marchenese si è ritrovata nella parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo per ricordare suor Liberata Giulia Fausti spentasi nella sua missione in India dove era da 62 anni. Ăˆ stata male all’improvviso il 10 novembre dopo aver cenato con le consorelle Suore di Maria Bambina a Krishnagar, in Bengala, all’orfanotrofio dove, a 95 anni, insegnava ancora a cucire e ricamare. Ăˆ deceduta fra le braccia della sua superiora. RiposerĂ  per sempre laggiĂš nell’amata missione. Suor Liberata era la decana dei religiosi e missionari del paese. Era tornata l’ultima volta nel 1998 a casa del fratello Mario, a salutare la sorella suor Alice delle Poverelle che ha 90 anni. Era nata a Marcheno l’11 luglio del 1917 (il parroco era don Costanzo Daccaminata), quinta di ben 11 fratelli. Dopo la fanciullezza e l’adolescenza trascorsi nel paese, aiutando in casa e nel lavoro in campagna, nel 1935 entrò nel convento delle suore di Maria Bambina di Chiari: professione religiosa nel 1938 e fino al 1950 insegnante in un istituto di orfanelle. In quell’anno chiese di andare in missione e partĂŹ per l’India, in una zona limitrofa al Bengala: andava a piedi di villaggio in villaggio per portare medicine e conforto ai poveri e ammalati della zona col pericolo fisico di belve e serpenti. Raccontava di quando si era trovata nella scarpa una serpe e aveva incontrato una bestia feroce. Tornò in Italia dopo 17 anni, nel 1967, per un saluto sulla tomba del padre e di un fratello. RipartĂŹ per l’India con destinazione Krishnagar,

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la madre superiora trasferĂŹ suor Liberata a Krishnagar come insegnante di catechesi in un nuovo villaggio e poi al suo orfanotrofio. Nel 1998 si convinse a tornare per l’ultima volta anche per la morte di altre due sorelle: raccolse fondi per la sua missione dove costruĂŹ alcune case e ristrutturò la vecchia chiesa. Nel settembre del 2000 una disastrosa alluvione colpĂŹ il Bengala. Ha sempre tenuto i contatti a Marcheno col fratello Mario e la sorella Angela suora nelle Poverelle: in particolare tranquillizzava, dicendo di star bene e di ricordare tutti nelle sue preghiere. Quel suo “star beneâ€? è stata la cifra del ricordo del Parroco: donando la vita agli altri (75 anni di vita religiosa) è “stata beneâ€? in terra e per l’eternitĂ .

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/¡DPPLQLVWUD]LRQHFRPXQDOHDO]DODYRFH Parole pesanti di una rabbia che l’amministrazione gardonese non ha piĂš potuto sommessamente ingoiare nei confronti dell’ente provinciale. “Ci assumiamo completamente la responsabilitĂ dell’azione legale contro la Provinciaâ€?, ha detto il sindaco di Gardone Michele Gussago. Una posizione motivata dall’atteggiamento della Provincia nei confronti di un’opera che da tempo doveva realizzare (una rotatoria) a completamento della bre-

tella che il Comune gardonese ha giĂ perfezionato ma non può aprire al trafďŹ co. Un’opera monca che ha stimolato la difďŹ da all’ente provinciale per non aver adempito al pagamento della sua parte circa i lavori in localitĂ  Oneto. Un cantiere mantenuto aperto dall’amministrazione comunale a scapito della propria stabilitĂ  economica e che soffre di ben due mancanze da parte della Provincia, come sottolineato dall’assessore ai Lavori pubblici, Fausto

Gamba: “La Provincia di Brescia non ha versato il contributo (700 mila euro) per le opere che giĂ abbiamo ultimato e non ha nemmeno iniziato la costruzione del collegamento in rotatoria che dal ponte consentirebbe di immettersi in sicurezza sulla Sp 345 (opera da 500mila euro)â€?. Un ponte che ďŹ nisce nel nulla, vaniďŹ cando cosĂŹ gli sforzi di quasi 7 milioni di euro per un’opera di primaria importanza che Gardone ha cominciato nel 2002 con la sistemazio-

ne di via Grazioli e del quartiere Oneto, arrivando a creare un percorso ciclopedonale che si collega a quello che sale verso Marcheno. Nell’attesa che l’azione dell’amministrazione gardonese produca qualche effetto, la strada alternativa alla Sp 345 verrà aperta a senso unico verso nord, usufruendo del vecchio ponte della Dolomite, comunque non prima di gennaio per via dei necessari collaudi e della posa di nuovi guardrail.


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presentazione di alcune particolari tematiche culturali, pedagogiche, didattiche, ordinamentali di grande attualitĂ e pregnanza. Alle 13 di venerdĂŹ 30 novembre prenderĂ  il via l’assemblea nel corso della quale i soci, che ne hanno diritto, svolgeranno alcuni adempimenti statutari per il rinnovo delle cariche elettive a livello nazionale e deďŹ niranno un piano programmatico di azioni per lo sviluppo della Federazione e il perseguimento di alcuni

fondamentali obiettivi, come quelli, ad esempio, del ďŹ nanziamento pubblico della scuola paritaria e della formazione permanente del personale direttivo e docente. Per la Fidae, che pone grande attenzione sulla comunitĂ educante coinvolgendo in primo luogo la famiglia come responsabile prima dell’educazione ed offrendo per tutti un progetto educativo, l’assemblea elettiva (nella foto l’edizione 2008) diventa un momento particolarmente importante.

  

    

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uando si parla di scuola cattolica si cita spesso la Fidae, anche se molte persone, anche tra quelle addette ai lavori, ancora non conoscono il ruolo o addirittura l’esistenza di questa associazione. La Fidae, costituitasi nel lontano 1945, è la federazione delle scuole cattoliche ed è stata promossa dalla Congregazione per l’educazione cattolica del Vaticano e riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana. La sede nazionale si trova a Roma, ma è rappresentata in ogni regione e in ogni provincia con una persona responsabile coadiuvata da un consiglio. Le scuole che in Italia aderiscono alla Fidae so-

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no piÚ di 2500 con circa 400mila alunni e 30mila docenti. Le scuole cattoliche di Brescia e provincia, con i loro 34 Istituti frequentati da 10mila studenti della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado, appartengono a questa federazione, il cui compito è quello di promuovere gli interessi dei

suoi soci in tutte le realtà ecclesiastiche e laiche, istituzionali e professionali. La Fidae sostiene in particolare il diritto della libera scelta educativa delle famiglie e, quindi, la parità scolastica sia a livello giuridico, come riconosciuto dalla legge 62 del 2000, sia a livello economico per il quale ancora si sta lottando perchÊ sia riconosciuto ad ogni cittadino non un privilegio, ma un semplice diritto costituzionale, cioè quello di poter scegliere liberamente, senza un aggravio economico, la scuola per i propri figli. Un altro aspetto importante che sta a cuore alla Fidae è quello della formazione del personale direttivo e docente.


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ƒ„ƒ–‘͚͜Â?‘˜‡Â?„”‡ —ƒŽ‡ˆ—–—”‘’‡”Žƒ•…—‘ŽƒÂ’ÂƒÂ”Â‹Â–ÂƒÂ”Â‹ÂƒÇŤ Sabato 24 novembre, a Brescia, presso la scuola paritaria delle Suore Dorotee di via Marsala 30 (nella foto), si svolgerĂ un incontroconvegno organizzato dalla sezione provinciale dell’Agesc, Associazione genitori scuole cattoliche per fare il punto sulla situazione in cui si trovano le scuole cattoliche. L’incontro, che si aprirĂ  con i saluti del presidente provinciale Agesc Sirio Bellini e della presidente Agesc d’istituto Paola Corti, vedrĂ  una parte introduttiva curata da

don Daniele Saottini, direttore dell’UfďŹ cio scuola della Diocesi e da madre Assunta Tonini, superiora provinciale delle Suore Maestre di Santa Dorotea. A sottolineare poi la complementaritĂ tra scuole paritarie e scuole statali, interverrĂ  la responsabile dell’UfďŹ cio scolastico provinciale Maria Rosa Raimondi. InterverrĂ , poi, Gianni Forlani, membro del comitato esecutivo nazionale Agesc ed ex presidente regionale Agesc della Lombardia che punterĂ  l’attenzione

sulla storia e le ďŹ nalitĂ dell’Agesc. Il punto ‘nevralgico’ dell’incontro sarĂ  afďŹ dato al Presidente nazionale Agesc che parlerĂ  di ‘LibertĂ  di educazione e paritĂ  scolastica in Italia’, l’aspetto piĂš controverso e contraddittorio della politica italiana riferita alle scuole paritarie. Focus poi sulla peculiare situazione lombarda, affrontato da Giampiera Nova, attuale presidente Agesc Lombardia. ConcluderĂ  suor Alba Comolatti, delegata provinciale Fidae.

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on il titolo significativo “Silenzio sull’essenzialeâ€? usciva alcuni anni fa in Italia la traduzione di un’operetta del filosofo Jean Guitton che poneva la questione della nostra frequente incapacitĂ di focalizzarci su ciò che davvero conta, mentre spesso ci perdiamo sui particolari o peggio ancora sulle distorsioni ideologiche con le quali ci capita di rappresentare i problemi personali e sociali. Questo accade anche per l’annoso problema della scuola nel nostro Paese, affrontato periodicamente con le botte e gli insulti sui viali del lungotevere romano o nei centri storici di Milano e Torino (‌ma anche sui binari della stazione di Brescia). La stessa attenzione dei media per tali episodi distorce la visione complessiva della questione, tacendo sull’essenziale. Tacendo ad esempio che la scuola è oggi in difficoltĂ  – e non vede per sĂŠ un radioso avvenire – anche perchĂŠ non se ne vuole riconoscere la complessitĂ  della storia, che è sempre, comunque e dovunque nel mondo una storia di combinazione sussidiaria tra impegno dello Stato e sacrificio delle istituzioni intermedie (fondazioni, associazioni, cooperative, congregazioni religiose che siano). Mortificare moralmente, magari anche fiscalmente questi enti (leggi Imu per il mondo no profit), vuol dire volgersi contro l’efficacia del sistema complessivo rendendo-

  

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co “senza oneri per lo Statoâ€?), ma comprende quanto meno anche il comma quarto, garante del principio di equipollenza nel trattamento da riservare agli alunni (ragazzi come tutti gli altri) che si iscrivono alle scuole paritarie. Tacendo che la precarietĂ del lavoro di cui tanto si discute e si paventa per la scuola statale, è in realtĂ  il rischio al quale va incontro chi sceglie coraggiosamente di esprimere la propria professionalitĂ  e il proprio carisma educativo nella scuola pubblica non statale, a servizio di tutti: altro che favori. Ăˆ dunque possibile, con la necessaria moderazione, raggiungere un equilibrio costruttivo nel dibattito sul futuro della scuola in Italia, superando il silenzio che troppo spesso poniamo sull’essenziale.


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ƒŽŽ‡ƒÂ?‘Â?‹…ƒ —‘˜‡‘ˆˆ‡”–‡‡†—…ƒ–‹˜‡Â?‡Ž•‡‰Â?‘†‹Â?ƒ†”‡‘……Š‡––‹ Dal presente anno scolastico sul territorio della Valle Camonica opera la Fondazione Scuola Cattolica di Valle Camonica, un nuovo ente che si occupa dell’istruzione e della formazione integrale dei giovani. Costituita dall’Istituto scolastico “Santa Doroteaâ€? e dal Centro di formazione professionale “Padre Marcoliniâ€?, entrambi situati a Cemmo di Capo di Ponte, la fondazione può contare su una scuola secondaria di primo grado, un liceo linguistico europeo

e tre qualiďŹ che professionali. Dal prossimo anno scolastico è previsto l’ampliamento dell’offerta formativa con l’apertura di un Liceo linguistico giuridico-internazionale e un Liceo scientiďŹ co con tre indirizzi speciďŹ ci volti a potenziare le competenze informatiche, linguistiche e giuridico-economiche e l’attivazione, presso il Cfp “Padre Marcoliniâ€? di sei indirizzi: operatore del legno, operatore del legno indirizzo manutenzione immobili, operatore elettrico, operatore di

impianti termoidraulici. Nuove opportunitĂ , per gli studenti e le famiglie della Valle Camonica che vogliono seguire un percorso di studi serio e qualiďŹ cante che, seguendo il carisma della fondatrice Beata Annunciata Cocchetti, pone al centro dell’attenzione la persona e lo sviluppo di una personalitĂ  libera, responsabile, armonicamente inserita nella realtĂ  sociale e ricca di valori. Per informazioni 0364/331016 o sdorotea@ doroteedicemmo.it     

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Educare significa anche coltivare e promuovere nei giovani ideali e valori positivi, non soltanto impartendo astratte nozioni, ma anche, traendo spunto dai testi e dagli avvenimenti, proponendo figure paradigmatiche per generositĂ , altruismo, coraggio, amor di patria e grande senso di giustizia e libertĂ . Ăˆ in quest’ottica che l’iniziativa della posa delle Stolpesteine (Pietre d’inciampo), ideata e proposta dall’artista tedesco Gunter Demnig e attuata in alcune cittĂ  italiane ed europee, deve essere giustamente resa nota anche nelle scuole. Si tratta di un percorso simbolico, che rinnova il ricordo dei deportati nei lager, attraverso la posa di una pietra incisa, davanti alle loro abitazioni. Un segno tangibile e concreto, che rende la memoria parte integrante della nostra quotidianitĂ , intrecciando presente e passato. Ăˆ il ricordo di un periodo buio della storia, ancora vivo nei nostri nonni, che è un nostro preciso diritto e dovere non dimenticare. Ricordo di cui dobbiamo far tesoro, perchĂŠ, per chi resta, è il miglior strumento per riflettere e cercare di non commettere gli stessi

   

errori del passato. Agli studenti del Liceo Arici di Brescia è stato assegnato il compito di presentare la figura dell’ avvocato Andrea Trebeschi, ex alunno, compagno di classe e amico di G.B. Montini, il futuro Paolo VI. Trebeschi fu deportato nel 1944 nei campi di concentramento nazisti e morto il 24 gennaio del 1945 nel lager di Gusen. L’essere cresciuto in una famiglia non solo di ispirazione cattolica, ma anche culturalmente stimolante e socialmente impegnata, contribuĂŹ a maturarne la vivacitĂ intellettuale e l’impegno politico. Nel corso della sua vita egli profuse grandi energie per far sĂŹ che la scuola avesse una valenza formativa anche, e soprattutto, nelle coscienze dei giovani. Mi sembra significativo citare le parole dell’avvocato Cesare Trebeschi, figlio di Andrea: “Pare importante che, camminando sulle nostre strade – afferma l’ex sindaco di Brescia – i cittadini inciampino nella memoria di semplici vittime, vittime non soltanto ma anche e forse soprattutto del complice silenzio di chi preferisce stare alla finestraâ€?. (Gaia Minopoli)


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In quel tempo, Pilato disse a GesĂš: “Sei tu il re dei Giudei?â€?. GesĂš rispose: “Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?â€?. Pilato disse: “Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?â€?. Rispose GesĂš: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perchĂŠ non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiĂšâ€?. Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei re?â€?. Rispose GesĂš: “Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla veritĂ . Chiunque è dalla veritĂ , ascolta la mia voceâ€?.

Che cos’è la verità ?  

 

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eritĂ . CosĂŹ veritĂ  non è una cosa, non un concetto ma una voce. Ăˆ un richiamo. Che viene dalla VeritĂ  stessa. Ăˆ un richiamo che parte da lontano e arriva in un punto che non sappiamo dove si trovi ma che risuona nel modo giusto. Però quel che è davvero importante è che questo richiamo non è nostro e che, soprattutto, è necessario provare ad ascoltarlo. Poco piĂš avanti Pilato azzarda una domanda a GesĂš senza aspettare che lui gli risponda: che cos’è la veritĂ ? Tormento per il mondo antico; dimenticata dal mondo contemporaneo perchĂŠ l’ha sostituita con il punto di vista. Come se la VeritĂ  fosse una cosa da mettere in mezzo a una piazza perchĂŠ la si possa guardare da diversi lati e da diverse distanze. Ma anche Pilato tenta una domanda impossibile chiedendo che cos’è la VeritĂ . PerchĂŠ anche lui cercava una cosa e – da uomo concreto – si scontrava con il vero e il giusto e non con la VeritĂ . Ăˆ difficile da esprimere: la VeritĂ  non è una cosa ma un

richiamo, debolissimo perchĂŠ non ci sia tolta la libertĂ , ma richiamo che viene da lontano, dal punto dal quale siamo fatti. Per questo GesĂš dice che chi lo ascolta è dalla veritĂ , viene dalla veritĂ . Seguire quel richiamo è fare il percorso a ritroso verso la nostra origine e la voce di cui parla GesĂš è quel fiato debole che accompagna chi si è perso, chi cammina al buio. Come nel mezzo della notte. Ăˆ un fiato debole che però è testimonianza che questa VeritĂ  esiste: lui stesso dice di essere venuto nel mondo come testimone della veritĂ . Diremmo: garante. PerchĂŠ spesso la domanda sulla VeritĂ  non sembra piĂš nemmeno legittima; soprattutto davanti al male e alla bruttezza. Sembra di parlare di astrazioni, di cose che devono essere impastate con il nostro fango. Anche noi cerchiamo il vero e il giusto: come Pilato. E ci approssimiamo a sbagliare prospettiva come ha fatto lui qualche minuto dopo aver fatto la domanda piĂš enigmatica e profonda che Giovanni mette sulle labbra di un uomo nel suo Vangelo. Ăˆ come Ulisse che, tornato

alla sua Itaca, è riconosciuto solo dal suo cane e dalla vecchia nutrice: re di Itaca eppure sconosciuto. Ma chi ha sentito quel richiamo debole che viene da dove non sappiamo, trova gli indizi per riconoscerlo. La chiave per trovare Cristo è solo questa: ritornare da dove siamo venuti, ripercorrendo a ritroso dietro a quella voce che si riesce a udire con cosÏ grande difficoltà . Lui è re, non c’è dubbio. Anche se sembra tutt’altro, anche se l’aspetto inganna. Ma chi è dalla Verità non guarda: ascolta la sua voce. Questo lo guida rispetto all’accontentarsi di vedere. Cercare la verità è scoprire, è andar dietro agli indizi, è tentare. Vero e giusto non sono ancora la Verità. E guardare a GesÚ come il grande uomo che ha detto cose importanti è accontentarsi di prendere Ulisse per un povero straccione. Manca il bersaglio, si svilisce l’obiettivo, diventa banale la voce. Dunque tu sei re? chiede Pilato. Arreso, GesÚ, risponde: tu lo dici. Debole spiraglio per costringerlo a un pensiero piÚ alto. Vero e giusto non sono ancora la Verità.

   

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/DSRUWDFRPXQH Due sorelle gemelle omozigoti. Sono bellissime, vivacissime e molto unite. In piscina si scambiano i ruoli perchĂŠ una delle due ha paura dell’acqua alta. Scopro il loro sotterfugio e le obbligo a indossare costumi diversi e cuffie diverse per essere riconoscibili. Anche a scuola l’una si fa interrogare al posto dell’altra barando con le maestre. Crescono e nei loro sogni di adolescenti immaginano la casa del loro futuro: una casa comune, due appartamenti comunicanti, un’unica entrata. A 18 anni la “scaltraâ€? fugge dalla casa paterna ed entra nel proto monastero di Santa Chiara ad Assisi. I genitori mandano i carabinieri ma lei si appella alla maggiore etĂ per rimanere ferma nella sua decisione. La sorella rimane a casa, la incontro e le dico se

un giorno anche lei non farĂ lo stesso, la sua risposta è: “Preferisco vivereâ€?. Passano gli anni, il terremoto del 1997 ad Assisi provoca un cataclisma anche nella sorella. La vedo nella chiesa parrocchiale tutta raccolta dopo la Messa. Mi avvicino, le chiedo cosa stia succedendo e sorridendo con una luce nuova negli occhi, mi dice: “Stanno succedendo grandi coseâ€?. Torno in Convento e ricevo una lettera da suor Chiara Domenica da Assisi. Sua sorella è entrata come postulante nel Monastero Mater Ecclesiae nell’isola di San Giulio (nella foto), sul lago d’Orta. Ăˆ felice e preoccupata allo stesso tempo: fino a quando sua sorella si trovava “nel mondoâ€? potevano vedersi, incontrarsi ad Assisi. Ora che entrambe sono in clausura in Ordini

religiosi diversi, la cosa si fa praticamente impossibile. Ma nella lettera c’è anche tanta gioia perchÊ GesÚ ha modo suo a realizzato il loro sogno fatto da adolescenti: un’unica casa: la vita consacrata; i due appartamenti comunicanti: i due ordini monastici; un’unica entrata: la chiamata di Cristo. La fede offre questa capacità di rileggere addensando significati, aggiungendo sfumature, trasfigurando il banale quotidiano di una Luce nuova, bella, gioiosa. Ora suor Chiara Domenica sta tentando una nuova avventura a Lourdes: la vita eremitica. Una chiamata nella chiamata. Lei piÚ concretamente sostiene che dopo tanti anni di amore vissuto in comunità, lei e lo Sposo hanno bisogno di una nuova e piÚ solitaria intimità.


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“Sin dalla sua istituzione il Servizio ha sviluppato la propria azione attorno ai due pilastri dell’8xmille, vale a dire le firme sulla dichiarazione dei redditi per la destinazione della quota di Irpef alla Chiesa cattolica, e, come secondo pilastro, alla sensibilizzazione per la raccolta di fondi per il sostentamento del clero nella forma della solidarietĂ nazionaleâ€?. La gente ha forse ritrosia a donare per la Chiesa? “No, anzi, da diverse ricerche

e indagini che abbiamo svolto, è sempre emerso che il popolo italiano è molto generoso verso la Chiesa e le sue strutture e realtĂ , a partire dalle parrocchie, missioni, santuari, e cosĂŹ via. Solo che culturalmente i fedeli preferiscono dare direttamente al proprio parroco, alla propria parrocchia, al santuario, alle religiose o al missionario che conoscono piuttosto che fare una donazione che va a finire in una realtĂ  ‘lontana’, come può essere l’Istituto

centrale per il sostentamento del cleroâ€?. Quali vantaggi ci sarebbero se aumentassero le offerte dirette per il sostentamento del clero? “Il primo e piĂš evidente sarebbe che si libererebbe una equivalente quota dei fondi 8xmille attualmente destinati al sostentamento del clero, per essere utilizzati verso altre finalitĂ , quali la caritĂ , gli aiuti ai Paesi poveri, i beni artistici e culturali della Chiesa, le case canoniche e altroâ€?.

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ggi non pochi giovani dubitano profondamente che la vita sia un bene e non vedono chiarezza nel loro camminoâ€?, ma “la luce della fedeâ€? ci fa comprendere che “ogni esistenza ha un valore inestimabile, perchĂŠ frutto dell’amore di Dioâ€?. Nel portare questo “annuncio gioioso di salvezza e di vita nuovaâ€?, la Chiesa “contaâ€? anche sui giovani, “i primi missionariâ€? tra i “coetaneiâ€?. “Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare – afferma il Papa – il progresso tecnico ci ha offerto possibilitĂ inedite di interazione tra uomini e tra popolazioni, ma la globalizzazione di queste relazioni sarĂ  positiva e farĂ  crescere il mondo in umanitĂ  solo se sarĂ  fondata non sul materialismo ma sull’amoreâ€?. Per questo â€œĂ¨ urgente testimoniare la presenza di Dio affinchĂŠ ognuno possa sperimentarla: è in gioco la salvezza dell’umanitĂ  e la salvezza di ciascuno di noiâ€?. Per svolgere la missione evangelizzatrice il

     

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Pontefice invita i ragazzi a guardarsi intorno: “Cristo ha bisogno anche di voi. Alcuni sono lontani geograficamente, altri invece sono lontani perchĂŠ la loro cultura non lascia spazio a Dio; alcuni non hanno ancora ac-

colto il Vangelo personalmente, altri invece, pur avendolo ricevuto, vivono come se Dio non esistesseâ€?. A tutti, suggerisce il Santo Padre, “apriamo la porta del nostro cuore; cerchiamo di entrare in dialogo, nella semplicitĂ e nel rispettoâ€?. Due, chiarisce Benedetto XVI, sono i campi in cui l’“impegno missionarioâ€? dei giovani “deve farsi ancora piĂš attentoâ€?. Il primo è “quello delle comunicazioni sociali, in particolare il mondo di internetâ€?, da “usare con saggezzaâ€?, considerando “anche le insidie che esso contiene, in particolare il rischio della dipendenza, di sostituire l’incontro e il dialogo diretto con le persone con i contatti in reteâ€?. Il secondo ambito è “quello della mobilitĂ . Oggi sono sempre piĂš numerosi i giovani che viaggiano, sia per motivi di studio o di lavoro, sia per divertimento. Ma penso anche a tutti i movimenti migratori. Anche questi fenomeni possono diventare occasioni provvidenziali per la diffusione del Vangeloâ€?.

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L’Assemblea sinodale sarà composta da 385 membri contro i 486 della precedente consultazione datata 1978. Nello specifico i membri sono: quattro Vescovi, 135 presbiteri, nove diaconi, 13 religiosi, 17 religiose e 207 laici (118 uomini e 89 donne). Fra queste persone, 44 fanno riferimento al consiglio pastorale diocesano, 43 al consiglio presbiterale, 91 sono i laici eletti nelle zone, 64 i vicari e i presbiteri eletti nelle zone, 55 dalle aggregazioni laicali, 20 dagli

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Organismi sinodali, 53 convocati dal Vescovo e 13 i Canonici della Cattedrale. A tutti verrĂ consegnato da Monari il libro “Il credo del Popolo di Dio. Paolo VI maestro e testimoneâ€? edito dalle Paoline; la presentazione del testo è proprio del vescovo Luciano. Paolo VI, maestro e testimone della fede, ha portato su di sĂŠ le ansie e le speranze del suo tempo. La lettura e la meditazione della professione di fede che egli ha pronunciato il 30 giugno 1968 a conclusione dell’Anno della fede,

indetto per il 19° Centenario del martirio dei Santi Pietro e Paolo, è un contributo per vivere l’Anno della fede. Va detto che la celebrazione conclusiva del Sinodo in Cattedrale (ore 18.30 del 9 dicembre) coincide con la Messa di apertura diocesana dell’Anno della fede. Alla celebrazione conclusiva, oltre alle autorità , sono state invitate anche le Chiese e le comunità non cattoliche di Brescia. La colletta della Messa di chiusura sarà devoluta per la carità del Vescovo.

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’instrumentum laboris è il testo base del Sinodo, il testo su cui si confronteranno tutti i 385 padri sinodali nella prima sessione (l’1 e il 2 dicembre). Prima di addentrarci in una sintesi dei contenuti, è bene fare chiarezza sulle modalitĂ . Alla luce delle osservazioni espresse sull’instrumentum laboris, il Presidente della Commissione di coordinamento elabora un indice schematico del “documento finaleâ€? e lo sottopone alla votazione dei sinodali (secondo le modalitĂ  e le procedure riportate nel box inferiore). Se ottiene il voto favorevole di almeno i 3/4 degli aventi diritto al voto, viene consegnato alla Commissione perchĂŠ elabori la bozza del documento finale. Anche nella seconda sessione i sinodali avranno la possibilitĂ  di intervenire sulla base dello schema approvato nella prima sessione, sui singoli capitoli della bozza del documento finale. Successivamente la Commissione di coordinamento elabora il testo finale che viene sottoposto a votazione: i singoli capitoli per alzata di mano, l’intero documento in forma scritta. L’instrumentum laboris si apre con le premesse sulla comunione (mistero divino e vocazione umana, GesĂš forza e rivelazione della comunione, la Chiesa al servizio della comunione, comunione e missione della Chiesa) e sul senso delle unitĂ  pastorali che

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una illusoria autosufficienza per farle vivere ‘con’ e ‘per’ altre comunitĂ parrocchialiâ€?. Lo scopo è di contribuire a dare un impulso alla missione ecclesiale, favorendo una maggiore comunione e collaborazione nel presbiterio, fra le parrocchie, le persone consacrate e i diversi gruppi e aggregazioni ecclesiali. Tutte le disposizioni del Sinodo, come si legge al paragrafo 15, “vanno collocate dentro la cornice fondamentale di queste premesseâ€?. Nello specifico l’instrumentum laboris si suddivide in cinque capitoli: fisionomia e struttura delle unitĂ  pastorali, compiti e funzioni delle unitĂ 

pastorali, soggetti (ministerialitĂ diffusa, presbiteri, diaconi, persone consacrate, laici e aggregazioni ecclesiali), organismi di comunione e le fasi per la nascita di una unitĂ  pastorale (proposta, preparazione, costituzione e accompagnamento).

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$LYRWL´DSSURYR¾R´QRQDSSURYR¾ Tutti i 385 sinodali hanno il diritto di proporre interventi relativi al testo-base di lavoro, noto come instrumentum laboris, e alla bozza del documento di lavoro. Gli interventi possono essere scritti o orali. Quelli scritti saranno consegnati in segreteria. Gli interventi orali vanno richiesti alla Segreteria almeno mezz’ora prima dell’inizio della sessione e non possono durare piÚ di tre minuti. Ogni sinodale può intervenire una sola vol-

ta in ogni sessione. Le votazioni, che possono essere per alzata di mano o in forma scritta su apposita scheda, prevedono la formula “approvoâ€? o “non approvoâ€?. Il documento ďŹ nale approvato dall’Assemblea sinodale verrĂ poi consegnato al Vescovo per la redazione dei provvedimenti che riterrĂ  piĂš opportuni. Va ricordato, infatti, che nel Sinodo l’unico legislatore è il Vescovo diocesano, mentre gli altri membri esprimono un voto consulti-

vo. In preparazione al Sinodo, è stata prevista un’animazione liturgica per le parrocchie a cura proprio dell’UfďŹ cio per la liturgia: i testi si possono scaricare dal sito www.diocesi.brescia.it. Le celebrazioni eucaristiche del Sinodo saranno animate dalla corale San Lorenzo della parrocchia di Urago d’Oglio e dal coro della Cattedrale. Un grazie sentito anche ai volontari del Mato Grosso e al Gruppo volontari della diocesi.

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‰‡Â?†ƒ †‡Ž‡•…‘˜‘ GiovedĂŹ 22 novembre Ore 9.30 – Gavardo – Incontro con i sacerdoti sul Vangelo di Luca presso l’auditorium S. Maria. Ore 18 – Brescia – S. Messa per le UniversitĂ in Duomo Vecchio. VenerdĂŹ 23 novembre Ore 6.50 – Brescia – S. Messa presso il Seminario minore. Ore 15 – Brescia – Inaugurazione della nuova sede dell’Editrice La Scuola. Ore 21 – Brescia – Incontro di

preghiera per i giovani presso la Basilica delle Grazie. Sabato 24 novembre In mattinata pellegrinaggio diocesano per le parrocchie a Stezzano Ore 15 – Brescia – Convegno della Fism presso l’Università cattolica. Ore 18 – Capo di Ponte – Cresime. Domenica 25 novembre Ore 10 – Gottolengo – Cresime e prime comunioni. Ore 15 – Concesio – Incontro con l’Oec presso l’Istituto Paolo VI. Ore 18.30 – Brescia – S. Messa per la Fraternità Tenda di Dio in Cattedrale. LunedÏ 26 novembre Ore 10.30 – Brescia – Incontro con i sacerdoti in occasione del 30°

del Diaconato permanente a Brescia presso la Casa dei diaconi. MartedÏ 27 novembre Ore 20.30 – Sarezzo – Incontro con i catechisti presso l’oratorio. MercoledÏ 28 novembre Ore 20.30 – Gussago – Incontro con il Consiglio diocesano di Ac presso Villa Pace.

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‹‘”Â?ƒ–ƒ…ƒ–‡…—Â?‡Â?‹ L’UfďŹ cio catechistico ricorda che domenica 25 novembre 2012 si terrĂ presso il Centro pastorale Paolo VI la giornata diocesana di spiritualitĂ  per i Catecumeni adulti, dalle ore 15.30 alle 17.30.

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uor Maria è una donna umile e coraggiosa, figlia di una terra forte (la Valle Camonica), e di una famiglia profondamente cristiana. La sua vita si svolge tra il 1883 e il 1969. La risposta alla chiamata del Signore nella vita salesiana, fortemente sofferta, è l’inizio di una missione dalla fecondità eccezionale. Nel 1915, frequenta un corso per infermiere a Varazze, dove si trova per ristabilirsi in salute dopo il tifo. Questa preparazione è lo strumento provvidenziale per avvicinare gli indigeni tra cui sarà mandata. Parte per l’Ecuador nel 1922 e nel 1925 giunge alla vera e propria missione nella foresta amazzonica, dove vive per 40 anni. L’arrivo delle Suore segna l’inizio della missione che il Papa ha affidato ai Figli di Don Bosco e che fino a quel momento non si è potuta aprire agli indigeni, diffidenti, a causa delle tristi esperienze fatte durante la colonizzazione. Suor Maria e la sua comunità si occupano delle donne e dei bambini, sono la punta avanzata della penetrazione tra il popolo Shuar. Sono donne mistiche, che bruciano della passione per il Regno di Dio. Contemplano GesÚ nei fratelli, soprattutto nei piÚ svantaggiati, cercano di metterli in piedi come persone degne di questo nome, ben conoscendo la forza del Vangelo in que-

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l’innocente, il santo, con la sua vita e con la sua parola, cambia qualcosa nella storia. Suor Maria si offre al Padre e muore, unica vittima in un incidente aereo, e sembra una sconfitta; in realtà , i due gruppi, dopo la sua morte riflettono e cercano condizioni piÚ sagge di convivenza. La storia si trasforma cosÏ, standoci dentro con amore, disposti a pagare qualcosa o tutto per i fratelli e per le sorelle. Suor Maria Troncatti ne è un esempio luminoso.

      

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Dal 13 al 18 gennaio all’Eremo di Bienno sono in programma gli esercizi spirituali per i sacerdoti dei primi 15 anni di ordinazione della diocesi. Si terranno da domenica 13 gennaio (cena) al pranzo di venerdĂŹ 18 gennaio. Saranno guidati da don Marco Busca sul tema: “Il prete: ministro della ‘Vita nuova’â€?. Il cammino di comunione del presbiterio si costruisce nella preghiera e nella meditazione che aiuta la crescita spirituale e la fraternitĂ sacerdotale.

Nella parrocchiale di Santa Maria CrociďŹ ssa di Rosa sono stati celebrati il 20 novembre i funerali di don Luigi Villa, scomparso all’etĂ di 92 anni. Nato a Lecco, dal 1967 si è trasferito in pianta stabile a Brescia dove ha dato il via al progetto “Chiesa Vivaâ€?, una rivista che vide la luce nel 1971. Per le sue ultime prese di posizione, con i continui attacchi a Paolo VI e al Concilio, è stato anche richiamato pubblicamente dal vescovo Monari.

Il 20 novembre è scomparso don Giorgio Tansini. Nato a Milano il 23 febbraio 1923, è stato ordinato a Brescia il 21 dicembre 1951. Originario della parrocchia di S. Giovanni Evangelista in cittĂ , dal 1950 al 1971 è stato oratoriano, della congregazione dei Padri ďŹ lippini della Pace; vicario parrocchiale a S. Antonio di Padova in cittĂ  dal 1956 al 1965; parroco a S. Antonio di Padova in cittĂ  dal 1969 al 1997; consulente ecclesiastico

Le sorelle della FraternitĂ Tenda di Dio annunciano, con gratitudine e gioia, le promesse deďŹ nitive di Isabella Belliboni e Gabriella BonďŹ glio. La celebrazione sarĂ  presieduta dal vescovo Luciano Monari alle 18.30 di domenica 25 novembre, solennitĂ  di Cristo Re, in Cattedrale. Le accompagniamo con la preghiera. Questa realtĂ  ha preso forma il 16 ottobre 1996: una fraternitĂ  di ragazze che accogliendo la chiamata di Dio, si sono consacrate a Lui.

della sezione Ucai (Unione cattolica artisti italiani) dal 1981; deceduto a Brescia presso la Rsa mons. Pinzoni, viene funerato a S. Antonio di Padova in città e sepolto a Brescia (Vantiniano) il 22 novembre 2012. La veglia funebre è stata presieduta da mons. Vigilio Mario Olmi; i funerali sono presieduti da mons. Luciano Monari giovedÏ 22 novembre alle ore 15.30. A lui e ai suoi familiari un ricordo nella preghiera.

 

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i è spento il giorno 11 luglio, festa di San Benedetto, patrono d’Europa, il santo dell’ora et labora, le due parole che hanno anche caratterizzato la vita di don Franco. Nelle parrocchie in cui ha svolto il suo ministero, infatti, ha lasciato una testimonianza di grande umanità : è stato un uomo e un prete con un singolare spirito operoso, instancabile nel lavoro fisico che ha sempre svolto con passione, incurante del piccolo limite che gli condizionava un arto. Instancabile anche nell’opera spirituale, cosciente che il bene delle anime è lo scopo principale della missione del prete. E quando si rimboccava le maniche e col sudore in fronte lavorava materialmente per l’oratorio o la parrocchia sapeva di farlo per una struttura destinata a tener viva la vita cristiana e la vita di grazia dei suoi fedeli. Questo stile don Franco l’aveva maturato fra la gente della sua Val Trompia e lo ha portato in tutte le sue esperienze, aperte dai 10 anni di curato a Roncadelle negli anni caldi dei fermenti postconciliari. Ed è proprio l’apertura del Concilio che fece maturare in lui il desiderio di essere fidei donum: partÏ per il Burundi. Fu una esperienza breve, durata un solo paio d’anni, ma che incise profondamente nella sua vita: la sua sensibilità missionaria è sempre rimasta alta e contagiosa nella sua gente. Poi, alla bre-

  

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queste destinazioni don Franco Bettinsoli ha lasciato un segno positivo: prima di tutto come ministro della Parola di Dio che ha cercato di comunicare in diversi modi, dopo che per lui stesso era divenuta luce e guida. Poi con un autentico spirito di carità pastorale che lo ha spinto ad essere vicino a tutti i suoi parrocchiani, nei momenti lieti e tristi, senza troppe verbosità: un sorriso, un abbraccio, una battuta consolatoria e riconciliatrice, un invito alla preghiera. Era affabile e fraterno con tutti. Disponibile ad entrare in tutte le case dove c’era un ammalato, un anziano, una

situazione penosa. Nel tempo estivo, in tutti i paesi in cui è stato, era tradizionale il suo muoversi per le vie in bicicletta: immagine del pastore che va lui stesso in cerca delle sue pecore. E se faceva delle differenze erano a favore dei piĂš poveri e bisognosi. Significativa, al proposito, la testimonianza del sindaco di Montirone all’indomani della morte dello stimato parroco: “Una persona straordinaria, sempre attento ai bisogni dei suoi parrocchiani. Quando ad esempio capitava uno sfratto, lui si precipitava in Municipio per chiederci di intervenire; da parte sua faceva tutto il possibileâ€?.

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6XVVLGLSHUO¡$YYHQWRDO&RE Si avvicina l’Avvento, tempo di preparazione per tutti, ragazzi e adolescenti compresi. L’attesa che viviamo è quella di un futuro misterioso, che non si riferisce ai giorni del calendario. Si tratta di un altro tipo di giorni: non è la quantità , ma la qualità dei giorni che, se Dio vuole, cambia. L’Ufficio per gli oratori e i giovani ha predisposto un sussidio bambini piÚ un calendario a finestrelle: Il cannocchiale

dei magi, un sussidio di preghiera quotidiano (Completo 2 euro cadauno) che, con l’aiuto dei magi, accompagna alla scoperta dei segni che il Signore lascia nella nostra vita. I magi, che hanno saputo scrutare i segni del cielo e li hanno seguiti per adorare il Bimbo GesÚ, ci aiutano a leggere i segni che accompagnano la nostra vita: quelli che incontriamo nel creato, contemplando il cielo; quelli che

incontriamo nella natura e negli esiti del lavoro dell’uomo; quelli che ci mostrano i volti e le persone che vivono nei nostri paesi e nelle nostre cittĂ . Il sussidio per ragazzi e adolescenti si intitola “Dalle stelle alla stallaâ€? (1,50 euro cadauno) e vuole offrire un aiuto quotidiano per orientare la nostra conversione spirituale in vista del Natale. Cambiare non è qualcosa di buono a priori. Non ab-

biamo bisogno di cambiare perchÊ alla ricerca di una novità qualsiasi: il piccolo itinerario spirituale che vogliamo proporre ci invita a scoprire la direzione di questo cambiamento, osservando e cercando di capire i segni sul nostro cammino. Le domeniche contengono spunti per vivere l’Avvento di Carità proposto dalla Caritas diocesana. Presso il Centro oratori bresciani sono disponibili inoltre altri stru-

menti per la preparazione al Natale per bambini, ragazzi, adolescenti e giovani. I sussidi si possono prenotare anche via e-mail. Tutto l’Avvento – la parola stessa lo dice – non è che la realizzazione di un evento, che è sempre il piÚ bello di tutti, cioè un incontro felice. Ogni incontro, quando è felice, realizza il meglio della vita. L’Avvento diventa molto concreto se mettiamo in questione la nostra storia.


NELL’ANNO DELLA FEDE RICORDIAMO I SACERDOTI: “DONO DI DIO” PER TUTTI Tutti i sacerdoti, oltre al nostro parroco, sono un dono di Dio. Ne siamo consapevoli? Sono uomini che, con il loro sì, scelgono Dio come unico e solo ideale di vita. Una vita che non ha presupposti di spensieratezza e tranquillità. E per uno che sbaglia, ce ne sono migliaia che instancabilmente dedicano l’esistenza a portare a tutti la Parola di Dio e un gesto concreto di carità. Torna allora la domanda: siamo consapevoli che ognuno di noi può partecipare al loro dignitoso sostentamento? Affinché possano continuare la propria missione e raccontare la Buona novella basta poco. La preghiera e un contributo anche economico: l’Offerta Insieme ai sacerdoti, di cui si parla in questa pagina. Ogni Offerta, oltre ad essere un dono dal valore perequativo e solidale, rappresenta anche un “investimento” che genera altre risorse. In tutta Italia, infatti, i sacerdoti sono sempre in prima fila nell’azione pastorale e in molte iniziative di assistenza e di carità. Perciò metterli in grado di lavorare al meglio nella vigna del Signore significa promuovere ogni altra realtà ecclesiale e attività a servizio dei fratelli più deboli. “Ogni Offerta in più raccolta dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero - afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa - è importante almeno per due motivi: perché contribuisce in modo concreto e perequativo al sostentamento dei 37 mila sacerdoti diocesani, ma soprattutto perché testimonia una comunità che non è totalmente sorda a quel senso di partecipazione e corresponsabilità che va anche oltre la propria comunità ecclesiale”. Maria Grazia Bambino

UNA DOMENICA INSIEME AI SACERDOTI

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a Chiesa italiana dedica ogni anno una Giornata Nazionale per sensibilizzare i fedeli al tema del sostentamento dei sacerdoti. Fissata per l’ultima domenica di novembre, Cristo Re, l’appuntamento ha l’obiettivo di far conoscere ai fedeli le Offerte destinate a tutti i 37 mila preti “diocesani”. Sono ministri dei sacramenti e amici della nostra vita, sollievo per i poveri e i soli, missionari nel nostro territorio, nelle carceri e negli ospedali, nelle grandi città italiane come nei paesi di montagna e nelle isole. Oltre 600 di loro sono inviati nel Terzo mondo. Ma tanti cristiani non sanno che possono sostenere la loro missione ogni giorno. Anzi che il loro sostentamento è affidato ai fedeli, come nelle comu-

nità cristiane delle origini, in segno di comunione. Basta un’Offerta piccola, ognuno dia nelle sue possibilità. Ma non rinunciamo a partecipare al loro sostentamento, che è il nostro grazie per la loro vita donata al Vangelo e agli altri. Magari prendiamo l’abitudine di ripeterla durante l’anno. Li accompagneremo nella missione. E renderemo visibile la Chiesa-comunione, indicata dal Concilio Vaticano II.

SCOPRI LE OFFERTE, FAI CRESCERE LA COMUNIONE con un contributo diretto all’Istituto sostentamento clero della tua diocesi. La lista degli IDSC è su www.insiemeaisacerdoti.it;  con carta di credito CartaSì, chiamando il numero verde CartaSì 800-825 000 o donando on line su www.insiemeaisacerdoti.it. Dove vanno le Offerte donate? All’Istituto Centrale Sostentamento Clero, a Roma. Che le distribuisce equamente tra i circa 37 mila preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile tra 883 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, e 1.380 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita intera a servizio del Vangelo e del prossimo e 600 missionari nel Terzo mondo. Perché ogni parrocchia non può provvedere 

Chi può donare l’Offerta per i sacerdoti? Ognuno di noi. Per se stesso, ma anche a nome della famiglia o di un gruppo parrocchiale. Come posso donare?  con conto corrente postale n. 57803009 intestato a Istituto Centrale Sostentamento Clero – Erogazioni liberali, Via Aurelia 796, 00165 Roma;  con uno dei conti correnti bancari dedicati alle Offerte, indicati sul sito www.insiemeaisacerdoti.it;

da sola al suo prete? L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e fedeli, e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II. Che differenza c’è tra Offerte per i sacerdoti e l’obolo raccolto durante la Messa? E’ diversa la destinazione. Ogni parrocchia infatti dà il suo contributo al parroco. Che può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento. È pari a 0,0723 euro (circa 7 centesimi) al mese per abitante. E nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

Perché donare l’Offerta se c’è già l’8xmille? Offerte e 8xmille sono nati insieme nel 1984, con l’applicazione degli accordi di revisione del Concordato. L’8xmille oggi è uno strumento ben noto, e non costa nulla in più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora l’Offerta copre circa il 3% del fabbisogno, e dunque per remunerare i nostri sacerdoti bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma vale la pena far conoscere le Offerte perché questo dono indica una scelta consapevole di vita ecclesiale. E raggiunge anche i sacerdoti di parrocchie piccole e lontane. Perché si chiamano anche “offerte deducibili”? Perché si possono dedurre dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 1.032,91 euro l’anno. La deducibilità è riservata alla persona fisica.


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lucenti, promosso da Caritas diocesana Brescia nell’ambito dell’Avvento di Carità 2010, e finalizzato a sostenere l’attività delle Caritas impegnate ad attenuare gli effetti piÚ deleteri della sofferenza finanziaria che attanaglia le famiglie. Le Caritas infatti possono chiedere una partecipazione al Fondo Briciole lucenti fino al 50% (per un importo massimo complessivo di 5000 euro a semestre) delle erogazioni concesse a famiglie

 

per piccole spese inerenti la casa, l’istruzione, la salute. In 18 mesi di attività (dato aggiornato al 30 giugno scorso), il Fondo Briciole lucenti, attraverso le 42 Caritas che hanno presentato domanda, ha permesso di sostenere 475 famiglie. La prossima scadenza per la compartecipazione al Fondo è fissata per il 7 gennaio 2013 (per info: 030 3757746; per scaricare modulo domanda: www.brescia. caritas.it)



   

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er “essere paneâ€? c’è un percorso da compiere. Muove da questa premessa la proposta per l’Avvento di caritĂ 2012, “Il lavoro del paneâ€?, realizzata da Caritas diocesana di Brescia in collaborazione con l’Ufficio per gli oratori e i giovani. Per “essere paneâ€? c’è un percorso da compiere: un percorso lungo, di fatti, fatiche, frutti; un percorso di gesti, soprattutto di mani: mani che si incontrano (I domenica: Mani creative); mani che operano (II domenica: Mani operose); mani che si fidano e si affidano (III domenica: Mani fiduciose); mani che si aprono al dono del pane, al dono di sĂŠ (IV domenica: Mani aperte).Nell’Anno della fede, mettere in rilievo le mani per segnare il percorso da compiere per “essere paneâ€? per gli altri, per una comunitĂ  di comunione, permette di evidenziare la forza evangelizzatrice dei gesti. CosĂŹ Benedetto XVI per i 40 anni di Caritas italiana (24 novembre 2011), il cui intervento scandisce la proposta di meditazione delle quattro domeniche di Avvento: “Scorrendo le pagine del Vangelo, restiamo colpiti dai gesti di GesĂš: gesti che trasmettono la Grazia, educativi alla fede e alla sequela; gesti di guarigione e di accoglienza, di misericordia e di speranza, di futuro e di compassione; gesti che iniziano o perfezionano una chiamata a seguirlo e che sfociano nel riconoscimento del Signore come unica ragione del presente e del futuro. Quella dei gesti, dei segni è una modalitĂ  connaturata alla funzione pedagogica della Caritas. Attraverso i segni concreti, infat-

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le persone sofferenti possano sentire il calore di Dio e lo possano sentire tramite le nostre mani e i nostri cuori apertiâ€?. Apre l’Avvento di caritĂ 2012, la Giornata del pane (I domenica di Avvento, 2 dicembre): alla proposta pastorale “Il lavoro del paneâ€?, si accompagna infatti l’iniziativa “Il pane dĂ  lavoroâ€? realizzata in collaborazione con l’Unione panificatori artigiani della Provincia di Brescia (Confartigianato) e finalizzata a supportare una delle dita di “Mano fraternaâ€?: il sostegno all’occupazione. Nell’onda lunga della crisi, le nostre comunitĂ  sono infatti invitate a “farsi progettoâ€? per promuovere opportunitĂ  per chi è senza lavoro (per info: 030 37 57 746; www.brescia.caritas.it).

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con l’azienda ospedaliera, per facilitarne il lavoro ed incoraggiare altri ad impegnarsi al loro ďŹ anco. Il volontariato praticato nei corridoi e nelle stanze dei presidi ospedalieri gestiti dalla “Mellino Melliniâ€? richiede sensibilitĂ e attenzioni particolari che devono misurarsi con la sofferenza e con le “brutte notizieâ€? che afiggono pazienti e familiari. Si tratta, dunque, di un sostegno che serve spesso ad umanizzare l’ambiente clinico e

   

  

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a Circoscrizione Centro del Comune di Brescia in collaborazione con il Csv e il Circolo Mcl San Faustino, organizza il convegno “Anziani e comunitĂ nell’anno europeo dell’invecchiamento attivoâ€?. Il 29 novembre presso la Sala Piamarta i lavori verranno introdotti alle 17.30 da Flavio Bonardi, presidente della Circoscrizione Centro, Urbano Gerola, presidente Csv Brescia e Luca Pezzoli, presidente Mcl di Brescia. A seguire l’intervento di Elisabetta Donati, sociologa dell’UniversitĂ  degli Studi di Torino e della dott.ssa Maria Rosa Inzoli dell’associazione Balestrieri Anziani in Linea. Riguardo lo stile di vita attivo e dinamico interverrĂ  poi Emanuele Petromer, direttore tecnico sportivo della federazione Uisp Brescia, seguito dalle testimonianze di alcuni anziani della cittĂ . Il 2012 è l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietĂ  tra generazioni. L’Anno europeo mira a sensibilizzare l’opinione pubblica al contributo che le persone anziane possono dare alla societĂ . Si propone di incoraggiare e sollecitare i responsabili politici e le parti interessate ad intraprendere, a ogni livello, azioni volte a migliorare le possibilitĂ  di invecchiare restando attivi e a potenziare la solidarietĂ  tra le generazioni. Il risultato finale, forse meglio chiamarla aspirazione, consiste nell’agevolare la creazione di una cultura europea, basata su una “societĂ  per tutte le etĂ â€? in grado di stimolare i giovani e di non dimenticarsi degli anziani. Con questo incontro organizzato alla Sala Piamarta si inten-

    

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a regalare sorrisi e momenti di conforto in giorni spesso non propriamente felici. Molte sono le organizzazioni di volontariato presenti all’ospedale di Chiari dal 2005: il convegno del 27 novembre intende affrontare le tematiche speciďŹ che del volontariato ospedaliero dando risalto alla sussidiarietĂ e stimolando l’incontro con gli operatori che quotidianamente affrontano la realtĂ  della sofferenza.

razioni fatta di scambi – esperienza da una parte, energia e novità dall’altra – e di superamento di stereotipi e pregiudizi. In questo canale il volontariato può essere un mezzo efficace di contaminazione fra giovani e anziani su un terreno comune fatto di valori positivi e di aiuto alla cittadinanza. Pratiche che vengono migliorate e oliate dall’incontro quotidiano e, appunto, dal dialogo fra le generazioni. Incontri del genere sono già stati organizzati con successo in altre zone della provincia e la riproposizione è segnale di interesse e di attenzione verso una tematica che riguarda tutta la cittadinanza. Con l’intenzione di trasferire poi nella vita quotidiana le buone pratiche testimoniate.

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cocci del vaso sono in terra, frantumati. Ivana è italiana, ma potrebbe essere anche straniera. Ivana è una delle tante ospiti passate dal Centro pronto intervento Maria Bambina gestito dalla responsabile suor Felicita e dall’assistente sociale suor Elisabetta, che vi dedica anima e corpo fin dal 1982, anno di apertura. Ivana, il nome è di fantasia, è qui perchÊ vuole rimettere insieme i cocci della sua vita. Come lei tante altre donne devono fare i conti con la violenza domestica di uomini che le vedono solo come oggetto di piacere. L’umiliazione e lo svilimento della persona sono le due piaghe piÚ grosse da curare. La Congregazione delle suore di carità delle Sante Capitanio e Gerosa, presenti tra l’altro in India e in America Latina, accompagna nella comunità (otto religiose) l’operato di suor Felicita e di suor Elisabetta. Quando è nato

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a non sentirsi all’altezza della situazione, a non accettarsi piĂš. Ăˆ quindi piĂš difficile sanare i drammi psicologici. Accogliere e poi offrire solidarietĂ significa dare loro la possibilitĂ  di ricucire le proprie ferite. Ecco allora che la Giornata contro la violenza sulle donne può essere un motivo per ridare voce alle esperienze vissute nel silenzio e nel dolore e non al sensazionalismo. Il fenomeno, va detto però, si sta ampliando. Ci possono essere anche piccoli gesti familiari, inizialmente percepiti come banali, che poi possono diventare esplosivi. Nel disagio, accanto alle donne, ci sono anche i bambini: oggi sono 10, accuditi da sei mamme che vivono in ambienti comuni, ma hanno anche stanze personali. Gli stessi bambini, sulla scorta di quello che hanno visto o provato, arrivano a considerare le madri una nullitĂ  e a trattarle male. Sulla carta il Protocollo maltrattamen-

to, siglato da Asl, Ospedali e Centri di pronto intervento, dovrebbe tutelare e proteggere le persone coinvolte per cinque giorni, ma ovviamente il recupero procede – se c’è la volontà del soggetto – anche per periodi piÚ lunghi. Ci vuole pazienza per rialzare la testa. Non tutte, però, colgono l’opportunità di cambiamento. Serve piÚ tempo per calmare le animosità e valutare nei casi complessi le possibili azioni giuridico-sociali. Poi inizia la parte ancora piÚ difficile: il reinserimento. Devono trovare un lavoro, anche se non si può pensare che una donna sola con i figli possa seguire degli orari lavorativi da fabbrica. Nello specifico le suore coadiuvate da quattro educatrici accolgono e sostengono le donne vittime di violenza segnalate dai servizi sociali. Il piÚ delle volte si presentano solo quando si accorgono che anche i loro figli sono troppo feriti dalla situazione crea-

tasi: si ribellano alla sottomissione per recuperare la dignitĂ perduta. Non è facile, a volte cedono alle promesse dei mariti o dei compagni. Ed è un lavoro quotidiano non certificabile: la persona parla di sĂŠ anche attraverso l’espressivitĂ  e la manualitĂ  con i laboratori di arteterapia o con la semplicitĂ  di una festa di compleanno che le porta a dire “Anch’io contoâ€?. La Giornata dovrebbe essere davvero un richiamo alla dignitĂ  della persona umana. Al di lĂ  del clamore mediatico, bisogna chiedersi perchĂŠ succedono queste cose, perchĂŠ, citando suor Elisabetta, c’è un chiaro ed esplicito “abbruttimentoâ€? della creazione. Suor Elisabetta ribadisce che la loro azione è un piccolo sassolino rispetto al fenomeno del maltrattamento, ma questo piccolo gesto ha la capacitĂ  di riportare il sorriso ai bambini e di riportare le mamme ad avere nuovamente una progettualitĂ .

  

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ďŹ guratevi la struggente malinconia della musica di Puccini che racconta le vicende di Isabella, amante fedele e coraggiosa, che contro tutto e contro tutti s’imbarca alla ricerca dell’amato scomparso, affronta mille pericoli ďŹ nchĂŠ la sua nave fa naufragio e viene addirittura fatta prigioniera dai turchi. Per entrambe le recite del 22 e 24 novembre sono ancora disponibili pochi posti in vendita in Biglietteria (mar.-ven. 13.30-19, sab. 15.30-19) e sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it.

GiovedĂŹ 22 novembre alle 20.30 per “Edoloteatroâ€? la Compagnia Gank, in co-produzione con il Teatro stabile di Genova e il Festival teatrale di Borgio Verezzi, affronta un classico del teatro con uno spettacolo divertente ed emozionante. La compagnia genovese porterĂ al Teatro San Giovanni Bosco di Edolo in via Roma 3 uno dei testi piĂš rappresentativi di Shakespeare, “Molto rumore per nullaâ€?. Il tutto è condito con una lingua

spiritosa, ironica e frizzante, facendo brillare quel mondo per soďŹ sticazione e vitalitĂ , ma, al contempo, riempiendolo di ombre. A battute esilaranti si alterneranno grida e pianti, i numeri da circo si integreranno con momenti un po’ piĂš drammatici, le canzoni allegre si muteranno in elogi funebri e i balli spensierati in danze dalle tragiche sfumature. Biglietti: intero 20 euro; ridotto 18 euro. Presso la Biblioteca Civica di Edolo (0364.770177) o la sera dello spettacolo (dalle 20).



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rima assoluta a Brescia per lo spettacolo “Guarda le stelleâ€?, offerto dall’Associazione Cmi malattie rare infantili “Cristian Romanelliâ€? in collaborazione con le associazioni Spazi musicali, Genitori Mazzano, Genitori Calcinato e con il patrocinio del Comune di Brescia. L’evento benefico, a ingresso gratuito, prevede un’offerta libera a sostegno dell’operato di Cmi. L’Associazione “Cristian Romanelliâ€? opera per dare aiuto psicologico ed economico alle famiglie con figli affetti da malattie rare. Scopo dell’Associazione è quello di farsi riferimento e sostegno ai bisogni delle famiglie e dei figli che incontrano numerose difficoltĂ nel difficile percorso della malattia. “L’idea di organizzare questo evento, è nata per far conoscere alla cittĂ  l’operato della nostra associazione e permettere un maggior radicamento della stessa sul nostro territorioâ€? ha affermato Alessandro Romanelli, presidente di Cmi, durante la presentazione dello spettacolo. “Con le generose offerte degli spettatori,

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nel cd “Ciao Piccolo Principeâ€?, che contiene le 10 canzoni originali dello spettacolo. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa, Marco Zambelli, capitano del Brescia Calcio che si è detto molto contento di appoggiare un’iniziativa in cui crede fortemente e che sarĂ presente, campionato permettendo, ai due spettacoli. “Dedico questo libro a una persona grande e al bambino che questa persona è stato‌ Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano) scrisse De Saint ExupĂŠry sul frontespizio del suo romanzo piĂš noto. L’invito dunque è rivolto a grandi e piccini perchĂŠ siano presenti numerosi allo spettacolo, domenica 2 dicembre, alle 16, al teatro Santa Giulia del Villaggio Prealpino o domenica 9, al Teatro don Gorini di Bedizzole.

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´'¡LPSRUWDQ]DJUDQGH HG¡HFFH]LRQDOHUDULWjÂľ Una selezione di oggetti di valore artistico e storico. Esemplari di rara bellezza provenienti dalle civiche raccolte sono in mostra al museo di Santa Giulia in “D’importanza grande e d’eccezionale raritĂ . Collezioni di arte applicata dei Civici Museiâ€?. â€œĂˆ il nuovo corso culturale del Museo – afferma l’assessore alla cultura Andrea Arcai – che dopo le ‘grandi mostre’ si riappropria di spazi che consentono di collocare collezioni conservate nei magazzini e di scoprire tesori nascosti che documentano la sensibilitĂ  e la generositĂ  dei bresciani nei confronti dell’arte e della propria cittĂ â€?. L’esposizione, curata da Elena Lucchesi Ragni e Maurizio Mondini, permette di ammirare un centinaio di esemplari, la cui formazione si deve ai lasciti di illuminati collezionisti e mecenati come Gabriele Scovolo, Paolo Tosio, Camillo Brozzoni e Leopardo Martinengo da Barco. Avori medievali, oreficerie sacre del ‘400, bronzetti rinascimentali, cammei di etĂ  neoclassica, paste vitree, pietre incise, placchette e medaglie, sono espressione di creativitĂ  artistica e di sapienza tecnica, oltre che testimonianze di storia del gusto. Oggetti anche di uso comune, un tempo definiti a torto ‘arte minore’, che per i materiali, le fattezze e la preziositĂ  di lavorazione sono oggi classificati di diritto ‘arti applicate’ e costituiscono un patrimonio di straordinaria importanza. Il percorso si apre con “Il sacrificio di Isaccoâ€?, notevole gruppo in avorio ed ebano del-

lo scultore tirolese Simon Troger, attivo nel ‘700, impressionante per dimensioni, preziositĂ dei materiali e virtuosismo esecutivo. L’inaugurazione della mostra è stata occasione per presentare il prezioso volume “Collezioni e Collezionisti. Arti applicate dei Civici Musei di Arte e Storia di Bresciaâ€?, curato da Elena Lucchesi Ragni e Antonio Benedetto Spada e realizzato grazie al contributo dell’Associazione amici dei musei. (v.b.)

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Sabato 24 novembre alle 9.30 nelle Sale affrescate dell’Istituto Cesare Arici in via Trieste 17 a Brescia, si terrĂ un incontro di orientamento alla scelta della scuola superiore dal titolo “PerchĂŠ il classico? Economia e scienza si confrontano con gli studi classiciâ€?. Interverranno Grazia Savelli, commercialista e Paolo Dughi direttore del Servizio di anestesia dell’ospedale civile di Iseo, dell’azienda ospedaliera Mellino Mellini.

VenerdĂŹ 7 dicembre alle 21 al Palafiera di Brescia farĂ tappa il carrozzone de “Colorado tourâ€?. Paolo Ruffini guiderĂ  Baz, Pintus, I fichi d’India, I turbolenti, Andrea Pucci, i Gem Boy, Didi Mazzilli, Apetta (Nicoletta Nigro), Bianghi & Pulci, Pampers (Andrea e Luca), Andrea Viganò, Luna e Max Pieriboni in una serata di divertimento. I biglietti sono in prevendita divisi per i tre settori da 33 a 38 euro. Per informazioni cipiesse-bs.it

MercoledĂŹ 28 novembre alle 17.30 sarĂ presentato il romanzo per bambini “Cinquezampe lo Strapolloâ€? (edito Meccanica delle idee) di Pedro Aparicio Herrera. Il protagonista è un pulcino buono, gentile, giallo e morbido, che vive la difďŹ coltĂ  dell’essere nato con cinque zampe. I suoi amici pulcini lo considerano “stranoâ€?, diverso... Conduce Piera Maculotti; presente l’assessore provinciale Aristide Peli oltre all’autore messicano.

  

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definito il programma della sesta edizione di Saltuaria, Rassegna teatrale Discontinua a Palazzolo. Molte le novità che confermano la dinamicità dell’Associazione Teatro Flautomagico che, pur in tempi di crisi, si propone a tutti, giovani, adulti, piccoli, di indagare, approfondire e divulgare i diversi linguaggi del teatro contemporaneo internazionale. Una finestra culturale aperta al mondo resa quest’anno possibile anche grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla Ccltura, con la Biblioteca comunale, con il Teatro Caverna di Bergamo, con l’Associazione TanaLiberaTutti di Orzinuovi e che ha creato una manifestazione densa di significati culturali, umani, antropologici, ricca di spettacoli dal vivo di respiro internazionale, ma anche attenta e aperta alla valorizzazione delle esperienze di gruppi e compagnie locali. L’edizione Saltuaria 2012/2013 si articolerà a partire dal 7 dicembre 2012 e fino al 8 giugno 2013 e proporrà 22 momenti artistici e culturali che spaziano dal teatro alla danza, a laboratori teatrali, a incontri con la

  

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tatori ad incontrare nuove poetiche e pratiche teatrali. Diversi gli spazi utilizzati: la Biblioteca, l’aula magna ML King, il Teatro sociale e case di amici dove saranno ospitati persone e gruppi del teatro contemporaneo sia di provenienza nazionale che internazionale: Africa, Brasile, mondo islamico e varie zone e culture italiane e nostrane. La qualitĂ e la varietĂ  delle originali proposte presentate, il rilievo degli artisti ospitati e un’organizzazione attenta sono fra i principali elementi che hanno finora permesso alla rassegna di riscuotere un forte interesse mediatico e di attrarre attenzione e curiositĂ . Si parte venerdĂŹ 7 dicembre “Architetture popâ€? (musica) Dead CanDies + NaNa Bang! in concerto. Da lunedĂŹ 10 a venerdĂŹ 14 dicembre: Scrivere per la scena, laboratorio pratico di drammaturgia, con Rita Frongia (Cagliari). Sabato 15 dicembre: “La morte di Giulio Cesareâ€?, Claudio Morganti (Prato). Domenica 16 dicembre 2012: SaltuariaBaby, di Cesar Brie e Teatro Patalò. Sul sito teatroflautomagico.org si potranno conoscere tutte le informazioni al riguardo. Saltuaria Rassegna teatrale discontinua è anche su Facebook.

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qualsiasi luogo, ma decise, consapevolmente, per il lagoâ€?. Lo testimoniano un’annotazione autografa del gennaio 1921 nella quale afferma “sento che è lĂ sul Garda che il mio destino mi spinge ad abitareâ€? e la richiesta agli amici “cercate una casa sull’acqua e in Italia settentrionaleâ€?. Quell’acqua “di malachite levigata con qualcosa d’impudicoâ€? è forse giĂ  conosciuta per amore quando frequenta Alessandra Starabba di RudinĂŹ “alta, bionda, sicura di sĂŠ, un’amazzoneâ€?,

per gelosia della quale Eleonora Duse lo lascia. La scelta cade sulla villa settecentesca appartenuta al tedesco Henry Thode, dal modesto aspetto architettonico, ma che cela al suo interno vere e proprie meraviglie, come la biblioteca e il pianoforte di Liszt (ora alla Scala, tornerà sul Garda per un concerto l’estate prossima). Una scelta consapevole. In realtà, il complesso che diventerà il Vittoriale degli Italiani non fu mai acquistato da D’Annunzio, che con una ardita

operazione immobiliare, ricordata nel motto “io ho quel che ho donatoâ€? impresso sul portale d’ingresso, ‘regalò’ allo Stato italiano. E Mussolini provvede ad esaudire i ‘desiderata’ del Vate, versando per il suo mantenimento dal ‘22 al ‘27 sei milioni di lire. Nel 2013, a 150 anni dalla nascita e a 75 dalla morte, D’Annunzio “innovatore, uomo proiettato nel futuro, per nulla decadenteâ€?, sarĂ ricordato con una serie di importanti appuntamenti; si parte a febbraio dalla nostra cittĂ .



  

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uriosi, vivaci e colorati, gli studenti di alcune delle scuole superiori della cittĂ si sono radunati in centro per vedere il risultato del lavoro sul tema della pubblicitĂ  di alcuni coetanei. Un evento organizzato dal Movimento dei Focolari di Brescia. Si è concluso, infatti, con un incontro all’auditorium San Barnaba di Brescia, il progetto per le scuole superiori “spot‌si giraâ€? un percorso di conoscenza dei meccanismi della pubblicitĂ  che ha portato alla realizzazione di alcuni lavori. L’appuntamento ha permesso la proiezione dei tre spot realizzati dagli studenti sui temi della tossicodipendenza, della multiculturalitĂ  e del rapporto uomo-donna. Tre video autoprodotti della durata di pochi minuti ciascuno hanno mostrato la fiducia e l’entusiasmo dei giovani bresciani verso un futuro di salute e integrazione. Durante il percorso durato un anno, Raffaele Cardarelli, pubblicitario ed esperto di comunicazione, nonchĂŠ membro di Net-one rete di operatori dei media con lo scopo di promuovere una comunicazione che susciti fraternitĂ , ha portato i giovani all’analisi appro-

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fondita dei meccanismi che stanno dietro le quinte di uno spot guidandoli nella realizzazione dei lavori presentati. Ha ringraziato le persone che gli hanno permesso di realizzare il suo sogno di poter trasmettere e insegnare ai giovani ciò che ha imparato in una vita di lavoro. Quello che muove ogni comportamento umano, dice ai ragazzi, è la emotion (in origine smuovere, commuovere) è questo che influenza le persone e fa si che avvenga un movimento. Bisogna parti-

re dal presupposto, aggiunge ancora, che noi siamo fatti per stare insieme, ma razionalizzare, togliere le emozioni, è ciò che ci divide. Ecco allora che la pubblicità può essere vista e usata non solo per vendere un prodotto, ma per unire attraverso l’uso delle emozioni che ci accomunano. L’augurio conclusivo di Cardarelli è che questa giornata non sia una conclusione, ma un inizio e che i ragazzi e il loro lavoro siano i semi per una nuova cultura e non i risultati.

 

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legge nella prefazione – vuole, semplicemente “riprendere i ‘novissimi’ che la teologia e la catechesi avevano illustrato ai fedeli e ridirli in una forma che tenga conto sia della tradizione sia delle sfide che l’attuale orizzonte culturale pone alla fede cristiana circa il destino degli umaniâ€?. Conoscere il proprio destino, aprire uno spiraglio su quanto avviene dopo la morte è una curiositĂ comune a tutti gli uomini, una domanda che,

pur in una cultura appiattita sul presente, assume spesso carattere di urgenza, diventa bisogno. Ricerche di senso ultimo, che a volte sconfinano nell’affidarsi alla magia, agli oroscopi, a certi racconti di risvegli dal coma, esprimono l’inestirpabile desiderio umano di vedere oltre l’incertezza del proprio futuro. Da questo desiderio, al quale tutte le religioni offrono una risposta, parte Giacomo Canobbio per ripercorrere quanto propone

la teologia cristiana. Senza sottrarsi alle provocazioni della cultura attuale, egli si confronta con i risultati della ricerca scientifica cosĂŹ come con la riflessione filosofica, analizzando modelli di visione della morte e obiezioni anche autorevoli a una vita ultraterrena. Ne derivano illuminanti spunti di riflessione sui ‘novissimi’, su destino e libertĂ , sull’anima umana, sulla necessitĂ  di un cammino di purificazione.

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’infanzia di GesĂšâ€?, terzo libro della trilogia iniziata nel 2006 da Benedetto XVI con “GesĂš di Nazaretâ€?, e proseguita nel 2010 con “Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezioneâ€?, è nelle librerie di 50 Paesi del mondo, tradotto in nove lingue. La prima edizione, di oltre un milione di copie, sarĂ presto seguita dalle traduzioni in altre 20 lingue che diffonderanno il volume in altri 72 Paesi. Il Papa offre ai lettori uno “spaccatoâ€? dei primi anni della vita di GesĂš, soffermandosi in particolare sulla genealogia del Salvatore, cosĂŹ come delineata nei Vangeli di Matteo e di Luca (primo capitolo). Passa poi a riflettere sugli eventi che fanno seguito all’annuncio a Maria (secondo capitolo) e al loro significato per l’intera umanitĂ  dopo la risposta “liberaâ€? della stessa madre di GesĂš. Nel terzo capitolo, quello sulla nascita, la figura del Cristo viene collocata nella storia del suo tempo, con la concretezza del dominio da parte dell’impero romano sulla Palestina. Infine, nel quarto capitolo compaiono i Magi, simbolo della ricerca che ogni uomo e donna compiono verso la veritĂ  profonda dell’esi-

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vasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, ha evidenziato che i “180 versetti dei Vangeli sulla vita di GesĂš risultano tra i piĂš ripresi a livello artistico insieme alla passioneâ€? e che “rispondono alla domanda su GesĂš: da dove vieni?â€?. “In GesĂš e a partire dall’obbedienza libera e consapevole di Maria – ha affermato la teologa brasiliana Maria Chiara Bingemer, docente a Rio de Janeiro – l’umanitĂ ricomincia e si rinnova. Il Papa sottolinea molto il ruolo centrale di Maria e il rispetto di Dio per la libertĂ  umana che in lei non trova ostacoliâ€?. Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri che insieme alla Libreria editrice vaticana ha sostenuto l’iniziativa editoriale, ha invece sottolineato come “la narrazione dell’infanzia di GesĂš presentata nel volume ci rimanda a una figura storica vera e convincenteâ€?: â€œĂˆ un libro su un bambino e su una donna – ha aggiunto – e sul grande significato della libertĂ â€?. Concludendo la presentazione p. Lombardi ha richiamato le parole del card. Carlo Maria Martini che, a proposito dei libri del Papa, aveva parlato di “una grande e ardente testimonianza su GesĂš e sul suo significato per la storia dell’umanitĂ â€?.

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Dal lunedì al venerdì a partire dalle 7, Radio Voce vi informa sui principali fatti da Brescia, dall’Italia e dal mondo. Nell’arco di oltre due ore in diretta, potete seguire rassegne stampa locali e nazionali ed approfondimenti sulle notizie principali. Per cominciare la giornata col piede giusto, ascoltando la musica migliore, e costantemente informati, l’appuntamento è con Brescia in diretta. Seguite il nostro consiglio e buon ascolto.

La Messa del sabato alle 18.30, viene trasmessa in diretta dalla Chiesa di San Giacomo apostolo di Ospitaletto su TT 2 Teletutto (87) e Super Tv (92-115).







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Domenica 25 novembre si celebra la Giornata del Seminario. Una giornata nella quale la diocesi invita le parrocchie a pregare per le vocazioni e i seminaristi. In Primo Piano (alle 9.30) va in onda l’intervista a mons. Enrico Tosi, per 32 anni direttore spirituale in Seminario. Nella rubrica Ecclesia (in novembre in collaborazione con l’UfďŹ cio Caritas, alle 11) Marco Danesi presenta la Giornata del pane, e l’Avvento

La prossima puntata della rubrica settimanale “La Buona Notiziaâ€? apre con il servizio sulla “Giornata del Seminarioâ€? e l’invito alle parrocchie a riettere sulla vocazione in senso piĂš ampio. A seguire: “Turismo. Convegno a Santa Giuliaâ€?, organizzato dall’UfďŹ cio per il turismo e pellegrinaggi e introdotto dal vescovo Monari con un intervento sul tema “Le querce di Mamreâ€?; “Pontasio e la sua chiesaâ€?, con mons. Monari che ha consacrato

di carità . Alle 11.20 la Rubrica letture per lo spirito a cura di suor Francesca Bernacchia è dedicata a David Grossman. Il programma domenicale prodotto da VoceMedia e curato da Betty Cattaneo, va in onda (in differita e in diversi orari) anche su Radio Voce Camuna, Ecz, Radio Claronda, Radio Basilica Verolanuova, Radio Ponte di Manerbio e Radio RaphaÍl. Le rubriche sono disponibili in podcast su www. radiovoce.it.

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la chiesa parrocchiale; “Corteno e la beata Troncattiâ€?. La rubrica “4 parole...â€? è con mons. Cesare Polvara sul Sinodo. “La Buona Notiziaâ€? va in onda: la domenica alle 13.05 su Teletutto e alle 18.30 su Tt2 Teletutto; su Super TV la domenica e il martedĂŹ alle 20; su PiĂš Valli TV la domenica alle 8; su Teleboario la domenica alle 8.15 e alle 10; e su www.vocemedia. tv che manderĂ in onda anche il documentario su “I diritti umani, fondamento del vivere socialeâ€?.











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3HUIRUWXQDFDQLHJDWWLQRQVDQQRSDUODUH I confini della realtà , oltre i quali c’è solo lo spettacolo: oggi ogni evento che accade in televisione è fuori discussione, è certificato dalla credibilità che essa stessa si è guadagnata nel corso del tempo. Spesso permettiamo che, in virtÚ di questa autorevolezza ereditata dal passato, anche la tv peggiore abbia la stessa credibilità della migliore. E spesso ciò che rappresenta il peggio della tv è la distorsione della realtà, gonfiata o sminuita a seconda degli interessi in gioco. Ne è un esempio la moda, lanciata in tv anni fa ma oggi piÚ che mai esibita come imprescindibile aspetto della nostra vita, degli animali da compagnia,

per dirla in inglese i cosiddetti “petâ€?, i cuccioli da accarezzare e coccolare, gli amici inseparabili di una vita. Ăˆ importante precisare una sacrosanta veritĂ : nella vita reale cani e gatti per lo piĂš, ma anche uccelli o animali da cortile, rappresentano un’immensa ricchezza per i loro padroni. E non solo per la mera funzione di guardia o di sostentamento. L’amore per gli animali in quanto creature è un tassello fondamentale per costruire una societĂ  equilibrata. Possedere e accudire un animale significa anche compagnia, tenerezza, divertimento, a volte consolazione. Ecco quindi che arriva la televisione,

che con il suo circo di colori deve rendere “televisibileâ€? e spettacolare anche la realtĂ di tutti i giorni, spalmando di vernice gli aspetti piĂš normali della vita e gridando “L’ho inventato io!â€?. Ha iniziato a mostrarci le star piĂš o meno acclamate che trattavano i loro cuccioli come loro stesse erano state trattate dallo show-business, coprendoli di attenzioni, vestendoli con gioielli di lusso, rendendoli delle piccole star a quattro zampe. Cani nutriti e vestiti come se fossero bambini, gatti idolatrati che nemmeno gli antichi egizi... La tv ha fatto l’unica cosa che sa fare bene: l’ha sparata grossa, si è riempita fino all’orlo di

questa eccentricitĂ nei confronti degli animali e poi, una volta catturata l’attenzione del telespettatore lo ha convinto che la realtĂ  era cambiata. Nel piccolo schermo ormai il mondo dei pet non è piĂš uno dei tasselli che compongono la vita di una persona, è diventato il nucleo intorno al quale tutto gira. Lo dimostrano programmi come “Dog whispererâ€?, in onda su Cielo: uno psicologo dei cani aiuta preoccupati e apprensivi padroni a comprendere le necessitĂ  e i linguaggi del malcapitato quadrupede, che forse vorrebbe semplicemente farsi una corsa in un prato, ma che inve-

 

ce viene psicanalizzato e rieducato secondo i nuovi dogmi dell’educazione umano-canina. E su Fox Italia arriverĂ presto “Cambio caneâ€?: due famiglie si scambiano il turbolento cane per qualche giorno, educandosi ad accettare e comprendere i suoi problemi e modificando le proprie abitudini per risolverli. Una piacevole consuetudine di vita, il rapporto uomo-animale, viene stravolta, banalizzata, riscritta e messa in scena per esigenze di ascolti. E il pubblico assimila e si modella a questo qualunquismo, convinto che sia tutto vero. Fortuna che cani e gatti non sanno parlare‌


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Â?Â?‘•–”ƒDz ÂŽ…ƒÂ?–‹…‘†‡‹…ƒÂ?–‹…‹dz “Das Hohelied der liebe .- Cantico dei canticiâ€? è l’ultimo frutto di una proďŹ cua collaborazione tra l’Associazione per l’arte Le stelle e la Pastoreale degli artisti della diocesi di Passau, in Baviera. L’esposizione si inaugura sabato 24 novembre alle 17.30 in San Zenone all’Arco, preceduta dall’intervento di don Amerigo Barbieri su “Tutto in lui risveglia il mio desiderioâ€? e il concerto del coro della Cappella musicale San Francesco da Paola

di Reggio Emilia. 31 artisti europei per la prima volta sono riuniti attorno ad un tema da interpretare visivamente. Il Cantico dei Cantici è un testo biblico unico, con un’esaltazione dell’amore. Tra gli artisti ce ne sono 16 tedeschi e 15 italiani provenienti da varie regioni che utilizzano diverse modalitĂ interpretative dell’arte contemporanea: dall’incisione alla fotograďŹ a, dai dipinti alle sculture ďŹ no al vetro sofďŹ ato e fuso.

 

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Non si fa mancare niente il film che Sergio Castellitto ha tratto dal romanzo di successo scritto dalla moglie Margaret Mazzantini e edito da Mondadori. In “Venuto al mondoâ€? ci sono le sofferenze dell’amore e le brutture della guerra, donne alle prese con il dramma della maternitĂ negata e uomini continuamente travolti da passioni, entusiasmi, orrori. Molti sono i personaggi sopra le righe: su tutti il protagonista Diego (Emile Hirsch), il bel

 

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